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Conselvano gen2014 n7

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del Conselvano CONSELVANO Periodico d’informazione locale. Anno XXI n.7 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Bagnoli Grande prosa e lirica al teatro comunale

Mobilità Pedaggi autostradali e biglietti dei treni più cari pag.

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Agna, novità Radio Soul, dalla canonica al popolo del web

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editoriale

unione conselvano ora si fa sul serio

Amarezza metropolitana di Nicola Stievano

Ormai entra nel vivo il percorso che porterà al decollo dell’Unione dei Comuni del Conselvano. Il “rodaggio” è giunto al giro di boa ed entro il mese di marzo gli amministratori dovranno definire l’organigramma dell’Ente composto da Conselve, Agna, Arre, Bagnoli, Candiana, Terrassa e Bovolenta. pag. 6

ottanta firme per i dossi a terradura

La petizione corredata di oltre ottanta firme, presentata dai residenti di via Sant’Antonio a Terradura, che si lamentavano della pericolosità dell’arteria viaria, troppo spesso percorsa a velocità sostenuta dagli automobilisti, non è rimasta inesaudita. Il Comune ha provveduto a far installare due dossi. pag. 14 10%

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Bovolenta con l’acqua alla gola, come sempre

All’ennesima emergenza fiumi, i problemi sono quelli di sempre, urgono gli interventi

A

ncora quattro giorni con l’acqua alla gola a Bovolenta per l’ennesima piena del Bacchiglione, ancora la paura di vedere le proprie case invase dall’acqua, l’angoscia di dover scappare, l’incertezza che torna ad ogni ondata di maltempo. Un triste copione che per Bovolenta si ripete con ansia crescente ogni volta che il fiume supera i livelli di guardia. Il maltempo dei primi giorni di febbraio ha portato ad un nuovo record, 7 metri e 98 centimetri, appena sopra il livello delle piene disastrose

del 1966 e 2010. Per un soffio l’intero paese non è finito sott’acqua, per un soffio gli argini hanno retto l’immensa forza della piena e anche i murazzi, sempre più malandati, hanno fatto il loro dovere. Intanto però oltre 300 persone hanno dovuto lasciare le proprie case, i volontari della protezione civile hanno lavorato senza sosta insieme a forze dell’ordine e istituzioni, la vita del paese è rimasta paralizzata per più di 48 ore e migliaia di persone non hanno chiuso occhio quelle notti. Stavolta Bovolenta se

l’è cavata, purtroppo non è andata meglio a Battaglia, alla zona termale e nelle altre aree allagate, ma chi abita nel paese dei fiumi sa che il pericolo rimane, almeno finché non si mette mano alle opere più urgenti. Il sindaco Vittorio Meneghello, dopo aver firmato le ordinanze di riapertura del paese, ha scritto una lettera di poche righe indirizzata a tutte le autorità, dal Governo in giù. “Mi sono permesso di sottolineare, ancora una volta - spiega - che Bovolenta ha bisogno di due lavori urgenti e pag. 13 indifferibili”.

l 2014 dovrebbe essere l’anno della città metropolitana Padova - Venezia -Treviso, durante il quale il progetto prenderà forma e finalmente decollerà dopo un lungo dibattito politico. Ma l’anno nuovo non si apre certo sotto i migliori auspici visto che l’intento di dare vita ad un grande sistema di relazioni fra i tre centri e i territori interessati rischia di essere ridimensionato, se non addirittura affossato, dalle carenze della rete dei trasporti. In una città metropolitana che si rispetti i collegamenti ferroviari e stradali dovrebbero essere potenziati al massimo, resi più efficienti e messi a disposizione dei lavoratori e di tutti coloro che si muovono quotidianamente all’interno dell’area. Solo così è possibile accorciare le distanze, rendere più facili gli spostamenti di uomini e merci. Invece questo 2014 si apre con i problemi di sempre soprattutto sul fronte del trasporti ferroviari. Nonostante i notevoli investimenti, specialmente sulla linea Padova - Venezia, il sistema ferroviario metropolitano, del quale si sente parlare ormai da un ventennio buono, è ancora al palo e i collegamenti, dopo l’entrata in vigore del nuovo orario “cadenzato”, mostrano tutta la loro fragilità proprio in ambito locale. continua a pag.

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L’Intervento

Sì alla sicurezza alimentare, no alla demagogia di Giovanni Taliana*

L

a lotta alla contraffazione alimentare e la sicurezza del consumatore sono troppo importanti per essere oggetto di demagogia e di polveroni mediatici. Siamo da sempre in prima linea nella difesa della qualità delle nostre produzioni e della sicurezza alimentare. *Presidente della Sezione alimentari di Confindustria Padova

continua a pag.

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editoriale

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Amarezza metropolitana

Polizia Municipale di Padova

troppi ubriachi ancora al volante

Il 2013 si è chiuso con un bilancio preoccupante per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza. Sono infatti 224 le persone che l’anno scorso al controllo di polizia stradale presentavano un tasso alcolemico nel sangue superiore ai limiti di legge: una ventina di casi in più rispetto al 2012. Sono invece 28 le persone risultate positive al controllo stradale per uso di sostanze stupefacenti contro le 16 del 2012. I dati sono della polizia municipale di padova, a conferma di una situazione critica. Numeri importanti perchè tale comportamento oltre a subire le gravi conseguenze previste dal codice della strada mette a rischio la sicurezza.

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Ormai le proteste dei pendolari sono all’ordine del giorno e le notizie dei disagi si moltiplicano, al punto che la Regione ha intenzione di cancellare l’accordo per il trasporto locale con Trenitalia e individuare altre soluzioni. Proprio mentre andiamo in stampa arriva la notizia che il Governatore del Veneto Zaia ha revocato il contratto con Trenitalia invocando la possibilità di fare una gara per assegnare il servizio. “Mettiamo in discussione il fatto che ci possa essere solo ed esclusivamente un gestore per i treni regionali. - ha detto - Facciamo una gara, è una facoltà che ci viene data dalla legge”. Non è accettabile che migliaia di lavoratori ogni giorno siano in balia di ritardi, cancellazioni, disservizi e molte altre incognite che causano problemi a non finire. Non è accettabile che chi sceglie o è costretto a ricorrere ai mezzi pubblici si trovi a dover affrontare temi di percorrenza insostenibili, almeno il doppio rispetto a chi ricorre all’automobile. Ma anche per gli automobilisti muoversi all’interno della città metropolitana comincia a costare caro, molto caro. Ad inizio anno gli aumenti dei pedaggi su sistema autostradale tra Padova, Venezia, Treviso e Rovigo sono un’amara realtà con la quale sono chiamati a fare i conti anche gli autotrasportatori. A quanto pare è il prezzo da pagare per la costruzione del Passante, il quale però, con queste cifre rischia di essere sempre meno frequentato, soprattutto dai pendolari. Anche loro devono far quadrare i conti con costi sempre più alti e stipendi al palo. Mentre la politica sta cercando di correre ai ripari prevedendo sconti e agevolazioni per i residenti, soluzioni che probabilmente dovevano essere messe a punto prima dell’introduzione degli aumenti, c’è chi prevede un sensibile aumento del traffico sulla viabilità locale. E qui siamo ancora in pieno scaricabarile fra entri e Regione. Davvero un pessimo debutto per l’anno della Pa-Tre-Ve. di Nicola Stievano

nuova gestione al caffe’ pedrocchi

Il Comune di Padova ha affidato ufficialmente a F&deGroup la gestione dello storico caffè Pedrocchi. L’accordo siglato tra l’Amministrazione cittadina e la società specializzata nella gestione di servizi food & beverage prevede un contratto in concessione di 15 anni e la realizzazione di un intervento di ristrutturazione e restyling per riportare lo storico luogo di incontro dei padovani alla sua antica bellezza. Lo storico punto di ritrovo e riferimento per tanti padovani rimarrà chiuso fino a tutto febbrario per permettere i lavori.

All’indirizzo www.binp.regione.veneto. it è attivo BinP-Biblioteche in Polo, il Portale web delle biblioteche che aderiscono al Polo Sbn della Regione del Veneto. Sbn (Servizio Bibliotecario Nazionale) è la più grande rete di biblioteche in Italia. Ora, grazie al nuovo portale, è a disposizione di tutti un modo veloce e semplice per trovare documenti, fare ricerche, conoscere servizi ed eventi delle biblioteche. Il Polo del Veneto, di cui è titolare e gestore la Regione, è il secondo Polo bibliotecario nazionale per dimensioni. Un primato per la cultura di casa nostra.

gare d’appalto, aiuto ai piccoli comuni

intervento a cuore aperto, 50 anni fa

Due mesi di lavori di restyling

biblioteche venete il “super portale”

Centrale unica di committenza

Lo eseguì Cevese nel 1964

Sono trascorsi 50 anni da quando, il 24 gennaio 1964, veniva eseguito a Padova, dal professor Giuseppe Cevese, il primo intervento chirurgico a cuore aperto in circolazione extracorporea di una cardiopatia congenita. Da quella data sono stati eseguiti nel centro padovano più di 40.000 interventi a cuore aperto in adulti e bambini.

E’ il secondo polo nazionale

Conselvano cartura, sociale Giovani in gioco con entusiasmo e competenza pag.

Terrassa, bilancio

Provincia SANITà PADOVANA

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Estinti quattro mutui con le risorse disponibili, servizi da garantire pag. 9

agna, sociale

10 anni di impegno per l’associazione “Non so beo ma...” pag. 18

A Brusegana il nuovo polo per l’assistenza pag.

ambiente

Urbanistica

19

Raccolta rifiuti dossier 5 Stelle su ciò che non va nel servizio pag. 22

mondo scuola

Liceali vincono il mega concorso europeo pag.

Regione

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Sos Eduka

Piano Casa: L’ultima parola ai sindaci pag. 30-31

Economia

Il Veneto si affida all’export per uscire dalla crisi pag.

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Salgado a Venezia presenta la nuova mostra “Genesi” pag.

34

Cultura

“Grazie alla centrale unica di committenza riusciamo a sostenere soprattutto i piccoli comuni – ha dichiarato la presidente della Provincia di Padova Barbara Degani – mi riferisco a quelli al di sotto dei 5.000 abitanti che magari non hanno a disposizione professionalità adeguate per indire le gare d’appalto”. La novità è stata introdotta nell’ambito delle misure “salva Italia”.

Parte il corso per badanti

L’8 marzo presso il centro Sos Eduka di Piove di Sacco, alle ore 10.00, ci sarà la presentazione del corso di formazione per badanti. Tale progetto si pone come obiettivo principale quello di risolvere alcune problematiche relative al difficile reperimento di persone formate e qualificate da personale esperto che svolgano il ruolo di Badante a sostegno delle numerose famiglie presenti nel territorio di competenza che quotidianamente si fanno carico dell’assistenza di un familiare anziano o comunque non autosufficiente.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà di

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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Questa edizione raggiunge le zone Conselve, Tribano, Cartura, Candiana, Due Carrare, Agna, Bovolenta per un numero complessivo di 13.208 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Venezia Padova Rovigo Treviso

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 29 gennaio 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese CARO PEDAGGI Il ministro Lupi annuncia le agevolazioni fino al 20% per chi percorre l’autostrada tutti i giorni, con effetto retroattivo dal primo febbraio. Non mancano però le perplessità su un meccanismo che rischia di escludere comunque migliaia di automobilisti e di bloccare la realizzazione della città metropolitana Padova - Venezia Treviso proprio in uno dei suoi aspetti più importanti, il sistema dei trasporti

Sconti ai pendolari, per

di Nicola Stievano

Zaia e Chisso plaudono al provvedimento: “ora la proroga delle concessioni autostradali”

Critico Bottacin “Questo non farà che scaricare i costi sugli automobilisti, meglio fare le gare”

D

opo un mese di polemiche di fuoco sul caro pedaggio ecco la “soluzione Lupi”: uno sconto progressivo per i pendolari che usano l’autostrada quasi tutti i giorni fino ad un massimo del 20 per cento. L’annuncio arriva direttamente da ministro dei trasporti con l’intento di mettere fine alle polemiche, specie in Veneto, regione in cui le tariffe autostradali hanno conosciuto i rincari più elevati, e andare incontro ai lavoratori pendolari. Sarà così? Staremo a vedere perché qualche ora dopo la pubblicazione delle modalità per ottenere gli sconti (almeno 20 viaggi mensili sulla stessa tratta, sconto progressivo dall’1 al 20 per cento fino ad un massimo di 46 viaggi, su una percorrenza non superiore ai 50 chilometri) gli automobilisti già iniziavano a sbizzarrirsi sui diversi “scenari”, constatando che alla fine la soluzione è il solito compromesso all’italiana, congegnato da una parte per accontentare i clienti e dall’altra per non scontentare le concessionarie autostradali, assai restie ad allentare i cordoni della borsa. PENDOLARI AGEVOLATI? Se sulla carta nel nostro Veneto sarebbero qualche decina di migliaia gli automobilisti in possesso dei requisiti per ottenere gli sconti dall’altra, osservano in parecchi, i veri benefici li vedrà solamente chi prenderà l’autostrada tutti i giorni per almeno cinque volte la settimana, sullo stesso percorso, andata e ritorno.

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L

e agevolazioni sono applicate a Tutti i possessori di Telepass (con contratti family, business e ricaricabili, abbinati a persone fisiche ed a veicoli di classe A) che abbiano effettuato la registrazione e che utilizzino l’autostrada come pendolari tra due stazioni predefinite, con percorso massimo di 50 chilometri. La percentuale di sconto è proporzionale al numero dei viaggi e non alla loro lunghezza. Sino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21° transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi…) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40° transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46° viaggio (i giorni lavorativi in un mese sono al massimo 23) lo sconto del 20%. Per i transiti successivi al 46° viaggio si paga la tariffa intera. Lo sconto è applicato per un massimo di due viaggi al giorno, compresi i festivi. Per registrarsi basta andare, a partire indicativamente dal 25 febbraio 2014 (gli sconti sono comunque validi dal 1° febbraio) sul sito Telepass (www.telepass. it) o sul sito/ufficio della Concessionaria interessata, definendo il percorso che si utilizza abitualmente, indicando il casello di entrata e quello di uscita. Per il sistema aperto, in cui il cliente non effettua la transazione che permette di stabilire da dove si proviene e/o dove si è diretti, il cliente indicherà il casello o la barriera di attraversamento. Lo sconto verrà calcolato al termine del mese in cui vengono effettuati i transiti.

Poca cosa dunque rispetto a quanto si paga in più sulle nostre autostrade dall’inizio dell’anno. Piuttosto che niente, osservano invece altri, si tratta almeno di un primo passo che porterà un beneficio a chi effettivamente percorre l’autostrada tutti i giorni per recarsi al lavoro. Considerando che tra andata e ritorno sulla Padova - Venezia o sul Passante, per citare due delle autostrade più frequentate dai nostri pendolari, con le tariffe attuali si arrivano a spendere anche 6-7 euro al giorno, lo sconto massimo che si potrà ottenere in un mese, per chi usa l’autostrada tutti i giorni, può arrivare anche a 30 euro. Basterà a convincere migliaia di automobilisti ad accantonare l’idea di percorrere la viabilità locale, con il rischio di congestionare il già difficile traffico locale? Il ministro Maurizio Lupi ha cercato di portare a casa la soluzione più vantaggiosa possibile, facendola applicare retroattivamente dal primo febbraio. “Abbiamo voluto dare un segnale chiaro ai pendolari, - spiega - una categoria che oggi soffre la crisi economica e sulla quale l’impatto degli aumenti dei pedaggi si faceva sentire in modo significativo”. IL NODO DELLE CONCESSIONI. Dietro alla questione degli sconti si gioca una battaglia ancor più delicata e controversa, quella della proroga delle concessioni autostradali. Tant’è che qualche ora dopo l’annuncio del ministro sia il

Presidente veneto Zaia che l’assessore Chisso si sono affrettati a sottolineare la necessità di prolungare le concessioni, visto che gli sconti, almeno per i primi mesi, ricadranno sulle concessionarie. “Vediamo raggiunto un obiettivo che abbiamo fortemente voluto e perseguito. - afferma Chisso - Un traguardo che è anche nostro. Ora il prossimo passo è il prolungamento della concessione”. In questo periodo il Ministero si è impegnato a trovare delle “compensazioni” a tutela dei bilanci delle concessionarie e a studiare la percorribilità di un allungamento delle concessioni. Un aspetto questo che l’Unione Europea non vede proprio positivamente, anche se i concessionari faranno di tutto per ottenerlo. Il confronto politico è aperto, anche perché in Veneto verranno costruite altre arterie stradali a pedaggio. Operazioni che si ripercuoteranno sulla definizione delle tariffe di pedaggio, con le immancabili proteste dei cittadini. Diego Bottacin, consigliere regionale del gruppo misto, si scaglia contro l’allungamento delle concessioni. “Questo non farà che scaricare i costi dei mini sconti applicati oggi sugli utenti di domani, che pagheranno un prezzo ben superiore. L’unica via d’uscita è invece introdurre criteri di concorrenza nel sistema. Il Ministero deve riscattare tutte le concessioni e organizzare delle gare a evidenza pubblica a cui possano partecipare i potenziali gestori”.


Argomento del mese 5 Infrastrutture

r molti ma non per tutti Il confronto politico Critici sulla gestione locale Peraro e Valdegamberi

“Gli aumenti delle tariffe si ripercuotono sulla viabilità” di Nicola Stievano

V

eneto con le autostrade più care d’Italia: questo lo scenario che andrà a delinearsi con la realizzazione dei nuovi tratti a pedaggio, dalla Nogara - mare in polesine, alla regionale 10 nella Bassa Padovana, dalla pedemontana Veneta alla nuova Romea Commerciale, e tutto con il meccanismo della finanza di progetto, come è stato per il Passante di Mestre. E’ in gioco non solo l’assetto della viabilità e dei trasporti all’interno di aree nevralgiche della città metropolitana Padova - Venezia - Treviso, che rischia di essere messa in discussione proprio dalla difficoltà e dagli alti costi di spostamento, ma anche una politica di intervento che avrà conseguenze concrete sulle tasche dei cittadini. Nella Bassa Padovana, ad esempio, già monta la protesta per l’esenzione del pedaggio lungo la nuova Regionale 10 ridotta a solo due anni, con la conseguenza che una volta scaduto questo termine i residenti del territorio saranno costretti a pagare anche per andare nel nuovo ospedale all’uscita della superstrada. Non va meglio in Polesine né nella Riviera del Brenta, alle prese con il caro pedaggi sul già costoso Passante. Il terreno di scontro è infuocato soprattutto intorno alle concessioni, che lasciano alle società carta bianca sulle politiche dei prezzi. Stefano Peraro, consigliere regionale Udc, parla di cortocircuito politico - tecnico. “Politico, perché il Presidente Zaia sulle tariffe critica i presidenti delle concessionarie da lui nominati o appartenenti al suo stesso partito. Tecnico, perché con gli aumenti si riducono i flussi di traffico lungo le autostrade, che si riversano o nella viabilità ordinaria o nel trasporto pubblico locale, settori che non se la passano bene nella nostra regione. Di certo non servono i 52 milioni di euro previsti dal bilancio 2014, dopo 3 anni di assenza di investimenti regionali, a cambiare le sorti della viabilità veneta”. Per Stefano Valdegamberi di Futuro Popolare “le tariffe potrebbero scendere del 15-20 per cento facendo luce e pulizia nella gestione delle società concessionarie. Basta evitare di gestire le autostrade come è stato fatto negli ultimi anni”.

Lucio Tiozzo, Bruno Pigozzo e Franco Bonfante

Gruppo del PD in Consiglio regionale

“Al pettine vent’anni di politiche sbagliate” S

empre caldo il fronte dei trasporti in Veneto, in un crescendo di disagi ai danni dell’utenza, tanto nei collegamenti ferroviari che lungo le strade. A dominare in questo periodo le questioni legate all’introduzione del nuovo orario cadenzato e al rincaro dei pedaggi autostradali. Due emergenze per le quali il gruppo del Pd in Consiglio regionale è sul piede di guerra, in un pressing costante sulla Giunta Zaia perché assuma decisioni concrete. “Sono giunti al pettine i nodi di un ventennio di politiche sbagliate su mobilità e infrastrutture: il Veneto si trova ad essere la prima regione in Italia per aumento delle tariffe autostradali e agli ultimi posti per efficienza del trasporto pubblico locale, su gomma e su ferro”, riassume così il quadro il consigliere democratico e vice presidente della Commissione Trasporti, Bruno Pigozzo. “Zaia dovrebbe chiedere scusa ai veneti – rincara la dose il capogruppo Lucio Tiozzo. Se siamo arrivati a questo punto, persino con un’indagine dell’Authority sui disservizi dei trasporti ferroviari, è colpa di chi doveva svolgere ben prima una vigilanza ed un controllo rigoroso su quanto avveniva. Aveva tutto il tempo per intervenire direttamente nel corso di questi anni, segnati da montagne di denunce di cittadini, dai richiami e dalle nostre sollecitazioni ad investire più risorse e trovare soluzioni ai disagi sempre più crescenti”. Dunque, che fare? Secondo Tiozzo: “Nel bilancio Tiozzo “Già con il bilancio 2014 è 2014 vengano necessario che la Regione inserisca stanziate risorse risorse massicce per l’integrazione per l’integrazione dei dei trasporti ferro-gomma, per il trasporti ferro-gomma” rinnovo del materiale rotabile e la manutenzione, senza agitare lo spauracchio della nuova gara e garantendo davvero il diritto alla mobilità di tutti i veneti. Tra l’altro – evidenzia da parte sua il democrat Franco Bonfante – nei giorni scorsi Trenitalia ha smascherato la Giunta regionale dimostrando come il Veneto sia inadempiente per alcuni pagamenti di importo rilevante e per altri servizi aggiuntivi già concessi e di cui la Regione non ha ancora assicurato la copertura. A testimonianza del fatto che le responsabilità politiche di questo governo di centrodestra per l’insufficienza dei servizi ferroviari sono pesanti”. E per quanto riguarda il salasso delle tariffe autostradali, i consiglieri regionali del PD non hanno dubbi nel dire che “i rincari sono figli di una politica di investimenti infrastrutturali che ha privilegiato la finanza di progetto. Ora, complice la crisi e la contrazione dei flussi di traffico, i veneti si ritrovano a pagare il conto di ingenti investimenti infrastrutturali come il Passante di Mestre, costato mille milioni, e rimasto oltretutto privo delle cosiddette ‘opere complementari’ per carenza di risorse. La cosa da fare con urgenza è non solo garantire all’utenza locale forme di agevolazione e sconti, ma rivedere nel complesso un piano regionale dei Trasporti che, a 10 anni dalla sua approvazione, sta mostrando tutti i suoi drammatici limiti”.


6 Conselve

In breve

I sette Comuni si organizzano Il primo servizio condiviso è la polizia locale

Unione a metà del guado

Incontri quindicinali con i sindacati per mettere a punto l’organigramma dei 110 dipendenti di Nicola Stievano

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rmai entra nel vivo il percorso che porterà al decollo dell’Unione dei Comuni del Conselvano. Il “rodaggio” è giunto al giro di boa ed entro il mese di marzo gli amministratori dovranno definire l’organigramma e la struttura dell’Ente che raccoglie tutti i dipendenti e i servizi dei Comuni di Conselve, Agna, Arre, Bagnoli, Candiana, Terrassa e Bovolenta. Tra i primi settori ad essere organizzati quello della Polizia Locale, che ovviamente farà capo al comando di Conselve. Il passo successivo, in virtù del vasto territorio di competenza, sarà quello di poter assumere qualche agente in più. Intanto continua il confronto fra gli amministratori e i rappresentanti sindacali dei 110 dipendenti comunali coinvolti nel processo di trasferimento dei servizi dei sette Comuni. Un tavolo tecnico a cadenza quindicinale per fare il punto sul fronte organizzativo e informare i lavoratori in questi tre mesi di transizione. E’ questo il frutto dell’accordo raggiunto in Prefettura, di fronte al vice

Il municipio di Conselve prefetto aggiunto Alessandro Sallusto, tra i sindacalisti di Ggil, Cisl e Uil funzione pubblica e sindaci di Conselve Antonio Ruzzon (che è anche presidente dell’Unione), di Bovolenta Vittorio Meneghello e di Candiana Andrea De Marchi con il consulente Girolamo Amodeo. L’incontro era stato richiesto dai sindacati che, ancora prima di Natale, avevano proclamato lo stato di agitazione

appellandosi al Prefetto. I rappresentanti sindacali sottolineano il risultato ottenuto. “Siamo moderatamente soddisfatti - afferma Franco Maisto della Cisl è fondamentale basare l’organizzazione dell’Unione valorizzando tutti i lavoratori affinchè siano in grado di offrire servizi efficenti ed efficaci al cittadino”. Michele Magrini della Uil aggiunge: “Ci rammarica tutta questa fretta, tre mesi sono pochi per organizzare il lavoro nei sette Comuni, vogliamo essere partecipi di questo processo perché se condiviso evita molte difficoltà e incomprensioni”. Il sindaco Antonio Ruzzon puntualizza: “Il ricorso al Prefetto è ingiustificato, stiamo affrontando un percorso delicato, siamo appena partiti e non abbiamo mai negato il confronto con i sindacati. Quindi era già sottinteso che ci sarebbe stata una puntuale informazione nell’arco di questo periodo”. Le prime riunioni si sono già svolte e ormai si fa verso alla definizione del nuovo organico, sul quale non mancherà il dibattito.

“I terreni di Attiva agli agricoltori” “Date ai giovani agricoltori i 40 ettari di terreno dell’ex Cosecon. Coltivandolo potrebbe diventare una fonte di reddito”. La proposta arriva dall’assemblea di zona della Confederazione Italiana Agricoltori, che ha confermato alla guida dell’associazione Valentino Bressanin. Fra gli argomenti toccati dagli imprenditori agricoli quello del fallimento di Attiva Spa e delle conseguenze per il territorio. “La società - ricordano gli agricoltori - è proprietaria di un appezzamento di 40 ettari. Chiederemo alle amministrazioni pubbliche, socie di Attiva, di concedere temporaneamente il terreno ai giovani coltivatori.”

Salmin presidente della Pro Loco Eletto il nuovo direttivo della Pro Loco di Conselve, con alcune new entry e la sostanziale conferma della squadra per il prossimo triennio. Presidente è Luigi Salmin, vice Daniele Gardin, mentre della segreteria si occupa Enzo Ricci. Gli altri componenti sono Amedeo Scarabello, Roberto Celon, Stefano Cosmi, Beniamino Benetazzo e Sergio Cobuccio. Il consiglio comunale ha designato suoi rappresentanti Maria Luisa Nucibella e Umberto Perilli. Presidente dei revisori dei conti è Orietta Cecchinello, membri effettivi Egidio Vanzetto e Chiara Berto. Supplenti Lucia Eleonora Fusaro e Luca Casotto.

Conselve ringrazia Madre Emma L’ultimo saluto a madre Emma Longhin, la suora canossiana che per 51 anni ha educato e cresciuto generazioni di conselvani, si è trasformato in un grande ringraziamento della comunità per l’instancabile opera educativa e di assistenza della religiosa, scomparsa a 99 anni. Numerose le testimonianze lette durante il funerale. Tra i ricordi quello della superiora dell’istituto canossiano madre Rosina, di alcuni ex allievi che hanno ricordato la sua gentilezza e disponibilità e dei tanti che l’hanno incontrata a scuola oppure quando faceva visita agli anziani in casa di riposo e agli ammalati in ospedale.

Piano del traffico in un cassetto

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bbassare il limite di velocità ai 30 km orari nelle strade più frequentate del centro storico. Lo propone il gruppo di minoranza “Insieme per il bene comune”, specialmente dopo l’ultimo grave incidente costato la vita alla pensionata di Arre, di fronte al Patronato. La capogruppo Maria Luisa Nucibella ricorda che il piano del traffico, per il quale il Comune ha speso 38 mila euro, non è ancora stato applicato e chiede che vengano introdotte almeno le misure a favore della sicurezza di pedoni e ciclisti. “Proponiamo di aderire alla campagna internazionale “salvaciclisti” riducendo la velocità a 30 km allora nei centri - spiega - in particolare nelle zone più frequentate dai bambini e dagli anziani. Nel nostro caso pensiamo a via Vittorio Emanuele, dall’inizio fino alla rotonda, ma anche a via Matteotti. Ci sembra strano che il limite dei 30 km orari sia stato posto invece sulle strade meno frequentate da pedoni e ciclisti. Quello che pensiamo è che ridurre il traffico motorizzato significhi anche una maggiore facilità, per chi sceglie di spostarsi a piedi o in bici, a socializzare così come anche gli esercizi commerciali possono, con discrezione, usare gli spazi esterni per rendere il centro più attrattivo e più efficiente. Non si può pensare che ciò che è la norma in Francia, Germania, Gran Bretagna, come andare in bici nelle vie locali, da noi non sia applicabile ”. Nucibella chiede anche come mai in tutti questi anni il Put è rimasto in un cassetto. “Nel 2008 - ricorda - è stato incaricato un

Nucibella propone di portare il limite di velocità a 30 km all’ora nelle vie del centro storico tecnico per redigere il nuovo piano del traffico urbano che a novembre 2009, ci risulta, è stato consegnato. Da tale data non se ne è saputo più nulla, non vi sono informative di discussioni e tanto meno di applicazione non solo nella sua totalità e neppure in parte, nonostante sia costato ai cittadini conselvani ben 38.000 euro. Ci chiediamo il perché. Forse il piano contiene delle indicazioni non gradite all’ amministrazione, ad es. il ripristino del senso unico di via Trieste, disposto dall’amministrazione Sguotti su indicazione della polizia municipale e subito annullato dopo l’insediamento della nuova amministrazione? Il ripristino del doppio senso ha portato non pochi disagi alla circolazione e provocato anche degli incidenti”.


8 Cartura L’Intervento

Le iniziative

Le tasse fanno bene

Dallo spettacolo alla cultura Per due mesi la rassegna teatrale “Andiamo in scena”

Giovani si mettono in gioco di Francesco Sturaro

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ono numerose le iniziative già avviate o in partenza promosse in ambito culturale dal Comune di Cartura. Tra tutte spicca la rassegna teatrale “Andiamo in scena”, organizzata dall’assessore alla Cultura, Pasqualina Franzolin e suddivisa in 5 appuntamenti, proposti al teatro parrocchiale. Il cartellone sarà aperto il 23 febbraio alle 15.30 dallo spettacolo per ragazzi “Cenerentola”. Sabato 8 marzo alle 21 verrà rappresentato “Con tutto il bene che ti voglio”, mentre il giorno seguente alle 15.30 sarà la volta dello spettacolo per bambini “Un’allegra arlecchinata”. Il 15 marzo alle 21 la rassegna propone “Xe rivà ea fortuna” e il sabato seguente, sempre alle 21, “Pompeo Ciapelacurta”. “Nonostante le difficoltà economiche abbiamo deciso di proporre anche quest’anno la rassegna teatrale – spiega il sindaco Massimo Zanardo - in momenti come questo, in cui le persone si sentono disorientate dall’irrompere di una crisi, il teatro svolge una funzione primaria per coltivare e nutrire la fantasia e le speranze delle persone, è un rifugio per il nostro intelletto e la nostra anima a cui sarebbe dolorosissimo rinunciare”. La novità della rassegna teatrale di quest’anno è rappresentata dall’inserimento nel calendario di due spettacoli gratuiti per bambini. Sempre in tema di cultura e di istruzione, il Comune di Cartura, con il sostegno economico della Regione Veneto, ha avviato il progetto “Giovani in gioco” rivolto ai cittadini dai 15 ai 30 anni. Da alcune settimane una ventina di ragazzi del territorio sono impegnati nella realizzazione di laboratori di supporto didattico, rivolti in particolare ai bambini che hanno difficoltà di apprendimento o non hanno la possibilità di essere aiutati dai genitori nello studio pomeridiano. All’interno del progetto è stata data priorità all’inserimento dei bambini che si tro-

SOCIALE

F

Una ventina di ragazzi del territorio impegnati nella preparazione di laboratori di supporto didattico Sempre i giovani dai 15 ai 30 anni sono impegnati anche in attività di supporto in biblioteca per servizi come le letture animate per i bambini della scuola primaria

vano in situazioni di svantaggio socio-economico e che hanno problemi di rendimento scolastico. “Sono state attivate anche attività a supporto della biblioteca per implementare i servizi offerti, come le letture animate per i bambini della scuola primaria – precisa il sindaco Zanardo - Uno degli obiettivi prioritari del progetto è di avvicinare i giovani partecipanti al mondo della solidarietà e della cittadinanza attiva. I giovani riceveranno un compenso per le attività svolte, ma dovranno anche impegnarsi in attività di volontariato a titolo gratuito e senza rimborso spese. La sfida è quella di far nascere una realtà gio-

vanile aggregata e significativa per il territorio, con l’obiettivo di favorire un clima di collaborazione, impegno civile attivo e crescita personale”. Tra le proposte culturali del Comune figurano anche quest’anno i tradizionali corsi, come quelli di inglese, cucito e cucina. “Le proposte di corsi per il tempo libero spaziano tra i più svariati ambiti – conclude Zanardo - offrendo a tutti la possibilità di assecondare il desiderio di effettuare esperienze nuove e mettere alla prova le proprie capacità manuali e non. Si è cercato di contenere i costi per gli utenti coinvolgendo dei giovani del nostro territorio, che mettono a disposizione le loro competenze”.

di Andrea Zampieri* segue da pag.

Su questo aspetto siamo realmente tutti d’accordo: abbiamo un livello di tassazione del lavoro, e non solo, che è disumano, nel senso che non permette a tutti di vivere in maniera “umana”. Di fronte ad un politico che dice “Se mi votate non pagherete le tasse” sono io il primo a dire che appoggerei fortemente questa posizione in prima battuta ma, in un secondo momento, la domanda dovrebbe sorgere spontanea “ Ma a cosa servono le tasse?” Anche qui potremmo rimanere ore a parlare della corruzione dilagante che spende le nostre risorse in rimborsi assurdi come la tinta per capelli di quel consigliere regionale che è calvo... Il problema va affrontato con strumenti giusti, con regole chiare e rigide: se hai delle spese le devi giustificare, rendere pubbliche e in seguito percepire il rimborso…altrimenti niente. La fiducia nella politica non è scomparsa ma rischia di farlo se non tornerà ad essere meritata. Oltre a queste derive (che ribadisco so non essere trascurabili) c’è un concetto profondo legato alle tasse che mi è rimbalzato forte grazie ad una pubblicità delle scorse settimane dell’associazione Emergency in cui compare una scritta “ Le tasse fanno bene”: lo slogan invita i cittadini a destinare il 5x1000 (quota dell’imposta sul reddito a finalità di sostegno per enti non profit, ricerca scientifica, universitaria e sanitaria) a quell’associazione che si occupa di offrire cure gratuite alle vittime di guerra, ai bambini, ai poveri nel mondo e in Italia. Credo che questo esempio indichi chiaramente lo scopo delle tasse: contribuire tutti per garantire i servizi fondamentali per la persona. Questo aspetto solidaristico trasforma i singoli individui in una comunità dove tutti stanno in piedi se nessuno cade, dove tutti contribuiscono a creare una buona qualità di vita. Il messaggio deve essere ancora più forte “anche pagare le tasse è un’azione solidaristica verso gli altri” e, come diceva Luciano Tavazza, fondatore del Movimento Italiano del Volontariato, prima di essere un buon volontario bisogna essere un buon cittadino. *vicesindaco di Campolongo Maggiorea

Il gruppo guidato da Andrea Destro conta 17 volontari effettivi e fa parte del distretto Padova Sud

DA QUINDICI ANNI PROTEZIONE CIVILE MOBILITATA PER LA SICUREZZA

ondato nel 1998, lo scorso 16 maggio il gruppo comunale volontari di protezione civile di Cartura ha festeggiato i primi tre lustri di attività. Il sodalizio, che attualmente conta 17 volontari effettivi e di cui è coordinatore Andrea Destro, con vice Marco Mastellaro, fa parte del distretto di Padova sud. Da qualche mese, in virtù delle convenzioni stipulate tra l’ente locale e i comuni di Due Carrare e San Pietro Viminario, la funzione di protezione civile

viene svolta in forma associata, con Cartura nel ruolo di capofila. Il gruppo comunale carturano è composto da volontari, che hanno frequentato i corsi necessari per svolgere i compiti di protezione civile, periodicamente impegnati in attività di aggiornamento e di formazione. Tra le varie specializzazioni, il sodalizio vanta una squadra abilitata all’uso del gommone e un paio di operatori radio, qualificati per le comunicazioni di emergenza. In questi anni i

volontari di protezione civile, oltre ad aver operato in ambito locale, garantendo il supporto logistico durante le manifestazioni, hanno offerto il loro fattivo contributo in varie situazioni di emergenza, come l’ultima alluvione che ha interessato la bassa padovana e quella di Mestre del 2007, nonché i sismi dell’Abruzzo (2009) e dell’Emilia Romagna (2012). La protezione civile ha istituito un numero di cellulare (3486712146), attivo h 24. F.S. I volontari della protezione civile di Cartura

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Terrassa 9 I conti del Comune Molti i limiti di investimento imposti dal Patto di Stabilittà

Estinti quattro mutui Con l’adesione all’Unione l’obiettivo è mantenere inalterati tutti i servizi per le famiglie e il sociale di Cristina Lazzarin

L’amministrazione di Terrassa cerca di far quadrare i conti

I

l taglio dei trasferimenti statali a favore degli enti comunali ha spinto alcuni comuni del conselvano ad unirsi. E’ il caso di Terrassa Padovana che aderendo all’Unione spera di riuscire a mantenere i servizi pubblici (trasporto scolastico, pubblica illuminazione, gestione del verde pubblico, assistenza sociale alle persone in difficoltà..) a parità di disponibilità economiche, contenendo se possibile ulteriormente le spese. Il Patto di Stabilità 2013 ha previsto pesanti limitazioni agli investimenti in opere pubbliche e quello per il 2014 prevede ancora

Mozione

ulteriori minori trasferimenti ponendo in grave difficoltà l’amministrazione comunale che non può dar corso a varie opere tra le quali: l’ampliamento e la sistemazione del cimitero del capoluogo (rimandata all’anno in corso), la costruzione di un magazzino comunale nel capoluogo; la costruzione di un campo polivalente (struttura aggregativa per giovani ed anziani) nella frazione di Arzercavalli. Necessitano invece di essere eseguite altre opere pubbliche: l’adeguamento e il rinnovamento dell’impianto di illuminazione pubblica nel capoluogo e nella frazio-

La disponibilità di cassa non poteva essere usata per nuovi investimenti ne; opere di manutenzione straordinaria della palestra comunale; la manutenzione delle vie Ronco, via Madonna, via Caneva, via Verdi; il rinnovamento e l’adeguamento degli impianti di riscaldamento ed elettrici negli edifici pubblici. Non potendo utilizzare le disponibilità di cassa ed i finanziamenti,

il consiglio dice sì all’idea del referendum per il veneto

A

nche il consiglio comunale di Terrassa ha approvato l’ordine del giorno a sostegno della proposta di legge per indire un referendum sull’indipendenza del Veneto. E’ il venticinquesimo Comune padovano a sostenere l’iniziativa, dopo l’adesione in zona di Tribano e Pozzonovo. Il mese scorso Alessio Morosin,

l’amministrazione ha deciso di destinare le disponibilità di cassa al pagamento di debiti precedenti mediante l’estinzione di quattro mutui per un importo di 120 mila euro. Il sindaco ha anche comunicato ai cittadini che ha rinunciato ai finanziamenti concessi per il blocco della spesa conseguente al Patto di Stabilità e ha deciso di non richiedere ulteriori finanziamenti in quanto anche se si ottengono non possono essere impiegati in opere di investimento. L’I.C.I. è stata sostituita dall’imposta municipale propria (I.M.U.) con l’aliquota dello 0,4% per la

presidente di “Indipendenza Veneta”, aveva incontrato anche alcuni amministratori della Bassa Padovana a Tribano, e fra di loro c’era anche il sindaco di Terrassa, il leghista Ezio Betto. I promotori si appellano al diritto all’autodeterminazione dei popoli sancito dall’Onu. “Un diritto che non è regolamentato da nessuna costituzione al mondo, - ha spiegato Morosin - poiché è sovracostituzionale. Il processo di autodeterminazione degli stati è in continuo divenire. Se alla fine della seconda guerra mondiale, nel

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prima abitazione, dello 0,76% per gli altri immobili e dello 0,2% per i fabbricati rurali non strumentali, con possibilità per l’ente di effettuare degli aumenti o delle riduzioni entro determinati limiti già fissati per legge. Per poter mantenere l’equilibrio di bilancio e inalterata l’offerta dei servizi ai cittadini Terrassa aveva aumentato nel 2012 l’aliquota base I.M.U. per l’abitazione principale elevandola allo 0,5% e quella ordinaria per altri immobili all’0,86%. Rimane invece confermata l’addizionale comunale all’Irpef all’0,7%.

mondo erano presenti 69 stati, oggi ve ne sono circa 200. A parte qualche sventurato episodio, nella stragrande maggioranza dei casi l’indipendenza di una nazione è stata realizzata con il medesimo progetto che cerchiamo di portare avanti noi di Indipendenza Veneta, un referendum pacifico e democratico, supportato dalla legalità internazionale. Questa legge referendaria pertanto è un vero e proprio atto di democrazia nei confronti dei cittadini”. C.L.


10 Tribano - Arre Il progetto Aggiudicata la gara d’appalto, a fine marzo via ai lavori

Pista ciclabile per Olmo Collegherà il centro alla frazione, costa 350 mila euro, entro l’anno completato il primo stralcio di Emanuele Masiero

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ara d’appalto aggiudicata: la pista ciclopedonale tra Olmo e Tribano diventa realtà. Un cantiere richiesto dai cittadini da molto tempo che risolverà non pochi problemi di viabilità e soprattutto di sicurezza. La strada che collega la frazione al capoluogo non è l’ideale per pedoni e ciclisti, ma grazie a questo intervento i cittadini potranno spostarsi con maggiore facilità. Il progetto esecutivo, approvato dalla giunta il 20 giugno scorso, prevede due diversi stralci che porteranno ad avere la pista ciclopedonale completa. La spesa preventivata per l’opera ammonta a 350 mila euro, finanziata per 300 mila euro dal Comune (tramite mutuo) e per i restanti 50 mila dalla Provincia di Padova. Una spesa che non si può definire irrisoria considerato il periodo difficile per le casse di tutti i Comuni. Ma l’intervento era più che mai necessario, prima di tutto per motivi di sicurezza. La strada abbonda infatti di curve con scarsa visibilità e la velocità delle auto, spesso

MEDICO Commozione nei due paesi

TRIBANO E ARRE PIANGONO ALDRIGO

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n molti hanno partecipato all’ultimo saluto all’amata dottoressa Lorenzina Aldrigo, scomparsa prematuramente dopo una grave malattia. Fino all’ultimo si è prodigata per offrire tutto l’aiuto possibile ai suoi assistiti di Tribano e di Arre, senza sottrarsi alle numerose visite domiciliari. A ricordarla sono stati i fratelli Nicoletta, Francesca e Marco, il cognato Enrico, ma anche moltissimi colleghi che hanno sempre stimato la sua encomiabile professionalità. Moltissimi i pazienti della vicina comunità di Arre, dove lei esercitava la professione di medico di base da diversi anni, che si sono stretti alla famiglia durante la cerimonia funebre tenutasi nel suo comune di residenza. Di lei rimane il ricordo di un medico competente e preparato, sempre attenta al rapporto umano con i pazienti che la interpellavano anche per motivazioni diverse dalle cure mediche. Stimata e benvoluta dai suoi tanti pazienti come da tutti coloro che la conoscevano, la dottoressa Aldrigo era sempre attenta anche al lato umano nel rapporto con i pazienti. “Tutto il paese è addolorato per la sua scomparsa - afferma il sindaco Franco Casotto - finché ha potuto ha continuato a lavorare e a seguire con dedizione i suoi pazienti”. C.L.

sostenuta, la rende decisamente pericolosa per pedoni e ciclisti. Nei mesi più freddi poi, con l’arrivo della nebbia, la situazione peggiora rendendo quel tratto di strada quasi impraticabile per le fasce più deboli della popolazione. La gara è stata aggiudicata e adesso si tratta solo di attendere i canonici 40 giorni. Per fine marzo quindi i lavori inizieranno e il primo stralcio (che arriverà a metà strada circa partendo da Olmo) si concluderà sicuramente entro l’anno. I tempi di realizzazione

della seconda parte invece dipenderanno anche dalle prossime elezioni. Ma di fatto tutto il lavoro burocratico e amministrativo è già stato svolto, pertanto si tratterà al massimo di un piccolo ritardo. “Ringraziamo tutti quelli che hanno collaborato per la buona riuscita di questo intervento – ha commentato il sindaco Piergiovanni Argenton – Con questa pista ciclopedonale abbiamo reso sicuro un tratto di strada fondamentale per la viabilità all’interno del nostro Comune”.

La polemica L’intervento delle minoranze

Bilancio e nuova rotatoria i rilievi di Bazzarello

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oto contrario del consigliere di minoranza Roberto Bazzarello al bilancio di previsione del 2013 e al piano delle opere dell’amministrazione Argenton, perché considerato vecchio e presentato in ritardo. “La Giunta Argenton ha contratto tutti i mutui possibili esaurendo la capacità del comune di chiederne di nuovi. Inoltre quest’anno l’avanzo di amministrazione è pari a zero. Sul comune pende il richiamo della Corte dei Conti sul superamento del debito. Con la Giunta Argenton infatti i mutui sono aumentati di 1,7 milioni di euro superando del 150% le entrate correnti”. Ripercorrendo questi anni di governo Bazzarello critica la scelta di vendere il pullman comunale, come pure la scelta di realizzare la pista ciclabile di Olmo perché troppo costosa per un comune come Tribano, e la scelta di mortificare le scuole di Olmo per finanziare il secondo stralcio di pista ciclabile. “La pista ciclabile non si può fare e meglio sarebbe lasciare libere tali risorse per eventuali bisogni urgenti del nostro comune per non lasciare agli amministratori futuri un bilancio bloccato. Ai nostri concittadini non interessano opere a metà, soprattutto in un periodo in cui le persone non chiedono “opere” bensì aiuti a famiglie e imprese gravate troppo spesso dalla perdita di posti di lavoro, mancanza di commesse e aumenti di tasse”. Quanto alla nuova rotonda il conigliere ne

Roberto Bazzarello contesta i costi e il progetto: “Il progetto della rotatoria era stato portato avanti dalla precedente amministrazione e inserito nel piano triennale delle opere dell’anno 2007 e nel 2008 aveva visto un progetto preliminare predisposto dall’ing. Maurizio Braggion con un costo di 500 mila euro. Ora il costo è lievitato a 800 mila euro. Inoltre si è inserito un tratto di pista ciclabile che non risolve il problema “sottopasso” che dovrà essere pagato a parte”. Di eguale pensiero il commento di Massimo Cavazzana, consigliere di minoranza del gruppo “Voi + Noi” che a lungo ha sensibilizzato la popolazione sulla necessità di realizzare anche un sottopasso: “Il sottopasso sarebbe dovuto essere parte integrante del progetto della rotatoria ed essere cofinanziato dagli enti interessati (Regione Veneto, Amministrazione Provinciale di Padova e Veneto Strade)”. C.L.

VIABILITA’ Il progetto prevede anche la realizzazione di una ciclabile

rotonda al posto del semaforo al via i lavori sulla monselice - mare

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ono partiti ormai da alcune settimane i lavori che permetteranno la realizzazione della nuova rotonda sulla Monselice- mare eliminando di fatto il pericoloso incrocio semaforico. Sostenuta e promossa dall’amministrazione, l’infrastruttura presenta alti contenuti tecnologici, soddisfando i più moderni standard europei sulla viabilità. Pregiati anche i materiali che sono stati scelti: i marciapiedi saranno di porfido e similari e così pure la rotatoria. Per affrontare le insidie causate dall’intenso traffico in tran- Il semaforo in centro paese sito, la rotatoria sarà costruita con resine e materiali cementizi di grande resistenza. Molto soddisfatto il sindaco Piergiovanni Argenton che così ha commentato i lavori: “Quest’opera riveste anche un’importanza sociale perché consentirà di unire il paese che fino ad ora era diviso dalla Monselice - mare. Dopo tanti anni infatti, i tribanesi potranno recarsi in centro a piedi o in bicicletta nella massima sicurezza”. Oltre alla rotatoria, infatti, il progetto prevede la realizzazione di una pista ciclopedonale, dotata di semaforo a chiamata; sarà lunga circa 1 km e partendo da via Barbarigo condurrà quasi fino alla chiesa parrocchiale. Inoltre in mezzo alla carreggiata sarà collocata una piazzola per la messa in sicurezza dei pedoni. Nella stessa occasione l’amministrazione comunale ha preso accordi con il Consorzio di Bonifica per ripristinare il canale sotterraneo, ora ostruito, che un tempo collegava gli scoli consortili Rovega nord e Rovega Sud. Ripristinando lo scolo di circa cento metri di lunghezza sarà possibile risolvere il problema dei frequenti allagamenti nella zona industriale. La soddisfazione di tutta l’amministrazione per il raggiungimento di questo importante traguardo a lungo auspicato è reso più prezioso dal fatto che il comune non ha dovuto ricorrere agli espropri delle aree, su cui verte la costruzione dell’infrastruttura. C.L.

capovilla cardinale arre in festa

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’annuncio l’ha dato nientemeno che Papa Francesco durante l’Angelus. Monsignor Loris Capovilla, padovano nato a Pontelongo e segretario di Papa Giovanni XXIII, sarà nominato cardinale nel concistoro del 22 febbraio. “Per me è una grande sorpresa. E’ un grande evento, finora sono stato tranquillo ma adesso mi sto emozionando”: con queste parole il neo porporato ha accolto l’annuncio del pontefice. “Già in altre occasioni era stato fatto il suo nome - ricorda la nipote Sandra, di Arre - ma lui non ci aveva dato eccessivo peso. E’ una persona molto sensibile ed è rimasto veramente sorpreso. Noi siamo contentissimi”. Loris Capovilla ha vissuto per un periodo ad Arre, fra gli anni Ottanta e Novanta. Qui infatti il cugino Alessandro, insieme alla moglie Rina, ha ospitato e si è preso cura dell’anziana madre dell’ex segretario di Papa Giovanni, Letizia Callegaro, fino alla morte, nell’estate del 1984. Ancora oggi mons. Capovilla considera la grande casa di via Roma la sua dimora padovana, al punto da telefonare ogni sera per scambiare qualche parola. Ad Arre il futuro porporato ha radici solide e profonde. La mamma riposa da quasi trent’anni nel cimitero del paese e nella grande casa padronale di via Sorgaglia sono cresciuti quasi tutti i componenti della sua numerosissima famiglia che contava oltre 35 persone. Lui è nato a Pontelongo perché in quel periodo suo padre dirigeva lo zuccherificio. In paese i parenti più prossimi sono i due cugini Alessandro e Giovanni, rispettivamente 88 e 83 anni, oltre a nume-

Annuncio a sorpresa di Papa Francesco durante l’Angelus “grande gioia” rosi nipoti. Molti di loro sono stati battezzati o sposati proprio da mons. Capovilla. In famiglia tutti lo chiamano ancora con affetto don Loris, nonostante i numerosi titoli, le lauree ad honorem e, ora, persino il rango cardinalizio. “E’ un pezzo che non viene ad Arre ma siamo noi che andiamo a trovarlo a Sotto il Monte - ricorda la signora Rina, moglie del cugino Alessandro. - Ci siamo stati di recente, il giorno di Santo Stefano, e l’abbiamo trovato in grande forma, nonostante l’età. Parla molto, racconta, consulta le sue carte, telefona, scrive articoli”. A partire dagli inizi degli anni Ottanta, dopo il servizio accanto a Giovanni XXIII e gli altri prestigiosi incarichi pastorali ed ecclesiastici, mons. Capovilla si stabilì per lunghi periodi ad Arre, in casa del cugino Alessandro. C.L.


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Bovolenta 13 Emergenza piena Stavolta le difese hanno retto, ma urgono interventi strutturali

Di nuovo con l’acqua alla gola e la paura

Il Bacchiglione raggiunge livelli da record, i murazzi tengono ma hanno bisogno di restauro di Cristina Lazzarin

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ncora quattro giorni con l’acqua alla gola a Bo- Stavolta Bovolenta se l’è cavata, purtroppo non è anvolenta per l’ennesima piena del Bacchiglione, data meglio a Battaglia, alla zona termale e nelle altre ancora la paura di vedere le proprie case invase aree allagate, ma chi abita nel paese dei fiumi sa che dall’acqua, l’angoscia di dover scappare, l’incertezza il pericolo rimane, almeno finché non si mette mano che torna ad ogni ondata di maltempo. Un triste co- alle opere più urgenti. Il sindaco Vittorio Meneghello, pione che per Bovolenta si ripete con ansia crescente dopo aver firmato le ordinanze di riapertura del paese, ogni volta che il fiume supera i livelli di guardia. Il ha scritto una lettera di poche righe indirizzata a tutte maltempo dei primi giorni di febbraio ha portato ad le autorità, dal Governo in giù. “Mi sono permesso di sottolineare, ancora una volun nuovo record, 7 metri e ta - spiega - che Bovolenta ha 98 centimetri, appena sopra Anche stavolta il livello delle piene disastrose oltre 300 abitanti bisogno di due lavori urgenti e indifferibili: la diaframmatura del 1966 e 2010. Per un sof- hanno dovuto fio l’intero paese non è finito lasciare le proprie dell’argine destro del Bacchiglione, già progettata e finansott’acqua, per un soffio gli case per giorni ziata, e il consolidamento dei argini hanno retto l’immensa forza della piena e anche i murazzi, sempre più ma- murazzi. Tutto qua, però bisogna muoversi, perché landati, hanno fatto il loro dovere. Intanto però oltre non sappiamo se la prossima volta ce la caveremo. 300 persone hanno dovuto lasciare le proprie case, i Tirano un sospiro di sollievo gli alluvionati del 2010, volontari della protezione civile hanno lavorato senza imprenditori e residenti in via Padova, per lo scampato sosta insieme a forze dell’ordine e istituzioni, la vita pericolo. “Ogni volta è un incubo - afferma un artigiadel paese è rimasta paralizzata per più di 48 ore e mi- no - ce la siamo vista brutta, ma quanto riusciremo gliaia di persone non hanno chiuso occhio quelle notti. a sopportare tutto ciò? Ho sentito dei vicini dire che

La protezione civile al lavoro alla “Ponta” di Bovolenta se l’acqua entra un’altra volta non ci penseranno due volte ad andarsene”. Passata l’ennesima emergenza ora gli esperti dovranno verificare quali conseguenze ha avuto questa piena, qualche centimetro più alta di quelle del 1966 e del 2010, sugli argini e sui murazzi veneziani. In questa occasione i fontanazzi che si sono aperti sulle mura di contenimento sono stati numerosi e preoccupanti, così come ha molto preoccupato la tenuta del murazzo sulla sponda destra del Vigenzone. Per alcuni giorni un tratto di via Garibaldi è stato chiuso e una palizzata installata dal Genio Civile ha cercato di rafforzare il muro settecentesco. “Adesso però non c’è tempo da perdere - aggiunge Meneghello - sui murazzi il Genio Civile ha fatto uno studio da 100 mila euro, ora bisogna trovare le risorse per procedere con il restauro, altrimenti la prossima volta gli zampilli saranno ancor più numerosi e pericolosi. Non possiamo permetterci il lusso di affrontare altre piene, non possiamo certo continuare a rischiare. Lo stesso si può dire per l’argine a nord del centro: l’opera è stata annunciata anche di recente, ora è il momento di passare ai fatti”.

VOLONTARI Gli “angeli in tuta gialla”

LE LUNGHE NOTTI SUGLI ARGINI

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li “angeli” in tuta gialla hanno trascorso notti insonni e lunghe giornate sull’argine e sotto i murazzi, in un continuo e frenetico via vai, supportati dalla polizia locale, dai carabinieri e dall’incoraggiamento di tutti i residenti. La nuova emergenza si è trasformata in una settimana di super lavoro per i volontari della protezione civile di Bovolenta, coordinati da Joé Oletto. Poche ore di sonno, tanto lavoro, nervi a fior di pelle e occhi rossi per la stanchezza: questi gli ingredienti del loro impegno, della passione che mettono ogni volta in cui sono chiamati ad intervenire per limitare i danni, per aiutare la gente a lasciare le proprie case, per proteggere il centro del paese dall’invasione dell’acqua che sale dalla “Ponta”. Uomini che per diversi giorni lasciano da parte la famiglia e il lavoro, si fanno vedere a casa solo poche ore per dormire. Lo fanno perché Bovolenta è il loro paese, perché vogliono proteggere la loro gente, perché conoscono ogni centimetro degli argini, ogni pietra dei murazzi e sanno cogliere anche il più piccolo segnale d’allarme. Un impegno che nei momenti più difficili sembra insostenibile ma che trova anche il sostegno dei concittadini, a partire da chi ha vissuto l’alluvione sulla propria pelle. C.L.


14 Due Carrare Intervento di riqualificazione Eseguito due anni fa, ha vinto la terza edizione del consorso nazionale Tda dell’Unpli

Premio a Pontemanco rimesso a nuovo I lavori sono costati circa 500 mila euro però non mancano alcuni rilievi di carattere pratico di Francesco Sturaro

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’intervento di riqualificazione del borgo di Pontemanco, eseguito tra il 2011 e il 2012, ha vinto la terza edizione del Concorso nazionale per il restauro dell’architettura “TDA” (Tradizione, devozione, ambizione), ideato e promosso da Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) Padova. La cerimonia di consegna del premio è avvenuta il 30 novembre a villa Contarini a Piazzola sul Brenta. Il riconoscimento per la sezione “aree pubbliche” è stato consegnato ai progettisti dell’intervento di riqualificazione del borgo di Pontemanco, gli architetti Adelmo Lazzari e Serena Franceschi. Costati circa 500 mila euro, i lavori sono stati finanziati per 350 mila euro dalla Regione Veneto e per la parte restante dal Comune di Due Carrare. L’opera è consistita nella realizzazione nel centro del borgo di marciapiedi in lastre di trachite e della pavimentazione, sempre in trachite, con la tecnica “a coppacan”. Nell’occasione sono state sistemate anche le aree verdi di Pontemanco ed è stata sostituita la vecchia

illuminazione pubblica con lampade a led. “Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto con la riqualificazione urbanistica di Pontemanco – commenta il sindaco Sergio Vason – L’intervento ha permesso di unire esteticamente, rendendole omogenee, le due parti del borgo, fisicamente divise dal canale Biancolino. Allo stesso tempo siamo intervenuti riqualificando i giardini e migliorando l’illuminazione, valorizzando così il centro di Pontemanco”. L’operazione di riqualificazione del borgo, molto apprezzata sotto l’aspetto estetico e urbanistico, non ha mancato di sollevare alcune critiche di carattere pratico. Alcuni residenti hanno, infatti, evidenziato qualche disagio connesso all’intervento, lamentandosi, in particolare, delle vibrazioni cui le proprie abitazioni sono soggette al passaggio degli autoveicoli sulla pavimentazione del centro di Pontemanco. “Siamo a conoscenza di queste lamentele – precisa il sindaco Vason – e stiamo valutando il da farsi per risolvere le problematiche rilevate

strade comunali urgono le cure Diversi cittadini hanno lanciato l’allarme Il sindaco: “Stanziati 150 mila euro”

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Pontemanco dopo il restauro da alcuni cittadini”. Gli amministratori locali vorrebbero portare a termine la riqualificazione di Pontemanco, completando la pavimentazione dell’intero borgo con materiale di pregio. Il progetto di questo secondo stralcio, la cui spesa preventivata ammonta a 380 mila euro, è stato, tuttavia, momentaneamente accantonato, in attesa di poter accedere a contributi erogati da enti superiori, indispensabili per poter concretizzare l’operazione in questo periodo di ristrettezze economiche per il comune.

e strade comunali hanno urgente bisogno di manutenzione: a lanciare l’allarme sono stati diversi cittadini, che nei social network si sono lamentati delle buche e dell’asfalto rotto o rovinato, presenti in varie arterie viarie locali. La stessa lista di opposizione “Insieme per Due Carrare”, nell’ultimo notiziario comunale, ha segnalato la situazione, definita “disastrosa”, in cui versano le strade del comune, una su tutte via Vo’ di Placca a Terradura. Uno stato “pietoso”, che il gelo e le abbondanti piogge cadute nelle ultime settimane hanno peggiorato. “Purtroppo la situazione delle strade durante l’inverno è destinata a peggiorare – afferma il sindaco Sergio Vason – e intervenire in questa stagione con la riasfaltatura delle vie è impossibile, anzi inutile, perché l’eventuale nuovo manto stradale avrebbe poca vita a causa del freddo, della pioggia e della neve. Come Comune, tuttavia, nel piano triennale delle opere pubbliche 2013-2015 abbiamo previsto di investire 150 mila euro nella sistemazione

delle nostre strade. Sono interventi che intendiamo effettuare nel periodo caldo, per garantire un risultato migliore”. Per il momento l’amministrazione comunale non ha ancora individuato le strade che saranno oggetto di riasfaltatura. “La sistemazione delle strade è assolutamente prevista – assicura il sindaco Vason – decideremo su quali intervenire in base alle priorità e alle esigenze che si presenteranno”. Il primo cittadino di Due Carrare interviene anche in merito a via Vo’ di Placca, una delle strade più dissestate del territorio comunale, e a via Gorghizzolo, entrambe interessate nei mesi scorsi dai lavori di posa della nuova tubatura della rete fognaria, ad opera del Centro veneto servizi (Cvs). “I lavori su queste due strade si sono ormai conclusi – spiega Vason – ma la riasfaltatura sia di via Vo’ di Placca, sia di via Gorghizzolo, in carico al Cvs, è stata rinviata alla primavera per permettere di eseguire un intervento ottimale, cosa che in inverno non è possibile ottenere”. F.S.

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I residenti sono preoccupati per l’alta velocità delle auto

ottanta firme per chiedere i dossi anti velocità in via sant’antonio a Terradura

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a petizione corredata di oltre ottanta firme, presentata dai residenti di via Sant’Antonio a Terradura, che si lamentavano della pericolosità dell’arteria viaria, troppo spesso percorsa a velocità sostenuta dagli automobilisti, non è rimasta inesaudita. Per risolvere il proA Terradura petizione per i dossi blema, nelle settimane scorse il Comune di Due Carrare ha provveduto a far installare due dossi rallentatori lungo la strada, che si immette sulla statale 16. I residenti avevano posto la questione all’attenzione degli amministratori locali lo scorso dicembre segnalando, tramite apposita petizione, il pericolo provocato dal passaggio dei mezzi a motore, sovente a velocità elevata, in una zona residenziale dove vige il limite dei 30 chilometri orari. I cittadini avevano anche evidenziato che il viavai veicolare subiva un consistente aumento nelle ore serali e notturne, in virtù della presenza nelle vicinanze di una serie di locali e strutture di intrattenimento, come il Cineplex. “Con l’installazione dei due dossi artificiali e della relativa segnaletica verticale, che indica l’obbligo del rispetto del limite di velocità di 30 chilometri orari, abbiamo raggiunto da subito il rallentamento della velocità di transito e, quindi, l’obiettivo della messa in sicurezza di via Sant’Antonio, richiesto dai cittadini firmatari della petizione – dichiara il sindaco Sergio Vason - Nel corso di quest’anno realizzeremo anche un attraversamento stradale rialzato, sempre su via Sant’Antonio, a collegamento con la pista ciclabile di via Ugo Foscolo”. Gli amministratori locali assicurano anche che, una volta ultimati i lavori di asfaltatura di via Vo’ di Placca, sarà ristretto il passaggio tra le fioriere poste sulla careggiata all’inizio di via Sant’Antonio, dalla parte della zona industriale. Il passaggio in questione era stato allargato per consentire il transito dei mezzi pesanti, impegnati negli ultimi mesi nei lavori di posa della fognatura, in esecuzione proprio in via Vo’ di Placca. F.S.


16 Bagnoli Rassegna al teatro comunale Organizzano “Sottosopra” e assessorato cultura

Due mesi all’insegna di prosa e lirica di Cristina Lazzarin

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’avvio della stagione di prosa al Teatro Comunale “Goldoni” a cura della Compagnia di prosa “Sottosopra” e dell’assessorato alla cultura - biblioteca del comune ha aperto fra l’interesse generale. A partire dalla prima serata con lo spettacolo d’eccellenza presentato dalla Compagnia “Benvenuto Cellini” che già in precedenti edizioni ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica. Seguirà sabato 22 febbraio, alle 21.00, “La strana avventura di Anna e Paolo” di Piero Del Prà per la regia dello stesso autore, con la Compagnia “Prototeatro”. Si tratta di un’avvincente storia di mistero che lega i vari personaggi e che con pathos riuscirà a coinvolgere il pubblico creando veramente una “magica” serata. Sabato 8 marzo, per celebrare la Festa delle Donne, la compagnia “Opera Entertainmet” presenterà “L’importanza di essere onesto (ovvero sia di chiamarsi Ernesto)” di Oscar Wilde, con la regia di Giuliano Saranello. Una commedia esilarante e divertente che attraverso imbrogli ed equivoci arriverà ad una lieta conclusione fra le risate del pubblico. Sabato 22 marzo una splendida interpretazione dello spettacolo lirico della “Notte del Trovatore”, con interpreti di grande fama nazionale, a cura dell’associazione culturale “Liricamente” con la drammaturgia e narrazione scenica di Daniele Nuovo. Un viaggio “notturno” nel fascino dell’opera più intensa e vibrante di Giuseppe Verdi. Un racconto con parole e musica dell’ultimo grande melodramma romantico dell’opera italiana, al quale Verdi, colto da straordinaria ispirazione, regalò melodie immortali che ancora oggi commuovono e rendono vivi sulla scena personaggi intensi, eroi di un mondo lontano, ma egualmente vicini e presenti. Sabato 29 marzo, “Gli amanti timidi o sia l’imbroglio dei due ritratti” di Carlo Goldoni, per la regia di Gabriele Ferrarese presentato dalla Compagnia “Teatroclub” . Un affresco di vita e di situazioni tipicamente goldoniane, che farà divertire il pubblico. La commedia si regge sul gioco di strane situazioni ed è sostanzialmente una farsa spiritosa in cui l’autore seppe conservare molto dello spirito della commedia dell’arte. Per lo spettacolo di lirica “La Notte del Trovatore” il costo è per tutti di dieci euro. Per un singolo spettacolo il costo rimane di 8 euro, e di euro 5 il ridotto. La biblioteca ha promosso inoltre a febbraio un ciclo di incontri per la scuola al fine di incentivare la lettura, a cura dell’Associazione Barabao. La Biblioteca è a disposizione e si è attivata per incontri con le varie classi delle Scuole Primarie e Secondarie per la visita della struttura e per offrire servizio di prestito libri e attività di promozione alla lettura e molto altro verrà proposto.

Appuntamento con le compagnie più affermate, in biblioteca per i più piccoli ecco le letture animate

Lo spettacolo “Liricamente” di Daniele Nuovo

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DIBATTITO Unione del Conselvano

“scetticismo e dubbi sulla scelta”

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’Unione dei comuni del Conselvano sancita alcuni mesi fa tra Bagnoli di Sopra, Conselve (comune capofila), Arre, Terrassa Padovana, Bovolenta, Candiana, Agna, non piace alla minoranza consigliare di Bagnoli e al nuovo gruppo “Bagnoli Nuovo percorso” che ha deciso nelle settimane scorse di far sapere a chiare lettere ai cittadini la propria posizione. “Siamo scettici sulla nascita di questa Unione perché promossa dalle stesse persone che hanno fatto parte di Cosecon prima e Attiva dopo, e viste come sono andate le cose...”, sottolinea il portavoce, Roberto Milan. Secondo il nuovo gruppo, che sembra ormai aver aperto la nuova campagna elettorale, l’Unione è stata creata senza un piano dettagliato dei costi e un bilancio di previsione per cui non si sa bene quanto si spenderà e se in più. Sembra infatti che si dovranno nominare nuove cariche politiche come la giunta dell’Unione, composta dai sindaci, il consiglio dell’Unione, composto dai consiglieri e dal Presidente che avranno di certo un costo. “Non si capisce perché si sia voluto trasferire tutti i dipendenti dai comuni all’Unione così rapidamente, visto che il termine ultimo è dicembre 2014. Va sottolineato poi che il vicesindaco, Mara Capuzzo, si è astenuta al consiglio dell’Unione nella votazione che riguardava ciò. Capisco che i comuni debbano cercare di aggregarsi per diminuire le spese ma questa Unione crea un nuovo carrozzone di poltrone togliendo autorità e credibilità ai comuni”. Secondo Milan la sfida vera dei comuni è quella di fornire i migliori servizi a minor costo e lo si può fare togliendo qualche poltrona politica e fondendo piccoli comuni. “Le scelte vanno ben ponderate, discusse, metabolizzate cercando la più ampia sintonia possibile ma non calate dall’alto nel silenzio e nell’indifferenza di una amministrazione al termine di un mandato raggiunto con meno di un terzo degli elettori. Per noi è il momento di pensare per Bagnoli e per il nostro territorio un “Nuovo Percorso”. C.L.


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18 Agna L’iniziativa Oltre una ventina i giovani volontari coinvolti nella programmazione

Web radio in canonica

Don Luca Boaretto “battezza” Radio Soul e fa il pieno di ascolti grazie al tam tam su internet

10 ANNI Il sodalizio è attivo nel mondo del volontariato e dello sport

COMPLEANNO SPECIALE PER L’ASSOCIAZIONE “NON SO BEO MA PARO BON”

di Cristina Lazzarin

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Barbara, con testi e tematiche che riguardano sempre on l’arrivo di don Luca Boaretto nella comunità di l’anima (soul); “L’angolo dell’affettività” di Greta; con Agna si era da subito respirata aria di rinnovamento due appuntamenti settimanali, un primo spazio dedicae l’ultima iniziativa della web radio la dice lunga sulto ai bambini in fasce di orario opportune e un secondo la volontà di trasformazione dell’unità pastorale. Assieme spazio dedicato ai giovani e adulti in orari serali; “Le ad una ventina di giovani, la web radio www.radiosoul. tre anime perse e una dispersa”, dedicata alla comicinet trasmette buona musica, rubriche tematiche e pre- Don Luca in diretta sul web tà e alla satira presente e passata. Tutto il palinsesto ghiere, ed è un modo moderno per diffondere la parola di Dio. Questa radio è una naturale evoluzione della pagina facebook (programmazione fissa) è scandito dalla preghiera: lodi (7:30), vespri di Don Luca che registra più di mille visualizzazioni al giorno ed è uno (19:30), qualche Santa Messa settimanale e tutte le domeniche replica strumento che sta riavvicinando molti giovani alla preghiera. Il locale della dell’Angelus di Papa Francesco alle 12:30 e seguita dalla Santa Messa radio è il garage della canonica di Agna in via Chiesa, adibito a studio di di Don Luca in replica, registrata in Unità Pastorale. Ci sono anche due trasmissione dati, mentre le registrazioni e i montaggi vengono fatti a rubriche in cantiere: la prima dedicata agli agricoltori ed allevatori del terricasa dei giovani che collaborano con don Luca. Lo staff è composto infatti torio, la seconda sarà una rubrica dedicata alla cucina e ricette tipiche del di giovani più o meno esperti in campo web, ma con una professionalità nostro territorio e non solo. “Questa iniziativa – commenta l’assessore ben precisa. La radio funziona ventiquattro ore al giorno, con delle dirette alle politiche sociali e giovanili Gianluca Piva – è stata accolta con enorcondotte solamente da don Luca mentre le rubriche vanno in registrazione me entusiasmo dai giovani del nostro comune e di tutta l’Unità Pastorale con repliche anche su richiesta e tramite il sito www.radiosoul.net (ancora e di sicuro permette un riavvicinamento per molte persone alla parola di in fase di costruzione) sotto la voce podcast. Il bacino degli ascoltatori Dio. La radio è senza ombra di dubbio uno strumento per i giovani per è principalmente dell’Unità Pastorale, ma anche da tutta la provincia di poter socializzare e frequentare anche on-line gli ambienti parrocchiali”. Padova e non, dal vicentino e dal Friuli Venezia Giulia. Ad oggi ci sono Grande la partecipazione da parte di tutta la comunità anche alla festa oltre 400 “mi piace” sulla pagina facebook, mentre le visualizzazioni del dell’epifania organizzata presso la chiesa di Agna con la rappresentazione sito sono 150. La musica trasmessa è di tutti i generi: italiana, hip hop, Sacra dell’arrivo dei Re Magi, a cui è seguita la premiazione dei Presepi commerciale, rap, lounge, revival, etc. La programmazione della radio dei bambini e delle famiglie dell’intera Unità Pastorale. al momento consiste in tre rubriche: “L’angolo della poesia” di Giulia e

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Il brindisi inaugurale dell’associazione, nel dicembre 2003

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ecimo compleanno per l’associazione socio-culturale “Non so beo, ma paro bon” di Agna fondata il 21 dicembre 2003 dai soci Paolo Mazzuccato, Patrizia Vignato, Elisa Mignone, Eddy Barbierato, Barbara Mazzuccato Barbara e Gianluca Piva (nella foto qui sopra). L’associazione è attiva nel mondo del volontariato, nello sport e nel sociale ad Agna. Tra le iniziative più importanti, ricordiamo il memorial “Daniel Belloni” di calcio a sette in notturna, che l’estate prossima sarà alla undicesima edizione. Il nome dell’associazione è nato da un’idea del primo presidente in carica Paolo Mazzuccato a significare che anche quello che non è bello esternamente, può avere altre qualità. E proprio per questo il logo prescelto dall’associazione è una castagna, la cui bontà è racchiusa all’interno del guscio. A febbraio prossimo è prevista una cena sociale di festeggiamento voluta dall’attuale presidente in carica Patrizia Vignato. “Faccio i migliori auguri a nome di tutta la nostra amministrazione - afferma Gianluca Piva assessore al Sociale e volontariato e tra i fondatori dell’associazione stessa e anche Presidente dal 2006 al 2009 - al Non so beo, ma paro bon e li ringrazio di cuore per tutto ciò che fanno per la nostra comunità. E’ un’associazione che porto nel cuore, essendo stata per me un’ottima palestra prima del mio attuale ruolo di assessore al volontariato e sociale”. C.L.

SOCIALE Consegnato un assegno ad una giovane che ha concluso brillantemente la terza media l’associazione via annia premia una studentessa e organizza la ciaspolata

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olta commozione alla consegna dell’assegno premio alla meritevole studentessa Martina Brunazzo, licenziata lo scorso anno dalla scuola secondaria di primo grado con ottimi voti. Il Circolo Auser “Barbara Pettenello”, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Correzzola e con l’amministrazione comunale e grazie anche all’impegno dell’associazione culturale “Via Annia”, nell’ambito di varie iniziative realizzate per sottolineare l’importanza dell’incontro e dello scambio tra le generazioni, ha inteso premiare questa ragazza con un intervento solidaristico per contribuire alle spese per l’acquisto dei libri di testo del primo anno di scuola superiore. La sobria ma significativa cerimonia si è svolta presso la palestra comunale di Agna e ha interessato altri quattro allievi particolarmente meritevoli, alla presenza attenta di tutti gli alunni della scuola media, di vari docenti, di numerosi genitori e di una folta rappresentanza di soci del Circolo Auser, dell’assessore alle politiche sociali Gianluca Piva e dell’assessore alla cultura Stefano Padoan oltreché del sindaco di Agna Giannicola Scarabello. Il sindaco Scarabello e la dirigente scolastica la prof.ssa Crocco, nel loro intervento, hanno invitato i ragazzi a trarre dall’iniziativa un ulteriore stimolo per rafforzare l’impegno nella scuola, considerandola come utile palestra di vita. I volontari dirigenti del Circolo Auser, preannunciando di voler ripetere nel futuro

l’iniziativa, hanno sottolineato l’importanza di creare ponti e reti di solidarietà tra le diverse generazioni ed hanno esaltato il ruolo del volontariato in questa prospettiva. Sempre l’associazione “Via Annia” in collaborazione con l’assessorato all’identità veneta propone per il 22 e 23 febbraio prossimi la “Prima ciaspolada noutturna sui sentieri della Grande Guerra” tra le montagne di Tonezza del Cimone e località i Fiorentini-Folgaria. Il programma prevede la partenza con auto propria dal piazzale delle scuole. Poi a seguito delle guide dello Sci Club di Tonezza si visiterà a Folgaria il forte Austro-Ungarico “Cherle”, in notturna, muniti di ciaspole e racchette. Il percorso scelto è semplice e adatto anche a bambini dai 9 anni in su. “Questo – spiega l’assessore Piva – era un forte di prima linea che venne duramente bombardato e tenuto sotto tiro italiano dalle vicine postazioni Campomolon, Coston d’Arsiero, Monte Coston e Costa D’Agra. Era comandato dal Capitano Edmund Proksch”. Al rientro in serata cena tutti assieme e pernottamento a Tonezza del Cimone. Al mattino seguente dopo la S. Messa, il vice presidente della Via Annia Nolo Ferdinando guiderà i presenti alla visita del cimitero di guerra AustroUngarico. C.L.


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VIAGGIo IN

PRoVINCIA

Rapporto della Fondazione Zancan Monitoraggio dettagliato su l’uso del web

PADoVA

Nuovo polo ospedaliero ad ovest di Padova

Al via anche la riqualificazione della struttura a Brusegana un centro sanitario a livello europeo

di Martina Celegato

O

vest, questa è la zona di Padova che diventerà punto nevralgico per la sanità cittadina e provinciale, dove si andranno a sviluppare nuove strutture e nuove tipologie di trattamento che faranno diventare la città un vero e proprio polo per la sanità nazionale ed europea. E’ questo il succo della presentazione del nuovo ruolo che andrà a rivestire la struttura di Brusegana, meglio nota come ex Ospedale Ai Colli, anticipata dal governatore della Regione Veneto Zaia lo scorso gennaio. Una vera e propria cittadella europea quindi che crescerà e aumenterà il suo valore grazie anche alla nuova struttura che sorgerà poco lontano ossia il nuovo ospedale di Padova, a pochi passi dallo stadio Euganeo, punto nevralgico del traffico cittadino e sicuramente facilmente raggiungibile da tutta la provincia. I due poli saranno collegati da Corso Australia, arteria cittadina imponente e fondamentale anche oggi. 2020 è l’anno fissato per il completamento delle opere che si preannunciano costose e impattanti sotto tutti i punti di vista considerata la portata della materia. Ma quale sarà il ruolo vero e proprio della struttura di Brusegana? Essenzialmente tutti i padovani che avranno bisogno di assistenza medica o cure specifiche dovranno passare da lì per sottoporsi a visite, screening di vario genere, diagnosi, sia in età adulta che neonatale, e assistenza personalizzata nonché riabilitazione. All’interno della “casa

ai Colli”, nome con il quale è stato battezzato il progetto appoggerà ad una vera e propria raccolta fondi da privati, dal Governatore veneto Luca Zaia, troverà spazio anche la imprese, associazioni e qualsiasi altro individuo vorrà contriCentrale Operativa Territoriale che andrà ad operare con ma- buire alla causa. Primo contributore è stata la Fondazione lati fragili, multiproblematici e con necessità evidentemente Cariparo che ha messo a disposizione 1,7 milioni di euro a cui seguirà la vendita dell’ex sede del distretto sanitario diverse dagli altri pazienti. Come si realizzerà il progetto, quali saranno le sue fasi? all’Arcella, meglio nota come casa rossa, dalla quale il governatore conta di ricavare un’ingente Senza dubbio l’opera è molto ambiziosomma da investire nella struttura. sa quindi non potrà entrare a regime in Corso Australia Subito disponibile a finanziare tempi brevi. Il progetto presentato da collegherà il il progetto si è detto il Presidente di Zaia infatti prevede un primo interven- nuovo ospedale Confidustria Padova Massimo Pavin al to che andrà a riqualificare il Padiglione alla cittadella quale ha replicato il Governatore Zaia 3 dal quale potranno partire le prime di via dei Colli “Il presidente Pavin dimostra non solo attività con successivi interventi legati fra loro atti a rendere agibile e qualificata la struttura. Un sensibilità ma anche di possedere la lungimiranza propria progetto unico nel suo genere che, come ha confermato degli imprenditori attenti e avveduti che hanno a cuore le Zaia mira a confermare la “Volontà di dire ai veneti che si sorti del territorio e del contesto sociale nel quale vivono e vuole crescere nella sanità ed essere punto di riferimento a lavorano. È il miglior viatico per la realizzazione di quest’olivello mondiale.” Una volontà che si ripercuote nella quoti- pera. Sono sicuro che troveremo le forme più adeguate per dianità, ha continuato Zaia, e che sarà un modello a livello coinvolgere i privati e per renderli a loro volta protagonisti, nazionale. attraverso la formula del fundraising, della trasformazione Innovativo sembra inoltre il metodo di finanziamento del complesso dell’ex ospedale psichiatrico padovano in una prescelto per un’opera del genere ossia il fundraising (in ‘Casa della Salute’: un’operazione che si prospetta tra le più parole povere la ricerca di sponsor disposti a mettere a di- interessanti e innovative tra quelle avviate nel campo della sposizione delle somme di denaro). Il nuovo polo ospeda- riqualificazione delle strutture sanitarie e che, ribadisco, mi liero non riceverà infatti nessun contributo pubblico ma si auguro possa divenire un esempio da replicare”.

CuRARE OLTRE CONfINE PROfESSIONALITÀ SANITARIA DA PADOvA AL bANGLADESH

U

n atto di solidarietà ricco di professionalità e competenza. Così si potrebbe riassumere il progetto dell’associazione Filo di Juta, già riconosciuta dalla Provincia di Parma, che nasce da operatori ospedalieri della struttura di Padova. Il progetto nasce con la volontà di curare in Bangladesh persone, sia adulti che bambini, che versano in condizioni sanitarie precarie dovute non solo a mancanza di strutture idonee e alla povertà dilagante (ricordiamo che le prestazioni sanitarie in Bangladesh sono tutte a carico del malato) per la cura ma anche alla suddivisione in caste della società che non permette a tutta la cittadinanza di accedere ai servizi sanitari disponibili. Un progetto rivolto ai cosiddetti “intoccabili” nel distretto di Dacope, nella regione di Khulna, nel sud-ovest del Bangladesh, un ambiente inospitale privo dei minimi servizi

igienici e sanitari dove il tasso di mortalità si aggira intorno al 38%. Un’attività resa possibile non solo grazie alla generosità dei volontari ma anche grazie alle missioni cattoliche presenti sul territorio. Un piccolo progetto con un fine molto ambizioso e di intenso valore nato per volontà di Alessandro Mossini, referente sul territorio dell’associazione a cui si aggiungeranno Adriano Visione, infermiere conselvano operativo a Padova, Marta Zanovello di Albignasego, infermiera al Pronto Soccorso di Padova e altro personale medico, che si recheranno in Bangladesh, fra settembre e novembre prossimi. Tutti possono partecipare contribuendo attraverso la quota associativa (10 euro) dell’associazione Filo di Juta che per il 2014 potrà essere devoluta all’iniziativa patavina specificando la causale “progetto sanitario” (Www.filodijuta.it). M.C.

I dettagli del progetto

servono 18,5 milioni caccia ai fondi

I

l progetto di ristrutturazione della Casa ai Colli senza dubbio rappresenta un’opera davvero ambiziosa soprattutto per quanto riguarda il finanziamento dell’intero intervento che, con la diminuzione dei trasferimenti da parte dello Stato, rischia di essere davvero difficoltoso nonostante la già operativa disponibilità di privati e aziende. La spesa complessiva secondo le previsioni si aggira sui 18,5 milioni di euro che dovrebbero portare alla ristrutturazione totale di tutto il complesso, ossia alla cittadella della salute di calibro europeo, 7 padiglioni in totale. Si partirebbe però con la ristrutturazione del padiglione tre i cui costi sono già coperti nella totalità dal contributo della Fondazione Cariparo, 1,7 milioni, e l’alienazione della Casa Rossa, 2,5 milioni. Il rimanente delle ristrutturazioni dovrebbe essere raccolto attraverso le attività di fundraising. M.C.


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Cristiano Corazz porre il nosoco Crivellari, aDiego declass emerge una situazione davvero ine- rispetto alla sanità (Agenzia Naziocerti farmaci, che se vogliono devono il revole dopo parità e di Agenas indicato come all’onoda un unico scopo stricabile, o perlomeno difficilmente procurarsi pagando, quindi alle persone ospedaliere nati i) ha rapporto annual le schede 40% 50% risolvibile. Un caos politico che rischia di per i servizi sanitar del Veneto nel trat- mento avvenuto con detenute oltre alla libertà viene tolta nale 30% 60% re centro 50%portare spediti a nuove consultazioni. Pro-il secondo miglior loro anche la salute. 20% dio. Per discute 30% 10% del miocar 50% prio quello che non ci voleva infarti Fondamentale l’intervento in una ori situagli le migli zona! tare Cogl zione economica deligenere,tua caratterizzata prestato dal Sert. offerte adella da una recessione pag. 10 cui dal 2008 non si vede fine. Il ciclone o tsunami (come lo definisce SULLA S.S. 434 SI VIAGGIA trico il suo capo Beppe Grillo) del Movimento 5 rio Odontoia A 70 CHILOMETRI L’ORA NO Giuriato* ulato io: OSTI Dott. STEFA di Silvia Amb Stelle, si è abbattuto sui partiti, DI FABBRICALoc. BORSEA anche re in sanitar agosto SPACCIO A! Diretto legge lo scorso - ROVIGO 0425 474954 Veneto, con una potenza per molti versi A DEN TIER a , inserite con decreto ERCIO, 12 - TEL. davvero inaspettata. modifiche legislative2013, hanno recepito iflex.it ADD IO ALL VIA DEL COMM LE LA FATTORIA ata senz e recentissime in giorn - www.dorm ERCIA a legge il 15 ottobre Convenzione Nella nostra regione però, quello che fissi di sutur denti e convertito in AREA COMMrovigo@dormiflex.it europee della sorprende più che il boom dei grillini (che ri, tagli e punti le raccomandazioni ed hanno risposto al crescente dormiflex. bistu è stato un evento generalizzato su tutto il d’Europa Passa da 110 a 70 km orari il le donne. del Consiglio ato dai delitti contro della famiglia territorio italiano), è il crollo verticale di parlimite della velocità nell’arteria stradale sociale determin il sabato in diritto allarme € oop he esperta 395 ed talc anc titi che hanno caratterizzato la vita politica strategica S.S. 434 meglio nota come Den . 10 alato grave aveva definito il Cen. agli amministratori”. Infatti per tentare di mento *Avvocato penalista Con Aperto 35 € 45 € per lo svolgimento di manifestazioni, delle nostre terre da 20 anni a questa a a pag Transpolesana. La decisione è stata parPAG. 8 Ser la presidente della Provincia, rientrate dallo stato debitorio lo scorso anno anche a 70 € € continu 575 agli specifi che e settoriali; il fi ne, inoltre, te: il Pdl prima Forza Italia e la Lega Nord. e dett presa dall’Anas. Polemico Corazzari qualche anno fa. I costi di gestione è stato fatto un piano di rientro che prevede- era info quello di far conoscere il Polesine e di Due partiti che fino a due anni fa aveche ha indicato nelle voragini aperte sul molto alti avevano di fatto portato ad uno iso.it va un accordo con RovigoExpò, una società renderlo soggetto ospitante di eventi rilevanti asorr vano totalizzato oltre il 60% dei consensi manto stradale il vero problema per gli stato debitorio importante, si parlava di oltre w.delt partecipata, in larga parte, dalla Regione Ve- al livello nazionale e internazionale. L’attività con l’elezione di Luca Zaiaww automobilisti che transitano. un milione di euro che lo stesso ente aveva neto e dalla a governatore Camera di commercio di Rovigo, svolta lo scorso anno, tuttavia, non sembrata del Veneto. La Lega crolla dal 35% a poco pag. 12 cercato di abbattere indicendo un bando di al quale fu affidato il compito di organizzare essere così significativa per il rilancio della più del 10% di questa ultima tornata eletvendita per alcuni dei propri immobili. Va eventi (fiere, convegni, presentazioni, ecc...) struttura dell’ex zuccherificio e in molti oggi torale. Il Pdl dal 2008 perde 10 punti e si detto, e lo conferma il neodeputato Diego prevalentemente, ma non esclusivamente, pensano che una nuova vita della struttura assesta sotto il 20%. www.lapiazzaweb.it Crivellari, che negli ultimi anni si è compiuto presso il Centro Servizi di Rovigo. Lo scopo potrebbe essere garantita da un totale camil sito del giornale un importante lavoro di risanamento dei con- prefisso era, ed è tuttora, quello di far sì che bio di rotta. continua a pag. 3 Entra in Rete con noi! ti. “Di questo – ha spiegato - va dato atto il Cen.Ser di Rovigo diventasse luogo di riferipagg. 4-5 *alessandro.abbadir@gmail.com

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Politiche ambientali. Azione congiunta dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Politiche attraverso ambientali. una serie Azione di interrogazioni congiunta dei consiglieri comuna

Gestione rifiuti: “Così non Gestione ci siamo” rifiuti: “ Indagine a tutto campo sulle modalità, i costi e i risultati del servizio in tutta la provincia, “i cittadini intanto pagano”

Indagine a tutto campo sulle modalit i costi e i risultati del servizio in tutta la provincia, “i cittadini intanto pagan

di Emanuele Masiero

di Emanuele Masiero

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a gestione rifiuti in provincia di Padova? Per i “gril- tra i Comuni ricicloni d’Italia sono rimasto sorpreso posilini” è da bocciare. Non solo per il “conto” salato tivamente - ha spiegato Filippo Gallocchio, consigliere presentato agli utenti in bolletta. A decretare l’in- comunale – Peccato che poi a fronte di una differensufficienza sarebbe soprattutto la percentuale di rifiuto ziata altissima, abbiamo una percentuale di riciclo molto riciclato che si attesterebbe ad un 20% di media su tutta bassa che in provincia si attesta intorno al 15-20%. la provincia. L’hanno ribadito più volte i consiglieri del Questo significa che il lavoro quotidiano dei cittadini non Movimento 5 Stelle accorsi a Padova, un po’ da tutta la viene valorizzato”. ALBIGNASEGO. “Nel nostro Comune abbiamo un provincia, per presentare il risultato di una loro indagine svolta in diversi Comuni. L’inchiesta, ancora in divenire, buon livello di differenziata, ma ci sono diverse problematiche con chi ha vinto l’appalto ha coinvolto per ora la gestione per la gestione dei rifiuti - ha afrifiuti in provincia di Padova, ana- “I rifiuti raccolti fermato Mariacristina Cavallarin, lizzando il lavoro di Etra, Hera-Aps, e differenziati non producono consigliere comunale – Anche Padova Tre e Cvs. l’amministrazione comunale non MESTRINO. “Appena insediati il valore atteso, è completamente soddisfatta della abbiamo provato a dare il nostro come mai?” gestione. Siamo quindi disponibili contributo per la stesura del regolamento di igiene ambientale - ha commentato Flavio a trovare insieme soluzioni alternative e a dare il nostro Pinton, consigliere comunale del M5S – Ma nonostan- contributo per migliorare la situazione”. CITTADELLA. “Per il momento abbiamo avuto solo te il nostro impegno, è stato approvato senza nessuna modifica. Siamo convinti che il business dei rifiuti deve risposte parziali - ha commentato Loris De Poli, consigliere comunale – sappiamo quanto differenziamo, andare a vantaggio di tutti i cittadini”. MASERA’ DI PADOVA. “Quando ho visto Maserà ma non quanto ricicliamo. Ci manca anche il valore

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a gestione rifiuti in provincia di Padova? Per i “gril- tra i Comuni ricicloni d’Italia sono rimasto sor lini” è da bocciare. Non solo per il “conto” salato tivamente - ha spiegato Filippo Gallocchio, presentato agli utenti in bolletta. A decretare l’in- comunale – Peccato che poi a fronte di un sufficienza sarebbe soprattutto la percentuale di rifiuto ziata altissima, abbiamo una percentuale di ri riciclato che si attesterebbe ad un 20% di media su tutta bassa che in provincia si attesta intorno a Un momento dell’incontro sulla gestione dei rifiuti nel padovano organizzato la provincia. L’hanno ribadito più volte i consiglieri del Questo significa che il lavoro quotidiano dei ci dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Movimento 5 Stelle accorsi a Padova, un po’ da tutta la viene valorizzato”. rinnovare i contratti di gestione con at- Comune a dei contributi di filiera. provincia, Quello cheper è certo sono ili costi ALBIGNASEGO. “Nelpiùnostro presentare risultato dovrebbero di una loro indagine in bolletta. Un vero peccato i rifiComuni. uti dovrebbero non vedono la deldiproprio naso”. ma ci sono dive buon dilivello differenziata, svoltaperchè in diversi L’inchiesta,tenzione, ancora ininvece divenire, diventare una risorsa in grado di fare reddito solo VEGGIANO. “Quando l’Etra ha finanziatomatiche una pista con chi ha vint ha coinvolto per orae non la gestione costi in bolletta”. nel nostro Comune ci è sorta spontanea per la una gestione dei rifiu rifiuti in provincia di Padova, ana- ciclabile “I rifi uti raccolti e differenziati VIGONZA. “Secondo i nostriil conti base del domanda - ha spiegato Giovanna Libero, fermato consigliere Mariacristina C lizzando lavoro(sulla di Etra, Hera-Aps, non– producono Dpr 158) c’è un surplus Padova di 40 mila Com’è possibile avere così tanta disponi- comunale consigliere Tre euro e Cvs.su cui abbiamo comunale il valore atteso, avuto risposte fumose - ha dichiarato Giovanni Pasqual’amministrazione com MESTRINO. “Appena insediati bilità?”. mai?” INTERROGAZIONI. Per i consiglieri grillini restano lotto, consigliere comunale – Di certo ci sembra è completamente soddis abbiamo provato a dare chiaro il nostro come questoSiamo quindi che i rifiuti raccolti e differenziati producono il va-rego- ancora tante domande e poche risposte: per gestione. contributo non per la stesura del annunciato a presentare inlore di ritorno atteso: negli altri distati d’Europa hanno- ha hanno a trovare insieme soluzioni alternative e a da lamento igiene ambientale commentato Flavioche continueranno terrogazioni nei rispettivicontributo Comuni per tuttilai situazione”. dati un valore più alto. Perchè in Italia dev’essere diversodel M5S perottenere migliorare Pinton, consigliere comunale – Ma nonostannecessari. non finisce qui.CITTADELLA. Per le prossime ovviamente a svantaggiotedelle nostreimpegno, tasche?”. “Persettimane il momento abbiamo il nostro è stato approvato senzaManessuna hannodei giàrifi annunciato avere altri dati scottanti. E que- Loris De SAONARA. “Da noi modifi la gestione fa capo a Hera-Aps, parziali - ha commentato ca. Siamo convinti che il business uti deve di risposte sta volta in tema di acqua ed energia. ma la situazione è la medesima commentato sigliere comunale – sappiamo quanto diffe andare a- ha vantaggio di tuttiOmei cittadini”. ro Baldon, consigliere comunale – LeDI amministrazioni MASERA’ PADOVA. “Quando ho visto Maserà ma non quanto ricicliamo. Ci manca anch

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ono stati stanziati dalla Provincia di Padova 150 mila euro per incentivare la sostituzione delle caldaie con nuovi generatori di calore a condensazione. Per ogni domanda sono previsti 1.000 euro complessivi. È possibile inoltrare la richiesta fino al 15 marzo. Il contributo è riservato ai cittadini proprietari di abitazioni sul territorio provinciale padovano che abbiano un impianto termico di riscaldamento. In caso di condomini, la domanda potrà essere inoltrata dagli amministratori condominiali o da un delegato qualora non sia stato nominato un amministratore condominiale. “Questi contributi – hanno spiegato la presidente della Provincia di Padova Barbara Degani e l’assessore provinciale all’Ambiente Mauro Fecchio – rientrano nell’ambito delle azioni contro l’inquinamento atmosferico che abbiamo avviato già da tempo. Una delle cause che incide di più sulla presenza di polveri sottili nell’aria, infatti, è proprio il fumo delle caldaie di vecchia generazione. Per questo abbiamo predisposto degli incentivi che aiutino i cittadini a sostituirle con nuovi generatori di calore caratterizzati da un minore consumo di energia e da una ridotta emissione di gas inquinanti”. Il contributo previsto verrà erogato per la sostituzione dei generatori di calore con generatori a condensazione alimentati a gas naturale o Gpl con una potenza termica (Pn) inferiore a 100 kw. Sono ammessi i costi documentati, Iva esclusa, relativi alla sostituzione del generatore termico, per l’acquisto del generatore, oltre alla posa e

Caldaia a condensazione installazione in opera dello stesso. In ogni caso l’importo del contributo non potrà superare il costo complessivo di sostituzione del generatore. Per accedere al contributo, la sostituzione del vecchio impianto da rottamare con il nuovo impianto dovrà essere successiva alla data di presentazione della domanda. Il contributo provinciale non è cumulabile con altri contributi pubblici. I contributi saranno esaminati secondo l’ordine di protocollazione e assegnati fino ad esaurimento dei fondi a disposizione. Tutte le informazioni potranno essere richieste all’Ufficio Ecologia di piazza Bardella 2, Padova (telefono 0498201836 oppure 0498201839) con orari dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 oppure all’indirizzo e-mail luigi.fasolo@ E.M. provincia.padova.it.


Mondo scuola 23 5 Gara internazionale Hanno partecipato oltre duecento squadre Europa e Usa

Robotica spaziale premiati i padovani

Gli studenti del liceo scientifico “Fermi” si sono imposti nella sfida ad alto tasso di tecnologia di Martina Celegato

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n grande successo a livello internazionale ha coinvolto nelle ultime settimane uno degli istituti storici della città che si è dimostrato all’avanguardia per quanto riguarda la formazione e sperimentazione. Sono stati infatti alunni del liceo scientifico Enrico Fermi, in collaborazione con studenti spagnoli e francesi, i vincitori della gara annuale di robotica spaziale indetta dalla NASA con il MIT di Boston e l’Agenzia Spaziale Europea intitolata “Zero Robotics”. Una gara agguerrita che ha visto schierate più di 200 squadre europee e statunitensi in percentuale quasi uguale che si sono battute a suon di nozioni di robotica applicata a minisatelliti robot, chiamati Spheres, i quali dovevano essere mossi e compiere determinate evoluzioni in base agli studi effettuati in precedenza dagli alunni. Una vera e propria sfida tecnologica

Gli studenti del “Fermi” esultano per il prestigioso premio che ha spinto i ragazzi a collaborare fra loro scoprendo nuove frontiere della tecnologia in un limite di tempo di tre minuti. Tecnicamente il lavoro dei ragazzi consisteva nella programmazione informatica del comportamento delle spheres sulla base di precedenti simulazioni e selezioni effettuate a terra che quindi implicano diverse valutazioni del caso in particolare per quanto concerne la valutazione del diverso ambiente e delle continue variazioni di quello spaziale. L’assenza di gravità è senza dubbio una delle variabili che più ha influito nella programmazione in quanto le spheres dovevano riconoscere in maniera autonoma le condizioni ambientali e rendersi così conto delle azioni da attuare. Tutte le competizioni, che hanno portato al trionfo dell’Europa per mano della squadra guidata dagli studenti del Fermi,

sono state svolte sotto la supervisione di al 2 marzo si terrà presso il Centro Culturale astronauti professionisti. Dopo le prime San Gaetano di via Altinate il FIRST – Festicompetizioni i vari team continentali si sono val dell’Innovazione, della Ricerca del socia“alleati” fra loro, per questo la squadra le e del Territorio, momento di incontro fra i vari protagonisti del patavina ha sostenuto la competizione con la Alla fine del mese settore che andranno a sviscerare diverse tesquadra francese e spa- il centro San matiche legate al mongnola, arrivando alla Gaetano ospita totale collaborazione il Festival dedicato do giovanile e all’approccio con il mondo fra studenti che si sono all’innnovazione del lavoro. Il Festival così confrontati su di un argomento così delicato e professionale. Un nel dettaglio coinvolgerà svariati settori ostrionfo che conferma la qualità della forma- sia: Impresa, start-up e artigianato, Cultura zione a Padova e la specificità con la quale associativa, impresa sociale e terzo settore, vengono coltivate le aspirazioni dei singoli Amministrazione del territorio, Università e allievi. Le competizioni si sono svolte presso ricerca, Educazione e apprendimento. Un la sede dell’agenzia spaziale di Amsterdam, ottimo calcio di inizio che si preannuncia prestigioso polo scientifico di settore. come importante momento formativo e Ma l’innovazione non passa solo dai pratico per la costruzione di un laboratorio progetti scolastici visto che dal 27 febbraio permanente proprio nella città di Padova.

Sempre in campo formativo, nel dettaglio all’interno del percorso “Business Angel Starting Kit”, e innovativo si inserisce il progetto di Confindustria AdottUp, una sorta di adozione da parte di PMI delle piccole imprese innovative, note con il nome di Start Up. Queste ultime, in base a delle candidature presentate con relativo progetto e considerate ad alto potenziale di crescita, potranno usufruire di un patrocinio reso possibile anche dalla collaborazione con Intesa San Paolo. Quattro le start up coinvolte: Crevel, la piattaforma per progettare viaggi con facilità (Padova), Stylenda, store online di abbigliamento su misura e personalizzabile (Treviso), Dolly Noire, abbigliamento street style (Milano) e Orange Fiber sempre di Milano che si occupa di realizzare tessuti dagli scarti industriali.

Milioni di bambini nel Sud del mondo crescono malnutriti e senza diritti. Ma chissà cosa potrebbero fare se potessero avere cibo, acqua potabile, cure mediche e un’istruzione. Adotta un bambino a distanza, aiuterai lui e la sua comunità a costruirsi un futuro migliore. Oggi cambiare il mondo dipende da te. Un giorno, dipenderà da lui!

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Foto: Jenny Matthews/ActionAid - Grafica: Marco Binelli

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E-mail Ai sensi del d.lgs. 196/2003, La informiamo che: a) titolare del trattamento è ActionAid International Italia Onlus (di seguito, AA) - Milano, via Broggi 19/A; b) responsabile del trattamento è il dott. Marco De Ponte, domiciliato presso AA; c) i Suoi dati saranno trattati (anche elettronicamente) soltanto dai responsabili e dagli incaricati autorizzati, esclusivamente per l’invio del materiale da Lei richiesto e per il perseguimento delle attività di solidarietà e beneficenza svolte da AA; d) i Suoi dati saranno comunicati a terzi esclusivamente per consentire l’invio del materiale informativo; e) il conferimento dei dati è facoltativo, ma in mancanza non potremo evadere la Sua richiesta; f) ricorrendone gli estremi, può rivolgersi all’indicato responsabile per conoscere i Suoi dati, verificare le modalità del trattamento, ottenere che i dati siano integrati, modificati, cancellati, ovvero per opporsi al trattamento degli stessi e all’invio di materiale. Preso atto di quanto precede, acconsento al trattamento dei miei dati. ZPL12

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Il personaggio 24 6 Personaggio La band padovana Pierfrancesco Rosada, conselvano, voce del gruppo, racconta l’avventura nel mondo della musica

Dallo scantinato ai festival, successo Ldm di Emanuele Masiero

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i chiama Pierfrancesco Rosada ed è la voce del gruppo più “cool” nella bassa padovana: gli LDM. Una band nata quasi per gioco, da un team di artisti che la musica ce l’hanno nel sangue. Tutto ha inizio nel 2012 in una sera di maggio, quando dopo un anno di riflessione e una serie di vicissitudini, da una costola dei Libidomeccanica, band che si esibisce nei locali del Veneto e della Emilia Romagna dal 2008, prendono vita le Luci di Maggio. In un piccolo e fumoso scantinato della provincia padovana si riaccendono gli amplificatori, si abbassano le luci, i led dei sintetizzatori lampeggiano, mentre parole e suoni elettrici escono saturando l’aria di una rinnovata e intensa armonia. Una band formata da Pierfrancesco Rosada (voce), Mattia Candian (basso), Nicola Guzzon (sintetizzatori) e Andrea Polato (batteria). E fu così che gli LDM (l’acronimo di Luci di Maggio) scoprirono un’alchimia che andrà a dettare le matrici di un album e brani di successo. Pierfrancesco è la spina dorsale degli Ldm, la voce di un gruppo in forte ascesa, l’elemento passionale che spinge una band di artisti emergenti. Parlando con lui si capisce subito che è altruista nell’animo. Non

vuole saperne di raccontare la sua storia al singolare: per la voce degli Ldm esiste solo il gruppo. E qualsiasi produzione nasce dall’impegno di tutti. Il gruppo nasce da qualcosa di già... costituito! “In effetti si. Ci conoscevamo già tutti da diverso tempo, ma per vari motivi ci eravamo fermati. Ma il giorno del mio compleanno ci siamo detti... ricominciamo?”. Vi definireste professionisti? “Io sono un architetto, Andrea suonava già prima, Mattia si occupa di montaggi audio e video, Nicola fa il grafico. Insomma, per noi è più una passione che un lavoro”. In pratica ti sei improvvisato... “Diciamo che ho un passato artistico e mi è sempre piaciuta la pittura. Cantare per me è qualcosa di straordinario che mi dà grandi soddisfazioni” In che modo avete mosso i primi passi? “Avevamo una sala prove a casa mia... ma ovviamente le prime volte ci trovavamo in una cantina. Un po’ come fanno tutti all’inizio”. E adesso come vi state muovendo? “Diciamo che stiamo raccogliendo

delle belle soddisfazioni. Certo che entrare nelle radio è sempre difficile se non sei un professionista. Per noi è prima di tutto una passione”. Qual è il momento più emozionante? “Come già detto cantare è una passione. Perciò la parte che preferisco di questa esperienza è quella emozionale. Il momento in cui spegni le luci, chiudi gli occhi e dai libero sfogo alla fantasia”. Ti senti a tuo agio sul palco? “Non amo le gare e le sfide... cantare deve evocare emozioni e sentimenti, senza per forza produrre un ritorno di qualche tipo”. Quali sono le novità che ci attendono? “Siamo usciti con altri video... ora stiamo programmando per l’estate per proporre anche qualche live... più un altro progetto ancora segreto!”. Come vi siete fatti conoscere? “Diciamo che internet ci ha dato una grossa mano. Abbiamo usato moltissimo il web con youtube dove abbiamo registrato un numero elevatissimo di visualizzazioni”. Insomma siete più che soddisfatti? “Soddisfatti certamente sì, ma non è una questione di quanto successo abbiamo.

La band degli Ldm, il primo a sinistra è Piefrancesco Rosada Per noi è importante prima di tutto fare quello che ci piace e creare dei brani che ci rappresentino. Poi è stupendo quando qualcuno capisce le emozioni che vuoi esprimere con una canzone. Ed è fantastico anche quando viene data un’interpretazione diversa ma altrettanto personale. Per esempio il brano “Va tutto bene” non sempre è stato compreso, ma c’è chi l’ha fatto suo e ha calato le sue esperienze personali”.

In questa esperienza artistica ancora in fase di crescita chi ti ha sostenuto maggiormente? “All’inizio erano tutti un po’ titubanti e scettici. Per esempio i miei genitori, mentre studiavo, non erano proprio convinti. Ma alla fine queste esperienze ti danno delle grandi emozioni e ti senti preparato per superare qualsiasi difficoltà: fondere la musica con le parole è una sensazione unica”.

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Cultura provinciale 27 7 Esposizione a Padova Fino al 2 giugno al Museo Diocesano la rassegna ormai più che decennale

Il viaggio per “i colori del sacro”

20 marZo

Tema affascinante per gli illustratori che da ben venti Paesi hanno risposto all’appello

Faletti sarà al Geoxino

di Laura Organte

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etafora dell’esistenza umana, il viaggio ha ispirato per secoli artisti, scrittori, musicisti, che hanno tentato di comunicare quel profondo anelito a uscire da sé, raggiungere un oltre, inseguire un sogno, un desiderio, viaggiare verso l’altro, il diverso, che caratterizza l’uomo sin dalle sue origini. Con questo tema, tra i più affascinanti, si sono confrontati gli illustratori che, da oltre venti paesi di tutto il monto, hanno risposto all’appello della settima edizione de “I colori del Sacro”, l’ormai popolare mostra dedicata all’illustrazione che ha luogo con cadenza biennale al Museo Diocesano di Padova, in esposizione quest’anno fino al 2 giugno. Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano e curatore della rassegna, annuncia un evento che per qualità di partecipanti sarà sicuramente la più alta nella storia più che decennale de “I colori del Sacro”. Il tema evidentemente è di quelli che stimolano alla creatività più libera: “Abbiamo sollecitato illustrazioni che esplicitino il tema

eventi e mostre

approfondendo sia quegli aspetti legati al desiderio di conoscenza e di scoperta che da sempre caratterizza gli spostamenti verso terre e popoli lontani, sia tutti i risvolti più di tipo psicologico, emotivo e spirituale che accompagnano le fasi del viaggio e che accomunano il sentire di chi parte, per qualsiasi meta, fosse anche un partire simbolico”. Le opere illustrano come, fin dall’inizio della storia, l’uomo si sia spostato, cercando terre fertili, nuovi orizzonti, abbia vagato, viaggiato, scoperto; anche le tre grandi religioni monoteiste hanno tutte radici nella storia di popolazioni nomadi e le divinità si sono spesso rivelate a popoli in cammino o a singoli pellegrini. L’edizione 2014 della rassegna vuole quindi raccontare il viaggio come esperienza di vita tout court, ripercorrendo la storia, i testi sacri e i racconti pagani e mitologici, i riti e le tradizioni, nel tentativo di rivelare la dimensione emotiva e spirituale di ogni partenza e di ogni ritorno. a cura di Laura Organte

LE STORIE CRIMINALI DI CARLOTTO Massimo Carlotto porta in scena con “Crimes stories” al Geox il 20 febbraio, il Testimone, un collaboratore di giustizia, ospite speciale e “in incognito” di questo spettacolo. Un racconto che si snoda tra realtà e finzione, tra cronaca nera, indagini e romanzo. Sbirri e gangster di carta immaginati dall’autore contrapposti a quelli in carne ed ossa freddamente descritti dal Testimone. Un racconto lungo quasi vent’anni in giro per il mondo a caccia di storie e personaggi e le testimonianze di un uomo che ha scelto il crimine e ne può raccontare le più segrete sfaccettature. Il tutto accompagnato dai sassofoni e dal duduk di Maurizio Camardi.

MENING, MAESTRO DEI CLOWN Il 20 febbraio torna a Padova, Jean Menigault in arte Mening, uno dei più noti professionisti dell’arte del clown, conosciuto in Europa per le sue performance ed i suoi spettacoli. Nato a Orleans, in Francia, nel 1965, e cresciuto artisticamente a Parigi alla scuola di Decroux, degli Adrien, degli Hottier. Oltre alle sue performance si dedica da diciassette anni alla ricerca degli strumenti pedagogici per la trasmissione della tradizione clownesca. In scena al San Gaetano con “Made in terra. One man show”, l’artista terrà uno stage dal 21 al 23 febbraio sull’improvvisazione teatrale e l’arte del clown.

VISITA A ORATORIO E SPECOLA Domenica 2 marzo l’associazione La Torlonga propone un’insolita a visita guidata, dal titolo “A Carnevale ogni storia vale”, all’Oratorio di San Michele e alla Specola, metterà in luce gli aspetti meno noti, gli aneddoti e le curiosità che riguardano la storia della torre e dell’antico castello ezzeliniano e carrarese. Al termine della visita guidata, nella Sala Jappelli, gli ospiti più piccoli potranno intrattenersi nell’ascolto di letture scelte per loro dalla libreria Pel di Carota. Solo su prenotazione biglietti: intero euro 10,00, ridotto bambini dai 3 ai 10 anni euro 5,00. Tel: 349 6855584.

Giorgio Faletti “Nudo e crudo”

S Sabrina Cesaro, “Giungeremo là dove siamo partiti”- 2013 “Ognuno di noi può riconoscersi nell’esperienza immaginata o provata dell’altro, in una dimensione di condivisione negli atteggiamenti, nelle emozioni, nella ricerca durante il viaggio della propria vita – ha commentato il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo – mai come questa volta ha senso il carattere di itineranza della

mostra, poiché siamo essenzialmente pellegrini”. Pellegrini antichi e nuovi, conquistatori d’imperi, ricercatori di fortuna, fino ai marciatori delle metropoli e ai viaggiatori dello spazio, ansiosi di imprimere un’orma sul suolo di qualche deserto planetario, siamo tutti in viaggio, in cammino, verso orizzonti lontani o mete vicine.

crittore, sceneggiatore, comico, compositore, cantante e, non ultimo, attore. Il multiforme e sorprendente talento di Giorgio Faletti si cimenta nello spettacolo “Nudo e crudo”, che prende spunto dal suo libro autobiografico “Da quando a ora”, a Padova il 20 marzo alle 21.30 al Geoxino, il nuovo spazio allestito nel foyer del Gran teatro Geox. Un viaggio apparentemente dentro l’essenziale, in realtà dentro al tutto di Giorgio Faletti, uno spettacolo in cui la scenografia è assente, l’orchestra pure, i musicisti dentro la valigia, gli oggetti di scena abbandonati in camerino. In scena Faletti diventa attore e musicista di se stesso, con ironia e candore, umorismo e tenerezza si libera di ogni veste scenica e contrappunto musicale per muoversi e dare nuova vita al suo ultimo lavoro di autore. L.O.

Premio Galileo Chiamate a pronunciarsi 61 classi di quarta superiore in Italia

Divulgazione scientifica ecco la cinquina in finale C

resce l’attesa per il vincitore dell’ottava edizione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, dopo l’annuncio ufficiale della cinquina finalista selezionata dalla Giuria scientifica venerdì 17 gennaio scorso. A presiedere la giuria è stata quest’anno Nicoletta Maraschio, docente di Storia della lingua italiana a Firenze e Presidente dell’Accademia della Crusca, che succede, nell’ordine, a Umberto Veronesi (2007), Carlo Rubbia (2008), Margherita Hack (2009), Paolo Rossi (2010), Mario Tozzi (2011), Piergiorgio Odifreddi (2012) e Paco Lanciano (2013). “Anche Galileo ha detto Nicoletta Maraschio nell’aprire i lavori – ha fatto parte dell’Accademia della Crusca e prima di lui molti altri artisti e scienziati che hanno voluto scrivere in volgare”. La notizia è servita alla Maraschio per introdurre il tema del rapporto tra lingua e scienza. “Anche in questo - ha continuato - Galileo è stato maestro e ha partecipato alla redazione del vocabolario della Crusca”. In diretta streaming, la riunione è stata seguita da 61 classi di IV superiore di tutt’Italia che dovranno, ora pronunciarsi sulla cinquina finalista. In gara c’è il volume di Marco Ciardi, “Terra. Storia di un’idea” (Laterza, 2013), in cui l’astronauta Eugene Cernan parla dell’impatto culturale delle

La presentazione del Premio Galileo missioni spaziali Apollo, “Alchimie nell’arte. La chimica e l’evoluzione della pittura” (Zanichelli, 2012), in cui Adriano Zecchina traccia la storia dei pigmenti che i pittori hanno avuto a disposizione nelle diverse epoche, dal Paleolitico all’arte contemporanea, mostrando come il progresso della tecnologia abbia influenzato la creatività degli artisti, “Il bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati” (Raffaello Cortina, 2013), in cui l’etologo e primatologo di fama internazio-

nale sonda l’origine della morale, “L’ ordine del mondo. Le simmetrie in fisica da Aristotele a Higgs” (Bollati Boringhieri, 2013), di Vincenzo Barone, sull’Impatto della relatività ristretta di Einstein e “I robot ci guardano. Chirurghi a distanza, aerei senza pilota e automi solidali” (Zanichelli, 2013), di Nicola Nosengo, sui risvolti etici e legali della presenza, sempre più consistente, delle intelligenze artificiali. Laura Organte


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Fabio Mazzucco, sei vittorie in stagione

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i è aperto come meglio non potrebbe il 2014 per le ginnaste della Pgs Carrarese delle allenatrici Giorgia Passarin e Ylenia Destro. Il primo alloro è arrivato presso il palazzetto dello sport veneziano di Campagna Lupia, dove si è svolta la 1° prova regionale individuale sport Europa, ed è stato firmato dall’eleganza di Emma Banzato che si è imposta nella categoria silver 1° fascia. Il successo è stato impreziosito dal 4° posto di Martina Fasolato e dal 5° di Isabella Ernesti Moro. Da Menzionare anche i piazzamenti di Gaia Parisotto e Letizia Crivellari, rispettivamente quinta e ottava nella categoria silver 2° Fascia. Prossimi appuntamenti per le promettenti atlete carraresi il 9 marzo per la seconda prova regionale e il 13 aprile appuntamento di squadra a Teolo. Walter Lotto

i chiama “Pallabefana” ed è stato l’evento di inizio anno della piscina comunale Acquambiente di Sant’Urbano. Voluta dall’associazione Water Polo Submarine lo scorso 5 gennaio, la festa ha previsto la formula avvincente di un susseguirsi continuo di 15 partite di pallanuoto e ha visto la partecipazione di ben 84 sportivi, organizzati in 6 squadre: Acquambiente, Sciopai, Bogoni, Pallanuoto Venezia – squadre a maggioranza maschile ma con obbligo di quote rosa e atleti inesperti - Bogone Urbane e Mestrina Nuoto – interamente femminili. Un piccolo stand gastronomico, una simpatica lotteria e l’elezione della miglior “befana” tra le atlete partecipanti hanno accompagnato gli incontri coinvolgendo atleti e pubblico in questa allegra giornata. All’interno della manifestazione sono state inserite tre partite in cui 8 bambini dell’Acquagoal Acquambiente di Sant’Urbano hanno avuto la possibilità di giocare insieme ad atleti e atlete delle squadre

IL MANUTENTORE

CALCIO. Azzura Due Carrare guarda ai prossimi incontri

igor radreZZa del calcio padova sprona i ragaZZi di mister garbin

PRONTO INTERVENTO

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La piscina di Sant’Urbano ospita competizioni importanti iscritte. Commentano gli organizzatori ed in l’anima di uno sport nasce e si nutre dell’inparticolare Cristina Caldin, presidente della terazione e collaborazione tra le persone Fabio seitale vittorie coinvolte”. Questa filosofia si sposa con lo Walter PoloMazzucco, Submarine: “A scopo gliin stagione il quale glidella organizzatori hanno sportivi partecipanti hanno messonon disposizioi è aperto come meglio potrebbe il spirito 2014 con per le ginnaste Pgs Carrarese ne la loro che e- Ylenia a proposto delleesperienza allenatricidando Giorgiaprova Passarin Destro. Il“Pallabefana primo alloro 2014”, è arrivatoevento presso che il fa parteLupia, di un progetto ampio respiro che prescindere dall’abilità, e dall’età palazzetto dello dal sportsesso veneziano di Campagna dove si èad svolta la 1° prova già visto la realizzazione di “Pallanotte – regionale anche unaindividuale disciplina olimpica come la sport Europa, edpalè statohafirmato dall’eleganza di Emma Banzato senza IlFrontiere Chioggia, “Pallalanuoto, ingiustamente considerata che si èspesso imposta nella categoria silver 1° fascia. successo2012” è statoaimpreziosito dal nataleErnesti 2012”Moro. a Piove Sacco, “Pallanotte uno può davvero 4°sport postominore, di Martina Fasolatodiventare e dal 5°alla di Isabella Da diMenzionare anche senzarispettivamente Frontiere 2013” a Chioggia, portata di tutti. L’occasione di trasmettere i piazzamenti di Gaia Parisotto e Letizia laCrivellari, quinta e ottavamanifenella di promettenti promozione atlete sportiva che hanno propria passione la pallanuoto ai appuntamenti piccoli stazioni categoria silver per 2° Fascia. Prossimi per le carraresi il 9 un incredibile disuccesso atleti, aderito marzochepercoraggiosamente la seconda provahanno regionale e il 13 riscosso aprile appuntamento squadrainatermini Teolo. di Walter Lotto all’iniziativa, dimostra ancora una volta che iscritti e di pubblico.

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CALCIO. Azzura Due Carrare guarda ai prossimi incontri

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Radrezza tra il diesse Stefani, a sinistra, e il presidente Carraro

ntusiasmo alle stelle, coriRAPIDO da stadio Possibilista il diesse Andrea Stefani • INTERVENTO all’interno dello stand gastronomi- che parla anche di mercato: “ripetendo QUALIFICATO co• delPERSONALE patronato Don Bosco, a San il girone di andata saremo ai play off, in Giorgio• di GARANZIA Due Carrare, doveDEGLI l’AzzurraINTERVENTI del questo caso dobbiamo farci trovare pronti, presidente Massimo Carraro si è riunita con per quanto riguarda il mercato a meno di altre 200 persone per ilOPERATIVE tradizionale convi- :unMONSELICE occasione clamorosa �non faremo nulla � CONSELVE SEDI TRIBANO vio che segna la fine dell’anno. anche per non spostare gli equilibri che si La vittoria in trasferta nell’ultimo turno sono creati e fruttano ottimi risultati”. di campionato, che vale il secondo posto in L’asticella dell’entusiasmo si è ulteriorclassifiSU ca, haRICHIESTA reso effervescente l’ambiente mente alzata aANCHE metà serata con l’arrivo di MANUTENZIONI SI ESEGUONO GRANDI che ora sta prendendo consapevolezza di Igor Radrezza, carrarese doc, in forza al ZONE SERVITE: poter centrare un risultato importante an- calcio Padova, che ha portato in dono la che se• mister Garbin funge da pompiere sua fi ammante maglia biancoscudata con ilV. CONSELVE • DUE CARRARE • ANGUILLARA • TRIBANO gettando acqua sul fuoco: “prima di tutto numero 29. Presente alla serata anche • TERRASSA P. • BATTAGLIA T. • BAGNOLI DIl’arSOPRA • POZZONOVO pensiamo al raggiungimento della •quota bitro della sezione di• Este Cristhofer Lionel• BOVOLENTA MONSELICE AGNA • SOLESINO salvezza, poi può davvero succedere •di tutlo, e l’assessore allo•sport Mario Romanato • CARTURA PERNUMIA ARRE • ESTE to, in •ogniMASERA’ caso saranno le •prime ha portato DIdecisive P. SAN che PIETRO V. i saluti e gli auguri a nome 3-4 partite del girone di ritorno”. di tutta la comunità. Walter Lotto

ntusiasmo alle stelle, cori da stadio all’interno dello stand gastronomico del patronato Don Bosco, a San Giorgio di Due Carrare, dove l’Azzurra del presidente Massimo Carraro si è riunita con altre 200 persone per il tradizionale convivio che segna la fine dell’anno. La vittoria in trasferta nell’ultimo turno di campionato, che vale il secondo posto in classifica, ha reso effervescente l’ambiente che ora sta prendendo consapevolezza di poter centrare un risultato importante anche se mister Garbin funge da pompiere gettando acqua sul fuoco: “prima di tutto pensiamo al raggiungimento della quota salvezza, poi può davvero succedere di tutto, in ogni caso saranno decisive le prime 3-4 partite del girone di ritorno”.

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Possibilista il diesse Andrea Stefani che parla anche di mercato: “ripetendo il girone di andata saremo ai play off, in questo caso dobbiamo farci trovare pronti, per quanto riguarda il mercato a meno di un occasione clamorosa non faremo nulla anche per non spostare gli equilibri che si sono creati e fruttano ottimi risultati”. L’asticella dell’entusiasmo si è ulteriormente alzata a metà serata con l’arrivo di Igor Radrezza, carrarese doc, in forza al calcio Padova, che ha portato in dono la sua fiammante maglia biancoscudata con il numero 29. Presente alla serata anche l’arbitro della sezione di Este Cristhofer Lionello, e l’assessore allo sport Mario Romanato che ha portato i saluti e gli auguri a nome di tutta la comunità. Walter Lotto

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IL Veneto

in primo piano

Marino Zorzato: “Incongruenti certe posizioni dei primi cittadini”

Piano casa: l’ultima parola ai sindaci

Trovato l’accordo Governo-Regione: i Comuni potranno porre limiti al nuovo piano casa attraverso varianti dei piani urbanistici di Germana Urbani

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on sarà più quel disastro che poteva essere. Lo pensano sicurametne i primi cittadini del veneto che, per la maggior parte, avevano dichiarato guerra all’ultimo piano casa cui la Regione Veneto aveva dato il via libera sul finire del 2013. Il terzo da che la crisi è iniziata ma il più pericoloso, a detta loro, perché privo di vincoli urbanistici certi. Una situazione talmente grave che il Consiglio dei Ministri aveva impugnato la legge in cinque punti davanti alla Corte Costituzionale. A fine gennaio, però, durante un vertice al dipartimento degli Affari regionali tra i capi degli uffici legislativi del Ministero dei beni culturali, del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dell’Ambiente e il vicepresidente della Regione Veneto, Marino Zorzato, i tecnici veneti si sono impegnati a riscrivere alcuni contenuti della Legge Regionale 32/2013. In quell’occasione, infatti, Marino Zorzato, “padre” del piano casa ter, ha firmato un impegno di dieci righe in cui si afferma che dovrà essere rivista la possibilità di realizzare interventi di ampliamento a distanza non superiore a 200 metri dal lotto di pertinenza e dovranno essere chiariti altri aspetti relativi ai centri commerciali nei centri storici. Modifiche che riconoscerebbero ai Comuni la possibilità, attraverso le procedure della variante semplificata dei piani urbanistici, di apporre limiti al nuovo Piano

casa della Regione. L’impegno sottoscritto esplicita, inoltre, che gli interventi previsti dal Piano casa non troveranno applicazione per quegli edifici oggetto di specifiche norme di tutela urbanistica e territoriale anche in relazione a quegli strumenti che saranno approvati dai Comuni dopo l’entrata in vigore della suddetta legge. Rimane quindi fermo l’ordinario potere urbanistico dei Comuni interessati dalle disposizioni del nuovo Piano Casa. L’abrogazione, con la nuova legge regionale, delle norme del prece-dente Piano casa relative ad un generalizzato potere di blocco da parte dei Comuni viene quindi compensata dalla precisazione che rimangono fermi gli ordinari poteri urbanistici dei Comuni. Ad oggi ( mentre scriviamo) restano impugnate l’art. 7 e l’art. 10 comma 6 che estende gli interventi edilizi anche alle aree a rischio idrogeologico e l’art. 11 comma 1 e 2 che elimina l’obbligo, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di rispettare la sagoma esistente sulle quali si attenderà un pronunciamento della Corte costituzionale. A ben vedere la risposta che potrebbe arrivare a questo proposito non potrà non tener conto del fatto che il Decreto del Fare 69/2013 ha già stabilito che possono essere considerate ristrutturazioni le demolizioni e ricostruzioni con cambio di sagoma. Intanto, però, si va avanti e il vicepresidente Zorzato si dice pronto a riaprire il

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Marino Zorzato dialogo con i Comuni per concordare insieme tutti i chiarimenti necessari da apportare alla legge. Una disponibilità che c’era già stata a parole ma che non si era poi verificata. Anche perchè Zorzato aveva più volte ben sottolineato quanto, a suo parere fossero incongruenti certe posizioni dei primi cittadini. “Si può stimare che il Piano Casa nel Veneto valga dai 6 agli 8 milioni di metri cubi – aveva detto durante una conferenza esplicativa sul Piano Casa ter – che corrispondono appena a un valore tra il 5 e il 7 per cento dei 100 milioni di metri cubi di nuova espansione edilizia prevista nel Veneto. Con quale coraggio, quindi io chiedo, alcuni sindaci puntano l’indice accusatore

sul Piano Casa, quando città come Venezia prevede nel suo Pat un’espansione di oltre 6 milioni di metri cubi per il residenziale e di 3 per il produttivo; quando Padova ha aggiunto ai 2,6 milioni che residuavano dal vecchio Piano Regolatore per la residenza, il direzionale e il commerciale, ulteriori 2 milioni di metri cubi con il Pat? Non possono certo questi amministratori a venirci a dare lezioni di tutela del territorio”. Zorzato non ha mai smesso di difendere lo spirito e gli obiettivi della norma supportando questa sua posizione con i dati relativi agli effetti prodotti dalle precedenti edizioni del Piano Casa nel Veneto, forniti dalle stesse associazioni di categoria che

operano nel settore edile: “Utilizzando questo strumento – ha detto Zorzato – 7 mila aziende del comparto hanno evitato la chiusura, 11 mila posti di lavoro sono stati salvati e altrettante famiglie hanno potuto contare su un’entrata preziosa in tempo di crisi, sono stati realizzati interventi per 2,8 miliardi con un aumento degli investimenti pari al 5,8% nel campo delle ristrutturazioni: il tutto grazie ai 60 mila casi di recupero edilizio che hanno migliorato anche esteticamente i nostri centri abitati”. E nel sottolineare questi aspetti ricordava anche che l’edilizia veneta muove un indotto composto da oltre 80 settori merceologici diversi.


Il Veneto in primo piano 31 Bon e Cortellazzo chiedono ai parlamentari veneti Pdl di uscire dal Governo, i consiglieri di Forza Italia favorevoli alla modifica della legge

Il Pd esulta: avevamo ragione

di Germana Urbani

L

a disputa sul Piano casa, secondo Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale, si ridurrebbe ad una lotta che vede da una parte progressisti con l’obiettivo di liberare investimenti per miliardi di euro e dall’altra veterocomunisti e pseudo-ambientalisti che frenano l’economia. I due consiglieri, infatti, all’indomani dell’impugnazione del Piano Casa ter da parte dell’Esecutivo Letta avevano ribadito l’opposizione senza se e senza ma a questo Governo che a sentir loro non faceva l’interesse del Veneto e dei veneti. “L’impugnazione di un provvedimento simbolo come il Piano Casa ter è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso - hanno detto i consiglieri - e che ci costringe a chiedere a tutti i parlamentari veneti, che si riconoscono nei valori del centrodestra, di staccare la spina a questo Governo a chiara trazione Pd. Il mandante politico di questa operazione è il Partito democratico e la soluzione della “impugnazione

INU

A

parziale” è un compromesso al ribasso inaccettabile, perché rende ancora più incerto il quadro giuridico nel quale cittadini e operatori possono muoversi”. I consiglieri del Gruppo regionale di Forza Italia, Leonardo Padrin, Mauro Mainardi, Davide Bendinelli e Remo Sernagiotto dichiarano, invece di attendere “di vedere la nota di Palazzo Chigi – affermano – che parla di “punto di equilibrio trovato tra le esigenze regionali di sviluppo del territorio e le competenze comunali sulla tutela delle proprie zone” e poi ci esprimeremo, ricordando a Zorzato che il suo interlocutore non è il Governo, ma il Veneto, e che la legge deve rispondere alle necessità dei suoi cittadini. Ben venga il confronto e l’impegno firmato dal vice-presidente a Roma – concludono i quattro consiglieri di FI - ma a niente serve continuare a girare attorno al problema per sostenere la legge se ciò che occorre per andare incontro alle necessità dei cittadini è, di fatto, la sua modifica”.

A cantar vittoria sono sicuramente i regionali del Partito Democratico che a metà gennaio avevano presentato una proposta di legge per rimediare a quello che definiscono “l’errore madornale” del terzo Piano casa, cioè lo scontro istituzionale tra Regione e Comuni sulle competenze pianificatorie del territorio. “Dall’incontro di Roma con i tecnici dei ministeri - ha dichiarato il consigliere regionale e vice presidente della commissione Urbanistica, Bruno Pigozzo - Zorzato ha avuto la conferma che da parte nostra non c’è stata alcuna strumentalizzazione o boicottaggio sotterraneo del Piano Casa: solo la richiesta di modificare alcuni punti critici”. “Attorno a questo nodo – precisa - c’erano semplicemente due posizioni opposte: quella dell’assessore, che punta a far prevalere su tutto il diritto soggettivo di chi vuole fare interventi edilizi e quella del PD, che sostiene la tutela dell’interesse collettivo, evitando il conflitto tra le competenze programmatorie della

Regione e quelle dei Comuni, in una visione d’insieme del territorio. Il governo ha confermato che quella individuata da noi è la strada da seguire: ora dunque ci si confronti rapidamente per correggere e migliorare subito una legge che abbiamo sempre ritenuto uno strumento utile per l’economia veneta, purché usato nel modo giusto, come avvenuto dal 2009 ad oggi”.

“Piuttosto rivediamo la normativa urbanistica”

ll’indomani dell’approvazione anche la sezione veneta dell’Istituto Nazionale di Urbanistica aveva espresso la sua preoccupazione di fronte al piano casa regionale nel suo complesso, che veniva giudicato come un tentativo di superare la pianificazione del territorio dando soluzione al singolo caso. L’istituto dichiarava che “pur condividendo la scelta di intervenire sulla città costruita rigenerando il tessuto urbano esistente, desta poi forte perplessità la possibilità di applicazione anche nei centri storici”. Secondo l’INU il centro storico va tutelato in quanto insieme urbano e non in riferimento ai singoli edifici. “Si dimentica che in Veneto - si leggeva in una nota - come nelle altre Regioni si producono

piani e strumenti di pianificazione votati dai Consigli Comunali ed approvati poi da Regione e Province sulla base di una legge regionale. Il Presidente Zaia ha più volte dichiarato la sua contrarietà a nuovo consumo di suolo, ma poi vengono approvati questi provvedimenti che collocano gli interventi edilizi al di fuori della normale prassi di pianificazione urbanistica formata dalla Regione. Se la Regione - concludeva l’Istituto - ritiene che sia superato questo sistema di pianificazione, provveda ad avviare velocemente una revisione della legge urbanistica regionale: INU Veneto è pronta a collaborare alla revisione della normativa urbanistica, che è del 2004”.


32 Il Veneto in primo piano Economia I dati e le conclusioni del Centro studi di Confindustria Padova

NEWS

L’export, via maestra per il Made in Veneto che vuole uscire dalla crisi T

Un servizio integrato delle Confindustrie di Padova, Treviso e Vicenza

Farexport, per portare all’estero 3mila nuove imprese venete

Nel 2014 stimata una ripartenza economica, in Veneto più consistente grazie anche ai benefici effetti della ripresa delle esportazioni di Ornella Jovane

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iccola e media impresa, in attesa di una ripresa dei consumi nei mercati interni, l’internazionalizzazione rappresenta la strada maestra per poter sopravvivere e, magari, anche crescere. E’ questa la via tracciata per la ripresa del Made in Veneto. Un percorso che hanno intrapreso stabilmente già oltre 6mila imprese manufatturiere venete con almeno 10 addetti, su un totale di 11.248 (in base ai dati Istat sul Censimento dell’Idustria 2011). Emerge dallo scenario che nel 2013 ha caratterizzato l’andamento economico italiano e Veneto nello specifico, viene confermato nelle traiettorie tracciate per il 2014: la recessione - sostiene il Centro Studi di Confidustria Padova - è finita, ma non i suoi effetti. La ripartenza economica sarà lenta e difficile a causa della ridotta capacità

In Veneto sono già 6mila le imprese che hanno intrapreso la via dei mercati esteri produttiva, intaccata dalla prolungata caduta della domanda interna, dagli ostacoli del credit crunh, dalla minore competitività e di perdita di occupazione. Tuttavia i primi segnali di una inversione di tendenza sono già emersi nella seconda metà dello scorso anno e vengono confermati dalle previsioni per il 2014. Al calo del PIL dell’1,8 per cento nel 2013 seguirà, a livello nazionale, un incremento nel 2014 dello 0,7 per cento che sarà lievemente superiore per alcune regioni fra cui il Veneto, per il quale la stima è di +8 per cento, anche grazie ai benefici deri-

vanti dalla ripresa delle esportazioni (+4,1 per cento rispetto al +3,7 per cento in Italia). Nei primi 9 mesi del 2013 il Veneto, in controtendenza rispetto all’Italia, aveva già manifestato una moderata vivacità nella crescita dell’export (+2 per cento il dato regionale rispetto al - 0,3 per cento in Italia, secondo l’Istat). Un recupero che nel 2014 si stima ancora più sostenuto, tale da colocare la nostra regione al secondo posto , dopo Lombardia (+4,4 per cento) e insieme a Emilia Romagna, per variazione positiva dell’export.

ra le provincie di Padova, Treviso e Vicenza si concentra un’area con oltre 4.100 imprese esportatrici, che genera il 65,8 per cento dell’export regionale (33,6 miliardi di euro). Per sostenere ed incentivare l’internazionalizzazione delle piccole emedie imprese venete le Confindustrie di Padova, Vicenza e Treviso hanno messo a punto un servizio integrato, FarExport, con lo scopo di supportare il crescente numero di aziende che vuole esportare e soprattutto, allargare la platea di Pmi che intende reagire alla crisi affacciandosi ai mercati mondiali. L’obiettivo è di allargare la platea di impr4ese che, da sole o in rete, esportano di almeno altre 3mila unità, realtà che fino ad oggi hanno operato eslusivamente o in prevalenza sul mercato domestico. “Il progetto vuole offrire un aiuto costante anche alle aziende che non hanno una grande frequentazione dei mercati internazionali e che per svilupparla hanno necessità di individuare i migliori canali distributivi e commerciali - osserva Giuseppe Zigliotto, presidente di Confindustria Vicenza -. Tutto ciò senza dimenticare chi

Zigliotto, Pavin e Vardanega

già esporta e lo fa in modo strutturato”. “Allargare i confini dei mercati - dichiara Massimo Pavin, presidente di Confidustria Padova - soprattutto dove è più intensa la domanda di prodotti italiani, è uno dei driver per stimolare la ripresa”. “I mercati internazionali sono un ineluttabile obiettivo per le nostre aziende, per questo mettiamo insieme le rispettive conoscenze e competenze - commenta Alessandro Vardanega, Presidente diu Unindustria Treviso - per poter dare sostegno alle imprese, particolarmente a quelle che hanno minore o poca esperienza nell’affrontare i mercati esteri”.

Confindustria: in Italia manca una politica industriale, necessario cambiare passo

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entre “in tutte le principali economie esistono piani strategici”, in Italia “la politica industriale è tuttora assente”. E non si può più perdere tempo. Lo sottolinea il Centro Studi Confindustria spiegando in un’analisi che così, l’Italia è “meno competitiva” mentre, avvertono gli industriali, “gli altri principali Paesi avanzati sostengono la manifattura con domanda pubblica, incentivi alla ricerca, regolamentazione e formazione”. Usa, Francia, Germania e Uk tutelano la manifattura. “L’evidenza internazionale non lascia dubbi: in tutte le principali economie avanzate esistono piani strategici, di medio-lungo periodo, a supporto dell’industria, che passano anche attraverso l’individuazione selettiva di aree di intervento ritenute chiave per la crescita” rileva il CsC, che descrive le misure messe in campo dall’amministrazione Obama negli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Gran Bretagna. “In Italia, invece, la

La sede di Confindustria in via dell’Astronomia politica industriale è tuttora assente - ma, avverte Confindustria - per rimanere al passo degli altri, il Paese deve individuare le idee di cambiamento, nei bisogni della società e nelle tecnologie, e costruire intorno ad esse una strategia d’intervento che, con un approccio di sistema, massimizzi le potenzialità del suo tessuto produttivo”. Non bastano misure spot. Servono “interventi mirati a tamponare gli effetti distruttivi della recessione economica -, ma - l’obiettivo ultimo deve essere intercettare le nuove opportunità di sviluppo, offerte da una domanda in crescita nel mondo emergente e dalle rivoluzioni tecnologiche in atto, ed evitare che esse vadano perse, a beneficio di altre aree del mondo. Ovunque la politica industriale appare uno strumento normale di politica economica, ma non in Italia”. E “non c’è più tempo da perdere” sottolineano gli economisti di Viale dell’Astronomia.


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34 Cultura veneta Casa dei Tre Oci di Venezia Sebastião Salgado presenta il suo ultimo lavoro fotografico

Genesi: la Terra com’era in origine

Ha viaggiato per i deserti dell’Africa e dell’America, ha visto i ghiacciai dell’Antartide, le foreste pluviali dell’Indonesia, la Nuova Guinea, il Congo e l’Amazzonia fino alla taiga dell’Alaska e alle montagne della Siberia e del Cile di Alain Chivilò

“L

o scopo di questo progetto è di ricongiungerci con il mondo com’era prima che l’uomo lo modificasse fino quasi a sfigurarlo” così il fotografo brasiliano Sebastião Salgado presenta la sua ultima tematica artistica “Genesi” tradotta nell’attuale mostra. Fino all’undici maggio, è possibile ammirare 240 fotografie in bianco e nero scattate dal sessantenne Maestro sud americano presso la Casa dei Tre Oci di Venezia, isola della Giudecca. Un percorso fortemente voluto e sentito da Salgado che l’ha visto immortalare, in numerosi click, le terre del pianeta Terra dai deserti dell’Africa e dell’America, dai ghiacciai dell’Antartide, dalle foreste pluviali dell’Indonesia, Nuova Guinea, Congo e Amazzonia fino alla taiga dell’Alaska e alle montagne della Siberia e del Cile. Dunque un percorso espositivo che si sviluppa in cinque sezioni ripercorrendo i rispettivi continenti: il Pianeta Sud, i Santuari della Natura, l’Africa, il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Nel trovare gli scenari migliori Sebastião è entrato in simbiosi con gli elementi naturali e le popolazioni autoctone, trascorrendo molti mesi con esse al fine d’evidenziare la migliore armonia con la natura. E’ stato con i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica, gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana, le tribù Himba del deserto namibico, i Pigmei delle foreste equatoriali del Congo settentrionale e le tribù delle più remote foreste della Nuova Guinea. Inoltre è migrato assieme a elefanti e zebre tra

il Kenya e la Tanzania. Solo in questo modo, partendo dalla nostra società contemporanea, è possibile carpire atmosfere uniche da impressionare sulla pellicola. Come spiega il Maestro “questo progetto è inteso come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita, alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento, alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati, agli esempi esistenti di forme primigenie d’insediamenti e organizzazione umane. Nonostante tutti i danni già causati all’ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d’innocenza. Con il mio lavoro intendo testimoniare com’era la natura senza uomini e donne, e come l’umanità e la natura per lungo tempo siano coesistite in quello che oggi definiamo equilibrio ambientale”. Un percorso iniziato nel 2003 e che ora si presenta alla società che fa parte del sistema distruttivo dei vari ecosistemi. Una denuncia tramite la pellicola su ciò che stiamo perdendo. A livello biografico Salgado (1944) arriva alla fotografia nel 1973 dopo aver lavorato come economista. Il suo impegno per la terra natia è apprezzatissimo tanto da aver ricreato e rigenerato, con il suo Istituto Terra, migliaia di chilometri di foresta amazzonica in estinzione.

Vicenza Palazzo Leoni Montanari

Archeologia

Bassano assediata dai Dinosauri

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a notizia ha avuto scalpore internazionale e neanche l’ideatore della serie Jurassic Park poteva prevederlo: da dicembre “Dinosauri in carne e ossa” si fanno notare a Palazzo Bonaguro e nelle strade di Bassano del Grappa. Ovviamente in questo piccolo gioco di parole non vi è nulla da temere, perché fino al 4 maggio è accessibile il mondo degli antichi abitanti della terra estinti a causa di due eventi simultanei, come da recenti teorie. All’impatto comprovato di un mega asteroide rinvenuto in un’area della penisola dello Yucatan tra terra e oceano in Messico circa 66.038.000 anni fa, si associano dei cambiamenti climatici già in atto che stavano già decimando la popolazione dei dinosauri. Due eventi catastrofici congiunti come questo meteorite così enorme che alla prima parte di esso, in contatto con il suolo, si contrapponeva un’intera area estesa ben al di sopra dell’atmosfera. A Bassano i dinosauri sono intesi come esseri immortali, dai quali non possiamo che essere affascinati. Una chiave di lettura emotiva e di cultura vero filo rosso per questa riproduzione a

Alcuni degli scatti in mostra

grandezza naturale. Si possono così osservare il tranquillo Glyptodonte, il possente Mammut, il temibile Tirannosauro, i minuscoli Jinfengopteryx e Scipionyx in contrapposizione agli enormi Diplodoco, Allosauro e Indricoterio. L’idea dell’allestimento e la ricostruzione è made in Italy all’interno di un curato lavoro di squadra, che s’innesta nella suggestiva sezione del Museo Civico Mondo Animale all’interno della mostra zoologica permanente, caratterizzata da una straordinaria collezione di mammiferi naturalizzati. L’esposizione è curata dai paleontologi Stefania Nosotti e Simone Maganuco mentre il comitato scientifico è composto da affermati studiosi del panorama nazionale e internazionale tra cui spicca John Horner, paleontologo del Museum of the Rockies in Montana, che ha ispirato il personaggio del cult Jurassic Park essendo stato anche consulente scientifico della trilogia. Un’occasione unica da non perdere, facendo sempre attenzione a non essere troppo invadenti perché il loro risveglio, scherzosamente parlando, non sarebbe troppo amichevole. Al.Ch.

Agenzia Magnum: fotografie di garanzia

N

el parlare di agenzie fotografiche nel mondo, il sinonimo più usato per rappresentarle ruota attorno alla Magnum Photos per l’importanza assunta a livello planetario. Fu fondata nel 1947 da George Rodger, Henri Cartier-Bresson, David Seymour e Robert Capa con lo scopo di proteggere la trasparenza d’informazione e il diritto d’autore in ambito fotografico. Il perno della filosofia dell’Agenzia verte nel considerare le immagini scattate di proprietà del fotografo Magnum e non delle riviste dove esse vengono pubblicate, permettendo all’autore di scegliere soggetti, temi e orientare la produzione verso uno stile più aderente a quello del fotografo e libero da vincoli. Per rendere omaggio a tale lavoro fotografico che ha segnato l’attualità di questi due secoli, il polo museale di Intesa Sanpaolo, a Vicenza, propone presso le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari “Magnum Contact Sheet” fino all’11 maggio. La mostra, in collaborazione con Magnum e Forte di Bard sede della prima esposizione, è suddivisa in sette sezioni con circa 150

opere: una per ogni decennio dell’agenzia fotografica Magnum. Sessanta sono i provini a contatto (contact sheets) esposti accanto ai propri “scatti finali” per ripercorrere la realizzazione d’immagini ricche di patos. Un processo in cui il fotografo scatta più volte, sviluppa il proprio supporto, sceglie un’istantanea fra tante, elabora l’immagine con cui vuole comunicare al mondo e alla fine crea. Nascono immagini celebri come per esempio l’invasione di Praga di Josef Koudelka, i carri armati in piazza Tienanmen di Stuart Franklin, Che Guevara immortalato da René Burri, Martin Luther King da Leonard Freed e lo sbarco in Normandia testimoniato da Robert Capa. Ogni decade, partendo dal dopo guerra, porta il visitatore a rivivere ciò che è successo nel mondo e la sua attualità fino al 2010, perché l’Agenzia Magnum è tempo passato ma anche presente. In quest’ambito a conclusione della mostra tre fotoreporter Magnum della nuova generazione Jerôme Sessini, Paolo Pellegrin e Alex Majoli narrano la loro scelta per la foto. Una mostra dunque da non perdere. Al.Ch.


FRISO srl

Cultura veneta 35

Poesia e musica Un lavoro che ha dato una nuova voce alla poesia del grande Portoghese

Nel suono di un flauto le identità poetiche di Pessoa Mirco De Stefani ha composto una “Suite” in nove movimenti per flauto solo. Il lavoro discografico è stato inciso dalla celebre flautista coneglianese Anna Tirindelli di Vesna Maria Brocca

A

lberto Caeiro, Álvaro de Campos, Ricardo Reis non sono semplicemente gli eteronimi quali era solito servirsi il poeta Fernando Pessoa (nato il 13 giugno 1888 e morto il 30 novembre 1935 a Lisbona) per firmare i suoi scritti, ma rappresentano le molteplici sfaccettature dell’anima dell’artista a cui non bastava un solo “cambio abito” per vivere il proprio tempo. Del resto, come scrive Tabucchi, “Nel cuore di tenebra che è l’umano sentire, misterioso, profondo, che appartiene ai precordi, Pessoa, come tutti i grandi poeti, fonda la sua poesia”. Mettere in musica il “sentire”, cioè l’essenza stessa del poeta che incarna alla perfezione la “saudade” della sua terra che trova sfogo nelle melodie del “fado”, è impresa assai ardua e richiede estrema padronanza del linguaggio musicale. Ci è riuscito magistralmente il compositore Mirco De Stefani, noto soprattutto per essere stato l’unico Maestro che abbia collaborato per

oltre un trentennio con il poeta Andrea Zanzotto, mettendo in musica e trasformando in nuove opere molte delle sue poesie. La nuova sfida è vinta, come testimoniano i numerosi commenti critici del settore, grazie al CD “De la musique”, per l’etichetta Rivoalto (2013), che contiene una “Suite” in nove

“De la musique”; poesia che riprende il primo verso dell’ “Art poétique” di Verlaine movimenti per flauto solo. Il lavoro discografico è stato inciso dalla celebre flautista coneglianese Anna Tirindelli, molto nota sia nel campo del concertismo internazionale, sia nel campo dell’insegnamento (dal 1999 è stata titolare di Cattedra di Flauto presso il Conservatorio di Vibo Valentia, con trasferimento definitivo nel 2011 allo “Steffani” di

Castelfranco Veneto). In questo CD l’ascoltatore trova nove brani che compongono una “Suite” organica, che si sviluppa quale fiume in piena partendo da una sola nota per poi presentare l’intera scala cromatica nella “Giga” finale: “polifonia nell’unità a cui tende la poetica di Pessoa”. Tutti i nove movimenti della composizione interpretano in musica, secondo il sentire del compositore, la poesia titolata “De la musique”; poesia che a sua volta riprende il primo verso dell’ “Art poétique” di Verlaine. Come spiega il compositore pievigino De Stefani, “con queste composizioni per flauto solo, realizzate nel 2004, si è tentata un’incursione nell’universo - anzi, negli universi - di Fernando Pessoa servendosi del linguaggio musicale come fonte di luce: una minima traccia luminosa attraverso il labirinto creato dal poeta portoghese per nascondere a sé e agli altri la sua stessa vita, per confondere le sue plurime impossibili esistenze. La po-

Nelle due foto Mirco de Stefani e Anna Tirindelli

esia che dà il titolo alla “Suite” per flauto solo - “De la musique” - descrive l’incontro possibile/impossibile tra due figure sognate: l’immagine del poeta e di una misteriosa presenza femminile, forse personificazione della musica, che emerge “a poco a poco, tra gli alberi antichi”. Tracce di presenze/ assenze reperibili attraverso “lettere e se-

gni irregolari che s’aprono alla meraviglia”. Così Àlvaro de Campos, uno degli eteronimi (sorta di alter ego dotati di una propria personalità e biografia) creati dalla fantasia del poeta per affidare la voce dei suoi versi, una delle moltiplicazioni/divisioni di un io che si vede attraverso gli specchi deformanti della coscienza”.

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nel mercato in questo momento – ci ha dichiarato Fabio Bizzo – ma posso contare sul prezioso apporto dei miei collaboratori. I componenti dell’ufficio tecnico, Sabrina collaboratrice “tutto fare”, Alberto, Andrea; della segreteria Erica ed Anna e di mia moglie Adriana Bassan che mi aiuta nell’amministrazione dell’azienda e per i vari contatti con gli enti”. Verso che tipologia di clienti si rivolge la METAL PROJECT s.r.l.? “Noi lavoriamo per i più svariati settori, dalla climatizzazione all’esigenza del singolo privato, realizzando prodotti sia di serie che di nicchia. Come terzisti ci rivolgiamo alle aziende che commerciano con l’estero”. La METAL PROJECT s.r.l. è conosciuta come azienda tecnologicamente avanzata, pertanto investe molto sulla ricerca e sull’innovazione.

Dai 1,5 del 2002 ora la METAL PROJECT fattura oltre 3 milioni di euro

“Credo che il nostro successo sia stato proprio questa propensione nel dotarsi di strumenti sia di esecuzione - vedi il laser e di altri macchinari di rifinitura - che di progettazione con il modellatore tridimensionale SOLID EDGE che offre la possibilità al cliente di “vedere” il pezzo prima della sua esecuzione. Ogni anno spendiamo oltre 300 mila euro per l’acquisto di nuove attrezzature per far fronte alle continue esigenze del mercato”. Quanti operai avete attualmente? “Dagli 8 che aveva nel 2006 ora la METAL PROJECT s.r.l. annovera 25 operai tutti veramente validi e appassionati del loro lavoro. Posso dire che in azienda si respira un clima di completa collaborazione” Quando, secondo lei, la METAL PROJECT s.r.l. ha fatto il vero salto di qualità? “Quando ho deciso di creare l’attuale ufficio di progettazione. Con Sabrina, Albero e Andrea siamo in grado di soddisfare il cliente dalla progettazione fino al prodotto finito assicurando la più alta qualità”. A sinistra il titolare Fabio Bizzo, sotto la moglie Adriana Bassan e a fianco Alberto, Sabrina e Andrea dell’ufficio Progettazione


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La riqualificazione energetica degli edifici esistenti (parte seconda) L’isolamento all’esterno delle murature perimetrali è la tecnologia più efficace per la coibentazione degli edifici, anche per quelli esistenti. Il modo migliore per isolare le pareti perimetrali è quello che prevede l’interevento dall’esterno: è più semplice correggere i ponti termici e si possono ottenere temperature superficiali interne prossime ai 19 °C, con effetti positivi sulla percezione del calore per irraggiamento. Solamente nel caso di edifici soggetti a tutela, per i quali non è ammessa la coibentazione esterna, si provvederà all’isolamento interno con gli svantaggi di cui si dirà di seguito. Per l’isolamento a cappotto esterno (Foto 1) si possono usare tutti i materiali disponibili con l’avvertenza che la permeabilità al vapore degli strati deve aumentare dall’interno verso l’esterno per evitare concentrazioni che possono dar luogo a fenomeni di condensa. Le tecniche sono le stesse utilizzate per i nuovi edifici con alcune avvertenze: - verificare la qualità dell’intonaco esterno che dovrà essere idoneo per il supporto del collante e se non è tale va rimosso; - eliminare definitivamente l’umidità di risalita e le efflorescenze saline nella muratura per evitare il distacco dell’isolamento a cappotto; - adottare sistemi di isolamento integrati e

Rubrica a cura di Renzo Carturan, architetto

Foto 1: Isolamento a cappotto esterno in polistirolo espanso

collaudati seguendo le istruzioni di posa della certificazione; - sovrapporre l’isolante ai telai delle finestre per limitare la dispersione termica in corrispondenza dell’attacco con le murature; - sigillare con appositi nastri le fessure per evitare infiltrazioni d’aria che provocano l’abbassamento della temperatura in corrispondenza degli spifferi con la conseguente formazione di condensa e muffe; - scegliere il materiale isolante idoneo tenendo presente che per migliorare contestualmente

anche le qualità acustiche sono preferibili quelli fibrosi (fibra di legno, lana di roccia) e che i pannelli di polistirolo espanso possono peggiorare le qualità acustiche delle pareti leggere. Si ricorre all’isolamento interno (Foto 2) soltanto quando non sono possibili soluzioni diverse poiché comporta sempre difficoltà e rischi se non si adottano opportuni accorgimenti. Non sempre è possibile eliminare il ponte termico tra solaio e parete esterna e tra pareti interne ed esterne; lo si può comunque attenuare

Foto 2: Isolamento interno in fibra minerale (lana di roccia)

prolungando l’isolamento sul solaio e sulla parete interna per circa 50 cm. Rimane poi sempre alto il rischio di condensa interstiziale tra l’isolante e la muratura, al quale si può ovviare con uno spessore minore dell’isolante (circa 8-10 cm), riducendo, per contro, le proprietà coibenti della parete. Per l’isolamento interno si può ricorrere a tre metodologie d’intervento per evitare la formazione di condensa interstiziale. (Segue nel prossimo numero)

Per quesiti sugli argomenti trattati in questa rubrica il Lettore può inviare una mail a carturenzo@studiocarturan.it

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SALUTE

Viaggio nella terapia alternativa. L’Osteopatia (4° puntata)

Continuiamo il nostro viaggio nell’ “altra medicina” ossia il modo alternativo di considerare i problemi della salute. Come abbiamo già accennato esistono cure alternative ai farmaci e alle terapie fisiche classiche che possono aiutare nel “curare” il mal di schiena, cervicalgia, lombalgia, ernie, gomito del tennista, tendiniti, dolori invalidanti. Un concetto che deve essere sempre presente e che vale sia per la medicina tradizionale che per le terapie alternative è che nessuno cura nessuno: il medico, il terapista, il chirurgo, nessuno di questi cura il paziente, ma aiuta il corpo a guarire, ogni uno con i suoi modi. Il chirurgo asportando la parte patologica, il terapista togliendo l’infiammazione, l’osteopata ripristinando il movimento, ecc. Tornando alla medicina alternativa la possiamo dividere in due grandi branche: quella manuale (eseguita solo con l’utilizzo di tecniche manuali) e quella eseguita con macchinari e che chiameremo “fisioterapia alternativa”. Tra le terapie manuali annoveriamo l’Osteopatia, la Kinesiologia, la Chiropratica, l’Osteokinetica…

La fisioterapia alternativa è data da un insieme di applicazioni delle terapie fisiche in una accezione complementare, ad esempio utilizzando l’elettrodigitopressione, il riequilibrio dei meridiani energetici, ecc., ma di questa fisioterapia alternativa parleremo più avanti. Vediamo cosa sia l’Osteopatia. L’Osteopatia nasce negli Stati Uniti ed è una disciplina manuale. “Disciplina” significa che non è un semplice insieme di tecniche bensì un modo di intendere la medicina manuale. L’Osteopatia venne creata dal Dr. Still. L’Osteopatia parte dal presupposto che il corpo evidenzi problemi che possono poi sfociare in patologia quando perdono il loro equilibrio: in un corpo in equilibrio, dove tutti gli apparati funzionano, il sistema immunitario è in grado di fronteggiare tutti gli attacchi esterni (batteri, virus, ecc.); quando il nostro corpo perde il suo equilibrio non è più in grado di fronteggiare gli attacchi esterni e quindi si ammala. Un esempio molto semplice è l’herpes: se sto bene e il sistema immunitario funziona non sarò soggetto ad herpes, se il mio corpo è in disfunzione, anche il sistema immunitario

potrebbe non funzionare correttamente e l’herpes ritornare a comparire. Quindi nel momento in cui c’è uno squilibrio, dovrebbe bastare riportare il corpo in equilibrio per recuperare la salute. Naturalmente stiamo parlando di disfunzioni e non di patologie, un tumore non lo si guarisce con la Osteopatia. Tornando al nostro disequilibrio vediamo allora come l’Osteopatia affronti il problema. L’Osteopatia parte dal presupposto che il corpo necessita di una buona circolazione sanguigna in quanto è il sangue che porta il nutrimento agli organi e alle varie parti del corpo. Anche gli anticorpi e i mediatori dell’infiammazione usano la via del sangue per raggiungere il punto in cui sono necessari. Compito dell’osteopata sarà quindi quello di ripristinare il movimento dove non c’è e permettere al sangue di tornare ad irrorare in modo corretto le zone che erano “bloccate” lavorando sia la colonna vertebrale sia il decorso dei nervi, lavorando su muscoli, tendini, ossa, articolazioni, nervi ma potrebbe anche lavorare sui visceri (fegato, intestino, reni, ecc.) se è li che si evidenzia la disfunzione.

Questa possiamo dire, semplificando al massimo, è la filosofia che sta alla base della Osteopatia: permettere al sangue di tornare ad irrorare le zone “bloccate” per riportare il corpo in equilibrio e recuperare la salute; in realtà le basi sono molto più complesse e richiedono studi assai lunghi e approfonditi. dott. Federico Cavallin, dott. in Fisioterapia Osteopata D.O.

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