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laPiazza del COnselvano - Gennaio26

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La sanità veneta

vista dal neo assessore

Gino Gerosa: “Penso all’ospedale liquido”

Tutti gli uomini del presidente: definite deleghe e incarichi in giunta regionale

Ldue, uno: si parte!

a Regione Veneto è pronta a partire con la propria attività amministrativa e legislativa. Dopo il braccio di ferro, concluso in verità in breve tempo, sulle presidenze delle commissioni consiliari tra Lega e Fratelli d’Italia – per la cronaca stravinta dai primi per quattro a uno – tutti gli ingranaggi sono pronti per far partire la macchina.

E il primo grande banco di prova sarà l’approvazione del bilancio. Le elezioni del tardo autunno, infatti, hanno di fatto posticipato questo fondamentale passaggio. Ad oggi, infatti, la macchina e pronta per partire, ma deve fare benzina. Senza programmazione e un conseguente stanziamento di risorse, infatti, si resta fermi al di là delle buone intenzioni manifestate dal Presidente Alberto Stefani a più riprese.

E di buone intenzioni, in effetti si tratta: da un grande piano casa con alloggi a costi accessibili, a una profonda attenzione alla sanità e al sociale fino alla tanto attesa riforma delle case di riposo, alla costruzione della holding autostradale, passando per l’ambiente, il potenziamento del trasporto pubblico locale e la sicurezza. Obiettivi importanti che hanno visto, anche, un atteggiamento delle opposizioni, capitanata da Giovanni Manildo, di cauta apertura.

Agsm Aim diventa Magis, la storica multiutility e la sfida del federalismo energetico

STEFANI TRACCIA LA ROTTA PER

VENETO: “ATTENZIONE

SOCIALE, CASA AI GIOVANI, SANITA’ VICINA ALLE FAMIGLIE”

La nostra intervista al presidente della Regione Veneto: “Sostegno alle imprese, puntiamo sull’innovazione, al lavoro per ridurre il peso della burocrazia”

Servizio alla pag. 4

Tutti pazzi per il Giappone, cultura e lingua nel centro studi di Franceschinelli

A marzo il primo tentativo di vendita con lo sconto, la struttura è stata anche meta di incursioni e di assembramenti preoccupanti

A Conselve tasse invariate e investimenti sulla viabilità, le scuole e l’ambiente L’opposizione boccia il documento: “Numeri impietosi, è mera contabilità”

Servizi alle pagg. 6 e 7 segue a pag. 21

via Palù, 33/b tel. e fax 049 5384181 35026 Conselve (Pd) autorimessa.italia@tiscali.it

Morire

di lavoro non è fatalità

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l 2026 è iniziato da qualche settimana, ma il Veneto ha già dovuto aggiornare il suo tragico registro dei caduti sul lavoro. Nei primi giorni dell’anno sono stati ben due i morti in azienda, entrambi in provincia di Padova, un pugno nello stomaco per queste vite spezzate nella routine quotidiana. A livello nazionale, il dato è allarmante: nei primi dodici giorni di gennaio si sono contate già 8 vittime. Non sono freddi numeri, sono persone, padri e figli che quel giorno non sono tornati a casa.

a pag. 3

Tre,
Servizio a pag. 9

“Solidarietà e cooperazione: un dono che illumina”. È con questo spirito che l’associazione Interaesse ha trasformato il successo della cena di Santa Lucia in un aiuto concreto per il tessuto sociale del territorio. L’iniziativa, svoltasi nella suggestiva cornice del Winter Village in Piazza Battisti, ha mobilitato oltre 140 partecipanti, confermando la capacità della comunità conselvana di fare rete nei momenti che contano. Del resto l’associazione da tempo è impegnata in iniziative di promozione e valorizzazione delle realtà territoriali con incontri di approfondimento e di riflessione sui principali temi che riguardano il Conselvano, dall’economia all’ambiente, dalle vicende storiche alla riscoperta delle tradizioni e delle tipicità locali. La cena di Santa Lucia è stato il coronamento di un anno di attività. Pochi giorni dopo l’evento, la presidente Annamaria Babetto e il segretario Stefano Bazza, alla presenza del sindaco Umberto Perilli, hanno ufficializzato la consegna dei frutti di questa generosità. Il bilancio finale parla di un impegno straordinario: 5.150 euro complessivi devoluti a favore di progetti inclusivi. Nel dettaglio, sono stati consegnati due assegni da 2.000 euro ciascuno alle cooperative Alambicco di Conselve e Giovani e Amici di Terrassa, realtà storicamente impegnate nel supporto alla disabilità. Ulteriori 1.150 euro sono stati destinati alla cooperativa Vite Vere, attraverso l’acquisto solidale di panettoni e un’integrazione liberale da parte dell’associazione stessa. Il successo dell’operazione è stato reso possibile grazie a una sinergia che ha coinvolto la Pro Loco, il Comune, Banca Annia e la Conselve Vigneti e Cantine. Alla serata di consegna hanno partecipato figure chiave del territorio, tra cui il direttore di Banca Annia Andrea Binello, il presidente della Cantina Roberto Lorin ed Elisa Venturini, neo assessore regionale. Un gesto corale che dimostra come la cooperazione tra istituzioni e associazionismo sia la vera forza trainante del bene comune.

Conselvano

La somma

è stata raccolta durante l’evento promosso dall’associazione Interaesse

Morire di lavoro non è fatalità

<

Guardando indietro, il 2025 non ha concesso tregua. I dati provvisori Inail parlano di oltre 1.010 morti sul lavoro in Italia nei primi undici mesi dell’anno. Il Veneto, cuore pulsante della nostra economia, si è confermato purtroppo ai vertici di questa classifica, secondo solo alla Lombardia, con oltre 100 decessi, con Verona che ha tristemente guidato il primato regionale, seguita da Venezia e Vicenza. Nonostante i proclami, la “zona rossa” del rischio infortunistico continua ad allargarsi, colpendo duramente i settori della manifattura e dell’edilizia. Il problema non è la mancanza di norme. L’Italia possiede una delle legislazioni sulla sicurezza più avanzate d’Europa. Il vero nodo è che la prevenzione viene spesso degradata a mero adempimento burocratico. Per troppe imprese, la sicurezza è un “faldone” da riempire per evitare multe, un costo da minimizzare o un fastidioso rallentamento della produzione. Ma la sicurezza non si fa con i timbri: si fa con la formazione vera, con l’aggiornamento tecnologico e, soprattutto, con una vigilanza che non sia solo formale. Quando il profitto o la fretta di consegnare un ordine superano la tutela del lavoratore, il sistema ha già fallito.

Non dobbiamo però cadere nell’errore della generalizzazione. Esistono imprenditori attenti che investono somme ingenti per azzerare i rischi. Ma non in tutte le aziende è così, per talune imprese la sicurezza è un costo da limare, un fastidio da aggirare. Tuttavia, la mancanza di una cultura della sicurezza riguarda talvolta anche i lavoratori stessi. La “confidenza” con gli strumenti o le macchine usate, l’abitudine al rischio o la sottovalutazione del pericolo (“abbiamo sempre fatto così”) sono nemici invisibili quanto un cavo scoperto. Indossare un dispositivo di protezione individuale non è un obbligo verso il capo, ma un patto con la propria vita.

Oltre all’inestimabile dolore umano, non possiamo ignorare l’impatto collettivo. Gli infortuni sul lavoro costano all’Italia circa 104 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 6% del nostro PIL. È una voragine economica che brucia risorse che potrebbero essere investite in sviluppo e stipendi. Non possiamo più permetterci di considerare queste morti come un “rischio collaterale” dell’attività d’impresa. La sicurezza deve diventare l’ossigeno del nostro modello produttivo veneto. Perché una terra che produce ricchezza, ma non garantisce il ritorno a casa dei suoi figli, è una terra che sta tradendo le sue radici più profonde: la dignità del lavoro.

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Redazione: Direttore

L’intervista. Incontro in redazione con presidente della Regione Veneto tra novità e prossime sfide

Stefani alla prova dei fatti: “Casa per i giovani, sanità più vicina ai cittadini e meno burocrazia”

N el primo mese alla guida del Veneto ha già impresso un ritmo serrato all’agenda politica regionale. Tra riforme per l’edilizia, tavolo per la sburocratizzazione e attenzione al sociale, il presidente Alberto Stefani delinea la rotta di un mandato che punta a rispondere alle emergenze del quotidiano. Lo abbiamo incontrato in redazione per fare il punto sui principali dossier aperti. Presidente, tra le novità di que-

ti: un patrimonio enorme che resta inutilizzato nonostante l’emergenza abitativa. Abbiamo già investito 50 milioni di euro: è l’investimento sull’housing sociale più importante di sempre per la nostra regione. È un passo avanti che riduce l’insolvenza e riqualifica gli immobili attraverso un’utenza diversa, creando un circuito virtuoso di rigenerazione urbana.

La legislatura si è aperta con la

ste settimane spicca “generazione casa”, in cosa consiste?

Si tratta di una proposta di legge di modifica della legge 39 del 2017 sull’edilizia pubblica. Su questo fronte vogliamo lavorare con forza per aprire lo spazio al cosiddetto social housing. L’idea è quella di dare una possibilità concreta a quella “area di mezzo” composta da giovani, anziani in difficoltà o determinate categorie di lavoratori. Vogliamo conferire flessibilità all’assegnazione degli immobili sulla base di caratteristiche specifiche che solo con l’housing sociale si possono gestire. Attualmente, la stragrande maggioranza del nostro patrimonio immobiliare è vincolato all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ma dobbiamo trovare spazio per chi non può permettersi l’acquisto di una casa o un affitto a prezzi ragionevoli, specialmente nelle grandi città e ormai anche in provincia. Abbiamo oltre 8.800 immobili sfitti perché non manutenta-

parola d’ordine “meno burocrazia”: cosa cambia nel concreto?

Il meccanismo di lavoro. Al tavolo lascerò che siano le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati a dire alla politica quali sono le norme da modificare e le procedure da semplificare. È una nuova prospettiva: non c’è una scelta aprioristica dell’amministrazione, ma una gestione condivisa del fenomeno burocratico che parte dal basso, da chi vive questi problemi ogni giorno. Inoltre, ci tengo a sottolineare che si tratta di un tavolo a costo zero, senza gettoni di presenza per i partecipanti.

In Consiglio regionale il suo primo provvedimento è stato il progetto di legge sui caregiver. Come intendete aiutare chi assiste i propri cari ogni giorno?

In Veneto un cittadino su quattro è un caregiver: è una realtà che tocca quasi tutte le famiglie. Per questo ho preso spunto da una proposta di legge già presentata anche

dall’opposizione, perché su temi simili bisogna lavorare insieme per la soluzione migliore. Integreremo la salute territoriale con le Case di Comunità. È un processo a mediolungo termine, ma vogliamo trovare ogni soluzione possibile per supportare chi si prende cura dei familiari più fragili.

A questo proposito ha annunciato l’assistente di quartiere, una figura che però non sembra convin-

di piccoli aiuti quotidiani, come fare la spesa o un controllo cognitivo. Dove va la sanità veneta con la consulenza del professor Gerosa? Come pensate di risolvere la carenza di medici?

La sanità veneta sarà sempre più territoriale e resterà saldamente ancorata al sistema pubblico. Il professor Gerosa è un luminare che ha sempre lavorato nel pubblico e ci aiuterà in questo percorso. Nelle

Consiglio Regionale dell’Economia, un luogo di consultazione permanente con sindacati e categorie. È un’idea che abbiamo accolto con favore perché crediamo nel confronto costante per intercettare le opportunità di crescita.

Autonomia, federalismo fiscale e PFAS: temi caldi per il territorio. Qual è la situazione?

Sull’autonomia sono stato relatore del disegno di legge e voglio por-

cere l’opposizione. Cosa risponde alle critiche?

Rispondo che questa figura è già stata sperimentata con ottimi risultati proprio in Comuni amministrati dal centrosinistra. Io l’ho integrata nel contesto delle Case di Comunità, intercettando un’esigenza sentita: l’80% degli anziani che necessitano di monitoraggio quotidiano non è coperto dai servizi tradizionali. Non possiamo pensare che ci sia assistenza domiciliare integrata per tutti, è matematicamente impossibile. Allora offriamo una formazione regionale a figure certificate che, anche tramite applicazioni digitali, garantiscano un monitoraggio costante. Immaginiamo un quartiere dove un assistente visita cinque anziani, controlla i parametri e informa la famiglia tramite app. Per una famiglia significa avere serenità a un costo notevolmente più basso rispetto a una badante H24, offrendo un servizio di prossimità per chi non ha bisogno di assistenza continuativa ma

prossime settimane visiteremo le Case di Comunità per vedere lo stato dell’arte di questa riforma nazionale che deve sgravare gli ospedali. Sulla carenza di personale, dobbiamo migliorare la conciliazione vita-lavoro e investire nelle borse di specialità.

L’imbuto formativo creato negli ultimi vent’anni è il vero problema nazionale. Come Regione investiremo in borse di studio e dialogheremo costantemente con gli ordini professionali attraverso il nuovo Consiglio Regionale della Sanità. La soluzione deve essere condivisa tra medici, Ulss e istituzioni.

Parliamo di economia: alcuni dati recenti dicono che il Veneto non è più la “locomotiva d’Italia”. Quali le soluzioni?

Dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione per restare competitivi. La Regione accompagnerà le imprese rilanciando strumenti fondamentali come Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione. Il tavolo sulla sburocratizzazione evolverà in un

tare a casa le prime materie entro la legislatura. Il federalismo fiscale cambierà il rapporto Stato-Regione e il Veneto deve essere protagonista. Sul fronte dei PFAS, la Regione ha fatto la sua parte aprendo tavoli di confronto e accelerando la messa in sicurezza d’emergenza. Attualmente è in definizione la messa in sicurezza operativa, sotto la supervisione degli enti preposti.

Un’ultima domanda personale: dal Parlamento alla presidenza della Regione, com’è cambiata la sua vita?

In realtà è cambiata fino a un certo punto. Ho sempre cercato un legame forte con la comunità, facendo il sindaco e il segretario regionale della Lega. Certo, oggi le responsabilità sono maggiori, ma essere nel proprio territorio, tra la gente che conosci, trasforma il peso dell’amministrare nella gratificazione di poter portare risultati concreti per la propria terra.

Nicola Stievano

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ospite in redazione

Sintoniz zati

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Tempo di bilanci/1. Da una parte l’amministrazione rivendica l’impegno, dall’altra l’opposizione è molto critica

Nel 2026 tasse invariate e lavori alla viabilità, contraria la minoranza: “Semplice contabilità”

“Maggiore vivibilità e sostenibilità ambientale, siamo alla ricerca di finanziamenti”. Su tasse e investimenti l’opposizione denuncia lo scarso coraggio e la mancanza di iniziative

E’ scontro sui numeri ma anche sull’impatto delle opere del bilancio 2026: il Consiglio comunale ha approvato il nuovo bilancio di previsione con i voti della sola maggioranza guidata dal sindaco Umberto Perilli. Un passaggio politicamente rilevante perché si tratta del primo bilancio dell’amministrazione non direttamente legato agli interventi finanziati dal Pnrr per la nuova cittadella scolastica, opere che si concluderanno entro l’estate. L’importo complessivo del documento ammonta a 12,26 milioni di euro, in netto calo rispetto ai oltre 23 milioni dello scorso esercizio, un dato che ha acceso il confronto in aula e alimentato un ampio dibattito.

A chiarire la posizione della giunta è stato il sindaco Perilli, che ha rivendicato la coerenza delle scelte compiute. “La linea direttrice è quella della riqualificazione dell’esistente e del potenziamento delle opere, tutte nell’ottica di una maggiore vivibilità e sostenibilità ambientale del nostro paese”, ha spiegato. Il primo cittadino ha poi riepilogato le principali opere pubbliche previste, a partire dagli interventi sull’edilizia scolastica e dalla viabilità, con particolare attenzione alle piste ciclabili; 1,8 milioni per l’efficientamento energetico della scuola media Tommaseo, un milione di euro per la messa in sicurezza di via Arre con l’allargamento della strada e la costruzione

del primo stralcio della pista ciclabile.” Siamo stati ammessi ma non finanziati per circa un milione di euro per la ciclabile di via Levà - ha ricordato - mentre restiamo in graduatoria per altri interventi, confidando nello scorrimento dei bandi”. Tra i progetti citati anche la riqualificazione del palazzo comunale sopra il bar Commercio, che potrebbe beneficiare dei fondi del conto termico 3.0, e il potenziamento dell’illuminazione pubblica, destinato a generare risparmi strutturali.

E’ invece ancora oggetto di una valutazione preliminare la ripavimentazione di una o più parti degli impianti sportivi dedicati al calcio. Mi riferisco allo stadio di via Vettorato e all’impianto San Lorenzo, con la possibile realizzazione di superfici in erba sintetica, grazie a una fonte di finanziamento straordinaria. Abbiamo già avviato un confronto con le società sportive che utilizzano gli impianti, per raccogliere indicazioni sulle esigenze e sulle modalità d’uso. L’intenzione dell’amministrazione, qualora si procedesse in questa direzione, sarebbe anche quella di arrivare allo smantellamento dell’impianto sportivo all’interno del Parco, che verrebbe così riportato alla sua destinazione originaria di area verde.”

Sul piano tecnico-contabile è intervenuta l’assessore al bilancio Federica Silvoni, che ha invitato a

non leggere il documento in modo isolato. “Il confronto tra bilanci non può essere fatto solamente sulle risorse totali messe a bilancio, perché di anno in anno intervengono finanziamenti esterni o opere di portata diversa”, ha sottolineato, precisando che il bilancio 2026 ammonta a “12.261.455,46 euro”. Silvoni ha inoltre ricordato che “negli ultimi tre anni la parte capitale ha avuto un investimento enorme” e che una lettura corretta deve tenere conto anche del bilancio dell’Unione del Conselvano, all’interno del quale vengono erogati numerosi servizi. Se si analizzano con attenzione i nostri conti, si vede chiaramente che negli ultimi tre anni la parte capitale ha registrato investimenti molto rilevanti e che questo trend viene mantenuto anche ora. In questo

bilancio, infatti, non sono inserite tutte le opere ancora in fase di realizzazione perché già previste nei bilanci precedenti, ma il loro impatto emerge comunque, in particolare nella parte di cassa riferita al 2026”. Ampio dibattito ha suscitato la conferma dell’addizionale comunale Irpef con soglia di esenzione ferma a 7.500 euro. Il consigliere di opposizione Carlo Capuzzo di “Idea Comune” ha ribadito le perplessità già espresse negli anni scorsi. “Il livello di esenzione è fermo da parecchi anni ed è ormai inadeguato rispetto ad altri comuni simili al nostro”, ha affermato, proponendo di valutare “un allargamento della fascia almeno fino a 10.000 euro” e una maggiore progressività dell’imposta. “Parliamo di redditi che sono ai limiti della sopravvivenza – ha aggiunto – e

questa è una delle poche leve fiscali su cui il Comune può intervenire con una ragione sociale”. Critiche ancora più dure sono arrivate dal gruppo “Noi per Conselve”. Il consigliere Nicolas Destro ha sottolineato che “l’addizionale Irpef è il tributo che maggiormente incide su pensionati e lavoratori a reddito fisso” e ha accusato la maggioranza di ignorare il crescente pessimismo dei cittadini sull’uso delle proprie tasse. Nella dichiarazione di voto finale sul bilancio, Destro ha parlato di “numeri impietosi che certificano l’incapacità di programmazione”, sostenendo che “non stiamo approvando un vero bilancio di previsione, ma una semplice presa d’atto di un documento contabile, come se il Comune fosse commissariato”.

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Nicola Stievano
Il sindaco Umberto Perilli, a fianco i consiglieri di opposizione Melania Bortoletto e Nicolas Destro

Tra tagli del governo e alti costi di gestione, incognite e difficoltà pesano sui conti di Tribano

Approvato a maggioranza dieci giorni prima della fine dell’anno il bilancio 2026 di Tribano. “Con l’approvazione nei tempi corretti - sottolinea il sindaco Massimo Cavazzana - garantiamo tempi amministrativi virtuosi, evitando l’amministrazione provvisoria e mettendo gli uffici nelle condizioni di lavorare subito in modo efficace”. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando il contesto generale segnato da nuovi tagli da parte del Governo e dall’aumento dei costi di gestione. “Pur in presenza di difficoltà evidenti - prosegue il sindaco - abbiamo deciso di continuare a garantire risorse per il sociale, per il servizio civile e per le opere pubbliche, confermando anche il taglio dell’addizionale Irpef e l’esenzione sotto i 6 mila euro di reddito come fatto negli ultimi cinque anni”.

Il bilancio 2026 prevede circa 700 mila euro di investimenti in opere pubbliche. Di questi, 192.500 euro risultano già finanziati, mentre 500 mila euro sono destinati al primo stralcio della nuova pista ciclabile di via Casette lungo la provinciale 37. Altri 200 mila euro saranno impiegati per interventi di sicurezza stradale. A questi si potranno ag-

giungere ulteriori opere grazie a nuovi bandi e a un finanziamento della Provincia di Padova che consentirà il collegamento tra le piste ciclabili di via Gambarare e via Mazzini e la realizzazione di un punto di ristoro per il cicloturismo nell’area feste, per un valore complessivo stimato di 300 mila euro.

Proseguono gli interventi già avviati, come la ristrutturazione e riqualificazione di Sala Navarrini, ex cinema parrocchiale acquisito nel corso del 2025, per un investimento di 832 mila euro. A questi si aggiungono opere minori per circa 300 mila euro, già inserite nel bilancio corrente. “Stiamo portando avanti un percorso di valorizzazione degli spazi pubblici - evidenzia il sindaco - con l’obiettivo di renderli più funzionali e fruibili per tutta la comunità».

Guardando ai risultati del 2025, Cavazzana ricorda i numerosi interventi conclusi o in fase di completamento: dalle opere idrauliche in via Corollo e via Deledda alla riqualificazione energetica dell’auditorium dell’Istituto comprensivo Don Paolo Galliero, fino agli in-

terventi sugli impianti sportivi, al nuovo ostello da 25 posti, all’area camper e alla torre civica restaurata. In corso anche la trasformazione a verde pubblico dell’area “ex Caporli”, 27 mila metri quadrati acquisiti anche grazie al progetto Green Up della Fondazione Cassa di Risparmio.

Sul fronte sociale confermati i servizi, dallo psicologo comunale, presente anche a scuola, alla teleassistenza gratuita per 30 ultraottantenni. Per il 2026 le priorità riguardano anche l’organizzazione interna del Comune, con la stabilizzazione degli uffici e il rafforzamento dei settori tecnici. “Sarà un anno con molte incognite - conclude Cavazzana - ma continueremo a investire su opere utili nel lungo periodo e a mantenere servizi di qualità”.

Nicola Stievano

La minoranza si astiene, Bazzarello: “Visioni diverse su sala Navarini e priorità per il paese”

Il gruppo consiliare di minoranza

“Uniamo Tribano” ha scelto di astenersi in occasione dell’approvazione del bilancio. “E’ una decisione responsabile, - afferma il capogruppo di opposizione Roberto Bazzarello - che non nasce da un atteggiamento di contrarietà pregiudiziale, ma dalla volontà di distinguere con chiarezza tra il riconoscimento del lavoro svolto e una diversa visione sulle priorità e sul metodo amministrativo.

È innegabile che l’Amministrazione comunale abbia saputo intercettare numerosi finanziamenti, in particolare legati al PNRR. Tuttavia, riteniamo doveroso sottolineare come la capacità di ottenere risorse non coincida automaticamente con la capacità di utilizzarle in modo coerente con i reali bisogni della

comunità”. Per l’opposizione alcuni investimenti, come quelli legati al bando borghi e al nuovo ostello, non sono ritenuti una priorità per il paese. “Particolarmente critica- aggiunge Bazzarello - è la scelta di destinare oltre 800.000 euro al restauro della Sala Navarini, per realizzare un auditorium da circa 130 posti in un’area logisticamente complessa, priva di parcheggi adeguati e con evidenti criticità anche per l’accesso dei mezzi di soccorso. Come minoranza avevamo avanzato una proposta alternativa: realizzare una struttura polivalente, moderna e più capiente, anche di 200 posti, in una nuova area comunale – come l’area ex Caporali – dotata di parcheggi e pensata per essere utilizzata non solo per eventi culturali, ma anche

dalle associazioni sportive, oggi in forte sofferenza per la carenza di spazi. Questa proposta è stata però respinta. Non condividiamo inoltre la decisione di utilizzare gli 832.000 euro versati dal privato per la realizzazione del polo logistico per finanziare il restauro della sala. A nostro parere, quelle risorse avrebbero dovuto essere destinate prioritariamente al miglioramento della sicurezza idraulica”. La minoranza ricorda poi che da inizio mandato 14 dipendenti hanno lasciato il municipio, un dato che indica qualche criticità nella gestione del personale. Sul tema delle ciclabili, infine vi sono tutt’ora degli interventi incompiuti: “Ci chiediamo perché avviare nuove opere senza prima completare e migliorare quelle già realizzate”.

Il documento previsionale 2026 passa con i voti della maggioranza, il sindaco Cavazzana: “Nonostante le difficoltà garantiamo investimenti per 700 mila euro in opere pubbliche, taglio dall’addizionale Irpef e servizi essenziali per i più fragili”

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Il caso. Negli ultimi anni la struttura è rimasta chiusa tra la preoccupazione del quartiere

All’asta l’ex hotel Oasi, primo tentativo a marzo Dopo l’allarme per il degrado si guarda al futuro

L

’ex Hotel Oasi di Conselve, per decenni cuore pulsante della vita sociale, congressuale e ricettiva della cittadina, fino al recente difficile epilogo, si trova a un bivio decisivo. Dopo anni segnati da serrande abbassate, progetti sfumati e una crescente preoccupazione per il degrado urbano, l’ex complesso alberghiero di via Rossini finirà all’asta. Il primo tentativo di vendita senza incanto è fissato per il prossimo 5 marzo, un appuntamento che potrebbe rappresnetare l’ultima chiamata per sottrarre l’edificio all’abbandono.

I dettagli tecnici della vendita sono chiari: la base d’asta è fissata a 830.000 euro, ma con la possibilità di presentare un’offerta minima di 622.500 euro, vale a dire beneficiando di un uno sconto del 20%. I rilanci minimi saranno di cinquemila euro e le proposte dovranno pervenire entro il 4 marzo. Se un acquirente privato dovesse

Protezione civile,

farsi avanti, Conselve potrebbe finalmente sperare in una rigenerazione urbana che restituisca dignità a un pezzo di storia locale. In caso contrario potrebbero essere prese in considerazione altre soluzioni sulle quali si è discusso a lungo in questi ultimi anni. Costruito verso la fine degli anni Settanta, l’Oasi non era solo un albergo, ma un vero e proprio punto di riferimento per l’intero territorio. Un edificio di sette piani, distribuito su un lotto di 4.300 metri quadrati, che ospitava un hotel a tre stelle con 69 camere, un ristorante-pizzeria, sale polivalenti per convegni e serate danzanti che attiravano ospiti dal mondo dello spettacolo. Tutti a Conselve ricordano gli eventi che richiamavano un ampio pubblico e facevano parlare a lungo. Il complesso comprende anche due appartamenti privati e un vasto parcheggio di tremila metri quadrati, oggi

non

testimone silenzioso di un passato glorioso.

Il declino è iniziato circa una decina di anni fa. Nonostante diversi passaggi di gestione, la struttura ha faticato a restare al passo con i tempi e con i mutamenti del mercato turistico, fino alla chiusura definitiva nel 2019. Da allora, l’edificio è scivolato in un limbo pericoloso. I tentativi di rilancio, come quello della società padovana Mgb (già attiva con l’hotel Point in zona industriale), si sono scontrati con costi di ristrutturazione proibitivi e incertezze economiche, portando al naufragio di ogni piano industriale.

La prolungata chiusura ha trasformato l’hotel in una ferita aperta nel centro storico. Le incursioni clandestine all’interno dei locali e lo stazionamento di gruppi di giovani nelle aree limitrofe hanno alimentato un senso di insicurezza tra i residenti, trasformando la

questione “Oasi” in un’emergenza non solo economica, ma anche di ordine pubblico. Più volte le forze dell’ordine sono intervenute per sgombrare gli intrusi e verificare che non vi fossero problemi di sicurezza.

Il futuro dell’edificio è stato recentemente al centro di un acceso dibattito politico. Il consigliere di opposizione Carlo Capuzzo aveva proposto di convertire la struttura in un polo di social housing per sostenere le famiglie in diffi-

passa la mozione di sfiducia: Borille conserva l’assessorato ma viene “avvisato” dal sindaco

La mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore alla Protezione civile Renato Borille non passa, la fiducia della maggioranza resta, accompagnata però da un richiamo del sindaco Umberto Perilli a cambiare passo. La richiesta di dimissioni, presentata dal gruppo di opposizione “Noi per Conselve”, nasceva dalla “scena muta” dell’assessore nel precedente consiglio, quando non aveva saputo spiegare la rinuncia a un contributo regionale di circa 9 mila euro destinato all’acquisto di dotazioni. A fornire le spiegazioni, nell’ultima seduta, è stato direttamente il sindaco Perilli, che ha rivendicato

la scelta come “una precisa indicazione politico-amministrativa”. Secondo il primo cittadino, una ricognizione affidata all’ufficio tecnico ha messo in luce una situazione di forte sovraccumulo di materiali: “Casse e armadi sono pieni di divise, giubbotti, attrezzature mai utilizzate, mi rifiuto di buttare denaro”. Il sindaco non ha però risparmiato critiche all’attuale funzionamento del gruppo di Protezione civile, parlando di risultati “non all’altezza” e chiamando Borille a un impegno molto più incisivo: “Mi aspetto che l’assessore aumenti a dismisura il suo impegno. Vigilerò personalmente e lo invito a

dare una sferzata”.

Dall’opposizione sono arrivate contestazioni dure. L’ex assessore Lodovico Calore ha difeso la necessità di avere scorte abbondanti di materiale, ricordando quando il gruppo contava circa 40 volontari ed era “un fiore all’occhiello a livello veneto”, e ha criticato il passaggio della gestione dalla polizia locale all’ufficio tecnico. Nicolas Destro e Melania Bortoletto di “Noi per Conselve” ha parlato di “protezione civile allo sfacelo”, contestando il costo dell’assessorato – circa 65 mila euro in tre anni – e citando episodi di presunta inefficienza negli interventi. Carlo

coltà, mozione che era stata approvata a maggioranza. Tuttavia, l’annuncio dell’asta, comunicato dal sindaco Umberto Perilli durante l’ultimo consiglio comunale, ha cambiato le carte in tavola. “È opportuno attendere l’esito di questa procedura prima di assumere qualsiasi altra decisione”, ha dichiarato il primo cittadino, congelando di fatto ogni ipotesi di intervento pubblico, almeno per i prossimi mesi.

Capuzzo ha infine infine richiamato il sindaco alle sue responsabilità politiche nella scelta degli assessori.

Alla votazione finale la mozione è stata respinta: cinque i favorevoli, dieci i contrari e un astenuto. La maggioranza “salva” Borille ma il messaggio è chiaro: ora servono risultati.

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Nicola Stievano

Solidarietà. Seconda edizione della quadrangolare di pallavolo a sostegno del progetto benefico

Il “sogno di Arianna” aiuta i bambini del Kenya a costruire un futuro migliore grazie alla scuola

S i è conclusa con un grande abbraccio collettivo la seconda edizione del quadrangolare di pallavolo femminile dedicato alla memoria di Arianna Cuccato, la diciassettenne vittima di un incidente stradale nell’estate del 2024. Per due giorni, agli inizi di gennaio, il Palamascagni di Conselve è tornato a essere il cuore pulsante di un’iniziativa che ha ricordato la giovane amica e trasformato il dolore per una perdita così grande in un concreto progetto di speranza.

L’evento, organizzato dalla Polisportiva Canossa, ha visto scendere in campo le atlete della stessa Canossa Conselve, dell’Abc La Fenice, dell’Azzurra Due Carrare e del Legnaro Pgs 2000. Le giovani pallavoliste hanno giocato con un obiettivo che andava ben oltre il risultato sportivo: sostenere “Il sogno di Arianna”, l’iniziativa benefica nata su iniziativa dei genitori della giovane, per aiutare i bambini del Kenya e contribuire a dar loro un futuro migliore. Arianna, impegnata nello studio e nel volonta-

riato, desiderava infatti diventare insegnante e progettava di prestare servizio anche come educatrice in Africa.

Al termine delle competizioni, i genitori di Arianna, Andrea e Alessia, hanno preso la parola per condividere con i presenti gli importanti traguardi raggiunti in Kenya. Il loro recente viaggio presso la missione dei Padri Canossiani nello slum di Kware, a Nairobi, ha testimoniato la concretezza del progetto. Grazie alla generosità della comunità e ai fondi raccolti, sono stati infatti completati due laboratori, uno di scienze e uno di informatica, strumenti fondamentali per il futuro dei bambini della parrocchia di Santa Monica. Particolarmente

commovente è stato il momento in cui è stata ricordata l’intitolazione ad Arianna dell’aula del nido, un luogo dove ogni giorno i più piccoli possono ora crescere in un ambiente protetto. Dal ricordo di quella studentessa modello, sempre in prima linea nel volontariato, è nata una missione che continua a crescere. L’impegno dei genitori e della Polisportiva non si è esaurito con il fischio finale: la sfida ora è continuare a sostenere la scuola affinché sempre più bambini possano aspirare a un futuro migliore, grazie alle opportunità offerte loro dall’istruzione e dalla scuola. Il sogno di Arianna continuerà a crescere grazie alla generosità e all’affetto dei suoi cari e dei suoi amIci.

I biglietti della Lotteria Italia firmati con i disegni degli artisti di “Alambicco”

La creatività degli artisti della Cooperativa Alambicco approda sui biglietti della Lotteria Italia. Tra i dodici disegni selezionati a livello nazionale per l’iniziativa “Disegniamo la Fortuna”, promossa dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per personalizzare i biglietti della celebre lotteria nazionale, ben due portano la firma di Debora Guariento e Manuel Ferrarese, che da anni frequentano le attività diurne di Alambicco. Il tema di questa edizione, “Disabilità e cinema”, ha premiato il talento dei laboratori espressivi della cooperativa, scelti tra 65 bozzetti di 13 enti da tutti Italia. Debora ha convinto con “Attraverso i miei occhi: ri-tratti di stelle”, un collage dedicato alle dive del grande schermo; Manuel ha invece firmato “Il sole a mezzanotte”, reinterpretando l’iconica immagine di Charlie Chaplin in “Tempi moderni”. Per Marco Tirabosco, direttore di Alambicco, è stata un’occasione unica per celebrare l’integrazione e l’impegno civico. La partecipazione è stata una sfida contro il tempo, vinta grazie alla determinazione degli educatori e al supporto della rete locale, come la Foto Ottica Silvoni. Come sottolineato dall’educatrice Monica Destro, ogni opera è il frutto di un intreccio di energie e condivisioni. L’estrazione dei biglietti seguita da milioni di persone è stata occasione di orgoglio per Conselve, che vede il talento dei propri artisti trasformarsi in un potente messaggio di inclusione e di bellezza.

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Conselve Vigneti e Cantine: Roberto Lorin al quarto mandato: “Futuro e sostenibilità”

L a Conselve Vigneti e Cantine sceglie la continuità per affrontare le sfide del mercato globale. Il consiglio d’amministrazione, riunitosi all’indomani dell’ultima assemblea dei soci, ha confermato Roberto Lorin alla presidenza. Per Lorin inizia così il quarto mandato, un segnale di forte fiducia in una gestione che ha saputo traghettare la storica cantina verso traguardi internazionali. Ad affiancarlo nel ruolo di vicepresidente sarà Stefano Sguotti, che succede a Claudio Voltan dopo sei anni di dedizione alla cooperativa. Questa conferma arriva in un momento simbolico straordinario: la celebrazione dei 75 anni dalla fondazione. Quella che nacque come una scommessa tra viticoltori locali è oggi una realtà solida che conta 600 soci e una superficie vitata di 1.200 ettari. I risultati economici parlano chiaro: a fronte di un fatturato complessivo che supera i 26 milioni di euro, ben 18 mi-

lioni sono stati redistribuiti ai soci, mentre la superficie a conduzione sostenibile ha raggiunto il 62% del totale. Il pilastro della strategia della coop resta il rispetto per l’ambiente. “Lavoriamo quotidianamente per garantire vini certificati SQNPI (Sistema di qualità nazionale produzione integrata)”, ha spiegato il presidente. Questo approccio non solo tutela il consumatore, ma valorizza il patrimonio agricolo del territorio.

Sul fronte commerciale, sebbene Prosecco e Pinot Grigio rappresentino il 70% della produzione, la cantina punta con decisione sulle eccellenze di nicchia come il Friularo Ambasciatore Docg. Questo grande rosso sta diventando l’alfiere del territorio all’estero, permet-

tendo alla cooperativa di consolidarsi in mercati competitivi come Svizzera, Nord ed Est Europa, Canada, USA e Nigeria. L’assemblea, tenutasi nella tensostruttura trasparente in Piazza Matteotti, ha sottolineato il legame forte tra la cantina e il cuore di Conselve. Un momento di profonda commozione è stato dedicato alla memoria di Antonio Melato, scomparso lo scorso aprile dopo aver guidato la cantina per oltre quarant’anni. Il sindaco Umberto Perilli ha lodato l’iniziativa, definendola un simbolo di “intima connessione tra il territorio e la cantina”.

Inclusione con “Alambicco” e “Giovani e Amici”

Per celebrare un traguardo storico come i 75 anni di vita, la Conselve Vigneti e Cantine ha scelto di non guardare solo ai numeri, ma di mettere al centro il valore delle persone. E’ nata così un’edizione limitata del Friularo Ambasciatore Docg che è molto più di un omaggio celebrativo: è un progetto artistico e sociale realizzato in sinergia con la Cooperativa Alambicco, da trent’anni pilastro dell’assistenza alla disabilità nel conselvano. Dall’etichetta al cartiglio, fino alla scatola che custodisce la bottiglia, ogni elemento porta la firma degli ospiti dei centri diurni di Alambicco. Sotto la guida della maestra d’arte Alessandra Morati, gli artisti della cooperativa hanno dato vita a un laboratorio creativo dove acquerelli e pastelli a olio si sono mescolati per raccontare una storia di unità. Il risultato è un’opera carica di simbolismo: un acino d’uva maturo avvolto da cerchi concentrici, segno di collaborazione, e un tralcio dorato che unisce il tutto, rappresentando la preziosa ricchezza delle relazioni umane. “Volevamo un’idea speciale per un compleanno speciale”, ha dichiarato il presidente Roberto Lorin, visibilmente colpito dalla creatività degli ospiti. Il progetto, infatti, non si ferma all’estetica: l’iniziativa andrà a sostenere direttamente le attività di Alambicco, che oggi accoglie circa 100 persone. A questo si aggiunge un ulteriore gesto di solidarietà: i proventi della recente “vendemmia sociale” saranno destinati alla cooperativa “Giovani e Amici”. Marco Tirabosco, per Alambicco, ha sottolineato come questo incontro dimostri che le relazioni sono la vera essenza del territorio, capaci di generare “valore e bellezza per tutti”. Un pensiero condiviso dal sindaco Umberto Perilli, che ha lodato l’iniziativa come un esempio virtuoso in cui l’inclusione può trasformare un prodotto d’eccellenza in un messaggio di speranza per l’intera comunità.

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I progetti. Nei mesi scorsi il Comune aveva pubblicato un bando per le manifestazioni d’interesse

Nell’ex base missilistica fuochi d’artificio

o ricerca aerospaziale: è ancora polemica

L’opposizione chiede trasparenza: “Per noi va ripiantato al più presto il bosco dopo il taglio indiscriminato dell’estate 2024, non vogliamo sentire parlare di armi”

ISintoniz zati sul

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ha espresso estrema cautela sulla vicenda, prendendo tempo per esaminare entrambe le proposte e affermando che “la produzione di materiale pirotecnico è un’attività da zona industriale”, ma anche ribadendo la sua contrarietà nel caso si parlasse di industria bellica.

l futuro dell’ex base missilistica di San Siro a Bagnoli di Sopra, per decenni sito strategico del sistema di difesa Nike-Hercules, è oggi al centro di un acceso confronto politico e sociale che coinvolge l’intera cittadinanza. Dopo il naufragio del “bosco della pace” con la messa a dimora di 1.600 piantine poi clamorosamente tagliate per errore l’estate 2024, il Comune aveva pubblicato un bando pubblico per raccogliere proposte progettuali non vincolanti. Sul tavolo dell’amministrazione sono giunte due manifestazioni d’interesse. La prima proposta dalla società padovana XNX Group di Lelio Zen, che ipotizza la creazione di un impianto per la produzione di articoli pirotecnici civili capace di dare lavoro a circa 12-15 persone. In cambio di una concessione ventennale, il Comune incasserebbe una somma di 400.000 euro e otterrebbe la sistemazione di importanti infrastrutture locali, tra cui il ponte di via Galileo Galilei, l’ampliamento della carreggiata e l’illuminazione stradale del tratto di competenza. Questa prospettiva ha però scatenato forti timori legati all’industria bellica, alimentando il sospetto che la lavorazione pirotecnica possa essere un primo passo verso la fabbricazione di munizioni per rispondere alla crescente domanda internazionale. Il sindaco Matteo Ruzzon

La seconda proposta arriva dalla T4i, spin-off dell’Università di Padova che si occupa di propulsori aerospaziali per satelliti. Su questo fronte, il sindaco si è mostrato più possibilista, spiegando che tali attività “non sono legate all’industria bellica e che “l’ex base di lancio avrebbe le caratteristiche per attività di studio e ricerca”. Ruzzon ha confermato inoltre che le piantine tagliate

saranno nuovamente messa a dimora ma in una posizione diversa della precedente, lungo la fascia di rispetto che costeggia il canale. Di tutt’altro avviso è la minoranza di “Viviamo Bagnoli”, che spinge per un ritorno totale al progetto originario. Il capogruppo Giampiero Pasquato è categorico: “Per noi l’area di lancio deve ospitare il bosco di pianura, che va ripiantato al più presto e ampliato, per essere lasciato in eredità alle nuove generazioni”. L’opposizione chiede fermamente che l’area verde venga preservata, concludendo con un appello alla trasparenza: “Vogliamo che sia fatta chiarezza sulle intenzioni del Comune nei confronti di questa area verde da preservare”.

A Bovolenta la popolazione tiene, nascite e matrimoni stabili

Analizzando l’evoluzione demografica di Bovolenta, i dati del 2025 diffusi dal sindaco Anna Pittarello confermano un trend di lieve ma costante contrazione che caratterizza il comune ormai da un triennio. Se alla fine del 2023 la popolazione residente contava circa 3.460 unità, il dato attuale di 3.411 abitanti al 31 dicembre 2025 segna una flessione che riflette perfettamente le dinamiche della provincia padovana e la tendenza nazionale. Il saldo naturale continua a essere il principale motore di questo calo: le 16 nascite del 2025 mostrano una tenuta e un leggero avanzamento rispetto alle 14 registrate nel 2024, ma restano lontane

dai numeri necessari a bilanciare i 33 decessi, un valore in linea con la media storica locale condizionata dall’innalzamento dell’età media.

Sul fronte della mobilità, il saldo migratorio è tornato in negativo dopo un 2023 che aveva visto una parità quasi perfetta tra entrate e uscite. Nel 2025, i 127 cittadini emigrati superano i 111 nuovi iscritti, suggerendo una maggiore mobilità verso i centri urbani più grandi. Infine, la stabilità sociale è rappresentata dai 13 matrimoni complessivi, on una sostanziale parità tra il rito religioso (7) e quello civile (6). Questo dato appare in leggera crescita rispetto ai minimi del post-pandemia, dimostrando come Bovolenta resti una comunità coesa dove la scelta tra rito civile e religioso rimane, oggi come tre anni fa, estremamente equilibrata.

L’ingresso dell’ex area di lancio
Il Municipio di Bovolenta

Polizia locale in convenzione con l’Unione Pratiarcati

I

l Comune di Cartura si è convenzionato con l’Unione dei Comuni Pratiarcati - comprendente Albignasego, Casalserugo e Maserà - per svolgere in forma associata la funzione di polizia locale.

Scaduta nei mesi scorsi la convenzione siglata nel 2018 e più volte rinnovata con l’Unione dei Comuni del Conselvano, l’amministrazione Negrisolo ha deciso di testare altre collaborazioni per garantire l’espletamento del servizio di polizia locale sul territorio comunale.

“È sempre più attuale il problema del controllo del territorio e, di conseguenza, della sicurezza e del decoro urbano – spiega il sindaco Serenella Negrisolo -. Sempre più spesso assistiamo ad episodi di furti nelle abitazioni, auto scassinate, fenomeni di bullismo fra i ragazzi, abbandono di rifiuti. La percezione è quella di un territorio che ha bisogno di attenzione da questo punto di vista. Per venire incontro a questa esigenza e

visto il contesto dove ci siamo ritrovati, abbiamo lavorato in questi mesi per provare a migliorare quella che era la presenza della polizia locale e del sistema di videosorveglianza. Dal 1 dicembre siamo entrati come polizia locale, attraverso una convenzione, nell’Unione Pratiarcati”.

La convenzione, a cui ha aderito anche il comune di Bovolenta, mira a favorire la valorizzazione delle competenze, la razionalizzazione delle procedure e la realizzazione di economie di scala nell’organizzazione della funzione di polizia locale. L’accordo ha una durata quinquennale con possibilità di rinnovo. La gestione associata dovrebbe garantire lo svolgimento coordinato dei servizi di polizia locale attraverso l’impiego ottimale del personale e delle risorse strumentali assegnate, uniformando comportamenti e metodologie di intervento.

La convenzione prevede che

Cartura destini all’Unione dei Comuni Pratiarcati due dipendenti (un agente di polizia locale e un istruttore amministrativo) e, in comodato d’uso gratuito, un autoveicolo, un etilometro e due pistole. L’ente locale, oltre a farsi carico della spesa del proprio personale assegnato alla gestione associata della funzione di polizia locale, verserà una quota fissa annuale di 4200 euro per i costi generali.

“La convenzione comporta per prima cosa una maggiore presenza della polizia loca-

le che coprirà una fascia oraria che va dal lunedì al giovedì dalle 7.30 alle 24, e il venerdì e il sabato dalle 7.30 all’una di notte – precisa Negrisolo -. La videosorveglianza è stata implementata con l’aggiunta e la sistemazione delle videocamere e dei varchi elettronici. Tutto questo ha richiesto l’importante dispendio di risorse sia economiche che umane, che riteniamo in ogni caso avranno un ritorno in termini di sicurezza e servizio alla comunità”.

Francesco Sturaro

Al via la nuova rassegna teatrale

“Al teatro con Noi” è il titolo della rassegna teatrale curata dal Circolo Noi del centro parrocchiale di Cartura. Cinque spettacoli in programma da fine gennaio alla seconda metà di marzo al teatro parrocchiale. “Un appuntamento atteso e condiviso, capace ogni anno di rinnovare l’incontro tra palcoscenico e cuore degli spettatori della nostra comunità – spiega il direttivo del Circolo Noi -. Il teatro è emozione viva: ci fa sorridere, riflettere, porci domande, riconoscerci nelle storie degli altri. È uno spazio in cui la spensieratezza si intreccia con la profondità, dove frammenti di vita reale si trasformano in esperienze che restano. Ogni spettacolo è un seme prezioso, piantato nel nostro giardino interiore, pronto a germogliare quando meno ce lo aspettiamo. Da questo desiderio nasce la nuova edizione della rassegna, una selezione di spettacoli che lasciano il segno e diffondono profumi intensi di leggerezza e creatività, di coraggio e curiosità, di amicizia, amore e desiderio di felicità. Profumi che aprono il cuore al mondo, alle sue diversità, e che celebrano la ricchezza della nostra identità e della nostra territorialità”. Il 31 gennaio la compagnia Bea e Bio Art aprirà la rassegna con “Il ritorno di Jafari”, opera teatrale con delitto e popcorn gratis. Il 7 febbraio salirà sul palco la compagnia Quasi Uguali con “Specchi convessi”; mentre il 21 dello stesso mese l’associazione Compagnia del Mondònego presenterà “Chea gnoca de me fioea”. Il 7 marzo la compagnia Amici del teatro veneto di Cartura interpreterà “Sotto a chi tocca”. Il 21 marzo la compagnia Brutti ma Buoni chiuderà la rassegna con “Co’ xe massa… Xe massa!!”. Gli spettacoli iniziano alle 20.45 (ingresso a offerta libera). (f.s.)

Inaugurato il nuovo cuore culturale cittadino

D opo circa 30 anni di onorato servizio la biblioteca comunale, situata nell’ex municipio di Carrara Santo Stefano, è stata messa in “pensione”. Il suo posto è stato preso da un moderno e più spazioso polo culturale, realizzato negli ultimi tre anni recuperando la vicina ex scuola elementare.

La nuova biblioteca, inaugurata il 10 gennaio, è un edificio che si sviluppa su un unico piano, suddiviso in spazi diversificati in base alle esigenze dei suoi fruitori. “La nostra biblioteca è da sempre un punto di incontro e di vitalità sociale oltre che culturale – dichiara il sindaco Davide Moro –. Per questo abbiamo fortemente voluto una nuova sede, moderna e spaziosa, ma soprattutto attrezzata attorno all’utente e all’idea di comunità che si identifica e si ritrova in quello che possiamo definire un ‘terzo luogo’: né casa né lavoro, uno spazio democratico che combina l’accesso alla conoscenza con la costruzione di relazioni e i lettori in cittadini attivi”.

Dotata di arredi modulari, la biblioteca dispone di vari spazi: sala bebè con “angolo morbido”, fasciatoio e poltrone per l’allattamento; area per i bambini con spazi modulabili per seguire le letture animate; sala multimediale; zona per gli utenti più grandi che può ospitare laboratori, corsi e gruppi di lettura. “La chicca è la sala Young – racconta Moro -. Uno spazio dedicato alla fascia d’età che va dai 15 ai 20 anni con una sezione manga e playstation che offre la possibilità di creare sessioni di gioco di gruppo. L’idea di questa sala nasce dalla considerazione che la nostra biblioteca ha un grande successo, ma non attira i giovani. Questa sala a loro dedicata, cui sarà affiancato l’angolo bar non ancora attivo, vuole essere un luogo informale e moderno che i ragazzi possono sentire loro”.

La biblioteca, fornita anche di box per le restituzioni h24 dei libri, è completata da un’aula studio, che una volta attivata sarà aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, così come la sala musica, completamente insonorizzata e corredata di batteria, tastiera e chitarra.

Nel nuovo polo culturale trova posto anche l’archivio storico comunale, per il momento non ancora accessibile al pubblico. Nelle inten-

zioni degli amministratori il giardino esterno, dove è stato allestito un parchetto con giostrine, potrà essere utilizzato come cineforum, spazio studio e lettura all’aperto. La realizzazione della nuova biblioteca ha avuto un costo complessivo di circa 1.200.000 euro, comprensivo di sistemazione della collegata viabilità e installazione di impianto semaforico che ne regolamenta l’accesso dalla strada provinciale. La spesa è stata sostenuta dal Comune anche grazie a 150 mila euro di incentivi Gse e 350 mila euro di contributo Avepa.

Raccolta firme a sostegno della medicina di gruppo

Il futuro delle medicine di gruppo integrate (Mgi) è a rischio per una serie di problematiche di natura economica e burocratica. L’Ulss 6 ha reso noto di aver prorogato i contratti di esercizio delle Mgi padovane sino al 31 dicembre 2026. Un provvedimento che garantisce un ulteriore anno di servizio, ma che non ne scongiura la futura chiusura. Su iniziativa del sindaco Davide Moro è stata avviata una raccolta firme a sostegno della Mgi di Due Carrare, i cui medici coprono anche i territori di Battaglia Terme e Galzignano Terme. Nella petizione, sottoscrivibile negli ambulatori dei medici di famiglia e nella sede carrarese della Medicina di gruppo integrata di

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via Roma 93, si chiede alla Regione di assicurare la copertura dei costi del personale coinvolto nella medicina integrata; condizioni contrattuali certe e continuative per i medici; un quadro normativo chiaro che tuteli le Mgi all’interno dei servizi territoriali. “Il contratto con la Regione scadeva il 31 dicembre 2025, il 24 dicembre è stata comunicata la proroga di un anno, ma siamo preoccupati dell’incertezza di che cosa succederà dopo – spiega Moro -. Da più di un anno la Regione non riconosce l’aumento contrattuale a chi offre i servizi all’interno della medicina di gruppo integrata; sono spese che ricadono sui medici, i quali si stanno chiedendo se vale la pena restare all’interno delle Mgi. Invieremo le firme al neoassessore alla sanità Gino Gerosa di cui abbiamo grande fiducia. Stiamo facendo questa raccolta firme con spirito di collaborazione istituzionale, proprio perché vogliamo far capire l’importanza del presidio territoriale della sanità e le medicine di gruppo sono esattamente questo”. (f.s.)

Una sede più funzionale per il Comitato della Croce Rossa

E

’ stata inaugurata pochi giorni fa la sede rinnovata della Croce Rossa Italiana presso il Polo Sociale di Olmo presso le ex scuola elementari. Questo luogo simbolico è stato completamente rinnovato con un investimento di 270 mila euro, finanziato dal Comune di Tribano e in parte da fondi nazionale CSE. Il Polo ha beneficiato di interventi di riqualificazione energetica e di manutenzioni straordinarie; un lavoro che non riguarda solo muri, impianti e infissi: riguarda la dignità degli spazi in cui si accoglie, si ascolta e si aiuta. Le migliorie riguardano la qualità del servizio offerto a persone e famiglie che qui trovano un punto fermo, un volto amico, una porta sempre aperta. La Croce Rossa di Due Carrare ha infatti dato vita ad un Polo Sociale grazie alla convenzione siglata con il Comune di Tribano nel 2020. Si tratta di un presidio silenzioso ma essenziale, capace di inter-

cettare fragilità, accompagnare famiglie, sostenere chi attraversa momenti difficili. Va ricordato che proprio quest’anno il Comitato Croce Rossa Due Carrare celebrerà i suoi primi 10 anni di attività. Un traguardo che racconta un decennio di impegno, di volontari che hanno scelto di esserci, di comunità che ha imparato a riconoscere in loro un presidio di fiducia e vicinanza. Croce Rossa Italiana – Comitato di Due Carrare può erogare corsi di Formazione in ambito sanitario nei comuni di: Due Carrare (sede operativa), Battaglia Terme, Pernumia, Cartura, Bovolenta, S. Pietro Viminario, Terrassa Padovana, Tribano, Conselve, Bagnoli di Sopra, Arre, Candiana, Anguillara Veneta, Agna. I corsi possono essere erogati per le scuole elementari, medie e superiori (durata 10 ore).

Gli istruttori di primo soccorso sono preparati per poter fornire un corso di primo soccorso a tut-

te le età. Le tematiche affrontate saranno diverse, partendo per esempio dalla chiamata al 118 per i più piccoli alle manovre vere e proprie di primo soccorso. Pos-

sono essere attivati anche corsi di primo soccorso alla popolazione che vengono svolti solitamente dopo serate informative organizzate nei vari comuni di compe-

tenza. Qui vengono affrontate le principali tematiche del primo soccorso, le ferite, i traumi, e la chiamata al 118; le lezioni sono tenute da monitori di primo soccorso qualificati. Croce Rossa effettua anche corsi per addetti al primo soccorso aziendale. La croce Rossa Italiana, attraverso personale sanitario ed istruttori, tiene lezioni teoriche e pratiche volte alla certificazione del personale. Croce Rossa Italiana promuove serate informative e corsi per operatori sulle manovre salvavita pediatriche. Il corso ha lo scopo di insegnare poche e semplici manovre atte a salvare la vita ai più piccoli; come rianimazione cardio-polmonare, disostruzione delle vie aeree, arresto di un’emorragia. Il corso, o le serate informative, possono essere organizzate su proposta di gruppi di famiglie, di asili o di realtà che siano a contatto con i bambini.

Cristina Lazzarin

Benvenido sbarca al nido “Il Grillo Parlante”: 150 posti gratuiti e tutor per le famiglie

Il nido comunale “Il Grillo Parlante” di Tribano aderisce al progetto “Benvenido”, si tratta di un progetto ideato e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e realizzato dalla Cooperativa Progetto Now. Benvenido è un progetto nato per aumentare e migliorare l’offerta di servizi educativi per l’infanzia nelle province di Padova e Rovigo, attraverso il supporto alle famiglie nell’accesso ai servizi e l’avvio di un progetto pedagogico innovativo formulato in collaborazione con l’Università di Padova.

Il progetto ha attivato in 20 scuole del ter-

Installazione

ritorio 150 nuovi posti per bambini provenienti da famiglie selezionate in base a specifici requisiti, che potranno accedere senza sostenere la retta per i due anni di frequenza. Durante il percorso didattico le famiglie saranno inoltre supportate da un attivatore sociale/tutor che si occuperà di: costruire un progetto educativo personalizzato per il bambino; accompagnare la famiglia nell’individuazione e nell’accesso ai servizi del territorio. Le 20 scuole coinvolte nel progetto sono state scelte a valle di un lavoro di analisi territoriale basata sul reddito medio e sul tasso di natalità, con l’obiettivo di favorire

l’accessibilità in modo omogeneo sul territorio e coerentemente al bisogno della comunità. Si tratta di scuole dell’infanzia con nido integrato, pubbliche e private, capaci quindi di favorire la continuità educativa e il passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia. Un buon nido è una scuola in cui educatori competenti e preparati prendono in carico a 360° i bisogni del bambino, ma anche della famiglia, creando un’alleanza educativa attraverso un’azione di ascolto, supporto e informazione, per creare un contesto capace di accompagnare al meglio la crescita dei bambini. (c.l.)

Il turismo è artigianato, il saper fare padovano fra autenticità, esperienze e sviluppo territoriale

I l turismo si configura sempre più come un settore profondamente legato al saper fare dei territori, capace di valorizzare competenze, tradizioni e qualità locali. I dati più recenti confermano il ruolo strategico del turismo anche nella nostra provincia, registrando una crescita sia negli arrivi sia nella durata dei soggiorni, con una componente internazionale sempre più determinante nell’espansione del settore.

Secondo l’analisi di Confartigianato Imprese Veneto, il turismo esperienziale trova un alleato fondamentale nel tessuto artigiano locale. Sono oltre 18.000 le imprese artigiane coinvolte nei settori “core” del turismo – dal trasporto ai servizi alla persona, dal food all’artigianato artistico – con più di 63.000 addetti impegnati nella creazione di esperienze autentiche e di qualità per i visitatori.

In questo contesto, emerge come una parte significativa dei flussi turistici, in larga misura composta da visitatori stranieri, ricerchi nel

viaggio racconti autentici, valore aggiunto e qualità dell’esperienza, elementi nei quali l’artigianato e la produzione locale svolgono un ruolo decisivo: dall’accoglienza diffusa ai servizi, fino alle produzioni che caratterizzano in modo distintivo il territorio.

La Provincia di Padova si inserisce pienamente in questo scenario con risultati positivi sul fronte turistico. Nei primi cinque mesi del 2025 sono state registrate oltre 2 milioni di presenze turistiche, in crescita rispetto all’anno precedente, a conferma del ruolo del territorio padovano come meta attrattiva all’interno del panorama regionale.

Il valore generato dal turismo non si misura esclusivamente nei numeri di arrivi e presenze, ma anche nella capacità di rendere fruibili e attrattivi borghi, centri storici, patrimonio culturale, prodotti tipici, servizi e competenze artigiane. Nel territorio padovano, il legame tra turismo e artigianato è evidente: botteghe locali, offerte gastronomiche, servizi esperien-

ziali e percorsi urbani e rurali contribuiscono a qualificare l’offerta e a rafforzare l’identità del sistema territoriale. In quest’ottica, la Provincia di Padova individua alcune azioni strategiche per rafforzare il connubio tra turismo e artigianato: promozione di filiere integrate turismo–artigianato, incentivando progetti che mettano in rete artigiani, operatori turistici, strutture ricettive e servizi di mobilità, al

fine di creare esperienze fruibili durante tutto l’anno; valorizzazione della bike economy e del turismo lento, sostenendo iniziative di cicloturismo e mobilità sostenibile che colleghino itinerari, botteghe artigiane, punti di degustazione e servizi dedicati; educazione e formazione continua, attraverso percorsi rivolti ad artigiani e operatori turistici su digitalizzazione, marketing territoriale e accoglien-

za esperienziale, per aumentare la competitività delle imprese locali; rafforzamento di eventi e iniziative esperienziali, favorendo manifestazioni itineranti che valorizzino prodotti locali e competenze artigiane, coinvolgendo comunità, scuole e giovani imprenditori. Il turismo esperienziale richiede territori pronti ad accogliere, raccontarsi e lavorare in sinergia.

Vincenzo Gottardo

PNRR negli enti locali: progressi in atto ma restano criticità su personale e capacità amministrativa

La Corte dei Conti ha recentemente approvato la relazione sullo stato di attuazione del PNRR negli enti territoriali, aggiornando il quadro al mese di agosto 2025. Il documento evidenzia come, pur a fronte di un recupero di alcuni ritardi iniziali, permangano criticità strutturali che incidono sull’effettiva realizzazione degli interventi, in particolare sul fronte del personale e della complessità procedurale.

Dal punto di vista della distribuzione geografica delle risorse, emerge una forte con-

centrazione nel Mezzogiorno, dove Sud e Isole assorbono complessivamente circa il 44% dei finanziamenti PNRR. Il Nord Est si colloca invece al 17,7%, con un’incidenza inferiore rispetto a Centro e Nord Ovest. Una ripartizione che riflette le scelte nazionali di riequilibrio territoriale, ma che pone interrogativi sulla capacità di spesa e sulla tenuta amministrativa degli enti locali.

In Veneto e Friuli Venezia Giulia, la Corte dei Conti segnala come principale elemento di criticità la carenza di personale tecnico-

amministrativo, aggravata dal turn-over, dai pensionamenti e dalle difficoltà di reclutamento. In diversi casi, i Comuni hanno preferito non ricorrere a consulenze esterne, affidandosi al supporto regionale, con effetti però limitati sulla capacità operativa complessiva. Persistono inoltre complessità legate agli iter autorizzativi, ai rapporti con i soggetti appaltatori e ai ritardi nell’aggiornamento dei dati sulle piattaforme nazionali di monitoraggio.

A livello nazionale, a fine estate 2025 ri-

sultava impegnato oltre il 59% delle risorse complessive previste, mentre i pagamenti si attestavano intorno al 30%, con segnali di progressiva accelerazione ma anche con preoccupazioni legate al rispetto dei cronoprogrammi. Il quadro delineato conferma la necessità di rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali, semplificare le procedure e garantire maggiore continuità gestionale, affinché le risorse del PNRR possano tradursi concretamente in opere, servizi e sviluppo per i territori. (v.g.)

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CORTINA D’AMPEZZO, BELLUNO

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Tre, due, uno: si parte! Il bilancio primo banco di prova per la giunta regionale

Ora, però, è il tempo delle scelte e della concretezza e, per l’appunto, il bilancio dirà, senza possibilità di smentita, se queste idee avranno gambe per camminare o, quantomeno, per partire visto che, oggettivamente, tutto subito non si potrà certamente fare. Anche perché, e questo è un tema lungamente dibattuto anche in passato, le risorse economiche non sono infinite. L’ex assessore al bilancio Francesco Calzavara già nelle scorse occasioni aveva manifestato all’allora presidente Luca Zaia tutta la sua contra-

rietà a non introdurre l’Irpef regionale. Il ragionamento di Calzavara era semplice: non ci sono soldi, il comparto produttivo è in difficoltà e non gli si può chiedere di più, servono interventi strutturali molto costosi e, con un contributo di pochi euro da far pagare ad ogni veneto, si potrebbe far quadrare il bilancio senza rinunciare a nulla. Così non è andato, come noto, poiché per Zaia il “non mettere le mani nelle tasche dei veneti” rimaneva un imperativo categorico. Si ma per avere finalmente il bilancio quanto dovremo

aspettare? Secondo le previsioni del Presidente Stefani il bilancio si dovrebbe approvare entro il prossimo aprile. Del resto l’iter è particolarmente articolato: va redatto dagli uffici su indicazione della Giunta, poi dovrà passare in tutte le commissioni consiliari prima di arrivare alla prova del Consiglio. A dirigere il traffico, dunque, ci sarà il Presidente del Consiglio, Luca Zaia che, dal suo scranno, di fatto determinerà i modi e i tempi che porteranno all’approvazione.

La nuova giunta regionale. Stefani ha scelto gli assessori, rispettati gli accordi con gli alleati

Tutti gli uomini del presidente: “Nomi di qualità

e deleghe omogenee per centrare gli obiettivi”

«Abbiamo creato deleghe omogenee per rispondere agli obiettivi strategici del nostro programma di governo e per permettere agli assessori di mettersi subito a disposizione della Regione»: così Alberto Stefani ha presentato a Palazzo Balbi la nuova giunta regionale che lo affiancherà nel governo del Veneto per i prossimi cinque anni. Sul fronte politico, il presidente ha evidenziato il rispetto degli accordi con gli alleati: cinque assessorati per Fratelli d’Italia e quattro per la Lega, con il professor Gerosa come eccezione tecnica alla guida della sanità. “Prima di tutto abbiamo messo la qualità delle figure - ha aggiunto Stefani – e scelto professionisti con comprovata esperienza in ogni ambito”.

Stefani ha voluto come Vicepresidente con deleghe a Turismo e Lavoro, Lucas Pavanetto (43 anni), geometra di Jesolo con una solida esperienza nel volontariato e nel consiglio regionale. L’assessorato alla Sanità è affidato a Gino Gerosa (68 anni), luminare della cardiochirurgia e pioniere dei trapianti a cuore fermo, che mette la sua esperienza accademica e clinica al servizio della programmazione socio-sanitaria. “È un assessorato fondamentale - ha spiegato Stefani - e ci tenevo a fare questa scelta con grande orgoglio. Il professor Gerosa è una figura di riferimento, un luminare nazionale e internazionale, con esperienze a Padova, Verona e all’estero. Sono orgoglio-

so che sia al servizio della nostra Regione e dei veneti”. Il comparto economico è guidato da Massimo Bitonci (60 anni), commercialista ed ex sottosegretario, esperto di diritto societario e finanza pubblica, incaricato di Imprese e Innovazione. Per l’agricoltura è stato scelto Dario Bond (64 anni), laureato in scienze agrarie e già deputato, con una specifica competenza nella gestione dei fondi per i comuni di confine. Filippo Giacinti (51 anni), avvocato penalista e stimato sindaco di Albignasego, assume le deleghe a Bilancio e Personale.

La rappresentanza femminile è forte: Valeria Mantovan (35 anni), laureata in giurisprudenza e già sindaco di Porto Viro, oltre

che assessore regionale al lavoro, istruzione e formazione nella precedente giunta, si occuperà di istruzione e cultura. Paola Roma (43 anni), dipendente Ulss e presidente dei comuni trevigiani, guiderà il Sociale e lo Sport; Elisa Venturini (46 anni), avvocato e già vicepresidente ANCI Veneto, un passato da sindaco di Casalserugo (Padova) per due mandati, seguirà ambiente e protezione civile.

Completano la Giunta Diego Ruzza (52 anni), psicologo dirigente ospedaliero esperto in neuropsicologia, ai Trasporti, e Marco Zecchinato (49 anni), urbanista professionista con una lunga carriera amministrativa nel vicentino, delegato a urbanistica e identità

veneta. Infine, il presidente sarà affiancato da due consiglieri delegati: l’avvocato Elisa De Berti (51 anni) per le Infrastrutture e Morena Martini (62 anni), esperta in politiche scolastiche, per la partecipazione giovanile.

Stefani ha anche parlato dell’importanza di collegare formazione e lavoro: “Entro il 2030 avremo una carenza di oltre 280.000 lavoratori qualificati e la risposta non può essere l’immigrazione, ma formare i nostri ragazzi per prepararli al mondo del lavoro. Il nostro riferimento saranno i veneti - ha concluso - e il lavoro della Giunta sarà orientato a soddisfare i bisogni concreti delle persone, con efficienza e innovazione”. (r.r.)

Entrano a Palazzo Ferro - Fini otto nuovi consiglieri

Ecco i nuovi ingressi in Consiglio regionale dopo la nomina degli assessori in giunta. La supplenza spetta al primo dei non eletti della lista o coalizione da cui proviene il neo assessore, garantendo così la continuità amministrativa. Dario Bond (Fratelli d’Italia) lascia il posto a Silvia Calligaro, la prima non eletta nella circoscrizione Belluno. Filippo Giacinti (Fratelli d’Italia) viene sostituito da Enoch Soranzo nella circoscrizione Padova. Per la circoscrizione Rovigo, Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia) cede l’incarico a Fabio Benetti. Il posto di Lucas Pavanetto (Fratelli d’Italia) nella circoscrizione Venezia viene preso da Matteo Baldan. Per quanto riguarda la Lega nella circoscrizione di Treviso, a Paola Roma subentra Stefano Marcon. Diego Ruzza (Fratelli d’Italia) della circoscrizione Verona viene sostituito da Claudia Barbera. Infine, la consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) lascia il seggio a Mirko Patron, della circoscrizione Padova, mentre al vicentino Marco Zecchinato subentra Morena Martini, della circoscrizione Vicenza. Flavio Tosi, invece, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.

La nuova giunta regionale del Veneto: Lucas Pavanetto vice presidente assessore al turismo e lavoro, Gino Gerosa sanità, Massimo Bitonci sviluppo economico, Filippo Giacinti bilancio, Valeria Mantovan istruzione e cultura, Paola Roma sociale e sport, Elisa Venturini ambiente e protezione civile, Dario Bond agricoltura, Diego Ruzza trasporti, Marco Zecchinato urbanistica. Consiglieri delegati Elisa De Berti infrastrutture e Morena Martini politiche scolastiche e giovani

Agsm Aim diventa Magis, Testa: “Siamo una società

che funziona ma non possiamo vivere sugli allori”

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presentazione ufficiale del nuovo nome

“S apete cosa farà Enel? Aspetterà la fine di febbraio per vedere chi vincerà il Festival di San Remo e poi pagherà un ingaggio astronomico al vincitore e realizzerà uno spot che andrà in onda novanta volte al giorno su tutte le televisioni nazionali e che troveremo anche sui giornali e ascolteremo per radio. Noi competiamo in questo mercato, ovviamente con mezzi e strategie diversi, quindi dobbiamo essere veloci, avere inventiva, saper stare il più vicino possibile ai nostri utenti per continuare a fare bene, come stiamo facendo ora, il nostro mestiere”.

Con queste parole Federico Testa presidente di AGSM – AIM traccia la rotta per i prossimi mesi che dovranno garantire da un lato il consolidamento dei buoni risultati ottenuti e dall’altro la capacità di crescita attraverso la conduzione di nuove sfide.

Due gli architrave sui quali costruire i futuri successi: sostenibilità e federalismo energetico.

Proprio nelle scorse settimane, infatti, è avvenuto un importante cambio di passo e ha lanciato la sua nuova identità con Magis, il nuovo brand che punta alla leadership nazionale.

L’azienda, frutto della fusione tra le storiche multiutility di Verona e Vicenza, completa così un profondo processo di ridefinizione strategica, culminato nella presen-

tazione ufficiale del nuovo nome. Magis, nato da una ricombinazione delle lettere del vecchio acronimo Agsm Aim, è stato svelato durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Presenti al momento del reveal i vertici aziendali – oltre al presidente Federico Testa, il consigliere delegato Alessandro Russo, il vicepresidente Stefano Fracasso e i Consigli di Amministrazione – insieme ai sindaci di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.

Gli obiettivi di piano industriale 2025-2030 sono molto sfidanti. Sono infatti previsti oltre 1 ,1 miliardi di investimenti su sostenibilità, rinnovabili e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di 1,2 milioni di clienti, per posizionare l’azienda tra i principali player nazionali e consolidare la leadership a nord est. I target economico finanziari al 2030 sono un Ebitda di 250 milioni (+53%), un utile netto di 71 milioni (+62%) e un rapporto di indebitamento inferiore al 4%.

“Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo – dice il presidente Federico Testa - un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che l’hanno generata e per quelli in cui opererà domani. Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga

più di un secolo e la apre a nuove possibilità. Attraverso questa operazione noi vogliamo guardare al futuro, parlare di sostenibilità e avvicinarci ancora di più alle comunità locali, in particolar modo ai giovani.”

Se attraverso questa operazione Magis, l’ex AGSM – AIM, investe sulla sostenibilità l’altra partita appare ancora tutta da giocare: da tempo Federico Testa è convinto che le multi - utility possano e debbano partecipare ai bandi per la gestione delle reti elettriche per realizzare un vero e proprio “federalismo energetico”.

“Da tempo siamo impegnati su questo fronte – conclude il Presidente Testa – e siamo convinti di avere tutte le carte in regola per

poter competere. Insieme alle altre aziende del Nord abbiamo redatto un progetto solido per poter competere se e quando il Governo deciderà di fare i bandi per l’affidamento della gestione delle reti. Se la gestione non fosse, come oggi, centralizzata si innescherebbe un volano virtuoso che garantirebbe investimenti anche più cospicui sul territorio e soprattutto un risparmio sulle bollette di famiglie e aziende in un momento nel quale il costo dell’energia costituisce uno dei principali problemi per far quadrare i bilanci. Il nostro auspicio, e lo stiamo rappresentando da tempo, è che in vista delle scadenze del 2030 si cambi rotta, si scelga di pubblicare i bandi e non si proceda, come invece purtroppo sem-

brerebbe essere l’intento, ad una proroga a Enel. Non chiediamo alcun trattamento di favore, ma soltanto di poter provare a partecipare nell’interesse dei territori.” (r. r.)

A cura di Vincenzo Gottardo

PRIMI CITTADINI

le interviste ai sindaci del Veneto dal lunedì al venerdì alle 11:35 - 13:35 - 16:35 - 20:35

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Il presidente Federico Testa

Economia. Un doppio intervento che rafforza il ruolo di hub strategico del Nord-est

Interporto Padova accelera sull’Europa: nuovi collegamenti ferroviari e partner per il terminal

Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre 2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania. Selezionato il parnter internazionale e costituita la nuova società Intermodal Terminal Padova

C resce la domanda di trasporto intermodale terrestre verso l’Europa e Interporto Padova rafforza il proprio ruolo di hub strategico del Nord-Est con un doppio intervento: nuovi collegamenti ferroviari internazionali e la scelta di un partner industriale di livello mondiale per lo sviluppo del terminal intermodale.

Sul fronte operativo, è stata attivata la nuova relazione tra Padova e Zeebrugge, operata da GTS Rail, che consolida l’asse Italia–Belgio. Il servizio parte con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a cinque entro il secondo trimestre

2026. Il primo treno dal Belgio è arrivato il 15 gennaio, mentre il primo convoglio in partenza da Padova è partito il 18 gennaio. A questo collegamento si aggiungono due nuove relazioni verso la Germania: InRail, del Gruppo Autobrennero, ha attivato un servizio su Duisburg con sei circolazioni settimanali, mentre LTE Italia collega Padova al porto di Rostock, sempre con sei coppie di treni alla settimana. A fronte dell’aumento delle corse, RFI ha garantito la piena operatività domenicale della stazione merci di Interporto. Parallelamente, sul piano stra-

tegico e industriale, si è concluso l’iter di aggiudicazione della gara per la selezione del partner internazionale con cui sviluppare il terminal intermodale. Alla scadenza dei termini erano pervenute due offerte di grande rilievo, ma ad aggiudicarsi la gara è stato il raggruppamento composto da PSA Intermodal Italy NV e Logtainer SpA, con un’offerta economica di 75 milioni di euro, a fronte di una base d’asta fissata in 61 milioni. Il bando ha visto la costituzione di una nuova società, Intermodal Terminal Padova srl, alla quale sarà conferito l’asset terminalistico. Interporto Padova manterrà una partecipazione del 30% e nello statuto sono previste clausole di garanzia rilevanti, tra cui l’impossibilità di modificare la destinazione intermodale dell’area senza il consenso di Interporto, oltre a specifici diritti negli organi sociali e nella cessione delle quote. “Un traguardo molto ambizioso, che solo un anno fa appariva un sogno - sottolinea il presidente Luciano

Sintoniz zati sul

Greco -. “Primi in Italia e tra i primi in Europa, abbiamo individuato con una selezione pubblica rigorosa partner di livello globale con cui consolidare e sviluppare ulteriormente un terminal che già oggi è tra i più competitivi e innovativi”. Greco evidenzia infine il valore del partenariato pubblico-privato

che potrebbe nascere dall’operazione, “capace di inserire Padova tra i poli di eccellenza lungo le grandi rotte commerciali europee e globali”, ringraziando il personale della società, i partecipanti alla gara e la commissione giudicatrice “per il lavoro svolto con rigore, riserbo e alta professionalità”.

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Luciano Greco, presidente di Interporto Padova

Il personaggio

L’intervista.

Silvio Franceschinelli ha creato un centro europeo per lo studio delle lingue orientali

Tutti pazzi per la cultura di Corea e Giappone

“Lo studio un piacere nato da una passione”

S ilvio Franceschinelli, direttore della scuola di lingue Istituto Il Mulino, è tra i fondatori dell’Associazione Giapponese Ochacaffè ed è curatore del collettivo artistico K-ble Jungle. Franceschinelli è un punto di riferimento a livello europeo per gli appassionati di cultura orientale, appassionati che nel nostro Paese sono molti più di quanto si creda. A questo punto lo ammetto, anche io sono un fan di vecchia data della cultura giapponese, ecco perché ho voluto fare una chiacchierata con Franceschinelli per provarne a capirci un po’ di più, visto che, purtroppo, non vado oltre un banalissimo “konnichiwa”.

La Scuola di Lingue Il Mulino nasce in provincia di Padova, nel Piovese. Come si costruisce, da qui, un centro di riferimento europeo per lo studio delle lingue e delle culture asiatiche?

È stata una sfida non indifferente, che molti deridevano all’inizio. Ma alcuni fattori ci hanno aiutato, in primis il fatto che chi vuole approfondire la cultura orientale non ha molta offerta, per cui parte già sapendo di doversi spostare per trovare, ad esempio, un corso di lingua, e la passione fa superare molti ostacoli. Inoltre siamo noi a spostarci molto: a febbraio sarò a Danzica (Polonia), e poi a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria) per portare degli eventi di danza K-Pop (la musica pop coreana). Abbiamo insegnanti madrelingua in molte città italiane, e prima che le lezioni online diventassero la prassi avevamo sedi a Milano, Treviso, Roma, Vicenza… Una grossa trasformazione l’ha portata la possibilità di fare riunioni e corsi di lingua online, negli ultimi anni studenti da tutta Italia seguono i

nostri corsi comodamente da casa. Giapponese e coreano sono percepite come lingue di nicchia. Eppure i numeri raccontano altro. Lingue come il tedesco e l’inglese (offriamo anche queste all’Istituto) vengono studiate soprattutto per lavoro. Giapponese e coreano, invece, si studiano per passione. Molti studenti di giapponese arrivano a noi perché amano manga e anime, mentre la musica K-Pop e i K-drama su Netflix fanno appassionare alla lingua coreana. È una bella sfida tra queste due lingue, amichevolmente le nostre insegnanti di giapponese e coreano ogni settembre e gennaio fanno la gara di quale lingua ha più iscritti!

Conoscere il giapponese o il coreano è importante per capire anche le culture di quei Paesi?

Sì, la lingua è uno dei fattori necessari a capire la cultura. Difficile avvicinarsi a Corea e Giappone senza avere almeno le basi di come funziona la lingua: da dove vengono gli alfabeti, perché i verbi sono sempre alla fine, i vari modi di dire “io” e “tu”, e molto altro.

Attraverso realtà come K-ble Jungle e Associazione Ochacaffè, ti occupi anche di divulgazione e organizzazione di eventi.

Associazione Ochacaffè vuole far conoscere agli italiani il Giappone, mentre K-ble Jungle si occupa di arte pop dall’Estremo Oriente. Queste due realtà ruotano attorno alla scuola perché ne completano l’offerta culturale. Per esempio con festival come PiPL andiamo a Piazza Grande, il centro commerciale di Piove di Sacco. Capita allora che una famiglia che sta andando a fare la spesa si divida: la madre viene allo stand a provare gli origami, la figlia si appassiona di danza

e il

ne

per chiedere informazioni sui corsi di inglese. Lavoriamo molto online e sui social ma ci piace anche incontrare la gente di persona, e i festival sono l’occasione perfetta. Oltre agli eventi locali come Rosolina Comics ad agosto e Rovigo Comics a settembre, o il Capodanno K-Pop a Padova, partecipiamo anche ai più grossi eventi nazionali come Comicon Napoli, Etna Comics Catania, o Rimini Comix.

Quanto è importante passare dalla teoria all’esperienza diretta per comprendere davvero una cultura?

È fondamentale, tanto che noi consigliamo sempre di andare a studiare la lingua e cultura in Giappone. È un’esperienza che io ho provato tanti anni fa e mi ha cambiato la vita, al punto da farmi decidere di fondare la scuola e poi anche l’associazione che aiuta gratuitamente chiunque voglia provare a vivere e studiare nella Terra del Sol Levante.

Si pensa che lingue come giapponese e coreano siano “difficilis-

sime”. È proprio così?

Non dico mai “non è difficile” né usiamo slogan come “impara il giapponese in tre mesi” perché non è possibile. Dobbiamo riabituarci a studiare per il piacere di imparare. Lo paragono alle camminate in montagna: sono dure e si fa fatica, ma in fondo il piacere è quasi più nella fatica che si fa ad arrivare che ad essere poi in vetta ad ammirare il panorama (che non è comunque male, facendo il parallelo con il momento in cui uno si rende conto di riuscire a parlare).

Dal Piovese partono collaborazioni che arrivano in tutto il mondo. Come viene percepito il vostro lavoro fuori dall’Italia?

L’intera Europa, e ancor di più l’Asia, hanno un’ammirazione profonda per l’Italia e la sua lingua e cultura, tanto è vero che accogliamo spesso stranieri che vengono a studiare italiano. Mi è capitato di fare serate come DJ di musica italiana a Tokyo e Osaka, e vedere i giapponesi che apprezzavano la nostra musica, da Modugno ai Maneskin, dai Matia Bazar ai The

Kolors, mi riempie di felicità. I nostri stessi studenti che vanno a studiare in Giappone si stupiscono di quanto i giapponesi amino e conoscano il nostro Paese, dal calcio alla lirica, dal cibo al cinema. Progetti nell’immediato futuro?

Tantissimi! Speriamo continuare a fare incontrare culture lontane, e di mandare sempre più studenti a studiare all’estero, perché di questi tempi trovo ci sia molto bisogno di incontrare altre culture da vicino, capire come ci si sente ad emigrare, cercare di comunicare con chi è diverso.

Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

K-Pop,
padre
approfitta

Sintoniz zati

@DAVIDE
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Un impegno quotidiano che diventa valore, dentro e fuori l’azienda

USintoniz zati

nel proprio percorso di sostenibilità con la certificazione

n nuovo, importante tra-

Despar Nord: il conseguimento della parità di genere con l’ottenimento della certificazione UNI/ PdR 125:2022, un riconoscimento che parla prima di tutto di persone.

U mino costruito nel tempo, fatto di ascolto, impegno e azioni concrete, con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale sempre più equa, inclusiva e rispettosa. Un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera organizzazione e che ha portato Despar Nord – una realtà di quasi 10.000 collaboratori e collaboratrici, di cui il 62,3% donne – a sviluppare negli anni strumenti e iniziative dedicati al benessere organizzativo, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni diversità. Scelte che hanno rafforzato il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la qualità della vita lavorativa.

ai valori dell’inclusione e dell’uguaglianza di opportunità, dentro

Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

a validazione del sistema e dei processi interni da parte dell’ente certificatore DNV, a seguito di un’analisi approfondita e articolata, ha riconosciuto la solidità e l’efficacia delle politiche adottate da Despar Nord su numerosi indicatori. Un riconoscimento che testimonia la concretezza di un impegno quotidiano, tradotto in scelte organizzative e gestionali capaci di generare valore reale. n questa direzione, l’azienda ha definito un piano strategico e un programma di comunicazione interna dedicati ai temi della parità e dell’inclusione, con l’obiettivo di favorire un dialogo continuo, aperto e strutturato tra collaboratori, collaboratrici e Direzione.

U goglio un’azienda che crede nella creazione di valore condiviso e che investe ogni giorno nel benessere delle persone e nella coesione sociale, dando forma concreta

delle principali funzioni azien-

no, il legame con i terri-

Oltre la certificazione, la forza delle persone: Despar Nord per la parità di genere

Non solo un traguardo, ma un percorso: parità e inclusione secondo Despar Nord

prie radici in un percorso di lungo periodo che Despar Nord ha costruito negli anni, grazie all’impegno costante del management e alla volontà di dare forma a un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e attento alle persone. Un riconoscimento che premia la capacità dell’azienda di alimentare una cultura fondata sull’uguaglianza delle opportunità e sulla valorizzazione dei talenti, anche attraverso politiche concrete di tutela della genitorialità e di equilibrio tra vita professionale e personale.

Ne parliamo con la Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli.

Direttrice Pituelli, come si è arrivati a questa certificazione?

«Il percorso è stato caratterizzato da un’analisi approfondita condotta dall’ente certificatore, che ha valutato in modo puntuale tutti i 33 indicatori previsti dalla prassi UNI/PdR 125:2022 per la categoria delle grandi aziende, in cui Despar Nord rientra. La valutazione ha interessato l’intero ciclo di gestione delle persone: dalle politiche di selezione e assunzione ai percorsi di crescita e sviluppo professionale, dall’equità salariale fino alle misure di prevenzione e

Che cos’è per Despar Nord la parità di genere e come viene misurata nel quotidiano?

«La parità di genere, per noi, è un valore profondamente radicato nella cultura aziendale, che si esprime attraverso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità. Per rendere questo impegno sempre più concreto e misurabile, ci siamo dotati di un sistema di gestione dedicato, che ci permette di definire azioni strutturate, obiettivi chiari e traguardi verificabili, garantendo al tempo stesso trasparenza e un percorso di miglioramento continuo.»

Oggi Despar Nord può celebrare un traguardo importante all’interno del proprio percorso di responsabilità d’impresa.

«Senza dubbio. Questa certificazione non rappresenta solo un attestato formale della qualità delle iniziative messe in campo per promuovere la parità di genere, ma è soprattutto un riconoscimento dell’impegno quotidiano che l’azienda dedica alle proprie persone. Un risultato che rafforza ulteriormente il nostro percorso ESG, sia in termini di coerenza che di visione futura.»

ha ricordato più volte l’Azienda, “crescere insieme significa non

attenzione è stata inoltre
strategia ESG di Despar
La Direttrice Sviluppo Risorse Umane di Despar Nord, Patrizia Pituelli

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L’intervista. Esclusiva de La Piazza Salute all’Assessore regionale alla Sanità

Medici, territorio e governance: la sanità veneta vista dall’Assessore Gerosa

In un’intervista esclusiva a La Piazza Salute, l’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa illustra le linee guida del nuovo corso della sanità veneta: riorganizzazione del sistema, rafforzamento del territorio, valorizzazione del personale e continuità delle cure per i cittadini veneti

Prima uscita pubblica nelle pagine di La Piazza Salute per Gino Gerosa, che ha scelto la nostra testata per raccontare, in un’intervista esclusiva, la visione con cui affronta il nuovo incarico di assessore regionale alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria. Una scelta che parte da una lunga carriera clinica e accademica e che oggi si traduce in una responsabilità ancora più ampia: non più la cura del singolo paziente, ma l’organizzazione di un sistema chiamato a rispondere ai bisogni di milioni di cittadini veneti.

Classe 1957, 68 anni, Gerosa è professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università degli Studi di Padova ed è stato direttore dell’UOC di Cardiochirurgia e del Programma Trapianti di Cuore e Assistenze Meccaniche dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Cardiochirurgo di rilievo internazionale, vanta oltre 450 pubblicazioni scientifiche ed è stato protagonista di interventi pionieristici, come il primo impianto italiano di cuore artificiale totale e trapianti cardiaci innovativi, anche “a cuore battente” e da donatore a cuore fermo. Un percorso che gli è valso riconoscimenti prestigiosi,

dalla Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica alla cittadinanza onoraria di Padova, fino alle onorificenze di Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È da questa esperienza, maturata “sul campo” e alla guida di strutture complesse, che nasce la sua idea di sanità. Un ospedale che non coincide più soltanto con un edificio, ma diventa un sistema diffuso, capace di seguire il cittadino dentro e fuori le mura ospedaliere. È questa la visione dell’“ospedale liquido” delineata dall’assessore regionale alla Sanità Gerosa, che spiega come sta cambiando – e come dovrà cambiare – la sanità veneta nei prossimi anni.

«Per “ospedale liquido” intendo una struttura meno legata ai muri e ai mattoni e più vicina alle persone», chiarisce l’assessore. Un concetto che nasce dall’evoluzione profonda della società: «Ragioniamo ancora su una realtà che non esiste più. Un tempo c’erano famiglie con quattro figli, due genitori e un nonno. Oggi è l’opposto: un figlio, due genitori e quattro nonni. È evidente che l’ospedale va ripensato». Da qui l’idea di un modello capace

di adattarsi, dialogando sempre di più con il territorio e con i servizi sanitari di prossimità.

Non si tratta, però, di una riforma “miracolosa” o di obiettivi da raggiungere con soluzioni rapide. «I problemi della sanità non si risolvono con la bacchetta magica», sottolinea Gerosa. Più che di priorità, parla di un impegno quotidiano a 360 gradi: flessibilità del sistema ospedaliero, rafforzamento della sanità territoriale e delle case di comunità, ma anche ospedali iperspecialistici dove concentrare tecnologie e competenze avanzate. «Il paziente si sente davvero seguito quando l’ospedale lavora in rete con i medici di famiglia e con l’assistenza domiciliare, accompagnandolo anche nel ritorno a casa».

Un nodo centrale resta quello del personale sanitario, tema particolarmen-

te sentito anche dai lettori de La Piazza Salute. Dalle carenze negli ospedali più grandi ai turni estenuanti, fino alle difficoltà delle strutture più piccole ma strategiche e alla cronica mancanza di medici di famiglia, spesso in overbooking. «Bisogna restituire dignità sociale e professionale a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», afferma l’assessore senza esitazioni. «Servono trattamenti economici migliori e condizioni di lavoro più sostenibili. Solo così le professioni mediche e infermieristiche torneranno attrattive per i giovani».

Sul tema dell’ingaggio di medici stranieri, Gerosa ha una posizione netta: «Il Veneto non ne ha bisogno. In Italia non manca il numero di medici e, con quelli che operano nel SSN, otteniamo risultati migliori rispetto ad altri Paesi europei. Il vero problema è valorizzar-

li, proteggerli dall’aggressività – per fortuna minoritaria – di alcuni utenti e liberarli da una burocrazia soffocante. L’obiettivo ideale? Che il medico venga pagato per curare, non per compilare carte».

Alla domanda sui disagi psicologici dei giovani e sulle sfide legate alla cosiddetta quarta età, l’assessore riconduce tutto alla riorganizzazione complessiva del sistema: prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale saranno elementi chiave anche in questi ambiti. Infine, uno sguardo alla governance della sanità regionale. Le nomine dei nuovi direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere rappresentano «un passaggio naturale a inizio legislatura». Senza entrare nei nomi, Gerosa assicura che «ne uscirà una bella squadra, di persone esperte e motivate», chiamate a lavorare in sintonia con il presidente Alberto Stefani e con la Giunta. Per l’assessore, il passaggio dal ruolo di cardiochirurgo a quello di responsabile politico della sanità è una sfida vissuta con entusiasmo: «In sala operatoria avevo tra le mani la vita di un solo paziente. Oggi il mio compito è occuparmi di milioni di potenziali pazienti, costruendo un’organizzazione di diagnosi e cura efficiente, lavorando in squadra con istituzioni, direttori generali e professionisti sanitari». Una prospettiva diversa, ma con lo stesso obiettivo: mettere davvero la persona al centro del sistema sanitario.

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Paola Bigon Alberto Gottardo

L’allerta. L’Ulss 6 Euganea certifica che i casi sono in netto aumento, adottate le contromisure

Influenza in crescita, gli ospedali di Padova si organizzano per far fronte all’aumento dei ricoveri

Influenza e freddo stanno aumentando gli accessi nei Pronto soccorso dell’area padovana. L’Ulss 6

Euganea garantisce la gestione delle emergenze e rafforza l’organizzazione con assunzioni, prestazioni straordinarie e servizi aggiuntivi per assicurare sicurezza e continuità assistenziale

L’aumento dei casi di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta comportando un maggior numero di accessi negli ospedali padovani, ma l’Azienda Ulss 6 Euganea assicura che il sistema sanitario locale sta rispondendo con efficacia. Secondo quanto comunicato dall’Ulss 6, i casi registrati quest’anno sono in crescita rispetto agli anni scorsi e richiedono un allungamento dei tempi di degenza. Nonostante l’incremento dei ricoveri, l’assistenza per le emergenze che richiedono intervento immediato,

come infarti e ictus, viene garantita regolarmente.

Il picco influenzale ha comportato un aumento dei carichi di lavoro, anche per ricoveri di natura sociale legati alle basse temperature, ma la direzione sottolinea che “l’organizzazione è solida e collaudata, con rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in rapporto all’andamento del picco epidemiologico monitorato costantemente dal Dipartimento di Prevenzione”.

Il direttore generale Paolo Fortuna ha

dichiarato: “Questo incremento dei carichi, per i quali ringrazio tutto il personale per la disponibilità che dimostra e che ha sempre dimostrato sin dai tempi della pandemia Covid, è intrinsecamente temporaneo e legato alla situazione contingente. Oltre alla necessaria organizzazione emergenziale, con il coinvolgimento del personale anche in libera professione aziendale, continuano comunque le assunzioni di personale e la sostituzione dei turn-over, in base alle disponibilità di graduatoria

e nei limiti di tetti di spesa prestabiliti”.

La Direzione Strategica evidenzia che “il sistema garantisce assistenza a tutti i pazienti secondo criteri di sicurezza”.

Per far fronte ai picchi, che in alcuni Pronto soccorso hanno raggiunto un aumento del 30% degli accessi, l’Ulss 6 ha attivato letti aggiuntivi nei reparti, incrementato i trasporti secondari, intensificato i servizi di pulizia e fatto ricorso all’acquisto di prestazioni straordinarie per decongestionare le aree più affollate.

Sanità, nuove regole sulle ricette: validità ridotta per la specialistica ambulatoriale

A partire dal 1° gennaio 2026, le ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale con priorità B, ossia quelle con una priorità di 10 giorni, avranno una durata di validità ridotta a soli 20 giorni dalla data di emissione. È quanto stabilito dal Decreto del Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto n. 173 del 24 novembre 2025. Per le altre classi di priorità, così come per gli esami di laboratorio e le prestazioni di controllo, la durata della validità rimarrà di 180 giorni dalla data di prescrizione. Tuttavia, gli utenti dovranno prenotare gli esami entro i termini previsti, altrimenti la prescrizione perderà validità. Si consiglia dunque di prenotare tempestivamente le prestazioni sanitarie per evitare disagi.

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