di Chioggia
Periodico d’informazione locale. Anno XXII n. 105 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
Settembre 2015
di Chioggia
Periodico d’informazione locale. Anno XXII n. 105 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
Primo Piano I profughi a Cona, il sindaco: “Situazione fuori controllo” pagg.
Navi da Crociera “Le Lyrial” ha attraccato al nuovo Terminal passeggeri
Nuovi enti Il sindaco Casson: “Città metropolitana, si parta dal turismo”
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Tribunale, erika baldin riapre... il caso
veneTo in priMo piano la buona Scuola enTra in claSSe
Potrebbe tornare il tribunale a Chioggia? Il governo Monti soppresse con un decreto legislativo decine di tribunali e 220 sezioni distaccate, tra cui Chioggia. pag. 10
Maltempo, si fa la stima dei danni
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L’informazione locale è sempre con te:
Un violento temporale ha messo a dura prova, lo scorso 20 agosto, gli imprenditori del settore balneare e gli agricoltori. Sono stati ingenti i danni provocati. pag. 15
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Chioggia si mobilita contro l’arrivo dei nuovi migranti Dopo l’arrivo dei profughi nella vicina Conetta i residenti di Ca’ Bianca temono che nuovi rifugiati vengano ospitati nell’ex base missilistica della frazione
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hioggia si mobilita contro l’arrivo di nuovi migranti nel proprio territorio comunale. Dopo i massicci arrivi di decine di profughi a Conetta, sistemati nell’ex base militare, nel Clodiense ha iniziato a serpeggiare una diffusa preoccupazione per il possibile utilizzo dell’ex base missilistica di Ca’ Bianca al fine di accogliere nuovi rifugiati. Sabato 5 settembre un gruppo di residenti
della frazione di Ca’ Bianca ha dato vita a un corteo pacifico, che ha sfilato lungo corso del Popolo. La manifestazione, tenuta d’occhio dagli agenti della Polizia di Stato e dei Carabinieri in tenuta antisommossa, non ha fatto registrare disordini. Si è trattato di un’azione dimostrativa che ha permesso di esternare tutti i timori di un piccolo centro abitato, che cerca di difendere con le unghie e con i denti il suo
territorio. Partendo dal leitmotiv “Chioggia ha già dato”, le argomentazioni contro i possibili nuovi arrivi si sono basate sull’indisponibilità del territorio tenendo conto dei criteri fissati dallo Stato. “No business sugli immigrati, basta affari sui disperati” recitava uno striscione in testa al corteo, alludendo probabilmente ai loschi affari di “Mafia capitale”. pag. 6
Editoriale
Migranti, un dramma senza confini
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di germana urbani*
asciamoli in mare” ha detto Salvini. “ Respingere i migranti che arrivano dal mare è un atto di guerra” ha affermato il Papa che, oltre a proporre ad ogni parrocchia di ospitare una famiglia di profughi, vuole dare il buon esempio destinando appartamenti vaticani a due famiglie...
*redazione@givemotions.it - redazioneweb@givemotions.it continua continua a a pag. pag.
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i nuovi consiglieri alla prova dell’aula
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La Sottomarina mondana degli anni ‘60
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news da laPiazzaweb 3
In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Nazzareno Italiano eroe del Basket a seguire sono stati cliccatissimi i servizi relativi alle Due serate
di festa per la Notte Bianca di Cavarzere, la terza notizia,
invece, che ha incuriosito maggiormente i lettori è stata:
Scorzè, nuovo volto per il centro città
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LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL Sui social è volata la notizia che per paesionline Chioggia è tra le località turistiche top. Subito dopo è l’edizione di Cavarzere a farla da padrone con l’articolo relativo alla festa di fine estate. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del giovane
di Cà Tiepolo arrestato per tentato omicidio
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Apple tv e il sogno della casa sempre connessa Arriva a ottobre l’ultimo prodotto della Mela: video in streaming internet, videogame, ma soprattutto l’ambizione di dominare il nuovo mercato della domotica
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e tutto andrà come nelle previsioni, c’è da scommettere che sarà uno dei regali più gettonati sotto l’albero. È vero, 200 euro coi tempi che corrono non sono pochi. Ma se mettiamo il fascino che la Mela esercita sugli appassionati di tecnologia da un lato, e la poderosa campagna pubblicitaria che possiamo attenderci a partire da ottobre dall’altro lato, è facile che una buona fetta di italiani si convincerà presto che dell’Apple tv non si può proprio fare a meno. Sfatiamo subito l’obiezione più ovvia: davvero sentiamo il bisogno di un’altra televisione? No, e infatti il nome non deve trarre in inganno. L’Apple tv ha più del computer che della tv, a cui non a caso va collegato per funzionare. Al suo interno c’è un processore, tagli di memoria da 32 e 64 giga, wifi e bluetooth. A che serve, allora? Intanto a guardare video in streaming internet, l’ultima frontiera su cui si giocano le sorti del mercato dell’audiovisivo. Poi ad accedere allo sterminato catalogo di programmi e app per Iphone, trasformando la tv di casa in una console per videogame o in quel che si desidera. La grande scommessa, però, è un’altra: fare dell’Apple tv il centro della futura casa iperconnessa fino a riuscire a controllare
e gestirne ogni dettaglio semplicemente attraverso la voce. Si chiama domotica, è la declinazione domestica del cosiddetto “internet delle cose” ed è già tra noi, anche se non ce ne rendiamo conto. Gli esperti stimano che lo scorso anno ci fossero nel mondo qualcosa come 10 miliardi di dispositivi connessi tra loro in modalità wireless, senza fili. Computer e cellulari, naturalmente, ma anche automobili e frigoriferi, perfino vestiti e cibo. Nel 2020, di questo passo, si prevede saranno 30 miliardi. Già oggi tramite cellulare è possibile accendere la caldaia della casa di montagna, o controllare le telecamere di sorveglianza del sistema di allarme. Solo che, come succede a ogni rivoluzione tecnologica, ogni apparecchio “fa parte a sé”: con i suoi programmi, i suoi strumenti, il suo software. La scommessa di Apple si gioca tutta qui, nel riuscire a imporre per prima sul mercato un prodotto capace di gestire tutti i diversi dispositivi e fare veramente della casa un “ecosistema intelligente”. Non c’è solo la casa di Cupertino, naturalmente. Anche Google ha presentato da poco una sua piattaforma, e altri seguiranno a breve. In palio, dicono gli analisti, c’è un mercato da decine di miliardi di dollari. La nuova battaglia dei giganti è appena cominciata...
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Il BLOG DEL DIRETTORE Migliaia di persone cercano rifugio in Europa passando per l’Italia. L’Europa però non ha ben chiara la strategia da proporre o imporre agli stati membri perché tutti si facciano carico dei migranti. Intanto alcuni comuni, più di altri, stanno accogliendo i profughi nelle strutture individuate dalle prefetture e i problemi di gestione non mancano. Salvini e la Lega sono sempre pronti a manifestare contro l’accoglienza ma mancano di risposte al problema. seguici su www.lapiazzaweb.it/ category/il-blog-del-direttore/
IL SONDAGGIO Le Ulss del Veneto, secondo i progetti di Zaia e del suo assessore alla sanità Coletto, passeranno presto da 21 a 7 e nascerà un Ente nuovo che si occuperà a livello centrale di gestire ordini, formazione del personale e altre cose oggi in capo ai direttori generali. I sindaci temono che il riordino significhi solo ulteriori tagli. Ma i veneti sono d’accordo? La domanda è: Vi piace l’idea dell’ Ulss unica provinciale? .seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/
ADOTTAMI, I NOSTRI AMICI ANIMALI
L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.
EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO: Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: Cavarzere, Piovese, Chioggia e Conselvano
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TURISMO E SAPORI
La sezione Turismo del sito lapiazzaweb.it è stata la più visitata! I viaggi e i percorsi enogastromici dell’inserto de La Piazza dedicato al turismo hanno coinvolto gli utenti web, tantissime le visite!
Chioggia, Piovese, Riviera est e Rovigo
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Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina, Sant’Anna per un numero complessivo di 15.248 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin
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Germana Urbani direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione l’11 settembre 2015 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)
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4 Argomento del mese Il caso I profughi alla base militare di Conetta. Il primo cittadino Alberto Panfilio denuncia una situazione oltre il limite, ben al di là degli stessi parametri governativi: “Ospitiamo 320 migranti nel campo di accoglienza di Conetta, frazione che conta 197 residenti”
Il sindaco di Cona: “Profugh
di Ornella Jovane
“All’inizio dovevano essere una quarantina, ad oggi sono stati accolti 586 migranti”
“Questo indiscriminato arrivo di migranti è vissuto dalla popolazione locale come ingiusta imposizione”
“S
ono trascorsi due mesi dai primi arrivi ma è come se fossero vent’anni” è lo sfogo del sindaco di Cona, Alberto Panfilio che insieme al suo comune si è trovato improvvisamente, inaspettatamente e involontariamente balzato agli onori della cronaca anche nazionale per via dell’arrivo dei migranti, prima in numero imprecisato e poi sempre più consistente, che sono via via arrivati e sistemati nella ex base militare della frazione di Conetta. “All’inizio dovevano essere una quarantina - ricorda il primo cittadino - ad oggi, stando ai dati che la cooperativa dichiara, sono stati accolti 586 migranti. Non siamo informati sulle persone che lasciano il campo d’accoglienza. Tuttavia da informazioni raccolte in via ufficiosa mi risulta che al momento al centro d’accoglienza siano ospitati 320 migranti”. I numeri fuori controllo hanno portato Conetta ad essere un caso nazionale: nella piccola frazione, in effetti, i residenti sono 197. “I criteri del Governo per una equilibrata distribuzione delle persone richiedenti asilo giunte nel nostro Paese, di un migrante ogni mille abitanti, sono stati di gran lunga superati nel nostro caso - lamenta il sindaco -. Siamo al paradosso che al momento vi sono più migranti che resi-
reazioni il sindaco di cavarzere commenta
Henri Tommasi: “Scaricare il problema sui comuni rischia di scatenare una inutile guerra fra poveri”
“A
livello locale, si scarica la questione da un Comune all’altro, col rischio di scatenare solo una inutile guerra fra poveri” è il commento del sindaco di Cavarzere, Henri Tommasi, Comune che all’inizio di agosto era stato “sfiorato” dal problema, almeno stando alle voci “allarmistiche” che si erano diffuse e che sono state prontamente smentite come “bufale” dal vicesindaco Paolo Fontolan. “L’accoglienza dei migranti è una questione importante - commenta Tommasi - che ricade impropriamente sui singoli enti locali. Al di là dei controlli e della gestione delle situazioni oggettive e contingenti, la difficoltà maggiore è a mio avviso la tensione sociale in città che si procura e si alimenta con l’arrivo massiccio di migranti, ben oltre - com’è accaduto per Cona - le quote e le misure disposte dallo stesso Governo. Si creano in tal modo nelle comunità comprensibili resistenze a causa di situazioni non sostenibili, e relativi conflitti sociali che gravano sui singoli enti locali. La questione dei migranti che scappano da realtà di guerra e devastazione in cerca di accoglienza e ospitalità è di proporzioni enormi: va affrontata dalle istituzioni internazionali”. “Il criterio del Governo di distribuire i migranti - prosegue Tommasi - tra i diversi comuni nel rispetto di una umana solidarietà e, nello stesso tempo, delle realtà chiamate all’accoglienza presuppone una oculata e accorta regia a livello di enti e istituzioni superiori, chiamati ad agire nell’osservanza di principi di equità e giustizia. Spero che i casi emersi nelle comunità locali trovino ben presto soluzione. Certo è che il nostro e gli altri Governi non possono più rimandare nel trovare un’adeguata risposta ad un fenomeno epocale che ormai da tempo non è più solo un’emergenza”. O.J.
denti. Ho manifestato al prefetto in più occasioni, sia personalmente sia per iscritto, la necessità di sfoltire le fila degli ospiti presenti nel campo di accoglienza di Conetta. Mi ha risposto, anche ufficialmente, lo scorso 31 agosto che una parte sarebbe stata trasferita presso la dismessa caserma di Ca’ Bianca a Chioggia. Salvo poi ritornare, nel corso della stessa giornata, sui propri passi. Queste contrastanti informazioni da fonte prefettizia - è accaduto anche relativamente al numero di arrivi a Cona - aumentano il nostro disagio di amministratori locali, oltre a rappresentare una mancanza di rispetto verso i cittadini del comune”. “Lamentiamo inoltre una gestione discutibile della cooperativa - prosegue Panfilio - per i ritardi soprattutto sui controlli sanitari. Al contrario va riconosciuto al distretto dell’Asl 14 il grande impegno profuso: il personale ha lavorato alacremente, senza neppure beneficiare del supporto di personale aggiuntivo”. “Questo indiscriminato arrivo di migranti è vissuto dalla popolazione locale come una ingiusta imposizione che rende impossibile qualsiasi forma di integrazione” prosegue Panfilio che negli ultimi due mesi si è confrontato costantemente con la cittadinanza in occasione di ripetuti incontri
pubblici. Ad aggravare la situazione anche il malcontento delle forze di Polizia che lamentavano le condizioni precarie alle quali erano inizialmente costretti nel presidio della ex base militare, all’inizio 24 ore su 24. Attualmente la presenza delle forze dell’ordine è stata ridotta alle ore giornaliere, disposizione che ha ulteriormente esasperato gli animi della cittadinanza che chiedono garanzie anche sul piano della sicurezza. “I cittadini hanno paura - spiega il sindaco - soprattutto di ciò che accade nelle ore notturne, quando alcuni degli ospiti del campo di accoglienza escono per strada e si ubriacano. Ma si tratta di casi sporadici”. “Noi non siamo contrari ad accogliere i migranti - conclude il sindaco - ma le grandi concentrazioni di profughi non sono dignitose soluzioni nè nel rispetto di chi arriva in condizioni disperate nè delle comunità locali che devono sostenere il peso dell’accoglienza. La situazione è ormai fuori controllo e io non sono più disposto a collaborare con il prefetto e le istituzioni che dovrebbero agire con maggiore coerenza e gestire con più consapevolezza il problema. Non ci stiamo ad essere lasciati da soli di fronte a questa drammatica situazione, la politica veneta e le istituzioni nazionali se ne facciano carico”.
Argomento del mese 5 Il caso
hi, situazione fuori controllo” Focus Il consigliere regionale Erika Baldin, Movimento 5 stelle
“Cona e Chioggia si sono già fatti carico oltre ogni previsione legislativa delle proprie responsabilità”
“I
l fenomeno dell’immigrazione ha toccato punte di tensione sociale inaccettabili. Credo che la situazione attuale rispecchi l’incapacità gestionale dei partiti tradizionali” è il commento della consigliera regionale di Chioggia Erika Baldin, esponente del Movimento 5 stelle. “Sono stata sia a Cona sia all’ex base di Ca’ Bianca, - prosegue - in un caso per verificare con i miei occhi le condizioni dei profughi nel contesto dell’ex base di Conetta, nell’altro per manifestare assieme ai miei concittadini il disappunto verso l’ospitalità di altre centinaia di persone in una caserma dismessa da 20 anni e inospitale in quanto non è mai stata bonificata dall’amianto. Sono Comuni che si sono già fatti carico oltre ogni previsione legislativa delle proprie responsabilità e non meritano di essere trattati a pesci in faccia dal Governo. Ho parlato con i sindaci, il prefetto, gli ospiti ma soprattutto con i cittadini”. “A breve - annuncia - faremo un tour presso alcuni centri d’accoglienza. In quell’occasione ricorderemo a tutti la nostra linea sull’immigrazione, che è chiarissima ed ha uno scopo altrettanto chiaro: combattere l’industria dell’accoglienza. Un’industria democratica, in senso ironico, perché vede destra e sinistra ugualmente presenti. Un’industria formata da cooperative in combutta coi partiti, il cui unico interesse è guadagnare sulla pelle degli immigrati a spese dei veneti. In che modo? Facendoli permanere il più a lungo possibile nei centri. Ogni giorno in più queste strutture intascano 35 euro ad immigrato. Il conflitto di interessi è palese”. “Per questo - conclude Baldin - noi chiediamo che le pratiche per concedere il diritto d’asilo vengano sbrigate in brevissimo tempo (tre settimane), non in due anni come capita spesso. Se un migrante viene riconosciuto come clandestino, deve lasciare il nostro Paese. Siamo disposti ad organizzargli il viaggio. Costerà di meno ai cittadini e saremo sicuri che rispetterà la legge abbandonando il Paese. Infine chiediamo il superamento del trattato di Dublino. Un accordo europeo che intasa la burocrazia e ci penalizza particolarmente data la nostra posizione geografica”.
Il sindaco Panfilio e i cittadini di Cona durante la trasmissione televisiva “Virus”
I cittadini si sono organizzati per manifestare lo scontento
“Basta profughi a Cona” “C
ona dice basta”, “Basta profughi a Cona” i cittadini si sono organizzati in gruppo per manifestare il malcontento che via via è aumentato fra la popolazione, esasperata dalle dimensioni e dalle modalità con cui questa convivenza è stata imposta. Si sono organizzati in gruppo, hanno creato un profilo facebook, e si sono attivati, chiedendo ripetuti confronti col sindaco, sollecitando anche la politica regionale. Hanno scritto al governatore Zaia che ne ha pure incontrato una rappresentanza. Erano in prima fila, c’era anche il sindaco Alberto Panfilio, anche nella trasmissione televisiva “Virus”, in onda lo scorso 10 settembre su Rai 2, dedicata alla questione dei profughi. E denunciavano il disagio e la preoccupazione che vivono di giorno ma soprattutto di notte. Chiedevano garanzie di sicurezza, sollecitavano il ripristino dei controlli delle forze di polizia 24 ore su 24, e non solo intorno alla base militare ma anche nelle vie del centro del paese, con una particolare attenzione verso gli anziani e i bambini che hanno ripreso ad andare a scuola. “Queste persone escono - raccontavano in tv - in tutte le ore del giorno e della notte. Talvolta hanno atteggiamenti provocatori e arroganti che fanno paura”. “Le grandi Il sindaco Alberto Panfilio comprende le concentrazioni di profughi non creano motivazioni del movimento cittadino. “Le grandi concentrazioni di profughi - integrazione. Questa non è accoglienza” sostiene - non creano integrazione. Siamo stati solidali, abbiamo accolto i migranti e abbiamo collaborato con le istituzioni finché la situazione è stata accettabile. All’inizio erano 50 profughi, poi sono diventati 100, ad oggi sono triplicati. Non è accettabile che siano presenti nel nostro territorio con queste dimensioni. Contestiamo le decisioni prefettizie e ci sentiamo presi in giro dalle istituzioni. Questa non è accoglienza, nè può produrre integrazione. E’ una vera è propria invasione che non può far altro che generare tensioni sociali. Mi hanno lasciato solo!” O.J.
6 Chioggia Società Emergenza profughi, la manifestazione del 5 settembre
Chioggia si mobilita contro l’arrivo dei nuovi migranti Dopo l’arrivo di decine di profughi a Conetta, sistemati nell’ex base militare, anche nella frazione di Ca’ Bianca i residenti temono che nuovi rifugiati vengano ospitati nell’ex base missilistica di Andrea Varagnolo*
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hioggia si mobilita contro l’arrivo di nuovi vi arrivi si sono basate sull’indisponibilità del migranti nel proprio territorio comunale. territorio tenendo conto dei criteri fissati dallo Dopo i massicci arrivi di decine di profughi Stato. “No business sugli immigrati, basta affari a Conetta, sistemati nell’ex base militare, nel Clodiense ha iniziato a serpeggiare una diffusa sui disperati” recitava uno striscione in testa al preoccupazione per il possibile utilizzo dell’ex corteo, alludendo probabilmente ai loschi affari base missilistica di Ca’ Bianca al fine di acco- di “Mafia capitale”. L’azione dimostrativa non ha visto la presenza, almeno dichiarata, di legliere nuovi rifugiati. Sabato 5 settembre un gruppo di residenti ader politici, ad eccezione di Roberto Marcato, assessore regionale allo della frazione di Ca’ Sviluppo economico ed Bianca hanno dato vita Il sindaco Casson: a un corteo pacifico, che “Doverosa l’accoglienza energia, in quota Lega Nord. ha sfilato lungo corso del ma nel rispetto Sulla questione, in Popolo. La manifestazio- dei principi che si è attesa di vederci chiaro, ne, tenuta d’occhio dagli dato il Governo” il sindaco di Chioggia, agenti della Polizia di Stato e dei Carabinieri in tenuta antisommossa, Giuseppe Casson, si è battuto in tutti i modi non ha fatto registrare disordini. Si è trattato per escludere la possibilità dell’utilizzo dell’ex di un’azione dimostrativa che ha permesso di base militare di Ca’ Bianca. “Era doveroso — ha scandito il primo citesternare tutti i timori di un piccolo centro abitato, che cerca di difendere con le unghie e con i tadino — chiedere che il Governo rispettasse i suoi principi: accoglienza diffusa tra tutti i terdenti il suo territorio. Partendo dal leitmotiv “Chioggia ha già ritori per garantire integrazione e sicurezza. Lo dato”, le argomentazioni contro i possibili nuo- stesso Prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia,
La manifestazione di protesta. In alto l’assessore regionale Marcato
durante un recente incontro a Venezia con i sindaci, sosteneva come fosse impossibile, per le forze dell’ordine, garantire la sicurezza di tutti laddove i migranti fossero concentrati in gran numero in pochi luoghi. La linea politicamente corretta è quella ora enunciata dal Governo: accoglienza diffusa in funzione di una più facile integrazione e di garanzia di sicurezza per la collettività”. Casson precisa, quindi, di aver “ribadito in
ogni sede che nessuno si deve permettere di negare il dovere di accoglienza e di solidarietà nei confronti di chi fugge da guerre e devastazioni” ma ha insistito sul fatto che Chioggia sta già ospitando dei migranti e non può riceverne altri. Secondo Casson, “solo la condivisione di principi di accoglienza diffusa - mediante l’attuazione del criterio delle quote - riesce a garantire l’accettazione sociale del fenomeno migratorio”.
In altri termini, l’integrazione può essere perseguita solo alla condizione di una ripartizione equa, per evitare che sorgano “quartieri ghetto” e quartieri degradati come è avvenuto, ad esempio, in maniera eclatante a Marghera, per fare un esempio concreto. Adesso, però, la tempesta non è ancora finita e i cittadini di Ca’ Bianca continueranno a battersi in tutti i modi per evitare gli arrivi. *andrea.vara@hotmail.it
ca’ bianca Il comitato cittadino: “Non è questa la maniera di fare accoglienza. Non è dignitoso”
L’
ex base missilistica di Ca’ Bianca non diventerà un centro di accoglienza per migranti. Ad annunciarlo è direttamente il sindaco Giuseppe Casson al termine della manifestazione organizzata il 5 settembre in Corso del Popolo dal Comitato dei residenti che si oppongono all’arrivo dei profughi. Appena ventilata l’ipotesi che la base militare dismessa di Ca’ Bianca fosse stata individuata come possibile struttura per ospitare immigrati e rifugiati, gli abitanti delle frazioni di Ca’ Bianca e Ca’ Pasqua si sono uniti compatti per dire “no” ad un centro di accoglienza nella struttura militare abbandonata. A spaventare i cittadini soprattutto i rischi sanitari e le condizioni di sicurezza conseguenti all’arrivo di 300 persone in due paesini di campagna, la cui popolazione conta circa 700 persone. “Non è la maniera di fare accoglienza, né integrazione – commenta Erika Tiozzo, portavoce del Comitato cittadino – Accoglierli in un “lager” sarebbe una situazione indignitosa per loro e irrispettosa per noi, che abbiamo il diritto di sentirci sicuri.” Dopo aver diffuso la propria presa di posizione sulla stampa, radio e televisione (intervistati anche dal programma “Dalla vostra parte” della prima serata di Rete 4), il Comitato dei cittadini di Ca’ Bianca e Ca’ Pasqua ha deciso di indire un corteo pacifico in centro storico a Chioggia per coinvolgere tutta la città su un tema caldo e facilmente strumentalizzabile come quello dell’immigra-
zione. ”E’un problema che non riguarda soltanto le frazioni – continua Erika - Non si può scaricare su due paesini a 5 km da Chioggia tutta la responsabilità dell’accoglienza dei profughi”. Il Comune, al momento, ospita 96 profughi, il doppio delle quote previste dal Governo. Esasperare la situazione con nuovi arrivi, significherebbe minare la sicurezza finora garantita in città e la violazione della legge dello Stato (da parte dello Stato). “Chioggia si è dimostrata accogliente anche oltre le misure previste – ha detto il sindaco Giuseppe Casson ai manifestanti – Una sistemazione diffusa e non concentrata di persone clandestine evita problemi di ordine pubblico e garantisce maggiori possibilità di scambio con la realtà locale – e ha infine annunciato - Il Prefetto ha accolto la mia istanza mettendo fine a preoccupazioni che nelle ultime settimane ho condiviso con i miei cittadini”. La notizia ha rasserenato gli animi del Comitato di Ca’ Bianca e Ca’ Pasqua, che per voce del suo presidente, Davide Tiozzo, ha commentato: “Non siamo contro i profughi, semplicemente non esistono le condizioni per ospitare nuovi migranti. L’attenzione rimarrà comunque alta, perché non vorremmo che tra qualche tempo l’ipotesi si venisse a riproporre”. Sara Boscolo Marchi
8 Chioggia Nuovi enti Il 31 agosto si è tenuto il primo consiglio alla presenza dei 18 consiglieri neoeletti
Città metropolitana, si parta dal turismo di Andrea Varagnolo
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l turismo come un “nuovo centro virtuale che sostituisca quello fisico e territoriale proprio di altre realtà che metropolitane”. È questo il pensiero del sindaco di Chioggia, Giuseppe Casson, sulle priorità della Città Metropolitana, l’ente che ha sostituito la Provincia di Venezia. Il primo consiglio si è tenuto il 31 agosto, alla presenza dei diciotto consiglieri neoeletti e di quarantaquattro sindaci. Chiara la linea del primo cittadino di Chioggia, che ha sottolineato come sia fondamentale “abbandonare le tradizionali logiche di campanile per essere protagonisti di una fase nuova, che richiede un radicale mutamento di mentalità ed un sostanziale cambio di passo”. Per Casson bisogna quindi creare sinergie positive guardando in primis al turismo. “Il turismo — ha sostenuto Giuseppe Casson — rappresenta un elemento proprio per la capitale metropolitana Venezia e per tutta la costa, che porta sul nostro territorio circa 25 milioni di presenze annue. Per le economie che genera, può davvero rappresentare un nuovo centro virtuale che sostituisca quello fisico e territoriale proprio di altre realtà che metropolitane. Valorizzando, in questa prospettiva, la straordinaria ed impareggiabile attrattiva rappresentata dal brand Venezia”. Ma secondo Casson è prioritario anche focalizzarsi sulle potenzialità del porto. Questo, secondo il primo cittadino, “in ogni dove costituisce momento fondamentale di sviluppo e di crescita non solo per le città che si affacciano sul mare, ma anche per tutto l’entroterra”. Ecco, quindi, un appello affinché tutti gli attori in causa riescano a fare sistema. “Sono convinto — ha proseguito — che una gestione delle vicende legate alla portualità, sia commerciale che crocieristica, secondo logiche di sistema e dinamiche convintamente condivise, rappresenterà un’occasione strategica ed immancabile per dare soluzione alle criticità presenti e garantire prospettiva e futuro all’intero territorio metropolita-
News
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Il sindaco Giuseppe Casson indica quelle che secondo lui sono le priorità: “Turismo e portualità, dobbiamo fare sistema”
no. Credo davvero, ora, che tutto dipenda da noi: non perdiamo questa straordinaria opportunità per il futuro di tutti noi”. Casson ha poi evidenziato le peculiarità della Città Metropolitana di Venezia, in quanto mancherebbe, a differenza di altre realtà, di un “chiaro centro e di una altrettanto indiscussa periferia”. In altri termini, è difficile individuare una periferia di un centro che non c’è o non viene riconosciuto come tale. “Credo indispensabile partire dalla seguente considerazione, ci troviamo qui, oggi, ad intraprendere un percorso che nessuno di noi ha scelto e che ci viene imposto per legge. Ho ancora vivo il ricordo degli incontri assembleari di noi 44 sindaci della defunta provincia di Venezia, nei quali si dava concreta dimostrazione di quanto si fosse impreparati a quella che io reputo non tanto una svolta ma l’ “occasione di una svolta”, che credo vada necessariamente colta, pur se imposta - ma io dico: felicemente concessa per via legislativa. Cosa viene chiesto a
Nel territorio della Città metropolitana il turismo rappresenta una voce importante dell’economia: conta ben 25 milioni di presenze annue ciascuno di noi consiglieri metropolitani e sindaci del territorio: abbandonare le tradizionali logiche di campanile per essere protagonisti di una fase nuova, che richiede un radicale mutamento di mentalità ed un sostanziale cambio di passo, elementi immancabili al fine di rendere efficace e fecondo il processo costituente che ci accingiamo ad iniziare. Ed è un processo, per noi della Città Metropolitana di Venezia, del tutto originale e diverso rispetto ai territori della Repubblica che ci hanno preceduti: la nostra Città Metropolitana manca, a differenza delle altre, di un chiaro Centro e di una altrettanto indiscussa Periferia. Per Casson, la mancanza di questo centro chiaramente identificato e di una definita periferia comporta “l’assenza inequivocabile di identità in capo nuovo Ente”. Inevitabile, quindi, il richiamo alla responsabilità di chi è chiamato a scrivere il nuovo Statuto Metropolitano.
Focus Il commento
Casson: “Una occasione di svolta e rinascita per Chioggia e il veneziano”
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l sindaco Giuseppe Casson accoglie la nascita della Città Metropolitana di Venezia come un’occasione di svolta e rinascita per Chioggia e il veneziano. Eleggere turismo e portualità, quali unici riferimenti delle tante e diverse realtà che compongono l’area metropolitana. Un percorso che nessuno dei 44 sindaci della defunta provincia di Venezia ha scelto e che è stato imposto loro per legge. “Ogni consigliere metropolitano e sindaco del territorio dovrà abbandonare le tradizionali logiche campaniliste ed entrare in una fase nuova – afferma Casson - Si richiede un cambiamento radicale di mentalità. Noi principianti della Città Metropolitana di Venezia, ci troviamo di fronte ad una situazione inedita e molto diversa rispetto alle altre città italiane. La nostra Città Metropolitana, infatti, manca di un chiaro centro e di un’altrettanto indiscussa periferia.” Nei casi di Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna, per i “costituenti” fu più semplice riorganizzare la situazione territoriale preesistente, partendo dalla distinzione “centro-periferia”. Di Venezia, invece, si può riconoscere l’unicità universale e l’originalità, ma queste stesse caratteristiche la rendono difficilmente identificabile come il centro di un’area metropolitana così eterogenea. Di qui le difficoltà più volte manifestate in passato dai sindaci dell’allora Provincia, di riconoscere al sindaco di Venezia il ruolo di sindaco metropolitano. “L’identità di questo nuovo Ente istituzionale si costruirà a partire dal turismo – continua Giuseppe Casson – che interessa in primis Venezia, ma anche tutta la costa, con circa 25 milioni di presenza annue. Questo settore potrebbe diventare il nuovo centro “virtuale” e sostituire quello fisico e territoriale tipico delle altre città metropolitane.” Un secondo punto di riferimento per le varie realtà del veneziano coinvolte, potrebbe giocarsi sulla portualità. “La gestione della portualità, sia commerciale che crocieristica – aggiunge il sindaco di Chioggia – diventa un momento fondamentale di sviluppo e crescita non solo per le città che si affacciano sul mare, ma anche per tutto l’entroterra – e conclude Casson - Sono convinto che la Città Metropolitana di Venezia possa rappresentare un’occasione immancabile per risolvere le criticità presenti e garantire prospettiva e futuro all’intero terriS.B.M. torio metropolitano.”
Gruppo turismo offre assistenza agli affittacamere che vogliono regolarizzare la propria posizione in base al Dgr 881 del 13 luglio scorso
Alloggi turistici in locazione, consulenza gratuita dagli operatori
li affittacamere “in nero” ora possono passare dalla parte della legalità senza costi aggiuntivi. Gruppo Turismo offre assistenza gratuita a tutti coloro che affittano appartamenti in città e desiderano regolarizzare la propria posizione per evitare d’incorrere in spiacevoli sanzioni. La Regione Veneto, con il DGR 881 del 13/7/2015, ha recentemente definito gli obblighi per gli “Alloggi turistici in locazione”, ossia strutture ricettive complementari
e unità abitative ammobiliate ad uso turistico. Rientrano nella categoria, tutte quelle attività turistiche che non danno servizi e non hanno necessità di avere forma di impresa. Si tratta di strutture non aperte al pubblico, che non forniscono alcun servizio agli ospiti, e assicurano esclusivamente la fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, gas ed eventuale climatizzazione; la manutenzione dell’alloggio, riparazione e sostituzione di arredi e dotazioni deteriorate; la pulizia dell’alloggio e,
se richiesto, la fornitura di biancheria, anche del bagno ad ogni cambio dell’ospite. Gruppo Turismo Chioggia, in collaborazione con l’associazione dei locatori ACCAM, si propone di diffondere la conoscenza delle norme regionali tra gli operatori e offre una consulenza gratuita previo appuntamento per adempiere a quanto prescritto. A questo servizio sarà dedicato anche un giorno di apertura settimanale dell’ufficio in via Cassiopea. S.B.M.
Chioggia 9 Turismo Il 29 e 31 agosto all’Isola dei Saloni
Navi da crociera, i primi passi
Chioggia si prepara a diventare scalo complementare a Venezia. La nave a cinque stelle “Le Lyrial” ha attraccato al nuovo Terminal Passeggeri
di Sara Boscolo Marchi
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a crocieristica muove i primi passi a Chioggia, che si prepara a diventare uno scalo complementare a Venezia. Il 29 e il 31 agosto ha attraccato al nuovo Terminal Passeggeri dell’Isola dei Saloni la nave a cinque stelle “Le Lyrial” della Compagnie du Ponant, presa in locazione dalla Mercedes per offrire una crociera ai suoi migliori clienti. In città sono arrivati 200 passeggeri VIP da tutto il mondo, tra cui Ralf Schumacher, fratello minore di Michael Schumacher, e dal 2008 pilota della Mercedes nel DTM, nonché 136 persone di equipaggio. Ad ottobre, invece, grazie alla collaborazione tra A.S.PO., Azienda Speciale per il Porto di Chioggia, e l’agenzia marittima genovese Hugo Trumpy, attraccherà al porto di Chioggia per tre week end di fila la nave “Celestyal Crystal” e i suoi 1200 passeggeri. L’imbarcazione di 14 tonnellate si fermerà in città per due giornate a tratta. La crociera, infatti, partirà da Bari, farà tappa a Chioggia alle ore 8.00 il secondo giorno e prenderà il largo il terzo giorno alle 18.30 alla volta di Dubrovnik, per poi proseguire la sua rotta in Montenegro, Albania e Grecia. “All’interno del sistema lagunare lo scalo clodiense offre enormi possibilità non
solo per la città e per il suo hinterland, ma anche per alleggerire il traffico crocieristico che grava su Venezia - commenta il sindaco, Giuseppe Casson – È un’occasione preziosa per Chioggia e l’occupazione. Si tratta di un settore ad alto valore turistico che genera un indotto importante con ricadute economiche positive sulle realtà imprenditoriali e commerciali di tutto il territorio. L’arrivo delle prime imbarcazioni ci conferma che la direzione intrapresa è quella giusta”. La mini crociera organizzata ogni anno dalla nota casa automobilistica tedesca solitamente in Costa azzurra, ha fatto visitare ai suoi ospiti Chioggia e Pola. Mentre al ritorno, hanno potuto partecipare a una sfilata di auto d’epoca presso l’autodromo di Adria e hanno fatto un tour di Venezia con i traghetti locali. “Anche per il sistema crocieristico, dobbiamo ormai ragionare in un’ottica metropolitana - conclude il sindaco - Venezia, da sola, non può accogliere tutto il turismo di questo tipo. Chioggia si offre come valida alternativa e molti tour operator hanno già dimostrato il loro interesse proponendo nuovi arrivi per il prossimo anno. Si tratta di dimostrarsi pronti”.
XXIII Jamboree Gruppo Agesci Chioggia 1
sara signoretto, ambasciatrice scout di chioggia in giappone
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hioggia invia una sua giovane rappresentante in Giappone, in occasione del ventitreesimo Jamboree. Il sindaco ha voluto onorare del Sara insieme al saluto della città l’ “ambasciatore” scout del grupsindaco Casson po AGESCI Chioggia 1, Sara Signoretto, prima della sua partenza per il grande evento di fraternità internazionale dall’altro capo del mondo. Selezionata tra le centinaia di ragazzi italiani iscritti al sito del Jamboree in virtù delle sue qualità e caratteristiche personali, Sara si è unita al contingente dei mille scout italiani che hanno preso parte alla manifestazione svoltasi dal 29 luglio al 7 agosto presso KiraraHama, Yamagichi City, circa 930 km a sud di Tokyo. “Mi sono divertita molto al Jamboree – commenta l’ambasciatrice scout, Sara Signoretto – Facendo un passo fuori dalla tua tenda, era come ritrovarsi dall’altra parte del mondo. Un’esperienza indimenticabile che consiglierei a tutti”. La prima edizione della manifestazione risale al 1920, partorita dall’intuizione del fondatore Baden Powell. Il Jamboree riunisce ogni quattro anni i rappresentanti degli scout di 147 nazioni del mondo e raccoglie oltre 33 mila aderenti. “La presenza degli scout è una grande ricchezza per Chioggia – ha commentato il sindaco, Giuseppe Casson – La nostra ambasciatrice ha l’arduo compito di portare un pezzetto della nostra città a questo evento mondiale. Questa tappa è importante non solo per il suo cammino, ma per il percorso dell’intero gruppo. Siamo lieti che il Chioggia 1 abbia voluto condividere con l’intera comunità questo importante e gioioso avvenimento”. Sara Signoretto è la quarta rappresentante del gruppo scout a partecipare ad eventi mondiali nei settant’anni di storia dell’associazione cittadina. “Ci sentiamo veramente onorati e fortunati che questa ragazza sia stata scelta spiegano i capi del Chioggia 1, Tommaso e Giovannella Signoretto - Ha rappresentato, non solo il nostro gruppo di appartenenza, ma anche la nostra terra, la nostra città e la nostra cultura”. S.B.M.
La nave a cinque stelle, Le Lyrial, che ha attraccato al Terminal passeggeri dell’Isola dei Saloni a fine agosto
10 Chioggia Giustizia Dopo la soppressione di decine di tribunali e di 220 sedi distaccate
Tribunale a Chioggia, Erika Baldin riapre... il caso di Andrea Varagnolo
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otrebbe tornare il tribunale a Chioggia? Dopo il colpo di mano del governo Monti, che soppresse con un decreto legislativo decine di tribunali e 220 sezioni distaccate, tra cui Chioggia, con un drastico peggioramento del già vacillante sistema giudiziario italiano, torna d’attualità, dopo le ferie estive, la questione della sezione distaccata di Chioggia. La consigliera regionale dei Cinquestelle, Erika Baldin, fa pressing affinché venga riassegnata la sede clodiense. Il tribunale di Chioggia fu chiuso il 6 settembre 2013 e le sue funzioni furono trasferite in blocco a Venezia. Da allora, nonostante i continui appelli dei politici locali, primo fra tutti il sindaco, Giuseppe Casson, non si palesò nessuno spiraglio per la riapertura. Ma adesso la consigliera snocciola alcune specificità di Chioggia, che potrebbero giustificare un’eventuale riapertura della sezione. Le sue esternazioni seguono la presa di posizione del presidente del Veneto, Luca Zaia, a favore di un tribunale della Pedemontana. “Vorrei ricordare al presidente e al Consiglio regionale — ha spiegato Erika Baldin — che la zona a sud della laguna veneta sconta una distanza da Venezia e un deficit infrastrutturale che non consente di raggiungere gli uffici giudiziari del capoluogo in meno di un’ora e un quarto e, nei mesi estivi, in non meno di 90 minuti”. La cinquestelle illustra, poi, le peculiarità della sede. “La sede di Chioggia — continua — è di recente costruzione (2002) e di riconosciuta efficienza, grazie ai tempi celeri di trattazione delle cause, svolgeva un indispensabile servizio alla collettività per un bacino di circa 70 mila persone. È importante sapere che la città di Chioggia è il sesto comune, non capoluogo, del Veneto per numero di abitanti e che qui svolgono il proprio servizio oltre trecento operatori di polizia giudiziaria, in forza ai locali Commissariato di Pubblica sicurezza, Compagnia dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Comando Polizia Locale. Si tratta di garantire anche la sicurezza degli stessi cittadini, dato che i collegamenti con Venezia si affidano alla sola Statale Romea, direttrice viaria che ha ottenuto il triste primato di strada statale più pericolosa d’Italia, con 1,70 incidenti a chilometro e 0,10 morti per incidente. La città di Venezia è universalmente riconosciuta come sede disagevole per i trasferimenti. Proviamo a metterci nei panni di un disabile o una persona anziana che deve arrivare a Rialto. Esistono in Italia situazioni problematiche di questo tipo? Per fortuna abbiamo a portata di mano una struttura recente, perfettamente fruibile e pronta all’uso che le è proprio. Per una volta facciamo in modo che i servizi siano veramente servizi e non finiscano per diventare disagi per la citta-
Erika Baldin A sx una delle manifestazioni che vennero organizzate a difesa del tribunale
La consigliera regionale dei Cinquestelle Erika Baldin torna all’attacco e ne chiede la riapertura per le specificità del territorio
dinanza”. Queste le richieste, sicuramente condivise dalla popolazione chioggiotta e dai politici locali e, sicuramente, anche dal presidente della Regione Luca Zaia. Ma il presidente non potrà far altro che avanzare una richiesta al Governo e al Parlamento, i soli organi dello Stato che possono rivedere la decisione del governo Monti.
NEWS Disabili
Nuovo contrassegno europeo di parcheggio
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al 15 settembre prossimo entra in vigore il nuovo tagliando di parcheggio per disabili che sostituisce il vecchio permesso di colore arancione, rilasciato prima del 15 settembre 2012. Il Comune in questi giorni ha inviato circa 500 comunicazioni al domicilio degli utenti che non hanno ancora provveduto alla sostituzione, per sollecitarne il rinnovo. I titolari del contrassegno dovranno recarsi personalmente o presentare richiesta tramite una persona delegata allo sportello dei servizi sociali, con la documentazione necessaria. Sarà obbligatorio presentare il modulo di richiesta, compilato e sottoscritto, il vecchio tagliando arancione, il certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio, e cioè “l’effettiva capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta”, una fototessera recente e la fotocopia di un documento di identità in corso di validità. Il nuovo permesso sarà di colore azzurro chiaro, con il simbolo bianco della sedia a rotelle su fondo azzurro scuro e avrà una validità di cinque anni dalla data di rilascio. In alternativa, potrà essere richiesto il nuovo contrassegno senza presentare il certificato del medico curante, mantenendo la stessa scadenza del precedente. La sostituzione è immediata e non prevede oneri per il richiedente. Lo sportello dei Servizi Sociali di Palazzo Morosiniè aperto dal martedì al giovedì, dalle ore 9,00 alle ore 12,00. Tel. 041 5534016, fax S.B.M. 041 5534018.
Chioggia 11 Lavori pubblici in Corso del Popolo Trovata una soluzione per i prossimi due mesi
Tre locations per il mercato del Zioba Dopo un lungo braccio di ferro si è deciso di trasferire “a pezzi” i banchi degli ambulanti: una parte resterà a Corso del Popolo Nord, un’altra sarà spostata all’Isola dell’Unione, una terza verrà collocata nei pressi del Duomo di Andrea Varagnolo
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avori in centro storico, il mercato del giovedì viene “fatto a pezzi”. L’avvio dell’attesissimo intervento di rifacimento del selciato di corso del Popolo sud ha obbligato l’amministrazione comunale a dover optare per un sito alternativo dove trasferire il “Zioba”, il caratteristico mercato settimanale, uno dei più grandi d’Italia. Se ne parla ormai da marzo ma la decisione operativa sullo spostamento è stata presa solo a metà agosto, dopo un lungo braccio di ferro tra le associazioni di categoria degli ambulanti e la giunta comunale. Il Comune, infatti, si è trovato a decidere in fretta e furia il destino del mercato per i due mesi in cui corso del Popolo rimane off limits. Il braccio di ferro era nato, ai primi di agosto, quando l’amministrazione aveva prospettato, durante una riunione riservata agli operatori, l’annullamento del mercato maggiore settimanale per i mesi interessati ai lavori. Una levata di scudi, prevedibile, da parte degli ambulanti, aveva però obbligato il dirigente del settore e l’assessorato a scendere a un compromesso. Gli ambulanti avevano infatti lanciato un monito durissimo contro la de-
cisione della sospensione, definendola deleteria e foriera di danni economici ingenti agli operatori. Dopo una settimana di tensione, il Comune ha fatto marcia indietro, accogliendo le richieste degli ambulanti, che premevano per trovare un sito alternativo per i due mesi in questione. La soluzione trovata, com’era stato ventilato da tempo, è quella dell’Isola dell’Unione, sito che più si confà alle
Bonus bebè: il comune mette a disposizione 70mila euro per i nati nel 2014
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l Comune corre ai ripari contro il calo demografico e destina alle famiglie un contributo una tantum di 500 euro per ogni nuovo nato o per ogni adozione avvenuta nel 2014. È stato pubblicato il bando per l’erogazione del contributo comunale a favore della famiglie del territorio. Di fatti, negli ultimi 5 anni si è assistito ad un notevole calo delle nascite a Chioggia, che si allinea pienamente con la tendenza nazionale. Se nel 2009 i nuovi nati erano 413, negli anni successivi il numero è progressivamente diminuito, fino ad arrivare alle 306 “cicogne” del 2014. I nati non pareggiano i morti e il saldo demografico si chiude ogni anno in negativo, tanto che nel 2014 la popolazione della città è scesa sotto i 50.000 abitanti. “Con questa misura vogliamo riconoscere il ruolo fondamentale della famiglia come soggetto su cui poggia e si sviluppa la nostra società – spiega l’assessore ai Servizi sociali, Massimiliano Tiozzo – Siamo di fronte ad un fenomeno demografico negativo nei confronti del quale la politica non può rimanere indifferente. Rispondiamo a una situazione di difficoltà con misure concrete di promozione della natalità e di sostegno economico alle famiglie. I fenomeni di bassa natalità impattano ed impatteranno in maniera sempre più significativa sulla pianificazione dei servizi
socio-sanitari. Oltre ad essere un freno alla produttività, influenzano in maniera negativa lo sviluppo del nostro territorio”. Le risorse stanziate dall’amministrazione sono pari a 70 mila euro, ossia 10 mila euro in più rispetto alle previsioni. L’erogazione dell’assegno potrà essere richiesto da nuclei familiari con nuovi nati o adozioni di minori avvenute nell’anno 2014, ma con un indicatore ISEE non superiore ai 20 mila euro, in modo da privilegiare le famiglie monoreddito o con più figli. Le domande dovranno essere presentate entro il 15 ottobre. I contributi verranno rila-
Il Comune destina alle famiglie un contributo di 500 euro per ogni nuovo nato sciati in base ad una graduatoria. Per prendere visione del bando, ritirare il modulo della domanda ed ottenere informazioni è possibile rivolgersi al Front-office del Settore Servizi Sociali - Palazzo Morosini Corso del Popolo 1327 - tel. 041 5534016, fax 041 5534018 - orario: martedì, mercoledì e giovedì, ore 09:00/12:00 o consultare il sito web del Comune di Chioggia www.chioggia.org, al link “Avvisi”, dove è pubblicato il Bando completo ed è possibile scaricare il modulo della domanda. S.B.M.
Il mercato settimanale di Chioggia, con i suoi 217 banchi e più di 600 operatori, è tra i più grandi del Veneto esigenze operative e logistiche del mercato e che risulta più vicino al centro storico. Il mercato, fino ai primi di novembre, sarà quindi diviso in tre: una parte resterà in corso del Popolo nord, un’altra verrà trasferita all’Isola dell’Unione e, infine, l’ultimo pezzo sarà collocato nei pressi del Duomo. Adesso residenti e ambulanti dovranno però accertarsi che la tempistica per l’esecuzione dei lavori venga rispettata.
I COMMENTI Tiziano Scandagliato, Anva-Confesercenti
“Non è la soluzione ideale ma siamo soddisfatti”
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ccordo trovato, mercato salvato. Ambulanti e amministrazione sono giunti al compromesso che permetterà di mantenere il regolare svolgimento del mercato del giovedì anche durante i due mesi di cantiere per il rifacimento della pavimentazione della parte sud di Corso del Popolo. Dal 17 settembre, infatti, circa cinquanta banchi del tradizionale mercato saranno trasferiti dalla zona compresa tra Calle San Giacomo e Ponte Zitelle, al parcheggio comunale dell’Isola dell’Unione. Tutti gli altri, situati nella zona nord di Corso del Popolo e nella zona tra il Duomo e Campo Marconi, rimarranno al loro posto, ad eccezione degli ambulanti dotati di mezzi superiori ai 35 quintali. “Non è la soluzione ideale e non siamo soddisfatti – ammette Tiziano Scandagliato, responsabile dell’Anva-Confesercenti – ma abbiamo scelto il male minore. L’alternativa era rimanere a casa tutti, soluzione improponibile. Abbiamo accettato questo compromesso anche se così avremo un mercato diviso in tre tronconi, ma non c’erano margini e tempi per trovare alternative fattibili”. Il mercato del giovedì di Chioggia, con i suoi 217 banchi e più di 600 operatori coinvolti, è tra i primi del Veneto e attrae 20-30.000 visitatori ogni settimana. “Era l’unica mediazione possibile – rassicura l’assessore alle Attività Produttive, Marco Dughiero – la ditta ci ha assicurato che impiegherà 60 giorni di calendario per rifare la pavimentazione e noi ci impegneremo perché questo termine venga rispettato”. Sara Boscolo Marchi
Chioggia 13 Degrado in città un’accusa contro gli atti vandalici
Degrado in laguna Successo per la battaglia civica che dura da tre anni
La “carretta del mare” sarà demolita Il Ministero dei Trasporti ha messo a disposizione 900mila euro. Il 30 settembre scade il bando per la presentazione delle offerte. I lavori dovrebbero essere completati in 180 giorni di Sara Boscolo Marchi
Alcune immagini che testimoniano del degrado. Foto di Antonella Boscolo Capon e dal blog “Chioggiaazzurra”
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scalation di atti vandalici contro i beni china imbrattata, e con i resti di una festa alpubblici in città. Tra sporcizia e dan- colica alle sue spalle è emblematico. Bicchieri neggiamenti dilaga il degrado. Sta rossi abbandonati per terra, con le bottiglie degenerando a vista d’occhio, nelle ultime di superalcolici a fare da contorno. Tutto lì, settimane, la situazione dei beni pubblici, rigorosamente abbandonato. E se a qualabbandonati al loro destino. E il progressivo che membro di quella “santa” compagnia abbassamento del senso civico, che pare ine- fosse balzato in testa il più remoto barlume luttabile, è ormai tangibile. Panchine del lun- di responsabilità, ancor prima che di senso golaguna imbrattate e ricoperte di feci, parco civico, sarebbe probabilmente stato escluso giochi del Lusenzo completamente distrutto, dal gruppo (non si sarebbe uniformato al contenitori per le immondizie sradicati, spor- comportamento generale). Quindi nessuno cizia ovunque: un vero e proprio sfregio che si è fatto scrupoli: tanto qualcuno, in futuro, offende tutte le persone che hanno ancora un avrebbe pur pulito quella schifezza. Ma, se il po’ di senso civico. giorno dopo avessero ripetuto la festicciola, e Molti anziani, se interpellati sul tema, se nessuno fosse passato a pulire, probabilricordano i vecchi tempi, quando l’educazio- mente avrebbero inveito contro i servizi pubne era affar serio e blici: era loro dovere chi non rispettava le Sporcizia, pulire... regole veniva punito panchine imbrattate e Se passiamo alla a suon di bastonate. danneggiamenti: il dito passeggiata del LuAdesso i giovani, per è puntato contro il venir senzo, il degrado è uniformarsi al gruppo meno del senso civico un pugno all’occhio. Il e per non essere da piccolo parco giochi, a esso esclusi, mettono invece alla prova la pochi passi dalla pista rosa, come testimonialoro temerarietà, il loro “coraggio”, la loro no le foto del blog Chioggiazzurra, sembra veemenza, la loro sfacciataggine testando il un percorso di guerra. Giostre distrutte, improprio grado di inciviltà: più si adeguano a brattate, ricoperte di immondizia di ogni tipo, comportamenti errati e più, allora, si sentono cestini rovesciati e lì da chissà quanto tempo: leader, superiori, e quindi “capaci” di affron- uno squallore deprimente che la dice lunga, tare la vita. L’esatto opposto di quello che molto lunga, sul grado di inciviltà presente dovrebbe essere. nel territorio. Accade così che quello che appartiene a I chioggiotti, ormai, segnalano in matutti deve essere disprezzato e distrutto, con niera esasperata simili situazioni di degrado, la consapevolezza che, alla fine, non si verrà continuando a chiedere che le istituzioni puniti per le azioni improvvide ma, anzi, si adottino azioni repressive più incisive. Ma verrà “ben visti” dagli altri componenti del sembra che la mano pubblica sia in grado di gruppo, generando così un circolo vizioso dare regole ma non riesca, a conti fatti, a terribile. farle rispettare. Andrea Varagnolo La foto di un anziano seduto su una pan-
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a battaglia civica è terminata con la vittoria dei cittadini: la “carretta del mare” sarà demolita. Il relitto della nave Notios Hellas incagliato nella laguna, a poche centinaia di metri dal centro storico di Chioggia, sarà rimosso dal paesaggio entro i primi mesi del prossimo anno. Il Ministero dei Trasporti ha pubblicato un bando dove mette a disposizione 903.170 euro per la sua demolizione e la presentazione delle offerte scade il 30 settembre. I lavori dovrebbero essere completati in 180 giorni e le imprese smonteranno la nave arrugginita pezzo per pezzo, sul posto. Nell’estate del 2016 la laguna dovrebbe ospitare un monumento al degrado in meno. Il risultato è stato ottenuto grazie all’impegno civico dei 2331 chioggiotti iscritti al gruppo Facebook “Via la carretta da Chioggia”, che meno di tre anni fa ha cominciato a battersi per la causa. “Questa è la dimostrazione che le siner-
gie tra la gente comune servono a stimolare le istituzioni e a far fare alla comunità quel salto in avanti rispetto all’isolamento cui ci sentiamo spesso vittime – commenta Marino Masiero, amministratore del gruppo Facebook - Se la carretta fosse stata abbandonata ad un chilometro da Piazza San Marco, la politica che conta l’avrebbe demolita in tre settimane”. La nave è rimasta immobile per trent’anni. Sono bastate le proteste sul social network
Il relitto della nave Notios Hellas incagliato nella laguna, a poche centinaia di metri dal centro storico ad avviare in pochi mesi il progetto esecutivo, unite a pressioni sulla politica locale e regionale. “La demolizione della carretta è un segnale che cambiare si può – conclude Masiero - La determinazione e la capacità di fare squadra, così come un’indispensabile dose di pragmatismo possono fare la differenza e rilanciare Chioggia, la sua economia e la sua straordinaria gente verso un futuro migliore. Basta volerlo davvero e partecipare”.
14 Frazioni La petizione Raccolte circa settecento firme sulla viabilità
Sant’Anna chiede più sicurezza I residenti chiedono l’installazione di una adeguata segnaletica per ridurre la velocità dei veicoli all’incrocio con la Romea e la rimozione dei vecchi lampioni della pista ciclabile di Andrea Varagnolo
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na petizione per chiedere maggiore sicurezza a Sant’Anna di Chioggia. Il documento è stato sottoscritto da circa settecento residenti, che chiedono interventi urgentissimi all’amministrazione comunale. La frazione, tagliata in due dalla pericolosissima Statale 309 “Romea”, chiede un’azione immediata, da parte del Comune, per garantire agli abitanti una vita serena. Dopo le vibranti proteste relative al posizionamento dei futuri autovelox sulla statale, assolutamente slegati dal centro abitato, i residenti tornano a farsi sentire e, questa volta, mettono le loro richieste nero su bianco, protocollando in Comune un documento con richieste dettagliate. Le risposte, però, difficilmente arriveranno, considerata la penuria di risorse pubbliche che lo Stato mette a disposizione dei Comuni e l’assoluta scarsità di personale della polizia locale impegnato nei servizi stradali. Tante le richieste di chi abita nella più importante frazione di Chioggia: tra le principali si chiede l’installazione di un’idonea segnaletica dissuasiva, finalizzata alla diminuzione della velocità dei
veicoli nell’intersezione stradale semaforica a raso sulla strada statale Romea e all’attraversamento pedonale di via Canoni, la rimozione immediata dei vetusti lampioni situati al centro della pista ciclabile lungo la statale Romea e l’installazione lungo tutto il tratto da via Fisola a via Marinetta dei nuovi lampioni già previsti nel progetto conclusivo di ultimazione lavori, “da anni fermo, mai eseguito dal Comune di Chioggia”, il completamento della pista ciclabile nel breve tratto dal sottopasso pedonale all’incrocio con via Canoni; e, infine, l’installazione di materiale segnalatore sulle cordonate divisorie tra percorso ciclabile e Statale Romea. “Il sindaco, Giuseppe Casson — spiega Valterino Baldin, presidente del comitato di Sant’Anna — in una recente riunione con i residenti ha saputo placare gli animi, al punto che ci ha parlato della situazione politica dell’Europa di quella Italiana e che, novità, il
patto di stabilità blocca tutti i lavori che servirebbero anche per la frazione nostra. L’unico componente della giunta che ha promesso qualcosa è stato l’assessore Riccardo Rossi, che ha promesso che a settembre iniziano i lavori per i lampioni della pista ciclabile e le tre aule della scuola media, inutilizzate da anni”. Nella petizione si ricorda, poi, che “la presenza della regolamentazione semaforica, pur avendo migliorato il livello di sicurezza, non è stata sufficiente ad evitare continui e gravi sinistri tra veicoli ”. Proprio a fine agosto un incidente mortale, occorso proprio vicino al famigerato semaforo, ha riproposto la problematica dell’estrema pericolosità della statale. In quell’occasione un Tir ha centrato un camper fermo al semaforo, uccidendo una donna. I residenti, oltre a chiedere interventi urgenti sulla cosa pubblica, sollecitano ancora una volta una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Fortissima delusione, invece, è stata espressa sulla mancata previsione di autovelox vicini al centro abitato, pur essendo sollecitati da decenni.
NEWS Istituti scolastici
Nuovi spazi per le scuole dell’infanzia di Brondolo e ca’ lino
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raslocano due scuole materne. Da quest’anno scolastico nuovi spazi per le scuole dell’infanzia di Brondolo e Ca’ Lino, facenti parte rispettivamente dell’Istituto Comprensivo Chioggia 4 e Chioggia 2. La materna di Brondolo è stata trasferita nei locali ristrutturati del plesso Merlin in via Padre Emilio Venturini mentre, quella di Ca’ Lino, è stata spostata nell’edificio che un tempo Il vicesindaco Luigi De Perini ospitava la scuola elementare. I due plessi di destinazione risultano più adatti ad accogliere i piccoli, e sono stati adeguatamente sistemati al fine di permettere uno svolgimento agevole delle attività didattiche. L’edificio di Brondolo, in particolare, risultava inadeguato. Questo non rimarrà però inutilizzato, ma sarà utilizzato come sede per l’associazionismo. “Abbiamo messo a calendario la maggior parte degli interventi prima dell’inizio delle lezioni — ha spiegato il vicesindaco, nonché dirigente del Comprensivo Chioggia 2, Luigi De Perini — per creare meno disagi possibili alle famiglie attraverso un lavoro certosino di coordinamento da parte dei nostri uffici”. I nuovi spazi sono dotati di bagni completamente rinnovati, di una nuova mensa e tutti gli ambienti sono stati adeguatamente ridipinti. La scuola dell’infanzia di Ca’ Lino occuperà quasi l’intero plesso, ad esclusione di uno spazio al piano terra, che verrà riservato alle attività del comitato della frazione. Il Comune ha spiegato che, in futuro, cercherà di valorizzare il cortile della scuola, arricchendolo con arredo urbano e giochi da giardino. Novità anche per l’infanzia Padoan di Sottomarina, ospitata nei locali di una vecchia colonia. Qui si erano recentemente verificati dei crolli del soffitto, a causa delle infiltrazioni. In questo caso è stato portato a termine un intervento di rifacimento delle guaine e di ripristino dei solai. Il costo totale degli interventi è di circa 130 mila euro. Parte degli interventi sono stati finanziati grazie al progetto governativo “Scuole Belle”. A.V.
Sottomarina galà della solidarietà per sostenere la missione nel burundi
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a vera solidarietà non ha confini, a dimostrazione di ciò venerdì 4 settembre è stato organizzato l’evento solidale in piazza Todaro che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per i bambini malnutriti del Burundi. L’idea è nata da un’operatrice del Pronto Soccorso, Tiziana Piva, recatasi lo scorso anno in missio- Tiziana Piva a Gitega nella missione in Burundi ne a Gitega per lavorare presso il dispensario il gruppo di Arena Artis e alcuni alunni della costruito dalle serve di Maria Addolorata. scuola media cittadina ad indirizzo musicale. Per la serata sono state molte le persone Sono state molte le iniziative finora coinvolte tra cui il professor Pani, a cui è stato attuate per continuare a sostenere la realtà affidato il catering, Francesco Bonivento per di Gitega che anche per Chioggia è divenuta il service luci e audio, lo staff del caffè degli così familiare e vicina. artisti e tanti altri amici che hanno colto la In questi mesi infatti si è recata presso bontà dell’iniziativa. il nostro ospedale la dottoressa che opera “In missione c’è bisogno di tutto - rac- nel dispensario per formarsi e accrescere la conta Tiziana Piva - molto possiamo fare con propria professionalità. In quest’occasione è i soldi che abbiamo raccolto nel corso della stato donato un ecografo indispensabile per cena di solidarietà. E’ impressionante sapere la missione e per effettuare le visite mediche. che bastano solo 0,50 centesimi per pagare Il prossimo 6 novembre Tiziana Piva si un semplice vaccino di un bambino”. recherà a Gitega per mettere la propria proI biglietti in vendita per l’evento sono fessionalità a servizio della missione e consestati realizzati riproducendo il Muac, ovvero il gnerà personalmente il ricavato della cena di bracciale Onu che determina lo stato nutrizio- solidarietà. nale del bambino posizionandolo in zona braLa generosità non conosce limiti e Tiziachiale. Nel corso della serata sono intervenuti na ci dimostra che basta davvero poco per Miriam Vianello la compagnia del Piccolo Teatro di Chioggia, fare tanto!
Sottomarina 15 Il temporale del 20 agosto Il Comune ha dato il via a un censimento per eventuale risarcimento
IL PERSONAGGIO
Maltempo, al via la stima dei danni a Sottomarina e Ca’ Lino I
Prestigioso riconoscimento per il barbiere di Chioggia
SIMONE BOSCOLO CEGION, GIURATO AL “BARBER MATCH”, IL CONCORSO NAZIONALE
di Andrea Varagnolo
U
n violento temporale ha messo a dura prova, lo scorso 20 agosto, gli imprenditori del settore balneare e gli agricoltori. Sono stati ingenti i danni provocati da un evento temporalesco ad alcuni stabilimenti balneari di Sottomarina e agli orti di Ca’ Lino. Si è verificato quello che in gergo meteorologico viene definito “downburst”, ovvero una colonna d’aria in rapida discesa – generata da un temporale - che incontra la superficie, finendo poi per espandersi orizzontalmente in tutte le direzioni. Gli effetti di questo fenomeno sono stati devastanti: alcune capanne sono andate distrutte, moltissimi ombrelloni si sono spezzati e le tensostrutture hanno ceduto. Fortunatamente questo evento negativo non ha gravato significativamente sull’afflusso di clientela, in quanto gli addetti ai lavori sono riusciti a ripristinare la funzionalità dei luoghi a tempi record. Ma tante strutture sono comunque andate distrutte e, adesso, si guarda ai risar-
sport
Il 20 agosto scorso un violento nubifragio ha danneggiato gli stabilimenti balneari e gli orti cimenti. Situazione più critica invece a Ca’Lino e Isola Verde, dove sono caduti alberi ad alto fusto e le coltivazioni sono andate perdute, con danni ingentissimi. Il 21 agosto il presidente della Regione, Luca Zaia, con proprio decreto ha dichiarato lo stato di crisi. Zaia ha riconosciuto, in particolare, i danni ai settori del turismo (stabilimenti balneari e strutture ricettive), dell’agricoltura (colture e manufatti), e ad altre infrastrutture pubbliche come fabbricati, spiagge, strade, aree verdi, arredo urbano. Il Comune di Chioggia, nei primi giorni
di settembre, ha dato il via a un censimento, propedeutico a un eventuale risarcimento, facendo seguito a una specifica richiesta regionale. In altri termini, si è trattato di una ricognizione di stima per la quantificazione dei danni al patrimonio pubblico di competenza degli enti pubblici, alle infrastrutture a rete di servizi essenziali, al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive. Ma nessun risarcimento è assicurato e, anche qualora fosse stabilita una somma a ristoro dei danni, i tempi per l’effettiva erogazione si preannunciano biblici.
l barbiere chioggiotto Simone Boscolo Cegion giurato del “Barber match”, organizzato lo scorso primo giugno a Roma. È stata una vera e propria conquista per il giovane acconciatore di Chioggia, essere stato selezionato a un evento così importante, su scala nazionale. Prima di tutto un riconoscimento della sue capacità professionali e, poi, il coronamento di anni e anni di dedizione, nell’antico mestiere. Simone, classe ‘78, molto apprezzato a Chioggia e non solo, è stato selezionato per valutare i partecipanti al concorso nazionale di acconciatori, che ha richiamato professionisti da ogni angolo della Penisola. È stata una sfida tra barbieri under 28 e under 22 sulle categorie “old school”, “hair tattoo”, modellatura e massaggio barba. Simone, che ha il diploma di maestro d’arte, è stato scelto come professionista di altissimo livello, dopo una selezione svoltasi nell’intero panorama nazionale. Per lui, dunque, una chiamata un po’ inaspettata, ma resa possibile grazie alla rivoluzione digitale. Dopo essersi fatto conoscere anche sui social network, infatti, è
Simone Boscolo Cegion stato subito apprezzato dai più importanti professionisti del settore, che si sono cimentati nell’impresa di scovare i più talentuosi barbieri italiani. A lui, oltre all’onore di essere chiamato a fare parte della giuria, il “compito” di rappresentare tutto il Veneto, in quanto è stato l’unico rappresentante a livello regionale. La sua funzione è stata quella di contribuire, assieme agli altri venti giudici presenti, a scegliere il vincitore delle tre categorie. Per Simone è stata anche un’occasione per esibirsi in suo taglio caratteristico, nel suo metodo di lavoro che lo distingue per sfumatura e ciuffi. Attualmente lavora gestisce una barbieria a Sottomarina in viale Tirreno, dopo aver appreso il mestiere del padre Angelo e del nonno, iniziando la professione, nel 1994, a 15 anni. A.V.
Il 13 agosto è stata presentata la nuova struttura gestita dall’Asd Borgo San Giovanni
Inaugurato il camp nou, il nuovo impianto sportivo sul lungomare Adriatico a sottomarina
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l campo da calcetto sul Lungomare Adriatico si rinnova e diventa Camp Nou. Il 13 agosto è stato inaugurato il nuovo impianto sportivo di Sottomarina Lido alla presenza del sindaco e delle autorità comunali. Realizzato dall’ASD Borgo San Giovanni che si era aggiudicata il bando per la riassegnazione gestionale nel 2014, Camp Nou si avvale di strutture moderne e funzionali. Comprende due campi di calcio a 5, outdoor e indoor, quest’ultimo diventa anche campo di tennis. Le nuove strutture ora possono avvalersi di erba sintetica di ultima generazione, così come di spogliatoi sono stati completamente ristrutturati e modernizzati per ospitare due squadre e gli arbitri. Il campo sportivo è stato finalmente predisposto anche per l’accesso a disabili, con bar e servizi per l’utenza nel cuore di Sottomarina.
La struttura In alto il sindaco alla cerimonia d’inaugurazione “Nel meraviglioso luogo del Lungomare, è stata fatta una struttura davvero stupenda, a disposizione della cittadinanza e delle associazioni sportive del territorio – afferma il sindaco, Giuseppe Casson – In un’epoca in cui spesso le risorse sono minime e gli strumenti inadeguati, l’incontro
oltre zie oti n 0 0 0 . 12 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE
tra pubblico e privato può dar vita a queste realizzazioni finalizzate ad offrire un servizio alla collettività”. Assieme all’Associazione Borgo San Giovanni, hanno collaborato alla realizzazione di Camp Nou anche la Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco, l’associa-
zione Collavoriamo, la cooperativa sociale Ego Labor, la Commerciale Ferramenta. “Camp Nou è motivo di grande soddisfazione ed orgoglio per noi – spiegano i rappresentanti dell’ASD di Borgo San Giovanni, Gimmi Sambo e Alessandro Doria – La nostra esperienza parte da lontano, quando 30 anni fa iniziammo a diffondere l’attività sportiva. Ci siamo accostati a questo progetto e alla partecipazione gestionale dell’impianto, perché pensiamo sia un’opportunità per l’intera città, oltre che per i giovani e per tutti coloro che praticano sport – e concludono - Con orgoglio e con la massima serietà ci impegniamo a mantenerlo sempre bello e fruibile come in questo primo giorno”. Diego Baldan, presidente del CSEN Venezia, ente di promozione sportiva del CONI, di cui è anche consigliere regionale, si fa sfuggire un’anticipazione sul fu-
turo della struttura: “Assieme al Comune stiamo ideando un progetto di attività di monitoraggio delle associazioni sportive e delle molte eccellenze di Chioggia – spiega Baldan - É in cantiere uno sportello per lo sport, un ufficio in cui le associazioni (ma non solo) potranno monitorare, coordinare e gestire una corretta promozione e informazione per il cittadino sulle varie attività”. L’inaugurazione è proseguita con la benedizione dell’impianto da parte di don Pierangelo Laurenti; con la premiazione, da parte del vicesindaco professor Luigi De Perini, dello sportivo Alessandro Boscolo “Pevare”, personalità assai nota a Chioggia, per l’impegno profuso in una vita per i giovani e lo sport e con due partite nel nuovo campo esterno, la prima delle quali giocata dalle ragazze di calcio a 5. Sara Boscolo Marchi
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
Scuola Il 16 settembre è suonata la campanella per 540mila studenti veneti
Tra luci e ombre parte l’anno della “Buona scuola” anche in Veneto Il governatore Luca Zaia impugna davanti alla Corte costituzionale il ddl di Renzi sulla scuola: “viola i principi di federalismo e autonomia”
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ltro inizio d’anno concitato per le scuole italiane, nonostante la “Buona scuola” e il relativo piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge 107/2015 che ha tenuto banco durante tutta l’estate con le sue varie fasi, 0, A, B già espletate e l’ultima, la Fase C, che dovrebbe concludersi a novembre. A complemento del dibattito la dolorosa questione degli abilitati - diplomati magistrali ante 2002 - non inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento (quelle da dove si assume) e dei loro sofferti ricorsi per vedersi riconosciuto il diritto ad essere inseriti in quelle graduatorie, il destino degli abilitati Tfa, degli insegnanti delle graduatorie d’istituto e di quelli della scuola dell’infanzia, non inseriti in questa tornata di assunzioni. O forse, più correttamente, di stabilizzazioni. Dovrà entrare a regime la riforma della scuola anche per rispondere a quello che è l’obiettivo finale del piano di assunzioni, quello di ridurre, se non proprio eliminare, il ricorso ai supplenti. Per quest’anno i dirigenti scolastici hanno comunque dovuto contare anche sul loro contributo, sollecitando il extremis il ministro Stefania Giannini, ad introdurre delle misure correttive urgenti, per risolvere le emergenze contingenti. In Veneto, dove lo scorso 16 settembre la campanella ha suonato per 540mila studenti (iscrizioni in calo di 1.607 unità rispetto all’anno scorso), la “Buona scuola” è diventata terreno di scontro politico, con il governatore regionale Luca Zaia (Lega Nord) che,
la voce del SindacaTo Salvatore Mazza, segretario regionale della flc - Cgil
a pochi giorni dall’apertura del nuovo anno scolastico, ha presentato ricorso alla Consulta contro la riforma del Governo Renzi, un passo poi compiuto anche dalla Regione Lombardia e da quella della Puglia. “La cosiddetta riforma sulla “Buona scuola” - sostiene il presidente Zaia - marginalizza, anzi cancella il ruolo della Regione, vanificandone quei compiti programmatori e di gestione che la Costituzione le ha affidato”. In particolare tre i punti contestati della riforma che riguardano in primo luogo il compito di definire l’offerta formativa dei percorsi di istruzione e di formazione di cui la Costituzione affida la competenza esclusiva alle Regione e che la riforma riconosce al ministero, così come per il dimensionamento della rete scolastica, cioè la definizione dell’ampiezza degli ambiti territoriali in funzione della popolazione scolastica e del numero di istituti. Infine Zaia contesta “la fitta rete di interferenze con la competenza esclusiva regionale in materia di istruzione e formazione professionale che attribuisce allo Stato non solo norme di principio ma anche disposizioni di dettaglio in materia di istruzione”. Una guerra alla riforma che già a luglio l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, aveva incoraggiato. “Ci sono tutte le condizioni - aveva affermato - per un’azione legale, in quanto la legge viola i principi di federalismo e di autonomia che la Costituzione concede alle Regioni”. L’esponente An della Giunta Zaia, in
particolare, ha messo l’accento polemico e contestatorio sul contingente docenti assegnato al Veneto dal Ministero, sottostimato di almeno 377 insegnanti, secondo le stime dell’Ufficio scolastico regionale. Considerati insufficienti anche i 150 posti in più assegnati al Veneto che “rappresentano - ha commentato - appena il 3 per cento dei 4255 posti aggiuntivi previsti dal piano nazionale”. Un passaggio per il quale il Movimento 5 Stelle regionale si è battuto in prima linea. “Non è questa la scuola che abbiamo in mente per le insegnati e gli insegnanti veneti ed italiani. - afferma la consigliera regionale Erika Baldin - È per questo che abbiamo sposato in pieno la battaglia della maggioranza e abbiamo portato a termine questa missione storica. Questa azione nasce dal Veneto, il 1° settembre abbiamo fatto approvare la mozione per adire alla Corte Costituzionale contro questa riforma. Una mozione approvata tra gli elogi per la qualità del lavoro, che è stata anche sottoscritta da tutta la maggioranza, a dimostrazione che siamo nelle istituzioni per proporre e tracciare nuove strade. Questa mozione è stata considerata talmente “buona” a livello regionale, che addirittura la Puglia, dove governa il PD, ha deciso di approvarla. Anche la Lombardia ha seguito l’onda partita da Venezia”.
“nuovi organici? gli effeTTi Si vedranno Solo nel 2016”
“L
e nuove immissioni in organico di insegnanti neo assunti nelle scuole venete produrrà effetti concreti solo nel 2016. Su 36.000 nuove assunzioni a livello nazionale, 25 mila sono posti che vanno a coprire i turn over dei pensionamenti. Poi ci sono le 10mila cattedre assegnate su posti disponibili della Fase A e quelli della fase B - oltre 8mila - di agosto-settembre. Entro novembre infine dovrebbe concludersi la Fase C. Ma pr una buna parte delle assunzioni gli alunni vedranno i nuovi insegnanti appena contrattualizzati all’inizio del prossimo anno scolastico”. A spiegarlo è Salvatore Mazza segretario della Flc – Cgil scuola del Veneto. “Si tratta - dice Mazza - di una situazione a luci ed ombre. In Veneto ad esempio, sono previste 4500 nuove assunzioni. Di queste ne sono già state fatte 3200. Dovranno esserne fatte altre 1300 immissioni durante le prossime settimane. Se facciamo però una analisi a livello nazionale e locale, vediamo che per il Veneto le vere nuove immissioni, cioè quelle in surplus ai posti che erano coperti con supplenze e turn over, sono 1000. Di questi posti, il 70% è distribuito nelle provincie di Verona Vicenza, Padova e Venezia e solo il restante 30% fra Treviso Belluno e Rovigo”. Salvatore Mazza poi spiega che sì, è vero che circa il 70% degli insegnanti neoassunti proverrà dalle regioni meridionali dell’Italia, ma è anche vero che in alcune categorie di insegnanti, ad esempio quelli di musica, la migrazione sarà quasi completamente all’inverso cioè da nord verso sud. “E anche in questi casi chi si sposterà verso il sud proveniente ad esempio dal Veneto, ha accettato - dice Mazza - considerando magari, che ci si trova di fronte spesso a persone di 30 anni che conquistano un lavoro a tempo indeterminato statale”. Poi gli attacchi alla riforma della “Buona scuola”. “La riforma - dice il segretario della Flc Cgil - ha aspetti negativi che prevalgono nettamente su quelli positivi. Contestiamo l’accentramento di potere sulla figura del preside, la decisione di immettere in organismi di valutazione dell’operato degli insegnanti persone non competenti come gli alunni e i genitori. A mio parere solo persone che hanno le stesse competenze o preparazione possono dare valutazioni anche di tipo disciplinare. Il personale Ata poi, cioè bidelli e persone addette alla custodia delle scuole, sono state completamente dimenticate. Su questa riforma sbagliata siamo pronti a dare battaglia in modo unitario con tutte le altre sigle sindacali che si sono unite contro la “Buona scuola“ di Renzi”.somma nonostante le nuove immissioni in organico le proteste non mancheranno. A.A.
DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA. ACTIONAID È INSIEME A CHI OGNI GIORNO RIVENDICA I PROPRI DIRITTI. È INSIEME A CHI NON RIMANE IN SILENZIO DI FRONTE A INGIUSTIZIE SOCIALI, FAME E POVERTÀ. È INSIEME A CHI VUOLE FARSI SENTIRE PER CAMBIARE LE COSE. UNISCI ANCHE TU LA TUA VOCE SU ACTIONAID.IT
IL DIRITTO DI CAMBIARE
Il Veneto in primo piano 17 1 La pagella alla Buona scuola di Renzi la sigla Cesare Cecchetto
“Discrete le intenzioni, appena sufficiente ciò che si è visto” Pregi e difetti della riforma sotto la lente di un Dirigente scolastico di lungo corso
di germana urbani
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essuna rivoluzione con “La Buona scuola” che riprende solamente la strada già ben tracciata dalla riforma Berlinguer”. E’ questa l’opinione di Cesare Cecchetto, Dirigente padovano dell’Itc di Villa Estense e reggente all’Itc di Montagnana, per una popolazione scolastica complessiva che sfiora i 2000 alunni e i 200 dipendenti tra personale docente e non docente. Un osservatorio privilegiato, dunque, anche per dare un giudizio alla recente riforma firmata dal Governo Renzi. Come inizia questo anno scolastico dopo l’operazione “maxi assunzione” avviata dalla recente riforma? “Al di là dell’affanno burocratico legato al meccanismo delle assunzioni straordinarie iniziate solo a fine agosto, passando in pochi giorni da una fase all’altra con tempi strettissimi e, direi anche, assurdi, in molti istituti si inizierà l’anno scolastico con il 90% dei docenti presenti in classe. Già al 14 settembre c’erano gran parte delle cattedre occupate. Va detto però che un’amministrazione accorta non dovrebbe arrivare all’ultimo momento con l’assunzione dei dipendenti. E non ci sono giustificazioni che reggano. L’affanno delle assunzioni e del cambiamento delle graduatorie è uguale ogni anno, e la Buona scuola non ha risolto il problema, tutto da ascrivere all’organizzazione burocratica del Ministero, particolarmente inefficiente da questo punto di vista. Ci consola la speranza che sia l’ultimo anno che accade”. Oggi gran parte dei precari è rimasta tale, alla
faccia dei proclami iniziali del nostro Premier. Riuscirà la riforma a cambiare le cose? “Con le nomine di ruolo più l’organico di diritto e di fatto serviranno meno supplenti ma questa riforma non risolve il problema del precariato. Per diverse ragioni. I numeri innanzi tutto. Con le assunzioni odierne è stato eliminato il precariato d’élite, molti di coloro che già lavoravano tanto, ma tutto il resto rimane. L’amministrazione dovrebbe prevedere grosse assunzioni anche nei prossimi anni con delle finestre aperte al precariato storico per risolvere davvero il problema”. Ci saranno concorsi ogni tre anni, non basterà? “Devo ancora vedere l’amministrazione ministeriale che ogni tre anni fa un concorso! Io non ci credo. Il Ministero non riesce a fare un concorso per dirigenti per qualche migliaio di posti! Figuriamoci se può bandirlo così spesso per decine di migliaia di posti. Sarà l’amministrazione stessa che nel tempo creerà talmente tanti intoppi da favorire la possibilità di nuove supplenze”. Sa già quanti insegnanti arriveranno nei suoi istituti grazie alla fase C della maxi assunzione? “Questo è l’altro neo che ancora una volta fotografa l’inefficienza di una amministrazione e la superficialità con cui vengono fatte le cose. In pratica ai presidi in questa fase viene detto: “avrai in forze altri docenti ma non prima di fine novembre”. Ma noi dirigenti dobbiamo programmare oggi le attività curricolari ed extracurricolari e dovremmo tener
Editoriale
Migranti, un dramma senza confini di Germana Urbani* segue da pag.
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... E nutriamo tutti un’intima certezza che se dipendesse solo da lui, aprirebbe le porte anche della Sistina pur di accogliere tutti i poveri che potrebbe contenere. Ma anche lui ha le mani legate e, in questa vicenda, la sua parola non resta che un seme nel vento. Perché seppur in maggioranza cattolici noi tutti, veneti, italiani, europei, abbiamo paura della massiccia invasione dei migranti che non smettono di arrivare alle porte del nostro vecchio continente. Molti di loro vengono già ospitati in alcuni dei nostri comuni. Alloggiati a centinaia in ex basi militari che diventano inevitabilmente dei ghetti, recinti in cui contenere un problema, non degli uomini, donne e bambini. Eppure non ci sono risposte articolate per questo fenomeno che ogni giorno di più sta impegnando amministratori, associazioni e cittadini di buona volontà. La questione è sovranazionale e come tale va trattata. Ma molta parte dei Paesi dell’Unione non ci sente e chiude le frontiere e tira i remi in barca e ci lascia soli con la responsabilità di gestire un’ondata migratoria sempre più pressante. Ma mentre in Europa si discute e l’Italia si barcamena nella gestione di questa nuova emergenza, chiedendo che siano stabilite delle quote di accoglienza per ogni nazione Ue, la lunga marcia di chi fugge da guerra e povertà continua. Ed è un peccato che nella mente dei più sia già passato il ricordo dell’orrore che tutto il mondo ha provato “ingoiando” la foto del corpicino, composto, delicato, senza vita di un piccolo bimbo siriano di nome Aylan. Lui come tanti altri non entrerà in nessuna aula scolastica questo settembre, né a casa sua né a casa nostra. Lui come tanti altri stava scappando con la sua famiglia da qualcosa di orribile che noi non possiamo, probabilmente, nemmeno immaginare. Per queste vite in cammino e in fuga, dobbiamo augurarci che una soluzione internazionale si trovi e che la generosità degli altri Paesi dell’Unione Europea si concretizzi a breve. E per quanto ci riguarda, in Veneto, a casa nostra, servono proposte concrete non manifestazioni xenofobe e proclami populistici. I nostri sindaci non hanno bisogno di striscioni e magliette dagli slogan d’effetto, hanno bisogno di non essere lasciati soli a gestire situazioni sproporzionate anche per il più capace degli amministratori locali.
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conto di professori o maestri che arriveranno dopo due mesi di scuola. E’ come se il Ministero ci dicesse: “Non fate nulla nei prossimi mesi e programmerete dopo che vi avremmo inviato il personale”. Non si può!” Come giudica la riforma nel suo complesso? “Direi che “La buona scuola” non è una riforma. Ho un concetto diverso di riforma. L’ultima l’ha fatta Berlinguer introducendo dei veri cambiamenti, innovazioni concrete tipo l’autonomia scolastica. La legge 107 per l’80% non fa altro che riprendere la riforma Berlinguer e tentare di attuare ciò che di quel disegno fino ad oggi è rimasto quasi lettera morta. Bene tutto quanto riguarda l’autonomia, la flessibilità oraria, la didattica per competenze, la formazione dei docenti. Male perché ci si è scordati della scuola dell’infanzia e dell’organico del personale Ata. Certo con questo provvedimento si recuperano risorse umane e finanziarie. Ma quanto all’assunzione straordinaria ricordo che già Berlinguer e Fioroni avevano previsto piani di assunzione da 60mila persone l’anno. Sulla grande consultazione molto rumore per nulla: gli addetti ai lavori sono stati consultati spesso anche da altri Ministri. Persino la Moratti ci ha convocati agli stati generali dell’istruzione”. Una novità vera c’è: la chiamata diretta dei dirigenti. Che ne pensa? “L’assunzione diretta è governata da criteri piuttosto rigidi legati anche al piano dell’offerta formativa. E’ vero che
il dirigente potrà scegliere ma solo tra persone garantite, che hanno un posto, dunque. Credo, anche, che sarà sempre più spesso il docente a scegliere il preside. Capiterà sicuramente che qualche insegnante particolarmente capace riceva offerte da più istituti”. Pagella: che voti diamo a “La buona scuola”? “Al momento darei discreto alle intenzioni e non del tutto sufficiente all’organizzazione dei tempi e dei modi in cui le assunzioni sono state fatte. Certo i numeri sono numeri. Con questa riforma la scuola recupera una fetta importante delle risorse perdute grazie alla Gelmini che tra personale docente e non docente a suo tempo eliminò 140mila posti di lavoro. Con La buona scuola ne abbiamo recuperati poco più di 80mila”. Ci auguriamo che il Ministro Giannini faccia un passo in più? E se sì, quale? “Sì, magari sul piano dell’autonomia didattica. Una scuola può programmare e garantire una didattica coerente ed efficiente a lungo termine soltanto se c’è una garanzia sull’autonomia didattica che è legata prevalentemente alle risorse e alla formazione dei docenti. Chiederei con forza anche di ridurre, per favore, ridurre ridurre ridurre la burocrazia che invade inutilmente le nostre segreterie scolastiche. Tornare su alcuni aspetti amministrativi a qualche forma di centralismo potrebbe essere più conveniente anche sotto il profilo economico e professionale”.
18 4 Il Veneto in primo piano Pubblica istruzione Nessun programma “osceno” in classe, solo propaganda di chi vuole strumentalizzare le persone per bene
Teoria gender a scuola: attenti alle truffe ideologiche Messaggi a tappeto sui telefonini dei genitori che li terrorizzano e creano una psicosi collettiva. E la Chiesa cattolica, attraverso le sue diocesi, chiede di non creare inutili, se non nocivi, allarmismi di germana urbani
E
’ iniziato tutto la scorsa primavera. Più il Governo accelerava sulla riforma della Buona scuola, più i messaggini sui telefoni di genitori ignari e impreparati sul tema gender si susseguivano creando allarme e preoccupazione. I messaggi contenevano irripetibili oscenità che - secondo l’anonimo che li scriveva - le insegnanti avrebbero praticato a scuola in ottemperanza a nuovi programmi scolastici sulla teoria gender. E’ montata subito la paura e la preoccupazione e in molti hanno, giustamente, chiesto spiegazioni a scuola e ai Dirigenti scolastici che già dai primi giorni di settembre hanno organizzato riunioni o emanato comunicazioni per spiegare che nulla di quanto viene propagandato è vero. A volte si dimentica che gli insegnanti sono anche genitori e che sarebbero i primi a denunciare cose simili e oltretutto a rifiutarsi di mettere in pratica delle vere e proprie assurdità. Certo gli insegnanti dovrebbero avere degli strumenti in più per aiutare i bambini a leggere la realtà della società odierna. In classe si trovano di fronte sempre più spesso a bambini che non hanno delle famiglie tradizionali. E quando si parla di famiglia, come si fa a non far sentire escluso un bambino figlio di separati e risposati? Con quali parole si può spiegare la realtà in una classe in cui vi sia un
bambino figlio di due omosessuali. E non è più così raro e lo sarà sempre meno visto che in Italia ci sono centomila famiglie arcobaleno, con genitori dello stesso sesso. Eppure tutto questo non entra nella riforma “la buona scuola” di Renzi. Come precisa anche l’ufficio scolastico della Diocesi di Padova, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, rispondendo, durante il question time del 29 luglio alla Camera, ad una interrogazione su presunte iniziative di divulgazione di ideologie gender in ambito scolastico, ha ribadito chiaramente che “la “teoria del gender” non coincide con la cultura inclusiva e solidale che viene espressa nelle linee del governo, ispirate ai trattati internazionali e al modello educativo che nella cornice europea è sostenuto in tutti gli Stati membri. Il Miur promuove invece attivamente tutte le iniziative relative alla prevenzione del contrasto di ogni tipo di violenza e discriminazione, anche con riferimento specifico al tema della discriminazione sessuale, dell’omofobia, in ottemperanza ai trattati internazionali e alle convenzioni, in particolare a quella di Istanbul che è stata ratificata due anni fa dal Parlamento della Repubblica”. Le iniziative in questione sono: «l’elaborazione del piano nazionale straordinario contro la violenza sessuale e di genere, che è stato
recentemente approvato, la partecipazione attiva alla settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione, promossa anche nel corrente anno scolastico dal ministero e, in questo caso, ricordo che il ministero ha finanziato con un importo di 500.000 euro progetti che nelle singole scuole fossero in grado di sensibilizzare, di produrre una cultura della lotta alla discriminazione di ogni sorta. Inoltre c’è stata l’emanazione delle linee di orientamento per le azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, incluso il caso dell’omofobia, per dare appunto alle scuole una cornice pedagogica in cui inserire le precedenti iniziative e tutte quelle che seguiranno, incluse quelle che sono contenute nel ddl “Buona Scuola”, che prevedono una intensificazione di questo di tipo di sensibilizzazione nelle scuole italiane. Con la Legge 107/15 saranno attuati, invece, “i principi di pari opportunità, di lotta alle discriminazioni, di prevenzione della violenza di genere, fondamentali in una società per formare giovani e adulti responsabili”.
la voce della politica
la regione: “neSSuno Spazio in aula per ideologie deSTabilizzanTi”
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voti a favore e solo 9 contrari. Non ripagherà il consigliere regionale di Fratelli d’Italia dall’amarezza di non essere stato nominato assessore, ma è comunque una bella vittoria, quella ottenuta da Sergio Berlato con la sua mozione contro il gender nelle scuole. Il testo, che prende a riferimento l’articolo 26 della costituzione, la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e la Convenzione Unicef sui diritti dell’infanzia, sottolinea la priorità delle scelte dei genitori nell’educazione dei figli e chiede che “la scuola non introduca ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti”. Per l’assessore di Forza Italia Elena Donazzan il Veneto, “che ha già dato un messaggio chiaro contro l’introduzione di programmi gender nelle scuole proseguirà sulla strada già intrapresa”. Duri i giudizi di 5 stelle e Pd, che hanno votato contro. Per Jacopo Berti (M5S) la mozione è figlia “di una destra reazionaria destinata presto a sparire”. Non meno secca la replica di Alessandra Moretti: “siamo in un polverone creato sul nulla: la riforma definita come “buona scuola” non contiene nulla di quello che viene indicato in questa mozione e non risulta assolutamente che nelle scuole venete sia in atto un’introduzione surretizia di tematiche non condivise con il mondo dei genitori”. La maggioranza ha ottenuto invece i voti della Lista Tosi. Per Stefano Casali, “ben vengano mozioni preventive come questa, perché moltissimi genitori e famiglie temono che camuffando il tema di contrastare il bullismo o l’omofobia, si inseriscono nei programmi di istruzione idee che non hanno titolarità G.U. alcuna nell’educazione scolastica”.
NO All’IDEOlOgIA gENDER, MA SENZA CROCIATE NEllE SCuOlE Anche il mondo cattolico si divide sull’atteggiamento da tenere. Il Patriarca Moraglia: “I genitori leggano quei libri”. La diocesi di Padova: “coltiviamo uno stile di dialogo”
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isto il clamore della polemica, che dalla laguna ha raggiunto eco globale dopo l’intervento di Elton John, difficilmente il Patriarca di Venezia avrebbe potuto evitare di intervenire. Lo ha fatto in via ufficiale e generale, richiamando le parole del Papa sulla teoria del gender e sulla differenza sessuale che rappresenta “una ricchezza” la cui rimozione “il vero problema, non la soluzione”. Ma lo avrebbe fatto anche in via ufficiosa e più specifica durante la visita alla casa dell’ospitalità di Santa Maria dei battuti, quando – secondo quanto scritto dal Gazzettino – mons. Moraglia avrebbe infatti invitato i genitori a leggere i libri che il neo sindaco Brugnaro ha depennato dalla lista del materiale in dotazione alle scuole materne comunali, per “valutarli attentamente e confrontarli con la realtà educativa che vogliono proporre ai loro figli”. Più esplicito, al punto da suscitare subito forti reazioni negli ambienti tradizionalisti, il documento firmato dall’ufficio per la pastorale della scuola della diocesi di Padova. Al centro della riflessione, non solo i libri che parlando di matematica finiscono per descrivere famiglie “con due papà”, ma anche il referendum che vede impegnate nella raccol-
ta di firme in queste settimane anche molte associazioni cattoliche per l’abrogazione della legge sulla Buona scuola, presentato però in molti dibattiti organizzati nelle parrocchie come abrogativo del gender a scuola. Una evidente strumentalizzazione criticata dalla diocesi, che punta però nella sua riflessione soprattutto sullo “stile” con cui una comunità cristiana deve affrontare l’argomento. “Se in qualche scuola il problema c’è – ha spiegato il direttore dell’ufficio don Lorenzo Celi in una intervista al settimanale diocesano La difesa del popolo – bisogna affrontarlo e i genitori devono esigere spiegazioni dai dirigenti scolastici, perché su questi temi alla famiglia spetta un ruolo prioritario di indirizzo. Un conto però è vigilare, altra cosa promuovere crociate ideologiche o incontri allarmistici da cui le famiglie escono disorientate. Noi vogliamo essere chiesa “nel” mondo, mai “contro” il mondo. Papa Francesco ci insegna che la verità non è un assoluto ma è “relazionale”, cioè va cercata insieme e vive solo nel dialogo tra le persone: possibile che sugli aspetti fondamentali dell’uomo non possiamo trovare spazi di dialogo?”. G.U.
20 1 Voci da palazzo Intervista a Jacopo Berti Padovano, 31 anni, è capogruppo - portavoce del Movimento 5 Stelle
“Noi in Regione per scardinare i privilegi della casta” Sulla Sanità separare il riordino delle Asl dalla discussione sull’Azienda Zero. Immigrazione, no all’industria dell’accoglienza e pratiche di asilo più rapide da sbrigare in tre settimane non in due anni di Nicola pavan
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l padovano Jacopo Berti, portavoce - capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, 31 anni, racconta i primi mesi di impegno a Venezia. Come è stato il debutto in Consiglio Regionale? “Fin dall’inizio della nostra esperienza in Regione abbiamo mostrato la nostra rilevanza. Quei pochi che si ostinavano a credere che saremmo entrati per fare una scampagnata si sono dovuti ricredere in fretta. Abbiamo denunciato gli sprechi circa gli uffici di gruppi formati da uno solo; abbiamo fatto pressioni per non far ottenere tfr e vitalizio a Chisso e Galan. Grazie al buon lavoro della magistratura, questa nostra richiesta è stata soddisfatta”. A proposito di compensi, che ne è della crociata contro costi della politica? “Questo episodio ha mostrato le lacune della legge regionale per il taglio dei costi della politica ed in pafrticolare per l’abolizione dei vitalizi. Questa legge non va bene e finché saranno i partiti a scrivere leggi per tagliarsi i propri privilegi avremo il paradosso del tacchino che festeggia il Natale. È per questo che noi abbiamo portato in Regione una proposta di legge di iniziativa popolare, firmata da migliaia di cittadini. Stiamo completando le pratiche per presentarla. Lì potremo guardare in faccia chi vuole realmente togliere i privilegi della casta. Quali i primi risultati che avete ottenuto?
“All’inizio di settembre sono state approvate tre nostre mozioni su tre, in particolare quella sul ddl scuola che cambia la storia del governo Renzi. Grazie alla nostra mozione approvata insieme con la maggioranza e l’assessore all’istruzione, il ddl scuola - l’odiata riforma scolastica chiamata “La Buona Scuola”- viene impugnato davanti alla Corte Costituzionale. I termini per il ricorso sarebbero scaduti in questi giorni (13 settembre). È grazie al M5S veneto, che ha guidato l’azione politica del M5S in tutte le regioni in cui è presente, che siamo riusciti a portare a casa questo storico risultato. Altra sfida che attende al varco la Regione è la riforma della sanità. “La riforma che stiamo discutendo in queste ore nella commissione di cui sono vicepresidente, è una riforma mastodontica che influirà sulle vite dei veneti, e non solo, almeno per i prossimi vent’anni. Da qui la nostra richiesta di vederci chiaro. Noi del M5S siamo la politica con la coscienza, una rarità. Voglio dormire sereno, consapevole di aver fatto il meglio per la salute dei veneti. Il nostro pragmatismo ci ha portato a chiedere dunque che la discussione sull’Azienda zero venga separata da quella per il riordino delle Asl. Portiamo a casa il riordino, che farà risparmiare milioni ai veneti. Solo dopo potremo valutare con la giusta attenzione ogni aspetto dell’Azienda zero, la quale, se andrà in direzione dell’interesse dei
veneti, avrà tutto il nostro appoggio. Per questa riforma vogliamo sentire i sindaci, i soldati in prima linea sul territorio. Ci è stato proposto un incontro che è più simile ad uno speed date: ascoltare 22 loro rappresentanti in 6 ore e mezza. Significa poter dedicare solo 15 minuti a testa, per una riforma che può incidere per i prossimi venti anni... una follia! Noi abbiamo rispetto dei sindaci e non ci stiamo. Ho perparato una mail che invierò a tutti i sindaci, in cui è esposta la nostra linea su Azienda zero e riforma delle Asl. Speriamo così di poter intavolare qualcosa di più simile ad un dialogo costruttivo”. In questi giorni l’emergenza immigrazione è sempre più pressante, che fare in Veneto? “È un tema delicato per tutta Italia, anzi per l’Europa intera. Ma in Veneto è sentito particolarmente. In quanto capogruppo del M5S in Regione ho il dovere di chiarire una volta per tutte qual è l’obiettivo delle nostre proposte in tema di immigrazione: combattere l’industria dell’accoglienza. Un’industria democratica, in senso ironico, perché vede destra e sinistra ugualmente presenti. Un’industria formata da cooperative in combutta coi partiti, il cui unico interesse è guadagnare sulla pelle degli immigrati a spese dei veneti”. In che modo? “Facendoli permanere il più a lungo possibile nei centri. Ogni giorno in più queste strutture intascano 35
Jacopo Berti
“Quei pochi che credevano che la nostra sarebbe stata una scampagnata si sono dovuti ricredere” euro ad immigrato. Il conflitto di interessi è palese. Per questo noi chiediamo che le pratiche per concedere il diritto d’asilo vengano sbrigate in tre settimane, non in due anni. Se un migrante viene riconosciuto come clandestino, deve lasciare il nostro Paese. Siamo disposti ad organizzargli il viaggio. Costerà di meno ai cittadini e saremo sicuri che rispetterà la legge abbandonando il Paese. Infine chiediamo il superamento del trattato di Dublino. Un accordo europeo che intasa la burocrazia e grazie al quale la Germania approfitta della nostra posizione geografica, rendendoci la costa ideale sulla quale far sbarcare tutti i migranti dell’Africa e del medio oriente”.
la consigliera veneziana M5s
l’unica voce di chioggia dice “STop alla corruzione”
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om’è stato il debutto in Consiglio regionale, considerando anche la impegnativa eredità che ha ricevuto: chiamata a portare e a rappresentare in Regione le istanze di Chioggia dopo politici di lunga e collaudata esperienza come Carlo Alberto Tesserin e Lucio Tiozzo? “Un debutto positivo. Sento molto forte il senso di responsabilità e dedicherò il massimo impegno a favore dei bisogni dei cittadini tutti, a prescindere dal colore politico, cercando di attivare Consiglio e Giunta sui provvedimenti di cui il mio territorio ha un estremo bisogno, in primis il problema dei collegamenti e delle attività produttive come pesca, agricoltura, artigianato e turismo. Sono state già approvate diverse nostre mozioni, come quella contro la riforma della scuola. Ho portato le istanze di
Chioggia riguardo alla sicurezza della Romea, la necessità oggi più impellente. Inoltre mi sto occupando in prima linea di immigrazione nei miei territori di appartenenza. Come unica portavoce del M5S della provincia di Venezia saprò rappresentare tutta l’area provinciale”. Quali altre questioni porta avanti che riguardano il Basso Veneziano? “Il problema della mancanza di adeguati ed aggiornati collegamenti stradali alternativi alla SS Romea ma non devastanti per il territorio, la necessità di un efficiente sistema ferroviario regionale che permetta a lavoratori e studenti di raggiungere in sicurezza e in tempi accettabili le città confinanti. Ritengo che l’isolamento sia il punto dolente dell’area sud della provincia e che ne vanifica anche molte potenzialità economiche. Trovo che la necessità più
urgente sia quella di mettere in sicurezza la Romea. Inoltre condivido la battaglia per far ritornare il Tribunale a Chioggia, per l’enorme bacino di utenza che serviva e la difficoltà, come si diceva, di giungere nel capoluogo. La tutela e la promozione dei prodotti tipici del nostro territorio, lo sviluppo del turismo, la trasformazione di una pesca che salvaguardi l’ambiente ma che contemporaneamente tuteli gli addetti del settore. Ma anche la salvaguardia del territorio dalle opere che potrebbero danneggiarlo, come la diga sull’Adige il cui progetto è in fase di approvazione, da realizzarsi a monte del fiume in località Badia Polesine, causa di un sicuro impoverimento d’acqua, di risalita del cuneo salino nelle nostre zone a valle e di aumento del fenomeno di erosione degli arenili di Sottomarina, Isola verde e Rosolina Mare”.
Quali battaglie del Movimento 5 Stelle a livello regionale? “Sono principalmente tre. Reddito di cittadinanza veneto. Beppe è tornato a Roma per parlarne. La promessa che hanno fatto i nostri colleghi in parlamento è che questo sarà l’ultimo anno senza il Reddito di cittadinanza. Noi lavoriamo per anticiparlo in Veneto. Taglio dei costi della politica. La legge regionale come abbiamo visto fa acqua, creando situazioni imbarazzanti come la concessione del vitalizio a condannati come Galan e Chisso. Questa legge non va bene e finché saranno i partiti a scrivere leggi per tagliarsi i propri privilegi avremo il paradosso del tacchino che festeggia il Natale. È per questo che noi abbiamo portato in Regione una proposta di legge di iniziativa popolare, firmata da migliaia di cittadini. Stiamo comple-
Aism, AssociAzione iTALiAnA scLerosi MuLTipLA, e i notAi ti invitAno A pArtecipAre AgLi inconTri grATuiTi per ricevere risposTe ALLe Tue doMAnde.
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Erika Baldin tando le pratiche per presentarla. Lì potremo guardare in faccia chi vuole realmente togliere i privilegi della casta. Creazione di un’agenzia veneta anticorruzione. Che vorremmo guidare noi. Del Veneto per troppo tempo si è parlato solo per scandali di corruzione. I cittadini sono stanchi, serve un’agenzia sul territorio che vigili nell’interesse dei veneti. Questi tre aspetti sono accompagnati da altre grandi battaglie, come quella sulla scuola, l’ambiente e l’immigrazione”. O.J.
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Voci da palazzo 23 1 Commissione Sanità Si passerà da 21 a 7 Ulss e nascerà Azienda zero
Riforma del sistema sanitario pronta in pochi mesi Luca Coletto, assessore alla sanità veneta, è deciso: dal 1° gennaio 2016 tutto cambierà. Ma i Sindaci e i consiglieri di opposizione non ci stanno e chiedono più tempo di germana urbani
L’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto
zione per un inglobamento totale dei servizi sociali (e quindi una ipotetica sparizione della direzione sociale) all’interno dell’Azienda zero. Altri hanno rilevato la mancanza di chiarezza sul ruolo della conferenza dei sindaci all’interno della nuova visione di sanità veneta e quindi, ha osservato De Paoli (sindaco intervenuto al posto di Massimo Bitonci), “la richiesta precisa è che le rappresentanze politiche territoriali siano garantite in seno a questa grande riforma, per assicurare ai cittadini che non si tratti di un’operazione verticistica che dimentica i bisogni e le voci dei territori”. Da ultimo, sia i sindaci del bellunese, che quelli del veronese hanno rivendicato le peculiarità del loto territorio, sottolineando – come ha fatto Marconcini, sindaco di Cerea - che l’equazione “territorio provinciale uguale territorio dell’Ulss è forse oggi anacronistica, proprio nel momento in cui le pro-
Movimento cinque stelle
“Troppa freTTa. Si riSchia di iMprovviSare”
I sindaci: “Un’operazione verticistica che dimentica i bisogni e le voci dei territori” vincie vanno a morire”. Inoltre per Bolis, sindaco di Carmignano di Brenta, la “funzione di programmazione non può essere della nascente Azienda Zero”, mentre Barbuiani, sindaco di Adria, ha rivendicato per la sua città, che vanta una Ulss tra le più virtuose d’Italia, la sede legale ed amministrativa della futura unità locale. Il presidente della Commissione, Fabrizio Boron (LZ) ha chiuso la seduta rimarcando l’importanza di “aver finalmente messo in movimento un processo che era indispensabile avviare”.
n quarto d’ora a testa. Neanche il tempo di un caffè al bar per portare all’attenzione della Quinta commissione le istanze del territorio. Così si sono svolte a palazzo Ferro-Fini le audizioni dei rappresentanti delle conferenze dei sindaci delle aziende sanitarie venete. Molti incontri in una manciata di ore, per ascoltare rapidamente cosa hanno da dire i veri referenti del territorio veneto su un tema epocale come quello della riforma della sanità regionale. “E’ inaccettabile - ha detto Alessandra Moretti, capogruppo dell’opposizione Pd in consiglio regionale - che su un provvedimento come questo, di enorme complessità e delicatezza, si proceda con l’improvvisazione e la fretta. I presidenti delle Conferenze dei sindaci sono stati convocati telefonicamente in audizione in 5 giorni, togliendo loro la possibilità di un approfondimento preliminare con i rispettivi territori e dunque la possibilità di esprimere fino in fondo la loro posizione. Si tratta di una grave mancanza di rispetto, visto che le Conferenze hanno un ruolo fondamentale di programmazione, cofinanziamento e gestione dei servizi sociosanitari territoriali. Così abbiamo chiesto ed ottenuto che a chi ha espresso la necessità di esaminare ulteriormente la proposta di legge con la Conferenza dei sindaci, venga concesso il tempo necessario e venga dato modo di venire prossimamente in audizione”.
gruppo Tosi in Consiglio
“uNA RIfORMA EpOCAlE: NESSuNA AZIENDA ZERO”
“C
i sono troppi dettagli che non quadrano, troppe situazioni sbagliate in questo iter – si rammaricano i consiglieri del M5S - a partire dal tempo che è stato dedicato ai rappresentanti delle conferenze dei sindaci. Sono loro che hanno il polso del territorio e non si può pensare di approfondire un tema di questa portata ascoltandoli tutti per un quarto d’ora ciascuno. Quindici minuti a testa per una riforma epocale, che condizionerà almeno i prossimi vent’anni dei veneti”. I consiglieri grillini ritengono necessario rivedere le soluzioni previste dalla legge per il riassetto delle aziende sanitarie. “È assurdo parlare di una divisione per province, quando in realtà la popolazione non si basa su questi confini arbitrari. La gente si muove su criteri di vicinanza e per comodità e non va certo dove la politica cieca e arruffona vorrebbe, quindi tutto va rivisto sullo schema degli ambiti. Quest’ultima soluzione è l’unica applicabile al piano riordino delle Ulss”. “Già la faccenda è abbastanza intricata – concludono gli esponenti del Movimento - non mettiamoci so-
Alessandra Moretti, pd
U
L
’efficienza e l’azzeramento delle liste d’attesa sono una priorità su cui si sta lavorando da anni ma che non sono mai state davvero raggiunte. Ora però in Regione si va al sodo e presto si andrà al voto decidendo l’accorpamento delle Ulss che passeranno da 21 a 7 e ricalcheranno il territorio provinciale da cui prenderanno il nome: Dolomitica, Marca Trevigiana, Serenissima, Polesana, Euganea, Berica e Scaligera. A queste si aggiungeranno le eccellenze quali l’Azienda ospedaliera di Padova, l’Istituto oncologico veneto e l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e l’Azienda zero. “La decisione di creare un nuovo ente denominato Azienda zero - ha spiegato l’assessore Coletto - risponde alle finalità di unificare e centralizzare le funzioni di programmazione, attuazione sanitaria e socio-sanitaria, nonché di coordinamento e governance del sistema sanitario, riconducendo a esso le attività di gestione tecnico-amministrativa su scala regionale”. In altre parole: le Ulss territoriali si occuperanno solo dell’organizzazione delle prestazioni e dei servizi ai cittadini e un unico ente regionale gestirà gli acquisti, l’accreditamento delle strutture private, il monitoraggio dei costi standard e la formazione del personale. Quanto alle liste d’attesa nessuna novità: si attende sempre tanto e non c’è nessun dato ufficiale sulle aperture degli ambulatori in orario serale e nei festivi non ce ne sono. D’altronde se i direttore generali continuano a risparmiare sull’organico tagliando il personale chi dovrebbe aprire gli ambulatori serali?! Lo sanno bene i primi cittadini riuniti nelle Conferenze dei Sindaci i cui rappresentanti sono stati convocati a inizio settembre per un’audizione fiume che aveva lo scopo di raccogliere pareri e suggerimenti sul Pdl 23, contenente l’ipotesi di Azienda Zero e di ripensamento territoriale delle ULSS stesse. Molti sindaci hanno rimarcato la forte preoccupa-
L’opinione
“CI pREOCCupA lO “ZERO fONDI” pER I DISAbIlI!”
“A
pra anche il carico della creazione di questa misteriosa e fantomatica Azienda Zero. Questo punto va stralciato dal resto della legge e approfondito con i tempi che merita. Siamo di fronte a un cambiamento storico, in grado di far impallidire le grandi riforme del secolo scorso, e vogliamo gestirlo come se si trattasse della scelta della tappezzeria di casa o delle tende della cucina. Ma stiamo scherzando? Ci opporremo in tutti i modi, portando avanti non i nostri interessi, ma quelli del territorio”.
zienda Zero e zero fondi per i disabili”. La riflessione arriva dai consiglieri tosiani Negro, Casali, Conte e Bassi che il 13 luglio scorso avevano presentato un’interpellanza urgente alla Giunta per l’attivazione dei fondi a sostegno delle disabilità e per la predisposizione dell’atto economico-amministrativo dando così continuità al servizio nell’anno scolastico 2015/2016.“Un interrogazione senza risposta - spiegano i consiglieri - già a luglio avevamo chiesto l’attivazione con urgenza delle disposizioni dell’ art.60 della Legge Regionale 6/2015 dove al comma 2 si prevede che la Giunta sia autorizzata a stabilire i requisiti, i criteri e i termini per l’assegnazione di un contributo alle province del Veneto quantificato in 6 milioni di euro per l’esercizio 2015. “Nulla è cambiato da allora – aggiungono i tosiani - se non che oggi le famiglie con figli disabili sensoriali continuano ad attendere lo sblocco dei fondi e rischiano di rimanere senza sostegno e trasporti, ma la priorità della maggioranza in Commissione Sanità e del Presi-
dente Zaia pare sia solo e unicamente procedere con la realizzazione dell’Azienda Zero che stravolgerà la gestione sanitaria e sociale, accentrandola su un unico ente esterno al controllo regionale”. “I rischi che avevamo previsto a maggio si stanno concretizzando – proseguono Negro, Casali, Conte e Bassi - cioè lasciare un migliaio famiglie nella più totale assenza di certezze nel ricevere un servizio fondamentale e il rischio per circa 600 operatori assistenziali di rimanere senza lavoro”.
24 Cultura locale Tra l’approfondimento e l’amarcord Sottomarina e il divertimento notturno
La Sottomarina mondana degli anni ‘60
Dj e protagonisti della vita notturna degli anni Sessanta e Settanta si ritrovano per rivivere l’atmosfera di un tempo
NEWS Sociale
arte e cibo, la suggestiva proposta dei “gustabili”
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“Disco revival celebration”: ex titolari (o loro parenti) dei locali notturni di un tempo. Da sx Giannino Tiozzo, Adolfo Tiozzo, Felice Tiozzo, Mauro Ballarin, Lucio Moro, Piero Fidelfatti, Egidio Carugati, Glen White, Marco Galli, Max Tiozzo, Davide Nardo, Mirko Righetto, Gino Levantaci
di Andrea Varagnolo
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on si dovevano preoccupare i giovani chioggiotti nati nel Dopoguerra e cresciuti negli anni del boom economico, di scegliere dove trascorrere le loro notti brave. Il divertimento notturno, quello vero, che oggi ha lasciato il passo allo sballo, era di casa a Sottomarina, che attirava giovani persino da città come Bologna, Torino, Ferrara e che portava sul palcoscenico artisti del calibro di Alba Parietti, Mia Martini, Jonny Dorelli, Claudio Baglioni, Toto Cutugno, tanto per citarne alcuni. Erano gli anni Sessanta e Settanta, in un periodo in cui l’economia galoppava dopo che l’Italia si era mirabilmente risollevata dal disastro bellico. Sottomarina diventò un vero e proprio “palcoscenico privilegiato”, dove vennero persino lanciati personaggi e gruppi musicali che fecero la storia in Italia. Dal mitico Shaker iniziarono a presentarsi al grande pubblico, appunto, Claudio Baglioni, i Ricchi e Poveri, Toto Cutugno, come racconta un approfondimento degli anni Novanta dello storico locale, giornalista della Nuova Venezia, Sergio Ravagnan. Ma in questo paradiso del divertimento
News
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“trovarono spazio” anche Lucio Dalla, Mina, Gianni Morandi, Little Tony. Insomma, Sottomarina in passato fu la culla della mondanità e un trampolino di lancio per i maggiori artisti di successo del panorama musicale italiano. I locali dell’epoca, che ebbero maggior successo, furono lo Shaker, l’Ocean, il Mithos, il Gilly Galloo, il Cichito e il Nuovo Mondo, che ancora oggi vengono costantemente ricordati con emozione da chi ebbe la fortuna di trascorrerci i momenti migliori della giovinezza. Lo scorso 30 aprile un evento in memoria di quegli anni è stato proposto alla discoteca “Prince”, ormai l’unica sala da ballo rimasta in città, fatta eccezione qualche locale estivo. In quell’occasione i dj dell’epoca hanno fatto rivivere l’atmosfera di quegli anni. Tante le lacrime che sono scese e tanti i ricordi, gli aneddoti, le storie di artisti che, da allora, ne hanno fatta di strada. Ma, di quegli anni, adesso, non rimane più nulla. Un vuoto che è iniziato, in realtà, più di vent’anni fa, quando – pian piano – i locali storici hanno iniziato a chiudere i battenti. E, nel contempo, il divertimento ha iniziato a “inquinarsi” con le droghe. Se ne-
gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta bastava la “sana” trasgressione a divertire, dagli anni Novanta la trasgressione è diventata sinonimo di droga e, da allora, il concetto di divertimento è profondamente cambiato. Ma, se in altre località turistiche italiane le discoteche hanno dimostrato di sapersi adeguare – nel bene o nel male – alle nuove tendenze, ai nuovi dettami della vita notturna, a Sottomarina tutto si è fermato e nessun imprenditore è stato in grado di proporre qualcosa di veramente al passo con i tempi. Così, finita l’estate - quando la località propone ancora qualche opportunità interessante - con l’inizio della stagione invernale la vita notturna sparisce quasi del tutto, così i giovani sono costretti a dirottare verso i locali del Rodigino, del Padovano e del Veneziano, che ancora qualche opportunità la offrono. Ma questo vuoto, che negli ultimi due anni si è fatto sempre più marcato, sarà mai colmato da qualche mano coraggiosa, che scommetterà su questa località, magari imparando dal passato, e riuscendo, ancora oggi, a proporre ai giovani, sane opportunità di divertimento?
a splendida terrazza InDiga di Sottomarina è stata scelta da un gruppo di ragazzi con disabilità e disagio sociale, i Gustabili, coordinati dagli educatori e dalla ideatrice del progetto, Manuela Curina, come location per svolgere il pranzo che renderà omaggio all’arte del cinema d’autore. Lo scopo di tale iniziativa è dimostrare che c’è una possibilità per tutti e che si può scegliere il proprio futuro. Solo una grande disponibilità d’animo permette di avvicinarsii a due forme di bellezza: l’arte e la cucina. “Quando l’arte dà da mangiare e il mangiare è arte” si è svolta a Palazzo Grassi e ha avuto per protagonista Diego Flowers, un giovane artista locale famoso per ritratti ed illustrazioni. Il secondo appuntamento con il percorso di avanguardie artistiche e cibo ha visto la musica protagonista in cucina. Una serata definita interattiva dal momento che gli ospiti hanno iniziato a gustare il benvenuto degli Chef con le istruzioni scritte in chiave futurista, per poi accostarsi ai piatti in sincronia con canzoni e visual, giocando a lasciare un commento alla fine di ogni portata. Si sono infatti intervallate performance musicali e contaminazioni artistiche in vinile che spaziano dalla musica classica allo street style, passando attraverso il blues, il jazz e la musica alternativa al ritmo di video installazionigrazie al dj LB e visual Francesco Mancin. “La musica è una via per la quale l’anima torna al cielo” …uno spettacolo a cielo aperto organizzato all’interno dell’antica corte della Chiesa di San Martino a Sottomarina. “Un lavoro di squadra – commenta la presidente della Cooperativa Valeria Tiozzo - vincente e destinato a portare molti frutti”. Miriam Vianello La sfilata delle Auto d’epoca
Il 20 settembre a chioggia la sedicesima edizione de “il macinino”
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omenica 20 settembre 2015 appuntamento a Chioggia per i moltissimi appassionati di auto storiche per la 16a edizione de “Il Macinino” promosso in collaborazione con il Club Venezia Auto Moto Storiche e la Città di Chioggia. Le vetture iscritte alla manifestazioni si ritroveranno presso il bar “Mora Mora” in Lungomare Adriatico a Sottomarina (Stabilimento balneare Clodia) per essere visionate dalla Commisione. Successivamente le auto storiche raggiungeranno piazzetta Vigo a Chioggia per essere presentate al pubblico dove si svolgeranno anche le premiazioni che riguarderanno le auto più datate, quelle più caratteristiche e curiose, più particolari…Ritorno in sfilata a Sottomarina per la sosta pranzo, a base di pesce, e poi nel pomeriggio ancora un passaggio per il lungomare e il centro storico di Chioggia dove le vetture sosteranno per essere ammirate dal pubblico. Eugenio Ferarese
Lo spettacolo musicale in piazzetta Vigo
“Nel sole” il racconto di un prestigioso tributo ad al bano carrisi
ell’affascinante piazzetta Vigo il 17 luglio scorso centinaia di persone si sono assiepate per assistere allo spettacolo musicale “Nel Sole” - tributo ad Albano Carrisi.- offerto dalla Pro Loco di Chioggia, da Gianni Gavagnin del ristorante “La Perla Rosa” di Borbiago di Mira e da Luciano Boscolo Cucco de “La Dragaggi” di Marghera, nell’ambito delle manifestazioni della Sagra del Pesce 2015. I brani musicali sono stati proposti da Beppe Ferrante e la sua band che è riuscito a coinvolgere grazie alla sua abilità canora i moltissimi presenti. Ferrante è un volto assai noto al pubblico televisivo per le sue esibizioni nelle trasmissioni “Tale e quale”
per la sua somiglianza, anche fisica e non solo vocale, con Albano Carrisi. La serata si è arricchita grazie alla presenza del maestro d’orchestra Simeone Tartaglione di origini siciliane, emigrato negli Stati Uniti d’America, al quale il Ministero dell’immigrazione Usa nel 2010 ha riconosciuto il raro visto O-1 come “musician of extraordinary abilities”. Direttore musicale di diverse orchestre sinfoniche negli Stati Uniti, è stato scelto per la direzione dell’orchestra per il concerto in onore di Papa Francesco che si terrà a Washington a settembre. Il Maestro Tartaglione era accompagnato da Alessandra Cuffaro, nota violinista di fama interna-
zionale che svolge attività concertistica in Italia e all’estero (Stati Uniti, Francia, Spagna, Russia e Bulgaria), vincitrice assoluta in diversi concorsi nazionali ed internazionali ed insignita di numerose targhe per la carriera. E’ anche la prima donna nella storia di violinisti italiani ad eseguire tutti i 24 Capricci di Nicolò Paganini in un concerto. Il suo violino è un Galliano del 1835. I due noti artisti erano stati invitati da Luciano Boscolo Cucco e da Ilica, (Italian Language Inter-Cultural Alliance) rappresentata dal presidente Vincenzo Marra. E.F.
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diritto PENALE
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diritto del lavoro
La guida in stato di ebbrezza
Ferie, permessi e assenze dal lavoro
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Avv. tommaso rossi
empre di più stretta attualità e tema di un acceso di- anzi, la sanzione prevista dall’ipotesi più grave. Per quanto battito in ambito nazionale è il problema della guida riguarda le sanzioni, come detto, queste si suddividono in in stato di ebbrezza. Questo fenomeno, nel corso degli base al tasso alcolemico riscontrato e vanno dal pagamento anni, ha assunto via via connotati sempre più problematici e di una somma da 531 euro a 2.125 euro all’ammenda da di vero e proprio allarme sociale, tanto da spingere il legisla- 1.500 euro a 6.000 euro e l’arresto da 6 mesi a 1 anno. tore, con sempre maggior frequenza, a intervenire inaspren- Anche la sospensione della patente varia da un minimo di 3 do le sanzioni a carico degli automobilisti. La normativa di mesi a un massimo di 2 anni (con raddoppio di sanzioni o, riferimento è l’art. 186 del Codice della Strada (mentre per addirittura, revoca nell’ipotesi di incidente stradale). Inoltre, i neopatentati e altre categorie sussiste un altro articolo ad nell’ipotesi di guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 hoc, il 186 bis, qui non preso in considerazione) che suddi- (g/l) è prevista anche la confisca del veicolo (salvo che vide, o meglio gradua le sanzioni a carico del guidatore a se- appartenga a persona estranea al reato). Ulteriori aumenti condo del tasso alcolemico riscontrato. La soglia minima, ol- sono previsti in particolari situazioni. Salvo eccezioni, la tre la quale scatta la contestazione è normativamente fissata pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche su in 0,5 ed è calcolata in base alla quantità in grammi di alcol richiesta dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utipresenti in un litro di sangue (g/l). Dallo 0,8 e successivi si lità consistente nella prestazione di un’attività non retribuita ha la configurazione di un reato penale (mentre nell’ipotesi a favore della collettività da svolgere presso enti od organizpiù lieve rimane illecito ammnistrativo). La contestazione, zazioni convenzionate. L’effetto concreto dello svolgimento di regola, avviene a mezzo di un strumento chiamato “al- positivo del lavoro è la riduzione alla metà della sanzione coltest” che misura la quantità di alcol contenuta nell’aria della sospensione della patente e la revoca della confisca respirata, ovvero con prelievo del sangue, ma in taluni casi del veicolo sequestrato. può anche essere accertato sulla base di elementi sintomati- Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it ci. Peraltro, a nulla vale il rifiuto di sottoporvisi che configura, Studio Legale avv. Tommaso Rossi, via I° Maggio n. 3, Rosolina (RO) tel. e fax 0426.340007 - e-mail: info@studio-rossi.net
RIVALSA DATORE DI LAVORO
Avv. Piero galimberti
i lavoratori dipendenti è riconosciuto il diritto, ad un ratore, di un danno non patrimoniale (danno all’integrità periodo di ferie retribuite, nella misura non inferiore psicofisica), pienamente risarcibile. Oltre alle ferie, i lavoraa quattro settimane di lavoro. Il motivo fondamen- tori dipendenti possono beneficiare, in alcune circostanze, tale di tale diritto, tutelato esplicitamente dall’art.36 della di periodi di astensione legittima dal lavoro, usufruendo dii Costituzione, è quello di poter reintegrare le energie psico- cosiddetti periodi di congedo ovvero di permessi. In caso fisiche spese durante la prestazione lavorativa e di poter di matrimonio avente validità civile il lavoratore può fruire, partecipare in maniera più intensa alla vita sociale e fami- previa richiesta anticipata al datore, di 15 giorni di congedo liare. Le ferie sono un diritto, ma costituiscono anche un retribuito, così come mantiene il diritto alla conservazione obbligo, per cui non possono essere oggetto di rinuncia da del posto e a una indennità, corrisposta dall’INPS, il lavoparte dello stesso lavoratore, possono essere differite nel ratore richiamato alle armi. Riguardo invece ai permessi, loro godimento, ma solo entro determinati limiti temporali regolati anch’essi dalla legge e dai contratti collettivi, I la(in genere entro 18 mesi, ma i contratti collettivi possono voratori hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni prevedere periodi diversi) e possono essere retribuite, in (non sono considerati i festivi e giorni non lavorativi) all’ancaso di mancato godimento, solo in casi limitati, primo fra no in caso di decesso o di documentata grave infermità del tutti, la cessazione del rapporto di lavoro. La decisione sul coniuge, anche se legalmente separato, o di un parente periodo di godimento e sulle modalità di fruizione delle entro il secondo grado, anche non convivente, o di un ferie è considerata attività organizzativa riservata al datore soggetto componente la famiglia anagrafica. Altri permessi di lavoro, fermo restando che il lavoratore ha diritto, se sono previsti per motivi medici e sanitari (tossicodipendenlo richiede, a fruire almeno di due settimane consecutive. ze, disabilità) e in caso di partecipazione del lavoratore alle L’illegittimo diniego al dipendente di usufruire delle fe- operazioni elettorali quale componente di seggio. Hai delle domande inerenti a questo argomento? rie può comportare oltre che una sanzione amministrativa scrivi a diritti@lapiazzaweb.it a carico del datore di lavoro, anche la causazione al lavoAvv. Piero GALLIMBERTI - B.S.Giovanni – via Matteotti n.1115/A - 30015 - Chioggia (VE) Tel. 041-5542025 fax 041-5541511 - Cell.3296273511 - PEC: piero.gallimberti@venezia.pecavvocati.it
fiscalita’, norme e tributi
a cura di A.P.I.V.
“Diritto di rivalsa” questo sconosciuto: Il ravvedimento operoso 2015 solo il 20% delle aziende italiane lo esercita Germana Mozzato ontinuando nella nostra disamina dei rimedi esperibili - dopo 2 anni: sanzione del 4,2%;
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onostante la giurisprudenza italiana in materia sia consolidata fin dal 1998 e confermata dalle più recenti sentenze, pochi datori di lavoro chiedono il risarcimento nel caso in cui un loro dipendente sia stato vittima di un incidente stradale. A giocare un ruolo chiave nella sostanziale rinuncia ad un diritto acclarato è la scarsa conoscenza della normativa e dei verdetti dei tribunali di ultimo grado. Eppure la fattispecie è frequente: se il lavoratore di un’azienda viene coinvolto in un sinistro stradale, in caso di danni fisici resterà assente dal lavoro per malattia. Nel caso in cui il dipendente sia vittima e non responsabile dell’incidente (ovvero a causarlo sia stato il conducente dell’altro veicolo), l’INPS pagherà parte dello stipendio e poi si rivarrà sull’assicurazione del responsabile. Nel contempo il datore di lavoro dovrà sostenere i costi che maturano per il suo dipendente senza avere la prestazione lavorativa dello stesso. Cosa dice la legge? La sentenza de 12 novembre 1988, nr. 6132, delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione stabilisce che il datore di lavoro- esattamente come l’INPS - ha diritto di richiedere il risarcimento all’assicurazione del responsabile del sinistro. Lo stesso pronunciamento della Cassazione prevede in questi casi due anni di prescrizione. Ciò significa che l’azienda può richiedere il risarcimento per tutti
i casi accaduti negli ultimi due anni. Precisamente, la sentenza 6132/1988 della Cassazione stabilisce che: “Il responsabile di lesioni personali in danno di un lavoratore dipendente, è tenuto a risarcire il datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative. Il danno del datore di lavoro può essere liquidato sulla base dell’ammontare della retribuzione e dei contributi previdenziali, obbligatoriamente pagati dal medesimo datore di lavoro per il periodo di assenza del dipendente infortunato. E’ altresì vero che non tutti sono a conoscenza delle procedure da mettere in atto per ottenere la liquidazione. Da una recente indagine a campione risulta che circa l’80% delle imprese non esercita l’azione di rivalsa in caso di assenza di dipendenti per fatti imputabili a terzi. Ciò causa una perdita complessiva stimabile in 50 milioni di euro ogni anno. Infortunistica SCUDO, con la professionalità e l’esperienza acquisita in decenni di attività è a Vostra disposizione per esaminare eventuali danni riportati negli ultimi due anni e ottenere quindi il ristoro di compensi professionali erogati ai dipendenti anche durante il periodo di assenza per colpe di terzi. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it
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- Oltre 2 anni: sanzione del 5%; nell’ ipotesi che Vi siate trovati nella situazione di aver Naturalmente, oltre al versamento dell’imposta e della omesso un pagamento dovuto all’ Erario, o di esserVi dimenticati una scadenza, parleremo, questo mese, del rime- sanzione, in misura ridotta, il contribuente dovrà versare dio, c.d. del “Ravvedimento Operoso”. Anche su tale Istituto anche gli interessi di mora, calcolati al tasso legale annuo a la legge di Stabilità 2015 ha inciso profondamente, con la partire dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere conseguenza che, da quest’anno, i contribuenti possono sana- effettuato e sino al giorno di effettivo versamento. In pratica, con le nuove regole il Fisco concede la possire i mancati versamenti fiscali, con sanzioni ridotte, senza limiti di tempo, e che le cause ostative all’utilizzo del ravvedimento bilità di ravvedersi anche senza limiti di tempo, con sanzioni operoso vengono limitate al solo caso in cui al contribuente sia sempre ridotte, al massimo il 5% e la sanzione piena, del stato già notificato un atto di liquidazione o un avviso di accer- 30%, resta applicabile esclusivamente nel caso di accertamento (con la conseguenza che un contribuente che abbia tamento. In conseguenza, dal 31 Dicembre 2015 viene subito un’attività di ispezione e verifica da parte dell’ Agenzia abrogato l’istituto dell’acquiescenza integrale ai Pvc, gli inviti o della GdF, potrà ancora usufruire del ravvedimento opero- al contraddittorio e a tutti gli atti definibili emessi dall’Agenzia so per sanare la propria posizione, prima che il conseguente delle Entrate (non preceduti da Pvc o invito). Naturalmente, oltre al versamento dell’imposta e della accertamento gli venga notificato). I termini per usufruire del sanzione, in misura ridotta, il contribuente dovrà versare ravvedimento e le relative sanzioni, così divengono: - Pagamento entro14 giorni: sanzione dello 0,20% gior- anche gli interessi di mora, calcolati al tasso legale annuo a partire dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere naliero; effettuato e sino al giorno di effettivo versamento - dopo 30 giorni: sanzione ridotta del 3%; - dopo 90 giorni: sanzione ridotta del 3,3%; Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it - dopo 1 anno: sanzione del 3,75%; A.P.I.V. – Associazione Piccoli Imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi delle Venezie Centro CAF - Consulenza Commerciale, Tributaria, Contabile e Creditizia - Amministrazione del Personale – Successioni Sede: 30030 Martellago (Ve), P.zza Vittoria 97 - Info: apivtrieste-confesercentipartner@yahoo.it - Cell: 348.3161877
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L’Editoriale PROFESSIONI ED EUROPA: LA SFIDA DI CREARE UNA CULTURA EUROPEA dott. alessandro De Carlo*
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Prima di entrare in palestra, passare dal medico La x riabilitazione post operatoria
xPostura corretta a scuola Continua a pag. 29 35
’Europa oggi è un’entità ancora in cerca di una sua identità, di una forma stabile che le consenta di avviarsi verso il futuro con sicurezza e capacità di incidere. Molto ancora deve essere fatto nella direzione dell’integrazione politica e normativa ma soprattutto, se si vuole veramente restare uniti in un Unione che spesso viene percepita come distante e aliena, è necessario costruire una vera cultura europea. Soltanto una forte cultura condivisa infatti può permetterci di superare le differenze nazionali, molto più di rapide modifiche a regolamenti e statutari comunitari. La scarsità di questa cultura condivisa si traduce anche in limitazioni all’apporto che i professionisti di diversi paesi dell’Unione possono portare fuori dal loro stato. Scrivo questo editoriale da Sibiu, in Romania, dove ho partecipato a un convegno europeo di psicologia. Le domande che ho portato ai partecipanti sono state soltanto due. La prima è stata se conoscessero i regolamenti dei diversi stati dell’Unione Europea riguardo alla possibilità di svolgere la professione di psicologo. La seconda è stata se pensassero che i potenziali pazienti, clienti o utenti fossero disponibili ad affidarsi a professionisti con un titolo di studio estero, esperienze diverse da quelle a cui sono abituati, teorie e concetti lontani dal mainstream della loro nazione. Purtroppo devo ammettere che, anche in un ambiente accademico, la risposta a entrambe le domande è stata negativa. Ma se a riparare alla prima è sufficiente poca formazione riguardo leggi e regolamenti, la seconda richiede un lungo processo di educazione e diffusione della cultura. Oggi, l’Europa ha un potenziale infinito: 500 milioni di persone portatrici di culture diverse, di studi di altissimo livello, di possibilità di innovazione. Però finché non saremo pronti e disponibili ad utilizzarlo, finché non sarà normale – ad esempio – rivolgersi a uno psicologo romeno, inglese, portoghese o tedesco e che gli psicologi italiani sentano di poter lavorare in tutto il continente, questo potenziale rimarrà un’idea e una possibilità ancora da scoprire. *Presidente dell’ordine degli Psicologi del Veneto
xI farmaci Orfani e le patologie rare Continua a pag. 29 35
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L’opinione NON SOTTOVALUTIAMO I TRAUMI DENTALI DEI RAGAZZI
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di Dott. Bruno Noce*
egli ultimi anni è aumentata, negli individui in età evolutiva, la prevalenza di eventi traumatici che vedono il coinvolgimento del distretto oro facciale, ivi comprese le arcate dentarie, si’ da rappresentare un indubbio problema di salute pubblica. Ciò è imputabile all’aumentato dinamismo della vita quotidiana, al maggior coinvolgimento del bambino in attività agonistiche ed all’aumentato uso di veicoli motorizzati da parte degli adolescenti.Scuola, ambiente domestico, ambiente sportivo e strada sono le sedi dove con maggiore frequenza si verificano eventi traumatici e, allo stesso tempo, luoghi dove è possibile mettere in atto idonee misure di prevenzione. L’arrivo ad un pronto soccorso di un paziente che abbia subito un trauma dentale è, pertanto, un evenienza frequente e tale da richiedere, per una corretta presa in carico dell’individuo, competenze multidisciplinari (odontoiatriche, Maxillo-facciali, pediatriche, medico-legali, medicosportive, di medicina d’urgenza e di medicina preventiva); il tutto al fine di avviare il paziente verso un ottimale recupero funzionale ed estetico. A seguito di un trauma che coinvolge il distretto facciale e le arcate dentarie, le prestazioni terapeutiche necessarie possono essere volte al ripristino della mucosa, alla ricostruzione immediata dell’elemento dentario traumatizzato, al riattacco del frammento coronale fratturato, al reimpianto del/i dente/i avulsi, ove possibile. Durante la prima visita, grande importanza deve essere riservata all’approccio psicologico del paziente traumatizzato. Il percorso diagnostico e terapeutico deve essere affrontato secondo un protocollo specifico che, prevedendo inizialmente un’accurata raccolta dei dati anamnesticocircostanziali dell’evento traumatico, si articolo successivamente con una prima fase di obiettività clinica e radiologica, una seconda di specifico intervento terapeutico è una terza che prevede la programmazione di controlli a distanza atti a seguire l’evoluzione clinica. La maggior parte della letteratura, oggi disponibile, sottolinea che spesso la conoscenza delle corrette procedere da seguire in presenza di un trauma dentale è insoddisfacente. Infatti, alcuni studi indicano che solo il 4% dei medici fornisce, in una fase iniziale, un trattamento appropriato. La prognosi delle lesioni traumatiche dentarie dipende dal tempo che intercorre tra l’evento traumatico e l’inizio del trattamento e, spesso, la prima figura che viene a gestire il trauma dentale è il medico di pronto soccorso o quello ospedaliero o il pediatra di libera scelta. Sono state quindi messe a punto dal ministero della salute delle linee guida che possano fornire delle indicazioni e raccomandazioni sulla prevenzione e gestione immediata del trauma dentoalveolare nei pazienti in età evolutiva co una altresì attenta valutazione delle conseguenti implicazioni medico legali. *Presidente della Commissione albo odontoiatri rovigo
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L’intervento CERTIFICAZIONI MEDICHE PER ATTIVITÀ SPORTIVE NON AGONISTICHE O LUDICO-AMATORIALI QUANDO SUSSISTE L’OBBLIGO? di Francesco Noce*
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i sono voluti un D.L., una sua conversione in Legge,una nota esplicativa di un D.M. recante “linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’ attività sportiva non agonistica”, con il supporto di un gruppo di lavoro nominato presso il Ministro della Salute, per sopprimere l’ obbligo della certificazione medica per l’ attività ludico-motoria e amatoriale e confermarne l’ obbligo per l’ attività sportiva non agonistica.E ancora rimangono vaste zone d’ombra sull’argomento a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico e dalla ripresa delle attività sportive. Ma andiamo con ordine: con D.L. del 21 giugno 2013 convertito in legge N.98 il 9 agosto 2103 viene soppresso l’obbligo di certificazione medica per l’attività ludico-motoria o amatoriale e confermato l’ obbligo per l’ attività sportiva non agonistica;nell’agosto del 2014 viene emanato il Decreto del Ministro della Salute con le linee guida e nel giugno dell’anno in corso la nota esplicativa del Ministero della Salute. In pratica l’ obbligo del certificato riguarda a) gli alunni che svolgono attività fisiche-sportive nell’ambito delle attività parascolastiche;b) coloro (inteso come persone fisiche tesserate) che svolgono attività organizzate dal Coni,da società sportiva affiliate alle Federazioni sportive nazionali,alle discipline associate,agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni che non siano considerati atleti agonisti (questi ultimi hanno obbligo di certificazione sportiva rilasciata dalle ALS o da Centri autorizzati); c) coloro che partecipano ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale. I Medici che possono rilasciare il certificato sono i Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o i Medici specialisti in medicina dello sport. Il certificato medico ha validità annuale e per il suo rilascio vengono specificati gli accertamenti clinici richiesti: anamnesi ed esame obiettivo completo di misurazione della pressione arteriosa,un elettrocardiogramma (ECG) (almeno una volta nella vita) o ogni anno per coloro che hanno superato i 60 anni di età e presentano fattori di rischio cardiovascolare oppure indipendentemente dall’età soffrono di patologie croniche comportanti un aumentato rischio cardiovascolare.Ovviamente il medico può richiedere ulteriori esami che ritiene opportuni per il rilascio del certificato. Nell’ambito dell’attività non agonistica il Coni,sentito il Ministero della salute dovrà provvedere ad impartire idonee indicazioni agli Organismi riconosciuti dallo stesso Coni affinché distinguano tra le diverse tipologie di tesseramento ai fini della sussistenza o meno dell’obbligo del certificato tra: a) tesserati che svolgono attività sportive regolamentate;b) tesserati che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico; c) tesserati che non svolgono attività sportiva. Solo per i tesserati di cui al punto sub a) sussiste l’ obbligo della certificazione. Nell’attesa,poichè il gioco del bridge o del burraco o degli scacchi o delle bocce sono considerati discipline sportive, tutti coloro che partecipano a tornei organizzati da società sportive affiliate al Coni dovranno esser muniti di certificato medico? E tutti gli over 60 con ECG annuale? E tutti i bambini che praticano attività fisiche presso Enti riconosciuti dal Coni o nell’ambito di attività parascolastiche anche loro dovranno presentare certificato medico con allegato un ECG? Quali potranno mai essere le attività sportive che non comportano impegno fisico? Conosciamo bene l’ importanza dell’attività fisica per la salute dei bambini ma,come hanno giustamente osservato i Pediatri, la nebulosa definizione di attività sportiva non agonistica,l’obbligo di un ECG per il rilascio del certificato e i costi derivanti hanno reso complesso e più difficile l’ approccio all’ attività motoria organizzata,specialmente per i bambini delle fasce sociali più disagiate. Non sussiste più invece l’obbligo del certificato per attività ludico-motoria, “intesa come attività praticata da soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali,alle discipline associate,agli Enti di promozione riconosciuti dal Coni,individuale o collettiva,non occasionale,finalizzata al raggiungimento e mantenimento del benessere psico-fisico della persona”. Peccato che, come da conoscenza comune,le palestre,le piscine,i circoli del tennis,le piste di pattinaggio e via dicendo,per motivi di opportunità amministrativa sono nella quasi totalità affiliati al Coni e i loro frequentatori automaticamente tesserati, e richiedono indipendentemente dall’attività svolta, la presentazione del certificato medico per la loro frequenza. Di più: il certificato comunque viene richiesto se non altro per motivi assicurativi in quanto molte polizze assicurative stipulate dai gestori di palestre etc. rispondono solamente se vi è la presenza di un certificato medico. Insomma ci sono voluti un Decreto Legislativo,una sua trasformazione in Legge,un Decreto del Ministro della Salute,una nota esplicativa del Ministero della Salute,un gruppo di lavoro presso lo stesso Ministero per complicare il rilascio della certificazione per attività sportiva non agonistica e rendere il certificato per attività ludico-motoria un atto amministrativo per le assicurazioni piuttosto che un certificato clinico per motivi di salute, che, anche se non obbligatorio risulta obbligato. *Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di rovigo
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la riabilitazione post operatoria E’ una tra le componenti più importanti della riabilitazione che eseguiamo presso il Poliambulatorio Vespucci Dott. Barbetta, sappiamo che visita presso il Poliambulatorio Vespucci, fate anche riabilitazione post-operatoria? “Si, questo tipo di riabilitazione è tra le componenti più importanti della riabilitazione che eseguiamo al Poliambulatorio Vespucci. Trattiamo pazienti con esiti di artroscopia di spalla e ginocchio, interventi a mani e piedi (sindrome del tunnel carpale o tarsale, dito a scatto, rizoartrosi, correzione alluce valgo…) interventi di protesizzazione di anca, ginocchio o spalla, interventi al rachide”. Quando conviene prenotare la visita e quanto dura il percorso riabilitativo? “E’ utile eseguire la Visita Fisiatrica appena dimessi dall’ospedale (quindi meglio prenotarla in anticipo) per poter programmare un trattamento riabilitativo personalizzato riguardo anche le indicazioni dei colleghi ortopedici. Tanto più precocemente si inizia una specifica e personalizzata riabilitazione dopo intervento chirurgico, tanto prima si recupera la funzionalità dell’arto interessato evitando l’insorgenza di eventuali complicanze. I cicli di fisioterapia (un ciclo consiste di 10 sedute) possono consistere in uno unico, nei casi più semplici, o più nei casi più complicati ed in pazienti più anziani o defedati”. Quali sono i risultati che vi prefiggete? “L’obiettivo della riabilitazione post intervento chirurgico consiste principalmente nel risolvere l’edema e l’infiammazione presenti nell’articolazione
PRESTAZIONI FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE Riabilitazione neurologica, ortopedica, pre-post operatoria, reumatologica, dello sportivo, pediatrica, posturale, senologica, respiratoria, urologica perineale, logopedica; Terapia occupazionale; Riabilitazione della colonna vertebrale, mano, gomito, spalla, ginocchio, anca, piede; Riabilitazione a domicilio, funzionale globale di mantenimento di gruppo; Ginnastica correttiva di gruppo; Massaggio per drenaggio linfatico; Kinesiology Taping Therapy; Terapie fisiche strumentali; Tecarterapia; Hilterapia; Noleggio magnetoterapia.
Il dott. Giovanni Barbetta
operata, nel recuperare il normale range articolare, nel potenziare la muscolatura per stabilizzare l’articolazione e quindi recuperare il prima possibile la normale funzionalità dell’articolazione stessa e non ultima di tutto il corpo. Per esempio in caso di intervento di protesizzazione del ginocchio il paziente si presenta col ginocchio dolente e gonfio, con l’articolarità molto limitata e deambulante con stampelle. Si programma un protocollo riabilitativo con abbinamento di alcune terapie fisiche (laser, c. interferenziali e compex…), crioterapia, kinesiterapia passiva ed attiva assistita , esercizi di rinforzo muscolare (in un secondo momento anche con l’inserimento del circuito riabilitativo con l’utilizzo di macchinari specifici per il rinforzo muscolare),
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rieducazione propiocettiva ed alla deambulazione; il tutto volto al progressivo recupero funzionale articolare e globale del paziente. Il paziente viene seguito quotidianamente dal suo fisioterapista con periodici controlli del medico fisiatra per monitorare la corretta evoluzione e progressione dei miglioramenti anche con scale di valutazione. Senza una adeguata riabilitazione spesso l’esito di un intervento chirurgico, se pur eseguito da mani esperte ed in maniera “perfetta”, può non arrecare al paziente i benefici attesi”. Dott. Giovanni Barbetta - Medico Chirurgo specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione presso il Poliambulatorio Vespucci
PRESTAZIONI AMBULATORIO POLISPECIALISTICO Visite specialistiche fisiatriche: esame podologico per prescrizione plantari; valutazioni funzionali neurologiche. Visite specialistiche ortopediche: visite superspecialistiche di chirurgia vertebrale; terapia con onde d’urto; mesoterapia antalgica; artrocentesi; manipolazioni vertebrali; infiltrazioni articolari; infiltrazioni ecoguidate all’anca; perizie medico legali. Visite specialistiche di chirurgia vascolare: scleroterapia. Visite specialistiche ginecologiche: infantili, adolescenziali e adulti; pap test; colposcopia. Visite specialistiche di chirurgia generale, di chirurgia e medicina estetica, urologiche, endocrinologiche, dermatologiche, reumatologiche, podologiche; Consulenze sessuologiche, psicologiche, nutrizionali. PRESTAZIONI DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE Elettromiografie - Ecografie - Ecocolordoppler Struttura convenzionata con il SSN Direttore sanitario: Dott. Mario bortolato Aut. san. Nr 53 de 15/7/13 VIA VESpuCCI N°135/136 30015 SOTTOMARINA DI CHIOggIA (VE) TEl. 041.490754 - fAX. 041.5548329 info@poliambulatoriovespucci.it www.poliambulatoriovespucci.it
i farmaci orfani e le patologie rare Postura corretta a scuola
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paesi industrializzati, ed in particolar modo, noi europei, siamo abituati ad un certo tipo di Servizio Sanitario Nazionale e forse, giusto o meno che sia, lo diamo per scontato. Parliamo di un sistema in cui molti farmaci (per le patologie croniche) sono concessi gratuitamente in regime di SSN. Purtroppo non sempre è così. Esistono alcune patologie per le quali ancora, non solo non vi è sufficiente documentazione scientifica, relativamente alle cause, ma non esistono neppure farmaci che possano curarle. Sono definite Malattie Rare, quelle che colpiscono un numero ristretto di persone (una ogni 2000) quasi tutte genetiche, infettive, autoimmuni e carcinomi rari. Attualmente ne sono state calcolate all’incirca 7000 e ne vengono continuamente descritte di nuove nelle pubblicazioni scientifiche. Sono gravi e possono manifestarsi dalla nascita o dall’infanzia ed essere croniche e spesso progressive. Per la maggior parte di queste ancora oggi non è disponibile una cura efficace, ma numerosi trattamenti possono migliorare notevolmente la qualità della vita e prolungarne la durata. In questo scenario vengono utilizzati i farmaci definiti orfani. Si tratta di farmaci che l’industria farmaceutica non produce perché non remunerativi (dato il ridotto numero di pazienti-fruitori) oppure
Il Dr. Alberto Faggin
che erano commercializzati, ma l’azienda produttrice ha rinunciato all’autorizzazione al commercio, oppure molecole ritirate dal commercio per ragioni economiche o terapeutiche o ancora prodotti mai sviluppati. Per capire ciò basta pensare all’iter che un farmaco richiede dalla scoperta della molecola alla sua commercializzazione (decorrono circa 10 anni), tempo in cui la ricerca ha un enorme costo e in questo caso i capitali investiti non verranno mai recuperati. In tali patologie è di fondamentale importanza il farmaco galenico magistrale prodotto all’interno degli ospedali e nelle farmacie territoriali competenti. In questo caso il farmaco galenico si affianca all’industria colmandone le “carenze” dovute all’impossibilità di quest’ultima di produrre piccoli lotti di farmaci personalizzati (ad hoc).In tal modo il medico avrà a disposizione un arma in più potendo scegliere la terapia più idonea per il paziente. Dott. alberto Faggin piazza i Maggio n°5, Codevigo (Pd) www.farmaciafaggin.it info@farmaciafaggin.it laboratorio@farmaciafaggin.it tel: 049-5817029
Perchè stare attenti alla postura Il bambino o ragazzo raggiunge la maturità fisica solo intorno ai vent’anni, ma prima di quel momento il suo corpo si modifica in base alle esigenze subendo costantemente delle spinte di crescita molto forti; da qui l’importanza di educare i bambini ad una postura corretta in modo da: evitare problemi alla schiena in età giovanile; prevenire i dolori in età adulta, quando il nostro fisico non riuscirà più a compensare: scoliosi, dorsalgia, lombalgia, dolore cervicale solo per citarne alcuni; limitare i vizi posturali che possono provocare problemi anche a livello delle articolazioni; Una posizione scorretta deve essere mantenuta per un tempo prolungato per diventare un atteggiamento posturale e quindi poter creare problemi: a scuola un bambino tende a rimanere fermo in posizioni sbagliate per molto tempo, spinto dalla noia, dalla stanchezza o da deficit muscolari; in questo modo, giorno dopo giorno la postura viene viziata e in seguito mantenuta anche al di fuori del contesto. Studi recenti hanno constatato che il 50-60% delle alterazioni posturali sono dovute agli orari scolastici; altra causa molto importante è la quantità di bambini sovrappeso e obesi del nostro bel paese. Cosa fare Abbiamo visto essere la base per una buona salute fisica sin dai primi anni di vita e raggiunge l’apice dell’importanza proprio nel periodo scolare; per evitare problemi è molto importante mantenere una corretta postura a scuola e quindi bisogna comportarsi di conseguenza:
educare e sensibilizzare il bambino verso un atteggiamento posturale corretto nelle ore scolastiche; approfittare anche delle ore di studio casalinghe per insegnare la postura corretta al proprio figlio; evitare di portare gli zaini su una spalla sola; limitare carichi troppo pesanti nelle cartelle; alleggerire gli orari e rendere le lezioni più piacevoli e interattive; migliorare la preparazione dei docenti riguardo la postura; aumentare le ore di educazione fisica, rendendola però anche più professionale; rivolgersi a personale qualificato al di fuori della scuola per consulenze e consigli pratici professionali
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Fisioterapia e salute Una risposta concreta al dolore e alle problematiche dell’apparato muscolo scheletrico Cos’è la fisioterapia? La fisioterapia viene definita come una branca della medicina che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni congenite o acquisite in ambito muscolo-scheletrico, neurologico e viscerale attraverso molteplici interventi terapeutici individualizzabili quali: terapia manuale e manipolativa, terapie fisice (es. Laser, Tecar), kinesio-taping e bendaggio funzionale, massoterapia e terapia posturale. (fonte: World Confederation for Physical Therapy). La fisioterapia si rivolge a ripristinare le capacità motorie della persona in seguito ad un incidente, un infortunio o una lesione tramite la risoluzione del dolore, la normalizzazione delle struttre neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche e il ripristino della funzione della parte interessata. Chi la esegue? La fisioterapia è praticata dal fisioterapista, professionista che consegue la laurea previo superamento dell’esame di stato ed è l’unica figura abilitata all’esercizio della professione. Purtroppo in Italia risulta essere una delle professioni con il più alto tasso di abusivismo da parte di persone non laureate e non preparate a gestire il bisogno di salute del paziente; da qui la necessità di rivolgersi a professionisti laureati e a centri che ottengono certificazioni dalle ASL locali, dopo rigidi controlli per garantire elevati standard qualitativi per la salute del cittadino. A chi è rivolto e a cosa serve? È rivolta a tutte quelle persone che presentano innan-
Il dott. Leopoldo Buttinoni
zitutto dolore principalmente legato a patologie dell’apparato muscolo scheletrico quali, giusto per menzionarne alcune, lombalgie e lombosciatalgie, cervicalgie, epicondiliti, lesioni muscolari, cefalee miotensive e a tutte quelle pre e post-chirurgiche.
o possedere una diagnosi (che resta tuttavia importante per la decisione del percorso terapeutico), ma è il fisioterapista stesso che valuta lo stato di salute del soggetto e ne indirizza il trattamento fisioterapico basandosi sulla valutazione personalizzata e sulla storia clinica della persona
Come si accede alle cure fisioterapiche? Ci si può rivolgere direttamente al proprio fisioterapista che potrà consigliarvi sul percorso più idoneo e, nel caso si sconfinasse in area medica, richiedere il consulto medico specialistico più appropriato per una diagnosi medica. Per l’accesso alle cure fisioterapiche non è tuttavia obbligatorio ai fini legali aver consultato prima un medico
Qual’è la tua esperienza? Fin da subito dopo la Laurea presso l’università di Padova, ho avuto modo di approfondire la materia, dapprima frequentando un Master di fisioterapia presso l’università di Pisa e concludendo poi un percorso di specializzazione in Terapia Manuale in Australia, presso l’università di Perth (Curtin) che mi ha permesso di entrare in contatto con colleghi tra i migliori al mondo nei relativi ambiti di
specializzazione. Attualmente, oltre che collaborare con alcuni centri di fisioterapia, seguo le giovanili del Calcio Padova, la serie A femminile di basket dell’Umana Reyer Venezia che vanta la presenza di atlete nel giro della nazionale e seguo inoltre le giovanili maschili, sempre della Reyer. Poliambulatorio terrassaMedica Dott. leopoldo Buttinoni Fisioterapista Via Marconi n. 6 - 35020 terrassa Padovana - Padova tel.: 347/4143070 - 049/0998352
il Chirurgo Vascolare risponde su: vene varicose
Difficoltà di apprendimento ed autostima: come interrompere il circolo vizioso
Dott. Manfrini, cosa sono le vene varicose? “Le varici degli arti inferiori, comunemente conosciute come vene varicose, costituiscono una malattia molto diffusa in entrambi i sessi, anche se con netta prevalenza in quello femminile”. A cosa sono dovute? “Fondamentalmente ad una eccessiva “debolezza” della parete venosa, spesso costituzionale ed ereditaria, a causa della quale le vene si dilatano e divengono pertanto particolarmente visibili. La malattia puo’ interessare sia le venule piu’ piccole e superficiali (cosidetti capillari), sia le vene piu’grosse, che si trovano nel grasso sottocutaneo (sistema safenico). E’ un problema estetico o una vera patologia? “Nelle fasi iniziali il problema può essere prevalentemente estetico ma se trascurato diviene presto una patologia vera e propria, che nelle fasi avanzate può dare complicanze serie, quali ulcerazioni della pelle, tromboflebiti o anche embolia polmonare. Anche i capillari, specie quelli della parte bassa delle gambe, se trascurati a lungo, possono dare alterazioni della pelle fino alla rottura spontanea, causa di fastidiose emorragie”.
La volta scorsa, abbiamo parlato di difficoltà nell’apprendimento della lettura e della scrittura, nella comprensione del testo e nel rispetto delle regole. Che consigli possiamo dare ai genitori? “Intanto quello di non sottovalutare i segnali che osservano e ciò che viene riportato dagli insegnanti. In alcuni casi le difficoltà possono essere così evidenti da essere già state certificate come Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) da uno specialista; altre volte possono essere più difficili da identificare. Dobbiamo infatti tenere conto che siamo di fronte a bambini spesso molto intelligenti che appena si accorgono di avere delle difficoltà, trovano il modo per distogliere l’attenzione dell’adulto da queste ultime, con tutte le conseguenze che ne derivano”. A che tipo di conseguenze vi riferite? “Proviamo a pensare a quali effetti devastanti possa avere sull’autostima la convinzione di non essere “bravi” quanto i compagni. Si instaura un circolo vizioso per cui questi bambini
Come si possono prevenire? “Essendo spesso costituzionali, una prevenzione assoluta non esiste. Se ne può limitare l’evoluzione facendo una vita attiva, usando una calza elastica, se si sta molto in piedi e soprattutto riccorrendo in tempo ad uno specialista per una visita ed un’esame ecodoppler. Quali terapie sono possibili? “Oggigiorno sono tante, vanno da quelle piu’ classiche come la scleroterapia Dott.Stefano o l’intervento Manfrini chirurgico, rivisti in chiave moderna, nel senso di una maggiore efficacia ed una minima invasività, fino a tecniche piu’ recenti, quali il laser, la radiofrequenza, ecc. Ogni tecnica presenta vantaggi e svantaggi e sta all’esperienza dello specialista applicarle al meglio per ottenere il massimo risultato. Tanto si può fare, l’unico errore che il paziente deve evitare è quello di tracurarsi e sottovalutare la malattia” Dr. stefano Manfrini - specialista in Chirurgia vascolare-responsabile u.o. di Chirurgia Vascolare ospedale accreditato salus Ferrara. Visita a rovigo, este, Monselice e Badia Polesine - 347/8043460
Dott.ssa Ilaria Tognon e dott.ssa Maria Valeria Pes
non provano più a fare le cose per paura di sbagliare e deludere nuovamente. D’altra parte se non si esercitano, le difficoltà non migliorano mai!”. Come si può interrompere questo circolo? “Attraverso una valutazione neuropsicologica che analizzi le difficoltà e le potenzialità di ciascun bambino. È il punto di partenza che serve per programmare un trattamento specifico volto a ridurre i deficit individuati e a trovare delle strategie compensative permettendo al bambino di migliorare le sue prestazioni scolastiche”. Dott.ssa ilaria tognon - Psicologa con orientamento neuropsicologico, Psicoterapeuta Dott.ssa Pes Maria Valeria - Psicologa con orientamento neuropsicologico tel. 347 5150001 - Padova e provincia ambulatorioneuropsicologia@gmail.com
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Dott.ssa Veronica Ferrarese - Educatrice cinofila*
www.lapiazzaweb.it/category/animali A cura del dott. Gildo Baroni
I vermi intestinali del cane e del gatto
Educazione e cani (prima parte)
“Educato correttamente un uomo può essere il migliore amico del cane”, questa affermazione dell’umorista americano Ford contiene una grande verità, ovvero educare un cane significa prima di tutto educare se stessi a capire il proprio amico a quattro zampe, imparare a conoscerlo, a rispettarlo e dunque a volergli bene. Il cane infatti per vivere sereno ha bisogno di seguire delle regole, di sapere ciò che può o non può fare e ha bisogno di coerenza da parte del proprietario il quale, a sua volta, deve imparare a comprendere e rispettare le esigenze del suo amico. Pertanto, l’educazione è un’attività che riguarda sia il cane che il proprietario, un percorso a due, guidato da un professionista, in cui è fondamentale insegnare al cane delle competenze di modo che sappia come comportarsi nelle diverse situazioni di vita quotidiana; un cane senza regole è infatti spesso un cane stressato, agitato e addirittura aggressivo. Per quanto riguarda quando iniziare un percorso educativo, io consiglio di rivolgersi ad un professionista appena il cane arriva a casa, sia che si tratti di un cane adottato già
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adulto sia che si tratti di un cucciolo di pochi mesi (ovviamente dopo che è stato sottoposto ai vaccini): impartirgli sin dall’inizio corrette abitudini è senza dubbio più semplice rispetto ad una rieducazione o ad un recupero comportamentale, quando il danno è già stato fatto. A mio avviso l’educazione è fondamentale, ed in certi paesi è addirittura obbligatoria, se si vive in città o se si tratta di cani impegnativi che mal guidati possono diventare difficili da gestire e pericolosi per l’incolumità pubblica, a tal proposito non serve pensare necessariamente al cane aggressivo che morde ma anche per esempio ad un cane molto timoroso che scappa. Collegandoci alla massima iniziale, non dimentichiamoci che l’educazione riguarda in primis il proprietario, un cane educato infatti è un cane ben gestito e ben voluto dalla collettività.
Uno dei problemi più frequenti per i possessori di cani e gatti è certamente rappresentato dai vermi intestinali, parassiti che vivono a spese di un altro organismo indebolendolo e, a volte, causando gravi patologie. Tra i parassiti più importanti troviamo: 1. Ascaridi: sono i vermi intestinali più frequenti negli animali giovani in quanto trasmessi dalla madre nella fase finale della gravidanza e con il latte materno. La trasmissione avviene attraverso l’ingestione di uova. 2. Tenia: presente in cani e gatti di qualsiasi età. I vermi si insediano nell’intestino dove consumano parte del cibo ingerito dall’animale. La trasmissione avviene prevalentemente attraverso le pulci. 3. Tricuridi: infettano animali di tutte le età. Gli adulti si attaccano alla parete intestinale nutrendosi di sangue. La trasmissione avviene attraverso l’ingestione di uova. 4. Anchilostomi: più frequenti negli animali giovani. I parassiti adulti si attaccano alla parete intestinale nutrendosi di sangue. La trasmissione avviene attraverso l’ingestione di uova. Le larve possono anche entrare nell’organismo attraverso la pelle o trasmesse con
*Educatrice cinofila che collabora con il Rifugio Cipa
il latte materno. Le verminosi intestinali rivestono particolare importanza negli animali giovani, vista la loro ancora carente risposta immunitaria, dove possono provocare debolezza, dimagrimento, patologie cutanee, fino ad arrivare, in caso di infestazioni massive, a diarree profuse, disidratazione ed anemie che possono portare anche alla morte del soggetto. In un animale adulto, nella maggioranza dei casi, un’infestazione non mostra sintomi particolari mentre nei casi più gravi si possono notare opacità del pelo, dimagrimento e diarrea di varia entità. A parte i casi in cui le larve sono visibili ad occhio nudo (proglottidi della tenia) l’unico metodo per avere una diagnosi sicura è l’esame microscopico di un campione di feci. In caso di verminosi intestinali il veterinario di fiducia saprà consigliare la terapia più idonea, in commercio ci sono diversi ottimi prodotti, compresse o creme per via orale, fialette da applicare sulla cute o soluzioni iniettabili contro i parassiti più comuni. Normalmente effettuando un paio di trattamenti il problema si risolve e raramente è necessario procedere ad ulteriori terapie.
Dott. Gildo Baroni - Tel. 0425 471076 mail: gildo.baroni@clinicaveterinariabaroni.com
ADOTTAMI APO è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ un cane buonissimo! E’ adatto a famiglie anche con bambini piccoli e persone anziane, va d’accordo con gli altri cani. Adora le coccole e stare in compagnia delle persone.
CORTEZ è un segugio maschio sterilizzato. E’ strepitoso!! Buono, coccolone e socievole. E’ un vero tesoro! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatto a famiglie anche con bambini.
LILLA è una meticcia sterilizzata, taglia media. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatta a famiglie tranquille senza bambini che con i loro giochi sfrenati potrebbero metterla in difficoltà. E’ un cane a cui piace tanto stare in compagnia delle persone.
MASCÒ è un meticcio di taglia media. Adora stare in compagnia delle persone e fare attività ludiche ed educative! Va a passeggio al guinzaglio ed è adatto a famiglie composte da adulti. Venite a conoscerlo!
GAUGUIN è un meticcio sterilizzato, taglia piccola. Ha un passato difficile. E’ timido e discreto, gli piace molto andare a passeggio e si lascia toelettare, è adatto a famiglie con altri cani, adolescenti e/o persone anziane. MAX è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ di grande compagnia, maestoso ed esuberante. Scala le recinzioni quindi per lui stiamo cercando una famiglia che lo faccia vivere in casa. E’ l’ideale per chi vuole un cane con cui svolgere attività fisiche, ludiche ed educative.
GIANDUIA è un meticcio maschio sterilizzato. Gli piace andare a passeggio e stare in compagnia di persone dai modi delicati e che lo rispettano. Per lui stiamo cercando un ambiente tranquillo come unico cane.
KENZO è un cucciolone di 7 mesi. Allegro, vivace e di gran compagnia! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. Adatto a famiglie anche con bambini. Venite a conoscerlo!
SHARON è una meticcia di taglia media. E’ allegra, energica e di gran compagnia! Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ un cane che adora svolgere attività all’aria aperta. Un vero spreco che sia qui in Rifugio!
SYBELLE è una meticcia femmina sterilizzata, taglia media. E’ stata salvata da una situazione orribile. Gioca, conosce il “seduto”, dà la zampa e adora i grattini sulla schiena! Per lei stiamo cercando una famiglia possibilmente senza bambini e senza altri cani in quanto ha bisogno di un ambiente tranquillo per dare il meglio di sè.
Questi e tanti altri simpatici musetti li trovate al rifugio c.i.p.a. di fenil del Turco (ro), via argine zucca n° 3/e tel. e fax 0425/476835 – mail: legadelcanerovigo@gmail.com – sito: www.legadelcanerovigo.com facebook: facebook.com/legadelcanerovigo – Twitter: twitter@legadelcane – Youtube: rifugiocipatv
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