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cavarzere giu2019 n91

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Sport p.18

on-line:

p.33

Salute p.27

GIUGNO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.91

Cultura p.17

L’Europa resiste, ma deve cambiare

di Cavarzere

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che excelsior.adria@gmail.com excelsior.portoviro@gmail.com si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizi alle pagg. 4 e 12 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

group1excelsior@gmail.com

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L’EVENTO

25 anni de SCOPRI DI PIÙ La Piazza. La a pag. 21 6 festa a Cavarzere

Elezioni europee: Lega da record a Cavarzere, vince a Cona Incassa il 57,27 per cento delle preferenze a Cavarzere. Tutt’altra atmosfera nel Pd che porta a casa solo il 14, 93 per cento dei voti. A Cona Aggio è il nuovo sindaco

INTITOLAZIONI

Il campo di calcetto dedicato a Bressan SANITÀ

Cittadella: futuro ancora incerto. Le reazioni politiche LA MORTE DI MAJOR

La città si stringe attorno alla famiglia di Lorenzo ANNIVERSARI

Venti anni di Auser a servizio del territorio

I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

L’Europa resiste, ma deve cambiare

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Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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Facciamo. il punto

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25 anni de La Piazza festeggiati con i cavarzerani S

Un ritrovo informale per celebrare l’anniversario, tanto calore dalla città

i è celebrato al Minimal domenica 2 giugno il 25° anniversario dalla fondazione de La Piazza. Il locale, ritrovo principale dei giovani del paese, era gremito di persone spinte da un unico desiderio: quello di condivisione e festa. Giuseppe Bergantin, presidente e fondatore de La Piazza, si dice entusiasta al termine dell’evento. “Questa festa - afferma - è stata principalmente dedicata ai nostri cittadini. Un evento molto informale sentito e partecipato. È stato, a mio avviso, un modo per festeggiare e ringraziare tutti coloro che ci hanno sempre sostenuti, fin dall’inizio, e per non dimenticare questi nostri 25 anni passati assieme”. “In più di un’occasione durante la serata - racconta Anna Bergantin, dell’area commerciale de La Piazza, - ho urlato: grazie. Siamo davvero felici e commossi perché, nonostante fosse stata la prima domenica di giugno e di sole, in molti hanno deciso di condividere con noi il loro tempo anziché Vendita Auto Nuove, scegliere il mare. Spiegatemi, dove possiamo trovare altri Usate e di cittadini così? Infine, un altro sentito e profondo ringraziamento mi sembra doveroso rivolgerlo a Martina e a EmaImportazione nuele del Minimal, dato che hanno avuto un ruolo fondaGamma completa mentale nell’allestimento e organizzazione di questo nostro Germana Urbani >direttore@givemotions.it< di auto SEAT anche anniversario”. he non sarebbero state elezioni come tutte le nelle motorizzazioni La serata è proseguita ricca di sfumature goliardialtre si sapeva, e non a Metano solo per via della Brexit. che e gioiose, trainate dalla buona compagnia e dalChe il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo la buona musica che, in eventi come questi, rendono la Offi cina ma specializzata davano per probabile, senza grandi entusiagiornata degna di essere ricordata nella memoria e nei e MULTIMARCHE smi. Samuele Contiero cuori dei presenti. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

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recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Cavarzere e Cona per un numero complessivo di 8569 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019


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Cavarzere

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Elezioni europee I risultati

Lega da record a Cavarzere Si impone con un eloquente 57,27 per cento. Debacle del Partito democratico che si ferma al 14,93 per cento delle preferenze n risultato decisamente storico per la Lega di Cavarzere che lo scorso 26 maggio, in occasione delle elezioni europee, ha visto il simbolo del Carroccio imporsi con un 57,27%. Impossibile trattenere la soddisfazione per il capogruppo in consiglio comunale Pierfrancesco Munari, che commenta così: “Il dato segue certamente un trend nazionale molto importante. Il nostro comunque è uno dei migliori risultati di tutta la provincia: i numeri di Cavarzere e Cona, che hanno valori tra i più alti anche a livello nazionale (Cona ha ottenuto il 60,86%, ndr), ci dicono che il governo nazionale in ottica Lega sta lavorando bene, ma anche che stiamo lavorando egregiamente a livello territoriale”.

Provocatoriamente, a caldo, il capogruppo leghista aveva commentato sul proprio profilo Facebook “Tommasi dimettiti”. Parole che rivendica: “Le elezioni hanno fornito un dato certo, cioè che oltre il 57% dei cittadini sono schierati dal lato opposto rispetto a quello del sindaco. Fossi Tommasi ci penserei”. “In riferimento al risultato di voto di Cavarzere, non è stato diverso da quello emerso in tutto il Veneto, dove la Lega ha ottenuto una percentuale più alta rispetto alla media nazionale. Innegabile che c’è ancora molta strada da fare per il Partito Democratico, ma sono convinta che gli argomenti non manchino e nemmeno le persone che credono in ciò”. Così Sabrina Perazzo-

lo, segretaria del Pd cittadino, ha commentato a caldo il deludente risultato del partito alle elezioni europee dello scorso 26 maggio. Il Partito democratico in città si è fermato al 14,93%, schiacciato dal boom della Lega. Un risultato, quello dei dem, inferiore rispetto alla media razionale, considerato che il Partito democratico a livello regionale ha raggiunto il 18,94%. Inversamente proporzionale il risultato del Carroccio, molto superiore alla media regionale del 49,88%. “Il Partito Democratico continuerà a fare il suo percorso crescendo e trovando soluzioni concrete per soddisfare le esigenze politiche economiche e sociali di questa società in continua evoluzione – continua Perazzolo -. A

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A fianco i festeggiamenti in casa del Carroccio locale. Sopra Sabrina Perazzolo

mio avviso, queste elezioni, sono state sovraccaricate di un significato improprio, quello di una resa dei conti tra i due partiti che compongono l’attuale maggioranza di governo”. Per la segretaria cittadina in questa campagna elettorale si è parlato poco di Europa, “anzi, si è strumentalizzato il dibattito sulle liti italiane. La prova di forza

della Lega si tradurrà in un bene per il paese? il tempo darà le risposte ad ognuno di noi. Il Partito Democratico è un cantiere aperto. Deve, senza dubbio, proseguire, a tutti i livelli, il nostro sforzo di interpretare le esigenze dei cittadini e trovare soluzioni reali ai problemi del paese in un’ottica di bene Giorgia Gay comune”.

Calcio a 5, struttura intitolata a Giuseppe Bressan

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o scorso 12 maggio, nella tensostruttura di via Marconi, si è svolto un quadrangolare (nello sport, di gara o torneo cui partecipano quattro società sportive, ndr) in ricordo di Giuseppe Bressan, mancato prematuramente a soli 40 anni nel maggio del 2016, a causa di una malattia incurabile. In occasione dell’intitolazione alla struttura era presenta l’Hatria Giallorossa – la sua seconda famiglia –, squadra con cui Giuseppe ha giocato per molti anni e della quale è stato anche presidente. Il sindaco già tre anni fa aveva promesso l’intitolazione alla tensostruttura, promessa che, tre anni dopo, ha mantenuto. A dare inizio all’evento è stato proprio il sindaco Henri Tommasi, il quale ha affermato: “Vogliamo dedicare a Giuseppe una targa importante che rappresenti la sua vera e forte passione per il calcio a 5, - ha detto il sindaco Henri Tommasi - nonostante abbia giocato anche al calcio a 11, e per tutto lo sport in generale. Era una persona eccezionale, molto conosciuta e stimata sia dagli sportivi che dal volontariato”. “Era doveroso da parte nostra - ha continuato il primo cittadino - intitolare questa struttura a Bressan per tutto quello che ha fatto per lo sport e la nostra comunità. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto essere qua oggi a ricordare Giuseppe, soprattutto sua sorella Giulia che ci ha onorato della sua presenza per farci sentire il ricordo del fratello”. “Oggi deve essere un giorno di festa, non di tristezza, - ha detto Giulia - proprio come vorrebbe Giuseppe. Soprattutto per avere un ricordo felice di lui, della sua passione per il calcio a 5 ed il suo attaccamento all’Hatria Giallorossa. Sicuramente questa è una giornata importantissima per Giuseppe e per tutta la comunità di Cavarzere”. Al termine dell’intitolazione si è svolto un interessante quadrangolare e poi c’è stato un brindisi tra tutte le squadre in onore del tanto amato e conosciuto Giuseppe BresSamuele Contiero san.


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Cavarzere

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Sanità Nonostante l’approvazione delle schede ospedaliere, rimangono dei punti ancora da chiarire

Cavarzere aspetta le notizie sui posti letto e sul futuro della Cittadella M

entre la Regione Veneto comunica soddisfatta l’approvazione delle schede ospedaliere, a Cavarzere si aspetta a festeggiare. O almeno, aspetta l’amministrazione guidata da Henri Tommasi, che vuole prima vederci chiaro. “Dobbiamo ancora capire quali sono gli spazi che saranno dedicati al nostro territorio – fa sapere infatti il sindaco -. Ad oggi non c’è ancora nessuna informazione in merito alla distribuzione dei posti letto, è tutto da verificare”. Incertezza, dice Tommasi, anche sul futuro della Cittadella: “Stiamo ancora aspettando che la giunta regionale si torni a pronunciare in merito, dopo il passaggio in commissione – spiega il primo cittadino -. In mano non ho nessuna bozza di delibera o altro, non abbiamo ancora riscontri, anche se ho chiesto all’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin di poter fare ulteriori passaggi e vedremo se risponderà. Siamo preoccupati perché stiamo andando avanti troppo. Continuiamo ad auspicare che tutto si possa chiudere entro l’anno ma teniamo presente che la procedura richiede determinate tempistiche”. Diverso il racconto del capogruppo leghista Pierfrancesco Munari, che riepiloga le “puntate precedenti”. “C’è stata una commissione Tommasi regionale che il sindaco e l’assessore delegato hanno disertaattende fiducioso to. In consiglio comunale è stagli sviluppi, ta poi presentata una mozione che avremmo dovuto, secondo Munari attacca: le intenzioni della maggioran“Il sindaco non è za, votare all’unanimità senza avere nemmeno il tempo di legandato a trattare gere il testo”. nei tavoli che Quindi precisa: “La Regione contano” ha a cuore l’area di Cavarzere. Ora aspettiamo il bando per la cittadella che entro pochi giorni dovrebbe essere approvato in giunta regionale. Ricordo però che i servizi sono comunque garantiti, che la vendano domani mattina o tra un mese o tra un anno. Certo, sarebbe stato meglio se chi amministra Cavarzere fosse andato ai tavoli che contano e nelle sedi opportune, invece di restare in un silenzio assordante dimostrando ancora una volta di mancare sui temi caldi”. “Quanto alle schede ospedaliere, - prosegue Munari - l’amministrazione vuole portare i posti letto in casa di riposo, mentre io li porterei molto più volentieri in una struttura costruita per questo cioè la cittadella. Preferirei che la casa di riposo rimanesse tale e non pensasse di aumentare i servizi alla persona: lasciandoli alla cittadella sarebbe certamente uno sprone per mantenerla aperta e operativa”.

Pasquali: “Regione e Ulss non vogliono investire nella Cittadella”

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manuele Pasquali, consigliere di minoranza, si scaglia contro il mancato inserimento della Cittadella nelle schede ospedaliere recentemente approvate dalla Regione. In particolare, il consigliere se la prende con l’Ulss 3: “Definire la Cittadella sanitaria di Cavarzere come una struttura solamente poliambulatoriale è un giro di parole che preclude gli interventi pubblici e in qualche modo ospedalieri che dovrebbero essere messi in atto per venire incontro alle esigenze della popolazione”. Inserire i 15 posti dell’ospedale di comunità, puntualizza Pasquali, “poteva essere un vincolo chiaro e preciso per il mantenimento di un presidio pubblico e di assistenza ospedaliera per il nostro territorio comunale e del basso veneziano. Stiamo assistendo ad un incredibile scarica barile tra Regione Veneto e Direzione Ulss. 3 e in tutto questo alle spalle dei cittadini di Cavarzere”. Pasquali mette subito le cose in chiaro: “Non è un problema di delibera - lo voglio dire alle forze politiche sia di maggioranza sia di opposizione- è un problema che su Cavarzere e sulla nostra cittadella non vogliono disporre alcun finanziamento e alcun investimento, se non quello della

fantomatica vendita dello stesso complesso edilizio sanitario che probabilmente chi lo vuole non intende spendere nulla”. E continua: “Perché la direzione Ulss. 3 non ci dice perché in 20 anni non ha mai investito sulla struttura di Cavarzere nemmeno un euro? Forse non sa il direttore Dal Ben che una parte della struttura è chiusa al pubblico e l’edificio “fa acqua” da tutte le parti. I Cittadini di Cavarzere si devono accontentare di questo? Ci dobbiamo accontentare di queste promesse da marinaio della Regione Veneto?” Quindi, l’attacco all’amministrazione comunale: “Sindaco assente e perennemente disinteressato delle questioni importanti del Territorio. Da questi temi passa la sopravvivenza di Cavarzere. Dalla capacità di tenere il punto sui servizi alla cittadinanza e sulla volontà di essere rappresentati da persone che non hanno solamente a cuore il loro tornaconto”. Pertanto Pasquali annuncia che la sua lista e il gruppo di Forza Italia a Cavarzere incominceranno “una lotta a livello regionale e locale al fine di sensibilizzare il territorio e la popolazione su questi importanti questioni”. G.G.

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Cavarzere

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A Cavarzere lutto cittadino per la morte del campione Lorenzo Major Era nato qui e poi si era trasferito a Forlì. Aveva perso l’uso delle gambe a causa di un incidente in moto ma non si era arreso. Era un esempio di forza e grande coraggio

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i sono svolti lo scorso 17 maggio, al Duomo di San Mauro di Cavarzere, i funerali del campione paralimpico Lorenzo Major. La sua è una storia, conosciuta e cara a molti, di un vero e proprio atleta che comincia a dedicarsi alle arti marziali e allo sport sin da piccolo, arrivando a conquistare tantissimi titoli in campo nazionale ed internazionale. Nella sua giovane carriera ha lavorato anche con Roberto Folli per assistere i clienti della sua palestra. Major abitava con la compagna e il figlio a Forlì, ma le sue origini risiedono a Cavarzere. Nella primavera del 2002, men-

tre sta tornando a casa in moto, una delle sue tante passioni, perde i sensi ed esce di strada. È la sera in cui capita quello che lui stesso aveva definito: “l’appuntamento più importante della mia vita”. Da quel giorno tutto cambia. Costretto sulla sedia a rotelle, pur non riacquistando più l’uso degli arti inferiori, ritrova determinazione e la fiducia nelle sue possibilità, che da sempre lo contraddistinguevano. Con un’incredibile forza di volontà, e sostenuto dall’amore della famiglia che non l’ha mai abbandonato, torna a vincere campionati di canoa, di tiro a segno, si arruola nella nazionale di scherma e fonda una squadra di basket.

La città intera si è stretta attorno ai familiari e ha voluto dare un segnale di affetto in occasione dei funerali che si sono celebrati lo scorso 17 maggio

Negli ultimi anni, aveva scoperto anche l’arrampicata sportiva ed il triathlon. Si stringe attorno al dolore di amici e famigliari anche il vicesindaco Paolo Fontolan. “Questo tragico evento - afferma - ha scosso la nostra comunità. Anche se da qualche anno non abitava più a Cavarzere, eravamo tutti molto fieri di lui. Ci conoscevamo fin bambini. Dopo esser-

si trasferito a Ferrara, e infine a Forlì, ci vedevamo poco. Gli ultimi ricordi che ho di lui sono legati ai racconti e alle testimonianze che portava per le scuole. Era una fonte continua, e contagiosa, di puro coraggio”. In occasione dell’ultimo saluto all’atleta pluricampione, nella Chiesa del Duomo di Cavarzere, è stata allestita la camera ardente nella Chiesetta dei padri canossiani del paese. Il sindaco Henri Tommasi ha proclamato il lutto cittadino dalle 16 alle 17. 30, con la sospensione delle attività nel territorio, con esclusione dei bar e degli esercizi pubblici che somministrano alimenti e bevande, disponendo anche le bandiere a mezz’asta. Samuele Contiero

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Cavarzere

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Il caso L’appello sui social dell’educatrice cinofila

“Io disegno e tu?”, Silvio Zago dipinge a scuola con i bambini di Boscochiaro

“Educare i vostri cani alla socialità è fondamentale” Lo scorso 31 maggio, in località Viola di Cavarzere, stava per accadere l’irrimediabile: una mamma a spasso con la figlia e la sua amica vengono aggredite da uno dei due American Staffordshire che avevano incrociato. Sembrerebbe che il cane sia sfuggito al controllo del padrone, che non ha potuto fare nulla. Una delle bambine è rimasta ferita in modo serio. Questo fatto ha scosso i cavarzerani e ha scatenato molti commenti nei vari social network. Tra i più significativi quello dell’educatrice cinofila Marta Danieli. “Alla luce dell’increscioso fatto accaduto al mio paese, ha scritto sui social - in quanto cinofila, mi sento in dovere di dedicare qualche riga all’argomento. Spesso e volentieri ho avuto a che fare con proprietari di cani, venuti ai corsi di addestramento, che dopo due esercizi hanno cominciato a sindacare sul senso delle lezioni e a darci dei pignoli e dei pazzi. Quello che non capiscono è che l’educazione del cane non si traduce in ammaestrare un animale da circo, ma significa socializzarlo con situazioni, ambienti, animali, persone e rumori di qualsiasi genere proprio per evitare incidenti di questo tipo. Quello per cui ci sgoliamo tutti i giorni, quando vi spieghiamo il senso di quello che facciamo e vi diamo lezione perché non sapete più come gestire il vostro cane, non lo fac-

ciamo perché siamo degli esaltati coi cani radiocomandati, ma perché vogliamo aiutarvi a non incorrere in inconvenienti di sorta; e più in particolare, vi insegniamo le basi dell’educazione cinofila e della convi-

venza civile e cerchiamo di proteggere chi potrebbe incontrare per strada voi, refrattari all’idea di una psicologia canina da non trascurare, con la vostra piccola bomba ad orologeria che portate al guinzaglio e che esploderà

proprio nel momento in cui direte che appartiene alla razza ma è buonissimo”. L’educatrice ha concluso il suo pensiero chiedendo di diffondere. Samuele Contiero

Uniti si può !

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Nell’ambito del progetto intitolato ”Io disegno e tu?”, gli alunni delle classi 3^, 4^, 5^ con le insegnanti Gattarossa e Sacchetto della Scuola primaria “L. Radice” di Boscochiaro, hanno incontrato l’artista cavarzerano Silvio Zago per una serie di lezioni teoriche-pratiche di pittura. L’uso dei colori a tempera, dei pennelli, le mescolanze cromatiche uniti all’entusiasmo, alla passione e alla grande umanità di Zago, hanno coinvolto gli alunni che si sono cimentati nella personale ed autentica riproduzione delle opere di grandi artisti come Picasso e Van Gogh. L’artista, con i suoi consigli e la sua grande esperienza, ha condotto i bambini in un viaggio immaginario alla scoperta dei colori e delle loro caratteristiche. Gli alunni hanno sognato di essere dentro i loro “capolavori” e li hanno fatti “vivere” come solo i bambini sanno fare. L’importanza di esprimere la creatività, è fondamentale soprattutto nei bambini in età scolare; ciò comporta anche entrare in contatto con le proprie emozioni, i propri desideri e le proprie paure. I bambini, quando dipingono, liberano tutta loro espressività e fantasia e si fanno trasportare dentro mondi magici ed immaginari. Silvio Zago, pittore locale molto conosciuto ed affermato, nei suoi dipinti rievoca sensazioni intime e conduce l’osservatore in un viaggio interiore, alla scoperta della propria anima. A conclusione del percorso e in occasione della festa finale dell’ 8 giugno, è stata allestita una mostra con tutti gli elaborati realizzati dai bambini, presso i locali della Scuola Primaria “L. Radice” di Boscochiaro. Le insegnanti e gli alunni delle classi interessate ringraziano la disponibilità del pittore Silvio Zago.


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Cavarzere

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La delegazione di Cavarzere in visita a Cugnaux Il gemellaggio tra le due città, iniziato 17 anni fa, si rinnova con la recente visita della rappresentanza veneziana nella cittadina francese. L’augurio - commenta il vicesindaco Fontolan - è che ci siano ulteriori occasioni di incontro anche fra le scuole

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elle scorse settimane una delegazione della Città di Cavarzere, su invito della municipalità di Cugnaux, si è recata in visita ufficiale nella cittadina francese che, come è noto, è gemellata con la nostra città. L’occasione è nata da un’iniziativa della municipalità di Cugnaux avente per oggetto Venezia ed il Veneto e caratterizzata da una serie di eventi culturali, sportivi e ricreativi. L’amministrazione comunale ha ritenuto di accogliere l’invito del sindaco di Cugnaux Alain Chaleon, e di inviare una delegazione a rappresentanza la città. Si sono resi disponibili i responsabili ed alcuni simpatizzanti dell’associazione sportiva Lions D che già alcuni anni fa erano stati a Cugnaux ed avevano stretto una solida amicizia con il gruppo ciclistico e le altre realtà culturali e ricreative del luogo. La delegazione era formata da Luigi Marzola, Nives Viale, Aldo

Begheldo, Iris Bassani, Cinzia Mazzon e Matilde Cavazzini. La delegazione, tra le altre cose, ha consegnato al sindaco Chaleon una lettera del collega Tommasi. “Sono passati 17 anni dalla stipula ufficiale del patto di gemellaggio - si legge - tra le nostre città, che ha coronato un percorso iniziato diversi anni prima. Ed è bello per noi vedere che, nonostante il mutare dei tempi, delle situazioni e delle amministrazioni, il rapporto tra le nostre comunità continui all’insegna dei valori della pace e della fratellanza. Sì, davvero le nostre due città, nel loro piccolo, dimostrano quanto sia possibile coltivare la condivisione e la fratellanza, e quanto sarebbero bella un’Europa e un mondo improntati a questi ideali”. Al rientro in Italia la delegazione ha incontrato l’amministrazione comunale, sottolineando la splendida accoglienza ricevuta, l’importanza delle iniziative

Alcuni momenti del viaggio in Francia della delegazione cavarzerana

organizzate, manifestando grande entusiasmo per l’esperienza vissuta. Dal racconto emerge un’immagine di Cugnaux come una città viva, dinamica, giovane, che sa guardare al futuro con la giusta apertura culturale. “In questi anni - commenta il vicesindaco Paolo Fontolan - il gemellaggio con Cugnaux ci ha portato a con-

Samuele Contiero

La comunità ha ricordato i 15 angeli di Boscochiaro Quindici bambini, quindici vite spezzate dal crollo della passerella pedonale sul canale Gorzone. Era il 21 maggio 1950 e ancora oggi, 69 anni dopo, il ricordo di quella tragedia vive nel cuore e nella memoria della comunità. Si è rinnovato anche quest’anno il rito della processione per ricordare i 15 angeli di Boscochiaro. “Ringrazio il comitato di Boscochiaro, che si impegna perché quei nomi, quei volti, non vengano dimenticati – afferma il primo cittadino Henri Tommasi -. Ringrazio anche la parrocchia di Boscochiaro, non solo per l’organizzazione sempre impeccabile dell’evento ma anche per l’ottima collaborazione con l’amministrazione comunale”. Presenti, come da tradizione, molti corpi delle forze dell’ordine e numerosi i partecipanti tra la cittadinanza. Protagonisti i bambini di Cavarzere che hanno partecipato alla giornata e hanno regalato ai presenti una emozionante messa cantata (g.g).

Inaugurato il centro antiviolenza del Comune È stato inaugurato a metà giugno il centro antiviolenza del Comune di Cavarzere, realizzato in convenzione con la Regione Veneto e intitolato a Maila, la donna cavarzerana uccisa alcuni mesi fa dal marito che l’ha picchiata a morte. Un’inaugurazione attesa, quella di giugno, dall’amministrazione comunale e dalla cittadinanza. Il nuovo centro antiviolenza offrirà un punto di ascolto e sostegno a tutte quelle donne che, dentro e fuori le mura domestiche, sono vittime di violenza e soprusi. “Siamo molto soddisfatti per questo traguardo, che ci ha visti impegnati in prima linea” ha fatto sapere il sindaco Henri Tommasi poco prima dell’inaugurazione (g.g.).

dividere momenti importanti in ambito ricreativo, scolastico, culturale (ricordo lo scambio di visite tra il nostro coro cittadino Tullio Serafin e l’Ensamble Vocal de Cugnaux) e sportivo (con l’amicizia tra l’associazione ciclistica Lions D ed i colleghi francesi), ma soprattutto occasioni di vera e sincera amicizia. La visita della nostra delegazione sarà un’ulteriore tappa del significativo cammino che le nostre comunità stanno compiendo. Ci auguriamo veramente che a questo momento di incontro possano presto succederne altri, che possano coinvolgere non solo le nostre istituzioni ma anche le nostre scuole, le nostre realtà culturali e sportive, i nostri giovani. Un cammino che ci auguriamo sarà lungo e ricco di frutti di bene, augurandoci di poter ricambiare presto l’ospitalità”.

Un momento della manifestazione che si è svolta lo scorso 2 giugno (foto Giuseppe Arpicelli)

I giovani festeggiano la Repubblica Lo scorso 2 giugno al Teatro Comunale Tullio Serafin ha avuto luogo “Viva la Repubblica”. Si tratta di una iniziativa organizzata dall’assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere in occasione della Festa della Repubblica. “Si tratta - spiega l’assessore alla Cultura Paolo Fontolan - di un’iniziativa con cui vogliamo ricordare gli eventi di 73 anni fa che porta-

rono alla nascita dell’Italia libera e repubblicana, rendendo omaggio a chi ha fatto questo dono alle generazioni successive. Ma nel contempo, intendiamo anche guardare al futuro, perché questi valori continuino a vivere nelle nuove generazioni”. Il sottotitolo della manifestazione recita “La Città di Cavarzere ed i neo-diciottenni festeggiano la Repubblica Italiana”. Infatti, per l’occasione, sono stati invitati tutti i ragazzi cavarzerani che compiono 18 anni nel corso del 2019 e che quindi acquisiscono, con il diritto di voto, la pienezza dei diritti e

dei doveri di cittadini. Ai neo-diciottenni sono stati consegnati due doni di grande valore simbolico: la nostra Costituzione e la bandiera italiana. “Vorremmo sensibilizzare - commenta l’assessore - proprio le nuove generazioni al senso di appartenenza alla nostra Patria ed alla necessità di un impegno concreto a favore della nostra casa comune”. La manifestazione è stata allietata dall’esibizione del gruppo musicale Adria Percussion Ensamble. Il gruppo è nato nel 2007 all’interno della classe di Percussioni del Conservatorio “Buzzolla” di Adria del Professor Alberto Macchini, e i suoi componenti sono diplomati e allievi dei corsi accademici. La formazione è ad organico variabile: dal duo al sestetto e prevede spesso la collaborazione con altri strumenti. Tutti i componenti del gruppo si sono distinti negli anni vincendo borse di studio ed audizioni. La formazione ha partecipato, e partecipa tutt’ora, alle produzioni lirico-sinfoniche più importanti del conservatorio, collaborando con l’Orchestra di Padova e l’Orchestra dei Conservatori del Veneto. Il quartetto che ha allietato con la sua originale proposta artistica la manifestazione del 2 giugno era formato da: Arrigo Axia, Francesco Biolcati, Federica Biondi e Alberto Macchini. S.C.


Cavarzere

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L’Auser festeggia 20 anni di attività nel territorio di Cavarzere Dal 1999 l’impegno dell’associazione che si rivolge agli anziani perché ciascuno possa dare e trovare aiuto, compagnia, arricchire le proprie competenze, contribuire alla crescita della propria comunità

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el 2019 l’Auser di Cavarzere e Cona festeggia i 20 anni della sua costituzione avvenuta nel gennaio 1999 per dare ai cittadini del nostro paese occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà. L’Auser è un’associazione di volontariato, nata in Italia nel 1989 per iniziativa della Cgil e del Sindacato dei pensionati SpiCgil. Lavora affinché ogni anziano possa dare e trovare aiuto, incontrare gli altri, arricchire le proprie competenze, contribuire alla crescita della comunità in cui vive. Alla fine degli anni ’90 la popolazione cavarzerana aveva ormai raggiunto una percentuale di ultrasessantacinquenni tra le più alte della regione. Questi anziani si trovavano spesso in difficoltà per carenza di relazioni sociali, mancanza di trasporti pubblici efficienti, impossibilità di raggiungere autonomamente le strutture sanitarie adatte a risolvere i problemi di salute legati all’età. Per fornire un sostegno concreto a tutti gli anziani, Antonio Degan e Ivo Del Biondo, dirigenti del Sindacato Spi-Cgil, con l’apporto fondamentale di Benilde Sartori e Nerina Finotto, hanno costituito nel febbraio 1999 il Circolo cavarzerano dell’Auser. Altri soci fondatori: Pietro Bassan, Giuseppe Broggio, Rosetta Boscarato, Aldo Chiebao, Sandro Chiebao, Rosario D’Angelo, Iginio De Agostini, Corrado Giudizio, Resy Garbin, Giovanni Mancin, Isaia Pedrina, Marcella Ruzza, Giuseppe Vallese, Vittorio Veronese, Gloria Vigato Dalla fondazione ad oggi, i presidenti dell’Auser sono stati quattro: Giuseppe Broggio, Claudio Arrighi, Aldo Chiebao e Ivo Del Biondo, tutt’ora in carica. “Aderire a questa organizzazione è stato un modo per vivere più attivamente il valore della solidarietà - così parla del suo impegno nell’Auser il presidente

Una delle tante iniziative dell’Auser di Cavarzere

PRONTI PER UNA

E S TAT E

T U T TA DA T R A S CO R R E R E

INSIEME !

Ivo Del Biondo - con l’obiettivo di contribuire alla promozione sociale della mia comunità di appartenenza”. “La principale gratificazione in quest’impegno - prosegue - è l’aver toccato con mano la grande umanità delle persone con le quali ho la fortuna di collaborare ogni giorno, che hanno saputo interpretare i valori della solidarietà impegnando tempo, energie e passione in ognuno dei servizi svolti dall’Auser. Anche il rapporto di fiducia che si instaura con le persone che si rivolgono all’Associazione è una soddisfazione costante, che unita al riconoscimento delle istituzioni locali ci stimola a proseguire nella nostra attività con entusiasmo e impegno. Il mio desiderio è che questa realtà possa proseguire, migliorarsi e svilupparsi sempre di più nel tempo, diventando per il nostro paese un punto fermo e un supporto per tutti, in un periodo storico di grandi incertezze, dove le relazioni sociali diventano un sostegno irrinunciabile”. L’Auser di Cavarzere si è impegnata il questi anni, oltre che nell’accompagnamento delle persone anziane ai luoghi di cura, attività prevalente che impegna attualmente 3 auto e una decina di volontari come autistiaccompagnatori, ha sviluppato negli anni anche numerosi progetti nelle diverse aree di attività: nel settore cultura ha sostenuto attività nelle scuole medie e superiori per trasmettere i valori e le esperienze attraverso il ricordo degli avvenimenti che hanno segnato la storia nazionale e locale dei più anziani con il progetto “La memoria condivisa” ed i percorsi per adulti “Itinerari della memoria”; presentazione di libri e letture di brani con amanti della lettura in gruppo con “Il libro è servito”. E’ consuetudine organizzare ogni anno visite guidate a mostre e a città d’arte. Notevole importanza riveste l’impegno nella promozione di “Stili di vita sani” con conferenze e l’organizzazione di “Gruppi di cammino”. L’Auser ha l’orgoglio di essere capofila di un coordinamento di Associazioni per la gestione del Centro Sollievo per persone con Alzheimer nell’ambito del Progetto Sollievo Regionale.


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Cona

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Un nuovo sindaco per Cona, Alessandro Aggio Con il 54,4 per cento dei consensi il candidato sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e lista civica, si è imposto sul primo cittadino uscente Alberto Panfilio e su Franco Necchio. Nominata la Giunta

U

n nuovo sindaco per Cona: dalle elezioni del 26 maggio è stato decretato l’avvicendamento tra l’uscente Alberto Panfilio e il nuovo entrato Alessandro Aggio. Con il 54,4% dei consensi il candidato sostenuto da Lega insieme a Fratelli d’Italia e una lista civica si è imposto non solo sul sindaco uscente, che si è fermato al 23%, ma anche sul candidato Franco Necchio che ha ottenuto il 22,5% dei voti. Sindaco, si aspettava questo risultato? “Sono sinceramente molto soddisfatto. Abbiamo fatto una buona campagna elettorale, andando via per via, casa per casa, presentando una bella squadra di consiglieri. Abbiamo fatto molte serate tematiche con esponenti di primo piano della Lega, come l’assessore Marcato, Ostellari, il senatore Bitonci. È stata una campagna propositiva, non ci siamo nascosti dietro a liste civiche e penso che questa trasparenza abbia premiato”.

“Sicuramente è la sanità: cercherò di portare i servizi a Piove di Sacco. E la seconda è l’acquisto della proprietà dell’ex base di Conetta, per evitare il ripetersi di casi come quelli degli ultimi mesi. Anni fa lo Stato offrì l’ex base gratuitamente al Comune di Cona, che rifiutò. Ora vediamo se si può rimediare a quell’errore”. Per quanto riguarda la Giunta il primo cittadino Urbanistica (edi-

I suoi avversari e detrattori sostengono che gli elettori abbiano votato solo il simbolo Lega. “Non in tutti i comuni la Lega è riuscita a vincere, come a Bagnoli e Pontelongo, per citare due comuni vicini che non hanno visto importi il simbolo della Lega. È ovvio che dobbiamo molto a questo simbolo, ma molto del risultato è stato reso possibile dalla nostra campagna elettorale”. Il sindaco uscente sostiene che il vostro slogan fosse “Libe-

rare Cona da Panfilio”. “Non è assolutamente vero. Per tutta la campagna elettorale non ho mai nominato Panfilio”. Quali sono le prime cose che farà da sindaco? “Anche come atto simbolico, ripristinare il servizio di trasporto per il centro anziani che era stato tagliato dalla precedente amministrazione per ridare questo servizio importante agli anziani”. Quali sono le priorità di Cona?

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lizia privata) e Bilancio, suo vice è Dario Battistini, che si occuperà di Lavori pubblici, Ecologia e Protezione civile. Alle Politiche sociali, cultura e pubblica istruzione andrà Francesca Montecchio, Sante Nalin è assessore allo Sport e ai rapporti con le associazioni. Infine Gina Barbara Sturaro si occuperà di Attività produttive. Giorgia Gay

Gli sconfitti Panfilio e Necchio: “Si è votato il simbolo”

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ono parole di rammarico quelle espresse dall’ormai ex primo cittadino di Cona, Alberto Panfilio, e dall’altro sconfitto, suo rivale politico, il candidato Franco Necchio, sul risultato elettorale delle amministrative dello scorso 26 maggio. Anche se in gara su fronti opposti, i due candidati hanno mostrato lo stesso disappunto verso la scelta della comunità di Cona di puntare più sul simbolo che sui programmi elettorali. “Premetto che non c’era aspettativa alcuna – dichiara Panfilio -. Io ho preso una decisione contraria rispetto ai miei programmi iniziali, sotto la spinta dei miei compagni di viaggio nella passata amministrazione”. Panfilio si scaglia quindi contro l’ “analfabetismo politico”, frutto di una preferenza elettorale basata sui grandi slogan e sulla disinformazione: “La mia ricandidatura voleva e ha permesso di illustrare alla popolazione quel grandissimo lavoro svolto in questi 5 anni, sotto tutti i punti di vista. Se oggi questo non basta per esser scelti, ce ne facciamo una ragione”. Il sindaco uscente critica poi la scelta del Carroccio di candidare un “esterno” come Aggio, in arrivo da Padova, sotto lo slogan “Liberare Cona da Panfilio”: “Per me quello slogan era molto chiaro, avendo io stesso dato a loro dei “cialtroni” per tre anni e mezzo in riferimento alla vicenda su Conetta”. Il suo impegno politico continuerà ora tra le fila della minoranza: “Andrò a scuola di opposizione, mi preparerò per svolgerla al meglio. Ci sarà da divertirsi nel gioco del conta fatti e del conta balle” ha concluso Panfilio. Della stessa opinione è l’altro sconfitto, Franco Necchio, candidatosi a primo cittadino con la lista civica “Insieme per Cona”. “Speravo di ottenere più consenso, è normale, e sono purtroppo consapevole del fatto che, per questa tornata elettorale, la popolazione ha votato con un’idea in testa, senza tener conto del programma, senza informarsi sulle proposte. Credo abbiano votato il simbolo”. La soddisfazione arriva comunque dai risultati del suo seggio che lo hanno preferito agli altri avversari politici: “Ho constatato che la comunità dove vivo, quella quindi che mi conosce, mi ha premiato e votato”. Anche Franco Necchio attende l’entrata in consiglio comunale, tra i posti dell’opposizione: “Ora entrerò nella minoranza insieme ad Antonio Bottin. Farò un’opposizione attenta e, se ci saranno le condizioni, anche costruttiva. Mi confronterò con tutti i presenti ma, per quanto riguarda certe tematiche a me vicine come ambiente e territorio per esempio, sarò duro e non scenderò a comG.G. promessi”.


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Provincia

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Ulss 3 Le nuove schede ospedaliere: il direttore generale Dal Ben presenta i contenuti

59 posti letto in più per l’area ospedaliera e153 per le strutture intermedie L

o scorso 15 maggio 2019 i Direttori generali delle Ulss hanno spiegato quale evoluzione comporta l’approvazione delle nuove schede ospedaliere, documento integrante del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale 20192023. Il Direttore generale Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, ha evidenziato come le nuove schede recepiscono la classificazione degli ospedali prevista dal Decreto ministeriale n.70, confermano

Potenziati soprattutto i territori di Dolo Mirano e Chioggia con posti letto e nuove apicalità nella Ulss 3 Serenissima Ospedale di Mestre, struttura ospedaliera di secondo livello, mentre Venezia, Dolo, Mirano e Chioggia come strutture ospedaliere di primo livello. Il dg ha spiegato quali siano le scelte che hanno ridisegnato la sanità veneta. “Le nuove schede ospedaliere - ha detto - hanno tenuto conto della evoluzione demografica (meno nascite e aumento della popolazione anziana) ed epidemiologica (più malati cronici e fragili). Vanno lette pari passo col nuovo Piano Socio Sanitario dove, rispetto al passato, viene accorciato il percorso tra ospedale e territorio: gli ospedali, con le cure sanitarie, non sono realtà a sé stanti, ma vanno considerati insieme alle cure intermedie, alle cure territoriali e alle cure residenziali. Infine, il confronto con la situazione precedente va fatta tenendo conto della nuova programmazione con quanto effettivamente è presente negli ospedali”. Dal Ben ha presentato una panoramica generale sull’assegnazione dei posti letto nell’Ulss 3 Serenissima, precisando che sono previsti 2213 posti letto, un aumento di ben 59 unità rispetto ad oggi. Di questi 2213 posti, 1681 sono pubblici, mentre 532 sono privati convenzionati. L’aumento dei posti letto è previsto nell’area chirurgica e della riabilitazione, mentre diminuiranno quelli dell’area materno-infantile (scelta legata alla analisi demografica che

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evidenzia una diminuzione delle nascite, basti pensare che a Dolo c’è un tasso di occupazione nella Ginecologia e Ostetricia del 33%). Sono previsti inoltre 266 posti letto di strutture intermedie (ovvero 153 in più rispetto alla situazione attuale). I posti letto delle strutture intermedie previsti a gestione diretta Ulss 3, evidenziano 139 posti letto (118 in più): 100 assegnati all’ Ospedale di Comunità, 24 di Unità Riabilitativa Territoriale e 15 di Hospice. Previsti inoltre 97 posti per le apicalità.Entrando nello specifico nel Distretto di Chioggia sono previsti 183 posti letto. Particolare attenzione è stata data all’area riabilitativa, che conquista una apicalità, e l’introduzione del nuovo Servizio di Procreazione medicalmente assistita. A questi posti letto ospedalieri vanno aggiunti anche quelli delle strutture intermedie: 20 di Ospedale di Comunità e 5 di Hospice. Nel Distretto di Mirano Dolo sono previsti 591 posti letto: 258 a Mirano (rispetto agli attuali, 37 posti letto in più) e 333 a Dolo (rispetto agli attuali, 13 posti letto in più). Il saldo finale è quindi di 50 posti letto in più. Ai posti letto ospedalieri va comunque ricordato che, con la nuova programmazione, vanno sommati i posti letto delle strutture intermedie, sempre più integrate nella assistenza e nella cura all’ospedale. A Mirano sono previsti 12 posti letto di Ospedale di Comunità, a Dolo 24 posti letto di Ospedale di Comunità e nella struttura sanitaria di Noale 54 posti letto (20 di Ospedale di Comunità, 24 di Unità Riabilitativa Territoriale e 10 di Hospice). Altri 20 posti letto di Ospedale di Comunità a Noale sono previsti nella struttura privata Relaxxi in attesa di accreditamento. In questo Distretto sono previste anche delle nuove apicalità. A Dolo quella di Pronto Soccorso, di Terapia Intensiva e Rianimazione e di Medicina Fisica e Riabilitazione. A Mirano di Ginecologia e Ostetricia. Va sottolineato, infine, che il potenziamento di questo territorio da parte della Regione Veneto è stato confermato in più occasioni, anche di recente, con il finanziamento di 40 milioni, che permetteranno di mettere in sicurezza l’Ospedale di Dolo, di ristrutturarlo e di realizzare un nuovo Pronto Soccorso. Luca Rapacciuolo


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Provincia .

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Economia I dati del comparto e le analisi della Filctem Cgil

Il calzaturiero della Riviera del Brenta, sempre più legato alle grandi griffe C

alzaturiero della Riviera del ecco il problema sottolineato dai Brenta? Sempre più dipen- sindacati. ”Se guardiamo a ritrodente dalle grandi griffe. Questo so nel tempo - spiega Michele il fenomeno che emerge dalle Pettenò della segreteria Filctem analisi della Cgil, mentre il com- Cgil metropolitana di Venezia - le parto registra complessivamente aziende calzaturiere della Riviera un andamento positivo sia a li- del Brenta fino ad una ventina di vello di distretto, che nazionale. anni fa, avevano marchi autoctoI dati del distretto calzaturiero ni che stavano sul mercato e condella Riviera del Brenta sono di correvano da soli senza problemi. tutto rispetto: 551 aziende, 10.587 Purtroppo si deve ammettere che addetti, oltre 20 quelli che ora milioni di paia Il distretto produce sono davvero da di scarpe prosoli, e lavorano oltre 20 milioni dotte, di cui il senza alcun col92% destinato al legamento con di paia di scarpe mercato interle grandi griffe di cui il 92%, nazionale. Gli (in Riviera ad addetti del setesempio ci sono destinato tore sono passaLuis Vuitton, al mercato ti dai 10.389 del Gucci e molti 2016 ai 10.587 (+ internazionale altri) sono in dif2%) nel 2017. Un ficoltà. Diverse patrimonio in continua espanaziende qualche anno fa per voler sione che ha necessità di attirare concorrere sul mercato in modo talenti e curare la formazione. Ma autonomo, hanno dovuto chiu-

dere i battenti o delocalizzare“. Attualmente la Filctem Cgil stima che il 70 % della produzione di scarpe del distretto della Riviera del Brenta, sia ormai legata ai grandi marchi internazionali. Il rischio rappresentato dalle grandi griffe per la Cgil, è quello che, se da un lato garantiscono il lavoro, da un altro sono soggetti in grado di prendere decisioni repentine basate solo sull’utile economico. E così un territorio interessante, può anche non diventarlo più

nel giro di poco tempo. Intanto proprio a livello nazionale i dati Istat elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici registrano un finale dello scorso anno (2018) caratterizzato da una nuova accelerazione per le vendite estero di calzature e componentistica che, dopo un terzo trimestre fiacco (+0,9%), segnano un +7,4% tendenziale in valore nell’ultima frazione. Tra le otto principali regioni a vocazione calzaturiera in Italia, c’è

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un sensibile incremento per la Lombardia (+19,4% su ottobredicembre 2017) e crescite nell’ordine del 9%, superiori quindi alla media nazionale, per Toscana ed Emilia Romagna (che inverte la rotta dopo i risultati deludenti dei trimestri precedenti). Il Veneto si porta ad un buon +4%; debole l’aumento per la Puglia, +1,8%; trend nuovamente negativi per Campania (-8,6%) e Marche (-5,5%). Bene infine le “altre regioni” (che coprono assieme circa il 5% dei flussi in valore), che registrano la performance migliore, +23,2%, trainate dalla crescita dell’Abruzzo. Considerando l’intero 2018, l’export di calzature finite e componentistica ha superato i 9,85 miliardi di euro (erano 9,51 miliardi l’anno precedente), con un incremento complessivo del 3,6%, nonostante la frenata attorno al 3% della componentiAlessandro Abbadir stica.


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Cultura .

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Torna a Cavarzere la “Grande lirica sotto le stelle” Sabato 13 Luglio la Piazza del Municipio ospiterà l’ottava edizione del Concerto dell’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin” diretti dal Maestro Renzo Banzato

S

arà la tripla ricorrenza legata al 30° anniversario della fondazione del Coro T. Serafin, e al Centenario della morte di Leoncavallo e Luigi Illica (apprezzato librettista delle opere più celebri di Puccini) il tema conduttore dell’ottava edizione del Concerto Lirico Sinfonico che l’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin”, sotto la direzione del Maestro Renzo Banzato, terranno sabato 13 luglio nella suggestiva cornice di Piazza Vittorio Emanuele II a Cavarzere, che diverrà così un teatro a cielo aperto dove si svolgerà un vero e proprio “Gran Galà dell’Opera”. Il concerto, realizzato dall’assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere, è stato reso possibile grazie alla generosità ed alla disponibilità di alcune importanti realtà economico-produttive che operano nel territorio: Adriatic Lng e la Ditta Turatti, di cui ricorre il 150° anniversario della fondazione. Il concerto rientra poi nell’ambito degli eventi culturali

promossi da Bancadria Colli Euganei. Nel corso della serata, che sarà presentata dalla giornalista di Rete Veneta Vanessa Banzato, risuoneranno le pagine selezionate dalle opere più amate e conosciute di Verdi, Leoncavallo, Mascagni, Mozart e del compositore inglese E. Elgar, del quale l’orchestra e il coro eseguiranno la maestosa marcia Pomp and Circustamce op. 39. Ampia parte della serata sarà dedicata a La Bohème, opera composta da Puccini su libretto di G. Giacosa e L. Illica, della quale sarà proposto, otre ad altre arie, l’intero Finale del I Atto. Per l’evento il M° Banzato ha inoltre selezionato alcune interessanti pagine verdiane che raramente vengono proposte in ambito concertistico: è il caso del suggestivo Preludio da Ernani e del grandioso concertato che conclude il IV Atto de I Lombardi alla prima crociata. La Piazza del Municipio, do-

A Jesolo le sculture di sabbia dedicate a Leonardo Da Vinci Si è aperto lo scorso 2 giugno e proseguirà fino al prossimo 15 settembre il 22° Festival Internazionale delle sculture di sabbia di Jesolo, quest’anno dedicato a Leonardo Da Vinci, in occasione dei 500 anni dalla morte del genio fiorentino. Gli artisti hanno completato le 5 sculture monumentali che esaltano la creatività e l’ingegno di Leonardo Da Vinci, creando un piccolo museo all’aria aperta che gli ospiti della località balneare e i cittadini potranno ammirare in piazza Brescia.

La Festa del Redentore a Venezia Da Sabato 20 a domenica 21 luglio si celebra a Venezia la festa del Redentore, tra grandi eventi e lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Si inizia il 20 luglio alle 19.00 con l’apertura del ponte votivo che collega le Zattere con la Chiesa del Redentore all’isola della Giudecca. Alle ore 23.30 lo spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco. Domenica 21 luglio, le Regate del Redentore nel Canale della Giudecca. Alle 19, nell’Isola della Giudecca, presso la Chiesa del Redentore la Santa Messa Votiva.

L’Orchestra Sinfonica e Coro “Tullio Serafin” e il direttore Maestro Renzo Banzato

minata dalle linee di Palazzo Barbiani, ospiterà pertanto una produzione musicale di notevole spessore artistico, che prevede il coinvolgimento dei qualificati professori dell’Orchestra Sinfonica T. Serafin, affiancati dai componenti dell’omonimo Coro, ai quali si aggiungeranno tre solisti vocali di primo piano nel panorama della lirica internazionale, per un totale di oltre cento esecutori: il tutto sotto la direzione del Maestro Renzo

Banzato, docente di ruolo presso il Conservatorio di Adria, laureato in composizione, direzione d’orchestra, pianoforte, musica corale, direzione di coro e fondatore dei due prestigiosi complessi musicali. Il Maestro si avvarrà della presenza del soprano Chiara Milini, del tenore Domenico Menini e del basso Luca Gallo. La manifestazione, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, si avvale del proficuo sup-

porto di numerose realtà culturali e associative del territorio: Pro Loco, Comitato Cittadino di Grignella, Gruppo Comunale Protezione Civile, Parrocchia di S. Mauro, Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, Gruppo Culturale S. Mauro, Unitalsi. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.00; in caso di sfavorevoli condizioni meteorologiche il concerto si svolgerà Domenica 14 Luglio. L’ingresso è libero, ma su prenotazione.


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Sport

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La Robeganese Fulgor Salzano sale in Eccellenza

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L’obiettivo della società calcistica è restare in Eccellenza. Già si pensa ai derby con squadre come il Calvi Noale o il Real Martellago

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a Robeganese Fulgor Salzano ha vinto la Coppa Veneto di Promozione e conquistato il passaggio di categoria. La prossima stagione giocherà in Eccellenza come prima classificata nella graduatoria dei ripescaggi. L’obiettivo, dopo una stagione di alti e bassi in campionato, è stato ottenuto dai ragazzi allenati da mister Alessandro Tamai grazie al successo nella finale dell’ottava edizione del trofeo col punteggio di 3-2 contro i rodigini del Porto Viro (doppietta di Moretto e gol decisivo di Bettio). Euforico il presidente Roberto Piccoli che è al suo secondo successo da massimo dirigente dopo la promozione dalla prima categoria alla Promozione. “Grande emozione e grande soddisfazione”. Ed assieme al trofeo è arrivata anche la promozione

nel campionato di Eccellenza. Al massimo dirigente rossoblù chiediamo cosa prova. “Sono contentissimo - spiega. E’ una grande soddisfazione perché, anche se avevamo allestito una rosa per far bene, il cammino in campionato è stato molto travagliato.” Come vi preparerete ad affrontare un campionato così impegnativo? “Nel nostro staff c’è chi, come il direttore sportivo Corrado Del Bianco- continua- conosce già la categoria e ci sarà d’aiuto per consentirci di muoverci con attenzione. Ma tutto lo staff è preparato e attento e confido che altri che amano i nostri colori, ci diano una mano per affrontare al meglio la nuova avventura.” Che affronterete con quale obiettivo?

“Restarci sarebbe come vincere il campionato anche perché ci troveremo di fronte a squadre di assoluto livello. Pregusto già i derby con le altre veneziane come Calvi Noale, Real Martellago, San Donà e Portogruaro. Senza dimenticare tutte le altre e non sarà facile perché la prossima stagione sono previste quattro retrocessioni, a complicare ulteriormente la corsa alla salvezza”. State già lavorando per la rosa del prossimo anno? “Sì. Pen-

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siamo ad allestire una squadra che abbia fame, con giovani che vengono a Salzano per emergere, con la consapevolezza che si giocano una notevole opportunità, perché l’Eccellenza è una grande vetrina per loro. Vogliamo giocatori motivati”. E la guida tecnica ? “Rimarrà il nostro mister Alessandro Tamai. Ha dato anima e corpo per i nostri colori e riteniamo sia giusto confermarlo”. Lino Perini

l Golf club Ca’ della Nave ha ospitato la 31esima edizione del premio Top Trivengas 2019 “Memorial Aldo ed Ennio Frasson” che premia società, calciatori, arbitri, giornalisti e sportivi distintisi nel calcio dilettantistico e promossa dal presidente del calcio Spinea Mario Scopece con il coordinamento di Francesco Confalone, Ferruccio Scarpa, Luigi Menin, Piero Fantin, Tiziano Menegaldo e Paolo Antigo. Premiati i dirigenti Armando Franzoi (delegato Figc Venezia), Maurizio Gallo (Cazzago), Paola Marcato (Stra Riviera del Brenta), fra gli arbitri Livio Cassese, Antonio Carmelo Cammarata e Lenny Carisi. Fra i giornalisti Alessandro Pezzin de Il Gazzettino e Michele Contessa de La Nuova Venezia. Fra i giocatori: Francesco Bertellini (Fossò), Marco Favaretto (Rio), Ilaria Celegato (Venezia femminile), Michele Nassivera (Spinea). Fra gli sportivi premi a Umberto Visentin, Alberto Casarin, Alessandro Pomarè. Riconoscimento per i 100 anni di attività alla Miranese.

Volley Dolo, campionesse del Triveneto

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romozione e vittoria del titolo triveneto. Stagione da incorniciare per le ragazze del “Volley Dolo” che con un doppio successo per 2-1 contro le padrone di casa friulane del Buja Udine e contro il Trento, che avevano dominato la stagione con appena due sconfitte stagionali. Le pallavoliste del Pittarello Legnaro&Dolo hanno conquistato il titolo di campionesse del Triveneto. Dopo aver conquistato la promozione in serie B2 con tre turni di anticipo, la terza in cinque anni, la formazione dolese che gareggia assieme al Legnaro, per ragioni logistiche ed economiche, ha vinto anche il titolo fra le squadre di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ed ora si appresta a gareggiare, a giugno, per la Coppa delle Alpi, manifestazioni che coinvolge le vincitrice di Triveneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. La formazione allenata da Falvio Rocchi e che ha come team manager Davide Guerriero, conta su un’ossatura base di atlete dolesi come Giorgia Benin, Francesca Donolato, Nicole Carraro, Veronica Cacco, Irene Calore e la quindicenne centrale Giulia Felicioli. L’ex presidente Davide Guerriero, ci tiene a sottolineare. “Sancito il sodalizio con Pgs Legnaro voglio comunque confermare l’impegno per il prossimo anno a costruire una squadra competitiva anche nella categoria nazionale. E anticipo che per il prossimo, a Dolo si svolgeranno anche un allenamento settimanale ed alcune gare” . L’assessore allo sport dolese Gianluigi Naletto ha aggiunto. “Tanti complimenti alle atlete e al volley Dolo. L’appassionata e gratuita dedizione dei dirigenti e tecnici rappresenta un valore aggiunto di nobile distinzione per Li.Pe. la nostra comunità”.


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#Politica

Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione

Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N

on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare

Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-

Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.

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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi

Anche nei Comuni Lega pigliatutto

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empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?

I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-

sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però

centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.


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Politica

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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.

Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I

l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, Questa copia nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana èveneta, il nastro distribuita d’asfalto lungo e94certificata chilometri da destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie regione. SCOPRIdella DI PIÙ Il primo passo, col a pag. 6 taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare

laPiazza

una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il

L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-

Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da

laPiazza

è distribuita con il Sistema

blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,

da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è

Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita

Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari

modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-

costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.

za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.

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Politica

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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte

Mercatone Uno, anche il Veneto trema U

na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la

Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci

Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da

cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le

cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.

IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …

DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.

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La Regione finanzia 90 specializzandi

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Lo studio

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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità

Sanità veneta promossa a pieni voti

immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.

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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

a pag 28

Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma a pag 29

romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente

Un laser “Micropulsato” per trattare la retina infiammata a pag 30


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Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il

I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

Sanità veneta promossa a pieni voti

OFTALMOLOGIA

Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla

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nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.

“È

una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma La tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute

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raggi solari piacciono molto a chi ama l’abbronzatura intensa ma fanno male. Ogni anno si fa sempre più intensa la comunicazione su quest’argomento perché è sempre più importante prevenire i tumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. Ridurre al minimo queste probabilità è possibile, rispettando alcune semplici regole, la prima, ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, che è il più diffuso tumore della pelle. La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni. Lo studio ha analizzato i

dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l’infanzia e l’adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di

Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile

I

l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata

creme protettive, è risultata più alta per le di schermare o bloccare i raggi del sole viene persone di pelle più chiara, con un fototipo definita fattore di protezione solare: è il basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori in genere compresi tra più nevi cutanei, poiché questi nascono 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari. dall’accumulo di melanociti. Questo indicatore si riferisce I raggi E dal momento che il nello specifico alla capacità ultravioletti melanoma altro non è che di bloccare i raggi ultravioletti un tumore che ha origine da di tipo B sono di tipo B: considerati un queste cellule, deputate alla cancerogeno certo per considerati un l’uomo, al pari di quelli A produzione della melanina, cancerogeno pigmento responsabile e di quelli C (raramente del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). Creme dell’abbronzatura, “una con un «Spf» pari a 15 sono parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di bloccare il 93 per cento dei un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. delle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodotto - nemmeno quello con

fattore di protezione superiori a 50 - è in grado di bloccare tutti i raggi UVB. La scelta della crema solare non è semplice. Il primo fattore da tenere conto è il tipo di pelle: più sono chiare, più alto deve essere il fattore di protezione. Per fototipi più scuri è indicato un fattore di protezione intorno a 15, per quelli intermedi (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È importante che resta al sudore e all’acqua e va applicata in maniera abbondante: 2-3 cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 grammi) per proteggere tutto il corpo. È quindi bene ripetere l’applicazione almeno ogni due ore e dopo ogni bagno.

Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri • Test gratuito dellʼudito • Apparecchi acustici delle migliori marche • Pile per protesi acustiche • Ausili per deboli di udito • Assistenza e riparazioni anche a domicilio

ufficialmente con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.

PUNTI DI ASSISTENZA:

Terza in Italia dopo Torino e Milano per queste settimane è infatti l’approvazione del numero di neonati prematuri CESTER curati, con- Porto progetto di fattibilità FARMACIA Viro (Ro) per la nuova pediatria, una sopravvivenza superiore DOTT. alla media una -delle strutture(Ro) più attese dalla sanità FARMACIA COLLA Corbola IKONOMU Volto di Rosolina (Ro) certificata dagliFARMACIA standard internazionali, la -padovana. Grazie a un investimento di 61 FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano patologia neonatale può contare su una milioni di euro, ulteriormente lievitato di nel Polesine dotazione tecnologica di livello(Ro) assoluto, 7 milioni per rispondere alle modifiche MEDICO DELTA - Porto (Ro) la Casa della che comprendeCENTRO anche l’Ecmo neonatale approvate in Tolle corso d’opera, FARMACIA NADALINI Adria (Ro) tra gli strumenti di assistenza ventilatoria Mamma e del Bambino si estenderà per FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier di Porto e di monitoraggio Tolle delle (Ro) funzioni vitali. quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto Ospita inoltre ilFARMACIA coordinamento SAN del Servizio più gli ambienti PAOLOpiani - Loreo (Ro) seminterrati. Per questo regionale di trasporto neonataleSAN critico,GIUSEPPE che polo il- nuovo ospedale(Ve) non rappresenta il FARMACIA Cavarzere ogni anno gestisce oltre 200 trasporti traNATURFARMA i 20 futuro: pediatria e l’intera area(Ro) materno PARAFARMACIA - Taglio di Po ospedali della Regione in rete, lavorando h24 infantile, compresa ostetricia, resterà infatti tutti i giorni dell’anno. al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi Ma il rilancio della terapia neonatale spazi che si apriranno col trasferimento della non è l’ultimo intervento in programma. Di gran parte dei reparti a Padova est.


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Salute

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Bianalisi Veneto - Centro Attività Motorie. Dall’ernia discale al trattamento degli inestetismi della cellulite: l’ossigeno ozono terapia è la soluzione B

ianalisi Veneto, da sempre attenta ai bisogni e alle necessità dei propri pazienti, ha ampliato la propria offerta di servizi medici inserendo l’ossigeno ozono terapia. “Si tratta, infatti, di una tecnica all’avanguardia nella cura di svariate patologie di tipo reumatico, traumatologico e vascolare. Siamo lieti di annoverare l’ozono terapia tra le varie prestazioni che eroghiamo in favore della popolazione di Rovigo e dei paesi limitrofi”. Sono queste le parole che ha speso a beneficio del trattamento il Direttore sanitario della struttura, il Dott. Vincenzo De Simone. Allo scopo di comprendere in modo più approfondito le potenzialità della terapia, ne parliamo con le due figure di riferimento della struttura: il Dott. Romano Baccaglini, Medico Chirurgo specialista in Terapia Antalgica, e il Dott. Davide Cavallini, Medico Chirurgo ozono terapeuta. Dottor Cavallini può spiegarci in cosa consiste l’ossigeno ozono terapia? “L’ozono terapia utilizza una miscela di ossigeno ed ozono per scopi terapeutici. L’obiettivo del trattamento consiste essenzialmente nell’aumentare la quantità disponibile di ossigeno o dei suoi radicali, attraverso l’introduzione di ozono nel corpo. Essa agisce migliorando l’afflusso di sangue al tessuto

muscolare e sfruttando le caratteristiche antinfiammatorie della miscela. Si ottengono ottimi risultati sia riducendo i fenomeni di rigidità muscolare e di conseguenza i dolori, sia migliorando l’espulsione delle tossine, agendo quindi da antinfiammatorio. È molto importante sottolineare il ruolo dell’ozono come potente antisettico (ha capacità antibatteriche), antivirali e antifungino.” Può illustrarci il modo in cui viene somministrato l’ozono? “L’ossigeno ozono terapia si somministra in due modi: in via locale con una iniezione intramuscolare, sottocutanea o periarticolare, oppure, in via sistemica per mezzo di un’insufflazione rettale con effetto rivitalizzante ossigenando il sangue e di conseguenza tutti gli organi vitali. Si tratta di un trattamento di norma indolore, al massimo si ha lo stesso leggero disagio di una qualsiasi iniezione” Centro Attività Motorie ha deciso di erogare, fra le altre, anche l’ozono terapia, può spiegarci le motivazioni alla base di questa scelta? “Il Centro Attività Motorie fornisce già un servizio di terapia antalgica attraverso l’agopuntura, le manipolazioni vertebrali, laser e tens. Quindi ha pensato di fornire anche il

servizio dell’ozono terapia dato che si tratta di una moderna tecnica antalgica ormai sicura e consolidata nei risultati.” Dottor Baccaglini può dirci quali sono le patologie che possono essere trattate con l’ozono terapia? “Fra le varie patologie che beneficiano dell’ozono va sicuramente menzionata fra tutte l’ernia discale (lombare e cervicale). Il paziente che soffre di ernia discale può fruire dei benefici apportati dall’ozono terapia quando non è indicato sottoporsi ad intervento chirurgico. L’ozono, iniettato nei muscoli paravertebrali, è in grado di raggiungere e quindi disidratare ed essiccare l’ernia debellando la patologia che fa tanto soffrire il paziente. Anche un’ulcera nel piede diabetico può sfruttare i benefici dell’ozono e quindi regredire se utilizzato nel modo opportuno.” Oltre al campo della terapia antalgica, può avere un utilizzo anche in ambito estetico come antiage? “Si certamente, perché l’ozono è in grado di ringiovanire i tessuti e, per questo motivo, trova grande applicazione nei trattamenti antiaging del viso, collo e decolté. Le micro iniezioni, con cui viene somministrato, sono in grado di produrre un effetto elasticizzante e

tonificante della cute per mezzo dello stimolo a produrre collagene endogeno. Inoltre, nel trattamento della lipodistrofia (o cellulite), l’ozono è in grado di scindere le catene di acidi grassi e favorirne l’eliminazione. Considerando che un tessuto ricco di cellulite è anche ricco di liquidi intrappolati fra le cellule, la terapia è in grado di favorire l’elimi-

Dott. Romano Baccaglini Medico Chirurgo Specialista in Terapia Antalgica

nazione di questi facendo aumentare in modo considerevole la diuresi del soggetto trattato. Naturalmente l’utilizzo dell’ozono terapia non si limita soltanto alle patologie esposte ma è molto più ampio di quanto si pensi. Per questo motivo consigliamo di recarsi presso la segreteria per reperire tutte le informazioni necessarie.”

Dott. Davide Cavallini Medico Chirurgo ozono terapeuta

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Un laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata L

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una

parte del corpo, questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono

ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali

Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente

anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce

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una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!


Dott. Mauro E. Donà

Dott. Gianluca Targa

Medico odontoiatra

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e da oggi una nuova realtà a Porto Viro che unisce due strutture già radicate nel territorio del Delta per ampliare il bacino d’utenza e fornire più servizi e qualità ai Pazienti

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Oltre alla metodica tradizionale per l’inserimento di impianti, utilizziamo la tecnica della implantologia a carico immediato la quale serve a pianificare l’intervento implantologico. Da una scansione in 3D Tac-Dentascan del paziente è possibile tramite determinati software pianificare l’intervento e progettare i futuri denti costruendo a computer una mascherina che servirà da guida per l’inserimento degli impianti e dei denti finali prima di eseguire l’intervento. Ciò permetterà di essere meno invasivi nell’inserimento degli impianti e di avere denti fissi in giornata rispettando l’anatomia ossea e dei nervi durante l’intervento, inoltre non usando il bisturi si riduce la possibilità di gonfiori ed edemi dei tessuti nel post intervento.

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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F

iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.

di Renato Malaman

Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune

Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.

NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.

Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche

Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il

Associazione di Promozione Sociale "Mai dire Bau"

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loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.

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Campo di Addestramento: Via dell'Artigianato, Frazione di Terradura, 35020 Due Carrare (PD)


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Food & Drink VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO

FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione.

Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Essa, è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Docg e della gastronomia locale. Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le “caneve” in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraver-

so le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 30 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari. Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale “pignatel” (pentolino). Verranno formati gruppi di 30 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei percorsi con visita a circa 6 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un’occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori.

TEMPO DI MELONE PRECOCE VERONESE

Il melone (Cucumis melo), è detto anche “popone” ed è il Melone Precoce di Verona con forma ovoidale e circonferenza compresa fra 36-47 cm. La superficie esterna presenta una reticolatura marcata e uniforme, che identifica bene le singole fette; il colore è giallo uniforme, con linee verdi di demarcazione delle fette. La polpa è arancio salmone, succulenta, di buona consistenza, con aroma delicato (più intenso al taglio) e sapore dolce, con retrogusto pepato. Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di A. Valerini, Le bellezze di Verona del 1584. Le caratteristiche peculiari del Melone Precoce di Verona sono determinate dalla coltivazione su terreni altamente permeabili e dalla tecnica di produzione in tunnel che produce particolari condizioni di temperatura e umidità. Ricchissimo in acqua e povero in zuccheri, il melone è particolarmente ricco di vitamine A, C e B e di potassio. Trova indicazione nelle anemie, nella stipsi, nella gotta e nel diabete. Possiede proprietà lassative e diuretiche.


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Biennale di Venezia “May you live in interesting times”

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partecipazioni nazionali e 21 eventi espositivi collaterali ufficiali. Questi i numeri della Biennale 2019. Gli artisti provenienti da tutto il mondo e invitati da Ralph Rugoff sono 79, il tema : “May you live in interesting times”. Interessante l’opera dell’artista svizzero Christoph Büchel propone all’Arsenale Barca Nostra ovvero il relitto, ripescato dal fondale marino, del peschereccio nel quale trovarono la morte più di 700 migranti nel canale di Sicilia il 18 aprile del 2015. Il Leone d’Oro, assegnato da una giuria presieduta da Stephanie Rosenthal, è andato alla Lituania per l’opera Sun & Sea dove è stata ricreata una spiaggia con tanto di bagnanti, apparentemente gente comune, in un momento di relax. Una menzione speciale è stata assegnata al duo Mondocane del Belgio dove automi si muovono improvvisamente simulando azioni umane e letteralmente spaventando i visitatori. Meritatissimo il premio alla Carriera a Jimmi Durham (1940) e Miglior artista Arthur Jaca con il video The white album anch’egli attento alle tematiche dei nostri tempi mai disposti ad accettare l’ignoranza del razzismo. Il Padiglione Italia, all’Arsenale e curato da Milovan Farronato, è un’unica opera d’arte, una vera e propria mostra del curatore che si fa artista scegliendo tre grandi interpreti della sua visione Neither Nor/ Né altra né questa: Liliana Moro (1961), Enrico David (1966) e Chiara Fumai (1978-2017). Un labirinto in cui il visitatore, camminando senza indicazioni, fa la sua mostra. Le opere si alternano, compaiono, vanno cercate sotto una tenda, esplodono in suoni e in visioni sopra la testa. C

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Un momento della manfestazione

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Venezia Extra Biennale

Alla Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro la mostra Dysfunctional raccoglie 18 opere di altrettanti artisti e con interessanti linguaggi. Fragile Future di Studio Drift, stupisce con l’istallazione di centinaia di veri fiori di tarassaco trasformati in piccole ed eleganti luci. Alle Gallerie dell’Accademia Baselitz Academy una mostra capolavoro, una retrospettiva che ripercorre tutte le tappe dell’evoluzione creativa del grande Georg Baselitz, la prima, in questa sede, dedicata ad un artista vivente. Nel ricchissimo programma di Muve Contemporaner Al Muve Contemporanero dei Musei Civici veneziani si contano ben 12 mostre di rilievo. Da non perdere Yun Hyong-keun. A Palazzo Fortuni c’è una retrospettiva I Fortuny. Una storia di famiglia, mentre Cà Rezzonico propone Flavio Favelli. Il bello inverso. l’artista ha posizionato 15 opere poi allestite in tutti e tre i piani del grande palazzo sul Canal Grande. A Palazzo Mocenigo Brigitte Niedermair. Me and fashion 1996-2018 e un percorso di rime e rimandi: la fotografa di Dior crea una percepibile e strettissima sintonia con le cromie dei tessuti nelle sale e i suoi scatti. Più di trenta opere che, pur provenendo dalla moda, diventano piccole nature morte e racconti di momenti vissuti. A Ca’ Corner della regina, Fondazione Prada propone una mostra che unica: Jannis Kounellis a cura di Germano Celant, con 60 lavori dell’artista scomparso nel 2017 che occupano tutte le sale. Dall’altra parte del canale della Giudecca la Fondazione Giorgio Cini ospita la mostra Burri, la pittura, irriducibile presenza davvero imperdibile. Grandi opere tutte da contemplare nel silenzio.


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Pagina a cura di >Anna Bergantin<

CavarzerEventi

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>anna.bergantin@gmail.com<

Break Point spegne la 12esima candelina!

Minimal festeggia i 25 anni de “La Piazza”

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antissimi auguri da tutta la redazione per il dodicesimo compleanno il 2 giugno, festeggiato in compagnia di amici e clienti affezionati insieme a Verusca, Stefano e le figlie Letizia e Mandy. Un grazie speciale a Giovanna. Dodici anni di sacrifici e successi! Altri 100 così! Bravi ragazzi

Animazione con La Piazza

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uest’anno in onore dei 25 anni La Piazza ha sponsorizzato una delle prime animazioni! In collaborazione con Silvia Fabian abbiamo realizzato questo scatti unici! Grazie bimbi, siete bellissimi

Tempo di Moda festeggia i primi 10 anni!

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antissimi auguri anche a Tempo di Moda di Francesca che a fine Maggio ha festeggiato i primi 10 anni di attività! Un primo grande traguardo congratulazioni da tutti noi!

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omenica 2 Giugno si è festeggiato anche il grande compleanno della testata La Piazza nata a Cavarzere 25 anni fa! Il giro di boa è stato a metà aprile ma abbiamo festeggiato in questa calda domenica di Giugno! Grazie a Martina, Emanuele e alle ragazze del Minimal per tutto l’amore e la dedizione messi per la riuscita della serata! Tanti i presenti tra amici, clienti e affezionati. Un grazie a tutti davvero!


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Crucilibro

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Tutte le novità dal premio Campiello La memoria è sempre labile mentre il coraggio infiamma e conquista i cuori. Bandita la nostalgia per il Novecento all’uomo non resta che combattere Laura Pariani

Paolo Colagrande

Francesco Pecoraro

Marco Lupo

Eroe/Eroina

Pùlvara, una cantastorie

Buttarelli, un ragazzino speciale

Un uomo “Novecentesco”

Un libraio

Alter Ego

Bonaventura Mangiaterra

Gualtieri, l’amico

Personaggi che incarnano il ristagno sociale

Uomini e donne che si rifugiano in libreria

Location

Autunno 1652

Barbagia

La “Città di Dio”

L’oggi e Amburgo 1943

Contadini

Gli abitanti del paese

Il popolo comunista perduto

I personaggio di un romanzo

Intrigo

Un pugno di uomini, stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati che razziano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l’altra, si raccoglie intorno a Bonaventura Mangiaterra, un capopopolo che affascina i suoi compagni con le storie

Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato

Un uomo senza nome, osserva la vita che si svolge sulla strada. Racconta la propria esistenza di «Novecentesco», aspirante storico dell’arte, funzionario di Ministero, uomo che ha creduto nel comunismo e poi si è fatto socialista e corrotto

Uomini e donne che si riparano in una libreria. Entrano e cercano qualcosa o nulla. Poco lontano, ogni lunedì, alla stessa ora, un gruppo di sconosciuti si incontra per leggere frammenti di libri che stanno scrivendo

Finale

Bonaventura diventa presto una leggenda: ha carisma, saggezza e forza tanto da minacciare il potere costituito. Per fermare la rivolta, l’Inquisizione e i nobili gli danno la caccia ma una sorpresa metterà in discussione tutte le loro certezze.

Quando Buttarelli scompare, e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero, non resta che raccogliere la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Questi racconterà la rocambolesca vita interiore ed esteriore di un’anima unica

Oggi osserva le vicende dello «Stradone»; i personaggi che lo percorrono incarnano il ristagno sociale. Invecchiamento e conformismo, razzismo e sessismo, etnie in conflitto, il fantasma dell’integralismo islamico, la liquefazione di sinistre e destre e della classe media

Un giorno uno degli uomini porta con sé alcuni romanzi di uno scrittore di cui si sono perse le tracce. Li ha scovati in una libreria e chiedono di essere ascoltati. L’autore inghiotte i lettori nell’universo delle macerie di Amburgo 1943

Cosa dire del libro

Un romanzo di ribellione e libertà, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un essere umano che vede solo una metà del mondo. Poetico e divertente

Un libro che racconta la storia di un quartiere e ritrae il destino collettivo nelle vicende di un solo uomo che vede deteriorarsi ciò che ama

Una storia in cui la memoria non è mai una cronaca fedele, ma il frutto polposo e amaro dell’immaginazione. Ha vinto il Campiello opera prima

Co-protagonisti

Leggere

Laura Pariani Il gioco di Santa Oca La nave di Teseo, pp. 272 € 18.00

Paolo Colagrande La vita dispari Einaudi, pp. 288 € 19.50

Francesco Pecoraro Lo stradone Ponte delle Grazie, pp. 443 € 18.00

Marco Lupo Hamburg. La sabbia del tempo Il saggiatore, pp. 239 € 21.00 A cura di Germana Urbani

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Mousse di sedano

Farfalle alle olive

Gelato ai frutti di bosco

Ingredienti: 1-2 sedani di Verona - 4 c di maionese casalinga - 7-8 c di yogurt naturale - ½ limone sale q. b.

Ingredienti: 320 g di farfalle - 10 olive nere - 5 olive verdi - ½ limone - 10 pomodorini piccoli - 1 pizzico di prezzemolo e di erba limoncina 30 g di olio - sale - peperoncino.

Ingredienti: 250 g di yogurt naturale - 250 g di frutti di bosco maturi - 4 C di zucchero di canna - ½ limone.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: mondare e lavare il sedano, strofinarlo con il mezzo limone per evitare che annerisca. Tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore per un quarto d’ora circa. Lasciare raffreddare. Frullare il sedano assieme agli altri ingredienti fino a ottenere una consistenza soffice e omogenea. Servire la mousse fredda o a temperatura ambiente.

Preparazione: lessare in abbondante acqua salata le farfalle. Scolare la pasta, condire con un filo d’olio, le olive tagliate a rondelle, l’erba limoncina, il prezzemolo tritati e i pomodorini tagliati a metà. Aggiustare di sale e peperoncino e servire con qualche spicchio di limone.

Preparazione: lavare rapidamente i frutti di bosco (tenerne da parte qualcuno per guarnire) e asciugarli delicatamente. Frullarli assieme allo zucchero e al succo di mezzo limone. Porli nella gelatiera, aggiungere lo yogurt e metterla in funzione. Dopo 30 minuti il gelato sarà pronto.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Qualche piccola o grande bufera in arrivo. Situazioni conflittuali da gestire con intelligenza e calma

Toro Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!

Giugno Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza

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Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma

Scorpione La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto

Gemelli

Sagittario

Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano

Nessun cambiamento questo mese, tutto trascorre identico a se stesso. Verso la fine si muove qualcosa

Cancro

Capricorno

La vostra grinta metterà in luce difetti altrui. Probabili discussioni e contrasti sulla strada in diversi ambiti

Vivrete con una tensione interiore quasi continua, spesso trattenuta ma a volte potreste sbottare, attenzione!

Leone Le insoddisfazioni sono dietro l’angolo. Ma di sicuro non vi darete per vinti contro i motivi del vostro scontento

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Acquario Un mese insolito e contraddittorio potrebbe portarvi a prendere decisioni inaspettate, capaci di sorprendere tutti

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Pesci

Determinazione, questa la dote di spicco che vi permetterà di esprimervi al meglio specie nei rapporti più incerti

Frizzanti e pieni di risorse, gestirete bene il dialogo, ma nei rapporti affettivi ci sarà qualche contraddizione emotiva


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