Sport p.25
Salute p.33
NOVEMBRE 2018
Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 152
Cultura p.24
del Camposampierese Ovest
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Appuntamenti p.39
ALLUVIONE
Muson dei Sassi, scampato pericolo maltempo
on-line: PAUSA PRANZO Dissesto idrogeologico, COLAZIONI LAVORO l’arma della prevenzione FESTE • COMPLEANNI • EVENTI Ornella Jovane >redazione@givemotions.it <
DI LAUREA • SERATE A TEMA
• APERICENA Ci viene in aiuto la presidenteHAPPY-HOUR dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per mob. 339 2433592 decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezionali fanno emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibiservizio aforse pag 8 lità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
Le sbarre sono alzate, ma il treno merci passa
La situazione, molto pericolosa, si verifica a San Giorgio delle Pertiche, dove resiste uno degli ultimi passaggi a livello
CAMPODARSEGO
“Impianti sportivi per i giovani” SANTA GIUSTINA IN COLLE
Poche iscrizioni: salta il servizio di doposcuola VILLA DEL CONTE
Giulia dà alla luce tre gemellini VILLANOVA D.C.
Quando la giunta diventa “nonno vigile” SANITÀ
“Non vogliamo smantellare reparti” MALTEMPO
La montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura
Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione Ornella Jovane >redazione@givemotions.it< di Guerra Clara
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i fa poca manutenzione del territorio, non si investe più in prevenzione. E’ l’osservazione ricorrente che ha accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle immagini dei danni causati dal maltempo in Italia, e in modo particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in più contesti e occasioni in questi giorni di dissesto idrogeologico, senza forse sapere bene cosa esattamente significhi, ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci fare i conti rappresenta una priorità per il Paese. segue a pag 3
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Maltempo, il Muson dei Sassi ha retto P
Paura allagamenti, ma gli argini hanno tenuto
Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezionali fanno emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibilità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta forse la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
reoccupazione anche nel Camposampierese per l’ondata di maltempo che, qualche settimana fa, ha messo in ginocchio il Veneto. Tra i “sorvegliati speciali” c’era il Muson dei Sassi che, in passato, più volte ha fatto paura per aver rotto gli argini con l’alluvione a Loreggia. Dal suo equilibrio dipende quello di una fitta rete di canali e corsi d’acqua della zona. Fortunatamente non sono finite sott’acqua zone che tradizionalmente rimanevano allagate e inaccessibili. In prima linea, in quelle ore, anche i sindaci di Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle e poi Camposampiero, Massanzago, Piombino Dese, Borgoricco e Vigodarzere, oltre alla polizia locale della Federazione insieme ai tantissimi volontari della Protezione civile. Molti di loro, in particolare MALTEMPO una squadra di Villanova di Camposampiero e Santa Giustina in in Colle,La si èmontagna recata (conè motoseghe e mezzi pesanti di movimentaginocchio, molti danni zione terra) nei paesini di montagna, in particolare nell’Agordino, anche in sconquassati dalpianura vento. La situazione sull’argine del Muson dei Sassi è stata tenuta coLa nostra specialità di stantemente monitorata, per giorni, dalle squadre di protezione NOVEMBRE civile della Federazione dei comuni. Non si sono registrate, per fortuna, particolari situazioni di rischio, ma le amministrazioni CREMA DI ZUCCA E MANDORLE locali hanno ritenuto necessario tenere monitorata la situazione TREBASELEGHE (PD) anche nelle prossime ore. “Un grazie – hanno detto i sindaci - a Ornella Jovane >redazione@givemotions.it< Via Ronchi, 1 quanti stanno collaborando e in particolare modo i nostri voloni fa poca manutenzione del territorio, non si investe tari di protezione civile, la polizia locale, i carabinieri delle locali info e prenotazioni stazioni e tutti i dipendenti comunali. A seguito del maltempopiù in prevenzione. E’ l’osservazione ricorrente che ha Tel. 049 9385126 accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle imcon ordinanza della Provincia, è stata chiusa dal 31 ottobre al 6 magini dei danni causati dal maltempo in Italia, e in modowww.ristorantebaracca.it novembre l’Ostiglia ciclabile per manutenzione straordinaria”. particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in piùinfo@ristorantebaracca.it Nicoletta Masetto contesti e occasioni in questi giorni di dissesto idrogeologico, senza forse sapere bene cosa esattamente significhi, spazi 160x90 LA PIAZZA.indd 2 ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente recapitato a Direzione, Amministrazione e Redazione: fare i conti rappresenta una priorità per il Paese. del Camposampierese Ovest oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Concessionaria di Pubblicità Locale: segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim)
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Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione
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Campodarsego, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero e per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Chiuso in redazione il 9 novembre 2018
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Campodarsego
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Interventi pubblici vicesindaco gallo
“Impianti sportivi per i giovani” L’intervento di oltre 300 mila euro prevede l’ampliamento degli impianti Gabbiano per promuovere lo sport nei ragazzi
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uovo campo sportivo, agli impianti del Gabbiano, interamente dedicato all’attività giovanile. L’intervento è stato previsto all’interno del programma triennale delle opere pubbliche 2019-2021 che ha avuto il via libera nei giorni scorsi. L’amministrazione comunale di Campodarsego ha, infatti, deciso di ampliare gli impianti sportivi e migliorare l’approvvigionamento idrico e le piste ciclabili. Tutto ciò grazie a uno studio di fattibilità elaborato dai tecnici comunali che porterà a una grande riqualificazione del territorio. “Per l’anno prossimo
intendiamo ampliare gli impianti sportivi di via Olmo denominati Gabbiano con la realizzazione di un nuovo campo di calcio in erba sintetica – spiega l’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco, Valter Gallo -. Vista poi la necessità di avere il nuovo campo di calcio e la compatibilità con le previsioni dei piani urbanistici, l’amministrazione ha ritenuto quest’opera assolutamente prioritaria per lo sviluppo dello sport a livello giovanile”. “Sempre a proposito di opere pubbliche - continua -, allargheremo a Reschigliano la vasca di prima pioggia all’interno
della lottizzazione di via Foffani che andrebbe a risolvere i problemi di carattere idrico determinati dall’abbondanza delle piogge. A Campodarsego, invece, verranno rinforzati i fossati con la piantumazione di nuove alberature e la creazione di un luogo ricreativo con area giochi e una piccola struttura chiosco. L’intervento costerà 315mila euro e rientra nel piano di lavoro Villa Carli in via Alcide De Gasperi e via Pioga. “Tra i lavori in programma - ag-
Il vicesindaco Gallo
giunge sempre l’assessore Valter Gallo -, il completamento della pista ciclabile di via de Toni, iniziata nel 2019, fino a San Giorgio delle Pertiche dove sono previsti una rotatoria e un percorso ciclabile. Il prolungamento di questa opera che costerà 300 mila euro oltre a rappresentare unimportante anello di collegamento tra i due Comuni del Camposampierese porterà notevoli vantaggi per i cittadini, pe la sicurezza e contro l’inquinamento”. Nicoletta Masetto
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ono stati resi noti, a fine ottobre, i risultati ottenuti dal Gruppo Carraro durante il primo trimestre dell’anno. Il Consiglio di Amministrazione di Carraro SpA, leader nei sistemi di trasmissione per veicoli off-highway e trattori specializzati, presieduto da Enrico Carraro, ha esaminato i risultati del Gruppo nel terzo trimestre 2018. Queste le valutazioni espresse. “I dati al 30 settembre pur mettendo in luce un buon andamento dei principali mercati di riferimento, Asia e Nord America su tutti, scontano una contrazione della marginalità dovuta principalmente ad alcune inefficienze legate alla supplychain e all’avvio del nuovo hub logistico che ha impattato negativamente sull’evasione ordini dei Ricambi. – commenta Enrico Carraro, presidente del Gruppo – . Sulla base delle buone prospettive per il prossimo anno abbiamo accelerato gli investimenti in R&D e contestualmente abbiamo ampliato la capacità produttiva di alcuni nostri stabilimenti per renderli ulteriormente efficienti in funzione dei nuovi volumi attesi”. (Ni.Ma.)
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Campodarsego
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Bonifica territorio riqualificazione
L’ex discarica dormirà per 30 anni prima di trasformarsi in oasi verde S
econda vita per la discarica a scolaresche e cittadini. “È la comunale di Campodarse- prima discarica, forse anche in go. Chiusa nel 2012 da bomba Veneto, che viene chiusa con ecologica a orologeria, dove tutti i crismi di messa in sicuvenivano conferiti tutti i rifiu- rezza – ha spiegato il presidente ti della zona, è diventata oasi del Bacino Padova 1, Claudio verde. Marcato –. Ora inizierà la capNelle scorse settimane è stata tazione del percolato in modo completata, infatti, la bonifica di rendere possibile la solidifidel sito. Per dichiararla, però, cazione della discarica stessa. definitivamente morta e sepolta Del resto il percolato dovrebbe, dovranno passare altri trent’anormai, uscire sempre in minor ni. Questa fase, cosiddetta post quantità. Una volta fuoriuscito mortem, dovrà essere ora auto- verrà raccolto in cisterne che rizzata dalla Provincia. saranno andranno dritte ai dePer legge il periodo ha una puratori”. durata di tre decenni durante i A spiegare i lavori l’ingegner quali tale sito, come altri ana- Luigi Frulli, responsabile del loghi, saranno sempre monito- sito: “Questa non è solamente rati pur non essendo più attivi. una collina, ma un impianto All’epoca la Regiocon sistemi tecnone stanziò cinque logici di controllo, Era milioni di euro demonitoraggio e stinati proprio alla recupero di biogas considerata messa in sicurezza e percolato – ha una bomba del sito e non alla sottolineato l’inchiusura. Il monigegner Luigi Frulli, a orologeria, toraggio è necesspiegando gli inora è stata sario per una serie terventi -. L’opera bonificata di intereventi. Sul principale è stata posto per decretala realizzazione di re la conclusione un setto bentonidell’iter di bonifica il sindaco tico (vale a dire con proprietà Mirko Patron e la giunta, il pre- impermeabilizzanti) nel sottosidente del Bacino Padova 1, suolo per proteggere il suolo e Claudio Marcato e l’ingegner le falde. Luigi Frulli, responsabile del La copertura è stata realizzasito. ta con uno strato di argilla che “Oggi è una giorno straor- l’ha impermeabilizzata, uno dinario – ha esordito il primo strato di ghiaia, sopra ancora cittadino Patron –. La discarica un metro di materiale naturale è stata bonificata e messa in si- e un metro di terreno vegetacurezza. Lasciatemi togliere un le sul quale è nata l’erba. Una sassolino dalla scarpa: qualcu- barriera per far defluire l’acqua no mi aveva definito il sindaco piovana. Dovremo manutenche vuol tenere aperta la disca- tarla sempre, non è un caso che rica, ora viene smentito”. sulla sommità ci sia una strada L’assessore Paolo Mason ha principale proprio per le manuannunciato che, già a parti- tenzioni”. re dal prossimo anno, per un Nicoletta Masetto giorno la discarica verrà aperta
Non si fermerà la manutenzione e il controllo capillare da parte di Arpav
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saurita la bonifica, la manutenzione non si ferma. Anzi, proseguirà attraverso una serie di intereventi programmati proprio seguendo le normative previste per la fase post mortem di tali impianti. Continua, ad esempio, il prelievo del biogas che la discarica produce, utilizzato come energia per l’attività che Etra svolge nei capannoni attigui, quello di differenziazione del vetro e della carte eseguito da macchinari. I materiali del resto, una volta separati, prendono ognuno la propria strada. L’intero impianto, che si può intravedere per-
correndo la nuova statale del Santo SR 308, viene monitorato 24 ore su 24 con sistemi tele controllati, ossia attraverso tecnologie da remoto. Ci sono tecnici Etra che lavorano quotidianamente nel sito, chiuso da sei anni e ora bonificato. Inoltre c’è costantemente una sorveglianza esterna con professionisti che devono in autonomia fare dei controlli. E poi ci sono sorveglianze terze perché l’impianto viene regolarmente campionato anche dall’Arpav. Ni. Ma.
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Campodarsego
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Lavoro azienda storica
Maus ricomincia ad assumere A tirare un sospiro di sollievo anche le piccole aziende del territorio contoterziste della ditta
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piraglio di luce per gli oltre 50 dipendenti della Maus, azienda di Campodarsego che opera nel settore delle macchine per lavorare i metalli, in particolare per la sbavatura automatica e la fresatura verticale. Da alcuni mesi l’azienda è alle prese con un percorso di assunzioni di personale specializzato che riguarda la divisione di ricerca e sviluppo. I 50 dipendenti saranno impiegati in un programma di investimenti per nuovi prodotti hi-tech da vendere all’estero. A tirare un sospiro di sollievo
anche le piccole aziende del territorio, contoterziste di Maus, che potranno finalmente vedere tornare a crescere uno dei propri clienti i cui prodotti vengono esportati in nei Paesi nel mondo a più alto tasso di sviluppo. Lo spiraglio dopo che il Tribunale di Padova ha accolto la proposta di concordato in continuità presentata dall’azienda a fine aprile, ora in attesa di omologazione. Una tappa importante per il gruppo di proprietà di Giorgio Rossi Cairo. Nei mesi scorsi erano state numerose le preoccupazioni e l’a-
gitazione dei lavoratori. La crisi, finita davanti ai giudici fallimentari, si era aperta a dicembre 2017. L’azienda, il cui fatturato era aumentato in maniera notevole, aveva però dovuto, contemporaneamente, affrontare perdite altrettanto considerevoli. Ne era seguito che i libri contabili erano stati portati in Tribubnale ed era stata, altresì, presentata una richiesta di concordato “in bianco” in attesa di elaborare un congruo piano industriale di rilancio.
A fine di aprile, la Maus ha presentato il piano di rilancio puntando su concordato in continuità in grado di garantirne il proseguimento delle attività aziendali. Sul piano ha operato uno staff tecnico: tra i consulenti, alcuni pezzi da novanta come la società di consulenza milanese Fante e di Roberto Testore, ex ad di Fiat Auto, che ha partecipato alla realizzazione del piano industriale di rilancio di Maus. Nicoletta Masetto
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San Giorgio delle Pertiche
Sicurezza passaggi a livello
Le sbarre sono su ma il treno passa lo stesso I
l fatto, purtroppo, non è accaduto una sola volta. Tutto ciò, ovviamente, mette a serio rischio i numerosi automobilisti, ciclisti e pedoni che transitano lungo la strada principale del capoluogo. Sulla vicenda il consigliere regionale Massimiliano Barison (FdI) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Consiglio regionale del Veneto proprio sul caso dei treni merci in transito al passaggio a livello di via Roma senza che le sbarre siano abbassate. La linea ferroviaria che passa a San Giorgio delle Pertiche, dove si trova uno degli ultimi passaggi a livello della zona, è quella che collega Padova a Castelfranco Veneto (Treviso) e Bassano del Grappa (Vicenza). Il tratto tra Padova e Camposampiero è a doppio binario. “Si tratta di un fatto molto grave – ha scritto Barison nella sua interrogazione -. Risulta più che mai necessario un intervento tempestivo
di chi ha la responsabilità di quel tratto ferroviario”. Barison chiede, in particolare, che venga accertato se tale situazione di pericolo sia nota e se chi di competenza intenda o meno intervenire prima che succeda qualche incidente. “La sicurezza per gli automobilisti in transito e per qualsiasi passante, compreso ovviamente il personale ferroviario, deve essere al primo posto di ogni azione”, sottolinea il consigliere. “Non importa se la manovra del treno merci viene fattaa velocità ridotta e solo per lo scambio del binario- aggiunge nell’interrogazione -. Chiunque transiti in quel punto e a qualsiasi ora del giorno e della notte deve avere la certezza assoluta di non trovare ostacoli o situazioni di potenziale pericolo. In attesa di risposte vigileremo e, inoltre, staremo attenti affinché l’intervento di messa in sicurezza possa avvenire nel più breve tempo possibile”. Nicoletta Masetto
Treni merci in transito in pieno centro con le sbarre del passaggio Il consigliere regionale Massimiliano Barison
a livello alzate
LA FATTURA ELETTRONICA Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, potranno essere solo fatture elettroniche. L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva, sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale. COS’È LA FATTURA ELETTRONICA La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti: 1) va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone 2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il cosidetto Sistema di Interscambio (SdI). Il SdI è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti: • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonchè l’indirizzo telematico al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura. • controlla che la partita Iva del fornitore e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando con una “ricevuta di recapito” a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.
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Attività motoria in acqua termale per adulti L’associazione Sport Solidale, con la collaborazione dell’amministrazione comunale di San Giorgio delle Pertiche, organizza per l’anno sportivo 2018/2019 l’iniziativa “Attività motoria in acqua termale per adulti” che abbiano compiuto i 50 anni. L’attività prevede 15 lezioni nelle piscine di alcuni hotel di Abano Terme o Montegrotto Terme dall’ 08 gennaio fino al 26 febbraio 2019 nei giorni di martedì e venerdì dalle 8:15 alle 9. Il servizio di trasporto prevede fermate nel capoluogo e nella frazione di Arsego. In caso di rinuncia dopo l’iscrizione, è previsto un rimborso pari a 60 euro, ammissibile solo ed esclusivamente per comprovati motivi di salute manifestati entro e non oltre la quarta lezione del corso (ossia entro il 20gennaio 2019). Nessuna altra richiesta potrà essere presa in considerazione dopo tale data. Non è previsto alcun rimborso relativo alle spese di trasporto. La richiesta di rimborso da parte dell’utente, corredata di dati personali del richiedente (compreso un recapito telefonico), indicazione di IBAN sul quale effettuare l’accredito e soprattutto certificato medico, dovrà essere presentata presso il Comune che provvederà a trasmetterla a fine attività. Il rimborso verrà effettuato nei mesi di marzo/aprile. (Ni.Ma.)
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CHI È ESONERATO DALL’EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” . A tali categorie si aggiungono i “piccoli produttori agricoli”. QUALI SONO I VANTAGGI DELLA FATTURA ELETTRONICA La fatturazione elettronica innanzitutto permette di eliminare il consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti. Inoltre, potendo acquisire la fattura sotto forma di XML, è possibile rendere più rapido il processo di contabilizzazione dei dati contenuti nelle fatture stesse, riducendo sia i costi di gestione di tale processo che gli errori che si possono generare dall’acquisizione manuale dei dati. Infine, essendo certa la data di emissione e consegna della fattura (poichè la stessa viene trasmessa e consegnata solo tramite SdI), si incrementa l’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori. La fattura elettronica, poi, determina ulteriori vantaggi dal punto di vista strettamente fiscale.
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San Giorgio delle Pertiche
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Interventi l’annuncio del sindaco
Prà della Fiera: via ai lavori Un progetto importante che andrà a sistemare e qualificare anche il centro di Arsego
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avori partiranno a breve. Ad assicurarlo il primo cittadino di San Giorgio delle Pertiche, Piergiorgio Prevedello. Il sindaco ha scelto un’occasione davvero speciale come la Fiera di Arsego per annunciare il completamento dell’area del “Prà della Fiera” proprio davanti al governatore del Veneto, Luca Zaia. Un progetto importante che andrà a sistemare e qualificare non solo l’area di circa due ettari e di forma rettangolare, sita nella frazione di Arsego, con il lato nord prospiciente con la Sp10 di via Roma, ma anche il centro di
Arsego. Il Prà della Fiera, infatti, confina sul lato ovest con la strada comunale di via Prà della Fiera, sul lato est da aree private e sul lato sud da lotti privati, parte edificati e parte non edificati. Il luogo, consolidato nella memoria collettiva dall’uso tradizionale legato allo svolgimento dell’annuale Fiera di Arsego (da cui prende il nome), consiste in uno spazio libero di notevole valenza urbanistica all’interno del centro di Arsego, che può svolgere un ruolo strategico molto rilevante nell’assetto complessivo del centro.
Prà della Fiera oggi
Il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Piergiorgio Prevedello
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Lo spazio è stato oggetto, a partire dal 1998, di Piani Particolareggiati attraverso i quali si è provveduto all’urbanizzazione della zona immediatamente a sud di quella oggetto dell’intervento, con destinazione prevalentemente residenziale. Nell’ambito di tali opere di urbanizzazione sono stati realizzati alcuni interventi anche nell’area in questione, quali pavimentazioni, sottofondi con materiale inerte e sottoservizi e, in precedenza, numerosi altri in-
terventi. Il progetto che andrà a ridisegnare la zona terrà conto del contesto territoriale, urbanistico, edilizio e sociale in cui è ubicata l’area e sarà ispirato a principi di sostenibilità. Sono, quindi, previste tutte quelle opere di completamento finalizzate a rendere l’area idonea a ospitare lo svolgimento della Fiera di Arsego in programma con cadenza annuale. Nicoletta Masetto
Obiettivo: rendere fruibile l’area tutto l’anno
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ono 875mila gli euro nel 2018 per il completamento dell’area di Prà della Fiera e per la pubblica illuminazione della zona e in collegamento al centro. Inoltre, il progetto di compleL’area rinnovata tamento ha cercato di individuare interventi per rendere l’aospiterà, inoltre, rea fruibile e “godibile” durante il mercato settimanale, tutto l’arco dell’anno da parte di tutta la cittadinanza. Perciò oltre a eventuali è stata valutata l’opportunità manifestazioni di ricavare uno spazio gioco all’interno dell’area. che verranno L’area rinnovata ospiterà, organizzate nell’arco inoltre, il mercato settimanale, oltre a eventuali manifestadell’anno. zioni che vengono organizzate nell’arco dell’anno. Infine, saranno realizzati anche i collegamenti pedonali con il centro e previsti tutti i servizi necessari con nuove pavimentazioni e raccordi tra Prà e paese. Quindici erano state le offerte pervenute per realizzare il progetto. Aggiudicatario un raggruppamento temporaneo di professionisti, capogruppo Stradivari e Architetti Associati di Trieste. (Ni.Ma.)
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Santa Giustina in Colle
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Zuanon: “Censire i nomi dei nostri avi crea un legame con la comunità” Il breve scritto dell’insegnante di Lettere vuole ricreare una sorta di albero genealogico della cittadinanza come ricordo della Grande Guerra
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ull’erba di ghiaccio”: a cent’anni dalla firma dell’armistizio del 4 novembre 1918 che pose fine alla Grande Guerra, Stefano Zuanon, insegnante di lettere all’Istituto Rosselli di Castelfranco Veneto e cittadino di Santa Giustina in Colle, ha realizzato una faticosa ricerca dei legami parentali della comunità. “Questo breve scritto di circostanza nasce quasi per caso all’interno di un’opera molto più ampia che copre un arco di tempo di circa 200 anni, praticamente i due secoli precedenti a questo: l’Ottocento e il Novecento - racconta Zuanon -. Il lavoro, in fase conclusiva, riguarda i legami parentali di una Comunità: i nostri cari non sono semplicemente dei nomi o dei volti di chi, ormai, non è più fisicamente fra noi ma noi siamo parte di loro, quella parte che continua a vivere nell’oggi. Ora, i nostri nonni, i nostri avi, i nostri prozii, che in queste pagine di storia locale vogliamo ricordare, continuano ad offrirci un messaggio che non può e non deve andare perduto. I “nostri” caduti, di tutte le guerre, meritano di essere ricordati poiché il loro sacrificio non è stato inutile. Infatti, il loro esempio, è per noi, un monito continuo che, spesso, ci lascia impietriti, come di ghiaccio”. Alla presentazione del libro, avvenuta lo scorso 2 novembre, il sindaco Paolo Gallo ha dichiarato: “Quest’opera pregevole del nostro compaesano Stefano Zuanon affida alla memoria i nomi di coloro che a causa della guerra persero la propria vita. Al ricordo di ogni singolo nome dobbiamo volgere il nostro pensiero, alla sofferenza di famiglie distrutte, parenti e amici privati di un loro caro, e al dramma di un paese ferito che assisteva impotente al furto di intere generazioni. Non bastò la Grande Guerra a far comprendere al mondo le
conseguenze dell’abisso dell’odio. Ad essa seguì una Seconda Guerra Mondiale, ancor più folle della prima, che culminò nel nostro paese nel tragico eccidio del 27 aprile 1945”. Sopra, Stefano Zuanon
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L’amministrazione comunale di Santa Giustina in Colle, coinvolgendo in particolar modo le politiche sociali e i servizi alla famiglia, ha voluto mettere a disposizione un doppio spazio dedicato alle persone dai 65 anni in su in cui potersi incontrare per trascorrere del tempo in compagnia per attività di vario tipo. Il progetto ha preso il via il 20 novembre, ma continuerà fino a dicembre inoltrato e si sviluppa in diversi incontri dalle 15 alle 17 che si terranno alternativamente tra il Centro parrocchiale di Santa Giustina in Colle per i due martedì del 4 e del 18 dicembre, e nel Centro Donazzon della frazione di Fratte per i martedì del 27 novembre e dell’11 dicembre. L’apertura di un Centro ricreativo anziani ha come finalità la condivisione di passioni, passatempi, giochi, e corsi per trascorrere almeno un pomeriggio a settimana in compagnia. Per rendere accessibile gli spazi ai residenti nei due paesi, l’amministrazione comunale ha scelto di creare una doppia opportunità, rendendo disponibili due sale, inizialmente una volta a settimana, poi l’obiettivo sarà l’ampliamento del servizio.
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Santa Giustina in Colle
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Poche iscrizioni: salta il servizio di doposcuola Il servizio resta attivo solo nella frazione di Fratte. Disponibile il trasporto dal capoluogo. Le iscrizioni restano comunque aperte
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iente doposcuola a Santa Giustina: troppo poche le iscrizioni e i servizio anche per quest’anno resta attivo solo nella frazione di Fratte. I genitori del capoluogo hanno manifestato di non essere interessati al servizio che è a carico delle famiglie. A seguito della gara d’appalto dell’estate del 2016, la Cooperativa We Care gestisce, per il terzo anno consecutivo, il doposcuola per il Comune di Santa Giustina in Colle, dando così una risposta alle richieste delle famiglie, specialmente della frazione di Fratte, che necessitavano e necessitano tuttora di una copertura di qualità durante i pomeriggi e di sostegno nell’affiancamento dei figli per lo svolgimento dei compiti e dello studio. Le famiglie che avevano avuto accesso al servizio negli anni scorsi erano una cinquantina, con scarsa partecipazione dei residente nel capoluogo in quanto il servizio era svolto nella frazione di Fratte con garanzia del trasporto dal capoluogo. “Per promuovere maggiormente il servizio, a settembre di quest’anno – spiega il sindaco Paolo Gallo -, su proposta della Cooperativa We Care ed in accordo con l’amministrazione comunale e l’associazione “Noi” di Santa Giustina in Colle, è stata proposta l’apertura di una seconda sede presso gli spazi parrocchiali di Santa Giustina in Colle con l’intento di permettere a sempre più famiglie l’accesso al servizio. A fine ottobre, dopo una verifica tra amministrazione comunale e Cooperativa, si è evidenziato che il numero degli iscritti non permetteva l’avvio ed il sostentamento della seconda sede per la copertura delle spese del personale e di gestione. Pertanto, purtroppo, nella impossibilità di copertura finanziaria da parte dell’amministrazione comunale, che già si accollata la totale spesa per il servizio prescuola dalle 7.30 alle 8, e pertanto servizio gratuito per le famiglie, a partire dallo scorso 5 novembre il servizio di doposcuola viene confermato solo presso la sede
delle scuole primarie di Fratte con garanzia del trasporto dal capoluogo alla frazione, come già comunicato alle famiglie interessate. Tengo a precisare che le iscrizioni rimangono comunque aperte”. Per informazioni telefonare ad Alice della Cooperativa We Care (3371393763)
Stelle in biblioteca Torna l’annuale appuntamento natalizio “Mostra del Libro nuovo e usato” organizzato dalla biblioteca comunale di Santa Giustina in Colle, quest’anno tutto astronomico dedicato in particolare al tema delle stelle. La manifestazione è ormai collaudata e dura oltre una settimana, dal 14 al 23 dicembre. Anche per il 2018 si rinnova la collaborazione con Pleiadi Science Farmer, azienda leader nella divulgazione scientifica. Tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, nella palestra della scuola media verranno proposte attività e laboratori con le scuole. Al pomeriggio e durante il week end invece, verranno aperte le porte anche alle famiglie per incontri dedicati a tutte le età. Protagonista della Mostra “Globe”, il grande planetario di Pleiadi, in grado di riprodurre le costellazioni della volta celeste, accompagnando i visitatori tra i segreti dell’astronomia, dell’astrofisica, della cosmologia e della mitologia. Un viaggio insomma alla scoperta delle origini di una stella, della sua vita e del suo lento, ma inesorabile, spegnimento. Le prenotazioni verranno effettuate in loco. Per tutte le informazioni si può contattare la biblioteca al 049 9304442.
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Villa del Conte
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Giulia dà alla luce tre gemellini Il parto cesareo è durato appena una ventina di minuti. La donna ha partorito lunedì 21 ottobre all’ospedale Pietro Cosma di Camposampiero
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re minuti per venire al mondo. Sono i tre gemellini di Villa del Conte venuti alla luce lunedì 21 ottobre all’ospedale Pietro Cosma di Camposampiero. Alessandro, Leonardo e Nicolò sono nati dalle 13.11 alle 13.14. Il peso alla nascita era rispettivamente 1.680, 1.730 e 1.690 grammi. I tre neonati sono rimasti qualche giorno nelle culle termiche del nido, nel reparto di Pediatria, sotto le cure dei neonatologi. Al settimo cielo mamma Giulia, 22 anni e il papà Alberto, di 25. La coppia abita nella frazione di Abbazia Pisani. Entrambi i neogenitori vantano, nelle rispettive famiglie, un nonno a sua volta con un gemello. “Ho scelto di partorire all’ospedale di Camposampiero -, racconta la neomamma Giulia, perché qui gli operatori e le operatrici mi hanno sempre assistito e coccolato nel migliore
La neo mamma Giulia
La trigemia spontanea è un evento molto raro che si registra ogni 240 mila gravidanze
Zaia incontra le mamme a difesa della Pediatria
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poco più di 24 ore dall’uscita ad Arsego, in cui ha parlato della sanità nel Camposampierese (come riferiamo a pagina 19 in questo giornale, ndr), iil presidente Zaia ha mantenuto fede alle promesse e ha incontrato le mamme promotrici della petizione a difesa della Terapia intensiva neonatale e della Pediatria di Camposampiero. “Gli abbiamo consegnato oltre 20mila firme in formato digitale. Il presidente ci ha ricevute e ha ascoltato le problematiche riscontrate in questi mesi. L’incontro è stato propositivo. Ora attendiamo i frutti” ha detto Elisa Manfroi, la mamma di Cencenighe (Bl) promotrice della petizione a difesa di due reparti del “Pietro Cosma” che ha aggiunto con una punta di ironia: “Noi la nostra piccola “manina” l’abbiamo data. Ora attendiamo i frutti”. L’incontro, promosso dalla Regione, si è svolto il giorno dopo la domenica ad Arsego, lunedì 22 ottobre, in Comune a San Vendemiano (Tv). Con Elisa Manfroi, le altre mamme in prima linea in questa battaglia, Francesca Bonato e Daniela Mazzon. A rappresentare gli undici Comuni del Camposampierese, i sindaci di Camposampiero, Katia Maccarrone e quello di Villanova, Cristian Bottaro. Presenti anche l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, il direttore della sanità veneta Domenico Mantoan e il direttore generale dell’Usl 6 Euganea Domenico Scibetta. “Il presidenze Zaia, che ringrazio – ha detto Maccarrone – ha voluto approfondire bene i problemi sul tappeto. Abbiamo individuato alcune ipotesi operative su cui lavorare nei prossimi giorni. Saranno momenti cruciali per mettere insieme le soluzioni prospettate”. (Ni.Ma.)
dei modi, sin dalle prime visite di controllo”. “L’evento è rarissimo – hanno sottolineato al Pietro Cosma - i bambini infatti sono frutto di una gravidanza spontanea e se ne registra una trigemina ogni 240 mila”. “Un parto trigemellare all’ospedale di Camposampiero non si vedeva da tempo” è sta-
to il commento del direttore dell’Unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia, dottor Marcello Rigano, che con la sua équipe dell’ambulatorio “Gravidanze a rischio ostetrico” ha accolto Giulia quando ha scoperto di essere in attesa di tre gemellini e ne ha seguito la gravidanza sino alla 34ª settimana quando, assieme ai colleghi dell’Unità di Patologia Neonatale, si è scelto di optare per la nascita con taglio cesareo.
“Grazie alla collaborazione della neomamma Giulia – ha spiegato il dottor Rigano –, il parto cesareo è durato solo 22 minuti. Nonostante la tensione Giulia è stata molto collaborativa e questo ha contribuito a creare un bel clima. Nel 2017, nella Ginecologia e Ostetricia di Camposampiero, ci sono stati ben 1.316 parti, e non è facile avere un evento gemellare così sereno”. Nicoletta Masetto
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Villa del. Conte
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Beneficenza Bambini malati
Un pranzo per la Città della speranza U
n pranzo di beneficenza per aiutare i bambini malati: Villa del Conte si attiva a nome della solidarietà. Domenica 2 dicembre infatti, si terrà il tradizionale ma sempre fondamentale pranzo a favore della Fondazione Città della Speranza, organizzato dal Gruppo Giovani di Villa del Conte e grazie al Patrocinio del Comune. L’evento si terrà dalle ore 12 al ristorante “Al Leone” in via Roma. Il costo del pranzo sarà di 20 euro per gli adulti, di cui 5 euro andranno in beneficienza alla Fondazione, mentre per i bambini tra i 5 e i 10 anni ogni 10 euro del costo del pranzo, uno sarà devoluto. Sono ormai ben 7 anni che la città è gemellata con la Fonda-
zione padovana che si dedica ai bambini malati e che, dal 1994, porta avanti progetti per dare una speranza appunto verso il futuro attraverso la generosità di tanti silenziosi volontari e donatori che credono nella ricerca, nella cura e nell’assistenza dei piccoli pazienti dell’Ospedale di Padova. Insieme alle amministrazioni comunali poi, la Fondazione porta avanti un progetto che coinvolge enti pubblici, privati ed associazioni di volontariato, impegnati nel raggiungimento di obiettivi importanti per una sana crescita dei ragazzi e dei cittadini in genere. La Fondazione Città della Speranza sta concretizzando un progetto che coinvolge i Comuni del
Sono ormai 7 anni che la città è gemellata con la Fondazione padovana che dal 1994 porta avanti progetti per dare ai bimbi una speranza di guarigione per il futuro
Veneto per creare un’efficace collaborazione nell’ambito del volontariato. La Fondazione ha redatto un codice deontologico denominato “La Carta dei Comuni”, la cui sottoscrizione implica un impegno da parte delle amministrazioni comunali alla sensibilizzazione dei cittadini. Lo scopo è far crescere nella comunità l’impegno civile nei confronti di coloro che hanno bisogno tenendo almeno due incontri all’anno nelle scuole, con l’appoggio di associazioni
no profit, e organizzando un incontro annuale con le associazioni no profit che coinvolga tutta la comunità. Il pranzo di domenica 2 dicembre entra a pieno diritto tra le iniziative che Villa del Conte e la Fondazione realizzano in sinergia. Per informazioni si può contattare il ristorante Al Leone al numero 049 5744053. Le prenotazioni al pranzo si potranno effettuare entro e non oltre il 27 novembre. Gaia Ferrarese
Un ciclo di incontri su Dante Alighieri
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ante Alighieri, uomo, personaggio e poeta: a Villa del Conte, l’Associazione culturale Art-Ap organizza un interessante ciclo di lezioni sulle conoscenza di uno fra i più importanti compositori toscani, nonchè padre della nostra lingua italiana. La Divina Commedia ma non solo, per conoscere un autore attuale perchè eterno, fuori dal tempo. “Leggere Dante è un viaggio della mente e del cuore, un’esperienza straordinaria, di quelle che possono cambiare la vita. La Divina Commedia e la conoscenza del pensiero dantesco non insegnano solo un cammino spirituale, ma è anche un manifesto politico di assoluta attualità”, così presenta il corso l’Associazione organizzatrice. Ogni lunedì dunque, a Villa del Conte si parlerà in terzine con gli incontri che, iniziati il 5 novembre, proseguiranno fino a lunedì 25 marzo 2019, nella biblioteca comunale dalle ore 20.30. Verranno affrontate numerose tematiche a partire dalla lettura delle 3 cantiche: Dante Politico, confronto con Virgilio e la letteratura del ‘900, il rapporto con Firenze, Chiesa e Impero, la figura di Beatrice, Ulisse confrontato con Primo Levi sono solo alcune degli spunti che emergeranno. L’associazione consiglia infine una lettura introduttiva su Alighieri dell’autore Marco Santagata, storico biografo dantesco. Per informazioni e prenotazioni si possono contattare i numeri: 348 042 8249 e 392 544 4562.
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Villanova di Camposampiero .
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Masetto: premio meritato al Galà dello Sport
Sicurezza studenti attraversamenti pedonali
Quando la giunta diventa nonno vigile per i ragazzi A
nno scolastico nuovo, burocrazia in aumento: quest’anno i Comuni non possono più impiegare i cosiddetti lavoratori socialmente utili. E così l’amministrazione comunale di Villanova ha dovuto pensare ad ogni soluzione possibile per gli attraversamenti pedonali in prossimità dei plessi scolastici, più comunemente detti servizi da nonno vigile. Dapprima il Comune si è rivolto a chi aveva svolto queste attivi-
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sibile spunto. “Grazie alla disponibilità di un gruppo di mamme e papà dal grande senso civico - ha concluso il sindaco Bottaro - siamo riusciti a dare più stabilità ad un servizio che, pur non essendo obbligatorio, per noi è davvero importante e funzionale! Certo, ora per non gravare sempre sulle stesse persone avremmo bisogno di qualche adesione in più: confidiamo nella disponibilità di tutti”.
Nonno vigile in servizio
Lorena Levorato
Non potendo più impiegare i lavoratori socialmente utili, la stessa
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amministrazione Comunale ha fatto attraversare i ragazzi in sicurezza fuori dalle scuole
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SPETTACOLO DI MAGIA CON
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Dicembre
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Dicembre
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Dicembre
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tà negli anni precedenti e, successivamente, ad associazioni di volontariato, senza però trovare disponibilità significative. “Fin dall’avvio dell’anno scolastico - spiega il consigliere Martina Marin, Delegata alla Partecipazione - ci siamo resi disponibili noi amministratori, per tamponare la situazione”. Da settembre, infatti, per l’attraversamento pedonale del plesso della scuola secondaria è stata ingaggiata la polizia locale, mentre per quelli delle scuole primarie di Villanova e Murelle sono scesi in strada, nel vero senso del termine, l’assessore alla Cultura Sarah Gaiani e il consigliere Martina Marin, con il sindaco Cristian Bottaro, il vicesindaco Filippo Ancilotto e l’assessore alla Sicurezza Michele Conte, pronti a sostituirle in caso di impossibilità. “In realtà tutta l’amministrazione si è data da fare - ha continuato Marin - nessuno di noi se l’è sentita di abbandonare i nostri bambini, ma comunque avevamo bisogno di aiuto, la situazione non poteva rimanere irrisolta, si tratta della sicurezza dei nostri ragazzi”. Per tali ragioni, il sindaco e l’assessore all’Istruzione Elena Pagetta hanno scritto ai genitori degli alunni convocandoli ad un incontro per trovare qualche pos-
ome appassionare i ragazzi al calcio o, in generale, allo sport? La ricetta è una sola: dando l’esempio”. Parola di Giuseppe Masetto, premiato alla nona edizione di “Ama la Vita Vivi lo Sport – Galà dello Sport del Camposampierese”, che si è svolto nella palestra dell’Istituto J. F. Kennedy diSanta Giustina in Colle. Masetto, nato il 3 gennaio 1941, è una figura indissolubilmente legata al calcio di Villanova e, in particolare, alle squadre giovanili. La collaborazione di mister Masetto risale a quando, a Villanova, l’attività calcistica non era ancora targata AcVirtus Villanova (lo sarà ufficialmente dal 1983 ). All’epoca, a promuovere attività sportiva, in particolare atletica e calcio, era l’Us Villanova. Mister Masetto si è prodigato in particolare per le squadre dei piccoli calciatori. Già nei primi anni Ottanta ha partecipato con la sua squadra Pulcini a vari tornei come quello comunale di Perarolo. Alla manifestazione partecipavano squadre del circondario della città e dell’intera provincia
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SERATA DANZANTE CON ORCHESTRA
RENZA GLAMOUR
dicembre
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dicembre
SERATA DANZANTE CON ORCHESTRA
SERATA CON
RUDY B BAND
MAX PIANTA - RENATO ZERO TRIBUTE
e Masetto ha sempre conquistato risultati e soddisfazioni. La partecipazione a questi eventi per la crescita dei ragazzi era talmente sentita che venivano organizzati persino dei pullman per seguire la squadra in trasferta con, al seguito, intere famiglie e appassionati. Oltre ai Pulcini Masetto ha allenato anche la squadra Esordienti. Tra i suoi allievi alcune giovani promesse hanno giocato in squadre di categoria superiore, anche nel Calcio Padova. Prima di diventare allenatore, Masetto è stato egli stesso calciatore nell’Esedra Abano, a Vigonza e Pionca. “Il mio ruolo? Ero un jolly –ricorda -. L’importante è divertirsi .Per me il calcio è, prima di tutto, una grande passione”. (Ni.Ma.)
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Villanova di Camposampiero
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Violenza di genere le iniziative
Incontri, marce, sensibilizzazione per tutelare le donne Un intero week-end a sostegno delle donne in occasione della giornata contro la violenza femminile. Sabato 24 novembre il Comune di Villanova patrocinerà due importanti iniziative a partire dalle 15.30, nella sala del Centro Giovanni Paolo II, dove si terrà l’incontro di sensibilizzazione “Prevenire si può, riflessioni per riconoscere la violenza di genere”. Parteciperanno come relatrici, la Dott.ssa Pasqualetto Francesca e la Dott.ssa Pavanetto Laura (psicologhe del centro “il tulipano giallo”, e verrà presentato un quadro completo del fenomeno, con lo scopo di aiutare le donne a prenderne coscienza. In particolare si parlerà di episodi, segnali, tipologie e fasi che caratterizzano
zioni”. Domenica 25 si continuerà con la camminata di solidarietà e sensibilizzaizone per Villanova e nei centri delle frazioni.”Da anni – proseguono - ci attiviamo con politiche e iniziative per la tutela delle donne. Quest’anno, voglia-
mo dare un segnale più forte, in quanto ( ed è triste ricordarlo) anche nel nostro Comune, si sono registrati episodi gravissimi. Simili vicende non devono più accadere! Per tali ragioni continueremo a lavorare su prevenzione, informa-
zione e assistenza”. All’iscrizione verrà consegnata la maglia della manifestazione e il ricavato sarà destinato al “centro veneto progetti donna”, che assiste e aiuta le donne a uscire dalla spirale di Lorena Levorato violenza.
Inaugurato un nuovo capitello in via Cognaro Un nuovo capitello in via Cognaro. È stata inaugurata domenica 11 novembre in località di Murelle Vecchia, la piccola edicola votiva voluta dai residenti del Cognaro, in collaborazione con la parrocchia e l’amministrazione comunale, che si sono attivati per un evento che unisce passato, presente e futuro. “Ricostruire e ripristinare i capitelli, nei luoghi della loro origine, nel rispetto della sicurezza stradale significa riscoprire la propria identità - spiega il consigliere Angela Bombo, delegata alle Politiche
Il municipio di Villanova
il ciclo della violenza, dei vissuti emotivi e stereotipi. Ampio spazio sarà dedicato anche alla Teen dating violence, ovvero ciò che può succedere tra adolescenti nei primi legami affettivi. Il tutto si concluderà illustrando la rete di contrasto alla violenza di genere. “Un appuntamento importante – spiegano Angela Bombo e Martina Marin, consiglieri comunali - che può darci ottimi spunti nell’ottica della prevenzione, per evitare di cadere in queste terribili situa-
Giovanili -: senza passato, non esiste alcun futuro. L’amministrazione plaude l’iniziativa ed esprime grande riconoscenza ai concittadini del Cognaro”. All’interno del nuovo capitello, costruita ex novo all’incrocio tra via Cognaro e via Cornara, è stata collocata l’antica statua dedicata a Santa Maria Assunta. (Lo.Le.)
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Camposampiero Territorio
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“Non vogliamo smantellare reparti” Il presidente della Regione Luca Zaia alla Fiera di Arsego non ha glissato sul tema sanità: “Non vogliamo chiudere nulla né tantomeno ridimensionare servizi d’eccellenza come la Terapia intensiva neonatale”
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n bagno di folla ha accolto ad Arsego, in occasione dell’edizione n.271 dell’antica Fiera, il governatore del Veneto, Luca Zaia alla sua prima visita da presidente della Regione tra bancarelle, mostre agricole, artigianali e commerciali del cinque giorni di eventi. Attesissimo in zona anche per le recenti vicende della sanità del Camposampierese, Zaia non ha glissato sulla questione, anzi. “Non esiste alcuna volontà di smantellare ospedali o reparti, a partire da Camposampiero – ha esordito Zaia -. La cura dimagrante è già stata fatta e, da otto anni stiamo gestendo la sanità veneta che oggi è la numero uno in Italia. Mi dispiace molto sentire polemiche sugli ospedali: ripeto, non vogliamo chiudere nulla né tantomeno ridimensionare servizi d’eccellenza come la Terapia intensiva neonatale di Camposampiero”. Una difesa a tutto campo, la
sua, fuori dalla retorica e senza nascondersi dietro alle criticità degli ultimi mesi. “È vero, mancano medici. Ma ne mancano 56mila in tutta Italia, e non solo in Veneto. Questo è il frutto, purtroppo, di una programmazione sbagliata negli anni. Bisogna avere una visione complessiva della sanità regionale che oggi conta 68 ospedali, con 54mila persone che vi lavorano a servizio, ogni giorno, dei nostri cittadini erogando ogni anno, 80 milioni di prestazioni, dall’unghia incarnita di un dito al trapianto di cuore. Se guardiamo, poi, al singolo ospedale, ognuno ha delle rivendicazioni, delle critiche e delle soluzioni. Tutti sono bravi a parlare, tutti sono ct, ma l’allenatore in campo, che deve decidere, alla fine sono io (queste ultime battute, in dialetto). E se la sanità veneta è la migliore d’Italia, qualche merito ce l’abbiamo. Qui, nell’Alta Padovana, ci sono due ospedali in 15 chi-
Luca Zaia ad Arsego
lometri, oltre a Padova, Castelfranco e Bassano. Io vengo da Conegliano, città ben più grossa di Camposampiero, dove però non abbiamo un Cto». Un fiume in piena, Zaia, che conclude l’intervento con due provocazioni e un invito: “A chi continua a lamentarsi chiedo di venire da me in Regione, restituirmi la tessera sanitaria e an-
Zaia incontra le mamme A NATALE a difesa della Pediatria
CONTANO A
I PICCOLI GESTI fATTI CON AmOrE.
Il suo ospedale modello? “Quello senza posti letto, con le degenze sostituite dalle cure domiciliari dopo interventi di alto livello. Tempo fa, per un’ernia inguinale si stava in ospedale 7 giorni, oggi solo 3 ore. Bisogna capire che, negli ultimi decenni, la sanità è profondamente cambiata”. Nicoletta Masetto
tranne il fatto di essere cittadini di Camposampiero e la preoccupazione per il presente e il futuro del nostro ospedale – ha detto il consigliere Domenico Zanon -. Lo dovevamo alla storia del Pietro Cosma, una storia di eccellenza che merita tutto il nostro impegno ma anche il rispetto da parte delle altre istituzioni competenti. La manina che prima ha declassato il reparto di pediatria e neonatologia di Camposampiero e poi lo ha equiparato a Cittadella, determinando le dimissioni del primario e di ben 6 pediatri, ha portato in regalo 25 milioni all’ospedale di Cittadella. Se prima eravamo non poco preoccupati, oggi lo siamo di più! E così mentre Cittadella sorride.. Camposampiero annusa l’aria di declassamento e protesta. Unitariamente!” “Un particolare ringraziamento va doverosamente fatto a tutte quelle mamme che, con impegno e coraggio, si sono mosta dalle minoranze e tenutasi bilitate raccogliendo ben 21 mila eccezionalmente in parrocchia. firme in difesa del “loro” reparto Il consiglio straordinario ha e del nostro ospedale. L’augurio è deliberato all’unanimità per che quanto deliberato tra gli apacclamazione il documento in plausi trovi ascolto ed attuaziodifesa dell’ospedale. “Doveva es- ne dalle autorità regionali e daldi sensibiliZZAZione sere chiarocAmpAgnA a tutti da che parte la direzione generale dell’Ulss per unA correttA differenZiAtA sta tutta l’amministrazione co-rAccoltA Euganea per il bene di tutti”. ha munale. Quasi tutto ci divide, concluso Zanon. (Ni.Ma.)
Alber o di Natale: come Verde e Ramaglie al Centr o di Racc olta
poco più di 24 ore dall’uscita ad Arsego, in cui ha parlato della sanità nel Camposampierese, il presidente Zaia ha mantenuto fede alle promesse e ha incontrato le mamme promotrici della petizione a difesa della Terapia intensiva neonatale e della Pediatria di Camposampiero. “Gli abbiamo consegnato oltre 20mila firme in formato digitale. Il presidente ci ha ricevute e ha ascoltato le problematiche riscontrate in questi mesi. L’incontro è stato propositivo. Ora attendiamo i frutti” ha detto Elisa Manfroi, la mamma di Cencenighe (Bl) promotrice della petizione a difesa di due reparti del “Pietro Cosma” che ha aggiunto con una punta di ironia: “Noi la nostra piccola “manina” l’abbiamo data. Ora attendiamo i frutti”. L’incontro, promosso dalla Regione, si è svolto il giorno dopo la domenica ad Arsego, lunedì 22 ottobre, in Comune a San Vendemiano (Tv). Con Elisa Manfroi, le altre mamme in prima linea in questa battaglia, Francesca Bonato e Daniela Mazzon. A Vi augura rappresentare gli undici Comuni del Camposampierese, i sindaci di Camposampiero, Katia Maccarrone e quello di Villanova, Cristian Bottaro. Presenti anche l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, il direttore della sanità veneta Domenico Mantoan e il direttore generale dell’Usl 6 Euganea Domenico Scibetta. “Il PICCOLI CHE CONTANO presidenze Zaia, GESTI che ringrazio – ha detto Maccarrone – ha voluto conferisci conchiglie e gusci disul molluschi secco eindividuato non nell’umido. approfondire bene i problemi tappeto. nel Abbiamo recuperA le vAschette di su gAstronomiA conferendole gli imbAllAggi in plAsticA AsticA alcune ipotesi operative cui lavorare nei prossimicon giorni. Sae metAlli, non nel secco.per mettere insieme le soluzioni prospetQuesto il primo punto della ranno momenti cruciali conferisci i giocAttoli e i piAtti rotti nel secco. mozione votata all’unanimità tate”. (Ni.Ma.) nel consiglio straordinario chie-
Buone Feste
dare in un’altra Regione a farsi curare. Voglio vedere quanti lo farebbero perché vi garantisco che siamo fortunati a vivere e a poterci curare in Veneto, dove abbiamo le migliori tecnologie, professionalità e strutture. Oggi le donne in Veneto vivono in media 93 anni. Sembra una battuta ma è la verità che molti non conoscono”.
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Territorio Loreggia
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“Sindaco tra i sindaci, quotidiana attenzione a tutti i Comuni” Intervista a Fabio Bui, eletto presidente della Provincia di Padova con un consenso trasversale: “Farò sintesi delle diverse sensibilità”
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bbiamo posto qualche domanda al nuovo Presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui, sindaco di Loreggia, che si racconta tra priorità e desideri per questa nuova nomina. presidente Bui, come ha accolto questa nomina? “Certamente con grande soddisfazione, vista l’indicazione cosi ampia e trasversale di tanti colleghi amministratori dei 102 comuni della Provincia di Padova, che credo, abbiano intravisto nella mia persona una figura utile e idonea per fare sintesi delle diverse sensibilità, idee e identità territoriali. Io credo che ciò sia frutto della progressiva maturazione della consapevolezza che oggi la Provincia ha necessaria-
mente un ruolo di servizio e coordinamento verso le municipalità. Il tempo dirà se sapremo essere capaci di capitalizzare come amministratori la straordinaria occasione di questo progetto unitario, che pone la nostra come possibile laboratorio per sperimentare la capacità che non si rinchiudono nei recinti limitati delle appartenenze, ma guardano al territorio nel suo complesso, facendo tesoro delle specificità di ciascuno”. Quali le priorità sul tavolo del nuovo presidente? “In questi giorni molti mi chiedono il programma e le priorità; io rispondo che il mio programma può sintetizzarsi in due parole: ascolto e concretezza. Le priorità invece sono 102, tanti
Il nuovo presidente della Provincia Fabio Bui
sono i comuni della provincia di Padova, che hanno bisogno di trovare nella Provincia di Padova, un luogo di raccordo per materie come la viabilità, le scuole superiori, l’ambiente, la pianificazione urbanistica, la protezione civile ecc.. È alle esigenze dei territori che guarderò con quotidiana attenzione, ponendomi come sindaco tra i sindaci, e non come soggetto altro rispetto ai territori.
Oggi non c’è bisogno di promettere opere straordinarie, ma di tanta quotidiana concretezza ad adottare le migliori soluzioni ai bisogni espressi dal territorio”. un desiderio personale nel cassetto? “Mi piacerebbe che la politica affrontasse in maniera meno gridata i problemi, partendo dal confronto e non dallo scontro. Sono convinto che chi ammini-
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stra più che le arti oratorie debba affinare le virtù della sobrietà e dell’ascolto. Io credo in un politica dove non ci sono avversari, ma persone che la pensano diversamente da me su alcune questioni: le diversità sono il lievito della politica e del progresso di una comunità. Ecco: il mio sogno è essere esempio di questo diverso approccio al servizio politico”. Nicoletta Masetto
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Cultura
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In mostra Debora leardini
“Guardami”: la sofferenza e il coraggio Dallo sguardo quotidiano sulla violenza, spesso tenuta nascosta e nemmeno denunciata, nascono gli scatti.
“G
uardami”. Una grande forza e una potenza straordinaria stanno racchiuse dentro a questo “Guardami”, titolo scelto per il progetto culturale itinerante di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne. Un progetto che si è potuto cogliere, nel profondo dei suoi intenti, ammirando le fotografie della mostra fotografica “Trip” di Debora Leardini, esposte fino a pochi giorni fa in municipio a Campodarsego. “Guardami. Sguardi sul tema della violenza e della rinascita” è stata una mostra, ma non solo.
L’obiettivo di Leardini arriva dritto dritto in quel luogo segreto dell’animo, mai scandagliato a sufficienza e spesso mai uscito del tutto, delle tante donne che hanno subito violenza, chiamate a fare i conti con una ferita che è difficile non solo rimarginare, ma ancor più far affiorare. In Veneto una donna su tre è stata vittima di violenza. Il 25 novembre, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, sarà l’occasione per ricordare le tante donne uccise, quelle che sono sopravvissute e fanno i conti tutti i giorni con la sofferen-
Debora Leardini e, sopra, uno scatto in mostra
za. Ma con loro un pensiero dovrà andare anche a quanti sono rimasti senza una madre, una sorella, un’amica. Anche loro in fondo sono vittime. Debora Leardini è una fotografa eccezionale. Di mestiere fa la psicologa. Dallo sguardo quotidiano sulla violenza, spesso tenuta nascosta e nemmeno denunciata, nascono i suoi scatti. Subire un abuso significa perdere la capacità di riconoscersi, di avere accesso al proprio
specchio interiore e percepire il proprio corso e i propri pensieri in maniera familiare. Il progetto “Guardami” nasce dal racconto di un luogo interiore che smette di essere sicuro, riparato e segreto grazie al coraggio di donne che hanno accettato di mostrarsi e guardarsi. Quel “Guardami”, allora, più che all’esterno, è a rivolto a se stesse. Ci vuole coraggio per farlo. Gli sguardi di Leardini aiutano a farlo. Nicoletta Masetto
Camposampiero Incontri d’autunno. Una rassegna sulla Grande Guerra Incontri d’Autunno: torna la rassegna di cultura, spettacolo, avventura e approfondimento a Camposampiero. Sedici gli appuntamenti in programma tra ottobre e novembre; numerosi gli eventi in calendario dedicati al centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Ecco le prossime date da segnare sul calendario. Martedì 20 novembre, alle 20.45, nella chiesa della Madonna della Salute, in piazza Castello si terrà il Concerto Festa della Madonna della Salute. L’Ensemble amici di A. Vivaldi eseguirà musiche di G. Caccini, A. Vivaldi, F. Schubert, a cura dell’Agimus, sezione Camposampiero. Venerdì 23 novembre invece, alle 16, presso la Biblioteca, il Gruppo di lettura discuterà sul romanzo La casa dei Krull di George Simenon. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata per domenica 25 novembre alle 17, in sala Filarmonica, piazza Vittoria si terrà la presentazione del libro “La Malastriscia, Sonetti Dark sui Femminicidi”, di Adriana Ferrarini. Voce recitante sarà Mariuccia Rostellato. La chiusura della rassegna è stata fissata per giovedì 29 novembre con i Giochi in Biblioteca, dalle 15 alle 18 e con la Serata CAI, in programma in sala Filarmonica, alle 20.45, dedicata al reportage di viaggio. Maurizio Oviglia alpinista e scrittore presenterà il film “Blu Trad”, scalate sulle ripide scogliere di calcare di Capo Pecora in Sardegna. Dal 10 al 24 novembre rimarrà inoltre allestita in sala Filarmonica la mostra di pittura “La Donna e la Natura” di Silvia Gentile. “Gli Incontri d’Autunno”, contenitore di musica, letteratura, attualità, avventura e approfondimento sono organizzati dall’assessorato alla Cultura del Comune di Camposampiero, in collaborazione con l’associazione Pro Loco, la Biblioteca civica e le associazioni cittadine che da anni si dedicano alla realizzazione di numerose manifestazioni. Lorena Levorato
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Sport
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Matteo: diciasettenne atleta dell’anno Il giovane sportivo, fondista di grande talento, è stato premiato al Galà dello Sport di Santa Giustina in Colle al cospetto di sindaci, associazioni, società sportive, Pro Loco e Coni
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atteo Barison è l’atleta dell’anno 2018, riconoscimento ottenuto al Galà dello Sport a Santa Giustina in Colle il 27 ottobre. Per la seconda volta nella sua storia il Galà dello Sport del Camposampierese incorona “Atleta dell’anno” un rappresentante dell’Azzurra Pattinaggio Corsa Trebaseleghe: Matteo Barison, 17 anni, gareggia nella categoria junior ed è un fondista di grande talento, una vera promessa del pattinaggio italiano che conta nel suo palmares molti successi in campo nazionale ed internazionale, culminati, in agosto, con la conquista del titolo europeo nei 10.000 a
punti, ad Ostenda in Belgio. Matteo, che si allena con Azzurra Pattinaggio nella pista di Trebaseleghe, è seguito da Raul Cavinato e, grazie ai suoi successi, si è conquistato a pieno titolo la fiducia del CT della Nazionale italiana, Massimiliano Presti. Oltre alle doti atletiche ed agonistiche, la sua caratteristica principale che gli consente di primeggiare ad alti livelli è l’intelligenza nella gestione delle gare, soprattutto in quelle importanti. La proclamazione è stata il momento culminante di Ama la Vita – Vivi lo Sport 9° Edizione del Galà dello Sport del Camposampierese, ospitato quest’anno nella palestra
Michele Busato. “10 mesi per prepararmi all’Ironman” C’era anche Michele Busato, 37 anni di Camposampiero, tra i 2900 della “Mainova Ironman European Championship”, il top delle gare di triathlon che si è tenuta a Francoforte qualche mese fa. Triatleti provenienti da ogni parte del mondo, e i 12 compagni di squadra del Cus Padova Unipd di cui fa parte. Busato si sta ora preparando per la stagione agonistica che si aprirà il prossimo anno. “Già un paio le gare fissate nel 2019 – spiega -. Agli inizi di marzo parteciperò alla corsa in bici “Strade bianche” perché per il 90 per cento si snoderà su strade sterrate, circa 180km. A fine aprile, invece, parteciperò alla prima gara di triathlon della stagione a Chia, Sardegna. Poi, con il mio coach, si pensava di fare una seconda gara di pari distanza, questa volta il mezzo ironman di Zurigo. E qui, cercherò di fare il mio personal best”. Michele ci parla poi di come l’inverno per un atleta sia tutto fuorché un periodo di…letargo. “La mia preparazione si divide in due parti: la prima, distanze lunghe e a bassi ritmi; la seconda, riguarderà la potenza, quindi molta palestra che servirà a costruire una sana e robusta muscolatura per non affaticare le articolazioni e i tendini ed evitare possibili infiammazioni – aggiunge -. Il 15 dicembre andrò a Torbole per una gara di trail, ovvero corsa a piedi in montagna di 30 km con 1500 mt di dislivello positivo”. In questi mesi, preparazione atletica mirata. Michele è tra quelli che hanno partecipato a un maggior numero di gare e anche l’impresa di Francoforte è stata a dir poco adrenalinica. Dieci mesi di preparazione tra allenamenti in palestra, piscina e ancora in bici e con la corsa a piedi, allenamenti singoli oppure combinati. Ovviamente prima viene il lavoro e poi il divertimento. Quindi, sveglia alle 5.30, alle 6.30 in piscina e alle 8 in ufficio per finire alle 18 ed essere subito dopo, alle 18,30, in sella alla bici durante la settimana. La sveglia il sabato e la domenica suona mezz’ora prima perché c’è un allenamento lungo da fare: 4 o 5 ore di bici per poi continuare con 1 o 2 ore di corsa. Il tutto viene ripagato la mattina della gara quando mi metto la muta, dopo aver meticolosamente preparato la bici, abbasso gli occhialini e aspetto lo sparo del cannone, che non è altro che il segnale di inizio del divertimento. Il dopo? Si riprende a camminare normalmente non prima di 2/3 giorni. Ma ne è valsa la pena: impegno e fatica vengono Nicoletta Masetto sempre ripagati”.
Un momento della premiazione
dell’istituto J.F. Kennedy di Santa Giustina in Colle. Alla presenza degli assessori e consiglieri allo sport, di alcuni sindaci e di un numeroso pubblico, il movimento sportivo camposampierese, ricco di oltre 200 associazioni, ha vissuto il suo momento di visibilità, con la premiazione di 25 tra atleti, dirigenti, tecnici. Ma il Galà è stata anche l’occasione in cui le amministrazioni comu-
nali hanno ringraziato la realtà associazionistica che ogni giorno consente a tutti di praticare le più svariate discipline sportive. Particolarmente significativi, nel corso della serata, il riconoscimento ad una rappresentanza delle squadre che hanno partecipato alla 9° edizione del torneo di calcio giovanile “Per non dimenticare”, in memoria delle vittime della strada e la consegna all’associazione “L’Isola
che c’è” del ricavato della manifestazione “Percorsi da Vivere 2018”. Ospite d’onore della serata Rossano Galtarossa, campione olimpico e pluricampione mondiale di Canottaggio, che ha sottolineato l’importanza dello sport nello sviluppo psicofisico e ha incoraggiato i giovani a conciliare studio e attività: un binomio possibile, come dimostrano molti casi di atleti di spicco con un percorso accademico invidiabile. “Un Galà - hanno sottolineato gli assessori e consiglieri allo sport -, che il territorio merita per gli sforzi che le società sportive fanno durante tutto l’anno, in questo importante settore”. La serata, presentata da Wendy Muraro, è stata organizzata dal Tavolo dello Sport del Camposampierese, in collaborazione con Atletica Libertas Sanp, Federazione dei Comuni, Pro Loco di Santa Giustina in Colle, con l’adesione del Coni. Nicoletta Masetto
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#Politica
Maltempo: la montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura S
olo ora, dopo aver visto le foto del disastro, i boschi divelti, le frane in montagna e i livelli raggiunti dai fiumi, si può dare adito al fatto che poteva andare molto peggio e bene hanno fatto i nostri amministratori a lanciare per tempo un allarme nazionale, a chiudere le scuole e a consigliare a tutti prudenza massima. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al Presidente Zaia dicendo di essere rimasto molto impressionato e addolorato dalle immagini della devastazione delle valli del Bellunese e di tante altre zone del Veneto. Esprimendo la propria vicinanza e solidarietà alla Regione e alle popolazioni colpite dalla violenza del maltempo, il Presidente Mattarella ha assicurato che seguirà personalmente la vicenda, affinché venga avviato rapidamente un piano di interventi per il recupero infrastrutturale, edilizio e ambientale ed evitare il fenomeno dello spopolamento delle valli montane. L’onda di maltempo che ha colpito il Veneto è stata la peggiore in Italia ed è stata definita “di eccellenza” dal Dipartimento nazionale con dati pluviometrici che sono stati i peggiori degli ultimi 100 anni. Peggio del ’66. L’assessore alla protezione civile e coordinatore dell’Unità di Crisi Gianpaolo Bottacin ha segnalato che il Piave ha toccato i 2500 mc. di acqua al secondo, il valore massimo che il fiume può accogliere. In alcune località sono stati sfiorati i 700 mm di pioggia. Ma tutti gli argini nei
giorni di emergenza sono stati monitorati dalle squadre della protezione civile regionale che hanno operato anche sugli altri fronti, soprattutto nel bellunese. Alle nostre si sono aggiunte anche quelle delle altre regioni, dell’ANA e delle esercito. La provincia di Belluno è certamente l’area più martoriata: 160 mila le utenze non alimentate dall’energia elettrica. Solo nella provincia di Belluno, nelle varie aree colpite sono stati impiegati oltre tremila volontari di protezione civile, a cui vanno ad aggiungersi centinaia Vigili del Fuoco. Qui sono intervenuti anche 110 uomini dell’Esercito e 520 del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sono stati otto i paesi completamente isolati dove si arrivava solo a piedi. Sono state soccorse molte persone bloccate in auto e 400 persone sono state evacuate dalle loro case, di cui tuttora ancora 150 con case al momento completamente inagibili. Monitorate in modo speciale anche le frane del Tessina, della Busa del Cristo e del Rotolon. Ammontano invece a 497 i km di strade statali, provinciali e regionali chiuse, senza contare quelle comunali di cui mancano i dati in quanto i comuni, soprattutto i più colpiti, non sono ancora in grado di quantificare i danni sulla rete di loro competenza. Sono poi centinaia i metri di acquedotti divelti e centinaia di migliaia gli alberi totalmente rasi al suolo. In ginocchio anche l’Altopiano di Asiago. Ora, dice l’assessore regionale all’agricoltura
Zaia “Rinforzare gli argini ci ha salvato”
“A del Veneto, Giuseppe Pan, “sarà l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura, utilizzando anche droni e satelliti, a censire, con precisione scientifica, i danni subiti dai boschi di larici e abeti dell’Altopiano di Asiago. Le prime stime dicono che la tempesta di fine ottobre che si è abbattuta sul Veneto abbia lasciato a terra dai 300 ai 400 mila metri cubi di legname”. Il mal tempo e le eccezionali piene dei fiumi hanno causato forti disagi anche in Polesine. A seguito della piena del fiume Adige per diversi giorni è stato sospeso il servizio idrico e circa 75000 persone si sono trovate senza acqua potabile. E’ successo a Arquà Polesine (2691 abitanti), Bosaro (1467 abitanti), Ceregnano (3590 abitanti), Costa di Rovigo (2594 abitanti), Pontecchio Polesine (2213 abitanti), Rovigo (51625 abitanti), San Martino di Venezze (3930 abitanti), Villadose (5041 abitanti) e Villamarzana (1961abitanti). Germana Urbani
bbiamo cercato di gestire al meglio l’emergenza – ha detto Bottacin – e fa piace che attestati di stima in questo senso siano arrivati da più parti, come da Luigi D’Angelo della Protezione Civile nazionale e dal prof. Giuseppe Maschio componente della Commissione nazionale Grandi Rischi”. “Se non avessimo realizzato i lavori per il rafforzamento degli argini dei corsi d’acqua - ha sottolineato Luca Zaia - che nel 2010 avevano fatto registrare 32 sfondamenti arginali, il bilancio poteva essere molto più grave. Abbiamo salvato vite”. Per il consolidamento degli argini il Veneto ha speso 411 milioni e i risultati ora si vedono. Anche il capo della protezione civile nazionale Borrelli ha evidenziato l’importanza dei bacini di laminazione e ha confermato che si è trattato di un evento eccezionale a cui, però, si è arrivati preparati. “Bene ha fatto il Veneto – ha detto – a chiedere la mobilitazione in sede nazionale”. Dopo aver, Borrelli ha detto che occorre investire molto di più in prevenzione, operando scelte importanti, e intervenire anche sotto il profilo normativo per favorire la pulizia degli alvei dei corsi d’acqua.
Provvedimento speciale per salvare Venezia “L
a messa in sicurezza di Venezia e della laguna non può più attendere, i lavori del Mose vanno completati il prima possibile. Il Partito Democratico ha predisposto una Mozione per impegnare la Giunta in tal senso”. Così affermavano, all’indomani del nubifragio che ha colpito il Veneto, i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo, primo firmatario della Mozione, il Capogruppo Stefano Fracasso e la collega Francesca Zottis, sottoscrittori del provvedimento. “Il disastro provocato dal maltempo nei giorni scorsi – sottolineavano i consiglieri Democratici - ha riportato alla ribalta un problema che da troppo tempo attende una soluzione, quello della salvaguardia del patrimonio storico e ambientale di una città
unica al mondo. La Giunta si faccia parte attiva presso Governo e Parlamento affinché si sblocchi questo stallo”. “Come hanno ricordato sia il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, sia Pierpaolo Campostrini, Procuratore di San Marco con delega ai Servizi tecnici – ricordano gli esponenti dei Democratici - per la seconda volta dal 2000, l’acqua della laguna è entrata nella Basilica, bagnando il pavimento a mosaico marmoreo, ha inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen ed è arrivata quasi un metro sopra il pavimento mosaicato del Nartece. Non possiamo permettere la compromissione di un patrimonio inestimabile, soprattutto pensando che i mezzi per evitare tutto
ciò ci sarebbero. Senza dimenticare, poi, i danni provocati anche agli edifici privati e alle attività commerciali”. Quanto accaduto a Venezia ha spinto il consiglio regionale ad approvare nell’immediato un provvedimento che consente di riallocare rilevanti risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia, derivanti da economie delle spese accertate. “Si tratta di un grande risultato che consente di procedere sulla strada del risanamento della laguna, che resta una nostra priorità” ha evidenziato l’assessore regionale alla legge speciale per Venezia Roberto Marcato a seguito dell’approvazione in Consiglio del provvedimento che finanzia e rimodula un programma di interventi nell’ambito della Legge Speciale
per Venezia e della tutela del bacino scolante nella laguna, grazie alla riallocazione di risorse finanziarie. “Grazie a questa manovra - conclude Marcato – sarà possibile dar corso o completare un ampio pacchetto di azioni a cui corrispondono specifiche urgenze e aspettative e che, nel quadro delle politiche perseguite dall’Amministrazione regionale, intende indirizzare l’entroterra veneziano, Porto Marghera e l’area lagunare verso una ripresa all’insegna della sostenibilità ambientale e della riqualificazione territoriale”.
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Politica
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Economia
Serbia terra di opportunità per le imprese venete
L’export regionale continua a salire
“Serbia, porta dei Balcani, nuove opportunità economiche per le imprese venete”, questo il titolo di un convegno di studi promosso dalla Regione del Veneto, dalla Camera di Commercio e dell’Industria di Serbia e da Unioncamere Veneto. Un focus su una parte d’Europa di grande interesse
“È
un buon momento per la promozione delle relazioni istituzionali, economiche e commerciali tra il Veneto e la Serbia – ha detto l’assessore regionale ai Fondi Ue, turismo, commercio estero e internazionalizzazione, Federico Caner –. La nostra Regione, infatti, intrattiene ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il Paese balcanico, rafforzatisi negli ultimi anni costantemente attraverso scambi di visite tra delegazioni istituzionali ai massimi livelli, a cominciare dalla visita dell’allora Primo Ministro e oggi Presidente della Repubblica di Serbia, Alexandar Vucic, a Palazzo Balbi nel dicembre 2016. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente le collaborazioni tra le rispettive realtà produttive, che presentano molti aspetti complementari e hanno reciproco interesse alla crescita dei rapporti” “L’economia serba è al centro del mercato balcanico – ha sottolineato Branimir Stojanovic, Segretario di Stato del Ministero dell’Economia della Repubblica di Serbia – e nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento delle esportazioni del 7,7%. La nostra macroeconomia è stabile, di grande interesse per gli investitori, una destinazione interessante dove le aziende possono crescere, che si propone a nuovi mercati anche forte di esperienze nel campo dell’innovazione di prodotti e di servizi”. “La possibilità di avviare nuovi
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accordi di libero scambio – ha aggiunto Milan Vranic, direttore in Italia della Camera di Commercio e Industria Serba – rappresenta un’opportunità per ridurre il rischio e i costi del business. L’obiettivo è quello di creare un nuovo modello di business più agile, che favorisca l’internazionalizzazione delle aziende italiane verso il mercato serbo, svilup-
pando entrambe le economie”. “Tutto ciò – ha rilevato Caner – è oggi possibile grazie al periodo assolutamente positivo che la Serbia sta attraversando nell’evoluzione delle sue istituzioni, della sua posizione europea e internazionale, per la crescita economica e lo sviluppo complessivo della società. Questo Paese ha infrastrutture di buon
livello, una forza lavoro formata e competente, stabilità politica, economica e sociale e presenta quindi tutte le condizioni perché le imprese venete, che già sono numerose in questa terra, possano incrementare la loro presenza e rafforzare le collaborazioni con quelle serbe e da qui muoversi più ampiamente in tutta l’area dei Balcani e verso l’est Europa”.
ei primi sei mesi del 2018 le vendite estere delle imprese venete sono state pari a 31,6 miliardi di euro, facendo registrare un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,3%, ossia 1 miliardo in più). I dati, forniti dal Sistema Statistico della Regione, fotografano una crescita anche del numero delle imprese nel secondo semestre del 2018 rispetto al primo (+0,4). Segnali positivi arrivano pure dal mercato del lavoro dove nel secondo trimestre 2018 il tasso di occupazione si attesta al 67,2%, in aumento rispetto al valore del primo trimestre (66,4%), mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,9 % contro il 7,0 % del primo trimestre. Il dato migliore è sicuramente quello relativo all’export, trainato dai settori della meccanica, della moda e dei metalli. Tra i mercati di destinazione, si conferma il sensibile aumento delle vendite verso la Germania, la Francia e la Spagna.
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Anniversari Centenario grande guerra
“Veneto terra di pace” firmata la dichiarazione a Villa Giusti di Padova D
ove cent’anni fa fu firmato l’armistizio con cui si concluse la Grande Guerra la Regione del Veneto, il 3 novembre 2018, ha voluto sottoscrivere un documento che dichiara il Veneto “Terra di Pace” alla presenza di numerose autorità nonché del ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani. Si è data così concretezza alla Legge 35 che ha avuto come primo firmatario e relatore il consigliere del Pd Claudio Senigaglia ma votata da tutto il Consiglio Regionale. Si è trattato di una firma dal valore simbolico che ha ribadito però la forze consapevolezza di un popolo che rifiuta la guerra. La pace del 1918 fu firmata a Padova e oggi si mantiene salda su un prezioso documento d’archivio conservato in una teca, ma quelle stesse pagine ingiallite dal tempo, sulle quali è scritto uno dei momenti cruciali della storia del nostro Paese e del nostro continente, esattamente un secolo fa poggiavano sulla medesima tovaglia macchiata che ancor
oggi avvolge il tavolo rotondo attorno al quale uomini potenti sedettero per discutere le condizioni che portarono alla fine del primo drammatico, sanguinoso e inumano conflitto mondiale. Provoca emozione vedere da vicino l’originale di quel trattato, uscito per la prima volta dall’Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, grazie alla collaborazione del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, proprio nel luogo dove fu firmato, il 3 novembre 1918, alle ore 18.39, nella sala del primo piano di Villa Giusti a Padova, rimasta praticamente la stessa di un secolo fa e chiamata da allora la “Sala dell’Armistizio”. Nel documento, firmato oggi dalle Università venete, dall’ANCI, dai Comuni capoluogo di Provincia e dalla Conferenza Episcopale Triveneto, e che sarà inviato agli Stati che hanno combattuto nella prima guerra mondiale, si “dichiara solennemente il Veneto ‘Terra di Pace’, per l’alto valore simbolico conferito al territo-
rio veneto dalle testimonianze storiche della Grande Guerra, che fu il primo conflitto di dimensioni mondiali, e fra i più atroci subiti dall’intera umanità”. “Una dichiarazione che vuole essere soprattutto un messaggio di convivenza tra i popoli, indirizzato a tutto il mondo, da tramandare alle future generazioni – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari – che nasce dalla sensibilità dell’intero Consiglio regionale del Veneto che con legge regionale dello scorso ottobre ne ha disposto l’adozione”. “Il ricordo della Grande Guerra è ancora presente e vivo nelle nostre genti e quel tragico conflitto ha lasciato nel Veneto segni indelebili – ha sottolineato l’assessore, dopo aver ringraziato tutti coloro i quali hanno reso possibile l’iniziativa che ha coinvolto numerosi Enti e Istituzioni –. I luoghi della memoria sono sparsi in tutto il territorio regionale e noi abbiamo cercato di recuperarli
e valorizzarli: i percorsi che abbiamo creato tra trincee, sacrari, monumenti, musei e altre testimonianze, consentono di comprendere le tragiche vicende di quel conflitto. Questo è il modo più corretto per ricordare la Grande Guerra: nel fango delle trincee si è formata la sofferta unità del nostro Paese e quell’immane sacrificio di vite umane ha fatto emergere valori, come quello della pace, che rappresentano un patrimonio inestimabile”. “Oggi ricordiamo una guerra ma parliamo di pace – ha evidenziato nell’intervento di chiusura il ministro Stefani –. La guerra viene spesso evocata attraverso episodi di eroismo, ma è soprattutto morte e distruzione e credo sia più giusto raccontarla senza retorica, per quello che davvero ha significato dal punto di vista umano vivere quel dramma. Non perdere la memoria significa non solo ricordare cos’è stato quel conflitto, ma riflettere sul valore della pace, come la Regione ha fatto”.
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Editoriale 11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative
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a ricorrenza è dovuta al ricordo di Martino, quando giovane soldato, 1700 anni fa, impietosito da un mendicante seminudo, esposto al freddo ed esaurito di forze, non esitò a tagliare a metà il suo mantello per porgerlo allo sciagurato. In quel momento l’aria si rasserenò e la temperatura da gelida divenne improvvisamente mite. Da qui l’“estate di San Martino”. Santo eletto al giorno d’oggi a patrono delle cure palliative, termine derivato da pallium (mantello), a significare un senso di copertura, di protezione, di difesa. Le cure palliative in quanto tali spesso vengono interpretate come un significato di abbandono, quando la malattia è in fase terminale e non esiste nessuna terapia efficace per contrastarla; rappresentano invece il significato di prendersi cura della persona nella sua globalità fisica, psichica e spirituale. E non sempre sono legate ad una fase di una terminalità prossima, ma anche a situazioni di cronicità, tanto che le cure palliative risultano appropriate in tutti gli stadi della malattia e non soltanto quando “non c’è più nulla da fare” come spesso vengono identificate.
La violenza anche se non si vede si sente Chiama: 800 814681 - 25 novembre giornata nazionale Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per nuovi progetti a pag 34
Proteggersi per proteggere, dove fare il vaccino influenzale
a pag 35
La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la Zepto-Cataratta? a pag 36
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Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per centri d’ascolto, case rifugio e nuovi progetti
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100, questo il numero delle vittime di violenza che solo lo scorso anno sono state accolte nei centri pubblici e privati della nostra Regione. I centri attendevano i finanziamenti da tempo e finalmente ora è in arrivo quasi un milione di euro di fondi pubblici destinati alle strutture che si occupano di prevenire e contrastare la violenza contro le donne e i loro figli. “Un terzo dei finanziamenti è destinato ad istituire nuove strutture – informa Manuela Lanzarin, assessore al sociale - per ampliare la rete delle 43 strutture attualmente attive in Veneto, tra centri antiviolenza e case rifugio. Circa il 10 per cento dei fondi è riservato invece a percorsi educativi nelle scuole, per sviluppare la conoscenza e l’educazione all’affettività e promuovere una cultura del rispetto della persona, anche in ottica di genere. Infine la parte più rilevante dei contributi nazionali, cioè oltre 600 mila euro, sono destinati a finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti nel territorio veneto”. “I centri pubblici e privati del Veneto, che lo scorso anno hanno accolto oltre 3100 vittime di violenza, attendevano da tempo le risorse promesse – prosegue l’Assessore – Purtroppo i tempi di trasferimento alle Regioni dei 12,7 milioni stanziati dal Fondo nazionale di contrasto alla violenza contro le donne si sono pro-
tratti superando le aspettative. Ora, comunque, la Regione, grazie al lavoro di concertazione svolto con il Tavolo di coordinamento regionale, provvede a ripartire subito i contributi in arrivo”. Per nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio sono quindi disponibili 305.454 euro, metà dei quali destinati a finanziare nuovi sportelli sul territorio dei centri antiviolenza esistenti, in modo di migliorare la capillarità del servizio. Per dare continuità al lavoro e ai servizi dei 22 centri antiviolenza e delle 21 case rifugio attivi in Veneto sono disponibili rispettivamente 293.443 euro e 311.514 euro.
Infine 62 mila euro andranno a finanziare, a partire dal prossimo anno scolastico, ‘voucher’ educativi, cioè percorsi educativi tematici svolti da enti del terzo settore in collaborazione con dirigenti e docenti scolastici. Tra le iniziative educative in cantiere ci sarà anche un concorso rivolto agli studenti per sensibilizzare alle tematiche della parità di genere, dell’educazione all’affettività e del rispetto tra uomo e donna. Al milione del Fondo nazionale si aggiungono gli oltre 400 mila euro che la Regione Veneto ha destinato nel proprio bilancio 2018 alle iniziative per prevenire e contrastare la violenza di genere.
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L’editoriale
11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative Chiunque può ammalarsi di una malattia grave, e questo cambia la vita del malato e delle persone che gli sono vicine in tutte le sfaccettature della loro esistenza, comportando difficoltà psicologiche, sociali, ambientali, e spesso anche economiche. Nel concetto della medicina moderna la medicina curativa e la medicina palliativa tendono a complementarsi il più precocemente possibile, l’una per prolungare la sopravvivenza avendo come punto di attacco la malattia, l’altra per prendersi cura della persona nella sua globalità fisica e psichica, in particolar modo quando la cura della malattia non è più ritenuta possibile e non costituisce più l’obiettivo primario. L’ OMS definisce le cure palliative come cure che corrispondono a una condotta e un trattamento che dovrebbe migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari in presenza di una grave malattia. Essa ottiene ciò ricercando attivamente e precocemente, rilevando ripetutamente e trattando adeguatamente i dolori ed i problemi fisici, psicosociali e spirituali. La stessa OMS ricorda in un documento dello scorso anno che la necessità delle cure palliative non è mai stata così grande, in relazione all’invecchiamento della popolazione e all’ aumento delle malattie croniche e degenerative. Le malattie purtroppo possono colpire a qualsiasi età e le cure palliative fanno parte sia della pediatria che della medicina degli adulti che della geriatria e rilevano nelle patologie più diverse: nei bambini e adulti con tumori, nelle patologie neurologiche gravi, nelle gravi malattie organiche, negli anziani con pluripatologie, nei malati psicologici, nelle persone in rianimazione, nei portatori di handicap. Con l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare le cure secondo le esigenze di ciascuno, come un “pallium” su misura. L’accesso alle cure palliative in Italia è regolato dalla legge 38 del 2010 che all’art. 1 recita “la legge tutela il diritto dei cittadini ad accedere alle cure palliative” e questo obiettivo da poco tempo è rientrato anche nelle priorità delle Regioni. Ciò nonostante molto resta ancora da fare, innanzitutto per una cultura delle cure palliative (in Italia non fanno parte del percorso formativo del medico), poi per una organizzazione di rete multiprofessionale formata da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, associazioni di volontariato. La Regione Veneto comunque è avanti nel progetto e da tempo è possibile poter curare al proprio domicilio, che rappresenta il luogo ideale per il malato, attraverso una adeguata presa in carico. La qual cosa è ancor più avvantaggiata per la disponibilità dei Medici di famiglia che si fanno carico dei problemi dei propri assistiti attivando l’intero percorso e costituendone il punto di riferimento; ancor più da quando la Regione Veneto aveva costituito le Medicine di gruppo Integrate, progetto che inspiegabilmente, a discapito degli ammalati, la Regione vuole abbandonare, stante le recenti disposizioni emanate. Disposizioni che ci auguriamo possano essere riviste, considerata la positiva esperienza di assistenza ai malati e al gradimento della popolazione.
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West Nile, in Veneto il confronto internazionale su presente e futuro Coletto: “Nel 2019 una disinfestazione larvicida e due adulticide. Coordinamento con altre regioni e revisione linee guida nazionali”
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l virus West Nile, trasmesso all’uomo dalla zanzara culex pipiens, ha tenuto in apprensione quest’estate pressochè tutto il nord Italia (Emilia Romagna e Veneto le Regioni più colpite), ma si è presentato in forma tanto massiccia quanto imprevista, in buona parte dell’Europa balcanica, in Portogallo, in Grecia e in Corsica. In Veneto ha colpito 257 persone, 64 in forma grave, neuroinvasiva, con 18 decessi. Si trattava di persone anziane, con gravi patologie pregresse o gravi deficit immunitari. In Emilia Romagna, invece, i casi accertati sono stati 253, con 21 decessi. Un fenomeno da studiare, per come si è palesato per la prima volta in maniera così estesa, e da mettere al centro di un’attenta programmazione per la prossima stagione estiva. Per questo, la Regione Veneto ha messo a confronto esperti del mondo scientifico, del Ministero della Salute, delle diverse Regioni interessate, delle Ullss, dell’Istituto Zooprofilattico
delle Venezie, della Regione portoghese di Madeira e della Contea rumena di Daly. “L’esperienza fatta dal Veneto e dall’Emilia Romagna – ha riconosciuto il Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza – è stata esemplare, per organizzazione e intensità d’azione. Ora sarebbe importante venisse diffusa a tutte le altre Regioni, perché non possiamo certamente escludere una ulteriore diffusione nel 2019 e vanno messe in atto tutte le possibili misure di monitoraggio e prevenzione”. A questo penserà un tavolo tecnico nazionale, condotto da Veneto ed Emilia Romagna, chiamato a elaborare nuove linee guida per aggiornare lo specifico Piano per tutto il territorio italiano; a creare un coordinamento interregionale che vada oltre quello già in atto tra le due Regioni padane ci penserà invece un tavolo tecnico attivato in seno alla Commissione Salute, che riunisce
tutti gli assessori alla sanità delle Regioni italiane, e presieduto dalla dirigente della Prevenzione del Veneto, Francesca Russo. “Come Veneto – ha anticipato Luca Coletto, Assessore alla Sanità – stiamo già programmando le azioni per il prossimo anno, che potranno contare su un finanziamento base di 1,5 milioni di euro da dedicare principalmente al monitoraggio e alle iniziative di prevenzione, ma la questione va ben oltre la nostra Regione, per cui sarebbe opportuno valutare un intervento di sostegno nazionale. Posso comunque già anticipare – ha detto – che nel 2019 verrà realizzata un campagna larvicida a marzo, mirando a ridurre al minimo la schiusa delle larve. In estate, invece, ci saranno due campagne adulticide, i cui tempi saranno decisi dai tecnici sulla base dell’andamento della stagione e delle
indicazioni che arriveranno dalle trappole disseminate in tutte le aree a rischio. Dovremo fare i conti con le bizze del clima, per cui, oggi, non si può entrare maggiormente nei particolari, se non per annunciare che la campagna di monitoraggio che avrebbe dovuto chiudersi a ottobre è stata prolungata per tutto novembre, visto l’andamento ancora caldo e umido del clima. Da ottobre, comunque, le trappole non hanno rilevato nuove zanzare positive, né si sono registrati altri casi umani. Come Regione – ha aggiunto – stiamo creando un coordinamento a tutto campo che, partendo da una pianificazione regionale, coinvolgerà tutte le Ullss, gli ospedali per la parte diagnostica, i Comuni, i Consorzi di Bonifica, l‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie e arriverà fino ai cittadini, i cui comportamenti preventivi,
come l’installazione di zanzariere, la manutenzione di giardini e caditoie, l’uso di repellenti cutanei, sono molto importanti, stante che il 70% del territorio si trova in proprietà private, dove il pubblico non può arrivare. Peraltro gli esperti garantiscono che una disinfestazione in un giardino con appositi pastiglioni non costa più di cinque euro a stagione”. Dal punto di vista statistico, il Bollettino West Nile Estate 2018, elaborato dalla Direzione Prevenzione, indica 257 casi accertati, ai quali aggiungere 98 casi probabili, 32 casi di positività in donatori di sangue, 21 casi di infezioni asintomatiche non classificate, per un totale di 408. 18 sono stati i decessi: 8 nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 2 nell’Ulss 3 Serenissima, 2 nell’Ulss 9 Scaligera, 1 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana.
Influenza, partita la Proteggersi per proteggere Minori: 573 abusati o maltrattati lo scorso anno
campagna di vaccinazioni
L’influenza è una cosa seria. La soluzione è il vaccino. Una scelta consapevole per te e le persone a te vicine o scorso anno 573 bambini e ragaz- accesso. Anche questo è un indicatore
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zi hanno vissuto situazioni di abuso della consistenza del fenomeno e del sessuale o di grave maltrattamento: bisogno di attivare su scala regionale di questi, 328 erano bambine o ragaz- percorsi organizzati di ascolto, proteze. I minori vittime di abuso sessuale zione, accompagnamento e terapia”. I sono state 313; per altri 60 agli abusi 25 professionisti delle cinque équipes sessuali si sommavano anche a gravi (psicologi-psicoterapeuti coadiuvati maltrattamenti; 181 denunciavano dalla consulenza di neuropsichiatri inmaltrattamenti, in famiglia o per feno- fantili e da altre figure tecniche come meni di bullismo; 19 gli autori di reato. gli esperti di psicomotricità) lo scorso Sono questi i dati del 2017 messi anno hanno incontrato e valutato 573 neri su bianco dalle cinque équipes bambini e ragazzi che hanno vissuto territoriali del Veneto che si occupano situazioni di abuso sessuale o di grave di presa in carico di minori maltratta- maltrattamento: di questi, 328 erano ti, vittime o autori di abusi sessuali. Si bambine o ragazze. I minori vittime tratta di equipe interprovinciali multi- di abuso sessuale sono state 313; per disciplinari coordinate dalla Regione altri 60 gli abusi sessuali si sommavaVeneto che ha trasformato un proget- no anche a gravi maltrattamenti; 181 to-pilota sperimentale in una struttura denunciavano maltrattamenti, in famistabile e permanente, garantita dai glia o per fenomeni di bullismo; 19 gli livelli essenziali di assistenza sociale. autori di reato. Le prestazioni erogate “L’esperienza di questi anni confer- sono state quasi 13 mila tra ascolto ma la necessità e la validità del servizio giudiziario (1480), consulenza (1897), specialistico offerto dalle cinque équi- valutazione diagnostica (5052) e presa pes interprovinciali attive nelle Ulss in carico terapeutica (4376). “L’assidi Padova, Venezia, Treviso, Vicenza, stenza delle équipes – conclude l’asVerona a beneficio dell’intero territorio sessore – multidisciplinari a bambini e regionale – ha sottolineato l’assessore ragazzi vittime o testimoni di violenze Lanzarin - Dei 573 minori presi in cari- e/o maltrattamenti è un percorso gaco lo scorso anno, 423 sono stati nuovi rantito, qualificato ed efficace al quale accessi. Nei primi sei mesi di quest’an- servizi territoriali, autorità giudiziaria, PER MAGGIORI INFORMAZIONI, ORARI E CONTATTI, no i casi affrontati dalle cinque équi- famiglie e singoli possono accedere VISITA IL SITO: WWW.AULSS6.VENETO.IT pes sono stati 499, di cui 290 di primo senza oneri”.
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revedendo l’influenza in arrivo è partita anche la campagna antinfluenzale 2018-2019 gestita dalla Regione Veneto attraverso le Ullss territoriali e la rete dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta. “Sulla base dei dati epidemiologici – riferisce l’Assessore – abbiamo preventivato l’acquisto di 860 mila dosi, una quantità più che sufficiente per rispondere alle necessità, anche se l’auspicio sarebbe quello di doverne acquistare ancora, e non sarebbe un problema, per un’adesione al vaccino che sarebbe quanto mai importante fosse massiccia. Anche quest’anno – fa notare – avremo a che fare con un’epidemia piuttosto aggressiva, e per questo rivolgo un appello a tutti i cittadini perché scelgano di vaccinarsi. E’ importante per tutti, ma fondamentale per gli ultrasessantacinquenni in generale e per tutti coloro che soffrono di patologie a rischio come il diabete, le malattie immunitarie, cardiovascolari e respiratorie croniche. E’ infatti in queste categorie di persone che, annualmente, si verificano la maggioranza dei casi gravi, con complicazioni che portano al ricovero e purtroppo, a volte, anche a perdere la vita. L’anno scorso, per esempio, abbiamo registrato 124 ricoveri, con 64 casi gravi e 10 decessi. Si possono evitare, almeno in gran
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EVITARE DI TOCCARE OCCHI, NASO E BOCCA parte – è l’appello di Coletto – e per farlo è
e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio anno, è stato studiato e definito al massimo di Sindrome di Reye in caso di infezione NON SOLTANTO QUELLI DELL’INFLUENZA, livello scientifico ed è assolutamente influenzale; ricoverati presso strutture per lungodegenti. SIsicuro”. DIFFONDONO IN QUESTO MODO Le categorie a cui la vaccinazione è La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente sono fortemente raccomandata a tutti gli molte, basta informarsi presso la propria operatori sanitari, in particolare a quelli che RESTARE IN CASA, GIÀ DAI PRIMI Ulss. Tra questi, in particolare, ci sono donne prestano assistenza a pazienti con maggior che all’inizio della stagione epidemica si rischio di complicanze e che lavorano nei ACCENNI INFLUENZA (PROBLEMI trovino nelDI secondo e terzo trimestre di reparti a più elevato rischio di acquisizione gravidanza; soggetti dai 6 mesi ai 65 anni e trasmissione dell’infezione, quali pronto di età affetti da FEBBRE, patologie ECC.) che aumentano il soccorso, terapie intensive, oncologie, RESPIRATORI, rischio di complicanze da influenza; soggetti ematologie, cardiologie, chirurgie, residenze *Fonte: Ministero della Salute di età pari o superiore a 65 anni; bambini sanitarie assistenziali. sufficiente aderire al vaccino che,I GERMI, come ogni CON LE MANI NON LAVATE.
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La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la ZEPTO-CATARATTA? N
onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue sempre ed affianca novità che migliorano le prospettive visive del paziente e la sicurezza dell’atto chirurgico. L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale che si è opacizzato con il passare del tempo. Durante l’intervento viene conservato il contenitore del cristallino (Capsula) che viene solamente svuotato e per realizzare questo, viene creato un foro nella capsula anteriore del cristallino per poi entrare con uno speciale ago ad ultrasuoni ed aspirare il contenuto opaco (vedi immagini a fianco). È proprio l’apertura del cristallino il passaggio più delicato dell’intervento: noi dobbiamo infatti essere sicuri che il foro creato sia rotondo, centrato sulla pupilla, regolare e del diametro voluto. Purtroppo, manualmente non è sempre possibile rispettare queste condizioni. L’ultima novità in tal senso giunge dalla California e si chiama ZEPTO (dispositivo per la capsulotomia di precisione ad impulsi). Presso il centro Sekal Microchirurgia Rovigo abbiamo effettuato il primo intervento chirurgico in Italia con tale strumento. Zepto è un dispositivo chirurgico di ultima generazione che permette di effet-
tuare un’apertura rotonda e ma soprattutto resistente in soli 4 millisecondi. Infatti, a differenza del noto laser a femtosecondi, il taglio generato con lo Zepto è estremamente più resistente, garantendo un profilo di sicurezza maggiore per questo intervento chirurgico.
questo articolo sotto non è uscito per treviso ovest lo scorso mese, se dici lo riprendo visto che parla dell’ospedale di treviso tra l’altro
Immagine 1: Fasi chirurgiche dell’intervento convenzionale di cataratta
Un nuovo eliporto per l’ospedale di Treviso
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’ già operativo il nuovo eliporto ospedaliero (con grande potenziale operativo in più rispetto alle elisuperfici tradizionali, il secondo in Italia di questo tipo), che servirà la Cittadella della Salute in costruzione. L’ Eliporto del Ca’ Foncello di Treviso sostituisce la vecchia elisuperficie ormai da qualche settimana. La differenza nei termini è dovuta a caratteristiche specifiche nella realizzazione, nei servizi complementari e nell’attività in grado di assicurare. Quello di Treviso è oggi il secondo eliporto ospedaliero dopo quello di Campoformido in Friuli. Abilitato anche per il volo notturno, l’eliporto sorge nell’ampia area verso la tangenziale, compresa a distanza tra gli spazi del polo logistico e tecnologico e via Cittadella della Salute. E’ realizzata secondo le indicazioni dell’ENAC, è dotato di moderno e ampio hangar con pista di rullaggio e servizi logistici, collegata direttamente al polo ospedaliero. E’ operativo in sostituzione della ormai obsoleta elisuperficie la cui area è compresa in quella su cui è prevista la costruzione del polo per alta intensità di cura della Cittadella della Salute. Il nuovo eliporto è strettamente collegato con la nuova sede della centrale operativa del SUEM di prossima inaugurazione. L’eliporto attuale è una struttura
di avere un foro rotondo e centrale nel sacco capsulare, è quello di migliorare la stabilità del cristallino artificiale (o lente intraoculare) che verrà inserito, aumentando la sicurezza dell’intervento e la qualità della visione che ne risulta. Lo strumento è composto da Nitilon una lega metallica
di ultima generazione usato in ingegneria areonautica che sfrutta le qualità elastiche e conduttive di Nichel e Titanio. IL Nitilon permette dunque di trasmettere corrente alla punta dello strumento che vaporizzando le molecole di acqua crea un taglio netto e circolare della parte anteriore del cristallino. Non solo, ciò che è stato osservato è che il bordo di questo taglio è ispessito. Questo fa si che si riducano i rischi di eventuali complicanze intraoperatorie che possono penalizzare l’intervento chirurgico ed il risultato postopertatorio. L’avanzare delle nuove tecnologie regala piacevoli sorprese di giorno in giorno, è importante ricordare però che l’intervento di cataratta non deve essere in alcun modo sottovalutato ma affrontato con raziocinio e serietà.
articolo a 3 colonne, solo per l’edizione di treviso ovest
Immagine 2: Strumento Zepto all’interno dell’occhio, la punta circolare di tale strumento genera un taglio perfettamente circolare e resistente.
Lo strumento è stato creato per essere posizionato nella parte anteriore interna dell’occhio a contatto del cristallino (vedi immagine) mediante una piccola apertura di circa 2mm venendo inserito e sfilato una volta terminata la procedura. Il vantaggio
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Biopsia liquida, la nuova frontiera per monitorare il tumore Laura Bonanno presenta a Monaco i primi dati dello studio Magic sul carcinoma polmonare
U moderna e al passo con i tempi dell’attività dell’elisoccorso trevigiano. In tutto l’anno scorso, infatti, ha registrato 546 interventi; dall’inizio di quest’anno a oggi sono stati 459, segando un aumento del 6,7%. Nel 2017, gli interventi propriamente di soccorso sono stati 388 (72%), dei quali 254 per eventi traumatici (65%) e 134 (35%) non traumatici. I voli sono stati 142 in seguito a incidenti stradali (22 su autostrada), 45 a incidenti sul lavoro, 31 a incidenti domestici, 33 incidenti sportivi o ricreativi. In prevalenza gli interventi di soccorso sono avvenuti in provincia di Treviso (265) ma anche di Venezia (76 di cui 50 sul litorale), Belluno (9), Padova (14), Vicenza (22), Pordenone (2). Di questi, 47 sono avvenuti in area montana (19 per incidenti con parapendio o deltaplano). Non secondario, sempre nel 2017, è il numero di trasferimenti ospedalieri da Treviso. Verso ospedali della Marca sono stati 89, 20 in provincia di Belluno, 12 di Vicenza, 37 di Venezia.
no studio dello IOV di Padova e finanziato con la raccolta del 5×1000 è stato protagonista al Congresso europeo di oncologia ESMO a Monaco di Baviera, evento che raccoglie oltre 20mila specialisti da tutto il mondo. Si tratta dello studio mono-istituzionale MAGIC i cui primi dati aggregati e comunicabili (Liquid biopsy as tool to monitor and predict clinical benefit from chemotherapy (CT) and immunotherapy (IT) in advanced Non-small cell lung cancer (aNSCLC): a prospective study) sono stati presentati da Laura Bonanno (Specialista in neoplasie polmonari, Oncologia Medica 2) in un’affollata sessione orale nell’ambito delle neoplasie polmonari. “Si tratta di uno studio dello IOV che analizza il ruolo potenziale della biopsia liquida non solo per determinare le alterazioni genetiche tumorali del sangue, ma anche per monitorare l’andamento del carcinoma polmonare durante il trattamento, sia chemioterapico che immunoterapico”, ha spiegato Laura Bonanno. “Quello che abbiamo registrato nello studio – ha continuato la ricercatrice - è che è possibile utilizzare la biopsia liquida in tempi brevi rispetto all’inizio del trattamento: le variazioni che abbiamo regi-
strato sono correlate con una differente risposta al trattamento. Se questi risultati si confermeranno, potremo usare un metodo non invasivo come la biopsia liquida per predire la risposta al trattamento e quindi – se necessario – per giungere a modificare il trattamento stesso in modo precoce. Ed anche per selezionare quei pazienti che potranno trarre un beneficio eccezionale dalle terapie, e che quindi potrebbero essere soggetti a trattamenti meno intensivi o meno duraturi, a tutto beneficio della qualità della vita quotidiana”. Lo studio, sviluppato nel 2017, ha preso in esame 161 pazienti dello IOV con carcinoma polmonare avanzato non a piccole cellule (aNSCLC) e con loro ha testato le indicazioni provenienti dalla biopsia liquida. Quest’ultima – che è oggi una delle frontiere innovative e più avanzate della ricerca e della lotta contro le neoplasie – è nella pratica un prelievo di sangue con cui eseguire analisi molecolari particolarmente importanti nei pazienti con carcinoma quando non è possibile disporre di tessuto tumorale. “La ricerca presentata all’ESMO è stata finanziata interamente con i fondi del 5×1000 dello IOV”, commenta il Direttore scientifico dello IOV-IRCCS, Giuseppe
Laura Bonanno Opocher “L’importanza della relazione all’ESMO di Laura Bonanno sottolinea e conferma quindi l’altissima utilità dei fondi che i cittadini devolvono all’Istituto, che in questo modo dimostra in modo trasparente ed efficace l’utilizzo specifico di tali risorse”. Lo studio MAGIC si presenta con una marcata ed efficace impronta di multidisciplinarietà e di lavoro collaborativo nello stile ormai consolidato presso l’Istituto, visto che ha coinvolto varie aree dello IOV (Oncologia Medica 2 sotto la direzione di Pierfranco Conte; la Divisione Immunologia e oncologia molecolare; l’Unità di Biostatistica e trials clinici), oltre ad alcuni dipartimenti della Scuola di Medicina dell’Università di Padova.
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Food & Drink Doppietta Asiago DOP ai World Cheese Awards La specialità veneto-trentina al top dei formaggi mondiali Doppio riconoscimento ai World Cheese Awards, la più grande competizione al mondo dedicata ai formaggi, svoltasi quest’anno in Norvegia, per Asiago Dop Fresco, che conquista il prestigioso titolo “Super Gold” e Asiago Dop Stagionato Vecchio che si fregia del titolo Il riconoscimento internazionale conferma l’efficacia dell’azione dei caseifici e del Consorzio che credono in una produzione di alta qualità unita ad una valorizzazione basata sugli elementi unici e identitari del prodotto e ha portato, ai World Cheese Awards 2018, ad un doppio riconoscimento, sia per l’Asiago Fresco di 30 giorni che per l’Asiago Stagionato Vecchio di 13 mesi. I World Cheese Awards sono la più prestigiosa competizione annuale che ha visto, nell’edizione 2018, sfidarsi 3500 formaggi giudicati da una giuria interna-
zionale composta da 230 esperti provenienti da 29 nazioni diverse. “I World Cheese Awards – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, - sono un’ottima vetrina per mostrare il livello raggiunto dalla nostra produzione casearia e, allo stesso tempo, un evento capace di puntare i riflettori su un territorio richiamando visitatori appassionati di formaggio nel nostro Paese. Quest’anno, la presenza crescente dei nostri soci e l’ottimo risultato ottenuto lancia un positivo messaggio di fiducia verso il futuro della specialità”. In attesa di ospitare, per la prima volta nella sua storia, l’edizione 2019 dei World Cheese Awards in Italia, il paese europeo col maggior numero di Dop casearie, ben cinquanta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago
prosegue la sua attività di divulgazione del valore della produzione d’origine di qualità e della sua ricca varietà di specialità che vanno dall’Asiago Fresco,
Panettone al Torcolato: un nuovo pasticcere!
TOP OF VINI ALTO ADIGE
La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell’azienda, a Breganze (Vicenza). Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l’uvetta sultanina. Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un’ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze. Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l’uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell’uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Per la preparazione del Panettone è stata scelta l’annata 2013, frutto di un’estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell’impasto che come accompagnamento goloso.
Consorzio Vini Alto Adige si prepara al prossimo appuntamento dedicato alle eccellenze enologiche locali, che sarà questa volta poco distante da casa. Il 30 novembre: dalle 14 alle 21, il Kurhaus di Merano ospiterà Top of Vini Alto Adige, la vetrina delle etichette altoatesine che si sono aggiudicate i riconoscimenti più prestigiosi nelle edizioni 2019 delle principali guide del vino nazionali. Saranno più di un centinaio i vini protagonisti. Un’occasione imperdibile per degustare il meglio della produzione enologica altoatesina, così come l’hanno vista e recensita i più importanti nomi della critica del vino nazionale. “Con Top of Vini Alto Adige offriremo a wine lover e operatori del settore una chiave di
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all’Asiago Stagionato nelle tre stagionature: Mezzano, Vecchio e Stravecchio e vedono valorizzare le sfumature di produzioni di Asiago biologico, Prodotto
lettura differente” commenta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio. “Si tratta di un appuntamento ormai consolidato della nostra agenda annuale, in cui è possibile scoprire in un’unica cornice le etichette premiate dalla critica. Il fatto che questo evento abbia luogo sul territo-
della Montagna, Asiago prodotto da latte di vacche di razza bruna o burlina capaci di incontrare sempre più l’apprezzamento dei consumatori italiani ed esteri.
rio non è casuale: ci piace pensare che Top of Vini Alto Adige possa rappresentare un punto di partenza per chi desiderasse approfondire e ampliare, con visite dirette alle aziende di interesse, la propria personale panoramica delle cantine e dei vini locali” ha concluso.
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Cultura .
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Treviso, Quartetto di Venezia in concerto Domenica 9 dicembre
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omenica 9 dicembre alle ore 18:00 presso la chiesa di San Teonisto, il concerto conclusivo del ciclo dedicato alla storia del quartetto. L’esecuzione prevede una delle pagine più celebri del catalogo di Franz Joseph Haydn, il famoso Quartetto in Do maggiore op.76 n.3, conosciuto come Imperatore. Ultimo grande omaggio al genere del quartetto di cui Haydn viene considerato giustamente il padre, fu composto nel 1796 a Vienna e deve il suo nome all’utilizzo nel Poco Adagio della melodia dell’inno austriaco Gott erhalte den Kaiser composto da Haydn stesso su testo di Lorenz Hascka ed eseguito per la prima volta il 12 febbraio 1797, in occasione del compleanno dell’Imperatore. La composizione di Haydn, forse la più elaborata e complessa del ciclo di questi ultimi sei quartetti op. 76 del periodo viennese del compositore, si colloca come un caposaldo del genere, quasi una quintessenza della forma realizzata proprio da colui che con le sue composizioni ha contribuito, lungo il corso della storia della musica, allo sviluppo proprio della forma del quartetto. Il Quartetto veneziano eseguirà la Serena Italiana di Hugo Wolf, scritta nel maggio del 1887, si ispira direttamente, per il suo carattere disteso e sereno, alla tradizione dei movimenti lenti e moderati della forma. Lo stesso Max Reger riconosceva la grandezza di questa pagina, tanto da profetizzarne un naturale riconoscimento di successo da parte del pubblico e degli esecutori.
Treviso, Herstory is Ourstory Spazi Bomben della Fondazione Benetton - 25 novembre
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n occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domenica 25 novembre alle ore 18, negli spazi Bomben, sarà inaugurata Herstory is Ourstory, la mostra che raccoglie i 140 lavori realizzati dagli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane coinvolti in un progetto di sensibilizzazione contro cybercrime e violenza di genere. Herstory is Ourstory – La violenza di genere e il femminicidio ma anche il confronto fra sfera pubblico-privato, le libertà di espressione delle donne, la pornografia e il gender gap, sono stati i soggetti interpretati con maggiore intensità e frequenza nei lavori dei ragazzi delle Accademie di Belle Arti che, da tutta Italia, hanno accolto l’invito di Imago Mundi: la realizzazione di un’opera 10 per 12 centimetri per indagare e soprattutto riflettere sui reati e gli abusi commessi online. Le piccole tele di sorprendente forza evocativa ed emotiva e qualità critica, iconografica e compositiva – disegni, pitture, collage, bassorilievi, fotografie, persino un’opera sonora, tutti nella consueta dimensione delle opere delle collezioni Imago Mundi – saranno esposte negli spazi Bomben della Fondazione Benetton sino a domenica 6 gennaio 2019.
Riese Pio X, Cortometraggi sulla Pedemontana Mercoledì 5 dicembre
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l cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta attraversa le province di Vicenza e Treviso. Quasi 95 chilometri di asfalto stanno per coprire migliaia di ettari di campagna in 36 comuni, tra cui quello di Riese Pio X. Oltre a provocare effetti di carattere viabilistico e ambientale, la realizzazione dell’opera incide anche su tante storie private. I tre cortometraggi, presentati mercoledì 5 dicembre 2018, ore 21:00, che compongono la trilogia Asfalto, raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della nuova infrastruttura sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi, per una volta, su quelli definibili come i suoi “costi umani”, raramente presi in considerazione, a partire dal rapporto reciso tra le persone, protagoniste del documentario, e i luoghi che hanno fatto da scenario alle loro esistenze. Intervengono alla serata il regista, Dimitri Feltrin, il sindaco di Riese Pio X, Matteo Guidolin, e l’ideatore del progetto, Dario Antonini (collettivo Fotosocial).
Treviso: Da Tiziano a Van Dyck: il volto del 500 50 opere, 50 storie, 50 emozioni per rivivere il fascino del ‘500.
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a Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” è la mostra in corso a Casa dei Carraresi fino al 3 febbraio 2019. Ospitata da Fondazione Cassamarca, l’esposizione è organizzata da ARTIKA ed è curata da Ettore Merkel. “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” attinge integralmente a una delle maggiori collezioni private del Veneto, quella creata già a partire dal secondo dopoguerra da Giuseppe Alessandra. I dipinti qui selezionati propongono un affascinante percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo fino a lambire i confini del Barocco. La suddivisione delle opere mira a mettere in risalto l’evoluzione della pittura veneta a partire dalla tradizione belliniana e dalla rivoluzione giorgionesca, per illustrare la maniera delle grandi botteghe rinascimentali e manieriste, come quelle di Tiziano e dei Bassano, fino ad arrivare alle nuove espressioni seicentesche.
LA MAGIA DEL NATALE
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il
Crucilibro
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Leggere significa mettersi in ascolto del sé Le anime tormentate dei romanzi ci conducono lungo labirinti oscuri che noi stessi percorriamo nella vita vera ma senza rendercene conto Francesca Diotallevi
Karin Slaughter
Carola Susani
Ben Pastor
Vivian Maier, tata fotografa
Laura, la madre
Irene
Martin von Bora, investigatore
Alter Ego
Un arcipelago di persone
Andy, la figlia di 31 anni
Orlando
Ben/Verbena
Location
New York e Chicago
Belle Isle, Georgia
Sicilia
Berlino 1944
La sua famiglia e i bimbi che ha allevato
Jonah Lee, un ragazzo che vuol fare una strage
Gli abitanti del paese
I congiurati contro Hitler
Intrigo
E’ una delle più grandi fotografe del Novecento ma è stata scoperta solo una decina di anni fa. Nella vita ha svolto il lavoro di tata in America e, durante le passeggiate con i bambini che accudiva, fotografava la gente, il mondo
Laura e Andy sono in un centro commerciale quando incontrano Betsy, un’amica di Laura, e Shelly, sua figlia. Le due vecchie amiche si mettono a chiacchierare ma proprio in quel momento arriva Jonah che apre il fuoco contro di loro
E’ il giugno 1957 quando, in una tenuta della zona orientale dell’isola dove la famiglia di Irene trascorre tre mesi, viene ritrovato un ragazzo senza niente addosso che nulla riferisce del posto da cui arriva
Luglio 1944. Martin Bora, il colto, aristocratico e malinconico ufficiale della Wehrmacht, viene convocato a Berlino per indagare sull’assassinio di un sedicente mago; sullo sfondo l’operazione Valkiria, il fallito complotto contro Hitler
Finale
La sua è un’anima tormentata che, forse, cerca di capirsi nelle vite degli altri, gli estranei che incontra per strada, salvando quelle storie che “le persone non sanno di vivere” probabilmente anche Vivian sperava di salvarsi
Il ragazzo è stato lasciato da Shelly e vuol fare una strage di lei e della sua famiglia ma quel giorno lì con loro c’è molta altra gente. Laura, che ad un certo punto si offre come vittima al posto di sua figlia, riesce a uccidere Jonah mostrando la sua parte oscura
La famiglia di Irene lo accoglie in casa e lo chiamano Italo, perché, scoprono, potrebbe essere il figlio dell’avvocato Orlando di Marsala che una notte ha perso il senno. L’arrivo del ragazzo rompe gli equilibri di un mondo in via di cambiamento
Per Martin Bora l’indagine si trasforma progressivamente in un angoscioso dilemma morale, come soldato e come tedesco. Il complotto del 20 luglio del colonnello Claus von Stauffenberg e i suoi drammatici retroscena come non sono stati mai raccontati
Cosa dire del libro
La storia davvero eccezionale di questa donna viene ricostruita attraverso le foto mai sviluppate e scoperte dopo la sua morte
Un triller ad alta tensione, scritto da una maestra del genere, che narra il male da cui proviamo a difenderci ogni giorno
Il romanzo, ricco di toni e atmosfere da realismo magico, è particolarmente intenso e ricco di storia. E’ il primo di una trilogia imperdibile
Ben Pastor merita un posto d’onore tra i grandi narratori del nostro tempo e Martin Bora è un Ulisse senza patria che porta il lettore sempre al limite del possibile
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Francesca Diotallevi, Dai tuoi occhi solamente Neri Pozza, pp. 208 € 16.00
Karin Slaughter Frammenti di lei Harpercollins Italia, pp. 488 € 19.00
Carola Susani La prima volta di Italo Orlando Minimun Fax, pp. 144 € 15.00
Ben Pastor La notte delle stelle cadenti Sellerio, pp. 547 € 15.00 A cura di Germana Urbani
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a
Tavola
Risotto ai funghi chiodini Un risotto dal gusto intenso e profumato di bosco, mantecato con burro e formaggio parmigiano: il risotto ai funghi chiodini è un classico primo piatto autunnale, la stagione dei funghi per eccellenza! Ingredienti per 4 persone: 300 gr di riso carnaroli 1,2 litri di brodo vegetale 1 scalogno 1 busta di funghi Chiodini DelSanto 40gr di burro Olio extravergine di oliva q.b. Sale q.b., Pepe q.b. formaggio parmigiano grattugiato
Preparazione Pelate lo scalogno, tritatelo finemente e rosolatelo in una pentola con il fondo spesso con poco olio di oliva extravergine finché risulta appassito. Aggiungete il riso e lasciatelo tostare per 1-2 minuti, mescolando in continuazione fin quando il chicco si presenta traslucido. Irrorate con 1 mestolo di brodo
vegetale caldo e, man mano che la preparazione tende ad asciugarsi, allungate con un altro po’ di brodo e aggiustate di sale. Portate quasi a cottura il risotto mescolando spesso, unite i funghi chiodini sgocciolati dall’olio. Mescolate e portate a cottura. A fuoco spento, aggiungete il burro insieme al formaggio grattugiato, il pepe e mantecate
alcuni minuti, poi coprite e fatelo riposare 1 minuto. Servite in piatti individuali e buon appetito! IDEA IN PIÙ i funghi Chiodini DelSanto sono già pronti all’uso: è sufficiente vuotarli in un pentolino, riscaldarli a piacere e servirli! Accompagnamento ideale con la polenta e piatti di carne!
APERTURA UFFICIO TERZISTI:
Produzione di conserve alimentari italiane con materia prima stagionale biologica e tradizionale, pronte all’uso a base di verdure, legumi, cereali, frutta: tutto senza additivi-conservanti-glutammato-coloranti. Orario apertura dal lunedì al venerdì Mattino: 9,00-12,00 Pomeriggio: 15,00-18,00 LAVORAZIONE CONTO TERZI via San Pio X, 18 – Santa Giustina in colle (PD) – Tel.049-5790598 – info@delsanto.it
I FUNGHI CHIODINI Il nome latino del fungo chiodino è Armillaria mellea che deriva dal latino ‘armilla’ cioè braccialetto, per la presenza dell’anello e dal latino ‘mellèus’ per il colore simile al giallo miele. I funghi chiodini sono una varietà di funghi di tipo parassita, che cresce in autunno con le prime piogge autunnali sui tronchi o sui ceppi, nei boschi, nelle campagne e lungo le rive dei fossi e dei fiumi, ovunque ci sia una pianta indebolita. Sono chiamati anche funghi della zocca, agarici del miele, famigliola buona, forse a causa del fatto che si trovano sempre in gruppi molto numerosi. Le migliori qualità di funghi chiodini sono quelle che abitano i salici, i pioppi, le querce e, a seconda dell’albero che li ospita, assumono diverse sfumature che vanno dal giallo - al giallo scuro - al rossastro. Possono essere confusi con specie tossiche e non commestibili per cui si consiglia di prestare molta attenzione e di affidarsi a micologi esperti o al personale specializzato degli enti sanitari competenti!
Bollitura e schiumatura, procedimenti necessari: Il fungo chiodino è commestibile soltanto da cotto, in quanto possiede una tossina velenosa, l’emolisina, che è termolabile, cioè diventa innocua dopo la cottura. Pertanto i chiodini dovranno sottostare a due procedure molto semplici ma essenziali: la bollitura e la schiumatura. Prima di tutto bisogna pulirli, eliminando la parte finale del gambo e la terra con un coltello, poi sciacquarli e/o lasciarli in ammollo in acqua.
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La storia La DelSanto inizia la propria attività nel 1971 a S. Giustina in Colle (a nord della provincia di Padova). E’ una piccola azienda artigiana gestita da Gianni De Cecchi e dal figlio Federico. La qualità e la freschezza degli alimenti hanno poco a che fare con il progresso tecnologico. Ciò che l’innovazione può fare, però è preservare quanto la natura ci dona. È la filosofia con la quale Gianni De Cecchi (nella foto) ha guidato finora la sua DelSanto, specializzata nella lavorazione e conservazione di ortaggi freschi, legumi, frutta e cereali. L’azienda padovana ha fatto della ricerca il vero valore aggiunto della sua produzione, in cui la conservazione gioca un ruolo fondamentale. “Siamo stati i primi a testare una tecnologia adatta a conservare i cibi in modo naturale per molto tempo. La sterilizzazione abbinata alle buste in poliaccoppiato di alluminio permette di conservare a temperatura ambiente alimenti sott’olio o al naturale senza l’uso di conservanti. Il materiale di queste buste migliora notevolmente la qualità e la shelf-life del prodotto, senza l’ausilio di conservanti, amidi, glutammati o additivi chimici. Sono pratiche, flessibili e resistenti agli urti, basti pensare che tutto ciò ha portato la nostra tradizione oltre i confini della terra con la termostabilizzazione dei prodotti per l’astronauta italiana Cristoforetti”.
Una volta fatto questo, si versano nella pentola d’acqua messa a bollire sul fuoco e quando in superficie inizia a formarsi la schiuma, questa va tolta con un mestolo forato. Passati quindici minuti circa, i funghi si possono scolare e sono pronti per essere messi sott’olio o sott’aceto, congelati o buttati in padella, così da soddisfare la voglia di sapori autunnali. Sono molto buoni trifolati, nel risotto, con la pasta, con le scaloppine, con il formaggio grigliato, con le salsicce. Le Proprietà: I funghi sono considerati una buona fonte di sali minerali come il potassio, il fosforo, il rame ed il selenio, tutti indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo. Gli antichi dovevano essere già a conoscenza delle proprietà dei funghi, tanto che in Egitto essi erano ritenuti un cibo particolarmente prelibato e benefico, degno di un faraone. I funghi contengono le proteine lisina e triptofano, le vitamine del gruppo B, sostanze antiossidanti considerate utili per la prevenzione di patologie tumorali e di malattie legate all’invecchiamento. I funghi sono utili nel contrastare le malattie cardiovascolari e per arginare accumuli di colesterolo nelle arterie. Anche i funghi contengono fibre molto importanti per il nostro organismo perché accelerano il transito intestinale. Queste fibre non vengono assorbite ma sono capaci di “assorbire” ed “attirare” verso di esse acqua dall’organismo aumentando di volume le feci e facilitandone la loro espulsione.
Controindicazioni: Oltre alla tossina che viene eliminata con la cottura, si raccomanda di non eccedere con le quantità a causa di diversi fattori che riguardano tutte le specie di funghi, quindi anche quelle commestibili. Infatti i funghi sono abbastanza difficili da digerire e tendono ad assorbire facilmente l’inquinamento atmosferico a causa della loro tipica fibra spugnosa. Così come per altre varietà di funghi, non è adatto alle persone che in passato hanno manifestato allergie ai funghi chiodini oppure alle donne in gravidanza e in allattamento, a causa della possibilità che alcune micromolecole resistenti ai trattamenti eseguiti, possano passare al feto, o nel latte della mamma. Con la giusta attenzione, è un piacere godere delle proprietà dei funghi e del loro sapore!
Oroscopo
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l’
Ariete Lasciate perdere obiettivi ambiziosi in cui non vi riconoscete più: non sarà una sconfitta ma un’evoluzione
Toro Verificate ogni dettaglio e prendete una decisione ricordando che la famiglia è sempre il porto sicuro a cui tornare
Novembre Le giornate si fanno corte e la luce che manca potrebbe pesare sull’umore ma le stelle ci assistono e non ci mancherà la loro luce
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Bilancia Vi basteranno piccoli sacrifici per arrivare alla forma desiderata e al benessere di cui sentite l’esigenza: forza!
Scorpione Siete in sintonia con la natura e vorreste fare di più per chi vi circonda. E’ il momento giusto di provare
Gemelli
Sagittario
E’ tempo di buttare tutto ciò che non serve e far ordine in casa senza dimenticare di sognare ad occhi aperti
Uscite dai vostri percorsi abituali, potreste davvero sorprendervi ma fate attenzione: tenete al riparo i sentimenti
Cancro
Capricorno
E’ in arrivo per voi nuova luce che porterà con sé gioie inaspettate. Vantaggi nelle amicizie e nella vita di coppia
Non mescolate l’amicizia con le questioni economiche. Per il resto regalatevi cose colorate, ne avete un gran bisogno
Leone
Acquario
Prima di voltare pagina dovrete fare i conti con il vostro passato. Il distacco può far male ma è curativo
Dovrete mantenere l’equilibrio tra gli impegni lavorativi e famigliari e le vostre aspirazioni: usate creatività
Vergine
Pesci
Ricordate che ogni difficoltà è meglio affrontarla con un sorriso. Su messaggi poco chiari affidatevi al buon senso
Avrete bisogno di spazio per riflettere, fidatevi di un’amicizia importante e della vostra voglia di imparare
TEMPO DI CAMBIO GOMME DAL 15 NOVEMBRE SCATTA L’OBBLIGO DEI PNEUMATICI INVERNALI
dal 15 Novembre scatta l’obbligo di montare le Gomme Invernali a l l a t u a s i c u r e z z a c i p e n s a S PA N E S I C A R S E R V I C E … Perché usare i pneumatici invernali? SICUREZZA E MASSIMO GRIP RIDUZIONE AQUAPLANING RIDUZIONE DELLO SPAZIO DI FRENATA
Per una guida sicura e per non andare incontro a sanzioni. Maggiore sicurezza su asfalti umidi ed innevati, il grip aumenta perché la gomma ha una mescola specifica che si adatta alle basse temperature. I particolari pregi dei battistrada invernali hanno un alto potere drenante che contrasta il pericolo di aquaplaning. Quando la temperatura inizia a scendere sotto i 7° C, rispetto ai pneumatici estivi, quelli invernali riducono lo spazio di frenata del 10% sul bagnato alle basse temperature e del 20% sulla neve.
La sanzione prevista se si circola senza pneumatici da neve o catene lungo le strade in cui vige l’obbligo, varia dai 39,00 € ai 318,00 € (dipende se si circola dentro o fuori dai centri abitati). E se si subisce un’ulteriore multa per la stessa infrazione verranno addebitati ulteriori 80,00 € e decurtati 3 punti dalla patente. In caso di condizioni meteorologiche molto difficili e avverse le forze dell’ordine possono impedire all’automobilista di proseguire.
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