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camposampierese est giu2019 n94

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Sport p.25

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Salute p.33

GIUGNO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n. 94

Cultura p.24

del Camposampierese Est

on-line: L’Europa resiste, ma deve cambiare Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Dal punto di vista politico, il dato più signifiO C Ccativo H I A L Inon · CèOlaNcrescita T A T T O Ldel O Gfronte IA · O P T O M E T che RIA sovranista,

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CAMPOSAMPIERO

La memoria di Gloria vive

più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizi all’interno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

La carica dei nuovi sindaci, tra conferme e novità A Borgoricco vince il leghista Stefani, a Camposampiero confermata Maccarrone. A Massanzago Scattolin centra il bis. Trebaseleghe, arriva Zoggia

LOREGGIA

Opportunità di tirocinio per giovani MASSANZAGO

Chiude il mercato a km0 dopo un solo anno PIOMBINO DESE

Il maltempo non fermerà più i pattinatori CULTURA

Estate di favole, il teatro dei bambini

I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

L’Europa resiste, ma deve cambiare

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he non sarebbero state elezioni come tutte le altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo davano per probabile, ma senza grandi entusiasmi. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. segue a pag 3

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L’Europa resiste, ma deve cambiare

Zaia: “Nessun rischio per l’ospedale”

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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L’assessore Marcato ha confermato: “Camposampiero è un centro di eccellenza per la regione e rimarrà tale”

’ospedale di Camposampiero non è assolutamente a rischio. Parola del governatore del Veneto, Luca Zaia, e dell’assessore Roberto Marcato, che sulla questione sanità e, in particolare, sul futuro del “Pietro Cosma”, ci hanno messo la faccia in più occasioni anche durante l’ultima campagna elettorale. La prima assicurazione da parte del presidente Zaia è arrivata a Borgoricco, nella frazione di sant’Eufemia, nel corso della presentazione del candidato sindaco della Lega, Alberto Stefani, giovanissimo parlamentare e dallo scorso 26 maggio anche primo cittadino. “Dal dopoguerra a oggi in Veneto sono stati chiusi 40 ospedali - ha ribadito Zaia -. Con il nostro governo non ne chiuderemo nemmeno uno”. Anzi, ha aggiunto, “con il Cto, ossia il Centro traumatologico ortopedico, Camposampiero è punto di riferimento regionale”. A chi obietta i tagli previsti dalle schede regionali, Zaia non si tira indietro e replica: “Se ci sono tagli è perché ci sono stati imposti da normative nazionali. Nessuna volontà di indebolire il presidio del Camposampierese. E tanto meno di spostare reparti da Camposampiero a Cittadella. Se c’è un dato certo oggi in sanità è che la qualità si basa non più o non solo sul numero dei posti letto, bensì sullo sviluppo delle tecnologie e dei servizi. Senza contare la carenza di medici: in Veneto ne mancano più di 1.300”. Per Zaia tutto si gioca, sanità inclusa, dentro la questione dell’autonomia, “una partita non facile, in salita, ricca di turbolenze”, come l’ha definita. Nessun rischio per Camposam-Germana Urbani >direttore@givemotions.it< piero anche per l’assessore Roberto Marcato. “Siamo orgogliosi di he non sarebbero state elezioni come tutte le aver dato al nostro ospedale più servizi, più posti letto, più medici. altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Camposampiero è un centro di eccellenza per la regione e rimarrà Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo tale”, ha assicurato proprio a Camposampiero nel corso di una condavano per probabile, ma senza grandi entusiaferenza stampa indetta insieme con il presidente della Commissiosmi. Nicoletta Masetto ne Sanità Fabrizio Boron. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

L’Europa resiste, ma deve cambiare

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del Camposampierese Est

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Borgoricco, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe per un numero complessivo di 15.839 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019


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Borgoricco

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“Restituisco quanto ricevuto” Il “recordman” Alberto Stefani è stato eletto sindaco di Borgoricco. “Saremo sempre presenti e pronti ad ascoltare. La gente deve sentirsi accolta e protetta”

A

lberto Stefani è una sorta di recordman. In meno di due anni ha bruciato le tappe e con l’elezione a sindaco ha fatto tris: laurea in Giurisprudenza a pieni voti e con lode all’Università di Padova a fine 2017; elezione alla Camera dei Deputati nel 2018; dopo appena un anno, è ora alla guida del suo paese. “Faccio tutto per passione e con grande senso di responsabilità: sono convinto che il mio paese mi abbia dato tanto e, in qualche modo, sono chiamato a restituire quanto ricevuto”, ribadisce Stefani che mantiene subito la parola data. Dopo lo spoglio del lunedì pomeriggio, la proclamazione e il giuramento in una sala consiliare gremitissima (“è stata un’emozione unica sentire l’affetto, il calore, la fiducia intorno da parte di tante, tantissime persone”), il giorno dopo era già a Roma per svolgere il suo compito di parlamentare non a distanza,

quindi è rientrato a a Borgoricco il venerdì. Nel municipio, progettato da Aldo Rossi i cui schizzi originali sono in mostra a Palazzo della Ragione a Padova fino al 28 settembre, il nuovo primo cittadino è arrivato col trolley senza passare da casa. E ha incontrato, ininterrottamente, i cittadini, dalle 8 del mattino alle 8 di sera. Da uomo di legge, che conosce il diritto che fissa le basi della democrazia nella Respublica, la prima frase di Stefani è questa: Il Comune? È la casa di tutti”. Tradotto nel concreto? “Sarà un metodo, uno stile non solo mio, ma di tutta la squadra - afferma Stefani -. Poi si sa che anche lo stile fa la sostanza. Saremo sempre presenti e pronti ad ascoltare. Dentro il “palazzo”, che avrà sempre le porte aperte, e poi nei luoghi, nelle occasioni, nei momenti in cui i cittadini si incontrano. La gente deve sentirsi accolta, protetta, ascoltata”.

Il neo-sindaco Alberto Stefani

Non è un caso, allora, che la prima azione da sindaco, peraltro giovane, sia rivolta a una fascia di cittadini che merita la massima attenzione.”La prima azione, insieme alla mia squadra, sarà l’apertura di uno Sportello anziani – afferma -,

interamente dedicato a queste persone, per dar loro una mano concreta, ad esempio nel disbrigo di pratiche, da quelle burocratiche alle sanitarie”. Sul doppio impegno di parlamentare e sindaco, Stefani ha idee altrettanto chiare. “Non mi sono candidato a sindaco per poi non farlo o farlo a tempo perso. È un impegno, certo, ma si può fare, basta organizzarsi e, soprattutto, la voglia di fare è tanta – sottolinea –. Abbiamo ricevuto tante attestazioni di fiducia da parte della gente che ringraziamo per averci scelto. Non vogliamo deludere le tante attese. Quello che ci hanno

riconosciuto è anche uno stile diretto, chiaro, senza polemiche assunto anche in campagna elettorale. Vorremmo mantenerlo, a cominciare dal rapporto con le opposizioni per una collaborazione che fa bene a tutti. Non sono peraltro l’unico. A Roma ci starò tre giorni; quindi a Borgoricco, con la mia gente, dal venerdì al lunedì. Apriremo anche la domenica, non è uno spot elettorale, ma una realtà. Lo faremo compatibilmente con la disponibilità degli uffici e delle persone che ci lavorano che abbiamo già incontrato”. Nicoletta Masetto

Sconfitti: “Opposizione non aprioristica”

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on siamo stati riconfermati: è stata una sconfitta, ma bisogna guardare avanti e rialzarsi. Soprattutto per fare in modo che le opere avviate, i progetti Marco Bragagnolo e Giuliano Caccin anche definitivi, i contributi portati a casa non vadano perduti”. Incassa il colpo, in maniera “sportiva”, Marco Bragagnolo, diretto sfidante di Alberto Stefani ed espressione, con la sua lista, dell’amministrazione uscente. “Speravamo in un riconoscimento di quanto fatto finora così da proseguire nel segno della continuità. Per me questa è, comunque, un’occasione per riflettere su quanto accaduto e per impegnarmi, dai banchi dell’opposizione stavolta, per il bene del paese. Ho già incontrato Alberto, ho condiviso molte delle sue idee. La mia sarà un’opposizione punto su punto, non sarà un “no” per partito preso come è stato, in parte e tra l’altro non da parte di Stefani, negli ultimi tempi. Prima viene il paese che è di tutti, al di là di maggioranza e opposizioni”. “Borgoricco ha avuto risultati elettorali in linea con l’andamento nazionale” commenta Giuliano Caccin candidato sindaco di “Borgoricco Viva!”. “Il consenso ottenuto dalla lista del neosindaco è stata frutto di una compagine valida, ma favorito anche dalla spinta della politica della Lega, in un contesto dove lo “spirito del tempo” spesso rende vana ogni resistenza individuale e organizzata”. Caccin non nasconde un certo rammarico per un risultato “non soddisfacente”, “ma dobbiamo considerare che ci siamo presentati a due mesi delle elezioni. Per avere visibilità bisogna fare notizia molto prima della campagna elettorale con iniziative, incontri e spazio sui media locali. Tutte cose che abbiamo fatto, ma con tempi ridotti ai minimi termini. Tuttavia tengo a sottolineare che il nostro obiettivo era anche quello di porre le basi di un movimento civile con basi solide e indipendenti, un laboratorio di idee e progetti per stimolare il confronto per migliorare il nostro comune e pronto per affrontare le sfide future. Abbiamo sicuramente apprezzato il consenso raccolto, frutto della fiducia che la gente ha riposto su di noi e a cui va il nostro ringraziamento. Per i prossimi cinque anni resteremo all’opposizione valutando di volta in volta quanto l’amministrazione proporrà, appoggiando quanto in linea con il nostro programma”. (Ni.Ma.)


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Borgoricco

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Amministrative Giuseppe Cagnin e Maria Chiara Franchin tra i più votati

Ecco il nuovo consiglio comunale Record di preferenze per Pedron Q

uesta la composizione del nuovo consiglio comunale, decretata dal voto dello scorso 26 maggio, che guiderà Borgoricco nei prossimi cinque anni. Tra i banchi della maggioranza, che fa capo alla lista del sindaco Alberto Stefani, siedono Gianluca Pedron, Maria Chiara Franchin, Riccardo Michelazzo, Giulio Ruffato, Silvia Vecchiato, Piergiorgio Tomasin, Gianmarco Silvestri, Samuele Peron. Tra i banchi della minoranza: Marco Bragagnolo, Giovanna Novello, Giuseppe Cagnin per la lista “Insieme per Borgoricco” e Giuliano Caccin, candidato a sindaco di “Borgoricco Viva”. Svetta per numero di preferenze Gianluca Pedron, ricevute Gianluca Pedron, della lista del sindaco Stefani, con ben passione, in questa avventura. La 341 preferenze, seguito da Giu- gente ha capito e ci ha premiaseppe Cagnin, con 301 voti fini- to ed è ai cittadini che va il mio to alla ribalta delle cronache per grande grazie per le tantissime una campagna elettorale senza preferenze”. risparmio di colpi e… “omaggi” Gianluca Pedron ha una lauai cittadini. rea triennale in Ingegneria civile Seguono con alconseguita all’Unitrettanto ottimi ridi Padova. Sono stati 341 versità sultati: con ben 300 “Ora sono impei voti ottenuti voti, distanziata da gnato nella laurea un solo voto da Camagistrale, mi dal più votato gnin, Maria Chiara mancano tre esami. nella lista Franchin, ben 300 Ci sto dando sotto preferenze, della del neo sindaco per poi poter dedilista del sindaco carmi al massimo, a Alberto Stefani livello amministraStefani, come Riccardo Michelazzo, tivo”. 287 voti, e Giulio Ruffato, 279. Il Pedron è vice presidente sindaco uscente Giovanna No- dell’associazione San Leonardo, vello racimola, alla fine, 268 voti. che organizza la Sagra del Pomo“È una grande soddisfazione per- doro e BorgoRock. Ma è anche sonale ma, prima di tutto, del- maestro di karate in una società la squadra di cui faccio parte – storica del Veneto e di questa dispiega Pedron - io ho corso per sciplina è stato campione venela squadra insieme alla squadra. to: ha vinto anche un bronzo ai In questi mesi abbiamo lasciato campionati universitari ed è stada parte tutto, studio, impegni, to convocato diverse volte con la amici, famiglia, e ci siamo butNazionale. tati a capofitto, con dedizione e Nicoletta Masetto

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La scuola media “Giuseppe Ungaretti” rinnovata: più spazi per le attività degli studenti

I

naugurato, qualche settimana fa, l’atteso ampliamento della scuola media “Giuseppe Ungaretti” di Borgoricco oggi rinnovata. Due i momenti chiave: la presentazione dei locali della scuola media dopo l’ampliamento con la serra bioclimatica intitolata al professor Bruno Pegorin; a seguire, la cerimonia di intitolazione della piazzetta di fronte al teatro proprio a Pegorin, scomparso di recente. Presenti le autorità, il preside Pierpaolo Zampieri, i ragazzi e le ragazze della scuola media, docenti e personale della scuola e molte famiglie. L’intervento ha visto la ristrutturazione della scuola secondaria di I° grado del capoluogo che ha visto un’espansione in ampliamento della struttura scolastica relativa al corpo attività didattiche,

attività collettive, spazi amministrativi, tramite la demolizione e ricostruzione dei locali esistenti al piano terra per fornire maggiori spazi e adeguata qualità distributiva al comparto “didattica/segreteria”. Realizzata, inoltre, la sopraelevazione nella parte centrale del fabbricato esistente per ricavare nuovi spazi destinati alle attività didattiche, collettive e complementari (3 aule e n laboratori) nonché per ricavare una serra bioclimatica per contribuire al riscaldamento nei mesi invernali. L’intera struttura in ampliamento e sopraelevazione è stata costruita completamente con sistema di prefabbricazione in legno. L’importo totale dei lavori è stato di 1 milione Ni.Ma. 570 mila euro.

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Camposampiero

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La memoria di Gloria e Marco vive Il liceo artistico Modigliani, che ha frequentato prima di iscriversi allo Iuav, ha inaugurato un’aula proprio ai due giovani. Nata anche una borsa di studio da Londra

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’è una grande eredità, espressa in varie forme e contenuti, che Gloria Trevisan, di Camposampiero, e il suo fidanzato, Marco Gottardi, di San Stino di Livenza, morti nel rogo della Grenfell Tower a Londra il 14 giugno 2017, continuano a restituire, a due anni di distanza da quel giorno, ai famigliari, agli amici, a chi ha lavorato con loro o li ha semplicemente conosciuti. Ci sono le parole di Gloria. Le ultime, affidate come una sorta di testamento alla madre, mentre fuoco e fumo stanno divorando il grattacielo fino al 24esimo piano, dove abitano i due giovani. Mamma Emanuela non ama parlare, lo fa in rarissime occasioni. “Sono minuti che tengo incollati dentro al cuore in ogni loro battito, in ogni singolo respiro – racconta –. Ricordo ogni parola: sono il grande, ultimo dono che Gloria ci ha lasciato, insieme a tante soddisfazioni e al bene per Marco, per la famiglia e gli amici, che è riuscita a restituirci fino alla

Gloria e Marco

fine, quando con la voce ormai flebile, mi ha salutato perché non voleva che la sentissi morire”. E poi, le parole che mamma Emanuela ha voluto restituire, pochi giorni fa, nella scuola frequentata dalla figlia, il liceo artistico Modigliani, prima di iscriversi allo Iuav. Con il marito Loris, e con genitori di Marco, Giannino e Daniela, ha partecipato all’inaugurazione di un’aula che il liceo ha intitolato proprio ai due giovani. Ci sono le parole dei genitori di Marco. Affidate a una fiaba, arrivata fino a Londra, sui banchi di alcune scuole italiane e persino ai bambini della famiglia Reale. E poi alla Fondazione Grenfell Love, che promuove iniziative ed azioni benefiche per continuare a tenere in vita i valori in cui credevano i due giovani. E ancora, le parole di Peregrine Bryant, l’architetto che aveva assunto Gloria. Subito dopo al scomparsa, con il suo studio ha promosso un Premio (/www.pe-

regrine-bryant.co.uk/gem-award) dedicato ai due giovani: “GeM Award” ogni anno assegna una borsa di studio a uno studente italiano di Architettura. “Gloria è stata con noi solo per poco tempo, ma anche in quel tempo breve ha mostrato il suo talento e ciò che avrebbe potuto fare”, ha detto Bryant poche settimane fa, a Villa Saraceno a Vicenza, nel conferire la seconda borsa di studio a Federica Martinelli. E ancora, le parole con cui lo Iuav, dove entrambi si

sono laureati a pieni voti, ha consegnato, a pochi giorni dalla morte e proprio grazie alla Fondazione Grenfell Love, una borsa di studio che, a distanza di due anni, è triplicata: ben tre nel corso dell’anno accademico, una per sessione. Quindi, le parole silenziose della cerimonia che anche quest’anno, a Londra, hanno accompagnato il ricordo di Marco e Gloria e delle altre vittime del rogo. Infine, le parole affidate da Gloria a un disegno. È una quercia, di-

pinta a mano libera. sulla parete di un locale pubblico. Un murales che ora papà Loris custodisce in casa. “Aveva disegnato questo grande albero tutto a mano. Poi l’ha colorato di bianco, particolare dopo l’altro, con cura e minuziosità – ricorda il papà –. Un’attenzione ai dettagli, alle piccole cose, ai gesti semplici che le erano propri nello studio come nel lavoro, nelle amicizie come nell’amore per la famiglia e per Marco. Quell’opera e quelle parole raccontano, da sole, chi era mia figlia». Così ha scritto Gloria ai piedi del solido albero. “La quercia fu, un tempo, una ghianda. Se mai disperi di poter conseguire il successo nella vita a causa dei tuoi modesti inizi ricordati che anche la quercia - quell’albero grande e forte cominciò all’inizio come una piccola ghianda giacente al suolo”. Ni.Ma.

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La riconferma Katia Maccarrone

Il sindaco riconfermato Katia Maccarrone

“Premiata la nostra concretezza” “U

n po’ di paura c’era, inutile nasconderlo. Soprattutto appena ho visto i risultati delle europee che hanno trascinato la Lega a essere primo partito anche a Camposampiero. Allo stesso tempo, però, altrettanto sicura, in cuor mio, che la gente, i nostri cittadini avrebbero premiato quanto fatto, la nostra concretezza e progettualità, il puntare dritto agli obiettivi. Abbiamo incontrato tante persone, in tanti ci hanno espresso sostegno. Avevamo un preciso “polso” della situazione che non è stato smentito”. Questo il commento del sindaco Katia Maccarone che, con questo mandato 2019-2024, fa il bis alla guida di Camposampiero. Una rielezione tutt’altro che

scontata, ma che le urne, alle fine, hanno premiato con ben 3.670 voti, pari al 57,58% delle preferenze e 11 seggi. Una conferma importante e significativa per una compagine di espressione civica ma marcatamente di centrosinistra, alla quale il neosindaco, 57 anni, insegnante, due figlie Francesca e Chiara, ha risposto subito risposto anche sui social con un ringraziamento a tutti cittadini, anche a chi non l’ha votata. Sul profilo personale Facebook, il primo cittadino ha poi voluto esprimere un altro “grazie”, pubblicando la foto del marito (Pino Marconato, storico scout), scomparso cinque anni fa, appena poche settimane dopo la prima elezione di Maccarone a sindaco. “Non amo parlarne, ma

Riconfermata il sindaco uscente per il secondo mandato. I ringraziamenti a tutti i cittadini che le hanno permesso di continuare questa esperienza

tutto è partito da lui: la passione politica, il mettermi in gioco e la decisione di scendere in campo e impegnarmi per la mia città. Nel 2014 mi ha dato una mano, mi è stato accanto anche dal suo letto d’ospedale. Oggi credo abbia fatto altrettanto, dall’alto. Il mio primo grazie va a lui”. Tante le attestazioni di stima ricevute. “La gente ha riconosciuto quanto fatto in cinque anni per rimettere in moto Camposampiero. Questo

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spirito rimane anche per il futuro. Non ci fermeremo, lo faremo con uno stile sempre improntato alla concretezza”. Qualche idea per il futuro? “Vorremmo puntare su un progetto complessivo che “metta al centro, il centro”, non solo dal punto di via urbanistico, ma anche con iniziative per valorizzarne le grandi potenzialità. Un’attenzione particolare sarà poi rivolta ai giovani che ho visto molto partecipi e pronti a impegnarsi in maniera fattiva. Ci siamo già messi al lavoro per ottenere i contributi del Distretto del commercio, per velocizzare i lavori dell’ex liceo e quelli del campo da rugby e la nuova rotatoria”. Di sicuro, un’attenzione è già stata rivolta alle donne: nel nuovo consiglio sono la maggioranza, ben nove, sindaco incluso, rispetto a otto. Nicoletta Masetto

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PROFESSIONALITÀ, EFFICIENZA e OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI • Servizi personalizzati, semplificazione nella gestione del personale e riduzione dei costi: sono i cardini su cui si fonda il nostro servizio. • L’elaborazione delle buste paga di un’azienda è una delle voci che maggiormente può incidere nella gestione delle risorse umane. Allo stesso tempo, è una disciplina in continuo cambiamento, la cui complessità è data da tutte le norme che regolano la materia di diritto del lavoro e che per questo necessita di un aggiornamento costante. • Lo Studio è particolarmente attrezzato nel Settore Agricolo, un settore che richiede una conoscenza approfondita viste le peculiarità che lo differenziano rispetto a tutti gli altri settori, quali ad esempio le norme in materia di lavoro e sicurezza, la contrattazione collettiva e provinciale, le diverse prestazioni a sostegno del reddito. • Impresa 2000 S.r.l., oltre ai tradizionali servizi, offre attività quali, la gestione dei rapporti di lavoro dal momento della loro costituzione alla loro estinzione, ivi compresa l’assistenza in sede ispettiva e di contenzioso ecc., consulenza, nonchè interventi richiesti di volta in volta per la soluzione di particolari problemi o per l’adempimento a specifici obblighi imposti dalla legge.

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Camposampiero

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“Orgoglioso del nostro gruppo” Gumiero ha ottenuto il 42 per cento delle preferenze. “Per prima cosa chiederò l’installazione di videoriprese durante i consigli comunali, vigileremo sull’operato dell’amministrazione”

“L

a mia prima richiesta come consigliere di opposizione? Le videoriprese in consiglio comunale. In questo modo tutti potranno seguire, anche da casa in diretta streaming, cosa avviene dentro il palazzo. È giusto che più gente possibile sappia, finalmente, cosa avviene nei luoghi in cui si decide. In molti sono arrivati alle urne senza aver mai partecipato a una seduta di consiglio, ignari della vita amministrativa del paese”. Ha le idee chiare Andrea Gumiero, il candidato a sindaco della “Civica per Camposampiero”, uscito sconfitto dalla tornata elettorale dello scorso 26 maggio con 2704 voti portati a casa. “Non sono pochi, anzi. Rappresentano un bel capitale per una minoranza che è chiamata a farsi sentire e valere. Il 42,42%, del resto, è una fetta cospicua di preferenze. Vigileremo

Andrea Gumiero

sull’operato dell’amministrazione anche con l’esperienza acquisita da molti di noi negli anni passati. Sonia Dittadi, Ivan Pontarollo e io, abbiamo alle spalle almeno una decina d’anni “sul campo” che non sono certo da buttare. Conoscendo la macchina amministrativa ci consentiranno di essere vigili e attenti a tutto ciò che viene fatto o non viene fatto. Lo dobbiamo a quanti hanno creduto nel nostro progetto. Le opere che il sindaco Maccarone ha in cantiere sono le stesse nelle quali abbiamo sempre creduto. Ciò che, però, fa la differenza tra noi e loro è il metodo. Noi abbiamo la pretesa che ogni singola sia realmente partecipata, vale a dire condivisa e discussa in consiglio e con i cittadini. Noi lavoreremo perché questo metodo diventi la regola e non l’’eccezione”. Per quanto riguarda il risultato elettorale, aggiunge Gumie-

ro, “abbiamo fatto il massimo di quello che potevamo fare in così poco tempo. Sono orgoglioso del nostro gruppo, di quanti ci hanno dato una mano a presentarci con una proposta credibile e seria in appena quindici giorni. Mi sono subito con-

gratulato con Katia che è il mio sindaco. Sono chiamato, però, a rispondere con la mia squadra, prima di tutto, alle tante persone che continuano a sostenerci ben oltre i risultati elettorali”. . Nicoletta Masetto

“Sotto il sole dei libri” per un’estate di letture

C

osa leggere sotto l’ombrellone oppure a casa durante le vacanze estive? Per bambini e ragazzi ci pensa “Sotto il sole dei libri”, iniziativa promossa dalla rete Bibliotecaria dell’Alta Padovana est che propone una serie di titoli che hanno il privilegio di accompagnare nella lettura incuriosendo, divertendo e liberando la fantasia. La proposta per ragazzi della scuola secondaria di primo grado è stata curata da Natalia De Lorenzo, docente del corso di perfezionamento dell’Università di Padova, letteratura per l’infanzia, illustrazione, editoria: per una pedagogia della lettura 16-18 anni. La selezione propone libri speciali fatti consultando altre bibliografie, le recensioni sui libri di settore (Andersen ecc.) le citazioni che provengono dai siti specializzati ma anche consultando, come spiega la stessa curatrice, chi ha a che fare tutti i giorni con i ragazzi e i loro gusti in fatto di libri, vale a dire Donata Riccitiello, bibliotecaria a Camposampiero e prima a Santa Giustina in Colle, e Selena Perotto, bibliotecaria a Santa Giustina in Colle. Tutti i libri sono presenti nella Rete bibliotecaria. Sono stati divisi in 7 macroaree, sulla base di temi come: Parole scappate: storie che sembrano tristi; Il cuore oltre l’ostacolo: storie di scelte coraggiose; La forma dell’acqua: storie di amore&dintorni; Piccoli doni: storie di incontri, amicizie e crescita; Master&Commander: storie di avventure ed eroi; Trono di spade: a tutto fantasy; Riverdale: storie di misteri, delitti e intrighi. Le proposte sono consultabili sui siti dei vari Comuni, sui siti delle biblioteche di Biblioape Alta padovana est Rete 5. (C.R.)

Tutti i nomi dei nuovi consiglieri Questa la composizione del nuovo consiglio comunale di Camposampiero Sui banchi della maggioranza, espressione della lista “Più la città che Vive” del sindaco Maccarrone, siedono: Luca Masetto, Angelo Giacomazzi, Moira Simeonato,

Carlo Gonzo, Rosella Guin, Lorenza Maria Baggio, Antonella Munaro, Attilio Marzaro, Eleonora Visentin, Leonardo Pallaro, Andrea Valentini. Tra le fila della minoranza, espressione dell’altra, e unica, lista candidatasi alle elezioni del 26 maggio, cinque consiglieri. Si tratta di Andrea Gumiero, Ivan Pontarollo, Sonia Dittadi, Paola Furlan, Emanuela Zorzi. Boom di preferenze per il segretario del Carroccio, nella

lista “Civica per Camposampiero”, Ivan Pontarollo, segretario della locale sezione del Carroccio Pontarollo, che a Camposampiero – insieme con Sonia Dittadiha portato tutti i big della Lega, si porta a casa un successo personale grazie a 315 preferenze. A seguire Dittadi, leghista della prima ora, con ben 303 preferenze. Nella lista del sindaco Maccarrone ottimo riconoscimento per Luca Masetto, assessore uscente, il più votato con 296 voti, subito seguito a ruota da Angelo Giacomazzi, medico chirurgo senologo e da pochi mesi in pensione, in prima linea nelle battaglie a difesa dell’ospedale di Camposampiero. Ni.Ma.


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Loreggia

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Formazione Giovani e aziende

Opportunità di lavoro con i tirocini in azienda Ci sono anche giovani loreggiani coinvolti nel progetto “Da un sapere passato ad un sapere per il futuro” Con loro altri coetanei di altri Comuni dell’Alta padovana che hanno partecipato ad un progetto che ha come obiettivo la formazione al lavoro, con programmi di stage e tirocini in azienda, per favorire l’approccio da parte dei giovani con il mondo occupazionale. Oltre a Loreggia sono stati coinvolti anche i giovani dei Comuni di Massanzago, San Giorgio delle Pertiche, Vigodarzere, Vigonza, Campo San Martino, Campodoro, Carmignano di Brenta, Curtarolo, Fontaniva,

come spiegano Rete per il Lavoro e Comuni, è stato favorire “l’occupabilità giovanile attraverso percorsi formativi costruiti sulla base delle caratteristiche e dei bisogni dei partecipanti”. Il lavoro visto per-

tanto sotto l’ottica di occasione di indipendenza, responsabilità personale e libertà oltre che come emancipazione dalla famiglia d’origine. “Investire su questa fase – affermano i promotori - significa investire non

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solo sull’aspetto materiale della vita autonoma dei giovani, ma anche e soprattutto sul livello personale, affettivo ed esistenziale”. Nicoletta Masetto

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Ottimi risultati per il progetto finanziato dalla Regione Sono 43 i ragazzi che hanno partecipato al progetto voluto da 14 Comuni. I giovani hanno ampliato le proprie competenze attraverso formazione di gruppo, tirocinio, quindi anche coaching e orientamento individuali, avvicinandosi, poi, alle professioni tipiche del tessuto imprenditoriale del territorio. Il risultato è stato positivo:più del 50 per cento di giovani disoccupati o inoccupati ha trovato una chance lavorativa. A ottenere il titolo, infatti, 23 ragazzi su 43 che già lavorano o stanno svolgendo un’esperienza in azienda. Il progetto è stato realiz-

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“ZERO PENSIERI” Gazzo, San Giorgio in Bosco, San Pietro in Gù e Tombolo. Comune capofila: Cittadella. A sostenere il percorso dei ragazzi, ci hanno pensato tecnici e amministratori dei Comuni partner. È stata attivata una rete con i servizi territoriali, sia pubblici che privati, per riuscire a supportare i bisogni, personali, famigliari e lavorativi, che emergono da alcuni “vissuti” particolari di questi giovani. Obiettivo dell’esperienza,

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zato insieme con Usl 6 e Comitato della Conferenza dei sindaci dell’Alta. Oltre 62 mila euro sono stati finanziati dalla Regione; 33 mila dai Comuni, 14 mila dal Fondo straordinario di Solidarietà per il lavoro promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e 12 mila euro dalle aziende che hanno aderito. (Ni.Ma.)


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Loreggia

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Insegnanti per un giorno: i vigili spiegano la sicurezza agli studenti Il progetto “Oltre la strada, dai segnali alla legalità” per la sicurezza stradale, si è concluso con la prova pratica nel tratto ciclopedonale attrezzato di Loreggia

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rima hanno affrontato il percorso a piedi e poi, sempre attraverso lo stesso tracciato, in bicicletta. Tutti in pista per imparare “sul campo” l’abc della sicurezza stradale. È accaduto sulla pista ciclopedonale di Loreggia. Protagonisti 170 alunni e alunne delle scuole elementari di Borgoricco e di Villanova di Camposampiero impegnati in varie prove pratiche di educazione stradale. Insegnanti per un giorno sono stati i vigili della Federazione dei Comuni del Camposampierese. L’iniziativa fa parte del progetto “Oltre la strada dai segnali alla legalità” che, per l’anno scolastico 2018/2019, si è concluso proprio con questo momento pratico. A concretizzarlo, attraverso lezioni in classe, momenti di approfondimento e prove durante tutto l’anno, gli agenti della polizia locale, guidati da Walter Marcato. A conclusione delle prove gli scolari sono stati nominati “ausiliari di polizia locale”, visto il loro impegno affinché i fratelli più grandi, i nonni e i genitori usino sempre la cintura di sicurezza, mettendo, ad esempio, da parte il cellulare quando sono alla guida. Il progetto ha coinvolto le scuole di istruzione primaria degli 11 Comuni della Federazione. Nel corso del 2018/2019 sono stati 4.278 gli alunni partecipanti. Obiettivo: far conoscere ai piccoli le regole della strada e perché si devono rispettare. Le prove pratiche, a piedi e in bici, si sono svolte non a caso a Loreggia dove si trova una pista ciclopedonale appositamente attrezzata con cartelli e percorsi segnalati. I vigili hanno spiegato il loro lavoro illustrando, nel dettaglio, strumenti e attrezzature usate nell’esercizio dell’attività di pubblica sicurezza. Gettonatissime in fatto di curiosità da parte dei bambini la stazione mobile per le moto degli agenti e le manette usate per arrestare gli autori di gravi reati. “Chi è il cattivo da ammanettare?”, hanno domandato,

scherzando, i vigili agli alunni. La risposta corale è stata: “La maestra. Perché? Ci dà sempre troppi compiti”. Finite le prove i vigili hanno regalato a tutti i bambini un giubbetto catarifrangente con la raccomandazione di usarlo sempre.

Alcuni momenti del progetto

Nicoletta Masetto

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Al passo con la tecnologia Proseguirà fino al 5 luglio il corso di informatica livello base promosso da associazione BarsantiLab in collaborazione con il Comune di Loreggia. Si tratta di un corso gratuito, aperto a tutti coloro che vogliono conoscere le tecnologie che stanno cambiando la nostra vita quotidiana. Questo il programma: introduzione all’uso del com-

puter, sistema operativo Windows 10, operazioni con file e cartelle, elaborazione di testi con Writer, internet e acquisti online, cenni di sicurezza informatica. Questa la sede: centro di accesso pubblico ad internet p3@Loreggia, presso la scuola media Canova in via Palladio. Sette le lezioni in calendario, ogni venerdì. La quota di partecipazione è gratuita. Info e contatti Whatsapp 3665011377 affari. generali@comune.loreggia. pd.it;tel.0499304110. Ni.Ma.


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Massanzago

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Stefano Scattolin centra il bis Il sindaco uscente è stato riconfermato per il secondo mandato con il 62,30% dei voti. “Credo che la gente abbia voluto riconoscere quanto fatto in questi anni, a volte senza tanto clamore”

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tefano Scattolin fa il bis. La sua civica “Scattolin Sindaco” porta a casa 2014 voti, vale a dire il 62,30 per cento dei voti contro il 37,70 per cento (1.219) dell’unico e diretto sfidante, Filippo Bovo, a capo di una civica sostenuta dal Carroccio di cui è militante. “La verità? È stata una vittoria inattesa – afferma Scattolin –. Certo, ognuno di noi spera sempre di farcela, di riuscire a spuntarla. Ma, in tutta onestà, per questa competizione, visti i risultati raggiunti dalla Lega alle elezioni europee anche a Massanzago, ho temuto di non farcela. Invece, la gente ha dimostrato di saper distinguere, facendo le proprie valutazioni e premiandoci”. Stefano Scattolin, docente alle scuole medie, fa un’analisi del voto. “Credo che la gente abbia voluto riconoscere quanto fatto in questi anni, a volte senza tanto clamore, ma con grande ope-

ratività e altrettanta attenzione nell’ascoltare le istanze di tutti. Non è stata una campagna facile, ma abbiamo cercato di mantenere sempre uno stile improntato alla massima correttezza. Una percentuale così alta, lo ripeto, è una bella soddisfazione e l’impegno che ne consegue è ancor più importante. L’emozione provata è stata molto più grande rispetto alla precedente elezione anche perché sento forte, con tutta la squadra, la fiducia riposta dai miei cittadini. È una responsabilità alta quella che ci attende”. Tra i progetti che Scattolin, insieme con la giunta e il gruppo vincente, sta già mettendo in cantiere c’è il collegamento, in sicurezza e attraverso piste ciclabili, di Massanzago con Noale (Venezia) e Camposampiero lungo la sp 31. “Purtroppo continuano a verificarsi incidenti, come amministrazione abbiamo l’obbligo di mettere in sicurezza la strada e pensare all’incolumi-

Stefano Scattolin e la sua squadra

tà dei nostri cittadini e di quanti percorrono tale arteria che ha visto una crescita esponenziale del traffico negli ultimi anni”. Ci sono poi altri importanti progetti per Sandono e Zeminiana. Passata l’estate, Scattolin sarà

sindaco full time. “Ho fatto domanda, se sarà accolta andrò in pensione dal primo settembre così da poter fare il sindaco a tempo pieno”. Nicoletta Masetto

Bovo deluso: “D’ora in poi una puntuale opposizione” Secondo l’ex candidato leghista la sconfitta sarebbe dovuta ai voti arrivati a Scattolin da vecchi accordi

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on nasconde la delusione Filippo Bovo, leghista, il candidato a sindaco della lista Nuovo legame Bovo sindaco. “Il risultato delle elezioni comunali è stato determinato da accordi che il confermato sindaco Stefano Scattolin ha fatto con due persone della minoranza di centrodestra alle precedenti elezioni – sottolinea Filippo Bovo -. Persone che sono, quindi, traghettate nell’attuale maggioranza. Non è un caso che saranno i prossimi assessori in giunta. Altre due esponenti della minoranza che sedeva tra i banchi del precedente consiglio, sono invece rimasti fuori dai giochi. Nella nostra squadra c’erano alcune persone poco conosciute e la gente non ha voluto cambiare”. Nonostante l’amarezza e i quasi mille voti di scarto con Scattolin, Bovo annuncia un’opposizione serrata. “Molti dei nostri elettori ci hanno chiesto di portare avanti il nostro progetto – prosegue Bovo - attraverso un’ opposizione costruttiva e attenta al rispetto delle regole. I punti del nostro progetto, che continuerò a portare avanti anche dai banchi dell’opposizione, riguardano la sicurezza, i nodi della viabilità da risolvere, interventi per la scuola per il trasporto scolastico, i buoni mensa, orari flessibili Ni.Ma. e più servizi dalla parte del cittadino” ha concluso.

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Massanzago .

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Nuova composizione per il consiglio Sabrina Schiavon è stata la candidata consigliere più votata: “A servizio delle persone, delle famiglie e dei giovani che sono il nostro futuro”. Della lista sconfitta incetta di voti per Luca Barban

L

a civica “Scattolin Sindaco” ha vinto, confermando Stefano Scattolin primo cittadino di Massanzago, con 2.014 voti pari al 62,89 per cento e otto seggi; la lista “Nuovo Legame Bovo sindaco”, capeggiata da Filippo Bovo, militante della Lega, ed espressione di varie realtà civiche comunali, ha portato a casa 1.219 voti pari al 37,70 per cento, quattro i seggi conquistati. Il record delle preferenze lo conquista Sabrina Schiavon della lista civica di Scattolin con 406 preferenze. Quarantanove anni, laureata in Farmacia e farmacista, Schiavon faceva parte della giunta uscente in qualità di vicesindaco con deleghe al Sociale. In campagna elettorale aveva già anticipato quelli che sono oggi, da eletta, i suoi impegni: “Vorrei mettermi al servizio delle persone, delle famiglie e dei giovani, che sono il nostro futuro: per la tutela dei minori nell’ottica di una necessaria

Sabrina Schiavon

prevenzione a forme di disagio e dipendenza presenti anche nella nostra realtà attraverso progetti in collaborazione con l’Aulss, la scuola e le varie associazioni di volontariato interessate; per la crescita e sviluppo di un paese a dimensione umana, attraverso l’ascolto delle opinioni dei cittadini, nel rispetto

dei valori e nella promozione delle tradizioni della nostra comunità”. Gli altri candidati più votati sono stati, a seguire, sempre nella lista del sindaco Scattolin: Franco Campello con 225 voti, Alfio gallo con 178, Domenico Mandurino con 139. Il più votato della lista di Fi-

lippo Bovo è Luca Barban con 135 voti, seguito da Sabrina Cervesato con 119, quindi con 118 Marco Barin della lista Scattolin. In consiglio comunale sideranno per il quinquennio 2019-20124 per la maggioranza: Sabrina Scghiavon, Franco Campello, Alfio Gallo, Dome-

nico Mandurino, Marco Barin, Laura Crema, Emanuele Agostini e Antonella Fort. Per la minoranza: oltre a Filippo Bovo, Luca Barban, Sabrina Cervesato e Ottorino Dallan, quest’ultimo assessore nella giunta Scattolin e dimessosi pochi mesi fa in aperto dissenso. Nicoletta Masetto

Chiude dopo appena un anno il mercato a km0 All’inizio i banchi erano una decina, poi si sono ridotti a tre: solo verdura, fiori e carne fino alla chiusura

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ignori si chiude. L’avventura del mercato a km 0 è durata la bellezza di un anno, anzi esattamente 370 giorni. Inaugurato l’11 aprile 2018, il mercato organizzato da Coldiretti e fortemente voluto dall’assessore uscente Jessica Costa, ha chiuso i battenti. Sul sito del Comune, e in bacheca di Villa Baglioni, sede municipale, è stato affisso l’avviso: “Si comunica che, con deliberazione della giunta comunale n. 39 del 16 aprile 2019, è stato preso atto del recesso del “gestore” del mercato; da tale data il mercato è sospeso”. All’inizio i banchi erano una decina; poi si sono ridotti a tre. Così come l’affluenza è andata via via scemando. Pur di farlo sopravvivere, l’ex assessore ha cercato di coinvolgere altre associazioni di categoria, ma nessuna di quelle interpellate si è detta disponibile a ereditarne la gestione. A resistere fino alla fine i banchi di fiori, carne e verdure. Non è decollata nemmeno la merenda a km 0 pensata per le scuole. Grande il rammarico dell’assessore uscente che ha cercato, insieme all’ufficio ragioneria, di esperire tutte le strade possibili, purtroppo senza risultato. La buona volontà, visto l’epilogo, non Ni.Ma. è bastata.


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DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.

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Piombino . Dese

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Pista di pattinaggio Copertura in arrivo

Ora il maltempo non fermerà più gli amanti del pattinaggio Proseguono a tappe forzate i lavori di copertura della pista di pattinaggio, impianto che si trova presso il centro sportivo

no e a qualsiasi ora del giorno”. La giunta comunale, guidata dal sindaco Cesare Mason, sta ora valutando i preventivi per la futura realizzazione dell’impianto di riscaldamento. Per questo lavoro, è stata realizzata la sola predispo-

sizione. Avendo a disposizione, poi, anche quest’ultimo servizio, conclude l’assessore Benozzi, sarà di sicuro possibile ampliare ulteriormente la fruibilità della pista. Con questa importante nuo-

Dopo aver risolto una serie di intoppi, alquanto complicati, legati alla definizione della pratica amministrativa, sono stati subito realizzati i lavori necessari per la costruzione del basamento di ancoraggio. Fino ad arrivare all’oggi: più precisamente, in queste settimane l’impresa incaricata sta montando l’intelaiatura della copertura, vale a dire il vero e proprio scheletro dell’intera struttura. I lavori hanno subito un ulteriore, e imprevedibile, ritardo determinato purtroppo dalle eccezionali condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato sia il mese di aprile sia quello di maggio.

va opera, si va decisamente ad ampliare l’offerta sportiva, già considerevole, che il Comune di Piombino Dese offre ai suoi cittadini, sportivi e non a partire da semplici appassionati di un sano Nicoletta Masetto movimento.

Quest’estate torna a sentire i suoni del mare ad un piccolo prezzo.

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La sfilata delle istituzioni per la cerimonia del 2 giugno Grandissima partecipazione, lo scorso 2 giugno, in piazza e nelle vie del centro di Piombino Dese, per la solenne cerimonia della Festa della Repubblica organizzata dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese attualmente presieduta proprio dal sindaco di Piombino Dese, Cesare Mason. Tutti i sindaci, o i loro delegati, degli undici Comuni hanno presenziato alla cerimonia ufficiale. Successo anche per le sfilate di alcuni corpi dell’Esercito italiano. Presenti, infatti, i carabinieri, la guardia di finanza, la

polizia locale, le associazioni combattentistiche e d’arma, la Protezione civile e diverse associazioni del territorio. E ancora genio guastatori, aeronautica, genio trasmissioni electronic war, lagunari. Al termine dell’evento è stata aperta al pubblico una mostra storica delle dotazioni e dei mezzi in uso a diversi corpi dell’esercito aperta anche alle visite delle scuole del Camposampierese. Ni.Ma.


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Piombino Dese

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A Villa Marcello la festa dell’Unpli: oltre 10 mila soci presenti al ritrovo Le Pro Loco, secondo il presidente della Federazione, sono “sentinelle del territorio” e promotori delle sue ricchezze

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ltre diecimila soci, 97 Pro loco associate e cinque Consorzi intercomunali (Atesino, Cittadellese, Euganeo, Graticolato Romano e Padova Sud Est). Questa la fotografia delle Pro loco padovane che, domenica 9 giugno, si sono ritrovate per la ventiduesima Festa provinciale a Villa Ca’ Marcello di Levada di Piombino Dese. A fare gli onori di casa il sindaco e presidente della Federazione dei Comuni, Cesare Mason, la presidente del Consorzio del Graticolato, Graziella Vigri, i sindaci della zona, autorità. Le Pro loco, “sentinelle del territorio” e delle sue ricchezze, sono presenti promuovendo eventi e animazione locale, turismo e accoglienza, tutela e salvaguardia delle specificità locali. A esserne, da sempre, convinto il presidente provinciale, Fernando Tomasello. Di recente, in rappresentanza dell’Unpli nazionale all’interno della quale ricopre la delega alla cultura, ha siglato, nella sede Unesco a Parigi, un “patto” storico: le associazioni italiane accreditate al Comitato intergovernativo Unesco per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale hanno deciso di unirsi e fare rete. “Un momento di grande spessore non solo simbolico – commenta il presidente Tomasello - L’intesa è stata siglata a Parigi, a margine dell’incontro organizzato dall’Unesco, proprio per valorizzare al meglio il ruolo delle ong accreditate all’interno della Convenzione del 2003 per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”. La rete è composta da sette associazioni e, tra queste, anche l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia alla quale è stato riconosciuto il coordinamento. “Fra i principali obiettivi previsti dall’intesa – prosegue Tomasello - realizzare azioni di sensibilizzazione e accreditamento presso le istituzioni preposte alla salvaguardia e alla valorizzazione dei patrimoni culturali immateriali e favorire

la trasmissione intergenerazionale dei saperi. Al centro anche la promozione della partecipazione a progetti interregionali, nazionali e internazionali per la salvaguardia del patrimonio immateriale. Le Pro Loco ci sono ed è un vanto oltre a una grande opportunità”. Nicoletta Masetto

Un momento della festa durante gli interventi svoltisi all’interno della cornice di Villa Marcello a Levada di Piombino Dese

Le attività svolte in villa Ben 97 Pro loco associate (quasi una per ogni comune) che sono la “macchina organizzativa”; 5 consorzi intercomunali come “braccio operativo”e il Comitato Provinciale Pro Loco di Padova, la cabina di regia: questa l’Unpli provinciale di Padova che ha organizzato la sua 22° festa a Piombino Dese. Ogni Consorzio ha pre-

sentato le proprie attività con un breve video; quindi si è parlato di “Pro Loco, Percorsi di Cultura e Coltura per un turismo lento” con il giornalista Sergio Frigo e con lo scrittore e docente Paolo Malaguti. Sono stati poi premiati i vari Consorzi. Grazie al conte Jacopo Marcello e alla sua famiglia è stato possibile visitare la villa stessa, il parco e il giardino storico insieme all’esibizione di figuranti in costume d’epoca del gruppo “Patrizi Veneti. Il Comitato Provinciale è l’organo di rappresentanza vale a dire la “casa” delle Pro loco, nato Ni.Ma. intorno al 1970.


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Trebaseleghe

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“Sarò un sindaco a tempo pieno”

Ecco la giunta e il nuovo consiglio

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Zoggia, prima donna a Trebaseleghe, ha annunciato di aver chiesto l’aspettativa dal lavoro. E assicura che non avrà un sindaco ombra

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l gran colpo è riuscito, alla fine. Con la sua elezione, Antonella Zoggia passa già alla storia visto che è il primo sindaco donna del Comune di Trebaseleghe. “Sono emozionata anche per questa ragione – ammette –. I tanti voti ricevuti, poi, mi gratificano ancora di più. Ringrazio tutti gli elettori che mi hanno scelta, e anche chi non lo ha fatto. Ringrazio, pure, gli altri candidati a sindaco e quanti hanno deciso di scendere in campo, mettendoci la faccia per un impegno politico: a volte sembra passato di moda, in molti

sono restii. Va invece dato sempre il giusto riconoscimento a chi fa del “volontariato civico” com’è l’impegno politico in prima persona, aldilà delle appartenenze a minoranze e maggioranze, colori e casacche. Al giorno d’oggi viene spesso vissuto, dall’esterno, con diffidenza, eppure è un segno di grande responsabilità e generosità. Certo, dispiace per gli avversari, ma queste sono le regole della competizione”. Zoggia, candidato a sindaco della lista Civica X Trebaseleleghe”, sostenuta dalla

Lega, ha 55 anni. È stata assessore nella giunta uscente guidata da Lorenzo Zanon con delega alla cultura. Laureata in fisioterapia, dipendente dell’Usl 6, Zoggia (moglie dell’ex sindaco Roberto Tosetto), ha subito annunciato di aver chiesto l’aspettativa dal lavoro. “Ho sempre detto che se fossi stata eletta avrei fatto il sindaco a tempo pieno”. E a chi le rimprovera di essere in qualche modo un sindaco “ombra” rispetto al marito, bravo amministratore pubblico e oggi dg del Comune di Padova, replica così: “Ho imparato da tempo a camminare con le mie gambe. Inoltre, sono sposata da più di trent’anni con Roberto Tosetto, sono orgogliosa di condividere con lui sia la nostra storia personale che la passione politica. Ci siamo sempre confrontati. Non vedo perché non dovrei farlo proprio ora”. Nicoletta Masetto

l neosindaco ha nominato subito la giunta. Al suo fianco come vicesindaco Giuliano Mason, esponente della Lega e fratello dello sfidante Otello. Avrà le deleghe a Lavori pubblici, Viabilità, Sicurezza e Protezione civile. Questi gli assessori: Renato Fardin (Rappresentanza istituzionale, Bilancio, Tributi, Manutenzioni e Sanità); Maurizio Malvestio (Ambiente, Attività produttive e commercio); Francesca Pizziolo (Comunicazione, Sport e Politiche giovanili), Rosanna Trevisan (Sociale, Famiglia e Associazioni). Al sindaco Edilizia privata, Urbanistica, Personale e tutte le materie non assegnate agli altri assessori. Per quanto riguarda il consiglio il consigliere più votato è stato Chiara Matteazzi, della lista di Otello Mason con 355 preferenze. A seguire Renato Fardin (lista Zoggia), 275 preferenze e Michele Dallan (275 preferenze) sempre della lista Mason. Questo il nuovo consiglio comunale. Maggioranza: Renato Fardin, Roberto Cerbaro, Maurizio Malvestio, Rosanna Trevisan, Rosa Chiara Casarin, Melissa Casarin, Lucia Liberatore, Cristian Vedovato, Francesca Pizziolo, Giuliano Mason, Sebastiano De Marchi; all’opposizione: Otello Mason, Chiara Matteazzi e Michele Dallan per la lista Trebaseleghe Positiva; quindi, Devis Trevisanato per Trebaselghe Viva e Fabio Fascina per il M5S. (Ni.Ma.)

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Trebaseleghe

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Il commento Mason, Fascina e Trevisanato

Gli sconfitti: “Opposizione attenta” “N

on ci sentiamo sconfitti. Per noi il risultato è stata una vera e propria vittoria da cui ora ripartiamo più carichi e motivati di prima”. Questo il commento di Otello Mason, il diretto sfidante del sindaco Zoggia, entrambi fino a qualche settimana fa in giunta con l’ex sindaco Lorenzo Zanon. “Abbiamo costruito un gruppo attento e unito in pochissimo tempo – aggiunge Mason –. Tutte persone valide che hanno voluto far parte di una lista realmente civica senza “patacchi” di appartenenza. Se guardiamo in maniera attenta al voto ed escludiamo i voti targati Lega, partito che ha fatto da indiscusso traino anche con il voto europeo, vinciamo noi: i nostri voti “puri” sono superiori a quelli conseguiti dalla

lista Zoggia. In più, per me, è stata davvero grande il riconoscimento a Silvelle, la frazione dove risiedo e dove ho battuto il sindaco Zoggia. A lei ho fatto subito i complimenti e augurato buon lavoro. Vedremo cosa saprà fare dimostrando che la sua è realmente la lista Zoggia e non quella del marito, deus ex machina di queste elezioni. Un grazie grande va agli elettori e a Lorenzo Zanon per il sostegno ricevuto. Faremo un’opposizione vigile, attenta, realmente partecipativa”. Fabio Fascina, al quarto posto con 673 voti (8,79%) commenta così il voto: “Ringraziamo tutti gli elettori che hanno voluto darci fiducia. Saremo presenti in consiglio comunale per rappresentarli e dare voce alle loro istanze”.

Da sinistra Otello Mason, Fabio Fascina e Devis Trevisanato

Mason: “Se guardiamo in maniera attenta al voto ed escludiamo i voti targati Lega, partito che ha fatto da indiscusso traino anche con il voto europeo, vinciamo noi”

Infine, Devis Trevisanato, espressione del centrosinistra: “Congratulazioni al nuovo sindaco. Ringrazio i 634 cittadini che hanno avuto fiducia in noi, ma anche tutti i componenti della nostra lista, giovani alla prima esperienza, persone con competenza nel sociale, ambiente e scuola e i veterani che si sono messi a servizio di questo progetto. Tutti, ma proprio tutti, ci hanno messo il cuore e l’anima, ci abbiamo provato. Certo, abbiamo messo a terra il seme: ora starà a noi continuare ad annaffiare affinché diventi pianta e porti frutto tra 5 anni. Faremo un’opposizione attenta, ma non

strumentale, pronta proporre e a collaborare ogni qualvolta riterremo i provvedimenti utili ai cittadini e in linea con la nostra idea per Trebaseleghe Viva. Non molleremo il lavoro nel territorio, faremo nel nostro piccolo qualcosa per rendere sempre più il nostro un territorio, partecipato, vivo. Resteremo al fianco dei cittadini portando in amministrazione le loro istanze...sempre in ascolto e al servizio. I giovani sono il cuore di questa Squadra e loro sicuramente daranno braccia e cuore a questo progetto che va oltre la scadenza elettorale”. Nicoletta Masetto

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Cultura

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Estate di favole, il teatro dei bambini Le amministrazioni dei Comuni del Camposampierese sono orgogliose di promuovere la rassegna teatrale, per bambini e ragazzi, tra marionette, balli e attori

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tto spettacoli teatrali per i artistico della compagnia teatrale più piccoli, da venerdì 14 Alcuni, insieme al fratello –. Gli giugno a giovedì 8 agosto 2019, in allestimenti proposti sono gli ulsei differenti comuni del Campo- timi messi in scena dalle nostre sampierese. Al via, per due mesi compagnie teatrali e presentano di appuntamenti itineranti, la ras- linguaggi diversi in cui, comunsegna “Estate di favole 2019” che que, l’aspetto di coinvolgimento farà tappa nei Comuni di Campo- del giovane pubblico (invitato a sampiero, Campodarsego, Masinteragire con le attrici e gli attosanzago, Trebaseleghe, Piombino ri nella costruzione della storia) Dese e Borgoricco. Un evento cu- è sempre predominante. Negli rato da alcune delle più impor- spettacoli i più piccoli ritroverantanti compagnie teatrali di spet- no insieme attori e pupazzi, ma tacoli per bambini e ragazzi che anche proiezioni di cartoni anifanno capo al Gruppo “Alcuni”. mati con personaggi amatissimi Una novità, anche perché sono come i Mini cuccioli, in onda sui sei i Comuni che hanno deciso di canali Rai Ragazzi”. mettersi insieme promuovendo la Grande soddisfazione anche rassegna, che regalerà ai piccoli, e per gli assessori e i consiglienon solo, momenti di divertimen- ri alla cultura dei Comuni adeto in compagnia di alcuni tra i renti. “Riscoprire il pubblico dei personaggi i più amati delle fiabe. bambini e delle bambine è una “Per fortuna, nel nostro tempo scommessa importante nei concosì tecnologico, spesso distrat- fronti delle giovani generazioni, toe frettoloso c’è ancora la pos- ma anche un’opportunità per lasibilità di narrare storie per bam- sciarsi prendere dal fascino della bini e di viverle assieme a loro rappresentazione. È un processo VIP 2019Manfio, aprile_giugno_stampa.pdf 1 spirito, 04/06/19ma14:18 – spiega Sergio direttore dello anche un’ope-

Alcuni momenti della performance teatrale del gruppo “Alcuni”

razione culturale che trova un collegamento forte con quella educazione al racconto che le nostre biblioteche incoraggiano e sostengono e di cui principale nutrimento sono, appunto, le favole. La rassegna può avere un ruolo importante grazie alla capacità di

unire svago, osservazione e riflessione. Se il pubblico dei ragazzi è esigente, qualità, attrattiva della rassegna e spessore artistico delle compagnie teatrali che si esibiranno, sono il presupposto e la garanzia di successo dell’iniziativa”. Nicoletta Masetto

La rassegna organizzata dal gruppo “Alcuni”

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Otto appuntamenti per altrettanti spettacoli che toccheranno sei Comuni. Dopo gli spettacoli di venerdì 14 giugno alle 21, al Parco di Villa Campello in via Tiso, 12 a Camposampiero, con “Rosso come Cappuccetto Rosso” con Polpetta e Caramella, si prosegue mercoledì 19 giugno, alle 21, al Parco Tergolandia di Bronzola di Campodarsego, in scena Polpetta e Caramella con “Specchio delle mie brame”; giovedì 27 giugno alle 21, allascuola media G.B. Tiepolo, in via Cavinazzo 31/B a Massanzago, “Coniglio Cilindro e la spada nella roccia” con Polpetta e Caramella; mercoledì’ 3 luglio alle 21, al parco Tergolandia di Bronzola di Campodarsego, “Il gattone senza stivali”, con Fata Corolla e Fata Valeriana; giovedì 11 luglio alle 21, all’anfiteatro del palasport di Trebaseleghe, in via don Orione, da non perdere “Leo da Vinci Missione Monna Lisa” con Il Capi e l’Assistente; mercoledì 17 luglio, in piazza Pio X a Piombino Dese, “La Sirenetta”, con Fata Corolla e Fata Valeriana; giovedì 25 luglio alle 21, in piazza del municipio a Borgoricco, in viale Europa, 10, “I musicanti di Brema” con Polpetta e Caramella; giovedì 8 agosto alle 21, in piazza Pio X a Piombino Dese, “Viaggio segreto tra i quadri”, con Fata Corolla e Fata Valeriana. Per informazioni rivolgersi alle biblioteche e agli uffici Cultura dei Comuni partecipanti; per Gruppo Alcuni: www.alcuni.it, indirizzo mail: teatro@alcuni.it-distribuzione2@alcuni.it. (Ni.Ma.)


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Sport

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Orgoglio locale Nazionale di pallavolo

Fabio Balaso premiato a Trebaseleghe Ha conquistato la Champions League ma non scorda le sue origini: Fabio riceve la targa per i suoi meriti sportivi

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n meno di una settimana ha conquistato lo scudetto e la Champions League di volley, battendo nella finale di Berlino i russi della Dinamo Kazan. Stagione da favola quella che sta vivendo Fabio Balaso, il libero padovano della Lube Civitanova che ha raggiunto vertici e risultati impensabili. Una favola iniziata proprio a Trebaseleghe. Non è stato allora un caso che sia stato scelto proprio l’auditorium in via don Orione, a fianco del palazzetto dello sport, per festeggiarlo. Fabio ha ricevuto una targa dall’amministrazione co-

munale e dalla società (presente l’attuale presidente della Silvolley, e amico, Samuele De Benetti) che lo ha lanciato a livello agonistico per essere stato il protagonista del miracolo sportivo di una strepitosa doppietta in soli cinque giorni che gli ha decisamente cambiato la vita. Fabio, alto 1 metro 78, è nato a Camposampiero il 20 ottobre del 1995 e sempre a Camposampiero ha frequentato le superiori. La sua carriera inizia nel 2010 nelle giovanili del Trebaseleghe: nella stagione 2011-12 viene promosso in prima squadra disputando

il campionato di Serie B1. Nella stagione 2012-13 viene ingaggiato dalla Pallavolo Padova, in Serie A2, ottenendo nella stagione 2013-14 sia la vittoria della Coppa Italia di categoria, sia la promozione in Serie A1, categoria dove milita nella stagione successiva con lo stesso club; in questo periodo fa inoltre parte delle nazionali giovanili italiane, vincendo con la nazionale Under-23 la medaglia di bronzo al

Alcuni momenti della premiazione

Veronica: argento nel sincro agli Europei 2019 Era una delle competizioni più importanti per la sua carriera e Veronica Gallo, ancora una volta, ha fatto centro. La campionessa di nuoto sincronizzato di Campodarsego ha conquistato, in Russia, la medaglia d’argento in nel libero combinato. La Coppa Europa 2019 valida per la qualificazione alle Olimpiadi si è svolta a San Pietroburgo a fine maggio. L’atleta del Plebiscito Padova ha gareggiato in squadra -programma tecnico (4° posto), squadra programma libero (4° posto, a pochi decimi dalla Grecia), e nella squadra libero combinato (argento). Ottima prestazione, dunque, da parte delle italiane, di cui fa parte Veronica, che ha conquistato la medaglia d’argento disputando la manifestazione contro le migliori Nazionali del mondo. Veronica, che ha 21 anni, è atleta della società Plebiscito di Padova. Iscritta al 2° anno del corso di laurea in Consulente del lavoro, è stata premiata, qualche mese fa, anche per gli importanti risultati universitari conseguiti. “La medaglia a Veronica arriva dopo un anno di duro - commenta l’allenatrice Joey Paccagnella -. Il programma è stato preparato a lungo, con frequenti collegiali, che le hanno concesso di tornare a Padova solo per una settimana al mese, periodi durante i quali ha potuto preparare anche il programma per gli Italiani Assoluti sempre con i colori del Plebiscito”. (Ni.Ma.)

campionato mondiale 2015, e nel 2015 ottiene le prime convocazioni nella nazionale maggiore con cui si aggiudica la medaglia d’argento alla Grand Champions Cup 2017 e quella d’oro ai XVIII Giochi del Mediterraneo. Nel campionato 2018-19 viene ingaggiato dalla Lube, sempre in Serie A1, con cui vince, appunto, scudetto e Champions League. Nicoletta Masetto

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#Politica

Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione

Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N

on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare

Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-

Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.

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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi

Anche nei Comuni Lega pigliatutto

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empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?

I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-

sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però

centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.


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Politica

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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.

Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I

l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana veneta, il nastro d’asfalto lungo 94 chilometri destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie della regione. Il primo passo, col taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare

una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il

L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-

Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da

blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,

da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è

Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita

Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari

modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-

costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.

za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.

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Politica

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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte

Mercatone Uno, anche il Veneto trema U

na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la

Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci

Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da

cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le

cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.


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La Regione finanzia 90 specializzandi

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Lo studio

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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità

Sanità veneta promossa a pieni voti

immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.

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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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Un Crema laser solare “Micropulsato” per la pelle: per prevenzione trattareindispensabile la retina infiammata contro il melanoma a pag 36

romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente

Alla riscoperta della Riflessologia plantare

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Salute

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Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il

I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

Sanità veneta promossa a pieni voti

OFTALMOLOGIA

Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla

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nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.

“È

una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

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Salute

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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma La tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute

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raggi solari piacciono molto a chi ama l’abbronzatura intensa ma fanno male. Ogni anno si fa sempre più intensa la comunicazione su quest’argomento perché è sempre più importante prevenire i tumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. Ridurre al minimo queste probabilità è possibile, rispettando alcune semplici regole, la prima, ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, che è il più diffuso tumore della pelle. La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni. Lo studio ha analizzato i

dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l’infanzia e l’adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di

Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile

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l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata

ufficialmente con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.

creme protettive, è risultata più alta per le di schermare o bloccare i raggi del sole viene persone di pelle più chiara, con un fototipo definita fattore di protezione solare: è il basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori in genere compresi tra più nevi cutanei, poiché questi nascono 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari. dall’accumulo di melanociti. Questo indicatore si riferisce I raggi E dal momento che il nello specifico alla capacità ultravioletti melanoma altro non è che di bloccare i raggi ultravioletti un tumore che ha origine da di tipo B sono di tipo B: considerati un queste cellule, deputate alla cancerogeno certo per considerati un l’uomo, al pari di quelli A produzione della melanina, cancerogeno pigmento responsabile e di quelli C (raramente del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). Creme dell’abbronzatura, “una con un «Spf» pari a 15 sono parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di bloccare il 93 per cento dei un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. delle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodotto - nemmeno quello con

fattore di protezione superiori a 50 - è in grado di bloccare tutti i raggi UVB. La scelta della crema solare non è semplice. Il primo fattore da tenere conto è il tipo di pelle: più sono chiare, più alto deve essere il fattore di protezione. Per fototipi più scuri è indicato un fattore di protezione intorno a 15, per quelli intermedi (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È importante che resta al sudore e all’acqua e va applicata in maniera abbondante: 2-3 cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 grammi) per proteggere tutto il corpo. È quindi bene ripetere l’applicazione almeno ogni due ore e dopo ogni bagno.

Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.

Terza in Italia dopo Torino e Milano per numero di neonati prematuri curati, con una sopravvivenza superiore alla media certificata dagli standard internazionali, la patologia neonatale può contare su una dotazione tecnologica di livello assoluto, che comprende anche l’Ecmo neonatale tra gli strumenti di assistenza ventilatoria e di monitoraggio delle funzioni vitali. Ospita inoltre il coordinamento del Servizio regionale di trasporto neonatale critico, che ogni anno gestisce oltre 200 trasporti tra i 20 ospedali della Regione in rete, lavorando h24 tutti i giorni dell’anno. Ma il rilancio della terapia neonatale non è l’ultimo intervento in programma. Di

queste settimane è infatti l’approvazione del progetto di fattibilità per la nuova pediatria, una delle strutture più attese dalla sanità padovana. Grazie a un investimento di 61 milioni di euro, ulteriormente lievitato di 7 milioni per rispondere alle modifiche approvate in corso d’opera, la Casa della Mamma e del Bambino si estenderà per quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto piani più gli ambienti seminterrati. Per questo polo il nuovo ospedale non rappresenta il futuro: pediatria e l’intera area materno infantile, compresa ostetricia, resterà infatti al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi spazi che si apriranno col trasferimento della gran parte dei reparti a Padova est.


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Salute

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Un laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata L

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una

parte del corpo, questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono

ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali

Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente

anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce

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Alla scoperta della Riflessologia plantare Q

uanta poca cura la maggior parte di noi dedica ai piedi! Eppure se ci soffermiamo a pensare sono i piedi che sopportano tutto il peso del corpo, per la maggior parte della giornata costrette in calzature talvolta molto scomode, pensiamo alle scarpe da ginnastica che per i materiali usati non permettono al piede di “respirare”, ai tacchi a volte di altezza vertiginosa o alle scarpe a punta di gran moda fino a pochi anni or sono. E alla sera, spesso, questi poveri piedi non vengono gratificati nemmeno con un leggero massaggio e po’ di crema. Forse imparando che, oltre a permetterci lo spostamento e la posizione eretta, sui piedi si riflettono tutti gli organi del corpo umano arriveremo ad averne un maggior rispetto. Grazie agli studi e agli esperimenti condotti, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, da medici statunitensi quali i dottori Fitzgerald, G. S. White e J. S. Riley si sono apprese le potenzialità della riflessologia. In particolare, presso lo studio del dottor J. S. Riley lavorava una terapista, Eunice Ingram, che si appassionò talmente tanto alla materia da dedicarsi al suo approfondimento. A lei si deve la prima mappa plantare della localizzazione dei punti riflessi degli organi del corpo umano. Grazie alla pubblicazione di due libri sull’argomento, la Ingram, portò questa metodica alla conoscenza del grande pubblico. Riprendendo le teorie di Fitzgerald, Eunice, suddivise

idealmente la pianta dei piedi con 10 linee verticali (5 per ciascun piede) e con 3 linee orizzontali ottenendo così 4 aree: all’interno di ogni zona, così specificata, si trovano i punti riflessi degli organi del corpo umano. A questo punto possiamo comprendere come agisce la riflessologia plantare. Con la stimolazione di punti ben precisi del piede, individuati come descritto più sopra, l’operatore è in grado di rilassare la persona eliminando la tensione nervosa. Non è raro, infatti, che chi riceve questo trattamento si tranquillizzi al punto da addormentarsi, talvolta anche profondamente. I benefici che si ottengono con questa metodologia sono molteplici. Qui ne citerò solo alcuni. Già dalla prima manipolazione si nota un aumento della diuresi con conseguente eliminazione di scorie, una migliore qualità del sonno, migliora la digestione e migliora la peristalsi intestinale, diminuisce la rigidità muscolare e quindi migliora la mobilità, si riscontra una sensibile attenuazione dello stato ansioso, ecc. Esistono però delle contrindicazioni. Non

una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!

Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri

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si può mai intervenire in presenza di: cardiopatie, lesioni al piede, trombosi, gravidanza soprattutto nel primo trimestre mentre è consigliata nei giorni che precedono il lieto evento. Da studi condotti da medici inglesi è stato riscontrato che le donne in dolce attesa che hanno effettuato un ciclo di sedute di riflessologia ne hanno beneficiato con una minore durata sia del travaglio che del parto. Ci sarebbe ancora molto da dire su questa meravigliosa tecnica manuale ma ritengo opportuno, a questo punto, lasciare a chi legge lo scoprire personalmente quali e quanti vantaggi si possono ottenere, sperimentando anche la piacevolezza del rilassamento a fine seduta.

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita. Terza in Italia dopo Torino e Milano per numero di neonati prematuri curati, con una sopravvivenza superiore alla media certificata dagli standard internazionali, la patologia neonatale può contare su una dotazione tecnologica di livello assoluto, che comprende anche l’Ecmo neonatale tra gli strumenti di assistenza ventilatoria e di monitoraggio delle funzioni vitali. Ospita inoltre il coordinamento del Servizio regionale di trasporto neonatale critico, che ogni anno gestisce oltre 200 trasporti tra i 20 ospedali della Regione in rete, lavorando h24 tutti i

giorni dell’anno. Ma il rilancio della terapia neonatale non è l’ultimo intervento in programma. Di queste settimane è infatti l’approvazione del progetto di fattibilità per la nuova pediatria, una delle strutture più attese dalla sanità padovana. Grazie a un investimento di 61 milioni di euro, ulteriormente lievitato di 7 milioni per rispondere alle modifiche approvate in corso d’opera, la Casa della Mamma e del Bambino si estenderà per quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto piani più gli ambienti seminterrati. Per questo polo il nuovo ospedale non rappresenta il futuro: pediatria e l’intera area materno infantile, compresa ostetricia, resterà infatti al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi spazi che si apriranno col trasferimento della gran parte dei reparti a Padova est.

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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F

iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stes-

di Renato Malaman

sa, hGrado. Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente

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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune

Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.

NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.

Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche

Studio SDC SERVIZI Co mm e rc ialis ti, Co n sule nti d e l l a vo ro Analisti finanziari, Revisori legali, Av vocati Via Verdi, 113 - CAMPODARSEGO (PD) - Tel 049 9290611 w w w.studio-sdc.it - info@studio-sdc.it SPECIALIZZATI

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CREDITO

Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il

loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.

Lo Studio SDC opera nel nostro territorio da oltre 45 anni. Competenza, professionalità e passione, nei decenni, hanno permesso di poter fornire alla propria Clientela una gamma di servizi trasversali e specialistici, che ci consentono di poterci porre come unico interlocutore rispetto ad ogni esigenza, necessità e/o tematica che può interessare la vita di ogni impresa. L’obiettivo dello Studio SDC è quello di dare valore aggiunto ad ognuno dei propri Clienti, che consenta ad ogni imprenditore di sentirsi tutelato e di poter operare con serenità e tranquillità. Oggi ci pregiamo di servire oltre 1.000 clienti, segno tangibile della fiducia di cui gode lo Studio SDC, e che per noi costituisce motivo per mirare costantemente all’eccellenza del servizio, mediante continui investimenti in risorse umane: le persone, per noi, fanno la differenza. LE NOSTRE COMPETENZE: • Servizi contabili, fiscali e amministrativi • Consulenza del Lavoro • Operazioni straordinarie aziendali e di finanza strutturata • Controllo di gestione e finanza ordinaria d’azienda • Incarichi in organi di controllo • Servizi vari per le imprese (Sicurezza, Privacy, Antiriciclaggio…) • Servizi legali


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www.lapiazzaweb.it Messaggio pubbliredazionale

APRE A MONTEGROTTO L’INSTALLAZIONE SUBACQUEA SU LEONARDO DA VINCI

Il più profondo omaggio al più grande genio di tutti i tempi. I 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e i 5 anni di Y-40® The Deep Joy Delle misure hanno fatto il loro marchio di fabbrica entrambi. Se Leonardo Da Vinci ha dettato le misure della perfezione corporea con i suoi studi legati all’uomo e agli animali in movimento, Y-40® The Deep Joy è nel libro del Guinness dei Primati grazie alla sua profondità da record per una piscina: -42,15 metri. Del grande genio italiano, punto di partenza negli studi di anatomia e fisica per i ricercatori di tutto il mondo, si festeggia nel 2019 il cinquecentenario della morte, il 2 maggio. Di Y-40®, altra eccellenza italiana divenuta in breve tempo il punto di riferimento per le attività subacquee e scientifica per appassionati e non solo da ogni angolo del pianeta, si festeggiano i 5 anni dall’apertura, il 5 giugno. Molteplice il curriculum di Leonardo: artista, ingegnere, scienziato, pittore, fisico. Molteplici le attività della piscina dei record: subacquea, apnea, meeting ed eventi, set per foto e video, atelier d’arte, pista da ballo, laboratorio di ricerca scientifica subacquea, su uomo o macchine. Se per Leonardo Da Vinci ad essere senza misura era la perfezione

della Natura, per Y-40® è la Gioia ad essere smisurata: “Your Joy is Measureless” affermano i suoi campioni, sportivi e appassionati. Il percorso in immersione prevede di incontrare opere d’arte come la Gioconda e la Dama con l’Ermellino, ma anche bozzetti di studi anatomici umani e animali che Leonardo tracciò. I subacquei possono scoprire il prototipo di muta marina sperimentata da Da Vinci, qui riprodotta da Cressi Sub o sfidare nelle proporzioni l’Uomo Vitruviano, posando all’interno del cerchio e del quadrato del celebre disegno, ricreato dal maestro Bruno Gobbato, autore anche della copia del suo paracadute e della cupola geodetica ricostruita nella hall di Y-40®.

“In questo importante anniversario non potevamo esimerci dal celebrare il Genio italico, alla nostra maniera – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista di Y-40® The Deep Joy. – L’esposizione è destinata ai visitatori di Y-40®, ai ragazzi delle scuole e ai turisti delle Terme Euganee. Questo perché le opere in acqua sono a profondità visibili anche dal tunnel trasparente che attraversa la piscina a -5 metri ed altre sono esposte nel bar della piscina dove, tra i cocktail, si potrà assaggiare quello all’acquarosa che Leonardo inventò e descrisse sul Codice Atlantico. Per tutto questo ringrazio i partner dell’evento: GoPro, Chef Bertolini, Ortofrutticola Euganea, Pavin Caffè, Rinaldi, Zaino FoodService”. VISITA APERTA A TUTTI GRATUITAMENTE dal 5 al 30 giugno e dal 1° agosto al 30 ottobre 2019 www.Y-40.com Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8910416 – info@y-40.com


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Food & Drink FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO

VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO

Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla

Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Essa, è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Docg e della gastronomia locale. Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le “caneve” in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraverso le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 30 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari. Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale “pignatel” (pentolino). Verranno formati gruppi di 30 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei percorsi

polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione.

con visita a circa 6 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un’occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori.

TEMPO DI MELONE PRECOCE VERONESE

Il melone (Cucumis melo), è detto anche “popone” ed è il Melone Precoce di Verona con forma ovoidale e circonferenza compresa fra 36-47 cm. La superficie esterna presenta una reticolatura marcata e uniforme, che identifica bene le singole fette; il colore è giallo uniforme, con linee verdi di demarcazione delle fette. La polpa è arancio salmone, succulenta, di buona consistenza, con aroma delicato (più intenso al taglio) e sapore dolce, con retrogusto pepato. Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di A. Valerini, Le bellezze di Verona del 1584. Le caratteristiche peculiari del Melone Precoce di Verona sono determinate dalla coltiva-

zione su terreni altamente permeabili e dalla tecnica di produzione in tunnel che produce particolari condizioni di temperatura e umidità. Ricchissimo in acqua e povero in zuccheri, il melone è particolarmente ricco di vitamine A, C e B e di potassio. Trova indicazione nelle anemie, nella stipsi, nella gotta e nel diabete. Possiede proprietà lassative e diuretiche.

di Pagliarin Annamaria

DETERSIVO ALLA SPINA

Piazzetta N. Ganzina, 4 - Loreggia - Tel. 340 0927259

Orario Apertura (PROVVISORIO FINO AL 31 AGOSTO 2019) mattino: lunedì-sabato 9.00-12.30 | pomeriggio: il lunedì e il venerdì 16.30-19.00


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Crucilibro

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Tutte le novità dal premio Campiello La memoria è sempre labile mentre il coraggio infiamma e conquista i cuori. Bandita la nostalgia per il Novecento all’uomo non resta che combattere Laura Pariani

Paolo Colagrande

Francesco Pecoraro

Marco Lupo

Eroe/Eroina

Pùlvara, una cantastorie

Buttarelli, un ragazzino speciale

Un uomo “Novecentesco”

Un libraio

Alter Ego

Bonaventura Mangiaterra

Gualtieri, l’amico

Personaggi che incarnano il ristagno sociale

Uomini e donne che si rifugiano in libreria

Location

Autunno 1652

Barbagia

La “Città di Dio”

L’oggi e Amburgo 1943

Contadini

Gli abitanti del paese

Il popolo comunista perduto

I personaggio di un romanzo

Intrigo

Un pugno di uomini, stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati che razziano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l’altra, si raccoglie intorno a Bonaventura Mangiaterra, un capopopolo che affascina i suoi compagni con le storie

Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato

Un uomo senza nome, osserva la vita che si svolge sulla strada. Racconta la propria esistenza di «Novecentesco», aspirante storico dell’arte, funzionario di Ministero, uomo che ha creduto nel comunismo e poi si è fatto socialista e corrotto

Uomini e donne che si riparano in una libreria. Entrano e cercano qualcosa o nulla. Poco lontano, ogni lunedì, alla stessa ora, un gruppo di sconosciuti si incontra per leggere frammenti di libri che stanno scrivendo

Finale

Bonaventura diventa presto una leggenda: ha carisma, saggezza e forza tanto da minacciare il potere costituito. Per fermare la rivolta, l’Inquisizione e i nobili gli danno la caccia ma una sorpresa metterà in discussione tutte le loro certezze.

Quando Buttarelli scompare, e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero, non resta che raccogliere la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Questi racconterà la rocambolesca vita interiore ed esteriore di un’anima unica

Oggi osserva le vicende dello «Stradone»; i personaggi che lo percorrono incarnano il ristagno sociale. Invecchiamento e conformismo, razzismo e sessismo, etnie in conflitto, il fantasma dell’integralismo islamico, la liquefazione di sinistre e destre e della classe media

Un giorno uno degli uomini porta con sé alcuni romanzi di uno scrittore di cui si sono perse le tracce. Li ha scovati in una libreria e chiedono di essere ascoltati. L’autore inghiotte i lettori nell’universo delle macerie di Amburgo 1943

Cosa dire del libro

Un romanzo di ribellione e libertà, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un essere umano che vede solo una metà del mondo. Poetico e divertente

Un libro che racconta la storia di un quartiere e ritrae il destino collettivo nelle vicende di un solo uomo che vede deteriorarsi ciò che ama

Una storia in cui la memoria non è mai una cronaca fedele, ma il frutto polposo e amaro dell’immaginazione. Ha vinto il Campiello opera prima

Co-protagonisti

Leggere

Laura Pariani Il gioco di Santa Oca La nave di Teseo, pp. 272 € 18.00

Paolo Colagrande La vita dispari Einaudi, pp. 288 € 19.50

Francesco Pecoraro Lo stradone Ponte delle Grazie, pp. 443 € 18.00

Marco Lupo Hamburg. La sabbia del tempo Il saggiatore, pp. 239 € 21.00 A cura di Germana Urbani

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Tavola

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Hummus di ceci Ingredienti per 2 persone: • 1 vaso di ceci lessati DelSanto oppure 1 vaso di passato di ceci biologico • 2 cucchiai di tahina • succo di 1 limone • 2 spicchi d’aglio • sale • 2 cucchiai di olio di oliva • prezzemolo • paprica Per la Tahina • 100 g di semi di sesamo • 20 g di olio di sesamo (in alternativa, olio di girasole, o di riso)

Per la Tahina: Tostare 5 minuti in una padella antiaderente il sesamo, girandolo con un cucchiaio un paio di volte e facendo attenzione che non bruci. Trasferire i semi in un frullatore, aggiungere l’olio e ridurre a crema. Nel bicchiere del mixer versare i ceci lessati (o il passato di ceci), 2 cucchiai di tahina, il succo di limone, 2 spicchi d’aglio, l’olio e un pizzico di sale. Frullare bene e poi trasferire in una ciotola o in un piatto. Completare la presentazione con poco prezzemolo, paprica in polvere e un giro d’olio d’oliva. Servitelo come antipasto insieme a fragranti bruschette di pane oppure pane azimo o arabo leggermente tostato in forno, con un contorno di verdure crude a piacere già tagliate a listarelle. Conservazione : Conservate l’hummus in frigorifero, posto in un contenitore ermetico, per 2-3 giorni. Si sconsiglia la congelazione. Consiglio: Per rendere più speziato il vostro hummus potete aggiungere al composto un cucchiaino di curry.

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I CECI I CECI sono i semi della pianta Cicer arietinum, della famiglia delle Fabacee. Molto ricchi di proteine e fibre, sono utili per la salute del cuore e contro il colesterolo. Le prime specie selvatiche di ceci si sono originate probabilmente in Turchia mentre per quanto riguarda la coltivazione dei ceci le prime testimonianze riguardano l’Età del Bronzo e la zona dell’Iraq. Sappiamo che i ceci erano un alimento già diffuso nel mondo antico tra Greci, Romani ed Egizi. Nella produzione mondiale di legumi i ceci si trovano al terzo posto, dopo la soia e i fagioli. I ceci più diffusi sono di colore chiaro ma anche in Italia vengono ancora coltivate delle varietà antiche di ceci che sono di colore scuro, praticamente nero, e che si trovano soprattutto in alcune zone della Toscana, dell’Umbria e della Puglia. PROPRIETÀ DEI CECI I ceci sono molto ricchi di fibre e aiutano quindi a regolarizzare l’intestino. Grazie al loro contenuto di acidi grassi omega 3 sono validi alleati del sistema cardiovascolare; contribuiscono, infatti, a controllare la pressione arteriosa e ad aumentare i valori del colesterolo HDL, quello cosiddetto buono. Ma non è tutto: questi legumi contengono folato, una sostanza che aiuta a mantenere bassa l’omocisteina, un aminoacido presente nel sangue che, quando raggiunge valori sopra la norma, aumenta il rischio dell’insorgenza di eventi cardiovascolari quali ictus e infarto. I ceci contengono, inoltre, molti sali minerali, tra cui soprattutto magnesio, calcio, fosforo e potassio e una buona quota di vitamine C e vitamine del gruppo B. I ceci non contengono glutine e sono quindi indicati anche per chi soffre di celiachia. CONSIGLI UTILI IN CUCINA Dai ceci secchi si ottiene la farina di ceci con cui realizzare la famosa farinata di ceci e altre ricette tradizionali,

IDEA IN PIÙ Avete mai pensato di fare un hamburger di ceci? Gli ingredienti sono: 500 grammi di ceci cotti, la mollica di 2 fette di pane raffermo, 1 uovo, mezza cipolla, sale, erbe aromatiche a piacere, pan grattato, olio extravergine di oliva. Procedimento: dopo aver scolato bene i ceci, metterli nel mixer insieme a tutti gli altri ingredienti (ad eccezione del pan grattato e dell’olio) e frullare tutto. Realizzare poi gli hamburger e passarli nel pan grattato. Cuocere in padella o in forno con un filo d’olio. Servire con un’insalata mista.

a cura di G.

ad esempio le panelle siciliane, mentre proprio con i ceci potrete preparare i falafel e l’hummus. Sempre con i ceci potrete realizzare dei burger vegetariani o vegani da servire come secondo piatto accompagnato dalle verdure. I ceci sono ottimi anche come semplice contorno, per condire la pasta e come ingrediente per le zuppe. -Consigli per l’acquisto: acquistate preferibilmente ceci secchi da lessare dopo l’ammollo. Se invece avete la necessità di acquistare dei ceci precotti, preferite i ceci conservati nei barattoli di vetro e scegliete i prodotti a minor contenuto di sodio e conservanti. Nel biologico si trovano ceci conservati senza sale aggiunto. -Consigli per la cottura: lessate i ceci con un pezzetto di alga kombu o con qualche foglia di alloro per renderli più digeribili. Condite i ceci con l’origano o con lo zenzero in polvere per evitare i gonfiori. -Consigli per la conservazione: i ceci lessati da voi si conservano cotti e scolati, conditi con un filo d’olio, per 3 o 4 giorni in frigorifero. Vi consigliamo invece di consumare i ceci precotti entro un giorno dall’apertura della confezione. CONTROINDICAZIONI -Gonfiori addominali: chi non è abituato a mangiare spesso i legumi o soffre di problemi intestinali potrebbe avere qualche difficoltà a digerire i ceci o andare incontro a gonfiori addominali, comunque passeggeri. -Attenzione alle porzioni: se state seguendo una dieta a restrizione calorica o se di solito non digerite molto bene i legumi, fate attenzione alle porzioni e iniziate con piccole quantità, ad esempio con 40-50 grammi di ceci lessati da aggiungere alla pasta, alla zuppa o al contorno.

Lake

-Per chi sceglie i ceci in scatola: per rendere più digeribili e meno salati i ceci in scatola risciacquateli bene in un colapasta fino ad eliminare tutta la schiuma prima di riscaldarli in padella o di utilizzarli per le vostre ricette. CURIOSITÀ: -Presso i Romani il termine “cicer” era anche un soprannome dato a chi aveva sul volto un’escrescenza a forma di cece, e fu per questo che il celebre oratore Marco Tullio Cicerone venne così appellato. -Quando si acquistano ceci secchi bisognerebbe stare sempre attenti alla data di essiccazione; più i ceci sono vecchi più è difficile portarli alla cottura ideale. I ceci andrebbero quindi sempre consumati entro un anno dalla loro essiccazione, anche per non perderne le preziose proprietà. -Prima della cottura i ceci vanno messi in ammollo in acqua con un cucchiaio di bicarbonato; in questo modo diventano più digeribili e cuociono più in fretta. L’acqua di ammollo va ovviamente buttata e i ceci lavati prima della cottura. -Questi legumi avevano un alto valore anche nel settore della marineria. Nei velieri, il cui fasciame esterno era fissato alle ordinate con chiodi, col passare del tempo e con le sollecitazioni allo scafo le testine dei chiodi saltavano e rimaneva un buchetto che permetteva al mare di penetrarvi. Si poneva rimedio a questo problema infilando un cece nel buchino creatosi. Il cece con l’acqua s’ingrossava ed impediva l’accesso della stessa. Così quando la nave era vecchia, i comandanti s’imbarcavano con un sacco pieno di ceci che faceva prevedere sventura ai marinai!

La storia La DelSanto inizia la propria attività nel 1971, è una piccola azienda artigiana gestita da Gianni De Cecchi e dal figlio Federico, da sempre segue la filosofia del titolare: “Qualità e freschezza degli alimenti non dipendono dalla tecnologia: l’innovazione può invece trovare il modo di preservare quanto natura ci dona senza usare conservanti”. Il processo di sterilizzazione e le buste in poliaccoppiato di alluminio Del Santo hanno viaggiato anche nello spazio con l’astronauta Samantha Cristoforetti,.

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Oroscopo

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l’

Ariete Qualche piccola o grande bufera in arrivo. Situazioni conflittuali da gestire con intelligenza e calma

Toro Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!

Giugno Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza

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Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma

Scorpione La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto

Gemelli

Sagittario

Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano

Nessun cambiamento questo mese, tutto trascorre identico a se stesso. Verso la fine si muove qualcosa

Cancro

Capricorno

La vostra grinta metterà in luce difetti altrui. Probabili discussioni e contrasti sulla strada in diversi ambiti

Vivrete con una tensione interiore quasi continua, spesso trattenuta ma a volte potreste sbottare, attenzione!

Leone

Acquario

Le insoddisfazioni sono dietro l’angolo. Ma di sicuro non vi darete per vinti contro i motivi del vostro scontento

Un mese insolito e contraddittorio potrebbe portarvi a prendere decisioni inaspettate, capaci di sorprendere tutti

Vergine

Pesci

Determinazione, questa la dote di spicco che vi permetterà di esprimervi al meglio specie nei rapporti più incerti

Frizzanti e pieni di risorse, gestirete bene il dialogo, ma nei rapporti affettivi ci sarà qualche contraddizione emotiva


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