Sport p.18
Motori
NOVEMBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.166
Cultura p.17
p.27
p.39
della Bassapadovana
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GRANDE VIABILITA’
Regionale 10 il prolungamento si fa attendere
Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Turismo a Este, è vera crisi? Guerra di cifre e percentuali L’opposizione va all’attacco e denuncia un consistente calo degli arrivi ma per la maggioranza si tratta di una lettura sbagliata
Lavori sottopasso via Valli, tutte le contromisure MONSELICE, L’EVENTO
Il Giro d’Italia 2020 fa tappa sotto la Rocca PARCO COLLI EUGANEI
Campagnolo presidente, ma per pochi mesi ESTE, PREVENZIONE
Sei nuovi defibrillatori in centro
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Al voto, senza autonomia Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del govera pag 10 no Conte 1, quello di cui la Lega era servizio componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
MONSELICE, IL CASO
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Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
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ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.
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Facciamo. il punto
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Al voto, senza autonomia
Regionale 10 cantiere “fantasma”
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Il bando di gara c’è, ma l’opera non è tra gli interventi Anas
’è il bando per progettare la nuova regionale 10, ma l’Anas sentenzia: “Il cantiere non è inserito tra gli interventi programmati da Anas”. Veneto Strade ha ufficialmente indetto la gara comunitaria a procedura aperta per l’affidamento della progettazione definitiva della nuova strada regionale 10 “Padana Inferiore” tra Carceri e Legnago. Valore della gara: 3.152.000 euro. Il bando è scaduto lo scorso 30 ottobre. E’ questo l’ultimo step prima dell’avvio concreto del cantiere, che di fatto attende ormai da 12 anni. Il cantiere della nuova regionale 10 si è fermato nel 2007 a Carceri: mancano 7 chilometri per arrivare all’A31 Valdastico Sud a Santa Margherita d’Adige, un’altra decina per raggiungere Montagnana e altrettanti per arrivare a Legnago. La Regione Veneto ha deciso di affidare la progettazione della strada a Veneto Strade, a cui ha girato 3,8 milioni di euro. L’idea è quella di arrivare a un progetto definitivo da mettere nelle mani di Anas, l’ente che dovrebbe accollarsi poi la realizzazione dell’opera. Per mettere a cantiere almeno un primo stralcio dell’opera servono un centinaio di milioni di euro. La Regione è sicura: si troveranno nel fondo speciale che l’Anas ha riservato ai cantieri di quelle strade che, in virtù del cosiddetto Piano “Rientro Strade”, ritorneranno sotto l’egida e Germana Urbani >direttore@givemotions.it< la responsabilità della stessa Anas. Peccato che nei giorni scorsi Anas abbia confermato che il Piano “Rientro Strade”, ad oggi, èulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai solo una bozza e che nessun accordo formale è stato raggiuntostata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore per prendere in carico il cantiere per il prolungamento della Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo nuova regionale 10. parlando di un’altra era geologica, e il risultato percenNicola Cesaro tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa.
Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
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recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 10.668 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019
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Monselice
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L’intervento I lavori al sottopasso
Misure extra per far fronte alla chiusura Con l’interruzione di via Valli i disagi, come previsto, non si sono fatti attendere e l’amministrazione corre ai ripari
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a chiusura di via Valli per gli interventi di rifacimento del sottopasso da parte della R.F.I. era in progetto da tempo ma, nonostante questo, i disagi alla circolazione non si sono fatti attendere. Già nei primi giorni di lavori, che si prolungheranno fino a marzo del prossimo anno, l’Amministrazione Comunale di Monselice si è vista costretta a mettere in atto misure speciali per regolare il traffico e garantire una circolazione più sicura. Si legge nel comunicato ufficiale che tra i primi provvedimenti adottati rientrano il divieto di
sosta su via San Vio, in direzione di via Sottomonte, e la trasformazione dell’aiuola di Via Trento e Trieste in rotatoria, per consentire uno scorrimento più agevole. Per ovviare al problema delle interminabili colonne di auto ferme al passaggio a livello l’intenzione dell’Amministrazione è quella di potenziare il numero di cartelli e indicazioni per le strade alternative percorribili. Dato l’alto tasso di frequentazione della strada attigua alla stazione dei treni, è stata anche emessa un’ordinanza che obbliga gli utenti fermi a spegnere il motore.
In alto, i lavori al sottopasso di via Valli, sotto, la bretella di recente apertura
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Prima della chiusura, via Valli era percorsa da circa 11 mila veicoli al giorno e la bretella inaugurata in occasione dei lavori doveva servire da valvola di sfogo per questo traffico. Per verificare l’effettivo utilizzo della circonvallazione è stato messo in funzione un rilevatore contatraffico nei giorni immediatamente successivi all’inizio dei lavori. Il monitoraggio iniziale ha rivelato che a percorrere la bretella giornalmente erano circa 3000 veico-
li, un numero molto inferiore alle aspettative. Buona parte degli utenti che erano soliti usare via Valli per i loro spostamenti, quindi, dopo la chiusura del sottopasso si sono riversati sulle strade attigue ai passaggi a livello della stazione dei treni e del cementificio. Da qui la decisione, tra le altre misure speciali, di aumentare i controlli giornalieri da parte della Polizia locale nei luoghi di maggiore frequentazione. Martina Toso
A 13, il nuovo casello finisce sul tavolo del Tar
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’apertura del nuovo casello sud di Monselice, prevista per settembre del prossimo anno, finisce sul tavolo del Tar. Il progetto, siglato da Amministrazione comunale e Società autostrade nel marzo scorso, è stato pensato per rispondere all’incremento del traffico conseguente all’apertura di Agrologic, il nuovo polo di Aspiag service. La città della Rocca, per far defluire i mezzi pesanti senza bloccare l’intera viabilità, si troverà così ad avere due caselli nel giro di pochi chilometri. La costruzione di questa nuova uscita sul territorio, tra Monselice e Pozzonovo, richiede però l’esproprio di alcuni terreni agricoli interessati dal passaggio della variante autostradale. Questo che ha spinto i proprietari dei terreni a rivolgersi al Tar per ottenere l’annullamento della proposta di variante deliberata dalla giunta comunale. I dubbi dei proprietari, tra gli altri, riguardano anche un potenziale danno all’attività agricola avviata già da diversi anni proprio su quei terreni che andrebbero persi. Da Palazzo Tortorini la reazione non si è fatta attendere, come si legge nel testo della deliberazione datata 19 settembre in cui la giunta comunale afferma che è opportuno “doversi costituire in giudizio al fine di continuare a contestare, anche in sede giudiziale, le pretese avversarie in quanto infondate e ultronee”. Una risposta ferma e decisa quella dell’Amministrazione comunale alla pretesa avanzata dai proprietari dei terreni oggetto di esproprio. Toccherà, quindi, al Tar mettere un’ultima parola sulla questione ancora aperta degli espropri mentre le polemiche sul nuovo casello Monselice sud sembrano tutt’altro che placate. (m.t.)
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Monselice
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L’evento Dopo l’annuncio cresce l’attesa per il 22 maggio, data di arrivo della carovana rosa
E’ ufficiale: il Giro d’Italia 2020 farà tappa all’ombra della Rocca D
opo le voci che insistente- ni, i ciclisti entreranno in Veneto mente si rincorrevano or- toccando prima Polesella, Rovigo mai da settimane, la notizia è ora e Boara Pisani fino a risalire verufficiale: il Giro d’Italia farà tap- so Pozzonovo, Battaglia Terme, pa a Monselice. Una delle gare Galzignano, Fontanafredda, Valciclistiche maschili più famose le San Giorgio e Calaone. Dopo sia in Italia sia all’estero passerà una prima parte pianeggiante in anche per il Veneto, fermandosi cui i velocisti potranno dare il nella città della Rocca il 22 mag- meglio di sé, la gara si sposterà gio 2020. Non è la prima volta che sui Colli Euganei dove a rendere il Giro passa per Monselice, an- difficile la pedalata saranno le sache se stavolta l’arrivo di tappa lite di Passo Roverello e del Muro sarà vissuto con ancora maggiore di Calaone. E proprio da Calaone emozione e coinvolgimento. partirà la volata finale in direzioNel corso della conferenza ne Monselice. stampa organizzata a Milano, a Già nel 2015 il Giro d’Italia avecui hanno partecipato anche il va percorso le strade cittadine ma sindaco Giorgia Bedin e l’assesquesta volta sarà diverso: oltre a sore Stefano Peraro, è stato reso passare per il territorio comunanoto l’intero percorso di questa le, infatti, ci sarà una vera e pro103esima edizione pria sosta all’ombra che per tre settimaRocca. Un’opSindaco Bedin della ne vedrà i ciclisti sfiportunità irripetie assessore darsi pedalata dopo bile per Monselice pedalata. La parche avrà così l’ocPeraro alla tenza del Giro d’Icasione di far copresentazione noscere meglio la talia è a Budapest il 9 maggio e l’arrivo città, le risorse e le del Giro in Piazza Duomo a attività presenti sul che partirà Milano il 31 dello territorio. Prime fra stesso mese. Mendall’Ungheria tutte, le strutture ritre Milano è una vecettive. terana nell’ospitare l’ultima tapIl ciclismo riesce sempre ad atpa del Giro d’Italia per la 78esima tirare un certo numero di appasvolta, l’Ungheria vede per la pri- sionati e curiosi e, se si aggiunge ma volta in assoluto la partenza la notorietà che il Giro d’Italia del Giro d’Italia dalla sua capi- porta con sé, diventa chiaro che tale. Le tappe ungheresi saranno il giro di persone sarà notevole. tre in totale e poi il giro rientrerà I dettagli sulle vie interessate dal in Italia dalla Sicilia risalendo la passaggio, sulle modifiche alla penisola lungo la fascia Adriatica. viabilità e sui servizi offerti saIl Giro 2020 prevede tappe a cro- ranno definiti nei prossimi mesi nometro, pianeggianti e anche in ma l’entusiasmo tra le persone alta montagna con arrivi in salita di Monselice e dei paesi limitroper un totale di quasi 3580 chi- fi per l’arrivo del Giro d’Italia è lometri. già palpabile. Un evento di tale La tappa monselicense è la portata rimarrà certamente im13esima delle 21 totali, e preve- presso nella memoria di monsede per il 22 maggio un percorso licensi, e non, per lungo tempo. di 190 km da Cervia a MonseliMartina Toso ce. Attraversando le due regio-
Camelozampa, casa editrice di Monselice, vince il premio Rodari con il piccolo pescatore
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i successi ormai sono abituate, ma la bacheca di trofei s’ingrossa di anno in anno. Alla Camelozampa di Monselice, la bella realtà monselicense guidata da Sara Saorin e Francesca Segato, è andato il “Premio Rodari 2019”, uno dei più importanti riconoscimenti dedicati alla letteratura per l’infanzia. Camelozampa si è meritato il premio per il “miglior albo illustrato”, andato a “Il piccolo pescatore e lo scheletro”, firmato da Chen Jiang Hong e pubblicato per la prima volta in Italia da Camelozampa. Uscito lo scorso marzo in libreria, “Il piccolo pescatore e lo scheletro” è un picture book scritto e illustrato dal celebre autore e illustratore franco-cinese. Si tratta di un com-
movente albo illustrato che parla di altruismo, trasmissione del sapere, ma soprattutto dell’immortalità degli affetti. Un racconto che fa paura ma ha anche il potere consolatorio della fiaba. La storia è quella del piccolo Tong, che in un giorno di cielo nero e mare in tempesta pesca uno scheletro spaventoso, che lo insegue fino a riva. Fuggire non serve a nulla e presto la paura prende il sopravvento. A volte però le apparenze nascondono misteri profondi come il mare. Chen Jiang Hong si è formato all’Accademia delle Belle Arti di Pechino e alla École des Beaux Arts di Parigi, dove vive dal 1987. E’ considerato uno dei grandi maestri dell’illustrazione internazionale per l’infanzia. (n.c.)
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Monselice
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Svolta eco friendly al Parco con stoviglie senza plastica
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Al Buzzaccarini i volontari mettono a punto il noleggio di posate, piatti e bicchieri che non contengono bisfenolo A
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na stoviglioteca contro lo spreco di plastica al Parco Buzzaccarini di Monselice. Questa l’iniziativa lanciata da Monica Buson, volontaria del parco, per dare una veste eco-friendly ai festeggiamenti nelle aree del boschetto. L’idea nasce sulla scorta dell’esigenza sempre più urgente di limitare l’uso di materiali inquinanti a favore di scelte più ecosostenibili. Il buon proposito è stato accolto dai volontari del parco cittadino che hanno così messo a punto un sistema di noleggio stoviglie in polipropilene ed esenti da bisfenolo A, sostanza chimica comunemente utilizzata nella produzione di plastiche e resine. Le coloratissime stoviglie disponibili al prestito hanno il vantaggio di poter essere riutilizzate più volte e lavate in lavastoviglie.
Con un contributo simbolico di 1 euro, utile all’acquisto di altri pezzi, si avranno a disposizione posate, bicchieri, piatti e ciotole per una settimana. Al termine del periodo di prestito il kit va riconsegnato pulito e riposto all’interno della borsa in tessuto fornita dai volontari. Quello della stoviglioteca è un servizio innovativo per la città di Monselice che nasce sulla scorta di altre esperienze positive su territorio nazionale. L’idea delle stoviglie a noleggio è partita da Linda Maggiori, a Faenza, per poi diffondersi in altre realtà italiane e approdare a Monselice in seguito all’incontro di Monica Buson con l’ideatrice del progetto.La stoviglioteca in poche settimane ha già registrato un interesse significativo da parte degli utenti, riceven-
Ostetrica da record, ha visto 5 mila nascite
L’idea della stoviglioteca è partita da Faenza e si sta rapidamente diffondendo anche nella nostra provincia
do richieste di noleggio anche da Montagnana e Padova. Il progetto, che non ha scopo di lucro, rappresenta un’azione concreta ma allo stesso semplici e accessibile a tutti per ridurre la produzione di rifiuti. E quale luogo migliore del Parco Buzzaccarini, frequentato da famiglie e cornice di momenti di festa e condivisione, per dare vita a questo servizio. Martina Toso
umeri da record, passione encomiabile. Per quarantadue anni ha lavorato nello stesso ospedale, facendo nascere almeno cinquemila bebè. Ora Gabriella Bagatella, 60 anni di Arre, può godersi la meritata pensione. Di professione ostetrica, la sessantenne ha prestato servizio per 42 anni e 2 mesi sempre nello stesso ospedale, a Monselice: oggi l’ospedale è il “Madre Teresa” di Monselice, ma l’ostetrica era presente anche quando il presidio era ospitato in un’altra sede, anche quando l’Usl di riferimento era la numero 23, poi trasformata nella 17, ora confluita nella 6. Nel frattempo, sono passati ben 40 primari. Già da questo mese Gabriella, che ha ricevuto un grato saluto da parte della direzione dell’Usl 6, andrà un mese a Lima in Perù con la Caritas: “Mi dedicherò al volontariato, lavorerò nei distretti, negli ospedali, nelle abitazioni”. (n.c.)
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Este
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La mossa di Zaia Completate le nomine
Dopo quattro anni di attesa il Parco ha il suo nuovo “governo” Massimo Campagnolo è il nuovo presidente del Parco Colli. Lo ha scelto Zaia.
belle e utili che contraddistinguono il Veneto e che possiamo spendere con orgoglio in tutto il mondo, sia sul piano della valenza naturalistica, sia su quello del turismo ecocompatibile”. Si è accodato l’assessore ai Parchi,
Cristiano Corazzari: “Si è chiuso nel migliore dei modi un percorso complesso, legato alle previsioni della nuova legge di settore. Ci è voluto un po’ più di tempo, ma è stato tempo speso bene, per coinvolgere i territori e ascoltare
le Comunità. Con la piena operatività della nuova governance si avvia un percorso che renderà questi Parchi sempre più un’opportunità per le popolazioni locali, di conservazione di ambienti unici e di sviluppo”. (n.c.)
Incarichi “a tempo” fino alle elezioni regionali, ecco i nomi della Comunità
La nomina è arrivata al termine di un percorso partito quasi quattro anni fa con il commissariamento del Parco Colli. Sindaco di Cervarese Santa Croce da due mandati, Campagnolo è un ex dipendente Arpav di 57 anni. Nel nominare il presidente del Parco Colli, il presidente regionale ha scelto anche i membri del Consiglio direttivo dell’ente. Assieme a Campagnolo, il tavolo dei bottoni del Parco Colli vede sedere Luca Callegaro (sindaco di Arquà Petrarca), Antonio Scarabello (componente scelto dalla giunta regionale), Nico Schiavon (delegato permanente del Sindaco del Comune di Vo’) e Diego Bonato (imprenditore agricolo
Il governo del Parco durerà in realtà solo pochi mesi: trattandosi di nomine fiduciarie, verrà meno con le elezioni regionali di primavera. E’ definita da tempo anche la Comunità del Parco, praticamente l’organismo che ricopre gli stessi compiti del vecchio Consiglio del Parco. Nella Comunità siedono i sindaci Massimo Campagnolo (Cervarese), Luca Callegaro (Arquà), Roberta Gallana (Este), Paolo Masin (Galzignano), Fabio Ruffin (Lozzo Atestino), Giorgia Bedin (Monselice), Riccardo Mortandello (Montegrotto), Moreno Valdisolo (Teolo), Filippo Legnaro (Torreglia),
In alto il neo presidente del Parco Colli Campagnolo, qui sopra Luca Zaia
i delegati Gian Pietro Bano per Abano, Antonella Buson per Baone, Filippo Zodio per Battaglia, Davide Berton per Cinto, Francesca Callegaro per Rovolon e Nico Schiavon per Vo’. Tre sono gli esperti scelti dalla Regione: Maurizio Pegoraro, Antonio Scarabello ed Enrico Specchio. Ci sono poi Fabio Bui come presidente della Provincia, Diego Bonato Emanuele Boaretto, Christianne Bergamin e Franco Marchionni. ( n.c.)
della Cia Padova). Commenta lo stesso governatore: “La squadra che governerà il futuro di queste perle naturalistiche e turistiche del Veneto è di qualità ed è stata scelta al termine di un accurato confronto con i territori. Non a caso parlo di squadra, perché mi aspetto lavoro di squadra tra i presidenti e i rispettivi Consigli direttivi e tra tutti i Parchi, che hanno singole peculiarità sacrosante, ma costituiscono anche un unicum nel panorama delle cose
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Este
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Sul turismo è la guerra dei numeri Per l’opposizione delle Civiche d’Este lo scorso anno Este ha perso un terzo degli arrivi mentre Monselice continua a crescere. Diversa la lettura della giunta: “Qui arrivano i veri turisti, non i lavoratori o altro”
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ul turismo in città è guerra di numeri. Ad innescarla è il gruppo delle Civiche d’Este, polemica nell’analizzare il trend di arrivi e presenze nella cittadina. “Nel 2018 è purtroppo drammatico il calo degli arrivi, ossia il numero di persone registrate negli esercizi ricettivi: ci si è fermati a 5.171 unità, il 37,9% in meno dell’anno prima”. I dati, sottolineano dalle Civiche, sono quelli della Regione Veneto, secondo cui gli arrivi erano stati 8.331 nel 2017 e 7.429 nel 2016. Commenta il gruppo di minoranza consigliare: “Il confronto è impietoso: nel 2018 Monselice ha chiuso con 28.956 arrivi, in crescita rispetto ai 28.394 dell’anno prima e ai 25.173 del 2016”. L’analisi che ne esce è questa: “Questo pesante tracollo certifica il fallimento della politica turistica dell’amministrazione di Roberta Gallana e di certe proposte, come la recente discoteca in piazza con tanto di cubiste in bikini realizzata alla modica cifra
di 13.000 euro. I toni trionfalistici per eventi di tal genere da parte dell’assessore al turismo Sergio Gobbo non solo ci sembrano fuorvianti e fuori luogo ma anche lontani da certi valori, non solo ma non ultimi quelli cattolici a cui spesso lo stesso fa riferimento. Non è con attività “culturali” di così scarso spessore e con i continui proclami autocelebrativi che si percorrerà la strada del rilancio turistico”. Il Comune valuta in realtà all’opposto i dati sul turismo cittadino, come spiega il sindaco Gallana: “Este ha una ricettività prettamente turistica e legata al calendario annuale degli eventi, a differenza degli arrivi a Monselice di natura lavorativa”. Continua Gobbo: “Un’analisi completa dei dati turistici non può prescindere dal contestuale studio dei dati relativi alle presenze. Vale la pena ricordare che per arrivi turistici si intende il numero di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi, mentre per presenze
A fianco l’assessore Sergio Gobbo, sotto la folla a Este durante il Carnevale
turistiche si intende il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi”. E le presenze crescono a Este: erano 15.623 nel 2010, sono salite a 25.225 nel 2016 e l’anno scorso sono salite a 25.299, di cui 12.983 di italiani e 12.316 di stranieri. “Nel 2018 il
Un euro per il diretto ospedale Biglietto a un euro per chi è diretto all’ospedale di Schiavonia. Provincia di Padova e Busitalia Veneto, aderendo al progetto europeo Samba, hanno istituito un nuovo biglietto che permette di raggiungere l’ospedale “Madre Teresa” da Este o da Monselice utilizzando la linea E034/N. Il biglietto ha un costo promozionale di un euro e vale quattro ore dalla timbratura. (n.c.)
Arco del Falconetto restaurato grazie alla Onlus Scauteste Terminati i lavori di restauro dell’Arco del Falconetto. Regia, e soprattutto cuore, di questo intervento è stata l’associazione Scauteste Onlus. L’Arco del Falconetto necessitava da almeno due decenni di una seria manutenzione. Il monumento è opera del 1525 realizzata dal famoso architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, che si rifà al celebre Arco di Giano Quadrifronte, edificato nella metà del IV secolo ai margini del Foro Boario di Roma. L’arco atestino era opera di abbellimento, ma forse anche fondale di un teatro all’aperto, del parco di proprietà di Alvise Cornaro. (n.c.).
Motori ecologici in gara Il “Sesa Green Endurance Este”, gara automobilistica riservata a motori ecologici, ha visto trionfare nella competizione di Este Nicola Ventura e Daniela Marchisio su Abarth 500 a biometano. Secondi classificati Vincenzo Di Bella e Claudio Canale su Volkswagen e-Golf elettrica e terzi Cesare Martino e Francesca Olivoni su Seat Leon TGI a biometano. Il primo “Economy Run Trofeo Bioman” è stato assegnato invece a Roberta Pasero e Monica Dall’Olio su Audi A5 g-Tron a biometano. (n.c.)
“Sei personaggi in cerca d’autore” sarà messo in scena dalla Compagnia “La Ringhiera”
Sipario sulla nuova stagione E’ ufficialmente partita la nuova stagione dei Filodrammatici. Il primo spettacolo di fine ottobre ha dato il via ad una serie di spettacoli – tredici in tutto – che continueranno fino a mar-
zo. Domenica 10 novembre tocca a “Quel fine settimana” di Piero Dal Prà, inscenato dagli attori della Prototeatro di Montagnana. Domenica 24 lo spazio sul palco sarà per il Teatro del Corvo di Padova, che con la regia di Gianfranco Ara propone “Tre sull’altalena” di Luigi Lunari.
dato è il migliore mai registrato dal 2000. Si sta assistendo a un fatto nuovo: il turista che sceglie di visitare Este alloggiando nelle strutture ricettive della città resta per un numero di giorni maggiore”. Nicola Cesaro
L’8 dicembre ritorna un classico di Luigi Pirandello, “Sei personaggi in cerca d’autore” con la compagnia La Ringhiera di Vicenza e la regia di Riccardo Perraro. Sabato 14 e domenica 15 l’appuntamento è doppio: alle 21.15 e poi alle 17 (fuori abbonamento) i padroni di casa del Teatro Veneto “Città di Este”, con la regia di Stefano Baccini, propongono due cavalli di battaglia della compagnia, “Checo” e “La scorzeta de limon”, atti unici del massimo drammaturgo veneto del Novecento, Gino Rocca. Dopo le festività si ritorna a teatro il 12 gennaio, ancora alle 16.30, con Oscar Wilde e “L’importanza di essere onesto”, affidato alla compagnia Teatro delle Ortiche di Padova con la regia di Vittorio Attene. Il 26 “Ancora sei ore” di Davide Stefanato vedrà recitare gli Amici del Teatro di Pianiga (Venezia) con la regia dell’autore. A febbraio e marzo ci saranno gli ultimi cinque appuntamenti. L’abbonamento a dieci spettacoli (per la domenica pomeriggio) costa 76,50 euro, ridotto a 63. Il botteghino del Teatro apre un’ora prima degli spettacoli ed è raggiungibile al 348-7221972. Nicola Cesaro
Este
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Emergenza cinghiali, catture record ma gli agricoltori sono preoccupati Numeri in deciso aumento per contenere la proliferazione degli animali selvatici, ma Coldiretti osserva che la popolazione non fa che aumentare con gravi danni
Bressan, anzi, servirebbe un’inversione di tendenza nel numero degli abbattimenti: “Se non mettiamo un freno alla proliferazione dei cinghiali stiamo pur certi che il prossimo anno registreremo un nuovo record di abbattimenti. L’obiettivo invece sarà quello di invertire la tendenza, come segnale che finalmente la popolazione sta calando. Ci aiguriamo che possa essere raggiunto quanto prima, per il futuro della nostra agricoltura sui Colli Euganei”.
C
atture di cinghiali, è record. In undici anni non si era mai arrivati a una cifra del genere. Il mese di settembre ha fatto segnare un primato nella storia della caccia ai cinghiali all’interno del Parco Colli: con i 116 abbattimenti del mese scorso, sono 1.329 gli ungulati abbattuti da inizio anno. Arrivati a questo punto dell’anno, mai si erano toccate simile cifre: l’anno scorso a settembre i cinghiali finiti in trappola o abbattuti erano stati 950, l’anno prima 1.237 e quello prima ancora 846. Nell’annus horribilis del 2015 ci si era fermati addirittura a 65, nel 2014 a 721 e nel 2014 a 535. Ora si viaggia chiaramente spediti verso il record di catture totali, che resta quello del 2017 quando in tutto sono stati eradicati 1.560 capi. Con il 2019 sono stati superati i 10 mila abbattimenti messi a segno da quando il Parco Colli ha dato il via al piano di contenimento degli ungulati. Il 2018 si era chiuso con 1.133 abbattimenti, secondo anno più prolifico di sempre, dietro solamente al boom di catture dell’anno prima, quando gli ungulati catturati furono appunto 1.560. Nel 2016 erano stati 1.124, nel 2015 solo 315, l’anno prima 899, quindi 670 (2013), 816 (2012), 856 (2011), 726 (2012), 752 (2009) e 726 nel 2008. In undici anni ormai la cifra ufficiale è arrivata a 10.906. Una lettura dei dati viene tuttavia fatta senza grandi entusiasmi da Coldiretti Padova, per bocca del presidente Massimo Bressan: “Il numero degli abbattimenti è direttamente proporzionale all’aumento della popolazione, quindi è presto, troppo presto per cantare vittoria. Prova ne sono i danni sempre elevati a scapito delle attività agricole e anche gli incidenti stradali che si susseguono con una frequenza preoccupante, mettendo sempre più a rischio la sicurezza della popolazione”. Insomma, il numero di cinghiali finiti nelle celle frigorifere non basta a tranquillizzare gli agricoltori degli Euganei. Per
Un branco di cinghiali scorrazza liberamente in pieno giorno in un vigneto sui Colli Euganei
Nicola Cesaro
Trent’anni dagli esami INSTALLAZIONE - MANUTENZIONE ELEVATORI per DISABILI e ANZIANI
Si sono radunati a distanza di trent’anni dal diploma di maturità. Sono gli ex studenti del liceo Ferrari, che hanno chiuso il loro percorso di studi nel 1989. Dopo un duro lavoro per contattare i ben cento diplomati di quell’anno, ha aderito più di un terzo delle persone, una quarantina in totale. Una bella rimpatriata. (n.c.)
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Nuove nomine in Diocesi. Il vescovo Claudio Cipolla ha nominato don Ottavio De Stefani, parroco di San Girolamo a Este (Meggiaro), anche amministratore parrocchiale di Deserto d’Este.. Conferito l’incarico di collaboratore festivo a don Gaudenzio Zambon nelle parrocchie del Duomo di Este, Pilastro d’Este e Rivadolmo. (n.c.)
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Este
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Sei defibrillatori installati in centro Alcuni sono stati donati da privati, altri acquistati dal Comune, la loro gestione è stata affidata alla associazione Sogit che si occuperà anche della formazione con corsi e serate aperte alla cittadinanza Al centro il momento dell’inaugurazione, a fianco uno dei defibrillatori di Este.
E
ste può dirsi ora “Comune cardio-protetto”. Un’etichetta che arriva anche grazie al merito e al buon cuore di alcuni privati, che hanno donato alla cittadina le risorse per acquistare dei defibrillatori a disposizione di tutti. L’amministrazione comunale di Este ha sottoscritto una convenzione con l’associazione Sogit per la gestione di sei defibrillatori, alcuni acquistati dal Comune, altri donati appunto da privati, installati sul territorio comunale in luoghi di grande frequentazione: quattro sono in fase di installazione in luoghi aperti al pubblico, mentre altri due saranno collocati nei luoghi abitualmente deputati a spettacoli ed eventi. Oltre a gestire i dispositivi, Sogit si occuperà della formazione rivolta alla cittadinanza con dei corsi e serate informative. Il primo dispositivo, donato dal titolare della gelateria “Vaniglia e Cioccolato” è stato posizionato in piazza Maggiore sot-
Il primo strumento salvavita ha trovato posto in piazza Maggiore, gli altri saranno collocati a breve in altrettanti punti “sensibili”
to al municipio. Gli altri saranno a breve collocati nelle apposite teche da esterno in questi punti della città: in piazza Guariento, nel sottoportico davanti alla parafarmacia “Mantovanelli”; a Deserto, accanto alla farmacia “Athestina”; in via Brunelli, nelle vicinanze della nuova caserma della Guardia di Finanza (nel sottoportico della sala
Fumanelli); a Schiavonia, vicino al campo sportivo. Restano da posizionare un defibrillatore in zona Salute e un altro, completo di colonnina autoportante, donato dalla ditta atestina “Bisecco Elettromedicali”. Contando anche quelli già presenti nelle palestre e nelle scuole cittadine, Este si garantisce una buona copertura sul fronte della
sicurezza. Commentano il sindaco Roberta Gallana e l’assessore allo Sport Sergio Gobbo: “Con questa dotazione si completa una copertura territoriale ampia che ha riguardato in primis gli impianti sportivi. Sono infatti dotati del dispositivo le palestre comunali, quelle degli istituti superiori e i campi sportivi. La presenza di questi strumenti salvavita in luoghi accessibili è indispensabile. Gli arresti cardiaci colpiscono circa 70 mila italiani l’anno e un terzo avviene in luoghi pubblici. I minuti che passano in attesa dei soccorsi, per quanto essi possano essere celeri, fanno la differenza. La presenza di un defibrillatore e di un cittadino correttamente formato sulle tecniche di primo soccorso può salvare la vita. Anche per questo motivo abbiamo scelto di posizionare quattro defibrillatori ad uso pubblico in luoghi accessibili e vicini a strutture sanitarie come le farmacie”. (n.c.)
Revocata all’Asd Deserto la gestione del campo
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a gestione del campo sportivo di Deserto imbarazza l’amministrazione comunale. Il Comune di Este ha tolto all’Asd Deserto la gestione del campo da calcio della frazione. Il motivo? Per il 201920 l’Asd Deserto ha annunciato alla Figc la chiusura della società e la rinuncia al campionato di Terza Categoria, eppure per gestire un impianto comunale è necessario partecipare a un campionato agonistico. E’ stata la stessa Figc a informare il Comune del ritiro: vista l’assenza della pratica agonistica e visto che il ritiro dal campionato è arrivato all’orecchie dell’amministrazione comunale da un soggetto terzo, il Comune ha provveduto a togliere la gestione alla società. Affidandola all’Ac Este, in deroga al regolamento secondo cui una società locale può gestire un solo impianto comunale. Quello dell’Asd Deserto non era un addio al calcio agonistico, anzi. La società sta per fondersi con un’altra realtà locale per potersi iscrivere al campionato 2020-2021. “L’Asd Deserto era pronta a tenere in gestione l’impianto sportivo anche senza una squadra iscritta a un campionato, per aver la possibilità di poter pianificare una possibile ripresa dell’attività sportiva in un prossimo futuro...futuro che in questo caso ci è completamente precluso”, ha sottolineato il Deserto verso l’assessore, che ha ribadito la necessità di rispettare le regole. (n.c.)
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Provincia
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Il personaggio Roberto Ramazzotto, ex insegnante ed ex allenatore
“Dalla panchina gestiamo emozioni e motivazione” “I
bravi allenatori sono principalmente abili gestori”. Roberto Ramazzotto, di Este, è un insegnante di educazione fisica in pensione che in passato ha avuto una serie di incarichi come allenatore nel calcio dilettantistico e come preparatore atletico anche nel mondo del professionismo. “La svolta per me è stata quando nei primi anni Novanta ho conosciuto Carlo Muraro, ex ala dell’Inter, che all’epoca guidava la primavera del Vicenza.
“Durante i 90 minuti è impensabile viaggiare sempre al massimo, a fare la diffierenza è la voglia di fare, di recuperare la palla e andare in rete, serve lavorare sulla personalità Grazie a lui ho cominciato a vedere questo sport da un punto di vista più completo”. In seguito sono arrivate per Ramazzotto altre esperienze significative. Tra queste l’ingresso nello staff del Modena di mister Alberto Malesani, che nella stagione 20032004 disputava il campionato di serie A. “Negli anni ho capito una cosa in particolare: il prerequisito indispensabile di una squadra che vuole essere protagonista di una stagione importante è l’atteggiamento. Durante i 90’ di partita è impensabile viaggiare sempre a cento all’ora. Ma a fare la differenza è comunque la fame: la voglia di correre, di recuperare un pallone vagante, di segnare un gol. Poi vengono le altre componenti: quella tecnica, quella atletica e quella tattica. Ecco perché i grandi allenatori sono in primis straordinari motivatori e gestori di personalità”. In carriera Ramazzotto, che in gioventù è stato un esterno offensivo dell’Ac Este, ha seguito diversi calciatori infortunati. “Per riacquistare la condizione ottimale ci sono dei tempi di recupero biologici che vanno rispettati. Oggi dopo la riabilitazione si tende anche a prevedere una fase di rieducazio-
ne funzionale, durante la quale il giocatore si riabitua a secco, cioè senza palla, a compiere i gesti specifici più ricorrenti del calcio, ad esempio i cambi di direzione. L’aspetto psicologico è sempre determinante: prima di rientrare ci si deve sentire come prima”. Cosa non va nel mondo del pallone attuale? “La bellezza di questo sport sono le tante soluzioni di gioco, che qualche volta permettono anche alle squadre considerate deboli di vincere. Ma non
Roberto Ramazzotto ha lavorato con formazioni calcistiche di Serie A
mi piace l’enorme differenza di budget tra i club di prima fascia e gli altri. E poi manca spesso la capacità di accettare la sconfitta, che andrebbe vissuta quale stimolo a migliorarsi. D’altronde oggi siamo immersi nella cultura del successo. Si tende a bruciare tutto e subito, non trovando più nessuna reale gratificazione”. Davide Permunian
Neri Marcorè sul palcoscenico a Montagnana
S
arà Neri Marcorè ad aprire la nuova stagione cinemateatro Bellini di Montagnana. Dieci appuntamenti, da dicembre a marzo, porteranno nella città murata nomi di rilievo nazionale. Il 6 dicembre il comico proporrà “Le mie canzoni altrui”: senza far mancare al pubblico la sua ironia, Marcorè porterà in scena un concerto che spazia nel mondo dei cantautori italiani e stranieri, dal folk al pop, inanellando pezzi noti e meno noti che in qualche modo rappresentano la sua formazione musicale. Il 18 dicembre toccherà a un ospite fisso della rassegna montagnanese, Angelo Pintus, che arriverà col suo “Destinati all’estinzione”, viaggio tra abitudini e luoghi comuni degli italiani. Il 17 gennaio in programma c’è “Chiedimi se sono di turno” con Giacomo Poretti (il Giacomo del trio di Aldo e Giovanni), una memoria di un’esperienza personale vissuta tra le corsie ospedaliere. E ancora, il 24 gennaio ritorna la Rimbamband, che con “Rimbamband Show” mette in campo la grande versatilità artistica declinata tra musica, recitazione, improvvisazione.
Edoardo Leo sarà il 31 gennaio a Montagnana con “Ti racconto una storia”, reading-spettacolo in cui l’attore ripercorre vent’anni di carriera. “Trascendi e sali” del 7 febbraio è invece lo spettacolo di Alessandro Bergonzoni, mostro sacro della comicità italiana. Il 14 febbraio, il palco sarà di Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta e dello spettacolo “Scusa sono in riunione…ti posso richiamare?”. Giovanni Vernia fa tappa nel teatro di via Berghetta il 28 febbraio con “Vernia o non Vernia: questo è il problema”, quindi l’11 marzo tocca a “Belle ripiene” con Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo. La rassegna si chiude il 25 marzo con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia impegnati in “Maurizio IV – Pirandello Pulp”. I biglietti vanno dai 40 ai 28 euro. Nicola Cesaro
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Cultura .
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Belzoni, il nostro “Indiana Jones” Al Centro Altinate di Padova la grande esposizione dedicata all’esploratore ottocentesco che ha svelato al mondo intero i fasti dell’antico Egitto. Viaggio multisensoriale tra reperti originali e documenti unici A fianco il ritratto di Giovanni Battista Belzoni, a cui è dedicata la grande mostra
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e sue avventure alla scoperta dell’antico Egitto hanno ispirato nientemeno che il regista George Lucas per il suo fortunato Indiana Jones dei “Predatori dell’arca perduta”. Il padovano Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) è stato esploratore, attore, ingegnere esperto di idraulica: è difficile racchiudere in una definizione una personalità esuberante che in pochi conoscono ma che ha contribuito in modo significativo a “importare” nel Vecchio Continente le meraviglie della terra dei Faraoni. L’avventura ha accompagnato tutta la sua vita e ora la sua città natale celebra con una grande mostra archeologica i 200 anni dal suo ritorno dall’Egitto e lo fa con un’esposizione di reperti originali, disegni e racconti che narrano l’epopea di questo personaggio sui generis. Il materiale proviene da prestigiosi musei italiani ed europei, con alcuni pezzi e documenti esposti per la prima volta al Centro
Altinate, cuore pulsante delle attività culturali cittadine. “L’Egitto di Belzoni, Un gigante nella terra delle piramidi”, inaugurata lo scorso 25 ottobre, resterà aperta al pubblico fino al 28 giugno e già fioccano le prenotazioni di gruppi, scolaresche, famiglie. La mostra racconta in modo suggestivo la vita eccezionale di un per-
sonaggio che, partito dalle oscure vie del Portello, ha trascorso alcuni anni in Inghilterra per poi proiettarsi - a partire dal 1815 - sugli appassionanti scenari della civiltà dell’Egitto, allora quasi del tutto sconosciuta in Europa. Centrale è la narrazione sul personaggio, sulla sua eccezionalità, sulla sua acutezza intellettuale. Ricostruzioni di am-
bienti, tecnologia digitale ed effetti speciali si snodano lungo il percorso espositivo, il cui filo conduttore è costituito dai tre viaggi compiuti da Belzoni lungo il Nilo tra il 1816 e il 1818: in tal modo al visitatore sarà possibile rivivere l’emozione della scoperta. Veri protagonisti sono però i reperti archeologici, prestati da prestigiose Istituzioni italiane
e straniere: Belzoni, padovano, ha contribuito in modo fondamentale alla creazione della collezione egizia del British Museum di Londra e di altre collezioni europee. Il percorso racconta la vita del “grande Belzoni” alternando sistemi di visita tradizionali, con teche e pannelli esplicativi, a momenti di grande impatto emotivo con il ricorso a tecnologie innovative, effetti multisensoriali e multimediale a effetto immersivo. Il visitatore, coinvolto in spettacoli teatrali e in giochi d’acqua virtuali, attraverserà anche passaggi stretti e labirintici, che richiamano i cunicoli all’interno delle sepolture. I monitor touch screen aiuteranno ad approfondire singoli dettagli. La mostra diventa anche una grande opportunità didattica per le scuole e ’interattività sarà alla base di ogni percorso e laboratori alla scoperta dell’antico Egitto. Informazioni su www.legittodibelzoni.it.
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Cultura .
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Teatro a Padova, stagione “stellare” Al Verdi e al Maddalene, fresco di riapertura, in programma 30 titoli e 130 serate di spettacoli per 7 mesi in un mix di proposte tra grandi classici e autori contemporanei, con gli appuntamenti per famiglie
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renta titoli e più di 130 serate di spettacolo: si presenta con questi numeri la stagione di prosa 2019-2020 del Teatro Stabile del Veneto, che andrà in scena a Padova al Teatro Verdi e al Teatro Maddalene, riaperto al pubblico in un rinnovato splendore. Apertura ufficiale il 2 novembre con un’anteprima fuori abbonamento dal titolo “1919”, uno spettacolo in cui le sinfonie dell’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Marco Angius, insieme alle riflessioni storicoculturali del giornalista, scrittore e filosofo Marcello Veneziani, racconteranno il memorabile 1919 attraverso diversi fili narrativi. Durante la stagione, che si concluderà il 24 maggio 2020, saranno ben dodici le produzioni e co-produzioni del Teatro Stabile del Veneto, con due prime nazionali: “Da qui alla luna” del padovano Matteo Righetto, dal 6 al 10 novembre, e “Morte di un commesso viaggiatore” di Ales-
sandro Haber e Alvia Reale, in programma dal 5 al 9 febbraio. Tra i classici, troviamo “Romeo e Giulietta” di Shakespeare reinterpretato da Ale e Franz, dal 27 novembre al 1 dicembre; “La Casa Nova” di Carlo Goldoni, dal 26 febbraio al 1 marzo; “Il Giardino dei Ciliegi” di �echov, dal 25 al 29 marzo. Tra gli autori contemporanei, oltre a Matteo Righetto, spiccano Marco Paolini con “Nel Tempo degli dei” dal 13 al 17 novembre; Romolo Bugaro con “Una banca popolare” dal 1 al 12 gennaio e Ascanio Celestini con “Barzellette”, dal 6 al 10 maggio. Impreziosiscono il cartellone stagionale gli autori stranieri: Jan Fabre interpretato dall’attore Lino Musella dal 22 al 26 gennaio, Agrupación Señor Serrano dal 30 gennaio al 2 febbraio, Rocío Molina con un abbagliante spettacolo di flamenco dal 19 al 23 febbraio, Ferdinand Von Schirach e il suo show interattivo dal
Il Teatro Verdi di Padova si prepara ad una nuova e prestiogiosa stagione
22 al 24 maggio, solo per citarne alcuni. Non mancheranno i momenti per ridere: ampio spazio, infatti, è dedicato alla rassegna di spettacoli “Divertiamoci a Teatro” con grandi comici: Nino Frassica il 17 e 18 gennaio, Lillo e Greg il 14 e 15 febbraio, Ennio Marchetto e i suoi celebri costumi di carta il 5 marzo, gli Oblivion il 4 aprile, i padovani Marco
e Pippo il 2 e 3 maggio, con il loro nuovo spettacolo. Sulla scia dello scorso anno, anche per questa stagione il cartellone accoglie la presenza di spettacoli di “Evoluzioni Stagione di Danza”: da non perdere Virgilio Sieni il 7 marzo, il Balletto di Roma il 21 marzo, Cristiana Morganti il 2 aprile e Tango Brujo il 29 aprile. Non poteva manca-
re, infine, la rassegna “Famiglie a Teatro” con sette titoli che raccolgono il meglio della produzione nazionale di teatro e musical per adulti e bambini: “Pinocchio” il 24 novembre, “Bonvià! La piccola grande odissea di Timul” l’8 dicembre, “Favole al telefono” il 19 gennaio, “Peter Pan” il 16 febbraio, “Raperonzolo” il 22 marzo, “Fa-Vola. Quando le storie mettono le ali” l’8 marzo, “I viaggi di Gulliver” il 16 maggio. “Una stagione stellare”, quindi, che porterà sotto i riflettori padovani del Teatro Verdi e del Teatro Maddalene il meglio del panorama italiano ed internazionale, in un equilibrato cartellone in grado di soddisfare tutti i gusti e tutte le età. Ingressi disponibili presso la biglietteria del Teatro Verdi e sul sito teatrostabileveneto.it. Enrico Beda
De Andrè canta De André Cristiano De Andrè torna a Padova il 29 novembre al Geosx con “Storia di un impiegato”, il suo nuovo tour ispirato al celebre concept album del padre. Un’opera rock con arrangiamenti nuovi, scenografie e proiezioni, uno spettacolo multimediale capace di smuovere le coscienze a 50 anni dalle rivolte sociali del 1968. Inizio alle ore 21.15. (e.b.)
Maria Callas rivive al Gran Teatro Geox il 15 novembre Quarantadue anni dopo la sua scomparsa, il soprano Maria Callas torna in Italia, sul palco padovano del Gran Teatro Geox, grazie ad uno straordinario show dedicato alla sua carriera, realizzato con una speciale tecnologia laser. Il 15 novembre, lo spettacolo “Callas in Concert - The Hologram Tour” debutta nel nostro Paese, dopo aver registrato un successo strepitoso in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Sud America, passando per le principali città europee. L’orchestra sinfonica dal vivo, diretta da Eimear Noone, accompagna lo show. Inizio alle 21.15. (e.b.)
“Incontro e abbraccio” Apre il 16 novembre a Palazzo del Monte di Pietà “Incontro e abbraccio nella Scultura del Novecento, da Rodin a Mitoraj”, una mostra capace di esplorare le molteplici singolarità della condizione umana, attraverso una rassegna di 120 sculture del secolo scorso. I capolavori compongono un percorso che offre una visione dell’uomo aperto e positivo, in contrapposizione a chiusure e indifferenza. La mostra ad ingresso gratuito, rimarrà aperta fino al 12 gennaio 2020. (e.b.)
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Sport
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La storia Polisportiva “Pallalpiede”
La formazione della Polisportiva Pallalpiede del carcere Due Palazzi di Padova
Calcio dietro le sbarre, lezione di vita I
l calcio che unisce le storie più difficili. Il calcio che educa al rispetto delle regole e dei ruoli. Il calcio che supera le barriere, anche quando sono le mura di una prigione. La storia della Polisportiva Pallalpiede, la squadra di calcio del carcere di Padova, è la storia di un progetto coraggioso, nato formalmente nel 2014 con la prima iscrizione al campionato FIGC di terza categoria. “In realtà l’idea era nata due anni prima, ma c’è voluto un po’ di tempo per creare la società, omologare il campo, iscrivere la squadra al campionato - spiegano Lara Mottarlini e Paolo Piva, rispettivamente Presidente e Presidente Onorario della Polisportiva - Siamo partiti da zero e inizialmente le difficoltà sono
state davvero tante, ma grazie all’aiuto dei dirigenti del carcere, della FIGC, delle istituzioni e di qualche sostenitore siamo riusciti a realizzare ciò che sembrava solo un sogno”. Il sogno era quello di creare una squadra vera e propria, composta dai detenuti del carcere di Padova. L’intuizione è stata quella di “normalizzare” una situazione inedita e di farlo attraverso lo sport. Ecco perchè non bastava più tirare quattro calci al pallone nel campetto del Due Palazzi: era necessario costruire un percorso che si sviluppasse dentro le forme e le regole di tutti i club: visite mediche, tesserini, allenamenti e partite vere. “Appena si è sparsa la voce, l’entusiasmo tra i ragazzi è stato contagioso: in 120
hanno chiesto di prendere parte alla squadra e la federazione ci affiancò Valter Bedin per selezionare i 32 giocatori della rosa - ricorda Piva - Lui si innamorò del progetto e decise di rimanere come allenatore”. Inizia così il primo campionato: i colori sociali sono il bianco e il rosso, come quelli del Calcio Padova, la squadra della città. Per motivi di sicurezza Pallalpiede gioca tutte le partite in casa, il sabato pomeriggio al Due Palazzi: fuori classifica, ma dentro “un girone vero” con le altre padovane. “Tutti i giocatori sottoscrivono un codice etico - conti-
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nua Mottarlini - Ognuno di loro si impegna a rispettare le regole, gli avversari, l’arbitro, i dirigenti e anche se stesso”. I risultati non tardano. Seppur esclusa dalla classifica a punti, la squadra partecipa alla Coppa Disciplina, vincendola per quattro anni di fila. “Solo guardandoli giocare ci siamo resi conto di quanto il calcio sia un linguaggio universale - aggiungono i dirigenti della Polisportiva - durante gli allenamenti e nei 90 minuti di partita non esistono etnie, gruppi e distinzioni sociali. Esiste solo il campo, come in tutte le squadre del mondo”.
L’amalgama tra i giocatori cresce. Con il passare degli anni gli allenamenti diventano più impegnativi, la qualità si alza, le vittorie si moltiplicano. In panchina arriva Fernando Badon e nella stagione 2018-2019 Pallalpiede vince il campionato. “Una soddisfazione immensa commenta Lara Mottarlini - che va oltre il risultato sportivo. Grazie al calcio spieghiamo a questi ragazzi che il rispetto delle regole è fondamentale, in campo e nella vita. In questi anni siamo riusciti a far incontrare le storie del carcere con tantissime squadre della nostra provincia, i cui dirigenti e giocatori si sono sempre dimostrati curiosi ed entusiasti di contribuire al progetto”. Dal 2014 la Polisportiva ha fatto passi da gigante. A bordo campo oggi c’è una piccola tribuna dove altri detenuti possono fare il tifo; una cosa impensabile fino a qualche anno fa, quando il terreno di gioco veniva delimitato con i nastri da cantiere. “Il sogno? Poter giocare le partite anche in trasferta” auspica la Presidente . Mai dire mai, nel calcio. Enrico Beda
Ottant’anni di alpinismo alla scuola “Piovan”
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lpinismo, roccia, arrampicata libera e sci alpinismo. Ma anche ghiaccio, roccia, arrampicata libera e artificiale. Da più di 80 anni, a Padova, c’è una scuola che organizza corsi di formazione per i soci del CAI - Club Alpino Italiano - sui vari terreni e situazione della montagna. Si chiama “scuola Franco Piovan”, la sede è al Portello in via Gradenigo, ed è una delle più grandi d’Italia con oltre 100 istruttori ed aiuto istruttori, tra cui guide alpine ed accademici del CAI. Ogni anno il programma prevede corsi per ambienti invernali ed estivi, sia di livello base che avanzato, per poter formare neofiti ed esperti della montagna. Oltre al corso di alpinismo per imparare a muoversi in autonomia su sentieri e ferrate, la scuola offre opportunità di formazione focalizzate anche sui terreni più impegnativi: roccia, ghiaccio, cascate di ghiaccio. Per tutti coloro che vogliono imparare a sciare nei luoghi più incontaminati, la scuola organizza due corsi di sci alpinismo: uno di livello base, uno di livello avanzato. Altrettanti sono i corsi dedicati agli amanti dell’arrampicata: quello base è rivolto a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla disciplina, con lo sviluppo della tecnica e l’insegnamento delle manovre di sicurezza; quello avanzato è per i più esperti, che vogliono sperimentare vie di più tiri. (e.b.)
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Regionali 2020, la corsa è partita
Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria
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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.
Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli
estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,
sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.
Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari
venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle
Matteo Renzi
adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.
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Politica
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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico
Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega
“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”
“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”
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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente
paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda
n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.
Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”.
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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto
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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno
portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali
Cristiano Corazzari
di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,
con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline
sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti
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iciamolo subito: scegliere un’auto elettrica non è l’affare del secolo. La batteria è ancora troppo cara e incide molto nel prezzo d’acquisto. Inoltre, l’autonomia è limitata e ci sono anche diversi e noti problemi per la ricarica. Però, chi utilizza l’automobile in città, se sceglie un’auto elettrica, può ottenere vantaggi anche economici. Prendiamo come esempio la Smart, auto “cittadina” per eccellenza. Il maggior costo d’acquisto si ammortizza, anche senza incentivi. La Smart elettrica più economica a listino costa intorno ai 24.200 euro. L’equivalente a benzina di euro ne costa 16.100. La differenza è di 8.100 euro, quanto costa la sola batteria. Eppure si può risparmiare. Come? Lavorando sulle condizioni di noleggio a lungo termine o leasing, con un anticipo alto e mantenendo una rata bassa, intorno ai 100 euro al mese. Così, con una percorrenza di circa 15.000 chilometri l’anno, si possono arrivare a risparmiare intorno ai 70 euro al mese. Nell’acquisto dell’elettrica ci sono poi altri vantaggi: ha diritto al bollo gratis per 5 anni. Nella RCA, molte Compagnie praticano sconti di circa 80 euro/mese. Tirando le somme, il risparmio totale può arrivare intorno ai 180 euro al mese. Il tutto a patto che siano sufficienti 150 km di autonomia al giorno, si percorrano almeno 15.000 km all’anno e si abbia la possibilità di ricaricare l’auto in casa o presso una colonnina nelle vicinanze.
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er chi vive e lavora nei centri urbani, anche la E-Bike è un mezzo comodo. All’inizio ci si fa un po’ di domande: come si carica? Devo attaccare la bici alla presa di corrente? Naturalmente no: basta sfilare la batteria e portarla a casa. Con un caricatore la si lascia in carica per qualche ora. L’autonomia dipende dall’uso che se ne fa, ma si può arrivare, per certi modelli, fino a cinque giorni. Secondo la normativa vigente inoltre il costo per l’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita a può essere dedotto dal reddito per il 50 o addirittura il 100%.
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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U
na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità . A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può
prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno piÚ di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra
Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli
cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della cittĂ , che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario
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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano piĂš di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. Ăˆ ancora forte e radicata la loro tradizione, cosĂŹ come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdereâ€? nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sĂŠ, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunitĂ di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle localitĂ piĂš gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferroâ€?.
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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolaritĂ relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standardâ€?) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.
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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?
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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-
gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.
Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.
VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4
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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.
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Camionisti: dire no al diesel fa male?
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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le
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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?
emissioni delle polveri sottili dovute alle auto e all’autotrasporto diesel sono appena il 4% del totale. Perché le PM vengono dalle abitazioni (il 46%) e dall’industria (il 44%). I produttori dell’automotive hanno investito fior di miliardi di euro per migliorare l’ecosostenibilità dei loro mezzi, ma il vero problema è che ci sono
cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?
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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala
’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-
di Renato Malaman
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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente
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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala
Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a
NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE
Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.
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HOTEL TERME MILLEPINI, dove la Salute si Respira! Acqua Termale Euganea: il rimedio naturale contro i mali di stagione
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I PRODIGI DELLA NATURA CONFERMATI DALLA SCIENZA Una storia millenaria che ha tratti quasi fiabeschi, quella delle acque delle Thermae Abano Montegrotto, della quale ogni aspetto sull’efficacia è confermato da decenni di ricerca scientifica. Dai tempi dei Romani, infatti, oltre 2000 anni fa, le risorse termali di Mons Aegrotorum, l’attuale Montegrotto Terme, dove sorge l’Hotel Terme Millepini 4*, sono note per la loro elevata azione antinfiammatoria che le rende tutt’oggi uniche al mondo.
prevenzione e cura di patologie delle alte e basse vie respiratorie, affinché non si cronicizzino, attraverso un trattamento semplice, che anche i bambini possono affrontare in braccio ad un genitore, nel comfort dell’Hotel Terme Millepini, talvolta dopo un bel bagno in piscina.
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teggendo le mucose da eventuali ricadute ed evitando antibiotici e medicinali invasivi. Le malattie respiratorie sono aumentate considerevolmente, anche in seguito alle peggiorate situazioni ambientali per la prolungata esposizione ad agenti inquinanti ed al fumo di sigaretta anche passivo. Inalazioni e Aerosol frammentano finemente le particelle di acqua minerale termale e la nebulizzano per utilizzarla nella
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Food & Drink ITALIAN CHEESE AWARDS: TRA I MIGLIORI FORMAGGI ANCHE L’ASIAGO!
PATATE AMERICANE, IL PIACERE IN TAVOLA
Premio “Donne del latte” è stato assegnato a Linda Del Ben della Latteria di Aviano, in Friuli Venezia Giulia. Il “Cheese Bar dell’anno” è “Sogni di Latte” di Napoli e invece Pira Carmelo, della Fattoria Radichino in Lazio, ha ritirato il “premio alla carriera”. A vincere poi gli ambiti premi di “Caseificio dell’anno” e “formaggio dell’anno” sono stati, rispettivamente, il caseificio Valsamoggia in Emilia Romagna e il Fiore Sardo DOP , prodotto in Sardegna da Salvatore Bussu Debbene. Quali sono i migliori formaggi italiani? A deciderlo sono stati gli Italian Cheese Awards 2019, che hanno premiato, a Verona il 27 ottobre, i formaggi vincitori in ciascuna categoria. Per la categoria “Freschissimo” vince il Crema di Rugiada del Caseificio Artigiana, in Puglia. Nella categoria “Fresco” viene premiato l’Asiago fresco DOP prodotto dal caseificio San Rocco in Veneto, a Tezze sul Brenta. Come formaggio a pasta molle vince lo Steiner di Eggemoa, nell’Alto Adige, e come formaggio a pasta filata torna un prodotto del caseificio Artigiana, in Puglia: la sua burrata. Vince nella categoria “pasta filata stagionata” il Caciocavallo di Agnone stagionato del caseificio Di Nucci, in Molise; mentre il semistagionato premiato dalla giuria è il Don Carlo prodotto dal caseificio inMasseria in Puglia. Passando agli stagionati troviamo il Pecorino Gran Riserva del caseificio toscano Cugusi, mentre andando oltre i 24 mesi c’è il Parmigiano Reggiano 48 mesi del caseificio Gennari in Emilia Romagna. Per quanto riguarda i formaggi aromatizzati, a trionfare è la veneta Latteria Perenzin con il suo Anniversary Bianco; mentre per i formaggi erborinati vince il caseificio lombardo Arrigoni Battista con il suo Berghem Blu. Oltre alle diverse categorie di formaggio premiate, sono stati assegnati anche alcuni premi speciali, come il “Premio al miglior derivato del latte”, andato alla Ricotta di Bufala Campana DOP del caseificio Il Casolare di Alvingano, in Campania. Il “Pemio al miglior formaggio di montagna” è invece andato al San Martin del Caseificio San Lorenzo, in Piemonte; mentre il
La Patata americana è uno dei prodotti tipici di Novembre. Cotta in forno o lessa è davvero una bontà da non far mancare sulle nostre tavole. Si tratta di un prodotto di grandissima qualità che da sempre qualifica un territorio compreso tra le province di Padova, Rovigo e Vicenza, votato alla produzione della batata americana bio. Normalmente chiamata “patata americana” la batata bio è un alimento dalle proprietà alimentari riconosciute ed è opinione consolidata che sia in grado di aiutare a prevenire diverse patologie su tutte ad esempio il diabete, se integrata nell’alimentazione quotidiana. Nel nostro Paese la coltivazione della batata bio ha una lunga tradizione ed ha trovato, in particolare, nella bassa padovana, ad Anguillara Veneta e Stroppare il luogo ideale per la sua coltivazione. Importata dalle americhe con la scoperta di Colombo, inizialmente non venne impiegata per scopi alimentari quanto piuttosto quale curiosità botanica. L’affermazione della sua coltivazione per scopi alimentari avvenne agli inizi del ‘900, quando venne reimportata da emigranti di ritorno dal Brasile e prese la denominazione di americana proprio in virtù della sua provenienza. Al giorno d’oggi la batata americana non viene impiegata come alimento alternativo ai carboidrati e povero di grassi, ma viene utilizzato in ambito alimentare per la sue proprietà anti ossidanti e e per la naturale proprietà anti diabetica.
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L’iniziativa
Il Veneto di corsa contro il cancro
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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente
La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
a pag 40
Il bando regionale fa il pieno di candidati
a pag 41
Un “Il mio nuovo paziente ambulatorio nascerà più ainChioggia là”
a pag 42
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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però
Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-
calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.
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Il Veneto di corsa contro il cancro
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erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.
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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S
e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie
rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».
Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico
ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che
Un nuovo ambulatorio a Chioggia
dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia
Linfedema, adesso c’è una cura
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(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due
’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per 3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su quallogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilabitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». forza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refestre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maal servizio tramite xillofacciale è di impegnativa del origine romano, Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunCup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, attraverso consuMestre nel 2007 e basta “trasferte” lenze richieste dai dal 2011 si occupa fino a Mestre vari reparti ospedi chirurgia orale dalieri. «Ci si può e maxillofacciarivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomanli – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera prochirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon.
ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenos Aires la comunità scientifica internazionale ha inteso così premiare l’attività di chirurgia linfatica effettuata a Mestre per la prevenzione e il trattamento dei linfedemi degli arti. «Il linfedema – spiega il dottor Alessandro Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il rigonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A Mestre, invece, gli specialisti della Chirurgia Vascolare hanno messo in atto da alcuni anni un iter terapeutico che cura e addirittura previene il formarsi del linfedema con la realizzazione di veri e propri bypass, che “evitano” il vaso linfatico ostruito costruendo chirurgicamente dei percorsi alternativi. Gli studi clinici presentati ai due congressi sono frutto della collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano e con l’ospedale di Udine, grazie a un progetto culminato, nel 2016, nella creazione di una rete tra le eccellenze trivenete. L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen-
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L’Ospedale all’Angelo premiato a Bruxelles FARMACIA CESTER - Porto Viro (Ro) e Buenos AiresDOTT. per la sua-innovativa FARMACIA COLLA Corbola (Ro) tecnica FARMACIA IKONOMU - Volto di Rosolina (Ro) chirurgica in grado di risolvere un problema FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano altamente invalidante nel Polesine (Ro)
MEDICO DELTA - Porto Tolle (Ro) provinciale, ma tro ospedalieroCENTRO del Nordest in grado non solo per il territorio NADALINI - Adria (Ro)quello extra-regionale, grazie oggi di offrire ilFARMACIA trattamento microchiruranche per FARMACIA SAN GIORGIO Venier di PortoTolle (Ro)cengico del linfedema. L’intera attività, sia alle- Cà sinergie sviluppate con altri FARMACIA PAOLOtri - Loreo (Ro) oncologici. A gennaio il diagnostica che terapeutica SAN chirurgica, specialistici è offerta in regime di sanitàSAN pubblica, tema- Cavarzere sarà al centro del “Lymphedema FARMACIA GIUSEPPE (Ve) anche attraverso un ambulatorio NATURFARMA deUpDate”, all’Ospedale di Venezia, PARAFARMACIA - Taglio di Civile Po (Ro) dicato nel quale attualmente vengono che vedrà numerosi scienziati discutere seguiti più di 300 pazienti affetti da su come migliorare i trattamenti, sia melinfedema con problematiche chirurgidici che chirurgici, di questa patologia che. Rappresenta un polo d’attrazione ad alto impatto sociale.
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Salute
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“Il mio paziente nascerà più in là” Il follow-up ostetrico del futuro è già presente in Poliambulatorio Delta Medica
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empre più spesso, i servizi erogati per la tutela del benessere e della salute della Donna e del Bambino rappresentano un indicatore di qualità dell’intera offerta sanitaria erogata alla comunità. Nell’ottica di tale “concezione moderna di salute”, la medicina materno-fetale non può non ricoprire un ruolo prioritario, essendo l’unico momento della vita di una donna in cui “è possibile definire il benessere del paziente presente (mamma) e del paziente futuro (feto)”. Per molteplici aspetti socio-economici, la maternità ha subito negli ultimi anni notevoli cambiamenti, in primis fra tutti l’essersi spostata come evento nella “medio-tarda” età fertile. Tale tendenza, che non potrà che continuare, induce nella coppia la pianificazione di un numero sempre inferiore di figli, spesso ricorrendo a tecniche di procreazione medicalmente assistita (e quando necessario anche con utilizzo di gameti eterologhi), aumenta potenzialmente i rischi materni e fetali (gravidanza a rischio), ma al contempo incrementa esponenzialmente il desiderio/necessità di predizione di benessere. Ecco che diventa “normale” la richiesta della coppia del “massimo” in termini di aspettativa di salute, di predizione del rischio e di diagnosi rapide, veloci, esaustive ed accurate. Il Poliambulatorio Affidea Delta Medica in collaborazione con il Dr. Gizzo Salvatore - Specialista in Ginecologica ed Ostetricia – offe già da alcuni anni la possibilità alla donna incinta di soddisfare, con minimo tempo di attesa e
costi contenuti, il desiderio di predizione di benessere suo del suo futuro nascituro. Ecco che, oltre alla routinaria visita ostetrica, è possibile nella stessa occasione effettuare l’ecografia ostetrica ad hoc per qualsiasi epoca gestazionale. L’ecografia ostetrica, oltra al battito cardiaco fetale e alla diagnosi di presentazione permette di valutare il rischio di patologie cromosomiche già nel primo trimestre di gravidanza (ecografia genetica del primo trimestre). L’ecografia del secondo trimestre, meglio conosciuta come ecografia morfologica, è il massimo concentrato delle potenzialità dello studio ecografico: questa è l’epoca gestazionale in cui si ha il miglior rapporto tra le dimensioni del feto stesso e la risoluzione dell’apparecchio, al fine di eseguire un’analisi morfostrutturale. Si possono investigare estensivamente parametri della crescita e del benessere fetale, implementando lo studio con la visualizzazione e valutazione della vascolarizzazione fetale ed uterina. Nelle successive settimane di gravidanza è possibile monitorare il benessere fetale e di realizzare uno studio particolareggiato della struttura, valutarne l’accrescimento, con la possibilità attraverso complesse formule matematiche di determinare una stima del peso e della lunghezza fetale al momento stesso e con buona approssimazione al parto. Le pazienti che si rivolgono al Poliambulatorio Affidea Delta Medica potranno usufruire inoltre di test di screening genetici non invasivi di 1° livello (Ultrascreen o meglio co-
nosciuto come Bi-Test) nonché del sempre più diffuso e richiesto “Test del Dna Fetale circolante [cfDNA]”. I test basati sul cfDNA, in quanto analisi del DNA, sono test genetici a tutti gli effetti, potendo eseguire uno screening cromosomico ad elevata performance (altra sensibilità ed alta specificità) sia per le cromosomopatie più frequenti quali trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 18 (sindrome di Edwards), trisomia 13 (sindrome di Patau), aneuploidie (monosomie e trisomie) dei cromosomi sessuali (e definizione del sesso fetale) fino all’estensione dell’indagine alla ricerca delle microdelezioni più frequenti del genoma umano o all’intero genoma stesso (cariotipo digitale). Per tale motivo il Poliambulatorio Affidea Delta Medica offre alle pazienti interessate una consulenza totalmente gratuita con il Dr. Salvatore Gizzo sia pre-test al fine di informare e coadiuvare la coppia nella scelta dell’indagine a loro più pertinente sia post test al fine di elucidarne i risultati ed offrire, in caso di test positivo, un continuum assistenziale con eventuali altre indagini necessarie. Il NIPT dove essere collegato e preceduto da un accurato controllo ecografico dopo l’XI settimana, effettuato da operatori accreditati ed esperti in indagine ecografica del primo trimestre. E’ infatti possibile eseguire con il Dr. Gizzo Salvatore sia alcuni giorni prima sia nello stesso momento del prelievo ematico per test cfDNA l’ecografia del primo trimestre. Grazie alla moderna ed avanzata tecnologia presente e all’exper-
tise degli operatori, presso il Poliambulatorio Delta Medica è possibile estendere l’indagine ecografica bidimensionale con ricostruzioni tridimensionali e anche quadridimensionali (3D/4D), ovvero con una modellazione solida in real-time. E’ ormai possibile spiare nel più recondito dei misteri: una vita portata in grembo. Inoltre è possibile vedere il proprio bambino muoversi, toccare il proprio corpo, così come osservare le espressioni del suo corpo. E’ possibile entrare in diretto contatto visivo con lui fino ad indovinarne le somiglianze. Si tratta di un’ecografia particolarmente sofisticata. I vantaggi, oltre che di tipo emotivo, sono enormi dal punto di vista diagnostico tant’è che nella nostra sede l’indagine 3D/4D viene eseguito su richiesta della gestante e in tutti i casi in cui il medico lo ritenga utile. La possibilità anche per le pazienti affette da
gravidanza a rischio di poter essere seguite presso il Poliambulatorio Delta Medica in maniera completa e multidisciplinare completa quello che è considerato “un moderno approccio” alla tutela della salute della mamma e del futuro nascituro. Il ginecologo che si occupa di medicina materno fetale ha quindi l’insostituibile ruolo di presentare “step by step” ai futuri genitori il loro figlio, così da aumentarne la consapevolezza durante la gravidanza. I routinari controlli sono un momento in cui in cui i genitori trovano rassicurazioni e risposte ai molti dubbi e domande. Per una mamma, poter “vedere il bambino che porta in grembo, sapere che è sano e che la gravidanza sta procedendo bene” significa essere rassicurata sulla propria salute e su quella del proprio figlio. Tutto ciò ha un effetto positivo generale che influisce sulla percezione ed il buon andamento della gravidanza stessa.
Dott. Salvatore Gizzo Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Affidea - Delta Medica Monselice PD, Via Rialto, 12 - Tel. 0429 783000 www.deltamedica.affidea.it
䴀椀挀爀漀挀栀椀爀甀爀最椀愀Ⰰ Microchirurgia, 挀漀洀瀀攀琀攀渀稀愀 攀 挀漀氀氀愀戀漀爀愀稀椀漀渀攀 competenza e collaborazione 挀漀渀 愀琀琀爀攀稀稀愀琀甀爀愀 椀渀渀漀瘀愀琀椀瘀愀 con attrezzatura innovativa 攀 搀椀瘀攀爀猀椀ǻ挀愀琀愀 e diversificata Sekal Microchirurgia Rovigo è una struttura privata • TRAPIANTO DI CORNEA, di chirurgia oculistica classificata come struttura CROSS-LINKING PER CHERATOCONO extraospedaliera di chirurgia. Dispone delle più • CORREZIONE DEI DIFETTI DI VISTA TRAMITE: moderne tecnologie sia diagnostiche che terapeutiche, potendo offrire trattamenti - LASER AD ECCIMERI E LASER A FEMTOSECONDI all’avanguardia garantendo l’approccio - IMPIANTO DI LENTI INTRAOCULARI medico/chirurgico che più si adatta • TRATTAMENTI LASER PER LA CURA alla condizione del paziente. DELLE MOSCHE VOLANTI Direttore Sanitario: Dott. Massimo Camellin • INIEZIONI E TRATTAMENTI LASER PER il centro è certificato LA CURA DELLE DEGENERAZIONI RETINICHE CERSOI 䴀椀挀爀漀挀栀椀爀甀爀最椀愀 CON 刀漀瘀椀最漀 甀渀愀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀 瀀爀椀瘀愀琀愀 搀椀 挀栀椀爀甀爀最椀愀 漀挀甀氀椀猀琀椀挀愀 挀氀愀猀猀椀昀椀挀愀琀愀 挀漀洀攀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀 •匀攀欀愀氀 ZEPTOCATARATTA IMPIANTO 攀砀琀爀愀漀猀瀀攀搀愀氀椀攀爀愀 搀椀 挀栀椀爀甀爀最椀愀⸀ 䐀椀猀瀀漀渀攀 搀攀氀氀攀 瀀椀豈 洀漀搀攀爀渀攀 琀攀挀渀漀氀漀最椀攀 猀椀愀 搀椀愀最渀漀猀琀椀挀栀攀 挀栀攀 琀攀爀愀瀀攀甀琀椀挀栀攀Ⰰ DI LENTI MULTIFOCALI 漀昀昀爀椀爀攀 琀爀愀琀琀愀洀攀渀琀椀 愀氀氀ᤠ愀瘀愀渀最甀愀爀搀椀愀 •瀀漀琀攀渀搀漀 LUCE PULSATA PER LA CURA DELL’OCCHIO最愀爀愀渀琀攀渀搀漀 SECCO 氀ᤠ愀瀀瀀爀漀挀挀椀漀 洀攀搀椀挀漀⼀挀栀椀爀甀爀最椀挀漀 挀栀攀 瀀椀豈 猀椀 愀搀愀琀琀愀 愀氀氀愀 挀漀渀搀椀稀椀漀渀攀 搀攀氀 瀀愀稀椀攀渀琀攀⸀ • VISITE OCULISTICHE PER ADULTI E BAMBINI 䐀椀爀攀琀琀漀爀攀 匀愀渀椀琀愀爀椀漀㨀 䐀漀琀琀⸀ 䴀愀猀猀椀洀漀 䌀愀洀攀氀氀椀渀 CON ATTREZZATURA ALL’AVANGUARDIA 䤀氀 挀攀渀琀爀漀 挀攀爀琀椀昀椀挀愀琀漀 䌀䔀刀匀伀䤀 • VISITE PER CHIRURGIA PLASTICA PALPEBRALE Via Jean-Henri Dunant, 10/12 · 45100 Rovigo (Ro) 吀爀愀瀀椀愀渀琀漀 搀椀 挀漀爀渀攀愀Ⰰ tel e fax 0425 411 357
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Appuntamenti
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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre
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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.
Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso
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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it
Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso
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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.
Children’s Museum Verona
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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it
Momix
We will rock you
La Venezia ebraica
Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre
Padova, Teatro Geox, 30 novembre
24 novembre
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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.
opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.
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isita guidata al Ghetto ebraico di Venezia, forse uno dei più famosi al mondo e sicuramente uno dei più antichi. Un decreto del 1516 del governo della Repubblica stabilì che la comunità ebraica dovesse risiedere nel ghetto, che tutt’oggi si trova nel Sestiere di Cannareggio. Durante la passeggiata per il ghetto la guida ci illustrerà moltissimi aspetti riguardanti la storia, la vita e la cultura del popolo ebraico a Venezia. Per prenotarsi o chiedere informazioni: info@viaggiarecuriosi.com
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IL DIRITTO DI CAMBIARE
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata con mais
Medaglioni alla salsa di funghi
Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio - olio, sale, limone q. b.
Ingredienti per i medaglioni: acqua - sale - farina di mais q. b. Per la salsa di funghi: 300 g di funghi - 1 cipolla - 1 carota - 1 gambo di sedano 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.
Focaccia di mais Ingredienti: ½ di latte - 2 C di olio - 5 C di zucchero di canna - 1 uovo - 100 g di farina di mais - 1 pizzico di vaniglia - 100 g di uvetta - 2 mele - 2 mandaranci spremuti - 8 fichi - 1 pizzico di sale.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.
Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi (vedi salsa di funghi). Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.
Preparazione: bollire il latte, versare la farina a pioggia fino a formare una polentina consistente, cuocere per 2-3 minuti e spegnere. Mettere in una terrina, aggiungere la spremuta, il sale, lo zucchero, la vaniglia, l’uovo e l’olio; mescolare gli ingredienti, aggiungere l’uvetta, i fichi, le mele, amalgamare molto bene. Versare in una tortiera oliata e passata con il pan grattato, mettere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti. Servire tiepido.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Oroscopo
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Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli
Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici
Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli
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Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene
Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti
Gemelli
Sagittario
Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate
Verrete colpiti profondamente da qualche gesto genitle inaspettato, attenti invece alle stilettate sul lavoro
Cancro
Capricorno
Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione
La fortuna in amore si propagherà con effetto domino anche alla vita professionale. Si avvererà ciò che attendete
Leone
Acquario
Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai
La seconda metà del mese sarà un saliscendi di emozioni, perciò ricordatevi che dopo ogni tristezza ci sarà gioia
Vergine
Pesci
Concedetevi una pausa di riflessione per decidere con calma come muovervi nei mesi a venire. Rispolverate vecchi progetti
Se state ultimando un vecchio progetto state attente agli errori di distrazione: potrebbero danneggiarvi
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