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Bassapadovana sett2016 n117

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SETTEMBRE 2016

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MONSEILICE

Via libera ai cartelli anche sui campi e terreni MONSELICE

Giostra della Rocca più attenta alla sua storia

Profughi: sul progetto Sprar Este fa marcia indietro Il sindaco Gallana revoca la disponibilità: “Vogliamo capire meglio, non c’è alcuna garanzia che non arrivino altri migranti”

servizio a pag 10

ESTE, INIZIATIVA

Fondo sociale, contributi dagli amministratori EMERGENZA

Cinghiali sui Colli, al via un nuovo piano MONTAGNANESE

Quattro comuni pensano alla fusione Scuola

Si riparte a singhiozzo: che succede? POLITICA

Caos sulla riforma sanitaria Cultura

A Rovigo la mostra sui Nabis

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onne fate figli da giovani, ve lo consiglia il ministro che, per ricordarvelo, inventa pure il giorno della fertilità! Lasciamo stare le polemiche che l’iniziativa ha scatenato, anche se, a dire il vero, si sono rivelate molto spassose e sagaci nel demolire una campagna ministeriale davvero stonata. Guardiamo invece ai fatti. L’obiettivo primario del ministro della Salute era sensibilizzare le donne, in particolar modo, sulla fertilità. Peccato non sia stata capita. segue a pag 3

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Facciamo il punto

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Guendalina innamorata di Monselice

Ha sfiorato il quarto posto alle Olimpiadi nel tiro con l’arco

Emanuele Masiero >twitter: @emanuelemasiero <

della Bassapadovana

è un marchio registrato di proprietà di Srl

Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it<

Peccato, ricordiamo noi, che qualcuno sembra ignorare che i figli si fanno in due e che i problemi di infertilità si dividono equamente tra uomini e donne. Secondo l’American society of reproductive medicine, delle coppie statunitensi che si rivolgono a un medico per problemi di infertilità, il 40% scopre che sono dovuti alla componente femminile, il 40% a quella maschile e nel 20% dei casi la causa resta ignota. Nonostante questi dati, in Italia troppo spesso si ritiene che se una pancia non cresce sia a causa del corpo o della cattiva volontà della donna. A confermarlo le affermazioni di uno dei collaboratori del Ministro. Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in questi giorni dichiarava, infatti, che “in Italia c’è un problema di maternità” e probabilmente questo è uno dei contenuti dei corsi che tiene nelle scuole italiane dove svolge dei seminari per sensibilizzare gli studenti sui corretti stili di vita. Ci piace puntualizzare che se un problema c’è, in questo senso, è un problema di genitorialità, perché i figli si fanno sempre in due, almeno per via naturale è così.Quindi se occorre promuovere la cultura della prevenzione della fertilità tra i giovani, come tra i meno giovani, è il caso da partire da qui: tutti corresponsabili. Lo psicoterapeuta, affermava poi che è “forviante sviluppare proposte diverse” per dare risposte alla denatalità che è dovuta invece al fatto che le donne decidono di far figli sempre più tardi: “La maternità tardiva non aiuta i bambini e smettiamola di definirla maternità ‘matura’ come se questo aggettivo costituisse garanzia di ‘saggezza’”. L’esperienza insegna che nessuno è “cattivo” e basta. Dunque, se l’età in cui si diventa genitori in Italia si è trascinata fin quasi al punto limite ci sarà una ragione sociale prima ancora che morale, o no? Non si aiutano i bambini che potrebbero nascere chiudendo gli occhi sulla realtà socio-economica e culturale del nostro paese. Avere paura di fare un figlio perché si teme il licenziamento, perché non si sa dove metterlo senza spendere una fortuna una volta nato, affrontare l’angoscia di non riuscire a sbarcare il lunario... Tutto questo è reale e dire che non c’entra con la decisione di mettere al mondo un bimbo fa pensare che certa gente viva altrove. In posti troppo “alti” per conoscere davvero la realtà dei fatti.

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’ il nuovo idolo monselicense dello sport. Guendalina Sarx tori, 27 anni, padovana nata a Monselice è reduce dall’esperienza olimpica di Rio con uno storico quarto posto nel tiro con l’arco. Dopo aver sfiorato la finale, Guendalina che ha gareggiato con le insegne del Centro Sportivo Aeronautica Militare, ha portato a casa un record che è diventato un vanto per Monselice. “Ho cominciato questo sport 16 anni fa - racconta Guendalina - dopo la scuola avevo iniziato a lavorare, ma ho capito subito che usare l’arco era la mia passione. Quando ho conosciuto un ex allenatore della nazionale c’è stata una svolta e ho iniziato il percorso che mi portato alle olimpiadi. La mia famiglia mi è sempre stata vicina compreso il mio compagno che mi ha spinto sempre a continuare. Le olimpiadi di Rio sono state la realizzazione di un sogno”. Guendalina è anche appassionata di lettura. “In trasferta leggo tantissimo con il mio Kindle - ci spiega - mi piace un po’ di tutto, soprattutto i romanzi d’avventura. Poi, quando sono a casa, ne approfitto per fare qualche bel giro in moto. Ma ovviamente la mia vera passione è il tiro con l’arco: un giorno o due lontana dal campo e mi sembra di fare un torto a qualcuno. Monselice mi piace tutta e in ogni angolo ho dei ricordi. Al Carmine per esempio ho fatto le elementari mentre al Parco Buzzaccarini passavo le estati da bambina a giocare. Il mio cuore però batte forte per la Rocca, la più romantica delle colline”.

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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Montagnana, Monselice, Este e Casale di Scodosia per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

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Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 12 Settembre 2016


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Monselice .

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La polemica Troppo affollamento

Maxi cartelli invadono vie e terreni Miazzi: “Il Comune procede verso il degrado autorizzando altre installazioni anche nei campi e aree non urbane”

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e nostre strade sono ormai una selva di cartelloni pubblicitari. Come se non bastasse, la situazione a Monselice potrebbe anche peggiorare a causa di una delibera del consiglio comunale che permette la piantumazione di maxi cartelli nei campi e nei terreni non urbani. Una scelta che non solo deturpa l’ambiente e il panorama, ma che risulta anche pericolosa per il traffico stradale con gli automobilisti continuamente distratti. “Il Comune di Monselice procede verso l’ulteriore degrado del territorio - ha commentato

Francesco Miazzi del gruppo Nuova Monselice - E così campi e terreni non urbani, potranno essere fittamente piantumati di mega-cartelloni pubblicitari. Un altro schiaffo al nostro territorio. Lo scempio del paesaggio dovuto anche alla pubblicità stradale è una vergogna tutta italiana, che lascia increduli e irritati i turisti stranieri”. In molti paesi europei come Austria, Francia, Germania, Svizzera, Spagna le regole sono severissime e ne ostacolano la diffusione. A Monselice invece i tentativi di inquinamento pubblicitario sono sempre più fre-

Qui sopra Francesco Miazzi, in alto i cartelli lungo la statale.

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quenti. Proprio il nostro giornale aveva denunciato nel novembre 2014 la giungla di pubblicità a bordo strada: con un’inchiesta avevamo dimostrato la presenza di centinaia di cartelli pubblicitari nel tratto di Sr10 tra Monselice ed Este. Senza contare che proprio in quel periodo, per diversi giorni, è rimasto esposto in statale un maxi pannello di 156 metri quadrati. Fortunatamente, alla fine, è stato eliminato. “La maggioranza consiliare di Monselice

ha fatto un passo in più, accogliendo l’osservazione di un privato che chiedeva una maggiore liberalizzazione dei cartelloni pubblicitari sia nella dimensione, da 6 a 18 mq, che nella disposizione sul terreno. Con una procedura inusuale, si è giunti su richiesta del sindaco ad emendare l’osservazione, portandone la dimensione consentita a 12 mq”. Emanuele Masiero

>twitter: @emanuelemasiero <

Monselice tartassato? Il sindaco: “direi di no” M onselice tartassata e poco attraente dal punto di vista fiscale. A dirlo sarebbe una classifica di Confartigianato che ha infuocato il clima politico della cittadina della rocca. Sotto la lente ci sono 118 comuni della regione (il 20,4%) che hanno più di 5.000 abitanti e vantano il maggior numero di imprese (il numero medio è pari a 847). Nella costruzione dell’indice di tassazione sono state prese in esame i valori 2014 di sette variabili: aliquota Imu, aliquota Tasi, tariffa Tari, oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, aliquota addizionale comunale Irpef, tariffa sel servizio idrico integrato, tariffa delle fognature e della depurazione. Peccato che sul fondo ci sia proprio la bassa padovana: Montegrotto Terme (391,89 punti), Marostica (360,31) e appunto Monselice (337,17). Ma il sindaco Francesco Lunghi non ci sta. “Monselice non è il Comune più tartassato - ha spiegato il primo cittadino - la convinzione che la pressione fiscale sia la più alta in tutto il Veneto trasmette un messaggio negativo per gli investimenti da parte delle imprese artigiane che volessero operare nel nostro territorio. Abbiamo segnalato a Confartigianato Veneto un elemento di imprecisione nelle analisi condotte sulla posizione di attrattività fiscale di Monselice, perchè nel paniere degli indicatori utilizzati, è stato assegnato il valore minimo all’addizione comunale Irpef, senza tener conto che abbiamo previsto l’esenzione dell’imposta sui redditi inferiori ai 15.000 euro. Il comune di applica un’aliquota dello 0,8% sugli immobili oggetto di attività produttiva”. (e.m.)


I.P. *Riservata solo per nuovi pazienti - L’iniziativa non è né cumulabile né divisibile. Scadenza 31/12/2016


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Monselice .

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L’intervista Il presidente Angelo Capuzzo racconta il lavoro di questi mesi

“La Giostra della Rocca più attenta alla sua storia e aperta alle novità” E

’ tutto pronto per la 31esima Per esempio la gara degli scacchi edizione della Giostra della avrà quattro gran maestri di cui Rocca. Abbiamo chiesto al pre- tre internazionali. Senza contasidente della manifestazione di re poi la bellezza degli scacchi svelarci le novità e i progetti fu- viventi, dei tamburini, del merturi. Quest’anno infatti sembra catino con la rievocazione degli essere iniziato un nuovo corso antichi mestieri e il corteo storico alla ricerca della “storicità” della che ha superato ormai le 2.000 Giostra. comparse”. Presidente, come valuta queLa gara più attesa, la quintasta edizione della Giostra? na, porterà novità? “E’ una manifestazione sem“Lo stile resterà il medesimo, pre molto carica di partecipa- ma se guardiamo i partecipanti, zione - spiega Angelo Capuzzo sicuramente ci saranno nomi di - pensate che arrivano richieste spicco. Gli anni precedenti il lidi partecipazione anche da cava- vello è sempre cresciuto e sono lieri del centro Italia. Tutti fantini certo che la cosa non cambierà. molto blasonati che vorrebbero La 30esima edizione doveva espartecipare alla nostra manife- sere anche un giro di boa per ristazione che ormai partire e così sarà: è conosciuta e atquest’anno la gioTra i tesissima. Inoltre la stra prenderà una partecipanti ci Giostra della Rocca svolta decisiva. Per da modo ai cavasaranno nomi esempio si puntelieri di confrontarsi rà molto di più al di spicco, le con più tranquillità dettaglio storico: e serenità rispetto gli atleti negli anni contrade ad altre competipassat i ave vano mettono in zioni. Senza contaun abbigliamento campo energia a volte più attuare che abbiamo un pubblico caloroso e le, ma quest’anno numeroso, ma che non opprime si sta puntando ad ottenere un e non crea ansia nei fantini. Incontesto più medievale anche somma, si respira grande rispetto durante le competizioni di scacin termini sociali e sportivi pur chi, archi e via così”. mantenendo alto il livello della Qual è stata la risposta delle competizione”. contrade? Si aspetta una risposta imporTutte le contrade hanno fatto tante anche da parte del pubbli- tesoro e hanno messo in campo co? tanta energia. Hanno riscoperto “Certamente, la partecipazio- il senso dell’aggregazione che ha ne è sempre alta, ma credo che portato in alto la manifestazione. quest’anno sarà anche meglio: Per molti mesi i contradaioli colla nuova area di via Piave è stata laborano e lavorano con l’unico scelta anche per avere la possibi- obiettivo di rendere bellissima lità di ospitare il pubblico delle questa manifestazione. Poi natugrandi occasioni. Fortunatamen- ralmente, a ridosso della Giostra, te la Giostra della Rocca è una il clima diventa più competitivo e gara settembrina, con diversi ogni contrada difende i suoi colori. Emanuele Masiero appuntamenti di altissimo livello >twitter: @emanuelemasiero < tecnico, scenografico e storico.

Tra rifiuti e acqua, la politica annaspa alla ricerca di una leadership

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i potrebbe definire il caos municipalizzate. Tra acqua e rifiuti la bassa padovana sta attraversando un periodo politicamente “nero”. Il motivo è il rinnovo del consiglio di amministrazione di Cvs da una parte e la revoca degli amministratori di Padova Tre dall’altra. Se nell’azienda che gestisce il ciclo idrico i conti sono in ordine è pur vero che manca un accordo politico tra i sindaci per la nomina del nuovo CdA. Situazione che si protrae ormai da mesi. Non va meglio comunque in casa Padova Tre perchè se la nomina di un CdA tecnico ha messo pace apparente nella politica è anche vero che l’azienda di gestione rifiuti presenta un buco milionario. Talmente

milionario da lasciare poche speranze per il suo risanamento. Infine è ancora aperta la partita nel Consorzio Padova Sud dove restano da nominare altri 4 consiglieri (che dovranno lavorare a compenso zero come tutto il consiglio attuale) oltre ad approvare il bilancio appena presentato. Ma qual è il motivo di queste situazioni paradossali? La politica punta il dito contro la crisi e le precedenti amministrazioni che sarebbero i responsabili dei dissesti economici e manageriali. Ma dopo tanti mesi di stallo, non ci sono più abili ed è evidente che la sfida all’ultimo voto tra i partiti prevarica il bene comune. Così, come sempre, a farne le spese saranno i cittadini.

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Monselice .

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Dalla scrittura alla pittura Puggina esplora la sua arte

Risorsa acqua consigli utili per non sprecarla

In ottobre la presentazione del libro

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alla scrittura alla pittura per una completa immersione nell’arte contemporanea. Monselice può contare su un nuovo artista emergente: Mauro Puggina, classe 1976, è pronto ad affrontare la critica del pubblico con una mostra aperta a tutti. Mauro lavora ormai da 15 anni in un negozio di informatica come esperto di telefonia, ma la sua conoscenza della matematica non ha certo frenato la vena artistica che da sempre bolle dentro di lui. “Mi sono occupato di data mining e analisi statistica in ambito medico - racconta l’artista monselicense - ma ho iniziato a dipingere già da quando frequentavo la scuola media. Inizialmente ero attratto dai paesaggi naturalistici, specialmente raffigurazioni marittime e tramonti. In seguito mi sono sempre più spinto verso la sperimentazione di nuove forme fino ad arrivare all’astratto raffi-

gurativo”. Nel 2005 la creatività di Maura passa dal pennello alla penna e ho inizia a scrivere le prime pagine di un romanzo. La prima produzione s’intitola “Solo un bacio” ed ha subito più di dieci revisioni. Nell’ultima è stato rinominato con Just one kiss. “Le numerose revisioni sono legate al mio primo periodo - continua Mauro a mano a mano che leggevo un nuovo autore, mi esercitavo con esercizi di scrittura creativa e costruivo quello che pian piano diventava il mio stile”. L’artista quarantenne ha prodotto anche “Eroi stanchi”, “La notte non siete soli” e il “Quarto angelo”. L’ultima opera pubblicata è invece “L’oscuro potere di Emily Bell”. C’è molta attesa quindi per la prima mostra di mauro Puggina che si terrà a Este presso l’ex chiesa di San Rocco dal 7 al 17 ottobre. Intitolata “Il destino dell’anima”

Lavora in un negozio di informatica e telefonia: “Ho iniziato a dipingere alle medie, poi sono passato alla scrittura”

esporrà quasi tutte le sue creazioni pittoriche. L’inaugurazione è fissata per sabato 8 ottobre dalle ore 19 in poi. Con l’occasione l’autore presenterà anche “L’oscuro potere di Emily Bell di cui verranno lette alcune pagine accompagnate da musica e un bicchiere di vino in compagnia. Emanuele Masiero

>twitter: @emanuelemasiero <

onsumiamo troppa acqua. Nasce così una campagna di informazione per orientare gli utenti a un utilizzo responsabile della risorsa idrica. Nel territorio del Cvs fortunatamente non ci sono problemi di scarsità idrica, ma come sempre, prevenire è meglio che curare. “L’acqua è di tutti, il risparmio è tuo” è lo slogan scelto per la campagna: un messaggio che vuole richiamare al tempo stesso il valore della risorsa acqua come bene comune, da preservare per le generazioni future, e l’obiettivo del risparmio che ogni cittadino può ottenere sulla propria bolletta, limitando gli sprechi. I consigli sono ripartiti in quattro categorie, corrispondenti ai luoghi di un’abitazione in cui è possibile mettere in atto il risparmio: la casa in generale, la cucina, il bagno, il giardino. Per esempio, una buona pratica è quella di controllare regolarmente il contatore. (e.m.)


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Ospedaletto .

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Sicurezza e viabilità Approvato il progetto

Troppi incidenti all’incrocio per il Vallancon, ora arriva la rotonda Una nuova rotatoria per il Vallancon. L’amministrazione comunale di Ospedaletto Euganeo ha approvato un progetto di fattibilità.

anche gravi, almeno tre in poco tempo. In passato si sono verificati pure incidenti mortali. L’intervento ora proposto per il finanziamento è stato richiesto in modo forte e deciso dai residenti ed è stato recepito nel program-

ma elettorale della mia amministrazione. Con la realizzazione della rotatoria si dovrebbe da un lato rallentare il traffico e dall’altro garantire la sicurezza della circolazione stradale, ed inoltre permettere l’accesso dei pedoni

attraverso un percorso protetto che conduce alle fermate degli autobus per i cittadini e per i numerosi studenti”. Nicola Cesaro

>nicolacesaro84@gmail.com<

L’anno prossimo sarà installata ad Ospedaletto Euganeo una centralina mobile per il monitoraggio della qualità dell’aria. L’Arpav ha accolto la richiesta del sindaco Giacomo Scapin, che in una lettera datata 4 agosto evidenziava la presenza di “un elevato numero di fonti di inquinamento atmosferico” all’interno del territorio comunale e chiedeva all’ente regionale di collocare una centralina in grado di rilevare i quantitativi di ozono, polveri sottili, ossidi, acido solforico e ammoniaca sul territorio. “Questa richiesta dell’amministratore comunale, che vuole tutelare la

Il progetto è stato approvato dalla giunta comunale il 29 luglio e prevede appunto la costruzione di un rondò sulla pericolosa intersezione stradale tra la Sr 10 Padana Inferiore, la Sp 76 Bresegana e via Dossi, che con la costruzione della nuova rotatoria verrà messa in sicurezza. Il progetto prevede anche la realizzazione di due percorsi protetti che conducono alle vicine aree di sosta della fermata delle cor-

Qui sopra il sindaco Giacomo Scapin e in alto l’incrocio attuale

riere della linea Padova-Montagnana-Badia Polesine. Il progetto approvato è di 270.500 euro e il Comune parteciperà alla spesa per il cinquanta per cento. “L’incrocio è stato più volte oggetto di proteste e lamentele da parte dei residenti che hanno denunciato la pericolosità dovuta alla configurazione dei luoghi e che presenta carente visibilità e sicurezza -spiega il sindaco Giacomo Scapin - È stato oggetto recentemente di numerosi incidenti

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salute dei concittadini, nasce dalla considerazione che la qualità dell’aria del paese è sottoposta a una serie di rischi per la presenza di impianti per la produzione di biogas, di un mangimificio, di numerosi allevamenti avicoli, del traffico consistente e continuo lungo la Sr 10. con diversi automezzi che raggiungono gli impianti della Sesa, l’area dove vengono trattati e stoccati i rifiuti urbani della Bassa”. (n.c.)


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Avere perplessità su modalità e tempi entro i quali effettuare i controlli è del tutto normale, in quanto non è chiaro quando debbano essere fatti i controlli di efficienza delle caldaie, dal momento che saranno le Regioni a fissarne la periodicità. In genere due anni per gli impianti termici a combustibile liquido o solido superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza o quattro anni per gli impianti a gas metano o Gpl superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza. Dal 15 ottobre 2014, sia i proprietari di immobili che per gli amministratori di condominio, vi è l’obbligo di avere un nuovo libretto di impianto, che contiene molte più informazioni utili e specifiche riguardanti i controlli vari e la pulizia della caldaia obbligatoria. Per ottenere questo documento bisogna seguire uno specifico iter che cambia in base al comune di residenza. Tuttavia, anche per quanto riguarda il libretto obbligatorio, non vi è chiarezza in quanto molte regioni italiane non sono riuscite a recepire nei tempi stabiliti la normativa, pertanto al riguardo invitiamo i cittadini a verificare la normativa nella propria Regione di residenza. A tal proposito è utile tenere a mente che la normativa che regola l’ambito della pulizia della caldaia obbligatoria è il DPR 74/2013.

Come fare la Manutenzione della Caldaia Se non l’avete già fatto, il primo passo da fare è quello di verificare che la caldaia funzioni correttamente e soprattutto sia in linea con quelli che sono gli standard minimi di sicurezza e procedere alla certificazione dell’impianto di riscaldamento. Per capire quando effettuare la manutenzione della caldaia, che come già accennato precedentemente non ha un obbligo specifico, è necessario consultare sia il libretto delle istruzioni della caldaia che il libretto dell’impianto, dove potrete trovare anche molte indicazioni relative a come effettuare la pulizia della caldaia ed altri dati relativi alle caratteristiche e funzionalità dell’impianto. Se avete bisogno di un controllo approfondito e di una nuova documentazione potete contattare gratuitamente un TECNICO TERMOIDRAULICO SPECIALIZZATO. Il secondo passo da effettuare riguarda il controllo dei fumi della caldaia in modo da valutare l’efficienza energetica dell’impianto. Questo intervento è obbligatorio e deve essere svolto a cadenze temporali prestabilite, ogni due o quattro anni in base all’impianto termico che avete in casa.

Richiedetemi preventivi gratuiti Ricordatevi che il controllo e la manutenzione della caldaia sono fondamentali per la sicurezza in casa oltre che essere richiesti dalla legge e per chi non rispetta la normativa le multe previste sono salatissime.


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Este .

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Accoglienza profughi, stop da Este Il sindaco Gallana ha chiesto e ottenuto dal Ministero dell’Interno di rimandare l’avvio del progetto Sprar che prevedeva l’arrivo di 30 rifugiati e metteva al riparo da futuri arrivi: “vogliamo approfondire”

S

top all’accoglienza. O meglio, prima è il caso di rifletterci su. Il sindaco Roberta Gallana ha chiesto e ottenuto dal Ministero dell’Interno la possibilità di rimandare l’avvio del progetto Sprar nella città di Este. Lo Sprar, acronimo che sta per Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo, è l’accoglienza di secondo livello a cui Este aveva aderito con l’amministrazione di Giancarlo Piva. Lo Sprar offre ai rifugiati che hanno già ottenuto il diritto di rimanere in Italia una serie di iniziative concrete per accelerare il processo di integrazione in Italia: di fatto è un percorso di accoglienza proprio per chi vuole stabilirsi in questa nazione o comunque in Europa. Este ha aderito allo Sprar con i Comuni di Baone ed Ospedaletto Euganeo, accettando di ricevere 30 nuovi rifugiati per almeno venti mesi, ovviamente a spese quasi totali dello Stato. “La circolare ministeriale dice chiaramente che i Comuni im-

pegnati nello Sprar non saranno più considerati per la prima accoglienza”, aveva assicurato qualche mese fa l’allora sindaco Giancarlo Piva. Tradotto: oltre ai 130 profughi sparsi oggi tra Rivadolmo, Manfredini, centro storico e ex convento dei giuseppini, nei tre Comuni sarebbero dovuti arrivare solo i trenta rifugiati del progetto Sprar. La motivazione non ha però convinto il sindaco Gallana: “Nella circolare ministeriale citata da Piva si precisa che siamo di fronte ad un fenomeno dall’evoluzione non pianificabile. Non abbiamo dunque alcuna garanzia che lo Sprar blocchi l’arrivo di nuovi profughi”. Caduto il fondamento principale per cui i Comuni aderiscono allo Sprar, il sindaco ha quindi chiesto e ottenuto una proroga all’avvio del progetto. “In questo periodo vogliamo approfondire tutti i limiti di questa iniziativa - continua il sindaco - e vogliamo soprattutto raccogliere dati ufficiali e precisi

Il Comune di Este prende tempo e “congela” il progetto Sprar

sulle presenze dei profughi a Este. Stiamo inoltre verificando la sicurezza e le autorizzazioni di ogni singola struttura che nella nostra città ospita migranti”. Negativo il commento della vecchia amministrazione oggi in minoranza: “Se non è garantito che con lo Sprar

Lutto all’Uls 17 per Matteo Borin Lutto nell’Usl 17. Lo scorso 23 agosto è mancato a 66 anni Matteo Borin, già direttore di distretto nell’ultimo ventennio e dal 2008 anche direttore dei servizi sociali e della funzione territoriale. Figura stimata, residente a Este, era stato impegnato anche in ambito politico e sociale a Saletto, suo paese natale.

Interferenze rete 4G con la tv, c’è un numero verde La Fondazione Ugo Bordoni è stata incaricata dal Ministero dello Sviluppo Economico della gestione delle segnalazioni di eventuali interferenze tra segnale tv e reti di telefonia mobile di nuova generazione Lte (4G). Le interferenze agli impianti televisivi, infatti, possono verificarsi nelle zone in cui vengono accese le stazioni radio base che trasmettono i segnali della telefonia 4G nella banda degli 800 MHz. Il monitoraggio tocca anche la città di Este. Chi registrasse problemi di ricezione del segnale televisivo può segnalare l’anomalia al numero verde 800-126126.

Raffo delegato alla sicurezza E’ il consigliere Giuseppe Raffo il nuovo delegato alla sicurezza per il Comune di Este. Raffo, in consiglio dai primi giorni del 2016 e riconfermato a suon di voti nell’ultima tornata elettorale, è da tempo esponente cittadino della Lega Nord, carabiniere ausiliario in congedo e membro dell’Associazione nazionale carabinieri di Este. Una delega alla sicurezza è stata affidata anche a Davide Demuro, che ha sostenuto la campagna della Gallana da candidato nella civica Este Viva-Este con Te.

Il municipio di Este: il sindao ha attivito un fondo sociale alimentato dagli amministratori

Fondo sociale prime adesioni Al servizio della comunità, oltretutto senza compenso. E’ l’indirizzo preso dall’amministrazione comunale di Este, che attraverso il sindaco Roberta Gallana ha comunicato l’istituzione di un fondo per il sociale alimen-

tato dai gettoni dei consiglieri comunali e dalle indennità di carica della giunta. La Gallana ha comunicato in consiglio comunale la creazione di questo fondo, in cui verranno dirottati i compensi dei singoli consiglieri e le indennità di quegli amministratori (componenti della giunta) che hanno deciso di rinunciare alle somme previ-

cessino gli arrivi per la prima accoglienza, allo stesso modo non è garantito che evitando lo Sprar si evitino ulteriori arrivi”, ha contestato l’ex assessore al Sociale Silvia Ruzzon.. Nicola Cesaro

>nicolacesaro84@gmail.com<

ste dalla legge. “Stiamo parlando di una somma che, ad oggi, tocca i 1.700 euro mensili - ha sottolineato la Gallana - Non è nostra intenzione fare i nomi di chi ha già aderito al fondo”. Calcolando che un gettone di presenza non supera i 20 euro e che i consiglieri comunali sono 16, per non più di due consigli al mese, è però chiaro che anche in giunta c’è chi ha deciso di rinunciare alla propria indennità. Continua il sindaco: “Questa somma verrà dirottata a tutte quelle famiglie e quei cittadini in condizioni di evidente disagio. Stiamo parlando di una rinuncia dei compensi, e non di una devoluzione. In questo modo le somme non saranno tassate e andranno al netto nel fondo sociale”. Già nella scorsa assemblea comunale, infatti, qualche consigliere aveva deciso di devolvere il gettone di presenza a enti o associazioni impegnate nel volontariato. L’iniziativa è stata appoggiata dall’intero consiglio comunale, anche se non è ancora dato sapere in che percentuale il consiglio aderirà al fondo. Intanto l’invito è ovviamente rivolto a tutti, anche per dare un ssegnale concreto a chi si trova in difficoltà. Nicola Cesaro

>nicolacesaro84@gmail.com<


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Este .

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Emergenza cinghiali: Parco Colli agli agricoltori, interventi continui Le organizzazioni agricole confermano i gravi danni e chiedono un serio piano, l’assessore regionale Corazzari promette “azioni forti” e nuovi investimenti

l’eradicazione dei cinghiali è un obiettivo ad oggi improponibile, stiamo lavorando molto sul contenimento. Gli 800 capi abbattuti da inizio anno confermano l’impegno. Ora siamo prossimi a stringere una nuova convenzione con la polizia provinciale, a formare nuovi selecontrollori con appositi corsi, ad investire nell’acquisto di strumentazione e soprattutto ad avviare un serio studio scientifico sul fenomeno: solo così possiamo studiare delle soluzioni efficaci”.

P

rima le promesse dell’assessore veneto all’Agricoltura Giuseppe Pan, poi quelle del collega ai Parchi Cristiano Corazzari e quindi quelle del neocommissario Enrico Specchio alle associazioni agricole. Sul fronte dell’emergenza cinghiali il mese di agosto al Parco Colli si è chiuso con forti rassicurazioni. Coldiretti, Cia e Confagricoltura hanno chiesto e ottenuto dal nuovo commissario del Parco Colli, Enrico Specchio, un incontro dedicato esclusivamente alla grave emergenza-cinghiali che sta causando danni ingenti all’attività agricola e ponendo anche seri problemi di sicurezza pubblica. I dirigenti delle organizzazioni agricole hanno ribadito che la situazione ormai è insostenibile e si è aggravata in questo periodo di vendemmia. Le associazioni hanno quindi tirato in ballo la promessa dell’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, che ha assicurato una vera e propria task-force contro i cinghili in cui coinvolgere tutti gli attori competenti. Dal commissario Specchio sono arrivate altre promesse concrete: «Prendiamo atto dell’impegno del commissario Specchio e della determinazione nell’affrontare un’emergenza che richiede un’azione costante e prolungata nel tempo» affermano i dirigenti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura Padova “interventi di cattura e un serio programma che punti all’eradicazione di un fenomeno che ha compromesso l’intero ecosistema. Il commissario ha proposto l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente che segua passo passo le azioni di cattura, organizzate e coordinate con il Corpo forestale dello Stato e la polizia provinciale. Nel frattempo la Regione sta mettendo a punto un piano straordinario di lotta al cinghiali, sulla scorta del provvedimento stilato per limitare la diffusione delle nutrie, che sarà pronto entro la fine di settembre”. Gli ha fatto eco dopo qualche giorno l’assessore Corazzari: “Promettiamo azioni forti. Partendo dalla premessa che

Durante la vendemmia i cinghiali si aggirano anche di giorno tra i vigneti e creano notevoli danni ai produttori

Nicola Cesaro

Este saluta Prosdocimi

t u t t o s u m i s u r a

La città di Este ha dato l’ultimo saluto ad Aldo Prosdocimi, 74 anni, professore emerito di Glottologia dell’Università di Padova, figura storica nel mondo accademico italiano. Mancato il 12 agosto e nativo di Este, Prosdocimi era uno dei tre principali studiosi di lingua venetica con Michel Lejeune e Giovan Battista Pellegrini.

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Parco Colli c’è Specchio Il nuovo commissario del Parco Colli è Enrico Specchio. Responsabile della direzione Enti locali della Regione Veneto, Specchio succede al dimissionario Maurizio Dissegna. La nomina è stata fatta dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale al territorio e alle aree protette Cristiano Corazzari.


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Montagnana .

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Fusione a quattro, i primi passi Allo studio il sodalizio fra Saletto, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale e Santa Margherita d’Adige che porterebbe alla nascita di un Comune da novemila abitanti tra Frassine e Fratta Nella foto grande Megliadino San Fidenzio, a fianco il municipio di S. Margherita d’Adige

Q

uattro Comuni incamminati verso un percorso unico. I sindaci di Saletto, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale e Santa Margherita d’Adige hanno pubblicamente avanzato l’ipotesi di fusione tra le loro quattro municipalità. Un Comune da novemila abitanti, stretto tra il corso del fiume Frassine e quello del Fratta, che potrebbe trovare il “sì” della popolazione già entro il 2017. Nei consigli comunali di luglio è stata già deliberata la convenzione per avviare uno studio di fattibilità dedicato proprio alla fusione dei quattro Comuni: lo studio sarà affidato ad un’equipe di docenti dell’Università di Padova e servirà a capire se e come è possibile unire i percorsi amministrativi e sociali di queste quattro realtà. Lo studio di fattibilità sarà finanziato dalla Regione Veneto, che ha messo a disposizione fino ad

dal 1979!

un massimo di 20 mila euro. “I piccoli Comuni hanno sempre più la vita difficile- commentano i quattro sindaci - e d’altro canto la normativa vigente risponde a queste difficoltà con maggiori trasferimenti e minori vincoli nel caso si scelga la via della fusione”. E ancora: “Ciò che ci ha spinto a valutare l’ipotesi della fusione è

la coscienza che i nostri quattro Comuni sono molto simili, per caratteristiche sociali, ambientali, economiche e produttive. La nascita di una unità pastorale ci ha anticipato, come peraltro ci ha anticipato l’aggregazione scolastica che ha unito le nuove generazioni dei vari paesi e le famiglie. Non valutare questa pos-

Nicola Cesaro

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Il percorso è agli inizi, prima ci sarà lo studio di fattibilità poi la campagna informativa e, tra un anno o più, il referendum

sibilità sarebbe stata una grossa colpa”. Con novemila abitanti e 50 kmq, il nuovo Comune sarebbe peraltro una realtà politicamente capace di competere con municipalità vicine come Este, Montagnana o come il probabile superComune in via di formazione tra Casale di Scodosia, Merlara ed Urbana. “Anche solo ragionando sulle risorse che la fusione porterebbe con sé, abbiamo calcolato un beneficio di mille euro a cittadino ogni anno per nove anni, traducibile in minori tasse o maggiori servizi”, sottolineano i primi cittadini. Lo studio potrebbe essere terminato a gennaio. Entro il 30 giugno 2017, infine, dovrebbe terminare la campagna informativa alla cittadinanza e si avvierebbe l’iter per indire il referendum per la nascita del nuovo Comune unico.

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La brillante ricercatrice è stata vittima di un incidente stradale in Bolivia, dove si trovava per studio ltre settemila euro nel nome di Chiara. E’ questa la somma raccolta per onorare la memoria di Chiara Gemmo, la ricercatrice di 26 anni morta a fine luglio in un incidente stradale in Bolivia. La famiglia della studentessa montagnanese, in accordo con amici e colleghi di studio della ricercatrice, ha deciso di destinare ogni donazione in memoria di Chiara al Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università degli studi di Ferrara, ateneo presso cui si era brillantemente laureata la ragazza e in cui la ricercatrice stava compiendo ancora degli studi. Gli stessi che l’hanno portata in Sudamerica. La somma raccolta a fine agosto aveva superato i 7.200 euro, segno del forte cordoglio che la tragedia ha provocato, ma soprattutto del profondo percorso di vita che la giovane aveva compiuto. Nello specifico, 1.445 euro sono arrivati dalla veglia commemorativa, 428 euro dal funerale della nonna Tarsilla (mancata a pochi giorni dalla nipote), 1.585 euro dal funerale di Chiara e il resto da bonifici fatti direttamente. “La nostra Chiara riesce a stupirci ancora: non pensavamo che attorno a lei ci fossero tante persone così generose specialmente negli affetti”, è il messaggio che arriva dalla famiglia Gemmo. (n.c.)


A U T U N N O / I N V E R N O / 2 0 1 6 / 1 7


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Montagnana -

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Eventi Una manifestazione ricca e ben curata

Merlara conquista il Palio con il giovane “Stravagante” E

’ Merlara, il Comune che nel 1977 aveva vinto la prima edizione del Palio moderno, a conquistare la vittoria nella quarantesima edizione del Palio dei 10 Comuni. Eroe della manifestazione, quest’anno, è stato Mattia Chiavassa, 24 anni di Cuneo, chiamato “lo Stravagante”. In sella a Sound Off ha potuto festeggiare per Merlara la terza vittoria a più di tre decenni dall’ultima del 1983. La corsa si è aperta all’insegna di due as-

ia e l’emozione del giovane fantino sono esplose tutte quando si sono aperti i cancelli del vallo e sono entrati i primi contradaioli di Merlara. L’abbraccio con Lucia De Togni, “madre” del comitato locale, è il simbolo di una vittoria che il Comune biancazzurro aspettava ormai da troppi anni e che aveva solamente assapora-d i to con il secondo posto del 2008. “Questo Palio lo ha vinto Lucia! Il Palio è tutto suo!”: è umile e riconoscente Mattia Chiavassa,

Mattia Chiavassa portato in trionfo al termine della competizione

24 anni, cuneese di Savigliano. Chiavassa, che di mattina monta cavalli e il pomeriggio lavora nel laboratorio di pasticceria di famiglia, è chiamato “lo Stravagante” dopo le sei vittorie nel Palio di che l’hanno reso un vero P Fossano O e proprio idolo nella manifestazione piemontese.

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Nicola Cesaro

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Il fantino ventiquattrenne di Cuneo ha dedicato

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la vittoria a Lucia De Togni, da oltre vent’anni alla guida

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del comitato palio

di

di Merlara senze eccellenti, due fantini che hanno segnato la storia dell’ultimo quinquennio di Palio. Una, quella di Alessandro “Voragine” Chiti, era già stata annunciata da tempo, visto che Casale di Scodosia aveva già deciso di affidarsi a Tiziano Raffero. E’ stata invece una sorpresa l’assenza di Claudio “Batticuore” Bandini, il vincitore delle ultime due edizioni con Megliadino San Fidenzio, che per un malore ha dovuto lasciare il posto ad Andrea Falchi. La gara, che come tradizione si è tenuta la prima domenica di settembre, è stata tesissima e lo testimoniano le 11 false partenze e i richiami a Merlara ed Urbana. Merlara e il giovane Chiavassa hanno dominato quasi tutta la gara, riuscendo a superare Casale già alla prima curva di tramontana. I giochi si sono quindi fatti più facili quando nella curva di mezzogiorno è caduto Jacopo Pancini di Urbana: il cavallo scosso ha ostacolato chi stava dietro e “lo Stravagante” ha potuto prendere terreno e finire in scioltezza, con Casale e Montagnana a dannarsi per la seconda piazza. E se all’arrivo Chiavassa non ha festeggiato come consuetudine vuole, la gio-

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Palio dei Dieci Comuni, tutti i premiati

L

a corsa dei cavalli è solo una delle tenzoni che animano il Palio dei 10 Comuni. L’altra gara clou è la tenzone dei gonfaloni, che quest’anno ha visto il trionfo dopo anni di Santa Margherita d’Adige grazie a Duilio Bosio. L’atleta, nel 2008, aveva firmato il tris di vittorie consecutive per il Comune grigiorosso, portando a quattro i trionfi personali nella speciale competizione. Allora Bosio aveva 22 anni e correva i quattrocento metri per l’Assindustria Padova: “Oggi ne ho 30 e ho due figli, Gioele e Giona, a cui dedico questa vittoria assieme alla mia compagna Maura”. Il vincitore vive a Padova e di professione è treeclimber (compie potature in quota) e nel vallo ha dato vita ad una rincorsa con cui ha scalzato nel finale l’avversario di Masi. E’ invece Urbana il Comune vincitore del premio “Portamento e Comportamento”, riconoscimento dedicato alla cura storica, all’originalità e alla capacità di muoversi nel contesto cittadino dei numerosi figuranti – oltre mille – che hanno animato il

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Palio. Quest’anno la commissione presieduta da Maria Beatrice Rigobello Autizi ha assegnato anche una menzione al gruppo dei Carraresi. Nelle scorse settimane erano già stati attribuiti i premi delle altre tenzoni. Tra gli sbandieratori, il premio assoluto aveva visto primeggiare la Città Murata, seguita da Saletto e Megliadino San Vitale. Tra i musici, invece, la speciale classifica ha visto in testa Città Murata, quindi San Vitale e Saletto. Negli arcieri, invece, Robin Hood nostrano era stato Nicola Cagnotto di Montagnana, seguito da Stefano Turetta di Urbana e Achille Saoncella di Casale di Scodosia. Nome Cognome

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Sanità .

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Controlli cardiaci Minions fra le corsie multipli con i nuovi del “percorso bimbi” dispositivi in reparto O Ospedale sempre più all’avanguardia, anche grazie al contributo dei privati. La struttura di Schiavonia può contare su nuove apparecchiature grazie al contributo di Sweden & Martina, azienda di Due Carrare leader nella progettazione, produzione e distribuzione di prodotti destinati al mondo odontoiatrico e in particolare all’implantologia dentale. Si tratta di un nuovo lettore holter e cinque nuove apparecchiature per il monitoraggio delle aritmie. Il lettore holter cardiaco - ovvero l’elettrocardiogramma dinamico completo nell’arco delle 24 ore - e i cinque nuovi registratori, per tenere traccia dei dati monitorati dall’apparecchiatura che saranno successivamente analizzati dagli specialisti, sono costati 20 mila euro, donati interamente dall’azienda padovana. Spiega il dottore Giampaolo Pasquet-

to, direttore facente funzione dell’Uoc di Cardiologia: “Ora possiamo monitorare più pazienti contemporaneamente; in precedenza infatti avevamo un numero inferiore di dispositivi di registrazione. La vera novità però sta nella telemedicina: i nuovi dispositivi consentono infatti anche la refertazione da remoto. Questo significa che i nostri medici d’ora in avanti potranno esaminare i risultati non solo in ambulatorio, ma anche dal proprio studio oppure mentre si trovano in reparto, con un notevole risparmio di tempo e snellimento delle procedure”. A questo vanno aggiunti i vantaggi di un software di lettura dei dati che consente una refertazione più rapida e più accurata, grazie ad una superiore precisione nella lettura dei tracciati con conseguente garanzia di maggiore accuratezza della diagnosi. Il tutto con la possibilità di registrare in modo continuo fino a 7 giorni di tracciato Ecg, funzione che rende possibile una diagnosi precoce sui pazienti prima che l’aritmia diventi un evento quotidiano. (n.c.)

ra il prelievo si fa con il sorriso. Con la fine di agosto, infatti, l’Usl 17 ha avviato un progetto dedicato ai bambini alle prese con il tanto temuto prelievo del sangue. Nell’ospedale “Madre Teresa” di Schiavonia è stato attivato il “Percorso Bimbi” grazie agli operatori del Punto prelievi del Laboratorio analisi e della Pediatria. Il percorso è speciale fin dall’accoglienza: in accettazione i giovanissimi pazienti possono rivolgersi ad un accesso specifico e preferenziale, definito come “priorità B”. Una volta arrivato il loro turno, insieme ai loro accompagnatori, i bambini dovranno seguire un percorso caratterizzato da tanti piccoli Minions disegnati sul pavimento: seguendo i simpatici personaggi, i bimbi arriveranno direttamente in Pediatria, in un ambulatorio apposito, allestito con una serie di decorazioni e altri elementi in grado di sdrammatizzare la situazione. E dopo il prelievo, per tutti, ci sarà anche la consegna del diploma di “Bambino Coraggioso”. Spiega il dottor Fabio Manoni, direttore del Dipartimento: “Il “Percorso Bimbi” è stato ideato per aiutare i pazienti più piccoli in un momento di forte stress psicologico. Abbiamo quindi voluto creare

Un dettaglio del percorso bimbi a Schiavonia

un ambiente confortevole per metterli a proprio agio, cercando di comprendere le necessità specifiche e i fattori emotivi che possono innescarsi nei piccoli pazienti all’interno di una struttura ospedaliera e di fronte ad un ago. Un modo simpatico e allo stesso tempo molto concreto per umanizzare una procedura che per quanto banale, dai bambini viene vissuta sempre con una certa apprensione”. Il “Percorso Bimbi” è già attivo, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 9.30.

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CHI È RIVOLTO CHI È RIVOLTO Indirizzo: Amministrazione, FinanzaFinanza e Marketing Indirizzo: Amministrazione, e Marketing  lavoratori  lavoratori Indirizzo: Finanza e Marketing  lavoratori AAmministrazione, CHI È RIVOLTO: A CHIA Èexex RIVOLTO : e sedicenni CHI È RIVOLTO exe studenti e:sedicenni studenti sedicenni  studenti lavoratori A CHI Èdisoccupati RIVOLTO:  studenti disoccupati  lavoratori  lavoratori  ex e sedicenni  disoccupati  lavoratori  eStranieri Stranieri badanti e badanti   ex studenti disoccupati e sedicenni  Pensionati ex studenti e sedicenni  Stranieri e badanti  Pensionati  ex studenti e sedicenni  Stranieri e badanti  Pensionati  disoccupati disoccupati  Pensionati  disoccupati  Stranieri e badanti  Stranieri e badanti  Stranieri e badanti  Pensionati  Pensionati SCRIVITI SUBITO SUBITO E MIGLIORA IL TUO FUTURO ! ISCRIVITI E MIGLIORA IL TUO FUTURO !  IPensionati

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Cultura .

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Una “app” svela i segreti delle mura La firma una giovane start-up padovana e si inserisce nel progetto più ampio del Museo Multimediale delle Mura, alla scoperta del monumento più estesto ma anche meno conosciuto della città

È

il monumento storico più esteso della città, ma anche il più nascosto e sconosciuto: con i suoi 11 chilometri, 20 bastioni, 6 porte la cinta muraria di Padova rappresenta un patrimonio inestimabile, tutto da riscoprire. Proprio con questo obiettivo nasce “MMM Padova”, la nuova app che svelerà a turisti e padovani i segreti delle mura. L’app si inserisce nel più ampio progetto “Museo Multimediale delle Mura”, ideato e diretto dall’associazione Comitato Mura di Padova − attiva da quasi quarant’anni nello studio, nella valorizzazione e nella tutela dell’importante patrimonio cittadino −, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, Tam Teatromusica e con liceo artistico “Amedeo Modigliani”, Centro interdipartimentale di ricerca di Geomatica dell’Università di Padova, Rosin355, e Italia Nostra. L’iniziativa vede l’importante sostegno della Fondazio-

ne Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Culturalmente 2015”. “MMM Padova” è suddivisa in quattro sezioni: “museo” (ulteriormente articolata in “chi lo farà”, “come sarà”, “dove sarà” e “info”), e poi “mura” (con le voci “la storia”, “i bastioni”, “le porte”, “i personaggi”, e “per saperne di più”), “mappa” e “info”. Accedendo alla mappa della città, tra i punti di forza dello strumento, è possibile visualizzare il disegno delle mura e i punti di interesse, quali i bastioni e le porte, a cui sono dedicati ulteriori e specifici approfondimenti comprensivi di foto e brevi note. Chi avrà installato la app, inoltre, potrà ricevere una notifica ogni qualvolta si avvicinerà alle mura o le attraverserà in prossimità degli stessi punti. A creare la app, dalla fruibilità semplice e immediata, la padovana Rosin355, giovane startup fondata da Romesh Singhabahu,

Una delle schermate visibili dal cellulare della “app” dedicata alle mura di Padova

sviluppatore di applicazioni per Apple. Nato in Italia 33 anni fa, di origine srilankese e padovano d’adozione, Singhabahu ha messo a punto la app in collaborazione con Andrea Rettore e Michele Pantano. Della creatività di un gruppo

di studenti del Liceo artistico Modigliani sono frutto il logo del museo multimediale e l’icona dell’app, con le tre “M” collocate a formare il perimetro delle mura, cioè la forma fortemente iconica della città. Ma l’applicazione non sarà

utile solo per orientarsi alla scoperta delle mura, offrirà anche una sorta di anteprima di quello che sarà il vero e proprio “Museo Multimediale delle Mura”, iniziativa in calendario dal 17 al 25 settembre: prefigurazione di un museo “diffuso” che trasformerà gli ambienti delle mura in spazi “parlanti” e vivi, grazie a emozionanti installazioni e proiezioni multimediali. Il progetto, dalla portata altamente innovativa e creativa, è un nuovo approccio alla fruizione delle mura, un “museo non museo” che coniuga insieme rigore storico-scientifico e dimensione artistica ed emozionale. Un evento sperimentale che intende essere anche una proposta concreta per il futuro della città e delle sue mura. Laura Organte

>laura.organte@gmail.com<

Squarcialupi a Padova C’è tempo fino al 23 ottobre per visitare la personale di Maria Luisa Squarcialupi, l’artista toscana da anni attiva a Padova e nota per i fantasiosi abiti realizzati con materiali di riciclo per il Carnevale di Venezia, che ha adottato l’arte del riciclo come forma espressiva. Le sue opere, realizzate con materiali poveri e di scarto, sono in esposizione alla Galleria laRinascente.

I più grandi successi dei Pink Floyd suonati da Brit Floyd Dopo il successo del tour mondiale nel 2015, “Brit Floyd – The World’s Greatest Pink Floyd Show torna in Europa per continuare il suo percorso ripercorrendo cinquant’anni di storia dei Pink Floyd. Tappa anche a Padova, sabato 5 novembre alle ore 21 al Gran Teatro Geox. Oltre a riproporre brani storici come The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, The Wall e The Division Bell, Brit Floyd stupirà con la performance di Echoes in versione integrale, tratto dall’iconico album Meddle e non mancherà di includere nella setlist altre gemme musicali dei Pink Floyd.

Arte per collezionisti Torna anche quest’anno, dall’11 al 14 novembre, ArtePadova, la mostra mercato di arte contemporanea giunta quest’anno alla XXVII edizione. Un appuntamento imperdibile per i collezionisti e per chi chi vuole intercettare le nuove tendenze del mercato. In esposizione negli spazi rinnovati della Fiera di Padova I mostri sacri dell’arte moderna e contemporanea accanto alle nuove stelle nel firmamento artistico e agli gli emergenti che devono ancora affermarsi. (l.o.)

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Sport .

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Calcio La formazione di Due Carrare

“Azzurra” debutta in Promozione D

opo tre anni di accanito inseguimento l’Azzurra Due Carrare è sbarcata in Promozione grazie alla vittoria nei play off, terzo salto di categoria dei biancoazzurri dal 2009, era del presidente Massimo Carraro. “Credo che questa categoria sia la collocazione più giusta per la dimensione della nostra società” ha detto il diesse Andrea Stefani dal palco dove è avvenuta la presentazione della rosa a disposizione del confermato tecnico Marco Ottolitri e della squadra Juniores affidata ad Alberto Polato, lo scorso anno vincitore con la squadra allievi. “Ovviamente –ha proseguito Stefani- l’obiettivo primario è tenere la categoria per cui abbiamo investito tante energie negli ultimi tre campionati, ma nel contem-

po punteremo molto anche negli juniores, speravamo di essere ripescati per partecipare ai gironi regionali, ma pare non sarà così, non ci resta che provare a vincere il campionato provinciale, questo per far maturare i ragazzi in un contesto più competitivo in maniera che siano idonei tatticamente e psicologicamente anche per la prima squadra”. A questo proposito la società ha aperto una sorta di canale preferenziale con il forte settore giovanile dell’Abano da dove sono arrivati il portiere Edoardo Nicolè (98) il difensore Riccardo Bertipaglia (97) i centrocampisti Matteo Guariento (97) via Solesinese, Gabriele Norbiato (96) via Mestrino e gli attaccanti Marco Michelotto (98) e Edoardo Stefani (99).

La formazione 2016 dell’Azzurra Due Carrare

E’ il terzo salto di categoria dal 2009 sotto la guida del presidente Massimo Carraro. Aperto un canale preferenziale con il forte settore giovanile dell’Abano

Altri due giovani talenti arrivano dall’Albignasego e dal settore giovanile del Padova e sono il centrocampista Nicola Pascale (96) e il difensore Samuel Condino (97). La rosa è poi stata completata con giocatori di provata esperienza come l’ex portiere del Campodarsego Denis Zilio (94), dalla Solesinese è arrivato Thomas Rossi (88) laterale abile nei calci di punizione, dal Mestrino sono stati prelevati il difensore Filippo Salviato (88) e la punta Denis Lattenero (89), l’attacco è poi stato completato con Gabriele Conte (94) ex Borgoricco. “Purtroppo – conclude Stefani- abbiamo dovuto privarci di ragazzi che lo scorso anno sono stati fondamentali per arrivare fino a qua, ma la nuova categoria impone di schierare due

giovani sempre”. LA SQUADRA. Portieri: Denis Zilio, Edoardo Nicolè; difensori: Samuel Condino, Riccardo Bertipaglia, Davide Ghiraldello, Mattia Rango, Thomas Rossi, Filippo Salviato; centrocampisti: Matteo Guariento, Gabriele Norbiato, Nicola Pescante, Thomas Menesello, Andrea Schiavon, Mattia Notolini; attaccanti: Marco Michelotto, Edoardo Stefani, Gabriele Conte, Denis Lattenero, Stefano Braggiè; allenatore Marco Ottolitri; vice Pierluigi Verganesi; preparatore atletico Davide Pastore; preparatore portieri Mario Muzzolon; Massaggiatore Danilo Stefani; responsabile settore giovanile Mirko Romanato; responsabile allenatori settore giovanile Michele Marotti. (w.l.)

Gandini: “L’oro olimpico regala l’immortalità”

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a Cartura Nalin celebra gli ottant’anni del campione olimpico Franco Gandini portati con brio e forza. Franco ha mani grandi e forti quando tu li porgi la tua per salutarlo le tue dita schioccano; nelle mani di Franco c’è ancora la forza di quando impugnava il manubrio. Quest’anno corre il sessantesimo della medaglia d’oro conquistata a Melbourne, in Australia, nel quartetto di inseguimento, di cui faceva parte anche il “rosso volante” padovano e qui si sprecano gli aneddoti: “io fui selezionato perché ero l’unico che resisteva per mezzo giro di pista alla ruota di Faggin- ricorda Gandini- e dopo un periodo costante di allenamento riuscivo anche a dargli il cambio senza calare la velocità, in semifinale eliminammo la Gran Bretagna, dove correva Tommy Simpson”. L’inglese che perse la vita durante una tappa del Tour de France, nella pietraia del Mont Ventoux vinto dal caldo e si dice da qualche droga di troppo. “In finale ci sbarazzammo dei transalpini francesi conquistando l’oro olimpico- continua Gandini- li per li pensavamo fosse una vittoria normale, ma con il passare degli anni mi resi conto della portata dell’impresa, inviti alle feste continui, gente che ancora oggi mi chiede di quel momento, mi sono convinto davvero che una medaglia olimpica regali l’immortalità sportiva che neanche un mondiale può dare”. Franco è nato a Parma ma è padovano d’adozione, complice l’amore sbocciato con la padovana Maria Luisa conosciuta tra una riunione e l’altra al velodromo Monti. (w.l.)


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ilVeneto Attualità .

Scuola Il punto dopo la ripartenza

Squilla la campanella ma mancano troppi insegnanti

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Amministratori veneti: “Il Miur ha sbagliato i conti”

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cuola al via il 12 settembre scorso: in Veneto, come per molte regioni d’Italia, sono tornati in classe gli studenti ma gli insegnanti...no! Insomma, è stato un avvio d’anno scolastico più sofferto del solito, nonostante le aspettative nate dalla cosiddetta “Buona Scuola”, la famosa legge 107 sulla riforma della scuola che preannunciava, tra le altre cose, un piano straordinario di assunzione introducendo un contingente di 150mila docenti, da Graduatorie ad esaurimento, Graduatorie di Merito e Concorso. Un intervento radicale con il quale si intendeva curare fra gli altri, uno dei “mali storici” della scuola, la cosiddetta “supplentite”, ossia il ricorso “massiccio e improprio” a docenti precari. Eppure qualcosa non è andato secondo le aspettative se, numeri alla mano, i docenti neo assunti o che avrebbero dovuto esserlo non erano in classe a inizio anno scolastico, e i supplenti non erano stati ancora convocati. Nel Veneto al suono della prima campanella mancavano all’appello 3400 insegnanti (tra docenti immessi in ruolo e supplenti) - 724 a Venezia, 698 a Verona, 676 a Vicenza, 637 a Treviso, 397 a Padova, 143 a Belluno e 121 a Rovigo. Cosa è accaduto anche in Veneto? Evidentemente un sovraccarico di lavoro e tempistiche “lunghe” con proroghe di scadenze, rispetto agli altri anni, hanno mandato in sofferenza il sistema: questa la tesi condivisa un po’ da tutti i direttori generali degli uffici scolastici re-

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gionali, fra i quali anche la veneta Daniela Beltrame. Innanzitutto le modalità di immissione in ruolo (in aggiunta al fatto che il concorso non si è ancora concluso), dell’attribuzione di ambito e sede e le problematiche ad esse collegate (ricorsi per le destinazioni assegnate e relative conciliazioni, assegnazioni provvisorie) ha costretto ad un lavoro serrato gli uffici scolastici e di conseguenza le segreterie delle scuole, in fermento anche in pieno agosto. E, tuttavia, i termini per le nomine di ruolo sono slittati in avanti, al 15 settembre, a scuola già iniziata, con il conseguente slittamento dei tempi anche per la convocazione dei supplenti. A questa situazione generale in Veneto si aggiunge, con particolare gravità, anche la carenza del numero di docenti assegnati dal Ministero, rispetto alle reali necessità. L’Ufficio scolastico regionale del Veneto ne ha contati 468 in meno, rispetto ad una popolazione scolastica di 600mila studenti

complessivi in Veneto, anche in calo di 3mila unità rispetto allo scorso anno. Non c’è nulla da fare: se i 468 docenti non arriveranno oltre ai 3400 delle cattedre vuote di inizio anno-, ci saranno circa 250 classi “pollaio” , quelle classi composte da più di 27 alunni alle elementari, più di 29 alle medie e oltre 30 ragazzi alle superiori. I numeri non tornano neanche sul fronte del personale non docente: in Veneto ci sono 300 bidelli in meno e 139 dirigenti scolastici che devono “sdoppiarsi” avendo una reggenza oltre all’istituto assegnato (eclatante il caso di Monselice la cui dirigente si trova a gestire ben 16 scuole di due istituti comprensivi). “L’elenco delle cose che non vanno quest’anno ormai è diventato impronunciabile - ha commentato Salvatore Mazza, della Cgil Scuola del Veneto -. Mancano docenti, presidi, bidelli. Insomma, manca tutto, il Miur ha sbagliato tutte le tempistiche e ormai è troppo tardi”.

a scuola messa “a dieta” è una realtà che fa imbizzarrire gli amministratori veneti che da tempo stanno portando avanti una battaglia con il governo per avere un numero adeguato, almeno di docenti. In primo luogo l’assessore dell’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, che anche quest’anno alla vigilia dell’inizio della scuola ha ricominciato a denunciare la difficile situazione. A soli 5 giorni dal 12 settembre continuava ad insistere. “In Veneto - ribadiva - continuano a mancare 468 docenti rispetto al minimo vitale per partir bene. Il Ministero finora non ha mai risposto alle sollecitazioni e alle richieste di incontro del Veneto e delle altre Regioni italiane, seminando confusione e incertezza tra famiglie e insegnanti, molti dei quali non hanno ancora un incarico, non per colpa dell’Ufficio scolastico regionale, ma per la siderale distanza che purtroppo permane tra il Ministero e la realtà dei territori”. “Purtroppo quest’anno si parte pesantemente ad handicap - ha voluto denunciare il presidente della Regione Veneto Luca Zaia alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico - in una situazione di caos”. La mancanza di 468 insegnanti “è una situazione che si perpetu da anni - ha sottolieato con insegnanti che mancano, altri che arrivano in Veneto dalla Sicilia per fare qulche ora e viceversa: in realtà per la scuola non c’è la benchè minima attenzione, a meno che il Governo non voglia sostenere che anche questa è un’emergenza”. Ad insistere sul tema anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che lo scorso 12 settembre era a Recoaro, presso l’Istituto Pellegrino Artusi e, nel suo discorso di augurio per l’avvio del nuovo anno scolastico, si trovava a constatare la mancanza, solo all’alberghiero in causa, di almeno 38 docenti. “Si tratta di dati abnormi - ha detto - ingiusti per una regione come la nostra, assurdi per scuole di qualità capaci di preparare, come nel caso di Recoaro, professionisti capaci di imporsi negli scenari internazionali”.

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Attualità .

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L’impegno dei Dem ad intervenire col Ministero La Moretti difende la Buona scuola nonostante tutto. M5S tira le somme della situazione

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on piace al Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale veneto, Alessandra Moretti, la presa di posizione del governatore Zaia e dell’assessore Donazzan. “Dimenticano - dice - che sono stati i governi di centrodestra e in particolare il duo Tremonti-Gelmini a tagliare le risorse per la scuola: noi invece abbiamo indetto un concorso che non si faceva da vent’anni, assunto 25mila insegnanti - di cui il 74 per cento lavorerà nelle regioni del nord - reso meno precario l’nsegnamento e più sicure le scuole con un investimento di 4 miliardi in edilizia”. “Con la Buona scuola - prosegue - il governo ha messo in campo il più importante intervento di potenziamento degli organici per l’autonomia scolastica: abbiamo di fronte la sfida di un cambiamento vero che porterà l’istruzione a un livello di effi-

cienza maggiore, garantendo agli studenti un’offerta formativa più adeguata alle nuove opportunità professionali e un ciclo di tre anni senza supplenze. Direi che vale la pena di aspettare qualche giorno, se poi si hanno gli stessi insegnanti per un intero ciclo scolastico”. Non è solo un problema di tempi, lo riconosce invece la parlamentare veneta del Pd, Simonetta Rubinato che il 6 settembre scorso raccontava dell’esito dell’incontro avuto con la presidente dell’Ufficio Scolastico regionale veneto, Daniela Beltrame. “Nonostante l’impegno generaosamente profuso dalla dirigenza scolastica del Veneto ritengo sia necessario cominciare a porre rimedio alla storica penalizzazione della scuola veneta. Per questo sulla carenza dell’organico avevo già presentato allla fine di luglio scorso un’interroga-

Da sinistra: Alessandra Moretti, Giorgio Santini, Simone Scarabel, Erika Baldin e Simonetta Rubinato

zione al ministro Giannini, sottoscritta anche dagli altri deputati veneti del Pd”. Riconosce la situazione di obiettiva difficoltà anche il senatore Pd e capogruppo della commissione bilancio Giorgio Santini che, in occasione della convocazione di Cisl scuola Veneto di tutti i parlamentari, si è impegnato ad intervenire con il Ministero dell’Istruzione. “Negli ultimi cinque anni scolastici - ha detto - in Veneto il numero di studenti è cresciuto di quasi 30mila unità, ma il numero di docenti in organico è diminuito di 4mila posti: è un paradosso”. Sulla scuola, tema caro al Movimento 5 Stelle, sono intervenuti anche il Capogruppo in

Consiglio Regionale del Veneto Simone Scarabel e la vicecapogruppo Erika Baldin. “Quest’anno serve un doppio augurio - ha afferma Scarabel verso il mondo della scuola alla ripresa delle attività - perché, contestualmente all’inizio dell’anno scolastico, gli studenti e le famiglie subiranno gli effetti della riforma cosiddetta della Buona scuola. Il Veneto si aspettava 468 docenti in più che non sono arrivati e questo avrà effetti soprattutto sugli orari pomeridiani che saranno ridotti al minimo, sulle classi pollaio che lieviteranno e sull’assistenza ai ragazzi con difficoltà all’apprendimento. Sollecito in particolare la Mo-

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retti e tutto il PD del Veneto a farsi valere col proprio governo affinché il Veneto non sia sempre costretto a subire i tagli lineari”. “A soffrire sono anche i centri di formazione professionale - ha aggiunto Baldin - i quali subiscono gli effetti di un’esternalizzazione voluta dalla Regione che li ha gettati nel caos. Il personale è limitato, in numero non adatto a far fronte alle richieste. In questo modo tutto il mondo della scuola è abbandonato a se stesso. La conseguenza, come ci segnalano genitori da più parti, è un accorciamento degli orari di scuola ed è grave che ciò avvenga: così viene meno il diritto all’istruzione sancito dalla nostra Costituzione”.

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Economia .

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Vendemmia 2016 Condizioni climatiche ideali durante la raccolta in vigneto

Nel Veneto dei record sarà una buona annata

Produzione in linea con lo scorso anno, qualità in alcuni casi ottima. Leggero calo per i vini rossi mentre continuano a crescere i bianchi

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l sole di settembre sorride ai vigneti in Veneto e annuncia una buona vendemmia, addirittura ottima in alcune aree del Veneto. Il tempo stabile che ha caratterizzato l’ultima parte dell’estate ha permesso di iniziare le operazioni di raccolta dell’uva senza particolari problemi e preoccupazioni. La quantità sarà più o meno in linea con quella dell’anno scorso, 12 milioni e mezzo di quintali d’uva raccolti pari a 9,7 milioni di ettolitri di vino. Numeri che confermano il primato assoluto del Veneto in Italia, come del resto quelli relativi alle esportazioni, in continua crescita, per un valore di 1,83 miliardi di euro. Da solo in Veneto compre il 34% delle esportazioni vinicole italiane. L’annata vitivinicola 2016 e le prospettive sulla vendemmi sono state analizzate a Veneto

Agricoltura dai tecnici. Sul fronte meteo hanno osservato come anche quest’anno si evidenzino chiaramente degli andamenti climatici non regolari, conseguenza dei cambiamenti climatici in corso a livello globale. “Ad un avvio di primavera caratterizzato da temperature miti, - ha ricordato Diego Tomasi del Crea Viticoltura di Conegliano che hanno determinato un germogliamento precoce della vite, sono seguiti i mesi di maggio e giugno molto piovosi che in pratica hanno fatto perdere l’anticipo fenologico. Il risultato è una stagione che in alcuni momenti cruciali si è fatta difficile sotto il profilo sanitario (problemi di malattie fungine e peronospora in particolare), comunque sapientemente affrontata dai nostri viticoltori che dimostrano di aver raggiunto ormai un altissimo

livello di professionalità. A livello produttivo la vendemmia 2016 sarà caratterizzata da un calo di alcuni punti percentuali per le uve a bacca nera (con valori più sensibili per il Merlot), a causa della riduzione delle superfici e alcuni problemi di ordine sanitario. Per le uve a bacca bianca, invece, si prevede una produzione stabile se non in aumento”. In provincia di Padova, la produzione sarà in linea con quella del 2015 ad eccezione per il Merlot per il quale, soprattutto nelle aree di collina e dell’alta padovana, è previsto un calo del 10/15% dovuto a forti attacchi di peronospora larvata. Si registra, inoltre, l’entrata in produzione di circa 282 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno l’8% circa della superficie complessiva in produzione; circa le varietà a bacca nera, sono entrati in

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produzione 39 ettari di vigneti la cui superficie rappresenta il 2% circa della superficie complessiva. Nel rodigino la produzione è stimata del 10/15% in più rispetto allo scorso anno sia per le uve bianche che nere. Per il Merlot si stima una riduzione di qualche punto percentuale a seguito dell’incidenza della peronospora, riduzione che nel Basso Polesine appare ancora più consistente. Sono invece segnalate buone produzioni di Malvasia, Refosco e Pinot Grigio. Anche in provincia di Rovigo si segnala l’entrata in produzione di circa 20 ettari di vigneti che costituiranno il 9,5% della superficie complessiva in produzione. L’incremento percentuale sarà più significativo per i vigneti a bacca bianca. A Venezia l’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un

aumento di produzione del 3% rispetto al 2015 per le uve bianche. Al contrario, per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, si prevede un sensibile calo produttivo. Nel trevigiano rispetto al 2015 si prevede un ulteriore incremento del 7% per le uve bianche determinato dall’aumento dei vigneti, in particolare di Glera e Pinot Grigio. Al contrario, per le uve nere è previsto un calo del 19% dovuto alla riduzione della superficie vitata e ai problemi legati alla peronospora. Si stima che in provincia di Treviso, che con Verona fa la parte del leone, la produzione totale 2016 raggiunga i 5.643.000 quintali di uva, di cui 5.000.000 milioni a bacca bianca 643.000 quintali di uva nera. Quanto ai prezzi le previsioni sono ottimistiche nel segno della stabilità.

Agricoltura, i lavoratori dipendenti superano gli autonomi Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2015 sono ulteriormente scesi a circa 62.500 unità (-0,7% rispetto al 2014); una conferma del trend negativo in atto: seppur in rallentamento, la perdita di addetti dal 2012, quando è stato raggiunto il massimo livello occupazionale degli ultimi dieci anni, è pari al 16,6%. Sono questi i risultati più significativi che emergono dal monitoraggio degli occupati nel settore agricolo e dalle analisi realizzate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati Istat. Rispetto alla realtà nazionale si tratta di un dato in controtendenza: in Italia, infatti, nel 2015 gli addetti del settore agricolo si sono portati a circa 842.800 unità, in crescita del 3,5% rispetto al 2014, facendo segnare il secondo rialzo di seguito. “Tutto ciò non fa altro che confermare che la perdita di occupati in agricoltura, al pari della diminuzione delle imprese agricole,- spiegano a Veneto Agricoltura - è una caratteristica strutturale del sistema che negli ultimi quindici anni ha visto una inversione di tendenza solo negli anni di crisi economica: evidentemente, nelle fasi recessive che hanno conseguenze negative in termini occupazionali generali, il settore agricolo funge da valvola di sfogo per la perdita di occupati degli altri settori, che vedono in quello agricolo un’attività occupazionale di rifugio”. Un’analisi di lungo periodo (2005-2015), evidenzia la dinamica in atto a livello regionale per quanto riguarda l’occupazione agricola: mentre sono in forte diminuzione gli occupati indipendenti (circa 36.100 nel 2015, -36,6% rispetto al 2005), nel contempo sono in forte aumento gli occupati dipendenti, che raggiungono le 26.400 unità circa (+43,9% rispetto al 2005). “Il fatto che diminuiscano gli indipendenti e ci sia un “effetto sostituzione” con gli occupati dipendenti – affermano gli analisti economici dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura – può significare la fuoriuscita dal mercato di quelle aziende agricole più piccole e marginali e con conduttori in età molto avanzata, realtà che non sono più in grado di competere sul mercato. Un aspetto non necessariamente negativo, in quanto significherebbe un positivo aumento della produttività degli occupati agricoli e per azienda.”


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Economia .

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Turismo, cresce l’appeal del Veneto Dal rapporto statistico regionale per l’anno 2015 risulta che oltre 17 milioni di visitatori sono arrivati sul territorio veneto, un milione in più rispetto all’anno precedente

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l Veneto si conferma una delle mete turistiche più sognate al mondo. A decretarlo è il rapporto statistico regionale per l’anno 2015, insieme all’ennesimo record di arrivi e presenze. Oltre 17 milioni di visitatori sono arrivati sul territorio veneto, un milione in più rispetto all’anno precedente, e le presenze hanno superato i 63 milioni, in crescita del +2,3%. Il merito va alla varietà paesaggistica impareggiabile del Veneto (città d’arte, spiagge, lago e Dolomiti) che le capacità imprenditoriali degli operatori turistici hanno saputo valorizzare e rinnovare nel tempo. Gli ottimi risultati rispecchiano una buona annata del turismo internazionale (+5,8% degli arrivi e +2,2% delle presenze), ma anche una crescita d’interesse da parte dei clienti italiani. Variazioni positive si registrano sia per il settore alberghiero (+6,1% degli arrivi e +3,9% delle presenze) sia per strutture ricet-

tive complementari. L’Istat stima che le escursioni giornaliere di italiani in Veneto siano state nel 2014 circa 13 milioni, includendo in questa cifra gli spostamenti al di fuori del proprio ambiente abituale ed escludendo quelli per attività di routine, legati più al pendolarismo lavorativo e scolastico che al fenomeno turistico. Complessivamente, nel 2015 la spesa turistica in Veneto si è aggirata attorno agli 11,4 miliardi di euro, recuperando i valori persi negli ultimi anni e riportandosi su quelli del 2011-2012. A crescere in maniera sempre più consi-

stente sono le spese dei viaggiatori stranieri, che arrivano a circa 5,2 miliardi di euro, in aumento del 8,2%. Gli italiani, invece, hanno speso per le loro vacanze in Veneto circa 6,2 miliardi di euro, compresi i soggiorni nelle seconde case, fenomeno particolarmente diffuso nelle destinazioni balneari o di montagna. Gli italiani che giungono in Veneto sono diretti prevalentemente verso le nostre città d’arte (45,7%), mentre sono le località balneari a totalizzare la quota più importante di pernottamenti (39,4%). Per quanto ri-

guarda le preferenze dei veneti, la meta del cuore è principalmente l’Italia, cui dedicano circa l’80% dei viaggi. Nello specifico, sono proprio le località turistiche della stessa regione che ottengono nel 2014 il 30% degli arrivi, seguite dal Trentino Alto Adige (16,3%). Cresce l’interesse dei veneti anche per regioni molto frequentate, quali Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, ma tra le destinazioni sempre più ricercate fa capolino l’Umbria, mentre Campania e Sardegna iniziano solo recentemente a recuperare le perdite di turisti veneti degli

anni precedenti. Il 46,3% dei villeggianti veneti scelgono la propria regione per trascorrere una vacanza al mare. La seconda destinazione preferita per un soggiorno in strutture a pagamento risulta quella delle città d’arte, che dal 2011 ha surclassato, anche se di poco, la montagna. Anche nel caso dei veneti in Veneto si riscontra la tendenza a sostituire il lungo periodo di ferie con brevi vacanze ripetute durante l’arco dell’anno o la formula dei week end d’evasione dalla città. Infine, dal rapporto statistico 2016 emerge come l’alta stagione continui a ricevere sempre i consensi maggiori, ma l’alternativa di viaggiare nel resto dell’anno diventa sempre più attraente in un periodo di crisi economica. Da qui, un allungamento della stagione balneare e flussi lievemente più equidistribuiti nel corso dell’anno in montagna, al lago e alle terme. Sara Boscolo Marchi

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Sanità .

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La denuncia Un rosso in bilancio da tre milioni al giorno

Riforma sanitaria: l’opposizione accusa la maggioranza di non avere le idee chiare “L

sanità veneta è ad un bivio: o si recupera il deficit di bilancio creato nel 2016 o arriverà un Commissario esterno per mettere i conti in ordine”. Ne è convinta la Consigliera regionale Giovanna Negro (Il Veneto del Fare - Flavio Tosi) a fronte di quanto sta accadendo in Consiglio regionale riguardo all’ente di governance Azienda Zero. “Il quadro politico che si sta delineando in aula consiliare - spiega la Consigliera tosiana - lascia presumere scenari a dir poco catastrofici per la sanità veneta. Non si stanno costruendo le basi per un ente funzionale che migliorerà il servizio sanitario; si sta invece smembrando ciò che rimane dell’efficienza e dell’eccellenza di questo comparto. Le lobby della maggioranza stanno mettendo a dura prova una coperta che, comunque la si voglia tirare, è troppo corta”. La Consigliera Negro fa riferimento al buco nei conti della sanità veneta: “Il rosso da 563 milioni - continua - non è uno scherzo. Si tratta di una perdita media di 3 milioni al giorno.

“Ognuno batte i pugni per il proprio orticello senza tener conto dei dati territoriali” Il commissariamento in atto del sistema sanitario non solo non ha portato ad alcuna riduzione di spesa, ma anzi ha peggiorato una situazione già difficile (nel 2015 era di 315 milioni) portando il sistema fuori controllo. La giunta che verrà si troverà sul groppone un lungo elenco di debiti da sanare e delle aziende sanitarie zoppicanti che forse, con il tempo, si trasformeranno esclusivamente in centri acquisti”. E anche secondo Claudio Sinigalia, Pd, la situazione è molto critica e la causa è da imputare alle divisioni interne alla maggio-

Jacopo Berti

Claudio Sinigaglia

Manuel Brusco

Giovanna Negro

ranza. “La decisione sul numero delle Ulss deve essere maturata all’interno della maggioranza - spiega il consigliere Sinigaglia - e noi in commissione stiamo aspettando, ostaggio delle loro divisioni”. “I loro problemi interni - prosegue - sono evidenti e così i tempi si allungano, mentre entra in confusione il futuro del sistema sociosanitario. Sia la maggioranza a dire se vuole votare l’accorpamento delle Ulss o mettere al voto solo l’Azienda Zero. Sia la maggioranza a dire se intende ridurle a 7, 10, 12 o se vuole restare con le 21 attuali. L’impasse ormai è totale: da quando non si è più convocato il tavolo tecnico-politico di lavoro è aumentata la tensione tra i consiglieri, non si è votato un solo articolo e il Pdl 23 rischia il naufragio”. “L’Assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, non rispetta le volontà del territorio: se non ha il coraggio di fare una vera riforma, è meglio che si dedichi ad altro”. Entra a gamba tesa il Consigliere del Movimento Cinque Stelle Manuel Brusco nel dibattito relativo al numero delle Ulss. “L’Assessore Coletto - prosegue - non sta rispettando il documento redatto dai sindaci del veronese che chiedono l’istituzione di due Ulss in provincia. Non capiamo perché Coletto non si batta per le due Ulss nella sua provincia di riferimento, come sta facendo invece per altre aree del Veneto”. “La maggioranza - afferma Jacopo Berti Berti Consigliere M5S - è ostaggio dei gruppi politici che la compongono e che stanno esercitando pressioni paurose per proprio tornaconto politico, senza minimamente interessarsi degli interessi dei veneti. Dobbiamo basare le considerazioni politiche su studi tecnici chiari e inoppugnabili - conclude Berti - e ogni consigliere ha in mano questi dati, che raccomandano una suddivisione delle Ulss in modo che ognuna di esse faccia perno su un bacino di mezzo milione di abitanti”.

Finco e Rizzotto: “A perderci sono i Veneti grazie all’ostruzionismo antidemocratico”

“S

confitto Zaia? Quelli che stanno perdendo, oggi, sono i Veneti ai quali è impedito vedere i risultati del buon governo perché una minoranza astiosa e lacerata ha scelto l’ostruzionismo privo di logica e di cultura democratica”. Nicola Finco (Lega Nord) e Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) definiscono le dichiarazioni delle opposizioni “parole in libertà, che dimostrano lo scarso rispetto delle norme della democrazia: chi vince le elezioni governa, di certo ascolta le opposizioni, esamina le critiche, accoglie le proposte sensate e migliorative, ma poi si assume la responsabilità delle scelte. Impedire che ciò avvenga significa minare la democrazia aprendo la strada a derive pericolosissime. Se a Roma, in Parlamento, fosse stato possibile giocare la carta del Jolly, la discussione illimitata, senza alcun limite, su un qual-

LE ASSICURAZIONI SONO UN LABIRINTO SENZA RIFERIMENTI?

siasi provvedimento probabilmente Matteo Renzi, che del voto di fiducia ha fatto uso e abuso, non sarebbe neanche entrato in carica e non avremmo avuto leggi infami fino ad oggi approvate, dalla Buona Scuola alla Riforma Costituzionale fino alle leggi di Stabilità che hanno sottratto risorse alla sanità del Veneto e punito con noi tutte le regioni virtuose”. Il capogruppo della Lega Nord e la presidente del Gruppo Zaia Presidente incalzano: “Se questo ostruzionismo inconcludente proseguirà anche nei prossimi giorni – hanno concluso Finco e la Rizzotto – arriveremo alla nomina di 21 Direttori Generali delle 21 Ulss del Veneto, e i responsabili di questo spreco di denaro del contribuente avranno dei precisi responsabili nei registi e protagonisti di questo ostruzionismo antidemocratico”.

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Palazzo Roverella In mostra

Alcune immagini della mostra di Palazzo Roverella

I Nabis, Gauguin e l’avanguardia. Emozioni e calore D

a mare a mare, anzi da Oceano a Laguna, lungo percorsi che si sono dipanati, intrecciati, fusi per l’Europa. Questa è la grande avventura che descrive la mostra che Giandomenico Romanelli racconta, su invito della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, al pubblico di Palazzo Roverella (fino al 17 gennaio). “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia” offre un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie diventate leggende, anticipatore di tendenze. Un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, 4 grandi isole e tanto colore. Storie di artisti in fuga da città, da legami, da loro stessi, in molti casi; che trovano rifugio in riva al mare. A Pont Aven, sulla costa della

Bretagna, Paul Gauguin giunge nel febbraio del 1888. Il sodalizio con Van Gogh è finito, l’olandese ha scelto il sud della Francia, lui la Bretagna. Qui si sta formando un Eden primitivo e incontaminato, popolato da una comunità internazionale di giovani artisti che, dipingendo spesso insieme, traggono ispirazione dal paesaggio. Molti cercano la semplicità, nella vita così come nell’arte. Il linguaggio espressivo e antinaturalistico del gruppo entra presto in contatto con le poetiche del primitivismo e dell’esotismo, in voga nell’Europa di fine Ottocento, confluendo in varie correnti artistiche. Su tutti spicca l’esperienza parigina dei Profeti, i Nabis, dall’antico ebraico. Liberi dal naturalismo e dall’imitazione della realtà, i Nabis creano un linguaggio pittorico nuo-

Venzia, tutti i vincitori della mostra del cinema

S

i spengono i riflettori sulla più famosa finestra cinematografica italiana. Il 10 settembre si è conclusa con una cerimonia in pompa magna la 73° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, con il grande ingresso in Sala Grande del cast de I magnifici 7, remake diretto da Antoine Fouqua del celeberrimo western di John Sturges del 1960. Non prima della grande cerimonia di premiazione, durante la quale sono stati assegnati i premi più importanti. Il Leone d’Oro è andato a The Woman Who Left, del filippino Lav Diaz, produzione fluviale di circa quattro ore. Diaz, cineasta apprezzato dai circuiti cinematografici ha commosso pubblico e critica con il suo dramma incentrato su un’insegnante filippina che, dopo 30 anni di carcere per un omicidio non commesso, decide di mettersi alla ricerca del vero assassino. Ad Amat Escalante per La Region Salvaje e Andrej Konchalovskij per Paradise va il Leone d’Argento per la migliore regia, mentre il Gran Premio per la giuria è stato conferito a Nocturnal Animals di Tom Ford. I migliori interpreti ad aggiudicarsi la Coppa Volpi sono stati Oscar Martinez, protagonista della produzione argentina El ciudadano ilustre di Mariano Cohn e Gaston Duprat, ed Emma Stone per la sua interpretazione in La La Land di Damien Chazelle, film che ha aperto la kermesse lidense. C’è anche una vittoria italiana, quella del lungometraggio Liberami di Federica Di Giacomo, che ha ottenuto il premio Orizzonti per il miglior film. Uno dei film che ha incantato più di tutti il pubblico,Jackie di Pablo Larraìn, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura scritta da Noah Oppenheim. A vincere il premio Marcello Mastroianni dedicato a una giovane attrice emergente è Paula Beer, interprete del film Frantz di Francois Ozon. Per finire il premio speciale della giuria a Venezia 73 è stato assegnato al film The Bad Batch di Ana Lily Amirpur (Usa).

Un percorso fitto di storie che sono diventate leggende, anticipatore di tendenze e di mode da cui nascerà l’Art Noveau

vo: colori intensi, profili marcati, rinuncia al dettaglio, esplosione di emozioni violente. Sarà una pittura sintetica ed elementare, essenziale. Da questa visione uscirà l’esperienza dei Fauves sino all’Art Nouveau, all’Espressionismo e all’astrazione. Questi stimoli innovativi contaminano anche l’Italia, cui è dedicata la seconda parte della mostra. La stagione bretone dell’arte italiana tra

gli anni ‘80 dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento si incontra in diversi artisti, che in molti casi hanno vissuto a Parigi. La rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano e con il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro. Gauguin e Rossi hanno due storie lontanissime eppure vicine: il primo catturato e tragicamente sedotto dai paradisi tahitiani, il secondo scivolato in un fulminante itinerario sin dentro i gironi d’inferno di un manicomio di provincia. Eppure capaci, entrambi, di una pittura dove la semplicità è purezza primigenia e insieme ingenuità, affinamento alchemico e traduzione di un pensiero filosofico cristallino, lucido e tragicamente fragile. L’ultima parte della rassegna è un grande capitolo dedicato agli eredi di questo universo artistico. Il Sintetismo, calato nella nuova sensibilità borghese e moderna grazie a protagonisti come Paul Sérusier, Émile Bernard, Paul Elie Ranson, Maurice Denis e gli svizzeri Cuno Amiet e Felix Vallotton vive una stagione straordinaria anche in Italia: Felice Casorati, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di SanPietro, Mario Cavaglieri. Melania Ruggini

La Biografia, Mario Rigoni Stern - vita guerre libri A otto anni dalla morte del grande scrittore Mario Rigoni Stern è uscita la prima biografia completa Mario Rigoni Stern- vita guerre libri (Ed. Priuli & Verlucca). L’opera, fotografa con maestria la vita dell’uomo, del soldato e dello scrittore che fu Stern, considerato oggi una delle voci più autorevoli del Novecento italiano. L’autore, Giuseppe Mendicino, sarà a Montagnana venerdì 23 settembre per presentare il libro in mattinata, agli studenti degli istituti superiori, in serata alla cittadinanza. L’incontro, che si svolgerà in sala Veneziana alle 21, è promosso da Anpi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, associazione Alpini e Italia Nostra. Questa biografia, 352 pagine corredate da 32 foto, per la maggior parte inedite e intime, indaga la figura dello scrittore in modo trasversale ai tre temi indicati nel titolo, grazie ad una scelta stilistica che mette insieme testimonianze dirette, ricordi della famiglia, lettere e interviste. Il testo ha il passo di Rigoni Stern, la sua cadenza. Leggendolo sembra quasi di essergli accanto in

La copertina dell’ultimo libro-biografia di Giuseppe Mendicino

una delle sue passeggiate sulle vette dell’altipiano. Pare sia egli stesso a raccontarci la sua infanzia di bambino goloso di avventure tra le trincee della prima guerra mondiale, di giovane innamorato, di uomo ricco di ideali, sempre pronto a battersi per una giusta causa, in difesa dell’ambiente, degli animali e soprattutto in difesa dell’uomo. Rileggere quest’autore, attraverso l’opera e le parole di Giuseppe Mendicino, nell’anno in cui si celebra il cente-

nario della Grande Guerra, appare particolarmente significativo sia per come Mario Rigoni Stern riesce a parlare della guerra e dei suoi protagonisti sia perché il suo Altipiano di Asiago, fu segnato profondamente da questo conflitto. Certo ne Il sergente nella neve, egli parla di un’altra guerra ma lo fa con una potenza così epica e nuova che può aiutare tutti noi a riscoprire la storia, non quella delle grandi battaglie studiate a scuola ma quella del soldato semplice, col fucile in mano, lo zaino di stracci e gli stivali rotti, impegnato in una marcia senza fine che forse lo porterà a casa, forse no. Sicuramente sapremo apprezzare meglio anche il lato ribelle di Mario Rigoni Stern, quella forza che l’8 settembre del 1943 gli ha permesso di dire no all’arruolamento nella Repubblica sociale di Salò e che pagò con 20 mesi di prigionia in un lager. Una persona che ha sempre saputo da che parte stare anche quando, apparentemente, nel suo Altipiano se ne stava in disparte, tra i boschi, la sua voce tornava ad alzarsi in difesa dell’ambiente e del creato.


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Editoriale

Legalizzazione della cannabis una proposta di legge che può aprire scenari inquietanti dott. Francesco Noce

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Legalizzare la cannabis non farà il bene dei cittadini

’ di prossima discussione in Parlamento il progetto di legge sulla legalizzazione della cannabis che potrebbe aprire le porte alla legalizzazione di altre sostanze appartenenti alle cosiddette “droghe leggere”. Molti i sostenitori, con diverse argomentazioni, dell’ iniziativa legislativa. Ovviamente i presentatori del progetto di legge parlano di motivazioni di ordine pubblico e di togliere spazio alla criminalità organizzata nello spaccio di sostanze stupefacenti, dichiarando così una manifesta incapacità dei nostri parlamentari a promuovere leggi in modo da dare al potere giuridico e alle forze dell’ordine i mezzi per una efficace lotta alla criminalità. Sorprendono anche le posizioni di personaggi del mondo della cultura e del giornalismo come Saviano con la sua dichiarazione che “legalizzare non vuol dire approvare ma normare”(??? n.d.r.). Ma la liberalizzazione della cannabis potrebbe avere un certo effetto di contrasto al mercato nero in mano alla criminalità? E in che misura? O lo spinello diventa una consuetudine comune oppure siamo convinti che in molti si recheranno ad acquistarlo pubblicamente dichiarandosi così consumatori di sostanze stupefacenti e quindi con il rischio di passare per drogati? E l’ impatto sulla guida di autoveicoli? Siamo sicuri che non si avranno ripercussioni sul rilascio e sul mantenimento della patente di guida? Il Medico ha il dovere di riportare nel certificato l’assunzione di sostanze sia per il rilascio che per il mantenimento dei requisiti per la guida ma ha anche l’obbligo di segnalare all’autorità competente qualsiasi cambiamento intervenga che ne possa pregiudicare abilità in precedenza certificate. Studi scientifici hanno dimostrato una significativa correlazione statistica tra l’uso di cannabis e il rischio di incidenti stradali: chi si è fatto più di 50 canne in un anno, praticamente una a weekend ha provocato il 60% di incidenti in più rispetto ai non utilizzatori. Probabilmente approfitteranno della legge coloro che sono già noti come dediti a sostanze d’abuso e forse non in misura maggioritaria in quanto molto spesso anch’essi sono diventati spacciatori e sarebbe contro il loro interesse oppure sarebbero i più assidui clienti comprando a prezzi calmierati dal pubblico per rivendere al mercato nero a prezzi più vantaggiosi.

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L’intervento

L’editoriale

La Politica nel disastro

Legalizzazione della cannabis una proposta di legge che può aprire scenari inquietanti

dott. Giovanni Leoni - Presidente OMCeO Provincia di Venezia

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edico questo articolo alle vittime ed ai sopravvissuti del terremoto dell’Appennino 2016, per una vita se non migliore, cosa impossibile, almeno dignitosa. Ci sono molti modi per affrontare le grandi tragedie, e l’ultimo terremoto in ordine di tempo, di questo agosto 2016, lo è a pieno titolo. Ce ne sono stati altri, in questi ultimi 2 secoli, di cui uno appena cominciato, a Messina nel 1908, nel Belice nel 1968, in Friuli nel 1976, in Irpinia nel 1980, arrivando a L’Aquila nel 2009, all’Emilia nel 2012. Solo per citare quelli dove i morti si sono contati a centinaia, con interi paesi o città distrutti o inagibili, famiglie estinte o distrutte, ma ce ne sono stati anche altri. Naturalmente scatta la macchina degli aiuti, della solidarietà, istituzionale e volontaria. Molti mettono mano al portafogli, anche se non è particolarmente pieno, forse per intimo ringraziamento per averla scampata. Partono colonne organizzate di persone generose che vanno ad affrontare, dolore fisico e disperazione, sudore e sporcizia, con l’odore della morte tutto attorno. Pompieri, medici, infermieri e soccorritori a vario titolo sono là ad affrontare una realtà che molti vedono un per un pò in tv, poi cambiano canale. Ma chi ci è dentro non può cambiare canale può solo aspettare un aiuto. Essere sradicati dal proprio piccolo mondo credo sia un’esperienza inspiegabile eppure la natura umana si adatta per sopravvivere. La visione delle macerie e delle tendopoli, amplificata dalla potenza dei media dell’anno 2016, in particolare attraverso internet e i social network, è una costante in queste giornate. Ma dopo? Le recenti esperienze della allocazione dei fondi raccolti, sulle donazioni volontarie, sull’affidamento a ditte e esperti per la ricostruzione sono ancora sulla stampa e nei servizi di inchiesta delle televisioni affette da pesanti criticità. Non ritengo inferiore la responsabilità etica di chi si occupa del soccorso immediato a quella che decide il futuro dei sopravvissuti una volta che riflettori saranno spenti e girati altrove. Serietà e competenza devono avere la meglio su interesse e connivenza, sulla furbizia organizzata che specula sulla disgrazie altrui e ci guadagna. Francamente non mi auguro una tragedia ed una fila interminabile di morti per avere un “volano per l’economia” anche in un periodo di recessione, ma piuttosto concordo con Vittorio Sgarbi nella recente intervista su RAI 1 citata a proposito sul modello Friuli - Si trova al link diretto http://udine.diariodelweb.it/

udine/articolo/?nid=20160826_389547. In tale occasione interi paesi e comunità sono stati rifatti con i sindaci trasformati in funzionari delegati con pieni poteri sul controllo delle opere da realizzare e sui soldi da spendere, ma sotto il diretto controllo dei loro concittadini. Mi sento in dovere di riportare anche qui, per chi non lo sa, il passaggio sulla ricostruzione el paese di Venzone che rimane “una perla nel coacervo di tragedie naturali che si sono abbattute negli anni in Italia. Il piccolo centro friulano racchiuso dentro le mura è stato rifatto ‘ex novo’ grazie alla catalogazione di tutte le pietre sfracellatesi a terra, al punto che la ricostruzione del duomo sarà sicuramente annoverata nei futuri libri di storia dell’arte “ conclude il noto critico. Si parla già di un Commissario dedicato per la ricostruzione. Bene, Raffaele Cantone sul suo libro “Il Male Italiano” definisce la corruzione il peccato capitale della democrazia, perché sgretola i fondamenti della vita democratica senza che i protagonisti di questo crimine si sentano responsabili. Nel libro “Corruzione a norma di legge“ di Barbieri-Giavazzzi in riferimento alla opere di manutenzione della Laguna di Venezia per la serie di lavori del 1600 tra cui la deviazione del corso del Piave, e pensate con i mezzi di allora, il successo del progetto fondamentale per vedere ai nostri giorni la laguna come la conosciamo, viene definito in una citazione di Indro Montanelli “un miracolo, dovuto in parti uguali all’abnegazione del popolo, alla sagacia dei governanti ed alla coscienza di una burocrazia che per il proprio dovere sapeva di rischiare non soltanto “il posto” ma la pelle (i veneziani di allora erano gente seria ed avevano la forca facile). Quindi, dal punto di vista pratico, terminate le celebrazioni e le visite della autorità, a livello di controllo, spero nella massima attenzione di tutti, stampa, media e semplici cittadini, per lo sviluppo di un programma che rispetti la generosità di chi ha dato e sta dando del suo e la dignità di ha bisogno di tutto, adesso e nel prossimo futuro. Spero in un fiume di aiuti limpido e scorrevole, così come nasce dallo spirito originario di chi lo genera, senza inquinamenti, strozzature e curiose deviazioni. Il mio pensiero va certamente ai morti ed il mio profondo ringraziamento ai soccorritori, ma in particolare mi preoccupo per i sopravvissuti, per quelli che restano a vedere i soccorsi che tornano a casa e che cercano di capire, quando la polvere nell’aria è tornata a terra, il futuro che li aspetta.

dott. Francesco Noce* Ciò premesso e su questi argomenti ognuno è libero di pensarla come crede, resta il problema più importante: la salute. Mi ha francamente stupito la dichiarazione di Umberto Veronesi, che ha espresso il suo favore al progetto di legge, il quale sostiene che uno spinello uccide 1000 volte meno della sigaretta. Sarà anche vero, come è vero che non esiste proporzione fra i consumatori di tabacco e i consumatori di cannabis e se la stessa si dovesse equivalere allora potrebbe virare di brutto e contraddire in modo clamoroso il famoso oncologo. E poi non è neanche vero perché oltre ai noti effetti neurologici la cannabis aumenta la percentuale di cancro ai polmoni e del tratto respiratorio perché il fumo di marijuana contiene dal 50% al 70% in più di idrocarburi cancerogeni rispetto a quelli del tabacco. E’ certo invece che esistono sostanze psicoattive come la cannabis in grado di alterare l’equilibrio psico-fisico dell’ individuo, il suo umore ,le sue attività mentali, le sue percezioni sensoriali e causare danni al sistema nervoso. Se assunte poi in epoca puberale o peggio ancor prima, in organismi in fase di sviluppo, sono in grado di provocare danni cerebrali con conseguenze future irreparabili fino alla schizofrenia, alla depressione, alla riduzione del quoziente intellettivo. Il principio attivo della cannabis sativa si lega a neuroni specifici che regolano il movimento, la coordinazione motoria, la memoria e altre funzioni cognitive e la dipendenza da questa sostanza che agisce sul cervello coinvolgendo il sistema motivazionale ingannandolo e sfruttando il complicato meccanismo del piacere è considerata una vera e propria malattia neurologica, come il Parkinson o l’Alzheimer. L’utilizzo di queste droghe porta anche a comportamenti devianti che pure destano forti preoccupazioni di carattere sociale. La loro legalizzazione poi nell’immaginario collettivo si presta all’inganno: si può mai pensare che lo Stato possa mettere liberamente in vendita sostanze che recano danno alla salute dei suoi cittadini? Così è per l’uso del tabacco: nonostante le minacciose frasi che troviamo scritte sui pacchetti di sigarette, ci si crede fino ad un certo punto o affatto. La cannabis terapeutica. Un’ultima considerazione sull’utilizzo della cannabis a scopi terapeutici come già oggi avviene in alcune strutture e per alcuni malati: studi scientifici hanno evidenziato alcune proprietà atte ad alleviare il dolore neuropatico refrattario ad altri farmaci, a migliorare la spasticità che deriva da malattie come la sclerosi multipla, a ridurre la nausea indotta dalla chemioterapia e si sta valutando la sua efficacia in altre malattie sempre come cura palliativa, non potendo esserci effetti curativi. Cannabis utilizzata dunque come farmaco,ma farmaco nel suo significato etimologico vuol dire veleno e sappiamo che ogni farmaco interferisce nell’equilibrio fisiologico e si sfruttano le sue proprietà “venefiche” in un rapporto rischio-beneficio. Qualsiasi farmaco è soggetto ad approvazione ministeriale e a prescrizione medica e i suoi effetti devono esser valutati sotto diretta sorveglianza medica. Credo che nessuno,se non malato, assuma un farmaco,tantomeno per motivi ricreativi o per puro piacere. Per contro proprio in questi giorni la Dea (Drug enforcement administration) ha dichiarato la marijuana come sostanza illegale per le leggi federali americane anche per usi terapeutici”. La marijuana - secondo la Dea - ha un alto potenziale di abuso, non vi è alcun uso medico accettato negli USA e manca di un livello accettabile di sicurezza anche sotto controllo medico”. Il progetto legislativo come concepito, comunque vada, non sarà un successo! *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo

Segue dalla prima pagina dello Speciale Salute

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Perdita di denti, imbarazzo, dentiere che ballano? Problema risolto! Tutto può essere dimenticato e in poco tempo si può tornare a sorridere con una protesi implantare a carico immediato Cosa sono le protesi implantari a carico immediato? L’implantologia a carico immediato è un’ evoluzione in odontoiatria che ha portato molti vantaggi a coloro che hanno problemi di mancanza di denti. Che manchino pochi elementi o un‘intera arcata dentale, è possibile procedere con poche sedute ed avere in breve tempo denti fissi, con un aspetto non grossolano ma simile ai denti naturali, senza fastidi durante la masticazione e soprattutto senza spendere troppo. Il segreto delle protesi implantari a carico immediato è nel titanio che da alcuni anni viene utilizzato per la realizzazione degli impianti dentali. Questo elemento oltre ad essere sicuro è anche biocompatibile, quindi annulla il rischio di rigetto ed è osteontegrabile, ovvero in poco tempo crea un unico corpo con i tessuti circostanti. Queste caratteristiche permettono di avere un comfort immediato e di poter in una sola seduta applicare sia gli impianti dentali, sia le protesi esterne. Queste sono realizzate in ceramica, materiale molto resistente che

permette un utilizzo uguale a quello dei denti naturali. Pianificazione del trattamento implantologico Durante la prima seduta il paziente viene scrupolosamente visitato, anche con il supporto della diagnostica per immagine di nuova generazione, nella stessa vengono prelevate le impronte dei denti per poter realizzare le protesi. L’intervento viene pianificato in modo dettagliato in modo che il giorno scelto per applicare la protesi implantare si potrà tornare a casa con un nuovo sorriso. Nel giorno fissato il dentista effettua prima la sedazione del paziente, in questo modo l‘intervento sarà indolore, si procede quindi con l’applicazione all’interno dell’osso mascellare o mandibolare degli impianti dentali. Come detto in precedenza è possibile eseguire anche la sostituzione dell’intera arcata dentale, in questo caso si usa la tecnica di implantologia All On For che

permette di inserire 12 denti. In seguito si applicano i monconi e quindi su di essi le protesi in ceramica. Il tutto avviene in ambiente sterile e con ricambi monouso.

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CON IL NUOVO SISTEMA DUALE STUDI, LAVORI E CRESCI! Arricchire la filiera formativa della IeFp con nuove strumenti ed incrementare le attività di placement La sfida che la sperimentazione del sistema duale pone agli Enti di Formazione professionale, si presenta, da un lato, come una sorta di ritorno all’imprintig iniziale basato sul binomio Formazione/ Lavoro, dall’altro, apre a nuovi scenari di evoluzione del sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale. Questo anche in una prospettiva europea di VET (Vocational Education Training), dove l’alternanza scuola/ lavoro e l’apprendistato formativo sono pienamente riconosciuti come percorsi educativi e formativi “completi”. L’Accordo Stato Regioni dello scorso anno, ha

approvato la sperimentazione «Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione professionale». L’obiettivo è quello di implementare nella filiera formativa dell’Istruzione e Formazione Professionale l’apprendimento esperienziale utilizzando il sostanzialmente 3 nuovi strumenti: 1. Il Nuovo apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (formazione in 400 ore nel 2°anno; e di 500 ore nel 3° e 4° anno) 2. L’ Alternanza scuola lavoro (formazione in azienda è di 400 ore nel

Saranno diciassette i centri ENAIP coinvolti nelle azioni della Linea 1. Per la Linea 2 presentati dieci percorsi di quarti anni e quattro percorsi triennali

Titolo di studio e prospettive professionali Il titolo acquisito con il superamento dell’Esame finale, ha validità su tutto il territorio nazionale e nell’Unione Europea e corrisponde ad un 4° livello di qualificazione europea. La figura del TECNICO costituisce il naturale proseguimento verticale delle qualifiche professionali di operatore previste in esito ai percorsi triennali e correlate al 3° livello EQF. Il percorso di Diploma Professionale si caratterizza per l’ulteriore rafforzamento: 1. delle competenze tecnico professionali e di quelle culturali in particolare relative all’area matematica/scientifico tecnologica, 2. il grado di responsabilità e autonomia nelle svolgimento delle attività 3. la significativa esperienza di formazione in azienda. DURATA E MODALITA’ DI REALIZZAZIONE Tutti i percorsi si svolgeranno nel periodo Ottobre 2016 – Luglio 2017, presso le sedi sottoelencate e in aziende di settore per periodi di applicazione pratica realizzati

attraverso gli strumenti dell’alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato per il diploma professionale. Infatti, i percorsi formativi realizzati con il sistema duale si caratterizzano per la combinazione formativa in aula -laboratorio ed in un contesto professionale. DESTINATARI : Giovani di età inferiore a 25 anni ed possesso di qualifica professionale del settore di riferimento. ATTESTAZIONE FINALE : Diploma Professionale di Tecnico , IV livello EQF SELEZIONE : Per essere ammessi è necessario partecipare alle selezioni.Le selezioni verteranno sulla verifica del possesso dei requisiti da parte dei candidati e sulle motivazioni alla partecipazione espresse durante il colloquio. L’acquisizione del titolo di diploma professionale e’ subordinata alla frequenza per almeno il 75% delle ore di formazione presso il centro di formazione professionale e almeno il 75% delle ore di formazione in azienda.

2°anno; 500 ore nel 3° e 4° anno); 3. L’Impresa formativa simulata (per gli studenti 14enni di almeno 400 ore). L’intervento mira ad accreditare i Centri di Formazione Professionale, tra cui quelli di ENAIP VENETO, come sportelli di intermediazione domanda offerta/lavoro in grado di erogare servizi di orientamento ed accompagnamento al lavoro per i giovani e gli adulti e come gestori di percorsi formativi nell’ambito del sistema di istruzione e formazione triennale (corsi di qualifica triennali e quarti anni). Nel Veneto diciassette CFP di ENAIP sui trentasette

disponibili nella regione saranno coinvolti nella sperimentazione. A partire dal prossimo OTTOBRE 2016 in alcuni nostri centri di formazione è possibile iscriverti ai percorsi per acquisire il DIPLOMA PROFESSIONALE DI TECNICO (per coloro che sono già in possesso di una qualifica professionale) o iscriversi dopo la scuola media ai percorsi triennali per acquisire la QUALIFICA PROFESSIONALE DI OPERATORE. Entrambi con il Sistema Duale che alterna esperienze di studio e lavoro. Sotto di seguito le sedi, i corsi e riferimenti per informazioni e iscrizioni ai corsi per TECNICO:

Sedi, corsi e riferimenti per informazioni e iscrizioni ai corsi per tecnico: • Enaip Cittadella (Pd) - Tecnico elettrico oppure tecnico riparatore di veicoli a motore - tel. 049 9402400 • Enaip Conegliano (Tv) - Tecnico di cucina - tel. 0438 427182 • Enaip Feltre (Bl) - Tecnico di cucina e dei servizi sala bar - tel. 0439 300237 • Enaip Isola della Scala (Vr) - Tecnico di cucina - tel. 045 7300289 • Enaip Legnago (Vr) - Tecnico automazione industriale - tel. 0442 21299 • Enaip Rovigo - Tecnico dei servizi sala bar - tel. 0425 33671 • Enaip Verona - tecnico elettronico - tel. 045 8015053 • Enaip Vicenza - tecnico di cucina e dei servizi sala bar - tel. 0444 326685 I percorsi triennali per la qualifica professionale di operatore con il sistema duale per i giovani dopo la scuola media sono invece i seguenti: • Enaip Feltre (Bl) – Operatore della ristorazione - tel. 0439 300237 • Enaip Longarone – Operatore alla riparazione veicoli a motore – tel. 0437 770318 • Enaip Noale – Operatore servizi di sala e bar - tel. 041 440160 • Enaip Padova – Operatore della ristorazione – tel. 049 8641555 Per informazioni complete: www.enaip.veneto.it


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il

Crucilibro

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I migliori tra vincitori e finalisti Sempre di grande prestigio le opere presentate al Campiello, il premio nazionale degli industriali veneti Simona Vinci

Elisabetta Rasy

Andrea Tarabbia

Gesuino Némus,

Angela, giovane ricercatrice italiana

Maria Rosa Radice, una ragazza di 20 anni

Andrej Ciikatilo, marito e padre di famiglia

Matteo Trudìnu, figlio di un latitante

Alter Ego

La collega Lina

Eugenia, compagna di stanza

L’ideologia

Gesuino Némus, bambino problematico

Location

Isola di Leros

Un ospedale sul Carso

Unione Sovietica negli anni ottanta

Telévras, piccolo paese dell’entroterra sardo

I malati

I feriti di guerra

Le sue vittime: donne e bambini

Don Cossu, che protegge i bambini

Intrigo

Nel 1992 Angela è pronta a prendersi cura, come i medici di ogni parte d’Europa, del «colpevole segreto d’Europa»: un’isolamanicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia

Maria Rosa, a poco più di vent’anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte e va al fronte

Ciikatilo, comunista convinto e lavoratore, mutilò e uccise nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime – bambini, ragazzi ma anche donne – vivevano ai margini della società, non si adattavano alle sue regole

Un giorno il padre di Matteo, scomparso da settimane, viene trovato morto a pochi chilometri di distanza da casa. Il maresciallo dei carabinieri inizia a indagare con l’aiuto di don Cossu ma, con l’avanzare dei giorni, spunta fuori un altro cadavere

Finale

Sono molti i misteri che incontra ma ognuno avrà risposta nel tesoro delle storie dei dimenticati e degli sconfitti, come quella del poeta Stefanos, della ragazza Teresa e del bambino con il sasso in bocca

L’impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma conosce anche Eugenia. Le due si innamorano e pur non sapendo se potranno rimanere vicine, entrambe sentono di essere cambiate

Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all’arresto

Misteri, colpe antiche, segreti e rivelazioni vengono scanditi a ritmo battente in un romanzo dalle tinte gialle sapientemente orchestrato, imprevedibile e originalissimo per trama, stile, umorismo e inventiva

Cosa dire del libro

Il romanzo vincitore del premio Campiello, racconta con una felicità e una libertà mai raggiunte prima dall’autrice, una storia struggente

Il libro illumina un’intimità limpida ma circondata dalle tenebre, ci mostra come l’amore non abbia mai avuto confini

Un’opera lirica e crudele allo stesso tempo: la storia di un’anima sbagliata, una meditazione sul potere e la sconfitta e, soprattutto, sul Male

Vincitore del Campiello opera prima il romanzo è ricco di suspense che ci avvolge con le voci, i sapori e la magia della terra sarda

Eroe/Eroina

Co-protagonisti

Leggere

Simona Vinci La prima verità Einaudi, pp. 408 € 20.00

Elisabetta Rasy Le regole del fuoco Rizzoli, pp. 180 € 17.00

Andrea Tarabbia Il giaridno delle mosche Ponte delle grazie, pp. 326 € 16.80

Gesuino Némus, La teologia del cinghiale Elliot, pp. 238 € 17.50 A cura di Germana Urbani


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a

Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Rotolini di melanzane Ingredienti: 350 gr di melanzane - 150 gr di zucchine - 50 gr di sedano - 50 gr di porro - 50 gr di Emmental - una fetta di pane integrale un ciuffo di prezzemolo - 3 C di olio - sale.

Preparazione: pulire le melanzane, lavarle, asciugarle e tagliarle per il lungo a fette sottili. Metterle in uno scolapasta, salarle e lasciarle sgocciolare. Tagliare il porro, le zucchine, il sedano a bastoncini sottili, fare lo stesso con il formaggio. In una padella unta d’olio fare rosolare le verdure a fuoco vivace (per 3-4 min). Quando le verdure saranno croccanti, salarle e lasciarle raffreddare. Su una griglia calda cuocere le fettine di melanzane da entrambi i lati, poi porre al centro di ogni fettina le verdure, il formaggio e arrotolarle su se stesse. Porre i rotolini in una pirofila, salare, cospargere di pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio e passare in forno preriscaldato a 180° (per 10 minuti finchè si sarà formata una crosticina dorata). Togliere dal fuoco, cospargere di prezzemolo tritato. Si possono servire calde, ma anche fredde. A scelta si possono insaporire con sugo di pomodoro fresco.

Farro alla zucca

Tempura mista

Ingredienti: 200 gr di farro – 1 cipolla – 1 spicchio d’aglio – 1 manciata di prezzemolo - 200 gr di zucca - 2 C d’olio - 2 foglie di alloro - un pizzico di curry e un pizzico di peperoncino - sale q. b.

Ingredienti: 1 melanzana - 2 carote - 2 zucchine piccole - 1 mela verde - 50 gr di farina tipo 0 - 50 gr di farina di mais - 1 C di zucchero a velo - acqua fredda - olio di semi per friggere - sale q. b.

Preparazione: mettere a cuocere il farro come da ricetta base. Intanto tritare la cipolla e l’aglio, sbucciare e tagliare la zucca a dadini, saltare il tutto (la zucca deve diventare cremosa). Quando il farro è cotto, lasciare assorbire l’acqua, unire quindi la zucca, un filo d’olio, il prezzemolo tritato e le spezie. Amalgamare bene e servire.

THERMANA VI VIZIA 1. 10.–28. 10. 2016 6. 11.–2. 12. 2016 11. 12.-23. 12. 2016

Preparazione: lavare le verdure, tagliare le zucchine e le carote a julienne, tagliare la melanzana in quattro parti, togliere la parte centrale con i semi lasciando mezzo cm. di polpa dalla buccia e tagliare ancora a striscioline sottili. Tagliare la mela, privarla del torsolo e tagliarla a fettine. Versare sulle due farine lo zucchero a velo e l’acqua fredda, amalgamare con una frusta fino ad ottenere una pastella omogenea. Scaldare l’olio, passare le verdure nella pastella e tuffarle nell’olio facendo in modo che non attacchino l’una all’altra. Scolare su carta assorbente, salare e servire subito.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Emozioni non proprio lineari, in amore e in famiglia. Vi sentirete sulle montagne russe: alti e bassi

Toro Ottimo periodo per trovare soluzioni ingegnose a vecchi problemi logistici o familiari

Settembre Settembre porta con se’ le novità sperate quasi per tutti i segni. Attenti però al cattivo umore

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Bilancia Sarà un ottimo periodo che vfornirà strumenti e novità utili per migliorare la vita in ogni ambito

Scorpione Sulle emozioni sarete un po’ troppo riservati, ma a fine mese sarete pronti a condividere tutto

Gemelli

Sagittario

State in guardia e agite ma soprattutto reagite sfoderando la consueta diplomazia e astuzia

Fate attenzione alle distrazioni, alle gaffe, al nervosismo latente: potreste risultare antipatici

Cancro

Capricorno

Ottimo momento per godere gli ultimi sprazzi d’estate e per chiarire in casa questioni scottanti

Punto debole: le emozioni. Almeno all’inizio, potreste rivelarti un po’ avari di dolcezza e chiusi

Leone

Acquario

Buone notizie, divertimento, apertura, ma anche, come spesso accade, qualche tensione

Finalmente la ruota gira: rimboccatevi le maniche, e date una mano alla fortuna

Vergine

Pesci

Buona lucidità mentale, desiderio di conoscere gente e forse di continuare a godersi l’estate

Il destino può essere cambiato, con tanta forza di volontà e senza mai scoraggiarsi


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