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La Piazza della Bassapadovana set2018 n111

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Sport p.18

SETTEMBRE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 111

Cultura p.17

3 4 6 7 8 11 12 21

Salute p.27

p.33

della Bassapadovana

BUSINESS DEIcopia RIFIUTI Questa è certificata da

I sindaci coprono il “buco” da 30 milioni di euro MONSELICE, POLEMICA

“Il mercato ormai è morto”, infuria il confronto

on-line: L’autonomia del Veneto Ambulatorio in discesa libera Veterinario

Cartura

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

M Eanche N I C Ache M AT T I N A ha A Psottolineato ERTO Ma D èO vero la Stefani che

Milan Dr. delicata. Lideo Luca siDr. tratta di Roberto una questione molto Come a ord. Vet. PD 538 ord. Vet. PD 602 dire:349 iniziamo a parlarne, poi vedremo. 1202137 349 4238734 Certo, ad un dal Referendum, Zaia un segnavia Stazione, 13 anno - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) le doveva darlo al suo popolo, ma sa bene che non via Padova, 220 - CAGNOLA DI CARTURA (Padova) sarà una partita facile. La maggioranza a due teste che siede in Parlamento continua a strattonare da una parte all’altra i lembi di una coperta troppo corta nel tentativo di dare seguito alle promesse elettorali di M5S e Lega. E anche se i “loro” ministri tecnici mandano a dire che non ci sono i soldi per dare agli italiani il reddito di cittadinanza o per sostenere la Riforma delle pensioni, la cosiddetta “quota 100”, leghisti e pentastellati continuano a rassicurare gli elettori. E così, un giorno l’uno e un giorno l’altro, minacciano l’alleato di governo di andare a nuove elezioni. Il Veneto chiede al Governo l’autonomia su 23 materie, sostenendo che la solidarietà e la sussiservizio pag diarietà nazionale va data a chi la merita. Il votoadi un10 anno fa è stato plebiscitario, in numeri assoluti ben più ampio del perimetro della maggioranza. Sembrava che con un governo “amico” la strada fosse spalancata, forse invece la realtà dei fatti è proprio un’altra. All’indomani dell’incontro di Zaia col ministro, infatti, arriva la doccia fredda: il sottosegretario Stefano Buffagni, vice della Stefani, dice chiaramente che “le richieste venete sono irrealizzabili”. Buffagni è un uomo potente nella galassia pentastellata, molto vicino a Luigi Di Maio e molto considerato nella squadra di governo. E di autonomia se ne intende: sua l’idea, come consigliere regionale, e suo il progetto di legge per il referendum in Lombardia. “L’ho detto anche al presidente Zaia - ha spiegato Buffagni -. La sua richiesta sta mettendo in difficoltà tutto il percorso. Il Veneto sta forzando molto la mano sul piano della comunicazione per richiedere le 23 materie. Tuttavia io ribadisco che ciò risulta essere molto irrealizzabile”. Vero è anche che l’autonomia di Zaia è scritta nero su bianco nel contratto di governo, che va rispettato, certo, ma fin dove si può.

Regionale 10, Zaia: “Avanti anche senza i privati”

Tramonta l’iniziativa della cordata che aveva avuto in concessione il prolungamento del tracciato, ma la strada si farà, assicura la Regione

MONSELICE, RESTAURI

Ad ottobre apre il Duomo Vecchio dopo i lavori MONSELICE, VIABILITÀ

Entro la fine del 2019 il casello sulla superstrada ESTE, IL CASO

La Lega vuole la colonna marciana ESTE, AMBIENTE

L’elettrodotto di Meggiaro sarà abbattuto ESTE, L’INTERVENTO

Il Monte Cero finalmente libero dalle antenne POLITICA

Veneto: calano i disoccupati

L’autonomia del Veneto in discesa libera Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Z

aia scherza come chi, convinto di aver la vittoria in pugno, si lascia trascinare dall’entusiasmo. E, parlando delle olimpiadi che lui spera si svolgano a Cortina, assicura che anche l’autonomia della Regione sta arrivando a grande velocità. E’ vero che il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani, in un incontro avvenuto a Padova a metà settembre, gli ha assicurato di portare una bozza di intesa sull’autonomia per una prima discussione in Consiglio dei ministri entro il 22 ottobre. segue a pag 3

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AUTUNNO / INVERNO 2018


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Facciamo. il punto

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L’autonomia del Veneto in discesa libera Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Questa copia è certificata da

Rifiuti il “buco” è ufficiale C

I sindaci del Consorzio Padova Sud certificano la perdita

onsorzio Padova Sud, il bilancio ritorna in positivo. I 48 sindaci del Consorzio che si occupa della gestione dei rifiuti hanno approvato i bilanci 2016 e 2017 – quelli del passivo da 30 milioni di euro - e soprattutto il piano di ristrutturazione del debito di cui ormai si discute da due anni. I sindaci presenti erano 31 (assenti tra gl altri Due Carrare, Megliadino San Vitale, Sant’Angelo di Piove, Bovolenta) e quasi unanimemente hanno approvato i tre punti e poi la nuova situazione patrimoniale del Consorzio: l’unico voto negativo è stato quello di Battaglia Terme (ma solo per i bilanci), a cui si sommano le astensioni di Codevigo, Baone, Pernumia e Bagnoli di Sopra. POLITICA Riconosciuto ufficialmente il “buco” da 30 milioni con l’apVeneto: provazione dei due bilanci, il Consorzio è passato alla firma calanocon i principali creditori – Sesa in primis – che di dell’accordo fatto isidisoccupati sono accollati gran parte del debito. “L’alternativa era far cadere quei milioni sulla testa dei sindaci, compromettendo i bilanci dei Comuni del Consorzio» spiega il presidente consortile Alessandro Baldin «o far saltare la “baracca” con una nuova concessione e con il recupero del “buco” attraverso nuove tariffe. L’accordo firmato con i creditori, che manterranno la Germana Urbani >direttore@givemotions.it< concessione, garantirà invece il mantenimento delle attuali tariffe fino al 2025: i cittadini non subiranno aumenti di bollette”. aia scherza come chi, convinto di aver la vittoria in Il debito, oltre che con la rinuncia al credito di Sesa e De Vizia, pugno, si lascia trascinare dall’entusiasmo. E, parlando delle olimpiadi che lui spera si svolgano a Cortina, è ripianato dal Consorzio anche con le economie della concesassicura che anche l’autonomia della Regione sta arrivansione rifiuti. do a grande velocità. E’ vero che il ministro per gli Affari Nicola Cesaro regionali Erika Stefani, in un incontro avvenuto a Padova a metà settembre, gli ha assicurato di portare una bozza di intesa sull’autonomia per una prima discussione in ConÈ un periodico formato da 16 edizioni localisiglio mensilmente recapitato Amministrazione dei ministri entro ilDirezione, 22 ottobre. seguee a pag 3 Redazione:

Ma è vero anche che la Stefani ha sottolineato che si tratta di una questione molto delicata. Come a dire: iniziamo a parlarne, poi vedremo. Certo, ad un anno dal Referendum, Zaia un segnale doveva darlo al suo popolo, ma sa bene che non sarà una partita facile. La maggioranza a due teste che siede in Parlamento continua a strattonare da una parte all’altra i lembi di una coperta troppo corta nel tentativo di dare seguito alle promesse elettorali di M5S e Lega. E anche se i “loro” ministri tecnici mandano a dire che non ci sono i soldi per dare agli italiani il reddito di cittadinanza o per sostenere la Riforma delle pensioni, la cosiddetta “quota 100”, leghisti e pentastellati continuano a rassicurare gli elettori. E così, un giorno l’uno e un giorno l’altro, minacciano l’alleato di governo di andare a nuove elezioni. Il Veneto chiede al Governo l’autonomia su 23 materie, sostenendo che la solidarietà e la sussidiarietà nazionale va data a chi la merita. Il voto di un anno fa è stato plebiscitario, in numeri assoluti ben più ampio del perimetro della maggioranza. Sembrava che con un governo “amico” la strada fosse spalancata, forse invece la realtà dei fatti è proprio un’altra. All’indomani dell’incontro di Zaia col ministro, infatti, arriva la doccia fredda: il sottosegretario Stefano Buffagni, vice della Stefani, dice chiaramente che “le richieste venete sono irrealizzabili”. Buffagni è un uomo potente nella galassia pentastellata, molto vicino a Luigi Di Maio e molto considerato nella squadra di governo. E di autonomia se ne intende: sua l’idea, come consigliere regionale, e suo il progetto di legge per il referendum in Lombardia. “L’ho detto anche al presidente Zaia - ha spiegato Buffagni -. La sua richiesta sta mettendo in difficoltà tutto il percorso. Il Veneto sta forzando molto la mano sul piano della comunicazione per richiedere le 23 materie. Tuttavia io ribadisco che ciò risulta essere molto irrealizzabile”. Vero è anche che l’autonomia di Zaia è scritta nero su bianco nel contratto di governo, che va rispettato, certo, ma fin dove si può.

L’autonomia del Veneto in discesa libera

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della Bassapadovana

a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

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Chiuso in redazione il 14 settembre 2018


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Monselice

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La polemica Apparsi alcuni volantini

“Il mercato è destinato a morire” Grido d’allarme dei commercianti, fuga di operatori. L’assessore Mori minimizza “le assenze derivano dai trasferimenti”

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na protesta singolare che ha destato scalpore: è quella espressa a metà agosto attraverso alcune epigrafi affisse in centro storico per annunciare il “funerale” del mercato cittadino. Nonostante qualche svarione sintattico, il senso dei manifesti è chiaro: “Dopo una lunga malattia che grava sul commercio e grazie a questa amministrazione comunale che con decisioni sbagliate prese unilateralmente, lo storico mercato di Monselice è destinato a morire. Lo annunciano con immenso dolore gli ambulanti tutti”. Difficile stabilire chi sia sta-

to l’autore dell’iniziativa, che in ogni caso ha fotografato un malumore piuttosto diffuso. La nuova disposizione delle bancarelle, necessaria a garantire lo spazio per il transito dei mezzi di soccorso, è in vigore da fine aprile. Sin dall’inizio è stata duramente criticata dai commercianti, che l’hanno bollata come troppo dispersiva: il mercato viene diviso in tre tronconi privi di una reale continuità. Tra gli scontenti i proprietari di diversi banchi spostati in via Argine Destro e nella parte asfaltata di Campo della Fiera. A dar voce all’insoddisfazione a

Qui sopra, l’assessore al commercio Catia Mori interviene sul dibattito

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inizio agosto era stato anche Ilario Sattin, presidente degli ambulanti di Fiva Ascom Confcommercio, che aveva parlato di una fuga di operatori da Monselice e aveva chiesto all’Amministrazione comunale interventi per evitare il rapido declino del mercato. L’assessore al Commercio Catia Mori riguardo al presunto calo di presenze aveva specificato che “gli indicatori sono molto inferiori a quelli citati da Sattin” e che “tante assenze derivano da

periodi precedenti il trasferimento dei banchi, dunque si presume siano legate ad altre motivazioni”. Inoltre aveva annunciato di aver proposto alcuni correttivi all’attuale impostazione. Una soluzione definitiva potrebbe essere quella di concentrare tutte le bancarelle in Campo della Fiera, ma questo sarà possibile solo dopo il rifacimento della pavimentazione dell’area. Davide Permunian

“Nessuna emergenza diossina sul monte Ricco”

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on c’è un’emergenza inquinamento sul monte Ricco: è il responso dei nuovi approfondimenti svolti da Arpav per fare luce sul “caso diossina”. L’indagine, eseguita mediante vari prelievi top soil sui primi 5-10 centimetri e carotaggi veri e propri più in profondità, non ha rilevato criticità particolari. Ad eccezione di due punti: lo strato superficiale dell’area T2, collocata sul retro del plesso Cini-Tortorini, dove si è evidenziata una presenza anomala di zinco, e l’area T4, nel cortile della stessa scuola, dove è stato confermato il superamento del limite per le diossine, sempre nello strato superficiale. Più sotto, invece, le concentrazioni sono nella norma. Per questi siti sono scattate a fine agosto le bonifiche previste. Quanto emerso dagli approfondimenti nel complesso ha tranquillizzato il sindaco Francesco Lunghi, facendo venir meno la necessità di trasferire l’attività del Cini-Tortorini. Il Comune, però, è intenzionato ad avviare prossimamente un’ulteriore indagine ambientale in collaborazione con Ispra, Arpav e Ulss per identificare tutte le fonti inquinanti del territorio monselicense. Soddisfatta la cementeria, secondo cui i risultati delle analisi confermano “la piena compatibilità ambientale” dell’impianto. Critico invece il movimento Cambiamo Aria: “Un cementificio, impianto insalubre di prima classe, non può stare a ridosso di scuole e centri abitati. Come sancito dall’articolo 19 del piano ambientale del Parco Colli, va pianificata la dismissione, con particolare riguardo alla manodopera impiegata”. (d.p.)


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Monselice

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I restauri Il 7 ottobre la riapertura dell’antica chiesa dopo un intervento da 690 mila euro

Restituita la Pieve di Santa Giustina Ora lavori anche a Santo Stefano È

terminato a fine luglio l’inter- giore pregio di Monselice, meta vento di restauro che è servi- privilegiata di turisti e pellegrini. to per riportare al suo splendore Viene utilizzata per accogliere originario l’antica Pieve di Santa anche concerti di musica sacra Giustina. Il cantiere, partito a gen- (c’è un’acustica straordinaria) e naio, ha rispettato in toto i tempi prestigiosi eventi culturali, come previsti. La chiesa sarà inaugurata le celebrazioni del premio Opsisolennemente il prossimo 7 ot- cella. Qui aveva sede in passato il tobre, giorno di Santa Giustina. I duomo cittadino, poi trasferito in lavori sono costati circa 690 mila via Garibaldi. Intanto ci sono noeuro, cifra a cui hanno contribuvità importanti anche per un altro ito la Regione (440 mila euro), prestigioso monumento monselila Fondazione Cariparo (210 cense: l’ex chiesa di Santo Stefamila euro) e il Comune (40 mila no. È infatti previsto fra settembre euro). Il progetto è stato curato e ottobre un intervento del costo dall’architetto Fabio Zecchin. Nel di 60 mila euro per metterla uldettaglio, si è provveduto a rea- teriormente in sicurezza. In conlizzare un cunicolo di aerazione creto verranno posizionati alcuni nella parete nord per risolvere il tiranti a livello del tetto in corriproblema dell’umidità, a siste- spondenza della navata centramare il tetto (alcune le. “Dalle verifiche travi erano in cattieseguite dall’archiL’ultima vo stato), a rifare gli tetto Paolo Faccio è manutenzione emerso che la strutintonaci, a rinnovare l’impianto di tura non presenta del Duomo illuminazione e alla grossi problemi dal vecchio messa in sicurezza punto di vista sismila torre campanaria. co. L’apertura fatta risaliva ai “L’ultima manulo scorso anno era lontani anni tenzione rilevante quindi pienamendella chiesa risaliva te legittima. I nuovi Trenta agli anni Trenta del lavori permetteransecolo scorso: c’era quindi la ne- no comunque di aumentare la cessità di intervenire. In futuro ci stabilità dell’edificio” spiega l’aspiacerebbe trovare anche le risor- sessore alla Cultura Gianni Mamse per altri lavori sul campanile e prin, che sottolinea: “Con questo sul sagrato oltre che per installare intervento il Comune arriverà a all’interno dell’edificio l’impian180 mila euro spesi per la restito di riscaldamento, attualmente tuzione della Santo Stefano alla non presente” spiega il parroco città”. Molto, però, rimane andon Sandro Panizzolo. Il 7 ottobre cora da fare: tra la sistemazione sono in programma un momento delle superfici murarie interne ed di preghiera e un concerto di mu- esterne, il rifacimento della pasica sacra. Verrà poi presentato vimentazione, l’impiantistica e i nel dettaglio ai fedeli l’intervenbagni servono almeno due milioto eseguito. La romanica Pieve di ni e mezzo di euro. Un altro obietSanta Giustina è un luogo molto tivo è poi ripristinare il vecchio caro agli abitanti di Monselice e collegamento tra via Carboni e via ha origini molto antiche. Costru- Santo Stefano Superiore, che corita nel 1256, è una delle architet- re di fianco alla chiesa. Davide Permunian ture storiche e religiose di mag-

Se la Rocca diventa “Mosangeles”: nasce una canzone che conquista il web

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i chiama “Mosangeles” e all’ombra della Rocca ha rappresentato qualcosa di simile a un tormentone estivo. È la canzone firmata da Federico Benetello, in arte Fede Fend, in collaborazione con Alessandro Franciosi, noto come Sbale. Un brano pop-dance che racconta Monselice e i suoi luoghi caratteristici dal punto di vista giovanile. “È un prodotto sia locale che internazionale: può essere ascoltato dagli abitanti del posto, ma anche da chi non è mai stato in città” spiega Benetello, 24 anni, originario di Pernumia. “Mi piaceva l’idea di guardare Monselice vestendo i panni del turista ed è quello che ho cercato di fare”. La canzone, lanciata su Youtube e Spotify,

è accompagnata da un video che ha per protagonisti alcuni amici. Il gruppo attraversa la città soffermandosi in particolare sui suoi luoghi più suggestivi, dal monte Ricco al percorso delle Sette Chiesette. Nel filmato, girato interamente a Monselice, compaiono anche splendide panoramiche realizzate con l’uso di droni. Su Youtube il brano ha ottenuto oltre quattromila visualizzazioni nel giro di ventiquattr’ore. “Spero possa diventare virale” è l’augurio di Benetello, che sogna di riuscire a trasformare la musica in un lavoro. L’assessore Gianni Mamprin ha annunciato che la canzone verrà prossimamente inserita nel portale turistico web. (d.p.)


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Monselice

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Entro la fine del 2019 apre il nuovo casello sulla A 13

“É

Approvato lo schema di convenzione con la Società Autostrade, l’opera costerà 12 milioni, a carico di Aspiag per Agrologic

P

rocede il percorso per arrivare alla realizzazione del secondo casello autostradale della città della Rocca. Lo scorso 31 luglio l’opera è approdata in consiglio comunale per l’approvazione dello schema di convenzione con la società Autostrade e la presentazione dello studio di fattibilità. Il nuovo casello, necessario a garantire un collegamento più diretto e sicuro della Monselice-mare con l’autostrada in vista dell’avvio a pieno ritmo dell’attività del polo Agrologic, avrà un costo di circa dodici milioni e mezzo di euro e sarà a carico di Aspiag-Cervet. Verrà costruito in un’area complessiva di 110 mila metri quadrati che rientra per una piccola parte nel territorio comunale di Pozzonovo, a sud della Sr 104, non lontano dall’hotel Cà Rocca. Sarà forte-

mente automatizzato e avrà la tipica configurazione “a trombetta”. Per accedervi sorgerà una grande rotatoria. L’opera è destinata ad accogliere in primis il traffico pesante: l’obiettivo, infatti, è quello di alleggerire in modo significativo il casello già esistente e di conseguenza anche i quartieri adiacenti. Oggi per quest’ultimo nell’ora di punta passano oltre 2900 veicoli: in futuro si stima una riduzione a circa 1300, mentre il nuovo “Monselice Sud” sarà interessato da un flusso di 2100 mezzi. “È un’opera importante, frutto di un grande lavoro. Permetterà di sollevare le zone Redentore e Marco Polo dal problema inquinamento» evidenzia il sindaco Francesco Lunghi. L’iter burocratico, (che comprende, fra le altre cose, la Valutazione di Impatto Ambientale) non è

Etnodramma: c’è l’accordo con il Messico

L’uscita sulla Monselice - mare servirà anzitutto il nuovo mega polo logistico e accoglierà il traffico pesante

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concluso, ma è a buon punto. Si spera di terminare tutti i passaggi per fine anno. Una volta partito, il cantiere durerà dodici mesi. L’opera dovrebbe essere pronta entro la fine del 2019 o al più tardi per i primi mesi del 2020, prima dell’inizio dell’attività del nuovo polo Agrologic. Di conseguenza pare scongiurato il rischio dell’incremento della mole di traffico nel cuore della città. (d.p.)

un riconoscimento importante per la nostra scuola, il risultato di un lungo impegno”. Così Fabio Gemo, anima del Centro studi sull’Etnodramma di Monselice, commenta l’accordo di collaborazione siglato di recente con l’Inah, l’Istituto nazionale di Antropologia e Storia del Messico. L’ente è il braccio operativo del ministero della Cultura di quel Paese. “Si è aperta la strada alla promozione di iniziative condivise e scambi reciproci di docenti e ricercatori. I nostri studenti, per esempio, potrebbero presto avere l’occasione di fare esperienze di studio in Messico. Stiamo lavorando poi ad altre convenzioni, una delle quali con una prestigiosa realtà brasiliana” spiega Gemo. “L’accordo - aggiunge l’assessore Mamprin - farà sì che Monselice possa essere conosciuta sempre di più all’estero. Questo non può che renderci soddisfatti”. (d.p.)


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Este

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Il caso Dopo l’ok dal Consiglio Comunale

Sulla colonna marciana di Este si abbattono le polemiche Este riavrà una colonna marciana, lo vuole la Lega Nord per ribadire l’identità veneta della cittadina.

“Siamo seriamente indignati e ci sentiamo presi in giro come tanti altri cittadini, perché con tutte le emergenze c’è ancora tempo e volontà per non seguire la logica e le vere necessità bensì sempre e comunque le sciocchezze, le ba-

nalità rispetto alle azioni e ai bisogni concreti ed indispensabili dei cittadini”, è il commento di Francesco Roin (M5S). Gli fanno eco sia Civiche d’Este che Pd: “Ripristiniamo un simbolo che è omaggio alla dominazione poli-

tica del momento e che celebra peraltro l’oppressione della Serenissima nel nostro territorio. Mi ricorda molto quanto facevano i regimi totalitari, pronti a seminare simboli ovunque per rafforzare il potere”. (n.c.)

La piccola Angelica finalista allo Zecchino d’Oro, da novembre in tv NequeC’è anche Angelica Gobbo, figlia dell’assessore comunale Sergio Gobbo, tra i sedici finalisti della prossima edizione dello “Zecchino d’Oro”. Angelica abita a Este e ha 7 anni. E’ una dei sedici piccoli concorrenti che rappresenteranno 11 regioni d’Italia e che si contenderanno l’edizione numero 61 del noto concorso canoro. Dal 10 novembre, per quattro sabati, il programma andrà in onda su Rai1 dall’Antoniano di Bologna e sarà seguito da uno speciale in prima serata il 7 dicembre condotto da Carlo Conti. Le selezioni nazionali hanno toccato da febbraio ad agosto oltre trenta piazze italiane.

Il consiglio comunale atestino ha votato a favore della mozione che chiede la riedificazione di una colonna con il Leone Alato in centro a Este. L’iniziativa parte dal gruppo di maggioranza della Lega Nord – a partire dal vicesindaco Aurelio Puato - e da quello d’opposizione di Este Sicura guidato da Carlo Zaramella, convinti che nel cuore cittadino possa ritornare quella colonna con il Leone di San Marco che svettava tra piazza Maggiore e via Matteotti fino agli ultimi anni del Settecento. “Sappiamo che non è un priorità per Este e di certo il Leone Alato non risolverà i problemi della città - sottolinea Zaramella

“PER IL MIO PRIMO

OCCHIALE MI REGALANO UNA LENTE!

Qui sopra il vice sindaco Aurelio Puato, della Lega

(Este Sicura) - E’ semplicemente un arredo urbano che valorizza il centro storico in accordo con la storia della nostra terra”. La posizione della colonna è ancora da definire: difficilmente sarà nel cuore di via Matteotti, ma sicuramente sarà in centro storico, in un punto in cui si crei sintonia con l’architettura circostante. “Realizzeremo l’opera senza gravare sulle casse comunali ma affidandoci a liberi contributi”, aggiunge Puato (Lega Nord).

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Con i sedici solisti della sessantunesima edizione sale a 1.018 il numero di bambini che hanno partecipato come interpreti dalla prima edizione dello Zecchino d’Oro, dal 1959 ad oggi. Angelica, per approdare alla finale, ha superato una selezione di ben 5 mila bambini. Aveva tentato l’approdo al palco dell’Antoniano anche nelle scorse edizioni. (n.c.)


Le iscrizioni sono aperte a cittadini e stranieri che abbiano compiuto il 16° anno di etĂ . Riconoscimento crediti scolastici. Per iscrizioni e informazioni rivolgersi allâ&#x20AC;&#x2122;Ufficio Didattica, tel. 0429 73270 - mail: didattica@iiskennedy.it


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Este

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Stop alla Regionale 10, anzi no Tramonta la cordata di imprese che aveva ottenuto la concessione per costruire una strada a pedaggio Intanto l’assessore veneto De Berti promette che l’opera si farà con Veneto Strade e con l’Anas

N

uova regionale 10: i privati escono definitivamente di scena ma la Regione non vuole suonare il “de profundis” e promette lo sblocco del cantiere. La giunta regionale di Luca Zaia ha ufficialmente deliberato che il raggruppamento temporaneo d’imprese che avrebbe dovuto realizzare e gestire la nuova regionale 10, oggi ferma a Carceri, non proseguirà l’opera, uscendo così dal contratto di concessione che si era guadagnato nel 2014. Giuseppe Maltauro spa, Nuova Coedmar srl e Intercantieri Vittadello - questi i privati che avevano ottenuto la concessione - avrebbero dovuto prendersi sulle spalle la realizzazione del tratto di regionale 10 che va da Carceri (il cantiere qui è fermo dal 2007) a Legnago. In cambio, i privati avrebbero incassato un pedaggio per ogni transito lungo questa strada, garantendosi così un ritorno dell’investimento. Le mutate condizioni e la crisi che non si smorza hanno porta-

to i privati a voler abbandonare l’opera, lasciando così la Regione in braghe di tela. Eppure dalla giunta Zaia continuano a piovere conferme: l’assessore veneto alle Infrastrutture Elisa De Berti ha promesso un futuro sicuro alla strada. Con una novità, anzi più d’una: Anas è pronta a prendersi in carico il cantiere dell’opera, la Regione ha messo a bilancio 4 milioni vincolati per la realizzazione del progetto definitivo e la spesa totale sarà ampiamente minore dei 232 milioni previsti dalla gara del 2012. E poi ancora: si procederà a stralci. Il che significa che molto probabilmente ci si dovrà accontentare del prolungamento fino a Santa Margherita d’Adige, o al massimo fino a Montagnana, e non sino a Legnago come da progetto iniziale. “E’ vero, a dicembre avevamo promesso che, con l’uscita dei privati, la Regione si sarebbe presa sulle spalle progetto e cantiere, assicurando la chiusura del progetto definitivo

L’assessore regionale alle infrastrutture Elisa De Berti

entro il 2018» ha spiegato l’assessore “I tempi non sono stati rispettati ma la volontà politica di terminare l’opera non è venuta meno”. In bilancio la Regione ha messo 4 milioni di euro per realizzare il progetto definitivo: «E’ una somma vincolata. Il progetto lo realizzerà Veneto Strade entro la primavera 2019. Poi metteremo in

Primo obiettivo la Valdastico L’obiettivo primario della Regione è raggiungere il casello A31 della Valdastico Sud a Santa Margherita d’Adige (mancano 7 km), quindi Montagnana (altri 10) e poi la provincia veronese a Legnago. Si realizzerà una strada a 2 corsie, senza opere legate al possibile ampliamento a 4. La priorità resta pertanto quella di mettere mano al tracciato almeno fino all’autostrada.

Spesa ridotta di due terzi, sarà una arteria a due corsie La concessione assegnata nel 2014 prevedeva un investimento di 232 milioni di euro. La nuova progettazione verrà ridurre la spesa probabilmente di due terzi. Nella maxi-somma di quattro anni fa erano compresi la realizzazione di una strada 2 corsie ma anche tutti gli espropri per poter eventualmente allargarla a 4 corsie. Non erano previsti svincoli a raso ma cavalcavia per uscite e accessi lunghi abbastanza per accogliere le 4 corsie. La strada dunque cambia aspetto rispetto al progetto originario ma questo dovrebbe permettere la sua realizzazione.

Collegamento con l’ospedale La nuova regionale 10 ha come principale compito quello di collegare l’A13 Padova-Bologna, quindi il casello di Monselice, all’A31 Valdastico Sud che ha un casello a Santa Margherita d’Adige, e indirettamente alla Transpolesana che si intercetta sia lungo l’A31 a Badia Polesine e sia a Legnago. Non solo: la strada è fondamentale per congiungere il Montagnanese all’ospedale unico di Schiavonia, già toccato dal tratto già realizzato di nuova regionale 10. (n.c.)

Una passata edizione del Festival delle Basse, fortunato format di incontri ed eventi

Vighizzolo ospita il Festival Si terrà a Vighizzolo d’Este la nuova edizione del “Festival delle Basse”, manifestazione dal 21 al 23 settembre.

Per tre giorni si terranno decine di incontri, spettacoli teatrali, presentazioni, reading e concerti - tutti a ingresso gratuito - dal mattino fino a notte (domenica dalle 9, sabato dalle 15 e venerdì dalle 17). Danno bene l’idea dello spessore del festival gli appuntamenti clou: venerdì 21, ad esempio, sono attesi il giornalista enograstrono-

mano il progetto ad Anas: la Sr 10 fino a vent’anni fa era sotto la sua gestione ma ritornerà ad esserlo a breve come previsto dal piano di “Rientro Strade” avviato un anno fa dal Ministero». Tra i 6.250 km di strade che dallo Stato ritorneranno ad Anas, ci sono anche quelli della Sr 10 e della sua variante. Nicola Cesaro

mico Sandro Sangiorgi (ore 19), l’orchestra popolare La Notte della Taranta (21) e gli artisti di Teatri Mobili, ma anche musicisti del calibro di Massimo Zamboni (gà CCCP e CSI), che assieme a Cristiano Roversi ed Erik Montanari daranno vita al concerto acustico “Miccia prende fuoco”. Sabato il pezzo forte è lo spettacolo delle 20.30 con Nino Frassica e i Los Plaggers: un’operazione di memoria musicale con un repertorio formato da oltre cento brani rivisti e corretti, in cui canzoni famosissime, pur mantenendo la propria identità, sono tagliate e ricucite alla maniera di Frassica. La giornata domenica comincia dalle 9: a mezzogiorno sarà ospitato il primo spettacolo ideato e scritto dalla redazione di Lercio.it, tra telegiornali esilaranti, rubriche improbabili e il meglio del repertorio del sito satirico più famoso e amato d’Italia. E poi Luca Mercalli e Filippo Solibello (alle 15), Stefano Liberti e l’evento “Dal pomodoro cinese al tonno sovranista, cosa sappiamo veramente del cibo che mangiamo” (alle 16), il live de Il Terzo Segreto di Satira (un happening anarchico e comico sulla politica dei giorni nostri), e ancora lo spettacolo con l’attore Rocco Papaleo (alle 19) e la serata dedicata a Gianni Rodari. (n.c.)


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Este

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Addio all’elettrodotto di Meggiaro Gallana: “recuperiamo tutta l’area” Lo smantellamento della linea da 60 kw che attraversa il quartiere permetterà di riqualificare l’intera zona su una superficie di almeno 13 mila metriquadri

S

ono cominciati a fine agosto i lavori di dismissione degli elettrodotti della Bassa padovana. A Este la società Terna ha dato infatti il via allo smantellamento dell’elettrodotto da 60 Kw che attraversa il quartiere Meggiaro. E’ il primo passo per riqualificare un’area di circa 13.000 metri quadri di assoluto degrado nel cuore della frazione, visto che l’elettrodotto lambisce numerose abitazioni, arriva da Baone e passa nelle immediate vicinanze della scuola elementare e dell’asilo comunale. Il costo dell’intervento di smantellamento è di 500.535,95 euro. Spiega il sindaco Roberta Gallana: “Eliminarlo significa avviare il recupero di un’area che può far migliorare l’intero quartiere, anche in termini di sicurezza stradale”. L’obiettivo è di completare il lavoro entro la fine dell’anno. L’elettrodotto da Meggiaro prosegue per via Giovanni XXIII e via Sartori Borotto, attraversa via Rimembranze per scollinare verso Rivadolmo. Eliminato l’elettrodotto, il secondo passo sarà procedere con lo smantellamento della centrale Enel di Meggiaro: “In primavera ho incontrato i responsabili di Enel che sono venuti in seguito anche a Este per verificare le eventuali criticità di tutti i siti di loro proprietà. E’ un lavoro di grande sinergia che sta dando i suoi frutti”, chiude la Gallana. La “pulizia” che avvierà Terna a Meggiaro fa parte di un progetto complessivo nella Bassa padovana che prevede l’eliminazione di venti chilometri di vecchi elettrodotti e quasi 150 sostegni saranno demoliti nel giro di pochi mesi. I lavori sarebbero dovuti partire da Ospedaletto Euganeo, secondo l’annuncio ufficiale di Terna, ma evidentemente il cronoprogramma ha scelto Este come principio dell’intervento.

Terna ha dato il via alla dismissione di 20 chilometri di linea ad alta tensione, fra cui il tratto di Este

I vecchi elettrodotti non verranno sostituiti in virtù dell’entrata in esercizio dei collegamenti a 132 kV tra le stazioni elettriche di Camin (Padova) e di Este Santa Croce (tra Este e Ospedaletto Euganeo), e della costruzione delle cabine primarie di Battaglia Nuova, Monselice ed Este Nuova. La demolizione dei vecchi elettrodotti interessa Este, Baone, Ospedaletto Euganeo, Arquà Petrarca, Monselice, Pernumia, Battaglia Terme, Due Carrare. Nicola Cesaro

Antonietta Cavazzin E’ mancata Antonietta Cavazzin, figura di primo piano della scena culturale cittadina, “decana” della Compagnia Teatro Veneto “Città di Este”. Aveva esordito come attrice nel 1945 ed è stata tra le fondatrici della Cooperativa Teatro Veneto che gestisce il Teatro dei Filodrammatici. Ha calcato i più importanti teatri del Nord. (n.c.)

Maeli vince in Francia Il Moscato Giallo Maeli di Baone convince anche in Francia. Il vino di Elisa Dilavanzo, produttrice dei vini Maeli e paladina del Moscato Giallo dei Colli Euganei, con l’annata 2015 si è meritato la medaglia d’oro al Gilbert&Gaillard International Challenge 2018. La prima annata era già stata premiata dall’agenzia Americana Bloomberg. (n.c.)


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Este .

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Il Monte Cero ora finalmente libero Abbattuta anche l’ultima antenna abusiva sul colle che sovrasta Este e Baone e che per decenni è stato l’esempio dell’inquinamento elettromagnetico, patito soprattutto dai residenti della frazione Calaone A fianco il sindaco di Baone Luciano Zampieri e al centro i lavori di demolizione sul Cero

O

ra il Monte Cero è libero dall’abusivismo. La sommità del monte che svetta su Este e Baone è finalmente libera dalle antenne abusive che per decenni hanno infestato il colle. Lo conferma il sindaco Luciano Zampieri: “Con l’abbattimento dell’ultima postazione abusiva, si è completata l’opera di risanamento e riqualificazione ambientale della sommità del Monte Cero. Questo risultato arriva dopo aver fronteggiato, solo negli ultimi quattro anni, ben otto ricorsi al Tar che hanno ritardato ma non evitato il completamento dell’operazione partita nel 2014”. Da sempre la sommità del Cero era occupata da strutture abusive e non a norma, soprattutto a livello sanitario. Vi trovavano spazio 20 casematte, 19 tralicci, 12 pali e un box per 22 stazioni radio e 26 televisioni, tutti abusivi. Il mancato rispetto

Il sindaco Zampieri esulta: “Ormai è vinta la battaglia iniziata trent’anni fa per tutelare la salute dei cittadini e uno dei luoghi belli di Baone”

delle norme ha comportato negli anni anche gravi problemi di elettromagnetismo per l’area, in particolare per il vicino centro abitato di Calaone dove le rilevazioni avevano segnalato picchi di elettromagnetismo pericolosi per la salute umana. Dopo anni di battaglie legali, di proteste e manifestazioni e di ricorsi di ogni

genere, la Regione ha ascoltato la voce degli amministratori comunali e dei cittadini, cercando una soluzione all’abusivismo. E’ stato così innalzato un pennone unico da 70 metri, fondamentale per eliminare dalla vetta i tralicci abusivi. Per anni gli antennisti si sono opposti al “repulisti” e ricorsi e spese legali hanno tolto il

fiato non poco al Comune di Baone, la cui battaglia contro l’abusivismo è entrata nel vivo grazie all’intraprendenza del Comitato contro le antenne abusive del Cero e grazie agli ultimi sindaci, da Antonella Buson a Francesco Corso finendo con Zampieri. “Possiamo considerare ormai vinta la battaglia iniziata circa trent’anni anni fa, che ha visto il Comune di Baone e il Comitato lottare incessantemente per ridurre l’inquinamento elettromagnetico nell’abitato di Calaone e nella cima del monte, al fine di tutelare la salute dei cittadini sottolinea Zampieri - Sarà a breve revocata l’ordinanza che vieta l’accesso alla sommità del Monte Cero, restituendo alla collettività uno dei luoghi più suggestivi di Baone e dell’intero comprensorio dei Colli Euganei”. Nicola Cesaro

La videosorveglianza cresce nelle frazioni Progetto da 90 mila euro nel territorio del distretto di Polizia Locale che comprende anche Lozzo Atestino e Vo

A

ncora telecamere per la sicurezza. Il Comune ha approvato un nuovo progetto dedicato all’implementazione della videosorveglienza nel territorio del distretto di polizia locale: un progetto da quasi 90 mila euro, che sarà ora sottoposto al bando regionale. Sette nuove installazioni di telecamere, in particolare nelle frazioni, e il recupero funzionale della videosorveglianza all’interno dei giardini. Oltre e a tre nuovi punti di ripresa a Vo’ e a Lozzo Atestino. Sono questi i passaggi fondamentali del progetto, che dunque prevede l’installazione di nove nuove telecamere, altri nove apparecchi sparsi per il parcheggio dell’ex comunale e cinque videocamere rimesse a nuovo ai giardini. L’intervento principale è sicuramente l’installazione di sette nuove telecamere a Este: una sarà collocata all’incrocio tra via Pilastro, via Tono e via Salute; la seconda troverà spazio lungo la provinciale 6 “di Ca’ Borin”, tra via Meggiaro e via Ca’ Borini, ai confini tra Este e Baone; la terza videocamera finirà in via Chiesa Pra’, all’altezza dell’incrocio con via Fuoghi. E ancora: un nuovo punto di ripresa sarà quello della provinciale 41 “Morosina”, in via Deserto, al semaforo di via Paolo II; una quinta telecamera sarà collocata sulla nuova regionale 10, nel raccordo tra via Ragazzi della Folgore (l’ingresso per Este). (n.c.)


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Provincia .

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Economia L’associazione conta 4.300 associati e 14 categorie di mestiere

Gli artigiani Cna rinnovano la propria rappresentanza G

li artigiani della Cna chiamati a scegliere i propri rappresentanti provinciali. L’associazione, che conta 4.300 associati in tutto il territorio provinciale suddivisi in 14 sedi territoriali e 14 categorie di mestiere, aha avviato nei giorni scorsi, con il congresso degli autotrasportatori, la tornata di assemblee in cui sarà possibile candidarsi. “Partiamo con gli autotrasportatori, la nostra categoria più nu-

Al via con gli autotrasportatori, la categoria più numerosa. Sarà possibile esprimere la propria preferenza anche con il voto elettronico dal 29 ottobre al 2 novembre merosa (circa 800 imprenditori iscritti all’associazione padovana) che associa il piccolo “padroncino” ma anche l’impresa che fa logistica con 100 dipendenti o il giovane imprenditore che collabora con il Dipartimento di matematica per studiare gli algoritmi dei viaggi e del trasporto” dichiara Guerrino Gastaldi, Presidente Provinciale uscente (e non ricandidato per il limite dei due mandati). Come da tradizione, ogni assemblea prevede un dibattito sulle prospettive dell’artigianato e individua i candidati presidenti. La votazione avverrà però successivamente, nel mese di novembre. Proprio la votazione è una delle grandi novità. Oltre al voto tradizionale che si svolgerà dal 12 al 16 novembre in tutte le sedi, quest’anno sarà possibile esprimere le proprie preferenze anche attraverso il voto elettronico: dal 29 ottobre al 2 novembre tutti gli associati potranno votare grazie alla piattaforma “Votafacile”. Sono tanti i temi che verranno affrontati nelle assemblee: fisco, burocrazia, le attese per le scelte del nuovo governo, le po-

litiche industriali, l’innovazione. “L’artigianato sta cambiando. Sempre più ci confrontiamo con tecnologie e mercati nuovi. Ma noi piccoli imprenditori ogni giorno continuiamo a vivere l’incubo burocrazia e una pressione fiscale elevata” dichiara Luca Montagnin vicepresidente della Cna, da poco nominato in giunta della Camera di Commercio. “L’accesso al credito è sempre più complicato anche per le piccole imprese che vogliono inve-

Guerrino Gastaldi, presidente uscente della Cna di Padova.

stire e innovare. Il credit crunch non è finito. Per fortuna l’associazione si sta rinnovando e sempre più riesce ad assistere le imprese e dare risposte di qualità”. “In quest’ottica stiamo avviando una importante fusione con la CNA di Rovigo, per creare un’unica grande associazione nelle due realtà” aggiunge il Segretario provinciale Matteo Rettore.

Santocono alla Camera di Commercio

“P

enso ad un un grande Ente pubblico in senso moderno in cui tutti, si presentino, operino e si rapportino con il “noi”, pronome che è insieme cultura e programma di lavoro”. Con queste parole Antonio Santocono , 68 anni, ha esordito come Presidente della Camera di Commercio di Padova. Eletto all’unanimità (24 voti favorevoli sui 25 totali, un solo astenuto, cioè lo stesso Santocono) dal nuovo Parlamentino dell’Ente di piazza Insurrezione, Santocono è il nuovo traghettatore dell’Ente camerale padovano, che rappresenta oltre 119.000 imprese sul territorio di Padova e provincia, per il quinquennio 2018-2023. Nato a Catania nel 1950 ma a Padova da quasi 50 anni, imprenditore nel campo dell’ICT (Information and communication technology), Santocono è presidente nonché azionista di riferimento del Gruppo Corvallis Holding, società con quartier generale a Padova leader in Italia nell’ambito dei servizi IT e della consulenza informatica-digitale rivolta al mondo bancario, assicurativo, ai comparti industriali e

di servizi, oltre che alle Pubbliche amministrazioni. “Padova è l’insieme di più territori e di molte vocazioni. - ha affermato Santocono -Diverse, importanti, storiche, radicate nei territori. Una Camera di commercio che non voglia trovare in ciascuno dei propri territori la sua forza e la sua rappresentatività sarebbe destinata a diventare per l’insieme della regione una specie di fanalino di coda, troppo debole per trascinare da sola l’intero sistema. Invece, il territorio padovano potrà riscoprire i motivi per cui stare insieme, mettendosi a disposizione di un sistema che ci restituirà in ricchezza e completezza ciò che a noi manca ”.


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Provincia .

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Ponti sorvegliati Libri di testo: Ascom speciali in tutto il chiede la detrazione territorio provinciale I Ponti sotto stretto controllo in Provincia di Padova e lavori programmati per oltre 26 milioni di euro. Il presidente della Provincia nonché dell’UPI Veneto Enoch Soranzo ha inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le schede relative al monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza provinciale. La documentazione fa seguito alla richiesta fatta dagli uffici ministeriali lo scorso agosto a seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova. “Tutte le Province venete e la Città metropolitana di Venezia – ha spiegato il presidente Soranzo – hanno voluto rispondere al Ministero in tempi rapidissimi con un lavoro minuzioso, chiaro e preciso. Abbiamo messo a disposizione la fotografia dettagliata dello stato di salute relativo a tutte le opere di nostra compe-

tenza. Sono inoltre elencati gli interventi che riteniamo prioritari, la fase di progettazione e il relativo importo stimato. La collaborazione con il Ministero sarà da parte nostra ampia e veloce perché la sicurezza dei cittadini va garantita prima di ogni altra cosa. La tragedia di Genova – ha concluso Soranzo - è l’emblema di quanto fondamentale sia stato l’impegno e la battaglia che come Province abbiamo portato avanti negli anni in cui si tentava di legittimarne l’importanza. Gli investimenti sulla conservazione dei ponti, delle strade, delle scuole e degli edifici pubblici vanno fatti bene e rapidamente perché sulla la vita e l’incolumità delle persone non si scherza”. Per la nostra provincia sono programmate 11 opere su altrettanti ponti già monitorati. Cinque progetti sono già inseriti nella programmazione tra il 2018 e il 2020 per 3,2 milioni di euro. Fra questi vi sono la sistemazione del ponte di Bovolenta per 350 mila euro e di quello di Correzzola sul Bacchiglione per 700 mila euro.

l costo per i libri di testo ammonta a 51 centesimi di euro in media per un figlio che frequenta le scuole medie, mentre la cifra per l’intero ciclo delle superiori sale a 64 centesimi. E’ questo l’impegno al quale sono chiamate le famiglie per i libri di testo scolastici, al netto di vocabolari e testi consigliati secondo i dati elaborati, per conto di Ali-Confcommercio, da Rinascita Informatica. “Ad ogni inizio di anno scolastico – dichiara il presidente dei librai dell’Ali Ascom Confcommercio di Padova, Antonio Zaglia – si ripropone la tematica del costo dei libri di testo. Un argomento “dettato” che quasi sempre viene affrontato solo sotto il profilo del costo senza valutare che i libri di testo nel percorso di crescita e formazione degli adolescenti sono un importante strumento”. Resta però il problema dei bilanci familiari e, visto da questo punto di vista, la cosa non è di poco conto. “Noi – continua Zaglia - siamo da sempre convinti che le famiglie debbano essere sostenute nell’impegno educativo dei loro figli con forme di detrazione fiscale al pari, ad esempio, delle spese mediche e per la palestra. In questo senso sono anni

Libri scolastici, per l’Ascom le famiglie vanno aiutate

che proponiamo la detrazione fiscale, ma sempre ci viene detto che costa troppo e che i soldi non ci sono, salvo poi scoprire che i soldi per altri interventi ci sono”. Da qui la richiesta. “Il nuovo governo – propone il presidente dei librai dell’Ascom facendo propria la linea dell’associazione nazionale - dovrebbe dirci con chiarezza se intende sostenere le famiglie nella formazione dei loro figli. Quello che invece noi come librai possiamo fare è offrire agli studenti, alle loro famiglie e alla scuola la competenza e la professionalità del nostro servizio tutto l’anno, convinti come siamo che la prima vera forma di risparmio sia il servizio”.

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Cultura .

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Dodici spettacoli al Teatro ai Colli

Corso per educatore alimentare

Apre ad ottobre la ricca stagione di appuntamenti quindicinali diretta da Gioele Peccenini. Sul palco Paolo Hendel, Gioele Dix e Amanda Sandrelli. Spazio alle divertenti commedie classiche e a produzioni contemporanee

L

D

odici spettacoli con cadenza bimensile riempiranno da ottobre 2018 ad aprile 2019 la sala del Teatro ai Colli di via Monte Lozzo che sotto la guida di Gioele Peccenini, il direttore artistico, con il Teatro Fuori Rotta. Ci saranno nomi importanti come Paolo Hendel che torna al suo primo amore, il teatro, con Fuga da via Pigafetta, un testo scritto con Marco Vicari e Gioele Dix, e Amanda Sandrelli, che chiuderà la stagione con una pièce musicale, particolare, come La cena di Babette. Il cartellone raccoglierà nuove produzioni di compagnie venete, sono state scelte rappresentazioni che toccano la drammaturgia contemporanea e classica, proposte sempre in allestimenti e riscritture nuove, spesso innovative. La partenza di stagione non è casuale, il 13 ottobre il Teatro dei Pazzi apre con Il Cornuto Immaginario, che attinge dalle opere di Molière, proposto nello stile della commedia dell’arte. Un atto unico diretto da Giovanni Giusto che si ispira a due opere del drammaturgo francese, traendone due storie che si uniscono in un unico divertente finale. L’importanza del repertorio tradizionale è confermata da Il barbiere di Siviglia, che

gli attori del Teatro Immagine hanno scelto di rileggere, anche loro con la commedia dell’arte, il lavoro nato come opera buffa, scritta da Gioachino Rossini. In cartellone anche Una delle ultime sere di carnovale di Carlo Goldoni con gli attori della compagnia La Trappola. Fondazione Aida porterà 68 Juke Boxe, uno spettacolo di musica e teatro. Grazie ad alcune canzoni rappresentative, si porteranno in scena alcune delle tematiche che più caratterizzano il ‘68 in Italia: le lotte per i diritti civili, il pacifismo e l’antimilitarismo, la rivolta studentesca, le rivendicazioni sindacali. Non mancheranno fatti di cronaca del tempo in un’analisi critica al ‘68 espressa, a posteriori, in epoche successive. Gigi Mardegan è il protagonista de El Morto di Vittorino Andreoli, il noto psichiatra ha curato il testo e seguito la messa in scena. Il testo in lingua veneta, per dare più forza e credibilità al sanguigno protagonista, farà meglio conoscere le radici nelle quali affonda la personalità di uno dei maggiori psichiatri-autori dei nostri giorni. Tra gli ospiti anche la produzione firmata da Teatro Boxer con Mirko Artuso e Andrea Pennacchi in Imprenditori (Iva compresa) e Antonella

A fianco una scena de “Il Cornuto immaginario”

Questa in Vecchia sarai tu!, dove interpreta con una certa ironia i pensieri e la storia di un’ottantenne che per una caduta si ritrova in ospedale, ma vuole a tutti i costi tornare alla sua casa davanti al mare, dalle sue amiche, alle sue certezze. Sono due i lavori del Teatro Fuori Rotta che faranno parte della stagione: Novecento – La leggenda del pianista sull’oceano tratto dal libro di Alessandro Baricco, e La strana Coppia di Neil Simon, la commedia diventata famosa anche sul grande schermo con Walter Matthau e Jack Lemmon. Tra le nuove produzioni Ars Creazione e Spettacolo mette in scena Pianoforte vendesi, tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Vitali: una rappresentazione in bilico tra sogno e realtà diretta da Raffaele Latagliata.Sono aperte le prevendite e prenotazioni degli abbonamenti: 12 spettacoli a 85 euro (80 euro per i soci Coop). Info: 3277661425 - info@teatroaicolli.it.

’ associazione La Biolca di Battaglia Terme propone un’esperienza unica per conoscere i vari aspetti dell’alimentazione umana. Corso base di educazione alimentare per conoscere le motivazioni che stanno alla base delle scelte alimentari e le implicazioni che queste scelte hanno sulla salute e sull’ambiente. Un percorso ideale che partendo da una panoramica dei comportamenti umani nei confronti del cibo, passa poi allo studio dell’anatomia e fisiologia del corpo umano, all’analisi dei vari alimenti e dei loro effetti sull’organismo, ai metodi di produzione e del loro impatto sull’ambiente, alla descrizione delle varie diete e alla pratica di cucina, nonché alle cure naturali da adottare in caso di comportamenti o scelte alimentari sbagliate. Il corso è rivolto a persone che gestiscono o lavorano presso negozi, ristoranti, mense scolastiche ma anche a persone che a livello personale vogliono fare delle scelte consapevoli a tutela della propria salute e a salvaguardia dell’ambiente in cui si vive. Il corso si articola in 8 incontri di una giornata da effettuarsi una domenica al mese, a partire da Domenica 14 Ottobre. Per il programma completo, info ed iscrizioni: 049 9101155 (Biolca) o info@labiolca.it o 345 2758337 (Martina). FB: La Biolca Associazione Culturale.

Un libro va oltre la malattia in nome di Margherita Mion

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n libro, una raccolta di whatsapp di una ragazza che lotta contro una malattia, un tumore, pensieri dei genitori, testimonianze, frammenti della vita di un’intera famiglia, diventa un modo per ricordare Margherita e per guardare oltre. Margherita Mion, dopo un anno di lotta contro una forma tumorale aggressiva, si è spenta il 14 luglio del 2017. La famiglia Mion, guidata da Marco e Anna (i genitori), e l’aiuto della giornalista Chiara Marcon, in pochi mesi hanno raccolto forze e pensieri in “Margherita... c’è ancora vita…”. “Il libro è una testimonianza diretta, che può essere utile a tutte le persone che si trovano a vivere una situazione difficile come la nostra, e anche alle persone che conoscono qualcuno che si trova ad affrontare un percorso di fine vita o di una grave malattia come è accaduto a noi – spiegano– raccontiamo come mia figlia sia riuscita a trasformare un calvario in un percorso di consapevolezza e di amore”. Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla Casa del bambino di Padova, reparto di Oncoematologia pediatrica sostenuto dall’associazione Onlus L’Isola che c’è, e anche presso l’unità operativa di Oncoematologia pediatrica del Cà Foncello di Treviso. “In entrambi i posti abbiamo ricevuto molto dalle persone che ci lavorano, nel senso di professionalità assoluta, ma anche disponibilità, comprensione, aiuto, simpatia e tanto tanto amore”. Il libro si può acquistare su www.margheritamion.it.

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Sport

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Pallacanestro Al via la nuova stagione

Una foto di repertorio di una passata competizione della Pallacanestro Redentore

Redentore Este pronta alle vittorie Q

uella che sta iniziando sarà di sicuro una stagione impegnativa per la Pallacanestro Redentore, che metterà in campo una decina di squadre per un totale di oltre centocinquanta tesserati. “C’è moltissima voglia di giocare a basket a Este e possiamo dire che di fatto non ci siamo quasi mai fermati fra camp estivi, la prima squadra che non ha smesso di allenarsi, le numerose presenze giornaliere al campetto del Patronato Redentore e la partecipazione a vari tornei proposti in provincia” spiega il dirigente Mirco Battistella. Ma come si è mossa la società durante l’estate? “La partenza di coach Claudio Boggian, che seguiva i gruppi under 14 e under 15, ci ha dato parecchio da fare. Chi frequenta l’ambiente sa quanto

sia difficile trovare allenatori, soprattutto alle nostre latitudini. In ogni caso, dopo tanti sforzi, siamo lieti di annunciare il ritorno di coach Bagatella, che andrà a guidare la nostra under 16, e diamo il benvenuto a coach Bartoloni, che gestirà l’under 15. Abbiamo poi alcuni giovani tecnici, di cui siamo orgogliosi, che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco”. La prima squadra, affidata al confermato coach Fabio Baù, disputerà il suo terzo campionato di serie D con il desiderio di stupire ancora. “Il primo traguardo che vogliamo tagliare è come sempre la salvezza, poi vedremo. Di sicuro non ci poniamo limiti. Sappiamo molto bene quanto difficili siano tornei di questo tipo. Speriamo di replicare il girone di andata del-

La prima squadra disputerà il suo terzo campionato in Serie D. Il coach Baù: “non ci poniamo limiti, primo obiettivo è senz’altro la salvezza, dobbiamo crescere in esperienza”

lo scorso anno, che è stato a dir poco strepitoso”. In cosa si può migliorare? “Dobbiamo crescere in consapevolezza ed esperienza. Stiamo lavorando su entrambe, ma dobbiamo lasciare il giusto tempo ai ragazzi. Voglio ricordare che nell’ultima stagione abbiamo fatto giocare in serie D alcuni nostri atleti classe 2002 e 2001”. Di certo sarà importante il sostegno del pubblico, che in passato non è mancato. “La prima squadra deve

essere d’esempio per i più piccoli e rappresentare il punto di arrivo. Abbiamo vissuto momenti bellissimi e anche momenti molto difficili lo scorso anno, ma i tifosi non ci hanno mai lasciato da soli. Non vedo l’ora di rivederli all’opera e soprattutto non vedo l’ora di rivederli a fine partita, quando si uniscono ai giocatori per l’urlo conclusivo”. Riguardo agli obiettivi che la società intende raggiungere, “la priorità non sono i risultati, ma i nostri ragazzi. Noi vogliamo che atleti e allenatori possano crescere sia dal punto di vista sportivo, sia dal punto di vista umano. I risultati poi vengono da soli, arriviamo da una stagione ricchissima di soddisfazioni”. L’augurio finale di Battistella è rivolto a tutte le realtà di pallacanestro provinciali e regionali: “Spero che riescano a mettere insieme tutte le tessere del puzzle per partire alla grande con la nuova stagione. Per quanto riguarda invece il futuro della Pallacanestro Redentore, l’auspicio è che si possa riuscire a far crescere la nostra organizzazione nel corretto equilibrio sportivo e umano”. Davide Permunian

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icecampionessa italiana di Oriental Dance, medaglia d’argento nella Folk Oriental Dance e bronzo nell’Oriental Show Dance in classe A over 35. Grandi sono le soddisfazioni raccolte quest’estate in ambito sportivo da Sara Giantin, 44 anni, di Este. “Pratico la danza orientale da circa sette anni. Ho scoperto la passione casualmente durante due viaggi, in Egitto prima e in Marocco poi: qui ho assistito ad alcune esibizioni di danzatrici del ventre che mi hanno letteralmente affascinato. Sono rientrata in Italia desiderosa di provare a cimentarmi in questa disciplina. É stato veramente un amore a prima vista, e da lì in poi non mi sono più fermata” racconta Giantin. La quarantaquattrenne atestina ha voluto infatti quasi subito partecipare alle competizioni Fids (Federazione italiana danza sportiva) e i risultati non sono mancati: “Ho conquistato titoli regionali, interregionali e di Coppa Italia, fino ad arrivare ai campionati nazionali di categoria a Rimini, ottenendo nel 2016 la medaglia d’argento nell’Oriental Dance classe C over 35 e nel 2017 la medaglia di bronzo nell’Oriental Dance classe B over 35”. Quest’estate, poi, Giantin ha tagliato i nuovi prestigiosi traguardi. “Devo ringraziare la mia insegnante Lara Galeazzo: i suoi consigli, la sua preparazione e il suo amore per la danza mi hanno aiutato moltissimo a raggiungere traguardi così importanti in breve tempo. Consiglio a tutte le donne di dedicarsi a questa meravigliosa e antica disciplina, che aiuta a mantenersi in buona salute, ad assumere consapevolezza del proprio corpo e della propria femminilità, e dona flessibilità ed eleganza nelle movenze”. (d.p.)


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#Politica

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Lavoratori immigrati, sindacati in allarme, crescono gli episodi di intolleranza A livello occupazionale gli stranieri rappresentano il 18% dei lavoratori. Le ex province in cui la loro presenza è più massiccia e supera il 20% sono quelle di: Treviso, Verona e Vicenza

“U

n clima sempre più difficile stanno provando sulla loro pelle i lavoratori immigrati in Veneto a causa di percezioni sbagliate da parte di colleghi di lavoro e del resto della popolazione. C’è una insofferenza che sfocia in diverbi nei luoghi di lavoro, che sta sempre più diventando, intolleranza e razzismo e xenofobia”. A dirlo sono i sindacati Cisl e Cigl a livello locale e regionale. “I migranti presenti in Veneto - spiega Paolo Righetti delegato Cgil ai lavoratori immigrati per il Veneto - sono poco meno di mezzo milione, il 10% della popolazione, ma a livello occupazionale rappresentano il 18% dei lavoratori. Le ex provincie in cui la loro presenza è più mas-

siccia e supera il 20 % sono quelle di Treviso, Verona e Vicenza, scelte non a caso perché offrono maggiore opportunità di lavoro”. Oltre il 60 % dei migranti che lavorano in Veneto proviene è comunitario e proviene dall’Est Europa. Si pone però per i sindacati un problema. “I migranti - spiega Righetti - sono impiegati nei settori dell’edilizia (soprattutto provenienti dall’est Europa), servizi alla persona e ristorazione (sia badanti e colf dall’est che africani), agricoltura (senegalesi, nigeriani e magrebini) industria (africani e cinesi) e commercio (cinesi e bengalesi). Se si riscontra in questi anni in cui la crisi ha giocato un ruolo pesante, una maggioranza in certi comparti di im-

migrati è dovuto al fatto che se da un lato questi accettano lavori che gli italiani non fanno più, è anche vero che a un certo tipo di imprenditoria questi lavoratori ricattabili fanno comodo perché accettano condizioni di sfruttamento che gli altri non accetterebbero mai”. Si crea così un circolo vizioso di traino al ribasso dei salari. Nel corso degli ultimi anni si è assistito comunque in tanti casi nei paesi d’origine dei migranti nell’ordine del 1-2% dei presenti. “Certo – spiega Righetti – non si può sperare che chi entra nell’irregolarità perché ha perso il lavoro magari dopo 10 anni di presenza qui faccia le valigie e se ne torni subito al casa. Queste persone ormai si sentono italiane e hanno

Massaer Diane

qui la loro famiglia”. Nota un cambiamento di clima nei confronti dei lavoratori immigrati anche Massaer Diane (di origine senegalese) referente Cisl nel veneziano per la questione immigrazione. “La popolazione italiana è una delle più inclusive e accoglienti d’Europa - spiega Massaer. Certo un clima pesante che sfiora l’ intolleranza né stato percepito da tante persone in questi ultimi mesi. Credo però che il comportamento esemplare della stragrande maggioranza di questi lavoratori sia un esempio per tutti. I lavoratori africani nel veneziano sono impiegati per lo più in agricoltura per la vendemmia i pomodori e nell’area della ristoAlessandro Abbadir razione in estate”.

Disoccupati in calo, il lavoro cresce Il Veneto si conferma una delle regioni con i più bassi livelli di disoccupazione d’Italia e una tasso di occupazione costante, attorno al 67 %. È quanto emerge dai dati Istat e Veneto Lavoro relativi al secondo trimestre dell’anno. Il tasso di occupazione regionale ha raggiunto il 67,2% , il livello più alto mai registrato in regione dall’inizio delle rilevazioni, a fronte di una media nazionale del 59,1%. Il tasso di disoccupazione è tornato a scendere sotto il 6%, attestandosi sugli stessi livelli del 2017 (5,9%), ben al di sotto della media italiana. Meglio del Veneto fa solo il Trentino Alto Adige, con le province autonome di Trento e Bolzano. I dati della Bussola a cura dell’Osserva-

torio di Veneto Lavoro consentono di analizzare più nel dettaglio l’andamento del mercato del lavoro regionale. Le posizioni di lavoro dipendente sono cresciute di circa 32.600 unità, grazie soprattutto al numero di assunzioni, che nel secondo trimestre 2018 hanno raggiunto quota 240.700 (+2,6% rispetto al 2017). In aumento anche le cessazioni (208.100), come logica conseguenza della naturale scadenza di molti dei contratti a tempo determinato stipulati lo scorso anno. Cresce l’occupazione stabile, anche per effetto degli incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 introdotti dalla legge di stabilità 2018 e prorogati fino al 2020 dal Decreto dignità.

Rispetto allo scorso anno le assunzioni sono aumentate dell’8% e le trasformazioni del 53%, per un saldo trimestrale di +1.800 posizioni di lavoro a tempo indeterminato. Positiva, ma in rallentamento, anche la dinamica dei contratti a tempo determinato, che registrano un saldo di +23.700 posizioni lavorative, rispetto alle +35.000 del secondo trimestre 2017. La crescita occupazionale è diffusa in tutti i settori produttivi ed è particolarmente evidente in agricoltura (+4.500 posizioni lavorative). Il comparto industriale mostra dati in linea con quelli dello scorso anno (+8.100): si segnala il buon andamento dell’edilizia, che ha recuperato 2.000 posti di

lavoro nel secondo trimestre e ha registrato un aumento delle assunzioni del 22%. Gli unici settori con saldo negativo sono i servizi finanziari (-500), sanità e servizi sociali (-100) e l’istruzione (-18.000), che nel secondo trimestre dell’anno deve fare i conti con la conclusione dei rapporti di lavoro dei supplenti annuali.

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Politica

Economia

Regione e università fanno squadra per sostenere lo sviluppo Zaia: “Il più importante mai siglato. Si può andare lontano”. Marcato: “Atto storico”

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’economia del Veneto ha segnato una leggera riprese e questo è il momento giusto per farla ripartire con slancio. Per questa ragione la Regione e le Università del territorio hanno sottoscritto un Accordo di Programma Quadro, della durata di cinque anni, rinnovabili, grazie al quale saranno fatte convergere su una serie di obbiettivi comuni le rispettive conoscenze, organizzazioni e fonti di finanziamento, condividendo la necessità di massimizzare l’efficacia dei propri interventi a favore dello sviluppo competitivo del sistema economico veneto in un quadro programmatorio e strategico comune. L’atto è stato siglato dal Presidente Luca Zaia per la Regione e dai Rettori dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, dell’Università Cà Foscari di Venezia, Michele Bugliesi, dello IUAV di Venezia, Alberto Ferlenga, e dell’Università di Verona, Nicola Sartor. Per assicurare il perseguimento degli obbiettivi indicati nell’Accordo, è stata istituita una Cabina di Regìa, che sarà presieduta dall’Assessore regionale all’Economia Roberto Marcato ed è composta dai tecnici regionali di area, da Veneto Innovazione, e dai componenti della quarta Commissione di Univeneto, della cui Fondazione si avvarranno le diverse Università per la realizzazione delle

azioni e delle disposizioni contenute nel documento. “Ho sempre sostenuto – sottolinea Zaia – che correndo da soli forse si va più forte, ma facendo squadra si va più lontano. Ebbene, questo Accordo, il più rilevante e concreto mai sottoscritto tra l’Istituzione regionale e le Università del Veneto, ha tutte le caratteristiche per andare molto lontano. Abbiamo tutti saputo fare squadra guardando unicamente allo sviluppo della nostra economia, che non può essere disgiunto dall’alta formazione garantita dai nostri Atenei, e i risultati arriveranno. Ringrazio i Rettori e il mio Assessore Marcato per l’importante lavoro preparatorio portato avanti”. “L’economia veneta – dice da parte sua Marcato – è un gigante che, pur tra mille difficoltà, ha saputo reggere all’impatto di una crisi epocale, e ha ricominciato a macinare risultati. Imprenditori e imprese devono però poter contare sul supporto delle Istituzioni, in una fase storica nella quale conoscenza, innovazione, nuove tecnologie, ricerca sono quanto mai strategiche. Regione e Università mettono in campo tutte le loro risorse, anche finanziarie, per perseguire insieme obbiettivi che saranno utilissimi per tutta la società veneta, non solo per il mondo della produzione. Per questo non

esito a definire ‘storico’ l’Accordo e garantisco tutto il mio impegno nell’ambito della Cabina di Regìa”. Nell’Accordo sono inseriti cinque rilevanti obbiettivi: favorire e sostenere le attività di analisi e studio, le attività strumentali e di supporto alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all’innovazione; cooperare per la progettazione e l’attuazione di programmi di ricerca e sviluppo finalizzati ai bisogni sociali, economici e infrastrutturali della Regione; supportare l’innovazione e l’internazionalizzazione con il potenziamento della competitività del sistema veneto, anche mediante l’attuazione di progetti nazionali, europei e internazionali, anche sperimentali; promuovere la partecipazione dei Dipartimenti e dei Centri universitari delle imprese, dei distretti e delle reti innovative regionali, degli enti e istituti di ricerca; individuare opportuni canali di comunicazione finalizzati alla conoscenza, alla partecipazione e alla condivisione degli interventi a favore dell’economia regionale.

Turismo, proposto un regolamento per gli affitti Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con 19 milioni di arrivi e 70 milioni di presenze. In base ai dati 2017 le strutture ricettive soggette ad attività di rilevazione statistica e controllo amministrativo in Veneto sono più di 46 mila, di cui 9 mila soggette anche a classificazione: 3200 sono alberghi, 5000 le strutture complementari, 180 quelle all’aperto e oltre 900 gli agriturismi. Gli alloggi in locazione turistica sono la parte restante, cioè più di 37 mila. Si tratta di strutture ricettive non soggette a classificazione né a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), senza la prestazione di servizi a favore degli ospiti durante il loro soggiorno. Chi affitta ha attualmente solo obblighi di comunicazione alla Regione, riguardanti sia l’anagrafica di tale tipologia di alloggi, sia la movimentazione tu-

ristica. Il boom del loro numero è dovuto anche alla commercializzazione tramite i siti internet di prenotazione ricettiva, ma sconfinando spesso nell’abusivismo e conseguentemente in forme di concorrenza sleale nei confronti di chi agisce correttamente. Per questo la giunta regionale, su relazione dell’assessore al turismo Federico Caner, ha licenziato una proposta legislativa che prevede nuove disposizioni in materia di ricettività turistica finalizzate a tutelare sia la qualità dell’offerta anche nel segmento degli alloggi in locazione, sia la trasparenza del settore. “Anzitutto – ha sottolineato l’assessore Caner - gli alloggi in locazione turistica dovranno essere conformi alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti. La qualità dell’offerta turistica

in tutti i suoi segmenti deve essere garantita”. Uno dei nuovi obblighi sarà invece quello di dotarsi di un codice identificativo dell’alloggio, assegnato dalla Regione, da esporre anche nei siti internet di prenotazione ricettiva, in base ad un regolamento che sarà adottato dalla giunta regionale successivamente all’approvazione della legge. In questo modo i comuni saranno agevolati nelle funzioni di vigilanza sulle locazioni turistiche, compito che sarà ulteriormente facilitato anche dalla possibilità per la polizia locale di accedere telematicamente alla banca dati regionale del turismo. “La Regione non vuole colpire questo segmento dell’offerta turistica diverso dall’offerta tradizionale – ha precisato Caner – ma intende contrastare la sacca importante delle strutture turistico-ricettive abusive”.

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Moretti, Pd: “L’economia rallenta e la produzione industriale cala”

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ent r e il Governo pensa solo alla becera propaganda e a fomentare le paure, cala la produzione industriale, per la prima volta dal 2016, l’aumento del Pil frena, tanto da essere fanalino di coda del G7, con il rischio di crescita zero nel terzo trimestre. Non si può continuare a usare il tema dell’immigrazione per nascondere i veri problemi che l’Italia sta attraversando, primo fra tutti quello del lavoro, aggravato dal Decreto dignità, come denunciato più volte dagli imprenditori del Nord Est”. La denuncia, affidata a una nota, è della consigliera regionale del Partito Democratico, Alessandra Moretti. “Con i Governi precedenti stavano crescendo produzione, export e lavoro e c’era una rinnovata fiducia nei consumi dopo un lungo periodo di stallo – esordisce l’esponente dei Democratici - Tutto ciò è messo a repentaglio dall’azione irresponsabile dell’esecutivo Lega-Cinque Stelle”. “Il Decreto dignità – aggiunge la consigliera Dem - con l’obbligo di causale per i contratti a termine oltre i dodici mesi, avrà come risultato quello di accelerare il turnover tra i lavoratori: difficilmente ci saranno contratti di durata maggiore, per evitare qualsiasi contenzioso giudiziale”. “Proprio un incentivo ad assumere – osserva Moretti - Anche l’obbligo delle chiusure domenicali va nella stessa direzione, si perderanno migliaia di posti di lavoro e i consumi si ridurranno”. “Un brusco ritorno al passato – conclude Alessandra Moretti - per quello che si era presentato come il ‘Governo del cambiamento’. Non avevano, però, specificato, ‘in peggio’”.


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Politica

“Protezione da ripensare per le donne che denunciano le violenze” L

onigo e Cavarzere, due comuni della commenta con amarezza e preoccupazione provincia veneta, quest’estate sono sta- l’ennesimo grave episodio avvenuto oggi ti tristemente noti alle cronache nazionali a Lonigo, dove un quarantenne ha ucciso perché un uomo ha deciso di mettere fine a colpi di pistola la moglie e si è dato alla alla vita della propria moglie o ex compa- fuga. L’omicida risultava dallo scorso luglio gna. A Cavarzere Maila Beccarello, 37 anni, evaso dagli arresti domiciliari, misura diè morta ad inizio agosto sotto i colpi inferti sposta dall’autorità giudiziaria, insieme al dal marito. Solo un mese dopo, a Lonigo, se divieto di avvicinamento, proprio per vione è andata Tanja, che aveva denunciato più lenze contro la propria compagna. “Questa volte l’ex marito per percosse e minacce. La volta non possiamo imputare la tragedia al conta delle vittime di femminicidio sale an- silenzio della donna – dichiara l’assessore – che in Veneto anziché diminuire e con essa la vittima di violenza aveva chiesto aiuto e la preoccupazione di chi vorrebbe offrire, protezione. Tanto da far condannare il suo invece, più sicurezza alle donne che denun- persecutore. E purtroppo le misure cautelaciano violenze o minacce. ri si sono rivelate insuffiSolo lo scorso anno “Ancora una donna uccisa cienti, o forse inadeguadal compagno, che risul- in Veneto sono state 13 te. Credo sia necessaria ta peraltro già noto alle una riflessione sul modo le donne assassinate migliore di proteggere la forze dell’ordine e alla magistratura e sottoposto nell’ambito domestico, donna che ha il coraggio a misure restrittive per di denunciare e di uscipiù di una al mese violenze contro la propria re dal silenzio”. “Solo lo compagna. A meno di un mese dal femmi- scorso anno in Veneto sono state 13 le donnicidio di Cavarzere, la strage delle donne ne assassinate nell’ambito domestico, più vittime di violenza in famiglia è un dramma di una al mese. Un numero inaccettabile che sembra non aver fine in Veneto”. Ma- per una società civile e certamente anche nuela Lanzarin, assessore al sociale della per la nostra coscienza – prosegue l’assesRegione Veneto con delega alle politiche di sore - La Regione e lo Stato stanno investenprevenzione della violenza contro le donne, do molto in campagne di sensibilizzazione

e di aiuto, nel rafforzare la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, nel formare le cosiddette ‘sentinelle’ del territorio (dagli operatori sociali, ai medici e ai farmacisti, dagli operatori del pronto Soccorso ai vigili e alle forze dell’ordine territoriali) per affiancare le donne vittime di violenza e per sostenerle nel difficile percorso di richiesta di aiuto e protezione. Ma questo importante lavoro di costruzione della rete, unito anche al lavoro educativo e informativo nelle scuole e nel territorio, deve trovare sponda anche in leggi e in procedure di tutela della donna, più attente e severe”.

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Il nuovo Protocollo regionale condiviso

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’ stato presentato a metà settembre un Protocollo di rete per il contrasto alla violenza contro le donne. Si tratta di uno schema operativo e di un accordo pubblico-privato, che sarà poi declinato su scala territoriale nei 21 piani di zona dei diversi territori del Veneto (corrispondenti alle ex Ulss) da istituzioni, servizi, associazioni e centri-antiviolenza, per attuare interventi efficaci e uniformi di prevenzione e contrasto alle violenze contro donne e minori, così come prevede la legge regionale 5/2013 in materia di misure e interventi contro la violenza di genere. “Il protocollo– spiega l’assessore Lanzarin –, costruito con il Tavolo di coordinamento regionale per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne e approvato dalla Giunta regionale, specifica chi deve intervenire e con quali modalità, quali sono i compiti dei diversi soggetti che costituiscono la rete territoriale di vigilanza, prevenzione e intervento. Senza un accordo-quadro ci potrebbe essere il rischio di un Veneto a diverse velocità nella sensibilità al problema e nella capacità di intervento. Con questo strumento operativo, invece, tutti i territori dovranno attrezzarsi e offrire in modo coordinato risposte e servizi analoghi alle donne in difficoltà, alle famiglie spezzate, alle vittime di prevaricazione e violenza”.


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Editoriale Ora legale e solare, verso l’abolizione del doppio regime nell’UE

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’ annuncio è stato dato dal Presidente della Commissione Europea Juncker in una intervista alla televisione tedesca dopo il sondaggio effettuato online fra i cittadini europei. Attualmente tutti i paesi dell’ UE sono obbligati al doppio regime ora solare e ora legale, ad anticipare o posticipare di un’ ora la durata del giorno nelle date indicate dalla normativa europea. Per modificarlo occorre comunque una direttiva assunta a maggioranza qualificata dal Consiglio Europeo, che deve esser confermata poi dal Parlamento Europeo. Il sondaggio, che ha visto la partecipazione di poco più dell’ 1% della popolazione (4,6 milioni su 400 milioni), si è espresso per l’ abolizione del doppio regime con una netta prevalenza dei paesi nordici, Germania in testa. L’introduzione dell’ ora legale ha un ricordo antico e uno stretto rapporto con l’economia: proposta per la prima volta nel 1895 dal biologo Hudson, riproposta nel 1907 dall’ inglese Willet per far fronte alla crisi energetica, fu adottata dall’ Italia nel 1916 durante la prima guerra mondiale e poi definitivamente dal 1966.

“Ricordati di me”, l’Alzheimer si affronta insieme Un menu amico dei diabetici

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In Veneto il primo menu d’Italia “Amico dei diabetici”

“S

tudi specifici hanno dimostrato che l’aspetto terapeutico legato all’alimentazione è in grado di ottenere risultati, sul controllo glicemico, superiori ad interventi farmacologici; in tutti i casi di potenziarne gli effetti, per cui ben vengano tutte le iniziative che portano conoscenza, innovazione e benefici in tal senso. Oggi a Castelfranco è stata aperta una nuova via in un settore nel quale finora, pur meritoriamente, le attenzioni si erano concentrate su altri problemi, a cominciare dalle intolleranze alimentari, mai sull’effetto degli alimenti e della corretta alimentazione sul diabete”. Lo ha detto l’Assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, partecipando, alla presentazione del primo “menù a misura di diabete” mai pensato in Italia, realizzato dalla Fraccaro Cafè, collaborando al progetto “d1abfriend” promosso da Nastrino Invisibile Onlus, Associazione Trevigiana Giovani con Diabete, che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il claim “Aiutaci a

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L’editoriale

Ora legale e solare, verso l’abolizione del doppio regime nell’UE Il risparmio calcolato in Italia sull’uso della luce artificiale viene stimato in ca 562 milioni di kilowattora/anno su scala nazionale corrispondente a 116 milioni di euro sulla bolletta energetica. Dal punto di vista clinico sul togliere o aggiungere un’ora di luce una volta all’anno rispettivamente, alcuni studiosi sostengono che alterare il bioritmo comporta una sorta di mini jet-lag con stanchezza ed irritabilità nei giorni successivi, non di rado accompagnati da ansia, malumore e cefalea, altri evidenziano invece gli effetti benefici dell’ ora di sole in più prodotti ad esempio dall’aumento del livello di serotonina, nota come ormone del buon umore, e la produzione di vitamina D che viene sintetizzata nella pelle attraverso l’esposizione alla luce del sole e che ha numerose azioni benefiche su vari organi, dal sistema scheletrico al sistema immunitario, all’ intestino, ai reni, alle ghiandole paratiroidi e al pancreas. A dir la verità gli effetti negativi non sembrerebbero così devastanti, se solo si pensa ai Medici della notte e a tutte le categorie impegnate in turni notturni, dagli infermieri alle forze di polizia, dai vigili del fuoco ai turnisti nelle fabbriche, considerato anche il fatto che gli studi relativi sono stati effettuati su un campione limitato di persone e solo per valutarne gli effetti negativi. In ogni caso, la cosa che più sorprende è che ogni Paese Europeo, una volta abolito il doppio regime potrà scegliere se adottare definitivamente l’ora solare o l’ ora legale con il conseguente caos che ben si può immaginare e in questo caso sì con effetti jet-lag dannosi per coloro che si spostano da un paese all’ altro. Chi per lavoro o altro dovesse spostarsi fra vari paesi europei, ognuno di essi con una regola diversa, non litigherebbe continuamente solo con le lancette dell’ orologio se si prendono in considerazione gli orari dei voli o dei treni per non dire degli uffici, dei ristoranti e degli alberghi e oltre. Altro che nervosismo, malumore, cefalea…. etc. Quando poi dovessimo essere chiamati a decidere in Italia, dato che non ci facciamo mai mancare un comitato “no a qualcosa” immagino già la nascita di comitati “no hour-legal” con cortei e manifestazioni. Il resto, parafrasando una nota canzone, “lo scopriremo solo vivendo”!

rendere il mondo a misura di diabete”. Esprimendo l’augurio che iniziative simili si diffondano in tanti punti di erogazione di alimenti, Coletto ha sottolineato che “si tratta di rendere la vita migliore anche a tavola a oltre il 6% dei cittadini. Vale a dire che nel Veneto, il diabete colpisce circa 300.000 persone, fra le quali 7500-8000 di tipo 1 (diabete giovanile, insulinodipendente)”. L’incidenza , in Veneto, è sostanzialmente stabile nel tipo 1, con circa 200 nuovi casi all’anno, mentre nel tipo 2 (dell’adulto, generalmente in sovrappeso e non insulino-dipendente) è in continua ascesa ed esordisce in circa 20.000 nuove persone all’anno. “Un’alimentazione equilibrata – ha concluso Coletto complimentandosi con gli ideatori e i realizzatori di questo specialissimo menù - aiuta i portatori di diabete del tipo 1, il più grave, ma sarà anche utilissima per chi ha il tipo 2, non insulino dipendente, ma non meno collegato alla necessità di mangiare sano e consapevole”.

300 mila veneti diabetici potranno seguire i preziosi consigli alimentari

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Inaugurato il secondo robot chirurgico dell’azienda ospedaliera di Padova Il robot potrà essere usato per undici diverse specialità chirurgiche compresi i trapianti di rene e pancreas

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l Veneto ha l’orgoglio di essere l’unica Regione d’Italia ad aver dotato tutti i suoi ospedali Hub del robot chirurgico Da Vinci, e oggi anche quello di aver iniziato il secondo giro. Gli investimenti in alte tecnologie non si fermano e non si fermeranno perché, nelle mani di medici d’eccellenza come i nostri, fanno la differenza e consentono a loro di curare ancora meglio e ai malati di avere la minor sofferenza post operatoria possibile, oltre che il minor tempo di ricovero”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha salutato l’entrata in attività all’Azienda Ospedaliera di Padova di un secondo robot chirurgico Da Vinci di ultima generazione che si affianca a quello già da tempo in attività. L’avveniristica macchina, del valore di quasi 3 milioni 900 mila euro, è stata

inaugurata dallo stesso Zaia, affiancato dal DG dell’Azienda Luciano Flor, dal Rettore dell’Università Rosario Rizzuto, dal Vicepresidente della Fondazione Cariparo professor Donato Nitti, e dal primario di Chirurgia Toracica professor Federico Rea. Rispetto al predecessore al quale si affianca, il “Da Vinci 2” ha caratteristiche ultratecnologiche, come la possibilità di utilizzo in ben undici diverse specialità chirurgiche compresi i trapianti di rene e pancreas, e la capacità di agevolare la formazione dei giovani chirurghi, grazie alla presenza di due postazioni di controllo remoto: su una lavora il chirurgo titolare, sull’altra può essere formato il giovane, sotto la guida del collega anziano che può decidere in quali fasi dell’intervento consentirgli di essere attivo e in quali no. La macchina consentirà di eseguire circa 400 nuovi interventi l’anno, che si ag-

Azzalin, Pd: “Il Polesine non può essere ulteriormente penalizzato”

L’inaugurazione del nuovo macchinario, il Governatore Zaia e il Professor Federico Rea, primario di chirurgia toracica a Padova

giungono ai circa 300 dall’altro robot già in funzione. L’acquisto è stato finanziato con 3 milioni 873 mila euro, dei quali 700 mila euro della Regione e il resto come contributo della Fondazione Cariparo, che Zaia ha ringraziato, ricordando che “in Veneto ci sono tante istituzioni private, enti, singoli cittadini, che ogni anno fanno veri e propri record di generosità. Nell’essere

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utto il mese di settembre vedrà impegnato in Polesine il gruppo regionale del Partito Democratico in vista dell’approvazione del nuovo Piano sociosanitario: quattro appuntamenti che copriranno tutto il territorio provinciale. “Sarà un momento importante di confronto e ascolto - spiega il Consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin - Discuteremo con i fruitori dei servizi sanitari e con operatori e medici sulle proposte di revisione del Piano, in una fase in cui sono appena iniziate le audizioni, mentre l’approdo in aula è previsto tra circa un mese. Vogliamo capire con i diretti interessati quali sono le priorità su cui intervenire. Considerando le difficoltà in cui si dibatte il settore per le problematiche

legate in primis alla carenza di personale e più in generale agli scarsi investimenti sul territorio, è necessario che ci sia una convergenza fra tutti gli attori, affinché al Polesine sia riconosciuta pari dignità rispetto alle altre aree del Veneto. La razionalizzazione, che inevitabilmente ci sarà, non potrà tradursi in meri tagli come è già accaduto in passato, anche con la riforma sanitaria del 2016, con conseguenze molto pesanti per i territori più fragili”. Il calendario prevede da metà settembre i seguenti incontri: il 21 a Rovigo per discutere in particolare delle problematiche dell’ospedale e del suo futuro, visto anche il declassamento, e infine giovedì 27 a Porto Viro per l’area bassopolesana.

- la console chirurgica, che costituisce il centro di controllo del sistema da Vinci. L’operatore alla console chirurgica ha la possibilità di passare dalla vista a schermo intero a una modalità a più immagini, che mostra l’immagine 3D del campo operatorio insieme ad altre due immagini prese da altre fonti (ed es. ecografo, ECG) e fornite da ingressi ausiliari.

West Nile, 174 casi accertati a metà settembre S

Graziano Azzalin

loro grati – ha detto – vogliamo anche essere d’aiuto nella scelta di dove indirizzare tanta generosità e per questo stiamo valutando di creare un elenco delle tecnologie delle quali c’è una necessità prioritaria al quale chi lo desidera potrebbe attingere per indirizzare al meglio il proprio aiuto”. Il sistema robotico da Vinci è composto da tre componenti principali:

ono 174 a metà settembre, secondo la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, i casi di febbre del Nilo. Di questi, 120 sono casi con sintomatologia leggera, 54 sono quelli nella più grave forma neuroinvasiva. Dall’inizio del fenomeno, i decessi sono saliti a 12. Ai 10 della settimana precedente si sono aggiunte due pazienti donne, entrambe di 82 anni, che soffrivano di altre gravi patologie. Lo rende noto l’Assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, che segue costantemente l’evolversi dei contagi in contatto con i tecnici regionali. “Il Piano straordinario di disinfestazione, sia adulticida che larvicida, che abbiamo finanziato con 500 mila euro della Regione – informa l’Assessore – è interamente attivato e stiamo raccogliendo i ritorni dai vari Comuni mano a mano che le disinfestazioni vengono eseguite. Le Ullss continuano inoltre a essere a completa disposizione per supportare gli Enti Locali. Tra poco saremo in grado di fare un primo step degli interventi e dei risultati ottenuti. Nel frattempo, i tecnici regionali sono al lavoro sulla predisposizione della pianificazione complessiva che andrà a regìme nel 2019, con il coordinamento delle varie attività preventive da parte della Regione, che metterà anche a disposizione dei Comuni, per legge nazionale titolari degli interventi, non solo il supporto della Direzione Prevenzione

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e delle Ullss, ma anche l’esperienza dell’Azienda Zero per ridurre al minimo i costi con un capitolato d’appalto unico e il sistema degli acquisti centralizzati”. I Sanitari della Regione sottolineano che permane grande l’importanza della colla-

borazione della popolazione nel mettere in atto alcune semplici misure di prevenzione, espressamente elencate in ogni Bollettino emesso, che possono abbattere il rischio di ricevere la puntura della zanzara culex pipiens, portatrice del virus.


la laP Piazza iazza

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alute S Salute

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Il team multidisciplinare Consulenza scientifica Alzheimer, ogni tre secondi Ora legale e solare, di infantile verso l’abolizione unNeuropsichiatria nuovo caso di demenza

L’editoriale

D Il 21 settembre si celebra

urante la crescita di un bambino o di un adolescente disordini dello sviluppo di varia origine, neurologica, psicologica, cognitiva e relazionale, possono interferire creando problematiche più o meno importanti. L’opportunità di usufruire di una visita in équipe multidisciplinare (aspetti neurologici, linguistici, intellettivi, cognitivi e relazionali) permette di valutare in maniera completa la problematica emersa, definire con metodo anche e soprattutto più ensibilizzare appropriato la ma diagnosi e quindi programquanti si trovano alle prese mareinformare gli interventi terapeutico-riabilitativi più con una delle malattie più stranianti del opportuni. nuovo secolo. A questo serve la giornata mondiale che si celebrerà PERCHÉdell’Alzheimer ESEGUIRE LA VISITA NEUROPin tutto il mondo il 21 settembre. SICHIATRICA INFANTILE IN ÉQUIPE MULSi tratta della patologia più diffusa tra TIDISCIPLINARE le Ilvarie formeè di disturbo bambino unademenza, persona inunvia di svitipicamente associato terzagenetici età chee luppo, risultato di diversialla fattori, nel mondoL’attenzione fa registrare 9,9aspetti milionidella di ambientali. ai vari nuovi casi ogni secondi. crescita di unall’anno, bambino,uno considerato quindi Non asuacaso si stima colpite nella globalità, aiutache nellasiano comprensiodaldei morbo di Alzheimer circae 50 ne disordini dello sviluppo nel milioni trovare di strategie persone,dinumero che secondo diverse le aiuto mirate ed efficaci. Ci riricerche aè bambini destinato a triplicare volgiamo di età compresaentro tra 0 ile 2050. in Italiaattenzione si contano 18 anni,Soltanto con particolare agli oggi anni oltre scuola un milione di malati, che raddoppiedella materna e primaria. ranno entroaccedere tre decenni. Possono alla visita neuropsichiaAdinfantile aggravare la sofferenza delle fatrica in équipe, bambini ed adolemigliecon: dei malati sta anche il fatto che scenti questa patologia neurodegenerativa ha 1) problematiche neurologiche (ritardo

dello sviluppo psicomotorio, disfunzioni motorie, disturbi del sonno, disabilità, cefalee, epilessie, etc.); 2) problematiche legate all’apprendimento scolastico (dislessia evolutiva, disortografia, disgrafia, discalculia...), difficoltà attentive, impulsività e disabilità cognitive. 3) disturbi comunicativo-linguistici (ritardo dello sviluppo del linguaggio, disturbi specifici del linguaggio, disprassia verbale, etc.); costi elevatissimi sotto il profilo umano, 4) problematiche relazionali di vario tipo. sociale ed economico, e l’assistenza è un La presenza di specialista neuropsichiatra aspetto per il trattamento dei infantile ecruciale neuropsicologo durante la prima pazienti, che possono difficoltà visita permetterà di stimareavere i differenti aspetanche delleedpersone ti legatinel alloriconoscimento sviluppo del bambino avviare care. eventuali interventi diagnostici più accurati e Nella nostra Regione è attivo il promirati al tipo di problematica esaminata. Al getto sostiene la necessarete dei termine“Sollievo” della visitache potranno essere 106 Sollievo attivi nelinterritorio ri altreCentri indagini più approfondite relazione regionale. Una(Elettroencefalogramma, mano tesa a quelle famialla diagnosi test glie che, RMN avendo un proprio caroevocati). colpito cognitivi, cerebrale, potenziali dal morbo, faticano a reggere i carichi assistenziali e hanno di essere COME SI SVOLGE LA bisogno VISITA NEUROPSIaffiancate operatori e da CHIATRICA da INFANTILE IN preparati ÉQUIPE MULTIstrutture che offrano aiuto e possibilità DISCIPLINARE di Si‘sollievo’ nel“visita difficile percorso della richiede la neuropsichiatrica inmalattia. I Centri Sollievi attivi inal Veneto fantile in équipe multidisciplinare” numero integrano la direte dei servizi domiciliari e 0429.783000 Affidea Delta Medica a Monoffrono assistititi ai loro familiari selice. Laagli segreteria potràe chiedere l’invio di attività cognitiva e di soeventualedi stimolazione documentazione precedente del cializzazione, formasoggetto primasoggiorni della visita,e alattività fine di ottimiz-

la giornata mondiale di questo terribile morbo che cancella i ricordi dei nostri cari

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del doppio regime nell’UE

zare la raccolta dati durante la visita stessa. Alla visita gli specialisti accolgono il bambino/adolescente e la famiglia in ambulatorio per la raccolta della storia clinica e della risparmio Italia sull’uso luce Cainelli, artificialePsicologa clinica con espeunacalcolato visita ininéquipe multi- della- Elisa problematica da indagare. Verrà effettuata figure. IlEseguire viene stimato in ca 562 milioni di kilowattora/anno su scala nella neuropsicologia di neuropsichiatria infantile non rienza in particolare intervista approfondita sugli aspetti dello svi- disciplinare nazionale corrispondente a 116 milioni di euro sulla bolletta e nel trattamento di disturbi luppo e del disturbo; potrà essere richiesta la sempre è indice di un disturbo o di una malat- dell’età evolutiva energetica. compilazione di test di auto somministrazio- tia del bambino, ma potrà essere di aiuto per con utilizzo di tecniche cognitivo-comportaDal punto di vistadiclinico sul in togliere al bambino crescere modoo aggiungere mentali. un’ora di ne. Solo al termine si eseguirà la valutazione permettere luce una volta all’anno rispettivamente, alcuni studiosi sostengono che alterare più armonico e sereno. - Mascia Giani, Psicologa clinica ilcon neurologica. bioritmo comporta una sorta di mini jet-lag con stanchezza ed irritabilità nei giorni di formazione in neuropsicologia. Si occupa Una relazione dettagliata sugli aspetti vasuccessivi, non di rado accompagnati da ansia, malumore e cefalea, altri evidenziano CHI SIAMO valutazione e trattamento delle funzioni colutati e con il programma consigliato verrà effetti dell’ ora di sole ingnitive più prodotti ad esempio dall’aumento Il invece nostro gli è un teambenefici di specialisti dell’età in età evolutiva. stilata e potrà essere rilasciata già al termidel livello di serotonina, nota come ormone -del buon umore,Terapista e la produzione di (neurologo, neuroradiologo, neuIrene Gazzola, e Coordinatrice ne della visita, che ha durata di circa 1 ora e evolutiva vitamina D che viene sintetizzata nella pelle attraverso l’esposizione alla luce del mezza. Potrà talvolta essere necessario ese- ropsicologo, logopedista, psicoterapeuta) con Attività Terapeutiche TMA Regione veneto e e che ha numerose azioni benefiche variVenezia organi,Giulia. dal sistema scheletrico al di esperienza nella pratica clinica e di su Friuli guire indagini più approfondite (Elettroence- anni sole sistema immunitario, all’ intestino, ai reni, alle ghiandole paratiroidiRadiologa, e al pancreas. - Milena Calderone, Responfalogramma, test cognitivi, RMN cerebrale, lavoro in équipe che si propone di operare su A dir la verità gli effetti negativi non sembrerebbero così devastanti, se solo e tive, esperienze e di auto- più di sostegno ai pazienti e neurologico, alle loro famimemoria portano diall’isolamento livelli di funzionamento: psi- sabile del che Dipartimento Neuroradiologia potenziali evocati);diinsolidarietà tal caso la restituzione ai Medici nottemondiae a tutte leAffidea categorie impegnate notturni,che aiuto tra familiari. glie.siIl pensa significato delladella Giornata all’esclusione sociale.inUnturni significato riabilitativo. Veneto. della diagnosi e del progetto di cura verrà cologico, dagli infermieri alle forze di polizia, dai vigili del fuoco ai turnisti nelle fabbriche, Il progetto per l’Alzheimer previsto promossaesperta dall’Oms è la - Regione Veneto attualizza destiLaral’Alzheimer Abram, logopedista, nella Marilena del Vecchi, Neuropsichiatra infancomunicato successivamente all’esito degli le -per considerato anche il fatto che gli studi sono effettuati un campione dall’attuale stimolare l’intera nando astati questa linea su assistenziale spee riabilitazione dei disordini lega-relativi tile e Pediatra; esperienza clinica in ambito esami. Il progettopiano di cura prevede una presa valutazione di persone e solo perverso valutarne socio sanitario – ricomunità unae gli effetti cifichenegativi. risorse quadro integrato allalimitato comunicazione e al linguaggio orale neurologico connel particolare attenzionedella alle in carico che potrà coinvolgere50 più persone mila i tImalati In ogni caso,fasce la cosa che più sorprende è che ogni Paeseregionale”. Europeo, una volta di corda l’assessore – delle maggiori sfide Epilessie. programmazione Ricordati diverse di età. (bambino, genitori insegnanti) e svolgersi scritto nelle in delle Veneto, 50 milioni abolito il doppio regime potrà scegliere se adottare definitivamente l’ora solare o l’ leconta rete(potenziamento di 42 poste dall’invecchiame, questo il titolo di molte iniziative su piùuna livelli abilità ora legale con il conseguente caos che ben si può immaginare e in questo caso Centri per ilo decadimondo, un dato mento e richiamare gate alla giornata di sensibilizzazionesìche scolastiche delle funzioninel linguistiche e con effetti dannosi per coloro che si testimonia spostano dalauncrescita paese all’ Chi per Team di jet-lag Neuropsichiatria infantile mento cognitivo epsicoterapia, si l’attenzione sulle di altro. un movimento neuropsicologiche, parent traidestinato a triplicare lavoro o altro dovesse spostarsi fra vari paesi europei, ognuno di essi con una Affi dea Delta Medica avvale della rete dei per problematiche esperienze possibiinternazionale che vuole creareregola una coning, terapia di gruppo diversa, non litigherebbe continuamente solo con pubblica le lancettesugli dell’ enormi orologioproblemi se si Monselice PD, Via Rialto, 12 entro il 2050 Centri Sollievo, sorti e per lo sviluppo di li di condivisione, scienza di condotta/iperattività prendono in considerazione gli orari dei voli o dei treni per non dire degli uffici, dei Tel. 0429 783000 nel territorio dalla aiuto e assistenza provocati da questa malattia e ogni anno abilità sociali). Data l’importanza di scuola e e degli alberghi e oltre. Altro che nervosismo, malumore, cefalea…. etc. www.deltamedica.affi dea.it collaborazione e assoaffrontare le patologie complessa riunisce in tutto il mondo malati, familiari famiglia nella vitatradelComuni, bambino,Ulss l’attività non per ristoranti Quando poi dovessimo essere chiamatieaassociazioni decidere in Alzheimer. Italia, dato che non ci ciazioni di volontariato, per offrire servizi del pensiero e della potrà prescindere dal coinvolgimento di tali del decadimento facciamo mai mancare un comitato “no a qualcosa” immagino già la nascita di comitati “no hour-legal” con cortei e manifestazioni. Il resto, parafrasando una nota canzone, “lo scopriremo solo vivendo”!

In Veneto il primo menu d’Italia “Amico dei diabetici”

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No-vax in diminuzione

Infermiere “counselor” per aiutare i pazienti a domicilio

tudi specifici hanno dimostrato che l’aspetto terapeutico rendere il mondo a misura di diabete”. legato all’alimentazione è in grado di ottenere risultati, Esprimendo l’augurio che iniziative simili si diffondano in econdo gli ultimi dati del 5 settem- te età della scuola non dell’obbligo), sul controllo glicemico, superiori ad interventi farmacologici; in tanti punti di erogazione di alimenti, Coletto ha sottolineato che bre scorso, i bambini e ragazzi tra 0 96.967 tra 0 e 3 anni (potenzialmente tutti i casi di potenziarne gli effetti, per cui ben vengano tutte “si tratta di rendere la vita migliore anche a tavola a oltre il 6% e 16 anni che risultano inadempienti età da asilo nido) e 121.038 tra 4 e 6 le iniziative che portano conoscenza, innovazione e benefici in dei cittadini. Vale a dire che nel Veneto, il diabete colpisce i esce dall’ospedale semprecirca più in all’obbligo vaccinale sono 79.843, in anni (potenzialmente età da scuola tal senso. 300.000 persone, fra le quali 7500-8000 fretta e, soprattutto ancora fragili. calo di 5.833 unità rispetto alla situa- dell’infanzia). Oggi a Castelfranco è stata aperta di Così, tipo proprio 1 (diabete giovanile, insulino-fragili per aiutare i pazienti zione fotografata il 10 maggio scorso. Grazie alla possibilità di utilizzare una nuova via in un settore nel quale dipendente)”. L’incidenza , in Veneto, è a in dimissione dell’ospedale, a gestire Di questi, quelli tra 0 e 6 anni, in età pre l’anagrafe vaccinale informatizzata, i finora, pur meritoriamente, le attenzioni sostanzialmente stabile nel sitipoè 1, con di domicilio cure e terapie pensato scuola dell’obbligo, sono 18.549, in calo soggetti inadempienti che rientrano si erano concentrate su altri problemi, a circa 200 in nuovi casil’“Unità all’anno,infermieristica mentre mettere campo di 3.762 unità rispetto a maggio. nell’area della pre scuola dell’obbligo cominciare dalle intolleranze alimentari, nel tipo 2 (dell’adulto, generalmente in estensiva”. Sono questi i risultati del “Monito- risultano essere 8.026 tra 0 e 3 anni mai sull’effetto degli alimenti e della sovrappeso e non insulino-dipendente) è “La necessità di far fronte ad una tipologia raggio sulla situazione vaccinale ai sen- (asili nido), e 10.523 tra 4 e 6 anni corretta alimentazione sul diabete”. in continua ascesa ed esordisce in circa di ‘acuzie differenziata’ caratterizzata dalla si della legge 119/2017” diffuso oggi (scuole dell’infanzia). Lo ha detto l’Assessore regionale 20.000 nuove persone all’anno. presenza di pazienti cronici con più o dalla Direzione Prevenzione dell’Area Coloro che non hanno iniziato il alla Sanità Luca Coletto, partecipando, “Un’alimentazione equilibrata – meno frequenti riacutizzazioni richiede un Sanità e Sociale della Regione Veneto. percorso vaccinale per nessun vaccino alla presentazione del primo “menù a misura di diabete” mai ha concluso Coletto complimentandosi con gli ideatori e i ripensamento del modello di assistenza La popolazione complessiva regi- (coorti 2017-2001, esclusi i nati 2018 a pensato in Italia, realizzato dalla Fraccaro Cafè, collaborando realizzatori di questo specialissimo menù - aiuta i portatori di ospedaliera - spiega il direttore generale, strata dall’anagrafe vaccinale della cui la proposta è stata appena inoltrata) al progetto “d1abfriend” promosso da Nastrino Invisibile diabete del tipo 1, il più grave, ma sarà anche utilissima per chi Regione,precisa e aggiornata quotidia- risultano essere 18.790 tra 0 e 16 anni, Francesco Benazzi, in una nota diramata Onlus, Associazione Trevigiana Giovani con Diabete, che vuole ha il tipo 2, non insulino dipendente, ma non meno collegato namente, indica in 771.040 il numero di cui 7.648 sotto i 6 anni di età. Cifre, dall’Ulss In tale logica si è pensato di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il claim “Aiutaci a alla necessità di mangiare sano e -.consapevole”. totale dei ragazzi tra 0 e 16 anni, di cui anche queste, in calo rispetto all’inizio migliorare la presa in carico del paziente 218.005 tra 0-6 anni (potenzialmen- del monitoraggio. ‘fragile’ in fase di dimissione, attraverso un approccio ‘integrato’ tra il personale infermieristico e il paziente stesso, con quest’ultimo che diventa parte integrante del processo assistenziale. L’obiettivo principale dell’Unità di infermieristica estensiva ¬– prosegue Benazzi - è quello di implementare la continuità tra assistenza ospedaliera e rete territoriale, integrando le varie componenti professionali e coinvolgendo con un sostegno efficace le famiglie nella presa in cura della persona a domicilio. L’UdIE avrà il compito, infatti, di prendere in carico i pazienti che per motivi legati a condizioni di fragilità assistenziale, hanno la necessità, prima del rientro al domicilio, di acquisire competenze nella

300 mila veneti diabetici potranno seguire i preziosi consigli alimentari

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Un progetto trevigiano che partirà nel Dipartimento di Medicina del Ca’ Foncello con i pazienti “fragili” in dimissione gestione della propria salute in un ambiente ‘protetto’”. “L’Unità di Infermieristica Estensiva con Didattica Integrata - spiega Alberto Coppe, direttore del Servizio Professioni Sanitarie - sarà attivata a favore dei pazienti che hanno terminato il percorso clinico acuto. Pazienti, quindi, per cui è già stato definito l’inquadramento diagnostico e il piano

terapeutico, che presentano condizioni cliniche stabili, ma necessitano ancora di assistenza prevalentemente infermieristica in attesa della dimissione a domicilio. Un tipo di assistenza creata per rafforzare le capacità di autocura da parte del paziente e dei suoi familiari in forte integrazione e collaborazione con la rete delle cure territoriali”.


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Quella Calabria che parla greco di Renato Malaman

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o hanno definito l’ “archeologo delle parole”. E’ lui che ha salvato la lingua “grika” in Calabria, andando a dorso di mulo per villaggi e contrade negli anni ’50 per parlare con pastori e contadini e carpire ogni segreto della loro parlata. Lui è Gerhard Rohlfs, tedesco, insigne linguista, filologo e glottologo della prestigiosa Università di Tubinga (morto nel 1986 all’età di 94 anni), innamoratosi di questa misteriosa e antica parlata calabro-greca. Dialetto che - secondo le sue teorie - è quanto rimane dell’idioma dei primi coloni

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magnogreci in Calabria. Teorie che sembrano aver avuto la meglio su quelle del professor Morosi che invece attribuiva l’origine di questo straordinario relitto linguistico ad immigrazioni di epoca bizantina, quindi più recenti. Che i secoli di sopravvivenza di questo dialetto affascinante siano 27 o 13 poco conta. Il recupero operato con passione “ottocentesca” dal professor Rohlfs (unico tedesco ad aver fatto parte proprio per questo dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia nazionale dei Lincei) ha del romanzesco. continua alla pag. seguente


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Quella Calabria che parla greco Nell’entroterra reggino è sopravvissuta la lingua dei primi coloni magnogreci, recuperata grazie ai viaggi a dorso di mulo tra pastori e contadini compiuti dal filologo tedesco Gerhard Rohlfs negli anni ‘50. Bova gli ha dedicato un interessante museo di Renato Malaman

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er certi versi ricorda l’Italienische Reise, il romantico viaggio in Italia a bordo di una carrozza effettuato dal grande letterato Johann Wolfgang Goethe un secolo e mezzo prima. Questa doverosa premessa è per spiegare l’eccezionalità del piccolo Museo della lingua greco-calabra – intitolato appunto a Rohlfs – che Bova (pittoresca cittadina in provincia di Reggio Calabria che si affaccia sulla costa ionica calabra) ha dedicato a questo sorprendente brano di cultura locale, indossando i galloni di “capitale” dell’isola linguistica greco-calabra. Isola linguistica di tradizione ellenistica che è parente prossima di quella sopravvissuta nella Grecìa salentina, in Puglia. Bova (Chòra tu Vùa in grecocalabro) è una scoperta emozionante in chiave magnogreca, sia per le testimonianze documentarie dei pionieristici viaggi di Rohlfs, sia per la presenza in zona di altre vestigia di epoca antica. Questa città, famosa anche per la sua banda (la più antica d’Italia: 1898) e per la locomotiva a vapore che fa bella mostra di sé in piazza, fa parte dei Borghi più belli d’Italia ed è Bandiera arancione del Touring Club Italiano. Splendide le viste che offre lungo la costa ionica reggina. L’area grecanica (in particolare a Sant’Agata del Bianco e a Ferruzzano) presenta anche un altro elemento di grande interesse storico-culturale: si tratta dei palmenti rupestri. Nella zona ne sono stati censiti oltre 700 e ora il Comune di Bianco – facendo tesoro dei suggerimenti del professor Attilio Scienza, docente universitario e numero uno dell’enologia italiana e internazionale – vuole metterli al centro di un nuovo percor-

NELLA FOTO:IN ALTO A SINISTRA UNA VEDUTA DI BOVA. AL CENTRO E SOTTO LA SEDE DEL MUSEO DI BOVA DEDICATO ALLA LINGUA GRECO-CALABRA E IL PROFESSOR GERHARD ROHLFS MENTRE PARLA CON LA GENTE E A DORSO DI MULO PER INCONTRARE I PASTORI. A CENTRO PAGINA DUE PALMENTI DI FERRUZZANO, IL PROFESSOR ATTILIO SCIENZA E UVE GRECO DI BIANCO DOC, IN VIGNA E IN APPASSIMENTO. PIÙ SOTTO: VIGNETI E VINI GRECO DI BIANCO DOC, IL CENTRO DI GERACE E UNA VEDUTA SERALE DI BOVA

L’area è ricca di palmenti rupestri, dove per secoli si è prodotto il vino. Presto saranno uniti da un percorso turistico per valorizzare anche il Greco di Bianco, il grande passito Doc vanto della zona

so per la valorizzazione turistica della zona e del proprio prodotto simbolo: il vino Greco di Bianco, passito di grande lignaggio prodotto da una ventina di aziende locali. I palmenti, il luogo nel quale per secoli è avvenuta la pigiatura dell’uva per produrre il mosto, icone della cultura millenaria mediterranea della vite e del vino, sono presenti in tutto lo stivale italico e nelle isole, ma nella Calabria “greca” hanno una delle massime concentrazioni. Il nome deriva dal latino palmes-palmitis, tralcio di vite, o da Paumentum, l’atto di battere, pigiare. Seminascosti nei boschi, furono utilizzati in larga scala tra l’età ellenistica e quella romano-imperiale per quasi un millennio. Il palmento è costituito da due vasche comunicanti: l’uva, versata nella superiore, era pigiata e lasciata riposare; quindi, tramite un foro nel tramezzo, si lasciava defluire il mosto, nella vasca inferiore di fermentazione. I palmenti di quest’area sono stati usati ininterrottamente sino a qualche secolo fa; molti recano impresse delle croci di tipo bizantino o latino. La creazione di un Centro Studi per i palmenti a Bianco sarà l’occasione per un approfondimento sulla presenza dei palmenti nel Mediterraneo per l’analisi dei processi sociali ed economici che hanno favorito la circolazione antica dei vitigni e dei metodi della loro coltivazione.

I palmenti sono il pretesto per conoscere più da vicino anche il Greco di Bianco, vino passito che costituisce con il bergamotto il vanto dell’agricoltura di qualità della zona. E’ uno dei vitigni più antichi e misteriosi d’Italia, e ha l’ambizione di raccontare tutti i segreti del suo territorio. Il Greco di Bianco è molto di più di un vino passito, è il frutto della vite portata nel VII secolo avanti Cristo dai coloni greci, i quali - appunto - nella parte più estrema della costa ionica della Calabria fondarono il primo nucleo di quella che venne poi chiamata Magna Grecia (Locri e Gerace meritano un approfondimento con i loro musei e i loro monumenti). Il Greco di Bianco Doc, vino dal colore ambrato il cui Dna lo fa rientrare nella grande famiglia delle Malvasie, costituisce un brano importante della cultura materiale di questa zona. Ancora oggi si produce dopo l’appassimento delle uve sopra i graticci, una tecnica che trova nell’aria pura e nel sole di questa zona della Calabria due preziosi alleati. Al suo dolce Greco il Comune di Bianco ha dedicato un museo intitolato “La Verde”, tante iniziative e feste popolari. Persino un gelato e prodotti di pasticceria dedicati. E’ stata avanzata pure la richiesta al Ministero di inserire questo vitigno nell’Atlante dei Vitigni Storici italiani.


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Food & Drink RISO, PRODOTTO TIPICO E PREZIOSO DI MOLTO VENETO A ISOLA DELLA SCALA LA FIERA PIÙ ANTICA Il riso Nano Vialone Veronese IGP, coltivato in una zona circoscritta della pianura veronese, è stato il primo in Europa ad ottenere il prestigioso marchio d’Indicazione Geografica Protetta (1996). Il disciplinare prevede che la produzione sia limitata a 24 comuni scaligeri. Torna dal 12 settembre al 7 ottobre ad Isola della Scala, in provincia di Verona, la tradizionale Fiera del Riso, giunta quest’anno alla 52ª edizione. L’evento, che nel 2017 ha registrato oltre 500mila ospiti, accoglierà circa 100 chef da diverse regioni d’Italia, impegnati sia negli eventi gastronomici come i concorsi, sia nelle serate a tema nell’area ristorante in Fiera. A questi si affiancheranno altrettanti mastri risottari isolani che prepareranno quotidianamente i piatti tipici della fiera negli stand tradizionali. La cucina sarà anche oggetto di laboratori, corsi ed eventi originali soprattutto all’interno del Teatro del Gusto, lo spazio inaugurato nel 2017 che quest’anno ospiterà chef, blogger, scienziati e giornalisti che parleranno del cibo da nuove prospettive. Come, ad esempio, quella “spaziale” dello Chef Stefano Polato, che prepara i pasti consumati dagli astronau-

ti in missione e che sarà in fiera a raccontare la propria esperienza il 6 ottobre. Oppure l’uso dei fiori nelle ricette culinarie, che verrà illustrato dal docente di cucina e chef Giulio Montresor. Ospiti del Teatro del Gusto anche alcuni dei protagonisti a tutto tondo dell’enogastronomia scaligera: da Renato Bosco patron di Saporè e pluripremiato artista della pizza, al giornalista Morello Pecchioli, che arriverà al teatro del gusto per raccontare “Le verdure dimenticate”, cucinate per l’occasione dallo chef Dimitri Mattiello. Spazio anche ai calici, con la presentazione della Guida dei Vini di Verona 2018 e ad una serata dedicata agli abbinamenti insoliti tra ricette e diverse acque minerali. Inoltre quest’anno al Teatro del Gusto, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cuochi Scaligeri, sono in programma diversi laboratori e incontri per scoprire i se-

greti della preparazione del risotto. Risotto che, tra eventi e stand tradizionali, verrà servito in circa 80 ricette diverse. La Fiera quest’anno pone ancora più attenzione alla promozione dell’agroalimentare italiano di qualità. Tantissimi, infatti, i prodotti a denominazione presenti in diverse occasioni: dall’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop al Formaggio Monte Veronese Dop, dal Grana Padano Dop ad ovviamente il Riso Nano Vialone Veronese Igp. Quest’ultimo – grazie all’accordo con il Consorzio che lo tutela - verrà cucinato in tutti gli stand della Fiera che offrono il tradizionale risotto all’Isolana, ovvero quelli delle riserie locali e dell’istituto Enaip. In questa edizione la manifestazione rende poi omaggio all’acqua, elemento fondamentale e distintivo della risicoltura. Verrà così allestito un lungo percorso di installazioni artistiche che collegheranno il centro di Isola della

Scala all’area fieristica. Dalle risorgive ricreate nella piazza centrale del paese a lunghe file di pesci ed enormi spighe sospese tra gli alberi e le case. Le opere sono firmate dall’artista Alessandro Mutto, che ha utilizzato soprattutto materiale di recupero per lanciare un messaggio di tutela e salvaguardia dei corsi d’acqua e del mare dai rifiuti. La Fiera avrà inoltre un tema sociale, quello del contrasto della violenza sulle donne. Questo aspetto verrà sviluppato attraverso installazioni, iniziative di sensibilizzazione al pubblico della Fiera e convegni. Anche quest’anno saranno circa 100 gli eventi collaterali in pro-

“IN AUTUNNO: FRUTTI, ACQUE E CASTELLI”AI CASTELLI DI STRASSOLDO

BARDOLINO CRU ALLA GRAN GUARDIA DI VERONA

Incastonato nel cuore della pianura friulana, tra corsi d’acqua di risorgiva, il suggestivo borgo medievale di Strassoldo è uno scrigno di storia che racchiude due castelli ben distinti: il castello di Sopra ed il castello di Sotto, tra i più antichi e significativi del Nord est d’Italia. È qui che, dal 1998, le proprietarie aprono i battenti dei due manieri due volte l’anno ad un pubblico (ormai affezionato) alla ricerca di atmosfere ed oggetti raffinati ed insoliti, permettendo di scoprire, attraverso la presentazione delle nuove opere di artigiani, artisti ed antiquari selezionati e rari, anche la bellezza e i décor degli interni e il fascino dei parchi antichi dagli alberi secolari in cui sono immersi. L’appuntamento autunnale con Castelli aperti a Strassoldo, dal titolo “In Autunno: Frutti, Acque e Castelli” va in scena il 20 e il 21 ottobre, dalle 9.00 alle 19.00, e suggerisce un incantevole viaggio fra saloni arredati con quadri d’antenati, alberi genealogici e mobili antichi, nei quali fanno bella mostra di sé maestri antiquari, maestri artigiani con preziosi manufatti in oro, argen-

Le sottozone storiche del Bardolino, ripristinate dopo un secolo, arrivano in anteprima assoluta nel cuore di Verona con l’evento Bardolino Cru. Domenica 30 settembre 2018, nel palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra, il Consorzio di Tutela del Bardolino presenta a pubblico e operatori di settore le tre sottozone La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna, già note a fine Ottocento e ora rinate con l’approvazione da parte dei soci del Consorzio del nuovo disciplinare attualmente in attesa della conferma ministeriale. Quattro le masterclass (di cui due con verticali “storiche” del Bardolino a partire dagli anni Cinquanta, per sfatare il falso mito della scarsa longevità del rosso gardesano) e una quarantina i vini di varie annate proposti nel banco d’assaggio, dove saranno presenti quattordici cantine del Bardolino, selezionate da un’apposita commissione che ha valutato i prototipi dei vini di sottozona, e nove vigneron francesi provenienti dai cru di Morgon, Fleurie e Moulin à Vent, nella zona del Beaujolais, la parte della Borgogna coltivata a gamay, i cui vini nell’Ottocento venivano spesso rapportati ai migliori della zona di Bardolino ed erano presentati congiuntamente nelle carte dei grandi hotel della Svizzera, luoghi di soggiorno dell’aristocrazia europea. “Per il Consorzio – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio Tutela del Bardolino – è un grande onore poter presentare le sue sottozone nel centralissimo palazzo della Gran Guardia a Verona. Con Bardolino Cru vogliamo celebrare la rinascita dei nostri storici cru, rivalorizzati con la modifica del disciplinare, frutto del progetto Bardolino Village, varato nel 2015 sulla scorta del piano strategico approvato nel 2008 e della zonazione svolta tra il 2002 e il 2005. Una svolta fondamentale oggi che la doc del Bardolino festeggia con un ritrovato successo i suoi cinquant’anni di vita, essendo stata riconosciuta nel 1968, tra le prime in Italia. La Rocca, Sommacampagna e Montebaldo torneranno dopo più di cent’anni ad essere riconosciuti come i tre cru del Bardolino, anche se erano identificati così già dalla fine dell’Ottocento, quando i migliori vini della zona, affinati almeno un anno, erano serviti nei grandi alberghi

to, vetro, pietre e stoffe preziosi, lana, carta, cashmere, fildiferro, pelle, legno e terracotta. Non mancano prelibatezze artigianali come cremini, torte alla glassa, aceti balsamici, cioccolate, liquerizie, salse, conserve e vin brulé con mela e cannella. All’esterno, nel verde brolo delimitato dalla scorrere di lente acque di risorgiva, prestigiosi vivaisti espongono bellissime collezioni di piante insolite, rare, antiche ed abili artigiani oggetti ed arredi per la casa ed il giardino in uno stile country di alta gamma. Nella corte del Castello di Sopra, un raffinato catering presenta piatti di stagione, per una pausa di gusto e relax. Visite guidate conducono alla scoperta del borgo castrense e di Santa Maria in Vineis, con la sua bella chiesetta affrescata del Trecento. Saranno due giornate colorate e animate, arricchite dal fascino della musica antica ispirata all’autunno, che farà da sottofondo nella cappella di San Marco e in altri punti dei castelli. Un’occasione imperdibile per assaporare dolci e raffinate atmosfere autunnali, in un’aura magica d’altri tempi.

gramma, tra gastronomia, sociale, sport, cultura, turismo e solidarietà. All’esterno dei padiglioni dove si servono i risotti, prenderà vita la lunga fiera campionaria, con circa 150 espositori da diverse regioni e anche dall’estero. Spazio poi, come nelle precedenti edizioni, ad aree ed eventi dedicati ai più piccoli e alle famiglie. La Fiera, che verrà inaugurata mercoledì 12 settembre alle 20.30, è organizzata da Ente Fiera di Isola della Scala in collaborazione con il Comune di Isola della Scala ed è patrocinata dalla Regione del Veneto, Provincia di Verona, Camera di Commercio ed Ente Nazionale Risi.

internazionali, affiancati ai vini di Morgon, Moulin-à-Vent e Fleurie, che, pur prodotti in territori molto diversi da quelli gardesani e con un’uva, il gamay, all’epoca non presente sul Garda, davano un risultato sorprendentemente simile a quello del Bardolino”. Nella giornata di Bardolino Cru pubblico e operatori potranno degustare e approfondire i vini delle sottozone del Bardolino e dei tre cru francesi durante i banchi d’assaggio e le degustazioni guidate: in particolare, alle 15.30 si volgerà la masterclass I Tre Bicchieri del Bardolino, che vedrà in assaggio tutti i Bardolino vincitori dei Tre Bicchieri della guida del Gambero Rosso; alle 17.30 invece I cru del Beaujolais avrà come protagoniste le etichette francesi. I banchi d’assaggio di Bardolino Cru saranno aperti per la stampa e gli operatori di settore (titolari di ristoranti, wine bar, enoteche, hotel, distribuzioni) dalle 10.00 alle 20.00 e per il pubblico dalle 15.00 alle 20.00. Il biglietto sarà acquistabile online al prezzo di € 15, o in cassa il giorno stesso dell’evento al costo di € 25 per l’intero e € 18 per il ridotto, riservato ai soci Ais, Onav, Fis, Slow Food e Fisar che presenteranno la tessera valida all’ingresso. Sarà inoltre possibile richiedere un biglietto ridotto a € 15 per persona per tutti i gruppi di almeno 4 persone di cui almeno una socia delle stesse associazioni di settore con tessera valida. L’ingresso sarà invece gratuito per gli operatori, previa registrazione alla cassa. A disposizione dei visitatori un’area food.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio - 100 g di fiocchi di cereali a scelta - 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.

Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.

Polpette di farro ai funghi Ingredienti: 300 g di farro - acqua - 2 cipolle - 2 carote - 1 porro o 2 zucchine - 2 spicchi d’ aglio - un rametto di rosmarino - olio - sale.

Preparazione: lavare e affettare le carote, i porri e le cipolle; mettere la cipolla in una teglia con poco olio e farla rosolare, aggiungere poi le carote, i porri o le zucchine, unire anche l’aglio schiacciato e il rosmarino, salare, coprire e stufare per 15 minuti circa, a fiamma moderata. A parte cuocere il farro. Dopo aver spento, lasciare riposare un po’, aggiungere le verdure stufate e lasciare insaporire. Quindi formare delle polpette e farle dorare in forno da entrambi i lati per circa 20 minuti. Servire su una foglia di verdura a scelta.

Crostata esotica Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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Ariete Avrete voglia di socializzare, curiosare, andarvene a zonzo al mare e godervi fino in fondo un’estate senza fine!

Toro Pensate al vostro benessere, riprendete le buone abitudini e conquisterete nuovi traguardi professionali

Settembre L’ultimo spicchio dell’estate fa sognare e sperare. Le stelle promettono serenità e divertimento, non trattenetevi e godetevi il bel tempo finché dura

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Bilancia Settembre è iniziato in salita, con qualche tensione ma le stelle promettono la serenità entro fine mese

Scorpione Un po’ di confusione a inizio mese vi lascerà incerti su eventuali decisioni da prendere ma passerà

Gemelli

Sagittario

In arrivo equivoci e incomprensioni che metteranno alla prova la vostra pazienza: massima attenzione alle distrazioni

Qualche tensione iniziale ma siete pronti a godervi l’inizio di un autunno che si annuncia davvero speciale per voi

Cancro

Capricorno

Preoccupazioni affettive o familiari appesantiranno il vostro umore. Guardate avanti con lucidità mentale

I rapporti in generale saranno scorrevoli e piacevoli, con qualche spiacevole incomprensione nell’ultima settimana

Leone

Acquario

Sereni e comunicativi, avrete voglia di godervi il tempo libero senza dimenticare i progetti più importanti da concretizzare

Procedete ad alti e bassi, tra situazioni molto piacevoli e appaganti e altre che invece vi irriteranno. Migliorerà

Vergine

Pesci

Sicurezza, stabilità interiore. La determinazione vi spingerà a combattere per raggiungere i traguardi desiderati

Rimanete con i piedi per terra e dedicate attenzione agli impegni quotidiani anche se il cuore vola!


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Pot. ter. nom. 6,3 kW Pot. ter. max 7,3 kW Peso 69 kg L46 P51 H88 Cronotermostato Telecomando optional Cassetto cenere Focolare in ghisa Rivestimento in acciaio verniciato e maiolica

â&#x20AC;¢ Tecnologia Inverter, Classe energetica caldo A+, Freddo A+ â&#x20AC;¢ Installazione a parete, Raffredda a 3,3 kw/h, Riscalda a 3,5 kw/h â&#x20AC;¢ Timer programmabile, Gas refrigerante R410A

COSTO DELLA STUFA ................................................. â&#x201A;¬ 886,00 COSTO INSTALLAZIONE STANDARD (tipo A*) .............. â&#x201A;¬ 308,00 COSTO PRATICA G.S.E. ............................................... â&#x201A;¬ 275,00

COSTO DEL CLIMATIZZATORE ..................................... â&#x201A;¬ 675,00 COSTO INSTALLAZIONE STANDARD (tipo E*) .............. â&#x201A;¬ 330,00 COSTO PRATICA G.S.E. ............................................... â&#x201A;¬ 200,00

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RIMBORSO DI â&#x201A;¬ 838

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