Sport p.18
Animali p.27
OTTOBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.150
Cultura p.17
p.39
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LA PROTESTA
Tagli alle Fusioni la Provincia scende in campo
on-line: La scuola da salvare Ambulatorio
redazione@givemotions.it Veterinario Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Cartura D O M E N I C A M AT T I N A A P E R T O >
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Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa graduatorie esaurite questi poDr. Milandelle Roberto Dr. molti LideodiLuca ord. Vet. PD 538 ord. Vet. PD 602 sti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora 349 1202137 349 4238734precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vavia Stazione, 13 - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) sono220 2.284. E anche in DI questo caso i posti sono via canti Padova, - CAGNOLA CARTURA (Padova) stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere servizio a pag 10 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
Este si rifà il look e mette ordine in alcuni servizi Nuova caserma per i Vigili del Fuoco e una nuova sede in pieno centro per l’Agenzia delle Entrate, anche la Polizia locale cambia “casa”
MONSELICE, VIABILITA’
Circonvallazione per Monselice con la bretella MONSELICE, LA STORIA
Un’intera famiglia tra le rievocazioni ESTE, L’ESPOSIZIONE
Al Museo nazionale la storia dei veleni ESTE, FORMAZIONE
A scuola di moda per “ritagliarsi” un futuro lavoro
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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3
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Fusioni “tagli ingiusti” T
La Provincia a fianco di Borgo Veneto che si trova minori fondi
agli alle fusioni, anche la Provincia si schiera al fianco di Borgo Veneto. “Borgo Veneto è un Comune coraggioso, l’unico padovano a portare a termine un percorso di fusione. E’ gravissimo che lo Stato disattenda un contratto e non corrisponda le risorse dovute”. E’ questa la dura presa di posizione di Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova che lo scorso 30 ottobre ha voluto convocare proprio a Borgo Veneto un consiglio provinciale straordinario. All’ordine del giorno un unico punto: una mozione contro il taglio dei contributi operato dal Governo centrale ai Comuni derivanti da fusione. La legge del 7 agosto 2012 prometteva infatti precisi stanziamenti per tutti quei Comuni nati da una fusione. Borgo Veneto, formato dall’aggregazione di Saletto, Megliadino San Fidenzio e Santa Margherita d’Adige, avrebbe dovuto ricevere 990 mila euro all’anno. Così non è stato: il Governo non ha approvato il fondo destinato ai Comuni “fusi” e per questo nel 2019 Borgo Veneto incasserà solamente 420 mila euro in più rispetto agli altri Comuni. All’appello, dunque, mancano 570 mila euro. Ha sottolineato Bui: “L’intero consiglio provinciale si è trasferito a Borgo >redazione@givemotions.it< Veneto proprio per rivendicare i diritti di questo Comune, e per sottolineare la gravità di un contratto non onorato da parte uarda al modello finlandese ma di fronte si trova dello Stato”. “Non abbiamo scelto la fusione per i soldi” ha sot- una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Itolineato il sindaco Michele Sigolotto “ma è indubbio che i trastruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto sferimenti statali siano uno dei fattori importanti che ci hanno l’intricata matassa della scuola italiana. portato a intraprendere questo percorso”. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli inseNicola Cesaro gnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue
Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
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recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 10.668 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Monselice
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Viabilità Fino a marzo unica soluzione
Sottopasso chiuso, ecco la bretella E’ una vera e propria circonvallazione alla città, utilizza una strada interna allo stabilimento Italcementi
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ino a marzo sarà l’unica soluzione, o perlomeno la più agevole, per raggiungere il centro di Monselice dal Carmine. E’ stata ufficialmente aperta la bretella voluta dall’amministrazione comunale per rendere meno dolorosa la chiusura del sottopasso ferroviario di via Valli. Più che una bretella, la nuova strada che passa attraverso l’ex stabilimento Italcementi rappresenta una vera e propria circonvallazione alla città di Monselice. “E chissà che questa strada non si limiti ad essere una semplice viabilità alternativa tem-
poranea, ma rappresenti un tassello importante per una futura circonvallazione completa”, ha sottolineato il sindaco Giorgia Bedin al taglio del nastro. Fino al prossimo marzo il sottopassaggio che dal Carmine porta in centro a Monselice sarà inaccessibile, per permettere lavori di consolidamento e di allargamento del tunnel ferroviario. Questa chiusura rappresenta un serio problema non solo per i residenti del Carmine e per chi deve raggiungere il quartiere, ma anche per tutti coloro che arrivano (o devono arrivare) da
Due immagini dell’inaugurazione della nuova bretella a Monselice
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Baone, Arquà Petrarca e Cinto Euganeo. La nuova bretella utilizza la strada interna allo stabilimento Italcementi, oggi non più attivo, e si estende per 1,6 chilometri. Si innesta tra la provinciale 6 di Ca’ Borin, che da Baone porta a Monselice, e sbuca sulla Padana Inferiore all’altezza del grande incrocio di via Marendole. Il costo finale dell’opera, sostenuto da Rfi, è stato ben più salato delle previsioni, che sono
state quasi doppiate: alla fine l’intervento è costato mezzo milione di euro. Oltre venti cartelli sono stati installati nei dintorni della deviazione per illustrare efficacemente la viabilità alternativa attraverso l’ex Italcementi. In tempi brevi verrà installato anche un semaforo all’incrocio con la nuova regionale 10, forse il punto più delicato della nuova viabilità. Nicola Cesaro
Obitorio a pagamento provvedimento sospeso
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bitorio a pagamento per chi non è morto in ospedale: l’Usl 6 lancia l’obolo ma poi è “costretta” a ritirarlo. Ha destato scalpore il provvedimento con cui l’azienda sanitaria imponeva il pagamento dell’obitorio per i defunti deceduti fuori dall’ospedale “Madre Teresa” di Monselice. Per l’uso dell’obitorio l’Usl aveva fissato una tariffa di 256 euro per i Comuni convenzionati e di 358 euro per gli altri. La scelta, aveva spiegato la direzione amministrativa ospedaliera Usl, era dettata dalla necessità di uniformare le tariffe considerato che i Comuni e i residenti del Piovese e dell’ex Usl 15 dell’Alta già pagano da anni, mentre nella Bassa padovana il servizio è ancora gratuito. Le rimostranze di imprese funebri, di sindaci e di cittadini non sono tuttavia tardate e sono state tali da prevedere una marcia indietro dell’Usl. Le nuove tariffe dovevano entrare in vigore dall’1 settembre ma l’Usl ha deciso di prendere tempo dopo le proteste e i dubbi delle imprese funebri e le richieste di chiarimenti dai Comuni sulle convenzioni, non ancora pronte. Per le persone decedute in casa e trasportate nell’obitorio di Schiavonia si continuerà dunque a non pagare. «L’applicazione delle nuove modalità è stata momentaneamente sospesa» si legge nella comunicazione con cui l’Usl 6 ha spento ogni polemica «La direzione dell’Usl ha programmato alcuni incontri interlocutori con i soggetti interessati, per chiarire i percorsi assistenziali, amministrativi e contabili al fine di assicurare correttezza e trasparenza reciproca nei rapporti tra operatori, familiari e imprese di onoranze funebri». (n.c.)
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Monselice
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Il personaggio Loris Masiero è a capo della contrada di Ca’ Oddo
Tra combattimenti e rievocazioni un’intera famiglia mobilitata E
ntrare in casa Masiero è una alla volta abbiamo iniziato a fare vera full immersion nel me- anche mercatini grazie a mia modioevo. Spade, scudi, archi e tan- glie che insieme a mia nipote prota passione per la storia spingono ducevano vestiti e giocattoli menun’intera famiglia, ormai da 30 tre io studiavo le armi in ferro. Poi anni, dal nonno fino alla nipotina, abbiamo iniziato a collaborare a dedicarsi alle rievocazioni stori- con la contrada di Ca’ Oddo impeche. Ce lo racconta Loris Masiegnandoci sempre di più nell’orgaro, 64 anni, monselicense e capo nizzazione degli eventi legati alla contrada di Ca’ Oddo che ormai Giostra della Rocca”. Un impegno è un vero e proprio punto di ri- che costringe tutta la famiglia a ferimento per le sfilate medievali dedicare tantissimo tempo alla su tutto il territorio nazionale. “La contrada, ma ben ripagato dalpassione per questo periodo stori- la vittoria di premi come gruppo co e per gli sport legati al medioe- armato e macchina da guerra per vo me l’ha trasmessa mio fratello due anni di fila. “Alla fine anche Emanuele che appena maggio- i miei tre figli si sono dati da fare: renne ha partecipato alla prima Sabrina seguiva i social network, sfilata nella Giostra della Rocca - Michela suonava i tamburi e Feracconta Loris - dopo il militare derico si è appassionato di scherha cominciato ad ma storica. Sempre organizzare dei corDai “Cavalieri Michela, già esperta si di scherma storica di fioretto, ha vindella Rocca” e io l’ho seguito con to anche il titolo di agli eventi il supporto di un campionessa del maestro da Milano. Veneto di spada. Ma legati alla In Italia era anconon paga, due anni Giostra della ra un’attività poco fa ha cominciato a conosciuta, ma in tirare con l’arco stoRocca, storia altre parti d’Europa rico piazzandosi reera già parecchio di una passione centemente secondiffusa. Dapprima da per il Triveneto”. abbiamo formato un gruppo, “i A completare la famiglia al medieCavalieri della Rocca” e ci sposta- vale c’è anche Noemi, la nipotina vamo qui attorno organizzando di 5 anni che conta già due sfilate rievocazioni storiche con delle nella Giostra della Rocca per la dimostrazioni e scene di combat- gioia di nonno Loris. “Per noi è timento e di duelli. Poi abbiamo una passione incredibile - ha conformato la “Compagnia del Lupo cluso Loris Masiero - nell’ultimo Passante” e abbiamo scoperto un periodo siamo riusciti a far cremondo nuovo partecipando a bat- scere le collaborazioni con diversi taglie storiche realmente esistite gruppi in Italia. Il nostro territorio con rievocazioni di quello che era non ha bisogno di inventare niensuccesso proprio in quella loca- te, di episodi storici ne abbiamo in tion”. Le battaglie, dove i fratelgrande quantità. Ma la più grande li Masiero ne davano e ne pren- soddisfazione resta vedere tutta la devano di santa ragione, hanno mia famiglia impegnata in questa previsto una severa rievocazione passione e sentire la mia nipotina delle armi dalla prima spada a una che mi dice “nonno nonno la sfimano del medioevo fino alle spa- lata! Quando rivediamo il video?”.. Emanuele Masiero de più elaborate dell’800. “Un po’
E-commerce, la sfida digitale per le imprese: con il Digital Meet un evento gratuito
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Monselice
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Mastio, via libera ai lavori ma è polemica sui tempi
Consumo suolo Monselice nella “top ten”
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Prevista l’eliminazione della scala esterna provvisoria, opera preliminare per migliorare l’accessibilità al pubblico
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astio federiciano, la Regione ha dato il via ai lavori. Con la fine di settembre sono partiti i sondaggi archeologici al Mastio federiciano del Colle della Rocca, autorizzati dalla Soprintendenza e che prevedono anche l’eliminazione della scala metallica provvisoria per l’accesso. L’importo dell’intervento è di 45.000 euro e costituisce l’operazione preliminare indispensabile per valutare le più opportune soluzioni tecniche mirate a migliorare l’accessibilità e la visibilità per il pubblico e di conseguenza la valorizzazione della parte sommitale della collina del Castello. L’intervento della Regione arriva a vent’anni dai sondaggi compiuti dall’archeologo Massimiliano D’Ambra, a spese della Regione e sotto l’attenta vigilan-
za di Aldo Businaro: venne monitorato tutto il terreno compreso dall’ultima cinta di mura del Colle, sulla Pieve di Santa Giustina e all’interno del Mastio, persino nella fossa biologica e nella cisterna dell’acqua, dove rinvennero anche un cadavere. Proprio per la presenza di studi accurati già depositati da anni, la città sperava di assistere a un intervento più operativo e meno analitico: «Nell’agosto 2018 la Regione rispondeva alle varie interpellanze sulla chiusura dell’accesso al Mastio con queste affermazioni: “per la messa in sicurezza della scala d’accesso serve il nullaosta della Soprintendenza, il tempo previsto per la sostituzione è di 5 giorni lavorativi”» commenta non a caso l’ambientalista Francesco Miazzi «A
dicembre 2018 con la Dgr 440 si incarica l’architetto Patrizia Valle di progettare la scala, al modico prezzo di 50.000 euro. Si arriva a maggio annunciando che è necessaria “una verifica preventiva dell’interesse archeologico all’interno della cintura muraria sommitale del mastio”. Ora apprendiamo che questo
sondaggio archeologico è elemento propedeutico all’eliminazione della scala metallica provvisoria del Mastio. Da qui si annunciano altri 6 mesi di lavori per sostituire la scala e una non meglio precisata “messa in sicurezza della Rocca”. Morale: l’accesso al Mastio è chiuso da 2 anni e mezzo». Nicola Cesaro
’Italia che non smette di consumare suolo “incorona” Monselice. L’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha recentemente pubblicato un dossier sul consumo di suolo nella nostra nazione e i dati, per il nostro territorio, non sono tra i più confortanti. Il Veneto, pur avendo già consumato il 12% abbondante della sua terra, n2018 si piazza ancora davanti a tutte le altre regioni per la cementificazione. Padova è quinta fra i capoluoghi d’Italia per suolo consumato quasi il 50% - ed è largamente prima nel Veneto, davanti a Noventa Padovana. La provincia di Padova non brilla per tutela del territorio e Monselice contribuisce a questa “medaglia”: Monselice spicca per i 23,5 ettari consumati solo nel 2018 – ha pesato molto il nuovo complesso industriale di Agrologic - e si conferma tra i primi dieci Comuni d’Italia e tra i primi tre della Regione Veneto. (n.c.)
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Il personaggio Campione europeo di tiro
“Le armi non sono cattive, dipende da chi le tiene in mano” Este vanta un nuovo campione europeo. E’ Filippo Pavan Bernacchi, 53 anni di Este, che con la maglia azzurra ha ottenuto la medaglia d’oro agli Europei di tiro con la pistola di Belgrado. Il campionato europeo di tiro dinamico sportivo di pistola ha visto confrontarsi - al campo di tiro “Range Special Anti-Terrorist”– oltre mille tiratori provenienti da tutto il mondo. Pavan Bernacchi ha conseguito l’oro nella “Classic division senior” insieme ai compagni di team Giuseppe Todaro, Valter Tranquilli e Massimo Ballaré. Ha ottenuto anche un otti-
IN alto il campione atestino Pavan Bernacchi, qui sopra il Tiro a segno di Este
mo quinto posto individuale nella categoria senior, vincendo in ultima gli “shoot off”. Con l’oro al collo, il 53enne ha confermato una versatilità più unica che rara: oltre che sportivo della pistola, Pavan Bernacchi è stato ed è capitano degli alpini, subacqueo, paracadutista, imprenditore nel mondo delle auto capace di dar lavoro a 500 persone in anni di attività, responsabile dei concessionari Fiat Chrysler Automobiles, presidente nazionale di Federauto e persino
scrittore. Vanta infatti ben quattro romanzi, tutti ambientati nel mondo militare, pubblicati con Mursia e Mondadori. “La passione e la cultura per le armi l’ho ereditata da mio padre Francesco, ex ufficiale dei bersaglieri e impren-
ditore, che ha vinto diverse competizioni di tiro a piattello, anche a livello nazionale. Mio padre mi ha insegnato che le armi non sono cattive”. Continua lo sportivo: “Sono solo strumenti, appunto, e come tali possono essere utilizzati
a fin di bene o per delinquere. Per fare un esempio, prendiamo un fucile: in mano a un soldato fa un effetto, imbracciato da un terrorista l’esatto contrario. Il fucile è lo stesso, cambia solo l’uomo che lo impugna”. (n.c.)
Gestione Ambiente lascia il Chiostro di Santa Maria delle Consolazioni Gestione Ambiente lascia il chiostro di Santa Maria delle Consolazioni e si trasferisce nell’ex sede della Guardia di finanza. Da oltre un anno Gestione Ambiente, la società di Sesa che ha preso il posto di Padova Tre nella gestione dei rifiuti della Bassa, si era stabilità nel chiostro di via Francesconi. La società aveva ottenuto questi spazi dal Comune in cambio di un affitto di 1.833 euro al mese. Peccato che recentemente il Consiglio di Stato abbia messo una pietra nella bagarre giudiziaria, che durava da oltre vent’anni, avviata per stabilire l’effettiva proprietà dello
storico immobile. Con una sentenza di gennaio, il chiostro è stato destinato all’Usl. Gestione Ambiente ha quindi comunicato il trasferimento dei suoi uffici nell’ex sede delle Fiamme gialle, in via Sabina, nell’immobile di proprietà del Duomo. Lo stabile è libero da oltre un anno visto che la Finanza si è stabilità nell’ex tribunale dello Zuccherificio. (n.c.)
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Nuova caserma per i vigili del fuoco Ormai la sede di via Padana Inferiore è inadeguata, individuata l’area in zona Zuccherificio, accanto all’Ecocentro e all’Autoparco. Sarà costruita grazie all’accordo fra Comune, Provincia e comando
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vigili del fuoco avranno entro il 2022 una nuova caserma. Quella di via Padana Inferiore è diventata ormai inadeguata e da tempo il distaccamento atestino richiedeva un quartier generale più dignitoso e funzionale. La nuova sede nascerà in zona Zuccherificio, accanto all’Ecocentro e all’Autoparco. Verrà realizzata grazie a un accordo tra Comune, Provincia di Padova e comando provinciale dei vigili del fuoco: le tre istituzioni hanno concordato la cessione reciproca di alcune aree cittadine che, oltre a ricavare lo spazio per la nuova caserma, comporteranno anche una vera rivoluzione dei servizi in città. Nello specifico, la Provincia cederà l’ex scuola Zanchi di via dell’Atleta al Comune di Este, che a sua volta ricambierà offrendo alla Provincia l’area verde che su trova a fianco dell’Autoparco e dell’Ecocentro di via dell’Artigianato e via Brunelli. La Provincia, quindi, cederà questo spazio al Demanio dello Stato: qui verrà realizzata la nuova caserma
atestina dei vigili del fuoco. In cambio, la Provincia otterrà l’area della vecchia caserma, che sarà riqualificata e destinata a zona residenziale. Il tutto rientra in un accordo di cooperazione, previsto dalla legge, che permette di semplificare i passaggi burocratici “Quello di Este è il distaccamento di vigili del fuoco più importante della provincia di Padova, che serve gran parte della provincia e arriva anche fino al Polesine, a Legnago nel Veronese, e al Basso vicentino” ha spiegato il comandante provinciale Vincenzo Lotito “Ad oggi la sede risulta inadeguata, sia per la centralità che ormai ha il corpo atestino, sia per gli spazi esigui e per i collegamenti con la rete viaria”. La nuova caserma sorgerà in uno spazio di 5 mila metri quadri e richiederà un investimento di almeno 3 milioni di euro. Si stima l’inaugurazione del distaccamento entro il 2021. L’attuale caserma di via Padana Inferiore 61 passerà nelle mani della Provincia, che la riqualificherà
Addio a Maurizio l’arciere La comunità di Este ha dato l’addio Danilo Alicardo, meglio conosciuto come Maurizio “l’arciere”. Aveva 63 anni ed era uno dei più apprezzati e rappresentativi arcieri e balestrieri di Este Medievale. In paese tutti lo chiamavano Maurizio, il nome che da sempre gli aveva attribuito il fratello Giuliano. Un personaggio molto popolare e amato. (n.c.)
“Dai Colli all’Adige”, visite guidate nella Bassa Padovana Non si ferma il percorso di visite guidate gratuite nel territorio dei Colli Euganei e della Bassa padovana promosso dal Gal Patavino grazie al progetto “Dai Colli all’Adige”. Sabato 26 l’appuntamento è con una passeggiata nell’antico borgo di Vo’ Vecchio tra rii, canali e interessanti gioielli architettonici, tra cui Villa Contarini Venier. Il 27, invece, una cicloescursione farà immergere nel passato veneziano della Bassa, da Sant’Urbano a Vescovana, passando per Stanghella con il suo Museo Civico Etnografico,, per proseguire poi verso Boara Pisani e Barbona.
Ciclabile fino a Deserto Con un unico cantiere si allargherà la carreggiata della provinciale 42 a Sant’Elena, verrà realizzata una pista ciclabile fino a Deserto, si estenderà la rete fognaria e verranno rifatte le condotte dell’acquedotto. Il progetto richiederà un investimento di 1,3 milioni di euro. Il cantiere si trova in via Marconi a Sant’Elena, lungo la provinciale 42 “Pisana”, nel tratto compreso tra l’incrocio con via Da Vinci e quello con via Bressane. (n.c.)
A fianco l’attuale caserma dei vigili del fuoco, sotto la presentazione dell’accordo
destinandola ad area residenziale. La Provincia, inoltre, nell’area della nuova caserma dei vigili del fuoco punta a realizzare anche un deposito-magazzino per la Protezione civile, che ad oggi non vanta grandi spazi a disposizione in città. Verrà quindi demolita la scuola Zanchi
di via dell’Atleta, stabile abbandonato ormai da cinque anni. Ci penserà il Comune, nuovo proprietario dell’area, che qui realizzerà un parcheggio. L’ente, inoltre, riqualificherà la palestra, che sarà messa a disposizione di scuole e associazioni sportive di Este. (n.c.)
Veleni e pozioni tutte da scoprire tutto al Museo Pozioni e medicamenti che possono essere rimedi ma anche veleni. E talvolta nascondono storie da riscoprire. E’ questo il cuore dell’importante mostra che dal 19 ottobre è aperta al Museo Nazionale Atestino. “Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti” è l’originale esposizione allestiata dal Polo museale del Veneto, dall’Università degli Studi di Ferrara e dal Comune di Este, con il patrocinio di Regione Veneto. La mostra, curata da Federica Gonzato, direttore del Museo, e da Chiara Beatrice Vicentini, docente di Storia della farmacia e del farmaco all’Università degli Studi di Ferrara, offre un articolato percorso multidisciplinare tra veleni e pozioni che dall’antichità ad oggi hanno accompagnato l’uomo. Viene raccontata la storia di veleni e medicamenti, attraverso prospettive diverse e inedite: dalle testimonianze archeologiche, all’analisi delle fonti storiche e delle testimonianze iconografiche lungo i secoli e nelle varie arti fino alla moderna ricerca medica. La mostra vuole raccontare come nel corso dei secoli siano mutate le nostre conoscenze delle sostanze tossiche e di quelle sanificanti: ciò che un tempo era considerato un farmaco si è poi rivelato un veleno per l’uomo e viceversa.
È una mostra molto coinvolgente perché va a toccare, da una parte, la sfera emotiva del quotidiano, trattando temi legati alla salute e alla ricerca del benessere fisico, dall’altra indaga aspetti più intriganti legati al mistero e alla magia. L’esposizione rimarrà aperta fino a domenica 2 febbraio 2020 e sarà visitabile nei seguenti orari: lunedì-sabato 9-13 e 14.30-19.30; domenica 14.30-19.30. Per informazioni: 0429-2085. (n.c.)
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Este
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A scuola di moda: prima formazione specialistica, poi pratica in azienda Il progetto nato da un accordo tra istituzioni e impresa darà la possibilità a 17 persone di ottenere anche un rimborso di 500 euro al mese
canto vi sono persone, magari disoccupate da tempo o in condizioni di disagio, che hanno voglia di mettersi in gioco, di imparare un mestiere che può dare loro soddisfazione, sentirsi realizzate ed esprimere il proprio talento creativo. Questo percorso di formazione specialistica è una prima risposta a queste esigenze, un primo modo concreto per creare presupposti per l’inserimento lavorativo delle persone”.
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a preso ufficialmente il via il progetto di formazione specialistica dedicato al mondo della moda. Formerà 17 persone, che potranno ottenere anche un rimborso di 500 euro al mese. L’iniziativa è nata con il protocollo d’intesa siglato lo scorso febbraio tra Comune di Este, Cfp Manfredini, Sistema Moda di Assindustria, Sistema Tac di Confartigianato, Confcooperative (con Irecoop Veneto) e ben 17 aziende del settore moda dislocate nel territorio della Bassa padovana. Spiega il sindaco Roberta Gallana: “L’obiettivo dichiarato era cercare e creare sinergie tra mondo della formazione e mondo delle imprese. In questo percorso specialistico partecipanti impareranno un mestiere e saranno inseriti in azienda. La nostra amministrazione continua ad essere attenta a cogliere opportunità, a favorire collaborazione tra gli attori dello sviluppo locale e la nascita di idee e progettualità. Attenzione che diventerà tangibile con la nascita del “polo della formazione e del lavoro” nel Chiostro delle Consolazioni”. Al percorso potranno partecipare 17 persone, selezionate tramite colloquio di valutazione. Durerà 6 mesi, prima in aula per la parte teorica poi in azienda per la formazione pratica e laboratoriale. I partecipanti riceveranno una “borsa di tirocinio” di euro 500 mensili e, al termine del percorso, se avranno superato con successo le verifiche di apprendimento, potranno essere assunti direttamente dalle aziende ospitanti. Per partecipare alla selezione è necessario inoltrare domanda, corredata da profilo anagrafico, esperienze lavorative e documenti, al Cfp Manfredini entro giovedì 31 ottobre. “Le aziende faticano a trovare personale qualificato e al contempo hanno l’esigenza di non disperdere il prezioso “saper fare” acquisito in tanti anni di lavoro” spiega Sandra Settimo, consigliere comunale con delega alle politiche del lavoro “D’altro
La presentazione del progetto al Cfp Manfredini di Este
Nicola Cesaro
“Assedio” per gioco INSTALLAZIONE - MANUTENZIONE ELEVATORI per DISABILI e ANZIANI
E’ stato presentato lo scorso mese “Assedio”, un gioco da tavola originale, strategico-militare, che richiama gli eventi storici che hanno coinvolto i Comuni della Bassa padovana e veronese in epoca medievale. Il gioco rispetta le mappe e la toponomastica dell’epoca. E’ già stato allestito anche un sito internet, assediogame.it. (n.c.)
Emergenza cimice Via Verdi, 63 35020 Tribano (Pd) Tel. 049 9585480 Cell. 336 859554 info@iemelevatori.it www.iemelevatori.it
Lotta alla cimice, piena adesione dei sindaci e dei Comuni padovani. I primi cittadini dell’intera provincia hanno accolto convintamente la proposta di Coldiretti Padova: in numerosi consigli comunali è già stata approvata la delibera che indica sostegno alle azioni di contrasto alla diffusione della cimice. (n.c.)
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Este
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Agenzia delle Entrate con le valigie Dall’ex Zuccherificio gli uffici saranno trasferiti nell’ex Casa del Fascio. Già di proprietà dell’Agenzia, lo stabile, verrà completamente ristrutturato. C’è già una gara d’appalto, il sindaco si dice soddisfatto Al centro l’ex Casa del Fascio, a fianco l’attuale sede e sotto il sindaco Gallana.
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’Agenzia delle Entrate è pronta a fare le valigie: dall’ex Zuccherificio si trasferirà in pieno centro storico, recuperando uno dei più importanti “vuoti” della città. Da anni si parla della possibile chiusura del distaccamento atestino dell’Agenzia delle Entrate, oggi attivo in via Brunelli. Se ne parla almeno dal 2013, anno in cui ha chiuso i battenti anche il vicino distaccamento del Tribunale di Padova. L’amministrazione comunale ha partecipato recentemente a un incontro con i vertici dell’Agenzia delle Entrate. L’esito del confronto lo spiega il sindaco Roberta Gallana: “Abbiamo appreso una notizia certamente positiva per la città: l’Agenzia delle Entrate non lascerà Este. Anzi, saranno compiuti degli investimenti per trasferire il servizio in centro storico. C’è già una gara d’appalto per il recupe-
Intanto chiude lo Sportello Catastale visto il continuo calo di utenti, anche se continuerà ad essere accessibile in Municipio
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ro dell’ex Casa del Fascio, di proprietà dell’Agenzia delle Entrate”. Lo stabile, che si trova tra via Principe Umberto e piazzetta 4 Novembre, è stato per anni sede dell’Ufficio delle imposte dirette. Nota per l’architettura razionalista tipica del gusto fascista, la struttura è da anni abbandonata. Recentemente la Confesercenti
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aveva proposto di sistemare l’edificio per poter accogliere un outlet dedicato alle grandi marche. Tempi e costi dell’intervento non sono ancora stati diffusi. Intanto però l’Agenzia si è già “liberata” di un servizio, da sempre a disposizione nel distaccamento atestino: lo Sportello Catastale.
Il servizio era disponibile nella sede delle Entrate di via Brunelli per tre giorni alla settimana. Un piano di riorganizzazione interna e razionalizzazione dei servizi (a Este non sono più di trenta gli utenti settimanali) ha portato l’Agenzia a voler chiudere lo sportello atestino. L’amministrazione comunale, per non interrompere questo servizio, ha deciso di aderire ad un protocollo di intesa che consentirà di gestire lo Sportello Catastale presso il Comune. Il servizio continuerà ad essere punto di riferimento per i cittadini, mentre i professionisti potranno utilizzare questa alternativa rispetto al collegamento telematico già in essere da molti anni e a cui sono obbligati per la presentazione di tutte le istanze verso l’Ufficio del Territorio. Il nuovo sportello sarà operativo entro novembre. Nicola Cesaro
Centomila euro per gli uffici di polizia locale Dagli spazi angusti di via San Rocco al palazzo di Principe Umberto, presto il via ai lavori di messa a norma
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entomila euro per la nuova sede dei vigili di polizia locale. Il nuovo cuore del comando atestino di polizia si trasferirà dall’angusto spazio di via San Rocco al ben più consono palazzo di via Principe Umberto 34, nel complesso che oggi ospita già l’ufficio centrale di Poste Italiane. Gli ambienti utilizzati sino ad oggi risultano carenti, sia per manutenzione che per metratura. La nuova sede troverà spazio nel piano nobile di un fabbricato storico: luogo, questo, che vanta una superficie utile calpestabile di oltre 400 metri quadrati, è a corte interna con lucernaio che dà sugli uffici postali, dispone di stanze di medio-grandi dimensioni e può contare anche su una sala che può essere utilizzata come centro operativo perché estesa a tutta l’ala nord del fabbricato. Il fabbricato è ben servito dalla viabilità e appena al di là della strada ci sono un parcheggio pubblico ed un parcheggio privato, recintato e con cancello automatico, di proprietà dell’Enel. Nelle scorse settimane il Comune di Este ha avviato una procedura di gara per affidare oltre 75 mila euro di lavori, che serviranno ad adeguare il palazzo alle necessità dei vigili. Sono previsti almeno 90 giorni di cantiere. Il Comune ha inoltre già assegnato i lavori da 16 mila euro per portare la fibra. (n.c.)
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Provincia
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L’appello della Provincia Il presidente Fabio Bui teme pesanti ripercussioni
“Ponte a Curtarolo in attesa e Valsugana declassata” L
a Provincia lancia un appello alla Regione per collaborare insieme per risolvere alcune problematiche che stanno mettendo a dura prova l’economia locale e la rete viaria del territorio a nord di Padova, in particolare le località attraversate dalla Sp 47 “Valsugana” oltre alle imprese e ai cittadini che ogni giorno utilizzano il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. “Il declassamento a Strada provinciale della Valsugana – ricorda
“Chiedo alla Regione che l’arteria torni ad essere una strada statale mentre per il ponte siamo molto preoccupati, abbiamo stanziato 4 milioni e non c’è termpo da perdere” il presidente della Provincia Fabio Bui – è stata una scelta non solo inopportuna, ma illogica e dannosa per il territorio anche alla luce del fatto che tutti gli altri tratti sono ancora di competenza dell’Anas o regionale. Non serve discutere i motivi che dettarono tale scelta, ma oggi è il momento di intervenire”. Bui ha proseguito chiedendo quindi a Zaia, “Di intraprendere qualsiasi azione utile a riclassificare la Sp 47 “Valsugana” in Strada statale. Ciò favorirebbe la possibilità per la Provincia di Padova di porre in essere gli interventi richiesti dai sindaci che lamentano da anni la necessità di opere che mitighino i disagi subiti dall’attraversamento di un’arteria fondamentale per il traffico internazionale”. C’è poi il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. Un’infrastruttura che dovrà essere rimessa a nuovo con la partecipazione finanziaria della Regione Veneto. “Non possiamo permetterci di arrivare a un’ordinanza di chiusura – ha ribadito Bui – sarebbe infatti un disastro per l’economia locale e per l’intera rete viaria del nord padovano. Fino al 2017 la gestione
dell’opera era di competenza di Veneto Strade che purtroppo ha ignorato lo stato di conservazione del manufatto. Se fossimo costretti a chiudere il ponte, sarebbe una implicita dimostrazione dell’incapacità di porre in essere azioni istituzionali a difesa del nostro territorio. Ricordo che già con la limitazione del traffico in atto, sia gli amministratori locali che le categorie produttive coinvolte, hanno calcolato danni per circa 9 milioni di euro. Soldi che
A fianco il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui
sarebbero bastati a costruire ben due ponti. Noi come Provincia abbiamo impegnato già 4 milioni di euro e in questi giorni stiamo affidando l’incarico di progettazione. Certamente, però, né noi né i sindaci interessati da queste due delicate questioni possono essere lasciati soli. Siamo certi che la Regione si farà ora interprete di queste priorità”.
Nuovi ecografi per le diagnosi di precisione
E
’ proprio il caso di dirlo, ci sono delle immagini che possono salvare una vita. Siamo immersi nel mondo dell’immagine, ma ci sono “fotografie” che nulla hanno a che vedere con l’estetica. Istantanee preziosissime che, sempre più nitide e accurate, sono in grado di “leggere” l’organismo. A marzo di quest’anno erano stati acquistati 26 nuovi ecotomografi, ora ne sono arrivati altri 12: nell’arco di un semestre l’Ulss 6 Euganea completa così il rinnovo delle proprie apparecchiature ecografiche a ultrasuoni per la diagnostica ad alta precisione, grazie a un finanziamento di 751mila euro della Regione del Veneto che complessivamente ammonta a 2 milioni e 84mila euro. Tre dei dodici ulteriori ecografi acquisiti dall’Azienda sanitaria di via Scrovegni sono stati collocati nei reparti di Ginecologia di Camposampiero, Cittadella e Piove di Sacco, due nei poliambulatori di via Temanza e via dei Colli, cinque nei Consultori familiari di Monselice e Conselve, uno al Distretto di Carmignano di Brenta e uno al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita
di Cittadella. Si tratta di ecografi multidisciplinari di media e alta gamma, ambulatoriali o portatili, capaci di fondere assieme gli esiti di Tac o di risonanze magnetiche e le immagini ecografiche. L’impiego in ambito ostetrico delle nuove apparecchiature permetterà di avere ricostruzioni morfologiche del feto in 3D e addirittura in 4D, aggiungendo cioè alle tre dimensioni canoniche dello spazio quella del tempo, dunque con possibilità di valutare con più accuratezza la vitalità del bambino direttamente dai suoi movimenti nella pancia della madre. noltre, rispetto alle precedenti dotazioni, la maggiore precisione dei nuovi ecografi consente di individuare eventuali anomalie della crescita fetale.
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Provincia .
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Pagare con la carta Formazione imprese di credito? L’Ascom: 16 milioni in tre anni “sì ma senza spese” N “I pagamenti con carte di credito a noi vanno benissimo, purchè non finiscano per ingrassare le banche”. Il presidente dell’Ascom di Padova, Patrizio Bertin, entra deciso sulla questione e invita a spostare il punto di vista. “Non siamo certo noi commercianti - precisa - quelli che si oppongono al pagamento tramite mezzi elettronici, però vorremmo non fare la figura dei “cornuti e mazziati”, ovvero di quelli che vengono additati come i soggetti che vogliono il mantenimento del contante perchè incalliti evasori quando invece chiediamo che contante e carte di credito abbiano lo stesso costo, cioè zero”. Tradotto: ben vengano i pagamenti coi pos purchè in presenza di commissioni bancarie nulle per i piccoli pagamenti. “Quando sento - continua Bertin - che in America tutti pagano col bancomat anche un semplice
caffè, mi tolgo tanto di cappello. Peccato che da noi il pagamento di un semplice caffè con la moneta elettronica rischi di costare all’esercente di più del caffè stesso ed in questo senso le esperienze pregresse non ci fanno stare sereni”. Il riferimento è ai pagamenti elettronici “a costo zero” che avrebbero dovuto riguardare i rifornimenti di carburante a tutela dei gestori vittime troppo spesso di rapine, un progetto avviato e poi miseramente accantonato. ”Direi di più - propone Bertin -: si potrebbe incentivare l’uso dei mezzi elettronici di pagamento istituendo un credito d’imposta per i consumatori o introducendo detrazioni e deduzioni fiscali sui pagamenti tracciabili. Agli ultra 65enni, che hanno meno dimestichezza con queste forme di pagamento, si potrebbero distribuire carte prepagate. Ovviamente, e torniamo sempre lì, senza costi”. Quanto alla tassa sui contanti, non mi pare che sia un’ipotesi praticabile. Chi usa la cartamoneta o la moneta metallica deve poterlo fare senza sentirsi un criminale”.
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egli ultimi tre anni Fòrema, la storica società di formazione degli industriali padovani (fondata nel 1983), ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese, non solo Pmi (tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi). Solo nel 2018 ha formato 25mila persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati, over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole; ha erogato 63.480 ore di formazione a 1.684 aziende, e oltre 55mila ore in e-learning. Consolidandosi tra le maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. Dal mese scorso Fòrema è ripartita dal territorio padovano, con una struttura di primo livello di 60 professionisti, completamente operativa. E alza l’asticella dell’offerta formativa, in sinergia con la trevigiana Unis&f (operativa nel territorio di Treviso): 130 corsi - per un totale di 190 giornate di formazione - suddivisi in 6 aree di competenza che toccano tutti gli ambiti della gestione d’impresa, dall’innovazione e sviluppo del prodotto alla
Sabrina Carraro, presidente di Unis&f
gestione finanziaria, dall’organizzazione alla logistica, dalla Lean al 4.0, dalla trasformazione digitale al marketing strategico. In aggiunta a salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente. “Nell’ambito di Assindustria Venetocentro e grazie alla progressiva sinergia tra le nostre società - afferma Sabrina Carraro, Presidente di Unis&f - rilanciamo questo impegno per dare alle imprese una formazione continua, tecnica e manageriale, di primo livello, sempre più tarata sulle loro reali esigenze e fabbisogni, e per attrezzarle a cogliere i cambiamenti e le grandi opportunità per il futuro”.
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Cultura .
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Teatro ai Colli, spettacoli per tutti Nella nuova stagione conferme e novità con tredici appuntamenti fino a primavera sotto la direzione artistica di Gioele Peccenini. Saranno 18 le proposte dedicate alle scuole per avvicinare i giovani al teatro
E
’ un cartellone importante quello che la compagnia teatrale Teatro Fuori Rotta ha pensato per la nuova stagione del Teatro ai Colli di via Monte Lozzo, la sala di comunità diventata un punto di riferimento per l’offerta culturale e di spettacolo della città. La stagione 2019/20 avrà tante conferme, format che tornano ma più ricchi, con più appuntamenti e nuove compagnie. Tredici spettacoli riempiranno la programmazione fino al 18 aprile 2020. La direzione artistica, guidata da Gioele Peccenini, continua il suo lavoro unendo la tradizione dei drammaturghi veneti, ad apprezzati interpreti del territorio, ai grandi interpreti della scena teatrale italiana. Tornerà il Satiro Teatro con A Republica dei mati, Andrea Pennacchi in Raixe Storte nella produzione di Teatro Boxer poi Hemingway tra le lagune venete e Cuba, uno spettacolo di teatro musica con Giovanni Giusto del Teatro dei Pazzi, L’archibugio con il suo Mercante di Venezia. Sa-
liranno sul palco del Teatro Beppe Servegnini, atteso il 16 novembre con “Diario sentimentale di un giornalista”, Marina Massironi con Roberto Citran saranno i protagonisti di “La verità di Bakersfield” l’8 febbraio, e Giobbe Covatta non mancherà di far sorridere e riflettere il pubblico con “Scoop. La donna è superiore all’uomo” il 22 febbraio. Visto il successo della scorsa edizione torna la rassegna domenicale “Famiglie a teatro”, che cresce e propone 10 messe in scena, dal 22 dicembre al 5 aprile. Le storie scelte accontenteranno il giovane pubblico, dai più piccoli che potranno godersi “Camilla, Giorgio e il drago” alla divertente “Pippi Calzelunghe”. Tante le occasioni pensate anche per i ragazzi più grandi, che avranno l’occasione di gustarsi un pomeriggio diverso con “Storia del principe alla ricerca della verità” con gli attori di Fontemaggiore Centro di Produzione Teatrale o “Zeus e il fuoco degli dei” di Teatro Verde di Roma. Alla rassegna do-
Marina Massironi e Roberto Citran (foto di Marina Alessi)
menicale si affianca “Una Mattina a teatro”, dedicata alle scuole con 18 spettacoli scelti dalle migliori produzioni italiane, per avvicinare bambini e ragazzi al mondo del teatro trattando anche tematiche importanti, dal bullismo alla comunicazione. Argomenti a volte difficili da affrontare con bambini e ragazzi, raccontati con storie e personaggi grazie al lavoro delle compagnie teatrali professioniste che mettono a punto drammatur-
gie con il giusto linguaggio, per avvicinare un pubblico giovane ma attento ed esigente. Verranno proposti “Metti via quel cellulare” a “Balla col bullo”, passando per un altro tema caldo come la violenza di genere con “PierinA e il lupo”. In programma anche spettacoli che ricordano i grandi protagonisti della storia come “Leo inventa tutto” e in lingua inglese, con “Free Mandela” ad un grande classico come “A Christmas Carol”. Chiude
questa prima parte del cartellone “Padova è musical”, un contenitore pensato per dare spazio alle compagnie che hanno scelto di mettere sul palco spettacoli con musica, danza, recitazione e particolarmente coinvolgenti. Il primo appuntamento è l’8 novembre con l’opera musical teatrale – The Big Beat, che raccoglie le canzoni dei Beatles cantate e suonate dal vivo da Ivo Zorzi e la Compagnia Teatrale Arte Povera. Il 22 novembre arriva ARS – Creazione Spettacolo con “Fino alle stelle”. Il 6 dicembre omaggio alla musica e alla parola con Faber fragile amico degli Otogrì, dedicato a Fabrizio De Andrè. Ancora grandi autori il 13 con I.F.Production che mette in scena Dylan 66. Il 22 la rassegna chiude con Il pianeta degli alberi di Natale” del Teatro Fuori Rotta. Info www.teatroaicolli.it.
PianoP, musica e spettacolo al Plaza di Abano Terme
Prima edizione della rassegna PianoP ospitata all’Hotel Plaza di Abano Terme, un nuovo format che unisce musica, spettacolo al concetto dell’intrattenimento di qualità, ideato l’organizzazione di Ursula Eventi e la direzione artistica di Alessandra Pascali. Ne esce un calendario di 23 serate, divise tra il venerdì ed il sabato sera, che parte ufficialmente il 19 ottobre con ospiti speciali della serata I Neri per caso, il gruppo a cappella più famoso ed apprezzato in Italia, che presenterà il nuovo disco “We love the Beatles”, un lavoro che ha visto la partecipazione di numerosi artisti italiani per ricantare i successi dei Fab Four. La vocalità torna protagonista anche negli appuntamenti seguenti, a PianoP saranno ospiti anche Choritaly, i Vovalica e i Blubordò a cui è affidato il compito di festeggiare il 31 dicembre. Tra i nomi più attesi e noti al grande pubblico, ci sono alcune icone della musica italiana: Mal dei Primitive, Paolo Vallesi e Andrea Mingardi. Si continua con gli omaggi ai grandi artisti, swing, soul e jazz in compagnia della Sauro’Band, il Modem.Xtet, il Movie Trio, poi il cantante e sassofonista londinese Kenn Baily, La Banda del Sottomarino giallo, Simone Grassi Swingset. A dicembre si entra nell’atmosfera natalizia con Santa Claus is coming assieme a Erika De Lorenzi accompagnata dal chitarrista Alessandro Modenese, il concerto di Irene Guglielmi e l’indimenticabile duetto indimenticabile con Stevie Biondi e Alessandra Pascali. Tutto il programma www.pianop.club.
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Sport
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Calcio Prima Categoria Girone D
Monselice 1926 subito a caccia di vittorie T
ra le formazioni più blasonate del girone D del campionato di calcio di Prima Categoria c’è sicuramente il Monselice 1926, che per la nuova stagione ha presentato una serie di importanti novità. Una di queste è l’arrivo di due nuovi soci. “L’ingresso in società di Renato Comparini e Mattia Mazzon rispettivamente come vicepresidente e direttore sportivo si è concretizzato già da fine marzo. Loro hanno portato uno staff di persone che ha favorito la creazione di un settore giovanile, permettendoci anche di poter alzare l’asticella con la prima squadra” spiega il direttore generale Stefano Loverro. A proposito di prima squadra, a guidarla in panchina c’è ancora mister Simonato. “Luca è in-
nanzitutto un amico. Ma come mi sono sempre promesso, per il bene del Monselice ho sempre distinto le due cose. Se lui è il nostro allenatore per il quinto anno consecutivo è perché ha le qualità giuste per farlo. La sua riconferma ha trovato vecchi e nuovi dirigenti allineati e per noi è motivo d’orgoglio: tenere un tecnico così a lungo vuol dire fargli sentire fiducia e appoggio, lasciandolo lavorare con tranquillità. Cosa ormai rara nel calcio” evidenzia il dg. Ma a quali traguardi ambiscono i biancorossi? “Abbiamo allestito una squadra competitiva. È presto per dire dove si potrà arrivare. Di certo abbiamo una rosa di buoni giocatori, con dei valori umani importanti. Il resto dipenderà solo da noi”. Oltre
alla rinascita delle giovanili (“È sempre stata una mancanza che ci faceva camminare zoppi. L’ingresso di Renato e Mattia ci ha garantito quel mix di esperienza e stabilità che serviva”), un altro progetto interessante è quello relativo al calcio femminile.
A guidare la prima squadra c’è mister Luca Simonato: ci sono i pressupposti per vedere all’opera una squadra competitiva che potrà fare strada
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Di recente infatti è stato siglato un accordo di collaborazione con la Virtus Padova. “Ci darà la possibilità entro breve di avere la prima squadra femminile con il nome del Monselice. Nel frattempo stiamo già allestendo una squadra di ragazzine per la categoria Esordienti. È un mondo in piena espansione e ci puntiamo molto. Il concetto secondo cui il calcio è solo ‘uomo’ è obsoleto”. Loverro non è solo il direttore generale della società, ma anche un suo giocatore che sta recuperando la condizione. “È il mio quarto intervento alla cartilagine del ginocchio e ben tre hanno interessato il destro. Sono in linea con la tabella di marcia, ma non voglio avere fretta. Mi piacerebbe tanto po-
ter ritornare ad allenarmi con i miei compagni per novembre, ma non voglio fare previsioni. I ragazzi comunque non mi stanno facendo rimpiangere”. Il Monselice, intanto, continua ad avere un legame strettissimo con la città. “L’amore smisurato che la gente ha per questa squadra è dovuto alla sua storia. Aver fatto cinque anni di serie C ha dato quel valore aggiunto. Ma non tutto è stato rose e fiori, anzi. I tifosi sono stati messi più volte alla prova, basti pensare ai tanti saliscendi di categoria fino al fallimento del 2012. Eppure la passione non solo non si è spenta, ma è addirittura cresciuta. E nel 2014 è arrivata la rinascita”. Davide Permunian
Avvio in salita per l’Este nonostante l’impegno
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vvio di campionato un po’ in salita per l’Este Calcio, che nelle prime giornate del girone C di serie D ha raccolto meno di quanto probabilmente meritava. I giallorossi hanno esordito all’inizio dello scorso mese a Belluno, ottenendo un pareggio (0-0). Nel secondo turno hanno invece incontrato l’ambiziosa Luparense, contro la quale sono stati protagonisti di una prestazione molto positiva. Gli uomini di mister Nicola Zanini, passati in svantaggio nel primo tempo, hanno rimesso la sfida in equilibrio grazie a De Giorgio e ribaltato il risultato con il neo acquisto Tardivo. Uno sfortunato rigore ha poi consentito agli ospiti di strappare il 2-2 finale. Nella terza partita la prima sconfitta contro l’Adriese: uno 0-1 che ha forse punito oltremisura Pozza e compagni, capaci di costruire alcune occasioni importanti su un campo difficile. Amaro anche l’epilogo dell’atteso derby con il Campodarsego. L’Este per più di mezz’ora ha avuto una netta supremazia territoriale, senza però riuscire a creare veri e propri pericoli nell’area avversaria. Così nella ripresa i biancorossi hanno cominciato ad affacciarsi minacciosamente dalle parti di Vencato, trovando l’1-0. I padroni di casa hanno agguantato il pari con una splendida conclusione al volo dell’onnipresente Pozza, ma alla fine si sono dovuti arrendere di fronte alle qualità e alla concretezza degli avversari. È invece terminata 1-1 la gara contro il Legnago, che ha visto sbloccarsi l’attaccante polacco Kitlinski. Nei primi cinque turni, nonostante i soli tre punti racimolati e le oggettive difficoltà ad andare in rete, la compagine giallorossa ha prodotto sempre un buon gioco: un segnale che fa comunque ben sperare per il futuro della stagione. (d.p.)
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#Politica
Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud
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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-
Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it
Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin
dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-
nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono
stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.
Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in
città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-
dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.
Claudio Sinigaglia
L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale
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Politica
Civica per il Veneto Franco Ferrari
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Partito Democratico Piero Ruzzante
Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F
ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di
borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir
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ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate
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del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.
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Politica
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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni
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n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-
da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi
Graziano Azzalin
anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O
ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono
battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”. Marco Scarazzatti
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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!
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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.
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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!
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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.
Osserviamo la loro bocca A
bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non
arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.
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Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.
Se le labbra si sollevano...
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il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.
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Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione
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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-
pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.
Sicurezza evidente
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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto
si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”. Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.
Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta
PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale
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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.
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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.
N
ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-
A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre
mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può
essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:
“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.
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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio C
’è una Food Valley in Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il sala-
di Renato Malaman
me (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie,
ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. continua alla pag. seguente
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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio
Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turistico-culturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pisarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula ‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel.
Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo
Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina
e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla
pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con
SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI... Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona.
l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.
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HOTEL TERME MILLEPINI, IL FANGO È SERVITO! L’unico prodotto termale protetto da brevetto europeo e da marchio D.O.C. è ad un passo da casa.
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otrebbe far ricordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi princìpi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, a conferma di quanto già espresso a livello nazionale nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. Una giornata, quella iniziata nel panificio, che finisce nelle case di ciascuna famiglia ad allietare i momenti di convivio, mentre quella del fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte termali scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista.
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Food & Drink BARDOLINO E CASTAGNE: I PROTAGONISTI DELL’AUTUNNO SUL MONTE BALDO
IL RISOTTO DEL GIORNALISTA A ISOLA VINCE STRAMAZZO, PREMI A MALAMAN
Dal 10 ottobre al 10 novembre San Zeno di Montagna quattro appuntamenti per scoprire il vino che meglio si abbina ai piatti della tradizione e ai profumi della stagione Dal 10 ottobre al 10 novembre San Zeno di Montagna quattro appuntamenti per scoprire il vino che meglio si abbina ai piatti della tradizione e ai profumi della stagione ll Bardolino, assieme ai marroni di San Zeno DOP, alle castagne del Monte Baldo e al formaggio Monte Veronese, sarà il protagonista di quattro appuntamenti dedicati ai sapori autunnali del monte Baldo, in programma a San Zeno di Montagna (Verona) a partire dal mese di ottobre. Di un luminoso colore rubino e con i suoi profumi di ciliegia, fragola, lampone, cannella, pepe e chiodo di garofano caratteristici dei vini rossi ottenuti prevalentemente dalle uve di Corvina Veronese, il Bardolino si sposa perfettamente con i piatti autunnali, a maggior ragione con quelli della tradizione del suo territorio d’origine, il lago di Garda e il monte Baldo. Ad aprire la stagione sarà la 22esima edizione della rassegna San Zeno Castagne, Bardolino e Monte Veronese, in programma dal 10 ottobre al 10 novembre: per tutto il mese cinque ristoranti proporranno dei menù a base di castagne in abbinamento con il Bardolino. Tra i piatti della rassegna, il minestrone con verdure e marroni DOP proposto dal Ristorante al Cacciat o re, g l i gnocchi di farina di cas t ag ne e ricotta su pesto di ortiche con dadolata di zucca e salvia fritta del Ristorante Bellavista, le tagliatelle di zucca e castagne con ragout di carni bianche e scaglie di Monte Veronese preparate dal Ristorante Costabella, il capriolo con castagne e polenta del Ristorante Sole, la pancetta di maialino croccante con salsa ai marroni, purè di pastinaca e pere caramellate da assaggiare alla Taverna Kus. I menù completi sono disponibili sul sito www.ristosanzeno.it. Il secondo appuntamento in calendario è la 47esima Festa delle Castagne e 16esima Festa del Marrone di San Zeno DOP, che si terrà sempre a San Zeno il 19, il 20, il 26 e il 27 ottobre, l’1, il 2 e il 3 novembre: negli stand di piazza Schena le associazioni locali cucineranno le caldarroste e altri piatti tradizionali insieme con il Bardolino, mentre nel ristorante allestito nella tensostruttura il vino rosso bardolinese accompagnerà i piatti preparati con i marroni di San Zeno Dop. Venerdì 25 ottobre, alle ore 17.00, nello storico palazzo Cà Montagna
ci sarà invece un convegno dedicato ai prodotti tipici del territorio. Alla conferenza interverrà Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio del Bardolino, che parlerà della sottozona Montebaldo, di prossima istituzione all’interno della Doc Bardolino. Sem-
pre il 25 ottobre, alle ore 20.00, nel ristorante all’interno della tensostruttura di piazza Schena verrà servito il Bardolino della futura sottozona Montebaldo di tre diverse annate (2015, 2016 e 2017) abbinato ai piatti preparati con il marrone di San Zeno DOP.
Il titolare della rubrica “Sì Viaggiare” de “La Piazza” Renato Malaman con lo chef Paolo Businaro e il loro risotto che ha vinto due premi al concorso
Sfida all’ultimo tocco alla 53ª Fiera del Riso di Isola della Scala (Vr). Risotto con peperoni, cozze Mitilla di Pellestrina (una varietà sempre più apprezzata) e burrata: questo il miglior piatto della quarta edizione del concorso enogastronomico Risotto del Giornalista, che si è tenuto alla 53ª Fiera del Riso di Isola della Scala (Vr). A prepararlo Mario Stramazzo, direttore di Vinoecibo.it e membro dell’Accademia Italiana della Cucina, accompagnato ai fornelli dall’amico-cuoco Roberto Zanca. La sfida ha visto gareggiare sei giornalisti che hanno presentato altrettanti risotti, valutati da una giuria tecnica composta soprattutto da chef. Il premio dell’ “Autocritica”, un premio quindi deciso dal fairplay assegnato dagli stessi concorrenti a uno dei piatti in gara, è andato alla ricetta con polvere di porcini e ceviche di capesante preparata da Renato Malaman del Mattino di Padova e della Guida Espresso, ai fornelli con lo chef Paolo Businaro della Trattoria Antico Molino di Pernumia (Pd). La coppia ha vinto anche il premio per la migliore composizione del piatto, rifinito graziosamente con fiori eduli. Successo completato dal secondo posto assoluto, a soli due punti dalla coppia vincitrice. Il piatto della coppia Malaman-Businaro era abbinato al Rivoli Pinot Grigio Terredeiforti 2016 dell’azienda Roeno di Brentino Belluno (Vr), selezionato insieme al sommelier Stefano Cipolato. Il miglior abbinamento risottovino è stato quello tra la ricetta ai porri, scamorza affumicata e trippe – preparata da Alberto Tonello del Giornale di Vicenza, accompagnato dallo chef del Degusto di San Bonifacio, Matteo Grandi - e il Lessini Durello Metodo Classico 60 Mesi della cantina GianniTessari Wine. Complimenti in sala anche agli altri piatti in concorso.
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Autunno
Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.
La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
a pag 40
Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio a pag 41
Mancano Tumori della i medici, testa e lecollo: Regioni fattori indi rischio pressing e diagnosisul precoce Governo a pag 42
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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto
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’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,
Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-
te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.
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Autunno
Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.
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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”
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essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della
società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono
d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle
origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera
fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.
Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra
l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach
Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.
• Approvato un documento che chiede di ripensare formazione • e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero • almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico • bbiamo un pacchetto di proposte •
“A
concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici
• •
FARMACIA CESTER - Porto Viro (Ro) FARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) IKONOMU di Rosolina (Ro) intervenire su punti, relativiFARMACIA a cinque diversi ambiti - Volto nazionale e adesso occorre FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio tutto il sistema dellaAriano formazione e del nel Polesine sanitario nazionale, le nuove(Ro) esigenze di reclutamento con misure urgenti, come MEDICO - Porto già Tolle (Ro) a fare in Veneto. formazione, laCENTRO programmazione futuraDELTA del abbiamo iniziato FARMACIAnecessari NADALINI numero di professionisti alla - Adria Quelle(Ro) che proponiamo sono tutte cose FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier fare di PortoTolle (Ro) sanità italiana, le strategie per rendere più che si possono presto e bene. Penso FARMACIA SAN PAOLO Loreo (Ro) attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e -ad esempio al tema dell’inserimento negli gli interventi FARMACIA necessari a raggiungere gli ospedali dei medici(Ve) laureati e abilitati ma SAN GIUSEPPE - Cavarzere standard europei in materia di tempi e non ancora-specializzati e a quello PARAFARMACIA NATURFARMA Taglio di Po (Ro) di poter funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione
trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.
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laPiazza
Salute
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Tre doni “speciali” per la sanità veneziana U
na buona sanità dipende da molti fattori, non ultima la capacità del territorio e dei suoi abitanti di sostenere lo sforzo delle istituzioni. E tre storie che arrivano dal Veneziano aiutano a comprendere perché il Veneto continua a essere un’eccellenza in campo non solo nazionale. La prima buona notizia arriva da Dolo, dove la Pediatria può ora contare su nuovi arredi donati da un imprenditore locale, Graziano Scantamburlo, che già in passato aveva dimostrato la sua generosità. Questa volta ha regalato al reparto un televisore e quattro tavolini con sedie, tutto a misura di bambino, per rendere ancor più accogliente la sala di attesa che ogni giorno accoglie tanti bambini coi loro genitori. Dietro la donazione, c’è però più dell’impegno di un singolo. “Il signor Graziano – ha raccontato il Primario della Pediatria, il dottor Vecchiato – da qualche anno invita i suoi clienti a lasciare un’offerta prima di uscire dal negozio: un modo concreto per far partecipare la comunità ad un bene superiore che è quello comune” Mirano, invece, deve ringraziare Omar Rosa, di Maerne, e gli amici che hanno
Grazie alla generosità di imprenditori, ex dipendenti e familiari dei pazienti Dolo, Mirano e Mestre sono oggi più funzionali e attrezzati a rispondere ai bisogni dell’utenza
partecipato alla colletta raccogliendo 1.600 euro utilizzati per l’acquisto di ausilio e dispositivi utili all’attività del reparto di Neurologia. Una scelta nata dal desiderio della moglie Caterina, scomparsa a soli 43 anni dopo essere stata curata con dedizione, competenza e gentilezza proprio nel reparto neurologico dell’ospedale veneziano. “Si tratta di una donazione che per noi assume un doppio valore – ha sottolineato il primario di Neurologia, Luigi Bartolomei – perché contribuisce certamente ad aumentare la qualità del nostro servizio assistenziale, ma soprattutto evidenzia come ci sono cittadini che danno merito al lavoro che svolgiamo, lo riconoscono. Un lavoro delicato, che necessita di attenzione verso il prossimo, dove si cerca di dare le risposte che vengono attese, sia per l’assistenza specificatamente sanitaria, ma anche per l’aspetto relazionale”. L’ultimo dono è arrivato invece al pronto soccorso dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre: dieci carrozzine “su misura” sono il regalo che Francesco Sorato ha voluto lasciare a suggello di quarant’anni di lavoro come infermiere, consegnandole al direttore generale
Quasi sette milioni di euro per Tumori della testa e collo : la sanità padovana dalla Regione fattori di rischio e diagnosi precoce V
ia libera dalla Giunta regionale ad altri 9 milioni di euro di finan’incidenza tuttiedilizia i tumorieè macchinari in riduzione inper entrambi i generi tanto che la IARC (International Agency for Research ziamentidi in e tre la mortalità continua in maniera importanti Ullssa diminuire venete: la 1 Do- significativa on Cancer) lo classifica nel gruppo 1 (“sicuramente in entrambi , e ciò è edovuto all’insieme di più fattori, cancerogeno per l’uomo”). Il suo consumo prolungato e lomiti, ilasessi 6 Euganea la 9 Scaligera. qualiI lafinanziamenti prevenzione primaria, la diffusione degli screening, i cronico è associato ad aumentato rischio di cancro e nella sono stati approvati, miglioramenti diagnostici, i progressialla terapeutici su proposta dell’assessore Sani- (chirurgici, genesi dei tumori è correlato con il tumore del fegato ma farmacologici, radioterapici) l’applicazione più su anche con il tumore della mammella, colon-retto, laringe, tà, Manuela Lanzarin,e dopo che si sempre è largaconcluso scala di positivamente una gestione multidisciplinare pazienti fegato, cavitàsanitaorale e faringe (IARC, 201. I rischi l’iter di valuta- dei 350 mila euro) e inesofago attrezzature oncologici. processo di trasformazione di una cellularie normale dannimila alcol-correlati variano in funzione di diversi fattori: zione Ildei progetti da parte della Com(3 milionidi 507 euro). in neoplastica attraverso varie tappe , con accumulo quantità di alcol come bevuta siabitualmente (consumo medio missioneavviene Regionale. «Tenere la i conti in ordine, di anomalie genetiche, funzionali morfologiche. L’evento giornaliero), assunta in una singola occasione, All’Ulss 1 Dolomiti sono estati asse- fa nella sanità venetala quantità – sottolinea cancro richiede una mutazione carico del DNAl’assessore ed esso condizioni preesistenti, ecc., che determinano gnati 360 più miladi euro per lavoriadi ristrutLanzarin patologiche – ci consente di si sviluppa quando la cellulastanze perde del la capacità il una turazione di alcune reparto di riparare proseguire con differente continuitàsuscettibilità in una po- agli effetti nocivi dell’alcol. DNA di o diMedicina programmare la propria morte (apoptosi). è quindi Nell’assunzione alcol ogni non esiste rischio pari a zero e dell’Ospedale di Pieve di Vilitica di investimenti alla di quale, una Cadore. iniziazione,L’Ulss seguita da una fase di progressione lenta.riusciamo qualsiasia modalità di consumo 9 Scaligera ha ottenuto anno, destinare almeno comporta un rischio, tanto più Le cause a noi note la quantità di alcol consumata. 1 milioni 754che determinano alterazioni del DNA elevato quanto70maggiore milioni è di sonomila molteplici: genetiche, infezioni, legate agli Tuttavia sono stati individuati livelli e modalità di consumo, euro. ambientali, Sa- Tre euro. Ognuno Ulss venete si spartiscono stili diranno vita e addirittura rischi per la salute modesti, tali da poter utilizzati casuali. Un recente studio negli USA che comportano di questi euro 9 milioni per attrezzature e ha distribuito, in percentuale, la responsabilità: al fumo di essere considerati per l’acquisto vieneaccettabili. anchePer quanto riguarda il consumo investimenti inaltro edilizia. Altrisi considera tabacco imputato il 33% delle neoplasie, un 33% abituale, di viene attrezzature utilizzatoche 12 al grammi di etanolo, quantità 11 progetti presto finanziati sarebbe legato agli stili (dieta , sovrappeso, abuso di approssimativamente all’Ospedale di di vita meglio, contenuta per- in una lattina di birra (330 alcol San , inattività fisica) , i fattori sarebbero ml), un bicchiere vino (125 Bonifacio, chédiogni pro-ml) o un bicchierino di liquore peroccupazionali 13 milioni e mezzo responsabili per il 5% e le infezioni sarebbero coinvolte (40 ml), corrispondente ad 1 unità Alcolica. Livello soglia da per accessori getto, prima nell’8%. L’ereditarietà ha una bassa incidenza nelladigene si finanziato, non superareè2 valutato unità alcoliche. relativi ad attrezzature già realizzate essere con FUMO Il fumo di tabacco è responsabile di molte malattie tumorale e l’inquinamento ambientale contribuirebbe per il dalla nell’Ulss e per i relativi lavori di ade- attenzione Commissione regiogravi, un oltrecentesimo, i tumori, anche malattie cerebro-cardiovascolari 2-4%guamento (secondo leedilizio. stime dell’American Association fornale. Cancer Nemmeno quindi, (ictus, sprecato». infarto) e malattie respiratorie (enfisema, asma e bronResearch,2013). L’associazione di più fattori L’investimento maggiore riguar-determina rischiaundi essere copolmonite cronica ostruttiva). rischio elevato di sviluppare tumore. Nei tumori damolto peròpiù l’Ulss 6 Euganea. Allaunsanità Con la stessa delibera, la Giunta re- L’istituto americano Institute for Health Metrics andprogetti Evaluation ha calcolato che nel 2016 del distretto testavanno e collo6 i milioni fattori die rischio maggiorigionale sono il ha autorizzato padovana 857 mila altri 11 il consumo di tabacco sia stato responsabile di oltre 7 milioni fumo,euro, l’alcolche , papilloma virus.a Alcuni riferimenti serviranno copertura fi- per perquesti circa 13,5 milioni, che saranno di decessi in tutto il mondo (ovvero il 13% di tutte le persone fattorinanziaria di rischio per per iinvestimenti tumori della Testa e Collo. in conto ca- finanziati con un successivo provveALCOL le principali Internazionali di decedute) e sia stato causa di 23 milioni di anni vissuti con pitale Secondo anno 2019 in ediliziaAgenzie (3 milioni dimento. salute pubblica, l’alcol è una sostanza tossica e cancerogena, disabilità. Inoltre, ha calcolato che il fumo passivo sia stato
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responsabile di quasi 884mila decessi e di 3 milioni di anni vissuti con disabilità. In Italia sono attribuibili al fumo circa 93mila morti (cioè il 14% di tutte le persone decedute) e oggi il fumo di tabacco rappresenta la prima causa di perdita di anni di vita in buona salute. Il fumo di tabacco è riconosciuto essere fortemente associato ai tumori del polmone, a quelli del cavo orale e gola, faringe e laringe , esofago, pancreas, colon, vescica, prostata, rene, seno, ovaie e di alcuni tipi di leucemie. PAPILLOMA VIRUS Il papilloma virus è responsabile dei tumori della cervice uterina: dato già noto da molti anni e motivo per cui viene consigliata la vaccinazione contro il papilloma virus a tutte le ragazze. Nell’ultimo decennio è stato riscontrato un numero elevato di pazienti, di entrambi i sessi, con tumore innescato dal papilloma virus ed in particolare nel cavo orale e nell’orofaringe (palato , lingua, tonsilla, faringe fino alla laringe). L’infezione avviene per via sessuale e oggi viene consigliata la vaccinazione anche ai ragazzi maschi. Quasi 5.000 casi/anno sono attribuiti ad infezioni croniche di ceppi oncogeni del virus del Papilloma umano (HPV), in particolare i tumori della cervice uterina e una quota variabile di quelli di ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe e laringe. Altri fattori di rischio per alcuni tumori della testa e collo sono rappresentati dalla cattiva igiene orale e dall’insufficiente consumo di frutta e verdura. Alcune forme di tumore dei seni paranasali hanno una maggiore incidenza nei lavoratori del legno (falegnami, parquettisti). Consiglio medico • Smettere di fumare • Bere meno • Fare attività fisica • Perdere peso se sovrappeso o obesi • Partecipare agli sceening offerti dalle ASL e qualunque
dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale. «Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto a una normale sedia». Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio, come ha ricordato nel ringraziarlo il direttore generale: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto Soccorso; ma credo conti ancora di più il fatto che ci sentiamo più ricchi quanto a sostegno e attenzione: il signor Sorato rappresenta, con la sua opera di volontariato svolta all’Angelo, tutto quel mondo fatto di volontari e di associazioni che non si stanca di partecipare alla vita dell’Ospedale, e a cui va il nostro sincero ringraziamento”.
test per la diagnosi precoce dei tumori svolto anche fuori i programmi di screening organizzati. Quali sono i sintomi più frequenti e precoci che possono far sospettare l’insorgenza di un tumore nel distretto testa e collo? I sintomi che più comunemente rappresentano un segnale d’allarme per tali patologie sono il bruciore o il dolore in bocca, in associazione ad ulcerazioni o neoformazioni, a volte sanguinanti, che stentano a guarire. Altri sintomi comuni sono: abbassamento della voce (disfonia) che persiste per oltre due-tre settimane e talora difficoltà respiratoria o senso di “ingombro in gola”; dolore o difficoltà alla deglutizione con irradiazione ad un orecchio; tumefazioni del collo nelle regioni laterali (malattia dei linfonodi) o anteriori (ghiandola tiroide); emorragie nasali con ostruzione respiratoria o intenso mal di testa. In conclusione oggi la possibilità di guarigione sono alte, ma fondamentale diventa una diagnosi precoce in modo da diagnosticare il tumore se possibile nella fase iniziale e modificare gli stili di vita. La visita specialistica diventa necessaria nel caso dei sintomi sopra enunciati, se persistono per più settimane. Il ritardo diagnostico determina la necessità di terapie più aggressive e peggiora la prognosi. Dott. Francesco Lunghi Specialista in Otorinolaringoiatria Affidea - Delta Medica Monselice PD, Via Rialto, 12 - Tel. 0429 783000 www.deltamedica.affidea.it
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Appuntamenti
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Venice Fashion Week 2019 Dal 17 al 26 ottobre 2019
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filate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile a Venezia: un evento che si svolgerà dal 17 al 26 ottobre 2019. Arrivata alla sua 9^ edizione la manifestazione è un evento di cultura della moda rivolto a designer e marchi nazionali e internazionali che ha nel programma tra palazzi, hotel e boutique; sfilate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile, sartoriale, artigianale, etica e slow. Made in Italy e arte contemporanea, palazzi e atelier artigiani aperti con sfilate e mostre, giovani creativi, alto artigianato, moda sostenibile e ospiti internazionali: Venice Fashion Week è una manifestazione nata per promuovere il potenziale della città di Venezia e del Veneto come luogo produttivo, creativo e di ispirazione.
Padova, concerto Jethro Tull Gran teatro Geox
Venezia, grandi concerti
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l 3 novembre la mitica band dei Jethro Tull sarà al Gran teatro Geox. I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale. Hanno all’attivo più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street, quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il Jethro Tull 50 Anniversary Tour. Tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi nel progressive rock, l’immenso catalogo di opere dei Jethro Tull comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da This Was fino ai giorni nostri.
Teatro Toniolo
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enerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Toniolo di Venezia c’è Antonella Ruggiero in concerto con La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016 (Sony Music Classical), con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Antonella Ruggiero. Ancora al Teatro Toniolo, sabato 19 ottobre, alle 21, va in scena Francesco Renga, in concerto con L’altra metà tour. Qui è possibile acquistare i biglietti per il concerto di Francesco Renga. Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Sabato 2 novembre, al Teatro Goldoni di Venezia, ci sono Stefano Bollani e Chucho Valdés in concerto, nell’ambito del Venezia Jazz Festival Fall Edition. L’estro musicale e la fantasia versatile di Bollani e l’energia afro-cubana e il ritmo latino di Valdés danno vita a uno spettacolo musicale di fortissimo impatto. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés.
Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia In 260 città
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abato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna in 260 città il weekend dedicato alla bellezza. 700 luoghi del nostro Paeseinaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. Sarà l’occasione per visitare l’abbazia di Follina aperta sabato, 14:00 – 18:00 e domenica 10:00 – 12:30 / 14:00 – 18:30. O Il Lanificio Poletti, sempre a Folina. La mattina di domenica 13 ci sarà la possibilità di visitare il Lanificio con i macchinari in funzione, per poter meglio apprezzare questo magnifico esempio di manifattura tessile avente oltre duecento anni di storia, ancora oggi in funzione. Queste visite speciali saranno riservate agli iscritti FAI (per chi non lo fosse ci sarà la possibilità di iscriversi in loco). Partenza visite ore 10:00, 10:30, 11:00 e 11:30. Prenotazione obbligatoria. Alla fine di queste visite verrà offerto un buffet durante la pausa pranzo.
Rovigo, Il Giapponismo in Europa Palazzo Roverella
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a mostra è dedicata all’influenza che l’arte giapponese ha avuto sulla cultura figurativa europea tra Otto e Novecento. Quella del Giapponismo è stata una tendenza che ha influenzato le nuove generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Sono numerosi gli autori che si sono lasciati sedurre dalle composizioni grafiche, dalle linee e dai colori tipici dell’arte giapponese. Qualche esempio? Paul Gauguin, Herri de TouluseLautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha.
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore
Polpette di cuscus ai funghi
Crostata esotica
Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio 100 g di fiocchi di cereali a scelta 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.
Ingredienti: 300 g di cuscus - 200 g di funghi - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - una manciata di curry - 1 uovo - 1 C di parmigiano grattugiato - pane grattugiato q. b.
Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).
Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.
Preparazione: cuocere il cuscus come da ricetta base. A parte preparare i funghi, scolarli e farli cuocere in una pentola con un po’ d’olio e l’aglio schiacciato. Salare e, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Quando sia il cuscus, sia i funghi sono cotti, amalgamare il tutto, unire il curry, l’uovo, il parmigiano e formare delle polpette. Passarle quindi nel pane grattugiato e disporle in una placca da forno precedentemente oliata. Metterle in forno a dorare e servirle ben calde su fette di pane grigliato.
Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Dovrete alleggerire la tensione e investire le energie nel consolidare il vostro team. Preferite il lavoro di gruppo
Toro Sole, Venere e Mercurio vi daranno la carica giusta per raggiungere quegli obiettivi sul lavoro a cui tenete tanto
Ottobre Questo mese vi regala un tempo ancora mite e favorevole per passeggiate all’aria aperta e investimenti sul futuro molto proficui. Non temete nulla!
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Bilancia Sarete carichi e motivati, realizzerete molti dei desideri. Come quello di dare una svolta al rapporto sentimentale
Scorpione Anche se sentirete il bisogno di isolarvi per riflettere, ricordate che avete talento e risolverete le questioni professionali
Gemelli
Sagittario
Una storia sentimentale cominciata da poco subirà una fase di stallo. Meglio chiudere che trascinare ciò che non va
La luna piena vi regala istanti con il partner destinati a lasciare ricordi che porterete per sempre nel cuore
Cancro
Capricorno
Rinnovare i vostri spazi è un’esigenza. Date libero sfogo alla fantasia per renderli il più originale possibile
Arriva una svolta importante nella vita professionale. Gli eventi si susseguiranno rapidamente, cogliete l’opportunità
Leone
Acquario
Fate un po’ di vacanza perché da fine mese Urano vi porterà dei problemi e dovrete occuparvi di un parente
Riceverete una proposta molto importante sul piano del lavoro che potrebbe cambiare tutta la vita: attenzione
Vergine
Pesci
Sono in arrivo importanti novità sul piano finanziario, qualche sorpresa da far fruttare come si deve!
Le spese subiranno un’impennata e questo vi renderà ansiosi. State tranquilli, si tratterà di una situazione temporanea
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CORSO INTERAMENTE FINANZIATO DALLA REGIONE DEL VENETO
NUOVA DATA DI SELEZIONE: 07 NOVEMBRE 2019
DGR 851-852-853-854-855-856 DEL 6/2019 - DGR 1986 DEL 12/2016 –DGR 2029 DEL 12/2017 DGR 1799 del 27/11/2018 - DDR 42 del 14/01/2019 - DGR 762 del 04/06/2019
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