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Bassapadovana nov2016 n145

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NOVEMBRE 2016

Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 145 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD

Cultura p.17

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Sport p.18

Politica p.25

Salute p.29

on-line:

della Bassa Padovana SRL cell. 3395739186 · terry.battistella@gmail.com

MONSELICE

San Giacomo, accolto gruppo di migranti L’AFFARE DEI RIFIUTI

Ancora un rinvio per il voto del bilancio

L’altra faccia di Monselice triste biglietto da visita A due passi dal centro, in via Colombo, una parte del complesso Monselice Uno servizio a pag 6 deturpato dal degrado e dall’abbandono

ESTE, IL RITRATTO

Don Orlando: mezzo secolo di ministero VERSO IL VOTO

Referendum costituzionale, confronto acceso MONTAGNANA, IL CASO

Addio alla colonia di Tai di Cadore, è polemica attualità

Scuole venete: solo uno su tre antisismiche economia

400 milioni per la Tav, Pedemontana al palo Cultura

Francis Bacon alla Casa dei Carraresi

Referendum, “santificare” la Storia o riformare lo Stato? Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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on si tratta per niente di mandare a casa Renzi oppure no. Si tratta di cambiare una parte della Carta Costituzionale, pensata così com’è oggi dalle madri e dai padri “nobili” della nostra Repubblica, forse i parlamentari più saggi e onesti che abbiamo avuto dal ‘46 in poi. Certo, il 4 dicembre, con il Referendum Costituzionale il Premier si gioca tutto o quasi. Ma credo che la posta sia alta anche per noi cittadini e per il nostro futuro. segue a pag 3

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Facciamo il punto

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Referendum, “santificare” la Storia o riformare lo Stato? Germana Urbani >givemotions.it<

La Bassa muore di inquinamento: si inizia a parlarne C

omuni, enti di controllo e associazioni, tutte sedute intorx no a un tavolo per una linea comune e interventi decisi sul fronte ambientale. Lo scorso 31 ottobre si è riunito per la prima volta il Tavolo ambientale territoriale (Tat) voluto dal Comune di Este. Il Tat vuole rappresentare “uno strumento di confronto tra soggetti pubblici e privati sulle tematiche ambientali, allo scopo di trovare soluzioni condivise, protocolli d’intesa e operativi, al fine di salvaguardare l’ambiente, il territorio, la salute e l’incolumità dei cittadini”. Al Tat siedono i rappresentati dei Comuni di Baone, Ospedaletto Euganeo, Villa Estense, Cinto Euganeo, Lozzo Atestino, Arquà Petrarca, Monselice, Vighizzolo d’Este, Montagnana, Saletto, Pozzonovo, Solesino, Due Carrare, Battaglia Terme e San Pietro Viminario (altri Comuni presenzieranno alla prossima seduta), oltre ad enti come l’Arpav, il Consorzio di bonifica Adige Euganeo, il Genio Civile, il Parco Colli, il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 17, il Centro Veneto Servizi, l’Associazione Veneta Allevatori, l’Unione Provinciale Artigiani, Confindustria Padova ed Eurocoltivatori. Tra i principali argomenti che saranno analizzati dal Tat c’è sicuramente il Css, il combustibile solido secondario realizzato dalla lavorazione dei rifiuti che sarà utilizzato in cementeria a Monselice. Si parlerà poi di Pfas (i perfluoro alchilici che si trovano in alcuni corsi d’acqua del Montagnanese), di Registro dei Tumori, di sfalcio e pulizia degli alvei, degli argini delle piste ciclabili, di educazione ambientale e zootecnia.

Temi controversi per il territorio al tavolo voluto dal Comune di Este

Occorre, dunque, valutare bene i due atteggiamenti che si scontrano e si confrontano in questo periodo di campagna referendaria. Molta parte di chi voterà sì lo farà per il desiderio di riformare finalmente lo Stato o almeno col desiderio di provarci; allo stesso modo chi voterà no lo farà anche per conservare la Costituzione così com’è, quasi fosse sacra, perché frutto del lungo e ponderato lavoro delle madri e padri costituenti. Uno dei punti centrali della riforma che andremo a votare, riguarda la modifica dell’articolo 55 della Costituzione, ovvero la norma che definisce la composizione e il ruolo del Parlamento diviso tra Camera e Senato. Il “nuovo” articolo 55 previsto dalla Riforma si amplia, rispetto a com’è ora, affermando che le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ribadisce che ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione, è titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercita la funzione di indirizzo politico, legislativa e di controllo dell’operato del Governo. Da ultimo dice che Il Senato della repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri Enti costitutivi della Repubblica e spiega le nuove funzioni. Chi vota sì vede favorevolmente il fatto che si dia rappresentanza agli enti territoriali in Parlamento dando loro un potere diretto più forte di quello di cui godono oggi le Conferenze Stato-Regioni. Inoltre si esprime la parità di genere come principio costituzionale. Chi sostiene le ragioni del no pensa che, se un Senato rimane, deve essere eletto dai cittadini e il testo della riforma non specifica come saranno nominati i futuri senatori. Inoltre si tira in ballo il tempo e ci si chiede ma come possa fare un sindaco o un consigliere regionale a Sedere in Senato e a seguire ben l’Ente in cui è stato eletto. Credo che a noi cittadini sia richiesta serietà e che il nocciolo della questione si possa ridurre a: restiamo come siamo, ci va bene, o proviamo a cambiare qualcosa?

Nicola Cesaro >nicolacesaro84@gmail.com<

della Bassa Padovana

è un marchio registrato di proprietà Srl di

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Montagnana, Monselice, Este e Casale di Scodosia per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 7 Novembre 2016


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Monselice .

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La protesta In migliaia al corteo

Monselice mobilitata contro i Css Non si placa la polemica fra il Pd e la giunta Lunghi. Il sindaco: “Massimo impegno per le prescrizioni”

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onselice dice no ai Css. Il fronte contrario è sceso per le vie del centro per manifestare la propria contrarietà al progetto che prevede l’utilizzo del combustibile prodotto dai rifiuti. Il corteo No-Css promosso dal movimento civico “Cambiamo aria” ha visto la partecipazione di centinaia di persone (tremila secondo gli organizzatori). Al di là dei numeri sta di fatto che il corteo era davvero ben nutrito di gente comune, bambini e anche di sindaci. Tra i primi cittadini figuravano quelli di Pozzonovo, Antonio To-

dal 1979!

gnin, di Baone, Luciano Zampieri, di Carceri, Tiberio Businaro e di Ospedaletto, Giacomo Scapin. Non si placa nemmeno la polemica politica con il Partito Democratico che attacca l’assessore all’ambiente. “Invece di essere colei che difende gli interessi di questa città ha votato a favore del Css - hanno commentato dal Pd - L’assessore all’ambiente non ha sollevato la questione della sostanzialità della modifica richiesta dalla Cementizillo nonostante le minoranze nel consiglio comunale l’avessero chiesto con una mozione. Insomma l’asses-

Qui sopra l’assessore Giorgia Bedin, in alto la marcia di protesta

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sore Giorgia Bedin e il sindaco Francesco Lunghi non rappresentano più la comunità di Monselice e chiediamo che ne prendano atto ufficialmente facendo un passo indietro”. Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino. “Voglio ricordare ai consiglieri del Pd che la mozione è stata respinta e l’assessore Bedin si è impegnata al massimo rispettando pienamente le indicazioni conseguenti - ha affermato Lunghi - L’asses-

sore aveva l’incarico di chiedere 30 giorni di rinvio per discutere più a fondo sulle prescrizioni. Rinvio che sembrava certo dalla dichiarazione in Consiglio Comunale del Vicepresidente della Provincia. L’assessore Bedin ha votato a favore per quanto riguarda le prescrizioni ed ha ottenuto un grande risultato cosa che non è stato possibile evidenziare nell’ultimo consiglio data la grande confusione che si è verificata”. (e.m.)

Via i frati da San Giacomo arrivano i profughi

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ia i frati, dentro i profughi. Il convento di San Giacomo, gestito appunto dai Francescani, presenti nella città della Rocca da diversi secoli, ha chiuso i battenti per colpa della crisi. Non quella economica, ma quella delle vocazioni. Nonostante questo, i locali dell’ormai ex convento, non sono rimasti sguarniti a lungo. Al posto dei frati sono arrivati 11 profughi espulsi da Ecofficina nel dicembre del 2015, che nei giorni scorsi avevano dovuto lasciare anche i locali dell’ex Pretura. Uno “scambio” che ovviamente non è passato indenne dalle polemiche del quartiere: in fianco alla chiesa c’è pure il parco Buzzaccarini, guarda caso chiamato boschetto dei frati. Al parco si trovano decine di mamme con i loro figli che già in passato avevano sollevato perplessità sulla sicurezza dei bambini. Comunque sia, gli 11 profughi hanno avuto questa nuova sistemazione grazie all’interessamento della parrocchia del Duomo e della Caritas. I locali dell’ex Pretura avevano bisogno di lavori urgenti e non erano più adatti ad ospitare i profughi. Come minimo si rendeva necessario un intervento alla copertura dell’edificio e vista la ristrettezza economica delle casse comunali non sarebbe stato possibile intervenire. Pertanto, visto l’arrivo repentino dell’inverno, si è deciso per una diversa sistemazione. Le loro occupazioni quotidiane comunque non cambieranno: durante la giornata frequenteranno la terza media alla Guinizelli per poi fermarsi nel vicino patronato. (e.m.)


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Cambiare ... Trucco Con l’arrivo dell’autunno cambia anche il Make Up.

Due stili in particolare fanno da linee guida per la stagione. Da un lato troviamo una rivisitazione dello STILE ANNI ’80, per una donna che non vuole passare inosservata. Occhi fantasiosi con l’uso di Ombretti accesi come, ad esempio, il verde smeraldo, il fucsia, il blu cobalto concessi anche sulla palpebra inferiore. Il rossetto sarà metallico. Le sopracciglia sono rigorosamente scure spesse e ben de�inite. Dall’altro lato un TRUCCO NATURALE per una donna apparentemente acqua e sapone, effetto bambola di porcellana, ma consapevole della propria bellezza. La pelle è chiara naturale e luminosa, sulle guance un tocco deciso di blush che faccia contrasto. Sulle labbra rossetti accesi nei toni del rosso. Negli occhi colori naturali in armonia con il resto del viso. TUTTO È IN LUCE. L&c non solo Parrucchieri per il make up in salone utilizza KRIPA, un’azienda all’avanguardia attenta ad ogni singolo ingrediente contenuto nei sui prodotti. Ogni prodotto KRIPA non è un semplice oggetto di bellezza, ma la sintesi di un progetto rivoluzionario. I formulatori KRIPA, in collaborazione con un team di esperti ricercatori, hanno affrontato un terreno inesplorato nel makeup. Infatti, dopo anni di ricerche e di test, hanno selezionato gli ingredienti di origine vegetale e le materie prime più pure e performanti in grado di garantire prestazioni elevatissime e di soddisfare le aspettative più esigenti. KRIPA, una linea completa, assolutamente innovativa: prestazioni e purezza, bellezza e benessere, �inalmente insieme.

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Monselice .

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Il sopralluogo Intorno al complesso mai ultimato di Monselice Uno

Abbandono e degrado: situazione fuori controllo in via Colombo D

ovrebbe essere l’esempio rifiuto. Tanto ormai lo sanno tutdell’economia che riparte, ti: “al lunedì passano gli spazzini ma per il momento rappresenta e puliscono” racconta un operaio solo fallimenti, degrado e crimi- con l’accento dell’est. A guardare nalità. Stiamo parlando del trat- bene si trova di tutto: lattine di to di Sr 10 che prende il nome di birra, bottiglie di alcolici, ma anvia Colombo dove, tra i cantieri che scarti alimentari e pannolini attivi, si nascondono situazioni per bambini e adulti. di completo abbandono. La geAutogestione consolidata. Il nesi di tutti i mali resta Monse- degrado ormai è talmente una lice Uno, il complesso formato prassi da aver convinto gli autisti da due torri, mai terminato e ad- di Busitalia a parcheggiare i loro dirittura fallito. Per metà ospita mezzi vicino alle roulotte in una il Cvs, mentre l’altra metà è ab- zona defilata. Sosta autorizzata bandonata a se stessa tanto da o no, almeno l’area abbandonata diventare terra di nessuno. viene utilizzata. Nascosto dalle Abbandono e degrado. Per corriere si trova anche un canrendersene conto basterebbe cello provvisorio, ovviamente dipassare in auto. Il parcheggio velto, che permette a chiunque prospicente la torre inutilizzata è di entrare nella zona della torre diventata la casa di abbandonata. Non In tutta la zona s e r v e n e m m e n o due famiglie rom. Sono circa una agire furtivamente vengono ventina gli occuperchè l’incuria e abbandonati panti tra bambini e l’erba alta coprono rifiuti e ci sono perfettamente la viadulti. Alcuni stazionano nei vicini suale dalla strada. anche supermercati (Lidl Fuori controllo. problemi e e Ide8) chiedenLa situazione perdo di riportare il dura ormai da mesi di sicurezza carrello tenendosi senza che le forze l’euro come dazio. Mamme e an- dell’ordine muovano un dito. ziani non possono far altro che Peccato che poco più avanti ci sia dire di sì, intimoriti da quello che molto spesso la pattuglia della potrebbe succedergli. A nulla è polizia intenta a fermare gli autoservita la guardia armata assolmobilisti diretti al nuovo ospedadata dal Lidl che ogni tanto tenta le di Schiavonia. Un vero peccato di scoraggiare l’elemosina. Nei considerato che il Comune ha giorni di bucato, la biancheria perso circa 700 mila euro dall’afdelle famiglie rom è diligente- fare Monselice Uno ormai ridotmente stesa nelle transenne che to a ricettacolo di insicurezza. delimitano il parcheggio, esatta- Altrettanto spiacevole se si pensa mente a 5 metri dall’ingresso del che via Colombo è uno degli inCvs dove ogni giorni decine di gressi alla città e dovrebbe rapcittadini si recano per delle pra- presentare la ripartenza dopo la tiche amministrative. crisi economica. Una ripartenza, Rifiuti abbandonati. Ancor è il caso di dirlo, col freno a mano peggiore la situazione rifiuti. tirato. L’area è diventata una discariEmanuele Masiero ca a cielo aperto e ogni albero è >masieroemanuele@gmail.com< buono per buttarci ogni tipo di

Sicurezza e sorveglianza: c’è ancora tanto da fare per scongiurare i furti

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ituazione sicurezza a Monselice? C’è ancora molto da fare. A poco sono valse le nuove telecamere installate nelle scorse settimane. Vandali e ladri si sono letteralmente scatenati noncuranti degli occhi elettronici sparsi nel territorio comunale. Abbigliamento, gioielli e attrezzature sono stati i bottini più gettonati. Un blitz durato un weekend: un lasso temporale stretto forse studiato a tavolino per evitare di dare il tempo alle forze dell’ordine di riorganizzarsi. Numerose le vie coinvolte a Monselice, ma anche nei Comuni limitrofi di Baone e Arquà Petrarca. In via Cuora a San Cosma i ladri si sono introdotti in un’abitazione da una finestra rubando capi d’abbiglia-

mento e gioielli. In un’altra casa invece è bastato utilizzare una porta ancora aperta del garage. Non si tratta quindi di grandi azioni criminose, ma di una criminalità che cerca di accaparrarsi tutto quello che può avere un valore colpendo interi quartieri. Una situazione che rappresenta una vera e propria bomba a orologeria: nei casi in cui i malviventi si trovano a tu per tu con i residenti delle abitazioni l’epilogo è a dir poco violento. E’ sufficiente ricordare il tragico furto avvenuto a Marendole qualche mese fa con i due anziani coniugi pestati a sangue per una refurtiva di pochissimo conto. (e.m.).

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Monselice .

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Bilancio Padova Tre ennesimo rinvio del voto

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Restano le incertezze, l’assemblea dei sindaci non ha ancora raggiunto un accordo per sbloccare la situazione

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e la partita del Centro Veneto Servizi è apparentemente chiusa, quella del settore rifiuti è ancora più che mai aperta. Dopo l’ennesimo rinvio dell’assemblea del Consorzio Padova Sud, è chiaro che la politica non ha ancora raggiunto un accordo. L’assemblea dei sindaci doveva infatti approvare il bilancio del Consorzio che ha in capo la gestione dei rifiuti in 52 comuni. Un rinvio deciso praticamente da tutti i primi cittadini che vogliono essere sicuri di votare una rappresentazione veritieri della situazione economica e patrimoniale. Il nuovo progetto di bilancio di Padova Tre Srl riporta infatti una perdita rilevante che non può essere tralasciata nella formazione del bilancio del Consorzio. “Ora

che si sta facendo un po’ di chiarezza ritengo sia opportuno vedere prima approvato il bilancio di Padova Tre - ha commentato Chiara Brazzo, sindaco di Candiana - per questo, insieme ad altri colleghi sindaci, abbiamo chiesto al Presidente del Consorzio di spostare l’assemblea. Uno slittamento in avanti che però sarà limitato a vedere approvato il bilancio di Padova Tre per recepirlo in quello del Consorzio”. Sulla stessa linea anche la sindaca di Montagnana. “La situazione è delicata e richiede massima trasparenza e conoscenza approfondita - ha spiegato Loredana Borghesan, - abbiamo avuto finalmente l’occasione di capire le poste del bilancio del Consorzio”. Più caustico Mauro Fecchio.

Borghesan, sindaco di Montagnana: “La situazione è delicata e richiede massima trasparenza e conoscenza approfondita”

Anche a

Monselice ed Este è arrivata la Fibra!

Controlli anti abusivismo e accattonaggio

“Ben venga il rinvio dell’assemblea per fugare ogni dubbio - ha commentato Mauro Fecchio, primo cittadino di Correzzola - quando il bilancio sarà approvato ognuno farà le proprie valutazioni, ma prima devono essere chiare le cause che hanno portato a questa situazione. Pertanto attendiamo pure il tempo tecnico per recepire il bilancio di Padova Tre”.

a recente Fiera dei Santi, è stata l’occasione per presentare il piano di sicurezza comunale completamente aggiornato. Una piccola rivoluzione che garantisce la sicurezza delle manifestazioni delineando ogni più piccolo dettaglio. Un provvedimento arrivato in concomitanza del piano strategico per contrastare episodi di microcriminalità come furti, abusivismo e accattonaggio. Il piano ha previsto il pattugliamento massiccio della zona Fiera da parte dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, degli agenti della polizia municipale e pure delle associazioni dei carabinieri in congedo. Inoltre farà il suo debutto il comitato Monselice dice no, formato da normali cittadini che avranno il compito di segnalare tempestivamente i venditori abusivi. Il comitato controllera anche le altre manifestazioni e il mercato. (e.m.)


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Este .

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L’intervista Ha avviato la comunità di S. Girolamo

La missione di Don Orlando, mezzo secolo di servizio a Este Ha 82 anni, è sacerdote da 55 e vive a Este da quasi 50. Don Orlando Zampieri non è solo il primo (e, finora, unico) pastore della parrocchia di San Girolamo. E’ anche un prezioso testimone dei cambiamenti sociali e culturali che nel tempo hanno attraversato la realtà atestina. “Ho iniziato come cappellano a Villafranca. Poi sono arrivato a Este, dove per otto anni ho prestato servizio presso il Duomo”. Nel 1975 il vescovo di Padova decide di dividere la parrocchia. Nasce così una nuova comunità, quella di San Girolamo. A guidarla è chiamato don Orlando. “All’epo-

sportiva, solidale. Mi hanno chiesto varie volte di trasferirmi, ma io ho sempre voluto restare”. E l’anziano prelato vi rimarrà anche adesso che è ufficialmente in pensione:. L’ultimo pensiero è dedicato ai giovani. “Sono arri-

vato qui durante le contestazioni degli anni Sessanta, quando gli studenti occupavano il liceo. Negli anni Novanta abbiamo temuto che la droga dilagasse anche tra i nostri ragazzi, ma fortunatamente non è successo. Oggi le

nuove generazioni sono confuse e insoddisfatte, eppure continuano a credere nella famiglia, nella scuola e nello sport. Sarà che sono ottimista di natura, ma guardo al futuro con fiducia”. Davide Permunian

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Aristide Bergamasco premio speciale della critica con il suo “Contagio” Non smette di far parlare di sé l’ultimo thriller dello scrittore atestino Aristide Bergamasco, fresco vincitore del premio speciale della critica al concorso letterario internazionale “Locanda del Doge”. “Contagio”, edito da Leone, racconta di un pericoloso virus che minaccia la sopravvivenza del mondo. Il compito di evitare il peggio è nelle mani della biologa Rebecca de Cardinale e del fidanzato Alessandro Vinci, ex agente speciale. “Il romanzo mescola elementi storici e scientifici, sui quali mi sono attentamente documentato, con altri frutto di fantasia”

CARRARE SPURGHI di

La chiesa di Meggiaro dove don Orlando celebra da oltre quarant’anni

ca c’erano solo i muri della chiesa: il resto, la canonica, il catechismo, era tutto da costruire. La gente, però, ha risposto con grande generosità”. La parrocchia ha ricevuto negli anni visite illustri: cardinali, ma anche uomini di Stato come il Presidente Scalfaro, accolto nel 1999 per inaugurare una via dedicata all’insigne latinista Ezio Franceschini. Quanto a Este, don Orlando la descrive così. “Una città orgogliosa del proprio passato, colta, religiosa,

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spiega Bergamasco. “I miei protagonisti sono persone comuni che si trovano coinvolte in eventi più grandi di loro”. La vicenda è ambientata in alcune città dell’Italia e dell’Europa di oggi. “Finora una vera Apocalisse non c’è stata perché le varie calamità, non si sono mai verificate tutte insieme. L’opera ruota proprio su questo e cerca di porre al lettore alcune domande”. (d.p.)


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Este .

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Parco Colli, interrogativi sul futuro Stagione scoppiettante e vivace dibattito sulla proposta di ridurre i confini per permettere la caccia al cinghiale, intanto c’è un progetto di legge per affrontare l’ermergenza con risorse e nuove forze in campo

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n piano per ridurre il Parco, un progetto di legge per incrementare le attività di contenimento dei cinghiali, nuove risorse per alimentare questo percorso. E’ stato un mese scoppiettante quello del Parco Colli, realtà affidata al commissario Enrico Specchio e sempre più alle prese con il dilagare dei cinghiali su tutto il territorio protetto. Un progetto di legge sponsorizzato dalla giunta regionale e le promesse fatte proprio da Specchio ai quindici sindaci dei Colli Euganei confermano la volontà di affrontare finalmente di petto questa annosa realtà. Specchio, a nome della Regione, si è innanzitutto impegnato a stabilizzare e incrementare la squadra faunistica, che ha il suo nucleo fondamentale nei sei dipendenti fissi del Parco. A questi si affiancano i quasi cinquanta selecontrollori formati negli anni: di questi, tuttavia, sono solo una trentina quelli attivi.

A breve dovrebbe partire il corso per formare altri 25 selecontrollori, con una novità: saranno ammessi tutti i residenti dei Comuni afferenti al Parco, e non solo quelli che effettivamente vivono nei confini del territorio protetto. La volontà è quella di raddoppiare le squadre in giro ogni notte e di dotarsi anche di un nuovo carro-frigo: non ci sarà più un solo mezzo a girare per il Parco perdendo tempo e risorse. Fondamentale sarà poi la convenzione con la Provincia di Padova per distaccamento di due agenti nel Parco: senza figure di coordinamento, infatti, i selecontrollori non possono agire. La Regione Veneto, poi, ha già versato 80 mila euro al Parco e ha promesso di stanziare altri 85 mila euro entro pochi giorni. Ancora pochi (servono almeno 200 mila euro all’anno per regolamentare seriamente l’attività) ma quanto basta per ripartire seriamente. E a proposito di caccia ai cin-

Marinelli presenta “Re Lear” Si aprirà il 23 novembre la nuova stagione teatrale del Comune di Este, anche quest’anno ricca di proposte. Si parte con il talento di casa Giancarlo Marinelli, che porta a Este il “Re Lear” di William Shakespeare: sul palco ci saranno nomi come quello di Giuseppe Pambieri o dell’astro nascente Stella Egitto. La rassegna si chiuderà a fine marzo..

A Schiavonia la “culla per la vita” per accogliere i neonati La “Culla per la Vita” diventa realtà. Partirà questo mese l’intervento per realizzare lo spazio destinato a salvaguardare l’incolumità dei neonati che dovessero essere abbandonati da chi, non in grado di affrontare la crescita di un figlio, ha paura di rivolgersi al personale sanitario. La “Culla della Vita” sarà costruita negli spazi dell’ospedale “Madre Teresa” di Schiavonia per iniziativa dell’Usl 17 e di un pool di associazioni del territorio. Sarà pronta entro febbraio e permetterà di dare un futuro ai neonati.

Alloggi popolari, si cambia Anzianità di residenza, i punti per le graduatorie degli alloggi popolari da assegnare in città raddoppiano. L’amministrazione comunale ha voluto investire sull’anzianità di residenza, destinando 8 e 6 punti ai cittadini che vivono a Este da 25 e 20 anni. Il Comune, infatti, ha a disposizione un “pacchetto” di 8 punti totali da assegnare a proprio piacere, al di là dei regolamenti regionali. La città vanta 273 alloggi Erp, 200 Ater e altri 33 alloggi non Erp..

Cinghiali in pieno giorno fra i vigneti, ormai non sono più una novità

ghiali, una proposta mirata ad allargare questa attività anche ai cacciatori pare essere quella del consigliere regionale Sergio Berlato, che ha proposto un disegno di legge di riduzione dei confini del Parco: la diffidenza iniziale degli amministratori locali è in

parte venuta meno considerando che l’utilizzo di cacciatori rimarrebbe comunque soggetto al controllo di Parco e Regione, anche nelle zone slegate dai vincoli di area protetta. NIcola Cesaro

>nicolacesaro84@gmail.com<

La memoria dei Colli Euganei Danilo Montin ha raccolto nel suo ultimo libro storie e leggende di un territorio. Vecchie storie, antiche leggende, canzoni e tradizioni del territorio. Le ha raccolte nel suo ultimo libro Danilo Montin, pensionato di Este, da sempre grande appassionato della materia e finalista al Premio Nazionale Opere in Dialetto 2014. “I Colli Euganei nella memoria”, edito da Proget Edizioni, è stato pubblicato nel settembre 2015, patrocinato dall’ente Parco. La prima parte rievoca la realtà culturale e sociale dei Colli dell’Ottocento e del Novecento: costumi e usanze, professioni, giochi, fidanzamenti e matrimoni. La seconda parte, cuore dell’opera, racconta invece le tante storie e leggende tramandate nel tempo. Particolarmente curiose sono le pagine riservate ad alcuni personaggi caratteristici, come “El matto de Baon” e il maestro Dino Durante, ma vanno segnalati anche i brani dedicati al filosofo Pietro d’Abano, alla soldatessa garibaldina Antonia Masanello, alla principessa Beatrice e al brigante Giovanni Stella. Montin descrive poi alcuni episodi realmente accaduti come il soggiorno di re Vittorio Emanuele III presso la Villa di Lispida a Monselice durante la Grande Guerra e l’eccidio di Vallerega del 1944. L’ultima sezione riporta infine le canzoni che gli abitanti dei quindici Comuni dei Colli erano soliti intonare nelle feste paesane o in altri momenti di svago. Il libro, scritto in uno stile semplice e informale, è corredato da una novantina di fotografie in

Danilo Montin mostra il suo ultimo libro dedicato alla sua terra

bianco e nero, alcune delle quali risalgono ai primi anni del secolo scorso. Con i “I Colli Euganei nella memoria” l’autore apre una preziosa finestra su un passato, il nostro, che troppo facilmente tendiamo a dimenticare. Davide Permunian


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Este .

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Referendum costituzionale il confronto si fa sempre più acceso Fra gli esponenti locali si schierano per il sì Piva, Ivis, Vanni, Fusaro e Zaramella. Contrari Bazzarello, Andreose, Camera, Bentani e Bernardinello

sogno di stravolgere la Costituzione”. Il consigliere comunale di Solesino Elvy Bentani ha elencato sul suo profilo Facebook dieci motivi per osteggiare “una falsa riforma che limita gli spazi di democrazia”. E’ infine contrario il sindaco di Castelbaldo Riccardo Bernardinello: “Non mi piace il nuovo Senato e ritengo che i costi della politica si possano tagliare in altri modi. Questa battaglia serve solo a spaccare il Paese”.

E

’ aperto nella Bassa padovana il dibattito sul referendum costituzionale del 4 dicembre. Tra gli alfieri della riforma c’è Giancarlo Piva (Pd), che ha aderito al comitato “Basta un sì” istituito nell’estense. “Possiamo ridurre i costi della politica, abolire Cnel e Province, semplificare il processo legislativo. Una proposta simile era compresa nel programma del primo Governo Prodi”. D’accordo Vittorio Ivis, segretario del Pd di Monselice. “Questa è grossomodo la riforma che tutte le forze moderate negli ultimi decenni hanno cercato di realizzare”. Positivo anche il parere del sindaco di Vighizzolo Andrea Vanni. “Un ammodernamento della Carta costituzionale che permetta di dare risposte più tempestive ed efficaci ai cittadini, pur tenendo ben saldi i principi fondamentali, è necessario”. Per Damiano Fusaro, consigliere comunale di Granze, “si tratta di un primo passo per snellire la macchina amministrativa”. Voterà sì pure il tosiano Carlo Zaramella: “Non possiamo permetterci altri dieci anni senza cambiare nulla. Già solo il superamento del bicameralismo paritario dovrebbe togliere ogni dubbio”. Variegato il fronte del no. “La Costituzione è di tutti, deve unire e non dividere: Renzi invece per questa riforma non ha nemmeno l’appoggio di tutto il suo partito” spiega Roberto Bazzarello, responsabile organizzazione comitati per il no Forza Italia Veneto. “Una delle due camere non verrebbe più eletta dai cittadini e nulla si fa per eliminare le Regioni a statuto speciale”. Per il no anche Beatrice Andreose (L’Altra Este) che, tra le altre cose, punta il dito contro l’eccessivo rafforzamento dell’Esecutivo e l’aumento del numero di firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. Secondo Marco Camera (M5S) “il Parlamento in passato ha dimostrato che, se c’è la volontà politica, le leggi si possono approvare in tempi brevi senza bi-

Si avvicina l’appuntamento con il voto referendario del 4 dicembre e si moltiplicano le prese di posizione sulla riforma costituzionale

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“Terra e storia” E’ uscito il nuovo numero di “Terra e Storia”, rivista di storia e cultura locale. La rivista pubblica un ricordo del professor Aldo Prosdocimi, docente di Glottologia all’Università di Padova, recentemente scomparso. Liviana Gazzetta traccia un profilo della contessa Ada Dolfin Boldù a cui è intitolata la biblioteca comunale. (n.c.)


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Montagnana .

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Colonia di Tai, addio tra le polemiche La storica casa vacanze, ormai inagibile, sarà demolita per la costruzione di un tunnel, il sindaco ha preso contatti con il Comune di Pieve di Cadore. Le opposizioni: “In sei anni perse delle ottime occasioni” Alcune immagini del campiscuola alla colonia di Tai di Cadore

A

ddio alla colonia di Tai di Cadore. La casa-vacanza che il Comune di Montagnana possiede nella frazione di Pieve di Cadore verrà quasi sicuramente demolita. Se ne va dunque un pezzo di storia cittadina: qui intere generazioni montagnanesi hanno lasciato ricordi, aneddoti ed emozioni. “In maniera informale abbiamo incontrato il vicesindaco di Pieve di Cadore e un consulente comunale - conferma il sindaco Loredana Borghesan - Nell’ambito dei finanziamenti per i mondiali di sci alpino che si terranno a Cortina nel 2021, l’Anas ha pensato ad una nuova viabilità per quella zona. In particolare sarà realizzato un tunnel per togliere il traffico dal centro abitato di Tai e l’uscita di questa nuova infrastruttura dà proprio sulla nostra colonia, che dunque sarà demolita. Non c’è alcun accordo

Non è ancora chiaro se Montagnana avrà un indennizzo oppure riceverà altra cubatura all’interno del territorio comunale

con il Comune di Pieve e non abbiamo ancora alcun atto ufficiale. Non sappiamo se otterremo un indennizzo o se il Comune ci concederà altra cubatura all’interno del territorio comunale. Sappiamo però che quella struttura era inagibile, che ci costava 5 mila euro di imposte all’anno e che per rimetterla in sesto sa-

rebbero serviti almeno 2 milioni di euro, con l’aggravante che ora con quel tunnel a pochi metri la situazione non è nemmeno più appetibile”. Negli anni numerose idee sono state messe sul tavolo per recuperare quell’immobile: nel 2011 il Comune di Pieve voleva realizzarci una nuova casa di riposo,

destinando a Montagnana alcuni posti di diritto. Nei mesi scorsi, invece, un imprenditore atestino aveva avanzato la volontà di acquisire l’intera cubatura. Intenzione che resta, in realtà, ma ovviamente con un prezzo decisamente ridimensionato. Il nulla di fatto e la recente evoluzione ha creato malumori nella minoranza consigliare di Montagnana, che attacca così la Borghesan: “Denunciamo innanzitutto l’incapacità del sindaco di trovare una soluzione: in sei anni si è fatta sfuggire delle ottime occasioni, se non altro per monetizzare quella proprietà. Dispiace inoltre che la notizia della demolizione e di ipotetici accordi tra Comuni arrivi da un articolo di giornale, il quotidiano locale di Belluno. Perché la Borghesan non ha informato il consiglio comunale e la cittadinanza, che tanto ha a cuore quella struttura?”. (n.c.)

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ecine di milioni di euro per le imprese agricole con i nuovi bandi del Piano di Sviluppo Rurale del Veneto e ormai di prossima apertura. Sono rivolti agli investimenti delle aziende agricole e rappresentano una nuova opportunità per le imprese agricole, da conoscere nel dettaglio con l’aiuto di alcuni tecnici esperti. A questo si somma il bando dell’Inail per l’acquisto di trattori e attrezzature agricole che prevede 3,4 milioni di euro per il Veneto. Prospettive da realizzare per costruire un futuro per il settore primario, delle quali si è parlato su iniziativa di Coldiretti Padova in occasione di “Montagnanese in Fiera”. Manuel Benincà, responsabile tecnico di Coldiretti Veneto, ha illustrato le opportunità di sviluppo per le aziende agricole con il Piano di Sviluppo Rurale mentre Marilena Roghel, responsabile Psr di Coldiretti Padova, è entrata nel dettaglio con valutazioni tecniche dei bandi Psr e Inail. Dopo il dibattito moderato da Giovanni Pasquali a tirare le conclusioni ci ha pensato Federico Miotto, presidente di Coldiretti PadovaLe iniziative di Coldiretti Padova. “Abbiamo centinaia di giovani imprenditori che con coraggio stanno costruendo una nuova generazione per l’agricoltura, è opportuno conoscere gli strumenti a disposizione”.


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CONSIGLI UTILI: Qual è il periodo migliore per imbiancare casa? Non è assolutamente vero che non si può imbiancare casa in inverno. Fuori fa freddo, non si possono aprire le finestre per far cambiare aria e il riscaldamento è ormai acceso e quindi si preferisce rinnovare i locali al cominciar della primavera. Tutto questo può essere vero se si affronta la tinteggiatura o la ritinteggiatura dei propri locali con prodotti tradizionali. Ma oggi esistono prodotti innovativi. Di fatto esistono pitture definite “auto pulenti”, in grado cioé di non far aderire lo sporco ai muri (polvere, nero dei termosifoni). Esistono anche le pitture che sanificano dagli acari e ne impediscono la loro proliferazione, ideali prima di un inverno dove la casa è quasi sempre chiusa e non c’è un gran ricambio d’aria. Parlando poi delle pitture in grado di ionizzare l’aria, Bene… Quindi non chiudiamoci nelle nostre case, che magari necessitano di una rinfrescata, aspettando la bella stagione perché l’inverno può essere un buon momento. Senza tralasciare l’aspetto forse più importante della faccenda. D’inverno l’imbianchino è sicuramente più libero, e può praticare un abbassamento dei prezzi, o sconti maggiori con più tranquillità.

Muffa sui muri e sulle pareti di casa? Ecco cosa fare per eliminarla La presenza di muffa sui muri e sulle pareti di casa, oltre che anti estetica, può avere effetti negativi sulla salute degli abitanti, tanto da essere anche motivo di contenziosi tra acquirenti o in caso di locazioni. Uno dei rimedi più conosciuti contro le muffe che si formano sulle pareti di casa è quello rappresentato da una miscela di acqua e aceto di vino bianco. Indicativamente il mix va preparato in una tazza di medie dimensioni piena d’acqua calda a cui vanno aggiunti due cucchiai di aceto. La miscela deve essere poi utilizzata sulla superficie da trattare con un panno pulito. Può essere utile utilizzare anche uno spazzolino bagnato con la soluzione per arrivare negli interstizi tra soffitto e parete. Una volta terminata l’operazione, attendere almeno un quarto d’ora prima di risciacquare e asciugare. A prescindere dal rimedio che si è deciso di utilizzare per eliminare la muffa sui muri per mantenere più a lungo l’integrità della parete vale la pena utilizzare delle pitture apposite trattate con sostanze fungicide e antimuffa.


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Montagnana .

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Ambiente La Regione sta effettuando una serie di campionamenti

Pfas, al via il monitoraggio su prodotti agricoli e pozzi

Spettacoli e cultura al teatro “Bellini”

S

A Montagnana il sindaco invita i proprietari di pozzi usati a fini irrigui e alimentari ad effettuare le opportune analisi per fugare ogni dubbio su rischio inquinamento

i riconferma di primo livello la proposta teatrale del Bellini. Anche stavolta il teatro montagnanese porta in città nomi di qualità e spettacoli di spessore. Si parte il 13 gennaio con “Note da Oscar” della Rimbaband, irriverente gruppo pugliese di “suonatori e sognatori” formato da Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Vittorio Bruno, Nicolò Pantaleo e Francesco Pagliarulo. “Note da Oscar” vuole essere un grande atto d’amore per il cinema, in pieno stile comico Rimbamband, tra teatro di figura, mimo, e la straordinaria capacità di giocare con qualsiasi strumento musicale. Il 27 gennaio arriva il comico del momento, Andrea Baccan in arte Pucci, con “In… tolleranza zero”: racconto ironico della fatica di vivere di chi, a 50 anni, si trova ad interagire con nuove e incomprensibili mode, con la scuola della figlia e le devastanti e dispendiose attività extrascolastiche senza tralasciare gli acciacchi del mezzo secolo che si porta sulle spalle. Il 3 febbraio sul palco saliranno invece Gaia De Laurentis e Ugo

5 Ovest Vicentino, 6 Vicenza, 20 Verona, 21 Legnago e anche della nostra Usl 17. L’unico Comune considerato, in realtà, è quello di Montagnana. Il prelievo di frutta di stagione è solo il primo atto di un “Piano di Monitoraggio degli Alimenti” che nella sua versione complessiva e definitiva sarà presentato a breve. I campionamenti per l’uva da vino saranno effettuati, oltre che a Montagnana, in aziende agricole dei Comuni di Albaredo d’Adige, Alonte, Arcole, Brendola, Cologna Veneta, Legnago, Lonigo, Pressana, Roveredo, Sarego, Terrazzo e Zimella. Dunque anche molto vicini al nostro territorio. Le mele da tavola saranno “campionate” nei Comuni di Albaredo d’Adige, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Legnago, Minerbe, Montagnana, Noventa Vicentina, Terrazzo. I campioni sulle pere da tavola saranno infine effettuati nei Comuni di Albaredo d’Adige, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Legnago, Lonigo, Minerbe, Pressana, Roveredo, Terrazzo. I campionamenti saranno in tutto 183. Lo scopo è quello di valutare la presenza di perfluoro alchilici (i Pfas appunto) in queste colture. Solo qualche tempo fa il vicesindaco

Dighero con “L’inquilina del piano di sopra”. Il 10 febbraio tocca al “Velodimaya” di Natalino Balasso. E ancora: il 24 febbraio in programma c’è “Viaggiando con noi” con Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Luigi Campisi. E’ invece doppio l’appuntamento con Raoul Bova e Chiara Francini, che l’1 e il 2 marzo saranno a Montagnana con “Due”, viaggio nel futuro di una coppia tra evocazioni e suggestioni. Gli ultimi due appuntamenti sono per il 16 e il 24 marzo: nella prima serata la scena è di Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia e al loro “Serial killer per signora – Il musical”, mentre nell’ultima data arriva l’Evolution Dance Theatre con “Black and light”. (n.c.)

P

fas e inquinamento, la campagna di monitoraggio entra nel vivo. La Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria della Regione Veneto, in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, ha deciso di dare avvio immediato ad una serie di campionamenti per verificare la presenza di Pfas nelle produzioni agricole di uva, pere e mele del territorio regionale interessato da possibili contaminazioni. I territori a rischio sono quelli delle Usl

e assessore all’Ambiente, Beniamino Veronese, aveva riacceso l’attenzione sulla presenza di Pfas nell’acqua che serve la città murata. L’amministratore ha denunciato il numero esiguo di controlli che i privati hanno effettuato nei pozzi sparsi in città, come aveva richiesto un’ordinanza emessa oltre un anno fa: “Dall’ordinanza del febbraio 2015 solo due pozzi sono stati censiti e i valori Pfas per entrambi risultano superiori ai limiti previsti come obiettivo dall’I-

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Finora pochi i controlli ai pozzi nella Bassa Padovana

stituto Superiore della Sanità”. I dati non sono stati resi noti ma si parla di valori tre volte oltre il limite. Per questo il Comune ha rilanciato l’esigenza di monitorare la situazione pubblicando un nuovo avviso nella homepage del sito istituzionale: il sindaco Loredana Borghesan, nel documento, ha chiesto ai cittadini che utilizzano pozzi a fini alimentari e irrigui di denunciare l’esistenza degli stessi e di effettuare opportune analisi.. Nicola Cesaro

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Ospedaletto •

Questione pollina, rassicurazioni dai costruttori

Santuario del Tresto due anni di restauro L

a Fiera del Tresto ha sancito l’avvio ufficiale dei lavori di restauro del santuario della Madonna del Tresto. Il cantiere, aperto il 30 settembre, andrà avanti fino a marzo 2018. Il restauro del santuario sarà di tipo conservativo e richiederà una spesa di un milione di euro: 640 mila arriveranno dalla Regione, 120 mila dalla Cei e 240 mila dalla parrocchia. L’intervento ha radici lontane, visto che la campagna di rilievi per valutare le condizioni del santuario sono partite nel 2008 grazie al compianto don Giancarlo Ferraro. Il nulla osta ad eseguire i lavori è del marzo 2011. Il progetto prevede il recupero degli esterni, mentre per gli interni le opere riguarderanno esclusivamente i soffitti decorati della navata principale e i soffitti del battistero e della cappella di San Gregorio Barbarigo. All’esterno del santuario l’obiettivo è di recuperare lacerti di intonaco e sagramature ancora conservate, puliti e consolidati. Per i paramenti murari semplici, invece, si procederà con una semplice pulizia e un’opera di protezione. Saranno ripulite inoltre le lapidi, intervento che sarà esteso anche al colonnato. Importante è anche il recupero del sot-

Comitato Chiudi del paese e del Comune di Ospedaletto Euganeo, che ha opposto un forte diniego alla realizzazione dell’impianto. La questione, per questo, è sub iudice avanti al Tar del Veneto.”Non stiamo parlando né di pirogassificatore né di gassificatore, ma di un sistema che utilizza altra e diversa tecnologia di combustione” spiegano dalla Ventilazione Industriale. “La realizzazione di impianti come questi è incentivata da numerose norme comunitarie e nazionali. Si tratta di impianti né inquinanti né pericolosi, in quanto è prevista una linea di depurazione dei fumi che garantisce il rispetto dei limiti di emissioni stabiliti dalla legge 152/2006”. A detta della società, anzi, «la combustione della pollina invece dello “spandimento” sui campi salvaguarda le falde acquifere dall’inquinamento da nitrati. La stessa pollina, introdotta per legge nella disciplina delle biomasse combustibili, non è da considerarsi rifiuto”.

Le rassicurazioni arrivano da Ventilazione Industriale srl, la società di Lissone (Monza e Brianza) che realizzerà l’impianto di combustione della pollina voluto dall’azienda agricola Rossi Renato di Ospedaletto Euganeo. L’impianto ha ricevuto il secco “no” del

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totetto, sia per le strutture lignee che l’estradosso dei soffitti. Sarà poi realizzato pure un drenaggio perimetrale esterno, per evitare la risalita capillare dell’umidità. Insomma, l’obiettivo finale è quello di avere un santuario “pulito” e sicuro, che possa evitare poi fenomeni di degrado da qui ai prossimi decenni. Intanto nel corso della festa-fiera di settembre è avvenuto un importante momento per la comunità locale: è stata titolata l’aula del chiostro a Suor Bernardetta Boggian, la missionaria uccisa in Burundi che è rimasta nel cuore di molte persone.

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Un impianto di combustione della pollina “tutt’altro che pericoloso per persone o animali e tanto meno per la zona di protezione speciale Le Vallette, anzi, capace di risolvere il problema come quello dello spandimento della pollina nei campi”.

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Cultura •

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aprono le “stanze della fotografia” Un nuovo spazio a Palazzo Angeli in Prato della Valle a Padova, sede del museo del Precinema: fino a gennaio la mostra “Imago Oculi” con le suggestioni della camera ottica e delle foto stereoscopiche

A

Padova un nuovo spazio dedicato all’arte della fotografia: a Palazzo Angeli di Prato della Valle, sede del Museo del Precinema, aprono al pubblico Le Stanze della Fotografia, uno spazio espositivo il cui progetto è stato affidato al professor Carlo Alberto Zotti Minici, docente di Storia della Fotografia all’Università degli Studi di Padova, che verrà utilizzato per mostre temporanee organizzate dal Comune di Padova in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova. Le Stanze della Fotografia inaugurano con la mostra “Imago Oculi. Canaletto e la visione fotografica di Prato della Valle”, a cura di Carlo Alberto Zotti Minici e Gian Piero Brunetta, in esposizione fino al 15 gennaio. Alla metà del Settecento, il grande vedutista veneziano Antonio Canal detto il Canaletto (1697-1768), collocando la sua Camera Ottica

all’altezza di Palazzo Angeli, realizza due disegni di Prato della Valle conservati presso la Royal Collection di Windsor. L’impiego della Camera Ottica e ciò che in termini fotografici potremmo definire “visione obiettiva” inaugurano una nuova stagione visiva. Palazzo Angeli è l’occhio di Canaletto, luogo delle sue vedute prospettiche. Il Palazzo assurge a “luogo di ogni vedere” (Imago oculi). Le Stanze accolgono la Camera Ottica “A. Canal” conservata al Museo Correr di Venezia, i due disegni originali Veduta di Padova con la chiesa di San Francesco e il Palazzo della Ragione e Veduta veneziana: edifici religiosi e case e la ricostruzione digitale del Quaderno Cagnola delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. I meccanismi ottico-prospettici per la raffigurazione della veduta di Prato della Valle vengono analizzati in una ricostruzione digitale realizzata da Dario Maran.

Il Prato della Valle “visto” dalla camera ottica usata dal vedutista veneziano Canaletto

La fotografia documenta eventi storici e momenti del vivere sociale dal XIX secolo ad oggi, che trovano in Prato della Valle una peculiare forma di attrattiva. Sono esposte inoltre ventotto fotografie stereoscopiche originali dell’Ottocento, un video in 3D e un panorama a 360° che ripropone l’immagine attuale della Piazza. Infine, il contributo cine-

matografico che vede in Prato della Valle una cornice sia per il cinema documentario che per il cinema di finzione viene ospitato nell’ultima stanza. Per l’occasione l’artista-fotografo francese Claude MartinRainaud ha realizzato un’installazione che si ispira alla visione canalettiana della Camera Ottica e che, rovesciando Prato della

Valle, avvolge completamente i visitatori in una suggestiva Camera Obscura. I visitatori apprezzeranno le fotografie stereoscopiche originali dell’Ottocento, un video in 3D e un panorama a 360° che ripropone l’immagine attuale della Piazza. Un viaggio originale e insolito che riporta ad un passato in cui, senza elaborazioni computerizzate, l’ingegno e l’arte umana erano in grado di produrre delle opere in grado di stupire ed emozionare lo spettatore, sfruttando le tecniche in voga all’epoca. Insomma anche un viaggio nel tempo. La mostra è ad ingresso gratuito ed è sempre aperta dalle 10 alle 18 tranne il martedì. Per informazioni: Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche, tel. 049 8204529. Laura Organte

Sgarbi presenta “caravaggio” Vittorio Sgarbi il 13 gennaio sarà al Gran Teatro Geox con “Caravaggio”. Il critico conduce il pubblico attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. (l.o.)

il volto di Padova disegnato da cerato nel Settecento L’opera di Domenico Cerato, architetto vicentino ma attivo soprattutto a Padova, ha segnato in modo decisivo l’aspetto della città. A lui si devono infatti i progetti delle principali opere architettoniche del Settecento, come la sistemazione della Specola, la realizzazione del Prato della Valle e dell’Ospedale Giustinianeo. In esposizione fino al 26 febbraio a Palazzo Zuckermann numerosi disegni originali, alcuni inediti, conservati presso la Biblioteca Civica, che illustrano la sua attività di progettista e studioso di architettura. (l.o.)

Glattfelder in mostra a Padova RossovermiglioArte in collaborazione con Paola Bicego Gallery presentano, nella sede di Padova in via Palestro 4 fino al 16 dicembre, la mostra personale dell’artista svizzero Hans Jörg Glattfelder, uno dei maggiori esponenti dell’arte concreta europea. L’esposizione raccoglierà una selezione di opere realizzate dall’artista a partire dagli anni ‘60 fino ad oggi, ponendo particolare attenzione sulla produzione artistica che va dagli anni ‘80 ai giorni nostri. (l.o.)

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Sport

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La società Attiva a Este, Carceri e Arquà

Molti gli atleti di spicco usciti d alla società Archea di Este

Ginnastica archea che passione T

ra le attività sportive più praticate nell’estense c’è anche la ginnastica. Questo grazie all’ASD Archea, realtà nata nel marzo del 1991 dall’idea di alcuni appassionati. “Siamo partiti quasi dal nulla, con l’aiuto di poche persone” racconta il coordinatore Mario Zordan, che allora aveva alle spalle un’esperienza da responsabile tecnico a Castelfranco. “Facevamo attività nella palestra dell’ex scuola media Zanchi. Ricordo il primo allenamento: c’erano solo cinque bambini e qualche attrezzo che avevamo recuperato”. L’impegno, però, nel tempo ha dato i suoi frutti. “Un anno dopo, grazie al passaparola dei genitori, siamo arrivati a più di cento iscritti. E oggi solo a Este ne contiamo qua-

si duecento tra ginnastica artistica e ginnastica ritmica”. Anche lo staff tecnico è cresciuto e al momento si compone di una decina di istruttori. Ad alzare ulteriormente l’asticella è senza dubbio la prestigiosa collaborazione con Valentina Spongia, ex nazionale italiana considerata una delle migliori allenatrici in Italia. Ma i nomi illustri della ginnastica che Archea ha portato a esibirsi nella bassa padovana negli anni sono parecchi: dal “signore degli anelli” Jury Chechi a Igor Cassina (oro nella sbarra ad Atene 2004), passando per Andrea Coppolino, Matteo Morandi, la rumena Maria Olaru e tanti altri. “Abbiamo sempre cercato di dare ai ragazzi l’opportunità di conoscere da vicino i campioni del nostro sport,

La società ha portato ad esibirsi nella Bassa Padovana anche atleti di fama come Jury chechi e igor cassina, ottimi e lusinghieri i risultati

se possibile abbinando a questi eventi iniziative benefiche” spiega Zordan. Oltre che a Este (palestra dell’Istituto Duca D’Aosta), la società è presente a Montagnana, a Carceri e ad Arquà Petrarca, sebbene le difficoltà non manchino. “Il problema principale è che non abbiamo un impianto ad uso esclusivo e quindi ogni giorno siamo costretti a montare e smontare gli attrezzi. Alcuni fra i nostri migliori atleti si sono

trasferiti in realtà più blasonate, le sponsorizzazioni sono rare e la gran parte del lavoro è svolta a titolo volontario”. L’impegno è notevole anche per i ragazzi: la ginnastica infatti richiede, a livello agonistico, almeno tre ore di allenamento al giorno. “Un mio vecchio maestro diceva che per praticare questo sport servono tutte le qualità più una. Un buon ginnasta deve avere molte doti tra cui forza, mobilità, rapidità, equilibrio, costanza, coraggio. E soprattutto deve essere disposto a fare sacrifici: per raggiungere risultati importanti occorrono almeno dieci anni di duri allenamenti. Stiamo parlando di discipline a rischio traumatico elevato”. A proposito di risultati, l’attività di Archea ha dato frutti interessanti. Nel 2012 Zordan è riuscito a portare ben otto giovani atleti alle rispettive finali nazionali mentre nel 2015 la squadra maschile si è classificata al secondo posto nel campionato regionale di serie C, chiudendo tredicesima la finale nazionale. Diverse soddisfazioni sono arrivate anche dal settore femminile. Davide Permunian

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a maglia nera” negli anni eroici del ciclismo era indossata dal corridore ultimo classificato al giro d’Italia, non un’onta ma un privilegio a quei tempi, per chi l’indossava, che consentiva al possessore, oltre che incassare una consistente somma in denaro, anche una passarella finale degna del vincitore della maglia rosa come toccò a Giovanni “Nani” Pinarello, maglia nera nel 1951 che sfilò al Vigorelli al fianco di Fiorenzo Magni il vincitore di quell’edizione della corsa rosa. Pinarello fondò poi l’omonima impresa produttrice di biciclette uno dei marchi più prestigiosi del Made in Italy tuttora più che mai in voga dai professionisti agli amatori. Nel nome del popolare costruttore , scomparso nel 2014, da due stagioni si corre “il circuito della maglia nera” una competizione riservata alla categoria degli amatori composta da cinque delle più famose Gran fondo italiane su strada: la Felice Gimondi Bergamo, la Fi’Zi: K di Marostica, quella del Centenario a Montebelluna, la Sportul dolomiti Race di Falzè e La Pina di Treviso, più una cronometro, a chiusura del circuito denominata 6perAndrea in omaggio al figlio di Nani scomparso prematuramente due anni fa. A far brillare gli occhi agli appassionati padovani è il 4. posto assoluto della Biciverde di Monselice che ha portato sul podio Sandro Cagnin terzo nella categoria Master 7. « Un podio di squadra sfiorato che tenteremo di prenderci nella prossima edizione, sono comunque molto soddisfatto». Queste le parole di Paolo Bernardini, presidente del club nato nel 1994. (w.l.)


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ilVeneto Attualità •

Edilizia Ricostruire l’Italia e mettere in sicurezza le scuole

antisismico, l’economia potrebbe ripartire da qui R

icostruire per il futuro. Da qui potrebbe prendere forma l’occasione per far tornare a girare l’economia nazionale e quella regionale. Non si tratta di una scommessa sul settore edilizio tout court ma una riflessione più mirata alla soluzione di un problema che ormai è lampante e che, di emergenza in emergenza, negli ultimi anni è diventato cronico nel nostro Paese: la fragilità dei nostri vecchi e vetusti edifici, pubblici e privati, spesso insicuri e, nello specifico, inadeguati a difendersi dagli attacchi violenti e indiscriminati dei terremoti. Ricostruire l’Italia, dopo l’ennesimo terremoto che ha sbriciolato gli edifici di interi paesi, è una visione che il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha consegnato al celebre architetto Renzo Piano, affinché con la sua consulenza si possa imbastire, al di là dell’immediata emergnza, a lungo termine uno scenario possibile di ciò che potrebbe significare appunto la ricostruzione. Quest’ultimo ha parlato di un cantiere lungo 50 anni e due generazioni per sistemare, da Nord a Sud, l’Italia in chiave antisismica. E se per i privati la soluzione potrebbe trovarsi negli incentivi fiscali e magari in una legge che preveda l’obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui abitiamo, per il settore pubblico la questione diventa molto più complessa. In primo luogo si pone la “que-

scuole venete: antisismiche solo il 2,1% stione europea” che in queste settimane è tornata in primo piano, quella del braccio di ferro tra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e il premeier italiano Matteo Renzi che chiede di collocare tutte le spese e gli interventi contro il rischio sismico e per la sicurezza degli edifici al di fuori del patto di stabilità. Sulla base del principio per cui tutto ciò che rientra nel contesto degli eventi eccezionali va valutato con un “metro” differente. Per ricostruire l’Italia in chiave antisismica dunque sarà necessario un cantiere lungo 50 anni, dieci dei quali potrebbero e dovrebbero essere riservati alle scuole, intese come edifici pubblici, che rappresentano una priorità, fra le altre, in tema di sicurezza. “Purtroppo non siamo ancora fuori dal tunnel dell’emergenza” denunciava Adriana Bizzarri, re-

sponsabile scuola di Cittadinanzattiva, lo scorso settembre, in occasione della presentazione ufficiale del rapporto sulla sicurezza, la qualità e l’accessibilità a scuola, con un particlare occhio di riguardo sul rischio sismico. I dati resi noti dall’associazione sono significativi: negli ultimi tre anni scolastici si sono registrati 112 incidenti con conseguenti 18 feriti. Il Veneto, in questa dolorosa graduatoria, con 12 incidenti si trova in una posizione di preoccupante primato, dietro soltanto a Lombardia (16) e immediatamente prima di Sicilia (11) e Toscana (10). L’antisismico può diventare dunque la nuova frontiera della filiera edilizia e dintorni. Un orizzonte che le imprese venete hanno già individuato e su cui evidentemente hanno intenzione di puntare se molte imprese hanno deciso di specializzarsi sull’antisismico. Per ora è partita la formazione anche in Veneto per poter evidentemente rispondere all’appello nel momento in cui partirà questo cantiere lungo 50 anni.

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edilizia scolastica: 2 edifici su 3 non a norma

A

ule sicure e confortevoli spesso un miraggio o per lo meno un obiettivo, stando allo stato attuale delle cose e considerati anche gli ultimi epidsodi di cronaca in Veneto. Crollano solai, controsoffitti, tetti, intonaci... A ottobre, forse, il culmine, con i quattro episodi in una settimana. Dal distacco dell’intonaco alla scuola primaria “Dante Alighieri” di Mirano, al cedimento di un soffitto dell’Istituto tecnico superiore “Fermi” di Treviso, e ancora il crollo del controsoffitto della scuola primaria “Merlin” di Sottomarina fino al clamoroso crollo del soffitto alla primaria “De Amicis” di Padova. Tutte tragedie evitate, per fortuna, ma tutte inequivocabili segnali del cedimento strutturale degli edifici scolastici anche nella nostra regione. In termini numerici e di percentuali è il XVII Rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola” a disegnare il quadro della situazione regionale, un’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi. Ed eccoli i numeri: le scuole venete realizzate nel rispetto dei criteri antisismici sono il 2,1 per cento; quelle che possiedono il certificato di idoneità statica sono il 22,3 per cento. Bisogenrebbe avviare interventi di manutenzione urgente nel 13,5 per cento delle scuole, di cui solo il 2,4 per cento è stato sottoposto a indagini diagnostiche dei solai. Il 33,1 per cento delle strutture è in possesso della certificazione igienico sanitaria, la media italiana è del 71,4 per cento. Il 53,5 per cento degli istituti scolastici ha la certificazione di agibilità. In più di due terzi degli edifici scolastici non ci sono stati interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni. “Su 3800 plessi scolastici in Veneto, ben 1884 necessitano di interventi di messa a norma, messa in sicurezza e manutenzione. In pratica due scuole su tre”, dichiara da un ulteriore osservatorio l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, attingendo ai dati dell’anagrafe scolastica regionale. Il Veneto è stato infatti una delle prime regioni in Italia a censire nel 2010 i propri edifici scolastici e a catalogarne lo stato di salute e le necessità strutturali. “Sono gli enti locali, i più vicini territorialmente alle proprie scuole, i primi ad occupare delle condizioni strutturali dei plessi scolastici, per sensibilità e attenzione verso la proprie comunità – prosegue l’assessore - Ma da anni i Comuni hanno i bilanci sempre più strangolati dal patto di stabilità, e le Province, con la riforma Delrio, hanno subito la beffa di dover far fronte a competenze fondamentali come l’edilizia scolastica senza ricevere più trasferimenti”. Da parte sua la Regione ha stanziato 1,5 milioni per le scuole pubbliche e 150 mila per le paritarie per rispondere alle criticità più gravi, segnalate dai dirigenti scolastici e dagli enti locali.

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Attualità •

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edifici più leggeri per resistere ai terremoti Intervista all’ingegner Marco Brisighella, padovano, esperto nella realizzazione di costruzioni anti sismiche

L

a messa in sicurezza del patrimonio edilizio, scolastico ed architettonico è una priorità dal punto di vista degli impegni da realizzar, anche in Veneto. Le imprese venete sempre più inoltre, si stanno specializzando in questo comparto che diventa volano per un rilancio dell’intero settore”. A dirlo è Marco Brisighella ingegnere civile, specializzato nell’edilizia antisismica. E’ stato consulente per gli enti locali in Abruzzo per il censimento degli edifici danneggiati dal disastroso terremoto dell’Aquila. L’ingegner Brisighella, padovano, mette in chiaro subito che per quanto riguarda l’edilizia pubblica il Veneto non se la passa bene. “Da stime fatte - spiega - nel territorio della nostra regione, da enti locali e ordini professionali, solo 10 scuole su 100 sono in regola con

le recenti normative anti sismiche. Per gli ospedali, va meglio. In questo caso per la loro sicurezza, anche antisismica sono stati fatti ingenti investimenti e adesso il 60% delle strutture è a norma”. La nuova normativa, spiega Brisighella, prevede che gli edifici strategici, cioè quelli pubblici o a funzione pubblica, come i municipi, le scuole , gli ospedali appunto o le caserme, devono resistere all’urto del sisma e restare in piedi. Il problema è che il censimento di questi edifici strategici e le loro reali condizioni di anti sismicità, è partito nel 2003 e ad ora non si è concluso. In Italia si è a poco più della metà degli edifici controllati. Le scuole sono quelle meno a norma perché costruite per la maggior parte dei casi negli anni Cinquanta e Sessanta, quando cioè le regole anti sismiche non erano normate. Ma c’è

un modo per rendere gli edifici meno pericolosi in caso di terremoto? “Il principio base da seguire - spiega Brisighella-è quello di realizzare case con materiali leggeri, più in grado per natura di assorbire l’urto della scossa. Più pesante è la strutture più avrà come caratteristica la rigidità. Per quello l’ideale sarebbe realizzare case in legno nelle zone ad alto rischio, ma una soluzione del genere non è certamente possibile in ogni parte del territorio italiano. Un territorio che però è stato dichiarato tutto, da una legge nazionale, sismico anche se alcune zone come il Friuli o l’area dell’Appennino hanno un rischio maggiore che si verifichino eventi gravi o catastrofici. Un discorso a parte secondo l’esperto di edilizia anti sismica lo merita il patrimonio architettonico cul-

L’ingegnere Marco Brisighella

turale ed artistico italiano. “Per questi edifici che sono vecchi di secoli – spiega – purtroppo non sono possibili adeguamenti anti sismici, cioè la totale messa in sicurezza, ma solo de miglioramenti. Degli accorgimenti che ad esempio a Norcia avevano fatto resistere bene l’area del centro storico alla scossa dl terremoto di agosto, ma che poi però non hanno potuto nulla ad ottobre, di fronte alle ultime della potenza di 6.6 della scala Richter”. Infine l’opportunità per le imprese

venete. “Le imprese edili venete da anni si stanno specializzando - conclude Brisighella – nel comparto delle costruzioni anti sismiche e le associazioni di categoria in tutta la regione chiamano esperti ed ingegneri a fare formazione agli imprenditori. Formazione che permette alle aziende venete di concorrere con una alta preparazione specifica, riconosciuta su tutto il territorio nazionale, agli appalti legati alla ricostruzione”. Alessandro Abbadir Messaggio publiredaziionale

Addio a Gianni Camuffo, grande uomo, volto storico della pesca R

osolina è in lutto. Dopo una lunga malattia si è spento nella serata di martedì 11 ottobre l’amministratore della cooperativa e presidente del Consorzio Foce Po di Maistra Gianni Camuffo. Aveva 63 anni. Lascia la moglie e i figli. Camuffo era sempre stato un grande appassionato di pesca ed era impegnato come imprenditore nel settore da oltre 47 anni. Lo piange anche la comunità e il sindaco di Rosolina Franco Vitale. “Il settore della pesca e

Rosolina - ricorda Vitale ha perso un grande uomo, una personalità di spicco e sempre pronto ad aiutare chi si trovava in difficoltà, con grande animo umano. Con lui l’amministrazione ha condiviso diversi traguardi come il tavolo della pesca, in cui Camuffo come rappresentante del consorzio Foce Po di Maistra ha sempre collaborato”. “Una persona,- conclu-

de il sindaco - prima di un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare e della laguna che lo ha visto protagonista fin da giovane, in modo intraprendente, per trovare soluzioni ai tanti problemi che questo settore vive. In questo momento io e tutta la città di Rosolina siamo vicini alla famiglia per la perdita di Gianni”.

“Una grande persona e un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare”


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Società •

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Cooperazione internazionale Da oltre mezzo secolo l’attività del Cuamm Medici con l’Africa

il plauso di mattarella: “la solidarietà sconfigge il terrorismo” “A

iutiamoli a casa loro”: un’affermazione mai sentita pronunciare così tanto, e non di rado a sproposito, quando si affrontano i temi della cooperazione internazionale, degli aiuti umanitari e via dicendo. C’è chi invece alle parole preferisce i fatti, e i fatti parlano per loro da oltre mezzo secolo. E’ il caso dei volontari del Cuamm, Medici con l’Africa, l’organizzazione che da sessant’anni, per l’appunto, si occupa di portare un aiuto concreto, visibile e verificabile nei angoli più poveri del continente africano. Progetto dopo progetto, passo dopo passo il Cuamm continua a fare la differenza, a salvare vite umane, spesso dei bambini, a portare una speranza in luoghi dove sembrava ormai perduta. Solidarietà, impegno, preparazione: è questa la merce che l’Italia è orgogliosa di “esportare” nel pianeta grazie a donne e uomini di buona volontà. Lo ha riconosciuto anche

il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha scelto proprio il convegno annuale del Cuamm per la sua prima visita a Padova. Seduto in prima fila, accanto al Segretario di Stato Vaticano, il vicentino Pietro Parolin, Mattarella ha seguito tutti gli interventi della giornata e non è certo rimasto indifferente alle parole di chi in Africa ad “aiutarli a casa loro” ci va per davvero e che per questi mesi ha un progetto che parla da solo, già dal titolo: “Prima le mamme e i bambini”. Dal palco, poi, il Presidente della Repubblica ha messo l’accento sul valore aggiunto della cooperazione, fattore di pace, stabilità e sicurezza, ma anche occasione di sviluppo, non a senso unico, ma reciproco. “Giorni fa ero a Gerusalemme - ha esordito - e da lì sono andato a Gerico per una iniziativa importante della nostra Cooperazione. Scendendo mi è venuta in mente la parabola: un uomo scen-

deva da Gerusalemme a Gerico e per sua fortuna dopo i ladroni incontrò il Buon Samaritano e lì ho pensato al Cuamm. Migliorare la qualità della vita nei Paesi africani, combattervi malnutrizione e malattie, offrire prospettive di lavoro e di futuro è anzitutto giusto e doveroso. Inoltre, in un’ epoca contrassegnata dalla globalizzazione, significa sottrarre consenso al fondamentalismo e al terrorismo internazionale, contribuire a

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contenere il fenomeno migratorio, creare per tutti opportunità di conoscenza, dialogo e sviluppo. Tenere tanti milioni di persone in condizioni di povertà, chiudere gli occhi di fronte alle guerre e alle catastrofi naturali, significa sottrarsi a un dovere storico. Inoltre ha per noi un costo non solo umano, sociale e politico, ma anche economico, dalle proporzioni difficilmente calcolabili. Ogni euro ben speso in cooperazione, in aiuti allo sviluppo, in integrazione con i Paesi africani comporta, in realtà, anche un investimento per il nostro futuro e per il futuro dei nostri giovani”. Pertanto, ha continuato Mattarella, risponde pienamente a questa logica il programma “Prima le mamme e i bambini”, che si propone di

migliorare, attraverso il sostegno alle donne partorienti e ai loro figli, lo standard complessivo di vita di numerosi Paesi africani. “Con il vostro lavoro sul suolo africano - ha concluso il Presidente - non avete soltanto contribuito al miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo di quei popoli. Ma avete formato generazioni di medici e di cittadini capaci di portare con sé, nell’attività quotidiana, in Italia o all’estero, quell’irripetibile bagaglio di umanità, di solidarietà, di competenza appreso sul campo. E’ una rete preziosa di impegno, di altruismo, di gratuità. Un fenomeno contagioso che sensibilizza politica e pubblica opinione, che attrae e moltiplica generosità, che interroga e orienta le coscienze”.

“avevamo un grande progetto ma zero risorse”

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a testimonianza dei volontari di un “viaggio lungo cinque anni”. L’impegno a mettere al sicuro le mamme che stanno partorendo L e storie e i volti dell’impegno in Africa, per i bambini, per le mamme da salvare. E’ senz’altro questa la parte più intensa del convegno padovano del Cuamm nel grande spazio del Palageox gremito in ogni angolo. Il racconto di un “viaggio lungo cinque anni” come è stata chiamata l’esperienza concretizzata in questo frangente, lo hanno fatto direttamente i protagonisti: Fabio Manenti, responsabile dei progetti, insieme ad Anna Berti, la pediatra che ha operato nei Paesi di intervento, e all’ostetrica ugandese Magdalen Awor. “Per far nascere un bambino a volte non basta un semplice atto d’amore. - ricordano i volontari - Ancora oggi in Africa troppe mamme non hanno la possibilità di dare alla luce il proprio bambino in modo sicuro, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei loro piccoli. Servono i mezzi e gli strumenti giusti, serve l’impegno di tutti”. “Quando siamo partiti nel 2010 - aggiunge don Dante Carraro, direttore del Cuamm - avevamo un grande progetto, ma zero risorse. Quattro Fondazioni bancarie hanno raccolto per prime la sfida, seguite poi da tante istituzioni, gruppi e persone comuni. Ci abbiamo creduto fortemente e grazie ai tanti che si sono coinvolti possiamo dire di “aver fatto la differenza”, anche grazie ai tanti compagni di strada di questi anni”.


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Economia •

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Infrastrutture

400 milioni per la tav veneta Pedemontana incagliata in regione Favorire la crescita per l’Italia sostenendo l’economia di una delle regioni che può trascinare il Pil verso l’alto Queste le intenzioni dichiarate dal Ministro Graziano Delrio che a inizio novembre è stato a Tessera (Venezia) per l’inaugurazione del tappeto mobile e della darsena dell’aeroporto Marco Polo, opere che collegheranno lo scalo alla laguna. “Sull’alta velocità – ha ricordato Delrio - abbiamo stanziato 15 milioni per il Veneto in vista di un investimento totale di 400 milioni per creare un sistema di connessione che permetta ai

Il ministro Graziano Delrio durante l’inagurazione delle infrastrutture a Tessera. Accanto a lui Alessandra Moretti

viaggiatori di raggiungere le principali città in due ore”. Un capitale importante investito nell’ottica di realizzare un sistema di infrastrutture che permetta a Venezia di essere vivibile e accessibile via terra, aria, strada ed acqua. “L’alta velocità – ha aggiunto il Ministro - a fine anno, chiuderà il cantiere Milano-Brescia, di conseguenza apriremo quello per Verona e a seguire quello per Vicenza”. Il nuovo tappeto mobile del Marco Polo,

è solo un primo passo per Venezia, infatti Delrio ha ribadito che sono previsti altri 500 milioni di investimenti guidati dall’idea di condividere i progetti con una filosofia di collaborazione per una strategia Paese, “perché Venezia da sola – ha sottolineato - non si salva se non c’è un sistema” che la colleghi al resto d’Italia e d’Europa. E nel fare i complimenti per i lavori fatti a Tessera il Ministro non si è sottratto ad un commento pungente riferito alla gestione

delle opere pubbliche veneziane :“bisogna fare le cose per bene ha detto -, togliendo il pubblico e i politici riciclati dalla gestione perché il meccanismo di tariffe e investimenti funzionano se c’è imprenditorialità manageriale”. Per la Pedemontana veneta però è tutta un’altra storia, e l’importanza di riaprire il cantiere è stata al centro dell’incontro tra le associazioni economiche e il Ministro che ha chiarito quanto fin qui è stato fatto dal governo,

ribadendo la volontà di portare a termine l’opera. “Tutto però adesso è nelle mani della Regione – ha dichiarato Alessandra Moretti, capogruppo Pd in Consiglio - che deve proporre, insieme al costruttore con cui ha sottoscritto un contratto, una soluzione che sia praticabile”. “L’appello delle associazioni imprenditoriali vicentine e venete – continua Moretti - e dei sindacati rivolto al ministro Delrio è chiaro: la Pedemontana è un’opera necessaria per l’economia della Regione ed è fortemente sentita la necessità di modernizzare le infrastrutture per renderci sempre più competitivi con il resto d’Europa. Si tratta ora di chiudere in tempi brevi sul nuovo accordo e riaprire un cantiere che vale centinaia di posti di lavoro, immediati e futuri”.


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Politica •

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Bilancio Facciamo quadrare i conti a modo nostro

Zaia, toti e maroni sfidano renzi sulla legge di Stabilità L

a legge di stabilita’’ 2017 è “insostenibile, perchè anticipa i contenuti di un referendum su cui i cittadini non si sono ancora espressi”. Lo afferma il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, al terzo incontro trilaterale con i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni, oggi a H-Farm, Roncade, in provincia di Treviso. Dopo i due appuntamenti di Genova e Milano, in cui i tre governatori hanno parlato rispettivamente di migranti e di referendum costituzionale, l’appuntamento di oggi serve ufficialmente a presentare il “bilancio dei virtuosi”, ovvero la proposta di una serie di norme da inserire nella Legge di stabilita’’ per incentivare “lo sviluppo dei territori”. Siamo in piena “stagione finanziaria” - spiega Zaia - ma a Roma pensano in maniera sconnessa ai territori che producono”. Per questo i tre governatori insistono su alcuni punti. “L’applicazione dei costi standard a sanità e alla spesa pubblica in genere permetterebbe un risparmio di 30 miliardi l’anno, ovvero un terzo del debito pubblico” - sottolinea Zaia, che chiede inoltre una maggiore autonomia per le Regioni che la meritano. “Se uno ha i conti a posto non capiamo per quale motivo non debba essere ascoltato”, continua il governatore del Veneto, secondo cui il debito pubblico dovrebbe essere “regionalizzato”. C’è poi il tema della semplificazione, perché in Italia investire é troppo complesso e anche chi attira investitori finisce per perdere fondi per la mancanza di percorsi e tempi certi. Eliminare le Conferenze dei servizi, trasferire alle Regioni le funzioni svolte

MANOVRA 2017

MANOVRA 2017

Interventi di variazione legislazione Maggiore spesa 19,5 Mld

Coperture alla manovra

Riduzione di entrate 16,2 Mld

Maggiori entrate 10,7Mld

Deficit 15Mld

Derivanti da RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILI e LOTTA ALL’EVASIONE

Altro 7% Spesa capitale 4 Mld

Disattivazione clausole salvaguardia 93%

Spesa corrente 15,5 Mld

MANOVRA 2017

Minori spese 10Mld A valere sui fondi

MANOVRA 2017

PAREGGIO DI BILANCIO

MISURE A SOSTEGNO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 2015

2015

2019

La Relazione Tecnica alla Legge di Stabilità indica una riduzione, nel triennio, di 6,6 Miliardi di Euro

OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO SLIDE GOVERNO

SPESA IN INVESTIMENTI REGIONI

STATO

Per il comparto delle Regioni dal 2015 vige l’obbligo del pareggio di Bilancio mentre per lo Stato questo entrerà in vigore solo nel 2019

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Riduzione della spesa in conto capitale per 3,3 Mld di Euro (-8%)

Previsione 2016: 39,957 Mld€ Assestato 2016: 40,880 Mld€ Previsione 2017: 37,545 Mld€

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MLD€

2016 - Previsione

2016 - Assestato

2017 - Previsione

La trilaterale: “servono costi standard per la pubblica amministrazione investimenti fuori dal vincolo di bilancio”

Luca Zaia, Giovanni Toti e Roberto Maroni

da Agenzia del Demanio, dalla Sovrintendenza per i Beni culturali, e dal Corpo dello Stato, oltre a regionalizzare completamente la Via (commissione Valutazione impatto ambientale), sarebbero dei passi importanti per sburocratizzare e semplificare, sostengono i tre governatori. Inoltre, “le spese di investimento non vanno incluse nei vincoli di pareggio di bilancio” in modo da permettere maggiori investimenti pubblici, chiede Maroni. I tributi dovrebbero poi essere “federalizzati”,

continua il presidente della Lombardia, ricordando che “il pareggio di bilancio è obbligatorio per le Regioni dal 2015, e noi lo rispettiamo. Ma il Governo se l’é trasportato al 2019”. Qui “stiamo costruendo un esempio di confronto tra Regioni che hanno interessi comuni”, conclude il governatore della Liguria, e “lo spirito non é polemico ma costruttivo”, a dimostrazione che “ieri Renzi ha provato a descrivere il paese che costruira’’.


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Politica •

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Blue e green economy, il futuro di italia e croazia E’ il più importante programma transfrontaliero europeo con 238 milioni di euro di budget

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en 25 province italiane, 8 contee croate sono chiamate a dar vita a una cooperazione nel programma ItaliaCroazia finanziato per 238 milioni di euro e che si inserisce nel più vasto scenario della strategia della macro-regione adriatico ionica, una delle quattro strategie su cui punta l’Europa, Baltica, Danubiana, Alpina e appunto Adriatico-Ionica, l’unica che investe il Mediterraneo e che unisce il Mediterraneo al cuore del continente europeo”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha presentato il programma transfrontaliero Italia-Croazia. “Le sfide marittime e la blue economy che affrontiamo nella regione adriatica – ha proseguito Ciambetti - non sono specifiche a un singolo paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, mutamenti climatici, sicurezza, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale: dal momento che esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione del programma Italia-Croazia

può diventare la cornice ideale per affrontare in maniera organica questioni strategiche per i nostri due Paesi proiettandoli al centro della strategia europea della macroregione Adriatico-Ionica. Proprio a inizio novembre la città di Dubrovnick ha salutato per la prima volta il suo primo milionesimo visitatore in un anno e per capire questo dato basti pensare che i turisti in questa città sono raddoppiati dal 2008. Anche Dubrovnick come Venezia soffre della congestione dei flussi turistici, tema che si potrebbe per altro ampliare anche a buona parte della costa Dalmata come Emiliana, romagnola. Cito questi casi emblematici per spiegare quanto sia necessario riuscire a dare delle risposte eco-sostenibili senza con ciò penalizzare la risorsa turistica che in molte realtà, italiane come croate, sono trainanti”. L’area su cui insiste il Programma si estende su una superficie di 85.562 km² con una popolazione totale di oltre 12 milioni e mezzo di abitanti e riguarda le provincie italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone,

Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti

Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Brindisi, Lecce, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani a cui si affiancano le 8 contee croate, Istria, Fiume e la regione litoranea montana con le isole del Quarnaro, la Regione di Lica e Segna, Zara, Sebenicco, Spalato, Dubrovnick, Karlovac, “I temi prioritari riguardano la blue e green-eco-

nomy – ha spiegato Ciambetti – la sicurezza e l’adattamento ai mutamenti climatici, il trasporto e il patrimonio culturale. Mi auguro che questo programma possa far sì che le 25 province italiane e le 8 contee croate si mobilitino consci del ruolo che è stato affidato loro dall’Unione Europea, che non a caso ha voluto riservare a questo programma il maggior finanziamento, 237 milioni di euro, previsto per tutti i programmi transfrontalieri”.

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Cultura •

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La mostra Treviso, Casa dei Carraresi, fino al 1 maggio 2017

“Francis Bacon. un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno” S

criveva Luigi Pirandello che impareremo a nostre spese che nella vita si incontrano “tante maschere e pochi volti”. Un’intuizione che trova spesso conferma e che il genio di uno dei più grandi pittori contemporanei ha indagato con efficacia e successo. Si tratta di Francis Bacon, artista di origini irlandesi, nato a Dublino nel 1909, a cui Treviso dedica in questi mesi una grande mostra presso la Casa dei Carraresi. L’esposizione cercherà di focalizzarsi soprattutto sulla produzione italiana delle sue opere, in quanto rappresentazione della “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno, interpretabile alla luce della psicanalisi, della filosofia e della psicologia. Un’opportunità unica di “entrare nella mente” dell’artista, di comprenderne

i dubbi, le angosce e le ragioni che lo spinsero a scegliere i suoi soggetti, attraverso l’analisi della Francis Bacon Collection of the Drawings Donated to Cristiano Lovatelli Ravarino, delineata all’interno di relazioni e vita privata che si intrecciano nella storia. Il percorso si soffermerà sull’analisi delle diverse tematiche care all’artista: dai Papi alle crocifissioni, dai ritratti agli autoritratti, declinati nelle diverse modalità espressive nel corso degli anni. Le opere esposte comprenderanno la collezione italiana delle opere dell’artista irlandese: disegni, pastelli e collages donati da Bacon ad un intimo amico italiano tra il 1977 ed il 1992. In esse sono evidenti gli influssi dei maestri del passato, punti di riferimento per l’artista. Proprio per sottolineare come Bacon sia

Le opere rappresentano quella “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno

stato interprete della maledizione del corpo e dell’anima dell’individuo moderno, è prevista la collaborazione con il Sigmund Freud Museum di Vienna, con la presenza di opere e testi per un viaggio tra arte, colore, filosofia e psicanalisi. Saranno inoltre presenti opere di confronto di artisti del calibro di Burri, Manzoni, Fontana, che inviteranno il visitatore alla riflessione sulla coscienza e sull’esistenza. Citazioni di pensatori, scrittori,

Venezia, la Stagione teatrale della Fenice

La nuova grande stagione teatrale della fenice si è aperta il 4 novembre con la prima assoluta di Aquagranda, un’opera dedicata al cinquantesimo anniversario dell’alluvione, tratta dal libro Acqua Granda di Roberto Bianchin, musica di Filippo Perocco e Libretto Roberto Bianchin e Luigi Cerantola. Il 4 novembre 1966 una terribile alluvione colpì Venezia. Quel giorno si verificò la più elevata acqua alta mai registrata da quando iniziarono le rilevazioni sistematiche del fenomeno: alle ore 18 il mareografo di Punta della Salute segnò quota 194 cm. L’alluvione provocò disastrose conseguenze. Soprattutto fu colpita Pellestrina, l’isola nella quale è ambientata la nuova opera di Filippo Perocco che inaugura la Stagione. Ernesto Ballarin, il protagonista, all’epoca aveva venticinque anni e il mare che aveva travolto i Murazzi gli entrò dentro casa arrivando fino al tetto e costringendolo a evacuare la sua casa e la sua isola insieme ad altre tremila persone. I prossimi appuntamenti della stagione lirica della Fenice sono Attila di Giuseppe Verdi in programma dal 9 al 12 dicembre e Tannhauser di Richard Wagner dal 20 gennaio al 5 febbraio.

Dinosauri, non solo la mostra anche tanti film E’ partita in grande stile la rassegna cinematografica organizzata al Centro culturale Altinate San Gaetano nell’ambito della mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina”. Un nuova iniziativa per dare al pubblico la possibilità di passare un pomeriggio in compagnia dei dinosauri all’insegna del divertimento, tra svago e stimoli scientifico-educativi, offrendo un intrattenimento di qualità”. Domenica 27 novembre sarà

proiettato il film “The Lost World” (1925) di Harry Hoyt: si tratta della prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle scritto nel 1912. Il film mostrò per la prima volta al grande pubblico dei dinosauri “in carne e ossa” (fino ad allora si erano visti solamente gli scheletri) ed è considerato il capostipite di un fortunato filone cinematografico. Domenica 18 dicembre sarà la volta di un divertente film d’animazione par-

poeti, artisti saranno i punti di riferimento di questo viaggio in un mondo incerto e sospeso, nel quale ogni forma d’arte prova a disvelare la realtà, con suggestioni provenienti da diversi linguaggi, sempre con il medesimo fine, quello di indagare il mistero più affascinante di tutti: l’uomo. A curare l’esposizione è Edward Lucie-Smith, poeta, critico e storico dell’arte, autore di oltre 200 tra libri, cataloghi e saggi, affiancato da Giulia Zandonadi, giovane scrittrice e storica dell’arte.

ticolarmente amato da grandi e piccini, “L’Era Glaciale 3 - L’alba dei Dinosauri” (2009) di Carlos Saldanha. Domenica 29 gennaio sarà presentato “L’impero dei dinosauri”, un documentario sull’evoluzione di questi temutissimi predatori, con le scoperte scientifiche più recenti su come vissero e perché scomparvero. Un programma ricco di animazioni di grande spettacolarità, che offre un’ipotesi estremamente realistica di come potevano apparire la Terra e i suoi abitanti milioni di anni fa. Si continua domenica 12 febbraio con un film all’insegna della suspence “The Lost Dinosaurs I Dinosauri perduti” (2012) di Sid Bennet alla ricerca di un mostro discendente dai dinosauri, una specie di Lock Ness africano. La rassegna si chiude domenica 26 febbraio con il film d’animazione “A spasso con i dinosauri” (2013) di Barry Cook e Neil Nightingale. Ambientato 70 milioni di anni fa al tempo in cui i dinosauri dominavano la Terra, racconta le avventure di Patchi, un cucciolo di pachirinosauro. Le proiezioni si terranno alle ore 17 nell’auditorium del Centro Altinate (unica proiezione; ingresso con il biglietto della mostra fino ad esaurimento dei posti).


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Editoriale Editoriale

Un farmaco vale l’altro? Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica dell’equivalenza terapeutica

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Verso il farmaco di Stato, ma i medici Verso il farmaco si oppongono di Stato, ma i medici si oppongono

a determina 458/2016 dell’Agenzia Italiana del farmaco introduce, evidentemente per meri motivi dell’Agenzia economici, unItaliana concettodel scientifico a determina 458/2016 farmacoad oggi delintroduce, tutto sconosciuto: l’equivalenza Con economici, buona pace evidentemente per terapeutica. meri motivi degli scienziati ed incurante dei possibili effetti salute delle un concetto scientifico ad oggi delnefasti tuttosulla sconosciuto: persone e sui certi danni per le loro pratica conscienziati la determina l’equivalenza terapeutica. Contasche. buonaInpace degli ed dell’AIFA vengono i criteri pernefasti consentire centrali acquisto incurante deidefiniti possibili effetti sullaalle salute delledipersone di scegliere, sulladanni base del scontato, fra farmaci sovrapponibili e sui certi perprezzo le loropiù tasche. in base Inallepratica indicazioni la finalità di ottenere così con terapeutiche la determinacon dell’AIFA vengono definiti risparmi sulla spesa farmaceutica. i criteri per consentire alle centrali di acquisto di scegliere, La sulla valutazione di equivalenza terapeuticafraindicata riguarda base del prezzo più scontato, farmacidall’AIFA sovrapponibili molecole in possesso di determinati requisiti:con essere principidiattivi già in in base alle indicazioni terapeutiche la finalità ottenere uso, non prove di superiorità rispetto ad alternative per la stessa cosìavere risparmi sulla spesa farmaceutica. indicazione terapeutica,di appartenere alla stessa indicata classificazione Act La valutazione equivalenza terapeutica dall’AIFA quartoriguarda livello, possedere indicazione terapeutica sovrapponibile, avere molecole in possesso di determinati requisiti: essere la stessa via di somministrazione e possibilmente schema principi attivi già in uso, non avere provelo distesso superiorità posologico. Il che in pratica non si tratta degli stessi rispetto ad tradotto alternative per lasignifica stessa che indicazione terapeutica, principi attivi confezionati da ditteclassificazione farmaceutiche diverse, per intenderci appartenere alla stessa Act quarto livello, farmaci originatori e farmaci terapeutica equivalenti, sovrapponibile, come qualcuno voleva possedere indicazione avere lafar credere giocando ma si tratta molecole completamente stessa via sull’equivoco, di somministrazione e dipossibilmente lo stesso differenti seppure con indicazioni terapeutiche sovrapponibili.Per schema posologico. Il che tradotto in pratica significa intenderci ci si potrà curaredegli per quella oneri a carico del che non si tratta stessi malattia, principi con attivi confezionati Servizio solo con quelladiverse, determinata molecola chefarmaci si sarà da Sanitario, ditte farmaceutiche per intenderci aggiudicata la gara di appalto al maggior ribasso. Tutti gli altri principi originatori e farmaci equivalenti, come qualcuno voleva far attivi credere con indicazioni terapeutiche sovrapponibili carico giocando sull’equivoco, ma si saranno tratta dia totale molecole dei pazienti. Ad esempio chi è affetto da bronchite cronicaterapeutiche potrà disporre completamente differenti seppure con indicazioni solo del farmaco aggiudicatario della gara appalto al maggior ribasso sovrapponibili.Per intenderci ci sidipotrà curare per quella ,ma semalattia, dovessecon assumere per motivi di allergia o di oneri aun’altro carico farmaco, del Servizio Sanitario, solo con inefficacia intolleranza, sarebbe a comprarlo interamente quellao determinata molecolacostretto che si sarà aggiudicata la garadi tasca di propria. appalto al maggior ribasso. Tutti gli altri principi attivi con L’organismo già puòsovrapponibili rispondere in modo diverso allocarico stesso indicazioniumano terapeutiche saranno a totale farmaco se confezionato in bustine o in compresse, sia per l’efficacia che dei pazienti. Ad esempio chi è affetto da bronchite cronica per lapotrà tollerabilità, figuriamoci le molecole sono differenti. disporre solo del se farmaco aggiudicatario della gara di Sono circa 2700 le molecole che,,ma in base ai requisiti richiesti,un’altro potranno appalto al maggior ribasso se dovesse assumere partecipare a bandi di garadialallergia massimo ribasso e di queste oltre 1500 farmaco, per motivi o di inefficacia o intolleranza, rischiano la noncostretto rimborsabilità da parteinteramente del SSN e saranno a totale sarebbe a comprarlo di tascaposte propria. carico dei pazienti. umano già può rispondere in modo diverso allo L’organismo stesso farmaco se confezionato in bustine o in compresse, sia per l’efficacia che per la tollerabilità, figuriamoci se le molecole sono differenti. Sono circa 2700 le molecole che, in base ai requisiti richiesti, potranno partecipare a bandi di gara al massimo ribasso e di queste oltre 1500 rischiano la non rimborsabilità da parte del SSN e saranno poste a totale carico dei pazienti.

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L’editoriale

Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica Si tratta delle specialità per lo più riguardanti malati cronici o prodotti innovativi, quelli a distribuzione diretta ospedaliera o “per conto” cioè dispensati dalle farmacie territoriali ma acquistati dalle aziende sanitarie. Ed è del tutto evidente che la ricaduta sul territorio sarà di conseguenza. E pensare che è la stessa Agenzia del Farmaco che decide l’immissione in commercio, il prezzo e la concedibilità dei farmaci attraverso il sistema sanitario. Dopo il decreto ministeriale che tagliava esami e prestazioni diagnostiche ponendole a carico dei cittadini,ora la determina taglia farmaci. Si arriverà all’ esame e al farmaco di Stato? La preoccupazione che si stia cercando di smantellare pezzo dopo pezzo, un po’ alla volta, il sistema sanitario,vanto fino ad oggi della nostra Nazione, con motivazioni ammantate di subdola scientificità, sembra trovare ogni giorno sempre più conferme. E come il decreto ministeriale, per la ferma presa di posizione degli Ordini dei Medici, è stato sospeso, così anche la determina dell’AIFA è già stata rinviata per due volte per la stessa presa di posizione. Con la speranza che qualcuno finalmente capisca che, prima di emanare provvedimenti che riguardano, o che possono danneggiare, la salute dei cittadini, vengano intese preliminarmente le Professioni Sanitarie che quella salute sono chiamate a tutelare.

L’intervento

Il mestiere del chirurgo

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rti mestieri e professioni, per il titolo ho scelto mestiere perché sul vocabolario è più connotato con la pratica, il tirocinio ed il quotidiano, e ho lasciato allo scritto del Prof. Pier Giuseppe Cevese la definizione di chirurgo come artista (allegato 1) “ Il Decalogo del buon chirurgo - Padova 1981” http://www.urotriveneta.org/files/links/decalogo. pdf. Tra le specialità mediche la chirurgia è connotata da un’attività che si svolge in un luogo ben specifico, la sala operatoria, luogo molto celebrato nell’immaginario collettivo, in realtà ad accesso estremamente ristretto. Le motivazioni clinico organizzative quindi confinano il personale che lavora in questo ambito, medici, infermieri ed operatori, in un ambiente specifico dall’atmosfera rarefatta, in cui tutti sono vestiti allo stesso modo ma il cui ruolo è scolpito a caratteri di pietra nella mente di ognuno. Ordine e disciplina, gerarchia della funzioni, non sono e non possono essere mai oggetto di discussione, non si fa politica al blocco operatorio, si lavora ognuno nel suo ruolo. La crescita professionale è strettamente correlata al concetto di “affidabilità” intesa come summa di cultura specifica, capacità direzionale, resistenza fisica e psichica agli imprevisti, esatta percezione della proprie capacità e dei propri limiti e, su tutto, onestà intellettuale e responsabilità professionale nei confronti del paziente. Non si diventa chirurghi, anestesisti, o strumentisti di sala operatoria per caso, tutti sono volontari, come nei reparti speciali delle forze armate, tutti passano al vaglio di chi ha superato le stesse prove prima dei nuovi arrivati, e cerca nei giovani medici ed infermieri le stesse innate qualità. Le motivazioni individuali

vengono vagliate e messe alla prova fin dall’inizio, chi resiste va avanti, non c’è spazio per qualcosa che esuli dalla profonda dedizione alla propria disciplina. “Ci sono tanti lavori da fare nella vita, vuoi proprio fare questo?“ è la frase che ricorre detta dall’ “anziano” al più giovane, in particolare all’inizio. Una specialità medica che condiziona pesantemente la vita di che la sceglie anche nel tempo libero, contrassegnata dall’istituto del contratto di lavoro che prevede dei turni di reperibilità. Finito il lavoro, perché è residuale stante gli organici che il reperibile non abbia già lavorato in quella giornata per almeno 6 ore, pomeriggi, domeniche e festività, giorno e notte , sono caratterizzati dal controllo costante di uno o più telefoni, fisso di casa, cellulare personale, cellulare aziendale, per non perdere una chiamata da cui deriva un accesso nel più breve tempo possibile al Pronto Soccorso o direttamente alla Sala Operatoria, senza se e senza ma. Perché uno sceglie questa vita? Ancora non lo so, mi rendo conto del tempo che è passato quando mi trovo in sala con uno specializzando, così giovane ed entusiasta, così preparato, e spero tanto che riesca a coronare il suo sogno alla fine di un lunghissimo percorso professionale che comunque non gli dà la certezza di un adeguato posto di lavoro. E così tutti vestiti di azzurro, o di verde, o rosso scuro a seconda della scelta di qualche responsabile del magazzino dei vari ospedali, uniti da affinità elettive, oggi mattina ed a volte anche di notte ci riuniamo in ogni équipe per essere parte di un sistema collaudato e ben “oliato”, in cui raramente serve il gesto eroico, ma dove la norma deve essere ordine e puntualità. Per questo

l’articolo del licenziamento di un collega chirurgo all’Ospedale dell ‘Angelo mi ha ferito profondamente, la sola possibilità che al cittadino comune ci sia un percepito di inadeguatezza al ruolo all’interno della nostra categoria mi dà un dolore quasi fisico. Conosco i colleghi di quel reparto e li rispetto, nel 2014 si sono fatti 570 urgenze in 365 giorni e hanno anche una importante parte di lavoro programmato in elezione. La spettacolarizzazione della notizia, su questo specifico tema (Ritarda e litiga in sala operatoria - medico licenziato - Corriere del Veneto del 23/10/2016 e La Nuova di Venezia e Mestre allegati a http://www.ordinemedicivenezia.it/news/notiziemedici/il-mestiere-del-chirurgo) lede l’immagine di un assetto professionale ed una tradizione di comportamento di una categoria di medici e anche di infermieri strumentisti che quotidianamente hanno deciso di dare qualcosa più di altri. Ci saranno i relativi pronunciamenti di legge e nel tempo emergeranno le varie responsabilità. Non si sentano offesi i colleghi che non vanno in sala, ma vorrei sottolineare che questa categoria di professionisti si distingue

quotidianamente per una superiore disponibilità alla continuazione del servizio attivo, all’imprevisto, all’urgenza, visto che a lavoro finito per tutti, solo per alcuni può ricominciare in ogni momento. E non dimentico, gli altri interventisti come i cardiologi, i gastroenterologi e i neuroradiologi, il pronto soccorso ed urgentisti a vario titolo, insomma tutti “quelli della notte“. Questa disponibilità, spontaneamente residente nel più profondo dell’animo, è misurabile in ore di straordinario notturno e festivo quasi mai recuperato, e coinvolge, statistiche alla mano, in primis i chirurghi generali, proprio come quelli del reparto coinvolto, i medici delle appendiciti e delle perforazioni, delle milze rotte da incidente stradale e delle occlusioni intestinali, un lavoro straordinario che è diventato orario ordinario, richiesto dall’ emergenza urgenza del giorno. Per questo mi sento in dovere di ringraziare i miei colleghi reperibili, ed in particolare visto il caso, quelli della Chirurgia di Mestre, a nome e per conto di tutti coloro che, medici, infermieri, o comuni cittadini, di notte sono abituati, e giustamente, a dormire.

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Quali vantaggi offre l’implantologia a carico immediato? Nell’implantologia si sono verificati molti progressi, i quali hanno consentito ai professionisti di realizzare degli impianti perfetti, in grado di scongiurare nel modo più assoluto il rischio di rigetti

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he cos’è l’implantologia dentale cosiddetta “a carico immediato”? Questa particolare tipologia di implantologia dentale è stata perfezionata soltanto in tempi molto recenti, ed è effettivamente in grado di rivelarsi perfetta per il paziente che deve fronteggiare in modo ottimale dei problemi alla dentatura. Anzitutto, è utile ricordare che l’implantologia è quella particolare branca della dentistica che prevede una particolare realizzazione di impianti osteointegrati, dunque da integrarsi direttamente all’osso di sostegno. Non si sta parlando, in questo caso, di protesi o di dentiere, ma di un impianto che andrà a divenire una parte integrante della bocca, in modo definitivo. Nell’implantologia si sono verificati, come detto, dei progressi molto interessanti, i quali hanno consentito ai professionisti del settore di realizzare degli impianti assolutamente perfetti, in grado di scongiurare nel modo più assoluto

il rischio di rigetti. Insomma, se gli odierni impianti dentali sono da considerarsi impeccabili, cosa si intende nello specifico per impianti “a carico immediato”? Gli impianti a carico immediato sono dei particolari impianti dentali, di ultimissima generazione, che evitano al paziente l’annoso problema della lunga convalescenza, nella quale è indispensabile limitare notevolmente l’alimentazione. Mentre, fino a pochi anni fa, dopo l’intervento il paziente doveva necessariamente alimentarsi con cibi molto morbidi, o perfino esclusivamente liquidi, per diverse settimane, oggi questo problema non si pone proprio grazie all’implantologia a carico immediato, che consente appunto di recuperare la masticazione pressoché immediatamente, pochissimo tempo dopo il termine dell’operazione. Allo stesso modo, tra l’altro, la persona che si sottopone ad intervento d’implantologia dentale può

curare la propria igiene orale proprio come se avesse dei denti naturali. Insomma, l’implantologia a carico immediato può essere considerata come la versione più innovativa, più affidabile, dell’implantologia.

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Run for Iov Pazienti e oncologhe alla maratona di new York

Cancro al seno: si guarisce e si torna a correre L

’avventura del team Run for Iov, composto da dodici pazienti guarite dal cancro al seno e da quattro specialiste dell’Istituto Oncologico Veneto, si è conclusa nel migliore dei modi. Partite da Padova verso New York, domenica 6 novembre hanno partecipato alla Maratona più famosa del mondo. Le runners hanno sconfitto il cancro al seno, curate e seguite dagli specialisti dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS. Alessandra, 34 anni; Sabrina 44 anni; Patrizia 43 anni; Alberta 49 anni; Susanna, 30 anni; Martina, 38 anni; Paola, 63 anni; Ornella, 53 anni; Daniela 50 anni; Caroline, 49 anni; Donatella, 53 anni, Sandra, 47 anni (fondatrice della Onlus Ryla, Run for Your Life Again).

Con loro sono partite anche quattro specialisti dello IOV (clinici che hanno seguito da vicino le donne durante e dopo il periodo di cura) e che parteciperanno alla maratona newyorkese: Silvia Michieletto e Tania Saibene (chirurghi oncologi della Breast Unit dello IOV); Stefania Zovato (endocrinologa U.O. Tumori EreditariIOV); Samantha Serpentini (psiconcologa, IOV). “Il rapporto che si instaura allo IOV – afferma Patrizia Simionato, direttore generale dello IOV - tra pazienti e clinici è tale da generare iniziative forti, autentiche e coinvolgenti. All’Istituto i pazienti sono prima di tutto persone, e proprio per questo in un rapporto di profonda attenzione nascono momenti di aggregazione e si sviluppano attività importanti, che durano nel tempo”.

Il gruppo padovano alla Maratona di New York si è fatto notare

Chi si ammala, chi guarisce?

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gni anno, in Italia, si ammalano di tumore al seno circa 48 mila donne (e 300 uomini). Si tratta infatti della neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile. In media, in assenza di condizioni particolari (come la mutazione genetica), il rischio di ciascuna donna di ammalarsi è del 10-12%. Questa percentuale, però, varia molto con l’età. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori è del 2,3% fino all’età 49 anni (1 donna su 45), del 5,2% tra i 50 e i 69 anni (1 donna su 19) e del 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23). Complessivamente, emerge che 1 donna su 9 in Italia si ammalerà di tumore al seno nel corso della sua vita. Consola però sapere che la mortalità è in continuo calo: ogni anno diminuisce dell’1,4%, e questo si deve sia all’efficacia delle nuove terapie sia alla diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale. Oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è di circa l’87%. Certo sono ancora troppe le donne che muoiono a causa di questa malattia, che si conferma la prima causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile. Il cancro al seno è la causa del 29% dei decessi nelle donne prima dei 50 anni, il 23% di quelle tra 50 e 69 anni e il 16% di chi ha oltre 70 anni..

SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI... Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona.

Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla con un gesto di solidarietà. www.aism.it - bomboniere@aism.it - Tel. 010 27131


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Estremo Oriente

Vietnam e cambogia, il futuro ha un cuore antico Viaggio nei due paesi dell’Indocina che nella pace, dopo tanti anni di guerra, hanno trovato il volano per una crescita vertiginosa. Anche sul piano turistico, mettendo in mostra i tesori di una cultura millenaria

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uarant’anni di pace valgono anni luce quelle di Oriana Fallaci) ai grattacieli abbadi progresso. Liberano energie posi- glianti di luci e di colori della City. E proprio tive. Rimettono in moto e fanno rinascere a Saigon la memoria del conflitto è ancora la speranza anche in un paese, quale era il viva nel Museo della guerra che documenta Vietnam del 1975, dilaniato da trent’anni di le atrocità commesse dagli americani e le guerra sanguinosa e brutale. Prima quella conseguenze dell’utilizzo di armi chimiche. per uscire dal giogo del colonialismo fran- Quella pagina di storia è ancora viva anche cese (conclusasi nel 1954) e poi quella civile nel Palazzo della Riunificazione, l’ex sede del fraw il Nord comunista e il Sud filo america- primo ministro del Sud, dove sono visitabili no (1960-1975) che sconvolse il mondo per anche i bunker sotterranei. Chi vuole approle sue atrocità. Oggi il Vietnam è un paese fondire il tema della guerra trova pane per giovane e dinamico, proiettato verso la crei suoi denti a Cu Chi, visitando il sistema di scita economica e desideroso di mostrare tunnel sotterranei che ebbero una funzione al mondo i suoi vistosi passi in avanti. Un fondamentale nella strategia di guerra dei paese che vive di futuro, che è quello che Vietcong. La Saigon più occidentale la si rihanno nel cuore i suoi milioni di giovani. trova nel quartiere della cattedrale di Notre Una generazione on the road che sfreccia Dame e del monumentale Palazzo delle Posorridente a tutte le ore in sella ad altrettanti ste. Quella più tradizionale nella Pagoda di milioni di motorini lungo le strade di Saigon Ngoc Hoang e nel mercato popolare di Ben (la chiamano tutti ancora così, nonostante il Thanh. suo nome oggi sia Ho Chi Minh) in una sorta Il modo migliore per apprezzare il delta del di stordente moto perpetuo. Mekong è la navigazione fluviale, spingenIl Vietnam (territorio poco più grande dosi poi con piccole imbarcazioni a scoprire dell’Italia dove vivono 90 milioni di abitanla rete di canali e di stagni che, avvolti da ti) oggi è un paese che ha cancellato le fe- un vegetazione lussureggiante, costituiscorite e le devastazioni dei no l’habitat ideale per una Dalla vivace e cosmopolita variegata avifauna. Straortanti conflitti patiti nel dopoguerra e che vuole dinaria l’escursione in picSaigon (oggi Ho Chi Minh) mettere in vetrina anche cole barche nella foresta alla natura avvolgente del le sue straordinarie beldelta del Mekong, dalla regale pluviale di melaleuca a Tra lezze naturali e artistiche. Su. A Can Tho, vivace città Phnom Penh ai templi A partire dalla capitale di un milione di abitanti, di Angkor, Patrimonio Hanoi, ricca di templi e pulsa di vita il mercato galdell’Umanità Unesco. di palazzi, oppure dalla leggiante di Cai Rang con spettacolare baia di Ha- Un viaggio ricco di sorprese, i sampan carichi di merci long (situata all’estremità seguendo il filo della storia di ogni genere, soprattutto settentrionale del paese, riso e frutta, mentre la sera al confine con la Cina) con i suoi monumen- è piacevole perdersi tra la folla di giovani che tali “faraglioni” da ammirare in navigazione animano l’area pedonale dominata dalla gilenta, o l’antica capitale imperiale Hue dove gantesca statua di Ho Chi Minh. Lungo la ancora si colgono i fasti della vita di corte. E strada per Chau Doc è “visitabile” anche un poi Da Nang con il suo museo ricco di scul- allevamento di… coccodrilli, utilizzati come ture antiche e misteriose, Cham famosa per carne e nella confezione di borsette. le sue incantevoli spiagge di sabbia bianca, Chi ha tempo, da Chau Doc può vivere l’eBuon Me Thuot e Pleiku interessanti per le mozione di raggiungere la Cambogia risaloro piantagioni di caffè e i loro elefanti. E lendo il Mekong (sei ore di navigazione) e ancora spiagge da sogno, scendendo, a Nha concedersi un’appendice di viaggio a Phnom Trang e Phan Tiet. Per arrivare infine a Sai- Penh e nella zona dei templi di Angkor, una gon – Ho Chi Minh e nel delta del Mekong, delle sette meraviglie del mondo moderno. il cuore pulsante del paese a livello econo- La capitale della Cambogia è oggi una città mico dove il Vietnam vive già proiettato nel con tanta voglia di lasciarsi alle spalle i terfuturo. Saigon si ammira tutta dalla Bitexco ribili ricordi legati alla feroce dittatura dei Tower, dall’alto dei suoi 262 metri, seconda Khmer Rossi. Le atrocità compiute dal regine solo alla Keangnam di Hanoi (336 metri). La di Pol Pot nel periodo 1975 – 79 sono docuvecchia capitale del Sud, metropoli che sfiora mentate soprattutto nel Lager S21, l’ex liceo ormai i 10 milioni di abitanti, è un contrasto dove furono detenuti e torturati migliaia di avvincente fra vecchio e nuovo: dai quartieri internati, colpevoli solo di essere intellettuacoloniali che evocano pagine di letteratura e li, borghesi o commercianti e quindi “inutidi corrispondenze di guerra (indimenticabili li” alla folle costruzione dell’utopistico stato

Una splendida ragazza cambogiana lungo il viale che porta al tempio di Angkor Wat. A sinistra dall’alto: esercito di scooter a Saigon (oggi Ho Chi Minh City) e un allevamento di coccodrilli nel sud del Vietnam. Sopra uno dei grattacieli simbolo di Saigon e la statua di Ho Chi Minh, il “grande padre”, a Can Tho. Sotto: un’immagine di Angkor Wat al tramonto, un tempio buddista, elefante fra i templi di Angkor, il palazzo reale di Phnom Penh, navigazione nel delta del Mekong, sposi a Saigon davanti alla cattedrale cattolica di Notre Dame e le grandi statue del tempio di Bayon (Angkor) in Cambogia

comunista rurale. Furono quasi due milioni i cambogiani sterminati dal regime da Pol Pot, un terzo della popolazione. I fasti della dinastia tornata alla guida del paese (dopo la liberazione dai Khmer Rossi da parte delle truppe vietnamite) sono ammirabili nel Palazzo Reale. Infine Angkor: servono almeno tre giorni per rendersi conto della preziosità dei suoi templi, raggiungibili a bordo dei tuk tuk, le pittoresche motocarrozzette locali. Il più celebre, Angkor Wat, Patrimonio dell’Umanità Unesco, richiede da solo mezza giornata. Imperdibile la vista con i colori morbidi e caldi del tramonto, con il tempio che si specchia nell’acqua. Atmosfere uniche, pietre che “parlano” attraverso i bassorilievi dell’antica cultura Khmer usciti intatti il secolo scorso dall’abbraccio ultrasecolare della foresta. Le Thi Thu Phuong, laureatasi in Italia e ora responsabile marketing di Asiatica Travel, tour operator di Hanoi molto attivo nel

nostro paese, collaborando anche con il Centro Studi Vietnamiti (il 25 settembre scorso a Torino ha organizzato l’evento culturale “Vietnam da scoprire”), propone interessanti viaggi su misura in Indocina, organizzati anche on line, viaggi con assistenza in italiano 24 ore su 24. Pacchetti tagliati sulle esigenze dei viaggiatori, singoli o di gruppo, caratterizzati da qualità nei servizi, buon prezzo e spessore culturale. “Vogliamo far apprezzare il nostro bellissimo paese” dice Le Thi Thu Phuong “che negli ultimi anni sta intensificando il rapporto di amicizia con l’Italia, come testimonia anche la recente visita del vostro Presidente della Repubblica Mattarella e le molteplici sinergie in campo commerciale e culturale”. � Pagina a cura di

>Renato Malaman<


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine radicchio

Carciofi farciti

Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio*. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio*.

Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.

Ingredienti: 300 g di farina - 2 uova - 3 C di zucchero di canna - latte di riso quanto serve - 1 pizzico di sale - 1 c di vanillina - 1 c di lievito naturale - 100 g di noci tritate - 1 C di zucchero a velo.

Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.

Preparazione: in una ciotola mettere la farina, i rossi d’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina, il lievito, il latte di riso quanto serve per ottenere una consistenza cremosa e una parte delle noci tritate. Mescolare bene il tutto, unire i bianchi montati a neve, amalgamare delicatamente e passare in uno stampo infarinato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, cospargere con lo zucchero a velo. Per una miglior presentazione servire con un cucchiaio di composta di frutta a scelta e un pizzico di noci tritate.

Crema di radicchio Ingredienti: 1 decina di foglie di radicchio varie - 2 spicchi d’aglio - 2 C di panna di riso - un pizzico di zenzero - un pizzico di curry - olio e sale q. b. Preparazione: lavare, scolare il radicchio e farlo saltare con l’aglio tritato, regolare di sale. A fine cottura unire lo zenzero, il curry e la panna di riso. Frullare il tutto per ottenere una crema vellutata da usare sia per condire cereali e pasta, ma anche su crostini e tartine. Questo inoltre è un ottimo modo per riciclare le foglie di radicchio più grandi o resti di radicchio di vari tipi.

Focaccia della nonna

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Attenzione ad alcune contraddizioni affettive che spesso appesantiranno il vostro umore

Toro Il vostro cuore sarà sempre caldo e disponibile ma gaffe, equivoci e tensioni sono dietro l’angolo

Novembre Avanti tutta e se incontrerete degli ostacoli trattenete il fiato e girate l’angolo. Supererete tutto

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Bilancia Tensioni affettive causeranno alti e bassi in famiglia o con le persone alle quali volete bene

Scorpione Nonostante le tensioni, ammorbidite le lamentele e mostrate il vostro volto più affettuoso

Gemelli

Sagittario

Attenti a non assecondare l’ira, correte il rischio di dire anche quello che non pensate

Novità sul piano privato, ma anche divertimento, amici e famiglia: trascorrerete momenti esaltanti

Cancro

Capricorno

Tensioni e insoddisfazioni di natura affettiva potrebbero creare intoppi nei rapporti familiari

Periodo ottimo per concedervi una meritata pausa, e magari fare un viaggio per ritemprarvi

Leone

Acquario

Date spazio alle emozioni, che, in questo periodo, saranno profonde e stabili. Spazio al cuore

Novembre vi offrirà tante situazioni piacevoli e divertenti. Molto positiva la vita sociale

Vergine

Pesci

Nuove conoscenze molto interessanti che attireranno la vostra attenzione. Fuggite lo stress

La vita sociale sarà rallegrata da inviti che vi faranno tornare il sorriso sulle labbra


A U T U N N O / I N V E R N O / 2 0 1 6 / 1 7


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