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violenza: nel 93% dei casi il mostro È in casa

La videosorveglianza è diventata realtà e addirittura in alta definizione. Anche il Comune di Monselice si doterà di 34 telecamere per la prevenzione dei crimini e il supporto alle forze dell’ordine nelle attività di indagine. pag. 8

borghesan guida le città murate venete Passa a Montagnana la testa dell’Associazione Città Murate del Veneto. Il nuovo presidente dell’associazione è infatti il sindaco Loredana Borghesan. Il nome è stato scelto durante l’assemblea dei soci delle Città Murate. pag. 15

Le nostre rubriche

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Inquinamento fiumi appello al Ministero

Sindaci ed enti gestori delle acque uniscono le forze per chiedere un deciso intervento del Governo sulla presenza di sostanze dannose nei corsi d’acqua

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ronte unito tra sindaci ed enti gestori delle acque: “Il Ministero deve intervenire sull’inquimamento da Pfas”. Portano la firma di dieci sindaci le due lettere inviate al Ministero dell’Ambiente e all’Arpav per sollecitare interventi seri sul fronte dell’inquinamento da Pfas dei locali corsi d’acqua: la necessità di sollecitare gli enti preposti al controllo è arrivata dai sindaci padovani di Megliadino San Fidenzio,

Montagnana, Urbana e dai colleghi vicentini di Agugliaro, Alonte, Asigliano, Campiglia dei Berici, Orgiano, Pojana Maggiore e Sarego. Amministratori, questi, i cui fiumi e canali hanno registrato la presenza di sostanze perfluoroalchiliche, estremamente dannose per l’organismo umano. Sostenuti da Cvs e Acque Vicentine, gli enti comunali hanno chiesto ufficialmente a Ministero e Arpav provvedimenti urgenti entro dieci giorni.

Nello specifico, i dieci Comuni sollecitano al Ministero azioni che permettano di incidere concretamente sulla rimozione della fonte contaminante (che sembrano essere le aziende conciarie del Vicentino). Il Ministero dell’Ambiente, infatti, ha poteri molto precisi in presenza di un danno ambientale accertato: può ordinare all’operatore responsabile del danno di adottare tutte le misure di ripristino. pag. 14

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LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Samantha

Muffato, la salzanese che balla per un sogno a seguire sono

stati cliccatissimi i servizi relativi Venicemarathon, dodicesimo posto per leonaro calzavara di pianiga. Ricordando fabio galdiolo, la quarta notizia, invece porto tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL

Sui social è volata la notizia con la piazza ti informi e... risparmi con i coupin del Risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata Roberto favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a Mcdonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del patti territoriali di chioggia, cavarzere e cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, l’equipe ospedaliera del reparto di urologia di dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia

Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni

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a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di

salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.

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Il BLOG DEL DIRETTORE Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata contro la violenza alle donne, un fenomeno che colpisce anche il Veneto con numeri importanti. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Occorre, però, spingere ancora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto reciproco. seguici su www.lapiazzaweb.it/category/ilblog-del-direttore/

IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: la carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/

ADOTTAMI, I NOSTRI AMICI ANIMALI

L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.

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Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: piovese, conselvano, Miranese Sud e cavarzere

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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni

Annunciati nuovi tagli alla sani

di Elisa dall’aglio

In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero

Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”

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entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle

sPerimentazione sanitaria

Med.it: oltre il Cup

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i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.

Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-

liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.


Argomento del mese 5 Vertice in Regione fra Comune, Università, Provincia e Azienda Ospedaliera

ità, a pagare saranno i cittadini L’iniziativa A Padova attiva una delle due equipe venete, la Regione conferma il servizio

Abusi e maltrattamenti sui minori, esperti al lavoro per la prevenzione di Nicola Stievano

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e cronache purtroppo riportano con inquietante frequenza notizie di maltrattamenti, o peggio, abusi sui minori. Veri e propri delitti che spesso si consumano fra le mura domestiche e che possono essere contrastati solo con una attenta attività di prevenzione. A Padova, nel territorio dell’Uls 16 è attiva una delle équipes specialistiche attivate in via sperimentale nella nostra regione (l’altra si trova nell’Ulss 9 di Treviso) proprio per prevenire e contrastare abusi e maltrattamenti su minori. Ora dopo una prima fare il lavoro degli specialisti proseguirà e sarà ulteriormente esteso nel territorio. Lo assicura l’assessore alle politiche sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin, che ha portato all’approvazione della Giunta il rifinanziamento del servizio per l’anno in corso con 350 mila euro. “Il progetto pilota avviato in Veneto, e previsto dal piano sociosanitario vigente, si è dimostrato efficace in termini di prevenzione, protezione e cura dei minori, vittime e o autori di abuso sessuale e grave maltrattamento - spiega l’assessore - Gli specialisti delle équipes interprovinciali integrano e collaborano con i servizi sociosanitari e sociali del territorio, per accogliere e prendere in carico minori abusati o vittime di maltrattamenti. Ogni 100 casi, 4 risultano vittime di abuso sessuale, 7 di maltrattamento fisico, 14 di maltrattamento psicologico e 47 di trascuratezza materiale e affettiva. Di fronte all’aumento dei casi segnalati e all’efficacia del modello sperimentato per il 2016 prevediamo di potenziare la rete con un maggior numero di équipes inter-provinciali”. L’indagine nazionale su maltrattamenti e abusi presentata dal Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza a maggio 2015 ha registrato 91 mila minorenni in Italia vittime di abusi e violenze materiali e/o psicologiche. “In Veneto è in cantiere, grazie anche al lavoro delle due équipes interprovinciali di Padova e Treviso, un monitoraggio capillare del fenomeno e delle sue evoluzioni - conclude l’assessore – e su questa base andremo a definire anche la nuova organizzazione del servizio”.

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Il rettore invita a non perdere altro tempo

Ospedale, un passo avanti, disponibile l’area di Padova Est P

er il nuovo ospedale di Padova si fa sempre più concreta la scelta dell’area di Padova Est- San Lazzaro e probabilmente l’opera verrà costruita con il ricorso al project financing. Dall’Università di Padova nessuna preclusione sull’area, a patto però che non si perda altro tempo e che l’Ateneo possa entrare nel merito delle scelte relative alla ricerca, alla didattica e all’assistenza. Resta aperta la questione della sentenza del Tar sull’area di Padova Ovest ma entro Natale la partita dovrebbe chiudersi definitivamente. Pertanto subito dopo la metà di dicembre tornerà a riunirsi il tavolo regionale convocato da Zaia per procedere con il progetto. E’ quanto deciso in un vertice a Palazzo Balbi alla fine di ottobre, al quale hanno partecipato, oltre a Zaia e ai tecnici, il sindaco di Padova Massimo Bitonci, il rettore dell’Università Rosario Rizzuto, il presidente della Provincia Enoch Sorzano. Bitonci ha ricordato il lavoro della commissione che ha individuato due aree compatibili con la realizzazione del nuovo polo ospedaliero. In pole position c’è il quadrante di Padova est – San Lazzaro. “Si tratta 430 mila metri quadri, già disponibili, - ha spiegato Bitonci - 280 mila in proprietà al Comune e ben altri 150 mila che sono in disponibilità in base ad un accordo già fatto con i proprietari. Questa è un’area che è priva di qualsiasi problema di carattere idrogeologico, è un’area abbastanza ampia che non ha problemi di urbanizzazione rispetto all’area di Padova ovest che invece, come è noto, doveva essere urbanizzata, espropriata ed aveva anche dei problemi molto seri di carattere idrogeologico. L’altra area individuata è quella dell’Aeroporto dell’Allegri, che al Comune di Padova risulta non disponibile, in quanto abbiamo effettuato una verifica che questa è zona di interesse strategico militare. Ricordo che un anno fa non esisteva la proprietà o la possibilità di realizzare il polo ospedaliero nell’area di Padova ovest, dovevano essere effettuati gli espropri e per giunta la stessa Commissione tecnica ha rilevato che i lavori di urbanizzazione e i lavori legati al problema di carattere idraulico idrogeologico erano quantificabili in un importo pari a 100 milioni, quindi un importo estremamente importante. Ora invece a Padova Est abbiamo a disposizione un’area di 430 mila metri che può arrivare a 470 mila metri, con una convenzione sottoscritta in cui le società proprietarie mettono a disposizione l’area da subito”. Il rettore Rizzuto ha chiarito le rispettive competenze e sottolineato la necessità di non perdere altro tempo. “La mia preoccupazione è il fatto che ci troviamo con l’orologio a tempo zero, in una situazione di grande difficoltà operativa. Abbiamo un ospedale che sicuramente non è all’altezza delle potenzialità di un policlinico universitario e di questo siamo preoccupati. Quindi, noi sulle scelte della sede, sulle argomentazioni abbiamo un ruolo subordinato. Dove non abbiamo un ruolo subordinato è la discussione piena di che cosa deve essere il nuovo ospedale, ed è quello che chiediamo. Dobbiamo usare bene il tempo a disposizione perché se non avremo dato una struttura adeguata alla nostra sanità regionale credo che avremo delle precise responsabilità”. Zaia fissa il prossimo incontro operativo a metà dicembre, proprio per non lasciare passare troppo tempo, e incarica il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova Claudio Dario a verificare alcuni temi legati alla valutazione comparativa delle aree, all’idraulica e al contenzioso legale. “Dobbiamo fare in modo di non perdere i finanziamenti N.S. da Roma dando una risposta definitiva sul nuovo ospedale di Padova”.


6 Monselice L’inaugurazione A dicembre il taglio del nastro al termine della ristrutturazione

San Paolo tutto nuovo

Una spesa di 350 mila euro per il “Museo della città” Un viaggio, anche multimediale, nell’arte e nella storia di Emanuele Masiero

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l nuovo museo di San Paolo prende vita. Sarà inaugurato in dicembre quello che si candida a diventare il Museo della Città. Un’opera che tra ristrutturazione e allestimento ha richiesto 350 mila euro. I lavori sono stati organizzati in tre parti distinte. In primis gli interventi strutturali compreso l’allestimento e l’implementazione informatico-multimediale. La seconda parte invece ha riguardato la conclusione degli allestimenti posti al piano d’ingresso del museo oltre ad un intervento di asciugatura dell’umidità. Sono stati realizzati l’ingresso, l’area di accoglienza, l’ex sacrestia (con la collocazione dei reperti archeologici), il piano terra dell’ex campanile, l’abside maggiore e l’area scavi. La terza e ultima parte comprende l’allestimento del secondo piano con la sistemazione dell’affresco che in origine era collocato nella cripta della chiesa. Ampio spazio è stato dato anche alle innovazioni con la strumentazione multimediale rivolta alla fruizione individuale, la realizzazione di software

dal 1979!

L’ingresso al Museo San Paolo nel cuore di Monselice multi-utenza riservati alla gestione e alla fruizione delle informazioni scientifiche, un’aula didattica e uno spazio per mostre. L’ultimo passo sarà la realizzazione della segnaletica esterna ed interna. Molto interessante la suddivisione della visita in due percorsi distinti. Il primo riguarda l’approfondimento sulla chiesa di San Paolo con l’area prima chiesa e l’area degli scavi, mentre il secondo percorso riguarda il Museo della Città con l’abside piccola, la sacrestia, l’abside maggiore e la

sala della buona morte. Il museo è già dotato di un nuovo sito web (www.sanpaolomonselice.it) e dei maggiori social network, compreso Youtube per la pubblicazione di particolari video. Dal sito web è anche possibile fare una visita vistuale di entrambi i percorsi con una cartina interattiva che descrive tutto quello che si può visitare. “Grazie a questi interventi - ha spiegato l’assessore alla cultura Gianni Mamprin - è stato realizzato il Museo della Città”.

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AMBIENTE Rimborso della metà delle spese di bonifica, fino a 350 euro

30 MILA EURO DI CONTRIBUTI PER L’AMIANTO

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ono arrivati i nuovi contributi comunali a sostegno del rispetto ambientale. Amianto, vecchie caldaie e pannelli solari hanno contributi e finanziamenti dedicati. La decisione è arrivata nelle scorse settimane dalla giunta con un provvedimento che dovrebbe premiare i comportamenti virtuosi. Per quanto riguarda il bando a favore degli interventi di rimozione e smaltimento amianto, sono Il Comune aiuta nello disponibili 30 mila euro da erogare snaltimento dell’amianto sotto forma di rimborso pari al 50% della spesa sostenuta e documentata per la bonifica, fino ad un importo massimo di 350 euro. Il contributo spetta a quei privati che devono smaltire lastre d’amianto non superiori ai 75 mq e posizionate ad un’altezza non superiore ai 3 metri o quantità che non superano i 1.000 chili. Nella compilazione della graduatoria sarà tenuto conto anche del livello di degrado delle coperture e della posizione rispetto a luoghi sensibili o densamente popolati. Il secondo bando riguarda invece la sostituzione delle vecchie caldaie (con un contributo di 600 euro), gli impianti fotovoltaici (contributo da 750 a 1.200 euro) e i pannelli solari (contributo di 1.500 euro). Nel bando sono ammessi gli interventi effettuati a partire dal 1 gennaio di quest’anno. “C’è tempo per fare richiesta entro il mese di novembre - ha spiegato l’assessore all’ambiente Giorgia Bedin - l’anno scorso avevamo proposto il contributo per caldaie e pannelli con un successo enorme. Quest’anno abbiamo aggiunto anche la rimozione dell’amianto perché crediamo che la tutela ambientale debba essere fatta a 360 gradi. Inoltre il picco di richieste dovrebbe essere passato e dividere il contributo su più fronti E.M. permette di agire tempestivamente sulle situazioni più urgenti a rischio eternit”.

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anno preso il via i nuovi cantieri per il recupero e il potenziamento di diverse aree del territorio comunale di Monselice. Il primo riguarda la ex canonica che prevede la creazione di quattro unità residenziali, un bar e una sala riunioni per un importo totale di 1 milione di euro. Il primo stralcio dell’intervento comporta una spesa di 800 mila euro e comprende un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo di 250 mila euro. I lavori termineranno nel novembre 2016 e prevedono l’abbattimento e la ricostruzione di buona parte dell’edificio anche se diversi elementi saranno mantenuti o quantomeno ricostruiti secondo lo stile originario. La proprietà dell’immobile è condivisa tra Comune e Istituto per il sostentamento del Clero, ma al termine dei lavori al Comune spetterà il piano terra con bar e sala pubblica polivalente. L’altro cantiere avviato riguarda il canile di Monselice che presto diventerà un punto di riferimento per tutta la provincia. I lavori interessano la struttura di via Erbecè per un importo di quasi 350 mila euro. Il progetto

prevede una ristrutturazione con ampliamento del rifugio per cani. L’investimento è suddiviso tra 218 mila euro necessari per i lavori e 90 mila per l’acquisto dell’area. Il terreno su cui sorge il canile è sempre stato di proprietà privata e la struttura era data in gestione ad un soggetto privato che era responsabile delle strutture edificate sul terreno. Per coprire la somma totale dei lavori ci sarà un contributo regionale di 200 mila euro. La parte restante sarà invece coperta dal Comune. Per il canile sanitario il progetto prevede un nuovo laboratorio per i piccoli interventi con saletta d’attesa, servizi igienici e nuovi box. In questo modo si libererà un’area che diventerà quindi il canile rifugio con nuovi box e aree di ricreazione per i cani, senza contare il nuovo spazio dedicato al gattile. “Si tratta di un intervento molto importante - ha spiegato il sindaco Francesco Lunghi - I lavori permetteranno di completare la messa a norma del canile sanitario e la realizzazione di nuove strutture per il canile rifugio comprese le aree di sgambamento”. E.M.


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8 Monselice Sicurezza Il consigliere delegato alla sicurezza Rosina “Non sarà un grande fratello”

Videosorveglianza “full hd” di Emanuele Masiero

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a videosorveglianza è diventata realtà e addirittura in alta definizione. Anche il Comune di Monselice si doterà di 34 telecamere per la prevenzione dei crimini e il supporto alle forze dell’ordine, ma il consigliere delegato alla sicurezza Emanuele Rosina precisa: “non sarà un grande fratello”. L’appalto. La ditta che fornirà il sistema di videosorveglianza è la Teletronica di Udine con un ribasso del 14,8% sull’importo della fornitura posto a base di gara di euro 141.984 e offrendo una maggiore durata del noleggio per ulteriori 3 anni oltre i 12 previsti dal capitolato. Alla gara hanno partecipato 11 ditte. Privati. Grazie ad una conversione stipulata con la ditta Parsec-net, i privati che decidessero fin d’ora di avere un propria telecamera, potranno contattare la ditta concessionaria della rete di fibra ottica per avere maggiori informazioni su costi e operatività (0429 1905890). Alta definizione. Soddisfazione è stata espressa dal consigliere Rosina che spiega anche la situazione del Comune di Monselice rispetto alla presunta escalation di episodi di criminalità. “Finalmente dopo tanti anni di sforzi siamo arrivati al dunque - ha commentato Rosina - Nei prossimi giorni inizierà l’installazione delle telecamere che saranno addirittura qualitativamente migliori rispetto a quelle che erano previste. Il fatto di iniziare con tempi leggermente dilatati ha permesso alla ditta di proporre una tecnologia ad alta definizione”. Il fatto di poter disporre di questa tecnologia dovrebbe permettere un riconoscimento facciale molto più preciso. In altre parole, si potrà individuare con precisione gli eventuali autori di eventi criminosi. Ma non solo. Questo tipo di telecamere sono utilizzate spesso anche per la scansione delle targhe delle auto per verificare, ad esempio, la regolarità dell’assicurazione. Allarme sicurezza. Escalation di criminalità? Secondo il consigliere Rosina si, ma anche no. “Se

NOVITA’

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La città sarà sorvegliata da 34 occhi elettronici che sapranno anche riconoscere i dettagli del viso

A sinistra Emanuele Rosina, consigliere alla sicurezza stiamo vivendo un periodo di insicurezza non è certo per colpa dei Comuni - ha spiegato il consigliere - la colpa è del Governo che noncurante delle richieste dei cittadini e degli amministratori dei Comuni, sta mettendo in atto una lunga serie di politiche che favoriscono l’insorgere della microcriminalità. In ogni caso è sempre bene distinguere l’insicurezza percepita da quella reale. Le telecamere serviranno a combattere entrambe”. I commenti. “Questo sistema di videosorveglianza non sarà un grande fratello - ha precisato Rosina - Solo poche persone accreditate potranno visionare i filmati e comunque non senza un motivo fondato. Ma è chiaro che si tratta di

uno strumento potentissimo per le forze dell’ordine che potranno contare sul supporto delle immagini per individuare con rapidità gli autori di fenomeni malavitosi. Ci tengo a precisare una cosa: di certo la videosorveglianza non sarà la panacea di tutti i mali. Ma è altrettanto vero che rappresenta uno strumento di supporto fondamentale: se alle forze dell’ordine diamo una “carriola” poco potranno fare. Se invece gli diamo strumenti di ultima generazione, sicuramente riusciranno a svolgere anche i loro compiti di controllo e monitoraggio”. Soddisfatto anche il Sindaco Francesco Lunghi che aveva sostenuto il progetto videosorveglianza come strumento di controllo del territorio comunale.

Editoriale Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?! di germana Urbani* segue da pag.

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Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.

*direttore@lapiazzaweb.it

Potranno leggere le targhe e controllare i dati assicurativi, in via Ca’ Oddo e via Orti

SICUREZZA STRADALE, IN ARRIVO DUE DISPOSITIVI “T-RED”

on solo videosorveglianza contro la criminalità. I progetti dell’amministrazione comunale includono anche il monitoraggio del traffico e della sicurezza stradale. Per questo è già allo studio un progetto per installare la strumentazione necessaria alla lettura delle targhe delle auto che transitano davanti alle telecamere. Questo sistema permette di fare verifiche computerizzate di vari parametri fiscali come ad

esempio capire se un automobilista è in regola con l’assicurazione. Ma non solo. La lettura della targa potrebbe servire a individuare automaticamente il transito di mezzi segnalati. Intanto è stato deciso di installare due nuovi T-Red i dispositivi che individuano i trasgressori del semaforo rosso. Il primo andrà posizionato sul semaforo dell’incrocio di via Ca’ Oddo con via Colombo. La strada è infatti diventata maggiormente trafficata e

pericolosa per via della posizione strategica rispetto al nuovo ospedale unico. Il secondo T-Red invece sostituirà probabilmente quello di via Orti. “Intendiamo aumentare la sicurezza e ridurre il numero di incidenti stradali, prima ancora che punire chi commette l’infrazione” ha commentato il sindaco Francesco Lunghi. Insomma il primo obiettivo sarà la prevenzione anche se con il “t-red” i furbi non avranno vita facile. E.M. Il dispositivo T-red può leggere le targhe

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Sanità 9 La novità Al via da Este il progetto dell’Uls 17, Comune e Confesercenti

Esito esami in negozio

Un’esperienza innovativa che potrebbe essere “esportata” anche negli altri centri del territorio di Nicola Cesaro

La presentazione del progetto con il direttore dell’Uls 17

Monselice

è ancora avvezzo al download del referto dal computer di casa, dunque, potrà evitare il giro all’ospedale di Schiavonia e approfittare del giretto in centro per la spesa di giornata o per comprare il quotidiano. Il meccanismo alla base è molto semplice: quando si andrà a fare il prelievo del sangue, sarà possibile dare il consenso all’accettazione del laboratorio dell’Usl 17 per scaricare e stampare il referto presso un punto autorizzato di “Ric3@”. Ritirato il codice e pagato l’eventuale ticket, alla data di consegna basterà recarsi in uno dei sette negozi del centro per

Il referto potrà essere scaricato e stampato in uno dei punti autorizzati ritirare gratuitamente il referto. Il servizio è infatti attivo nelle farmacie Levorato (via Salute), Mantovanelli (via Principe Umberto), Pedrazzoli (Cavour), Zanchin (Porta Vecchia), ma anche nella parafarmacia Atestina di piazza Trento, nella vicina erboristeria L’Agrifoglio e in quella di via Principe Umberto, L’Orto dei

all’asta il vecchio distretto sanitario, vale 1,1 milioni

V

a all’asta l’ex sede del distretto sanitario di Monselice. Il direttore generale dell’Usl 17, Giovanni Pavesi, ha infatti approvato l’avviso di asta pubblica per lo storico immobile dell’azienda sanitaria che si trova in via Cadorna 33. !!!!!!! !!!!!!! La vendita dell’edificio è stata autorizzata dalla Regione nel !!!!!!! !!!!!!!! !!!!!!!! !!!!!!! ! ! !! !!!!!!! ! ! !!!!!!!! !! !! !!

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Semplici. Il vero ostacolo è stato superare lo scoglio del trattamento dei dati sensibili: un protocollo creato appositamente per il progetto garantirà ogni sicurezza ai cittadini che aderiranno al servizio. “Siamo i primi in Italia ad avviare un progetto simile - spiega la rete di commercianti “Este in Centro” - Fino ad oggi, infatti, il ritiro dei referti era stato pensato solo nella farmacie: noi abbiamo allargato il raggio anche ad altri negozi”. I professionisti impegnati nell’iniziativa sono stati formati, soprattutto in materia di dati sensibili e privacy, attraverso un apposito corso. Con questo mese,

2009, anche se l’alienazione si è resa possibile solo con l’avvio del nuovo polo unico di Schiavonia. Uffici e servizi storicamente collocati nell’immobile di via Cadorna trovano oggi spazio nel Centro Sanitario Polifunzionale di Monselice. Dal settembre scorso l’immobile è stato interamente liberato. Lo scorso 25 settembre l’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiuso la perizia di stima dell’unità immobiliare, che nel 2008 era stata valutata 1.520.000 euro e che oggi ne vale 1.150.000, complici il

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il servizio dovrebbe avviarsi completamente. Alla presentazione di “Ric3@” erano presenti, tra gli altri, il direttore generale dell’Usl 17 Giovanni Pavesi, il sindaco Giancarlo Piva e il direttore di Confesercenti Padova Maurizio Francescon, che hanno lodato in particolare la disponibilità dei commercianti del centro storico.

deperimento fisico e l’obsolescenza tecnologica ed economica dell’edificio. L’avviso d’asta pubblica è stato approntato, anche se la data in cui svolgere l’asta non è ancora stata decisa. Il prezzo di base è stato confermato a 1.150.000 euro e la vendita si effettuerà con il sistema delle offerte segrete e dell’aumento libero. E’ questa un’altra tappa del processo di alienazione degli immobili aziendali non più necessari da quando è attivo l’ospedale di Schiavonia. N.C.

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a sanità “trasloca” nei negozi del centro. In questi giorni sta partendo in centro storico un’esperienza innovativa, pensata per agevolare il cittadino e per rilanciare l’immagine dei negozi atestini. Si “Ric3@”, acronimo che sta per “Referti in Centro – affidabile, accessibile, assistito”, ed è il progetto avviato da Confesercenti, Comune di Este, Usl 17 e commercianti che permette di ritirare il proprio referto nei negozi del centro cittadino. Gli esisti degli esami del sangue, infatti, saranno disponibili nelle farmacie, ma anche in erboristeria e in parafarmacia. Chi non

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10 Este Economia locale Per la prima volta avviene tra due istituti territorialmente lontani, Antiga presidente

Bcc Atestina, sì alla fusione Ok alla Bcc Prealpi, i referenti locali sono Massaro e Quaglia in assemblea dibattito acceso di Nicola Cesaro

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ivoluzione alla Bcc Atestina: l’assemblea dei quasi 10 mila soci (2.700 quelli di Este, dei soci dell’istituto con sede a Este ha oltre 7 mila quelli della Bcc delle Prealpi) sarà detto “sì” alla fusione con la Bcc delle rappresentato da una rete di 42 sportelli, Prealpi di Tarzo. E’ la prima inedita grande 31 dei quali provenienti da Prealpi, situati in fusione fra banche del credito cooperativo del 37 comuni di sei province: Treviso, Belluno, Veneto caratterizzate da aree operative non Padova, Venezia, Vicenza e Pordenone. Il contigue: tra Este e la trevigiana Tarzo corrono soggetto bancario può vantare un total capital infatti 135 chilometri. Quasi tre soci su quattro ratio al 17,64% e un tier 1 capital ratio al 17,62, fondi propri per hanno appoggiato circa 251 milioni di euro, il progetto che Il progetto aveva cost income al 51,64% da quest’estate ottenuto l’ok e partite deteriorate al viene fortemente della Federazione 13,76% degli impieghi, s p o n s o r i z z a t o Veneta Bcc e contro una media delle dall’attuale Cda della di Bankitalia Bcc venete del 17,60%. banca atestina, ma I soci di Atestina hanno designato anche i anche da Bankitalia e dalla Federazione Veneta delle Bcc Venete. All’assemblea straordinaria due amministratori che andranno ad integrare il sono stati 584 (sui 2.700 totali) i soci che si Cda della banca incorporante, che per un anno sono presentati, e che hanno portato con sé passerà da 11 a 13 componenti e che sarà retto dall’attuale presidente di Prealpi, Carlo anche un bagaglio di 842 deleghe. Il voto ha registrato 1.056 voti a favore, Antiga: i due referenti atestini sono Leonardo 364 contrari e 6 astenuti. L’istituto che dall’1 Massaro e Lucio Quaglia. Il dibattito che ha portato all’assemblea gennaio prenderà forma grazie all’assenso

Il voto dell’assemblea dei soci della Bcc Atestina dei soci è stato molto acceso, con tanto di comitato nato ad hoc per contrastare il progetto di fusione (il Comitato Banca Atestina del Territorio presieduto da Stefano Dalla Mutta) e di mobilitazione da parte di dieci sindaci del territorio, Giancarlo Piva in testa a tutti. Tra i limiti più evidenti sottolineati da Comitato e sindaci c’erano la perdita di identità, la governance dell’istituto bancario trasferita

totalmente a Tarzo, la scarsa condivisione del progetto con i soci, i disagi che l’incorporazione porterà ad alcuni dipendenti costretti a trasferirsi. Per il cda uscente, presieduto da Fabrizio Gastaldo, la fusione con Tarzo è invece la garanzia alla sopravvivenza e allo sviluppo della banca atestina.

NEWS E’ primario a Schiavonia

FREGO PRESIDENTE SOCIETA’ CHIRURGIA

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l professor Mauro Frego, primario di Chirurgia del “Madre Teresa” di Schiavonia, è il nuovo presidente della Società Triveneta di Chirurgia. L’ufficialità della nomina è stata data nel corso dell’incontro formativo che ha portato a Monselice 150 chirurghi provenienti da tutto il Triveneto. “Up to date: carcinoma alla tiroide”, questo il titolo del convegno, ha offerto anche numerosi dati su cui sviluppare la riflessione e la programmazione sanitaria, primo fra tutti l’aumento dei casi di tumore alla tiroide e soprattutto il target sempre più giovane costretto a convivere con la patologia. A livello nazionale, per l’Istat i casi di nuovi tumori alla tiroide sono stati 16.300, di cui 12.200 toccati a pazienti di sesso femminile. Nella popolazione sotto i 50 anni è giunto al quinto posto tra i tumori dei maschi. Sorprende inoltre il secondo posto nelle donne, essendo secondo solo ai tumori della mammella e più frequente di quello dell’utero e cervice messi insieme. Dati, questi, che si calano anche in Veneto e nel territorio dell’Usl 17, dove è attivo un gruppo polispecialistico che fornisce cure e trattamenti all’avanguardia. N.C.

NEWS Obiettivo: stimolare la ripresa

contributi ai negozi per favorire ristrutturazioni e risparmio energia

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nterventi di ristrutturazione, di risparmio energetico, ma anche per incrementare la sicurezza o per migliore l’arredo urbano: la metà della spesa è a carico del Comune. E’ questo il cuore del nuovo bando per la concessione di contributi a fondo perduto dedicato ai negozi del centro storico, riservato a tutte quelle attività commerciali che prevedono una nuova apertura o che hanno necessità di avviare lavori di ammodernamento delle loro strutture. Per questo bando il Comune ha stanziato 45 mila euro: serviranno a coprire fino al 50 per cento della spesa prevista dalle singole imprese, con importi che vanno da 1.000 a 5.000 euro. “L’idea che sta alla base di questo impegno è quella di stimolare l’avvio di nuove imprese nel nostro centro storico, ma anche di supportare l’imprenditoria giovanile, di migliorare la sicurezza urbana, aumentare l’attrattività del nostro distretto del commercio e di supportare gli interventi di risparmio energetico”, spiega l’assessore alle Attività produttive Matteo Pajola. A confermare i buoni intenti elencati dall’assessore ci penseranno i criteri di assegnazione dei punti che serviranno poi a stilare una graduatoria: la fetta maggiore di punti andrà alle microimprese, alle strutture ricettive, alle realtà condotte da giovani e a che proporrà interventi successivi alla pubblicazione del bando. N.C.

Centro Veneto Servizi riduce le spese per 5,5 milioni

risparmio da 50 euro in due anni nella bolletta dell’acquedotto

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ollette più leggere per gli utenti del Centro Veneto Servizi, che nell’ultimo biennio si sono visti ridurre la spesa di quasi 50 euro. Ad assicurarlo è la stessa dirigenza del Cvs: “Grazie ai continui efficientamenti siamo riusciti a lasciare nelle tasche dei nostri utenti 5,5 milioni di euro nel solo biennio 2014-2015. L’impegno dei sindaci e dell’azienda per aumentare l’efficienza ha consentito un risparmio medio per utente di 47,93 euro”. Una ulteriore ricaduta positiva sugli utenti di 1,5 milioni di euro è arrivata grazie al consegno unanime dell’ultima assemblea dei sindaci, a seguito della rinuncia volontaria a conguagli 2015, con effetto sulle future bollette. Cvs è una società pubblica in house, che non distribuisce dividendi agli azionisti, ma redistribuisce il valore prodotto ai cittadini, attraverso risparmi in bolletta e investimenti nelle reti e negli impianti. Il risparmio in bolletta è arrivato inoltre senza intaccare gli investimenti nelle reti e negli impianti, che hanno visto comunque un impegno molto rilevante da parte di Cvs: 25 milioni di euro la somma investita sul territorio sempre nel biennio 2014-15. “Negli ultimi due anni l’Autorità ha deliberato aumenti tariffari tra il 6,5 e il 9% per i vari gestori del nostro territorio: Cvs è invece riuscita a scongiurare gli aumenti”, sottolineano gli stessi sindaci. N.C.

Prosegue l’opera di bonifica nella selva di antenne

ridotte le emissioni inquinanti dalla sommità del monte cero

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uone notizie dalla sommità del Monte Cero: anche se la bonifica dalle antenne radiotelevisive abusive non è ancora terminata, lo stato di sicurezza per i cittadini dei vicini centri abitati appare già garantita. L’amministrazione comunale di Baone ha reso noti i risultati dei rilevamenti elettromagnetici nel centro abitato di Calaone. “Anche se i tempi preventivati per la bonifica si sono allungati a causa di continui inconvenienti tecnici e burocratici - spiega il sindaco Luciano Zampieri - il primo e forse più atteso risultato è già stato raggiunto: si tratta della notevole riduzione dell’inquinamento elettromagnetico nell’abitato della frazione Calaone, quella più esposta alle onde delle vecchie antenne”. Le misurazioni sono state effettuate da Arpav, registrando livelli che si discostano in maniera significativa rispetto ai precedenti valori: “Siamo passati dai 3,5 volt/ metro agli attuali 0,5-0,6, livelli che rispettano ampiamente quanto previsto dal regolamento sottoscritto nel 2013 che prevede un limite massimo di 1 volt/ metro nel centro abitato. Questi livelli, molto più cautelativi dei limiti imposti dalla vigente normativa che indica come limite i 6 volt/metro, finalmente garantiscono sicurezza per la salute dei cittadini”. N.C.

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12 Este Elezioni amministrative Portavoce è Carlo Zaramella, consigliere della Lista Tosi

“Este sicura” in campo “Vogliamo portare idee giovani per un cambio di passo in città” di Nicola Cesaro

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opo la prima candidatura assoluta (quella di Stefano Agujari Stoppa) in vista delle elezioni del 2016 – non si sa ancora se per il Comune di Este o per il nuovo superComune nato dalla fusione con Ospedaletto Euganeo – arriva un altro annuncio elettorale. A fine ottobre si è infatti presentata “Este sicura”, nuova lista civica che promette di ritagliarsi un ruolo importante nelle prossime tappe di avvicinamento al voto. “Sicura di sé, sicura per noi, si cura di noi”. E’ questo il motto con cui si è presentato il gruppo, il cui portavoce è Carlo Zaramella, consigliere comunale della Lista Tosi: “Questa civica è il primo risultato di un progetto avviato circa un anno fa - ha spiegato Zaramella - Vogliamo portate nell’amministrazione della nostra città forze nuove e giovani, che trovano nella volontà di fare qualcosa di buono per Este il loro punto di incontro. Serve un cambio di passo rispetto al passato: dobbiamo prendere atto del fatto che in questi ultimi cinque anni qualcosa non ha funzionato e molte

Il gruppo “Este sicura” al suo debutto occasioni sono state sprecate”. Accanto a Zaramella ci sono volti noti e meno noti, dal collega in consiglio Enrico Zovi, al sindacalista Uil Michele Magrini, passando per l’ex vicesindaco di Villa Estense Gianni Slanzi, a nomi come quello di Andrea Fulici, Alberto Moro, Enrico Morsiani, Simona Guzzo, Valentina Verducci e Fabio Camilloni. Forze nuove che promettono linfa nuova alla politica cittadina. Il simbolo della civica riporta i colori giallo e rosso, propri dello stemma di Este e motivo d’orgoglio dello stesso gruppo, e la scritta “Este sicura”: “Quel “sicura” vuole

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evidenziare più significati: non soltanto sicurezza materiale, ma anche sociale”. Dal punto di vista elettorale ogni ipotesi è sul campo, fatta eccezione per il dialogo con il Pd, che “Este sicura” esclude a priori: “Vogliamo riunire attorno a punti programmatici certi e concreti più forze civiche e politiche. Siamo pronti a correre con un nostro candidato, ma anche ad aprirci ad altri gruppi. Sicuramente non con il Pd, mentre nell’attuale governo cittadino il vicesindaco e candidato Stefano Agujari Stoppa potrebbe essere un buon interlocutore”.

NOVITA’ Partecipano 6 comuni per un totale di 33 mila abitanti

polizia locale, distretto euganeo estense

N

uova vita per la polizia locale di Este. Con il mese di ottobre è infatti stata ufficializzata la nascita del nuovo distretto di polizia locale Euganeo Estense. Il distretto nasce dalle ceneri del “Pd5B” nato nel 2010 e che aveva raccolto una quindicina di Comuni. Il nuovo distretto Euganeo Estense ingloba un numero minore di municipalità e vede la partecipazione dei Comuni di Este, Vo’, Lozzo Atestino, Ospedaletto Euganeo, Villa Estense Il comandante Enzo Bellon e Sant’Urbano, per un totale di 33 mila abitanti. L’uscita di scena dei Comuni dell’Unione dei Colli (coni suoi 7.000 abitanti), a differenza di quella di altri Comuni che non hanno condiviso la positività dell’esperienza distrettuale, è stata determinata da una norma regionale che costringeva l’Unione a farsi carico di tutto il distretto come ente capofila causando un forte aggravio organizzativo che, per la sua dimensione e per le risorse umane a disposizione, l’Unione si è detta non in grado di affrontare. Il distretto può contare su 14 agenti, mentre la direzione è affidata al comandante Enzo Bellon. Commentano i promotori della nuova realtà associativa: “Il nuovo distretto nasce dalla positiva esperienza del precedente quinquennio e mette insieme i Comuni che hanno collaborato fino alla scadenza naturale della convenzione precedente. L’organizzazione del distretto permetterà di dare continuità ai servizi che sono stati predisposti e rodati nei precedenti anni di attività. Molto rilevante sarà l’attività di prevenzione e presidio del territorio, connessa anche con quella di educazione stradale nelle scuole”. La convenzione ha affrontato come di consueto la destinazione dei proventi derivanti dalle violazioni amministrative pecuniarie: sarà ripartita in base alle ore di servizio N.C. effettivamente prestate in ciascun Comune dal personale.

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opo sindaci e partiti, la protesta per lo stop alla nuova regionale 10 passa nelle mani delle categorie economiche. Al motto di “Senza Sr 10 non c’è ripresa”, le associazioni di categoria riunite nel Coordinamento delle categorie economiche della Bassa padovana hanno dato vita ad una mobilitazione per esprimere forte dissenso verso la Regione Veneto, rea di aver tagliato il finanziamento pubblico per concludere il cantiere della nuova Sr 10. La strada, pensata per arrivare sino a Legnago, è infatti ferma a Carceri dal 2007. Ascom, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confesercenti, Confindustria e Upa hanno sottoscritto un documento, che verrà ora proposto a sindaci, associazioni, aziende del terziario, sindacati, dirigenti scolastici e Usl. “E’ persino stucchevole parlare oggi di nuova regionale 10 - ha affermato Cristina Marchetti, portavoce del Coordinamento che rappresenta 24 mila imprese della Bassa padovana - Stiamo parlando di un’opera attesa da più di trent’anni, un tempo infinito se paragonato ai tempi di reazione che sono imposti alle nostre aziende dai cambiamenti in atto. Lo stop al cantiere voluto dalla Regione, che ha tagliato il fondo da 36 milioni di euro

ne int ca sull’Adriatico vie a nota città turisti loro. Una tra ili ab leg La tranquillità di un col n in apparenza no commissario una serie di delitti istica. Filippo Righi, te stagioneèturinaccettabile, emi inusuali sch per riavviare per do on per l’imminilencantiere, sec va a indagare così come ile van ale questura, si tro gio loc o nd dal mo il territorio, per i cittadini e oper le imprese partend di entrar to con de ren moventi dei crimini, si Presto i social network. con il quale o, sin i profili depadovana”. della neBassa Continuano dal sas l’as a simbiosi, con caso. contatto, quasi un lla soluzione del guidatoinnetempo: Coordinamento: “Siamoviene ancora zzo per giun me il o internet e dal quale sol ma se stessi ini p sono fini ache icidi no oggi om siamo a nchiedere nel bilancio ll’autoredi dei crim L’abile regia de fino alla lo, sel tas scopo prefisso. po do lo sel saico, tas previsione 2016 dellamo Regione l’opera ritrovi composizione del progettato. le del piano te nude, con indo come parte finaprevisto il finanziamento e che si parta ova ritr te ime sono sta Perché tutte le vitt finalmente con i lavori” si? incalza la Marchetti paio di calzetti ros

“Abbiamo messo nero su bianco questa è un medico re seppe Bertolini re di tre figli, Giu richiestaSposa su toune pad documento, sottoscritto daa Rovigo. professione sua la nel ra a, ma che ope dovle tutte e Pa otto categorie economiche, e che ci he: Ha pubblicato anc l’Holmes Award impegniamo a sottoporre a tutti quei portatori con to mia 11 edizioni) Pre 2014 TWIGGY (01 sione) t di interesse verso la lesprosecuzione della assoluto inediti Cit 2012 EMULI (La Rif zioni) Terzo premio ALBA (SBC edi à di Taranto (20 citt ra Se strada”.201 Il 0documento verrà quindi portato a o bat Sa premio (2011) Tirreni; Vincitore del i città di Stanghella “La 0, Ristampa Ot Venezia.delChiudono dalninCoordinamento: premio Centa ggio 201 HIO (Albatros Ma CC ; Menz EC SP LO 0 201 ti vesuviani (2010) lenterritorio politica regionale non può laignorare critica Taun Vincitore premio del 1) 201 ma (Ro o nic dro Albero An di oltre 900 chilometri quadrati che comprende premio 50 Comuni, ha una popolazione di 200 mila abitanti, vanta 19 mila imprese con 55 mila inclusa agricole. Siamo addetti, oltre€a15 5 ,50 milaivaimprese cerniera tra Basso vicentino, Alto polesine e Basso veronese, e oltre a questo abbiamo un polo sanitario d’eccellenza, l’ospedale di Schiavonia, privo di collegamenti. La Regione non può ignorare una richiesta così forte e unitaria: realizzare la nuova regionale 10 è un dovere e una precisa responsabilità”. N.C.


Montagnana 13 Migranti Nel complesso residenziale hanno trovato posto per lo più nuclei familiari

Profughi all’ex “mausoleo”, per ora sono 55 il sindaco Loredana Borghesan: “Concentrazione eccessiva in luogo frequentato ogni giorno dai ragazzi” di Nicola Cesaro

S

ono 55, destinati però a salire probabilmente oltre residenziali e garage. Il mercato dell’esedra non è i cento. Arrivano da Bangladesh, Siria, Ghana e tuttavia mai decollato, visto che solo Confesercenti ha Costa d’Avorio e in comune, oltre alla speranza di acquistato uno spazio del residence facendone la sede una nuova vita qui in Europa, hanno almeno tre mesi di cittadina: da qui l’idea del proprietario veronese di far permanenza nella vecchia caserma Prandina di Padova. fruttare lo stabile in un’altra maniera. Il complesso ospita Sono i migranti che dagli inizi di novembre hanno 23 appartamenti più altri spazi destinati a strutture preso dimora nell’ex mausoleo di via Zoccolanti grazie commerciali: la capienza supera dunque i cento posti, all’accordo stretto tra Prefettura, cooperativa Ecofficina che molto probabilmente da qui alle prossime settimane verranno occupati interamente dai e proprietari del complesso residenziale. L’ex mausoleo Nei 23 appartamenti migranti. L’impressione è che la cooperativa abbia compiuto una montagnanese – il nomignolo arrivati richiedenti sorta di selezione per i profughi deriva dalla sua caratteristica forma asilo di Bangladesh, da destinare a Montagnana: lo semicircolare – è stato inaugurato Siria, Ghana testimonierebbe la presenza di nel 2010, terminati i lavori e Costa d’Avorio numerose famiglie, donne in dell’agenzia immobiliare Mida di Emilio Danese, imprenditore veronese che aveva visto stato di gravidanza comprese. L’arrivo di questa nuova in quell’edificio delle enormi potenzialità. Realizzato comunità di richiedenti asilo ha scatenato il profondo nel 1962 da monsignor Agostino Bellato, il mausoleo sdegno del sindaco Loredana Borghesan: “Come si doveva diventare un centro per la gioventù: i lavori può pensare di collocare una così forte concentrazione non sono mai stati terminati, almeno fino al recupero di profughi in un’area in cui quotidianamente i ragazzi voluto dalla Mida, che ha stravolto la destinazione arrivano per fare sport, per andare a catechismo o per d’uso dell’immobile andando a realizzare appartamenti partecipare all’Acr?

Quale sicurezza garantiamo alle famiglie? Che immagine diamo del centro storico e delle nostre mura?” ha denunciato da subito il primo cittadino “Il danno d’immagine che ne deriva alla nostra città è altissimo ma sembra non interessare al governo RenziAlfano e ai suoi uffici prefettizi. Con un solo rapido e responsabile colpo di spugna si rischia di vanificare tanto lavoro!”. Montagnana è peraltro già stata “scottata” dall’esperienza dell’accoglienza: a inizio anno la

Prefettura aveva infatti interrotto la collaborazione con l’hotel Maxim’s di Sergio Enzini, albergo che ospitava da alcuni mesi una ventina di richiedenti asilo. Le strutture di proprietà di Enzini (l’hotel e un appartamento in via della Rosa) non erano state ritenute idonee ad ospitare gli stranieri: dopo aver trasferito la titolarità del progetto di accoglienza da Enzini alla coooperativa Ecofficina, la Prefettura aveva ordinato il trasferimento di tutti gli ospiti.

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La tranquillità di una nota città turistica sull’Adriatico viene interrotta da una serie di delitti in apparenza non collegabili tra loro. Una minaccia per l’imminente stagione turistica.

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Filippo Righi, commissario capo della locale questura, si trova a indagare secondo schemi inusuali cercando i moventi dei crimini, partendo dal mondo giovanile così come gli appare nei profili dei social network.

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L’abile regia dell’autore dei crimini porterà alla composizione del mosaico, tassello dopo tassello, fino alla sua cattura come parte finale del piano progettato. Perché tutte le vittime sono state ritrovate nude, con addosso solo un paio di calzetti rossi?

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Presto si rende conto di entrare in stretto contatto, quasi una simbiosi, con l’assassino, con il quale dialoga via internet e dal quale viene guidato nella soluzione del caso. Perché gli omicidi non sono fini a se stessi ma solo il mezzo per giungere a uno scopo prefisso.

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25 novembre 2015 alle ore 18,00 presso la Libreria FELTRINELLI in Via S. Francesco a Padova PRESENTAZIONE:


14 Montagnana L’appello dei sindaci Sollecitato al ministero dell’Ambiente e ad Arpav un costante controllo

“Pfas, intervenga il ministro” Inquinamento delle acque, chieste azioni per mettere fine alla minaccia ambientale per l’intero territorio della Bassa di Nicola Cesaro

F

ronte unito tra sindaci ed enti gestori delle acque: “Il Ministero deve intervenire sull’inquimamento da Pfas”. Portano la firma di dieci sindaci le due lettere inviate al Ministero dell’Ambiente e all’Arpav per sollecitare interventi seri sul fronte dell’inquinamento da Pfas dei locali corsi d’acqua: la necessità di sollecitare gli enti preposti al controllo è arrivata dai sindaci padovani di Megliadino San Fidenzio, Montagnana, Urbana e dai colleghi vicentini di Agugliaro, Alonte, Asigliano, Campiglia dei Berici, Orgiano, Pojana Maggiore e Sarego. Amministratori, questi, i cui fiumi e canali hanno registrato la presenza di sostanze perfluoroalchiliche, estremamente dannose per l’organismo umano. Sostenuti da Cvs e Acque Vicentine, gli enti comunali hanno chiesto ufficialmente a Ministero e Arpav provvedimenti urgenti entro dieci giorni. Nello specifico, i dieci Comuni sollecitano al Ministero azioni che permettano di incidere concretamente sulla rimozione della fonte contaminante (che sembrano essere le aziende conciarie del Vicentino). Il Ministero dell’Ambiente, infatti, ha poteri molto precisi in presenza di un danno ambientale accertato: può ordinare all’operatore responsabile del danno di adottare tutte le misure di ripristino necessarie o, se il responsabile non

viene individuato, provvedere direttamente a tali misure. «L’adozione di misure di prevenzione, unitamente a quelle di ripristino, rappresenta un atto dovuto e non derogabile», spiegano gli amministratori, che chiedono inoltre al Ministero di chiarire “se i valori-soglia determinati dall’Istituto superiore della sanità per la concentrazione di sostanze perfluoroalchiliche nelle acque destinate al consumo umano e nelle altre matrici ambientali debbano essere assunti a parametro normativo di riferimento per l’avvio delle procedure di bonifica”. All’Arpav, sindaci ed enti gestori chiedono invece un sostegno per far chiarezza sull’inquinamento da

Il fiume Fratta Gorzone, da tempo è stato lanciato l’allarme inquinamento Pfas, anche per poter valutare eventuali altre iniziative a tutela della salute e dell’ambiente. La richiesta è quindi di comunicare quali siano le concentrazioni di Pfas nei terreni, nelle acque sotterranee e nelle acque superficiali dei territori comunali e di definire il perimetro complessivo del fenomeno di deterioramento ambientale. L’attenzione verso l’inquinamento da Pfas resta dunque alta: recentemente il Centro Veneto Servizi, nel sito web www.centrovenetoservizi.it, ha previsto anche una pagina di approfondimento dedicata alla concentrazione di sostanze perfluoroalchiliche, rendendo possibile il monitoraggio delle concentrazioni di questi elementi.

Al timone della banca per trent’anni

saluto a sammarco docente e presidente bcc

L

a città di Montagnana ha dato l’ultimo saluto a Luigi Sammarco, mancato all’età di 95 anni, figura di spicco dell’ultimo mezzo secolo di vita cittadina grazie al suo impegno nel mondo scolastico e in quello bancario. Nativo di Piazza Armerina (Enna), si era trasferito a Saletto nel corso della Seconda Guerra Mondiale, laureandosi poi in Lettere Classiche all’Università di Padova. Partito come insegnante di scuola media all’Educandato San Benedetto (tra i suoi allievi anche lo scrittore Ferdinando Camon), il docente ha poi insegnato all’istituto tecnico commerciale e quindi al magistrale. Sposato con Adelina Borin, per vent’anni direttrice e preside dell’istituto e con la quale ha avuto tre figli, Sammarco ha insegnato fino al 1979, divenendo poi per ben 28 anni vicepresidente del San Benedetto. Nel 1975 viene chiamato a presiedere la locale banca del credito cooperativo, mantenendo il prestigioso incarico con autorevolezza e soddisfazione unanime fino al 2005. La stima per il suo operato è stata tanta che, per onorare la sua persona, al termine del trentennale mandato è stato inserito nello statuto un articolo praticamente ad personam per prevedere la nuova figura del presidente onorario. N.C.

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n Veneto solo 10 ragazzi su 100 abbandonano la scuola. La riduzione del tasso di dispersione scolastica ad una soglia minima, equiparabile al livello minimo indicato dall’Unione europea, testimonia la validità del modello veneto, fondato su una forte integrazione tra scuola e lavoro e sulla flessibilità dei percorsi scolastici professionalizzanti”. E’ quanto ha spiegato l’assessore all’istruzione e alla formazione della Regione Veneto Elena Donazzan, intervenendo a Genova, alla Fiera dell’orientamento. Nel confronto pubblico con gli assessori alla scuola e alla formazione di Lombardia, Piemonte e Liguria, Elena Donazzan ha ricapitolato i capisaldi del sistema formativo regionale veneto, che nel territorio conta la presenza di 14 istituti professionali statali, con 21 sedi, e di una rete capillare di centri di formazione professionale accreditati. La rappresentante del Veneto non ha mancato di dedicare anche alcuni rilievi critici alla legge di stabilità attualmente

in discussione in parlamento. “Il Governo sta progressivamente spogliando le Regioni di risorse e di competenze, perseguendo una sorta di neocentralismo anche nelle politiche scolastiche, della formazione e dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro – ha sostenuto l’assessore veneto – Ma il raccordo tra scuola e lavoro potrà avere successo solo se promosso dal territorio, con il coinvolgimento attivo di istituzioni, associazioni di categoria, organi scolastici. Il radicamento territoriale e le sinergie locali tra pubblico e privato sono la chiave di volta del sistema veneto, un sistema che dimostra di funzionare visti i tassi minimi di dispersione scolastica e di disoccupazione giovanile che si registrano in Veneto (25 % a fronte del 40% di media nazionale). Perché allora allontanare dal territorio la possibilità di decidere in autonomia percorsi e profili formativi, in sintonia con le richieste delle aziende e le prospettive del mercato del lavoro?”.


Montagnana 15 Cambio alla presidenza Dopo le dimissioni del sindaco di Cittadella Pan

Montagnana guida le Città Murate di Nicola Cesaro

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assa a Montagnana la testa dell’Associazione Città Murate del Veneto. Il nuovo presidente dell’associazione è infatti il sindaco Loredana Borghesan. Il nome del primo cittadino montagnanese è stato scelto durante l’assemblea dei soci riunitasi a seguito delle dimissioni del predecessore, Giuseppe Pan, dimessosi anche dalla carica di sindaco di Cittadella vista la recente nomina ad assessore della Regione Veneto. La Borghesan è ovviamente entusiasta della nomina: “E’ un onore e un privilegio assumere la direzione di questa associazione nata nel 1997 con lo scopo di attuare iniziative di tutela, valorizzazione e promozione delle città murate venete. All’associazione aderiscono, infatti, ben 34 Comuni veneti che rappresentano una popolazione di oltre 1.200.000 abitanti per un territorio di 2.124 chilometri quadrati di superficie. Si tratta di grandi città, Verona, Padova, e Venezia, ma soprattutto piccoli paesi e borghi che possono vantare cinta murarie di assoluto prestigio. La pianura, la fascia pedemontana e le rive del lago di Garda ospitano questi gioielli che vogliono essere sempre più protagoniste dell’offerta turistica della nostra Regione”. Continua il nuovo presidente: “Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con 62 milioni di presenze e 16 milioni di arrivi l’anno. Di questi oltre la metà sono concentrati nelle città d’arte. In questo contesto intendo lavorare per rilanciare l’attenzione sull’immenso patrimonio storico e architettonico conservato nelle Città Murate diffuse nel territorio. E’ un impegno di enorme rilevanza culturale, di rispetto della memoria storica, ma soprattutto un’occasione per dare occasioni di crescita e sviluppo alle nostre città. Le mura sono il simbolo delle nostre comunità e dovranno diventare sempre più un marchio distintivo di qualità di un territorio, che può offrire al visitatore, oltre alle vestigia storiche, anche una ricca tradizione enogastronomica e produzioni di eccellenza”. Attualmente i soci che aderiscono all’Associazione Città Murate del Veneto sono 36: due sono i soci fondatori, Italia Nostra e Regione Veneto, quindi si contano Comuni sparsi in sei province. Il presidente Borghesan sarà coadiuvato, nella gestione dell’associazione, dalla vice Antonia Pavesi (consigliere comunale di Verona) e da un direttivo composto da 10 membri. E a proposito di mura, il Comune ha affidato allo studio ArcheoEd di Padova (spesa di 8.196 euro) il compito di elaborare un progetto dettagliato per il recupero e l’utilizzo di Rocca degli Alberi e delle mura attinenti: lo studio quindi sottoposto al Demanio nella speranza che l’ente accetti

Loredana Borghesan presidente dell’associazione che riunisce ben 34 città storiche del Veneto

Una suggestiva veduta aerea di Montagnana, città murata fra le più famose d’Italia

Il Comune ha affidato ad uno studio il progetto per il recupero di Rocca degli Alberi

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la proposta di valorizzazione affidando la gestione di questa porzione di mura medievali al Comune. “Confidiamo che avvenga quanto già accaduto a Castel San Zeno, che in quanto proprietà comunale ha trovato una destinazione felice e soprattutto le risorse – da ultime quelle del Gal - per essere rimesso in sesto”, auspica la Borghesan.

EDILIZIA Previste 30 unità abitative

via libera al nuovo piano interventi

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on una serie di consigli comunali – per alcuni versi burrascosi visti gli errori commessi dalla giunta – Montagnana ha adottato il Piano degli interventi, strumento “che prevede un’espansione edilizia sostenibile e che andrà a soddisfare i bisogni anche delle nuove generazioni che, per la prima volta dopo 20 anni, avranno la possibilità di trovare a Montagnana abitazioni o lotti a prezzi concorrenziali”, utilizzando le parole del sindaco Loredana Borghesan. “Le nuove aree edificabili, frutto di 127 manifestazione di interesse, si trovano perlopiù in adiacenza ad aree già urbanizzate e dotate di infrastrutture e servizi come luce, gas, fognature e acqua. Questo tipo di pianificazione consente un impatto minimo di consumo di terreno”. Il piano prevede 30 nuove unità edilizie inferiori ai mille metri cubi, che in virtù della ridotta cubatura non dovranno essere vincolati ad alcuna perequazione. Diverso è invece il discorso per le 17 richieste di accordo pubblico-privato, che prevedono 76 nuovi lotti edificabili di tipo residenziale per i quali è invece prevista la perequazione: questi accordi contribuiranno in termini economici per oltre un milione di euro in opere pubbliche nel prossimo quinquennio. N.C.


16 1 Cultura provinciale Al Centro Altinate San Gaetano Fino al 28 febbraio la mostra curata dal chimico Dario Bressanini

La scienza dai semi al piatto

L’ESPOSIZIONE

Debutta “Food”, originale “fuori Expo” padovano che fa conscere la complessità dell’alimentazione Le maschere di Sartori

di Laura Organte

È

aperta fino al 28 febbraio prossimo la mostra “Food | la scienza dai semi al piatto”, in esposizione al Centro Altinate San Gaetano. Un fuori expo tutto padovano dal taglio scientifico, curato dal chimico Dario Bressanini, docente presso l’Università dell’Insubria, divulgatore scientifico, collaboratore di varie testate giornalistiche, radiofoniche e televisive, noto per la semplicità di linguaggio con cui affronta temi gastronomico scientifici o legati alla produzione agricola rendendoli così accessibili al grande pubblico. Con lo stesso approccio divulgativo, il percorso espositivo di “Food” porta il visitatore, attraverso scenografiche immagini al microscopio, video didattici e giochi interattivi, da dove tutto inizia, il seme, al piatto finito. Si scopre così, ad esempio, che il grano che utilizziamo oggi è frutto di un’infinità di modifiche genetiche avvenute nel corso dei secoli, che l’olio di arachidi è uno dei più adatti per friggere, che cosa accade chimicamente e fisicamente quando prepariamo

TEATRO E MUSICA

un gelato o una maionese, a quale temperatura è meglio cuocere una bistecca o più semplicemente il metodo corretto per preparare un buon caffè con la moka, il tutto spiegato scientificamente attraverso chimica e fisica. Una prospettiva inedita sul cibo che mangiamo tutti i giorni: “Se ci pensate la cucina è l’ambiente di casa a più alto contenuto scientifico e tecnologico – spiega Dario Bressanini - quando prepariamo un uovo al tegamino, impastiamo una torta o prepariamo un caffè, inconsapevolmente stiamo eseguendo una serie di esperimenti scientifici, in cui avvengono moltissime reazioni chimiche e trasformazioni fisiche” . Concepita come un cammino dalla terra alla tavola, la mostra è divisa in quattro sezioni – “Tutto nasce dai semi”, “Il viaggio e l’evoluzione degli alimenti”, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” e “I sensi. Non solo gusto” – distribuite su quattro sale che seguono il percorso del cibo dai semi al piatto. Inizialmente il visitatore sarà coinvolto in un viaggio nel tempo e nello spazio a cura di Laura Organte

SORRISI CON L’ELEFANTE DI GOMMA Al via la settima edizione del “Premio LiNUTILE del Teatro”, quest’anno dedicata al tema del sorriso. Diverse le novità rispetto alle scorse edizioni: per la prima volta sarà la Sala Consiliare di Piazzola sul Brenta ad ospitare la rassegna, che, oltre agli spettacoli in sarà arricchita da quattro spettacoli fuori concorso dedicati ai bambini - domenica 22 novembre 2015, domenica 24 gennaio, domenica 14 febbraio e domenica 21 febbraio 2015. Come sempre spetterà al pubblico il compito di scegliere, attraverso votazione, lo spettacolo vincitore, al quale assegnerà l’“Elefante di Gomma” simbolo della manifestazione realizzato dalla designer Ummagumma.

GUERRA FRA SATIRA E PUBBLICITÀ C’è tempo fino al 31 gennaio per visitare l’esposizione “La guerra, tra satira, pubblicità e comunicazione”, allestita al Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi. In occasione del centenario della Grande Guerra, saranno presentati giornali, illustrazioni, riviste, cartoline e bolli chiudilettera dell’epoca, materiale in parte recentemente donato al Musei Civici, in parte appartenente a collezione privata e a un archivio storico pubblicitario di Como. Sarà l’occasione per conoscere da vicno ducumenti e testimonianze della Grande Guerra in una originale chiave di lettura.

A DICEMBRE ROMEO E GIULIETTA Arriva a Padova “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”, consacrata da pubblico e critica come la nuova opera dei record: 45 artisti, un palco di 550mq, 23 cambi scena, oltre 270 costumi, 40 tecnici impiegati ogni sera dietro le quinte, 15 persone di produzione, 6 specialisti della comunicazione, 122 facchini, 1.432 ore e 13 bilici necessari per lo smontaggio ed il trasporto delle imponenti scenografie. Ma soprattutto, 154 repliche e oltre 300.000 spettatori dal debutto, nell’ottobre 2013, ad oggi. Ad ospitare la tappa padovana del tour sarà, il 18, 19 e 20 dicembre, il Gran Teatro Geox.

Le maschere di Amleto Sartori in Galleria Cavour

I

Dal cibo di tutti i giorni alla divulgazione scientifica degli alimenti che caratterizzano la nostra cucina come il riso, il caffè, il cacao e la pasta, per scoprirne le storie e le difficoltà incontrate prima di essere integrati nei nostri ricettari. Al termine di questo viaggio, il visitatore sarà invitato a una ri scoperta sensoriale del cibo e dei molti elementi – dall’ambiente alla psicologia – che ne influenzano il consumo. Ampio spazio sarà dedicato alla

cucina, alle ricette di diverse epoche storiche, al diverso approccio al cibo nel corso dei secoli e infine agli errori più comuni che si compiono in cucina e al modo migliore per evitarli. La mostra si concluderà con una sezione dedicata ai sensi, dove originali exhibit interattivi ci condurranno a scoprire come essi possono influire sulla percezione del gusto. Tutti i dettagli anche per visite guidate e scuole su www.mostrafoodpadova.it.

n occasione del centenario della nascita di Amleto Sartori, scultore, pittore, e poeta, celebre in tutto il mondo come padre della moderna maschera teatrale in cuoio, l’amministrazione padovana e il Centro maschere e Strutture Gestuali di Abano terme dedicano all’artista un’antologica in esposizione dal 7 novembre al 17 gennaio presso la Galleria Cavour. Il percorso espositivo rende conto della poliedrica attività di Sartori, che spazia dai busti (in legno, pietra, marmo, bronzo) alle piccole e grandi sculture, ai bassorilievi decorativi e, più in generale, alle decorazioni integrate alle architetture, alle pitture, ai disegni, alle composizioni a graffito. E, naturalmente, alle maschere teatrali che hanno reso celebre il suo nome nel mondo del teatro internazionale. L.O.

A Palazzo Zabarella Dalla rivoluzione dei “Macchiaioli” alla maturità

Fattori potente interprete dell’Ottocento italiano È il pittore livornese Giovanni Fattori, portavoce di una pittura potente, capace di interpretare, lungo tutta la seconda metà del XIX secolo, le trasformazioni della visione moderna, il protagonista dell’annuale evento espositivo dedicato all’Ottocento italiano della Fondazione Bano. A palazzo Zabarella, fino al 28 marzo 2016, sarà possibile ripercorrere la lunga vicenda creativa di Fattori, ricostruita attraverso altre cento dipinti dai più accreditati esperti del pittore livornese: Francesca Dini, Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca. Si parte così dalla rivoluzione dei Macchiaioli, in cui ha avuto un ruolo di primo piano, affidata ai piccoli formati delle leggendarie tavolette, come La rotonda di Palmieri, fino al raggiungimento, nei grandi formati, di una dimensione epica dove si riflettono i mutamenti storici e sociali che hanno trasformato il nostro Paese, per arrivare infine alla sperimentazione di nuovi territori iconografici e formali che lo ha avvicinato, per i risultati raggiunti, ad altri geni solitari quali Courbet o Cézanne. Nei drammatici capolavori della maturità, come Il muro bianco (In vedetta) o Lo staffato, espressi con un linguaggio che va oltre la dimensione della denuncia per raggiungere una prospettiva universale, Fattori è stato

Sopra: “Piantoni. Il muro bianco (In vedetta)”, 1874 In basso “Garibaldi a Palermo”, 1860-1861 lucido interprete della delusione di una nazione, uscita dal Risorgimento, che non ha saputo realizzare quegli ideali di giustizia sociale in cui le giovani generazioni avevano creduto. Questa è la sua grandezza, che ne ha fatto subito un classico, paragonato ai maestri del Quattrocento, come il Beato Angelico, Paolo Uccello, ma anche a Goya e al contemporaneo Cézanne. All’interno del percorso espositivo si darà conto anche alla sua produzione grafica, con una sezione che presenterà una decina di fogli incisi ad acquaforte su zinco, in grado di dimostrare quanto Fattori, anche in questo campo, abbia toccato vertici assoluti, sia dal punto di vista tecnico che stilistico, nonostante la sua attività sia ini-

ziata solo negli anni ottanta dell’Ottocento. Come per i dipinti, i soggetti ricorrenti sono i protagonisti della vita reale, siano essi contadini o soldati, attorniati da una natura indagata sempre con grande commozione. L.O.


Sport 17 Sport provinciale 2 Ciclismo Padovano Il punto sui risultati degli atleti di casa nostra. Carletto: “Dobbiamo migliorare organizzazione e preparazione”

Allievi sui pedali, bilancio positivo di Walter Lotto

C

ala il sipario sulla stagione degli allievi è tempo di riavvolgere il film delle sue fasi e attraverso i risultati ottenuti tracciare un bilancio di atleti e team padovani. La categoria allievi è l’ultimo gradino prima di entrare tra gli Juniores, un passaggio molto esigente, dove i giovani atleti saranno chiamati a confrontarsi con distanze e percorsi molto impegnativi, dove per emergere non basteranno le doti fisiche e il duro allenamento, indispensabile sarà lo stile di vita, l’alimentazione e il sacrificio. Nella stagione appena passata agli archivi il nostro portabandiera, tra i secondi anni è Fabio Mazzucco, tempra di attaccante l’atleta di Conselve, già nelle categorie minori vinceva staccando tutti, ha continuato così, in questa stagione ha colto 6 vittorie, più il secondo posto nella Scandolara- Pianezze e a Col San Martino, il suo pane è la salita ma il terzo posto nella crono individuale che assegnava il titolo italiano e la vittoria del titolo regionale di inseguimento su pista, depongono anche per notevoli doti di passista. Ha difeso i colori dell’Uc Mirano, il suo futuro da Juniores sarà con Borgo Mulino Rinascita Ormelle, con lui al team trevigiano anche il compagno Enrico Molena, atleta di Piove di Sacco

Una volata vincente di Davide Boscaro, atleta di Saonara che con Mazzucco ha colto l’argento nella crono a squadre di Cavarzere che assegnava il tricolore. Ha esordito con un secondo posto, rimontato dal bellunese Lira sul traguardo di Conselve, ma poi si è rifatto prepotentemente con 5 vittorie e altrettanti secondi posti, questo il bottino di Davide Boscaro al primo anno nella categoria “senza qualche mio errore le vittorie potevano essere di più ma sono soddisfatto” ha detto l’atleta di Villatora, fisico da granatiere in possesso di una progressione devastante Davide che corre con i colori della Zanon cicli Bonin ha le idee chiare anche per il futuro: “l’obiettivo è migliorare le prestazioni in salita, senza sna-

turare le doti di velocista che mi consentono di vincere spesso”. Solo la notturna di Este nel carniere di Giovanni Sergiano velocista di Due Carrare in forza alla Cartura Nalin, attesissimo dopo la messe di vittorie colte tra gli esordienti “un’annata storta - ha detto il diesse papà Stefano - Giovanni ha messo tante energie nella scuola e poi c’è stata qualche divergenza con il club tanto che l’anno prossimo potremo cambiare maglia”. Sono molte le possibilità di vederlo con l’Uc Mirano. Il Gs Fiumicello si aggrappa ai piazzamenti di Matteo Marin, ben 11 volte nella top tean, con i secondi posti a Scorzè e Martellago, “sono parzialmente soddisfatto,

è mancata la vittoria” ha detto il passista veloce di Villanova di Campodarsego che anche la prossima stagione gareggerà con il sodalizio del presidente Giancarlo Ruffato. Tanti i piazzamenti anche per la Scuola ciclismo di Vò, del vulcanico presidente Graziano Lovo, si sono distinti in particolare i primi anni, Jacopo Bortolan, secondo nella piccola Roubaix di Casalguidi in Toscana e 11 alla coppa d’oro, e Geremia Barattin, entrambi confermati, più volte piazzato anche il vicentino Matteo Paiola ingaggiato per il 2016 dalla Padovani. E’ Nicola Graziato la freccia del Cc Este, il suo secondo posto in una gara a Pordenone è il miglior risultato della truppa giallorossa del diesse Maurizio Degli Stefani, che cede il suo secondo anno Filippo Bottin alla Padovani. A dare lustro al marchio Guadense Rotogal è il vicentino Alex Tolio più volte piazzato, nella squadra di San Pietro in Gu ha esordito anche il padovano di Camazzole Andrea Rizzetto che in questa stagione si è imposto nella notturna di Piovene Rocchette. Ha brillato soprattutto dal punto di vista organizzativo l’Asd Monselice con la realizzazione di due corse tra cui il campionato regionale, sul piano dei risultati piazzamenti per

le ruote veloci Ivan Berto e Gabriel Venco, l’anno prossimo alla Padovani, mentre Enrico Pinato verrà ancora tesserato in società in attesa di una collocazione tra gli Juniores. Abbiamo chiesto a Stefano Carletto, presidente del comitato provinciale lo stato di salute della categoria: “siamo in crisi soprattutto dal punto di vista organizzativo, sette corse realizzate nel nostro territorio sono davvero poche”.  Dal punto di vista numerico di squadre e atleti? “I corridori ci sono ma le squadre sono sempre le stesse, bisogna fare un monumento ai vecchi dirigenti che continuano ad andare avanti con passione ma sarebbe necessario un cambio generazionale e soprattutto bisogna reperire nuove risorse e creare nuove realtà, avevo sentito parlare di un nuovo sodalizio che starebbe per partire a Piazzola su Brenta, ma a oggi non ho notizie a riguardo”.  E sulla qualità dei nostri atleti? “C’è qualche buon corridore, ma sono ragazzi che nascono già con doti proprie, non sono frutto di un lavoro di crescita attraverso l’addestramento da vivaio, dobbiamo migliorare anche su questo”.

A MONSELICE. Riedizione in chiave storica con gli studenti

ORIENTEERING, UNA PASSIONE CHE CRESCE

DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA.

A

caccia di tesori per rilanciare un turismo a misura di giovani. Il mese scorso la città di Monselice ha ospitato il primo “Orienteering storico Città di Monselice”, evento a cui hanno partecipato quasi 300 studenti di 12 classi degli istituti superiori Cattaneo e Kennedy di Monselice. Abilità, velocità, dinamismo, curiosità e conoscenza della storia sono le armi utilizzate dai ragazzi in questa disciplina che sta prendendo piede in numerosi angoli della penisola, in particolare nelle città d’arte. La caccia al tesoro è il culmine del percorso “A scuola di turismo” avviato a Monselice dal Centro Turistico Giovanile La Torre, che tra le varie tappe ha previsto anche una decina di incontri con esperti e sei uscite guidate. Obiettivo del progetto è stato far conoscere ai più giovani la storia locale. Spiega Andrea Ferrante, consigliere nazionale del Ctg: “Il programma iniziato nel tempo scolastico ordinario, e proseguito anche durante le vacanze, ha proposto la pratica del turismo come attività interdisciplinare per la

formazione integrale dell’individuo. I gruppi hanno partecipato a due viaggi, uno in luglio a Milano per Expo e l’altro in agosto in Ungheria per ripercorrere, dal lago di Balaton passando per Cividale del Friuli e quindi giungendo a Monselice, il percorso storico dei Longobardi verso l’Italia al seguito di Re Alboino. Il progetto è terminato con il primo orienteering storico dello scorso 10 ottobre”. Nella gara gli studenti hanno dato vita ad una rincorsa ai monumenti e punti di interesse storico di Monselice, seguendo una “bussola storica” e guadagnando punti per ogni tappa svelata. In palio c’erano buoni viaggio per Lucca Comics, libri e guide turistiche. Per la cronaca, a trionfare – su 46 squadre totali – è stata la classe 5Asc del Catteno, il cui team era composto da Silvia Anselmi, Claretta Zanettin, Eleonora Callegaro, Lisa Sturaro e Giulia Polonio. La gara ha raccolto anche la curiosità dei residenti e dei visitatori della città, oltre che dei numerosi ragazzi che hanno partecipato al riuscito evento. Nicola Cesaro

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IL DIRITTO DI CAMBIARE


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IL VENETO

in PRIMO PIANO

25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole

Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria pavan

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Elena Calandrin

Pz.ta San Francesco, 17 - Conselve (Padova) padovarovigo@annacristopher.it Tel. 3408097396 - Su Appuntamento

ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione

propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,

MANUELE 39enne, alto 178 capelli castani ricci. Ha una sua attività che lo rende orgoglioso, ma gli manca una donna con cui condividere le soddisfazioni personali e lavorative. Amante della natura, aspetta una donna affettuosa e romantica che lo faccia tornare a sorridere! Chiama per incontrarlo! AG. ANNA CRISTOPHER Tel. 3408097396 (Rif. 100)

FRANCO 50 anni, single. Brizzolato con occhi verdi, vive solo. È un imprenditore, e nel tempo libero, ama andare in palestra, passeggiare in montagna o andare in bicicletta. Cerca una donna dolce, indipendente, per metter su famiglia. AG. ANNA CRISTOPHER Tel. 3408097396 (Rif. 065)

l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle

MARCO 29enne, capelli ed occhi castani, dopo una storia finita male cerca un nuovo amore. Si ritiene una persona corretta ed affidabile, sincero e gentile. Cerca una donna max 35enne dal carattere dolce ma deciso, leale e fedele per condividere hobby, passioni e le piccole cose quotidiane. AG. ANNA CRISTOPHER Tel. 3408097396 (Rif. 066)

SAMUEL 43enne, alto 172 capelli scuri, molto affascinante. Dedito ad attività di volontariato, vuole godersi la vita oltre al lavoro. Semplice, alla mano, sensibile ed estroverso, cerca una donna senza figli che voglia farlo innamorare! AG. ANNA CRISTOPHER Tel. 3408097396 (Rif. 113)

Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come

MARIA 51anni, imprenditrice. Capelli biondi ed occhi azzurri, lavora molto ma con orari flessibili..questo le permetterebbe di trovare molto tempo per il suo uomo! Separata da 7 anni con un figlio ormai grande, sta aspettando un uomo che la coccoli, la faccia sentire amata e desiderata. AG. ANNA CRISTOPHER Tel. 3408097396 (Rif. 002)

VERONICA 62enne divorziata con un figlio ormai indipendente. Ha un fisico mediterraneo capelli ed occhi scuri e profondi. È solare, propositiva e ama viaggiare e rilassarsi al mare.a con lunghe. Cerca una persona meravigliosamente dolce e premurosa che sappia tirare fuori la grinta e la determinazione quando servono. Chiamaci per conoscerla! AG. ANNA CRISTOPHER Tel. 3408097396 (Rif. 017)

ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.

SONIA 60anni, donna ancora in carriera, indipendente, bionda e bellissima. vedova con un figlio ormai indipendente, ha capito finalmente che il tempo scorre. Donna piacente e molto giovanile, dal fisico snello, ama viaggiare ed essere sempre attiva! È alla ricerca di un uomo con pari caratteristiche per non essere mai più sola! AG. ANNACRISTOPHER

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ADELE musicista di 34 anni, vedova. Il suo cruccio è quello di non aver avuto figli, almeno non si sentirebbe tanto sola. Donna colta, parla tre lingue e per lavoro ha viaggiato molto. Cerca una persona che possa dedicarsi a lei, offrendole calore e tenerezza. AG. ANNA CRISTOPHER Tel. 3408097396 (Rif. 016)


Il Veneto in primo piano 19 1 Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune

Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Dispone di 2 case rifugio dove la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza” di alessandro abbadir

S

ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del

Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel

Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la

necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa

di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso

di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”

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20 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015

La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos

L

a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-

stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare

materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-

to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei

Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.

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A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto

a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.


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22 1 Voci da palazzo L’intervista Dopo una lunga esperienza amministrativa è approdato in Consiglio Regionale nelle fila di Forza Italia

“Lavoro, sicurezza e sociale: parte da qui il nostro impegno” Il padovano Massimiliano Barison ha affrontato da assessore provinciale all’occupazione gli anni duri della crisi. Ha presentato un progetto di legge sulla sicurezza e ha chiesto il completamento dell’Idrovia Padova - mare

Massimiliano Barison, consigliere regionale (Fi) padovano

di Martina celegato

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assimiliano Barison è senza dubbio uno dei nomi più noti della politica locale grazie alle sue esperienze come sindaco di Albignasego, assessore provinciale e, attualmente, membro del Consiglio Regionale. Un’attività molto radicata nel territorio, la sua, che negli ultimi mesi lo ha portato ad affrontare diverse tematiche “calde” a livello Regionale e non solo.  Fra i vari ruoli che ha ricoperto quali maggiormente hanno contribuito a farla diventare il politico e l’amministratore che è ora? “Lavorare e impegnarsi nelle Istituzioni mi ha dato la straordinaria opportunità di entrare a contatto con molte persone e situazioni. Questo insegna ad ascoltare e ad usare sensibilità verso attese e richieste del territorio interpretandole al meglio. Da sindaco è emersa la responsabilità di rappresentare tutta la Comunità, impegnandomi verso le situazioni di sofferenza, emarginazione e difficoltà che rimangono “silenziose”. In Provincia, da assessore al lavoro, ho avuto l’opportunità di impegnarmi su un tema molto caldo. Ho affrontato molte vertenze per crisi aziendali e toccato con mano la disperazione di molti lavoratori ma ho avuto anche molte gratificazioni con situazioni di crisi risolte positivamente, tra

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tutte la Lofra in zona Colli, la Zen ad Albignasego, la Zanardi a Padova, etc. In Regione, facendo tesoro delle esperienze in Comune e Provincia, l’obiettivo è di dare risposte concrete su sociale, lavoro e sicurezza”.  Quali sono le attività che intende portare avanti in tali ambiti? “I cittadini reclamano sicurezza e la cronaca di queste settimane rafforza questa attesa; c’è bisogno di prevenzione e certezza della pena e qui lo Stato è troppo debole e incerto. Presenteremo un Progetto di Legge di riforma delle Polizie Locali per coordinare i vari corpi di Polizia. I cittadini devono sentirsi tranquilli così come è necessario inasprire le pene. Lavoro. E’ indispensabile aiutare le aziende e i lavoratori in difficoltà, attraverso politiche attive per la ricollocazione dei disoccupati. Non possiamo fare affidamento solo sugli ammortizzatori sociali. Sociale. Rafforzare l’integrazione socio-sanitaria con standard di altissimo livello e servizi di aiuto alle fasce più deboli è un obbligo. In questo senso, uno dei primi provvedimenti è stato il finanziamento di 6 milioni di euro per i servizi alla disabilità”.  Secondo lei a che punto siamo in Veneto per sanità e il sociale? “La preoccupazione deriva dai continui tagli

che opera lo Stato, come l’ultima sforbiciata di 250 milioni sulla sanità. La Regione è impegnata con fondi propri e non faremo venire meno il nostro modello positivo. La Riforma della sanità mira a ottimizzare le risorse e migliorare i servizi, riducendo il numero delle Ulss e la burocrazia e applicando uguali standard di qualità in tutto il Veneto. Nei riguardi della realizzazione di un hub per ospitare i migranti presso la base mili-

“Sui profughi dico no alle grandi concentrazioni come l’hub di Bagnoli, creano solo tensioni” tare di Bagnoli di Sopra ha avuto una presa di posizione forte, non semplice in una tematica così delicata. La concentrazione di migranti è un fatto negativo che continuo a denunciare con forza. A Bagnoli si rischia di avere più migranti che cittadini; se si considera poi che a Cona è insediato l’hub della Provincia di Venezia, si comprende la concentrazione che si sta operando nella zona. Questo crea gravi problemi di tenuta sociale; i fatti e le proteste di Este, Padova e altri luoghi testimoniano questo disagio. Per questo ho voluto presentare un provvedimento,

approvato dal Consiglio, che si esprime nettamente contro questo modello di accoglienza. Questa non è accoglienza ma ghettizzazione, e il territorio si è detto pienamente d’accordo. La gestione centralistica attraverso le Prefetture è un metodo intollerabile. Il mio provvedimento mira a lanciare un grido di allarme e sofferenza del territorio a un governo sordo. Per noi accoglienza significa attuare per i veri profughi seri progetti d’integrazione sociale e occupazionale”.  Passiamo alla viabilità, quali sono, secondo lei, le opere che necessitano di un intervento tempestivo? “L’antropizzazione e l’industrializzazione del Veneto necessita di infrastrutture adeguate e potenziate, cose che non sono andate di pari passo e che causano problemi quotidiani come incolonnamenti, traffico, inquinamento. Consapevoli che il periodo non assicura importanti risorse per nuove opere siamo concentrati su dare giusta conclusione alle “incompiute” del territorio (ad esempio la SR10 nella bassa da Carceri a Legnago passando per Montagnana) 2) e sul reperimento di risorse comunitarie per una diversa mobilità rispetto alla gomma (ad esempio l’idrovia Padova-Venezia o la metropolitana di superficie alta-bassa padovana)”.

 Tra le sue proposte di legge c’è anche quella relativa alla Fondazione Museo della Medioevalità a Montagnana. Può darci alcuni dettagli relativi alla proposta? “E’ una proposta che vuole valorizzare le piccole Città e i Borghi. Il Veneto è ricco di arte, storia, cultura e anche le nostre “piccole” Città rappresentano al meglio questa ricchezza. Valorizzare le mura di Montagnana significa ridare pregio e prestigio a tutto il territorio, legando storia, tradizione, cultura alle qualità specifiche del territorio: prodotti tipici, agroalimentare, artigianato. Si creano così nuove opportunità occupazionali ed economiche in un area che ha molto sofferto questo periodo di crisi. Un provvedimento semplice ma concreto e utile per il territorio”.  Quali sono le prossime scadenze relative alla sua attività in Regione? “Oltre al Progetto di Legge sulla Sicurezza, non mancherà il nostro impegno per il completamento dell’idrovia Padova – mare sia in ottica di canale scolmatore, che di tutela ambientale che di canale navigabile. Così potrà essere ripensato tutto il sistema dell’interporto di Padova come retroporto di Venezia nel nuovo modello di sviluppo del sistema portuale offshore – onshore”.

difesa idrogeologica

Firmati gli accordi col governo

l presidente della Regione Luca Zaia ha firmato a palazzo Chigi per il Veneto gli accordi di programma con il governo per l’assegnazione alle Regioni e ai comuni dei 650 milioni previsti dalla prima parte del piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane e già stanziati dal Cipe. La firma con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, a cui è intervenuto anche l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin, per la parte veneta si riferisce a “Interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore” in comune di Venezia (importo 61.858.573,19 euro), alla “Realizzazione di un invaso sul torrente Astico” nei Comuni di Sandrigo e Breganze nel vicentino (importo 31.275.000 eur) e alla “Realizzazione di un’opera di invaso sul Torrente Orolo” in Comune di Costabissara ed Isola Vicentina (importo 11.000.000 euro). Il Presidente

del Consiglio dei Ministri con proprio decreto del 27 maggio 2014 ha istituito la Struttura di Missione Italia Sicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, indicando come obiettivi di provvedere alla semplificazione della governance e delle procedure, di attuare un controllo costante del territorio e di collaborare con tutte le strutture e le amministrazioni regionali per dare attuazione agli interventi di difesa idrogeologica. La strategia individuata è stata quella di ammettere a finanziamento interventi immediatamente cantierabili. “Ringrazio il ministro Galletti per il lavoro svolto – ha commento il presidente Zaia – perché è un buon segnale da parte del governo, non risolutivo ma importante per dare avvio ad altri cantieri, oltre ai 925 che in Veneto sono già stati aperti. Questi accordi cadono infatti in un momento in cui torna ancora viva la memoria

dell’alluvione del 2010, ma anche di tanti altri successivi eventi calamitosi che hanno martoriato il territorio della nostra regione”. “Mi è piaciuto il passaggio del ministro – ha aggiunto Zaia – sulla farraginosità burocratica che affligge le procedure per questi interventi. In Veneto abbiamo ancora cantieri aperti dopo cinque anni dalla grande alluvione. Occorre dare poteri speciali ai commissari nominati per le emergenze. E’ importante che si intervenga per modificare l’approccio culturale nei confronti del territorio, abbandonando la cementificazione per sostituirla con una nuova priorità: le opere per la difesa idrogeologica. Noi in Veneto stiamo facendo la nostra parte fino in fondo ed è all’esame del consiglio regionale una nuova legge sul consumo del suolo che si pone come obiettivo di arrivare nel tempo a “cubatura zero”, prevedendo la ristrutturazione e il risanamento delle

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, Il governatore Luca Zaia e l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin zone degradate nelle periferie cittadine e nelle aree agricole. Si può fare anche a livello nazionale con una buona legge e soprattutto a costo zero”.


Voci da palazzo 23 1 Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”

Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui consiglio regionale

aPProvata la legge di riordino delle Funzioni Provinciali

I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale

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di germana Urbani

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are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno

In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.

ora spetta al consiglio approvarlo

la giunta ha adottato il Piano energetico

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a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il

primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il

L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.

utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.


FITNESS E SALUTE

MESSAGGIO PUBBLICITARIO

FESTE NATALIZIE E POST FESTE NATALIZIE MARCO CANOVA insegnante di Educazione Fisica, direttore tecnico e gestore del GRUPPO CANOVA SPORT (centro sportivo Le Piscine di Casale di Scodosia PALESTRA CANOVA SPORT di saletto e PISCINE COMUNALI DI MONSELICE)

Arrivano i mesi più brutti dell’anno (per lo stile di vita e la ginnastica... ovviamente) E proprio i mesi di DICEMBRE (feste natalizie) e di GENNAIO (post- feste natalizie), sono i 2 mesi dell’anno dove normalmente si cala con l’allenamento fisico E SI ECCEDE NELL’ALLENAMENTO A tavola, cambiando in modo drastico (in peggio spesso) il proprio stile di vita con uno scossone (NEGATIVO) al nostro metabolismo. DICEMBRE: questo mese dove subentrano le feste natalizie, le cene, i regali ed altri impegni prettamente NATALIZI, spesso si salta “IL MESE DI PISCINA O PALESTRA” o si riduce la FREQUENZA delle sedute di allenamento, VANIFICANDO COSI tutti i mesi precedenti di attività fisica (RICORDO CHE BASTANO 2 SETTIMANE DI STOP per quasi azzerare l’allenamento svolto e ripartire quasi da zero). GENNAIO: passate le feste di NATALE, poi l’EPIFANIA, ci si ritrova già al 10 del mese e L’SCLAMAZIONE VIENE SPONTANEA: “INIZIO A META MESE?...NOOOOOOO!” e così si decide spesso di saltare tutto GENNAIO per poi riprendere a Febbraio. NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO. EBBENE, questi 2 mesi sono i più disastrosi per l’allenamento fisico, sia perche di solito c’è un calo nella frequenza dei corsi a causa di mille impegni e preparativi alle festività natalizie, ma anche per l’alto numero di CALORIE che in questi 2 mesi si ingeriscono. LE 2 COSE messe assieme sono una BOMBA DEVASTANTE per il nostro fisico e rischiano di mandare all’aria il lavoro dei mesi precedenti dove ci eravamo fatti buoni propositi ed iniziato dei corsi in palestra o piscina. CONSIGLI UTILI: 1- CONTINUARE L’ATTIVITA’ FISICA, non solo con i corsi scelti ma anche frequentando qualche lezione in più, magari proprio nei giorni di FESTA con una scheda AEROBICA e quindi scegliere il centro sportivo che per le FESTE rimane APERTO), in modo tale da BRUCIARE LE CALORIE che inevitabilmente si ingeriscono in più in questo periodo 2- EVITARE gli eccessi CALORICI senza però rinunciare ai festeggiamenti (qualche fetta di panettone in meno e dosi di frutta secca non eccessive); e se si abusa con l’alimentazione, si DEVE AUMENTARE il numero di SEDUTE DI ALLENAMENTO. 3- se a DICEMBRE ho seguito questi consigli, a GENNAIO iniziare da subito (5-6-7 gennaio) la RIPRESA DELLA GINNASTICA O DEL NUOTO, continuando così il lavoro atletico senza avere

NE, ma se continuo a fare sport (magari aumento l’intensità o la frequenza), dovrò solo stare attento-a alle quantità di cibo. ATTIVITA’ CONSIGLIATE IN QUESTI 2 MESI (per bruciare di più): - WALKING (in palestra o in acqua) - SPINNING-hydrobike - AEROBICA (ZUMBA) - NUOTO (sedute di nuoto libero dove si deve cercare almeno di nuotare per 1 ora, almeno 1,5 km2 km…..80/100 vasche) - ACQUAGYM (e soprattutto circuiti in acqua dove si va a lavorare su tutto il corpo) - sci-fondo-ciaspolate (per gli amanti della montagna) Ma per quanto devo continuare? DEVO SOLO continuare la mia frequenza alla piscina o palestra che già frequento (e se non faccio nulla: QUESTO è IL MESE GIUSTO PER INIZIARE, MAGARI FACENDOMI REGALARE UN ABBONAMENTO IN PALESTRA O PISCINA) cali e senza dover faticare eccessivamente nella ripresa. LA BILANCIA IN QUESTI MESI NON SARA’ più un INCUBO e per tornare o rimanere in forma non dovrò più FARE TROPPA FATICA. NESSUNA DIETA DRASTICA, NESSUNA PRIVAZIO-

E poi? Che fare? Continuare a fare sport fino all’estate. E dopo le feste si continua a stare in forma

BUON SPORT A TUTTI!

info: canovasport@alice.it - www.canovasport.it


1 Cultura veneta

Cultura veneta 25

Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico

Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria Elena pattaro

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un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”.  In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom

italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”.  Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”.  Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non

essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2.  Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la

La mostra Rivelazione a Pordenone

ScopERto UN gRaNdE aRtISta MoNtaNaRI. aSSEdIo alla foRMa

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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense

Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista

unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.

consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.


26 1 Turismo sÌ, viaggiare toscana/personaggi

Una Volterra dal cuore Genuino di Renato Malaman

“S

ono convinto che Volterra ci possa riservare qualche altra scoperta archeologica importante, magari un anfiteatro”. Genuino Del Duca volge lo sguardo all’orizzonte, guarda le balze e scuote la testa, quasi a dire: qui sotto c’è qualcos’altro che gli Etruschi e i Romani per oltre duemila anni ci hanno voluto celare. Poi riprende a cercare chiocciole nel suo giardino, a capo chino, con pazienza, rimuginando pensieri. Genuino, di nome e di fatto, non è un sensitivo, ma ama così tanto il suo territorio di adozione (lui è nato nel Teramano, a Basciano, ma a Volterra ci è arrivato poco più che adolescente con la divisa dell’Arma cucita addosso) che ne percepisce anche i palpiti più nascosti, pure quelli sotterranei. Ha costruito il suo piccolo paradiso in quel prezioso e fragile anfiteatro naturale che è il parco delle balze di Volterra, fatto di spettacolari dirupi, ardite creste, fianchi mozzafiato e desolanti bagliori. Il tutto creato nell’argilla e nell’arenaria dall’erosione del tempo. Genuino Del Duca, classe 1953, è uno dei pionieri del turismo a Volterra, lo è diventato per una vocazione innata (un talento naturale, direbbe qualcuno) e oggi di questo territorio dalle caratteristiche uniche ne è diventato ambasciatore e, quando serve, anche cicerone. In centro, a pochi passi da Piazza dei Priori, Genuino ha aperto nel 2001 il ristorante Del Duca, nel giudizio delle guide da anni il migliore di Volterra, mentre tra le balze ha costruito pietra su pietra l’agriturismo Marcampo, trasformando in tre anni di duro lavoro i ruderi dell’omonimo podere in un luogo di ospitalità, semplice ma curato. Una dimora rurale gettonatissima fra gli stranieri che prenotano on line o per effetto del passaparola. Un piccolo eden completato da cinque ettari di vigneto di nuovo impianto, Merlot e Sangiovese, che regalano ogni anno vini schietti e di qualità crescente. Perché l’arte del vino si apprende anno dopo anno, meditando sulle imperfezioni. Se l’azienda Marcampo oggi ha chiuso il cerchio (ristorazione, ospitalità e prodotti tipici) lo si deve anche alla moglie Ivana (pure lei nativa di Basciano) e alla figlia Claudia che, a differenza del fratello che ha scelto di sviluppare la sua carriera a Milano, dopo la laurea in lingue ha deciso di dedicarsi all’accoglienza nell’agriturismo di famiglia. Un lavoro di cui si è innamorata. La storia di Genuino Del Duca è emblematica. La prova vissuta che talvolta scommettere sul futuro, forti soltanto dall’avere in tasca un po’ di coraggio e tanta passione, può dare dei risultati sorprendenti. Il segreto è credere davvero che il “petrolio” dell’Italia è il turismo, ovvero le bellezze e le bontà di cui il paese è ricco. Un patrimonio da valorizzare con iniziative imprenditoriali nuove, create con fantasia, meglio se basate sui valori dell’ecosostenibilità. Quando all’improvviso Genuino Del Duca decise che la

Il suo cognome fa Del Duca e da giovane faceva il Carabiniere Della città prima etrusca e poi romana famosa per le sue balze, le sue rocche e per l’arte antica dell’alabastro è stato uno dei pionieri del turismo

Ristorante, poi agriturismo e cantina l’imprenditore fai-da-te e “cicerone” crede nel territorio che ama valorizzandolo in tanti modi ed è convinto che sotto terra si celino altri tesori da scoprire NELLA FOTO D’APERTURA GENUINO DEL DUCA NEL SUO PODERE MARCAMPO CHE SORGE FRA LE BALZE DI VOLTERRA. A DESTRA PANORAMA SULLE BALZE E, SOTTO, L’AGRITURISMO MARCAMPO. PIÙ IN BASSO: DEL DUCA CON LA FIGLIA CLAUDIA NELLA NUOVA CANTINA DEL MARCAMPO, LA BADIA A PICCO SULLE BALZE, UN ARTIGIANO MENTRE REALIZZA UNA SCULTURA DI ALABASTRO, UNA VEDUTA DEL CENTRO DI VOLTERRA E IL TEATRO ROMANO. PIÙ SOTTO: IL PALAZZO DEI PRIORI, UNO SCORCIO DELLA PIAZZA OMONIMA E PAESAGGI VOLTERRANI

carriera nei Carabinieri non faceva più per lui scelse di aprire un ristorante, il Vecchio Mulino a Saline di Volterra. “L’inizio fu disastroso” ricorda l’imprenditore “ci trovammo con talmente tante prenotazioni a Pasquetta che andammo in panico”. Confessa che sono stati soprattutto gli errori a insegnargli la strada da seguire. “Basta non arrendersi” aggiunge “e mantenere la rotta”. Scoprire Volterra insieme a lui è un’esperienza che ti prende, perché oltre a decantare le straordinarie bellezze storico-artistiche della città (dal Palazzo dei Priori, al Duomo, al teatro romano) o spiegarti con minuzia i segreti dell’arte dell’alabastro ereditata dagli Etruschi, Genuino Del Duca rivela anche i punti deboli della città. Dalla cronica mancanza di parcheggi (che talvolta scoraggia i visitatori, al punto da costringerli a tornare indietro) ai limitati orari di apertura di certi luoghi di interesse turistico. Questione di mentalità. Per lui tutto questo è inconcepibile perché una città bella come Volterra, il cui profilo dominato dal-

la fortezza è inconfondibile e si coglie da molto lontano, dovrebbe essere organizzata a misura di ospite. Sempre, tutto l’anno. Etruschi prima, Romani poi e le signorie medievali in seguito ci hanno regalato un patrimonio unico. Irripetibile. Genuino Del Duca è stato fra quelli che l’hanno preso in consegna quasi per caso. Ha imparato l’arte dell’accoglienza, ha imparato a fare della ristorazione seria recuperando un luogo magico, si è preso i diplomi Ais e Fisar da sommelier, ha partecipato ad eventi fuori Volterra per “esportare” la buona immagine della città e della sua azienda. E’ diventato anche agricoltore, “muratore”, tecnico, per costruire il suo agriturismo, complesso che è anche un contributo al miglioramento del paesaggio volterrano. Ma gli piace fare anche il “grillo parlante” nei confronti di chi amministra il Comune, trovando puntualmente tante pecche da eliminare. Ascoltare i suggerimenti di chi come lui vive la città come la propria casa aiuta a migliorarla. Volterra ringrazia.


1 Concerti e non solo Concerti e non solo 27 in veneto eventi 1153

Pagina a cura di graziano edi corazza

mestre Mestre - teatro toniolo giovedì 3 dicembre 2015 ore 21:00

gino & michele - Passati col rosso

C’è sempre una prima volta. Quella di Gino & Michele arriva al quarantesimo compleanno della coppia, la G&M più longeva della storia dello spettacolo... Mestre - teatro corso venerdì 18 dicembre 2015 ore 21:15

baz il ritorno

Dopo un anno di “fermo biologico”, Baz torna con uno show innovativo e coinvolgente ricco di monologhi, canzoni, personaggi e tutto ciò che lo rende un artista unico nel suo genere. Uno spettacolo pieno di sorprese e di colpi ... Mestre - teatro toniolo sabato 19 dicembre 2015 ore 21:00

sabina guzzanti come ne venimmo Fuori

Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato. al RIVolta dI MaRgHERa 21 novembre 2015

la temPesta dub con melloW mood, ForelocK & araWaK

28 novembre 2015

altavoz

5 novembre 2015

la temPesta al rivolta con teatro degli orrori, aucan, management del dolore Post oPeratorio, bachi da Pietra, garrincha sound sYstem

roncade (tv)

Padova al gRaN tEatRo gEox dI padoVa 27, 28, 29, novembre 2015 gran teatro geox padova

27 novembre 2015 Roncade - New age

4 dicembre 2015 arena di Verona Verona

3 dicembre 2015 Roncade - New age

stomP

neK

5 dicembre 2015 gran teatro geox padova

renzo arbore e l’orchestra italiana 13 dicembre 2015 gran teatro geox padova

christmas gosPel choir 18, 19, 20 dicembre 2015 gran teatro geox padova

romeo e giulietta – ama e cambia il mondo 25, 26, dicembre 2015 gran teatro geox padova

arturo brachetti in brachetti che sorPresa

27 dicembre 2015 gran teatro geox padova

WinX club - musical shoW

31 dicembre 2015 gran teatro geox padova

gran caPodanno con ale&Franz

rovigo Provincia fino al 19 dicembre

13° rassegna antichi organi del Polesine

 Domenica 22 novembre presso la Basilica di San Bellino, l’organista della Cattedrale di Trento Stefano Rattini, noto improvvisatore italiano, con l’esecuzione di un programma variegato valorizzerà la tavolozza sonora dell’ottocentesco organo creato dai fratelli veneziani Bazzani.  Sabato 28 novembre doppio appuntamento anche a Porto Viro, nella chiesa di San Bartolomeo. La marchigiana Federica Iannella, nuova docente d’organo al Conservatorio “Buzzolla” di Adria, al mattino porterà i ragazzi della scuola media “San Domenico Savio” alla scoperta dell’antico organo di Gaetano Callido datato 1787. Nel concerto serale la Iannella presenterà al pubblico musiche di autori barocchi italiani e tedeschi, oltre ad interessanti brani del compositore marchigiano Giovanni Morandi, molto amico di Gioacchino Rossini, che, nelle Marche, ebbe a disposizione molti strumenti costruiti dal celebre organaro Gaetano Callido, nativo di Este.  Sabato 19 dicembre nel Comune di Porto Tolle, in località Ca’ Venier, il giovane organista vercellese Giorgio Guilla, nella Chiesa dedicata a S. Nicolò Vescovo, si esibirà all’organo costruito da Giacomo Bazzani nel 1887, proponendo un programma natalizio di soli autori italiani del periodo compreso tra il XVII e il XIX secolo.

mr oizo

eagles oF death metal

12 dicembre 2015 Roncade - New age

buio

19 dicembre 2015 Roncade - New age

nitro

14 gennaio 2016 Roncade - New age

subsonica

sguardo a nordest 6-7 dicembre 2015 - teatro nuovo giovanni da Udine

arturo brachetti – “brachetti che sorPresa” In “Brachetti che Sorpresa!”, Arturo Brachetti, il più grande trasformista al mondo, viene catapultato in un grande videogame in cui incontra personaggi stravaganti tra cui il misterioso 328328 che, come un moderno Virgilio, lo accompagnerà attraverso varie prove alla ricerca della valigetta rossa perduta.

21 dicembre 2015 - politeama Rossetti di trieste

mario biondi – “beYond tour” Il “Beyond Tour”, nuovo progetto live di Mario Biondi è pronto a conquistare l’Italia tra novembre e dicembre, uno spettacolo in cui l’artista presenterà dal vivo il suo nuovo disco di inediti, “Beyond” appunto, e tutti i suoi più grandi successi, in un imperdibile viaggio in musica, tra sonorità soul e funky.

21 dicembre 2015 - teatro nuovo giovanni da Udine 22 dicembre 2015 - politeama Rossetti di trieste

harlem gosPel choir L’Harlem Gospel Choir, primo coro gospel d’America e da più di 25 anni sulle scene musicali internazionali è il grande protagonista del doppio appuntamento con la musica e la solidarietà del CONCERT FOR LIFE 2015.

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dei nostri amici

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L’ESPERTO

A nimali

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terinari. Un classico esempio è la manipolazione, se vediamo il nostro quattro zampe più schivo o addirittura aggressivo mentre lo coccoliamo e prima d’ora non lo era mai stato, poniamoci qualche domanda e proviamo a capire se questo comportamento può essere indice di dolore, riferendolo anche al veterinario di fiducia. Come detto, è importantissimo stimolare il cane anziano anche dal punto di vista cerebrale facendogli fare attività cognitive, lente passeggiate esplorative, giochi di apprendimento e memoria. Pertanto, non trascurate il vostro migliore amico lasciandolo invecchiare solo, ma interagite spesso con lui, sollecitatelo e prendetevene cura più di quando era giovane, così avrete modo di vederlo più allegro, appagato e ne beneficerà senza dubbio sia a livello fisico che mentale.

*Educatrice cinofila che collabora con il Rifugio Cipa

A cura della Dottoressa Giulia Albarello - Veterinario

La Trachemys scripta scripta (la tartaruga dalle orecchie gialle)

Attività con il cane anziano La vecchiaia nel cane varia a seconda di una serie di fattori tra cui la taglia, il peso, eventuali malattie che ha avuto in passato, lo stile di vita etc pertanto invecchierà più lentamente un cane ben curato, accudito ed in salute. Anche a livello comportamentale non dobbiamo trascurare il nostro migliore amico ormai non più giovane, perché nonostante il graduale deterioramento fisico è fondamentale mantenere attiva la sua mente motivandolo, facendolo giocare e stimolandolo al movimento. Naturalmente le attività di un cane anziano sono diverse rispetto a quelle che possiamo far svolgere ad un cane giovane tuttavia è giusto sfatare il luogo comune secondo cui non si possono fare attività con un cane anziano. Attività praticate con tempi adatti al suo stato di salute lo aiutano a rimanere attivo e giovane mentalmente e dunque lo supportano anche fisicamente. E’ importante tenere in considerazione il fatto che in un cane anziano si possono riscontrare alterazioni a livello fisico che possono avere effetti anche sul comportamento, pertanto è fondamentale sottoporlo a più frequenti controlli ve-

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IL VETERINARIO

Dott.ssa Veronica Ferrarese - Educatrice cinofila*

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La Trachemys scripta scripta è una specie di tartaruga d’acqua dolce originaria della Florida. Le dimensioni raggiunte dall’esemplare adulto sono di circa 15-18 cm per i maschi e 20-30 cm per le femmine. Oltre alle dimensioni, esistono differenze fenotipiche tra maschi e femmine: il maschio sviluppa unghie molto lunghe negli arti anteriori e possiede una coda sottile con apertura cloacale oltre il margine del carapace; la femmina invece ha una coda più corta e tozza e ha l’apertura cloacale posizionata tra il margine del piastrone e il margine del carapace. Il modo più semplice di tenere una tartaruga trachemys è in un laghetto esterno, di almeno 2 x 3 m e profondo almeno 1 metro; tale profondità permette il letargo ad una temperatura costate (circa 4° C) durante il periodo invernale. L’allevamento in un acquaterrario necessita di una struttura abbastanza grande (100x60x60 con un profondità dell’acqua pari ad almeno una volta e mezza la lunghezza del carapace) con una zona emersa che occupi circa un terzo della superficie completata da una lampada riscaldante e una lampada ad emissione di raggi ultravioletti; sono inoltre necessari un riscaldatore e un filtro per l’acqua.

Le tartarughe del genere trachemys sono prevalentemente carnivore da giovani, mentre da adulte diventano onnivore. In cattività i giovani vanno alimentati tutti i giorni, gli adulti 3 volte alla settimana Gli alimenti assolutamente vietati sono quelli troppo grassi e oleosi; la carne sia rossa che bianca e il pesce sfilettato vanno usati con moderazione perchè troppo ricchi di fosforo e proteine e poveri di calcio, così come i gamberetti essiccati. Vano utilizzati quindi piccoli pesci, girini, invertebrati, crostacei, verdure e mangimi estrusi (25% della razione) variando il più possibile e a rotazione. Soprattutto per gli animali giovani e durante il mantenimento indoor è necessario utilizzare integratori di calcio da spolverizzare sulla razione. Le principali patologie derivano spesso dalle scadenti condizioni di mantenimento in cattività. Ne sono un esempio l’assenza di lampade ad emissione di raggi ultravioletti e l’alimentazione non correttamente integrata e variata che provocano una malattia da carenza di calcio chiamata malattia ossea metabolica e L’alimentazione esclusiva con gamberetti essiccati che porta ad una carenza di vitamina A con conseguenti congiuntiviti ed edema palpebrale.

Ambulatorio veterinario dott.ssa Giulia Albarello - Piccoli animali e specia non convenzionali via G. Garibaldi 27 Cavarzere (Ve) - tel. 0426 311252 - 342 3750179 - mail: alb_giuly@msn.com

ADOTTAMI CHICCO è ANTARES è un un meticcio meticcio maschio maschio, taglia sterilizzato, taglia medio-piccola. piccola. E’ un Va a passeggio cane timido e al guinzaglio ed dolce che prediliè già abituato ge le persone dai a vivere in casa. E’ dolcissimo e buonissimo. modi delicati. Va d’accordo con gli altri cani. Per lui stiamo cercando una famiglia tranquilPer lui stiamo cercando una famiglia che lo la che lo faccia vivere in casa. faccia vivere in casa. KYRA è un Pastore Tedesco femmina sterilizzata, taglia media. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ dolcissima e buona, le piace stare in compagnia delle persone.

MILO è un meticcio sterilizzato, taglia media. E’ un cane stupendo e dal carattere forte e indipendente. Gli piace andare a passeggio al guinzaglio e passare del tempo con i volontari. Cerca un adottante che lo faccia vivere in una casa tranquilla con un bel giardino in cui scorrazzare e fare la guardia.

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LANA è una meticcia femmina sterilizzata, taglia mediopiccola. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. E’ adatta a famiglie tranquille che la facciano vivere in casa. Predilige le persone dai modi gentili.

REX è un meticcio maschio sterilizzato, taglia media. E’ buono, discreto e amichevole. Predilige i cani un po’ riservati, come lui, e le persone dai modi gentili. E’ un gran bravo cane che merita di essere finalmente amato.

RIFF è un meticcio sterilizzato di taglia medio-piccola. E’ dolce e delicato, adatto a famiglie con adolescenti e/o persone anziane, anche con altri cani e altri animali. Gli piace moltissimo stare in braccio. Sta cercando una famiglia gentile e tranquilla che lo coccoli e lo tenga in casa con sè.

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DIRITTO di famiglia

diritto stradale

I controlli stradali per eccesso di velocità Quando spetta il Tfr al coniuge divorziato? Studio Trevisan Laura giolo art. 142 cds sono tutti illegittimi di trevisan susanna a materia è regolata dall’art. 12 bis L. 890/70 di divorzio, Avv. ritualmente passata in giudicato, e non con

L

a sentenza della Corte Costituzionale n° 113/2015, documento di approvazione delle singole apparecchiature ha constatato chiaramente che tutti gli strumenti di utilizzate, NON ESISTE, come previsto dall’art. 345 comma controllo, sulla velocità dei veicoli attualmente in 2 del Reg. di esecuzione del CDS. Quindi non esiste alcun possesso degli organi di Polizia Giudiziaria Italiani sono certificato di approvazione di ogni singola macchina, fuori Legge. Le apparecchiature per la rilevazione dei dal momento che manca a monte l’omologazione del limiti di velocità, sono prive di omologazione da parte del modello, e così di fatto viene delegittimato l’uso delle Ministero dello Sviluppo Economico, come espressamente singole apparecchiature messe in commercio, dovendosi ribadito nella sentenza della Corte Costituzionale n° necessariamente considerare NULLO l’atto derivato dal 113/2015. Per esempio lo “ Scout Speed” della ditta rilevamento degli eccessi di velocità attraverso apparati Sintel Italia Spa che nel Nostro Territorio ha fatto migliaia sprovvisti di omologazione e di singola approvazione”. di vittime con sanzioni salatissime a carico dei Cittadini, La Corte dei Conti , Sez. Giurisdizionale della Toscana è non è mai stato omologato dal Ministero competente. la prima che ha già condannato un Funzionario della Tutto questo perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Polizia Locale di un Comune della Toscana (Sentenza N° Trasporti, si ostina a voler ritenere che l’omologazione 508/2008). Quindi questi strumenti dovrebbero essere e l’approvazione sono termini sinonimi, come ha più ritirati dal mercato. Inoltre, gli Agenti accertatori, che volte smentito la Suprema Corte di Cass. con sentenza sottoscrivono i verbali prodotti usando questi apparecchi N° 15042/2011. Riporto in sintetico alcune sentenze irregolari, potrebbero essere deferiti alla Autorità Giudiziaria del Giudice delle Indagini Preliminari di Torino le N° a norma dell’ art. 476 C.P. e si potrebbe configurare a 4021/2015 e la N° 6170/2015: “E’ stato accertato tutti gli effetti il reato molto grave previsto dall’art. 640 C.P. presso il Ministero delle Infrastrutture e trasporti a Hai delle domande inerenti a questo argomento? seguito di richiesta dello stesso Tribunale di Torino, che il scrivi a diritti@lapiazzaweb.it Studio Trevisan di Trevisan Susanna. Recupero Danni - Infortunistica Stradale Este (PD) - Tel:0429603778 - Via Atheste, 44/F - info.trevisan@libero.it

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(c.d. Legge sul divorzio). Dopo tante diatribe la sentenza di separazione. Se, tuttavia, l’ex coniuge dottrinali e contrasti giurisprudenziali, scaturenti in sede divorzile opta per l’assegno una tantum, perde dalla genericità del dettato legislativo, la Suprema Corte il diritto a percepire detta quota del TFR. ha via via sciolto vari nodi che nel passato avevano Siffatta normativa, che trova pochi eguali nelle trovato soluzioni contrapposte. legislazioni straniere, è particolarmente penalizzante Va anzitutto precisato che la norma riguarda il solo per il coniuge tenuto a versare un assegno divorzile. rapporto di lavoro subordinato, sia pubblico che privato, Di qui il tentativo di eludere la norma licenziandosi e non è applicabile a rapporti di natura privata (ad es. prima che l’ex coniuge depositi il ricorso per divorzio. previdenziale o assicurativo), come sancito dalla Cassaz. Ciò, infatti, come assodato dalla Suprema Corte e con sent. 5720/03. Risultano, pertanto, esclusi anche dalla stessa C. Costituzionale, ne inibisce il diritto gli incentivi versati al lavoratore per indurlo all’esodo a percepire una quota del TFR. Purtuttavia, perche’ anticipato nell’azienda in crisi. sorga il diritto a detta indennità è sufficiente che, al Perché il coniuge divorziato (che spesso di fatto è momento del percepimento del TFR, sia stata anche la moglie) possa vantare diritti sul TFR del proprio ex, solo proposta domanda giudiziale di divorzio, purchè occorre che non sia convolato/a a nuove nozze e che ovviamente questo venga poi deliberato. Siffatto diritto la sentenza di divorzio gli/le abbia riconosciuto il diritto non spetta alle coppie di fatto, né alle coppie sposate ad un assegno divorzile. La indennità spettante è pari al relativamente al periodo di convivenza more uxorio 40% degli emolumenti riferibili agli anni in cui il rapporto ante matrimonio (Cassaz. 10075/03). di lavoro è coinciso con il matrimonio, ivi compresi gli Hai delle domande inerenti a questo argomento? anni di separazione legale, fino alla data del divorzio. Il scrivi a diritti@lapiazzaweb.it vincolo matrimoniale cessa, infatti, solo con la sentenza Studio Legale Avvocato Laura Giolo - Via G. Mazzini, 12 - 45100 Rovigo Tel. 0425/21221 - Fax 0425/28796 - email: info@studiolegalegiolo.com

diritto immobiliare

Tutela dell’acquirente di immobili da costruire o in corso di costruzione: il D.lgs n. 122/2005

N

Avv. Carmelo Sergi

el mercato immobiliare è sempre stata assai diffusa la prassi di acquistare un’immobile prima che ne sia stata iniziata o ultimata la costruzione con il vantaggio, per il compratore, di diluire il pagamento del prezzo e nel contempo di dare indicazioni precise sulla distribuzione degli spazi, di scegliere materiale e finiture. Poiché l’acquirente, dopo avere sottoscritto il contratto preliminare (o compromesso) di compravendita, versa una caparra e poi ulteriori somme in base allo stato di avanzamento dei lavori, corre tuttavia il pericolo di perdere quanto pagato in caso di fallimento del costruttore che intervenga prima della stipula del rogito. Per questa ragione, oltre ad altre forme di tutela delle quali tratterò nel prossimo intervento, il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento il D.Lgs 20 giugno 2005 n. 122 in favore delle sole persone fisiche che concludano con un’impresa di costruzioni un contratto preliminare di compravendita o un qualsiasi altro che comporti l’impegno ad acquistare, per sé o per un proprio parente in primo grado (figlio o genitore), la proprietà o altro diritto reale di godimento su di un immobile da costruire per il quale, cioè, sia stato richiesto il permesso di costruire o sia stata presentata la denuncia di inizio attività senza che siano state completate

le finiture e domandato il certificato di agibilità. La tutela è estesa anche ai soci di cooperative edilizie. Più precisamente, gli artt. 2 e 3 del decreto legislativo prevedono l’obbligo per il costruttore, di consegnare al promissario acquirente, contestualmente alla sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita, una fideiussione rilasciata da una banca, da un’assicurazione o da intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia, che garantisca la restituzione delle somme e del valore di ogni altro corrispettivo già riscosso o che deve essere riscosso fino alla stipula del rogito oltre agli interessi legali maturati fino al momento in cui tale situazione si si verificata. Non sono oggetto di tutela le somme versate alla stipula del rogito ed anzi è questo il momento in cui la fideiussione non ha più efficacia. Per le società cooperative l’atto di riferimento è quello con il quale siano state versate somme o assunte obbligazioni per ottenere l’assegnazione della proprietà o di un diritto reale di godimento su un immobile da costruire. La mancata consegna della fideiussione, operante fino al trasferimento della proprietà dell’immobile (o di altro diritto reale) anche in caso di mancato pagamento del premio o della commissione da parte del venditore, comporta la nullità del contratto che può essere fatta valere solo ed

esclusivamente dal promissario acquirente. La fideiussione può essere immediatamente escussa per iscritto nei confronti del fideiussore, previo invio della dichiarazione di recesso al costruttore, solo ed esclusivamente al verificarsi di una situazione di crisi costituita dalle circostanze tassativamente determinate dall’art. 3 che sono il pignoramento dell’immobile oggetto del contratto, il fallimento, l’amministrazione straordinaria, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa che riguarda le imprese cooperative o l’amministrazione straordinaria. E’ previsto, inoltre, l’obbligo per il costruttore-venditore di cancellare l’eventuale ipoteca gravante sull’immobile nonché di contrarre e consegnare all’acquirente, contestualmente alla stipula del rogito notarile, una polizza assicurativa indennitaria decennale decorrente dalla data di ultimazione dei lavori, a copertura dei danni materiali e diretti all’immobile, compresi i danni a terzi, derivanti da rovina totale o parziale di edifici oppure da gravi difetti costruttivi delle opere, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, e comunque manifestatisi successivamente alla stipula del contratto definitivo di compravendita o di assegnazione se il costruttore è una cooperativa edilizia. Purtroppo il D.Lgs

n. 122/2005 non prevede alcuna sanzione, neppure di carattere amministrativo, a carico del costruttore che non consegni la fideiussione mentre è operante nella sola ipotesi di situazione di crisi del venditore e non qualora il rogito non sia stipulato per altre e diverse ragioni quali il mancato rispetto del termine di ultimazione dei lavori, l’abbandono del cantiere da parte del venditore-costruttore non più in grado di proseguire i lavori, la realizzazione dell’immobile in difformità dal permesso di costruire, l’esistenza di gravi difetti strutturali. In tutti questi casi il promissario acquirente non può escutere la fideiussione, ma deve promuovere un giudizio civile per ottenere la risoluzione del contratto, la restituzione delle somme versate oltre al risarcimento dei danni. Inoltre, il decreto legislativo non prevede che la fideiussione e la polizza postuma decennale debbano essere rilasciate da una banca o un’assicurazione di primaria importanza il che non è cosa di poco conto poiché anche le società che prestano tale garanzia sono soggette a fallimento come purtroppo mi è capitato di riscontrare. E’ perciò importante verificare l’affidabilità del fideiussore prima di sottoscrivere il preliminare. In caso contrario è meglio rinunciare all’acquisto e rivolgersi altrove. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it

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L’Editoriale PSICOLOGIA: UNA PROFESSIONE A SERVIZIO DELLA SANITÀ VENETA dott. alessandro de Carlo* modelli sanitari non sono sistemi rigidi e immutabili, ma organizzazioni in evoluzione che variano per provare a rispondere alle esigenze della società. La riforma della Sanità veneta è oggetto del Progetto di Legge Regionale n. 23, una proposta che riduce le attuali Ulss a sette unità provinciali, sopprime la figura del Direttore dei Servizi Sociali e crea un’Azienda Zero che si occuperà di tutta la programmazione. È interessante provare ad analizzare questa riforma con gli occhi degli psicologi, professionisti che lavorano nel Servizio Sanitario Regionale occupandosi di vari ambiti relativi alla Salute. In Veneto il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012/2016 ha rappresentato un significativo passo: la definizione delle schede territoriali, un’attenzione all’Umanizzazione delle Cure, l’introduzione delle strutture intermedie, dell’ospedale di comunità e soprattutto l’incentivo alla formazione delle Medicine di Gruppo Integrate sono ottimi strumenti per promuovere un servizio diffuso sul territorio e attento ai bisogni della cittadinanza. Lo spostamento di gran parte delle funzioni di attuazione del Piano Socio-Sanitario ad un’unica Azienda regionale (Azienda Zero), è l’aspetto che, assieme alla soppressione della figura del direttore dei Servizi Sociali, emblema dell’integrazione veneta fra la dimensione sanitaria e l’aspetto sociale dell’assistenza, necessita di essere più monitorato. L’accentramento può portare con sé aspetti positivi in termini di razionalizzazione, ma comporta anche un rischio in termini di vicinanza del servizio. Per questo motivo esistono due proposte che garantirebbero, in maniera innovativa, la tutela della salute psicologica della popolazione. Innanzitutto l’istituzione di uno “Psicologo di Base”, figura complementare al Medico di Base, assicurerebbe alla popolazione la disponibilità di un professionista con le competenze necessarie per dare un supporto scientifico relativo agli aspetti emotivi o relazionali, dimensioni sempre più complesse nella vita delle persone. In secondo luogo esistono degli standard nelle cure chiamati Livelli Essenziali di Assistenza. L’introduzione dei Livelli di Assistenza Psicologici, legati dunque ai servizi minimi a cui la popolazione ha diritto in termini di salute psicologica, sarebbe un’innovazione significativa.

I

Decreto zoppo: nuovi costi sanitari in carico ai pazienti Lifting x non chirurgico con i fili Silhouette Soft

xChi dorme tanto è un genio

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*Presidente dell’ordine degli Psicologi del Veneto

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L’opinione URGENZA E EMERGENZA IN ODONTOIATRIA

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di dott. Bruno noce*

e emergenze nello studio odontoiatrico possono essere di due tipi: l’urgenza che è la condizione patologica che richiede un trattamento entro le 24 ore ed appunto l’emergenza che richiede un trattamento entro 1 ora. Il dentista deve essere in grado di prevenire, diagnosticare e trattare eventuali urgenze che si possono presentare nella pratica odontoiatrica.Tutti i pazienti devono essere valutati clinicamente, mediante questionario e raccolta anamnestica. Le emergenze mediche più frequenti sono: la sincope, l’ipotensione ortostatica, gli eventi asmatici, gli eventi diabetici, l’attacco anginoso, l’attacco epilettico, l’attacco convulsivo, le reazioni da farmaci, l’ingestione di corpi estranei, le reazioni anafilattiche, l’infarto miocardico, l’arresto cardiorespiratorio.Vista l’entità delle emergenze, in uno studio odontoiatrico devono essere presenti presidi farmacologici e sistemi di resuscitazione per l’utilizzo dei quali l’attuale normativa prevede una formazione specifica per tutto il personale dello studio ( igienista dentale, assistente alla poltrona, segretaria, etc.) che deve essere competente nelle pratiche di BLSD, averele conoscenze teorico pratiche necessarie al riconoscimento di una situazione di emergenza. Gli strumenti dell’emergenza medica dovrebbero essere sempre presenti, in buono stato di conservazione e sempre a portata di mano e sono: bombola di O2 portatile, maschera facciale, cannule orofaringee di tutte le dimensioni, siringhe sterili, misuratori della glicemia, defibrillatore automatico, nitroglicerina compresse, adrenalina, cortisonici, ansiolitici, farmaci anticoagulanti, digitale, apparecchi misuratori di pressione e fonendoscopio. L’insorgenza di una emergenza deve comportare l’attivazione di una procedura standard, a conoscenza di tutto il personale e rodata anche tramite periodiche simulazioni. Ogni studio deve disporre di uno specifico protocollo sulle modalità con cui chiedere l’intervento del 118; in ogni area odontoiatrica gli interventi devono essere pianificati e tutti devono saper comunicare fra loro in modo efficace.Il paziente che incorre in una emergenza deve essere stabilizzato, entro i limiti ragionevoli di competenza, nel più breve tempo possibile prima di essere trasferito in ospedale. Quindi tutti i componenti dell’area odontoiatrica devono: essere preparati a chiedere l’immediata assistenza del 118; controllare il paziente allo scopo soprattutto di riconoscere se sta bene cioè se è sveglio, se risponde a sollecitazioni verbali, agli stimoli dolorosi; saper riconoscere un respiro o colorito della pelle anormali;mantenere la calma ed assicurare livelli elevati di tranquillità e sicurezza nei confronti del personale; saper trattare le situazioni pericolose per la sopravvivenza e mirare a conservare le funzioni vitali del paziente inattesa dei soccorsi; saper valutare gli effetti di ogni sostanza somministrata. Alla luce di tutto ciò, come può una persona che non è un medico intraprendere una attività medica ed allo stesso tempo come possono i pazienti rivolgersi per le cure odontoiatriche a persone non qualificate sapendo che le complicazioni sono sempre dietro l’angolo? *Presidente della Commissione albo odontoiatri rovigo

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DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO di Francesco noce*

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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto esporrà sempre più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a nulla serviranno le giustificazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giudizio se non vengono modificate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivere quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o meno l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su questi ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrativi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Non si poteva scegliere un modo peggiore perché l’ appropiatezza clinica si fonda su basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che si curano persone e non malattie. Ogni medico, ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come siano state individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioni ministeriali non si sarebbero dovuti prescrivere. Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi costosi e sottoutilizzati? Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema sanitario più efficiente e più equo. Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità di intervento a tal fine migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici di Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bord scientifico per la sua validazione ed è sempre aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini.

*Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di rovigo

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azioni di ringiovanimento del volto: - effetto lifting immediato, dovuto alla trazione che i fili esercitano dopo il loro inserimento, fissandosi al tessuto grazie ai coni bidirezionali di cui sono dotati, e consentendo il risollevamento e riposizionamento della cute. - effetto successivo di rigenerazione del collagene, che avviene nei mesi successivi, quando il materiale di cui sono composti i fili si degrada lentamente, agendo come stimolatore di collagene e consolidando il risultato di ringiovanimento per un lungo periodo di tempo. Dr. Predebon parliamo un po’ di costi !...e quanto dura l’effetto di questo trattamento? I costi dipendono ovviamente dal numero di fili che si utilizzano: un filo costa 200 - 300 euro e se ne mettono da 2 a 6 L’effetto del trattamento Silhouette Soft si mantiene per circa due anni. Nel frattempo, l’acido polilattico stimola la formazione di nuovo collagene, e il processo di fibrosi contribuisce a ricompattare e tonificare la pelle, con l’effetto di un miglioramento generale dell’aspetto del viso. Naturalmente l’invecchiamento cutaneo è un processo fisiologico che non può essere fermato; questo significa che, per mantenere la cute elastica e compatta nel tempo sono consigliabili trattamenti di mantenimento, da concordare – caso per caso - con il Medico Estetico.

Da Leonardo a Einstein, gli artisti non perdono sonno. Valentino Rossi riesce a riposare per dodici ore

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Alessia Tomii ormire Dott.ssa o non dormire? Questo è il problema. Fa Logopedista bene riposare lunghe ore oppure no? In media 335dalle 8386277 l’essereTelefono: umano dorme sei alle otto ore al giorno, che significa non vivere un terzo o un quarto della vita. Ma come si fa a non riposare? Prendiamo a esempio i vip. Soggetti a uno stress maggiore rispetto ai comuni mortali. Così Arianna dicono. Bah! I capi di Stato Dott.ssa Ferlin dormono assai poco. È risapuPedagogista e Educatrice to. MargaretTelefono: Thatcher dormiva 347 0149873 solo 3-4 ore a notte, Winston Churchill riposava poco di notte ma poi dopo pranzo faceva sempre un pisolino di un’ora e mezza. SilvioDott.ssa BerlusconiChiara dorme Zambon appena due Pediatra ore (magari passa il resto dellaTelefono: notte a fare328 altre4574411 cose…). Negli Stati Uniti è diverso. I presidenti non fanno le alzatacce. Barack Obama ha rispettato la tradizione di Bill Clinton. Non quella di frequentare le stagiste – che avete capito? – Dott.ssa Martina Montagnini ma quella di non svegliarsi prima delle sei ore. Dietista Telefono: 340 6862621

IL PISOLINO DEI FENOMENI Chi dorme non piglia pesci. Mah, è solo un luogo comune. Non sempre infatti è così. Perché due geni come Albert Einstein e Leonardo da Vinci adoravano a lungo. Non menofine di dieci a notte. Dei “Ciò che dormire il bruco chiama deloremondo, dr. enzo Predebon contemporanei Bill Gates è uno di quelli che il resto del mondo chiama farfalla” riposa di Master Medicina estetica più, con minimo sette ore di sonno. Quindi si deduVia Ferrari 10 - ospedaletto euganeo (Pd) - Lao ce che i geni per essere tali debbano dormiretse molto? tel. 0429 90934 Ecco pronta la smentita. Sapete quante ore dormiva cell. 338 5940563 Michelangelo Buonarroti? Quattro. E Thomas Edison?

Ancora meno: tre ore di sonno e poi accendeva le sue idee luminose.

I DORMIGLIONI Ma torniamo ai figli di Morfeo. Niente sveglia all’alba neanche per Franz Kafka che non si alzava mai prima delle nove ore di sonno. Pure Marilyn Monroe dormiva almeno dieci ore. Mai come due dormiglioni doc del calibro di Valentino Rossi Consap Centro ABC Apprendimento e Benessere (12 ore a notte) e di Mariah Carey (addirittura 15). Pensate come è corta la giornata per questi eroi del nostro tempo. DOVE SIAMO A proposito di eroi e di grandi Via Calà Forca, 41 A45021 Badia condottieri. Napoleone Bona-Polesine (R parte bastavano 4 ore di sonno per vederlo in grande spolvero. Ad Alessandro INFO Magno addirittura tre. sito web:Ewww.centro-abc.it Ma lì c’era da combattere. poi dormire dentro una tenda non è poi e-mail: che sia il info@centro-abc.it massimo. Chi dorme poco pensa molto. Soprattutto ai debiti. Ma c’è pure chi pensa ai soldi. Come il miliardario americano Donald Trump che dorme solo tre ore e passa il resto della giornata a contare i dollari. Questa è senza dubbio la migliore patologia per l’insonnia. O no? gmflex - via del Commercio,12 località Borsea rovigo tel.0425474954 - angolo via Modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455

Implantologia orale perchè sì è perchè no?!

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egli ultimi 20 anni abbiamo assistito, nel settore odontoiatrico, al ricorso sempre piu’ frequente all’implantologia osteointegrata, per poter risolvere problemi di edentulia(denti mancanti). Questa tecnica che prevede di inserire impianti in titanio direttamente nell’osso mascellare o mandibolare dei nostri pazienti ci ha dato l’opportunita’ di poter riabilitare la funzione masticatoria e spesso anche estetica, delle persone che altrimenti non avrebbero potuto fare altro che ricorrere alla classica protesi mobile(dentiera). Possiamo quindi affermare che ormai l’implantologia e’ entrata a far parte delle discipline che mediamente ogni odontoiatra e’ in grado, o dovrebbe essere in grado, di garantire. In realta’ lo studio del caso di ogni singolo paziente va ben studiato e definito. Perche’ se e’ vero che le metodiche e i materiali sono ormai ampiamente sperimentati e affidabili, e’ sempre pur vero che lo studio delle condizioni cliniche e orali dei nostri pazienti vanno attentamente monitorate. Quanto detto sopra implica che il rapporto medico-paziente diviene fondamentale nell’instaurare quello scambio di informazioni che e’ sempre il presupposto per arrivare poi a buoni risultati. Il medico deve avere tempo e attenzioni da dedicare agli interrogativi del suo paziente e dovra’ essere in grado, di spiegare

quanto meglio possibile, tutte le indicazioni e possibili problematiche inerenti al piano di lavoro che si va a costruire insieme. Ho usato il termine “insieme” proprio a voler sottolineare che non e’ pensabile poter immaginare il rapporto con il nostro paziente, come un qualcosa che cala dall’alto e gli si impone, ma viceversa necessita di un continuo flusso di informazioni tra curante e curato. In processi piu’ impegnativi, quali le riabilitazioni protesiche con impianti non e’ il tipo di impianto che fa la differenza, ma tutto quello che sta a monte nella relazione e organizzazione del rapporto staff medico e paziente. Avvicinarsi con fiducia e consapevolezza alle cure odontoiatriche, in genere, e’ la prima fase del successo. Parlarsi e chiarirsi non e’ tempo sprecato e tolto alla pratica clinica ma e’ tempo investito per ottenere buoni risultati! In definitiva Implantologia Si, se fa parte di un progetto condiviso tra medico e paziente. Implantologia No, se si riduce ad avvitare viti in ossa di quasi ignari pazienti, senza avere una progettualita’ chiara e condivisa. Dr. Massimiliano Veronese Studio dentistico Via Giacomo Matteotti - Este(Pd) Tel. 0429 601485 studioveronese.m@libero.it


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Dott.ssa Dott.ssa Martina Martina Montagnini Montagnini DA NOI POTETE TROVARE: Dietista Dietista Telefono: Telefono: 6862621 6862621 • Professionisti che lavorano in équipe340340 • Accoglienza ed ascolto empatico

Telefono: 347 8035426 Dott.ssa Roberta Ferrari Psicoterapeuta Telefono:Roberta 347 8035426 Dott.ssa Ferrari Psicoterapeuta Dott.ssa Alessia Tomii Telefono: 347 8035426 Logopedista Telefono: 335 8386277 Dott.ssa Alessia Tomii Logopedista Il Centro ABC è un punto di riferimento per Telefono: 335 8386277 Il Centro ABC è un punto di riferimento per Dott.ssa Alessia Tomii l’accompagnamento alla crescita psico-fisica Logopedista l’accompagnamento alla crescita psico-fisica Il Centro ABC è un punto di riferimento della persona, del Dott.ssa bambino, dell’adolescente Arianna Ferlin per e Telefono: 335 8386277 della persona, del bambino, dell’adolescente l’accompagnamento alla crescita psico-fisicae Pedagogista e Educatrice della famiglia. della famiglia. della persona, del bambino, dell’adolescente e Telefono: 347 0149873 Dott.ssa Arianna Ferlin della famiglia.e Educatrice Pedagogista CHI SIAMO Telefono: 347 0149873 Dott.ssa Arianna Ferlin CHI SIAMO Il Centro ABC nasce dall’amicizia e dallae stima reciproca di un Pedagogista Educatrice Dott.ssa Chiara Zambon gruppo professionisti che da 0149873 molti anni nel campo Il CentrodiABC nasce dall’amicizia e 347 dalla stima reciproca di un CHIlavorano SIAMO Telefono: Pediatra della diagnosi, riabilitazione, cura del benessere emotivo e fisico gruppo di professionisti che lavorano da molti anni nel campo Il Centro ABC nasce dall’amicizia e dalla stima reciproca di un Telefono: 4574411 dellacura persona. della diagnosi, riabilitazione, del328 benessere emotivo e fisico gruppo di professionisti che lavorano da molti anni nel campo Dott.ssa Chiara Zambon della persona. della diagnosi, riabilitazione, cura del benessere emotivo e fisico Pediatra della persona. Telefono:Chiara 328 4574411 Dott.ssa Zambon DA NOIPediatra POTETE TROVARE: Martina Montagnini DA NOIDott.ssa POTETE TROVARE: Telefono: 328 4574411 • Professionisti che lavorano in équipe Dietista NOI POTETE TROVARE: • Professionisti cheDAlavorano in équipe • Accoglienza ed ascolto Telefono: empatico 340 6862621 Dott.ssa Martina Montagnini • Professionisti lavorano in équipe Accoglienza edche ascolto empatico • Professionalità ed esperienza pluriennale Dietista • Accoglienza ed ed ascolto empatico Professionalità esperienza pluriennale Telefono: 340 6862621 • Rispetto della riservatezza Dott.ssa Martina Montagnini • Professionalità ed esperienza pluriennale Rispetto della riservatezza Dietista • “Ciò Trasparenza costi entro i limiti deifine Tabellari che ildeiriservatezza bruco chiama delProfessionali mondo, Telefono: 340 6862621 • Rispetto delladei Trasparenza costi entro i limiti dei Tabellari Professionali

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DOVE SIAMO

LOGOPEDIA LOGOPEDIA Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle esigenze comunicative per il benessere relazionale del bambino, delesigenze ragazzo ecomunicative dell’adulto in Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle LOGOPEDIA ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, per il benessere relazionale del bambino, del ragazzo e dell’adulto in Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle esigenze comunicative dell’apprendimento. ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, per il benessere relazionale del bambino, del ragazzo e dell’adulto in dell’apprendimento. ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, dell’apprendimento. PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e comportamentali. Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI comportamentali. Centro ABC Apprendimento e Benessere Consapevole Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e comportamentali.

Centro ABC Apprendimento e Benessere Consapevole PEDIATRIA

DOVE SIAMO

PEDIATRIA Visite specialistiche e visite domiciliari, valutazione dello stato di Centro ABC Apprendimento e Benessere Consapevole salute ed Forca, accompagnamento allaBadia crescita. Via Calà 41e visite 45021 Polesine Visite specialistiche domiciliari, valutazione(RO) dello stato di PEDIATRIA salute ed accompagnamento alla crescita. DOVE SIAMO Visite specialistiche e visite domiciliari, valutazione dello stato di salute ed accompagnamento INFOalla crescita. Via Calà Forca, 41 45021 Badia Polesine (RO) DOVE SIAMO sito web: www.centro-abc.it DIETISTICA INFO Badia Polesine (RO) e-mail: Via Calà Forca, 41info@centro-abc.it 45021

DIETISTICA Anamnesi alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. www.centro-abc.it Educazionesito alla web: corretta alimentazione. Anamnesi alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. DIETISTICA INFO Educazionee-mail: alla corretta alimentazione. info@centro-abc.it Anamnesi alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. www.centro-abc.it Educazionesito alla web: corretta alimentazione.

e-mail: info@centro-abc.it APPROCCIO OLISTICO ALLA PERSONA APPROCCIO ALLAshiatsu, PERSONA Riflessologia OLISTICO plantare, reiki, suonoterapia, omeopatia, naturopatia. plantare, reiki, shiatsu, suonoterapia, omeopatia, Riflessologia APPROCCIO OLISTICO ALLA PERSONA naturopatia. Riflessologia plantare, reiki, shiatsu, suonoterapia, omeopatia, naturopatia.

I PROGETTI

PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO Diagnosi ed intervento mirato per il bambino, l’adolescente e la sua famiglia. Consulenza e percorsi per l’individuo e la coppia con utilizzo di tecniche specifiche.

CRESCITA PERSONALE PER ADULTI Corsi di autostima, pensiero positivo, comunicazione e PNL, corsi di visualizzazione creativa e di rilassamento per ridurre lo stress; gruppi di psicodramma.

LOGOPEDIA Consulenze, valutazioni e terapie mirate alle esigenze comunicative per il benessere relazionale del bambino, del ragazzo e dell’adulto in ambito dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione, dell’apprendimento.

CORSI GENITORIALITÀ Confrontarsi in gruppo su temi ed argomenti per una crescita equilibrata dei figli.

PEDAGOGIA e TUTORIAL COMPITI Centro Centro ABCABCApprendimento Apprendimento e Benessere e Benessere Consapevole Consapevole Percorsi educativi individualizzati per difficoltà di apprendimento e comportamentali.

POTENZIAMENTO COGNITIVO METODO FEUERSTEIN Percorsi per imparare ad imparare attraverso la valutazione dinamica ed il potenziamento delle funzioni cognitive.

DOVE DOVE SIAMO SIAMO PEDIATRIA ViaVia Calà Calà Forca, Forca, 41 4145021 45021 Badia Badia Polesine Polesine (RO) (RO) Visite specialistiche e visite domiciliari, valutazione dello stato di salute ed accompagnamento alla crescita.

CORSI DI METODO DI STUDIO Apprendere le strategie più efficaci per l’apprendimento.

INFO INFO

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Il Ilnostro nostroobiettivo obiettivo è èaiutare aiutarelelepersone persone a amigliorare migliorarelalaqualità qualità della dellapropria propriavita. vita.

DIETISTICA Anamnesi alimentare, stesura di un piano dietetico personalizzato. Educazione alla corretta alimentazione.

CORSI DI EDUCAZIONE ALIMENTARE Corsi per adulti o bambini per imparare i principi che stanno alla base di una dieta sana ed i trucchi per metterli “in tavola”.

APPROCCIO OLISTICO ALLA PERSONA Riflessologia plantare, reiki, shiatsu, suonoterapia, omeopatia, naturopatia.

LABORATORI PSICO-EMOZIONALI PER ENTI E SCUOLE Incontri esperenziali che attraverso l’uso della creatività aiutano il bambino a gestire le proprie emozioni in maniera funzionale e positiva.

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PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO Diagnosi ed intervento mirato per il bambino, l’adolescente e la sua famiglia. e mirato percorsi per l’individuol’adolescente e la coppia con Diagnosi Consulenza ed intervento per il bambino, e lautilizzo sua PSICOTERAPIA e SOSTEGNO PSICOLOGICO di tecniche specifiche.e percorsi per l’individuo e la coppia con utilizzo famiglia. Consulenza Diagnosi edspecifiche. intervento mirato per il bambino, l’adolescente e la sua di tecniche famiglia. Consulenza e percorsi per l’individuo e la coppia con utilizzo di tecniche specifiche.

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la stagione del mal di gola E’ cominciato l’autunno e da adesso alla primavera, chi più e chi meno, soffrirà di qualche attacco di mal di gola (faringodinia) Cos’è la gola o faringe? E’quella parte anatomica che sta in fondo alla bocca e che permette il passaggio dell’aria e del cibo. Possiamo immaginarla come un cerchio, delimitato dalla base della lingua, dal velopendulo e dall’uvola, dai pilatri tonsillari e dalle tonsille (o logge tonsillari). A cosa serve la gola? Possiamo definirla una PORTA DI PASSAGGIO per il cibo e per l’aria: il cibo e le bevande vengono deglutite e passano nell’esofago e nello stomaco; l’aria viene respirata per il naso e per la bocca e passa nella trachea e nei bronchi. La gola serve anche come cassa di risonanza per la nostra voce. A guardia di questa entrata e a difesa del nostro corpo, Madre Natura ci ha messo del tessuto linfatico (le tonsille e le adenoidi). Come si presenta il mal di gola? Comincia piano piano con un senso di fastidio durante la deglutizione, poi si trasforma in dolore fino a impedire la deglutizione stessa. Può essere accompagnato da naso chiuso, raffreddore, mal di testa, otite e febbre. La gola è arrossata, gonfia, talvolta con chiazze bianche o con ulcere rosse. Se sono interessate solo le tonsille si parla di Tonsillite, se è interessata tutta la gola si parla di Angina o Faringite. Quali sono le cause? Le cause sono sempre i batteri e i virus. Il raffreddamento, così come le climatizzazioni, i riscaldamenti eccessivi, l’esposizione all’umidità sono solo la causa scatenante di una infezione latente, magari presa in un luogo affollato da chi sternutiva o tossiva. Come si cura? Se non vi è febbre, bastano le terapie della nonna: riposo, vapori caldi con essenze di mentolo o altro,

gargarismi con acqua e sale o miele e limone, brodini e latte caldi . Un leggero antinfiammatorio (paracetamolo secondo dosi già note e usate) e riposo; no fumo, no antibiotici fai da te, no abuso della voce. Se vi è febbre elevata e spossatezza, la causa è batterica o virale? Chiamare il medico. Infatti quando la febbre si avvicina o supera i 38°-39°, quando le tonsille sono molto grosse e non si riesce a deglutire, e hanno delle placche bianche, quando c’è difficoltà a respirare, quando le ghiandole del collo sono ingrossate e dolenti, quando vi sono dolore all’orecchio e forte mal di testa con nausea, solo il medico di base e lo specialista sapranno quale trattamento effettuare. Quando usare gli antibiotici? Mai ‘fai da te’! L’antibiotico lo prescrive il medico se necessario: somministrare antibiotici in una forma virale, infatti, vuol dire fare il solletico al virus, abbassare le difese dell’organismo, spuntare un’arma importante verso un futuro eventuale batterio (su 100 persone con il mal di gola solo in 10-15 di loro la causa è un batterio, mentre quasi 90 di loro prende un antibiotico!). Un mal di gola trascurato può avere complicanze? Sì, e possono essere anche gravi: vi sono complicanze locali o loco-regionali e complicanze sistemiche. Fra le prime:  Ascesso tonsillare: dovuto a batteri, Streptococco e Haemophilus prima di tutti. Questi producono una sacca di pus fra la tonsilla e la sua capsula, il dolore è molto forte e impedisce la deglutizione, la febbre è elevata (> 39° C). Può esserci forte mal di testa e mal d’orecchio. Otite e Sinusite: il più delle volte si tratta solo di sintomatologia dolorosa associata, che recede quando guarisce la tonsillite. Altre

volte i germi risalgono le alte vie aeree e si localizzano nei seni paranasali e nell’orecchio creando del pus.  Broncopolmonite: dovuta al propagarsi verso le vie aeree inferiori dei germi tonsillari. La tosse diventa cavernosa, grassa, provoca dolore al torace e si associa a respiro difficoltoso oltre che alla febbre elevata. Fra le seconde:  Reumatismo articolare acuto (dolore alle articolazioni, noduli dolorosi sulle gambe), cardiopatia reumatica (soffio cardiaco), glomerulonefrite reumatica (dalla presenza di sangue nelle urine fino all’insufficienza renale): queste gravi complicanze sono dovute allo scatenarsi di una reazione autoimmune provocata dalla presenza dello Streptococco beta-emolitico di tipo A.  Mononucleosi infettiva, definita anche ‘malattia del bacio’: comincia con un forte mal di gola e ingrossamento delle tonsille che si ricoprono di chiazze bianche. Si ingrossano poi i linfonodi del collo, ma, soprattutto, si ingrossano la milza e il fegato. Nell’esame del sangue sono aumentati i Monociti e le Transaminasi. La malattia è trasmessa con la saliva ed è provocata da un virus (Epstein Barr virus). Può lasciare per lungo tempo una sindrome da ‘stanchezza cronica’. Quando operare le tonsille? NEL BAMBINO Si sa che le tonsille e le adenoidi (tessuto linfatico dietro le cavità nasali), servono da difesa immunitaria: questo però solo in età infantile. Superati i dieci anni, le adenoidi e le tonsille tendono a ridursi di volume e ad andare in atrofia. Si tolgono quando il loro stato di malattia rischia di fare danni irreparabili. Se vi sono più di 4-5 episodi febbrili l’anno,

Il dott. Giuliano Menaldo

specie se vi è presenza di streptococco beta-emolitico-tipo-A nel tampone e quindi rischio di malattia reumatica sistemica se sono talmente voluminose da provocare una ostruzione meccanica al respiro e alla deglutizione: il bambino che russa nel sonno e ha delle apnee presenta difficoltà a concentrarsi, è irritabile e può andare incontro a seri disturbi della crescita e del cuore. se il bambino respira a bocca aperta: in questo caso vi possono essere alterazioni nell’accrescimento armonico del volto con alterazione anche del linguaggio.  se vi è otite recidivante, perché a lungo andare vi possono essere disturbi dell’udito. NELL’ADULTO Dopo un ascesso. di fronte a flogosi cronica e in presenza di streptococco beta-emolitico-tipo-A con rischio o presenza di malattia sistemica. Oggi, per gli altri casi di ‘tonsille grosse’ in età adulta, che provocano alitosi e/o russamento, esiste un intervento mininvasivo in anestesia locale con la tecnica della radiofrequenza (senza ricovero ospedaliero, senza anestesia generale, senza rischio di sanguinamento e praticamente indolore): le tonsille si riducono di volume, le cripte (i buchi che si notano in superficie) si chiudono e il respiro migliora, anche di notte, riducendo il russamento. A cura del Dott. Giuliano Menaldo Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale Specialista in Chirurgia Generale Già primario ORL a Bassano del Grappa e a Rovigo Già Direttore di Dipartimento di Chirurgia Generale e di Chirurgia Specialistica

disturbi dell’apprendimento Podologia: Callosita’= ipercheratosi per il benessere dei nostri piedi

Cosa si intende per disturbi dell’apprendimento? Quante volte abbiamo sentito dire: “Ha le capacità, ma non si applica” / “ Dovrebbe stare più attento, ma si distrae facilmente! / “Non è motivato, la scuola non fa per lui” e via così. Grazie alle ricerche delle neuroscienze cognitive dell’ultimo ventennio, oggi sappiamo molto di più sul perché alcuni bambini/ ragazzi ci appaiono in questo modo e perché gli stessi incontrano, il più delle volte, difficoltà nello studio. Sapevamo già da tempo che i cosiddetti “disturbi di apprendimento” non sono problemi legati all’intelligenza o a deficit sensoriali, ma a modalità particolari di funzionamento cognitivo. Oggi sappiamo anche che queste difficoltà o “disturbi” hanno ben poco in comune sia con la forza di volontà, sia con la scarsa attenzione o la mancanza di motivazione. Quali sono i soggetti più colpiti? I più colpiti sono bambini e ragazzi che “non possono” sforzarsi di più, fare più attenzione, o trovare da soli la motivazione, poiché le loro “rappresentazioni” delle cose non riescono ad accordarsi con la struttura degli stimoli presentati (spiegazioni, testi da leggere o da scrivere, regole da comprendere…). Una tale mancanza di “sintonizzazione” tra la rappresentazione interna di uno stimolo e la forma/struttura assunta dai corrispondenti stimoli esterni, potrebbe ben spiegare la difficoltà ad apprendere determinate “strutture di relazioni”, qualunque sia l’ambito implicato. Tale tesi, fortemente sostenuta da chi scrive, è coerente con le numerose ricerche conseguenti alla scoperta dei “neuroni specchio”, una speciale classe di neuroni responsabili della comprensione immediata e automatica di ciò che osserviamo, ascoltiamo e leggiamo, che

P

Dott. ssa Daniela Mario

predispone alla comprensione di ordine superiore. Quando si può aver bisogno dello psicologo? Si ricorre allo psicologo quando le soluzioni messe in atto per fronteggiare il problema di apprendimento non fanno che consolidarlo. Quando le strategie messe in atto (compresi i continui rimproveri, gli aiuti ripetuti, le punizioni, ecc) rendono questi ragazzi sempre più insicuri, scoraggiati, demotivati e tristi. In questi casi, prima che la situazione si radicalizzi, converrebbe affidarsi ad una consulenza esperta, in grado di fornire una nuova chiave di lettura dei “disturbi di apprendimento” e intervenire in modo coerente al modo di funzionare della mente/cervello. Chi vive questa “condizione di fatica”, sia figli che genitori, ha bisogno di incontrare, attraverso l’aiuto psicologico, quella “forma di rispecchiamento” che, consentendo l’attivazione dei circuiti che mappano le precedenti esperienze con le cose, pro-muove nuove connessioni tra di esse e pre-dispone ad accogliere gli apprendimenti futuri. Dott.ssa Daniela Mario

er callosita’ si intende un ispessimento dello strato corneo dell’epidermide che puo’ essere Fisiologica (area circolare, ispessita ma PRIVA di Dolore) o PATOLOGICA (TILOMA: quando c’è un anormale ispessimento dello strato corneo della cute con manifestazioni DOLOROSE). Le cause sono date da microtraumatismi diretti o alternati. Le zone dove vengono a formarsi le ipercheratosi sono In corrispondenza di sporgenze ossee o di aree di carico o sfregamento eccessivo, quindi a livello plantare, sotto le teste metatarsi, a livello delle dita dorsali o motivo occorre quanto prima risolveinterdigitale o persino periungueale re il problema del tiloma. (sotto l’unghia o nel bordo ungueaTrattamento podologico. Le cause sono date da le). I sintomo principale e’ il dolore in Attraverso strumenti rotativi di ulticarico (durante il cammino) il quale microtraumatismi diretti ma generazione, quali micromotore genera un dolore intenso. L’algia si o alternati e turbina,ci consentono di effettuare accentua alla sera. un lavoro di precisione in assenza di Quali conseguenze puo’ dolore durante il trattamento. Inoltre portare il dolore da Ipercheratosi patologica? dopo una valutazione del piede si può’ intervenire con dei Il paziente per evitare dolore cerca di non appoggiare la feltraggi o plantari da scarico per ridurre la formazione parte dove e’ presente la callosità’, quindi altera l’appog- della callosita’. Ricordo di rivolgersi sempre a personale gio: La conseguenza (camminata antalgica) sarà’ quella qualificato per evitare possibili infezioni. di sovraccaricare altre strutture osseo-muscolo-tendinee Dr. Gianluca Martinello - Poliambultorio San Fermo portando infiammazione ed quindi dolore in altri distretti, - Poliambulatorio Equipe a Rovigo come l’articolazione dell’anca e del ginocchio. Per questo via Einaudi 77 - tel 0425471488


40 A tavola

A tavola 2 la cucina di carmen

PROPOSTE PER UNA CUCINA BIOLOGICA, INTEGRALE, VEGETARIANA, IN SINTONIA CON LA NATURA Carote all’arancia

Ingredienti: 500 g di carote - 1 arancia - 1 C di pangrattato - 1 C d’olio. Preparazione: cuocere a vapore le carote, tagliarle nel senso della lunghezza e metterle in una teglia da forno oliata, spruzzarvi sopra il succo d’arancia, e una spolverata di pane grattugiato. Coprire e mettere in forno per 10 minuti, aggiungere un filo d’olio, scoprire e fare gratinare.

Insalata di cavolfiore radicchio e ceci

Ingredienti: 200 g di ceci lessati - 3 caspi di radicchio di Treviso - 1 cavolfiore piccolo - 1 manciata di scalogno - 1 rametto di rosmarino - 3

bacche di ginepro - olio, sale aromatico e agro di mele q.b. Preparazione: lessare il cavolfiore e lo scalogno in abbondante acqua aromatizzata con rosmarino e le bacche di ginepro. Disporre il radicchio e i ceci lessati in una ciotola capiente, unire il cavolfiore e lo scalogno cotti al dente, condire le verdure con sale, qualche goccia di agro di mele e olio d’oliva.

Sformatini al radicchio

Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina . Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry 100 g di parmigiano. Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm. 18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia.

Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. * salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.

Carmen Bellin Carmen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

Nota Nota: La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. C sta per cucchiaio – c sta per cucchiaino – g sta per grammo – kg sta per chilogrammo – L sta per litro – olio (quando non è specificato altro) sta per olio extra vergine di oliva – q.b. sta per quanto basta.

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