della Bassa Padovana
Periodico d’informazione locale. Anno XX n. 146 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
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Speciale Aspettando la Santa Notte, 5 fiabe sul Natale
Este, economia “Guardare oltre la crisi grazie all’innovazione”
Monselice Start-up letteraria con la libreria a “km 0”
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18-23 EDITORIALE
obbligo di catene o gomme da neve sui colli
I tanti nomi e modi di pagare l’Imu di Mauro Gambin
Gomme da neve solo in montagna? Assolutamente no. Negli ultimi anni, gli inverni sempre più rigidi hanno convinto gli amministratori a obbligare i cittadini ad avere le gomme termiche per poter transitare in molte strade della provincia di Padova. Non fanno eccezione le strade provinciali dei Colli Euganei. pag. 8
di nuovo a spasso sul vallo atestino
Ritornano le passeggiate sul vallo atestino. Il Comune ha infatti tolto le transenne all’ombra del castello marchionale, dove da settimane il vallo era oggetto di un’importante campagna di riqualificazione. E’ infatti terminata la prima fase di lavori per la riqualificazione del vallo del castello,. pag. 10 10%
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All’Ospedale Unico pagando il pedaggio Dopo la costruzione della nuova Sr 10 i residenti avranno solo due anni gratis
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ronta in quattro anni, ma libera per i residenti solo per due. E’ stata finalmente aggiudicata la concessione della nuova Sr 10 Padana Inferiore. L’aggiudicazione è andata all’offerta economicamente più vantaggiosa e prevede tempi complessivi di costruzione di 48 mesi e un contributo pubblico a fondo perduto di 33 milioni e mezzo di euro. Il valore dell’intervento 232 milioni al netto di iva. Si tratta di altri 17,9 chilometri, che si sommano ai 10 già attivi da tempo. Il peso della nuova arteria, che
a Santa Margherita d’Adige intercetterà anche la Valdastico Sud, è ovviamente notevole e sarà fondamentale per raggiungere il nuovo ospedale di Schiavonia. E proprio su questo si è innescata la feroce polemica dei sindaci del territorio, che si sono sentiti gabbati per la questione dell’esenzione del pedaggio ai residenti: la strada, che sarà a pagamento, doveva essere completamente gratuita per i cittadini della Bassa Padovana. La concessione, invece, prevede un’esenzione della sola durata di due anni: dopo un
biennio chiunque, anche chi dovrà andare per esempio in ospedale a Schiavonia, dovrà pagare il pedaggio. Sono quindi scattate raccolte firme (vedi in municipio a Carceri), riunioni tra sindaci, interventi di parlamentari (Giulia Narduolo del Pd), consiglieri veneti (Piero Ruzzante e Claudio Sinigaglia) ed ex amministratori, come il vecchio assessore provinciale Domenico Riolfatto. L’obiettivo è quello di rivedere la clausola sul pedaggio ai residenti e di togliere il balzello che non era pag. 15 nella promesse.
al primo di gennaio verrà reinserito il pagamento dell’imposta sugli immobili anche per le prime case. Resta da definire come si chiamerà, forse Iuc o Tuc, mentre è accertato che insieme a questa si dovranno pagare anche le tasse sui rifiuti e sui servizi indivisibili, rispettivamente siglate Tari e Tasi. Comunque si pagherà. E’ certo. L’Imu, insomma, è stata tolta solo per quest’anno e forse non è nemmeno così. La Cgia di Mestre, infatti sostiene, che la copertura economica necessaria al governo per l’eliminazione della prima rata dell’imposta non sia stata reperita. All’erario mancherebbero i 925 milioni di euro di maggiori entrate Iva versate dalle imprese a seguito dell’impegno della Pubblica amministrazione di pagare 7,2 miliardi di euro di debiti scaduti e altri 600 milioni di euro dalla sanatoria rivolta ai concessionari dei giochi. Il governo aveva considerato fondamentali queste risorse per ripianare il mancato gettito dall’Imu. Pare non ci saranno. Dunque cosa succede? Esiste una clausola, al decreto che ha cancellato la prima rata dell’Imu sull’abitazione principale, che lascia libera una strada al Governo per reperire le risorse.
direttore@lapiazzaweb.it
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L’Intervento
La buona alleanza tra la scuola e il mondo produttivo di Gianna Marisa Miola*
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n un Paese il cui tasso di disoccupazione giovanile è arrivato a sfiorare il 40% (dati Istat, agosto 2013), si fa ancora più urgente la necessità di strumenti efficaci per orientare i giovani nelle scelte formative e professionali, a garanzia di un loro più facile inserimento nel mondo del lavoro. *vice direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto
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EDITORIALE
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I tanti nomi e modi di pagare l’Imu
Importante ritrovamento
padova: nuovi reperti ai giardini dell’arena
Una struttura circolare e di cemento, una cavità, dove oggi c’è il giardino, che porta all’Arena. Un nuovo importante ritrovamento nel cuore della città, dove duemila anni fa si sviluppava Patavium Verso la fine di novembre dopo pochi mesi dall’inizio dello scavo nell’area posta tra piazza Eremitani, i Musei Civici, corso Garibaldi e i giardini dell’Arena, l’assessore ai lavori pubblici Luisa Boldrin e il vice sindaco reggente Ivo Rossi hanno fatto il punto sul ritrovamento di quello che è uno degli elementi più antichi del patrimonio storico cittadino: l’anfiteatro di Padova, dove duemila anni fa si svolgevano gli spettacoli dei gladiatori, molto seguiti dal popolo.
Clausola di salvaguardia, si chiama la postilla. Chi salvaguardia? Le fasce deboli della società? Le imprese colpite dalla crisi? Nient’affatto, la clausola di salvaguardia, si fa per dire, salvaguardia il ministero dell’Economia che per coprire la parte di gettito mancante, potrà dar luogo a un provvedimento di legge che preveda l’aumento degli acconti Ires e Irap in capo alle imprese e delle accise sul gas, l’energia elettrica e le bevande alcoliche. Dunque la prima rata dell’Imu del 2013 la pagheremo con molta probabilità nel 2014 e attraverso un prelievo che non presenterà alcuna progressività a tutela delle fasce più deboli. Corrente e gas, infatti, li pagheremo tutti: poveri e ricchi. Il calcolo dell’Imu, se non altro, era sulla base delle rendite catastali che per quanto falsate da un catasto tutto da aggiornare, non erano del tutto cieche. Purtroppo non è finita: i Caf lamentano che l’approvazione del decreto legge con il quale è stato cancellato, solo parzialmente, il versamento di dicembre sulle abitazioni principali è arrivata troppo a ridosso delle scadenze. Di conseguenza le amministrazioni comunali non avranno il tempo per risolvere la confusione generata dalla norma che consente ai comuni di far pagare la quota di imposta, relativa all’eventuale aumento stabilito nel 2012 e nel 2013, rispetto all’aliquota ordinaria del 4 per mille. Dunque, esiste un’esponenziale pericolo che nel computo non mancheranno errori nella determinazione degli importi da pagare entro il 16 gennaio, con l’elevatissimo rischio di dare il via a un enorme contenzioso tra contribuenti e amministrazioni locali. A questo punto la domanda più ovvia che può passare per la mente è una sola: a cos’è servito togliere quest’anno l’Imu che, tra l’altro, era un’imposta nemmeno tanto disprezzata dagli italiani? di Mauro Gambin - direttore@lapiazzaweb.it
Natale Aziende 2013
Regala il diritto al cibo Vuoi fare un regalo che renda felici tante persone? Fallo insieme ad ActionAid! In questo modo la tua Azienda potrà sostenere la lotta contro la fame e aiutare chi ha più bisogno
Siglato l’accordo a Padova
comune e diocesi insieme per i giovani
Siglato il protocollo d’intesa tra Comune di Padova e Diocesi - Pastorale Cittadina per la condivisione di obiettivi tra l’amministrazione e le parrocchie della città per il sostegno alla crescita dei minori, degli adolescenti, dei giovani, per dare loro punti di riferimento, luoghi di ritrovo e attività aggregative che possono prevenire isolamento. Ridotti Cda e assemblea
consorzio zip cura dimagrante
Cura dimagrante per il Consorzio Zip. Il Consiglio Comunale di Padova ha approvato la delibera che che prevede la riduzione sia del numero di componenti del CdA che della durata in carica dell’ente che gestire l’area produttiva. Il numero di componenti del Cda quindi passa da nove a tre e quello l’assemblea da 15 a 3, vale a dire: il sindaco e i presidenti della Provincia e della Camera di commercio che dovranno nominare il Cda. La variazione, presentata dalla Giunta, è stata illustrata dal vicesindaco reggente Ivo Rossi.
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Ex carcere in vendita per un milione e mezzo
La Provincia di Padova ha stanziato 500mila euro per erogare, a fondo perduto, contributi alle piccole e micro aziende che hanno sede operativa nel territorio provinciale padovano, per favorire la competitività delle imprese. I requisiti prevedono che le imprese beneficiarie debbano essere attive e in attività da almeno un anno. Per partecipare c’è tempo fino al 16 dicembre.
este, scuola Don Bosco torna ad Este, tante iniziative per il tour del santo
montagnana Mezzo secolo di attività per l’istituto Secchieri
lavoro
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L’occupazione tra scuola e professionalità
grandi opere Via libera alla Romea commerciale e alla Nogara mare
mostre d’arte
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A Treviso le magie del Gange. L’India da vedere
Procede spedito il percorso che porterà alla nascita di Bus Italia Veneto. La nuova società di trasporto pubblico prevede che l’azienda di trasporto cittadino, la Aps Holding, si fonda attraverso il conferimento di alcuni rami d’azienda con Bus Italia, che gestisce il trasporto extraurbano nelle province di Padova e Rovigo. E’ il risultato della trattativa portata condotta nel corso degli ultimi mesi, illustrata ai rappresentanti delle principali sigle sindacali, i quali però non nascono alcune perplessità sulle ripercussioni che la fusione avrà sui lavoratori delle due aziende.
contributi a fondo perduto alle imprese
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fusione più vicina tra busitalia e aps
Dalla Provincia, 16 dicembre
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Bassapadovana
Trasporti pubblici nel padovano
Acceso l’albero del Comelico
a padova e’ sempre un grande natale
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Acceso l’ultimo fine settimana di novembre il del grande albero di Natale issato come di consueto sul liston di Padova, davanti a palazzo Moroni, dove resterà per tutte le Feste. E’ stato l’assessore Marta Dalla Vecchia a dare il via alla quarta edizione del “Grande Natale a Padova” che. dopo aver ricordato il lutto nazionale per le vittime sarde, ha sottolineato sia il desiderio di passare delle Feste serene con i propri cari, sia il fatto che chi accede il grande albero della Solidarietà dà il proprio contributo alla Casa di Fuga per le donne vittime di violenza. L’albero è stato regalato dalla Val Comelico.
È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.
è un marchio registrato di proprietà di
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DIREZIONE - AMMINISTRAZIONE e
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di
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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Questa edizione raggiunge le zone Montagnana, Monselice, Este, per un numero complessivo di 12.504 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
Venezia Padova Rovigo Treviso
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin
REDAZIONE:
Direttore responsabile
Mauro GaMbin direttore@lapiazzaweb.it ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 28 novembre 2013 Centro Stampa: rotopreSS InternatIonal loreto, vIa breCCIa (an)
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4 Argomento del mese COMMERCIO, PARERI A CONFRONTO Interviste tra i negozianti di alcuni centri del Veneto, il periodo natalizio è l’occasione più ghiotta per incrementare il fatturato e cercare di uscire dalle secche della crisi dei consumi. Ottimismo a fasi alterne, a risentirne maggiormente sono i negozi di abbigliamento. Va meglio per settori specialistici come l’ottica. Si lavora meno con l’oro mentre cresce l’argenteria, “I clienti stanno riacquistando fiducia, pian piano”.
“E’ cambiato il m
di Roberto Marangoni e Nicoletta Masetto
Nel Padovano prevale una moderata fiducia, in particolare fra i negozi storici
In Polesine c’è meno ottimismo, i negozianti di Adria hanno contestato anche la politica dei saldi
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empo di Natale, cosa si aspettano i commercianti dal mese più “caldo” dell’anno quanto a vendite? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati. A nord di Padova prevale, a sorpresa, l’ottimismo: “Sono settimane inaspettate con segno positivo su tutto il fronte e incremento delle vendite. I consumatori sono tornati a comprare. Una fiducia timida all’inizio ma che, in queste ultime settimane, non è mai venuta meno. Se, allora, il buongiorno si vede dal mattino …c’è da ben sperare per questo mese di dicembre segnato dalle festività natalizie, mese di acquisti per eccellenza”. Parola di Enore Micaglio, commerciante doc, con negozio di ottica in pieno centro a Cadoneghe, in piazza Insurrezione all’ombra del municipio. Il signor Enore appartiene a una famiglia dalla lunga e pluridecennale tradizione proprio nell’ambito dell’occhialeria e dell’ottica. Negozi col marchio “Micaglio” si trovano in tutta la provincia, da Cadoneghe a Vigonza, da Ponte di Brenta ad Albignasego, e anche fuori nel veneziano. “Siamo ormai alla terza generazione – spiega –. I negozi ora sono gestiti dai nostri figli”. In piazza Insurrezione, oltre al signor Enore, troviamo la moglie e altri dipendenti. “La gente sta riacquistando piano piano fiducia. I nostri clienti esigono un prodotto di alta qualità, sono
tra i negozi del veneziano
Meno fiori e meno cappuccini al bar
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el veneziano intervengono il titolare di una fioreria e un barista di Oriago e Mira. “I fiori fino a 5 anni fa – spiega Marcello Vinante titolare della fioreria. Al Molino di Oriago - erano comprati dalle persone come abbellimento, per momenti quasi quotidiani. Cioè per la casa, la tavola, e occasioni anche di galanteria. Con l’arrivo della crisi economica la gente ha ridotto gli acquisti all’essenziale, cioè alle grandi ricorrenze o festività come compleanni, giorno di commemorazione dei defunti, matrimoni occasioni speciali, Pasqua e Natale. E’ chiaro che in questo modo anche i nostri introiti si sono ridotti nonostante il prezzo dei fiori sia ribassato. L’acquisto di piante e fiori è nella mentalità del consumatore, fra le prime cose sacrificabili, quando invece abbelliscono e rendono piacevole con la loro presenza la vita di tutti i giorni“. Per Eros Lorenzin titolare a Mira Taglio del Bar da Eros: “Le presenze di avventori al mio bar sono diminuite e molti avventori abituali, si limitano a consumazioni essenziali; un caffè, un gingerino. Già cappuccini e le brioche la gente non li prende più con la frequenza di un tempo. Se prima facevano colazione in bar 4 volte alla settimana, ora si fermano una due volte al massimo. Da qualche mese a questa parte però comincio ad intravedere segnali di ottimismo più frequenti”. A.A.
più attenti al proprio benessere, a cominciare dalla vista. Con gli occhi si lavora, si studia: una vista curata e in buono stato è indispensabile per fare qualsiasi cosa. La moda? E’ importante certo, ma in seconda battuta rispetto alla salute. Un buon occhiale è di sicuro un ottimo investimento oltre a un regalo utile. Per dicembre sono ottimista: novembre ci ha dato un primo, confortante assaggio. Il compito di ogni commerciante, allora, è quello continuare a offrire il meglio e non deludere così è una clientela tornata ad avere fiducia”. La musica cambia tra i commercianti adriesi, il Natale che arriva sembra calcare l’atmosfera della crisi che investe ogni settore. Per attirare la clientela ci si affida per lo più alle iniziarive di Adria Shopping che tra le idee porterà la “blak free day” con sconti particolari in determinati orari. Su come la pensano gli addetti siamo passati in tour iniziando dall’oreficeria-gioelleria Mantovani di via Badini, nel settore dal 1970. L’azienda si qualifica altresì per la creazione artigianale dei gioielli, secondo le esigenze del cliente. “I tempi sono cambiati ed è cambiato il modo di spendere - spiegano i fratelli Giancarlo e Renzo - il calo è conseguente alla situazione generale, abbiamo quindi dovuto diversificare, allargando la gamma, si lavora molto meno con l’oro, mentre è in crescita
l’argenteria con l’utilizzo di pietre e nuovi materiali e per Natale abbiamo lanciato l’oggettistica in promozione attraverso la “The new faschion”. “Gli incassi sono dimezzati rispetto al 2008 - ci dice Mattea Soncini di Paciughino, abbigliamento per bambini, presente in città da oltre quarat’ann i- ritengo nettamente sbagliati i saldi in questo periodo, ma anche le date dei saldi in generale, colpa, sottolinea, non certo di chi amministra che si deve invece adeguare alle decisioni delle associazioni di categoria”. Per Natale a Paciughino non ci sono iniziative particolari, se non legate ad Adria Shopping “il nostro motto - prosegue Mattea - è la serietà e professionalità di sempre” e per finire un monito ai colleghi “Occorrerebbe più unione tra i commercianti, basti pensare che non riusciamo ad essere tutti aperti almeno la prima domenica di ogni mese come si era prospettato”. “Il cambiamento totale sulle vendite lo stiamo vedendo proprio quest’anno - afferma Alda Schettino di Glamour abbigliamento, da giovanissima nel settore commerciale- non gira gente e non ci sono soldi in giro”. Anche per lei “I saldi fatti in questo modo rovinano il mercato. Per Natale – conclude Alda - non abbiamo promozioni particolari ma gli sconti gli facciamo comunque perchè la gente li chiede”.
Argomento del mese 5 Nuove idee in provincia
modo di spendere” La storia Luisa Callegarin racconta il suo Baby-Bazar
Il negozio dell’usato che punta al consumo ecosostenible di Ornella Jovane
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spalla pag 5 per padova
sato, lotta agli sprechi e consumi ecosostenibili diventano le parole chiave di una nuova strategia di vendita, che evidentemente vuole essere una risposta alla contrazione dei consumi ma che si rivela, alla lunga, qualcosa di più profondo e significativo. In una parola una nuova filosofia di essere commerciante e di porsi ai propri potenziali acquirenti. Il contesto è quello degli articoli - attrezzature, abbigliamento, puericultura e giocattoli - per bambini e per mamme in dolce attesa: un terreno particolarmente “fertile” per sperimentare questo nuovo sistema di stare sul mercato. “Abbiamo aperto il nostro Baby Bazar - racconta la titolare Luisa Callegarin - un anno e mezzo fa, fra scetticismo e curiosità. Si tratta di un marchio in franchising di negozi dell’usato. Il nostro a Scorzè, con 350mq, è il più grande del Veneto”. Non si può parlare propriamente di negozio, nel senso tradizionale del termine, né si possono definire clienti coloro che vi fanno acquisti. In realtà si tratta di un grande spazio d’incontro. “C’era bisogno, soprattutto in questi tempi di difficoltà economica, di attirare dentro il Bazar le persone, di fare in modo che si affezionassero a questo ambiente, che lo sentissero familiare”. E così la titolare con il suo staff ha cominciato a proporre una serie di iniziative: incontri con esperti sulla gestione del neonato nelle prime fasi di vita, su come affrontare la gravidanza, corsi pratici come ad esempio il cambio del pannolino. I bambini hanno uno spazio attrezzato dove giocare, assistere a spettacoli o letture animate. “Abbiamo cominciato a conoscere le mamme che venivano a fare acquisti qui da noi, - prosegue Luisa Callegarin - abbiamo creato un bel gruppo anche su Facebook e siamo molto presenti e attivi anche nel territorio, in tutte le iniziative locali”. All’interno il negozio trabocca di merce usata, accuratamente selezionata, fornita dagli stessi clienti ma anche da negozi che hanno chiuso, moltissimi in questo ultimo anno, o aziende in difficoltà. Si tratta di una forma di lotta allo spreco, ma anche di educazione ad un consumo “ecosostenible”. “Nel nostro spazio - sottolinea la titolare - proponiamo anche i pannolini lavabili e riutilizzabili che noi consigliamo caldamente, al posto degli “usa e getta”. Vogliamo proporre di cambiare una mentalità e uno stile di vita che “consuma, spreca e butta via”.
Ricette anti crisi
“Temporary shop” e tanta creatività L
’ultima trovata per dare fiato al commercio locale, strappare i consumatori dall’egemonia del centri commerciali e far vivere i centri storici, viene da Montagnana. A fine novembre ha aperto qui, su iniziativa di Confesercenti Padova, il primo “Temporary shop”, occasione d’oro per i commercianti disposti a esplorare nuovi mercati anche attraverso nuove locazioni immobiliari. Per tutto il mese di dicembre a Montagnana, in via Carrarese, la Confesercenti, con il contributo della Camera di Commercio di Padova ha messo a disposizione uno spazio, che era sfitto, di 45 mt2 per la promozione e la vendita di prodotti. Il “negozio a tempo” è uno spazio che viene occupato a rotazione (appunto a tempo) da attività commerciali anche diverse tra di loro che vogliono farsi conoscere, lanciare un nuovo prodotto o rilanciare il proprio brand, sfruttare la stagionalità dei prodotti potendo essere presenti sul mercato solo in determinati periodi dell’anno, testare nuovi mercati abbattendo i costi di avviamento e gestione di un’attività commerciale fissa, ottenere ricavi diretti dalle vendite. I primi quindici giorni hanno visto la presenza di tre attività: abbigliamento, borse e accessi e pelletterie, tutti commercianti della zona alla ricerca di una nuova formula per incentivare le vendite, specie in questo periodo. All’inizio dell’anno i promotori tireranno le somme dell’iniziativa. Intanto a Conselve, lo sforzo è massimo per dare vite al centro storico. Quest’anno il paese si è mobilitato in grande stile per le festività con quasi un mese di iniziative alle quali aderiscono i commercianti del centro storico di Ascom e Confesercenti, in collaborazione con la Pro Loco e le istituzioni. Ci saranno aree pedonali, negozi aperti tutte le domeniche, attrazioni, mercatini dell’usato e delle tipicità, momenti di aggregazione in piazza. “Vogliamo portare la gente a vivere la città - spiega Leopoldo Toffano, fiduciario dell’Ascom conselvana - e dare così un’alternativa allo shopping nei centri commerciali, ormai aperti ininterrottamente tutto l’anno”. A Conselve, continua Toffano, i negozianti non mollano: “Temevamo alcune chiusure nel corso dell’anno, invece tutti hanno tenuto le posizioni, nonostante le evidenti difficoltà. I commercianti sono in grado di affrontare la crisi e si stanno impegnando per superarla”. Poi analizza il suo specifico settore di vendita: “Gli affari vanno bene per il comparto artigianale delle stufe e dei caminetti, perché le famiglie scelgono questa forma di riscaldamento alternativa, più economica del metano, approfittando degli incentivi statali. Per quanto riguarda l’elettronica i consumatori attendono le campagne promozionali e sono selettivi negli acquisti, privilegiando i prodotti in offerta”. Intanto l’Ascom di Padova ha realizzato duecento interviste tra Padova, Monselice ed Albignasego per capire dove sta andando il comparto del settore abbigliamento, calzature e accessori, il settore che, oggettivamente, più di ogni altro ha patito la crisi. Il centro commerciale raccoglie le preferenze maggiori attestandosi al 48% degli intervistati, con i negozi multimarca che raccolgono il 32% delle preferenze ed il mercato che si difende bene con il 20%. Quando si compera? Il sabato resta il giorno dello shopping per eccellenza e non sembra decollare la domenica che viene considerata importante per gli acquisti da uno su cinque e ha visto quasi sei consumatori su dieci dichiarare di non aver mai comprato nella giornata festiva. Cambiano comunque le abitudini di acquisto. Lo dichiara il 55% degli intervistati che comprano ogni 2/3 mesi (35,50%) o ancora più raramente (34%) e, soprattutto, che acquistano solo in caso di bisogno effettivo (37,5%) o comunque con maggiore attenzione. Nicola Stievano
6 Monselice Misure anti inquinamento Fino ad aprile in vigore il blocco del traffico
Auto vecchie “bandite”
Breve tregua solo nel periodo natalizio, per non incidere negativamente sull’economia locale di Emanuele Masiero
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orna il blocco del traffico a Monselice che “punisce” i proprietari dei veicoli più inquinanti. Dal 4 novembre al 13 dicembre, ma anche dal 7 gennaio 2014 fino all’11 aprile 2014, divieto di transito per i veicoli più dannosi per la salute. Una decisione presa per limitare i danni dell’inquinamento e per andare incontro al Prtra, il piano regionale di risanamento e tutela dell’atmosfera che prevede una serie di iniziative per i Comuni a rischio. Monselice infatti rientra nella zona cementifici oltre ad aver sforato più volte i limiti di pm 10. Senza contare che proprio di recente, la città di Padova ha ricevuto il bollino nero d’Europa per questo motivo. E così dal Comune arriva lo stop per i veicoli a benzina “no kat” (Euro 0), dei veicoli alimentati a gasolio Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 e dei motoveicoli a 2 tempi immatricolati prima del 1 gennaio 2000. Lo stop è attivo dal 4 novembre al 13 dicembre e dal 7 gennaio 2014 fino all’11 aprile 2014 nelle fasce orarie dalle 08.30
alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18, nei giorni dal lunedì al venerdì di ogni settimana, con esclusione delle festività infrasettimanali. Gli incroci dove non è possibile transitare comprendono le vie: piazza della Vittoria con via Cadorna, via Cavallotti con via delle Grole, via Dante con via Argine Destro, via San Martino con via Tassello, via S. Stefano con via Santarello, via Carboni con via San Luigi, vicolo Buggiani con Largo Carpanedo, oltre alle piazze Ossicella, San Marco, Mazzini e Vittoria con le vie Cavallotti, Zanella-
to, Dante, Roma, Tortorini, Del Pellegrino, San Luigi, Battisti, Del Santuario, Santo Stefano Superiore, Sette Chiese, San Martino, San Biagio, Palladio, XXVIII Aprile. Naturalmente alcune tipologie di veicoli sono escluse dal divieto come autobus adibiti al servizio pubblico di linea e turistici, scuolabus, taxi, servizio di portatori di handicap muniti di contrassegno, veicoli adibiti a compiti di soccorso, veicoli con targa estera condotti da persone non residenti in Italia.
il bando La struttura è in abbandono ma può essere riconvertita
un milione e mezzo per l’ex carcere
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’ex carcere di Monselice è in vendita alla modica di cifra di un milione e mezzo. Modica si fa per dire, ma tutto sommato appetibile visto che l’acquirente avrà la possibilità di trasformare l’ex struttura detentiva in un complesso residenziale. Una situazione quasi comica visto che un conIl Comune prova a vendere lo stabile dominio potrebbe sorgere dove prima soggiornavano carcerati. Dal 2011 la situazione era completamente bloccata, ma adesso sembra che il procedimento di alienazione sarà più fluido. Senza contare che il piano casa prevede l’ampliamento del 20% del volume attuale. Così dall’edificio all’angolo tra via Donizetti e via Avancini il Comune vorrebbe recuperare un milione e mezzo. Mica bruscolini in un periodo di crisi nella crisi per il mercato immobiliare. Certo che la posizione centralissima dell’immobile lo rendono un obiettivo di tutto rispetto per qualsiasi costruttore. Attualmente la struttura ospita gli uffici del progetto giovani e del giudice di pace. Il valore dell’edificio è stato deciso dalla giunta di Monselice sulla base delle stime dell’ufficio tecnico. L’immobile insiste su un’area di circa 2100 mq con una superficie coperta di circa 1000 mq suddivisi in 2 piani. La manutenzione dello stabile lascia un po’ a desiderare. Se gli uffici del giudice di pace e del progetto giovani sono accettabili, il resto della struttura è in completo abbandono ormai da decenni, con il degrado che ne deriva. La vendita avverrà con una gara aggiudicata per mezzo di offerte in aumento rispetto alla maggiore offerta valida presentata in busta chiusa. Le offerte dovranno pervenire al Segretario Generale del Comune, dalle ore 10 alle 12 di giovedì 12 dicembre, pena l’esclusione. E.M.
COMMERCIO A NATALE, LA SFIDA A Monselice ed Este i negozianti stringono i denti e non si arrendono “Il nostro motto? resistere, sempre”
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on mollano, nonostante tutto. Nella Bassa Padovana i commercianti sono determinati e scommettono nella ripresa. “La crisi è ancora forte ma io stringo i denti e continuo – afferma Monica Moretto, titolare del Filirama, negozio di intimo, calze e merceria a Monselice – il negozio è aperto da 21 anni e non intendo mollare adesso. Certo che la situazione è difficile e non vedo miglioramenti per il prossimo Natale. Anzi, credo sarà il più difficile da quando lavoro qui. Non è una questione che riguarda solo Monselice: è evidente che si tratta di una crisi profonda, accentuata dal fatto che i centri commerciali sono aperti anche alla domenica. Così i pochi soldi che la gente spende, vengono dirottati nelle grandi strutture. I clienti ormai credono poco anche alle promozioni e sono attentissimi a come spendono i loro risparmi. Io per fortuna sono riuscita ad avere una buona scontistica da alcune case produttrici di intimo e questo mi ha permesso di rilanciare un po’ le vendite. Certo che da questa situazione ne usciamo solo con tanta pazienza e facendo tutti un passo indietro. Si dovrebbe incentivare il commercio nel centro dei paesi e non affossarlo con affitti troppo cari”. “La situazione attuale? Non è delle migliori. C’è sempre più disoccupazione e i pochi soldi
che restano, le famiglie li spendono nei centri commerciali magari attirati da qualche scontistica molto aggressiva – ha affermato Antonio Zaglia, titolare della Libreria Gregoriana di Este, punto vendita specializzato anche in libri per bambini – Spesso vengono pubblicizzati prodotti sotto costo per riuscire a catturare il cliente. Poi quando sei la, ne approfitti per comprare anche dell’altro. Per questo mi sento di dire che non è un problema specifico del Comune di Este, ma un periodo difficile che coinvolge tutta la bassa padovana. Il commercio nei centri storici di Monselice, Este e Montagnana arranca in egual misura perchè manca la solidità economica delle famiglie. Noi stiamo lanciando delle scontistiche particolari su alcuni prodotti. Inoltre tra novembre e dicembre abbiamo organizzato degli incontri culturali che hanno avuto molto successo”. Come si esce dalla crisi? “Bisogna resistere, resistere, resistere. Non c’è altro modo. Mi sento però di dare un consiglio a tutti i commercianti. Teniamo le luci accese anche di notte: dobbiamo far capire alle persone che il centro è un luogo accogliente e sicuro dove fare shopping e passare del tempo. Inoltre dobbiamo tutti tenere il passo dei tempi utilizzando, per esempio, strumenti come i social network”. E.M.
8 Monselice L’Intervento
L’obbligo Ordinanza della Provincia Bastano anche le catene, interessate diverse strade della zona
Gomme da neve sui Colli di Emanuele Masiero
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omme da neve solo in montagna? Assolutamente no. Negli ultimi anni, gli inverni sempre più rigidi hanno convinto gli amministratori a obbligare i cittadini ad avere le gomme termiche per poter transitare in molte strade della provincia di Padova. Non fanno eccezione le strade provinciali dei Colli Euganei dove non è raro vedere una “fastidiosa” spolverata di neve. Perchè se è vero che i colli imbiancati fanno molto Natale, è anche vero che ghiaccio e neve creano enormi problemi alla viabilità. Problemi che possono essere risolti in gran parte con l’utilizzo di gomme specifiche. In realtà, per chi non volesse sostenere la spesa del cambio gomme, è anche possibile dotarsi di catene. Ma è sempre bene fare delle prove di montaggio preventive per non rischiare di trovarsi totalmente in panne nel momento del bisogno. Le limitazioni nelle strade dei colli sono rese obbligatorie dall’ordinanza numero 152371 emessa il 25 ottobre 2012 dalla Provincia di Padova e valida ogni anno: per tutto il periodo compreso tra l’1 novembre e fino al 31 marzo (salvo revoche anticipate) in undici strade provinciali degli Euganei occorrerà necessariamente circolare con pneumatici da neve montati o catene da neve a bordo. L’obbligo vale dal punto di installazione del segnale che lo prescrive. Le strade interessate sono le provinciali 43 “Speronella”, la 101 “del Venda”, la 99 “Cingolina”, la 25 “del Castelletto”, la 25 dir, l’89 “dei Colli”, la 77 “di Costigliola”, la 38 “Scapacchiò”, la 21 “del Poeta”, la 21 dir e la 62 “delle Cave”. Sospiro di sollievo per chi tutti i giorni si sposta da Monselice a Baone visto che la provinciale è stata depennata dall’elenco delle “winter road”. L’ordinanza rimarrà in vigore fino al 31 marzo, ma sono possibili variazioni dovute alle diverse condizioni meteo. Attenzione però: ogni Comune ha la possibilità
focus
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Le limitazioni resteranno in vigore fino al 31 marzo e interessano 11 arterie provinciali dell’area collinare In verde sono segnate le 11 strade provinciali nelle quali vige l’obbligo di gomme termiche o catene da neve
di estendere l’obbligo di pneumatici invernali anche ad altre strade municipali. Rovolon, ad esempio, ha imposto l’obbligo dal 15 novembre al 31 marzo in tutte le strade del territorio comunale. L’obbligo vale solamente in caso di neve o ghiaccio. La sanzione amministrativa va da 84 a 318 euro per chi non si mette in regola. Motivo per cui nel dicembre del 2010 si era scatenata una piccola rivolta tra i cittadini di Baone. Nel comune collinare era infatti scattato l’obbligo su tutto il territorio e per i cittadini sembrava un’iniziativa esagerata che li costringeva ad una spesa eccessiva e magari non prevista. Con la crisi che ancora colpisce duramente la
bassa padovana, sembra quindi ancora più improbabile che un sindaco decida di imporre ai propri cittadini di dotarsi di gomme termiche o catene anche solo per andare a prendere il pane. D’altronde l’Italia è come sempre il fanalino di coda europeo: in Austria per esempio, l’obbligo scatta dal 1 novembre al 15 aprile e non bastano neppure le catene a bordo. Senza contare che per viaggiare in sicurezza nelle autostrade austriache servono anche estintore e cassetta del pronto soccorso. Le sanzioni sono salatissime: per la mancanza di uno solo tra questi accessori si può arrivare a mille euro di multa. Insomma, per una volta, ci va anche bene.
La buona alleanza tra la scuola e il mondo produttivo di Gianna Marisa Miola*
segue da pag.
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Una necessità invocata oggi dagli stessi studenti. I giovani si interrogano. Pongono domande di senso: Quale futuro? Quali scelte compiere? Come incamminarsi nel campo degli studi e nel campo del lavoro? Perché è così difficile capire e scegliere? Perché il lavoro sembra sempre più un miraggio? Domande ardue a cui la società adulta è chiamata a rispondere, nessuno escluso: operatori della scuola, educatori, docenti, dirigenti, genitori, ma anche, e soprattutto, imprenditori, professionisti, artigiani, politici e amministratori. Ma spesso sono i giovani stessi a dare alcune prime risposte ai loro coetanei, quei giovani che compiono esperienze formative e preprofessionali, che si misurano con gli stage, che saggiano le proprie forze con i tirocini estivi, che guardano all’alternanza scuola lavoro come ad una opportunità, via via più diffusa, di contatto autentico tra il sapere scolastico e le competenze, nutrite di conoscenze e abilità acquisite e messe alla prova durante le attività didattiche laboratoriali, competenze che si vanno definendo di concerto tra scuola e impresa, tra saperi disciplinari ed esercizio reale sui problemi. Nella nostra regione i numeri ben premiano le esperienze “ponte” tra scuola e lavoro. Durante la 23esima edizione di JOB&Orienta, il salone nazionale sull’orientamento, scuola, formazione e lavoro, in Fiera a Verona, abbiamo presentato alcuni dati di bilancio: nell’anno scolastico 2012/2013 sono stati 992 i percorsi di alternanza scuola-lavoro realizzati, per un totale di 19.172 studenti coinvolti e nel 2013 sono 123 i neodiplomati nei 6 Istituti Tecnici scientifici veneti, e già 80 di loro hanno trovato lavoro (65%). Il successo di queste esperienze è per la scuola veneta non solo motivo di orgoglio ma un incentivo per continuare sulla strada dell’innovazione e delle alleanze in particolar modo con il modo produttivo economico. *vice direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto
Giorni di super lavoro, i tecnici non hanno nemmeno il tempo di rispondere ad una domanda
per i gommisti l’inverno e’ una pacchia, pneumatici a ruba
ome ha influito la crisi sulla vendita di pneumatici invernali? A giudicare dalle prenotazioni e dai tempi di attesa, sembra che sia più facile rinunciare alla pasta che alle gomme termiche. Abbiamo fatto svariati tentativi per parlare con i gommisti che lavorano tra Monselice ed Este, ma la risposta è stata sempre la stessa: “Siamo spiacenti, ma abbiamo la fila di clienti che attendono. Per un’intervista tornate in orario di chiusura. Oppure il mese prossimo”.
Anche a porte chiuse le cose non cambiano perchè i tecnici sfruttano i tempi morti per preparare i preventivi dei clienti. Insomma, forse per un cambio di priorità o forse per motivi di sicurezza, ma è chiaro che sempre più persone vedono il cambio gomme per l’inverno come una tappa irrinunciabile. Eppure il costo può essere molto salato, visti gli stipendi medi. Partendo dalla fascia più economica, cambiare un treno di gomme per una city car (come
la Fiat Panda) può costare 250 euro, più naturalmente lo stazionamento di quelle estive se non c’è posto nel garage di casa. Se passiamo ad un’auto media come una Wolkswagen Golf il prezzo sale notevolmente: si varia tra i 400 e i 500 euro. Per chi invece non sa rinunciare alla comodità del suv il conto è ben salato. Per una gomma invernale di buona qualità, il proprietario di una Fiat Freemont deve sborsare 800 euro. E.M.
Pneumatici da neve, ormai sono un must
Monselice 9 Start-up letteraria La scelta coraggiosa di Francesca Segato e Sara Saorin
Libreria a “km zero” Tra gli scaffali solo libri di editori indipendenti la filiera si può accorciare anche per l’editoria di Emanuele Masiero
Francesca Segato e Sara Saorin nella nuova libreria
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he le start-up andassero di moda si sapeva, ma che potesse vendere anche libri a “chilometri zero” ancora mancava. L’idea è di due ragazze della bassa padovana che hanno pensato di rivoluzionare il panorama letterario. E a giudicare dai primi risultati, sembrano riuscirci... ecco a voi Francesca Segato e Sara Saorin. Cos’è una libreria a km zero? “E’ uno spazio in cui si possono trovare solo libri di editori indipendenti. Una regola su tutte, non terremo editori “a pagamento”, ovvero quelli che si fanno pagare dagli autori
Curiosità
per pubblicare. Solo piccoli editori che con tanta fatica si ostinano a investire per produrre buoni libri, scelti in base al loro valore letterario e non in base alle indagini di mercato. Vorremmo applicare ai libri il modello “dal produttore al consumatore”. Pensiamo a quando si compra il formaggio o la verdura direttamente dal produttore: quanto più buoni sono di quelli del supermercato? Non solo: da noi su tutti i libri ci sarà uno sconto del 10%: si può fare accorciando la filiera”. Come vi è venuta l’idea? “Quasi per caso, chiacchierando con
alcuni colleghi, piccoli editori come noi, a una fiera, poco più di un mese fa. In realtà noi da sempre sognavamo di aprire una libreria, ma l’investimento iniziale necessario lo rendeva, appunto, un sogno. La scintilla è scattata quando abbiamo capito che potevamo provare a fare qualcosa di diverso da una libreria tradizionale: trasformare la sede della nostra casa editrice, Camelozampa in un piccolo punto vendita. Da qui è partito un lavoro frenetico per fare tutte le pratiche, contattare gli editori, allestire lo spazio…”. In quanti siete a gestirla?
“gli e-book non scalzeranno i cari vecchi libri di carta”
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arà una libreria a chilometri zero, ma strizza comunque l’occhiolino alle nuove tecnologie. Camelozampa, la startup letteraria di Monselice promette di “dare in pasto” prodotti letterari locali, ma senza rinunciare agli ebook. Tanto da aver puntato molto su Facebook raggiungendo in poche ore
dal 1979!
“Fondamentalmente in due”. Visto che va di moda... vi definireste una start-up letteraria? “E’ una bella definizione! Non siamo proprio allo “start” perché in realtà come piccole editrici lavoriamo ormai da circa sette anni, ma speriamo che questa nuova impresa dia una boccata di ossigeno anche al lavoro della casa editrice… Diciamo che in un momento di crisi nerissima vogliamo provare a inventarci qualcosa di nuovo”. Che tipo di libri vendete? “Ci sarà un po’ di tutto: molto per i bam-
più di 300 fan e una community attiva e in forte fermento. Ma non solo. La nuova iniziativa a firma di Francesca Segato e Sara Saorin, si è già dotata di un’app appositamente studiata per l’utilizzo dei bambini. “Crediamo che gli ebook siano comodi, pratici, leggeri, economici e moderni – hanno spiegato le due ragazze – ma non pensiamo che soppianteranno i libri di carta. Sarebbero un nuovo mercato molto interessante per i piccoli editori, ma se guardiamo i numeri in Italia siamo ancora molto
bini, con un’ampia scelta di albi illustrati e narrativa. Poi narrativa, gialli e noir, fantasy, rosa, classici, saggistica, fumetti di impegno civile, una sezione dedicata alla medicina naturale, psicologia, genitorialità… “. Qual è il vostro target di riferimento? “In realtà puntiamo un po’ a tutti i lettori, l’unico requisito è la curiosità”. Che riscontro vi aspettate da questa iniziativa? “Percepiamo già molto entusiasmo, speriamo di crearci un circuito di lettori affezionati che apprezzino la proposta”.
indietro. In ogni caso abbiamo già dei titoli in formato ebook, soprattutto romanzi, e anche un’app di un albo per bambini. Inoltre altre applicazioni sono in cantiere”. Intanto su Facebook impazza il tam-tam virale tipico dei social network e arrivano le prime richieste via web. Così la pagina di Camelozampa diventa anche un punto di ritrovo per scrittori, come Amneris Di Cesare che annuncia quando sarà in libreria per firmare la sua ultima produzione la “Sirena all’orizzonte”. E.M.
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10 Este Centro storico Il Comune ha tolto le transenne all’ombra del castello marchionale
Passeggiate sul vallo
Torna ad essere pedonale l’area davanti al Museo, Stoppa: “Il percorso ora è più funzionale” di Nicola Cesaro
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itornano le passeggiate sul vallo atestino. Il Comune ha infatti tolto le transenne all’ombra del castello marchionale, dove da settimane il vallo era oggetto di un’importante campagna di riqualificazione. E’ infatti terminata la prima fase di lavori per la riqualificazione del vallo del castello, opera cominciata a metà giugno per volere dell’amministrazione comunale. L’area che va dall’ingresso del Museo Nazionale Atestino fino alla prima curva è ritornata ed essere pedonale. Lo stretto marciapiede e la ghiaia hanno fatto spazio ad un più ordinato ed esteso pavimento in trachite, accostato ad un’ampia area verde che arriva fino alle mura del castello. Spiega il vicesindaco Stefano Agujari Stoppa: “Il percorso è ora più funzionale e certamente esteticamente più gradevole. Non possiamo tuttavia parlare di cantiere chiuso definitivamente: bisogna attendere la sistemazione del verde che arriva fino alla cinta muraria e all’installazione dell’arredo urbano, dalle panchine all’illuminazione”. Per il secondo
scuola Volontari in Casa di Riposo
studenti a fianco degli anziani
in breve Ora la decisione sui licenziamenti annunciati ad inizio anno
braccio di ferro alla fondazione s. tecla firmato il verbale di mancato accordo
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on si è ancora conclusa la bagarre tra Fondazione Santa Tecla e lavoratori. Sindacati e vertici della casa di riposo hanno infatti firmato il verbale di mancato accordo dopo il “no” della maggioranza dei lavoratori alla proposta delle due parti, che per evitare i licenziamenti proponevano l’applicazione per molti dipendenti del contratto di solidarietà. Il documento è stato firmato alla presenza dell’assessore provinciale Massimiliano Barison e del sindaco Giancarlo Piva. Dal momento della firma sono scattati ufficialmente i 120 giorni entro cui la Fondazione Santa Tecla, titolare della casa di riposo di via Pra’, può decidere se procedere con i licenziamenti annunciati a inizio anno o con l’esternalizzazione di alcuni servizi ad una cooperativa esterna. N.C. Consegnato a Treviso il riconoscimento per il percorso civico
Un tratto del vallo atestino, le transenne sono state tolte stralcio, ossia quello che vedrà lo stesso intervento anche nel lato d’ingresso al foro boario, occorrerà attende qualche tempo: “Sostanzialmente bisogna aspettare il reperimento delle risorse per attivare gli altri due stralci. Occorrono almeno 150 mila euro per intervento”. L’idea è comunque quella di portare verde e trachite sotto l’intero arco di mura entro due anni. Tutti gli spazi auto, dunque, sono destinati a sparire, in quella che per il cittadino atestino e il vi-
sitatore abituale rappresenterà una vera e propria rivoluzione culturale, prima che “di parcheggio”: “Si era abituati a parcheggiare al castello, ma la nostra visione di futuro è diversa - ha confermato il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici - I posti auto che verranno eliminati da qui si ritroveranno nel parcheggio dell’ex deposito Sita di via San Girolamo o nel probabile raddoppiamento del parking di via Isidoro Alessi, vicino all’ospedale”.
L’evento. Il santo visitò l’istituto nel 1878
Don Bosco accolto a Este dai ragazzi del Manfredini
“premio per l’economia sostenibile” al comune di este per la lotta allo spreco
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l Comune di Este ha ottenuto a Treviso un riconoscimento nell’ambito del “Premio per l’economia sostenibile”, giunto alla quarta edizione del premio e patrocinato in particolare da Regione Veneto e Camera di Commercio. La città di Este ha ottenuto una speciale menzione per aver intrapreso un percorso di sostenibilità, il “For.Este sostenibile – Verso lo spreco zero” che ha coinvolto scuole, forum civici e associazioni locali. “Il lavoro fatto è importante ma non completo: fondamentale è intraprendere uno sviluppo che abbracci i principi del sostenibile senza mai fermarsi – commenta il sindaco Giancarlo Piva - Occorre delineare obiettivi concreti, impegnativi e sempre più responsabili con l’aiuto di ogni singolo cittadino”. Insomma la strada per migliorare il nostro rapporto con l’ambiente e ancora lunga e impegnativa. N.C.
PRONTO SOCCORSO 12 MILA ACCESSI
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iovani e anziani uniti nella solidarietà. Si chiama “18 V Generation” il progetto che vede gli studenti delle scuole superiori di Este volontari al fianco degli anziani di Fondazione Santa Tecla. Dal mese scorso al centro servizi per anziani Santa Tecla arrivano settimanalmente parecchie decine di studenti dalla terza alla quinta superiore degli istituti Atestino, Euganeo e Ferrari di Este. I giovani si sono impegnati a trascorrere a Santa Tecla un pomeriggio alla settimana fino alla fine dell’anno scolastico: assieme agli anziani gli studenti a memory e a tombola, a briscola o a dama; creano oggetti artistici per il mercatino di Natale di Santa Tecla e animano con il calore della loro umanità le feste di compleanno. Il progetto di volontariato “18 V Generation” è stato ideato dalla professoressa ed attuale presidente del consiglio comunale di Este Rosa Rizzato ed ha ricevuto il plauso degli operatori della casa di riposo: “Accogliere i ragazzi di “18 V Generation” significa per gli anziani mantenere vivo il desiderio del confronto e della partecipazione attiva e anche coltivare il piacere di trasmettere la propria eredità culturale”. N.C.
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l suo può a pieno diritto essere considerato un ritorno. Don Bosco ritorna infatti a Este dopo 135 anni. L’urna di san Giovanni Bosco, fondatore delle congregazioni dei Salesiani (che in città gestiscono lo storico istituto Manfredini) e delle Figlie di Maria Ausiliatrice e canonizzato nel 1934 da papa Pio XI, è ospite dell’Estense nell’ambito del tour “Don Bosco è qui”. Le spoglie del santo sono infatti protagoniste di un evento unico, voluto dalla congregazione salesiana in vista dell’agosto 2015, quando si celebrerà il bicentenario della nascita di don Bosco. Dall’1 settembre l’urna santa ha abbandonato il santuario torinese di Maria Ausiliatrice ed ha cominciato il tour attraverso tutte le ispettorie (i “distretti” dei Salesiani) della penisola. Dal 2 al 3 dicembre, in particolare, in programma è stato inserito il transito dell’urna per Este. Il programma legato a questa giornata è fitto di appuntamenti, tra sante messe, veglie di preghiera e processioni
Il mezzo con le spoglie di don Bosco sta percorrendo l’Italia alla presenza delle autorità religiose (come il vescovo Antonio Mattiazzo) e civili. Per l’occasione, dal 20 novembre, la villa del Mafredini ospita una mostra storico-pedagogico-spirituale dedicata al santo nativo di Castelnuovo d’Asti. Don Pietro Bianchi, direttore del Manfredini, sottolinea l’eccezionalità dell’evento per la città di Este: “E’ la prima volta che si assiste alla peregrinazione delle spoglie di don Bosco, il che rende questo tour un’occasione decisamente particolare per tutti noi salesiani ma anche per chi è vicino al nostro ordine e alla figura di don Bosco. L’evento diventa ancor più particolare per noi visto che Este è l’unica città del Triveneto che ritrova la presenza di questo santo. Il nostro è infatti stato l’unico istituto visitato da don Bosco, che passò a Este una settimana nell’aprile del 1878, come documentano numerosi documenti. Il suo, dunque, è un gradito ritorno”. Nel Veneto le spoglie toccheranno anche Padova e Mestre. N.C.
La sede centrale del Pronto Soccorso è a Monselice
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na mole di lavoro notevole, che tocca i dodicimila interventi all’anno. E’ tempo di bilancio per il servizio di pronto soccorso dell’Usl 17. L’azienda sanitaria della Bassa Padovana ha ufficializzato i dati relativi all’attività dei quattro punti di primo soccorso di Este, Monselice, Montagnana e Conselve. Dal 2011 ad oggi gli accessi alle strutture dell’Usl 17 sono stati ben trentamila, dodicimila all’anno. Sono infatti già 6.071 gli accessi al pronto soccorso nei soli primi mesi di quest’anno. Se ci si riferisce al 2012, invece, i pazienti che si erano rivolti al pronto soccorso erano stati 11.852, qualche unità in più rispetto agli 11.738 del 2011. Tra gli interventi di soccorso in ambulanza, prevalgono i casi di pazienti con dolore toracico: 135 pazienti nel 2012 e il dato è in crescita. Con la stessa patologia sono stati 103 i pazienti assistiti nei primi 9 mesi del 2013. Grazie
alla presenza del servizio di Emodinamica, nel 2012 all’ospedale estense sono state eseguite 28 angioplastiche primarie per infarto miocardico acuto, salite a ben 33 per il 2013 (l’aggiornamento è riferito a settembre). Oltre il 66% delle uscite avviene da Este e Monselice, che hanno a disposizione quattro delle sei ambulanze. A coordinare il servizio è la Centrale Operativa Provinciale del Suem 118, mentre il personale medico e infermieristico impiegato è quello del pronto soccorso dell’Usl. Commenta Nicola Annunziata, direttore dell’Uoc Pronto Soccorso: “Questi dati dimostrano quanto intensa sia l’attività svolta ogni giorno per l’assistenza ai cittadini in situazioni di emergenza. Allo stesso tempo, dovrebbero far capire l’importanza di non abusare di questa risorsa con chiamate inappropriate, per le quali tra l’altro è previsto il pagamento del ticket”. N.C.
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I RIFIUTI FINISCONO NELLA “RETE” «Negli ultimi mesi abbiamo completmente rinnovato i servizi web offerti al cittadino: per la prima volta l’utente può usufruire di moltissime funzionalità direttamente via internet. Visualizzare le bollette, variare i dati catastali, controllare i propri svuotamenti, gestire i tag elettronici, disattivare l’invio cartaceo, precompilare F24/Tares, segnalare rifiuti abbandonati. Ma non solo: tutti questi servizi web sono da oggi disposnibili anche in versione “mobile” per smartphone e tablet»
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proprio il caso di dirlo: i rifiuti finiscono nella “rete”. E questa volta è quella del web. L’offerta del portale di Padova TRE è stata completamente rinnovata e reinventata per essere alla portata di tutti. Una lunga serie di funzionalità che permettono agli utenti di svolgere moltissime operazioni senza recarsi allo sportello, evitando inutili attese.
Grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie, Padova TRE ha inaugurato il suo nuovo sito web, raggiungibile all’indirizzo www.pdtre.it. All’interno del portale tutta l’esperienza di navigazione dell’utente è personalizzata in base al Comune scelto. In questo modo i dati vengono selezionati e tarati sulle esigenze specifiche di chi sta utilizzando il sito: se ad esempio si sceglie il Comune di Este e si entra nella sezione dei calendari della raccolta differenziata, verrà visualizzato per primo quello riferito ad Este.
delle abitudini con un netto vantaggio in termini di fruibilità del servizio: un’operazione che prima richiedeva la presenza fisica dell’utente allo sportello e l’impegno di un operatore, oggi è possibile completarla con pochi click del mouse comodamente da casa o dall’ufficio.
«Da oggi è possibile consultare le proprie bollette direttamente on-line – Ma la parte più importante del portale riguarda la nuova area ri- ha spiegato Simone Borile, Direttore di Padova Tre – una soluzione che servata per gli utenti protetta con delle credenziali personali. Per acce- garantisce maggiore chiarezza e trasparenza, senza contare che dere è possibile registrarsi in pochi secondi. Una volta effettuato l’accesso rende più facile la gestione delle bollette per gli utenti. Inoltre è ansi possono consultare le bollette del contratto rifiuti, controllare il numero che possibile richiedi svuotamenti effettuati alla data attuale, verificare lo stato dei “tag” ed dere la disattivazione eventualmente segnalarne un malfunzionamento, disattivare l’invio cartaceo dell’invio cartaceo: della bolletta, pagare con carta di credito, segnalare i rifiuti abbandonati, un miglioramento consultare un dizionario interattivo dei rifiuti e navigare nel calendario della del servizio e un raccolta porta a porta. altro passo in direzione Si tratta non solo di un rinnovamento di un amteconologico, ma di un vero e pro- biente miprio supporto per gli utenti. Il gliore». tutto si traduce in un cambio radicale
SERVIZI SU CHIAMATA: ARRIVA LA RACCOLTA DEL SUGHERO
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a raccolta differenziata diventa sempre più “spinta”. E così nell’annovero delle tipologie di rifiuti arriva una new entry: i tappi di sughero. Un materiale spesso poco considerato che erroneamente finisce nel secco indifferenziato. Un vero peccato visto che si tratta di un materiale molto importante con cui si possono realizzare progetti di bioedilizia o anche complementi d’arredo e di design. Ovviamente questo tipo di raccolta diventa ancor più importan-
te dove è più alta la concentrazione di consumatori e produttori di bottiglie chiuse con tappi di sughero. Per questo la Padova TRE ha diffuso degli appositi contenitori per la raccolta dei tappi. I punti di raccolta sono coincidenti con gli sportelli e gli ecocentri, a cui si aggiungono anche svariate attività produttive e commerciali che hanno affinità con questo materiale (enoteche, cantine, bar, ecc...). Il sughero è una materia prima naturale e riciclabile al 100% che oltre alla realizzazione di tappi per l’enologia permette di ottenere anche sistemi di isolamento degli edifici, arredamento e abbigliamento. Nel mondo ogni anno, sono circa 70.000 le tonnellate di sughero che vengono buttate nella spazzatura e che potrebbero invece avere una seconda vita. «Siamo tra i primi in Italia ad offrire il servizio di raccolta differenziata del sughero – ha commentato Stefano Tromboni, Direttore del Consorzio Padova Sud – Si tratta di un ulteriore passo in avanti verso una differenziata sempre più spinta. Ormai i livelli di differenziazione del nostro Consorzio sono assolutamente da record, ma grazie ad iniziative come questa siamo certi di poter fare ancora di più».
12 Este Delegazione di Este Nel territorio 20 mila imprese e 46 mila lavoratori
L’industria scommette sulla voglia di innovare di Nicola Cesaro
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n territorio in cui operano quasi 20 mila imprese e 46 mila lavoratori. Si presenta così il tessuto economico della Bassa Padovana all’indomani dell’elezione dei nuovi vertici atestini di Confindustria. Alla guida della delegazione estense è stato confermato per il prossimo biennio l’imprenditore Luca Iazzolino. Amministratore delegato di Plastotecnica spa di Bagnoli di Sopra, tra i primi produttori europei di film plastici in polietilene per il settore imballaggio, il quarantaduenne sarà affiancato dalla vicepresidente Cristina Marchetti (Valbona spa, Lozzo Atestino), ma anche da un consiglio direttivo rinnovato. Dopo le recenti elezioni ne fanno parte: Francesco Blasi (Komatsu Utility Europe spa, Este), Giancarlo Seno (Impresa Seno Geom. Giancarlo, Ospedaletto Eugenaeo), Emanuele Buson (Buson srl, Pernumia), Stefano Frigo (Hemina spa, Montagnana), Ennio Mazzarolo (Viraver srl, San Pietro Viminario), Ulisse Spinello (Ar.Ti.Ca srl, Arre), Roberto Timo (Net Engineering spa, Monselice). Iazzolino e il nuovo direttivo puntano per questo biennio sull’innovazione tecnologica: “Sul binomio industria e innovazione si basa la capacità di ricreare sviluppo. La ripresa non può prescindere dalla modernizzazione della base produttiva. Questo territorio è fatto in larga parte di aziende che sono state capaci di integrarsi nelle filiere tecnologiche internazionali grazie a creatività e flessibilità produttiva. Per reggere la velocità della competizione
La dinamica delle imprese è stata di poco negativa ma in 11 anni è cresciuta del 9% servono piattaforme tecnologiche in settori avanzati che coinvolgano il maggior numero di Pmi”. Continua il presidente: “Ricerca e innovazione sono la strada maestra per scongiurare il rischio di deindustrializzazione e sostenere il nuovo manifatturiero. Con una spesa pubblica e privata in ricerca pari all’1,3% del Pil l’Italia è agli ultimi posti in Europa. Dobbiamo invertire questa tendenza con un capitale umano più formato, l’accesso ai finanziamenti, un credito d’imposta strutturale per gli investimenti in innovazione. E una presa di coscienza da parte di noi imprenditori a intraprendere nuovi percorsi. Indietro non si torna. Da qui l’impegno della delegazione a sostenere progetti condivisi per superare i limiti della piccola dimensione e favorire il riposizionamento competitivo delle Pmi”. Ma come si presenta l’economia della Bassa Padovana? La delegazione Confin-
Luca Iazzolino confermato alla guida per il prossimo biennio “servono formazione e ricerca per uscire da questa crisi”
Luca Iazzolino resta alla guida della delegazione della Bassa Padovana di Confindustria. E’ amministratore delegato di Plastotecnica a Bagnoli di Sopra.
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dustria di Este associa 180 aziende per un totale di circa 8.000 addetti, che operano in 39 Comuni della Bassa Padovana. Qui in totale operano 19.520 imprese di tutti i settori economici, una ogni otto abitanti. Industria manifatturiera e costruzioni rappresentano insieme il 27,5% del totale. Al netto dell’agricoltura, nel 2012 la dinamica delle imprese è stata di poco negativa (-1,3%), con una crescita del 9,3% tra il 2001 e il 2012 che descrive il consolidarsi di una vocazione manifatturiera fortemente integrata con i servizi, soprattutto innovativi, passati dal 14,1% del totale nel 2001 al 20,4% nel 2012. Nell’area sono impiegate circa 46mila persone, il 13,5% del totale degli addetti della provincia.
l’allarme Prima di pagare informarsi
occhio ai bollettini di pagamento
O
cchio alle bollette sui rifiuti. Nelle ultime settimane alcuni utenti della Bassa Padovana hanno ricevuto una comunicazione postale con una richiesta di pagamento relativa alla Tarsu, la tassa sui rifiuti, piena zeppa di errori e anomalie. Una truffa. Dentro la busta i mittenti hanno inserito anche un bollettino precompilato. Il mittente della lettera-truffa è una fantomatica “N.A. Service via Volterra, 23 00126 Roma”. L’oggetto contiene invece un numero di cartella e un numero di accertamento. Il testo è palesemente errato, tanto che la Tarsu viene definita come la “tassa smantellamento rifiuti”. L’importo richiesto è relativamente contenuto (9,86 euro), forse per incentivare il destinatario a pagare senza verificare la veridicità della lettera. Il Consorzio Padova Sud chiede massima allerta: “La concomitanza con altre scadenze legate alla Tares potrebbe indurre gli utenti a dover pagare anche questa somma. Pertanto, in presenza di lettere o e-mail sospette, è sempre bene chiedere informazioni prima di pagare. Per ogni dubbio o delucidazione è sempre possibile contattare il nostro servizio clienti, scrivendo a info@pdtre.it oppure telefonando al numero verde 800.238.389”. N.C.
14 Montagnana L’anniversario Conclusi i festeggiamenti per i cinquant’anni di attività
Mezzo secolo al Sacchieri
Formazione professionale ma anche comunità alloggio e un aiuto concreto alle missioni di Nicola Cesaro
E
ra il 16 Gennaio 1963 quando l’allora ministro dell’Istruzione Luigi Gui inaugurava, insieme al vescovo della Diocesi di Padova Girolamo Bortignon e a monsignor Agostino Bellato, arciprete di Montagnana, l’imponente edificio che avrebbe ospitato i ragazzi e le ragazze dell’istituto Sacchieri. A mezzo secolo da quella storica data, l’istituto montagnanese rinnova la memoria dell’evento. A metà novembre si è infatti tenuta la festa di compleanno per il mezzo secolo di vita della struttura: “Sono passati cinquant’anni, e, oggi come allora l’istituto Sacchieri mantiene con determinazione il suo posto d’onore tra le più importanti istituzioni montagnanesi – ricordano dalla direzione della realtà di via Luppia Alberi - Il Centro di Formazione Professionale, la Cooperativa Pavoni, la Comunità Alloggio per Minori, il centro Crescere Insieme ed il Gruppo Missioni Africa sono le vivissime realtà che costituiscono il nostro istituto e che sono riconosciute dall’intero territorio”.
L’Istituto durante l’ultimo intervento di restauro Per celebrare i primi cinquant’anni di intensa attività è stata messa a punto una fitta scaletta di eventi che hanno coinvolto anche la città di Montagnana, a partire dal 15 novembre, quando il Cfp ha accolto i colleghi del Cfp Pavoniano di Trento per una festa comune. Nell’occasione è stata inaugurata la mostra commemorativa “Sacchieri: fra passato e presente”. Il sabato successivo si è quindi tenuto il convegno “Sacchieri: una casa per i giovani”, seguito dal concerto
dell’orchestra giovanile del conservatorio di Rovigo nel duomo cittadino. Domenica, infine, in duomo è stata celebrata la messa da monsignor Luigi Stucchi, vescovo ausiliare di Milano. Nel corso della giornata è quindi stata organizzata una passeggiata commemorativa, dal centro paesano passando per la chiesa di San Francesco, originaria sede dell’istituto. Si è infine tenuta la consegna dei diplomi di qualifica ed abilitazione professionale dell’istituto.
viabilita’ Ordinanza condivisa con la Giunta e le associazioni di categoria
stop ai mezzi pesanti in centro storico
C
entro storico off-limits ai mezzi pesanti. Con un’ordinanza firmata dal comandante della polizia locale, da inizio novembre non possono più entrare nel centro storico i camion con massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate. Il centro della città murata, dunque, viene liberato da una situazione che per molti era quasi divenuta paradossaI camion non potranno le. Allo base dell’ordinanza, più attraversare il cuore della città divenuta comune ormai a quasi tutti i centri storici importanti (vedi Este), c’è la volontà di garantire la fluidità della circolazione, ma anche la salvaguardia della sicurezza e della salute dei cittadini, nonché delle bellezze storico-monumentali del centro. L’iniziativa è stata condivisa sia con la giunta di Loredana Borghesan, sia con i rappresentanti della associazioni di categoria. Si legge nell’ordinanza: “Preso atto che il sedime stradale del centro storico, costituito da strade strette, è di porfido su sabbia e per il quale si evidenzia che il transito dei mezzi pesanti è certamente da limitare, sia per il carico in 7.5 t., che per le dimensioni in altezza di 3 metri e 12 di lunghezza”. L’ordinanza è in forma permanente e vale solo per Porta XX Settembre, in quanto per le altre Porte (Legnago, Vicenza e Padova) valgono le stesse limitazioni sia in altezza (2.50 metri) che in peso (non superiore a 2,5 tonnellate). Sono state istituite della “fasce libere” per il carico-scarico delle merci, che potranno essere compiute solo nei giorni feriali dalle 7 alle 9 e dalle 13 alle 16. Sono esclusi dal divieto gli autobus turistici diretti agli alberghi, i veicoli di proprietà delle pubbliche amministrazioni, quelli per la raccolta dei rifiuti e quelli di proprietà di aziende erogatrici di servizi pubblici o che siano preventivamente autorizzati. N.C.
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PRIMA DI PAGARE CHIAMA
COLLI EuGANEI IN uNA NuOVA “APP”
P
orta la firma di un giovane montagnanese la nuova applicazione del momento. L’app tutta dedicata al turismo e alla scoperta dei Colli Euganei si chiama semplicemente “Colli Euganei” ed è stata ideata da Alessandro Rodighiero, brillante sviluppatore di Montagnana ma con gli Euganei nel cuore. L’applicazione è un semplice e comodo vademecum digitale di informazioni turistiche, commerciali, culturali e di servizio. Il programma per cellulari è rivolto sia al viaggiatore, fornendo informazioni di carattere turistico (alberghi, ristoranti, shopping...), sia al cittadino, con informazioni di servizio spicce come il mondo degli eventi locali e i numeri utili del territorio. Come tutte le altre app, “Colli Euganei” è scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play, ed è compatibile con tutti i sistemi operativi. In questi prime settimane di vita ha già fatto il boom di download ed accessi. Merito soprattutto della sua praticità, della funzionalità e del costante aggiornamento che le riservano i suoi ideatori: tra i vari vantaggi, “Colli Euganei” funziona anche in modalità “off-line”, dunque senza connessione. Sarà disponibile anche in inglese, con l’idea di aggiungere ulteriori lingue (tedesco, russo, francese), in un successivo momento. La stessa applicazione è disponibile anche come sito internet (www.euganei.net), con le medesime caratteristiche e funzionalità, fornendo così una doppia visibilità, con un unico canone. La guida è stata realizzata,
e sarà sempre mantenuta aggiornata, da un pool di persone che sono cresciute e vivono nel territorio, avvalendosi per contenuti ed immagini della collaborazione dell’ente Parco Regionale dei Colli Euganei, dei Comuni interessati, degli uffici Pro loco e di informazione turistica e delle principali associazioni e consorzi che si occupano di promuovere il territorio, tutti presenti all’interno della guida con una propria scheda dedicata. A garanzia di qualità c’è il fatto che a monte dell’intera operazione c’è una società, la Wami ideatrice del progetto, che ha già promosso applicazioni simili per altre zone della penisola: Lignano, Latina, Terre Apuane, Milano e Verona. L’app iLignano, a maggio 2012, è stata l’undicesima applicazione più scaricata nel mondo alla voce N.C. “turismo” tra quelle gratuite.
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Montagnana 17 Il caso Via libera al nuovo tratto fino a Legnago, pronto in quattro anni, ma i sindaci si ribellano
Sr 10, polemica sul pedaggio Dopo due anni anche i residenti diretti all’ospedale di Schiavonia saranno costretti a pagare di Nicola Cesaro
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ronta in quattro anni, ma libera per i residenti solo per due. E’ stata finalmente aggiudicata la concessione della nuova Sr 10 Padana Inferiore: l’appalto è andato al costituendo Raggruppamento temporaneo di imprese tra Impresa costruzioni Giuseppe Maltauro S.p.A. di Vicenza (capogruppo), Nuova Co.ed.mar. S.r.l. di Chioggia (mandante) e Intercantieri Vittadello S.p.A. di Limena (mandante). Lo ha deciso la Giunta veneta, su iniziativa dell’assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso. L’aggiudicazione è andata all’offerta economicamente più vantaggiosa e prevede tempi complessivi di costruzione di 48 mesi e un contributo pubblico a fondo perduto di 33 milioni e mezzo di euro. Il valore dell’intervento 232 milioni al netto di iva. Come è ben noto, la concessione prevede la progettazione definitiva ed esecutiva e la realizzazione della tratta da Carceri (in località Palugana) fino a San Vito di Legnago, ma anche l’ammodernamento delle due tratte già esistenti.
Si tratta di altri 17,9 chilometri, che si sommano ai 10 già attivi da tempo. Il peso della nuova arteria, che a Santa Margherita d’Adige intercetterà anche la Valdastico Sud, è ovviamente notevole e sarà fondamentale per raggiungere il nuovo ospedale di Schiavonia. E proprio su questo si è innescata la feroce polemica dei sindaci del territorio, che si sono sentiti gabbati per la questione dell’esenzione del pedaggio ai residenti: la strada, che sarà a pagamento, doveva essere completamente gratuita per i cittadini della Bassa Padovana. La concessione, invece, prevede un’esenzione della sola durata di due anni: dopo un biennio chiunque, anche chi dovrà andare per esempio in ospedale a Schiavonia, dovrà pagare il pedaggio. Sono quindi scattate raccolte firme (vedi in municipio a Carceri), riunioni tra sindaci, interventi di parlamentari (Giulia Narduolo del Pd), consiglieri veneti (Piero Ruzzante e Claudio Sinigaglia) ed ex amministratori, come il vecchio assessore provinciale Domenico
Riolfatto. L’obiettivo è quello di rivedere la clausola sul pedaggio ai residenti e di togliere il balzello che non era nella promesse della Regione. Anche il nuovo segmento, altro tasto dolente dell’operazione, sarà solamente a due corsie, una per senso di marcia, con una carreggiata larga complessivamente 10 metri. Questi gli svincoli previsti: Minerbe, Montagnana ovest/Bevilacqua, Montagna-
na sud, Montagnana est, Megliadino San Vitale e San Fidenzio, Santa Margherita d’Adige (dove ha sede il casello dell’A31), Ponso/Ospedaletto e Carceri/Este ovest. Altra fonte di polemica arriva infine da Monselice, dove il sindaco Francesco Lunghi chiede, visto lo sblocco della Sr 10, anche l’avvio del cantiere per la complanare, strada che collegherà il casello dell’A13 di Monselice con l’uscita della nuova regionale.
politica Nel Montaganese
circoli del pd eletti i segretari
S
ono sei i nuovi segretari di circolo all’indomani dei congressi del Partito Democratico del Montagnanese. Le assemblee locali hanno infatti eletto queste nuove figure: Pierangela Vesentini a Montagnana, Franco De Battisti a Santa Margherita d’Adige, Filippo Costantin a Megliadino San Vitale e San Fidenzio, Simone Ferro a Masi e Castelbaldo, Emanuele Iacolino a Casale di Scodosia e Urbana e Sara De Marchi a Merlara. Nell’occasione, il coordinatore montagnanese Nicola Ferro ha ringraziato quelli che sono stati sostituiti per fine mandato. Commenta inoltre Ferro: “I circoli del Pd e gli amministratori spingeranno verso una fusione dei 10 Comuni del Montagnanese. Poi occorre cercare le risorse in tutte le direzioni, Europa compresa. Stanziando 2 euro per abitante si può finanziare un piccolo staff da impiegare in questo lavoro. Un capitolo speciale della discussione è stato dedicato alla valorizzazione dell’ambiente e ai prodotti agroalimentari di qualità, legandoli al turismo. Infine, sul piano infrastrutturale c’è l’urgenza di portare a termine sia la nuova 10, l’autostrada Valdastico Sud e il potenziamento della tratta ferroviaria Monselice-Legnago”. N.C.
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Ghiaccio in Piazza Maggiore che aumenta di dimen dimensioni per garantire divertimento a tutti. Dal pomeriggio di sabato 21 dicembre apre i battenti il Mercatino dell’Artigianato che con la sua originalità e creatività offre l’opportunità di soddisfare ogni esigenza riguardante i ‘regali di Natale’. Il Mercatino resterà aperto tutto il giorno sino alla sera della Vigilia dalle ore 10 alle 19. Domenica 8 dicembre alle ore 17.00 viene inaugurata in Pescheria Vecchia la3^ Rassegna ‘Este nei presepi’, l’attesa mostra di diorami, presepi popolari, tradizionali, sculture in legno e ceramica che rimane aperta fino al 12 gennaio 2014. Quest’anno la mostra ‘prosegue’ anche nel centro storico dove numerosi negozi ospitano un presepio della collezione ‘Il sogno del Presepe’ di Ferruccio Giuliani – Onlus Terrae Novae. Si possono visitare anche i presepi all’interno del Duomo di S. Tecla e della Basilica di S. Maria delle Grazie, presso I Realizzabili Irea in Via Cavour e quello degli Scout Este in Via Cappuccini-Arco del Falconetto. L’ingresso é libero in tutti i siti. • NATALE A CONSELVE Natale in piazza dall’8 al 24 dicembre, negozi aperti e isola pedonale in centro, A cura di Pro Loco, Comune, Ascom e Confesercenti. Domenica 15 dalle 16 alle 18 in via Matteotti spettacolo clown e giocoleria, spettacolo di imo Sabato 21 dicembre piazza XX Settembre 15.30-19 “Le Nataline” musica e danza aspettando il Natale Domenica 22 ore 15 sala consiliare Municipio Premiazione concorso “Il Natale che vorrei” Piazza Battisti: Mercatino di Natale tutta la giornata del 22 dicembre Piazza XX Settembre spettacolo di animazione con laboratorio giocoleria 25 dicembre: Dopo la messa di mezzanotte la Pro Loco offre cioccolata e vin brulé a tutti per lo scambio degli auguri. Novità; in piazza XX Settembre giostrina a cavalli per bambini.
in Piazza 19 Inchiesta
Viaggio nel Natale del passato, del presente e del futuro di Roberta Pasqualetto
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harles Dickens verso la metà dell’800 diede alla stampe il suo romanzo “Canto di Natale”. Un’opera rimasta attuale, tanto e vero che non si contano i film o i cartoni animati nei quali lo spilorcio Ebenezer Scrooge viene visitato nella notte dallo spirito del Natale del passato, del presente e del futuro. Pur essendo uno scritto leggero, di fantasticheria, in realtà il paesaggio che sta alle spalle del taccagno protagonista è quello reale dell’Inghilterra nella fase di superamento della rivoluzione industriale, dove la lotta per i diritti dei lavoratori stavano affiorando in tutta la loro carica di tensione. L’impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, all’analfabetismo e, d’altro canto, all’assoluto bisogno di un’affermazione dei valori umani, sono temi che Dickens affronta ammantandoli con gli spiriti dei natali di epoche diverse. Abbiamo cercato di fare lo stesso percorso anche noi con un’inchiesta tra le generazioni per capire quanto siamo cambiati e quale sia il vero spirto del Natale.
Natale passato dario carraro ha 86 anni e vive a crea, una frazione di spinea; ricorda che da bambino si sentivano molto le feste “Quando ero piccolo si soffriva la fame, ma le feste erano molto sentite. Cominciavamo a festeggiare la vigilia, mangiando gli spaghetti in salsa. La mattina di Natale andavamo a messa digiuni, per fare la comunione, poi si pranzava con parenti e amici: mangiavamo cotechino e panettone, tutto preparato in casa”. E i bambini? “I bambini mettevano una letterina sotto il piatto dei genitori: scrivevano gli auguri e le promesse di essere più buoni. I genitori, di solito, avevano già preso qualcosa per i figli, poteva essere un semplice pezzo di mandorlato. In casa non mancavano le decorazioni: c’era il presepio fatto da me con il gesso, e un albero di natale preso dai campi che decoravamo con cose di famiglia”. Come sono cambiate le cose? “Economicamente in meglio ma abbiamo perso il valore delle tradizioni”. Che consiglio darebbe ai giovani? “In questi tempi di crisi gli consiglierei di imparare a fare più lavori possibili e di non perdesi d’animo! Devono cercare di essere sempre umili e modesti e accontentarsi di più di quello che viene”. Che cosa vorrebbe trovare sotto l’albero? “La cosa che desidero più al mondo è la salute per mio figlio”. agnese brugnera ha 86 anni e vive a malcontenta Come trascorreva il Natale quando era ragazza? “Facevamo il presepe con il cartone perché non c’erano i soldi per comprarlo fatto. Il giorno di Natale andavamo a messa, per quell’occasione il parroco scopriva una vetrinetta dove all’interno c’era il presepe. A pranzo si mangiava un pochino meglio, rispetto al solito, ma senza niente di particolare perché c’era tanta miseria, mica come adesso che si spendono tanti soldi”. Si facevano i regali? “I regali si ricevevano a capodanno: mio papà, la sera prima, preparava sul comò della camera un mucchietto con bagigi e castagne e noi, fratelli e sorelle, la mattina del primo gennaio, entravamo in camera per fare gli auguri e prendere un mucchietto di frutta”. Le piace ancora festeggiare il Natale? “Il Natale di adesso mi piace di più perché è più allegro, una volta mi piaceva solo perché era un’occasione di vedere i parenti”. Ha un consiglio da dare ai giovani? “I giovani hanno troppo e vorrebbero avere sempre di più, non si accontentano; gli farei una predica per fargli capire quali sono le cose veramente importanti della vita”. Che cosa vorrebbe trovare sotto l’al-
bero? “La salute e un po’ di pace e tranquillità per me e la famiglia, e poi anche la pace nel mondo, in giro c’è troppo subbuglio”.
Natale presente monica arbore ha 38 anni e vive a mestre; trascorrerà il natale con i suoi “E’ un’usanza consolidata trascorrere il Natale in famiglia, è il mio modo personale per ringraziare che tutti stiamo bene, oltre che motivo per riflettere su quello che è successo durante l’anno. Mi rendo conto che la situazione della società è tesa e forzata: tante persone stanno male e vivono le feste in solitudine”. Sotto l’albero ci saranno molti regali?
“Per quanto mi riguarda farò i regali essenziali, se potessi ne farei di più; io sono fortunata perché di solito ne ricevo tanti, anche non materiali, molta gente mi vuole bene e me lo fa presente nel periodo delle feste”. Qual è il messaggio del Natale? “Il messaggio dovrebbe essere consapevolezza e riconoscenza per la propria fortuna, godendo di quello che si ha; penso che il valore è soggettivo: c’è chi lo vive come un disastro e chi felicemente come i bambini”. Che cosa vorresti trovare sotto l’albero? “Vorrei trovare l’amore e avere conferma di un rapporto che sta nascendo”. Vuoi dare un consiglio ai bambini? “Il mio consiglio è di natura pratica: scartate i regali piano e uno per volta, ne avete tanti, gustatevi il momento. Quando ero piccola io ne ricevevo un paio e solo dai genitori”. cesare cappello ha 51 anni e vive a venezia Come trascorrerai il Natale? “Lo trascorrerò lavorando! Mi piacerebbe stare con la mia famiglia e i miei figli ma il sistema non me lo permette: devo mantenere degli impegni economici e sono costretto a rinunciare a cose importanti come lo stare assieme”. Sotto l’albero ci saranno molti regali? “Sotto l’albero c’è il regalo più importante: la salute; finche c’è salute c’è speranza e per me non sono importati gli oggetti, io faccio regali ai miei cari ma non per forza a Natale, non sono tradizionalista con le feste”. Qual è il messaggio del Natale? Il messaggio un tempo era quello religioso, adesso si è trasformato in un evento com-
merciale, penso che per il 99,9% sia la festa del consumismo. Natale dovrebbe essere un’elemosina a chi ne ha bisogno e un lavoro per chi non ce l’ha; inoltre non ha senso essere più buoni un giorno l’anno”. Un consiglio per i ragazzi? “Se dovessi parlare ai miei figli, cosciente del fatto che non sono legati alla religione, gli direi di guardare il mondo con occhi positivi e buoni 365 giorni l’anno, il messaggio di natale è valido ma non deve essere legato solo alla festa”.
Cerchi di essere più buona durante il Natale? “E’ si! Gesù ci insegna a essere più bravi”. Cosa ti porterà babbo natale? “Mi porterà una barbie principessa; l’anno scorso ho ricevuto tantissimi giochi”. A Natale però c’è anche chi non sta bene. “Ci sono tanti problemi e c’è anche qualcuno che muore, ci vuole un mondo pieno di amore; io chiedo che la nonna stia bene”.
Natale presente
samuele è un bambino di 5 anni vive ad arino, una frazione di dolo Cosa ti porterà babbo natale? “Mi porterà una macchina telecomandata, un cacciatore di mostri e un camion dei pompieri; ho scritto io la letterina a babbo natale: ho copiato i nomi dei giochi”. Cosa si fa il giorno di Natale nella tua famiglia? “Faccio la recita con la scuola e andiamo tutti in chiesa per ricordare la nascita di Gesù. Il giorno di Natale, il mio papà, fa una faccia con la scatola del panettone, ci divertiamo tanto. Io aiuto la mamma a fare da mangiare, mi metto il grembiule e faccio quello che mi dice lei”. Che cosa diresti a babbo natale se lo vedessi? “Se vedo babbo natale gli chiedo tanti regali e se vedo Gesù gli chiedo che mamma e papà stiano bene”.
gaia è una bambina di 5 anni che vive nel comune di dolo Come si festeggi il Natale nella tua famiglia? “Noi abbiamo già fatto l’albero e anche il presepio, da tanto oramai. Il presepio è vicino alla televisione e per l’albero abbiamo dovuto fare posto. A Natale stiamo tutti insieme con la zia e i nonni e c’è anche un tavolo piccolo per i bambini, si mangia di più del solito”. Hai scritto la letterina a babbo natale? “L’ha scritta mio fratello per me perché lui è bravo a scrivere ed è più grande: è alle elementari. Babbo natale arriva dal Polo Nord con la slitta, è già venuto anche l’anno scorso”.
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Fiabe d’autore
di Annalisa Fracasso
La fiaba del piccolo Luca e dello zio Gigi
“L
assame star che go da far!” Il piccolo Luca si rannicchiò sulla sua poltroncina preferita schiacciando nervosamente i tasti della playstation. La voce della mamma gli diventava estremamente antipatica quando udiva queste parole. Non capiva perché anche la sera fosse sempre tanto impegnata: i piatti da mettere nella lavastoviglie, i panni da infilare nella lavatrice, le briciole da tirar via dal pavimento… Uffa! C’era sempre qualcosa tra lui e la mamma. Qualcosa che Luca non capiva ma che non gli piaceva. Allora andava a tirare il polsino della camicia di papà, ma questi, dopo avergli rifilato una bella grattatina nei capelli, poi però tornava immancabilmente a smanettare col telecomando della tv. C’era sempre qualcosa tra lui e il papà. Qualcosa che Luca non capiva ma che non gli piaceva. Una volta lo zio Gigi, che abitava in campagna, gli aveva regalato un bel micio, ma l’esserino peloso, colpevole di essersi rifatto le unghie sul divano, fu ben presto allontanato. A Luca si strinse il cuore quando gli ordinarono di preparare una scatolina da scarpe con uno straccetto dentro per poterlo far stare comodo durante il breve tragitto tra casa sua e quella dello zio, ma tant’é…. Quando la mamma aveva deciso c’era poco da fare. Lo zio, quando arrivò, fu di poche parole. Aprì l’ampio giubbotto che indossava e fece in modo di farci stare dentro scatola e micio, poi, prima di andarsene, fece l’occhiolino al piccolo Luca, da dietro a uno strano paio di occhialetti rotondi che il bimbo non ricordava di avergli mai visto indossare
prima. C’era sicuramente qualcosa tra lui e lo zio. Qualcosa che Luca non capiva ma che gli piaceva. Mancavano solo pochi giorni al Natale. Luca era stato in giro tutto il pomeriggio. Finito il doposcuola era passato con la mamma al centro commerciale. “Devi ricordarti di scrivere la letterina a Babbo Natale!” gli aveva detto la mamma mentre il piccolo indugiava, come tutti gli altri bambini, di fronte alla vetrina del negozio di giocattoli. Poi la mamma aveva incontrato un’amica e così Luca aveva avuto ancora più tempo per starsene lì a guardare e a immaginare cosa mai avrebbe potuto chiedere a questo benedetto Babbo Natale. In verità, ora che era alle elementari non ci credeva più da un pezzo, ma è ovvio che, come tutti i suoi amici ‘faceva finta’ che fosse tutto vero. Mentre aspettava che la mamma finisse le sue chiacchiere, vide uscire lo zio Gino dal negozio di giocattoli. L’uomo si accorse di loro e, visto che il piccolo Luca sembrava parecchio annoiato, mentre le due donne chiacchieravano decise di accompagnarlo al bar dove gli offrì una bella ciambella. Anche lo zio se ne mangiò un paio e si sporcò pure le mani e la faccia di olio e zucchero. Che goloso pasticcione! In effetti la sua pancia era aumentata di un bel po’ dall’ultima volta che l’aveva visto. Luca pensò che a volte le persone cambiano davvero in fretta. La sera si impegnò a scrivere la sua bella letterina per Babbo Natale, ma non si sentiva tanto ispirato. Gli venne da dire semplicemente questo: “ Caro Babbo Natale, quest’anno non so proprio cosa chiederti. So solo che sono stanco dei soliti giocattoli e che mi sento un po’ triste! Pensaci tu! Ciao! Luca”
Assieme alla firma c’era rimasto un po’ di unto sulla lettera. Mentre pensava e scriveva, Luca aveva finito un pezzetto della ciambella che gli era rimasto in tasca dal pomeriggio. Quella stessa sera, un po’ più tardi, lo zio Gigi passò a salutare. Disse che non sarebbe stato con loro per Natale; doveva assolutamente fare un viaggio al quale teneva moltissimo e per il quale aveva trovato un imperdibile ‘last minute’ . Finita la breve visita, Luca e la mamma lo accompagnarono alla porta. Mentre lo vide salire in macchina Luca avrebbe potuto giurare che le scarpe che
indossava, così nere e lucide, non gliele aveva mai viste indosso prima d’ora. A Natale, quando Luca si svegliò, trovò mamma e papà che lo fissavano, accanto al letto. Avevano entrambi un sorriso dolce e malinconico, uguale a quello di quella volta che era stato in ospedale. Ai piedi del letto, un grazioso gattino dormiva beatamente in un cestino di vimini, tra fogli di carta leggera e colorata, un po’ unta e sporca di zucchero….
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Fiabe d’autore
di Cristian Tanduo
E
La piccola anna non vedeva la nonna da quasi un anno quando scoprì che si trovava in Casa di riposo. Un giorno Anna di nascosto dei genitori andò a trovarla. Fu per l’anziana uno dei più bei giorni della sua vita…
ra trascorso quasi un anno dall’ultima volta che Anna aveva visto la nonna. In principio, i suoi genitori le avevano spiegato che si era ritirata a vivere in una specie di centro per anziani, un luogo dove avrebbe passato tempi più sereni, in compagnia di persone della sua stessa età, a condividere ricordi ed esperienze andate, accudita e aiutata da specialisti e medici che le avrebbero reso la vita più semplice e sicura. Ma ad Anna, la cosa era sembrata da subito sospetta. La nonna non era malata, sapeva ragionare a modo e riusciva a badare a tutte le faccende di casa senza l’aiuto di chicchessia. Per questa ragione non conosceva il motivo per cui se n’era andata e, segretamente, aveva condotto alcune indagini personali finché era venuta a conoscenza che il luogo in cui abitava era a un paio di isolati di distanza, in un maestoso complesso di mattoni rossi, dove stava scritto sopra il grande ingresso ad arco: “casa di riposo”. In questo modo, una mattinata in cui entrambi i genitori si erano assentati per lavoro, aveva deciso di fare una scappata nel centro di ricovero, per andare a trovare la nonna e avere qualche delucidazione in merito al suo allontanamento. La bambina sgattaiolò fuori di casa mezzora dopo che i suoi genitori erano partiti. Si caricò sulle spalle lo zainetto e si avviò di gran carriera lungo il marciapiede che conduceva alla casa di riposo. Nel sacco aveva cacciato alcuni dolcetti e qualche giocattolo. Arrivò qualche minuto dopo. Sotto il suo sguardo svettava il grande complesso per anziani. Si presentò al ricevimento e spiegò che voleva dare un saluto alla nonna, prima di andare a scuola. L’addetta al servizio di portineria titubò per qualche istante, dopodiché fu persuasa dalle spiegazioni della bambina e la accompagnò nello stanzino dove alloggiava l’anziana. Anna trovò
la nonna seduta su una seggiola, silenziosa e con lo sguardo rivolto al giardino di fuori che uno strato di neve immacolata ricopriva come ali d’angelo. - Nonna - esclamò Anna dall’ingresso. L’anziana si voltò di scatto. Restò immobile per qualche attimo, quindi, prima che i suoi occhi si sciogliessero in pianto, tese le braccia verso la nipote. Anna si fece vicina e si
lasciò stringere con dolcezza. Si sentiva un po’ imbarazzata. Tuttavia, dopo qualche tempo di attesa, decise di rompere il silenzio. - Perché sei andata via? - domandò, spalancando i grandi occhi azzurri.La nonna lasciò trascorrere una pausa. - E’ una lunga storia, bambina mia. Se soltanto avessi potuto scegliere, sarei rimasta con te.
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Anna non comprese il significato di quella frase. A ogni modo, con l’allegra sollecitudine dei bambini, afferrò lo zaino e ne rovesciò il contenuto per terra. Alla vista dei piccoli tesori radunati ai suoi piedi, l’anziana si sollevò in piedi e raggiunse la bimba, stringendo a sé il capo dorato. - Ti piacciono? - domandò Anna. - Sì. E’ il più bel regalo che abbia mai ricevuto. Anna guardò la nonna di sotto in su. - Non te ne andare - disse con un sibilo di voce. - Da questo posto? - rispose l’anziana con la voce rotta. - Sì. Promettimelo. La nonna fece un cenno con il capo, dopodiché sentì sfilarsi via il corpo della nipote. Anna uscì dall’edificio e ritornò a casa. Arrivò il Natale. Anna era tutta infervorata, scese le scale e spacchettò i regali. Sarebbe stata una bella festa, in compagnia della sua famiglia e degli zii che erano giunti da tanto lontano. Tuttavia, mancava l’ultimo ingrediente per rendere quella giornata la più speciale dell’anno. Scivolò fuori senza farsi vedere. Quando, alcuni minuti più tardi, il campanello suonò, il padre di Anna andò ad aprire la porta. Davanti al suo sguardo stupito si stagliavano le figure di sua figlia e della madre di lui. Non riuscì a dire nulla. Nonostante ciò, fu Anna a toglierlo dall’imbarazzo. - Vi siete dimenticati di invitare l’ospite più importante! - esclamò raggiante. Dopodiché, nonna e nipote entrarono nel grande vestibolo decorato a festa.
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di Donata Fornasiero
o Nel piccolo bosco di colle fiorit tutti fervono i preparativi per Natale, o, sono entusiasti e felici tranne paolin . un piccolo sasso che si sente inutile riuniscono
splendide Pensa che i tuoi antenati erano delle - Certo che lo sei, utile e importante! ti hanno e com rda gua po; tem hanno levigato nel rocce che il vento, la pioggia e il sole o con molta vuoi di più? - spiega mamma Cign reso bello: bianco e rotondo; che cosa dolcezza. festa, mi non potermi muovere per venire alla - Beh! Per la verità, anche il fatto di fa soffrire tanto! - si lamenta Paolino. la tua trilema! Tu vuoi muoverti! Ora capisco - Ah! Furbacchione, ecco il vero prob eeee... a, lcos qua fare gna biso realizzare! Direi che stezza. Hai proprio un bel sogno da forse io ti posso aiutare. E, come? Mi farai un incantesimo? - Davvero? - dice il povero Paolino dere. Sei acca nella notte di Natale tutto può - Può darsi! - dice mamma Cigno c’è da non , seria Guarda che questa è una cosa disposto ad ascoltarmi con attenzione? scherzare. Allora sei pronto? lino - Certo, certo, prontissimo! - dice Pao le bracocchi: - pensa intensamente di avere gli dere chiu a a Mamma Cigno lo invit su e giù, così, vono le senti? Poi, le gambe vanno cia; ci sei? - Ora, pian pianino, si muo sa ad un bel occhi chiusi, mi raccomando! Ora pen proprio così, bene! Tieni sempre gli tua bocca dalla guardano il cielo, lo vedi? Ecco! Ora visino sorridente con gli occhietti che così! o Brav lino! ancora, respira! Respira Pao esce un respiro, poi un altro e un altro - Ehi, Paolino, tutto bene? Ti vedi? Agita le comincia a muoversi e prende vita. si chiu i occh gli Paolino, ancora con
e tutti gli anni, animali e piante si el piccolo bosco di Colle Fiorito, com sono ri piccoli e grandi, giovani e vecchi per organizzare il magico Natale. Albe etti dolc e ure , pane, focacce, polpette, verd impegnati nei preparativi. Acqua, vino lupo più anziano del bosco. sono il menù deciso da Re Arturo, il acchia ico Cervo - dice il fringuello alla corn - Non dimenticare le bacche per l’am o a valle don scen rde teve che gli orsetti di Mon - E tu, non scordarti del miele, lo sai apposta per quello! chi per te a stirare i propri grembiulini bian Le api operose e diligenti, sono inten fanno erini lle dai mille colori. Mentre, i grilli cant servire in tavola con l’aiuto delle farfa ci. Il ecni pirot li tte, le lucciole preparano gli spettaco in le prove per il concerto di mezzano che o rgon acco si ridendo e cantando ma non o, clima è festoso, tutti si danno da fare bosc del gini mar dai qualcuno che soffre. Infatti, mezzo a tutto questo trambusto c’è arriva un pianto sommesso. intorno. - dice mamma Cigno, guardandosi - Chi mai potrà essere così disperato? . scorge due lacrime che brillano al sole Ma ecco che verso la riva del laghetto sei triste lino, Pao ede succ ti Che lino! Pao o - Santo cielo, ma è proprio lui, il sass o, nuotando verso di lui. stamattina? – gli dice mamma Cign immobile, mi sento inutile, sempre qui fermo, ale, - Hii, hiii, sono tanto giù di mor senza poter aiutare qualcuno. e i tuoi : - Non dire scemenze Paolino, tu Mamma Cigno incoraggia il sassolino le case, fare per o usan vi ini uom gli li! Lo sai che fratelli sassolini siete utili e indispensabi o della terra? . Vuoi capire che voi siete il sostegn le dighe, le gallerie e tante altre cose lino. che io sia utile? - chiede Pao - Ma no, dici davvero? Pensi sul serio
N
minare. , guarda il cielo e … comincia a cam braccia, muove le gambe, alza la testa lioso, le avig mer è ma , gioia proprio io? Che - Oh! Caspita, che bello! Ma sono perbacco che cia si alzano e sto ballando! Oh, mie gambe si muovono, le mie brac sogno stupendo! , sorride a come una farfalla, va verso il lago Paolino, danza sull’erba, volteggia lui sente, solo che tta. Poi trascinato da una musica mamma Cigno e le dedica una piroe mossa e com rda gua lo e mamma Cigno sorride, ride felice e va verso il bosco. Anch Natale magico. pensa che anche quest’anno sarà un
di Francesco Danie
letto babbo natale, abituato ormai ai dall’incontro inaspettato con un ba tempi moderni, rimane spiazzato mb commuove e lo stupisce per la sua ino, diverso da tutti gli altri, che lo sensibilità e i suoi valori. a slitta scendeva lentamente vers
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o terra; l’uomo che la guidava, abit uato ai grattacieli altissimi ricoperti zioni, vecchie di secoli che si affa di vetro e luci colorate, trovava stra cciavano sulle sponde di quel cors ne quelle lussuose abitao d’acqua, tutto curve che attravers permetteva di osservare un mon ava la pianura. C’era una splendid do fatto di piccoli centri abitati, circo a luna, quella notte che gli ndato da campagne ghiacciate, dov divertita a scorazzare. Con uno spe e, sicuramente, Billy la renna che cchietto e una pila, controllò il viso trainava la slitta si sarebbe , la barba e i capelli bianchi come noleggio e non voleva rovinarla, cost il latte, infine spazzolò la divisa da ava una fortuna. Lesse con cura la Babbo Natale, l’aveva presa a lista dei regali per i bambini, questa facendo bene attenzione; l’anno volta voleva fare le cose per bene. scorso qualcuno gli aveva detto: Cominciò a calarsi nei camini “Buttati che è morbido” e per poc meglio non fidarsi. Più leggeva le o non si rompeva il collo; era succ richieste dei regali, più si stupiva; esso in un’altra zona e comunque era con vint linea con i tempi, qui invece si ritor o che tutti i bambini di questo mon nava al passato, tutte cose norm do, volessero giocattoli tecnologici: ali, delle quali non ricordava nem Playstation o altro in datamente scivolò, scendendo da meno il nome. Era quasi arrivato un camino; per fortuna non si era alla fine del suo giro quando sba fatto male e non aveva fatto rum lo osservavano attentamente anz ore. Si guardò attorno, la stanza i erano quattro; con la torcia elettrica era semi buia e notò due occhi che diede forma a un bambino che lo scodinzolare. “Tu sei Babbo Natale, guardava curioso e a un cagnolino non è vero? - Disse il piccolo con che non sapeva se ringhiare o una voce un po’ incredula – Mi hai contento di averti visto; per televisio portato le cose che ti ho chiesto? ne ormai ti hanno declassato, dico Dim mi di sì, ti prego, sono così no che Babbo Natale non esiste Rimase di stucco. e che i regali sotto l’albero vengon o mes si da papà e mamma”. “Beata ingenuità ma allora esistono ancora bambini degni di questo nom e; sono felice, finalmente un po’ Accarezzò il cagnolino che lo ann di luce: sono il Babbo Natale più usava, forse un osso era rimasto felice di questa terra”. sul fondo del sacco, così da acconten “Puzzle” ma lo vuoi di legno perc tare anche lui. “Vediamo un po’, hé odi la plastica, eccolo qui; poi tu mi hai chiesto un un paio di scarpe sportive ma eleg a proposito dorme? Meglio, altrimen anti nello stesso tempo: bene, ecco ti qui diventa un casino; dunque fatto. Tua sorella invece… lei desidera una bicicletta perché accontentati tutti e due, contento? così è indipendente e può andarse C’è pure l’osso per il cagnolino. Ade ne in giro dove vuole: voilà sso, però, mi devi spiegare il perc in queste occasioni a tutti i bambini hé di questi regali diversi da quelli del mondo; a proposito quanti ann che abitualmente consegno i hai tu e quanti ne ha tua sorella?” “Io ho nove anni già fatti e mia sore lla dodici, il cane ha nove mesi ed è un bastardino abbandonato, lo abb Per i regali: è vero la voglia di ave re qualcosa come tutti gli altri bam iamo portato a casa e poi non è più andato via. bini era tanta ma data la situazion bisogno delle scarpe così i miei gen e economica questi sono utili e ci itori si sono risparmiati i soldi; mia va bene lo stesso; io avevo sorella con la bicicletta va dove vuo ultimamente; girano pochi soldi, le così si risparmia la benzina. Sai papà è a casa dal lavoro e la mam com’è, non tira aria buona ma si arrangia in giro con dei picc desideri; solo una cosa prima che oli lavoretti domestici; comunque tu vada via, avresti per caso un libro grazie per avere esaudito i nostri di fiabe da regalarmi? Sai, ogni libera la mia fantasia, farla volare tanto, mi piacerebbe leggere qua nel cielo come fai tu con la tua slitta lcosa di fantastico, lasciare . Ecco sì, questo va benissimo, graz Dovevo capirlo subito che c’era qua ie ma perché scappi così in fretta? lcosa di strano in questo posto, que Ciaooooo.” l ragazzino mi ha spiazzato, qua andava a pensare che ci fossero si mi vergognavo di avergli chiesto ancora bambini così. Ma sarà solo spiegazioni ma chi un’eccezione o è tutto il paese che gli assomiglia? “Dai Billy corri che siamo in ritardo…”
Fiabe d’autore
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di Lino Perini
carlino abitava di fronte ad un orfanotrofio ma non si era mai reso conto della situazione di quei bambini. Era il primo giorno delle vacanze di Natale e Carlino, in punizione nella sua stanza, si fermò a guardarli con più attenzione. Si sentì un bambino fortunato.
I
l suo nasino era schiacciato sul vetro della finestra che dava sul cortile dell’orfanotrofio. Dei bambini stavano rincorrendosi. Sembravano felici anche se il freddo, si poteva notare da lontano, arrossava il loro viso ed ogni tanto dovevano portarsi le mani alla bocca per cercare di riscaldarle. Carlino era in castigo. Era il primo giorno delle vacanze di Natale e la mattina si era alzato tardi. La mamma gli aveva chiesto d’iniziare a fare i compiti e lui aveva risposto svogliatamente che era in vacanza e che aveva tanto tempo per fare le lezioni per casa. Già questo aveva infastidito la mamma che, quando poi aveva chiesto al figlio di aiutarla a preparare la tavola per il pranzo e sentitasi rispondere che non era compito suo, decise di rinchiuderlo nella sua cameretta a meditare. Carlino guardava dalla finestra e invidiava quei ragazzini che sembravano spensierati e potevano giocare tranquilli. Dopo un po’, però, apparve una suora che chiamò i ragazzini. Qualcuno fece finta di non sentire e continuò a correre fra i sassi e a nascondersi dietro le siepi. Qualcun’altro aveva un pallone e continuava a calciarlo contro un cancello. La suora ripetè altre due volte il suo invito a rientrare ed alla fine prese il primo che passò vicino a lei e lo tirò a sè. Il piccolo sembrò sorpreso e cominciò a piangere per il gesto. Gli altri un po’ s’impaurirono ma fecero ancora finta di nulla. Alla fine, però, altre suore uscirono in cortile e allora più d’uno pensò bene di non rischiare di dover rientrare in refettorio rimproverato dalle suore. Proprio allora la mamma chiamò Carlino per il pranzo. Lui si sedette a tavola silenzioso. La mamma si aspettava delle scuse che però non arrivarono. Il papà era al lavoro e a tavola erano solo loro due. Fu così che all’improvviso Carlino disse. - Come mai ci sono dei bambini nel convento di fronte alla nostra casa? La mamma, benché cercasse di mantenersi seriosa dopo l’arrabbiatura precedente, non poté evitare una piccola smorfia sul volto, simile ad un mezzo sorriso. - Intanto non è un convento. - Disse riprendendo il suo fare serioso. - In ogni caso quei bambini vivono con le suore perché sono senza i genitori. - Sono fortunati, allora, perché possono fare quello che vogliono. - Rispose d’istinto Carlino. La madre rimase delusa della frase ed attese un po’ per replicare. - Quindi tu saresti più felice se io e tuo padre non ci fossimo più? L’ultima frase risultò sgradita e portò Carlino ad interrogarsi sul come sarebbe stata la sua vita senza i genitori. Non rispose e pensò. La sera, dopo cena, il papà di Carlino volle sapere dalla moglie com’era andata la giornata e, saputo che il figlio aveva tenuto un comportamento poco educato e rispettoso, lo rimproverò. Carlino sembrò amareggiato ma non volle replicare alla parole severe del padre che gli ordinò, per punizione, di andare a letto senza guardare la televisione nonostante la moglie avesse precisato che era già stato in punizione e che per tutto il giorno non aveva giocato e visto la tivù. Benché dispiaciuto, Carlino andò a letto e cominciò a pensare. Non riusciva a dormire e continuava a pensare. Pensò così tanto che si addormentò stremato. Dormì molto agitato ed ogni tanto pronunciò anche delle parole. Quando si svegliò la mattina si sentiva stanco. Guardò la sveglia sul comodino e si accorse che erano le sette e che dalla stanza dei genitori si udivano i passi leggeri del padre che si alzava per prepararsi per la nuova giornata lavorativa. Si sorprese di essersi svegliato così presto ma non sentiva il bisogno di dormire ancora. Allora si diresse verso lo scrittoio dove solitamente studiava, prese una carta e con la penna cominciò a scrivere. Caro Babbo Natale, lo so che sono stato cattivo e non merito alcun regalo ma volevo chiedertene uno lo stesso. Io sono fortunato perché ho mamma e papà ma ci sono tanti bambini che sono senza i genitori. Questo Natale il regalo fallo a loro, lo meritano più di me. Carlino
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di Nicola Cesaro La formazione Under 18 della Pgs Carrarese Euganea
ià iniziati i campionati per la PGS Carrarese Euganea volley del presidente Patrizio Casumaro, che in questa stagione si avvale di un parco atleti di 180 unità in grado di coprire tutte le categorie giovanili e prime squadre. Balza subito agli occhi la partenza sprint dell’ under 18 femminile (La Mincana) che dopo i primi incontri guida con autorità la classifica nel suo girone di appartenenza. La performance del team guidato da Cristiano Discardi non è sfuggita agli occhi degli esperti e la foto della squadra è meritatamente apparsa nelle cronache sportive del “Gazzettino di Padova”. Questo è solo la punta dell’iceberg di un movimento che schiera anche: 1 Under 12, 2 Under 13 femminili, 1 Under 14 femminili, 1 Under 16 femminili, e un Under 16 che partecipa al campionato Csi. Non solo volley, sotto la guida delle allenatrici Giorgia Passarin, Ylenia Destro, Virginia Tarantino e della coordinatrice Elena Favarin cresce il gruppo della ginnastica ritmica (35) atlete, reduci la scorsa stagione con Emma Banzato, Gaia Parisotto,Isabella Ernesti Moro, Letizia Crivellari e Martina Fasolato della straordinaria conquista della medaglia d’argento di squadra all’ Open International ritmica oltremare di Rimini. Potremo ammirare le piccole atlete nel saggio di fine anno programmato per il 14 dicembre. Il 15 dicembre la tradizionale conviviale natalizia, presso il centro parrocchiale Don Bosco, e ha confermato l’effettuazione del convegno riservato agli alunni della scuola media “Lo sport è per tutti” in programma a febbraio. Walter Lotto
E
’ ripartita anche per la Bassa P la stagione del basket senio come quest’anno, almeno alle ultime annate, Estense e Mon possono contare su un buon nume mazioni impegnate nei principali ca provinciali. Alfiere del basket della sicuramente il Redentore Este, ch un quintetto di punta nel camp Promozione. La squadra è per l’e stagione affidata a coach Silvio L punta al salto di categoria: grazie ni come Matteo Zarantonello, Mat e Alessandro Franchin, ma soprat zie all’innesto ormai consolidato giovani come Thomas Pasqualotto sco Ortoman, Matteo Picelli ed Enr to, gli estensi hanno già un buon marcia: 6 vittorie e 3 ko, e il quin in classifica. Nello stesso campionato c’è s che per il Monselice del tecnico D raldo, gruppo meno quotato ma ch
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ià iniziati i campionati per la PGS Carrarese Euganea volley del presidente Patrizio Casumaro, che in questa stagione si avvale di un parco atleti di 180 unità in grado di coprire tutte le categorie giovanili e prime squadre. Balza subito agli occhi la partenza sprint Gli del Sant’Elena militano Seconda Divisione dell’atleti under 18 femminile (La Mincana) che dopoini primi incontri guida con autorità la classifica una comediDamiano Brigo, La il totem che del Baone vari Trimarchi, Valli,Discardi Martini, nelstella suo girone appartenenza. performance team(iguidato da Cristiano nonBinaè vinse unoagli scudetto conesperti la Virtus to, Stecchini, D’Ursoapparsa e Paiuscato) a tenere sfuggita occhi degli e laBologna foto dellaesquadra è meritatamente nelle cronache in mano la squadra, che di è ancora imbattuta che l’estate ha vintodi con la nazionale sportive delscorsa “Gazzettino Padova”. Questo è solo la punta dell’iceberg un movimento e guida1ilUnder proprio L’ultimo campioi che campionati mondiali Over 12, 40.2Con 18.2 schiera anche: 1 Under Under 13 femminili, 14 girone. femminili, 1 Under 16 provinciale è la Seconda Divisione punti di media il capocannoniere tor- natoCsi. femminili, e un èUnder 16 che partecipadelal campionato Non solo volley, sotto la guida delle e quienon rappresentanze: neo. Scendendo di un gradino, in Prima allenatrici Giorgia Passarin, Ylenia Destro, Virginiaanche Tarantino dellamancano coordinatrice Elena Favarin vi compaiono squadre con di Redentore Divisione Bassadella è ben rappresentata dai atlete, cresce il lagruppo ginnastica ritmica (35) reducilelaseconde scorsa stagione Emma EsteCrivellari (affidatae Martina a RemziFasolato Doci) e Boars Baone, Boars Baone da NicolaErnesti Cesaro: gli Letizia Banzato, Gaiaallenati Parisotto,Isabella Moro, della straorma anche il Showtime che cerca arancioblu, che indella estate hannod’argento rinunciato dinaria conquista medaglia di squadra all’ Open InternationalPernumia ritmica oltremare la promozione e soprattutto aldiripescaggio in Promozione, si sonoatlete raf- nelmeritatamente Rimini. Potremo ammirare le piccole saggio di fine anno programmato per il 14 Sant’Elena, corazzata che può contare forzati grazie fratelli Simone dicembre. Il 15all’arrivo dicembredei la tradizionale convivialeil natalizia, presso il centro parrocchiale Don su giocatori categoria comemedia Mattia e Bosco, MarcoeTognin e al terzetto montagnaneha confermato l’effettuazione del convegno riservatodiaglialtra alunni della scuola giocatore)Lotto e i vari se“Locomposto Nicola Castagna, aFabio e Tamiazzo (allenatore e Walter sport è perdatutti” in programma febbraio. Michele Franchin. Ma è il nucleo storico di Bortolami, Belluco, Martini e Menesello. Cartura. Serata di festa con gli atleti e la dirigenza
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E
’ ripartita anche per la Bassa Padovana la stagione del basket seniores. Mai come quest’anno, almeno rispetto alle ultime annate, Estense e Monselicense possono contare su un buon numero di formazioni impegnate nei principali campionati provinciali. Alfiere del basket della Bassa è sicuramente il Redentore Este, che schiera un quintetto di punta nel campionato di Promozione. La squadra è per l’ennesima stagione affidata a coach Silvio Limena e punta al salto di categoria: grazie ai veterani come Matteo Zarantonello, Mattia Ianno e Alessandro Franchin, ma soprattutto grazie all’innesto ormai consolidato di forze giovani come Thomas Pasqualotto, Francesco Ortoman, Matteo Picelli ed Enrico Donato, gli estensi hanno già un buon ruolino di marcia: 6 vittorie e 3 ko, e il quinto posto in classifica. Nello stesso campionato c’è spazio anche per il Monselice del tecnico Davide Baraldo, gruppo meno quotato ma che schiera
Gli atleti del Sant’Elena militano in Seconda Divisione una stella come Damiano Brigo, il totem che vinse uno scudetto con la Virtus Bologna e che l’estate scorsa ha vinto con la nazionale i campionati mondiali Over 40. Con 18.2 punti di media è il capocannoniere del torneo. Scendendo di un gradino, in Prima Divisione la Bassa è ben rappresentata dai Boars Baone allenati da Nicola Cesaro: gli arancioblu, che in estate hanno rinunciato al ripescaggio in Promozione, si sono rafforzati grazie all’arrivo dei fratelli Simone e Marco Tognin e al terzetto montagnanese composto da Nicola Castagna, Fabio e Michele Franchin. Ma è il nucleo storico di
Baone (i vari Trimarchi, Valli, Martini, Binato, Stecchini, D’Urso e Paiuscato) a tenere in mano la squadra, che è ancora imbattuta e guida il proprio girone. L’ultimo campionato provinciale è la Seconda Divisione e anche qui non mancano rappresentanze: vi compaiono le seconde squadre di Redentore Este (affidata a Remzi Doci) e Boars Baone, ma anche il Showtime Pernumia che cerca meritatamente la promozione e soprattutto il Sant’Elena, corazzata che può contare su giocatori di altra categoria come Mattia Tamiazzo (allenatore e giocatore) e i vari Bortolami, Belluco, Martini e Menesello.
OGGI BAMBINA... DOMANI INFERMIERA Cartura. Serata di festa con gli atleti e la dirigenza
fiori e trofei per la cartura nalin archiviata una stagione di soddisfazioni
Investire nei bambini di oggi è il miglior modo per costruire un domani di giustizia e benessere condiviso.
Un momento della premiazione durante la serata di fine stagione
C
onviviale di fine stagione in seno alla Cartura Nalin presso il ristorante Distillerie-Clandestine di Cagnola “covo” della società del presidente Enzo Rango. La festosa serata a cui ha preso parte Flavio Milani, ex vice presidente vicario della F.c.i, uno dei fondatori dello storico club nato nel 1956, è stata l’occasione per rivedere il film della stagione appena passata agli archivi che ha confermato una volta di più la bontà e la prolificità del vivaio biancorosso nello sfornare giovani promesse. A svettare su tutti, come numero di vittorie è stato Giovanni Sergiano, esordiente al primo anno di Due Carrare, che guidato d’ammiraglia da papà Stefano, ha inanellato 6 vittorie su strada e 5 kermesse tipo pista, tra i secondo anno numerosi podi e soprattutto la conquista della maglia di campione provinciale per
Ivan Berto velocista di Cartura. Tra gli allievi diretti da Tarcisio Stefani , si è rivelato Alessandro Riato potente velocista più volte piazzato e vincitore, dopo un regale sprint a Padule in terra emiliana. L’atleta di Adria, finita la trafila tra gli allievi vestirà nella prossima stagione la gloriosa livrea biancoverde della S.c Padovani che con Galdino Peruzzo alla presidenza, l’ex professionista Alberto Ongarato nel ruolo di general manager e Stefano Stecca in ammiraglia torna alle corse tra gli Juniores, passaggio di categoria anche per Andrea Marchetto e Federico Celadin, ingaggiati dal team rodigino Andreotti auto. Infine nella categoria giovanissimi, diretta da Massimo Berto, da segnalare gli acuti vincenti di Nicolò e Demis Berto e le performance di Pietro Pincerato e Riccardo Sabbion più volte saliti sul podio. W. L.
Sostieni a distanza una bambina del Sud del mondo attraverso i progetti del Cesvitem: bastano 20 euro al mese per Un momento della premiazione durante la serata di fine stagione regalare un futuro migliore, a onviviale lei e aldi suo popolo. fine stagione in seno Ivan Berto velocista di Cartura.
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alla Cartura Nalin presso il ristoran-
Tra gli allievi diretti da Tarcisio Stefani
te Distillerie-Clandestine di Cagnola Per informazioni visita il sito, si è rivelato Alessandro Riato potente ve“covo” della società del presidente Enzo www.cesvitem.org locista più volte piazzato e vincitore, dopo Rango. La festosa serata a cui ha preso un regale sprint a Padule in terra emiliana. o chiama lo 0415700843 parte Flavio Milani, ex vice presidente L’atleta di Adria, finita la trafila tra gli al-
vicario della F.c.i, uno dei fondatori dello storico club nato nel 1956, è stata l’ocOnlus casioneCe.Svi.Te.M. per rivedere il film della stagione via Mariutto 68 Mirano appena passata agli archivi che ha (VE) confertel.mato 0415700843 una volta di piùinfo@cesvitem.it la bontà e la proliwww.cesvitem.org ficità del vivaio biancorosso nello sfornare postale 10008308 giovani c/c promesse. Codice A svettare su fiscale tutti, come numero di vittorie 90022130273 è stato Giovanni Sergiano, esordiente al primo anno di Due Carrare, che guidato d’ammiraglia da papà Stefano, ha inanellato 6 vittorie su strada e 5 kermesse tipo pista, tra i secondo anno numerosi podi e soprattutto la conquista della maglia di campione provinciale per
lievi vestirà nella prossima stagione la gloriosa livrea biancoverde della S.c Padovani che con Galdino Peruzzo alla presidenza, l’ex professionista Alberto Ongarato nel ruolo di general manager e Stefano Stecca in ammiraglia torna alle corse tra gli Juniores, passaggio di categoria anche per Andrea Marchetto e Federico Celadin, ingaggiati dal team rodigino Andreotti auto. Infine nella categoria giovanissimi, diretta da Massimo Berto, da segnalare gli acuti vincenti di Nicolò e Demis Berto e le performance di Pietro Pincerato e Riccardo Sabbion più volte saliti sul podio. W. L.
10 26
IL VENETO
in PRIMO PIANO
Lo stage è la chiave di volta per l’occupazione che si crea in classe
Come scegliere la scuola giusta che apre le porte del lavoro?
Gli istituti professionali sono la porta d’accesso preferenziale per il lavoro. Altrimenti occorre puntare su altissima specializzazione di Germana urbani
I
l lavoro, non c’è o ce né poco per pochi. zienda italiana in posizioni d’alto profilo. Dovendo scegliere la scuola superiore è Altri due pre-requisiti fondamentali sono il meglio orientarsi seguendo le materie che problem solving e gioco di squadra. Sempre ci piacciono di più o è meglio tener conto di più le aziende cercano persone curiose e delle professioni più richieste in regione? analitiche, capaci di risolvere autonomamenIl giusto mezzo è sempre la risposta te i problemi. E se un tempo si pensava che migliore, perchè trovarsi sui banchi a fare i il profilo migliore fosse quello degli ordinati conti con troppe ore di matematica se pro- e silenziosi oggi i più apprezzati sono colore prio la calcolatrice non è nelle nostre corde che sanno fare gruppo, arricchendolo con i non porterà altro che guai e forse vi troverete propri contributi originali. a scrivere l’ennesima pagina di abbandono Ma queste cose non si imparano necesscolastico. In Italia l’11,9% degli iscritti al sariamente stando chini sui libri. Anzi. Gli primo anno delle scuole superiori abbandona esperti di lavoro sottolineano l’importanza gli studi. di dedicarsi a sport di squadra, o anche ad Per questo è importantissimo orientare attività come gli scout o il volontariato, per bene i ragazzi e le famiglie nella scelta della imparare a relazionarsi con gli altri per un scuola che costruirà un pezzettino impor- comune obiettivo. tantissimo del loro Accanto a quefuturo. La disoccupazione sto, poi, la scuola Importantissimo, veneta si attesta deve fornire compeper tutti i genitori, è al 33%, precarizzazione tenze utili ad entrare tener conto del fatto giovanile senza subito nel mondo del che il mercato del precedenti lavoro o a proseguire lavoro non è esaurito, gli studi con succesma si è fatto molto competitivo. Perciò la so. Importantissime, poi, le esperienze di scuola superiore deve servire ai ragazzi per stage in azienda: nell’anno scolastico 2012acquisire bene i pre-requisiti e immaginare 13 il 45,6% delle scuole superiori italiane ha da subito come vorranno specializzarsi dopo utilizzato l’alternanza scuola-lavoro come il diploma. Conoscere l’inglese è sicuramente metodologia didattica per sviluppare le comil pre-requisito per eccellenza tanto che gli petenze previste dall’indirizzo di studi, un esperti dicono che tra cinque anni chi non incremento maggiore che arriva al +57,6% parla inglese come fosse la prima lingua lo segnano i licei. non avrà alcuna speranza di entrare in un’aLa storia che ha fatto più scalpore a
&
A B La Grotta di Sale
Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Veneto Job&Orienta Verona, la fiera dell’orientamento, è quella di Andrea Massini, diplomato all’Istituto tecnico superiore di meccatronica di Vicenza, che dopo 10 mesi di tirocinio ha spuntato subito un contratto a tempo indeterminato nella stessa azienda. “Per cercare lavoro già a scuola - conferma Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Veneto - la Regione ha messo a punto per gli Istituti tecnici superiori ad alta specializzazione tecnologica degli stage che garantiscono un tasso di occupazione molto elevato, tanto che il Veneto è la prima regione quanto a esperienza di alternanza scuola-lavoro. Accanto a questi ci sono le work experience, esperienze di lavoro di 12 mesi per disoccupati e inoccupati in cui la Regione paga una borsa di studio e l’azienda, al termine, può
decidere se confermare il lavoratore” Queste metodologie di insegnamento innovativo, basato sull’apprendimento esperienziale attivo, rivolte agli studenti che hanno compiuto i 15 anni, secondo i dati Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), hanno portato in azienda lo scorso anno scolastico quasi 3mila studenti della sola provincia di Verona, per la maggior parte iscritti agli istituti professionali e tecnici, anche se stanno crescendo i licei. Le strutture ospitanti sono per la maggior parte imprese del settore manifatturiero, alberghiero e della ristorazione, ma anche studi professionali, pubblica amministrazione, associazioni di categoria, scuole e asili, così come onlus e associazioni di volontariato. Certo che i dati rispetto agli Its del Ve-
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neto devono far riflettere bene visto che si sono qualificati in questi mesi i primi 123 diplomati Its e ben il 65 per cento di loro ha già trovato occupazione. Si tratta di un lavoro per lo più coerente con il percorso di studi fatto, e nella maggior parte dei casi presso le aziende in cui avevano fatto lo stage. E chi ha sviluppato maggiormente “l’intelligenza nelle mani” può fare la differenza nell’attuale mondo del lavoro: il 70% degli studenti Enaip, per esempio, pur nell’attuale contesto di crisi, a un anno dalla qualifica trova un’occupazione, che nel 65% nei casi è coerente con il titolo conseguito. Certo è che questo non si allinea proprio con quelli che paiono essere i sogni dei genitori italiani che nel 22% dei casi sogna il figlio dottore, seguito dal 20% che lo vorrebbe industriale.
Il Veneto in primo piano 27 11 Ricercati addetti alle vendite che sanno specializzarsi sul prodotto
La professionalità generica non trova sbocchi
di Germana urbani
“Q
uando un’azienda veneta cerca un’impiegata contabile – riferisce Carlo De Paoli, fondatore e presidente del gruppo “In Job” - in realtà non si accontenta di una collaboratrice che sappia gestire la contabilità, ma vuole un’amministrativa esperta nel ciclo passivo che sappia utilizzare il software Sap”. Intervenuto alla fiera Job&Orienta di Verona l’uomo che ha trovato un’occupazione a 50mila persone ha stilato una sua classifica dei lavori più richiesti in questo momento in regione. Il podio del profilo più richiesto spetta al tecnico commerciale in ambito metalmeccanico e chimico, segue il programmatore e l’ingegnere collaudatore o addetto al controllo qualità. Dopo la terza posizione si trovano l’impiegata contabile, il direttore tecnico in ambito metalmeccanico, il manutentore elettromeccanico, il controller, l’export manager, l’operaio specializzato, e - al decimo posto - il project manager. Dati
un po’ diversi da quelli del secondo trimestre 2013 forniti dal Sistema informativo Excelsior che fornisce una panoramica sui settori di attività che assumono di più in regione. A far la parte del leone, anche perché il dato è riferito all’inizio del periodo estivo, è il comparto del turismo e della ristorazione, con il 39% delle assunzioni complessive. Traina anche l’insieme dei servizi, che si assicura il 32% delle assunzioni nel suo complesso, ripartite tra servizi alle persone (14% delle assunzioni complessive), servizi operativi (6%) e servizi in genere (12%). Il commercio “conta” il 10% delle assunzioni complessive. In base alle previsioni relative le professioni più richieste in Veneto sono quelle per cuochi e camerieri, che contano 5.520 assunzioni nel solo periodo aprile-giugno 2013. Seguono i commessi e altro personale addetto alla vendita. Vengono dopo gli addetti all’accoglienza, all’informazione e all’assistenza dei clienti. Chiudono la classifica dei
neWs
primi cinque profili richiesti i conduttori di mezzi di trasporto e macchinari mogili e personale di segreteria e servizi generali. Nonostante la crisi, insomma, il lavoro si trova ancora, anche se il saldo rimane negativo rispetto agli scorsi anni. Verona, per esempio, tra le provincie venete, conquista la palma del territorio con il maggior numero di nuove entrate:14.270 nuovi posti di lavoro. Ma anche per il capoluogo scaligero, come per il resto della regione, il saldo occupazionale previsto per fine anno è pesantemente negativo: 4.210 posizioni bruciate per un dato percentuale del -1,9%. Il calo più limitato è quello registrato nella provincia di Vicenza, con 7.400 entrate a fronte di 10.120 uscite e un tasso del -1,2%. Particolarmente negativo il dato padovano, con 7.890 entrate contro 13.120 uscite e un tasso del -2,3%. Male anche Venezia, con 13.120 entrate e 17.280 uscite (-2,2%). “Gli elenchi servono a poco – spiega il presidente
di In Job – e soprattutto non dicono che le figure generiche non servono più, c’è bisogno di personale ultra specializzato. Sono ricercatissimi gli addetti alle vendite ma non è sufficiente avere semplici competenze di marketing. Oggi la vendita del prodotto viene fatta da tecnici che capiscono nel dettaglio ciò che stanno offrendo al cliente. Quindi anche qui, occorre preparazione specifica”.
il mercato del lavoro punta sulla la professionalitÀ
A
che, soprattutto, siano disposte a partire e trasferirsi per un periodo. Nonostante le cronache ci raccontino di giovani che partono per l’estero senza problemi, queste figure rimangono mosche bianche eppure saranno sempre più richieste. Tra le altre professioni su cui puntare pare esserci anche quella dell’infermiere. Secondo la Fondazione Italia Orienta oggi ci sono 391mila paramedici ma entro il 2020 ne occorreranno quasi altrettanti, 266mila. “Entro il 2016 - continua la fondazione - saranno richiesti anche 100mila nuovi posti di lavoro nel campo della green economy: gli enti pubblici e le imprese ad oggi sono già obbligati a servirsi di un energy manager, chi supervisiona e promuove il risparmio energetico.
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causa della crisi, le aziende venete che devono assumere preferiscono puntare su persone che hanno già lavorato per tre o quattro anni in altre aziende. Questo accade perché c’è bisogno di persone competenti, che aiutino le imprese ad affrontare i rischi del mercato. Quindi, nonostante le nuove assunzioni costino meno, il mercato registra un calo generale del 9%. Eppure per alcuni lavori è difficilissimo trovare il personale adatto anche in questi anni in cui la disoccupazione sta toccando i suoi massimi storici. Ricercatissimi dalle imprese ad alto tasso di innovazione, per esempio, sono export manager che parlino russo o cinese. Quelle figure disposte a rappresentare le nostre migliori industrie nei mercati attualmente in espansione: Cina, Russia, Brasile, Sud Africa. Persone che conoscano la lingua e la cultura e
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12 Il Veneto in primo piano 28 L’idea giusta “A Natale regalo dolci meravigliosi fatti da me”
Dilagano i corsi di cucina e cakedesign Per capire quanto sia dilagante la cake-mania basta dare una scorsa sul web: tra blog, video tutorial e siti internet ce n’è per tutti i gusti
di Germana urbani
I
n tutta la regione si registra una fioritura di angolo-cucina dove uno chef intrattiene volontecorsi di cucina amatoriali e semi-professionali rose e volonterosi che si cimentano soprattutto che è davvero difficile spiegare nel suo in- in dolci dal design particolare. Sì perchè nell’insieme. Molti sono organizzati da ristoranti o sieme del fenomeno, sono le torte e i dolcetti a agriturismi e sono “Hands-On” cioè corsi pratici farla da padrone, realizzati sempre più spesso dove si indossa un grembiule e si realizzano le con pasta di zucchero e decorazioni creative. Certamente, in questo dilagare di corsi ed ricette creando delle specialità da veri gourmet esperienze socializzanti, molto peso l’hanno in cucina spalla a spalla con lo chef. avuto le numerose Altri, invece, più trasmissioni televisive alla mano, sono orga- Arrivano dagli Usa che, anche grazie al nizzati da associazioni o e ci conquistano la digitale terrestre, hansemplici amatori che si apple pie, il cheese no invaso le nostre trovano insieme, in sedi cake, i bagles e di fortuna o anche in chocolate chips cookies case sorprendendoci con piatti semplici e Patronato, e riscoprono, realizzandoli seduta stante, ottimi piatti della gustosi, torte scenografiche e tematiche. Trasmissioni che certamente hanno avuto il merito cucina veneta. E con gli acquisti che calano anche i nego- di riportare in primo piano il gusto del cucinare zi di oggettistica per la casa si danno da fare. che, anche per le giovani venete nate dopo il Sono molti quelli che allestiscono all’interno un miracolo economico, aveva lasciato spazio ai
piatti pronti e surgelati. Anche la rete, però, fa la sua parte. Tanto che tra i professionisti più richiesti in campo giornalistico pare esserci quello del blogger di cucina! E difatti blog, video tutorial e siti internet di cucina non si contano, specie se si parla di dolci e dolcetti. Una prova tangibile del fenomeno è che sono aumentate le vendite di attrezzature e prodotti per la pasticceria e il cake design: stampi e cutter sono un grande aiuto nella decorazione così come gli stampi in silicone ad espulsione per pasta di zucchero e biscotti.
I veneti non sfuggono, dunque, alla moda del momento che ha fatto registrare al Cake Design Festival di Milano, giunto quest’anno alla terza edizione, 13.000 presenze. Gli esperti di nuovi trend sostengono che il cakedesign “ha cambiato la prospettiva comune sui dolci ci ha insegnato a guardarli, prima di mangiarli. E la pasticceria professionale o casalinga non sarà più come prima”. E, se in qualche caso, sarà ancora uguale a prima, certamente la prospettiva e il valore che si attribuisce a queste delizie è cambiata, tanto che non sono pochi coloro
che a Natale regaleranno dolci ben confezionati fatti nel forno di casa propria. Sarà anche un po’ merito della crisi, ma il gusto per il fai da te sta tornando prepotentemente e, se si tratta di cucinare, colpisce indifferentemente uomini e donne. L’arte di stare dietro i fornelli e di trasformare farina, zucchero, uova e burro in splendidi dolci appassiona anche i più piccoli che, giocando con le pentole di mamma, si allenano ad usare i cinque sensi e imparano che le merendine non nascono dagli alberi. Ben venga il buon gusto!
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N
el cesto dei dolci da regalare non deve mancare GingerMan, il biscotto di pan di zenzero diventato sinonimo del Natale anche in Italia. Si dice sia nato alla corte di Elisabetta I, ma che furono poi i Fratelli Grimm, con Hansel e Gretel a diffonderlo in Germania. In segui-
to, cominciò a essere appeso agli alberi di Natale. Con la fine del 1800 il buffo omino, sbarcato oltreoceano, divenne una favola: The Gingerbread Man, che, anche senza lieto fine, lo rese celebre in tutto il mondo.
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Il Veneto in primo piano 29 13 Grandi opere Il Cipe ha approvato il preliminare del corridoio autostradale Orte - Mestre
Via libera alla Romea Commerciale tra le proteste Costerà 9,8 miliardi e sarà realizzata interamente in project financing. La prima pietra è prevista per il 2015
valdastico sud, pronta nel 2014
di Alessandro Abbadir
L
a Romea Commerciale si farà. Il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica ha dato il via libera all’opera. Dovrebbe partire nel 2015. I comitati insorgono e promettono in Veneto una nuova Val di Susa. Con il via libera al progetto preliminare si punta ad un nuovo corridoio autostradale (396 chilometri) Nord-Sud in grado di collegare Mestre a Orte. Un’opera da 9,8 miliardi che sarà realizzata interamente in project financing. Il promotore è la Gefip Holding del gruppo Bonsignore, proposta riconosciuta di pubblico interesse nel 2003 e poi modificata. Il nuovo preliminare aggiornato, con relativo piano finanziario, dovrà andare in gara, con la possibilità per altri soggetti privati di aggiudicarsi la concessione (49 anni) migliorando le condizioni a base d’asta. Dopo l’approvazione da parte della Corte dei conti, ci sarà un bando internazionale pubblico entro aprile 2014 e in fine nel primo trimestre 2015 dovrà essere posta la prima pietra. Ma qual è per le istituzioni l’utilità dell’opera? La Nuova Romea, serve a colleghere Mestre a Ravenna fornendo una dorsale strategica al collegamento tra il Veneto e il Sud Italia e tra questo e l’Europa centrale e dell’Est. Il Cipe ha stabilito che l’opera
dovrà essere realizzata entro il 2021, anche se ha consentito che alcune tratte possano essere realizzate e messe a pedaggio anche prima, per cominciare a produrre flussi di cassa. Si lascerà per ultima la tratta più complessa, cioè l’attraversamento appenninico Perugia-Cesena. C’è però un punto di domanda. Ancora non è stato sciolto il nodo relativo alla partenza (o arrivo) della nuova autostrada la cui definizione è rinviata alla progettazione definitiva. Si tratta del tracciato da Lughetto, nel comune di Campagna Lupia, alla connessione con il sistema autostradale. Due le ipotesi: l’ingresso a Roncoduro, sul Passante, o l’inserimento in A4 con uno svincolo a Villabona, in connessione con la Tangenziale di Mestre. Su questo dovrà essere presa una decisione in accordo con le istanze del territorio. E già è cominciata da parte di alcuni sindaci (quello di Dolo Maddalena Gottardo) la sindrome “ …si ma non nel mio territorio”. Il comitato “Opzione Zero” alla notizia dell’approvazione del progetto ha annunciato che sarà lotta durissima, come in Val di Susa contro quello che definisce uno scempio ambientale. Nelle scorse settimane “Opzione Zero” ha organizzato una manifestazione di protesta sulla attuale Romea,
nel vicentino
E
Un momento della protesta un flash mob con un centinaio di manifestanti che ha bloccato la circolazione. Per i comitati è un’opera inutile “non serve a un bel niente, visto che i dati del traffico commerciale dal 2008 con la crisi sono crollati del 30%”. “È incredibile - spiegano per il comitato Opzione Zero Mattia Donadel, Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin come l’approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre arrivi proprio a pochi mesi dall’approvazione da parte della Commissione Europea del nuovo Corridoio Baltico-Adriatico, una connessione che dovrebbe mettere in relazione via ferrovia i porti dell’Alto Adriatico con il nord Europa, seguendo la linea Ravenna, Bologna, Padova, Venezia, Trieste. Un progetto per il quale sono previsti ingenti finanziamenti
europei e che seppellisce definitivamente ogni marginale utilità della Romea Commerciale. Una strada che devasterà il territorio di 4 regioni. E’ anche un’operazione pericolosa per i conti pubblici: oltre al miliardo e mezzo di sconto fiscale, anche gli altri 8,5 miliardi che la Gefip Holding, dovrebbe anticipare, finiranno per essere pagati dai cittadini. Ad oggi non esiste un piano economico-finanziario che attesti la sostenibilità dell’opera, e pure le stime sui flussi di traffico previste appaiono inattendibili e sovrastimati. Se i pedaggi non saranno in grado di garantire il rientro degli investimenti, sarà lo Stato a dover restituire i soldi alle banche tassando i cittadini e tagliando servizi essenziali”.
’ stato inaugurato solo da qualche mese il nuovo segmento di Valdastico Sud, dal casello di Montegaldella-Longare fino al nuovo snodo di Albettone-Barbarano Vicentino. I chilometri percorribili della Valdastico Sud arrivano dunque ora a 15, su un totale di 54 totali. L’apertura dell’intero tratto, cioè dei caselli di Santa Margherita d’Adige e Piacenza d’Adige: si potrà percorrere interamente la Valdastico Sud entro la fine del 2014. Due anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia programmata. L’A31, punta ad avvicinarsi sempre più al territorio padovano. Il casello di Barbarano si trova infatti a 2,5 chilometri dal territorio padovano, ossia dai confini di Rovolon. L’accesso è al momento il più vicino ai colli Euganei, ed è raggiungibile attraverso una bretella che attinge da est ma anche dalla Riviera Berica. Chi proviene da Montagnana, Este, Lozzo Atestino ed Ospedaletto Euganeo può dunque raggiungere Vicenza entrando a Barbarano e risparmiandosi qualche minuto di stop ai semafori della Berica. A.A.
veneto meridionale Gruppo europeo
avanti tutta con la nogara-mare, 107 km dal polesine a verona
E
’ solo una questione di tempi burocratici, ormai, la realizzazione dell’auto- strade già esistenti ed in programma: l’A22, come già detto, ma anche l’A31 strada regionale medio padana veneta Nogara–Mare Adriatico. La Regione Valdastico Sud, l’A13 Bologna-Padova e la Nuova Romea. La Nogara-Mare si Veneto, a fine novembre, ha definitivamente aggiudicato la concessione estenderà per 107 chilometri, dalla provincia di Verona, a Nogara, all’innesto relativa all’importante arteria che da Adria porta fino al Veronese. Un intervento, con la statale 12 dell’Abetone e del Brennero, e terminerà ad Adria, nel Polesiquesto, da 2 miliardi di euro. La concessione dell’autostrada regionale medio ne. La strada prevede due carreggiate a due corsie di marcia della larghezza di padana veneta è stata affidata al costituendo Raggruppamento temporaneo di 3,75 metri, oltre ad una corsia d’emergenza di 3 e ad un margine interno di imprese (peraltro promotore dell’opera) tra Autostrada 5, per un totale di 26 metri complessivi di larghezza. I Brescia Verona Vicenza Padova spa, Confederazione Au- I residenti non tratti sono quattro, con altrettante interconnessioni con tostrade spa, Società delle Autostrade Serenissima spa, pagheranno la rete autostradale esistente: A22 del Brennero, A31 Astaldi Concessioni srl, Astaldi spa, Impresa di costruzioni il pedaggio sulle brevi Valdastico Sud, A13 Padova-Bologna ed E55 Nuova RoIng. E. Mantovani spa, Itinera spa, Technital spa e Sina distanze, investimento mea. Sono previsti 13 svincoli: Isola della Scala, Nogara spa. Questa concessione prevede la progettazione defini- da 1,9 miliardi di euro est, Casaleone, Legnago, Villabartolomea, Castagnaro, tiva ed esecutiva, la costruzione e la gestione dell’opera. Badia Polesine, Canda/Trecenta, Castelguglielmo/San Ma anche la progettazione preliminare (con studio di impatto ambientale) de- Bellino, Fratta Polesine, Rovigo sud, Gavello, Adria. Oltre al collegamento che da finitiva ed esecutiva, la costruzione e la gestione del collegamento fra la nuova Nogara porta verso ovest fino all’A22 in territorio di Nogarole Rocca, l’impianto autostrada e la A22 del Brennero in provincia di Verona. Grazie a questa nuova oggetto di concessione ha disegnato altri 64 chilometri di viabilità complementainfrastruttura verrà migliorata notevolmente l’accessibilità alle principali auto- re, a partire dai collegamenti con l’ospedale di Legnago, quello di Trecenta e tra
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l’A31 e la banchina portuale di Canda, nel Rodigino. Il pedaggio è basato sull’esazione dinamica mediante l’impiego di tecnologia free flow, con esenzione della durata di 15 anni per i residenti che devono percorrere fino a 15 chilometri. L’investimento per realizzare l’opera è notevole: a fronte di un costo complessivo del progetto posto a base di gara di circa un miliardo e 901 milioni di euro, la proposta del promotore ammonta a poco più di un miliardo e 877 milioni. Ni.Ce.
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Le magie del Gange per un India senza tempo Per noi occidentali la mostra offre la possibilità di entrare in mondo ricco di storia per cercare di capirne l’essenza di Alain Chivilò
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ndia, India, India paese lontano dai mille misteri. Ci arrivarono chiamato pantheon hindu con rappresentazioni divine quali Shiva, brevemente come visitatori Alessandro Magno e i Romani con Vishnu, Rama e Krishna. L’Hinduismo è una delle sette religioni il loro impero, ma la sua evoluzione è stata sempre legata alla professati nel paese assieme alle autoctone Jainismo, Sikhismo, storia del continente asiatico. A Treviso, Casa dei Carraresi fino Buddhismo e a quelle esterne come il Cristianesimo, l’Islam e la al 13 maggio 2014, la mostra “Magie dell’India. Dal Tempio regione dei Parsi. Nel percorso espositivo, sempre coinvolgente, si alla Corte, capolavori d’arte indiana” ripercorre il vissuto di una giunge al favoloso mondo dei Maharaja, secondo asse esplicativo civiltà. Dopo la sapiente disamina della Cina, attraverso le sue della mostra, nel quale i reperti esposti narrano i luoghi, la vita e il dinastie e il Tibet, il curatore Alessandro Màdaro e il comitato gusto estetico all’insegna del lusso e sfarzo. Le tende, i tramezzi scientifico deliziano il visitatore italiano e non solo con un altro di stoffa, le stuoie, i dipinti, i gioielli, i libri sacri, le armature e i pugnali per citare alcune tipologie. Altra affascinante viaggio. Il focus ideato verte tematica sapientemente testimoniata è su due principali analisi: l’arte nell’India La chiave l’arte erotica vista, non nella sua frivolezza, classica e l’India dei Maharaja. Nella prima di lettura sezione viene coperto un arco temporale che della mostra verte ma nel trattato del Kamasutra, redatto da Vatsyayana nel 200 d.C. al fine di creare parte dal 2000 a.C. giungendo al 1600. Un su due aspetti: il periodo molto lungo testimoniato da reperti Tempio e la Corte la perfetta armonia nell’arte amatoria tra spirito e fisico. A conclusione la via delle quali per esempio immagini di bronzo, oggetti rituali, altorilievi e sculture di pietra. La chiave di lettura, per Indie con Marco Polo e Nicolò Manucci rappresenta il ponte tra un’evoluzione culturale trattata così estesa, verte su due aspetti India e Italia. Come fu per la cultura degli altipiani del Tibet, anche complementari per la cultura del popolo del Gange: il Tempio e la quella della terra d’India non è così semplice da comprendere per Corte. Infatti i cerimoniali nei luoghi di culto sono simili a quelli noi occidentali privi di appropriati approfondimenti, però a Treviso del re nel suo palazzo in un confine tra impegno etico e piace- si apre una possibilità: entrare in mondo ricco di storia per cercare re, tra ricchezza e frugalità dove l’arte ha la funzione di unirli in di carpire l’essenza, situazione che non può essere esplicata in un svariate rappresentazioni. Per chi ha visitato la mostra dell’anno canonico viaggio turistico che prevede ogni giorno una meta da scorso sul Tibet troverà un filo rosso di unione, inerente al così fotografare lungo le distese dell’India.
Terza edizione de “La Biennale di Fotografia”
Scultura
SIMON BENETTON OSSERVA TREVISO
Un click tra Grappa e Alpini
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imon Benetton finalmente espone a Treviso. Questa è la principale constatazione che onora il Maestro, demiurgo del ferro, che sta calcando da decenni gli scenari dello scolpire la materia. La sua ricerca chiave partì dalla riproduzione modulare che assimila tuttora il concetto di standardizzazione moderno e di replicabilità infinita attuale. Da qui l’analisi degli elementi naturali, l’introduzione di punti luci con il vetro fino ad arrivare alle vorticosità che si aprono all’infinito. “Opere monumentali” è la mostra a cielo aperto che vede fino al 30 gennaio dodici sculture inserite in nove siti del capoluogo della Marca: “L’Occhio del Ciclope” a Varco Manzoni (viale Cairoli), “Pilastro universale” a Piazza Trentin, “Foglie” in Vicolo del Gallo (Buranelli - lato Municipio), “Piramide” in via Campana (Buranelli), “Fili d’erba” in Piazza del Battistero, “Incontro” in Piazza Ancillotto, “Il giardino dei cinque filosofi” Piazza dell’Umanesimo Latino, “Intensione ed estensione: perfettibilità”, Piazzetta Botter (Museo S. Cate-
Alcune opere grafiche e alcuni reperti che danno corpo alla mostra che rimarrà aperta fino al prossimo maggio
rina), “Foglie” e “Oasi” in via Giacomelli (Biblioteca Comunale di Città Giardino), “Foglie2” in Piazza Unità d’Italia (quartiere S. Liberale), “Oltre l’orizzonte” in Piazza Martiri Belfiore (quartiere S. Maria del Rovere). Come dichiarato dall’assessore alla Cultura di Treviso Luciano Franchin. “Abbiamo accolto con molto entusiasmo la proposta di patrocinare una mostra diffusa dedicata alle sculture monumentali di Simon Benetton, inaugurandola nell’autunno 2013 per rendere omaggio all’ottantesimo compleanno di questo grande scultore trevigiano. Questa mostra costituisce per noi un’importante occasione per ripensare la presenza di opere di alto valore artistico nell’intera città che diventa un luogo di arte a disposizione di tutti”. Infatti l’idea alla base è di unire la cittadinanza all’arte nei luoghi dei singoli quartieri con spunti per riflessioni ulteriori, che eliminano il così chiamato guarda e passa. Un compleanno dolce per l’ottantenne Maestro Simon Benetton che si ritrova profeta in patria. Al.Ch.
a terza edizione de “La Biennale di Fotografia”, a Bassano del Grappa, delizia l’appassionato e non solo con scatti d’autore ideati da noti fotografi e semplici appassionati. Un programma ricco di spunti, mostre e incontri che sta coinvolgendo l’intera cittadina in una lunga serie di eventi dedicati al vasto mondo della fotografia. Fino al prossimo gennaio, un programma ricco di mostre e incontri s’intervalla in un palinsesto dedicato al vasto universo dell’impressione. Il filo conduttore che unisce gli eventi prende il titolo di “Libere Interpretazioni”. Bassano fotografica nasce, in anno dispari affiancandosi alla più celebre biennale veneziana nel suo periodo conclusivo, nel 2009. Tra le esposizioni più significative, Mimmo Jodice instaura un legame con le opere del Canova al Museo Civico di Bassano. Un affascinante omaggio al più impor-
tante scultore italiano del Neoclassicismo, visto attraverso lo sguardo di uno dei più grandi interpreti con fotografie di grandi dimensioni. A questo, Daniele Pellegrini, il fotografo che con Cesare Gerolimetto ha effettuato il primo giro del mondo in camion, espone nella pinacoteca del Museo Civico “Antologia”: esperienze di viaggio filtrate dalla sua lunga militanza di fotogiornalista documentarista. Infine a Palazzo Sturm alle fotografie di Francesco Fontana dedicate alla danza, si da spazio alle scuole con la tematica “la città vista dai ragazzi”, ideata dall’Istituto Comprensivo Jacopo Vittorelli di Bassano e “libere interpretazioni” prodotta dal Liceo Artistico G. De Fabris di Nove. Un evento da vivere, fatto d’innumerevoli clicks a misura d’uomo attraverso contenuti interessanti. Al.Ch.
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Cultura veneta 17
Mostra a Venezia Fino al prossimo 12 gennaio, a Palazzo Ducale
L’arte delle diplomazia veneziana L’esposizione racconta, attraverso opere e documenti, le relazioni diplomatiche della Serenissima Repubblica con le grandi potenze del Mediterraneo di Roberta Pasqualetto
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ltimi giorni per poter visitare la mostra ”I doni di Shah Abbas il Grande alla Serenissima” aperta fino a domenica 12 gennaio a Palazzo Ducale. L’esposizione è curata da Elisa Gagliardi Mangilli, con il coordinamento di Camillo Tonini e patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Teheran, dalla Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica e dall’Università degli Studi di Udine. L’esposizione racconta, attraverso opere e documenti, le relazioni diplomatiche di Venezia con le grandi potenze, rapporti consolidati con l’invio di delegazioni e doni reciproci quali prassi strategica molto diffusa soprattutto con l’Oriente. La Serenissima doveva continuamente dimostrare la sua forza contro gli avversari e i rapporti diplomatici e di ambascerie avevano finalità commerciali attraverso le quali, Venezia, riusciva a evitare eventi bellici. Un esempio interessante è rappresentato dagli scambi intercorsi tra la Repubblica e una delle più importanti potenze dell’epoca, la Persia Safavide, al tempo di Shah
Abbas il Grande (1587-1629) entrambi uniti dal comune intento di contrastare la minacciosa espansione ottomana. Durante il regno di questo scià sono almeno tre i periodi durante i quali i doni e le contropartite fanno intravedere un vero e proprio commercio avviato grazie al rapporto diplomatico. Ed è proprio su questo scambio che si costruisce la mostra, inedita ed evocativa, allestita nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale, che, prende spunto dalla grande tela di Gabriele Caliari, raffigurante Il doge Marino Grimani che riceve gli Ambasciatori persiani (1603), esposta nella Sala delle Quattro Porte. Il percorso espositivo si apre con alcune incisioni, provenienti dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe e dalla Biblioteca del Museo Correr, in cui sono illustrati i volti dei protagonisti dell’epoca, dettagliatamente ritratti da artisti europei. Osservando i dettagli di queste rappresentazioni si possono conoscere i costumi della corte Safavide, la moda nella foggia delle vesti, dei tessuti e dei gioielli. Una sezione è de-
dicata alla rappresentazione cartografica della Persia e presenta mappe e portolani utilizzati dai viaggiatori per orientarsi nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente, la cui qualità rivela la straordinaria capacità tecnico-scientifica dei cartografi. Nelle sale sono esposti documenti curiosi: un atlante di piccole dimensioni del Theatrum orbis terrarum di Abramo Ortelio, il primo in formato tascabile e documenti risalenti al XVII secolo, tra i quali spiccano i firmani originali col sigillo dello Shah conservati presso l’Archivio di Stato di Venezia, e dai quali si evince la costantemente promessa di collaborazione e amicizia, suggellata dai doni ma anche dalla richiesta dettagliata dei persiani per la fornitura di alcuni manufatti veneziani, sia di pregio, sia destinati all’uso quotidiano. Il costo del biglietto d’ingresso è 16 euro, ridotto 8; per maggiori informazioni: info@fmcvenezia.it
editoria un libro a 50 anni dalla morte di gigi candiani
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Mestre esiste un Centro Culturale e una piazza che da dicembre si arricchiranno di nuove strutture d’intrattenimento e acquisti. Tale area è dedicata a un’artista nativo nell’omonima città che dalla seconda guerra mondiale deliziò la cittadinanza con opere gentili, dolci e mai aggressive. Il pittore in questione è Gigi (Luigi) Candiani. Effettivamente non tutti conoscono l’agire di questo artista e di conseguenza nel cinquantenario della morte e i 110 anni dalla nascita si rende necessaria un’azione per destare la memoria. In quest’ambito nasce il libro, edito da Alcione Editore, “Gigi Candiani Tessere di vita” scritto dal giornalista e critico d’arte Alain Chivilò. In quest’opera l’autore traccia e unisce un excursus di critica assieme a frammenti di vissuto dell’agire umano e artistico del Maestro. La città di Mestre è il luogo di nascita e morte (5/7/1903 – 14/9/1963), dal quale Gigi Candiani partì per immortalare, pittoricamente parlando, su tavola le campagne del veneziano, le isole della laguna di Venezia, i Colli Euganei, Berici e Asolani, fino alle valli di Comacchio. Da qui l’opera dedica la prima sezione a una disamina critica contemporanea e passata nella quale l’autore evidenzia tre principali tematiche che riguardano l’Arte di Candiani: un costante studio della luce nell’irradiamento solare tra alba e tramonto, passando per una capacità fotografica immediata di bloccare e scegliere una porzione di paesaggio da dipingere, concludendo in una simbiosi nella bianca materia prima lavorativa del lavoro di fornaio. Nella seconda parte invece, si identificano tessere di vita attraverso le quali Chivilò scova e codifica particolari di vita artistica del pittore Gigi Candiani come per esempio i segreti per stendere l’imprimitura sulla tavola, le peripezie dei suoi viaggi nel recarsi a pennellare fino alla dialettica artistica del tempo. Un libro snello di occhio contemporaneo, che riporta alla luce la vita e l’agire del pittore di Mestre Gigi Candiani all’interno di una possibile sintesi: atmosfere rarefatte racchiuse in un’intima ricerca tra forme della natura e colori.
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FRIULI VENEZIA GIULIA
Dolomiti friulane Wilderness vero
UN PICCOLO ANGOLO DI CANADA NELLE ALPI DOVE UNA NATURA SENZA COMPROMESSI HA PORTATO ALL’ISTITUZIONE DI UN PARCO E DAL 2009 LA TUTELA DA PARTE DELL’UNESCO DAGLI SPETTACOLARI ORRIDI DELLA VALCELLINA ALLE EMOZIONI ADRENALINICHE DEL CANYONING PRATICABILE ALL’ACQUA PARK PRADIS CON LA GUIDA DI UN SIMPATICO DANESE SOTTO NATALE I DUE PITTORESCHI BORGHI DI POFFRABRO E ANDREIS PROPONGONO PRESEPI ARTIGIANALI E MERCATINI DI COSE SEMPLICI VISITA ALLA DIGA DEL VAJONT, PER NON DIMENTICARE
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ilderness senza compromessi, come piace agli americani. Un’area di natura selvaggia dove l’uomo non ha modificato nulla, ma proprio nulla, dell’ambiente originario. Questo angolo di Canada della nostra catena alpina si chiama Dolomiti Friulane. In lingua locale Dolomitis Furlanis, che suona anche meglio. Un’area che si trova a cavallo fra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sospesa fra le province di Belluno, Pordenone e Udine, delimitata dai fiumi Piave, Tagliamento, Cellina e Meduna. Difficile spiegare in una parola cos’è quest’area naturale che oggi è tutelata dall’istituzione del Parco naturale regionale delle Dolomiti Friulane e, dal 2009, dal prestigioso riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità” concesso dall’Unesco. Le Dolomiti Friulane sono il regno di chi ama il silenzio, la natura incontaminata e al contempo rifugge le mode, le abitudini mondane di certe località sciistiche. In una parola il regno di chi ama la montagna vera. All’interno di quest’area troviamo una straordinaria varietà di attrazioni e di ambienti naturali. Dai canyon della Valcellina (ora la vecchia strada incassata in una parete rocciosa da brivido è diventata un percorso turistico usufruibile a piedi o a bordo di un trenino), ai sentieri che si spingono oltre la Val Cimolana. In alto, verso le pietre che sfidano il cielo. Per gli amanti del brivido (ma quello calcolato e sicuro) c’è persino la possibilità di fare del canyoning. A Clauzetto c’è l’Acqua Park Pradis, dove Amrit Laue, un simpatico danese con il pallino dell’avventura, conduce gli escursionisti in una fantastica discesa nel ventre della montagna, fra le acque impetuose del torrente Cosa e fra ripide pareti di roccia. Lasciandosi trasportare dalla corrente. Un’esperienza straordinaria, carica di adrenalina. Fra cascate e orridi. Amrit offre tutto il necessario per l’escursione e soprattutto dà sicurezza. Poi nel suo
iN copertiNa: uN’iMMagiNe oNirica colta sulle DoloMiti FriulaNe D’iNVerNo. a Destra iN alto: il borgo Di poFFabro a Natale, uNa cascata gHiacciata e ciaspolata sulla NeVe Fresca, al ceNtro: ciMolais. sotto, Da siNistra: uN altro scorcio Di poFFabro e pastori iN uNa piaZZetta Del borgo; il palagHiaccio Di claut e uNa gara Di curliNg; aMrit laue Nel suo ristoraNte Furletto e DuraNte uN’escursioNe Di caNYoNiNg all’acQua parK praDis
ristorante “Furletto”, gestito insieme alla moglie, ci si può rifoccilare con le bontà tipiche della cucina della montagna friulana. Ad esempio con delle ottime tagliatelle al cinghiale. In questa stagione le Dolomiti Friulane continuano a esercitare il fascino della montagna vera, proponendo attività che non sono certo quelle reclamizzate dai depliants più vistosi. Fondo, sci alpinismo, passeggiate con le racchette da neve (ciaspole) lungo percorsi di straordinaria bellezza paesaggistica che si snodano nell’intatto e silenzioso scenario delle Dolomiti Friulane, in Alta Valcellina, con partenza da Cimolais e da Claut il cui modernissimo Palaghiaccio è punto d’incontro per gli appassionati di pattinaggio e di curling, quello sport curioso che assomiglia alle bocce e si vede in tv soltanto alle Olimpiadi. A Claut ha sede l’unico Centro Federale Italiano per il Curling. E ancora, iceland sulle cascate ghiacciate, corse su slitte trainate da cani, escursioni in motoslitta, passeggiate con le ciaspole al chiar di luna con cena in rifugio. Insomma, esperienze alla Jack London. Nel periodo natalizio le Dolomiti Friulane permettono di ritrovare lo spirito più genuino e autentico della montagna, viverne le tradizioni, gustarne i sapori, ma anche di andare alla scoperta di piccoli paesi dalle caratteristiche architetture in pietra arenaria a vista e legno, quali ad esempio Poffabro e Andreis (sedi di due centri visita del Parco), che fanno da teatro a due manifestazioni ricche di fascino e semplicità. Poffabro, presepe tra i presepi.. Sbucano inaspettati
A Erto, uno dei paesi che costituiscono il territorio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, si trova la Diga del Vajont. Teatro, esattamente mezzo secolo fa, di una delle più spaventose catastrofi mai accadute in Italia. Costata la vita a 1.910 persone, fra cui 484 bambini, residenti a Longarone e nei paesi vicini. Tragedia causata dalla frana del monte Toc nel lago artificiale della diga costruito, nonostante i tanti ammonimenti, dalla Sade e poi ceduto all’Enel. Il diastro provocò morte e desolazione nella valle sottostante. Era il 9 ottobre 1963. A memoria della tragedia è stato allestito il Museo del Vajont visitabile al Centro Visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane di Erto e Casso. Dal 2007 è stato aperto al pubblico il coronamento della diga.L’organizzazione delle visite è affidata al Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Si possono percorrere i primi venti metri di coronamento e osservare l’impressionanate scenario della frana del Monte Toc e della valle sottostante di Longarone, città spazzata via in pochi secondi dalla forza d’urto dell’acqua. Un altro museo sulla tragedia è stato allestito in centro a Longarone. Per informazioni: Parco Naturale delle Dolomiti Friulane di Cimolais (Pn), tel. 0427 87333, fax 0427 877900. Percorso coronamento diga del Vajont: biglietteria all’ufficio informazioni Diga del Vajont, tariffa: 5 euro a persona, durata delle visite: 40 minuti circa.
dai ballatoi, sui davanzali delle finestre, dagli angoli più segreti dei cortili secenteschi o dove il tempo ha creato un minuscolo anfratto in un muricciolo: sono decine i presepi che, nel periodo natalizio,trasformano ogni anno in un fiabesco museo all’aperto Poffabro, uno dei Borghi più belli d’Italia incastonato nelle Dolomiti Friulane. Dal 14 dicembre al 12 gennaio artisti e semplici appassionati espongono all’aperto presepi tradizionali in porcellana, gesso e legno, che si affiancano a quelli realizzati in materiali e con tecniche innovative e fantasiose: il vetro, le stoffe destrutturate, le stoppie, i saponi intagliati, il rame battuto e la lana. E ancora, presepi in cioccolato e dolci, ambientati su sfondi di cotone, cruda pietra o accogliente paglia e quelli che riproducono la vita di questo incantevole borgo di montagna, con scenografie che raccontano in scala e con particolare cura le piazze e le vie del paese. Alcuni raggiungono dimensioni ragguardevoli, altri sono accolti in scenografie fantasiose, anche molto piccole: un minuscolo pentolino in rame, una radice d’albero, una pagnotta che culla al suo interno un piccolissimo Gesù. Il tutto si snoda in una suggestiva ambientazione, con decorazioni di frutta, fiori e legno, musiche natalizie e luci soffuse, capaci di incantare ogni anno migliaia di visitatori e trasformare lo stesso Poffabro in un presepe en plein air, particolarmente suggestivo da visitare all’imbrunire, quando si accende di mille luci di candele. Ad Andreis nevica la fantasia. Sono una sessantina di alberi di Natale decorati con originalissimi addobbi fatti a mano i protagonisti di “Ad Andreis nevica la fantasia”, che
dall’1 dicembre al 7 gennaio invade gioiosamente di colori, luci, profumi questo piccolo borgo nel cuore del Parco delle Dolomiti Friulane. Abeti scintillanti che segnano e illuminano un itinerario che fa scoprire ai visitatori viuzze, cortili, porticati e l’architettura spontanea e particolare di Andreis, preservata intatta nei secoli. Gli addobbi sono realizzati solo a mano da piccoli gruppi di gente del posto, fatti da donne, bambini, ragazzi e anziani, che lavorano insieme e si trasmettono a vicenda saperi e capacità, in un laboratorio creativo che li impegna tutto l’anno. Per prepararli si usa materiale di scarto e di riciclo, oppure legno, muschio, pigne e altro materiale naturale della zona, o ancora lana, carta, stoffa. Il resto dell’incanto lo crea Andreis, coronato dalle vette innevate della Dolomiti Friulane. L’1, 8 e 15 dicembre, la piazza del paese si anima con le bancarelle di Natale di un mercatino speciale, fatto di cose semplici create con il cuore, realmente artigianali, che - lontano dall’omologazione e dalla standardizzazione - riportano indietro nel tempo e fanno gustare il piacere del dono inconsueto ed unico: addobbi e corone natalizie, giochi per bimbi e decorazioni per l’albero, piccole golosità tradizionali e capi d’abbigliamento fatti a mano o tessuti a telaio. A fare da sottofondo, musiche e cori. Il resto dell’incanto lo crea Andreis, coronato dalle vette innevate della Dolomiti Friulane. www.comune.andreis.pn.it. Per informazioni sulle Dolomiti Friulane: tel. 0427 71775 - info@piancavallodolomitifriulane.it - www.dolomitifriulane.info
36 Concerti e non solo Concerti e non solo 35
mille e ancora mille...
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pagina a cura di graziano edi corazza
in veneto
eventi
la biondissima/bianchissima Jennifer batten ex chitarrista di michael Jackson l’11 dicembre al caruso di papozze (rovigo) ed i trevigiani sYzYgY prima al metal guitar god 2013 e poi il 6 gennaio al caruso di papozze con una torta di 1.111... candeline... Il Teatro Caruso di Papozze (Rovigo) nel cuore del Polesine si è reso famoso nel corso degli anni per differenziarsi dai tanti pubs che propongono solo covers bands. Mario, titolare del locale, ha portato tanti bei nomi del circuito rock italiano ed internazionale. Dai vari solisti dei Deep Purple, a Tolo Marton, alle Orme, ecc. Ma il Caruso non diventerà famoso solo per tutto ciò. Lo sta diventando soprattutto per avere ospitato bands e solisti d’eccezione in questo 2013. Ricordo qui Carl Palmer e Mike Terrana visti in marzo. E... mercoledì 27 novembre ULY JON ROTH chitarrista storico degli Scorpions con Graham Oliver chitarrista dei Saxon, Fulvio Feliciano - chitarra e voce, Pino Liberti - batteria. Ma evento dell’anno 2013 al Caruso sarà l’arrivo sul suo palco della biondissima/bianchissima JENNIFER BATTEN, la storica chitarrista di Michael Jackson e di Jeff Beck. Jennifer allieterà il popolo polesano e non solo quello mercoledì 11 dicembre 2013 alle ore 22. Non resta che andare a vedere questa stupenda chitarrista alle prese con una sei corde elettrica. Il 2014 poi, il 6 gennaio il Teatro Caruso lo apre presentando i Sygyzy, un gruppo interessante trevigiano alle prese con il loro secondo lavoro discografico. I Sygyzy parteciparono ad un Festival Rock del Veneto anni fa e lo vinsero. Venne loro prodotto il loro primo album. Un mese fa hanno partecipato al Metal Guitar God 2013 giungendo ai primi posti. In effetti... (estrapolato dai giornali on line) “”Tra 1000 musicisti di tutto il mondo anche il Veneto si fa’ notare,
con il duo trevigiano Syzygy che da oltre un mese ha spiccato indiscusso il suo volo nella parte alta della top ten, tra agguerritissimi chitarristi che hanno ambito al titolo di “Metal Guitar God 2013”. Con un video girato nella casa di Marostica (VI) dell’artista Marco Chiurato, i Syzygy hanno scelto la via della semplicità per comunicare l’assolo richiesto dal concorso, che andava realizzato sulla base della canzone “Erised” dei Periphery. “Volevamo evocare la ‘distant melody’ citata dal testo della canzone e rafforzare con il video la schiavitù descritta dalle parole del cantante” - ha dichiarato Carlo Alberto Menon, chitarrista dei Syzygy.” Fino al 21 novembre 2013 i partecipanti hanno votato online: i migliori 16 sono stati giudicati da chitarristi di rilievo quali Misha Mansoor dei Periphery, Christopher Broderick dei Megadeth e Corey Beaulieu dei Trivium. In palio c’era una chitarra Jackson a 7 corde, e l’intero pacchetto di software prodotto dalla casa Toontrack, ideatrice del concorso. Il video dei Syzygy è visibile (ed era votabile) qui: www.toontrack. com/metalguitargod2013.asp#!/entry/627977.”” Non ho mai perso di vista i Syzygy. Stanno ora facendo un secondo disco e lo presenteranno lunedì 6 gennaio 2014 al Caruso di Papozze (Ro) ore 20. Dal vivo i Syzygy suoneranno dopo la mia festa per i miei primi 1.111 concerti... Ci saranno loro... ed una grande torta di “1.111...” candeline!
sguardo a nordest il parco degli alberi parlanti a treviso una idtea per natale per piccoli e grandi
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l Parco degli Alberi Parlanti è uno straordinario spazio multimediale ed interattivo rivolto a bambini e ragazzi, alle scuole e alle famiglie, sito in una sede naturalistica, storica e architettonica di grande pregio e ampiezza a Treviso: Villa Margherita, viale Felissent. E’ il primo parco italiano dedicato alla comunicazione ed alla multimedialità per bambini ideato da Gruppo Alcuni. Imparare divertendosi: una realtà che diventa possibile con il Parco degli Alberi Parlanti! Il Parco degli Alberi Parlanti, uno spazio multimediale ed interattivo rivolto ai bambini, ai ragazzi e alle scuole, ideato da Francesco Manfio e Sergio Manfio, fondatori di Gruppo Alcuni. Agli studenti e alle famiglie – nei rinnovati e coloratissimi spazi della Cedraia di Villa Margherita verrà offerta la possibilità di scoprire i segreti delle immagini in movimento, vedere in funzione e costruire alcune “macchine di precinema”, scoprire i segreti di un set televisivo ed entrare in un cartoon grazie alla tecnologia del blue back, ricostruire le fantastiche invenzioni del giovane Leonardo da Vinci, risolvere infine un vero e proprio “giallo etologico” all’interno del parco… Nel nuovissimo allestimento Cuccioli, Maghe & Cavalieri i bambini sono trasportati all’interno di un magico castello medievale. Nella corte del palazzo possono trasformarsi in dame e cavalieri e aiutare i Cuccioli a sfidare la terribile Maga Cornacchia. Sarà fantastico recuperare la spada di Merlino e fermare il terribile lupo pietrificato, partecipare al torneo dei 12 cavalieri, ricostruire il castello perduto, entrare nel labirinto dei fiori giganti e vivere altre straordinarie avventure. All’interno del castello si trova anche un fantastico mercato medievale. Non mancano un bookshop per portare a casa un ricordo della giornata e una caffetteria con grandi vetrate che guardano il parco secolare in cui sorge la struttura. Un vero e proprio affascinante viaggio guidati dai personaggi delle serie animate coprodotte da Gruppo Alcuni e Rai Fiction, a cominciare dai Cuccioli, i sei simpatici animali protagonisti dell’omonimo cartoon, trasmesso in tutto il mondo. Tutti gli spazi del Parco sono accessibili ai disabili. GrUppo alcUni è una delle realtà produttive più vitali e innovative nel mondo dell’animazione europea. Ha al proprio attivo l’ideazione, la scrittura e la direzione di numerose serie cartoon, tutte co-prodotte con INCLUDEPICTURE. parco deGli alberi parlanti Villa margherita - Viale Felissent, 56 treviso
un 2013 di concerti nel triveneto i piu’ belli ed i piu’ deludenti tra locali, pub, teatri e stadi
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el TriVeneto sono arrivati nel corso del 2013 i più bei nomi del panorama internazionale ed italiano. E’ stata per me una bella annata di concerti e festivals quella che va a concludersi. Sommando gli uni agli altri ne ho visti circa settanta di originali. Il 7 febbraio al Cockney di Correzzola (Pd) ero presente all’ascolto della deliziosa chitarra Gibson verde di Leroy Emmanuel. L’ex chitarrista di James Brown e di Steve Wonder ha deliziato un centinaio di presenti dando vita ad uno show di r & b, soul, funky davvero elettrizzante e divertente. Si è intrattenuto anche spiegando le origini del rap e dell’ hip hop... ovvero raccontando come partendo da due accordi “funky in jam” verso la fine degli anni sessanta del secolo scorso poi sopra si cantasse “crooneggiando” quello che passava per la mente... Ma l’anno 2013 per me è iniziato concertisticamente alla grande con il live/show dei Sigur Ros a Jesolo il 18 febbraio. La band islandese ha incantato i settemila presenti al Pala Arrex con una musica “ipnotica/elettronica/elettrica” a tratti “minimalista”. Ai loro suoni magici si sono aggiunte le scenografie molto d’effetto fatte di immagini psichedeliche e fiabesche trattate con filtri colorati e proiettate sia dentro il “parallelepipedo/palco/tende”, sia sullo sfondo dello stesso; interrotte anche da proiezioni di paesaggi islandesi mozzafiato. Nelle fasi più melodiche i S. R. davano luce alla scena solo con candele. Ne ho contate una ottantina che si illuminavano poco a poco e ad intermittenza. Davvero bello il risultato. Il 1 marzo ero al Teatro Caruso di Papozze (Ro) per rivedere Carl Palmer all’opera. Per me oggi è con Billy Cobham il migliore batterista in circolazione. Vedere, con altri due session men che lo accompagnano con basso e chitarra, il suo battere pelli e piatti come pochissimi al mondo: è sempre grandioso. Ma averlo visto scomparire dopo il sound check alle ore 20,30 dietro il palco in una stanzina buia e fredda per ricomparire alle 23... mi ha fatto un tantino pena... ripensando ai suoi grandi fasti da rockstar quando militava negli E.L.P ed Asia. Ma il più bel show che ho visto quest’anno, per me ad oggi tra i primi tre in assoluto nella mia vita: Roger Waters “The Wall” allo stadio Euganeo il 26 luglio... una spettacolarità incredibile e davvero emozionante. Luci, proiezioni, un aereo che si schianta sul palco e... l’intero “The Wall” dei Pink Floyd da colonna sonora live. Stupefacente! Quasi due mesi prima lì avevo visto Bruce Springsteen. Il “boss” è
uguale a se stesso da ormai 30 anni sia con la E Street Band, sia quando si è fatto accompagnare da altri strumentisti. Una amica mi ha detto: “Sembra che suoni la stessa canzone da venti anni...” Le ho risposto: “Hanno detto la stessa cosa anche per i Rolling Stones”. Comunque il suo show allo stadio Euganeo il 31 maggio di due ore e 45 minuti è stato parecchio energico e lui ha suonato con la E Street Band per intero anche “Born To Run”. Un altro gran bel live/show al quale ero presente è andato in “suono/video/circo” alla Villa Manin di Codroipo (Udine); il 17 giugno... c’erano i Kiss! Loro, singolarmente si muovono anche su palchetti circolari girevoli che si alzano ed abbassano... col chitarrista che si aggancia ad un cavo e... vola sopra il pubblico...! Il 5 luglio ero ad Adria davanti al Teatro Comunale. Nel palco al’aperto di piazza Cavour, in quella calda serata ho apprezzato i Morblues, forse la migliore e travolgente blues funky band europea. A coronare la nottata di stelle di questo gruppo italiano/ internazionale la voce splendida di Justine Lee Brown che si è unita al live/show dopo i primi tre brani; la bellissima cantan- te nigeriana in un abito elegante rosso ha toccato note blues emozionanti. L’emozione più grossa me l’hanno però data Crosby Stills Nash a Piazzola (Padova) il 20 luglio che hanno ripercorso le magiche atmosfere musicali degli anni “60 e ‘70 del secolo scorso. Graham Nash è stato il vero mattatore della serata scherzando con la band e con il pubblico. David Crosby, in particolare, nononostante l’età che avanza, appare ai miei occhi ancora un sornione hippy dei “sempre verdi” anni ‘60 del secolo scorso. Mi ha deluso Bob Dylan il 8 novembre al Geox di Padova. Il grande cantautore statunitense ha suonato parte del suo vasto repertorio quasi al buio con poche luci che illuminavano il palco. Ha salutato una unica volta il pubblico padovano (ma c’era gente proveniente dalla Croazia, Slovenia, Austria, Germania) a metà spettacolo; e dei “favolosi” anni sessanta ha tirato “fuori dal cappello” solo due pezzi... Un po’ pochino... Quando lo vidi a Bologna venti anni fa ha cantato molti più suoi capolavori “sessantini”. Ma ormai Dylan bisogna accettarlo per quello che propone. In fondo i suoi ultimi tre dischi che oggi piazza parecchio nei concerti, molto più dei magnifici LP’s del 1965/1966/1968/1972, sono abbastanza
belli e lui si crogiola a rifarli “live” regalando solo nei bis qualcosa di “storico”. Nota curiosa: oggi Dylan suona l’armonica ed il pianoforte... e canta... la chitarra sembra averla appesa... in qualche museo... Particolarmente interessanti ed assolutamente acustici il 16 luglio Keith Jarrett Trio al Teatro Fenice di Venezia. Il geniale pianista Keith ha preteso il massimo silenzio in sala ed in galleria; ma ha poi estasiato le orecchie dei presenti, un pubblico attento, con tocchi raggianti ed eleganti del suo jazz sopraffino magistralmente aiutato dalla batteria di Jack Dejohnette (suonava con Miles Davis!) e dal contrabbasso metronometrico di Gary Peacock. Anche mister David Byrne con la polistrumentista St. Vincent attorniati da una “brass band” di fiatisti hanno elargito swing e funky fuori dai canoni dell’ ex leader dei Talking Heads. Il 10 settembre a Padova, al Geox, non mi sono piaciuti per niente. Divertenti, più che altro per curiosi ed amanti della “dance elettronica”, i Motel Connection. Ero a Treviso-Dogana il 7 settembre in mezzo ad altri/e quarantamila. Interessante il 14 novembre al Geox di Padova il rock progressivo di Steven Wilson, leader e fondatore dei Porcupine Tree. Una gran bella musica quella messa in campo dal rocker inglese che ha presentato il suo ultimo Lp da solista (il terzo)... Peccato, a metà live, l’intrattenimento fuori luogo di quindici minuti di Steven tergiversatore con i “suoi”: chitarrista, bassista, tastierista, sul come strumentare un suono “foresta”... quindi ritorno alla sua musica “progressive” fatta di incantevoli celestialità e ripartenze di duro rock. Più avanti Steven Wilson ha interrotto i suoi brani con una lezione dell’uso del mellotron (fuori luogo anche qui) nella storia del rock (la monumentale tastiera elettronica usata soprattutto da tantissime bands per riprodurre una innumerevole varietà di violini, di cori umani, di fiati... altri tempi!) ... Per poi riprendere alla grande fino ai bis! E gli italiani? Ormai tutti fanno il loro spettacolo carino che però si ripete quasi simile: anno dopo anno. Oggi l’unico che cambia coreografie ed ha scenografie spettacolari “digitalizzate/elettroniche 2.0” è Lorenzo... sì: Jovanotti! Segnalo alcuni siti per gli amanti dei live da consultare periodicamente anche per il 2014: www.azalea.it, www.eventiverona.it, www.padovajazzclub.it, www. tuttoeventiitalia.it, www.zedlive.com, www.ecoveneto.it. Buoni concerti a tutti! da EDI
36 Salute >> Turismo sanitario: pacchetti che comprendono viaggio, alloggio e cure
Mal di denti: meglio risparmiare o andare sul sicuro? I veneti sempre più spesso prendono un pullman per curarsi i denti in Croazia. Altri scelgono il medico in base al prezzo. Ma cosa si rischia? di Germana Urbani
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iù del timore di incappare in qualche problema può la Si tenga conto poi che un dentista abusivo non può e non crisi: 3 italiani su 4 infatti hanno ben presenti i rischi deve aggiornarsi: continuerà ad applicare vecchie conoscenze che corrono rivolgendosi ai falsi dentisti, ma pensano che o novità che ha appreso per sentito dire senza sapere cosa è questa scelta si faccia comunque per risparmiare. E’ quanto realmente meglio per il paziente. emerge da una ricerca presentata al 61° Congresso scientifico “Questo abusivismo – spiega Ferruccio Berto, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani, svoltosi a Roma, della Commissione degli Odontoiatri di Padova – è una piaga sull’abusivismo nella professione odontoiatrica. “In questo che lede pazienti e professione. E al danno si aggiunge la momento di difficoltà per la crisi economica – commenta Mau- beffa: l’esercizio abusivo della professione è punito oggi con ro Rocchetti, vicepresidente di Andi – emerge che il cittadino- una pena troppo lieve, una multa da 100 a 500 euro. Una paziente è ben consapevole dei rischi che corre rivolgendosi situazione frustrante per le istituzioni e per tutti coloro che ad un abusivo. Lo fa per risparmiare, dice il sondaggio, ma agiscono onestamente: auspichiamo un intervento del legislacosì certamente non investe in salute e alla lunga finirà per tore affinché il fenomeno venga contrastato da sanzioni ben spendere di più per riparare ai danni subiti”. più severe”. Secondo indagini sempre più frequenti dei Nas l’abusiviPer evitare tutto questo, qualora si abbia un dubbio sul smo in questo settore è in costante aumento anche in Veneto. medico a cui ci si affida, basta verificare che sia regolarmente Tra gli odontotecnici del Nordest uno su quattro sarebbe abu- iscritto all’albo degli odontoiatri presso l’ordine dei medici. Via sivo e si spaccerebbe per odontoiatra. Ma in questo campo la internet questo controllo è molto semplice e veloce, basta angiungla dei bugiardi è molto vasta: igienisti che si elevano in- dare all’indirizzo http://portale.fnomceo.it e inserire il nome giustificatamente di ruolo, assistenti alla poltrona o addirittura del dentista del quale desiderate verificare l’iscrizione cliccansegretarie che mettono le mani in bocca, svolgendo mansioni do su “ricerca anagrafica”. ben diverse da quelle che competono loro sulla carta, medici Certo questo non si può fare se, invece di curarsi in Italia, che svolgono la professione di dentisti pur non essendo iscritti si sceglie di rivolgersi all’estero. all’Albo. E ancora: giri di prestanome, traffici di lauree false, Sono sempre più frequenti, infatti, soprattutto in Veneto le titoli di studio conseguiti all’estero in assenza di garanzie sulla corse dei pullman che partono alla volta della Croazia pieni di qualità formativa, percorsi oscuri e intermediari compiacen- persone che hanno bisogno di cure dentarie e sperano in quel ti, strutture di dubbia certificazione, 70% di risparmio che i professionisti Tra gli odontotecnici messaggi distorti, poco trasparenti o dell’est promettono dai loro siti internet ingannevoli: una torbida odontoiatria del Nordest uno su quattro per attirare clienti italiani. parallela a quella ufficiale, sottoposta Se prima i pullman partivano solo sarebbe abusivo e si invece a rigide regole di certificazione da Padova, oggi partono anche da citspaccerebbe per odontoiatra tadine di provincia. Basta prenotare per organizzativa, di professionalità e di igiene a tutela del paziente. tempo ed è fatta: viaggio confortevole, Non bisogna dimenticare che un abusivo potrebbe non alloggio in un bel albergo che spesso per gli italiani è addiritconoscere le regole base di igiene da rispettare rigidamente tura gratuito e dentista. ed essere così all’origine della trasmissione di alcune patoloLa crisi è certo uno dei motivi principali che spinge le pergiegravissime: dalle epatiti all’Hiv e non solo. sone a fare una scelta low cost di questo tipo ma è anche vero Va detto anche che un dentista abusivo non ha studiato che un tempo, quando il mercato era chiuso, non c’era scelta. odontoiatria e dunque non metterà mai le sue conoscenze al Più o meno il conto che l’uno o l’altro presentavano ai clienti servizio della bocca dei pazienti, ma la loro bocca alla mercé era lo stesso. delle sue poche conoscenze. Farà, dunque, le poche cose che Oggi la concorrenza fa bene anche al mercato interno: ansa fare e che magari potevano essere fatte diversamente o, che in Italia si trovano dentisti disposti a sottoporre al paziente peggio, proporrà di fare cose di cui il paziente non ha bisogno un doppio preventivo sul lavoro da fare in bocca, spiegando ma soprattutto non scoprirà malattie o patologie che non co- chiaramente quali materiali andrà ad utilizzare, dove e come nosce! si potrebbe risparmiare.
prima visita gratuita: un dubbio c’è
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econdo l’Ordine degli odontoiatri la prima visita è la parte più importante del trattamento odontoiatrico. E’ il momento in cui il dentista raccoglie tutti i dati medici ed odontoiatrici del paziente e, ascoltate le sue richieste, combina tutto ciò con la propria esperienza e competenza per formulare una corretta diagnosi ed uno o più possibili piani di trattamento. I professionisti sottolineano che non può essere fatta in dieci minuti. Di conseguenza, non può essere gratuita. Chi Vi regala la visita o da poco valore al suo lavoro o utilizza questo come specchietto per le allodole per poi farvela pagare sotto altra forma. I costi vivi di un moderno studio odontoiatrico sono tali da non consentire prestazioni gratuite, se non per beneficenza.
l’igiene: importantissima nello studio dentistico
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er rendervi conto se un professionista dei denti è serio oppure no, occorre controllare come rispetta le regole d’igiene prescritte per legge. Lo strumentario minuto (specchietto, pinzette ecc.) deve, secondo la legge, essere conservato imbustato per preservarne la sterilità. Se la busta con gli strumenti che verranno usati nella vostra bocca viene aperta davanti a Voi è segno che lo studio ha cura della vostra salute (e di quella del personale che vi lavora). Fa eccezione lo strumentario rotante (i trapani) che talvolta vengono sterilizzati in apposite autoclavi rapide che non prevedono l’utilizzo della busta. Le attrezzature non facilmente sterilizzabili (maniglie, lampade del riunito, tastiere di comando ecc.) che, essendo toccate durante le cure dal dentista e dall’assistente, potrebbero essere fonte di contaminazione crociata (cioè di passaggio di microbi da un paziente al successivo che viene curato) devono essere protette con pellicole monouso, che verranno cambiate all’uscita di ciascun paziente. Anche i puntali della siringa aria-acqua del riunito vengono di norma cambiati: ne esistono di monouso e di autoclavabili. Il corpo di detta siringa può essere sterilizzato o protetto con guaine/pellicole monouso.
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i nostri Esperti AFFARI DI FAMIGLIA
A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS
L’affidamento temporaneo dei minori
Cari lettrici e lettori, in questo numero vorrei cogliere l’occasione offerta da una recente sentenza del Tribunale dei Minori di Bologna che ha disposto l’affidamento temporaneo di una minore ad una coppia omosessuale, per portare alla Vostra attenzione la sempre viva questione degli strumenti a tutela dei minori e, nella specie, dell’affido temporaneo. Premetto che non è mia intenzione scendere nel dettaglio della sentenza del Tribunale bolognese ma solo prendere uno spunto per fornire delle sintetiche linee guida circa l’istituto dell’affidamento dei minori. L’istituto dell’affidamento del minore è stato previsto dalla Legge 28.03.2001 n. 149 che, modificando la legge italiana in materia di adozione, Legge 4.05.1983, n. 184, ha introdotto il Titolo I bis. L’art. 2 della Legge n. 184 del 1983, rubricato proprio “dell’affidamento del minore” fissa le condizioni in forza delle quali un minore, temporaneamente privo di un idoneo ambiente familiare, può essere affidato ad una famiglia o ad altri soggetti. Presupposto dell’affidamento temporaneo del minore è la situazione di temporaneo disagio economico o psichico della famiglia d’origine tale da non poter assicurare allo stesso una crescita sana ed equilibrata. Dunque, con l’affido si vuole allontanare
temporaneamente il minore da un ambiente familiare che non è in grado di prendersi effettiva cura di lui, affidandolo ad altri soggetti, per poi consentirne il reinserimento nella famiglia d’origine non appena risolto il periodo di difficoltà. A questo proposito, tra i doveri del soggetto affidatario vi è oltre a quello di educare, mantenere ed istruire il minore, anche quello di agevolare i rapporti tra il soggetto affidato e la famiglia di origine al fine del suo successivo reinserimento. Ben definiti, quindi, i tratti distintivi dell’affidamento temporaneo rispetto all’adozione, da individuarsi certamente nella temporaneità dell’affido, nel mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine e nel reinserimento del minore nella stessa una volta concluso il periodo di affido. L’affido può essere consensuale o giudiziale. Nel primo caso è necessario il consenso dei genitori o di chi esercita la potestà genitoriale. In tale ipotesi l’affidamento verrà disposto dall’ente locale (Provincia o Comune) e reso esecutivo con decreto del giudice tutelare dopo aver accertato la sussistenza dei presupposti di legge ed aver sentito il minore. Ove, viceversa, difetti il consenso dei genitori si procederà al c.d. affidamento giudiziale disposto, cioè con provvedimento del Tribunale dei minori. In ogni caso il Giudice Tutelare o Tribunale dei Minori
dovrà indicare nel provvedimento di affidamento: le ragioni dell’affido, la durata prevista, il soggetto affidatario e le prescrizioni cui dovrà attenersi nonché il servizio locale che dovrà vigilare sulla corretta esecuzione dell’affido. L’art. 2 della Legge n. 184/1983 individua un i soggetti che possono ottenere in affidamento un minore e precisamente: un nucleo famigliare che possibilmente dovrà avere altri figli minori; nella persona sola; nella comunità di tipo famigliare, formata da due persone che assolvono alla funzione di genitori e da un ristretto numero diminori in affidamento. In questi casi si parla di affidamento famigliare. Ove ciò non sia possibile il minore verrà affidato ad un istituto di assistenzapubblico o privato, possibilmente nella regione di residenza del minore. Ed è proprio alla comunità di tipo famigliare che il Tribunale dei Minori di Bologna deve aver fatto riferimento nell’affidare la minore ad una coppia omosessuale. Vero è, infatti, che la legge sull’affido non richiede, diversamente dall’adozione, il matrimonio dei soggetti affidatari, al punto che anche il single può essere affidatario. Ciò che dovrà accertarsi è solo l’idoneità del soggetto affidatario ad assicurare al minore il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno. Pertanto, l’omosessualità della coppia non è e non può essere
a priori un fattore ostativo all’affido, dovendosi al più dimostrare - ma la medesima considerazione vale anche per la coppia eterosessuale - che l’affido, a quelle determinata coppia, non soddisfa l’interesse del minore. Su una questione simile, ancorché relativa l’affido esclusivo di un figlio alla madre, si era peraltro già pronunciata a gennaio di quest’anno la Suprema Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 601 dell’11.01.2013, confermava la sentenza della Corte d’Appello di Brescia circa l’affidamento esclusivo del figlio minore alla madre che conviveva e intratteneva una relazione con un’altra donna, respingendo così le perplessità manifestate dal padre il quale si era limitato ad asserire, che “il contesto familiare omosessuale è potenzialmente dannoso per la crescita di un bambino”.Cadono così anche gli ultimi pregiudizi circa l’impossibilità a che una coppia gay possa ottenere l’affidamento di un minore. L’affidamento, sarà escluso, come indicato dalla Cassazione solo se contrario all’interesse del minore indipendentemente dalle preferenze sessuali della coppia richiedente l’affido. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi. Messaggio pubblicitario
SALUTE
Viaggio nella terapia alternativa (3° puntata) Nella prima puntata abbiamo parlato di mal di schiena e di ernie, abbiamo visto che esistono cure alternative, abbiamo parlato di Osteokinetica, abbiamo visto in cosa consista e, esaminando le cause di accentuazione del dolore, abbiamo visto cosa siano i “blocchi muscolari”, perché e come si formino e come avvengano le contratture di difesa. Questo è quello che vedremo in questa puntata. in cosa consiste lo sblocco muscolare? Lo “sblocco” consiste nell’individuare il blocco o i blocchi parziali di questa o quella sede articolare, di questo o quel segmento di movimento nella colonna vertebrale e procedere alla mobilizzazione e liberazione del rachide o articolazione, per il recupero funzionale del paziente, rompendo i tessuti cicatriziali che si sono formati tra le fibre del muscolo. perché intervenire subito? Il dolore è un “ segnale di avvertimento” che
i tessuti periferici inviano al sistema nervoso centrale affinché metta in atto dei meccanismi protettivi allo scopo di minimizzare possibili lesioni o insulti esterni. Non ascoltare il primo segnale di dolore e non correre subito ai ripari è sbagliato perché, con il primo segnale di dolore, il nostro corpo ci avvisa che siamo diventati una sorta di “portatori” di blocco e la domanda non è “se” ricomparirà ma “quando” ricomparirà. Il dolore può restare “addormentato” per anni, perché le degenerazioni patologiche indotte da un alto tasso di radicali liberi sono sempre lente e subdole, ed essere improvvisamente riattivato da una qualsiasi modifica della soglia del dolore come, ad esempio, uno sforzo eccessivo o un trauma, un affaticamento, un superuso o dei microtraumi (dolori al polso da computer, gomito del tennista, ecc.) o una particolare occasione, o una causa fisiologica come il periodo mestruale, uno stress fisico o mentale, la riduzione del sonno, esposizione all’umidità o al freddo e, occasionalmente, una patologia sistemica,
generalmente di tipo reumatico; un’infezione virale o un’altra infezione sistemica (per esempio, la malattia di Lyme).
Qual è la terminologia popolarmente usata? “Sono bloccato”; mal di schiena, di collo, alle cervicali, alla spalla, alle scapole, al dorso, alle lombari, al torace; sciatica; gomito del tennista; stiramento muscolare... Qual è la terminologia medica correntemente usata? La definizione più usata è “dolore miofasciale”, i punti di dolore sono detti “punti trigger” o “punti grilletto” o “blocchi” o “limitazioni funzionali”. Altri termini, a seconda della terminologia usata dallo specialista, sono: mialgia, punti trigger, reumatismo muscolare, reumatismo non-articolare, fibrosite, miofibrosite, miofibrosite interstiziale, miogelosi, calli muscolari, indurimenti muscolari, miofascite, miosite, sindromi miofasciali, sindromi
fibropatiche, aree ipersensibili, miodisneuria, sindromi della parete toracica, ecc. In queste tre puntate abbiamo parlato di una terapia alternativa eseguita esclusivamente con le mani ma esiste anche una Fisioterapia alternativa, ed è quello che vedremo nelle prossime puntate.
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I nostri esperti 39 L’ARCHITETTO
Le costruzioni massicce in muratura, il risparmio energetico ed il confort abitativo (parte quarta)
Rubrica a cura di Renzo Carturan, architetto
l’isolamento delle pareti dell’involucro esterno Le costruzioni massicce possono esser costruite con tipologie diverse; le principali sono: la parete monostrato, la parete con isolamento esterno (cappotto), la parete ventilata, la parete con isolamento nell’intercapedine e la parete con isolamento all’interno. La parete monostrato viene costruita con un unico materiale oltre all’intonaco interno ed esterno; si usano blocchi generalmente in laterizio porizzato rettificati con o senza materiale isolante negli interstizi. Di solito non sono portanti ed è necessario, quindi, costruire la struttura in calcestruzzo. In corrispondenza dei cordoli dei solai e dei pilastri, sulle pareti esterne, si devono realizzare isolamenti aggiuntivi per evitare i ponti termici. E’ consigliato l’uso di intonaci di calce fibrati per ovviare, per quanto possibile, alle fessurazioni. La parete con isolamento termico esterno a cappotto (Foto 1) può essere costruita con i comuni blocchi in laterizio anche portanti; in questo modo si ha una parete dalle ottime qualità termo acustiche poiché, con l’isolamento a cappotto esterno, si ovvia ai ponti termici senza particolari difficoltà, si mantiene la massa all’interno col vantaggio di un’ottima protezione al surriscaldamento estivo e, d’inverno, con l’accumulo del calore che viene ceduto per irraggiamento, una temperatura interna costante ed
Foto 1: Isolamento a cappotto esterno in fibra di legno
omogenea. Il cappotto esterno, protetto da apposito intonaco, preserva la parete dall’azione degli agenti atmosferici che, nel caso di fessurazioni come può avvenire per le pareti monostrato, accelerano il processo di degrado della finitura superficiale, dell’intonaco ed anche della muratura. Per qualunque tipo di cappotto è irrinunciabile la scelta di un “sistema” certificato secondo la Guida Tecnica Europea ETAG 004 per il rilascio della certificazione ETA; in questo modo si ha la garanzia dell’uso di prodotti coordinati testati come sistema in opera in termini di durabilità e resistenza. La parete ventilata è simile alla parete con isolamento esterno; in questo caso il materiale isolante non viene protetto con l’intonaco ma da un rivestimento
Foto 2: Isolamento interno in fibra minerale
in pietra o pannelli di materiali diversi secondo l’effetto estetico atteso, lasciando una camera di ventilazione tra l’isolante ed il rivestimento. E’ un ottimo sistema di isolamento, in particolare per gli effetti estivi, con lo svantaggio dei costi elevati. La parete con isolamento nell’intercapedine è composta da una parete interna portante dello spessore superiore a cm. 20, generalmente in blocchi di laterizio, dallo strato isolante e da una contro parete esterna dello spessore di cm. 12-15 che deve essere ancorata a quella portante. E’ un buon sistema sia dal punto di vista termico sia acustico poiché si possono correggere facilmente i ponti termici, si ha la massa all’interno ed una buona protezione dell’isolamento sul lato esterno. E’ consigliato un intonaco esterno fibrato per limitare
le cavillature. La parete con l’isolamento all’interno è sconsigliata per i nuovi edifici e vi si ricorre nei risanamenti quando non è possibile costruire il cappotto esterno. La presenza dell’isolante all’interno confina la massa all’esterno impedendole la funzione di accumulo di energia, rinunciando ai vantaggi che abbiamo visto, rende difficoltosa se non impossibile la correzione dei ponti termici e si corre il rischio concreto di formazione di condensa subito dopo lo strato isolante con conseguenze dal punto di vista igienico e per la durabilità dei materiali. Nella costruzione dell’isolamento all’interno si devono usare materiali con un’elevata permeabilità al vapore (idrato di silicato di calcio, apposite fibre di legno) consentendo la migrazione, verso l’interno dei locali, dell’umidità presente nella muratura; se si usano altri materiali, come ad esempio la fibra minerale (Foto 2) o la lana di vetro, per evitare la formazione di condensa interstiziale è necessario interporre, sulla superficie interna del materiale isolante, un telo con la funzione di freno o barriera al vapore, definendone caratteristiche e spessori secondo una determinata procedura di verifica. Lo spessore del materiale isolante non dovrebbe superare gli 8-10 cm., in funzione della sua conducibilità termica, per evitare una repentina diminuzione della temperatura superficiale subito dopo lo strato isolante e verso il lato esterno con la conseguente formazione di condensa.
Per quesiti sugli argomenti trattati in questa rubrica il Lettore può inviare una mail a: carturenzo@studiocarturan.it e può seguirci su Facebook: www.facebook.com/studiocarturan
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SALUTE
Viaggio nella terapia alternativa (3° puntata) Nella prima puntata abbiamo parlato di mal di schiena e di ernie, abbiamo visto che esistono cure alternative, abbiamo parlato di Osteokinetica, abbiamo visto in cosa consista e, esaminando le cause di accentuazione del dolore, abbiamo visto cosa siano i “blocchi muscolari”, perché e come si formino e come avvengano le contratture di difesa. Questo è quello che vedremo in questa puntata. in cosa consiste lo sblocco muscolare? Lo “sblocco” consiste nell’individuare il blocco o i blocchi parziali di questa o quella sede articolare, di questo o quel segmento di movimento nella colonna vertebrale e procedere alla mobilizzazione e liberazione del rachide o articolazione, per il recupero funzionale del paziente, rompendo i tessuti cicatriziali che si sono formati tra le fibre del muscolo.
Il dolore è un “ segnale di avvertimento” che i tessuti periferici inviano al sistema nervoso centrale affinché metta in atto dei meccanismi protettivi allo scopo di minimizzare possibili lesioni o insulti esterni. Non ascoltare il primo segnale di dolore e non correre subito ai ripari è sbagliato perché, con il primo segnale di dolore, il nostro corpo ci avvisa che siamo diventati una sorta di “portatori” di blocco e la domanda non è “se” ricomparirà ma “quando” ricomparirà. Il dolore può restare “addormentato” per anni, perché le degenerazioni patologiche indotte da un alto tasso di radicali liberi sono sempre lente e subdole, ed essere improvvisamente riattivato da una qualsiasi modifica della soglia del dolore come, ad esempio, uno sforzo eccessivo o un trauma, un affaticamento, un superuso o dei microtraumi (dolori al polso da computer, gomito del tennista, ecc.) o una particolare occasione, o una causa fisiologica come il periodo mestruale, uno stress fisico o mentale, la riduzione
del sonno, esposizione all’umidità o al freddo e, occasionalmente, una patologia sistemica, generalmente di tipo reumatico; un’infezione virale o un’altra infezione sistemica (per esempio, la malattia di Lyme).
Qual è la terminologia popolarmente usata? “Sono bloccato”; mal di schiena, di collo, alle cervicali, alla spalla, alle scapole, al dorso, alle lombari, al torace; sciatica; gomito del tennista; stiramento muscolare... Qual è la terminologia medica correntemente usata? La definizione più usata è “dolore miofasciale”, i punti di dolore sono detti “punti trigger” o “punti grilletto” o “blocchi” o “limitazioni funzionali”. Altri termini, a seconda della terminologia usata dallo specialista, sono: mialgia, punti trigger, reumatismo muscolare, reumatismo non-articolare, fibrosite, miofibrosite, miofibrosite interstiziale,
miogelosi, calli muscolari, indurimenti muscolari, miofascite, miosite, sindromi miofasciali, sindromi fibropatiche, aree ipersensibili, miodisneuria, sindromi della parete toracica, ecc.
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In queste tre puntate abbiamo parlato di una terapia alternativa eseguita esclusivamente con le mani ma esiste anche una Fisioterapia alternativa, ed è quello che vedremo nelle prossime puntate.
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40 I nostri esperti INFORMAZIONE SOCIALE
Dott. Laura Traversi
Primo compleanno per la legge 219/2012
Il 10 dicembre 2013 compie un anno una legge nazionale molto attesa: la L. 219/2012 recante “Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali”, contenente importanti modifiche al Codice Civile in materia di filiazione, responsabilità genitoriali, competenze giuridiche in tema di separazioni e affidamento dei figli. Ripercorriamola nei suoi tratti salienti. Il più importante elemento introdotto dal provvedimento riguarda l’abolizione della distinzione giuridica tra figlio legittimo (cioè figlio nato da genitori sposati) e figlio naturale (il figlio nato da coppie non legate da vincoli matrimoniali), e quindi l’importante riconoscimento di un unico status giuridico di figlio, senza più distinzioni di sorta. Prima dell’entrata in vigore di questa norma un bambino riconosciuto
da mamma e papà non sposati, poteva godere di un unico vincolo di parentela, quello con i suoi due genitori, e non di quello con altri parenti come nonni e zii. La nuova Legge ha introdotto invece per tutti i figli la parentela con le persone che discendono da uno stesso stipite, superando una discriminazione che aveva ripercussioni importanti sia in materia di successioni che di procedimenti di affidamento e adottabilità del minore. Un altro elemento innovatore riguarda il superamento della nozione di “potestà genitoriale” con l’introduzione del principio di “responsabilità” dei genitori, focalizzato sull’impegno che questi ultimi devono assumersi nei confronti della prole; allo stesso tempo si mette in discussione il rapporto gerarchico padre/ figlio, si affranca il minore dallo stato di “soggezione” genitoriale
per riconoscergli maggiori spazio di ascolto e di parola nei procedimenti che lo riguardano. In questo senso per esempio, nei casi di separazione coniugale e affidamento, la Legge riconosce al minore di almeno 12 anni di età il diritto di essere ascoltato, per poter esprimere il proprio punto di vista e
Assistente Sociale Laura Traversi
La Fertilità (RNF) x
i propri desideri. Tra le novità introdotte che più da vicino riguardano il sistema dei Servizi Sociali, i procedimenti di affidamento dei figli di coppie di fatto che intendano separarsi, finora seguiti dal Tribunale per i Minorenni, passano per competenza al Tribunale Ordinario,
peraltro assieme ad altre questioni (dal riconoscimento dei figli alla limitazione della potestà genitoriale), con ricadute anche sugli interventi in materia di tutela dei minori e con ridefinizioni delle relazioni tra Famiglie, Servizi e Autorità Giudiziaria. www.percorsi.pd.it
di Magdalena Buszynska (magda.bus@gmail.com)
I nostri esperti 41 BENESSERE
IL DIRITTO PER IL CITTADINO
Dott. Avv. Notaio Matteo Ceolin
Senza APE non si vende
L’8 ottobre di quasi dieci anni fa (2005) entrò in vigore il d.lgs. 19 agosto 2005 n. 192 con il quale venne data attuazione alla direttiva comunitaria 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia, il tutto al fine di allineare la legislazione italiana alla normativa europea in materia di efficienza energetica e di contenimento dei consumi. In breve, con la normativa citata, si prescriveva l’obbligo di dotare i fabbricati di un apposito certificato da cui risultasse il rendimento energetico dell’edificio. Dal 2005 ad oggi si sono susseguite ben sei modifiche/integrazioni/ sostituzioni della normativa in oggetto, creando non pochi problemi pratici; se in prima battuta si vide la coesistenza dell’AQE (attestato di qualificazione energetica) con l’ACE (attestato di certificazione energetica) e poi del solo ACE, ora tutto è pare spazzato via dell’APE (attestato di prestazione energetica). Infatti la l. 90/2013, di conversione in legge del d.l. 63/2013 (in vigore dal 4 agosto 2013), ha introdotto, in sostituzione del “vecchio” ACE il nuovo APE, rendendone obbligatoria l’allegazione a compravendite e nuove locazioni; ciò sta a significare che l’APE deve essere esibito in originale al Notaio, che provvederà a farlo sottoscrivere ai contraenti e ad unirlo, quindi, al contratto di vendita. La mancata allegazione dell’APE è colpita con la sanzione della nullità; il contratto stipulato, cioè, è nullo e questo produce conseguenze molto gravi in capo a tutti i protagonisti della vicenda. Nullità significa, prima di tutto, sanzioni disciplinari gravissime per il Notaio rogante (che mai, quindi, procederà al rogito in mancanza di idoneo APE); significa, poi, che il trasferimento immobiliare non risulta avvenuto e che quindi l’acquirente perde i soldi e non risulta proprietario di nulla; significa, poi, certo, che l’acquirente potrà chiedere in restituzione il prezzo pagato ma significa anche che il rischio raddoppia se il venditore fallisce: in questo caso, infatti, l’immobile è del fallimento e l’acquirente ha diritto ad un rimborso in moneta fallimentare e dunque con inevitabile diminuzione; ancora, significa, che se la banca ha ottenuto in garanzia un bene da un proprio debitore che ha “acquistato” con una compravendita nulla, l’ipoteca concessa è del tutto inesistente. Anche la nuova normativa, peraltro, ha confermato alcune vecchie eccezioni, in forza delle quali l’allegazione dell’APE non risulta necessaria; così anche senza APE si potranno vendere, garage, box,
Domenico Maisto*
cantine, capannoni, fabbricati in costruzione, legnaie, stalle, depositi, fabbricati agricoli non residenziali ecc., cioè, in sostanza, tutte quelle costruzioni in relazione alle quali, per la loro natura o per lo stato in cui si trovano, non è necessario garantire un confort abitativo minimo. DOTT. AVV. NOTAIO MATTEO CEOLIN mceolin@notariato.it
L’acqua che usiamo per bere e cucinare è davvero sicura?
L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) stabilisce che l‘acqua per l’organismo umano deve essere assolutamente insapore, inodore e incolore. E’ vero, che i sali minerali sono utili alla sopravvivenza dell’uomo ma soltanto quelli organici,ovvero quei sali minerali contenuti nei cereali, nella frutta, nelle verdure, nei prodotti animali e loro derivati,i minerali disciolti in acqua sono inorganici e vengono utilizzati dal nostro organismo solo in misura minima. Medici e nutrizionisti consigliano di bere acqua a basso residuo fisso (ogni bottiglia in commercio lo deve indicare nell’etichetta) indicativamente sotto 30 mg/ litro. Bere almeno tre litri d’acqua, se non si e vegetariani è importantissimo, essa è infatti uno strumento fondamentale per la depurazione del corpo umano (composto appunto dal 70% da acqua). E noi che acqua utilizziamo per bere e cucinare?
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Ve lo siete mai chiesto? Se la funzione dell’acqua e quella di pulire e depurare il nostro organismo perchè utilizziamo ogni giorno acqua da rete idrica clorata e a seconda della zona, più o meno carica di sostanze inquinanti? (es. fluoro nitrati, metalli pesanti ecc.) Oppure acque imbottigliate cioè energeticamente morte a causa dei trattamenti subiti per la conservazione e i lungi tempi di stoccaggio? Il Veneto è per tradizione una regione ad alta densità agricola e nella realtà vicentina abbondano le attività di allevamento del Bestiame (nitrati). Inoltre l‘industrializzazione concentrata in alcune zone dell’ area Berica nel corso degli anni ha contribuito (anche inconsapevolmente) al peggiorare della qualità dell’acqua presente nelle falde fiumi e bacini. I controlli da parte dei Gestori delle acque pubbliche sono davvero cosi frequenti e precisi? Cosa vuol dire che l’acqua e potabile? Che rispetta i parametri di legge. E perché allora molte Regioni sono in deroga rispetto a questi parametri? Molti Sindaci in Italia hanno emesso ordinanze per sconsigliare l’utilizzo di acqua di rete pubblica o pozzi, perche ? Perché nel territorio si stanno diffondendo le Casette dell’Acqua? Forse solo per evitare lo spreco e l’oneroso smaltimento di scomode bottiglie di plastica che a loro volta contribuiscono ad inquinare il pianeta? Qualche settima fa presso la sala convegni di Lonigo strapiena di cittadini si è tenuto un infuocato incontro pubblico sull’acqua inquinata da sostanze Per-fluoro-alchiliche organizzato dal Comitato informazione Area Berica per conoscere cosa realmente esce dal nostro rubinetto. Una dettagliata relazione di esponenti medici ha spiegato come si formano e vengono inquinate le falde dalle industrie( soprattutto chimiche) e come gli agenti inquinanti mescolandosi all’acqua delle falde se non trattenuti da appositi filtri arrivano nelle case dei cittadini. Chi pagherà I danni alla nostra salute? Soprattutto, delle nuove generazioni e dei bambini sotto i 12 anni ancora in fase di sviluppo degli organi? Inoltre studi condotti in Italia hanno stabilito una probabile correlazione tra PFA (sostanze per-fluoro–alchiliche) e malattie cardiovascolari ictus celebrali, diabete, infertilità maschile e femminile, linfomi e leucemie e che secondo le stime del registro tumori del Veneto ci sarebbe un eccesso storico in certe zone della provincia di Vicenza. Credo sia il caso che ogni cittadino non sottovaluti ciò che sta succedendo e che presti più attenzione (tutelandosi per quel che può) al grave problema della qualità dell’acqua del nostro Belpaese. *Perito agrario domenicomaisto63@libero.it
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Legare. • Come si chiama il più forte nuotatore nippoamericano? Chan Bell. • Come si chiama il più sfruttato operaio giapponese? Misudo Lapaga.
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gnoranza prevarrà sempre sull’indecisione della conoscenza. • La vita è come un rotolo di carta igienica: srotoli, strappi... srotoli, strappi e alla fine non ti rimane che un tubo. • San Valentino da single: se la mia vita fosse un ufficio dovrei multare le donne per assenteismo.
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LA RICETTA FILETTO DI CERVO
uN arrosto caratteriZZato Da uN NuoVo abbiNaMeNto Fruttato: NoN i “classici” Datteri e prugNe, beNsÌ Qualcosa Di piÙ soFisticato Quale appuNto laMpoNi e Noci. il sapore È Dolce, Ma NoN troppo: il gusto ZuccHeriNo Dei laMpoNi iNFatti È stato leggerMeNte atteNuato Dalla Quello piÙ rustico Delle Noci e proFuMato coN speZie eD erbe aroMaticHe.
uN piatto cHe si preseNta aNcHe croMaticaMeNte iNteressaNte e
cHe, percHÈ No, potrebbe essere uN suggeriMeNto per i MeNÙ NataliZi...
la cottura Dell’arrosto È stata speZZata iN Due Fasi: priMa iN MicrooNDe coN FuNZioNe crisp e poi, uNa Volta coNDito, iN ForNo. tuttaVia, proprio la particolaritÀ Del piatto crisp, cHe aVrebbe garaNtito uNa Maggiore MorbiDeZZa per la carNe, Forse sarebbe stato piÙ opportuNo eseguire l’iNtera cottura al MicrooNDe.
INGREDIENTI PER 9 SCHIACCIATINE:
720g arrosto Di suiNo (uNico peZZo), 125g laMpoNi FrescHi, 5 Noci, MaggioraNa, Noce Moscata, 1 cuccH.No seNape, olio eVo, ViNo rosso, sale rosa Dell’HiMalaYa, sale
PROCEDIMENTO
cuocere l’arrosto Nel piatto crisp Del MicrooNDe per circa 10 MiNuti, seNZa coNDiMeNti. QuaNDo sarÀ parZialMeNte cotto, aFFettarlo e passarlo NuoVaMeNte Nel MicrooNDe per altri 5 MiNuti. tagliare i laMpoNi a MetÀ e Mescolarli coN le Noci sMiNuZZate grossolaNaMeNte. trasFerire le FettiNe Di carNe iN uNa piroFila coN uN Filo D’olio, iNsaporire coN la MaggioraNa, la Noce Moscata e la seNape; iNFiNe salare. coprire l’arrosto coN la Frutta e bagNare coN il ViNo per eVitare cHe DiVeNti secco. terMiNare la cottura iN ForNo coN FuNZioNe VeNtilata a 200° per circa 30 MiNuti. MANUELA E SILVIA BIZZO
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Oroscopo RICORDATE CHE COME SI FINISCE UN ANNO NON È MENO IMPORTANTE DI COME SI INIZIA QUELLO NUOVO: ORNATE IL TUTTO CON CON STRASS
FASCINO baNDite Molte FriVoleZZe, sarete spiNti a Mettere iN DiscussioNe QualcHe abituDiNe Di troppo. osate · S ALUTE sproteggete la scHieNa e NoN presciNDete Mai gli eserciZi Di stretcHiNg pre e post alleNaMeNto. beVete Molto
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CANCRO 22/06 22/07
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aMore oscillerete tra uN graNDe spirito Di sacriFicio e uN Vago seNso Di oppressioNe. Dialogo DiFFicile · SALUTE aVrete bisogNo Di QualcHe oasi Di solituDiNe Nella Quale riNFraNcarVi. scegliete terMe e Massaggi
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ASCINO Mese estreMaMeNte propiZio per le NuoVe coNosceNZe, o per recupero Di brio e iNVeNtiVa Nel MÉNage · S ALUTE strepitosa ForMa psico-Fisica: toNici, scattaNti, piaceVoli, aperti alle NoVitÀ e coN uNa graN Voglia Di Fare
sarete poco DispoNibili, presi Da altri peNsieri e Da uN NerVosisMo serpeggiaNte. calMa e gesso! · SALUTE DiMeNticate prestaZioNi Di eccelleNZa o sport a riscHio DistorsioNi preFerite uN approccio bucolico FASCINO
potrebbe
esserci uNo stato Di teNsioNe lateNte Nelle relaZioNi, Da approcciare coN atteNZioNe e paZieNZa · S ALUTE atteNti a soMatiZZaZioNi a carico Dello stoMaco: MaNgiate leNtaMeNte e scegliete cibi NutrieNti e leggeri
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