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Bassapadovana marz2016 n33

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Sport p.18

Attualità p.20-21

on-line:

Salute p.31-34

della Bassa Padovana

MARZO 2016

Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 33 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD

Cultura p.17

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MONSELICE

Plastica trasformata in buoni spesa MONSELICE

Ghidotti: “Sogno un teatro per la nostra città”

Gestione rifiuti nella Bassa bufera sui conti in rosso Gli amministratori della Padova Tre denunciano il “buco” da 30 milioni di euro servizio alle pag 7 e 8 e chiedono al Consorzio Padova Sud un piano di rilancio

ESTE

Amministrative ecco le prime candidature ACCOGLIENZA

Este, siglato l’accordo Sprar per 30 migranti MONTAGNANA

Il sindaco ritira le deleghe al suo braccio destro MONTAGNANA

Bando cimitero, c’è chi teme la privatizzazione IL VENETO

Referendum: politici veneti invitano al sì CULTURA

Poesia e arte in rassegna a Vicenza

Auguri donne, per un Paese migliore

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arzo è donna. L’idea è sedimentata nell’immaginario collettivo tanto da essere volano di dibattiti, cartelloni culturali, di iniziative editoriali e cinematografiche: tutte rigorosamente in tema. Quest’anno poi, a settant’anni da quel10 marzo del 1946 che ha visto il gentil sesso per la prima volta alle urne, è stato palese quanto da quel giorno sia stato fatto per garantire parità di diritti e trattamenti economici. segue a pag 3

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Via libera al referendum sulla fusione

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usione tra Este ed Ospedaletto Euganeo, il percorso riprende a sorpresa: i cittadini saranno infatti chiamati al voto entro la fine del 2017. E’ quanto emerge dalla Prima commissione regionale, come spiega il sindaco Giancarlo Piva: “All’unanimità è stato approvato il giudizio di meritevolezza - conferma il primo cittadino di Este - con l’invito alla giunta regionale di fissare il referendum entro il 2017. Hanno vinto i cittadini e ha vinto la buona politica”. L’esito era tutt’altro che scontato: stando alle ultime scelte della commissione veneta, pareva infatti probabile che l’affare-fusione finisse in archivio per un bel po’ di tempo e che comunque diventasse prerogativa o meno delle future amministrazioni che a giugno saranno rinnovate in entrambi i Comuni. Ora, al di là delle fazioni che vinceranno e delle loro idee e progettualità, c’è la quasi sicurezza che il referendum si farà e che dunque i cittadini di Este ed Ospedaletto, dopo aver scelto i nuovi sindaci, saranno chiamati entro l’anno al referendum per decidere se fondere o meno le due municipalità. All’entusiasmo dei sostenitori della fusione si affianca quello di chi invece è contrario al progetto e che, in caso di vittoria alle prossime amministrative, si troverebbe in imbarazzo nel gestire il referendum e la campagna elettorale collegata. A spanne, la consultazione cittadina non avverrebbe tuttavia prima di inizio 2018.

Nicola Cesaro

>nicolacesaro84@gmail.com<

della Bassa Padovana

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Editoriale, Facciamoleilopinioni punto

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Este e Ospedaletto alle urne tra 2017 e inizio 2018

Auguri donne, per un Paese migliore Germana Urbani > direttore@lapiazzaweb.it <

Purtroppo questa parità non è ancora stata raggiunta, e forse non si raggiungerà mai visto che le donne possono essere madri mentre gli uomini no. Un dono, se vogliamo, che però continua a penalizzarle nel mondo del lavoro che, nella maggior parte dei casi, chiude loro le porte in faccia già dopo la prima gravidanza. Un dato che fotografa proprio la mancata parità di trattamento con i colleghi maschi ma vien da chiedersi per quanto sarà ancora così. Abbiamo imparato proprio in questi giorni che un uomo può essere “madre”. Basta che sia ricco, faccia un bel viaggio in un paese in cui la pratica dell’utero in affitto è consentita ed è fatta. Il dibattito sul tema è forte e la maggior parte delle donne italiane si dice contraria allo sfruttamento del corpo femminile che, oltretutto, non tiene in alcun conto i diritti del nascituro. Ma su quella che si profila come una vera e propria battaglia ideologica, oltre che politica, restano molte pagine ancora da scrivere. Ed è tutta culturale, invece, la lotta alla violenza di genere che vede la società civile, le associazioni e le donne impegnate in politica battersi a fianco degli uomini per fermare questa grave piaga sociale che ogni anno conta centinaia di vittime. La legge c’è ma i risultati non si vedono. Significa che occorre agire in modo preventivo, e forse occorre partire sui banchi di scuola e forse non è per niente male l’idea di parlare di pari opportunità, di uguaglianza uomo-donna ai bambini. Altro che no-gender! Oggi uccide più l’amore malato della mafia. Mi pare che ormai sia un imperativo invertire la tendenza. Magari un giorno non succederà più che una donna si ritiri dalla corsa a sindaco di Milano, come oggi fa Patrizia Bedori, candidata 5 Stelle, che non ha retto gli attacchi alla sua persona e, in particolare, al suo essere donna. E soprattutto speriamo non capiti più di sentire frasi come quella che sembra aver pronunciato il candidato berlusconiano al Campidoglio Bertolaso, che ha mandato a dire alla Meloni, sua potenziale competitor, di restare a casa a fare la mamma! Sentire tutto questo fa male alle donne e anche al Paese.

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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Montagnana, Monselice, Este e Casale di Scodosia per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 14 Marzo 2016


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Monselice

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L’iniziativa Idea dell’assessore Bedin

Plastica trasformata in buoni spesa Due gli obiettivi del progetto: installare un eco compattatore per migliorare l’ambiente e stimolare il commercio

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n progetto intersettoriale per incentivare gli acquisti nei negozi del centro e contestualmente anche il rispetto per l’ambiente. E’ questa l’idea lanciata dall’assessore Giorgia Bedin che prevede l’installazione di un eco compattatore in grado di convertire bottigliette di plastica in buoni spesa. I due obiettivi, riciclo e rivitalizzazione del commercio in centro storico, vanno quindi di pari passo. Il progetto è stato pubblicato nel sito web del Comune e adesso dovrà essere individuato l’ecocompattatore più idoneo in base ad una serie di

proposte. L’operazione dovrebbe risultare a costo zero per il Comune. L’obiettivo comunque è molto chiaro: complice la crisi economica, il rilancio delle attività del centro storico non è ancora così incisivo. Pertanto far leva sulla coscienza ambientale dei cittadini potrebbe unire l’utile al dilettevole. L’importo dei buoni spesa non è ancora definito, ma sicuramente saranno spendibili solo nei negozi che aderiranno all’iniziativa. “L’operazione è estremamente semplice, ma altrettanto in-

L’assessore Giorgia Bedin e, in alto, un degli eco compattatori già installati in altre regioni

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cisiva - ha commentato Giorgia Bedin, assessore all’ambiente del Comune di Monselice - naturalmente si cerca di incentivare la cultura del riciclo che già è molto sentita dai cittadini con risultati importanti nella raccolta differenziata. Ma in questo caso abbiamo cercato di chiudere un circolo virtuoso dove il rispetto dell’ambiente ti premia e valorizza il tessuto produttivo Si tratta quindi di un concetto semplice ed efficace, dove una

buona pratica, che già siamo abituati a fare quotidianamente, premia tutta la comunità. Di certo i buoni spesa saranno un modo per conoscere le attività commerciali del centro e dare un segnale di positività. In questa iniziativa, già largamente sperimentata nei paesi nordici, potremmo essere il primo Comune della Bassa”. Emanuele Masiero

>twitter: @emanuelemasiero <

Opere pubbliche, Comune cerca i privati

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tringere accordi con i privati, interessati a investire nel territorio in cambio di finanziamenti da destinare alla realizzazione di opere pubbliche. E’ questo l’obiettivo del sindaco Francesco Lunghi. Un sistema per rilanciare la realizzazione di una serie di opere ancora in stallo a causa della mancanza di fondi. Per raggiungere lo scopo è stato pubblicato un avviso che arriva a tre mesi di distanza dall’approvazione delle linee guida per questo tipo di accordi. Per farsi avanti è sufficiente compilare la domanda predisposta scaricabile dal sito internet del Comune, e inviarla entro il 3 aprile all’ufficio protocollo. I primi interventi da concretizzare sono idee di vecchia data: l’ampliamento della caserma dei carabinieri di via Orti, il recupero della chiesetta del Carmine (destinata a diventare un piccolo teatro), la realizzazione di impianti ad energia alternativa e infine nuovi orti sociali. Di fatto quindi si tratta di interventi che il Comune vorrebbe finanziare con le perequazioni concordate con le imprese che si dichiareranno interessate a investire a Monselice. Anche il tanto atteso intervento di riqualificazione dell’ex cinema Roma potrebbe forse vedere la luce attraverso un accordo di questo tipo. Per quanto riguarda l’ampliamento della caserma dei carabinieri, l’amministrazione punta ad ingrandire l’edificio esistente di circa un terzo, in modo da poter ottenere un incremento del numero dei carabinieri in forze nella città della Rocca, nonché il raggiungimento di una sede di tenenza. (e.m.)


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Monselice

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L’intervista Riccardo Ghidotti è protagonista e animatore culturale

“Sogno un museo per la città della Rocca, una grande opportunità” S

crittore, guida turistica e proVedo delle grandi opportunifondo conoscitore dell’arte. tà, non sempre ben coordinate, Riccardo Ghidotti, 59 anni, ha la messe a fuoco e rilanciate. Spero cultura nel sangue: quando deche seminando una traccia come scrive un’opera viene spontaneo da anni sto battendomi, qualcosa chiedersi se non sia lui stesso si possa sbloccare con il necessal’autore. “La mia storia personale rio sostegno dell’amministrazioè intrisa di esperienze culturali e ne locale. di esperienze turistiche”. Ci dica tre iniziative che metCi racconta l’attività dell’asterebbe subito in campo per la sociazione Amici dei Musei? valorizzazione di Monselice. L’Associazione è nata su richieUna gestione coordinata tra sta di un gruppo di giovani della Museo Civico San Paolo, Sanparrocchia di San Giacomo. In tuario Sette Chiese, Museo Misventicinque anni abbiamo fatto sionario di San Giacomo, Museo tante attività sia per io soci che Centanin delle Macchine Termiper la cittadinanza. Abbiamo che, Castello e Torrione federisvolto ben 362 momenti culturali ciano, migliorare l’arredo urbain 25 anni di attività. In 25 anni no, fare la discesa dei turisti in abbiamo avuto un crescendo di largo Carpanedo, lasciare fruibili iscritti, tra questi i vari servizi, comanche un nutrito Con “Amici dei presi quelli igenici numero di giovani. e terzo partecipare Musei” in 25 In tutto l’associaa tutte le fiere con zione ha visto coinproprio stand di anni ha volte 1114 persone. promozione. promosso In che modo ha Secondo lei i gionumerose dato e continuerà a vani a Monselice dare il suo contrisi sono allontanati atività buto? dalla cultura? culturali Ormai sono tanti Abbiamo numeanni che conduco rosi giovani che questa “avventura” culturale sul sanno apprezzare Monselice e il nostro territorio. Sono consape- territorio. Abbiamo degli spazi vole che per molti sono un pun- per loro angusti e forse un po dito di riferimento. Fino a quando sueti. Ci sono alcuni giovani che avrò energia continuerò su que- già promuovono la nostra realtà. sta strada. Basta leggere i loro interventi sui Come è nata l’Accademia social nel web. Monselicense? Chiudiamo con il suo sogno L’Accademia è nata nel 1990. E’ nel cassetto. stata la prima intuizione, appena Un Teatro a Monselice. Queapprodato a Monselice. Insieme sto è un sogno, ma mi sono riall’amico Giuseppe Ruzzante per promesso che nel giro di alcuni tanto ha fatto e fa per Monselice, anni mi metterò di buona lena a abbiamo creato un sodalizio che coordinare un comitato ad hoc permettesse di aggregare alcune per perseguire questo obiettivo. realtà culturali della nostra bella Chissà che qualcuno mi segua. città. Come vede la situazione culEmanuele Masiero turale e turistica a Monselice? >twitter: @emanuelemasiero <

Dal Tribunale dei diritti del malato all’assessorato cultura e turismo a Monselice con il museo San Paolo

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iccardo Ghidotti, 59 anni, ha una storia intrisa di cultura, arte e turismo. Dapprima giornalista, dal 1988 vive a Monselice. Ghidotti è autore e curatore di numerose pubblicazioni di carattere storico e divulgativo oltre che promotore di iniziative culturali. Fondatore e primo presidente del tribunale dei diritti del malato di Monselice. Nel 1990 fonda l’Accademia Monselicense come coordinamento di varie realtà culturali cittadine. Grazie a queta realtà ha promosso e sostenuto economicamente degli importanti opere d’arte del nostro territorio, a Monselice, Pernumia, San Pietro Viminario, Carceri.

Ha ricoperto la carica di assessore alla cultura e al turismo a Monselice dal 1999 al 2004. Fondatore, nel 1992, dell’associazione amici dei musei e ne è attuale Presidente. E’ anche direttore del Museo Storico di Monselice della fondazione Giuseppe Ruzzante. Dal 2010 al 2014 è stato responsabile per la gestione del Museo Civico San Paolo, gestito in regime di convenzione a titolo di volontariato culturale. E’ componente della giuria del Premio Letterario di Monselice e dei Premi Brunacci per la Storia Veneta. Emanuele Masiero

Verso le Amministrative 2016 elezioni

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

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Este

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Rifiuti, “buco” da 30 milioni gestione nella bufera

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I nuovi amministratori della Padova Tre hanno chiesto al Consorzio Padova Sud un piano di risanamento della società

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n mese di passione per il Padova Tre: prima la denuncia del Cda, poi le polemiche mosse dai sindaci, quindi l’intervento del Consorzio Padova Sud e pure la Corte dei Conti alle porte. E’ un vaso di Pandora scoperchiato la società Padova Tre, società controllata del Consorzio Padova Sud. Padova Tre insieme a Sesa spa, De Vizia spa e Abaco, dal 2011 gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per Bassa padovana e Piovese. I nuovi vertici della società, eletti lo scorso luglio, hanno denunciato un “buco” di circa 30 milioni di euro, derivanti da insoluti delle bollette dei rifiuti e differenze di gestione causate da piani finanziari che, anno dopo anno, hanno sottovalutato il costo dei servizi resi ai Comuni. A denun-

ciare questo “buco”, accollato al Consorzio Padova Sud, sono stati Nicola Ferro, Tiberio Businaro e Massimo Zanardo. Il terzetto ha sottoposto al Consorzio Padova Sud un piano destinato proprio a garantire il risanamento della società. Il Cda del Consorzio, non senza polemiche, ha approvato le linee guida per il “restauro” della società. “Sarà una società esterna di “advisor” che dovrà garantire tassativamente autorevolezza, istituzionalità e indipendenza nel controllare tutte le società del gruppo, - ha dichiarato il presidente Alessandro Baldin, - avviando una ricognizione per determinare una proposta di risanamento. L’attività della società di advisor accompagnerà il lavoro della Padova Tre potenziando gli

Tagli alle attività extra, più trasparenza

Saranno “adivsor” esterni a garantire la corretta gestione e il piano di rientro. Anche la Corte dei Conti chiede spiegazioni

obiettivi proposti». La Corte dei Conti ha inoltre inviato ai Comuni aderenti al Consorzio una lettera denunciando l’assenza di informazioni contabili relative al Consorzio Padova Sud e la mancata pubblicazione del bilancio 2014 del Consorzio. I controlli non mancheranno. Nicola Cesaro

> nicolacesaro84@gmail.com <

ismissione delle attività fuori provincia, piani finanziari più trasparenti, revisione (al ribasso) dei costi da parte di tutti. E’ questa la “ricetta” proposta dal Cda di Padova Tre srl per non vedere soccombere definitivamente la società. Il Cda ha impiegato mezzo anno per studiare conti e attività della società: “Abbiamo chiesto innanzitutto di dismettere progressivamente le attività che vanno oltre la concessione del 2011 che, assieme a Sesa, Abaco e De Vizia, ci ha impegnato nella gestione dei rifiuti della Bassa”. Un esempio è la raccolta dei rifiuti in Vallagarina: “Padova Tre ha 150 dipendenti e ben 115 sono dedicati alla raccolta dei rifiuti nelle aree extra-concessione. Il Cda ha inoltre proposto piani finanziari più aderenti alla concessione 2011: l’idea è quella di rivedere al ribasso i costi di certi servizi. (n.c.)

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Este

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L’atto di accusa Dura presa di posizione

I sindaci di Este, Monselice e Conselve nel mirino del M5s La situazione disastrosa del Padova Tre è stata oggetto di forti contestazioni dai gruppi del Movimento 5 Stelle di Este, Monselice e Conselve che puntano il dito contro i sindaci. “I responsabili sono i sindaci di quei comuni che mai misero in discussione la gestione anzi, compiacenti o non curanti, avvallarono in qualità di membri del Consorzio provvedimenti che ad oggi fanno gravare sulle spalle della collettività un debito che si aggira ai 30 milioni di euro.denunciano Luca Martinello e Andrea Bernardini - Quei sinda-

disastrosa in cui gravano i conti della società, ma questi tre “moschettieri” di sindaci sapevano da tempo della grave situazione del Padova Tre? E se erano a conoscenza della situazione, quali interessi volevano coprire? Certo

che se sapevano e hanno taciuto, a nostro avviso, sono complici e devono quindi assumersi le responsabilità dirette, se non sapevano dimostrano una volta per tutte di essere inadeguati ad occuparsi della cosa pubblica”. La

questione, molto probabilmente, peserà anche nella prossima campagna elettorale che coinvolgerà anche il Comune di Este. Nicola Cesaro

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I NOSTRI SERVIZI: Luca Martinello, portavoce del Movimento 5 Stelle di Conselve accusa i tre sindaci

ci che nel 2015, in un’assemblea dei sindaci tenutasi nella sede del Cvs, hanno approvato una delibera che consentiva il trasferimento di 9,7 milioni di debiti di Padova Tre al Consorzio Padova Sud, e quindi direttamente sui Comuni. In quel frangente quale tipo d’interesse pubblico hanno preservato i sindaci di Monselice, Este, Conselve e i loro colleghi?”. Incalzano: “Adesso Lunghi, Piva e Ruzzon sembrano cadere dalle nuvole di fronte alla situazione

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Il sindaco Piva “Fiducia ai Cda evitiamo polemiche” “Abbiamo appreso con favore, ed appoggiamo, la presa di posizione condivisa dei nuovi CdA del Consorzio Padova Sud e della società Padova Tre s.r.l., di avviare, in discontinuità con il passato, una profonda azione di ristrutturazione delle rispettive attività, volontà formalmente confermata nei rispettivi Consigli di Amministrazione”. Con queste parole il sindaco di Este Giancarlo Piva commenta, insieme ai colleghi di Monselice Francesco Lunghi e di Conselve Antonio Ruzzon, le ultime novità sulla gestione dei rifiuti. Il sindaco non

intende entrare nelle polemiche di queste settimane e rinnova la fiducia agli amministratori. “In questo momento le contrapposizioni potrebbero solamente danneggiare il nuovo percorso di riorganizzazione e ristrutturazione degli enti - aggiunge - nell’interesse del territorio. Anche in vista della auspicata costituzione del Consiglio di Bacino, è indispensabile che ci sia una responsabile e condivisa posizione da parte dei Sindaci, proprietari del Consorzio”. (n.c.)


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Este

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Patto a cinque per Agujari Stoppa Tante le forze politiche di centrosinistra e civiche che sotengono la candidatura dell’attuale vicesindaco, Este viene considerato un laboratorio interessante dove la governabilità ha la precedenza sui partiti

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na maggioranza a cinque. E’ così ampia la compagine che sosterrà Stefano Agujari Stoppa alle prossime elezioni. L’attuale vicesindaco, alfiere della maggioranza al prossimo voto, ha trovato l’appoggio di Udc, Cittadini per l’Italia, Este a Colori e ovviamente Pd e Civiche d’Este: “Governabilità ed affidabilità, sono i valori che Stefano e questa coalizione garantiscono agli elettori. Stefano, poi, da vent’anni guida una civica che nel panorama provinciale è unica, forte del radicamento nel territorio e capace di dimostrarsi mai serva di qualcuno e mai portatrice di intenti mascherati da civismo”, è il pensiero espresso dal sindaco Giancarlo Piva, che parteciperà attivamente nella promozione della candidatura. “E’ una grande emozione sentirsi sintesi di molti valori e sentori diversi” è il pensiero di Agujari Stoppa di fronte agli alleati “Questo rende la sfida ancora

più importante e accattivante e non nascondo che per me questa sarà la campagna elettorale emotivamente più forte. Mi sento giocatore di una squadra: voglio ribaltare il concetto di leader. Qui convivono l’esperienza civica e la dignità dei partiti. Ora siamo in spogliatoio, pronti al primo tempo del programma e al secondo tempo della campagna elettorale vera e propria”. Nel corso della presentazione della coalizione è stato ribadito come il Pd provinciale veda positivamente la candidatura di Stefano Aguajari Stoppa, ritenendo Este un laboratorio interessante dove la governabilità viene prima del simbolo partitico. Dato per scontato l’appoggio delle Civiche d’Este, di cui Agujari Stoppa e da anni leader, e confermata la presenza dell’Udc che anche oggi è in maggioranza, i nuovi ingressi nel gruppo sono quelli di Cittadini per l’Italia ed Este a Colori. Cittadini per l’Italia

Stefano Agujari Stoppa e, in basso, gli alleati che lo sostengono

è “l’evoluzione” locale di Scelta Civica: “Non possiamo che accreditare esperienze civiche come queste”, ha sottolineato il coordinatore provinciale Franco Frazzarin. Ultimo gruppo a comporre il

Sarà una competizione ricca di voci e posizioni Sergio Gobbo di “Este con te”, Beatrice Andreose di “L’Altra Este”, Roberta Gallana con “Este +”

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ltre ai tre candidati sindaci, e calcolando che probabilmente scenderanno in campo anche aspiranti sindaci del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord, la campagna elettorale atestino vede già numerosi protagonisti. Uno dei primi gruppi a presentarsi è stato Este con Te, divenuta da associazione a vera lista civica. Il portavoce del gruppo è il consigliere comunale uscente Sergio Gobbo: “Di una cosa siamo sicuri: vogliamo che la grande coalizione di centrodestra che ci vedrà partecipi non abbia nomi e candidati calati dall’alto. In questo caso, correremo da soli”. Beatrice Andreose è invece leader de “L’Altra Este”: “Siamo un gruppo di amici convinti che, a livello atestino, il cambiamento non potrà che arrivare dai cittadini che si organizzano in maniera efficace, con competenza, idealità e pragmatismo attorno a un programma convincente”. L’ultimo gruppo già presentatosi ai nastri di partenza è Este+, realtà che “ntende porre al centro della sua azione politica i bisogni reali del territorio, dell’ambiente e dell’economia locale, invitando ad un’analisi dei problemi, per fare emergere nuove idee”. Voce del gruppo è Roberta Gallana, già attiva da protagonista in realtà come Confindustria.. (n.c.)

Carlo Zaramella è alla guida della lista “Este Sicura”

Zaramella e Goisis ci provano Agli inizi di marzo sono tre le candidature formalmente ufficializzate. A quella di Stefano Agujari Stoppa si affiancano infatti quelle di Carlo Zaramella (Este

Sicura) e Paola Goisis (Prima il Veneto). Consigliere comunale di minoranza uscente, 38 anni, sposato, lavoratore dell’apparato pubblico, Zaramella è il leader di Este Sicura, lista civica tra le più attive in questa fase di campagna elettorale. Eletto nel 2011 in consiglio comunale con la Lega Nord, l’anno scorso Zaramella ha salutato il partito padano per fondare

tassello di alleati è Este a Colori, rappresentata da Stefano Parolo: “L’ambizione è di riunire in questa realtà la sinistra riformista, quella che non dice sempre no. Puntiamo a calamitare uomini e donne impegnate nel sociale e nel volontariato”. Nicola Cesaro

> nicolacesaro84@gmail.com <

una sezione tosiana nell’assemblea atestina. Il trentottenne presenta così la propria candidatura: “Da subito abbiamo proposto e rappresentato nelle sedi opportune la necessità di dare vita ad un progetto nuovo con volti nuovi. Nell’ampio dibattito che si sta svolgendo nell’area di centrodestra, siamo convinti che alla fine questa necessità e questa richiesta, che vengono innanzitutto dalla società civile, non potranno che trovare spazio: vi sono anime diverse, ma queste diversità devono essere una ricchezza ed un valore aggiunto, non occasioni di veti politici”. Paola Goisis correrà invece con “Prima il Veneto”, il partito fondato dalla stessa Goisis dopo la fuoriuscita turbolenta dalla Lega Nord. E’ la quarta volta che la Goisis tenta la corsa alla fascia di primo cittadino: nel 1997 finì al ballottaggio con Vanni Mengotto, nell’ultima tornata invece con Giancarlo Piva. Ex docente di lettere e storia, 68 anni, oltre ad aver svolto incarichi di peso nella seconda giunta guidata da Mengotto, la Goisis ha ricoperto l’incarico di deputato della Lega Nord nella quindicesima e sedicesima legislatura, ritagliandosi importanti ruoli in particolare nella settima commissione dedicata a cultura e istruzione. (n.c.)


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Este

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Siglato l’accordo per trenta profughi che blocca gli arrivi d’emergenza Este aderisce al protocollo ministeriale insieme a Baone e Ospedaletto, pertanto il numero dei migranti non crescerà perché non saranno possibili altri arrivi

per dieci persone accoglierà nella comunità probabilmente due famiglie di onesti rifugiati, mentre i profughi già presenti progressivamente diminuiranno a seguito dei risultati delle verifiche svolte dalla commissione territoriale e nessun nuovo arrivo sarà attribuito a quel Comune. Ci domandiamo come mai l’amministrazione non abbia aderito. Resta un pessimo esempio di politica che antepone l’ideologia alla concretezza della propria azione”.

S

i chiama Sprar e tecnicamente significa Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo. E’ l’iniziativa, avviata tramite un bando, sposata in pieno dai Comuni di Este, Baone ed Ospedaletto Euganeo. Il bando in questione consente ai Comuni di rendersi disponibili ad accogliere quei profughi che hanno superato la verifica della commissione territoriale e sono stati ufficialmente riconosciuti come “rifugiati politici”. Si tratta dunque di un’accoglienza di secondo livello, che offre ai rifugiati una serie di iniziative concrete per accelerare il processo di integrazione in Italia. Lo spiega bene Silvia Ruzzo, assessore al Sociale: “Questi migranti vivranno in appartamenti, in coabitazione ma non in grandi nuclei, e saranno protagonisti di inserimenti lavorativi grazie a borse di lavoro o stage. Ci saranno poi corsi di lingua e attività con associazioni”. Il bando prevede l’arrivo ad Este di 30 rifugiati e vede i Comuni collaborare con due cooperative, Villaggio Globale e Coges. Numerose associazioni di categoria e di volontariato, oltre a realtà attive nel territorio (come il Centro Veneto Progetti Donna), hanno poi dato disponibilità a lavorare in questo progetto. Ma c’è un altro aspetto fondamentale legato a questo progetto: la circolare ministeriale dice chiaramente che i Comuni impegnati nello Sprar non saranno più considerati per la prima accoglienza. Dunque i Comuni di Este, Baone ed Ospedaletto Euganeo non saranno più considerati per arrivi d’emergenza. I 130 profughi attualmente ospitati non saliranno di numero. L’iniziativa calata su Este durerà venti mesi e richiederà una spesa di 820 mila euro, cifra che non uscirà se non in minima parte dalle casse dei tre Comuni. Qualche chilometro più in là, a Monselice, i consigli comunali del Pd hanno bacchettato l’amministrazione comunale locale per non aver aderito al progetto: “Chi attiva lo Sprar, ad esempio,

I sindaci dei tre Comuni isnsieme alle associazioni ed enti che collaboreranno nella gestione dei profughi

Nicola Cesaro

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Premiato l’Atestino L’innovazione premia gli studenti dell’Atestino. Una classe dell’istituto ha raccolto il secondo premio al concorso Cur-Consorzio Università Rovigo in occasione dell’University Day. Titolo della competizione era “La mia idea di innovazione” e invitava i ragazzi a svolgere una riflessione sull’innovazione di prodotti e servizi.

Accordo Uls Carabinieri Siglato il protocollo d’intesa tra l’Usl 17 e il Comando Legione Carabinieri Veneto per l’erogazione di prestazioni sanitarie di prevenzione primaria. Per un’ora alla settimana, a titolo gratuito e con rotazione settimanale, i medici dell’Usl 17 saranno a disposizione dei militari per visite di controllo e altre forme di prevenzione. (n.c.)


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Montagnana

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Borghesan licenzia il vicesindaco Si sfalda la maggioranza consiliare e, di fatto, si apre la campagna elettorale per la cittadina murata, la revoca è arrivata quasi in contemporanea con le dimissioni annunciate dallo stesso Claudio Arzenton A fiando il sindaco Loredana Borghesan e sotto l’ex vice Claudio Arzenton (a sinistra)

N

ei primi giorni di marzo il sindaco Loredana Borghesan ha firmato il decreto di revoca da assessore all’urbanistica, edilizia privata e ambiente di Claudio Arzenton, che ricopriva anche il ruolo di vicesindaco. La revoca è peraltro arrivata quasi contemporanea alle dimissioni spontanee dello stesso Arzenton, che il giorno dopo ha scritto una pesante lettera per stigmatizzare il comportamento del primo cittadino. A far scoppiare il temporale in casa Borghesan è stata la brutta figura avvenuta tra i banchi del consiglio comunale, convocato inizialmente per il venerdì precedente e saltato per la mancanza di tre membri della maggioranza: assenti il vicesindaco Claudio Arzenton, l’assessore Sabrina Mantoan e il capogruppo Flavio Gobbi. L’assenza in blocco della minoranza ha fatto mancare il numero legale, obbligando il

dal 1979!

A pesare è stata l’assenza in consiglio comunale, un atto giudicato “intollerabile, dettato da sotterfugi di carattere elettorale”

sindaco ad attendere la seconda convocazione, fissata per il lunedì dopo. Pure questa seduta è però saltata: gli uffici comunali non sono infatti riusciti a comunicare con i consiglieri assenti e a segnalare che la prima convocazione era andata deserta, come prevede il regolamento, rendendo così inattuabile l’assemblea di

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lunedì. La Borghesan è andata su tutte le furie e non ha perdonato la brutta figura al suo vice, presentando la revoca degli incarichi con queste motivazioni: “Arzenton, dopo una militanza nelle file del Partito Comunista e poi in Alleanza Nazionale, era stato eletto in consiglio comunale nelle fila leghista. Recentemente era

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“Non potevo essere il suddito del sindaco”

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passato però alla sponda tosiana e in paese si vociferava da tempo sulle sue mire in vista delle prossime elezioni amministrative. Non ho mai voluto dar peso a queste voci” - ha detto Borghesan. L’assenza in consiglio è stata considerata un atto intollerabile per il sindaco: “L’irresponsabile decisione di far mancare il numero ha portato chiarezza: Arzenton di giorno se ne stava in maggioranza, percependo lo stipendio da vicesindaco, mentre di sera tramava contro! Se voleva candidarsi a sindaco poteva farlo tranquillamente alla luce del sole. Ora l’amministrazione finalmente può guardare avanti, libera da giochetti e interessi di doppiogiochisti irresponsabil”. Arzenton continuerà il mandato da semplice consigliere.

Arzenton respinge le accuse e afferma di essere stato tenuto all’oscuro su quanto di sua competenza

“D

ovevo essere il suo uomo di fiducia, non il suo suddito”. E’ questo uno dei passaggi con cui l’ex vicesindaco Claudio Arzenton ha presentato le proprie dimissioni da vice e assessore. Le accuse verso il sindaco sono pesanti: “Già dopo due anni dal nostro insediamento io e altri quattro componenti dell’attuale maggioranza abbiamo sottoscritto un documento dove ci si lamentava della mancanza di dialogo tra sindaco, assessori e consiglieri e si evidenziava il suo comportamento accentratore ed il prevaricare gli stessi assessori nell’esame delle varie problematiche su competenze specifiche”. E sul suo ruolo: “Dovevo essere il suo rappresentante e uomo di fiducia. Ma come sarei riuscito a farlo se su tante cose sono stato tenuto all’oscuro? Ha preferito incontrare persone e trattare problematiche afferenti le mie deleghe nonostante la mia presenza”. Le dimissioni tardive, a detta di Arzenton, sono arrivate per senso di responsabilità verso i cittadini che lo hanno votato. “Non ho mai tramato contro questa maggioranza - ha chiuso Arzenton - la scelta del primo cittadino vedrà il confronto in modo democratico con altri candidati proposti da componenti politiche con cui si costituirà un’alleanza per una futura buona amministrazione”. (n.c.)


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Montagnana

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La polemica Interviene il gruppo Progetto Comune

Privatizzazione dei cimiteri, rischi e svantaggi T

emono che nasca un “business del caro estinto”, e per questo temono il processo di privatizzazione dei cimiteri avviati dal Comune. La denuncia arriva dal gruppo Progetto Comune, realtà legata all’attuale minoranza consigliare rappresentata da Alessandro Uguccioni. Il gruppo ha diffuso una serie di volantini per protestare ufficialmente contro la gara avviata dall’amministrazione comunale per la concessione ad un privato dei tre cimiteri cittadini. Per trent’anni,

Per trent’anni un soggetto privato gestirà i cimiteri cittadini : “temiamo ricadute negative sulle tasche dei cittadini, come la possibilità di aumenti del costo dei loculi” un privato gestirà i cimiteri di Santa Maria in via Luppia Alberi, di San Zeno nell’omonima via e di San Marco in via Cimitero. La gara è stata avviata con determina 46 del 4 febbraio e ha come termine per la presentazione delle offerte il 31 marzo. Il progetto preliminare è stato approvato dalla giunta comunale lo scorso ottobre e prevede investimenti per ampliamento, manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione loculi ed impianti per 3.525.215,93 euro. Progetto Comune non critica lo strumento del project financing ma l’ambito di applicazione: “E’ a nostro avviso inammissibile che venga usato per risolvere il problema dei cimiteri. È indubbio che da anni i cimiteri di Montagnana versano in pessime condizioni ma come mai il sindaco ci pensa a pochi mesi dal voto, e per di più concedendoli in gestione ai privati? Quali saranno le ricadute in termini economici sui cittadini montagnanesi?”. Le minoranze contestano questa scelta presa peraltro senza averne discusso in consiglio comunale. “Dove sta il rischio di im-

presa per il privato nel costruire e vendere loculi o gestire le lampade votive? Considerata la media annuale dei decessi nel Comune di Montagnana dei 1.300 loculi, 1.552 mezzi loculi e 610 ossari il rischio che in trent’anni restino invenduti è pari a zero! Ovvero rientro garantito dell’investimento e guadagno assicurato per il privato a spese dei cittadini”. Progetto Comune ricorda i rincari che il project financing dei cimiteri ha prodotto in altri Comuni: loculi il cui costo è aumentato del

Timori da parte del gruppo Progetto Comune sul futuro della gestione dei cimitari

50%, sepolture a terra addirittura del 166%, esumazioni del 270%. Chiude l’opposizione: “Perché il Comune non realizza e vende direttamente i loculi? Dalla vendita si ricaverebbero le risorse economiche necessarie per eseguire i lavori di manutenzione ormai indifferibili!”. Nicola Cesaro

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Lavori ai sottoportici in centro storico

S

ono partiti il 7 marzo i lavori di restauro conservativo delle pavimentazioni in trachite euganea dei sottoportici del centro storico di Montagnana, delle vie Marconi, Roma, Andronalecca e lati nord-est e nord-ovest di Piazza Vittorio Emanuele II. Contestualmente è stata avviata anche la realizzazione di una nuova illuminazione a led in sostituzione di quella esistente lungo le vie porticate. Il restauro implica la rimozione di quella parte della pavimentazioni in evidenti situazioni di degrado: non sarà rimosso tutto, ma solo quello che effettivamente serve o per ragioni conservative o per il passaggio di tutte le linee interrate. Il materiale da sostituire verrà reperito in loco, con materiale analogo per caratteristiche materiche e cromatiche. Commenta il sindaco Loredana Borghesan: “L’intervento finale consentirà di restituire alla cittadinanza un piano calpestabile sicuro, il più possibile orizzontale ed utilizzabile da parte dei diversamente abili, nel rispetto

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delle necessarie pendenze per il deflusso delle acque meteoriche”. L’approccio del progetto ha un carattere assolutamente conservativo. “Un’opera importante, che si aggiunge ad interventi analoghi già effettuati in centro, giusto un anno e mezzo fa. Questo tipo di lavori fanno fare un balzo in avanti alla sicurezza, sia diurna che notturna, delle vie più importanti del centro storico, di cui beneficiano sicuramente le attività commerciali e i residenti, che ringraziamo, per la pazienza e la comprensione che avranno nella fase dei lavori in corso”. Il progetto ha un valore economico di 500.000 euro. La Regione investirà 395.000 euro. (n.c.)


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Sanità

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La campagna dell’Uls 17 Mammografie, esame citologico e del colon retto i più praticati

Prevenzione dei tumori, 45 mila inviti agli screening nella Bassa L’Usl 17 investe negli accertamenti oncologici anche per quest’anno Nel 2016 saranno circa 45 mila i cittadini che riceveranno dal Dipartimento Area Prevenzione l’invito ad aderire ad una campagna di screening, tutti selezionati secondo i fattori di rischio e con cadenza periodica. Di questi, 10 mila saranno donne chiamate a compiere uno screening mammografico: l’invito a sottoporsi ad una mammografia gratuita viene spedito ogni due anni direttamente a casa ed è rivolto alle donne tra i 50 e 69 anni. Lo screening citologico, invece, è rivolto alle donne tra i 25 e 64 anni, anche in questo caso mediante invito che arriva a casa per posta. Viene svolto il per per l’Hpv ed eventuali screening di secondo grado, da ripetere poi ogni cinque anni. Complessivamente, quest’anno le donne che riceveranno l’invito saranno 12.803. Per lo screening del colon-retto la chiamata avviene invece per Comune di residenza. Anche in questo caso è prevista

la chiamata attiva mediante invito spedito per posta a casa dei cittadini e ci sono due livelli di indagine. La periodicità delle chiamate è di due anni. L’invito, rivolto a uomini e donne di età compresa tra i 50 e 69 anni. In totale saranno circa 20 mila gli inviti spediti. I risultati raccolti dall’Usl 17 in questo settore sono certamente soddisfacenti: nel 2015 per il mammografico l’adesione ha raggiunto l’80,9% rispetto ad un obiettivo regionale dell’80%; per il citologico il 60,2% (60% l’obiettivo regionale); infine per il colon-retto gli operatori confidano di superare il 65% indicato dalla Regione, una volta ultimati gli screening per i quali gli inviti erano stati spediti a dicembre 2015. L’importanza dell’attività di screening è dimostrata dall’incidenza di esiti che hanno richiesto ulteriori accertamenti: il 3,2% per lo screening mammografico; il 3,8% per quello citologico; il 4,65% per quello del colon-retto, per un totale di oltre 1.100 soggetti sottoposti nel 2015 ad esami più approfonditi. Nicola Cesaro

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Virus Zika, parte da Monselice la lotta alle zanzare L’epidemia di virus Zika ha messo in allarme i principali organi di sanità del mondo, Oms in primis. Ma anche nel locale non sono mancate le prese di posizione. E’ il caso, ad esempio, del Comune di Monselice, che ha emesso un’apposita ordinanza per evitare la proliferazione e la diffusione della zanzara-vettore del virus Zika, oggetto di un’epidemia certificata a febbraio dall’Oms. L’ordinanza del sindaco Francesco Lunghi innanzitutto libera il campo da facili allarmismi. Nello specifico, però, l’ordinanza mette a conoscenza la cittadinanza sulla campagna di disinfestazione che il Comune sta mettendo in atto affinché non vi sia una proliferazione di zanzare (di qualsiasi tipo), in corrispondenza delle aree pubbliche e delle corti di pertinenza de-

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Il Comune di Monselice ha emesso un’ordinanza sulla disinfestazione da zanzare

gli edifici pubblici. Il documento invita inoltre i cittadini a fare lo stesso, “per far sì che una azione coordinata possa dare un risultato efficiente nella lotta alla diffusione di zanzare”. L’ordinanza elenca dunque una serie di buone pratiche che il cittadino deve necessariamente mettere in atto nel corso della disinfestazione promossa dal Comune, la cui trasgressione può costare sanzioni dai 25 ai 500 euro. Il Servizio Ambiente del Comune sta predisponendo un opuscolo informativo e ha reso disponibile il numero telefonico 0429/786938 per chiarimenti (n.s.)..


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Cultura

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La Cina al tempo degli antichi Veneti Tre sedi espositive per la grande mostra dedicata alle “meraviglie dello stato di Chu”: il museo Atestino di Este, il Nazionale di Adria e quello di Arte Orientale a Ca’ Pesaro Venezia, con reperti di grande valore

D

ue storie parallele nel tempo ma a più di 8 mila chilometri di distanza: nelle antiche terre dei Veneti, tra Po e Adige, e lungo le sponde del Fiume Azzurro, in quella che poi sarà la Cina. In questi fertili territori, nel millennio che precede l’era cristiana, si affacciano alla storia due grandi civiltà, capaci di proporre manufatti di straordinaria raffinatezza e di accogliere il meglio della cultura locale e dei popoli contemporanei. Civiltà che diventeranno parte integrante e costituente di realtà molto più potenti: l’Impero Romano nel caso dei Veneti, il regno di Qin per il futuro Celeste Impero. Un accordo tra Italia e Cina, e più precisamente tra Veneto e la Provincia cinese del Hubei, consente per la prima volta in Europa di scoprire le testimonianze, davvero magnifiche, della civiltà dell’antico Regno. Come, successivamente, una Mostra allestita

al Museo Provinciale del Hubei, consentirà ai cinesi di avvicinarsi alla grande storia che precedette di secoli la nascita di Venezia. A rendere del tutto eccezionale questo progetto (promosso, per parte italiana, dai Comuni di Este e di Adria, dalla Soprintendenza Archeologia del Veneto, dal Polo Museale del Veneto, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dalla Regione del Veneto) è il progetto espositivo: i “reperti ospiti” dal Museo Provinciale del Hubei saranno infatti esposti, fino al 25 settembre prossimo, accanto alle coeve testimonianze territoriali esposte nei Musei Nazionali Archeologici di Este e di Adria, e nel Museo d’Arte Orientale di Ca’ Pesaro, a Venezia, sedi delle mostre. Due civiltà parallele che si guardano allo specchio, vicine dopo migliaia di anni. Il Museo atestino ospiterà l’esposizione dal titolo “I suoni del fiume azzurro”, un percorso plu-

Base in bronzo con Uccello in volo; ritrovato nella Tomba 2 a Jiuliandun, Hubei, nel 2002

risensoriale dedicato a reperti in legno laccato dallo straordinario stato di conservazione, oggetti in bronzo e giada e strumenti musicali di grande impatto visivo. I reperti provengono da tombe aristocratiche e ricostruiscono gli aspetti legati al banchetto e al banchetto funerario, specchio dell’organizzazione sociale e della raffinatezza artistica del-

lo Stato di Chu. L’allestimento comprende angoli tattili con riproduzioni di oggetti da toccare con mano, ambienti multimediali e strumenti interattivi. Ad Adria sarà invece possibile visitare la mostra “L’arte della guerra”, realizzata attraverso un allestimento immersivo che propone armi, armature e parti di carri da guerra, enfatizzando le

tecniche militari e il valore simbolico del guerriero nello Stato di Chu. L’arte della Guerra presenta l’iconografica della Cina antica e lo status sociale del rango militare, con oggetti di incredibile eleganza e preziosità, capolavori in giada e seta, bronzi, lacche e oggetti rituali di grande valore. Con l’organizzazione di Cultour Active, per la prima volta una Mostra di tesori archeologici sarà completamente rivisitata integrando l’allestimento espositivo in modo dinamico, multimediale e coinvolgendo il pubblico in un’esperienza multisensoriale. Laura Organte

>laura.organte@gmail.com<

Fiorello torna a Padova A Padova il mattatore dello spettacolo italiano: due le date al Gran Teatro Geox per il grande Rosario Fiorello, sul palco con la band diretta da Enrico Cremonesi e il trio “I gemelli di Guidonia” per “L’Ora del Rosario”, il nuovo atteso spettacolo. L’appuntamento è per venerdì 6 e sabato 7 maggio. Lo scorso gennaio Fiorello aveva già fatto il tutto esaurito a Padova.

Laboratori e pic nic nel parco al Museo dell’Aria Con l’avvicinarsi della bella stagione si schiudono i cancelli del Castello di San Pelagio: dopo il restyling che ha interessato le sale del Museo del Volo, e in particolare la sezione Grande Guerra. Terminati i lavori, il Castello riapre con tante iniziative per le famiglie: ogni domenica dalle 15.30 verrà proposta una visita guidata pensata in particolare per i piccoli visitatori e laboratori creativi sul tema del volo e delle “strane macchine volanti”. Da quest’anno, biglietto scontato per le famiglie e la possibilità di pic-nic nel parco.

Dario Fo con Mistero Buffo Venerdì 20 maggio al Gran Teatro Geox un evento eccezionale: a quasi cinquant’anni dal debutto, Dario Fo riporta sul palcoscenico Mistero Buffo, la raccolta di monologhi che ha permesso al grande attore e a Franca Rame di raccontare il proprio tempo. Con il loro spettacolo più famoso Fo e Rame abbandonarono i circuiti convenzionali per una compagniacollettivo in circuiti alternativi, ma l’opera divenne subito una pietra miliare del teatro internazionale. (l.o.)

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Sport

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Ciclismo A giugno il campionato

Gli atleti della Cartura Nalin, da sessant’anni un vivaio di campioni del ciclismo

Cartura, Nalin sessant’anni di successi L

a Cartura Nalin compie 60 anni. “Vantiamo titoli di merito inferiori solo alla Padovani in campo nazionale e internazionale” ha esordito così il presidente onorario Flavio Milani, recentemente premiato dal Coni con il “Gattamelata d’argento” socio fondatore del club ed ex presidente della federazione ciclistica Italiana. Diciannove titoli tricolori, 3 mondiali, 1 campionato europeo, in mezzo a 2800 vittorie e piazzamenti arrivati in tutte le categorie. In campo organizzativo tra le oltre 300 gare effettuate spiccano i campionati italiani su strada 62 e 84, a cronometro 2006, gare premondiali, campionati regionali e provinciali oltre a due internazionali di ciclocross.

L’epopea della società rivivrà in un libro fotografico in allestimento che si snoderà dalla prima vittoria di Ottavio Milan, dentro una strada sterrata e polverosa di Carrara San Stefano nel 1958 fino al titolo provinciale esordienti di Alex Sturaro della scorsa stagione. L’opera vedrà la luce nel corso della presentazione del campionato regionale per esordienti programmato a Cartura per il 5 di giugno, assegnato dalla federazione alla società biancorossa proprio per festeggiare il “sessantesimo”. Oltre a questo sono state confermate il Gp Idrotermoidraulica di patron Edy Sturaro, per domenica 8 maggio, un intera giornata dedicata ai più piccoli con i Giovanissimi al mat-

Nell’albo d’oro della storica società brillano ben 19 titoli tricolori, tre mondiali, un europeo, in mezzo a 2.800 vittorie e piazzamenti in tutte le categorie

tino e gli esordienti al pomeriggio che si confronteranno dentro la zona industriale di Cagnola e quindi il Gp Barbara Rango a San Pietro Viminario il 19 giugno. “Un impegno oneroso che affronteremo con entusiasmo e al meglio della nostra tradizione organizzativa” ha detto Enzo Rango, presidente del club, recentemente insignito dal titolo di “Cavaliere della repubblica” che ha poi confermato che anche

per l’imminente stagione i colori biancorossi saranno in campo tra i Giovanissimi, esordienti ed allievi. LA SOCIETA’. Presidente onorario Flavio Milani; presidente Enzo Rango; vicepresidenti Giorgio Nalin, Giancarlo Sanavio, Romano Terrassan; Segretario Francesco Bernardi; medico sociale Silvestro Bazza; staff: Renzo Tolando, Antonio Capuzzo, Annalisa Cardin Salin, Gabriele Fabian, Lucio Fornasiero, Natale Franzolin, Franco Gandini, Carla Rigoni, Edy Sturaro, Francesco Sturaro. LA SQUADRA. Giovanissimi: Thomas Belluco, Demis Berto, Manuel Berto, Nicolò Berto, Marco Bortolaso, Nicolò Milan, Pietro Pincerato, Cristian Rampazzo, Luca Rango, Daniele Tosello; diesse Massimo Berto; esordienti: Giorgio Littamè, Riccardo Sabbion,Alex Sturaro; diesse Mirko Fornasiero; allievi: Davide Huaang, Michael Galimberti, Nicolas Pezzaghello, Alessandro Tosatto; diesse Massimo Betto . Walter Lotto

Silvia Folli al debutto nella nazionale rugby La POLISPORTIVA VIGODARZERE è un’associazione sportiva dilettantistica costituita nel 1998 dalla volontà di un gruppo di persone di poter offrire la propria esperienza e formazione con il compito fondamentale di promuovere attività motorio-sportive nel territorio per il benessere fisico delle persone. La POLISPORTIVA si è sviluppata negli anni grazie all’ascolto delle esigenze dei soci frequentanti e secondo le richieste della popolazione, creando via via un’offerta sempre più ampia, e indirizzata alle diverse fasce d’età, dai bambini agli adulti agli anziani. I corsi si svolgono a Vigodarzere e nelle frazioni di Saletto, Tavo e Terraglione, in collaborazione con il Comune di Vigodarzere, l’Istituto Comprensivo e i Centri Parrocchiali.

Questi i corsi di ginnastica e attività motoria per adulti, anziani, mambini che organizziamo nel territorio di Vigodarzere e frazioni di Saletto, Tavo, Terraglione: • GINNASTICA DOLCE • GINNASTICA POSTURALE • NORDIC WALKING • IN/OUTDOOR TRAINING • TRAINING FOR RUNNERS • AEROSTEP+GAG • CARDIOTONIC+GAG • TOTALFIT • TONIFICAZIONE • ZUMBA® • PILATES • SLOWFIT • FITYOGA • STRETCHING DINAMICO • GLOBAL BODY • FUNCTIONAL BODY • RESPIRAZIONE • YOGA CONSAPEVOLE • YOGA ANTISTRESS • YOGA AL FEMMINILE • YOGA DEL RISVEGLIO • DANZA ORIENTALE • BALLA & SNELLA • BODY EXPRESSION

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l grande momento di Silvia Folli è arrivato: il debutto con la nazionale rugby femminile nel prestigioso torneo delle Sei Nazioni, iniziato il 6 febbraio con la prima partita del 2016 a Borg-en-Bress contro la Francia allo Stade Marcel Verchere. Il primo cap è stato invece ottenuto nella partita casalinga a Bologna contro la Scozia, il 29 febbraio, con la vittoria dell’Italia per 22-7. Silvia è nata a Este il 2 dicembre 1992 e ha iniziato a giocare all’età di 7 anni seguendo le orme del papà che in quel periodo allenava i ragazzi e ragazze come lei al C’è L’Este Rugby. Nel 2005 si è iscritta alla neonata squadra femminile del Valsugana Rugby di Padova che è diventata campione d’Italia U15 nel campionato di Coppa Italia, per due anni consecutivi. Dopo anni di dura fatica, l’atleta atestina è stata convocata nella nazionale femminile per gli Europei a Rovereto, agli Internazionali Seven di Roma. Quest’ultima categoria sarà inserita nelle prossime Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro. Ha anche partecipato alle selezioni di questa specialità l’anno scorso in Spagna e adesso finalmente anche per il Sei Nazioni. Ora con il Valsugirls, campionesse italiane 2015, gioca nel ruolo di mediano d’apertura. A sostenerla, manco a dirlo, ci sono i rugbisti di tutta la città e della Bassa padovana. Nicola Cesaro


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ilVeneto Attualità

Il Referendum Tutti gli italiani chiamati alle urne

Trivelle in Adriatico: possono continuare o devono fermarsi? I

l 17 aprile si svolgerà in tutt’Italia il referendum contro le trivellazioni, promosso da nove consigli regionali, appoggiati da numerosi movimenti e associazioni ambientaliste, molte delle quali convergono nel coordinamento No Triv. Per raggiungere il quorum deve andare a votare la metà degli aventi diritto. Il quesito referendario è: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Riguarda solo la durata delle trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri), non le attività petrolifere sulla terraferma né quelle in mare oltre le 12 miglia. In caso di vittoria del Sì verrà abrogato l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, che prevede che le trivellazioni continuino fintanto che il giacimento lo consente. Il coordinamento No Triv spiega così le ragioni del sì: “Quanti vivono con sotto i piedi oleodotti e gasdotti; quanti bevono e coltivano la terra con acque provenienti da falde inquinate da centinaia di sostanze chimiche, da metalli pesanti, da idrocarburi; i pescatori, i lavoratori del settore turistico/alberghiero, oggi non si chiedono se appoggiare questo referendum, ma come continuare ad accumulare forza sociale e politica per voltare pagina, per chiudere con leucemie, tumori, avvelenamento di acqua, aria, suolo, cibo, per andare finalmen-

Le nostre coste veneziane e polesane saranno interessate alle estrazioni a meno che i cittadini non dicano il contrario scrivendo sì nella scheda referendaria

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La politica Veneta: tutti per il sì

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n prima linea, fin dall’inizio, per il Sì al referendum la Regione Veneto, con il presidente Luca Zaia: “Il nostro primo obiettivo era di effettuare il referendum, ed è stato raggiunto, ma se questo rappresenta comunque un ottimo esercizio di democrazia non altrettanto positiva è la scelta della data da parte del Governo. Se, infatti, fosse coincisa con quella delle elezioni amministrative, ci sarebbe stato anche un risparmio di risorse pubbliche. Non favorisce certo la consultazione, ma faremo lo stesso tutto il possibile perché i cittadini partecipino per dire no allo sfruttamento petrolifero dell’Adriatico, che mette a rischio il nostro ambiente e l’economia turistica costiera”. Sulla stessa linea anche Il Partito democratico veneto che inviterà tutti iscritti e simpatizzanti ad andare

Da sinistra Luca Zaia, Laura Puppato ed Erika Baldin

Il 17 aprile si vota. I comitati per il sì chiedono di superare il vecchio modello energetico; si fanno sentire anche quelli per il no che si dicono ottimisti e razionali

te oltre il modello energetico fondato sulle fossili”. Il voto, aggiungono, “favorisce una grande coalizione sociale per attuare la transizione energetica fondata sulle rinnovabili pulite”. Contro il referendum, invece, è nato un altro comitato: “Ottimisti e razionali”, che si definisce così: “Un gruppo di persone ottimiste, convinte che il mondo è in continua evoluzione e che il catastrofismo non aiuta a crescere e a costruire il futuro. Il progresso avanza solo con lo sviluppo”. Gli aderenti, tra cui giornalisti, imprenditori, economisti, aggiungono: “Siamo razionali perché vogliamo contrastare paure, allarmi ingiustificati, luoghi comuni. E difendere davvero l’ambiente con il lavoro, e grazie alla ricerca, alla scienza e alla tecnica”. Potranno votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto il 18esimo anno di età entro il giorno fissato per la consultazione. Gli elettori devono recarsi al proprio seggio, indicato sulla propria tessera elettorale, con un documento di riconoscimento valido. In caso di smarrimento della tessera elettorale o di esaurimento su di essa degli spazi per il timbro della certificazione del voto, gli elettori possono chiederne una nuova all’Ufficio elettorale del proprio Comune. Si vota dalle ore 7 alle 23. Giorgia Gay

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a votare sì. Lo stop alle trivelle non è mai stato in discussione, soprattutto per una esponente di spicco del Pd veneto, la senatrice Puppato che si è sempre distinta per le sue battaglie a favore di ambiente e territorio. “La mia posizione è sempre la stessa – afferma Laura Puppato - a fronte dell’impatto ambientale, del rischio di inquinamento e di subsidenza e delle stime sulla povertà dei giacimenti attesi, le trivellazioni risultano solo un danno e il prezzo da pagare non vale la candela”. “Il conto alla rovescia è già cominciato - dicono i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Erika Baldin, Jacopo Berti, Manuel Brusco e Simone Scarabel -, saranno settimane intensissime che potrebbero tracciare una nuova strada per una strategia energetica nazionale sempre più lontana dal petrolio e autenticamente “green”. Il M5S Veneto dice SI a uno sviluppo sostenibile che non distrugga ambiente, salute e territorio, a un’economia che si basi sull’agricoltura e sul turismo: per questo invita tutti i cittadini a proteggere la propria terra e la propria salute votando SI al referendum abrogativo del 17 aprile”.

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Attualità

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Stop alle estrazioni: più i rischi che i vantaggi Il gas nel sottosuolo è poco: in un solo anno il nostro paese lo consumerebbe tutto

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i avvicina il giorno in cui gli italiani saranno chiamati a votare il referendum sulle trivellazioni. Votando “sì” sarà possibile fermare le ricerche e le trivellazioni per l’estrazione degli idrocarburi al largo delle coste italiane. Ne abbiamo parlato con Graziano Azzalin, consigliere regionale del PD e rappresentante per il Veneto del comitato nazionale per il sì. Consigliere Azzalin, qual è la sua posizione? “Nettamente a favore del referendum per l’abolizione dell’articolo di legge, quindi Sì come netta contrarietà alle trivellazioni nel Mare Adriatico per l’estrazione degli idrocarburi”. Quali sono i rischi delle trivellazioni? “Per cominciare, la contaminazione delle acque, possibili incidenti, per non parlare

dell’impatto sul turismo, il Veneto sarebbe il primo a risentirne. Con le estrazioni inoltre si contribuirà alla creazione di cavità sottomarine e all’abbassamento sottosuolo. Sono più i rischi che i vantaggi”. Quindi bisognerebbe puntare ad altri tipi di energia? “Certo, il valore del referendum va oltre il quesito posto, qui si discute del futuro della politica energetica nel nostro paese. Non ne vale la pena se poi si pensa che tutta la quantità di gas nel sottosuolo servirebbe a malapena per soddisfare le esigenze di un anno del consumo del nostro paese”. In generale che posizioni ha la regione? “Il Veneto è sempre stato contrario alle trivellazioni, su questa tematica c’è unità di fondo da parte di tutte le entità politiche.

Graziano Azzalin

Il Veneto si era già espresso unanimemente, nel 2011 e nel 2015, a favore di due proposte di legge contro le ricerche e le estrazioni nelle province di Padova, Venezia, Rovigo e nel Parco del Delta del Po, ma le leggi non sono mai state discusse in parlamento”. Non si poteva accorpare il referendum alle elezioni amministrative?

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L’appello di Casson: “Tutti a votare sì”

“Abbiamo tentato di percorrere questa strada, ma non è stato possibile. Ci sarebbe stato più tempo per una campagna elettorale più efficace e si sarebbe garantita sicuramente maggiore partecipazione, e quando si deve decidere la qualità del proprio ambiente di vita, partecipare è importante”. C’è il rischio che non si raggiunga il quorum? “Certo, il rischio c’è. Il tempo scarseggia e la gente partecipa poco, ma bisogna fare tutto il possibile per raggiungerlo. Secondo un sondaggio, il 64% dei cittadini considera la tutela dell’ambiente una necessità e il 22% un valore. C’è già una stima di affluenza che si attesta attorno al 40%, un dato che fa ben sperare. Su questi temi la sensibilità dei cittadini è alta, si tratta di decidere del futuro del proprio ambiente di vita. Attendiamoci delle sorprese”. Giorgia Gay

“S

candalosa”! Così il sindaco di Chioggia Casson ha definito la decisione del Governo di fissare la data del referendum il 17 aprile, “evitando di accorparlo con le amministrative di giugno”. “Non c’era ragione alcuna per una scelta siffatta — sottolinea — tale da comportare, tra l’altro, spese elettorali di rilevante consistenza che si sarebbero evitate con l’accorpamento alle amministrative. Pare chiara, al riguardo, la volontà del Governo di affossare il referendum confidando sulla scarsa partecipazione. A maggior ragione, formulo con grande vigore un appello ai miei concittadini perché vadano in massa a votare contro la follia delle trivellazioni al largo della laguna di Venezia”. (a.v.)


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Società

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Disabili gravi, la nuova legge sul “Dopo di noi” Manca solo l’approvazione del Senato ma sono già stati accantonati dal governo 90 milioni di euro per finanziarla

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a nuova legge mette al centro le famiglie dei disabili e loro giuste preoccupazioni per il futuro dei figli. “ Q uan d o m o r i rem o c hi s i o c cu p e r à di lui”? Una domanda che svela un’angoscia che accompagna questi genitori lungo tutto l’arco della vita e che la nuova norma cerca di lenire in qualche modo. P er questa legge, molti alcuni veneti si battevano da anni. Tra loro l’onorevole Margherita Miotto, che già nelle scorse legislature aveva presentato un disegno di legge in merito. O ggi è tra i primi firmatari del

Ddl e, anche grazie al suo impegno, questo provvedimento identifica il livello essenziale di assistenza (Lea) per i disabili gravi che, dopo l’addio dei genitori, non abbiano più nessuno che si possa occupare di loro. Il testo prevede misure di assistenza, cura e protezione per queste persone. I n pratica viene istituito un fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con l’obiettivo di attivare programmi volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione, di supporto alla domiciliarità in residenze o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abi-

Ora i disabili gravi che resteranno soli avranno la possibilità di rimanere nella casa famiglia scelta per loro dai parenti

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tative e relazionali della casa familiare e che tengano conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l’isolamento delle persone con disabilità. “E ’ una bellissima giornata – ha affermato Daniela Sbrollini, deputa dem vicentina, dopo l’approvazione della legge - per le famiglie, per le associazioni e le fondazioni che si occupano di tematiche sociali e disabilità.

D a oggi alle persone con disabilità viene assicurata una continuità qualitativa di vita. E’ assicurata intorno al soggetto debole una rete di protezione che assicuri un futuro anche dopo la scomparsa dei genitori. Sono molte le novità: innanzitutto viene istituito un nuovo fondo per la disabilità, già finanziato, e vengono agevolate le donazioni di privati sia durante il sostegno familiare sia dopo, permettendo di vincolare un patrimonio a coprire i costi di assistenza e sostegno per una o più persone. V engono anche definite le linee guida per i livelli essenziali dell’assistenza ai soggetti disabili, così da garantire sempre qualità e attenzione nelle prestazioni sociosanitarie”. L a nuova legge prevede delle agevolazioni tributarie per i trust (strumento giuridico per gestione del patrimonio) costituiti in favore di persone con disabilità grave e, per le famiglie con parenti disabili gravi, l’importo relativo ai premi per le assicurazioni sul rischio di morte passerà da 530 a 750 euro. L a legge è stata largamente condivisa in Parlamento. Gli unici a non votarla sono stati i deputati del M5S affermando che andava a favore delle assicurazioni. Germana Urbani

Donare gli organi in Veneto: scritto nella carta di identità

Nicola Finco, capogruppo della Liga Veneta Lega Nord in Consiglio e Fabrizio Boron, presidente della V Commissione

Una nuova legge, votata all’unanimità dal Consiglio regionale, prevede che nella carta di identità possano essere scritte le ultime volontà dei cittadini rispetto alla donazioni dei propri organi. “Purtroppo, soprattutto tra i più giovani – ha spiegato il capogruppo della Liga Veneta Lega Nord in Consiglio regionale Nicola Finco – non c’è una piena conoscenza delle modalità per esprimere il consenso alla donazione di organi né molti sanno quanto sia importante sostenere questa scelta personale di straordinaria valenza sociale: una scelta di vita che può salvare altre vite umane, salvare chi ha bisogno di un trapianto. Sostenere la donazione di organi, diffondere con ogni mezzo una giusta informazione è un atto di civiltà”. “Stando alla Legge 25 del 2010 la carta di identità può contenere la dichiarazione di volontà o meno del cittadino a donare gli organi - ha detto Fabrizio Boron, presidente della V Commissione consiliare – Non tutti lo sanno, né in tutti i Comuni gli uffici delle anagrafi spiegano questo diritto. Per questo è giustissimo sensibilizzare i veneti da una parte ma anche formare adeguatamente gli operatori comunali delle anagrafi”.


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Economia

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Carni bovine, sparite 6116 aziende in 10 anni La prima provincia nella produzione è Verona, seguita da Padova, Treviso, Vicenza, Rovigo, Venezia e Belluno

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ono numeri che fanno impressione quelli che emergono dal comparto della zootecnia a livello Veneto. I dati sono stati snocciolati da Luigi Andretta, esponente di Confagricoltura a livello nazionale, che ha una grossa azienda di allevamento di carne bovina a Mira nel veneziano, con Rita Tognon direttore dell’associazione veneziana. Il Veneto è il maggior produttore nazionale di carni rosse, e a colpire il settore è stato un cambio di regime alimentare. La gente mangia sempre più verdura e frutta e meno carni rosse. “Si è passati da 24.366 aziende del 2005 a 18.250 del 2015. Sono sparite a livello regionale in10 anni, 6116 aziende : -25% - ha spiegato Andretta. In termini di capi si è passati dagli 870.000 del 2005 ai 750.000 del 2015, una perdita secca di

Luigi Andretta e Rita Tognon

120.000, -37%. La prima provincia per produzione è Verona, seguita da Padova, Treviso, Vicenza, Rovigo, Venezia e Belluno”. Il calo in provincia di Venezia è stato più alto che altrove. Nel 2015 la produzione di carne bovina è stata di 195.000 tonnellate, per un valore di 480 milioni di euro. Una tenuta rispetto al 2014, che aveva segnato però una flessione del 3,4% sul 2013. Infine a colpire un settore che nel corso degli anni ha subito un forte ridimensionamento, ci ha pensato anche l’allarme lanciato lo scorso autunno dall’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità. “La demonizzazione delle carni rosse, è ingiustificata

- dice Rita Tognon. Gli italiani consumano mediamente 300 grammi di carne rossa, molto meno di altri paesi. Dopo le prime settimane i consumi sono tornati alla normalità”. Per Andretta va fatta una battaglia culturale. “Serve - conclude- una politica che punti a far comprare al consumatore le nostre carni perché di qualità superiore rispetto a quelle del resto dell’Europa. Serve una politica che valorizzi la tracciabilità del prodotto e l’inserimento della carne dei produttori italiani in mense pubbliche come elemento di genuinità”.

Vitaldent rimanda al mittente le accuse Striscia la Notizia aveva dipinto la Srl a tinte fosche Nelle scorse settimane il tg satirico di Canale 5 “Striscia la notizia” ha diffuso alcuni servizi relativi alle cliniche odontoiatriche Vitaldent srl. L’inviato Valerio Staffelli ha riferito che l’acquisto di macchinari medici da parte della società non sarebbe consentito per legge, Non essendo il re-

ferente iscritto all’albo delle professioni sanitarie. Inoltre, Staffelli ha parlato di bilanci in rosso e di chiusure di alcuni centri con perdita delle somme anticipate dai clienti. Ne abbiamo parlato con Sergio Klecker, Country Manager di Dental Franchising srl che detiene il marchio Vitaldent per l’Italia. Com’è composta la vostra rete in Italia? “La società Dental Franchising srl opera in Italia attraverso 108

centri odontoiatrici. Tutte le nostre strutture offrono ai pazienti il massimo della professionalità lungo tutto il percorso di cura”. Come rispondete alle accuse di Striscia la Notizia in merito agli acquisti di macchinari? “Dental Franchising Srl si occupa di acquistare in via centralizzata le apparecchiature necessarie per il funzionamento delle strutture sanitarie del gruppo Vitaldent. Tutte le apparecchiature vengono inviate direttamente

Alessandro Abbadir

Il parere del Comitato sulla sicurezza alimentare Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, ha pubblicato a febbraio sul sito del Ministero della Salute il parere sul “rischio legato alla cancerogenicità delle carni rosse fresche e trasformate”. Era stato richiesto dal ministro Beatrice Lorenzin a seguito dello studio dello Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Il parere sottolinea l’importanza della carne e dei suoi derivati come fonte proteica ad alto valore biologico, di aminoacidi, vitamine, sali minerali e metalli nell’alimentazione umana in determinate fasce di età e in particolari condizioni di salute. Rimarca che il tumore al colon-retto, come tutte le neoplasie, è il risultato di più fattori, innescato dall’interazione tra ambiente, stile di vita e genetica. Raccomanda di seguire un regime alimentare vario, ispirato al modello mediterraneo, evitando l’eccessivo consumo di carne rossa, sia fresca che trasformata e mantenere un peso corporeo corretto oltre a svolgere A.A. esercizio fisico.

dal fabbricante agli ambulatori che, in conformità alla normativa di legge vigente, hanno tutti un odontoiatra quale direttore sanitario responsabile e vengono autorizzati all’esercizio dell’attività sanitaria dalle autorità competenti. Tutte le apparecchiature sono tracciate nella massima trasparenza, così come la legge e l’attenzione ai nostri pazienti ci impongono. Dunque perfettamente rispettati gli obiettivi della legge 175/1992, la nostra attività è pienamente conforme all’ordinamento giudiziario italiano. Parlando invece di attenzione al paziente, che è ciò che massimamente ci preme, mi permetta di sottolineare che per monitorare la qualità dei trattamenti erogati ai pazienti la Dental Franchising è l’unica azienda in Europa ad aver adottato il metodo Quality Center, ovvero la realizzazione di un dipartimento che quotidianamente supervisiona tutto l’operato dei centri. Non solo: per quel che concerne i fornitori, ci avvaliamo della collaborazione di aziende leader nel settore odontoiatrico”. Un’altra accusa che vi è stata mossa è la chiusura dei centri o i bilanci in rosso. Qual è la situazione reale? “Vorrei ribadire che la società da un punto finanziario non

solo è sana, ma anche in continua espansione; solo nell’ultimo anno sono stati aperti 24 nuovi centri. Questo aspetto vorrei sottolinearlo con forza perché su questo punto non permettiamo che si faccia disinformazione per due motivi: in primis perché ci sono in ballo i soldi e la salute di migliaia di pazienti ma anche, ed è bene sottolinearlo, migliaia di posti di lavoro. Parliamo di operatori professionalmente validi che ogni giorno lavorano con dedizione e professionalità nei nostri centri. Cosa volete dire ai vostri clienti? “Innanzitutto per noi non sono clienti, ma pazienti. Mi permetto di sottolinearlo perché la differenza è sostanziale. In secondo luogo posso rassicurare i nostri assistiti che i nostri staff perseguono l’eccellenza nelle cure e nell’attenzione verso i pazienti e i nostri Centri sono all’avanguardia e caratterizzati dall’eccellenza negli standard operativi. Negli anni più di 500 mila pazienti hanno riposto nel marchio Vitaldent Italia la loro fiducia, e per la società è questa la migliore certificazione di garanzia del proprio operato. Nonché la soddisfazione più grande”.


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Politica

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Caso Pfas L’inquinamento più vasto mai registrato in regione

L’’Istituto superiore di sanità auspica importanti misure preventive Zanoni: “Ribadirò la necessità di avere i dati sugli esami del sangue effettuati su 600 persone e mai resi noti”

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on 3 province, quelle di Vicenza, Padova e Verona, 79 comuni e ben 350.000 abitanti coinvolti, si tratta dell’inquinamento più vasto mai registrato prima nelle falde acquifere e nella catena alimentare della nostra regione. E a confermarlo sembra anche la relazione dell’Istituto superiore di sanità secondo il quale, per limitare i danni della contaminazione sarebbe urgente mettere in atto “misure di prevenzione primaria efficaci ai fini di ridurre le esposizioni alimentari nel breve e nel lungo periodo”. Queste alcune delle considerazioni conclusive contenute nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità dall’oggetto ‘Risultati analitici dei controlli sulle sostanze perfluorate su alimenti’ del 19 febbraio, indirizzato alla Sezione Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Regione”. A dare la notizia il consigliere dem Andrea Zanoni (Pd) che, dopo aver preso visione del documento, ha spiegato che il rapporto analizza la situazione “della contaminazione della catena alimentare da sostanze perfluoroalchiliche nelle province di Vicenza, Verona e Padova”. “Nel documento – spiega Zanoni – si legge che i risultati delle analisi indicano situazioni di ‘potenziale criticità considerando i livelli di consumo alimentari regionali ed i parametri tossicologici (Tdi) definiti da Efsa’. E il rapporto continua dicendo che le concentrazioni di Pfos ‘costituiscono un potenziale rischio di assunzione alimentare oltre al valore guida per esposizioni croniche in quei gruppi di persone che abitualmente si cibano di risorsa ittica proveniente da corsi d’acqua e bacini’ e ciò vale anche per le uova”. Quindi, l’ISS scrive ‘si ritiene parimenti rilevante la considerazione di pratiche

agronomiche e zootecniche volte a ridurre il trasferimento della contaminazione dei comparti ambientali a quelli agro-zootecnici’. Stante così le cose, l’Iss dipinge una situazione a dir poco allarmante. “Mi risulta – continua Zanoni – che le azioni ‘volte a limitare la contaminazione dei comparti ambientali e agro-zootecnici’ non siano oggetto ad oggi di provvedimenti da parte della Giunta regionale. Ma lo chiederemo all’assessore in sede del consiglio straordinario, chiesto dal nostro gruppo, e che si terrà il 22 marzo. Invito le amministrazioni comunali, le associazioni degli agricoltori e allevatori, le associazioni ambientaliste, i medici per l’ambiente dell’associazione Isde, i comitati e i cittadini a far sentire la propria voce alla Giunta”. Andrea Zanoni, consigliere Pd

Germana Urbani

Il Consiglio straordinario: una discussione trasparente e proposte per la salute

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erve urgentemente un’azione politica – commenta la consigliera regionale Cristina Guarda (Lista Moretti), proponente e prima firmataria della richiesta di convocazione di un Consiglio regionale straordinario sull’inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas). “Dal marzo 2013, quando i dati delle prime analisi sulla presenza dei Pfas giungevano dal Ministero della Salute alla Regione Veneto, sono ormai passati tre anni. Troppi, perché di mezzo c’è la salute della popolazione e la tutela dell’ambiente”. Con il Consiglio straordinario si vuol far presente alla Giunta e al Presidente Zaia che i consiglieri richiedono a gran voce chiarezza e collaborazione e si

dicono disposti a contribuire in modo propositivo alle valutazioni e alla definizione dei progetti futuri, ma chiedono alla Giunta l’opportunità di un confronto, di avere informazioni più dettagliate e la possibilità di proporre soluzioni condivise. “Stanno circolando moltissime informazioni – continua la consigliera – a volte inverosimili, a volte sconnesse e altre volte frammentate, che creano solo un clima di confusione. Molti politici fanno a gara a chi fa la dichiarazione più eclatante e allarmistica, senza pensare che forse, facendo squadra, potremmo trovare una soluzione in tempi brevi e nel luogo a ciò deputato, ossia il Consiglio regionale. A causa di questo clima di confusione,

Cristina Guarda, consigliere Lista Moretti

gli agricoltori e le associazioni agricole sono spaventate perché temono pesanti contraccolpi economici al settore e sono naturalmente preoccupati anche i circa 350 mila cittadini che risiedono nei territori interessati dal problema”. Il Consiglio straordinario darà quindi l’opportunità alla Giunta di chiarire la sua posizione, riparando al vuoto informativo creatosi fra Istituzione regionale, Amministrazioni locali e cittadini.

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Politica

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Olio tunisino senza dazi anche in Italia

M5S: “Prima il made in Italy, poi la Tunisia”

“Aiutiamoli a casa loro” recita uno slogan ormai abusato. La Ue ci prova ma il Veneto difende il suo olio

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l Parlamento di Strasburgo ha siglato una serie di provvedimenti atti a aiutare il mondo economico del Nord-Africa. Un modo per cercare di migliorare le condizioni economiche di quei paesi e di arginarne l’emigrazione cospicua degli ultimi tempi. Ma tra gli aiuti d’urgenza alla Tunisia, anche il Regolamento che permette l’importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nell’Unione europea. Il mondo agricolo si è sentito penalizzato da questa decisione perché teme che l’importazione di quest’olio faccia crollare il prezzo del prodotto interno. “In Italia un terzo della spesa quotidiana è costituita da alimenti importati – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan - per i quali non esiste una normativa di tutela, di tracciabilità, anche perché ci sono interessi industriali e di alcune lobby che lo impediscono. Questo, non solo rappresenta un danno alla nostra economia, ma rappresenta un pericolo per la salute dei consumatori. Anche il recente via libera della Ue all’importazione diretta di olio tunisino senza dazi apre un nuovo fron-

te di possibili contraffazioni”. Sono stati organizzati a Venezia e a Padova due incontri promossi da Coldiretti alla presenza dell’ex procuratore capo Giancarlo Caselli, presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. “Il fatturato della agromafie sfiora i 15 miliardi di euro – prosegue Pan -Dalle conserve ai vini, dall’olio al salumi fino ai formaggi: si moltiplicano i casi di “concorrenza sleale” che penalizzano produttori e consumatori. Le imprese agricole e i consumatori subiscono l’impatto devastante delle strozzature di filiera su cui si insinua un sistema di distribuzione e trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili fenomeni di criminalità che danneggiano tutti gli operatori. L’effetto è un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli e un ricarico anomalo dei prezzi al consumo”. La Regione Veneto in materia di lotta alla contraffazione si avvale di una propria normativa (la legge 3 del 5 aprile 2013), ma “la vera sfida per fronteggiare contraffazioni e frodi e difenderci dal cosiddetto

Giuseppe Pan, assessore regionale all’agricoltura

‘italian sounding’ – rimarca Pan – sta nel rafforzamento dei servizi di tutela alimentare. In Veneto funzionano bene, ma dobbiamo arrivare ad una rete SIAN (Servizi Igiene Alimenti Nutrizione) europea. Perché il problema non è la “libera circolazione” ma la “circolazione sicura” dei prodotti agricoli e degli alimenti”. Maria Pavan

“La Coldiretti informa che l’aumento di import a dazio zero autorizzato dall’Europarlamento fino al 2017 mette a rischio un’azienda italiana su tre. Questo è assurdo. Renzi e il Pd mettono gli interessi del presidente tunisino prima di quelli degli agricoltori italiani”. Duro l’attacco del Movimento Cinque Stelle, tramite i suoi Consiglieri regionali in commissione agricoltura. “La colata di olio proveniente dalla Tunisia - proseguono - colpirà anche la produzione veneta che in molte zone, dal Garda agli Euganei, ha saputo ricavarsi una nicchia di grande qualità nel difficile mercato nazionale. Siamo disponibili a collaborare col governatore Zais e a fare squadra con la maggioranza e tutti coloro che vogliono individuare soluzioni a tutela dell’olio”.

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Cultura

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“Poetry Vicenza”, rassegna internazionale di poesia e arte Una mostra, La linea d’ombra, con opere di Rampinelli, accompagnerà gli incontri

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orna a Vicenza la rassegna internazionale di poesia e musica “Poetry Vicenza 2016”. Il ciclo di incontri, in calendario dal 20 marzo al 1 giugno, avrà come protagonisti alcuni tra i maggiori poeti internazionali e nazionali, e privilegerà la presenza di scrittori che respirano l’ossigeno di altre culture e altri stilemi, che non appartengono a nessuna cordata ma che, nell’onestà e nella limpidezza della loro ricerca, ci fanno comprendere il significato dell’integrità morale e civile, dell’amore, della morte, della libertà, della tolleranza. Tra gli ospiti di “Poetry Vicenza” 2016: George Elliott Clarke, Roger Lucey, Valerio Magrelli, Andrea Molesini, Ishmael Reed, Gerda Stevenson, e tanti altri, per un totale di 23 poeti, 20 musicisti, oltre a svariati curatori e traduttori. Inserita nel programma anche una mostra ospitata negli gli spazi dell’Associazione TheArtsBox di Vicenza la mostra dal titolo “La Linea d’ombra” di Roberto Rampinelli, artista bergamasco classe 1948. L’esposizione si presenta come un omaggio alla rappresentazione pittorica della natura morta e del paesaggio attraverso 30 opere di piccole e medie dimen-

sioni, tutte realizzate con colori ad acqua su tavola, che dialogano con gli scritti di otto poeti nazionali e internazionali: Ryszard Krynicki (Polonia), Ana Luisa Amaral (Portogallo), Douglas Reid Skinner (Sud Africa), Douglas Dunn (Scozia), Julio Llamazares e David Jou (Spagna), Marco Fazzini e Valerio Magrelli (Italia). Esteticamente ispirato da Piero Della Francesca e dalla pittura quattrocentesca italiana, ma anche dalla lirica di De Chirico, Carrà, Morandi, senza dimenticare Kiefer, per Rampinelli l’incontro con “Poetry Vicenza 2016” è solo in parte casuale, perché la poesia è una delle matrici che ha sempre accompagnato l’artista nello sviluppo dei suoi dipinti. E’ stato lo stesso artista, che da sempre si sente affine alle emotività di scrittori come Brecht, Gozzano, Pavese, Villon e Leopardi, ad aver scelto di far dialogare i versi dei poeti sopra citati, e che parteciperanno alla rassegna vicentina, con alcuni dei suoi dipinti, perché capaci della stessa sensibilità e atmosfera. In quella che è una perizia tecnica che sfiora spesso il virtuosismo, l’artista parte dall’elemento reale per sbocciare in una dimensione simbolica, dove la pittu-

ra rimane sospesa, nello spazio così come nel tempo. Sia nelle nature morte sia nei paesaggi di Roberto Rampinelli ci si ritrova davanti a una intensa pittura d’emozione, non di soggetto, dove il metodo di realizzazione è – contrariamente alla fase di costruzione del dipinto - assolutamente libero, dove avviene la narrazione di una pittura e non il suo contrario, come ha giustamente precisato Giuseppe Ardrizzo adeguando una riflessione di Jean Ricardoual al lavoro di questo artista.

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Tutto in uno sguardo di Donatella Gasperi Umicini considera la condizione umana “infinitamente interessante” e questo rende unico il suo lavoro. Così scrive la giornalista padovana Donatella Gasperi che ha firmato la recente pubblicazione Tutto in uno sguardo, edito da Cleup. Si tratta di un dialogo tra la giornalista e il fotografo che conduce il lettore attraverso il mistero che sa cogliere lo sguardo di un artista. L’arte di Umicini rientra nel filone definito Street photography, o “poesia della vita”: attraverso l’obiettivo fotografico, l’autore entra in sintonia con la vita dei suoi soggetti e li indaga cogliendo gli aspetti più intimi dell’animo umano. Proprio per questo la ricerca di Umicini può essere definita di carattere interiore, oltre che storica, in quanto, partendo da strade e luoghi cittadini, egli fornisce un quadro preciso e dettagliato di carattere antropologico. Grazie al suo occhio attento e scrupoloso, l’artista riesce a cogliere il contrasto affascinante tra la figura umana e l’architettura impersonale dei luoghi fotografati, tra una condizione mentale e l’ambiente asettico. Il libro offre uno spaccato interessante dell’uomo e dell’artista ed è corredato anche di foto.

L’informazione che viaggia in rete Il nostro sito, www.lapiazzaweb.it ci regala velocità in rete e nuovi lettori. A Gianluca Salvagno, esperto di giornalismo online, abbiamo chiesto cosa aspettarci in futuro

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ome sta cambiando l’informazione con internet e quali sono le nuove frontiere per i giornali? Ne abbiamo parlato con Gianluca Salvagno, 45 anni, alla guida da due anni della redazione del Gazzettino.it, il principale sito d’informazione a Nordest (oltre 2,5 milioni di pagine viste al giorno fonte Audiweb). Rimpiangi i tanti anni di carta stampata? “Nella carta sono cresciuto, è come il primo amore... non si scorda mai. Ma se il legame con la rotativa e il profumo dell’inchiostro è romantico, il web è il presente dell’informazione e sarà il futuro: qualsiasi giornalista deve imparare a fare entrambe le cose per continuare questo mestiere. E’ un lavoro diverso, richiede molta concentrazione e l’analisi di migliaia di informazioni che ogni giorno passano sotto gli occhi tra agenzie, redazioni e social network,

ma dà grande soddisfazione quando una notizia diventa “virale” e può fare il giro del mondo. In questo sta la differenza: la carta ha un raggio d’azione limitato, il web non ha limiti. Con la carta vendi il brand, l’intero giornale, su internet vendi la singola notizia”. Qual è l’approccio alla notizia nel web e quali sono quelle che funzionano di più? “Su internet è un’informazione più frettolosa, mordi e fuggi: se il tempo medio di lettura di un quotidiano cartaceo è di mezz’ora, il tempo medio di lettura sui siti internet d’informazione è di un minuto e mezzo... questo perchè la gente legge sempre più da smartphone, non peraltro ormai si dice che l’home page di un sito sia già morta e perchè i social network, Facebook soprattutto, condividono notizie singole e le fanno girare. Su Facebook la gente cerca più le notizie d’intrattenimento, su Twitter

In alto il giornalista Gianluca Salvagno

funziona meglio la politica. Il Gazzettino. it, fortunatamente, ha un 70% di lettori che accede direttamente al sito senza social network e cercano la cronaca delle proprie città”. E’ possibile fare una previsione su come sarà il futuro dell’informazione? Resisterà la carta stampata? “Anni fa, quando uscirono gli ebook, sembrava che i libri fossero destinati a scomparire. Ora si leggono più libri di prima... Per l’informazione il discorso è un po’ diverso: ormai siamo bombardati di notizie ovunque, ma io vedo ogni giorno

girare un sacco di notizie false o vecchie messe in giro da chiunque sui social. La carta resisterà, sarà un prodotto di nicchia per chi ha voglia ancora di fermarsi a leggere, riflettere e soprattutto per chi cerca notizie verificate, che poi è quello che contraddistingue l’informazione data da chi fa questo per professione dal resto. Però serve un modo diverso di fare il giornale: al web spetta la notizia secca e in tempo reale, alla carta l’approfondimento. On line si salverà solo la qualità”. Ornella Jovane

>o.jovane@lapiazzaweb.it<


Relax e svaghi primaverili a Kranjska Gora, Slovenia Kranjska Gora che giace nella parte nord -occidentale della Slovenia, al confine fra Italia e Austria, è rinomata come il miglior centro sportivo, di ricreazione, intrattenimento e congressuale di tutte le Alpi Giulie. Durante tutto l´anno la località ospita turisti desiderosi di relax e di rigenerarsi per essere sempre pronti per nuove avventure. Il patrimonio naturale di Kranjska Gora affascina anche in primavera per la particolarità e la suggestione dei suoi paesaggi. Lo scogliersi della neve dà il via alla stagione dell’escursionismo, con stupende passeggiate tra i boschi delle montagne circostanti, anche in bici o addirittura a cavallo. A disposizione dei visitatori, più di 10.000 km di sentieri escursionistici, più di 2.000 km di percorsi a tema e più di 8.000 km di piste ciclabili. Non mancano anche altre attività sportive: Campi da tennis, beach volley, calcetto, golf, arrampicate sportive, alpinismo, pattinaggio con i rollerblade lungo il sentiero Mojstrana e ciclismo estremo nel Bike Park, che offre anche un percorso ad hoc per i bambini. Sul versante del monte Vitranc si trova la pista estiva per slittini “Besna Pehta, ideale per le famiglie. Sempre alle famiglie è dedicato il magico Paese di Kekec “il paese dello gnomo”, dove si possono effettuare divertentissime gite sulle orme dei tre racconti del Tricorno. A settembre 2015 a Planica spunta un altro record mondiale: i più scatenati possono provare il trampolino più ripido al mondo posto sopra l’impianto per il salto con gli sci più alto al mondo (lunghezza 520m, differenza d’altitudine 185m, velocità max 50km/h) per vivere l’esperienza dei campioni mondiali di salto con gli sci in prima persona. Venite a Kranjska Gora a scoprire le magie primaverili! BENESSERE GLACIALE – NOVITÀ IN SLOVENIA Dal 2015 è operativa l’innovativa “Glacial Spa”, unica in tutta la Slovenia, che sfrutta le proprietà benefiche e rigeneranti dell’acqua custodita nei laghi di origine glaciale recentemente scoperti nel sottosuolo. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che si tratta di un’acqua purissima, totalmente priva di agenti inquinanti, caratterizzata da 5 proprietà fondamentali che hanno un effetto positivo sia sui semplici trattamenti benessere che nella cura di svariate malattie: percentuale di oligominerali superiore alla media, rapporto ideale tra calcio e magnesio (2:1), ph neutro, proprietà diuretiche e basso contenuto di sodio. All’interno della nuova “Glacial Spa” si può nuotare nell’acqua glaciale e sono disponibili trattamenti specifici viso e corpo che combinano le proprietà della “regine delle acque” con gli effetti benefici degli altri elementi naturali della Terra: l’aria, il vapore e le pietre glaciali.

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Turismo

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L’altra Rimini, bella tutto l’anno! La città non è solo estate, spiagge e discoteche La sua anima vera ha il fascino amarcord del borgo marinaro di San Giuliano caro a Fellini “Rimini è bella tutto l’anno, perché è tante città in una. Ti sorprende sempre. Peccato che nell’immaginario collettivo si pensi a questa capitale del divertimento solo per le sue spiagge, le sue discoteche e i suoi parchi tematici”. Andrea Di Andrea, giovane Sales Executive della catena Allegroitalia, società che gestisce lo storico Hotel Savoia, albergo del lungomare Augusto Murri (il cui restyling è stato firmato dall’architetto Portoghesi) è convintissimo delle potenzialità ulteriori della destinazione. E proprio per questo scommette sulla possibilità di un allungamento della stagione turistica a tutti i 12 mesi dell’anno. Al Savoia del resto questo è già realtà e i dati lo confermano, non solo perché l’albergo è dotato di un attrezzato centro congressi, di una Spa, di un ristorante gourmet (che riapre in questi giorni) e persino di un salone Hair Style legato a un’importante griffe del settore, ma perché la città “tira” anche quando non ci sono le orde di turisti delle spiagge. Russi, tedeschi o scandinavi che siano. A Di Andrea piace improvvisarsi cicerone della città di cui si dice innamorato e dove ha messo radici per lavoro: “Rimini – dice - ha un centro storico ricco di vestigia romane perfettamente conservate: dall’Arco di Augusto, al Ponte di Tiberio, all’Anfiteatro e poi c’è la Rimini di Fellini, quella del pittoresco borgo di pescatori di San Giuliano, tanto caro al regista. C’è la Rimini dell’attività teatrale come pure quella più popolare delle piadinerie. E lascio per ultimo un aspetto che per chi gestisce una struttura alberghiera ha un grande valore: l’attività della Fiera, che propone grandi eventi tutto l’anno, e quella congressuale”. La sintesi di Di Andrea riassume Rimini in modo efficace. I

In copertina il ponte romano di Tiberio (tuttora percorribile anche in auto). Sotto: l’Anfiteatro romano, Castel Sismondo, Fellini in un murales di San Giuliano, l’Arco di Augusto. Più sotto: una tipica piadina romagnola. A destra: l’Hotel Savoia e la sua Spa fronte spiaggia, uno scorcio del borgo di pescatori di San Giuliano e il murales dedicato a “Scureza”, mitico personaggio felliniano

L’elegante centro storico è ricco di vestigia romane dall’Arco di Augusto al Ponte di Tiberio, all’Anfiteatro Castel Sismondo ricorda l’amore di Paolo e Francesca

riscontri sono puntuali, perché la città riserva davvero tante sorprese. Anche d’inverno. Oseremmo dire che proprio durante i periodi di “bassa stagione” si può scoprire meglio l’anima vera di Rimini, che è quella amata dai riminesi. Legata alle loro abitudini, ai luoghi più appartati. San Giuliano è la parte della città che colpisce di più. Dopo aver ammirato i monumenti romani del centro storico, il Tempio Malatestiano, la piazza Cavour dove si affaccia il Palazzo dell’Arengo e la vicina piazza Malatesta con Castel Sismondo, si attraversa il Ponte di Tiberio e tutto cambia. Oltre il Porto Canale, realizzato sul ramo vecchio del Marecchia, c’è un borgo di piccole case dalle facciate vivaci dove un’associazione culturale del posto ha voluto far

rivivere la memoria dei pescatori che le hanno abitate nell’ultimo secolo con le loro umili famiglie. Ogni casa una targa in ceramica decorata per ricordare il pescatore che l’ha abitata e per ricordare anche la sua barca dalla vela variopinta. La sequenza di nomi e di singolari soprannomi legati a quelle modeste dimore, ora fortunatamente restaurate, fa rivivere un significativo brano di civiltà del mare. La Rimini delle barche e dei pescherecci è stata intimamente amata anche da Fellini, come ha ricordato Di Andrea. E al sommo maestro del cinema e ai suoi personaggi riminesi sono dedicati dei grandi murales realizzati da mano d’artista in alcune facciate del borgo. Bellissim. Ed ecco che rivivono la prosperosa Tabaccaia, le scorribande in

moto di Scureza, la divina Gradisca… Un mondo amarcord, in un quartiere amarcord. Poi si ripassa quella solenne architettura di pietre che è il millenario Ponte Tiberio e si ritorna alla realtà del centro storico: ai suoi negozi alla moda, alle sue piadinerie, ai suoi palazzi del potere, ai suoi teatri. Davanti a Castel Sismondo è impossibile non pensare al travagliato e tragico amore tra Paolo e Francesca, che tanto ispirò anche Dante. Le spiagge sono lontane, le discoteche e i parchi tematici pure. Per una volta si può dire: per fortuna!

Pagina a cura di >Renato Malaman<


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Salute

Salute / Si Viaggiare

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I medici che possono, scioperano per la nostra e la loro salute

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L’Editoriale

Il medico, lo sciopero, la coscienza dott. Giovanni Leoni

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i fa presto a dire “Sciopero !”. Trombe, buccina e bandiere, assemblee e cortei. A volte è stato così - Devo tornare a “ Difendiamo il Diritto alla Salute “ nel 2004 ai Fori Imperiali a Roma per vedere alcune migliaia di camici bianchi in rappresentanza dei circa 350.000 medici italiani in servizio attivo - Altri 90.000 sono in pensione. per circa 440.000 sanitari in totale. Se ci muovessimo almeno al 10 % sarebbe la mitica Marcia dei 40.000 a Torino : primo messaggio per il Governo. La proclamazione dello sciopero è una richiesta di attenzione alla gente comune da parte di una specifica categoria di lavoratori. Al medico ospedaliero arriva un trattenuta netta in busta paga di 235 euro per una giornata di 12 ore, al medico del territorio fra i 150 e 200 euro a seconda del numero di assistiti. I medici del territorio sono i più osservanti nel blocco dell’attività ambulatoriale con punte fino al 90% di adesione anche per lo sciopero dello scorso 16 dicembre 2015. I medici ospedalieri sono più legati dal loro ruolo di attività continua nelle 24 ore. La percentuale di adesione calcolata è molto più bassa. Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione, 118 anche se aderiscono idealmente non possono farlo praticamente in quanto i medici sono poi precettati, e visto che lavorano non sono considerati in sciopero e quindi sottratti alla massa calcolata degli scioperanti in quanto vengono pagati. Così a livello ospedaliero è proprio difficile scioperare anche volendolo fare: ad esempio in chirurgia sono presenti precettati 3 medici al mattino, 1 di guardia e 2 per la sala operatoria per emergenze, al pomeriggio altri 3 medici diversi, stesso incarico, la notte un medico di guardia mentre uno è smontato al mattino dalla notte.

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La stagione delle allergie: cosa sono le allergie?

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Cos’è l’epicondilite laterale

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Il medico, lo sciopero, la coscienza dott. Giovanni Leoni - Presidente OMCeO Provincia di Venezia Nel prossimo sciopero dichiarato di 48 ore di sciopero vi lascio immaginare le problematiche perché, teoricamente, il medico dovrebbe regolarmente presentarsi al lavoro al mattino e dichiarare solo in quel momento di voler restare a “braccia incrociate” o tornare a casa. Gli “altri “ dovrebbero lavorare al posto suo: ma quali altri? Molte équipe sono già esaurite così. Io ringrazio sempre i mei colleghi che visto il ruolo a cui mi hanno eletto e gli impegni del giorno di sciopero mi “permettono” di scioperare: fatti due conti posso essere l’unico a stare assente dal mio reparto in questo frangente. I reparti con attività ambulatoriale sono facilitati, sospensione delle visite ordinarie che comunque vanno recuperate in sovrannumero nei giorni seguenti. Tanto per complicarsi la vita con le liste di attesa. Le Medicine continuano a ricoverare come niente fosse, ovvio, le Chirurgie rimandano interventi non urgenti - tipo le ernie - ma per tutto il resto trapianti - oncologia - i conflitti di coscienza del professionista sono enormi. A volte si è d’accordo in tutto e per tutto con le motivazioni dello sciopero ma si lavora lo stesso perché la coscienza è più forte del desiderio della difesa dei propri diritti : il primo di tutti, quello più sentito di questi tempi è “ lasciateci riposare , siamo esseri umani anche noi“. Secondo messaggio a quelli che decidono in un ufficio di giorno la vita di che lavora di notte e di domenica. Per la quinta volta negli ultimi 3 anni i soldi sono all’’ultimo posto nonostante il calo del potere d’acquisto sia una realtà per tutti. Ma il disagio della possibilità di non poter offrire un servizio adeguato al malato è più forte. I medici crescono e si sviluppano in un sottoinsieme di persone dedicate all’assistenza del prossimo. Lottano duramente per anni per fare questo mestiere perché “ci credono” ed una volta raggiunto questo ruolo si nutrono per sopravvivere della riconoscenza dei pazienti. Il terzo messaggio è: basta con ll Definanziamento della Sanità mascherato sotto varie forme, con buona pace degli “inni” alla qualità del SSN Nazionale nelle varie Eccellenze, perpetrato scientificamente , quello sì, dal Governo di turno in carica. Gli sprechi in Sanità ci sono eccome, ma non è giusto mantenerli e pareggiare i bilanci sulla pelle del personale. Basta diminuire le risorse a che ne ha bisogno, lo dicono dei professionisti che tutti i giorni ci mettono la faccia nel rapporto con i loro pazienti e questo mestiere non lo fanno per un tempo limitato grazie ad una carica elettiva, lo hanno scelto per tutta la vita ed hanno studiato anni ed anni per farlo. Un po’ di rispetto sarebbe gradito grazie. Questo e solo questo deve essere il messaggio finale alla gente comune che non capisce perché i medici scioperano al TG e poi li vedono regolarmente al lavoro in ospedale anche in quei giorni.

Segue dalla prima paginea dello Speciale Salute

dott. Francesco Noce*

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n previsione dello sciopero nazionale di tutti i Medici del Servizio Sanitario Nazionale dalle ore 00:00 del 17 marzo alle ore 24:00 del 18 marzo indetto dalle Organizzazioni Sindacali dei medici dipendenti,dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei dirigenti sanitari del SSN, saranno organizzate nei prossimi giorni 100 assemblee in 100 città per sensibilizzare i cittadini e mobilitare i medici. La Sanità si ferma per 48 ore consecutive per la prima volta nell’ultimo decennio. Saranno garantiti i servizi di urgenza ed emergenza e l’ assistenza per i malati in assistenza domiciliare come responsabilità deontologica del medico prima che come imposizione di legge. “In assenza di un confronto ed una intesa programmatica con il Governo - spiegano i sindacati medici - continua, come preannunciato la mobilitazione di tutti i medici, a prescindere dallo stato giuridico, e dei dirigenti sanitari, per il rilancio della sanità pubblica a garanzia dell’accesso alle cure dei cittadini e per la valorizzazione del loro ruolo e del loro lavoro. Contro l’invadenza pervasiva della burocrazia e il disinteresse della politica e dell’azione di governo, intendiamo ricostruire insieme ai cittadini un sistema sanitario oggi a pezzi”. I medici hanno deciso di dire basta! Basta ad un sistema sottofinanziato per cui l’Italia risulta nella CEE al 22° posto come risorse destinate alla sanità! Basta ai continui tagli mascherati come riorganizzazione ma che costituiscono un vero e proprio razionamento! Basta ad una burocrazia patologica che paralizza il sistema delle cure e toglie spazio al tempo da dedicare al malato! Basta all’ invadenza politica e amministrativa nei percorsi diagnostico-terapeutici! Basta ad una carenza ed una inefficienza programmatoria! Nè hanno migliorato il clima gli ultimi assurdi provvedimenti governativi piovuti come polveri sottili, ben superiori a qualsiasi livello di soglia patologica, che hanno contribuito ad avvelenare l’aria: -obbligo per i medici di inviare tutte le fatture al MEF per via telematica per il modello fiscale 730 precompilato con sanzioni di 100 euro per ogni comunicazione tardiva o errata o non comunicata con un massimo di 50.000 euro; in pratica si chiede ai medici di svolgere il compito di fiscalisti con aggravio di spese a loro carico e di tempo sottratto alla cura delle persone -obbligo per qualsiasi medico che soccorra per primo un infortunato sul lavoro o ponga diagnosi di malattia professionale di inviare certificazione telematica all’ INAIL;ora per questo è necessario che tutti i medici,anche i più anziani e che magari non esercitano più la professione,ancorchè iscritti all’ Ordine Professionale,siano in possesso di idoneo mezzo (computer), della necessaria competenza informatica,ma sopratutto delle credenziali per poter adire al portale dell’INAIL, cosa cui nessuno ha provveduto a fornire;e il medico che soccorre l’infortunato in un cantiere dove trova il computer? E se non vi è campo per potersi connettere? - decreto Lorenzin, cosidetto dell’appropriatezza prescrittiva ma che di appropriato non contiene quasi nulla,tanto da far affermare allo stesso Ministro che è un decreto nato male; si tratta del famigerato decreto che impone al medico i criteri da adottare per prescrivere esami ematochimici o accertamenti radiodiagnostici;criteri riferiti non a buone pratiche professionali e lasciati alla decisione in scienza e coscienza del medico ma dettati da criteri burocratico-amministrativi; un decreto offensivo per i medici e dannoso per la salute dei cittadini; in pratica 208 prestazioni che i cittadini dovranno pagare di tasca loro anche se esenti per reddito o patologia! E chi non ha i mezzi? Già oggi 11 cittadini su cento rinunciano nel nostro paese alle cure mediche perché non se lo possono permettere! Dobbiamo dare atto alla Regione Veneto di aver denunciato il decreto in questione e di aver fatto ricorso contro lo stesso liberando i Medici del Veneto da imposizioni assurde a danno dei malati fino ad una revisione dello stesso. L’appropriatezza clinica è un fatto culturale e professionale e non un atto burocratico-amministrativo per far cassa. Il blocco del turn-over e la carenza dell’organico,cui non si è mai voluto porre rimedio in questi anni, aggravati dal fatto che l’ALS 18 mantiene in attività 2 ospedali, Rovigo e Trecenta, praticamente con lo stesso personale medico per diverse attività specialistiche, ha indotto la Direzione Generale della stessa ALS, a seguito della direttiva europea sul riposo dopo turni di guardia, a prevedere 1 solo medico di guardia nelle notti e nei giorni festivi per ben 9 reparti! L’Ordine dei Medici ha assicurato i Medici dell’Ospedale di Rovigo di intraprendere ogni iniziativa per ridare serenità al loro lavoro in momenti di impegno così gravosi a loro tutela e a garanzia di buone cure per i malati. L’Ordine c’è! A tutela dei Medici e della Professione Medica e a garanzia della salute dei cittadini! *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo

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La stagione delle allergie: cosa sono le allergie?

Epicondilite laterale

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COS’E’? L’epicondilite (precisamente epicondilite laterale) è una delle patologie più frequenti che interessano l’articolazione del gomito. Si tratta di una tendinopatia inserzionale, ovvero un’ infiammazione che interessa l’inserzione del muscolo estensore radiale del carpo,sull’epicondilo, una sporgenza dell’estremità inferiore esterna dell’omero. E’ comunemente conosciuta come “gomito del tennista”, poiché colpisce molto spesso persone che praticano questo sport, ma in realtà si tratta di un disturbo che riguarda anche soggetti che svolgono attività professionali che comportano l’uso ripetuto del polso, come l’uso del cacciavite, del martello e delle forbici. QUALI SONO I SINTOMI? Il sintomo principale dell’epicondilite è rappresentato da un dolore localizzato nella regione laterale del gomito, all’altezza dell’epicondilo. Il dolore può talvolta diffondersi lungo l’avambraccio e che si acutizza quando si compiono movimenti di estensione o supinazione. Un altro sintomo può essere una sensazione di debolezza nel sollevare pesi anche modesti, compiendo movimenti piuttosto semplici e che non richiedono troppo sforzo. QUALI SONO LE CAUSE? L’epicondilite può avere origine da un evento traumatico di importanza rilevante. Nella maggior parte dei casi, però, la causa della patologia va ricercata non in un sigolo trauma, ma in una serie di microtraumi, che sono di origine endogena o che sono dovuti all’esecuzione sbagliata di movimenti iterativi e di gesti tecnici. Questi microtraumi, possono col tempo indebolire, fino ad addirittura ad arrivare a lacerare le fibre del tendine estensore radiale del carpo. COME TRATTARLA? Le cure per questo disturbo sono varie e possono essere adottate in modo combinato e dipendono dalla sua gravità. Innanzitutto è indispensabile

appresentano una reazione esagerata del nostro organismo a degli stimoli ambientali per lo più innocui. Quando qualche intruso (antigene) (batterio, virus, ecc) arriva nel nostro organismo per la prima volta sembra non succedere nulla. In realtà il nostro corpo sta preparando le armi (anticorpi) per una futura guerra. E questi anticorpi (i soldati) vanno a disporsi ovunque (sui tessuti, nel sangue, nella linfa, e su alcune specifiche cellule) nel nostro corpo, in attesa del nemico. Nel luogo del nostro corpo dove si scatena la guerra, si avranno i maggiori disturbi: da lievi, come sternuti e lacrimazione, a gravi come crisi asmatiche, a mortali come lo shock allergico. QUANTI TIPI DI ALLERGIA SI CONOSCONO? 1. Stagionale, dette anche ‘febbre da fieno’, si manifestano durante la fioritura (se graminacee, da marzo a giugno e poi da metà agosto a metà settembre) - 2. Perenne, di solito dovuta agli acari della polvere, presente tutto l’anno - 3. Inalatoria, dovuta a sostanze inalate con il respiro - 4. Alimentare, dovuta a cibi COME SI FA DIAGNOSI? 1. dalla storia familiare, perché vi è una familiarità allergica - 2. dai sintomi del paziente - 3. con il prick test, test di provocazione cutanea - 4. test di provocazione congiuntivale - 5. RAST-test (radio allergo sorbent test), che misura le IgE specifiche nel sangue. Bisogna ricordare che un test negativo non implica l’assenza di allergia! QUALI SONO I SEGNI DELLA RINITE ALLERGICA? Prurito al naso e starnuti, colo nasale acquoso, naso tappato e bruciore agli occhi. Questi sintomi possono insorgere solo in determinati periodi e allora sono stagionali, oppure essere presenti tutto l’anno, più o meno intensi, e allora sono perenni e sono dovuti principalmente agli acari della polvere, al pelo del cane e del gatto. COME SI CURA L’ALLERGIA? 1. Con la profilassi - 2. Con i vaccini - 3. Con i farmaci - 4. Con la chirurgia

1. PROFILASSI ANTI ACARI Eliminare dalle camere lana, tende, tappeti. Usare materassi e cuscini antiallergici. Arieggiare giornalmente gli ambienti. Deumidificare l’ambiente perché l’acaro vegeta nell’umidità. Evitare ricettacoli di polvere dove si dorme, libri, scatole, raccoglitori vari. 1. PROFILASSSI ANTI POLLINE evitare il soggiorno all’aperto nelle giornate ventose. Fare lavaggi nasali frequenti. Mettere filtri antipolline in auto e in casa. Evitare cibi che possono dare allergie crociate, quali: ad es. gli allergici a betulla e nocciolo dovrebbero evitare mela, pera, carota, finocchio, ciliegia, albicocca, banana, noce; quelli allergici alle graminacee, dovrebbero evitare anguria, melone, pomodoro, arancia, kiwi 1. PROFILASSSI CANE E GATTO Pulizia accurata dell’animale e dell’ambiente mediante aspirazione lavaggi nasali frequenti, eliminare l’animale (specie il gatto) se i rimedi profilattici e farmacologici falliscono COME SI CURA L’ALLERGIA? 1. Con i vaccini specifici, in fiale o gocce, per un periodo medio di 3-5 anni - 2. Con sintomatici, a base di balsamici e decongestionanti - 3. Con antistaminici - 4. Con corticosteroidi topici QUALI SONO LE COMPLICANZE? 1. ASMA - 2. RINOPATIA EOSINOFILA E POLIPOSI NASALE - 3. STENOSI NASALE DA IPETROFIA DEI TURBINATI Nb.: per le complicanze e il trattamento chirurgico si rimanda alla prossima puntata. Dott. Giuliano Menaldo Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale

Quando un bambino ha paura di tutto... ...si rifiuta di restare da solo, di rimanere al buio, piange di fronte agli estranei e a stimoli nuovi (rumori forti, movimenti improvvisi), fatica a staccarsi dalla madre, evita qualsiasi situazione che non conosce, teme di farsi male o di ammalarsi Che cos’è la paura e come si distingue dalla fobia? La paura è un emozione naturale e inevitabile per ognuno, in particolare per un bambino che si appresta a comprendere l’ambiente intorno e a difendersi da esso; è indispensabile per prepararsi ad affrontare una situazione nuova e valutarne i rischi. La fobia, invece, è una paura irrazionale e persistente, ovvero non si sviluppa per qualcosa che può rappresentare un pericolo reale e non cessa di fronte al dato di realtà. Quando non vengono superate, le paure possono trasformarsi in fobie oppure in stati ansiosi. Come si manifesta? In uno stato di paura intervengono modificazioni a più livelli: fisiologico (pallore del viso, tremori, tachicardia, ecc), comportamentale (fuga, pianto, evitamento) e cognitivo (interpretazione distorta della realtà, catastrofismi, ecc). A volte non si manifesta direttamente e compare sotto altri sintomi, quali: enuresi notturna, irritabilità, eccessivo attaccamento alle figure adulte, perfezionismo. A cosa è dovuta e quando preoccuparsi? La paura diventa un problema quando assume dimensioni esagerate, tali da impedire una vita normale per se stessi e gli altri. Alcune paure hanno origine da esperienze traumatiche (malattie, incidenti) o sono trasmesse dai mass media (film, documentari, TG) ed hanno un impatto diverso a seconda dell’età e dello sviluppo cognitivo-emotivo raggiunto dal bambino. Altre possono

che qualunque trattamento sia associato a riposo assoluto del muscolo interessato e questo significa evitare il movimento attivo del polso, sospendendo le attività sportive e lavorative fino alla risoluzione del disturbo. Allo scopo di alleviare la sintomatologia dolorosa, vengono prescritti speciali tutori la cui funzione è essenzialmente quella di far “riposare” il tendine estensore radiale del carpo. Le prime cure rivolte all’eliminazione dell’infiammazione, sono basate sulla somministrazine di FANS (per via generale o locale) e vengono effettuate nella fase acuta dell’infiammazione. Anche l’applicazione di ghiaccio (crioterapia) può aiutare molto a ridurre i sintomi dolorosi legati all’infiammazione. Nella fase sub- acuta si ricorre a un approccio di tipo fisioterapico, tramite l’utilizzo di alcuni mezzi fisici come laser terapia, tecar terpia, onde d’urto, ultrasuoni e massaggi trasversali profondi. Nei casi più gravi, può essere consigliabile l’intervento chirurgico che sarà mirato a riparare l’unità muscolo- tendinea danneggiata intorno al gomito. Dott.ssa Francesca Maggiore Specialista in fisioterapia

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essere riconducibili ad uno stile educativo basato su punizioni o minacce (in particolare quella dell’abbandono o di non volergli più bene). A volte possono essere indotte da aspettative esagerate sul piano intellettivo (ansia da prestazione), tali da lasciare scoperto il fabbisogno affettivo e di autostima del bambino. Talvolta possono originare da uno stile educativo iperprotettivo che impedisce lo sviluppo di una sana autonomia e della conseguente fiducia in se stessi. Come aiutare il bambino a superare le sue paure? É indispensabile prima di tutto prenderle sul serio e mai ridicolizzarle, soprattutto cercare di non alimentarle con le nostre paure, né con le nostre preoccupazioni. Il bambino che ha paura va accompagnato a superarla per piccoli passi, evitando di esporlo bruscamente alle situazioni da cui si sente minacciato. Una consulenza esperta aiuterebbe i genitori a comprendere se si tratta di paura o fobia; a individuare il meccanismo che la sostiene o la alimenta; a coglierne la funzione, o individuare il problema che si sta tentando di rispondere attraverso di essa. Il tipo di aiuto si svilupperebbe a partire da queste specificità.

Dr.ssa Daniela Mario Psicologa

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Salute

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#Comunichiamo?# Facebook, hashtag, whatsapp: tanti modi per…non “comunicare”!

Un nuovo laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata

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acebook, Twitter, Whatsapp, Meetic, etc., quanti sono ormai i modi per comunicare? Al giorno d’oggi la tecnologia ci permette di essere “connessi” con chi vogliamo, in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi posto in cui ci troviamo e qualsiasi cosa stiamo facendo. Lo smartphone, il tablet e tanti altri dispositivi elettronici sono oggetti ormai in possesso di quasi tutti di noi, indipendentemente dall’età. Molti ragazzini delle scuole elementari e delle medie posseggono uno smartphone e si “messaggiano” con i loro amici o sono membri di gruppi whatsapp. Anche gli adulti, tra Facebook, Twitter, sono spesso “connessi” e usano questi social network per comunicare, condividere foto o esperienze di giornata. Torniamo indietro con la memoria, in quegli anni in cui tutto ciò non esisteva e domandiamoci: come facevano le persone a comunicare tra loro? La risposta è semplice: si parlavano vis a vis o usavano la rete fissa per condividere informazioni. E’ vero che la società odierna, la tecnologia avanzata e soprattutto il sentirsi al passo con la modernità ha comportato quasi un obbligo nel possedere almeno uno smartphone. Ed è anche corretto rimanere al passo con i tempi. Ma quale può essere il rischio? In studio ascolto le preoccupazioni di genitori nei confronti di figli che passano molto tempo a chattare, twittare o ad essere connessi in Facebook. Ascolto anche le paure di adulti nel sentirsi soli o nell’avere difficoltà a trovare un partner: mi raccontano che, attraverso siti di incontri come Meetic o Tinder, in qualche modo superano i limiti di tempo che hanno a disposizione per frequentare situazioni in cui conoscere persone nuove o la timidezza di mettersi in gioco in una comunicazione diretta. E allora utilizzano lo schermo del pc per instaurare una forma di comunicazione con uno sconosciuto, conoscendolo e facendosi conoscere attraverso una descrizione digitata nella tastiera. Eppure questi adulti

sono cresciuti in un mondo in cui non esistevano i social network ed hanno imparato a relazionarsi con i coetanei, con gli adulti, con il mondo intero attraverso la più semplice forma di comunicazione: il discorso diretto con l’altro. Allo stesso tempo penso ai ragazzi, cresciuti in un mondo di twittate, chat…hanno mai imparato davvero a comunicare direttamente? E’ un modo per nascondersi dietro alla paura o all’incertezza? Se comunichiamo in famiglia è più facile che i nostri ragazzi imparino a comunicare anche fuori di essa. Dobbiamo, prima di tutto noi adulti, essere un esempio di comunicazione ed insegnare loro come affrontare le relazioni dirette. Allo stesso modo, se noi adulti affrontiamo ciò con difficoltà, disagio, è probabile che nella nostra famiglia di origine non abbiamo vissuto direttamente esperienze di comunicazione perché i nostri genitori non comunicavano o parlavano poco. Quando i miei pazienti mi presentano problemi di insicurezza, poca autostima, facilità a ricorrere a forme di comunicazione indiretta come quella dei social network, ripercorro la storia comunicativa della loro famiglia di origine per indagare dove si è creato questo disagio relazionale che li ha portati a non essere in grado di instaurare una relazione diretta con l’altro. Spero di essere riuscita a farvi riflettere un po’ sull’importanza di comunicare e di non nascondersi dietro le incertezze della comunicazione diretta con il nostro interlocutore, ma provando ad affrontarle insieme al terapeuta. Psicologia Dott.ssa Francesca Polato - via Arzerdimezzo 4/A - Monselice (PD) telefono 348 3762878 francesca.polato@ordinepsicologiveneto.it

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non in grado di stimolare le cellule retiniche senza rende ragione della complessità del fenomeno da un danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi queste consumino alcune sostanze chimiche presenti secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli determinate fibre nervose. La grande complessità edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. dell’occhio è resa ancora più Una seduta laser dura pochi evidente se pensiamo che è Una seduta laser dura pochi collegato a circa il 40% del secondi, si effettua dopo aver secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non cervello! Ad ogni modo, questa dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione breve introduzione è riportata comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ solo per far capire che se in di dolore per il paziente inoltre possibile ripetere questi questa catena di eventi vi sono trattamenti in caso di recidiva delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il prendiamo ad esempio un colpo in una parte del corpo, grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a equilibri molto delicati che permettono ai liquidi noi usarla con intelligenza! fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali anche una Dott. Massimo Camellin cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad Via Dunant, 10 - Rovigo altre patologie oculari o generali, ci possono essere tel. 0425 411357 delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. mail: segreteria@sekal.it Ovviamente in questi casi la retina non funziona più web: www.lasek.it bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido


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Spettacoli Crucipiazza

The Best of Aldo Giovanni e Giacomo Live 2016

Dogi’s Half Marathon, a Dolo si corre anche sui Tacchi

Venerdì 15 aprile 2016, ore 21. 30 Sabato 16 aprile 2016, ore 21.30 Kioene Arena (ex PalaFabris) - Padova

Sabato 2 aprile - ore 15.30

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equisito indispensabile: un tacco di almeno 10 centimetri. E una buona dose di autoironia. La vigilia della Dogi’s Half Marathon, sabato 2 aprile, sarà animata dalla Corsa sui tacchi, un evento ormai tradizionale nelle ore che precedono il via dell’attesa mezza maratona lungo le strade della Riviera del Brenta. L’appuntamento è a Dolo, località di partenza e d’arrivo dell’edizione 2016 della Dogi’s Half Marathon, in programma domenica 3 aprile. Organizzata da Confcommercio Riviera del Brenta e Terziario Donna, la Corsa sui tacchi sarà un momento glamour e divertente dedicato a tutte le donne. L’occasione per incontrarsi e sorridere di sé stesse, ma anche per riflettere e approfondire temi di vita quotidiana. Il pomeriggio inizierà alle 15.30, al Confcommercio Point di Dolo, con un talk show interamente al femminile, al quale saranno presenti ospiti d’eccezione del mondo delle professioni e dell’impresa. Alle 16.30, spazio alla Corsa sui tacchi: indossati sandali e décolleté, le donne si sfideranno in volate di 15 metri all’insegna dell’ironia e dell’eleganza. I premi saranno davvero speciali: un paio di scarpe della prestigiosa griffe O Jour di Giorgia Caovilla per la vincitrice. Ulteriori riconoscimenti per le altre protagoniste. Un appuntamento al femminile, da non perdere.

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el 2016 il trio più amato d’Italia festeggia i 25 anni di carriera all’insegna della comicità. E per farlo sta preparando una straordinaria festa nel corso della quale ripercorrerà i suoi più grandi successi, riproponendo gli sketch più amati da pubblico e mai più portati in scena a teatro dopo le tournèe originarie. Questo nuovo show è un’occasione unica e imperdibile per applaudire dal vivo i personaggi e gli sketch più divertenti che hanno fatto la storia della comicità di Aldo Giovanni e Giacomo: vi siete persi I Corti, Tel chi el telùn, Anplagghed, oppure li avete amati tanto da rivederli centinaia e centinaia di volte? Allora non potrete mancare a questo straordinario evento live! La regia è affidata come tradizione ad Arturo Brachetti, che li ha diretti in tutte le produzioni teatrali (I Corti, Tel chi el telun, Anplagghed e Ammutta Muddica). In scena, la presenza immancabile di Silvana Fallisi. Aldo Giovanni e Giacomo saranno inoltre accompagnati dal vivo dalla grande orchestra dei Good Fellas, proprio come in Tel chi el telun. Biglietti disponibili online su zedlive.com fastickets.it e prevendite abituali. Informazioni www.zedlive.com - 049 8644888

Stadio · Pop-Rock d’Autore

Venezia Yachting in Venice Dal 21 al 25 aprile 2016 Nato dall’inedita collaborazione tra Expo Venice e I Saloni Nautici di Genova, la prima edizione di Yachting in Venice si propone già come un appuntamento destinato a diventare uno dei punti di riferimento per il mondo della nautica, una grande occasione per aprire gli orizzonti all’emergente mercato dell’Est. Tutta la città di Venezia sarà animata da un grande evento diffuso che coinvolgerà, in un percorso urbano all’interno dello stesso centro storico, tra palazzi e monumenti famosi in tutto il mondo, le più belle location della Laguna: il nuovissimo Pala ExpoVenice sarà la porta di ingresso per chi arriva da terra; nel canale Brentella prenderà vita il WaterPark dedicato al mondo della piccola nautica, con moltissime imbarcazioni da provare in prima persona; presso le banchine dell’Arsenale troverete ormeggiate le grandi imbarcazioni; e ancora, la Darsena di Sant’Elena, la banchina Adriatica di Venice Yacht Pier, le isole della Certosa con il Marina Vento di Venezia e quella di San Giorgio presso la Fondazione Cini e la Compagnia della Vela.

Pupo · Porno contro Amore

Venerdì 8 aprile 2016, ore 21.30 Gran Teatro Geox - Padova

Venerdì 15 aprile 2016, ore 21.15 Teatro Corso - Mestre

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Esce l’1 aprile Porno contro amore (Universal Music) il nuovo album di inediti di Pupo, a distanza di undici anni dal precedente lavoro discografico, L’equilibrista. Porno contro amore è il nuovo concept album autobiografico che ripercorre, in testi e musica, alcune delle tappe centrali della vita dell’artista, che ha sempre vissuto sul filo tra successi, cadute e risalite. Dodici canzoni prodotte e arrangiate da Fabrizio Vanni, produttore artistico già al lavoro con i Negrita e Il Cile. Un nuovo viaggio musicale con solide radici nelle sonorità anni ’80 e uno sguardo rivolto

opo il grande successo de L’ala tornante e Immagini del vostro amore Tour, il Pop-Rock D’autore degli Stadio torna dal vivo. Gli Stadio, vincitori a Sanremo 2016, sono Gaetano Curreri, Andrea Fornili, Roberto Drovandi e Giovanni Pezzoli. Produttore e autore è Saverio Grandi, che ha scritto con Curreri i più grandi successi della band. Le canzoni degli Stadio sono, finalmente, dopo anni di indagini, un caso risolto nella musica italiana: il loro è pop-rock d’autore, sono l’unica band italiana che riesce a coniugare il pop-rock con la grande musica d’autore, e sono un unico, stimato

laboratorio di canzoni di successo per sé e per altri. Il linguaggio della canzone si evolve continuamente e gli Stadio hanno un pubblico generazionale grazie alla loro duttilità musicale e alla versatilità della penna d’autore che firma con loro splendide canzoni. Biglietti disponibili online su zedlive.com, fastickets.it e prevendite abituali. Informazioni www.zedlive.com - 049 8644888

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Biennale Riviera del Brenta Terra del Canaletto Dal 23 al 25 Aprile 2016 Villa Valier, Mira (Ve)

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a Biennale Riviera del Brenta, si terrà dal 23 al 25 Aprile a Mira. La Biennale, ideata e curata dal Dott. Francesco Saverio Russo, nasce per dare la possibilità a pittori, scultori, fotografi di esporre le proprie opere in un luogo storico e molto importante. Già più di 150 gli iscritti, dall’Italia e dall’estero, traguardo importante per gli organizzatori e per il territorio. Sede della Biennale della Riviera del Brenta, sarà la splendida villa del ’500, Villa Valier. In questa residenza storica immersa in 20.000mq di giardino secolare vissero due Dogi della famiglia Valier e l’ultima Dogaressa di Venezia, Elisabetta Querini. Al suo interno stanze riccamente arredate e di grande suggestione, sala della Musica, Archeologica, del Caminetto, Grande Salone, Sala dei Quadri, dei Leoni, dei Dogi, d’Ercole. L’esposizione durerà dal 23 al 25 Aprile e verrà inaugurata giorno sabato 23 Aprile alle ore 15.00. Il vernissage continuerà sul battello, prestigiosa imbarcazione moderna, che ripercorrerà il percorso dell’antico Burchiello, antica imbarcazione in legno, utilizzata dai nobili veneziani, per collegare la Riviera del Brenta a Venezia, la crociera fluviale arriverà fino a Venezia. Un grazie particolare del Curatore a Mauro Genovese, Event Planner conosciuto a Venezia in occasione del Premio Marco Polo, organizzato a Palazzo Marin. Russo e Genovese assieme hanno creato quello che certamente resterà un appuntamento artistico culturale importante sul territorio veneziano ma con risonanza internazionale.

verso il futuro. L’album è arricchito da una collaborazione proprio con Il Cile (Non odiarmi e Sei tu); una versione inedita di Sarà perché ti amo, il brano scritto da Pupo e portato al successo dai Ricchi e Poveri nel 1981, e dalla title-track Porno contro amore, una ballata che racconta il dualismo interiore di un uomo diviso tra il sesso e il sentimento. In primavera Pupo sarà in tour per una serie di concerti in tutto il mondo.. Info www.teatrocorso.it Prevendite online www.ticketone.it e www.vivaticket.it


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Tavola

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Società

Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura INSALATA DI CAPPUCCIO AL CUMINO

PASTA ALLE MANDORLE

BROCCOLETTI ALLA FONDUTA

Ingredienti: 4600 g di cavolo cappuccio – 80 g di olive nere snocciolate – 2 C di semi di cumino – 4 C di limone – 2 C di olio – sale q. b.

Ingredienti: 300 g di pasta formato corto – 100 g di mandorle – 3 scalogne – 3 C di panna di soia – 1 ciuffo di prezzemolo – 1 pizzico di peperoncino – 1 pizzico di curry – sale e olio q. b.

Ingredienti: 2 broccoletti – 100 g di formaggio morbido – 2 C. di panna di soia – 1 pizzico di curry – olio e sale q. b.

Carmen Bellin

C

a r m e n Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

Nota Preparazione: lavare il cavolo, eliminare il torsolo e affettarlo a striscioline sottili. Tritare le olive e unirle al cavolo, aggiungere il succo di limone, l’olio, il sale e i semi di cumino. Lasciarlo macerare 10 minuti prima di servire.

Preparazione: pulire, tritare le scalogne e farle saltare in una padella oliata, tritare le mandorle finemente ed unirle alla scalogna. Saltare il tutto ancora per qualche minuto. Quindi spegnere, unire il sale, il peperoncino, il curry. Nel frattempo cuocere la pasta, scolarla, passarla nella padella per farla insaporire. Aggiungere il prezzemolo e la panna. Servire subito.

Preparazione: pulire e lavare i broccoletti, sbollentarli per 5-6 minuti in acqua bollente e salata, quindi scolarli, passarli nel piatto da portata, sciogliere il formaggio tagliato a dadini con la panna di soia. Decorare con questa fonduta i broccoletti uno ad uno. Servire ben caldo.

BIOLCA: WEB: WWW.LABIOLCA.IT – MAIL: INFO@LABIOLCA.IT – TEL. 049 9101155

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Ristorante Alla Fornace Locale tipico e caratteristico della Riviera del Brenta. Ampia sala per banchetti. Specialità Pesce con tutte le ricette della Tradizione Veneta. La Prenotazione avviene presso il Ristorante

Info: 041 932127 - 335 5294045

Statale 11 Riviera del Brenta Malcontenta (Ve) - Via Padana, 198

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La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.

Menù di Pasqua Aperitivo della Casa con salatini Antipasti Schiette con polentina Antipasto Fornace: Gamberetti, Polipi con sedano, insa lata di mare, latticini di Seppia, Gamberoni, 1/2 Astice al prosecco Primi Linguine al Salmone affumicato Farfalle con Scampi e funghi Secondi Grigliata mista di pesce (Orata, cod a di Rospo, Scampo) Vassoi di frittura mista con polentina, Insalatine di stagione Dolci Tartufo gelato con liquore Colomba Pasquale e vino moscato Sgroppino Caffè e Grappa della casa Vino e Acqua Minerale compresi

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Oroscopo

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Oroscopo

Ariete Vitalità, dinamismo e voglia di fare vi impediranno di chiudervi in voi stessi per capire dove state andando. Vivete!

Toro Anche se il mese si apre imbronciato non dubitate, presto potrete guardare con serenità al sole. Se desiderate farlo: partite.

Marzo L’aria pulita di primavera rinnova l’energia vitale: ogni cosa è possibile, specie in amore!

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Bilancia Vi aspetta un mese piacevole e divertente: la vostra vita sta migliorando parecchio e ne siete consapevoli.

Scorpione Il vostro cuore potrebbe essere vittima di alcune ombre. Andate oltre, la positività è un buonissimo antidoto.

Gemelli

Sagittario

Anche nel dubbio rimanete fiduciosi, la primavera vi porterà nuove idee e soluzioni a dubbi e problemi.

Battibecchi e spiacevoli equivoci potrebbero inclinare questo periodo ma avrete la forza per superare tutto.

Cancro

Capricorno

Sarete più aperti e socievoli del solito e la curiosità sarà il motore positivo di viaggi molto interessanti.

Vi aspetta una bella novità, specie se terrete a freno l’emotività. Avete energia da vendere, approfittatene.

Leone

Acquario

Emotivamente sarete un pò tesi anche se il mese vi riserverà molte vie d’uscita per migliorare il vostro stato.

Sarete concentrati sulla vostra situazione economica che sentite il bisogno di migliorare. Non dimenticate il divertimento.

Vergine

Pesci

Siate cauti nei rapporti interpersonali, le stelle non vi assistono troppo. Scegliete la parte centrale del mese se dovete chiarire.

Siate cauti e non intervenite con decisioni affrettate. Le cose hanno in sè le potenzialità per risolversi da sole.


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