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bassapadovana mar2019 n38

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

della Bassapadovana

MARZO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.38

Cultura p.17

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laPiazza è distribuita e certificata da

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IMPIANTO SANT’URBANO

Altri sette anni

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on-line: L’Europa e noi Ambulatorio Germana Urbani Veterinario direttore@givemotions.it Cartura D O M E N I C A M AT T I N A A P E R T O >

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Nulla di cui sorprendersi: l’Italia ha sempre vissuto Milan europee Robertocon lo sguardo Dr.rivolto Lideo aLuca leDr. elezioni se stessa, ord. Vet. PD 538 ord. Vet. PD 602 prendendole al massimo come un test sullo 349 1202137 349 4238734stato di salute del governo. Oggi, poi, lo scenario è segnato via Stazione, 13 - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) da un’opposizione (leggi il Pd) appena uscita da due via Padova, 220 - CAGNOLA DI CARTURA (Padova) anni di faticosa ricerca di una nuova leadership; e da un governo in cui entrambi gli alleati non solo non fanno mistero del loro euroscetticismo, ma sono anzi attivamente impegnati a cercare alleanze fuori dalle tradizionali famiglie politiche europee, chi facendo l’occhiolino ai gilet gialli e chi accompagnandosi con Orban. Come elettori, però, possiamo guardare con spirito diverso al voto del 26 maggio. Lasciamo da parte le beghe italiane e guardiamo all’Europa. Potrebbe sembrarci un’entità lontana, abitata da burocrati e banchieri. Se in parte lo è, la colpa è innanzitutto di una politica che ha lasciato a metà il sogno dei suoi servizièalle pagg. 6loe 7 fondatori. Fatta l’unione monetaria, mancato slancio indispensabile ad andare oltre. Ma quel che c’è è già tanto, anche se rischiamo di non accorgercene. L’Europa unita significa avere in tasca l’euro, innanzitutto. Una cosa scontata per i nostri figli, una grande conquista per chi ricorda i tempi in cui prima di partire si andava in banca a comprare marchi o franchi. Così come è ormai scontata l’idea di attraversare la frontiera senza più dogane, passaporti, controlli, perché parte di uno spazio comune in cui abitiamo con tutti i diritti. E ancora, senza il sogno europeo difficilmente sarebbero nati l’Erasmus, il servizio civile internazionale, gli scambi universitari. I nostri giovani che vanno a lavorare a Barcellona o a Monaco di Baviera sarebbero stati emigranti come i loro nonni, e non cittadini dell’Europa. L’Unione Europea è perfetta? Certamente no. Ma è il nostro presente e, spero, il nostro orizzonte futuro. Per renderla più efficace, il voto rimane lo strumento migliore. Mancano due mesi: informiamoci bene, e votiamo guardando a Bruxelles, non a Roma o a Venezia.

Monselice chiamata al voto una competizione affollata Tra partiti e liste civiche sono già numerosi i candidati che si sfideranno alle amministrative, ecco chi sono e cosa propongono

MONSELICE, IL PUNTO

Impianti sportivi rinnovati grazie agli investimenti TRA ESTE E MONSELICE

Lavori in vista per collegare il Palasport ESTE, AMBULANTI

Rivoluzione al mercato con gli incentivi ESTE, AL MUSEO

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l 26 maggio siamo chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento europeo. A Bruxelles manderemo 76 deputati, più del 10 per cento del totale, scelti con metodo proporzionale nelle cinque circoscrizioni in cui è suddiviso il nostro Paese. Mancano solo due mesi, ma ancora questo appuntamento di fondamentale importanza non trova spazio nelle agende dei partiti e nelle scalette dei telegiornali. segue a pag 3

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L’ECONOMIA CIRCOLARE DI SESA ENTRA IN CAMPO CON IL COMPOST. Una soluzione naturale dalla terra alla terra.

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ompost è un neologismo, coniato circa 35 anni fa, per indicare un materiale sostitutivo della torba ricavato a partire dal rifiuto organico. Prima di venire differenziato il rifiuto umido finiva in discarica, mescolato a tutti gli altri rifiuti e generalmente smaltito in immense buche con grandi problemi di inquinamento. Se dovessimo spiegare cosa è il compost a un bambino potremmo fare l’esempio della marmellata. Come la marmellata si fa a partire da materiale organico che subisce una lavorazione e come la mar-

mellata nutre noi, così il compost nutrirà la terra. Va da sé che nelle sostanze destinate ad essere compostate, cosi come in quelle che usiamo per alimentarci, non si deve buttare nulla di non adatto ad essere assimilato. Quindi, prima di tutto, niente plastica. Perché il compost si produce solo con sostanze che arrivano dalla terra e tornano nella terra per renderla più fertile.

dagli scarti organici (umido domestico, erba, foglie e ramaglie) raccolti con il porta a porta. Il compost è un ammendante naturale, apporta humus ed elementi di origine biologica al terreno, preservandolo dai fenomeni dell’erosione e della desertificazione. Con la trasformazione del rifiuto umido in compost otteniamo tre vantaggi: – riduciamo il rifiuto destinato allo smaltimento finale in discarica. – limitiamo il ricorso ai concimi chimici di sintesi industriale.

– nutriamo la terra di quelle componenti necessarie a garantire la buona crescita delle colture.

Il ruolo dei cittadini nella produzione di un buon compost Per raccogliere l’umido domestico nelle nostre case è importante evitare di usare le buste di plastica. La plastica tradizionale (già fuorilegge da oltre un anno) è un materiale che non si degrada. Quindi inquina.

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L’Europa e noi Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Lunga vita alla discarica U

Altri sette anni di attività per l’impianto di Sant’Urbano

n milione di metri cubi di rifiuti in più e altri sette anni di vita. E tante proteste, comprese quelle dei sindaci dei Comuni limitrofi. Fa discutere il progetto di ampliamento che interessa la discarica tattica regionale di Sant’Urbano, presentato recentemente da Gea srl, società che gestisce l’impianto. Il progetto prevede un miglioramento delle pendenze dell’attuale discarica, necessario a scongiurare infiltrazioni e cedimenti inevitabili dopo ormai trent’anni dall’avvio di questo sito. Il rafforzamento delle pendenze, tuttavia, porta con sé un innalzamento della quota finale della discarica, che da 16 passa a 21 metri. Questo permetterà di aumentare la capienza dell’impianto di 1 milione di metri cubi (i 3,8 milioni di metri cubi attuali diventeranno dunque quasi 5), quanto basta per allungare la vita della discarica di sette anni, dal 2022 al 2029. Gea realizzerà inoltre nuovo impianto di trattamento del percolato (il costo è di 2 milioni di euro) che sarà operativo a ottobre: servirà a trattare 30 mila tonnellate annue di percolato (il liquido che si forma in discarica quando l’acqua filtra tra i rifiuti), che ad oggi viene dirottato ai depuratori di Monselice e Rovigo, facendo uscire ogni anno almeno 1.000 camion carichi Germana Urbani di percolato dall’impianto di Sant’Urbano. >direttore@givemotions.it< L’ampliamento della vita della discarica ha trovato la ferma opposizione dei comitati ambientalisti, ma anche dei sindacil 26 maggio siamo chiamati alle urne per eleggere il di Vighizzolo d’Este, Vescovana e Villa Estense, secondo cui lanuovo Parlamento europeo. A Bruxelles manderediscarica non ha portato alcun beneficio al territorio. C’èmo da 76 deputati, più del 10 per cento del totale, scelti scommettere che le polemiche non finiranno qui. con metodo proporzionale nelle cinque circoscrizio-

Nulla di cui sorprendersi: l’Italia ha sempre vissuto le elezioni europee con lo sguardo rivolto a se stessa, prendendole al massimo come un test sullo stato di salute del governo. Oggi, poi, lo scenario è segnato da un’opposizione (leggi il Pd) appena uscita da due anni di faticosa ricerca di una nuova leadership; e da un governo in cui entrambi gli alleati non solo non fanno mistero del loro euroscetticismo, ma sono anzi attivamente impegnati a cercare alleanze fuori dalle tradizionali famiglie politiche europee, chi facendo l’occhiolino ai gilet gialli e chi accompagnandosi con Orban. Come elettori, però, possiamo guardare con spirito diverso al voto del 26 maggio. Lasciamo da parte le beghe italiane e guardiamo all’Europa. Potrebbe sembrarci un’entità lontana, abitata da burocrati e banchieri. Se in parte lo è, la colpa è innanzitutto di una politica che ha lasciato a metà il sogno dei suoi fondatori. Fatta l’unione monetaria, è mancato lo slancio indispensabile ad andare oltre. Ma quel che c’è è già tanto, anche se rischiamo di non accorgercene. L’Europa unita significa avere in tasca l’euro, innanzitutto. Una cosa scontata per i nostri figli, una grande conquista per chi ricorda i tempi in cui prima di partire si andava in banca a comprare marchi o franchi. Così come è ormai scontata l’idea di attraversare la frontiera senza più dogane, passaporti, controlli, perché parte di uno spazio comune in cui abitiamo con tutti i diritti. E ancora, senza il sogno europeo difficilmente sarebbero nati l’Erasmus, il servizio civile internazionale, gli scambi universitari. I nostri giovani che vanno a lavorare a Barcellona o a Monaco di Baviera sarebbero stati emigranti come i loro nonni, e non cittadini dell’Europa. L’Unione Europea è perfetta? Certamente no. Ma è il nostro presente e, spero, il nostro orizzonte futuro. Per renderla più efficace, il voto rimane lo strumento migliore. Mancano due mesi: informiamoci bene, e votiamo guardando a Bruxelles, non a Roma o a Venezia.

L’Europa e noi

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ni in cui è suddiviso il nostro Paese.

Nicola Cesaro Mancano solo due mesi, ma ancora questo ap-

della Bassapadovana

puntamento di fondamentale importanza non trova spazio nelle agende dei partiti e nelle scalette dei È un periodico formato da 16 edizioni localitelegiornali. mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e Redazione: segueLocale: a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione l’8 marzo 2019


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Monselice

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Impianti sportivi A che punto siamo

“Investimenti per le nuove strutture” L’assessore Andrea Tasinato: “Oltre 1,3 milioni di euro tra pista, campo da rugby, pista di atletica, luci e lavori”

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ilancio tutto in positivo per l’impiantistica sportiva monselicense. A tracciare lo stato dell’arte è l’assessore Andrea Tasinato. “Quando si parla di impiantistica sportiva a Monselice mi preme sempre ricordare che abbiamo l’unico tracciato di pump tracking in Italia realizzato in pianura - spiega l’assessore una pista sorta in un’area prima abbandonata a sé stessa e rivalutata grazie a un bando finalizzato ad incentivare progetti sportivi”. Ma la pista di pump tracking è solo la punta dell’iceberg di una serie di investimenti. In primis la

pista di atletica che ha richiesto 400 mila euro, altri 450 mila ne sono serviti per il campo da rugby vicino alla chiesa del Redentore, 140 mila euro per l’impianto di illuminazione dello stadio comunale che prima ne era completamente sprovvisto più altri 220 mila per la ristrutturazione di spogliatoi, bagni e recinzione, 70 mila euro per la copertura del campo da tennis e infine 50 mila euro per una lunga serie di miglioramenti eseguiti sul palazzetto di Schiavonia. “Abbiamo sempre spinto per creare nuove opportunità di miglioramento - ha continuato

L’assessore Andrea Tasinato e, sopra, lo stadio di Monselice

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Tasinato - le società sportive sono fondamentali per la crescita dello sport del territorio e senza un’impiantistica adeguata non possono di certo riuscire nel loro intento. Mai come in questi anni sono stati fatti così tanti investimenti che hanno permesso di ottenere un salto di qualità anche rispetto ai Comuni limitrofi. Tanto per citare un caso, nell’atletica leggera rappresentiamo un punto di riferimento per tutta la provincia di Padova. Ricordiamoci inoltre

che fino a poco tempo fa lo stadio comunale non aveva nemmeno l’impianto di illuminazione: un adeguamento che meritavano società sportive, giocatori e anche i tanti tifosi che seguono la squadra della loro città”. Cosa manca ancora all’appello? “Ora bisogna continuare a credere nelle strutture sportive per ristrutturare l’impianto natatorio e prevedere la costruzione di un nuovo campo da calcio”. Emanuele Masiero

Ascom, Fiocco rieletta a capo del mandamento

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irta Fiocco è stata confermata presidente Ascom del mandamento di Monselice per il prossimo quinquennio. L’elezione è avvenuta nel corso di un’assemblea alla quale era presente, fra gli altri, il presidente provinciale Patrizio Bertin. Nella riunione sono stati evidenziati alcuni problemi, a cominciare dalla “mancata sinergia coi visitatori del Castello di Monselice, che si limitano alla visita senza godere delle bellezze del centro storico e senza alimentare il commercio cittadino”. Si è poi posto l’accento sullo “spezzettamento del mercato” e sulla “mancata valorizzazione del centro commerciale naturale a tutto vantaggio di insediamenti in circonvallazione”, trattando anche una serie di questioni legate all’intero territorio mandamentale. L’assemblea ha quindi provveduto a rinnovare la compagine rappresentativa locale dell’Ascom. Nel dettaglio, il consiglio di Monselice risulta ora così composto: fiduciaria è Mirta Fiocco con Maristella Marcolongo, Giulia Bianchini, Maurizio Drago, William Garbin, Alberto Lemoni, Valeria Varotto e Michela Butti come consiglieri. I fiduciari dei comuni del mandamento, invece, sono: per Arquà Petrarca Giorgio Borin con Federico Crispino vice; per Battaglia Terme Antonio Calore con Cristiana Momolo vice; per Boara Pisani Mattia Guglielmo; per Due Carrare Stefano Cognolato; per Galzignano Terme Nicola Lissandrin; per Pernumia Chiara Breda; per Pozzonovo Luigi Lazzarini; per San Pietro Viminario Chiara Magagna; per Solesino Mario Ferri e per Stanghella Maurizio Gallana. Davide Permunian


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Monselice

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Verso le elezioni/1 I nomi dei candidati sindaco già usciti allo scoperto

Amministrative: in campo Giordani, Mamprin, Bernardini e Muttoni E

’ una corsa affollata quella 2009, Conte da tempo contesta la per la fascia di primo cittadi- politica di Lunghi e in particolare no di Monselice. Vero volto nuo- le scelte urbanistiche di questa vo della competizione elettorale giunta, a partire da quegli acè sicuramente quello di Sandro cordi tra pubblico e privato che Giordani, classe ’53, cugino del hanno fatto proliferare esercizi sindaco di Padova. A rrivato a commerciali come i supermarMonselice nel 1976 dove ha dato ket: “Non è vitale per me fare il vita al supermercato Despar di sindaco. E’ invece un dovere invia Valli, Giordani vanta un’im- terrompere la continuità di queportante carriera nel mondo del- sto governo, se questa deve essela grande distribuzione culmina- re rappresentata da Lunghi. Sono ta con ruoli di vertice nel gruppo pronto a dialogare con tutti, ad Aspiag e infine nel varo di un’a- una sola condizione: non andrò zienda di consulenza, la Ses Italy, dove c’è Lunghi”. Non è un nome che lo ha tenuto occupato sino a nuovo quello di Andrea Bernarpochi mesi fa. Ora in pensione, dini, altra confermata candidaabita in piazza Mazzini. E’ coortura. Il Movimento 5 Stelle lo ha dinatore della civica Sì Monselice scelto per la prossima sfida elete ha chiaramente torale, esattamente Si annuncia un come cinque anni affermato di poter e voler correre come fa. “Una scelta conconfronto candidato sindaco. vinta ed unanime di affollato e Si presenta con un tutto il gruppo che progetto in nove in questi ultimi 5 ricco di colpi punti che “guarda anni ha affiancato di scena, con a chiunque sia conAndrea nell’attività sorprese e vinto che la città di consigliere, nel avrebbe meritato di solco della continunovità più. Le nostre proità e dell’impegno poste sono frutto di due mesi di dimostrato in questo mandato”, lavoro intenso di persone eteroha sottolineato il gruppo grilligenee”. no locale. La Bedin non è l’unica Oltre all’assessore uscente donna ad aspirare alla poltrona Giorgia Bedin, dalla maggio- di sindaco: ad oggi c’è pure Silranza è confermata la candida- via Muttoni, avvocato 37enne, tura di Gianni Mamprin, assesgià vicepresidente del Consiglio sore all’Ambiente uscente, che pastorale e anima del gruppo ciha ricevuto l’appoggio anche vico Siamo Monselice. Nel totodel sindaco Francesco Lunghi. candidati, ma senza riserve sciolMamprin si è proposto forte del- te, compaiono anche l’attuale la grande esperienza e sicuro di vicesindaco Andrea Parolo e l’ex poter dare la giusta continuità assessore comunale e consiglieall’ultimo decennio di governo re provinciale Stefano Peraro. cittadino. C’è poi il gruppo civico AmbienChi invece non fa più parte di te e Società, vicino a Francesco questa maggioranza, pur essen- Miazzi, che ha criticato l’attuale do seduto in consiglio comunale mancanza di un candidato unico proprio grazie al gruppo di Lun- nel centrosinistra e nel mondo ghi, è Fabio Conte. Già sinda- civico. NIcola Cesaro co per due mandati, dal 1999 al

Da sinistra: Sandro Giordani, Gianni Mamprin, Andrea Bernardini e Silvia Muttoni

Museo SanPaolo: un affascinante viaggio nella storia, per grandi e piccoli

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a riaperto i battenti il museo SanPaolo, fino al 31 gennaio gestito dagli Amici dei Musei e adesso dall’associazione Lapis, vincitrice del bando. Il luogo, inaugurato nel marzo 2017, comprende al suo interno l’area archeologica dell’omonima chiesa altomedievale di San Paolo. Ad oggi è stato completato l’allestimento dei reperti più antichi, dalla Preistoria all’età romana: manca ancora invece la parte dedicata al medioevo. “Siamo felici di iniziare questa nuova avventura a Monselice. Abbiamo scelto di farlo a San Valentino perché è una ricorrenza molto sentita in città” dice Chiara Destro, presidente di Lapis. L’associazione è composta da archeologi

volontari, impegnati dal 2015 nella gestione delle aree archeologiche di Montegrotto Terme e di alcuni siti di interesse culturale ad Asolo, tra cui il Museo Civico e la Rocca. Gestirà il SanPaolo per due anni. Diverse le iniziative in cantiere: dai laboratori didattici per ogni età alla creazione di percorsi per ipo e non vedenti. Si potranno poi fare esperienze come ‘Una notte al museo’ e ‘Compleanno al museo’. Sottolinea Tiziana Privitera, vicepresidente di Lapis: “Il nostro obiettivo è innanzitutto quello di portare al SanPaolo tutti i cittadini di Monselice, perché il patrimonio qui custodito appartiene in primis a loro”. Per informazioni: www.sanpaolomonselice.it. (d.p.)

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Monselice

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Giorgia Bedin corre da sola “vogliamo poter fare di più”

A scuola si parla di donne e diritti

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L’assessore uscente è candidato sindaco per la Lega: “non rinnego il percorso fatto finora ma è necessaria una svolta”

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iorgia Bedin, candidato sindaco per la Lega alle prossime comunali di Monselice, assessore uscente dell’attuale giunta, determinata e giovane, ha dalla sua anche l’appartenenza alle quote rosa. Alla candidata leghista abbiamo chiesto quali saranno le prime tematiche su cui vorrebbe intervenire come sindaco. “Credo che le priorità siano sicuramente ambiente, lavoro, commercio e sociale - ha spiegato Bedin - sono temi su cui ci siamo sempre battuti e abbiamo lavorato moltissimo, ma tanto ancora bisognerà fare. Voglio un città a misura di tutti, dove vince il gioco di squadra perché Monselice è la nostra famiglia, è la nostra casa”. Dopo cinque anni di amministrazione a fianco del sindaco Francesco Lunghi,

l’assessore Bedin ha deciso di correre da sola. “Alle parole voglio far seguire i fatti e dare una svolta concreta a questa città. Ho imparato molto dalla mia attuale “squadra” con a capo Lunghi, ma il mio metodo di lavoro sarà diverso. Non sarò un sindaco chiuso, ma aperto ai cittadini, al dialogo, al confronto pubblico. Non rinnego il percorso fatto sinora, ma voglio essere concretamente vicina ai cittadini, condividere i problemi e ascoltarli. Ciò che manca all’attuale amministrazione”. Ma quali saranno gli elementi di continuità e discontinuità con il passato? “Proseguiremo e ci batteremo perché venga realizzato il secondo casello autostradale di Monselice sud con lo stesso vigore che ha dimostrato l’amministrazione Lunghi.

“E’ mancata la vicinanza ai cittadini, vogliamo metterci in ascolto con maggiore attenzione per migliorare la nostra città”

Siamo convinti che sia un’opera indispensabile per garantire una viabilità più idonea e sicura - ha affermato Bedin - rispetto a quanto fatto in questi 5 anni, di sicuro saremo molto più attenti e determinati nel migliorare la sicurezza della nostra città. Per noi è un tema di assoluta rilevanza e su questo punto non accetteremo passi indietro”. Emanuele Masiero

arzo è il mese della primavera e della donna. Anche il Comune di Monselice ne sta dando risalto con una campagna di sensibilizzazione nelle scuole secondarie superiori. “Insieme al Centro Veneto Progetti Donna di Padova abbiamo realizzato degli incontri - ha spiegato Barbara Soloni, presidente della commissione pari opportunità - in pratica si discuterà della differenza e della parità di genere tra uomo e donna affrontando anche gli aspetti normativi e sociali che spesso vengono tralasciati. In tutto sono coinvolte 8 classi con 4 incontri da 2 ore degli istituti Cattaneo e Kennedy. I giovani sono intelligenti e sensibili e anche da loro possono arrivare proposte importanti. Dall’oggi al domani però non si ottiene nulla: non dobbiamo dimenticare che le più grandi conquiste di civiltà, per ridurre le disuguaglianze di genere, hanno richiesto anni di dibattiti e iniziative prima di poter essere accettate”. E.M.

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Este

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L’iniziativa Formazione al Cfp Manfredini

Come diventare “maestri di moda” e trovare un lavoro Il progetto si chiama “Maestri di Moda” e si propone di preparare future figure professionali da inserire nel settore della moda. Protagonisti di questa iniziativa sono sì gli studenti che si ritroveranno ad essere formati, ma soprattutto le istituzioni e le aziende del territorio. Il progetto ha infatti visto l’adesione del Comune di Este, del Cfp Manfredini, del Sistema Moda di Assindustria Veneto e poi di Confartigianato Imprese Padova, Confcooperative Padova e soprattutto da ben 17 aziende del settore moda del-

ganizzati e gestiti direttamente dagli operatori del settore e dalle imprese che hanno aderito al progetto. Si tratterà infatti di percorsi pensati per soddisfare proprio le esigenze delle aziende, che ga-

rantiranno tra le varie cose anche la possibilità di alternare lo studio a stage all’interno delle loro strutture. Saranno proprio le aziende, approfittando del supporto logistico del Manfredini e della regia di Comune ed enti

e categorie, a sostenere questi progetti formativi individuando programmi e docenti e fornendo attrezzature e macchinari necessari alle attività didattiche. Nicola Cesaro

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Seicento firme per dire no alla fusione fra Este e Baone, la Lega invece spinge Fusione Este-Baone: un comitato raccoglie 600 firme di contrarietà, la Lega invece spinge. A riaccendere il dibattito sul matrimonio tra i due Comuni è il comitato CiwikaMente, associazione che ha promosso una raccolta firme per dire “no” alla fusione con Este. Sono state raccolta 600 firme, come spiegano le referenti di CiwikaMente, Caterina Zulato e Silvia Rovarin: «”No” alla fusione con Este, “sì” a forme di aggregazione con Comuni simili al nostro per dimensione e vocazione». Secondo CiwikaMente, gli attuali amministratori di Baone «tentano di “mettere

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la Bassa padovana. L’obiettivo è chiaro: formare lavoratori che poi possano effettivamente trovare posto nel tessuto produttivo del territorio. Come? Avviando dei corsi di formazione – pensati per i giovani ma anche per adulti in condizioni di emergenza lavorativa – all’interno del polo del Cfp Manfredini, fucina di talenti che è già impegnato nella formazione professionale nell’ambito della grafica, della ristorazione, del settore elettrico ed energetico e in quello meccanico. I corsi di formazione saranno ideati, or-

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il silenziatore” su questo argomento per poi riprenderlo subito dopo le elezioni. Polemica sull’iniziativa la Lega locale: “L’iniziativa di propaganda contro la fusione nasconde una precisa strategia volta a sviare l’attenzione dei cittadini da 24 anni di cattiva amministrazione che ha portato a una situazione finanziaria letteralmente disperata tale da non poter garantire neanche i servizi più essenziali. Ci riferiamo a ben oltre 2.500.000 di euro di mutui (con scadenze al 2044), cui si aggiungono oltre 1,8 milioni di ulteriori debiti registrati a luglio 2018”. (n.c.)


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Este

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Palasport Schiavonia ancora isolato La struttura usata dalle società di Este e Monselice, una delle palestre più importanti della Bassa, è ancora scollegata dalle principali vie di comunicazione: sarà realizzata una bretella con la regionale 10

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na struttura d’eccellenza che però è “scollegata” dalla principali vie di comunicazione. Il palazzetto dello sport di Schiavonia, struttura utilizzata dagli sportivi di Este e Monselice, è sicuramente una delle palestre più importanti della Bassa padovana, omologata anche per campionati ed eventi di rilievo nazionale. Peccato che il palazzetto non sia poi così accessibile, vista la totale assenza di una strada di accesso di giuste dimensioni. Per questo giunta comunale di Monselice – la struttura si trova a ridosso del territorio comunale di Este ma è gestita dal Comune di Monselice - ha approvato lo studio di fattibilità tecnicoeconomica per la realizzazione di un collegamento diretto tra la variante alla regionale 10 e il palazzetto dello sport della frazione Schiavonia, il più importante della città della Rocca. Il costo totale dell’intervento è di 459 mila euro, già inseriti nello schema di

bilancio di previsione 2019-2021. Oggi per accedere al complesso sportivo occorre affrontare della piccole stradine locali, inadatte ad esempio all’incrocio di due veicoli e spesso e volentieri impegnate da mezzi agricoli che ne compromettono la manutenzione. Per arrivare alla palestra dalla vecchia Padana Inferiore occorre svoltare in via Granzette: oltre alle strade modeste, anche l’incrocio non è dei più sicuri. Le proteste non sono mancate in questi anni, in particolare da società sportive, atleti. Per questo motivo si è scelto di realizzare una bretella sul lato nord della nuova regionale 10, che possa connettere il palasport ma anche la frazione di Schiavonia. Sarà un incrocio a raso, ovviamente pensato per chi arriva da Monselice. Un secondo intervento riguarda anche la realizzazione di una corsia di immissione nell’altra direzione: servirà dunque a chi uscirà dal palasport e dovrà raggiungere

A fianco, il palasport di Schiavonia, sotto, un evento all’interno della struttura

la Rocca. La corsia raccoglierà le auto che dal palazzetto arrivano alla nuova regionale 10 attraverso il sottopasso di via della Ferrovia e di via Granzette. Servirà ora una variante urbanistica, mentre l’apertura del cantiere potrebbe avvenire entro settembre. Per la

Tre mesi con “Femminilità” Tre mesi fitti di eventi, 28 appuntamenti e soprattutto la collaborazione di associazioni culturali e sociali, imprese e istituzioni culturali, compagnie teatrali ed enti del territorio. Durerà fino a giugno la terza edizione di “Femminilità”, il ricco ciclo di incontri dedicati al mondo della donna organizzato dal Comune di Este.

Cardiologia, numeri da record per l’ospedale di Schiavonia Il 2018 si è chiuso con numeri davvero importati per la Cardiologia del “Madre Teresa” di Schiavonia: 1.300 ricoveri e 1.000 procedure di emodinamica, di cui oltre 350 angioplastiche coronariche eseguite con strumentazioni d’avanguardia. I dati sono stati diffusi in occasione della nona edizione di “Update in Cardiologia”, un corso di aggiornamento sul trattamento delle malattie cardiovascolari ha riunito in ospedale oltre un centinaio di specialisti da tutta Italia per affrontare insieme alcuni fra i principali temi della specializzazione..

Morello ancora sugli scudi Vetrina d’eccellenza per Alberto Morello, titolare della pizzeria “Gigi Pipa” di Este. Il giovane pizzaiolo, che recentemente ha rinnovato il suo locale e che si è meritato un posto anche nella guida Michelin, è stato protagonista di “Masterchef Magazine”, la rubrica del celebre programma di Sky. Per la puntata “I segreti della Pizza Gourmet”, Morello ha presentato una pizza gourmet cotta al vapore e farcita con robiola, crema di carote e zenzero e verdure dell’orto.

Andrea Cesaro, giovane promessa dei fornelli, con Borghese a “Cuochi d’Italia”

“Cheff” Cesaro colpisce ancora A Este è conosciuto soprattutto perché docente di cucina al “Manfredini”. E’ arrivato un nuovo riconoscimento per Andrea Cesaro, cuoco di 30 anni di Montagnana, chiamato a rappresentare il Veneto nella nona edizione di“Cuochi

d’Italia”, il programma televisivo di Sky Italia condotto da Borghese, icona della cucina televisiva italiana. L’avventura di Andrea è partita ufficialmente lo scorso 8 marzo e il giovane chef è ancora in corsa per il titolo. Andrea è conosciuto da tutti come lo “cheff con due f”, nome che il giovane cuoco ha fatto proprio quando, anni fa, nel-

realizzazione dell’opera lo scorso settembre il Comune ha chiesto un contributo alla Regione Veneto, mentre già in ottobre Veneto Strade – competente sulla nuova regionale 10 – ha dato parere favorevole alla realizzazione (N.C.) dell’intervento.

la sua prima giacca da lavoro la sarta ricamò una “f” in più alla parola “chef”. Bombetta in testa, Andrea ha passato le rigide selezioni del programma televisivo di Borghese, trasmesso dal 2017 dal canale TV8: in ogni puntata due cuochi, che rappresentano altrettante regioni italiane, si sfidano in una doppia manche e vengono giudicati da due chef stellati, Gennaro Esposito e Cristiano Tomei. I concorrenti, in particolare, lavorano con prodotti e piatti tipici regionali. Docente del centro di formazione professionale salesiano “Manfredini” di Este, Andrea è chef del ristorante “Acqua Salata” nella spiaggia “Sabbia e Sale” di Isolaverde a Chioggia. Cresciuto a Santa Margherita d’Adige (oggi Borgo Veneto) ma da tempo residente a Montagnana, sposato con Valentina, appassionato di musica, Andrea spesso e volentieri anima show-cooking e tiene innovativi corsi di cucina. Vanta numerose collaborazioni, a partire da quella con il Consorzio di tutela del Radicchio di Verona Igp. Non è la prima volta che lo chef montagnanese partecipa ad un talent di cucina: poco più di un anno fa vinse infatti “Chopped”, gara di cucina trasmessa dal canale tematico Food Network e condotta da Gianmarco Tognazzi.


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Este

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Novità per il mercato: altri spazi e agevolazioni per i più costanti Dopo la denuncia delle “Civiche d’Este” sulle recenti criticità l’amministrazione ha messo a punto un piano di intervento anche per incentivare i commercianti

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uovi spazi per ambulanti, via le bancarelle dalla Pescheria e agevolazioni per chi garantisce una presenza costante: sono queste le novità annunciate dall’amministrazione comunale per il mercato cittadino. L’occasione per parlare dell’argomento è stata la denuncia delle Civiche d’Este: “Nel 2018 il Comune ha dovuto fare i conti con 9 cessazioni nel commercio ambulante cittadino. La distribuzione dei singoli operatori, d’altro canto, si presenta a “macchia di leopardo” già da diverso tempo e la frequentazione da parte dei cittadini sta notevolmente diminuendo”. Da qui l’invito all’amministrazione comunale di proporre un piano di razionalizzazione del mercato settimanale e soprattutto di pensare a incentivi per attirare commercianti e clientela in centro. Il vicesindaco e assessore al commercio, Aurelio Puato, ha assicurato che la gestione del mercato è in cima alle priorità del suo assessorato già da tempo: “Nel corso del 2018 ho fatto numerosi incontri con associazioni di categoria e soprattutto con esperti del mercato ambulante, proprio perché l’intenzione dell’amministrazione è riqualificare il mercato, in particolar modo quello del sabato. Tra l’altro, abbiamo ripreso il possesso di un certo numero di spazi che erano vuoti almeno dal 2010”. Si tratta di 37 piazzole, lasciate libere da ambulanti che via via hanno abbandonato il centro storico atestino. «L’intenzione quindi è quella di riprogrammare e riposizionare su questi spazi un certo numero di ambulanti” assicura Puato. L’assessore ha annunciato importanti cambiamenti nella disposizione delle bancarelle, come ad esempio lo spostamento degli ambulanti che si trovano oggi davanti alla Pescheria Vecchia, dove la fortissima pendenza crea non pochi problemi.

Uno scorcio del mercato settimanale di Este: ora il Comune ha messo a punto un piano di miglioramento

Puato ha anche annunciato la volontà di riconsiderare le tariffe di occupazione dello spazio da parte dei commercianti: “E’ nostra intenzione andare a premiare chi dà continuità di presenza rispetto invece a coloro che non sono continuativi o sono occasionali”. La piccola rivoluzione del mercato cittadino partirà solamente quando saranno terminati i lavori di manutenzione del porfido di via Principe Umberto. Nicola Cesaro

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E’ il carro degli Amissi del Zio il vincitore del Carnevale di Este: l’opera era intitolata “S.P.Q.R. (Sono pazzi questi ragazzi)”, con i protagonisti in vesti romane per trasmettere il messaggio per cui il coraggio, la forza e un briciolo di pazzia sono la chiave per affrontare ogni tipo di battaglia. (la foto è di Francesco Trivellato).

Una vita per la musica E’ mancato all’età di 90 anni Alfredo Fasson, artigiano e musicista molto stimato in tutta la Bassa padovana. Conosciuto da tutti con il soprannome di Ceto Papa, il maestro Fasson è stato per anni titolare dello storico panificio del Tresto, ma soprattutto un musicista di fama e molto coinvolgente. Il suo strumento era la fisarmonica.


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Este

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Restauro in diretta, dietro le quinte Una grande mostra dedicata a Giambattista Tiepolo per salutare il ritorno della celeberrima Pala, sarà anche possibile vedere di persona qualche fase della lavorazione sul retro del telero, l’ultimo intervento

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a pala del Tiepolo è tornata a Este e la città omaggia l’opera con una mostra interamente dedicata a Giambattista Tiepolo e ai protagonisti dell’incisione veneta del Settecento. “Santa Tecla intercede per la liberazione della Città dalla peste”, la pala del Tiepolo che ricorda l’ondata di peste che afflisse la cittadina euganea nel 1630, dal 1759 è ospitata dall’altare maggiore del duomo atestino. Il dipinto arriva da un restauro lungo sette anni che troverà compimento proprio all’interno del Museo Nazionale Atestino in occasione della mostra. L’esposizione, che durerà fino al 9 giugno, comprende infatti anche la pala del Tiepolo: i visitatori potranno vedere in prima persona qualche fase di lavorazione sul retro del telero, ultimo atto del delicato restauro dell’opera. Una esperienza unica pensata come “cantiere aperto” proprio in occasione della mostra, con

Il Museo Nazionale Atestino accoglie l’esposizione fino al 9 giugno, ecco le date in cui è possibile ammirare da vicino la splendida Pala

cui Este allestisce per la prima volta un percorso dedicato al Settecento veneto. Grazie alla mostra si possono conoscere da vicino i più importanti protagonisti dell’arte incisoria e della scena artistica dell’ultimo secolo di vita della Serenissima, dominato dall’astro di Giambattista Tiepolo. Sono esposte opere di

Longhi, Piazzetta, Bellotto, Ricci, Carlevarijs, Canaletto, solo per citarne alcuni. Non mancano le rarità, come la stampa di “Santa Tecla” di Lorenzo Tiepolo e la matrice originale con la pianta della “Città di Este” realizzata da Girolamo Franchini e che si riteneva dispersa. L’esposizione è aperta tutti i giorni,

dalle 8.30 alle 19.30. L’accesso al cantiere della pala di Santa Tecla è riservato invece al mercoledì dalle 9 alle 12 e al giovedì dalle 14.30 alle 17.30. Aperture straordinarie del cantiere sono fissate per sabato 23 marzo, sabato 27 aprile e sabato 8 giugno, dalle 9 alle 12. Di domenica, l’accesso ai lavori di restauro sul retro della pala d’altare sarà garantito il 7 aprile, il 12 maggio, il 2 e il 9 giugno dalle 15 alle 18. Si potrà accedere alla mostra e al cantiere aperto con il regolare biglietto del Museo. “La mostra è una prima assoluta per la nostra città, significativa dal punto di vista scientifico, perché presenta un confronto diretto tra il Tiepolo e i suoi contemporanei, in un percorso che consentirà di rivalutare il Settecento a Este quale grande stagione culturale, i cui protagonisti indiscussi sono stati senza dubbio Antonio Zanchi e Giambattista Tiepolo”, spiega il sindaco Roberta Gallana. (N.C.)

Rianimazione: cade il muro dell’isolamento Il reparto estende a otto ore l’orario di visita, ai pazienti coscienti sarà consegnato il “kit benessere”

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’ospedale Madre Teresa di Schiavonia è pioniere nella gestione del reparto di Anestesia e Rianimazione: il muro dell’isolamento sarà abbattuto grazie all’estensione dell’orario di visita a ben otto ore. Si tratta di un progetto sperimentale di umanizzazione delle cure, che si traduce in una revisione degli spazi e nell’interazione dei familiari. L’accesso al reparto di Rianimazione diventerà ad entrata libera per un intervallo molto più ampio rispetto a quello attuale. Spiega il direttore generale dell’Usl 6, Domenico Scibetta: “Aprire la Rianimazione al mondo esterno implica una modifica radicale non solo nell’organizzazione dell’attività, ma soprattutto un cambiamento di mentalità e di approccio all’assistito. Aprire la Rianimazione non vuol semplicemente dire “aumentare l’orario di visita” ma innanzitutto restituire centralità al paziente”. Il progetto prevede la consegna ad ogni paziente di un “kit” per aumentare i comfort: ai pazienti “coscienti” vengono forniti una serie di dispositivi per migliorare la permanenza in un ambiente come quello della Terapia Intensiva che comporta attività e illuminazione continue: mascherina per gli occhi (per proteggersi dall’illuminazione h24), tappi per le orecchie e cuffiette auricolari per il collegamento con dispositivi elettronici. (n.c.)


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Provincia

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L’iniziativa A Monselice la grande esposizione con laboratori creativi

“La fiaba è servita”, colori e suggestioni “magiche” M

agici pentolini, bambine affamate e orchi dalla gola mai sazia, volpi astute e lupi avidi dalla pancia vuota, pizze ballerine, principesse dal nome aromatico, alberi che portano frutti colorati come i capelli di ragazzine un po’ magiche. Colori e suggestioni che si potranno ammirare alla Mostra Internazionale dell’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede dal titolo “La Fiaba è Servita!” che ha preso avvio il 2 marzo per chiudere il 7 aprile nella splendida cornice di

Service e Far Magia e il sostegno di Libreria Fahrenheit, libreria per ragazzi Pel di Carota, Slow Food Veneto e associazione Melià. “Dopo il successo della mostra Terre di Fiaba (marzo 2018) – ha detto Trevisan - prosegue la collaborazione con la Fondazione Štepán Zaveel. Interpretando le tavole esposte si toccherà il delicato tema dell’alterità in un’ottica di condivisione. Un mondo da immaginare ascoltando le fiabe e da esplorare con lo sguardo, alla

L’immagine di un laboratorio dedicato alla fiaba, a Monselice fino al 7 aprile

ricerca dei segreti delle illustrazioni”. I commercianti hanno aderito all’iniziativa Vetrine Animate, realizzata con Ascom Padova Delegazione di Monselice e Due Punti Aps. Per tutto il periodo della mostra sulle vetrine dei negozi della città saranno realizzate, da giovani artisti del territorio, illustrazioni che reinterpretano le fiabe proposte nella mostra. (n.m.)

A Villa Pisani un percorso per “nutrirsi” di racconti, poesie e filastrocche Villa Pisani a Monselice. Iniziativa da zero a….99 anni, perché la fiaba piace a tutti. Una grande mostra d’illustrazione, visite didattiche, laboratori creativi, letture animate e proiezioni di film di animazione che quest’anno, visto lo strepitoso successo del 2018, fa il bis e con una settimana in più di apertura. A Villa Pisani è stato allestito un percorso espositivo di 75 illustrazioni tratte da libri che parlano di cibi fantastici, per nutrirsi di racconti, poesie e filastrocche. Durante la mostra saranno proposte attività didattiche studiate per le scuole dell’infanzia e primarie. L’iniziativa è stata presentata a palazzo Santo Stefano dal consigliere delegato della Provincia Vincenzo Gottardo, da Marco Trevisan, presidente Euganea Movie Movement, Paola Bulbarella marketing Aspiag Service Srl., David Tolin libreria per ragazzi Pel di Carota e Attilio Saggiorato di Slow Food Veneto. “Le fiabe – ha detto Gottardo– da sempre riescono a incantare e affascinare i bambini grazie alla capacità di stimolare divertimento e curiosità. La Provincia è lieta di sostenere iniziative come queste che facciano ritrovare anche nei genitori il desiderio di raccontare una storia ai propri figli”. La mostra è un progetto della Fondazione Št pán Zav el di Sarmede ed è organizzata da Euganea Movie Movement e assessorato alla Cultura del Comune di Monselice, con il patrocinio di Provincia e Regione, con il contributo di Despar Aspiag

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Concorso di poesia “Dammi il tempo”

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a poesia che racconta il tempo, declinato nelle sue mille sfaccettature. “Dammi il tempo” è il concorso letterario nazionale promosso dall’associazione Althedame di Este, punto di riferimento per la Bassa padovana e motore di poesia e arte. Il premio di quest’anno era appunto dedicato al tempo e, valore aggiunto di questa edizione, è servito anche a raccogliere fondi per il Centro Polo Blu, realtà attiva nel mondo dei servizi per l’età evolutiva e l’autismo. Per la sezione “Prosa adulti” al primo posto si è classificata Gaia Simonetti di Firenze con “Il tempo delle piccole cose”, seguita da Liliana Gatto di Genova e Beatrice Capodaglio di Sant’Urbano. La giuria popolare, composta dai soci dell’associazione, ha scelto “Preghiera in febbraio” di Pierluigi Tamborini di Casier, seguita dalle opere di di Liliana Gatto e di Rita Mazzon di Padova. Per la sezione “Poesia adulti”, la giuria tecnica ha assegnato il primo premio a “Francesco” di Flavio Provini di Milano; a seguire “Tempesta nel parco” di Mery Carol di Ciampino e “Il quarto d’ora” di Antonio Albanese di Bologna. La giuria popolare ha scelto “Voce da un prato di risorgive” di Maria Cec-

chinato di Fogliano Redipuglia, che ha preceduto Adriana Tasin di Madonna di Campiglio e Davide Permunian di Este. Per la sezione “Prosa giovani”, hanno vinto ex aequo “Il buco” di Marco Piantoni di Settimo Torinese e “Dammi il tempo...” di Asia Rolla di Vezzano Ligure. L’associazione ha scelto invece “Il tempo di una vita” di Gloria Zamori Ospedaletto Euganeo. Per la poesia giovane, il premio tecnico e quello popolare sono andati rispettivamente a “Briciole d’esistenza” di Irene Prando di Lozzo Atestino e a “Più tempo” di Giulia Ponzin di Este. Completano le due menzioni speciali in ricordo di Samuel Rizzo assegnate per la poesia ad Alice Zanchetta di Vo’ e per la prosa a Olga Navarin di Este. (n.c.)


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Provincia .

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Previdenza Già presentate le prime domande, i consigli del Patronato Acli di Padova

Corsa a quota 100: come andare in pensione anticipando i tempi Scatta la corsa alla pensione in anticipo sui tempi con l’entrata in vigore dell’ormai celebre decreto su “quota 100”. Le prime domande sono già state presentate e abbiamo chiesto al Patronato Acli di Padova di ricordare requisiti e modalità per accedere alla pensione. Dal 1° aprile 2019 potranno andare in pensione anticipata “quota 100”, spiegano i responsabili del Patronato, tutti i lavoratori che hanno maturato i 62 anni di età e i 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018. Se invece i requisiti saranno maturati dopo il 1° gennaio 2019 e prima del 31 dicembre 2021, la pensione quota 100 potrà essere erogata trascorsi 3 mesi dalla maturazione dei requisiti. Quanto ai requisiti, sono necessari sia per gli uomini che per le donne, 62 anni di età e aver maturato 38 anni di contributi. In altre parole con 65 anni di età e 35 anni di contributi non si raggiunge il requisito

Dipendenti pubblici o privati, cambiano solo le “finestre”

di quota 100. “Quota 100” riguarda tutti i lavoratori, dipendenti del settore privato e pubblico, i lavoratori autonomi o parasubordinati, indipendentemente dalla gestione contributiva. Il requisito contributivo può essere raggiunto cumulando i contributi versati in gestioni diverse, fatta eccezione per quelli versati nelle casse dei liberi professionisti. Non sono previste penalizzazioni o trattenute particolari, ricordano al Patronato Acli. Quota 100 è una libera scelta, un’opportunità per il lavoratore che comporta, essendo un’interruzione anticipata del rapporto lavorativo, un minore accantonamento dei contributi pensionistici. Dunque, a fronte di un minor versamento, ci sarà un importo minore di pensione. Il primo fondamentale passo è verificare se sussistono i requisiti e di valutarne la convenienza, in base alle proprie aspettative e necessità. Le opportunità per andare in pensione prima sono molteplici, con i loro pro e i loro contro: per una consulenza previdenziale personalizzata gli operatori del Patronato Acli di Padova sono a disposizione, anche al tel. 049601290.

Mentre non ci sono differenze tra dipendenti pubblici e privati, ricordano al Patronato Acli di Padova, per quanto riguarda i requisiti, al fine di consentire il regolare svolgimento dell’attività amministrativa, sono invece applicate al dipendente pubblico differenti regole per quanto riguarda la decorrenza della pensione con quota 100. Il dipendente pubblico che al 29 gennaio 2019, ha raggiunto i requisiti minimi potrà, se lo desidera, ottenere la pensione a partire dal 1° agosto 2019. Agli insegnanti e al personale Ata è stata data la possibilità di presentare le proprie dimissioni entro il 28 febbraio scorso, perché la finestra d’uscita è unica ed è già scaduto il termine per rassegnare le dimissioni e smettere di lavorare alla fine dell’anno scolastico in corso. Chi raggiunge i requisiti nel periodo che

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va dal 30 gennaio 2019 al 31 dicembre 2021 avrà diritto alla pensione decorsi 6 mesi. Anche per i dipendenti pubblici non si decade dal diritto alla pensione quota 100 se la domanda non viene presentata entro le scadenze: trascorsi 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti sarà possibile accedere alla pensione quota 100 in qualsiasi momento, anche dopo il 31 dicembre 2021. Il dipendente pubblico che accede alla pensione quota 100, per poter ottenere la liquidazione deve seguire le normali regole già in vigore.


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Cultura .

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Padova è “capitale” dei fumetti Due giorni in Fiera con “Be Comics!” tra editori, tornei, simulazioni, prove sul campo di videogames e giochi da tavolo, collezionismo, modellismo e miniature. Per i più piccoli non mancheranno i laboratori

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orna a Padova per il terzo anno Be Comics! la manifestazione dedicata al mondo del fumetto, dei giochi, dei videogames e della cultura pop. Sede principale della due giorni, in programma per il 23 e 24 marzo, saranno per questa edizione i padiglioni della Fiera di Padova, dove troveranno posto editori di comics e di manga, stand di fumetti, tornei, simulazioni e prove “sul campo” di decine di giochi da tavolo, senza tralasciare le attrazioni dedicate ai collezionisti e agli appassionati di modellismo e miniature. Spazio anche ai videogames, con un’area completamente dedicata e decine di postazioni per testare le novità in campo gaming. Gli appassionati dei manga potranno tuffarsi nell’area Japan con eventi dedicati alla lingua giapponese, approfondimenti sul cibo, aree food tematiche e stand dove acquistare gadget, action figures, pezzi per collezionisti. Special

events, sfilate, workshop accontenteranno invece i fan del cosplay, con stand nei quali acquistare accessori e abiti per poter completare il proprio costume o iniziare ad approcciare questa passione. Anche i più piccoli troveranno un’area dedicata con un programma di laboratori e attività ludico-creative connesse al mondo del fumetto, dell’illustrazione, ma non solo, e creati in collaborazione con i migliori professionisti del settore. Ricco anche il programma culturale, che offre ampia visibilità agli autori e alle novità editoriali, ma anche live di musica e disegno e un’area dedicata agli ospiti, che si alternano per offrire al pubblico la possibilità di vedere dal vivo la nascita di una tavola, con dediche e speciali signing session. Tra i nomi di spicco ci sono Tuono Pettinato, Dario Moccia, Fumettibrutti, Marco Mastrazzo, Bruno Cannucciari, Emiliano Pagani, e tanti altri.

Elisa al Geox: “Diari Aperti” L’11, 12 e 13 aprile Elisa torna al Gran Teatro Geox con il suo nuovo album “Diari Aperti”, sincera, spiazzante e poetica. In linea con l’atmosfera del nuovo disco, Elisa ha scelto la dimensione intima e avvolgente del teatro privilegiando il più possibile il rapporto diretto con il suo pubblico. Un appuntamento da non perdere per tutti i suoi fans. (l.o.)

Cosplay interpretano i personaggi preferiti di fumetti e manga

Il Centro Culturale Altinate San Gaetano si conferma invece la location riservata alle mostre, accogliendo una serie di esposizioni che saranno aperte in occasione delle due giornate del Festival, ma che resteranno aperte gratuitamente al pubblico sino al 7 aprile. A partire da una speciale mostra antologica che illustra il mondo del fumetto d’autore ci-

nese, accompagnata dalla presenza di Zuo Ma, giovane autore direttamente dalla Cina. Un focus viene riservato all’antologia Post Pink (Feltrinelli Editore), con lavori originali di nove giovani autrici italiane impegnate in una serie di racconti brevi che indagano l’universo del corpo femminile. Da citare anche l’esposizione di una selezione di

tavole originali dal graphic novel Il futuro è un morbo oscuro, dottor Zurich!, del duo di autori padovani Alessandro Lise e Alberto Talami. Da non perdere infine la mostra dedicata al maestro del fumetto italiano Attilio Micheluzzi, in particolare al suo fumetto Titanic, in cui immaginò la più famosa tragedia del mare. Ad affiancare il lavoro del compianto maestro, la mostra di uno dei graphic novel più apprezzati usciti nel 2018, Kraken del duo Bruno Cannucciari e Emiliano Pagani. Le due mostre si svolgeranno nella galleria Spazio Ognissanti 33. Il programma completo di Be Comics è consultabile sul sito web: https://www.becomics. it/2019/. Laura Organte

Verso le Elezioni 2019 elezioni

“Sperimentando”, la scienza alla portata di tutti Torna fino al 16 aprile Sperimentando, la mostra scientifica interattiva dedicata a grandi e piccini, quest’anno intitolata La scienza per tutti. L’esposizione consente di toccare con mano fenomeni naturali, di osservare e fare esperimenti, scoprendo i segreti delle reazioni chimiche, dell’energia e delle sue trasformazioni ed esplorando il legame tra scienza e nuove tecnologie, tra semplice e complesso, tra storia della scienza e attualità. Laboratori, eventi, conferenze nelle scuole, visite a musei e laboratori completano il programma della manifestazione. (l.o.)

Angelo Aprile, “SenzaConfini” Angelo Aprile - fotografo, grande viaggiatore e appassionato di temi sociali - negli ultimi anni ha seguito con particolare attenzione il tema delle migrazioni, la globalizzazione e la diversità di questo mondo attraverso i suoi reportage. Il progetto SenzaConfini ha selezionato tantissime fotografie realizzate negli anni da Angelo Aprile e comprende una mostra in esposizione fino al 28 aprile nelle scuderie e nel cortile pensile di Palazzo Moroni, e un libro fotografico. (l.o.)

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000). PER INFORMAZIONI: tel. 049

8704884 · info@givemotions.it


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Sport

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La riflessione Mirco Battistella

Il presidente Mirco Battistella (foto di Adriano Volpin)

“Genitori, in campo con rispetto” Q

uelli legati al tifo e alla cultura ingiusto un fischio dell’arbitro ci si sportiva sono temi sempre di sente legittimati a urlargli contro, stretta attualità in Italia. Ne parlia- ma spesso lo si fa senza conoscere mo con Mirco Battistella, che dal a fondo le regole del gioco. Inoltre febbraio 2017 ricopre la carica di non dimentichiamo che un diretpresidente della Polisportiva Retore di gara deve scegliere in una dentore, punto di riferimento im- frazione di secondo: se il pubblico portante per il territorio atestino. inveisce nei suoi confronti, di certo Una realtà composta da sei sezio- non lo aiuta a prendere la decisione ni: calcio, pallacanestro, pallavolo, migliore” osserva Battistella. Epputennis tavolo, atletica e tchoukball, re le cronache non hanno mancato per un totale di 470 atleti tesserati di registrare, anche di recente, epie una sessantina di persone impe- sodi di violenza nei confronti degli gnate nel ruolo di allenatori o di- arbitri: “Sono atti dettati dalla frurigenti. “Rispetto a qualche anno strazione, che nulla hanno a che fa a livello di tifo nel nostro Paese vedere con lo sport”. L’argomento abbiamo fatto sicuramente qual- è particolarmente rilevante in amche passo in avanti, in alcune dibito giovanile, quando in tribuna ci scipline più che in altre. Purtroppo sono i genitori. “I ragazzi sono i pricapita di assistere ancora a commi ad Express andare in difficoltà nel caso Riparazioni portamenti negativi, che non fanno in cui i loro padri o le loro madri bene allo sport. Quando si ritiene sugli spalti abbiano atteggiamenti

Il presidente della Polisportiva Redentore di Este segue una realtà composta da sei disciplne con 470 atleti e una settantina di tecnici e dirigenti

offensivi o inadeguati. Dare la colpa all’arbitro o all’allenatore se le cose non vanno bene a volte sembra diventata quasi una moda. Lo sport, invece, dovrebbe rappresentare un momento di condivisione di felicità, una festa per le famiglie. Per questo ai genitori suggerisco di non tifare mai ‘contro’ qualcuno, bensì di pensare a incitare la propria squadra, consapevoli che un match non è una guerra, ma un’opportunità di crescita e di confronto

leale. Consiglio anche di non puntare subito il dito, ad esempio contro l’allenatore, quando sorge un problema che riguarda il proprio figlio. È sempre preferibile cercare di comprendere una situazione parlandosi faccia a faccia con serenità”. Cosa deve cambiare in Italia? “Serve dare più spazio ai messaggi positivi che oggi arrivano soprattutto dalle cosiddette realtà ‘minori’, in primis l’atletica e le discipline paraolimpiche. Tanto per essere chiari: il nuovo tatuaggio del calciatore è gossip, non è sport. Il protagonismo fuori dal campo di qualche presunto campione ha spesso effetti negativi, perché attraverso i media diffonde esempi poco edificanti tra i ragazzi”. Per le nuove generazioni la pratica sportiva è comunque nella maggior parte dei casi un’esperienza dall’elevato valore formativo: “Quando fai parte di una squadra, esci dalla tua comfort zone. Impari a interagire con persone che ti possono piacere oppure no, hai delle regole da rispettare, sei stimolato ad aiutare i compagni e a dare il massimo per provare ad andare sempre oltre i tuoi limiti” chiude Battistella. Davide Permunian

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Este Calcio tra pareggi e un brutto scivolone

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re pareggi consecutivi e un pesante capitombolo interno: è stato un febbraio complicato in casa Este Calcio. Nella quinta giornata di ritorno, tra le mura dell’insidioso Cartigliano, è maturato un 2-2 ricco di emozioni. Pozza e compagni si sono portati sul 2-0 nel primo tempo con i centri di Giusti e Pizzolato. Non hanno però avuto la capacità di chiudere definitivamente i conti e così i vicentini ne hanno approfittato, accorciando le distanze prima dell’intervallo e completando la rimonta nella ripresa. Il risultato ha lasciato un po’ di amaro in bocca agli atestini, ma la prestazione è stata di buon livello. Nel turno successivo la squadra di mister Zanini ha incontrato al Nuovo Stadio il Trento, compagine pienamente invischiata nella lotta salvezza nonostante la rosa molto attrezzata. Dopo il gol del vantaggio siglato su rigore da De Giorgio, gli ospiti hanno acciuffato il pari all’ultimo respiro: è finita 1-1. Partita più vivace quella disputata il 17 febbraio al “Della Ricca” di Carlino contro il Cjarlins Muzane: ne è uscito un altro 2-2. L’Este ha sbloccato il tabellino nella prima frazione con Debeljuh, tornato alla rete dopo diverse giornate di digiuno. I padroni di casa hanno però raggiunto e poi superato i giallorossi in apertura di secondo tempo, prima che il solito Giusti ristabilisse la parità. Il nono turno ha invece visto gli uomini di mister Zanini capitolare per 3-0 in casa contro il Bolzano: uno smacco durissimo che ha messo a nudo una serie di limiti preoccupanti, dalla difesa colabrodo alla scarsa incisività in attacco. I tifosi sperano in una reazione di carattere da parte della squadra, per superare il momento no ed evitare di essere risucchiati nella zona calda della graduatoria. Davide Permunian

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#Politica

Reddito di cittadinanza: 140 mila i veneti disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego Il 6 marzo sono state aperte le procedure per le domande. Primi soldi a maggio

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ono in media 140 mila le persone che in un anno si rivolgono ai Centri per l’Impiego del Veneto. E due su tre trovano occupazione nel giro di 12 mesi. L’ultimo report dell’Osservatorio di Veneto Lavoro scatta una fotografia precisa della disoccupazione in Veneto, partendo dai dati amministrativi dei disoccupati iscritti ai CPI della regione. A leggere questi dati vien da pensare che da noi quasi nessuno percepirà il famoso reddito di cittadinanza. Ma nel giro di un mese sapremo quanti saranno i veneti a compilare la domanda per ottenerlo. A quanto assicurano dal Governo, non ci saranno scappatoie per i furbetti. Infatti, dopo le recenti riforme del lavoro, la condizione necessaria per vedersi riconosciuto lo stato di disoccupazione non è soltanto essere privi di impiego ma anche dichiararsi immediatamente disponibili al lavoro o ad una politica attiva, attraverso il rilascio di un’apposita “dichiarazione di immediata disponibilità”. Un passaggio obbligato per accedere a gran parte degli ammortizzatori sociali e ad altre prestazioni di welfare.

Il report di Veneto Lavoro si concentra proprio sulle DID rilasciate, quantificando in circa 140 mila il numero di persone che ogni anno si rivolgono ai Centri per l’Impiego di tutta la regione. Ma cosa accade dopo? I percorsi intrapresi dai disoccupati si suddividono in quattro tipologie principali: un periodo di disoccupazione di breve durata (inferiore all’anno) che interessa il 30% dei disoccupati; una disoccupazione superiore ai 12 mesi (10%); percorsi di precarietà nei quali si alternano periodi di disoccupa-

zione e periodi di lavoro di breve durata (25-30%), che spesso si concludono con uno sbocco lavorativo di maggiore prospettiva; un periodo di disoccupazione di lunga durata (25%). Analizzando i dati del 2016, su un totale di 138 mila disoccupati, 48.500 (pari al 35%) hanno trovato lavoro entro un anno, 6.300 (4,5%) hanno dovuto aspettare più di 12 mesi, 43.700 (31,6%) hanno iniziato un periodo di precarietà più o meno lungo e 34.700 (25,1%) sono rimasti in stato di disoccupazione.

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L’intervento del prof. Mario Bertolissi*

Autonomia Veneto: ci prendono in giro? “C

i si è chiesti e ci si sta chiedendo, da più parti, quale sia il ruolo, assegnato dalla Costituzione al Parlamento, nell’ambito della procedura, prevista dall’art. 116, 3° co., Cost., relativa all’autonomia differenziata, chiesta innanzitutto dalla Regione Veneto. Per rispondere al quesito, è necessario premettere le seguenti considerazioni: 1) l’art. 116, 3°co., Cost., dispone che il trasferimento di ulteriori funzioni e risorse avvenga “sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”. Stato, in questo contesto, equivale a Governo, essendo riservato alle Camere il compito di approvare la legge, che recepisce l’intesa, “a maggioranza assoluta”; 2) certo, il Parlamento deve poter esercitare un potere sostanziale, di natura politica. Tuttavia, è bene non dimenticare che la sua asserita centralità è stata sconfessata, ripetutamente, dalle più diverse maggioranze parlamentari: da qui una ragione di sospetto a proposito della tesi di quanti lo vogliono ora senz’altro protagonista. Infatti, c’è chi ha dichiarato che “Bisogna fermare il treno!”: impedire che Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna ottengano quel che la Costituzione consente; 3) in passato, il richiamo alla Costituzione è servito, il più delle volte, a neutralizzare le migliori intenzioni. E quando ha provveduto addirittura il Parlamento, con la legge costituzionale n. 3/2001, il Giudice delle leggi si è incaricato di depotenziare la riforma, in senso antiautonomistico. Si potrebbe continuare. Ma è bene essere chiari. Esiste un equilibrio, da rispettare, che riguarda, da un lato, il ruolo del binomio Governo-Parlamento e, dall’altro, quello della Regione. Il meccanismo dell’intesa rende la legge parlamentare di approvazione rafforzata. E’ indispensabile, allora, che il procedimento legislativo conservi i caratteri stabiliti dall’art. 116, 3°co., Cost., che differiscono da quelli ordinari di approvazione di una legge. Con questa conseguenza: se, nell’ambito del procedimento normale, il Parlamento detta le norme di principio e quelle di dettaglio, articolo per articolo, nel procedimento rafforzato, il suo compito si risolve nell’indicare gli enunciati più generali e programmatici, di indirizzo, connessi ai principi costituzionali implicati. Il che esclude facoltà emendative, che potrebbero favorire, piuttosto che buona fede e correttezza, un deleterio ostruzionismo: come è accaduto, finora, assai di frequente in passato. In breve: il Parlamento discute la bozza di intesa ad esso sottoposta; dà, ove occorra, le proprie indicazioni di massima; Governo e Regione elaborano il testo finale; il Parlamento provvede a maggioranza assoluta”.

Maria Pavan

*membro della delegazione trattante per l’autonomia differenziata della Regione del Veneto.

Assessore Donazzan: “Due lavoratori su tre ritrovano lavoro in 12 mesi” “G razie ai dati amministrativi di cui disponiamo – sottolinea l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan – possiamo conoscere con estrema precisione chi sono gli utenti dei Centri per l’Impiego, ipotizzare il percorso che li attende nella ricerca di un nuovo lavoro e individuare i servizi di cui hanno maggiore bisogno. Questo ci permette anche di predisporre politiche attive funzionali alle esigenze dei nostri disoccupati. Garanzia Giovani, Assegno per il Lavoro, iniziative di recruiting quali IncontraLavoro sono alcuni esempi degli strumenti che abbiamo

messo in campo per dare risposte concrete a chi ne ha maggiore bisogno. Circa la metà dei disoccupati che ogni anno si rivolgono ai Centri per l’Impiego del Veneto sono interessati da almeno un intervento di politica attiva. Nello specifico, il 40% risulta trattato con una misura di politica attiva, mentre un ulteriore 10% beneficia degli incentivi previsti per le assunzioni con contratto di apprendistato, a tempo indeterminato o altre specifiche tipologie contrattuali. A rimanere esclusi sono prevalentemente quanti trovano oc-

cupazione in brevissimo tempo e non necessitano quindi di specifici interventi, persone che presentano la dichiarazione di immediata disponibilità (DID) per motivi diversi dalla ricerca di occupazione (ad esempio l’accesso a prestazioni di welfare) e quanti, a dispetto delle dichiarazioni formali, non hanno interesse immediato a ricollocarsi, magari perché lavoratori stagionali o prossimi alla pensione. Complessivamente circa il 65% di quanti rilasciano la DID a un Centro per l’Impiego del Veneto trova lavoro entro 12 mesi, prevalentemente con contratto a tempo determinato”.


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Politica

Il Partito Democratico riparte dalle primarie

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Graziano Azzalin "Con Zingaretti si volta pagina”

Risultato straordinario in Italia e in Veneto. Bisato: “Dobbiamo farne tesoro”

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Nicola Zingaretti e Alessandro Bisato

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a Regione Veneto ha avuto un risultato splendido, difficilmente ipotizzabile solo poche settimane fa, in Italia e in Veneto, che dà un mandato pieno e forte al nostro nuovo segretario, Nicola Zingaretti”. Il segretario regionale del Partito democratico, Alessandro Bisato, commenta l’affluenza alle elezioni primarie che si sono appena concluse. “La straordinaria partecipazione alle primarie consegna al Partito democratico la grande responsabilità di costruire un’alternativa credibile alla maggioranza che regge l’attuale governo. Non potrà farlo da solo, magli elettori di centrosinistra hanno chiarito che il Pd dovrà essere il perno di questa alleanza. Per le elezioni Europee, così come per il futuro”. In Veneto si sono recati alle urne in totale 86 mila 942 persone, duecento in più rispetto alle ultime elezioni primarie del 2017. In quasi tutte le province c’è stato un aumento degli elettori, particolarmente si-

gnificativo a Belluno in termini percentua- Pd rimane un grande partito plurale proli e a Vicenza e Treviso in valori assoluti. A iettato al futuro. Questo significa che le Venezia, Padova e Verona il numero di vo- due principali aree che lo compongono, tanti è rimasto sostanzialmente invariato, una socialdemocratica e una riformista mentre un calo significativo si registra solo non potranno fare a meno l’una dell’altra. a Rovigo e provincia. Non solo in termini numerici, ma soprat“Iscritti, militanti ed elettori del Pd fan- tutto per produrre la sintesi politica di cui no una domanda espliciil nostro paese ha necesta di coesione”, ammosità per affrontare i pro"Il Pd rimane un nisce Bisato. “Un’unità blemi a livello territoriale, da esprimere in questa nazionale ed europeo”. grande partito fase in cui siamo all’opLe primarie svolte doplurale e proiettato menica 3 marzo hanno posizione nel Paese e in molte regioni ma anche a eletto anche i delegati veal futuro" memoria futura, quando neti all’assemblea naziotorneremo al governo. In nale del Partito democrapassato ci sono stati sbavature ed errori, tico. Sono 75 in tutto e di questi 16 fanno prendiamo nota della lezione e del fatto riferimento alla lista “Veneto per Martina”, che, ancora una volta, i nostri elettori ci 8 alla lista “Sempre avanti con Giachetindicano una via d’uscita e una strada da ti e Ascani” e 51 alla lista “Piazza Grande seguire”. Zingaretti”. Equilibrata la parità di genere, Infine è necessario sottolineare, e i risul- con un leggero favore per gli uomini, eletti tati definitivi ne sono la conferma “che il in 42, rispetto alle donne, 33.

on una partecipazione così vasta e un risultato altrettanto netto, il Partito Democratico può voltare pagina, mettendosi alle spalle una stagione di riforme farlocche e un’altra di opposizione a suon di pop corn. Il centrosinistra si sta rialzando e il PD può essere il punto di riferimento, facendo opposizione vera a un governo fin qui disastroso. Ma occorre essere chiari e conseguenti: le parole non bastano, servono azioni concrete”. Così il Consigliere regionale Graziano Azzalin commenta in una nota “La netta vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie per il Partito Democratico, un successo ampio anche in Polesine e soprattutto a Rovigo, dove il governatore del Lazio ha toccato il 78%. Questo voto esprime una voglia di cambiamento che dobbiamo saper declinare anche in chiave locale. Sul piano amministrativo, in vista delle prossime elezioni, è necessario costruire una larga e coesa coalizione attorno a un programma solido e condiviso, per andare oltre la nefasta esperienza Bergamin e allontanare le sirene leghiste che si presenteranno sotto bandiere che non hanno niente a che vedere con gli interessi di Rovigo. L’inconcludenza amministrativa ha acuito i problemi della città, il Pd dimostri di essere una forza aggregante e non escludente, la stagione dell’autosufficienza è finita. E da Rovigo può partire un segnale che sia di buon auspicio anche per le elezioni che si terranno in numerosi comuni polesani”.


on-line:

1994 2019

1994

PRIMA EDIZIONE

A Cavarzere esce il primo numero de La Piazza

È il 14 aprile 1994 quando per la prima volta nel Comune di Cavarzere viene recapitato il giornale La Piazza alle famiglie della città. La Piazza è il primo Free Press di informazione in Italia

1999

WEB

Nato nel 1994, il nostro giornale festeggia un quarto di secolo In 25 anni anni abbiamo raccolto migliaia di storie, dati e opinioni. Le abbiamo raccontate dando voce e visibilità alla gente del nostro territorio

Nasce il portale LaPiazzaweb

Da 25 anni nelle vostre case

Pionieri nel settore, già nel 1999 nasce il sito web di informazione locale dei giornali La Piazza, da subito il più ricco di informazione locale

2001

GIORNALI A COLORI

La Piazza è full color

2004

Nel 2001 La Piazza, con già oltre 12 edizioni distinte aggiunge ulteriore qualità al giornale, che viene stampato tutto a colori, per primo in Italia DOPO 10 ANNI

I nostri primi 10 anni

I primi 10 anni del giornale La Piazza segnano un grande traguardo, per tutti coloro che ci lavorano e che credono nel progetto

2015

SOCIAL MEDIA

I social media entrano in famiglia

Cresce la redazione web e LaPiazzaweb diventa Social, per un pubblico che vuole sempre essere aggiornato e che ci segue con fedeltà.

“Dichiarazione d’intenti”

RECAPITO CERTO

2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI

L’informazione locale a casa tua

La Piazza è certificata

Dal 2018 La Piazza è il primo mensile ad essere certificato da Recapito Certo, che ne attesta e garantisce la distribuzione mensile delle oltre 200.000 copie. Questa copia è certificata da

>Aprile 1999<

L

a nostra missione è quella di sviluppare, attraverso la crescita personale di ogni membro dell’organizzazione, il progetto “PIAZZA” e tutte le altre iniziative che abbiano come scopo lo sviluppo economico e sociale delle imprese e degli enti e che aiutino le famiglie a capire e a vivere meglio la società, mettendo a loro disposizione il miglior prodotto possibile. In ogni nuovo progetto verrà sempre richiesto il contributo attivo di ogni membro del gruppo e tale iniziativa dovrà sempre contemplare lo sviluppo e l’utilità per la società che ci circonda. La nostra organizzazione si svilupperà secondo i principi guida di coerenza, onestà e fiducia reciproca, privilegiando sempre la crescita e lo sviluppo delle persone che la accompagnano, promuovendo la formazione e favorendo i rapporti umani. La crescita professionale sarà determinata sempre dalle capacità professionali e dalla disponibilità verso gli altri e mai dai risultati economici. Il nostro obiettivo futuro sarà quello di rendere disponibile il progetto “PIAZZA” e tutte le altre iniziative al più alto numero possibile di famiglie ed imprese, per aiutarle a svilupparsi e a conoscere meglio la realtà dei territori che quotidianamente vivono.

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1998


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2018 2000

2010

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on-line:


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Economia

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Turismo Emanuele Boaretto, presidente di Federalberghi Terme

“Più introiti della tassa di soggiorno alla promozione turistica” "C

hiediamo che almeno il 50 % degli introiti della tassa di soggiorno versata dai turisti che pernottano e utilizzano le strutture ricettive di Abano e Montegrotto Terme sia destinata alla promozione turistica del territorio”. A fare questa precisa richiesta è l'architetto Emanuele Boaretto presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto. Una realtà associativa che rappresenta 64 alberghi sui 90 di quelli presenti nell'area termale. Ma è tutta la categoria che è da mesi in fibrillazione. L'imposta di soggiorno è rimasta nel 2018 invariata, e lo rimarrà anche nel 2019, e cioè 1.50 euro al giorno per gli hotel fino a 3 stelle, e di 2 euro per i 4 e 5 stelle. Gli introiti per le casse comunali previsti sono di 1 milione e 200 mila euro per le casse del Comune di Montegrotto, e 2 milioni e 400 mila per quelle di Abano. “Non chiediamo - afferma Boaretto - che venga reinvestito il 100 % della tassa di soggiorno in promozione turistica, ma una metà sì”. Boa-

retto va nel dettaglio. “Le destinazioni degli introiti della tassa di soggiorno a Abano e Montegrotto - spiega - sono troppo generiche e in larga parte legate solo indirettamente al turismo. Ad esempio a Montegrotto illuminazione pubblica e sfalcio del verde che insieme valgono oltre 700 mila euro (361.032 per il verde 371.120 per l'illuminazione) non possono essere caricate indiscriminatamente sul capitolo di spesa dell’imposta di soggiorno, che dovrebbe avere ben altri scopi. Il verde è coperto con l'88 % dalla tassa e l'illuminazione con il 64%. Chiediamo ci sia una concertazione preventiva con le categorie interessate, prima determinare le destinazioni degli introiti". Ma poi ci sono altre voci, non propriamente turistiche, finanziate dalla tassa di soggiorno: spese per la manutenzione delle fontane e dell'arredo comunale, e poi per la manutenzione, in entrambi i Comuni, delle strade. Però gli ultimi dati disponibili ed ufficiali che ci fornisce Federalberghi par-

L'ex deputata Pd Vanessa Camani

“Il territorio va armonizzato”

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ervirebbe più concertazione fra albergatori ed enti locali per decidere le destinazioni della tassa di soggiorno”. A dirlo è Vanessa Camani, ex deputata del Pd e che per tanti anni è stata consigliera comunale ad Abano Terme. “La legge, in tempi di riduzione dei trasferimenti agli enti locali, ha previsto – spiega la Camani – una destinazione degli introiti che non sia solo per la promozione turistica, ma anche per le necessità collegate delle comunità. Se quindi gli amministratori pubblici seguono le norme nella destinazione degli introiti, è anche vero che le priorità per il territorio dovrebbero essere decise con maggiore ed efficace collaborazione fra categorie economiche ed amministratori pubblici”. L'ex deputata poi rileva come l'Odg a tre anni di distanza ad ora non si sia rivelato uno strumento con grandissima efficacia per una programmazione turistica concertata. C'è poi il problema dell'armonizzazione della tassa di soggiorno. “E' chiaro - conclude – che se alcuni Comuni ce l'hanno come Abano e Montegrotto e altri che si trovano vicini no, questo può creare una sorta di concorrenza nello stesso comprensorio non certamente auspicabile”. Infine sulla questione chiedono più coinvolgimento nelle decisioni e trasparenza da parte delle amministrazioni comunali Stefania Chiarelli del gruppo di opposizione “ Abano Viva” e Susanna Bettio del gruppo di opposizione di A.A. centrodestra a Montegrotto.

Emanuele Boaretto

lano chiaro circa il peso di benefici che gli albergatori, attraendo turisti portano alle comunità delle due cittadine padovane. A Montegrotto Terme sono arrivati nel 2017, 235 mila turisti negli hotel per un numero di pernottamenti nei 365 giorni, pari a 890 mila pernottamenti. Extra alberghi sono arrivati 8365 turisti per un numero complessivo di 36094 pernottamenti. Ad Abano le presenze di turisti negli hotel sono di 494751 mentre i pernottamenti raggiungono il milione e 975 mila. Gli abitanti a Montegrotto sono 11331 e generano in manie-

ra teorica 4 milioni 135 mila 815 pernottamenti. A Abano i 20000 abitanti ne generano 7 milioni 300 mila e 730. “Da tutte le rappresentazioni numeriche - spiega Boaretto - si può notare il grande squilibrio esistente tra le due categorie e si intuisce il grande beneficio che traggono i cittadini di Abano e Montegrotto dai versamenti di tasse, tributi e tariffe che la categoria economica degli alberghi termali effettua ogni anno”. Il presidente di Federalberghi sottolinea come, dal 2000 ad oggi ad Abano e Montegrotto abbiano chiuso ben 23 alberghi e non ne siano stati riaperti di nuovi. “Purtroppo - continua Boaretto - in questo momento c'è difficoltà nell'attrarre turismo di lingua tedesca da Germania e Austria”. Resta poi il nodo dell' Ogd la Organizzazione della Gestione della Destinazione di cui fanno parte tutti i comuni del comprensorio. Per gli albergatori ad ora, non si sono visti passi concreti. Si sono interpellati, è la critica, “mega manager”, “iper esperti”

ma per promuovere il turismo anche all'estero servono strategie concrete, concertate passo per passo con gli operatori del settore. Infine Boaretto pone dei quesiti al sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello. “Il primo è la richiesta di accesso agli atti fatta - dice - ai sensi delle leggi vigenti, per conoscere le reali spese sostenute dal Comune, sulle quali poi calcolare la tariffa per il servizio di raccolta e smaltimento delle acque termali. A questa richiesta non è mai stata data alcuna risposta, evidenziamo che entro 30 giorni gli enti dovrebbero dare le informazioni chieste. Sono almeno 20 anni che chiediamo inutilmente, nel caso di Montegrotto, di conoscere questi costi, infatti la raccolta delle acque termali di risulta rientra nei servizi e quindi tariffa e non è assolutamente una tassa. Dov’è finita la tanto decantata trasparenza, casa di vetro tanto sbandierata? La legalità invocata è da intendersi a senso unico o biunivoca?”. Alessandro Abbadir

Intervengono i sindaci di Montegrotto e Abano

“Mancano versamenti da parte degli albergatori” “N

essuna mancanza di trasparenza, anzi. Ho a cuore da sempre la promozione del turismo, un turismo che cambia e deve affrontare la sfida delle nuove dinamiche”. A dirlo è il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello che mette l'accento però su un altro problema importante: quello del mancato versamento dell’imposta, un problema evidenziato per il Veneto da parte del Procuratore generale della Corte dei Conti. Tra tutti i Comuni del Veneto solo tre amministrazioni comunali si sono fatte sentire per segnalare i mancati versamenti e di conseguenza il danno erariale per le casse pubbliche. Una delle tre è il Comune di Montegrotto Terme, le altre due Padova e Venezia. “Ricordiamo commenta il sindaco - le lodi alla nostra amministrazione che sono state fatte nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Venezia. Conferma la bontà del percorso improntato alla legalità ed equità, nel rispetto e a tutela di tutti, albergatori e cittadini”. “Abbiamo segnalato, fortunatamente per pochissime strutture spiega l’assessore al bilancio, Pier Luigi Sponton - mancanze di versamenti per oltre 200 mila euro. L’imposta di soggiorno, da 1,5 a 2 euro a persona per le prime sette notti, viene versata dai turisti alle strutture ricettive, che operano come sostituti d’importa. Queste devono, a loro volta, versare ogni due mesi gli importi ricevuti

Da sinistra il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello, a fianco quello di Abano Federico Barbierato

come imposta di soggiorno al Comune”. “Da quando stiamo amministrando - spiega Mortandello - stiamo cercando di ricalibrare la somma raccolta con l’imposta di soggiorno perseguendo azioni con finalità turistiche sempre più specifiche, invertendo la visione delle precedenti amministrazioni sampietrine che utilizzavano l’imposta di soggiorno per finalità diverse da quelle della promozione turistica”. Anche il sindaco di Abano Terme Federico Barbierato dice la sua. “E' vero un fatto acclarato - ammette Barbierato - che non tutti gli introiti della tassa di soggiorno, una tassa di scopo, sono versati specificatamente per promozione turistica a causa delle situazione dei bilanci degli enti locali. La tassa si è utilizzata per finalità turistiche anche in modo più largo, anche per necessari interventi di abbellimento della città per un un turismo che non è più quello di decenni fa”. A.A.


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Il commento

Zaia: “Orgoglioso del nostro contributo ai trapianti”

“I

Salvo da tumore al fegato, trapianto senza precedenti a Padova

l Sistema Trapianti del Veneto ha contribuito con percentuali in doppia cifra al successo del settore nazionale, con i Centri di Padova e Verona nella top five. Ne siamo orgogliosi, perché, dietro a un trapianto che salva una vita, deve funzionare una macchina organizzativa e scientifica perfetta, che parte da un’espressione di volontà, passa per la donazione e arriva in una sala operatoria dove un ricevente è in attesa. Siamo riusciti a diminuire anche le liste d’attesa, che è il risultato più bello tra quelli che testimoniano un successo complessivo”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta i buoni risultati della Rete azionale Trapianti diffusi dal Ministero della Salute, e focalizza l’attenzione su dati inediti elaborati dal Centro Regionale Trapianti sull’attività 2018. “Il Veneto – rivela Zaia – ha contribuito per il 30,87% ai trapianti da donatori viventi (96 su un totale di 311); per il 14,53% a quelli da donatore cadavere (495 su 3.407); per l’11% dei donatori utilizzati (150 su 1.370)”. Sommando i trapianti da donatore vivente e quelli da donatore cadavere, il Veneto ha contribuito con 591 trapianti ai 3.718 totali in Italia. Padova detiene anche due record: è il primo in Italia per trapianto di rene da donatore vivente e per trapianto di pancreas da donatore cadavere. *Governatore del Veneto

L’oncologia e la ricerca spiegata grazie alle vignette

a pag 28

Alzheimer Le patologie a 61 anni, le della curecolonna del Ca’ Foncello giudicate lombare “eccellenti” a pag 30

Novità Luce Pulsata: per visite un metodo ed innovativo esami per la cura di dell’occhio sera secco aa pag pag 30 30

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L’oncologia e la ricerca spiegata grazie alle vignette

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Il commento

Zaia: “Orgoglioso del nostro contributo ai trapianti” “Significa centinaia di vite salvate – aggiunge Zaia - con un dato che testimonia più di ogni altra cosa il livello scientifico raggiunto: il 30,87% nazionale dei trapianti da donatore vivente, l’ultima frontiera del settore, la risposta più avanzata di medici e ricercatori ineguagliabili alla sempre forte necessità di reperire organi per vite in grave pericolo, anche se nel 2018 registriamo con gioia una discesa delle liste d’attesa: 1.249 persone contro le 1.295 del 2017”. I dati inediti del Veneto a cui fa riferimento il Governatore, indicano un andamento importante in tutti i Centri Trapianto del Veneto: Padova, Verona, Vicenza e Treviso. Il Centro Trapianti di Padova, nel 2018, ne ha realizzati 353 (63 quelli pediatrici) che salgono a 366 con i cosiddetti trapianti combinati, dei quali 193 di rene,102 di fegato, 30 di cuore. 30 di polmone e 11 di pancreas. 177 sono i trapianti realizzati dal Centro di Verona, di cui 114 di rene, 47 di fegato e 16 di cuore. I Centri di Treviso e Vicenza (solo rene) hanno effettuato rispettivamente 31 e 30 trapianti. Dei 30 di Vicenza, 14 sono stati da donatore vivente. Molto bene anche l’aspetto dei potenziali donatori, che sono stati 279, contro i 275 dell’anno record 2017, e l’attività di raccolta delle espressioni di volontà, in collaborazione con gli uffici anagrafe dei Comuni che, a fine 2018, aveva raggiunto le 187.000 unità.

Salvo da tumore al fegato, trapianto senza precedenti a Padova

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osa sono le cellule tumorali? Come fanno a svilupparsi? nicazione e cultura sociale, grazie al quale desideriamo far Come si fa a studiarle per cercare di combatterle e vin- comprendere a tutti come si sta muovendo, quali risultati sta cerle? Per rendere comprensibile a tutti come si sviluppano raggiungendo e dove può arrivare la ricerca in ambito oncolole neoplasie e come è possibile affrontarle, l’Istituto Oncolo- gico”, ha sottolineato Giorgio Roberti (Direttore Generale dello gico Veneto-IRCCS ha sviluppato un progetto di divulgazione IOV-IRCCS), “Lo abbiamo sviluppato con il contributo di tanscientifica nuovo e originale – L’oncologia spiegata, la ricerca te professionalità e competenze, rispondendo pienamente al a vignette –, basato su vignette e illustrazioni, che rappresen- mandato regionale che vuole il nostro istituto al centro delle attano oggi canali di comunicazione efficaci ed immediatamente tività oncologiche di cura e ricerca”. Sviluppato nell’arco di circomprensibili. “La parola tumore fa ancora molta paura”, è il ca dodici mesi da Giuseppe Opocher con la collaborazione di un commento che Giuseppe Opocher (Direttoteam composto dalla consulente scientifica re Scientifico dello IOV-IRCCS), ha proposto Sofia De Rosso, dalla giornalista scientifica La scienza continua per introdurre l’intero progetto. “Tuttavia Elisabetta Mutto Accordi e dall’illustratore - ha continuato - la concezione che la mag- a compiere importanti Marco Gavagnin, il progetto dell’Oncologia gior parte della società ha della malattia Spiegata si compone di sei capitoli, ognuno passi avanti e le spesso corrisponde a informazioni che sono presentato con un booklet di otto pagine. informazioni che i già state superate e non rappresentano la Il progetto l’Oncologia Spiegata dello IOV pazienti hanno dei realtà. La ricerca scientifica infatti continua nasce per essere diffuso on line sul sito e tumori sono spesso a compiere importanti passi avanti. Con sui canali social dello IOV e dei partner che superate questo progetto l’Istituto Oncologico Venehanno aderito all’iniziativa ed anche su tutto intende dunque spiegare con semplicità to il territorio padovano, con la circolazione i meccanismi che regolano il funzionamento del corpo umano di oltre 40mila copie per ogni singolo booklet per un totale di e quindi l’eventuale formazione di un tumore, i traguardi rag- 246mila copie, distribuite tra i supermercati Ali e gli Interspar giunti dai ricercatori, le scoperte ormai consolidate e i nuovi di Albignasego e Rubano a partire dal 12 febbraio, grazie all’imorientamenti”. “Si tratta di un progetto innovativo di comu- portante partnership creata con Ali Group e Despar.

U

n intervento chirurgico eccezionale ha salvato la vita ad un 47enne affetto da metastasi epatiche insperabili. Gli è stata trapiantata una piccola porzione di fegato da donatore vivente che in soli 17 giorni, dopo essere stata trapiantata a fianco del fegato malato, ha generato un organo sano. Il paziente di 47 anni, in questi giorni è ritornato a casa e ha ripreso la sua attività ordinaria. Era affetto da multiple metastasi epatiche da tumore del colon e giudicato inoperabile per il numero di metastasi che interessavano tutti i segmenti del fegato. Il Prof. Umberto Cillo Direttore della Chirurgia Epatobiliare e dei Trapianti Epatici dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova con il suo staff di professionisti altamente qualificati ha optato per un innovativo intervento che nasce dalla lunga esperienza nell’ambito della trapiantologia oncologica della Clinica di Chirurgia Epatobiliare. L’intervento chirurgico si è svolto

in due tempi: nel primo intervento un piccolo frammento di fegato donato da un familiare è stato trapiantato a fianco del fegato malato. Dopo la crescita del frammento donato che in 17 giorni ha raggiunto un volume tale da sostenere la vita, nel secondo intervento il fegato metastatico del paziente è stato rimosso per la prima volta al mondo a Padova con tecnica mini-invasiva in videolaparoscopia. Il folto team di esperti (chirurghi, anestesisti, tecnici della perfusione, strumentisti, infermieri e operatori di sala operatoria, oltre 20 persone specializzate) ha eseguito il delicatissimo intervento chirurgico combinando le 3 tecniche chirurgiche di alta specializzazione: L’asportazione di metà del fegato affetto da metastasi; Il trapianto in posizione ausiliaria della porzione di fegato donato (a fianco del fegato malato); L’asportazione in videolaparoscopia del fegato malato residuo dopo aver ottenuto una rigenerazione fino ad oltre il doppio del volume della porzione del fegato donato.

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Alzheimer a 61 anni, le cure del Ca’ Foncello giudicate “eccellenti” U

n caso di Alzheimer precoce trattato in modo eccellente sia dal punto di vista diagnostico che clinico. La rivista internazionale Journal of Alzheimer’s Disease ha “promosso”, collocandolo in prima pagina il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) dell’Azienda Ulss 2, diretto dal dr. Maurizio Gallucci, in relazione al caso di una donna colpita da Alzheimer. “Il caso è riferito a una signora di 61 anni - spiega Gallucci - che si è rivolta al Centro lamentando l’insorgenza di difficoltà di memoria e di attenzione, oltre alla progressiva incapacità di utilizzare gli strumenti informatici previsti dalla sua professione”. L’età non anziana e la rapida progressione delle difficoltà cognitive con ricadute negative importanti sul lavoro e sulla qualità della vita della paziente, hanno indotto Gallucci e la sua équipe a studiare il caso da ogni punto di vista possibile, non lasciando nulla di intentato. “Il caso si è presentato subito complesso - illustra Gallucci - mostrando aspetti di una malattia di Alzheimer a esordio precoce e atipico, con caratteristiche che richiamavano anche una demenza frontotemporale; anche le analisi genetiche non sono riuscite a distinguere tra le due malattie. L’ottimo lavoro di sinergia con Medicina

La demenza si presenta in diverse forme cliniche e spesso l’esordio è subdolo, mostrando sintomi sfumati nucleare ha consentito di dimostrare una cospicua deposizione di proteina amiloide nella corteccia cerebrale, accreditando maggiormente la diagnosi di una malattia di Alzheimer a esordio precoce e atipico. Ciò ha consentito di individuare la terapia più appropriata utilizzando i farmaci per l’Alzheimer che rallentano la progressione

Novità per visite ed esami di sera

della malattia”. La rivista internazionale Journal of Alzheimer’s Disease ha giudicato di eccellenza le modalità cliniche e diagnostiche con le quali è stato affrontato il caso: non solo ha pubblicato un articolo (https:// content.iospress.com/articles/journal-ofalzheimers-disease/jad180715) ma lo ha

N

noi l’idea di stare fermi, abbiamo deciso di fare nuovi passi avanti, apportando miglioramenti e novità a questa strategia. Puntiamo ad andare incontro al cittadino sempre di più anche da punto di vista logistico, oltre che da quello, fondamentale, delle liste d’attesa. Raggiungere un ospedale nei giorni prefestivi e festivi e nelle ore serali è, infatti, molto più comodo, evita perdite di tempo nel percorso e nella ricerca dei parcheggi, agevola le persone che non devono chiedere permessi di lavoro, aiuta le famiglie che possono conciliare i loro impegni quotidiani con la necessità di accompagnare un anziano o un disabile a ricevere una prestazione”. Delle 87.828 prestazioni erogate nel 2018, 48.225 sono state richieste in giorno prefestivo, 25.493 in orario serale, 14.110 in un giorno festivo.

i disturbi del comportamento quali deliri, allucinazioni, irritabilità e aggressività che mettono a dura prova i familiari e che comportano un pesante carico di assistenza. Pur non esistendo a tutt’oggi una terapia risolutiva per la demenza – prosegue - una diagnosi precoce ed accurata consente di mantenere più a lungo l’autonomia del paziente. L’approccio promosso dal CDCD di Treviso è quello di aggredire la malattia da diversi fronti contemporaneamente: con la prevenzione attraverso l’attività fisica, la lettura, la dieta mediterranea e le socializzazione; con la diagnosi sempre più precoce; con la terapia farmacologica e stimolazione cognitiva; con il supporto psicologico al familiare a rischio di depressione grave; con la collaborazione con le Associazioni dei familiari, i Centri di Sollievo, le Case di riposo e il Centro Provinciale per il Volontariato. Il CDCD di Treviso svolge attività di prevenzione, diagnosi, cura e presa in carico nei riguardi di chi perde la memoria. Il Centro è dotato di un laboratorio di stimolazione cognitiva, ha costituito un Registro per le demenze e gestisce gruppi di cammino e lettura (Camminando e leggendo … ricordo) rivolti alla prevenzione secondaria per chi presenta un iniziale decadimento cognitivo.

La mostra Mondo Vaccini al MUSME di Padova È

el 2018, 87.828 cittadini veneti hanno scelto di usufruire di una prestazione sanitaria negli orari serali e nei giorni prefestivi e festivi. Si tratta dell’offerta, unica in Italia, avviata dalla Regione Veneto e denominata “Ospedali aperti di notte”, che amplia gli orari delle prestazioni negli ospedali. La cifra, inedita, fa da sfondo all’annuncio, dato dal Presidente della Regione Luca Zaia, di “un’evoluzione di questa operazione, con una nuova programmazione, ancora più innovativa e performante, che vareremo entro qualche settimana”. “Il Veneto – ricorda Zaia – è stata la prima Regione d’Italia a lanciare questa nuova offerta, ed è l’unica a farlo in maniera organica in tutte le sue strutture sanitarie. La gente ha dimostrato di gradire, e ora, siccome in sanità chi sta fermo in realtà arretra e lungi da

voluto richiamare nella homepage della rivista (https://www.j-alz.com). Il CDCD di Treviso ha erogato nel 2018 oltre 5000 prestazioni: “I pazienti non sono solo anziani – spiega Gallucci - ma sempre più sono cinquanta-sessantenni che accusano l’insorgenza della demenza. Le forme a insorgenza precoce hanno spesso una predisposizione genetica alla malattia, la cui insorgenza è anticipata da stili di vita non salutari iniziati già in giovane età come l’uso di fumo, alcool, droghe e da concomitanti altri eventi come i traumi cranici. I criteri e gli strumenti diagnostici si sono molto affinati negli ultimi anni, aumentando la sensibilità nel riconoscimento precoce di queste forme giovanili che prima erano magari interpretate tardivamente come malattia psichiatrica o depressione. La demenza si presenta in diverse forme cliniche e spesso l’esordio è subdolo, mostrando sintomi sfumati. Con il progredire della malattia ai deficit cognitivi che riguardano memoria, orientamento nel tempo e nello spazio, attenzione, funzioni esecutive, etc, si associa la perdita progressiva dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana, con conseguenze sia nella sfera personale sia in quella delle relazioni sociali e del lavoro. Compaiono inoltre

il Veneto la prima regione italiana a raggiungere la soglia si sicurezza che garantisce l’immunità di gregge. Il dato è dei primi di marzo e arriva in contemporanea all’inaugurazione della mostra “Mondo Vaccini”. Un evento mirato a promuovere una corretta informazione con obiettivo la prevenzione delle malattie infettive attraverso la vaccinazione. Realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, grazie all’adesione della Regione del Veneto è stata inaugurata a Padova venerdì 1 marzo, al Museo di Storia della Medicina (MUSME) nei locali dell’antico Ospedale San Francesco Grande. Sarà visitabile fino al 31 agosto prossimo. “Mondo Vaccini” rende fruibile alla popolazione un percorso conoscitivo, studiato con particolare attenzione per le scuole e le famiglie al fine di ribadire l’elevata valenza scientifica e sociale dell’azione vaccinale. I contenuti, proposti con modalità avanzate e sistemi interattivi organizzati in un percorso multimediale e multimodale con infografiche, video e postazioni interattive, permetteranno al visitatore di approfondire le conoscenze sulle malattie infettive ed i loro agenti patogeni oltre che attraversare le tappe fondamentali che hanno portato allo sviluppo delle vaccinazioni e grazie a queste a salvare milioni di vite umane.

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al venerdì dalle 14:30 alle 19:00 e nel weekend e nei giorni festivi dalle 9:30 alle 19.00 (la mattina aperto solo su prenotazione).


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Le patologie della colonna lombare D

a maggio 2018 collabora con Affidea Delta Medica il dott. Marco Farneti Specializzato in Neurochirurgia, dal dicembre 2001 lavora presso la Divisione di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Arcispedale Sant’Anna di Cona-Ferrara. Dal successivo dicembre 2010, il neurochirurgo è responsabile del “Trattamento chirurgico della patologia neurovascolare” come unico referente per tutta la provincia dei casi di Aneurismi e Malformazioni Artero Venose (MAV) cerebrali, gestendone la fase di ospedalizzazione e il successivo followup. Sempre dal 2010, il dottor Farneti ricopre anche il ruolo di Responsabile dell’Unità Operativa nei periodi di assenza del Direttore titolare. Il neurochirurgo è poi membro della Commissione Regionale che sta elaborando il PDTA Emilia Romagna dell’Emorragia Subaracnoidea (ESA). Nella sua esperienza lavorativa il dottor Farneti in qualità di primo operatore ha eseguito Le ernie discali – continua – si possono presentare circa 2200 interventi chirurgici, di cui 800 per pa- a tutti i livelli della colonna spinale, ma sono più tologie cerebrali, 1000 per patologie della colonna frequenti nel segmento lombare e secondariamenvertebrale e 400 per patote in quello cervicale. A logie dei nervi periferici. livello lombare i sintomi Nel reparto del dottor Farneti, “Nell’ambito delle patolograzie all’ottima organizzazione sono: la lombalgia, vale gie della colonna lombare a dire il classico ‘mal di della struttura ospedaliera, – spiega il dottor Farneti schiena’ e/o la sciatalgia, – le ernie del disco e le il dolore che interessa una è possibile intervenire stenosi del canale lom- chirurgicamente con tempestività, specifica regione dell’arto bare sono le malattie più inferiore. Ad essi si posriducendo al minimo i tempi frequentemente trattate. sono associare parestesi di attesa per l’intervento L’ernia discale consiste (tipo formicolio) e difficolnella fuoriuscita di matetà nei movimenti del pieriale polposo dal disco all’interno del canale spi- de o della gamba. A livello cervicale i sintomi sono nale, con conseguente compressione del midollo rappresentati dalla cervicalgia o ‘male al collo’ e spinale e/o delle radici nervose in esso contenute. dalla brachialgia, l’irradiazione del dolore dal collo

all’arto superiore. Le parestesie e la mancanza di forza nei movimenti del braccio possono considerarsi sintomi aggiuntivi”. “Anche la spondiloartrosi – sottolinea il neurochirurgo – può interessare la colonna lombare o quella cervicale: i fenomeni artrosici possono determinare un ispessimento dei legamenti e un’ipertrofia ossea che causa un restringimento del canale spinale (stenosi del canale lombare e/o cervicale) o lo scivolamento di una vertebra sull’altra (spondilolistesi). Tutto ciò può comportare una compressione del midollo spinale e/o delle radici nervose, con sintomi simili a quelli dell’ernia e una progressiva difficoltà nella deambulazione (claudicatio neurogena)”. “Una corretta diagnosi delle patologie degenerative del rachide – afferma – non può prescindere dall’esecuzione di una RM spinale. Oggi giorno il trattamento delle ernie discali e delle spondiloartrosi si avvale di molteplici strumenti: terapia antalgica con ossigeno ozonoterapia ed infiltrazioni; terapia fisiatrica con ginnastica; terapia osteopatica ed altro. E’ necessario – aggiunge – ribadire che non sempre tali opzioni portano al miglioramento clinico del paziente o alla sua completa guarigione. E’ obbligatorio effettuare la terapia conservativa, ma non perseverare con ostinazione se non si ottengono i risultati desiderati”. “In queste situazioni – osserva il dottor Farneti – è indicato l’intervento chirurgico con le seguenti modalità: asportazione diretta dell’ernia (discectomia con tecnica microchirurgica) nel caso delle ernie discali; ampliamento del canale spinale ristretto (laminectomia) nel caso delle stenosi; bloccaggio con viti o altri sistemi delle vertebre instabili o scivolate (stabilizzazione cervicale, lombare) nei casi di listesi”. “L’utilizzo

della microchirurgia (microscopio intraoperatorio), delle protesi discali modellabili ed espandibili, di viti percutanee e di tutte le recenti innovazioni tecnologiche permette di eseguire interventi mininvasivi”, rileva il neurochirurgo. “L’incisione cutanea è molto piccola, il traumatismo dei muscoli paravertebrali estremamente ridotto e la demolizione dell’osso è perfettamente centrata sulla patologia da risolvere. Conseguentemente nella fase postoperatoria si osserva una rapida ripresa del paziente che è in grado di deambulare autonomamente entro le prime 12 ore dall’intervento, con dimissione dall’ospedale nelle prime 2448 ore”. Per quanto concerne gli interventi di ernia discale – conclude il dottor Farneti – i risultati chirurgici sono molto buoni e alcuni pazienti, non più autonomi ed in grado di svolgere le proprie attività quotidiane, ritornano ad una vita normale nell’arco di due tre settimane”. Nel reparto del dottor Farneti, grazie all’ottima organizzazione della struttura ospedaliera, alla possibilità di gestire la preparazione anestesiologica in regime ambulatoriale e al rapido turnover dei pazienti, è possibile intervenire chirurgicamente con tempestività, riducendo al minimo i tempi di attesa per l’intervento, che normalmente non superano i 30 giorni dalla prima visita.

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Luce Pulsata: un metodo innovativo per la cura dell’occhio secco Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva

L

a sindrome da disfunzione del film lacrimale, o sindrome dell’occhio secco, è una patologia comune che colpisce fino al 25% della popolazione, e in particolare le donne dopo i 45 anni di età, e sta diventando sempre più frequente e fastidiosa per tutta una serie di fattori che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana: lavoro al videoterminale, inquinamento atmosferico, luce artificiale, guida automobilistica, uso di lenti a contatto. È dovuta ad una eccessiva evaporazione o ridotta produzione del film lacrimale. Il film lacrimale è una secrezione liquida che riveste la superficie dell’occhio ed è composto da 3 strati: lo strato mucoso che ha il compito di rendere impermeabile la superficie anteriore della cornea, lo strato acquoso che ha la funzione di favorire lo scorrimento delle palpebre e difendere la superficie corneale dal contatto con microrganismi (grazie alle sostanze in esso contenute). Infine lo strato lipidico, prodotto dalle ghiandole del Meibomio, che ha la funzione di impedire l’evaporazione dei due strati precedenti. La forma evaporati-

va di occhio secco è la più frequente ed è principalmente dovuta all’assenza o insufficienza dello strato lipidico. Per supplire a questa comune deficienza, siamo costretti ad usare lacrime artificiali specifiche per questo tipo di disturbo, anche molte volte al giorno. Nonostante le lacrime artificiali sintomi come fastidio, bruciore, arrossamento, alterazione della vista, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e dolore persistono. Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva. La luce pulsata è un trattamento innovativo che stimola la funzione delle ghiandole di Meibomio. E’ usata già da molti anni in dermatologia per diverse patologie quali l’epilazione e lo sbiancamento delle macchie cutanee. Sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrati ed omogenei, con un intervallo ed un’energia idonea a stimolare le ghiandole di Meibomio ripristinano il loro normale funzionamento. Il trattamento consta di

tre sedute di pochi minuti nell’arco di circa un mese e mezzo, senza alcun fastidio o effetto collaterale, poiché il trattamento coinvolge esclusivamente le palpebre, dove risiedono le ghiandole di Meibomio, senza minimamente coinvolgere il bulbo oculare. Il paziente può riprendere le sue normali attività subito dopo la terapia e gli effetti possono essere valutati anche dopo la prima o seconda seduta. Nei mesi successivi, se necessario, può essere fatta una seduta di richiamo per consolidare l’effetto terapeutico. Sono stati condotti studi in Francia, Nuova Zelanda e in Cina, che hanno mostrato un miglioramento dei sintomi nel 90% dei pazienti sin dalle prime due sedute. Il miglioramento delle condizioni cliniche della superficie oculare è stato valutato mediante specifiche strumentazioni oculistiche. Per la prima volta dunque dopo molti anni in cui l’unica soluzione era la continua istillazione di lacrime artificiali, la tecnologia ci viene incontro con una procedura veloce semplice ed a costi contenuti!

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Salento nascosto, buen retiro da Oscar

S

tagione che vai, Salento che trovi… Magari con qualche presenza inattesa. Bello questo ultimo lembo di Puglia anche quando l’inverno si stempera sui toni e i colori della primavera. Quando i primi fiori di mandorlo - poco dopo la festa di San Biagio - risvegliano la campagna. E più si va all’interno, lontano dai centri celebrati dal turismo, più si ritrova l’anima ancestrale di questa terra estrema: il “tacco” d’Italia. Una terra che ha mantenuto vive le proprie tradizioni con una sacralità spontanea, che parte dal profondo. Riti e ritmi d’altri tempi. Che appartengono alle genti di questo ter-

di Renato Malaman

ritorio per eredità genetica. Il turismo sta scoprendo solo adesso il Salento minore e i suoi valori identitari. Prima – e questa è la vera sorpresa - ne erano stati rapiti anche alcuni importanti personaggi del mondo dello spettacolo, dell’arte e della cultura. Stranieri soprattutto, stregati dall’autenticità ruvida e selvaggia, eppure armoniosa, di questo angolo della provincia leccese. Helen Mirren e Taylor Hackford ad esempio: i due premi Oscar - coppia collaudatissima, insieme dal 1986 - vivono a Tiggiano dove hanno ristrutturato una masseria cinquecentesca e dove lei si diverte a fare la contadina. continua alla pag. seguente


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Salento nascosto, buen retiro da Oscar

Appartato, bello in tutte le stagioni e ricco di fiere popolari dall’anima ancestrale: questo estremo lembo di Puglia è stato scelto come dimora da molti personaggi famosi. Rapiti dai suoi borghi, dalle sue tradizioni e dai suoi ritmi sospesi nel tempo

di Renato Malaman

se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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n centro a Tricase, nella suggestiva piazza Pisanelli, la coppia è socia – con Francesco Winspeare, barone e storico produttore di vino con le Cantine di Castel di Salve - di Farmacia Balboa, oggi wine e cocktail bar dallo spirito anticonformista. A Tiggiano risiede anche Fabio Calenda (il padre del ministro Carlo) che scelse questa terra con l’ex moglie Cristina Comencini. Sembra una favola quella di Nick Gray e Maggie Armstrong, artisti e ambientalisti convinti. Hanno ereditato da Patiente Gray e Norman Mommens la bella Masseria Spigolizzi, che oggi è un atelier artistico fuori dagli schemi e crocevia di battaglie per proteggere il delicato ecosistema della zona. A Diso ha trascorso gli ultimi anni della sua vita il regista Giuseppe Bertolucci e tuttora, nella frazione di Marittima, vi risiede Serena Dandini. A Depressa di Salve ha trovato tranquillità - fra una missione internazionale e l’altra - il diplomatico italo-svedese Staffan de Mistura, impegnato con agenzie Onu in tanti scenari di guerra. Nella frazione hanno sede le citate Cantine Castel di Salve dove l’enologo, peraltro, è il padovano Andrea Boaretti, che sui Colli Euganei firma i vini del conte Giordano Emo Capodilista, a sua volta assiduo frequentatore di Tricase Porto per motivi “familiari”. Ma ci sono anche personaggi meno famosi che testimoniano come questa terra abbia un potenziale turistico inespresso. Fabiana Renzo con il suo agriturismo e fattoria didattica “le Muse”, ai confini tra Salve e Morciano, ha ridato vita con tante attività – fra cui una ristorazione che guarda alle origini – un antico palmento. Vincenzo Cazzato, il “professore”, ordinario di storia della

NELLE FOTO DI COPERTINA: UNA SERIE DI BELLISSIME LUMINARIE CHE "ACCENDONO" UNA DELLE TANTE FESTE DEL SALENTO. SOTTO: HELEN MIRREN E TAYLOR HACKFORD DAVANTI ALLA LORO MASSERIA DI MATINE DI TRICASE; NICK GRAY E MEGGIE ARMSTRONG NELLA LORO CASA-ATELIER D'ARTE DI SPIGOLIZZI. IN QUESTA PAGINA: LA PIAZZA BAROCCA DI TRICASE, LA CANTINA DI CASTEL DI SALVE, CANDELE VOTIVE ACCESE PER LA FESTA DELLA CANDELORA, IL LABORATORIO PER LA COSTRUZIONE DELLE LUMINARIE DEI FRATELLI PARISI, ADOLFO CAZZATO MENTRE TESSE UN FISCOLO, UNA VEDUTA DELLA MASSERIAMUSEO DI SANTA LASI, L'AGRITURISMO DIDATTICO LE MUSE E LA CAROTA DAUCUS SATIVA, VANTO DEL SALENTO

architetture e proprietario della Masseria di bottega di Specchia, bottega con alle spalle tre Santa Lasi e della relativa Festa in Agro di Sal- generazioni. I fiscoli sono i filtri utilizzati nei ve, dopo tanti anni di sacrifici e con smisurata frantoi per estrarre l’olio dalle olive. Altro vanto passione ha allestito una sorta di museo della di questa zona sono le luminarie, quelle straciviltà contadina e delle architetture della zona. ordinarie architetture di luci che abbelliscono Espressione forte dell’anima di questa terra i paesi durante le feste popolari e le sagre, resono le fiere. Fiere popolari, come quelle de- galando atmosfere oniriche, quasi felliniane. dicate a Sant’Ippazio, alla Candelora e a San A Taurisano Torquato Parisi e il fratello Rocco Biagio. Sono le fiere che da secoli mantengono ne producono persino per le città americane. vivo un senso compiuto di appartenenza. Que- Luminarie che sono opere d’arte. ste feste secondo un antico adagio leccese sono Questo angolo di Salento, così ricco di citconsiderate dalle genti del posto una continui- tadine preziose (meritano una visita oltre a tà con l’Epifania, prima di tornare al lavoro dei Salve e a Tricase, anche Galatina, Specchia, campi. Le fiere un tempo erano considerate una Nardò, Ugento, senza contare la stessa Lecsorta di capodanno contace “capitale” del barocco) dino. Oltre a costituire un Helen Mirren e Taylor Hackford hanno è la sintesi di tante civiltà, aperto un wine bar mercato per il commercio a partire da quella “madre” del bestiame e delle attrez- Nick Gray e Maggie Armstrong hanno dei Messapi. Terra ospitale, zature agricole, avevano come dimostra la sopravvitrasformato un'antica masseria come filo conduttore la venvenza di comunità grecofoin un originale atelier d’arte dita di prodotti della terra, ne antiche, e terra dal mare Francesco Winspear soprattutto la “daucus sache rapisce e conquista con produce grandi vini ridando vita tiva giallo-viola” di Tiggiale sue coste mozzafiato e a una storica cantina a Salve no, una sorta di grande e le sue torri di guardia norgustosa carota che matura manne e aragonesi, costrutra gennaio e febbraio. Questa “pestanaca” (dal ite a difesa degli attacchi saraceni. Terra dove greco “πίστη”, pistis, che vuol dire fede) è un il turismo si sta affacciando in forme rispettose elemento molto legato alle festività religiose dell’ambiente e dei valori che hanno sempre del luogo, come atto di fede e come souvenir contraddistinto le genti del posto. Turismo che ante litteram. diventa anche tentazione enogastronomica, Le fiere sono l’occasione per vedere da vi- perché il cibo qui è ancora valore identitario cino oggetti di artigianato tradizionale in via forte, espressione di qualità e accoglienza. Vadi estinzione. Come la produzione di fiscoli in lore da assaporare senza fretta, per essere confibra naturale (di cocco soprattutto) realizzati diviso fino in fondo. Per assaporare l’anima del ancora oggi a mano da Adolfo Cazzato nella sua Salento più vero.

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Food & Drink GOURMANDIA, A TREVISO SFILANO LE STELLE DELLA CUCINA ITALIANA Una tre giorni dedicata agli artigiani del gusto, che quest’anno cambia sede, spazio agli show cooking e ai dibattiti assieme ai big della gastronomia nazionale. Da Alajmo ad Esposito, da Berton a Levéillé, passando per Dal Degan e Brutto: sono solo alcuni dei nomi della ristorazione italiana che prenderanno parte al ricco programma di Gourmandia 2019, la tre giorni dedicata agli artigiani del gusto e alle eccellenze enogastronomiche. L’evento, giunto alla sua quarta edizione, si terrà dal 13 al 15 aprile negli spazi dell’Opendream - Ex Area Pagnossin, a pochi passi dall’aeroporto di Treviso. Quello di Gourmandia è un calendario ricco di appuntamenti, tra show cooking e dibattiti con i volti noti dell’alta ristorazione italiana. Sul palco della manifestazione salirà infatti Max Alajmo, chef del ristorante tristellato Le Calandre, seguito da Andrea Berton, alla guida dell’omonimo locale. Sarà poi la volta di Gennaro Esposito, chef e giudice della trasmissione Cuochi d’Italia di Alessandro Borghese, e di Philippe Levéillé, del Miramonti l’altro, seguiti da Alessandro Del Degan de La Tana Gourmet e da Francesco Brutto di Undicesimo Vineria. Ogni chef condividerà con il pubblico presente il suo punto di vista sul panorama della ristorazione italiana, oltre che la sua esperienza nelle cucine dei locali più noti. Ci sarà spazio anche per le prelibatezze di Luigi Biasetto, della pasticceria padovana che porta il suo nome. Ospite di Gourmandia sarà infine Tessa Gelisio, conduttrice di Cotto e Mangiato, oltre che produttrice vinicola. Gourmandia è l’evento sul mondo del cibo artigiano ideato da Davide Paolini (fondatore del Gastronauta e giornalista enogastronomico de Il Sole 24 Ore e di Radio 24), giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Oltre al ricco calendario di incontri, dibattiti e show cooking, ci sarà spazio anche per una grande selezione di prodotti artigianali e nuove scoperte gastronomiche del Gastronauta. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Treviso. Info: gourmandia.gastronauta.it

FRANCIACORTA SUMMER FESTIVAL Per 4 mesi un ricco palinsesto di eventi. Il via domenica 19 maggio con una giornata dedicata al Franciacorta Rosé

Un evento diffuso sul territorio, con numerose iniziative tra food&wine, sport e natura, arte e cultura: questo il format del Franciacorta Summer Festival 2019, che animerà il territorio dal 19 maggio all’8 settembre. Per quattro mesi la Franciacorta accoglierà turisti e wine lovers con uno stimolante ventaglio di eventi e proposte, che li porterà a scoprire cantine e produttori agroalimentari, tesori d’arte e bellezze paesaggistiche: una piacevole occasione per trascorre una rilassante vacanza fra le sue colline e il lago d’Iseo. Il Franciacorta Summer Festival prenderà il via domenica 19 maggio, con una giornata di festa in omaggio al Franciacorta Rosé. Sarà questa tipologia, sempre più apprezzata dal grande pubblico, a fare da filo conduttore a una serie di appuntamenti che saranno “rivestiti di rosa”. Le cantine, oltre ad accogliere gli enoturisti per visite guidate e degustazioni di Franciacorta Rosé, organizzeranno piccoli eventi a tema, tutti giocati sul colore rosa. Il Rosé ispirerà anche i menu di ristoranti e agriturismi, enoteche e wine bar proporranno degustazioni e micro eventi e si potranno visitare i laboratori di formaggi, salumi e altri prodotti tipici. Per chi ama lo sport e la vita attiva sono in programma tour in bicicletta, a piedi, in Vespa e in quad. Per gli appassionati d’arte e storia saranno infine aperte quattro dimore storiche: al termine delle visite guidate verrà offerto ai partecipanti un calice di Franciacorta Rosé. Per conoscere tutte le iniziative del Franciacorta Summer Festival si potrà consultare il sito www. franciacorta.net (online dai primi di aprile).


Appuntamenti

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Lonato del Garda, fra arti e mestieri medievali

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omenica 31 marzo la suggestiva Cittadella medievale che circonda la Rocca di Lonato del Garda Brescia) farà un vero e proprio salto indietro nel tempo in occasione di Cittadella in Festa. Le vie dell’antico borgo si animeranno di artigiani in costume, cavalieri in arme e dame in corteo, che faranno rivivere in prima persona ai visitatori le atmosfere d’altri tempi, in una sorta di tuffo nel passato che porterà i visitatori anche a scoprire gli angoli più affascinanti e segreti del borgo medievale. Gli antichi mestieri rivivranno in botteghe, ricostruite fedelmente sul modello di quelle dei mercati di piazza dell’epoca a rappresentare un vero e proprio museo vivente, e il pubblico potrà così conoscere da vicino lavori, arti e sapienze di un tempo: l’armaiolo, lo speziale, il ceraio, la cardatrice di lana, il mercante di stoffe, il ciabattino e molti altri ancora. Passeggiando per il borgo ci si potrà perdere quindi tra i profumi delle erbe aromatiche e delle spezie, osservare gli artigiani alle prese con i loro lavori e i mercanti che espongono la loro mercanzia, e incontrare i nobili che conversano fra loro e si soffermano nelle botteghe. In alcune botteghe saranno organizzati anche laboratori rivolti ai più piccoli, che potranno realizzare piccoli oggetti e semplici giochi, così come si facevano nel Medio Evo. Cittadella in Festa sarà l’occasione per scoprire Lonato. Di antichissima storia, affacciata sul lago di Garda, per tutto il fine settimana l’incantevole cittadina svelerà ai visitatori i suoi tesori d’arte e storia. Fra l’altro, verranno proposte visite alla Torre Civica, alla Rocca e alla Casa del Podestà, fra le più affascinanti case museo italiane.

Vicenza, un festival di danza e ricerca

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roseguono gli appuntamenti di Danza in Rete Festival | Vicenza – Schio, Il Festival dedicato all’espressione coreutica in tutte le sue forme, promosso dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Civico di Schio, in programma fino al 20 aprile; particolarmente interessanti le performance di metà marzo, con una prima nazionale – Sarajevo. La strage dell’uomo tranquillo di e con Gennaro Lauro - in scena nel Salone del piano nobile di Palazzo Chiericati, a Vicenza, martedì 12 marzo alle 18.30 nell’ambito della sezione Off del Festival, e Bermudas - una prima regionale dell’originale spettacolo premiato come migliore produzione italiana 2018 dalla testata Danza & Danza e nominato ai Premi Ubu 2018 come miglior spettacolo di danza - presentato dalla Compagnia MK, ideazione e coreografia di Michele di Stefano al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, venerdì 15 marzo alle 20.45. Gli spettacoli si svolgono nell’ambito della sezione Danza al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, sezione del Festival orientata alla ricerca, alle poetiche e alle nuove tendenze del contemporaneo, per mettere in luce coreografi e autori emergenti della scena nazionale, la performance Bermudas_Tequila Sunrise, in programma venerdì 15 marzo alle 20.45 uno spettacolo di Michele Di Stefano per la sua Compagnia MK. Il lavoro è ispirato dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi a partire da condizioni elementari, dai sistemi evolutivi della fisica e della meteorologia. Il risultato finale tende alla costruzione di un luogo carico di tensione relazionale, un campo energetico molto intenso.

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Un magico week-end tra storia, fantasia e natura. Antiquari, artigiani, vivaisti per una raffinata mostra

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l 13 e 14 aprile 2019, i castelli di Strassoldo di Sopra e di Sotto, nascosti nella verde pianura friulana, spalancheranno i battenti, ad orario continuato, per il suggestivo evento “In Primavera: Fiori, Acque e Castelli”, un’occasione per entrare in due manieri normalmente non accessibili al pubblico. Partendo dai giardini, dove già fanno capolino tulipani, muscari e narcisi e fioriscono i bianchi ellebori, vengono potate le rose, rimondati gli alberi e piantumate le nuove essenze. Nei saloni si potranno ammirare le nuove creazioni di maestri artigiani, artisti ed antiquari d’eccellenza. Nel loro brolo, circondato da chiare acque di risorgiva, ci saranno importanti vivaisti con piante particolari e rare e collezioni ed oggettistica per casa ed il giardino. L’ambientazione bucolica

s’intreccerà con il fascino dei manieri e le abbondanti decorazioni, intensificando l’atmosfera magica del luogo. Numerose le iniziative collaterali. Nel cortile del castello di Sopra un ottimo catering proporrà piatti di stagione e l’Azienda Agricola Barone Ritter de Záhony, presenterà il suo prosecco. Nel brolo l’Associazione Friulana Avicoltori allestirà una mostra di galline ornamentali e nella cappella di San Marco la maestra Emanuela Battigelli eseguirà dei miniconcerti d’arpa. Per finire, nel parco del Castello di Sopra, la prof. Cinzia Lodolo riunirà un gruppo di artisti per una mostra d’arte contemporanea e fuori, la guida Annamaria Fabbro, proporrà delle visite guidate gratuite ad orario ai esterni del borgo castrense e di Santa Maria in Vineis, offerte dalle proprietarie dei manieri.


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HOTEL TERME MILLEPINI, l’antidoto allo stress è servito!

Acque e fanghi termali: gli ingredienti naturali per prevenire e guarire il male del 21° secolo Che acque e fanghi euganei facessero bene non è mai stato messo in discussione. Dai tempi dei Romani, infatti, oltre 2000 anni fa, le risorse termali di Mons Aegrotorum, l’attuale Montegrotto Terme, dove sorge l’Hotel Terme Millepini 4*, sono note per la loro elevata azione antinfiammatoria che le rende tutt’oggi uniche al mondo. Se nell’ultimo decennio sono state ufficialmente sancite a livello europeo le qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando i principi antinfiammatori del fango euganeo del 1° Brevetto Europeo riconosciuto ad un prodotto termale, le nuove ricerche su questo farmaco naturale riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale hanno sorpreso ancora. FANGHI E ACQUE TERMALI PER MIGLIORARE L’UMORE I principi attivi del fango stimolano la produzione di cortisolo, un ormone del nostro organismo che nel breve-medio periodo aiuta a combattere lo stress agendo come un

termale e l’acqua salso-bromoiodica del territorio euganeo.

analgesico naturale che innalza la soglia del dolore percepito. Alcuni studi scientifici pubblicati su riviste internazionali dal Centro Studi Termali Pietro d’Abano in collaborazione con università e centri di ricerca hanno dimostrato che nei pazienti che si sottopongono alle cure alle Terme Euganee si verifica un aumento delle endorfine, sostanze chimiche già prodotte naturalmente dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed euforizzante. GENERATORE DI ENDORFINE, RELAX ED EUFORIA Le endorfine, prodotte dall’organismo anche durante l’attività fisica, conferiscono un senso di benessere e consentono di tollerare maggiormente il dolore, aiutando a sopportare meglio lo stress. Le beta endorfine aumentano e rimangono alte nel tempo grazie alla fangoterapia e agli elementi terapeutici del fango termale euganeo, come documentato, e l’effetto viene amplificato dalla combinazione ottimale di acqua termale presente nelle piscine di strutture termali come l’Hotel Terme Millepini.

L’hotel Terme Millepini è dotato di uno stabilimento termale interno, di tre piscine coperte e scoperte e di una SPA con ogni comfort in cui mettere a sistema un vero e proprio programma di rigenerazione per mente e fisico. Un motivo in più per provare i benefici di un prodotto a chilometro zero, trasformando la cura in una vacanza! www.millepini.it FARMACO NATURALE CONTRO LO STRESS Gli effetti sul corpo dello stress sono oramai all’ordine del giorno per un gran numero di italiani. Disturbi fisici come stanchezza, inappetenza, disturbi del sonno, mal di testa cronico, tensione cervicale, ma anche problematiche più complesse come alterazioni nel sistema immunitario e suscettibilità alle malattie infettive, sono così combattute efficacemente da prodotti naturali come il fango


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Crucilibro

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Quale destino? Che posto avremo nella storia? Caminito "Perchè la terra resta, come si sa, mentre gli uomini vanno via" Giulia Caminito

Jennifer Egan

Reinhold Messner

Andrea Vitali

Lupo, vigoroso e anarchico

Personaggi che perdono tutto

Il comandante Ernest Shackleton

Il maresciallo Ernesto Maccadò

Alter Ego

Nicola, il fratello minuto, fatto di mollica

Le possibilità da cogliere

Il capitano Frank Wild

Mario Piattola e il suo toro

Location

Serra dei Conti, un borgo marchigiano

Molte: Cina, Messico, Kenya, Napoli

I ghiacci del Polo Sud

Bellano

Co-protagonisti

Suor Clara, Abbadessa del convento

Il destino e le sue mille sfacettature

Gli uomini della spedizione

Tartina, il capo locale del partito

Intrigo

Nicola e Lupo, figli di Luigi Ceresa, fornaio arido, sono diversissimi tra loro. Entrambi, pur vivendo in un borgo, incrociano la storia d’Italia agli inizi del ‘900: la Settimana Rossa, la Grande Guerra e lo scontro tra socialismo e anarchia. Tutto questo li cambierà

Il libro raccoglie undici racconti scritti dall’autrice in tempi diversi della sua vita, alcuni prima del grande successo de Il tempo è un bastardo, altri più recenti. In tutti si respira quel tema, molto americano, della perdita come un’occasione di cambiamento

Nel gennaio 1914 il capitano Frank Wild si imbarcò come secondo sulla nave Endurance, insieme al comandante Ernest Shackleton e ventisei uomini di equipaggio per un «viaggio alla fine della Terra», ovvero verso il Polo Sud

5 luglio 1928. Il sensale di bestiame Gustavo Morcamazza sta arrivando, di buon ora, a Bellano, a casa dei coniugi Piattola, Mario e Marinata. Morcamazza arriva conducendo un autocarro che trasporta un grosso toro

Finale

I destini dei due fratelli opposti e inseparabili si incrocerà nel convento del Borgo dove vive ed esercita il suo potere, oltre le grate, una Abbadessa, una mistica potente, dalla fede vivida e dalla storia dolorosa. La sua generosità salverà la gente del borgo che, poi, si batterà per il Convento

Le sue storie sono sempre fiction che però trovano ispirazione anche in fatti di cronaca realmente accaduti. Descrivono spesso incontro e scontro di prospettive differenti, proprio come accadeva in Il tempo è un bastardo

L’Endurance restò stritolata dai ghiacci, e l’equipaggio si inoltrò a piedi verso nord nel pack per mesi, approdando su un’isola sconosciuta. Shackleton navigò con una scialuppa per 1600 chilometri raggiunse un villaggio e a organizzò i soccorsi

L’immenso animale scappa e si precipita in paese e diventa un grosso problema per il maresciallo Ernesto Maccadò. Non bastasse questo, si mette in mezzo anche anche Tartina che vuol dimostrare di far la differenza in paese

Cosa dire del libro

L’autrice, già vincitrice di numerosi premi letterari, si conferma scrittrice abile nell’incrociare fatti storici ben documentati a personaggi indimenticabili. Imperdibile!

In questi racconti il lettore potrà riconoscere molti temi dell’autrice, l’impressione è che nei racconti vi siano gli antecedenti di tutti i grandi romanzi della Egan

Un romanzo adatto a chi ama l’avventura e non solo, visto che la celebre spedizione dell’ Endurance viene qui raccontata in modo inedito e avvincente

Un libro divertente e godibile che conferma l’abilità di Vitali nel costruire storie sempre diverse con personaggi sempre simili tenendo il passo della commedia

Eroe/Eroina

Leggere

Giulia Caminito Un giorno verrà Bonpiani, pp. 239 € 16.00

Jennifer Egan La città di smeraldo e altri racconti Mondadori, pp. 216 € 18.00

Reinhold Messner, Wild Corbaccio, pp. 256 € 20.00

Andrea Vitali Certe fortune Garzanti, pp. 432 € 19.00 A cura di Germana Urbani


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Farro ai bruscandoli Ingredienti: 200 g di farro - acqua - sale - 2 cipolle - 2 foglie di alloro - peperoncino - 300 g di bruscandoli - 2 spicchi d’aglio - 1 pizzico di prezzemolo tritato - olio. Preparazione: cuocere* il farro con le foglie di alloro e la cipolla tritata. A fine cottura lasciare riposare almeno 10 minuti, condire con i bruscandoli precedentemente passati in padella con l’aglio e la cipolla. Amalgamare bene, unire il prezzemolo tritato e l’olio crudo. * Si prende il farro e si mette a bagno in una terrina. Con la mano si rimuovono i chicchi in modo da far affiorare le impurità e poi si scola l’acqua. Si ripete l’operazione finchè l’acqua non risulti limpida e lo si lascia in ammollo per circa 6 ore con una quantità d’acqua pari a circa tre volte il volume dei chicchi. Si mette quindi in una pentola con la stessa quantità d’acqua usata per l’ammollo e si inizia la cottura con fiamma alta fino al momento dell’ebollizione. Quindi si abbassa la fiamma, si schiumano le eventuali impurità, si aggiunge il sale e si continua la cottura a fiamma bassa per il tempo necessario che è di circa 50. Questo tempo dovrebbe coincidere con il totale assorbimento dell’acqua. E’ consigliabile, comunque, prima di aggiungere il condimento, lasciar riposare un pò di tempo, in modo da permettere l’assorbimento dell’acqua eccedente e il rigonfiarsi uniforme del cereale. Ricordarsi di tenere sempre coperta la pentola durante la cottura e non mescolare.

Spiedini di verdure al curry Ingredienti: 2 carote - ½ finocchio - 4 ravanelli - 2 coste di sedano - 10 cm. di radice di daikon o sedano rapa - 4 foglie di lattuga - olio e sale q. b. - 1 1 pizzico di curry - ½ limone - 1 punta di c di senape. Preparazione: pulire e tagliare a dadini di circa 1 cm. tutte le verdure, avendo cura di condire ogni tipo in una apposita ciotola. Prendere i bastoncini e infilare i vari tipi di verdura alternando i colori. Quindi servirli sulla foglia di lattuga.

Carciofi ripieni Ingredienti: 800 g di fragole - 4 C di jogurt - 1 C di miele - 1 C di vaniglia - 200 g di mandorle tritate - il succo di un limone - 100 g di biscotti sbriciolati - 4 foglie di menta.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: passare al frullatore le fragole, il miele, la vaniglia, il succo di limone e le mandorle tritate. Unire alla crema ottenuta lo jogurt, amalgamare dolcemente. Con i biscotti rivestire le coppette passate precedentemente con il miele. Riempire le coppette e decorare con le foglie di menta. Tenere in frigorifero.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Ariete Riflessione, recupero e maggiore relax: questo vi consentirà di mettere a punto gli obiettivi personali sperati

Toro I vostri scatti d’ira, pure se rari, potrebbero essere molto distruttivi quindi controllatevi. Andrà meglio da fine mese

Gemelli Lo stress mentale, i mille pensieri causeranno distrazioni, in qualche caso fonte di guai a catena! Segnatevi tutto

Marzo A marzo assisteremo al passaggio di Urano dall’Ariete al Toro, a cui avevamo assistito per qualche mese nell’anno precedente ma che quest’anno durerà di più

VIAGGIA

SICURO

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Bilancia Emozioni positive, gioia di vivere e volontà di godervi la vita in tutte le forme che preferirete: una vera boccata d’ossigeno

Scorpione Attenti alla vostra lingua tagliente: riflettete a lungo prima di parlare e seminare il disaccordo.Usate l’astuzia

Sagittario Equivoci e ritardi, imprevisti e incomprensioni potrebbero mettere a soqquadro l’organizzazione del vostro quotidiano

Nuovo Servizio

Cancro Siete in condizione di avviare tutti quei cambiamenti che desideravate da tempo ma che non siete mai riusciti a concretizzare

Leone Grande irritabilità e la sensazione che nulla vada come dovrebbe: marzo forse non sarà un mese top, fate attenzione

Vergine La vostra decisione e la vostra forza di volontà saranno al massimo e potrete contarci sempre. Finalmente realizzerete un sogno

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