Sport p.19
Regione p.21
Salute p.31
on-line: La prova del nove
MAGGIO 2020
Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.71
Cultura p.17
della Bassapadovana
VELOCITÀ E PREZZO CONVENIENTE
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
DA OGGI E PER SEMPRE!
Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanservizio a pag 5 cio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.
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LA RICERCA
I cittadini di Vo’ dimostrano senso civico
Il cuore grande di Monselice per voltare pagina insieme E’ ancora mobilitazione generale nell’affrontare la progressiva ripartenza tra impegno sociale, attenzione alle imprese e solidarietà
MONSELICE, SICUREZZA
Termoscanner in azione in Municipio EMERGENZA SANITARIA
Schiavonia riapre e cerca la strada della normalità LA TESTIMONIANZA
Io, infermiere, finito in Rianimazione MONSELICE, IL Chiama CONFRONTO Ora
Il bilancio 351-6777004 infiamma il Consiglio PA SS
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La prova del nove Per fruire dei nostri servizi, devi prendere appuntamento telefonico
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a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci attende una sfida non meno impegnativa. La ripartenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molteplicità di aspetti. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita.
tel. e fax 049 5384181 È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente autorimessa.italia@tiscali.it recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.
In questo numero il nuovo inserto
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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Brecce · Loreto (An)
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Facciamo. il punto
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Un’altra lezione di senso civico Questa copia è certificata da
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Ancora una volta i cittadini di Vo’ hanno aiutato la ricerca
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o’ conferma il suo senso civico per ben 2.738 volte. Tanti Chiama Ora sono i cittadini351-6777004 che si sono presentati alle scuole comunali del paese per offrire il proprio contributo alla scienza. A inizio maggio residenti di Vo’ hanno aderito in massa allo studio condotto dall’Università di Padova sul Covid-19, che richiedeva necessariamente un’alta adesione al test. In 2.738 cittadini – bambini compresi – si sono offerti per tampone e prelievo del sangue, affollando l’ambulatorio improvvisato all’interno delle www.lapiazzaweb.it/vacanze scuole comunali. Scopri all’interno le favolose offerte “Vogliamo ringraziarvi scelte esclusivamente per te! per l’impegno, la civiltà e la generosità che avete dimostrato nell’aderire in massa all’ultimo test a cui Una selezione periodica di viaggi d a questo mese stiamo stati chiamati ad un prezzo vantaggioso!a partecipare - ha scritto poi il sindaco Viaggia con noi e i nostriingiornalisti! Giuliano Martini una lettera ai suoi concittadini - Dobbiamo Ricordando Visita la sezione dedicata sul nostro essere tutti orgogliosi degli sforzi messi in atto, perché abbiai nostri cari www.lapiazzaweb.it mo sito dimostrato un senso di unione che, forse, mai avevamo avuto in tale maniera”. E ancora: “Abbiamo dimostrato una Nelle ultime pagine del giornale dedizione e un forte senso di responsabilità nell’aiutare la ricerca scientifica che, probabilmente, è l’unica speranza su cui possiamo contare per mettere la parola fine e per farci tornare alla vera normalità dopo questa emergenza, che ci sta ancora colpendo”. L’abbraccio alla cittadinanza è pieno: “Abbiamo Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< dimostrato al monto intero che l’unione e la solidarietà sono a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci valori con cui si può affrontare qualsiasi ostacolo che la vita attende una sfida non meno impegnativa. riPadova -LaRubano · Tel. 049 650 005 ci mette davanti. Da qui il grazie sincero: “Consapevoli dello partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con info@iofartigiana.it sforzo fatto, e di dover continuare senza abbassare la guardia, laciriapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una stringiamo a voi per esprimere la nostra profonda riconoscensorta di “prova del nove” su più fronti e per una molza, e il nostro più sentito orgoglio di far parte di una famiglia teplicità di aspetti. come la nostra”. (n.c.) Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e PA SS
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Dall’emergenza alla gestione quotidiana della nuova fase Oltre alla raccolta fondi, aperto anche lo sportello psicologico. Secondo giro di mascherine “Made in Monselice”
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più di due mesi dall’inizio dell’emergenza da covid-19 è possibile fare un bilancio delle iniziative attuate a supporto della cittadinanza monselicense. Dalla stretta collaborazione tra amministrazione comunale, Croce Rossa Italiana – Comitato Padova sud e Protezione civile di Monselice sono nate una serie di iniziative di solidarietà. Oltre alla raccolta fondi “Il cuore grande di Monselice” e alla distribuzione a domicilio dei dispositivi di protezione individuale, infatti, è stato attivato un servizio di supporto psicologico per i cittadini in difficoltà. Da un punto di vista economico, ed è notizia di questi giorni, sono stati erogati più di 150 buoni spesa per i nuclei familiari che ne hanno fatto richiesta. I primi fondi utilizzati sono stati quelli stanziati dallo Stato, quantificati in poco più di 98 mila euro, e che saranno poi implementati con le donazioni raccolte mediante “Il cuore grande di Monselice”. Una parte dei proventi, infatti, sarà utilizzata per soddisfare le domande di buoni spesa pervenute a Palazzo Tortorini. Ora che ci si avvia verso le nuo-
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Monselice
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Solidarietà e moda si incontrano
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olidarietà e moda si incontrano a sostegno dell’emergenza da coronavirus. Questa l’iniziativa messa in campo da Mirta Fiocco (nella foto con il presidente Ascom Padova Patrizio Bertin) e dalla figlia Giulia, titolari del negozio Dune2 nel centro storico di Monselice. “Dune2 ha deciso di sposare la causa di un’azienda bresciana del mondo della moda” spiegano le due “che in questo periodo ha deciso di convertire la propria produzione per fornire mascherine in cotone ricoperte in tessuto Glitter”. Il ricavato derivante dalla vendita delle mascherine è destinato alla raccolta fondi “Il grande cuore di Monselice” e all’Ospedale Civile di Brescia. In questi giorni madre e figlia hanno annunciato che sono stati eseguiti i primi due bonifici per un importo totale di tremila e 800 euro. Una collaborazione e un gesto di solidarietà per sostenere sia la comunità della Rocca sia il nosocomio lombardo, una tra le realtà più colpite dal coronavirus. (m.t.)
Marchiori Ettore ve fasi dell’emergenza, in cui rimane l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione, l’amministrazione della Rocca fa sapere che “ha deciso di fornire a tutti i cittadini di Monselice un’ulteriore mascherina Made in Monselice”. Dopo una prima distribuzione capillare, quindi, le mascherine lavabili prodotte dalla ditta SA.RE srl arriveranno nuovamente nelle case dei monselicensi. Alle iniziative di solidarietà, si aggiungono poi le misure di sanificazione e igieniz-
zazione delle strade della città. Un’operazione che ha visto, in queste ultime settimane, la collaborazione dell’amministrazione comunale e della Protezione civile di Monselice per programmare e coprire tutto il territorio comunale. E se è vero che una buona azione ne chiama un’altra, è significativo ciò che è stato fatto dall’associazione Città Murate e dalla Cina: una donazione di mascherine e disinfettanti destinati alla Protezione civile di Monselice.
Scatta il piano di sicurezza: termoscanner in azione all’ingresso di Palazzo Tortorini
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ll’entrata di Palazzo Tortorini sarà misurata la temperatura corporea a dipendenti e utenti. Il termoscanner è comparso da pochi giorni nel comune monselicense e rappresenta una soluzione sperimentale per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Già attuata come tecnica in altri comuni d’Italia, la misurazione della temperatura è approdata ai piedi della Rocca nel tentativo di monitorare e ridurre i rischi di contagio. In questo frangente, in cui ci si avvia a una fase di convivenza con il virus, uno strumento come il termoscanner funge da misura di controllo e accertamento a tutela di quanti frequentano per lavoro o necessità la sede comunale. A effettuare le misurazioni saranno operatori autorizzati e qualora lo strumento rilevasse una temperatura corporea uguale o superiore a 37.5 gradi, il soggetto non potrà accedere all’edificio. La stessa cosa succederà anche nel caso in cui gli operatori notino uno o più sintomi riconducibili
al coronavirus, anche se in assenza di alterazioni di temperatura. Il primo cittadino Giorgia Bedin ha così commentato l’iniziativa “Come amministrazione abbiamo istituito questo servizio insieme a Croce Rossa Italiana - Comitato di Padova sud, che ringrazio per la grande disponibilità, perché abbiamo a cuore anche la sicurezza e la salute dei nostri dipendenti”. A tutela della privacy di ciascuno, poi, è stata pubblicata nel sito istituzionale del comune l’informativa sul trattamento dei dati personali di cui ciascun utente potrà prendere visione. (m.t.)
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Monselice
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L’emergenza sanitaria Come è cambiata l’organizzazione nel polo ospedaliero della Bassa Padovana
A Schiavonia progressive riaperture riprendono le principali attività I
l “Madre Teresa” di Schiavonia cologico, le attività di dialisi, l’area è ufficialmente entrato nella sua materno-infantile, la Psichiatria. In “fase 2”. Era dal 21 febbraio che tutti gli ospedali con maggio sono l’ospedale monselicense era vota- stati riattivati gradualmente gli amto esclusivamente alla cura del Co- bulatori, in un lavoro che ha visto vid-19. In quel giorno erano stati protagonisti anche i medici di base, scoperti i primi due pazienti conta- che hanno dovuto rivedere tutte imgiati, quindi l’ospedale era stato let- pegnative rilasciate negli ultimi mesi teralmente blindato fino a diventare di emergenza e valutare dunque le il Covid Hospital della provincia di priorità delle visite e dei controlli Padova. non effettuati a marzo e aprile. Nel Il mese scorso a Schiavonia è stato corso del blocco degli ospedali, sono riaperto il Punto nascite e via via la state oltre 50 mila le visite ambulatostruttura ha riacquistato alcuni dei riali “saltate”. suoi reparti, dall’Oncologia alla ChiUn concetto base in questa nuova rurgia. Il percorso è ancora lungo, fase di fruizione ospedaliera è che ci visto che – come ha ribadito più vol- si reca in ospedale solo per esigente il presidente regionale Luca Zaia ze non rimandabili o per servizi in – il “Madre Teresa” resta votato alla cui la presenza fisica del paziente è cura del coronavirus. indiscutibile. Per il resto l’invito è a Con numeri chiaramente diversi far ricorso alle vie telematiche, e non rispetto al picco dell’emergenza: dei solo per prenotazioni o pagamenti: 50 posti letto di Terapia intensiva l’Usl sta agevolando, dove possibile, attivati a marzo, ad anche la telemedicina esempio, nell’ultimo e dunque i consulti a Resta fermo mese non si è mai distanza. un punto: ci si andati sopra ai 7 poL’accesso all’ospesti occupati. In tutta dale, poi, è completareca in ospedale l’Usl 6, con la “fase 2” mente rivoluzionato solo per esigenze rispetto al passato, sono ripresi di fatto i servizi di Igiene pube non solo sul fronte non rimandabili blica e dunque anche dell’utilizzo dei Dpi o per servizi in cui o sull’obbligo di igiele vaccinazioni per gli adulti. Per minori e la presenza fisica nizzazione. donne in gravidanza Per gli ospedali si del paziente la possibilità di vaccigirerà solo con un è necessaria narsi era sempre stata pass o con uno spegarantita. E’ ritornata ciale braccialetto che la Medicina legale e con essa anche renderà immediata la riconoscibilità quei servizi di rilascio di certificadel paziente e la sua necessaria prezioni. senza in struttura. Gli stessi ospedali Al di là di Schiavonia, l’attività de- rimarranno aperti solo dalle 7 alle gli altri ospedali – da Piove di Sacco 20, con la proroga delle 22 quando a Cittadella e Camposampiero – era aumenteranno gli appuntamenti rimasta comunque intensa, sopratambulatoriali. tutto per le urgenze, l’ambito onNicola Cesaro
Dai Medici con l’Africa in dono un innovativo respiratore elettronico per il Covid Hospital
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eppure i numeri confortanti hanno fermato la solidarietà. I Medici con l’Africa Cuamm hanno donato un respiratore all’ospedale “Madre Teresa” di Schiavonia. E’ il secondo apparecchio donato al Covid Hospital, acquistato anche grazie anche al contributo di amici e sostenitori: è la forza del bene che genera altro bene, come ha detto il direttore del Cuamm don Dante Carraro all’atto di consegna. «Questo respiratore è un macchinario unico in Italia e permette di iniettare ossigeno in modo elettronico e non manuale» ha spiegato Domenico Scibetta, direttore generale dell’Usl 6 Euganea «Per questo secondo dono ringraziamo il Cuamm e i suoi sostenitori perché è uno strumento che fa davvero la differenza tra la vita e la morte. La generosità e la solidarietà che stiamo sperimentando in questo periodo sono il vero collante della società. Ognuno di noi fa la
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propria parte, ma nel gesto del donare gratuitamente, senza voler nulla in cambio, ci sentiamo tutti uniti e parte di un unico tessuto sociale», ha chiuso il direttore. Il Cuamm è impegnato con tutte le forze a fronteggiare l’epidemia di coronavirus in Africa, soprattutto attraverso la messa in sicurezza dei 23 ospedali degli 8 Paesi in cui l’ente opera. (n.c.)
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Monselice
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“Dalla corsia alla rianimazione guarito dopo un mese”
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Il racconto di Lanfranco, infermiere in servizio a Schiavonia: “oggi siamo chiamati eroi ma siamo sempre noi”
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ra gli oltre 270 pazienti dimessi dal “Madre Teresa” di Schiavonia in questi tre mesi di emergenza c’è anche un malato “speciale”. Speciale perché, prima di finire in un letto d’ospedale, ha lavorato dall’altra pare della barricata. Lanfranco Mazzon, 62 anni di Este, è infatti un infermiere dell’Usl 6, lavora da ventotto anni e da sei è impegnato al “Madre Teresa” di Schiavonia. Il 21 febbraio il 62enne era al lavoro nello stesso reparto in cui sono stati confermati i primi due contagi da coronavirus. “Fino al 15 marzo ho lavorato dedicandomi in particolare ai pazienti contagiati dal virus - racconta l’infermiere -Ho fatto davvero il possibile per scongiurare ogni rischio, ma è stato impossibile evitarlo”.
Il 21 marzo a Lanfranco è stata confermata la positività al Covid-19. Il 27 marzo una febbre altissima e una Tac preoccupante hanno portato alla necessità di ricovero in Terapia intensiva: Mazzon è rimasto intubato per 7 giorni. Giorni di cui, oggi, il 62enne non ricorda praticamente nulla. Dopo un mese d’ospedale, il 24 aprile, è arrivato il doppio tampone negativo e quindi anche la dimissione dopo un mese di ricovero. “L’esperienza in ospedale è stata davvero pesante e oggi, dopo ormai parecchi giorni, devono ancora riprendermi seriamente, - spiega Mazzon. La foto di lui che abbraccia il suo primario, la dottoressa Lucia Leone, ha fatto il giro del web. “E’ un’emozione difficile da spiegare a parole, tut-
Il vescovo rende omaggio a chi è in prima linea
ta concentrata nel rettangolo di una foto. E allora lasciamo per una volta che siano le immagini a parlare, in un atto di riconoscenza smisurata verso il lavoro di infermiere e infermieri. Prezioso come la vita”, ha sottolineato tra gli altri Domenico Scibetta, direttore generale dell’Usl 6 Euganea.
“Oggi ci chiamano eroi, prima più di qualcuno puntava il dito contro di noi - chiude Mazzon - Eppure siamo sempre gli stessi, e rimarremo tali anche quando l’emergenza sarà passata: spero che tutti ricorderanno quanto abbiamo fatto in questi mesi” Nicola Cesaro.
l vescovo Claudio Cipolla ha voluto inaugurare il mese di preghiera mariana proprio al “Madre Teresa” di Schiavonia. Qui ha celebrato una messa nella cappella dell’ospedale per mesi epicentro della lotta al virus. Lo ha fatto in una cappellina praticamente senza fedeli, accompagnato solo dal suono di una chitarra e dai sacerdoti concelebranti, a partire da don Marco Galante, il cappellano del “Madre Teresa” di Schiavonia. Nella sua omelia, Cipolla ha parlato di fedeltà al Signore nel momento della malattia, ma anche dello stretto legame che esiste tra professione e vocazione. Proprio riferendosi ai lavoratori della Sanità, da lunghe settimane in prima linea, il vescovo ha sottolineato l’importanza di “mettere a frutto il dono dell’intelligenza e il dono della curiosità per poter rispondere alla salute dell’uomo”, ribadendo dunque l’importanza della ricerca e della scienza nella lotta alla malattia. (n.c.)
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Monselice
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Il riconoscimento Casa editrice monselicense
Camelozampa trionfa in Europa e si aggiudica il premio Bop La casa editrice monselicense Camelozampa ha conquistato il premio BOP 2020 come migliore editore dell’anno per l’Europa. Fondata nel 2011 nella città della Rocca da Francesca Segato e Sara Saorin, Camelozampa si è aggiudicata il Bologna Prize for the Best Children’s Publisher of the Year. Il BOP, giunto all’ottava edizione, è un riconoscimento annuale che premia gli editori distintisi per il loro lavoro in ciascuna delle sei aree geografiche di Africa, Asia, Centro America e America Latina, Nord America, Oceania ed Europa. L’annuncio del trionfo di Camelozampa è arrivato nel primo giorno della prestigiosa Bologna Children’s Book Fair, una delle fiere più importanti del settore,
e le culture del mondo. “A tutti gli editori che hanno votato Camelozampa, italiani e stranieri, va la nostra più profonda gratitudine” affermano Segato e Saorin “in un momento come quello che stiamo vivendo, sape-
re di poter contare sulla stima dei nostri colleghi per il lavoro che abbiamo svolto sin qui è un grandissimo incoraggiamento e un segnale di speranza”. La felicità e la soddisfazione in casa Camelozampa sono palpabili e il premio
vinto “sarà un enorme stimolo a continuare il nostro lavoro editoriale, con ancora più entusiasmo, dedizione e soprattutto rispetto per i lettori più giovani” concludono le due fondatrici della casa editrice. (m.t.)
Nasce “ZoomArte su Monselice”, rubrica di “reddito di immaginazione”
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i tempi del coronavirus e nel pieno rispetto delle normative sulla sicurezza sanitaria, le interviste viaggiano rigorosamente online. Questo il principio e il motore del nuovo format a cura di Giorgia Tresin e Virginia Favaro, volontarie del Servizio Civile Universale del comune di Monselice, intitolato “ZoomArte su Monselice - Rubrica no webinar di reddito di immaginazione”. Le ideatrici dell’iniziativa, in un video di presentazione, hanno anticipato che i protagonisti di questa serie di incontri virtuali saranno giovani artisti e creativi del territorio. Nel corso degli incontri si avvicenderanno “fotografi, attori,
In alto, da sinistra, Francesca Segato e Sara Saorin; qui sopra il logo del premio
che quest’anno si è svolta online. Il premio rappresenta un riconoscimento per le case editrici che si sono distinte per il carattere creativo e la qualità delle scelte editoriali nel corso dell’ultimo anno, come è stato per Camelozampa. Ma il BOP ha anche un ulteriore e duplice scopo: da un lato valorizzare il progetto editoriale, mettendo in luce le competenze professionali degli editori, e dall’altro favorire gli scambi e la conoscenza reciproca tra i paesi
illustratori, pittori, scrittori, musicisti e ballerini”, sottolineano Giorgia Tresin e Virginia Favaro (nelle foto). L’appuntamento è per ogni giovedì alle ore 18, a partire dal 7 maggio, sulla pagina facebook del “Progetto Giovani” che ospiterà di volta in volta, e in un ambiente completamente digitale, i diversi talenti locali pronti a raccontare e a far conoscere al pubblico la loro arte. (m.t.)
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Monselice
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Tensione alle stelle in sala consiliare L’approvazione da parte della sola maggioranza del bilancio previsionale e del documento unico di programmazione animano le discussioni tra i consiglieri. A preoccupare la situazione di emergenza
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urante l’ultimo consiglio comunale sono stati approvati il bilancio di previsione, il piano triennale delle opere pubbliche e il DUP, documento unico di programmazione. A tenere viva la discussione sono stati in particolar modo il bilancio previsionale e le strategie messe nero su bianco dall’Amministrazione. “Il bilancio ha richiesto un lavoro straordinario, difficile e complesso per la situazione emergenziale che si è venuta a determinare” ha sottolineato il vice sindaco, Andrea Parolo “come Amministrazione avevamo iniziato ad approntare questo bilancio e abbiamo dovuto modificarlo per ben 3 volte”. Il principio seguito nella programmazione e nella stesura dei punti è stato duplice: “da una parte salvaguardare gli equilibri di bilancio e dall’altra garantire alla comunità e ai cittadini, soprattutto quelli che si trovano in difficoltà o che sono stati espulsi dal ciclo lavorativo, il supporto
sociale necessario” ha spiegato Parolo. La minoranza dal canto suo ha espresso dubbi e perplessità circa le scelte fatte, rimarcando la presenza di un disallineamento rispetto alle previsioni precedentemente condivise. Oltre a questo, anche la situazione emergenziale dettata dal coronavirus ha trovato spazio negli interventi. “La giunta ci presenta il documento unico di programmazione, strategico e anche operativo. Il problema è che né il documento strategico né il documento operativo ci parlano della realtà di Monselice oggi, in pieno covid e in post covid” commenta Silvia Muttoni “Quello che facciamo è sbloccare l’operatività dell’ente, che è una cosa importante e necessaria, ma non stiamo dicendo come l’amministrazione interviene e reagisce alla situazione del covid. Il covid serve (all’interno dei documenti redatti n.d.r.) per stimare una riduzione delle entrate
A fianco il vice sindaco Andrea Parolo, sotto il Municipio di Monselice
ma non c’è riferimento alle spese”. Perplessità condivise anche da Francesco Miazzi che lo definisce “Un bilancio senza cuore, che sembra non tener conto degli effetti sociali ed economici dell’emergenza Coronavirus. Le misure di supporto ai cittadini e alle categorie economiche sono assolutamente limitate e nel con-
Il Giro d’Italia ad ottobre Monselice ospiterà una tappa
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arrivata la conferma: il Giro d’Italia si svolgerà dal 3 al 25 ottobre. Assieme all’ufficialità delle date, è stata confermato che la città della Rocca sarà protagonista della gara, ospitando una tappa del giro. Già nelle scorse settimane erano trapelate alcune indiscrezioni che indicavano ottobre tra le alternative più papabili prese in considerazione dall’organizzazione RCS. Il programma delle gare ciclistiche, infatti, è fitto di appuntamenti e ridefinire il calendario ha richiesto tempo e sforzi. Il giorno esatto in cui gli atleti arriveranno a Monselice non è ancora stato comunicato ma pare verosimile che la tappa si collochi a metà ottobre. Quello che invece è certo è che la gara non partirà dall’Ungheria, come stabilito prima dell’inizio della pandemia, anche se nessun dettaglio geografico è ancora stato chiarito. La notizia che il Giro d’Italia si farà e che passerà a Monselice è stata accolta da Palazzo Tortorini come un segnale e un simbolo della ripartenza. “Lo slancio che questa manifestazione può dare a Monselice oggi, nella fase post covid, è ancora più importante di quanto già non lo fosse prima” sottolinea il sindaco Giorgia Bedin. I prossimi mesi serviranno alla città della Rocca per riorganizzare l’accoglienza e rivedere le iniziative previste a corollario della gara. Non resta che attendere la comunicazione ufficiale sulla data della tappa monselicense. (m.t.)
Il cantiere in corrispondenza del sottopassaggio di via Valli
Via Valli chiusa per tutta giugno Prevista a maggio, slitta ancora l’apertura del sottopassaggio ferroviario. In una nota esplicativa, Rete Ferroviaria Italiana ha chiesto una proroga data l’impossibilità di ter-
minare gli interventi al sottopasso esistente entro i termini stabiliti. L’opera di rifacimento, infatti, ha subito dei ritardi per l’emergenza Covid-19 che ha rallentato, tra le altre cose, anche le attività di approvvigionamento dei materiali utili. Stessa problematica incontrata anche dalla Società Acquevenete che ha dovuto rimandare la posa della nuova linea dell’acquedotto. Nella
tempo si è mantenuto l’alto livello di tassazione di IMU e IRPEF”. A preoccupare Miazzi anche “l’assenza di una visione strategica che dovrebbe accompagnare il periodo di convivenza e post Virus, ma soprattutto il contributo che si deve dare per prevenire e ridurre le cause di queste panMartina Toso demie”.
nota si legge, inoltre, che nel corso dei lavori dei mesi scorsi è emersa un’interferenza con la condotta fognaria non individuata in fase di progettazione. La situazione sanitaria e la chiusura temporanea di numerose attività hanno reso indispensabile una proroga sul termine dei lavori. Fino alle ore 6.00 del 30 giugno, quindi, rimane in vigore l’interruzione del traffico sia veicolare sia pedonale tra via Valli e via Petrarca, in corrispondenza del sottopasso. I lavori, iniziati lo scorso settembre, hanno creato da subito alcuni disagi ai cittadini e a quanti erano soliti percorrere la strada interessata, da e per il centro cittadino. Per far fronte alla viabilità modificata, è stata però realizzata una bretella alternativa che dal quartiere del Carmine porta fino al raccordo con la statale 10, in zona Marendole. L’opera di rifacimento del sottopasso, avviata allo lo scopo di mettere in sicurezza le strutture, ammodernare la rete idraulica e allargare la sezione stradale, doveva concludersi in questi giorni. La speranza, ora, è che il sottopasso di via Valli venga riaperto per l’estate e che non si rendano necessari ulteriori slittamenti che potrebbero provocare disagi tra i residenti e gli automobilisti che percorrono quotidianamente questo tragitto, ora costretti a percorsi altenativi. (m.t.)
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Este
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Oltre l’emergenza, entra nel vivo il Distretto del Commercio Este, premiata con 250 mila euro, il massimo del contributo concedibile, allarga il raggio d’azione oltre i confini del centro storico, con una nuova idea
prodotti tipici del territorio comunale. Il Comune avanza un’altra idea: «A proposito di promozione in chiave turistica, il piano si propone di rafforzare la vocazione tematica del wedding (il matrimonio) attraverso l’istituzione di un nuovo brand “Wedding Castle”». Verrà quindi individuato un “manager di Distretto”, che sarà responsabile del coordinamento e dell’attuazione delle politiche commerciali e promozionali dello stesso. Nicola Cesaro
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l primo ostacolo sarà riprendersi dallo scotto del Covid-19, ma già qualche idea di rilancio era stata messa nero su bianco dal Comune ancor prima dell’emergenza sanitaria. L’amministrazione comunale entra nel vivo del finanziamento da 250 mila euro arrivato grazie al bando legato ai Distretti del Commercio riconosciuti dalla Regione Veneto, che ha premiato Este con il massimo del contributo concedibile. La prima novità, rispetto al passato, è l’estensione dei confini del Distretto del Commercio al di là del centro storico. Si intendono conglobare nel Distretto alcuni negozi di vicinato, le aree monumentali e archeologiche nonché aree dismesse da riqualificare. I fondi serviranno inoltre a intervenire sulle infrastrutture, ad esempio sulla riqualificazione dell’illuminazione dei portici con lampade a led a risparmio energetico, sulla manutenzione e riqualificazione del parcheggio di via Isidoro Alessi, nonché sullo sviluppo della fibra ottica, sulla sistemazione della pavimentazione in porfido di via Matteotti e sulla riqualificazione logistica del mercato degli ambulanti. Il Comune intende inoltre lanciare un concorso di idee per un nuovo arredo urbano, ma anche per una eventuale proposta dei dehors quali spazi commerciali coerenti con l’architettura del centro storico. Verrà inoltre eseguito un Piano urbano della Mobilità sostenibile, che permetterà di studiare statisticamente la mobilità lavorativa e scolastica al fine di migliorare la viabilità stessa. Contro la desertificazione, poi, il Comune promette di assicurare il mutamento della destinazione d’uso dei locali sfitti al piano terra. Il Distretto – continuano dall’amministrazione comunale - dovrà valorizzare le botteghe storiche: verranno realizzati itinerari enogastronomici e turistici, in sinergia con i pubblici esercizi, per la valorizzazione e la promozione dei negozi e dei
Un’immagine di Este in occasione di una delle sue manifestazioni di punta, Este in fiore, quest’anno cancellata dall’emergenza Covid-19
Addio a Toni Borile
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utto nel mondo culturale: è mancato Antonio “Toni” Borile, storico attore della Compagnia Teatro Veneto “Città di Este”. Aveva 85 anni. Era membro di varie associazioni – dagli Scout alla Società Atestina di Mutuo Soccorso e alla Pro loco – ma soprattutto dal 1960 era una delle colonne della compagnia teatrale, di cui è stato anche presidente.
Storico bibliotecario
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ste piange il suo storico bibliotecario. E’ morto a 74 anni Pier Agostino Marchesi de’ Taddei, figura culturale di riferimento. Aveva lavorato per anni nelle Soprintendenze delle Belle Arti di Trieste e Venezia. Dal 1998 al 2010 aveva concluso il suo percorso professionale alla Biblioteca civica negli anni del passaggio alla attuale sede di villa Dolfin Boldù.
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Este
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Il cordoglio E’ stato un protagonista di spicco della vita politica
La città intera piange Gianfranco Fornasiero I
l coronavirus si porta via una persona molto cara a Este, protagonista della scena politica cittadina degli ultimi vent’anni. Domenica 17 maggio, proprio alla vigilia della ripartenza dell’Italia, al Covid Hospital di Schiavonia è mancato Gianfranco Fornasiero, 68 anni, ex vicesindaco di Este. Sposato con Daniela, il 68enne era agronomo professionista ma soprattutto politico di lunga data. Figura di spicco prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle Libertà, era diventato consigliere comunale ad Este nel 1997. Aveva quindi ottenuto l’assessorato ai Lavori pubblici. Nel 2001, quando le elezioni avevano premiato Vanni Mengotto, Fornasiero era stato scelto come vicesindaco. Nel 2006, quindi, è stato lui il candidato sindaco per il centrodestra, sconfitto dal democratico Giancarlo Piva. Ha seduto in opposizione fino a pochi anni fa, onorando sempre con costanza e dedizione il suo ruolo, che fosse in amministrazione o in minoranza. E’ stato consigliere provinciale, membro del consiglio esecutivo del Parco Colli, ma anche di quello del Consorzio di bonifica Adige Euganeo. E ancora, consigliere dell’Ater di Padova e della Cantina dei Colli Euganei. Uno dei suoi incarichi più prestigiosi era stata però la presidenza del Consorzio Energia Veneto, ente specializzato nel
Maxi tubo anti Pfas da 22 km al via l’opera da 25 milioni
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fficialmente partiti i lavori per il maxi-tubo che porterà acqua pulita al Montagnanese. Si tratta della maxi-condotta di 22 chilometri, la cosiddetta Ponso-Montagnana-Pojana Maggiore, e del vasto serbatoio di accumulo da 10 mila metri cubi, che richiederanno un investimento di 25 milioni di euro. L’idea di base del progetto è creare una nuova tubazione per convogliare, lungo l’asse Monselice-Montagnana, l’acqua di buona qualità proveniente dalle falde pedemontane della centrale di Carmignano di Brenta (fonte Camazzole), nel nuovo serbatoio che sarà realizzato a Montagnana. In questo modo si chiuderà la fornitura di acqua dalla centrale di Madonna di Lonigo, che è contaminata da Pfas. Oggi si utilizzano filtri a carbone per purificare quest’acqua, necessità che comporta forti costi. «Il grande serbatoio di Montagnana, della capacità di 10 mila metri cubi, diventerà una “fonte virtuale”, dove accumulare le “scorte” di acqua prelevate in orario notturno dalle altre fonti” spiegano ad Acquevenete. (n.c.)
Gianfranco Fornasiero
fornire soluzioni innovative per le attività delle pubbliche amministrazioni che vogliono attuare modelli di gestione improntati all’efficienza e al risparmio. Aveva ceduto il testimone al vertice solamente da poco tempo. “Gianfranco era persona buona, che ha dato moltissimo alla città di Este. Abbiamo sperato ogni giorno che potesse uscire dalla Terapia intensiva. - è il ricordo colmo di dolore del sindaco Roberta Gallana - La città prova un forte dolore di fronte a questo lutto: il virus maledetto ci ha tolto davvero un uomo speciale. Ci stringiamo alla moglie Daniela, e lo facciamo con affetto sincero”. Piergiorgio Cortelazzo, deputato forzista e amico di lunga data, ha lasciato queste parole per Fornasiero: “Era un politico di altra epoca, un signore nel confronto e una guida in tante scelte poli-
tiche per il territorio”. E ancora, un ricordo è arrivato anche da Roberto Trevisan, attuale presidente del consiglio comunale di Este: “Ha fatto scuola a una generazione di politici e di aspiranti amministratori, me compreso. Il confronto, al di là di ogni posizione politica e di ogni campanilismo, era lo strumento che lui sapeva privilegiare”. Numerosi i messaggi di cordoglio e di ricordo da parte di tutte le forze politiche cittadine, anche da quelle che storicamente si trovano sul fronte opposto o sono state all’opposizione. Ma sono davvero tante le voci che hanno ricordato Fornasiero, non da ultimo Stefano Marchetti, vicepresidente dell’Ac Este, che ha ricordato il 68enne come amico della squadra di calcio cittadina e dello sport. Nicola Cesaro
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Didattica a distanza: l’Istituto Pascoli consegna 100 tablet e 50 connessioni
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ento tablet e cinquanta contratti di connessione per gli studenti di Este. E’ l’iniziativa dell’Istituto “Pascoli”, vicino a quegli studenti privi degli strumenti necessari a partecipare alle lezioni a distanza. L’acquisizione dei dispositivi, assegnati agli studenti in comodato d’uso temporaneo gratuito, è stata possibile grazie al finanziamento previsto dal Decreto “Cura Italia” e assegnato dal Ministero dell’Istruzione ad ogni istituzione scolastica. Il finanziamento è stato incrementato grazie ai fondi europei destinati all’Istituto in virtù della sua partecipazione a numerosi progetti attuati per i suoi alunni in orario extrascolastico, ma anche grazie al Progetto “4H-Scaliamo il futuro!”, di cui Irea è ente capofila e che conta tra i suoi partner il Comune di Este e l’Istituto stesso. L’amministrazione comunale di Este ha offerto supporto logistico e di personale per la consegna dei materiali. “L’assegnazione dei
dispositivi e dei contratti di connessione dà modo agli studenti di disporre degli strumenti necessari a prender pienamente parte all’attività didattica a distanza che, sin dai primi giorni di marzo, gli insegnanti hanno adottato allo scopo sia di mantenere viva la relazione con i propri alunni, sia di supportarli nel progredire del loro percorso formativo e di apprendimento”, spiegano i promotori dell’inziativa. (n.c.)
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Provincia
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Volontariato Federico Morandi, vice presidente e co-fondatore della Onlus
“Il coraggio di Giorgia Libero mette le ali alla solidarietà” L
’associazione Giorgia Libero Onlus è stata costituita a settembre 2016 in ricordo di Giorgia, giovane ragazza padovana di Casalserugo, mancata all’età di 23 anni, dopo una lotta di quasi due anni a causa di un linfoma. “Creare un’organizzazione che potesse essere di supporto a giovani e pazienti colpiti dallo stesso tipo di malattia e problematiche connesse era già di per sé un desiderio di Giorgia, la quale avrebbe realizzato questa associazione anche nel caso in cui fosse riuscita a guarire da questo male. Grazie a questa sua volontà e per dare seguito al suo esempio di lotta coraggiosa per la vita, i suoi genitori, Gigliola e Marino, il fratello Fabio, il compagno Federico e il suo migliore amico Alberto hanno deciso di concretizzare questo suo grande desiderio”. Quali le principali attività? “Fin dal principio la Onlus si è focalizzata nel dare supporto al reparto di Ematologia e Immunologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Padova dove Giorgia è stata per i ricoveri e le cure”. Significativa è stata la vostra recente raccolta fondi per il reparto di Terapia Intensiva dell’Azienda Ospedaliera di Padova che sta affrontando l’emergenza. Come donerete la cifra raccolta? “La raccolta fondi è stata da subito sorprendente, nemmeno noi quattro rappresentanti (io, Alberto, Diego e Alessandro con l’affiancamento dei genitori di Giorgia) ci saremmo aspettati una soddisfazione simile. Quella sera, nel bel mezzo di alcune riflessioni ci è venuta l’idea di offrire un aiuto concreto. L’obiettivo iniziale era quello di raccogliere 5.000,00 euro come contributo per acquistare dispositivi di protezione per il personale sanitario e per i pazienti, ma dopo poche ore, grazie alle numerose donazioni la raccolta fondi aveva già raggiunto cifre considerevoli superando in 24 ore i 100.000 euro e i 200.000 dopo le prime 48 ore. Per far fronte alle necessità più urgenti, abbiamo deciso di anticipare subito una prima tranche di � 49.900 per poi far seguire quella più ingente di � 450.100 a seguito dell’accredito delle pri-
me somme giunte dalla raccolta fondi ed erogate da Facebook. Entrambe le donazioni sono tracciate e documentate per consentire a tutti di rimanere aggiornati e per dare prova piena della nostra trasparenza e serietà. Oltre a questo versamento complessivo di � 500.000,00 abbiamo, con l’approvazione degli utenti che hanno partecipato e risposto al sondaggio indetto nella pagina, deciso di aiutare anche la struttura il covid hospital di
Alcuni dei ragazzi dell’associazione “Giorgia Libero”
Schiavonia, per l’acquisto di un monitor MostCare Up – Endless completo di accessori per la valutazione emodinamica mini invasiva finalizzata a guidare la gestione farmacologica e fluidica nei pazienti con shock settico. Tale apparecchiatura sarà utile anche in seguito, a emergenza conclusa”. Fanny Xhajanka
Mettiti com do Mettiti com do
Marangoni: “la forza delle nostre fragilità” Guido Marangoni, dall’ingegneria informatica agli spettacoli a teatro e ai libri. Cosa unisce queste passioni? “Scherzando dico sempre che il mio sogno è sempre stato quello di fare l’attore comico, ma a causa di una balbuzie molto importante ci ho rinunciato e mi sono rifugiato dietro al computer perché era molto più facile digitare parole su una tastiera che recitare parole davanti ad un pubblico. Poi ho capito che le due dimensioni stanno bene insieme e mi completano”. Come nasce il suo libro “Anna che sorride alla pioggia”? “Il libro nasce dal grande desiderio di raccontare a tutti un mio grande errore: confondere mia figlia Anna con la sua disabilità. È un errore che ho fatto spesso, ma l’incontro cambia tutto. Nel libro racconto, con leggerezza, il mio incontro con Anna”. Cosa le hanno lasciato gli oltre 300 incontri? “La grande scoperta è che siamo tutti molto più uniti e legati di quello che pensiamo. C’è un grande e potente denominatore comune: la nostra fragilità”.
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Qual è la dedica preferita? “Le dediche a cui tengo sono quelle che, alla fine di ogni mio incontro e spettacolo, chiedo a chi ho davanti. Quando chiedo al pubblico di farmi loro una dedica gli occhi si illuminano e mi regalano condivisioni meravigliose”. “Buone notizie secondo Anna” come nasce la rubrica? “E’ un modo diverso di invitare tutti noi, me per primo, a non rinunciare all’incontro. Un tentativo di rendere quel momento di imbarazzo, che la disabilità e la diversità spesso mettono in evidenza, un po’ più accogliente tramite la leggerezza”. Quali i sogni per il futuro? “Ne ho moltissimi, forse troppi direbbe mia moglie Daniela. In questo periodo di confinamento sto scrivendo molto, ma anche pensando a qualcosa on line. Non nascondo che quello che manca davvero di più sono gli incontri, gli spettacoli, gli sguardi e gli abbracci”. (f.x.)
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Provincia .
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“Donne in casa Le maglie di Salviato esposte alla violenza all’asta per un aiuto non lasciamole sole” U In queste settimane in cui è stata stravolta anche la routine quotidiana delle emozioni, le operatrici, le volontarie e le socie del Centro Veneto Progetti Donna vogliono dire a tutte le donne che ci sono.
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n concomitanza con l’emergenza sanitaria è iniziata la Campagna #iorestoacasa ma #laviolenzanonsiferma che invita le donne a continuare a chiamare il numero verde gratuito 800 81 46 81 dalle ore 8.00 alle ore 20.00, il numero fisso 049.8721277 dalle ore 9.30 alle ore 15.30 dal lunedì al venerdì oppure scrivere alla mail info@centrodonnapadova.it, oltre che sulla pagina Facebook nella sezione messaggi della loro pagina Centro Don-
na Padova Auser, o nel profilo Instagram centrovenetoprogettidonna. “In un momento in cui è giusto fermarsi, per la salute pubblica e per il bene di tutte e tutti noi - spiega Patrizia Zantedeschi, Presidente del Centro Veneto Progetti Donna - Siamo consapevoli che alcuni fenomeni non si arrestano, e la violenza nelle relazioni intime è uno di questi, che al contrario nei momenti di crisi si amplifica. Le case, che per la maggior parte di noi sono il luogo più sicuro oggi per limitare il rischio di contagio, non lo sono per moltissime donne che sono costrette a passare molto più tempo con un partner che le maltratta. Chiediamo a tutte e tutti di pensare che situazioni di violenza continueranno, anche e soprattutto durante questa emergenza, e di non lasciare sole le donne e i loro figli per i quali questo periodo rischia di diventarre un inferno nell’inferno”. Per questo l’assocazione invita a non abbassare la guardia ed è pronta ad intervenire in caso di necessità per trovare una soluzione che permetta di risolvere il disagio. (f.x.)
n viaggio iniziato nel settore giovanile biancoscudato, dove è cresciuto e ha spiccato il volo: da Mantova a Livorno, da Lanciano a Cremona, passando per Novara, Pescara e Bari, per poi tornare a giocare nel Padova. Simone Salviato, che oggi milita nella Luparense, può vantare una carriera di tutto rispetto, con oltre 260 presenze tra serie B e Lega Pro, al fianco di compagni e avversari con i quali ha scambiato la maglia al termine delle partite. Quei cimeli, ricordi di amicizie e rivalità, sono stati messi all’asta su Ebay per sostenere l’Ospedale di Padova nell’emergenza Coronavirus tramite Onlus Live, l’associazione nata dopo la scomparsa del calciatore Piermario Morosini, compagno di squadra di Simone hai tempi di Livorno. “Stavo sistemando la cantina e ho ritrovato le maglie raccolte negli anni - spiega Salviato - Alcune erano davvero speciali e ho pensato che per un collezionista potessero aver un valore: quella del Milan di Antonio Donnarumma in finale di Coppa Italia, quella del Livorno di Andrea Luci durante il primo “Moroday” o quella di Damiano Longhi del Padova in serie A, solo per fare qualche esempio”. Nasce così l’idea di aprire un’asta benefi-
Il calciatore Simone Salviato
ca: “In questi anni con Onlus Live abbiamo acquistato e donato oltre 200 defibrillatori in tutta Italia - continua Simone - Continueremo a farlo anche in futuro, ma in questo momento abbiamo pensato ad aiutare chi è impegnato nella lotta al Covid19”. Durata tre settimane, l’asta ha riscosso il successo desiderato, anche oltre oceano. “La maglia di Giani dello Spezia è stata aggiudicata ad un appassionato degli Stati Uniti, davvero incredibile!”. In tutto, sono stati raccolti 965 euro, che sono già stati donati donati all’Ospedale di Padova. (e.b.)
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Cultura .
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Giorgia Mazzucato L’attrice si racconta
Giorgia Mazzucato
“Il teatro è esperienza dal vivo”
sento l’urgenza di dover fare la mia parte. Sei diventata anche insegnante di Teatro, giusto? Negli ultimi dieci anni mi sono dedicata anche alla pratica dell’insegnamento teatrale all’interno di svariate scuole e accademie italiane. A maggio dell’anno scorso ho fondato la mia Scuola e Casa di produzione teatrale: Shakespeare’s Box a Roma. In questa scuola c’è tutto il teatro in cui credo: un teatro fatto di condivisione, libertà, sperimentazione, gioia e domande importanti.
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l teatro come vocazione fin da quando era bambina. Il palcoscenico come luogo dove esprimere le proprie urgenze. Lo spettacolo come fucina di memoria condivisa. Ha solo 30 anni, ma la profondità con cui Giorgia Mazzucato si racconta ti entra dentro. Quando è iniziato il tuo viaggio nel mondo del Teatro? Le primissime esperienze risalgono alla scuola media, avevo 12 anni. Il vero e proprio battesimo, però, è avvenuto al Liceo Fermi di Padova, dove ho iniziato a recitare e scrivere brani su consiglio del mio primo Maestro, Andrea Pennacchi. È lui che mi ha trasmesso l’amore per il teatro, lo considero il mio mentore. Poi? Mi sono laureata presso la Magistrale di Discipline dello Spettacolo dal vivo all’Alma Mater Studiorum di Bologna, con una tesi di ricerca su Shakespeare. Chi sono i tuoi Maestri? Oltre a Pennacchi, ho avuto l’onore di formarmi con Maestri del calibro di Natalino Balasso, Marco Baliani, Massimiliano Bruno, Patti Stiles, Antonio Vulpio e Jill Farris. Tra tutte le esperienze formative, però, ho il privilegio di aver partecipato ai corsi
di Dario Fo e Franca Rame alla Libera Università di Alcatraz nel 2013, pochi mesi prima che Franca morisse. Non li dimenticherò mai, per l’energia e l’umanità che mi hanno trasmesso. Sei giovane, ma hai già vinto moltissimi premi. Già, ho vinto numerosi premi, tra cui Miglior Artista Internazionale al San Diego Fringe Festival 2017, Premio OFF al Roma Fringe Festival 2017, Miglior Spettacolo al Teatro Avogaria di Venezia. Parlaci dei tuoi spettacoli… Il primo che ho scritto, diretto e interpretato si intitola “Viviamoci”. Ha vinto numerosi premi e - nella sua versione inglese Lifegate - mi ha portato in tournée in California. Un’esperienza indimenticabile. Il secondo si chiama “Comunque”, uno spettacolo in stile “bergonzoniano”, in cui protagonista è la parola, con i suoi giochi e suoni meravigliosi. Poi ho portato in scena “Guerriere”, un omaggio alle donne durante la prima Guerra Mondiale. Infine ho dato vista a “Gesù aveva l’erre moscia”, uno spettacolo in cui emerge il volto umano di Cristo, ma che ha fatto molto discutere per il suo titolo. Prima dell’emergenza sanitaria,
Enrico Beda
erano tutti e quattro in tournée nazionale. A proposito, come cambiata la programmazione con il Coronavirus? Ovviamente tutti gli spettacoli in programma sono stati annullati o rinviati. A differenza di altri, però, rifiuto nel modo più categorico l’idea che il teatro possa essere filtrato da un computer o da uno smartphone. Per me il teatro è empatia con il pubblico: vibrazioni, risate, lacrime, carne ed ossa. In passato ho realizzato dei corti web, ma sono tutt’altra cosa. Cosa fai, quindi, durante queste giornate a casa? Ne approfitto per studiare e scrivere il mio prossimo spettacolo. Si chiara “Komorebi” e parlerà di omobitransfobia. Sto raccogliendo tantissime testimonianze, studi e documenti e che mi permetteranno di raccontare il fenomeno con la profondità che merita. C’è una battaglia culturale da fare in questo campo e
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na stagione sul sofà”: titola così il cartellone digitale del Teatro Stabile del Veneto, che ha scelto di alzare un sipario virtuale per continuare a proporre spettacoli e intrattenere il pubblico anche in questo momento difficile. I canali social YouTube, Facebook e Instagram, infatti, trasmettono nuovi contenuti, live o on demand, fruibili comodamente e gratuitamente da casa: video integrali di spettacoli, fiabe e racconti per famiglie, laboratori teatrali, aperitivi letterari, video letture di grandi romanzi. “Volevamo dimostrare che il teatro è vivo, che il teatro c’è ancora nonostante le sale chiuse. Per questo abbiamo pensato di aprire virtualmente il sipario nelle case dei nostri spettatori, non per essere invadenti, ma per essere utili in un momento difficile” afferma Giampiero Beltotto, Presidente Teatro Stabile del Veneto. Le proposte sono davvero per tutte le età: la rubrica “Famiglie connesse” pubblica fiabe, favole
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alte provvigioni, formazione e racconti, gli “Aperitivi letterari” permettono di trascorrere l’aperitivo casalingo in compagnia dei grandi autori letti dagli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, il “Nordest in Tournée” offre spettacoli ogni weekend, dai grandi classici ai capolavori contemporanei. Non mancano i momenti di formazione interattiva come il laboratorio teatrale di cittadinanza online “L’ora d’aria” o il torneo di poesia performativa “Zoom Poetry Slam”. “I nostri soci hanno accolto questo progetto con entusiasmo - continua Beltotto - Ci auguriamo che questa idea venga accolta con lungimiranza, per il bene e per il futuro delle compagnie, degli artisti, della prosa, degli spettatori e del teatro tutto”. (e.b.)
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Sport
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L’intervista L’arciere padovano
la Federazione mi darà la possibilità, mi piacerebbe seguire i ragazzi del settore giovanile. Amo questo sport, vorrei trasmettere la mia passione ai più giovani”. Se dovessi raccontare il tiro con l’arco ad un bambino, cosa gli diresti? “Gli direi che per vincere serve carattere, ma allo stesso tempo gli spiegherei che questo sport aiuta il carattere a formarsi. Aiuta ad auto gestirsi, a non mollare, a reagire nei momenti difficili, a non avere mai paura. E poi lo inviterei a provare, per capire di persona le emozioni che il tiro con l’arco può regalare.
Galiazzo: “Tokio 2021 ci aspetta” L
’esperienza e la determina- ria di questo sport. Ad Atene 2004, zione nella faretra, la quinta sei stato il primo arciere italiano a Olimpiade nel mirino: l’arciere vincere l’oro olimpico. padovano Marco Galiazzo, primo “Un’emozione incredibile. Era il campione olimpico nella storia del mio esordio a cinque cerchi, avevo tiro con l’arco italiano, si racconta solo 21 anni e non sentivo molte in vista dell’appuntamento di Tok- pressioni. Ricordo tutto di quei yo, ora rimandato al 2021. giorni: il villaggio olimpico, l’atmoCredi sia stato corretto rinviare sfera unica, la gioia incontenibile i Giochi? per quella vittoria storica. Me la “Credo sia stata una decisione sono proprio goduta”. difficile ma necesCome è cam“Ora mi sto allenando biata la tua vita? saria, per garantire la sicurezza di tutti. a casa. Amo questo sport “Ho continuato Ci prepareremo al a fare ciò che fae vorrei continuare meglio per l’anno cevo prima, senza a trasmettere la passione montarmi la teprossimo”. A 37 anni potresti sta. Ho fondato la ai più giovani” essere uno dei veteA.S.D. Arcieri Rio rani della spedizione azzurra. Ma a Ponte San Nicolò, la società a cui cosa ricordi dei tuoi esordi? sono ancora iscritto”. “Ho iniziato a tirare con l’arco a Poi a Pechino 2008 è arrivato 14 anni, insieme a mio padre che l’argento a squadre. A Londra 2012 oggi è anche il mio allenatore. È l’oro, sempre a squadre. stato un amore a prima vista, mi “Anche a Londra è stato un redivertivo moltissimo e subito ho cord: mai l’Italia aveva vinto l’oro capito che avrebbe potuto essere a squadre nel tiro con l’arco. Aver il mio sport. La mia prima società condiviso il primo gradino del poè stata la Compagnia Arcieri Pado- dio olimpico con Michele Frangilli vani, ho vinto praticamente tutti e Mauro Nespoli, ha reso ancora i campionati giovanili e a 16 anni più speciale quella medaglia. Vinsono stato convocato per la prima cere in squadra ha un sapore spevolta in nazionale”. ciale, anche in uno sport indiviLì hai iniziato a scrivere la sto- duale come il nostro”.
Enrico Beda
Atene, Pechino, Londra, Rio. Tokyo sarebbe la tua quinta Olimpiade. “Proprio così. Mi preparerò al meglio per poter conquistare la qualificazione a squadre. Partecipare ancora alle Olimpiadi, sarebbe per me un sogno”. Come e dove si svolgono i tuoi allenamenti? “L’emergenza sanitaria ha stravolto la nostra preparazione: in queste settimane sto facendo allenamento a casa. Solitamente mi alleno al Centro Federale a Cantalupa, in provincia di Torino, sei giorni a settimana: ogni seduta prevede circa 200 tiri in situazioni di stress: con pesi, elastici, in equilibrio precario. Due volte al mese, inoltre, partecipo ai raduni della nazionale”. Stai già immaginando il tuo futuro? “Finché continuerò a divertirmi e a raggiungere buoni risultati, continuerò a tirare. Poi mi piacerebbe rimanere nell’ambiente: se
Pallavolo Tregarofani l’attività non si ferma
E
sercizi fisici quotidiani, suggeriti online dagli allenatori e raccontati dalle squadre attraverso i social network. L’emergenza sanitaria e la “permanenza forzata” tra le mura domestiche non hanno scalfito la voglia di allenarsi delle ragazze della Pallavolo Tregarofani, storica società padovana nata negli anni ’60 nel patronato di Madonna Pellegrina, oggi composta da oltre 120 atlete di ogni età, dal mini volley alla prima divisione. “Quando abbiamo capito che lo stop dell’attività sportiva sarebbe stato duraturo, ci siamo adoperati con tutti gli allenatori per proporre alle atlete esercizi fisici di potenziamento e mantenimento, che consentissero di non disperdere la forma fisica acquisita nei
mesi precedenti - spiega Michela Santinon, Direttore Tecnico della società - Prepariamo schede personalizzate per ognuna delle nostre squadre, che inviamo alle ragazze via WhatsApp. Dalla prima squadra al settore giovanile, le nostre atlete continuano ad allenarsi anche in queste settimane, dal salotto o dal giardino di casa”. L’iniziativa ha riscosso entusiasmo tra le ragazze, che ogni giorno raccontano i loro allenamenti su Facebook e Instagram. “Abbiamo chiesto alle atlete di immortalarsi durante gli allenamenti, ma anche durante i momenti di studio o di svago continua il Direttore Tecnico - I capitani di ogni squadra raccolgono le varie testimonianze e le condividono nei canali social del-
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le società, utilizzando l’hashtag #FacciamoSquadra”. Un’iniziativa semplice ma efficace, che contribuisce a mantenere il senso di appartenenza al club anche in queste settimane. “Al di là dell’aspetto sportivo conclude Santinon - è fondamentale che le ragazze continuino ad essere legate, a comunicare e a condividere le loro esperienze. Anche questo significa far parte di una squadra”. (e.b.)
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#Regione
Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli
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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto
“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la
“L
dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.
’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-
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Regione
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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici
“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P
rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-
scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le
uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay
“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”
“A
questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.
Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative
Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N
ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-
venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto
dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili
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le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.
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Regione
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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione
“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico
M
aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-
tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.
Maurizio Conte
“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?
“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.
EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.
L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto
“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I
l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-
tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?
“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal
vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.
on-line: MAGGIO 2020
Pet
N
on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.
Qualche consiglio utile per affrontare il caldo
Estate: come proteggere i nostri amici animali
Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli
acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e
ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!
In vacanza con Fido
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n treno? E’ conveniente di giorno e con cani di taglia piccola. In nave non c’è una regola, le condizioni le stabilisce ogni singola compagnia. In aereo è più complicato e molto faticoso per i cani di taglia grande e media e le condizioni le condizioni di trasporto vengono stabilite dalle compagnie. In auto è di certo il modo migliore, anche se possono esserci alcuni proiblemi, quali il mal d’auto e la sete! I cani possono infatti soffrire l’auto, come noi, per motivi fisici (cinetosi) o psicologici. I sintomi sono nausea, vomito, paura, agitazione e a volte tentativi di fuga. Ma non dimentichiamo che Fido non sa che stiamo andando in vacanze… quindi non ci spazientiamo se dovesse avere qualche problema di mal d’auto e di agitazione!
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Filariosi Mai abbassare la guardia!
Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S
appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini
è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.
La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.
La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici
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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”
T
ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:
“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-
so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.
Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.
Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).
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I Centri di Affidea Veneto sono aperti, in ottemperanza alle direttive regionali vigenti e nel totale rispetto delle disposizioni ministeriali.
Padova Piove di Sacco Monselice
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In tutti i centri è stato disposto un pre-triage telefonico per accedere alle strutture.
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L’accesso alle strutture è controllato per evitare assembramenti, dando priorità ad anziani, disabili e donne in gravidanza e ad un numero minimo di accompagnatori.
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Nelle aree comuni e nei servizi igienici sono disponibili dosatori per disinfettanti e gli utenti sono invitati a disinfettarsi e/o lavarsi le mani con apposita cartellonistica.
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Gli operatori sanitari e di segreteria sono dotati di DPI (mascherine, guanti, occhiali, visiere, camici monouso, cuffia) e il loro utilizzo razionale è regolamentato dall’OMS.
Le prestazioni sono erogate in condizioni di massima sicurezza per utenti e operatori, secondo rigidi Protocolli Clinici Operativi.
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Dopo l’esecuzione di ogni esame o visita, si procede alla disinfezione delle apparecchiature e degli strumenti impiegati, allo smaltimento dei DPI nei contenitori per i rifiuti speciali, ad aerare e pulire i locali. Successivamente si provvede alle operazioni di pulizia giornaliera e alla sanificazione degli ambienti.
ISTITUTO DIAGNOSTICO ANTONIANO: Via Cavazzana 39/4, 35123 Padova - T 049 663055 - info.ida@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott.ssa Valeria Beltrame POLIAMBULATORIO MORGAGNI: Via Cavazzana 39/2, 35123 Padova - T 049 8787479 - info.morgagni@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Giovanni Gardellin DELTA MEDICA: Via Rialto 12, 35043 Monselice (PD) - T 0429 783000 - info.deltamedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Gizzo Salvatore INIZIATIVA MEDICA: Via Rialto 14, 35043 Monselice (PD) - T 0429 786666 - info.iniziativamedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Stefano Puggina UNI-X MEDICA: P.za Giuseppe Dossetti 1, 35028 Piove di Sacco (PD) - T 049 9708666 - info.unixmedica@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Simone Bernardini UNI-X POLIAMBULATORIO: P.za Giuseppe Dossetti 1, 35028 Piove di Sacco (PD) - T 049 9708688 - info.unixpoliambulatorio@affidea.it - Dir. Sanitario: Dott. Christos Frangos
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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti
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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-
Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria
#NOI CI SIAMO NEGOZI APERTI
rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche
Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.
Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune
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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità
Mascherine, istruzioni per l’uso
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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria
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uale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”. Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle
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Sperimentazione
Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune
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egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.
Un progetto di ricerca studia le relazioni tra inquinamento e Covid 19. L’Agenzia ambientale veneta e la Protezione civile nella task force nazionale stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione
del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.
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Salute
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Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news
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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi
sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato
per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o superalcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma espone
oppia versione mezza
al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 4060 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di
loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.
Ambiente e salute, le buone pratiche Le figure legate al settore della sanità sono certamente tra quelle in maggiore evoluzione, sia per l’avvento delle nuove tecnologie, sia perché è nel pubblico e nel privato stanno subendo trasformazioni epocali
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l dentista oggi negli ultimi decenni abbiamo visto cambiare molte figure professionali e lavorative in modo più o meno radicale. Le figure legate al settore della sanità sono certamente tra quelle in maggiore evoluzione, sia per l’avvento delle nuove tecnologie, sia perché è nel pubblico e nel privato stanno subendo trasformazioni epocali. Il servizio pubblico fatica a mantenere alti standard di qualità e copertura a tutte le fasce di popolazione, il servizio privato cerca di inserire nelle falle lasciate dal servizio pubblico, con il chiaro intento di creare utili per i soggeti investitori che spesso non appartengono all’ambito della medicina, e cerca di portare madolescenti in difficoltà nel doti periodo di nageriali con attenzione solo aspetto lockdown. E’ quantoalemerge dal queremunerativo sanità vista come stionario “Iodella e la quarantena” realizzato impresa. dall’Ulss 3 Serenissma, per comprendere Ora che d’animo il fine ultimo di un’impresa, lo stato dei ragazzi dopo un lunsia quello di generare profitti èpredispopacifigo isolamento. Il questionario, co, èsto il nucleo di stress dell’impresa, soda adolescenti coordinati dall’Azienprattutto quando i fondi provengono da da sanitaria e rilanciato dalla Regione soggetti per vocazione e Venetoche chenon ne hasono riconosciuto la validità, preparazione coerenti con la disciplina rivela un quadro critico. sulla quale Nel caso “Sonoinvestono. 450 gli adolescenti chespecifiin poco co quindi, dellaGenerale sanità tempo –i finanziamenti spiega il Direttore privata non provengono quasirisposto mai dai Giuseppe Dal Ben – hanno ad soggetti medici, bensì da soggetti terzi un sondaggio elaborato e proposto da che ragazzi vedonocome nel settore sanitario privato loro, quei peer educator, un possibile business. cioè educatori alla pari, che collaborano Daconqualche annodel è nostro divenuto quindi gli specialisti Dipartimenlecito, serisposte la richiesta di to didomandarsi Prevenzione. Le dei ragazzi efficienza economica con ladicreazione hanno tracciato un quadro difficoltà: di profitti potrebbe essere compatibile un quarto degli intervistati ha risposto di e in essere linea con i valoriundialtro curaquarto e interesse annoiato, di sendel soggetto terapiail che negli tirsi triste in e isolato; 12% infatti ha ammesso ultimi anni viene sempre più identificadi essere, in questo periodo particolare, to come “cliente” al posto “pazienti”, ansioso e impaurito; c’è di anche chi, un così5%, checonfessa si assistedi ad scivolamento nonuno riuscire a stare in e adrelazione un deriva semantica della con anche nessuno”. E se il 34% dei persona si rivolge alle detti curetranquildi una ragazziche intervistati si sono struttura. li, è anche vero che il 57% ha affermato Il seguire fatto stesso che, mentre unafatica. voli ritmi scolastici ma con ta siMentre sceglie proprio per unailbuona fettaspecialista di ragazzi, inolnome, facilitato dal fatto che nel pubtre, ha affermato di avere qualche tipo di blicorelazione lo stesso medico esterna (con tuttispesso un 47%,resta e con moltiamici anniunnella struttura. 37%),stessa qualcuno di loro ha anche Tuttavia quinrisposto continua che durantee ilvisibilità lockdowne non ha di un più profondo rapporto medico
Adolescenti in lockdown, annoiati e stanchi
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tenuto nessuna relazione (5%). L’esito di questo sondaggio ha dunque ispirato un gioco, “Noi ci siamo”, che vuole esserecon un oggi, modo per suggerire ai paziente, il rapido turnover giovani vie pubblico di fuga dalla dalla stanchezin campo e l’avvento della soza e dall’isolamento. I peernon educator cietà privata che spesso è dichiadell’Ulss 3 Serenissima, ragazzi formati per rato il nome del direttore sanitario, su corretti stili dei di vita che siche confrontano non parlare medici prestano la con ragazzi trasmettendo informaloro altri manodopera con turnover velociszioni e riflessioni, hanno subito simi,corrette in più realtà contemporaneamente trasformato il quadro emerso in un’opsenza avere come incentivo alcuno la portunità di azione di sostegno; e insie-Ecco fidelizzazione dele paziente-cliente. me agliche operatori dell’Area Promozione allora il medico presta servizi per Salute Dipartimento di diverse Prevenzione tempi del brevi in strutture dove il della 3 Serenissima hannoparagonabile, inventato suo Ulss nome è nemmeno esentendosi proposto il gioco che disincentivato torna sulle fatichee dedi fatto degli adolescenti e lenel trasforma in strateresponsabilizzato suo lavoro. D’altro gie per aiutarli a migliorare il loro stato canto il paziente che spesso vorrebbe d’animo. questounmomento complicatrovare “In anche rapporto umano e to, giocare – dice si il dottor Selle, sepersonalizzato trovaVittorio ad essere Direttore del Servizio di Igiene e Sanità guito spesso da professionisti diversi Pubblica – conil l’aiuto scuole e ie diaumentando sensodelle di precarietà ragazzi, abbiamo ideato e diffuso il gioco in minuendo la conformità. Assistiamo “Noi ci siamo”, che è sempre possibile più trovare definitiva a pazienti scettici nel sitolainternet Ulsse3,medici ma anche verso classe della medica sempre in quello della Regione Veneto, che lo meno incentivati nel loro lavoro. sta promuovendo. Partecipando online, i ragazzi sono invitati a riconoscersi in uno dei profili di comportamento e stato d’animoDr. cheMassimiliano vengono propostiVeronese nel gioco, e a Studio dentistico partire da questa consapevolezza ricevoGiacomo - Este no i Via migliori consigli, Matteotti strategie efficaci di (Pd) Tel. 0429 601485 comportamento per vivere meglio questa fasestudioveronese.m@libero.it complessa”.
Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news
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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per • distinguere false notizie informazioni utili. In seguito Qual’è il le risultato ultimodalle di questa alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della situazione? salute ha dunque avviatodel unaservizio. campagna • che La perdita di qualità Le contro le bufale, aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni conseguenze pratiche? • sulPrezzi virus in – questa raccomandazione cerca èdilapubblicità ingan- principale - è buona norma fare fonti istituzionali ufficiali • e nevole per sempre cercare riferimento di portarea clienti certificate. in cooperativa e centri a basso costo. • Di seguito affermazioni che sono circolate in rete e Aumento del alcune contenzioso tra medico e che sono smentite Ministero della Salute. struttura, struttura dal e cliente, tra struttuvolta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus • rira Una e fornitori. marrà per sempre nelle mie cellule: Falso. In definitiva il sistema sanitario pri• Unabasato persona ha costo contratto coronavirus può vato sul che basso si stail nuovo riguarire completamente senzae avere velando un buco nell’acqua, questopiù tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi è particolarmente visibile nel settoreal nuovo coronavirus non significa rimanere odontoiatrico. Il presto,infetti beneper edsempre. ecoIl Coronavirus colpisce l’apparato nomico promosso dalla pubblicità mar-respiratorio quindi se sono in di grado trattenere il respiro tellante variedisocietà di capitali cheper almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di sono comparabili e spesso anche scomCovid-19 sono lievi e in questo caso non impeparse nel generalmente mondo odontoiatrico dimostra discono lo svolgimento attività moderate. Inoltre il modo che chiude il cerchio condisoddisfazione migliore e scientificamente dimostrato di tutte le parti in gioco (clienti, società per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante personale, fornitori) e è allo stato dei prove di apnea o esercizi di respirazione. fatti impossibile. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o superalcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma
espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.
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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sito internet dell’Istituto superiore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti
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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-
rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche
per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.
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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male
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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzionare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina
chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. 4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione
5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce
l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’esercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di inten-
sità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.
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“Progetto Promozione Salute il COVID-19” Mascherine, istruzioni perper l’uso Che cos’è COVID-19?l’utilizzo è obbligatorio, rilevamento rapido, qualitativo di anticorpi Dal 26 ilaprile dal sitoe differenziale internet dell’Istituto superiore Il COVID-19 (Corona Virus Disease-19) è una malattia IgM e IgG anti CoVID-19 in sangue intero, siero o plasma di sanità leCoronavirus indicazioni risposte alle domande più frequenti causata da un nuovo SARS-CoV2. con le umano. I Coronavirus generalmente diffondono tra essere Il test riconosce la presenza di anticorpi sviluppati rurgiche sono le mascherine a uso mee mascherine, base ealpossono DPCMcausare varie dal sistema immunitario in caso di infezione da nuovo per i bambini? umani, mammiferi einvolatili dico, sviluppate per essere utilizzate in del patologiche. 26 Aprile scorso sono diventaDai sei anni in sù anche i bambini deforme coronavirus. È un test preliminare e non rappresenta un ambiente sanitario e certificate in base te Alobbligatorie negli spazi confinati vono portare la mascherina e per loro momento si conoscono sette specie di Coronavirus sostituto del tampone naso-faringeo. alla loro capacità di filtraggio. Rispononote all’aperto in cuimalattie non è nell’uomo. possibile oQuattro ceppi va posta attenzione alla forma evitando per causare La presenza di anticorpi IgM ed IgG viene rilevata dono alle caratteristiche richieste dalla garantita di mantenere il di usare mascherine troppo grandi e sono diffusila epossibilità causano sintomi simil-influenzali, SARS- dalla comparsa di bande colorate sulla membrana di norma UNI EN ISO 14683-2019 e fundistanziamento In base scomode per il loro viso. CoV, MERS-CoV efisico. 2019 nCoV sonoal dicomorigine animale e nitrocellulosa attraverso un’azione capillare. zionano impedendo la trasmissione. Le ma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM È possibile lavare le mascherine di collegati a malattie gravi talvolta fatali. Non è uno strumento autodiagnostico ma solo per uso mascherine di comunità, come previsto “possono utilizzate mascherine comunità? Che cos’èessere il progetto Promozione Salute di Affidea per professionale. dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 di comunità, ovvero mascherine moÈ possibile lavare le mascherine di il Coronavirus? Gli anticorpi IgG e IgM anti-Covid-19 possono essere ridurre nouso o mascherine lavabili, anche di Affidea è rilevati entro 1-3 settimane dall’esposizione. comunità sui se campioni fatte con materiali Chi esegue il test? marzo 2020, hanno lo scopo di RT Il progetto Promozione della Salute PCR la concordanza positivi è statache del la circolazioneviene del virus nella vita93,9%, quoti-la concordanza auto-prodotte, in materiali multistrato resistono alsuilavaggio 60 gradi. Le Il test rapido anti-coronavirus eseguito un’iniziativa rivolta a tutti gli utenti dei Centri Affidea e campionianegativi è stata Il tasso di sieroconversione cioè il livello di anticorpi diana edinon soggette di a particolari idonei a fornire un’adeguata ditotale comunità tuttisono i dispositivi alle aziende, a cui proponiamo unabarrievisita specialistica di cresce rapidamente nelle prime due settimane da personale medico dotato del 99.1% e mascherine la concordanza è statacommerciali del 97.2%. Il certificazioni. ra e, al contempo, che garantiscano monouso sono al lavabili se sulla sicurezza (DPI) e seguendo rigidi protocolli nell’ambito test è inoltresono Pneumologia, Immunologia, Medicina Interna o branche dall’esposizione. Marcato CE ed èoiscritto Ministero della devono essere considerate comfort e respirabilità, e adesi riportano (pneumologica, interna o Salutenécomeconfezione equipollenti, all’esecuzione forma di un test rapido COVID-19 Dispositivo Medico IVD alindicazioni N. 1936723che In combinazione con altri test ed incrociato con di una visita specialisticaNon dei dispositivi medici, né dispositivi di renza adeguate che co- saturazione dati clinici il rilevamento di anticorpi rappresenta un immunologica). possono includere anche il numero di ed eventualmente allapermettano misurazionedi della protezione individuale, prire dal mento al di sopra del naso”. lavaggi consentito senza che questo I centri Affidea in Veneto: Poliambulatorio Morgagni di Qual è il grado di attendibilità di questo test e ma qualiuna misura dell’ossigeno nel sangue. Nell’ambito di questa iniziativa, importante metodo per tracciare il decorso della malattia. igienica utile a ridurre la diffusione del Poliambulatorio Le mascherine rappresentano diminuiscaDelta la loro performance. Padova, Medica a Monselice e Uni ottenute? offriamo questa opportunità anche una alle aziende per È importante ricordare che si tratta di un test preliminare sono le certificazioni finora misura conte- con i medici nell’ambito di una visita specialistica / visita medica e non Quali mascherine devo lausare nel di Piove di Sacco offrono possibilità Come evidenziato virus dal SARS-COV-2. documento “CLINICAL X Poliambulatorio i propri complementare dipendenti, sempreperdi ilconcerto sono le caratteristiche che nimento della trasmissione caso in cui compaiano sintomi di inla visita specialistica e i test in regime di riassume i singoli Clinical di effettuare competenti, i datori di lavoro e idel RLSvirus delleestesse aziende rappresenta un sostituto al metodo RT PCR con tampone GENERAL REPORT”, che Quali devono avere le comunon possono alcun modo sostituire fezione respiratoria? produttrice deimascherine test rapidi disolvenza. Che cos’è ilintest rapido COVID-19? naso-faringeo né questa iniziativa di Promozione della Test eseguiti dall’azienda nità?Centri Affidea, su n° 704 il distanziamento l’igiene Nelwww.affidea.it caso in cui compaiano è Consulta il sito per trovare i sintomi recapiti di Il test rapido fisico, Codvid-19 un delle è test immuno- Salute di Affidea si sovrappone ad eventuali studi di siero Covid-19 in uso nei nostri devono garantire un’adeguata mani e l’attenzione scrupolosa non CE per il prevalenza da parte di Asl e Regioni. contatto. necessario l’utilizzo di mascherine cercampioni analizzati con il Esse test rapido e con il metodo cromatografico in fase solida nel marcato barriera per naso e bocca, devono estoccare il viso, il naso, gli occhi e la tificate come dispositivi medici. sere realizzate in materiali multistrato bocca. Come smaltire le mascherine? che non devono essere né tossici né Dal sito internet dell’Istituto Supe- Se è Medica stata utilizzata una mascherina Affi dea Delta Affidea Italia gestisce una rete di 21 strutture sanitarie private e convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale presenti in Veneto, Lombardia, Piemonte, allergizzanti né infiammabili e che non riore Emilia-Romagna, di Sanità ecco alcune indicaziomonouso, smaltirla con i rifiuti indiffeVia Rialto 12, 35043 Monselice Lazio ed Umbria, che erogano prestazioni di diagnostica per immagini, medicina nucleare, specialistica ambulatoriale, fisioterapia e riabilitazione rendano difficoltosa la respirazione. ni sull’utilizzo corretto delle mascherenziati; Tel 0429 783000 (PD) funzionale, analisi di laboratorio e odontoiatria. I valori di Affidea sono: affinità con medici e pazienti, fedeltà e fiducia, miglioramento continuo grazie alle idee e Devono viso coprendoDir. dalSanitario: rine al tempo del Covid 19. del paziente è l’interesse primario in tutti i centri Affidea, dove viene applicato il programma “Dose Excellence” - Se è stata indossata una mascheriall’innovazione. La sicurezza per laaderire riduzionealdella mento al naso garantendo allo stesso Chedose differenza c’è tra le cosiddette na riutilizzabile, Dott. Gizzo Salvatore metterla in una busta di radiazioni durante tutti gli esami di tomografia computerizzata. tempo confort. mascherine di comunità e le maschee dea.it seguire le regole per il suo riutilizzo www.affi La mascherina è obbligatoria anche rine chirurgiche? Le mascherine chidopo apposito lavaggio.
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Adolescenti in lockdown, annoiati e stanchi
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dolescenti in difficoltà nel periodo di lockdown. E’ quanto emerge dal questionario “Io e la quarantena” realizzato dall’Ulss 3 Serenissma, per comprendere lo stato d’animo dei ragazzi dopo un lungo isolamento. Il questionario, predisposto da adolescenti coordinati dall’Azienda sanitaria e rilanciato dalla Regione Veneto che ne ha riconosciuto la validità, rivela un quadro critico. “Sono 450 gli adolescenti che in poco tempo – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – hanno risposto ad un sondaggio elaborato e proposto da ragazzi come loro, quei peer educator, cioè educatori alla pari, che collaborano con gli specialisti del nostro Dipartimento di Prevenzione. Le risposte dei ragazzi hanno tracciato un quadro di difficoltà: un quarto degli intervistati ha risposto di essere annoiato, un altro quarto di sentirsi triste e isolato; il 12% ha ammesso di essere, in questo periodo particolare, ansioso e impaurito; c’è anche chi, un 5%, confessa di non riuscire a stare in relazione con nessuno”. E se il 34% dei ragazzi intervistati si sono detti tranquilli, è anche vero che il 57% ha affermato seguire i ritmi scolastici ma con fatica. Mentre una buona fetta di ragazzi, inoltre, ha affermato di avere qualche tipo di relazione esterna (con tutti un 47%, e con amici un 37%), qualcuno di loro ha anche risposto che durante il lockdown non ha
Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria
tenuto nessuna relazione (5%). L’esito di questo sondaggio ha dunque ispirato un gioco, “Noi ci siamo”, che vuole essere un modo per suggerire ai giovani vie di fuga dalla dalla stanchezza e dall’isolamento. I peer educator dell’Ulss 3 Serenissima, ragazzi formati su corretti stili di vita che si confrontano con altri ragazzi trasmettendo informazioni corrette e riflessioni, hanno subito trasformato il quadro emerso in un’opportunità di azione e di sostegno; e insieme agli operatori dell’Area Promozione Salute del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 Serenissima hanno inventato e proposto il gioco che torna sulle fatiche degli adolescenti e le trasforma in strategie per aiutarli a migliorare il loro stato d’animo. “In questo momento complicato, giocare – dice il dottor Vittorio Selle, Direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica – con l’aiuto delle scuole e i ragazzi, abbiamo ideato e diffuso il gioco “Noi ci siamo”, che è possibile trovare nel sito internet della Ulss 3, ma anche in quello della Regione Veneto, che lo sta promuovendo. Partecipando online, i ragazzi sono invitati a riconoscersi in uno dei profili di comportamento e stato d’animo che vengono proposti nel gioco, e a partire da questa consapevolezza ricevono i migliori consigli, strategie efficaci di comportamento per vivere meglio questa fase complessa”.
Il Coronavirus, suggerimenti ai bambini con i cartoni animati del Gruppo Alcuni Tre brevi video anche in versione Lis, la lingua dei segni italiana
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ambini? Occhio al virus cattivo, che è come un grannellino di sabbia che può entrare dentro di noi e ci può far male, tanto male: è una delle spiegazioni che troviamo nei cartoni animati dei Mini Cuccioli, dove viene raccontato il Coronavirus ai bambini, descrivendo il pericolo del momento che si sta vivendo senza spaventare”. Il Dottor Luca Sbrogiò, Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 spiega l’iniziativa Mini Cuccioli di “Raccontiamo la Salute” al tempo del Coronavirus che è stata realizzata con la Regione del Veneto-Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria insieme al Gruppo Alcuni. E’ infatti il Gruppo Alcuni che ha il compito di realizzare i brevi cartoni animati che spiegano il periodo di emergenza ai bambini e li invitano a rimanere a casa, suggerendo modi creativi e divertenti per passare il tempo. “Anche se il lockdown è per molti praticamente terminato – ha aggiunto il Dottor Sbrogiò – soprattutto per questioni di tipo lavorative, va tenuto comunque presente che ai più piccoli si dice ancora che è meglio rimanere il
Mascherine, istruzioni per l’uso
Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità
più possibile a casa. In questa fase, inoltre, si è anche pensato di realizzare una versione dei cartoni animati ad hoc per i bambini sordi con la versione LIS (Lingua dei Segni Italiana)”. Questa versione LIS è stata realizzata a cura della cooperativa sociale Blhyster e ENS Belluno con il patrocinio del Comune di Belluno.
Ed ecco i link dei tre video realizzati: Occhio al coronavirus! Facciamo i bravi… Link Youtube della versione in LIS: https://youtu.be/D5ZWpRAmCJ8 Sconfiggiamo il virus con la fantasia – 1 Link Youtube della versione in LIS:https://youtu.be/KsfYBdyNB_U Sconfiggiamo il virus con la fantasia – 2 Link Youtube della versione in LIS:https://youtu.be/bK8icOg0dUQ
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