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bassapadovana giu2019 n86

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Sport p.18

on-line:

p.33

Salute p.27

GIUGNO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.86

Cultura p.17

L’Europa resiste, Ambulatorio ma deve cambiare Veterinario Germana Urbani direttore@givemotions.it Cartura D O M E N I C A M AT T I N A A P E R T O

della Bassapadovana

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ESTE, L’INAUGURAZIONE

Una nuova sede SCOPRI DI PIÙ per la Guardia a pag. 34 6 di Finanza CONCORSO SULL’ACQUA

Le scuole di Monselice più volte sul podio ESTE, IL PROVVEDIMENTO

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Dal punto di vista politico, il dato più signifiDr. Milan Roberto Dr. Lideo Luca cativo non è la crescita del fronteord.sovranista, che ord. Vet. PD 538 Vet. PD 602 1202137 4238734 si 349 afferma in Italia, in Francia, 349 in Polonia e Unvia Stazione, 13 - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) gheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non via Padova, 220 CAGNOLA DI CARTURA sfonda in Olanda e arretra in Germania.(Padova) Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizio alle pagg 4 e 6 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

Bedin “regina” di Monselice la Lega sbaraglia gli avversari Per la prima volta una donna entra a Palazzo Tortorini, cocente delusione 9 1 0 9 2 o1sulla continuità per lo schieramento di Mamprin che puntava 20 gn no u

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per tura Apertura uova A NNuova Monselice onselice aaM

Piscina comunale, gara da 20 milioni ESTE, IL RESTAURO

Arco del Falconetto, lavori dopo 25 anni

32L viaRRovigana ovigana32L via lombo) Colombo) (rotonda via C. Co (rotonda via C. 1905111 0429 05111 29 19 l. 04 tetel.

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Comando polizia locale, nuova sede in centro

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I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb

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he non sarebbero state elezioni come tutte le altre Da si sapeva, soloutilizza per via della Brexit. care l’avvenuta consegna presso le Famiglie oggi lae non iazza per certifi Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo , un innovativo Servizio di Controllo e Certificazione il sistema davano per probabile, ma senza grandi entusiala iazza per comunicare con i Clienti. a disposizione delle Aziende che utilizzano PIZZERIA • PIADINE • PANINI CALDI smi. ANCHE SU PRENOTAZIONE Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha Come indicato però chiaramente che stiamo vivendo un funziona: cambio di stagione, e non soltanto in Italia. V.le Padova, 1 • Sottomarina di Chioggia (Ve) www.pizzeriadaleo.it • Pizzeria Da Leo CHIUSO IL MERCOLEDÌ segue a pag 3

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La nostra mission, è di essere protagonisti del nuovo mercato libero dell’energia per essere riconosciuti per le capacità di portare soluzioni ai clienti. E’-DIENERGIA è un servizio globale dell’energia attorno a te. E’-DIENERGIA è attenta al mondo della solidarietà, l’accordo fatto con la Città della Speranza Onlus, ci rende orgogliosi di poter aiutare la ricerca e dare così speranza al futuro di tanti bambini, donando una percentuale della quota energia e gas addebitata in bolletta. Il futuro non si inventa, si pianifica.

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Facciamo. il punto

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Nuova casa per la Finanza N

Inaugurata ad Este la sede della compagnia intitolata a Gastaldi

uova vita per la Guardia di finanza di Este: lo scorso mese è stata ufficialmente inaugurata la sede della Compagnia atestina. Le fiamme gialle della città si sono trasferite già da qualche mese nell’ex tribunale di via Brunelli, in via Zuccherificio. La caserma è stata intitolata all’appuntato Davide Gastaldi, medaglia di bronzo al valore militare: comandante di un esiguo distaccamento, improvvisamente attaccato da numerosi ribelli, nel luglio 1941 Gastaldi resistette all’assedio a Dobrnic, in Montenegro. Catturato e minacciato di morte se non avesse inneggiato alla Russia e non avesse salutato col pugno chiuso, rifiutò l’imposizione inneggiando all’Italia. Fatto prigioniero, venne torturato e poi dato per disperso e, ovviamente, non fece più ritorno a casa. Alla cerimonia di intitolazione, tra gli altri, c’erano anche il fratello Alfio e la nipote Luciana. Con loro, sul palco dell’autorità, hanno presenziato il comandante regionale della Guardia di finanza, Giovanni Mainolfi, quello provinciale Fabio Dametto e quello della Compagnia atestina Chiara Mezzone, oltre al sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Massimo Bitonci. “Questa nuova caserma è un segno di fiducia e di stima, necessari per chi esercita un ruolo di sicurezza in un territorio Germana Urbani >direttore@givemotions.it< come il nostro, - sono state le parole del colonnello Dametto.Una nuova sede è anche frutto dello sforzo di un’intera comu- he non sarebbero state elezioni come tutte le nità: per questo da oggi ci sentiamo ancora più impegnati nella altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo nostra attività”, ha sottolineato il generale Mainolfi. davano per probabile, ma senza grandi entusiasmi. Nicola Stievano Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

L’Europa resiste, ma deve cambiare

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della Bassapadovana

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 10.668 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019


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Monselice

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Elezioni amministrative Parla il neo sindaco

L’impresa di Giorgia: “Abbiamo vinto mettendoci la faccia” Al ballottaggio l’esponente della Lega si è imposta nettamente sullo sfidante: “Siamo rimasti noi stessi e la gente ci ha premiato. Da subito al lavoro”

G

iorgia Bedin è il nuovo sindaco di Monselice. La prima donna che dovrà governare la cittadina della Rocca. Un risultato raggiunto con il sapore di una duplice vittoria. Al primo turno infatti, Bedin aveva già accumulato un grosso vantaggio sugli sfidanti dimostrando di riuscire a mettere in piedi una squadra capace di infondere fiducia e di parlare di cose concrete. Al ballottaggio poi, la candidata leghista si è imposta con un divario consistente che è stato chiaro fin dai primi momenti dello scrutinio. Bedin ha saputo arruolare tra le sua fila anche esponenti di altri partiti del centrodestra decisamente più moderati rispetto alle posizioni tipiche della Lega. Basti pen-

sare ad Andrea Parolo vicesindaco uscente dell’amministrazione Lunghi. Un nome che sicuramente ha inciso nei numeri finali allargando l’elettorato della nuova sindaca. Bedin dovrà ora comporre una squadra di governo in grado di dar seguito a tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale. Inoltre non potrà contare su una maggioranza allargata ai consiglieri di opposizione più legati al centrodestra. Mamprin ha già fatto sapere che il suo gruppo sarà molto attento all’operato della nuova amministrazione e non si faranno sconti nel controllare la nuova sindaca. “Ringrazio tantissimo tutti quelli che hanno collaborato per questa vittoria - ha commentato la neo sindaca Giorgia Bedin

- questo risultato è il frutto del lavoro di un gruppo eccezionale, che ha portato avanti i valori del nostro programma. Un gruppo giovane che ora può rinnovare Monselice. Sono felice, perché hanno pagato la coerenza, l’impegno, la nostra volontà di metterci la faccia. Abbiamo vinto perché siamo rimasti noi fino alla fine. Ora cercheremo di dare il massimo fin da subito per dare un seguito a tutto quello che abbiamo promesso. Ribadisco che saremo aperti a suggerimenti e proposte da parte di tutti perchè sono convinta che nessuno sia perfetto e dall’ascolto degli altri può sempre nascere qualche miglioramento”.

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Mamprin già all’attacco “Opposizione senza sconti”

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a rimonta tanto sperata da Gianni Mamprin non è riuscita. Nonostante gli sforzi e gli accordi con altri candidati sindaci, l’ex assessore vicinissimo al primo cittadino uscente Francesco Lunghi, non ce l’ha fatta. Eppure sembrava godere del grosso vantaggio dell’unico apparentamento ufficiale con Fabio Conte e dell’indicazione della lista Ambiente e Società che aveva chiesto ai suoi di non votare per Giorgia Bedin. Ma si sa, nel segreto dell’urna gli elettori non seguono certo schemi o diktat politici. Spesso e volentieri, soprattutto nei Comuni più piccoli, conta moltissimo la fiducia, il pathos e la simpatia che si crea con un candidato. Ma non solo. Bedin rappresenta un cambiamento nel segno della continuità visto e considerato che era comunque uno degli assessori della giunta uscente. Infine, il partito che rappresenta, gode in questo periodo storico di grande favore. Dal canto suo Mamprin ha espresso molta amarezza per la vittoria sfumata. Ma se qualcuno si immagina già un accordo tra maggioranza e opposizione di centrodestra si sbaglia di grosso. “Queste elezioni riassunte in una battuta? A Monselice ha vinto la Lega - ha commentato Mamprin - ovviamente sono molto amareggiato perché non mi aspettavo un risultato così. I cittadini hanno scelto Giorgia Bedin pertanto non mi resta che augurarle un buon lavoro. Di certo però la nostra non sarà un’opposizione di facciata. Saremo attentissimi e non faremo sconti per nessun motivo”. E.M.


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Monselice

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Elezioni amministrative Dopo il primo, i commenti dei candidati esclusi dal ballottaggio

Il centro sinistra diviso non vince ma i singoli candidati sono contenti U

n risultato elettorale para- tinueremo ad impegnarci con lo dossale, quasi pazzesco, stesso metodo e lo stesso stile, da che nessuno si aspettava, ma su dentro e da fuori il consiglio cocui forse qualcuno sperava. Il munale” ha dichiarato Muttoni. primo e secondo posto rispettiOttimo il risultato di Ambiente vamente di Giorgia Bedin (3.233 e Società la lista di Paolo Masin: voti pari al 31,06%) e di Gian- “il risultato che abbiamo conseni Mamprin (1.950 voti pari al guito, frutto della partecipazio18,74%) hanno lasciato senza pa- ne e del lavoro di centinaia di role la politica monselicense. Un persone, ha raccolto un’adesioballottaggio disputato “in casa” ne lusinghiera che ci consente visto che Bedin e Mamprin erano di affrontare la nuova fase con entrambi assessori dell’ammini- uno strumento in più. Siamo la strazione uscente. terza lista in termini di voti e la Numeri alla mano, il motivo prima per numero di preferenze principale è da imputare alla accordate, segno del radicamenmancanza di un accordo tra to e della fiducia di cui godono Giordani e Muttoni entrambi tutti i nostri candidati consiglierappresentanti del centrosini- ri. Questo trova conferma anche stra che alla fine ha corso diviso nelle 353 preferenze personali lasciando ampio accordate a Franspazio di manovra cesco Miazzi, che in Giordani: al centrodestra. questo modo arriva “abbiamo Ma come è noto i addirittura a dopvoti non sono mai piare il secondo più avuto poco confrontabili con votato, un candidatempo”, Masin to consigliere nella equazioni matematiche e un’alleanza lista della Lega”. Un e Muttoni tra i due candidati solo candidato sinsoddisfatti avrebbe anche podaco ha concluso tuto non essere riun apparentamendel debutto solutiva. to. Fabio Conte di “Mi dispiace di avere avuto Veneto Libero ha deciso alla fine poco tempo perché sentivo che di sostenere Mamprin al ballotil consenso stava aumentando taggio. “La mia lista si è battuta ha commentato Sandro Giordaperché la nuova amministrani, candidato sindaco sostenuto zione fosse eletta coniugando dal PD - in ogni caso sono molto esperienza e rinnovamento, ed soddisfatto e sono molto conè questo l’impegno che riconfertento del progetto e della squa- mo - ha raccontato Conte - ho dra. L’esperienza politica spero trovato un’apertura verso il rincontinui perché il nostro era un novamento solo in Mamprin che progetto per la città e non certo si è reso conto della vera richiesta solo per fare propaganda”. Sod- dell’elettorato ovvero un cambio disfatta anche Silvia Muttoni aldi rotta. Credo ci sarà la possibilitra espressione di centrosinistra. tà di collaborare mettendo insie“Sono orgogliosa del risultato me le energie migliori di questa della nostra lista e felice di aver città affinché “rinnovamento” dimostrato, insieme a centinaia non resti una parola vuota”. di concittadini, che esiste un diEmanule Masiero verso modo di fare politica. Con-

Nel futuro della viabilità di Monselice si affacciano cinque nuove rotonde

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a viabilità della cittadina della Rocca è radicalmente cambiata negli ultimi anni. La strada statale e la SR10 sono state messe in sicurezza grazie ad una serie di rotonde che hanno sostituito semafori e incroci a raso. Ma su Facebook è già esplosa la discussione sui prossimi punti caldi da “bonificare”. Sarebbero addirittura cinque le nuove rotonde che idealmente si potrebbero realizzare: ingresso del quartiere Marco Polo, incrocio di Rivella, Costa Calcinara, intersezione tra via Colombo e via Ca’ Oddo e ingresso nord della zona industriale dalla strada statale. I commenti dei cittadini sono ovviamente divisi tra chi è nettamente favorevole e chi invece è convinto che Monselice stia diventando il paese delle rotonde. Di certo però, pra-

ticamente tutti concordano sul fatto che le rotatorie abbiamo risolto i problemi legati alla sicurezza della viabilità. Entro un anno, dovrebbe anche arrivare il nuovo casello dell’autostrada “Monselice Sud” che ridurrà drasticamente il traffico dei mezzi pesanti diretti alla zona industriale. Nel frattempo è stato allargato e ristrutturato il sottopasso di via Valli a Monselice. I lavori sono serviti a migliorare la rete stradale e ciclopedonale, oltre che ammodernare quella idraulica e i sottoservizi. Per completare i lavori sono serviti due giorni di blocco praticamente totale del traffico ferroviario che fortunatamente si è limitato ai giorni festivi senza intaccare le migliaia di pendolari che durante la settimana usano il treno. (e.m.)

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Monselice

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Per le scuole di Monselice un trionfo al concorso

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Acquevenete ha bandito la competizione e premiato i migliori video ideati dai ragazzi a favore dell’acqua del rubinetto

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reare uno spot video di un minuto, per promuovere la scelta ecologica di bere l’acqua del rubinetto. Con questa sfida si sono misurati gli alunni che hanno partecipato al concorso “Scuole in gioco per Acquevenete” dove sul primo gradino del podio è salita una classe di alunni monselicensi. Per la sezione scuola primaria, la prima classificata di questa edizione del concorso è infatti risultata la classe 4° della scuola “Vittorio Cini” di Monselice, coordinata dall’insegnante Sandra Spinello. Primo gradino del podio tutto monselicense anche per la sezione scuola secondaria di 1° grado con lo spot “Bevi l’acqua del rubinetto!” della scuola “G. Zanellato” di Monselice, classe 2°B, con l’insegnante Roberta Romano. Le classi piazzate al primo posto hanno ricevuto da Acquevenete 800 euro per

l’acquisto di materiale scolastico. “È stata una bellissima giornata di festa per tutti gli studenti - ha commentato Monica Manto, vicepresidente di Viveracqua e direttore generale di Acquevenete - I gestori di Viveracqua sono impegnati quotidianamente per portare nelle case acqua sicura e di qualità e sono convinta che questa giornata di educazione ambientale possa contribuire a far crescere nelle nuove generazioni la consapevolezza che l’acqua è un bene che non va sprecato”. I numeri dei progetti formativi sono impressionanti: quest’anno hanno partecipato alle attività 5.510 alunni provenienti da 72 scuole di 48 diversi Comuni tra le province di Padova, Rovigo e Vicenza. 194 gli interventi svolti in classe dagli animatori e dai divulgatori di Acquevenete, mentre sono state 60 le uscite al Centro

Parcheggio selvaggio, ecco le contromisure

Oltre cinquemila alunni hanno partecipato alle attività formative in tre province, Monselice ha primeggiato in diverse categorie

didattico di Baone e 9 le visite alle centrali di potabilizzazione. “Confermiamo l’impegno che da sempre contraddistingue Acquevenete - ha sottolineato Piergiorgio Cortelazzo, presidente del gestore idrico - in un momento storico che fortunatamente vede i temi ambientali portati con sempre maggior forza all’attenzione dei governi e dell’opinione pubblica”. Emanuele Masiero

l problema parcheggi è un tema sempre scottante. Nei mesi più caldi infatti migliaia di avventori assalgono la piscina comunale nei weekend dando il via all’operazione “parcheggio selvaggio”. Ma quest’anno si potrà parcheggiare nell’area di sosta dell’ex ospedale dalle 7 alle 21. In questo modo le vie De Gasperi, Carrubbio e Corner non saranno più intasate dalle auto in sosta. Negli anni scorsi queste strade diventavano una vera e propria selva di auto con il rischio di incidenti anche con le persone di passaggio a piedi. Attenzione però: la fruizione del parcheggio sarà destinata solamente a chi dovrà usufruire della piscina. Inoltre si tratta di un parcheggio non custodito, pertanto l’Ulss 6 ed il Comune di Monselice non risponderanno degli eventuali sinistri o danneggiamenti ai veicoli. (e.m.)

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Este

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Formazione Istituto Euganeo mobilitato

Patto fra scuola e aziende del territorio per corsi e lezioni Scuola e lavoro uniti per la formazione degli studenti e per il loro futuro professionale. Nel corso del 2019 l’Iis Euganeo di Este, che offre ai 1200 studenti iscritti un’offerta formativa che spazia tra 6 indirizzi di carattere tecnico, ha deciso di arricchire la programmazione didattica più tradizionale con corsi abilitanti per completare il bagaglio delle competenze degli studenti dell’istituto. Il dirigente scolastico Francesco Bussi e i suoi collaboratori hanno contattato numerose aziende del territorio, al fine di condividere il progetto e avere supporto tecnico ed economico per poter strutturare l’ampliamento dell’offerta formativa. La prima proposta ha riguardato i conduttori di carrelli elevatori,

in collaborazione con la Proteko di Vicenza che ha tenuto la parte teorica dei corsi e con Buzzi Unicem di Monselice e Hiref di Tribano che hanno messo a disposizione gli spazi aziendali, il muletto e il personale preposto per le prove pratiche. L’offerta ha toccato anche la specializzazione termotecnica con corsi per l’ottenimento del patentino F-Gas, gestiti da professionisti del settore e finanziati tramite donazione da parte di Proteko, FrigoSystem di Padova e Hiref. Nel campo della specializzazione per la manutenzione dei mezzi di trasporto,

sei aziende hanno tenuto lezioni gratuitamente a scuola su vari temi: Zanotto Automotive di Padova, Brembo di Curno, Proteko di Vicenza, Autofficina Farinazzo e Gasperini di Casale di Scodosia, Qsa di Trento e Officina Servizio

Diesel di Monselice, Il patto con le aziende è stato stretto anche per lo svolgimento dei periodi di alternanza scuola-lavoro. Sempre in termini di collaborazione, la ditta C.M.&M. Carpenterie di Vighizzolo d’Este ha donato il

materiale in acciaio inox per la realizzazione di parte dell’Albero dei Caduti sul lavoro, un’opera per ricordare le vittime di incidenti sul lavoro, visibile sul cortile dell’istituto Fermi. Nicola Cesaro

Don Davide Canazza nuovo rettore del Santuario del Tresto di Ospedaletto Don Davide Canazza è il nuovo rettore del santuario del Tresto di Ospedaletto Euganeo. Il sacerdote è stato nominato lo scorso 30 maggio a ricoprire questo prestigioso ruolo, in uno degli edifici sacri più importanti di tutta la Bassa padovana. Il religioso è stato scelto anche come collaboratore della parrocchia del Tresto, dove rimane parroco don Gianpaolo Mercurio, comunque prossimo al ritiro nella sua Valnogaredo. Originario di Piacenza d’Adige, il sacerdote ha 44 anni ed è stato ordinato sacerdote a Roma nel 2006.

Ha già svolto il ministero come vicario parrocchiale a Sant’Anna di Piove, fino al 2010, e ad Anguillara Veneta (fino al 2015). Da quattro anni era parroco “in solidum” nell’Unità pastorale di Saletto. Si tratta di un sacerdote social, che utilizza per la propria pastorale anche Twitter e un personale blog. Non è ancora stata comunicata la data dell’ingresso ufficiale da rettore. (n.c.)


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Este

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Gara da 20 milioni per la piscina E’ in ballo la concessione ventennale dell’impianto comunale, prevista anche la quota di manutenzione e l’ampliamento, per il quale il Comune ha già conseguito tutti i permessi previsti dalla normativa attuale

C

’è tempo fino al 18 luglio per poter aderire alla nuova gara per la gestione della piscina comunale di Este. La gara è europea e prevede una concessione ventennale di 19,5 milioni di euro. Di questi, 1,5 milioni serviranno per i lavori di ampliamento e manutenzione dell’impianto. La gara non sarà seguita direttamente dagli uffici del Comune di Este, ma dal Centro unico di committenza della Federazione dei Comuni del Camposampierese, come previsto dal codice degli appalti pubblici. Il Comune di Este ha già conseguito i permessi e le autorizzazioni previste dalla normativa vigente, riducendo i tempi necessari per la presentazione delle offerte. Inoltre, sono già stati effettuati i sondaggi del terreno e le verifiche che hanno permesso di ottenere il parere preventivo dalla Soprintendenza Archeologica. Spiegano l’assessore allo Sport, Sergio Gobbo, e quello al Patrimonio, Luca Meni-

ni: «Dopo oltre 40 anni di attività e a vent’anni dall’ultimo intervento di ampliamento e restauro, è avviata la gara per l’affidamento della nuova concessione che dovrà ottemperare anche ai lavori di riqualificazione e ampliamento dell’impianto sportivo. Si tratta di un progetto ambizioso per un intervento strutturale importante che ha tenuto conto delle istanze raccolte da chi vi lavora, da chi vi pratica sport sia a livello agonistico che amatoriale. Sarà garantita la continuità del servizio e delle gare durante l’avvicendamento delle gestioni così come durante i cantieri». L’impianto sportivo comunale, entrato in funzione nel 1977, è utilizzato da circa 150.000 unità all’anno. Il fabbricato necessita di interventi di adeguamento degli impianti idrotermosanitari, miglioramento delle dotazioni di bagni e docce, sostituzione e sistemazione dei serramenti, interventi edili e di adeguamento

A fianco l’assessore allo sport Sergio Gobbo, sotto un dettaglio della piscina esterna

della vasca interna esistente. Tra gli interventi che il nuovo gestore dovrà attuare, spicca sicuramente la realizzazione di una nuova vasca divisa in due quote: una con profondità di 80 cm per i primi approcci con l’acqua dei bimbi e una con profondità di 120 cm

Michieli guida la Farmacia La dottoressa Mariangela Michieli è il nuovo direttore dell’Unità operativa complessa di Farmacia ospedaliera al Madre Teresca di Schiavonia. Mariangela Michieli si è laureata in Farmacia all’Università di Padova nel 1980, quindi si è specializzata in Farmacia ospedaliera nel 1987. E’ già stata coordinatore dell’Area Farmaceutica ospedaliera dell’Usl 6 6 Euganea.

Area archeologia, nuovo allestimento in via S. Stefano E’ stato presentato a fine maggio il nuovo allestimento dell’area archeologica di via Santo Stefano. Si tratta di un importante intervento utile a valorizzare uno dei siti più rilevanti della città, che si presenta al pubblico con nuovi strumenti informativi che aiutano a coglierne lo sviluppo, l’articolazione e l’unicità. Già oggetto di indagini da fine Ottocento, l’area ha restituito nel tempo centinaia di complessi tombali databili dall’VIII al III secolo a.C., tra i quali la monumentale tomba di Nerka, oggi conservata al Museo Nazionale Atestino. (n.c.)

Un termocamera ai pompieri Tiziano Costantin, titolare della Costanin spa di Borgo Veneto, società leader nella distribuzione di carburanti, ha donato una termocamera ai vigili del fuoco di Este. L’apparecchio, un Flir K Series di ultima generazione, ha una vasta gamma di utilità: rilevando le fonti di calore, può servire per individuare un essere umano in mezzo al fumo, per intercettare una fonte di calore tra macerie di detriti e cataste di legna ma anche per calcolare le quantità di benzina e gpl all’interno di bomboloni o cisterne.

A Este la cooperativa dispone di 58 alloggi tra appartamenti e villette a schiera

“Case Popolari” attiva dal 1885 E’ stata premiata alla presenza del presidente della Repubblica per essere tra le “cooperative” più anziane d’Italia

La Società Cooperativa Case Popolari Este è stata infatti costituita il 2 agosto 1885, quando al governo del Regno d’Italia sedeva Agostino Depretis e il Veneto faceva parte dell’Italia da soli 19 anni. Da allora la Cooperativa Case Popolari Este continua – ininterrottamente e con la stessa conformazione statutaria – ad operare nel Comune della Bassa Padovana.

per acqua fitness, come idrobike e acquagym, collegate da una struttura di risalita, utile per attività di riabilitazione in vasca. Nel progetto ci sono anche una palestrina con spogliatoi, una sala riunioni e l’ampliamento del parcheggio a 190 posti. (n.c.)

La coop ha fatto tappa a Roma in occasione delle solenni celebrazioni per i cento anni di Confcooperative: in questo contesto è stata premiata con una targa assieme alle altre cooperative più “anziane” d’Italia dal presidente di Confcooperative Habitat Alessandro Maggioni, alla cerimonia presenziata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal premier Giuseppe Conte. La cooperativa dispone attualmente di 58 alloggi, tra appartamenti e villette a schiera, divisi tra via Vallesina, via Cesare Battisti, via San Fermo e Ca’ Mori. Le case sono date in affitto, con canoni da 60 a 250 euro mensili, con l’impegno, per ogni socio, di mantenere gli alloggi allo stato esistente. Gran parte dei soci assegnatari sono anziani, che spesso risiedono nella stessa casa da ben oltre mezzo secolo. La cooperativa è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da soci. Tutti, all’interno della società, sono volontari. Ogni socio detiene cinque azioni per un totale di 25 euro: a fine Ottocento erano 25 lire. Un pezzo di storia sociale di Este, dunque, il cui valore è stato riconosciuto anche dal Quirinale, atteraverso il riconoscimento assegnato. (n.c.)


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Este

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Maquillage all’Arco del Falconetto, dopo 25 anni il nuovo restauro I lavori inizieranno a fine giugno e proseguiranno fino a tutto il mese di settembre. Il monumento, uno dei più importanti della città, risale al 1525

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ono passati quasi tre decenni dall’ultimo importante intervento di restauro. Ora è di nuovo tempo di mettere mano a questo monumento, uno dei più importanti della città di Este. L’Arco del Falconetto ritorna ad essere oggetto di un importante cantiere di restauro conservativo, a 25 anni dall’ultimo importante intervento che di fatto salvò questo monumento lasciato ad un poco dignitoso degrado. Regia, e soprattutto cuore, di questo nuovo intervento è l’associazione Scauteste Onlus, realtà che raccoglie cittadini di Este che hanno condiviso l’esperienza negli scout e che oggi vanta il comodato d’uso “assoluto” di Villa Benvenuti, il cui accesso è proprio rappresentato dall’Arco del Falconetto. L’importanza di quest’opera è ben nota: l’arco è del 1525 e porta la firma, e il nome, del famoso architetto veronese Giovanni Maria Falconetto. L’arco era opera di abbellimento, ma forse anche fondale di un teatro all’aperto, del parco di proprietà di Alvise Cornaro, tra i più vivaci animatori culturali dell’epoca, già amico del Ruzante. Oggi anche questo monumento, così come Villa Benvenuti col suo parco verde, è di proprietà della Fondazione Santa Tecla, che ha concesso il comodato d’uso a Scauteste. I lavori compiuti da questa realtà sono stati fondamentali per il recupero di questo sito: non si contano le ore e le risorse investite per rendere di nuovo fruibile l’area della villa, porta del centro storico atestino. “L’ultimo serio intervento di manutenzione dell’Arco del Falconetto è del 1995- ricorda Gianni Migliorin, anima di Scauteste - In quegli anni l’arco versava in condizioni pessime. L’esposizione agli agenti atmosferici stava causando fenomeni di defogliazione del manto, rischiando di far perdere all’arco rilievi e parti scolpite. Lo stesso pericolo che il monumento sta

vivendo oggi”. Gli stucchi e le decorazioni tengono, ma la pietra utilizzata è molto porosa e l’acqua inevitabilmente mette a rischio il monumento. Da qui la necessità di una seria manutenzione: Scauteste investirà quasi 25 mila euro,

raccolti perlopiù grazie a benefattori. Su tutti Banca Patavina, Augusto Gasparetto, Veneta Mineraria, Ferrioli srl, Sesa, Ber Fin, Francesco De Nadai e Komatsu Italia. Il cantiere comincerà a fine giugno e continuerà fino al termine di settembre. NIcola Cesaro

L’Arco del Falconetto: ad occuparsi del restauro sarà l’associazione Scauteste Onlus.

Conforto è primario E’ il dottor Lucio Conforto il nuovo primario di Geriatria al “Madre Teresa” di Schiavonia. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova nel 1990, il medico ha 62 anni e si è specializzato nel 1994 in Gerontologia e Geriatria. Fino ad oggi era direttore dell’Unità operativa complessa di Lungodegenza dell’ex Usl 17.

Ex officine demolite Le ex officine Negrello di via Augustea sono state abbattute. Luogo di abbandono e degrado, erano fino a trent’anni fa la sede di un proiettificio. La struttura è stata utilizzata come sala da ballo, quindi abbandonata e lasciata in balìa di sbandati e vandali. Dopo anni di braccio di ferro con la proprietà, si è arrivati alla loro demolizione.


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Este

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Polizia locale, trasloco imminente Nuova sede per la “caserma” dei vigili, sarà in via Principe Umberto, nel complesso che già ospista l’ufficio centrale di Poste Italiane, negli spazi dell’ex Pretura, più funzionali alle esigenze del comando Via Principe Umberto

I

vigili della polizia locale sono ormai prossimi a trasferirsi una nuova sede. Sempre nel cuore della città, sempre all’ombra nel municipio. Lo ha deciso la giunta comunale, su indicazione dello stesso comando di polizia. Roberta Gallana e la sua giunta hanno approvato il progetto esecutivo che prevede il trasferimento della nuova “caserma” in via Principe Umberto 34, nel complesso che oggi ospita già l’ufficio centrale di Poste Italiane. Si tratta dell’ex pretura, spazio che garantirà maggiore funzionalità alle attività del comando atestino. La sede della polizia locale, infatti, è attualmente in via San Rocco, in un fabbricato parzialmente adibito ad uffici e residenza. “Gli ambienti utilizzati risultano ad oggi carenti, con necessità di interventi manutentivi, oltre ad essere insufficienti per il personale impiegato e di futura destinazione”, si legge nella rela-

Nell’ultimo decennio il palazzo è stato oggetto di importanti lavori proprio per poter accogliere le Poste e far spazio ai tre alloggi popolari

zione tecnica del Comune. Da qui l’esigenza di spostare il cuore della polizia locale in un ambiente più consono, sia a livello operativo che di dignità istituzionale. La scelta è finita sul primo piano del palazzo in via Principe Umberto 34, che ospita al piano terra gli uffici postali ed al secondo piano tre alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il

palazzo è già stato oggetto di importanti lavori nell’ultimo decennio, proprio per poter accogliere le Poste e per far spazio alle tre unità di edilizia pubblica. La polizia si collocherà nel piano nobile, in uno spazio che ha una superficie utile calpestabile di oltre 400 metri quadrati, è a corte interna con lucernaio che dà sugli uffici po-

stali, dispone di stanze di mediograndi dimensioni e può contare anche su una sala che può essere utilizzata come centro operativo perché estesa a tutta l’ala nord del fabbricato. Il fabbricato è ben servito dalla viabilità e appena al di là della strada ci sono un parcheggio pubblico ed un parcheggio privato, recintato e con cancello automatico, di proprietà dell’Enel. Il progetto esecutivo prevede una spesa che si aggira intorno ai 100 mila euro. Attualmente i locali sono già stati oggetto di un parziale intervento di ristrutturazione e, tra le varie cose, sono già stati dotati parzialmente di bagni e impianti termici. Gli spazi sono nel complesso in buono stato di conservazione, necessitano di alcuni interventi edilizi per la ridefinizione di alcuni ambienti anche in funzione delle esigenze del corpo della polizia locale. Nicola Cesaro

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Il sindaco Gallana: “era di modeste dimensioni ma avrebbe creato seri problemi di viabilità”

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n nuovo supermercato a Meggiaro? Arriva il “no” dal Comune, che ha bocciato sul nascere un nuovo punto vendita richiesto da Alì spa in zona Peep. A inizio anno la società di Francesco Cannella ha infatti protocollato al Suap di Este una richiesta per realizzare un supermercato tra via Martin Luther King e via Papa Giovanni XXIII, praticamente all’altezza dell’ex barchessa. Una struttura di modeste dimensioni, con superficie inferiore a 1.500 metri quadri. Il progetto di Alì per un nuovo punto vendita ha richiesto da subito delle integrazioni da parte degli uffici comunali. Sia i Servizi Urbanistici che il Settore Lavori pubblici hanno confermato un parere non favorevole al progetto, avanzando ostacoli non superabili a meno di modifiche sostanziali. Conferma il sindaco Roberta Gallana: “La struttura era di modeste dimensioni, ma la sua collocazione avrebbe determinato seri problemi di vivibilità al quartiere, in particolare in termini di viabilità e di parcheggi”. A fronte del parere negativo, dunque, non c’è una filosofia commerciale bensì pura organizzazione di spazi: “Devo essere sincera, il servizio sarebbe anche stato utile a questo quartiere, ma ogni attività deve garantire innanzitutto il rispetto delle abitudini dei cittadini residenti”. (n.c.)


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Provincia

Doppio evento Al Manfredini di Este i centri di formazione professionale

I professionisti di alberghi e ristorazione di domani I

migliori studenti dei centri di formazione professionali salesiani si sono dati appuntamento a Este per dar prova delle loro abilità e delle loro conoscenze. L’istituto Manfredini ha infatti ospitato il Concorso nazionale turistico alberghiero e quello del settore energia del Cnos Fap, il sistema formativo che i salesiani portano avanti in Italia per vari indirizzi professionali. A Este, al Manfredini, per una settimana si sono sfidati i migliori venti studenti dei centri turistici e alberghieri di tutta la penisola, tra prove teoriche ed esercizi pratici. Patrizia Ceccantini, che arriva da Roma Borgo, ha vinto la classifica generale, davanti a Daniele Gerenti (Arese) e Sabrina Arcella (Savigliano). Il premio assegnato dall’Associazione Barmen Italiani è andato invece a Denis Castronuovo di San Benigno Canavese, mentre quello assegnato dallo sponsor Finest Call è stato meritato da Michela Valdez di Este. L’Associazione professionale Cuochi Italiani ha invece premiato Moreno Lisuzzo di Palermo. La Ceccantini ha vinto inoltre anche il Premio Haccp. Tra i giudici speciali della manifestazione c’erano gli chef Alberto Baù, Andrea Cesarone e Silvia Moro, ma anche volti noti nel mondo del bartender come Mattia Perciballi, Franco Kruder, Angelo Boscolo e Lorenzo Demarco. Numerosi sono inoltre gli sponsor che hanno donato prodotti, strumenti e apparecchiature per lo svolgimento della gara, che quest’anno era dedicata al maestro Gualtiero Marchesi. Per l’occasione a Este è arrivato anche Enrico Dandolo, amministratore delegato del Gruppo Gualtiero Marchesi. Gli studenti in gara hanno inoltre potuto visitare le eccellenze gastronomiche del territorio. Il concorso era alla tredicesima edizione. Sempre al Manfredini si è tenuto anche il concorso nazionale degli allievi salesiani che studiano per il settore dell’energia. L’edizione, curata da Nicola Gaole e Davide Giraldin, era la numero cinque e i partecipanti erano dieci: le prove sono state declinate a seconda dello specifico indirizzo (termoidraulico ed elettrico). La vittoria è andata a Daniele Silvestrini di Verona, davanti a Lorenzo Capone di Vercelli e Luigi Scarpato di Cuneo. E, a proposito di legame tra mondo religioso e formazione

Foto di gruppo per i partecipanti al Concorso nazionale turistico alberghiero

professionale per i giovani, qualche settimana fa l’amministrazione comunale di Montagnana ha deciso di intitolare una via a Lodovico Pavoni, proclamato santo da papa Francesco nell’ottobre 2016. Al santo, che dà il nome anche a un centro di formazione professionale nella città murata, è stato dedicato un tratto di via Tempera. Nicola Cesaro

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Alta Velocità ancora al palo, “altro schiaffo”

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’ Alta Velocità resta una chimera in Veneto: la tratta a est di Verona è in grave ritardo, quella da Vicenza a Padova non è finanziata né progettata. Gli industriali padovani insorgono e alzano la voce. “L’annuncio dato da Ferrovie dello Stato del piano industriale 2019-2023 - tuona Massimo Finco, presidente di Assindustria Venetocentro - certifica un quarto di secolo di inconcludenza su un nodo decisivo per lo sviluppo e la competitività. È solo l’ultima di una serie di scelte, indifferente alle ragioni delle istituzioni locali, mortificante nei confronti di migliaia di imprese di quest’area che produce il 40% del valore aggiunto manifatturiero del Veneto. Scelte come i 9 anni (almeno) necessari per l’alta velocità fino a Vicenza, come l’inopinato voltafaccia sul raddoppio del binario di Interporto verso la stazione, già iscritto in un precedente accordo con Rete Ferroviaria Italiana, indispensabile per supportare la crescita dei traffici e valorizzare l’investimento milionario nelle nuove gru a portale, o quello sul potenziamento dell’attuale stazione Padova cen-

trale, derubricato a nulla di fatto. Un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Veneto centrale, delle sue imprese, dei suoi occupati”. Gli industriali annunciano una forte pressione su Fs perchè riveda i propri piani e distribuzione di risorse, ma invitano anche ad una analisi. “Dobbiamo interrogarci - aggiunge Finco sulla nostra debole capacità politica di incidere sulle scelte. Per troppo tempo tante opere sono state bloccate o ritardate e ad oggi non sono nemmeno cantierate, per la cronica frammentazione del Veneto e la mancanza di condivisione su scelte importanti. Dobbiamo prenderne atto e cambiare passo, abbandonare particolarismi controproducenti, dare prova di unità di intenti per essere credibili”.


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Provincia .

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Università di Padova Hockey su prato eccellenza in Italia la Bassa sorprende fra i grandi atenei L L’Università di Padova promossa a pieni voti, con una bella A. Non una semplice lettera, ma la certificazione dell’eccellenza raggiunta dall’ateneo A stabilirlo è l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della Ricerca (Anvur) per conto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che ha così restituito il giudizio relativo alla visita fatta a novembre. Una valutazione in profondità, preceduta da un ampio lavoro sulla documentazione inviata dall’ateneo e seguita dall’analisi «sul campo» degli organi di ateneo, di 3 dipartimenti e 15 corsi di laurea di varie tipologie: triennale, magistrale e a ciclo unico. La relazione dei 28 certificatori Anvur pone l’Università di Padova in fascia A, la più alta, risultato mai raggiunto fino-

ra da nessun ateneo di grandi dimensioni. “Il punteggio conseguito nell’accreditamento periodico dell’Anvur è un risultato straordinario – afferma Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova –. Non nascondo la grande soddisfazione: siamo nella fascia d’eccellenza, e siamo l’unico grande ateneo che è riuscito ad ottenere questo risultato. È l’orgoglio di un ateneo che crede e si riconosce nella diversità dei saperi ed opera quotidianamente con grande coesione e senso di appartenenza. Avevamo già intuito dal primo confronto con i valutatori, avvenuto a fine visita, di aver lasciato loro una buona impressione. A certificarlo è un’analisi dettagliata, minuziosa, che ha preso in considerazione tutta l’attività dell’ateneo. Ma il risultato che ci viene consegnato restituisce quella dimensione di efficienza e qualità che ci prefiggiamo di avere. Voglio sottolineare con forza un fatto: il risultato ottenuto premia l’intera Università di Padova, frutto del lavoro, della costanza e della passione di tutti quanti formano la nostra grande comunità”.

a Scodosia è sempre più piazza forte per l’hockey su prato italiano. Il Centro sportivo parrocchiale San Giorgio ha infatti vinto lo scudetto Under 14, e lo ha fatto – doppio orgoglio – proprio nel prato di casa. La società padovana ha infatti ospitato le finali nazionali di categoria a cui hanno preso parte rappresentative che arrivano da Liguria, Piemonte, Sardegna, Lazio, Sicilia ed Emilia Romagna. Il team della Scodosia, allenato da Paride Missiaglia e Federico Nalin, è stato protagonista di una cavalcata trionfale: la conquista del titolo di categoria è arrivata con pieno merito, superando nell’ordine Hcc Butterfly (Roma), Hc Bra (Cuneo) e in finale Superba (Genova). La finalissima per il titolo è stata partita in equilibrio nel primo tempo, rotta poi da una striscia di 4 gol di fila dei casalesi che hanno chiuso 5-2. Nicola Moro del Csp San Giorgio si è presto anche il titolo di miglior giocatore del torneo. A tutti i ragazzi della squadra sono ovviamente arrivati l’abbraccio e le congratulazioni del direttivo e dei tifosi. La medaglia di bronzo è andata all’Hc Bondeno. La federazione ha lodato l’organizzazione del Csp San Giorgio del pre-

La formazione Under 14 del Csp San Giorgio

sidente Fabio Vettorello, ben supportata dall’amministrazione comunale, dalla parrocchia Santa Maria e dalle associazioni locali, in primis Pro Loco, Union Cus Calcio, Tennis Club e Piscine Comunali. Il successo del Csp e dell’hockey di Casale poggia su solide basi: è da decenni che si lavora per formare campioni e istruttori, molti dei quali si ritrovano poi a primeggiare anche nei massimi campionati. Gli stessi impianti sportivi, negli ultimi anni, sono stati rinnovati e ampliati per venire incontro alle esigenze della società e dei suoi atleti. Nicola Cesaro

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Cultura .

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‘700 Veneziano fuori dagli schemi Alla biblioteca antica della Basilica del Santo, accessibile in via eccezzionale, l’esposizione di 30 dipinti della collezione privata di Graziano Gallo dedicata ai maestri veneti dell’ultimo secolo della Serenissima

E

’ un 700 veneziano che oltrepassa i “soliti noti” quello che, fino al 6 luglio si potrà ammirare in un luogo tra i più affascinanti e segreti della Basilica di Sant’Antonio, la Biblioteca Antica del Convento del Santo. Aperto solitamente a un pubblico qualificato, per ricerche di carattere storico, questo luogo di arte e cultura sarà accessibile a tutti grazie alla mostra sul Settecento veneziano, promossa da Graziano Gallo e Veneranda Arca di Sant’Antonio con la curatela di Fabrizio Magani. Proprio per l’eccezionalità dell’occasione, l’accesso sarà limitato a gruppi di non più di 15 persone alla volta e secondo orari che rispettino la funzione della Biblioteca e le scansioni della vita claustrale: l’Antoniana è una delle poche biblioteche francescane antiche che si è conservata quasi integra, fino ad oggi, sfuggendo a razzie e dispersioni. Questa eccezionale, temporanea apertura avviene, tra l’altro, proprio a conclu-

sione di un intervento di restauro di consolidamento dell’entrata della biblioteca. Il Salone antico settecentesco ospita l’affresco di Giovanni Antonio Pellegrini (“La Vergine Immacolata onorata dai santi francescani”) che nel 1702 ebbe l’incarico di impreziosire lo spettacolare Salone della biblioteca. In esso sono custoditi 90.000 volumi a stampa e 828 manoscritti di grande valore storico artistico, compresi centinaia di preziosissimi manoscritti musicali di Galluppi, Tartini e degli altri Maestri succedutisi nei secoli alla direzione della Cappella Musicale del Santo. “Settecento veneziano” proporrà una sequenza di 30 dipinti, appartenenti alla Collezione privata di Graziano Gallo, con alcune integrazioni da altre importanti collezioni private. Opere tutte di maestri veneti dell’ultimo secolo di vita della Serenissima Repubblica. “In questa mostra - anticipa il curatore Fabrizio Magani - il visitatore troverà ancora viva la legge-

La splendida Pontificia Biblioteca Antoniana del complesso del Santo a Padova

rezza dello spirito settecentesco, ma anche alcuni canoni fondamentali della figurazione: il tema del pittoresco, tra varietà e sorpresa; la galanteria come forma del piacere; la libertà delle idee e del sapere, con i suoi simboli ed anche con l’aria nuova e vivificante che circolava nella vita intellettuale più moderna; la fedeltà all’eredità classica e le sue avventure pagane; la verità dell’osservazione

che porta gli occhi ad affondare nella natura e nel ritratto”. In occasione della Mostra “700 Veneziano”, la Pontificia Biblioteca Antoniana esporrà alcune rare e importanti opere geografiche a stampa del XVII e XVIII secolo. Tra queste alcuni eccezionali atlanti del Padre Vincenzo Coronelli, Cosmografo ufficiale della Serenissima Repubblica di Venezia e fondatore dell’Accademia cosmo-

grafica degli Argonauti, la prima società geografica del mondo. Del Padre Coronelli la Biblioteca Antoniana conserva ed esibisce due magnifici globi, uno terrestre, l’altro celeste. “Ospitare questa mostra di grande interesse – dichiara l’Avv. Emanuele Tessari, Presidente Capo della dalla Veneranda Arca di Sant’Antonio, – valorizza e mette in luce la bellezza di luoghi generalmente poco accessibili del Complesso Antoniano, come la Biblioteca, facendo riscoprire la grande pittura veneta in essi custodita. È un obiettivo che questo Collegio di Presidenza, d’intesa con la Delegazione Pontificia e la Comunità dei frati francescani si è sempre posto: promuovere a Padova e nel mondo la basilica come luogo dove le arti di tutti i periodi storici sono rappresentate ai massimi livelli”. Laura Organte

River Film Festival, grande cinema in riva al Piovego

NOVITÀ DEL MESE

Per il tredicesimo anno Porta Portello ospita fino al 30 giugno il River Film Festival, con un eclettico e ricco programma dedicato alle nuove tendenze del cortometraggio internazionale: 150 opere provenienti da più di 40 Paesi suddivise in 8 sezioni e 4 eventi speciali di apertura. Come ogni anno, lo schermo galleggiante sulle acque del fiume Piovego proietterà un’accurata selezione di lavori provenienti da tutto il mondo e girati dagli autori più interessanti dell’audiovisivo contemporaneo. Otto le categorie: Festival in Focus, che ospita una selezione di cortometraggi del Bolton Film Festival e del Kinofilm - Manchester International Short Film Festival; Scuole di cinema, un’attenta selezione di opere prodotte da alcune delle università più rinomate al mondo; Corti italiani, un viaggio nelle nuove tendenze del cinema corto italiano; Corti internazionali, un’accurata selezione di opere capace di mostrare l’eterogeneità de “l’altro cinema”; Animazione, un’eclettica radiografia di linguaggi e tecniche dalla stop-motion all’animazione disegnata, dalla computer grafica al rendering digitale; Documentari, suggestivi documenti di vita creati attraverso un’esaltante polifonia di poetiche narrative ed estetiche; Extreme Shorts, ventisei corti, della durata massima di cinque minuti, alla ricerca dell’essenza del narrare cinematografico; e infine, la grande novità di quest’anno, la Virtual Reality, la più coinvolgente ed innovativa tecnologia cinematografica del momento. Tutti i dettagli su www.riverfilmfestival.org.

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Sport

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Basket Il bilancio di fine stagione

PallacanestroRedentore sugli scudi L

a Pallacanestro Redentore si conferma tra le realtà cestistiche più solide della provincia di Padova: lo certificano i buoni risultati ottenuti nella stagione appena conclusa dalle squadre giovanili biancorosse. A stupire tutti raggiungendo un traguardo oltre le aspettative sono stati in particolare i ragazzi dell’under 13, che si sono laureati campioni provinciali della categoria “Silver”. I giocatori guidati in panchina da coach Nicola Cesaro hanno dominato a sorpresa le Final Four battendo rispettivamente l’Olimpia 72-31 e il Rhodigium 69-54. Rendimento di tutto rispetto anche per l’under 14, tra le protagoniste del torneo “Silver” vicentino e capace di vincere due gare su tre alle regionali, dove l’unico ko è maturato contro la corazzata San Donà. I ragazzi di Silvio Limena hanno poi disputato la finale provinciale Csi, perdendo 59-50 il derby tutto atestino contro l’under 15 del Redentore. Under 15 che, allenata da Giuliano Bartoloni e Riccardo Guarini, nel campionato provinciale Fip “Silver” si è arresa solo in finale al cospetto del forte Roncaglia (76-61), raccogliendo soddisfazioni importanti nella fase successiva. Bene le due formazioni under 16: nel torneo Fip della provincia di Vicenza il gruppo “rosso” di coach “Peter” Bagatella si è piazzato al secondo posto, dopo aver avuto la meglio su L’Argine al fotofinish in semifinale (58-57) e aver perso la finalissima contro il Concordia Schio per 78-60. Nella competizione Csi di categoria, invece, il gruppo “giallo” è salito sul terzo gradino del podio. Positivo pure il cammino dell’under 18: i giovani atleti agli ordini di Fabio Baù e Paolo Fogo hanno vinto la finalina valevole per il terzo posto nel campionato Fip “Silver” prevalendo 83-69 sul Jolly Basket, e si sono guadagnati la medaglia d’argento in Csi uscendo

U

na crescita vertiginosa che non conosce ostacoli. Bilancio davvero positivo per la “Amatori Nuoto”, la società che dal settembre del 2014 è subentrata alla «Riviera Nuoto» nella gestione della piscina comunale. Un progetto che ha avuto, sin da subito, un obiettivo ben preciso: rilanciare il settore agonistico per fare di Monselice una delle realtà sportive più importanti e blasonate dell’intero panorama provinciale e regionale. Numeri alla mano, dopo cinque anni la missione è compiuta: al punto che le varie squadre della «Amatori Nuoto» continuano a fare incetta di medaglie e trofei pressoché ovunque. “Al momento del nostro arrivo il polo di Monselice contava dieci tesserati nei “Propaganda” (bimbi dai 6 ai 9 anni), quindici negli “Esordienti” (dai 9 ai 13), uno nei “Categoria” (dai 14 ai 18) e quindici nei “Master” (dai 25 in su) – precisa Marco Canova, presidente della società e responsabile del centro sportivo – Oggi contiamo circa 240 atleti tesserati agonisti, comprese 25 ragazze del nuoto sincronizzato e una cinquantina di ragazzi della “Occhiobello Nuoto”, che abbiamo rilevato lo scorso settembre affittando degli spazi ad Occhiobello per garantire la necessaria

L’esultanza degli atleti della Pallacanestro Redentore dopo la vittoria finale

sconfitti 67-55 nel derby con il Solesino. Stagione travagliata quella vissuta dalla prima squadra, che ha partecipato per il terzo anno consecutivo alla serie D. I biancorossi, pur lottando con grande tenacia, non sono riusciti a evitare la retrocessione. Il Redentore ha passato indenne il primo turno dei playout battendo Valbelluna 91-90 in gara 1 e ripetendosi per 63-62 in gara 2. Epilogo diverso nel secondo turno: Paese ha chiuso la serie sul 2-1, trionfando con un incredibile canestro all’ultimo secondo nella decisiva gara 3. Ora si spera nei ripescaggi. Annata molto positiva invece per i gruppi del minibasket. “È stata nel complesso una stagione entusiasmante: il lavoro svolto negli anni da tutti i nostri allenatori si sta concretizzando e i risultati ottenuti ne sono viva testimonianza” sottolinea il dirigente del Redentore Mirco Battistella, “Anche i genitori sono una componente molto importante per il nostro movimento. Desideriamo che siano coinvolti nei progetti e abbiano soddisfazione nel vedere la crescita dei propri figli. Non vogliamo genitori ultrà che se la prendano con gli arbitri o con gli avversari, ma persone che condividano con i ragazzi le difficoltà, le gioie, le emozioni di Davide Permunian ogni gara”.

Este Calcio, mister Zanini verso la riconferma

S

i è conclusa lo scorso 5 maggio con la sconfitta interna inflitta dal St. Georgen (1-2) la stagione dell’Este Calcio. Un ko indolore per i giallorossi, che erano già sicuri della salvezza e non correvano in nessun caso il rischio di dover affrontare i playout. La partita, peraltro, si è disputata in un campo reso quasi impraticabile dal forte vento e dalla pioggia: la rete dei padroni di casa è stata siglata dal capocannoniere atestino Giusti su rigore, dopo che in precedenza il compagno di reparto Debeljuh aveva fallito un altro tiro dal dischetto. Gli ospiti, raggiunti sull’11, hanno però trovato la forza di reagire, tornando in vantaggio e guadagnando tre punti preziosi per la classifica. È terminato, quindi, un campionato dai due volti per l’Este: una strepitosa prima parte in cui la squadra si era messa in luce per un calcio propositivo, pimpante e a tratti spettacolare, e una seconda parte (da metà novembre in poi) in chiaroscuro, che ha costretto a ridimensionare gli obiettivi. Lorello e compagni, nonostante la giovane età media del gruppo, hanno comunque conquistato la permanenza in serie D per il quindicesimo anno di fila: un traguardo importante per una realtà di provincia. Il prossimo torneo coinciderà con la celebrazione del centenario della società: la volontà è quella di onorarlo al meglio. Il primo tassello per il futuro è già stato messo con la riconferma, ormai certa salvo clamorose sorprese, di mister Nicola Zanini. Per il resto nel mercato estivo l’idea è di mantenere l’ossatura principale della rosa consolidata nella stagione appena finita, aggiungendo magari qualche innesto di esperienza. Ha dato invece il suo addio all’ambiente giallorosso il direttore sportivo Gabriel Maule.

Amatori nuoto Monselice: campioni che crescono L’obiettivo è stato sempre rilanciare il settore agonistico per fare di Monselice una delle realtà sportive più importanti e blasonate dell’intero panorama provinciale continuità negli allenamenti. Come società abbiamo sempre creduto nel settore agonistico e in una sua crescita sia sul piano della quantità che della qualità, investendo grosse somme derivanti dalle altre attività che proponiamo in piscina. Una politica in controtendenza rispetto alle altre realtà sportive, che non investono quasi nulla nell’agonismo”. Tutte le squadre del sodalizio monselicense hanno conseguito risultati davvero importanti: già nel 2018, ad esempio, gli “Esordienti” hanno collezionato diversi titoli regionali e numerosi piazzamenti a podio e gli stessi “Categoria” hanno visto tre atleti qualificati agli assoluti di Roma. Da incorniciare anche questi primi mesi del 2019, visto che ai campionati italiani di Riccione ben otto atleti monselicensi hanno staccato il pass per i “Criteria” invernali di Riccione (campionati italiani giovanili – fase invernale). Un tra-

guardo ulteriormente impreziosito dalla storica qualificazione conquistata da due staffette: la 4x100 stile junior formata da Matteo Barotti, Federico Ambrosi, Alberto Navarri e Davide Costantin e la 4x100 misti junior composta dagli stessi Navarri-Costantin-Barotti con Alessandro Burini in terza frazione. Sugli scudi pure il settore “Master”, che ad ogni gara del «Gran Prix Veneto» colleziona mediamente dalle dieci alle dodici medaglie (e che, a settembre, ha partecipato agli Europei in Slovenia), e il nuoto sincronizzato, che ha visto la luce appena tre anni fa e che ai recenti campionati italiani di Mantova ha visto il duo Alessia Dostuni-Greta Manin aggiudicarsi una strepitosa medaglia di bronzo in una competizione a cui partecipavano ben 91 società provenienti da tutta Italia. “I prossimi obiettivi sono qualificare almeno dieci atleti agli assoluti

di Roma e partecipare al campionato nazionale assoluto di nuoto sincronizzato – prosegue Canova – I segreti del nostro successo, sia in termini di qualità che di quantità, sono molteplici. In primis la passione e la dedizione di tutti i membri della società, dai dirigenti fino agli allenatori e agli istruttori di base, a cui cerchiamo di mettere a disposizione spazi, materiali e risorse economiche all’altezza, anche sacrificando altre attività come il nuoto libero. In più c’è lo splendido rapporto che si è creato con i genitori degli atleti: un rapporto familiare, che sfocia in “terzi tempi” in stile rugby e nell’importante serviziomensa che la società mette a disposizione ogni giorno, alle 13.30, a tutti gli atleti che si allenano nel primo pomeriggio”. L’accordo di gestione degli impianti di Monselice scadrà a settembre del 2020. “Nel prossimo anno e mezzo puntiamo a miglio-

Davide Permunian

rare tutti i traguardi già raggiunti. Se ci verrà prolungata la convenzione di altri vent’anni, cercheremo di rafforzarci ancor di più intrecciando rapporti di collaborazione con i club limitrofi. L’obiettivo è entrare tra le prime cinque società italiane come risultati agonistici. Già adesso siamo la realtà sportiva che mette a disposizione della Federazione il maggior numero di giornate per l’organizzazione di gare regionali: aspetto, questo, che era totalmente assente prima del nostro arrivo a Monselice”. In questo senso i fari sono già puntati sul prossimo 9 giugno, quando l’impianto di via Carrubbio ospiterà la decima edizione del “Trofeo Canova Sport” (quarta coppa “Città di Monselice”). Dopo il grande successo del 2018 (400 atleti “Esordienti” a rappresentare 17 società), l’evento è stato inserito in un prestigioso trittico di gare che ha dato vita ad un autentico circuito federale, iniziato a dicembre con il “Trofeo Babbo Natale” di Bassano e proseguito a marzo con il “Trofeo Primavera” di Preganziol. La tappa monselicense del 9 giugno vedrà al via più di 500 atleti, per un totale di oltre venti società provenienti anche da fuori regione.


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#Politica

Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione

Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N

on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare

Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-

Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.

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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi

Anche nei Comuni Lega pigliatutto

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empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?

I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-

sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però

centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.


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Politica

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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.

Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I

l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana veneta, il nastro d’asfalto lungo 94 chilometri destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie della regione. Il primo passo, col taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare

una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il

L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-

Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da

blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,

da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è

Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita

Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari

modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-

costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.

za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.

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Politica

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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte

Mercatone Uno, anche il Veneto trema U

na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la

Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci

Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da

cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le

cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.

IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …

DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.

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La Regione finanzia 90 specializzandi

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Lo studio

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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità

Sanità veneta promossa a pieni voti

immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.

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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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Il Crema tumore solareall’ovaio, per la pelle: la prevenzione neoplasia indispensabile che ama contronascondersi il melanoma a pag 30

romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente

Un laser “Micropulsato” per trattare la retina infiammata a pag 30

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I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

Sanità veneta promossa a pieni voti

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Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla

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Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il

nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.

“È

una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma La tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute

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raggi solari piacciono molto a chi ama l’abbronzatura intensa ma fanno male. Ogni anno si fa sempre più intensa la comunicazione su quest’argomento perché è sempre più importante prevenire i tumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. Ridurre al minimo queste probabilità è possibile, rispettando alcune semplici regole, la prima, ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, che è il più diffuso tumore della pelle. La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni. Lo studio ha analizzato i

dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l’infanzia e l’adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di

Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile

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l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata

creme protettive, è risultata più alta per le di schermare o bloccare i raggi del sole viene persone di pelle più chiara, con un fototipo definita fattore di protezione solare: è il basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori in genere compresi tra più nevi cutanei, poiché questi nascono 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari. dall’accumulo di melanociti. Questo indicatore si riferisce I raggi E dal momento che il nello specifico alla capacità ultravioletti melanoma altro non è che di bloccare i raggi ultravioletti un tumore che ha origine da di tipo B sono di tipo B: considerati un queste cellule, deputate alla cancerogeno certo per considerati un l’uomo, al pari di quelli A produzione della melanina, cancerogeno pigmento responsabile e di quelli C (raramente del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). Creme dell’abbronzatura, “una con un «Spf» pari a 15 sono parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di bloccare il 93 per cento dei un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. delle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodotto - nemmeno quello con

fattore di protezione superiori a 50 - è in grado di bloccare tutti i raggi UVB. La scelta della crema solare non è semplice. Il primo fattore da tenere conto è il tipo di pelle: più sono chiare, più alto deve essere il fattore di protezione. Per fototipi più scuri è indicato un fattore di protezione intorno a 15, per quelli intermedi (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È importante che resta al sudore e all’acqua e va applicata in maniera abbondante: 2-3 cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 grammi) per proteggere tutto il corpo. È quindi bene ripetere l’applicazione almeno ogni due ore e dopo ogni bagno.

Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri • • • • • • •

ufficialmente con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.

Terza in Italia dopo Torino e Milano per queste settimane è infatti l’approvazione del FARMACIA Virodi(Ro) numero di neonati prematuri CESTER curati, con- Porto progetto fattibilità per la nuova pediatria, FARMACIA DOTT. COLLA Corbola (Ro)più attese dalla sanità una sopravvivenza superiore alla media una delle strutture FARMACIA IKONOMU Volto di Rosolina certificata dagli standard internazionali, la padovana. Grazie a un(Ro) investimento di 61 FARMACIA MADONNA DELLAdi SALUTE - Ariano lievitato di patologia neonatale può contare su una milioni euro, ulteriormente nel Polesine dotazione tecnologica di livello(Ro) assoluto, 7 milioni per rispondere alle modifiche MEDICO DELTA - PortoinTolle che comprendeCENTRO anche l’Ecmo neonatale approvate corso(Ro) d’opera, la Casa della Adria (Ro) tra gli strumentiFARMACIA di assistenzaNADALINI ventilatoria - Mamma e del Bambino si estenderà per FARMACIA SAN GIORGIO - Cà PortoTolle (Ro) e di monitoraggio delle funzioni vitali. quasi 20 Venier mila metridiquadrati suddivisi in otto PAOLOpiani - Loreo Ospita inoltre il FARMACIA coordinamento SAN del Servizio più gli(Ro) ambienti seminterrati. Per questo regionale di trasporto neonataleSAN critico, che polo -il Cavarzere nuovo ospedale FARMACIA GIUSEPPE (Ve)non rappresenta il ogni anno gestisce oltre 200 trasporti traNATURFARMA i 20 futuro: pediatria e l’intera area materno PARAFARMACIA - Taglio di Po (Ro) ospedali della Regione in rete, lavorando h24 infantile, compresa ostetricia, resterà infatti tutti i giorni dell’anno. al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi Ma il rilancio della terapia neonatale spazi che si apriranno col trasferimento della non è l’ultimo intervento in programma. Di gran parte dei reparti a Padova est.


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Il tumore dell’Ovaio: la neoplasia che ama nascondersi L

e ovaia sono due organi di circa tre centimetri di diametro (variabile in relazione all’età ed allo status funzionale) situate lateralmente all’utero e in connessione con esso mediante le tube. Le loro funzioni sono sostanzialmente due: produrre ormoni sessuali femminili e garantire mensilmente circa l’ovulazione per tutto il periodo fertile. Il cancro all’ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell’organo, il più delle volte le cellule epiteliali (ovvero quelle che producono gli ormoni) sebbene più raramente anche le cellule germinali possono generare una forma tumorale. Il carcinoma dell’ovaio, pur essendo per ovvi motivi appannaggio della popolazione femminile, a differenza di altri tumori “della donna” quali tumore al seno e al collo dell’utero è purtroppo caratterizzato da una maggiore disinformazione nella popolazione, dall’assenza di programmi di screening efficaci, da una più elevata difficolta diagnostica e, vista la quasi assente sintomatologia nelle forme iniziali da una sottostima del rischio quod vitam da parte del paziente. Anche nel caso dell’ovaio, le cause possono essere genetiche o legate allo stile di vita. Ciò che si sa è che un certo numero di fattori aumentano il rischio di sviluppare questa forma di tumore. Un primo fattore di rischio è rappresentato dall’età, in quanto il picco di incidenza della malattia si registra tra i 50 e i 60 anni, dunque nelle donne in età peri o postmenopausale. Tuttavia alcuni tipi di tumore dell’ovaio possono presentarsi in donne più giovani. Il 15-25 per cento dei

tumori all’ovaio ha come principale fattore di rischio la familiarità. Donne con madre (o sorella o figlia) affetta da un tumore dell’ovaio, della mammella o dell’utero hanno maggiori probabilità di contrarre la neoplasia. Le alterazioni dei geni Brca 1 e Brca 2 di origine ereditaria possono portare a una predisposizione più o meno importante allo sviluppo del tumore ovarico. La percentuale di rischio di tumore ovarico è del 39-46 per cento se è presente una mutazione del gene Brca 1 ed è del 10-27 per cento se è presente una mutazione del gene Brca 2. Essere portatori di una mutazione di tali geni comporta una maggiore probabilità, ma non la certezza, di ammalarsi. In questo caso però è importante seguire un programma di controlli regolari ed accurati così come è importante informare i membri maggiorenni della famiglia che potrebbero essere, a loro volta, portatori della mutazione. Per accertare l’esistenza di tali alterazioni si effettua il test genetico Brca 1 e Brca 2, un test di laboratorio che permette di individuarne l’esistenza e, in caso positivo, di identificare le possibili opzioni di prevenzione. Non esistendo strategie preventive efficaci per il tumore dell’ovaio, l’annessiectomia profilattica bilaterale (asportazione di tube ed ovaie) è in grado di prevenire la quasi totalità dei tumori ovarici su base genetico-ereditaria. Il test di laboratorio è estremamente utile anche quando viene effettuato su pazienti già colpite da tumore ovarico perché consente di modellare la terapia farmacologica su questa specifica situazione e di migliorarne

significativamente l’esito. Oltre alla familiarità e al rischio genetico bisogna considerare il sistema endocrino che si occupa della produzione e distribuzione di ormoni nell’organismo. In genere ovulazioni ripetute sembrano associate a un rischio maggiore di contrarre la malattia, mentre la gravidanza sembra giocare un ruolo importante come fattore protettivo del tumore dell’ovaio proprio per la riduzione del numero di ovulazioni. Lo stesso vale per un prolungato allattamento che sembra incidere positivamente nel proteggere dalla malattia. Alcuni studi hanno mostrato un’incidenza maggiore di tumore all’ovaio in donne soggette a menarca precoce (prima mestruazione) o menopausa tardiva. Esiste anche una correlazione tra endometriosi e tumore all’ovaio. Al contrario l’assunzione prolungata della pillola è associata a un rischio minore di contrarre la malattia. L’obesità, il fumo, l’assenza di esercizio fisico sono ulteriori fattori che aumentano il rischio di sviluppare questa neoplasia. Per il tumore dell’ovaio non esiste un elenco chiaro e preciso dei sintomi ai quali prestare attenzione. Tuttavia è opportuno che ogni donna sappia riconoscere alcuni segnali che possono indicare il manifestarsi della malattia e rivolgersi al proprio medico. Nello stadio iniziale, quando è localizzato all’ovaio, il tumore ovarico è generalmente asintomatico. Quando presenti, i sintomi più comuni e che spesso si manifestano solo nelle forme più avanzate sono: gonfiore addominale persistente/intermittente,

necessità di urinare spesso, dolore addominale, aumento di peso, gonfiore addominale. Sintomi meno comuni sono: l’inappetenza, le perdite ematiche vaginali, le variazioni delle abitudini intestinali. Si tratta di sintomi molto aspecifici e comuni che, nella maggioranza dei casi, hanno un’origine differente dalla presenza di un tumore. Non essendo possibile effettuare alcuno screening per tale neoplasia, ed essendo la prognosi inversamente proporzionale allo stadio raggiunto al momento della diagnosi e cura, l’unica vera “misura di profilassi” attuabile resta la diagnosi precoce. Per una corretta diagnosi di tumore dell’ovaio si rende necessaria una visita specialistica Ginecologica supportata da ecografia pelvica transvaginale. L’iter diagnostico spesso risulta essere completato da dosaggio dei marcatori tumorali (CA125, HE4, R.O.M.A score, CA 19.9, CE 15.3 e CEA), attraverso un prelievo del sangue prescritto nel caso in cui il quadro ecografico risultasse sospetto. In caso di ulteriore dubbio, è bene associare anche una Risonanza Magnetica pelvica e/o una TAC addominale (ed eventualmente una PET-TAC che permette di valutare aree ad elevata attività metabolica in modo molto

affidabile). Il Poliambulatorio Delta Medica da diversi anni offre in collaborazione con il Dr. Salvatore Gizzo, Medico Specialista in Ginecologica ed Ostetricia, la possibilità di effettuare un counselling adeguato in merito al tumore dell’ovaio, un inquadramento clinico strumentale adeguato anche grazie alla disponibilità di strumentazione all’avanguardia (ecografo di ultima generazione con sonde bi e tridimensionali e software di rendering dell’immagine ottimizzata). La possibilità di effettuare anche indagini di imaging di 2° livello (TAC E RM addominopelvica) in tempi rapidi e con gestione multidisciplinare con il Ginecologo rappresenta un ottimo starting point per la diagnosi precoce della neoplasia. Ad ulteriore conferma dell’interesse da parte del Poliambulatorio in merito a tale neoplasia, è offerta alla popolazione afferente la possibilità di effettuare il test genetico per la mutazione BRCA 1-2 in tempi rapidissimi con counselling pre e post test multidisciplinare al fine di indirizzare nel più breve tempo possibile la paziente verso il percorso di cura e/o follow up più adeguato al proprio status clinico.

Dott. Salvatore Gizzo Specialista in Ginecologia ed Ostetricia Affidea - Delta Medica Monselice PD, Via Rialto, 12 - Tel. 0429 783000 www.deltamedica.affidea.it

Un laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata L

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una

parte del corpo, questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono

ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali

Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente

anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F

iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.

di Renato Malaman

Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune

Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.

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NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.

Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche

Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il

loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.

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35 Messaggio pubbliredazionale

APRE A MONTEGROTTO L’INSTALLAZIONE SUBACQUEA SU LEONARDO DA VINCI

Il più profondo omaggio al più grande genio di tutti i tempi. I 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e i 5 anni di Y-40® The Deep Joy Delle misure hanno fatto il loro marchio di fabbrica entrambi. Se Leonardo Da Vinci ha dettato le misure della perfezione corporea con i suoi studi legati all’uomo e agli animali in movimento, Y-40® The Deep Joy è nel libro del Guinness dei Primati grazie alla sua profondità da record per una piscina: -42,15 metri. Del grande genio italiano, punto di partenza negli studi di anatomia e fisica per i ricercatori di tutto il mondo, si festeggia nel 2019 il cinquecentenario della morte, il 2 maggio. Di Y-40®, altra eccellenza italiana divenuta in breve tempo il punto di riferimento per le attività subacquee e scientifica per appassionati e non solo da ogni angolo del pianeta, si festeggiano i 5 anni dall’apertura, il 5 giugno. Molteplice il curriculum di Leonardo: artista, ingegnere, scienziato, pittore, fisico. Molteplici le attività della piscina dei record: subacquea, apnea, meeting ed eventi, set per foto e video, atelier d’arte, pista da ballo, laboratorio di ricerca scientifica subacquea, su uomo o macchine. Se per Leonardo Da Vinci ad essere senza misura era la perfezione

della Natura, per Y-40® è la Gioia ad essere smisurata: “Your Joy is Measureless” affermano i suoi campioni, sportivi e appassionati. Il percorso in immersione prevede di incontrare opere d’arte come la Gioconda e la Dama con l’Ermellino, ma anche bozzetti di studi anatomici umani e animali che Leonardo tracciò. I subacquei possono scoprire il prototipo di muta marina sperimentata da Da Vinci, qui riprodotta da Cressi Sub o sfidare nelle proporzioni l’Uomo Vitruviano, posando all’interno del cerchio e del quadrato del celebre disegno, ricreato dal maestro Bruno Gobbato, autore anche della copia del suo paracadute e della cupola geodetica ricostruita nella hall di Y-40®.

“In questo importante anniversario non potevamo esimerci dal celebrare il Genio italico, alla nostra maniera – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista di Y-40® The Deep Joy. – L’esposizione è destinata ai visitatori di Y-40®, ai ragazzi delle scuole e ai turisti delle Terme Euganee. Questo perché le opere in acqua sono a profondità visibili anche dal tunnel trasparente che attraversa la piscina a -5 metri ed altre sono esposte nel bar della piscina dove, tra i cocktail, si potrà assaggiare quello all’acquarosa che Leonardo inventò e descrisse sul Codice Atlantico. Per tutto questo ringrazio i partner dell’evento: GoPro, Chef Bertolini, Ortofrutticola Euganea, Pavin Caffè, Rinaldi, Zaino FoodService”. VISITA APERTA A TUTTI GRATUITAMENTE dal 5 al 30 giugno e dal 1° agosto al 30 ottobre 2019 www.Y-40.com Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8910416 – info@y-40.com


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Food & Drink VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO

FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione. C

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Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo so le frazioni di San Pietro di Barbozza, Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Saccol e Santo Stefano, per un totale di Essa, è una festa per la promozione circa 30 cantine del Comune di Valdobdel territorio valdobbiadenese, del vino biadene. La camminata procede lungo Valdobbiadene Prosecco Docg e del- sentieri, strade sterrate e filari. la gastronomia locale. Si tratta di una Alla partenza ogni partecipante ricecamminata guidata attraverso i vigneti verà una maglietta, un calice da degue le colline alla scoperta delle cantine stazione, una mappa e il tradizionale (le “caneve” in dialetto) dove è possibile “pignatel” (pentolino). Verranno fordegustare il Valdobbiadene Prosecco mati gruppi di 30 persone, guidati da Superiore D.O.C.G. di ciascun produtto- esperti del territorio in uno dei percorsi re, in abbinamento ai diversi piatti tipici con visita a circa 6 cantine, sostando in della cucina trevigiana, curati da risto- ognuna per degustare i vini, abbinati ad ratori e pasticceri di Valdobbiadene e un piatto tipico diverso per ogni tappa. dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. I cantinieri sono a disposizione dei visiCanevando parte da San Pietro di Bar- tatori per spiegare le tecniche enologibozza, frazione di Valdobbiadene, lungo che e di viticoltura. la strada del Prosecco e vini dei Colli Un’occasione unica per conoscere Conegliano – Valdobbiadene e si snoda questa terra anche 2019.06.LA PIAZZA_MEZZA_BK30+caffe 160 220.pdf 1 06/06/19 15:39 attraverso il dialogo percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraver- con gli abitanti e i viticoltori.

TEMPO DI MELONE PRECOCE VERONESE

Il melone (Cucumis melo), è detto anche “popone” ed è il Melone Precoce di Verona con forma ovoidale e circonferenza compresa fra 36-47 cm. La superficie esterna presenta una reticolatura marcata e uniforme, che identifica bene le singole fette; il colore è giallo uniforme, con linee verdi di demarcazione delle fette. La polpa è arancio salmone, succulenta, di buona consistenza, con aroma delicato (più intenso al taglio) e sapore dolce, con retrogusto pepato. Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di A. Valerini, Le bellezze di Verona del 1584. Le caratteristiche peculiari del Melone Precoce di Verona sono determinate dalla coltivazione su terreni altamente permeabili e dalla tecnica di produzione in tunnel che produce particolari condizioni di temperatura e umidità. Ricchissimo in acqua e povero in zuccheri, il melone è particolarmente ricco di vitamine A, C e B e di potassio. Trova indicazione nelle anemie, nella stipsi, nella gotta e nel diabete. Possiede proprietà lassative e diuretiche.


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Appuntamenti

Biennale di Venezia “May you live in interesting times”

90

partecipazioni nazionali e 21 eventi espositivi collaterali ufficiali. Questi i numeri della Biennale 2019. Gli artisti provenienti da tutto il mondo e invitati da Ralph Rugoff sono 79, il tema : “May you live in interesting times”. Interessante l’opera dell’artista svizzero Christoph Büchel propone all’Arsenale Barca Nostra ovvero il relitto, ripescato dal fondale marino, del peschereccio nel quale trovarono la morte più di 700 migranti nel canale di Sicilia il 18 aprile del 2015. Il Leone d’Oro, assegnato da una giuria presieduta da Stephanie Rosenthal, è andato alla Lituania per l’opera Sun & Sea dove è stata ricreata una spiaggia con tanto di bagnanti, apparentemente gente comune, in un momento di relax. Una menzione speciale è stata assegnata al duo Mondocane del Belgio dove automi si muovono improvvisamente simulando azioni umane e letteralmente spaventando i visitatori. Meritatissimo il premio alla Carriera a Jimmi Durham (1940) e Miglior artista Arthur Jaca con il video The white album anch’egli attento alle tematiche dei nostri tempi mai disposti ad accettare l’ignoranza del razzismo. Il Padiglione Italia, all’Arsenale e curato da Milovan Farronato, è un’unica opera d’arte, una vera e propria mostra del curatore che si fa artista scegliendo tre grandi interpreti della sua visione Neither Nor/ Né altra né questa: Liliana Moro (1961), Enrico David (1966) e Chiara Fumai (1978-2017). Un labirinto in cui il visitatore, camminando senza indicazioni, fa la sua mostra. Le opere si alternano, compaiono, vanno cercate sotto una tenda, esplodono in suoni e in visioni sopra la testa.

Un momento della manfestazione

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Venezia Extra Biennale

Alla Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro la mostra Dysfunctional raccoglie 18 opere di altrettanti artisti e con interessanti linguaggi. Fragile Future di Studio Drift, stupisce con l’istallazione di centinaia di veri fiori di tarassaco trasformati in piccole ed eleganti luci. Alle Gallerie dell’Accademia Baselitz Academy una mostra capolavoro, una retrospettiva che ripercorre tutte le tappe dell’evoluzione creativa del grande Georg Baselitz, la prima, in questa sede, dedicata ad un artista vivente. Nel ricchissimo programma di Muve Contemporaner Al Muve Contemporanero dei Musei Civici veneziani si contano ben 12 mostre di rilievo. Da non perdere Yun Hyong-keun. A Palazzo Fortuni c’è una retrospettiva I Fortuny. Una storia di famiglia, mentre Cà Rezzonico propone Flavio Favelli. Il bello inverso. l’artista ha posizionato 15 opere poi allestite in tutti e tre i piani del grande palazzo sul Canal Grande. A Palazzo Mocenigo Brigitte Niedermair. Me and fashion 1996-2018 e un percorso di rime e rimandi: la fotografa di Dior crea una percepibile e strettissima sintonia con le cromie dei tessuti nelle sale e i suoi scatti. Più di trenta opere che, pur provenendo dalla moda, diventano piccole nature morte e racconti di momenti vissuti. A Ca’ Corner della regina, Fondazione Prada propone una mostra che unica: Jannis Kounellis a cura di Germano Celant, con 60 lavori dell’artista scomparso nel 2017 che occupano tutte le sale. Dall’altra parte del canale della Giudecca la Fondazione Giorgio Cini ospita la mostra Burri, la pittura, irriducibile presenza davvero imperdibile. Grandi opere tutte da contemplare nel silenzio.


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il

Crucilibro

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Tutte le novità dal premio Campiello La memoria è sempre labile mentre il coraggio infiamma e conquista i cuori. Bandita la nostalgia per il Novecento all’uomo non resta che combattere Laura Pariani

Paolo Colagrande

Francesco Pecoraro

Marco Lupo

Eroe/Eroina

Pùlvara, una cantastorie

Buttarelli, un ragazzino speciale

Un uomo “Novecentesco”

Un libraio

Alter Ego

Bonaventura Mangiaterra

Gualtieri, l’amico

Personaggi che incarnano il ristagno sociale

Uomini e donne che si rifugiano in libreria

Location

Autunno 1652

Barbagia

La “Città di Dio”

L’oggi e Amburgo 1943

Contadini

Gli abitanti del paese

Il popolo comunista perduto

I personaggio di un romanzo

Intrigo

Un pugno di uomini, stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati che razziano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l’altra, si raccoglie intorno a Bonaventura Mangiaterra, un capopopolo che affascina i suoi compagni con le storie

Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato

Un uomo senza nome, osserva la vita che si svolge sulla strada. Racconta la propria esistenza di «Novecentesco», aspirante storico dell’arte, funzionario di Ministero, uomo che ha creduto nel comunismo e poi si è fatto socialista e corrotto

Uomini e donne che si riparano in una libreria. Entrano e cercano qualcosa o nulla. Poco lontano, ogni lunedì, alla stessa ora, un gruppo di sconosciuti si incontra per leggere frammenti di libri che stanno scrivendo

Finale

Bonaventura diventa presto una leggenda: ha carisma, saggezza e forza tanto da minacciare il potere costituito. Per fermare la rivolta, l’Inquisizione e i nobili gli danno la caccia ma una sorpresa metterà in discussione tutte le loro certezze.

Quando Buttarelli scompare, e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero, non resta che raccogliere la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Questi racconterà la rocambolesca vita interiore ed esteriore di un’anima unica

Oggi osserva le vicende dello «Stradone»; i personaggi che lo percorrono incarnano il ristagno sociale. Invecchiamento e conformismo, razzismo e sessismo, etnie in conflitto, il fantasma dell’integralismo islamico, la liquefazione di sinistre e destre e della classe media

Un giorno uno degli uomini porta con sé alcuni romanzi di uno scrittore di cui si sono perse le tracce. Li ha scovati in una libreria e chiedono di essere ascoltati. L’autore inghiotte i lettori nell’universo delle macerie di Amburgo 1943

Cosa dire del libro

Un romanzo di ribellione e libertà, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un essere umano che vede solo una metà del mondo. Poetico e divertente

Un libro che racconta la storia di un quartiere e ritrae il destino collettivo nelle vicende di un solo uomo che vede deteriorarsi ciò che ama

Una storia in cui la memoria non è mai una cronaca fedele, ma il frutto polposo e amaro dell’immaginazione. Ha vinto il Campiello opera prima

Co-protagonisti

Leggere

Laura Pariani Il gioco di Santa Oca La nave di Teseo, pp. 272 € 18.00

Paolo Colagrande La vita dispari Einaudi, pp. 288 € 19.50

Francesco Pecoraro Lo stradone Ponte delle Grazie, pp. 443 € 18.00

Marco Lupo Hamburg. La sabbia del tempo Il saggiatore, pp. 239 € 21.00 A cura di Germana Urbani

Associazione di Promozione Sociale "Mai dire Bau"

Centro cinofilo educativo 338.3540216 - Fabrizio Sorgato 329.1525247 - Barbara Bovo

maidirebau@gmail.com Sede legale: via Monte Ricco n.16, 35031 Abano Terme (PD) - C.F. 92286360281

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Campo di Addestramento: Via dell'Artigianato, Frazione di Terradura, 35020 Due Carrare (PD)


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Mousse di sedano

Farfalle alle olive

Gelato ai frutti di bosco

Ingredienti: 1-2 sedani di Verona - 4 c di maionese casalinga - 7-8 c di yogurt naturale - ½ limone sale q. b.

Ingredienti: 320 g di farfalle - 10 olive nere - 5 olive verdi - ½ limone - 10 pomodorini piccoli - 1 pizzico di prezzemolo e di erba limoncina 30 g di olio - sale - peperoncino.

Ingredienti: 250 g di yogurt naturale - 250 g di frutti di bosco maturi - 4 C di zucchero di canna - ½ limone.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: mondare e lavare il sedano, strofinarlo con il mezzo limone per evitare che annerisca. Tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore per un quarto d’ora circa. Lasciare raffreddare. Frullare il sedano assieme agli altri ingredienti fino a ottenere una consistenza soffice e omogenea. Servire la mousse fredda o a temperatura ambiente.

Preparazione: lessare in abbondante acqua salata le farfalle. Scolare la pasta, condire con un filo d’olio, le olive tagliate a rondelle, l’erba limoncina, il prezzemolo tritati e i pomodorini tagliati a metà. Aggiustare di sale e peperoncino e servire con qualche spicchio di limone.

Preparazione: lavare rapidamente i frutti di bosco (tenerne da parte qualcuno per guarnire) e asciugarli delicatamente. Frullarli assieme allo zucchero e al succo di mezzo limone. Porli nella gelatiera, aggiungere lo yogurt e metterla in funzione. Dopo 30 minuti il gelato sarà pronto.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


Oroscopo

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l’

Ariete Qualche piccola o grande bufera in arrivo. Situazioni conflittuali da gestire con intelligenza e calma

Toro Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!

Giugno Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza

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Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma

Scorpione La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto

Gemelli

Sagittario

Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano

Nessun cambiamento questo mese, tutto trascorre identico a se stesso. Verso la fine si muove qualcosa

Cancro

Capricorno

La vostra grinta metterà in luce difetti altrui. Probabili discussioni e contrasti sulla strada in diversi ambiti

Vivrete con una tensione interiore quasi continua, spesso trattenuta ma a volte potreste sbottare, attenzione!

Leone

Acquario

Le insoddisfazioni sono dietro l’angolo. Ma di sicuro non vi darete per vinti contro i motivi del vostro scontento

Un mese insolito e contraddittorio potrebbe portarvi a prendere decisioni inaspettate, capaci di sorprendere tutti

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Via Rovigana 32L - (rotonda via Colombo) - tel. 0429 1905111 Vergine

Pesci

Determinazione, questa la dote di spicco che vi permetterà di esprimervi al meglio specie nei rapporti più incerti

Frizzanti e pieni di risorse, gestirete bene il dialogo, ma nei rapporti affettivi ci sarà qualche contraddizione emotiva

il 28 e 29 Giugno grande inaugurazione con promozioni e gadget


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