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bassapadovana gen2019 n6

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Sport p.18

p.33

Salute p.27

GENNAIO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI - n.6

Cultura p.17

della Bassapadovana

Questa copia

laPiazza è distribuita e certificata da

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VIABILITÀ NELLA BASSA

La nuova SCOPRI DI PIÙ Regionale 10 a pag. 6 6 parte dal 2011

on-line: Legge di bilancio Ambulatorio in chiaro scuro Veterinario Germana Urbani direttore@givemotions.it Cartura D O M E N I C A M AT T I N A A P E R T O >

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E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaDr. Milan Dr. Lideo Luca ma glio, comeRoberto vorrebbe farci credere qualcuno, ord. Vet. PD 538 ord. Vet. PD 602 perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimane349 1202137 349 4238734 re nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno via Stazione, 13 - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) a posto. via Padova, 220 - CAGNOLA DI CARTURA (Padova) Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli servizio a pag 10 di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.

Tempi duri per le fusioni, se ne riparlerà in autunno “Congelato” il progetto fra Este, Arquà Petrarca, Cinto e Baone dall’esito dei referendum, del sondaggio e dalla scadenza elettorale

MONSELICE, SICUREZZA

Chi passa col rosso beccato dai due T-Tred MONSELICE, REPORTAGE

A Pasquetta riapre il sentiero della Rocca MONSELICE, SOCIALE

Una “casa” per chi ha avuto un grave incidente ESTE, L’INTERVENTO

Pavimentazione da rimettere a nuovo in centro ESTE, L’ANNIVERSARIO

Una sala in memoria della piccola Beatrice

Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi COLLI E DINTORNI mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!

Cinghiali tra danni e abbattimenti

Legge di bilancio in chiaro scuro Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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C

ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un risultato che non era scontato viste le diverse esigenze delle due principale forze politiche in campo. Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da segue a pag 3 Bruxelles.

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COMUNE DI MONSELICE (PD FEBBRAIO 2019

1 ven 2 sab 3 dom 4 lun 5 mar 6 mer 7 gio 8 ven 9 sab 10 dom 11 lun 12 mar 13 mer 14 gio 15 ven 16 sab 17 dom 18 lun 19 mar 20 mer 21 gio 22 ven 23 sab 24 dom 25 lun 26 mar 27 mer 28 gio S. Verdiana

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Presentazione del Signore

S. Biagio, S. Oscar

MARZO 2019

1 ven 2 sab 3 dom 4 lun 5 mar 6 mer 7 gio 8 ven 9 sab 10 dom 11 lun 12 mar 13 mer 14 gio 15 ven 16 sab 17 dom 18 lun 19 mar 20 mer 21 gio 22 ven 23 sab 24 dom 25 lun 26 mar 27 mer 28 gio 29 ven 30 sab 31 dom S. Albino

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S. Marino

S. Cunegonda

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S. Gilberto

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S. Agata

S. Paolo Miki e c.

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S. Casimiro

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S. Adriano

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S.Perpetua e Felicita

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S. Girolamo Emiliani

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S. Apollonia

S. Scolastica

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S. Eulalia

S. Maura

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S. Giovanni di Dio

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S. Francesca Romana

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S. Costantino

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S. Sabino

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S. Matilde

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S. Claudio

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S. Giuliana Vergine

S. Donato Martire

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S. Luisa

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S. Eriberto Vescovo

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S. Giuseppe

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S. Silvano, S. Eleuterio V.

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S. Archippo

S. Pier Damiani

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S. Lea

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S. Renzo

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S. Turibio di M.

S. Mattia

S

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Annunc. del Signore

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S. Romeo

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San Ruperto

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S. Leandro

V

S. Augusto

S. Romano

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S. Guglielmo, S. Diogene

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S. Alberto Dionigi, S. Walter

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S. Maria Cleofe

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S. Stanislao Vescovo

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S. Giulio Papa

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S. Martino Papa

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S. Annibale

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S. Lamberto

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S. Galdino Vescovo

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S. Ermogene Martire

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S. Adalgisa Vergine

SECCO posticipato al 24/04/2019

Dellâ&#x20AC;&#x2122;Angelo

PL

D. In Albis

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S. Fedele, S. Gastone

III di Quaresima

S. Vittorino

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S. Vincenzo Ferrer

Pasqua di Resurrezione

S. Benedetto

S. Margherita

S. Isidoro Vescovo

S. Aniceto Papa

S. Salvatore

S. Mansueto, S. Tullio

V

Le palme

II di Quaresima

S. Simone Vescovo

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S. Francesco

S. Terenzio Martire

S. Arrigo

S. Valentino

S

S. Ugo Vescovo

V di Quaresima

I di Quaresima

Madonna di Lourdes

1 lun 2 mar 3 mer 4 gio 5 ven 6 sab 7 dom 8 lun 9 mar 10 mer 11 gio 12 ven 13 sab 14 dom 15 lun 16 mar 17 mer 18 gio 19 ven 20 sab 21 dom 22 lun 23 mar 24 mer 25 gio 26 ven 27 sab 28 dom 29 lun 30 mar

S. Riccardo Vescovo

S. Vittorino

S. Teodoro Martire

APRILE 2019

Anniv. Liberazione

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S. Cleto, S. Marcellino Mart.

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S. Zita

D. in Albis

S. Secondo Martire

V

S. Amedeo

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S. Beniamino Martire

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S. Caterina da Siena

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S. Pio V Papa, S. Mariano

IV di Quaresima

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CARTA

PLASTICA LATTINE

SECCO

UMIDO

VERDE RAMAGLIE

VETRO

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Comune di

Monselice (PD)

MAGGIO 2019

1 mer 2 gio 3 ven 4 sab 5 dom 6 lun 7 mar 8 mer 9 gio 10 ven 11 sab 12 dom 13 lun 14 mar 15 mer 16 gio 17 ven 18 sab 19 dom 20 lun 21 mar 22 mer 23 gio 24 ven 25 sab 26 dom 27 lun 28 mar 29 mer 30 gio 31 ven

GIUGNO 2019

VERDE annullato

San Giuseppe Art.

1 sab 2 dom 3 lun 4 mar 5 mer 6 gio 7 ven 8 sab 9 dom 10 lun 11 mar 12 mer 13 gio 14 ven 15 sab 16 dom 17 lun 18 mar 19 mer 20 gio 21 ven 22 sab 23 dom 24 lun 25 mar 26 mer 27 gio 28 ven 29 sab 30 dom

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S. Giustino Martire

S. Cesare, S. Atanasio

Festa della Repubblica

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S. Filippo, S. Giacomo

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S. Silvano, S. Nereo

S. Pellegrino Martire

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S. Flavia, S. Fulvio

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S. Desiderato, S. Vittore M.

S. Gregorio V., S.e Duilio

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S. Carlo L.list

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Pentecoste

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S. Norberto Vescovo

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S. Fabio Martire

S. Rossana

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S. Roberto Vescovo

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S. Medardo Vescovo

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S. Mattia Ap.

V

S. Torquato, S. Achille

S. Ubaldo Vescovo

S

S. Diana, S. Marcella

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Ss. Trinità

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S. Antonio Da P.

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S. Eliseo

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S. Germana, S. Vito

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S. Giovanni I Papa

S. Pietro di M.

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Corpus Domini

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S. Gervasio

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S. Bernardino da S.

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S. Vittorio Martire

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S. Rita da Cascia

S. Desiderio Vescovo

S. Silverio Papa, S. Ettore

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S. Luigi Gonzaga

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S. Paolino Da Nola

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S. Beda Conf., S. Urbano

S. Filippo Neri

S U

S. Guglielmo Ab.

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S. Vigilio Vescovo

S

S. Agostino

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Ascensione del Signore

V

S. Massimino Vescovo

S. Felice I Papa

S. Cirillo D’aless.

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S. Attilio

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Ss. Pietro E Paolo

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S. Fortunato Martire

lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato

mattina 9,30-12,00 9,30-12,00 9,30-12,00 9,00-12,00

pomeriggio 14,00-17,00 14,00-17,00 14,00-17,00 -

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S. Camillo de Lellis

S. Bonaventura

S. Alessio Conf.

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S. Calogero, S. Federico V.

S. Giusta, S. Simmaco

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S. Lorenzo Da B.

S. Maria Maddalena

S. Cristina

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S. Giacomo Ap.

Ss. Anna e Gioacchino

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S. Nazario, S. Innocenzo

S. Marta

S. Ignazio di L.

Portare con sé una bolletta e un documento di identità

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S. Benedetto, S. Fabrizio

S. Pietro Crisologo

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SEGNALAZIONI E PRENOTAZIONI

S. Felicita, S. Silvana

S. Liliana, S. Aurelio

Ss. Primi Martiri

Visitaz. B.m.v.

S. Adriano, S. Priscilla

S. Brigida

Nativ. S. Giovanni B.

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S. Edda, S. Claudio

S. Elia Prof., S. Margherita

Corpus Domini

B.v. Maria Ausiliatrice

S. Antonio M.z.

N.s. Del Carmelo

S. Gregorio B., S. Adolfo

S

S. Elisabetta, S. Rossella

S. Enrico Imp.

SS. Trinità

S. Pasquale Conf.

S. Tommaso Ap.

S. Armando, S. Letizia

S. Guido, S. Onofrio

S. Emma

S. Teobaldo Erem.

S. Maria Goretti

Pentecoste

S. Antonino, S. Cataldo

1 lun 2 mar 3 mer 4 gio 5 ven 6 sab 7 dom 8 lun 9 mar 10 mer 11 gio 12 ven 13 sab 14 dom 15 lun 16 mar 17 mer 18 gio 19 ven 20 sab 21 dom 22 lun 23 mar 24 mer 25 gio 26 ven 27 sab 28 dom 29 lun 30 mar 31 mer S. Ottone

S. Bonifacio Vescovo

S. Giuditta Martire

LUGLIO 2019

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ORARIO INVERNALE ESPOSIZIONE RIFIUTI

• Negozi dopo le ore 19.30 • Utenze domestiche dopo le ore 21.00 • Nei GIORNI DI MERCATO nella zona del centro ed i negozi dopo le ore 12.30 • Attività della ZONA INDUSTRIALE il mattino del giorno di raccolta entro le ore 10.00

ORARIO ESTIVO ESPOSIZIONE RIFIUTI

• Negozi dopo le ore 20.00 • Utenze domestiche dopo le ore 23.00 • Nei GIORNI DI MERCATO nella zona del centro ed i negozi dopo le ore 12.30 • Attività della ZONA INDUSTRIALE il mattino del giorno di raccolta entro le ore 10.00


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Facciamo. il punto

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Legge di bilancio in chiaro scuro Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Regionale 10 ritorno al futuro L

Il progetto del 2011 è ancora buono, spesa da 292 milioni di euro

a nuova regionale 10 ripartirà dal progetto del 2011. I sindaci della Bassa padovana hanno fatto tappa a Venezia per la prima conferenza dei servizi dedicata alla nuova regionale 10, la strada che dovrebbe collegare Monselice e Legnago (Verona) ma che dal 2007 è ferma a Carceri, a metà tracciato. Il cantiere dovrebbe riaprirsi entro due o tre anni: a gestirlo, secondo l’annuncio della Regione, sarà l’Anas, che rientrerà in possesso della strada (che da regionale diverrà statale) e che completerà l’opera su progetto di Veneto Strade. A Venezia i sindaci sono stati convocati proprio per discutere quel progetto preliminare già realizzato otto anni fa e per gettare le basi della progettazione definitiva. Il progetto preliminare del 2011 è ancora buono, anche se la Valutazione di impatto ambientale è scaduta e va rinnovata. Un progetto da 292 milioni di euro, di 161 per lavori a base d’asta, 100 nel tratto in provincia di Padova e 45 per quello veronese. Tra Iva, bonifiche, aree di servizio, collegamenti viari secondari e tutte le necessarie spese di cantiere, l’intervento approvato nel novembre 2011 prevedeva una spesa di 292 milioni di euro. “Doveva essere una strada di campagna a raso e invece la nuova regionale 10 riacquista una sua dignità”, sottolinea Loredana Borghesan, sindaco di Montagnana. Veneto Strade, che Germana Urbani >direttore@givemotions.it< ha ricevuto 3,8 milioni di euro dalla Regione per questo, raccoglierà osservazioni e pareri di Comuni ed enti interessati e in ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio un mese avvierà la progettazione definitiva del nuovo tratto. E’ controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un risultato che non era scontato viste le diverse esiun’opera molto attesa in tutta la Bassa Padovana. genze delle due principale forze politiche in campo. Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di Nicola Cesaro fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da È un periodico formato da 16 edizioni localiBruxelles. mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e a pag 3Redazione: segue

E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaglio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno a posto. Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.

Legge di bilancio in chiaro scuro

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della Bassapadovana

a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione l’11 gennaio 2019


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Monselice

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Sicurezza Due impianti in azione

Attivi i T-Red per chi passa col rosso Installati al semaforo tra le vie Colombo, San Bellino e Ca’ Oddo e all’incorcio tra via Piave e la strada Statale 16

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ono di nuovo attivi all’ombra della Rocca due t-red, gli apparecchi che rilevano le infrazioni semaforiche. Il primo si trova all’incrocio tra le vie Colombo, San Bellino e Cà Oddo (dove era disattivato da alcuni mesi), mentre il secondo è all’incrocio tra via Piave e la statale 16 (prende il posto di quello che era posizionato prima al semaforo di via Orti, dove ora la circolazione è regolata da una rotatoria): entrambi funzionano da fine dicembre. In prossimità dei dispositivi si è provveduto a installare un’apposita segnaletica

verticale di preavviso. Il comandante della polizia locale Albino Corradin sottolinea che “i dispositivi fungeranno da deterrente per i comportamenti scorretti tenuti da alcuni conducenti che nell’area dell’incrocio compiono salti di corsia o addirittura pericolosi sorpassi. Serviranno a punire gli automobilisti sorpresi ad impegnare l’incrocio quando il semaforo è rosso nella loro direzione. Incorre in una sanzione, come previsto dal Codice della Strada, anche chi, pur fermandosi con il rosso, blocca troppo tardi il proprio veicolo oltrepas-

Il consigliere Emanuele Rosina, in alto l’incrocio via Colombo, Ca’ Oddo e S. Bellino

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sando la linea di arresto tracciata a terra. Va infatti rispettata anche la segnaletica orizzontale”. Spiega il consigliere con delega alla sicurezza Emanuele Rosina: “I tred vengono posizionati lungo le due arterie cittadine principali, caratterizzate da intenso traffico e dove in passato si sono registrati incidenti. Proprio in caso di incidenti saranno utili anche ad avere prove certe per la ricostruzione della dinamica. Il nostro obiettivo non è far cassa, ma

salvaguardare l’incolumità degli automobilisti”. Intanto ci sono novità anche rispetto al tema della videosorveglianza: nelle scorse settimane nei pressi di piazza Mazzini e del museo San Paolo, sono state infatti attivate tre nuove telecamere. “In città siamo ormai a una sessantina di dispositivi, vorremmo arrivare a un centinaio per fine mandato” annuncia Rosina. Davide Permunian

“Dalle ossa una miniera di informazioni”

A

nche una monselicense tra gli studiosi che hanno scoperto un tumore sullo scheletro di un uomo vissuto tra 420 e 540 dopo Cristo: si tratta di Elena Varotto, 31 anni, bioarcheologa e antropologa forense. Sono stati studiati i reperti scheletrici provenienti dalla necropoli di Pianotta di Calatabiano, in provincia di Catania, che risale all’epoca romana tardo-imperiale, tra I e III secolo dopo Cristo. Lo scheletro analizzato, invece, è successivo: apparteneva a un maschio adulto di 35-40 anni vissuto tra 420 e 540 dopo Cristo. Il team di ricercatori, tramite una serie di sofisticati esami, ha trovato in corrispondenza di uno dei due seni frontali del cranio un osteoma osteoide. “Per noi è stata una sorpresa: per la prima volta, infatti, si è potuta determinare la presenza di questo tumore osseo benigno nel seno frontale in epoca antica. La patologia, quindi, non è associata solo alla modernità” spiega Varotto. Lo studio è stato illustrato lo scorso agosto all’ultimo meeting della Paleopathology Association a Zagabria. La bioarcheologa monselicense ha frequentato il liceo classico Ferrari di Este e oggi collabora con l’Università di Catania. Vive in provincia di Siracusa, ma ha ancora un legame forte con il luogo d’origine: “Quando posso torno volentieri a casa, come ho fatto a settembre in occasione della Giostra della Rocca. Spero presto di poter realizzare un progetto di paleopatologia anche nella mia città. Le ossa, se studiate in modo etico e attraverso l’unione di diverse competenze, rappresentano una straordinaria miniera di informazioni”. (d.p.)


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Monselice

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Il reportage Emanuele Manin, da 35 anni in servizio al Castello, ci ha accompagnato sul Colle

Sentiero della Rocca accessibile da Pasquetta, a giugno la scala È

chiuso al pubblico ormai dal riconoscere le torri campanarie marzo scorso il colle della di numerose chiese della pianura Rocca. Il luogo simbolo della cit- limitrofa. E poi la vista mozzafiaQuesta copia tà non si può visitare per la ne- to che accoglie il visitatore giunto cessità di procedere alla messa sulla cima: si spazia dal centro in sicurezza della scala di accesso storico di Monselice alle pendici è distribuita al mastio federiciano e del del monte Cecilia, fino alle cime e certificata dasentiero che conduce alla sommità innevate delle Piccole Dolomiti del monte. La chiusura, prose- e, quando il cielo è limpido, degli guita per tutta la stagione estiva, Appennini. ha suscitato varieDI lamentele, ma L’imponente mastio voluto SCOPRI PIÙ per la prossima primavera, finaldall’imperatore Federico II doa pag. 6 mente, dovrebbero esserci novità mina il colle: addossata su di esso positive. Siamo stati accompaecco la scala “della discordia”, gnati in via eccezionale lungo il che tanti mugugni ha suscitapercorso che conduce alla som- to. Una scala che risale agli anni mità del colle da Emanuele Ma- Ottanta e verrà sostituita da una nin, anima e factotum del Castel- struttura sicura, definitiva e poco lo di Monselice, dove lavora dal impattante. Dalla società immo1984. Lungo il tragitto gli operai biliare Marco Polo, che gestisce del Parco Colli nell’ultimo anno il complesso monumentale, fansono stati impegnano sapere che la ti in diverse attività La “scala della speranza è di poter di manutenzione, riaprire il sentiero discordia” del che sale al mastio installando nuove staccionate nei per Pasquetta. SerMastio sarà punti più critici, virà invece più temsostituita con po per la consegna sostituendo i vecchi pali delle recinziodella nuova scala: una nuova ni, ripristinando i si parla verosimilstruttura più muri a secco e ripumente di giugno idonea lendo il sottobosco 2019. dai rami secchi. Scendendo, MaIl sentiero, ad eccezione di nin ci spiega che nel bosco vivoqualche punto un po’ scosceso, no diversi animali: tassi, fagiani, è ora facilmente percorribile. A faine, donnole e qualche volpe. metà del tragitto si trova casa In passato c’erano anche i daini, Bernardini, al momento chiusa: in seguito trasferiti altrove. La vein futuro l’idea sarebbe quella di getazione è varia e in gran parte ospitare all’interno un punto ri- spontanea. Insomma, il colle delstoro che offra piatti a chilometro la Rocca non trasuda solo storia, zero. Il progetto, però, non po- ma presenta anche una grande trà concretizzarsi fino a quando ricchezza dal punto di vista natunon si riuscirà a mettere a punto ralistico. Nelle scorse settimane un servizio per rifornire in modo si è anche provveduto alla mapagevole l’edificio. Proseguendo patura del luogo con l’utilizzo di c’è la possibilità di ammirare droni. L’auspicio di tutti, monsesplendidi panorami. Ad esempio licensi e non, è che si possa giunquello offerto dal cosiddetto “af- gere al più presto a una sua piena faccio sui campanili” sul versan- valorizzazione. Davide Permuinan te sud-ovest, da cui si possono

laPiazza

Cinema, laboratori e mostre a Villa Pisani, fulcro delle attività culturali a Monselice

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n 2018 positivo per l’attività dell’associazione Euganea Movie Movement a villa Pisani, che ha proposto cinque rassegne di cinema (con 25 film proiettati), cinque mostre e nove laboratori, per un totale di 7490 persone partecipanti. Il primo evento è stato “Quando la scrittura prende vita”, che ha offerto tra gennaio e febbraio quattro film relativi al mondo della letteratura. A marzo poi si è tenuta la mostra “Terre di Fiaba”, che ha attirato l’attenzione di quasi 2500 visitatori. Oltre mille le persone coinvolte dalle proiezioni estive, mentre un gruppo di giovani videomaker ha trovato nella villa lo spazio per ideare e sviluppare tre clip del Gal Patavino per la pro-

mozione turistica delle aree rurali. A settembre e ottobre è stato invece protagonista il tango: si è svolta infatti la mostra “Buenos Aires: il Tango, l’emigrazione italiana”, in collaborazione con Padova Tango Festival. E per il 2019? L’obiettivo è trasformare villa Pisani in un punto nevralgico del territorio dal punto di vista culturale e turistico. A marzo è in programma una nuova mostra d’illustrazione della Fondazione “S. Zavrel” di Sarmede: “La Fiaba è servita!”, un mese di eventi e laboratori dedicati alle famiglie. Non verrà meno inoltre l’impegno nella promozione del cinema, con la prima rassegna che affronterà il tema dell’alimentazione sostenibile. (d.p.)


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Monselice

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Una “casa” per aiutare chi ha subìto un incidente

S

Le ex scuole di Monticelli ospitano la struttura per persone con disabilità acquisita della coop Giovani e Amici

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n lavoro di co-progettazione che ha coinvolto Ulss e Comune ed è durato quasi due anni: è stata attivataa alle ex scuole elementari di Monticelli in via Rivella una struttura per le persone con disabilità acquisita. A gestirla la cooperativa Giovani e Amici di Terrassa Padovana. Nello specifico, si tratta di un servizio di reinserimento sociale dedicato a quanti hanno subito un evento traumatico (incidenti stradali, ictus) che ha provocato una situazione di disabilità temporanea o permanente. “Un danno cerebrale compromette direttamente le funzioni cognitive, la facoltà di pensare e decidere, il comportamento, le emozioni e la qualità della vita della persona interessata e i suoi rapporti con gli altri” sottolinea Andrea Trevisani, direttore

di Giovani e Amici, “Comporta di frequente anche conseguenze per la famiglia, il lavoro, l’integrazione sociale, l’autonomia individuale. Non sono tanto le disabilità cognitive, ma i cambiamenti riguardanti le capacità decisionali, la consapevolezza, le capacità di adattamento e l’autocontrollo ad incidere negativamente”. Il metodo migliore, allora, “è quello di creare una filiera che vada dalla riabilitazione sanitaria intensiva fino al reinserimento sociale e alla riacquisizione del proprio ruolo precedente al trauma o alla ridefinizione di un nuovo ruolo”. Si mira a favorire il recupero di specifiche abilità, dell’autostima, la formulazione di aspettative realistiche per il futuro e il reinserimento socio-lavorativo. L’obiettivo finale è facilitare il rientro dell’utente presso la propria

Olimpiade dei mestieri al Cattaneo Mattei

Due anni di lavoro di coprogettazione fra Uls e Comune hanno permesso di realizzare un nuovo servizio che permette il renserimento

abitazione con la minor assistenza possibile e con il massimo grado di autonomia. È prevista, oltre a un centro diurno per dieci utenti, l’accoglienza residenziale per cinque utenti sulle 24 ore. All’interno del servizio operano un responsabile di struttura, psicologi, uno psicoterapeuta, educatori, un terapista occupazionale, operatori socio-sanitari, assistenti familiari..

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i è svolta all’Istituto Cattaneo Mattei, nella sede del professionale Duca d’Aosta, l’Olimpiade dei mestieri. Iniziativa promossa da Confindustria Veneto Siav, ha coinvolto oltre un centinaio di studenti, che si sono cimentati in varie attività, stage e laboratori mettendo a frutto creatività e competenze di studio. Risultato: un murale di otto metri dipinto su pannelli, installato su una base di supporto ancorata ad una parete del cortile interno del Duca d’Aosta. Nell’atrio è stata invece collocata una sua riproduzione ridotta. Il motivo raffigurato si ispira alla cosmesi: nella scuola c’è infatti l’impresa formativa Elos cosmetici. Alcuni giovani dell’associazione Movielab Lighthouse hanno effettuato le riprese video dell’evento. La giornata è terminata con le premiazioni dei ragazzi e la consegna degli attestati di partecipazione. (d.p.)


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Este

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Il restauro Verso l’affidamento dei lavori

Pavimentazione da rimettere a nuovo in centro storico Un intervento importante dopo vent’anni di vita. Il Comune di Este ha approvato un piano da 120 mila euro per sistemare la pavimentazione del centro cittadino. Con la fine dell’anno è partito anche l’iter per l’affidamento dei lavori. Il progetto prevede la sistemazione di porfido, trachite e “copa can” di tutto il centro storico: la mancata manutenzione negli anni ha portato a situazioni davvero precarie, soprattutto in via Matteotti, via Principe Umberto, via Massimo d’Azeglio e via Cavour. Gelo, pioggia, sale e pulizie varie hanno contribuito a compromettere la stabilità del

Risalgono al 2000 i lavori alla pavimentazione del centro storico

manto stradale, anche dove la via è semplicemente pedonale. La pavimentazione attuale del centro storico compie quest’anni la maggiore età: i primi seri lavori sono del 2000. Allora il Comune si affidò a porfido, lastricato di trachite e “copa can”, tipica pavimentazione delle strade del centro storico della fine del 1800 realizzata con scarti di cava di trachite delle dimensioni di un cubetto di porfido circa. Questa pavimentazione è stata ricoperta

a partire dai primi del ‘900 con asfalto che, in molte parte del centro storico, ancora oggi affiora. Il risultato di una manutenzione non sempre impeccabile e del logorio del tempo sono evidenti, a partire dagli avvallamenti

e distacchi di conci di pietra e di cubetti in molti punti, soprattutto dove è permesso il passaggio delle automobili. Anche in prossimità dei tombini è frequente il distaccamento di lastre e cubetti e non mancano problemi pure ai

marciapiedi, come nel caso delle vie Consolazioni, Isidoro Alessi, in zona Salute e in via Sabina, Il cantiere prevede in tutto 90 giorni di lavoro e una spesa da 120.115,34 euro. Nicola Cesaro

Ida Bertin nuovo primario di Psichiatria del distretto Padova Sud Un nuovo primario di psichiatria per la Bassa padovana. Ida Bertin, 62 anni, è il nuovo direttore dell’Unità operativa complessa di Psichiatria 3 per l’ambito territoriale del Distretto Padova Sud. Reggerà, dunque, il primariato di quella che era l’Usl 17, sia per i servizi ospedalieri che per quelli territoriali. «Diamo il benvenuto a un’eccellente professionista che, in qualità di primario, viene a rafforzare ulteriormente la nostra squadra di esperti impegnati nel trattamento delle malattie mentali, patologie che si possono affrontare, contrastare, curare», è il messaggio del direttore generale dell’Usl 6, Domenico Scibetta.

La dirigente è laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, dove successivamente si è specializzata in Psichiatria. La dottoressa è particolarmente esperta nel trattamento delle psicopatologie con esordio in età giovanile, nel trattamento della schizofrenia e dei disturbi dello spettro psicotico anche correlati all’uso di sostanze stupefacenti. Ha lavorato a lungo tra Padova, Venezia, Treviso nell’ambito della salute mentale. (n.c.)


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Este

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La fusione finisce in congelatore Stop al progetto che coinvolge Este, Baone, Cinto Euganeo e Arquà Petrarca, se ne riparla in autunno. Pesano l’esito negativo del sondaggo, la scadenza elettorale in due comuni e il risultato dei referendum

F

usione, se ne parla in autunno. La fusione tra Este e i tre Comuni dei Colli finisce in congelatore e si ferma per le elezioni amministrative, che coinvolgeranno due dei quattro Comuni che si sono affacciati al possibile matrimonio tra enti. Di fusione a quattro – tra Este, Baone, Cinto Euganeo ed Arquà Petrarca - si era cominciato a parlare ad aprile con l’adesione allo studio di fattibilità da parte degli enti coinvolti. Un pre-sondaggio aveva evidenziato forti contrarietà al progetto: su 622 cittadini che hanno votato, il 53,4% ha ritenuto inopportuna la fusione, con picchi altissimi nei tre Comuni minori (a Lozzo l’88% ha votato “no”). Dopo i primi incontri pubblici, inoltre, i sindaci di Lozzo Atestino e Cinto Euganeo hanno chiaramente espresso forti dubbi sul progetto, rimandando qualsiasi valutazione alle amministrazioni future o continuando a ribadire soluzioni alternative come l’aggregazione con Vo’ e Arquà

più che con Este. Al di là di questi dati oggettivi, a fine anno il sindaco di Este, Roberta Gallana, ha confermato la volontà di stoppare temporaneamente qualsiasi valutazione sulla fusione. «Aspettiamo i tempi della politica e attendiamo dunque le elezioni amministrative che riguarderanno Cinto Euganeo e Baone» ha affermato Roberta Gallana «Dopo la tornata elettorale, capiremo se c’è una volontà comune di fare un percorso da condividere». Difficilmente si parlerà di matrimonio tra Comuni prima del prossimo autunno. Insomma, la fusione si prende una seria e lunga pausa di riflessione. Il progetto si cala peraltro in un contesto storico molto ostile ai percorsi di aggregazione. Nella nostra provincia e in generale nel Veneto i progetti di fusione hanno incassato sonore batoste, a partire dai recenti referendum che hanno bocciato la nasciata di Terre Conselvane (Conselve, Cartura e e Terrassa Padovana) e di Fortezza d’A-

In basso i sindaci dei quattro Comuni in occasione della presentazione del progetto

dige (Masi e Castelbaldo). Solo a Borgo Veneto (Saletto, Megliadino San Fidenzio e Santa Margherita d’Adige) è riuscito l’accordo ed è stato trovato il consenso popolare, pur con la defezione di Megliadino San Vitale dopo il referendum. Este arriva poi dal fallimentare

Teatro per le famiglie Febbraio, mese di teatro per famiglie ai Filodrammatici. Il 10 febbraio ecco “Ucci Ucci! Pollicino e altre fiabe”, evento per bambini dai 5 anni. Lo spettacolo è scritto da Michele Mori e Sara Allevi. La rassegna continua il 24 febbraio con “Il mago di Oz” con Daniele Debernardi. Biglietto unico a 3 euro. Info allo 0429-617573. (n.c.)

Tutte le settimane la “corsa del lunedì” con i podisti Si fa sempre più attiva la Monday Run Este, letteralmente “la corsa del lunedì”, nel concreto un gruppo podistico con ormai nove mesi di attività alle spalle ed un seguito di quasi 150 persone. Ogni lunedì Monday Run Este si dà appuntamento in un punto della città per una passeggiata o una corsetta collettiva. Il gruppo ha organizzato anche speciali corse ad Hallowen e a Natale, aperte a tutta la città. Chiunque fosse interessato può richiedere informazioni nella pagina social.(n.c.)

Quanto rendono gli autovelox? Quanti soldi fruttano i velox fissi sulla nuova regionale 10? L’autovelox di Este-Schiavonia ha prodotto in tre anni oltre 10 mila accertamenti: 3.867 nel 2015, 3.401 nel 2016 e 1.800 l’anno scorso. Il “bottino” è di 669.626,07 euro. A Carceri un nuovo autovelox fisso funziona da maggio. E’ installato al chilometro 364+400, praticamente a meno di mezzo chilometro dalla rotatoria che termina il tratto. In sei mesi la nuova postazione ha prodotto 1.500 accertamenti per un 150 mila euro di multe. (n.c.)

Un particolare dell’opera di Antonio Zanchi custodita dalla Chiesa della Salute

Tela di Zanchi c’è il contributo Un atteso e gradito “regalo” natalizio per il restauro di un’importante opera d’arte atestina. La Regione Veneto ha concesso 15.000 euro per il restauro della

tela dello Zanchi, che fa parte del ciclo pittorico esposto all’interno della chiesa della Salute. Non solo: dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo il Comune di Este ottenuto un cofinanziamento di quasi 50.000 euro per interventi di manutenzione e messa in sicurezza del tetto della chiesa. La tela di Antonio Zanchi, che de-

tentativo di fusione con Ospedaletto Euganeo (portato avanti dall’amministrazione di Giancarlo Piva e archiviata con la Gallana) e dai battibecchi iniziali con Baone, all’avvio di questo nuovo tentativo di aggregazione. Nicola Cesaro

cora l’interno della chiesa della Beata Vergine della Salute, raffigura “La Presentazione di Maria al Tempio”, un grande telero di 500x395 centimetri, firmato “Ant.o Zanchi estense Pin.r 1700”. E’ stata la prima opera realizzata dall’artista atestino del ciclo primo-settecentesco conservato nella chiesa. Il restauro della tela richiederà dodici mesi di lavorazione, per una spesa preventiva pari a 25.000 euro. In merito alla messa in sicurezza della chiesa, invece, è dello scorso luglio il progetto definitivo per la manutenzione straordinaria dell’edificio religioso, voluto proprio per preservare l’importante patrimonio architettonico e pittorico della chiesa, la cui copertura presentava infiltrazioni dovute al tempo e agli agenti atmosferici. Nel progetto era presente anche l’intervento di installazione di un sistema di controllo del microclima, per facilitare il mantenimento delle opere pittoriche presenti. L’importo complessivo dei lavori è di 98.800 euro, che proprio in questi giorni è stato “alleggerito” dal finanziamento di Fondazione Cariparo, che porterà in città un contributo di 49.400 euro. Nicola Cesaro


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Este

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Una sala pubblica a Este intitolata alla piccola Beatrice Soattin Vent’anni fa la tragica morte della bambina, ora il Comune intende dedicare la sala più grande del Chiostro delle Consolazioni per non dimenticare

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na sala pubblica dedicata alla piccola Beatrice Soattin, la bambina di 8 anni uccisa barbaramente vent’anni fa a Este. La dedicherà alla memoria il Comune di Este: la sala destinata a questo ricordo è quella principale del chiostro di Santa Maria delle Consolazioni. La scelta di dedicare uno spazio pubblico a Beatrice arriva dopo lo sfogo dei genitori della bimba a due decenni da quel tragico episodio. Beatrice Soattin è morta il 3 gennaio 1999. In quella giornata si era presentata a casa di un’amichetta. Nell’abitazione c’era però il fratello sedicenne della compagna. Beatrice è stata soffocata dallo stesso ragazzo con un cuscino, senza apparente motivo. L’esile corpo della bambina è stato quindi messo in uno scatolone e abbandonato accanto a un cassonetto. Dal 2008 e quindi da dieci anni, il ragazzo che ha ucciso Beatrice e che oggi ha 36 anni, è completamento libero. “Porto con me il dispiacere per le varie amministrazioni comunali che si sono succedute, per il fatto che non abbiano voluto intitolare una strada a mia figlia” è stato il commento sconsolato di papà Gianfranco a vent’anni da quella tragedia “Da via Rovigo alla rotonda della zona industriale è stata aperta la strada chiusa da molti anni, ma mi è sempre stato risposto che si può intitolare una strada a un defunto solo se ha fatto del bene alla città. Credevo che una morte del genere potesse sopperire a questa necessità. In altre città d’Italia accade, ma non a Este”. Oggi un capitello ricorda il luogo in cui il corpo di Beatrice venne barbaramente abbandonato dentro a uno scatolone, accanto a un cassonetto. Non si è fatta tardare la risposta del sindaco Roberta Gallana: “Credo che nessun cittadino di Este potrà mai dimenticare il 3 gennaio 1999 e i giorni successivi al delitto” è la risposta accorata del sindaco Roberta Gallana «Hanno ragione papà Gianfranco e mam-

Il chiostro di Santa Maria delle Consolazioni: la sala principale potrebbe portare il nome di Beatrice

ma Lucia: è importante ricordare Beatrice e la sua infanzia negata. Incontro spesso i genitori di Beatrice al cimitero e proprio nel rispetto del loro dolore credo sia doveroso intitolare alla piccola Beatrice una tra le sale più belle dei nostro patrimonio pubblico”. La sala del chiostro “è un luogo di incontro sociale e culturale dove il nome e una foto della bellissima Beatrice potranno essere visibili a tutti. Se i genitori sono d’accordo, intitoleremo la sala proprio quest’anno, a vent’anni dall’omicidio”.

Garavello sul set C’è anche un’attrice atestina tra i protagonisti di “Rosso Istria”, il film di Maximiliano Hernando Bruno dedicato alla vita di Norma Cossetto, studentessa italiana, istriana, uccisa da partigiani jugoslavi nel 1943. Si tratta di Monica Garavello, che nella pellicola interpreta Noemi Cossetto, la cugina di Norma.

Spazio socio culturale L’ex centro servizi fa spazio alla cultura. E’ stato inaugurato il nuovo Spazio Culturale e Sociale di via Brunelli, nell’area dell’ex Zuccherificio. Oggi è uno spazio dedicato alla cultura dato in gestione all’associazione Fantalica, che da ottobre ha iniziato a proporre pomeriggi di laboratori artistico-espressivi per bambini e ragazzi.


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Este

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Cinghiali: “è ancora emergenza” Gli agricoltori documentano i danni alle coltivazioni e i rischi per la sicurezza: “l’azione di contrasto va potenziata con tutti i mezzi diponibili, dai selecontrollori ai chiusini, fino alla polizia provinciale”

C

aeperchit Nel 2018 sono stati abbattuti 1.133 cinghiali nel Parco Colli. Da dieci anni a questa parte, il piano di contenimento di ungulati nei Colli Euganei ha portato alla soppressione di 9.577 capi. La soglia dei 10 mila, dunque, è vicina. Eppure, secondo le associazioni ambientaliste, il problema è ancora lontano dall’essere risolto. Con le 51 catture di dicembre, il saldo di cinghiali abbattuti da gennaio a dicembre si ferma a quota 1.133. Non è un record, ma poco ci manca. E’ il secondo anno più prolifico nella storia della caccia al cinghiale per il Parco Colli, secondo solo al boom di catture dell’anno scorso, quando gli ungulati catturati furono addirittura 1.560. Nel 2016 erano stati 1.124, nel 2015 solo 315, l’anno prima 899, quindi 670 (2013), 816 (2012), 856 (2011), 726 (2012), 752 (2009) e 726 nel 2008. Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, sottolinea tuttavia l’obiettivo primario su questo fronte: “Potenziare l’azione di contrasto con tutti

Alcuni campi e coltivazioni distrutti dal passaggio dei cinghiali

L’anno scorso abbattuti 1.133 esemplari, oltre 9.500 in un decennio, “ma gli ungulati continuano a proliferare”

i mezzi disponibili, ampliando anche il numero di selecontrollori e coinvolgendo gli agenti della polizia provinciale, ora sotto il controllo della Regione. Abbiamo anche chiesto che vengano autorizzati nuovi chiusini e nuove poste di abbattimento (altane), direttamente nei fondi delle aziende agricole che ne facciano richiesta.

Ricordo inoltre l’esempio da seguire della legge approvata dalla Regione Lombardia con l’introduzione dei norme di autodifesa del proprio fondo, con tutte le precauzioni e le cautele del caso». Gli fa eco il presidente padovano di Cia, Roberto Betto: “Le istituzioni hanno elaborato misure tampone, incapaci di portare ad un cambiamento sostanziale della situazione, e il saldo negativo tra cinghiali presenti sul territorio ed esemplari catturati grava pesantemente sulle aziende del territorio. Non è più rinviabile un nuovo piano operativo che modifichi la legge quadro del 1992». Per Betto “il tema dei cinghiali nell’area dei Colli Euganei va affrontato diversamente da quanto fatto fino ad oggi: occorre introdurre il concetto di “corretta gestione” accanto a quello di protezione, parlando di “carichi sostenibili” di specie animali nei diversi territori e ambienti, tenendo conto degli aspetti naturali, ma anche produttivi e turistici”. Nicola Cesaro

Gli amministratori donano 18 mila euro al sociale Tanto ha reso lo scorso anno la rinuncia alle idennità di carica, che andrà alla emergenza casa

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uasi ventimila euro dalle indennità di carica al sociale. Fin dal 2016, la giunta comunale ha istituito un fondo alimentato dalla rinuncia di indennità di carica, gettoni di presenza e donazioni da parte di assessori e consiglieri, da destinare al contrasto del disagio sociale. Proprio nel 2016 sono stati devoluti i primi 9.300 euro del fondo al contrasto dell’emergenza abitativa. Nell’anno seguente, 19.310 euro sono stati invece dedicati a sostenere le famiglie in difficoltà con spese come l’affitto. Quest’anno il fondo, che ammonta a 18.600 euro, verrà destinato di nuovo all’emergenza abitativa, come stabilito da delibera di giunta. Lo conferma il vicesindaco Aurelio Puato: «Abbiamo scelto di devolvere la disponibilità del fondo al contributo alle spese delle famiglie che attualmente vivono in co-housing negli appartamenti comunali, bisognose di attenzione per la loro grave situazione economica, dovuta alla mancanza o alla perdita di lavoro». Altro versante nel quale l’amministrazione ha deciso di intervenire è quello del contrasto alla povertà educativa e all’esclusione sociale, ritenendo che uno dei servizi che possono contribuire ad una maggiore attenzione verso le fasce più deboli sia costituito dal doposcuola, attivo dal 2017 nelle scuole primarie non a tempo pieno. (n.c.)


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Provincia

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Commercio Chi lascia in anticipo avrà 513 euro mensili fino alla pensione

Rottamazione dei negozi la “pensione” a chi chiude T

orna la “rottamazione delle licenze commerciali”, dopo un biennio di sospensione, ma nella versione “a regime”, ovvero strutturale senza più scadenza. Col nuovo anno i commercianti che decideranno di abbandonare l’attività in anticipo rispetto all’età per la pensione di vecchiaia (67 anni), potranno ottenere un indennizzo pari al trattamento minimo dell’Inps (513 euro mensili).

che deve essere definitiva, cioè il negozio deve essere chiuso (quindi non è prevista la vendita dell’attività), ed inoltre va riconsegnata l’autorizzazione all’esercizio di attività commerciale o di somministrazione di alimenti e bevande, deve essere effettuata la cancellazione dal registro delle imprese e dal registro degli esercenti il commercio (quello che un tempo si chiamava Rec) e, per gli agenti e rappresentanti di commercio,

va effettuata la cancellazione dal ruolo provinciale. Infine una richiesta.“Sarebbe auspicabile – conclude il presidente Bertin - una sanatoria per quelle poche situazioni che hanno sofferto precedentemente della chiusura della misura, ovvero, ad esempio, quei colleghi che hanno chiuso l’attività e sono passati sotto le forche caudine dell’interpretazione restrittiva dell’Inps”. Per l’associazione si tratta di equità.

Soddisfatta l’Ascom che chiede una sanatoria per chi si è trovato alle prese con l’interpretazione restrittiva dell’Inps. Da quest’anno potranno accedere i commercianti da 62 anni (57 le donne) L’opportunità è riservata a quei commercianti che hanno 62 anni d’età (57 se sono donne) e che chiudono definitivamente il negozio riconsegnando la licenza commerciale. L’indennizzo cesserà con il compimento dell’età per la pensione. Chi potrà usufruirne? “E’ riservata – spiega Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova - ai titolari o coadiutori di attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (negozi, ecc.); ai titolari o coadiutori di attività commerciale su aree pubbliche (mercati, fiere, ecc.); agli esercenti attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.); agli agenti e rappresentanti di commercio”. Come anticipato, servono 62 anni (o 57 se donne) ed un’anzianità contributiva di almeno 5 anni alla gestione “artigiani e commercianti” Inps, come titolare o come coadiutore familiare, al momento di cessazione dell’attività. Cessazione

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Industria meccanica in frenata

L

’ industria metalmeccanica si conferma punta del manifatturiero a Padova, anche se nel confronto con il 2017 la crescita si assottiglia. Intanto le nuove e più stringenti regole sui rapporti di lavoro in vigore dal 1° novembre (Decreto Dignità) e il peggioramento del contesto economico, è la stima di Assindustria Venetocentro, fanno sì che almeno un terzo delle imprese non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere. È il quadro che emerge dall’Indagine sulla Congiuntura dell’Industria metalmeccanica realizzata da Assindustria in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 243 aziende delle province di Padova e Treviso. Nel terzo trimestre 2018 la produzione aumenta su base annua del 2,6% (dal 3,1%). Ma nella media dei primi nove mesi la variazione del 2,1% è in discesa rispetto alla media 2017 (+3,6%). Deludono tra luglio e settembre le vendite all’estero della filiera metalmeccanica (macchinari e attrezzature, metallurgia e prodotti in metallo), in frenata al +2% dal +5,3 nel secondo trimestre, appesantite

dal brusco ridimensionamento nei mercati extra-Ue (+0,9%). Più toniche le vendite in Europa (+2,7%). Si assottiglia il contributo della domanda interna (+3,9% dal +6,1), condizionata dal calo degli ordini interni di macchine e tecnologie per l’annunciato taglio agli incentivi Industria 4.0. La variazione degli ordinativi scende al +2,2% (dal +5,6%) e si assesta al +3,9% in gennaio-settembre, in netto calo rispetto allo stesso periodo 2017 (+7,3%) preannunciando un nuovo rallentamento nel breve termine. Ritmo più lento per l’occupazione, pari al +1,7%. Peggiora il clima di fiducia degli imprenditori metalmeccanici a fronte di rischi al ribasso per l’economia.


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Provincia .

Completamento Idrovia, Ruzzante “proposta bocciata” “Trovo incomprensibile la bocciatura del mio emendamento sull’Idrovia”. “Chiedevo semplicemente di stanziare 5 milioni del bilancio 2019-2021 per il progetto funzionale al completamento dell’opera. Ne deduco che manca da parte della Lega la volontà di arrivare entro i prossimi 3 anni non dico ad aprire i cantieri, ma nemmeno di affidare la redazione del progetto! Eppure il completamento dell’Idrovia è nel Defr e nel programma della Lega”. Così il consigliere regionale Piero Ruzzante a margine della seduta del Consiglio regionale del Veneto nella quale è stato bocciato il suo emendamento sull’Idrovia Padova-Venezia. “La Giunta regionale è autorizzata ad affidare la redazione delle fasi progettazione funzionali al completamento dell’idrovia Padova-Venezia come canale navigabile ed invaso con funzioni idrau-

liche”, questa la proposta di Ruzzante, respinta dalla maggioranza, per la quale il consigliere di Liberi e Uguali aveva previsto uno stanziamento di 5 milioni di euro a partire dal 2019. “Invece anche questo bilancio si chiude con 0 euro sul capitolo Idrovia – commenta Ruzzante – quando si contano ormai a decine i Comuni del che hanno approvato una mozione con la quale si chiede il completamento della Idrovia Padova-Venezia in tempi brevi. E non a caso: si tratta di un opera fondamentale per la sicurezza idraulica del territorio, di un’area vasta che va dal padovano al veneziano. La Lega, che governa a Roma e Venezia, tradisce ancora una volta le promesse fatte ai cittadini”, conclude Ruzzante. Sul completamento dell’idrovia è in corso da tempo il dibattito proprio sulla necessità di far partire al più presto l’iter progettuale per il completamento del canale proprio per preventire eventuali rischi di alluvioni a causa della piena del Bacchiglione che metterebbe a repentaglio buona parte del territorio padovano.

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Intervento chirurgico unico al mondo U

na task-force di specialisti, cardiochirurghi, urologi, chirurgi epatobiliari rimuove tumore renale esteso al cuore aspirandolo senza aprire il torace con nuova tecnica. E’ la prima volta al mondo, succede all’Azienda Ospedaliera di Padova e il paziente, dopo questo intervento eccezionale, completato il recupero tornerà presto alla sua vita normale. L’ospedale di Padova fa ancora notizia e mette a segno un primato in ambito chirurgico. Coordinati e capitanati dal Prof. Gino Gerosa i chirurghi hanno studiato a tavolino il caso clinico. “Affetto da numerose patologie e già sottoposto ad intervento di triplice by-pass aorto-coronarico – spiegano i medici - il paziente, 77 anni, ha scoperto durante una visita di controllo di essere affetto da una patologia renale. L’esame ecografico prima e la TC addominale dimostravano la presenza di un tumore renale destro esteso fino al cuore. Per la presenza delle numerose patologie ed in particolare per il pregresso intervento con i bypass l’approccio tradizionale era proibitivo”. La storia di questo paziente ha imposto agli specialistidi cercare una soluzione alternativa all’intervento classico, e così

Un momento della delicata operazione a Padova

è stata messa in piedi la task-force di cardiochirurghi, urologi e chirurghi epatobiliari, coadiuvati da cardioanestesisti e personale sanitario per realizzare il delicato intervento, mai effettuato prima. “Abbiamo optato per l’approccio innovativo microinvasivo con sistema AngioVac e entrando nel vivo dell’intervento i professionisti si sono susseguiti per specialità, alternandosi al tavolo operatorio come in una staffetta. L’operazione realizzata da 28 professionisti susseguitisi in sala operatoria per oltre 12 ore ha richiesto un notevole sforzo che si è rivelato un arricchimento per le specialità coinvolte”.

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Cultura .

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La primavera in anticipo sul palco Limenamente Teatro: fiorisce un nuovo cartellone con la stagione 2019 messa a punto dall’amministrazione con la Cast: anche questa stagione un ricco programma di appuntamenti per tutti

L

imenamente Teatro: fiorisce un nuovo cartellone di appuntamenti e a Limena è già primavera. La stagione 2019 dell’ormai tradizionale contenitore che il Comune ha ideato per l’arte teatrale e gli eventi di cultura è pronta al debutto e si mostra ancora più rigogliosa del solito, con compagnie di professionisti che si stagliano a livello nazionale: frutto questo di un impegno e una dedizione che negli anni hanno avuto la meglio e che hanno trasformato la Sala Teatro Falcone-Borsellino (sede degli spettacoli) in uno dei principali centri culturali della provincia di Padova. Merito che l’Amministrazione condivide con l’attore Simone Toffanin e la sua compagnia CAST a cui, visto il crescente successo della manifestazione, culminato con una lunga serie di sold out lo scorso autunno, viene immancabilmente riconfermata la direzione artistica. L’edizione in partenza conta sette appunta-

menti serali (più due fuori-abbonamento), a cui si aggiungono i 4 serate letterarie che si ritrovano nella rassegna “Parole&Pagine”. Gli spettacoli si succederanno nel segno della qualità e della varietà, tanti sono i registri, i generi e i linguaggi che si andranno a toccare, con un occhio di riguardo per le compagnie del territorio, che a Limenamente portano volentieri le loro Prime. Succede già con il primo appuntamento, l’8 febbraio, con il ritorno del Bepi e Maria Show in “Cossa zeo ‘sto cerveo? Alla scoperta della mente dei veneti”. Il trio, composto da Ciccio Boato, Davide Stefanato e Fred, si è messo a studiare, incuriosito dalle convinzioni e meccanismi psicologici dei loro conterranei. Ne nasce uno spettacolo che aiuterà a fare chiarezza sulla psicologia del Veneto DOC. Altra Prima, che addirittura debutta con una replica già fissata il 15 e 16 febbraio, sarà con Teatro Insie-

A fianco “Bepi e Maria”, attesi a Limena l’8 febbraio alla serata inaugurale

me con la regia di Andrea Nao e “Quando la moglie è in vacanza”, che molti ricordano per l’omonimo e famoso film del 1955 con Marilyn Monroe, tratto a sua volta dalla commedia teatrale in tre atti di George Axelrod che debutto qualche anno prima al Fulton Theatre New York. Il pubblicò scoprirà una commedia dove reale e surreale si compenetrano

con naturalezza e ironia. L’8 marzo, in occasione della Festa della donna, il palcoscenico mette in primo piano il talento “in rosa” con Otto donne e un mistero di Thomas, nell’allestimento della compagnia Gli Allegri Spiriti. Un giallo teatrale che ruota attorno alla morte improvvisa e misteriosa di un patriarca di una famiglia composta da otto donne. Chi lo

avrà ucciso? Il programma prevede anche dei classici come Il Giocatore di Carlo Goldoni, Corna e Jella e Cecè di Pirandello, uno spettacolo di teatro-canzone con il Teatro dei Pazzi che poropone “Hemingway tra le lagune venete e Cuba”. Gli spettacoli iniziano alle 21, con ingresso a 5 euro. Programma e biglietti www.ilcast.it.

Appuntamento per le famiglie e i ragazzi al Teatro ai Colli

Il Teatro ai Colli di via Monte Lozzo a Padova arricchisce la sua stagione con quattro appuntamenti dedicati ai bambini con Famiglie a Teatro 2019. Il direttore artistico Gioele Peccenini ha scelto storie conosciute e amate, che rispolverano sentimenti come amicizia e bontà d’animo. Si parte domenica 20 gennaio con “Pinocchio, un naso per scoprire il mondo” del Teatro Fuori Rotta che in questo caso si è ispirata alla favola di Collodi. Il famoso burattino Pinocchio è un bambino come tuti i suoi coetanei, curioso, che ama mettere il naso dappertutto, ben disposto verso tutti e non conosce parole come tradimento e cattiveria. Il 17 febbraio Fondazione Aida e Febo Teatro propongono la loro versione de Il Mago di Oz, ispirato al celebre romanzo firmato da L. Frank Baum nel 1900. Dorothy, la bambina che vive con gli zii in una fattoria, viene scaraventata da un ciclone improvviso nel villaggio dei Succhialimoni, dove incontra nuovi amici lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. Stessa co-produzione per l’appuntamento del 24 marzo con Il Libro della Giungla, mentre il 14 aprile si chiude con Amici Diversi di Teatro Libero Palermo, che raccontano la storia di un gatto nero e una topolina vagabonda. Gli spettacoli iniziano alle 16.30, info e prenotazioni 0498900599 (www.teatroaicolli.it).

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Sport

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In alto a sinistra Gino Freo e il titolo europeo vinto in Francia con Luca Rigoldi di seguito con Devis Boschiero, vittorie UE a Milano, sotto con Sanavia e il presidente Andrea Scalise

Pugilato

Il Piovese Gino Freo è il miglior maestro dell’anno O

ra è veramente una celebrità in campo pugilistico. Per il secondo anno consecutivo, infatti, è stato premiato dalla Federboxe il miglior maestro di pugilato dell’anno. Stiamo parlando di Gino Freo, maestro e fondatore della mitica Boxe Piovese. Ha prevalso vincendo la concorrenza di circa tremila tecnici e maestri di boxe e a giorni verrà premiato a Roma. Ma non sono finiti gli allori per il pugilato piovese, visto che la Boxe Piovese verrà premiata con la medaglia d’argento per meriti sportivi. “Una vita nella boxe” si potrebbe intitolare un libro che narrasse la vita sportiva di Freo. Ha ini-

ziato nel ‘69 quando ha disputato da pugile il primo dei due match per il titolo italiano dei professionisti. Poi, per anni, ha cullato nel suo cuore il sogno di rimanere nello sport tanto amato e aiutare i giovani a praticarlo e ad essere seguiti come lui non lo era stato da pugile. Detto e fatto nel 1984 con alcuni amici diede vita alla Boxe Piovese che in questi 34 anni con la sua costanza ed esperienza ha fruttato al sodalizio piovese 36 titoli italiani, 3 europei e 2 dell’Unione Europea. A Freo chiediamo un bilancio dell’anno appena trascorso. “ Il 2018 è iniziato bene: in aprile Naichel si è aggiudicato il titolo

Prestigioso riconoscimento al fondatore della Boxe Piovese che traccia un bilancio della sua attività e dell’anno appena trascorso

europeo Youth dei medi e poi la sua partecipazione alle Olimpiadi giovanili (unico pugile italiano n.d.r) a Buenos Aires” racconta e aggiunge “Sempre Naichel Millas in novembre ha vinto il suo quarto titolo italiano della sua categoria. Tra i professioni voglio ricordare la grande performance del figliol prodigo Devis Boschiero (super piuma) che si è aggiudicato per la seconda volta il titolo dell’Unione Europea. Ma la ci-

liegina sulla torta me l’ha messa Luca Rigoldi che, attualmente, è l’unico pugile italiano con un titolo europeo in tasca conquistato in Francia”. Nelle varie sedi dove ha operato Gino Freo in questi anni sono entrati decine e decine di ragazzi, quasi tutti con problemi di socializzazione o sbandati, e lui li ha sempre accolti sapendo che poteva dar loro una possibilità di rivedere il loro comportamento e rientrare nei cosiddetti binari della normalità. “Se io con la mia scuola ho ottenuto tanti successi – aggiunge Freo - lo devo anche ai molti amici che mi hanno sostenuto, non ultimo l’attuale presidente Andrea Scalise che proviene anche lui dal pugilato, e le varie amministrazioni comunali che mi hanno sempre dato una mano nell’organizzare riunioni o migliorare i locali della mia scuola”. Gianni Patella

Este Calcio, brusca battuta d’arresto

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opo un ottimo avvio di stagione, l’Este Calcio chiude l’anno in modo poco brillante nel girone C di serie D. A inizio dicembre è arrivato lo smacco di Adria: la capolista Adriese ha inflitto un pesante 3-0 ai giallorossi. Da quel momento in poi la marcia di Lorello e compagni è stata piuttosto incerta. Nella quattordicesima giornata contro il Levico la squadra atestina non è andata oltre l’1-1, acciuffando il pari nella ripresa con Giusti. Stesso risultato nella trasferta di Chioggia: la Clodiense è partita forte, passando in vantaggio a fine primo tempo per poi essere raggiunta nel secondo da Marini. Il 16 dicembre l’Este ha affrontato tra le mura amiche una delle formazioni più attrezzate del campionato, l’Arzignano Valchiampo. Il pubblico ha assistito in quell’occasione a un match vibrante di emozioni: i padroni di casa hanno sbloccato il tabellino con il solito Giusti di testa, dovendo però fare i conti con l’espulsioni di Gilli attorno alla mezz’ora. In dieci, i giallorossi sono però riusciti a siglare il raddoppio su calcio di rigore di De Giorgio, rigore con cui è giunta anche l’espulsione di un difensore avversario per il fallo commesso su Debeljuh. Sembrava fatta, invece i vicentini hanno aumentato la pressione e infine trovato la meritata rimonta. Nel turno successivo gli uomini di mister Zanini sono usciti sconfitti per 1-0 a Brunico contro il St. Georgen. Dopo la prima gara di ritorno (ko con lo stesso risultato contro il Montebelluna) gli atestini sono a quota 26 punti: niente è compromesso, ma in casa giallorossa sanno bene che per ambire ai playoff ed evitare di essere risucchiati nei bassifondi della classifica è necessario riprendere a fare punti con continuità. (d.p.)


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#Politica

Giustizia in ginocchio: in Veneto mancano magistrati e i giudizi pendenti si accumulano Un dossier realizzato dalla Cgia di Mestre e commissionato dal Governatore Zaia che si dice molto preoccupato dalla situazione contingente

E

’ emergenza organici nella giustizia in Veneto, dove la Corte d’Appello di Venezia e la sua Procura Generale sono ultimi in classifica, o quasi, in Italia per dotazione di magistrati rispetto agli indicatori più rilevanti che determinano il bisogno di giustizia di un territorio. Basti pensare che i giudizi pendenti a fine 2017 erano 26.964 (529 per ogni magistrato in attività contro una media nazionale di 439) e che, se anche non ne arrivasse nemmeno uno di nuovo, per smaltire il volume di pendenze occorrerebbero più di due anni e mezzo di lavoro dei 51 magistrati oggi in servizio. L’inedito spaccato di una crisi evidente, spesso evocata ma mai con il supporto di uno studio scientifico statistico lo ha fornito un dossier informativo realizzato dalla Cgia di Mestre, presentato a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, presenti il Presidente della Regione, Luca Zaia, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Venezia, Antonio Mura, il Presidente della Corte d’Appello di Venezia, Ines Marini, il Segretario della Cgia di Mestre, Renato Mason. Lo studio, e qui sta la sua unicità, non si è limitato a mettere in fila i dati di organici e giudizi pendenti e sopravvenuti, ma li ha messi a confronto con le necessi-

tà di giustizia espressa dalla realtà sociale ed economica del Veneto. Ne emerge una situazione preoccupante: in termini di magistrati di Corte d’Appello, il Veneto può contare solo sul 4% del totale in Italia, che diventa il 4,2% per quanto riguarda la Procura Generale, ma questi devono occuparsi del 7,9% della popolazione italiana, dell’8,3% delle imprese, del 9,2% degli occupati, del 9,3% del valore aggiunto, del 13,7% dell’export, del 16,4% di presenze turistiche. “Da anni, anche in segno di rispetto e considerazione verso la Magistratura– ha detto Zaia – partecipo all’inaugurazione dell’anno giudiziario di fine gennaio. Ascoltando gli allarmi che si sono susseguiti, ho pensato fosse necessario affrontare la questione con la sistematicità e la scientificità di uno studio organico. In estate ne ho parlato con la Cgia, e oggi abbiamo un dossier praticamente unico in Italia, che invierò al Premier, al Ministro di Grazia e Giustizia, al Governo, al Parlamento e a tutti gli stakeholders perché, da basi solide come questa, si possa avviare un cammino di riequilibrio della situazione, che non è più sostenibile. Non stiamo facendo ‘lamentopoli’ – ha aggiunto il Governatore – ma siamo molto preoccupati, perché la richiesta di giustizia che

viene dalla società civile è alta, e non può prescindere dai mezzi messi a disposizione per dare risposte. Ne va della giustizia in senso lato – ha detto – ma anche della competitività del sistema economico e delle imprese, che hanno bisogno di risposte celeri ai loro contenziosi, al punto che uno dei freni all’arrivo di investitori esteri è proprio la lentezza in questo ambito”. Da parte loro, la Presidente Marini e il Procuratore Mura hanno sottolineato di “apprezzare molto la collaborazione proposta dalla Regione e il lavoro realizzato dalla Cgia, e il fatto che Istituzioni e società civile si facciano interpreti del problema giustizia, che interessa l’intera collettività”. “E’ un modo – ha detto anche la Marini – per chiedere più considerazione dallo Stato su basi scientifiche e inoppugnabili e per poter ottenere il minimo indispensabile per poter competere in produttività giuridica con le sedi italiane più performanti”. “Erogare giustizia – ha aggiunto Mura – significa fare gli interessi della collettività, anche rispetto a obbiettivi di sicurezza e di competitività. Mi auguro che questo studio possa essere di aiuto al decisore nazionale che deve concepire e organizzare le corrette dotazioni organiche”.

• La scheda Tra i molti dati interessanti contenuti dallo studio della Cgia emerge, ad esempio, che l’aumento dei giudizi sopravvenuti in Veneto tra il 2015 e il 2017 è stato del 28,3% rispetto alla media nazionale del 15,2%; che la Corte d’Appello di Venezia è ultima in Italia nel rapporto tra numero di Magistrati e abitanti (1,1 magistrato ogni 100 mila abitanti contro una media nazionale del 2,1); penultima nel rapporto tra dipendenti amministrativi e cittadini (i 113 addetti sono 2,4 ogni 100 mila contro il 4,9 nazionale); ultima per quanto riguarda i magistrati della Procura Generale (che sono 11 pari allo 0,2 per centomila abitanti, metà della media nazionale); penultima per i casi sopravvenuti (214 per ognuno dei 51 magistrati contro una media nazionale di 190).


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Politica

Economia

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Accesso al credito per la piccola e media impresa, garanzie fino a 280 milioni di euro

Appalti pubblici, lavori senza gara fino a 150mila euro

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“R

mpegno straordinario da parte della Regione per sostenere le imprese venete per le quali l’accesso al credito risulta essere un percorso a ostacoli”. A dirlo è l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato annunciando che, a seguito di una riallocazione delle risorse interne del più generale sistema degli strumenti di garanzia regionali, con apposita delibera la giunta veneta ha ampliato le possibilità operative del Fondo di riassicurazione gestito da Veneto Sviluppo, portandolo a circa 28,5 milioni di euro di euro, rispetto ai 24 milioni precedentemente disponibili. “La decisione – spiega Marcato - è stata presa constatando come fra la gamma degli strumenti di garanzia questo risulti particolarmente apprezzato dagli operatori del mercato del credito”. Lo strumento in questione è sofisticato e basato su di un meccanismo di funzionamento piuttosto complicato. Semplificando al massimo, tale meccanismo può essere così descritto: la banca concede alla PMI un finanziamento (che potrà essere sia a breve che a medio termine). Al fine di ridurre il rischio sostenuto nei riguardi dell’impresa, la banca ottiene da un Confidi una garanzia, a parziale copertura del finanziamento concesso. A sua volta, il Confidi che ha rilasciato la propria garanzia, può coprire il rischio impresa, assunto in correlazione al rilascio della garanzia, riassicurando la sua garanzia presso Veneto Sviluppo, a valere sui fondi regionali stanziati per queste finalità. Facendosi carico di una parte del

rischio, i fondi pubblici utilizzati in tal strumento in argomento riesce a memodo, consentono ai Confidi di rilaglio interagire. Analizzando i dati sul sciare un volume di garanzie superiore volume complessivo degli interventi, a quello che potrebbero dare normal- risulta che nel 2018, con un utilizzo mente, sempre mantenendosi rispet- di risorse del fondo accantonate a gatosi delle regole di vigilanza imposte ranzia pari a circa 20,5 milioni, Veneto dagli Istituti Centrali. Sviluppo ha potuto sostenere riassi“In tal modo – aggiunge Marcato - curazioni per circa 226 milioni che, a aumentando l’ampiezza dell’ombrello loro volta, hanno garantito un portadi protezione dei foglio di finanziaRoberto Marcato: Confidi, la Regione menti complessivo facilita l’accesso al per circa 570 milio“Straordinaria credito alle PMI in ni, con un effetto operazione che un momento in cui, moltiplicatore, tra come testimoniano sviluppa finanziamenti risorse impiegate e i dati Bankitalia, è finanziamenti soper 700 milioni per proprio la fascia di stenuti, pari a circa imprese più picco- l’economia del Veneto” 1:27. Il tutto riparle quella che magtito su 9.131 operagiormente soffre per la stretta crediti- zioni di finanziamento, per un importo zia”. medio singolo appunto di 62.000 euro. L’importo medio del singolo finanAlla luce dei dati sopra riportati, ziamento concesso, nel 2018, è sceso l’operazione approvata ieri in Giunta infatti a circa 62.000 euro, dai circa consentirà di ampliare il volume di fi71.000 euro registrati nel 2013: segno nanziamenti alle PMI fino a circa 700 che è proprio sul micro-credito che lo milioni.

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Il vicepresidente del Consiglio Regionale Massimo Giorgetti

itengo assolutamente positiva la disposizione che consente alla pubblica amministrazione di affidare lavori senza gara d’appalto fino alla soglia di 150mila euro”. A dirlo, il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti (Forza Italia - Alleanza per il Veneto) che in una nota commenta la norma introdotta dal governo tramite un emendamento alla legge di bilancio 2019 in Senato. “Si tratta innanzitutto precisa Giorgetti - di assecondare un principio di fondo: maggiore libertà significa maggiore responsabilità. In seconda battuta, ritengo sbagliato invocare in questo caso il tema della trasparenza: anche la trattativa privata è sottoposta alle regole dell’evidenza pubblica e quindi si continuerà a far pervenire alle pubbliche amministrazioni una serie di preventivi; inoltre, ci saranno controlli politici ai quali si aggiungono i controlli contabili dei revisori dei conti”. “L’appesantimento dei controlli e delle procedure burocratiche - puntualizza il Vicepresidente - non sono sinonimo di maggiori garanzie di qualità: pensiamo al “caso Consip”, un organismo che costa e che non è certo rimasto esente dagli scandali, oppure alle gare impostate sul massimo ribasso, sinonimo spesso di lavori svolti male. I numeri per descrivere ciò di cui stiamo parlando, peraltro, sono chiari: su oltre 43mila gare d’appalto nel periodo tra gennaio e aprile 2018, quelle fino a 150mila euro formano la metà del totale, ma rappresentano a malapena un 1/10 del valore generale degli appalti, stimato in oltre 40 miliardi di euro, numeri poco significativi rispetto al tema della concorrenza. Il vero problema sta in questo caso nei grandi appalti, dove lavorano più avvocati che operai e dai quali sorgono i veri problemi”.

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Politica

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Riforme

Autonomia: il 15 febbraio il Premier Conte firmerà l’intesa con Zaia L

’anno nuovo per i veneti è cominciato con le migliori prospettive dato che il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato quanto aveva già detto anche lo scorso dicembre e cioè che “l’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. “Non ci sono dubbi - ha ribadito - da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile”. Se ne è subito rallegrato il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia che ha commentato le parole del Vicepremier Di Maio sottolineando che oramai si tratta di “una questione di coerenza, e Di Maio dimostra di essere coerente confermando l’impegno per l’autonomia e smentendo certi soloni che tentano di con-

Luca Zaia

Giuseppe Conte

trastarla”. “Il contratto di Governo – ricorda Zaia – l’abbiamo firmato con Di Maio, e per noi è lui l’unica voce ufficiale che oggi ha posto una pietra tombale su tutti coloro che coltivano aspettative di bloccare questo processo”. Prima delle dichiarazione di Di Maio, però, non erano mancate affermazioni di illustri pentastellati che andavano in direzione completamente opposta. Tanto che la presidente del Gruppo Zaia Presidente Silvia Rizzotto era più volte intervenuta sull’argomento

ricordando, in particolare come il Movimento 5 Stelle avesse fatto del cambiamento la sua bandiera, in campagna elettorale, salvo poi tirarsi indietro proprio sull’autonomia. “I Veneti - è intervenuta la Rizzotto - sono stanchi di leggere ogni giorno dichiarazioni dei rappresentanti pentastellati diverse e contraddittorie. Il 15 febbraio ci aspettiamo tutti che Di Maio e colleghi firmino quello che l’Italia aspetta da decenni: una vera riforma autonomista”. “Se, quindi, qualche rappresentante pen-

tastellato - aveva concluso - non afferma: “Come Centro Destra Veè d’accordo con il contratto di neto/Autonomia e Libertà siamo Governo sottoscritto, nel quale si fiduciosi che si possa siglare con parlava chiarissimamente di Au- il Governo nazionale un accordo tonomia, si chiarisca con i suoi vero sull’autonomia. Se così non superiori. Per quanto ci riguarda, fosse, saremmo di fronte a un atl’Autonomia è un impegno che va teggiamento eversivo da parte del approvato: i Veneti non hanno più Governo, che non rispetterebbe tempo da perdeun voto demore con le beghe cratico ed una Restano i dubbi: dei 5 Stelle e il 15 col’accordo riguarderà procedura febbraio è semstituzionale”. tutte le 23 materie “Il Governatore pre più vicino” ! Ma la conferma Zaia fa bene a chieste? Saranno di Di Maio e la specificare che garantite risorse posizione storinon prenderà in ca dell’altro Vigiro i cittadini adeguate? cepremier Salviveneti sottoscrini sembra aver quietato gli animi vendo un accordo sull’autonomia l’autonomia appare più vicina. vuoto di contenuti – conclude SteOccorrerà vedere, però, a cosa sarà fano Casali - L’autonomia deve necessario rinunciare. Qualche riguardare tutte le 23 materie, al dubbio sulla natura dell’accordo Veneto devono essere garantite c’è. Infatti il Centro Destra Vene- risorse adeguate e i soldi prodotti to lo ribadisce attraverso le parole dai suoi cittadini con il lavoro e il del consigliere Stefano Casali che sacrificio”.

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Intervento di Luca Zaia*

“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”

“C

Anche chi si prende cura delle persone che ama ha bisogno di aiuto

on il nuovo piano sociosanitario regionale il Veneto farà da apripista nell’affrontare l’emergenza nazionale della carenza di medici. Abbiamo deciso di sperimentare nuove soluzioni, pronti a metterle a disposizione del paese. Non possiamo permettere che un sistema di assistenza e di cura che è ai vertici delle classifiche internazionali dell’Oms per qualità dei professionisti e delle prestazioni e per buona organizzazione venga meno per gli errori della programmazione nazionale”. Il presidente della Regione Luca Zaia commenta così una delle principali novità dell’atto di programmazione della sanità e del sistema sociosanitario veneto del prossimo quadriennio, approvato a fine dicembre dal Consiglio regionale del veneto. “La prima risorsa del sistema sanitario sono i medici e il personale della sanità – prosegue Zaia – Non permetteremo che gli ospedali e i centri di cura del Veneto siano sottorganico o debbano chiudere reparti per carenza di medici. Ci sono priorità, e la salute dei cittadini è una di queste, sulle quali una amministrazione non può arretrare. Per questo il Veneto prenderà a prestito modelli organizzativi già consolidati all’estero e sperimenterà nuovi canali di formazione e reclutamento per il personale sanitario. Anche al prezzo di dover fare qualche braccio di ferro con il ministero o le autorità contabili”. *Governatore del Veneto

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Le malformazioni cardiache congenite

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Sekal Microchirurgia Rovigo compie 20 anni

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Consulenza scientifica OFTALMOLOGIA

POLIAMBULATORIO

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

Dott. Giorgio Svaluto Moreolo Cardiologo Pediatrico Affidea - Delta Medica Monselice PD, Via Rialto, 12 Tel. 0429 783000 - www.deltamedica.affidea.it

Il Commento di Stefano Fracassoe Claudio Sinigaglia, Consiglieri regionali Pd

Il Piano Socio Sanitario per il Pd è un provvedimento opaco

“È

un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena

Stefano Fracasso

Claudio Sinigalia

copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli

ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.

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L’intervento di Luca Zaia

“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”

“È

un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.

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Le congenite La malformazioni sofferenza di uncardiache famigliare assistito

a casa ricade su tutta la famiglia I

l termine “cardiopatia congenita” indica un’alterazione o dolore toracico significativo o ripetuto, particolarmente della struttura o della funzione cardiaca presente dopo sforzo; infine quando risulta evidente un alla nascita, e che di regola manifesta precocemente cambiamento nelle prestazioni fisiche di un bambino che i primi sintomi. In alcuni casi però viene scoperta prima “non era mai stanco”. Le malformazioni più tardivamente, durante l’infanzia, l’adolescenza o Nei lattanti forse il sintomo più importante che un cardiache sono le anomalie congenite addirittura nell’età adulta. Le malformazioni cardiache genitore può osservare, oltre alla già citata cianosi, è la più frequenti che sono le anomalie congenite più frequenti che un bambino difficoltà di alimentazione, associata ad una più o meno un bambino può può manifestare. Rappresentano, da sole, il 40% di tutte evidente difficoltà di respirazione, specie durante i pasti. manifestare. le malformazioni diagnosticabili subito dopo il parto, e La causa delle cardiopatie congenite è complessa, I bambini appaiono hanno una prevalenza che va da 6 a 10 casi ogni 1000 spesso multifattoriale. Il rischio di danno al cuore del feto, perfettamente sani, e presentano una nati vivi. che è elevato specie nel primo trimestre di gravidanza, normale tolleranza l Fortunatamente numero dei Centri Sollievo in Veneto volontari, l’apporto di all’esposizione medici di i difetti cardiaci più frequenti non con può essere legato materna ad agenti allo sforzo fisico continua ad espandersi e aumentano le medicina e sanitari sono i più severi, e possono essere sospettati durante generale, teratogenispecialisti quali farmaci, infezioni, alcool. La prevenzione risorse finanziarie Regione deitipici, centri per il decadimento una visita di routine,che o inlapresenza di Veneto alcuni sintomi prenatale, o addiritturacognitivo, preconcezionale, si attua pertanto del cuore, nelle condizioni più basali possibili. A questa ormai da alcuni decenni. Le indicazioni più frequenti sono dedica a queste esperienze di sostegno dei servizi distrettuali e comunali e l’esposizione a questi seguono l’elettrocardiogramma, eseguito nel bambino la familiarità, il diabete mellito materno, la presenza di come i soffi cardiaci. Tra questi i piccoli difetti del setto evitando, per quanto possibile, alle persone affette da decadimento del volontariato organizzato. I Centri ventricolare (la parete che separa i due ventricoli) o del fattori esterni. Saper riconoscere in un neonato i segni più piccolo con elettrodi adatti, e l’ecocardiogramma. altre malformazioni nel feto, o proprio l’evidenza (o il forte cognitivo patologie come i Parkinson Sollievo, espressamente dalcongenita può migliorare Quest’ultimo, che è un completamento fondamentale sospetto) di un difetto cardiaco. Talvolta è semplicemente setto atrialeo(quella che separa due atri) e le anomalie e i sintomi di unaprevisti cardiopatia evalvolari Alzheimer di sintomi, affiancamento Veneto, minori.e Altri come la alle cianosi piano (colorito sociosanitario notevolmente la del prognosi del piccolo paziente, grazie agli dello studio del bambino di qualunque età, fornisce una difficile, per motivi materni o di posizione fetale, famiglie, attive in quasi la metà dei sono uno interventi dei perniche disisupporto dellein atto per stabilizzarne le elevatissima qualità delle immagini, grazie a strumentazioni visualizzare correttamente il cuore, che misura, all’epoca bluastro delle mucose o della cute) o le aritmie, possono devono mettere comuni del Veneto. diLa delibera di politiche dicondizioni. domiciliarità. passo le indagini diagnostiche (l’ecocardiografo) sempre più sofisticate ed affidabili, se della diagnosi morfologica classica, solo poche decine di essere la manifestazione patologie più severe. Dopo Di l’etàpari neonatale, fine anno, approvata Giunta è andato ancheeseguite il sostegno Le cardiopatie congenite piùdalla semplici sono di regola del aumentando vanno comunque non appena sorge il sospetto corredate con trasduttori di lunghezza d’onda adeguata millimetri. L’individuazione del tipo di cardiopatia e della regionale su proposta dell’assessore finanziario della dellapresenza Regione, passato dal tutto asintomatiche. I bambini appaiono al perfettamente di una cardiopatia. alle diverse età e “taglie” del bambino. Le tre indagini sua gravità saranno il cardine della condotta ostetrica. Non sociale Manuela Lanzarin, assegna un milione e 115 mila euro del 2016 al sani, e presentano una normale tolleranza allo sforzo (visita, elettrocardiogramma, ecocardiogramma) sono di è quasi mai indicato alcun trattamento dei difetti cardiaci milione e mezzo di euro dei fondi alcun della trattamento, milione e 500 LA milaVISITA euro messo a bilancio PEDIATRICA fisico. Molte di queste non richiedono CARDIOLOGICA regola sufficienti a formulare una diagnosi corretta dei in utero, ma la programmazione del parto in sicurezza e sanità regionale ai 141 Centri Sollievoda sole. per Altre il 2018”. La valutazione cardiologica di un bambino si serve difetti cardiaci congeniti, evitando nella maggior parte dei nelle strutture dove opera personale esperto e dedicato e, in alcuni casi, “guariscono” letteralmente attualmente attivi in Veneto. La risorse, confermate con la delibera euro),ma l’Ulss Pedemontana casa propria, più ritardano ‘sollievo’,nella chestoria alleggerisce i carichi di necessitano solo di una più o meno stretta sorveglianza; degli stessi mezzi diagnostici utilizzati(216.900 nell’età adulta, casi indagini più invasiveae potenzialmente rischiose. il processo può fare la differenza clinica del nascituro. “Il infine progetto iniziale, avviato a Vedelago di fine anno, saranno assegnatenecessarie alle (116.600 euro), ol’Ulss Berica (113.600 involutivo sostenendo e rinforzano le assistenza e cura e rompe il cerchio di altre (le più severe) necessitano di un trattamento il bagaglio di conoscenze per diagnosticare nei primi anni(trattamento del Duemila iniziativa Ulss abitanti euro), l’Ulssdiverso Dolomiti L’ECOCARDIOGRAFIA (93.600 euro), abilità residue. Sono un punto di incontro isolamento che circonda questi nuclei interventistico deisudifetti utilizzando le in vieproporzione escluderealunnumero difetto di cardiaco congenito è molto FETALE degli e del volontariato e per al curare numero Polesana (90.600 euro) per le persone familiari”. Dott. Giorgio Svaluto Moreolo Circa eil l’Ulss 2% di del tutti i enatidivivisocializzazione ha una malformazione venoseamministratori ed arteriose periferiche), o chirurgico. ultrasessantacinquenni da quello richiesto il cuore l’Ulss degli adulti. È inoltre locale, si èaltrirapidamente edallarme” delleche persone in carico ai Centri. I Veneto Orientale euro). già presenteanziane, un Il Pediatrico finanziamento regionale è destinato strutturale in utero,mae costituiscono molte possono ancheCardiologo Per alcuni difetti esistonodiffuso sintomi “di fondamentale approcciare correttamente il bambino, che,(61.000 esteso al territorio regionale chiedendo – sottolinea territori piùspecie finanziati risultano la essere“L’evidenza scientifica di questi servizio significativo i famigliari Affi che,dea -alDelta coordinamento dei servizi distrettuali, Medica essere scoperte con gli ultrasuoni; circa il 25% per di queste un genitore deve considerare, sollecitamente nei primi anni diessere vita, può spaventato dalla l’assessore Nell’ultimo biennio i Centri Marca trevigiana (293.900 per l’Ulss 2), di sperimentazione – commenta nelle figure specializzate e nei volontari allaPD,formazione Monselice Via Rialto, 12dei volontari e al sono cardiache. Per tali motivi lo studio un parere al proprio pediatra di famiglia. Questi sono: una visita, e per niente “disponibile” alleanni manovre, peraltro malformazioni sono 106 delspecie 2016inagli Veroneseassolutamente (280.900 euro l’Ulssa9) l’assessore – conferma che i Centri centri, pagamento - Tel. 0429 783000 delle attività offerte, con approfondito del cuoredei fetale è trovano suggerito,appoggio, di solitoconsulenza perditaaumentati di coscienzadai improvvisa, corso diil attività nonper dolorose, cui deve essere sottoposto. oltre 140 Assistono Padovano La (232.900 euro perlal’Ulss 6 Sollievo permanenza della priorità per i servizi www.deltamedica.affi dea.italle persone e per gli ostetrico,e supporto. ad un gruppo selezionato di fisica; la (piùdel rara)2018. comparsa di cianosioltre a riposoe oil dopo visita prevede valutazione clinica aiutano completa, la dall’ecografista 1500 impegnano circapalpitazioni 1400 Euganea). l’Ulss 3 Serenissima personaascoltazione anziana il piùgravide a lungo trattaindividuati appunto e di un servizio di interventi di ottimizzazione dell’esistente. conpossibile precisi fattori diSirischio, stabiliti sforzo;persone quando ile bambino riferisce intense, Seguono che naturalmente comprende una attenta

I centri sollievo sono 141 in Veneto e assistono 1500 persone, ma non bastano mai

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I consultori sono un valore per tutta la comunità

Un intervento chirurgico senza precedenti a Padova •

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a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben note capacità cliniche e chirurgiche, è

quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.

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a prima mondiale portata a compimento con successo da una task force di chirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanità veneta e costituisce un viatico di progresso scientifico non solo per il 2019, ma per gli anni a venire”. Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha chiuso il 2018, con il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, chirurghi epatobiliari, cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore in un paziente di 77 anni, utilizzando una nuova tecnica mininvasiva, senza dover aprire il torace, dopo 12 ore d’intervento. “Il nuovo anno – aggiunge Zaia – si aprire con una nuova frontiera varcata e altre, ne sono certo, lo saranno in futuro, perché la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle ben

note capacità cliniche e chirurgiche, è quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Zattoni - Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.


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Sekal Microchirurgia Rovigo compie 20 anni

DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEI PAZIENTI SEKAL IN ITALIA

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l dott. Massimo Camellin, Medico Chirurgo Specialista in Oftalmologia, dirige ormai da 20 anni questa struttura oculistica con lo scopo di fornire un servizio completo per la diagnosi e la terapia medico-chirurgica delle malattie dell’occhio (dalla cornea alla retina). La passione per la diagnostica e la chirurgia che ha coltivato negli anni il Dott. Camellin hanno fatto sì che la strumentazione presente sia un raro esempio in Italia di completezza ed aggiornamento (oltre 24 strumenti diagnostici). Tali attrezzature permettono diagnosi e trattamenti all’avanguardia, il tutto cementato da attente analisi statistiche dei risultati che consentono continue partecipazioni ai più importanti convegni Nazionali ed Internazionali (oltre 500 congressi, oltre 120 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali). Il dott. Camellin mette dunque a disposizione dei suoi pazienti una lunga e qualificata esperienza pluritrentennale nel settore della chirurgia e diagnostica oculare che gli hanno permesso di ricercare e perfezionare tecniche di chirurgia con Laser ad Eccimeri (chirurgia per eliminare gli occhiali) mettendo a punto prima la LASEK (1998) e successivamente l’Epi-LASEK (2008). Queste metodiche, che si sono diffuse a livello

Da sinistra il dott. Massimo Camellin (foto di repertorio del 1998), e parte dello staff medico e paramedico di Sekal Microchirurgia Rovigo

mondiale, sono utilizzate per la correzione dei difetti di vista come miopia, ipermetropia ed astigmatismo tramite laser ad eccimeri. Al fine di perfezionare i risultati negli interventi di cataratta ha messo a punto il primo programma adatto allo scopo (IOL Calculator 1 Camellin-Calossi, 1999). Questa è la prima formula interamente italiana per il calcolo della lente intraoculare tuttora utilizzata in tutto il mondo essendo stata inserita in 4 strumenti diagnostici di diverse ditte produttrici. Nel 2002 è stato effettuato presso il Centro SEKAL di Rovigo il primo link topo-aberrometrico a livello Mondiale. Da allora sono stati trattati quasi 1000 occhi con patologie di curvatura estremamente complesse, trapianti di cornea, cicatrici da traumi, esiti di cheratiti o precedenti interventi di chirurgia refrattiva; dunque, le anomalie più complesse possono essere

corrette con questa sofisticata metodica. Nel 2010, grazie alla fattiva collaborazione con la ditta Schwind (Germania) produttrice del Laser Amaris, è stato messo a punto un profilo di foto ablazione impiegato in tutti i laser Schwind a livello mondiale. Oggi, dopo 20 anni dalla nascita, il centro Sekal si propone, assieme a specialisti nelle varie sotto specialità dell’occhio, offrendo un servizio sempre aggiornato ed all’avanguardia. In oltre 20 anni di attività sono stati effettuati migliaia di interventi e visite ad una clientela che proviene da tutta Italia e dai paesi esteri confinanti. Attualmente Sekal Microchirurgia Rovigo, che possiede certificazione di qualità CERSOI, ha un organico di 14 persone, di cui 7 medici (quattro oculisti, due anestesisti, un medico chirurgo); inoltre, la struttura è utilizzata da altri medici oculisti per atti-

vità diagnostica e chirurgica. Al presente, Sekal Microchirurgia Rovigo è abilitata alla formazione degli studenti di Ortottica ed Assistenza Oftalmologica in convenzione con l’Università degli studi di Ferrara dove il dott. Massimo Camellin è professore a c. di Ottica Fisiopatologica. Sono passati 20 anni, ma ancora oggi la missione del centro SEKAL rimane quella di garantire un rapporto diretto con il paziente, ogni tele-

Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

fonata o richiesta viene gestita con la massima urgenza ed il paziente ha la certezza di non essere minimamente trascurato. Il centro oculistico SEKAL crede nell’impegno e costante aggiornamento del personale medico e paramedico, con il solo scopo di incrementare la qualità del risultato e la soddisfazione di tutti i suoi pazienti.


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Messaggio pubbliredazionale

La piscina più profonda del mondo è a Montegrotto Terme Y-40 The Deep Joy: l’opera da record iscritta nel Guinness dei Primati

Ha da poco compiuto 4 anni di attività Y-40® The Deep Joy, l’unica piscina per subacquei con acqua termale, e i record collezionati sono stati numerosissimi fin dal primo giorno

PH PIERO MESCALCHIN

PH SAMO JERANKO


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La Maremma nella poesia del Morellino di Renato Malaman

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erra di Maremma, terra ruvida e selvatica, appartata e talvolta persino scorbutica. Eppure terra che sa diventare dolce come poche se ci si avvicina con il desiderio di coglierne l’anima più intima. La Maremma è un orizzonte diverso, è la parte più profonda della Toscana, scrigno di valori ancestrali e di riti che si perpetuano nel tempo. Non solo butteri e bovini bianchi dalle lunghe corna come vorrebbe l’iconografia turistica tradizionale: questa parte della Toscana è anche paesaggio arcaico, borghi dove il vivere quotidiano scorre secondo i ritmi di una volta, osterie e

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botteghe sempre vocianti, prodotti che sanno di buono e di genuino capaci di “raccontare” i valori di questa terra. Il vino è uno di questi. La Maremma è la terra del Morellino, rosso toscano schietto e sincero che - pur non avendo la diffusione del Chianti o il blasone del Brunello o del Nobile - ha un grande pregio: riflette il carattere schivo ma autentico di questa terra e quello della sua gente. In Maremma c’è un turismo del vino che ancora si focalizza su questi valori nascosti e invita a scoprire i territori proprio a partire dal vino e da chi lo produce. continua alla pag. seguente


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La Maremma nella poesia del Morellino

Che affinità di carattere fra il grande vino rosso profumato di mare e il territorio che ne fa da scrigno, ricco di borghi antichi e di sapori autentici. Da Scansano a Montemerano, poi giù fino a Capalbio, lungo un itinerario dedicato al buon vivere di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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Il Morellino porta innanzitutto a Scansano, la patria di questo nuovo gioiello dell’enologia toscana (Docg dal 2007) che pur attingendo al grande patrimonio del Sangiovese presenta delle caratteristiche particolari: dei sentori di mare, di resina e di erbe aromatiche che raccontano anche del vicino litorale, delle sue lagune e delle terre bonificate. Racconta di colline accarezzate dalla brezza di mare proveniente dall’Argentario. Il Morellino con i suoi tannini levigati, la sua struttura equilibrata e i suoi sentori di frutti di bosco è davvero lo specchio di un territorio atipico. A Scansano, accanto ai monumenti più famosi – le tantissime chiese, la sontuosa porta di Grosseto e il solitario castello di Montepò – non può mancare una visita al Museo della vite e del vino allestito dal Consorzio di Tutela del Morellino che racconta – in fondo – la civiltà legata a questo vino. Nella vicina Montemerano, frazione di Saturnia (paese famoso per le sue terme a cascate bianche), si ritrova lo spirito dei borghi medievali, con scorci da cartolina e negozietti di cose genuine: dai pici alle salsicce di cinghiale, ai formaggi pecorini. Dentro le mura degli Aldobrandeschi, avviluppate come in un abbraccio, stanno le case, molte delle quali hanno conservato il fascino semplice delle origini. Poco fuori l’abitato c’è Villa Acquaviva, un luogo che rispecchia tanti valori di questa zona, dall’accoglienza all’amore per il vino e il cibo d’autore. Serafino D’Ascenzi e la sua famiglia (la moglie Valentina e il figlio Fabrizio) hanno saputo dare un’anima a questo luogo, trasformando un’ex residenza nobiliare in un raffinato e “caldo” agriturismo con i mobili tradizionali e i letti in ferro battuto, portando nel contempo la tenuta vitata a 15 ettari. Il relais di campagna è

Serafino D’Ascenzi, Elisabetta Tommasoni e Lorenzo d’Amico: tre storie di “conversioni” all’agricoltura di qualità, testimonianza di scelte audaci fatte nel nome dell’amore per la natura e i suoi frutti

NELLA FOTO DI COPERTINA IL MORELLINO ABBINATO AL PECORINO E AI SALUMI TRADIZIONALI DI MAREMMA: VIENE PROPOSTO ALLA FINE DELLA VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL VINO E DELLA VITE DI SCANSANO. SOTTO PAESAGGIO MAREMMANO DALLA TENUTA IL PONTE DI CARIGE, LA CANTINA DELL’AZIENDA ACQUAVIVA DI MONTEMERANO, ALLEVAMENTO DI BOVINI MAREMMANI E I TIPICI PICI AL CACIO E PEPE. IN QUESTA PAGINA: LA PORTA DI GROSSETTO A SCANSANO, UNO DEI TANTI GATTI DI MONTEMERANO, SCORCIO DELL’AGRITURISMO VILLA ACQUAVIVA, LA TENUTA POGGIO ALLA LUNA E UN TAGÙ DI CINGHIALI. SOTTO (ACCANTO AL TITOLO): UNA VEDUTA SU CAPALBIO, PIÙ SOTTO SERAFINO D’ASCENZI TRA LE SUE VITI, DUE CARATTERISTICI SCORCI DI MONTEMERANO, UNA TAVOLATA DA ELISABETTA TOMMASONI, L’ARMATORE LORENZO D’AMICO NELLA SUA AZIENDA “IL PONTE” E UNA VEDUTA DI SCANSANO

oggi un tempio dedicato al buon vivere e al buon vino, con tanto di enoteca e ristorante - La Limonaia - per celebrare nel piatto i sapori più schietti di questa terra. Serafino nella grande cantina conserva pure le sue vecchie (e nuove) moto. Altra bellissima storia di Maremma è quella di Elisabetta Tommasoni, immobiliarista romana che ha lasciato la città per “sposare” la filosofia del biologico e mettersi a produrre vino. La sua azienda Poggio alla Luna si confonde fra i vigneti e le distese d’argilla di questa terra senza tempo. I figli la aiutano, ma è lei a condurre l’azienda con piglio autorevole. Spesso è da sola con i suoi amati asini e gli altri animali della fattoria. Violante Gardini, figlia d’arte e attuale presidente del Movimento Turismo del Vino, svela che sono molte in Toscana le donne “convertitesi” con successo al mondo del vino. “Un grande valore – ha detto – per questo territorio unico”. Altro angolo di Maremma vera è Capalbio, conosciuto dai più per la sua spiaggia “radical-chic” ma che la sua bellezza più autentica la svela nel borgo antico. Che sta

in alto e domina un paesaggio da favola. Lorenzo d’Amico, armatore, manager della compagnia marittima mercantile d’Amico fondata a Roma dal padre Cesare, è stato “folgorato” dalle suggestioni che regala il mestiere di winemaker. La sua società agricola “Il Ponte”, che dà lavoro a numerosi giovani, è una realtà nuova nel settore del vino di Maremma. Sorge nella frazione di Carige confondendosi armoniosamente nell’ambiente naturale. Papà Cesare volle preservare persino la macchia mediterranea nelle terre coltivate. 13 gli ettari dedicati alla vite, da cui si ricavano i vini T-Lex, fra cui il Rosso che rientra nella Doc Capalbio, di cui l’azienda è portabandiera. Altri 13 ettari sono stati dedicati all’olivo, per una produzione olearia di qualità. Queste tre belle realtà - alle cui spalle ci sono storie di vita che testimoniano passione, coraggio e tenacia - sono la conferma che la Maremma più nascosta e riservata è terra da grandi sfide. Terra che dà e riceve cuore. Terra dove il vivere quotidiano sembra sospeso in un’altra dimensione. Serena e senza tempo.

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata di cappuccio al cumino Ingredienti: 600 g di cavolo cappuccio - 80 g di olive nere snocciolate - 2 C di semi di cumino - 4 C di limone 2 C di olio - sale q. b.

Preparazione: lavare il cavolo, eliminare il torsolo e affettarlo a striscioline sottili. Tritare le olive e unirle al cavolo, aggiungere il succo di limone, l’olio, il sale e i semi di cumino. Lasciarlo macerare 10 minuti prima di servire.

Polpette di verdure

Torta di carote

Ingredienti: 1 gambo di sedano 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.

Ingredienti: 250 g di carote 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale 1 C di miele - 2 C di uvetta 1 C di pinoli - 1 uovo.

Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 cucchiai di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia oliata, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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l’

Ariete Un inizio anno in cui potreste sentirvi in stand by. Attendete qualcosa che faticherà ad arrivare. Pazienza

Toro Gennaio sarà davvero un bellissimo periodo. Vi sentirete come rinati e capirete molte cose, degli altri e di voi stessi

Gemelli Attenzione soprattutto alle tensioni emotive, all’irritabilità di sottofondo che potrebbe farvi sfuggire di mano la situazione

Gennaio Il sole torna a splendere quasi per tutti i segni. Un inizio d’anno degno dell’inverno ma ricco di buoni auspici per il 2019

SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI...

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Bilancia Intoppi ed equivoci a giorni vi faranno ammattire. State certi che sui tempi lunghi tutto andrà meglio e potrete respirare

Scorpione Gli astri sono con voi. Divertimento, nuove amicizie, gite, partenze, renderanno soddisfacente le vostre giornate

Sagittario Vi aspetta un periodo nervoso, di scombussolamenti emotivi, di dubbi e incertezze. Affrontatelo con coraggio

Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona. Cancro

Capricorno

Un mese denso di emozioni, di apertura e disponibilità concreta verso chi vi circonda. Voglia di coccole ma attenzione agli equivoci

Vivrete momenti appaganti e potrete lasciarvi alle spalle eventuali tensioni o delusioni. Buoni risultati in arrivo

Leone

Acquario

E’ il momento giusto per pianificare e riflettere sul futuro. Avrete delle opportunità ma occorrerà decidere

Riflettete sui traguardi raggiunti e preparatevi ai prossimi pianificando le strategie in ogni ambito. Seminate e raccoglierete

Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili con un gesto di solidarietà. Vergine Vi aspetta un periodo contradditorio specie negli affetti famigliari. Cercate di comunicare a cuore aperto

AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla www.aism.it - bomboniere@aism.it - Tel. 010 27131

Pesci Avete vissuto giornate pesanti e ti meritate tutta la comprensione e l’affetto che riceverete in dosi abbondanti.


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