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Bassapadovana feb2018 n21

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Sport p.18

FEBBRAIO 2018

3 6 6 7 8 10 11 21

Salute p.27

p.33

della Bassa Padovana

DECISIONE DELLA REGIONE

I confini del Parco Colli non si toccano MONSELICE, LAVORI

Apre il cantiere per il restauro dell’antica Pieve

on-line: Chiamata alle urne: Nuovo Negozio decideranno gli indecisi? Esclusivo

Store

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

TUTTO NUOVO

Ma davvero un numero consistente di italiani ad oggi non sa da che parte stare? Davvero deciderà in cabina? dal 7 Marzo Ma soprattutto mi chiedo: in base a cosa un qualsiaall’ingresso principale si individuo traccerà all’ultimo la sua crocetta? Sugdel Centro Commerciale Lando gestionatoViale dalla disposizione o dal colore dei simboli dell’industria 2 - CONSELVE PD presenti sulla scheda elettorale? O attratto dai nomi dei candidati proposti per i collegi? Qualche nome noto in apertura di lista sicuramente richiamerà l’attenzione e susciterà un sentimento di appartenenza ma probabilmente questo avverrà su una fetta molto ristretta di popolazione: quella che frequenta e milita nei partiti. Per tutti gli altri varrà ciò che si è visto e sentito in tv o, se giovani, letto e vissuto sui social network. Certamente nessuno o quasi si è letto il programma elettorale degli schieramenti. Troppa fatica. Facile, invece, orecchiare slogan qua e là o farsi convincere dagli scandali sul malcostume che toccano quello o quell’altro candidato gettando discredito su servizio a pag 4 tutto il partito di cui fa parte e sull’intera classe politica. Va detto che l’aria di disinteresse si respira appieno. Una campagna elettorale così moscia non si vedeva da molti anni. Sarà che il Rosatellum eleggerà praticamente solo candidati nominati dai leader politici nazionali e regionali, senza bisogno che nessuno si impegni davvero per strappare una preferenza in più o in meno. Sarà che questa volta non c’è niente di veramente nuovo in campo, anzi, sembra di essere tornati indietro di anni, ma davvero l’impressione generale è che la gente comune non si stia preparando all’evento con particolare interesse, anzi! E’ vero che siamo tutti un poco stanchi della politica nazionale, disillusi rispetto alle promesse elettorali, esacerbati dai problemi che affrontiamo tutti i giorni e che nessuno sa risolvere davvero. Credo però non convenga né votare per votare né stare a casa. Non è lo stesso. Il voto consapevole ci garantisce la possibilità di esprimerci, dire come la pensiamo. Se poi vincono quelli che la pensano diversamente da noi, sarà dura, ma questa è la democrazia. Perciò raccogliamo la sfida democratica, informiamoci davvero e il 4 marzo andiamo convinti a dire la nostra!

“Treni in ritardo e strapieni” bocciate le tratte locali Nel mirino dello studio di Legambiente la ferrovia Monselice - Mantova è indicata come una delle peggiori del Veneto

MONSELICE, I DATI

Ancora in crescita il numero dei turisti SERVIZI PUBBLICI

Acquevenete, il nuovo Cda “tariffe in calo” ESTE, IL CASO

Gioco d’azzardo giro di vite per chi sgarra ESTE. LA NOVITA’

Videotrappole in centro per vandali e incivili FUSIONE COMUNI

Dopo 23 anni nasce il Comune di Borgo Veneto POLITICA

L’appuntamento con le urne del 4 marzo

Chiamata alle urne: decideranno gli indecisi? Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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l 4 marzo si vota per il nuovo governo del nostro Paese. A decidere chi scriverà per noi e i nostri figli il futuro economico, sociale e culturale dell’Italia nei prossimi cinque anni, dovrebbero essere 51,2 milioni di cittadini. Questo se andassimo tutti a votare. Peccato però che i sondaggi, a poche settimane dalle urne, diano per certa una sola cosa: crescerà l’astensionismo e a decidere saranno gli indecisi! segue a pag 3

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Committente Responsabile Antonnio De Poli

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 21

Cultura p.17

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Facciamo. il punto

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Chiamata alle urne: decideranno gli indecisi?

Parco Colli i confini non si toccano

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Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Ma davvero un numero consistente di italiani ad oggi non sa da che parte stare? Davvero deciderà in cabina? Ma soprattutto mi chiedo: in base a cosa un qualsiasi individuo traccerà all’ultimo la sua crocetta? Suggestionato dalla disposizione o dal colore dei simboli presenti sulla scheda elettorale? O attratto dai nomi dei candidati proposti per i collegi? Qualche nome noto in apertura di lista sicuramente richiamerà l’attenzione e susciterà un sentimento di appartenenza ma probabilmente questo avverrà su una fetta molto ristretta di popolazione: quella che frequenta e milita nei partiti. Per tutti gli altri varrà ciò che si è visto e sentito in tv o, se giovani, letto e vissuto sui social network. Certamente nessuno o quasi si è letto il programma elettorale degli schieramenti. Troppa fatica. Facile, invece, orecchiare slogan qua e là o farsi convincere dagli scandali sul malcostume che toccano quello o quell’altro candidato gettando discredito su tutto il partito di cui fa parte e sull’intera classe politica. Va detto che l’aria di disinteresse si respira appieno. Una campagna elettorale così moscia non si vedeva da molti anni. Sarà che il Rosatellum eleggerà praticamente solo candidati nominati dai leader politici nazionali e regionali, senza bisogno che nessuno si impegni davvero per strappare una preferenza in più o in meno. Sarà che questa volta non c’è niente di veramente nuovo in campo, anzi, sembra di essere tornati indietro di anni, ma davvero l’impressione generale è che la gente comune non si stia preparando all’evento con particolare interesse, anzi! E’ vero che siamo tutti un poco stanchi della politica nazionale, disillusi rispetto alle promesse elettorali, esacerbati dai problemi che affrontiamo tutti i giorni e che nessuno sa risolvere davvero. Credo però non convenga né votare per votare né stare a casa. Non è lo stesso. Il voto consapevole ci garantisce la possibilità di esprimerci, dire come la pensiamo. Se poi vincono quelli che la pensano diversamente da noi, sarà dura, ma questa è la democrazia. Perciò raccogliamo la sfida democratica, informiamoci davvero e il 4 marzo andiamo convinti a dire la nostra!

Variazioni minime per il perimetro dell’area protetta

confini del Parco non si toccano. Ad un anno dallo spauracchio lanciato dal consigliere regionale di centrodestra Sergio Berlato – che aveva quasi ottenuto dalla Regione la riduzione dell’80 per cento delle aree protette del Parco Colli, soprattutto per agevolare la caccia ai cinghiali – la giunta regionale pare aver drasticamente ridimensionato l’attacco all’ente collinare. La giunta di Luca Zaia ha infatti approvato una delibera che propone di ritoccare solo parzialmente i confini dell’area protetta. Alla proposta di Berlato – che aveva scatenato mobilitazioni e proteste di ogni genere negli Euganei, da amministratori, cittadini e associazioni – è stata preferita quella che ogni singolo Comune ha inviato alla Regione. Tutti e quindici i Comuni hanno consegnato alla Regione, entro la scorsa primavera, le proposte di riperimetrazione del loro territorio di Parco, approvate dai singoli consigli comunali. Solo in quattro hanno effettivamente richiesto una riduzione dell’area protetta: Cervarese Santa Croce, Vo’, Teolo e Galzignano. A Vo’, tuttavia, in sede di consiglio comunale non si è raggiunta la maggioranza sulla proposta di riduzione del perimetro avanzata dalla giunta, quindi i confini rimarranno invariati. Lozzo Atestino e Cinto Euganeo hanno richiesto addirittura un leggero aumento della superficie protetta. La cartografia Germana Urbani >direttore@givemotions.it< aggiornata con questi minimi spostamenti sarà sottoposta ora all’apposita commissione e poi presentata al primo consigliol 4 marzo si vota per il nuovo governo del nostro regionale utile. La discussione è stata lunga e accesa per mesi ePaese. A decidere chi scriverà per noi e i nostri figli il futuro economico, sociale e culturale dell’Italia nei si è incrociata con le proteste per l’impatto dei cinghiali sull’aprossimi cinque anni, dovrebbero essere 51,2 milioni (fianco rea del Parco. di cittadini. Nicola Cesaro Questo se andassimo tutti a votare. Peccato però che i sondaggi, a poche settimane dalle urne, diano per certa una sola cosa: crescerà l’astensionismo e a È un periodico formato da 14 edizioni localidecidere mensilmente recapitatogli indecisi! Direzione, Amministrazione e a pag 3Redazione: saranno segue

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Chiamata alle urne: decideranno gli Marzo. indecisi? Dal 15

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della Bassapadovana

a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

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Chiuso in redazione il 16 febbraio 2018


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Monselice .

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Il caso Dossier dedicato al servizio

Legambiente boccia la ferrovia locale La linea verso Mantova viene descritta come una delle peggiori del Veneto con treni obsoleti tra guasti e tanti ritardi

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errovia a Monselice, arriva la sonora bocciatura di Legambiente. “Pendolaria 2017”, il focus dedicato al trasporto ferroviario dall’associazione ambientalista, ha inserito la linea MantovaMonselice tra le peggiori del Veneto. Lo studio di Legambiente è impietoso verso la rotaia nostrana: «Peggiorano realtà considerate secondarie come quella della ferrovia Mantova-Monselice, una linea lunga 84 km, che soffre la mancanza di investimenti da anni» si legge nel dossier «Il percorso, della durata di circa 1 ora e 44 minuti, vede il transito di treni

obsoleti con frequenti guasti ai bagni, costante sovraffollamento e conseguenti e frequenti ritardi. Con l’introduzione dell’orario invernale 2013-2014 la linea ha subito un’ulteriore penalizzazione con la soppressione di 13 treni diretti Padova-Mantova (è rimasta una sola coppia al mattino presto) e l’obbligo di scendere a Monselice per cambiare treno, con la conseguenza prevedibile che molti pendolari diretti a Padova al mattino si sono ritrovati a stiparsi nei treni provenienti da Bologna». Continua Legambiente: «Sono stati numerosi gli episodi critici su

Qui sopra la stazione ferroviaria di Monselice, in alto alcuni pendolar in attesa del treno.

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questa tratta con ritardi sempre più frequenti che hanno raggiunto anche i 40 minuti, soppressioni e sovraffollamento che in alcuni casi ha letteralmente impedito ai pendolari in attesa tra le stazioni di Monselice e Padova di poter salire sui treni diretti nel capoluogo veneto». Le tratte venete peggiori, secondo Legambiente, sono la Monselice-Mantova, la TrevisoPortogruaro, la Vicenza-Schio e la Verona-Rovigo-Chioggia. E a proposito della linea polesana,

geograficamente vicina a quella della Bassa: «I problemi principali riguardano la costante riduzione dei treni a lunga percorrenza che effettuano fermata a Rovigo, addirittura arrivati ad una sola coppia di Frecciargento da Roma (a cui si aggiungono 2 coppie di Intercity ed 1 Intercity Notte), oltre ai collegamenti Est-Ovest, da Verona in direzione di Adria e viceversa». L’appello di Legambiente è quello di incrementare gli investimenti per queste linee. (n.c.)

Cancro alla prostata Schiavonia in prima linea

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’ avanguardia per la cura del cancro alla prostata: il “Madre Teresa” è in prima linea. Nelle scorse settimane ha debuttato, con i primi tre interventi, la termoablazione a ultrasuoni tramite l’uso del “Focal One”, dispositivo per rimozione del cancro alla prostata tra i più moderni nel mercato. Si tratta di uno strumento che consente di mettere in atto trattamenti non chirurgici, focali, robotizzati e ad altissima precisione. Spiegano dall’Usl 6: “L’incidenza del cancro della prostata nella popolazione maschile è in crescita per via dell’aumento dell’età media. Oggi si interviene in due modi: per via chirurgica o non chirurgica attraverso radioterapia, ormonoterapia o chemioterapia. Negli ultimi anni la ricerca clinica, nel tentativo di individuare approcci terapeutici meno invasivi, ha indirizzato i propri sforzi verso i trattamenti focali, cioè strettamente limitati alla zona di tessuto malato. Sotto questo profilo la tecnica più promettente oggi disponibile è la termoablazione robotizzata Hifu (acronimo di High Intensity Focused Ultrasound, ultrasuoni focalizzati ad alta intensità), con la quale nel reparto di Urologia del “Madre Teresa” sono stati eseguiti finora circa 300 trattamenti”. E poi il “Focal One”: “Il dispositivo permette di pianificare il trattamento in modo preciso e flessibile, tramite la semplice marcatura elettronica del profilo dell’area selezionata, dell’intera prostata o di un solo lobo”, spiega il dottor Antonino Calabrò, direttore dell’Unità operativa. (n.c.)


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Monselice .

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Il restauro Intervento approvato dalla Sovrintendenza per una spesa di 650 mila euro

Una nuova vita per l’antica Pieve qualche mese di attesa per il Corallo E

’ partito nelle scorse setti- tanto importante, ma non disponevamo dei fondi necessari. Ora mane all’ombra della Rocca finalmente li abbiamo trovati” il cantiere per la messa in sicurezza dell’antica Pieve di Santa spiega monsignor Sandro Panizzolo, parroco del duomo, “StiaGiustina. Il progetto, approvato dalla Sovrintendenza e curato mo parlando di una chiesa molto dall’architetto Fabio Zecchin, importante, meta apprezzata da costerà 650 mila euro: spesa che numerosi turisti, non spesso utisarà coperta grazie a un contri- lizzata per accogliere concerti e buto regionale di 440 mila euro altri eventi culturali di prestigio e ad altri 210 mila provenienti (tra cui le celebrazioni del premio Ossicella, ndr). Auspico che dalla Fondazione Cariparo. I lavori serviranno per rispondere il territorio sia capace di dare vita alle necessità più urgenti della a sinergie virtuose per recuperarstruttura, cioè principalmente lo completamente”. Ci sarebbe la sistemazione della copertura bisogno infatti di intervenire an(numerose travi si presentano in che sul sagrato e sulla torre camcattive condizioni) e degli into- panaria, ma per farlo serviranno altri finanziamenti. La speranza è naci. Verrà poi realizzato un cunicolo di ventilazione nella pare- che un contributo possa arrivare dal Comune, che è te nord, che servirà già venuto incontro per risolvere il proil parroco: alla parrocchia esoblema dell’umidità. “auspico che il nerandola dal paInfine si installerà gamento degli oneun nuovo impianto territorio sia ri di occupazione di di illuminazione. capace di dare suolo pubblico per Fintanto che il cantiere rimarrà apervita a sinergie il cantiere. Nel frattempo occorreranto, dunque almeno per il pieno no ancora alcuni fino alla fine dell’erecupero” mesi per festeggiar state, la chiesa non la riapertura del cisarà accessibile al pubblico. La Pieve di San- nema Corallo, l’ultimo rimasto a ta Giustina, in stile romanico e Monselice. Anche in questo caso arricchita esternamente da de- l’edificio è di proprietà della parcorazioni gotiche, risale al Due- rocchia del duomo: in precedenza era infatti una chiesa, costruicento ed è probabilmente uno degli edifici religiosi più antichi ta nel Settecento e dedicata a San del territorio. Fino alla metà del Luigi. I lavori di recupero svolti Novecento ospitava il duomo di finora per una spesa complessiva Monselice, prima che quest’ul- di circa 180 mila euro sono serviti timo fosse trasferito nella chiesa a eliminare le barriere architetdi San Giuseppe Operaio eret- toniche, a ristrutturare l’ingresso, a rifare i bagni e soprattutto ta in via Garibaldi tra il 1947 e il 1955, dove si trova attualmente. a rinnovare il tetto della sala, che Si tratta di un luogo molto caro era piuttosto ammalorato. Ora si ai cittadini di Monselice, che at- dovrà intervenire sulla copertutendono con trepidazione il suo ra della guardiola che fungeva da ritorno allo splendore originario. biglietteria. “Da tempo volevamo procedeDavide Permunian re con il restauro di un edificio

Mille visitatori in più all’ombra della Rocca, arrivano stranieri cicloturisti e pellegrini

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irca un migliaio di visitatori in più rispetto al 2016: fanno ben sperare i dati degli ingressi all’ufficio turistico di Monselice relativi al 2017. In totale hanno raggiunto quota 23.448 le persone che si sono presentate alla Loggetta per chiedere informazioni. Il 65% dei visitatori è italiano, ma ci sono anche tanti tedeschi (20%) oltre a olandesi, russi, inglesi, statunitensi, australiani, giapponesi e coreani. Sono poi sbarcati in città 3.226 cicloturisti, che si sono cimentati nell’anello dei Colli Euganei o in altri percorsi ciclabili. La città della Rocca è anche meta di pellegrinaggi: un centinaio lo scorso anno coloro che hanno fatto tappa a Monselice per motivi religiosi. I periodi

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più battuti sono stati la primavera (sia ad aprile sia a maggio si è andati oltre i tremila turisti) e l’autunno (a settembre e a ottobre si è superata abbondantemente la soglia dei duemila). Minori presenze si sono invece riscontrate nei mesi estivi e in quelli invernali. L’assessore Gianni Mamprin è soddisfatto: “Quella legata al turismo è una sfida importante: nei prossimi anni si stima che gli arrivi in Veneto raddoppieranno e il nostro territorio dovrà farsi trovare pronto. Noi siamo sulla buona strada: nel 2005 avevamo dieci strutture ricettive, ora sono una trentina e altre apriranno presto. Il nostro ufficio turistico è uno dei pochi della Regione aperto tutti i giorni”. (d.p.)


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Monselice .

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“La tariffa scenderà del 2%” parola del Cda Acquevenete

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Eletto il nuovo consiglio dopo la fusione tra Centro Veneto Servizi e Polesine Acque, azienda al servizio di 110 Comuni

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’ Piergiorgio Cortelazzo, uomo di punta di Forza Italia a Padova e Rovigo, nonché candidato alle politiche nel colegio di Legnago, il primo presidente della storia di Acquevente spa, società nata dalla fusione di Centro Veneto Servizi e Polesine Acque e ora gestore idrico di riferimento per il Basso Veneto. Cortelazzo è stato nominato all’unanimità dal nuovo consiglio di amministrazione dell’ente. Al suo fianco, come vice, è stato scelto Massimo Bergamin, sindaco di Rovigo. Nel cda scelto dall’assemblea dei soci di Acquevenete lo scorso 19 gennaio siedono anche Paola Fortuna (sindaco di Pojana Maggiore), Alessandro Ferlin (ex presidente di Polesine Acque), Emanuele Barbetta (sindaco di Sant’Elena), Antonio Bombona-

to (sindaco di Costa di Rovigo), e Anastasia Nariuzzi (consigliere comunale di Ponte San Nicolò). Il cda era stato a sua volta votato da oltre l’80 per cento degli azionisti della società (pari a più del 99% dei presenti), senza alcun voto contrario. Ad Acquevenete fanno riferimento 110 Comuni. Per il nuovo cda era stata presentata una lista unitaria, frutto dell’intesa tra tutte le componenti della nuova società. «Sono soddisgatto per questa squadra che potrà operare al meglio e che rappresenta equamente tutta la compagine sociale di Acquevenete, con tre esponenti del padovano, tre del rodigino e una rappresentante del vicentino» commenta Cortelazzo «Ci attende ora un anno di grande lavoro. Il nostro impegno, tracciato molto chiara-

Cvs premiato per il miglior servizio clienti

“Nel corso del 2018 investiremo 29 milioni di euro per nuove opere, ci attende un anno di grande lavoro, il cammino è già tracciato”

mente nel budget 2018, è dimostrare quanto la fusione sia una scommessa vinta per il nostro territorio, e provarlo con i fatti: dai 29 milioni di euro che investiremo nel corso dell’anno per nuove opere, alla riduzione delle bollette». Il budget è stato impostato per prevedere anche, come annunciato al momento della fusione, una riduzione tariffaria nell’ordine del 2%. (n.c.)

erzo posto a livello nazionale come miglior fornitore di acqua per la qualità del servizio offerto ai clienti. Comincia sotto i migliori auspici la vita di Acquevenete. Centro Veneto Servizi, uno dei due enti oggetto di fusione, ha ottenuto 70,5 % di preferenze espresse dai cittadini nell’ambito del sondaggio “Top 2018: le aziende con il miglior servizio ai clienti” pubblicato dal settimanale Panorama. Al primo posto c’è il Gruppo Cap, che gestisce il servizio idrico integrato nel territorio della Città Metropolitana di Milano, al secondo Acquedotto Pugliese. La ricerca è stata condotta dalla società di ricerche tedesca Statista per Panorama: ha coinvolto un panel di oltre 18.500 persone che, in via anonima e tramite questionario online, sono state invitate a votare il servizio offerto da oltre 2 mila aziende e istituzioni suddivise in 210 categorie. (n.c.)

ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO 2018 - CAMERA DEI DEPUTATI COLLEGIO UNINOMINALE Bassa Padovana - Saccisica - Terme - Colli

Il 4 marzo cerca il mio nome sulla scheda e metti una X per continuare a cambiare l'Italia, per dare forza alla nostra terra!

Giulia

Narduolo UNA DI QUI, UNA DI NOI


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Este .

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Le verifiche Impegnata la polizia locale

Gioco d’azzardo ancora troppe irregolarità: “Ora altri controlli” Quasi la metà degli esercizi controllati non rispetta le disposizioni contenute nell’ordinanza firmata dal sindaco Roberta Gallana lo scorso ottobre. E’ quanto emerso durante la campagna di monitoraggio sul gioco d’azzardo condotta dalla polizia locale. I numeri sono stati forniti dal comandante Gabriele Mighela. Su undici accertamenti, in ben cinque casi sono state riscontrate irregolarità: gli apparecchi erano accesi fuori dagli orari previsti, oltre ad altre inadempienze. Il provvedimento del primo cittadino mirava a limitare il gioco, stabilendo le fasce orarie

In alto, il comandante della polizia locale con la sindaco Gallana e il consigliere Raffo

nelle quali gli devono rimanere spenti: dalle ore 7 alle ore 9, dalle ore 12 alle ore 15 e dalle ore 18 alle ore 21 di tutti i giorni, compresi i festivi. Per i locali situati in centro storico, invece, l’utilizzo delle slot non può andare oltre la mezzanotte. L’ordinanza prevede anche una serie di accorgimenti che i gestori devono mettere in atto, tra cui l’obbligo di esporre avvisi e cartelli ben visibili con i quali si evidenzino i rischi della ludopatia, riconosciuta come malat-

tia sociale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In caso di violazioni sono previste multe da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro, fino alla sospensione dell’attività per i casi gravi o di recidiva (due violazioni in un

anno). “I risultati delle prime verifiche a campione evidenziano la necessità dei controlli. Quella appena iniziata non sarà una campagna di prevenzione isolata, ma continueremo a tenere monitorata la situazione sia sul

versante del gioco patologico che su altri versanti in collaborazione con le forze dell’ordine” promette il consigliere con delega alla Sicurezza Giuseppe Raffo. Davde Permunian

Chiesa e campanile di motta d’Este “liberati” dopo anni di attesa Un taglio del nastro attesto da vent’anni. Sono stati liberati da impalcature e tornati ufficialmente alla luce il campanile e l’ex chiesa parrocchiale di Motta d’Este. Alle porte di Este, l’antica chiesa della parrocchia Sant’Andrea Apostolo e la torre campanaria sono stati messi in sicurezza dopo un’importante opera di restauro iniziata a febbraio 2017. Gli edifici erano stati imbragati con tubi innocenti nel 1995 a causa dei problemi di staticità riscontrati e con il passare degli anni, in assenza di interventi di ripristino, gli immobili avevano subito ulteriori

lesioni e cedimenti. Il recente studio commissionato dalla parrocchia aveva evidenziato lo stato di forte degrado in qui versavano le strutture. I lavori non erano più differibili tanto che la parrocchia, ottenuta l’autorizzazione dalla Soprintendenza e la supervisione del Comune, ha deciso di dar seguito ai lavori. All’interno dell’ex chiesa ora si pensa di creare una sala parrocchiale. (n.c.)


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Videotrappole per vandali e incivili Il sindaco Gallana: “Tolleranza zero verso chi non rispetta l’ambiente e il decoro della città, nel mirino chi abbandona rifiuti ma anche chi imbratta e deturpa il patrimonio pubblico e nelle aree verdi”

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ncivili e vandali comincino a preoccuparsi: il Comune punta nuovi “occhi” su di loro. Da qualche settimana il Saple, il Servizio associato di polizia locale euganea, ha in dotazione tre telecamere mobili che potranno essere utilizzate per monitorare il territorio comunale di Este e dei Comuni aderenti al servizio associato: Vo’, Lozzo Atestino e Sant’Urbano. Saranno collocate nei luoghi in cui sono più frequenti atti incivili come l’abbandono di rifiuti, ma potranno essere utilizzate anche per “pizzicare” i cittadini che non raccolgono le deiezioni dei loro animali. In generale, saranno utilizzate come strumenti aggiuntivi per garantire sicurezza e decoro urbano. In gergo tecnico si chiamano videotrappole, videocamere senza fili da posizionare nei luoghi da sorvegliare per contrastare in particolare comportamenti incivili e puniti dai regolamenti di

sicurezza e tutela urbana. L’utilizzo di questa apparecchiatura è chiarito dal sindaco Roberta Gallana: “Grazie all’ausilio delle videotrappole installate nel territorio potremo contrastare chi non rispetta l’ambiente e il decoro della città. Abbiamo la fortuna di vivere in un posto bellissimo che è nostro dovere valorizzare e preservare”. L’acquisto delle tre telecamere mobili fa parte di un ben più ampio disegno che è stato confermato nei giorni scorsi da Gabriele Mighela, comandante del Saple: entro marzo sarà installato il nuovo sistema di videosorveglianza approntato dal Comune di Este, grazie anche al contributo finanziario ottenuto dalla Regione Veneto. Spiega Mighela: «Si tratterà di un sistema composto da 33 nuovi punti di ripresa, di cui 13 lettori targhe, 16 punti di ripresa dislocati in vari punti della città più altri 4 punti di ripresa (ciascuno dotato di 4 telecamere) nei luo-

A finaco il sindaco Roberta Gallana, sotto delle lastre di amianto abbandonate

ghi maggiormente critici. Sono tutte telecamere ad alta definizione, il massimo di ciò che offre il mercato, e saranno tutte gestite da un software molto analitico che ci consentirà di avere dati determinanti ai fini del controllo del territorio». Il sindaco Gallana

Addio a don Olivo Sartori Lo scorso 27 gennaio è mancato don Olivo Sartori, 76 anni, collaboratore parrocchiale a Bresega di Ponso e penitenziere della basilica delle Grazie di Este. In passato aveva guidato le comunità di Arsiè (in provincia di Belluno), di Bovolenta e di Cismon del Grappa (Vicenza). A Bresega era arrivato nel 2013 e ha lasciato un profondo segno sulla comunità..

Differenziata, raccolta plastica ogni due settimane Plastica ogni quindici giorni e non più ogni settimana. I 52 servizi all’anno di raccolta di plastica e alluminio a Este sono scesi a 27. La variazione è effettiva con il mese di febbraio: plastica e alluminio verranno raccolti a mercoledì alterni. Sulla riduzione del servizio si è espresso criticamente il gruppo L’Altra Este. Sesa segnala come Este si adegua così al trattamento di tutti gli altri Comuni del territorio e che il servizio settimanale, negli ultimi anni, ha fatto registrare numerosi passaggi a vuoto degli operatori.

Commissario al Parco Colli Il Parco Colli resta commissariato. La giunta regionale del Veneto, su richiesta dell’assessore ai Parchi Cristiano Corazzari, ha prorogato l’incarico di commissario straordinario del Parco all’avvocato Enrico Specchio. L’incarico continuerà fino al prossimo 30 giugno. Specchio era stato nominato nell’agosto 2016 e prorogato già una volta ad agosto 2017. Da maggio 2016, per poco più di tre mesi, l’ente era stato invece retto dal commissario Maurizio Dissegna. (n.c.)

Una foto di repertorio in occasione di uno spettacolo al Teatro Filodrammatici

Filodrammatici: cultura per Este Este ha celebrato nelle scorse settimane i quarant’anni di vita del Teatro dei Filodrammatici. L’anniversario è stato festeggiato con un appuntamento anima-

to dalla Compagnia Teatro Veneto “Città di Este” e dall’attrice Eleonora Fuser, e con un ricordo del critico e giornalista Gian Antonio Cibotto (1925-2017), cittadino onorario di Este. La prima rappresentazione ai Filodrammatici è datata 28 gennaio 1978: furono gli atti unici “L’imbriago de sesto” e “La scorzeta de limon” di Gino Rocca, portati in scena

ha inoltre affermato che vari Comuni della zona hanno chiesto di poter entrare nel Saple, realtà nata dalle ceneri del distretto di polizia Euganeo-Estense, che in pochi anni ha perso una decina di municipalità aderenti. Nicola Cesaro

dalla Compagnia Teatro Veneto “Città di Este” per la regia di Pino Zamana. L’edificio, ristrutturato con passione e sacrificio dal gruppo, è l’ex oratorio dello Spirito Santo (1692). Ridotto ad usi profani dal 1771, fu successivamente “tana della canapa”, macello, istituto musicale intitolato a Giuseppe Farinelli (è per questo che il vicolo che raggiunge l’edificio, già via del Macello, dal Dopoguerra si chiama Calle della Musica), quindi palestra, deposito e garage. La nuova storia di questo stabile ha visto protagonista la compagnia teatrale atestina, a cui il Comune aveva affidato dai primi anni ‘70 la sede sociale nell’ex studio dello scultore Vascon, contiguo all’ex chiesa, che ottenne dall’ente un comodato per trasformare lo spazio in un teatro per la città. In occasione dell’anniversario sono arrivati anche gli auguri del sindaco Roberta Gallana: «L’amministrazione ringrazia attori, registi, autori, assistenti, tecnici, amici e tutti coloro che in questi 40 anni hanno contribuito, non solo a portare il nome di Este nei teatri di tutto il Triveneto, ma anche a fare del Filodrammatici il punto di riferimento del teatro per Este e il territorio». (n.c.)


Este .

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Nasce “Borgo Veneto” dalla fusione fra i tre comuni dopo il referendum Saletto, Megliadino San Fidenzio e Santa Margherita d’Adige diventeranno un unico municipio, poco più di un anno fa il naufragio del progetto di Este

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poco più di un anno dal tramonto definitivo della caldeggiata fusione tra Este e Ospedaletto Euganeo, la Bassa padovana dà il benvenuto ad un nuovo Comune. Lo scorso 6 febbraio, alle 15.26, il consiglio della Regione Veneto ha approvato la legge 282 che istituisce il nuovo Comune di Borgo Veneto. E’ la municipalità numero 102 della nostra provincia, vanta una popolazione di 6.984 residenti e una superficie di 38,48 chilometri quadrati. E’ la sintesi della fusione di Saletto, Santa Margherita d’Adige e Megliadino San Fidenzio. Era da 23 anni che la provincia di Padova non registrava una fusione tra Comuni: nel febbraio del 1995 toccò a Carrara San Giorgio e Carrara Santo Stefano, da cui nacque l’odierna Due Carrare. Il percorso per arrivare a Borgo Veneto è stato più arduo del previsto. Alla vigilia del referendum consultivo del 17 dicembre i favori parevano essere tutti dalla parte del nuovo Comune, per cui è però arrivata una sonora bocciatura. Quella di Megliadino San Vitale, dove i cittadini al voto hanno boccciato la fusione con il 62% dei voti. Ne è nato un animato dibattito, sfociato in prima commissione regionale e poi in consiglio veneto. La via più idonea a risolvere la questione è parsa quella dell’esclusione dall’iter di fusione di San Vitale. Fortemente ostile alla fusione a tre si è rivelato il Pd, che addirittura con Graziano Azzalin ha promesso di voler impugnare la legge regionale “rivisitata a tre” di fronte a tutti gli organi competenti. Non a caso, in sede di votazione, Pd ha proposto un emendamento (poi bocciato) per includere nuovamente San Vitale nel disegno di legge. La bagarre si è ripresentata poi con la scelta del nome: Massimiliano Barison (Fratelli d’Italia) ha presentato un emendamento che ha chiesto la sostituzione di Treville – il nome proposto dalla prima commissione consigliare – con Borgo Veneto, come indi-

Il municipio di Saletto sarà la sede del nuovo Comune di Borgo Veneto

cato dai sindaci dei tre Comuni coinvolti. Anche in questo caso la maggioranza ha portato a casa il risultato, approvando quindi la nascita del nuovo Comune di Borgo Veneto. Sede municipale del nuovo ente è Saletto. Per conoscere i vertici amministrativi, invece, occorrerà attendere il prossimo appuntamento elettorale. Intanto ci si chiede se il via libera questa fusione non possa favorire altri progetti simili. in particolare nela Bassa Padovana, Nicola Cesaro

Silvia Ruzzon si dimette Silvia Ruzzon ha lasciato il consiglio comunale di Este dopo più di un decennio. L’esponente del Pd ha rassegnato le proprie dimissioni per far spazio a nuove leve del partito all’interno della macchina amministrativa. Il testimone dell’ex assessore ai Servizi sociali è andato all’avvocato Simonetta Spigolon.

Biglietto per Sanremo

AIRONE

La band atestina Diego Turatto e i Modium, gruppo nato cinque anni fa, ha vinto le selezioni regionali del Sanremo Rock Festival guadagnandosi il pass per la fase finale del contest che si terrà a maggio al Palafiori di Sanremo. Il trionfo in salsa veneta è arrivato nella tappa di Soave. La serata prevedeva uno scontro diretto tra otto band.


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Este .

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Pannaghiaccio, Consiglio rovente Non passa la mozione di Carlo Zaramella per proclamare Este città dello storico biscotto gelato, bocciatura della maggioranza dopo una discussione di oltre due ore che ha acceso il dibattito in aula A fianco il consigliere Carlo Zaramella, in basso Renzo Schizzerotto.

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a candidatura della “pannaghiaccio” a prodotto atestino d’eccellenza cade nella bagarre del consiglio comunale. Il biscotto gelato “made in Italy” è diventato un caso politico, capace di calamitare l’attenzione dell’assemblea comunale per oltre due ore. La bontà indiscussa del gelato creato settant’anni fa dalla famiglia Schizzerotto non basta a mettere tutti d’accordo: la mozione di Carlo Zaramella (Este Sicura), che proponeva di introdurre ufficialmente la denominazione di “Este, città dell’originale pannaghiaccio”, è stata bocciata dalla maggioranza cittadina guidata da Roberta Gallana. Da dove era nata l’iniziativa di Zaramella? “Este non pare avere ad oggi un prodotto decisamente identificativo o in ogni caso non vi è stata ad oggi una valorizzazione decisa e segnata di quello che può definirsi come “made in Este”, eppure la crescita di un territorio passa anche attraverso la valoriz-

l’idea era quella di legare il nome di Este ad una tipicità, ma la maggioranza ha deciso di fare una valutazione ben più ampia sui prodotti

zazione di ciò che si crea all’interno di esso e che può finire per contraddistinguerlo” ha spiegato il consigliere “La “pannaghiaccio” è il colpo di genio di Renzo Schizzerotto, ideatore della ricetta di due biscotti con all’interno panna ghiacciata arricchita da un filo di cioccolato. Questa ricetta è la stessa dal 1949 e oggi questo

gelato si è diffuso e lo si ritrova un po’ ovunque, imitato, copiato, ma pochi sono a conoscenza della sua origine e del genio di un nostro concittadino, che ha ideato questa ricetta. Da qui la mia mozione, con cui invitavo l’amministrazione comunale ad attivarsi per far inserire questo gelato nell’elenco nazionale dei prodotti

agroalimentari definiti tradizionali dalle Regioni”. L’originalità dell’iniziativa non ha però colpito la maggioranza, che in sede di dibattito consigliare ha invitato Zaramella a togliere la parola “pannaghiaccio” dalla mozione e poi ha presentato un ordine del giorno che invitava la commissione consiliare competente a fare una valutazione ben più ampia della semplice valorizzazione della “pannaghiaccio”: una ricognizione a più largo spettro dei prodotti atestini che possano essere inseriti negli elenchi dei prodotti dop, doc, igt e simili. Ordine che ha prevalso sulla mozione, bocciata. Amaro il commento di Zaramella: “Un vero peccato e una scelta sbagliata, da cui però ne nascerà in ogni caso - mi ripeto - qualcosa di positivo, perché le idee buone non si fermano ma camminano con vita propria”. Nicola Cesaro

Flagello siccità nei campi perdite dal 40 all’80% la Regione Veneto ha chiesto al ministero delle Politiche agricole la avversità atmosferica

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nche l’Estense è rimasto vittima, la scorsa estate, di un periodo di tremenda siccità. Anche questo territorio, dunque, rientra nella richiesta ufficiale mossa dalla Regione Veneto al Governo. La giunta regionale del Veneto, su istanza dell’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, ha richiesto al Ministero delle Politiche agricole la declaratoria di eccezionale avversità atmosferica per la siccità primaverile ed estiva che, nella nostra provincia, ha colpito pesantemente almeno un’ottantina di Comuni. Il riferimento è al periodo di arsura e siccità che ha interessato mezzo Veneto dal 21 marzo al 21 settembre. Si legge nella delibera: “Temperature più elevate della media, unitamente a persistente e anomala ventosità, hanno aumentato gli effetti dannosi della siccità per il comparto agricolo. La situazione ha portato sin dall’inizio colturale ad una fase di difficoltà dei seminativi in genere che, comunque, avevano avuto un avvio positivo per le condizioni ottimali dei terreni al momento delle semine”. I dati sono allarmanti: nelle zone dei Colli Euganei, ad esempio, la siccità ha interessato in particolare le produzioni di uva da vino – sia bianca che rossa – e di olive da olio, con danni nell’ordine del 40 e dell’80 per cento. (n.c.)


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Provincia .

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Il personaggio Già quattro volte campione del mondo

Il “re della pizza” Calaon conquista l’Estremo Oriente “I

n Cina sono convinti che la pizza sia un prodotto americano e la mangiano con i guanti”. Gianni Calaon, già quattro volte campione del mondo della pizza, sta esportando in Estremo Oriente la vera pizza “made in Italy” e sta insegnando a tanti giovani come prepararla. Da qualche mese il pizzaiolo padovano, originario di Sant’Elena d’Este è titolare di una pizzeria che porta il suo nome: la “Calaon Champion”, aperta a Wuhan,

il pizzaiolo padovano originario di Sant’Elena ha avviato una catena di locali in Cina, dove pensano ancora che la pizza sia un prodotto americano, e ora sta lavorando anche in thailandia città di 13 milioni di abitanti, su iniziativa di alcuni imprenditori cinesi che hanno voluto proprio il padovano per il lancio di una catena di locali. Periodicamente Calaon vola in Cina per tenere corsi di formazione e per confrontarsi sull’andamento dell’attività, con la prospettiva di aprire altre pizzerie. Ma c’è di più. Con il nuovo anno è molto probabile che il suo format di pizzeria venga presto esportato anche a Bangkok in Thailandia. Interessato all’operazione è un grosso imprenditore tedesco che lavora per la Siemens. Intanto in Cina l’esperienza sta dando soddisfazioni. “Nel mio ultimo viaggio - racconta Calaon - ho tenuto cinque lezioni in streaming, uno di questi è seguito da 18.000 persone. Di fondo voglio affermare il concetto, in Cina tutt’altro che scontato, che la pizza è una tipicità italiana e non nordamericana. Il centro commerciale Yintai Creative City dove si trova la pizzeria, che ha tavoli ma lavora pure per asporto, fa 40.000 presenze la settimana, che raddoppiano il sabato. Tra le curiosità mi ha colpito che i bambini

mangino la pizza con i guanti per paura di sporcarsi, perché non usano posate”. Ma non è tutto, il pizzaiolo padovano sta sviluppando sempre in Cina anche un progetto con una Università locale per portare studenti cinesi, aspiranti chef, in Italia per degli stage formativi. Una sorta di Erasmus della pizza, per fare anche cultura dell’autentica pizza tricolore. Calaon intanto non si ferma nemmeno a casa sua: sta completando infatti l’al-

Gianni Calaon nella sua pizzeria aperta di recente in Cina, ora tocca alla Thailandia

lestimento del nuovo laboratorio per la produzione di impasti pronti a Due Carrare, sulla scorta di quelli che hanno decretato il successo del suo locale di via Chopin a Padova, il Rivoluzione Pizza, segnalato soprattutto per le sue specialità alla pala, che gli è valsa per l’appunto il titolo mondiale a Parma, insieme ai compagni del “Penelope Team”.

Imprese e servizi, Padova resta leader

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adova si conferma realtà trainante leader in Veneto e più in generale a Nordest sul fronte delle impre. “Con 119.372 imprese registrate alla Camera di Commercio di Padova a fine 2017, fra sedi e unità locali, la provincia mantiene e consolida la propria leadership regionale con il 20% su un totale veneto - afferma il presidente Fernando Zilio - e tiene il nono posto a livello nazionale. Nel manifatturiero diminuisce la base produttiva nelle industrie del legno-mobile e della cartastampa, con riduzioni invece più contenute rispetto al 2016 che interessano anche il sistema moda e in parte anche la metalmeccanica. In crescita risulta invece il numero delle imprese nelle industrie chimiche e della gomma-plastica. Notiamo voglia di fare impresa e di competere sui mercati nazionali ed esteri”. Il rapporto elaborato dalla Camera di Commercio evidenzia come a livello settoriale prosegua la contrazione della base produttiva in agricoltura (-1,3%), per l’insieme delle attività industriali (-0,8%) con una maggiore accentuazione nelle costruzioni

Crescono l’industria chimica e le attività di servizio

(-1,3%) rispetto al manifatturiero (-0,4%). Leggero calo anche per il commercio-turismo (-0,2%), legato soprattutto alla flessione delle attività commerciali al dettaglio, mentre crescono le imprese nei settori dell’alloggio e ristorazione. Per la componente artigiana delle imprese, prosegue il calo strutturale in atto dall’inizio della crisi del 2009, con una flessione del -1,3%. Si conferma il trend positivo delle attività di servizio, specie servizi destinati alle persone (+2,5% il risultato migliore dal 2012), ma anche alle imprese (+0,9%). Arretrano le attività immobiliari (-0,8%) e prosegue il ridimensionamento nei trasporti. Tra i servizi alle persone risultano in crescita i servizi sanitari, i servizi destinati all’istruzione, le attività ricreative e di intrattenimento”.


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Provincia .

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Pm10, Legambiente: Assegno per il lavoro, “Padova la città Enaip Veneto in prima linea veneta più inquinata” E Parte malissimo il primo mese del 2018, per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico a Padova. Lo denuncia Legambiente nel suo rapporto periodico sullo stato della qualtà dell’aria. “A gennaio sono stati totalizzati 21 giorni di superamento del limite di legge del Pm10 (50 microgrammi per metro cubo d’aria). - affermano i responsabili di Legambiente - Ciò significa che abbiamo respirato aria avvelenata e fuorilegge più di un giorno su due. Il numero di giorni di superamento del limite è stato identico a quello del gennaio 2017, l’anno più inquinato dell’ultimo decennio a Padova. Con 102 giorni di sforamenti la nostra città ha raggiunto, lo scorso anno, il non ragguardevole primato di quarta città più inquinata d’Italia dopo Torino (112 sforamenti), Cremona (105) e Alessandria (103) . Padova risulta a gennaio 2018 di

gran lunga la città veneta più inquinata: a Padova 21 giorni di sforamenti, VeneziaMestre 16, Treviso 15, Vicenza 14, Rovigo 13, Verona 11, Belluno 2”. Negli ultimi dieci giorni del mese è scattata l’allerta rossa lanciata dall’Arpav con il blocco anche dei veicoli euro 3 diesel, dalle 8,30 alle 18.Non solo a Padova, ma anche nei 17 comuni contermini. Legambiente si chiede se non sarebbe opportuno che il provvedimento diventasse subito permanente durante tutto il periodo delle limitazioni invernali, visto che altre città sono già al divieto per gli euro 4“Al di là delle doverose misure tampone invernali, - aggiungono da Legambiente - mentre aspettiamo le nuove linee del tram, per alleggerire traffico e conseguente inquinamento servono misure strutturali. Bisogna ridare la priorità alla mobilità pubblica orientandola verso le “emissioni zero”, aumentando la frequenza delle corse dei bus e disegnando nuove corsie preferenziali. Serve ripensare strade, piazze e spazi pubblici in questo senso”.

ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO 2018 SENATO DELLA REPUBBLICA COLLEGIO UNINOMINALE

ntra nel vivo la sperimentazione “Assegno per il lavoro” approvata e finanziata dalla Regione del Veneto con 15 milioni di euro per la ricollocazione di lavoratori disoccupati. Questo provvedimento promuove un intervento innovativo, chiamato appunto Assegno per il Lavoro, per realizzare servizi personalizzati, tempestivi ed efficaci a sostegno dell’occupazione. L’assegno per il lavoro è un titolo di spesa che dà al cittadino disoccupato il diritto di ricevere determinati servizi di assistenza e alla formazione per la collocazione/ricollocazione al lavoro. Il titolo viene rilasciato, previa richiesta dell’interessato, dal Centro per l’Impiego del paese dove il lavoratore ha comunicato il proprio domicilio. Può richiedere questa particolare forma di sostegno chi ha più di 35 anni ed è disoccupato da almeno 6 mesi. Per richiedere l’assegno per il lavoro è sufficiente recarsi presso il Centro per l’Impiego più vicino, da subito disponibile per raccogliere le adesioni dei soggetti interessati. È possibile una preiscrizione sul sito www.cliclavoroveneto. it, accedendo con le proprie credenziali. Enaip Veneto è stato inserito nell’elenco dei Soggetti Accreditati ammessi agli

interventi previsti dalla direttiva. “Attraverso le nostre sedi e collaboratori, - spiegano i responsabili di Enaip Veneto - possiamo accompagnare le persone a trovare una nuova opportunità di lavoro, grazie ai diversi tipi di formazione che proponiamo. I corsi usufruibili con l’Assegno per il lavoro sono numerosi, dall’amministrazione finanza e controllo alle lingua inglese, dalla ristorazione al marketing e alla sicurezza, fino alle tecnologie industriali, saldatura e restauro”. Per ogni altra informazione è possibile contattare le sedi territoriali di Enaip. In provincia di Padova a Cittadella: Arianna Francato (arianna.francato@enaip.veneto.it); Conselve e Piove di Sacco: Francesco Lazzarin (francesco.lazzarin@enaip.veneto.it); Padova e Piazzola sul Brenta: Nicola Bettin (nicola.bettin@enaip.veneto.it).

cerca il mio nome sulla scheda per il Senato della Repubblica

e fai una croce sul mio nome ALESSANDRO BISATO (candidato collegio uninominale)

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Luigi Alessandro SI VOTA NELLA SOLA GIORNATA DI

DOMENICA 4 MARZO 2018

BISATO

DALLE ORE 7.00 ALLE ORE 23.00

Committente responsabile: Rossella Cecchini

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Cultura .

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Lo sguardo dell’arte svela il corpo La rassegna internazionale “I Colori del Sacro” al Museo Diocesano di Padova esplora il tema scelto per la nona edizione attraverso opere di illustratori provenienti da tutto il mondo, coinvolte anche le scuole

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orna al Museo Diocesano “I Colori del Sacro”, rassegna internazionale di illustrazione che ogni due anni esplora un tema scelto per la sua importanza universale attraverso le opere di illustratori provenienti da tutto il mondo. Protagonista della nona edizione della rassegna, in esposizione fino al 24 giugno 2018) è il corpo, inteso nei suoi aspetti fisici, nel rapporto con ciò che lo circonda, con l’ambiente, con le persone ed anche con il Sacro; nel rapporto e nel confronto con la diversità e la disabilità. Delle oltre 200 tavole pervenute alla selezione, 75 sono le illustrazioni selezionate dalla commissione per l’esposizione, firmate da 44 artisti provenienti da tutto il mondo. Sono state inoltre commissionate a dieci illustratori 11 tavole che raccontano un brano biblico legato al tema del corpo. La visita alla mostra è concepita e organizzata come un momento formativo e di crescita,

di divertimento e di godimento estetico ed infine di sperimentazione attraverso laboratori ed esperienze di gruppo. Tante le attività progettate appositamente per le scuole, per le famiglie, per i gruppi di giovani e di adulti. Un centinaio gli illustratori invitati e selezionati che racconteranno la loro personale visione del corpo, tra questi Martin Jarrie (Francia), Gabriel Pacheco (Messico), Javier Zabala (Spagna) e gli italiani Anna Castagnoli, Giovanni Manna, Simone Rea. In occasione della mostra Topipittori nella collana “Pippo” (Piccola pinacoteca portatile), di recente insignita del Premio Andersen 2017 per il miglior progetto di divulgazione, ha pubblicato “Essere Umani. Il corpo nell’arte, dalla Preistoria ad oggi” album illustrato da Sylvie Bello con i testi di Andrea Nante: un libro prezioso che vuole avvicinare i più giovani ai grandi protagonisti dell’arte, coinvolgendoli nel

“Rose rosse per te” Francesca-DafneVignaga, una delle numerose opere esposte

rielaborare con il proprio segno le opere d’arte, offrendo spunti e approfondimenti attraverso la dinamica del quaderno attivo, da usarsi sia a scuola sia in famiglia. Novità di questa nona edizione è anche il progetto “Un diSegno per il Corpo”, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Padova: in due plessi scolastici

della città Antonio Panzuto, curatore del progetto, ha guidato e fatto lavorare delle classi di bambini sul tema del corpo e della sua rappresentazione. Le opere dei bambini con le loro voci, le loro paure i loro desideri ci invitano a fermarci e a farci riflettere: piccole opere d’arte che saranno valorizzate nell’allestimento della mostra.

“Questa grande mostra-laboratorio, unica in Italia per dimensione e modello culturale – racconta Andrea Nante direttore della rassegna – sarà arricchita da eventi, iniziative dedicate al mondo dell’arte, della danza e della musica, che hanno come obiettivo l’apertura alla città e la creazione di sinergie che possano fare sentire il pubblico al centro della nostra progettazione culturale”. La mostra è anche un’occasione per visitare il Museo Diocesano, aperto dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Ospitato nello splendido Palazzo Vescovile di Padova, il museo raccoglie preziose opere di pittura, scultura e oreficeria, codici miniati e paramenti sacri provenienti dal territorio della Diocesi di Padova. Laura Organte

A marzo “Romeo e Giulietta” Dopo il successo della prima edizione, dal settembre 2013 al febbraio 2016, torna nel 2018 sui palcoscenici italiani “Romeo e Giulietta Ama e cambia il mondo”, opera moderna scritta da Gerard Presgurvic e arrivata in Italia grazie a David Zard, già produttore di Notre Dame de Paris. La tappa padovana dello spettacolo sarà il 23, 24 e 25 marzo al Gran Teatro Geox.

L’Orto Botanico ospita le opere di Olimpia Bassi In mostra all’Orto botanico fino al 1 maggio la natura vibrante e vitale dei più recenti lavori di Olimpia Biasi. Viriditas è il titolo scelto dall’artista per raccontare la sua ultima fase creativa, quell’universo in cui oggi confluiscono visioni cosmiche, linfa e umori di sapore medievale e le nuove frontiere del sapere naturalistico. Curata da Virginia Baradel, la mostra si pone in dialogo con il luogo sia attraverso le opere collocate negli spazi espositivi interni sia con tre mirabili installazioni inserite all’aperto, tra gli alberi, le piante e l’acqua..

“Enricomincio da me” al Geox Enrico Brignano torna a teatro con “Enricomincio da me unplugged”, in scena al Gran teatro Geox il 14 aprile. Fuoriclasse del teatro italiano, Brignano compie 30 anni di carriera e 50 di vita, un doppio anniversario che pone le basi per la genesi di questo nuovo allestimento. Tra i suoi pezzi forti e nuove situazioni comiche, è coadiuvato da strani personaggi dai mille volti e musiche accattivanti e originali scritte da Andrea Perrozzi e Federico Capranica. (l.o.)

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Sport .

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Running Mirco Battistella si racconta

Mirco Battistella, 51 anni, runner per passione da ormai vent’anni

“Dalla corsa ho imparato a non mollare” U

n interesse per la corsa nato durante la leva militare, poi accantonato e infine di nuovo coltivato fino ad arrivare a partecipare a cinque maratone, l’ultima conclusa in meno di quattro ore. Quando racconta la sua grande passione a Mirco Battistella, cinquantun’anni, di Rivadolmo, brillano gli occhi. “Ho ripreso seriamente questa attività a trent’anni: ero stressato e sentivo la necessità di trovare una valvola di sfogo. Sono partito timidamente, ma non ho mollato e sono andato avanti. All’epoca il running era qualcosa di sconosciuto, ricordo che io e un mio amico andavamo a correre anche con la pioggia e la gente ci guardava in modo strano. Sono stato uno dei pionieri di questo sport, almeno qui in zona” rivela.

La tenacia di Battistella è stata presto ripagata. “Nel tempo sono riuscito a conoscere meglio il mio corpo e a svuotare la mente dai cattivi pensieri. Le migliori idee della mia vita le ho avute mentre correvo”. Piano piano il cinquantunenne ha affinato la propria tecnica, spostando l’asticella sempre in avanti. “Ho inserito nei miei percorsi i sentieri collinari e ho iniziato a prendere parte alle prime gare da quindici, da diciannove e poi da trenta chilometri. Quindi è maturata l’idea di affrontare la maratona, cioè 42 chilometri e 195 metri. La prima volta è stata a Padova nel 2008, avevo quarantun anni. Un’esperienza incredibile: per tagliare il traguardo devi sconfiggere te stesso. A un certo punto il fisico, giunto al limite, ti chiede di fermarti: allo-

l’interesse nato durante la leva militare e ripreso solo anni dopo, ora ha al suo attivo cinque maratone, l’ultima conclusa in meno di 4 ore

ra è la testa che deve subentrare. Se ce la fai, cresci moltissimo come persona”. La corsa, infatti, offre un grande insegnamento: “Impari a non arrenderti davanti ai problemi che incontri”. Nel 2017 Battistella decide di iscriversi alla maratona di Venezia, in programma il 22 ottobre: “Una gara massacrante, ci sono quattordici ponti da superare. Poco prima dell’ultimo tratto sono stato affiancato da un atleta tedesco. Allora ho chiuso gli occhi,

ho tirato fuori le poche energie rimaste e l’ho staccato, tagliando il traguardo con un secondo di vantaggio. In quella circostanza ho anche raggiunto il mio obiettivo di terminare con un tempo inferiore alle quattro ore, fermando il cronometro sulle tre ore, cinquantasei minuti e cinquantanove secondi. Una soddisfazione immensa”. Dopo vent’anni di carriera sportiva, si può fare un bilancio: “I primi mesi, quando ho cominciato a praticare questa attività, non è stato facile, ma non mi sono dato per vinto e adesso non mi immagino senza la corsa. Sto cercando di trasmettere la passione ai miei figli”. I percorsi privilegiati dal cinquantenne sono quelli che lo portano sui Colli Euganei: “Quando corro nella natura mi sento parte di essa. Mi colpisce sempre la forza della primavera, l’esplosione dei fiori che noi spesso, sbagliando, diamo per scontata”. Per chi volesse avviarsi al running, i consigli di Battistella sono di dotarsi di un adeguato abbigliamento tecnico (scarpe in particolare) e di dedicarsi all’attività per pochi chilometri ma in modo costante (anche tutti i giorni). Davide Permunian

Volley Bp Team, stagione da riscattare in serie D

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na stagione pallavolistica non sempre positiva dal punto di vista dei risultati, ma sicuramente utile in prospettiva per la crescita tecnica delle atlete. quella del Bp Team, che quest’anno in particolare ha scelto di puntare sulla linea verde. “Disputiamo il campionato di serie D con il gruppo dell’under 16. Finora (fino al 25 gennaio, ndr) abbiamo perso tutte le partite, ma l’avevamo messo in preventivo: le nostre ragazze affrontano avversarie molto più mature ed esperte. Dobbiamo avere pazienza e guardare con fiducia ai prossimi anni” spiega il presidente della sezione atestina della società Maurizio Marchetto. Le cose vanno meglio in under 16 (“Abbiamo patito un paio di infortuni importanti e questo ha contribuito alle ultime due sconfitte che sono arrivate, ma il bilancio complessivo finora è positivo”) e soprattutto in under 14, dove l’obiettivo è raggiungere le final four regionali. Il cammino in under 18 e soprattutto in Prima Divisione (zona retrocessione) fin qui non è stato esaltante. Discorso simile per l’under 13: la stessa squadra, composta da ragazzine sotto i 12 anni, se la sta invece cavando egregiamente nel campionato di categoria. “Non nascondo che la decisione di affrontare le competizioni con gruppi più giovani è stata parecchio criticata da alcuni. Siamo convinti però che questo presto darà i suoi frutti. Già quest’anno cinque nostre atlete hanno partecipato alle selezioni provinciali e altre tre a quelle regionali”. Marchetto sottolinea l’importanza degli allenatori: “Investiamo molto sulla qualità dei nostri tecnici, uno dei quali è un professionista. Fondamentale anche proseguire sulla strada delle collaborazioni con altre società della zona”. (d.p.)


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#Politica

Il 4 marzo le urne per il nuovo Governo: tutto ancora da giocare

uperano i quattro milioni i veneti che coalizione o un Governo di unità nazioil 4 marzo prossimo si recheranno alle nale. urne per scegliere a quale coalizione affiCerto i sondaggi, come ci hanno insedarsi per il futuro governo del Paese. gnato le passate tornate elettorali, non Complessivamente, i cittadini italiani vanno presi per oro colato, hanno maraventi diritto al voto sono 51,2 milioni di gini più o meno larghi di errore anche cui circa 24,8 milioni maschi e 26,4 milio- se restano un buon modo per tastare il ni femmine. Sul totale degli aventi diritto polso alla Nazione. al voto, gli elettori residenti all’estero si I cittadini però, oltre ad essere stanaggirano intorno ai 4,2 milioni. 500mila chi, sono confusi. Le promesse elettorali sono, invece, i giovani che parteciperan- sono tante e varie, ma non va dimenticano al voto per la prima to che ognuna porta con volta. se’ dei costi importanti Un elettore su tre A queste persone si per l’intero Paese. E il Parivolgono di giorno in ese siamo noi cittadini che non ha deciso giorno i leader politici in dovremo pagare le tasse per chi votare. campo, che rimbalzano per sostenere le scelte di di ora in ora da un canale chi andremo ad eleggere, ma potrebbero all’altro della tv lanciando esattamente come stiamo essere proprio proposte sempre nuove e pagando oggi le pensioni appetitose ad un pubblico dei beby-pensionati degli gli indecisi che, dicono i sondaggi di anni ’70. a decidere chi metà febbraio, è sempre E restando in tema posci governerà più indeciso sul da farsi. siamo tranquillamente Un elettore su tre, a 15 dire che tutti vorremmo giorni dal voto, non sa anl’abolizione della riforma cora cosa votare. pensionistica Monti-Fornero, ma se queL’atro dato certo che emerge dagli ul- sto si traducesse, come dicono le stime, timi sondaggi pubblicati è che nessuno in un ammanco sui conti pubblici a regidegli schieramenti in campo, se le cose me (nel 2025) di circa 80 miliardi, è facile non cambiano, potrà formare un gover- immaginare che tutti quei soldi mancanti no da solo. si tradurrebbero in nuove tasse per tutti. Se questo fosse davvero l’esito delle Tenunto conto però che il 22,6% delurne vedremmo un Parlamento bloccato la popolazione ha un’età superiore ai e poche possibilità di costruire un’ampia 65 anni, viene facile pensare che tutte

Come si vota e si sostiene la propria idea politica?

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Spazi elettorali quasi vuoti ovunque

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le proposte che riguardano l’argomento pensione siano appetibili di per sé e che a questa fascia di elettori poco importi come il loro benessere immediato inciderà sui bilanci futuri della Nazione. Potrebbe ragionarci sopra, però, tutto il resto degli aventi diritto al voto oggi e nel prossimo futuro, cioè il 64% della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni. Valutare costi e benefici di una scelta politica o di un’altra non è facile. Non si tratta solo di tagliare le tasse e di causare così eventuali ammanchi di bilancio grandi o piccoli. Si tratta anche di verificare chi beneficerebbe di quelle scelte: tutti o solo pochi? Chi ne ha davvero bisogno o i soliti privilegiati? Quale proposta convincerà, ad esempio, i quasi cinque milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà? Un numero di persone che è raddoppiato negli ultimi dieci anni invece di assottigliarsi e che non accenna a diminuire. Gli piacerà di più l’idea di non pagare più il canone rai? Quella di non pagare più le tasse universitarie o quella di non versare più il bollo della prima auto? Ma questi poverissimi italiani ce l’avranno un’auto o un figlio che vuole andare all’università? Ce l’hanno una casa con una tv? Non è facile scegliere chi votare, è bene documentarsi al meglio, consapevoli che in politica si deve essere saggi e scegliere per il bene comune possibile. Germana Urbani

e ci tenete a dare sostegno ad un partito in particolare fate solo la croce sul simbolo di quel partito. Questo è il modo più semplice per votare senza sbagliare. Lo stanno dicendo più o meno tutti i leader politici in campo. Questo perché la nuova legge elettorale è davvero complicata dal punto di vista della redistribuzione del voto. Si tratta di un sistema di voto misto che prevede un 36 per cento di collegi uninominali e per il resto collegi plurinominali. Non ci sarà un premio di maggioranza ma ci sarà una soglia di sbarramento del 3 per cento sotto la quale una lista – apparentata o non - non ha diritto di accesso in Parlamento. Chi sarà eletto alla Camera dei deputati? I collegi uninominali per la Camera sono 232. Per questi posti coalizioni e partiti propongono un solo nome. Sarà eletto chi prenderà più voti. Gli altri 386 seggi verranno assegnati secondo il metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. Per la ripartizione, conterà la percentuale presa dalla lista su scala nazionale. Gli Italiani all’estero potranno eleggere 12 deputati. Chi sarà eletto al Senato? Il metodo è più o meno lo stesso della Camera, cambia solamente la ripartizione dei 193 seggi assegnati con metodo proporzionale, che per il Senato, sarà su base regionale. I collegi uninominali saranno 116 per il Senato: un solo candidato per le coalizioni o i partiti che corrono da soli. Il vincitore sarà eletto. Solo 6 i senatori eletti all’Estero. Come si vota? Invalidato il voto disgiunto Come sempre verranno consegnate al cittadino elettore due schede, una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda ci saranno solo i candidati al proprio collegio uninominale e i partiti che lo sostengono. Per i collegi plurinominali, invece, Ci sarà il simbolo del partito e un listino di pochi nomi dei candidati di quel collegio. La cosa più semplice è quella di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Se si barra il nome del candidato uninominale, il voto è valido ma per il proporzionale è assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale. Si può anche apporre una doppia X sul nome del candidato uninominale e su uno dei partiti che lo sostiene. Viene invalidato, invece, il voto disgiunto: non si può cioè votare un candidato uninominale e un partito non collegato a quel nome.


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Politica .

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Quattro i collegi veneziani dove i candidati sono per la maggior parte big della vita politica non solo provinciale Difficile fare previsioni, i collegi veneziani inglobano anche altre province. Peccato, però, che nella formazione di alcune liste, la politica nazionale abbia deciso al posto del territorio

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nomi illustri, le sfide più interessanti, gli eccellenti esclusi, gli uscenti e i candidati locali. Il quadro ormai è chiaro e definitivo per questa nuova corsa elettorale verso il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. L’appuntamento col voto si avvicina, il 4 marzo è prossimo, e sempre più incalzante è il ritmo dei candidati che, dalle piazze ai social, rinnovano le loro promesse elettorali. Tasse, lavoro, scuola sono le voci dominanti dei programmi elettorali nazionali ma c’è anche molto territorio, infrastrutture, viabilità e sicurezza, sviluppo del turismo e dell’economia locale e gestione dell’emergenza immigrati fra i temi più dibattuti dai candidati veneti e veneziani, nello specifico. Quest’anno si sperimenta la nuova legge elettorale, il Rosatellum, un sistema misto, in parte proporzionale e in parte maggioritario, articolato, che propone, fra le altre cose, una nuova “geografia” dei collegi, uninominali e plurinominali, anche in Veneto e nel Veneziano. Un sistema che porterà alla Camera 50 deputati e 24 senatori veneti. Di questi, 28 saranno eletti col maggioritario e 46 col proporzionale, nei collegi plurinominali. Gli accorpamenti interprovinciali collocano i collegi veneziani all’interno della Circoscrizione Veneto 1, insieme a Treviso e Belluno, per l’Uninominale e nel seggio 1 per il plurinominale (con Castelfranco) alla Camera; al Senato invece Venezia è accorpata a Belluno, Treviso e Rovigo nel plurinominale. Centrodestra contro centrosinistra, con un occhio attento alla performance del Movimento 5 stelle e curiosità per le nuove formazioni, questa la chiave di lettura delle elezioni anche nel Veneziano dove le sfide sono lanciate. Nei 4 collegi uninominali veneziani per la Camera il centrodestra si affida all’ex assessore provinciale - e già consigliera comunale a Noventa di Piave - Giorgia Andreuzza (a Venezia), al capogruppo uscente di Forza Italia Renato Brunetta (a San Donà), alla leghista

Ketty Fogliani (a Chioggia), al segretario della Lega trevigiana Dimitri Coin (a Castelfranco, il collegio che comprende anche Noale Martellago e Scorzè); il centrosinistra risponde con il giornalista, già consigliere comunale a Venezia, Nicola Pellicani (a Venezia), la deputata uscente del Pd Sara Moretto (a San Donà), Mario dalla Tor (a Chioggia) e Matteo Favero a Castelfranco. Il Movimento 5 Stelle candida un magistrato in pensione Enrico Schenato a Venezia, l’ex giudice di Corte d’Appello Antonino Abrami a San Donà, Marco Dall’Acqua a Chioggia e Eva Liberalato a Castelfranco. Per quanto riguarda le altre liste, nel Veneziano, fra i big della politica locale interessanti saranno le prove dell’ex vicesindaco di Venezia Michele Mognato (nel seggio Venezia 1) e dell’ex sindaco di Chioggia Fortunato Guarnieri (a Chioggia), candidati di Liberi e Uguali di Pietro Grasso. Le altre liste in corsa sono Casa Pound, il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, Potere al Popolo, Grande Nord, Pri-Ala, L’Italia agli italiani-Forza Nuova MsFiamma Tricolore. Spicca in questo contesto dei collegi uninominali il “sacrificio” di Lucio Tiozzo, vicesegretario del Pd Veneto, che, prima chiamato a candidarsi nella “sua” Chioggia viene invitato poi a fare un passo indietro per questioni di equilibrio e a cedere la candidatura al centrista Mario Dalla Tor (approdato alla Civica Popolare Lorenzin), ma anche, sempre nel Pd, ha fatto rumore l’uscita di scena del deputato uscente Andrea Martella; suscita qualche domanda nel centrodestra la candidatura del vicesindaco di Portogruaro Ketty Fogliani nel collegio di Chioggia. Plurinominale. Il Pd sceglie un big nazionale, il ministro degli interni uscente Marco Minniti come capolista alla Camera per il collegio Veneto 1 cui fa parte Venezia, nella stessa lista si presenta anche Barbara Penzo, ex candidata sindaco a Chioggia; analoga scelta per il centrodestra che candida come capolista Renato Brunetta, nella stessa lista An-

tonella Trevisan, candidata di Brugnaro alle ultime elezioni comunali di Mira. Capolista della Lega Giorgia Andreazza, nella lista anche il segretario provinciale veneziano Sergio Vallotto. Il Movimento 5 stelle punta per il capolista su un nome locale, quello dell’ex sindaco di Mira, Alvise Maniero. E’ in lista con Grande Nord Lucio Gianni, ex vicesindaco di Chioggia e già assessore provinciale di Venezia. Al Senato nel collegio Veneto 1, di Venezia, un altro big della politica nazionale, la storica di Forza Italia Maria Elisabetta Alberti Casellati se la dovrà vedere con Andrea Ferrazzi, per il centrosinistra, e Marco Nardin, del Movimento 5 stelle. Nel collegio uninominale di Rovigo-Chioggia il centrosinistra candida il sottosegretario Pier Paolo Baretta contro Roberta Toffanin, per il centrodestra. In questo collegio corre anche il chioggiotto Massimiliano Malaspina, tra i fondatori di Grande Nord. Plurinominale. Nella lista di Forza Italia al collegio plurinominale il deputato di Martellago Andrea Causin, l’ex assessore alla Cultura del Comune di Mira Orietta Vanin invece è capolista del Movimento 5 stelle, il chioggiotto Sandro Marangon corre per la lista Noi per l’Italia, e il medico Massimo Mancini, ex candidato sindaco a Chioggia, è capolista della Civica Popolare Lorenzin.

Il curioso caso dei collegi polesani

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ualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entra Rovigo con Chioggia, la Riviera del Brenta e il Miranene. A parte il fatto di essere attraversati dalla Romea, questi territori molto diversi tra di loro sono legati dal fatto di appartenere ad un unico collegio senatoriale, quello di Rovigo. Che non a caso è stato ribattezzato da qualcuno il “collegio della Romea”. Singolare il caso di Rovigo anche nella ripartizione dei collegi plurinominali, dove il capoluogo del Polesine viene associato a Verona, San Bonifacio, Legnago e Villafranca di Verona alla Camera e a Belluno, Treviso e Venezia al Senato. A contendersi il seggio del collegio uninominale alla Camera, Diego Crivellari del Pd per il centrosinistra, Antonietta Giacometti della Lega Nord per il centrodestra, Emanuele Cozzolino del M5S, che al momento in cui andiamo in stampa ha sospeso la campagna elettorale fino alla decisione dei probiviri per il caso rimborsopoli, Sara Quaglia di Leu, Vincenzo Pellegrino di Potere al Popolo, Marco Venuto di Casapound, Michele Ferraboli di Grande Nord, Davide Tarozzi del Popolo della famiglia, Roberto d’Archi di Dieci Volte Meglio. Al Senato, si presentano invece Roberta Toffanin di Fi per il centrodestra, Micaela D’Aquino del M5S, Tania Azzalin di Leu, Maria Teresa Bovolenta di Potere al popolo, Carla Rossi di Casapound, Massimiliano Malaspina di Grande Nord, Ettore Cassetta del Popolo della famiglia, Cesarina De Min di Sinistra e Rivoluzione, Pier Paolo Baretta del Pd per il centrosinistra. Una candidatura inaspettata in questo territorio per il quale è sfumata l’ipotesi di una candidatura veneziana. Candidato al Senato come capolista al plurinominale è invece un altro big polesano che corrè per Fratelli D’Italia: Bartolomeo Amidei.

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Politica

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I candidati padovani tra vecchie conoscenze e volti noti I partiti rischiano poco e schierano ai primi posti delle liste volti e nomi storici del panorama politico. Sfide poco avvincenti anche nei collegi

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na sfida diretta nei collegi uninominali per il seggio alla Camera o al Senato, il classico rapporto di forza dove “chi prima arriva meglio alloggia” nelle liste plurinominali compilate dai partiti. Sono le due facce della competizione elettorale che vedono come protagonisti fra i padovani parlamenti uscenti e volti nuovi, giovani e meno giovani. Vediamo chi sono i principali sfidanti prendendo in considerazione i quattro schieramenti che dovrebbero imporsi nel confronto diretto, Centrodestra (Lega Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia), Centrosinistra (Partito Democratico, + Europa, Civica Popolare, Insieme) Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali fermo restando il fatto che negli

uninominali compaiono anche altre formazioni di vari orientamenti politici. Per il seggio al Senato assegnato nel collegio “Padova e Bassa” la sfida sarà fra Antonio De Poli, 57 anni, leader dell’Udc candidato con “Noi per l’Italia” per il centrodestra. Il centrosinistra schiera Alessandro Bisato, 46 anni, segretario regionale del Pd nonché sindaco di Noventa Padovana mentre il Movimento 5 Stelle ci prova con Leopoldo Armellini, 57 anni, direttore del Conservatorio Pollini di Padova, e Liberi e Uguali candida Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova ed eurodeputato. Al collegio che copre l’Alta Padovana si fronteggiano l’avvocato Nicolò Ghedini, braccio destro di Berlusconi e parlamentare

di lungo corso con Forza Italia, Giorgio Santini sindacalista e senatore uscente con il Pd, Barbara Guidolin del M5S nel vicentino e Guido Marcon per Liberi e Uguali. Per la Camera a Padova e cintura corrono Arianna Lazzarini, leghista e sindaco di Pozzonovo, Fabio Verlato del Pd, dirigente dell’Uls 6, Maurizio Motta al debutto con il M5S e per Liberi e Uguali la candidatura di Annalisa di Maso. Al collegio Vigonza e Alta troviamo per il centrodestra un altro leghista, il giovane Alberto Stefani, consigliere comunale a Borgoricco, Anna Maria Zanetti per il centrosinistra con + Europa, l’ingegner Alberto Artoni, fondatore del gruppo truffati dalle banche, con il M5S e Sandra Mondini con Liberi e Uguali.

Nel collegio Abano e Bassa si fronteggiano tre donne e un uomo: Lorena Milanato (Forza Italia) parlamentare di lungo corso, Giulia Narduolo del Pd entrata alla Camera 5 anni fa e l’avvocato Francesca Betto del M5S, già consigliere comunale a Padova dal 2014 al 2016, Francesco Miazzi, leader dei movimenti ambientalisti della Bassa Padovana, con Liberi e Uguali.

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Nei collegi plurinominali non c’è sfida diretta fra candidati e l’elettore esprime il voto per il partito, passano i candidati delle liste che ricevono più voti, in base all’ordine di iscrizione. Quindi chi è ai primi posti dei partiti più votati ha sicuramente maggiori chance di essere eletto. Troviamo molti volti noti della politica padovana in tutti i principali partiti. Nicola Stievano


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Editoriale

La Sanità dimenticata

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“Si è tagliato il possibile, ora è tempo di investire in sanità” Parkinson: la macchina che elimina i tremori

a pag 29

Formazione per soccorrere le vittime di violenza a pag 30

Ortocheratologia a Rovigo.

e è vero che la salute non è tutto, è altrettanto vero che senza la salute tutto il resto è niente. Il tema della sanità risulta completamente assente nel dibattito politico fra i candidati dei vari partiti e movimenti che si apprestano a chiedere voti ai cittadini per il governo del nostro paese. Se non per sporadici interventi su temi che farebbero invece bene ad evitare, non avendone le competenze, come ad esempio sui vaccini. A questo proposito esemplare è stata la risposta data dal prof. Burioni, scienziato di fama internazionale, professore universitario e responsabile di un laboratorio di ricerca immunologica, ad un candidato alle prossime elezioni politiche che richiedeva un confronto sul tema: “Se parliamo di vaccini ci sono due possibilità, o lei si prende una laurea, specializzazione e dottorato e ci confrontiamo, oppure - più comodo per lei - io spiego, lei ascolta e alla fine mi ringrazia perché le ho insegnato qualcosa. Uno non vale uno.” Eppure la salute è un bene primario, tutelato dalla Costituzione, e risulta, come è ovvio, fra i temi più sentiti dagli Italiani. E’ noto che il finanziamento dello Stato per il nostro sistema sanitario è fra i più bassi dei paesi europei, mentre incide pesantemente sui bilanci delle Regioni che destinano fra il 70 e l’ 80% dei loro bilanci a favore della spesa sanitaria, cercando così di dare risposte, che non risultano sempre adeguate, ai bisogni di salute dei cittadini.

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dal 1867 il passato si fonde con il futuro


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Salute

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A breve non avremo più medici 4

5.000 medici in 5 anni andranno in pensione e, in minima parte saranno sostituito stando ai numeri di nuove leve che vengono avanti oggi. Si tratta sia di medici di famiglia sia di medici del Servizio sanitario nazionale. Solo i pensionamenti dei medici di famiglia “nei prossimi cinque-otto anni priveranno 14 milioni di cittadini di questa figura professionale”, afferma il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. “Appare quasi ridicolo - sottolinea - assistere al fatto che nessuna forza politica che aspira a governare il Paese proponga e si impegni sul tema dell’assistenza territoriale”. La carenza di medici specialisti “interessa tutte le Regioni, con l’evidente paradosso per cui se, e quando, riapriranno i concorsi, mancheranno i medici da assumere”, aggiunge il segretario del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, Costantino Troise, commentando i dati sulla carenza di medici in Italia nell’arco dei prossimi 5-10 anni. I medici da assumere “mancheranno - afferma - perché saranno scappati all’estero, mentre per l’Italia si spalancheranno le porte del discount a cielo aperto che è nei Paesi dei Balcani, dove i medici locali aspettano con ansia di trasferirsi in cerca di redditi maggiori”. Un Paese “senza medici - conclude Troise - è un Paese senza sanità e sarà la possibilità di spesa a governare la scarsità dell’offerta professionale”. L’allarme si fa ancora maggiore a 10 anni: al 2028, infatti, saranno andati in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676.

Il dato grave, rilevano le organizzazioni sindacali, è anche un altro: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione sono oggi

Tra 5 anni 14 milioni di italiani potrebbero rimanere senza il dottore di famiglia circa 1.100 l’anno e se il numero rimarrà costante, afferma la Fimmg, ad essere ‘rimpiazzati’, al 2028, saranno non più di 11mila medici, mantenendo un saldo in negativo a quella data di oltre 22mila unità.

Per i medici del Ssn invece, rileva l’Anaao, fare un calcolo di quanti potranno essere i nuovi medici assunti a fronte delle uscite per pensionamento è molto difficile: da un lato infatti, spiega il vice segretario nazionale Anaao Carlo Palermo, “non sappiamo quando saranno banditi i concorsi da parte delle regioni e per quali numeri, e dall’altro va ricordato che in varie regioni è ancora in atto il blocco del turn-over parziale o totale”. Quanto ai medici del Ssn la situazione non si prospetta migliore: “l’attuale sistema delle scuole di specializzazione in medicina -evidenzia Palermo - non garantirà un numero sufficiente di specialisti per il prossimo futuro: oggi, infatti, i posti resi disponibili sono circa 6.500 l’anno, ma secondo le nostre stime ne servirebbero almeno 8.500. A mancare nelle corsie - conclude - saranno a breve soprattutto pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi”.

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l’editoriale

la Sanità dimenticata I continui tagli imposti dallo Stato alla sanità, le continue manovre di contenimento dei costi della finanza pubblica, senza una adeguata programmazione ed una visione prospettica delle finalità possono aggravare una situazione giunta ai limiti di una crisi che rischia di compromettere in modo irreversibile l’intero sistema. Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà registrate con l’introduzione di ticket e superticket, l’eliminazione e le difficoltà di accesso a molte prestazioni, la burocrazia inutile ed asfissiante che distoglie tempo dalle cure, l’obsolescenza di molte attrezzature, il degrado di molti ospedali, l’ intollerabile differenza di accesso alle cure nelle diverse zone del nostro paese. Se aggiungiamo il blocco del turnover del personale medico e sanitario e il fatto che a causa di una programmazione disastrosa 14 milioni di italiani rimarranno nei prossimi 5 anni senza medico di famiglia e il fatto che che molti concorsi ospedalieri vanno deserti per mancanza di specialisti, con una emorragia stimata in una carenza di 45.000 medici e circa 80.000 nella previsione a 10 anni fra medici ospedalieri e medici di famiglia, l’emergenza rischia di trasformarsi in una catastrofe se non vengono adottate immediate risoluzioni. Lo stesso Tonino Aceti, coordinatore di Cittadinanza Attiva è intervenuto sollecitando a chiudere la stagione depressiva delle politiche del personale sanitario mettendo sul piatto risorse economiche reali per un vero rilancio, ponendo fine al blocco del turnover, nonchè rinnovando le convenzioni con i medici di famiglia e pediatri di libera scelta: “ Sul personale del SSN bisogna avviare subito una stagione di investimenti e valorizzazione. Basta con i tempari che stanno trasformando il SSN in una catena di montaggio, il paziente in un bullone e il medico in mero esecutore operativo di indicazioni provenienti dagli apparati che standardizzato l’assistenza senza personalizzare gli interventi. Alla razionalizzazione della rete ospedaliera è seguito anche il razionamento di medici e infermieri, e questo in alcune realtà ha persino comportato la difficoltà di assicurare il normale svolgimento di servizi sanitari e la necessità di garantirlo con l’ affidamento esterno di servizi.” Le violenze, non solo verbali, che siamo stati costretti a registrare sempre più frequentemente nei confronti del personale sanitario, spesso costretto a sopperire a deficit delle strutture e a deficit organizzativi, sono emblematiche delle difficoltà e delle tensioni esistenti. In modo particolare nelle Regioni in piano di rientro e nelle aree interne del nostro paese che ancora oggi si confrontano con gravi difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Non si può disconoscere tuttavia che la sanità italiana, grazie alla competenza e professionalità esistenti unite all’abnegazione e al sacrificio del personale sanitario, presenta livelli di eccellenza indiscussi, anche se a macchia di leopardo e con un marcato dislivello fra le aree geografiche del nostro paese, ed è di riferimento per molti paese esteri. Le sfide sono numerose e questo silenzio ci preoccupa. Speriamo sia il silenzio dei saggi!

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A Verona la macchina che può eliminare i tremori del Parkinson Numerosi i benefici per i malati: procedure non invasive, terapie eseguite senza ospedalizzazione e anestesia, rapido ricovero

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ino a poco tempo fa, un macchinario sanitario che fosse in grado di eliminare in tutto o in parte, nell’80% dei pazienti trattati, i gravi tremori provocati dal morbo di Parkinson lavorando senza nessuna invasività, senza chirurgia, senza dolore, senza effetti collaterali, sarebbe stata fantascienza. Ora è realtà. Una realtà entrata in funzione per la prima volta in Italia all’Ospedale Borgo Trento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona . La macchina si chiama “MRgFUS Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound”, è prodotta in Israele, ed è costata 7 milioni e 087 mila euro, dei quali 1 milione 360 mila come contributo della Fondazione Cariverona e il rimanente investito dall’Aoui veronese utilizzando, come ha tenuto a sottolineare il Direttore Generale, gli utili ottenuti nel corso della gestione. “Nella sanità moderna, quella del presente e del futuro nella quale il Veneto è, e sarà, protagonista – ha detto il Presidente

della Regione ringraziando Fondazione Cariverona per il contributo e tutti i sanitari che operano nella struttura scaligera – non contano tanto i numeri dei posti letto, sui quali oramai si fanno battaglie di retroguardia, quanto innovazioni come questa: macchine straordinarie, che curano meglio il malato, ottengono risultati sempre più incisivi, provocano sempre meno dolore o nessun dolore come in questo caso, evitano alle persone lunghi e sgraditi ricoveri. Per questi obiettivi – ha aggiunto – investiamo ogni anno 70 milioni di euro, grazie ai quali siamo l’unica Regione d’Italia ad avere la chirurgia robotica, grazie alla presenza del robot Da Vinci, in tutti gli ospedali ‘hub’”. “MRgFUS” è la prima in Italia, ma anche la prima installata in Europa a piattaforma multipla per trattamenti termo ablativi “neuro” e “body” con guida Risonanza Magnetica ad alto campo 3 Tesla, che consente trattamenti terapeutici non invasivi per mezzo di due tecnologie integrate: Ultrasuoni Focalizzati ad alta intensi-

tà che producono termo ablazione nel punto focale del tessuto da curare e Risonanza Magnetica 3 Tesla che abilita l’operatore a localizzare, centrare e monitorare la parte anatomica da curare. Le applicazioni possibili sono multidisciplinari: in neurochirurgia per il tremore

essenziale, il tremore dominante da Parkinson, il dolore neuropatico; in oncologia per la denervazione ossea dei tumori benigni e per l’osteoma osteoide; nel campo della salute della donna per attaccare i fibromi uterini e l’adenomiosi, la forma dell’endometriosi che infiltra la parete muscolare

dell’utero. Nel futuro, si conta di poter utilizzare “MRgFUS” anche per il rilascio di farmaci nel cervello attraverso la barriera ematoencefalica e per combattere il tumore alla prostata e le metastasi ossee.

Allattamento al seno e farmaci: Ortocheratologia: la nuova tecnica la guida del ministero per tornare a vedere bene

Vaccini, coperture in crescita

Ottica Toffoli è sinonimo di eccellenza in :

CONTATTOLOGIA AVANZATA • IPOVISIONE • VISUAL TRAINING

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Rovigo: L’Ottica Toffoli, sempre all’avanguardia, presenta questo rimedio, non invasivo. donna cheefficace allatta solleva la problematica della sicurezza per il lattante, per i possibili

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La possibilità di modificare la cornea, utilizzando effetti conseguenti al passaggio del farmalenti a contatto, conosciuta decenni, co nel latte èmaterno”. Questada la tesi da cui ma solo recentemente si sono avuti miglioramenti qualipartono i tecnici del Ministero per affrontativi in tare funzione dei nuovi materiali altamente un argomento davvero importante. Il documento che si stima che e richiamati in caso di mancata rispogas - permeabili, talispiega da consentire untrametodo di il 65% e il 95% delle donne in allattamento sta, dal sistema sanitario territoriale correzione efficace e sicuro.

el 2017 l’adesione ai vaccini in Veneto nella fascia d’età tra 2 e 16 assume farmaci, il cui uso solleva il probleanni è continuata a crescere, sia prima regionale. In generale, a prescindere ma sicurezza inècorso di allattamento. che dopo l’obbligo disposto dalla leg- dall’entrata in vigore dell’obbligo circa L’ortocheratologia praticata in tutto il mondo, Per quanto riguarda la situazione italiage 119/2017. Questo è quanto emerge a metà anno, i bambini e ragazzi tra 2 da centri specializzati che si avvalgono di particona, nel 2016, il Servizio di Informazione sui da alcune delle principali indicazioni e 16 anni (circa 680.000 soggetti) hanlari strumenti e Gravidanza competenze specifiche, Farmaci in e Allattamento del requisiti della nota tecnica di sintesi del Report no raggiunto il 95,5% di copertura per soddisfatti appieno da Ottica Toffoli di Centro Antiveleni di Bergamo ha ricevutoRovigo. sull’Attività Vaccinale 2017, redatto 3 dosi di poliomielite (rappresentativi 28.922 richieste di consulenza sull’uso dei dalla Direzione Regionale Prevenzione anche per i vaccini per polio, difterite, farmaci in allattamento, per difetti un totalevisivi: di del Veneto, che verrà diffuso alle Ullss tetano, pertosse, epatite B, emofilo) eLa il miopia è il più comune dei afflig41.903 farmaci. a brevissimo. 94,7% di copertura per una dose di morge il 30% della popolazione europea e quasi il 75% Tra i farmaci, al primo posto sono gli Le coperture raggiunte garantiscono billo (rappresentativa anche per la paroL’ ortocheratologia è un innovativo sistema che degli studenti. con l’allattamento nel 91% dei casi. antinfiammatori non steroidei (22%), seuna soglia di sicurezza rispetto alla pos- tite e la rosolia). Complessivamente, in utilizza lenti a contatto con un disegno particolare Per questo il documento del ministero guiti da antibiotici (14%), gastrointestinali sibile insorgenza di focolai epidemici. Veneto, per la prima dose di morbillo, e a geometria inversa che permette di cambiare la Con questa tecnica, può essere fa da guida per la gestione corretta delle (14%),nuova ormonali (5%), genitourinari (4%),migliorata Ad oggi si stima che 21.000 giovanissi- per i ragazzi tra 3 e 16 anni, sono stati della corneaancora durante il sonno, ottenendo, in pochi cardiovascolari giorni fino ad informazioni di sicu(3%)ottenere un’ ottima acuità micurvatura tra 1 e 16 anni non abbiano recuperati 27.370 soggetti nel perioal risveglio, visione ottimale per tutto il giorno visiva naturale.In rezza dei farmaci in ecc. I farmaci ogni attivi caso è una tecnica non iniziato il percorsouna vaccinale previsto do precedente all’obbligo e altri 6.291 allattamento, sulla sul sistema senza lenti e senza dall’obbligo, dei quali 8.500 occhiali. hanno tra dall’entrata in vigore della legge 119invasiva in dato che,nervoso togliendo le lenti, l‘occhio ritorServe sempre base di evidenze centrale (SNC) co1 e 6 anni e sarebbero quindi oggi a ri- avanti. I tecnici regionali hanno perciò na alla curvatura originale. una scelta scientifiche, consistituivano l’8% del schio di esclusione dalla scuola, mentre valutato che l’”effetto obbligo” può esDopo un accurato controllo oculistico si potrà informata e derando che nella totale delle richieste per tutti gli altri la prospettiva sarebbe sere tradotto come un recupero di una iniziare la tecnica, con la quale si possono correggeE’ ad oggi una tecnica innovativa che può permetpratica clinica la e riguardavano in la sola sanzione pecuniaria. 29.000 piccola fetta di popolazione per le coorti consapevole re difetti di miopia di alcune diottrie. tere significativi cambiamenti dello stile di vita. scelta terapeutica particolare ansiolitici sono i ragazzi fino a 16 anni che risul- più vecchie (i ragazzi più grandi) e con spetta al medico, (49%), antidepressivi tano inadempienti per la mancanza di un’accelerata decisionale per il gruppo dopo valutazione clinica del singolo caso. (29%), antiepilettici (12%) e antipsicotici una o più dosi del percorso vaccinale di ritardatari o dubbiosi delle coorti più Il documento raccoglie, per alcuni principi (10%). Sulla base dei dati di letteratura dicompleto. Tutti sono stati contattati, giovani. attivi di “collaudata esperienza clinica”, i sponibili, i farmaci sono risultati compatibili

dati più recenti di letteratura sulla quantità escreta nel latte e sugli eventi avversi nei neonati allattati al seno. Ma, sottolinea il ministero, è determinante la figura dell’operatore sanitario nel garantire alla donna che allatta gli strumenti appropriati per facilitare una scelta informata e consapevole. Anche perché, spiega il documento, il consiglio sull’uso di un farmaco in corso di allattamento al seno deve tenere conto che l’eventuale controindicazione ad allattare implica la perdita di alcuni benefici sia per la mamma, sia per il suo bambino.


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Salute

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A Verona la ma eliminare i trem

Insieme per soccorrere e contrastare la violenza

Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi

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olo la competenza e la professionalità dell’operatore del 118 o del Pronto Soccorso – spiega Gianna Vettore, responsabile del coordinamento regionale dei servizi per l’emergenza e l’urgenza - possono cogliere il ‘non detto’ di una donna in situazione di emergenza, che ha paura di riconoscere quanto sta vivendo. La violenza non è solo fisica, è anche psicologica ed economica. Non è facile saperla decodificare e accogliere la domanda di aiuto che arriva in situazione di emergenza. Per questo servono operatori competenti, preparati, con una particolare sensibilità, capaci di connettersi con la rete dei servizi, delle forze dell’ordine, dei centri antiviolenza e delle case protette”. Parte la formazione, dunque, con tremila operatori coinvolti, 110 corsi nei 47 pronti soccorso del Veneto con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza contro le donne. Un fenomeno che in Veneto ha visto nel 2016 oltre 5300 donne rivolgersi ad un centro di ascolto antiviolenza e che registra – in media – circa due accessi al giorno ai servizi di Pronto Soccorso. Solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ancora troppo sommerso. Una telefonata al 118 o un accesso al pronto soccorso possono essere un indizio per far emergere domande inespresse di aiuto, da parte di donne o minori vittime di violenza. Il piano regionale di formazione, finanziato con 946 mila euro trasferiti nel 2017 dalla Stato nel quadro del

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difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica paziente, da un punto di vista funzionale, anche un in quanto questa con comporta alcuna aderenza con difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate (gocce di anestetico che addormentano la superficie). tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione difetti leggeri-medi, si può usare un trattamento laser, del paziente e può essere decisa anche all’ultimo mentre questo non è indicato se il difetto è elevato momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe ino a poco tempo fa, un macchinario della Regione ringraziando Fondazione Caeccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente periferia superiore della cornea ed attraverso questo sanitario che fosse in grado di eliminariverona per il contributo e tutti i sanitari più turbolento. Per eliminare quindi una miopia, per taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. re in tutto o in parte, nell’80% dei pazienti che operano nella struttura scaligera – non esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e trattati, i gravi tremori provocati dal morcontano tanto i numeri dei posti letto, sui trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento bo di Parkinson lavorando senza nessuna quali oramai si fanno battaglie di retroall’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane invasività, senza chirurgia, senza dolore, guardia, quanto innovazioni come questa: in diverse foggie e materiali, ma il migliore ed ormai bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in senza effetti collaterali, sarebbe stata fanmacchine straordinarie, che curano meglio collaudato è un collamero brevettato da una ditta seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato tascienza. il malato, ottengono risultati sempre più americana. La mia esperienza personale con questi di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e Ora è realtà. Una realtà entrata in funincisivi, provocano sempre meno dolore o impianti data da oltre 20 anni e le migliorie introdotte l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità zione per la prima volta in Italia all’Ospenessun dolore come in questo caso, evitain questo lungo periodo hanno visto modificare la della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby dale Borgo Trento dell’Azienda Ospedaliera no alle persone lunghi e sgraditi ricoveri. forma di queste piccole lenti che, essendo inserite invece che sferica) può essere associato alla miopia Universitaria Integrata di Verona . Per questi obiettivi – ha aggiunto – invedietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della La macchina si chiama “MRgFUS Mastiamo ogni anno 70 milioni di euro, grazie (piccola lente dietro la pupilla). Le migliorie di forma miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione gnetic Resonance guided Focused Ultraai quali siamo l’unica Regione d’Italia ad hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è sound”, è prodotta in Israele, ed è costata avere la chirurgia robotica, grazie alla preipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con perfettamente biocompatibile e la durata eterna! 7 milioni e 087 mila euro, dei quali 1 misenza del robot Da Vinci, in tutti gli ospeuna qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre lione 360 mila come contributo della Fondali ‘hub’”. “MRgFUS” è la prima in Italia, chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come Dott. Massimo Camellin dazione Cariverona e il rimanente investito ma anche la prima installata in Europa a una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla dall’Aoui veronese utilizzando, comeOftalmologo ha piattaforma multipla per trattamenti termo cornea, così una lente fachica (significa che è presente Via Dunant, - Rovigo tenuto a sottolineare il Direttore Generale, ablativi10 “neuro” e “body” con guida Risoassieme al cristallino naturale) viene appoggiata, tel. 0425 411357 gli utili ottenuti nel corso della gestione. nanza Magnetica ad alto campo 3 Tesla, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di mail: segreteria@sekal.it “Nella sanità moderna, quella del preche consente trattamenti terapeutici non questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità sente e del futuro nella quale il Veneto web: è, e www.lasek.it invasivi per mezzo di due tecnologie intedi rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse sarà, protagonista – ha detto il Presidente grate: Ultrasuoni Focalizzati ad alta intensi-

Numerosi i benefici per i malati: proced non invasive, terapie eseguite senza ospedalizzazione e anestesia, rapido ric

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Piano straordinario contro la violenza sulle donne, è articolato in due fasi: la prima fase è dedicata alla formazione dei formatori, almeno 2 operatori, medici e infermieri, per ognuno dei 47 Pronto Soccorso del Veneto. Il Programma di formazione – curato, per la parte scientifica, dal Coordinamento regionale Emergenza e Urgenza e, per la parte organizzativa, dalla Fondazione Scuola di sanità pubblica con il coordinamento amministrativo dell’Unità organizzativa Cooperazione internazionale – punta a realizzare una rete operativa multidisciplinare, uniforme in tutta la regione, affinché gli operatori sanitari possano dapprima prendersi cura del rischio delle vittime di violenza e, quindi, attivare una efficace risposta operativa ed esercitare un’azione di prevenzione delle possibilità di recidiva.

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el 2017 l’adesione ai vaccini in Veneto nella fascia d’età tra 2 e 16 anni è continuata a crescere, sia prima che dopo l’obbligo disposto dalla legge 119/2017. Questo è quanto emerge da alcune delle principali indicazioni della nota tecnica di sintesi del Report sull’Attività Vaccinale 2017, redatto dalla Direzione Regionale Prevenzione del Veneto, che verrà diffuso alle Ullss a brevissimo. Le coperture raggiunte garantiscono una soglia di sicurezza rispetto alla possibile insorgenza di focolai epidemici. Ad oggi si stima che 21.000 giovanissimi tra 1 e 16 anni non abbiano ancora iniziato il percorso vaccinale previsto dall’obbligo, dei quali 8.500 hanno tra 1 e 6 anni e sarebbero quindi oggi a rischio di esclusione dalla scuola, mentre per tutti gli altri la prospettiva sarebbe la sola sanzione pecuniaria. 29.000 sono i ragazzi fino a 16 anni che risultano inadempienti per la mancanza di una o più dosi del percorso vaccinale completo. Tutti sono stati contattati,

e richiamati in caso di mancata risposta, dal sistema sanitario territoriale regionale. In generale, a prescindere dall’entrata in vigore dell’obbligo circa a metà anno, i bambini e ragazzi tra 2 e 16 anni (circa 680.000 soggetti) hanno raggiunto il 95,5% di copertura per 3 dosi di poliomielite (rappresentativi anche per i vaccini per polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, emofilo) e il 94,7% di copertura per una dose di morbillo (rappresentativa anche per la parotite e la rosolia). Complessivamente, in Veneto, per la prima dose di morbillo, e per i ragazzi tra 3 e 16 anni, sono stati recuperati 27.370 soggetti nel periodo precedente all’obbligo e altri 6.291 dall’entrata in vigore della legge 119 in avanti. I tecnici regionali hanno perciò valutato che l’”effetto obbligo” può essere tradotto come un recupero di una piccola fetta di popolazione per le coorti più vecchie (i ragazzi più grandi) e con un’accelerata decisionale per il gruppo di ritardatari o dubbiosi delle coorti più giovani.

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E

’ un gigante che mette soggezione, ma poi si scopre che tutto sommato è un “bestione” mansueto. Tanto che non ha mai respinto nessuno, al punto che oggi il ghiacciaio dello Stubai (questo il nome di questo autentico gigante delle Alpi) ospita il più esteso comprensorio sciistico dell’Austria, dove si può sciare ininterrottamente da ottobre a giugno. Gli uomini della valle, gente solerte e intraprendente non v’è dubbio, una volta capito che il “gigante” ha un carattere addomesticabile gli hanno costruito su impianti e piste da sci, rendendolo la destinazione alpina più ambita del Tirolo nell’ambito degli sport invernali. A 45 minuti dal Brennero! Per godere appieno di questo autentico paradiso delle Alpi basta salire sulla piattaforma Top of Tirol (3.210 metri) da cui lo sguardo si posa su tutte le vette circostanti, comprese quella Ötztaler dove è stata rinvenuta intatta la mummia di Ötzi (l’uomo di Similaun) oggi esposta a Bolzano. Ma sono molto pittoreschi anche i paesi della valle: da Neustift a Telfes, da Mieders a Schönberg, a Fulpmes. Imperdibile l’escursione nella grotta dentro il ghiacciaio. Sullo Subai, ghiacciaio sciabile più grande dell’Austria, grossi investimenti sono stati fatti e si continuano a fare per il futuro dello sci. La recente costruzione della funivia Eisgratbahn (ottobre 2016) costata 62 milioni di euro, ha reso più confortevole e stimolante la traghettata a 2.900 metri di sciatori e turisti nel regno delle nevi eterne. Il ghiacciaio dello Stubai è divertente e stimolante: offre oggi una varietà di 35 piste da sci, 13 tracciati fuori pista segnalati, il Powder Department che offre servizi e formazione adeguata in materia di freeride e scialpinismo, e lo Snowpark Stubai Zoo, uno dei migliori dell’arco alpino. La lungimiranza dei valligiani locali è evidente anche nella gestione della Schlick2000, la seconda area sciistica più grande della valle, e degli altri comprensori più piccoli di Elfer e Serles. Ad esempio, nella Schlick2000 di Fulpmes, a partire da questa stagione invernale, ci sono una nuova seggiovia panoramica a quattro posti e due nuove piste: una nera sportiva chiamata “Panoramaschuss”, con vista fantastica sulle cime del Kalkkögel e una piacevole pista rossa, la “Hohes Laub Abfahrt”. Inoltre un ampliamento degli impianti di innevamento offre garanzia di neve su quattro versanti per tutta la stagione. Per chi cerca un’alternativa allo sci: la piccola area sciistica Elfer, collegata a Neustift dall’impianto di risalita Elferbahn, è l’eldorado dello slittino, con tre piste innevate naturalmente, illuminate anche la sera. Mentre il comprensorio di Serles, a cui si accede in cabinovia da Mieders, è apprezzato soprattutto dagli escursionisti grazie alla sua estesa area di tracciati che attraversano un suggestivo paesaggio montano (di questi uno conduce fino al monastero di Maria Waldrast, a 1.641 m), dalle famiglie e dagli sciatori principianti per via delle facili piste da sci e l’atmosfera rilassante e gioviale. In tutta la valle si contano più di 40 baite e ristoranti, tutte confortevoli, dall’ottima cucina regionale e dall’at-

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Stubai, ghiacciaio tutto da sciare

E’ il più grande comprensorio dell’Austria, paradiso per gli amanti di tutte le discipline alpine, oggi servito anche da una funivia costata 62 milioni di euro. Quattro le aree sciistiche, con piste anche per gli slittini di Renato Malaman

IN ALTO UNA VEDUTA DELL’INCANTEVOLE “PARADISO” DELLO STUBAI: A DESTRA IL PANORAMA DI VETTE CHE SI GODE DALLE PISTE, VISTA SERALE DI NEUSTIFT, FULPMES CON IL SOLE, IL BELVEDERE DEL TOP OF TIROL E, SOTTO, LA NUOVA AVVENIRISTICA FUNIVIA CHE SALE SUL GHIACCIAIO, UNA DELLE PISTE PIÙ BELLE E LA GROTTA SCAVATA NEL GHIACCIAIO

mosfera conviviale. Alcune di queste cura e prima qualità nei servizi e nelsono facilmente accessibili da turisti e le strutture per le famiglie, un ottimo sciatori anche di sera con gli impianti rapporto qualità prezzo, skipass graoppure, in maniere più divertente e tuiti ai bambini sotto i 10 anni, speavventurosa, scendendo con lo slittino cializzati maestri di sci e tanta varietà o risalendo il pendio con sci e racchet- di divertimenti. Sul ghiacciaio e nella te da neve. La valle dello Stubai vanta Schlick 2000 si trovano gli esclusivi 12 piste da slittino per un totale di 43 centri BIG Family Stubai, veri e propri km e tante opportunità di divertirsi mini land di divertimenti sulla neve in quota durante le aperture nottur- progettati a misura dei piccoli sciatori ne, combinando una piacevole serata e dei loro genitori, che ricercano affiin baita. Ad esempio sulla pista Elfer dabilità e professionalità nei servizi che attraversa la valle Pinnistal in un per i loro figli. percorso particolarmente romantico Con il Super Skipass Stubai è posilluminato da lamsibile godere delle pade a olio il lunedì, di tutti e 4 i In questo nido d’aquila offerte il mercoledì e il vecomprensori sciistidel Tirolo, a 45 minuti ci della valle: fare nerdì dalle 19.30 alle 22:00 tra una slittata carving sulle ampie dal Brennero, lo sci è e l’altra ci si ritrova piste del ghiacciaio, praticabile da ottobre affrontare i fuori pial ristorante panoramico Elfer Agrar, sta sulla neve fresca a giugno. Lo skipass dall’atmosfera acdello Schlick 2000, per i bambini fino cogliente e il clima passeggiare lungo a 10 anni è gratuito festoso. i sentieri invernali La corsa notturna di Serles e lanciarsi in slittino è un’esperienza emozio- con lo slittino dal monte Elfer. Inolnante da provare anche nella Schlick tre, nello skipass è incluso l’ingresso al 2000, ogni mercoledì dalle 19.30 alle centro ricreativo di Neustift e al cen21:00 anche qui è impossibile non tro- tro acquatico benessere StuBay. vare una baita lungo il tragitto, dove Le offerte. Skipass gratis sotto i 10 godere di un’allegra atmosfera alpina. anni. 7 pernottamenti per due adulti Va citata anche la pista da slittino not- e un bambino con prima colazione o turna Milderaun, che prende il nome mezza pensione o in un appartamento, dalla MilderaunAlm: questa incante- lo skipass per sei giorni per i 2 adulti e vole baita è raggiungibile a piedi at- gratuito per il bambino sotto i 10 anni, traverso splendidi boschi innevati in inclusa l’iscrizione settimanale al BIG circa due ore da Milderso Krössbach, Family Stubai, il pranzo, le lezioni di ed è il punto di ritrovo per gli slitti- sci e l’accudimento, più un regalo di nisti notturni ogni martedì, venerdì e benvenuto e lo skibus gratuito, costa sabato. a partire da 1.390 euro. Validità fino al La Valle dello Stubai mette in pista 5 aprile.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata di cappuccio al cumino Ingredienti: 600 g di cavolo cappuccio - 80 g di olive nere snocciolate - 2 C di semi di cumino - 4 C di limone - 2 C di olio - sale q.b.

Fagottini di grano saraceno

Torta di carote

Ingredienti: 150 g di grano saraceno - acqua (il doppio del volume del cereale) - sale - mezza cipolla - 1 carota - mezzo gambo di sedano - 2 funghi di media grandezza o alcune olive nere o capperi - foglie di cavolo o verza - 1 uovo - 1 C di prezzemolo tritato.

Ingredienti: 250 g di carote - 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale - 1 C di miele - 2 C di uvetta - 1 C di pinoli - 1 uovo.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: lavare il cavolo, eliminare il torsolo e affettarlo a striscioline sottili. Tritare le olive e unirle al cavolo, aggiungere il succo di limone, l’olio, il sale e i semi di cumino. Lasciarlo macerare 10 minuti prima di servire.

Preparazione: far cuocere il grano saraceno nel solito modo per circa 20 minuti. A parte, in poco olio, far saltare le verdure tagliate a pezzetti, per circa 10-15 minuti (se usate funghi secchi ammollateli preventivamente), unirle al saraceno cotto, all’uovo, alle erbe aromatiche e far raffreddare il tutto. Con questo composto farcire le foglie di verza che avrete sbollentato in acqua salata e far raffreddare. Accomodare questi involtini in una teglia, aggiungervi un pò d’acqua salata (o brodo vegetale) e infornare per 25-30 minuti.

Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 m. circa.

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

Pizzeria · Piadine · Panini caldi

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Oroscopo

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Ariete Poche le fiammate improvvise che vi contraddistinguono questo mese, sarete più sentimentali e inclini alla dolcezza

Toro In arrivo grandi slanci affettivi ma anche forti passioni e interessi condivisi che rafforzano la coppia

Febbraio Novità in arrivo per quasi tutti i segni, ricordate però che la prudenza non è mai troppa e che le passioni bruciano!

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Bilancia Nuovi incontri per i single. Per tutti gli altri dedizione e impegno ma sempre con un pizzico di egoismo

Scorpione E’ un ottimo periodo: eros e sentimenti viaggiano in parallelo, anche per chi non ha una relazione stabile

Gemelli

Sagittario

Il romanticismo caratterizza tutto il mese anche se l’ironia rimane sempre il vostro punto forte

Il partner non è sulla vostra lunghezza d’onda, e questo vi causerà un transitorio calo di energie e motivazione

Cancro

Capricorno

La fantasia mette ali all’affetto più profondo senza disdegnare il lato erotico, strepitoso. Se potete, viaggiate

Molti gli stimoli che attendono la vostra vita sentimentale e l’erotismo si arricchisce di slanci passionali

Leone

Acquario

Fortuna altalenante, passionali in amore riuscirete sarete delicati e ricettivi verso le esigenze del partner

Mostrate il meglio di voi a chi incrociate sul vostro cammino. Non vi mancano le risorse per brillare

Vergine

Pesci

Sarete spesso in disaccordo con chi vi sta accanto, esaminare ciò che non va è inutile. Ascoltare le ragioni dell’altro

Riuscirete a incontrare una persona che saprà accogliere tutto il vostro romanticismo e la vostra sensualità


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