LE NOSTRE RUBRICHE:
FEBBRAIO 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 19 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
Vita veneta
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Salute p.31
della Bassa Padovana
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on-line: Ambulatorio Veterinario Cartura • Visite cliniche • Visite domiciliari • Vaccinazioni • Ecografia • Radiologia • Laboratorio analisi
Progetto Muppe sulle ceneri del cementificio ESTE - OSPEDALETTO
Stop alla fusione da Venezia, sindaci furibondi
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Emergenza occupazione tra crisi e tensioni sociali Da Monselice ad Este, dalla chiusura dei cementifici alle battaglie nella coop servizi alle pagine 4 e 6 di lavorazione dei rifiuti, tutti i fronti caldi
AMMINISTRATIVE
Il Pd fa quadrato intorno al vice Agujari Stoppa MONTAGNANESE
Tre Comuni studiano la possibile fusione IL VENETO
Due anni e 8 mesi di carcere per il tabaccaio di Civè MARIACRISTINA GRIBAUDI
Storie di donne al vertice SANITÀ
Via libera al nuovo ospedale di Padova CULTURA
L’esposizione a Palazzo Roverella e a Palazzo Roncade
L’economia è in ripresa e La Piazza rilancia, si rinnova Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it<
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a Febbraio Nuova Edizione:
inalmente, dopo anni di crisi nera per tutto il Nord Est, si riparte, magari lentamente, magari non tutti, ma la ripresa c’è. A dirlo sono i dati Istat di inizio anno che registravano più di qualche segnale positivo sul mercato interno. Nel terzo trimestre del 2015, il reddito disponibile dei nuclei famigliari con potere d’acquisto è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nel confronto con il corrispondente periodo del 2014. segue a pag 3
di Padova Est
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Editoriale, Facciamoleilopinioni punto
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Eco impronta sul tablet
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uando si parla di tutela dell’ambiente la prima regola è educare le nuove generazioni. Quest’anno in gran parte delle scuole della Bassa padovana sono attivi dei laboratori che sensibilizzano i bambini a difendere l’ecosistema. La novità del 2016 è uno specifico laboratorio che permette ai bambini delle scuole primarie e secondarie di calcolare la propria impronta ecologica con un simpatico quiz. Il tutto svolto tablet alla mano. Insomma, basta carta e matite, adesso per sapere quanto inquiniamo basta un dispositivo touch. Ai bambini vengono rivolte una serie di domande per capire quanto le loro abitudini quotidiane incidano nel rispetto dell’ambiente, scoprendo consigli e suggerimenti per garantire un futuro ecosostenibile del territorio. Alla fine del quiz ricevono un voto che determina la loro “impronta ecologica” attraverso dei disegni di impronte animali: dalla formichina che ovviamente inquina pochissimo, fino ad arrivare all’elefante che invece incide molto di più. Le domande abbracciano ogni tipo di ambito: le abitudini di trasporto in bici, auto e mezzi pubblici, l’utilizzo di energie rinnovabili come il fotovoltaico, lo stile di vita a tavola e le diverse stagionalità delle pietanze, la scelta dell’abbigliamento e le vacanze sostenibili e infine la raccolta differenziata e la corretta gestione delle utenze energetiche in casa.
Emanuele Masiero
>twitter: @emanuelemasiero <
della Bassa Padovana
è un marchio registrato di proprietà di Srl
Un quiz aiuta gli studenti a valutare le abitudini di vita
Editoriale Germana Urbani > direttore@lapiazzaweb.it <
L’aria di ripresa spinge imprenditori e lavoratori a crederci un pò di più e a investire sull’innovazione di prodotto, offerta e pubblicità: l’unica ricetta, dicono gli esperti, per riprendere davvero quota. Anche noi del mensile La Piazza rilanciamo convinti e, già da questo numero, vi proponiamo il restilyng del giornale cartaceo con l’obiettivo di essere sempre più giornale di informazione locale, spazio dove l’approfondimento delle notizie principali del mese e le storie della nostra gente o delle nostre associazioni trovino un luogo privilegiato di visibilità. Mission che è nel Dna del nostro mensile fin dal suo esordio, 22 anni fa. Nato quasi per gioco con una sola edizione di poche migliaia di copie, oggi conta (222.590 copie stampate) per 14 edizioni locali e diversi inserti periodici. Nella sua storia diversi restyling: nel 1996 il primo e poi nel 1999, quando venne modificata in modo sostanziale la grafica del giornale; e ancora nel 2005, nel 2007 e nel 2009. E non dimentichiamo che da tanti anni siamo su web e che, già lo scorso anno, abbiamo investito nel nuovo sito www.lapiazzaweb.it. Uno stumento fresco che, insieme ai social, ci permette di offrirvi anche notizie di cronaca quotidiana. Tutte queste operazioni sono state possibili grazie a chi, negli anni, ci ha creduto: editori, direttori, agenti, giornalisti e tutto lo staff La Piazza. Soprattutto grazie ai clienti che hanno creduto in questo strumento. D’altra parte, anche dal punto di vista pubblicitario, abbiamo sempre cercato di rimanere al passo con i tempi, senza esasperazioni, attenti alle esigenze e ai riscontri. La storia dimostra come l’azienda abbia sempre cercato di portare su Piazza novità editoriali e grafiche, grazie anche alla collaborazione di esperti, ma soprattutto grazie al supporto e alla valorizzazione delle ottime risorse interne: la redazione e la struttura grafica. Questa uscita di febbraio per noi rappresenta davvero una nuova scommessa. Oltre al restyling del giornale, ampliamo l’informazione: inauguriamo una nuovissima edizione su Padova Est che comprendera’ Ponte San Nicolò e Saonara, oltre a Noventa Padovana e Vigonza; mentre l’edizione di Padova Nord includera’ anche il comune di Curtarolo. Buona lettura, dunque, e diteci cosa ne pensate.
Verso le Amministrative 2016 elezioni
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
PER INFORMAZIONI: tel. 049
È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Montagnana, Monselice, Este e Casale di Scodosia per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
8704884 · info@givemotions.it
Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 16 Febbraio 2016
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Monselice
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Crisi e occupazione Cementifici
Duecento famiglie in apprensione Ad aprile scade la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Zillo di Este. A Monselice ancora un anno
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a crisi dei cementifici è l’esempio del dramma occupazionale che sta vivendo la bassa padovana. Sono oltre 200 le famiglie le cui sorti economiche sono legate a quelle dei cementifici di Este e Monselice. Ad aprile scade infatti la cassa integrazione straordinaria per 70 lavoratori della Zillo di Este, la cui produzione è ferma, ed entro il gennaio 2017 rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada e senza ammortizzatori sociali altri 58 dipendenti della Italcementi di Monselice. A questi bisogna sommare ulteriori 30 lavoratori, ultimi esodati in attesa della
settima salvaguardia, reduci dai tagli decisi in fase di passaggio di proprietà della Cementeria di Monselice ora sotto il controllo di Zillo. Sulla questione si sta muovendo la politica tutta, ma la crisi dell’industria estrattiva nell’area sembra aver imboccato un senso unico senza possibilità di ripresa. A questa si aggiungono le difficilissime situazioni di altre aziende dei Comuni contermini a Monselice con i casi della Michelin a Tribano e della Omvl a Pernumia con il rischio di avere altri 100 posti di lavoro bruciati. La contrazione del fabbiso-
Due immagini della recente protesta dei lavoratori davanti al municipio di Monselice.
gno di cemento è ovviamente riconosciuta anche dai sindacati come la prima causa della crisi del comparto ma “non è più possibile assistere inermi alla desertificazione produttiva del territorio della bassa padovana e della provincia, con la conseguente tragedia dell’ulteriore diminuzione occupazionale”. A mancare all’appello, soprattutto in Veneto, dove la caduta del giro d’affari del cemento è superiore alla media naziona-
le, sono le opere pubbliche. Per questo il progetto del Muppe dovrebbe essere un’alternativa che non rincorre più l’utilizzo del cemento, ma prova a cambiare volto al territorio della bassa padovana valorizzando l’aspetto turistico e naturalistico. La speranza dei lavoratori e delle loro famiglie è ormai appesa a un filo che potrebbe non reggere. Emanuele Masiero
>twitter: @emanuelemasiero <
Cementerie, i numeri della crisi senza fine
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e cementerie rimaste attive nel Nordest sono la Cementeria di Monselice, la Cementizillo di Fanna in provincia di Pordenone e la Cementirossi di Pederobba in provincia di Treviso. Nel 2007, ossia all’inizio della crisi economica, erano presenti nella stessa area geografica 11 cementerie. Se nel Nordest la produzione di cemento era di 1015 chili per abitante nel 2007, nel 2015 è scesa a 340/350 chili procapite. Mentre la produzione nazionale tende a un meno 60%, nell’area del Nordest si toccano punte di riduzione del 70%. I dati sono stati diffusi durante l’incontro tenutosi ad Este fra lavoratori, sindacalisti della Cgil e i parlamentari del territorio. Nella bassa padovana purtroppo si registrano dati ancor più negativi per quanto riguarda la crisi dell’edilizia e delle costruzioni in generale: contro la scomparsa del 9,8% delle imprese a livello provinciale, nell’estense si raggiunge il meno 13,5%, nel monselicense il meno 13,7%, nel montagnanese addirittura il meno 16,5%. Alla situazione dell’edilizia va sommata quella del settore del legno nel distretto del Montagnanese – Casalese, con il 38,9% di imprese che hanno chiuso i battenti. Di fronte a numeri così drammatici, non c’è da meravigliarsi se la bassa padovana ha la condizione peggiore di tutta la provincia. I parlamentari hanno espresso unanimemente solidarietà e vicinanza ai circa 150 lavoratori che rischiano di restare a breve senza lavoro e senza nessun sostegno per vivere dignitosamente e sostenere le loro famiglie. (e.m.)
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Monselice
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La protesta Tensioni alla Nek occupata dalle lavoratrici dopo i licenziamenti di dicembre
Un mese e mezzo sulle barricate prima di trovare una soluzione P
rima la denuncia, poi il li- pugno ad una donna. Non basta cenziamento, quindi l’occu- neppure l’intervento di Prefetpazione del cantiere, per arrivare tura e Comune. L’occupazione al tentativo di sgombero e infine non cessa nemmeno durante le ad un accordo con la Prefettura. festività natalizie con 24 lavoraLa recente storia delle lavoratrici tori, perlopiù donne di nazionalidella cooperativa Libera è carica tà marocchina, che rimangono a di emozioni e di colpi di scena. presidiare l’area. Lo stabilimento Ancora una volta, si scrive un ca- è di proprietà della società Nek, pitolo negativo nella triste storia realtà specializzata nella lavoraoccupazionale della bassa pado- zione dei rifiuti. vana sempre più colpita da una Nell’impianto arriva la placrisi nera pronta a mietere vitti- stica di Corepla, il consorzio me soprattutto tra le persone più nazionale, con sede a Milano, bisognose. impegnato nella raccolta e nel Lo sciopero delle 26 lavora- riciclaggio degli imballaggi di trici di Libera, coop polesana im- plastica. Il trattamento del matepegnata nel cantiere Nek di via riale è a carico di Libera, coopeUmbria dove si pratica lo smi- rativa di Rovigo che ha ottenuto stamento della plastica, ha inizio l’appalto da Nek. Nel frattempo prima di Natale, il sindaco FranceCon la sco Lunghi auspica quando dalla busta paga delle lavoratrimediazione “una soluzione raci viene congelata pida dell’occupadella zione per prevenire la voce degli 80 euro dei buoni pasto. Ma Prefettura è altri licenziamenti”. gli 80 euro sono ancora una stato voltaManon solo la proverbiale ci sono raggiunto novità e mentre le goccia che fa traboccare il vaso: due l’accordo lavoratrici sono asanni fa l’azienda serragliate sopra aveva lasciato a casa 39 persone. cumuli di rifiuti, arriva la Digos Le lavoratrici e i lavoratori si sono per far entrare i vertici dell’azientrovati con 80 euro in meno ogni da per un sopralluogo. Alla fine si mese in seguito all’approvazione rischia pure uno sgombero fordello “stato di crisi”, che prevede zato e scendono in piazza assotra le varie cose il congelamento ciazioni e lavoratori in difesa del di alcune voci della retribuzione. presidio. Il recente sciopero diventa in L’epilogo è l’accordo mediato brevissimo tempo un’occupa- dalla Prefettura con un risarcizione: proprio nei giorni vicino a mento economico per i licenNatale il titolare non viene fatto ziati. “Abbiamo fatto emergere entrare in sede e si verifica un come la legislazione sulle coomisterioso danneggiamento dei perative sia sinonimo di grandi nastri trasportatori all’interno ingiustizie e come solo la lotta, a dell’azienda. volte considerata illegale, possa Arriva una denuncia e con produrre giustizia” conclude lo essa anche i licenziamenti. Tutto sportello Adl Cobas. ciò innalza rapidamente la tenEmanuele Masiero sione sociale e il titolare viene >twitter: @emanuelemasiero < a sua volta denunciato per un
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Dopo un lungo braccio di ferro il caso si risolve con un sostanziale “pareggio”
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i potrebbe dire che il caso “Nek” si sia risolto con un pareggio. L’accordo uscito dall’incontro in Prefettura è stato approvato dall’assemblea chiudendo una vertenza durata un mese e mezzo abbondante non senza colpi di scena. Il documento sottoscritto rispecchia quanto era già stato oggetto di scambi informali, avvenuti tra le parti con la mediazione della prefettura. Il risultato della trattativa è la proposta di trasformare in risarcimento economico la perdita del posto di lavoro con circa 17 mila euro. “A questo punto d’incontro si è giunti dopo quasi due mesi di occupazione, dopo l’intervento della polizia, dopo che si era rappresentato un
blocco compatto di potere composto da istituzioni, forze politiche e sindacali, volte ad avvalorare la rappresaglia antisindacale messa in atto da Libera - hanno commentato dallo sportello Adl Cobas - Le lavoratrici e i lavoratori licenziati, arrivati allo stremo delle forze dopo due mesi di occupazione, che hanno comportato un livello molto alto di stress, di comune accordo e in assenza di altre strade percorribili, hanno ritenuto che l’unica possibilità di uscire da questa situazione fosse di accettare il confronto sulla proposta di un equo risarcimento economico”. Non sono mancate in queste settimane le tensioni anEmanuele Masiero che con la Cgil.
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Monselice
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Prende forma il “Muppe” sul sito dell’ex cementificio
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Il Museo dei parchi e dei paesaggi europei comincia a delinearsi. Al convegno arriva il primo “sì” trasversale.
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l “Muppe” potrebbe mettere d’accordo tutti. Inoltre dovrebbe offrire ai visitatori la possibilità di conoscere i paesaggi e i parchi europei, prima di accedere a un itinerario turistico nel parco Colli. L’idea è di utilizzare il lungo corpo longitudinale di 235 metri, chiamato “basilica” del sito ex Italcementi, che a sua volta sarà diviso in tre spazi. Al centro sarà collocato un museo permanente dei Colli Euganei e al piano sopra una grande serra con la flora del territorio. Ad una delle estremità il piano terra sarà dedicato a 2 mila metri quadri di mostre tematiche itineranti, sempre riferite all’ambiente e comunque legate ad una rete nazionale di musei. Sempre in questo spazio troveranno posto un auditorium, spazi ristorativi,
l’area per la vendita di gadget e la sede del Parco Colli attualmente operativa a Este. Il costo dell’intervento è di 40 milioni di euro. Una spesa mica da poco che però potrebbe dimezzare grazie a dei fondi regionali, nazionali ed europei. Al convegno, con un centinaio di persone, c’erano il capogruppo del PD di Monselice Vittorio Ivis, il collega Francesco Corso, il sindaco Francesco Lunghi, l’architetto Davide Ruzzon e Paolo Bonaldi del Circolo, e ancora Dario Verdicchio di Fillea Cgil, il presidente del Parco Colli Luca Callegaro, il senatore Giorgio Santini e i consiglieri veneti Claudio Sinigaglia e Piero Ruzzante. “E’ un progetto che deve procedere con ampia condivisione - ha commentato Ivis - Una ri-
Parcheggio piazza Mazzini a pagamento
Vittorio Ivis del Pd cittadino: “Serve una ampia condivisione, ora attendiamo il masterplan di Italcementi per procedere”.
partenza per una città che vuole cambiare e che cerca di essere d’esempio e capofila per la bassa padovana. Non è solo un progetto, ma anche uno stile di fare politica: un lavoro che continua da mesi su cui terremo alta l’attenzione. Ora attendiamo il masterplan di Italcementi per procedere con lo studio di fattibilità”. Emanuele Masiero
lavori per la rotatoria di via Padova sono pronti al via. Il consiglio comunale ha infatti approvato la sua realizzazione che comporterà l’eliminazione dei mezzi pesanti da via Galilei diretti versi la cementeria. Il costo previsto per l’intervento è di 450 mila euro che saranno coperti con un mutuo. Novità anche in piazza Mazzini con il ritorno della sosta delle auto. Ma se prima bastava il disco orario, ora la tariffa è di 2 euro all’ora, mentre per la pausa pranzo dalle 13 alle 15 la sosta rimane gratuita. Piccolo lifting anche per le Sette Chiesette dove è tornata l’illuminazione dopo uno stop forzato per la caduta di un masso sulla linea elettrica. Buone notizie anche dall’ex cinema Corallo che già a dicembre potrebbe tornare operativo grazie ad un accordo tra Comune e Parrocchia del Duomo per l’utilizzo non solo come cinema, ma anche come sala pubblica. (e.m.)
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Este
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L’intesa Tra Comune e associazione d’imprese
Siglato l’accordo per il distretto del commercio, tutti i vantaggi Una libera e strutturata collaborazione che ha un doppio obiettivo: il rilancio commerciale del centro storico di Este e l’appetibilità ai turisti della cittadina. Ora c’è l’accordo ufficiale. E’ stato ufficialmente siglato il protocollo d’intesa per lo sviluppo del Distretto del commercio di Este, uno dei 50 di tutta la Regione e forse tra i più attivi del panorama veneto. A firmarlo sono stati il sindaco Giancarlo Piva e l’assessore Matteo Pajola da una
In alto la stretta di mano dopo la stipula dell’accordo, qui sopra il centro di Este
parte, l’associazione “Verso il contratto di rete di imprese Este in Centro” dall’altra. Con questa adesione il Comune si è impegnato, tra le altre cose, ad introdurre misure di fiscalità di vantaggio quali ad esempio la riduzione dei canoni per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche o la riduzione dei tributi e delle tariffe sui servizi: tra le proposte c’è una riduzione del 30% sulla bolletta rifiuti o di una percentuale su quella dell’acqua.
Il Comune si impegna poi ad erogare contributi annui per la realizzazione di iniziative ed eventi in centro, a garantire presidi nei momenti delicati, a mettere a disposizione sale e spazi comunali per le attività dell’associazione.
I commercianti, dal canto loro, danno disponibilità a proporre iniziative utili allo sviluppo del commercio del centro, a supportare il Comune nella gestione, a contribuire economicamente alla realizzazione dei vari pro-
grammi e a garantire aperture domenicali o straordinarie durante l’anno, nonché a stimolare negli associati la continua formazione professionale. Nicola Cesaro
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PRODOTTI ITALIANI
Cinque nuovi autovelox ad Este, Ospedaletto e Lozzo Atestino Cinque nuovi velox di cui ben tre a Este. Si tratta delle nuove postazioni per autovelox sistemate fra Este, Ospedaletto Euganeo e Lozzo Atestino. Tre di questi si trovano nella città atestina e saranno attivi a breve. Quello più evidente si trova sulla Padana Inferiore, all’altezza di Motta d’Este. Un altro è stato sistemato in via Pra’ e l’altro ancora in via Canevedo, nella provinciale che porta alla frazione. Altri due box per velox sono stati installati quindi nell’area residenziale di Ospedaletto Euganeo e a Lanzetta di Lozzo Atestino. Commenta il comandante
dei vigili Enzo Bellon: “Saranno utilizzabili solo con una pattuglia a fianco. L’operazione fa parte dell’avvio delle attività del nuovo distretto di polizia che fa capo a Este: confidiamo nell’importanza della sicurezza stradale e investiamo anche su questa apparecchiatura”. Una curiosità: a pochi giorni dall’installazione il box di via Canevedo è stato divelto e fatto sparire. Il danno è di 1.300 euro. Nicola Cesaro
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Este
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Stop alla fusione, Venezia rinvia Il progetto di legge torna in prima commissione su iniziativa di Barison, Berlato e Finco. Insorge il sindaco di Este Giancarlo Piva: “Usato un tecnicismo per affosssare il futuro dei nostri concittadini”
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ontro le previsioni della vigilia, il consiglio regionale ha rispedito alla Prima commissione la proposta di legge 80, quella sulla fusione tra i due Comuni di Este ed Ospedaletto Euganeo: con 30 voti a favore e 17 contrari, il progetto è quindi ritornato al punto di partenza. Cosa significa? Alle prossime elezioni si voteranno i governi dei due Comuni, e per quello dell’eventuale maxi-Comune – c’è sempre un referendum di mezzo – si dovrà attendere chissà quanto. Il rinvio del progetto di legge sulla fusione alla Prima commissione è stato proposto da Massimiliano Barison (Forza Italia) e condiviso dal consigliere regionale Sergio Berlato e dal capogruppo della lista Zaia-Lega, il consigliere regionale Nicola Finco. I tre hanno chiesto che il progetto sia oggetto di un supplemento di istruttoria e di verifica, additando ai sindaci Giancarlo Piva e Antonio Battistella il ritardo della presentazione del
progetto in Regione. Il voto che ha bocciato la fusione ha mandato su tutte le furie il sindaco Piva: “Non hanno nemmeno avuto il coraggio di votare contro o di motivare il rinvio in commissione. Non c’è stato il coraggio di dire che questo percorso era meritevole, come lo erano tutti i progetti di fusione approdati in consiglio regionale fino a questo momento. Hanno deciso di usare un tecnicismo per affossare il futuro dei cittadini di Este e Ospedaletto: per me è stato allucinante seguire le dichiarazioni con cui questo consiglio si è dimostrato inappropriato a rappresentare i veneti”. Indignati sono anche i consiglieri regionali del Pd Claudio Sinigaglia, Piero Ruzzante e Alessandra Moretti: “Vigliaccamente, la maggioranza ha scelto di dire no al referendum nascondendosi dietro il rinvio alla commissione. Ci troviamo davanti a una grave lesione del diritto dei cittadini di pronunciarsi sul loro futuro: Zaia
A fianco il sindaco Giancarlo Piva, sotto uno dei consigli comunali dedicati alla fusione
tace e tradisce i cittadini di Este e Ospedaletto togliendo loro la parola di bocca e impedendo loro la possibilità di attivare 18 milioni di incentivi”. E ancora Roger De Menech, segretario regionale del Pd: “Sono i cittadini e non le ammi-
Fabrizio Finco è stato confermato coordinatore del Gruppo di Protezione civile di Este come per il triennio appena trascorso, così anche il vice coordinatore, Andrea Bonato. Membri del direttivo si sono riconfermati Andrea Bonato e Paolo Berton, mentre i nuovi entrati sono Davide Lisiero e Roberto Panigada.
Il mondo della musica rende omaggio a Pietro Fongaro
Solenghi-Dapporto il 30 marzo Piccola variazione nel programma di “EsteTeatro2016”. “Noi due”, lo spettacolo di Massimo Dapporto e Tullio Solenghi in programma al Farinelli lo scorso 10 febbraio, per cause indipendenti alle volontà del Comune è stato rinviato a mercoledì 30 marzo. Il resto della rassegna prosegue invece come da calendario già divulgato e disponibile in teatro, sul sito internet del Comune e in diversi luoghi pubblici.
Nicola Cesaro
> nicolacesaro84@gmail.com <
Il taglio del nastro di fronte all’istituto Manfredini
Protezione civile, le cariche
Maestro di musica e tenore dalle grandi doti. Il mondo della musica piange Pietro Fongaro, morto il 27 gennaio all’età di 76 anni. Nativo di Piacenza d’Adige, ha debuttato vincendo il concorso Toti dal Monte al Teatro Comunale di Treviso nel 1970. Nella sua carriera ha cantato con artisti del calibro di Katia Ricciarelli, Lucia Valentini Terrani, Di Stefano e la Olivero, Luciana Rezzadore. La sua carriera si è tuttavia interrotta ben presto. Fongaro si è quindi dato alla docenza, insegnando musica nelle scuole medie del territorio.
nistrazioni a doversi esprimere sulla fusione. Non si può consentire che la spregiudicatezza politica abbia il sopravvento sulla vita dei cittadini”.
Omaggio a San Giovanni Bosco La nuova rotatoria del Manfredini è completata e non poteva mancare la dedica Una statua intitolata a san Giovanni Bosco campeggia infatti da qualche settimana lungo la Padana Inferiore. Nei giorni della
festa del religioso salesiano, sacerdoti, studenti e amministrazione comunale hanno inaugurato l’installazione che fa da decoro alla nuova rotatoria del Manfredini, terminata solo da qualche settimana. La statua, che rappresenta don Bosco con alcuni bambini, è stata donata dallo stesso istituto salesiano e i lavori di installazione sono stati offerti da alcune dit-
te locali. “Chi arriva ad Este e nota questa statua capisce già una delle vocazioni della nostra città. - è il commento del sindaco Giancarlo Piva, presente alla cerimonia - Ossia l’attenzione per i giovani. Ecco che la rotatoria dedicata a don Bosco si lega a quella in zona Zuccherificio, dove un mezzo meccanico rappresenta il lavoro e i lavoratori, a quella della Komatsu, dove i tre coni in ceramica simboleggiano la pace”. La stessa rotatoria che ora è ombreggiata dal santo è stata realizzata per agevolare l’ingresso e l’uscita da scuola degli studenti dell’istituto Manfredini. Intanto va via via completandosi anche l’ennesimo rondò in zona Lidl, sempre lungo la Padana Inferiore. Anche in questo caso l’intervento è finanziato dalla società commerciale, che come in altre occasioni ha voluto il nuovo incrocio utile ai propri clienti e dunque alla propria attività. La rotonda del Manfredini è stata invece finanziata in larga parte dalla Provincia di Padova. Nicola Cesaro
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Este
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Verso le elezioni Il centrosinistra gioca la carta della coesione per mantenere il governo di Este
Il Pd punta tutto sulla continuità con l’appoggio ad Agujari Stoppa L’attuale vicesindaco, leader delle Civiche d’Este, era stato il primo candidato ad uscire allo scoperto, ora incassa il via libera dello schieramento
capacità di affrontare i problemi con lungimiranza e forza di aggregazione. Crediamo pertanto che la candidatura di Stefano Agujari Stoppa a sindaco di Este rappresenti le capacità di buon governo e l’affidabilità per mantenere solida la compagine politica con cui abbiamo amministrato in questi anni con profonda passione civile”.
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l Partito Democratico “rinuncia” a un candidato e punta tutto su Stefano Agujari Stoppa, per dieci anni vice del democratico Giancarlo Piva. “Un’alleanza forte e solida che ha dimostrato forti capacità di innovazione, dando vita ad una compagine amministrativa che si pone quale riferimento istituzionale per il futuro”. Usa queste parole il segretario Stefano Papa per annunciare ufficialmente l’appoggio alla candidatura dell’attuale vicesindaco. Agujari Stoppa, leader delle Civiche d’Este, era stato il primo candidato sindaco in vista delle prossime elezioni. “Il circolo del Pd ha avviato in questi mesi un percorso condiviso con il direttivo e l’assemblea degli iscritti per valutare come affrontare la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. Il Pd di Este ha fermamente sostenuto il processo di fusione, ritenendo che dovesse essere data preventivamente la parola ai cittadini di Este e Ospedaletto per decidere il loro futuro, cosa che, per ora, in modo antidemocratico e discriminante, la Regione ha negato”. Superata la delusione, i democratici non hanno potuto che affrontare la realtà dei fatti: “Riteniamo che il buon governo che abbiamo garantito in questi 10 anni alla nostra città sia stato un valore aggiunto cui i cittadini non devono rinunciare. Per il Pd di Este è prioritaria la costruzione di un progetto strategico per il futuro della nostra città e del territorio, valorizzando tutte le forze che hanno dimostrato di mettere al primo posto il bene della città e gli interessi dei cittadini al di là di ogni personalismo politico”. Il Pd continua: “Riteniamo che certi progetti siano realizzabili solo mantenendo forte il legame politico che ha messo insieme le forze di questa maggioranza a partire dalle Civiche d’Este. Con loro abbiamo raggiunto in questi anni un forte radicamento in città espressione della
Il sindaco di Este Piva con il suo vice Agujari Stoppa durante una recente uscita pubblica
Nicola Cesaro
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Ravazzolo lascia Orietta Ravazzolo lascia il consiglio comunale per motivi personali: “Ho dato voce agli anziani e alle persone emarginate, dedicandomi in particolare a battaglie come la salvaguardia della riabilitazione per le donne mastetomizzate e del punto prelievi”. Al suo posto, Giuseppe Raffo, primo dei non eletti della Lega Nord.
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La colonna della Sogit Este piange la scomparsa Eleonora Tarroni Blotta, 92 anni, presidente onorario della Sogit di Este. La donna era vedova di Francesco Blotta, medico. Era stato proprio il marito a fondare nel 1985 la sezione locale del Soccorso Ordine di San Giovanni Italia. Dal 1996 la donna era stata presidente del sodalizio di volontariato.
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Montagnana
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Fusione a tre, avviato il percorso Avvicinamento tra Casale di Scodosia, Urbana e Merlara. A marzo in programma la conferenza di bilancio e un primo evento per spiegare conseguenze e vantaggi sia economici che organizzativi
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uando si parla di fusione non si pensa solo ad Este ed Ospedaletto Euganeo. In ballo, e i lavori sono avviati, c’è anche il percorso di avvicinamento tra Casale di Scodosia, Urbana e Merlara. Un Comune da 9.700 abitanti esteso su 50 chilometri quadri. Ma, soprattutto, una scelta che porterà in un decennio una somma pari a 10,5 milioni di euro nel territorio. Sono questi i numeri su cui punteranno i sindaci di Casale di Scodosia, Urbana e Merlara per spingere i rispettivi cittadini verso la fusione dei tre enti. Le amministrazioni si sono ritrovate già più volte nella sede del Comune capofila – Casale di Scodosia – assieme ai vertici di Anci e ai responsabili che cureranno la campagna comunicativa che correrà assieme all’iter di fusione. Hanno partecipato anche i sindaci di Castelbaldo e Masi, forse pronti ad aggregarsi in un secondo momento. È stato innanzitutto dettato
dal 1979!
Nella foto grande i tre sindaci di Casale di Scodosia, Merlara e Urbana.
Nascerebbe un Comune da 9.700 abitanti esteso su 50 km quadrati. Il risparmio sarebbe di 10 miloni e mezzo nel giro di un decennio
un cronoprogramma di incontri formativi per le comunità, per evitare polemiche e ritardi sul fronte della comunicazione come quelli denunciati ad Este nella fusione con Ospedaletto Euganeo: con febbraio tutti i consigli comunali hanno portato in assemblea l’analisi dello studio. Successivamente verranno
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programmati incontri con i cittadini in ogni Comune, oltre ad altri eventi con categorie economiche ed associazioni. Volantini e portali online sono inoltre prossimi ad essere distribuiti ed avviati. A marzo si vuole già organizzata una conferenza di bilancio del percorso e un momento mediatico-popolare dedicato a tutte
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Scuola Chinaglia “occasione perduta”
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e tre le comunità. “La fusione fa la forza» e «+ servizi, - costi e = identità” sono i motti che stanno per essere lanciati, ma molto più forti sono le cifre che stanno alla base dell’ipotesi di fusione. A partire da quel +40% di trasferimenti statali, che si tradurranno in 899 mila euro all’anno, 8.999.000 in un decennio. È stato inoltre stimato un risparmio annuale di 104.500 euro. Nel primo triennio la Regione garantirà anche un bonus di 600 mila euro. I 10 milioni di euro di soldi nelle casse dell’eventuale “super Comune” vengono dunque superati. “È come dire che basta questa operazione per pagare il 75% delle spese del personale per coprire gli ammortamenti di tutti i debiti”.
Una scuola ancora da completare e una lista della spesa lievitata oltremodo: critiche dalla minoranza
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consiglieri d’opposizione Alessandro Uguccioni e Marco Favero criticano l’operato del sindaco Loredana Borghesan sulla scuola Chinaglia, il cui edificio vecchio e instabile non ha più potuto ospitare gli alunni da quest’anno: “Il problema era noto da anni. La precedente amministrazione ipotizzava di realizzare una nuova struttura, nella zona del centro di formazione Sacchieri e della superiore Jacopo da Montagnana. - ricordano i due - Il progetto prevedeva una nuova scuola modulare, 100 posti di parcheggio, una palestra e un auditorium aperto alla città, il tutto ad un costo di 5,2 milioni di euro. Si era già in trattativa per cedere il vecchio Chinaglia e ottenere 900 mila euro e peraltro si erano già trovati 1,2 milioni”. La giunta di Borghesan ha optato invece per l’abbattimento di una porzione di Chinaglia, che dovrà essere dunque ricostruita, e per il restauro del rimanente plesso: “Diceva che in questo modo avremmo speso solo 3,2 milioni di euro, ricordando però che non ci sarebbero stati né palestra né auditorium. Ora il suo cavallo di battaglia elettorale viene meno: è emerso che tra primo e secondo stralcio di lavori si sono già spesi 4 milioni di euro”. (n.c.)
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Ambiente Stime della Coldiretti parlano di un animale ogni dieci abitanti
“Bassa invasa dalle nutrie” agricoltori preoccupati U
na nutria ogni dieci abitanti. E’ il dato scioccante diffuso da Coldiretti Padova in merito alla proliferazione di questi roditori nel Veneto. L’analisi non arriva da uno studio scientifico ma prende le misure da un’elaborazione compiuta dall’Università di Pavia in Lombardia: qui si conta una nutria ogni dieci persone, con il record negativo di Lodi e Mantova dove si scende a un esemplare ogni due abitanti o poco più mentre a Cremona il rapporto è di uno a tre e a Pavia
“Non solo danni alle coltivazioni ma anche rischi concreti per la sicurezza idraulica e per la tenuta degli argini in occasione delle ricorrenti piene. Le tane scavate sono un pericolo evidente” di uno a cinque. “Secondo l’università di Pavia bisognerebbe riuscire a eliminare più di un milione e 400 mila esemplari per risolvere il problema. - denuncia Coldiretti, spostando il focus sulla nostra regione - In Veneto non è ancora stato compiuto uno studio simile ma ricordiamo che le aree di pianura della nostra provincia si trovano in situazioni analoghe a quelle della Lombardia”. Aggiunge il presidente Federico Miotto: “E’ evidente che ormai ci troviamo di fronte ad una invasione incontrollata. Questo animale nocivo sta creando seri danni in tutto il territorio padovano, mettendo a rischio, come già è accaduto, la tenuta degli argini. Con le prossime piogge i corsi d’acqua potrebbero riempirsi velocemente. Abbiamo centinaia di chilometri di argini a rischio a causa delle gallerie scavate dalle nutrie, dalla Bassa all’Alta Padovana. E proprio l’aumento improvviso del livello d’acqua potrebbe portare a cedimenti o, peggio, a vere e proprie rotte anche lungo i canali più importanti, con danni ingenti”. Miotto tira in ballo an-
che le profonde buche che i roditori scavano nei campi, con il concreto rischio di ribaltamento dei trattori e dei mezzi agricoli al lavoro. A questo si aggiunge la distruzione delle coltivazioni. “La Regione deve intervenire senza indugio per permettere ai Comuni di mettere a punto i piani di intervento su tutto il territorio. Dobbiamo inoltre coinvolgere i Consorzi di Bonifica della nostra provincia, che già affrontano da anni questa emergenza sostenendo spese importanti per
Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova interviene sull’emergenza nutrie.
ridurre il rischio provocato da questi roditori. Per gli amministratori locali si tratta dell’ennesima incombenza ma noi siamo pronti a fornire la collaborazione necessaria per mettere a punto le misure più efficaci». La via è semplice: caccia e trappole utilizzando anche il personale istituzionale, come peraltro la legge permette. Nicola Cesaro
Grazie Morello cronista attento e appassionato
E
’ mancato a 58 anni, trentadue dei quali passati a raccontare cronache, vicende e storie della città murata. La città di Montagnana e il mondo del giornalismo piangono Roberto Morello, 58 anni, storico collaboratore de “il mattino di Padova”, stroncato da una malattia che ormai lo accompagnava dal lontano 1992. Morello è morto nel reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Montagnana, dove era ricoverato da parecchi mesi. Lascia nel dolore il fratello Maurizio e i nipotini Filippo e Jacopo. Negli anni è diventato figura di riferimento e storico corrispondente per Montagnana e tutta la cintura Montagnanese per numerose riviste locali e per il quotidiano della provincia. Nella sua attività, sempre attenta, sensibile e puntuale, ha raccontato i cambiamenti della cittadina, le sue vicissitudini politiche e soprattutto la sua manifestazione principale, il Palio dei 10 Comuni. C’è chi lo ricorda con affetto e stima appoggiato alla balaustra del consiglio comunale, penna e taccuino in mano, a seguire le
decine di consigli comunali e di assemblee degli ultimi trent’anni. Morello è riuscito a collaborare attivamente con la nostra testata fino a due anni fa, momento in cui le sue condizioni fisiche non gli hanno permesso più di dedicare tempo e risorse a questo impegno. Operato una prima volta nel 1992, ha dovuto subire poi altri tre delicati interventi nel 2002, nel 2012 e nel 2014. Dai primi anni Settanta Morello era anche impiegato al Centro per l’impiego di Montagnana, dove in tanti anni di “militanza” era riuscito anche a scalare qualche grado gerarchico. Ha sempre seguito con passione e preparazione le vicende del suo territorio, raccontandole con chiarezza e competenza. (n.c.)
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Sanità
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Il manager E’ alla guida delle tre Uls padovane, ha incontrato la Conferenza dei sindaci della Bassa
Claudio Dario a capo dell’Ulss 17, “possibili sinergie fra aziende” rigersi verso la concentrazione è l’evoluzione del sistema nazionale, è un percorso inevitabile e noi lo stiamo anticipando. Potremmo diventare un modello. Grazie a questo percorso si possono fare importanti sinergie. Un esempio? Pensate ai bunker per la radioterapia dello Iov, che saranno realizzati qui a Schiavonia. Qui c’è spazio, ci sono parcheggi, c’è una struttura nuova su cui è più facile costruire: tutto il territorio padovano ne guadagna”. Ha continuato il nuovo dirigente: “Credo fortemente nella programmazione e nel controllo e per questo chiederò l’aiuto di tutti, a partire dei sindaci. Lavorerò su un modello organizzativo che consenta di capire le esigenze del territorio. Sono un progettista, un direttore dei lavori, uno stimolatore di idee: questo è il mio ruolo. Guai a chiamarmi commissario: è un brutto termine che non spiega bene quello che devo essere per questa azienda sanitaria. La sanità veneta è grande non per merito dei direttori”. Come primo atto Dario ha incontrato gli esponenti della conferenza dei sindaci. (n.c.)
Claudio Dario è il nuovo direttore generale dell’Usl 17. Ma anche dell’Usl 15 e dell’Usl 16, come deciso dal governatore Luca Zaia che ha ridotto i direttori generali accorpando più azienda sanitarie. Prende il testimone di Giovanni Pavesi, emigrato a dirigere le Usl 5 e 6 del Vicentino. In passato è stato anche direttore generale dell’Usl 9 di Treviso, dell’Usl 7 di Pieve di Soligo, nonché direttore sanitario dell’Usl 16 di Padova. “Innanzitutto mi complimento con chi ha realizzato questa struttura - ha esordito riferendosi al nuovo ospedale - Oltre che tecnica, ci è voluta indubbiamente capacità politica”. Sul concentramento delle !!!!!!!“DiUsl, Dario vede solo aspetti positivi: !!!!!!! !!!!!!! !!!!!!!! !!!!!!!! !!!!!!! ! ! !! !!!!!!! ! ! !!!!!!!! !! ! !! ! !! ! ! !! !! ! ! !! ! ! ! !! ! ! !! ! ! !! ! ! !! ! ! !! ! ! !! ! ! !! ! !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& ! !! !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& ! !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& ! !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& !! !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% 3369//%7,% ! 3369//%7,% !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% ! 3369//%7,% !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% !! !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& 3369//%7,% ! 3369//%7,% 3369//%7,% ! !"#$%&'(")(#*&:,-&.&'#/*(&%0*1$(&23;&561&& !! !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% ! 3369//%7,% ! !"#!#$%&..8,#)#$+%#,,&'"#-$.&'&%/410/23+% !!! 3369//%7,% !!!
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Ai vertici nominati Pierotti, Bizzarri e Stecchini
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l Commissario Claudio Dario ha firmato la delibera di nomina dei nuovi vertici aziendali. La Direzione Sanitaria è stata affidata alla dottoressa Silvia Pierotti. 57 anni, laureata in Medicina e Chirurgia a Ferrara con due specializzazioni. E’ stata fino a qualche giorno fa responsabile della Direzione Medica dell’Ospedale di Rovigo, presso l’Azienda Usl 18. La Direzione Amministrativa è stata affidata all’ingegner Giancarlo Bizzarri, in precedenza dirigente presso l’Azienda Usl 9 di Treviso con il ruolo di Direttore del’Uoc Programmazione e Controllo di Gestione, facente funzioni del Servizio Economico Finanziario e Direttore del Dipartimento Servizi Generali e Programmazione. Ingegnere, 47 anni, prima di arrivare a Treviso ha avuto incarichi importanti anche presso società private di consulenza e for-
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Il direttore generale Dario durante l’incontro con i sindaci dell’Usl 17.
mazione. Direttore dei Servizi Socio-Sanitari e della Funzione Territoriale è infine Carlo Stecchini. Proviene dall’Usl 1 di Belluno dove nell’ultimo triennio dal 2013 al 2015 ha ricoperto lo stesso ruolo alla direzione dei servizi socio sanitari territoriali. Abilitato all’esercizio della professione di avvocato - si è laureato in Giurisprudenza a Padova - 53 anni, è originario di Monselice e proprio nella Bassa Padovana ha svolto il suo primo incarico in ambito sanitario. (n.c.)
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Non vuole rivoluzioni, vuole continuare quanto di buono fatto e sviluppare le potenzialità del nuovo ospedale.
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Cultura
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L’antidoto a bufale e pseudoscienza Premio Galileo, selezionata la cinquina dei finalisti che si contenderà il prestigioso riconoscimento assegnato a maggio a Padova: cinque libri per comunicare la scienza con chiarezza e coinvolgimento
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esa nota la cinquina finalista del Premio letterario Galileo: i cinque libri scelti dalla Giuria Scientifica, presieduta quest’anno dal professor Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e scrittore, passano ora al vaglio della Giuria popolare, composta da una classe per ogni provincia italiana individuata fra le quarte classi di Scuole Superiori di secondo grado. Sarà questa giuria a scegliere il libro che il prossimo 6 maggio riceverà il Premio Galileo 2016 in una cerimonia presso il Palazzo della Ragione di Padova. In un’epoca in cui le informazioni sono, grazie a internet, alla portata di tutti, sempre più importanza acquistano iniziative come questa, che premiano lavori di divulgazione seri, documentati e di valore: “Da un lato la comunità scientifica è sempre più efficace nell’adottare tecniche per divulgare a un pubblico sempre più vasto le proprie scoperte – ha detto l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova
Matteo Cavatton - dall’altro è importante praticare un’etica della comunicazione che ci metta al riparo dal rischio che si diffondano pseudoscienza e bufale attraverso i media” . Le cinque opere selezionate affrontano tematiche di grande fascino, rendendo comprensibili al grande pubblico anche le materie più complesse. È il caso ad esempio del volume di Umberto Bottazzini, Numeri. Raccontare la matematica, Il Mulino, 2015, un’avventura affascinante per far comprendere il valore culturale della matematica e la sua influenza sulle civiltà. Di Dario Bressanini e Beatrice Mautino è invece Contro Natura. Dagli OGM al “bio”, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola, Rizzoli Editore, 2015 un avvincente viaggio nel tempo – attraverso la storia dell’uomo e le storie dei cibi come li conosciamo – e nello spazio – per essere finalmente in grado di farci un’idea più chiara
Una precedente cerimonia del prestigioso Premio Galileo al Palazzo della Ragione
di ciò che mangiamo davvero. Altro tema di grande attualità quello trattato da Paolo Gallina in L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale, Edizioni Dedalo, 2015. Forte di un’attiva ricerca sul campo, l’autore mescola con irriverenza ed equilibrio casi scientifici a esperienze quotidiane di vita domestica, fornendo un
quadro insospettato e convincente della nostra dipendenza tecnologica. Con Che ora fai? Vita quotidiana, cronotipi e jet lag sociale, Edizioni Dedalo, 2015, il cronobiologo tedesco Till Roenneberg, coniugando aneddoti illustrativi a spiegazioni scientifiche facilmente accessibili, dimostra che essere più o meno mattinieri non dipende dalle abitudini, bensì
dal funzionamento del nostro “orologio biologico”. Il suo ritmo condiziona non solo la quantità e la qualità del nostro sonno, la digestione e la regolazione dei livelli ormonali, ma anche la probabilità di cominciare o meno a fumare, il rischio di obesità e la tendenza ad ammalarsi più facilmente. Infine, gli appassionati dei misteri cosmici apprezzeranno particolarmente il lavoro di Lucia Votano, Il fantasma dell’Universo. Che cos’è il neutrino, Carrocci Editore-Città della scienza, 2015, un libro dedicato alle particelle più sfuggenti e bizzarre dell’universo e alla loro storia affascinante raccontato con un linguaggio chiaro, in modo avvincente. Laura Organte
>laura.organte@gmail.com<
Brignano “Evolushow 2.0” Domenica 10 aprile sul palco del Teatro Geox Enrico Brignano si esibirà in “Evolushow 2.0”, un viaggio attraverso l’evoluzione, giocando con le sue contraddizioni e sorridendo di qualche errore. Intorno a Brignano, immagini suggestive e futuristiche, musica emozionante, presenze magiche e ironiche confezionano due ore di gustoso intrattenimento.
Sergio Rodella, quarant’anni di sculture e capolavori Quarant’anni di lavoro dello scultore padovano Sergio Rodella saranno concentrati al Centro culturale Altinate San Gaetano fino al 21 febbraio 2016: dall’Apocalisse, già esposta nel 1983 a Montagnana, del 1976, al gruppo de “I due ladroni” che l’artista esporrà per la prima volta, e che riproduce nei minimi dettagli anatomici gli spasmi di una crocifissione senza croci ed è il risultato di anni di sperimentazione su una tecnica basata sull’incastro del marmo nel bronzo. Al centro dell’Agorà sarà esposto il “Cristo in marmo nero del Belgio”..
De Gregori canta Bob Dylan Giovedì 14 aprile Francesco De Gregori regalerà al pubblico le canzoni di “De Gregori canta Bob Dylan - amore e furto”, l’album in cui traduce e interpreta, con amore e rispetto, 11 canzoni di Bob Dylan. “Tradurre Dylan è stata una grande avventura,– racconta De Gregori – non avrei mai potuto pensare ad un progetto del genere se non avessi amato da sempre il suo straordinario repertorio”. (l.o.)
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Sport
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Ciclismo Emozioni e scatti d’epoca
Nella foto di Giovanni Milani i giovani alteti durante la festa del cinquantesimo
Mezzo secolo di storia per il club di Este L
a mostra fotografica organizzata nella sala congressi del ristorante La Mandria di Ospedaletto è di una bellezza struggente. I corridori di un tempo convenuti si soffermano a lungo a guardare le foto, alcune ingiallite dal tempo, sguardi pieni di nostalgia dove rivedono la loro giovinezza, tutto intorno un brusio gioioso, vecchi compagni di corse e di storia che si reincontrano. Questo il prologo della conviviale organizzata dal club ciclistico di Este per festeggiare il cinquantesimo anniversario di attività e alla quale hanno aderito 230 tra ex atleti dirigenti sponsor politici e ragazzi in attività. “Era il 26 gennaio 1966, comincia la nostra favola” e sulle onde emozionali di queste parole, tra una portata e l’altra, i saluti
laPiazza
del presidente regionale Raffaele Carlesso, del presidente provinciale del Coni Flaviano Buratto che ha ricordato che la stella di bronzo con la quale è stata insignita la società nel 2005 è solo un piccolo riconoscimento non abbastanza gratificante per l’enorme attività del club a favore dei giovani e dello sport. Presente anche il presidente provinciale Stefano Carletto, poco avvezzo al microfono, ma sempre propositivo con quella sua verve polemica che calamita l’attenzione e crea discussione. Incalzata poi dallo spiker Moreno Martin è toccato a Stefania Paluello, presidente dal 2010, a far gli onori di casa consegnando pergamene ricordo ai partecipanti partendo naturalmente dagli ex presidenti Romano
Diritti
Ben 230 tra ex atleti, dirigenti, sponsor, politici e giovani campioni in attività hanno animato la serata che ha ripercorso l’avventura del Club Cicistico di Este
Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore
Per partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 - www.lapiazzaweb.it/category/diritti
DIRITTO SUCCESSORIO
Donazione, successione o donazione con riserva di usufrutto. Quale conviene?
Walter Lotto
Ludoteca dello Sport novità a Monselice
L Avv. Laura Giolo
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Il patrimonio ereditario di ciascun soggetto si compone di una quota disponibile, destinabile a chicchessia, e di una quota indisponibile, riservata per legge al coniuge, agli ascendenti ed ai discendenti del “de cuius”. La devoluzione del proprio patrimonio può avvenire in vita tramite donazione o dopo la morte a mezzo testamento (pubblico, olografo o segreto). Sul piano fiscale le aliquote e le franchigie sono le stesse per successione e donazione, variando solo in base al rapporto di parentela: 4% per coniuge e parenti in linea retta (con una franchigia fino ad € 1.000.000,00 per beneficiario); 6% per fratelli e sorelle (con una franchigia di € 100.000,00 per beneficiario); 6% per altri parenti fino al 4° grado e per affini in linea retta o collaterale fino al 3° grado (senza franchigia); 8% per altri beneficiari (senza franchigia). Le norme fiscali per la donazione sono quelle vigenti al momento dell’atto dispositivo, mentre non si può prevedere quali saranno quelle applicabili “post mortem” all’apertura della successione. Essendo il regime fiscale italiano in materia successoria uno dei più favorevoli in Europa ed ipotizzandosi da tempo un possibile inasprimento della normativa, parrebbe forse preferibile optare per la donazione. Questa, però, comporta costi notarili per la stipula dell’atto pubblico, mentre la redazione di un testamento olografo non comporta esborso
Buongiorno, con il quale il gruppo sportivo abbandona la denominazione Gs Pilastro (1974) e assume il nome attuale Cc Este, Francesco Braggion (1998-2004), Orlando Pegoraro il reggente la presidenza più longevo, dal 1976 al 1986 e Renzo Graziato (20042009). Spazio poi agli atleti che hanno raggiunto il professionismo partendo dal club: Fabrizio Verza, marito della presidentessa e
papà di Riccardo, che esordirà in questa stagione tra gli Under 23 con già due tricolori e molte corse di spessore in bacheca. Magro e in forma come quando da dilettante vinceva il giro della Valle d’Aosta Fabrizio, da prof ai tempi di Gimondi e Moser, si impose in un Gp di Larciano e conquistò due volte la maglia bianca di miglior giovane al giro d’Italia prima che un banale ma drammatico incidente gli stroncasse un futuro luminoso. Anni di professionismo anche per Filippo Baldo con la partecipazione a giri d’Italia e un quarto posto in un campionato italiano. Tuttora in attività con un team continental olandese è Massimo Graziato che cercherà il rilancio dopo due stagioni in ombra. Pergamene poi per tanti altri atleti. In coda i saluti del sindaco Giancarlo Piva e l’assessore Fabrizio Brugin “due persone molto importanti per il sostegno della nostra attività” ha sottolineato la presidentessa Paluello, poi mega torta e finale con lotteria primo premio, manco a dirlo una bicicletta. E la storia continua.
alcuno. La donazione con riserva di usufrutto è interessante perché permette al donante di utilizzare finché è in vita il bene donato. Le eventuali imposte si pagano solo sul valore della nuda proprietà, calcolato ex tabelle millesimali in base all’età del donante. Inoltre la rivalutazione dell’immobile non va considerata nel conteggio del valore catastale. Alla morte del donante usufrutto e nuda proprietà si riuniscono automaticamente con il solo modesto esborso della cancellazione dell’usufrutto dal certificato catastale. Nello scegliere le modalità più convenienti di destinazione del patrimonio occorre, pertanto, valutare il singolo caso, soppesando l’età del donante/testatore, le tipologie di beneficiari e l’entità del patrimonio. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT
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’Assessorato allo Sport di Monselice, in collaborazione con l’Associazione Move, ha avviato da gennaio il progetto “Ludoteca dello sport”. Lo scopo è quello di fornire ai bambini di età compresa fra i 4 e i 12 anni un’opportunità di sviluppo educativo, legato all’attività fisica propedeutica allo sport, all’interno di un ambiente protetto, ma allo stesso tempo propositivo e stimolante. L’attività ludico ricreativa proposta è strutturata in modo che i bambini possano, attraverso il gioco, avvicinarsi a varie discipline sportive, comprendendo le proprie predisposizioni e attitudini. Caratteristica importante del progetto è la possibilità per i genitori di interagire con i bimbi nei giochi e di creare occasioni di socializzazione. I giochi e le attività si svolgeranno a Monselice nei locali della palestra di via Emilia 37, sede dell’associazione, nelle domeniche fino al 30 marzo, dalle 15 alle 18, e saranno organizzati e coordinati da personale preparato dal punto di vista didattico, motorio e sportivo. I bambini saranno invitati ad eseguire dei giochi, a rotazione, utilizzando piccoli attrezzi o lo spazio della palestra, in modo che vengano valorizzate sia le attività individuali sia il lavoro di gruppo. Il gioco sarà il filo conduttore delle varie attività, che mireranno a far acquisire ai partecipanti consapevolezza del proprio corpo e delle proprie propensioni. Per poter aderire è necessario versare all’Associazione Move un contributo di 25 euro, per la copertura assicurativa dei partecipanti. n.c.
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ilVeneto
Il caso La sentenza di primo grado
Birolo condannato a due anni e otto mesi di carcere D
ue anni e otto mesi di carcere, oltre il risarcimento di 325 mila euro. E’ questa la pena inflitta dal giudice Beatrice Bergamasco del tribunale di Padova, con la sentenza di primo grado dello scorso 28 gennaio, a Franco Birolo. Il tabaccaio, che vive e lavora nel centro della frazione di Civè, alla fine dell’aprile del 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che nottetempo, dopo avere sfondato con un’auto la vetrata del suo negozio, stavano rubando al suo interno. Birolo, con la moglie e la figlia, stava dormendo al piano superiore. Le motivazioni della sentenza si basano fondamentalmente sul fatto che secondo il giudice non ci fu un’aggressione da parte del ladro. Dire che il caso abbia sollevato un polverone è dire poco, tanto da assumere una risonanza nazionale. Anche alla luce del fatto che solo qualche mese prima il Pubblico Ministero aveva chiesto l’assoluzione per Birolo. La reazione più istintiva è stata quella popolare. L’indignazione è stata generale, con i concittadini di Birolo che si sono tutti schierati subito dalla sua parte dimostrandogli la massima solidarietà. La decisione del giudice ha scatenato tuttavia una bufera sui social network tanto che, alla luce della miriade di insulti e minacce, la Digos fin da subito ha deciso di mettere sotto protezione l’abitazione della Bergamasco. Franco Birolo, da parte sua, non
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Attualità
Baldin (M5S): “Siamo dalla parte di Birolo”
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a consigliera del M5S in Regione Veneto Erika Baldin si è recata a Correzzola per ascoltare dalla bocca di Franco Birolo la dinamica dell’episodio che l’ha coinvolto. “Birolo è sceso dal letto per vedere cosa stava avvenendo nel suo negozio al pianterreno, diviso dagli alloggi della famiglia solo da una porta interna. Al piano sopra c’erano sua figlia e la moglie”.“Non possiamo parlare di far west in questo caso. Lui ha solo difeso la propria famiglia e credo che ogni padre e marito avrebbe fatto lo stesso. Per questo noi siamo con Birolo e ci facciamo portavoce della sua richiesta – continua la consigliera – Birolo chiede che in questo Paese si riconosca il diritto di ogni cittadino a difendersi e che tutti diano il proprio contributo politico alla revisione della legge sulla legittima difesa”.
Il tabaccaio di Civè dovrà inoltre risarcire alla famiglia del ladro 325mila euro. Secondo il giudice non ci fu aggressione da parte del ladro
Il tabaccaio che vive e lavora nella frazione di Correzzola alla fine dell’aprile 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che di notte, dopo aver sfodato la vetrata del negozio, stavano rubando
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ha mai voluto rilasciare un commento, rifugiandosi nella quotidianità del suo lavoro. Le manifestazioni di solidarietà, come si diceva, non sono mancate. Il movimento Indipendenza Veneta, all’indomani della sentenza, ha organizzato un sit in davanti all’ edicola, raccogliendo anche dei fondi. Nei giorni successivi, a Correzzola, si è poi fatto promotore di una fiaccolata di solidarietà a cui hanno partecipato cinquecento persone, tra le quali alcuni anche compaesani di Birolo. Sul piano istituzionale le reazioni sono state più ponderate. Il sindaco Mauro Fecchio e la sua amministrazione hanno riproposto il conto corrente postale istituito già nel 2012 e messo a disposizione di chi volesse concretamente aiutare il tabaccaio. La Lega Nord, che si è riunita con il suo stato maggiore provinciale a Correzzola, ha preferito spostare il tiro, più che sulla sentenza in se, sulla necessità di modificare la legge sulla legittima difesa istituendo un “Patto”, un tavolo di lavoro aperto al contributo di esponenti del mondo della magistratura e accademico.
L’intervento del vescovo fa scandalo
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candalo ha fatto l’intervento del vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, che ha pubblicamente assolto Birolo, considerando sproporzionata la pena. Una presa di posizione che ha portato l’Associazione nazionale magistrati a valutare l’opportunità di una querela per l’ingerenza del prelato. Anche l’avvocato di Franco Birolo non ha voluto puntare il dito sul giudice, ricordando come le sentenze vadano rispettate e che se non le si condivide c’è la possibilità di ricorrere in Appello. A sostegno del Giudice Bergamasco, l’onorevole del Pd Alessandro Naccarato, che accusa il presule di aver abusato del proprio ruolo. “Il suo intervento - commenta - è particolarmente grave alla luce delle motivazioni della sentenza, che hanno chiarito che l’imputato ha sparato contro un uomo disarmato.
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Attualità
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“Non passi l’idea che rubare si può” Intervista al vescovo di Chioggia che difende il tabaccaio che ha ucciso: “Se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo”
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o non dico se ha fatto bene o no. Dico solo: cerchiamo di non far passare l’idea che rubare si può tanto dovremmo esser protetti per legge. Allora faccio una battuta: si faranno anche un’assicurazione sul lavoro?”. Il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo non usa mezzi termini per difendere la sua scelta di schierarsi a favore di Franco Birolo, il tabaccaio di Correzzola condannato per avere ucciso un ladro. Una posizione netta e inattesa la sua. “Ho solo fatto una riflessione. Certo, la legge deve far capire che la difesa deve essere moderata, ma mi sono messo anche nei panni di chi si trova in quella situazione e non ha tutta la freddezza richiesta dalla legge”. Ma comunque Birolo ha tolto la vita a una persona... “Non dico che la reazione non sia stata sopra le righe o che ha fatto bene - e ne è convinto anche lui -, ma ha agito d’istinto, spinto dalla rabbia del momento
e dalla tensione”. Si può perdonare un omicidio se fatto in questo modo? “Io non penso che sia calcolato perciò dico: la difesa non è stata bella, ma nello stabilire le cause il giudice dovrebbe tenere conto del danno fatto e che lui è stato provocato. Perchè se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo...Altrimenti la gente si fa l’idea che può andare a rubare tanto non gli si può fare niente”. Quindi sono “rischi del mestiere”? “Anche il giudice ha tenuto conto che non è un omicidio volontario. Però poi, l’altro vitalizio mi sembra esagerato, perchè destabilizza la vita di una famiglia”. Parla del risarcimento alla famiglia del ladro? “Ma a Birolo i danni chi è che glieli risarcisce? Insomma, 325mila euro rovinano una famiglia”.
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Il vescovo Tessarollo e la tabaccheria di Franco Birolo
E se quel ladro un giorno si fosse potuto redimere? “Certo, la morte non dà altre chance. Ma probabilmente anche chi ha sparato in situazioni diverse non lo avrebbe fatto. Con i ‘se’ non so cosa fare. Ma c’è l’idea che si senta più protetto per
legge chi aggredisce che non chi è aggredito”. Quindi lei sarebbe d’accordo con la revisione della legge sulla legittima difesa? “Certo quello sarebbe ora”. Giorgia Gay
Menù di Pasqua Aperitivo della Casa con salatini Antipasti Schiette con polentina Antipasto Fornace: Gamberetti, Polipi con sedano, insa lata di mare, latticini di Seppia, Gamberoni, 1/2 Astice al prosecco Primi Linguine al Salmone affumicato Farfalle con Scampi e funghi Secondi Grigliata mista di pesce (Orata, cod a di Rospo, Scampo) Vassoi di frittura mista con polentina, Insalatine di stagione Dolci Tartufo gelato con liquore Colomba Pasquale e vino moscato Sgroppino Caffè e Grappa della casa Vino e Acqua Minerale compresi
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Società
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Donne al vertice Mariacristina Gribaudi
Mariacristina Gribaudi è la presidente della Fondazione Musei civici veneziani.
“Arrendersi mai, il talento emerge” A
mministratore unico di un’azienda leader del settore della produzione di chiavi come la Keyline spa di Treviso, mamma di sei figli e ora anche presidente della Fondazione musei civici di Venezia. Mariacristina Gribaudi non ha certo paura delle sfide. Capo di un’azienda e ora anche al vertice della più importante istituzione culturale veneziana... “Quando sono arrivata ho trovato delle vere eccellenze e il mio compito sarà di valorizzare i talenti esistenti, ma anche di portare al suo interno uomini, donne e giovani di talento che facciano la differenza. Inoltre, gli undici musei della Fondazione rappresentano un patrimonio inestimabile, meritano molta più
visibilità, meritano ognuno di vivere di luce propria e diventare degli spazi in cui i giovani possano trovare un’ambientazione che li faccia ritornare”. Qual è stato il suo percorso per arrivare a un ruolo così importante? “Io sono piemontese, nasco da una famiglia di imprenditori che ha cominciato a fare business nel 1920 a Torino. Mia nonna lavorava, mia mamma era una donna manager. Insieme a queste figure femminili di riferimento ho metabolizzato il modello di fare business del Nord-ovest, caratterizzato dall’esperienza di Adriano Olivetti. Quello che io ho portato all’interno dell’azienda è un modello di business mixato dalle mie origini”. La sua è una bella esperien-
“Come riesco a gestire figli e carriera? Sono una maratoneta, sopravvissuta a tutto correndo. Al mio arrivo in azienda ho dovuto superare pregiudizi”
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IL DIRITTO DI CAMBIARE
za di donna al vertice. È davvero così difficile per una donna ricoprire ruoli di rilievo? “È tutto difficile, a me nessuno ha regalato niente, la strada è stata tutta in salita. Per esempio, quando nel 2002 sono entrata nel business di famiglia di mio marito, Massimo Bianchi, gestito da soli uomini per sette generazioni, è stata una grandissima sfida, dovevo superare tutti i pregiudizi legati al mio ruolo. Credo che
non sia facile arrivare ai vertici seguendo i valori della meritocrazia, ma certamente si stanno aprendo delle opportunità per le donne di talento”. Come riesce a coniugare la famiglia e la vita privata con la carriera? “Dico sempre di essere una maratoneta: sono sopravvissuta a tutto correndo. Sei figli sono tantissimi, ma sono cresciuti con una capacità di autonomia quasi immediata. Per molte estati li ho portati in fabbrica per conoscere il mio mondo, lì hanno fatto dei piccoli lavoretti e poi, autonomamente, hanno sviluppato le loro capacità, anche all’estero. Inoltre, sin da quando erano piccoli ho sempre avuto la casa piena dei loro amici: sono sempre stata circondata dai giovani e questo costante contatto è servito moltissimo, anche nel mio lavoro”. Consigli da dare a una donna che vuole fare carriera? “Non arrendersi mai, essere resiliente, sorridere sempre, vedere il bicchiere mezzo pieno. Prima o poi le persone di talento emergono”. Giorgia Gay
Fa dialogare industria, cultura, giovani
“D
ietro ogni organizzazione c’è un aspetto fondamentale da tenere in conto: le emozioni delle persone”. Mariacristina Gribaudi, imprenditrice e donna di successo, si basa su poche, semplici regole nel suo lavoro in azienda come anche alla guida dell Fondazione Musei civici veneziani: lavoro di squadra, valorizzazione dei talenti, contaminazione tra le varie realtà produttive, spazio alle donne e ai giovani. “Le aziende dovrebbero cominciare a valorizzare il merito e soprattutto il capitale umano - spiega -: fare arrivare un lavoratore contento o scontento incide sulla qualità del lavoro. Più sereni arrivano, meno problemi abbiamo, più la qualità del lavoro eccelle”. All’esperienza nell’industria delle chiavi e nella Fondazione Musei Civici, si è aggiunta di recente anche la nomina a consigliere indipendente nel consiglio di amministrazione dell’incubatore veneto di start up H-Farm. Industria, cultura, nuova imprenditoria: tre ambiti che, per Gribaudi, si incontrano, si specchiano imparando l’uno dall’altro. “Possiamo pensare a fare fabbrica senza relazionarci con la cultura che abbiamo in Italia e con i giovani? Dobbiamo imparare a pensare a certi spazi come a dei luoghi aperti, in cui i giovani possono venire a studiare e a relazionarsi. Il patrimonio che ha Venezia è un contenitore dalle enormi potenzialità, non resta che investire”.
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Economia
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“Flessibilità del lavoro, opportunità di crescita” Il presidente di Eurointerim spa Luigi Sposato snocciola le cifre di un successo: fatturato di 68 milioni di euro, più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, e un totale di 10.140 lavoratori
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na realtà all’avanguardia a livello italiano nel campo delle agenzie del lavoro. E’ Eurointerim Spa, agenzia per il lavoro, nata nel 1998. Una delle prime agenzie per il lavoro a capitale interamente italiano. Il successo di questa realtà lo illustrano chiaramente i numeri. Il 2015 si è chiuso per Eurointerim con un fatturato di 68 milioni di euro, con un totale di più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, cioè 472mila giorni lavorati e un totale di 10.140 lavoratori. Sono stati erogati 139 progetti formativi:18 corsi base, 34 corsi professionali e 87 corsi on the job, per un totale di 8400 ore formative e 929 lavoratori formati, un aumento del 24% rispetto al 2014. Ha la sua sede principale a Padova in viale delle Industrie. A raccontarcelo è direttamente il suo presidente Luigi Sposato. “L’oppor-
tunità di lavorare in questo campo - spiega Sposato- è arrivata con il 1996 cioè con la nuova normativa sul lavoro somministrato. L’Italia e la Grecia erano le ultime in Europa che non l’avevano introdotto. Due anni dopo, nel 1998 sono partito. Eurointerim, è l’unica agenzia che sintetizza una profonda conoscenza della complessa normativa giuslavoristica italiana con la possibilità di dare flessibilità a un mercato sostanzialmente rigido. L’attività si sviluppata in un crescendo, fino al 2009, quando cioè la crisi ha picchiato durissimo anche sulla nostra attività. La crisi fatto comunque utile pulizia di rami secchi. Quello che abbiamo imparato è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto di periodi economici così negativi. Nonostante ciò, fra i nostri dipendenti
Sposato: “Quello che abbiamo imparato in questi anni di crisi è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto dei periodi economici negativi”
Luigi Sposato
diretti, non abbiamo lasciato a casa nessuno”. Eurointerim ha 48 filiali in tutto il territorio nazionale prevalentemente al centronord e cioè oltre che in Veneto anche in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Friuli-Venezia Giulia. Ha 200 dipendenti propri e 200 “corner” all’interno di studi di consulenza del lavoro. A rivolgersi per trovare lavoro a Eurointerim, sono persone di tutte le età sia italiani che immigrati. Gli immigrati sono il 30 % del totale. Opera a fianco delle Istituzioni pubbliche per promuovere occupazione e reimpiego. Il mondo della consulenza del lavoro si completa con quello dei servizi per le risorse umane e di intervento organizzativo, modalità di assunzione, ricerca e valutazione del candidato e integrazione
con l’azienda. “Il nostro scopo- conclude Sposato - è unire candidati con aziende. I servizi per le aziende sono: somministrazione, ricerca e selezione, formazione, outplacement, outsourcing. Eurointerim è l’unica agenzia per il lavoro inserita nell’elenco delle imprese con rating di legalità”. Saranno organizzati incontri di formazione e orientamento gestiti dal Presidente di Eurointerim. Gli argomenti?: trovare o cambiare lavoro, motivarsi e motivare, gestire i collaboratori, comunicare con efficacia, come raggiungere i propri risultati personali e professionali. Fra le attività innovative di Eurointerim c’è l’avvio di una agenzia di rating in supporto alle imprese e all’azione delle banche. Mattia Rossin
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Politica
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Baretta: “La legge di stabilità darà nuovo impulso alla ripresa”
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Il sottosegretario veneto all’Economia spiega le principali novità contenute nella legge approvata dal Parlamento
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l Parlamento ha approvato la Legge di stabilità, un documento che ha importanti ricadute non solo a livello nazionale ma anche sul territorio. Ne abbiamo parlato con il sottosegretario all’Economia e Finanze on. Pier Paolo Baretta. Cosa cambia con la nuova Legge di Stabilità? “Questa legge contiene provvedimenti per irrobustire i segnali di ripresa che si intravvedevano, deboli ma concreti”. Le novità più importanti? “La riduzione del peso fiscale, impedendo l’aumento di due punti dell’Iva. L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa. Il rinnovo del bonus energetico. Sono stati confermati i vantaggi fiscali per le aziende che assumono ed è stata prevista la riduzione
dell’Ires per il prossimo anno. Altra novità è l’abolizione del Patto di stabilità: adesso i comuni potranno investire le energie bloccate al loro interno in interventi sul territorio”. Quali vantaggi per il Veneto? “Il Veneto ha dei vantaggi diretti da molte di queste scelte. È una delle più importanti realtà produttive del Paese, la sua industria è molto esposta all’export internazionale, per cui tutto ciò che sostiene l’industria va direttamente a beneficio anche del Veneto. Altri interventi di riforma, come quelli su autorità portuali e infrastrutture, per esempio hanno avuto una buona ricaduta sul Veneto”. Ci sono altri provvedimenti al vaglio del Governo? “Molti provvedimenti sono
“Tre assi di sviluppo per il Veneto”
“Tra le novità la riduzione del peso fiscale, incentivi alle aziende che assumono, eliminazione dell’Imu prima casa”
già in corso, tra questi cito il finanziamento dell’alta velocità sulla tratta Verona-Padova e verso Trieste. Il finanziamento della Pedemontana, che è già stato fatto, ma c’è anche l’accordo di programma per Porto Marghera, con un finanziamento di 150 milioni. Infine, il riconoscimento da parte dell’Unesco delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità”.
Voci da palazzo
Gaia Ferrarese
er il sottosegretario al’Economia Pier Paolo Baretta sono tre le linee da seguire per sostenere la ripresa in Veneto. “Il primo è certamente lo sviluppo dell’industria manifatturiera - spiega -, che da sempre è il perno della nostra economia”. Il secondo è il binomio turismo e cultura: intesi come tutt’uno: “Il Veneto ha un patrimonio clamorosamente elevato, elemento centrale di sviluppo del territorio - evidenzia -. Un patrimonio fatto sia di grandi città d’arte sia di piccoli centri urbani. Dobbiamo gestirlo in modo organico, con una chiara visione. Non può essere lasciato ai singoli comuni”. “Il terzo asse è la logistica. La posizione geografica del Veneto è privilegiata: dai porti del Nordest si accede al centro e all’Est Europa, mercati straordinariamente importanti. Per questo ci serve cinserve una logistica capace di ricevere e smistare”.
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Politica
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Accordo in Regione L’area da mezzo milione di mq è già nella disponibilità del Comune
Via libera al nuovo ospedale di Padova Sarà costruito a Padova Est - San Lazzaro D
opo anni di polemiche e colpi di scena la politica trova l’accordo sul futuro del nuovo ospedale di Padova. Si farà a Padova Est - San Lazzaro, in un’area di 521 mila metri quadrati a disposizione del Comune di Padova. Tramontata dunque l’idea di Padova Ovest, dopo un ridda di reazioni, messa da parte anche l’ipotesi dell’aeroporto insieme all’eventualità di una ricostruzione del vecchio ospedale, la collocazione del nuovo policlinico passa il vaglio del tavolo regionale. Il comitato di coordinamento presieduto dal governatore Zaia e composto da tutti i soggetti interessati (Uls, Azienda Ospedaliera, Università, Comune, Provincia) ha dato il via libera alla soluzione di San Lazzaro dopo l’ultimo confronto tra le diverse opzioni proposto dal nel direttore dell’azienda ospedaliera Luciano Flor. Ora viene il bello perché, a parte la disponibilità
Ora viene il bello con la progettazione di un’opera attesa da almeno vent’anni. Servirà una forte collaborazione tra pubblico e privato dell’area, che il Comune di Padova mette a disposizione in “diritto di superficie” per almeno 99 anni, il progetto del nuovo ospedale è tutto da costruire e ha l’ambizione di consegnare finalmente alla città una moderna “cittadella della salute” all’altezza della fama e dell’alta specializzazione della sanità padovana. Serviranno tanti soldi, oltre 600 milioni di euro, e una sinergia tra pubblico e privato visto che anche in questo caso si ricorrerà alla formula del “project
Le reazioni: il centrodestra esulta, perplessità dal centrosinistra mentre il Movimento 5 Stelle teme un nuovo “mostro mangia soldi”
O
ra l’attenzione si sposta sui tempi e sui dettagli della progettazione del nuovo ospedale di Padova. Intanto dal centrodestra arriva il plauso alla scelta di Padova Est. “L’eccellenza sanitaria patavina - afferma Roberto Marcato, assessore regionale all’economia - meritava di potersi esprimere al meglio in una struttura adeguata, che ora nascerà secondo tutti i crismi e con le preziose indicazioni tecniche dell’Università e dello Iov, elementi importanti per dare contenuto scientifico ai massimi livelli”. Il centrosinistra conferma invece i dubbi di quello che giudica un percorso ad ostacoli. “La prima delle perplessità - affermano i consiglieri Claudio Sinigaglia e
Piero Ruzzante - è quella sulla destinazione urbanistica e la conformità della stessa per attivare la struttura sanitaria. Meritano un approfondimento le questioni dell’accessibilità, anche viabilistica, e delle possibilità di implementazione dell’area”. Teme un nuovo “mostro magia soldi” il capogruppo del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti: “Ancora una volta stanno parlando del contenitore, ma sui contenuti non ho ancora sentito una parola dalla politica regionale per non parlare del fatto che diventa indispensabile ribadire un secco no all’ipotesi del project financing, come andiamo dicendo da sempre, per questo progetto”.
Voci da palazzo piedino
financing”. Intanto la Regione ha confermato lo stanziamento di 50 milioni l’anno per il prossimo triennio ma questo è solo il primo passo. Per quanto riguarda l’ormai accantonato progetto di Padova Ovest è lo stesso Zaia ad indicare la strada da seguire: “ Il fatto sarà formalizzato con una nuova delibera regionale che ribadirà la non pubblica utilità dell’area di Padova Ovest già dichiarata il 14 ottobre 2014. Abbiamo inoltre costituito un tavolo tecnico composto dai legali dei diversi protagonisti del Tavolo che dovrà darci la corretta linea giuridica rispetto ai rapporti con i privati che furono interessati a Padova Ovest. Nel frattempo si può cominciare a scrivere anche il nuovo Accordo di Programma – conclude Zaia – che darà al Veneto un Policlinico Universitario di livello internazionale”. Anche il sindaco di Padova Massimo Bitonci parla di una decisione storica e sottolinea il ruolo del Comune nel mettere a disposizione il terreno: “Le valutazioni dei tecnici sono state assunte e condivise da tutte le parti: l’area di Padova Est non evidenzia criticità ed è immediatamente disponibile. Ora andiamo avanti, insieme. I veneti e, soprattutto, i padovani, hanno atteso per troppi anni un’opera che ora possiamo finalmente realizzare”. Più critico invece il presidente della Provincia Enoch Soranzo, che si è astenuto: “Invierò a Zaia le controdeduzioni su alcuni errori e discrepanze ma a questo punto auspico che, definita una volta per tutte l’area, s’inizino quanto prima i lavori di costruzione, e che davvero Padova possa avere in tempi rapidissimi una struttura attesa da vent’anni”. Nicola Stievano
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Turismo
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Lombardia Un tempo l’attuale “4 stelle” gestito dai Giovannini era anche una frequentata stazione di cambio cavalli
L0 storic0 “Posta” racconta Sondrio L’elegante Grand Hotel costruito nel lontano 1862 è legato a doppio filo con la città della Valtellina costituendone un luogo d’accoglienza di classe e un sing0lare, ricco e variegato spazio museale Pagina a cura di
>Renato Malaman<
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na città, un albergo. Nel caso di Sondrio bisognerebbe dire: una città e il “suo” albergo. Perché il Grand Hotel della Posta è legato a doppio filo con la città capoluogo della Valtellina, sin da quando era ancora parte del cosiddetto Stato di Milano governato dagli austriaci. Dai successori di Radetzky per intenderci. Era il 1855 quando per volontà di Francesco Foianini fu gettata la prima pietra dello storico hotel, la cui costruzione venne completata nel 1862, quando Sondrio e la Lombardia tutta erano già parte del neonato Regno d’Italia retto dai Savoia. Della sua città il Grand Hotel della Posta è stato, come testimonia il nome, stazione di posta e quindi crocevia di comunicazioni, trasporti e traffici commerciali. Uno snodo vitale. Affacciato sulla centralissima piazza Garibaldi, di cui costituisce uno dei focus per l’eleganza del suo stile architettonico, da oltre un secolo e mezzo il Grand Hotel della Posta rappresenta il luogo dell’ospitalità per eccellenza di Sondrio. Le camere, grazie anche ad un recente restauro, mantengono intatto il fascino di un tempo con arredi e decori d’epoca, compresi in qualche caso gli affreschi dei soffitti. Entrarvi è come aprire la porta sulla storia e poter respirare certe atmosfere della seconda metà dell’Ottocento, quando il gusto per il dettaglio era arte. E parlando di arte va sottolineato un altro aspetto che lega fortemente il Grand Hotel della Posta a Sondrio: l’esposizione di opere d’arte di valore assoluto. Si tratta di intere collezioni che la proprietà dell’immobile, il Credito Valtellinese (erede di quella banca, il Piccolo Credito Valtellinese, a cui il proprietario di allora, Enrico Vitali, la cedette nel 1947), ha voluto collocare nei vari spazi dell’albergo per trasformarlo in una sorta di museo. Si tratta di un notevole complesso di opere d’arte attinte dalla collezione di quadri antichi della banca. Ma brillano anche sculture di valore, come i bronzi realizzati dal grande Arturo Martini. Un galleria di capolavori d’autore che spaziano dal Settecento all’arte contemporanea.
Sembrerebbe di passare dal sacro al profano citando anche l’enogastronomia fra gli aspetti che rendono lo storico albergo una vetrina di Sondrio e del suo territorio. Ma non è affatto un’eresia perché oggi la produzione agroalimentare di un territorio, specie quella artigianale, è considerata parte integrante della cultura materiale di una zona. E la Valtellina ne ha molte di eccellenze da mettere in vetrina, a cominciare dalla bresaola, salume crudo a pezzo intero ottenuto da sapiente stagionatura naturale che è nato proprio da queste parti. E poi i tanti formaggi di alpeggio, a cominciare da Bitto, Casera Valtellina e Scimudin. I pizzoccheri, pasta tipica a base di grano saraceno, la polenta “taragna” e gli “sciatt”, ovvero frittelle di grano saraceno e formaggio. Quindi i vini: ieri solo lo Sforzato, o Sfurzat (ottenuto da uve passite tre o quattro mesi), oggi anche molti altri. In primis il Valtellina Superiore, un rosso che ha ottenuto la Docg come lo Sforzato. La base prevalente è il Nebbiolo che nella Valtellina assume le declinazioni più originali e apprezzate. Il Grand Hotel della Posta ospita la maggior parte degli eventi di rappresentanza di Sondrio. In aprile è
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Turismo La suggestiva piazza Garibaldi, cuore di Sondrio dove sorge il Grand Hotel della Posta. A destra la Spa e la facciata dello storico albergo, scorcio sul fiume; sotto: una camera dell’hotel, prodotti tipici della Valtellina e un piatto di pizzoccheri. Nella striscia verticale: il ristorante e la taverna dell’hotel, la Torre Ligariana e l’albergo illuminato.
Hotel della Posta. L’itinerario del passeggio comprende la vicina piazza Campello, dove prospettano il Palazzo Pretorio (oggi sede municipale) e la Collegiata dei Santi Gervaso e Protasio, chiesa simbolo della città. Il suo campanile, la Torre Ligariana, è nel contempo anche torre civica. Una visita della città deve comprendere anche il Museo Valtellinese di Storia e Arte che sorge in via Quadrio nel Palazzo Sasso de’ Lavizzari. Una strada in salita conduce al Santuario della Sassella che presenta pregevoli affreschi del ‘500. La città, che ha poco più di ventimila abitanti, sorge alla confluenza fra il Mallero e l’Adda e mentre si passeggia il sottofondo del rumore dell’acqua che scende rabbiosa da tutta la valle e dal complesso del Mara Corna è costante. Fa capire che tutt’intorno c’è il grande regno della montagna, lo scrosciare dell’acqua ne annuncia il respiro. Sondrio, in fondo, di questa regione di paesaggi austeri che è la Valtellina, terrazzata fin dai tempi dei romani per coltivare la vite, ne è la regina indiscussa. Da sempre. prevista la prima edizione di un evento – contenitore chiamato “Art de Vivre” e dedicato ad arte, moda, gastronomia e intrattenimento. Oggi la gestione dell’hotel è affidata alla società Lungolivigno della famiglia Giovannini di Livigno, gruppo che ha costruito la sua notorietà nel campo della moda (i suoi negozi di Livigno propongono le griffe più quotate e sono molto frequentati dai turisti, anche stranieri) e che ha esteso i suoi interessi nella hotellerie di qualità. Il “4 stelle” storico di Sondrio è oggi uno dei fiori all’occhiello dei Giovannini, compreso il ristorante che si è ritagliato uno spazio anche fra le segnalazioni delle guide specializzate. Il restauro ha permesso di recuperare anche gli spazi sotterranei dell’albergo dove è stata ampliata la Spa e ricavate la sala colazione, una rustica taverna e una fornita enoteca, che presenta un panorama completo delle etichette del territorio. Sondrio è città appartata, che non ama i riflettori, ma è ugualmente piacevole da visitare. In tutte le stagioni. Il suo salotto è piazza Garibaldi su cui si affacciano i palazzi più importanti, fra cui il Grand
Dal 23 al 25 aprile ospiterà “Art de Vivre”un evento d’arte, moda e alta gastronomia L’albergo è uno dei focus di piazza Garibaldi il cuore pulsante di un centro storico tutto da scoprire
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Utero in affitto: la storia della donna che sta facendo riflettere anche l’America
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L’Editoriale
Lo psicologo di base: perchè è importante dott. Alessandro De Carlo*
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a figura dello psicologo di base sta ottenendo sempre maggiore visibilità e attenzione sui media, nella discussione tra professionisti e nell’agenda politica, che ha anche recentemente visto la presentazione di un progetto di legge regionale su questo argomento. Si tratta di una figura professionale che ha lo scopo di favorire la salute e il benessere psicologico delle persone lavorando negli stessi ambienti dei medici di medicina generale, o medici di base. Tali ambienti sono frequentati normalmente dalle persone, non sono distanti dai luoghi della vita quotidiana e non sono generalmente percepiti come luoghi “pericolosi” o “da evitare” come possono essere visti, ad esempio, gli ospedali. Tale caratteristica degli ambulatori di medicina generale è fondamentale nella prospettiva di avvicinare la psicologia e gli psicologi alle persone, che ad oggi usufruiscono solo limitatamente delle loro prestazioni professionali. Se infatti il bisogno di psicologia è in costante aumento – le rilevazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano tale tendenza – l’accesso alla professionalità degli psicologi è ancora limitato. La vicinanza e la possibilità di contatto, concetti già cari alla psicologia sociale, in questa prospettiva possono facilitare l’accesso a prestazioni che altrimenti che richiederebbero una ricerca attiva di un professionista privato o il rischio di dover attendere presso strutture pubbliche. A ciò si aggiunge un’ancora scarsa familiarità delle persone con la psicologia, scienza “giovane” nella sua configurazione contemporanea e quindi ancora non pienamente conosciuta da tutti, tanto nelle sue aree d’intervento quanto nelle sue possibilità di migliorare la salute e il benessere. Per questo l’istituzione della figura dello psicologo di base, che non può prescindere da una volontà condivisa con i medici e con le amministrazioni regionale e locale, deve proseguire al fine di realizzare un ulteriore presidio di salute nel Veneto, regione già d’eccellenza in sanità. *Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto
La sinusite cos’è
Sciatica: sintomi, cura e rimedi per il dolore sciatico a pag 33
L’Ortodonzia intercettiva per i bambini
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L’opinione
Pubblicità informativa, la sentenza che dà ragione al codice deontologico dott. Bruno Noce*
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l 19 gennaio, laVI sezione del Consiglio di Stato ha dato ragione ai ricorsi presentati da Fnomceo, affiancata dall’Ordine dei Medici e degli odontoiatri di Milano, contro l’ammenda di 800.00 euro inflitta alla fine del 2014 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato(AGCOM). L’ammenda era stata inflitta alla fine del 2014 dall’AGCOM alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici(FNOMCEO), successivamente più che dimezzata dal TAR di Roma, per un articolo contenuto nel nostro Codice Deontologico riguardante il divieto all’utilizzo della pubblicità commerciale da parte degli iscritti a sostegno della propria attività professionale. Gli Ordini devono continuare la attività di verifica della veridicità e correttezza dei messaggi pubblicitari degli studi odontoiatrici e medici nel rispetto della legge Bersani e a tutela dei consumatori, eventualmente sanzionando l’iscritto che, divulgando informazioni inveritiere ed ingannevoli, viola il Codice Deontologico. La soddisfazione è legittima in quanto si tratta di una sentenza che, pur non entrando nel merito, costituisce un punto fermo riguardo le competenze ascritte all’Istituzione Ordinistica ed inoltre e non certo di poco conto, perché a fronte di una nostra sempre chiara e netta posizione, nel tempo ed in corso d’opera in tanti si sono esercitati nelle più fantasiose soluzioni. La sentenza del Consiglio di Stato costituisce una grande vittoria per la professione che in questi anni ha assistito a promozioni in campo odontoiatrico inverosimili in termini di prezzi e di prestazioni, che sicuramente hanno disorientato il cittadino. Un conto è infatti la pubblicità informativa che permette al paziente di essere edotto appieno sulle terapie offerte, compresi i prezzi, diversa è la pubblicità commerciale che ha lo scopo di attrarre mediante spot promozionali il potenziale “ cliente” non mettendolo nelle condizioni migliori per operare una libera scelta su ciò di cui ha effettivamente bisogno. Noi ci adopereremo sempre affinché le regole del Codice Deontologico vengano rispettate per continuare ad operare affinché il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della costituzione sia sempre tutelato e prevalga su qualsiasi logica di profitto e di mercato senza regole e per poter riaffermare ancora una volta la libertà e l’indipendenza della Deontologia Professionale, e dei suoi principi etici e civili, con l’obiettivo della tutela dei diritti dei cittadini. Siamo consapevoli che a fronte dei cambiamenti culturali e dei mezzi di informazione di massa, il medico è sollecitato a modificare le tradizionali forme di comunicazione, ma proprio per questo, come Ordine, sosteniamo con forza il nostro diritto a vigilare nell’interesse della salute dei singoli e della collettività.
*Presidente della Commissione Albo Odontoiatri Rovigo
Siamo felici davvero se stiamo bene Per collaborare all’inserto La Piazza Salute contattare
dott. Francesco Noce*
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a scienza medica ha da tempo oltrepassato i confini delimitati dalle colonne di Ercole e non occorre disturbare Kant per ricordare che non tutto ciò che è lecito è moralmente accettabile. Il progredire scientifico ha favorito la nascita nel secolo scorso della nuova disciplina della bioetica. Sono stati istituiti da allora Comitati di bioetica a vari livelli, da quello nazionale a quelli regionali e locali, per cercare di dare risposte alle nuove situazioni in cui si sono venuti a trovare i medici, e non solo, di fronte a casi come ad esempio la procreazione medicalmente assistita, gli espianti e i trapianti di organo, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico,l’utero in affitto, lo “staccare la spina” al paziente ormai ridotto in stato vegetativo ma vivo solo grazie alle moderne tecnologie, ma anche l’allocazione delle risorse economiche e la priorità delle cure. In questi giorni in cui è in votazione nel Parlamento italiano la legge Cirinnà sulle unioni delle coppie omosessuali, sull’adozione di figli da parte delle stesse (argomento su cui i pediatri hanno lanciato un grido d’allarme per le possibili conseguenze psicologiche), sulla maternità surrogata, in America si sta discutendo su un caso che ha creato un forte impatto mediatico: può una donna che ha dato il suo utero “in affitto” rifiutarsi di abortire quando questo le sia richiesto dai genitori intenzionali? Negli USA, in molti Stati è permesso che vengano stipulati regolari contratti in cui una donna si impegna a portare in grembo figli non suoi in cambio di denaro. Melissa Cook,una 47enne californiana in attesa di 3 gemelli i cui gameti derivavano da un 50enne della Georgia mentre gli ovuli da una donatrice, ha respinto la richiesta di aborto da parte del padre intenzionale ed ha intentato causa contro l’uomo. Dal momento che tutti e 3 gli embrioni impiantati nell’utero della sig.ra Cook avevano attecchito, il padre, che aveva preso in considerazione l’adozione di un solo bambino, con la preoccupazione di rischi associati ad un parto multiplo e la motivazione di ritenere crudele il separarli, aveva chiesto alla donna di abortire. Melissa,incinta alla 23.ma settimana,ritenendo le motivazioni della richiesta legate più a preoccupazioni economiche che non a motivi di salute, ha rifiutato di abortire: “Stanno andando bene tutti e tre - ha dichiarato al Washington Post - ho profonda empatia per gli uomini che vogliono figli, tuttavia ora penso che il concetto di base di questo tipo di accordi vada riesaminato e non considero più gli accordi di maternità surrogata favorevolmente come in passato.” Si è quindi rivolta alla Suprema Corte di Los Angeles per violazione dei diritti di uguale protezione garantiti dalla Costituzione da parte della legge californiana su questa forma di fecondazione assistita. Per Jennifer Lahl, Presidente del Center for Bioethics and Culture Network, si tratta di un caso epocale: “Le donne in tutti gli USA sono state intimidite e sfruttate dall’industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto. E ora quest’industria si è spinta troppo in là cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per un mero beneficio economico”. “Attraverso casi come questo gli americani inizieranno a capire perché il Canada e tantissimi Paesi Europei, Asiatici e Africani hanno vietato la maternità a pagamento. Trasforma le donne in allevatrici anonime e i bambini in prodotti da ordinare (ed eventualmente da eliminare se non corrispondenti alle aspettative (n.d.r.). Questo- conclude Lahl - deve finire!” La Cook nella causa in corso rifiuta di abortire e sostiene di essere la madre legale dei 3 gemelli e cerca di ottenere i diritti parentali sul terzo bambino e la custodia per i primi due. Un caso di riflessione anche per i nostri Parlamentari. *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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La Sinusite, cos’è
Sciatica: sintomi, cura e rimedi per il dolore sciatico
Molti pazienti si presentano dallo specialista ORL con una frase classica: “ho la sinusite!”. Vediamo di capire perché.
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COSA SONO I SENI PARA-NASALI? Sono delle cavità nelle ossa craniche contenenti aria. Sono: seni mascellari, etmoidali, frontali e sfenoidali. I primi tre sono collegati fra loro e con le fosse nasali, mentre lo sfenoidale è separato, alla base del cranio. I seni sono rivestiti da mucosa e sono ricchi di ghiandole che secernono muco. A COSA SERVONO? Hanno funzioni molto complesse: alleggerire il peso del cranio, fare da cassa di risonanza alla voce, costituire un naturale air-bag contro i traumi, riscaldare e umidificare l’aria respirata prima che arrivi ai polmoni. COS’E’ LA SINUSITE? E’ una infiammazione acuta o cronica delle mucose dei seni, dovuta a cause diverse. Le più frequenti sono quelle allergiche, virali ( in corso di raffreddore e influenza), batteriche(quando si sovrappone una infezione batterica), micotiche (dovute a funghi), odontogene (per infezioni di denti o a causa di manovre chirurgiche). HANNO CAUSE FAVORENTI? Sì. Prima di tutto le allergie, poi l’esposizione a smog e sostanze irritanti, ma anche una deviazione del setto nasale, un ingrossamento esagerato dei turbinati nasali, la presenza di polipi che ostruiscono le comunicazioni fra seni e naso, i tuffi in acqua, lo sport subacqueo, i frequenti voli aerei, i raffreddamenti... cioè ogni cosa che impedisce la libera circolazione dell’aria al loro interno. COME SI MANIFESTANO? Con senso di peso alla faccia e ai denti superiori, cefalea frontale, naso chiuso con abbondante catarro, secrezioni nasali giallastre o verdastre,
febbricola,alitosi. COME SI FA LA DIAGNOSI? Lo specialista ORL effettua una valutazione visiva, palpatoria e diafanoscopica per una prima diagnosi. Poi, per approfondire, potrà prescrivere una TAC. Un tampone nasale e un esame colturale possono indirizzare l’eventuale trattamento antibiotico indicato. COME SI CURA? Con decongestionanti nasali o antiallergici/antistaminici, lavaggi nasali, specie nei bambini, antiflogistici, antibiotici (per lungo periodo, solo quando vi è presenza certa di batteri), analgesici e antifebbrili. I vari aerosol con mucolitici, espettoranti, ecc. sembrano servire a molto poco! Più utili i lavaggi con soluzioni saline più volte il giorno. QUALI POSSONO ESSERE LE COMPLICANZE? Di solito, ogni sinusite acuta guarisce ANCHE SENZA FARMACI nell’arco di qualche giorno Quando le cause persistono (cronicità) o quando diventa batterica, la sinusite può dare complicanze anche serie: Poliposi , Riduzione/perdita dell’olfatto, Osteomielite mascellare o frontale, Ascesso peri-orbitario, Neurite ottica e cecità, Meningite e ascesso cerebrale. CI SONO DEI TRATTAMENTI CHIRURGICI? Solo per le forme croniche, e mirano a rimuovere le cause predisponenti o le complicanze in atto. Dott. Giuliano Menaldo Specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale
Mio figlio non riesce a stare attento; si tratta di Deficit di Attenzione/Iperattività?
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i distrae facilmente, non sta mai fermo, non finisce mai quello che inizia, è sbadato….Si tratta di Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI o il corrispondente inglese ADHD)? Il DDAI è un disturbo evolutivo che investe la capacità di autocontrollo. Il bambino che ne è colpito manifesta: difficoltà di attenzione e concentrazione, intensa attività motoria, difficoltà a rimanere seduto per un tempo sufficiente a lavorare su un compito e a seguire le istruzioni, disorganizzazione nello svolgimento di un’attività, riluttanza all’impegno e scarsa fiducia nelle proprie capacità. Il DDAI è un vero problema per il bambino, per la famiglia e per la scuola; spesso costituisce un ostacolo alla crescita personale e sociale, anche nelle età successive. Come distinguere il Disturbo da deficit di attenzione/ iperattività da una semplice vivacità o irrequietezza? Per una diagnosi di DDAI il bambino deve presentare diversi sintomi per un minimo di sei mesi, in almeno due contesti di vita, tali da compromettere il rendimento scolastico e/o sociale e devono essere presenti prima dei 7 anni. Il DDAI si trova spesso associato ad impulsività e iperattività, ma non sempre; la scarsa capacità di controllo sulla propria attenzione può manifestarsi anche in assenza di un’eccessiva attività motoria o scarso controllo comportamentale. A cosa sono dovuti tali disturbi? Innanzitutto il DDAI non è il risultato di uno stile educativo inefficace (anche se gli atteggiamenti degli adulti in risposta a tali comportamenti possono accentuare il disturbo) e tanto meno un problema legato alla «cattiveria» del bambino. Anche se le cause non sono ancora del tutto chiare, i
risultati di recenti studi neurofisiologici ipotizzano che il disturbo sia dovuto ad un carente funzionamento dei circuiti dopaminergici che agiscono nella corteccia prefrontale (dove avvengono i processi di pianificazione delle azioni), da cui deriverebbe l’incapacità del bambino di pianificare il proprio comportamento in relazione al tempo e alle richieste dell’ambiente. Come si aiuta il bambino con DDAI? Le ricerche compiute in questo ambito dimostrano che i migliori risultati si ottengono quando si interviene su più fronti: bambino-famiglia-scuola. È fondamentale che genitori ed insegnanti si avvalgano di una consulenza psicologica per apprendere metodi e strategie da applicare con sistematicità e costanza, anche per potenziare l’apprendimento e l’autostima. E’ da evitare invece il ricorso ai farmaci in quanto, pur placando le reazioni del bambino, non insegnerebbero a quest’ultimo i processi di controllo di cui necessita.
Dr.ssa Daniela Mario Psicologa
a sciatalgia, ovvero la nevralgia del nervo sciatico, non è propriamente una patologia, bensì un insieme di sintomi che può avere alla sua base problemi di diversa natura. Il nervo sciatico è il nervo più lungo e voluminoso del nostro corpo che origina in sede lombare (dalla quarta,quinta vertebra lombare e dalle prime sacrali) che va ad innervare la parte posteriore e laterale di coscia, gamba e piede. SINTOMI Il sintomo principale della sciatalgia è il dolore che in genere colpisce solo un lato del corpo e dalla zona lombare della schiena si irradia lungo il percorso nel nervo sciatico, ovvero scende sulla parte glutea, sulla parte posteriore e laterale della coscia fino alla parte posteriore di gamba e piede. La sensazione dolorifica può avere diverse manifestazioni, cioè essere acuto e intervallato o sordo ma continuo. In alcuni casi il dolore è limitato a zone più ristrette, può essere per esempio localizzata alla sola natica oppure fermarsi al ginocchio o in altri casi ancora interessare solo polpaccio, tallone e pianta del piede. Oltre al dolore, possono presentarsi altri disurbi come parestesie formicolio e difficoltà motorie della gamba. Altri sintomi (nei casi più gravi) possono essere incontinenza fecale e urinaria. CAUSE L’infiammazione del nervo sciatico è quasi sempre dovuta a una compressione dello stesso che può avvenire alla radice dove fuoriesce dal midollo spinale o lungo il suo percorso. Se la compressione avviene alla radice le cause possono essere: ernia del disco, che si ha quando un disco intervertebrale fuoriuscendo dalla sua sede nella colonnna vertebrale va a comprimere la radice del nervo; degenerazione del disco: col progredire degli anni o per problemi di artrosi, sulle vertebre si formano protusioni (rigonfiamenti) che premono e comprimono le terminazioni nervose; stenosi del canale spinale, cioè il restringimento del
canale attraverso cui scorre il midollo e compromissione di quest’ ultimo e delle terminazioni che da esso si dipartono. Se la compressione avviene lungo il percorso del nervo sciatico le cause possono essere: sindrome del piriforme, un muscolo che si trova nella regione glutea che per diversi motivi diventa più grande e rigido e va ad irritare o comprimere il nervo sciatico che si trova al di sotto di esso; spondilolistesi: una patologia in cui le vertebre degenerano e scivolano una sopra l’altra andando a premere sulla terminazione nervosa; danneggiamenti traumaticidelle vertebre; gravidanza, in cui l’utero gonfiandosi con la crescita del feto può comprimere direttamente il nervo sciatico nella zona iliaca; tumore spinale o del nervo stesso raumi che possono danneggiare il nervo. DIAGNOSI La diagnosi di scialatgia viene stilata grazie ad un iniziale visita medica ( in particolare fisiatrica) attraverso dei test fisici e muscolari e successivamente, qualora il quadro clinico non sia sufficiente, si ricorre a dei test diagnostici come TAC risonanza magnetica, elettromiografia o analisi del sangue. TRATTAMENTO La cura migliore per la sciatalgia dipende dalla causa che l’ha generata. In generale il dolore di tipo sciatico può essere allontanato semplicemente mediante il riposo e la somministrazione di farmaci antidolorifici, antinfiammatori o miorilassanti, oppure seguendo un programma riabilitativo, che mira a sostenere la schiena, correggere la postura, irrobustire o rilasssare (dipende dai casi) la muscolatura e migliorare la flessibilità del rachide. Nel caso di ernia del disco evidente può rendersi necessario l’interento chirurgico. Dott.ssa Francesca Maggiore Specialista in fisioterapia
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laPiazza
#Comunichiamo?# Facebook, hashtag, whatsapp: tanti modi per…non “comunicare”!
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acebook, Twitter, Whatsapp, Meetic, etc., quanti sono ormai i modi per comunicare? Al giorno d’oggi la tecnologia ci permette di essere “connessi” con chi vogliamo, in qualsiasi momento della giornata, in qualsiasi posto in cui ci troviamo e qualsiasi cosa stiamo facendo. Lo smartphone, il tablet e tanti altri dispositivi elettronici sono oggetti ormai in possesso di quasi tutti di noi, indipendentemente dall’età. Molti ragazzini delle scuole elementari e delle medie posseggono uno smartphone e si “messaggiano” con i loro amici o sono membri di gruppi whatsapp. Anche gli adulti, tra Facebook, Twitter, sono spesso “connessi” e usano questi social network per comunicare, condividere foto o esperienze di giornata. Torniamo indietro con la memoria, in quegli anni in cui tutto ciò non esisteva e domandiamoci: come facevano le persone a comunicare tra loro? La risposta è semplice: si parlavano vis a vis o usavano la rete fissa per condividere informazioni. E’ vero che la società odierna, la tecnologia avanzata e soprattutto il sentirsi al passo con la modernità ha comportato quasi un obbligo nel possedere almeno uno smartphone. Ed è anche corretto rimanere al passo con i tempi. Ma quale può essere il rischio? In studio ascolto le preoccupazioni di genitori nei confronti di figli che passano molto tempo a chattare, twittare o ad essere connessi in Facebook. Ascolto anche le paure di adulti nel sentirsi soli o nell’avere difficoltà a trovare un partner: mi raccontano che, attraverso siti di incontri come Meetic o Tinder, in qualche modo superano i limiti di tempo che hanno a disposizione per frequentare situazioni in cui conoscere persone nuove o la timidezza di mettersi in gioco in una comunicazione diretta. E allora utilizzano lo schermo del pc per instaurare una forma di comunicazione con uno sconosciuto, conoscendolo e facendosi conoscere attraverso una descrizione digitata nella tastiera. Eppure questi adulti
sono cresciuti in un mondo in cui non esistevano i social network ed hanno imparato a relazionarsi con i coetanei, con gli adulti, con il mondo intero attraverso la più semplice forma di comunicazione: il discorso diretto con l’altro. Allo stesso tempo penso ai ragazzi, cresciuti in un mondo di twittate, chat…hanno mai imparato davvero a comunicare direttamente? E’ un modo per nascondersi dietro alla paura o all’incertezza? Se comunichiamo in famiglia è più facile che i nostri ragazzi imparino a comunicare anche fuori di essa. Dobbiamo, prima di tutto noi adulti, essere un esempio di comunicazione ed insegnare loro come affrontare le relazioni dirette. Allo stesso modo, se noi adulti affrontiamo ciò con difficoltà, disagio, è probabile che nella nostra famiglia di origine non abbiamo vissuto direttamente esperienze di comunicazione perché i nostri genitori non comunicavano o parlavano poco. Quando i miei pazienti mi presentano problemi di insicurezza, poca autostima, facilità a ricorrere a forme di comunicazione indiretta come quella dei social network, ripercorro la storia comunicativa della loro famiglia di origine per indagare dove si è creato questo disagio relazionale che li ha portati a non essere in grado di instaurare una relazione diretta con l’altro. Spero di essere riuscita a farvi riflettere un po’ sull’importanza di comunicare e di non nascondersi dietro le incertezze della comunicazione diretta con il nostro interlocutore, ma provando ad affrontarle insieme al terapeuta. Psicologia Dott.ssa Francesca Polato - via Arzerdimezzo 4/A - Monselice (PD) telefono 348 3762878 francesca.polato@ordinepsicologiveneto.it
Salute
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L’Ortodonzia intercettiva per i bambini La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti
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’ortodonzia e’la disciplina odontoiatrica che si occupa della correzione delle malocclusioni per ottenere quell’allineamento dei denti che consente una funzione masticatoria fisiologica e un’estetica facciale armonica. L’ortodonzia intercettiva per bambini serve ad individuare e correggere, se presenti, anomalie dentarie e scheletriche, quali morso crociato, arcate strette, mancanza di spazio, mandibola arretrata o avanzata rispetto all’arcata superiore, prima che possano generare gravi conseguenza funzionali o estetiche. La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti. Fondamentale è la sigillatura dei solchi occlusali dei primi molari permanenti per proteggerli dalla carie. Un altro aspetto molto importante della prevenzione e’ l’individuazione di abitudini viziate come l’uso prolungato del succhiotto, il succhiamento di uno o piu’ dita, la respirazione orale e la deglutizione atipica, che compromettono lo sviluppo armonico del volto . Un intervento precoce, mediante i moderni dispositivi ortodontici-ortopedici, guida la crescita e lo sviluppo dento facciale, creando spazio per denti affollati in eruzione, ottenendo la simmetria facciale, riducendo il rischio di traumi su incisivi superiori protrusi, preservando lo spazio per denti non ancora erotti, diminuendo la necessita’ di estrazioni di denti permanenti, riducendo la durata del trattamento in
dentatura permanente. Se il trattamento precoce non è necessario l’ortodontista può monitorare attentamente la crescita e lo sviluppo per iniziare l’eventuale terapia ortodontica al momento ideale. Nel giovane e nell’adulto, in cui le arcate dentarie e le basi ossee sono gia’ formate i denti possono essere allineati con tecniche ortodontiche tradizionali, come apparecchi fissi vestibolari o linguali. Esiste infine la moderna tecnica ortodontica biodinamica, una sequenza di apparecchi trasparenti, precisissimi e invisibili che allineano i denti e riconfigurano la funzionalità muscolare eliminando le interferenze occlusali anomale e conferendo equilibrio al viso e alla bocca.
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Cultura Cultura veneta
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Rovigo L’esposizione a palazzo Roverella e a palazzo Roncade
Al primo sguardo, mostra appassionante L
e collezioni d’arte della Fon- stra è curata da Giandomenico Rodazione Cassa di Risparmio manelli e Alessia Vedova ed è aperdi Padova e Rovigo vengono svela- ta tutti i giorni tranne il lunedì, con te per la prima volta al pubblico a ingresso gratuito. “Quella che preRovigo grazie alla mostra ”Al pri- sentiamo in mostra è solo una parte mo sguardo - opere inedite della della nostra collezione- chiarisce il collezione della Fondazione, in presidente della Fondazione, Antocalendario dal nio Finotti- Com27 febbraio al Dal 27 febbraio plessivamente la 5 giugno. Oltre al 5 giugno 200 opere Fondazione vanta 200 opere che un patrimonio di rappresentano tra ‘800 e ‘900 oltre 1000 opere di il fiore all’ocpittura insieme diche rappresentano chiello della versi nuclei di sculraccolta di pit- un tesoro per la ture, incisioni, ditura e scultura segni, manoscritti. e che saranno Fondazione Cassa Insomma un vero esposte in un e proprio museo di Risparmio doppio allestiche incrementiamento, sia a pa- di Padova e Rovigo mo regolarmente e lazzo Roverella con oculate acquiche a palazzo Roncale. La scelta sizioni”. della Fondazione è stata di priviA Palazzo Roncale ci attende legiare l’ampio corpus di opere ri- una raccolta di grande valore, con guardanti i due recenti secoli, l’Ot- artisti del calibro di Pietro da Cortocento e il Novecento, provenienti tona, De Nittis, Milesi, Lega, Sidalla Collezione Centanini. La mo- gnorini, Carrà, Guidi, De Chirico e
Chagall. A Palazzo Roverella vanno in scena la modernità e le avanguardie, con il futurismo rivisitato di Tullio Crali, le ricerche cinetiche del Gruppo N e le tematiche pop di Pozzati, tra gli altri, fino alle più attuali sperimentazioni di Gioli. Si tratta di dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini che l’ha voluta donare alla fondazione perché possa rimanere integra e goduta dalla collettività; una raccolta unica nella sua specificità nata da un appassionato d’arte come pochi. Dopo la pausa estiva, e la conseguente chiusura per lavori,
dal 17 febbraio arriverà a Rovigo la grande e tanto attesa mostra dell’anno “Da Gauguin ai Nabis, da Thaiiti alle biennali”, che chiuderà il 14 gennaio 2017. Un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie che sono diventate leggende. Un centinaio di opere divise in cinque sezioni. “Una mostra di emozioniassicura il curatore Giandomenico Romanelli- con le storie di artisti in fuga da città, da legami da loro stessi, che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica, o quello dolce casalingo della laguna veneziana”. Nella nuova mostra
l’attenzione sarà focalizzata in particolare sul mondo di Gauguin che alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento si trasferì nella costa bretone dando vita ad una sorta di eden primitivo e quasi incontaminato. Questo contesto attrasse molti artisti che si riunirono in vere e proprie piccole consorterie d’arte, vivendo in forma semi-comunitaria, condividendo i soggetti del proprio lavoro, focalizzato sulla ricerca di un linguaggio semplice e immediato. Fu così che nacque la scuola dei Nabis che influenzarono e contaminarono l’Europa, Italia inclusa, come questa mostra ben sottolinea. Tra gli artisti esposti, Oscar Ghiglia, Felice Casorati, Gino Rossi, Mario Cavaglieri, autore internazionale di grande fascino. Tuttavia non mancheranno le sorprese, dato che il curatore Romanelli è attualmente in trattativa con il Museo d’Orsay per altri importanti prestiti. Melania Ruggini
L’opera prima di Guido Barbato
Autori veneti, Lucia Zaramella Brigantessa della Brenta Lucia è la Brenta. Conoscerla significa conoscere, insieme con lei e grazie a lei, un fiume e, ancora, le battaglie di una donna a difesa dell’acqua, dell’ambiente, di una terra, la sua come quella dei Balcani martoriati dalla parte, sempre e prima di tutto, dei diritti. E, dopo che la si è conosciuta, risulta impossibile chiudere gli occhi e far finta di nulla. Il libro è un viaggio attraverso le battaglie civili e sociali di Lucia Zanarella, la “Brigantessa della Brenta”. Battaglie che rappresentano con intelligenza, forza e coraggio, alcune delle grandi utopie novecentesche: il desiderio di costruire una società di individui responsabili, liberi da restrizioni di ogni potere politico, ideologico e culturale. Valori che contengono un’ispirazione più che mai attuale: il rispetto per la vita, che si concretizza nell’utilizzo consapevole della terra, nell’organizzazione partecipata delle comunità, nella democrazia, nel dialogo con la politica e nell’importanza di educare i giovani. Scrive Paolo Rumiz nella prefazione: Brigantessa della Brenta “non è una banale autobiografia, la cronaca delle lotte vinte e perdute da un singolo individuo, ma un brandello di storia patria, il ritratto di un popolo, la testimonianza di quanto è difficile far crescere gli italiani, trasformarli da sudditi opportunisti in cittadini consci di doveri e diritti”. Il libro raccoglie lettere, articoli di giornale, relazioni dai social forum e dai frequenti viaggi compiuti da Lucia nei Balcani feriti da conflitti etnici, sinossi di seminari, riflessioni di intellettuali di prestigio. Non mancano i pensieri personali sui tanti progetti realizzati in nome della pace. Il volume rappresenta, inoltre, un omaggio al pacifista altoatesino Alexander Langer (la cui lezione costituisce un punto di riferimento fondamentale nel pensiero di Lucia) e ai suoi maestri, Silvio Lanaro e Giovanni Parolin. Lucia spinge, attraverso queste pagine, a pensare con la propria testa e con il proprio cuore, a essere capace di “dire di no”, di non cedere, di non omologarsi, di dimostrarsi veramente responsabile della propria e dell’altrui esistenza e creare, così, una nuova frontiera di solidarietà e di impegno civile e politico. Nicoletta Masetto
Vinca il migliore? Speriamo di no! Una squadra di giovanissimi calciatori si sta allenando in un campo sportivo del padovano. Domenica giocheranno contro i primi in classifica. L’allenatore Silvano li incita a impegnarsi: Ciò, mona, tira in porta! Và vanti, torna indrìo Cos’era ‘sto tiro storto? Dai, mona! zogare ben, concentràti!”. Da dietro la recinzione due papà seguono l’allenamento e all’ennesimo “mona” decidono di affrontare Silvano alla fine della seduta. Con molta naturalezza il mister spiega che quella parola non è un offesa, ma un nomignolo che usava normalmente un grande allenatore del passato: Nereo Rocco. Inizia da qui il racconto in flash back di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” di Guido Barbato, Cleup (disegno in copertina di Francesco Frosi). Un’avventura calcistica padovana unica, quella di paròn Rocco, durata oltre sette anni. Una storia senza precedenti e mai più ripetutasi a quei livelli: la provinciale, il Padova di paròn Rocco che batteva gli squadroni. Nereo Rocco è un personaggio dello sport carismatico, simpatico, astuto. Gli anni padovani di Nereo Rocco vengono raccontati ispirandosi a testimonianze, dati statistici e fatti narrati da esperti. Tutto in forma di romanzo in cui spicca la figura di un uomo dal carattere originale, dalle formidabili battute di spirito (come quella che dà il titolo al libro), dalla grande capacità di motivare i suoi calciatori. Autore di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” Guido Barbato, padovano, al suo debutto come scrittore. Giornalista per Antenna 3 Nordest, ha una lunga esperienza come cameraman, mansione che spesso svolge ancora oggi. Coltiva la passione per il canto nel coro gospel-pop “BluBordò” di Padova. Nicoletta Masetto
A fianco Guido Barbato e la copertina del libro
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Cultura
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Scuola Il concorso della Biennale sulla creatività
Il fondale che ha ottenuto la Menzione d’onore. Ragazzi del laboratorio di scenografia al lavoro per la sua realizzazione
I ragazzi-scenografi di Olmo vincono per la seconda volta H
anno fatto il bis gli studenti-artisti-scenografi di della media dell’Istituto comprensivo G. Matteottidi Olmo- Maerne (nel Miranese), che hanno portato a casa da Venezia, dal concorso Leone d’argento della Biennale, un altro prestigioso riconoscimento, dopo quello ottenuto lo scorso anno. Molto apprezzato e degno della Menzione d’onore il loro lavoro sul fondale per lo spettacolo teatrale “L’orsa”, allestito dagli studenti della scuola secondaria di primo grado, che è andato in scena con successo lo scorso giugno. L’opera, nel suo complesso, è un piccolo e sorprendente capolavoro, realizzato dall’istituto scolastico che da anni si caratte-
rizza per il suo Progetto teatrale, di cui il laboratorio di scenografia è parte integrante. Il testo che ha ispirato la rappresentazione è stato scritto, infatti, dal professor Alessandro Voltolina, insegnante in pensione che continua da volontario a dare una mano con la propria opera, ed è ispirato alle notizie anche di attualità sull’uccisione degli orsi. Come spesso accade, il tema ispiratore ha offerto lo spunto per sviluppare una riflessione in una trasfigurazione metaforica sul mondo dei ragazzi e anche degli adulti relativamente al “diverso”, a chi è etichettato come disadattato o problematico, e per questo è discriminato, sfiorando la questione - altrettanto attuale
Gli studenti dell’Istituto comprensivo “G. Matteotti” di MaerneOlmo con la professoressa Vitetta sono stati premiati per il fondale realizzato per lo spettacolo teatrale “L’orsa”
- dell’accoglienza degli stranieri. “Letto il copione - spiega la professoressa Annunziatina Vitetta che ha curato, anche quest’anno, il laboratorio di scenografia - ho subito avviato una ricerca su materiali che potessero contenere dei messaggi, espliciti o impliciti, per proporre un’ambientazione che creasse un certo pathos in una realtà rivisitata”. “Siamo partiti - prosegue la professoressa - dalla rivisitazione dell’opera “Gli orsi” di Ulo Sooster, artista estone, che è divenuta il cuore del nostro paesaggio. Paesaggio dove il viola e il giallo imperversano tra assonanza e contrasti”. Due in particolare i momenti del “viaggio artistico” che l’insegnante ha voluto sottolineare: la
realizzazione del paesaggio - che ha coinvolto a pieno i ragazzi tanto da farli diventare “tavolozze vive e palpitanti”, con le mani intinte a pieno nel colore che dava corpo e concretezza alla loro immaginazione - e la coralità del lavoro che ha coinvolto ragazzi di varie classi, dalla prima alla terza media. “Il primo piano della scuola un giorno - racconta la prof - si è trasformato in una sorta di fucina creativa, dove gruppi di ragazzi hanno cooperato alla realizzazione interagendo in modo costruttivo”. Un lavoro che ha prodotto i sui buoni frutti: lo scorso 30 gennaio infatti i ragazzi-scenografi e la loro insegnate si sono recati all’Arsenale di Venezia, dove in occasione dell’Apertura del Carnevale internazionale dei ragazzi, organizzato dalla Biennale di Venezia, si è svolta anche la cerimonia di premiazione. Per loro la prestigiosa Menzione d’onore del concorso indirizzato alle scuole che riguarda progetti finalizzati allo sviluppo della creatività applicata al campo delle arti. Ornella Jovane
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Cultura
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La Terra dei Tiepolo viaggia on line Uno spazio è stato dedicato alle ville venete, a decine dislocate tra la Moglianese, la Castellana, la Miranese, in centro a Salzano e Santa Maria di Sala, e nel territorio di Mirano e delle sue frazioni
i chiama www.terradeitiepolo. com ed è il nuovo sito internet tutto dedicato al Miranese con l’obiettivo di sviluppare il turismo nel territorio tra Mirano, Spinea, Martellago, Scorzè, Santa Maria di Sala, Noale e Salzano, un’area che ha molte potenzialità. L’iniziativa, promossa dalla Confesercenti della provincia di Venezia con il contributo delle Pro loco, è stata presentata a Martellago nelle scorse settimane. L’obiettivo è far conoscere questo territorio, dalle ville ai percorsi tra la natura, dai centri
storici all’enogastronomia, passando per il graticolato romano.La pagina iniziale è composta di sette sezioni. Non manca il riferimento al 19 maggio prossimo, quando il Giro d’Italia di ciclismo partirà proprio da Noale, con destinazione Bibione. Ci sono dei riferimenti alla vita di Giandomenico Tiepolo, nato a Venezia nel 1727 e nel 1791 intraprese l’ultima parte dei lavori dell’affresco della sua villa a Zianigo. L’artista morì nel 1804. “Un settore di sicura crescita sarà il turismo – fa sapere il presidente di Confesercenti di Venezia Maurizio Franceschi. Il sito è un concreto passo per sostenere e promuovere l’identità del Miranese”. A breve
Dentro al territorio nel cuore della gente
a Febbraio Nuova Edizione: FEBBRAIO 2016
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di Padova Est
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l’informazione locale si espande!
nascerà un’applicazione per i cellulari. Il contenitore internet va ad aggiungersi alla guida “I colori del gusto nella Terra dei Tiepolo”. All’interno si potranno trovare le sezioni dedicate ai posti dove dormire, mangiare o fare una passeggiata lungo gli itinerari. Uno spazio è stato dedicato solo alle ville venete, infatti ce ne sono decine dislocate tra via Moglianese, la Castellana, la Miranese, in centro a Salzano e Santa Maria di Sala, ma anche nelle frazioni di alcuni importanti centri, come Campocroce di Mirano (con Villa Pamio Muneratti e Villa Salomon Bembo) oppure Cappelletta di Noale (con Villa Lazzari Agazzi Sailer). E poi lo spazio ai prodotti come i bisi di Peseggia, l’asparago, il radicchio rosso, ma anche delle ricette tipiche che si sono possono provare. C’è anche uno spazio dedicato agli appuntamenti. In futuro, poi, si cercherà di avere una maggiore collaborazione con la Riviera del Brenta, altra zona ricca di storia e di eccellenze, come hanno precisato il sindaco di Martellago Monica Barbiero e Dario Bertocchi, che si occupa di tecnologie e turismo all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Info terradeitiepolo@ gmail.com. Alessandro Ragazzo
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Cultura
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“Limenamente”, il grande teatro “Ormai la rassegna ha creato una consuetudine fra i nostri concittadini grazie alla sua eterogeneità” ricco infatti il cartellone fra commedie, cabaret, musica e perfino numeri di giocoleria
A
teatro con “Limenamente”, la rassegna diretta da Simone Toffanin e ospitata nella sala teatro Falcone e Borsellino nella Barchessa di Limena. “Andare a teatro a Limena è diventata una consuetudine. Anche il 2016 si apre con una stagione teatrale che può essere apprezzata da tutti, vista la sua eterogeneità: commedie in dialetto veneto, cabaret, musica cantautorale e perfino numeri di giocoleria”, spiega Giuseppe Costa, sindaco di Limena, che aggiunge che l’amministrazione ha deciso di mantenere invariato il prezzo del biglietto per permettere a più persone possibili di regalarsi una o più serate all’insegna della cultura e dell’intrattenimento. Ed ecco che prende forma il programma per la stagione appena iniziata. Ha aperto le danze la commedia “Nessuno xè perfetto” del Teatro dei Curiosi di Vigonza. I prossimi appuntamenti (tutti alle ore 21) sono: venerdì 19 febbraio lo spettacolo per famiglie
Nella foto grande Simone Cristicchi, a fianco Bepi e Maria e sotto la compagna teatro la Loggia.
Il 22 febbraio è la volta di Simone Cristicchi con il suo “Magazzino 18” che racconta il drammatico esodo degli italiani d’Istria
“Tramaci par l’eredità” di Schio Teatro Ottanta, lunedì 22 febbraio lo spettacolo di e con Simone Cristicchi, in scena con Promo Music e Tetaro Stabile del FVG, “Magazzino 18”, opera che mette in scena“Il racconto dell’esodo biblico degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, parte da un luogo “simbolo”: il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste.
Furono quasi 350 mila le persone che all’indomani del trattato di pace del 1947, abbandonati i propri beni e imballata la loro vita, preferirono avventurarsi verso un’Italia disastrata, affamata e diffidente, piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più”.
Si prosegue con “Vualà” di Circo Teatro (4 marzo), spettacolo che intreccia comicità, cabaret e circo, per poi approdare al cabaret di Bepi e Maria “Più giorni che luganeghe!”, venerdì 18 marzo. Ad aprile è la volta della compagnia di Teatro Insieme con “Festa in famiglia”, spettacolo che inscena un anniversario di matrimonio e che diventa l’occasione perfetta per una serie di divertenti sospetti ed esilaranti litigi (1 aprile), mentre il 15 aprile andrà in scena un classico della commedia veneta, “La locandiera” di Goldoni, portata sulla scena dal Teatro La Loggia. Conclude la rassegna “C’è un uomo nel mio letto” del Cast di Pernumia, con un’esilarante commedia su uno strampalato triangolo amoroso. Nicol Stefani
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alla narrativa al fumetto, dai gialli alla poesia. Sono circa 700 le opere edite che la commissione giudicatrice del Concorso letterario Unicorno Rovigo ha esaminato. Tra i vincitori c’è Gianfranco Trabuio, un cittadino di Olmo. L’iniziativa ha visto la partecipazione di scrittori poeti e illustratori da tutta Italia. “Il concorso era diviso in tre sezioni – spiegano gli organizzatori – una sulla narrativa, dedicata ai romanzi, dal thriller al noir, dai memoriali agli psicoromanzi senza dimenticare la narrativa per l’infanzia. Poi c’era quella dedicata alla poesia, anche nei vari dialetti d’Italia, e infine una dedicata al fumetto”. Il primo premio per la narrativa è andato a Emanuele Gagliardi, un giornalista della Rai, autore di ‘Un’ “Ombra”, un’opera sul sequestro Moro. Tra le poesie, primo è arrivato Paolo Carinello, di Montegrotto, autore de “Il tarlo nel cassetto”. Per i fumetti, invece, hanno vinto Francesco Lucianetti e Gianfranco Trabuio autori di ‘San Francesco e il sultano’ ed “Ezzelino da Romano”. L’idea di portare all’attenzione di tutti gli amanti della pace e del francescanesimo la pubblicazione del fumetto storico-artistico sull’incontro tra Francesco di Assisi e il sultano Malek al-Kamel nel 1219 è nata proprio dalla collaborazione tra Lucianetti e Trabuio, cooperatore del Commissariato della Custodia Francescana di Terra Santa per il Triveneto. I vincitori hanno ricevuto una scultura di vetro raffigurante un unicorno, realizzata dall’artista Jone Suardi. Le premiazioni si sono svolte al Teatro Sociale di Rovigo. A.R.
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Personaggio Protagonisti
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Il personaggio Edoardo Degli Innocenti
Da Piove di Sacco verso la Cina per studiare nuove tecnologie sulla comunicazione E’ uno dei dieci studenti universitari italiani che ha partecipato al programma di formazione universitari italiani selezionati per partecipare al programma annuale di formazione “Talent Lab-Seeds for the Future” promosso da Huawei, Miur e Mise
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Edoardo Degli innocenti è uno tra i 10 studenti universitari italiani selezionati per partecipare al programma annuale di formazione “Talent Lab-Seeds for the Future” promosso da Huawei, MIUR e MISE. Iscritto alla facoltà di ingegneria dell’Università di Padova, Edoardo, classe 1991, già musicista diplomato in chitarra classica, nonché insegnante negli istituti Einstein ed E.C. Davila di Piove di Sacco, ha presentato la propria candidatura per entrare a far parte del progetto che prevede un viaggio a Shangai, Shenzen e Pachino e si conclude con un periodo di stage in una delle aziende selezionate in collaborazione con il Mise. Il giovane musicista piovese è partito lo scorso 16 gennaio ed è rientrato il 31, portando con sé il bagaglio di un’esperienza formativa che lascerà certamente un traccia positiva nel suo già brillante curriculum. “Sono stato selezionato come uno dei 10 ragazzi scelti per TalentLab, programma studio organizzato da Huawei in Cina, in collaborazione con il MISE e il MIUR – ha spiegato Edoardo – E’ stata un’esperienza incredibile, che mi ha permesso di studiare da vicino il funzionamento delle reti 3G e 4G, per permettere ai telefoni di comunicare e navigare in internet. Huawei è leader mondiale nel settore delle telecomunicazioni e investe moltissimo nella
Ricerca e Sviluppo – continua - Da Shenzhen a Pechino, passando per Hong Kong, ho avuto modo di seguire training intensivi sulle tecnologie più avanzate di comunicazione. Il gruppo con cui ho condiviso questa meravigliosa esperienza era formato da ragazzi e ragazze davvero talentuosi. Mi sono trovato molto bene con loro e abbiamo legato come fossimo una famiglia italiana in Cina. Immerso in questo grande Paese ho scoperto una cultura molto ricca e profonda”. Come spiegato nel sito del progetto, www.talentlab.it, il viaggio ed il programma di tirocinio sono interamente finanziati da Huawei, in base all’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero dello Sviluppo Economico nel giugno del 2015. Nel corso delle due settimane di soggiorno degli studenti in Cina, Huawei ha organizzato una serie di momenti formativi, che prevedevano una prima tappa presso il quartier generale a Shenzhen, dove gli studenti hanno partecipato a training tecnici e visitato gli impianti di produzione. Il programma è seguito, poi, con una visita a Shanghai, al centro Globale di Ricerca e Sviluppo della società, attivo su progetti innovativi che riguardano, fra gli altri, cloud computing, Internet of Things e soluzioni a banda ultralarga. Il viaggio è ter-
minato con un soggiorno a Pechino, dove era in programma una visita all’università, per uno scambio di esperienze con gli studenti cinesi ed una cerimonia presso l’Ambasciata Italiana, il 30
gennaio, in occasione della quale sono stati consegnati i certificati di partecipazione, alla presenza dell’Ambasciatore Ettore Sequi. Linda Talato
I commenti: “Una grande opportunità per mettere a confronto e fare incontrare culture diverse
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uesta iniziativa rappresenta un’incredibile opportunità per favorire l’incontro di due grandissime culture: quella italiana e cinese – ha detto Edoardo, nel corso della cerimonia per la consegna dei certificati, dove si è fatto portavoce in rappresentanza del gruppo - Durante il nostro intenso percorso di formazione, abbiamo appreso le più avanzate tecniche di comunicazione che hanno permesso a Huawei di diventare leader nel suo settore. Abbiamo svolto lezioni teoriche nell’headquarter a Shenzhen sulle reti 2G, 3G e 4G, ma il vero valore aggiunto è rappresentato dalle esperienze di laboratorio pratico che abbiamo affrontato con entusiasmo e voglia di apprendere. Specialmente il laboratorio sulle GPON (Gigabit-capable optical passive networks). Avere la possibilità di partecipare al training e ai laboratori Huawei ci ha regalato
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un’esperienza unica e complementare ai nostri studi universitari. Il beneficio che abbiamo potuto trarre da questo programma di studio è enorme e senza alcun dubbio ha avuto un effetto positivo sul nostro percorso di studi. Non ci siamo però accontentati – ha concluso - Ci siamo avvicinati alla lingua cinese, osservando da vicino le meraviglie della Cina, dalla Grande Muraglia alla Cittá Proibita. Abbiamo aperto le nostre menti e accolto gli stimoli che questa Nazione ha voluto consegnarci, attraverso le sue usanze e costumi”. Ora non resta da augurarsi che l’esperienza vissuta da Edoardo possa fungere da esempio per i suoi coetanei, affinchè altri giovani italiani, e magari piovesi, aspirino a mettersi in gioco, candidandosi e partecipando ad esperienze formative di questo tipo. L.T.
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Morrison e Sonia Paccagnella al rifugio Città degli Angeli
Sonia, una vocazione per gli animali Sonia Paccagnella dirige con grande dedizione, dal 1998, la Città degli Angeli, rifugio per animali a Grignella. Com’è nata questa vocazione per gli animali? “Originaria di Padova, sin da piccola amavo gli animali e il contatto con la natura, perciò finiti gli studi ho cercato di spostarmi dalla caotica città per trovare uno spazio tranquillo dove
costruire il mio sogno. La prima casa che visitai è stata proprio quella dove oggi esiste Città degli Angeli. Me ne innamorai subito e vedevo con il cuore e la mente come sarebbe diventata”. Da dove hai iniziato? “Ho iniziato a ospitare e raccogliere cani e gatti abbandonati o randagi, ma col passare del tempo mi sono resa conto che a livello sociale mancava un riferimento per le famiglie del territorio in caso di necessità con il proprio amico a quattro zampe”. Come può essere definita la vostra missione?
“Fortunatamente grazie a molti volontari che in questo ultimo periodo mi aiutano riusciamo a fare tanto all’interno del parco. Un altro aiuto indispensabile per le adozioni sono i social networks, infatti attraverso la nostra pagina possiamo proporre le creature che cercano casa e pubblicare, fortunatamente, le moltissime storie a lieto fine.Stimiamo infatti che ultimamente sono circa 100 le adozioni all’anno”. Qual è il vostro obiettivo? “Siamo una organizzazione no-profit, tra poco Onlus, che cerca di creare un mondo più giusto dove anche gli animali meno fortunati trovino dignità e amore. Lo facciamo tracciando un ponte tra l’abbandono che l’animale ha subito e una nuova opportunità”. Cosa fate nel concreto? “Promuoviamo attraverso eventi e campagne come “adotta un angelo a distanza” e “campagna filariosi 2016” la nostra attività, cercando volontari e materiale utile.Viviamo grazie al supporto di volontari e dell’immenso amore che abbiamo per queste creature”. Anna Bergantin
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Libri
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La “libraria” settecentesca di S. Francesco: l’ultimo libro di P. Luigi Giacometti È
stata recentemente presentata a Perugia l’ultima opera letteraria promossa da Padre Luigi Giacometti, direttore della Biblioteca storica del Convento di San Francesco del Monte, frate francescano originario di Cavarzere che tutti ricordano in paese con grande affetto e stima. L’opera si intitola La “libraria”settecentesca di San Francesco del Monte a Perugia ed è composta da due volumi che restituiscono il volto dell’antica biblioteca del Monte e rendono ancora più evidente la sua importanza per la storia culturale dell’Ordine francescano, in stretto rapporto con la città di Perugia. “L’opera offre la ricomposizione scientifica dei fondi librari – scrive Padre Giacometti nella prefazione al testo – così
come erano disposti nella storica Biblioteca, prima dell’avvento della Repubblica giacobina. La ricerca, l’esame e la registrazione dei materiali librari, messi a confronto con titoli e signature degli antichi cataloghi settecenteschi, hanno permesso di identificare gli esemplari originari posseduti dalla Biblioteca del Monte, oggi custodite in altre biblioteche, italiane ed estere”. Il progetto di realizzazione dell’opera ha coinvolto numerose personalità della Regione Umbria, della Biblioteca Comunale Augusta, della Biblioteca del Rettorato dell’Università di Perugia e del liceo classico “Annibale Mariotti”, riunite sotto la responsabilità scientifica di Alfredo Serrai, il quale si è avvalso della collaborazione di Maria Paola Barlozzini e di Fiammet-
ta Sabba, quest’ultima curatrice dei volumi. Il catalogo aumenta le conoscenze disponibili sulla preparazione teologica, morale e culturale dei frati francescani lungo i secoli, ma anche sugli ambiti in cui essi la applicavano, attraverso l’insegnamento e la predicazione in Italia e all’estero, dunque rappresenta un prezioso strumento per approfondire in maniera rigorosa il valore storico e culturale della Biblioteca del Monte. “In accordo con il motto presente nel finestrone del salone librario non oculis [sed] mentibus esca – conclude Padre Luigi - la bellezza della biblioteca sorprende e incanta, ma il visitatore è avvisato di favorire un personale processo di interiorizzazione e di lasciare ogni «distrazione» davanti ad un «oggetto»
Sotto padre Luigi Giacometti
tanto ammirevole: esso è solo un tramite, grazie al quale la mente deve lasciarsi condurre al Principio di ogni bellezza. Il messaggio della Biblioteca del Monte, infatti, richiama un concetto espresso dal grande dottore francescano Bonaventura da Bagnoregio nel suo Itinerario della mente in Dio: ogni bellezza, poiché è mediata dalla nostra superficiale emozione, potrebbe essere ingannevole;
“Solo andata –Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” La storia di due gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre 1943 Un biglietto sgualcito e un disegno del destino che riesce a ricomporre, almeno nel ricordo, una famiglia divisa dai drammi della guerra. E’ questo il tema del libro “Solo andata – Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” presentato a metà gennaio in Corte Benedettina a Correzzola nel Padovano. L’opera, scritta dalla giornalista del Mattino di Padova Patrizia Rossetti, la storia di Arnaldo e Osvaldo Agostini, due
gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre del 1943. Due fratelli, due giovani come tanti altri, due soldati. Chiamati alle armi e inghiottiti dalla guerra dopo l’Armistizio del 1943. La famiglia conoscerà la loro sorte soltanto grazie a un biglietto lanciato a caso lungo la strada ferrata, e arrivato a destinazione per un singolare
gioco del destino. Con l’autrice era presente Antonio Agostini, fratello minore di Osvaldo e Arnaldo, dai cui ricordi ha preso vita la storia narrata nel libro. Secondogeniti dei cinque figli di Ettore Agostini e Natalina Ortolan, Arnaldo e Osvaldo conducono la dura vita riservata ai poveri delle campagne venete, quando nell’agosto del 1943
ricevono la cartolina-precetto che li trascina in guerra. Deportati pochi giorni dopo l’Armistizio, in un ultimo gesto di disperazione gettano dalle feritoie del vagone piombato un biglietto, supplicando chiunque lo trovi di avvertire la loro famiglia. Il misero pezzo di carta sgualcita potrebbe andare distrutto, invece è notato da una donna, letto e in-
ma se invece è attirata dalla luce divina, essa vede attraverso quella stessa Luce”. Per informazioni e prenotazioni dell’opera è possibile rivolgersi alle Edizioni Fabrizio Fabbri srl (tel. 075 5271076, email fabrizio.fabbri@fabriziofabbri.net) oppure a Padre Luigi Giacometti (email luigiacometti@libero.it) Nicola Ruzza
ll biglietto, Antonio, fratello minore dei protagonisti e l’’autrice Patrizia Rossetti
viato al padre e alla madre dei due giovani, che ben presto i Tedeschi divideranno per sempre, destinandoli a due diversi campi di prigionia. Soltanto uno di loro tornerà a casa, ma minato nel corpo e nello spirito, tanto da non farcela neppure a raccontare per intero quegli anni di sofferenze. Un compito che Antonio, bambino all’epoca dei fatti, ha invece fatto proprio, per consegnarlo alle giovani generazioni. Il libro, edito dall’associazione di volontariato Co-Meta, è corredato dalle foto del fotografo Franco Storti e da una serie di emozionanti immagini d’epoca che ritraggono la famiglia Agostini. Il ricavato delle vendite andrà ai progetti di solidarietà che l’associazione Co-Meta sta portando avanti a favore dei bimbi africani. Alessandro Cesarato
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La cucina di Carmen
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura TARTINE ALLA CREMA DI CARCIOFI
CROCCHETTE DI VERDURE
TORTA DI CAROTE
Ingredienti: 4 fette di pane integrale - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 carciofi - 1 pizzico di zenzero e 1 di curry - 1 ciuffo di prezzemolo - 1 spicchio di limone - olio e sale q. b.
Ingredienti: 1 gambo di sedano - 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.
Ingredienti: 250 g di carote - 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale - 1 C di miele - 2 C di uvetta - 1 C di pinoli - 1 uovo.
Preparazione: preparare o acquistare già pronti i fondi di carciofo. Lasciarli a bagno in acqua acidulata per qualche minuto. Intanto tritare bene la cipolla e l’aglio e farli saltare in una teglia oliata, unire i carciofi, regolare di sale e spezie e lasciar cuocere. A fine cottura aggiungere un po’ d’olio e il prezzemolo tritato. Quindi frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema morbida. Spalmare su fette di pane, tagliate in varie forme.
Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10-15 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 C. di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia unta d’olio, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.
Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.
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Carmen Bellin
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armen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.
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Ariete Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.
Toro Datevi da fare e dedicatevi ai cambiamenti, possibilmente nella prima metà del mese, poi diventerete più nervosi.
Gemelli Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.
Oroscopo
Febbraio L’amore prima di tutto nel mese di San Valentino. Abbracciatevi, tutto andrà per il verso giusto
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Bilancia Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.
Scorpione Avrete dei momenti piacevoli con la persona che amate. Riscoprirete il valore delle amicizie. Tenete sotto controllo la gelosia, però, e siate poco possessivi.
Sagittario Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.
Cancro
Capricorno
Riflettete prima di agire, sarete molto impulsivi e carichi di energia.
Date spazio all’immaginazione. Questo mese sarà molto vivace. Farete nuove conoscenze e migliorerete la vostra vita sociale.
Leone Il vostro umore è dei migliori ma sarà un mese impegnativo, con qualche delusione.
Vergine Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.
Acquario Siete un po’ stanchi. Tenete duro fino a marzo. Fate qualcosa che vi piace per gratificarvi. Dedicatevi solo a voi stessi.
Pesci Nuove amicizie e qualche buona notizia in arrivo. E’ un momento buono per voi, per affrontare nuove sfide.
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