Sport p.18
Politica p.21
Salute p.25
on-line: La lezione
della Bassapadovana
APRILE 2020
Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.55
Cultura p.17
VELOCITÀ E PREZZO CONVENIENTE del Coronavirus
DA OGGI E PER SEMPRE!
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
La ricerca procede per gradi, si interroga, mette a confronto dati, ha bisogno di sperimentare e di convivere i risultati, perché anche la verifica e il dubbio aiutano a progredire. E’ per questo che lo studio genetico senza precedenti su Vo’ ci permetterà di saperne qualcosa di più su questo virus che ci ha chiusi in casa. Ma non ci sono formule magiche né ricette pronte. In queste settimane di lockdown abbiamo riscoperto il valore del commercio di prossimità, ci siamo accorti che i negozi e le attività di paese o di quartiere forniscono un servizio utile anche con le serrande abbassate, attraverso la consegna a domicilio, garantendo la distribuzione dei buoni spesa, aiutando senza chiede nulla in cambio chi sta lavorando per gli altri. Abbiamo visto poi aziende e imprenditori in grado di convertire la produzione dalla sera alla mattina per rispondere ad servizio alle a pag 6 una necessità e per garantire uno stipendio famiglie dei propri lavoratori. Stiamo imparando anche che la scuola non può essere solo didattica a distanza né videolezioni e che non c’è nulla di più “smart” dell’apprendimento in classe, della condivisione del sapere non nel chiuso della propria stanza ma in un’aula vera, di fronte ad insegnanti in carne ed ossa. Guardiamo con occhi diversi anche i nostri anziani, specie quelli isolati nelle case di riposo, navi che devono attraversare il mare in tempesta dell’epidemia. Ci rendiamo conto, ora, di cosa significhi prendersi cura della terza età, dei nostri nonni che sono stati il pilastro e il vero welfare degli ultimi decenni e che ora rischiano di andarsene senza un saluto. Abbiamo imparato che, con tutti i suoi limiti, il nostro sistema sanitario nazionale garantisce a tutti la possibilità di essere curati. Ma per farlo servono medici, infermieri, operatori, strutture all’altezza e risorse da impegnare con attenzione. E qui entra in gioco la politica, nella sua accezione più nobile, a tutti i livelli, chiamata veramente a lavorare per il bene comune, senza retorica.
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ALLESTIMENTO RECORD
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Il “Madre Teresa” regge l’onda d’urto del coronavirus Due mesi dopo i primi contagi e un incessante lavoro del personale sanitario l’attenzione resta alta, intanto riapre il punto nascita
MONSELICE, EMERGENZA
Casa di Riposo evoluzione impegnativa MONSELICE,SOLIDARIETÀ
Tra mascherine e donazioni in molti aiutano MONSELICE, IL RINVIO
Giro d’Italia, sospesa la tappa sotto la Rocca MONSELICE, IL Chiama PROGETTO Ora 351-6777004 Casello sulla A13 cruciale passo avanti PA SS
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La lezione del Coronavirus Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
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l netto della retorica di “come sono cambiate le nostre abitudini ai tempi del Coronavirus”, del • diagnosi computerizzata “niente sarà più come prima” e dei “giorni che sconASSISTENZA TECNICA TERMOIDRAULICA • autoriparazioni diesel e benzina IMPIANTI TECNOLOGICI INTEGRATI volsero il mondo” proviamo a chiederci cosa ci inseMANUTENZIONE • manutenzione cambi automatici ENERGIE ALTERNATIVE IMPIANTI E CALDAIE gna questa pandemia, un’emergenza sanitaria globa• ricariche climatizzatori IL NOSTRO IMPEGNO È CLIMATIZZAZIONE - F-GAS le che è anche una formidabile esperienza collettiva • servizio elettrauto MASSIMO PER ESSERE IMPIANTI ANTINCENDIO destinata a segnare il XXI secolo. Anzitutto abbiamo CONSELVE (PD) Via Vittorio Emanuele II°, 78 L A VOSTRA SCELTA imparato che la scienza non ragiona per dogmi e nemvia Palù, 33/b tel. e fax 049 5384181 Tel. 049.5384590 - info@perdon.it - www.perdon.it NATURALE …ogni giorno È un periodico formato da 17 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Redazione: segue a pag 3 meno per facili slogan 35026 Conselve (Pd) autorimessa.italia@tiscali.it di Picello & C. snc
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Facciamo. il punto
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Ospedale da campo dal Quatar U
E’ in allestimento a Schiavonia, tarato per quasi 500 posti
n ospedale dal Qatar per il Veneto. Un “luxury hospital” Chiama Ora su tende, come lo ha definito il presidente del Veneto 351-6777004 Luca Zaia, che è stato installato dietro al “Madre Teresa” di Schiavonia. Il nostro territorio si “distingue” ancora a livello nazionale grazie al dono dell’emirato arabo: il Qatar ha infatti inviato all’Italia due ospedali da campo di alto livello tecnologico da 5.200 metri quadri e uno di questi è stato destinato proprio all’ospedale monselicense. www.lapiazzaweb.it/vacanze Giunto in Italia con ben cinque voli aerei, l’ospedale da camScopri all’interno le favolose offerte poscelte qatariota è in via esclusivamente perdi te! costruzione nel parcheggio dei dipendenti del “Madre Teresa”. Una selezione periodica di viaggi Al lavoro ci sono decine di volontari della Protezione civile del Veneto, militari dell’Aeronautica e ad un prezzo vantaggioso! Viaggia con noi e i nostri anche ingegneri e giornalisti! ufficiali del Qatar, che sono arrivati in Italia Visita la sezione dedicata sul nostro assieme al materiale spedito dall’emirato. Il termine indicato www.lapiazzaweb.it per sito la chiusura del cantiere è il 12 maggio. A cosa servirà l’ospedale da campo di lusso? Per ora questa vuol essere una prova tecnica di montaggio: l’installazione non è decisamente cosa semplice, e la Regione vuole “far pratica” qualora le tende qatariote dovessero servire d’urgenza, che sia per il coronavirus o per qualsiasi altra emergenza. A detta di Zaia, a Schiavonia l’ospedale da campo non rimarrà entro l’autunno. Tarato per 500 posti, ma secondo le normative Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< del Qatar, qui in Veneto questo complesso sanitario accoglierà qualche paziente in meno. Anzi, si spera che non debba acco- l netto della retorica di “come sono cambiate le gliere nessuno: vorrà dire che l’emergenza Covid-19 non è mai nostre abitudini ai tempi del Coronavirus”, del sarà più come prima” e dei “giorni che sconritornata e che i nostri ospedali sono bastati ad accogliere “niente ea volsero il mondo” proviamo a chiederci cosa ci insecurare tutti i pazienti. gna questa pandemia, un’emergenza sanitaria globaNicola Cesaro le che è anche una formidabile esperienza collettiva destinata a segnare il XXI secolo. Anzitutto abbiamo imparato che la scienza non ragiona per dogmi e nemÈ un periodico formato da 17 edizioni localimeno mensilmente e a pag 3 Redazione: segue per facili slogan Direzione, Amministrazione PA SS
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Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 10.668 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Monselice
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L’emergenza Casa di Riposo
L’ex primario Lunghi guida la task force Il contagio ha colpito pesantemente, create più aree per tutelare gli anziani ospiti e i lavoratori impegnati ogni giorno
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ltre venti decessi, quasi tutti gli ospiti contagiati. Il Centro Servizi per Anziani di Monselice è stato una delle strutture padovane che più ha pagato lo scotto del Covid-19. In provincia di Padova, in fatto di contagi e vittime, la casa di riposo di via Garibaldi è seconda solo alla “Pietro e Santa Scarmignan” di Merlara. Al 20 aprile i morti del Csa monselicense erano 22: per molti il coronavirus ha pesato minimamente nel loro decorso clinico, ma è chiaro che il numero è decisamente pesante se considerato che tutti questi lutti sono arrivati in meno di un mese. Su 160 ospiti presenti all’interno della struttura, praticamente il 70% ha contratto il virus, anche se con tempi diversi e spesso senza sintomatologia e dunque senza alcuna conseguenza. Proprio per gestire l’emergenza che è parsa subito gravissima, visto anche quello che stava accaden-
do in altre strutture venete e del Nord-Italia, a gestire la situazione è stata chiamata una figura di primo livello. Francesco Lunghi, medico di 73 anni, ha contribuito fin da subito a gestire l’emergenza della casa di riposo di Monselice. Lunghi, ex primario ed ex sindaco della città, è stato nominato commissario sanitario straordinario per la casa di riposo monselicense. L’intera dirigenza era in quarantena proprio quando tutto è scoppiato e c’era bisogno di un coordinatore capace di rispondere ad esigenza dirigenziali e sanitarie. Quali sono stati i primi provvedimenti presi dal medico? “Abbiamo creato varie aree. Una “rossa” per autosufficienti positivi: qui il personale entra solo con calzari, tuta bianca, camice azzurro, mascherina ffp2, mascherina chirurgica, cappellino, occhiali e guanti. E’ come se fossimo nel reparto di Malattie infettive di un ospeda-
In alto, la Casa di Riposo di Monselice, qui sopra il commissario Francesco Lunghi
le. Ci sono poi una zona “rossa” per non autosufficienti, un’area gialla per sintomatici sospetti con esito del tampone che deve ancora arrivare e un’area verde con asintomatici che non sono ancora stati sottoposti al tampone”. Il bilancio dell’emergenza al Csa, purtroppo, si traccerà solo alla fine. Nicola Cesaro
Generosità e aiuti “made in Monselice”
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ono tante le dimostrazioni di generosità e sostegno messe in campo dalle amministrazioni e dagli stessi cittadini in seno all’emergenza coronavirus. A Monselice, oltre all’attivazione del servizio di supporto psicologico e alla distribuzione dei dispositivi prodotti dalla regione Veneto, arrivano anche le mascherine “Made in Monselice”. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Amministrazione, nelle persone dell’Assessore Francesca Fama e del consigliere Ilie Rizzato, con la ditta monselicense SA.RE. Srl. L’azienda a conduzione familiare, che si occupa della produzione di materassi, ha riadattato la sua attività per realizzare presidi di protezione utili alla cittadinanza. Una prima partita di mille mascherine è stata donata alla città della Rocca e altre saranno vendute al comune a prezzo di costo. Le mascherine blu prodotte a Monselice sono lavabili e a occuparsi della distribuzione a domicilio sarà la Protezione Civile. A questo gesto di supporto, si affianca anche l’iniziativa “Il grande cuore di Monselice”. “Abbiamo trovato l’appoggio
della Croce rossa italiana comitato Padova Sud” spiega il sindaco Bedin “per aprire un conto corrente destinato all’acquisto di ulteriori Dpi”. Inoltre, le donazioni raccolte andranno a integrare il fondo di 79mila euro stanziati dallo Stato a favore delle famiglie in difficoltà economica a causa della crisi sanitaria e convertibili in buoni spesa. “I cittadini monselicensi sanno dimostrare una grande solidarietà e una grande disponibilità quando c’è veramente bisogno di essere ancora più comunità di prima” sottolinea il primo cittadino. (m.t.)
Messaggio pubbliredazionale
Comune di Monselice
INSIEME PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 L’Amministrazione comunale di Monselice è costantemente impegnata nella gestione delle numerose attività nella lotta al contenimento del contagio da coronavirus AVVISO DI SOLIDARIETA’, ALIMENTI E BENI DI PRIMA NECESSITA’ L’Amministrazione sta provvedendo alla la distribuzione di buoni spesa o direttamente di generi alimentari e di prima necessità, a coloro che versano in uno stato di bisogno in relazione alla situazione economica, determinatasi per effetto delle conseguenze dell’emergenza COVID-19. Ad oggi sono stati erogati 75 Buoni Acquisto mensili, per un importo di € 45.000 circa, su 200 domande presentate. Il contributo statale al Comune di Monselice per tali assegni alimentari è di circa 98.000 euro, ma sarà integrato con 17.000,00 che saranno bonificati dalla croce rossa attraverso il conto dedicato al progetto “Il Grande Cuore di Monselice”, augurandoci, naturalmente che il progetto continui a crescere e quindi di poter procedere con eventuali successive integrazioni al bisogno, sottolinea il sindaco Giorgia Bedin. SPESA E FARMACI A DOMICILIO Il Comune di Monselice con la collaborazione della Croce Rossa Italiana - Comitato Padova Sud ha attivato un servizio di consegna a domicilio di farmaci e di spesa alimentare per far fronte alle richieste dei cittadini che non possono muoversi da casa. Per usufruire del servizio è necessario telefonare al n° 320-7857584 a cui risponderà un volontario della Croce Rossa dal lunedì al sabato dalle ore 15,30 alle ore 18,30. Inoltre il sabato mattina risponderà alle telefonate l’assessore al Sociale Francesca Fama, anche per dare eventuali informazioni utili alla popolazione in merito ai servizi erogati dai servizi sociali. SERVIZIO PSICOLOGICO DI ASCOLTO Il servizio di ascolto e di riferimento è attivato per affiancare ed accompagnare le persone che stanno attraversando profondi cambiamenti connessi a situazioni di crisi. E’ gratuito e operativo su tutto il territorio regionale, “INOLTRE” è un servizio di gestione delle emergenze e di promozione della salute voluto dalla Regione del Veneto. Il numero verde, attivo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 è:800 33 43 43. Per contatti vie e - mail: info@servizioinoltre. it . Sito Web: www.servizioinoltre.it.
MASCHERINE MADE IN MONSELICE PER TUTTI Terminata la prima distribuzione di mascherine fornite gratuitamente dalla Regione Veneto, dando la priorità alle famiglie con almeno un componente di età superiore ai 65 anni, individuati come fascia maggior esposta al virus, abbiamo proseguito con la distribuzione anche per le altre famiglie, fino a distribuirne una per abitante, ovvero 17.600, più altre 400 che abbiamo distribuito a comunità esistenti nel territorio. Consapevoli che un dispositivo di protezione come la mascherina sia l’arma più efficace per limitare il diffondersi dell’infezione nelle occasioni in cui non è possibile impedire il contatto sociale, il Comune ha deciso di fornire a TUTTI I CITTADINI DI MONSELICE un’ulteriore mascherina “Made in Monselice”, lavabile e riutilizzabile. La mascherina è prodotta dalla ditta SA.RE srl di Monselice, che solitamente commercializza materassi e guanciali sotto il marchio My Good Night, la quale ha regalato 1.000 mascherine alla città e si è offerta di produrre le restanti a prezzo di costo, dimostrando come tutte le realtà, anche imprenditoriali, siano unite per combattere questa situazione di emergenza. Il Comune di Monselice ha acquistato, quindi, oltre alle 1.000 fornite gratuitamente, altre 20.000 mascherine investendo € 20.000,00 per la salute dei propri cittadini. La suddivisione delle mascherine per nucleo famigliare in buste di plastica per la successiva consegna e la consegna stessa sono state possibili grazie al grande lavoro dei volontari di Protezione Civile, del Gruppo Carrarresi, dell’ANC e degli Alpini. In tutto, in definitiva, sono state distribuite 35.600 mascherine, più altre 5.000 modello Montrasio (fornite dalla Provincia) che sono state consegnate al CSA e Comunità San Francesco. IL GRANDE CUORE DI MONSELICE In collaborazione con la CROCE ROSSA ITALIANA - COMITATO PADOVA SUD, è stata lanciata l’iniziativache attraverso un conto corrente raccoglierà donazioni da parte di chi
volesse contribuire alle spese per l’acquisto delle mascherine, dei DPI per gli operatori di Monselice e per sostenere economicamente le persone in disagio economico a causa della crisi sanitaria. È possibile donare utilizzando queste coordinate: CROCE ROSSA ITALIANA - COMITATO PADOVA SUD -ODV. IT 53 H087 2862 8600 0000 0042 436 Causale CUORE MONSELICE PULIZIA DI STRADE E SANIFICAZIONE DI TUTTO IL TERRITORIO E AMBIENTI PUBBLICI Abbiamo voluto mettere in atto questa azione volta a un straordinario intervento di sanificazione di strade e piazze che garantirà in ogni caso una maggiore tutela della salute pubblica. Dopo un primo intervento dal Consorzio Padova Sud il servizio viene svolto dall’Ispettore Ambientale del Comune di Monselice con l’ausilio della Protezione Civile secondo un preciso cronoprogramma. Inoltre, l’Ispettore ambientale con l’ausilio dei volontari di Protezione Civile, ha provveduto alla disinfezione delle scuole, delle chiese, degli edifici pubblici e della sede comunale. Oltre al materiale donato da benefattori, il Comune ha investito in acquisto di materiali per sanificazione circa 15.000 euro. SCUOLE CHIUSE. NON SI PAGANO LE RETTE DEI SERVIZI SCOLASTICI INTEGRATIVI A causa della sospensione delle attività didattiche le rette del servizio di trasporto e dei servizi integrativi (pre-scuola e rientri facoltativi), relative ai mesi di mancata fruizione del servizio saranno decurtate.Il rimborso sarà perfezionato alla ripresa delle attività. Lo stesso vale per la retta dell’Asilo Nido “Papa Giovanni Paolo II”. ANCHE UN SIMBOLO PUO’ UNIRCI Nella serata del 19 marzo Palazzo Tortorini, la Torre Civica e la Loggetta grazie alla generosità di due Ditte del territorio, che ringraziamo di cuore, sono state illuminate con i colori della nostra Bandiera Italiana. In particolare la Loggetta resterà illuminata fino alla
fine dell’emergenza. Questo vuole essere un semplice gesto che richiama tutti all’unità, intesa anche come il saper sacrificare la propria libertà personale a favore della salute dell’intera popolazione. PATTUGLIE POLIZIA LOCALE La Polizia Locale secondo le direttive dell’Amministrazione comunale ha attivato delle pattuglie supplementari per l’attività di controllo delle attività commerciali e dello spostamento delle persone per il contrasto alla diffusione del Covid-19. In particolare sono stati predisposti appositi servizi nelle ore serali, in regime di orario straordinario, onde poter controllare tutti quegli spostamenti che non trovano giustificato motivo come previsto dal DPCM e dal modello dell’autocertificazione. L’IMPEGNO DELLA PROTEZIONE CIVILE La protezione civile di Monselice ha svolto numerosi servizi importanti per la comunità, dalla sorveglianza agli ospedali, collaborazione per ritiro materiali, consegna beni di prima necessità e mascherine, e molto altro. E’ stato, inoltre, attivato un canale di comunicazione diretta tra il Servizio della Protezione Civile di Monselice e i cittadini in situazione ordinaria, di criticità o di emergenza al numero 320 43 59 789, in funzione dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 14.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì; Tutti questi servizi hanno visto impegnati 15 volontari del Gruppo comunale di Monselice, oltre che 60 volontari del Distretto, che ringraziamo. ONCO TAXI E’ in fase di elaborazione un progetto per un onco-taxi, ossia un mezzo che possa accompagnare e recuperare dopo le terapie i pazienti oncologici, che, attualmente devono recarsi a Piove di Sacco per le cure e per gli esami a Montagnana. Due volte la settimana sarà impegnato un mezzo dell’associazione noi amici della pesca per sclerosi multipla con relativo autista.
UN PRESIDIO OSPEDALIERO PER LA BASSA PADOVANA In veste di Presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto 5 il sindaco di Monselice Giorgia Bedin, confrontandosi sempre con l’esecutivo, si è rivolta più volte agli Enti e soggetti preposti per vedere se fosse possibile trovare una soluzione al problema dell’assenza di un punto di riferimento ospedaliero facilmente raggiungibile da tutti i cittadini della Bassa Padovana, territorio molto esteso e poco servito, pur comprendendo sempre l’emergenza e la necessità di adibire almeno nella fase più critica dell’emergenza l’Ospedale Madre Teresa alla cura
del Covid-19. Una prima lettera è stata inviata al Presidente della Regione Veneto e ai vertici sanitari lo scorso 18 marzo. Una seconda comunicazione è stata inoltrata il 9 aprile per chiedere “tempi certi in merito alla riapertura dell’Ospedale di Schiavonia, considerato che non può essere differito sine die il ripristino dei servizi sanitari in carico alla struttura per acuti del distretto 5. Nel frattempo, come già è stato fatto per altri Covid-Hospital, considerato il numero dei ricoverati Covid presente a Schiavonia, chiediamo che
siano riaperti un pronto soccorso con tutte le funzioni essenziali di Diagnostica minima per tutelare la vita delle persone e l’attivazione di alcuni servizi, fra cui una chirurgia d’urgenza, una medicina interna. Infine invitiamo a considerare la possibilità di realizzare un covid-hospital presso l’ex ospedale di Monselice, lasciando che Schiavonia, passata la prima ondata, torni ad essere il centro di riferimento per la sanità della Bassa Padovana con ogni sua funzione”. GIORGIA BEDIN Sindaco di Monselice
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Monselice
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Il rapporto Ad oltre due mesi dall’esplosione del contagio usati per metà i posti Covid-19
L’ospedale di Schiavonia ha retto l’onda d’urto del Coronavirus Q
uelli appena passati sono intensiva. Nel giro di una settimana senz’altro i mesi più difficili e la loro professionalità ha permesso impegnativi della sua breve ma co- la perfetta integrazione”. L’organizmunque intensa storia. L’opedale di zazione, stando ai numeri forniti da Schiavonia è il Covid Hospital della Azienda Zero, ha decisamente retto provincia di Padova, ossia l’ospe- l’emergenza. “Dei 50 posti a disposidale di riferimento per la cura dei zione, non ne abbiamo mai occupati malati di coronavirus. In pochi gior- più di 30. C’è una grande possibilità ni qui sono stati allestiti quasi 400 di spazio per ricovero, quindi ottime posti per la cura del Covid-19, che garanzie per eventuali altre emerfortunatamente sono stati utilizzati genze”, continua il direttore Baratto. praticamente per la metà. La vera Il “Madre Teresa”, anche ad oggi che emergenza per il “Madre Teresa”, è i numeri rinfrancano e le dimissioscattata in realtà molto primaquan- ni superano gli ingressi, continua do qui sono stati confermati i primi tuttavia a operare come se l’allerta due casi di contagio per il Veneto, fosse massima. Ad esempio, sono . Il presidente regionale Luca Zaia state allestite tende di contenimento ha ordinato l’immediata chiusura pressurizzate per la Terapia subindell’ospedale. La struttura, pur con tensiva negli ex reparti di Chirurgia qualche deroga, è rimasta sigillata e Ortopedia. I protocolli di sicurezza per i primi 15 giorni, nella struttura sono Baratto: fatta eccezione per applicati alla lettera: una breve parentesi dal controllo della “Settimane di tre giorni, è stata temperatura corpodi lavoro intenso rea per chi entra al riquindi riconvertita in e per tutti, Covid Hospital. I pospetto delle distanze chi posti di Terapia i posti di terapia di sicurezza tra opeintensiva, tra le altre ratori, passando per il intensiva sono cose, sono saliti a 50. mantenimento delle “Qui prima c’erano passati da 12 a 50, 12 tende della Prote12 posti letto. In ponon ne abbiamo zione civile mai utilizchi giorni ne abbiazate. Un’altra tenda, mai occupati mo allestiti 50. Sono davanti al Pronto socstati reperiti in tempi corso (oggi Punto di più di 30” record letti, ventilaprimo intervento), fa tori, monitori e tecnologia elettroda triage per chiunque debba accemedicale di qualità altissima” spiega dere al reparto: il primario Roberta Fabio Baratto, montagnanese di 58 Volpin ha riorganizzato il suo Pronanni, direttore di Anestesia e Riani- to soccorso dividendo l’area in una mazione e responsabile della Tera- zona per contagiati o sospetti infetti pia intensiva di Schiavonia “Sono e in un’altra per tutti gli altri. In atstate riconvertite a Terapia intensi- tesa del “fine emergenza”: quando va intere aree, dall’Unità coronarica anche il “Madre Teresa” sarà tornaalle sale operatorie. E poi il persona- to alla normalità, allora il Covid-19 le: sono arrivati infermieri da altri re- davvero non farà più paura. parti, magari con poca esperienza di Nicola Cesaro
I sindaci sfilano davanti al “Santa Teresa” l’arrivo dei vigili diventa un caso politico
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sindaci si ritrovano davanti all’ospedale per chiedere una Sanità a misura di Bassa padovana e i vigili arrivano per mandare tutti a casa. Cotinua a far discutere e a sollevare reazioni contrastanti quanto accaduto davanti al “Madre Teresa” di Schiavonia nel periodo più critico della pandemia. Venti sindaci del territorio si sono radunati davanti all’ospedale per chiedere alla Regione che la Bassa – 180 mila abitanti – ritornasse ad avere una struttura sanitaria di riferimento. Il “Madre Teresa”, infatti, era ed è ospedale votato alla sola cura del Covid-19. Quando i primi cittadini hanno dato il via al sit-in – tutti avevano mascherine, molti indossavano guanti e comunque erano rispettate le distanze di sicurezza – a interrompere il co-
SOTTOMARINA LIDO (VE)
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mizio sono arrivati due vigili del corpo di polizia locale monselicense, con in testa il comandante. Quest’ultimo ha spiegato, già al suo arriv, andando subito al punto, che la protesta contro la Regione non era un buon motivo per legittimare lo spostamento e che dunque bisognava tornarsene a casa. Immediata la protesta dei sindaci, che hanno deciso di autocertificare il motivo della loro presenza. I vigili hanno redatto un verbale di ispezione, spedito in Prefettura a Padova per le valutazioni del caso. Tra gli assenti, il sindaco di Monselice Giorgia Bedin ha sottolineato che quella non era la corretta via istituzionale per manifestare il dissenso e che comunque i vigili hanno agito in autonomia e nel rispetto della normativa vigente. (n.c.)
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Monselice
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Ex ospedale di Monselice dibattito sulla riapertura
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Mobilitazione popolare per rimettere in funzione la struttura, anche i sindaci chiedono più spazi per la sanità locale
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n ospedale per la Bassa Padovana. Questo il cuore della mobilitazione per la riapertura dell’ex ospedale di Monselice. La richiesta è nata sulla scorta delle scelte regionali che hanno designato la struttura sanitaria di Schiavonia come centro covid di riferimento per il distretto. La decisione della Regione, arrivata a metà marzo dopo una breve riapertura del nosocomio, ha creato sin da subito un acceso dibattito tra i cittadini e gli amministratori locali. Dibattito sfociato, poi, in una mobilitazione virtuale per spingere alla riapertura dell’ospedale della Rocca. Il gruppo facebook “Riapriamo un ospedale per la Bassa Padovana” ha raccolto in breve tempo quasi 12 mila iscritti, sintomo che la questione è molto sentita. L’intento del movimento è
quello di restituire un ospedale ai quasi 200mila utenti che prima facevano capo a Schiavonia e che ora devono rivolgersi a Piove di Sacco, Camposampiero e Cittadella per le patologie non riconducibili al coronavirus. A far ben sperare Amministrazione e cittadinanza, la notizia che i vecchi ospedali sarebbero stati oggetto di sopralluogo da parte dei tecnici dell’Ulss e della Protezione civile regionale. “L’ex ospedale di Monselice nel giro di 4-5 giorni grazie a operai specializzati è stato risistemato anche a livello impiantistico, realizzando un padiglione che può contenere circa 240 posti letto” spiega il sindaco di Monselice, Giorgia Bedin. Anche la conferenza dei Sindaci, di cui Bedin è Presidente esecutivo, ha indirizzato una richiesta agli organi preposti per rimettere
Tecnici Arpav in sopralluogo al nosocomio
La Regione non esclude di poter usarlo per ospitare i pazienti dimessi da Schiavonia che devono concludere la quarantena
in funzione il nosocomio locale con un pronto soccorso e relativi reparti di emergenza. A oggi, dopo la comunicazione della riapertura graduale di Schiavonia, la regione sembra avere le idee chiare sul futuro dell’ex ospedale: ospiterà i pazienti affetti da coronavirus dimessi ma che devono concludere la quarantena. Ma non è ancora detta l’ultima parola. Martina Toso
otto la lente dei tecnici l’ex ospedale durante i sopralluoghi di Arpav. La struttura, che verrà rimessa in funzione qualora l’emergenza in atto lo richiedesse, è stata oggetto di verifica da parte dell’ente in un piano di attività in supporto alla Protezione Civile e al Servizio sanitario della Regione del Veneto. Le valutazioni all’ex nosocomio della Rocca prevedevano il controllo di impianti elettrici, la rimessa in esercizio di montalettighe e ascensori e il sistema di circolazione dell’aria. I tecnici Arpav, oltre a Monselice e con lo stesso obiettivo, si sono occupati del controllo anche delle strutture di Valdobbiadene, Isola della Scala e Zevio. Nella città della Rocca, spiegano i tecnici dell’Agenzia, sono stati effettuati campioni d’aria per rilevare concentrazioni di polveri e sostanze organiche. Lo scopo è quello, infatti, di garantire la massima sicurezza del microclima. (m.t.)
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Monselice
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Lo stop La tappa era prevista per il 22 maggio
Giro d’Italia: “Monselice saprà rialzarsi, siamo fiduciosi e uniti” A causa dell’emergenza coronavirus, anche il Giro d’Italia ha subito un duro colpo. Probabile lo slittamento di data a ottobre.
coinvolta al massimo nello spirito di questa iniziativa che aveva veramente ricevuto l’apprezzamento di tutta la città”. Giorgia Bedin sottolinea che “Monselice stava indubbiamente crescendo in quei pochi mesi di attività che
abbiamo potuto svolgere e poi è arrivato questo uragano che ha spazzato letteralmente via tutto il lavoro fatto” ma si dice convinta che “Monselice saprà rialzarsi con forza dopo questa crisi e ne ho la certezza perché abbiamo
dimostrato di essere uniti nel momento del bisogno”. La speranza che si verifichi uno slittamento di data e, quindi, che il Giro d’Italia si svolga regolarmente è ancora forte e viva nella città ai piedi della Rocca. (m.t.)
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ome è successo per molte altre manifestazioni, anche per la gara ciclistica in rosa si è reso indispensabile il posticipo. Il passaggio dei ciclisti, previsto nel territorio della Bassa Padovana il 22 maggio, vedeva protagonista anche Monselice come arrivo della 13esima tappa. Un evento unico per la città della Rocca che si stava preparando all’evento da mesi, con un fitto calendario di appuntamenti sia in attesa sia contestuali alla manifestazione. Oltre al coinvolgimento di associazioni locali, commercianti e
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In alto, il sindaco Bedin durante la presentazione della tappa di Monselice
cittadini, era stato costituito anche un Comitato tappa che lavorava all’organizzazione a fianco dell’Amministrazione Comunale. Grande è l’attesa per conoscere le sorti del Giro d’Italia ma sembra che la nuova data di partenza possa essere a inizio ottobre, anche se manca l’ufficialità. “Mi auguro che sia così, in modo da poter riprendere in mano il progetto e poterlo portare finalmente a compimento” afferma il primo cittadino Bedin “Monselice era stata
Sottopassaggio pedonale stazione ferroviaria, il progetto è pronto
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l progetto per il sottopassaggio pedonale della stazione ferroviaria è pronto. I lavori iniziati lo scorso anno in via Valli avevano riacceso il dibattito sulla mancanza di una via pedonale tra il quartiere del Carmine e il centro di Monselice. La situazione, che ha destato la preoccupazione dei cittadini, sembra aver trovato una risoluzione. Durante l’incontro tra Amministrazione, RFI e Marco d’Elia si è optato per il prolungamento del sottopassaggio della stazione ferroviaria già esistente. Questa soluzione, apparsa come la più efficace, permetterebbe di “portare il camminamento all’esterno, sulla
strada di via Sottomonte, per poi collegarlo dal punto di vista pedonale con un marciapiede” spiega Giorgia Bedin. Per ovviare al problema del restringimento stradale, la passerella verrà collocata nel punto più largo della carreggiata. “Abbiamo chiesto a RFI un progetto di fattibilità per capire i costi effettivi dell’opera” sottolinea il sindaco “si parlava di 2 milioni e mezzo di euro, cifra che mi pare eccessiva”. (m.t.)
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Monselice
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Nuovo casello, un passo avanti La Commissione istituita dal Ministero dell’Ambiente ha concluso le verifiche di assogettabilità Bedin e Lazzarini: “Ora si passa alla fase di progettazione definitiva, cantiere aperto a fine dell’anno”
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n passo in avanti per il nuovo casello di Monselice. Ad annunciarlo il sindaco di Monselice, Giorgia Bedin, e Arianna Lazzarini, sindaco di Pozzonovo, in un incontro a Palazzo Tortorini. La commissione Via, istituita dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, ha concluso le verifiche di assoggettabilità per il nuovo casello. Dopo le valutazioni sull’impatto ambientale del progetto e della viabilità afferente, la commissione si è espressa per la non assoggettabilità di tutte le opere alla procedura. Questo significa che si può passare alla fase successiva. “Nello specifico si dovrà ora provvedere alla fase di progettazione definitiva” sottolineano “che prevede l’esecuzione delle indagini in loco, l’esecuzione degli espropri e la redazione del progetto definitivo vero e proprio”. Un iter che prevede, una volta portate a termine queste fasi, che il progetto venga tra-
Il progetto del nuovo casello tra Monselice e Pozzonovo
smesso alla società autostrade e al ministero delle infrastrutture che ne dovrà dichiarare la pubblica utilità. La partenza dei lavori è prevista tra la fine dell’anno corrente e l’inizio del prossimo anche se è difficile stabilire, oggi, le tempistiche precise. Il nuovo casello, che sorgerà in zona San Bortolo tra i comuni di Monselice e Pozzonovo, avrà un ruolo
centrale per Agrologic. L’inaugurazione del primo stralcio del nuovo polo logistico è prevista per giugno e anticiperà di qualche mese l’operatività del nuovo casello autostradale. Si aprirà, quindi, una fase intermedia per la gestione del trasporto pesante su strada. “Abbiamo richiesto per via Orti, Rovigana, Colombo e Marconi di avere una specifi-
ca dettagliata e una mappatura su quello che potrebbe essere l’impatto” afferma la Bedin “per poter fare gli eventuali interventi correttivi”. Per i due sindaci la soddisfazione è tanta e con essa anche la speranza che il cantiere possa iniziare e concludersi nel più breve tempo possibile. “Il nuovo casello è un’opera di fondamentale importanza per lo
“Monselice Sud - Pozzonovo” dibattito aperto sul nome
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opo il parere positivo della commissione Via, si è aperto un dibattito attorno al nuovo casello di Monselice. Il cuore della discussione è il nome scelto dall’Amministrazione comunale per l’opera: Monselice Sud-Pozzonovo. I consiglieri Mamprin, Miazzi, Bozza, Muttoni, Giordani e Giuliani hanno manifestato il loro disappunto per la proposta di titolazione fatta, presentando una mozione. Nella nota si chiede all’Amministrazione di optare per il nome Monselice Sud. Dal canto suo, il sindaco Bedin, ha spiegato nella seduta consiliare che “questa amministrazione ritiene che il casello, come ha già sottoscritto in una richiesta ad Aspi, vada intitolato Monselice Sud-Pozzonovo. Questo perché il casello, con le opere contigue, va a occupare sia una parte del territorio di Monselice sia una parte del territorio di Pozzonovo”. Il primo cittadino della Rocca ha, inoltre, sottolineato che “il sindaco di Pozzonovo (Arianna Lazzarini n.d.r), in qualità di onorevole deputato, si è attivata insieme a questa Amministrazione per avere appuntamenti a Roma e poter parlare del casello, specialmente con il Ministero dell’Ambiente”. Nel corso della discussione, il consigliere di minoranza Bozza ha evidenziato però che la realizzazione di questo casello “È stata resa possibile solo grazie all’accordo firmato tra pubblico e privato, Comune di Monselice e Aspiag Agrologic, e nessun altro comune”. La mozione presentata dalla minoranza non è stata accolta e si attende ora il parere definitivo di Aspi..(m.t.)
L’ingresso della Cementeria a Monselice, il dibattito politico si riaccende
Cementeria c’è una diffida Una diffida con mittente la Provincia e con oggetto il riesame dell’Aia rilasciata alla Buzzi Unicem di Monselice.
Il documento, scritto e firmato dai comitati “E Noi?” e “Lasciateci respirare”, è stato inviato anche al sindaco della Rocca Giorgia Bedin, ai consiglieri comunali e alla Commissione Cementeria. “Siamo consapevoli di come i tempi che stiamo attraversando abbiano come priorità il superamento dell’emergenza sanitaria” sottolineano Silvia Mazzetto e France-
sviluppo e la crescita di tutto il territorio della Bassa Padovana”, evidenziano Bedin e Lazzarin “è un importante volano per l’economia di tutta l’area”. Non ci sono novità, a oggi, sul fronte del ricorso al Tar presentato nei mesi scorsi da un privato cittadino per l’esproprio dei terreni utili alla realizzazione del casello. Martina Toso sco Miazzi, i due portavoce “ma riteniamo comunque importante informarvi sugli ultimi sviluppi in ordine alle molteplici istanze, ad oggi di fatto ancora inascoltate, sulla riduzione dell’impatto ambientale della Cementeria”. Le due istanze, a cui si fa riferimento nella missiva, sono state inoltrate dall’amministrazione comunale nel corso degli anni per chiedere la modifica dei parametri ambientali inseriti nell’Aia 2013. “L’attuale autorizzazione presenta evidenti carenze e non dà garanzia di una adeguata minimizzazione dell’impatto ambientale” spiegano Mazzetto e Miazzi. Tra i presupposti per procedere al riesame dell’Aia viene annoverata la mancata adozione, per l’impianto, di tecnologie utili al controllo e alla riduzione delle emissioni di ossidi di azoto. E proprio le emissioni di NOx sono al centro di un’altra richiesta. Una nota inviata da Palazzo Tortorini alla Provincia, che precede di qualche giorno la diffida, in cui Giorgia Bedin chiede chiarimenti proprio in merito ai limiti di emissione di NOx. “Dobbiamo sperare che l’emergenza che stiamo vivendo ci possa insegnare a mettere al centro, in ogni decisione politica, i beni fondamentali per la vita: la salute e l’ambiente” concludono i comitati nella loro diffida. (m.t.)
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Este
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Alloggi popolari, al via le vendite A Este disponibili 57 appartamenti Dieci abitazioni sono sfitte, il Comune calcola un introito di oltre 3,3 milioni con prezzo medio di 58 mila euro per appartamento, ecco dove si trovano
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lloggi popolari in vendita, la Regione approva. La giunta veneta di Luca Zaia ha autorizzato il piano di vendita degli alloggi popolari del Comune di Este. Si tratta di 57 appartamenti pubblici, di cui 10 attualmente sfitti, pari a circa il 20,88% del patrimonio comunale di Erp complessivo. Tenuto conto della normativa applicabile e dello stato attuale degli alloggi, il Comune ha calcolato un presunto introito complessivo di euro 3.306.000, con un prezzo medio di cessione stimato in euro 58.000» Il Comune ha dichiarato, inoltre, che le risorse provenienti dalle alienazioni verranno utilizzate esclusivamente per la realizzazione di interventi di manutenzione degli alloggi comunali non in vendita. Gli alloggi Erp individuati dal Comune sono prevalentemente collocati in fabbricati misti costruiti dagli anni ‘50 agli anni ‘70, bisognosi di urgenti interventi manutentivi. Come già sottolineato, si tratta di alloggi in gran parte di vecchia costruzione e bisognosi di interventi manutentivi, anche molto onerosi. Va inoltre ricordato che i precedenti piani di vendita hanno portato alla creazione di condomini misti, in cui la proprietà comunale si trova ad essere minoritaria rispetto alla proprietà privata, con le conseguenze di dover sopportare spese non sempre ritenute necessarie. Più di qualche inquilino, inoltre, negli ultimi anni ha avanzato richiesta di poter acquisire l’alloggio assegnato, e pertanto risulterebbe fattibile la cessione nei loro confronti. Gli alloggi occupati, lo ha chiarito a fine anno il Comune, possono essere acquistati soltanto dall’assegnatario o da un altro componente del nucleo familiare. Questi, però, devono essere titolari dell’affitto dell’appartamento da oltre un quinquennio ed essere in regola con il pagamento del canone e delle quote di gestione dei servizi. Gli alloggi già occupati e in vendita si trovano nelle vie Sartori Borotto, Cima da Conegliano, Cortona, Ghirardini, Grandi, Isonzo, Gradenigo,
Sono 57 gli appartamenti Erp messi in vendita a Este, alcuni si trovano in via Cima Da Conegliano
Padana Inferiore, Pilastro, Santa Maria Mazzarello e Scarabello. Il più vecchio è del 1942, mentre i più recenti sono del 1973. E ancora, il più grande ha una superficie di 134 metri quadri, mentre quello più piccolo è di 50 metri quadri. Gli alloggi liberi, invece, si trovano tra le vie Sartori Borotto, Scarabello, Pellesina e Pietro Tono: sono stati quasi tutti realizzati prima del 1962, ad eccezione di tre appartamenti di via Ghirardini costruiti nel 1972 Nicola Cesaro
Cantieri per 59 milioni
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avori per 59 milioni di euro. Li ha avviati in queste settimane Acquevenete, l’ente gestore della risorsa idrica di questo territorio: si tratta di 46 cantieri riavviati dopo le restrizioni Covid-19 e altri 16 in consegna, per un totale di 62 interventi. Su tutti spicca l’ampliamento della rete fognaria a Sant’Elena (1.330.000 euro). (n.c.)
Buono spesa restituito
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hiedono e ottengono il buono spesa da 400 euro, ma poi rinunciano alla somma per lasciar spazio a chi ne ha più bisogno. Solidarietà e senso civico hanno animato la scelta di una famiglia di Este. L’emergenza per questo nucleo familiare, è rientrata e i bravi cittadini hanno chiesto di rinunciare allo stanziamento. (n.c.)
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Este
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Ambiente Le recenti iniziative
Pfas: pozzi sotto controllo P
fas nei pozzi, provvedimenti del Comune e iniziativa di Acquevenete per agevolare le analisi. Qualche settimana fa il Comune di Este è intervenuto su un pozzo di un privato, nel territorio comunale, impedendone di fatto l’utilizzo con un’ordinanza. Il motivo? Arpav, durante alcune
rilevazioni, ha segnalato la presenza di oltre 1.000 nanogrammi di Pfas per litro di acqua rispetto ai 500 di valore limite. Nulla a che vedere con la salubrità dell’acqua che esce dai rubinetti – l’acquedotto provvedere a far arrivare a Este acqua da fonti non contaminate – ma quanto basta per alLa mappa con le diverse aree in cui la Bassa Padovana è divisa per l’emergenza Pfas
D’ora in poi gli utenti di Acquevenete potranno chiedere al gestore le analisi per verificare, a pagamento, la presenza di sostanze nel proprio pozzo
zare i livelli di precauzione. Proprio in questo senso si è mosso Acquevenete, l’ente gestore della risorsa idrica nella Bassa padovana. Gli utenti di Acquevenete potranno d’ora in poi chiedere al gestore le analisi per verificare la presenza di sostanze perfluoroalchiliche nell’acqua del proprio pozzo, al costo di 29 euro più Iva, pari a euro 35,38. Spiega Piergiorgio Cortelazzo, presidente di Acquevenete: “È di questi giorni la notizia del divieto di utilizzo di un pozzo nel Comune di Este, per la troppo elevata concentrazione di Pfas rilevata da Arpav. La prima cosa da ribadire è che questo non c’entra nulla con l’acqua che esce dai rubinetti, che i cittadini possono continuare a bere in tutta tranquillità: l’acqua erogata a Este arriva dalla fonte di Camazzole, a 60 chilometri di distanza”. Aggiunge Cortelazzo: “Vogliamo però fare un passo in più, per rispondere alle preoccupazioni di molti cittadini che hanno il pozzo e si chiederanno
se possono usarne l’acqua per innaffiare l’orto senza preoccupazioni. Le analisi per verificare la presenza di Pfas sono analisi molto sofisticate, e quindi solitamente molto costose. Per questo abbiamo deciso offrirle, a chiunque dei nostri utenti lo chieda, a un prezzo decisamente agevolato, 35 euro”. Il laboratorio di analisi Acquevenete è dotato di apparecchiature d’avanguardia e competenze specifiche per poter effettuare internamente le analisi sui Pfas, che prima venivano acquistate da altri gestori. Per richiedere le analisi, gli utenti dovranno presentare richiesta utilizzando l’apposito modulo e consegnare un campione di acqua, prelevata seguendo scrupolosamente le istruzioni, in uno degli sportelli designati per il servizio. Il modulo e le relative istruzioni sono disponibili alla pagina www.acquevenete.it/rilevazione-pfas-su-pozzi-privati. Nicola Cesaro
Chiesa della Salute Gara da 100 mila euro
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entomila euro per la Chiesa della Salute. Lo storico edificio religioso sarà interessato a breve dalla manutenzione straordinaria del tetto e da un controllo interno del microclima. Ne parla Paolo Rosin, assessore comunale ai Lavori pubblici: “Siamo soddisfatti perché nonostante i disagi e le difficoltà oggettive siamo riusciti a pubblicare questa gara per essere pronti all’esecuzione dei lavori non appena possibile. Il progetto in questione, di complessivi 98.800 euro, è stato sostenuto per circa 49.400 euro dalla Fondazione Cariparo, che ringraziamo, a seguito di un bando promosso per interventi sul patrimonio storico religioso”. Sono trenta le domande arrivate al Comune, come manifestazione di interesse per l’esecuzione dei lavori, “segno che le ditte sono comunque attente e vogliono partecipare nonostante il momentaneo stop imposto dai decreti ministeriali”. “Saranno oggetto di appalto le sistemazioni delle coperture della chiesa con tutte
le lattonerie, escluso il corpo della sacrestia, che verrà affrontato con un secondo stralcio; oltre al controllo del microclima interno, sono previsti anche l’installazione di data-logger che consentono di monitorare parametri quali umidità e temperatura nel tempo e quindi ci forniranno indicazioni utili per valutare, se del caso, il migliore sistema per climatizzare l’ambiente interno della chiesa”. (n.c.)
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NUOVO OSPEDALE DI PADOVA: “UN PASSO DA GIGANTE PER PADOVA E LA SCIENZA” Il presidente Bui: “Avanti ora con le opere viarie, non possiamo perdere il treno della mobilità” La firma dell’accordo di programma per il Nuovo Ospedale di Padova è finalmente una realtà e arriva al momento giusto. Le immagini dei nostri operatori sanitari, dei medici, delle terapie intensive, la richiesta forte che giunge dai cittadini affinché la ricerca scientifica e le Istituzioni diano risposte per garantire la salute e la qualità della vita, ci fa capire quanto l’intesa raggiunta sia un passo da gigante per Padova e la sua storia. Il futuro della medicina è nell’innovazione tecnologica e nell’investimento in risorse umane qualificate e preparate, dunque nell’Università. La diffusione del Coronavirus ha portato a galla molti aspetti: tra questi l’assoluta necessità di avere ambienti ospedalieri adeguati, macchinari, sistemi di sicurezza e impianti all’avanguardia.Come Provincia siamo soddisfatti che dopo tanti anni si sia trovata l’intesa tra tutti i soggetti coinvolti. Verranno dunque realizzati due poli di eccellenza, uno a San Laz-
zaro con 963 posti letto (di cui 33 riservati a persone extra regione) e l’altro nell’attuale sede di via Giustiniani (con un totale 909 posti suddivisi tra i 769 all’Ospedale Giustinianeo e 140 posti per lo IOV di cui 20 riservati a persone fuori regione). Questa soluzione accoglie sia le esigenze di avere un’area esterna al centro e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione, sia la necessità di non disperdere gli investimenti economici fatti per il Giustinianeo e la sua vocazione quale ospedale di base dei cittadini padovani. Adesso, tuttavia, la sfida è anche quella di accelerare il passo sulle necessarie infrastrutture viarie. Padova si trova a crocevia dei principali assi di collegamento tra il nord e il sud del Veneto e dell’Italia. Sicuramente il Nuovo Ospedale attrarrà carichi di traffico provenienti da tutta la regione. Ora, dunque, si dovrà dare priorità alle “eterne incompiute”: in particolare, la Sr 308, la Sr 47 e la Metropolitana
di superficie. Siamo sicuri che mai come ora si può avanzare spediti e senza più ritardi verso la realizzazione di queste opere. L’Italia per ripartire dovrà avviare il più grande piano di investimenti in opere pubbliche dal Dopoguerra a oggi. Siamo consapevoli che la struttura ospedaliera non sorgerà in tempi brevissimi, ma dobbiamo trasformare tutto ciò in opportunità. La sfida è di saper guardare avanti, di intuire quali evoluzioni la scienza,
la medicina e la tecnologia stanno scrivendo. I due poli di eccellenza che tra il 2030 e il 2035 vedranno la luce, dovranno modularsi per dare risposte ad emergenze impreviste o alla rapidità dei cambiamenti che da qui in avanti ci saranno. E, nel frattempo, non possiamo perdere il treno della mobilità e della viabilità.
FABIO BUI
presidente Provincia di Padova
Covid 19: reazioni virali “L’emergenza Covid è scoppiata nell’anno di Padova Capitale del Volontariato. E ancora una volta la nostra comunità ha saputo distinguersi per una reazione davvero virale alla prova più dura che stiamo affrontando dal Dopoguerra ad oggi. Nei primi giorni, la maggiore difficoltà che abbiamo dovuto affrontare è stata la pressoché totale mancanza dei principali dispositivi di protezione e di materiale per la sanificazione e l’igienizzazione. Le tante donazioni giunte alla Provincia da imprenditori, associazioni, enti governativi e semplici cittadini cinesi, ci hanno permesso di distribuire oltre 60.000 mascherine e altro materiale sanitario di prima necessità. Un atto di amicizia e solidarietà che tutti noi abbiamo apprezzato perché, nel pieno dell’emergenza, ci ha consentito di ridurre almeno in parte i rischi di chi si è trovato a combattere in prima linea: operatori degli ospedali e della sanità, forze dell’ordine, volontari di Protezione civile, rappresentanti delle Istituzioni. Ma oltre alla parte sanitaria, l’emergenza ha riguardato la vita stessa delle persone: cittadini inermi costretti a restare nelle proprie case, imprenditori, negozianti, esercenti che hanno chiuso le serrande, giovani, ragazzi e bambini catapultati dalla quotidianità scolastica, culturale e formativa all’impossibilità
di svolgere qualsiasi attività esterna. Teatri, musei, tante iniziative per tutte le età. associazioni musicali e artistiche hanno dovuto an- I padovani hanno dato e stanno dando grande prova nullare ogni tipo di iniziativa nel breve e nel lungo di responsabilità restando a casa. Ma alle difficoltà termine. Una catastrofe sociale che rischia di lasciare delle fasce più deboli, in particolare, ha risposto ansegni profondi se non ci uniremo tutti insieme per ri- cora una volta il grande cuore della Protezione civile della Provincia di Padova. Sono stati oltre 1600 i vopartire nel rispetto delle regole. Ma anche in questo caso Padova ha dimostrato di lontari che si sono messi a disposizione dei Comuni saper reagire cercando ogni opportunità data dalla e delle Istituzioni per consegnare alimenti, farmaci, tecnologia per entrare nelle case delle persone con mascherine e provvedere ai bisogni di tanti anziani e stimoli creativi e proposte culturali. Esapolis – il Mu- persone sole particolarmente colpiti da questa emerseo degli Insetti della Provincia di Padova e il Musme genza. A loro va tutto il nostro più sincero ringraziamento. – Museo della Medicina hanno potrà promettere che proposto dirette live e tour virBui: “La risposta solidale Nessuno sarà facile, ci aspetta un periotuali delle strutture, laboratori di imprenditori, do tutto in salita per l’occupaper bambini e tante iniziative zione, per la scuola, per il turiche, seppure a distanza, hanno associazioni e mondo smo, per tanti settori produttivi regalato un po’ di normalità in della cultura” e sociali. Dalla crisi del 2009 e questi mesi difficili. Non sono 2010 Padova è uscita facendo state da meno nemmeno le più importanti realtà della musica e del teatro della sistema con tutte le anime associative, imprendinostra regione. L’Opv, Orchestra di Padova e del Ve- toriali, istituzionali. Dalla Diocesi alle Fondazioni. E’ neto ha messo in piedi un vero e proprio palinsesto un sistema collaudato che ora dovremo rimettere in di dirette online, video e concerti per grandi e picco- moto più forte di prima per dare tutte le risposte posli, mentre il Teatro Stabile del Veneto ha mandato in sibili alle difficoltà dei nostri cittadini. Insieme, dobscena “Una stagione sul sofà”, cartellone digitale con biamo e possiamo farcela.
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Provincia
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L’intervista Veronica Bonomo, associazione “Genitori in fuga”
“Uniti anche nella distanza per regalare un sorriso” V
eronica Bonomo è presidente di “Genitori in fuga”. Come nasce la vostra Associazione? “Ci siamo incontrati organizzando un piccolo spettacolo per i nostri bambini che terminavano la materna e ci siamo uniti intorno ad una famiglia dche stava uscendo da un grave percorso oncoematologico pediatrico. Da lì l’idea di continuare a fare attività insieme ma con uno scopo diverso: far sorridere i bambini malati sostenendo il Reparto di Oncoematologia Pediatrica”. Qual è il significato del nome? “Il nome è stato scelto pensando a quei genitori che stanno affrontando un problema oncoematologico di un figlio e dal quale vorrebbero fuggirne, anche solo per poco tempo”. Quali le principali attività? “Le nostre attività sono le uscite in Reparto di Oncoematologia Pediatrica e di Pediatria durante le quali intratteniamo i piccoli pazienti con lavoretti creativi di vario genere, portando strumenti musicali o piccoli spettacoli. Contribuiamo a fornire il materiale utilizzato per le varie attività e raccogliamo fondi per la ricerca attraverso la messa in scena di piccoli spettacoli teatrali per bambini”. I più importanti risultati? “Il primo per noi è quello di far sorridere i bambini malati. Poi sicuramente il nostro sostegno per la ricerca, in particolar modo abbiamo appena contribuito al progetto del Dottor Marzollo riguardante lo studio di nuovi sistemi diagnostici nelle malattie rare del sangue come le immunodeficienze primarie del bambino. Altro traguardo importante per noi è stato aver finanziato una parte del progetto di Assistenza Domiciliare di Ail. E poi la fornitura di giochi e materiali per le attività ludicodidattiche dei piccoli pazienti di Oncoematologia e di Pediatria di Padova”. L’emozione più grande vissuta? “Aver realizzato una piccola rappresentazione teatrale al Day Hospital Oncoematologico. E’ stata difficile l’organizzazione per i tempi e gli spazi ridottissimi ma ce l’abbiamo fatta e il risultato è stato di grande impatto emotivo”. Il vostro obiettivo per il 2020? “La sistemazione della “stanza dei genitori” del Reparto di On-
coematologia Pediatrica di Padova. Si tratta di una piccola stanza utilizzata dai genitori dei bambini ricoverati per poter consumare un pasto, che vogliamo ristrutturare e rendere più confortevole”. Come state vivendo e affrontando questo difficile momento? “In questo momento di particolare difficoltà, l’Associazione è attiva con i tantissimi messaggi che ogni giorno tutti noi ci scambiamo, siamo uniti anche nella distanza. Siamo riusciti a renderci
Veronica Bonomo durante una visita ad un piccolo paziente ricoverato
utili le scorse settimane sostenendo Team for Children nella vendita delle colombe pasquali e ci stiamo organizzando per consegnare in Pediatria giochi e materiali che ci erano stati richiesti ma che, a causa di questa emergenza, erano rimasti bloccati nella consegna. Andrà tutto bene”. Fanny Xhajanka
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L’agricoltura padovana non si ferma
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umerose le iniziative che le principali associazioni di categoria agricole hanno avviato per non far mancare nelle case dei cittadini i prodotti delle terre padovane e venete. Cia, Coldiretti e Confagricoltura Padova stanno promuovendo tutte le aziende agricole che consegnano prodotti a domicilio: dal’enogastronomia, alla frutta e verdura, dalle carni agli oli e fino al florovivaismo che sta particolarmente soffrendo a causa delle chiusure imposte dall’emergenza Covid 19. “E’ un momento molto difficile per il comparto primario – ha spiegato il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui – ma la sensibilità per i prodotti a km 0 non è venuta a mancare da parte delle persone. Pertanto come Provincia abbiamo deciso di sostenere il settore diffondendo ogni attività a distanza o a domicilio. Dobbiamo lottare tutti assieme affinché il tessuto tenga perché l’agricoltura e l’enogastronomia italiana sono sempre stati un’eccellenza che fa da traino anche al turismo e alla salute. Ricordiamoci che questi prodotti sono genuini e garantiscono qualità. In-
fine, appena si potrà, per ripartire ci sarà grande bisogno di tutta l’esperienza di chi lavora la terra e di chi ha amore per la natura e l’ambiente. Questa emergenza sanitaria deve riportarci ad un maggior rispetto verso l’ecosistema che ci circonda”. La Provincia di Padova, in accordo con le associazioni di categoria ha inoltre deciso di annullare la manifestazione “Sapori di Primavera”. “Al suo posto e compatibilmente con le normative di questi giorni e quelle che verranno – ha spiegato il consigliere delegato all’Agricoltura Fabio Miotti - appena possibile saranno proposte micro-iniziative che coinvolgeranno poche aziende per volta in diverse località e per più giorni. Ringrazio per lo spirito di collaborazione.
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Provincia .
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Con l’app Digita Cgil dichiarazioni da casa
Rifugio del Cane impennata dei costi
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n concomitanzaUna App per la compilazione della dichiarazione dei redditi da casa, in modo da velocizzare i rimborsi cui hanno diritto decine di migliaia di famiglie, rimborsi che arrivano anche a 2.000 euro. A lanciarla è il Caaf Cgil in vista della scadenza con l’appuntamento fiscale, seppure rinviato al 30 settembre. “Con l’applicazione Digita Cgil la dichiarazione dei redditi potrà essere fatta direttamente da casa, - spiega Lisa Contegiacomo, amministratrice delegata Caaf Cgil Padova. - Nell’80% dei casi, è bene ricordarlo, i nostri utenti vanno a credito con l’erario. Pertanto, anche se la scadenza è stata rinviata al 30 settembre, prima si fa la dichiarazione prima arriveranno i rimborsi. Si può fare tutto anche in questo periodo, senza uscire di casa.” L’anno scorso, vale a dire il 2019, delle 60 mila dichiarazioni dei redditi compilate dal Caaf Cgil Padova per conto dei dipendenti e pensionati della provincia, ben 46.700 (il 78% quindi) sono andate a rimborso, per un totale di 41.474.615 euro. La nuova App permetterà ai propri utenti di ricevere tutti i servizi fiscali di cui necessitano, e compilare le dichiarazioni senza doversi muovere da casa. “Come tutti gli anni – precisa l’AD di
CAAF CGIL Padova, Lisa Contegiacomo – prenoteremo gli incontri a tutti coloro che si rivolgeranno a noi per la propria dichiarazione dei redditi. Quest’anno però, vista l’emergenza sanitaria che stiamo attraversando, anziché chiedere ai lavoratori di recarsi nei nostri uffici, abbiamo deciso di andare loro incontro con questa nuova modalità. Lo spostamento della scadenza di presentazione inciderà anche sulla tempistica dei rimborsi, che arriveranno in base al periodo in cui viene spedita la dichiarazione. Nel dettaglio: il lavoratore che elaborerà la dichiarazione entro il 20 giugno, avrà il rimborso con la busta paga di luglio; chi lo farà entro il 15 luglio, avrà il rimborso con la busta paga di agosto; chi elaborerà entro settembre, riceverà il rimborso con la busta paga di ottobre. I pensionati, invece, riceveranno il rimborso a partire dal secondo mese successivo all’elaborazione della pratica. “In questa fase di crisi economica dunque - conclude Contegiacomo - velocizzare l’arrivo dei rimborsi attraverso le pratiche via App, con la possibilità di parlare in chat con un nostro operatore, potrebbe dare sollievo a lavoratori e pensionati in difficoltà”.
l Rifugio del Cane di Rubano è chiuso al pubblico, ma gli ospiti continuano ad avere bisogno di aiuti e lo staff continua ad essere presente ogni giorno. Il Rifugio è un luogo dove oltre cento amici a quattro zampe trovano spazio, protezione, cure e amore, i volontari si alternano e diventano la famiglia di tutti loro. Chi entra in questa struttura trova box spaziosi, puliti e luminosi, due grandi aree verdi attrezzate per far uscire i cani dai box (circa 7000 mq divisi a recinti), un progetto di sostituzione dei vecchi tetti con tetti coibentati, tante iniziative a sostegno della vita degli ospiti pelosi. “Qualcuno è ancora convinto che il Rifugio goda di contributi pubblici fissi invece viviamo di beneficenza e di eventi ed in questo momento le donazioni sono diminuite – spiega la Presidente della sezione di Padova della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Giovanna Salmistraro – Il Canile prosegue nella sua attività senza far mancare nulla agli ospiti, pulizia, cure veterinarie, cibo. I cani sono spesso anziani e hanno bisogno di maggiori cure, anche di cibo specifico che qui non vengono negati a nessuno”. “La preoccupazione è tanta per il futuro del Rifugio
Un volontario si prende cura di un cane al Rifugio
– sottolinea la Presidente Giovanna Salmistraro – che ha già delle spese ordinarie fisse della struttura per non parlare delle tantissime spese straordinarie che affrontiamo per curare gli animali di nessuno. Questo significa che per cento cani ospitati vengono garantite le cure basilari ma se continua così la qualità e lo standard della struttura non potranno più essere come prima. Accogliamo molti cani maltrattati adesso ci sono anche le nascite primaverili dei gatti e i vaccini costano. Ci tengo a ringraziare chi ci sta aiutando nonostante le difficoltà che ognuno di noi sta affrontando, in attesa che arrivi anche per i nostri ospiti una bella famiglia che li accolga con amore”. (f.x.)
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Musica La proposta dell’Opv
L’Orchestra di Padova e del Veneto tiene vivo il rapporto con il pubblico sul web, proponendo un ricco palinsesto digitale con appuntamenti periodici
Concerti via social: note ed emozioni U
n palinsesto digitale di approfondimenti, materiali inediti e contributi originali per continuare a proporre musica anche durante le settimane di permanenza a casa: in attesa di tornare a suonare dal vivo, l’Orchestra di Padova e del Veneto ha deciso di mantiene vivo il rapporto con gli abbonati, il pubblico e tutta la cittadinanza attraverso una rete di divulgazione e condivisione musicale sui propri canali social. Subito dopo il lockdown i profili Facebook, Instagram e Twitter dell’OPV hanno iniziato ad accogliere una serie di videoclip di opere e spettacoli che hanno scritto la storia della musica classica. Il primo contributo ha visto protagonista il Direttore musicale e artistico Marco Angius, impegnato in un’originale guida all’ascolto dell’Arte della fuga di Johann Sebastian Bach nella particolare versione strumentale di Hermann Scherchen. Gli utenti hanno poi potuto rivivere online le emozioni del concerto tenuto lo scorso febbraio al Teatro Sociale di Rovigo. In quell’occasione l’OPV eseguì The Planets, la suite sinfonica del compositore inglese Gustav Holst, nella versione di G. Morton
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Cultura .
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condotta dalla giovane direttrice Beatrice Venezi. Tra i contributi video proposti, invece, figura la condivisione in esclusiva del film Sciarrino Séances, un documentario realizzato in occasione della prima edizione della serie Lezioni di suono che vide il compositore siciliano nei panni di relatore al fianco dell’Orchestra di Padova e del Veneto. Il film, che rievoca alcuni istanti delle prove musicali e i momenti più rappresentativi della residenza artistica OPV di Salvatore Sciarrino, è stato anticipato da una presentazione del Prof. Denis Brotto, che diresse il documentario insieme agli studenti del corso di Cinema digitale dell’università di Padova. Il palinsesto digitale dell’OPV è stato poi arricchito con appuntamenti periodici: ogni giovedì alle 20.45 è il momento di OPV Reloaded, che ripropone alcuni spettacoli d’archivio presentati dal maestro Angius e dagli interpreti; ogni domenica alle 21.00 spazio agli ascolti che preludono alle nuove “Sonore Degustazioni” in programma al Caffè Pedrocchi. Ai piccoli ascoltatori e alle loro famiglie si rivolgono invece i contributi di Elisabetta Garilli
L’Orchestra di Padova e del Veneto con il suo direttore Marco Angius
dedicati all’Uccello di fuoco di Stravinsky, con le anticipazioni sui contenuti del libro illustrato e dello spettacolo autunnale dedicati al grande violinista e compositore, nel 250° anniversario della sua morte. Le pagine social dell’OPV si sono animate anche grazie al contributo sonoro dei suoi musicisti, con una serie di video che documentano le sessioni di studio e il ritmo delle esercitazioni che i professori dell’Orchestra mantengono quotidianamente. Anche i follower possono dare il loro contributo da casa, offrendo nuove idee di ascolto a tutta la community. “La musica può aiutare a vivere con più serenità questo momento difficile - ha dichiarato il vicepresidente OPV Paolo Giaretta - Anche noi vogliamo dare un piccolo contributo nelle forme oggi possibili, proponendo momenti di incontro virtuale, con l’invito a stare a casa per aiutare chi a casa non può stare”. (e.b.)
SERRAMENTI
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Pro Loco mobilitate per portare un aiuto
È
un periodo difficile, ma le Pro Loco padovane non si sono perse d’animo, dimostrando solidarietà, generosità e amore per il proprio territorio. Lo dimostra il modo in cui i volontari hanno prontamente risposto alle richieste di aiuto del governo centrale, provinciale e delle varie amministrazioni locali. Dalle prime ore in cui è scattata l’emergenza sanitaria, le 97 Pro Loco padovane appartenenti a 5 consorzi intercomunali (Atesino, Cittadellese, Euganeo, Graticolato Romano e Padova Sud Est) hanno messo in campo la loro organizzazione in tutta la Provincia per diverse iniziative d’aiuto: consegna di spesa e farmaci a chi è solo e non riesce a muoversi, distribuzione “porta a porta” degli schermi protettivi, raccolte fondi per aiuti alle strutture sanitarie, consegna alle famiglie di libri e materiale didattico per permettere ai figli di fare i compiti a casa, fino all’organizzazione dei disegni realizzati dai
più piccoli. “Questo è solo un piccolo esempio di ciò che stanno facendo le Pro Loco Padovane e del Veneto per i loro amati territori – afferma Fernando Tomasello, Presidente Provinciale Pro Loco di Padova e Vice Presidente Nazionale Pro Loco d’Italia - La solidarietà è stata condivisa in forma libera e supportando le diverse esigenze locali: Pro Loco, comitati e consorzi non hanno esitato a operare in un’ottica di collaborazione con gli attori territoriali e con le altre associazioni, in pieno spirito solidale, senza protagonismi o prevaricazioni. Un doveroso grazie di cuore a tutti”. (e.b.)
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Sport
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Sport e solidarietà Corsa benefica
Smile Run apre iscrizioni pro Croce Verde I
scrizioni aperte alla Smile Ruon 2020, la corsa benefica, nata per “regalare un sorriso” ai bambini, che domenica 13 settembre colorerà di giallo le strade della
città di Padova. Tutte le adesioni del mese di aprile saranno devolute alla Croce Verde di Padova, per contribuire alle spese sostenute in questi mesi di emergenza
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sanitaria. Un gesto semplice ma molto concreto, pensato dagli organizzatori per aiutare immediatamente chi, in queste settimane, è in prima linea per combattere il Coronavirus. “La Smile Run nasce per regalare un sorriso ai bambini in difficoltà e così sarà anche quest’anno - affermano Giovanni Cecolin e Marco Dalla Dea di Yak Agency, l’agenzia che organizza la corsa - In questo momento, però, sentivamo la necessità di mettere il nostro evento a disposizione di chi lavora giorno e notte per farci uscire dall’emergenza. Per questo abbiamo scelto di aprire in anticipo le iscrizioni e di devolvere tutte le quote di aprile alla Croce Verde di Padova”. Simile Run l’anno scorso ha raccolto 1.640 adesioni e ha devoluto 16.400 euro a Team for Children e L’isola che c’è, per sostenere i loro progetti nel reparto di Oncoematologia Pedriatica e presso l’Hospice Pediatrico di Padova. La particolarità della corsa, infatti, è che tutti i costi vengono sostenuti dagli organizzatori e dagli sponsor, per permettere ai partecipanti di devolvere interamente la loro
“La Smile Run nasce per regalare un sorriso ai bambini che stanno affrontando le cure, sarà così anche quest’anno ma con qualcosa in più” quota (10 euro a persona) alla causa benefica.“Così faremo anche in questo caso - aggiungono gli organizzatori - Ogni quota di aprile verrà interamente devoluta alla Croce Verde già nei primi giorni di maggio, per contribuire subito alle spese che l’ente sta sostenendo. Poi torneremo ad aiutare le altre associazioni, come abbiamo fatto gli scorsi anni”. “Dal 21 febbraio, giornata in cui è esplosa l’emergenza, sono stati oltre 200 i servizi legati al CoVid-19 che abbiamo svolto - afferma Andrea Franco, Presidente della Croce Verde di Padova - Si tratta di trasporti a domicilio o nelle strutture di ricovero di pazienti positivi, ma anche interventi di emergenza 118. Ogni singolo
servizio costa più di 50 euro solo considerando il materiale monouso che viene impiegato per la salute degli operatori e dei pazienti. Il conto è presto fatto!”. Ogni volontario, infatti, deve essere munito di un kit composto da dispositivi di protezione individuale “usa e getta”: mascherina FFP2, tute tyvek, occhiale protettivo, calzari copri scarpe, cuffia e guanti. Non solo. Durante le operazioni, vengono utilizzati copri barelle e lenzuola monouso e al termine di ogni servizio l’ambulanza viene sanificata con appositi disinfettanti. “Nessuno di noi può sapere in questo momento cosa farà il 13 settembre, ma da oggi Smile Run è aperta a tutti coloro che vogliono dare una mano: runner, famiglie, bambini, gruppi podistici - concludono Cecolin e Dalla Dea - Ci auguriamo che questa emergenza possa finire prima possibile, nella speranza di poterci ritrovare tutti in Prato della Valle per correre e trascorrere insieme una giornata all’insegna dello sport e della solidarietà”. Iscrizioni aperte su: www.smilerun.ita Enrico Beda
Padova Marathon: si corre a settembre sport in campo per rilanciare il turismo
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arà domenica 20 settembre il nuovo appuntamento con la 21° edizione della Padova Marathon: l’emergenza sanitaria in corso, infatti, ha reso obbligatorio il rinvio della corsa, inizialmente programmata per il 19 aprile. “Correre è gioia, è passione ed entusiasmo. Oggi non può esserlo. Abbiamo voluto e dovuto fare questa scelta difficile ma necessaria - afferma Leopoldo Destro (nella foto a fianco), Presidente di Assindustria Sport, società organizzatrice dell’evento. “Di concerto con le amministrazioni di tutti i Comuni attraversati dalla gara, con la Provincia, la Regione e la Federazione Italiana Atletica Leggera, abbiamo individuato una nuova data nel 20 settembre. L’appuntamento con la Padova Marathon è solo rinviato: mai abbiamo pensato di annullare la nostra corsa, perché siamo convinti che lo sport avrà un ruolo fondamentale per ripartire dopo questo drammatico momento”. Il format rimarrà invariato e non cambierà nulla della ricetta che ha fatto crescere la Padova
Marathon in questi anni. “Confermeremo la gara principale da 42 chilometri, la mezza maratona e le Stracittadine che hanno il proprio fulcro in Prato della Valle - continua Destro - Come ogni anno coinvolgeremo tantissime associazioni e costruiremo un nutrito programma di iniziative legate all’arte, la storia, la musica e l’ambiente, perché la Padova Marathon sarà anche un’occasione per rilanciare il turismo nel nostro territorio”. (e.b.)
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Fase 2 La Regione mette a punto un progetto e un manuale per chi riapre
In azienda arriva il “Covid Manager”
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Nuovo ospedale di Padova, ora c’è la firma sull’accordo
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ffrontare la “fase 2” con tutti gli strumenti necessari per partire in sicurezza, rispettando le indicazioni degli esperti e tutelando tutti coloro che animano il mondo produttivo. Mentre la sanità continua la sua battaglia quotidiana per arginare i contagi e guarire i pazienti colpiti dal coronavirus, il mondo delle imprese si è preparato ad affrontare la ripartenza, fissata dagli inizi di maggio. Non sarà un percorso semplice, anzi le incognite saranno all’ordine del giorno, insieme ad un radicale cambio di prospettiva che impone nuovi protocolli, nuove attenzioni e anche nuove competenze. serva il Presidente della Regione Luca Parte da questa necessità il progetto Zaia – perché ne avremo a che fare a “Fase 2” messo a punto dalla Regio- lungo. Ma l’economia, nel frattempo, ne per dare un supporto alle aziende non può e non deve morire. Con quenel percorso di riapertura attraverso sto Piano riteniamo di aver equilibrato una serie di linee guida di prevenzio- due esigenze primarie come la salute della gente e la riprene per garantire la sa del lavoro. Abbiasalute pubblica atMaurizio Conte mo pensato prima traverso il “manuale mette in guardia di tutto ai lavoratori, della riapertura”. Il perché saranno loro tutto è stato “testacontro il “caro il vero cuore della to” su una ventina mascherine” ripartenza e per nesdi aziende del territorio per un numee chiede un accordo sun motivo al mondo dovranno essero complessivo di 3 con la grande re esposti a rischi mila lavoratori, per inutili”. Il manuale raccogliere precise distribuzione per prevede tre fasi: l’inindicazioni epidecalmierare i prezzi dividuazione in ogni miologiche, organizazienda di un Covidzative e di processo per aggiornare passo dopo passo il Manager come figura di riferimento dell’intero processo; la definizione di “manuale”. “E’ ormai chiaro che con questo vi- un Piano aziendale dei “rischi Covid”; rus si deve imparare a convivere, – os- la definizione e applicazione rigorosa
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di dieci indicazioni operative da attuare in azienda. “Alle aziende non faremo mancare supporto diretto e assistenza medico-scientifica”, ricorda l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin. Intanto il consigliere regionale Maurizio Conte (Forza Italia), sottolinea che “anche in questa occasione il Veneto può rappresentare un modello da copiare, ma dobbiamo fare attenzione a chi vuole lucrare su questa emergenza”. A partire dal rincaro dei prezzi di prodotti che nei prossimi mesi saranno indispensabili, come mascherine, guanti e igienizzanti. Conte chiede pertanto di “istituire un tavolo di confronto regionale con i soggetti della grande distribuzione e le associazioni dei consumatori al fine di determinare un indicatore di valore per questi prodotti con eventuali riferimenti circa l’indicazione di una percentuale da applicarsi rispetto ai prezzi di acquisto e di vendita”.
opo un decennio di discussioni, ipotesi, passi avanti e marce indietro la strada per il nuovo Polo della Salute-Ospedale Policlinico di Padova è finalmente in discesa. Con la firma dell’accordo di programma il progetto passa alla fase pratica, attraverso una maxi operazione di infrastrutturazione sanitaria che comporta la realizzazione di un nuovo ospedale da 900 posti letto nell’area “Padova Est-San Lazzaro” e la completa riqualificazione dell’attuale Ospedale Giustinianeo, con ulteriori 900 posti letto, che diventerà “l’ospedale dei padovani” con vocazione universitaria, la valorizzazione delle strutture sanitarie attuali e la futura realizzazione del “Parco delle Mura”. A sottoscrivere l’accordo il Presidente del Veneto, Luca Zaia, il sindaco di Padova, Sergio Giordani, il Presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, il Rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto, e il Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera Luciano Flor. Zaia di fronte al plastico del nuovo polo ospedaliero ha parlato di “momento storico per il futuro della sanità veneta. Tutti assieme abbiamo costruito una prospettiva seria, un nuovo ospedale di caratura internazionale come il Polo di Padova Est e un Giustinianeo moderno ed efficiente per la città di Padova, che porterà anche a una profonda riqualificazione dell’intero tessuto urbano. Speriamo inoltre di poter lavorare con la minor burocrazia possibile, il che non esclude assolutamente che tutto sarà fatto con il massimo rigore, in stretta collaborazione con l’Autorità Anticorruzione”. Fior detta le prossime tappe: “ln autunno potremo procedere con il bando per la progettazione e successivamente appaltare i lavori con la prospettiva di partire con i cantieri nel 2023”.
SIAMO APERTI
I sette sindaci dei capoluoghi del Veneto uniti nell’appello al Governo
“Puntare sui Comuni per la ripartenza” “I E VENIAMO ANCHE DA TE Comuni erogano quasi il 90% dei servizi ai cittadini e in questi mesi di emergenza i danni sono inestimabili, non lasciateci soli”. I sindaci delle città capoluogo del Veneto fanno quadrato e inviano al Governo un documento condiviso con 20 proposte per aiutare gli Enti locali nella fase della ripartenza. L’iniziativa porta la firma di Luigi Brugnaro per Venezia, Mario Conte per Treviso (che è anche presidente di Anci Veneto), Sergio Giordani per Padova, Edoardo Gaffeo per Rovigo, Federico Sboarina
per Verona, Francesco Rucco per Vicenza virtuosi. Non stiamo chiedendo un euro al e Jacopo Massaro per Belluno . “Abbiamo Governo, chiediamo solo che ci siano dati apprezzato lo stanziamento di 3,5 miliar- gli strumenti per rispondere ai bisogni dei di di euro da parte del Governo, ma deve cittadini”. “Per gli enti locali è la tempeessere solo un primo passo e ne serviranno sta perfetta - aggiunge il rodigino Gaffeo Il Sindaco di Padova Sergio Giordani altri. Questo è il partito delle fasce tricolori - diminuiscono le entrate e aumentano in che, al di là delle appartenenze politiche, maniera esponenziale le richieste della co- vista. Il tema più importante è il trasporto ci vede uniti nel voler rispondere ai citta- munità, tutti temi su cui i sindaci sono e pubblico locale non siamo in condizione dini”, afferma Conte. Primo passo, meno saranno in prima linea”. Brugnaro fa la di riprendere con le stesse logiche di priCONSELVE (PD)ma, però è evidente che il Veneto ha una burocrazia, chiarisce Giordani: chiedo di sintesi: “I piccoli imprenditori e quelli della liberare i nostri TV Comuni limitazio- filiera turistica sono stati colpiti cuore, struttura politica e sociale trasversale su cui - VIDEO -dalle HI-FI ELETTRODOMESTICI VIA PADOVA, 51 - al TEL. 049.9500836 ni del patto di stabilità, perché siamo Enti Venezia è in ginocchio da questo punto di puntare”.
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Politica
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L’intervista Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico
Elezioni a Venezia, crisi tema principale
“Covid-19 e variazione di bilancio, Zaia intervenga anche in Consiglio” Consigliere Azzalin, qual è il suo giudizio su come il Veneto ha affrontato l’emergenza coronavirus? “Dal punto di vista sanitario la situazione è indubbiamente migliore rispetto ad altre realtà, ma le vittime sono comunque più di mille e quindi c’è poco da rallegrarsi. Va fatto un grande plauso allo straordinario lavoro di medici e operatori della sanità, in trincea da mesi. E dobbiamo riconoscere che ha funzionato la strategia dei tamponi a tappeto effettuata a Vo Euganeo, poiché ha permesso di individuare tutti i casi positivi, isolandoli. Certo, è stato possibile perché si tratta di una realtà piccola con poche migliaia di abitanti, ma in ogni caso è andata bene. Ben diverso il quadro delle case di riposo perché ci sono stati troppi contagi e troppi decessi: i lavoratori delle strutture lamentano ritardi nella fornitura dei dispositivi di protezione individuale e la Regione ha provato a fare lo scaricabarile, sebbene sia proprio la giunta, secondo uno schema di convenzione approvato con deli-
bera nel 2018, a doverli garantire. Più in generale da parte del presidente Zaia c’è stata poca chiarezza comunicativa. Il bisogno costante di apparire l’ha portato a dire, anche nel giro di poche ore, tutto e il suo contrario creando maggiore confusione tra i cittadini. Penso per esempio ai tamponi che voleva effettuare per strada o fuori dai supermercati, quando però non c’era la possibilità di farli neanche a tutti gli operatori delle Rsa, dichiarazione ritrattata nel giro di 24 ore. O ancora all’eliminazione del limite dei 200 metri per l’attività motoria a 200 metri dalle abitazioni, salvo lamentarsi di vedere troppa gente in giro, oppure sul lockdown che non esisteva più già a metà aprile. Deve intervenire sempre e dovunque, tranne in Consiglio, l’assemblea rappresentativa dei veneti, dove non lo vediamo mai”. Ad aprile c’è stata la prima variazione di bilancio, dedicata appunto ai provvedimenti legati all’emergenza coronavirus. La Regione ha preso misure adeguate? “In apertura dei lavori ho ironiz-
zato proprio sull’assenza di Zaia: forse si vergognava a mettere la faccia su una manovra che definire insufficiente è un complimento. Una variazione di appena 12,8 milioni su un bilancio che vale 16 miliardi: briciole! E non è tutto, perché quasi il 70% di quelle risorse proviene da risparmi del Consiglio. Come si vede, dunque, la Giunta ha fatto uno sforzo minimo, assolutamente inadeguato rispetto a una crisi epocale. Come Partito Democratico abbiamo presentato una corposa manovra per venire incontro alle esigenze di cittadini, lavoratori e imprese. Ad esempio la richiesta di un’indennità di rischio per tutti gli operatori sociosanitari, come già stabilito da altre Regioni. Non basta ringraziarli e definirli eroi, servono gesti concreti. Zaia l’aveva promesso a favore di telecamera, ma nella proposta di legge della Giunta non c’era niente. Così abbiamo depositato noi un ordine del giorno, sottoscritto da tutte le forze di minoranza. Sono stato poi il primo firmatario di altri due Odg: uno sull’importanza di effettuare
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Graziano Azzalin
una campagna per la vaccinazione antinfluenzale di massa visto che i sintomi del Covid-19 sono simili, almeno nella fase iniziale della malattia e dobbiamo evitare che ci siano ritardi nell’identificazione dei pazienti affetti da coronavirus, in modo da impedire una nuova impennata di contagi. L’altro, invece, riguardava, la necessità di ampliare il Fondo regionale di garanzia per le piccole e medie imprese: due su tre hanno problemi di liquidità e senza aiuti da parte delle istituzioni, per molte di loro la ‘fase 2’ sarà quella della chiusura anziché della ripartenza”. Gaia Ferrarese
Regione Il governatore aveva chiesto di andare alle urne entro il 15 settembre
Elezioni in autunno, disappunto di Zaia S littano in autunno le elezioni regionali e comunali, sulla spinta dell’emergenza sanitaria. Il governatore veneto avrebbe preferito andare alle urne d’estate, entro il 15 settembre, ma il governo ha deciso diversamente. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il decreto legge in base al quale le elezioni non si terranno prima di
settembre inoltrato. Fonti del Governo spiegano infatti che il voto si terrà “in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre e che gli organi elettivi regionali a statuto ordinario il cui rinnovo è previsto entro il 2 agosto 2020 durino in carica cinque anni e tre mesi”. Zaia sottolinea invece che si tratta di un provvedimento non
condiviso. “Ci eravamo confrontati con gli altri presidenti di regione che vanno al voto. Avevamo chiesto come Veneto una finestra dal 5 luglio 15 settembre, convocazione solo per le Regioni per motivi sanitari, abbiamo chiesto di fare due giorni di elezioni fino al lunedì alle 15 e chiesto di far votare i nostri cittadini all’estero nei conso-
lati. Dal Consiglio dei Ministri ne è uscita una cosa completamente diversa, quel provvedimento non è stato minimamente condiviso spero che qualcuno lo faccia presente al Capo dello Stato”. Per il capogruppo del Pd Stefano Fracasso, invece, votare dopo l’estate “è una scelta di garanzia sia per la salute che per la democrazia”.
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sfidare il sindaco uscente Luigi Brugnaro che si ricandida alla poltrona di primo cittadino, alle elezioni amministrative ci sarà per il centrosinistra, una figura di primo piano come il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Se da un lato alla fine tutti prevedono che, l’intero centrodestra di fatto seguirà il sindaco uscente (seppur con all’interno i propri distinguo) i contorni della coalizione di centrosinistra che sosterrà Baretta non sono ancora stati definiti con precisione. Intorno alla candidatura di Baretta c’è una coalizione ampia di centrosinistra che però al momento, non è sicuro che includa i partiti Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda. Lo stesso Baretta si era detto favorevole, nei giorni scorsi ad uno slittamento del voto, quando invece nel centrodestra c’era la voglia di andare al voto a luglio. Ci si chiedeva, nel centrosinistra, se era possibile fare una campagna elettorale a giugno con comizi pubblici o iniziative fra la gente, con una emergenza sanitaria di fatto ancora attiva. Fra i temi che inevitabilmente saranno oggetto della campagna elettorale per le comunali, ci saranno quelli legati alle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria sull’economia veneziana. Una economia legata in modo prevalente ed indissolubile al turismo. Emergenza che rischia di cancellare decine di migliaia di posti di lavoro e vedere chiusi per sempre, migliaia di ristoranti, bar alberghi se non arriveranno risposte ed aiuti concreti, per far fronte alla sciagura. (a.a.)
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Politica
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Economia Attività commerciali protagoniste della “fase 2”, accanto a loro c’è “La Piazza”
Il Veneto che lavora per una nuova ripartenza D
opo due mesi di stop e di attesa il Veneto che lavora e che produce è pronto a ripartire. Anzi, in queste settimane le imprese non si sono mai fermate: pur con le porte sbarrate o le serrande abbassate tante attività commerciali e produttive hanno continuato a lavorare per i propri clienti con la consegna a domicilio oppure garantendo servizi a distanza, per i propri collaboratori e dipendenti con lo smart workng e con l’allestimento degli spazi di lavoro per garantire la massima sicurezza sanitaria. Sono state settimane frenetiche e mai viste, in cui tutto si è fermato e tutto è stato in fermento, segnate dalla riconversione di molte attività per far fronte alle necessità del momento e per continuare a lavorare e produrre, ma anche dalla generosità che ha spinto molti imprenditori, commercianti, professionisti a donare, a dedicare il proprio tempo e la propria attività alla comunità, a chi ne aveva bisogno.
“Da 26 anni raccontiamo il nostro territorio arrivando a casa dei nostri lettori. In questo momento straordinario comunichiamo la voglia di reagire, tra idee, proposte e iniziative” Ora è il momento di ripartire sul serio, di affrontare questa “Fase 2” non priva di incognite, di costruire un nuovo modello di relazioni, di riorganizzarsi per garantire la sicurezza di clienti e lavoratori finché l’emergenza non sarà del tutto cessata. Per far sapere come il Veneto che lavora sta lavorando alla nuova ripartenza “La Piazza” è al fianco delle realtà economi-
che e produttive della nostra regione e pronta a testimoniare e comunicare come le tante attività delle nostre città e dei nostri paesi stanno reagendo. “Stiamo seguendo con estrema attenzione l’evolversi di questa emergenza, - spiega Valeria Marcato di Give Emotions, società editrice de La Piazza e LaPiazzaweb - con un occhio attento al dovere che abbiamo di
informare i cittadini, ma anche con estrema attenzione alla comunicazione dei nostri clienti, che con le loro iniziative e riconversioni stanno davvero “facendo notizia”. Anche attraverso i nostri seguitissimi canali web e social, diamo visibilità alle attività che stanno continuando a lavorare, fornendo servizi mirati e studiati ad hoc per questo periodo. Ed è quello che vogliamo
continuare a fare, mettendo a disposizione delle attività commerciali e produttive un canale di informazione che, su carta e sul web, da 26 anni arriva direttamente nelle case di oltre 200 mila famiglie, alle quali dal mese scorso si sono aggiunte le 98 mila padovane. Continueremo a fornirvi l’informazione locale alla quale siete abituati, se possibile con ancora maggior impegno e dedizione. Così come i nostri consulenti commerciali come sempre continueranno ad essere al fianco dei clienti, per aiutarli a comunicare questa fase del tutto nuova, da costruire al meglio. Siamo convinti che solo assieme possiamo tutti guardare al domani, che sarà motivo di orgoglio quando tutti insieme ci rimboccheremo le maniche per ripartire con l’operosità industriale, finanziaria, economica e commerciale tipica del nostro Veneto. Siamo convinti che questo momento verrà superato, perché già si percepisce la voglia di ripartire, insieme”.
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Salute
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Come mangiare bene, in modo sano e corretto I consigli utili dello specialista Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore
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ttenzione alla smisurata passione per la cucina che, di questi tempi, sta tornando prepotentemente di moda. Non dimentichiamo che un insidioso nemico per la salute è quello dell’aumento ponderale. “Premesso che non ci sono evidenze scientifiche che il Coronavirus possa essere trasmesso tramite il cibo - ha esordito la dottoressa Luisa Bedin, dietologa, specialista in scienza dell’alimentazione in servizio alla Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa di Noale (Ulss 3 Serenissima) - dobbiamo cercare, in questo periodo che ci costringe più tempo dentro le mura domestiche, di darci una regola su cosa e quanto mangiare: quindi sulla quantità e sulla qualità. Bisogna mangiare meno e scegliere con attenzione cosa prediligere”. Cosa mangiare: consumare cibi freschi (quelli di origine vegetale dovrebbero essere utilizzati entro pochi giorni dal raccolto), preferibilmente crudi o poco cotti per mantenere il loro valore nutritivo; aumentare il consumo di frutta di stagione, possibilmente con la buccia, per non eliminare la fibra utile all’intestino. Da utilizzare come spezza fame sia la spremuta che la centrifuga con verdure aggiunte (in modo da ridurre l’indice glicemico); consumare più legumi e cereali integrali in quanto la fibra in essi contenuta aiuta a mantenere l’integrità dell’intestino grazie al potenziamento della flora batterica. Utilizzare delle spezie per insaporire i piatti (aglio, prezzemolo, curcuma, curry, zenzero,
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cannella) ricche di antiossidanti così da ridurre i condimenti grassi; aumentare l’utilizzo di pesce fresco ricco di Omega 3, almeno 2-3 volte a settimana. Introdurre della frutta secca: noci, mandorle, nocciole (non più di 20-30 gr /die) ricche di acidi grassi essenziali - Omega 3 e utili a spezzare la fame nervosa; utilizzarle come spuntino assieme ad uno yogurt magro 0% grassi. Utilizzare dei fermenti lattici naturali che si trovano nello yogurt oppure integratori che aiutano la flora intestinale, riequilibrando il sistema immunitario. Nel dettaglio, è bene conoscere, cosa fa bene e cosa no. Zuccheri. Tra gli zuccheri evitare quelli troppo raffinati e prediligere prodotti integrali con fibre vegetali, che aiutano il nostro intestino ad una ottima funzionalità. La salute del nostro intestino contribuisce in modo utilissimo ad eliminare tutto ciò che è tossico. Pertanto prediligere pane o pasta o riso integrale, legumi o altri cereali ricchi in fibre, sempre comunque bilanciandone la quantità. L’intestino è un organo che funge da barriera alle infezioni esterne ed uno squilibrio della sua flora batterica può indebolire le difese immunitarie facilitando l’insorgenza di malattie. Grassi. Per i grassi è bene preferire quelli vegetali, non alterati dalla cottura quindi meglio a crudi. L’olio extravergine è un ottimo alleato per la nostra salute. Anche la frutta
Emergenza sanitaria
“I medici necessitano di sicurezza” secca senza eccedere può essere di supporto per soddisfare il fabbisogno di grassi. Da utilizzare nelle insalate insieme ai semi vegetali di altre piante. Proteine. Introdurre proteine che sostengano la nostra forza muscolare. Si ricorda che dopo un evento febbrile si ha sempre una perdita di peso che spesso corrisponde ad una perdita di massa magra. Ottime sono le proteine ottenute da carni bianche o da pesce, magari cotti alla piastra e accompagnati da verdure fresche con molti colori, in modo che l’apporto vitaminico sia soddisfatto completamente. Le Vitamine. E’ bene capire il ruolo fondamentale che hanno le vitamine. In particolare la VITAMINA C è un potente antiossidante, contribuisce alla difesa immunitaria supportando varie funzioni cellulari del sistema immunitario innato e adattivo. La vitamina C supporta la funzione di barriera epiteliale contro i patogeni e promuove l’attività di pulizia di pelle e mucose proteggendole così dallo stress ossidativo ambientale. Si accu-
Più tutele per i medici in prima linea Nella guerra contro il Coronavirus è punita solo la diserzione
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mula nelle cellule deputate alla nostra difesa come i globuli bianchi. La carenza di vitamina C provoca un’immunità compromessa e una maggiore suscettibilità alle infezioni. In caso di infezioni, oltretutto, il fabbisogno di Vit C aumenta. Valori ottimali si aggirano su 100-200 mg / die, che ottimizzano i livelli di cellule e tessuti. La VITAMINA D ad alte dosi può migliorare la salute immunitaria, prevenire l’autoimmunità e migliorare la difesa contro le infezioni. Nell’uomo esistono prove sull’associazione tra carenza di vitamina D e funzione immunitaria compromessa oltre che ad un aumentato rischio di infezione. La VITAMINA A ha un ruolo importante nel rinforzare le difese immunitarie; è fondamentale per l’integrità delle nostre barriere naturali quali la pelle e le mucose dei vari apparati come quello respiratorio. E’ una vitamina liposolubile e si trova sia in alimenti di origine vegetale come le verdure scure o gialle (carote, zucca, pomodori), ma anche sedano, broccoli, cavolini, mango, papaya, albicocche, mirtilli, lamponi (etc.), che nel
#NOI CI SIAMO NEGOZI APERTI
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Come mangiare bene, in modo sano e corretto
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regno animale come fegato, uova, latticini L’appello del presidente , anguilla etc. Numerosi studi sostengono della Federazione Regionale che una carenza a malattie deglisua Ordini dei predisponga Medici Chirurghi infiammatorie del tratto respiratorio e degli Odontoiatri del Venetoper cui è importante introdurla giornalmente già a partire dall’età infantile. medici, che assieme magnesio, agli infer-zinco I Sali minerali. Calcio, mieri, sono stati definiti tutti aiutano ad ottimizzare la risposta da immunitaria con appellativi di “angeli” ed preservando le difese del nostro organismo. “eroi”, dimenticando le varie poLi troviamo inmolti alimenti, sia di origine lemiche quasima ogni giorno si animale comeche le uova, anche di origine leggevano sui social, legati provegetale, come legumi e frutta secca. Lo zinprio a queste figure professioco, in particolare, sembra favorire la stimolanali indispensabili per la nostra zione e la maturazione dei linfociti T, cellule salute, due deputate allahanno nostra vissuto difesa. Sioltre trova in uova, mesi di lavoro frenetico. latticini, crostacei, pesce in genere. Diversil’acqua ambulatori sono stati Prediligere come bevanda. L’acqua chiusi per precauzione, con dell’orgatanè fondamentale per la vita stessa to di cartello appeso alla porta, nismo. Nel caso di infezioni è bene idratarma in ogni caso i camici bianchi si in quanto il fabbisogno aumenta ancor più hanno ugualmente lavorato ala-disied evitiamo il rischio di una eventuale cremente, specialmente negli dratazione. Bevendo aiutiamo il nostro orgaospedali. nismo ad eliminare le tossine dell’infezione stessa.A tenere banco è stato il caso delle mascherine, o comunque sia dei vari sistemi di sicurezza personale, spesso e volentieri negate al personale sanitario. Su questo fronte è intervenuto il presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri, Francesco Noce, il quale ha chiesto che tutte le istituzioni sostengano il lavoro degli operatori socio - sanitari.
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Il dottor Francesco Noce
“I medici necessitano di sicurezza
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L’intervento
Nella guerra contro il Coronavirus è punita solo la diserzione C
he la nostra storia quotidiana, così densa di lacrime e sangue, con le mani intrise di sudore, i visi segnati dalle mascherine, i turni massacranti, il fruscio dei ventilatori e l’odore dei disinfettanti, le notti insonni, le preghiere laiche e mistiche, sia in grado di fare la Storia. Che l’impegnativissima ricerca della salute perduta, messa in atto da medici, infermieri, operatori sanitari e da tutti coloro che fanno parte di questo grande puzzle che si chiama salute pubblica, insegni a onorare, rispettare, tutelare i nostri “soldati al fronte”. Professionisti che danno tutto se stessi, a costo talvolta della vita. E sti giorni di battaglia vera e cruenta se non riescono a fare il miracolo di contro un nemico truce e invisibile, strappare alla morte destini segnati? ha vissuto come autentica missione. Ecco che, di nuovo, diventano facile L’emergenza ha costretto allo scocapro espiatorio di lutti non accetta- perto le nostre donne e i nostri uoti, come se la vita non fosse mortale. mini in camice, ha squarciato il velo della nostra pseuE tornano sotto do-indifferenza gli occhi sce“Non lasciatevi nei loro confronti, ne già viste, di li ha mostrati per professionisti infettare, vi prego, come sono. Ma messi alla godal morbo della loro così lo eragna, costretti no sempre stati. a difendersi da memoria corta” Perché in sanità accuse scelleranon ci si improvvite, inaccettabili, sa, non ci si inventa, non si recita a profondamente fuorvianti. Che le traiettorie imperscrutabili soggetto. Chi combatte al fronte per del virus Covid-19 contribuiscano a salvare vite, rimettendoci anche in raddrizzare la percezione pubblica di prima persona, sa che in guerra l’uniquella che ciascuno di loro, in que- co atto punibile dalla Corte marziale
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ono molti quelli in prima linea, sia in ambito ospedaliero, sia negli ambulatori sul territorio, molti quelli che lavorano senza sosta da settimane in condizioni di particolare stress, molti quelli che hanno subito a loro volta il contagio da coronavirus e ne hanno pagato le conseguenze, anche con la morte. Ho chiesto che tutti i medici fossero messi nelle condizioni di sicurezza personale, attraverso un’adeguata e tempestiva fornitura di dispositivi di protezione individuale. La nostra protezione è la protezione delle persone che curiamo, la nostra sicurezza è la sicurezza di tutti. Tutti i medici, dipendenti, convenzionati e libero professionisti, stanno dando una concreta dimostrazione di cosa significhi essere Comunità, ma per esprimere al meglio la loro professionalità hanno bisogno del sostegno di tutti. Ai Cittadini, infine, vogliamo dire: noi ci siamo e ci saremo sempre per alleviare le vostre sofferenze, per offrirvi le migliori cure e per fornirvi una corretta informazione”.
“Tutti i medici stanno dando una concreta dimostrazione di cosa significhi essere comunità, ma per esprimere al meglio la loro professionalità hanno bisogno del sostegno di tutti” Dott. Francesco Noce *Presidente dell’Ordine chirurghi e odonoiatri di Rovigo
è la diserzione. Ma coloro che hanno sempre risposto “presente” imbracciando, in scienza e in coscienza, il fucile contro il coronavirus mettendoci competenza, dedizione, attenzione, umanità, non possono essere delegittimati. Finita la guerra, che prevalga vigoroso e vibrante un profondo rispetto, nutrito da vera riconoscenza per l’intera categoria, per chi ha tentato in tutti i modi di non farvi strappare alla vita. Giustissimo ma offensivamente riduttivo riempirli di elogi oggi, di fiori, abbracci, emoticon ed eroici canti, una bestemmia scaricarli a mare domani. Non ci si lasci cogliere, vi prego, da quel morbo che è la memoria corta. Dottor Domenico Scibetta Direttore Generale Ulss 6 Euganea
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ttenzione alla smisurata passione per la cucina che, di questi tempi, sta tornando prepotentemente di moda. Non dimentichiamo che un insidioso nemico per la salute è quello dell’aumento ponderale. “Premesso che non ci sono evidenze scientifiche che il Coronavirus possa essere trasmesso tramite il cibo - ha esordito la dottoressa Luisa Bedin, dietologa, specialista in scienza dell’alimentazione in servizio alla Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa di Noale (Ulss 3 Serenissima) - dobbiamo cercare, in questo periodo che ci costringe più tempo dentro le mura domestiche, di darci una regola su cosa e quanto mangiare: quindi sulla quantità e sulla qualità. Bisogna mangiare meno e scegliere con attenzione cosa prediligere”. Cosa mangiare: consumare cibi freschi (quelli di origine vegetale dovrebbero essere utilizzati entro pochi giorni dal raccolto), preferibilmente crudi o poco cotti per mantenere il loro valore nutritivo; aumentare il consumo di frutta di stagione, possibilmente con la buccia, per non eliminare la fibra utile all’intestino. Da utilizzare come spezza fame sia la spremuta che la centrifuga con verdure aggiunte (in modo da ridurre l’indice glicemico); consumare più legumi e cereali integrali in quanto la fibra in essi contenuta aiuta a mantenere l’integrità dell’intestino grazie al potenziamento della flora batterica. Utilizzare delle spezie per insaporire i piatti (aglio, prezzemolo, curcuma, curry, zenzero, cannella) ricche di antiossidanti così da ridurre i condimenti grassi; aumentare l’utilizzo di pesce fresco ricco di Omega 3, almeno 2-3 volte a settimana. Introdurre della frutta secca: noci, mandorle, nocciole (non più di 20-30 gr / die) ricche di acidi grassi essenziali - Ome-
ga 3 e utili a spezzare la fame nervosa; utilizzarle come spuntino assieme ad uno yogurt magro 0% grassi. Utilizzare dei fermenti lattici naturali che si trovano nello yogurt oppure integratori che aiutano la flora intestinale, riequilibrando il sistema immunitario. Nel dettaglio, è bene conoscere, cosa fa bene e cosa no. Zuccheri. Tra gli zuccheri evitare quelli troppo raffinati e prediligere prodotti integrali con fibre vegetali, che aiutano il nostro intestino ad una ottima funzionalità. La salute del nostro intestino contribuisce in modo utilissimo ad eliminare tutto ciò che è tossico. Pertanto prediligere pane o pasta o riso integrale, legumi o altri cereali ricchi in fibre, sempre comunque bilanciandone la quantità. L’intestino è un organo che funge da barriera alle infezioni esterne ed uno squilibrio della sua flora batterica può indebolire le difese immunitarie facilitando l’insorgenza di malattie. Grassi. Per i grassi è bene preferire quelli vegetali, non alterati dalla cottura quindi meglio a crudi. L’olio extravergine è un ottimo alleato per la nostra salute. Anche la frutta secca senza eccedere può essere di supporto per soddisfare il fabbisogno di grassi. Da utilizzare nelle insalate insieme ai semi vegetali di altre piante. Proteine. Introdurre proteine che sostengano la nostra forza muscolare. Si ricorda che dopo un evento febbrile si ha sempre una perdita di peso che spesso corrisponde ad una perdita di massa magra. Ottime sono le proteine ottenute da carni bianche o da pesce, magari cotti alla piastra e accompagnati da verdure fresche con molti colori, in modo che l’apporto vitaminico sia soddisfatto completamente.
difese immunitarie; è fondamentale per l’integrità delle nostre barriere naturali quali la pelle e le mucose dei vari apparati come quello respiratorio. E’ una vitamina liposolubile e si trova sia in alimenti di origine vegetale come le verdure scure o gialle (carote, zucca, pomodori), ma anche sedano, broccoli, cavolini, mango, papaya, albicocche, mirtilli, lamponi (etc.), che nel regno animale come fegato, uova, latticini , anguilla etc. Numerosi studi sostengono che una sua carenza predisponga a malattie infiammatorie del tratto respiratorio per cui è importante introdurla giornalmente già a partire dall’età infantile. I Sali minerali. Calcio, magnesio, zinco aiutano ad ottimizzare la risposta immunitaria Le Vitamine. E’ bene capire il ruolo fondamentale che hanno le vitamine. In particolare la VITAMINA C è un potente antiossidante, contribuisce alla difesa immunitaria supportando varie funzioni cellulari del sistema immunitario innato e adattivo. La vitamina C supporta la funzione di barriera epiteliale contro i patogeni e promuove l’attività di pulizia di pelle e mucose proteggendole così dallo stress ossidativo ambientale. Si accumula nelle cellule deputate alla nostra difesa come i globuli bianchi. La carenza di vitamina C provoca un’immunità compromessa e una maggiore suscettibilità alle infezioni. In caso di infezioni, oltretutto, il fabbisogno di Vit C aumenta. Valori ottimali si aggirano su 100-200 mg / die, che ottimizzano i livelli di cellule e tessuti. La VITAMINA D ad alte dosi può migliorare la salute immunitaria, prevenire l’autoimmunità e migliorare la difesa contro le infezioni. Nell’uomo esistono prove sull’associazione tra carenza di vitamina D e funzione immunitaria compromessa oltre che ad un aumentato rischio di infezione. La VITAMINA A ha un ruolo importante nel rinforzare le
Fare attività fisica anche durante la quarantena Gli esercizi da svolgere a casa in un video tutorial
Foto di gruppo Medicina dello sport e Cuore amico
e che, chiunque, può essere in grado di eseguire”. Pertanto il dottor Giada ha preparato un tutorial video con l’ausilio del dottor Ruggero Marin, laureato in scienze motorie in servizio a Noale, che mostra come eseguire quotidianamente, presso
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uoversi e fare un po’ di attività fisica ai tempi del Coronavirus con le attuali prescrizioni non è proprio semplice e la tentazione di rinunciare, cedendo magari alle lusinghe del divano, diventa forte. Eppure essa non deve prevalere. “In questo momento di emergenza da Coronavirus, – ha esordito il dottor Franco Giada, Responsabile del Servizio di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa del Distretto di Mirano Dolo della Ulss 3 – dove è obbligatorio stare a casa, a meno che non ci siano valide ragioni per uscire, è bene aver cura di sé per non cedere alla sedentarietà: stare fermi non farà bene, infatti, alla salute del proprio cuore e del nostro organismo in generale”. “Non è necessario per forza – ha aggiunto il primario – uscire di casa per tenersi in forma. Ci sono degli esercizi che si possono attuare anche in spazi piccoli
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il proprio domicilio, dei semplici esercizi fisici (link del video: https://youtu. be/1tWMoVaeaJk). Va evidenziato, inoltre, che anche le attività fisiche casalinghe, aiutano a mantenersi in forma.
preservando le difese del nostro organismo. Li troviamo inmolti alimenti, sia di origine animale come le uova, ma anche di origine vegetale, come legumi e frutta secca. Lo zinco, in particolare, sembra favorire la stimolazione e la maturazione dei linfociti T, cellule deputate alla nostra difesa. Si trova in uova, latticini, crostacei, pesce in genere. Prediligere l’acqua come bevanda. L’acqua è fondamentale per la vita stessa dell’organismo. Nel caso di infezioni è bene idratarsi in quanto il fabbisogno aumenta ancor più ed evitiamo il rischio di una eventuale disidratazione. Bevendo aiutiamo il nostro organismo ad eliminare le tossine dell’infezione stessa.
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Pubblicizzare una prestazione medica Rai Yoyo, i cartoni animati nati dai disegni con metodi da grande distribuzione? dei bambini veneti sui corretti stili di vita La salute si impara da piccoli
Il paziente va visto e valutato, inoltre deve poter incontrare e confrontarsi con chi eseguirà la prestazione
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ncheanimati il settore si sta cartoni deiodontoiatrico “Mini Cuccioli”, natiat-dai trezzando, negli ultimi nuo-in disegni dei bambini veneti,anni, sonocon andati vi strumenti per coinvolgere il pubblico onda per la prima volta su Rai Yoyo lo scorso e4 allargare la platea dei l’11 clienti/pazienti. aprile e poi, in replica, aprile. Si tratLo slancio verso questedella nuove strategie ta della quarta edizione iniziativa della èRegione dettatoVeneto da variefattori, in primis la crisi della Ulss 3 Serenissima, economica ‘obbligato’ “Guadagnare molti pronell’ambito che del haprogramma fessionisti a ricercare modalità di Salute”, dove vengononuove coinvolti i bambini approccio cliente,primarie in secondo luogo l’afveneti dellealscuole a realizzare delle flusso di capitali esterni al settore da parte di imprenditori e gruppi che hanno visto nel settore un potenziale business, terzo elemento il cambiamento della legislazione che permette la pubblicità sanitaria. Sarà capitato a tutti di imbattersi in pubblicità di vari gruppi, professionisti, società, viaggi all’estero verso l’est Europa o il famoso ‘Low cost’. Tutti questi nuovi sistemi stanno però creando anche molta disinformazione e confusione nei confronti dell’utente finale che alla fine si trova a dover gestire una mole informazioni ‘urlate’, per non parlare dei prezzi delle prestazioni che vengono propagandati, con vari programmi legati a fidelizzazione, cards, punti, sconti, paghi 2 compri 3 e così via. Si sta cercando insomma produrre un grande
volume messaggi tale da convogliare il paziente verso scelte che abbiano come presupposto il vantaggio economico. Il problema sorge proprio qui: è possibile reclamizzare una prestazione medica che riguarda la salute e il benessere del paziente, con metodi che di solito si impiegano per grande distribuzione e riguardano prodotti standard? Sì, perchè, se è vero che una scatoletta di tonno dello stesso produttore e dello stesso peso può essere confrontata nel prezzo, è altrettanto vero che una prestazione medica, odontoiatrica nella fattispecie, contiene talmente tante e tali variabili (professionalità di chi la esegue, materiali, metodi, tempi di esecuzione, variabilità della situazione del paziente, richieste individuali, etc) che di fatto non la rendono generalizzabile! Appare chiaro
storie che richiamano i corretti stili di vita e che poi, quelli vagliati da una giuria come i migliori, vengono anche trasformati in cartoni animati. L’iniziativa “Raccontiamo la salute” nasce dall’idea di unire le risorse di diverse Direzioni Regionali (Direzione Turismo, Direzione Agroalimentare, Direzione Prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria, Direzione beni, attività culturali e Sport) che per anni e
in maniera indipendente si erano occupate di parlare di benessere della persona e dell’ambiente in cui vive. “Nell’edizione dell’anno scolastico 2018-2019 – ha spiegato il Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3, il Dottor Luca Sbrogiò, anche direttore scientifico del programma in questione – hanno partecipato a “Raccontiamo la Salute con 6 A” 35 scuole primarie di tutte le province del Veneto: si tratta di più di 1000 bambini, dai 6 ai 10 anni, che hanno disegnato 106 bellissimi e coloratissimi “storyboard” (sequenze disegnate di fumetti), sui temi legati alla promozione della salute e ai corretti stili di vita”. “Gli argomenti su cui hanno lavorato con entusiasmo i bambini – ha continuato - sono quelli indicati dalle
quindi che il paziente va visto e valutato, e il paziente stesso deve poter vedere e parlare con chi gli eseguirà la prestazione. La determinazione di prezzi, per non dire di sconti e quant’altro, determinati a priori per tutti a prescindere dalla conoscenza dei singoli casi, e quindi pubblicizzati, appare una modalità poco rispettosa nei confronti della professionalità del medico, dei bisogni dei pazienti, e non giova di certo al conseguimento di un buon rapporto medico/paziente che resta alla base della buona riuscita delle prestazioni. Pubblicità inverosimili che propongono prestazioni strabilianti a costi impossibili non fanno altro che aumentare la confusione nei pazienti, rendendoli (giustamente) sempre più scettici, meno collaborativi e più inclini alla controversia.
Dr. Massimiliano Veronese dentistico 6Studio A del titolo: Ambiente, Alimentazione, Via Giacomo Matteotti - Este (Pd) Agricoltura, Attività motoria, Arte e, infine, Tel. 0429 601485 Amicizi@. Numerose le scuole che hanno studioveronese.m@libero.it aderito, dimostrando impegno e creatività
Primaria “Alessandro Manzoni” di CALCROCI DI CAMPONOGARA (VE): PIO, SENZANOME E I MOSTRI DELL’ORTO. Classe III A Scuola Primaria “Giovanni Pascoli” di tanto da non rendere facile poi il lavoro CINTO EUGANEO (PD): I MINI CUCCIOLI E della giuria nel selezionare i migliori lavori: LA VENDEMMIA. Classe V A Scuola Pri7 “storyboard” tradotti in brevi cartoni ani- maria “Leonardo da Vinci” di MORGANO mati con l’aiuto degli animatori di Gruppo (TV): AVVENTURA AL MARE. Classi V A e V Alcuni”. B Scuola Primaria “Mons. Tiozzo” di PORLe 7 scuole selezionate e premiate: TO VIRO (RO): L’ARTE DI ESSERE AMICI. Classi II A e IV A Scuola Primaria “Silvio Complessivamente nelle quattro edizioni Pellico” di MESTRE (VE): I MINI CUCCIOLI dell’iniziativa sono stati realizzati 29 brevi ALLA GIORNATA DELLO SPORT. Classe II cartoon; sono stati coinvolti oltre 5.000 Scuola Primaria “Bambini del Vajont” di bambini, dai 6 ai 10 anni. I cartoni animati LONGARONE (BL): LA MENSA È UN’OC- realizzati nelle scorse edizioni dell’iniziatiCASIONE. Classe V B Scuola Primaria “Gio- va hanno superato 1.700.000 visualizzaziovanni Pascoli” di CONEGLIANO (TV): I MINI ni su Youtube e 3 cartoon sono stati anche CUCCIOLI IL TEATRO. Classe I A Rovigo Scuola doppiati in inglese. Sekal EMicrochirurgia è una struttura privata
䴀椀挀爀漀挀栀椀爀甀爀最椀愀Ⰰ Microchirurgia, 挀漀洀瀀攀琀攀渀稀愀 攀 挀漀氀氀愀戀漀爀愀稀椀漀渀攀 competenza e collaborazione 挀漀渀 愀琀琀爀攀稀稀愀琀甀爀愀 椀渀渀漀瘀愀琀椀瘀愀 con attrezzatura innovativa 攀 搀椀瘀攀爀猀椀ǻ挀愀琀愀 e diversificata
• TRAPIANTO DI CORNEA, di chirurgia oculistica classificata come struttura CROSS-LINKING PER CHERATOCONO extraospedaliera di chirurgia. Dispone delle più Coronavirus. L’allestimento dell’Uls 2 al San Valentino Montebelluna moderne tecnologie sia di diagnostiche che • CORREZIONE DEI DIFETTI DI VISTA TRAMITE: terapeutiche, potendo offrire trattamenti - LASER AD ECCIMERI E LASER A FEMTOSECONDI all’avanguardia garantendo l’approccio - IMPIANTO DI LENTI INTRAOCULARI medico/chirurgico che più si adatta alla condizione del paziente. • TRATTAMENTI LASER PER LA CURA DELLE MOSCHE VOLANTI Direttore Sanitario: Dott. Massimo Camellin • INIEZIONI E TRATTAMENTI LASER PER il centro è certificato LA CURA DELLE DEGENERAZIONI RETINICHE n nuovo reparto per i pazienti che hanno contratto il CERSOI U Coronavirus, che sono stati in terapia intensiva, e ne • ZEPTOCATARATTA CON IMPIANTO usciti, e che necessitano di recuperare 漀挀甀氀椀猀琀椀挀愀 le proprie fun匀攀欀愀氀 䴀椀挀爀漀挀栀椀爀甀爀最椀愀 刀漀瘀椀最漀 甀渀愀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀sono瀀爀椀瘀愀琀愀 搀椀 挀栀椀爀甀爀最椀愀 挀氀愀猀猀椀昀椀挀愀琀愀 挀漀洀攀 猀琀爀甀琀琀甀爀愀 DI LENTI MULTIFOCALI zionalità motorie. 攀砀琀爀愀漀猀瀀攀搀愀氀椀攀爀愀 搀椀 挀栀椀爀甀爀最椀愀⸀ 䐀椀猀瀀漀渀攀 搀攀氀氀攀 瀀椀豈 洀漀搀攀爀渀攀 琀攀挀渀漀氀漀最椀攀 猀椀愀 搀椀愀最渀漀猀琀椀挀栀攀 挀栀攀 琀攀爀愀瀀攀甀琀椀挀栀攀Ⰰ “Il rischio – spiega il direttore generale dell’Ulss 2 Fran•瀀漀琀攀渀搀漀 LUCE PULSATA PER LA CURA DELL’OCCHIO SECCO cesco Benazzi è che il paziente che esce dalla terapia 漀昀昀爀椀爀攀 琀爀愀琀琀愀洀攀渀琀椀 愀氀氀ᤠ愀瘀愀渀最甀愀爀搀椀愀 最愀爀愀渀琀攀渀搀漀 氀ᤠ愀瀀瀀爀漀挀挀椀漀 洀攀搀椀挀漀⼀挀栀椀爀甀爀最椀挀漀 挀栀攀 瀀椀豈 猀椀 愀搀愀琀琀愀 intensiva e che deve rispettare un periodo di quarantena •愀氀氀愀 VISITE OCULISTICHE PER ADULTI E BAMBINI 挀漀渀搀椀稀椀漀渀攀 搀攀氀 瀀愀稀椀攀渀琀攀⸀ non riesca velocemente a recuperare le proprie funzionalità motorie”. “E’ comprensibile che i pazienti che escono dal CON ATTREZZATURA 䐀椀爀攀琀琀漀爀攀 匀愀渀椀琀愀爀椀漀㨀 䐀漀琀琀⸀ALL’AVANGUARDIA 䴀愀猀猀椀洀漀 䌀愀洀攀氀氀椀渀 nostro reparto e dalla terapia intensiva - continua Benazzi Il reparto è stato allestito al San Valentino di Montebelluna, - siano provati a livello muscolare con un declino della forza grazie alla stretta collaborazione tra il primario di Anestesia •䤀氀 VISITE CHIRURGIA PLASTICA PALPEBRALE 挀攀渀琀爀漀 PER 挀攀爀琀椀昀椀挀愀琀漀 䌀䔀刀匀伀䤀
Un reparto con palestra per la riabilitazione dei pazienti che escono da Terapia intensiva
Via Jean-Henri Dunant, 10/12 · 45100 Rovigo (Ro) tel e 吀爀愀瀀椀愀渀琀漀 搀椀 挀漀爀渀攀愀Ⰰ fax 0425 411 357
䌀爀漀猀猀ⴀ䰀椀渀欀椀渀最 瀀攀爀 䌀栀攀爀愀琀漀挀漀渀漀Ⰰ
e della massa muscolare”. Rianimazione, Moreno Agostini e il primario di Recupero e “Per questo – prosegue - l’idea di creare una vero repar- riabilitazione funzionale, Marco Gugelmetto (nella foto). dal Lunedì alstata Venerdì dalle 8,30 alle e dalle14.30 alle19.00 to di riabilitazione Covid è subito resa operativa grazie Qui è 12,30 stata creata anche una palestra ad hoc per i paai nostri primari. Abbiamo deciso di seguirli in un percorso zienti Covid garantendo dei percorsi dedicati che evitano al segreteria@sekal.it www-lasek.it riabilitativo specifico tenendoli continuamente monitorati”. 100 per cento ogni contatto tra pazienti Covid e non Covid.
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Y-40® THE DEEP JOY: DALLE TERME AL MARE, LE VACANZE NON SONO PIÙ UN SOGNO! L’estate inizia ON-LINE, grazie ai corsi digital di subacquea o apnea e le immersioni nell’acqua termale della piscina più profonda del mondo, a Montegrotto Terme.
Q
uale sarà la prima cosa che farai una volta tornato alla normalità?” Se in tutti i sondaggi di questo periodo si registra la voglia di rilassarsi, andare al mare, vivere la libertà dell’acqua, Y-40® The Deep Joy, la piscina più profonda del mondo, ha già tutte le carte in regola per avvicinarci a realizzare questo sogno! Il centro di immersioni più frequentato in Europa, ha pensato di proporre tutto il ventaglio dei propri corsi, dalla subacquea all’apnea, anche in questo periodo, comodamente dal proprio divano di casa. Per mezzo del programma Y-40 Digital School, infatti, si potranno frequentare le lezioni teoriche sull’utilizzo delle bombole, le tecniche apneistiche, il soccorso, la respirazione e molto altro, dai livelli base a quelli più avanzati, grazie agli
istruttori a disposizione attraverso l’e-learning. In seguito, si procederà con le immersioni nei 4.300.000 litri d’acqua termale salsobromoiodica a 32°/34°C della struttura entrata nel Guinness dei Primati grazie ai suoi 42 metri di profondità.
Un modo di avvicinarsi all’estate gradualmente, iniziando già da ora con la formazione in rete per procedere poi nella struttura ideata e progettata dall’architetto Emanuele Boaretto con le caratteristiche adatte alla migliore svolgimento della didattica subacquea.
Dai primi passi nel mondo acquatico ai training per diventare istruttori, dai corsi di gruppo legati al calendario di Y-40 alle lezioni private negli orari preferiti, un team di istruttori di fama internazionale è pronto a realizzare il sogno di preparare al meglio tutti gli appassionati di mare alle prossi-
me vacanze estive, con un brevetto riconosciuto in tutto il mondo. Per maggiori informazioni sui corsi Y-40 Digital School, scrivi a info@y-40.com www.Y-40.com Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD)
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