della Bassa Padovana
Periodico d’informazione locale. Anno XXII n. 123 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD
Monselice “Strane” bici pieghevoli, niente vaporetto
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Il restauro Altri due anni di attesa per la pala di Tiepolo
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Ottobre 2015
Este-Ospedaletto Primo passo verso la fusione, chiesto referendum
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L’informazione locale è sempre con te: ABBANDONO RIFIUTI MULTE A MONSELICE
VENETO IN PRIMO PIANO IL VENETO VOLTA PAGINA E DICE ADDIO ALLE GRANDI OPERE
La “tolleranza sotto zero” annunciata dall’assessore all’ambiente Giorgia Bedin ha dato i suoi frutti. Di recente sono stati individuati gli autori di due diversi abbandoni di rifiuti nel territorio comunale. pag. 6
LAVORO PER PAGARE LE TASSE, A ESTE SI PUÒ Si chiama “baratto amministrativo” e si propone di venire incontro a tutti quei cittadini che non possono far fronte alle tasse comunali. Una sorta di pagamento “in natura”, prevista dal decreto Sblocca Italia.pag. 12
All’interno del giornale
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Due nuove aree verdi per il Montagnanese
Nella città murata al via il progetto per il nuovo Parco del Fiumicello da 50 mila euro, a Megliadino S. Vitale recuperata l’area dei “masari” del vecchio maceratoio
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l Montagnanese riscopre due parchi verdi. Settembre ha infatti assistito a tappe importanti per il recupero di due importanti aree naturalistiche del territorio, il Parco del Fiumicello di Montagnana e l’area dei Masari a Megliadino San Vitale. Ad illustrare il primo intervento è il sindaco Loredana Borghesan: “Il Fiumicello è il canale artificiale, scavato in epoca medioevale per rifornire di acqua i mulini e per funzioni difensive, il fossato
delle mura della città. Lungo il canale si sviluppa un percorso ciclopedonale e, all’altezza di via Praterie, si apre un parco che abbiamo deciso di riqualificare per i suoi aspetti naturalistici, ambientali e culturali”. La giunta ha recentemente approvato il progetto preliminare e si appresta ad approvare il progetto definitivo ed esecutivo. L’iniziativa prevede un investimento di oltre 50 mila euro per la ripulitura del
sottobosco, l’esecuzione di interventi di potatura e piantumazione di siepi arbustive, la riqualificazione dei percorsi ma soprattutto la realizzazione di due aree attrezzate di circa 40.000 mila metri quadri. La prima area, posta in prossimità dell’ingresso, sarà dedicata ai cittadini più giovani con l’installazione di altalene, scivoli, dondoli e figure a molla, oltre a tavoli, panchine e cestini. pag. 16
L’ASSESSORE MARCATO: “NON CI FIDIAMO DI NESSUNO”
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Riforma del Senato: fedeli al territorio poi al partito
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di Germana Urbani*
ambieranno le cose. Eccome! Se la Riforma, approvata in prima lettura a Palazzo Madama, andrà avanti così com’è, cambieranno molte cose e non solo a Roma.
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news da laPiazzaweb 3
In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Bottrighe,
l’isola sotto il ponte spaventa la popolazione a seguire sono
stati cliccatissimi i servizi relativi Da Chioggia alla giuria del barber match, la storia di Simone Boscolo Cegion, la terza notizia, invece Da Cavarzere alla Rai, Marco Crepaldi nella fiction seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL Sui social è volata la notizia Ladri di biciclette alla Bottecchia di Cavarzere. Subito dopo la notizia più condivisa è stata Incidente a Martellago, il video choc. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del Pirata della strada a Scorzè seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
Notizie quotidiane sul nostro sito, piacciono e sono seguite. Grazie lettori! Il 63% degli utenti dice di “catturare” le notizie giornaliere direttamente dai post pubblicati da altri utenti su Facebook o su Twitter. Ma chi preferisce la carta non si sposta su web
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iamo un mensile d’approfondimento su carta ma il nostro sito www. lapiazzaweb.it va migliorando di giorno in giorno. Notizie nuove lo arricchiscono quotidianamente e lo rendono sempre più interessante. Come Piazza seguiamo tantissimi comuni sparsi nelle tre province di Padova, Venezia e Rovigo. Un panorama davvero interessante dal punto di vista geopolitico ma che rende più articolato il lavoro quotidiano dei giornalisti che si occupano di reperire notizie da pubblicare. Nonostante questo stiamo cercando di rispondere a quelle che sono le richieste dei lettori e abbiamo introdotto via via anche la cronaca nera che fino a poco tempo fa non rientrava nel paniere delle notizie per noi pubblicabili. Non siamo, però, un quotidiano e non seguiamo questo settore con lo stesso timbro con cui lo fanno benissimo i nostri amici della stampa quotidiana. Cerchiamo comunque di fare del nostro meglio per raccontare il territorio ai nostri affezionati lettori anche con notizie dell’ultima ora. I dati dicono che funziona. Sempre più lettori entrano e restano nel sito lapiazzaweb.it e, già che ci sono, scaricano il giornale. Leggere e informarsi in rete è quanto fanno sempre di più le persone in tutto il mondo. Un nuovo studio condotto dal “Pew Research Center” in collaborazione con la “John S. and James L. Knight Foundation”, rivela che aumenta di anno in anno, e in modo significativo, il numero degli americani che affermano di usare i “social” come fonte di informazione. Il 63% degli utenti dice di “catturare” le notizie giornaliere direttamente dai post pubblicati da altri utenti su Facebook o su Twitter. Un anno fa erano il 52%
su Twitter e il 47% su Facebook. La crescita è molto rapida e il trend sta cominciando a porre dei problemi. Secondo le società di ricerca “Demos” e “Ipsos Mori”, l’enorme quantità di persone che ogni giorno usa i social ha spinto il marketing a “sovra-utilizzare” il mondo del “web 2.0” per le indagini di mercato. Va detto però che l’enorme campione statistico degli utenti di Twitter e Facebook, non rappresenta la società reale, dicono gli esperti. Insieme con la “Sussex University” e la “CASM Consulting”, “Demos” e “Ipsos Mori” hanno condotto una ricerca che hanno chiamato “The Road to Representivity” (“La strada della rappresentatività”). Hanno posto le stesse domande (su fatti di attualità, sulla politica e sui prodotti commerciali) con due modalità differenti: off line e on line. I risultati dei questionari sono molto diversi gli uni dagli altri. Alcuni temi sono sembrati importantissimi agli utenti dei social mentre venivano percepiti da tutti gli altri come meno rilevanti. E anche per la politica è così: la popolarità sui social non corrisponde quasi mai a un vero gradimento degli elettori. E’ anche basandoci su questi dati che noi de La Piazza abbiamo scelto di esserci con convinzione su web garantendo ai lettori notizie quotidiane legate ai temi che più possono interessare il mondo dei social senza dimenticare però di mantenere forte anche la vocazione di approfondimento mensile che caratterizza il nostro free press cartaceo, nato più di 20 anni fa e che ancor oggi è apprezzato tantissimo dai lettori. Veniteci a leggere, dunque. E mandateci impressioni e notizie a redazioneweb @givemotions.it
EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO:
In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
Il BLOG DEL DIRETTORE La riforma del Senato cambierà radicalmente, per esempio, l’attuale assetto costituzionale archiviando il bicameralismo perfetto e cancellando di fatto l’elettività di primo grado dei senatori, cambia anche il Titolo V. Sarà eliminata la legislazione concorrente e tagliati i costi di stipendi e indennità. I Senatori saranno pochi, solo 100, di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Al Veneto, probabilmente, andranno 7 senatori. seguici su www.lapiazzaweb.it/ category/il-blog-del-direttore/
IL SONDAGGIO Le Ulss del Veneto, secondo i progetti di Zaia e del suo assessore alla sanità Coletto, passeranno presto da 21 a 7 e nascerà un Ente nuovo che si occuperà a livello centrale di gestire ordini, formazione del personale e altre cose oggi in capo ai direttori generali. I sindaci temono che il riordino significhi solo ulteriori tagli. Ma i veneti sono d’accordo? La domanda è: Vi piace l’idea dell’ Ulss unica provinciale? .seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/
ADOTTAMI, I NOSTRI AMICI ANIMALI
L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali.
Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: Piovese, Miranese Nord, Adria e Conselvano seguici su www.lapiazzaweb.it
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EDIZIONI PIÙ VISTE SU ISSUU
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TURISMO E SAPORI
La sezione Turismo del sito lapiazzaweb.it è stata la più visitata! I viaggi e i percorsi enogastromici dell’inserto de La Piazza dedicato al turismo hanno coinvolto gli utenti web, tantissime le visite!
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4 Argomento del mese RISPONDERE ALL’EMERGENZA La gestione dei migranti in arrivo costante sulle coste italiane si fa sempre più articolata. I sindaci chiedono garanzie ai Prefetti i quali ribadiscono la necessità che tutti accolgano qualcuno per evitare di creare centri ad alta concentrazione di persone. Intanto partono i primi progetti di lavoro volontario socialmente utile
Migranti: accoglienza di
di Germana Urbani
Quasi 7000 i profughi ospitati in Veneto. Molti di loro hanno accettato di rendersi utili in comunità
Prefetto Impresa: “Certe forze politiche strumentalizzano il tema profughi per fini elettorali”
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econdo le stime del Governatore Luca Zaia, che riporta a livello regionale i dati emersi dal lavoro della Commissione territoriale della Prefettura di Padova, al primo ottobre i profughi arrivati in Veneto sarebbero 18.113, dei quali solo 6.875 sono ospitati nelle strutture individuate dai prefetti o messe a disposizione da privati o parrocchie. Ben 11.238 migranti non ci sono più. Probabilmente sono riusciti a partire verso altri paesi europei. Il flusso di persone che arrivano però è costante e il lavoro dei Prefetti per trovare loro una sistemazione è sempre più difficile. Soprattutto perché i primi cittadini non ne vogliono sapere. Il Direttivo dell’Anciveneto con un documento ufficiale ha chiesto con forza alle Prefetture garanzie e tutele minime per assolvere al meglio e senza detrimento per i territori e la cittadinanza, l’attuale emergenza migratoria. “Finora – sottolinea Anciveneto – il sistema di accoglienza predisposto presenta lacune e inefficienze che gravano sui Comuni, principali soggetti su cui ricade il compito dell’accoglienza”. I sindaci hanno chiesto che il disbrigo delle pratiche di richiesta d’asilo sia fatto entro 30 giorni, la tutela della salute, dell’ordine e della sicurezza, la possibilità di far svolgere ai profughi lavori socialmente utili e soprattutto hanno chiesto di vagliare i bandi delle prefetture prima che questi siano pubblicati. Dal canto loro i Prefetti non hanno mai smesso di interpellare i sindaci per gestire al meglio l’emergenza profughi. A Venezia, il prefetto Domenico Cuttaia
Uffici stranieri al collasso
“G
li uffici immigrazione delle questure del Veneto, e non solo, a rischio collasso”, a denunciarlo è il vice segretario nazionale dell’Ugl Polizia, Mauro Armelao (nella foto a fianco).“La politica nazionale ha fallito. Giusto aiutare chi ha bisogno ma non in questo modo. Le forze dell’ordine rimangono inascoltate e sono abituate oramai ad essere l’anello debole dello Stato. In Veneto si rischia di avere 11.000 potenziali clandestini. Inoltre la gestione dei flussi migratori che pesa, quasi esclusivamente sulle singole questure, sta mettendo in ginocchio i vari uffici stranieri. Non basta la buona volontà dei singoli operatori di polizia. La gestione dei migranti destinati alle varie province impedisce il regolare svolgimento del resto del lavoro”. “Non abbiamo mai avuto dubbi continua –Armelao – su come sia stata gestita male l’emergenza profughi in Italia ma anche dall’intera Europa. Non ci siamo mai tirati indietro nel dire come la “selezione” dei profughi andava fatta al loro paese, così da poter far arrivare in Italia e in Europa solamente chi realmente aveva diritto di essere aiutato. A dimostrarlo sono i primi dati che arrivano dalla commissione regionale preposta a valutare le pratiche di richiesta per asilo politico. Solo 4 su 10 hanno diritto al permesso di soggiorno. Equivale a dire che il 60 per cento dei profughi, se non rispetteranno l’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale (cosa che avviene nel 90% dei casi non solo con i profughi) avremo migliaia e migliaia di clandestini incontrollati”. A.A.
ha sempre cercato l’aiuto dei sindaci per disegnare una mappa di piccoli centri in cui distribuire numeri bassi di persone per evitare i problemi legati alla convivenza di centinaia di persone in un unico posto. Situazioni ghetto come quelle di Eraclea che questa estate ha mostrato il proprio potenziale esplosivo o di Cona, che conta già 900 arrivi, sono da evitare il più possibile. A questo scopo è stato proposto ai sindaci della città metropolitana di sottoscrivere un protocollo di intesa a sostegno della cosiddetta “accoglienza diffusa” e a impiegare i richiedenti asilo in lavori socialmente utili, come già avviene in altre province. Nel vicentino, ad esempio, è lo stesso capoluogo a dare il buon esempio. Sono al lavoro a Vicenza140 profughi che, divisi in cinque gruppi e dotati di pettorina, guanti, scarpe e berretto, sono impegnati per 4 ore al giorno in lavori utili alla collettività. E accade anche nel padovano a Este, Due Carrare, Battaglia e Baone. I richiedenti asilo si rimboccano le maniche e vanno a lavorare per il comune che li ospita e soprattutto che ha fatto loro una proposta costruttiva. Vengono impiegati in lavori volontari socialmente utili: pulire i marciapiedi, le caditoie, curare il verde pubblico. Ma fino ad oggi sono stati privati, associazioni e parrocchie ad accogliere più che i primi cittadini che, evidentemente per ragioni di consenso politico, prima ancora che di sicurezza, preferiscono lasciare ai prefetti la responsabilità di assegnare posti e luoghi ai profughi in arrivo. Non manca giorno che a Padova Bitonci non ribadisca
la sua lotta ai migranti in arrivo con azioni muscolari capaci di dargli molta eco sui media. A inizio ottobre aveva inviato i vigili urbani in un appartamento privato di via Aspetti all’Arcella, preso in affitto dalla cooperativa sociale Il Sestante per ospitarvi alcuni richiedenti asilo. La prefettura, però, ha fermato tutto ricordando a Palazzo Moroni che il controllo su quell’alloggio e gli altri sparsi in città non spetta a lui. Il Prefetto di Padova si è detto anche molto dispiaciuto che il Comune capoluogo non intenda affidare ai richiedenti asilo attività su base volontaria. Farlo però, significherebbe ammettere che non si può solo dire no all’accoglienza, occorre trovare soluzioni e impiegare queste persone in modo che non restino con le mani in mano ma che possano fare qualcosa per la società in cui si trovano a vivere. Per la Lega di Salvini l’unica cosa da fare è protestare, alzare cartelli contro, e dire anche cose spiacevoli. Da Cittadella, per esempio, Salvini ha augurato agli imprenditori che mettono a disposizione i propri alberghi per l’accoglienza, di “fallire”. A Recoaro Terme, l’albergo il Bersagliere, che dovrebbe ospitare dei profughi che fino ad oggi sono stati stipati in una casa poco adatta a Pian delle Fugazze, è stato incendiato già due volte. Ha detto bene il prefetto di Padova Patrizia Impresa: “E’ evidente come certe forze politiche continuino a strumentalizzare il tema dei profughi e a fare propaganda per fini elettorali. Io faccio un altro lavoro, sono un tecnico e cerco di risolvere i problemi”.
Argomento del mese 5 Gli arrivi in provincia di Padova
iffusa e lavoro volontario Bagnoli di Sopra Alla fine del mese la conclusione dei lavori
L’ex base di San Siro aperta a 120 profughi “in transito” di Nicola Stievano
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e settembre è stato il mese della mobilitazione a Bagnoli con diversi cortei e manifestazioni, ottobre invece è stato segnato dall’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’ex base dell’aeronautica a San Siro in vista dell’arrivo di almeno 120 profughi, in programma per la fine del mese o al massimo gli inizi di novembre. Dopo la pulizia dell’area esterna ora l’intervento si concentra, sotto la supervisione della Prefettura, soprattutto su due fabbricati: la sala mensa e la costruzione che ospitava gli alloggi dei militari. Gli edifici sono disabitati e in abbandono dal 2008 ma non in pessime condizioni. In questi giorni è in corso il rifacimento dell’impiantistica elettrica, termica e sanitaria, dopodiché verranno ritinteggiate le stanze. Solo dopo l’allestimento con i letti e gli altri arredi l’ex caserma potrà essere pronta per accogliere i migranti. Nel frattempo dovrà anche essere rinforzata la recinzione e costruito un nuovo tratto che separi l’area assegnata alla Prefettura, tutta la metà settentrionale della base con buona parte degli edifici, da quella concessa al Comune, vale a dire piscina, piazzale e campo sportivo oltre a qualche altra costruzione. Cosa ne farà il Comune di quest’area non è ancora stato deciso. La Prefettura ha assegnato la gestione dell’ex caserma alla cooperativa Ecofficina, che già segue centinaia di stranieri sparsi nella provincia, e ha assicurato che i migranti non saranno più di 120. Nelle intenzioni del prefetto Patrizia Impresa Bagnoli dovrebbe essere una sorta di “centro di transito” in cui i profughi vengono ospitati temporaneamente, in attesa di trovare una sistemazione definitiva in altre strutture. In paese ovviamente la gente attende con timore e apprensione l’arrivo del “contingente” di migranti e ha chiesto maggiore sicurezza e controlli costanti dentro e fuori la base, di giorno come di notte. La Prefettura ha assicurato al sindaco Milan che la sorveglianza sarà costante.
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Ospitati in un ex convento lavoreranno per integrarsi
A Este altri 25 profughi per un nuovo progetto D
opo una stagione di polemiche, incontri fra sindaci, proteste di piazza qualcosa si muove sul fronte della gestione dell’emergenza profughi in provincia di Padova. Ottobre è il mese degli arrivi, in almeno tre Comuni della nostra provincia individuati come nuovi insediamenti. E’ il caso di Bagnoli di Sopra, la cui ex caserma di San Siro accoglierà per la fine del mese almeno 120 migranti, di Noventa Padovana, dove ai primi del mese ne sono arrivati 65, e di Este che he ha accolti altri 25, inseriti in un progetto di integrazione. Probabilmente non saranno gli ultimi perché l’intenzione del Prefetto Patrizia Impresa è quella di svuotare la tendopoli della Prandina in centro a Padova entro i primi giorni di novembre, come più volte annunciato. Ecco allora farsi strada nuove ipotesi, per il momento non ancora ufficiali. Intanto chi si trova a fare i conti con i nuovi arrivi sono Noventa ed Este, in due situazioni diverse peraltro. A Noventa Padovana i profughi ancora non c’erano e il loro arrivo, i primi giorni di ottobre, ha provocato un certo scompiglio in località Oltrebrenta. I 65 migranti sono stati ospitati in un albergo che si trova al confine con il territorio di Stra, in una area urbana densamente abitata. Critico nei confronti Allestiti un orto bio dei colleghi del cosiddetto “fronte del no” un allevamento e il sindaco Alessandro Bisato: “Noventa un laboratorio per Padovana è la prima vittima del mancato favorire un immediato accordo tra i Sindaci della Provincia di Padova impiego dei giovani per l’accoglienza dei profughi”, sono state le sue parole alla notizia dell’arrivo dei profughi. “Il fronte del “no” animato dal Sindaco di Padova ha demolito l’accordo che avrebbe consentito di condividere tra i 104 enti locali provinciali, equamente e senza criticità, l’accoglienza dei migranti. La Politica ha fallito miseramente il suo ruolo sotto il peso della ricerca del consenso, i sindaci “fermi alla finestra” hanno cancellato l’unica possibilità di decidere, l’unica possibilità di gestire l’emergenza piuttosto che subirla. Il nostro ruolo di amministratori è chiamato ad affrontare responsabilmente e con rinnovato impegno la funzione di oordinamento della comunità, a garanzia e tutela di tutta la cittadinanza. Garantiremo il massimo controllo rispetto alla sicurezza dei cittadini, promuovendo forme di coinvolgimento in lavori di utilità sociale delle persone ospitate”. Critiche dai gruppi di opposizione di centrodestra e richieste di dimissioni del sindaco, ovviamente respinte. Pochi giorni dopo un altro gruppo di profughi, 25 per la precisione, ha fatto la loro comparsa a Este, nell’ex convento dei padri Giuseppini in pieno centro storico. Un arrivo annunciato qualche giorno prima, insieme alla presentazione di un progetto per l’inserimento attivo di questi giovani migranti arrivati da Nigeria, Ghana, Gambia, Togo e Senegal. La gestione del gruppo è affidata a don Luca Favarin e alla sua cooperativa Percorso Vita, che nell’ex seminario di Este ha messo a punto un progetto di accoglienza e integrazione unico in Italia: nella struttura saranno allestiti infatti un orto biologico, un allevamento di polli e conigli, un laboratorio di ceramica proprio per impegnare da subito i giovani in attività utili. Inoltre il campo da calcio sarà aperto a tutti. L’iniziativa è stata accolta con favore in città perché fondata su un concreto progetto di integrazione. Anche il sindaco Gianluca Piva si è detto favorevole a questa forma di accoglienza. Ora con Nicola Stievano l’arrivo dei migranti si passa alla prova dei fatti.
6 Monselice Ambiente e civiltà Tolleranza zero: dopo gli annunci la prova dei fatti
Caccia a chi inquina
Individuati gli autori di altrettanti abbandoni di rifiuti Per loro una multa salata. Bedin: “chi fa il furbo paga” di Emanuele Masiero
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a “tolleranza sotto zero” annunciata dall’assessore all’ambiente Giorgia Bedin ha dato i suoi frutti. Di recente sono stati individuati gli autori di due diversi abbandoni di rifiuti nel territorio comunale. Il primo episodio si è verificato in una delle vie del centro dov’era stato abbandonato un sacchetto di rifiuti indifferenziati. Il secondo invece, molto più rilevante, è successo nei pressi del cavalcavia che va da via Vetta verso la frazione di San Cosma. In questo caso i rifiuti abbandonati erano di tutti i tipi: plastica, legno, uno stendino, dei cd-rom, dei tessuti e perfino uno specchio in parte frantumato. Insomma una piccola discarica a cielo aperto. Ma per la prima volta l’abbandono è stato punito. Quando gli operatori hanno trovato i rifiuti, hanno subito avvisato l’assessore che a sua volta ha chiamato i vigili: per ricercare indizi tra i rifiuti serve infatti la presenza di un pubblico ufficiale. L’azione ha dato i risultati sperati e agli autori dell’abbandono è stata comminata una sanzione. “Vogliamo mettere definitivamente la parola fine all’abbandono dei rifiuti - ha
Trovati i responsabili dell’abbandono dei rifiuti commentato Bedin - E’ un fenomeno di inciviltà che non intendiamo tollerare. Chi abbandona rifiuti inquina l’ambiente, reca un danno economico alla collettività e mette in pericolo l’igiene del territorio dove tutti viviamo. Non siamo più disposti a tollerare questo atteggiamento indecente e continueremo a cercare e punire chi pensa di essere più furbo degli altri”. Ma l’assessore all’ambiente vuole trasmettere anche un messaggio di maggiore senso civico. “Prima di tutto faccio i complimenti agli operatori e ai vigili che collaborano per debellare questo fenomeno ha continuato l’assessore - Lancio una proposta
che intendo portare avanti e realizzare: dobbiamo prevedere che chi non paga le multe dell’abbandono venga obbligato a fare delle ore di lavoro per ripulire strade e fossi dai rifiuti abbandonati. Chi sbaglia paga o, meglio ancora, pulisce”. La responsabile all’ambiente ha anche esortato tutti i cittadini a segnalare le situazioni di degrado per intervenire con tempestività. “Infine ricordo a tutti i cittadini che è attivo il servizio “Città Pulita” per segnalare i rifiuti abbandonati - ha concluso Bedin - attraverso il sito web www.pdtre.it/ cittapulita si può anche caricare una foto con indirizzo e descrizione del ritrovamento”.
CEMENTIFICI La Regione firma il protocollo già siglato da Comune e azienda
RICONVERSIONE ITALCEMENTI, UN PASSO AVANTI
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orna a far parlare il progetto di riconversione dell’Italcementi. Il protocollo siglato dalla proprietà e dal Comune di Monselice è stato firmato anche dalla Regione Veneto. Un passaggio formale ma non del tutto scontato che apre nuovi scenari. Almeno sulla carta perché certamente il percorso è ancora lungo. Ma quantomeno si riapre il dibattito. Ma cosa prevede la riconversione? La multinazionale dovrà ideare un masterplan per ottenere uno sviluppo del territorio dal punto di vista turistico-alberghiero, commerciale, culturale e ricreativo, ovviamente assicurando il massimo rispetto del paesaggio e dell’ambiente circostante. Il masterplan, inoltre, sarà redatto in modo da razionalizzare il consumo della volumetria esistente e, se possibile, persino da ridurla. Il rischio concreto, se non viene trovata una soluzione anche economicamente percorribile, è di trovarsi ad avere un ecomostro abbandonato. Il secondo obiettivo è anche di creare occupazione che almeno attenuerà la spirale negativa della mancanza di lavoro. Il 1 febbraio del prossimo anno scadrà infatti la cassa integrazione per i dipendenti Italcementi e non ci sarà modo di prorogarla ulteriormente. L’unica speranza per le decine di dipendenti che ad oggi non hanno trovato un’occupazione alternativa è che possano insediarsi nell’area dell’impianto monselicense nuove attività nei quali essere reimpiegati.La riconversione dell’area seguirà un iter pubblico-privato, ma il Comune non dovrebbe sborsare un euro. La multinazionale ha infatti garantito che provvederà a finanziare lo studio, mentre conta di trovare altri investitori che l’aiutino ad affrontare il grosso investimento per la riconversione del sito. Resta da capire se adesso potrà trovare spazio il progetto del Muppe presentato nei mesi scorsi dal centrosinistra. E.M.
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’ toccata a un monselicense una di quelle scene all’italiana che non vorresti mai vedere. Stefano Giraldo, 33 anni, residente a Monselice era a Venezia in gita con la sua fidanzata quando un controllore dell’Actv l’ha fatto scendere forzatamente dal battello. Il motivo? Portava con se una bici “strana”. Stefano è infatti uno dei pochi in zona ad avere una speciale bicicletta che si richiude e si inserisce dentro ad una borsa. Un mezzo completamente ecocompatibile in commercio dal 1989, venduto in tutto il mondo e diffusissimo soprattutto in Europa. Tranne in Italia dove ovviamente chi cerca di portare innovazione e rispetto per l’ambiente non viene certo premiato. La coppia di ragazzi aveva portato con sé anche le biciclette pieghevoli. All’andata, verso l’isola di Pellestrina, Stefano e la fidanzata avevano caricato le due bici su un vaporetto di Actv senza nessun problema, mentre al ritorno è arrivata la beffa
per colpa di un paradossale regolamento. Le bici pieghevoli contano come una normale per il numero massimo di bici imbarcabili e questo ha causato il disimbarco immediato. “Le bici ingombravano pochissimo, tanto che seduti uno di fronte all’altro le potevamo tenere tra di noi, senza occupare altri posti - hanno spiegato i monselicensi - Invece al ritorno è apparsa una nuova regola: le bici pieghevoli sono come quelle normali ma se sono contenute dentro una sacca allora magicamente non sono più bici, ma bagagli. Ad illustrarci l’assurda regola è stato uno zelante ed arrogante capitano che, a seguito delle nostre richieste di spiegazioni, ci ha cacciati di bordo in malo modo”. Insomma, caos totale: all’andata andavano bene, al ritorno non più, ma se cammuffate da bagaglio allora ritornano ad essere accettate. Il tutto di fronte agli occhi increduli dei tantissimi turisti stranieri abituati ad utilizzare questo tipo di biciclette. E.M.
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8 Monselice Il bilancio della manifestazione Soddisfatto il presidente Angelo Capuzzo
“Giostra, un nuovo record” Una folla più numerosa della passata edizione ha seguito il corteo storico, emozioni e colpi di scena alla quintana di Emanuele Masiero
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an Bortolo trionfa ancora. La trentesima edizione della Giostra della Rocca è firmata Matteo Gianelli il fantino dominatore della quintana. Una vittoria della contrada verderosa che ha il sapore del bis grazie allo storico risultato dell’anno scorso. Il buio aveva rischiato di compromettere la gara e l’intera manifestazione con la possibilità di rinviare la sfida al giorno successivo. Ma alle 19.38, con gli anelli ormai resi quasi impercettibili alla vista a causa del buio dilagante, Gianelli ha conquistato una storica riconferma. Terza vittoria consecutiva per San Giacomo nel corteo storico della domenica mattina: anche quest’anno i biancoazzurri hanno saputo stupire con scene di vita medievale ben ricostruita che hanno emozionato il pubblico e i giudici. Vicinissimo San Martino che si è distaccato solo 1 punto dal primo gradino del podio. In generale la sfilata è una vittoria per gli occhi del pubblico che accorre sempre numeroso ad assistere al tripudio di colori, musiche, tamburi e fantastiche scenografie. Con 2.500 figuranti il corteo di Monselice ha messo in mostra dame, cavalieri, macchine da guerra e soldati di tutti i tipi. Ha iniziato la sfilata Monticelli portando il gonfalone della Giostra e la vela, simbolo della contrada. Tra i figuranti di “spicco” ha spiccato Francesco Petrarca mentre recitava un sonetto. Subito dopo San Cosma con le trombe araldiche e gli sbandieratori che accompagnano i tamburini. Anche qui un personaggio storico, Sant’Antonio con il giglio, ha sfilato insieme agli altri figuranti della contrada. E’ poi il turno della seconda classificata che ha rallegrato il pubblico con simpatici trampolieri che hanno cosparso l’aria di polveri con i colori della contrada. I falconieri hanno azzardato un volo sopra le teste del pubblico, lasciando per alcuni minuti tutti con il fiato sospeso fino al rientro del rapace dopo le piroette eseguite in aria attorno al Duomo. E’ venuto poi il momento della reginetta del corteo: San Giacomo ha messo in campo una vera e propria festa carnevalesca. Maschere animalesche, volpi ed asini umani eleggono il vescovo folle. Immancabile il gruppo degli straccioni che contraddistingue la contrada e
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trasmette sempre grandi emozioni. La novità più apprezzata arriva dalla contrada del Carmine: un potente Atlante che ha sollevato il mondo, seguito dal duello di spade per l’attentato da parte di Ezzelino all’arcivescovo Fontana. La contrada del centro di Monselice, la Torre, si è presa gli applausi del pubblico grazie al gruppo tamburini “junior” composto da una trentina di bambini. Ca’ Oddo ha mostrato la sua strega Artemisia, imprigionata per essere messa al rogo. Tra le sue grida è stata narrata al pubblico la leggenda che la lega all’albero simbolo della contrada. Marendole invece ha dimostrato solidarietà con il gruppo di profughi che hanno spinto una catapulta. Infine San Bortolo ha messo in scena la decapitazione dell’eretica con il boia che ha alzato in aria la sua scure. Tra il pubblico era presente la delegazione della città finlandese di Parkano che ha firmato recentemente il documento ufficiale del gemellaggio con Monselice. “Abbiamo sicuramente superato le presenze dell’anno scorso - ha commentato Angelo Capuzzo, Presidente della Giostra della Rocca - E’ impressionante la massiccia partecipazione al corteo della mattina. Qui, oltre al record di visitatori, abbiamo toccato cifre importanti anche sul fronte dei figuranti”.
Due momenti del corteo per le vie di Monselice
Editoriale Riforma del Senato: fedeli al territorio poi al partito di Germana Urbani* segue da pag.
A parte ciò di cui si è discusso tantissimo, come il fatto che la riforma cambierà radicalmente l’attuale assetto costituzionale “rottamando” una volta per tutte il bicameralismo perfetto e cancellando di fatto l’elettività di primo grado dei senatori, cambia anche il Titolo V. Sarà eliminata ad esempio la legislazione concorrente, questione annosa mai risolta dai passati governi siano essi stati di centrodestra che di centrosinistra. Ma è nella concezione del nuovo Senato che le cose cambiano davvero. Siederanno alla Camera Alta gli amministratori, consiglieri regionali e sindaci. Coloro, cioè, che hanno a che fare tutti i giorni con i problemi di gestione della cosa pubblica. E questo mi pare un cambiamento vero e sano. Saranno pochi, solo 100, di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica. I seggi saranno ripartiti in proporzione alla popolazione di ciascuna regione ma tutte avranno almeno due rappresentanti. Al Veneto, probabilmente, andranno 7 senatori: 6 scelti dal Consiglio regionale fra i propri componenti con metodo proporzionale, a cui si aggiungerà un sindaco del territorio. Questi rimarranno in Senato sino alla scadenza del loro mandato amministrativo e non saranno vincolati alla durata o meno del governo. Un messaggio chiaro dunque: siete stati eletti come amministratori del territorio da cui provenite, siete in Senato per rappresentare quelle istanze e non quelle del vostro capo di partito che, prima delle elezioni vi ha garantito un posto piazzandovi come capolista e che, di contro, vi chiede fedeltà assoluta in Senato. Mi pare un grosso cambiamento: fedeli al territorio e poi al partito. Certo per alcuni dei senatori che ci rappresentano oggi è già così. Per altri, mai visti sul nostro territorio, abbiamo forti dubbi. Oggi i veneti eletti alla Camera Alta sono 24. Solo pochi di loro hanno alle spalle esperienze amministrative. Niccolò Ghedini, per esempio, ha molta esperienza legale ma chissà quanto conosce davvero i nostri comuni. La riforma taglia anche i costi: fine delle indennità per i senatori, tetto massimo per gli stipendi dei consiglieri regionali e stop a tutti i “rimborsi o analoghi trasferimenti monetari ai gruppi politici presenti nei consigli regionali”.
*direttore@lapiazzaweb.it
Tutte le informazioni del Centro Veneto Servizi in tempo reale con la nuova “app” gratuita
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’ arrivata l’app del Centro Veneto Servizi. Anche il servizio idrico sarà quindi consultabile direttamente da smartphone e tablet: sapere quando verrà interrotta l’acqua per una manutenzione, se ci sono guasti, a che ora tornerà l’acqua, quando è il momento giusto per fare l’autolettura e tante altre informazioni sono disponibili con un solo “tocco” per chi possiede un dispositivo Android, Apple o Windows Phone. L’app è gratuita e fa parte del brand Gong
a cui si sono affidati altri enti. Una volta scaricata, sul cellulare dell’utente arriveranno come messaggi le notizie di CVS e altri messaggi relativi a servizi pubblici locali. “Il nostro obiettivo è da sempre quello di essere più vicini possibile al cittadino - sottolinea il Presidente di Centro Veneto Servizi, Giuseppe Mossa - La tecnologia ci dà una mano per avvicinarci all’utente. Grazie a questa app, potremo dare ai cittadini le informazioni che più li interessano, a cominciare
da quelle situazioni che possono creare disagi”. Gli utenti riceveranno sul proprio cellulare informazioni in tempo reale da Cvs relative a guasti alla rete idrica e tempistiche previste per il ripristino del servizio idrico, interruzioni programmate dell’erogazione di acqua, variazioni degli orari di apertura degli sportelli, lavori in corso, dati delle analisi sulla qualità dell’acqua, promemoria per effettuare l’autolettura del contatore. E.M. Un cantiere del Centro Veneto Servizi
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Ambiente 9 Il caso Finora il 5% degli utenti ha dimostrato di aver già pagato
Ticket e cartelle pazze L’Uls ha inviato diecimila solleciti per prestazioni non ancora saldate ma ci sono degli errori di Nicola Cesaro
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iecimila solleciti per recuperare i ticket non pagati. L’Usl 17 ha fatto i conti ed è seriamente intenzionata a colmare il “buco” lasciato da chi non ha provveduto a saldare il proprio debito con l’azienda sanitaria. Nello specifico, l’Usl 17 chiede il pagamento delle prestazioni di pronto soccorso soggette a ticket e non pagate, di autocertificazioni non veritiere o di mancate disdette a visite prenotate e mai effettuate, andando a pescare prestazioni vecchie anche di quattro anni. “Già dopo poche settimane dall’invio
Protesta
- si legge in una nota ufficiale dell’Usl 17 l’operazione ha consentito di recuperare oltre 50 mila euro di prestazioni sanitarie non pagate, che sarebbe altrimenti ricadute sulla collettività”. La somma totale da recuperare non è stata resa nota, ma basta fare un semplice calcolo per capire che si tratta di un ammanco di oltre 300 mila euro. Oltre al pagamento della prestazione, da corrispondere entro 15 giorni dal ricevimento dell’avviso, nei solleciti l’Usl chiede anche il ristoro delle spese postali di 4 euro. Inoltre, precisa
I vertici sanitari: “Abbiamo già recuperato oltre 50 mila euro, un bene per tutti” bene l’azienda sanitaria, l’Usl 17 “è obbligata per legge a procedere al recupero dell’importo” e “qualora la Signoria Vostra non provveda al pagamento, si dovrà procedere legalmente, avvalendosi delle vie giudiziarie, con un notevole aumento dell’importo”. Il sistema di individuazione
LA CGIL SI MOBILITA: “NO ALLA CHIUSURA DI SERVIZI TERRITORIALI”
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o all’interruzione di altri servizi territoriali. A richiederlo è la Cgil, che nelle scorse settimane ha manifestato verso l’Usl 17 per protestare contro il piano di smantellamento dei servizi territoriali paventato dall’azienda sanitaria, che con l’attivazione dell’ospedale unico ha concentrato numerosi servizi
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dei “furbetti” del ticket si è però rivelato piuttosto zoppicante: le missive spedite si sono rivelate in alcuni casi immotivate. C’è chi ha recuperato le ricevute dei ticket pagati, chi è sicuro di averli corrisposti ma non è più in possesso delle attestazioni di pagamento (e magari confida di recuperare memoria del pagamento attraverso eventuali sistemi tracciabili o nelle vecchie dichiarazioni dei redditi), chi addirittura assicura di non aver mai prenotato o richiesto visite come quelle denunciate dall’azienda sanitaria.
proprio a Schiavonia. “Solo nelle ultime settimane abbiamo assistito alla chiusura del centro prelievi di Monselice” denunciano Alessandra Stivali (nella foto) e Giancarlo Gò (Cgil) “e oggi siamo qui ad esprimere forti timori per l’imminente chiusura dei servizi consultoriali, che dai quattro presidi di Montagnana, Este, Monselice e Conselve verranno dirottati solo nel nuovo ospedale. Alla Regione e al direttore generale dell’Usl chiediamo: dove andranno le donne per problemi legati alla maternità, le famiglie
La stessa Usl, effettivamente, conferma che alcune richieste di pagamento possono essere immotivate: “Le segnalazioni di pagamento già avvenuto sono state circa il 5% del totale. In ogni caso gli uffici dell’Usl 17 sono a disposizione degli utenti che ritengono di avere già pagato la prestazione per fornire, anche telefonicamente o via e-mail, qualsiasi chiarimento e supporto”. In almeno 500, dunque, sarebbero riusciti a cancellare la propria posizione debitoria, anche se non è escluso che altri altri correggano l’errore dell’Usl.
per problemi legati all’affettività e le donne per un’interruzione volontaria della gravidanza? Queste persone hanno bisogno di risposte di carattere psicosociale, non solo ospedaliero. Con questa riorganizzazione l’Usl disattende inoltre le normative nazionali e regionali”. L’Usl ha ribattuto: “Niente è cambiato, né al momento vi è alcun progetto di riorganizzazione”, si legge in una nota, che conferma il mantenimento dei consultori nelle sedi consuete di Este. Conselve, Monselice e Montagnana. N.C.
10 Este Il restauro Nei mesi scorsi è stata la principale attrazione della mostra dedicata all’artista a Passariano
Tiepolo a casa tra due anni La preziosa pala di Santa Tecla è stata trasferita nel trevigiano per allestire il lavoro di pulizia di Nicola Cesaro
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a pala del Tiepolo tornerà ad Este tra non meno di due anni. La tempistica è stata confermata qualche settimana fa: tanto servirà per riportare ad Este la pala “Santa Tecla intercede per la liberazione di Este dalla pestilenza del 1630” dipinta nel 1759 da Giambattista Tiepolo: la pala, lontana dal duomo atestino dal 15 dicembre 2012,
Il sindaco Piva “Con Sarmede abbiamo stretto una proficua collaborazione” è stata ora trasferita a Sarmede (Treviso), dove continuerà il delicato restauro. Dopo essere stata l’attrazione principale della mostra dedicata a Tiepolo nella villa Manin di Passariano (Udine), l’opera è stata infatti interessata da un radicale intervento di restauro.
I locali di villa Manin dovevano essere liberati, motivo per cui da mercoledì 23 settembre, nel giorno in cui si celebra peraltro la ricorrenza di Santa Tecla, il tesoro del Tiepolo ha traslocato nel Centro polivalente della cittadina trevigiana. Sarmede, noto come il “paese delle fiabe”, ha riservato un’accoglienza speciale al capolavoro del Tiepolo: “Un capolavoro per definizione tra le opere del Tiepolo di carattere religioso, uno degli eventi straordinari che segnano la storia dell’arte italiana”, l’ha definito alla presentazione don Bruno Cogo, direttore dei beni culturali della Diocesi di Padova. “È un dovere civico dare il nostro contributo” ha fatto eco il sindaco di Sarmede Larry Pizzol. “Il nostro compito è un’opera di pulitura, per salvare la materia che è arrivata a noi” ha spiegato il restauratore Franco Del Zotto, che ha ricordato come la pala sia stata realizzata dal Tiepolo in un mese “Per fare questo l’artista ha dovuto sfruttare delle genialità
La pala di Santa Tecla sul tavolo dei restauratori che non hanno aiutato la conservazione dell’opera. I restauratori precedenti non ne hanno tenuto conto peggiorandone lo stato di conservazione. Tutto ciò ha rallentato il lavoro del restauro”. “Con Sarmede e Rivignano Teor è nato un rapporto di collaborazione che ci unirà nei prossimi due anni” ha spiegato il sindaco Giancarlo Piva “e che ci porterà ad essere presenti alla grande manifestazione dedicata al mondo
delle fiabe organizzata da Sarmede. Qui saranno inoltre organizzate visite guidate a gruppi, che consentiranno di vedere il cantiere di restauro e rendersi conto di quale nuovo splendore sta acquisendo la nostra pala. Sappiamo benissimo, infatti, quanto la comunità di Este riattenda in duomo l’opera e quanta voglia ci sia di poterla riammirare nuovamente”. Il restauro si concluderà entro due anni.
PARCO Il nuovo progetto
SCUOLA DI COMUNITÀ E DI RESPONSABILITÀ
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on il primo giorno di scuola è partito a Este il progetto “Scuola di Comunità”, percorso di avvicinamento alla responsabilità avviato da Percorsi Solidali, Comuni di Este e Baone, istituto comprensivo statale di Este. “Scuola di Comunità” nasce sulla scia dei fatti di cronaca che hanno visto protagonista la cittadina nei mesi scorsi, dall’imbrattamento dell’ex scuola Zanchi ad alcuni episodi di bullismo registrati nella popolazione scolastica estense. “Il progetto prevede tempi e azioni che coinvolgono tutti gli attori - spiega Eleonora Florio, assessore all’Istruzione - per dare a tutti la possibilità di sentirsi parte di queste comunità, responsabili in prima persona di comportamenti e azioni che hanno ricadute su di noi come persone e come comunità”. Tappe del percorso sono la mostra dedicata a don Lorenzo Milani che si è tenuta in viale Fiume, la tavola rotonda del prossimo 4 novembre, quindi a gennaio la seconda tranche di appuntamenti, anche questi dedicati in particolari all’esperienza e all’esempio di don Milani. N.C.
NEWS Il campione atestino colleziona vittorie
ANGELO MIOTTO “VALDES” IMBATTIBILE AGLI SCACCHI E ALLA DAMA
Coinvolti i musei nazionali di Este e di Adria
ACCORDO CON LA CINA PER LE MOSTRE SUI RISPETTIVI REPERTI ARCHEOLOGICI
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a fama di campione non si smentisce. E’ arrivato un altro successo per “Valdes”. E’ questo il nome di battaglia di Angelo Miotto, atestino, scacchista e damista d’esperienza vincitore del sesto Trofeo San Donato di Gardignano di Scorzè (Venezia), gara nazionale di dama tra le più ambite della regione. Miotto si è imposto su quindici avversari provenienti da tutta Italia, conquistando sei vittorie su sei (girone all’italiana) e ottenendo tutti e dodici i punti a disposizione. L’estense, che gioca ormai da vent’anni e ha raccolto numerosi successi, ha dominato e vinto il torneo con un turno di anticipo. L’anno scorso si era piazzato al secondo posto. Miotto ha contagiato di questa passione anche tutta la sua famiglia. N.C.
oltre zie noti 0 0 0 . 2 1 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE
n accordo per la realizzazione di due importanti mostre nei rispettivi Paesi: l’obiettivo è creare una vetrina internazionale per promuovere i patrimoni storici di due civiltà lontane in terre culturalmente ricche e desiderose di nuovi approfondimenti. Con la collaborazione di Regione Veneto e Ministero dei beni e delle attività culturali, e con la supervisione di Cultour Active, nel 2016 verrà perfezionato uno scambio tra i musei archeologici nazionali di Este ed Adria e il museo provinciale dello Hubei, cuore dello Stato di Chu, uno tra gli imperi più floridi della Cina tra il 770 e il 221 a.C. Nello specifico, Hubei accoglierà le testimonianze di Este ed Adria che ripercorrono la storia dei Veneti antichi. Dalla Cina arriveranno invece i reperti di Hubei: lo sviluppo della civiltà urbana in Veneto è stata infatti contemporanea al consolidamento dello stato in Cina, grazie all’impulso di importanti dinastie regie, compresa quella dello stato di Chu. N.C.
Da gennaio i forestali erano costretti all’inattività
LAVORATORI STAGIONALI AL PARCO FINALMENTE LA FIRMA DEL CONTRATTO
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forestali del Parco Colli sono finalmente ritornati al lavoro. Con settembre è arrivato il giorno tanto atteso della firma del contratto e dell’inizio dei lavori per i dodici operai stagionali del Parco, il cui destino occupazionale per più di otto mesi è rimasto impigliato in un soffocante groviglio burocratico. Da gennaio, infatti, erano costretti all’inattività: la Regione ha impiegato più di mezzo anno per destinare al Parco le risorse necessarie a pagare gli stipendi di questi lavoratori. “C’è voluta tutta la forza di volontà dei lavoratori e la determinazione delle organizzazioni sindacali per sbrogliare una situazione che in alcuni momenti è sembrata impossibile da sanare - spiegano dalla Fai Cisl - Per il momento gli operai possono tirare un sospiro di sollievo, ma la paura di ricadere nel medesimo vortice anche il prossimo anno è comunque palpabile”. N.C.
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12 Este La novità Proposta del decreto “sblocca Italia” presentata da Zaramella
Tasse? meglio “in natura” Il “baratto amministrativo” consente di pagare con piccoli lavori di Nicola Cesaro
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i chiama “baratto amministrativo” e si propone di venire incontro a tutti quei cittadini che, incolpevolmente, non possono far fronte alle tasse comunali. Una sorta di pagamento “in natura”, prevista dal decreto Sblocca e introdotto ora anche a Este. Il Comune di Este potrebbe infatti essere tra i primi, in provincia, ad affidarsi a questo sensato compromesso tra ente locale e contribuente. Il “baratto amministrativo” è entrato nel dibattito comunale grazie ad una mozione presentata dai consiglieri minoranza Carlo Zaramella ed Enrico Zovi (Lista Tosi). Il documento è stato approvato all’unanimità. Spiega lo stesso Zaramella: “Questo istituto fa sì che le famiglie o le associazioni in arretrato con il pagamento di tributi locali possano chiedere di saldare il debito prestando attività lavorativa. Si va dalla pulizia, la manutenzione e l’abbellimento di aree verdi, piazze e strade ad interventi decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, passando in generale per la valorizzazione del territorio
dal 1979!
Carlo Zaramella, consigliere della Lista Tosi urbano o extraurbano”. Come già anticipato, il “baratto amministrativo” non è invenzione dei consiglieri atestini, bensì una formula introdotta grazie all’articolo 24 della legge 164/2014, quella che di fatto ha convertito il decreto legge 133/2014 meglio noto come Sblocca Italia. Invece di vedersi recapitare l’odiata cartella esattoriale, i cittadini potranno saldare il debito mettendo a servizio della comunità la loro professionalità: Imu e Tasi, per esempio, potranno essere pagate da un fabbro con la manutenzione di una recinzione, da un falegname con la sistemazione di uno steccato, da un giardiniere con la potatura di una pianta dei giardini. Ovviamente questo tipo di baratto sarà calato solamente in casi
specifici, ed in particolare in caso di “morosità incolpevole” dovuta alla perdita del lavoro o alla precarietà occupazionale. Non sarà dunque un’alternativa applicabile in ogni caso, ma servirà comunque a risolvere più di qualche emergenza familiare e ad evitare crediti irrecuperabili alle casse pubbliche. Per ora, peraltro, l’applicazione del “baratto amministrativo” resta un auspicio, visto che il documento votato in consiglio comunale offre solamente un indirizzo, seppur unanimemente condiviso. L’auspicio è che la commissione dedicata al tema possa elaborare un regolamento già entro fine anno, in modo da inserire concretamente il “baratto amministrativo” per l’inizio del 2016.
Marchiori Ettore
FUSIONE Passa la richiesta del referendum, presentato anche lo stemma
ESTE - OSPEDALETTO, PRIMO PASSO FORMALE
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n primo passo formale verso la fusione è stato stato fatto. Lo scorso 25 settembre il consiglio comunale di Ospedaletto Euganeo ha infatti approvato la delibera che chiede alla Regione Veneto di indire il referendum popolare per avviare o meno la fusione tra Este ed Ospedaletto Euganeo. La delibera è passata con 7 voti a favore e 6 di opposizione (Giacomo Scapin, Matteo Naso, Mauro Zanaica, Alberto Miotto, Samuela Binato e Simone Giona). Ago della bilancia si è confermato l’assessore Stefano Parolo, che aveva assicurato il proprio assenso solo in cambio di un documento che impegnava Sesa a non Lo stemma del nuovo Comune ampliarsi verso Ospedaletto per i prossimi 20 anni, oltre ad un passo indietro di Este sullo stemma comunale. L’impegno di Sesa, messo nero su bianco, è stato inserito all’ordine del giorno, e lo stemma comunale proposto per il nuovo superComune è stato riabbozzato, inglobando simboli ed elementi di entrambi gli stemmi di partenza. Le minoranze hanno abbandonato il consiglio al momento della discussione sull’atto firmato da Sesa, ritornando poi per il voto negativo alla delibera sulla fusione. Ora il prossimo passaggio vedrà protagonista il consiglio comunale di Este, chiamato ad approvare la stessa delibera. L’obiettivo è di impegnare la Regione a convocare il referendum entro fine febbraio. Nella stessa serata del consiglio di Ospedaletto, in sala Nassiriya ad Este, si è presentato pubblicamente il comitato “No Fusione”: la serata era stata organizzata dal Movimento 5 Stelle della Bassa padovana ed ha raccolto vari punti di vista, offrendo in particolare spunti legati al dissenso verso il progetto di aggregazione: dalla mancata omogeneità tra i due Comuni ai risultati negativi registrati in altri percorsi di fusione in Veneto. N.C.
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l nuovo maxi-polo scolastico del centro storico è nato ufficialmente. Con l’avvio delle scuole il cuore cittadino ha dato il benvenuto agli oltre 600 studenti che, da quest’anno, sono stati destinati al complesso di via San Martino. La scuola media Carducci (nella foto) ha infatti raccolto anche gli studenti di Meggiaro, rimasti orfani della tradizionale sede dello Zanchi. Uno dei timori principali riguardava il traffico in centro: anche se tracciare un bilancio ora è prematuro, pare che i disagi siano stati minimi e che la nuova sede non crei particolari problemi al cuore cittadino. Fondamentale, in questo senso, è stato l’avvio del servizio di trasporto scolastico atestino con una novità sostanziale: un nuovo scuolabus dedicato esclusivamente agli alunni che dal quartiere Meggiaro che devono raggiungere la scuola media Carducci. In una prima fase il servizio ha funzionato con orari e percorsi provvisori: all’andata la partenza è stata fissata tra le 7.30 e le 8, con i mezzi comunali che partiranno da via Vascon e toccheranno le vie Guariento, Di Vittorio,
Castelvetri, Giovanni XXIII, Taddeo d’Este, Meggiaro e Petrarca, per arrivare nel parcheggio di via Principe Umbero, area con funzione di bacino all’arrivo dei numerosi studenti. Il ritorno, con un percorso inverso, prevede invece l’arrivo degli alunni nelle loro abitazioni entro le 13.50. Commenta Eleonora Florio, assessore alla Pubblica istruzione: “Siamo consapevoli che lo spostamento della scuola media da Meggiaro in centro storico comporta la necessità per le famiglie di avere a disposizione più servizi. Dopo avere fatto un sondaggio tra i genitori degli alunni di Meggiaro, il Comune ha deciso di avviare in via sperimentale nuovi servizi: all’attivazione dello scuolabus dalla frazione seguirà un servizio di accompagnamento degli alunni da parte di personale incaricato, da due punti di raccolta facilmente raggiungibili, dove i genitori potranno lasciare i ragazzi. Confidiamo in questo modo non solo di venire incontro alle necessità delle famiglie, ma anche di limitare l’incremento del traffico privato in centro storico”. N.C.
14 Montagnana Palio dei Dieci Comuni Tra i riconoscimenti il premio “Comportamento e portamento” dei figuranti
Secondo trionfo consecutivo
La firma alla Festa del Volontariato
CARTA DEI COMUNI PER LA CITTA’ DELLA SPERANZA
Megliadino San Fidenzio si impone sugli avversari come lo scorso anno, Marco Camera vince la corsa dei gonfaloni
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di Nicola Cesaro
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’ ancora Megliadino San Fidenzio il trionfatore del Palio dei 10 Comuni del Montagnanese. Il Comune biancorosso ha ottenuto il secondo trionfo di fila, la sesta vittoria della storia, ancora grazie al fantino Claudio “Batticuore” Bandini e ad Abbadia, femmina baia del 2008. La finalissima della corsa dei cavalli ha visto il fantino di San Fidenzio rivaleggiare contro Urbana, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana e Castelbaldo. Tra cadute (compresa quella del favorito, il portacolori di Casale di Scososia Alessandro “Voragine” Chiti), false partenze e ricorsi – ingredienti a cui ormai il Palio ha abituato – Bandini è riuscito a sfruttare al meglio la clamorosa caduta nel rettilineo finale di Merlara. La classifica di questa edizione ricalca peraltro un podio esattamente identico a quello dell’anno scorso, con Montagnana e Castelbaldo ad occupare rispettivamente secondo e terzo posto. Megliadino San Fidenzio somma la vittoria di quest’anno a quelle del 2013, del 2004 e del triennio 1986-1988. La corsa dei gonfaloni ha invece premiato Marco Camera, 35 anni di Urbana, al suo quarto Palio, che ha raccolto un trionfo sfiorato per più edizioni e regalando la nona vittoria ad Urbana. Dopo i secondi posti nel 2009 e 2010 (correva con Santa Margherita d’Adige) e il terzo gradino raccolto nel 2013, Camera ha
confezionato una prova superlativa, prendendo la testa della gara alla curva di mezzogiorno e lasciandosi alla spalle, nel rettilineo finale, gli avversari di Megliadino San Fidenzio e Montagnana, staccati di almeno dieci metri. Urbana non vinceva la gara dal 2009 e ferma, con questo podio, i quattro anni di vittorie consecutive di Merlara. Tra i riconoscimenti del Palio da segnalare anche inoltre il premio “Comportamento e portamento”, giunto alla seconda edizione: una giuria di esperti ha valutato la coerenza estetica, la valenza narrativa, il rigore storico
Foto di gruppo al termine del Palio dei Dieci Comuni del Montagnanese e l’originalità dei vari figuranti: quest’anno il punteggio più alto è andato al Comune di Montagnana, che succede così a Casale di Scodosia. Tra gli arcieri, infine, il podio più alto della tenzone ha visto salire il Comune di Megliadino San Vitale. Il Comune rosso-azzurro ha dominato la competizione grazie al duo composto da Tito Verlato e Claudia Celo, che ha staccato la coppia di Castelbaldo (Flavio Brunoro e Lara Garavello) e quella di Merlara (Nicola Franchin e Alessandra Lattieri). Il gruppo Città Murata ha invece sbaragliato ogni concorrente tra musici e sbandieratori.
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l consiglio comunale di Montagnana ha approvato la delibera che sancisce l’adesione della cittadina murata alla “Carta dei Comuni gemellati con la Fondazione Città della Speranza”. Il gemellaggio con la realtà nata a sostegno dell’Oncoematologia pediatrica di Padova ha trovato pieno entusiasmo da parte del sindaco Loredana Borghesan: «Si tratta di una adesione che, al di là del valore simbolico, si pone in linea con le iniziative realizzate e sostenute dall’amministrazione in campo sociale e culturale. I Comuni che aderiscono alla Carta si impegnano a promuovere incontri nelle scuole, a organizzare iniziative e sostenere, attraverso le forme più varie, i principi di solidarietà, impegno e disponibilità a cui la Fondazione Città della Speranza si ispira». La presentazione ufficiale del gemellaggio è avvenuta domenica 20 settembre nel corso della “Festa del Volontariato” in piazza Vittorio Emanuele II. La Fondazione Città della Speranza è nata nel 1994 con lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla realizzazione dei nuovi reparti di degenza e di day hospital, oltre che dei laboratori dell’Oncoematologia Pediatrica e della Clinica Pediatrica di Padova. Questa realtà finanzia progetti di ricerca scientifica sulle malattie neoplastiche infantili. N.C.
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16 Montagnana Il recupero delle aree A Montagnana e a Megliadino San Vitale
Due polmoni verdi nel Montagnanese Nella città murata il progetto di recupero del parco. Investimento di 50mila euro di Nicola Cesaro
I
l Montagnanese riscopre due parchi di oltre 50 mila euro per la ripulitura del verdi. Settembre ha infatti assistito a sottobosco, l’esecuzione di interventi di tappe importanti per il recupero di due potatura e piantumazione di siepi arbustive, importanti aree naturalistiche del territorio, la riqualificazione dei percorsi ma soprattutto il Parco del Fiumicello di Montagnana e la realizzazione di due aree attrezzate di l’area dei Masari a Megliadino San Vitale. circa 40.000 mila metri quadri. La prima Ad illustrare il primo intervento è il sindaco area, posta in prossimità dell’ingresso, Loredana Borghesan: “Il Fiumicello sarà dedicata ai cittadini più giovani con è il canale artificiale, scavato in epoca l’installazione di altalene, scivoli, dondoli medioevale per rifornire di acqua i mulini e e figure a molla, oltre a tavoli, panchine e cestini. per funzioni difensive, La seconda area, il fossato delle mura La zona si trova sul lato opposto del della città. Lungo il lungo il canale canale, sarà dedicata canale si sviluppa un Fiumicello: verrà a quanti intendono percorso ciclopedonale anche creato e, all’altezza di via un parco per bimbi fare sport all’aria aperta. Sarà quindi Praterie, si apre un parco che abbiamo deciso di riqualificare implementato il percorso training con sei per i suoi aspetti naturalistici, ambientali stazioni attrezzate per esercizi a corpo e culturali”. La giunta ha recentemente libero. Chiude il sindaco: “Con questo approvato il progetto preliminare e si appresta ad approvare il progetto definitivo intervento intendiamo riqualificare una grande e preziosa area verde e boschiva ed esecutivo. L’iniziativa prevede un investimento della città, restituendo alla comunità
un luogo di aggregazione accogliente e attrezzato. Sarà un ambiente utile per il divertimento e il movimento sano sia
Porta il nostro Sorriso in giro!
A Megliadino l’intervento riguarda l’area dei “masari”, gli ex maceratoi dei più piccoli che dei più grandi. L’opera riabilita quindi uno degli ambienti naturali culturalmente e storicamente più importanti di Montagnana, a vantaggio non solo dei residenti ma anche dell’offerta turistica che sul turismo legato alle due ruote e alle esigenze delle famiglie punta molto”. A inizio mese, invece, a Megliadino San Vitale l’amministrazione ha inaugurato il recupero dei “Masari” di via Nello Gioachin, area in cui fino a qualche decennio fa sorgevano gli ex maceratoi comunali. Grazie a un finanziamento europeo ricevuto grazie al Gal Patavino
Uno scorcio del parco dei “masari” a Megliadino San Vitale durante una recente manifestazione
(l’investimento è di 130 mila euro), è stato possibile ripulire un’antica carrareccia, realizzare tre passerelle in ferro, ricreare – seppur parzialmente – uno degli invasi in cui veniva macerata la canapa, installare lungo il percorso alcuni pannelli che illustrano proprio la storia della lavorazione della canapa nella Bassa padovana. I “Masari” rappresentano dunque non solo una piacevole escursione naturalistica, ma anche un piccolo polo “museale” a cielo aperto che ripercorre le tradizioni del territorio.
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a frazione di Borgo San Marco avrà una nuova condotta idrica. Sono infatti partiri i lavori del Centro Veneto Servizi, che nel borgo montagnanese ha investito 1.020.000 euro. Ad essere rivoluzionata sarà l’importante linea di collegamento idrico tra il centro di Montagnana e la frazione Borgo San Marco. La posa della linea idrica a Borgo San Marco risaliva all’inizio degli anni ’70, realizzata dall’allora Acquedotto Montagnanese e oggi non più adeguata alle esigenze dell’area. La sostituzione della condotta idrica riguarderà via Rosa e via Chiesa, per un’estensione di circa 2.000 metri della nuova tubazione, che sarà realizzata in ghisa. Saranno inoltre sostituiti gli allacciamenti alle utenze. I lavori si dovranno concludere entro aprile. Il costo complessivo per questo intervento è di 390.000 euro. Sempre in via Rosa e via Chiesa è in corso un altro intervento per ottimizzare l’utilizzo delle risorse realizzando in contemporanea anche la nuova rete fognaria: il progetto, qui, prevede la costruzione dei collettori che permetteranno di collegare Borgo San Marco al depuratore centrale di Montagnana. La spesa è di 630 mila euro e il cantiere si chiuderà ad aprile. N.C.
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Le frodi alimentari nella storia
IL 5 DICEMBRE
Commerci, traffici e intrighi ricostruiti con i documenti d’epoca nella Padova di un tempo di Laura Organte
L
a storia di una città è fatta di grandi eventi, di personaggi che hanno segnato il corso degli eventi, ma anche della quotidianità dei cittadini, delle abitudini di ogni giorno, del lento modificarsi dei modi di vivere che si riflettono nel volto di palazzi, piazze, chiese. Nell’anno dell’Expo, e nell’ambito delle attività collaterali organizzate dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Padova si racconta attraverso il cibo, per scoprire come mangiavano i padovani del passato, dove andavano a fare spese, quali leggi regolavano il mercato alimentare. Nelle sale del MUSME - Museo della medicina di via San Francesco a Padova, fresco di inaugurazione, sarà in esposizione fino al 31 gennaio la mostra documentaria “Il cibo, i luoghi e le frodi alimentari nella Padova del Settecento”, realizzata dall’Archivio di Stato di Padova, con il supporto della Fondazione MUSME e di altre realtà istituzionali della città e della Provincia. Il percorso, curato dalla direttrice dell’Archivio di Stato di Padova, dottoressa
TEATRO E MUSICA
Renzo Arbore Francesca Fantini D’Onofrio, e scandito in tre nuclei tematici - il cibo, i luoghi, le frodi - fotografa la città attraverso i luoghi destinati al commercio e al consumo di cibo che rendevano vivo il centro storico di Padova e ricostruisce le consuetudini dei padovani legate a questo aspetto. Una quarantina tra disegni, mappe e documenti della Padova settecentesca portati alla luce dagli scaffali dell’Archivio di Stato cittadino. Si tratta di materiale estratto dagli archivi delle Corporazioni di Arti e mestieri, dei monasteri benedettini di Praglia e di Santa Giustina, dell’antico Ospedale di San Francesco, che ospita oggi il Musme, e dell’Ufficio di Sanità di Padova. Molte le curiosità che aspettano il visitatore, che riscoprirà una città brulicante di vita e molto attenta alla salute e agli interessi pubblici,tutelati attraverso una serie di rigide regole, alcune delle quali, come quella di non far circolare liberamente i maiali per le strade cittadine, suscitano oggi un sorriso. Eppure non tutto è cambiato: la mappa a cura di Laura Organte
DOPPIETTA DI CONCERTI PER NEK Doppietta di concerti a Padova per Nek: l’artista di Sassuolo sarà al Teatro Geox il 14 novembre e il 4 dicembre. Forte dell’enorme successo del singolo “Fatti Avanti Amore”, al secondo posto nella categoria Big” al Festival di Sanremo, dove l’artista ha vinto anche il premio Miglior Esibizione Cover con la sua incredibile interpretazione di “Se Telefonando” di Mina, Filippo Neviani in arte NEK porterà dal vivo i nuovi brani del suo ultimo lavoro discografico, oltre alle grandi canzoni che hanno segnato la sua brillante carriera, dal debutto ad oggi.
NON SOLO GOLDONI Torna per le decima edizione la rassegna di Teatro Veneto presso il Piccolo Teatro di via Asolo (zona Paltana): cinque gli appuntamenti con alcune tra le migliori compagnie della nostra regione. Non solo Goldoni (I Rusteghi, La Locandiera, La Cameriera brillante), ma anche Giacinto Gallina (Le baruffe in famegia) e Tonino Micheluzzi (Si salvi chi può) sono gli autori degli spettacoli che saranno proposti. Anche per questa stagione dunque un’offerta interessante e da raccomandare a chi vuole gustarsi dele spassose commedie “alla veneta”. Per il programma: www.piccolo-padova.it.
A DICEMBRE ROMEO E GIULIETTA Per chi se lo fosse perso, arriva a Padova sul palco del teatro Geox dal 18 al 20 dicembre il musical Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo, che ha debuttato ad ottobre 2013 all’Arena di Verona. L’ultima produzione targata Zard è già stata consacrata da pubblico e critica come la nuova opera dei record: 45 artisti, un palco di 550mq, 23 cambi scena, oltre 270 costumi, 40 tecnici impiegati ogni sera dietro le quinte, 15 persone di produzione, 6 specialisti della comunicazione, 122 facchini, 1.432 ore e 13 bilici necessari per lo smontaggio ed il trasporto delle imponenti scenografie.
Renzo Arbore al Gran Teatro Geox
con la sua Orchestra
R
Una delle mappe esposte al Musme fino a fine gennaio dei luoghi del commercio del cibo a Padova rivela abitudini millenarie, sorprendentemente uguali a quelle odierne. Oggi come ieri la tradizione del mercato nelle piazze della Frutta e delle Erbe, per non parlare del Palazzo della Ragione, che ancora oggi
ospita, sotto al Salone, le prelibatezze della gastronomia locale e nazionale. Solo il Prato della Valle ha cambiato funzione: un tempo il gioiello patavino era destinato al mercato del bestiame, come testimonia la presenza del Foro Boario.
enzo Arbore è sicuramente lo showman italiano più conosciuto nel mondo: gira ininterrottamente con la sua Orchestra, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Messico al Canada con innumerevoli concerti acclamatissimi ovunque in un clima da record. Il 5 dicembre prossimo il tour lo porterà a Padova, al Teatro Geox: “Più che un concerto – ricorda Arbore – sarà una grande festa. Ho deciso di portare ai miei amici e a tutti gli appassionati il mio augurio di un buon 2016 perché, come diceva il mio caro amico Lucio Dalla, l’anno che verrà non sarà come tutti gli altri. Almeno per me. Per questo ho deciso, insieme all’Orchestra Italiana, di regalare e di regalarci – aggiunge l’artista – un piccolo grande evento che ripercorrerà in un certo senso la mia carriera non solo musicale, ma legata anche alla tv, alla radio, al cinema”. L.O.
Gli spettacoli Dieci appuntamenti al Piccolo Teatro don Bosco a Padova
Teatro per i ragazzi, torna il festival più antico d’Italia È
giunto alla 34 edizione il Festival Nazionale Teatro per i Ragazzi “G. Calendoli”, il più antico d’Italia nel suo genere, con la prestigiosa direzione artistica di Paolo Poli. In cartellone dieci spettacoli in scena i sabati pomeriggio, le domeniche mattina e le domeniche pomeriggio di ottobre e novembre presso il Piccolo Teatro Don Bosco, diversi gli uni dagli altri nel genere, nella forma, nel linguaggio, accomunati, però, dalla stessa peculiarità: di essere sempre tra i migliori proposti in Italia. Accanto agli spettacoli, il Festival promuove diversi Premi: il Premio Padova - Amici di Emanuele Luzzati, per lo spettacolo vincitore del Festival; il premio Rosa d’Oro, in ricordo di Rosetta Calendoli, per lo spettacolo più votato dai ragazzi e il Premio Tesserine d’Oro, riservato ai piccoli spettatori. Al termine del Festival, lo spettacolo vincitore viene premiato con un’opera di Emanuele Luzzati. Si tratta di un importante riconoscimento ormai tra i più prestigiosi in Italia. Nella stessa occasione sarà assegnato anche il “Premio Rosa d’oro”, istituito da Giovanni Calendoli per onorare la memoria della moglie Rosetta e per inviare un messaggio positivo ai genitori che portano i figli a teatro. Collegato al Festival c’è anche il concorso “Tesserine d’oro - disegnare il Teatro e scrivere il teatro”. Per vincere la Tesserina d’Oro i piccoli spettatori dovranno presentare uno o più disegni, o poesie, o pensieri, o storie ispirati ad uno o più spettacoli visti al Festival in corso. Nei mesi successivi, alla chiusura della manifestazione, una Giuria stabilisce quali siano i dieci migliori tra disegni e scritti e ai loro autori si assegna la Tesserina d’ ro. Uno dei disegni viene scelto per divenire il simbolo grafico del Festival successivo e verrà riprodotto sui manifesti. Per il 2015 ci sarà una novità: la tesserina Laura, nata per ricordare nel modo migliore una fedele frequentatrice del festival. Come per la scorsa edizione, la direzione artistica è stata affidata a Paolo Poli, con la supervisione di Micaela Grasso, Segretario Generale dell’Istituto organizzatore. Per informazioni e per il programma degli spettacoli: www. teatroragazzi.com. L.O.
Sopra “Al lupo al lupo, la vera storia del tre porcellini” In basso “Roclò, il circo degli oggetti aabbandonati”
Sport 19 Sport provinciale 2 L’intervista Fabio Mazzucco, giovane promessa del ciclismo padovano, racconta la sua avventura
“La fuga è il momento più bello” di Walter Lotto
L
a vecchia bici “ Berma” conservata in soffitta, a testimonianza dell’attività giovanile di papà Simone Mazzucco, ora presidente del Gs cicloamatori di Conselve, emana un fascino particolare, contagioso, questo e i lunghi pomeriggi passati sul divano di casa a guardare il giro in tv, sono le scintille di passione che hanno acceso nei tre figli di Simone lo spirito di emulazione, la voglia di ciclismo. Comincia Claudio classe 96, buone doti da scalatore che dopo un anno da Juniores chiude l’attività. Nel 2006 irrompe Fabio, e si capisce subito che sta nascendo una stella, nel suo primo anno di attività vince 16 delle 17 corse in programma, una caduta gli preclude l’en plain. Negli anni successivi nei Giovanissimi forma con il compagno Ivan Berto un binomio che mette a segno vittorie a grappoli, Fabio si incarica di provocare la selezione e quando non riesce a staccare tutti ci pensa Berto a giustiziare gli avversari con potenti volate. Alla Cartura Nalin, dove nel frattempo anche Stefano terzo rampollo di famiglia Mazzucco ha cominciato l’attività, gongolano ma sono gelati quando Fabio comunica che passerà esordiente tra le fila della Santangiolese. Il secondo anno firma 6 vittorie rigorosamente per distacco, 4 secondi posti tra cui quello a Borgo Valsugana nella coppa di sera, sorella minore della coppa d’oro. Altro cambio di maglia al passaggio tra gli allievi dove Fabio indossa la storica livrea veneziana della Mirano con il fratello Stefano, e arriva la conferma delle sue doti: 8 vittorie complessive e prestazioni eccellenti non solo quando la strada si inerpica, ma anche a cronometro con il secondo posto ai tricolori di Cavarzere a squadre il terzo nella crono individuale sempre valevole per il titolo italiano e il campionato regionale vinto in pista
sull’inseguimento, Marino Bettuolo suo attuale diesse dice di lui: “in 38 anni di attività mai ho avuto un talento così puro, ha doti di passista scalatore enormi, quando attacca è uno spettacolo e se prende 50 metri di vantaggio lo rivedono al traguardo, oltre a questo è umile gentile ed educato, se saprà tenere queste doti ci troviamo di fronte un ragazzo che farà parlare di se anche in futuro ne sono certo”. Abbiamo incontrato l’atleta nella sua casa di Conselve attorniato dai fratelli, papà Simone e mamma Tiziana. Fabio le tue vittorie hanno sempre il marchio dell’impresa, cosa senti durante le tue fughe che sensazioni hai? “E’ talmente alta la concentrazione sullo sforzo che non recepisco altro che il dover dare tutto per arrivare, poi a pochi metri dalla meta quando mi giro e vedo il vuoto allora sono pervaso da grande felicità e mi godo il calore della gente, le braccia al cielo bellissimo”. Si dice di te che vinci tanto ma negli appuntamenti importanti qualvolta ti fai tradire dalla pressione. “Fesserie, c’è sempre un motivo per quello che succede, ai regionali di Monselice sono arrivato stanco perché durante la settimana avevo lavorato duramente in pista, agli italiani di Boario senza un banale errore di valutazione sarei andato a podio, e poi a mio favore depongono i risultati ottenuti in pista e agli italiani di crono”. Hai appena corso l’attesissima coppa d’oro vinta dal lombardo Bagioli, in molti ti pronosticavano come è andata? “Era un appuntamento a cui tenevo tanto, purtroppo a causa di un attacco febbrile nei giorni scorsi non ho potuto alle-
narmi a dovere e in corsa non ho avuto la forza di resistere alla selezione finale imposta dai migliori sono davvero dispiaciuto, di questa corsa tengo vivo il ricordo dello scorso anno quando attaccai a fondo, rimasi solo ma mi ripresero poco prima dell’ultimo chilometro poi fui ottavo in volata”. Ecco la volata, dicono che sia il tuo punto debole che ne pensi? “Di solito do tutto per fare selezione e arrivo nelle volate stanco, sono consapevole che non vincerò mai uno sprint di gruppo compatto, ma dopo certe corse dure posso dire la mia,per la conferma basta andare a vedere gli ultimi ordini d’arrivo delle corse a cui ho partecipato e che si sono risolte in volata, dove ho fatto un terzo e un quarto posto”. La prossima stagione sarai Juniores hai scelto la squadra? “Correrò con la Rinascita Ormelle Borgo Mulino, ho avuto tantissime richieste, e colgo questa occasione per ringraziare tutti coloro che si sono interessati a me, ho scelto il team trevigiano perché mi ha proposto un avvicinamento alla prossima stagione che mi consente di aver tempo anche per gli studi, sono al terzo anno di tecnico manutentore al Bernardi e ci tengo molto a fare bene”. Sedici anni compiuti ad aprile, un giovanotto dai modi garbati, idee chiare, che quando mette il numero sulla schiena diventa feroce e determinato, questo il ritratto di Fabio Mazzucco, che con Davide Boscaro re delle volate (costretto al ritiro per una guaio meccanico alla coppa d’oro) rappresenta in questo momento il meglio del movimento allievi del ciclismo padovano.
Fabio Mazzucco taglia il traguardo
CAMPIONATO SBANDIERATORI. Vinta la Tenzone Aurea
MONTAGNANA REGINA DELLA BANDIERA
di BORIN DAVIDE
E
’ ancora Montagnana la regina incontrastata dalla bandiera italiana. I musici e sbandieratori del gruppo Città Murata di Montagnana si sono infatti aggiudicati l’edizione numero 35 della Tenzone Aurea, il massimo campionato nazionale riservato a sbandieratori e musici di tutta Italia. Dopo il quinto posto dell’anno scorso, dunque, per gli atleti montagnanesi è arrivata pronta la rivincita. La Tenzone si è tenuta a metà settembre nel palasport di Ferrara (il meteo avverso ha dirottato qui la manifestazione, inizialmente prevista e disputata in Piazza Municipale) e ha visto Città Murata primeggiare davanti al Palio del Niballo di Faenza e al Palio di Ferrara, rispettivamente sul secondo e terzo gradino del podio. La squadra montagnanese è riuscita ad ottenere il punteggio massimo della combinata grazie al secondo posto nella piccola squadra (dietro a Faenza), al primo nella grande squadra, al quarto nella gara dei musici (vinta da Ascoli Piceno), e ancora al bronzo ottenuto nel singolo tradi-
zionale con Francesco Cirelli e con il settimo posto nella coppia, che ha visto gareggiare il duo Govoni-Cirelli. Per la Città Murata è l’ottavo titolo di campione nazionale: l’ultimo era arrivato nel 2009 ed aveva chiuso un ciclo di quattro trionfi di fila. Ora la speranza è se ne sia aperto un altro ancor più felice. Il successo al massimo campionato nazionale era peraltro stato “annunciato” dal dominio dei rossoneri al Palio dei 10 Comuni. Il gruppo dei musici e sbandieratori Città Murata di Montagnana ha dominato la kermesse, ottenendo il primo posto in tutte le categorie. Nei singoli il podio è andato ad Alberto Girlanda (Città Murata) seguito da Francesco Cirelli (ancora Città Murata Nella coppia, il duo Cirelli-Govoni (Città Murata) ha ottenuto il primo posto, mentre nella piccola squadra dietro alla compagine montagnanese si sono classificati i gruppi di Saletto e Santa Margherita d’Adige. Città Murata ha quindi primeggiato nella grande squadra e anche nella categoria dei musici e nella combinata. Nicola Cesaro
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20 1
IL VENETO
in PRIMO PIANO
Infrastrutture La Regione non crede più nello strumento del project financing
Il Veneto volta pagina e dice addio alla stagione delle grandi opere Il governo blocca il progetto dell’autostrada Orte – Mestre. Restano come priorità la Pedemontana e la Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova-Venezia. Tantissime le opere incompiute o in ritardo. Nel territorio regionale sono salite da 25 del 2013 a 34 nel 2015 di Alessandro Abbadir
G
randi opere addio o almeno arrivederci. Sembra aprirsi una nuova stagione per il Veneto, con l’accantonamento di uno strumento essenziale realizzare le grandi infrastrutture, e cioè il project financing. Il presidente Luca Zaia ha detto in più di una occasione nel corso di questi primi mesi del suo secondo mandato, che ora la priorità è quella di evitare ulteriore consumo del suolo per evitare dissesti idrogeologici. Ma in questi anni le grandi opere hanno coinvolto tantissimi privati e ora dire arrivederci a loro, significherebbe pagare penali salatissime per centinaia di milioni di euro. Questo soprattutto per progetti per i quali, la Regione ha già dichiarato l’interesse pubblico. Per questo la Regione stessa è intenzionata ad approvare nuove norme sui lavori, introducendo la possibilità di far decadere il pubblico interesse con l’effetto, in caso di rinuncia, di limitare le richieste di danni. Nell’elenco delle opere ormai non più viste come una priorità figurano infrastrutture come il raccordo anulare di Padova, la “Via del Mare” tra Jesolo e l’autostrada A4, la terza corsia Venezia - Trieste. La stagione del project financing si accantona anche a causa delle tante voragini nei bilanci che
ha provocato anche a livello nazionale , buchi che poi le regioni o lo stato devono puntualmente ripianare. Insomma con le regole attuali come al solito si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite . Ma non è solo la Regione a “raffreddare” l’entusiasmo per le grandi infrastrutture. Un no definitivo è arrivato infatti dal governo con il vicepremier Graziano Delrio alla autostrada Orte- Mestre. L’autostrada Orte-Mestre non è più una priorità per il governo Renzi che
La soppressione di passaggi a livello lungo la linea Mestre-Castelfranco va a rilento non inserirà l’opera nella Legge di Stabilità 2016. Sono state gelate così le aspettative del gruppo Bonsignore, convinto di aver trovato una corsia privilegiata a Palazzo Chigi dopo il via libera tecnico del Cipe che l’8 settembre scorso aveva inserito il project financing da 10 miliardi nelle liste degli interventi da far decollare. Dopo 12 anni di stop and go, ora pare si sia giunti all’epilogo e il giudizio del ministro Delrio è stato netto
e inequivocabile: nella lista delle priorità non c’è la Orte-Mestre, l’autostrada di 432 chilometri che il gruppo Bonsignore intendeva costruire con la defiscalizzazione concessa su base trentennale. I comitati ambientalisti dell’area del veneziano e in particolare quelli della Riviera del Brenta hanno esultato visto che di fatto lo stop affossa anche il progetto del mega polo direzionale di Veneto City a Roncoduro di Pianiga. I comitati però fanno una ulteriore richiesta. “Per togliere del tutto – spiega Mattia Donadel presidente del Comitato Opzione Zero – va cancellata dall’elenco delle opere prioritarie. Non vorremmo che fra qualche anno rispuntasse di nuovo”. Non tutti però sono contrari alla Orte Mestre. Per l’area di Chioggia infatti quest’opera insieme ad una linea ferroviaria potenziata, rappresentava un elemento di sviluppo per la città e il suo porto. Restano invece due le opere in Veneto che per il governo vanno completate: la Pedemontana e la Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova-Venezia. Ma vediamo le grandi opere progettate o in cantiere nelle varie province del Veneto ancora da finire. Rispetto al 2013, da dati
ministeriali la nostra regione ha visto nel 2014 crescere le opere incompiute da 25 a 34. E di queste ben dodici interessano l’area veneziana per un valore economico di cantieri fermi che arriva a quasi 502 milioni e mezzo di euro. A far la parte del leone, in termini di importi economici, è il progetto della idrovia Padova-Venezia, 461 milioni di euro il suo valore, ma tutto è fermo ad ora in termini di cantieri senza una previsione di completamento. Fra le opere in ritardo ci sono cinque progetti relativi al Sfmr, il metrò regionale. Ad esempio la soppressione di passaggi a livello e la realizzazione di sottopassi lungo la linea Mestre-Castelfranco è incompiuta. Recentemente però l’assessore regionale alle infrastrutture Elisa de Berti qualche rassicurazione l’ha data in tema di opere pubbliche, subito dopo la presentazione del progetto di legge per la razionalizzazione delle spese regionali. La De Berti si è particolarmente concentrata sul finanziamento del progetto per la
variante della Strada Statale 12 che interessa i comuni veronesi di Ca’ di David, Castel D’Azzano, Vigasio e Isola della Scala. “Quest’opera si farà - ha detto - e se governo e Anas faranno la loro parte come ci siamo impegnati a fare noi, il cantiere si aprirà come previsto nel 2018. Ci siamo presi qualche giorno per valutare appieno il costo del progetto definitivo che compete alla Regione e lo finanzieremo con il bilancio 2016, lo presenteremo all’Anas a fine 2016 e poi toccherà a loro il resto dell’istruttoria. Vigileremo che arrivi lo stanziamento reale dei 135 milioni di euro necessari’. Il quadro che emerge insomma è quello di una stagione che si chiude, quella delle opere faraoniche che si iniziavano forse senza ben sapere con quali fondi si sarebbero completate e in cui e i controlli e la trasparenza come nel caso Mose erano un optional. Le infrastrutture, di sicuro servono, ma vanno realizzate in un quadro legislativo e con una attenzione al rispetto del territorio che deve assolutamente cambiare.
Il Veneto in primo piano 21 1 Deficit intrastrutturale I sostenitori del Basso Veneziano
Romea Commerciale, necessaria per lo sviluppo Gli amministratori di Chioggia e Cavarzere sono favorevoli all’opera che farebbe uscire il territorio dall’isolamento e consentirebbe di far ripartire l’economia di Ornella Jovane
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l Veneto aveva accolto con grande approvazione e ottimismo le parole del ministro Graziano Delrio che, in visita ai cantieri del Mose all’inizio dello scorso settembre, aveva definito interessante il progetto della Orte-Mestre. Parole che avevano acceso nuove speranze nell’animo del sindaco Giuseppe Casson, primo cittadino di Chioggia, che, fin dal suo insediamento, si è sempre battuto per sensibilizzare tutti i livelli istituzionali al problema dell’isolamento del territorio del Basso Veneziano che soffre da sempre di un grave isolamento. Condizione che necessariamente rende più difficile il processo di sviluppo dell’area, di per sè poco appettibile per via della mancanza, appunto, di collegamenti infrastruturali
IL CASO
S
e relativi servizi. “Per rilanciare economia e lavoro - sostiene Casson - è fondamentale dotare di un’adeguata infrastrutturazione il territorio”. Tema che sta a cuore anche al collega di Cavarzere Henri Tommasi che, pur incoraggiando il potenziamento di assi di collegamento alternativi, come la ferrovia e i percorsi idrici, oltre alla messa in sicurezza delle reti viarie esistenti, sostiene la necessità di realizzare la Romea Commerciale. “Ritengo che quest’opera - afferma - sia vitale per il nostro territorio, per far decollare la nostra area artigianale e con essa tutto l’indotto”. “Non si tratta di essere un sostenitore della ce-
mentificazione selvaggia - precisa Tommasi - ma di guardare in modo disincantato la realtà. L’opera va sostenuta. Anche se naturalmente dev’essere realizzata con razionalità e riducendo quanto più possibile l’impatto ambientale, nel rispetto quindi delle peculiarità del territorio e delle sue risorse”. “Si può discutere sul tracciato, migliorarlo, confrontarsi sulla ubicazione del casello e dello svincolo, ma mi sembra evidente che è necessaria”. Di parere diverso il Movimento 5 Stelle cavarzerano che pur riconoscendo la necessità di far uscire dall’isolamento l’area del Basso Veneziano ritiene la Romea commerciale un’opera di grande impatto e di costi elevati.
E chiede, piuttosto, la messa in sicurezza e il potenziamento degli assi viari esistenti, la Statale 309 e la E45. E proprio la messa in sicurezza della Romea è il tema direttamente collegato al dibattito. Ed è il motivo che ha ispirato un’altra delle tante iniziative del Comitato per il superamento del deficit strutturale di Chioggia, che per il prossimo 24 ottobre ha organizzato alle 10,30 un corteo di bici, che da Val Da Rio si sposterà fino al centro commerciale Clodì a Chioggia, con lo scopo di attirare l’attenzione della politica sulla urgenza di rendere più sicura l’attuale Statale 309, classificata una delle strade più pericolose d’Italia.
Arriva una denuncia precisa dal comitato “Brenta sicuro”
“L’IDROVIA PADOVA VENEZIA? E’ NEI PIANI DEL BACINO ALPI ORIENTALI, PER IL 2024”
coppia il caso Idrovia Padova Venezia. Il completamento dell’opera che costerà 461 milioni di euro sembrava ben avviato ma potrebbe slittare per quanto riguarda i tempi. L’Idrovia è inserita nei piani del bacino Alpi Orientali, solo per il periodo 2022-202. Ma facciamo un passo indietro. L’Idrovia è stata definita dal presidente del Veneto Luca Zaia un’opera che prioritaria sia dal punto di vista trasportistico perché collega il porto di Venezia all’interporto di Padova, sia dal punto di vista della sicurezza idraulica perché
il grande canale fungerà da scolmatore per l’area del bacino del Bacchiglione nel vicentino e padovano. Ma la denuncia dei comitati è precisa. “Abbiamo scoperto - spiega per il comitato Brenta Sicuro il portavoce Marino Zamboni- che alle osservazioni dei comuni di Fossò e Campolongo (nel veneziano) è stato risposto che l’idrovia non è inserita nel piano di gestione del rischio alluvioni delle Alpi Orientali messo a punto dallo Stato, per il 2016 – 2018 ma lo sarà solo come ipotesi per il 2022- 2024. Vista l’alta possibilità di un
disastroso evento alluvionale che coinvolgerebbe, oltre 1200 kmq, riteniamo indispensabile inserirla nel biennio 2016-2018”. L’iter per il completamento dell’idrovia, è alla progettazione preliminare assegnata un anno fa con bando di gara europeo. I comitati avevano incontrato i ministri Graziano del Rio e Luca Galletti e consegnando loro dei plichi contenenti molte osservazioni. I comitati hanno sollecitato parlamentari e Regione a chiedere chiarimenti su A.A. questo slittamento.
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22 4 Il Veneto in primo piano Votata in Consiglio la legge 21 a firma dal governatore
La scure di Zaia cala sugli enti strumentali
Nel mirino i Parchi regionali, i Consorzi di Bonifica ma anche l’Ater. Le opposizioni insorgono: “Colpo di mano accentratore, un fatto senza precedenti” di Nicola Stievano
E
’ Luca Zaia il primo firmatario del Progetto di Legge 21 che di fatto, attraverso la modifica alla finanziaria regionale, punta ad “azzerare” i vertici dei cosiddetti “enti strumentali” controllati dalla Regione. Una iniziativa che rientra, nelle intenzioni del governatore veneto, nel più ampio progetto di “spending review” per ridurre le uscite dalle casse regionali e mettere ordine nella galassia di società e conseguenti poltrone degli enti controllati dalla giunta veneta. La volontà di Zaia è quella di razionalizzare il sistema societario e di tagliare la spesa, sfoltendo o cancellando i cda per collocare al vertice dirigenti regionali (a costo zero) anziché esterni retribuiti. Ebbene l’approvazione del Consiglio regionale rende possibile l’azzeramento dei consigli d’amministrazione di tutti gli enti coinvolti e lascia a Zaia pieni poteri nella nomina dei commissari. Potrebbero dunque essere dichiarati deca-
duti i presidenti e i consigli di amministrazione dei dieci Consorzi di bonifica, ma anche di Avepa, Azienda regionale per il diritto allo studio, Istituto regionale Ville Venete, Veneto Lavoro, Ater, Istituto zooprofilattico sperimentale, Veneto Agricoltura e Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, oltre a Parco dei Colli, Parco del Sile,
Tagli dei costi e delle poltrone: tutto in mano di pochi Parco del Delta, Parco delle Dolomiti e Parco della Lessinia. Al momento l’unica certezza sta nelle polemiche innescate in consiglio da quello che l’opposizione indica come un colpo di mano della giunta Veneta. Graziano Azzalin (PD, Stefano Fracasso (PD) e Piero Ruzzante (PD) aggiungono che “Zaia
e la sua Giunta espropriano di un sol colpo il consiglio regionale della sua capacità decisionale e al tempo stesso decapitano gli enti strumentali regionali, accentrando tutto il potere nelle mani dello stesso Presidente che provvederà a nominarne i commissari”. Per i consiglieri regionali del Pd si tratta di “un fatto senza precedenti compiuto in pieno spregio di tutti i meccanismi democratici ed all’insegna della mistificazione: si parla di risparmi ma la verità è l’incapacità di provvedere alle riforme annunciate ed ancora al di là da venire”. Marino Zorzato di Area Popolare si chiede se “Zaia ha intenzione di commissariare mezzo Veneto” e aggiunge “mi chiedo quale federalismo, quale partecipazione, quale contributo democratico si attendono i rappresentanti della maggioranza quando ad ogni seduta di Consiglio o di commissione proseguono nella loro marcia a testa bassa, senza mai curarsi del parere e delle preoccupazioni dell’opposizione”.
Quale sarà il futuro?
VENETO AGRICOLTURA, SETTIMANE DECISIVE
R
isale al 28 aprile scorso la nomina di Pino Nezzo a commissario liquidatore dell’Azienda regionale Veneto Agricoltura. La liquidazione è conseguenza dell’istituzione, con legge dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario che prevede, tra l’altro, la soppressione e la messa in liquidazione di Veneto Agricoltura. Adesso però il progetto di legge 21 prevede il totale azzeramento dei vertici, quindi in tanti si chiedono quale sarà il futuro di questo soggetto protagonista ormai da un ventennio del panorama agricolo veneto. Una cosa è certa: i dipendenti non resteranno senza lavoro e passeranno alla Regione. Come
sarà strutturato la nuova agenzia lo si saprà probabilmente entro l’anno. Il tempo del commissario liquidatore infatti sta scadendo perché la Regione aveva dato a Nezzo 180 giorni, per portare a termine il suo compito. I sei mesi dunque scadono a fine ottobre, salvo proroghe. A Nezzo il compito di “curare tutti gli adempimenti pertinenti e funzionali all’utile conclusione della procedura di liquidazione, secondo le direttive della Giunta e delle strutture regionali competenti per materia, facendo riferimento alle norme speciali ad alla disciplina civilistica, ove compatibile”, si legge nel provvedimento di nomina.
NUOVA LEGGE REGIONALE CONSORZI DI BONIFICA, A CASA TUTTI I POLITICI
C
ontinua ad agitare (e parecchio) le acque la legge numero 21 messa in cantiere dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. L’idea è quella di abbattere i costi dei cosiddetti enti strumentali. In attesa della loro riforma, si pensa all’azzeramento forzoso dei cda, con la nomina di commissari la cui retribuzione non superi i 3mila euro mensili. Una mannaia che calerebbe su Consorzi di bonifica, Avepa, Azienda regionale per il diritto allo studio, Istituto regionale Ville Venete, Veneto Lavoro, Ater, Istituto zooprofilattico sperimentale, Veneto Agricoltura e Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, oltre a Parco dei Colli, Parco del Sile, Parco del Delta, Parco delle Dolomiti e Parco della Lessinia. L’ipotesi sta sollevando numerose reazioni contrarie, in Polesine come altrove. Il sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan interviene in difesa dei Consorzi di bonifica provinciali e del Parco del Delta del Po. “La Regione dice il primo cittadino bassopolesano - metta i commissari che vuole, ma non sui Consorzi di bonifica che sono gestiti da cda eletti dal territorio e si pongono in maniera democratica ed elettiva. E l’ente parco Delta del Po, ora commissariato, ritorni indietro alla possibilità
che gli amministratori locali possano pianificare il proprio territorio”. In sintonia anche la posizione dei Giovani industriali di Rovigo. Secondo il loro presidente Andrea Pascucci, infatti, andare a modificare al ribasso la composizione dei Consorzi di bonifica rischia di compromettere il fragile equilibrio idrogeologico del Polesine, i cui custodi sono proprio i consorzi. “Diciamolo pure - spiega Pascucci - senza i consorzi e il loro lavoro, quello fatto nel tempo, ma anche quello che prosegue oggi prezioso, silenzioso e quotidiano, gran parte del Polesine sarebbe sott’acqua o rischierebbe seriamente di ritrovarcisi molto spesso”. Piuttosto, sempre in ottica di contenimento dei costi, una scelta da valutare secondo i giovani industriali potrebbe essere l’unione dei due consorzi che al momento sono presenti in Polesine. “L’unione fa la forza - chiude Pascucci - Quel che posso dire è che già per realtà come gli Industriali o la stessa Camera di commercio la fusione sta portando valore aggiunto. Forse un unico consorzio di bonifica polesano potrebbe essere più forte in un territorio dove c’è e ci sarà sempre estremo bisogno di competenza ed esperienza in materia di sicurezza idraulica”. Lo.Zo.
24 1 Voci da palazzo L’intervista Le priorità dell’Assessore regionale allo sviluppo economico e dell’energia
Marcato: “Sulla gestione dei profughi non ci fidiamo di nessuno” L’esponente leghista dice no all’accoglienza diffusa e mette in guardia dai problemi di sicurezza. Sul fronte produttivo caccia ai fondi europei e impegno a portare la banda larga in tutta la regione di Nicola Stievano
I
l padovano Roberto Marcato, Lega Nord, già vice presidente della Provincia e presidente del consiglio comunale cittadino guidato da Massimo Bitonci, dopo aver fatto il pieno di preferenze personali alle elezioni regionali, è assessore allo sviluppo economico e all’energia. Non possiamo non partire dalla questione profughi. In Veneto ad ottobre sono attesi altri arrivi e le tensioni non mancano sul territorio. Basta dire no per uscire dall’emergenza? “Anzitutto dobbiamo distinguere due diversi scenari. Da una parte c’è un piano internazionale dove la comunità internazionale dovrebbe intervenire per migliorare la situazione. L’Onu dal 30 ottobre ha deciso di intervenire massicciamente direttamente sulle coste dei Paesi di partenza, fermando perciò i traffici degli scafisti. E’ quello che abbiamo detto noi da anni, sentendoci però dare dei razzisti. Adesso che lo fa l’Onu va tutto bene. Il problema però è che questa operazione parte a novembre, quando tutti sanno che il periodo di massi- spaccio di droga e prostituzione. Chi ci vive intorno ha la ma pressione sulle nostre coste è quello estivo. Ecco, è vita impossibile e non esce nemmeno di casa per paura. l’ennesima presa in giro nei confronti di Italia e Grecia. Gli esempi sono questi, purtroppo, e chi abita a Bagnoli, Sul piano locale è chiaro che il singolo sindaco non può dove sta aprendo un centro di smistamento, è fortemenfermare l’invasione sulle nostre coste, intanto però noi te preoccupato e ha tutta la mia comprensione. Io farò diciamo no perché non ci fidiamo. Stiamo disseminando di tutto a rendere la vita impossibile a chi prende queste nel territorio delle mine inesplose. Basta vedere cosa è decisioni. Se vige un sistema democratico e il popolo successo ad Eraclea, dove prima sono scappati i turisti dice di no, il popolo ha ragione. Perché è contrario all’accoglienza diffusa ine adesso anche la Onlus ha abbandonato gli stranieri a loro stessi. Adesso sono ancora in quell’albergo, simbo- vocata da diversi sindaci? lo dell’incapacità del Governo di gestire il problema. A “Siccome siamo incapaci di gestire l’emergenza Padova non va meglio. Alla Prannon sappiamo fare di meglio che dina i profughi sono rimasti per “Tutti davano per polverizzarla. Ma questo non risolmesi, altro che qualche settimana spacciate le piccole ve il problema, anzi lo moltiplica. imprese, invece come era stato detto all’inizio”. Diciamo di no alla micro accoglien Lei è stato, anche con la ripresa parte za perché, ripeto, non ci fidiamo. Salvini, nelle località dove i pro- proprio da loro” Non ho mai visto un Prefetto avere fughi già ci sono o ci saranno a questa determinazione nel trovare breve. Cosa le racconta la gente? casa ad un veneto sfrattato o ad un imprenditore con “La gente prova due sentimenti, uno di rabbia e problemi. Non ho mai visto una Prefettura chiamare il l’altro di scoramento perché sente che il Paese non è sindaco per chiedere di trovare soluzione abitativa in vicino a loro ma passa sopra la volontà del popolo. Chi questi casi. E poi, come facciamo a fidarci di persone vive queste situazioni è fortemente preoccupato e non che non hanno ancora lo status di profugo? Chi l’ha posso certo dargli torto torto. Gli esempi che abbiamo in detto che chi ospitiamo non sia terrorista, ladro o delinaltri centri di smistamento non sono incoraggianti, a Mi- quente? Se un italiano sconosciuto bussa a casa nostra neo gli stranieri entrano ed escono senza controllo, c’è e ci chiede un posto dove dormire diciamo di no perché
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Sopra Roberto Marcato con Matteo Salvini non ci fidiamo. Perché invece dobbiamo prendere chi ar- dovere essere motore e benzina per lo sviluppo, non riva dal Magreb? Fra le sue competenze di assessore freno”. Lei si occupa anche di banda larga: alcune regionale la principale è lo sviluppo economico. Quali i primi provvedimenti per superare la crisi? In queste zone della regione sono ancora svantaggiate, come settimane ho incontrato i rappresentanti delle categorie rimediare? e su un punto siamo tutti d’accordo. Dobbiamo diven“Voglio arrivare alla copertura al 100 per cento del tare più bravi ad accedere ai fondi europei per finanzia- territorio regionale e in tempi brevi. E’ possibile farlo e re lo sviluppo, l’innovazione e la ricerca. In questo la lo dobbiamo fare perché siamo fra le prime regioni del Regione deve giocare un ruolo determinante ed avere mondo in termini di vigore e fermento imprenditoriale. anche la capacità di snellire il più possibile e da subito Ci sono già risorse a bilancio, gli uffici stanno lavorando la pesantezza della macchina burocratica”. bene, questa è un’esigenza strutturale per la ripresa”. Il Veneto tornerà ad es Chiudiamo con la politica: sere la locomotiva del Nordest? “Tra la nostra Salvini o Zaia, chi può aspirare “Per anni il mondo accademi- gente avverto alla guida del governo secondo co ha cercato di convincerci che forti sentimenti lei? la micro impresa era un sistema di rabbia “Mi sento di rispondere come destinato a soccombere a favore e di scoramento” quegli allenatori che possono condel modello industriale strutturato. tare su una panchina con attaccanA quasi un decennio dall’inizio della crisi andiamo a ti di livello. Come loro anche noi abbiamo l’imbarazzo vedere quale è il settore dove c’è occupazione e innova- della scelta: abbiamo due figure, Zaia e Salvini, che zione. E’ quello delle piccole e medie imprese. Mentre hanno capacità, onesta e soprattutto il consenso delgli imprenditori cercavano di risollevarsi gli studiosi ci la gente. Entrambi poi sono amici, per me potrebbero dicevano che la soluzione era un’altra, dimostrando di andare bene sia l’uno che l’altro. Luca Zaia adesso sta non aver ancora capito fino in fondo le dinamiche del lavorando per il Veneto e intende impegnarsi su questo modello veneto. Qualche timido segnale di ripresa c’è fronte”. ma la strada è ancora lunga. Anche il mondo bancario
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AREA DEL DELTA DEL PO riconosciuta a Riserva della Biosfera del Programma MAB dell’UNESCO è supportato dalla FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO di Padova e Rovigo.
ph Daniele Soncin
Che cosa può comportare, in definitiva, il riconoscimento? La Riserva della Biosfera non va considerata come un progetto a tempo limitato, bensì un’operazione di lungo termine. La partecipazione alla rete mondiale (network) delle riserve consente una valida possibilità di scambio di conoscenze, di buone pratiche, di strumenti gestionali nonché l’accesso a progetti, programmi e fondi internazionali appositamente dedicati ad affrontare problematiche legate allo sviluppo; tra le quali i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e la rapida urbanizzazione.
Il riconoscimento di “Riserva della Biosfera”, per esplicita dichiarazione dell’UNESCO, non implica alcun vincolo giuridico ulteriore, ma va inteso come occasione per affrontare e risolvere, con la partecipazione della popolazione, i problemi locali ed i relativi possibili conflitti in una dimensione globale. Inoltre, il riconoscimento non va inteso come l’assegnazione di un “logo”, bensì come assunzione di responsabilità e scommessa del territorio a ideare, sperimentare e sviluppare buone pratiche da estendere anche all’esterno. Progetto Regionale Turismo slow nelle aree protette a Parco
26 Voci da palazzo
Voci da palazzo 1
La visita a Pila L’incontro con i tre presidenti delle cooperative ittiche Pilamare, Villaggio Pescatori e Pescatori Pila
Corazzari: “Subito soluzioni concrete per la pesca” Ambiente
STOP ALLE ESTRAZIONE DI IDROCARBURI DELTA DEL PO
“Mi impegno personalmente ad avviare un tavolo di confronto e lavoro perchè gli interventi per il settore ittico non siano ‘sporadici’ ma siano risolutivi” di Lorenzo Zoli
L
’assessore regionale Cristiano Coraz- che spesso incontrano difficoltà ad arrivare zari a fianco dei pescatori polesani e alla fine del mese, per una lunga serie di veneti. Un settore vitale per l’economia problemi. della provincia e della regione, che Coraz“In quell’occasione mi sono preso zari ha avuto modo di conoscere a fondo l’impegno personale di avviare un tavonel corso di una visita, a fine settembre, a lo di confronto e lavoro per fare in modo Pila. Qui ha incontrato che gli interventi per il i tre presidenti delle La pesca nel Delta settore ittico non siano cooperative ittiche è la prima fonte ‘sporadici’ ma siano Pilamare, Villaggio di sostentamento soluzioni che risolvaPescatori e Pescatori per oltre 2mila no in modo definitivo Pila rispettivamente famiglie i problemi - afferma Giuliano Zanellato, FaCorazzari - Convocabrizio Boscolo e Virginio Tugnolo. Si tratta zione che è già stata inviata ai numerosi di una realtà che con le sue attività di vene- futuri componenti, dal Parco Delta Po Vericoltura e pesce azzurro, è la prima fonte neto alle associazioni di categoria della di sostentamento per oltre 2mila famiglie, pesca al Consorzio cooperativa di Pila, a Bilancio 2014. Berti (M5S)
“NON BASTA, OCCORRE TAGLIARE DI PIÙ”
“N
on basta, i costi della politica possono essere tagliati ancora. Di molto”. Lo dichiara in una nota Jacopo Berti, capogruppo del M5S in Consiglio regionale, commentando la pubblicazione del bilancio della Regione Veneto 2014, che evidenzia, tra le altre cose, un trend in discesa per quanto riguarda gli stipendi dei consiglieri, che sommati ai vitalizi degli ex va dai 23 milioni del 2010 ai 20 del 2014. Jacopo Berti “Abbiamo appena presentato – ricorda il capogruppo pentastellato - la nostra proposta di legge “Anti Casta”, grazie alla quale vogliamo abolire i vitalizi, i privilegi dei politici e tagliare ancora gli stipendi. 83 milioni e mezzo di soldi risparmiati dai veneti, questa è la somma che si raggiungerebbe grazie alla nostra legge e questa è la cifra che proponiamo come obiettivo alla Giunta”. Berti sottolinea poi che un altro dato che emerge dal bilancio è relativo a un “obiettivo non realizzato”, quello della promozione di soluzioni volte alla lotta alla corruzione e all’illegalità. “Quello della corruzione – sottolinea - è il reato in maggiore aumento in Veneto, +122% nell’ultimo anno. E non dimentichiamo che questa regione è stata lo scenario della più grande tangente della storia d’Italia, che a sua volta è uno dei Paesi più corrotti al mondo. Quella del Mose. La lotta alla corruzione dovrebbe quindi essere in cima alle priorità del governo regionale. Almeno lo è per noi. Se a loro non interessa, - conclude Berti - ci proponiamo volontariamente per realizzare e coordinare un’agenzia veneta anti corruzione (Avac)”. “In queste ore l’agenzia nazionale ha fatto arrestare tre persone, colpevoli di corruzione nel primo appalto del Giubileo – conclude Berti - ieri altri arresti e indagini in Regione Lombardia, per lo stesso reato. Quello di un’agenzia veneta istituita volontariamente da questo Consiglio sarebbe dunque un segnale anche di portata nazionale”.
A fianco l’Assessore Cristian Corazzari tutti i rappresentanti del settore ittico e della portualità dell’area veneta, alle istituzioni preposte alla sicurezza e all’esecuzione delle opere”. Per Corazzari sono necessarie soluzioni concrete, di somma urgenza in un territorio dove i vincoli che limitano la gestione di ambienti dove convivono attività
dell’uomo e luoghi naturalistici non siano limiti ma opportunità da cogliere, e nei quali inoltre venga anche risolta una volta per tutte la problematica della sicurezza della navigazione legata ai porti già presenti nel territorio veneto come Pila a Chioggia.
Sanità e Azienda Zero
I CONSIGLIERI TOSIANI: “ZAIA FACCIA UN PASSO INDIETRO”
“L
uca Zaia ieri si è detto preoccupato per la corrente di neo centralismo partita da Roma, una corrente che è pronto a contrastare ‘facendo gli amministratori delegati del territorio’. Ma allora dov’è la coerenza se ora il Governatore vuole commissionare tutti gli enti strumentali e accentrare la sanità veneta nell’azienda Zero? Dove sono gli amministratori delegati?”. Se lo chiedono i consiglieri tosiani Giovanna Negro e Andrea Bassi, componenti della Commissione Sanità, commentano assieme ai colleghi Maurizio Conte e Stefano Casali le proposte di modifica del Direttivo Anci Veneto al Progetto di Legge n. 23 che prevede l’istituzione dell’Azienda Zero quale ente di governance della sanità regionale. “La relazione dell’Anci – aggiungono i tosiani – portata questa mattina in Commissione Sanità spiega come la creazione di aziende Ulss estremamente ampie, come previsto dal Pdl n.23, comporta la rottura di questo rapporto tra i vertici della gestione sanitaria e il territorio, con ricadute negative sui cittadini-utenti” “Si evidenzia inoltre nella relazione – proseguono Conte, Bassi, Negro e Conte – come il sistema sanitario regionale fino ad oggi abbia portato ad ottimi risultati in termini di efficienza/efficacia con la forte integrazione ospedale-territorio, supportata da uno stretto rapporto tra vertici Ulss e Sindaci (Conferenza dei sindaci). L’Anci sottolinea anche la mancanza di un adeguato studio di fattibilità organizzativa del nuovo modello. E afferma che l’Azienda Zero non deve avere compiti di Programmazione e Controllo che invece restano in carico alla Direzione Generale Sanità e
In alto da sinistra: Giovanna Negro, Andrea Bassi. Sotto Maurizio Conte e Stefano Casali Sociale, organo tecnico dell’assessorato alla Sanità e al Sociale nonché del Consiglio Regionale”. E ancora si legge nell’ultima parte della relazione: “Quando si dice che questa riforma del sistema consentirà tagli della spesa senza tagli ai servizi, non si presta sufficiente attenzione ai servizi del territorio, che saranno necessariamente ridotti e tagliati. Con l’eliminazione della Direzione dei servizi sociali (della quale non si capisce la ragione o i vantaggi economici finanziari) verrebbe meno la peculiarità propria del SSR Veneto caratterizzato da una forte integrazione socio-sanitaria. In tale scenario il Comune dovrebbe versare dei contributi all’Azienda Ulss senza avere nessun controllo sull’operato e sui livelli di assistenza erogati ai propri cittadini e il ruolo della Conferenza dei Sindaci viene ad essere totalmente sminuito. La figura del direttore dei servizi sociali deve essere mantenuta”.
Graziano Azzalin, consigliere Pd
C
on voto unanime la Commissione Ambiente, presieduta da Francesco Calzavara (LN), ha approvato il Progetto di Legge presentato dal Consigliere del Pd, Graziano Azzalin, che mira ad escludere ogni tipo di ricerca di idrocarburi nei Comuni compresi nell’area del Parco del Delta del Po, ricacciando indietro ogni possibile tentativo di sfruttamento. Dopo averla già presentata durante la scorsa legislatura, raccogliendo sostegni trasversali, ma non riuscendo a farla approvare per il “blocco” imposto dalle incombenti elezioni, il consigliere Azzalin l’ha riproposta come suo primo atto della nuova legislatura. La proposta legislativa, che passa ora all’esame dell’aula consiliare, va a modificare l’articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po in modo da rendere impossibile la ricerca con ogni mezzo di idrocarburi. La ratio della norma di impedire ogni tipo di ricerca e di estrazione di idrocarburi nell’area del Delta del Po era già chiara, ma la sentenza del Tar, che ha accolto il ricorso della Northsun e abrogato la delibera con la quale la Regione non concedeva il permesso di ricerca, ha reso necessaria una precisazione e quindi, al posto del comma che recita ‘è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo’ con questo modifica si inserisce la dizione ‘ non sono rilasciati permessi di ricerca di idrocarburi, autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi’. “In questo modo – ha sottolineato Azzalin - sarà possibile evitare ogni tipo di fraintendimento semantico e ribadire una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto, a cominciare dal presidente Zaia, che su questo ha una posizione di totale
28 1 Cultura veneta La mostra Casa dei Carraresi ospita fino al 10 aprile 2016 le opere più belle del “visionario illuminato”
Metamorfosi di un genio, El Greco a Treviso
Apre il 24 ottobre l’esposizione dedicata ad un maestro indiscusso del ‘500. Per la prima volta al mondo un’esposizione dedicata agli anni cruciali della sua trasformazione di Maria Pavan
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n viaggio nel tempo e nello spazio. Questo pro- cultura figurativa occidentale, venne riscoperto nell’800 mette di essere la mostra che, inaugurata il 24 ot- per diventare poi fonte d’ispirazione per le avanguardie tobre alla Casa dei Carraresi di Treviso, presenterà del ‘900 come l’impressionismo e il cubismo. La mostra, che illustra un percorso di opere prodotte Dominikos Theotocopulos, detto El Greco come il creatore di un linguaggio che non ha paragoni possibili che dall’artista, soprattutto durante la sua permanenza nel nostro Paese, e dai grandi maestri che hanno influengli ha permesso la realizzazione di capolavori assoluti. Il curatore, Lionello Puppi, emerito di Ca’ Foscari, zato il suo lavoro tra cui Tiziano, Tintoretto, Correggio, con alle spalle mezzo secolo di studi sull’artista, coadiu- Jacopo Bassano, vanta prestiti importantissimi grazie vato da un comitato scientifico di respiro internazionale, alla significativa adesione di grandi istituzioni museali e ha ricostruito con molteplici spunti inediti le tappe di collezioni private internazionali. L’obiettivo dell’esposiun’avventura irripetibile, indagando il processo creativo, zione è scoprire insieme ai visitatori il percorso di un artista geniale che continua a stupire il metodo di lavoro e la bottega di per la profonda ispirazione che ha un artista controverso e non com- Ripercorso portato nel mondo dell’arte, anche preso nel suo periodo storico, ma il complesso iter definito dalla critica moderna un artistico e spirituale moderna. tra Creta, l’Italia La fama del pittore divenne pla“visionario illuminato”. netaria solo a partire dal ventesimo El Greco nacque nel 1541 a e la Spagna secolo, non solo per l’interesse di Creta, territorio all’epoca sotto il collezionisti e intellettuali, quanto per il riconoscimento dominio veneto. Lì divenne maestro d’arte seguendo il corso della della critica e degli artisti stessi dell’epoca. Da Pablo tradizione artistica dell’isola, prima di intraprendere, Picasso, a Manet, fino a Pollock, appassionati studiosi di all’età di 26 anni, il viaggio verso Venezia, città in cui El Greco, furono le avanguardie del ‘900 a inspirarsi alla seppe trasformarsi da iconografo ortodosso in un artista modernità dei suoi manierismi nel disegnare le figure e innovativo e rivoluzionario. Protagonista indiscusso della alla stravaganza nel comporre immagini dai cromatismi
Orchestra di Padova e del Veneto
50 STAGIONI CONCERTISTICHE
I
l primo concerto della nuova Stagione concertistica, in programma sabato 24 ottobre all’Auditorium Pollini alle 20.45, sarà diretto nal nuovo direttore artistico e musicale, Marco Angius e sottenderà un preciso significato di rinascita per l’Orchestra, con la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Gustav Mahler (nella versione Kaplan/Mathes, presentata per la prima volta in Italia) insieme alla prima esecuzione assoluta di “Sposalizio” (da Franz Liszt) di Salvatore Sciarrino, il compositore vivente più eseguito nel mondo. L’appuntamento costituirà la prima tappa di un vero e proprio “Percorso Mahler”, che Marco Angius svilupperà nel corso della Stagione anche con la Sinfonia n. 1 e l’Adagio dalla Sinfonia n. 10. Tra il Classicismo viennese di Mozart e Beethoven e la musica italiana del Novecento, emerge la precisa volontà di dare risalto a un’affascinante linea di programmazione che darà spazio a compositori come Respighi, Casella, Dallapiccola, Petrassi e Berio, punteggiando i concerti della “Stagione d’oro”. E il nuovo direttore sarà l’anima stessa del nuovo corso. “Ho appreso con gioia di questa nomina e vorrei esprimere il mio più sentito ringraziamento per la fiducia accordatami e per l’importanza dell’incarico che mi viene conferito in un momento così particolare per la storia dell’Orchestra – commenta Marco Angius – Visto che si tratta di un duplice ruolo, l’impegno profuso sarà quanto meno proporzionale alle cariche che mi vengono affidate sperando di ripagare l’Orchestra e la Fondazione stessa nel modo più degno e concreto possibile. Sono particolarmente onorato dell’incarico perché ottenuto sul campo, partendo dal lavoro quotidiano con l’Orchestra in progetti innovativi e non comuni. Proprio all’Orchestra va il mio primo pensiero perché considero questo incarico un’opportunità preziosa di crescita comune offrendo tutta la mia competenza e dedizione. Ci attende un percorso intenso in cui intendo porre al primo posto gli obiettivi musicali, culturali e uma-
inaspettati per la sua epoca. La mostra vuole portare il visitatore alla scoperta di questo pittore visionario, dal carattere irriverente, capace di sconvolgere l’estetica a lui contemporanea con toni drammatici e un linguaggio fantasioso ed espressionista. El Greco possedeva un senso della rappresentazione
Musei Eremitani, Padova
Sulla prima tela di Casorati: i Colli Euganei
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Marco Angius, nuovo Direttore artistico e musicale ni per la diffusione di un bene italiano di assoluto rilievo com’è l’Orchestra di Padova e del Veneto”. Marco Angius è tra i direttori d’orchestra italiani più richiesti di questo momento. Interprete di riferimento per il repertorio contemporaneo, ha collaborato con le principali istituzioni ed enti lirici italiani oltre a una serie di debutti internazionali di assoluto prestigio (con l’Ensemble Intercontemporain di Parigi, con la Tokyo Philharmonic Orchestra, con l’Orchestre Philarmonique de Nancy, con l’RCM Orchestra di Londra, con l’Hermes Ensemble di Anversa, con l’Orchestre de chambre de Lausanne…). Il cartellone 2015/2016 ospiterà alcuni tra i direttori e solisti più apprezzati della scena internazionale: sarà un ritorno quello di Gérard Korsten, Paul Goodwin, Reinhard Goebel, oltre che dello stesso Angius (protagonista lo scorso novembre dell’Arte della fuga di Bach/Scherchen), mentre debutteranno a Padova le bacchette di Bruno Aprea, Carlo Rizzari (assistente del maestro Antonio Pappano all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), Giampaolo Pretto (direttore d’orchestra e Primo flauto dell’Orchestra della RAI di Torino) e il soprano Roberta Mameli. Accanto a loro quattro giovani star: i direttori Min Chung e Ben Gernon, il soprano Mina Yang e la pianista Leonora Armellini.
che va oltre gli stili e le epoche, un modo di intendere l’immagine e il cromatismo che senza dubbio può definirsi universale. El Greco non seguiva nessuna delle regole accettate dalla gran parte dei pittori e dei mecenati del Cinque-Seicento. Offre quindi un esempio di come le cose si possono approcciare in modo diverso, originale e stimolante.
pere inedite e nuova documentazione ricostruiscono il periodo giovanile di Felice Casorati nella grande mostra allestita negli spazi dei Musei Civici agli Eremitani di Padova. Dipinti, disegni, bozzetti provenienti da raccolte pubbliche e private ne ripercorrono gli anni della formazione, vissuta tra Padova, Napoli e Verona, mentre i lavori di Boccioni, Cavaglieri o Laurenti ricreano l’ambiente artistico in cui Casorati cominciò a muovere i primi passi. Rari materiali, artistici e documentari, illuminano la produzione iniziale, in particolare il periodo che arriva fino alla prima partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1907, considerata lo spartiacque fondamentale nel suo percorso di pittore. Seguono gli anni di Napoli e Verona, contrassegnati da un fervido eclettismo. Nato a Novara nel 1883, Casorati arriva a Padova a dieci anni. Qui si dedica agli studi musicali, ma con una tale intensità da restare vittima di un esaurimento nervoso. Ha solo 18 anni e, come egli stesso ha raccontato, ‘’per consolarmi dell’abbandono del mio pianoforte, e dei miei studi prediletti, mio padre mi regalò una gran scatola di colori. Ed eccomi per la prima volta seduto davanti a un cavalletto in pieno sole a mescolare colori sulla tavolozza e a guardare curioso e commosso il dolce paesaggio dei colli Euganei’’. Nel 1902 nasce quindi il primo dipinto dell’artista che, in una Padova culturalmente vivace, decide di assecondare la nuova passione. Per questo diventa allievo del padovano Giovanni Vianello, un rapporto il loro affatto secondario, nonostante Casorati, negli anni della prima maturità, abbia voluto minimizzarlo, ripudiando tutta la fase giovanile. Insieme a nozioni tecniche, pittoriche e calcografiche , è quindi ravvisabile nell’apprendistato di Vianello qualche influenza estetica e tematica che la mostra contribuisce a far emergere: come le pennellate corte e divise che ritornano in ‘Casoni’ e in ‘Case padovane’ del giovane Casorati o nel dipinto ‘Balconata’, risalente agli anni veronesi. Ma anche la centralità del colore giallo o, ancora, il soggetto ricorrente della vecchia, trattato in un dipinto di Vianello. L’esposizione vuole quindi sottolineare la vitalità dell’ambiente artistico padovano, con presenze di rilievo come Umberto Boccioni. La mostra è visitabile fino al 10 gennaio
1 Cultura provinciale RO
Cultura veneta 29
Teatro Cartellone ridotto all’osso, la crisi non lascia scampo a nessuno
Al Sociale, stagione in tono minore di Melania Ruggini
CINEMA
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a duecentesima stagione lirica e di balletto del Teatro Sociale di Rovigo, che parte il 23 ottobre, sarà ricordata per la netta riduzione del cartellone. Tutta colpa della crisi che ha prodotto i pesanti tagli alla cultura e come sempre anche il teatro ne viene investito. Ne risulta una programmazione povera, che vede quattro appuntamenti con la lirica, Aida, Norma, Madama Butterfly e Simon Boccanegra, otto per il Teatroragazzi, tre con la danza. Il piano finanziario ne è la riprova, con 916mila euro, ai quali vanno aggiunti i finanziamenti degli sponsor Cassa di risparmio del Veneto e Guerrato, cifre esigue se si confrontano con i 2,5 milioni di qualche anno fa. Non sono solo le difficoltà economiche a mettere in crisi il mondo del teatro rodigino, al quale si aggiungono infatti i problemi tecnici per l’agibilità del teatro Sociale. Come si apprende dall’assessore alla cultura Andrea Donzelli, per l’utilizzo il sindaco rilascerà un permesso di agibilità temporaneo e non definitivo. La prima spetta all’Aida di Verdi nella regia e allestimento che Franco Zeffirelli produsse per il piccolo teatro di Busseto nei primi anni del
LA MOSTRA DI VENEZIA APPLAUDE
D 2000; sarà Sefano Trespidi a riproporne le scene. Secondo appuntamento il 18 e il 20 dicembre con Norma di Vincenzo Bellini; a dirigerla Tiziano Severini. Toccherà poi a Madama Butterfly, fissata per il 23 e il 24 gennaio, interpretata da Maria Luigia Borsi per la regia di Sandro Pasqualetto e per la direzione di Valerio Galli. La stagione si chiuderà ad aprile, il 29 e il 30, con Simon Boccanegra, l’unica produzione coordinata dal teatro rodigino, con cantanti del calibro di Stefano Antonucci, Valeria Sepe e Roberto Scandiuzzi. Gli spettacoli di danza, a cura di Claudio Ronda, iniziano il 15 e 16
Secondo appuntamento con l’iniziativa di Arci
UN PROGETTO DEDICATO AL SECOLO BREVE
P
er cambiare il futuro è necessario conoscere il passato; anche la storia più recente ha un valore che merita di essere compreso nelle sue sfaccettature per essere declinato al futuro. E’ questo uno dei principali obiettivi del progetto “Novecento passato prossimo – Morti e resurrezioni” promosso dall’Arci in collaborazione con l’Accademia dei Concordi e l’Archivio di Stato, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e diversi sponsor tra i quali Enel, Berto’s, Fulvia Tour e Edil Mebas, ed il patrocinio della Provincia di Rovigo. Un’iniziativa che è stata ideata già nel 2013 ed è giunta al secondo anno di vita, dopo i tanti eventi che l’hanno caratterizzata nel 2015: qualcosa come 70 incontri, a cui faranno seguito altri 90 incontri, oltre alle mostre, programmati per il 2016. Il progetto si snoda in una trentina di Comuni, coinvolgendo non solo il Polesine ma anche la bassa padovana e il comune di Cavarzere. Come spiega il presidente dell’Arci, Lino Pietro Callegarin, il progetto nasce dall’esigenza di cogliere le memorie, idee e conoscenze del secolo appena trascorso, in tanti suoi fenomeni e svolgimenti, attraverso eventi, esperienze, vicende, personaggi, in campo culturale, sociale e civile. Il progetto, che gli organizzatori definiscono “aperto”, vuole richiamare e riconsiderare il ‘900 polesano in tanti momenti ed espressioni della sua vita collettiva e si struttura attraver-
L’opera di Ferdinando De Laurentis
so conferenze, lezioni, proiezioni, spazi multimediali, mostre, rappresentazioni sceniche, esecuzioni musicali, momenti di partecipazione e dialogo attivo dei partecipanti stessi. Che cosa è stato il Novecento, quali le memorie, le idee, le conoscenze che portiamo con noi, quali gli eventi significativi, sono alcuni degli interrogativi che il ciclo di appuntamenti, in programma nelle varie sedi coinvolte, come l’Accademia dei Concordi, le sale civiche, cercherà di chiarire. “Oggetto degli incontri – spiegano il presidente dell’Arci e Antonio Lodo, coordinatore del progetto – sono i risultati nei più importanti ambiti, le eredità scientifiche e filosofiche che orientano le nostre scelte, gli eventi significativi nelle diverse forme, pensiamo all’arte o alla musica, con un’attenzione anche all’evoluzione Me. Ru. della società polesana”.
novembre con la prima nazionale di A cuore aperto, prodotta dalla compagnia rodigina Fabula Saltica, liberamente ispirata ai sonetti di Shakespeare, con musiche originali di Paolo Zambelli suonate dal vivo dai Giovani archi veneti, per la regia di Alessio Pizzech e coreografie dello stesso Ronda. L’8 dicembre vanno in scena classico e contemporaneo, ossia la tradizione sulle punte con Coppelia e la coreografia moderna con La stravaganza, a cura del corpo di ballo del teatro dell’opera di Tirana. Il lago dei cigni chiuderà la rassegna con il corpo di ballo La Russian State Ballet.
opo il successo del lungometraggio “L’ultimo giorno dello scorpione” e del film “Come mirano giusto costoro”, coprodotto dal Tpo con Polesine Film Commission e con il Comune di Occhiobello, alla 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia trionfa “Ce la possiamo fare” di Ferdinando De Laurentis, realizzato nell’ambito della campagna “Siamo tutti diversamente abili perché ognuno di noi possiede qualità diverse dagli altri”. Come spiega il regista rodigino la partecipazione a Venezia è stata preparata in modo accurato già dall’estate scorsa, raccogliendone i frutti grazie all’avvio di contatti concreti con case di produzione, con le quali sta iniziando un sodalizio importante. L’alta qualità dei lavori del gruppo di Occhiobello è stata sottolineata su più fronti alla mostra del Cinema, anche da parte del numeroso pubblico. “Il Tpo, insieme alla Polesine Film Commission, ha portato idee nuove e con temi legati al territorio su cui opera, cioè il Polesine”, ha commentato l’architetto Roberto Pescarollo. E a proposito delle critiche di un professore universitario che si era opposto alla realizzazione dell’opera, inversamente giudicata un po’ da tutti un capolavoro alla Mostra del cinema di Venezia, il presidente del Tpo Roberto Chianura ha dichiarato: “Ognuno ha la propria opinione, ma noi abbiamo creduto in quello che stavamo facendo, portando in porto ciò che ci eravamo proposti di fare”. Me. Ru.
Adria Il 3 ottobre l’inaugurazione ufficiale dell’esposizione
Il tesoro della Cattedrale ora ha un museo tutto suo I
l nuovo museo della Cattedrale di Adria è stato ufficialmente inaugurato il 3 ottobre, alle 10,30 con la benedizione del vescovo Lucio Soravito de Franceschi. Situato nei locali annessi alla Chiesa di San Giovanni con entrata da piazzetta Campanile, ha lo scopo di presentare al pubblico una documentazione preziosa della storia di fede della Cattedrale, costituita da materiali lapidei, suppellettili e arredi liturgici. Se certa non è la data di fondazione della diocesi di Adria, che la tradizione affida a Sant’Apollinare vescovo di Ravenna sul finire del II secolo, indubbia é l’importanza di questa nel contesto storico-culturale del Veneto e centrale è il ruolo della chiesa cattedrale, oggetto nei secoli di molteplici trasformazioni e adattamenti. “E’ la realizzazione di un sogno, il compimento di un progetto partito nove anni fa e oggi porta a dar vita al Museo della Cattedrale”, ha commentato l’arciprete monsignor Mario Furini. A curare il progetto: Nicola Azzi, progettista e direttore dei lavori, John Volpato e Sebastiano Trevisan con la ditta Marcelloeventi Srl per la progettazione e lo sviluppo dell’allestimento e degli spazi multimediali, Aldo Rondina per il supporto al comitato scientifico. Merito della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e
La presentazione del museo della Cattedrale Rovigo la realizzazione del progetto, che ha generosamente finanziato l’opera. Ambienti che il tempo aveva trasformato in depositi avranno una nuova visibilità e un nuovo ruolo, la cui funzione sarà di arricchire i contenuti ora sono aperti al pubblico. Il percorso procede verso lo spazio che raccorda il fondo della chiesa con la cattedrale. Un grande volume fatto di mattoni faccia vista, che permette di scoprire la struttura dell’edificio dal livello del piano terra fino alla sua copertura. Nell’affrontare l’allestimento, si è voluto costruire un spazio in cui questa storia fosse finalmente
accessibile, consentendo al visitatore di ricostruire le vicende nel loro luogo naturale e creare il giusto ambiente, perché il tesoro della cattedrale, non troppo differente dalle altre collezioni di oggetti sacri di analoga provenienza, trovasse un modo efficace di farsi conoscere senza apparire soltanto uno sfoggio di argenteria. Il museo è stato concepito come qualcosa di coinvolgente, sentimentale, istruttivo ed educativo, un’esposizione viva con la quale il visitatore può interagire. Infatti sono stai allestiti diversi sistemi tecnologici. Me. Ru.
30 2 Turismo SÌ, VIAGGIARE Balcani
Sorprendente Albania, il futuro è iniziato Lontani i tempi della dittatura di Hoxha e delle ripetute ondate di profughi il “paese delle aquile” sta crescendo a grandi passi e ama l’Italia e gli italiani (tutti conoscono la nostra lingua) offrendo le sue bellezze al turismo
di Renato Malaman
N
oi italiani abbiamo sempre fatto finta di non vederlo questo “vicino del mare accanto”. Abbiamo sempre dato l’impressione di ignorarlo, di non considerarlo. Prima perché era governato da una dittatura feroce che fino alla sua caduta (nel 1990) ha alimentato questa distanza ideologica e la conseguente netta separazione fra mondi opposti, poi percé la “terra delle aquile” è diventata di colpo la terra da cui partivano le temute prime ondate di profughi, scaricate quotidianamente sulle coste della Puglia da gommono o vecchie carrette del mare. Lo stereotipo è rimasto e condiziona ancora nell’immaginario collettivo l’idea che abbiamo di questo paese, che si trova ad appena 70 chilmetri da Otranto. Al di là dell’Adriatico. Niente di più sbagliato e di ingiusto, perché oggi l’Albania si sta aprendo a noi con una solarità e un desiderio di buoni rapporti che chiunque può riscontrare recandovisi per la prima volta. Un paese che smania di mostrare i suoi grandi passi in avanti, anche se per misurarli bisogna tener conto che sotto la dittatura marxista-leninista di Enver Hoxha e, negli ultimi anni, di Ramiz Alia non c’erano nemmeno macchine per le strade e lo stato di povertà era così palese da lasciare choccati, mitigato solo dalla grande dignità di questo popolo, sempre mostratosi fiero di fronte a qualsiasi difficoltà, anche quando nel corso del XX secolo dovette combattere per la libertà contro nemici più grandi di lui. L’Impero Ottomano prima (che l’ha soggiogato per cinque secoli, fino al 1912) e l’Italia Fascista poi, che lo trasformò in un suo possedimento dal 1939 al 1943. Oggi l’Albania si affaccia a pieno titolo nel panorama europeo, facendo tesoro dei tanti aiuti ricevuti, in termini di cooperazio-
ne economica ma soprattutto di formazione (aiuti arrivati specialmente dall’Italia), ma anche di una grande voglia di riscatto. Quello che più colpisce è l’atmosfera che oggi circonda l’ospite straniero, specie quello italiano. Innanzitutto la lingua, visto che tutti conoscono, parlano e amano l’italiano (imparato grazie alla tv o all’immigrazione di ritorno). Poi la disponibilità all’accoglienza, a fornire un aiuto in qualsiasi circostanza. Persino la polizia sfodera sorrisi non usuali in uomini in divisa. In Albania si può dire senza esagerare che l’Italia è un mito. Forse c’è anche un sentimento di riconoscenza in questo, per tutto ciò il nostro Paese ha fatto nei durissimi anni del post dittatura, quando in
ogni angolo dell’Albania spuntavano ancora sinistri i bunker fatti costruire negli anni ’70 da Hoxha (in tutto un milione, una follia) per trasmettere alla popolazione la sindrome da accerchiamento. Non a caso uno dei reati puniti con maggiore frequenza allora era l’installazione di rudimentali antenne per ricevere i programmi della televisione italiana. Che l’Albania oggi sia un’altra cosa lo testimonia anche il colore. Il colore che si coglie nell’ambiente e nei nuovi quartieri. E che fa risaltare la cura dei restauri e delle nuove costruzioni. Certo, molte contraddizioni rimangono, come gli innesti diretti nelle tre autostrade di stradine di campagna, come nel traffico caotico e indisciplinato di
Turismo 31 3 SÌ, VIAGGIARE
NELLA IMMAGINE PRINCIPALE IL CASTELLO DI KRUJE CHE OSPITA IL MUSEO DEDICATO A SKANDERBEG, L’EROE NAZIONALE. A SINISTRA LA PIAZZA PRINCIPALE DI TIRANA E, SOTTO, SCORCI DI MARE NEL SUD DEL PAESE (IN UNO SI COLGONO ALCUNI BUNKER FATTI COSTRUIRE DA HOXHA) OLTRE ALLE ROVINE DELLA FORTEZZA DI ROSAFA A SCUTARI. A DESTRA: IL MARE DI KSAMIL, LA STORICA BANDIERA DELL’ALBANIA, IL MONUMENTO A SKANDERBEG E UN CAOTICO SBARCO DI PROFUGHI IN PUGLIA NEL 1991. PIÙ SOTTO: BERAT, LA CITTÀ DALLE MILLE FINESTRE Tirana, o come nella volontà di voler copiare anche gli aspetti negativi del modello di sviluppo italiano. Però la sensazione di fondo è quella di un paese in crescita, dove anche le diverse confessioni religiose (musulmani, cattolici e ortodossi) convivono in armonia e reciproca tolleranza, secondo un modello molto laico. L’estate appena conclusa ha registrato un boom di presenze italiane e, forse, la fine di un tabù. Tutto ciò favorito dalla semplicità delle formalità di ingresso nel paese (basta la carta di identità), della prenotazione di un hotel o del noleggio di un’auto all’aeroporto internazionale “Madre Teresa di Calcutta” di Tirana-Rinas. Facile anche per chi arriva in traghetto a Durazzo o a Valona. Dire che l’Albania è bella è fin troppo riduttivo. Il Paese è straordinario e si può girare in libertà senza più rischi per la propria sicurezza. L’aumentato benessere ha fatto diminuire furti ed episodi di microcriminalità. Il costo della vita è basso, tanto che una cena costa dai 5 ai 10 euro, salvo che nelle località più alla moda. E per dormire si spendono dai 15 ai 25 euro per una camera doppia in alberghi dignitosi, prenotabili anche attraverso booking.com. Il turismo fa perno su ben tre siti tutelati dall’Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”, tutti con-
centrati nel sud del paese: si tratta della città di Berat con le sue splendide architetture ottomane, che le sono valse l’appellativo di “città dalle mille finestre”; la città di Argirocastro (o Gjirokaster) arroccata su uno sperone montuoso, rilucente dei suoi tetti d’argento (vi nacquero Enver Hoxha e il poeta Ismail Kadaré, tuttora vivente, più volte candidato al Nobel), il sito archeologico di Butrinto portato alla luce negli anni ’20 dall’archeologo italiano Luigi Maria Ugolini e la cui età d’oro fu quella augustea (di grande impatto l’anfiteatro). Ma vanno inserite nell’itinerario di un viaggio in Albania la capitale Tirana con i suoi innumerevoli musei; la dinamica Durazzo affacciata dolcemente sull’Adriatico (c’è anche una fortezza veneziana); l’antica Scutari, che è forse la città più elegante, vivace e culturalmente importante dell’Albania; Kruje, vecchia capitale che celebra le gesta di Georgi Castriota Skanderbeg, l’eroico condottiero albanese che nel ‘400, in trent’anni di sanguinose battaglie riuscì a respingere i turchi (che dilagarono nel paese solo alla sua morte, avvenuta per malaria); Pogradec, cittadina placidamente distesa sul lago di Ocrida, al confine con la Macedonia; Korcia, famosa per essere stata la città da cui partì la rivolta contro i turchi nel 1912; la lucente Valona,
Le migliorate condizioni di sicurezza permettono di viaggiare nella massima libertà per conoscere la vivace capitale Tirana, città antiche come Berat, Argirocastro Scutari, Durazzo, Kruje, Valona, Butrinto e le località di mare della splendida costa sud porto strategico dove l’Adriatico diventa Jonio e poi tutta la spettacolare costa sud, da Dhermi a Borsh a Saranda (la Rimini albanese) per finire nella coccola Ksamil, ameno porticciolo turistico fra gli scogli con piccole spiaggette dove si affacciano graziosi ristorantini, nei quali (udite, udite) si possono ancora trovare anche i proibitissimi datteri di mare. Certo, l’Albania non offre ancora tutti i comfort di altre destinazioni turistiche, specie di quelle più alla moda, ma il bello in fondo è proprio questo. Lo spirito di accoglienza semplice e sincero degli albanesi, che rende il viaggio un viaggio vero. Alla scoperta delle bellezze di un Paese ma anche dello spirito fiero di un popolo unico, per lingua a tradizione. Andare per credere.
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1 Concerti e non solo Concerti e non solo 33 IN VENETO EVENTI 1152
Pagina a cura di Graziano Edi Corazza
IN VENETO Gran Teatro Geox - Padova - venerdì 23 ottobre 2015, ore 21:30 - sabato 24 ottobre 2015, ore 21:30
JESUS CHRIST SUPERSTAR
Torna in scena l’opera rock più amata di tutti i tempi: con Ted Neeley, storico interprete della prima versione dello show. Sul palco l’Orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello e una compagnia di 24 acrobati e ballerini Jesus Christ Superstar, il capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice in arrivo al Gran Teatro Geoxo di Padova il 23 e 24 ottobre, è ormai passato alla storia come uno dei Musical più famosi e amati di tutti i tempi, nel mondo intero. La versione italiana in lingua originale firmata da Massimo Romeo Piparo ha compiuto 20 anni e vanta ormai numerosi record, con numeri di tutto rispetto: quattro diverse edizioni, 11 anni consecutivi in cartellone nei Teatri italiani dal 1995 al 2006, oltre 1.100.000 spettatori, più di 120 artisti che si sono alternati nel cast, e più di 1.200 rappresentazioni. La chiave del grande successo sta nell’ottimale combinazione fra la musica rock, il musical e una grande storia immortale. Il musical, nell’imponente allestimento prodotto dalla PeepArrow Entertainment, ha partecipato come unica produzione italiana ospite al celebre Uitmarkt di Amsterdam, uno dei principali eventi culturali del Paesi Bassi. Nell’ambito del Musical Sing-a-Long, la serata in diretta tv dedicata ai musical con le migliori produzioni provenienti da tutto il mondo, l’amatissimo attore americano Ted Neeley nei panni di Gesù è stato protagonista di una spettacolare esibizione aerea che ha letteralmente mandato il pubblico in delirio. Con lui sul palco anche Feysal Bonciani nel ruolo di Giuda, accompagnato dal corpo di ballo. Un vero e proprio bagno di folla che consacra Jesus Christ Superstar come il Musical più amato di tutti i tempi e che conferma il valore del lavoro artistico e produttivo di Massimo.
Al Teatro Toniolo di Mestre il 30 ottobre
JACK SAVORETTI
Jack Savoretti ritorna dal vivo in Italia. Ospite di Veneto Jazz, sarà venerdì 30 ottobre al Teatro Toniolo di Mestre (Ve), inizio concerto ore 21.00, per la rassegna Cultnet, nell’evento organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia. Sul palco vibreranno le atmosfere e i suoni del suo nuovo disco “Written in Scars” (BMG), disponibile dal 18 settembre nel nuovo repackaging dal titolo Written in scars new edition con i due inediti Back where I belong, brano dalle atmosfere seventies, e la ballad Catapult dove gli strumenti si aggiungono a ogni strofa e l’emotività cresce progressivamente. Ad impreziosire la nuova versione dell’album, cinque brani live (Written in scars, Back to me, Fight ‘till the end, Home, Broken Glass) registrati dal vivo a Roma nel suo ultimo tour e due remix (Jack in a box e The Other side of love) realizzati dal dj danese Alexander Brown che rivelano le inedite declinazioni della musica del cantautore e ci portano direttamente alle atmosfere dei migliori club internazionali. A fianco al giovane talento del rock internazionale ci sarà la sua band originale: Pedro Vitor Vieira De Souza, alla chitarra elettrica, Jesper Lind Mortensen, alla batteria e percussioni, John Michael Bird, al basso elettrico, e Henry William Bowers-Broadbent, alle tastiere. Quest’anno Jack Savoretti è stato premiato agli ONSTAGE AWARDS 2015, concorso indetto dalla rivista ONSTAGE MAGAZINE dedicato ai migliori performer ed eventi live dell’anno, come Miglior Nuova Proposta Internazionale con 520.000 voti del pubblico e le preferenze di una giuria di addetti ai lavori. “Molti dei brani sono stati scritti insieme a Sam Dixon, che è il produttore musicale di Adele e il co-autore principale di Sia” commenta Jack Savoretti “Ho scritto anche con Matt Benbrook che ha lavorato con Jake Bugg e Faithless e per finire, naturalmente, ho scritto con il mio chitarrista Pedro Vito e Seb Sternberg (già al fianco di Pedro in diverse produzioni). Ho preso ispirazione da tutti loro”.
Prima di partire live 2015 - 14 novembre e 4 dicembre - Gran Teatro Geox, Padova
NEK RADDOPPIA LA DATA DI PADOVA
Nek sarà in concerto al Gran Teatro Geox il 14 novembre ed a grande richiesta, tornerà in scena il 4 dicembre 2015. Prosegue dunque il successo del nuovo tour di NEK, “Prima di Parlare Live 2015”, che farà tappa nei teatri delle principali città italiane. Dopo il raddoppio delle date di Milano e Torino e l’aggiunta di nuove date al già fitto calendario, il Gran Teatro Geox di Padova ospiterà il nuovo spettacolo di NEK non solo il 14 novembre ma anche il 4 dicembre. Il nuovo tour segue la pubblicazione dell’ultimo album di NEK, “Prima di Parlare” (Warner Music), già certificato disco d’oro, che contiene i brani “Fatti Avanti Amore”, con il quale l’artista si è piazzato al secondo posto nella categoria Big” al Festival di Sanremo, “Se Telefonando”, con il quale ha vinto il premio Miglior Esibizione Cover a Sanremo, e il terzo attesissimo singolo estratto “Io Ricomincerei”, da pochi giorni in radio.
tutte le info: www.ecoveneto.it
GRUPPI VENETI questo mese parliamo dei padovani JENNIFER GENTLE
I
Jennifer Gentle sono un gruppo di rock psichedelico/acid rock veneto nato nel 1999 a Padova e primo gruppo europeo a ricevere un contratto dalla Sub Pop di Seattle (USA). Dopo aver realizzato la colonna sonora di un film indipendente, pubblicano il loro primo album “I am you are” nel 2001. L’album era stato già composto da Marco Fasolo quando egli chiamò Alessio Gastaldello alla batteria, Isacco Maretto alla chitarra e Nicola Crivellari al basso: per registrare il disco. Le sonorità del lp richiamano fortemente le atmosfere acide della scena musicale inglese dei tardi anni Sessanta, Syd Barrett su tutti; non a caso il gruppo prende il nome da una strega citata in un brano dei Pink Floyd, ossia “Lucifer Sam”, pezzo inserito nel primo album del gruppo, “The piper at the gates of dawn”, del 1967 (relazionato nel mio libro “50 anni di Rock” con voto 8+ !). Il loro secondo album, “Funny creatures lane” (2002) è considerato tra i migliori lp di rock indie mai pubblicati in Italia. Sempre nello stesso anno viene stampato “The wrong cage”, contenente tre brani registrati dal vivo e che vede la collaborazione del chitarrista giapponese Kawabata Makoto dei Acid Mothers Temple (album ristampato nel 2008 da A Silent Place). Il loro terzo album, “Valende”, uscito nel gennaio del 2005, è il primo disco italiano dall’etichetta di Seattle. I Jennifer Gentle diventano cosi’ il primo gruppo italiano ad essere messo sotto contratto dalla casa discografica statunitense Sub Pop Records, celebre per aver lanciato i Nirvana. Subito dopo partono per un primo lungo tour negli Stati Uniti, 40 date in 45 giorni, coast to coast da New York a San Francisco. A novembre 2006 esce per la A Silent Place, etichetta indipendente di Andria (Puglia), il disco “A New Astronomy”, uscito in precedenza solo in tiratura
limitata per la Sub Pop. L’album contiene tredici tracce tra le più sperimentali scritte dalla band ed è ispirato alla vita di Giovanni Paneroni. Qualche mese prima per la stessa etichetta è uscito un lp su insolito vinile rosa, dal titolo “Sacramento Session/5 of 3”, testimonianza di una jam session registrata negli studi della radio KDVS durante il loro precedente tour negli Stati Uniti; sul secondo lato, invece, sono incisi dei brani di Fasolo risalenti presumibilmente allo stesso periodo delle registrazioni di “A new astronomy”. Esce nel giugno 2007 “The Midnight Room”, quarto album in studio dei Jennifer Gentle e secondo per l’etichetta americana Sub Pop Records. Scritto, prodotto e suonato dal solo Marco Fasolo. Le registrazioni si sono svolte a Cavarzere (Ve), in una vecchia scuola anni Trenta che durante la guerra fu ospedale da campo. Vengono invitati da Jarvis Cocker, leader dei Pulp, nella sua unica data italiana e aprono per i Sebadoh a Londra. L’attenzione inglese per la band si concretizza ancor più quando il brano “Take My Hand” viene incluso in un allegato curato dalla rivista Mojo e nella tradizionale compilation Rough Trade Shops, che segnala le migliori uscite indie dell’anno. Nella primavera 2008 esce l’EP “Evanescent Land”, edito dalla neonata etichetta inglese Heron Recordings, contenente l’inedita “She’s alright” e la rivisitazione fedele ai live di tre brani contenuti in “Funny Creatures Lane”. Nell’inverno del 2008, durante le sessioni di registrazione di “Concentric”, disco sperimentale che uscirà solo nel 2010, i rapporti interni alla band si fanno sempre più tesi. Malumori e dissapori portano ad un cambio di formazione, lasciando i soli Marco Fasolo e Liviano Mos a condurre un tour in Svizzera, Germania,
Paesi Bassi e Belgio. Dopo qualche mese il duo si completa con Stephen Gilchrist, batterista londinese già nel progetto solista di Graham Coxon dei Blur. Nel novembre 2009 al duo Marco Fasolo-Liviano Mos si uniscono per alcune date live due terzi dei Verdena, ossia Alberto Ferrari al basso e Luca Ferrari alla batteria. Nella primavera 2010 esce “Concentric”, album di musica d’avanguardia e sperimentale per l’etichetta A Silent Place. Nell’estate e successivamente anche nell’autunno del 2012 il duo Marco Fasolo-Liviano Mos torna in tour accompagnati nuovamente dai membri dei Verdena: Alberto Ferrari (al basso) e Luca Ferrari (alla batteria). Il 17 aprile 2013 Marco Fasolo, con l’aiuto del manager Marco Damiani e del produttore Jean-Charles
Carbone, pubblica a nome Universal Daughters l’album di covers “Why Hast Thou Forsaken Me?”. Il disco è un progetto benefico per La Città della Speranza, fondazione di Padova che si occupa di sostenere la ricerca sulle neoplasie infantili, a cui hanno partecipato musicisti italiani e stranieri tra cui Verdena, Lisa Germano, Chris Robinson, Jarvis Cocker dei Pulp, Mark Arm dei Mudhoney, Swamp Dogg ed altri. L’8 giugno 2013 suonano al festival MI AMI di Rockit con una formazione completa che vede, oltre al duo storico Fasolo-Mos, il ritorno di Francesco Candura al basso, Diego Dal Bon alla batteria e Guido Giorgi a vari strumenti (chitarra, tastiere, percussioni). Nel 2015 sono stati in tour come gruppo spalla dei Verdena ed hanno ristampato i primi due albums (“I Am You Are” e “Funny Creatures Lane”) per Bomba Dischi. (tratto da Wikipedia).
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Dott.ssa Veronica Ferrarese - Educatrice cinofila*
Educazione e cani: come scegliere l’educatore cinofilo
Non sempre è facile riconoscere un buon educatore, spesso troviamo improvvisati che si spacciano come professionisti amanti dei cani, pronti a dare mille consigli e suggerimenti ma che di cani sanno ben poco e rischiano di fare più danni che altro. Per tutelarsi da queste figure io consiglio di affidarsi innanzitutto ad un professionista con la P maiuscola ovvero ad un educatore cinofilo che lo faccia per mestiere (e non solo per passione). Ricorrete a professionisti qualificati ed iscritti almeno ad una associazione di categoria (in Italia tra le più rinomate troviamo Csen, Fisc, Federcinofilia, Apnec ed Enci) pertanto fatevi mostrare il curriculum, gli attestati ed anche i corsi di specializzazione che ha frequentato nel caso in cui vi riferite a lui per un problema o disciplina specifica. Diffidate invece, da chi ha fatto centinaia di corsi, stage e seminari ma poi quasi non sa come prendere in mano un guinzaglio, per cui andate a verificare con i vostri occhi il centro cinofilo dove potrete anche osservare il professionista come lavora con i cani e farvi dire i risultati che ha ottenuto. Presso
il centro potrete anche verificare i metodi educativi utilizzati e rimanere lontani da chi non usa metodi gentili ma si serve di sistemi coercitivi che stressano il cane facendolo soffrire e peggiorando la situazione. Io ritengo molto importante che l’educatore non lavori in un rapporto esclusivo con il cane ma coinvolga sempre il proprietario, il suo obiettivo principale è quello di creare armonia tra l’amico a quattro zampe e la sua famiglia di bipedi, per cui dovrà seguire e guidare il binomio cane-proprietario ed il percorso educativo riguarderà non solo il cane ma anche (anzi soprattutto!) il proprietario. Per concludere, un consiglio utile ed immediato per scegliere l’educatore cinofilo? Osservate il suo cane, per noi professionisti il miglior biglietto da visita è proprio lui!
*Educatrice cinofila che collabora con il Rifugio Cipa
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IL VETERINARIO
A cura del Dottore Andrea Feliciati
Gatti e gravidanza
A noi veterinari capita molto spesso di ricevere la visita o la telefonata di donne in dolce attesa che ci chiedono come comportarsi col proprio gatto perché hanno sentito che può trasmettere una malattia, la toxoplasmosi, altamente nociva per il feto. Cerchiamo di fare chiarezza sulla patologia. La toxoplasmosi è una malattia causata da Toxoplasma gondii, un protozoo. E’ una malattia che può essere pericolosa per il feto solo se contratta nella prima parte della gravidanza. Toxoplasma ha come ospite definitivo il gatto, che, se infetto, emette il parassita nell’ambiente attraverso le feci: da qui nasce la teoria secondo cui le donne in gravidanza non dovrebbero avere contatti con i gatti. La toxoplasmosi viene contratta ingerendo le oocisti presenti nelle feci del gatto infetto, mangiando ortaggi mal lavati e contaminati dalle feci di gatto infetto e soprattutto ingerendo carni crude o poco cotte di animali infetti(cavallo, agnello, maiale da cui gli insaccati, a volte manzo). Il ruolo del gatto come portatore della malattia è stato ridimensionato, in particolare se si tratta di un gatto domestico la cui
lettiera viene pulita frequentemente: sono necessari infatti 2-3 giorni affinché il parassita eventualmente presente nelle feci del gatto sotto forma di oocisti diventi resistente e di conseguenza infettivo per l’uomo. Il gatto normalmente emette le oocisti solo per 15 giorni durante l’infezione acuta. Inoltre è poco probabile che un gatto che vive in casa si infetti con Toxoplasma, soprattutto se non si nutre di roditori ed uccellini a loro volta portatori di Toxoplasma. Altro aspetto fondamentale: il 60% della popolazione, durante la propria vita, è già entrato in contatto con l’agente infettivo sviluppando eventualmente la malattia (asintomatica nella maggior parte dei casi); una volta guariti dalla toxoplasmosi non ci si ammala più perché si sviluppa un’immunità anticorpale permanente. In conclusione, se una donna in gravidanza è immune il problema non si pone nemmeno, se non lo è basta seguire piccoli accorgimenti come cambiare frequentemente la lettiera del gatto possibilmente usando dei guanti; in ogni caso il rischio di contrarre la malattia dal proprio gatto è certamente inferiore a quello che si corre mangiando ortaggi mal lavati o carne cruda o poco cotta.
Presidente del Consiglio dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Rovigo e Direttore Sanitario dell’ambulatorio del Rifugio C.I.P.A.
ADOTTAMI CHANEL Chanel ANGELO è un meticcio DEVID è un Rottweiler è una meticcia sterilizzato, taglia non sterilizzato, taglia femmina media. E’ un cane medio-grande. Gli piasterilizzata, fantastico! Vapasseggio ce andare a passeggio taglia piccola. e gli piace tanto stare in campagna ed è E’ dolcissima e in compagnia dei voespansivo con chi conosce. Va d’accordo socievole. Le piace stare in compagnia delle lontari e farsi fare tante coccole. E’ in Rifugio con le femmine e sta cercando una famipersone e degli altri cani. Va a passeggio da una vita. Per lui cerchiamo persone dai glia tranquilla composta da adulti che lo al guinzaglio. Per lei stiamo cercando una faccia vivere sereno lontano dal trambusto modi gentili che lo facciano vivere tranquillo famiglia che la faccia vivere in casa. lasciandogli i suoi spazi. della città che pare non piacergli. SIRIA è una meticcia femmina sterilizzata, taglia media. E’ esuberante e allegra. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. Per lei stiamo cercando una famiglia composta da persone dinamiche che la facciano vivere in casa dato che le piace scalare le recinzioni.
SKINNER è una meticcia femmina sterilizzata, taglia media. E’ esuberante e allegra. Va a passeggio al guinzaglio e va d’accordo con gli altri cani. Per lei stiamo cercando una famiglia composta da persone dinamiche che la facciano vivere in casa dato che le piace scalare le recinzioni.
SPARTACO è un meticcio sterilizzato, taglia media. All’inizio è diffidente ma poi pian pianino prende coraggio e diventa socievole. Va d’accordo con gli altri cani e gli piace andare a passeggio. Tende a scalare le recinzioni. Sta cercando una famiglia tranquilla che lo tenga in casa con sé.
KUROS è un Rottweiler sterilizzato, taglia grande. Gli piace molto andare a passeggio al guinzaglio e passare del tempo con le persone. Per lui stiamo cercando un adottante dinamico e che abbia esperienza con questa razza. L’ambiente ideale sarebbe una casa tranquilla in cui vivere sereno e scorrazzare in giardino.
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TIGRIS è un meticcio sterilizzato, taglia media. All’inizio è diffidente ma poi pian pianino prende coraggio e diventa socievole. Va d’accordo con gli altri cani e gli piace andare a passeggio. Tende a scalare le recinzioni. Sta cercando una famiglia tranquilla che lo tenga in casa con sé.
WILLY è un incrocio Pastore Tedesco sterilizzato, taglia grande. Va a passeggio e gli piace passare del tempo con le persone. E’ adatto a famiglie con adolescenti e persone anziane, ma senza cani. E’ un gran buon cane che ha bisogno di avere una famiglia che gli vuole bene!
Questi e tanti altri simpatici musetti li trovate al RIFUGIO C.I.P.A. DI FENIL DEL TURCO (RO), Via Argine Zucca n° 3/E tel. e fax 0425/476835 – mail: legadelcanerovigo@gmail.com – sito: www.legadelcanerovigo.com Facebook: facebook.com/legadelcanerovigo – Twitter: twitter@legadelcane – Youtube: rifugiocipatv
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Rimedi per sanare gli errori nella dichiarazione redditi
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luglio è scaduto il termine di presentazione telematica del modello 730 per dichiarare i redditi e dedurre gli oneri deducibili del 2014, con il 30.09.2015 è spirata invece la scadenza per la presentazione telematica del modello UNICO. Ma che fare se ora troviamo nel cassetto una spesa medica, una fattura di ristrutturazione non dedotta o ci accorgiamo di non aver dichiarato l’affitto di un immobile, un reddito occasionale o un CUD? Ecco cosa possiamo fare per sanare la nostra mancanza. Se abbiamo presentato entro luglio il modello 730 potremmo sanare la posizione rivolgendoci, entro il 25.10.2015, ad un professionista abilitato o ad un CAF per l’integrazione della dichiarazione presentata originariamente e beneficiare del maggior credito o minor debito che ne scaturirà nella busta paga o nella rata di pensione di novembre 2015. Se entro settembre abbiamo presentato il modello UNICO, o se non siamo riusciti a presentare il modello 730 integrativo entro il 25.10.2015, abbiamo tempo fino alla presentazione della prossima dichiarazione redditi per presentare un modello UNICO integrativo attraverso un professionista abilitato e beneficiare del credito o del minor debito nella prossima dichiarazione redditi. Se non abbiamo presentato né il modello 730 a luglio, né il
modello UNICO a settembre, possiamo ancora rimediare? La risposta è affermativa, ma abbiamo molto poco tempo. Entro il 29.12.2015 infatti, si dovrà presentare attraverso un professionista abilitato il modello UNICO “tardivo”. In questo caso è dovuta una sanzione amministrativa di 25 euro da pagarsi entro il 29.12.2015 con il modello F24 codice tributo 8911 indicando anno 2015. Se dalla dichiarazione “tardiva” scaturiscono delle imposte a debito, mediante il ravvedimento operoso sarà possibile sanare il ritardato pagamento delle stesse, con il contestuale pagamento delle sanzioni ridotte in misura fissa al 3,75% e degli interessi al 0,5% su base annua, calcolati sulle imposte versate in ritardo. Nel caso in cui negli anni passati si sia omesso di indicare redditi di provenienza estera (anche semplici interessi su conto corrente bancario) e/o beni immobili, titoli e conti correnti esteri, omettendo la compilazione del quadro RW, entro il 30.11.2015 è possibile aderire alla “voluntary disclosure” una particolare procedura con la quale sanare le omissioni commesse negli anni precedenti a partire dal 2009, o dal 2004 se relative ai cosiddetti “paesi black Hailist”. delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT
Stefano Masiero e Riccardo Roveroni - Studio Ragionieri Commercialisti Via delle Industrie, 18/a - 30038 Spinea (VE) - Tel. 0415440706 -0415440019 Mail: info@roveroni.it - info@studiomasiero.it
DIRITTO STRADALE
DIRITTO CIVILE
Revisione delle condizioni di separazione: quando è possibile? AVV. LAURA GIOLO
L
e condizioni di separazione sono n° 10.720 del 2013. Ne consegue concordate consensualmente che la diversa valutazione di utilità ed tra i coniugi o decise d’imperio adeguatezza dei patti consacrati in un dal giudice. I provvedimenti relativi verbale di separazione omologato dal all’assegnazione della casa coniugale Tribunale non costituisce fatto nuovo. ed al mantenimento del coniuge Quindi: attenzione, non c’è spazio economicamente più debole possono per i ripensamenti! Ma quali sono sempre essere rimessi in discussione, in concreto i fatti nuovi suscettivi ma solo a condizione che sopravvengano elementi nuovi di modifica? A titolo esemplificativo: la perdita di lavoro e che questi determinino un significativo squilibrio rispetto o un rilevante aumento o calo di reddito di un coniuge, alle pregresse condizioni patrimoniali. La Suprema Corte, l’instaurarsi di una stabile convivenza more uxorio in capo con ordinanza n° 5109 del 2015, ha recentemente ad uno dei due , il sopraggiungere di un figlio da una nuova ribadito che nel giudizio di revisione il coniuge istante ha” relazione, una malattia o il sensibile peggioramento delle l’onere di dedurre ed allegare fatti diversi (non conosciuti condizioni psico-fisiche dell’uno o dell’altra, il pervenire né conoscibili) o sopravvenuti rispetto a quelli che hanno di una eredità, una importante vincita alla lotteria… costituito il fondamento materiale e fenomenico delle ed innumerevoli altri, purché incidano significativamente pregresse condizioni”. La modificabilità delle condizioni è, sull’equilibrio economico che sorreggeva le pregresse pertanto, “condizionata dalla rappresentazione di situazioni condizioni di separazione. Ogni caso, comunque, è un e fatti non coincidenti con quelli posti a base delle condizioni caso a sé e va esaminato singolarmente. contestate”. Siffatto concetto era già stato più volte espresso Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT dalla Corte di Cassazione, non ultimo anche con sentenza Studio Legale Avvocato Laura Giolo - Via G. Mazzini, 12 - 45100 Rovigo Tel. 0425/21221 - Fax 0425/28796 - email: info@studiolegalegiolo.com
DIRITTO PRIVATO
Risarcimento assicurazione. Quando il danno Quando il processo dura troppo STUDIO TREVISAN AVV. MAURO ZANDOLIN - STUDIO LEGALE BEGOZZO-ZANDOLIN è superiore al Valore dell’auto DI TREVISAN SUSANNA compreso tra 500,00 nche i non addetti ai lavori
I
danni da incidenti stradali per importi così elevati da che può essere rappresentato da costi di ripristino del rendere antieconomica la riparazione : quali sono le veicolo danneggiato, anche se superiori al valore del possibilità di essere risarciti per intero da parte della veicolo stesso. compagnia di assicurazione? Questa soluzione ha, però, due controindicazioni: Capita molto spesso che, a seguito di un sinistro l’impossibilità tecnica delle riparazioni e l’eccessiva stradale, l’automobile riporti danni di entità superiore onerosità per il soggetto obbligato al risarcimento. allo stesso valore che il veicolo aveva al momento Sul punto la Cassazione Civile ha spezzato una lancia dell’evento( sia che si tratti di una automobile oramai a favore delle Compagnie di assicurazione, stabilendo il vecchia o che i danni siano di particolare intensità da potere del Giudice di liquidare, al danneggiato, solo una comportare l’antieconomicità della riparazione). In somma pari alla differenza di valore del bene prima e questi casi, l’assicurato che faccia richiesta di indennizzo dopo la lesione, rquando il costo delle riparazioni superi all’assicurazione si vede da quest’ultima limitare il valore di mercato del veicolo. l’offerta di risarcimento al valore dell’automobile prima Ribadisce la Suprema Corte di Cass. Civ. : in caso di dell’incidente. Il che rende impossibile sia l’acquisto di notevole differenza, tra il Valore Commerciale del veicolo un nuovo mezzo, sia la riparazione. ed il costo delle riparazioni,il Giudice potrà condannare Il problema della risarcibilità del costo delle l’assicurazione al risarcimento di una somma necessaria riparazioni che risulti antieconomico rispetto al Valore per acquistare un altro veicolo avente le medesime del veicolo prima del sinistro è stato risolto con decisioni caratteristiche di quello danneggiato, integrata del costo contrastanti, specie dalla Magistratura di merito. In via della ricerca e della sostituzione. Hai delle domande inerenti a questo argomento? di principio, il danneggiato totalmente incolpevole ha scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT diritto all’integrale risarcimento del danno subito, danno Studio Trevisan di Trevisan Susanna. Recupero Danni - Infortunistica Stradale Este (PD) - Tel:0429603778 - Via Atheste, 44/F - info.trevisan@libero.it CENTRO STUDI MINERVA Associazione Culturale Piazza Don Serafino Chiarotto n°1 30030 Vigonovo - VE
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euro ed 1.500,00 euro per ciascun anno sanno che quando una che supera il termine ragionevole di causa, civile e penale o durata. amministrativa, dura troppo, le parti La richiesta di equa riparazione hanno diritto ad un risarcimento. però deve essere presentata Questo è quello che prevede la c.d. entro sei mesi dal momento in “legge Pinto” sulla irragionevole cui la decisione che conclude il durata del processo (legge procedimento è divenuta definitiva 89/2001), introdotta nel nostro ordinamento al fine di dare attuazione agli impegni e può essere presentata sia dalla parte vittoriosa che assunti dallo Stato italiano in sede comunitaria. Con le dalla parte soccombente. Lo scorso 18 maggio 2015 modifiche introdotte dalla legge 134/2012, la durata il Ministero della Giustizia ha concluso un accordo con del giudizio si considera irragionevole quando eccede la Banca d’Italia per la celere liquidazione degli importi i tre anni per il primo grado, i due anni per il grado di riconosciuti a titolo di indennizzo. Chi dunque ha in essere un processo che superi i appello e un anno per la fase di Cassazione. Purtroppo questi termini vengono quasi sempre termini sopra indicati, dovrà tenere bene a mente di superati nel distretto della Corte D’Appello di Venezia, interessare un avvocato non appena sarà pronunciata la giacché difficilmente un processo avanti al tribunale si sentenza definitiva, per avere in tempi rapidi un parziale esaurisce entro i tre anni mentre, almeno fino ad oggi, ristoro dei danni causati dalle eccessive lungaggini della la corte d’appello di Venezia impiegava mediamente giustizia. Hai delle domande inerenti a questo argomento? cinque anni per definire i giudizi di impugnazione. scrivi a DIRITTI@LAPIAZZAWEB.IT La legge stabilisce inoltre che l’indennizzo dovuto sia Studio legale Begozzo-Zandolin - via Cavour 2 Este tel. e fax 0429.603807 email: info@studiobegozzozandolin.it
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L’Editoriale
L’IMPORTANZA DI VACCINARSI
di Francesco Noce*
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Tempo di vaccino: meglio prevenire che rischiare x come si svolge la Ma psicoterapia con il bambino? Continua a pag. 41 35
x Dolore alle gambe: le possibili cause Continua a pag. 41 35
ai primi giorni del mese di novembre è partita la campagna per le vaccinazioni antinfluenzali e puntuali arrivano campagne mediatiche denigratorie contro i vaccini in generale. A causa di questa controinformazione antivaccinale assistiamo ad un calo pauroso della copertura, ad esempio con picchi del 25% in meno per morbillo e rosolia, ed i cali sono più evidenti nelle zone in cui le associazioni contro i vaccini sono più attive ed in prossimità di loro convegni. Eppure,ad esempio,per quanto riguarda il morbillo negli ultimi 18 anni,in virtù di vaccinazioni su larga scala si sono evitati 2 milioni di casi di contagio e 2000 decessi per complicanze dovute a questa malattia e le malformazioni al feto dovute alla rosolia sono pressoché scomparse,ma non è scomparsa la rosolia che causa questi danni quando contratta nei primi mesi di gravidanza. Né vale la presunzione di non fare il vaccino al proprio figlio,tanto lo fa il mio vicino di casa, poiché solo grazie ad una copertura vaccinale pressoché completa sono state debellate in Italia malattie come la poliomielite ed il vaiolo e solo grazie ad un vaccino,speriamo sia quanto prima, potremo difenderci dal virus dell’ ebola in caso la malattia dovesse espandersi o in caso di viaggi in zone in cui è presente in forma endemica così come già oggi si fa per altre malattie tropicali nei cui confronti i vaccini sono oggi disponibili.
*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo Continua a pag. 40
x Trattamenti di Medicina Estetica efficaci e ...scontati! Continua a pag. 42 36
40 2 Consulenza scientifica MEDICINA ESTETICA Dr. Enzo Predebon Master Medicina Estetica Via Ferrari 10 Ospedaletto Euganeo (Pd) Tel. 0429 90934 - cell. 338 5940563 ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA – OSSIGENO/OZONO TERAPIA Dr. Fulvio Veneri - specialista in ORTOPEDIA – OSSIGENOOZONO TERAPIA- P.zza Dossetti 1 (via L. Da Vinci, angolo via Montagnon) – Piove di Sacco PD – www.unixpoliambulatorio.it tel. 0499708688 PATOLOGIE POSTURALI Gmflex - via del Commercio, 12 località Borsea - Rovigo tel.0425474954 - Via Brunacci 10 zona Panorma Marghera ve tel 041922692 - www.dormiflex.it
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L’opinione IL SILENZIO FAVORISCE LE DISTORSIONI DEL SISTEMA
di Dott. Bruno Noce*
L
a visione modernistica di libero mercato ha portato il legislatore a compiere un atto politico quantomeno dissennato e certamente poco lungimirante con conseguenze che non hanno tardato a mostrarsi in tutta la loro criticità, vale a dire la trasformazione della prestazione professionale odontoiatrica in “ prodotto “. E noi stupefatti e poi indignati, ci siamo sentiti impotenti nel vedere vanificati gli sforzi fatti per costruire un modello professionale, etico, deontologico che aveva impiegato anni a perfezionarsi, portando la scuola italiana odontoiatrica ad essere considerata la migliore del mondo.Il sistema della comunicazione che vige in questo momento, permette di correre pressoché indisturbati verso la promozione del “ prodotto odontoiatrico” per dare inizio ad un progressivo declino verso una vera e propria povertà culturale, rappresentata da supermercati odontoiatrici che offrono prestazioni sanitarie a prezzi stracciati, gruppi di acquisto che guadagnano fungendo da intermediari dello Studio odontoiatrico e la presenza di un’agguerrita concorrenza extra-nazionale che, come se non bastasse, viene addirittura promossa da programmi televisivi con obiettivi quantomeno poco chiari.Dunque il sistema di Regole sembra essere completamente sovvertito. Regole? Quali regole? È possibile oggi praticare l’intermediazione nella pratica della professione medica ed odontoiatrica? E’ possibile applicare l’IVA su una prestazione odontoiatrica? E’possibile acquistare un voucher per una otturazione senza che sia stata fatta una visita al paziente?E’ possibile affermare che un paziente con una situazione dentale e gengivale gravemente compromessa possa uscire dopo solo otto ore da questo o quello studio sorridendo a trentadue denti e senza aver provato il minimo non dico dolore ma fastidio? È arrivato il momento di stabilire almeno due punti fermi in questo caos: 1- salvaguardare la salute dei nostri pazienti e riaffermare la nostra indipendenza professionale 2- imparare a conoscere il mondo della comunicazione sapendo che anche il silenzio è comunicazione e quindi con il silenzio diventiamo complici di quel sistema distorto che tanto poco ci piace. Nessuno sembra preoccuparsi dell’esposizione dei Cittadini ai difetti ed ai rischi che alcuni Media presentano. È tempo di smetterei di litigare con chi ha interesse a generare ascolti piuttosto che informazione scientifica e di iniziare a comunicare pacatamente secondo un’etica trasparente con i cittadini, dando loro la possibilità di entrare in possesso di informazioni che potranno valutare e confrontare con altre, traendone le dovute conclusioni, una forma di “par condicio” informativa cui hanno diritto.
*Presidente della Commissione Albo Odontoiatri Rovigo
Siamo felici davvero se stiamo bene Per collaborare all’inserto La Piazza Salute contattare
L’Editoriale Segue da pag. 39
L’IMPORTANZA DI VACCINARSI di Francesco Noce*
Siamo inondati da informazioni,ma paradossalmente molto disinformati e queste campagne di disinformazione,alimentate da allarmi infondati, ci spingono lontano dal progresso scientifico e dalla necessaria attenzione alla prevenzione. L’ influenza costituisce un importante problema di Sanità Pubblica,oltre che individuale,a causa del numero dei casi che si registrano ad ogni stagione che può essere più o meno elevato a seconda della trasmissibilità del virus in circolazione. In Europa l’influenza si presenta con epidemie annuali durante la stagione invernale, può avere un decorso asintomatico o può manifestarsi,nella maggior parte dei casi con sintomi come febbre,tosse,mal di gola,dolori muscolari e delle articolazioni,cefalea e malessere generale, ma può presentare complicazioni anche gravi che sono più frequenti nei soggetti sopra i 65 anni o con condizioni di rischio quali ad esempio malattie croniche dell’ apparato cardio-circolatorio o polmonare,il diabete o malattie immunitarie. Anche donne in stato di gravidanza, specie nel 2°e 3° trimestre presentano un maggior rischio di malattia grave e per queste come per gli ultra 65enni e per i pazienti a rischio il SSN mette a disposizione il vaccino gratuitamente. Un bambino in buona salute è in grado di superare autonomamente o con il supporto di terapie sintomatiche la malattia influenzale,tuttavia vi sono bambini per i quali la vaccinazione non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva, ma è necessaria per una protezione individuale in quanto più facilmente esposti a complicazioni come per i bambini affetti da malattie croniche dell’ apparato respiratorio (inclusa l’ asma persistente,la displasia broncopolmonare e la malattia fibrocistica) o cardio-circolatorio (comprese le cardiopatie congenite),il diabete,le malattie renali, le malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, le neoplasie, le malattie congenite od acquisite che comportano minor produzione di anticorpi, le malattie infiammatorie croniche e le sindromi da malassorbimernto intestinale. I vaccini non vanno somministrati nei piccoli inferiori a 6 mesi di età,la vaccinazione della mamma,specie in caso di allattamento al seno, e degli altri familiari che ne hanno cura costituisce una loro protezione indiretta. I vaccini sono sicuri? I vaccini autorizzati per l’uomo,inclusi quelli contro l’influenza sono prodotti biologici sicuri e sottoposti ad una serie di controlli accurati. Quelli disponibili in Italia sono tutti inattivati e non contengono particelle virali attive,ad eccezione di un vaccino antinfluenzale da somministrare per via nasale che è costituito da virus vivi attenuati. Così come buoni livelli di sicurezza presentano gli adiuvanti che sono sostanze che vengono aggiunte al principio attivo del vaccino per potenziare l’ efficacia della risposta immunitaria alla vaccinazione e per questo sono indicati per le vaccinazioni di soggetti anziani e di quelli poco rispondenti. Quali gli effetti indesiderati? La frequenza degli effetti indesiderati dipende dal tipo di vaccino,da come viene somministrato,e dall’età della persona vaccinata. Vaccini inattivati somministrati per via intramuscolare possono causare reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di inoculazione e, meno spesso, febbre,dolori muscolari o articolari e cefalea e di solito durano pochi giorni e non hanno bisogno di cure o al massimo di trattamenti sintomatici. Raramente possono causare reazioni allergiche dovute ad ipersensibilità nei confronti di determinati componenti del vaccino. Quali controindicazioni alla somministrazione del vaccino antinfluenzale? Il vaccino non deve esser somministrato a piccoli al di sotto dei 6 mesi di età e a soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei componenti del vaccino. Sono false controindicazioni: l’ allergia alle proteine dell’ uovo con manifestazioni non anafilattiche,l’allattamento,l’infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite od acquisite. Mentre una malattia acuta di lieve o media entità rappresenta una controindicazione temporanea alla vaccinazione,la quale va rinviata a guarigione avvenuta. Nel caso di malattie autoimmuni,che sono molte e diverse fra loro è bene che sia fatta una opportuna valutazione da parte dello specialista di riferimento ed in caso negativo ricorrere a profilassi alternative come l’uso di antivirali in caso di necessità,la vaccinazione dei contatti familiari e una attenta profilassi di tipo comportamentale (che tutti dovremmo adottare) come lavarsi di frequente le mani, coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce o si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura,evitare di portare le mani non pulite a contatto degli occhi del naso o della bocca,evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa.
*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
Prevenire le malattie e curarsi al meglio è una buona regola. Il consiglio giusto? Rivolgersi a medici esperti vicini a casa nostra 049 8704884 - info@givemotions.it
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Ma come si svolge la psicoterapia con il bambino? Ma quando il bambino ha bisogno di aiuto? La domanda che i genitori debbono porsi è “quanto è limitante per la sana crescita di mio figlio questa sua difficoltà”? Spesso si tende a dire “passerà” con il rischio che il bambino strutturie renda stabile il suo problema e poi l’intervento sarà più difficile e lungo
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i capita spesso che i genitori mi chie- farsi carico della propria ansia e della propria dono come funziona la terapia rabbia trovando nuovi modi di agirla nel loro con i bambini? Il termine psico- comportamento quotidiano, possono comprenterapia si riferisce a una varietà di tecniche dere quanto valgono anche se in certi contesti e metodi utilizzati per aiutare i bambini e gli si sentono inadeguati, o possono capire che la adolescenti che stanno vivendo delle difficoltà separazione dei genitori non è una loro colpa. con le proprie emozioni o nel comportamento, E’ così che aiuto i bambini ad acquisio che stanno affrontando degli eventi stressanti re le abilità per affrontare e risolvere o traumatici, una difficoltà a scuola, come la i problemi. Ma quando il bambino ha bisogno di aiuperdita di una figura significativa, la separazioto? La domanda che i genitori debbono porsi è ne dei genitori, un cambiamento importante. “ quanto è limitante per la Ma come? Attraverso sana crescita di mio figlio il loro linguaggio, fatto di questa sua difficoltà”? giochi, disegni e storie. Per Attraverso il gioco Spesso si tende a dire i bambini giocare, disegna- terapeutico i bambini con il rischio re, costruire e “fare finta” possono scoprire importanti “passerà” sono dei modi importanti che il bambino strutturi e di condividere sentimenti, cose su loro stessi renda stabile il suo proemozioni e di provare a blema e poi l’intervento risolvere i problemi. Ed ecco che attraverso la sarà più difficile e lungo. L’intervento precoce delle bambole, i burattini o mentre facciamo è da preferire. La psicoterapia è usata spesso una partita con un gioco da tavolo si può par- in combinazione con altri trattamenti come la lare dei loro problemi. Le emozioni e i pensieri consultazione con la scuola e il sostegno ai del bambino vengono “giocati” e agiti all’in- genitori.. Gli obiettivi di una terapia possono terno del suo gioco e sempre nel gioco li aiuto essere specifici (cambiamento comportamena risolvere i loro conflitti. Attraverso il gioco tale, miglioramento delle relazioni amicali) o terapeutico i bambini possono scoprire impor- più generali (diminuzione dell’ansia, aumento tanti cose su loro stessi, ad esempio possono dell’autostima, sostegno durante una perdita).
Lo psicoterapeuta insegna ai genitori come rispondere terapeuticamente ai propri figli così che i cambiamenti possano essere rinforzati a casa e possano essere più forti ance le relazioni fondamentali del bambino o dell’adolescente in famiglia. Dott.ssa Roberta Ferrari, psicoterapeuta Centro ABC Apprendimento e Benessere Consapevole Via Calà Forca 41, Badia Polesine (RO) info.centroABC@gmail.com
Dolore alle gambe: le possibili cause La tua camera da letto è posizionata Dottor Manfrini, da cosa puo’ essere dovuto il dolore alle gambe? “I disturbi riferiti alle gambe, possono avere manifestazioni e cause diverse. La sensazione di pesantezza, accentuata dallo stare a lungo in piedi, magari accompagnata da un gonfiore delle caviglie, è spesso dovuta ad una insufficienza venosa. Tale insufficienza può essere evidente, associandosi alla presenza di vene varicose o di estese aree di teleangectasie(capillari), oppure non ancora manifesta, magari per un danno valvolare del circolo venoso profondo o delle vene safene, senza che si sia ancora realizzata una dilatazione delle vene stesse. Tale sensazione di pesantezza si accentua con il caldo e nelle donne in età fertile, spesso, in coincidenza con il ciclo mestruale. Di fronte a tale sintomatologia è consigliabile rivolgersi ad uno specialista, che attraverso la visita ed un approfondimento con Ecocolordoppler potrà stabilire la reale presenza ed entità della insufficienza venosa e procedere alla opportuna terapia. Si tratta, in ogni caso, di un disturbo da non sottovalutare”. E se il dolore compare durante il cammino? “In questo caso, la comparsa di un dolore crampiforme ai polpacci e/o alle cosce, che impedisce spesso di proseguire la marcia, obbligando a qualche attimo o qualche minuto di sosta, può essere legato ad un deficit della circolazione arteriosa degli arti inferiori. Il dolore della arteriopatia periferica è generalmente un dolore che compare sempre dopo aver percorso una stessa distanza alla stessa velocità e che presenta poca variabilità di giorno in giorno. in caso di aggravamento, sempre possibile, si può arrivare ad una drastica riduzione dell capacita’ di camminare fino alla comparsa di dolore a riposo. Molto spesso questo dolore è presente o più accentuato in un arto rispetto all’altro. se compare prevalentemente o prima alle coscie in particolare camminando in salita o facendo le scale, è piu’ frequentemente dovuto ad un restringimento di una arteria iliaca, (arteria che si trova in addome , a grandi linee da sotto all’ombelico, fino a poco sopra la piega inguinale) quando il
dolore colpisce contemporaneamente entrambe le gambe, in misura simile, si può pensare ad un interessamentoiliaco di entrambi i lati o ad un restringimento dell’aorta addominale. Nel caso di dolore prevalente al polpaccio, l’ostruzione od il restringimento, riguarda una delle arterie della coscia o della gamba (femorale, poplitea o tibiali). Anche in questo caso e a maggior ragione per le gravi conseguenze che può portare il trascurarlo, tale sintomo va assolutamente accertato con una valutazione del chirurgo vascolare, che sarà in grado di appurare la natura e la sede del disturbo, attraverso una valutazione clinica e con l’indispensabile aiuto di un approfondimento Ecocolordoppler. Il sintomo va distino fra cause vascolari ed ortopediche o neurologiche, che spesso possono presentare manifestazioni simili ma che un occhio clinico esperto, con l’aiuto strumentale, è sicuramente in grado di distinguere con sicurezza”. In caso di ostruzione di una arteria cosa si puo fare? “Le possibili terapie variano a seconda dell’entità del sintomo, tenendo conto anche dell’età e delle esigenze di vita del paziente: dalla sola terapia medica, di solito anti aggregante, fino all’intervento di rivascolarizzazione, che puo’ essere effettuato o per via endovascolare (palloncino) o per via chirurgica tradizionale, procedendo ad una disotruzione o alla sostituzione del tratto arterioso occluso (by pass). Ovviamente, prima si procede ad una diagnosi corretta, più è agevole il controllo della malattia, ricordando che le patologie vascolari degli artii inferiori, se trascurate posso portare ad una marcata riduzione della qualità della vita se non a menomazioni vere e proprie”. Dr. Stefano Manfrini - Specialista in Chirurgia vascolare-responsabile U.O. di Chirurgia Vascolare ospedale accreditato Salus Ferrara. Visita a Rovigo, Este, Monselice e Badia Polesine 347/8043460
correttamente secondo il Feng Shui?
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osizione camera lettoLa camera da letto è l’ambiente più importante all’interno dell’abitazione: ognuno di noi passa circa un terzo della propria vita a letto. Nella camera – e nel letto – ci riposiamo, recuperiamo le nostre energie, passiamo un periodo di convalescenza, viviamo situazioni intime. È comprensibile quindi che nel Feng Shui la camera da letto abbia una rilevanza particolare. Ma non è solo per questi motivi… Tutti quelli elencati sopra sono motivi già sufficientemente importanti, che ci spingono a valutare con attenzione la posizione del letto e l’orientamento della testata. Ma ci sono anche altre motivazioni più profonde. Il Feng Shui ci insegna che il luogo dove dormiamo, la “camera da letto”, è il punto di origine della storia dell’evoluzione delle nostre abitazioni. Tutto è nato, infatti, quando un nostro antenato, tanto tempo fa, cercò una grotta o un buco tra le rocce per ripararsi, forse da un predatore, o forse semplicemente dal freddo e dagli agenti atmosferici. Lo so, la camera da letto è importante, il letto va posizionato con la testa a nord eccetera… Tratterremo questi aspetti specifici, che riguardano il letto, in altri articoli (tra l’altro, non è assolutamente vero che il letto deve essere posizionato con la testa a nord secondo il Feng Shui!). Ora però stiamo parlando della posizione della camera da letto all’interno dell’appartamento o della casa. Per fare questo, prendiamo la piantina dell’abitazione e consideriamo la posizione e la direzione della camera da letto rispetto alla porta d’ingresso. Come? Che c’entra la posizione della ca-
mera da letto? C’entra, e spesso è più importante della posizione e dell’orientamento del letto all’interno della stessa stanza! Com’è possibile? Molto semplice: la struttura e la dislocazione delle funzioni abitative (camere, cucina, ingresso, bagni, studio,…), nonché i collegamenti fra loro, hanno un’importanza superiore rispetto alla dislocazione degli arredi all’interno di ogni ambiente. È come all’interno del corpo umano: i sistemi (= insieme di organi deputati ad una specifica funzione, es. il sistema immunitario, digestivo, etc.) hanno un livello di priorità superiore rispetto al singolo organo. Due organi possono anche essere ben funzionanti, ma se non c’è collegamento o se non riescono a coordinarsi, l’effetto complessivo non è benefico per il corpo. Quindi, nel Feng Shui, la posizione della camera da letto deve essere valutata sempre prima del posizionamento del letto stesso, e dell’orientamento della testata del letto. Gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455
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Le promozioni d’autunno Trattamenti di Medicina Estetica efficaci e ...scontati! Dr. Predebon l’estate è alle spalle. Qualche consiglio per l’autunno? “Certamente! E’ ora di ricominciare a guardarci allo specchio e a prenderci cura di noi stessi. Per essere il piu’ chiaro e sintetico possibile mi limiterò qui a porre l’attenzione sul VISO/MANI e sulle GAMBE”. Per il VISO/MANI cosa consiglia? “Se vogliamo che la pelle del viso torni a risplendere, seta sotto le dita, i peeling medici sono l’arma migliore. Ma attenzione solo il Medico esperto può consigliare, tra i tanti peeling, quelli più indicati per la paziente: ogni viso, ogni pelle hanno bisogno di un trattamento personalizzato.In molti casi può essere utile associare ai peeling un trattamento iniettivo biorivitalizzante. Oggi i nuovi prodotti permettono di effettuare un numero minimo di iniezioni con grande confort della paziente, e con risultati finora mai riscontrati con altri metodi”. Ma il costo? “Oggi siamo in grado di proporre peeling medici e trattamenti biorivitalizzanti di elevato livello professionale a costi veramente accessibili. Inoltre per tutto il mese di Ottobre (e per i lettori de La Piazza fino al 15 Novembre) il nostro Studio propone una PROMOZIONE veramente vantaggiosal Chi desidera maggiori informazioni puo’ telefonare al numero 3683922580: una Collaboratrice esperta (Sig.ra Laura) sara’ felice di chiarire un modo esauriente e dettagliato le modalita’ della promozione”. E per le GAMBE? “L’estate in molti casi mette impietosamente in evidenza, purtroppo, quelli che sono due problemi molto diffusi: CELLULITE e CAPILLARI (e vene). Il primo problema oggi lo si può affrontare in modo efficace abbinando terapia iniettiva
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ualunque dolore o sofferenza o malattia cronica è causata anche da un’ insufficiente ossigenazione delle cellule del nostro organismo. L’OZONOTERAPIA è una metodica che viene utilizzata con successo nella cura di diverse patologie. Con i suoi effetti: antiinfiammatorio, battericida, analgesico, antiossidante, immunostimolante e riattivatore della circolazione, l’OZONO esercita un notevole effetto sia sui fattori interni sia su quelli esterni (ambiente e vita sedentaria) che indeboliscono il nostro organismo. Nell’ambito dell’ortopedia traggono giovamento dalla terapia con OZONO: ernie discali e protrusioni (cervicali e lombari) con o senza dolori irradiati (sciatalgie, cruralgie), artropatie (grandi e piccole articolazioni), artriti di varia natura, tunnel carpale, reumatismo articolare acuto ed infiammazioni tendinee. Al di fuori dell’utilizzo dell’OZONO in ambito ortopedico, questa terapia, trova grandi applicazioni anche in: medicina interna, oculistica, ginecologia, dermatologia, malattie rare (SLA, fibromialgie, sclerosi multipla, demenza senile precoce). Oltre al dato confortante di tutte le patologie che possono trarre beneficio da questa terapia, è importate sapere che l’OZONOTERAPIA è una metodica di facile somministrazione e soprattutto, praticamente, priva di controindicazioni. La somministrazione di OZONO non è assolutamente incompatibile con altre terapie che il paziente stia già seguendo. In alcuni casi, (ernie del disco, artrosi del ginocchio) questa terapia riesce ad evitare l’intervento che non sempre è risolutivo in quanto possono residuare dolori dovuti alle cicatrici.
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Dr. Fulvio Veneri – specialista ORTOPEDIA-TRAUMATOLOGIA trattamento OSSIGENO-OZONO TERAPIA ernie discali e artropatie grandi e piccole articolazioni. P.zza Dossetti 1 (via L. Da Vinci, angolo via Montagnon) – Piove di Sacco PD – www.unixpoliambulatorio.it tel. 0499708688
Moderni ausili diagnostici in prevenzione parodontale La prevenzione è fondamentale per evitare malattie
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ella societa’ occidentale attuale, la spesa per terapie odontoiatriche resta in costante ascesa, nonostante la l’incidenza di carie con tutte le possibili sequele (devitalizzazione, protesizzazione per perdita dell’elemento dentale) sia in diminuzione. A far lievitare i costi sono le spese per malattia parodontale(comunemente conosciuta come piorrea) con i relativi esborsi per terapie conservative o chirurgiche nel trattamento conseguente, fino a perdita dell’elemento malato e susseguente protesizzazione con tecniche tradizionali o implantari. Risulta evidente che la prevenzione diviene fondamentale per evitare la malattia del parodonto (tessuto di sostegno del dente). La tecnologia ci mette a disposizione negli ultimissimi mesi tecniche che con costi modesti e tecniche nn invasive ci permettono di diagnosticare la predisposizione dei nostri pazienti di contrarre la malattia parodontale. Alcuni test analizzando la saliva, test microbiologici, ci permettono di valutare la presenza di ceppi di batteri potenzialmente dannosi. Altri test, analizzando sempre la saliva
del paziente ci permettono di valutare la presenza nel suo DNA di geni potenzialmente implicati nell’insorgenza di parodontopatia e quindi la sua suscettibilita’ di perdere i denti. Tutti questi ausili e altri che stanno arrivando ci permettono di indirizzare meglio le nostre terapie. Resta inteso che nulla di quanto detto ci permette di abbassare la guardia e di evitare i normali presidi per l’igiene orale, le regolari visite e sedute di igiene professionale dal nostro dentista di fiducia. Dr. Massimiliano Veronese Studio dentistico Via Giacomo Matteotti - Este(Pd) Tel. 0429 601485 studioveronese.m@libero.it
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RIDIAMOCI SU… Call center… • Pronto sono Davide in che cosa posso esserle utile? Sì con la nuova promozione lei può inviare anche mille messaggi tutto il giorno a un suo amico… Sì però se la attiva non credo che resterà suo amico tanto a lungo! Ubriachi… • “Le avevo consigliato un grappino e poi un bagno caldo, per il suo raffreddore. Perché non ha seguito la mia prescrizione?” “L’ho
seguita dottore, ma il bagno caldo non ce l’ho proprio fatta a berlo tutto!”
Consigli sugli uomini… • Per un uomo avere senso dell’umorismo significa ridere alle sue barzellette, non raccontargliene di nuove. Carabinieri… • Il giardino del maresciallo Lorusso è infestato da una talpa. Allora chiama l’appuntato e gli dice che la doveva trovare e fargli fare una
fine orribile. Due ore dopo l’appuntato torna e dice al maresciallo: “Ho trovato la talpa!” “L’hai bruciata viva?” “No peggio, peggio…” “L’hai appesa a testa in giù?” “No, peggio…” “Insomma cosa le hai fatto!?” “L’ho seppellita viva!” Fra amiche… • Una signora rivolta alla sua amica: “Oh, cara! Che capigliatura davvero
stupenda che hai!” “Beh, sì – ammette la donna senza modestia – è quello che mi sono detta spesso anch’io! Per i capelli occorre molta cura!” Interviene al-
lora sua figlia di 5 anni che sentenzia: “Sì, sì! Questo è vero! Tutte le sere li ripone con cura nel cassettone prima di andare a letto!”
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