Migranti: l’Europa tace, le nostre città accolgono
Quest’anno, probabilmente, in Italia avremo accolto più di 200 mila migranti. In Veneto abbiamo già superato quota 9 mila, dall’inizio dell’anno. L’accoglienza, questa la parola giusta, è un impegno quotidiano. Complesso, pieno di insidie, dove lo sforzo è comune: del Governo, delle Regioni, delle Prefetture. Ma anche e soprattutto della catena finale di questa lunga filiera: i Sindaci, le associazioni e i cittadini. Le problematiche sono quotidiane e pragmatiche. Abbiamo già vissuto nel recente passato tanti episodi “limite”, dove l’accoglienza è stata scambiata da alcuni come semplice “parcheggio” provocando enormi problemi di sicurezza e integrazione. L’accoglienza deve essere “sartoriale”, caso per caso, perché possa avere successo e non si trasformi in una resa indiscriminata. In tutto questo l’Europa guarda da lontano, da Bruxelles, in silenzio. Dove sono le forze di Protezione Civile dell’UE? Dove sono le navi europee? Dov’è il meccanismo di redistribuzione e, se necessario, di rimpatrio di Bruxelles? Domande che cadono nel vuoto. Lasciandoci soli - Governo italiano, Regioni e Sindaci - e cercare di fermare un’incredibile pressione. Attendo, con poca fiducia, risposte.
La riflessione del Presidente Zaia e il dibattito proseguono nelle pagine regionali di questa edizione.
PROGETTO GENIUS CENTER: SI RIACCENDE IL DIBATTITO SUL GRANDE POLO
L’area dedicata all’innovazione e all’ingegno dovrebbe sorgere nell’ex museo Santa Chiara, oggi dismesso e già Caserma Cimberle - Ferrari
I SINDACI DISPONIBILI AL CONFRONTO SULL’ACCOGLIENZA DIFFUSA, NO AI MAXI ASSEMBRAMENTI
FORZA ITALIA IN VENETO È SEMPRE PIÙ FORTE, ADESIONI COERENTI CON UN PARTITO IN CRESCITA
ECONOMIA, CON I 22 NUOVI INGRESSI SONO 139 I DISTRETTI DEL COMMERCIO IN VENETO Migranti
Scuola, si può fare di più Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
Teniamo fede anche noi alla tradizione di parlare di scuola, a pochi giorni dall’inizio delle lezioni. Del resto continua ad essere l’unica occasione dell’anno in cui si guarda un po’ meno distrattamente al mondo dell’istruzione, con tutte le sue pecche e le sue eccellenze, tra luci e ombre. In seguito, a parte gli addetti ai lavori, tendiamo a dimenticarcene, soprattutto se in casa non ci sono
Periodico d’informazione locale Anno III n. 9 SETTEMBRE 2023
Servizio a pag. 6
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Luca Zaia
Ridare un teatro alla città
Dopo la chiusura dell’Astra, di proprietà privata e oggi fatiscente, l’obiettivo di ridare un teatro a Bassano del Grappa è stato perseguito dalle amministrazioni comunali succedutesi negli ultimi vent’anni. La giunta Pavan ha avviato un percorso e, per individuare la soluzione migliore, a è prima rivolta agli esperti interni di Operaestate Festival Veneto, chiedendo loro di produrre una relazione inerente il quadro delle esigenze per il futuro teatro di Bassano. “L’analisi consegnataci, completa delle valutazioni storiche, dei progetti in corso e delle prospettive future è chiara: la necessità di un nuovo teatro pubblico, in risposta alla richiesta culturale della città e del territorio, è del tutto imprescindibile –ha spiegato il sindaco Elena Pavan - Anzi, ne emerge anche una sottolineatura forse mai considerata: la mancanza di un luogo che possa essere degnamente identificato come casa di elezione dei progetti culturali già sviluppati potrebbe portare a una progressiva disaffezione alle pur encomiabili progettazioni”.Toccherà ora all’area comunale dei Lavori Pubblici produrre un documento di fattibilità delle alternative progettuali sulla base delle esigenze emerse dalla relazione di un luogo che sia uno spazio aggregativo, inclusivo, polifunzionale, accessibile e sostenibile, un crocevia e un punto di riferimento per tutti i cittadini anche di area vasta. Dovrà individuare e analizzare possibili soluzioni progettuali e dare conto della valutazione di ciascuna sotto il profilo qualitativo, anche in termini ambientali, tecnico ed economico. “Con le riflessioni prodotte da questi approfondimenti – ha concluso il sindaco - andremo in consiglio comunale per un confronto sull’ipotesi migliore da perseguire. Dovremo tenere conto di molti fattori, non ultime le regole e le norme tecniche da rispettare a seconda del tipo di teatro che valuteremo come il migliore per la città”. (r.f.)
La giunta Pavan ha avviato un percorso con Operaestate Festival Veneto
Scuola, si può fare di più
Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<
La scuola ci riguarda e ci deve stare a cuore, come raccomandava don Milani attraverso il motto “I Care” che campeggia sul muro della sua povera aula di Barbiana. E’ l’esatto contrario del fascista “me ne frego”, un atteggiamento che ancora serpeggia - anche se non lo vogliamo ammettere - e ci induce a non rivolgere la dovuta attenzione alla scuola, che pure coinvolge un considerevole numero di persone, oltre agli stessi studenti. “Bisogna uscire, anche mentalmente, dalle categorie dell’ovvio e dello scontato, - raccomandava lo scorso anno il presidente della Repubblica Mattarella - dalla gestione senza respiro o burocratica. Abbiamo bisogno di recuperare entusiasmo, fantasia, coraggio, creatività, capacità di iniziativa. Investire nella scuola significa quindi costruire un domani più solido, per tutti. E quando parlo di investimenti non mi riferisco soltanto alle risorse finanziarie, che pure sono, ovviamente, assolutamente necessarie. Servono idee, proposte, riflessioni, innovazioni”. In questi ultimi anni, infatti, ci sono maggiori risorse economiche per le scuole, in particolare per gli edifici. Sappiamo bene quali sono le condizioni strutturali e quanto siano necessari gli interventi di adeguamento anche sul fronte della sicurezza e dell’efficienza energetica. Ma quello che si fa per la scuola, anche con le risorse del Pnrr che poi lasceremo come debito in eredità ai nostri figli, non può limitarsi al cappotto o alle nuove finestre. Proprio con i fondi europei si sta attuando infatti una riforma del sistema scolastico che punta a nuovi “ambienti di apprendimento” in cui la tecnologia la fa da padrona, a nuove figure di docenti, fino ad un nuovo sistema di valutazione della capacità didattica degli insegnanti. Ma poi c’è la realtà di tutti i giorni, dal precariato dei docenti alla mancata continuità di insegnamento in alcune classi, dalla penuria di insegnanti di sostegno ai costi in crescita per le famiglie, sia su fronte del libri che dei trasporti. Ecco allora che si può e si deve fare di più, giorno per giorno.
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Questa edizione raggiunge la città di Bassano del Grappa per un numero complessivo di 18.000 copie. Iscrizione al Tribunale di Vicenza n. 10/2021 dell’11/11/2021; numero iscrizione
Torna a far discutere il nuovo polo per l’innovazione e l’ingegno
Si riapre il dibattito sul progetto del Genius Center previsto nel cantiere, da anni dismesso, dell’ex polo museale Santa Chiara, già caserma Cimberle-Ferrari. A riaccendere la miccia, il recente parere inviato al Comune dal Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica economica della Presidenza
L’assessore Zonta: “È un passaggio previsto dal contratto. Le osservazioni?
Linee guida per gli uffici comunali”
del Consiglio dei ministri, come prevede la normativa per gli interventi che superano i 10 milioni di euro e per la formula del partenariato pubblico-privato. “Le osservazioni contenute nel documento serviranno da linee guida per gli uffici comunali, in particolare dell’area tecnica ed economico-finanziaria, incaricati a valutare la fattibilità della proposta – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Zonta –. È un passaggio previsto per questa tipologia di contratto. Il contenuto del testo inviatoci consiste in alcuni aspetti da approfondire prima di procedere con l’iter per il quale daremo alla struttura anche un supporto avvalendoci di uno studio esterno competente in operazioni di partenariato pubblico-privato”.
Per l’assessore Zonta il percorso proseguirà con le dovute correzioni sui punti critici espressi dal Dipe per la realizzazione di un’opera del valore di circa 20 milioni di euro attraverso un’o-
perazione pubblico-privata.
“Quel parere non è vincolante: è uno strumento a supporto della struttura tecnica per le valutazioni da inviare al proponente – ha ribadito il sindaco Elena Pavan – Il documento presenta analisi e osservazioni: non si tratta di un’approvazione o di un diniego, pertanto chi parla di bocciatura non sta affermando la verità”. Archiviato il progetto di costruire il museo naturalistico, la nuova idea è di realizzare un moderno polo dedicato all’innovazione e all’ingegno negli ambiti delle scienze, tecnologia, matematica, ma anche nelle diverse espressioni artistiche.
Una sede dinamica, con spazi per convegni e a valenza sociale (l’attuale cratere diverrebbe una piazza ipogea capace di ospitare anche spettacoli), un luogo di incontro in pieno centro storico. Un’area che oggi si trova in uno
Il consigliere di opposizione Campagnolo: “Genius Center non si farà.
È un’opera pensata e imposta alla città”
stato di forte degrado dopo la sospensione dei lavori di oltre 5 anni fa per una serie di vicissitudini. “Siamo convinti che meriti una riqualificazione – ha detto il primo cittadino, annunciando che in autunno, sul sito, verranno organizzate delle visite per il pubblico per mostrarne lo stato - per questo stiamo lavorando ad una soluzione concreta, che ne garantisca un pregevole futuro utilizzo”.
Raffaella Forin
I contrari al progetto: “Il percorso scelto è impraticabile
Contro il progetto del Genius Center sono scesi in campo i consiglieri di opposizione, a cominciare comunicare dall’ex assessore ai Lavori pubblici, Roberto Campagnolo, oggi del gruppo misto. Dopo aver analizzato le 32 pagine del documento del Dipe, sostiene che l’amministrazione abbia incassato una bocciatura. “Il Genius Center non si farà - ha detto - “E’ un’opera autoreferenziale pensata e imposta alla città per risolvere il problema del cantiere dismesso, e che passa per la formula del partenariato pubblico privato. Da ex assessore, consapevole della complessità che queste procedure amministrative portano con loro ne evidenziai da subito i rischi di fallimento con particolare riguardo alle linee guida Anac. Si legge nel documento che il piano economico finanziario di questa proposta di partenariato non rispetta le condizioni di equilibrio citate nelle linee guida Anac. Evidenzia inoltre le criticità giuridiche presenti sulla bozza di convenzione, in particolare partendo dall’atipicità della proposta che non è un semplice leasing, cosa questa riportata nelle conclusioni che invitano
l’amministrazione, nel caso in cui intendesse procedere, a rivedere il tutto”. “Nella migliore delle ipotesi si dovrebbe prendere atto dell’impraticabilità del percorso scelto e sbandierato dall’amministrazione che ha impropriamente assunto una proposta di partenariato ricevuta da privati come la soluzione certa e sicura per l’ex Santa Chiara”, ha aggiunto il consigliere, il cui pensiero è condiviso anche agli altri consiglieri di minoranza. Anche Luigi Tasca, segretario del circolo cittadino del Pd, è contrario all’ipotesi. “È l’ennesimo progetto creato da un’amministrazione che non ha rispetto dei soldi dei bassanesi – ha affermato –Meglio fermarsi qui”. Sulla questione è intervenuto l‘ex vicesindaco Roberto Marin. “C’è la necessità di rigenerare l’area ex Cimberle-Ferrari anche con modalità realizzative innovative – ha rilevato – Ma dev’essere il risultato di un percorso di analisi, informazione, condivisione, adeguata programmazione che va nella direzione di esprimere le esigenze di una città che, anziché indebitare, investe nel presente e nel futuro”.
6 www.ilbassano.com Territorio
Genius Center. Il cantiere dovrebbe sorgere nell’ex area museale Santa Chiara, già caserma Cimberle-Ferrari
Il sindaco Elena Pavan
Polizia di Stato. L’attuale sede, che si trova in viale Pecori Giraldi, è sotto sfratto da anni
Nuovo commissariato in una palazzina dell’ex caserma Monte Grappa
Bassano avrà un nuovo commissariato di Polizia di Stato. L’attuale sede di viale Pecori Giraldi, sotto sfratto da anni, si trova in un immobile di proprietà privata. Da tempo si cercava una soluzione che permettesse di mantenere il presidio in città garantendogli un sito adeguato. L’attesa notizia è arrivata di recente direttamente da Roma. Con una nota il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti ha spiegato che il Governo ha assicurato i fondi per la progettazione e i lavori calendarizzati nei prossimi 3 anni. Il luogo scelto per la nuova sede è una delle palazzine all’interno del complesso dell’ex caserma Monte Grappa di viale Venezia dismessa da anni. La struttura individuata potrebbero essere quella corrispondente all’ex mensa. Da anni si guardava all’ex polo militare come possibile sito per il nuovo presidio della Polizia di Stato, tuttavia l’iter burocratico per dare corso alla sua re-
alizzazione era bloccato dal 2017.
A dare una svolta alla situazione è stato il sindaco di Bassano Elena Pavan che ha informato della questione il ministro Matteo Salvini.
“Ho avuto un colloquio telefonico con lui - riferisce il primo cittadino -. Lo avevo cercato proprio per sottoporgli l’annosa vicenda del Commissariato di Bassano e mettere in evidenza la necessità di collocare l’importante presidio di sicurezza territoriale in una sede adeguata, come l’ex caserma Monte Grappa. I tentativi fatti in precedenza e le varie ipotesi ventilate si erano tutti bloccati, ma non mi sono fermata e ho voluto provare anche la strada di un dialogo diretto”. “A stretto giro gli ho inviato una relazione dettagliata e in breve è stato deciso che Bassano avrà il nuovo commissariato grazie ai fondi per la progettazione assicurati da risorse rimodulate del Mit – aggiunge Elena Pavan - I lavori saranno calendarizzati
nei prossimi tre anni. Un’autentica svolta, per una situazione divenuta palesemente insostenibile, che premia gli sforzi della politica che non si ferma davanti agli ostacoli”. Nel frattempo sono iniziati i sopralluoghi nell’ex polo militare per valutarne gli aspetti tecnici e per delineare il lato finanziario
dell’operazione. “Intendiamo iniziare quanto prima – osserva il sindaco- Ringrazio il ministro Salvini che in poco tempo ha capito le esigenze del nostro territorio e fornito una risposta”. Anche il questore di Vicenza Paolo Sartori e il presidente del Veneto, Luca Zaia, hanno espresso soddisfazio-
ne per lo sblocco dell’iter. “Quello che viene dal Mit è un segno di grande considerazione verso il territorio, di attenzione verso i cittadini e la loro richiesta di sicurezza, di rispetto per la dignità delle Istituzioni che anche per quanto riguarda i contenitori devono rispecchiare la loro efficienza e solidità ha dichiarato Zaia - Sono certo che quello che prenderà forma sarà il commissariato che la realtà di Bassano e di tutta quella zona della Pedemontana non solo si attende ma anche si merita”. “Per quello che Bassano rappresenta in termini economici, produttivi, culturali e turistici il nuovo commissariato è una priorità – ha aggiunto - Ringrazio il Governo, ed in particolar modo il vicepremier Matteo Salvini, per aver dimostrato ancora una volta di saper dare una risposta alle esigenze espresse dal territorio e dai suoi rappresentanti locali”.
Raffaella Forin
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Urbanistica
Le statistiche. Nel 2022 40 donne si sono rivolte al Pronto Soccorso dopo aver subito violenze
Firmato un protocollo di rete per contrastare la violenza di genere
Hanno un’età media di 39 anni, sono perlopiù di nazionalità italiana, sposate o conviventi. È il profilo medio delle 40 donne residenti nel territorio di Bassano e Asiago che nel corso del 2022 si sono rivolte al Pronto soccorso per essere state vittime di una forma di violenza fisica. La drammatica piaga sociale è diffusa anche nel Bassanese dove di recente è stato firmato un protocollo di rete unitario per prevenire e contrastare il fenomeno. A sottoscriverlo tutti i soggetti che possono intervenire in questa triste situazione: l’Ulss 7, i Comuni, la Prefettura di Vicenza, le strutture e le realtà che offrono assistenza e supporto alle vittime, che nel 77 per cento dei casi sono di nazionalità italiana. Dal report diffuso dall’azienda sanitaria risulta che la maggioranza degli episodi ha riguardato donne coniugate o conviventi (47%); il 30% erano nubili, il 20% separate divorziate e c’è stato anche il caso di una vedova.
Il 77 % è di nazionalità italiana e più della metà di loro ha un’occupazione. In 14 episodi su 40 (35%) alle violenze hanno assistito anche i figli. La maggior parte delle vittime si è rivolta al Pronto soccorso autonomamente, il 25 % con l’intervento delle forze dell’ordine, in due casi l’invio è avvenuto da parte del centro antiviolenza. Nel 67% dei casi la vittima ha riferito che
non si trattava del primo episodio e nel 60% di avere avuto precedenti accessi al pronto soccorso, ma solo in 10 casi dichiarando che si trattava di violenza domestica. L’età mediana dell’autore della violenza
è di 43 anni, con un range che va da un minimo di 16 anni ad un massimo di 65 anni. Se si considera la cittadinanza dell’aggressore, nel 70% è italiana. Se spesso è il marito, il compagno o l’ex ad aver usato violenza, nel 32 % dei casi è stato un figlio, un fratello, ma anche un padre, un collega, un conoscente, un vicino di casa. Un altro aspet-
A sottoscriverlo tutti i soggetti che possono intervenire in questa triste situazione: i Comuni, la Prefettura di Vicenza, l’Ulss 7, le strutture e le realtà che offrono assistenza e supporto alle vittime, che nel 77 per cento dei casi sono di nazionalità italiana
to che caratterizza l’autore è che spesso usa o abusa sostanze (compreso alcol); in 3 episodi è stata segnalata la presenza di patologie psichiatriche. Va però considerato che i casi rilevati dal Pronto soccorso rappresentano solo la punta dell’iceberg. In realtà i soprusi verso le donne risultano molti di più. Sempre nel 2022, sono state 198 le donne rivoltesi allo sportello Spazio Donna, 71 quelle che hanno chiesto aiuto alle strutture di accoglienza, 17 ai consultori familiari, 55 ai servizi sociali dei Comuni. (r.f.)
Al Centro Ares un percorso riabilitativo per gli autori di abusi
Con l’obiettivo di intercettare il maggior numero possibile di vittime di abusi, il protocollo sottoscritto prevede che una donna possa accedere alla rete attraverso qualsiasi servizio o struttura che ne fa parte: Pronto soccorso, Forze dell’ordine, centri antiviolenza, consultori familiari, case rifugio o ancora servizi sociali comunali. Con il suo consenso la donna viene presa in carico e indirizzata ai centri antiviolenza, attivando parallelamente i consultori familiari nel caso in cui siano coinvolti anche dei minori. Inoltre, il primo servizio o struttura di accesso per la donna effettua anche la valutazione del rischio, secondo strumenti e modelli standardizzati e condivisi. Il Centro antiviolenza, oltre a fornire una immediata forma di assistenza, si occupa quindi di elaborare un piano personalizzato di aiuto, ad esempio pianificando l’acco-
glienza protetta in collaborazione con le case rifugio e attivando l’intervento di altri servizi, dell’azienda socio-sanitaria e comunali. Per quanto riguarda in particolare l’assistenza prestata in Pronto soccorso, negli ospedali stati identificati dei locali specifici e dedicati per garantire un ambiente il più
possibile accogliente e rispettoso della privacy. Il protocollo di rete sottoscritto prevede inoltre anche delle azioni rivolte agli autori delle violenze, con l’offerta attiva di un percorso di trattamento riabilitativo presso il Centro Ares allo scopo di fermare comportamenti che tendono a essere recidivi. (r.f.)
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“Magliette rosse” in azione
Anche quest’anno le “magliette rosse” sono scese in campo in tutto il Bassanese impegnandosi e dedicando complessivamente per oltre 24 mila ore nella cura e manutenzione del territorio. Sono i giovani, dai 14 ai 19 anni, partecipanti all’esperienza estiva di “Ci sto? Affare fatica!”, nata a Bassano nel 2016 e subito diffusasi in numerose zone dell’Italia . Nei 16 Comuni del comprensorio coinvolti, con Bassano capofila, sono stati 1.112 giovani al lavoro, divisi in 122 squadre, per un totale di 7 settimane (dal 12 giugno al 28 luglio scorsi). Un bilancio più che positivo per l’iniziativa 2023 promossa, come sempre, dal coordinamento degli assessorati alle Politiche giovanili del territorio. Ancora una volta ha visto i ragazzi rimboccarsi le maniche in alcune centinaia di realtà, del pubblico e del privato, che hanno dato loro la possibilità di vivere un’esperienza dai forti contenuti educativi e di impiegare in maniera utile il tempo libero delle vacanze. Dal lunedì al venerdì, per quattro ore giornaliere, le “magliette rosse”, come sono stati ribattezzati i giovani partecipanti, sono state coinvolte in svariate attività: dalla pulizia dei centri abitati e
delle vie dei quartieri, alla manutenzione dei parchi gioco, dall’impregnatura e tinteggiatura di giostre, staccionate, aule di scuole dell’infanzia, primarie e medie, alla realizzazione di murales e street art nei muri di palestre e scuole. Ma hanno anche svolto manutenzione di sentieri, attività di magazzino e molto altro, utilizzando nel loro lavoro 1.200 sacchi per la raccolta dei rifiuti, consumato 72 litri di vernice e 203 litri di impregnante; hanno usato 186 pennelli, 500 metri di scotch, 350 metri di carta abrasiva. “Divisi in squadre miste da 10, i ragazzi sono stati sempre seguiti da un giovane
tutor e da almeno un handyman, un volontario adulto con competenze tecniche e artigianali – ha sottolineato Marco Lo Giudice, coordinatore del progetto - Le attività sono state ospitate dai Comuni, dai comitati dei quartieri, dalle scuole, dal mondo dell’associazionismo e del terzo settore”. A ciascun partecipante, alla fine della settimana, in cambio del lavoro svolto è stato consegnato un “buono fatica” del valore di 50 euro. La somma è spendibile, a scelta, in acquisti di abbigliamento, alimentari, testi scolastici, cartoleria, libri di lettura, tempo libero nei negozi aderenti all’iniziativa. Dopo il riuscito debutto nel 2022, è stata riproposta l’iniziativa “myTeam” che dà possibilità alle imprese del territorio di sostenere il progetto “adottando” una o più squadre di “Ci sto”. In questa edizione ha avuto un riscontro ancora maggiore: le 29 aziende coinvolte hanno permesso l’acquisto di più di un terzo dei buoni fatica complessivi di tutto il progetto. Numerose anche le realtà private e pubbliche che hanno creduto nell’iniziativa erogando un contributo: dalla Regione Veneto alle fondazioni bancarie, passando per le aziende. (r.f.)
Giovani radioamatori da tutta Europa
Un gruppo di giovani radioamatori impegnati nel progetto Life on Earth and risk Prevention, ideato dalla sezione E.R.A. (European Radioamateurs Association) di Bassano insieme all’associazione “Amici del Villaggio” di Rosà e alla Protezione civile di Marostica, è stato ricevuto dall’amministrazione comunale. L’iniziativa ha visto la formazione e lo svolgimento di attività propedeutiche alla Protezione Civile di 15 giovani di età compresa da 18 a 30 anni, provenienti da diversi Paesi europei. “La nostra organizzazione – spiega Diego Cavalli, presidente di E.R.A. Bassano del Grappa – si è occupata del settore radio-comunicazioni con eventi esercitativi conclusi con l’uscita nel centro storico di Bassano del Grappa. I giovani hanno interagito con i cittadini, comunicando anche via radio, ricevendo messaggi “da interpretare” trasmessi dalla centrale operativa, allestita in modo portatile in piazza Garibaldi. Tutte le comunicazioni, anche
quelle con i cittadini, sono state effettuate in lingua inglese e Bassano si è dimostrata davvero cosmopolita e ricca di tante persone disponibili”. Ad accogliere i ragazzi in piazza Garibaldi è stato l’assessore alle Politiche Giovanili, Mariano Scotton: “Abbiamo dato il benvenuto –racconta – a ragazze e ragazzi provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Polonia, Ucraina, Croazia, Romania e Slovacchia. Auspichiamo che anche questa iniziativa possa diventare un appuntamento annuale fisso per la nostra città”.
10 www.ilbassano.com Giovani
“Ci sto? Affare fatica!”. Oltre 1.100 ragazzi coinvolti nella pulizia dei quartieri e nella manutenzione dei parchi
Impianti sportivi. La struttura calcistica in erba sintetica è stata realizzata in quartiere Prè
Calcio e padel: l’estate regala a tifosi e sportivi due campi nuovi di zecca
L’estate 2023 ha portato in dono agli sportivi bassanesi due impianti pubblici nuovi di zecca: un campo da calcio e uno per il padel. Attesa da anni, la struttura calcistica in erba sintetica è stata realizzata in quartiere Prè. Voluto per creare un nuovo centro sportivo a servizio del movimento calcistico cittadino, è stato costruito in conformità alle normative e regolamenti della Figc per ottenere l’omologazione della Lega nazionale dilettanti. Le sue caratteristiche e le sue dimensioni, 100 metri per 60 metri, consentono lo svolgimento di incontri fino alla categoria “eccellenza”. “Il nuovo spazio viene messo a disposizione dello sport cittadino – ha spiegato il sindaco Elena Pavan – a breve, tramite un bando, sarà assegnata la gestione dell’impianto a una società e quindi
si potrà utilizzarlo”. Un’opera del valore di circa 850 mila euro che va a riqualificare un’area del quartiere Prè.
“Da tempo attendevamo questo intervento migliorativo”, ha dichiarato Ivano Piovesan, il presidente del locale comitato.
“I lavori eseguiti sono stati molto articolati – ha riepilogato l’assessore Zonta – a partire dalla preparazione dell’area con lo spostamento di sottoservizi da parte degli enti preposti, l’esecuzione del
Il nuovo campo da padel di via Col Fagheron. In basso: il campo di calcio in quartiere Prè sottofondo con posa di materiale geotessile a :bandelle e tubazioni per il drenaggio dell’acqua infiltrata, la preparazione del fondo con pietrisco, graniglia e sabbia, la
vera e propria esecuzione del campo costituito da manto in erba artificiale in plastica completamente riciclabile”. Completano l’intervento le opere accessorie, panchine,
porte, la recinzione con i cancelli di accesso, l’impianto di irrigazione e di illuminazione. “Sono in fase di completamento gli spogliatoi”, ha aggiunto Zonta. (r.f)
Nuovo campo da padel di proprietà comunale
I primi colpi di racchetta sono stati quelli del sindaco Elena Pavan e degli assessori Andrea Zonta (Lavori Pubblici) e Mariano Scotton (Sport) in occasione del taglio del nastro.
Da allora sono numerosi i bassanesi che si sono sfidati sul primo campo da padel comunale realizzato dall’amministrazione comunale negli spazi della Società Tennis Bassano di via Col Fagheron, di proprietà pubblica.
L’impianto è costato com-
plessivamente 40 mila euro è regolamentare ed è stato costruito, in poco più di un mese, all’aperto di fianco al velodromo Rino Mercante. E’ dotato di illuminazione per il gioco in notturna ed è protetto sui lati da vetrate.
“Il padel è la disciplina del momento e c’è molta richiesta, tuttavia le strutture sono ancora poche in città – ha spiegato il primo cittadino Elena Pavan il giorno dell’inaugurazione -.
Abbiamo ritenuto di dare un’
opportunità in più ai numerosi praticanti ”.
“Questo sport ha registrato un forte exploit negli ultimi anni – ha aggiunto l’assessore allo Sport, Mariano Scotton che è anche il presidente regionale della Federazione tennis –. Siamo passati da 430 tesserati padel del 2018 ai circa 5 mila di quest’anno. Numeri che sono in continua crescita”.
La struttura comunale è aperta anche a chi non è associato all’StB. (r.f)
12 www.ilbassano.com Lavori pubblici
“Da tempo attendevamo questo intervento migliorativo” afferma
Ivano Piovesan, il presidente del Comitato di quartiere Prè
Contributi. Il Comune stanzia 120 mila euro per le attività che vedono impegnati i ragazzi bassanesi
Un sostegno alle società sportive giovanili
La giunta comunale finanzia le attività sportive dei giovanissimi svolte nella stagione 2022-2023 con un contributo di 120 mila euro. Viene destinato alle società con un settore giovanile al loro interno che vede protagonisti in particolare i ragazzi bassanesi nati dal 31 dicembre 2006 e gli atleti disabili. La cifra viene suddivisa tra le associazioni bassanesi, o fuori Comune purché utilizzatrici di impianti sportivi cittadini ma solo per atleti iscritti e residenti in città, che hanno in gestione gli impianti comunali con regolare convenzione o in possesso dei requisiti previsti dal bando pubblicato a breve. Alle prime sono riservati, complessivamente, 65 mila euro; alle seconde, 55 mila. “Lo sport riguarda più dimensioni della sfera personale, come la salute, l’educazione, la socialità, la qualità della vita ed è importante che fin da bambini si colga il valore dell’attività fisica – sottolinea il sindaco Elena Pavan -. Riteniamo fondamentale sostenere i settori giovanili delle società sportive, soprattutto per le fasce di età dove la pratica viene vissuta non tanto dal punto di vista del risultato agonistico, ma come gioco e oc-
casione di aggregazione. La capacità di incontrarsi, integrarsi, conoscersi passa anche da queste attività, che si apprendono in ambito sportivo e si applicano nella vita”. “Rispetto a quanto veniva stanziato negli anni passati abbiamo aumentato in maniera sensibile la cifra messa a disposizione – osserva il sindaco –: premiare il grande sforzo e il lavoro delle società sportive significa investire nei cittadini di domani. Lo sport, e lo dimostrano illustri esempi, può essere un mezzo validissimo per la prevenzione delle dipendenze e quindi un possibile fattore di protezione rispetto a comportamenti a rischio dei bambini e dei giovani. Allo stesso tempo è in grado di valorizzare le diverse capacità,
le diverse motivazioni, le differenze di età e di sesso; non ultima, l’integrazione che avviene tra ragazzi e atleti diversamente abili. In questo caso, infatti, le attività presuppongono lo sviluppo di nuove capacità di comunicazione, mettendo in gioco la propria creatività e instaurando relazioni affettive e di condivisione degli obiettivi sportivi tra tutti i ragazzi permettendo loro di apprezzare le ricchezze e le capacità che la diversità porta con sé”. L’importo del contributo sarà determinato, tra le società sportive che faranno richiesta, in base al numero di giovani rientranti nei criteri di età e residenza anagrafica. Tra i requisiti richiesti a chi presenta la domanda, anche l’iscrizione all’Albo delle associazioni. (r.f.)
Rinnovato il progetto “Benessere in acqua”
Rinnovato dal Comune il progetto “Benessere in acqua”. Per la stagione 2023-2024 sono stati stanziati 70 mila euro. Finanzieranno la frequenza di un’attività natatoria alle piscine comunali Aquapolis di Bassano da parte di minori in fascia d’età prescolare e scolare, portatori di handicap, anziani over 65 e i minori 0-3 anni. Per i bambini in età prescolare e scolare, in accordo con le scuole bassanesi pubbliche e paritarie, verrà erogato un contributo agli istituti che concorderanno con Aquapolis la frequenza di un corso in orario scolastico da parte di alunni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e delle classi quarte delle primarie. “Abbiamo fatto incontrare questa iniziativa con il mondo della formazione – dichiara il sindaco Elena Pavan –: rinnovando il progetto tutti i bambini bassanesi, durante il loro percorso scolastico, possono frequentare due corsi per imparare almeno le basi del nuoto”. Per gli altri soggetti fragili, il contributo sarà erogato sulla base di una graduatoria su base Isee ordinario fino al limite di 18 mila euro. “Continuiamo a sostenere l’esercizio di un’attività fisica da parte dei soggetti più fragili, non solo in termini di abilità motorie, ma anche di capacità economiche – conclude Pavan -. Il reddito è un fattore che spesso limita la pratica sportiva, penalizzando le fasce più deboli. Negli anni abbiamo sempre cercato di dare sostegni concreti, nella convinzione che l’attività fisica, al pari dell’assistenza sanitaria, debba essere accessibile a tutti senza barriere”.
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Musica.
Dopo il successo dell’esperienza estiva tornano a Bassano del Grappa i grandi concerti
Il Maestro Diego Basso porta sul palco la musica e il mito dei Queen
Una serata all’insegna dei brani che hanno fatto la storia del rock. Dopo l’esperienza estiva, tornano a Bassano i grandi concerti firmati da DuePunti Eventi. “Diego Basso plays Queen” è la nuova proposta che sarà di scena il 25 novembre, dalle 21, al CMP Arena di Bassano (noto anche come PalaBassano 2). Protagonisti il maestro Diego Basso, l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e
le canzoni d’amore “Somebody to love” e “These are the day of our lives” e “The Show Must Go On”. Il rapporto del direttore Basso - il cui repertorio concewrtistico spazia dalle arie d’opera al pop e al rock sinfonico - con la musica dei Queen risale fin dalla giovane età, prima come fan e poi, nel corso della sua carriera musicale, come studioso ed estimatore dei brani scritti da Brian May e
tacolo “We never stop”, grazie al team di Synapsy, ha vinto il 1° premio come miglior format al BEA Word. In quell’occasione sul palcoscenico si sono alternati artisti di fama mondiale tra cui Marc Martel, la vera voce di Freddie Mercury nel film “Bohemian Rhapsody”, Tony Hadley degli Spandau Ballet, Kerry Jane Ellis cantante e attrice inglese, nota soprattutto come interprete di musical a
L’atteso evento il 25 novembre al CMP Arena di Bassano, noto anche come PalaBassano 2. Sul palco con il Maestro Basso saranno protagonisti l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e le Voci Soliste di Art Voice Academy
le Voci Soliste di Art Voice Academy che presenteranno i brani più celebri del gruppo rock inglese Queen, riarrangiati per orchestra ritmico sinfonica. Un evento musicale molto originale, sintesi delle musiche che hanno fatto la storia del rock e delle introduzioni corali cantate a cappella con segmenti in stile ballata, assoli di chitarra e passaggi d’opera. Oltre ai musicisti della Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, diretti dalla bacchetta del maestro Basso, saranno in palcoscenico le voci di Manolo Soldera, Barbara Lorenzato, Lorenzo Menegazzo, Claudia Ferronato, Anna Danieli, Sonia Fontana e Giuseppe Lopizzo. Tra i brani appositamente scelti per il concerto non mancheranno gli inni rock famosi nel mondo “Bohemian Rhapsody”, “We Will Rock You”, “We Are the Champions”,
Freddy Mercury. Musiche che ha arrangiato per orchestra e che sono state eseguite dal vivo nel corso di progetti ed eventi di alto livello, come la serata finale del 70° Festival di Sanremo dove ha diretto il tenore Vittorio Grigolo e l’Orchestra dell’Ariston, in un applaudito medley dei Queen. Con l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana lo spet-
Brodway e nel West End di Londra, e il chitarrista Stef Burns. Il M° Basso ha anche coprodotto il brano “Forever and Ever With You” con Brian May, fondatore dei Queen. I biglietti sono disponibili in prevendita nel circuito Ticketone (on line e punti vendita).
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Raffaella Forin
Il Maestro Diego Basso
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“Venerdì Storia”: in Biblioteca Civica un nuovo ciclo di incontri sul filo della memoria
Torna, puntuale a settembre, il programma di appuntamenti “Venerdì Storia. Incontri sul filo della memoria” per far conoscere gli eventi più rilevanti della storia locale, o dei suoi legami e risvolti con le vicende internazionali, approfonditi da autorevoli esperti.
L’iniziativa è promossa dalla biblioteca civica di Bassano in collaborazione con le sezioni bassanesi delle associazioni Anpi, Avl, 26 settembre, Acli e Ana e con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della Provincia di Vicenza “Ettore Gallo”.Dopo l’incontro d’apertura “Bassano, città ferita”, nel quale lo storico Paolo Pozzato ha raccontato alcuni capitoli drammatici legati ai bombardamenti sulla città durante la Grande Guerra (documentati dalle centinaia di borchie metalliche poste sulla grande lapide marmorea di piazza Garibaldi, appena restaurata dal Rotary Club Bassano Castelli), il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 22 settembre, alle 17.30, in Biblioteca. Lo storico Francesco Tessarolo stringerà l’obiettivo sullo scoutismo a Bassano che festeggia i 100 anni di attività, raccontando, soffermandosi in particolare sui periodi del fascismo e della Resistenza. Venerdì 29 settembre, sempre alle 17.30 in Biblioteca, Guido Samarani dell’Università veneziana di Ca’ Foscari, allargherà gli orizzonti affrontando il tema della Cina contemporanea, dalla fine dell’Impero a oggi. A seguire, il 6 ottobre, sempre a partire dalle 17.30 ma nella sala Chilesotti del museo Museo Civico, Vincenzo Lavenia dell’Università di Bologna parlerà della Controriforma e dei suoi sviluppi in Italia e nel mondo.
Venerdì 13 ottobre si torna in biblioteca (dalle17.30) per un’analisi suoi luoghi del fascismo condotta da Giulia Albanese dell’Università di Padova, mentre l’incontro del 20 ottobre affronterà i temi dei nazionalismi, delle memorie, degli usi politici della storia con l’intervento di Guido Crainz, storico, giornalista, docente dell’ Università di Teramo (dalle 17.30 in biblioteca). Il ciclo di incontri proseguirà il 27 ottobre, in sala Chilesotti, affrontando un tema particolare: la diplomazia del terrore, ponendo l’accento sull’attentato alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 e della alla strage di Lockerbie del 1988. L’argomento sarà sviluppato da Valentine Lomellini dell’Università di Padova. Il penultimo appuntamento della rassegna autunnale
2023 sarà dedicato alla battaglia sul monte Asolone nel massiccio del Grappa, fra il 1917 e il 1918, nei ricordi di Otto Gallian. Interverrà lo storico cittadino Paolo Pozzato (sala Chilesotti, mercoledì 8 novembre alle 17.30). La proposta culturale si chiuderà mercoledì 15 novembre (sempre in sala Chilesotti alle 17.30) con l’intervento dello storico Eric Gobetti che affronterà il delicato tema “I carnefici del duce. Crimini e criminali fascisti in Libia, Etiopia, Grecia e Jugoslavia”. Gli incontri si svolgono
in presenza e vengono trasmessi anche in streaming sui canali social della biblioteca civica (Facebook, Youtube). L’ingresso è libero e gratuito fino all’esaurimento dei posti disponibili. Agli studenti che lo richiedono viene rilasciato un attestato di frequenza valido ai fini della maturazione del credito formativo. Per l’occasione la Biblioteca mette a disposizione per il prestito e la consultazione delle bibliografie sulle tematiche affrontate nel corso della rassegna.
Raffaella Forin
Studenti dell’Università di Toronto a Bassano
Ventidue studenti dell’Università di Toronto sono stati in visita a Bassano per un soggiorno di studi sulla storia del libro. Ad accompagnarli ill professor Paolo Granata, esperto di cultura del libro e membro dell’UNESCO in Canada, nell’ambito del “Summer Abroad” dell’Università di Toronto, programma di corsi estivi universitari che si svolgono all’estero. Il corso del professor Granata è incentrato sul libro italiano rinascimentale e ispirato alla figura dello stampatore e umanista veneziano Aldo Manuzio. Al motto di “Festina Lente” – affrettati lentamente – rappresentato nella celebre marca tipografica di Manuzio, gli studenti
dell’università canadese hannoì visitato i luoghi più rappresentativi della storia e cultura del libro in Italia. Tra questi, Bassano del Grappa, dove i ragazzi sono stati accolti con grande entusiasmo dall’amministrazione comunale e dall’assessore alla Cultura, Giovannella Cabion, che li ha accompagnati ad ammirare la centenaria storia della famiglia Remondini, il patrimonio librario del museo civico e della biblioteca, e le esposizioni di Palazzo Sturm. “Abbiamo ospitato i ragazzi dell’Università di Toronto con grande orgoglio –spiega l’assessore Cabion – e con l’entusiasmo di far conoscere loro un patrimonio storico e culturale, custodito nella nostra città, ricco di valore e di potenziale per studenti, cultori e appassionati di libri e di stampa a livello internazionale. La visita ha offerto anche l’occasione per avviare un rapporto tra Bassano e Toronto e costruire ulteriori progetti di scambio nel prossimo futuro”.
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Venerdì Storia. Autorevoli esperti per approfondire fatti ed eventi di storia locale e i risvolti legati alle vicende internazionali
Cultura
Imprese e imprenditori
Escursioni fuori porta. La tappa numero 12 prevede un percorso che parte da Cismon del Grappa e arriva a Bassano
L’itinerario vicentino della Romea Germanica: due tappe tutte da scoprire
Germania, Austria ed Italia.
Un percorso di 2.200 chilometri da Stade a Roma, suddiviso in 94 tappe delle quali 44 in terra tedesca, 4 in quella austriaca e 46 in quella italiana. Di queste, 2 sono nell’area vicentina. Si tratta della via Romea Germanica, la cui esistenza è documentata con certezza in carte del XIII secolo rinvenuti in Germania ed in Inghilterra e nel 1256 da Alberto di Stade monaco viaggiatore. È poco nota ai più, pur avendo una grande valenza culturale. Conosciamo nello specifico le tappe vicentine. Si tratta della numero 12 da Cismon del Grappa a Bassano del Grappa. Percorso classificato come facile, che si snoda lungo il fiume Brenta con tratti anche di ciclabile. Da Cismon, si arriva alla frazione di Costa, con la sua bellissima falesia per le arrampicate. Si va in disce-
sa lungo il versante destro del fiume Brenta. Si attraversano in successione Valgadena, Giara Modon, San Gaetano, Mori con le sue gigantesche cave di dolomia, e subito dopo un campo di gara per canoisti, Valstagna da una parte e Carpanè di fronte. Centri suggestivi come Oliero con le sue grotte e poi San Nazario e Campolongo sul Brenta. La valle si allarga e si ritorna a camminare sull’argine del fiume. Si entra a Contrà Fietto, si attraversa il borgo di Campese per ritornare sul greto del fiume Brenta. Si incontrano la Chie-
sa e Monastero di Santa Croce. Ancora a camminare lungo il Brenta su un bel tracciato che finisce poco prima del Ponte di Bassano. Attraversato, si arriva in piazza della Libertà, il centro della città. Tappa successiva, lunga ma facile, è la numero 13 e porta fino a Piazzola sul Brenta in provincia di Padova. Fiancheggia il fiume Brenta, pochi centri abitati e molta natura. Da piazza della Libertà a piazzale Cadorna davanti alla chiesa gotica, ossario dei Caduti della Prima Guerra Mondiale. Poi via Colomba. Si sale sull’argine sinistro del Brenta che diventa sentiero sterrato, poi strada e nuovamente sentiero. Si ritorna sulla strada e poi si risale sull’argine e si sottopassa la Statale 248 e la Provinciale 58, in prossimità di Cartigliano. Dopo qualche chilometro ecco il ponte di Friola. Si va verso Camazzole, entrando in terra padovana essendo frazione di Carmignano di Brenta, fino a via Bernardino. Il percorso passa fra il fiume e il lago di Camazzole. Si riprende una stradina, si supera una cava e si ritorna lungo il fiume. Sottopassato il ponte di Fontaniva, poi quello della ferrovia, c’è una bell’area picnic non attrezzata. Oltre il Brenta a 5 km c’è Cittadella. Si continua a percorrere la pista ciclabile del Brenta con a sinistra il fiume e a destra il lago di Grantorto. Si giunge sulla Provinciale 27, nelle vicinanze di Carturo. Dopo aver preso una carrareccia, si torna a seguire la pista ciclabile. Poi la si lascia arrivando a Villa Contarini, centro di Piazzola sul Brenta.
Michelangelo Cecchetto
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Itinerari
Uno dei percorsi cicloturistici lungo il fiume Brenta
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Hockey. Il prossimo 8 ottobre il debutto della squadra del riconfermato coach Miguel Viterbo
Ubroker Bassano pronto per la prima di campionato con il Grosseto
Ruggente e ringhiante su ogni partita. Esiste un obiettivo dichiarato di massima (“Vogliamo stare tra le prime quattro al termine della regular season”, l’ipse dixit del main sponsor Fabio Spallanzani) e un traguardo di tappa da provare ad agguantare ogni week end. “Quello di tirare a vincere ogni match ragionando un incontro alla volta”, ribadisce Mr. Ubroker.
Il nuovo Bassano si ripresenta in pista con le idee chiarissime e un roster rinfrescato per bene. L’appuntamento è per domenica 8 ottobre alle 18 al palasport di Bassano nel debutto casalingo in campionato col Grosseto mina vagante del torneo – subito una grande sfida – ma intanto la comitiva sgobba di brutto in palestra e al palasport e l’ambiente carica le batterie.
“Stiamo lavorando per essere pronti unicamente per il via della serie A – argomenta il riconfermato coach portoghese Miguel Viterbo – personalmente dei risultati dei test di precampionato non so che farmene, se non a trarre indicazioni per far ccrescere la squadra. Ma la meta è solo il campionato dove i punti contano per davvero. Anche se capisco che per i giocatori centrare qualche risultato in preseason è utile a rinforzare l’autostima. Tuttavia mi sono dato solo l’imperativo di essere in condizione per l’8 ottobre e la prima giornata col Grosseto, il resto non mi tocca. L’organico è più profondo ed equilibrato del precedente – incalza il coach lusitano – puntiamo a sviluppare la medesima aggressività difensiva e a migliorare l’incisività sottoporta. Ho dodici giocatori in rosa, per me non ci sono gerarchie di partenza se non quelle dettate dall’allenamento quotidiano: per come la vedo io un diciottenne e un trentenne partono sullo stesso piano. Gioca chi mi offre maggiori garanzie di rendimento in pista”.
Tre addizioni mirate in estate (l’azzurro Nicolas Barbieri, un gradito ritorno il suo, poi il jolly portoghese Ivo Silva, leader carismatico dentro e fuori dal campo e infine l’attaccante do Portugal, Joca Guimaraes).
Con loro il resto della comitiva: il portierone Francisco Veludo, il veterano Samu Amato, il neocapitano Andrea Scuccato, il confermatissimo Alberto Pozzato, il portiere di scorta Cesar Bertuzzo, il giovanotto rampante Mattia Baggio e i due prospetti su cui investire Jacopo Geremia e Nicola De Palo ad assicurare intercambiabilità di ruoli e rotazioni costanti.
“E’ un Ubroker Bassano nel quale credo ciecamente – chiarisce il patròn Fabio Spallanzani – vedo due formazioni sulla carta superiori come Forte dei Marmi e Trissino, magari una terza che può essere Lodi, Follonica o Valdagno al nostro livello, poi però ci siamo noi. Ecco perché mi aspetto un piazzamento tra le prime
quattro al termine della regular season e un playoff poi da protagonista. E anche in Coppa Italia miro a fare strada replicando quantomeno il percorso della scorsa stagione con l’accesso alla final four tricolore.
Ci sono tutte le premesse per un’annata avvincente: nello scorso torneo ci è mancato l’acuto conclusivo da aprile in poi, anche a causa di malanni e assenze varie; stavolta invece conto di correre sino in fondo, a patto di non essere bersagliati dagli infortuni. Inoltre faccio affidamento sul pubblico, non solo la curva meravigliosa che ci accompagna o lo zoccolo duro degli appassionati. Io ho scommesso ad occhi chiusi sul Bassano e mi sento bassanese d’adozione, vorrei che la gente ci stesse vicino più che mai”. Bassano vuol essere scomodo per tutti.
Vincenzo Pittureri
“Vogliamo stare tra le prime quattro al termine della regular season - è l’obiettivo del main sponsor Fabio Spallanzani -. Oltre a un traguardo di tappa da provare ad agguantare ogni week end”
In alto il nuovo acquisto portoghese Ivo Silva con il main sponsor Fabio Spallanzani
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Atletica.
Il Gruppo Sportivo Marconi per la Federazione è “Polo nazionale giovanile del talento”
Progetti per giovanissimi, giovani e over 65: allo stadio di San Giuseppe atletica per tutti
Vinti quattro bandi di “Sport e Salute” e Fidal. Si può aderire sino a fine settembre. Soddisfazione per il “Progetto Pista” (Piano di sviluppo del talento) assegnato a solo 100 società di atletica in Italia tra cui il GS San Giuseppe
Fervono le iniziative allo stadio di atletica di San Giuseppe di Cassola, dove il Gruppo Sportivo Marconi, aderendo di bandi di “Sport e Salute”, la Società dello Stato che promuove lo sport, e Federazione Italiana di Atletica Leggera, è stato assegnatario di ben tre progetti e si appresta ad avviare anche il quarto, con le scuole.C’è grande soddisfazione soprattutto per il “Progetto Pista” (Piano di sviluppo del talento), che è stato assegnato a solo 100 società di atletica in Italia, che possono ora fregiarsi del titolo di “Polo Nazionale Giovanile del Talento”. Il Progetto Pista è destinato a giovani dai 15 ai 19
anni, inseriti nei gruppi di allenamento, che possono così scoprire l’atletica, capire come ci si allena, sperimentare le loro attitudini nelle diverse discipline, in particolare nei lanci, nella corsa e nei salti. Un altro progetto avviato a Cassola riguarda anche i più giovani, quindi dai più piccoli fino ai quindicenni. Si tratta di “Run Card Young”: i ragazzi e le ragazze partecipano agli allenamenti nei gruppi delle loro fasce di età e vengono soprattutto introdotti alla corsa, veloce o “lunga”, che è alla base di ogni disciplina sportiva.Una novità riguarda anche gli Over 65, che partecipano al progetto “Run Card Silver”, con
allenamenti di base destinati soprattutto ad esercizi per la tonicità fisica e per la camminata: si tratta di un’attività destinata a “convincere” i sedentari a mettere in atto pratiche di movimento, a tutto vantaggio della salute. I progetti, e il reclutamento, sono scattati a maggio con l’arrivo di
Secondi d’Italia ai Campionati Italiani Libertas a Foligno
decine e decine di giovani atleti desiderosi di sperimentare l’atletica leggera. Ma le adesioni sono ancora aperte, sino a fine settembre. «Con una quota simbolica tanti giovani possono scoprire l’atletica leggera – spiega Claudio Strati, presidente del GS Marconi –. Vengono seguiti dal nostro
Spettacolare spedizione in Umbria per il Gruppo Sportivo Marconi, ai Campionati Italiani Libertas in luglio. Il club di atletica, che ha sede allo stadio comunale di San Giuseppe di Cassola, è arrivato a Foligno con due pullman e quasi 100 persone: oltre 70 atleti dai 9 ai 25 anni più due master, con tecnici, dirigenti e accompagnatori. Ottimi i riscontri finali. Dopo due giorni di gare, con quasi 2mila atleti gara, il GS Marconi, nelle graduatorie finali a squadre, si è piazzato al secondo posto d’Italia per 3 volte: nella classifica giovanile (Ragazzi/e e Cadetti/e), in quella assoluta (Allievi, Juniores, Promesse, Seniores m/f) e nella combinata generale. Una bella conferma dopo che un anno fa, a Pistoia, aveva conquistato il titolo tricolore della combinata e un 2° e un 3° posto nelle classifiche parziali.
staff e si impegnano ad esserci almeno una volta alla settimana fino a dicembre. Ovviamente chi vuol partecipare a più sedute di allenamento settimanali è ben accetto. La Federazione ha varato questa operazione di sviluppo dell’atletica che sta dando ottimi risultati sul territorio, siamo l’unica società del Bassanese ad essere stata assegnataria dei bandi». Per gli Over 65 l’adesione è del tutto gratuita, e anche in questo caso si può aderire entro settembre. Il quarto progetto, “Porte aperte allo sport”, prende il via con l’anno scolastico e viene sviluppato con le scuole (si tratta dei Comprensivi di Romano, Mussolente e Cassola) e qui, novità, potranno interagire con l’atletica anche alcune società delle federazioni di danza sportiva e bocce, a sottolineare l’interdisciplinarietà che deve esserci nello sport.
24 www.ilbassano.com Sport
Pallavolo. Acquisiti i diritti della serie B, ora a un passo dalla A2 disputata per un decennio
Bassano Volley riparte dalla serie B e torna a pensare in grande
Èun primo passo verso la gloria o comunque verso quei palcoscenici più consoni a un club che in un recente passato ha anche conosciuto i fasti della serie A. Dunque il Bassano Volley ha acquisito i diritti della serie B, a un solo gradino da quella serie A2 vissuta per quasi un decennio da protagonista a inizio del nuovo millennio accarezzando più volte il balzo verso il Paradiso dell’A1 oggi Superlega. La finalissima sfumata con Cagliari (dinanzi agli oltre 4 mila del palazzo) o il play-
Nel medio e lungo termine sarà possibile alzare il volume delle aspettative per una squadra che giocherà le sue partire al CMP Arena (ex Paladue)
off evaporato all’ultimo tuffo con Latina sono ancora sotto gli occhi di tutti i supporter sottorete, eppure la passione per la pallavolo da queste parti non è mai scemata e anzi ha continuato a covare sotto la cenere. E adesso il club del presidente Fiorenzo Signor, lo stesso impagabile timoniere di allora ha riallacciato il discorso col volley che conta. La serie B è il primo passo da consolidare e conservare con cura attraverso una formazio-
ne costruita quasi unicamente coi ragazzi del territorio. Poi, nel medio e lungo periodo sarà possibile alzare il volume delle ambizioni ma intanto la prerogativa è preservare assolutamente la categoria. E per questa missione ecco richiamato in plancia coach Diego Poletto, trainer già transitato con successo su queste sponde e uomo che conosce l’ambiente come pochi. Lui dovrà traghettare i giallorossi progressivamente al porto
della tranquillità. Per adesso c’è stata la svolta tanto attesa di tornare in un campionato maschile di punta. Giocare poi alla CMP Arena (l’ex Paladue) può rappresentare l’anticamera di future foriere collaborazioni e partnership e allora non è irrealistico dire che si apre una nuova era per il volley a Bassano e ci sono tutti i presupposti per poter progettare e forse pure pensare di nuovo in grande.
Vincenzo Pittureri
Bassano Fc: ritorno in serie D e avvio di campionato con Gruppo Sartorello nuovo main sponsor
Il Bassano Fc, tornato lo scorso giugno in serie D, in occasione della stagione e del campionato cominciato questo mese, ha accolto un nuovo main sponsor. Si tratta del Gruppo Sartorello di Vicenza, realtà edile del capoluogo impegnata nel ramo delle costruzioni di prestigio e non solo che ha voluto affiancare il club giallorosso nel percorso della serie D. “Da sempre il nostro gruppo è impegnato nello sport – ammette Paolo Sartorello, 50 anni – prima nel nuoto e adesso nel Rugby Vicenza. Ora abbiamo voluto avvicinarci con entusiasmo anche al Bassano Calcio per sostenere un club in crescita”. Dal canto suo anche il presidente del Bas-
sano, Francesco Baggio non ha nascosto la propria soddisfazione. “Mi fa enormemente piacere che un gruppo imprenditoriale della statura e dello spessore di Sartorello abbia deciso di sposare il nostro progetto – sottolinea
Baggio – dando forza e ulteriore solidità alla nostra piattaforma societaria”. Contestualmente lo storico marchio CMP della famiglia Campagnolo rimarrà come co-sponsor e presente sulla maglia da gioco. (v.p.)
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Un’azione in attacco della squadra del Bassano Volley
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Per il rilancio richiamato coach Diego Poletto, trainer che conosce l’ambiente come pochi
Bellezze tricolori. Dieci
le
miss venete partecipanti allo storico concorso che ha per patron Patrizia Mirigliani
Miss Italia Veneto, la corona a Luna Mariasole Meneguzzo di Brendola
Le ragazze vicentine hanno vinto il titolo assoluto di Miss Italia Veneto con Luna Mariasole Meneguzzo, 24 anni di Brendola, ed una fascia di prefinalista nazionale con Nicole Reato, 19 anni di Chiuppano
Si è conclusa a Solesino in provincia di Padova, la 84^ edizione di Miss Italia per la regione Veneto, definendo la squadra delle dieci miss che rappresenteranno la regione alle fasi finali dello storico concorso con patron Patrizia Mirigliani. Un successo per le rappresentanti della terra vicentina. Hanno vinto il titolo assoluto di Miss Italia Veneto con Luna Mariasole Meneguzzo, 24 anni di Brendola, ed una fascia di prefinalista nazionale con Nicole Reato, 19 anni di Chiuppano. Erano diversi anni che la corona del Veneto non veniva indossata da una ragazza vicentina. Per Luna Mariasole Meneguzzo il posto da finalista nazionale è assicurato. Nicole dovrà affrontare la prefinale assieme alle miss di tutta Italia. In
41 a sfidarsi per il titolo più ambito. Come sempre ci sono dei pronostici che sono le partecipanti stesse a fare, conoscendosi nel corso delle numerose selezioni. All’annuncio della vincitrice, ad essere stupita non era solo lei, ma molte altre miss che pensavano ad altre ragazze. La vittoria è quindi ancora più gradita. “Non mi aspettavo veramente di vincere – racconta la neo reginetta alta 180 centimetri, occhi azzurri e capelli castani – Avevo già una fascia da prefinalista nazionale ed il traguardo per me era già importante”. Italiana da parte del papà Lucio, imprenditore, tedesca da parte di mamma, Sandra Fuka, pittrice, ha un fratello di 27 anni, Leon. Oltre alle lingue dei genitori parla inglese e spagnolo, è diplomata al liceo lin-
guistico Pigafetta di Vicenza ed è al quinto anno della facoltà di medicina all’università internazionale a Cipro. “Dà la possibilità nel secondo semestre di fare pratica in cliniche di varie città –spiega – Desidero specializzarmi in medicina della prevenzione”. Per Luna Mariasole una sorta di percorso contrario riespetto alle altre miss. “Ho fatto la modella cominciando da quando avevo 15 anni, coniugando questo impegno con gli studi, sempre sostenuta dalla famiglia. Dopo
Nicole Reato pronta alla prefinale assieme ad altre 8 miss
Sono nove le prefinaliste del Veneto a Miss Italia. Tra loro c’è Nicole Reato, 19 anni, abitante a Chiuppano. E’ impegnata nello studio all’istituto socio sanitario ed è appassionata di canto. E’ stata eletta durante la tappa veneziana svoltasi a Mirano, all’interno della rassegna del Mirano Summer Festival. Il suo titolo regionale è quello di Miss Sport Givova Veneto che appunto le apre le porte delle prefinali nazionali. Chi sono le altre miss? Sono una veronese, una padovana, due veneziane e quattro trevigiane. Miss Sorriso Veneto è Sabrina Gerhofer, 22 anni di Caprino Veronese, opera nel settore immobiliare e fa la modella, Miss Rocchetta Bellezza Veneto è Veronica Furegon, 23 anni di Padova, laureanda in ingegneria gestionale ed ex atleta di ginnastica artistica, Miss Social Veneto scelta attraverso i video inviati a Roma
con tema la promozione del proprio territorio “Miss Italia racconta l’Italia”, è Veronica Boscolo Cegion, 21 anni di Sottomarina, organizzatrice di eventi, Miss Prefinalista Veneto è Yassine Gueye, 24 anni di Venezia, modella, mentre la fascia di Miss Framesi Veneto la indossa Vittoria Gasparin, 19 anni di Quinto di Treviso, impiegata, Miss Miluna Veneto è Gioia Sartor, 18 anni di Montebelluna (Treviso), studentessa al liceo sportivo e nuotatrice a livello agonistico, Miss Eleganza è Aurora Arrigoni, 24 anni di Campocroce di Mogliano Veneto (Treviso) osteopata, modella e karateka, e Miss Cinema Dr Kleein è Melany Reginato, 23 anni di Castelcucco (Treviso), con studi in economia e marketing nel settore agroalimentare ed enologico, lavora nell’azienda di famiglia che produce Prosecco. (m.c.)
il diploma, per un anno ho fatto solo questo, lavorando in tutta Europa. Non avevo mai fatto un concorso di bellezza. Un’amica modella me ne ha parlato bene e così ho deciso di iscrivermi essendo una esperienza nuova, ma soprattutto una opportunità per farmi conoscere come cantante”. Sì perché l’aspirazione della Miss Italia Veneto 2023 nel mondo dello spettacolo è quella di diventare una cantautrice professionista. Alla finale ha interpretato uno dei suoi pezzi.
“Canto da quando ero piccola, ho partecipato a vari concorsi e da un anno compongo ed un giovane e dinamico produttore crea le melodie. Sto lavorando molto anche sulla identità artistica, spero di poter realizzare un disco. Alcuni dei miei pezzi sono già diffusi in vari canali”. E’ fidanzata, “una storia nuova con un ragazzo veronese che mi dà un supporto morale non indifferente”. Miss Italia è la storia dei concorsi che non poche persone considerano superati ed ancor più, svilenti per le donne. “L’Italia è il paese del bello in tantissimi settori, affermare queste cose non ha senso, lascia il tempo che trova, pur nel rispetto di tutte le opinioni. Mi spieghino perchè i concorsi no e la Milano Fashion Week sì. A chi mi sento di dedicare la vittoria? A me stessa. Non mi dico mai “sono orgogliosa di me”. Bisogna essere autocritici, per una volta va bene darsi una pacca sulla spalla e dirsi: brava!”
Michelangelo Cecchetto
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#Regione
Migranti.
“Il Veneto sta facendo la sua parte ma l’Europa è distante e assente”
Sotto pressione ancora una volta i sindaci e i prefetti alle prese con la gestione degli arrivi ancora numerosi e le inevitabili tensioni sul territorio
Con l’arrivo dell’autunno non si parlerà più di emergenza migranti, almeno non nei termini usati in queste ultime settimane. La questione, però, resta più aperta che mai e gli sbarchi, dopo la fisiologica flessione invernale, riprenderanno la prossima primavera e di nuovo si tornerà ad usare il termine emergenza. Sotto pressione, ancora una volta, i sindaci e i prefetti, alle prese con la gestione degli arrivi e le tensioni che inevitabilmente si creano. L’accoglienza diffusa è indicata come la via maestra ma le difficoltà non mancano. Nei mesi scorsi il presidente del Veneto Luca Zaia aveva proposto una cabina di regia con gli enti locali per sperimentare forme di accoglienza diffusa. A caldo, complici le numerose tensioni, questa
proposta non fu raccolta. Guardando però al futuro dei prossimi mesi una strategia condivisa è ormai irrinunciabile anche se di difficile realizzazione.
Zaia intanto tende la mano ai sindaci.
“Sono i sindaci che hanno conoscenza dei propri territori - mette in chiaroe sanno quale è il livello di ospitalità che possono garantire o hanno garantito. Non dimentichiamo che il Veneto ha dato ospitalità e un progetto di vita a oltre 550 mila migranti, che si sono insediati e integrati e rappresentano il 12 per cento popolazione regionale”.
Zaia continua sottolineando che “i sindaci stanno facendo la loro parte ma non possiamo continuare a chiamarli all’appello, pensando che si possa ospitare all’infinto. Al di là della sostenibili-
tà, serve dignità nell’ospitalità. Ma c’è anche una comunità che sta cambiano pian piano fisionomia e che avrà bisogno di modificare i propri modelli educativi, di servizi dell’educazione. Di questo nessuno parla”. Intanto resta sul piatto la necessità di dare una risposta di fronte all’emergenza. “Con questi numeri la situazione è insostenibile e l’Europa è latitante, - aggiunge il presidente del Veneto - è il convitato di pietra. Ma a voi sembra normale che l’Europa percepisca Lampedusa come il confine italiano, quando è lo stesso migrante che arriva a Lampedusa a pensare di essere in Europa. Ma l’Europa non c’è. Andate a chiedere in Ue che fine ha fatto la redistribuzione dei migranti che sbarcano e arrivano in Italia. Praticamente siamo a zero. Molto spesso, infine, stiamo dando assistenza per lo più a migranti economici, si pensi solo che solo l’8 per cento dei migranti arrivati avrà il riconoscimento dello status di rifugiato. Questo dà la dimensione dello sforzo che dedichiamo
anche ai migranti economici, quando invece dovremo dedicarci ad ospitare chi veramente scappa dalla morte. L’Europa - conclude il governatoredeve prendere la situazione in mano, e lo dice un europeista convinto, e non
lasciare sola l’Italia che non può diventare il ventre molle del Mediterraneo”.
Mario Conte: “Noi sindaci in prima linea, costretti a fare i salti mortali”
“Si chiede di risolvere un problema alla radice partendo dalle foglie”. Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, sulla questione migranti sgombra il tavolo da ogni equivoco: “I sindaci sono l’elemento più basso della filiera, ma il problema deve essere risolto a monte”. Fa appello agli enti superiori, Europa in primis, affinché si mettano una mano sulla coscienza ed evitino uno scaricabarile che, via via, arriva fino ai comuni, “con i sindaci costretti a fare i salti mortali senza strumenti, senza spazi, senza risorse, passando per quelli che non sono in grado di gestire e soprattutto dovendo dare spiegazioni alle comunità”. Secondo Conte infatti, se un’emergenza viene gestita bene, viene anche capita: “Perché le comunità reagiscono bene a fronte di organizzazione e scelte condivise e spiegate, ma se ci sono casualità, imposizioni e cattiva gestione allora reagiscono male. Il Covid ce l’ha insegnato”. Una linea di pensiero che in questi giorni viene analizzata in occasione degli Stati Generali dei Comuni del Veneto, in programma a Verona, dove tra i tanti temi sul piatto c’è anche quello dell’emergenza umanitaria
dei migranti. “Noi sindaci siamo disponibili a fare la nostra parte, ma non possiamo risolvere da soli i problemi della migrazione dall’Africa, fermo restando che oggi stiamo gestendo Africa, Afghanistan, Ucraina e comunità locali, perché le emergenze sociali in essere sono tantissime”, precisa il primo cittadino di Treviso, sottolineando la fase
Agli Stati Generali dei Comuni veneti di Anci un appello per l’emergenza umanitaria
particolarmente difficile che i comuni si trovano a vivere, dai costi elevati agli sfratti. “In questo momento storico tutto è molto più complicato e non si tratta di una questione di volontà. Parlo con sindaci che politicamente dovrebbero essere molto più accoglienti, più aperti e disponibili, ma – racconta Conte – rispondono che non hanno né risorse, né spazi e temono, proprio per la fase par-
ticolare che stiamo attraversando, di non trovare nemmeno la sensibilità da parte della loro comunità”.Nella sua Treviso, alla ex caserma Serena, dal 2015 è attivo uno dei centri di accoglienza più grandi della regione. Passato da 600 a 180 presenze quando Matteo Salvini era ministro dell’interno, l’hub trevigiano in questi anni non è mai stato svuotato. Ora il riempimento è ricominciato. “Si va a fasi alterne, ma del resto o l’Europa decide di investire seriamente sui Paesi di partenza per cercarse di costruire un futuro a queste persone nei loro territori, oppure è necessario pensare a qualcosa di diverso”. Un gesto simbolico, un avvicinamento fra un’emergenza e un’esigenza, è in fase di realizzazione proprio in questi giorni.
“Stiamo censendo le esperienze professionali dei migranti che accogliamo alla Serena per provare ad avvicinare parte economica e sociale. Presenteremo l’elenco – spiega il sindaco di Treviso – alle aziende, agli artigiani, agli industriali. Poi però rimane il tema della casa, perché è davvero una questione tanto articolata”.
Sara Salin
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Zaia, “raggiunti i livelli massimi di ospitalità”, alla ricerca di una strategia oltre l’emergenza
Mario Conte
Luca Zaia
Regione
Il dibattito. Gli interventi dei sindaci di Padova, Vicenza e Verona
Dopo l’emergenza affrontata anche in Veneto in seguito agli sbarchi estivi i sindaci delle tre principali città della regione sono disponibili ad un confronto pragmatico sull’accoglienza diffusa e sulle soluzioni per affrontare l’arrivo dei migranti. Ecco le loro posizioni
Sergio Giordani (Padova):
“Orgoglioso della nostra risposta”
“Sono assolutamente convinto che la scelta di collaborare a Ferragosto con la Prefettura sia stata giusta; la rivendico, e ha protetto la città, l’unica cosa che a me interessa. Spero sia chiaro a tutti che, in quei giorni, con tutti i “no” che venivano opposti all’accoglienza diffusa, se non avessi aperto io le porte a una soluzione temporanea, per senso di responsabilità e collaborazione Istituzionale, oggi a Padova con probabilità ora avremmo un hub”.
“Sono orgoglioso, come sempre, della nostra straordinaria Padova e della sua gente. Dalle cittadine e i cittadini dei quartieri interessati, alle parrocchie, alle associazioni, alle scuole, alla Croce Rossa tutte e tutti hanno compreso la scelta temporanea ed emergenziale e hanno aiutato come potevano. Mi ha commosso sapere che dei bambini hanno fatto trovare delle lettere per i profughi. Questa è Padova, al netto delle grandi e piccole strumentalizzazioni”.
“Ribadisco con schiettezza e serenità quello che ho sempre detto: sono contrario a maxi hub. Una scelta sbagliata e miope che rappresenterebbe un grave fallimento del sistema di gestione nazionale, un problema per la comunità, una soluzione non dignitosa per chi viene ospitato, con le ovvie conseguenze sul territorio. Farò tutto quello che posso fare per evitare imposizioni in questo senso nei prossimi tempi. A Padova come a Roma, lavoriamo perché si prenda atto che un’estate come questa sempre sull’orlo dell’emergenza non ci deve più essere. Usiamo il tempo che abbiamo davanti per trovare soluzioni virtuose frutto di buon senso, pragmatismo e cooperazione, soluzioni che, per essere buone, non possono che prevedere di sistemare queste persone in piccoli nuclei diffusi”.
Giacomo Possamai (Vicenza):
“Anticipare i tempi, ciascuno faccia la sua parte”
“Come amministratori, siamo oggi chiamati a lasciare da parte valutazioni di mera utilità elettorale a breve termine e, invece, a concentrarci su soluzioni che siano effettivamente efficaci e utili per le nostre comunità. Dobbiamo anticipare i flussi migratori, lavorando a stretto contatto con le organizzazioni internazionali e nazionali, per sviluppare piani d’azione condivisi, chiari e ben definiti. Insieme a tanti altri sindaci del nostro Veneto e del paese, in questi mesi abbiamo insistito su un principio di base: dobbiamo distribuire equamente le persone all’interno di tutto il nostro territorio. Se tutti fanno la loro parte, proporzionalmente, questa è una sfida che possiamo vincere. L’accoglienza diffusa è un approccio che evita la concentrazione di migranti in un unico luogo, soluzione che si è già rivelata completamente errata. Ogni quartiere può contribuire in modo unico all’accoglienza, offrendo opportunità culturali, sociali e di lavoro. Questo è l’approccio che può contribuire a ridurre le tensioni e promuovere la coesione sociale. Dobbiamo investire in servizi che promuovano l’integrazione linguistica, culturale e sociale dei migranti. Una persona che arriva nei nostri territori deve trovare un’abitazione dignitosa, ma deve anche avere modo, rapidamente, di conoscere la nostra lingua e le nostre tradizioni per potersi integrare. Su queste basi sono estremamente disponibile a lavorare nei prossimi mesi con Governo, presidente Zaia e i miei colleghi sindaci, nella speranza di arrivare alla prossima estate senza trovarsi, un’altra volta, punto a capo, ma capaci di affrontare la questione con uno sguardo lungo e vincente nella gestione dei flussi migratori.”
Damiano Tommasi (Verona):
“Collaborare
“I l legislatore non assegna ai Sindaci ruoli specifici nella gestione dei migranti, ma non possiamo non fare la nostra parte anche perché ci sono due aspetti decisamente dirimenti. Il primo è rappresentato dalle ricadute sui territori: la regia nazionale ha il bisogno e il dovere di confrontarsi; il secondo è legato al tipo di risposta e ai servizi da garantire. Purtroppo temo che, come è già stato in passato e come avviene su certi temi delicati, che diventano elettorali, le polemiche prendano il sopravvento sul dialogo. Io non mi stancherò mai di ripeterlo: il fenomeno migratorio va gestito con criterio nella distribuzione dell’accoglienza che, ricordo, è in capo alle Prefettura, ma serve un supporto delle amministrazioni. Questo ovviamente risolverà parte della questione, ma non basterà perché le prefetture hanno bisogno anche del dialogo con il privato sociale, con le realtà che con competenza e professionalità possono seguire questi fenomeni. Altrimenti tutto viene esasperato. Oggi il Comune sostiene 62 rifugiati, tra cui donne e minori, con l’accoglienza diffusa. Al momento invece non abbiamo spazi a portata di mano da gestire, già pronti, come Cas. Credo, semmai, che uno degli ambiti su cui si potrebbe investire di più sia quello di dialogare con associazioni di categoria come quelle dell’agricoltura, o Confcommercio: hanno l’accesso ai flussi, controllati, per quanto riguarda ambiti lavorativi. E aziende hanno bisogno di lavoratori. Io confermo la mia disponibilità a lavorare in questo senso con tutti quelli che comprendono che non è con i grandi Hub che si può fare il bene del nostro Paese e di queste persone costrette alla fuga dai loro territori di origine”.
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“Accoglienza diffusa, siamo pronti al confronto”
con le prefetture e il privato sociale”
L’intervista.
Italia in Veneto è sempre più forte, adesioni coerenti con un partito in crescita”
Si parla molto in questo momento dei cambi di partito che stanno interessando alcuni gruppi, soprattutto la Lega. Chiediamo a Flavio Tosi, coordinatore veneto, com’è la situazione di Forza Italia?
“Oggi Forza Italia a livello nazionale, anche perché abbiamo un leader credibile, capace e competente come Antonio Tajani, riesce a dare l’affidabilità che gli elettori cercano. Una volta c’era più ricerca di demagogia, più populismo nelle scelte, ma oggi prevale il pragmatismo e la concretezza che Forza Italia riesce a offrire. Anche a livello veneto oggi siamo considerati un partito in crescita, con una base che si allarga e con persone credibili e capaci di amministrare. Insomma, stiamo recuperando il terreno che una volta in Veneto avevamo perso”.
Ci sono nomi in questi cambi che stanno facendo scalpore. Può confermarne qualcuno?
“Finchè non si fanno annunci ufficiali, per rispetto degli interessati, non confermo nulla. È vero però che di
settimana in settimana comunicheremo nuove adesioni a tutti i livelli, comunale, provinciale e regionale”. Quindi è vero che c’è un certo fermento?
“Assolutamente sì. Oggi Forza Italia è un partito forte, i sondaggi ci danno come secondo partito a livello nazionale. Non siamo più il terzo partito. Questo porta ovviamente a nuove adesioni: Forza Italia,
contrariamente a quanto dicevano i corvi di sventura, è in crescita”. La scomparsa di Silvio Berlusconi ha aperto necessariamente una nuova fase nel partito e ci si presenta a due appuntamenti importanti prossimamente: le elezioni europee del 2024 e le elezioni regionali nel 2025. Come sta lavorando Forza Italia per consolidare la crescita del partito?
“D opo la scomparsa del nostro grande presidente molti prefiguravano sciagure. Il nome di Berlusconi e quello di Forza Italia sono stati un binomio inscindibile, ma i nostri elettori votavano e votano il partito per i valori al suo interno. Finora siamo stati un partito con poche sedi, pochi iscritti, poche riunioni: ora stiamo riorganizzando Forza Italia affinché diventi più presente sul territorio, anche in vista delle europee e delle amministrative. L’anno prossimo si vota in più di metà dei Comuni del Veneto e dell’Italia: è fondamentale avere un partito vero, organizzato e presente”.
Tema regionali. Se Zaia non potesse ricandidarsi, si è fatto il nome Flavio Tosi. È uno scenario possibile?
“A ndrebbe prima compreso se ci sarà un altro mandato per Luca Zaia. In questo scenario, ovviamente sarebbe lui il naturale candidato. A oggi tuttavia, se si dovesse fare una scommessa, è molto poco probabile che ci possa essere un ulteriore mandato. In questo caso dunque
nel 2025 si andrà a votare in nove regioni e a quel punto Tajani, Meloni e Salvini si confronteranno e faranno le loro proposte in base anche al risultato delle prossime europee. In questo contesto la Lega è già molto rappresentata, dunque è normale che Fratelli d’Italia e Forza Italia avanzeranno una loro proposta”. L e figure politiche di cui nelle prossime settimane verrà confermato il passaggio di partito rischiano di minare i rapporti degli alleati di centrodestra?
“A ssolutamente no. Quello che conta è che resti nel centrodestra, nella stessa alleanza. Per molto tempo Forza Italia ha visto propri iscritti andare in altri partiti di centrodestra, dunque il fenomeno opposto resta comunque fisiologico. Nessuno degli alleati si pone il problema: quello che conta è che si resti nel centrodestra, nella stessa alleanza. Anzi, in verità stiamo assistendo a migrazioni anche da altri partiti come il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico”.
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L’analisi del coordinatore Flavio Tosi, dai nuovi ingressi agli impegni elettorali
“Forza
Regione
Falvio Tosi, coordinatore veneto di Forza Italia.
Economia. L’assessore regionale Roberto Marcato illustra le recenti
“Avanti con i nuovi distretti del commercio, sono strumenti collaudati ed efficaci”
Sul fronte ambientale destinati 31,3 milioni di euro dal Pnrr per la bonifica delle aree contaminate. Maestri vetrai di Venezia: “raccontano al mondo l’unicità di questa arte”
Attenzione allo sviluppo del commercio locale per ridare vita ai centri urbani, tutela dell’ambiente attraverso interventi di bonifica dei “siti orfani” e promozione delle eccellenze che danno lustro all’artigianato veneto. Sono questi alcuni dei fronti, tra gli altri, sui quali Roberto Marcato, assessore regionale allo sviluppo economico, energia e Legge Speciale per Venezia si sta muovendo in queste settimane mettendo a disposizione risorse e iniziative a sostegno del tessuto produttivo veneto, a tutti i livelli. Riguardo al commercio prosegue infatti l’impegno della Regione nel favorire la nascita e l’attività di nuovi distretti del commercio, sia urbani che territoriali, diventati uno strumento fondamentale per rilanciare e ravvivare la rete di negozi e attività di centri grandi e piccoli.
Agli inizi del mese Marcato ha annunciato infatti l’approvazione da parte della giunta della delibera che iscrive nell’apposito elenco regionale 22 nuovi distretti del commercio (13 distretti urbani e 9 territoriali) con il coinvolgimento di 39 Comuni. Sale così a 139 il totale dei distretti regionali (95 urbani e 44 territoriali) con il coinvolgimento di 248 amministrazioni comunali. “Il modello dei distretti del commercio - commenta l’assessoresi sta dimostrando sempre più vincente rispetto all’obiettivo di rivitalizzare i centri urbani del Veneto. Lo dimostra anche quest’anno il numero di richieste ricevute, ma soprattutto la qualità dei progetti presentati. Abbiamo continuato a lavorare molto in questi anni con i Comuni, attraverso l’ANCI, e con le associazioni di categoria per arrivare a far sì che i distretti diventassero strumenti efficaci e davvero i risultati ci danno ragione. I distretti del commercio oggi in Veneto sono strumenti già collaudati e apprezzati dagli imprenditori, che, grazie alla stretta collaborazione con le amministrazioni comunali, stanno diventando vero e proprio volano per il rilancio commer-
ciale del nostro tessuto urbano e delle attività che lo rendono vivo”.
Non viene meno poi l’attenzione all’ambiente e alla laguna di Venezia con il via libera ai nuovi interventi dei “siti orfani” contaminati con l’obiettivo di completare la riqualificazione entro i primi tre mesi del 2026. I “siti orfani” sono aree contaminate il cui ripristino risulta essere, per diverse motivazioni, a carico della pubblica amministrazione, principalmente ai Comuni. In questi casi responsabile dell’inquinamento non è stato individuato o non risulta individuabile oppure, se identificato, non provvede agli adempimenti previsti dalla normativa in materia di bonifiche di siti contaminati, né vi provvede altro soggetto eventualmente interessato, come ad esempio il proprietario privato dell’area. Ora la Regione finanzierà con 31,3 milioni del Pnrr dieci interventi. Di questi sei sono ricadenti nel territorio del Bacino scolante nella Laguna di Venezia, situati nei comuni di Spinea, Cavallino Treporti, San Martino di Lupari (PD) e Venezia (tre interventi) per un importo pari a 19 milioni di euro; quattro invece nel restante territorio regionale e riguardano i Comuni di Adria, Portogruaro, Isola Rizza e Sarego, per un importo di 12 milioni di euro. “Prosegue senza sosta il lavoro di tutela dell’ambiente e la nostra preziosa laguna a supporto delle amministrazioni comunali - spiega Marcato -. Si tratta di cifre importanti che confermano il nostro impegno per porre rimedio al grave problema dei siti orfani. Negli ultimi anni, a partire dalle risorse legate alla Legge Speciale per Venezia, abbiamo messo in campo un numero crescente di finanziamenti per garantire la restituzione alle rispettive comunità di aree che sono state inquinate da gente senza scrupoli. In questo caso grazie al Pnrr, mettiamo a disposizione ulteriori risorse, di cui una parte importante nel territorio del Bacino Scolante nella Laguna di Venezia.
L’assessore inoltre ha presentato l’edizione 2023 di “The Venice Glass Week”, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria che ha coinvolto oltre duecento realtà partecipanti in 250 eventi tra Venezia, Murano e Mestre. “La Regione ha, da sempre, voluto essere vicina a questi maestri artigiani. - conclude - E lo facciamo anche con la The Venice Glass week per raccontare al mondo quale unicità straordinaria sia il vetro di Murano. Qui celebriamo la capacità di reazione e resistenza di questi maestri artigiani, artisti straordinari”.
30 www.ilbassano.com Regione
attività
Roberto Marcato, assessore regionale allo sviluppo economico
La pubblicazione. In Veneto sono 3.700 i prodotti della filiera corta
“Sapori del Territorio”, un viaggio alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche locali
Raccontare la bellezza e la bontà che nascono sui territori, valorizzando i prodotti e i produttori che, da sempre, sono i veri custodi delle tradizioni enogastronomiche locali: è per questo che Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per il Triveneto, l’Emilia-Romagna e la Lombardia, ha dato vita nel 2015 a “Sapori del Territorio”, il brand che negli oltre 500 punti vendita delle cinque regioni in cui l’azienda è presente, raccoglie oggi più di 8.800 referenze a scaffale provenienti da oltre 1.000 produttori locali. Nel solo Veneto sono 3.700 i prodotti presenti nei punti vendita che arrivano da 700 produttori della regione. Un progetto con il quale Aspiag Service rafforza il legame profondo con i territori, promuovendo le filiere corte, raccontando i migliori prodotti della tradizione italiana regionale, i loro artigiani produttori e i luoghi dove nascono.
“Sapori del Territorio”, infatti, non parla solo di prodotti ma della storia delle persone che li realizzano, strettamente connessa ai territori di provenienza, un racconto che Aspiag Service Despar ha scelto di valorizzare con attività e iniziative di comunicazione che hanno lo scopo di rendere riconoscibili i prodotti di eccellenza attraverso un marchio dedicato che contraddistingue le referenze regionali all’interno del punto vendita, mettendo in risalto le caratteristiche e le peculiarità del prodotto e, soprattutto, delle
aziende produttrici locali. A questo scopo Aspiag Service Despar promuove anche degustazioni ed eventi per far conoscere a fondo le caratteristiche delle produzioni a chilometro zero fungendo da cassa di risonanza per quei piccoli artigiani del buon cibo che meritano di essere conosciuti da quante più persone possibili.
“Sapori del Territorio” è inoltre una testimonianza concreta della strategia di sviluppo sostenibile di Aspiag Service Despar che
ha proprio tra le sue linee guida l’importanza di valorizzare il territorio e le migliori produzioni locali, generando evidenti benefici positivi in ambito economico, sociale e ambientale, con l’obiettivo di accompagnare le imprese locali verso nuove vie di sviluppo, di crescere in modo etico rispettando l’ambiente e di valorizzare gli aspetti della cultura di un territorio che passano anche attraverso un elemento profondamente identitario come i prodotti della tradizione.
Tre domande a Antonello Santi, Direttore Vendite e Trade Marketing di Lattebusche
1.Quando è iniziata la storia di Lattebusche e come è cambiata nel tempo la Cooperativa?
Lattebusche è una cooperativa che ha sede a Busche, in provincia di Belluno, zona ricca di pascoli ai confini del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, patrimonio UNESCO. Nata nel 1954 per iniziativa di 36 Soci fondatori, la Latteria Sociale Cooperativa della Vallata Feltrina, oggi Lattebusche, è passata in quasi 70 anni di storia da piccola azienda locale a importante realtà del settore lattiero caseario. Ha sempre mantenuto i valori e i pilastri su cui è stata fondata a partire dall’impegno di puntare sulla filiera produttiva locale utilizzando il latte dei propri Soci produttori. Una delle ragioni del successo di Lattebusche è la continua innovazione, assieme all’orientamento alla soddisfazione del Cliente e alla Qualità delle produzioni. La gamma di prodotti è ampia e profonda: 4
formaggi DOP, come Piave, Grana Padano, Asiago e Montasio, formaggi tipici, latte, latticini e formaggi biologici, latte Alta Qualità e gelati a base di latte fresco.
2.Come è nata la collaborazione con Aspiag Service Despar e che cosa significa per voi essere parte del brand Sapori del Territorio in termini di valorizzazione dei produttori e delle filiere locali?
La collaborazione con Aspiag è nata molti anni fa ed è cresciuta nel tempo, sia in termini di presenza che di visibilità per i nostri prodotti nei loro punti vendita; una crescita graduale ma sempre in forte consolidamento. Da sempre ci accomunano i medesimi valori e filosofie aziendali, quali il rispetto e la valorizzazione del territorio e del suo tessuto socioeconomico. Sono proprio i prodotti tipici di qualità, valorizzati in Aspiag con il brand “Sapori del Territorio”, il file rouge che lega Lattebusche
a questo importante Gruppo e che ci permettono di tutelare la nostra Terra e i nostri Soci, “custodi” del nostro bellissimo territorio montano, notoriamente fragile e difficile da vivere.
3.Centrali nella strategia di sviluppo di Lattebusche sono la sostenibilità e il rapporto con il territorio, come li mettete concretamente in pratica nella vostra attività?
Lattebusche è un’azienda che ha sempre cercato di crescere in armonia con il territorio, la fonte della propria eccellente materia prima, il latte fresco, che dona caratteristiche organolettiche distintive e talvolta uniche alle proprie produzioni. Fondamentale è anche l’impegno di Lattebusche nel garantire le condizioni per cui i propri Soci allevatori possano rimanere in montagna, mantenendo un presidio fondamentale per la cura dell’ambiente naturale. Al centro del progetto di Lattebusche c’è il consumatore. Per
questo motivo l’azienda, oltre a continui e rigorosi controlli lungo tutta la filiera (oltre 500.000 all’anno), ha destinato importanti investimenti per l’aggiornamento tecnologico degli impianti produttivi, garantendo così elevati standard qualitativi e igienico sanitari.
IL PUNTO
Un rapporto sempre più stretto con i produttori locali: quando la GDO accorcia la distanza tra produttore e cliente
Unire localismo e sostenibilità per generare valore condiviso, supportando un consumo consapevole e uno sviluppo sostenibile del tessuto produttivo locale, stringendo legami sempre più forti con i produttori del territorio: sono questi i presupposti su cui si fonda l’impegno di Aspiag Service Despar per valorizzare, attraverso la propria rete distributiva, i prodotti tipici realizzati grazie alla passione e alla competenza di tante imprese che hanno le loro radici nelle cinque regioni in cui siamo presenti. Un rapporto tra Aspiag Service Despar e i produttori locali che nasce dalla comune volontà di valorizzare le produzioni di eccellenza e che si fonda sulla consapevolezza degli aspetti positivi che una filiera corta presenta sia per i produttori che per il cliente finale in termini di sviluppo delle economie e delle realtà locali, di minor impatto ambientale, di maggiore trasparenza e tracciabilità e non ultimo della maggiore focalizzazione sulla qualità dei prodotti. Un legame con i produttori del territorio che ha anche lo scopo di facilitare la crescita del valore del sistema produttivo agroalimentare locale attraverso il potenziamento e l’innovazione di canali promozionali e di commercializzazione che possano favorire la nascita di sinergie e collaborazioni tra le diverse realtà. In questo quadro si inserisce la partecipazione di Aspiag Service Despar a manifestazioni ed eventi sul territorio quali “Made in Malga” e “Formaggio in Villa” che rappresentano occasioni per rafforzare la relazione con i produttori, ribadendo il ruolo di Aspiag Service Despar come promotore delle filiere locali all’interno del mercato della grande distribuzione.
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Responsabile progetto Sapori del Territorio Aspiag Service Despar
di Annamaria Buso
Regione
Antonello Santi
All news. Informazione locale ogni 20 minuti. Dalle 7 di mattina
tutti i giorni, tutto il giorno
Radio Veneto24 è davvero la radio che mancava
Grande entusiasmo intorno all’iniziativa editoriale che offre informazione locale no stop, in onda già su app, streaming, smart device
Data di nascita: lunedì 4 settembre 2023. Segni particolari: unica nel suo genere. È questa la carta di identità di Radio Veneto24, la prima radio all news in Veneto che ha ufficialmente iniziato le trasmissioni con il primo lunedì di settembre. Un successo travolgente per i primi giorni di messa in onda: innumerevoli i feedback positivi degli ascoltatori che hanno iniziato a seguire i notiziari e le rubriche quotidiane attraverso la app (per Ios e Android), i dispositivi smart, lo streaming nel sito. Radio Veneto24 ha dimostrato di essere davvero la radio che mancava, catalizzando l’attenzione dei veneti che hanno scritto, commentato, chiesto maggiori informazioni su questa iniziativa editoriale fortemente voluta da Give Emotions, editore anche dei mensili La Piazza e della testata web quotidiana Lapiazzaweb.it.
I NOTIZIARI.
Radio Veneto24 propone informazione locale ogni 20 minuti.
Dalle 7 di mattina tutti i giorni, tutto il giorno, la redazione si occupa di informare senza stop gli ascoltatori. Politica, cronaca, attualità, economia, ma anche informazione di servizio, cultura, sanità sono i temi che trovano spazio nei notiziari in continuo aggiornamento. Un flusso ininterrotto di notizie che sono scritte e lette dai due redattori: Marta Zatta e Mirco Cavallin, coordinati dal direttore Giorgia Gay. Sul campo, ogni giorno a raccontare le storie del territorio, ci sono i corrispondenti locali: Sara Busato da Padova, Marika Andreoli da Venezia, Elena dal Forno da Treviso, Antonio Di Lorenzo da Vicenza, Alessia Soriolo da Verona, Giovanni Monforte dal Veneto Orientale. A completare il team, lo speaker Matteo Zini, Calogero Gambino in produzione.
LE RUBRICHE QUOTIDIANE.
Il palinsesto di Radio Veneto24 propone rubriche quotidiane a cura di opinionisti esperti in diversi settori: Riccardo Sandre per l’economia, Stefano Edel per lo sport, Micaela Faggiani per “Protagonisti a Nordest” e “Mondo Donna”, che vi abbiamo presentato nel precedente numero del nostro giornale. A loro si è aggiunta anche la voce di Alda Vanzan con la rubrica quotidiana “Alda Frequenza, Politica e dintorni”. Veneziana, giornalista e scrittrice, firma de Il Gazzettino, si occupa di politica, cronaca, costume. Ha raccontato le elezioni che hanno fatto la storia del Veneto, i retroscena della vita dei partiti e firmato inchieste sui costi della politica e sulle “parentopoli” in società pubbliche, dalle autostrade alle aziende di trasporto.
Alda Vanzan
Veneziana, giornalista e scrittrice, firma de Il Gazzettino, si occupa di politica, cronaca, costume. Ha raccontato le elezioni che hanno fatto la storia del Veneto, i retroscena della vita dei partiti e firmato inchieste sui costi della politica e sulle “parentopoli” in società pubbliche, dalle autostrade alle aziende di trasporto
Grande l’attenzione di Radio Veneto24 per lo sport, grazie a una redazione dedicata che si occupa di informare sulle discipline più seguite ma anche sugli sport minori. A cura di Stefano Edel è l’appuntamento quotidiano con il calcio delle squadre venete di serie A, B e C. Appuntamenti settimanali sono poi dedicati alla pallavolo (serie A e B) con Giovannni Monforte e al Rugby veneto di serie A e B con Cristiano Aggio, che si occupa anche di raccontare il calcio veneto “minore”. Al basket dà voce Mirco Cavallin, a cui è affidato anche il riepilogo degli ap-
puntamenti del weekend sportivo, ogni sabato. Infine, spazio alle altre discipline sportive nella rubrica settimanale a cura di Monforte. Tra i contenuti quotidiani, trova anche spazio un appuntamento con il notiziario della giunta regionale del Veneto a cura dell’Agenzia Veneto Notizie. E poi spazio alle rubriche “Le buone abitudini” ed “Eventi e spettacoli”, mentre altre sono di imminente attivazione: Salute e Agricoltura. Insomma, il palinsesto già ricco è destinato a crescere ancora con l’unico obiettivo di informare, sotto ogni punto di vista.
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A casa, a lavoro, in mobilità: Radio Veneto24 è sempre accessibile. Al momento è possibile ascoltare i contenuti attraverso la app scaricabile negli store, con gli smart device attivabili attraverso il comando vocale “Alexa, fammi ascoltare Radio Veneto24”, in streaming dal sito www.veneto24.it. Imminente la diffusione anche nel sistema Dab, destinato ad affiancarsi al “vecchio fm”.
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Regione
“Sindrome
on-line: /category/salute/
Lavoro, alimentazione, attività fisica: ricominciare nel segno del benessere
Titolo
Sottotitolo
Settembre è un mese in genere difficile: ricomincia la routine quotidiana e, dopo le vacanze, è faticoso ritornare a mantenere i ritmi sostenuti della vita di tutti i giorni. La ripresa può essere impegnativa, a volte anche causa di stress – il lavoro, il traffico, le corseeppure qualche piccolo accorgimento per combattere la “sindrome da rientro” e ripartire ritrovando energia e motivazione può essere utile. Il rientro al lavoro e l’organizzazione delle giornate produttive, fra impegni scadenze e appuntamenti, sono passaggi che vanno affrontati gradualmente, per consentire a mente e fisico di riabituarsi alla routine pre-vacanza. Può essere una buona abitudine fare una programmazione compilando delle “to do lists”, “planning” con gli obiettivi da raggiungere nell’arco della giornata. Affinché si possa adempiere a tutti i compiti, è bene partire con pochi obiettivi e cercare di portarli a termine nel modo migliore possibile. E’ utile pensare al mese di settembre come un tempo per “carburare”, incrementando gradualmente la lista delle cose da fare, fino ad arrivare allo standard cui si è abituati. All’interno dei planning vanno inserite anche le attività lavorative. E’ stata dura riprendere a lavorare dopo un periodo di svago e ancora risulta faticoso mantenere i ritmi e gli orari di quando si è a pieno regime; il trucco è vivere questa fase con più serenità possibile, limitando l’ansia e cercando Prosegue alla pag. seguente
TESTO DELLA PRIMA PAGINA
Prosegue alla pag. seguente SETTEMBRE 2023
da rientro”, i segreti per ripartire alla grande
Si torna alla routine quotidiana
Giovani e Salute
Tornare a scuola senza avere nostalgia delle vacanze
Si torna alla routine
Segue dalla pag. precedente
Ricominciare non è facile per nessuno e, come gli adulti devono riprendere a settembre la loro routine così anche i bambini e i ragazzi devono fare i conti con il tanto temuto inizio della scuola, dopo tre mesi di relax! Le vacanze sono già un ricordo lontano e la campanella di scuola ha già decretato il nuovo inizio ma ancora si fa fatica a trovare il ritmo giusto e la giusta concentrazione: bisogna svegliarsi presto, fare i compiti, studiare…. Ma ci sono anche gli aspetti positivi che rendono piacevole il ritorno a scuola: si ritrovano gli amici, ricominciano le gite, si può stare in compagnia e riprendono le uscite. Se da una parte, però, rivedere i compagni di classe può aiutare ad affrontare meglio la scuola, dall’altra, nonostante i libri delle vacanze estive, non si è più abituati alla routine scolastica fatta di compiti, verifiche, interrogazioni, lezioni… All’inizio può sembrare pesante, ma si può iniziare con il cambiare le abitudini: ad esempio, si potrebbe andare a dormire prima, in modo tale da fare meno fatica a svegliarsi la mattina più attivi per seguire attentamente le lezioni e fare i compiti. Bisogna, poi, sempre iniziare con calma e procedere gradualmente: i primi giorni è possibile ambientarsi facendo lezioni più brevi e meno intense, con un carico più limitato di compiti, in modo equilibrato senza ecces-
si faticosi che possono scoraggiare in partenza. Lo studio, poi, non deve occupare tutto lo spazio nella giornata dei ragazzi che devono poter coltivare le loro passioni. È bene, dunque, insegnare sia ai più grandi sia ai più piccoli a pianificare la giornata: andare a scuola, fare i compiti dandosi degli orari e delle scadenze, per poi finire all’orario prestabilito e ricompensarsi con un’uscita con gli amici, la pratica di un hobby o di un’attività sportiva. Lo sport, peraltro, è fondamentale per i ragazzi: aiuta a mantenerli attivi, a sfogarsi e a sviluppare la loro vita sociale.
Per muoversi di più, inoltre, i ragazzi, potrebbero andare e tornare da scuola a piedi o in bici!
Accompagnare l’attività scolastica ad una dieta sana ed equilibrata è fondamentale: mangiare bene migliora lo sviluppo fisico e cognitivo dei ragazzi, aiutandoli a mantenere la concentrazione in classe, durante il pomeriggio mentre studiano e fanno i compiti e anche nelle attività sportive. Ci può essere l’ansia soprattutto per chi inizia un nuovo percorso e non conosce nessuno e cambia insegnanti; in questo caso, anche se un po’ di paura ci può stare, è bene contenerla e vivere il passaggio con curiosità ed entusiasmo verso nuovi obiettivi di crescita.
di svolgere al meglio le incombenze lavorative, la cui mole all’inizio è bene sia contenuta per poi incrementare con progetti più impegnativi in un secondo momento. Dopo le vacanze, inoltre, è bene tornare ad una sana alimentazione, dopo le concessioni e gli abusi estivi. Questo non significa sottoporsi ad un regime alimentare punitivo e restrittivo, ma semplicemente corretto e bilanciato: una persona che segue uno stile di vita sano tutto l’anno non compromette il lavoro svolto per qualche giorno di relax! Le vacanze, al contrario, possono essere produttive anche da questo punto di vista perché aiutano a ricaricare il corpo e la mente abbassando i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress che è causa, ad esempio, di gonfiore e ritenzione idrica. Non produce risultato ridurre drasticamente le calorie: il corpo e la mente non daranno gli stimoli giusti per le attività della ripresa già di per sé faticosa e impegnativa; al contrario si può optare per una dieta bilanciata nei suoi macronutrienti e con i dovuti sfizi che una volta a settimana sono più che meritati. Non va trascurata l’idratazione che aiuta ad eliminare il gonfiore, a drenare i liquidi in eccesso, ma anche a mantenere il tono muscolare.Si riparte anche con l’attività fisica che scarica le tensioni e fa stare bene. Anche in questo caso il segreto è la gradualità con cui si torna a praticare l’esercizio fisico, per ritrovare lentamente durata ed intensità negli allenamenti, stabilendo degli obiettivi raggiungibili e per questo gratificanti nei risultati non solo sul piano fisico ma anche psicologico. Le sedute di allenamento vanno programmate con cura e nel rispetto dei propri limiti.Riprendere piano piano tutte le attività, iniziando a mangiare sano e facendo movimento, il tutto gradualmente senza imporsi di riuscire a raggiungere immediatamente i livelli precedenti alle vacanze rappresenta dunque un buon inizio. Calma e pazienza, insomma, sono le parole chiave. Può sembrare stressante pensare alla routine quotidiana e questo è il motivo per cui è bene dedicare del tempo al relax ma anche continuare a praticare attività all’aria aperta, proseguendo anche se in modo più limitato ciò che più di frequente si fa nel periodo estivo: uscite, passeggiate, viaggi, senza rinchiudersi drasticamente in spazi chiusi. Fra le attività da praticare all’aria aperta potrebbe essere una buona idea quella di fare un po’ di meditazione; bastano anche pochi minuti al giorno! La meditazione aiuta ad abbassare i livelli di cortisolo e migliora lo stato di salute. Aiuta, insomma, ad affrontare le giornate, soprattutto quelle stressanti, in modo lucido e controllato. Aiuta, inoltre, a migliorare la respirazione e a bruciare gli accumuli di adipe migliorando il metabolismo. Bisognerebbe, poi, per far fronte a giornate piene ed impegnative, dedicare il giusto tempo al sonno: almeno 8 ore a notte gli adulti, 10-12 ore i più piccini. La mattina si è più ricchi di energie, con ricadute positive anche sull’attività cerebrale. Infine, è bene ritagliarsi qualche momento da dedicare a qualcosa che sia appagante e che faccia stare bene: una giornata di shopping per ricompensarsi, una serata fuori con gli amici, un pomeriggio al parco…; insomma ogni tanto è anche giusto dedicarsi una piccola coccola, prendersi del tempo da regalare a se stessi e alle passioni per compensare gli sforzi che si fanno durante l’anno e di cui si capisce la mole proprio al rientro dalle vacanze, quando diventa difficile la ripresa. Per ricominciare e per portare avanti una routine che durerà gran parte dell’anno è bene, dunque, avere equilibrio e consapevolezza, gli eccessi al contrario non aiutano!
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Buone pratiche. Anche l’Università di Padova fra le 139 organizzazioni mediche e scientifiche
Un’alleanza globale per incentivare l’attività fisica
Nello sport la salute. Si tratta di un impegno internazionale per intraprendere le azioni necessarie ad aumentare il livello di attività fisica e migliorare la salute dei singoli individui e delle intere comunità
Nello
sport la salute. E’ in estrema sintesi il messaggio che dal mondo scientifico e da quello medico viene sostenuto a gran voce per promuovere la pratica dell’attività fisica. E’ un trend confermato quello dell’aumento in tutto il mondo di malattie croniche non trasmissibili, tra cui la malattia coronarica, l’ictus, l’ipertensione arteriosa, il diabete tipo 2, la demenza, la depressione e i tumori. Spesso queste malattie sono associate a una mancanza di attività fisica. Ed è partendo dalle constatazioni di questi presupposti che 139 organizzazioni mediche e scientifiche, insieme a istituzioni sportive e governative si sono unite a sostegno di una “Alleanza globale per la promozione dell’attività fisica”, tra queste anche l’Università degli Studi di Padova. A livello globale, è stato riscontrato, i livelli di attività fisica nella popolazione sono inferiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una mancanza o un’inadeguata quantità di attività fisica aumenta il rischio di morbilità e mortalità, peggiora la qualità della vita e aumenta i costi economici che gravano sulle persone e
sulla società. In risposta a questa tendenza, nell’aprile 2021 numerose organizzazioni si sono riunite ad Amburgo, in Germania “sotto un unico ombrello”, e hanno firmato la “Hamburg Declaration”. Questa dichiarazione rappresenta un impegno internazionale per intraprendere le azioni necessarie ad aumentare il livello di attività fisica e migliorare la salute dei singoli individui e delle intere comunità. Esperti e organizzazioni stanno lavorando insieme come “Global Alliance for the Promotion of Physical Activity” per favorire il cambiamento a lungo termine del comportamento individuale e a livello di popolazione, collaborando con tutti gli stakeholder presenti nella comunità: ospedali attivi, specialisti dell’attività fisica, servizi per la comunità e operatori sanitari, tutti con lo scopo di raggiungere obiettivi di salute sostenibili per i loro pazienti/clienti. La “Hamburg Declaration” chiama i responsabili politici nazionali e internazionali ad adottare azioni concrete per promuovere l’attività fisica e l’esercizio fisico quotidiani a livello di popolazione e all’interno delle strutture sanitarie.
Anche Padova adotta le indicazioni internazionali della Declaration, trovando nel Dipartimento di Medicina dell’Università impegno attivo per l’attuazione di linee guida volte a migliorare qualità e impegno dell’esercizio fisico quale indispensabile “attivatore” di salute. “Exercise is Medicine Italy sostiene la Dichiarazione di Amburgo per un’Alleanza Globale al fine di promuovere l’attività fisica. Il nostro obiettivo specifico in questa alleanza è implementare la valutazione dell’attività fisica e della fitness cardiorespiratoria nella routine clinica, per una prescrizione di esercizio adattato su misura, applicabile ai diversi contesti sanitari” spiegano i loro
rappresentanti, i professori Roberto Vettor, Andrea Ermolao e Daniel Neunhaeuserer del Dipartimento di Medicina dell’Università. “È ora che i medici considerino sempre l’attività fisica come un’opzione fondamentale nel quadro degli interventi terapeutici a favore dei pazienti» incalza il professor Fabio Pigozzi, Presidente della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport e Professore di Medicina Interna e Prorettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”. “Gli ospedali e gli operatori sanitari dovrebbero avere lo scopo di raggiungere obiettivi di salute sostenibili a lungo termine, per garantire che i loro pazienti tornino a uno stile di vita sano e
fisicamente attivo. Chiediamo ospedali attivi che si concentrino non solo sulle procedure e sui risultati a breve termine, ma anche sulla sostenibilità e sul futuro stile di vita dei pazienti” sono le parole del professor Juergen Steinacker, presidente della “Hamburg declaration”, presidente della “European Initiative for Exercise in Medicine” e Professore di Medicina presso l’ospedale universitario di Ulm. La “ Hamburg declaration” è stata anche approvata dalla Commissione medico-scientifica del Comitato Internazionale Olimpico (CIO), presieduta dal Professor Uur Erdener, che sottolinea l’importanza dell’attività fisica per la salute pubblica.
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A tavola
Settembre regala molte materie prime interessanti. Prodotti estivi e autunnali, per una combinazione in grado di dare vita a ricette molto gustose.
TAGLIATELLE AI FUNGHI PORCINI
Un primo piatto semplice e veloce da fare ma gustoso e appagante. Perfetto per molte occasioni: dalla cena ai pranzi della domenica in famiglia.
Ingredienti: 300gr funghi porcini; 400 gr tagliatelle all’uovo fresche; 2 spicchio di aglio; olio extravergine d’oliva; prezzemolo tritato
Preparazione: Pulire i funghi porcini, tagliando la parte finale del gambo. Soffriggere uno spicchio d’aglio in abbondante olio extravergine di oliva e aggiungere i funghi tagliati a pezzetti non troppo piccoli. Cucinare per circa una quindicina di minuti. Alla fine, salate e pepate. Una volta cotte le tagliatelle, passatele in padella con del prezzemolo. Conservare un bicchiere di acqua di cottura della pasta. La pasta all’uovo assorbe moltissimo liquido e le tagliatelle rischierebbero di diventare troppo asciutte. Quindi mentre le amalgamate ai funghi, aggiungete poco alla volta dell’acqua fino ad ottenere la giusta cremosità.
SPIEDINI DI POLLO CON PEPERONI E CIPOLLE
Un piatto gustoso, colorato e sano. Il pollo è una fonte magra di proteine, mentre i peperoni sono ricchi di vitamine e antiossidanti. Possono essere accompagnati da insalate, patate al forno o verdure grigliate e si prestano per un barbecue
Ingredienti: : 400 g di petto di pollo, 2 peperoni, 2 cipolle rosse. Per la marinata 3 cucchiai di olio d’oliva, succo di 1 limone, 2 spicchi d’aglio tritati, rosmarino fresco, sale e pepe
Preparazione: Preparare la marinata mescolando l’olio d’oliva, il succo di limone, l’aglio, il rosmarino, sale e pepe in una ciotola.
Aggiungi i cubetti di pollo alla marinata e mescola bene. Lascia marinare in frigo per almeno 30 minuti. Intanto, taglia i peperoni e le cipolle. Infila gli ingredienti marinati negli spiedini alternando pezzi di pollo, peperoni e cipolle.
Cuoci gli spiedini su una griglia calda o in una padella antiaderente fino a che il pollo è cotto e le verdure sono tenere e leggermente caramellate. Servi gli spiedini con una fresca insalata verde.
CROSTATA CON UVA E FICHI
Un piatto gustoso, colorato e sano. Il pollo è una fonte magra di proteine, mentre i peperoni sono ricchi di vitamine e antiossidanti. Possono essere accompagnati da insalate, patate al forno o verdure grigliate e si prestano per un barbecue
Ingredienti: 1 rotolo di pasta frolla; 65 gr di zucchero di canna; 65 gr di burro morbido; 125 gr di farina di nocciole; 2 uova; uva bianca; 9 fichi
Preparazione: Mescolare il burro morbido, con lo zucchero di canna, le uova e la farina di nocciole. Preriscaldate il forno a 180°C.Srotolate la pasta frolla e sistematela nella tortiera. Poi spalmate su tutta la superficie la crema alla nocciola. Infornare per 25 minuti a 180°C. Togliere dal forno e lasciare raffreddare per circa 30 minuti. A questo punto tagliate i fichi in quattro e sistemateli su una metà della crostata. Fare la stessa cosa con i chicchi d’uva
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Idee in cucina, facili e sfiziose
Rubrica a cura di Sara Busato