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Intervista all’assessore Furlanetto SCUOLA
Raffica di centini negli istituti adriesi
Un treno a binario unico come nel medioevo I pendolari sono iper connessi per informarsi dei continui disagi e difendere servizio a pag 7 coi denti quanto è rimasto
CSA
Le minoranze all’attacco sulle nomine PRESTO RIAPERTO
Teatro, partita l’ultima fase del restauro BOTTRIGHE
Un nuovo inizio per la biblioteca Scuola
Si riparte a singhiozzo: che succede? POLITICA
Caos sulla riforma sanitaria Cultura
A Venezia le icone Made in Italy
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onne fate figli da giovani, ve lo consiglia il ministro che, per ricordarvelo, inventa pure il giorno della fertilità! Lasciamo stare le polemiche che l’iniziativa ha scatenato, anche se, a dire il vero, si sono rivelate molto spassose e sagaci nel demolire una campagna ministeriale davvero stonata. Guardiamo invece ai fatti. L’obiettivo primario del ministro della Salute era sensibilizzare le donne, in particolar modo, sulla fertilità. Peccato non sia stata capita. segue a pag 3
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Facciamo il punto
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Peccato, ricordiamo noi, che qualcuno sembra ignorare che i figli si fanno in due e che i problemi di infertilità si dividono equamente tra uomini e donne. Secondo l’American society of reproductive medicine, delle coppie statunitensi che si rivolgono a un medico per problemi di infertilità, il 40% scopre che sono dovuti alla componente femminile, il 40% a quella maschile e nel 20% dei casi la causa resta ignota. Nonostante questi dati, in Italia troppo spesso si ritiene che se una pancia non cresce sia a causa del corpo o della cattiva volontà della donna. A confermarlo le affermazioni di uno dei collaboratori del Ministro. Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in questi giorni dichiarava, infatti, che “in Italia c’è un problema di maternità” e probabilmente questo è uno dei contenuti dei corsi che tiene nelle scuole italiane dove svolge dei seminari per sensibilizzare gli studenti sui corretti stili di vita. Ci piace puntualizzare che se un problema c’è, in questo senso, è un problema di genitorialità, perché i figli si fanno sempre in due, almeno per via naturale è così.Quindi se occorre promuovere la cultura della prevenzione della fertilità tra i giovani, come tra i meno giovani, è il caso da partire da qui: tutti corresponsabili. Lo psicoterapeuta, affermava poi che è “forviante sviluppare proposte diverse” per dare risposte alla denatalità che è dovuta invece al fatto che le donne decidono di far figli sempre più tardi: “La maternità tardiva non aiuta i bambini e smettiamola di definirla maternità ‘matura’ come se questo aggettivo costituisse garanzia di ‘saggezza’”. L’esperienza insegna che nessuno è “cattivo” e basta. Dunque, se l’età in cui si diventa genitori in Italia si è trascinata fin quasi al punto limite ci sarà una ragione sociale prima ancora che morale, o no? Non si aiutano i bambini che potrebbero nascere chiudendo gli occhi sulla realtà socio-economica e culturale del nostro paese. Avere paura di fare un figlio perché si teme il licenziamento, perché non si sa dove metterlo senza spendere una fortuna una volta nato, affrontare l’angoscia di non riuscire a sbarcare il lunario... Tutto questo è reale e dire che non c’entra con la decisione di mettere al mondo un bimbo fa pensare che certa gente viva altrove. In posti troppo “alti” per conoscere davvero la realtà dei fatti.
“Si blocchi l’accorpamento tra Ulss 18 e 19” I
l sindaco di Adria Massimo Barbujani prende carta e penna x e scrive alla Regione per chiedere che l’accorpamento tra Ulss 18 e 19 sia fermato. In una lettera inviata alla giunta e ai consiglieri regionali polesani, in qualità di presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 19 chiede, “a nome dei cittadini bassopolesani la salvaguardia dell’attuale struttura e sistema di tutela sociosanitaria attraverso il mantenimento della nostra Ulss 19 evitando l’eventuale fusione con la 18”. “Non comprendo le motivazioni lette sulla stampa che consentirebbero la conservazione delle Ulss di Bassano e San Donà, non diverse da quelle che giustificherebbero ampiamente la permanenza dell’Ulss 19. - precisa il primo cittadino -. Anche Adria, con il territorio di riferimento, ha perso il suo tribunale e sta attraversando una grave crisi derivante dal continuo depotenziamento dei servizi cittadini”. La lettera prosegue: “Considerato che la perdita dell’azienda sanitaria locale segnerebbe inevitabilmente, e i segni sono già adesso rilevabili, un ulteriore depauperamento dei servizi nel territorio creando cittadini di serie A e B, sento il dovere di rimarcare con forza la necessità di mantenere l’auutale autonomia dell’Ulss 19”. “Auspico quindi - conclude Bobo - che le proposte fatte in campagna elettorale, come ad esempio la copertura dei primari vacanti, non rimangano solo promesse e che possano concretizzarsi nel più breve tempo possibile”. Giorgia Gay
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Il sindaco alla Regione: “Depauperamento”
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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Chiuso in redazione il 12 Settembre 2016
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L’intervista Giorgia Furlanetto
“Vorrei portare Adria fuori dall’ombra” È l’assessore più giovane in giunta, alla prima nomina, ma ha molta esperienza in politica. “La cosa fondamentale è mettersi al servizio della collettività”
S
i chiama Giorgia Furlanetto, ha 35 anni e grazie alle 137 preferenze ottenute alle elezioni dello scorso giugno è riuscita a entrare nella giunta BoboTer, diventando assessore con le deleghe alle Politiche agricole, Parco del Delta del Po, Sicurezza, Caccia e Pesca, Ambiente ed Ecologia e Promozione del Territorio. Con i suoi 35 anni è divenuta la più giovane assessore della nuova giunta. “Se le dico che faccio politica dall’età di 16 anni (sempre in
partiti di destra) non può più dire che sono giovane. Ho sempre fatto vita di partito, mentre in termini di amministrazione questa è la mia prima nomina”. Al primo consiglio comunale Spinello l’ha citata proprio per il grande impegno svolto in questi anni dal punto di vista partitico, nonostante le divergenze nelle idee. “Sono sempre stata corretta, ho sempre mantenuto ottimi rapporti con tutti. Indipendentemente dallo schieramento, la cosa fondamentale è mettersi al
L’assessore Giorgia Furlanetto
servizio della propria idea e della collettività. Penso che questo mi sia riconosciuto”. Le sono state affidate deleghe importanti. Quali sono i programmi cui sta lavorando all’interno della giunta? “Si tratta di temi molto delicati, per cui sto dedicando queste settimane all’acquisizione di tutta la documentazione e alla mappatura delle criticità in modo da poter svolgere nel modo più respon-
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sabile possibile quelli che sono i miei atti di indirizzo politico. Sto valutando intensamente tutto il pregresso, per cui risulta oggi difficile dire come ci si orienterà. Però ho già capito che questo è un impegno che richiede tantissimo tempo e una grande cautela. Quanto alla promozione del territorio, posso dire che vorrei attivare progetti importanti per fare uscire Adria dal cono d’om-
bra”. Come può valutare l’esperienza di queste prime settimane? “Molto positivamente. Anche se ho alle spalle 20 anni di politica, nel vestire la carica di assessore mi sono sentita quasi al primo giorno di scuola. Ma ho vicino persone estremamente collaborative, con cui il confronto e l’aiuto sono costanti”. Stefano Chiarelli
Profughi, Fdi: “Aiutiamo (solo) chi ha bisogno” Se sotto il profilo amministrativo in molti ambiti è ancora la fase di studio a farla da padrone, dall’altra parte i partiti hanno le idee piuttosto chiare circa le loro istanze. In casa Fratelli d’Italia (il partito dell’assessore Giorgia Furlanetto) è così soprattutto quanto a sicurezza e immigrazione: “Sia dal punto di vista nazionale che locale le nostre posizioni sono le medesime – dice Daniele Ceccarello, capogruppo del partito in consiglio comunale –. Anche se nella nostra provincia non si sono ancora verificati problemi di grandi proporzioni, non dobbiamo abbassare la guardia in termini di sicurezza, anzi la vigilanza va rafforzata, visto che il controllo del territorio è fondamentale. Quanto all’immigrazione – prosegue – sono il primo a dire che dobbiamo aiutare chi ne ha veramente bisogno. Tuttavia, tra coloro che arrivano in Italia, le persone che ne hanno veramente sono la minoranza, e non possiamo certo ospitare tutti”. Altro cavallo di battaglia riguarda il lavoro giovanile: “Come Fdi sosteniamo da tempo che per battere la crisi occupazionale giovanile si deve ritornare alla cura di un settore da sempre strategico per il nostro territorio come quello agricolo. Ad esempio, si potrebbe incentivare l’apertura di aziende a carattere agro-alimentare, all’interno dei quali far lavorare tanti nostri giovani”.
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Maturità 2016 I migliori studenti degli istituti cittadini
Raffica di “centini” alle scuole superiori adriesi A
nche quest’anno sono stati guardo all’indirizzo Classico abtanti i “centini” sfornati da- biamo Martina Maniezzo, Aurogli istituti superiori adriesi. ra Vidotto, Giacomo Franzoso, In tutte le varie scuole della Alberto Gardin e Chiara Quaglia; città etrusca innumerevoli ra- nell’indirizzo Scienze Umane vi gazzi sono stati capaci di dare il sono Valentina Anselmi, Vanessa meglio di sé in un momento e Benetti, Beatrice Ossari, Mattia in un periodo delicato della loro Casazza e Sara Greguoldo (con vita, come quello rappresentato lode); si chiude con Emma Piva e dagli esami di maturità. Valeria Zoletto, entrambe “cenAnche se, per la stragrande tine” dell’indirizzo Linguistico. maggioranza di essi, questo exPer il Polo Tecnico – settore ploit non è risultato essere frutto Economico, indirizzo Amminisolamente di una buona matu- strazione – troviamo Roberta Borità, ma conseguenza di un ec- volenta, Martina Banin, Noemi cellente percorso di studi prose- Fantinati (lode per lei), Chiara guito per tutti i cinque anni delle Pellegrini, Maddalena Doni e superiori. Sara Fecchio; relativamente al Che è per loro terminato con settore Tecnologico, Elettronica un premio che si ed Elettrotecporteranno dienica, abbiamo Hanno tro per tutta la Malcolm Previta. gnolato, Luca dato Tolti i dati Roccatello e Siil meglio, dell’Istituto Almone Meggiato; adesso berghiero Ciquanto all’indipriani, non più rizzo Costruziodovranno disponibili se ni Ambienti e scegliere non per queTerritorio (semstioni di orienpre settore Tecla propria tamento, sono nologico) spicca strada stati 33 gli alunni il nome di Franusciti con il mascesco Moda. simo dei voti dalle scuole adriesi: Infine per quanto concerne il ben ventuno arrivano dall’Isti- “Colombo”, gli unici due 100 artuto “Bocchi-Galilei”, dieci dal rivano dall’indirizzo relativo ai Polo Tecnico “G.Maddalena” Servizi Socio-sanitari e portano e “F. Viola” e due dall’Istituto il nome di Andrea Nastassia LeaProfessionale Settore Servizi “C. li e di Sara Nicoletto (che ha conColombo”. In totale, ben quat- seguito la lode). tro tra essi hanno conseguito la Per tutti questi ragazzi, una lode. volta ultimata un’estate di meEcco i loro nomi. Per il “Boc- ritato riposo, si apre una nuova chi-Galilei” – indirizzo Scientifi- fase della loro vita, in cui decideco – troviamo Francesco Mario ranno se cominciare la carriera Cordiano, Antonio Germanò, universitaria oppure tentare l’inCorinne Scalambra, Bianca Zogresso nel mondo del lavoro. letto, Angela Bovolenta, Laura Ferro, Federico Scaramuzza, Eleonora Bernasconi e Martina Stefano Chiarelli Rovigatti (100 e lode per lei); ri-
Alternanza scuolalavoro: opportunità anche nel mondo del volontariato Anche le associazioni di volontariato rodigine potranno accogliere studenti in alternanza scuolalavoro. Lo prevede il protocollo d’intesa siglato tra l’Ufficio Scolastico Regionale e i sette Centri di Servizio per il volontariato veneti, per favorire il coinvolgimento del terzo settore nell’esperienza formativa introdotta dalla “Buona scuola” in tutti i trienni degli istituti superiori. Si tratta del primo protocollo di questo genere sul territorio nazionale, nato dalla volontà dei Csv e dell’Ufficio scolastico di favorire la collaborazione tra il mondo della scuola e quello del volontariato, a partire dall’accoglienza degli studenti in percorsi di formazione. La legge 107/2015, infatti, rende l’alternanza scuola-lavoro un elemen-
to strutturale dell’offerta formativa. Gli studenti del triennio conclusivo delle scuole superiori sono stati chiamati a svolgere, a partire dall’anno scolastico 2015/2016, esperienze di apprendimento nelle realtà lavorative della durata di 400 ore, per gli istituti tecnici e professionali, e 200 ore per i licei, durante le quali sviluppare quelle capacità utili per costruire i propri percorsi di vita e lavoro. I Csv del Veneto hanno attivato già dall’anno scolastico 2015/2016 alcuni progetti sperimentali e anche il Csv di Rovigo, l’anno scorso, ha collaborato all’inserimento di alcune decine di studenti in alternanza scuola-lavoro in associazioni e alla realizzazione di due visite formative per studenti di indirizzo sociosanitario.
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Chioggia-Adria-Rovigo Pendolari
La stazione di Adria
Treni, una linea bistrattata N
on sono molte le tratte ferroviarie che transitano per Adria. Una di queste costituisce forse la linea più bistrattata in assoluto, ovvero quella RovigoChioggia che nei suoi 60 chilometri di percorrenza risulta essere l’unico percorso ferroviario che traccia buona parte del bassopolesine, avendo proprio Adria come importante centro nevralgico. Bistrattata certo, ma più di qualche ragione per farlo le sue decine di passeggeri (che diventano centinaia nei periodi autunnali e primaverili, quando ad affollarla sopraggiungono gli studenti universitari) che faticosamente continuano a essere trasportati ogni giorno ce l’hanno. Pur se immune fortunatamen-
te dalla possibilità di drammatici incidenti quali quello dello scorso luglio in Puglia (il sistema di blocco automatico del treno rende impossibile qualsivoglia tipo di scontro, nonostante la tratta sia ancora a binario unico), un viaggio da Adria verso una delle due località rischia di portare con sé frequenti disagi di differenti tipologie: carrozze vecchie di trent’anni, ritardi, soppressioni dell’ultimo momento, bus sostitutivi che rimangono un’incognita e, probabilmente su tutti, un eccessivo affollamento (la carrozza è omologata per settanta persone, ma nei giorni di maggior afflusso degli studenti pendolari si oltrepassano senza problemi i cento. Dal momento che di luci in
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fondo a questo tunnel se ne intravedono poche, tanti pendolari esasperati hanno deciso di fare da sé: per questo è nato il gruppo Facebook “Utenti della Ferrovia Chioggia-Adria-Rovigo”, tramite il quale è possibile rendere pubblici in tempo reale ritardi e disagi, comunicare con i macchinisti presenti o anche semplicemente sfogarsi, date le svariate e fastidiose implicazioni negative che colpiscono coloro che restano
coinvolti dai disservizi (una lezione o un esame saltato, appuntamenti rinviati, ritardi al lavoro e così via). Grazie anche all’attività del gruppo, la sensibilizzazione di questi disagi presso la politica pare aumentata: nell’incontro dello scorso maggio un comitato di viaggiatori, accompagnato dalla consigliera regionale polesana M5S Patrizia Bartelle, ha strappato a Sistemi territoriali (la società della Regione Veneto che gestisce la tratta) e all’assessore regionale ai trasporti Elisa De Berti lo scongiuramento della soppressione estiva del treno delle 17.15, oltre che la promessa relativa all’acquisto di nuovi convogli per il 2017. Ora, le speranza è che il critico mese di settembre porti con sé la prosecuzione di questo percorso di collaborazione tra utenti e istituzioni. Auspicando inoltre che alla lista dei disagi non si aggiunga quello dell’assenza di carburante, come avvenuto nella linea Adria-Venezia lo scorso inverno… Stefano Chiarelli
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La polemica I grillini alzano la voce
Diffida M5S: “Poca trasparenza e appalti dubbi” P
rosegue la battaglia del Movimento 5 Stelle adriese circa la questione appalti. In seguito alla pubblicazione di due avvisi d’invito riguardanti pulizie e servizi cimiteriali, i grillini rialzano pesantemente la voce: “Da parte nostra la sensazione è di sdegno totale – attaccano –, dal momento che abbiamo ravvisato una palese violazione dei principi di trasparenza introdotti dal nuovo codice degli appalti. Tale procedura d’invito, infatti,
Al centro della polemica i due avvisi di invito pubblicati dal Comune, fatto che avrebbe violato i principi di trasparenza del codice degli appalti pur fissando in modo chiaro e distinto alcune componenti, omette un elemento di fondamentale importanza: il momento di inizio della presentazione della manifestazione d’interesse da parte delle cooperative partecipanti, non indicata dal metodo d’invito scelto dall’amministrazione”. Secondo i 5 stelle questa procedura d’invito, pur essendo lecita, è altamente discutibile: “L’amministrazione – spiegano – indica solo che ai due bandi verranno ammesse le prime cinque cooperative che avranno presentato via Pec la manifestazione d’interesse entro le ore 10.00 del 12 settembre, ma non il suo momento d’inizio. Si tratta di una mancanza gravissima, che non consente la par condicio tra eventuali partecipanti, e per questo diffidiamo l’amministrazione a dar seguito a quegli avvisi”. Utilizzando una metafora, “è come se in una gara fosse chiaro il punto di arrivo ma non fosse indicato quello di partenza, e non fosse dato a tutti i partecipanti lo stesso tempo per raggiungere i blocchi di partenza”. Questo fatto arriva dopo
mesi di lamentele nei confronti dell’amministrazione da parte del M5S, secondo i quali gli appalti comunali legati ai servizi sono stati affidati in questi anni a pochi operatori economici: “Dal nostro punto di vista in questo modo non vengono rispettati etica, trasparenza, rotazione ed economicità. Di conseguenza, chiediamo innanzitutto che sia reso pubblico l’elenco delle cooperative che hanno già inviato la propria manifestazione d’in-
Cristina Caniato, consigliere 5 stelle
teresse per i due bandi, e inoltre suggeriamo per il futuro che le cooperative, se proprio devono essere solo cinque, siano scelte a sorteggio”.Si tratta di una questione importante – chiudono – “che non può essere bollata con arroganza a fuffa, come fatto dal vicesindaco Simoni in consiglio comunale”. Stefano Chiarelli
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La replica del vicesindaco Simoni
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ulla diffida del Movimento 5 Stelle non si fa attendere la replica del vicesindaco Federico Simoni, che ribatte punto su punto. Primo: “Non esiste una normativa in merito alla pubblicazione delle determinazioni. La norma dice che le delibere vanno pubblicate entro 30 giorni dalla data di esecutività. Si può pubblicare l’avviso prima dell’atto che lo approva, cioè la determina. Tra l’altro, la determina era immediatamente esecutiva dalla data in cui è stata adottata, il 25 agosto, e il giorno seguente, 26 agosto, è stato pubblicato l’avviso pubblico aperto a tutte le coop di tipo B. In particolare la determina è stata pubblicata 5 giorni lavorativi dopo la pubblicazione del bando”. Secondo: “La consigliera Caniato dice che non si trova traccia della delibera di giunta di indirizzo. Nell’avviso non viene citata, ma proprio perché è noto che gli uffici agiscono seguendo la linea politica tracciata a monte dall’amministrazione. Comunque trattasi della delbera di giunta comunale n.37 del 02.03.2016 e pubblicata dal 19.03.2016 per 15 gg consecutivi”. Terzo: “ Viene detto dalla consigliera Caniato che nell’avviso c’è solo la data di consegna delle offerte e non la data dalla quale è possibile iniziare a presentarle. Giova evidenziare che trattasi di procedura aperta, con avviso pubblicato all’albo pretorio. La data di “inizio” per poter presentare offerte decorre dalla data di pubblicazione dell’avviso. In particolare, la normativa in materia, cioè il Codice degli appalti, fissa un termine per la ricezione delle offerte, e non una data di inizio”. E siamo al quarto punto: “La consigliera chiede di rendere pubblico l’elenco delle ditte che hanno risposto fino ad oggi. Non possiamo farlo: l’elenco è segreto fino al giorno in cui scade il termine di presentazione. Questo, è stabilito dalla norma in materia, vedi l.241/1990 e d.lgs.50/2016 art.53 comma 2 lett.b). E ciò è anche logico: serve per evitare che le aziende che intendono partecipare, una volta visto ‘chi’ partecipa, inviino la loro candidature mettendosi d’accordo tra di loro sul prezzo di offerta da fare”. Infine, Simoni spiega che “per garantire la totale trasparenza sulla procedura di scelta del contraente, si è pubblicato un avviso pubblico per individuare un congruo numero di ditte. Il criterio di scelta, cioè in base all’arrivo al protocollo, è un criterio casuale, come lo è il sorteggio pubblico, quindi scevro da ogni possibile scelta arbitraria. Si può verificare on line da gare espletate da altri comuni, che è un criterio Gi.Ga. che viene spesso prescelto”
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DAL 13 MARZO AL 25 SETTEMBRE
Le Meraviglie dello Stato di Chu, alla scoperta dell’Antica Cina
La mostra, allestita in tre sezioni complementari fra Este, Adria e Venezia, consente per la prima volta in Europa di scoprire le testimonianze, davvero magnifiche, di una delle principali civiltà dell’Antico Regno: lo Stato di Chu. Il Museo Archeologico di Adria ospita “L’Arte della Guerra”, un’esposizione plurisensoriale sul tema della guerra, realizzato attraverso un allestimento immersivo che propone armi, armature e parti di carri da guerra, enfatizzando le tecniche militari e il valore simbolico del guerriero nello Stato di Chu. Per maggiori informazioni: 042621612 Museo Archeologico Nazionale di Adria Via Giacomo Badini, 55 - 45011 Adria (Ro)
SABATO 25 SETTEMBRE Località Martinelle, 77 - Cavarzere (Ve) - Info 339 3657735
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Adria
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Centro Anziani, bufera sulla nomina Emanuela Beltrame, FdI, è stata nominata nel consiglio di amministrazione del Centro Servizi Anziani di Adria, ma la nomina, accusano le minoranze, spetterebbe a loro. Caniato, Barbierato e Spinello chiedono spiegazioni
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catta la polemica nell’opposizione adriese. I capigruppo di minoranza Omar Barbierato (Impegno per il Bene comune), Cristina Caniato (Movimento 5 Stelle) e Sandro Gino Spinello (Partito Democratico) hanno chiesto al Sindaco di esplicitare i motivi della nomina di Emanuela Beltrame, candidata nella lista “Fratelli d’Italia”, nel consiglio di amministrazione del Centro servizi anziani di Adria in sostituzione di Daniele Ceccarello, eletto consigliere comunale nelle ultime elezioni anch’egli nella lista “Fratelli d’Italia – Indipendenza del Veneto” a sostegno di Massimo Barbujani. “Barbujani – scrivono i capigruppo -, senza aspettare la convalida dell’elezione a sindaco, ha proceduto alla nomina della Beltrame, nomina che è in palese contrasto con i dettami della delibera consiliare la quale stabilisce che un membro nel cda debba essere designato dalla mi-
Alcune immagini del Centro anziani
noranza consiliare”. Barbujani, durante la conferenza dei capigruppo, aveva mostrato la disponibilità a dare spiegazioni in merito, ma “sono trascorsi oltre trenta giorni e non abbiamo ottenuto alcun riscontro; è stato anche violato il termine previsto per legge per ottenere risposta”. La richiesta è quella di vedere un rappresentante designato autonomamente dalla minoranza, come recita la legge. In ogni caso, uno dei prossimi consigli comunali verrà dedicato interamente al Centro Servizi Anziani. “Chiederemo a tutti di pronunciarsi sulla nostra proposta che la struttura rimanga effettivamente pubblica, di essere messi a conoscenza sulle reali condizioni di agibilità dell’immobile, di sapere finalmente le definitive volontà sul futuro del Csa da parte di Barbujani e della sua giunta”.
Resta dunque aperto il nodo sulle sorti della sede del Csa. Nel corso degli anni erano state individuate diverse opzioni: dagli atti ufficiali, la volontà di individuare un’area idonea per la costruzione del nuovo centro, in seguito si è caldeggiata la pro-
C’è ancora (poco) tempo per il Buono libri La domanda per accedere al contributo può essere presentata fino al 30 Scontro tra opposizione e Comune sui lavori pubblici
settembre
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’è ancora tempo per fare domanda per la copertura totale o parziale della spesa di libri di testo. La scadenza per il “Buono libri” è infatti fissata alle 12 del 30 settembre. Possono chiedere il contributo le famiglie degli studenti residenti che frequentano, nell’anno 2016-2017, le scuole secondarie di I e II grado, statali, paritarie, non paritarie; istituzioni formative accreditate dalla Regione, che svolgono i percorsi triennali o quadriennali di istruzione e formazione professionale. Alle famiglie con Isee 2016 da 0 a 10.632,94 euro è concesso un contributo fino al 100% della spesa, compatibilmente con le risorse disponibili; con Isee da 10.632,95 a 18.000,00 euro il contributo concesso è in base alla proporzione tra la spesa e le risorse disponibili. Per fare domanda è sufficiente entrare nel sito http:// www.regione.veneto.it/istruzione/buonolibriweb e compilare il modulo da portare in Comune. Se non si dispone di accesso internet ci si può rivolgere direttamente al municipio. G.G.
“Basta opere inutili ad Adria” “Meno cattedrali nel deserto, più interventi mirati”. “La nostra città, sia per quanto riguarda le strade che le reti impiantistiche, necessita di interventi urgenti di manutenzione, non della perenne rincorsa a sogni tanto costosi quanto lontani dalle esigenze primarie degli adriesi”. Questa l’ar-
gomentazione espressa da Impegno per il Bene Comune: la giunta deve sollecitare l’esecuzione di determinati lavori, “come ad esempio la messa in sicurezza di riviera Eloisa a Cà Emo o gli interventi sulle condotte idriche a nord di via Emanuele Filiberto e in località Passetto”, più che dare il via a eventuali nuove costruzioni. Secondo i civici “interventi simili finiscono per sottrarre risorse proprio a quelle opere manutentive che sono di vitale
posta di trasferimento nell’Ospedale Civile, infine durante la campagna elettorale il centrodestra si è pronunciato per una ristrutturazione della sede attuale. Giorgia Gay
importanza. Privilegiare gli uni rispetto alle altre rappresenta una scelta amministrativa che ripropone ad Adria situazioni già viste in Italia: si punta su mega progetti faraonici e si costruiscono cattedrali nel deserto, mentre non si trovano risorse per le piccole opere diffuse”. Un esempio riguarda il completamento dell’asfaltatura della località Amolaretta, “una promessa elettorale non mantenuta a causa di un’improvvisa mancanza di fondi, che sembra colpire sempre e solo un certo tipo di lavori”. Per altre opere, invece, “i soldi comunali, chissà perché, ci sono sempre, anche se chi amministra ci parla di finanziamenti esterni. Ma i cittadini devono sapere che non ci sono opere a costo zero, e anche se ci sono effettivamente interventi che possono godere di un sostegno esterno consistente, questi obbligatoriamente necessitano pur sempre di un cofinanziamento con fondi provenienti dalle casse comunali”. In consiglio comunale, conclude la nota, “ci opporremo a scelte di questo e solleciteremo la giunta affinché predisponga al più presto, avvalendosi ove possibile di professionalità interne, un piano di manutenzione pluriennale di strade e spazi pubblici, individuando fondi, modalità e tempi certi per gli interventi”. Stefano Chiarelli
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Adria
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Teatro, partita l’ultima fase del restauro: pronto a fine ottobre L’ultimo intervento riguarderà i lavori di adeguamento antisismico. Il sindaco: “Quando sarà pronto, subito all’opera per pianificare la programmazione”
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rocedono i lavori di restauro del teatro comunale che dovrebbero terminare entro il prossimo 31 ottobre, scadenza per la rendicontazione finale delle spese sostenute. Si tratta del settimo stralcio dell’opera, ammessa a contributo regionale e finanziata per circa l’80%, prevede un costo di 310.622 euro di cui circa 62 mila euro a carico delle casse comunali. Ottenuto il parere favorevole della soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Verona, sono stati così avviati i lavori di adeguamento alla normativa di sicurezza e la ristrutturazione dei servizi, a seguito dei danni provocati dal sisma del 2012 che aveva investito anche il territorio polesano. L’incarico progettuale è stato affidato allo studio dell’ingegnere Paolo Baruffaldi che ha assunto anche la direzione dei lavori nonché contabilità, piano sicurezza e coordinamento esecutivo. Il progetto dello studio adriese prevede una spesa complessiva di circa 137 mila euro di cui l’80% finanziato da fondi regionali. L’intervento riguarda l’adeguamento antisismico nei pilastri del palcoscenico, nelle murature della quinta laterale e di fondo e nella zona degli ex camerini del secondo piano galleria. “I lavori dovranno concludersi entro il termine stabilito – annuncia il sindaco Massimo Barbujani – che ci consentirà quindi di richiedere altri finanziamenti e soprattutto di pianificare una programmazione dignitosa per il nostro teatro che viene riconsegnato alla cittadinanza come un bene prezioso sia per la storia e la tradizione della nostra città che soprattutto come simbolo di cultura e bellezza”. “Preciso che l’agibilità all’apertura della struttura che già ha ospitato e può ospitare spettacoli nel pieno rispetto delle norme è stata ottenuta al termine del sesto stralcio dei lavori – continua Barbujani – grazie al parere favorevole della commissione provinciale sui locali di pubblico spettacolo, e quindi questo nuovo intervento è mirato al miglioramento strutturale dal momento che anche il teatro risulta essere un fabbricato di interesse strategico in caso di terremo-
Il teatro comunale adriese
to”. Mentre sembra essere confermata la stagione teatrale di prosa il primo cittadino adriese spiega infine come sia “nostra intenzione lavorare ai fini di un’ottimizzazione dei servizi e creando sinergie e collaborazioni magari attraverso una realtà associativa che possa essere arricchita di diverse professionalità ed esperienze, per poter far funzionare al meglio il nostro teatro, sia in termini di programmazione che di costi e spese di gestione”. Massimiliano Beltrame
Rotonda a Baricetta? Nel mese di agosto l’enesimo incidente a Baricetta nell’incrocio di fronte alla chiesa ha innescato le critiche all’amministrazione da parte di Impegno per il bene comune. “La Consigliera Marangoni recentemente aveva sottolineato la necessità di intervenire e trovare una soluzione tecnica in tempi brevi - si legge in una nota diffusa dal gruppo -. Perchè non verificare la fattibilità di mettere in loco una rotonda?” “Invitiamo sindaco e giunta invece di riflettere sul nome delle vie ad affrontare i problemi reali della città - incalza il gruppo -, pronti a supportare questo tipo di azioni che vengano incontro alle necessità dei cittadini, a partire dalla sicurezza stradale. È importante la tempestività in questi casi, non si può aspettare la tragedia per muoversi”.
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Bottrighe
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Rinasce la biblioteca, chiusa da anni I locali della biblioteca sono già stati imbiancati e gli scaffali montati alle pareti. Terminata la catalogazione dei libri, la biblioteca sarà riaperta al pubblico
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inasce la biblioteca di Bottrighe.Molti abitanti del luogo avevano infatti manifestato il desiderio di poter accedere ai libri contenuti in essa, chiusa da anni, ma anche di riavere in loco un piccolo centro culturale. Il sindaco Massimo Barbujani, il suo ex delegato Nicola Gennari e Livio Crepaldi presidente della biblioteca comunale, contattati dal neonato comitato per la biblioteca, il cui referente è Gabriella Veronese, hanno condiviso e sostenuto con entusiasmo l’iniziativa. È stato organizzato anche un gruppo su Facebook, denominato “Biblioteca di Bottrighe”, dove vengono postati gli aggiornamenti e che conta già oltre trecento aderenti. L’amministrazione comunale ha concesso l’uso della sala consiliare “Anacleto Rossati” dell’ex palazzo municipale, che diventerà sala di lettura e presentazione di opere. Questa, insieme alla biblioteca, è stata imbiancata. Sono stati montati gli scaffali e alla bi-
La sala di lettura e uno scorcio della rinascente biblioteca, al centro Gabriella Veronese
Nato anche un gruppo Facebook, denominato “Biblioteca di Bottrighe”, dove vengono postati gli aggiornamenti
blioteca, sempre dal comune, è stato fornito un computer. Si stanno cercando tra gli abitanti di Bottrighe altri volontari che abbiano qualche ora di tempo da dedicare alla stessa per gestire i prestiti. Nel contempo è iniziata la catalogazione dei libri. Molte persone hanno già portato libri e altri hanno promesso di fare al-
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trettanto. Al Salone del Libro di Torino sono state contattate alcune case editrici, qualcuna ha risposto positivamente, regalando libri e dvd alla biblioteca. Anche alcuni scrittori del territorio hanno voluto donare le proprie opere ed il parco libri sta crescendo, con grande soddisfazione. Terminata la catalogazione
si procederà alla riapertura che sembra ormai imminente. Gabriella Veronese, a nome del comitato, coglie l’occasione per ringraziare altresì i dipendenti del Comune e le tante persone che hanno donato i libri e quelle che si sono rese disponibili per spostare mobili e libri, risistemandoli. Intanto, in una trattoria della zona, si è svolta la presentazione del nuovo numero 53 del semestrale “Ventaglio Novanta”, diretto da Lino Segnatin. Rivista che da ventisette anni si occupa di turismo, ambiente, arte, narrativa, poesia, storia e tradizioni del Polesine. Tra i commensali anche una delegazione del gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia”. A corollario anche alcuni quadri in esposizione della pittrice bottrighese Roberta Crepaldi. Roberto Marangoni
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I Bontemponi sbarcano in Piemonte
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Prestigioso invito per il gruppo folkloristico di Bottrighe “Bontemponi & Simpatica Compagnia” che sarà a Grugliasco (Torino) il 15 e 16 ottobre prossimi in occasione del 65° anniversario dalla tragica alluvione del Polesine avvenuta nel 1951. Nella città piemontese i Bontemponi faranno spettacolo il sabato sera al grande Palateatro de “Le Serre” e la domenica mattina animeranno, con appropriati canti, la santa messa nel duomo della città e a seguire la sfilata musicale nel centro storico sino a raggiungere Largo Polesine per una pubblica cerimonia con le autorità del luogo e quelle polesane. Tornano così per la dodicesima volta in Piemonte. Un anno ricco di inizitive e impegni, oltre alla solidarietà, per il celebre sodalizio che si esibirà altresì sabato 1 ottobre alle 16 al teatro Contardo Ferrini di Adria per l’apertura del nuovo anno accademico dell’università popolare; domenica 2 alla festa dei nonni del Delta che si svolgerà al palasport di Rosolina, quindi domenica 9 ottobre farà spettacolo alla tradizionale festa delle castagne sulle colline di Pietra Gavina (Pavia). Sabato 22 ottobre, invece, nel teatro sala Europa di Taglio di Po, si esibirà con il coro “Voci del Delta” per una serata benefica dedicata ai nonni del locale circolo Auser. Tra le novità del gruppo, oltre all’inserimento in di nuovi canti delle mondine del Delta, recentemente raccolti, anche l’ingresso nell’associazione di un secondo fisarmonicista, Tiziano Lavezzo, che affiancherà Giovanni Pezzolato. Ro.Ma.
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Provincia
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Scuola, si riapre senza (tutti) i docenti
Coldiretti Richiesta di indicare la provenienza in etichetta
La guerra del grano: coltivatori in rivolta
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cerealicola polesana”
inquanta cattedre ancora vacanti in Polesine, dalla scuola d’infanzia alle superiori: 7 nelle scuole dell’infanzia, 15 nelle scuole (primarie, sei nelle scuole secondarie di primo grado. Infine, le scuole superiori sono quelle che risentono maggiormente della carenza di organico con 22 posti da assegnare, al momento in cui andiamo in stampa. Insomma, gli effetti dei tagli che hanno imposto una rigida dieta dimagrante agli organici scolastici si fanno sentire anche tra Adige e Po. “Amareggia rilevare anche che il ministero non ha tenuto in nessun conto che il rapporto tra numero di alunni e quello degli insegnanti in Veneto è il più alto d’Italia – ha dichiarato l’assessore regionale Elena Donazzan in una lettera indirizzata al ministro Giannini - e che dal 2008 assistiamo a continue penalizzazioni del sistema scolastico veneto a fronte di una spesa tra le più basse a livello nazionale”. La replica del parlamentare del Pd, l’onorevole Diego Crivellari, non si è fatta attendere: “Alcune problematiche legate alla scuola in Polesine sono state risolte, altre sono ancora in fase di soluzione. È una criticità conosciuta, la situazione
agricola ad indirizzo cerealicolo in Polesine - dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie speculative”. Situazione che espone gli agricoltori a fluttuazioni dei prezzi, determinate anche dalle importazioni selvagge di prodotto straniero a dazio zero, che arriva nel nostro paese già vecchio di un anno, provocando un surplus di offerta che penalizza la campagna cerealicola nazionale e locale. “Il risultato di questa situazione - spiega il presidente - è che oggi il grano duro per la pasta viene pagato anche 18 centesimi al chilo mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura a 16 centesimi al chilo, su valori al di sotto dei costi di produzione che mettono a rischio il futuro della produzione cerealicola polesana”. Coldiretti è scesa in campo formulando proposte concrete per dare un futuro sostenibile alla coltivazione ottenendo sul piano istituzionale i primi risultati come la creazione di un fondo di 10 milioni di euro, inserito nel decreto enti locali recentemente approvato, per l’avvio del piano cerea-
rimane problematica e va seguita, ognuno per la propria parte sta cercando una soluzione. È giusto ricordare comunque – ha concluso Crivellari - che molti dei problemi di organico sono figli anche di scelte e provvedimenti presi quando al Governo c’era il centrodestra: la manovra di contenimento della spesa pubblica attuata in Veneto, con la quale è stato possibile diminuire i posti per le nomine in ruolo e per le supplenze annuali senza creare soprannumero, porta il nome degli allora ministri Tremonti e Gelmini”. Per la senatrice di Fare! Emanuela Munerato “è una questione di dignità dei nostri ragazzi che hanno tutto il diritto di essere preparati al meglio per le prove che li attendono come futuri cittadini. Lo Stato deve assicurare su tutto il territorio nazionale uguali livelli di offerta formativa, senza trascurare le aree fragili come il El.D’A. Polesine”.
È
la produzione del grano, tra le principali colture cerealicole polesane, a sollevare la protesta degli agricoltori di Coldiretti, impegnati in una vera e propria guerra del grano che, nonostante i primi risultati sul piano istituzionale, rischia di scomparire con prezzi dimezzati che non coprono nemmeno i costi di produzione. “Le quotazioni dei prodotti agricoli - denuncia il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo, nonché titolare di un’azienda
licolo nazionale a sostegno delle produzioni di grano italiane e per la valorizzazione della qualità e la previsione di investimenti per infrastrutture di stoccaggio dedicate e per ricerca e innovazione a supporto del frumento duro. “Per dare un futuro al granaio polesano – sottolinea Giuriolo - occorre l’indicazione in etichetta dell’origine del grano impiegato nella pasta e nei trasformati ma anche l’indicazione della data di raccolta assieme al divieto di utilizzare
grano extracomunitario oltre i 18 mesi dalla data di raccolta”. “La qualità del nostro grano è fuori discussione - conclude - e non è un caso che importanti pastifici italiani stiano lanciando prodotti fatti con grano 100 per cento italiano e che anche a livello locale nascano filiere di qualità certificata per produzioni come pane e pasta, prodotti tipici le cui ricette sono tramandate di generazione in generazione”. Giorgia Gay
Il grano è un prodotto chiave per il Polesine
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Provincia
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Scontri politici Botta e risposta
Azzalin: “Polesine dimenticato” Dura replica dell’assessore regionale, il rodigino Corazzari: “Vero il contrario, grande attenzione ai problemi del terrritorio”
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e infrastrutture polesane sono state al centro del fuoco incrociato agostano tra il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin e l’assessore alla Pianificazione territoriale e ai Parchi di Palazzo Balbi, Cristiano Corazzari, ex sindaco di Stienta. “Corazzari, se ci sei batti un colpo! - ha attaccato il consigliere piddino, facendo in particolare riferimento ai problemi relativi ai finanziamenti per i ponti di barche sul Delta del Po e le tre piste ciclabili per il turismo sostenibile -. Il Polesine è sempre più mar-
ginalizzato dalla giunta regionale: a oltre un anno dalle elezioni non vi è stato un testo di legge o un bando che abbia interessato il nostro territorio, se si escludono i finanziamenti europei. Gli unici provvedimenti hanno riguardato la revoca di contributi già assegnati e questo è inaccettabile. E tanto più lo è pensare a come il Parco del Delta del Po ed il Po stesso, che invece di essere al centro di progetti di valorizzazione e sviluppo vengono completamente abbandonati”. “È vero il contrario – è stata la
Il consigliere regionale Graziano Azzalin e l’assessore regionale Cristiiano Corazzari
replica dell’assessore leghista Corazzari – e cioè che nonostante i continui e vergognosi sabotaggi del governo centrale, di cui il partito di Azzalin è il principale azionista, all’operatività delle Regioni e degli enti locali, la giunta Zaia continua a dedicare attenzione e condivisione ai problemi della provincia di Rovigo. Ribadisco la mia volontà di continuare a occuparmi, come ho sempre fatto,
con grande passione dei temi del Polesine e di lavorare insieme alla giunta veneta per contribuire alla crescita di questo territorio e della sua comunità. Mi auguro che il Pd decida un giorno di smetterla con il suo malevolo ostruzionismo che non è solo ai danni degli amministratori regionali democraticamente eletti, ma è un gioco distruttivo anche per i veneti stessi”. Elisa Dall’Aglio
Associazione LET’S TALK
gliorare la loro conoscenza della lingua, così da renderli competitivi in ambiti internazionali. Come associazione culturale proponiamo ai nostri associati degli incontri gratuiti, che noi abbiamo pubblicizzato come “Aperitif in English” !!!. Un modo simpatico ed informale per ritrovarci, una volta al mese, tra associati e non e poter così trascorrere piacevolmente un’oretta prima di cena e mettersi alla prova nella conoscenza della lingua in maniera “easy”, senza timori e timidezze. Per non parlare poi del nostro “Inglese per Viaggiare”, per migliorare la lingua e poter così destreggiarsi in diverse situazioni all’estero, sia per affari che per divertimento. Vengono insegnate espressioni e parole utili a rendere il lavoro e la vacanza più semplici e meno “disastrose”. Ma quest’anno cambierà forma, saranno esattamente 4-5 appuntamenti, una volta alla settimana nei mesi di aprile e maggio. Anche quest’anno l’associazione non ha deluso i bambini della nostra comunità, organizzando il Summer Camp per la quarta volta, nell’ultima settimana di agosto e nella prima di settembre, per i bambini dai 3 ai 10 anni. Iniziativa ben voluta dalle famiglie della nostra comunità in quanto rappre-
senta l’alternativa al viaggio studio all’estero che, con costi ovviamente più contenuti, permette un contatto diretto per più di otto ore al giorno con tutors di madrelingua inglese provenienti, per questa occasione, da paesi anglofoni come Australia, America, Sud Africa e Inghilterra. Let’s Talk Summer Camp propone attività ludico creative che, attraverso un approccio naturale, permette l’apprendimento della lingua inglese in modo divertente e diverso da quello che è il tradizionale insegnamento scolastico. Riconfermato anche il Robotic Summer Camp, un’alternativa coinvolgente che ha avvicinato i bambini al mondo dell’informatica, meccanica e elettronica. Infatti i ragazzini dai 10 ai 13 anni, oltre a costruire i robots con i blocchi Lego, dovevano programmarli, attraverso software intuitivi, avvicinandosi a materie come chimica, fisica, matematica, geometria ….. obviously only in English!!!! NOVITA’ 2016!!! Una settimana d’inglese ai Caraibi!!! Un full-immersion a bordo di una bellissima nave da crociera dove l’obiettivo sarà quello di risolvere e svolgere le tante attività di team working previste sia nei momenti di relax a bordo ma anche durante le magnifiche uscite. In programmazione inoltre English on the Road,
dove i nostri tutor madrelingua si diletteranno a farvi da cicerone per le città storiche che ci circondano come Ravenna, Verona, Bologna…ecc esclusivamente nella loro lingua!!! Quest’anno vogliamo inoltre esperimentare l’inglese in cucina con English in the Kitchen, 2 o 3 incontri per imparare le ricette dei loro deliziosi dolcetti inglesi. Non mancheranno nel corso dell’anno scolastico occasioni per festeggiare le varie festività, che i bambini aspettano a grande richiesta per dar modo di mettere in pratica i progressi che fanno nella lingua, con canzoncine, recite e attività varie. Ritorneranno i nostri progetti sociali a fine benefico come la raccolta di giocatoli usati per il periodo natalizio e la raccolta del materiale didattico per aiutare i bambini dell’Angola Durante il mese di Ottobre verà organizzato l’Open Day, in questo incontro verranno presentati a chi volesse avere informazioni i progetti di lingua sopradescritti per l’anno 2016-2017. La nostra si trova in Piazza XX Settembre ad Adria, saremmo lieti di accogliervi e di farvi conoscere maggiormente la nostra realtà. Paola Bergamini e Elisa Borgato
MESSAGGIO PUBBLICITARIO
Dal 12 settembre ripartono i progetti linguistici e i corsi d’inglese presso l’Associazione Culturale Let’s Talk, oltre alle varie attività sociali che da anni ormai l’associazione promuove, con il fine ultimo di incoraggiare a tutti i livelli l’insegnamento della lingua inglese! Per questo motivo, nella nostra associazione Let’s Talk, che ha sede presso la Casa di Cola di proprietà della Fondazione Franceschetti – Di Cola, il principio guida che è alla base dell’apprendimento è la costruzione di un “ponte” tra la nostra cultura e la cultura dei paesi di lingua anglofona, considerando gli usi e i costumi parti integranti dei nostri progetti linguistici. Le nostre lezioni di lingua e i nostri corsi di conversazione per tutti i livelli, sono tenuti da tutors di madrelingua che svolgono un lavoro attento di rafforzamento dell’inglese, sviluppando, sia nei bambini e ragazzi che negli adulti, grande interesse e curiosità per questa lingua, divenuta ormai necessaria per conoscere altre culture e per entrare in contatto con le realtà di paesi stranieri. Per chi fosse interessato, i nostri insegnanti qualificati organizzano corsi per le certificazioni linguistiche, dal livello A1 al C2, richieste ormai nelle scuole superiori e nelle facoltà universitarie. I partecipanti agli esami per l’ottenimento di queste certificazioni verranno direttamente valutati dalla Cambridge Institute. Per di più c’è un avvicinamento all’inglese anche per i bambini più piccoli, dall’età di 3 anni. Sono stimolati all’apprendimento in maniera gioiosa, con canzoncine, giochi e tante attività manuali e artistiche mirate a coinvolgere tutti i sensi e a catturare così la loro attenzione. I corsi di English Business sono ormai una conferma della nostra Associazione che collabora ormai da anni con aziende e liberi professionisti, per mi-
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Cultura
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Adria, i libri d’autore in mostra Esposti al Museo MAAD, fino a fine settembre, una selezione di libri d’artista a cura di Tobia Donà provenienti dalla collezione Danilo Montanari
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n mostra al Museo MAAD, fino a fine settembre, una selezione di libri d’artista a cura di Tobia Donà provenienti dalla collezione Danilo Montanari, per la maggior parte eseguiti fra gli anni ’60 ad oggi. L’esposizione documenta la storia di questo genere di pubblicazioni attraverso un consistente numero di esemplari, significativi e molto rari, tutti pensati, progettati e firmati dagli artisti e spesso contenenti manufatti originali. Vi sono opere di Lucio Fontana realizzate nel 1958 e di Alighiero Boetti del 1986 entrambe con interventi originali. La mostra documenta inoltre il lungo sodalizio tra Danilo Montanari e l’artista Giulio Paolini, dal 1985 ad oggi. Danilo Montanari è editore dal 1980 e ha pubblicato oltre 700 volumi, in gran parte di arte contemporanea, con particolare attenzione ai libri d’artista. Tra questi le prime edizioni di Maurizio Cattelan. Il libro d’artista è un oggetto che nasce dal progetto di un artista visivo non per illustrarne l’opera, come potrebbe fare un catalogo, ma come “opera”
I libri d’autore in mostra e un momento dell’inaugurazione
Un libro d’autore non è un semplice catalogo, bensì nasce come opera d’arte in sè e sono pubblicati con tiratura limitata
Crociera di fine estate sul Delta L ’ arrivo dell’autunno si festeggia navigando sul Delta del Po a ritmo lento e sulle note dei Marmaja. Domenica 2 ottobre l’associazione culturale “Voci per la Libertà”, il festival itinerante di arte contemporanea DeltArte e la redazione della rivista REM chiudono la ricca programmazione estiva organizzando una crociera di fine estate sul Delta del Po, spinti dal grande successo di quella organizzata a giugno per festeggiare l’inizio dell’estate. Partendo dall’attracco fluviale di Ca’ Tiepolo a Porto Tolle, a bordo di una nave da crociera, si navigherà lentamente lungo le bocche del Po di Pila, verso la grande foce del fiume Po. L’imbarco è previsto alle ore 18, navigando al tramonto per assaporare l’atmosfera giusta per una serata rilassante in cui scorgere le stelle che si rispecchiano nel fiume. In linea con lo spirito che contraddistingue gli organizzatori dell’evento, che si concentra sulla valorizzazione del Delta del Po per mezzo della creatività, la crociera sarà una piacevole occasione per scoprire il Delta e i suoi suggestivi ambienti naturali, colorati dalle prime tinte autunnali e dalle luci del tramonto che avanza. A rendere ancora più speciale la serata ci sarà il concerto dei Marmaja, nota band folk rock polesana, che accompagneranno la crociera con la loro musica contagiosa e carica di energia. Il Delta del Po è un paesaggio unico, da conoscere a ritmo lento: grazie a questa crociera di fine estate sarà possibile gustare la bellezza senza tempo di questo territorio, restando magari stupiti dal volo di un airone e incantati dai riflessi dorati del fiume. Durante l’evento sarà offerto a tutti i partecipanti un aperitivo con buffet. Per dettagli e iscrizioni: marketing@ Me.Ru. vociperlaliberta.it.
stessa. La loro nascita viene fatta risalire al 1954, quando Yves Klein fece pubblicare a Madrid un testo/opera già precocemente concettuale. Nel 1963, Ed Ruscha, artista statunitense da poco entrato nella corrente Pop, diede alle stampe Twentysix Gasoline Stations. Si trattava di un testo che raccoglieva la pubblicazione di 26 fotografie in bianco e nero di altrettante stazioni di rifornimento, sparse per gli Stati Uniti. Privi di presentazioni e testi critici i libri d’artista sono
pensati come un’opera d’arte in sé e sono pubblicati in tiratura limitata. Spesso sono esemplari unici fatti a mano. Il riferimento a queste date fra la metà degli anni ’50 e l’inizio del decennio successivo è importante, perché rimanda a un preciso contesto culturale, sorto insieme al fenomeno delle neo-Avanguardie costituite da gruppi di artisti e movimenti che sperimentano vari linguaggi nel tentativo di garantirsi un’assoluta libertà di espressione. Il libro d’artista
trova così una posizione nobile nel panorama dell’arte concettuale degli anni ’70 per la sua duttilità percettiva, l’essere fra opera visiva e lettura, fra oggetto e opera. La mostra è a ingresso libero. Autori: Olivo Barbieri, Luciano Bartolini, Alighiero Boetti, Maurizio Cattelan, Giosetta Fioroni, Lucio Fontana, Franco Guerzoni, Sol LeWitt, Bruno Munari, Maurizio Nannucci, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Emilio Scanavino, Paolo Ventura. Melania Ruggini
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Cultura
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Palazzo Roverella In mostra
“Bretonnes au Goémon”, Émile Bernard, 1885
i nabis, Gauguin e l’avanguardia. emozioni e calore D
a mare a mare, anzi da Oceano a Laguna, lungo percorsi che si sono dipanati, intrecciati, fusi per l’Europa. Questa è la grande avventura che descrive la mostra che Giandomenico Romanelli racconta, su invito della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, al pubblico di Palazzo Roverella (fino al 17 gennaio). “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia” offre un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie diventate leggende, anticipatore di tendenze. Un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, 4 grandi isole e tanto colore. Storie di artisti in fuga da città, da legami, da loro stessi, in molti casi; che trovano rifugio in riva al mare. A Pont Aven, sulla costa della
Bretagna, Paul Gauguin giunge nel febbraio del 1888. Il sodalizio con Van Gogh è finito, l’olandese ha scelto il sud della Francia, lui la Bretagna. Qui si sta formando un Eden primitivo e incontaminato, popolato da una comunità internazionale di giovani artisti che, dipingendo spesso insieme, traggono ispirazione dal paesaggio. Molti cercano la semplicità, nella vita così come nell’arte. Il linguaggio espressivo e antinaturalistico del gruppo entra presto in contatto con le poetiche del primitivismo e dell’esotismo, in voga nell’Europa di fine Ottocento, confluendo in varie correnti artistiche. Su tutti spicca l’esperienza parigina dei Profeti, i Nabis, dall’antico ebraico. Liberi dal naturalismo e dall’imitazione della realtà, i Nabis creano un linguaggio pittorico nuo-
Un percorso fitto di storie che sono diventate leggende, anticipatore di tendenze e di mode da cui nascerà l’Art Noveau
vo: colori intensi, profili marcati, rinuncia al dettaglio, esplosione di emozioni violente. Sarà una pittura sintetica ed elementare, essenziale. Da questa visione uscirà l’esperienza dei Fauves sino all’Art Nouveau, all’Espressionismo e all’astrazione. Questi stimoli innovativi contaminano anche l’Italia, cui è dedicata la seconda parte della mostra. La stagione bretone dell’arte italiana tra gli anni ‘80 dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento si incontra
in diversi artisti, che in molti casi hanno vissuto a Parigi. La rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano e con il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro. Gauguin e Rossi hanno due storie lontanissime eppure vicine: il primo catturato e tragicamente sedotto dai paradisi tahitiani, il secondo scivolato in un fulminante itinerario sin dentro i gironi d’inferno di un manicomio di provincia. Eppure capaci, entrambi, di una pittura dove la semplicità è purezza primigenia e insieme ingenuità, affinamento alchemico e traduzione di un pensiero filosofico cristallino, lucido e tragicamente fragile. L’ultima parte della rassegna è un grande capitolo dedicato agli eredi di questo universo artistico. Il Sintetismo, calato nella nuova sensibilità borghese e moderna grazie a protagonisti come Paul Sérusier, Émile Bernard, Paul Elie Ranson, Maurice Denis e gli svizzeri Cuno Amiet e Felix Vallotton vive una stagione straordinaria anche in Italia: Felice Casorati, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di SanPietro, Mario Cavaglieri. Melania Ruggini
La fotografa Cataldo e le donne polesane Siamo bombardati dalle informazioni iconografiche e abituati a vedere foto mediocri, di bassa qualità. È per questo motivo che la fotografa rodigina Elide Cataldo scatta ritratti che facciano alzare lo sguardo del passante più distratto. Il prossimo progetto avrà come protagoniste le donne polesane che si sono contraddistinte nel volontariato. Il concept sarà la donna che dona se stessa. In questo modo si concludera un percorso che nel complesso la porterà a ritrarre 102 figure femminili. Presto la rivedremo all’opera, dunque, ma prima di partire per questa nuova avventura la fotografa dovrà reperire le risorse economiche: 7-8mila euro che consentano di scattare e stampare foto di qualità, che possano far comprendere il valore della sua arte ai visitatori. L’ultima mostra in ordine di tempo è stata “Grande Dea”, allestita l’anno scorso in Pescheria Nuova. Mostre innovative quelle create dalla Cataldo, che è stata una pioniera nella fotografia rodigina. Nata a Padova nel 1964 scopre la sua passione a 13 anni quando trova una vecchia macchina fotografica dei suoi genitori: se ne innamora subito e decide che quella sarà la sua strada. “Alla fine degli anni Ottanta ho iniziato a fare stage con una serie di professionisti e ho poi frequentato una scuola di Padova - racconta -. Ho poi partecipato a workshop con artisti che mi potessero sempre stimolare e che fossero specializzati in un determinato settore. Poi ho deciso di intraprendere un percorso mettendomi in proprio”. Sogni nel cassetto? “Vorrei sviluppare un progetto che affrontasse la malattia delle donne, un’idea che mi è venuta anche grazie a mia sorella che Me.Ru. è un’oncologa” conclude la fotografa.
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Intervista Per questa stagione riconfermato al Porto Viro
Per Andrea Vianello, veterano ex Adriese, ancora una vittoria in campionato A
questi ragazzi a crescere calcistilessandro Vianello, ex della rosa adriese, la scorsa stagio- camente, perché anch’io ho cone ha vinto l’ennesimo campio- minciato cosi”. Hai sicuramente avuto moltisnato (in Prima categoria) con la simi allenatori nella tua carriera. maglia del Porto Viro. Quali sono state le tue emozio- Quali sono stati quelli che ti hanno “regalato” di più…da punto ni e sensazioni? “È sempre bello vincere un cam- di vista di risultati e vittorie? Dal pionato, anche perché non è mai punto di vista morale ed umano? facile riuscirci. Nel calcio nulla è E dal punto di vista di insegnascontato, ma quando arrivi alla mento del calcio? “Dal punto di vista delle vitfine del campionato e sei li in testa alla classifica, beh, è un’emozione torie dico Pino Augusti con cui unica perché ti gratifica di tutti i quest’anno abbiamo vinto il camsacrifici che hai fatto durante tutta pionato e siamo arrivati in semifinale di coppa. Dal punto di vista la stagione”. Raccontaci in breve come è sta- umano sicuramente Cristian Maito l’andamento della passata sta- strello, che a Scardovari è riuscito gione e della trionfale cavalcata a creare un gruppo affiatato, con il quale tra l’altro siamo riusciti verso il traguardo. a vincere i play off. “Eravamo una Infine, dal punto di “Vincere neopromossa, ma dell’insegnaben consapevoli di il campionato vista mento e della cresciessere una squadra è un’emozione ta dico Paolo Favache poteva vincere retto, che a Mestre il campionato o la unica curava ogni singola coppa. Siamo partiti che ti gratifica azione di gioco”. molto bene, ma poi Domanda d’obdi tutti il fatto di voler lottabligo: il più forte re per tutte e due le i sacrifici fatti” giocatore con cui competizioni ci ha hai mai giocato in portato via un po’ troppe energie; squadra insieme? E il più temibipoi una volta usciti nella semifinale di coppa abbiamo puntato tutto le avversario? “Beh, non me ne vogliano gli alsul campionato e siamo riusciti a tri, ma per me Daniele Dal Col è vincerlo”. un giocatore unico nel suo ruolo. Dopo la riconferma in maglia Emanuel Rizzi invece è il giocatogiallo-blu anche per la prossima re che avrei sempre voluto avere stagione, a 33 anni sei uno dei vein squadra con me, ma che (purterani che dovranno guidare la troppo) mi sono sempre trovato squadra nel difficile campionato di Promozione. Con quali stimoli contro”. Cosa conti di fare quando “atriparti? taccherai gli scarpini al chiodo”? “Come ogni anno si parte con Resterai comunque legato al una gran voglia di ricominciare. mondo del calcio? Quest’anno sarà un po’ più dura, “Non ci ho ancora pensato. Siperché ci sono tanti ragazzi giocuramente non farò l’allenatore vani che devono giocare…anche perché è un ruolo che non mi si 15 anni in meno di me! Però ceraddice”. cherò di ritagliarmi il mio posto in Andrea Boscolo Cegion campo e cercherò anzi di aiutare
Coppia Platini-Vialli sul campo da golf per beneficenza contro la sla Michel Platini e Gianluca Vialli in coppia in attacco? Magari era fantacalcio negli anni ‘80- ‘90, quando i due miti facevano sognare i tifosi. I due invece si sono ritrovati davvero sullo stesso campo, ma per una manifestazione di beneficenza, svoltasi ad Albarella lo scorso 12 settembre. Stavolta però non sono stati impegnati con un pallone, ma con il golf. Assieme ad altri campioni del passato si sono cimentati nella Fondazione Vialli e Muro golf cup: una competizione che ha lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca contro la scleorosi laterale amiotrofica.
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Tanti la conoscono con la Sla o anche “La Stronza” come l’aveva soprannominata Stefano Borgonovo, ex giocatore della Fiorentina scomparso nel 2013, a 49 anni, a causa di questa malattia. A sfidarsi nel prato verde dell’isola deltina, fra i tanti anche Paulo Sousa (allenatore della Fiorentina), Christian Panucci e Alessio Tacchinardi (ex della Nazionale di calcio). Insomma, è stato un buon modo per scoprire il golf ma anche per dare lustro al Polesine grazie a star che hanno fatto la storia del calcio. Riccardo Pavanello
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Squadre polesane Campionati ripartiti
Futsal, stagione di nuovi inizi S
ono nove le squadre polesane di futsal che hanno iniziato una nuova avventura nei rispettivi campionati. Il Murazze nel campionato di C1, Adria e Badiese nel campionato di C2, Futsal Rovigo, Meringhes, Trecenta e Lusia nel campionato di serie D e, per il femminile, il Granzette nel campionato di serie C. Il Murazze, è stato inserito nel girone A, assieme a Perarolo Vigontina, A Team, Meggel, Calcio Padova, Pressana Scaligera, Eurogiorgione, Sporting Castello, United Rossano, Petrarca calcio a 5, Gifema Diavoli, Sporting Altamarca, Verona calcio a 5, Futsal Thiene. La formazione di Porto Viro ha cominciato la nuova avventura il 16 settembre ospitando la Meggel. In serie C2, le neopromosse
polesane, Futsal Adria e Badiese, sono state inserite nel girone B, assieme a Montegrotto, Marco Polo, Chioggia, Mediatec, Flaminia, Mirano al Pozzo, Martellago, P5, Solesinomonselice, Mellaredo, Vigoreal, Sporting Padova. In serie D, le quattro polesane, sono state inserite nel girone C, assieme a Cartura, La Saccisica, Futsal Padova, Redentore, Psn, Pressana, Torreglia, Saldoteck. Il Trecenta di mister Pivetti alla prima ha ospitato i rodigini delle Meringhes, del presidente Michele Beccati. Riconfermato il tecnico Alessandro Segato che ha a disposizione la rosa della passata stagione con tre nuovi arrivi, Adrian Molla (proveniente dal Lusia), Marco Sturaro e Denny Fabbio. Il Lusia, dopo la stagione in C2
memorial Cavallari, vince lo scardovari Seconda edizione dell’evento in ricordo del geometra, storico presidente del porto tolle Lo Scardovari si è imposto nel 2° Memorial Umberto Cavallari, in ricordo del Geometra, così conosciuto da tutti, storico presidente del Porto Tolle. Nel triangolare che si è disputato fra Porto Tolle, Scardovari e Polesine Camerini i Pescatori si sono imposti con due vittorie. Nel primo match il Porto Tolle (Prima categoria) ha avuto la meglio sul Polesine Camerini (Terza categoria) con un 4-2 finale grazie alle doppiette di Grandi e Baratella. Nella seconda partita lo Scardovari (sempre Prima categoria) ha battuto il Polesine Camerini per 5-2 grazie alla tripletta di Finotti e la doppietta di Corradin. Chiaro il divario tecnico e le due categorie di differenza fra Polesine Camerini e le altre squadre. Di fronte a 300 spettatori, nell’ultima partita, lo Scardovari ha avuto la meglio contro il Porto Tolle per 2-0 con doppietta di Mirko Corradin. Alla fine è stata una grande serata di calcio in vista della nuova stagione calcistica 2016-2017. Riccardo Pavanello
La formazione di porto Viro ha cominciato la nuova avventura il 16 settembre ospitando la Meggel
dello scorso anno è ripartita dalla serie D: il presidente Boldrin ha portato alla corte di mister Marco Esposito i giovani Mozzo e Sabil, classe ’94, Fracasso ’96, Capuzzo, Nico Chinaglia e Davide Travaglini. Gli unici due giocatori della passata stagione sono l’attaccante Medea e il portiere Baseggio. Il Lusia, ha giocato la prima partita in casa contro il Futsal Rovigo che ha rinnovato la dirigenza: presidente è Giovanni Liotto, vicepresidente Piero Sattin, segretario Ciro Liotto, consigliere Adriano Spada. Comincia più tardi, invece, il campionato di futsal femminile
con il Granzette inserito nel girone A di serie C assieme a Agsm Verona, Real Thine, Noalese, Hellas verona, Audace C5 Verona, La Giovanile e Sanve Mille. Per le rossoverdi rodigine esordio casalingo, il 26 novembre contro la Noale. Prima, però, il Granzette disputerà la coppa Italia: le rodigine sono state inserite nel raggruppamento B assieme a Agsm Verona, Sanve Mille e Noalese. Prima partita l’8 ottobre in casa con l’Agsm Verona, poi 15 trasferta a Noale e il 22 partita con le trevigiane del Sanve Mille, in quel di S.Vendemiano. Cristiano Aggio
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Calcio Adriese pronta a ripartire
Quest’anno super derby in serie D Alla guida riconfermato mister Oscar Cavallari. Inizio turbolento per la protesta dei tifosi senza tribuna dedicata
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uest’anno sarà un super derby in serie D. Le due massime rappresentati del calcio polesano si affronteranno per avere la supremazia dello sport più amato dagli italiani. L’Adriese è riuscita a raggiungere il Delta Rovigo in serie D dopo un campionato perfetto e chiuso con la promozione nella scorsa stagione agonostica. La società granata ha deciso di affidare il timone della panchina ancora una volta a Oscar Cavallari. L’ex metronomo del centrocampo adriese ha fatto subito centro al primo col-
po andando a riportare l’Adriese nel giusto palcoscenico che le compete. Nella prima uscita ufficiale di Coppa Italia, il turno preliminare contro il Calvi Noale, la squadra di Cavallari ha vinto ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Primo gol ufficiale per i granata di Adriano Bernandes che aveva portato in vantaggio i suoi nel primo tempo prima del gol a tre minuti dallo scadere degli avversari. Dopo la lotteria dei rigori, l’Adriese è scesa in campo la settimana seguente per il primo
La rosa 2016-2017 e il riconfermato mister Oscar Cavallari
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turno contro l’Este. Nella partita secca i padovani sono caduti in casa per 1-0 a causa ancora di Adriano Bernardes. La punta sembra essersi ripresa dopo infortuni continui che avevano minato il percorso calcistico delle ultime stagioni. Il passaggio del turno fa ben sperare per l’Adriese in vista della stagione con il campionato. Da matricola a squadra di Adria vuole fare bene e rendersi protagonista anche se il problema legato allo stadio si fa sempre più pressante. Per la prima di cam-
pionato contro la Ribelle i tifosi hanno indetto uno sciopero per mancanza di una tribuna a loro dedicata come lo era negli anni passati e per l’aumento del prezzo del biglietto di ingresso. La società comunque, assieme al Comune, si sta muovendo per risolvere il problema. Sul fronte squadra l’ultima news di calciomercato è l’ingaggio di Davide Carteri, centrocampista con un passato nel Cittadella e che potrà dare manforte alla linea mediana di Oscar Cavallari. Riccardo Pavanello
Da noi il Pane celebra la Primavera Fresco o biscottato, con lievito o senza lievito, con farine bianche o integrali o di mais, segale o soia, ai semi di sesamo o girasole in un’offerta tradizionale e rinnovata e poi profumi e sapori dei “grani antichi” proprio a S. Pietro riscoperti coltivati e macinati a pietra, tutto con solo olio di oliva senza olio di palma. Crostate di frutta fresca e di tutte le confetture più saporite e fresche. Tiramisù e Semifreddi alle creme e frutta. Torte di Compleanno, Ricorrenze decorate con frutta o con foto proprie o dei personaggi amati E se vi sposate a Primavera un Cuore di Fragole grande 1 metro per 1 metro o la tradizionale Alzata decoratissima di fiori o la nuova nuova nuova Torta Nuda e anche Torte per Battesimi, Battesimi Cresime o Comunioni a richiesta tutto consegnato al ristorante.
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Arbitri, il tradizionale raduno dà il via alla stagione L’evento ha coinvolto circa sessanta associati dell’Aia. Spazio anche al tema dei social network, per un loro utilizzo “consapevole” per la credibilità arbitrale
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uova stagione al via per gli arbitri di calcio della sezione Aia che hanno ufficialmente ripreso l’attività con il tradizionale appuntamento del raduno precampionato, tenutosi presso la sede di viale Tre Martiri a Rovigo. L’evento ha coinvolto circa sessanta associati, ai quali il presidente Massimiliano Moretto ha presentato ufficialmente i collaboratori che lo coadiuveranno nel seguire gli appuntamenti di crescita tecnica e associativa degli arbitri che verranno impiegati nei campionati del settore giovanile, di Terza e di Seconda Categoria. Il raduno ha visto i giovani rodigini sostenere i test atletici, prima di ripassare le direttive tecniche e comportamentali; uno spazio è stato anche dedicato al tema dei social network, per un loro utilizzo “consapevole” ai fini della credibilità della figura arbitrale. Dopo la pausa pranzo e prima dello svolgimento dei quiz tecnico-regolamentari, è stato riservato spazio alle ultime modifiche regolamentari: molteplici e rilevanti sono le novità, anche sostanziali, che i direttori di gara saranno chiamati a far applicare nei campionati al via in queste settimane e le due ore dedicate al loro studio mediante l’ esposizione dei relatori della Sezione di Rovigo Alessandro Munerati (arbitro di Serie D) e Giuliano Govoni (osservatore arbitrale di Lega Pro) sicuramente meriteranno appendice nel corso dei mesi a venire, mano a mano che si arricchirà la casistica oggetto di analisi. Presente ai lavori il bassanese Dino Tommasi, ex arbitro di Serie A (fino al 2015, con circa 50 presenze nella massima serie) e nuovo presidente del Comitato Regionale Veneto che ha ricordato come “solo col lavoro quotidiano di tutti la sezione ed i suoi arbitri possono crescere per mettere nel mirino traguardi importanti”. In chiusura di raduno sono intervenuti il consigliere regionale
della Figc Argentino Pavanati, l’ assessore del Comune di Rovigo Luigi Paulon che ha consegnato una targa al miglior arbitro in campo provinciale della passata stagione, il giovane Tommaso Pasqualin. Foto ricordo del raduno 2016
Cristiano Aggio
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Nuoto e triathlon, vittorie e nuove sfide
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Con il primo settembre è ripartita la stagione di nuoto ad Adria. Oltre ai fruitori delle piscine ci sono da tenere d’occhio i risultati agonistici dei nuotatori della compagine della città etrusca. Prima fra tutti Elena Lionello che parteciperà alla 51esima edizione della Capri-Napoli. Dopo l’ottimo ottavo posto nell’edizione dello scorso anno, l’atleta polesana tenterà la scalata nelle posizioni più alte. Con il via alla nuova stagione da non dimenticare i risultati ottenuti da Marta Ballerini giunta seconda nell’ironkid di Faenza nel Triathlon, categoria Ragazzi. Dunque oltre ai 50 metri di nuoto si dovevano percorrere 2 chilometri di bici e 500 metri di corsa. Anche Martina Biavati è riuscita a imporsi con il terzo posto sempre nei Ragazzi. Peccato per il quarto posto di Francesco Benazzi, sempre nei Ragazzi, sezione maschile. Ottimi comunque i risultati in vista anche della nuova stagione di Triathlon che mette insieme tre discipline diverse fra loro. (ri.pa.)
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ilVeneto Attualità .
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Scuola Il punto dopo la ripartenza
squilla la campanella ma mancano troppi insegnanti
Amministratori veneti: “il miur ha sbagliato i conti”
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cuola al via il 12 settembre scorso: in Veneto, come per molte regioni d’Italia, sono tornati in classe gli studenti ma gli insegnanti...no! Insomma, è stato un avvio d’anno scolastico più sofferto del solito, nonostante le aspettative nate dalla cosiddetta “Buona Scuola”, la famosa legge 107 sulla riforma della scuola che preannunciava, tra le altre cose, un piano straordinario di assunzione introducendo un contingente di 150mila docenti, da Graduatorie ad esaurimento, Graduatorie di Merito e Concorso. Un intervento radicale con il quale si intendeva curare fra gli altri, uno dei “mali storici” della scuola, la cosiddetta “supplentite”, ossia il ricorso “massiccio e improprio” a docenti precari. Eppure qualcosa non è andato secondo le aspettative se, numeri alla mano, i docenti neo assunti o che avrebbero dovuto esserlo non erano in classe a inizio anno scolastico, e i supplenti non erano stati ancora convocati. Nel Veneto al suono della prima campanella mancavano all’appello 3400 insegnanti (tra docenti immessi in ruolo e supplenti) - 724 a Venezia, 698 a Verona, 676 a Vicenza, 637 a Treviso, 397 a Padova, 143 a Belluno e 121 a Rovigo. Cosa è accaduto anche in Veneto? Evidentemente un sovraccarico di lavoro e tempistiche “lunghe” con proroghe di scadenze, rispetto agli altri anni, hanno mandato in sofferenza il sistema: questa la tesi condivisa un po’ da tutti i direttori generali degli uffici scolastici re-
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gionali, fra i quali anche la veneta Daniela Beltrame. Innanzitutto le modalità di immissione in ruolo (in aggiunta al fatto che il concorso non si è ancora concluso), dell’attribuzione di ambito e sede e le problematiche ad esse collegate (ricorsi per le destinazioni assegnate e relative conciliazioni, assegnazioni provvisorie) ha costretto ad un lavoro serrato gli uffici scolastici e di conseguenza le segreterie delle scuole, in fermento anche in pieno agosto. E, tuttavia, i termini per le nomine di ruolo sono slittati in avanti, al 15 settembre, a scuola già iniziata, con il conseguente slittamento dei tempi anche per la convocazione dei supplenti. A questa situazione generale in Veneto si aggiunge, con particolare gravità, anche la carenza del numero di docenti assegnati dal Ministero, rispetto alle reali necessità. L’Ufficio scolastico regionale del Veneto ne ha contati 468 in meno, rispetto ad una popolazione scolastica di 600mila studenti
complessivi in Veneto, anche in calo di 3mila unità rispetto allo scorso anno. Non c’è nulla da fare: se i 468 docenti non arriveranno oltre ai 3400 delle cattedre vuote di inizio anno-, ci saranno circa 250 classi “pollaio” , quelle classi composte da più di 27 alunni alle elementari, più di 29 alle medie e oltre 30 ragazzi alle superiori. I numeri non tornano neanche sul fronte del personale non docente: in Veneto ci sono 300 bidelli in meno e 139 dirigenti scolastici che devono “sdoppiarsi” avendo una reggenza oltre all’istituto assegnato (eclatante il caso di Monselice la cui dirigente si trova a gestire ben 16 scuole di due istituti comprensivi). “L’elenco delle cose che non vanno quest’anno ormai è diventato impronunciabile - ha commentato Salvatore Mazza, della Cgil Scuola del Veneto -. Mancano docenti, presidi, bidelli. Insomma, manca tutto, il Miur ha sbagliato tutte le tempistiche e ormai è troppo tardi”.
a scuola messa “a dieta” è una realtà che fa imbizzarrire gli amministratori veneti che da tempo stanno portando avanti una battaglia con il governo per avere un numero adeguato, almeno di docenti. In primo luogo l’assessore dell’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, che anche quest’anno alla vigilia dell’inizio della scuola ha ricominciato a denunciare la difficile situazione. A soli 5 giorni dal 12 settembre continuava ad insistere. “In Veneto - ribadiva - continuano a mancare 468 docenti rispetto al minimo vitale per partir bene. Il Ministero finora non ha mai risposto alle sollecitazioni e alle richieste di incontro del Veneto e delle altre Regioni italiane, seminando confusione e incertezza tra famiglie e insegnanti, molti dei quali non hanno ancora un incarico, non per colpa dell’Ufficio scolastico regionale, ma per la siderale distanza che purtroppo permane tra il Ministero e la realtà dei territori”. “Purtroppo quest’anno si parte pesantemente ad handicap - ha voluto denunciare il presidente della Regione Veneto Luca Zaia alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico - in una situazione di caos”. La mancanza di 468 insegnanti “è una situazione che si perpetu da anni - ha sottolieato con insegnanti che mancano, altri che arrivano in Veneto dalla Sicilia per fare qulche ora e viceversa: in realtà per la scuola non c’è la benchè minima attenzione, a meno che il Governo non voglia sostenere che anche questa è un’emergenza”. Ad insistere sul tema anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che lo scorso 12 settembre era a Recoaro, presso l’Istituto Pellegrino Artusi e, nel suo discorso di augurio per l’avvio del nuovo anno scolastico, si trovava a constatare la mancanza, solo all’alberghiero in causa, di almeno 38 docenti. “Si tratta di dati abnormi - ha detto - ingiusti per una regione come la nostra, assurdi per scuole di qualità capaci di preparare, come nel caso di Recoaro, professionisti capaci di imporsi negli scenari internazionali”.
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L’impegno dei Dem ad intervenire col ministero nel Veneto dei record sarà una buona annata
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La Moretti difende la Buona scuola nonostante tutto. M5S tira le somme della situazione
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on piace al Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale veneto, Alessandra Moretti, la presa di posizione del governatore Zaia e dell’assessore Donazzan. “Dimenticano - dice - che sono stati i governi di centrodestra e in particolare il duo Tremonti-Gelmini a tagliare le risorse per la scuola: noi invece abbiamo indetto un concorso che non si faceva da vent’anni, assunto 25mila insegnanti - di cui il 74 per cento lavorerà nelle regioni del nord - reso meno precario l’nsegnamento e più sicure le scuole con un investimento di 4 miliardi in edilizia”. “Con la Buona scuola - prosegue - il governo ha messo in campo il più importante intervento di potenziamento degli organici per l’autonomia scolastica: abbiamo di fronte la sfida di un cambiamento vero che porterà l’istruzione a un livello di effi-
cienza maggiore, garantendo agli studenti un’offerta formativa più adeguata alle nuove opportunità professionali e un ciclo di tre anni senza supplenze. Direi che vale la pena di aspettare qualche giorno, se poi si hanno gli stessi insegnanti per un intero ciclo scolastico”. Non è solo un problema di tempi, lo riconosce invece la parlamentare veneta del Pd, Simonetta Rubinato che il 6 settembre scorso raccontava dell’esito dell’incontro avuto con la presidente dell’Ufficio Scolastico regionale veneto, Daniela Beltrame. “Nonostante l’impegno generaosamente profuso dalla dirigenza scolastica del Veneto ritengo sia necessario cominciare a porre rimedio alla storica penalizzazione della scuola veneta. Per questo sulla carenza dell’organico avevo già presentato allla fine di luglio scorso un’interroga-
Produzione in linea con lo scorso anno, qualità in alcuni casi otti Leggero calo per i vini rossi mentre continuano a crescere i bianch
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l soleGiorgio di settembre sorride ai viAgricoltura daiRubinato tecnici. Sul fronte Da sinistra: Alessandra Moretti, Santini, Simone Scarabel, Erika Baldin e Simonetta
livello di professionalità. A gneti in Veneto e annuncia una meteo hanno osservato come an- produttivo la vendemmia 20 zione al ministrobuona Giannini, sotto- Consiglio vendemmia, addirittura Regionale del Veneto che quest’anno si evidenzino chia-il PD retti e tutto del Venetodaa un calo di caratterizzata scritta anche dagli altriindeputati ottima alcune aree del Veneto. Simone Scarabelramente e la vicecapodegli andamenti farsi climatici valere col proprio governo per le uve punti percentuali veneti del Pd”. Il tempo stabile che gruppo ha caratterizErika Baldin. non regolari, conseguenza dei camaffinché il Venetocanon sia sempre nera (con valori più sensi Riconosce lazato situazione di l’ultima parte dell’estate ha biamenti “Quest’anno serve un dop- in costretto climatici corso a livello a subireil i Merlot), tagli lineari”. a causa della rid obiettiva difficoltà anche ildisenapermesso iniziare pio le operazioni augurio - haglobale. afferma“Ad Scaraun avvio di“Aprimavesoffrire sono anche i centri delle superfici e alcuni prob tore Pd e capogruppo della dell’uva com- senza di raccolta particobel verso il mondo della scuola daditemperature ra caratterizzato formazione professionale - ha Per le uve ordine sanitario. missione bilanciolari Giorgio Santini problemi e preoccupazioni. alla ripresaLadellemiti, attività - per- Diego - ha ricordato Tomasi aggiunto Baldin -cai quali subiscobianca, invece, si preved che, in occasionequantità della convocasarà più o meno in linea del Creaall’inizio ché, contestualmente Viticoltura dino Conegliano gli effetti- di produzione un’esternalizzastabile se non zione di Cisl scuola tut- dell’anno conVeneto quelladidell’anno scorso, scolastico, 12 che hanno gli studenti determinato un voluta germo-dalla zione Regione li mento”. In che provincia di Pad ti i parlamentari,milioni si è impegnato e mezzo di quintali d’uva subiranno e le famiglie gliprecoce effet- della gliamento vite, sono ha gettati nel caos. Il personale produzione saràèin linea con ad intervenire con il Ministero raccolti pari a 9,7 milioni di ettoliti della riforma seguiti cosiddetta della i mesi di maggio e giugno limitato, in numero non adatto a del 2015 ad eccezione per il dell’Istruzione. “Negli ultimi cin- che tri di vino. Numeri confermano Buona scuola. molto piovosi che in far pratica hanno fronte alle richieste. In questo per il quale, soprattutto nel que anni scolastici - ha detto - in del IlVeneto il primato assoluto Venetoinsi aspettava 468 dofatto perdere l’anticipo modofenologitutto il mondo della escuodi collina dell’alta padov Veneto il numero di come studenti è centi Italia, del resto quelliinrelativi più che non arrivati co. Ilsono risultato è unalastagione che previsto è abbandonato a se stesso. Ladel 10/15% un calo cresciuto di quasi unità, in econtinua alle30mila esportazioni, questo creavrà effetti soprattutto in alcuni momenti cruciali si è fat- come conseguenza, segnalano to aciforti attacchi di peron ma il numero di scita, docenti perin unorgavalore disugli 1,83 orari miliardi pomeridiani sa-il profilo ta difficileche sotto sanitario genitori da più parti, è un accor- inoltre, l’e larvata. Si registra, nico è diminuitodi dieuro. 4milaDa posti: soloèin Veneto rannocompre ridotti al(problemi minimo,disulle malattieciamento fungine e degli pe- orari di scuola ed in produzione di circa 282 e un paradosso”. il 34% delle esportazioni classi vinicole pollaio che lieviteranno e è grave ronospora in particolare), comunche ciò avvenga: vie-bianca, che vigneti acosì bacca Sulla scuola,italiane. tema L’annata caro al vitivinicola 2016 aique sull’assistenza ragazzi con dif- affrontata sapientemente ne meno dai il diritto all’istruzione tuiranno l’8% circa della sup Movimento 5 Stelle, inter- sulla e le sono prospettive vendemficoltà all’apprendimento. nostri viticoltori che dimostrano di nostra sancito dalla Costituziocomplessiva in produzione; c venuti anche ilmi Capogruppo in sono state analizzate a Venetoin particolare Sollecito la Moaver raggiunto ormaine”. un altissimo varietà a bacca nera, sono en
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Economia .
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nte la raccolta Vendemmia in vigneto 2016 Condizioni climatiche ideali durante la raccolta in vigneto
nel Veneto dei record a sarà una buona annata
ima. Produzione in linea con lo scorso anno, qualità in alcuni casi ottima. hi Leggero calo per i vini rossi mentre continuano a crescere i bianchi
A livello 016 sarà i alcuni e a bacibili per duzione blemi di a bacde una in audova, la n quella Merlot lle aree vana, è % dovunospora entrata ettari di e costiperficie circa le ntrati in
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l sole di settembre viproduzione 39 ettari disorride vigneti ai la cui gneti in rappresenta Veneto e annuncia una superficie il 2% circa buona vendemmia, addirittura della superficie complessiva. ottima in alcune aree del Veneto. Nel rodigino la produzione è stiIl tempo stabile che harispetto caratterizmata del 10/15% in più allo zato ha scorsol’ultima anno siaparte per ledell’estate uve bianche permesso di iniziare che nere. Per il Merlotlesioperazioni stima una di raccoltadidell’uva riduzione qualche senza punto particopercenlari preoccupazioni. La tualeproblemi a seguitoe dell’incidenza della quantità sarà più o meno che in linea peronospora, riduzione nel con dell’anno scorso, più 12 Bassoquella Polesine appare ancora milioni e mezzo quintali d’uva consistente. Sonodi invece segnalate raccolti pari a 9,7 milioni di ettolibuone produzioni di Malvasia, Retri di vino. Numeri cheAnche confermano fosco e Pinot Grigio. in proil primato assoluto del Veneto in vincia di Rovigo si segnala l’entrata Italia, come deldiresto relativi in produzione circaquelli 20 ettari di alle esportazioni, in continua crevigneti che costituiranno il 9,5% scita, per un valore di 1,83 miliardi della superficie complessiva in prodi euro. Da solo in Veneto compre duzione. L’incremento percentuale il 34% esportazioni sarà piùdelle significativo per ivinicole vigneti italiane. L’annataA vitivinicola 2016 a bacca bianca. Venezia l’entraeta in le produzione prospettive dei sulla 330 vendemettari di mi sono state analizzate a Veneto nuovi impianti determineranno un
Agricoltura dai tecnici. Sul fronte meteo hanno osservato del come aumento di produzione 3%anriche quest’anno si le evidenzino chiaspetto al 2015 per uve bianche. Al ramente andamenti climatici contrario,degli per le uve a bacca nera, non regolari, conseguenza dei camMerlot in particolare, si prevede un biamenti climatici in corsoNel a livello sensibile calo produttivo. treviglobale. “Ad un avviosidiprevede primavegiano rispetto al 2015 un ra caratterizzato da del temperature ulteriore incremento 7% per le miti, - ha ricordato Diego dall’auTomasi uve bianche determinato del Creadei Viticoltura diparticolare Coneglianodimento vigneti, in che hanno determinato germoGlera e Pinot Grigio. Alun contrario, gliamento della vite, per le uve precoce nere è previsto unsono calo seguiti mesi dialla maggio e giugno del 19%i dovuto riduzione della molto piovosi che inproblemi pratica hanno superficie vitata e ai legati fatto perdere l’anticipo fenologialla peronospora. Si stima che in co. Il risultato è unache stagione che provincia di Treviso, con Veroin momenti cruciali si è fatna alcuni fa la parte del leone, la produziota sotto il profiloi 5.643.000 sanitario ne difficile totale 2016 raggiunga (problemi malattie fungine e mipequintali di di uva, di cui 5.000.000 ronospora in bianca particolare), comunlioni a bacca 643.000 quinque sapientemente affrontata dai tali di uva nera. Quanto ai prezzi nostri viticoltori cheottimistiche dimostranonel di le previsioni sono aver ormai un altissimo segnoraggiunto della stabilità.
livello di professionalità. A livello produttivo la vendemmia 2016 sarà caratterizzata da un calo di alcuni punti percentuali per le uve a bacca nera (con valori più sensibili per il Merlot), a causa della riduzione delle superfici e alcuni problemi di ordine sanitario. Per le uve a bacca bianca, invece, si prevede una produzione stabile se non in aumento”. In provincia di Padova, la produzione sarà in linea con quella del 2015 ad eccezione per il Merlot per il quale, soprattutto nelle aree di collina e dell’alta padovana, è previsto un calo del 10/15% dovuto a forti attacchi di peronospora larvata. Si registra, inoltre, l’entrata in produzione di circa 282 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno l’8% circa della superficie complessiva in produzione; circa le varietà a bacca nera, sono entrati in
produzione 39 ettari di vigneti la cui superficie rappresenta il 2% circa della superficie complessiva. Nel rodigino la produzione è stimata del 10/15% in più rispetto allo scorso anno sia per le uve bianche che nere. Per il Merlot si stima una riduzione di qualche punto percentuale a seguito dell’incidenza della peronospora, riduzione che nel Basso Polesine appare ancora più consistente. Sono invece segnalate buone produzioni di Malvasia, Refosco e Pinot Grigio. Anche in provincia di Rovigo si segnala l’entrata in produzione di circa 20 ettari di vigneti che costituiranno il 9,5% della superficie complessiva in produzione. L’incremento percentuale sarà più significativo per i vigneti a bacca bianca. A Venezia l’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un
aumento di produzione del 3% rispetto al 2015 per le uve bianche. Al contrario, per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, si prevede un sensibile calo produttivo. Nel trevigiano rispetto al 2015 si prevede un ulteriore incremento del 7% per le uve bianche determinato dall’aumento dei vigneti, in particolare di Glera e Pinot Grigio. Al contrario, per le uve nere è previsto un calo del 19% dovuto alla riduzione della superficie vitata e ai problemi legati alla peronospora. Si stima che in provincia di Treviso, che con Verona fa la parte del leone, la produzione totale 2016 raggiunga i 5.643.000 quintali di uva, di cui 5.000.000 milioni a bacca bianca 643.000 quintali di uva nera. Quanto ai prezzi le previsioni sono ottimistiche nel segno della stabilità.
Agricoltura, i lavoratori dipendenti superano gli autonomi
Agricoltura, i lavoratori dipendenti superano gli autonomi
Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2015 sono ulteriormente scesi a circa 62.500 unità (-0,7% rispetto al 2014); una conferma del trend negativo in atto: seppur in rallentamento, la perdita di addetti dal 2012, quando è stato raggiunto il massimo livello occupazionale degli ultimi dieci anni, è pari al 16,6%. Sono questi i risultati più significativi che emergono dal monitoraggio degli occupati nel settore agricolo e dalle analisi realizzate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati Istat. Rispetto alla realtà nazionale si tratta di un dato in controtendenza: in Italia, infatti, nel 2015 gli addetti del settore agricolo si sono portati a circa 842.800 unità, in crescita del 3,5% rispetto al 2014, facendo segnare il secondo rialzo di seguito. “Tutto ciò non fa altro che confermare che la perdita di occupati in agricoltura, al pari della diminuzione delle imprese agricole,- spiegano a Veneto Agricoltura - è una caratteristica strutturale del sistema che negli ultimi quindici anni ha visto una inversione di tendenza solo negli anni di crisi economica: evidentemente, nelle fasi recessive che hanno conseguenze negative in termini occupazionali generali, il settore agricolo funge da valvola di sfogo per la perdita di occupati degli altri settori, che vedono in quello agricolo un’attività occupazionale di rifugio”. Un’analisi di lungo periodo (2005-2015), evidenzia la dinamica in atto a livello regionale per quanto riguarda l’occupazione agricola: mentre sono in forte diminuzione gli occupati indipendenti (circa 36.100 nel 2015, -36,6% rispetto al 2005), nel contempo sono in forte aumento gli occupati dipendenti, che raggiungono le 26.400 unità circa (+43,9% rispetto al 2005). “Il fatto che diminuiscano gli indipendenti e ci sia un “effetto sostituzione” con gli occupati dipendenti – affermano gli analisti economici dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura – può significare la fuoriuscita dal mercato di quelle aziende agricole più piccole e marginali e con conduttori in età molto avanzata, realtà che non sono più in grado di competere sul mercato. Un aspetto non necessariamente negativo, in quanto significherebbe un positivo aumento della produttività degli occupati agricoli e per azienda.”
Gli occupati in agricoltura in Veneto nel 2015 sono ulteriormente scesi a circa 62.500 unità (-0,7% rispetto al 2014); una conferma del trend negativo in atto: seppur in rallentamento, la perdita di addetti dal 2012, quando è stato raggiunto il massimo livello occupazionale degli ultimi dieci anni, è pari al 16,6%. Sono questi i risultati più significativi che emergono dal monitoraggio degli occupati nel settore agricolo e dalle analisi realizzate dagli esperti di Veneto Agricoltura sui dati Istat. Rispetto alla realtà nazionale si tratta di un dato in controtendenza: in Italia, infatti, nel 2015 gli addetti del settore agricolo si sono portati a circa 842.800 unità, in crescita del 3,5% rispetto al 2014, facendo segnare il secondo rialzo di seguito. “Tutto ciò non fa altro che confermare che la perdita di occupati in agricoltura, al pari della diminuzione delle imprese agricole,- spiegano a Veneto Agricoltura - è una caratteristica strutturale del sistema che negli ultimi quindici anni ha visto una inversione di tendenza solo negli anni di crisi economica: evidentemente, nelle fasi recessive che hanno conseguenze negative in termini occupazionali generali, il settore agricolo funge da valvola di sfogo per la perdita di occupati degli altri settori, che vedono in quello agricolo un’attività occupazionale di rifugio”. Un’analisi di lungo periodo (2005-2015), evidenzia la dinamica in atto a livello regionale per quanto riguarda l’occupazione agricola: mentre sono in forte diminuzione gli occupati indipendenti (circa 36.100 nel 2015, -36,6% rispetto al 2005), nel contempo sono in forte aumento gli occupati dipendenti, che raggiungono le 26.400 unità circa (+43,9% rispetto al 2005). “Il fatto che diminuiscano gli indipendenti e ci sia un “effetto sostituzione” con gli occupati dipendenti – affermano gli analisti economici dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura – può significare la fuoriuscita dal mercato di quelle aziende agricole più piccole e marginali e con conduttori in età molto avanzata, realtà che non sono più in grado di competere sul mercato. Un aspetto non necessariamente negativo, in quanto significherebbe un positivo aumento della produttività degli occupati agricoli e per azienda.”
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turismo, cresce l’appeal del Veneto Dal rapporto statistico regionale per l’anno 2015 risulta che oltre 17 milioni di visitatori sono arrivati sul territorio veneto, un milione in più rispetto all’anno precedente
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l Veneto si conferma una delle mete turistiche più sognate al mondo. A decretarlo è il rapporto statistico regionale per l’anno 2015, insieme all’ennesimo record di arrivi e presenze. Oltre 17 milioni di visitatori sono arrivati sul territorio veneto, un milione in più rispetto all’anno precedente, e le presenze hanno superato i 63 milioni, in crescita del +2,3%. Il merito va alla varietà paesaggistica impareggiabile del Veneto (città d’arte, spiagge, lago e Dolomiti) che le capacità imprenditoriali degli operatori turistici hanno saputo valorizzare e rinnovare nel tempo. Gli ottimi risultati rispecchiano una buona annata del turismo internazionale (+5,8% degli arrivi e +2,2% delle presenze), ma anche una crescita d’interesse da parte dei clienti italiani. Variazioni positive si registrano sia per il settore alberghiero (+6,1% degli arrivi e +3,9% delle presenze) sia per strutture ricet-
tive complementari. L’Istat stima che le escursioni giornaliere di italiani in Veneto siano state nel 2014 circa 13 milioni, includendo in questa cifra gli spostamenti al di fuori del proprio ambiente abituale ed escludendo quelli per attività di routine, legati più al pendolarismo lavorativo e scolastico che al fenomeno turistico. Complessivamente, nel 2015 la spesa turistica in Veneto si è aggirata attorno agli 11,4 miliardi di euro, recuperando i valori persi negli ultimi anni e riportandosi su quelli del 2011-2012. A crescere in maniera sempre più consi-
stente sono le spese dei viaggiatori stranieri, che arrivano a circa 5,2 miliardi di euro, in aumento del 8,2%. Gli italiani, invece, hanno speso per le loro vacanze in Veneto circa 6,2 miliardi di euro, compresi i soggiorni nelle seconde case, fenomeno particolarmente diffuso nelle destinazioni balneari o di montagna. Gli italiani che giungono in Veneto sono diretti prevalentemente verso le nostre città d’arte (45,7%), mentre sono le località balneari a totalizzare la quota più importante di pernottamenti (39,4%). Per quanto ri-
guarda le preferenze dei veneti, la meta del cuore è principalmente l’Italia, cui dedicano circa l’80% dei viaggi. Nello specifico, sono proprio le località turistiche della stessa regione che ottengono nel 2014 il 30% degli arrivi, seguite dal Trentino Alto Adige (16,3%). Cresce l’interesse dei veneti anche per regioni molto frequentate, quali Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, ma tra le destinazioni sempre più ricercate fa capolino l’Umbria, mentre Campania e Sardegna iniziano solo recentemente a recuperare le perdite di turisti veneti degli
anni precedenti. Il 46,3% dei villeggianti veneti scelgono la propria regione per trascorrere una vacanza al mare. La seconda destinazione preferita per un soggiorno in strutture a pagamento risulta quella delle città d’arte, che dal 2011 ha surclassato, anche se di poco, la montagna. Anche nel caso dei veneti in Veneto si riscontra la tendenza a sostituire il lungo periodo di ferie con brevi vacanze ripetute durante l’arco dell’anno o la formula dei week end d’evasione dalla città. Infine, dal rapporto statistico 2016 emerge come l’alta stagione continui a ricevere sempre i consensi maggiori, ma l’alternativa di viaggiare nel resto dell’anno diventa sempre più attraente in un periodo di crisi economica. Da qui, un allungamento della stagione balneare e flussi lievemente più equidistribuiti nel corso dell’anno in montagna, al lago e alle terme. Sara Boscolo Marchi
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Sanità .
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La denuncia Un rosso in bilancio da tre milioni al giorno
riforma sanitaria: l’opposizione accusa la maggioranza di non avere le idee chiare “L
sanità veneta è ad un bivio: o si recupera il deficit di bilancio creato nel 2016 o arriverà un Commissario esterno per mettere i conti in ordine”. Ne è convinta la Consigliera regionale Giovanna Negro (Il Veneto del Fare - Flavio Tosi) a fronte di quanto sta accadendo in Consiglio regionale riguardo all’ente di governance Azienda Zero. “Il quadro politico che si sta delineando in aula consiliare - spiega la Consigliera tosiana - lascia presumere scenari a dir poco catastrofici per la sanità veneta. Non si stanno costruendo le basi per un ente funzionale che migliorerà il servizio sanitario; si sta invece smembrando ciò che rimane dell’efficienza e dell’eccellenza di questo comparto. Le lobby della maggioranza stanno mettendo a dura prova una coperta che, comunque la si voglia tirare, è troppo corta”. La Consigliera Negro fa riferimento al buco nei conti della sanità veneta: “Il rosso da 563 milioni - continua - non è uno scherzo. Si tratta di una perdita media di 3 milioni al giorno.
“ognuno batte i pugni per il proprio orticello senza tener conto dei dati territoriali” Il commissariamento in atto del sistema sanitario non solo non ha portato ad alcuna riduzione di spesa, ma anzi ha peggiorato una situazione già difficile (nel 2015 era di 315 milioni) portando il sistema fuori controllo. La giunta che verrà si troverà sul groppone un lungo elenco di debiti da sanare e delle aziende sanitarie zoppicanti che forse, con il tempo, si trasformeranno esclusivamente in centri acquisti”. E anche secondo Claudio Sinigalia, Pd, la situazione è molto critica e la causa è da imputare alle divisioni interne alla maggio-
Jacopo Berti
Claudio Sinigaglia
Manuel Brusco
Giovanna Negro
Finco e rizzotto: “A perderci sono i Veneti grazie all’ostruzionismo antidemocratico”
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confitto Zaia? Quelli che stanno perdendo, oggi, sono i Veneti ai quali è impedito vedere i risultati del buon governo perché una minoranza astiosa e lacerata ha scelto l’ostruzionismo privo di logica e di cultura democratica”. Nicola Finco (Lega Nord) e Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) definiscono le dichiarazioni delle opposizioni “parole in libertà, che dimostrano lo scarso rispetto delle norme della democrazia: chi vince le elezioni governa, di certo ascolta le opposizioni, esamina le critiche, accoglie le proposte sensate e migliorative, ma poi si assume la responsabilità delle scelte. Impedire che ciò avvenga significa minare la democrazia aprendo la strada a derive pericolosissime. Se a Roma, in Parlamento, fosse stato possibile giocare la carta del Jolly, la discussione illimitata, senza alcun limite, su un qual-
siasi provvedimento probabilmente Matteo Renzi, che del voto di fiducia ha fatto uso e abuso, non sarebbe neanche entrato in carica e non avremmo avuto leggi infami fino ad oggi approvate, dalla Buona Scuola alla Riforma Costituzionale fino alle leggi di Stabilità che hanno sottratto risorse alla sanità del Veneto e punito con noi tutte le regioni virtuose”. Il capogruppo della Lega Nord e la presidente del Gruppo Zaia Presidente incalzano: “Se questo ostruzionismo inconcludente proseguirà anche nei prossimi giorni – hanno concluso Finco e la Rizzotto – arriveremo alla nomina di 21 Direttori Generali delle 21 Ulss del Veneto, e i responsabili di questo spreco di denaro del contribuente avranno dei precisi responsabili nei registi e protagonisti di questo ostruzionismo antidemocratico”.
ranza. “La decisione sul numero delle Ulss deve essere maturata all’interno della maggioranza - spiega il consigliere Sinigaglia - e noi in commissione stiamo aspettando, ostaggio delle loro divisioni”. “I loro problemi interni - prosegue - sono evidenti e così i tempi si allungano, mentre entra in confusione il futuro del sistema sociosanitario. Sia la maggioranza a dire se vuole votare l’accorpamento delle Ulss o mettere al voto solo l’Azienda Zero. Sia la maggioranza a dire se intende ridurle a 7, 10, 12 o se vuole restare con le 21 attuali. L’impasse ormai è totale: da quando non si è più convocato il tavolo tecnico-politico di lavoro è aumentata la tensione tra i consiglieri, non si è votato un solo articolo e il Pdl 23 rischia il naufragio”. “L’Assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, non rispetta le volontà del territorio: se non ha il coraggio di fare una vera riforma, è meglio che si dedichi ad altro”. Entra a gamba tesa il Consigliere del Movimento Cinque Stelle Manuel Brusco nel dibattito relativo al numero delle Ulss. “L’Assessore Coletto - prosegue - non sta rispettando il documento redatto dai sindaci del veronese che chiedono l’istituzione di due Ulss in provincia. Non capiamo perché Coletto non si batta per le due Ulss nella sua provincia di riferimento, come sta facendo invece per altre aree del Veneto”. “La maggioranza - afferma Jacopo Berti Berti Consigliere M5S - è ostaggio dei gruppi politici che la compongono e che stanno esercitando pressioni paurose per proprio tornaconto politico, senza minimamente interessarsi degli interessi dei veneti. Dobbiamo basare le considerazioni politiche su studi tecnici chiari e inoppugnabili - conclude Berti - e ogni consigliere ha in mano questi dati, che raccomandano una suddivisione delle Ulss in modo che ognuna di esse faccia perno su un bacino di mezzo milione di abitanti”.
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Cultura .
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La mostra sugli oggetti, icone del made in italy “50+! Il grande gioco dell’industria”, fino al 2 ottobre l’Istituto Europeo di Design ospita il progetto che racconta delle eccellenze italiane
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l Made in Italy raccontato attraverso i 50 e più oggetti che hanno influenzato il costume, la storia, l’economia e lo stile di vita della società italiana. Una sequenza di eccellenze tutte italiane che segnano le tappe del progetto iconografico che racconta la mostra sulla storia dell’impresa italiana in oltre 50 oggetti. Inaugurata lo scorso 2 settembre “50+! Il grande gioco dell’industria”, la mostra, alla sua quinta tappa di un lungo tour, sbarca a Palazzo Franchetti, nella splendida cornice della sede Ied di Venezia. L’Istituto Europeo di Design, per celebrare l’importante traguardo dei suoi primi 50 anni, ha infatti scelto di ospitare questa originale mostra.
Dalla Vespa alla bottiglia Campari, alla Valentine di Olivetti, sono solo alcuni degli oggetti diventati icone nell’immaginario collettivo. La mostra di Museimpresa Associazione italiana dei Musei e Archivi d’Impresa, curata da Francesca Molteni con l’allestimento dell’architetto Franco Raggi, si sviluppa come una linea del tempo attraverso immagini, disegni e prodotti. “In un contesto così prestigioso per la città come quello legato alla 15^ Mostra Internazionale di Architettura, Ied, che da sempre contribuisce in Italia e all’estero al successo del Made in Italy e delle professioni creative, con la sua sede di Venezia, ha deciso di partecipare all’evento sceglien-
Una chioggiotta ai “Fatti vostri” patrizia Neher si occuperà ogni lunedì di una rubrica sul bon ton, il benessere fisico e la cura di sè
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on la sua rubrica settimanale rappresenta una delle novità nella consolidata trasmissione di mezzogiorno “I fatti vostri”, in onda su Rai 2 e condotta da Giancarlo Magalli con Adriana Volpe. Si tratta della eclettica chioggiotta Patrizia Neher, che lo scorso 12 settembre ha debuttato con il suo spazio informativo del lunedì, dal titolo “Ci pensa Patty”, nel quale dispensa consigli relativi alla cura di sè, del proprio aspetto fisico e di bon ton. La televisione non rapprsenta una novità assoluta per Patrizia che nel 2013 aveva avuto modo di partecipare ad un reality show, “House Hunters”, in onda su una emittente televisiva degli Stati Uniti, dove ha vissuto per 25 anni, prima di ritornare, di recente, a Chioggia. In quella trasmissione l’obiettivo dei concorrenti era la ricerca di una casa e Patrizia si era trovata a cercare la propria, fatalità, nella città natale. Da quest’anno i chioggiotti la ritroveranno in tv, tutti i lunedì, su Rai 2, nella sua rubrica glam.
Una sequenza di eccellenze tutte italiane che segnano le tappe della mostra sulla storia dell’impresa italiana in oltre 50 oggetti
do di ospitare , all’interno dei propri spazi, questa mostra che ripercorre la storia dell’impresa italiana anche attraverso oggetti che rappresentano la storia del design stesso” ha spiegato Igor Zanti, direttore di Ied Venezia. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 2 ottobre.
Peggy Guggenheim in photogrhaphs In occasione dei 500 anni dalla nascita del Ghetto di Venezia è stata allestita presso Ikona Gallery in Campo del Ghetto la mostra fotografica “Peggy Guggenheim in photogrhaphs”. Inaugurata a giugno, la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 27 novembre. In esposizione i ritratti fotografici della celebre mecenate dell’arte veneziana, formidabile scopritrice di talenti artistici, collezionista, madre di uno dei più importanti musei di Venezia e non solo, Peggy Guggenhein. In tutto circa 20 scatti, realizzati da grandi interpreti del Novecento che hanno saputo ritrarre la collezionista americana e, con lei, le mode, i costume, l’arte. Tra i fotografi, Berenice Abbot, Gianni Berengo Gardin, Man Ray, Roloff Beny e Gisèle Freund. La mostra è organizzata dalla Collezione Peggy Guggenheim in collaborazione con Ikona Gallery. L’ingresso è gratuito.
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Cultura .
Il nuovo album Palazzo Roverella In mostra
i nabis,Poli Gauguin Fabio sempre ai vertici e l’avanguardia. partendo da Cazzago
Alcune immagini della mostra di Palazzo Roverella
gli anni ‘80 dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento si incontra in diversi artisti, che in molti casi hanno vissuto a Parigi. La rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano e con il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro. Gauguin e Rosrizzante, leggero e poliedrico, così si po- fare nella vita, venni scoperto dal fratello di Qual è l’anima di “primo in classifica da si hanno due storie lontanissime trebbe definire il nuovo album dell’arti- Massimo Riva (chitarrista di Vasco) ed entrai 58 settimane?” eppure vicine: il primo catturato e sta di Cazzago Fabio Poli Primo in classifica in contatto con la Steve Rogers Band, la sto“Ha quest’anima qua: ironica e provocatotragicamente sedotto dai paradisi da 58 settimane, uscito lo scorso 26 agosto. rica band del Blasco. Avevo 22 anni. Da lì, ho ria nei pezzi rock ma anche romantica nelle tahitiani, il secondo scivolato in un Oce- Bretagna, Sonoainmare tuttoa 9mare, tracceanzi cheda ripercorrono di- fatto Paulun Gauguin giunge nel corso intensivo di rock’n’roll lifestyle ballate e con una gran voglia di raccontafulminante itinerario sin dentro i gia Laguna, lungo versi ano generi musicali, dal percorsi pop al punk/rap febbraio del 1888.qualche Il sodalizio e, dopo anno,con ho sentito che era ora re delle storie come quella dell’amico Graroni d’inferno di un manicomio di che si sonoper dipanati, intrecciati, passando la rock ballad, ilfusi country e ilGoghdiètornare Van finito, al’olandese ha casa e raccontare le mie storie di ziano che, negli anni ‘90, battè quella che provincia. Eppure capaci, entramper l’Europa. Questa èfino la grande av- punte bossanova acustico a toccare di il sud scelto della Francia, lui la Breprovincia”. poi sarebbe diventata la famosa Elisa in una bi, di una pittura dove la sempliciventura che descrive mostra vero e proprio hard la rock. Allache produzione tagna. Qui siesta formando unquinto Eden lavoro, dall’esor- puntata del Karaoke su Italia 1 o come quella oggi sei al tuo tà è purezza primigenia e insieme Giandomenico Romanelli hanno partecipato anche ilracconrapper Herman primitivo dio e incontaminato, del 2010 conpopola“Voglio fare il papaboy”. dell’autore delle hit da talent show che per dischi popingenuità, italiani. affinamento alchemico ta, su invitoFrank della Nemola, Fondazione Cassa to Medrano, trombettista di da Va-unaCome comunità sentiinternazionale di essere evoluto in 6 anni? quanto scriva svogliato arriva sempre primo di un Frank sie traduzione è dimostrato unpensiero grandefilosofiamico di Risparmio di Padova e Rovigo, sco Rossi e Cristian Cicci Bagnolial(Steve di Rogiovani artisti che,èdipingendo “In realtà cambiato tutto, ma ho mante- in classifica e si annoia perchè non esiste un quando, dopo co cristallino, lucido e tragicamente aver sentito “Un anno dopo”, pubblico Palazzo Roverella (fino spesso insieme, gers Band,diGallo Team). traggono ispiranuto l’incoscienza di quell’esordio. Quel cd posto “più primo del primo”. fragile. parte della ha preso in manoL’ultima il suo flicorno ed harassesuoal Come 17 gennaio). è iniziata la tua avventura con ladal lo zione paesaggio. Moltiincercano registrammo 4 persone con uno studio per la realizzazione di questo album hai gna malinconico è un grande capitolo dedicato nato un solo minimalista mol“I Nabis, Gauguin e la pittura la semplicità, musica? nella come mobile nelvita miocosì garage, ma adesso è tutto più collaborato con diversi artisti molto conoagli eredi questo universo to emozionale, da di grande artista qualartistiè (se italiana un i miei “Iniziòd’avanguardia” tutto 26 anni faoffre quando si Il nell’arte. linguaggio espressivo professionale. Rimane ilefattoUn per percorso cui la mu- sciuti come Herman vo:Medrano colori intensi, profili marcati, ri- al suo e Frank Neco. famoso Il Sintetismo, calato nella nuopensi solo ne “Il mondo che percorso di acolore e di(VE) emozioni, trasferirono Cazzago ed io, allora tre- sica sia una antinaturalistico del cosa gruppo entra estremamente democratica, mola, ma nel videonuncia dettaglio, esplosione di di va di Io ealChiara vediamo sensibilità e moderna vorrei” Vasco), il tuttoborghese per amore dell’arte. fitto di storie fitto di storie dicenne, stavo diventate passando leggenun’estate noiosa presto in si contatto concon le poetiche parte tutti un foglio bianco davanti, sia anche giorgio gozzo. emozioni Com’è violente. stato? Sarà una pittura a protagonisti come Paul In quantograzie a Giorgio Gozzo dei Rumatera, ci de, anticipatore di tendenze. Un di classe. lontano dai miei amici e compagni del primitivismo e dell’esotismo, io che Bob Dylan, e nonin importa se hai scritto sintetica ed elementare, essenziale. Con tutti e tre è stata una collaborazione Sérusier, Émile Bernard, Paul Elie becchiamo spesso in giro, vivendo entrambi che sono diventate centinaio di opere, molte conoRiuscii ad ottenere la mia prima chitarra e danell’Europa voga di in fine Ottocento, “Blowing the Wind”, la canzone succes- spontanea dettata Da questa visione uscirà dalle canzoni sulle qualil’esperienRanson, Maurice Denis e gli svizzea Cazzago, ed ho pensato, quando stavamo sciute, altrea da scoprire, 4 granlì fu amore prima vista! Ai tempi delconfluendo liceo in si varie correnti artistisiva riparte sempre da zero, per cui, ognianticipatore deimomento. Fauves sino all’Art Nouveau, stavo lavorando in za quel Herman, Cuno Amiet e Felix Vallotton vivee scrivendorilo storyboard del video di “io leggende, di isole e tanto colore. Storie diband poi, era facile mettere assieme una perche. Su tutti spicca l’esperienza album è una storia a pasè . Rispetto ad allora dopo tanti anni, ha all’Espressionismo e all’astrazione. scritto un inserto hip hop Chiara”, che unasestagione straordinaria anche avessi dovuto farmi rubare la artisti in fuga da città, da legami, chè suonavano tutti. E allora pomeriggirigina interi dei sicuramente Profeti, i Nabis, dall’antiho meno pudoredi neltendenze raccontar- in italiano in “SonoQuesti stimoli innovativi un cantautore di sinistra contamiItalia: Felice Casorati,stato Oscar Ghidonna dain qualcuno, lui sarebbe quello da loroinstessi, molti casi; che studiare! passati garagein a fare rock anziché co ebraico. Liberi dalero naturalismo e e disulla mi, prima molto concentrato criticadacon nanopeli anche l’Italia, cui èindedicata sulla lingua, glia, Cagnaccio di SanPietro, Mario che la mi avrebbe fatto arrabbiare di meno!! mode cuila Porsche”, senza trovano rifugio riva al mare. Insomma, avevoin scoperto questa dotedall’imitazione e, nel sociale, della i Nabis meno a livello per- cui, ironicamente, seconda ma realtà, mi esponevo parte mostra. sta- in Cavaglieri. prende in girodella proprio i La Perchè realtà lui è un ragazzo d’oro, è il suo Noveau Ruggini ”. A PontinAven, sulla costa della periodo cui normalmente, si decidecreano cosa unsonale”. linguaggio pittorico nuo- nascerà l’Artrapper gione bretone italiana tra che ne combina di cotteMelania che fanno featuring senzadell’arte senso nei ciuffo e di crude!
emozioni e calore
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Venzia, tutti i vincitori della mostra del cinema
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i spengono i riflettori sulla più famosa finestra cinematografica italiana. Il 10 settembre si è conclusa con una cerimonia in pompa magna la 73° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, con il grande ingresso in Sala Grande del cast de I magnifici 7, remake diretto da Antoine Fouqua del celeberrimo western di John Sturges del 1960. Non prima della grande cerimonia di premiazione, durante la quale sono stati assegnati i premi più importanti. Il Leone d’Oro è andato a The Woman Who Left, del filippino Lav Diaz, produzione fluviale di circa quattro ore. Diaz, cineasta apprezzato dai circuiti cinematografici ha commosso pubblico e critica con il suo dramma incentrato su un’insegnante filippina che, dopo 30 anni di carcere per un omicidio non commesso, decide di mettersi alla ricerca del vero assassino. Ad Amat Escalante per La Region Salvaje e Andrej Konchalovskij per Paradise va il Leone d’Argento per la migliore regia, mentre il Gran Premio per la giuria è stato conferito a Nocturnal Animals di Tom Ford. I migliori interpreti ad aggiudicarsi la Coppa Volpi sono stati Oscar Martinez, protagonista della produzione argentina El ciudadano ilustre di Mariano Cohn e Gaston Duprat, ed Emma Stone per la sua interpretazione in La La Land di Damien Chazelle, film che ha aperto la kermesse lidense. C’è anche una vittoria italiana, quella del lungometraggio Liberami di Federica Di Giacomo, che ha ottenuto il premio Orizzonti per il miglior film. Uno dei film che ha incantato più di tutti il pubblico,Jackie di Pablo Larraìn, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura scritta da Noah Oppenheim. A vincere il premio Marcello Mastroianni dedicato a una giovane attrice emergente è Paula Beer, interprete del film Frantz di Francois Ozon. Per finire il premio speciale della giuria a Venezia 73 è stato assegnato al film The Bad Batch di Ana Lily Amirpur (Usa).
La Biografia, mario rigoni stern - vita guerre libri A otto anni dalla morte del grande scrittore Mario Rigoni Stern è uscita la prima biografia completa Mario Rigoni Stern- vita guerre libri (Ed. Priuli & Verlucca). L’opera, fotografa con maestria la vita dell’uomo, del soldato e dello scrittore che fu Stern, considerato oggi una delle voci più autorevoli del Novecento italiano. L’autore, Giuseppe Mendicino, sarà a Montagnana venerdì 23 settembre per presentare il libro in mattinata, agli studenti degli istituti superiori, in serata alla cittadinanza. L’incontro, che si svolgerà in sala Veneziana alle 21, è promosso da Anpi in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, associazione Alpini e Italia Nostra. Questa biografia, 352 pagine corredate da 32 foto, per la maggior parte inedite e intime, indaga la figura dello scrittore in modo trasversale ai tre temi indicati nel titolo, grazie ad una scelta stilistica che mette insieme testimonianze dirette, ricordi della famiglia, lettere e interviste. Il testo ha il passo di Rigoni Stern, la sua cadenza. Leggendolo sembra quasi di essergli accanto in
La copertina dell’ultimo libro-biografia di Giuseppe Mendicino
una delle sue passeggiate sulle vette dell’altipiano. Pare sia egli stesso a raccontarci la sua infanzia di bambino goloso di avventure tra le trincee della prima guerra mondiale, di giovane innamorato, di uomo ricco di ideali, sempre pronto a battersi per una giusta causa, in difesa dell’ambiente, degli animali e soprattutto in difesa dell’uomo. Rileggere quest’autore, attraverso l’opera e le parole di Giuseppe Mendicino, nell’anno in cui si celebra il cente-
nario della Grande Guerra, appare particolarmente significativo sia per come Mario Rigoni Stern riesce a parlare della guerra e dei suoi protagonisti sia perché il suo Altipiano di Asiago, fu segnato profondamente da questo conflitto. Certo ne Il sergente nella neve, egli parla di un’altra guerra ma lo fa con una potenza così epica e nuova che può aiutare tutti noi a riscoprire la storia, non quella delle grandi battaglie studiate a scuola ma quella del soldato semplice, col fucile in mano, lo zaino di stracci e gli stivali rotti, impegnato in una marcia senza fine che forse lo porterà a casa, forse no. Sicuramente sapremo apprezzare meglio anche il lato ribelle di Mario Rigoni Stern, quella forza che l’8 settembre del 1943 gli ha permesso di dire no all’arruolamento nella Repubblica sociale di Salò e che pagò con 20 mesi di prigionia in un lager. Una persona che ha sempre saputo da che parte stare anche quando, apparentemente, nel suo Altipiano se ne stava in disparte, tra i boschi, la sua voce tornava ad alzarsi in difesa dell’ambiente e del creato.
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editoriale
Legalizzazione della cannabis una proposta di legge che può aprire scenari inquietanti dott. Francesco Noce
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Legalizzare la cannabis non farà il bene dei cittadini La politica nel disastro
Chirurgia ossea ricostruttiva in odontoiatria
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’ di prossima discussione in Parlamento il progetto di legge sulla legalizzazione della cannabis che potrebbe aprire le porte alla legalizzazione di altre sostanze appartenenti alle cosiddette “droghe leggere”. Molti i sostenitori, con diverse argomentazioni, dell’ iniziativa legislativa. Ovviamente i presentatori del progetto di legge parlano di motivazioni di ordine pubblico e di togliere spazio alla criminalità organizzata nello spaccio di sostanze stupefacenti, dichiarando così una manifesta incapacità dei nostri parlamentari a promuovere leggi in modo da dare al potere giuridico e alle forze dell’ordine i mezzi per una efficace lotta alla criminalità. Sorprendono anche le posizioni di personaggi del mondo della cultura e del giornalismo come Saviano con la sua dichiarazione che “legalizzare non vuol dire approvare ma normare”(??? n.d.r.). Ma la liberalizzazione della cannabis potrebbe avere un certo effetto di contrasto al mercato nero in mano alla criminalità? E in che misura? O lo spinello diventa una consuetudine comune oppure siamo convinti che in molti si recheranno ad acquistarlo pubblicamente dichiarandosi così consumatori di sostanze stupefacenti e quindi con il rischio di passare per drogati? E l’ impatto sulla guida di autoveicoli? Siamo sicuri che non si avranno ripercussioni sul rilascio e sul mantenimento della patente di guida? Il Medico ha il dovere di riportare nel certificato l’assunzione di sostanze sia per il rilascio che per il mantenimento dei requisiti per la guida ma ha anche l’obbligo di segnalare all’autorità competente qualsiasi cambiamento intervenga che ne possa pregiudicare abilità in precedenza certificate. Studi scientifici hanno dimostrato una significativa correlazione statistica tra l’uso di cannabis e il rischio di incidenti stradali: chi si è fatto più di 50 canne in un anno, praticamente una a weekend ha provocato il 60% di incidenti in più rispetto ai non utilizzatori. Probabilmente approfitteranno della legge coloro che sono già noti come dediti a sostanze d’abuso e forse non in misura maggioritaria in quanto molto spesso anch’essi sono diventati spacciatori e sarebbe contro il loro interesse oppure sarebbero i più assidui clienti comprando a prezzi calmierati dal pubblico per rivendere al mercato nero a prezzi più vantaggiosi.
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Agopuntura: che cos’è e come funziona
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L’intervento
La Politica nel disastro dott. Giovanni Leoni - Presidente OMCeO Provincia di Venezia edico questo articolo alle vittime ed ai sopravvissuti del terremoto dell’Appennino 2016, per una vita se non migliore, cosa impossibile, almeno dignitosa. Ci sono molti modi per affrontare le grandi tragedie, e l’ultimo terremoto in ordine di tempo, di questo agosto 2016, lo è a pieno titolo. Ce ne sono stati altri, in questi ultimi 2 secoli, di cui uno appena cominciato, a Messina nel 1908, nel Belice nel 1968, in Friuli nel 1976, in Irpinia nel 1980, arrivando a L’Aquila nel 2009, all’Emilia nel 2012. Solo per citare quelli dove i morti si sono contati a centinaia, con interi paesi o città distrutti o inagibili, famiglie estinte o distrutte, ma ce ne sono stati anche altri. Naturalmente scatta la macchina degli aiuti, della solidarietà, istituzionale e volontaria. Molti mettono mano al portafogli, anche se non è particolarmente pieno, forse per intimo ringraziamento per averla scampata. Partono colonne organizzate di persone generose che vanno ad affrontare, dolore fisico e disperazione, sudore e sporcizia, con l’odore della morte tutto attorno. Pompieri, medici, infermieri e soccorritori a vario titolo sono là ad affrontare una realtà che molti vedono un per un pò in tv, poi cambiano canale. Ma chi ci è dentro non può cambiare canale può solo aspettare un aiuto. Essere sradicati dal proprio piccolo mondo credo sia un’esperienza inspiegabile eppure la natura umana si adatta per sopravvivere. La visione delle macerie e delle tendopoli, amplificata dalla potenza dei media dell’anno 2016 , in particolare attraverso internet e i social network, è una costante in queste giornate. Ma dopo? Le recenti esperienze della allocazione dei fondi raccolti, sulle donazioni volontarie, sull’affidamento a ditte e esperti per la ricostruzione sono ancora sulla stampa e nei servizi di inchiesta delle televisioni affette da pesanti criticità. Non ritengo inferiore la responsabilità etica di chi si occupa del soccorso immediato a quella che decide il futuro dei sopravvissuti una volta che riflettori saranno spenti e girati altrove. Serietà e competenza devono avere la meglio su interesse e connivenza, sulla furbizia organizzata che specula sulla disgrazie altrui e ci guadagna. Francamente non mi auguro una tragedia ed una fila interminabile di morti per avere un “volano per l’economia” anche in un periodo di recessione, ma piuttosto concordo con Vittorio Sgarbi nella recente intervista su RAI 1 citata a proposito sul modello Friuli - Si trova al link diretto http://udine.diariodelweb.it/udine/
L’editoriale
Legalizzazione della cannabis una proposta di legge che può aprire scenari inquietanti
Agopuntura
Dott. Vezio Bertani Medico-chirurgo specialista in Odontostomatologia Cortile di San Martino, 12 - Piove di Sacco (PD) tel. 0495842949 - www.studiodentisticobertani.it - veziobertani@libero.it
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articolo/?nid=20160826_389547. In tale occasione interi paesi e comunità sono stati rifatti con i sindaci trasformati in funzionari delegati con pieni poteri sul controllo delle opere da realizzare e sui soldi da spendere, ma sotto il diretto controllo dei loro concittadini. Mi sento in dovere di riportare anche qui, per chi non lo sa, il passaggio sulla ricostruzione el paese di Venzone che rimane “una perla nel coacervo di tragedie naturali che si sono abbattute negli anni in Italia. Il piccolo centro friulano racchiuso dentro le mura è stato rifatto ‘ex novo’ grazie alla catalogazione di tutte le pietre sfracellatesi a terra, al punto che la ricostruzione del duomo sarà sicuramente annoverata nei futuri libri di storia dell’arte “ conclude il noto critico. Si parla già di un Commissario dedicato per la ricostruzione. Bene, Raffaele Cantone sul suo libro “Il Male Italiano” definisce la corruzione il peccato capitale della democrazia, perché sgretola i fondamenti della vita democratica senza che i protagonisti di questo crimine si sentano responsabili. Nel libro “Corruzione a norma di legge“ di Barbieri-Giavazzzi in riferimento alla opere di manutenzione della Laguna di Venezia per la serie di lavori del 1600 tra cui la deviazione del corso del Piave, e pensate con i mezzi di allora, il successo del progetto fondamentale per vedere ai nostri giorni la laguna come la conosciamo, viene definito in una citazione di Indro Montanelli “un miracolo, dovuto in parti uguali all’abnegazione del popolo, alla sagacia dei governanti ed alla coscienza di una burocrazia che per il proprio dovere sapeva di rischiare non soltanto “il posto” ma la pelle (i veneziani di allora erano gente seria ed avevano la forca facile). Quindi, dal punto di vista pratico, terminate le celebrazioni e le visite della autorità, a livello di controllo, spero nella massima attenzione di tutti, stampa, media e semplici cittadini, per lo sviluppo di un programma che rispetti la generosità di chi ha dato e sta dando del suo e la dignità di ha bisogno di tutto, adesso e nel prossimo futuro. Spero in un fiume di aiuti limpido e scorrevole, così come nasce dallo spirito originario di chi lo genera, senza inquinamenti, strozzature e curiose deviazioni. Il mio pensiero va certamente ai morti ed il mio profondo ringraziamento ai soccorritori, ma in particolare mi preoccupo per i sopravvissuti, per quelli che restano a vedere i soccorsi che tornano a casa e che cercano di capire, quando la polvere nell’aria è tornata a terra, il futuro che li aspetta.
dott. Francesco Noce* Ciò premesso e su questi argomenti ognuno è libero di pensarla come crede, resta il problema più importante: la salute. Mi ha francamente stupito la dichiarazione di Umberto Veronesi, che ha espresso il suo favore al progetto di legge, il quale sostiene che uno spinello uccide 1000 volte meno della sigaretta. Sarà anche vero, come è vero che non esiste proporzione fra i consumatori di tabacco e i consumatori di cannabis e se la stessa si dovesse equivalere allora potrebbe virare di brutto e contraddire in modo clamoroso il famoso oncologo. E poi non è neanche vero perché oltre ai noti effetti neurologici la cannabis aumenta la percentuale di cancro ai polmoni e del tratto respiratorio perché il fumo di marijuana contiene dal 50% al 70% in più di idrocarburi cancerogeni rispetto a quelli del tabacco. E’ certo invece che esistono sostanze psicoattive come la cannabis in grado di alterare l’equilibrio psico-fisico dell’ individuo, il suo umore ,le sue attività mentali, le sue percezioni sensoriali e causare danni al sistema nervoso. Se assunte poi in epoca puberale o peggio ancor prima, in organismi in fase di sviluppo, sono in grado di provocare danni cerebrali con conseguenze future irreparabili fino alla schizofrenia, alla depressione, alla riduzione del quoziente intellettivo. Il principio attivo della cannabis sativa si lega a neuroni specifici che regolano il movimento, la coordinazione motoria, la memoria e altre funzioni cognitive e la dipendenza da questa sostanza che agisce sul cervello coinvolgendo il sistema motivazionale ingannandolo e sfruttando il complicato meccanismo del piacere è considerata una vera e propria malattia neurologica, come il Parkinson o l’Alzheimer. L’utilizzo di queste droghe porta anche a comportamenti devianti che pure destano forti preoccupazioni di carattere sociale. La loro legalizzazione poi nell’immaginario collettivo si presta all’inganno: si può mai pensare che lo Stato possa mettere liberamente in vendita sostanze che recano danno alla salute dei suoi cittadini? Così è per l’uso del tabacco: nonostante le minacciose frasi che troviamo scritte sui pacchetti di sigarette, ci si crede fino ad un certo punto o affatto. La cannabis terapeutica. Un’ultima considerazione sull’utilizzo della cannabis a scopi terapeutici come già oggi avviene in alcune strutture e per alcuni malati: studi scientifici hanno evidenziato alcune proprietà atte ad alleviare il dolore neuropatico refrattario ad altri farmaci, a migliorare la spasticità che deriva da malattie come la sclerosi multipla, a ridurre la nausea indotta dalla chemioterapia e si sta valutando la sua efficacia in altre malattie sempre come cura palliativa, non potendo esserci effetti curativi. Cannabis utilizzata dunque come farmaco,ma farmaco nel suo significato etimologico vuol dire veleno e sappiamo che ogni farmaco interferisce nell’equilibrio fisiologico e si sfruttano le sue proprietà “venefiche” in un rapporto rischio-beneficio. Qualsiasi farmaco è soggetto ad approvazione ministeriale e a prescrizione medica e i suoi effetti devono esser valutati sotto diretta sorveglianza medica. Credo che nessuno,se non malato, assuma un farmaco,tantomeno per motivi ricreativi o per puro piacere. Per contro proprio in questi giorni la Dea (Drug enforcement administration) ha dichiarato la marijuana come sostanza illegale per le leggi federali americane anche per usi terapeutici”. La marijuana - secondo la Dea - ha un alto potenziale di abuso, non vi è alcun uso medico accettato negli USA e manca di un livello accettabile di sicurezza anche sotto controllo medico”. Il progetto legislativo come concepito, comunque vada, non sarà un successo! *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
Segue dalla prima pagina dello Speciale Salute
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Chirurgia ossea ricostruttiva in odontoiatria S
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empre più spesso i pazienti richiedono il ripristino funzionale della dentatura mediante protesi fisse su impianti per una funzione più simile alla naturale e per un risultato estetico soddisfacente. A volte questo è impossibile in quanto la malattia parodontale che ha dal mento o dall’angolo mandibolare un blocchetto di causato la perdita dei denti ha determinato anche una osso che viene sagomato e fissato nel sito ricevente perdita di supporto osseo. Questo è più evidente nei mediante viti in titanio. settori laterali dell’arcata superiore per la presenza del L’espansione di cresta consente di aumentare seno mascellare, struttora anatomica cava connessa lo spessore di creste edentule contestualmente con le fosse nasali, e nella mandibola per la presenza all’inserimento di impianti. Il rialzo del seno del nervo alveolare inferiore che mascellare si effettua sollevando Queste tecniche, possono la membrana di rivestimento da sensibilità e motilità al labbro inferiore escludendo la possibilità del seno e riempiendo lo spazio essere eseguite dell’inserimento di impianti in formatosi con osso autologo o ambulatoriamente e titanio per riduzione dell’altezza e osso artificiale permettendo così danno risultati dello spessore osseo. Per ovviare un aumento in altezza tanto da soddisfacenti a questi inconvenienti si utilizzano poter inserire gli impianti. Queste tecniche di chirurgia ossea ricostruttiva e rigenerativa. tecniche, eccetto rari casi di controindicazione per La correzione delle atrofie ossee può essere effettuata malattie gravi di carattere generale (cardiopatie gravi, principalmente con quattro modalità di trattamento: diabete scompensato, malattie delle ossa) o nei forti -Rigenerazione ossea guidata fumatori, possono essere eseguite ambulatoriamente -Innesto a blocco e danno risultati soddisfacenti. -Espansione della cresta ossea (allargamento dello spessore) Dott. Vezio Bertani -Rialzo del seno mascellare - Medico-chirurgo specialiL’obiettivo della rigenerazione ossea guidata è sta in Odontostomatologia quello di promuovere la formazione di nuovo osso Cortile di San Martino, 12 attraverso l’utilizzo di membrane e materiali riempitivi - Piove di Sacco (PD) tel. di diversa natura. L’osso autologo cioè l’osso proprio 0495842949 del paziente è senz’altro il materiale migliore per www.studiodentisticobertani.it l’aumento osseo. veziobertani@libero.it L’innesto a blocco si effettua di solito prelevando
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Agopuntura: che cos’è e come funziona L
’agopuntura è un valido strumento per regolare l’energia vitale dell’organismo (conosciuta con il nome di Qi, si pronuncia ci) attraverso l’inserzione di sottilissimi aghi di acciaio (spessore 2-3 decimi di mm) in una serie di agopunti localizzati in aree precise lungo i cosiddetti meridiani. Una volta inseriti, gli aghi vengono lasciati in sito per alcuni minuti (in genere 20-30). La medicina cinese ritiene che la malattia sia il risultato dell’ostruzione della libera circolazione di qi e sangue: questa manipolazione serve a ripristinare il normale flusso circolatorio, permettendo al Qi di circolare liberamente attraverso l’intero corpo, da 8-10 sedute, con frequenza bisettimanale. Nelle condizioni croniche in genere può essere necessario aiutando così il recupero dell’equilibrio di guarigione. ripeterli. L’agopuntura è dolorosa? Ci sono effetti collaterali o La sensazione di chi riceve La medicina cinese ritiene possibili complicazioni? un trattamento di agopuntura che la malattia sia Anche se all’apparenza può raramente viene descritta come il risultato dell’ostruzione sembrare un metodo invasivo dolorosa. Si tratta di aghi molto della libera circolazione e doloroso, l’agopuntura è sottili, che penettrano nei tessuti particolarmente sicura ed efficace. di qi e sangue senza danneggiarli. A seguito del Gli studi non hanno evidenziato trattamento invece è piuttosto effetti collaterali di rilievo così come le comlicanze comune avvertire una sensazione generale di sono piuttosto rare, sempre se sis rispettano le rilassamento. procedure. L’agopuntura è efficace? Come per ogni terapia è sicuramente utile la collaborazione del paziente ed il supporto che questi può dare al medico, cercando ad esempio di avere Dott. Giorgio Bondesan uno stato mentale positivo, ma non è necessario che - Specialista in Otorinouno “creda” nell’agopuntura perchè questa risulti laringoiatria, Audiologia, efficace. Le evidenze prodotte dagli innumerevoli studi Agopuntura svolti in tutto il mondo in questo settore dimostrano Adria - via Brollo, 2 l’innegabile efficacia di questo metodo. tel. 342 0015277 Ci possono essere problemi con gli aghi? Porto Viro - Centro Il numero complessivo di sedute necessarie per medico S.Giusto il trattamento così come la loro frequenza varia a - via G.Mazzini, 48/A seconda della patologia da trattare e alla gravità e tel. 0426 634136 alle condizioni del paziente. In genere i cicli variano
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Turismo .
Berlino
La città che non dimentica il passato guardando al futuro
Sensazioni, descrizioni, appunti di due turisti “inesperti” in viaggio in una delle capitali più interessanti d’Europa “Ich bin ein Berliner”, “Sono un Berlinese”, diceva J. F. Kennedy, in un discorso del 1963, mentre era in visita ufficiale a Berlino Ovest, e questa frase continua, in qualche modo, ad essere presente nella città, come uno slogan, stampata su magliette e riportata sui souvenir nei vari negozi e nelle bancarelle. Ed è proprio così che pare di sentirsi, o almeno così è parso a noi, poco tempo dopo aver messo piede sul suolo berlinese. Perché Berlino ti avvolge, ti fa riflettere, ti sorprende e va vissuta nella sua interezza. La divisione tra Est e Ovest è ormai solo un ricordo, i resti del Muro, crollato nel 1989, sono diventati meta di pellegrinaggio lungo la East Side Gallery, e non solo, fungendo da monito per le generazioni future, per non dimenticare, ma ciò che Berlino trasmette è proprio la sensazione di non voler dimenticare e, allo stesso tempo, di voler guardare al futuro con positività. Te ne rendi conto visitando il Museo della DDR, raggiungendo il Check point Charlie e la ricostruzione di quella che era una zona di confine, con il noto messaggio “You are leaving the American Sector”, riportato in più lingue. Respiri tutto ciò attraversando il “Memoriale per gli ebrei assassinati in Europa” e rifletti, visitando il campo di concentramento di Sachsenhausen, soffermandoti a guardare la famigerata frase sul cancello d’ingresso, “Arbeit macht frei”. Nonostante io adori fare foto, ha riposto lo smartphone, a Sachsenhausen, perché certi posti vanno vissuti, sarebbe troppo riduttivo raccontarli per immagini. Ma Berlino è anche uno sguardo al futuro, un cantiere sempre al lavoro. “Sono stato anch’io a Berlino, ma mi è parsa un po’ un cantiere aperto” mi ha det-
La Porta di Brandeburgo, il fiume Sprea che attraversa Berlino, la cattedrale, l’East Side Gallery Dancing to freedom
to qualcuno. Mi sono resa conto che le gru e gli edifici in costruzione, però, sono stati l’ultima cosa che abbiamo notato, noi due viaggiatori inesperti e abituati alle città d’arte italiane. Perché la capitale tedesca va guardata con un occhio diverso. L’arte non manca, l’Isola dei Musei, Museumsinseln, patrimonio Unesco dal 1999, con i suoi cinque
musei, l’Altes Museum, Museo Vecchio, il Neues Museum, Museo Nuovo, l’Alte Nationalgalerie e il Bode Museum, sono davvero incantevoli, per citare solo le esposizioni maggiormente note e visitate. Ma la capitale tedesca e anche un giro in battello sulla Sprea, è vita notturna, è una passeggiata lungo Unter den Linden, e, sì, è anche mangiare bene.
Può far sorridere noi italiani, ma, con una sufficiente dose di spirito di adattabilità ed integrazione, imprescindibile, a mio parere, in chi decide di recarsi all’estero, il tradizionale Currywurst, i crauti e la bevanda Spezi (non tentate di riprodurla in Italia, non verrà uguale!) sono davvero ottimi. Linda Talato
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Turismo .
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Alto Adige Le famiglie del turismo
Quelli del tyrol, pionieri della Val Gardena Il famoso hotel di Selva compie 50 anni: un libro ne racconta la storia, che si intreccia con quella dello sviluppo turistico di Selva, di cui la famiglia Kasslatter-Dirler (venti figli!) è stata fra gli artefici, portando l’energia elettrica, l’acquedotto e il primo skilift a Bulla Pagina a cura di
>Renato Malaman<
L
e porte delle camere, rustiche, spesse, ingentilite da motivi tradizionali ladini impressi con generosi ed energici colpi di pennello, sono le stesse di allora. Quelle realizzate da un valente artigiano della Val Gardena amico di famiglia. Bibiana Dirler non le cambierà mai quelle porte color verde muschio, perché sono un ricordo del Tyrol delle origini. Ovvero dell’albergo di famiglia che quest’anno compie 50 anni. Uno dei primi a sorgere a Selva di Val Gardena, oggi località celebrata dal jet set internazionale, famosa per essere luogo di vacanza privilegiato del Presidente della Repubblica (ieri Pertini, oggi Mattarella, entrambi ospiti del Centro di Addestramento Alpino dei Carabinieri a Vallunga), famosa tappa del Circo Bianco dello sci (indimenticabili i successi colti qui da Thoeni, Tomba e Ghedina) e località di vacanza gettonatissima per essere proprio nel cuore delle Dolomiti, ai piedi del Sella e del Sassolungo. Bibiana ha di recente dedicato un libro a quell’albergo. Lo ha scritto col cuore perché ha sempre vissuto il Tyrol come la sua casa. Un omaggio anche alla zia Frida Kasslatter che dell’hotel è stata la fondatrice, insieme al marito Karl, lui sudtirolese originario di Bolzano ma ladino di adozione. Parlare oggi del Tyrol, un “4 stelle Superior” tuttora ben tenuto e ancor meglio frequentato, significa raccontare la storia dello sviluppo turistico della Val Gardena. Ma farlo da un’ottica insolita, da quella dei valori della famiglia. Perché nella vallate ladine dell’Alto Adige tutto ancora trova una sua giustificazione nella forza di coesione del nucleo familiare, nella capacità di far coesistere spirito solidale e intuito negli investimenti, nel saper coniugare sacrificio e gioia di stare insieme. Altri esempi? I Kostner e i Pizzinini in Val Badia… anch’essi pionieri del turismo di qualità vantato oggi dalla loro valle. Bibiana Dirler, che oggi gestisce l’hotel Tyrol insieme al marito Maurizio Micheli, un toscano della Val d’Orcia dal sorriso facile ma fortemente determinato nelle sfide che sa contrarre, ha alle spalle due nonni materni, Joseph Kasslatter e Ma-
rianna De Lago, che hanno avuto ben venti figli. Venti! Vissuti tutti come dono della provvidenza e non solo come bocche da sfamare. Un record comunque per la Val Gardena! Una situazione difficile persino da immaginare oggi. Figli tirati su nonostante le ferite patite da Joseph nella prima guerra mondiale e l’impegno che dovette profondere con la moglie per avviare l’attività d’osteria. Prima in una baita, poi al Platz di Bulla (anni ’30). Tutti i figli tuttavia, come si usava allora, contribuivano come potevano ai sacrifici dei genitori, anche il più piccolo, Mario: lui raccoglieva le fragole per le torte e andava in paese a comprare il pane fresco. Nonno Joseph fu un pioniere per lo sviluppo della zona: nel 1926 prima costruì una piccola centrale elettrica per portare la luce a Bulla e poi anche un tratto
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Turismo .
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Nella pagina di sinistra: la famiglia Kaslatter quasi al completo in una foto degli anni ‘30; sotto: il primo skilift realizzato da zio Emmerich. Al centro l’hotel Tyrol oggi. Sotto: uno stato di famiglia che documenta i venti figli avuti da Joseph (Giuseppe) e Marianna Kasslatter, costumi ladini e le stelle alpine coltivate da Bibiana. In questa pagina: una sala storica dell’Hotel Tyrol, un dettaglio del reparto wellness; Bibiana e Maurizio, gli attuali titolari; zia Frida la fondatrice mentre con il fratello Franz anima una delle serata in albergo; lo chef Alessandro Martellini e un suo piatto; una delle famose porte originali del 1966 e una camera del Tyrol
Il paese ladino, famoso per ospitare d’estate il presidente della repubblica (da pertini a Mattarella), deve la sua notorietà a thoeni e tomba ma anche all’arte dell’accoglienza di tono familiare di cui l’albergo è simbolo di acquedotto. Suo figlio Emmerich, il quattordicesimo, realizzò anni dopo il primo skilift di Bulla. Nonna Marianna nel 1938 morì di parto a soli 46 anni, ma la famiglia riuscì a tenere duro. Zia Tresl andò a imparare a cucinare in Toscana e la sua abilità ai fornelli fidelizzò i primi clienti. Il Tyrol nasce nel 1966 su iniziativa dell’energica zia Frida. Per Bibiana e Verena, che persero il papà giovanissime, l’albergo è stato tutto. Da zia Frida, un’animatrice nata che dopo aver smesso il grembiule in cucina sapeva intrattenere gli ospiti in allegria cantando, ballando e scherzando, Bibiana e Verena hanno imparato i segreti e l’amore per il loro lavoro. Il Tyrol è poi toccato a Bibiana che, senza snaturarne l’anima, lo ha dotato di tutte quelle strutture che fanno sentire oggi l’ospite ancora più coccolato: la piscina, il reparto benessere, le camere più spaziose e attrezzate, una cucina evoluta seppur ancorata ai sapori della tradizione. E poi la differenza la fanno i dettagli. Curati con semplicità e passione. Ed è recente l’ultima scommessa. Quella di un ristorantino gourmet da ricavare nella nuova ri-
strutturazione, dove poter valorizzare l’estro di Alessandro Martellini giovane cuoco toscano con all’attivo esperienze con colleghi stellati. Insomma, pensare in grande ma con i piedi per terra. Per crescere sempre un pochino di più, secondo le proprie possibilità. Bibiana incarna lo spirito semplice della sua terra, anche parlando comunemente ladino con chi può. “Qui i clienti vogliamo che si sentano amici, noi e il personale li abbiamo sempre chiamati per nome e invitati alle feste di famiglia. Quella per il cinquantesimo la ripeteremo ogni domenica per tutto l’anno, perché vogliamo condividerla con quanti ci sono sempre stati vicini”.
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CON IL NUOVO SISTEMA DUALE STUDI, LAVORI E CRESCI! Arricchire la filiera formativa della IeFp con nuove strumenti ed incrementare le attività di placement La sfida che la sperimentazione del sistema duale pone agli Enti di Formazione professionale, si presenta, da un lato, come una sorta di ritorno all’imprintig iniziale basato sul binomio Formazione/ Lavoro, dall’altro, apre a nuovi scenari di evoluzione del sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale. Questo anche in una prospettiva europea di VET (Vocational Education Training), dove l’alternanza scuola/ lavoro e l’apprendistato formativo sono pienamente riconosciuti come percorsi educativi e formativi “completi”. L’Accordo Stato Regioni dello scorso anno, ha
approvato la sperimentazione «Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione professionale». L’obiettivo è quello di implementare nella filiera formativa dell’Istruzione e Formazione Professionale l’apprendimento esperienziale utilizzando il sostanzialmente 3 nuovi strumenti: 1. Il Nuovo apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (formazione in 400 ore nel 2°anno; e di 500 ore nel 3° e 4° anno) 2. L’ Alternanza scuola lavoro (formazione in azienda è di 400 ore nel
Saranno diciassette i centri ENAIP coinvolti nelle azioni della Linea 1. Per la Linea 2 presentati dieci percorsi di quarti anni e quattro percorsi triennali
Titolo di studio e prospettive professionali Il titolo acquisito con il superamento dell’Esame finale, ha validità su tutto il territorio nazionale e nell’Unione Europea e corrisponde ad un 4° livello di qualificazione europea. La figura del TECNICO costituisce il naturale proseguimento verticale delle qualifiche professionali di operatore previste in esito ai percorsi triennali e correlate al 3° livello EQF. Il percorso di Diploma Professionale si caratterizza per l’ulteriore rafforzamento: 1. delle competenze tecnico professionali e di quelle culturali in particolare relative all’area matematica/scientifico tecnologica, 2. il grado di responsabilità e autonomia nelle svolgimento delle attività 3. la significativa esperienza di formazione in azienda. DURATA E MODALITA’ DI REALIZZAZIONE Tutti i percorsi si svolgeranno nel periodo Ottobre 2016 – Luglio 2017, presso le sedi sottoelencate e in aziende di settore per periodi di applicazione pratica realizzati
attraverso gli strumenti dell’alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato per il diploma professionale. Infatti, i percorsi formativi realizzati con il sistema duale si caratterizzano per la combinazione formativa in aula -laboratorio ed in un contesto professionale. DESTINATARI : Giovani di età inferiore a 25 anni ed possesso di qualifica professionale del settore di riferimento. ATTESTAZIONE FINALE : Diploma Professionale di Tecnico , IV livello EQF SELEZIONE : Per essere ammessi è necessario partecipare alle selezioni.Le selezioni verteranno sulla verifica del possesso dei requisiti da parte dei candidati e sulle motivazioni alla partecipazione espresse durante il colloquio. L’acquisizione del titolo di diploma professionale e’ subordinata alla frequenza per almeno il 75% delle ore di formazione presso il centro di formazione professionale e almeno il 75% delle ore di formazione in azienda.
2°anno; 500 ore nel 3° e 4° anno); 3. L’Impresa formativa simulata (per gli studenti 14enni di almeno 400 ore). L’intervento mira ad accreditare i Centri di Formazione Professionale, tra cui quelli di ENAIP VENETO, come sportelli di intermediazione domanda offerta/lavoro in grado di erogare servizi di orientamento ed accompagnamento al lavoro per i giovani e gli adulti e come gestori di percorsi formativi nell’ambito del sistema di istruzione e formazione triennale (corsi di qualifica triennali e quarti anni). Nel Veneto diciassette CFP di ENAIP sui trentasette
disponibili nella regione saranno coinvolti nella sperimentazione. A partire dal prossimo OTTOBRE 2016 in alcuni nostri centri di formazione è possibile iscriverti ai percorsi per acquisire il DIPLOMA PROFESSIONALE DI TECNICO (per coloro che sono già in possesso di una qualifica professionale) o iscriversi dopo la scuola media ai percorsi triennali per acquisire la QUALIFICA PROFESSIONALE DI OPERATORE. Entrambi con il Sistema Duale che alterna esperienze di studio e lavoro. Sotto di seguito le sedi, i corsi e riferimenti per informazioni e iscrizioni ai corsi per TECNICO:
Sedi, corsi e riferimenti per informazioni e iscrizioni ai corsi per tecnico: • Enaip Cittadella (Pd) - Tecnico elettrico oppure tecnico riparatore di veicoli a motore - tel. 049 9402400 • Enaip Conegliano (Tv) - Tecnico di cucina - tel. 0438 427182 • Enaip Feltre (Bl) - Tecnico di cucina e dei servizi sala bar - tel. 0439 300237 • Enaip Isola della Scala (Vr) - Tecnico di cucina - tel. 045 7300289 • Enaip Legnago (Vr) - Tecnico automazione industriale - tel. 0442 21299 • Enaip Rovigo - Tecnico dei servizi sala bar - tel. 0425 33671 • Enaip Verona - tecnico elettronico - tel. 045 8015053 • Enaip Vicenza - tecnico di cucina e dei servizi sala bar - tel. 0444 326685 I percorsi triennali per la qualifica professionale di operatore con il sistema duale per i giovani dopo la scuola media sono invece i seguenti: • Enaip Feltre (Bl) – Operatore della ristorazione - tel. 0439 300237 • Enaip Longarone – Operatore alla riparazione veicoli a motore – tel. 0437 770318 • Enaip Noale – Operatore servizi di sala e bar - tel. 041 440160 • Enaip Padova – Operatore della ristorazione – tel. 049 8641555 Per informazioni complete: www.enaip.veneto.it
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Preparazione: pulire le melanzane, lavarle, asciugarle e tagliarle per il lungo a fette sottili. Metterle in uno scolapasta, salarle e lasciarle sgocciolare. Tagliare il porro, le zucchine, il sedano a bastoncini sottili, fare lo stesso con il formaggio. In una padella unta d’olio fare rosolare le verdure a fuoco vivace (per 3-4 min). Quando le verdure saranno croccanti, salarle e lasciarle raffreddare. Su una griglia calda cuocere le fettine di melanzane da entrambi i lati, poi porre al centro di ogni fettina le verdure, il formaggio e arrotolarle su se stesse. Porre i rotolini in una pirofila, salare, cospargere di pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio e passare in forno preriscaldato a 180° (per 10 minuti finchè si sarà formata una crosticina dorata). Togliere dal fuoco, cospargere di prezzemolo tritato. Si possono servire calde, ma anche fredde. A scelta si possono insaporire con sugo di pomodoro fresco.
Farro alla zucca
Tempura mista
Ingredienti: 200 gr di farro – 1 cipolla – 1 spicchio d’aglio – 1 manciata di prezzemolo - 200 gr di zucca - 2 C d’olio - 2 foglie di alloro - un pizzico di curry e un pizzico di peperoncino - sale q. b.
Ingredienti: 1 melanzana - 2 carote - 2 zucchine piccole - 1 mela verde - 50 gr di farina tipo 0 - 50 gr di farina di mais - 1 C di zucchero a velo - acqua fredda - olio di semi per friggere - sale q. b.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Preparazione: lavare le verdure, tagliare le zucchine e le carote a julienne, tagliare la melanzana in quattro parti, togliere la parte centrale con i semi lasciando mezzo cm. di polpa dalla buccia e tagliare ancora a striscioline sottili. Tagliare la mela, privarla del torsolo e tagliarla a fettine. Versare sulle due farine lo zucchero a velo e l’acqua fredda, amalgamare con una frusta fino ad ottenere una pastella omogenea. Scaldare l’olio, passare le verdure nella pastella e tuffarle nell’olio facendo in modo che non attacchino l’una all’altra. Scolare su carta assorbente, salare e servire subito.
Preparazione: mettere a cuocere il farro come da ricetta base. Intanto tritare la cipolla e l’aglio, sbucciare e tagliare la zucca a dadini, saltare il tutto (la zucca deve diventare cremosa). Quando il farro è cotto, lasciare assorbire l’acqua, unire quindi la zucca, un filo d’olio, il prezzemolo tritato e le spezie. Amalgamare bene e servire.
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