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Casa di riposo Privatizzazione del Csa, arriva un passo indietro
La grande festa Dopo sette anni è tornato il circo Tutto esaurito
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Servizi Trenitalia taglia le corse quotidiane: siamo isolati
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L’informazione locale è sempre con te: LE ULSS SARANNO ACCORPATE BATTAGLIA PER TENERE LA SEDE Ormai è certo: l’Ulss 18 di Rovigo e dell’Alto Polesine e la Ulss 19 di Adria e del Delta saranno accorpate, in una ottica di razionalizzazione della spesa. Ora, il sindaco e l’assessore Simoni spingono per fare sì che la sede sia ad Adria pag. 11
PASSIONE VOLONTARIATO PER PULIRE IL MONUMENTO Alla fine Umberto Maddalena, eroe di guerra, trasvolatore da leggenda, dovrà ringraziare il senso civico degli abitanti di Bottrighe: è grazie alle loro iniziative se sono stati raccolti i fondi necessari a pulire la sua statua pag.
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All’interno del giornale
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VENETO IN PRIMO PIANO IL VENETO VOLTA PAGINA E DICE ADDIO ALLE GRANDI OPERE
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Un anno dopo la tragedia l’appello: “Lavoro sicuro”
Il 22 settembre del 2014 quattro persone morirono alla ditta Coimpo di Ca’ Emo. E’ stata loro intitolata la piazza. Il monito: “Che non succeda mai più”
C
a’ Emo, Adria e tutto il Polesine si sono stretti ai familiari delle quattro vittime della più devastante tragedia del lavoro della storia recente del Polesine. Era il 19 settembre, quasi un anno dopo quel 22 settembre 2014, quando tutto accadde pochi minuti dopo le 9 del mattino. Alla ditta Coimpo di Ca’ Emo (Adria), specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, si consumava il dramma.
Quattro vittime strappate alla vita in un tempo di istanti. Tre dipendenti di Coimpo, Nicolò Bellato, 28 anni, Marco Berti, 47 anni e Paolo Valesella, 53 anni, e un autotrasportatore, Giuseppe Baldan, 48, di Campolongo Maggiore. Quest’ultimo aveva appena condotto in azienda una autocisterna piena di acido solforico, che era in corso di sversamento in una vasca di fanghi residuo di depurazione. A quanto
appurato nel corso delle indagini, è durante questa operazione che si sarebbe prodotta la nube di gas tossico che ha ucciso le quattro persone. I soccorsi non poterono nulla. Nella serata di sabato 19 settembre il Polesine ha voluto ricordare quelle quattro vittime, con una doppia cerimonia. Alle 18.30 la messa in ricordo di quattro lavoratori deceduti. Poi, l’intitolazione della piazza alle quattro vittime. pag. 12
Editoriale
Riforma del Senato: fedeli al territorio poi al partito
C
di Germana Urbani*
ambieranno le cose. Eccome! Se la Riforma, approvata in prima lettura a Palazzo Madama, andrà avanti così com’è, cambieranno molte cose e non solo a Roma.
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L’ASSESSORE MARCATO: “NON CI FIDIAMO DI NESSUNO”
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METAMORFOSI DI UN GENIO, EL GRECO A TREVISO
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news da laPiazzaweb 3
In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata Bottrighe,
l’isola sotto il ponte spaventa la popolazione a seguire sono
stati cliccatissimi i servizi relativi Da Chioggia alla giuria del barber match, la storia di Simone Boscolo Cegion, la terza notizia, invece Da Cavarzere alla Rai, Marco Crepaldi nella fiction seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL Sui social è volata la notizia Ladri di biciclette alla Bottecchia di Cavarzere. Subito dopo la notizia più condivisa è stata Incidente a Martellago, il video choc. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del Pirata della strada a Scorzè seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb
Notizie quotidiane sul nostro sito, piacciono e sono seguite. Grazie lettori! Il 63% degli utenti dice di “catturare” le notizie giornaliere direttamente dai post pubblicati da altri utenti su Facebook o su Twitter. Ma chi preferisce la carta non si sposta su web
S
iamo un mensile d’approfondimento su carta ma il nostro sito www. lapiazzaweb.it va migliorando di giorno in giorno. Notizie nuove lo arricchiscono quotidianamente e lo rendono sempre più interessante. Come Piazza seguiamo tantissimi comuni sparsi nelle tre province di Padova, Venezia e Rovigo. Un panorama davvero interessante dal punto di vista geopolitico ma che rende più articolato il lavoro quotidiano dei giornalisti che si occupano di reperire notizie da pubblicare. Nonostante questo stiamo cercando di rispondere a quelle che sono le richieste dei lettori e abbiamo introdotto via via anche la cronaca nera che fino a poco tempo fa non rientrava nel paniere delle notizie per noi pubblicabili. Non siamo, però, un quotidiano e non seguiamo questo settore con lo stesso timbro con cui lo fanno benissimo i nostri amici della stampa quotidiana. Cerchiamo comunque di fare del nostro meglio per raccontare il territorio ai nostri affezionati lettori anche con notizie dell’ultima ora. I dati dicono che funziona. Sempre più lettori entrano e restano nel sito lapiazzaweb.it e, già che ci sono, scaricano il giornale. Leggere e informarsi in rete è quanto fanno sempre di più le persone in tutto il mondo. Un nuovo studio condotto dal “Pew Research Center” in collaborazione con la “John S. and James L. Knight Foundation”, rivela che aumenta di anno in anno, e in modo significativo, il numero degli americani che affermano di usare i “social” come fonte di informazione. Il 63% degli utenti dice di “catturare” le notizie giornaliere direttamente dai post pubblicati da altri utenti su Facebook o su Twitter. Un anno fa erano il 52%
su Twitter e il 47% su Facebook. La crescita è molto rapida e il trend sta cominciando a porre dei problemi. Secondo le società di ricerca “Demos” e “Ipsos Mori”, l’enorme quantità di persone che ogni giorno usa i social ha spinto il marketing a “sovra-utilizzare” il mondo del “web 2.0” per le indagini di mercato. Va detto però che l’enorme campione statistico degli utenti di Twitter e Facebook, non rappresenta la società reale, dicono gli esperti. Insieme con la “Sussex University” e la “CASM Consulting”, “Demos” e “Ipsos Mori” hanno condotto una ricerca che hanno chiamato “The Road to Representivity” (“La strada della rappresentatività”). Hanno posto le stesse domande (su fatti di attualità, sulla politica e sui prodotti commerciali) con due modalità differenti: off line e on line. I risultati dei questionari sono molto diversi gli uni dagli altri. Alcuni temi sono sembrati importantissimi agli utenti dei social mentre venivano percepiti da tutti gli altri come meno rilevanti. E anche per la politica è così: la popolarità sui social non corrisponde quasi mai a un vero gradimento degli elettori. E’ anche basandoci su questi dati che noi de La Piazza abbiamo scelto di esserci con convinzione su web garantendo ai lettori notizie quotidiane legate ai temi che più possono interessare il mondo dei social senza dimenticare però di mantenere forte anche la vocazione di approfondimento mensile che caratterizza il nostro free press cartaceo, nato più di 20 anni fa e che ancor oggi è apprezzato tantissimo dai lettori. Veniteci a leggere, dunque. E mandateci impressioni e notizie a redazioneweb @givemotions.it
EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO: Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: Piovese, Miranese Nord, Adria e Conselvano seguici su www.lapiazzaweb.it
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In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno
Il BLOG DEL DIRETTORE La riforma del Senato cambierà radicalmente, per esempio, l’attuale assetto costituzionale archiviando il bicameralismo perfetto e cancellando di fatto l’elettività di primo grado dei senatori, cambia anche il Titolo V. Sarà eliminata la legislazione concorrente e tagliati i costi di stipendi e indennità. I Senatori saranno pochi, solo 100, di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Al Veneto, probabilmente, andranno 7 senatori. seguici su www.lapiazzaweb.it/ category/il-blog-del-direttore/
IL SONDAGGIO Le Ulss del Veneto, secondo i progetti di Zaia e del suo assessore alla sanità Coletto, passeranno presto da 21 a 7 e nascerà un Ente nuovo che si occuperà a livello centrale di gestire ordini, formazione del personale e altre cose oggi in capo ai direttori generali. I sindaci temono che il riordino significhi solo ulteriori tagli. Ma i veneti sono d’accordo? La domanda è: Vi piace l’idea dell’ Ulss unica provinciale? .seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/
ADOTTAMI, I NOSTRI AMICI ANIMALI
L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali. seguici su www.lapiazzaweb.it/ category/animali/
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4 Argomento del mese RISPONDERE ALL’EMERGENZA La gestione dei migranti in arrivo costante sulle coste italiane si fa sempre più articolata. I sindaci chiedono garanzie ai Prefetti i quali ribadiscono la necessità che tutti accolgano qualcuno per evitare di creare centri ad alta concentrazione di persone. Intanto partono i primi progetti di lavoro volontario socialmente utile
Migranti: accoglienza di
di Germana Urbani
Quasi 7000 i profughi ospitati in Veneto. Molti di loro hanno accettato di rendersi utili in comunità
Prefetto Impresa: “Certe forze politiche strumentalizzano il tema profughi per fini elettorali”
S
econdo le stime del Governatore Luca Zaia, che riporta a livello regionale i dati emersi dal lavoro della Commissione territoriale della Prefettura di Padova, al primo ottobre i profughi arrivati in Veneto sarebbero 18.113, dei quali solo 6.875 sono ospitati nelle strutture individuate dai prefetti o messe a disposizione da privati o parrocchie. Ben 11.238 migranti non ci sono più. Probabilmente sono riusciti a partire verso altri paesi europei. Il flusso di persone che arrivano però è costante e il lavoro dei Prefetti per trovare loro una sistemazione è sempre più difficile. Soprattutto perché i primi cittadini non ne vogliono sapere. Il Direttivo dell’Anciveneto con un documento ufficiale ha chiesto con forza alle Prefetture garanzie e tutele minime per assolvere al meglio e senza detrimento per i territori e la cittadinanza, l’attuale emergenza migratoria. “Finora – sottolinea Anciveneto – il sistema di accoglienza predisposto presenta lacune e inefficienze che gravano sui Comuni, principali soggetti su cui ricade il compito dell’accoglienza”. I sindaci hanno chiesto che il disbrigo delle pratiche di richiesta d’asilo sia fatto entro 30 giorni, la tutela della salute, dell’ordine e della sicurezza, la possibilità di far svolgere ai profughi lavori socialmente utili e soprattutto hanno chiesto di vagliare i bandi delle prefetture prima che questi siano pubblicati. Dal canto loro i Prefetti non hanno mai smesso di interpellare i sindaci per gestire al meglio l’emergenza profughi. A Venezia, il prefetto Domenico Cuttaia
ha sempre cercato l’aiuto dei sindaci per disegnare una mappa di piccoli centri in cui distribuire numeri bassi di persone per evitare i problemi legati alla convivenza di centinaia di persone in un unico posto. Situazioni ghetto come quelle di Eraclea che questa estate ha mostrato il proprio potenziale esplosivo o di Cona, che conta già 900 arrivi, sono da evitare il più possibile. A questo scopo è stato proposto ai sindaci della città metropolitana di sottoscrivere un protocollo di intesa a sostegno della cosiddetta “accoglienza diffusa” e a impiegare i richiedenti asilo in lavori socialmente utili, come già avviene in altre province. Nel vicentino, ad esempio, è lo stesso capoluogo a dare il buon esempio. Sono al lavoro a Vicenza140 profughi che, divisi in cinque gruppi e dotati di pettorina, guanti, scarpe e berretto, sono impegnati per 4 ore al giorno in lavori utili alla collettività. E accade anche nel padovano a Este, Due Carrare, Battaglia e Baone. I richiedenti asilo si rimboccano le maniche e vanno a lavorare per il comune che li ospita e soprattutto che ha fatto loro una proposta costruttiva. Vengono impiegati in lavori volontari socialmente utili: pulire i marciapiedi, le caditoie, curare il verde pubblico. Ma fino ad oggi sono stati privati, associazioni e parrocchie ad accogliere più che i primi cittadini che, evidentemente per ragioni di consenso politico, prima ancora che di sicurezza, preferiscono lasciare ai prefetti la responsabilità di assegnare posti e luoghi ai profughi in arrivo. Non manca giorno che a Padova Bitonci non ribadisca
la sua lotta ai migranti in arrivo con azioni muscolari capaci di dargli molta eco sui media. A inizio ottobre aveva inviato i vigili urbani in un appartamento privato di via Aspetti all’Arcella, preso in affitto dalla cooperativa sociale Il Sestante per ospitarvi alcuni richiedenti asilo. La prefettura, però, ha fermato tutto ricordando a Palazzo Moroni che il controllo su quell’alloggio e gli altri sparsi in città non spetta a lui. Il Prefetto di Padova si è detto anche molto dispiaciuto che il Comune capoluogo non intenda affidare ai richiedenti asilo attività su base volontaria. Farlo però, significherebbe ammettere che non si può solo dire no all’accoglienza, occorre trovare soluzioni e impiegare queste persone in modo che non restino con le mani in mano ma che possano fare qualcosa per la società in cui si trovano a vivere. Per la Lega di Salvini l’unica cosa da fare è protestare, alzare cartelli contro, e dire anche cose spiacevoli. Da Cittadella, per esempio, Salvini ha augurato agli imprenditori che mettono a disposizione i propri alberghi per l’accoglienza, di “fallire”. A Recoaro Terme, l’albergo il Bersagliere, che dovrebbe ospitare dei profughi che fino ad oggi sono stati stipati in una casa poco adatta a Pian delle Fugazze, è stato incendiato già due volte. Ha detto bene il prefetto di Padova Patrizia Impresa: “E’ evidente come certe forze politiche continuino a strumentalizzare il tema dei profughi e a fare propaganda per fini elettorali. Io faccio un altro lavoro, sono un tecnico e cerco di risolvere i problemi”.
LA DENUNCIA DELL’UGL POLIZIA
Uffici stranieri al collasso
“G
li uffici immigrazione delle questure del Veneto, e non solo, a rischio collasso”, a denunciarlo è il vice segretario nazionale dell’Ugl Polizia, Mauro Armelao (nella foto a fianco).“La politica nazionale ha fallito. Giusto aiutare chi ha bisogno ma non in questo modo. Le forze dell’ordine rimangono inascoltate e sono abituate oramai ad essere l’anello debole dello Stato. In Veneto si rischia di avere 11.000 potenziali clandestini. Inoltre la gestione dei flussi migratori che pesa, quasi esclusivamente sulle singole questure, sta mettendo in ginocchio i vari uffici stranieri. Non basta la buona volontà dei singoli operatori di polizia. La gestione dei migranti destinati alle varie province impedisce il regolare svolgimento del resto del lavoro”. “Non abbiamo mai avuto dubbi continua –Armelao – su come sia stata gestita male l’emergenza profughi in Italia ma anche dall’intera Europa. Non ci siamo mai tirati indietro nel dire come la “selezione” dei profughi andava fatta al loro paese, così da poter far arrivare in Italia e in Europa solamente chi realmente aveva diritto di essere aiutato. A dimostrarlo sono i primi dati che arrivano dalla commissione regionale preposta a valutare le pratiche di richiesta per asilo politico. Solo 4 su 10 hanno diritto al permesso di soggiorno. Equivale a dire che il 60 per cento dei profughi, se non rispetteranno l’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale (cosa che avviene nel 90% dei casi non solo con i profughi) avremo migliaia e migliaia di clandestini incontrollati”. A.A.
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Argomento del mese 5 Polemica a Frassinelle
iffusa e lavoro volontario Contro i nuovi arrivi si è mobilitata Forza Nuova
Status di rifugiato non concesso per il 60% di Elisa Dall’Aglio
I
l 60% delle prime mille domande, su un totale di 2.400 a oggi presentate, di concessione dello status di rifugiato politico sono state bocciate dalla Commissione padovana che vaglia queste istanze. E adesso che succede? La domanda non è banale, poiché dal momento del rigetto della domanda di fatto chi era un profugo diviene un clandestino, non legittimato a restare in Italia. Per quanto sia diritto costituzionale di ognuno dei diretti interessati proporre ricorso prima al Tar, contro questa decisione, poi al Consiglio di Stato. Pratiche che possono richiedere anni. Era un esito che era nell’aria, così come era nell’aria - sollevato per esempio più volte dai sindacati di polizia - il problema del “che fare?” per i non profughi conclamati. Nondimeno, la diffusione dei primi dati della commissione ha scatenato la rabbia a 5 Stelle, con il capogruppo in consiglio regionale Jacopo Berti che pone alcune domande sacrosante, ma alle quali sarà difficile trovare una risposta. “Per quanto riguarda l’espulsione dei clandestini - spiega Berti - Ci domandiamo se ed entro quanto tempo queste persone che sono qui illegalmente saranno rimpatriate? Dobbiamo essere certi che questo avvenga. Cosa non scontata visto che l’Italia è al 24esimo posto (su 28) in Europa per numero di rimpatri. Altra questione è quella relativa ai ricorsi: a che serve riconoscere i clandestini, se poi questi restano in Veneto? Per trattare i ricorsi entro termini certi chiediamo l’istituzione di una corsia preferenziale in tribunale. Parliamo di un’emergenza e della nostra sicurezza. Credo quindi sia più che ragionevole”. Ragionevole, ma non facile: anche in termini di costi, rimpatriare tutti coloro che non hanno avuto un responso positivo è impresa titanica. Senza contare che il diniego della commissione può essere impugnato prima al Tar, poi al Consiglio di Stato.
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Vana la protesta
Ecco gli arrivi Ridimensionati A
Frassinelle alla fine i profughi sono arrivati, una decina. E’ accaduto l’8 ottobre, quando per tutta la giornata in paese si sono susseguiti i lavori di arredo e gli ultimi ritocchi agli alloggi che dovevano alloggiare i migranti destinati qui dalla Prefettura. Uno sviluppo ineluttabile, come aveva ben chiarito il prefetto Francesco Provolo. Dal momento che un privato aveva regolarmente partecipato al bando pubblicato per l’accoglienza dalla Prefettura, era risultato in regola ed era stato ammesso, non sarebbe stato in alcun modo regolare non inviare nessuno. Sia come sia, l’arrivo dei migranti a Frassinelle ha un sapore particolare, dal momento che il piccolo centro dell’Alto Polesine era stato il primo a mobilitarsi contro gli arrivi. Era scesa in campo Forza Nuova, ma anche un movimento spontaneo, per dire no all’accoglienza, perlomeno nella maniera e con i numeri paventati in un primo tempo. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto scorsi era anche stato messo a segno un raid vandalico contro il residence deputato all’accoglienza. Un episodio increscioso, certo, condannato immediatamente - giusto riconoscerlo - dalla stessa Forza Nuova. Alla fine, alle parole del rappresentante del Governo in Polesine sono seguiti i fatti. A fronte dei 70 profughi dei quali si era parlato in un primo tempo, ne arriveranno comunque molti meno. Persone che hanno chiesto, dopo lo sbarco sulle coste italiane, di ottenere lo status di rifugiato politico in quanto in fuga dalle guerre, dalla persecuzione, dal genocidio. Starà ora alla apposita commissione valutare se le cose stiano davvero così. Equilibrata, come nel suo stile, la posizione del sindaco di Frassinelle Ennio Pasqualin: in questa complessa vicenda non si è mai arroccato su situazioni di principio, non ha mai posto aprioristici ultimatum. Nonostante Il sindaco Pasqualin questo, magari avrebbe gradito almeno amareggiato: essere informato degli arrivi imminenti. “Nessuno Invece no. “Ho ricevuto varie telefonate, si è degnato gente che chiedeva informazioni. di avvertirmi...” Nonostante questo, nessuno si è preso la briga di avvertire il sindaco”. Pasquali è rimasto amareggiato, ma non ha mai fatto polemica e non comincerà ora. Resta il fatto che è evidente che proprio schifo non gli avrebbe fatto, se qualcuno, nella giornata di giovedì 8 ottobre, si fosse preso la briga di avvisarlo che sì, i profughi alla fine erano arrivati nel suo paese. Non è stato così. E ora Frassinelle tocca con mano ciò che il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin dice da tempo: nessuno avverte i primi cittadini in questi casi. Bergamin lo aveva ribadito di recente, anche di fronte alle telecamere di “Dalla Vostra Parte”, in diretta da Piazza Vittorio Emanuele. “Da parte mia - prosegue Pasqualin - posso solo dire che abbiamo sempre avuto un atteggiamento di piena collaborazione, non abbiamo fatto le barricate, non abbiamo cavalcato il sentimento di contrarietà di parte della popolazione. Se mi avessero avvertito di certo non sarei corso a protestare”. Come dire: proprio non si capisce perché non possa arrivare una telefonata se non altro di gentilezza, di cortesia istituzionale. “Posso solo sperare, e in questo senso mi ha confortato il Prefetto - chiude il primo cittadino - che gli arrivi non saranno particolarmente ingenti”. Questo, in effetti, lo aveva garantito di persona il rappresentante del Governo in Polesine: i profughi a Frassinelle sarebbero arrivati, come in effetti accaduto, ma non certo i circa 70 dei quali E. D. A. si era parlato in un primo tempo.
6 Adria Palazzo Tassoni Il Comune deve fare cassa e mette in vendita edifici e terreni
Le alienazioni scontentano
All’Amolaretta scoppia il caso: i cittadini non ci stanno e si mobilitano contro questo progetto di Martina Celegato
C
he le difficoltà economiche siano ormai all’ordine del giorno non è certo una novità, né per l’amministrazione di Adria né per tutte le altre istituzioni che si occupano di amministrare il territorio in diversi ambiti. Non a caso le problematiche economiche derivanti in particolar modo dai tagli dei trasferimenti da parte dello Stato sono state in molte occasioni il centro delle discussioni di giunta e delle dichiarazioni alla stampa non solo del sindaco Massimo Barbujani ma anche della sua squadra di assessori. Le priorità, che sono rimaste invariate fin dalla elezione del sindaco, ossia l’attenzione ai cittadini e quindi a tutto il comparto dei servizi sociali, non possono non mettere in luce delle carenze che inevitabilmente si sono andate a creare in altri settori dell’amministrazione che si sono dovuti privare dei già pochi fondi a disposizione. Proprio per reperire fondi da investire in ambiti diversi dal sociale e andare a fornire ulteriori servizi ai cittadini senza tagliare nulla dall’area del sociale, la cui completezza dei servizi viene spesso
sottolineata dall’amministrazione come punto di forza di questa giunta, fin dall’elezione è in atto un’opera di “razionalizzazione”, se così la possiamo definire, delle risorse di proprietà del Comune. Sono infatti stati messi in vendita edifici di proprietà del Comune, nonché ristrutturati gli attuali spazi dedicati agli uffici comunali per eliminare le spese di affitto degli altri locali, scelte che comunque porteranno un indubbio vantaggio per i cittadini che potranno trovare all’interno dello stesso edificio tutti i servizi di cui hanno bisogno.
Sicuramente una strategia, quella scelta dall’amministrazione Barbujani, di non facile attuazione per diverse motivazioni che spaziano dall’attuale crisi dell’edilizia, che ormai pesa sul settore da più di qualche anno e che mette in difficoltà anche le imprese che all’interno del settore operano. D’altro canto non aiuta la spada di Damocle del Patto di Stabilità che spinge ancor di più ad attuare politiche volte al reperimento di fondi che possano dar respiro alle varie attività comunali e che permettano di portare a termine opere e progetti. Una politica, quella scelta dalla giunta della città etrusca, in un certo modo obbligata, che ha sollevato delle polemiche in particolar modo per la scelta di alienare dei terreni in zona Amolaretta, dove i cittadini hanno indetto degli incontri pubblici per esprimere le loro perplessità.
MUSEO Una grande mostra
PATTO PER LA CULTURA TRA ITALIA E CINA
E
’ datato solo poche settimane fa l’accordo Italia Cina siglato dal sindaco Massimo Barbujani con il responsabile degli scambi culturali Cina-Italia Lu Xin. Un accordo importante che porterà il Museo Archeologico Nazionale di Adria ad ospitare una mostra di caratura mondiale, dando visibilità quindi anche a tutti i tesori che già si trovano all’interno del polo culturale e che, in questo modo potranno essere apprezzati e ammirati da Il museo archeologico di Adria un pubblico senza dubbio più vasto di quello attuale. Il progetto oltre al polo museale di Adria andrà a coinvolgere un’altra importante realtà veneta ossia il Museo Archeologico atestino di Este. L’accordo siglato dal sindaco della città etrusca prevede l’arrivo, presso le due sedi museali, di 1000 reperti archeologici di un tempio cinese ad oggi collocati presso il Museo provinciale dello Hubei per un periodo di massimo 5 mesi da febbraio a luglio del 2016. Una importante occasione per Adria, la cui politica sta molto spingendo negli ultimi mesi sul tasto del turismo e che quindi andrebbe a portare all’interno delle mura cittadine un importante segno tangibile dell’importanza di Adria nella storia e del Museo Archeologico Nazionale come custode di un patrimonio esclusivo ed unico. La collaborazione, molto cercata dall’amministrazione di Adria, è stata resa possibile dai contributi della Cassa di Risparmio del Veneto, dalla Fondazione Cariparo, dalla Regione Veneto e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. L’accorsdo stretto dal sindaco sta quindi già dando buoni frutti: il dialogo con il partner cinese è cominciato davvero nel migliore dei modi. Si spera che la prosecuzione possa essere altrettanto entusiasmante. Ma. Ce.
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’atmosfera è già frizzante ad Adria in vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno nella primavera del 2016 e che, come sempre negli ultimi anni, non mancheranno di animare le discussioni cittadine e portare alla luce problematiche e tematiche relative alla città. Sicuramente, molto più che nella scorsa tornata elettorale, quando il ritorno di Bobo era al centro di tutte le discussioni e ha portato allo sviluppo di una serie di tematiche tutte orientate allo scontro diretto fra le varie forze in gioco, quelle del 2016 si preannunciano delle elezioni con al centro tematiche fortemente radicate nella città etrusca emerse ma forse non del tutto sviscerate durante questi cinque anni di amministrazione Barbujani. Molto diversa si presenta quindi, seppur ad oggi si faccia riferimento ad un contesto pressoché embrionale, la situazione che vede scendere in campo molti movimenti civici che negli anni si sono fatti spazio fra le varie fazioni politiche e personaggi più e meno noti nel contesto adriese per diverse attività o per particolari iniziative. Quattro sono per ora i nomi emersi che si sono messi a disposizione dell’amministrazione in termini di composizione di una lista civica ossia Alberto Bergo, Paolo Zerbinati,
Roberto Micheletti e Claudio Secchieri che sono i fondatori della lista civica iconicamente chiamata “Ora Cambia” fondata, come affermano loro stessi, sulla volontà di salvare il territorio e con esso tutte le attività economiche e lavorative e la realizzazione di nuove opere per far sì che il territorio nella sua accezione più ampia non vada a morire ma vada incontro ad una nuova rinascita. Molto critica è la posizione dei quattro nei confronti dell’amministrazione che, secondo loro, non ha brillato né per propositività, né per particolare competenza, critiche mosse anche verso l’opposizione colpevole di non aver saputo tener testa agli amministratori mancando di proposte e controproposte. Una situazione che deve essere smossa da nuove competenze e conoscenze che possono arrivare solo da persone “nuove” al contesto politico, come loro ritengono di essere, e provenienti da contesti diversi che possano fornire un bagaglio di esperienza in grado di dare nuovi input alla Ma. Ce. vita della città.
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8 Adria Servizi La presidenza rallenta su questa possibilità, come tanti altri in provincia
Csa privato? Primo stop
Editoriale Riforma del Senato: fedeli al territorio poi al partito di Germana Urbani*
di Martina Celegato
segue da pag.
U
Non è più questa l’unica strada: l’opera di sensibilizzazione portata avanti dai comitati fa riflettere
n futuro in fase di definizione si delinea attualmente quello delle Ipab, ossia gli Istituti di pubblica assistenza e beneficenza, che svolgono il loro ruolo nel territorio principalmente come case di riposo. La legge a cui si fa riferimento in merito alla gestione di tali strutture è a dir poco attempata se consideriamo che risale al 1890 e fu firmata e approvata da Francesco Crispi, noto per le pagine sui libri di storia. In estrema sintesi la legge ad oggi prevede che gli enti che si occupano della gestione di patrimoni o eredità occupandosi di assistenza agli anziani possano mantenere una loro autonomia statutaria ma ufficialmente rientrino sotto il controllo pubblico, indipendentemente dalle dinamiche che hanno portato alla loro nascita (soprattutto ad inizio del secolo scorso religiose e private). Una legge, per quegli anni, di certo all’avanguardia ma che ad oggi presenta determinati limiti che, nelle altre regioni hanno portato le istituzioni a legiferare in merito, aggiornamenti che in Veneto non hanno ancora portato a stabilire una legge che possa sbloccare la situazione. Un terreno delicato quindi, in cui gli interessi in gioco sono molti e sostanziosi, più fazioni rispetto alla seconda che andrebbe a all’interno del quale la giunta Zaia si sta muovendo togliere tutte le “garanzie” del pubblico ai dipendenti. con i piedi di piombo. La prima tra l’altro consentirebbe anche di mantenere Il 26 giugno scorso è stato infatti presentato da uno stretto collegamento con le Ulss del territorio per Zaia il progetto di legge n. 25 che di fatto riprende quanto riguarda le scelte strategiche dal punto di vista le soluzioni già delineate con la sociosanitario. legge 328 del 2000 che a sua C’è anche In questa situazione di volta prevedeva due possibili la possibilità incertezza inevitabilmente si strade per le Ipab regionali che di divenire azienda trova anche la casa di riposo di in tutto il Veneto sono 280 ossia pubblica per i servizi Adria che senza dubbio si trova la conversione delle stesse ad alla persona ad affrontare una situazione enti pubblici a tutti gli effetti nuova per la struttura. La strada (Aziende pubbliche di servizi alla persona) o in enti che inizialmente sembrava quella definitivamente privati. Entrambe le soluzioni, come ovvio, suscitano scelta dalla presidente Sandra Passadore e la sua parecchie perplessità anche se la prima, ossia la giunta sembrava quella della privatizzazione, rivista trasformazione in enti pubblici sembrerebbe soddisfare poi sottolineando come manchino elementi chiari
FOCUS
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L’assistenza non dovrà per forza diventare privata: i comitati stanno portando avanti una importante opera di sensibilizzazione che ha spinto il Csa a rallentare per poter decidere chiaramente, come dichiarato ai rappresentanti del Comitato per l’art. 32. Proprio questi ultimi hanno dichiarato come dai rappresentanti della giunta della Casa di Riposo Adriese non siano mai giunti possibili evoluzioni in funzione della trasformazione in ente pubblico della struttura adriese, ma come tutte le affermazioni siano state sempre volte alla possibilità di rendere privata la struttura. Una situazione, quella relativa al Csa di Adria, che trova esempi simili in tutto il Veneto e che proprio in Polesine sta creando non pochi disagi se si prendono in considerazione gli scioperi portati avanti dai dipendenti della Casa del Sorriso di Badia Polesine che stanno protestando contro la depublicizzazione della struttura. Sempre più le strutture che scelgono di attendere sviluppi.
1
A parte ciò di cui si è discusso tantissimo, come il fatto che la riforma cambierà radicalmente l’attuale assetto costituzionale “rottamando” una volta per tutte il bicameralismo perfetto e cancellando di fatto l’elettività di primo grado dei senatori, cambia anche il Titolo V. Sarà eliminata ad esempio la legislazione concorrente, questione annosa mai risolta dai passati governi siano essi stati di centrodestra che di centrosinistra. Ma è nella concezione del nuovo Senato che le cose cambiano davvero. Siederanno alla Camera Alta gli amministratori, consiglieri regionali e sindaci. Coloro, cioè, che hanno a che fare tutti i giorni con i problemi di gestione della cosa pubblica. E questo mi pare un cambiamento vero e sano. Saranno pochi, solo 100, di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica. I seggi saranno ripartiti in proporzione alla popolazione di ciascuna regione ma tutte avranno almeno due rappresentanti. Al Veneto, probabilmente, andranno 7 senatori: 6 scelti dal Consiglio regionale fra i propri componenti con metodo proporzionale, a cui si aggiungerà un sindaco del territorio. Questi rimarranno in Senato sino alla scadenza del loro mandato amministrativo e non saranno vincolati alla durata o meno del governo. Un messaggio chiaro dunque: siete stati eletti come amministratori del territorio da cui provenite, siete in Senato per rappresentare quelle istanze e non quelle del vostro capo di partito che, prima delle elezioni vi ha garantito un posto piazzandovi come capolista e che, di contro, vi chiede fedeltà assoluta in Senato. Mi pare un grosso cambiamento: fedeli al territorio e poi al partito. Certo per alcuni dei senatori che ci rappresentano oggi è già così. Per altri, mai visti sul nostro territorio, abbiamo forti dubbi. Oggi i veneti eletti alla Camera Alta sono 24. Solo pochi di loro hanno alle spalle esperienze amministrative. Niccolò Ghedini, per esempio, ha molta esperienza legale ma chissà quanto conosce davvero i nostri comuni. La riforma taglia anche i costi: fine delle indennità per i senatori, tetto massimo per gli stipendi dei consiglieri regionali e stop a tutti i “rimborsi o analoghi trasferimenti monetari ai gruppi politici presenti nei consigli regionali”.
*direttore@lapiazzaweb.it
Parla Cristiano Pavarin
RESTANDO PUBBLICI SI POTRÀ MEGLIO DIALOGARE CON LE ULSS TERRITORIALI
’ stato ricevuto dalla V Commissione del Consiglio Regionale del Veneto lo scorso 29 settembre Cristiano Pavarin, che ha rappresentato i Comitati polesani (Comitato per l’Articolo 32 sanità e sociale, Impegno per il Bene Comune, Comitato per la salute del Delta e Altopesano per il San Luca) quali portatori di interessi diffusi del territorio in merito al progetto di legge di trasformazione delle Ipab e delle Case di riposo. In tale occasione i Comitati
hanno potuto esprimere alla Commissione la propria soddisfazione per il fatto che con la presentazione del Pdl 25 anche nella Regione del Veneto, nel rispetto della normativa prevista dalla legge, per le Ipab sarà possibile la trasformazione in Aziende pubbliche di servizi alla persona (Apsp), per le quali il progetto di legge pone particolare valore ed attenzione, oltre che in fondazioni/associazioni di diritto privato che sarà pienamente riconfermata e inclusa nel nuovo
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testo normativo. “I consiglieri - come si legge dalla nota ufficiale - hanno evidenziato con favore l’importante ruolo che le Apsp acquisiranno quali attori della programmazione dei servizi socio-sanitari, essendo chiamate alla costruzione del piano di zona alla pari di Comuni e Ulss e potendo convenzionarsi direttamente coi Comuni e con le Ulss stesse per cogestire servizi territoriali importanti”. Ma. Ce.
Cristiano Pavarin dei comitati
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Adria 9 La tradizione Lo spettacolo mancava da sette anni ed è stato preso d’assalto
Il circo torna: che festa!
Circensi da generazioni, hanno saputo catturare l’attenzione e l’emozione del pubblico di Roberto Marangoni
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dria aveva proprio voglia di circo! Il debutto del circo di Praga, diretto della famiglia Cristiani, di origini emilianovenete, circensi da otto generazioni, ha segnato il tutto esaurito, tanto che in molti non sono riusciti ad entrare e giocoforza sono tornati il giorno dopo. Un circo mancava infatti sette anni da Adria, l’ultimo, quello di Vienna, della famiglia Vassallo, aveva innalzato le proprie tende nell’area ex centro addestramento professionale. I Cristiani discendono da Pilade, figlio di un fabbro, che iniziò a lavorare nel circo fondando questa
Focus
Gli artisti della famiglia Cristiani hanno catturato l’attenzione e l’entusiasmo dinastia nei primi dell’Ottocento. La dinastia venne resa celebre dal ramo “americano” che, capitanato dal leggendario Lucio, tra i maggiori acrobati a cavallo della storia, acquistò fama al Ringling Bros and Barnum & Bailey per poi aprire un proprio complesso che rimase attivo fino a metà degli anni ’60.
Il circo di Praga, installato per la prima volta nella nuova location di via Amendola, zona Coop, ha riscosso successo in tutti i diciannove spettacoli negli undici giorni di permanenza. “E’ un circo fortemente di tradizione - spiega Tara Cristiani, artista ai trapezi - siamo stati molto contenti della risposta del pubblico di questa gran bella città, dove siamo stati accolti molto bene”. Sono molto interessanti i numeri proposti dagli artisti del circo di Praga, tra giocolerie, antipodismi ed equilibrismi, si alternano varie esibizioni con numerosi animali di vari
Il ringraziamento dei circensi “QUESTA E’ UNA CITTÀ SPECIALE, SIAMO STATI BENE, TORNEREMO”
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asciamo Adria con tanta nostalgia – affermano i fratelli Cristiani, proprietari del circo di Praga, veneti di origine e circensi da generazion i- abbiamo lavorato molto bene in questa città che non vedeva tornare questo tipo
Un momento dello spettacolo del circo di Praga continenti, cresciuti in cattività e addestrati dagli artisti della famiglia Cristiani. Così l’alta scuola equestre dei cavalli e la parata esotica con cammelli, bufali, lama e zebre preparati e diretti da Eva Cristiani, le foche di Igor Rosante e le bellissime tigri del bengala addestrate da Danilo Cristiani. Non sono mancati in pista i numeri con i pony, somarelli ed i cagnolini, naturalmente con il contorno di Vanes Cristiani, apprezzato
di spettacolo da molti anni. A parte questo, che non è poco in momenti così difficili- proseguono i Cristiani - vogliamo innanzitutto sottolineare due cose: la prima che Adria è una città bellissima e che merita di essere visitata e conosciuta, la seconda l’accoglienza straordinaria della sua gente. Proprio per questo, a nome dell’intera direzione del circo, degli artisti e del personale, con l’occasione vogliamo sentitamente ringraziare in primis Coop Adriatica sul cui terreno abbiamo installato la
clown. La tournée del Circo di Praga prevede sempre un alternarsi di grandi e piccoli centri per un motivo logistico. Infatti per gli spostamenti frequenti e la necessità degli spazi e dei permessi per gli animali, è preferibile affrontare brevi tragitti e cercare i luoghi dove si creano meno tensioni per il mantenimento degli stessi. Un circo di tradizione che ha saputo divertire.
nostra struttura, la grande disponibilità del direttore locale della stessa Gabriele Scapin, il sindaco Massimo Barbujani e l’intera amministrazione comunale, gli organi di stampa e soprattutto l’intera cittadinanza. Qui ci siamo trovati benissimo – concludono titolari del circo di Praga- veramente siamo rimasti molto colpiti perchè non ci aspettavamo così tanto calore e affetto da tutti. Lasciamo questa città con dispiacere e con la speranza, in futuro, di ritornare”. Ro. Ma.
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10 Adria Il caso Drastico ridimensionamento degli Intercity, ne spariscono ben tre
Uno schiaffo al Polesine Treni ancora tagliati di Elisa Dall’Aglio
I
l Polesine pronto a incassare un altro duro, durissimo colpo dal Governo centrale. A stretto giro di posta, dopo notizie di accorpamenti, tagli e chiusure, arriva anche la mazzata relativa ai servizi. Questione non secondaria, se si pensa che Adria, Rovigo e la Provincia costituiscono e hanno sempre costituito un vero e proprio crocevia tra il Nordest e il Centro Italia. Il nuovo spettro è un pesante taglio dei treni Intercity. Quei treni, cioè, che pur viaggiando veloci e facendo poche fermate, hanno ancora un prezzo abbordabile, ben lontano da quello delle Frecce o della cosiddetta alta velocità. Che magari ti porta ovunque in un baleno, ma che costa tanto. Tantissimo, in tempo di crisi. “Non è concesso perdere tempo. L’ipotesi che i collegamenti ferroviari vengano ulteriormente ridotti per una città come Rovigo è inaccettabile. Appena appresa la notizia della cancellazione di tre corse per quanto riguarda gli Intercity in transito per il Polesine sulla tratta TriesteRoma, mi sono attivato per interrogare urgentemente il Ministro dei Trasporti Graziano Del Rio”. E’ netta la posizione di Diego Crivellari, deputato polesano del Pd: altri tagli non sono sopportabili. Già negli anni passati il Polesine aveva subito un pesante ridimensionamento dei collegamenti ferroviari con le altre province vicine e le aree metropolitane. Ora Trenitalia ci riprova: nell’orario invernale sono sparite tre corse, tutte affidate a treni Intercity. “Sembra che nel prossimo
L’esperienza insegna: molto difficile la marcia indietro da parte di Trenitalia orario invernale di Trenitalia, in vigore dal prossimo 14 dicembre – ha continuato Crivellari – spariranno l’Intercity 585 che passa per Rovigo alle 10.22, il 595 nel pomeriggio e il notturno dell’1.19. La mancanza di questi tre collegamenti spingerebbe di fatto l’utenza verso l’uso esclusivo delle ‘Frecce’, treni con costi di fascia alta”. In parole povere, il viaggiatore sarebbe ulteriormente penalizzato. Crivellari si è immediatamente attivato con un cosiddetto “quesito ispettivo” inoltrato nella mattinata di martedì 6 ottobre al ministero dei Trasporti, per chiedere chiarezza sulla vicenda, ma anche tutela per un territorio, il Polesine, che su questo fronte ha già dato parecchio. “Una situazione così è inaccettabile - chiude Crivellari - non tralasciando che i servizi di collegamento su rotaia sia per il trasporto pubblico nazionale che locale
Il deputato del Pd Diego Crivellari si mobilita chiamando in causa il ministero: “Inaccettabile”
Intercity: le corse in Polesine saranno tagliate
E R B M E V O N I D E S E M L I O T T U PER T
svuota tutto
sono da tempo carenti e costantemente in riduzione, penalizzando città medio piccole per densità abitativa come Rovigo e territori particolari come il Polesine. Le mancate proroghe dei contratti di servizio che Trenitalia lamenta non possono essere usate per motivare decisioni così penalizzanti, ho chiesto al Ministro di verificare il motivo dalla riduzione dei treni intercity sulla tratta Trieste – Roma e di indicare quali iniziative intende intraprendere per il mantenimento di livelli accettabili di servizio e di percorrenza”. Resta da vedere quali saranno le risposte a questa mobilitazione. Purtroppo, non c’è molto da essere ottimisti: come emerso varie volte nel passato, anche recente, Trenitalia poche volte fa marcia indietro.
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Le proteste furono inutili
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ra il 2007 e la situazione era esattamente analoga a quella attuale: Trenitalia aveva appena comunicato un pesante ridimensionamento dei collegamenti ferroviari tra il Polesine e le maggiori aree metropolitane vicine. Tagli che immediatamente apparvero, anche al mondo della politica, trasversalmente, inaccettabili. Ci furono proteste, mobilitazioni, interrogazioni parlamento, con gli onorevoli della nostra provincia che fecero di tutto per cercare di evitare questo ridimensionamento delle corse giornaliere. Purtroppo, fu tutto inutile, dal momento che Trenitalia si dimostrò assolutamente irremovibile. Ora ci risiamo, esattamente otto anni dopo. Questa volta il taglio è di minore impatto, dal momento che si parla di tre corse giornaliere in Intercity, ma minaccia di avere un impatto maggiore sulle tasche dei viaggiatori, dal momento che quasi certamente avrà come effetto primario quello di spingere l’utenza verso le Frecce, convogli veloci ma con costi molto maggiori rispetto a quelli dell’Intercity. E. D. A.
Adria 11 Il caso L’accorpamento è certo, ma potrebbe non essere scontata la sede
Ulss unica, c’è chi la vuole ad Adria Dopo le prime dichiarazioni del sindaco, si accoda anche Simoni: trattative in corso di Martina Celegato
NEWS Dopo la bella visita
AVANTI TUTTA COL GEMELLAGGIO POLACCO!
F
a ancora discutere la riforma regionale per la sanità che senza dubbio nel Polesine ha colpito, e continuerà farlo, non di certo in maniera positiva. E’ indubbio infatti che il Polesine per sua natura e conformazione non possa essere paragonabile a nessuna delle altre province venete, situazione che rende ancora più sentite a livello di amministrazione locale e territorio le decisioni relative alla gestione e dislocazione fisica della sanità. Banalmente ciò che sarebbe comodo al Delta, ossia Adria, sarebbe scomodo per l’Alto Polesine, così come dislocare tutte le realtà sanitarie a Rovigo sarebbe poco funzionale per tutte le cittadine del Delta. Stando al Piano socio sanitario, che dovrebbe essere reso esecutivo entro dicembre, la sede amministrativa dovrebbe essere Rovigo, così come è la sede di molti altri servizi essendo il capoluogo, ma nelle scorse settimane proprio il sindaco di Adria aveva esternato il suo desiderio che la scelta virasse a favore di Adria, perlomeno per alcuni degli uffici se non proprio nella loro totalità. Una dichiarazione, quella di Barbujani, che ha suscitato non poche polemiche vista la situazione già confusionaria in cui si trova la sanità provinciale. Assodata questa situazione di fatto, che ormai è un dato acquisito da tutte le amministrazioni ma per la quale le soluzioni non ci sono in quanto la sede amministrativa delle Ulss dovrà essere accorpata, un’altra tematica emerge dalla riforma che viene
R L’assessore Federico Simoni sostiene il sindaco portata alla luce dall’assessore adriese Federico Simoni ossia la qualità del servizio che deve essere garantita attraverso la figura dell’attuale dirigente dell’unità adriese Pietro Girardi, premiato come miglior dirigente sanitario di tutto il Veneto. Un nome che potrebbe rappresentare quindi la garanzia per il mantenimento di un servizio eccellente in tutto il territorio. Sicuramente le discussioni e le perplessità legate alla riforma sanitaria e alla particolare situazione che si è andata generando in Polesine non sono destinate ad esaurirsi nelle prossime settimane anche in funzione del fatto che si tratta di un argomento che interessa tutte le amministrazioni a tutti i livelli e soprattutto tutte i partiti.
isale a poche settimane fa il viaggio del sindaco di Adria Massimo Barbujani in Polonia presso la città di Swidnica con la quale entro la fine del 2015 verrà ufficialmente avviato un gemellaggio. Una importante La Festa del raccolto possibilità che andrà a legare la città etrusca alla cittadina situata nell’area Sud Est della Polonia dove, durante il periodo in cui Barbujani ha fatto visita, si è celebrata la Festa del Raccolto. Una manifestazione che ha radunato non solo le autorità adriesi e polacche ma anche quelle di Lampertheim e Malgedem, rispettivamente cittadina tedesca e belga, già gemellate con Adria. La visita in Polonia, iniziata con la cena di accoglienza delle autorità, dove si sono potuti gustare numerosi piatti tipici della tradizione, ha coinvolto i partecipanti nella Festa del raccolto, il momento più importante di manifestazione popolare del luogo visto che si va a celebrare, attraverso una festa paesana nella quale si ritrovano tutte le tradizioni locali, la generosità della terra che ha fornito il grano. Ovviamente in tale occasione non sono mancati i prodotti tipici e gli oggetti artigianali realizzati a mano dagli abitanti del luogo. Curiosa è stata l’esibizione della delegazione adriese in un ballo che ha permesso di esibire un tricolore di ben 30 metri. Il gemellaggio, quindi, appare davvero ormai cosa fatta. Ma. Ce.
BORSE DI STUDIO ARRIVA IL BANDO
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’ stato reso noto da alcune settimane il nuovo bando per la borsa di studio intitolata allo scrittore “Luigi Groto” rivolta agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del comune di Adria suddiviso in quattro sezioni che andranno a premiare i vari livelli scolastici. Per ogni sezione del premio cambiano le modalità di partecipazione e il bando completo è consultabile presso la Biblioteca di Adria mentre li elaborati potranno essere presentati entro e non oltre il 4 dicembre presso l’ufficio Protocollo del Comune di Adria. Per le prime due sezioni del concorso, che andranno a coinvolgere dalla classe I alla V della scuola secondaria di primo grado è prevista la presentazione di un elaborato grafico delle dimensioni massime di 35x25 cm avente come argomento “Dalla biografia ai luoghi di Luigi Groto” che dovrà essere accompagnato anche da una didascalia descrittiva. Le altre due sezioni del premio andranno a coinvolgere gli studenti, che in questo caso dovranno partecipare esclusivamente in modalità singola, prevedono la realizzazione di un elaborato dattiloscritto di massimo 4 cartelle contenente un saggio inerente a due poesie o due lettere a scelta di Luigi Groto per la sezione dedicata alle classi I e II della scuola secondaria di secondo grado o un saggio su un’opera di Luigi Groto a scelta tra: un’opera teatrale, tre poesie, tre lettere, un’orazione. Ogni studente, o gruppo per le prime due sezioni, potrà partecipare con un solo elaborato che non dovrà essere firmato né
Intitolate allo scrittore adriese Luigi Groto, ecco come fare per provarci contenere alcun segno di identificazione. Dovrà riportare solamente il titolo del tema svolto (es. per la sezione III “Commento alle poesie …”) e dovrà essere inserito in una busta chiusa riportante anch’essa esclusivamente la dicitura: Borsa di studio Luigi Groto anno 2015 – Sezione prima/seconda/terza/ quarta”. La busta dovrà essere accompagnata dall’istanza di partecipazione debitamente sottoscritta, nel caso di studenti minorenni dal genitore o dall’esercente la potestà genitoriale Ma. Ce. sul minore.
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12 Adria La cerimonia Intitolazione a Ca’ Emo a un anno dalla tragedia della Coimpo
Una piazza, perché non succeda mai più L’allerta dei sindacati: “In un periodo di crisi il rischio è che a pagare siano i lavoratori”
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di Elisa Dall’Aglio
Nella Grotta santuario
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a’ Emo, Adria e tutto il Polesine si sono stretti ai familiari delle quattro vittime della più devastante tragedia del lavoro della storia recente del Polesine. Era il 19 settembre, quasi un anno dopo quel 22 settembre 2014, quando tutto accadde pochi minuti dopo le 9 del mattino. Alla ditta Coimpo di Ca’ Emo (Adria), specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, si consumava il dramma. Quattro vittime strappate alla vita in un tempo di istanti. Tre dipendenti di Coimpo, Nicolò Bellato, 28 anni, Marco Berti, 47 anni e Paolo Valesella, 53 anni, e un autotrasportatore, Giuseppe Baldan, 48, di Campolongo Maggiore. Quest’ultimo aveva appena condotto in azienda una autocisterna piena di acido solforico, che era in corso di sversamento in una vasca di fanghi residuo di depurazione. A quanto appurato nel corso delle indagini, è durante questa operazione che si sarebbe prodotta la nube di gas tossico che ha ucciso le quattro persone. I soccorsi
Era il 22 settembre 2014 non poterono nulla. Nella serata di sabato 19 settembre il Polesine ha voluto ricordare quelle quattro vittime, con una doppia cerimonia. Alle 18.30 la messa in ricordo di quattro lavoratori deceduti, officiata nella chiesa di Ca’ Emo dal parroco e da Mons. Furini da Adria. Un momento intenso, nel corso del quale familiari e parenti dei quattro deceduti hanno ricordato loro e il loro sacrificio. Le cerimonia si è poi spostata in piazza a Ca’ Emo, dove è stata scoperta una targa, nell’ambito dell’intitolazione della
piazza stessa alle Vittime del lavoro. Tra le autorità presenti, i tre parlamentari polesani (Diego Crivellari del Pd, Emanuela Munerato per Fare e Bartolomeo Amidei per Forza Italia), una delegazione di sindaci con in testa il sindaco di Adria Massimo Barbujani. Particolarmente nutrita la schiera delle rappresentanze sindacali, che hanno lanciato un appello per la necessità di tutele nel mondo del lavoro. “Tanto più il lavoro è destrutturato - spiega Fulvio Dal Zio, segretario generale per il Polesine del sindacato Cgil - quanto più crescono gli incidenti in numero e gravità. Tra il 2012 e il 2014 in Polesine si sono registrati 13 decessi sul lavoro, cui se ne sommano altri 5 in questa parte di 2015. La cultura della sicurezza e del lavoro buono deve entrare anche nelle teste degli imprenditori, tra i quali molti paiono convinti che l’unica via per stare sul mercato sia quella di comprimere i costi a scapito di tutto. E le attività di controllo congiunte tra forze dell’ordine ed enti preposti alla prevenzione, anche negli ultimi giorni, continuano a fare emergere situazioni gravi”.
DOPPIA CELEBRAZIONE IN CATTEDRALE
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i sono tenute lo scorso 27 settembre le due celebrazioni che hanno reso omaggio alla Beata Vergine di Lourdes tenutesi presso la Grotta Santuario che si trova di fianco alla Cattedrale, in quella che un tempo era l’area dedicata al cimitero cittadino. Le due cerimonie si sono tenute dopo le celebrazioni dell’eucarestia delle ore 9.15 e 18.30 e hanno dato modo ai fedeli di ripercorrere la storia delle grotte, così indissolubilmente legata al territorio e alla pura fede mariana. La Grotta Santuario è stata inaugurata nel 1925 ma già dal febbraio 1924 moltissimi erano i fedeli he si radunavano davanti all’immagine della Madonna scolpita su marmo di Carrara collocata temporaneamente all’interno della Cattedrale in attesa che i lavori del santuario fossero conclusi. L’opera, che riproduce nelle dimensioni e nell’estetica il centro di pellegrinaggio di Lourdes, fu fortemente voluta dall’allora giovane cappellano monsignor Giuseppe Prearo che, in partenza per la guerra, si ripromise di costruire un Santuario dedicato alla Vergine alla fine del Conflitto. Il santuario grazie alle donazioni dei fedeli e al credito dell’impresa costruttrice venne realizzato entro i tempi previsti diventando una delle mete più frequentate dai fedeli della città etrusca. Ma. Ce.
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IL MONDO CI HA RICONOSCIUTO
ORA FACCIAMOCI
RICONOSCERE DAL MONDO!
AREA DEL DELTA DEL PO riconosciuta a Riserva della Biosfera del Programma MAB dell’UNESCO è supportato dalla FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO di Padova e Rovigo.
ph Daniele Soncin
Che cosa può comportare, in definitiva, il riconoscimento? La Riserva della Biosfera non va considerata come un progetto a tempo limitato, bensì un’operazione di lungo termine. La partecipazione alla rete mondiale (network) delle riserve consente una valida possibilità di scambio di conoscenze, di buone pratiche, di strumenti gestionali nonché l’accesso a progetti, programmi e fondi internazionali appositamente dedicati ad affrontare problematiche legate allo sviluppo; tra le quali i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e la rapida urbanizzazione.
Il riconoscimento di “Riserva della Biosfera”, per esplicita dichiarazione dell’UNESCO, non implica alcun vincolo giuridico ulteriore, ma va inteso come occasione per affrontare e risolvere, con la partecipazione della popolazione, i problemi locali ed i relativi possibili conflitti in una dimensione globale. Inoltre, il riconoscimento non va inteso come l’assegnazione di un “logo”, bensì come assunzione di responsabilità e scommessa del territorio a ideare, sperimentare e sviluppare buone pratiche da estendere anche all’esterno. Progetto Regionale Turismo slow nelle aree protette a Parco
Adria 15 Ulss 19 Parte il progetto che unisce il dipartimento di Salute mentale alla prevenzione
Vivere meglio? Possono davvero tutti Una serie di quattro incontri per fare in modo che un migliore stile di vita sia possibile a ognuno di Martina Celegato
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l Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 19 senza dubbio rappresenta una delle eccellenze del territorio in particolar modo per quanto riguarda tutte le attività di prevenzione legate a problematiche sociali e sanitario e l’avvio di progetti pilota che contraddistinguono l’attività complessiva dell’azienda sanitaria dislocata sul territorio. Una delle ultime iniziative riguarda a promozione di uno stile di vita sano, che si ripercuote inevitabilmente sulle condizioni di salute e di conseguenza sulle prestazioni socio sanitarie. “Sono ben noti gli effetti preventivi degli stili di vita sani sulle condizioni di salute - spiegano i Prevenzione per un corretto stile di vita vertici dell’azienda sanitaria - Si stima che in Italia dalle persone con patologia psichiatrica. Gli studi educazione alla salute nella popolazione di utenti i decessi attribuibili all’inattività fisica siano pari al epidemiologici che hanno investigato mortalità e del Dsm, offendo loro l’opportunità di conoscere 5% circa della mortalità totale e che si perdano salute fisica dei pazienti con disturbo psichiatrico ed integrare esperienze di cura che travalicano i il 3,1% degli anni di vita in cui si gode di buona hanno evidenziato un tasso di mortalità da 2 a 3 confini del Dsm. Il progetto pilota prevede l’effettuazione di 4 volte maggiore rispetto alla salute. Lo stato nutrizionale popolazione generale e un incontri a cadenza quindicinale, rivolti agli utenti inoltre contribuisce alla qualità “Costante tasso di prevalenza molto del Dsm ed aventi come focus la promozione di della vita di ogni individuo e l’impegno più elevato di malattie corretti stili di vita cominciato lo scorso settembre e l’alimentazione costituisce un dell’azienda rilevante fattore di rischio o sanitaria del croniche e di fattori di rischio che si protrarrà per due mesi. ad esse correlati.” Gli incontri saranno condotti dalla dottoressa di protezione per numerose Basso Polesine” Alla luce di queste Cibin affiancata da un operatore del Centro di patologie. La combinazione tra soprappeso e sedentarietà è responsabile del 59% evidenze il Dipartimento di salute mentale, in salute mentale e saranno fortemente caratterizzati collaborazione con il Dipartimento di prevenzione, da esperienzialità, interattività, informalità e delle morti premature da cause cardiovascolari”. “Uno dei gruppi di popolazione a maggior ha inteso a strutturare un percorso di promozione condivisione, e lavoreranno sullo sviluppo di tutte rischio - prosegue la nota - è sicuramente costituito di corretti stili di vita, igiene alimentare e di le funzioni sensoriali.
TUTELA DEL TERRITORIO Prosegue la battaglia di Trombini per difendere la nostra specificità
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’ partita lo scorso 28 settembre la disposizione redatta dal presidente della Provincia Marco Trombini per richiedere che venga riconosciuta “la specificità della Provincia di Rovigo” nel disegno di legge della Regione sul riordino delle funzioni amministrative provinciali. La disposizione è indirizzata al presidente dell’Unione province venete Leonardo Muraro e fa riferimento alle osservazioni già presentate da Trombini presso l’incontro dell’Upi nella quale lo stesso presidente ribadisce “La necessità che in sede di Osservatorio regionale, la redigenda legge sul riordino delle funzioni amministrative provinciali contenga una disposizione che attivi l’iter di modifica dello Statuto regionale per il riconoscimento della specificità della Provincia di Rovigo. Nella nota si fa presente che già il 24 settembre del 2012 il Consiglio provinciale in occasione della richiesta di mantenimento della Provincia di Rovigo, in deroga alla legge 135/2012, evidenziava tutti gli aspetti che “connotano la specificità della provincia”. “In particolare - sottolinea Trombini - il territorio polesano, compreso tra i due più grandi fiumi d’Italia, l’Adige a Nord ed il Po con le sue diramazioni terminali a sud, il Fissero-Tartato-Canalbianco e il Po di Levante che lo percorrono trasversalmente, presenta un’intricata rete idrografica di canali di bonifica con una zona deltizia di circa 180 Kmq di superfici vallive e lagunari. Nel loro complesso i fiumi, i canali e le aree paludose e lagunari costituiscono il 10% del territorio provinciale”.
NEWS E’ Dario Rizzato
DEBUTTO ALLA GRANDE ALL’EXPO PER IL NUMERO UNO COLDIRETTI
Un’opera profonda e dettagliata
L’EX SINDACO LODO HA PRESENTATO IL SUO LIBRO DEDICATO ALLA CITTA’
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a avuto come primo impegno ufficiale la partecipazione alla Giornata nazionale dell’agricoltura che Coldiretti ha organizzato ad Expo lo scorso 15 settembre Dario Rizzato, il nuovo segretario Coldiretti della zona di Adria. Un inizio con il botto per Rizzato che prima ricopriva il ruolo di responsabile di sportello Caaf/ capozona negli uffici delle zone di Badia e Lendinara e che ora si trova alla guida della segreteria di zona, l’istituzione espressione diretta della Confederazione Coldiretti che dialoga con i soci locali. La zona di Adria comprende i territori di cinque comuni polesani: Adria, Corbola, Loreo, Pettorazza Grimani e Papozze con una superficie agricola coltivata si aggira sui 9000 ettari e raccoglie circa un migliaio di imprese agricole associate. Il comprensorio è l’ultima enclave polesana degli allevamenti di bovini da latte e da carne: qui infatti si trovano le più grandi stalle della provincia che resistono alla crisi zootecnica. “Sono contento di questa nuova opportunità di crescita professionale e di confronto con nuove realtà territoriali e sociali - ha commentato il segretario Dario Rizzato a proposito della sua nomina - ed è stato emozionante partecipare con 400 soci della nostra provincia all’assemblea nazionale ad Expo. E’ stato un momento importante per tutta l’organizzazione Coldiretti perché siamo stati riconosciuti ufficialmente dalla politica come un interlocutore autorevole, che propone e non solo protesta. Questo è il ruolo che sentiamo nostro come forza sociale”. Ma. Ce.
Quattro appuntamenti
TORNA LA RASSEGNA DEL CINEMA DEDICATA AI GRANDI ANNI NOVANTA
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’ stato presentato dallo stesso autore, nonché ex sindaco di Adria, lo scorso 14 settembre alle ore 17.30 presso la piazzetta Casellati il libro “Adria, cuore antico del Polesine” di Antonio Lodo. Un volume interamente dedicato alla storia della città etrusca, alla sua importante influenza storica e culturale nello sviluppo economico e non solo si tutta l’area del nord est e al suo essere una sorta di “culla” del Polesine. Un vero e proprio volume che celebra la gloria della città scritto ed elaborato da uno dei suoi cittadini più illustri che ne ha guidato la vita economica e amministrativa fino al 2009. Profondo conoscitore della storia e di tutte le sfaccettature della città, Antonio lodo ha messo nero su bianco secoli di storia della città etrusca, tracciandone l’intenso percorso fra fasti e cadute con successive risalite. Un libro utile a suo modo non per rimpiangere l’antica gloria, che ormai rappresenta parte dei fasti della storia, ma per tracciare il quadro storico geografico all’interno del quale va ad inserirsi la complessità della revisione della struttura di un territorio così complesso come quello del Polesine. Una traccia per le nuove generazioni e un ritrovo per quelle che vogliono approfondire la storia della città accompagnate da alcune delle cartoline della collezione di Alessio Crepaldi. Ma. Ce.
’ cominciata giovedì 1 ottobre la rassegna cinematografica organizzata presso il Circolo Arci Mediterraneo in collaborazione con il Circolo del Cinema di Adria dedicata ai film degli anni ’90 ambientati e realizzati in Italia. Quattro film che hanno raccontato la storia di una generazione e che sono entrati a far parte della personalità di chi li ha vissuti al meglio e dedicati “a chi allora faceva le scuole superiori, l’università, doveva fare il militare o invece sceglieva di fare l’obbiettore, ascoltava i Clash, faceva l’interrail o cercava un lavoro più o meno precario”. Come si legge nella presentazione della rassegna stessa. E per rimanere ancora di più negli anni ’90 i film verranno visualizzati in videocassetta, un mood che saprà suscitare non poca nostalgia. La rassegna includerà quattro pellicole iconiche dell’epoca ossia Ovosodo di Virzì del 1997 (1 ottobre), Tutti giù per terra di Ferrario del 1997 (8 ottobre), Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Negroni del 1996 (15 ottobre) e La guerra degli Antò di Milani del 1999 (22 ottobre). Come in tutte le rassegne ogni proiezione sarà accompagnata da un commento a riguardo del film che si andrà a vedere che, considerate le tematiche, sicuramente susciterà moltissime e coinvolte reazioni da chi quelle epoche e quelle emozioni le ha vissute in prima persona. Un’ottima occasione per rivedere film che sembrano molto vicini per chi li ha “vissuti” ma che in realtà possono fornire uno spaccato molto realistico degli anni ’90. Ma. Ce.
16 Bottrighe La tradizione Tornano i “butrigan nel mondo”: tanta emozione e commozione
Il paese riabbraccia i suoi figli emigrati di Roberto Marangoni
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ttrighe riabbraccia i suoi figli ed in centodieci si ritrovano. Una sessantina sono giunti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Toscana per “A vegno a cà” ovvero il 2° Raduno dei “Butrigan nel mondo”. Due giorni molto intensi per gli emigrati bottrighesi accolti affettuosamente nella loro terra natale. L’iniziativa ha avuto un grande successo, ritrovandosi con gioia nel ricordare, tra abbracci e commozioni, i tanti momenti insieme trascorsi a Bottrighe. Molti di loro si sono incontrati con vecchi compagni di classe che non vedevano da tantissimi anni, immancabile la passeggiata lungo gli indimenticabili argini del grande fiume. Particolarmente commovente l’incontro tra Raoul Gregnanin di Settimo Torinese, già redattore capo di Tutto Sport che tornava a Bottrighe dopo quasi cinquant’anni e Cesarino Del Ross, oggi novantaduenne, suo maestro elementare. Nella giornata di pre-festa ufficiale si sono incontrati gli emigrati provenienti da più lontano, con appuntamento dinnanzi alla sala polivalente “Loris Cominato”, per tutti le “ex scuole rosse”. Poi l’aperitivo nella “queva” messa a disposizione del Gruppo Sportivo e l’ottima cena a base di pesce preparata grazie anche alla collaborazione delle sapienti mani di Giuliano Romanin, Wilmer Andreotti e Natalino Crepaldi. Qui, il poeta-scrittore Lino Veronese, attualmente residente a Rosolina, è stato nominato ufficialmente presidente dei “Butrigan nel Mondo” per mano
Un ex alunno ha incontrato il suo maestro, oggi dell’età di ben 92 anni di Antonio Boni con una medaglia che raffigura l’angelo di Bottrighe. Una serata di “Amarcord” con la proiezioni di vecchie immagini ed i momenti passati seguiti dalla lettura di alcuni passi del nuovo libro sulla storia di Bottrighe, di prossima stampa, di Nerino Albieri, appassionato storico e ricercatore locale. Il giorno seguente, nell’affollata chiesa di San Francesco, si è svolta la messa dell’emigrante celebrata dal parroco don Antonio Cappato e commentata da appropriati canti del locale gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia”, gruppo che sul sagrato della chiesa ha poi intonato l’inno “Oh Bottrighe!”. Il sindaco Massimo Barbujani ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, sottolineando l’importanza ed i legami con gli emigrati, facendo riferimenti altresì alla preziosa attività dell’associazione
Sono arrivati in un centinaio e ci sono stati momenti davvero molto, molto toccanti
Foto di gruppo per alcuni dei tanti partecipanti
Il sindaco Massimo Barbujani ha portato i saluti della amministrazione cittadina
oltre zie ti o n 0 0 12.0 na: o z a u t della PIÙ O I V I H L’ARC IO DEL AMP TO! VENE
“Polesani nel mondo”. Dopo la visita alla scuola materna e al parco “1° Maggio”, la comitiva ha festeggiato con una conviviale all’Hotel Caponord nell’isola di Albarella. Qui, tra brindisi e canti dei Bontemponi, è seguito il saluto di Nicola Gennari, delegato locale del sindaco e la consegna agli ospiti da parte degli organizzatori di una veduta fotografica aerea di Bottrighe su pergamena, un fascicolo di memorie scritto da Lino Veronese ed una pubblicazione su San Francesco, co-patrono di Bottrighe, offerto dal parroco di Bottrighe.
NEWS Prime nozze celebrate
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nche a Bottrighe ci si può ora sposare con rito civile. Così Andrea Cisotto e Stefania Lucchiari sono stati i primi, dopo tantissimi anni, a farsi sposare civilmente nella sala polivalente “Loris Cominato” dal primo cittadino Massimo Barbujani. Con delibera di giunta l’edificio è infatti diventato “casa comunale” e potrà sempre essere utilizzato anche per questo scopo con un modesto costo di affitto di cinquanta euro. “Molto presto anche altri edifici siti negli altri paesi dell’interland adriese potrebbero ottenere la medesima dignità” come affermato dall’assessore Giovanni Battista Zennaro. Già ad Adria ci si può sposare nella sala consigliare o nella casa della cultura “Marino Marin”, da poco restaurata. La sala polivalente di Bottrighe, ex scuole Rosse, restaurata negli anni novanta, è altresì utilizzata per riunioni, convegni e spettacoli. Nel piano superiore ci sono uffici utilizzati dalle associazioni del luogo, ed ora, nel capiente piano terra, ci si potrà anche sposare, così come hanno fatto i nei coniugi Cisotto. Ro. Ma.
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18 Bottrighe Il caso L’incasso delle iniziative di Ferragosto ha reso possibile la sistemazione
L’eroe ringrazia il volontariato
La sfida del “Dragonfly”
APERTO UN NUOVO LOCALE GRAZIE A IVANO E PAOLA
Il monumento a Maddalena ha urgente bisogno di pulitura e trattamento: associazioni del paese e privati in campo di Roberto Marangoni
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e iniziative ferragostane sono state un successo per spese saranno da loro sostenute. Questa volta il restauro sarà l’associazione Ricreativa Bottrighese, tanto che gli molto più impegnativo ed i risultati dovrebbero vedersi nel utili, unendo l’aiuto economico del gruppo folkloristico tempo. Lo merita Umberto Maddalena, eroe mondiale ed “Bontemponi & Simpatica Compagnia” e di Giuliano Girotto titolare delle officine meccaniche Gi.Bo, saranno impegnati indimenticabile aviatore, tra i più grandi della storia di tutti per il restauro del monumento marmoreo dedicato al i tempi, che era nato a Bottrighe il 14 dicembre 1894. Fu concittadino comandante Umberto Maddalena. Già nel 2010 l’ufficiale più decorato d’Italia: medaglia d’oro al valore la statua, mal ridotta a causa del naturale degrado del tempo, aeronautico, tre medaglie d’argento, due di bronzo, due a seguito di segnalazioni di cittadini, era stata sottoposta dal croci al valore militare ed una medaglia d’argento di lunga navigazione aerea. Comune ad una semplice operazione Il 1 Giugno del 1928 partì alla volta di lavaggio che risultò incompleta. Un primo intervento dell’Antartide, alla ricerca degli sperduti Ci pensarono allora alcuni era stato eseguito del dirigibile “Italia”. Con lui il secondo amici, grazie all’interessamento del anni fa ma non pilota Cagna, il telegrafista Marsano commendatore Gino Navicella. Con si era rivelato ed il motorista Rampini. Dopo voli il consenso del comune e a proprie risolutivo pericolosissimi sui ghiacciai, il 20 Giugno spese, effettuarono con l’ausilio di una ditta, un’accurata pulizia delle parti annerite utilizzando scopre la tenda rossa e portò i primi soccorsi ai superstiti. Qui un liquido detergente e l’applicazione di olio idrorepellente Maddalena divenne eroe mondiale. Troverà la morte, pare, per garantirne la buona conservazione. Un’operazione a causa di un banale incidente di volo, nel cielo di Marina di da effettuarsi almeno ogni due anni, cosa che però più Pisa, il 19 Marzo 1931. Per l’intrepido aviatore si parla da nessuno ha fatto. Il monumento è nuovamente in cattive anni di istituire un museo a Bottrighe, ma nonostante i buoni condizioni e le risorse per sistemarlo arriveranno ancora principi, su ciò ancora tutto tace. Intanto, perlomeno la sua dal volontariato. Così Aribò, Bontemponi e Gi.bo. hanno stata sarà sistemata, questa volta si spera per un lasso di presentato all’amministrazione comunale un progetto le cui tempo superiore al precedente. Grazie al volontariato.
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Serve un restauro alla statua del grandissimo aviatore
ecentemente, a seguito del cambio di gestione, l’edificio di via Dante Alighieri, un tempo circolo Acli della parrocchia di Bottrighe, oltre al completo rinnovo dei locali e delle strutture, ha pure un nuovo nome: Dragonfly. Ivano Mantovani e Paola Leccioli, entrambi bottrighesi, sono i nuovi gestori del locale. Dopo aver curato il restyling interno, la nuova gestione ha ultimato anche il restauro del giardino retrostante la struttura che sarà adibito a luogo di festa e ricreazione. Si susseguono infatti momenti di svago con serate musicali e di intrattenimento dedicate ad ogni età, ma “Soprattutto riservate ai giovani - dicono Ivano e Paola - affinchè rimangano in paese”. Qui spesso si canta con il karaoke e tante altre iniziative. Grande è stata la soddisfazione per la doppia visita al locale da parte di due noti artisti. Sia il cabarettista-attore Max Cavallari dei Fichi d’India, sia la barzelettiera de “La sai l’ultima” Giusy Zenere hanno visitato il Ro. Ma. Dragonfly.
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i è rinnovato l’annuale appuntamento dei coscritti di Bottrighe del 1955, che giusto per festeggiare altresì il loro sessantesimo compleanno, hanno scelto Parma. I trentatrè partecipanti coscritti sono partiti di buon mattino con un pullman, a seguito di famigliari, hanno raggiunto la splendida città rinascimentale, sede tra l’altro del Ris e dell’Autorità di Sicurezza Alimentare Europea, sostando davanti al palazzo del governatore di Parma. In uno dei più rinomati ristoranti locali si è poi svolta la conviviale. E così sulla scia dei ricordi si è rinnovato l’annuale e divertente appuntamento LE TRE S-CIOPTA’
concluso, al ritorno, presso l’abitazione di Umberto Secchieri, festeggiando così il suo imminente addio al celibato. Secchieri, molto noto in paese e nell’interland, dottore commercialista, ideatore della serie di manifestazioni di successo denominate “Progetto Bottrighe 83”, presente nelle manifestazioni carnevalesche e del Gruppo Anonimo, già presidente dell’allora consulta frazionale, giorni dopo ha coronato il suo sogno d’amore con Luigina Medea, anch’essa dottore commercialista. Matrimonio celebrato nella locale chiesa di San Francesco e che ha visto la partecipazione di ben 370 invitati.
di Roberto Marangoni
• La dona l’è cmè nà balansa clà pende dà la parte chè più la riseve • Bò lungo e cavalo curto • Acqua torbia no la fa spècio
1 Cultura provinciale ROCultura provinciale 23 Teatro Cartellone ridotto all’osso, la crisi non lascia scampo a nessuno
Al Sociale, stagione in tono minore di Melania Ruggini
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a duecentesima stagione lirica e di balletto del Teatro Sociale di Rovigo, che parte il 23 ottobre, sarà ricordata per la netta riduzione del cartellone. Tutta colpa della crisi che ha prodotto i pesanti tagli alla cultura e come sempre anche il teatro ne viene investito. Ne risulta una programmazione povera, che vede quattro appuntamenti con la lirica, Aida, Norma, Madama Butterfly e Simon Boccanegra, otto per il Teatroragazzi, tre con la danza. Il piano finanziario ne è la riprova, con 916mila euro, ai quali vanno aggiunti i finanziamenti degli sponsor Cassa di risparmio del Veneto e Guerrato, cifre esigue se si confrontano con i 2,5 milioni di qualche anno fa. Non sono solo le difficoltà economiche a mettere in crisi il mondo del teatro rodigino, al quale si aggiungono infatti i problemi tecnici per l’agibilità del teatro Sociale. Come si apprende dall’assessore alla cultura Andrea Donzelli, per l’utilizzo il sindaco rilascerà un permesso di agibilità temporaneo e non definitivo. La prima spetta all’Aida di Verdi nella regia e allestimento che Franco Zeffirelli produsse per il piccolo teatro di Busseto nei primi anni del
LA MOSTRA DI VENEZIA APPLAUDE
D 2000; sarà Sefano Trespidi a riproporne le scene. Secondo appuntamento il 18 e il 20 dicembre con Norma di Vincenzo Bellini; a dirigerla Tiziano Severini. Toccherà poi a Madama Butterfly, fissata per il 23 e il 24 gennaio, interpretata da Maria Luigia Borsi per la regia di Sandro Pasqualetto e per la direzione di Valerio Galli. La stagione si chiuderà ad aprile, il 29 e il 30, con Simon Boccanegra, l’unica produzione coordinata dal teatro rodigino, con cantanti del calibro di Stefano Antonucci, Valeria Sepe e Roberto Scandiuzzi. Gli spettacoli di danza, a cura di Claudio Ronda, iniziano il 15 e 16
Secondo appuntamento con l’iniziativa di Arci
UN PROGETTO DEDICATO AL SECOLO BREVE
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er cambiare il futuro è necessario conoscere il passato; anche la storia più recente ha un valore che merita di essere compreso nelle sue sfaccettature per essere declinato al futuro. E’ questo uno dei principali obiettivi del progetto “Novecento passato prossimo – Morti e resurrezioni” promosso dall’Arci in collaborazione con l’Accademia dei Concordi e l’Archivio di Stato, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e diversi sponsor tra i quali Enel, Berto’s, Fulvia Tour e Edil Mebas, ed il patrocinio della Provincia di Rovigo. Un’iniziativa che è stata ideata già nel 2013 ed è giunta al secondo anno di vita, dopo i tanti eventi che l’hanno caratterizzata nel 2015: qualcosa come 70 incontri, a cui faranno seguito altri 90 incontri, oltre alle mostre, programmati per il 2016. Il progetto si snoda in una trentina di Comuni, coinvolgendo non solo il Polesine ma anche la bassa padovana e il comune di Cavarzere. Come spiega il presidente dell’Arci, Lino Pietro Callegarin, il progetto nasce dall’esigenza di cogliere le memorie, idee e conoscenze del secolo appena trascorso, in tanti suoi fenomeni e svolgimenti, attraverso eventi, esperienze, vicende, personaggi, in campo culturale, sociale e civile. Il progetto, che gli organizzatori definiscono “aperto”, vuole richiamare e riconsiderare il ‘900 polesano in tanti momenti ed espressioni della sua vita collettiva e si struttura attraver-
L’opera di Ferdinando De Laurentis
so conferenze, lezioni, proiezioni, spazi multimediali, mostre, rappresentazioni sceniche, esecuzioni musicali, momenti di partecipazione e dialogo attivo dei partecipanti stessi. Che cosa è stato il Novecento, quali le memorie, le idee, le conoscenze che portiamo con noi, quali gli eventi significativi, sono alcuni degli interrogativi che il ciclo di appuntamenti, in programma nelle varie sedi coinvolte, come l’Accademia dei Concordi, le sale civiche, cercherà di chiarire. “Oggetto degli incontri – spiegano il presidente dell’Arci e Antonio Lodo, coordinatore del progetto – sono i risultati nei più importanti ambiti, le eredità scientifiche e filosofiche che orientano le nostre scelte, gli eventi significativi nelle diverse forme, pensiamo all’arte o alla musica, con un’attenzione anche all’evoluzione Me. Ru. della società polesana”.
novembre con la prima nazionale di A cuore aperto, prodotta dalla compagnia rodigina Fabula Saltica, liberamente ispirata ai sonetti di Shakespeare, con musiche originali di Paolo Zambelli suonate dal vivo dai Giovani archi veneti, per la regia di Alessio Pizzech e coreografie dello stesso Ronda. L’8 dicembre vanno in scena classico e contemporaneo, ossia la tradizione sulle punte con Coppelia e la coreografia moderna con La stravaganza, a cura del corpo di ballo del teatro dell’opera di Tirana. Il lago dei cigni chiuderà la rassegna con il corpo di ballo La Russian State Ballet.
opo il successo del lungometraggio “L’ultimo giorno dello scorpione” e del film “Come mirano giusto costoro”, coprodotto dal Tpo con Polesine Film Commission e con il Comune di Occhiobello, alla 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia trionfa “Ce la possiamo fare” di Ferdinando De Laurentis, realizzato nell’ambito della campagna “Siamo tutti diversamente abili perché ognuno di noi possiede qualità diverse dagli altri”. Come spiega il regista rodigino la partecipazione a Venezia è stata preparata in modo accurato già dall’estate scorsa, raccogliendone i frutti grazie all’avvio di contatti concreti con case di produzione, con le quali sta iniziando un sodalizio importante. L’alta qualità dei lavori del gruppo di Occhiobello è stata sottolineata su più fronti alla mostra del Cinema, anche da parte del numeroso pubblico. “Il Tpo, insieme alla Polesine Film Commission, ha portato idee nuove e con temi legati al territorio su cui opera, cioè il Polesine”, ha commentato l’architetto Roberto Pescarollo. E a proposito delle critiche di un professore universitario che si era opposto alla realizzazione dell’opera, inversamente giudicata un po’ da tutti un capolavoro alla Mostra del cinema di Venezia, il presidente del Tpo Roberto Chianura ha dichiarato: “Ognuno ha la propria opinione, ma noi abbiamo creduto in quello che stavamo facendo, portando in porto ciò che ci eravamo proposti di fare”. Me. Ru.
Adria Il 3 ottobre l’inaugurazione ufficiale dell’esposizione
Il tesoro della Cattedrale ora ha un museo tutto suo I
l nuovo museo della Cattedrale di Adria è stato ufficialmente inaugurato il 3 ottobre, alle 10,30 con la benedizione del vescovo Lucio Soravito de Franceschi. Situato nei locali annessi alla Chiesa di San Giovanni con entrata da piazzetta Campanile, ha lo scopo di presentare al pubblico una documentazione preziosa della storia di fede della Cattedrale, costituita da materiali lapidei, suppellettili e arredi liturgici. Se certa non è la data di fondazione della diocesi di Adria, che la tradizione affida a Sant’Apollinare vescovo di Ravenna sul finire del II secolo, indubbia é l’importanza di questa nel contesto storico-culturale del Veneto e centrale è il ruolo della chiesa cattedrale, oggetto nei secoli di molteplici trasformazioni e adattamenti. “E’ la realizzazione di un sogno, il compimento di un progetto partito nove anni fa e oggi porta a dar vita al Museo della Cattedrale”, ha commentato l’arciprete monsignor Mario Furini. A curare il progetto: Nicola Azzi, progettista e direttore dei lavori, John Volpato e Sebastiano Trevisan con la ditta Marcelloeventi Srl per la progettazione e lo sviluppo dell’allestimento e degli spazi multimediali, Aldo Rondina per il supporto al comitato scientifico. Merito della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e
La presentazione del museo della Cattedrale Rovigo la realizzazione del progetto, che ha generosamente finanziato l’opera. Ambienti che il tempo aveva trasformato in depositi avranno una nuova visibilità e un nuovo ruolo, la cui funzione sarà di arricchire i contenuti ora sono aperti al pubblico. Il percorso procede verso lo spazio che raccorda il fondo della chiesa con la cattedrale. Un grande volume fatto di mattoni faccia vista, che permette di scoprire la struttura dell’edificio dal livello del piano terra fino alla sua copertura. Nell’affrontare l’allestimento, si è voluto costruire un spazio in cui questa storia fosse finalmente
accessibile, consentendo al visitatore di ricostruire le vicende nel loro luogo naturale e creare il giusto ambiente, perché il tesoro della cattedrale, non troppo differente dalle altre collezioni di oggetti sacri di analoga provenienza, trovasse un modo efficace di farsi conoscere senza apparire soltanto uno sfoggio di argenteria. Il museo è stato concepito come qualcosa di coinvolgente, sentimentale, istruttivo ed educativo, un’esposizione viva con la quale il visitatore può interagire. Infatti sono stai allestiti diversi sistemi tecnologici. Me. Ru.
SportSport provinciale Delta 25 3 Calcio Il campionato inizia alla grande per i ragazzi di mister Augusti
Per il Porto Viro, buona la Prima! di Riccardo Pavanello
TENNIS
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a vittoria della Coppa Veneto porta benefici. Eccome se li porta. A Porto Viro ne sanno qualcosa perché dopo il secondo posto in Seconda e la vittoria del trofeo regionale, la società è salita comunque in Prima. Questo il premio che la Figc conferisce alla vincente. Ed è per questo che la squadra blu royal disputa la Prima categoria quest’anno. In estate la società del presidente Franco Bresciani ha deciso di non confermare il tecnico della promozione Roberto Zaia, puntando su un navigato timoniere come Pino Augusti (ex Loreo e Adriese fra le altre). La squadra è rimasta quella. In attacco è arrivato Alessandro Sabatini, attaccante chioggiotto che l’anno scorso ha fatto vedere i sorci verdi alle difese avversarie con la maglia dello Scardovari, sempre in Prima. Il Porto Viro, spinto anche da un pubblico caloroso e di altra categoria, ha già staccato il pass per i 16esimi di coppa Veneto di Prima ed è già in testa al campionato. Sintomo che il potenziale per andare diretti in Promozione c’è e la società ha lavorato bene fin dallo scorso anno. Nel girone 32 del trofeo, capitan Bresciani e compagni sono riusciti a sbarazzarsi di Scardovari, Papozze e infine
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L’allenatore Pino Augusti della Tagliolese. Prima un 2-1 con i Pescatori, poi il 4-1 ai gialloneri e infine l’1-1 contro la squadra giallorossa hanno portato in dote 7 punti. Ai 16esimi il Porto Viro troverà il Medio Polesine (squadra già battuta nella coppa di Seconda l’anno scorso). Per quanto riguarda il campionato tutto è partito alla grande con il successo per 2-1 al debutto contro il Castelbaldo Masi. Nel secondo turno addirittura risultato tennistico contro l’altra matricola del girone, la Nuova Audace Bagnolo. Contro la formazione allenata da Antonio Marini (poi esonerato), Finotti e compagni hanno gonfiato la rete
Per il ragazzi del Delta Volley Porto Viro nuova sfida
IL NUOVO SALTO DI CATEGORIA E’ POSSIBILE
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l Delta volley Porto Viro da questa stagione sarà una delle matricole del campionato di serie B2 maschile. Una nuova compagine pronta ad emozionare i tifosi come ha fatto nella scorsa stagione conquistando la Coppa Veneto, la Coppa Triveneto ed essere salita in serie B2 attraverso la coda dei play off. Peccato per la Coppa delle Alpi, sfumata solamente in finale ma che comunque ha portato a un ottimo secondo posto. Per il 2015-2016, il Delta Volley Porto Viro è stato inserito nel girone C di serie B2. A guidare la formazione nerofucsia è stato riconfermato, già in estate, il tecnico Leonardo Falcini Per questa nuova annata c’è anche una novità. Le squadre che manterranno la categoria avranno la possibilità il prossimo anno di partecipare alla serie B unica. Insomma, per la compagine bassopolesana sarà importante non fare brutta figura e tenere sotto mano la classifica per cercare di ottenere la salvezza il prima possibile. Per la nuova annata si cercherà di sviluppare al meglio il bacino del volley a partire dalle categorie inferiori. E’ per questo che è stata instaurata una collaborazione con la società Adria volley e dal questa stagione ci sarà anche una squadra di Prima divisione e due under. Una sotto i 17 anni e l’altra sotto i 15. Se la pallavolo è stato da sempre considerato come uno sport per sole donne, di questi ultimi tempi anche il Polesine sta riservando un ottimo incremento dei questo
L’allenatore Leonardi Falcini sport. Oltre al settore giovanile del volley, la Prima divisione e la squadra in serie B2, ci sarà una squadra di mini volley che sarà gestita da Alessia Doria. La formazione maggiore ha iniziato gli allenamenti il 24 agosto a Porto Viro. Per questa nuova stagione i ragazzi individuati a schiacciare sul campo opposto palloni vincenti sono: Egon Lamprecht, Dario Bovolenta, Federico Zambon, Mattia Zennaro, Mattia Perini, Enrico Zorzi, Marco Gallo, Christian Rebeschini, Carlo Trolese, Emanuele De Grandis, Paolo Fusaro, Filippo Siviero, Franco Bartoletto. Per quanto riguarda invece la seconda squadra, quella che disputerà il campionato di Prima divisione, la rosa è composta da: Alessandro Granzarolo, Andrea Ferrari, Andrea Ghezzo, Andrea Targa, Dario Laurenti, Davide Meazzo, Denis De Grandis, Federico Bertaglia, Matteo Crepaldi, Mattia Fregnan, Michele Varagnolo, Stefano Zorzan. Ric. Pav.
sei volte. Nel terzo turno di campionato si è replicato il derby con la Tagliolese ed è arrivato un 1-1 come in coppa. L’armata blu royal ha ripreso la marcia vincente nella quarta giornata con il 5-1 sul Papozze. I prossimi impegni serviranno per capire se questa squadra potrà vincere il campionato o meno. Di fronte ci saranno Medio Polesine, La Rocca Monselice, Scardovari, Azzurra Due Carrare e Boara Pisani. Tutti impegni sulla carta difficili vista la caratura delle formazioni avversarie. Il Porto Viro però ha qualità per uscirne fuori alla grande.
Sia negli assoluti che per il titolo regionale D3
DOMINIO IN SALSA TAGLIOLESE
l titolo regionale D3 a Taglio di Po. Il circolo del tennis locale si è aggiudicato il gradino più alto del podio della competizione. Nella fase finale, sul campo neutro di Acquaviva di Padova, la squadra deltina ha battuto il Circolo tennis di Vicenza con un perentorio 3-1. L’inizio non è stato facile, considerato il fatto che il primo singolare è finito con una sconfitta per 6-2, 7-5 da parte di Luca Prescendi contro Giorgio Faggian. Nelle altre due partite invece il Circolo tennis di Taglio di Po si è rifatto con Simone Bovo che ha battuto 6-1,6-3 Andrea Pigliapoco. Sauro Banin invece ha battuto 6-1, 6-3 Alberto Orso. Sul 2-1 bastava la vittoria nel doppio che è arriata dopo tre set. Simone Bovo e Luca Prescendi se la sono vista brutta dopo il primo parziale perso per 6-1. Poi la rimonta nel secondo set sul 6-3. Nel terzo e decisivo parziale è stata una lotta sul filo del rasoio. Sul 6-6 la coppia è riuscita a infilare tre punti consecutivi, portandosi sul 9-6 fino al 10-7 conclusivo. Tanta la gioia finale da pte dei protagonisti della realtà tagliolese considerato il fatto che la società si è trovata di fronte a squadre blasonate da Vicenza, Verona, Padova e Treviso. Il Ct Taglio di Po ha avuto anche un exploit ai campionati assoluti provinciali che si sono disputati ad Adria. Nelle finali dei singoli maschili si sono sfidati quattro atleti tagliolesi. Lo stesso Luca Prescendi (3.2) ha battuto Sauro Banin (3.4) in finale per 6-0, 6-3. Nella finale di Quarta invece Riccardo Bonandini (4.5) ha avuto la meglio su Mattia Girotti (4.5) per 6-1, 6-2. Ric. Pav.
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IL VENETO
in PRIMO PIANO
Infrastrutture La Regione non crede più nello strumento del project financing
Il Veneto volta pagina e dice addio alla stagione delle grandi opere Il governo blocca il progetto dell’autostrada Orte – Mestre. Restano come priorità la Pedemontana e la Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova-Venezia. Tantissime le opere incompiute o in ritardo. Nel territorio regionale sono salite da 25 del 2013 a 34 nel 2015 di Alessandro Abbadir
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randi opere addio o almeno arrivederci. Sembra aprirsi una nuova stagione per il Veneto, con l’accantonamento di uno strumento essenziale realizzare le grandi infrastrutture, e cioè il project financing. Il presidente Luca Zaia ha detto in più di una occasione nel corso di questi primi mesi del suo secondo mandato, che ora la priorità è quella di evitare ulteriore consumo del suolo per evitare dissesti idrogeologici. Ma in questi anni le grandi opere hanno coinvolto tantissimi privati e ora dire arrivederci a loro, significherebbe pagare penali salatissime per centinaia di milioni di euro. Questo soprattutto per progetti per i quali, la Regione ha già dichiarato l’interesse pubblico. Per questo la Regione stessa è intenzionata ad approvare nuove norme sui lavori, introducendo la possibilità di far decadere il pubblico interesse con l’effetto, in caso di rinuncia, di limitare le richieste di danni. Nell’elenco delle opere ormai non più viste come una priorità figurano infrastrutture come il raccordo anulare di Padova, la “Via del Mare” tra Jesolo e l’autostrada A4, la terza corsia Venezia - Trieste. La stagione del project financing si accantona anche a causa delle tante voragini nei bilanci che
ha provocato anche a livello nazionale , buchi che poi le regioni o lo stato devono puntualmente ripianare. Insomma con le regole attuali come al solito si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite . Ma non è solo la Regione a “raffreddare” l’entusiasmo per le grandi infrastrutture. Un no definitivo è arrivato infatti dal governo con il vicepremier Graziano Delrio alla autostrada Orte- Mestre. L’autostrada Orte-Mestre non è più una priorità per il governo Renzi che
La soppressione di passaggi a livello lungo la linea Mestre-Castelfranco va a rilento non inserirà l’opera nella Legge di Stabilità 2016. Sono state gelate così le aspettative del gruppo Bonsignore, convinto di aver trovato una corsia privilegiata a Palazzo Chigi dopo il via libera tecnico del Cipe che l’8 settembre scorso aveva inserito il project financing da 10 miliardi nelle liste degli interventi da far decollare. Dopo 12 anni di stop and go, ora pare si sia giunti all’epilogo e il giudizio del ministro Delrio è stato netto
e inequivocabile: nella lista delle priorità non c’è la Orte-Mestre, l’autostrada di 432 chilometri che il gruppo Bonsignore intendeva costruire con la defiscalizzazione concessa su base trentennale. I comitati ambientalisti dell’area del veneziano e in particolare quelli della Riviera del Brenta hanno esultato visto che di fatto lo stop affossa anche il progetto del mega polo direzionale di Veneto City a Roncoduro di Pianiga. I comitati però fanno una ulteriore richiesta. “Per togliere del tutto – spiega Mattia Donadel presidente del Comitato Opzione Zero – va cancellata dall’elenco delle opere prioritarie. Non vorremmo che fra qualche anno rispuntasse di nuovo”. Non tutti però sono contrari alla Orte Mestre. Per l’area di Chioggia infatti quest’opera insieme ad una linea ferroviaria potenziata, rappresentava un elemento di sviluppo per la città e il suo porto. Restano invece due le opere in Veneto che per il governo vanno completate: la Pedemontana e la Tav Brescia-Verona-Vicenza-Padova-Venezia. Ma vediamo le grandi opere progettate o in cantiere nelle varie province del Veneto ancora da finire. Rispetto al 2013, da dati
ministeriali la nostra regione ha visto nel 2014 crescere le opere incompiute da 25 a 34. E di queste ben dodici interessano l’area veneziana per un valore economico di cantieri fermi che arriva a quasi 502 milioni e mezzo di euro. A far la parte del leone, in termini di importi economici, è il progetto della idrovia Padova-Venezia, 461 milioni di euro il suo valore, ma tutto è fermo ad ora in termini di cantieri senza una previsione di completamento. Fra le opere in ritardo ci sono cinque progetti relativi al Sfmr, il metrò regionale. Ad esempio la soppressione di passaggi a livello e la realizzazione di sottopassi lungo la linea Mestre-Castelfranco è incompiuta. Recentemente però l’assessore regionale alle infrastrutture Elisa de Berti qualche rassicurazione l’ha data in tema di opere pubbliche, subito dopo la presentazione del progetto di legge per la razionalizzazione delle spese regionali. La De Berti si è particolarmente concentrata sul finanziamento del progetto per la
variante della Strada Statale 12 che interessa i comuni veronesi di Ca’ di David, Castel D’Azzano, Vigasio e Isola della Scala. “Quest’opera si farà - ha detto - e se governo e Anas faranno la loro parte come ci siamo impegnati a fare noi, il cantiere si aprirà come previsto nel 2018. Ci siamo presi qualche giorno per valutare appieno il costo del progetto definitivo che compete alla Regione e lo finanzieremo con il bilancio 2016, lo presenteremo all’Anas a fine 2016 e poi toccherà a loro il resto dell’istruttoria. Vigileremo che arrivi lo stanziamento reale dei 135 milioni di euro necessari’. Il quadro che emerge insomma è quello di una stagione che si chiude, quella delle opere faraoniche che si iniziavano forse senza ben sapere con quali fondi si sarebbero completate e in cui e i controlli e la trasparenza come nel caso Mose erano un optional. Le infrastrutture, di sicuro servono, ma vanno realizzate in un quadro legislativo e con una attenzione al rispetto del territorio che deve assolutamente cambiare.
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IL DIRITTO DI CAMBIARE
Il Veneto in primo piano 27 1 Deficit intrastrutturale I sostenitori del Basso Veneziano
Romea Commerciale, necessaria per lo sviluppo Gli amministratori di Chioggia e Cavarzere sono favorevoli all’opera che farebbe uscire il territorio dall’isolamento e consentirebbe di far ripartire l’economia di Ornella Jovane
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l Veneto aveva accolto con grande approvazione e ottimismo le parole del ministro Graziano Delrio che, in visita ai cantieri del Mose all’inizio dello scorso settembre, aveva definito interessante il progetto della Orte-Mestre. Parole che avevano acceso nuove speranze nell’animo del sindaco Giuseppe Casson, primo cittadino di Chioggia, che, fin dal suo insediamento, si è sempre battuto per sensibilizzare tutti i livelli istituzionali al problema dell’isolamento del territorio del Basso Veneziano che soffre da sempre di un grave isolamento. Condizione che necessariamente rende più difficile il processo di sviluppo dell’area, di per sè poco appettibile per via della mancanza, appunto, di collegamenti infrastruturali
IL CASO
S
e relativi servizi. “Per rilanciare economia e lavoro - sostiene Casson - è fondamentale dotare di un’adeguata infrastrutturazione il territorio”. Tema che sta a cuore anche al collega di Cavarzere Henri Tommasi che, pur incoraggiando il potenziamento di assi di collegamento alternativi, come la ferrovia e i percorsi idrici, oltre alla messa in sicurezza delle reti viarie esistenti, sostiene la necessità di realizzare la Romea Commerciale. “Ritengo che quest’opera - afferma - sia vitale per il nostro territorio, per far decollare la nostra area artigianale e con essa tutto l’indotto”. “Non si tratta di essere un sostenitore della ce-
mentificazione selvaggia - precisa Tommasi - ma di guardare in modo disincantato la realtà. L’opera va sostenuta. Anche se naturalmente dev’essere realizzata con razionalità e riducendo quanto più possibile l’impatto ambientale, nel rispetto quindi delle peculiarità del territorio e delle sue risorse”. “Si può discutere sul tracciato, migliorarlo, confrontarsi sulla ubicazione del casello e dello svincolo, ma mi sembra evidente che è necessaria”. Di parere diverso il Movimento 5 Stelle cavarzerano che pur riconoscendo la necessità di far uscire dall’isolamento l’area del Basso Veneziano ritiene la Romea commerciale un’opera di grande impatto e di costi elevati.
E chiede, piuttosto, la messa in sicurezza e il potenziamento degli assi viari esistenti, la Statale 309 e la E45. E proprio la messa in sicurezza della Romea è il tema direttamente collegato al dibattito. Ed è il motivo che ha ispirato un’altra delle tante iniziative del Comitato per il superamento del deficit strutturale di Chioggia, che per il prossimo 24 ottobre ha organizzato alle 10,30 un corteo di bici, che da Val Da Rio si sposterà fino al centro commerciale Clodì a Chioggia, con lo scopo di attirare l’attenzione della politica sulla urgenza di rendere più sicura l’attuale Statale 309, classificata una delle strade più pericolose d’Italia.
Arriva una denuncia precisa dal comitato “Brenta sicuro”
“L’IDROVIA PADOVA VENEZIA? E’ NEI PIANI DEL BACINO ALPI ORIENTALI, PER IL 2024”
coppia il caso Idrovia Padova Venezia. Il completamento dell’opera che costerà 461 milioni di euro sembrava ben avviato ma potrebbe slittare per quanto riguarda i tempi. L’Idrovia è inserita nei piani del bacino Alpi Orientali, solo per il periodo 2022-202. Ma facciamo un passo indietro. L’Idrovia è stata definita dal presidente del Veneto Luca Zaia un’opera che prioritaria sia dal punto di vista trasportistico perché collega il porto di Venezia all’interporto di Padova, sia dal punto di vista della sicurezza idraulica perché
il grande canale fungerà da scolmatore per l’area del bacino del Bacchiglione nel vicentino e padovano. Ma la denuncia dei comitati è precisa. “Abbiamo scoperto - spiega per il comitato Brenta Sicuro il portavoce Marino Zamboni- che alle osservazioni dei comuni di Fossò e Campolongo (nel veneziano) è stato risposto che l’idrovia non è inserita nel piano di gestione del rischio alluvioni delle Alpi Orientali messo a punto dallo Stato, per il 2016 – 2018 ma lo sarà solo come ipotesi per il 2022- 2024. Vista l’alta possibilità di un
disastroso evento alluvionale che coinvolgerebbe, oltre 1200 kmq, riteniamo indispensabile inserirla nel biennio 2016-2018”. L’iter per il completamento dell’idrovia, è alla progettazione preliminare assegnata un anno fa con bando di gara europeo. I comitati avevano incontrato i ministri Graziano del Rio e Luca Galletti e consegnando loro dei plichi contenenti molte osservazioni. I comitati hanno sollecitato parlamentari e Regione a chiedere chiarimenti su A.A. questo slittamento.
28 4 Il Veneto in primo piano Votata in Consiglio la legge 21 a firma dal governatore
La scure di Zaia cala sugli enti strumentali
Nel mirino i Parchi regionali, i Consorzi di Bonifica ma anche l’Ater. Le opposizioni insorgono: “Colpo di mano accentratore, un fatto senza precedenti” di Nicola Stievano
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’ Luca Zaia il primo firmatario del Progetto di Legge 21 che di fatto, attraverso la modifica alla finanziaria regionale, punta ad “azzerare” i vertici dei cosiddetti “enti strumentali” controllati dalla Regione. Una iniziativa che rientra, nelle intenzioni del governatore veneto, nel più ampio progetto di “spending review” per ridurre le uscite dalle casse regionali e mettere ordine nella galassia di società e conseguenti poltrone degli enti controllati dalla giunta veneta. La volontà di Zaia è quella di razionalizzare il sistema societario e di tagliare la spesa, sfoltendo o cancellando i cda per collocare al vertice dirigenti regionali (a costo zero) anziché esterni retribuiti. Ebbene l’approvazione del Consiglio regionale rende possibile l’azzeramento dei consigli d’amministrazione di tutti gli enti coinvolti e lascia a Zaia pieni poteri nella nomina dei commissari. Potrebbero dunque essere dichiarati deca-
duti i presidenti e i consigli di amministrazione dei dieci Consorzi di bonifica, ma anche di Avepa, Azienda regionale per il diritto allo studio, Istituto regionale Ville Venete, Veneto Lavoro, Ater, Istituto zooprofilattico sperimentale, Veneto Agricoltura e Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, oltre a Parco dei Colli, Parco del Sile,
Tagli dei costi e delle poltrone: tutto in mano di pochi Parco del Delta, Parco delle Dolomiti e Parco della Lessinia. Al momento l’unica certezza sta nelle polemiche innescate in consiglio da quello che l’opposizione indica come un colpo di mano della giunta Veneta. Graziano Azzalin (PD, Stefano Fracasso (PD) e Piero Ruzzante (PD) aggiungono che “Zaia
e la sua Giunta espropriano di un sol colpo il consiglio regionale della sua capacità decisionale e al tempo stesso decapitano gli enti strumentali regionali, accentrando tutto il potere nelle mani dello stesso Presidente che provvederà a nominarne i commissari”. Per i consiglieri regionali del Pd si tratta di “un fatto senza precedenti compiuto in pieno spregio di tutti i meccanismi democratici ed all’insegna della mistificazione: si parla di risparmi ma la verità è l’incapacità di provvedere alle riforme annunciate ed ancora al di là da venire”. Marino Zorzato di Area Popolare si chiede se “Zaia ha intenzione di commissariare mezzo Veneto” e aggiunge “mi chiedo quale federalismo, quale partecipazione, quale contributo democratico si attendono i rappresentanti della maggioranza quando ad ogni seduta di Consiglio o di commissione proseguono nella loro marcia a testa bassa, senza mai curarsi del parere e delle preoccupazioni dell’opposizione”.
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Quale sarà il futuro?
VENETO AGRICOLTURA, SETTIMANE DECISIVE
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isale al 28 aprile scorso la nomina di Pino Nezzo a commissario liquidatore dell’Azienda regionale Veneto Agricoltura. La liquidazione è conseguenza dell’istituzione, con legge dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario che prevede, tra l’altro, la soppressione e la messa in liquidazione di Veneto Agricoltura. Adesso però il progetto di legge 21 prevede il totale azzeramento dei vertici, quindi in tanti si chiedono quale sarà il futuro di questo soggetto protagonista ormai da un ventennio del panorama agricolo veneto. Una cosa è certa: i dipendenti non resteranno senza lavoro e passeranno alla Regione. Come
sarà strutturato la nuova agenzia lo si saprà probabilmente entro l’anno. Il tempo del commissario liquidatore infatti sta scadendo perché la Regione aveva dato a Nezzo 180 giorni, per portare a termine il suo compito. I sei mesi dunque scadono a fine ottobre, salvo proroghe. A Nezzo il compito di “curare tutti gli adempimenti pertinenti e funzionali all’utile conclusione della procedura di liquidazione, secondo le direttive della Giunta e delle strutture regionali competenti per materia, facendo riferimento alle norme speciali ad alla disciplina civilistica, ove compatibile”, si legge nel provvedimento di nomina.
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ontinua ad agitare (e parecchio) le acque la legge numero 21 messa in cantiere dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. L’idea è quella di abbattere i costi dei cosiddetti enti strumentali. In attesa della loro riforma, si pensa all’azzeramento forzoso dei cda, con la nomina di commissari la cui retribuzione non superi i 3mila euro mensili. Una mannaia che calerebbe su Consorzi di bonifica, Avepa, Azienda regionale per il diritto allo studio, Istituto regionale Ville Venete, Veneto Lavoro, Ater, Istituto zooprofilattico sperimentale, Veneto Agricoltura e Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, oltre a Parco dei Colli, Parco del Sile, Parco del Delta, Parco delle Dolomiti e Parco della Lessinia. L’ipotesi sta sollevando numerose reazioni contrarie, in Polesine come altrove. Il sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan interviene in difesa dei Consorzi di bonifica provinciali e del Parco del Delta del Po. “La Regione dice il primo cittadino bassopolesano - metta i commissari che vuole, ma non sui Consorzi di bonifica che sono gestiti da cda eletti dal territorio e si pongono in maniera democratica ed elettiva. E l’ente parco Delta del Po, ora commissariato, ritorni indietro alla possibilità
che gli amministratori locali possano pianificare il proprio territorio”. In sintonia anche la posizione dei Giovani industriali di Rovigo. Secondo il loro presidente Andrea Pascucci, infatti, andare a modificare al ribasso la composizione dei Consorzi di bonifica rischia di compromettere il fragile equilibrio idrogeologico del Polesine, i cui custodi sono proprio i consorzi. “Diciamolo pure - spiega Pascucci - senza i consorzi e il loro lavoro, quello fatto nel tempo, ma anche quello che prosegue oggi prezioso, silenzioso e quotidiano, gran parte del Polesine sarebbe sott’acqua o rischierebbe seriamente di ritrovarcisi molto spesso”. Piuttosto, sempre in ottica di contenimento dei costi, una scelta da valutare secondo i giovani industriali potrebbe essere l’unione dei due consorzi che al momento sono presenti in Polesine. “L’unione fa la forza - chiude Pascucci - Quel che posso dire è che già per realtà come gli Industriali o la stessa Camera di commercio la fusione sta portando valore aggiunto. Forse un unico consorzio di bonifica polesano potrebbe essere più forte in un territorio dove c’è e ci sarà sempre estremo bisogno di competenza ed esperienza in materia di sicurezza idraulica”. Lo.Zo.
30 1 Voci da palazzo L’intervista Le priorità dell’Assessore regionale allo sviluppo economico e dell’energia
Marcato: “Sulla gestione dei profughi non ci fidiamo di nessuno” L’esponente leghista dice no all’accoglienza diffusa e mette in guardia dai problemi di sicurezza. Sul fronte produttivo caccia ai fondi europei e impegno a portare la banda larga in tutta la regione di Nicola Stievano
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l padovano Roberto Marcato, Lega Nord, già vice presidente della Provincia e presidente del consiglio comunale cittadino guidato da Massimo Bitonci, dopo aver fatto il pieno di preferenze personali alle elezioni regionali, è assessore allo sviluppo economico e all’energia. Non possiamo non partire dalla questione profughi. In Veneto ad ottobre sono attesi altri arrivi e le tensioni non mancano sul territorio. Basta dire no per uscire dall’emergenza? “Anzitutto dobbiamo distinguere due diversi scenari. Da una parte c’è un piano internazionale dove la comunità internazionale dovrebbe intervenire per migliorare la situazione. L’Onu dal 30 ottobre ha deciso di intervenire massicciamente direttamente sulle coste dei Paesi di partenza, fermando perciò i traffici degli scafisti. E’ quello che abbiamo detto noi da anni, sentendoci però dare dei razzisti. Adesso che lo fa l’Onu va tutto bene. Il problema però è che questa operazione parte a novembre, quando tutti sanno che il periodo di massi- spaccio di droga e prostituzione. Chi ci vive intorno ha la ma pressione sulle nostre coste è quello estivo. Ecco, è vita impossibile e non esce nemmeno di casa per paura. l’ennesima presa in giro nei confronti di Italia e Grecia. Gli esempi sono questi, purtroppo, e chi abita a Bagnoli, Sul piano locale è chiaro che il singolo sindaco non può dove sta aprendo un centro di smistamento, è fortemenfermare l’invasione sulle nostre coste, intanto però noi te preoccupato e ha tutta la mia comprensione. Io farò diciamo no perché non ci fidiamo. Stiamo disseminando di tutto a rendere la vita impossibile a chi prende queste nel territorio delle mine inesplose. Basta vedere cosa è decisioni. Se vige un sistema democratico e il popolo successo ad Eraclea, dove prima sono scappati i turisti dice di no, il popolo ha ragione. Perché è contrario all’accoglienza diffusa ine adesso anche la Onlus ha abbandonato gli stranieri a loro stessi. Adesso sono ancora in quell’albergo, simbo- vocata da diversi sindaci? lo dell’incapacità del Governo di gestire il problema. A “Siccome siamo incapaci di gestire l’emergenza Padova non va meglio. Alla Prannon sappiamo fare di meglio che dina i profughi sono rimasti per “Tutti davano per polverizzarla. Ma questo non risolmesi, altro che qualche settimana spacciate le piccole ve il problema, anzi lo moltiplica. imprese, invece come era stato detto all’inizio”. Diciamo di no alla micro accoglien Lei è stato, anche con la ripresa parte za perché, ripeto, non ci fidiamo. Salvini, nelle località dove i pro- proprio da loro” Non ho mai visto un Prefetto avere fughi già ci sono o ci saranno a questa determinazione nel trovare breve. Cosa le racconta la gente? casa ad un veneto sfrattato o ad un imprenditore con “La gente prova due sentimenti, uno di rabbia e problemi. Non ho mai visto una Prefettura chiamare il l’altro di scoramento perché sente che il Paese non è sindaco per chiedere di trovare soluzione abitativa in vicino a loro ma passa sopra la volontà del popolo. Chi questi casi. E poi, come facciamo a fidarci di persone vive queste situazioni è fortemente preoccupato e non che non hanno ancora lo status di profugo? Chi l’ha posso certo dargli torto torto. Gli esempi che abbiamo in detto che chi ospitiamo non sia terrorista, ladro o delinaltri centri di smistamento non sono incoraggianti, a Mi- quente? Se un italiano sconosciuto bussa a casa nostra neo gli stranieri entrano ed escono senza controllo, c’è e ci chiede un posto dove dormire diciamo di no perché
Sopra Roberto Marcato con Matteo Salvini non ci fidiamo. Perché invece dobbiamo prendere chi ar- dovere essere motore e benzina per lo sviluppo, non riva dal Magreb? Fra le sue competenze di assessore freno”. Lei si occupa anche di banda larga: alcune regionale la principale è lo sviluppo economico. Quali i primi provvedimenti per superare la crisi? In queste zone della regione sono ancora svantaggiate, come settimane ho incontrato i rappresentanti delle categorie rimediare? e su un punto siamo tutti d’accordo. Dobbiamo diven“Voglio arrivare alla copertura al 100 per cento del tare più bravi ad accedere ai fondi europei per finanzia- territorio regionale e in tempi brevi. E’ possibile farlo e re lo sviluppo, l’innovazione e la ricerca. In questo la lo dobbiamo fare perché siamo fra le prime regioni del Regione deve giocare un ruolo determinante ed avere mondo in termini di vigore e fermento imprenditoriale. anche la capacità di snellire il più possibile e da subito Ci sono già risorse a bilancio, gli uffici stanno lavorando la pesantezza della macchina burocratica”. bene, questa è un’esigenza strutturale per la ripresa”. Il Veneto tornerà ad es Chiudiamo con la politica: sere la locomotiva del Nordest? “Tra la nostra Salvini o Zaia, chi può aspirare “Per anni il mondo accademi- gente avverto alla guida del governo secondo co ha cercato di convincerci che forti sentimenti lei? la micro impresa era un sistema di rabbia “Mi sento di rispondere come destinato a soccombere a favore e di scoramento” quegli allenatori che possono condel modello industriale strutturato. tare su una panchina con attaccanA quasi un decennio dall’inizio della crisi andiamo a ti di livello. Come loro anche noi abbiamo l’imbarazzo vedere quale è il settore dove c’è occupazione e innova- della scelta: abbiamo due figure, Zaia e Salvini, che zione. E’ quello delle piccole e medie imprese. Mentre hanno capacità, onesta e soprattutto il consenso delgli imprenditori cercavano di risollevarsi gli studiosi ci la gente. Entrambi poi sono amici, per me potrebbero dicevano che la soluzione era un’altra, dimostrando di andare bene sia l’uno che l’altro. Luca Zaia adesso sta non aver ancora capito fino in fondo le dinamiche del lavorando per il Veneto e intende impegnarsi su questo modello veneto. Qualche timido segnale di ripresa c’è fronte”. ma la strada è ancora lunga. Anche il mondo bancario
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“Mi impegno personalmente ad avviare un tavolo di confronto e lavoro perchè gli interventi per il settore ittico non siano ‘sporadici’ ma siano risolutivi” di Lorenzo Zoli
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’assessore regionale Cristiano Coraz- che spesso incontrano difficoltà ad arrivare zari a fianco dei pescatori polesani e alla fine del mese, per una lunga serie di veneti. Un settore vitale per l’economia problemi. della provincia e della regione, che Coraz“In quell’occasione mi sono preso zari ha avuto modo di conoscere a fondo l’impegno personale di avviare un tavonel corso di una visita, a fine settembre, a lo di confronto e lavoro per fare in modo Pila. Qui ha incontrato che gli interventi per il i tre presidenti delle La pesca nel Delta settore ittico non siano cooperative ittiche è la prima fonte ‘sporadici’ ma siano Pilamare, Villaggio di sostentamento soluzioni che risolvaPescatori e Pescatori per oltre 2mila no in modo definitivo Pila rispettivamente famiglie i problemi - afferma Giuliano Zanellato, FaCorazzari - Convocabrizio Boscolo e Virginio Tugnolo. Si tratta zione che è già stata inviata ai numerosi di una realtà che con le sue attività di vene- futuri componenti, dal Parco Delta Po Vericoltura e pesce azzurro, è la prima fonte neto alle associazioni di categoria della di sostentamento per oltre 2mila famiglie, pesca al Consorzio cooperativa di Pila, a Bilancio 2014. Berti (M5S)
“NON BASTA, OCCORRE TAGLIARE DI PIÙ”
“N
on basta, i costi della politica possono essere tagliati ancora. Di molto”. Lo dichiara in una nota Jacopo Berti, capogruppo del M5S in Consiglio regionale, commentando la pubblicazione del bilancio della Regione Veneto 2014, che evidenzia, tra le altre cose, un trend in discesa per quanto riguarda gli stipendi dei consiglieri, che sommati ai vitalizi degli ex va dai 23 milioni del 2010 ai 20 del 2014. Jacopo Berti “Abbiamo appena presentato – ricorda il capogruppo pentastellato - la nostra proposta di legge “Anti Casta”, grazie alla quale vogliamo abolire i vitalizi, i privilegi dei politici e tagliare ancora gli stipendi. 83 milioni e mezzo di soldi risparmiati dai veneti, questa è la somma che si raggiungerebbe grazie alla nostra legge e questa è la cifra che proponiamo come obiettivo alla Giunta”. Berti sottolinea poi che un altro dato che emerge dal bilancio è relativo a un “obiettivo non realizzato”, quello della promozione di soluzioni volte alla lotta alla corruzione e all’illegalità. “Quello della corruzione – sottolinea - è il reato in maggiore aumento in Veneto, +122% nell’ultimo anno. E non dimentichiamo che questa regione è stata lo scenario della più grande tangente della storia d’Italia, che a sua volta è uno dei Paesi più corrotti al mondo. Quella del Mose. La lotta alla corruzione dovrebbe quindi essere in cima alle priorità del governo regionale. Almeno lo è per noi. Se a loro non interessa, - conclude Berti - ci proponiamo volontariamente per realizzare e coordinare un’agenzia veneta anti corruzione (Avac)”. “In queste ore l’agenzia nazionale ha fatto arrestare tre persone, colpevoli di corruzione nel primo appalto del Giubileo – conclude Berti - ieri altri arresti e indagini in Regione Lombardia, per lo stesso reato. Quello di un’agenzia veneta istituita volontariamente da questo Consiglio sarebbe dunque un segnale anche di portata nazionale”.
A fianco l’Assessore Cristian Corazzari tutti i rappresentanti del settore ittico e della portualità dell’area veneta, alle istituzioni preposte alla sicurezza e all’esecuzione delle opere”. Per Corazzari sono necessarie soluzioni concrete, di somma urgenza in un territorio dove i vincoli che limitano la gestione di ambienti dove convivono attività
dell’uomo e luoghi naturalistici non siano limiti ma opportunità da cogliere, e nei quali inoltre venga anche risolta una volta per tutte la problematica della sicurezza della navigazione legata ai porti già presenti nel territorio veneto come Pila a Chioggia.
Sanità e Azienda Zero
I CONSIGLIERI TOSIANI: “ZAIA FACCIA UN PASSO INDIETRO”
“L
uca Zaia ieri si è detto preoccupato per la corrente di neo centralismo partita da Roma, una corrente che è pronto a contrastare ‘facendo gli amministratori delegati del territorio’. Ma allora dov’è la coerenza se ora il Governatore vuole commissionare tutti gli enti strumentali e accentrare la sanità veneta nell’azienda Zero? Dove sono gli amministratori delegati?”. Se lo chiedono i consiglieri tosiani Giovanna Negro e Andrea Bassi, componenti della Commissione Sanità, commentano assieme ai colleghi Maurizio Conte e Stefano Casali le proposte di modifica del Direttivo Anci Veneto al Progetto di Legge n. 23 che prevede l’istituzione dell’Azienda Zero quale ente di governance della sanità regionale. “La relazione dell’Anci – aggiungono i tosiani – portata questa mattina in Commissione Sanità spiega come la creazione di aziende Ulss estremamente ampie, come previsto dal Pdl n.23, comporta la rottura di questo rapporto tra i vertici della gestione sanitaria e il territorio, con ricadute negative sui cittadini-utenti” “Si evidenzia inoltre nella relazione – proseguono Conte, Bassi, Negro e Conte – come il sistema sanitario regionale fino ad oggi abbia portato ad ottimi risultati in termini di efficienza/efficacia con la forte integrazione ospedale-territorio, supportata da uno stretto rapporto tra vertici Ulss e Sindaci (Conferenza dei sindaci). L’Anci sottolinea anche la mancanza di un adeguato studio di fattibilità organizzativa del nuovo modello. E afferma che l’Azienda Zero non deve avere compiti di Programmazione e Controllo che invece restano in carico alla Direzione Generale Sanità e
In alto da sinistra: Giovanna Negro, Andrea Bassi. Sotto Maurizio Conte e Stefano Casali Sociale, organo tecnico dell’assessorato alla Sanità e al Sociale nonché del Consiglio Regionale”. E ancora si legge nell’ultima parte della relazione: “Quando si dice che questa riforma del sistema consentirà tagli della spesa senza tagli ai servizi, non si presta sufficiente attenzione ai servizi del territorio, che saranno necessariamente ridotti e tagliati. Con l’eliminazione della Direzione dei servizi sociali (della quale non si capisce la ragione o i vantaggi economici finanziari) verrebbe meno la peculiarità propria del SSR Veneto caratterizzato da una forte integrazione socio-sanitaria. In tale scenario il Comune dovrebbe versare dei contributi all’Azienda Ulss senza avere nessun controllo sull’operato e sui livelli di assistenza erogati ai propri cittadini e il ruolo della Conferenza dei Sindaci viene ad essere totalmente sminuito. La figura del direttore dei servizi sociali deve essere mantenuta”.
Graziano Azzalin, consigliere Pd
C
on voto unanime la Commissione Ambiente, presieduta da Francesco Calzavara (LN), ha approvato il Progetto di Legge presentato dal Consigliere del Pd, Graziano Azzalin, che mira ad escludere ogni tipo di ricerca di idrocarburi nei Comuni compresi nell’area del Parco del Delta del Po, ricacciando indietro ogni possibile tentativo di sfruttamento. Dopo averla già presentata durante la scorsa legislatura, raccogliendo sostegni trasversali, ma non riuscendo a farla approvare per il “blocco” imposto dalle incombenti elezioni, il consigliere Azzalin l’ha riproposta come suo primo atto della nuova legislatura. La proposta legislativa, che passa ora all’esame dell’aula consiliare, va a modificare l’articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po in modo da rendere impossibile la ricerca con ogni mezzo di idrocarburi. La ratio della norma di impedire ogni tipo di ricerca e di estrazione di idrocarburi nell’area del Delta del Po era già chiara, ma la sentenza del Tar, che ha accolto il ricorso della Northsun e abrogato la delibera con la quale la Regione non concedeva il permesso di ricerca, ha reso necessaria una precisazione e quindi, al posto del comma che recita ‘è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo’ con questo modifica si inserisce la dizione ‘ non sono rilasciati permessi di ricerca di idrocarburi, autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi’. “In questo modo – ha sottolineato Azzalin - sarà possibile evitare ogni tipo di fraintendimento semantico e ribadire una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto, a cominciare dal presidente Zaia, che su questo ha una posizione di totale
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1 Cultura veneta
Cultura veneta 35
La mostra Casa dei Carraresi ospita fino al 10 aprile 2016 le opere più belle del “visionario illuminato”
Metamorfosi di un genio, El Greco a Treviso
Apre il 24 ottobre l’esposizione dedicata ad un maestro indiscusso del ‘500. Per la prima volta al mondo un’esposizione dedicata agli anni cruciali della sua trasformazione di Maria Pavan
U
n viaggio nel tempo e nello spazio. Questo pro- cultura figurativa occidentale, venne riscoperto nell’800 mette di essere la mostra che, inaugurata il 24 ot- per diventare poi fonte d’ispirazione per le avanguardie tobre alla Casa dei Carraresi di Treviso, presenterà del ‘900 come l’impressionismo e il cubismo. La mostra, che illustra un percorso di opere prodotte Dominikos Theotocopulos, detto El Greco come il creatore di un linguaggio che non ha paragoni possibili che dall’artista, soprattutto durante la sua permanenza nel nostro Paese, e dai grandi maestri che hanno influengli ha permesso la realizzazione di capolavori assoluti. Il curatore, Lionello Puppi, emerito di Ca’ Foscari, zato il suo lavoro tra cui Tiziano, Tintoretto, Correggio, con alle spalle mezzo secolo di studi sull’artista, coadiu- Jacopo Bassano, vanta prestiti importantissimi grazie vato da un comitato scientifico di respiro internazionale, alla significativa adesione di grandi istituzioni museali e ha ricostruito con molteplici spunti inediti le tappe di collezioni private internazionali. L’obiettivo dell’esposiun’avventura irripetibile, indagando il processo creativo, zione è scoprire insieme ai visitatori il percorso di un artista geniale che continua a stupire il metodo di lavoro e la bottega di per la profonda ispirazione che ha un artista controverso e non com- Ripercorso portato nel mondo dell’arte, anche preso nel suo periodo storico, ma il complesso iter definito dalla critica moderna un artistico e spirituale moderna. tra Creta, l’Italia La fama del pittore divenne pla“visionario illuminato”. netaria solo a partire dal ventesimo El Greco nacque nel 1541 a e la Spagna secolo, non solo per l’interesse di Creta, territorio all’epoca sotto il collezionisti e intellettuali, quanto per il riconoscimento dominio veneto. Lì divenne maestro d’arte seguendo il corso della della critica e degli artisti stessi dell’epoca. Da Pablo tradizione artistica dell’isola, prima di intraprendere, Picasso, a Manet, fino a Pollock, appassionati studiosi di all’età di 26 anni, il viaggio verso Venezia, città in cui El Greco, furono le avanguardie del ‘900 a inspirarsi alla seppe trasformarsi da iconografo ortodosso in un artista modernità dei suoi manierismi nel disegnare le figure e innovativo e rivoluzionario. Protagonista indiscusso della alla stravaganza nel comporre immagini dai cromatismi
Orchestra di Padova e del Veneto
50 STAGIONI CONCERTISTICHE
I
l primo concerto della nuova Stagione concertistica, in programma sabato 24 ottobre all’Auditorium Pollini alle 20.45, sarà diretto nal nuovo direttore artistico e musicale, Marco Angius e sottenderà un preciso significato di rinascita per l’Orchestra, con la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Gustav Mahler (nella versione Kaplan/Mathes, presentata per la prima volta in Italia) insieme alla prima esecuzione assoluta di “Sposalizio” (da Franz Liszt) di Salvatore Sciarrino, il compositore vivente più eseguito nel mondo. L’appuntamento costituirà la prima tappa di un vero e proprio “Percorso Mahler”, che Marco Angius svilupperà nel corso della Stagione anche con la Sinfonia n. 1 e l’Adagio dalla Sinfonia n. 10. Tra il Classicismo viennese di Mozart e Beethoven e la musica italiana del Novecento, emerge la precisa volontà di dare risalto a un’affascinante linea di programmazione che darà spazio a compositori come Respighi, Casella, Dallapiccola, Petrassi e Berio, punteggiando i concerti della “Stagione d’oro”. E il nuovo direttore sarà l’anima stessa del nuovo corso. “Ho appreso con gioia di questa nomina e vorrei esprimere il mio più sentito ringraziamento per la fiducia accordatami e per l’importanza dell’incarico che mi viene conferito in un momento così particolare per la storia dell’Orchestra – commenta Marco Angius – Visto che si tratta di un duplice ruolo, l’impegno profuso sarà quanto meno proporzionale alle cariche che mi vengono affidate sperando di ripagare l’Orchestra e la Fondazione stessa nel modo più degno e concreto possibile. Sono particolarmente onorato dell’incarico perché ottenuto sul campo, partendo dal lavoro quotidiano con l’Orchestra in progetti innovativi e non comuni. Proprio all’Orchestra va il mio primo pensiero perché considero questo incarico un’opportunità preziosa di crescita comune offrendo tutta la mia competenza e dedizione. Ci attende un percorso intenso in cui intendo porre al primo posto gli obiettivi musicali, culturali e uma-
inaspettati per la sua epoca. La mostra vuole portare il visitatore alla scoperta di questo pittore visionario, dal carattere irriverente, capace di sconvolgere l’estetica a lui contemporanea con toni drammatici e un linguaggio fantasioso ed espressionista. El Greco possedeva un senso della rappresentazione
Musei Eremitani, Padova
Sulla prima tela di Casorati: i Colli Euganei
O
Marco Angius, nuovo Direttore artistico e musicale ni per la diffusione di un bene italiano di assoluto rilievo com’è l’Orchestra di Padova e del Veneto”. Marco Angius è tra i direttori d’orchestra italiani più richiesti di questo momento. Interprete di riferimento per il repertorio contemporaneo, ha collaborato con le principali istituzioni ed enti lirici italiani oltre a una serie di debutti internazionali di assoluto prestigio (con l’Ensemble Intercontemporain di Parigi, con la Tokyo Philharmonic Orchestra, con l’Orchestre Philarmonique de Nancy, con l’RCM Orchestra di Londra, con l’Hermes Ensemble di Anversa, con l’Orchestre de chambre de Lausanne…). Il cartellone 2015/2016 ospiterà alcuni tra i direttori e solisti più apprezzati della scena internazionale: sarà un ritorno quello di Gérard Korsten, Paul Goodwin, Reinhard Goebel, oltre che dello stesso Angius (protagonista lo scorso novembre dell’Arte della fuga di Bach/Scherchen), mentre debutteranno a Padova le bacchette di Bruno Aprea, Carlo Rizzari (assistente del maestro Antonio Pappano all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), Giampaolo Pretto (direttore d’orchestra e Primo flauto dell’Orchestra della RAI di Torino) e il soprano Roberta Mameli. Accanto a loro quattro giovani star: i direttori Min Chung e Ben Gernon, il soprano Mina Yang e la pianista Leonora Armellini.
che va oltre gli stili e le epoche, un modo di intendere l’immagine e il cromatismo che senza dubbio può definirsi universale. El Greco non seguiva nessuna delle regole accettate dalla gran parte dei pittori e dei mecenati del Cinque-Seicento. Offre quindi un esempio di come le cose si possono approcciare in modo diverso, originale e stimolante.
pere inedite e nuova documentazione ricostruiscono il periodo giovanile di Felice Casorati nella grande mostra allestita negli spazi dei Musei Civici agli Eremitani di Padova. Dipinti, disegni, bozzetti provenienti da raccolte pubbliche e private ne ripercorrono gli anni della formazione, vissuta tra Padova, Napoli e Verona, mentre i lavori di Boccioni, Cavaglieri o Laurenti ricreano l’ambiente artistico in cui Casorati cominciò a muovere i primi passi. Rari materiali, artistici e documentari, illuminano la produzione iniziale, in particolare il periodo che arriva fino alla prima partecipazione alla Biennale di Venezia, nel 1907, considerata lo spartiacque fondamentale nel suo percorso di pittore. Seguono gli anni di Napoli e Verona, contrassegnati da un fervido eclettismo. Nato a Novara nel 1883, Casorati arriva a Padova a dieci anni. Qui si dedica agli studi musicali, ma con una tale intensità da restare vittima di un esaurimento nervoso. Ha solo 18 anni e, come egli stesso ha raccontato, ‘’per consolarmi dell’abbandono del mio pianoforte, e dei miei studi prediletti, mio padre mi regalò una gran scatola di colori. Ed eccomi per la prima volta seduto davanti a un cavalletto in pieno sole a mescolare colori sulla tavolozza e a guardare curioso e commosso il dolce paesaggio dei colli Euganei’’. Nel 1902 nasce quindi il primo dipinto dell’artista che, in una Padova culturalmente vivace, decide di assecondare la nuova passione. Per questo diventa allievo del padovano Giovanni Vianello, un rapporto il loro affatto secondario, nonostante Casorati, negli anni della prima maturità, abbia voluto minimizzarlo, ripudiando tutta la fase giovanile. Insieme a nozioni tecniche, pittoriche e calcografiche , è quindi ravvisabile nell’apprendistato di Vianello qualche influenza estetica e tematica che la mostra contribuisce a far emergere: come le pennellate corte e divise che ritornano in ‘Casoni’ e in ‘Case padovane’ del giovane Casorati o nel dipinto ‘Balconata’, risalente agli anni veronesi. Ma anche la centralità del colore giallo o, ancora, il soggetto ricorrente della vecchia, trattato in un dipinto di Vianello. L’esposizione vuole quindi sottolineare la vitalità dell’ambiente artistico padovano, con presenze di rilievo come Umberto Boccioni. La mostra è visitabile fino al 10 gennaio
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L’Editoriale
L’IMPORTANZA DI VACCINARSI
di Francesco Noce*
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Tempo di vaccino: meglio prevenire che rischiare x Poliambulatorio Vespucci, 35 anni al servizio della salute
x Cefalea: sintomi, La tipologie, cure e rimedi
Continua a pag. 39 35
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ai primi giorni del mese di novembre è partita la campagna per le vaccinazioni antinfluenzali e puntuali arrivano campagne mediatiche denigratorie contro i vaccini in generale. A causa di questa controinformazione antivaccinale assistiamo ad un calo pauroso della copertura, ad esempio con picchi del 25% in meno per morbillo e rosolia, ed i cali sono più evidenti nelle zone in cui le associazioni contro i vaccini sono più attive ed in prossimità di loro convegni. Eppure,ad esempio,per quanto riguarda il morbillo negli ultimi 18 anni,in virtù di vaccinazioni su larga scala si sono evitati 2 milioni di casi di contagio e 2000 decessi per complicanze dovute a questa malattia e le malformazioni al feto dovute alla rosolia sono pressoché scomparse,ma non è scomparsa la rosolia che causa questi danni quando contratta nei primi mesi di gravidanza. Né vale la presunzione di non fare il vaccino al proprio figlio,tanto lo fa il mio vicino di casa, poiché solo grazie ad una copertura vaccinale pressoché completa sono state debellate in Italia malattie come la poliomielite ed il vaiolo e solo grazie ad un vaccino,speriamo sia quanto prima, potremo difenderci dal virus dell’ ebola in caso la malattia dovesse espandersi o in caso di viaggi in zone in cui è presente in forma endemica così come già oggi si fa per altre malattie tropicali nei cui confronti i vaccini sono oggi disponibili.
*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo Continua a pag. 38
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L’opinione IL SILENZIO FAVORISCE LE DISTORSIONI DEL SISTEMA
di Dott. Bruno Noce*
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a visione modernistica di libero mercato ha portato il legislatore a compiere un atto politico quantomeno dissennato e certamente poco lungimirante con conseguenze che non hanno tardato a mostrarsi in tutta la loro criticità, vale a dire la trasformazione della prestazione professionale odontoiatrica in “ prodotto “. E noi stupefatti e poi indignati, ci siamo sentiti impotenti nel vedere vanificati gli sforzi fatti per costruire un modello professionale, etico, deontologico che aveva impiegato anni a perfezionarsi, portando la scuola italiana odontoiatrica ad essere considerata la migliore del mondo.Il sistema della comunicazione che vige in questo momento, permette di correre pressoché indisturbati verso la promozione del “ prodotto odontoiatrico” per dare inizio ad un progressivo declino verso una vera e propria povertà culturale, rappresentata da supermercati odontoiatrici che offrono prestazioni sanitarie a prezzi stracciati, gruppi di acquisto che guadagnano fungendo da intermediari dello Studio odontoiatrico e la presenza di un’agguerrita concorrenza extra-nazionale che, come se non bastasse, viene addirittura promossa da programmi televisivi con obiettivi quantomeno poco chiari.Dunque il sistema di Regole sembra essere completamente sovvertito. Regole? Quali regole? È possibile oggi praticare l’intermediazione nella pratica della professione medica ed odontoiatrica? E’ possibile applicare l’IVA su una prestazione odontoiatrica? E’possibile acquistare un voucher per una otturazione senza che sia stata fatta una visita al paziente?E’ possibile affermare che un paziente con una situazione dentale e gengivale gravemente compromessa possa uscire dopo solo otto ore da questo o quello studio sorridendo a trentadue denti e senza aver provato il minimo non dico dolore ma fastidio? È arrivato il momento di stabilire almeno due punti fermi in questo caos: 1- salvaguardare la salute dei nostri pazienti e riaffermare la nostra indipendenza professionale 2- imparare a conoscere il mondo della comunicazione sapendo che anche il silenzio è comunicazione e quindi con il silenzio diventiamo complici di quel sistema distorto che tanto poco ci piace. Nessuno sembra preoccuparsi dell’esposizione dei Cittadini ai difetti ed ai rischi che alcuni Media presentano. È tempo di smetterei di litigare con chi ha interesse a generare ascolti piuttosto che informazione scientifica e di iniziare a comunicare pacatamente secondo un’etica trasparente con i cittadini, dando loro la possibilità di entrare in possesso di informazioni che potranno valutare e confrontare con altre, traendone le dovute conclusioni, una forma di “par condicio” informativa cui hanno diritto.
*Presidente della Commissione Albo Odontoiatri Rovigo
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L’Editoriale Segue da pag. 37
L’IMPORTANZA DI VACCINARSI di Francesco Noce*
Siamo inondati da informazioni,ma paradossalmente molto disinformati e queste campagne di disinformazione,alimentate da allarmi infondati, ci spingono lontano dal progresso scientifico e dalla necessaria attenzione alla prevenzione. L’ influenza costituisce un importante problema di Sanità Pubblica,oltre che individuale,a causa del numero dei casi che si registrano ad ogni stagione che può essere più o meno elevato a seconda della trasmissibilità del virus in circolazione. In Europa l’influenza si presenta con epidemie annuali durante la stagione invernale, può avere un decorso asintomatico o può manifestarsi,nella maggior parte dei casi con sintomi come febbre,tosse,mal di gola,dolori muscolari e delle articolazioni,cefalea e malessere generale, ma può presentare complicazioni anche gravi che sono più frequenti nei soggetti sopra i 65 anni o con condizioni di rischio quali ad esempio malattie croniche dell’ apparato cardio-circolatorio o polmonare,il diabete o malattie immunitarie. Anche donne in stato di gravidanza, specie nel 2°e 3° trimestre presentano un maggior rischio di malattia grave e per queste come per gli ultra 65enni e per i pazienti a rischio il SSN mette a disposizione il vaccino gratuitamente. Un bambino in buona salute è in grado di superare autonomamente o con il supporto di terapie sintomatiche la malattia influenzale,tuttavia vi sono bambini per i quali la vaccinazione non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva, ma è necessaria per una protezione individuale in quanto più facilmente esposti a complicazioni come per i bambini affetti da malattie croniche dell’ apparato respiratorio (inclusa l’ asma persistente,la displasia broncopolmonare e la malattia fibrocistica) o cardio-circolatorio (comprese le cardiopatie congenite),il diabete,le malattie renali, le malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, le neoplasie, le malattie congenite od acquisite che comportano minor produzione di anticorpi, le malattie infiammatorie croniche e le sindromi da malassorbimernto intestinale. I vaccini non vanno somministrati nei piccoli inferiori a 6 mesi di età,la vaccinazione della mamma,specie in caso di allattamento al seno, e degli altri familiari che ne hanno cura costituisce una loro protezione indiretta. I vaccini sono sicuri? I vaccini autorizzati per l’uomo,inclusi quelli contro l’influenza sono prodotti biologici sicuri e sottoposti ad una serie di controlli accurati. Quelli disponibili in Italia sono tutti inattivati e non contengono particelle virali attive,ad eccezione di un vaccino antinfluenzale da somministrare per via nasale che è costituito da virus vivi attenuati. Così come buoni livelli di sicurezza presentano gli adiuvanti che sono sostanze che vengono aggiunte al principio attivo del vaccino per potenziare l’ efficacia della risposta immunitaria alla vaccinazione e per questo sono indicati per le vaccinazioni di soggetti anziani e di quelli poco rispondenti. Quali gli effetti indesiderati? La frequenza degli effetti indesiderati dipende dal tipo di vaccino,da come viene somministrato,e dall’età della persona vaccinata. Vaccini inattivati somministrati per via intramuscolare possono causare reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di inoculazione e, meno spesso, febbre,dolori muscolari o articolari e cefalea e di solito durano pochi giorni e non hanno bisogno di cure o al massimo di trattamenti sintomatici. Raramente possono causare reazioni allergiche dovute ad ipersensibilità nei confronti di determinati componenti del vaccino. Quali controindicazioni alla somministrazione del vaccino antinfluenzale? Il vaccino non deve esser somministrato a piccoli al di sotto dei 6 mesi di età e a soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei componenti del vaccino. Sono false controindicazioni: l’ allergia alle proteine dell’ uovo con manifestazioni non anafilattiche,l’allattamento,l’infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite od acquisite. Mentre una malattia acuta di lieve o media entità rappresenta una controindicazione temporanea alla vaccinazione,la quale va rinviata a guarigione avvenuta. Nel caso di malattie autoimmuni,che sono molte e diverse fra loro è bene che sia fatta una opportuna valutazione da parte dello specialista di riferimento ed in caso negativo ricorrere a profilassi alternative come l’uso di antivirali in caso di necessità,la vaccinazione dei contatti familiari e una attenta profilassi di tipo comportamentale (che tutti dovremmo adottare) come lavarsi di frequente le mani, coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce o si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura,evitare di portare le mani non pulite a contatto degli occhi del naso o della bocca,evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa.
*Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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Poliambulatorio Vespucci 35 anni al servizio della Salute I l Poliambulatorio Vespucci lavora nel territorio Clodiense dal 1980. Dal 2000 ha ottenuto, tra le prime strutture della Regione Veneto, la prestigiosa Certificazione di Qualità ISO 9001/2008 IQNet che, insieme all’Accreditamento Regionale, impone alle aziende sanitarie dei severi controlli professionali a Medici e Fisioterapisti con almeno 3 corsi di aggiornamento all’anno. Le apparecchiature medicali subiscono controllo interno mensile, e annuale da ditta esterna certificata che rilascia documentazione applicata sulla macchina e quindi controllabile dal Paziente stesso. Il Poliambulatorio Vespucci si impone un aggiornamento della “Carta dei Servizi” di almeno due volte all’anno sia cartacea che del sito internet, oltre ad eventuali edizioni straordinarie per tenere i Pazienti informati riguardo le novità terapeutiche e normative. Il Poliambulatorio Vespucci nel 2014 ha effettuato 2.984 visite fisiatriche prime e di controllo. Il numero di prestazioni di fisioterapia erogate nello stesso anno in convenzione sono state 57.000 relative all’Ulss 14; 7.000 da altre Ulss; 30.000 prestazioni private (dati riferiti a cicli di 10 sedute). I Pazienti che hanno svolto queste prestazioni sono suddivisi nelle seguenti patologie: Riabilitazioni ortopediche da intervento chirurgico o fratture 44%. Riabilitazione per Pazienti in infortunio INAIL 10%. Riabilitazione per Pazienti con artriti, periartriti, tendinopatie invalidanti 15%
Riabilitazione per sciatalgie 5%. Riabilitazione per Pazienti artrosici 20%. Riabilitazione per patologie oncologiche, respiratorie, urologiche 198 prestazioni. Riabilitazione a domicilio 36 prestazioni. Prestazioni erogate per prescrizioni plantari ed ausili 114. Per tutti i Pazienti in terapia vengono compilate delle Scale di Valutazione (scale di vas o altre nel caso di Pazienti neurologici o urologici) che permettono di valutare il risultato individuale raggiunto nella riabilitazione. Di recente il Poliambulatorio Vespucci ha sviluppato l’ambulatorio polispecialistico con servizi di diagnostica strumentale (elettromiografie, ecografie, ecodoppler)riabilitazione logopedica, visite specialistiche in ortopedia, ginecologia, dermatologia, psicolo-
1° uscita ottobre
La Cefalea: sintomi, tipologie, cure e rimedi
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a cefalea, detta comunemente “mal di testa”, è uno dei disturbi più comuni tra le sindromi dolorose; si presenta come un dolore alla testa diffuso o circoscritto, pulsante o fisso, talora associato a dolorabilità di faccia e/o collo, talvolta accompagnato da altri sintomi (vomito, febbre, vertigini, aumento della lacrimazione, fotosensibilità). Questo stato spiacevole può durare da qualche minuto fino a molte ore, ripresentandosi ad intervalli regolari (cefalea cronica) o soltanto sporadicamente, anche a distanza di molto tempo. Le cause della cefalea non si conoscono ancora perfettamente, alcuni studiosi sono concordi nell’affermare che la cefalea ha una forte componente ereditaria: se uno dei genitori (in particolare la madre) ne soffre, i figli potrebbero essere più soggetti al disturbo; altri sostengono che chi soffre di frequenti cefalee produrrebbe poche endorfine, gli ormoni deputati al mantenimento di uno stato di benessere e tranquillità. Di certo gli elevati stress fisici ed emotivi causano una forte cefalea al loro termine, così come possono favorirla un’eccessiva esposizione ai raggi solari, la privazione di sonno, le variazioni altimetriche troppo brusche, i cambiamenti di clima, l’inquinamento atmosferico; anche l’alimentazione ha le sue responsabilità: alcuni cibi dalla digestione particolarmente complessa (cioccolato, insaccati, formaggi stagionati, frutta secca, agrumi, fritti e caffè ad esempio) hanno un vero e proprio effetto vasodilatatore, per cui favoriscono l’insorgere della cefalea; il digiuno e le diete troppo drastiche, l’eccessivo consumo di alcool, il fumo possono scatenare cefalea. Nella donna da non dimenticare il ciclo mestruale o l’entrata nella menopausa, eventi che comportano una variazione
gia, urologia, otorinolaringoiatria, nutrizionali. Il Poliambulatorio Vespucci partecipa a congressi ed esposizioni in Italia ed all’estero per acquisire quanto di meglio e nuovo esiste sul mercato per l’aggiornamento continuo dell’offerta terapeutica. Ogni tre mesi vengono distribuiti i sondaggi di opinione che permettono di valutare il grado di soddisfazione dei Pazienti che vengono fatti partecipi attivi con suggerimenti ed osservazioni. Il Poliambulatorio Vespucci è convenzionato con il SSR (Sistema Sanitario Regionale) con il SSN (Sistema Sanitario Nazionale) con l’INAIL, con la Mutua dei Marittimi e con i maggiori Network Sanitari (Unisalute, Previmedical ecc.). È collegato al Cup dell’Azienda Ulss14 per prenotazioni dirette. Vogliamo ringraziare chi ha riconosciuto la nostra professionalità in questi 35 anni.
Il Dott. Andrea Bellato
del flusso ormonale nell’organismo. Talvolta può essere utile anche fare una visita oculistica: alcune cefalee sono causate da difetti della vista o da stato di affaticamento degli occhi; può essere indicata una visita odontoiatrica: un’alterazione dell’occlusione può scatenare cefalea. Vi sono vari tipi di cefalea, che vengono distinti a seconda della durata, dell’intensità del dolore e della regione della testa interessata: l’emicrania (con o senza aura), la cefalea cronica parossistica, la cefalea a grappolo, quella muscolo-tensiva, ecc. Vi sono poi delle cefalee che sono sintomo di una patologia più grave: nevralgia del trigemino, cefalea neoplastica, cefalea da emorragia sub-aracnoidea, ecc. La diagnosi della cefalea deriva da un’attenta anamnesi dato che le sue varie forme, non presentano differenze sostanziali da poter essere chiaramente percepite dal paziente: il momento della giornata in cui si manifesta ci può indirizzare sulla causa scatenante. Si hanno ottimi risultati con il trattamento osteopatico che dovrà ricercare una corretta biomeccanica delle strutture cervicali, delle spalle, dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare, sono molto frequenti problemi di mal occlusione e di bruxismo), un corretto equilibrio della postura, la pervietà di importanti passaggi vascolari (particolarmente importanti nei casi di cefalee di origine vascolare); inoltre si analizzeranno ed eventualmente si tratteranno disfunzioni dell’osso sacro e del meccanismo cranio-sacrale (frequente nei colpi di frusta). Dott. Andrea Bellato - Fisioterapista e Osteopata - Via Marcanta 15, Adria (Ro) tel 388 0441845 mail: bellato87@gmail.com
FISIOTERAPIA – RIABILITAZIONE AMBULATORIO POLISPECIALISTICO DIAGNOSTICA STRUMENTALE
PRESTAZIONI FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE Riabilitazione neurologica, ortopedica, pre-post operatoria, reumatologica, dello sportivo, pediatrica, posturale, senologica, respiratoria, urologica perineale, logopedica; Terapia occupazionale; Riabilitazione della colonna vertebrale, mano, gomito, spalla, ginocchio, anca, piede; Riabilitazione a domicilio, funzionale globale di mantenimento di gruppo; Ginnastica correttiva di gruppo; Massaggio per drenaggio linfatico; Kinesiology Taping Therapy; Terapie fisiche strumentali; Tecarterapia; Hilterapia; Noleggio magnetoterapia. PRESTAZIONI AMBULATORIO POLISPECIALISTICO Visite specialistiche fisiatriche: esame podologico per prescrizione plantari; valutazioni funzionali neurologiche. Visite specialistiche ortopediche: visite superspecialistiche di chirurgia vertebrale; terapia con onde d’urto; mesoterapia antalgica; artrocentesi; manipolazioni vertebrali; infiltrazioni articolari; infiltrazioni ecoguidate all’anca; perizie medico legali. Visite specialistiche di chirurgia vascolare: scleroterapia. Visite specialistiche ginecologiche: infantili, adolescenziali e adulti; pap test; colposcopia. Visite specialistiche di chirurgia generale, di chirurgia e medicina estetica, urologiche, endocrinologiche, dermatologiche, reumatologiche, podologiche; Consulenze sessuologiche, psicologiche, nutrizionali. PRESTAZIONI DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE Elettromiografie - Ecografie - Ecocolordoppler Struttura convenzionata con il SSN Direttore sanitario: Dott. Mario Bortolato Aut. san. Nr 53 de 15/7/13 VIA VESPUCCI N°135/136 30015 SOTTOMARINA DI CHIOGGIA (VE) TEL. 041.490754 - FAX. 041.5548329 info@poliambulatoriovespucci.it www.poliambulatoriovespucci.it
La tua camera da letto è posizionata correttamente secondo il Feng Shui?
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osizione camera lettoLa camera da letto è l’ambiente più importante all’interno dell’abitazione: ognuno di noi passa circa un terzo della propria vita a letto. Nella camera – e nel letto – ci riposiamo, recuperiamo le nostre energie, passiamo un periodo di convalescenza, viviamo situazioni intime. È comprensibile quindi che nel Feng Shui la camera da letto abbia una rilevanza particolare. Ma non è solo per questi motivi… Tutti quelli elencati sopra sono motivi già sufficientemente importanti, che ci spingono a valutare con attenzione la posizione del letto e l’orientamento della testata. Ma ci sono anche altre motivazioni più profonde. Il Feng Shui ci insegna che il luogo dove dormiamo, la “camera da letto”, è il punto di origine della storia dell’evoluzione delle nostre abitazioni. Tutto è nato, infatti, quando un nostro antenato, tanto tempo fa, cercò una grotta o un buco tra le rocce per ripararsi, forse da un predatore, o forse semplicemente dal freddo e dagli agenti atmosferici. Lo so, la camera da letto è importante, il letto va posizionato con la testa a nord eccetera… Tratterremo questi aspetti specifici, che riguardano il letto, in altri articoli (tra l’altro, non è assolutamente vero che il letto deve essere posizionato con la testa a nord secondo il Feng Shui!). Ora però stiamo parlando della posizione della camera da letto all’interno dell’appartamento o della casa. Per fare questo, prendiamo la piantina dell’abitazione e consideriamo la posizione e la direzione della camera da letto rispetto alla porta d’ingresso. Come? Che c’entra la posizione della ca-
mera da letto? C’entra, e spesso è più importante della posizione e dell’orientamento del letto all’interno della stessa stanza! Com’è possibile? Molto semplice: la struttura e la dislocazione delle funzioni abitative (camere, cucina, ingresso, bagni, studio,…), nonché i collegamenti fra loro, hanno un’importanza superiore rispetto alla dislocazione degli arredi all’interno di ogni ambiente. È come all’interno del corpo umano: i sistemi (= insieme di organi deputati ad una specifica funzione, es. il sistema immunitario, digestivo, etc.) hanno un livello di priorità superiore rispetto al singolo organo. Due organi possono anche essere ben funzionanti, ma se non c’è collegamento o se non riescono a coordinarsi, l’effetto complessivo non è benefico per il corpo. Quindi, nel Feng Shui, la posizione della camera da letto deve essere valutata sempre prima del posizionamento del letto stesso, e dell’orientamento della testata del letto. Gmflex - via del Commercio,12 località Borsea Rovigo tel.0425474954 - angolo via modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455
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A tavola 41 2 LA RUBRICA DI CUCINA
COUS COUS AL PESTO DI SPINACI E MANDORLE Giustificate da un condimento più morbido e quasi dolce, pe questa ricetta abbiamo preferito utilizzare il cous cous tradizionale anziché quello integrale. Poi, alla ricerca di una preparazione ancora estiva e più leggera, vi abbiamo aggiunto davvero pochissimi ingredienti. Il pesto di spinaci, già utilizzato nel condimento di primi piatti, ci aveva particolarmente conquistato per la sua cremosità e dolcezza, ci è sembrato quindi un’ottima idea per questa pietanza dai sentori internazionali. Per arricchire, azzeccatissimi sono stati una ricotta dura e decisamente saporita tipica palermitana, e delle gustose, e soprattutto piccantine, acciughe in olio al peperoncino. Un’idea veloce e semplice, per preparare un piatto diverso.
Ingredienti per 5 persone 250g cous cous 20g mandorle a lamelle 40g ricotta infornata palermitana grattugiata 5-6 acciughe sott’olio al peperoncino olio evo
sale Per il pesto di spinaci: 250g spinaci precotti 1 cucch mostarda veneta aglio olio evo sale
Procedimento Preparare il pesto di spinaci: frullare la verdura con olio, aglio sminuzzato e sale. Cuocere il cous cous come indicato nella confezione: scaldare 2 bicchieri di acqua, al momento del bollore salare, quindi togliere dal fuoco e versare il cous cous con un cucchiaio di olio. Lasciare riposare per circa 5 minuti, poi sgranare con una forchetta. In una ciotola mescolare il cous cous con il pesto di spinaci, le mandorle, le acciughe spezzettate e la ricotta; aggiustare di sale ed eventualmente aggiungere qualche cucchiaio di olio per ammorbidire. Lasciare riposare prima di servire.
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Oroscopo 42 1 Crucipiazza ARIETE
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SIATE
DOMANI POTRESTE PENTIRTI.
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INSODDISFAZIONI E LE TENSIONI
VIGILI.
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CHIO AGLI SQUILIBRI,
UN
ALLA ALL’ACCONDISCENDENZA.
POLEMICA,
ANCHE
L’EROS POTREBBE RISENTIRE DI
PASSERANNO
UN CERTO NERVOSISMO
CANCRO
DAL 22/06 AL 22/07
FATE CEZZA
SPAZIO
DELLA
ALL’ACCETTAZIONE
DOL-
ALLA
COMPRENSIONE, DEI
VENERE MARTE
CAMBIA-
MENTI, DEI PROBLEMI O DELLE DIVERSITÀ.
CAPRICORNO DAL 22/12 AL 20/01
ACCETTATEVI PER COME SIETE
VOSTRI
E SONO ALLEATI
E L’AMORE SE NE GIOVERÀ. IN VISTA GRANDI TRASFORMAZIONI ED EVENTI FELICI
LEONE DAL 23/07 AL 23/08
SENTIRETE
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ACQUARIO DAL 21/01 AL 19/02
BI-
SOGNO DI METTERE ORDINE, DI FARE IL
AVETE
PUNTO, DI DELIMITARE QUELLO CHE C’È E CHE VI SODDISFA E QUANTO
NO, DI CAPIRE COSA VOLETE PER IL FUTURO
BISOGNO DI DI-
VERTIRVI, RILASSARVI,
GRATIFICARVI E CON-
OSCERE GENTE.
MA
ANCHE DI
DIALOGO, DI STIMOLI MENTALI, DI SITUAZIONI INSOLITE
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PRENDETE UNA CISONE. BASTA
CON
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FANO, CON LE SCELTE CHE NON VI VALORIZZANO, CON I SÌ CHE IN REALTÀ SONO NO
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DE-
METTETE
IN
CONTO INCERTEZZA, TENSIONI, NERVOSISMO ONE.
MA
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ANCHE LA POSSIBIL-
ITÀ DI MIGLIORARE QUELLO CHE NON FUNZIONA
Relax nell’abbraccio della natura Relax nell’abbraccio della natura
Quest’anno, non le andrebbe di fare qualcosa per la propria salute, e recarsi in vacanza in un luogo noto come centro climatico? Passeggiare a lungo nella natura, stare seduti sulla terrazza dell’hotel di confare unaqualcosa vista straordiQuest’anno, non le andrebbe per la naria sulle cime delle Alpi Giulie, visitare delle bellezze propria salute, e recarsi in vacanza in un luogo noto come culturali e naturali della Valle Superiore della Sava, centro climatico? Passeggiare a lungo nella natura, stare nuotare e rilassarsi nelle piscine. seduti sulla terrazza dell’hotel con una vista straordi-
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