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adria giu2019 n89

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Sport p.18

on-line:

p.33

Salute p.27

GIUGNO 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.89

Cultura p.17

L’Europa resiste, ma deve cambiare

di Adria

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Dal punto di vista politico, il dato più signifiRESPONSABILITÀ & RISARCIMENTO

via Manzoni, 17non · ADRIA · tel. 0426 cativo è la(Ro) crescita del902385 fronte sovranista, che Monicae Gusella corsosiRisorgimento, 49 · PORTO VIRO (Ro) in Polonia afferma in Italia, in Francia, Untel. 0426 631947

gheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno servizio a pag 4 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

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BILANCI

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Altri mesi di passione per i pendolari di Adria-Mestre L’ultimo episodio: tre ore per percorrere la tratta. Alcuni consiglieri regionali chiedono provvedimenti, la giunta minimizza e il sindaco di Adria media

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Ponte Chieppara: si riapre a settembre SANITÀ

Polemiche sul reparto di Oncologia ASSOCIAZIONI

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L’Europa resiste, ma deve cambiare

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L’Europa resiste, ma deve cambiare

Hashtag torna ad Adria: divertimento, musica e solidarietà

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

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La prima tappa del tour Hashtag Music Festival all’Autodromo

’estate ad Adria è iniziata ufficialmente l’8 giugno con il ritorno, all’Adria International Raceway,di Hashtag Music Festival. Una manifestazione unica nel suo genere che ha inaugurato l’inizio delle vacanze estive per migliaia di giovani che sono giunti all’autodromo da tutto il Delta e non solo. Un evento che fin dalla sua organizzazione ha delineato molteplici obiettivi: far divertire i giovani, attivare una campagna di consapevolezza sull’abuso dell’alcol tra i ragazzi e sensibilizzare un progetto solidale in Africa. “Gli eventi che si svolgono ad Adria, ed in particolare all’Autodromo, si relazionano con professionisti del settore che lavorano in sinergia per offrire un ottimo risultato - commenta il primo cittadino Omar Barbierato –. Il fatto che possano giungere qui migliaia di giovani, e non solo dal Delta, è un valore aggiunto per un territorio come il nostro che ha vocazione turistica dove tutti possono divertirsi in sicurezza”. Sugli aspetti organizzativi e logistici della manifestazione si è espresso anche il direttore generale dell’autodromo, Mario Altoè: “Disponiamo di una struttura con Vendita Auto Nuove, un alto grado di sicurezza, recintata e protetta, e abbiamo un perUsate e di sonale qualificato che sa come agire in caso di emergenze. Quello dell’8 giugno era solo uno tra gli eventi che si sono svolti durante Importazione quel week end, ma il lavoro è stato svolto al meglio perché ci siamo Gamma completa Germana Urbani >direttore@givemotions.it< coadiuvati bene con tutti i partner coinvolti”. di auto SEAT anche La tappa adriese del tour di Hashtag è stata anche l’occasione he non sarebbero state elezioni come tutte le nelle motorizzazioni per presentare “Acqua al quadrato”, il progetto che finanzia la altre si sapeva, e non a Metano solo per via della Brexit. costruzione e il mantenimento di pozzi d’acqua in Costa d’Avorio, Che il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo a sostegno del progetto Bakanklo Villaggio Dei Bambini dell’AssoOffi cina ma specializzata davano per probabile, senza grandi entusiaciazione Calabroni Porto Tolle e promossi dal Rotary Club distretto e MULTIMARCHE smi. Gaia Ferrarese del Delta del Po e della Fondazione Rotary. Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.

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di Adria

recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8634 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019


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Adria

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Linea Adria-Mestre: ancora disagi L’ultimo episodio: tre ore per percorrere la tratta. Alcuni consiglieri regionali chiedono provvedimenti, la giunta minimizza e il sindaco di Adria media tra i soggetti. Intanto ad agosto la tratta chiude per lavori

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otrebbe trattarsi del remake del celebre film del 1990 “Il viaggio della speranza” quello che pendolari, veneziani e adriesi, e turisti sono costretti a subire costantemente quando salgono a bordo dei treni della linea Adria-Mestre. Un grave problema che non accenna a risolversi e che, anzi, si aggraverà, si spera temporaneamente, con l’avvio dei lavori sulla rete ferroviaria nel mese di agosto. A risollevare la questione sono stati alcuni consiglieri regionali, in primis la polesana Patrizia Bartelle (Italia in Comune), insieme a Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP): “È inaudito, i problemi sono gravi, evidenti e sotto gli occhi di tutti ma non accade nulla. Gli utenti sono stanchi e si sentono presi in giro, infatti, quasi ogni giorno apprendiamo di questi ritardi e disagi per coprire una tratta brevissima che dovrebbe unire velocemente e

facilmente il Polesine con il capoluogo regionale”. In particolare, l’ultimo episodio si è verificato a fine maggio quando “i passeggeri del treno partito da Mestre alle 14.43 avrebbero impiegato tre ore per arrivare ad Adria e sarebbero stati costretti ad effettuare il tratto Mira - Piove di Sacco a bordo di un autobus strapieno” evidenziano i consiglieri. “Lo abbiamo già chiesto il 22 marzo scorso con l’interrogazione a risposta immediata e lo ribadiamo ora: Sistemi Territoriali non si è dimostrata all’altezza perciò è opportuno affidare il servizio di trasporto ad altra compagnia per garantire la continuità e la qualità del servizio. Invece la Giunta Regionale rispondendo a questa e ad altre interrogazioni sull’inefficienza di Sistemi Territoriali ha praticamente affermato che va tutto bene”. A mediare tra i soggetti coin-

Ormai da diversi mesi i pendolari sono costretti a subire lunghi ritardi e disagi

volti, è stato il sindaco di Adria, Omar Barbierato, che evidenzia “un contatto quasi quotidiano tra amministrazione e sistemi territoriali, per monitorare le segnalazioni degli utenti che purtroppo non mancano. Devo ammettere che ho trovato la disponibilità per avere un confronto con tutti gli attori coinvolti e mi auguro che, in tempi

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Gaia Ferrarese

Al via la convenzione per la prevenzione incendi

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brevi, riusciremo a trovare delle risposte su orari e uso di mezzi che vadano a mitigare le problematiche e migliorare l’offerta con soluzioni efficaci”. Intanto Sistemi Territoriali ha comunicato lo stop estivo sul tratto Piove di Sacco - Venezia/ Mestre dal 29 luglio e poi sulla linea Piove di Sacco – Adria dal 19 agosto fino al 1 settembre

per lavori che riguarderanno il rinnovo dell’armamento con rotaie di alcune curve. La stessa società rimarca che per ovviare alla soppressione dei treni, metterà a disposizione degli autobus sostitutivi. Nel frattempo la consigliera Bartelle invita “tutti gli utenti, singoli o riuniti in comitati, a contattarmi per segnalarmi i disservizi che subiscono e mettere insieme una azione politica forte per combattere questa situazione assurda. Se continua così l’utenza della linea Adria-Mestre percorrerebbe il tragitto in minor tempo utilizzando la bicicletta. È davvero questo ciò che vuole la Regione?” ha concluso.

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A firmare l’accordo

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insieme al Coordinamento dei Colli Euganei

A

l via la convenzione di mutuo soccorso tra il Coordinamento di Protezione Civile e Antincendi Boschivi Parco Colli Euganei. L’accordo è stato firmato dal sindaco Omar Barbierato e dal legale rappresentante del Gruppo comunale volontari di Protezione Civile di Adria. Oltre a essere importante per la formazione e l’addestramento dei volontari, rende ufficiale un rapporto di collaborazione già consolidato nel tempo tra le due organizzazioni, consentendo una condivisione di uomini e mezzi sia per la prevenzione e lotta agli incendi boschivi, sia per le generali attività di Protezione Civile. Il Gruppo di Adria, infatti, è da anni che svolge in sinergia con Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine il servizio di prevenzione incendi nelle pinete di Rosolina Mare durante i fine settimana estivi. “Si tratta di un altro passo importante in termini di sicurezza per il nostro territorio- afferma il consigliere con delega alla protezione civile Enrico Bonato -. Un lavoro significativo portato avanti da tutto il gruppo di Adria coordinato da Marco Passarella”. Laura Scapin


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ndici gli appuntamenti gli appuntamenti”. per la stagione 2019 del Tuttavia, aumentando gli Teatro di Adria, affidata per la spettacoli da cinque a nove, prima volta alla vincitrice del e il prezzo dell’abbonamento bando indetto lo scorso genna- da 30/80 euro a 60/100 euro, a io: l’Associazione Tempi e Rit- stagione conclusa, la rassegna è mi di Padova. stata un successo. Nonostante i tempi stretti, Invece di proporre titoli già in l’Associazione è riuscita a regi- scena in altri teatri del territostrare un totale di 4.255 spet- rio, si è puntato su nuovi artisti tatori con una media di 387 e nuovi generi, i quali si sono ripresenze a serata. Ogni sera, velati proprio gli spettacoli con in media, 180 spettatori si sono i record di presenze: in primis il aggiunti agli abbonati (206). “Il sold-out a due mesi prima dello dato è più che positivo - fanno spettacolo di Marco e Pippo; a sapere dall’associazione -, anseguire si è passati dal Balletto che considerati i tempi ristretti ucraino, al rock internazionale in cui è stata organizzata e re- dei Creedence Clearwater Realizzata la rassegna, raffronta- vived. to con il dato dell’anno scorso, Una proposta diversa che quando ad ogni ha radunato spettacolo hanun pubblico no presenziato eterogeneo, 4.255 in media 170 facendolo rispettatori persone oltre flettere su temi agli abbonati”. seri, anche in con una media A causa della un contesto di di 387 presenze legge sulla pridivertimento. vacy dei dati Secondo i coma serata personali invomenti raccolti cata dall’orgatra il pubblico, nizzazione delfanno sapere gli le precedenti rassegne teatrali, organizzatori, lo spessore culnon è stato possibile ricontat- turale si è percepito sin dalla tare i fedelissimi delle vecchie serata inaugurale con Paolo Ceedizioni, e avendo solo una voli, a cui si sono aggiunti Pasettimana a disposizione, gli olo Migone e il famoso comico abbonati (206) risultano in calo e scrittore Alessandro Bergonrispetto al 2018 (330). zoni. “E’ stata così interrotta, a dan“Ci siamo sentiti adriesi un no - evidentemente - dell’attua- po’ anche noi - conclude Masle organizzatore, ma anche e simo Salasnich, presidente di soprattutto degli appassionati, Tempi e Ritmi - dapprima scruuna prassi consolidata, su cui tati, e poi, alla fine, anche prosi è sempre fatto affidamento, tetti, da quel “gigante buono” che vedeva gli abbonati dell’an- che è il teatro comunale, a cui no precedente essere contat- abbiamo affidato, per molte tati per tempo, con una lettera settimane, le nostre energie e recapitata a casa, a firma del competenze”. Sindaco, il quale invitava alla Laura Scapin nuova stagione, presentandone

In funzione il nuovo semaforo nel centro di Baricetta: maggiore sicurezza per la viabilità

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opo tante attese della popolazione residente, a Baricetta è entrato in funzione il nuovo semaforo nel pericoloso incrocio tra la strada provinciale 4 e via Einaudi. L’amministrazione comunale, da un avanzo derivato dal 2017, ha effettuato l’intervento per una spesa di circa trenta mila euro. L’operazione si rendeva orami necessaria, ed occorreva provvedere ad una situazione di pericolo, mettendo in sicurezza l’incrocio al centro del paese. Il tratto stradale presenta infatti numerose criticità e molti automobilisti non rispettavano il limite di velocità. In zona, oltre a gli accessi per piazza Einaudi, gli attraversamenti

ciclo-pedonali, l’agenzia di Poste e Telecomunicazioni ed un albergo-ristorante. Sul medesimo incrocio converge altresì un intenso traffico diretto a Rovigo che giunge, non solo da Adria sud, ma anche dal delta, attraverso via Garzoni. I pedoni hanno due passaggi di attraversamento con chiamata da pulsante. Il nuovo apparecchio semaforico è stato progettato con modalità e tempistiche che tengono conto in via prioritaria della sicurezza dei pedoni e risponde alle normative vigenti sul codice della strada, garantendo in questo modo la sicurezza al centro del paese. Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<

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Teatro L’ex sindaco controbatte

Le perplessità di Barbujani: “Voglio i dati” Il consigliere non ci sta e chiede di poter prendere visione dei numeri effettivi dei biglietti venduti per gli spettacoli

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el periodo delle fake news è facile imbattersi in eventi che da flop diventano un grande successo di critica e di pubblico - parte così la polemica del consigliere comunale per la lista civica “Bobo sindaco Adria e le sue frazioni”, nonché ex sindaco, Massimo Barbujani, che chiede l’accesso agli atti alla società dilettantistica che ha vinto il bando di concorso per la gestione del Teatro Comunale di Adria. Al consigliere, infatti, i numeri non tornano: nonostante il successo millantato dalla società

che gestisce il teatro, gli spettacoli hanno registrato un calo di presenze intorno al 30%, in controtendenza con i teatri limitrofi che “hanno potuto vantare ben il doppio degli spettatori, tra cui Rosolina che ha registrato quasi mille persone per il medesimo spettacolo” evidenzia Barbujani. La controversia tuttavia non si limita a questo, sembrerebbe infatti che delle presenze registrate, siano poche quelle ad aver effettivamente sostenuto il costo del biglietto. ”Delle quasi 400 persone medie dichiarate e che hanno effet-

L’ex sindaco di Adria, ora consigliere, Massimo Barbujani intervenuto sulla vicenda

tivamente frequentato il teatro, vorremmo sapere quanti di questi hanno pagato un regolare biglietto o se invece vi sono state entrate di favore, - continua Barbujani - chiediamo quindi di avere copia dei modelli C1 dove si evincono, per ogni ordine, il numero di biglietti venduti e quelli omaggio, con i relativi importi incassati”. Il Teatro di Adria sembra passare quindi un momento infelice pensando ai successi del passa-

to con Gabriele Lavia e Ingmar Bergman, con Albertazzi, con De Filippo, Silvio Orlando, Marco Paolini, Paola Cortellesi, Polo Poli, Giuliana De Sio o il Musical Grease. “Non entreremo nel merito inoltre del fatto che la società vincitrice non ha dipendenti e che ha sub-appaltato il 100% lavoro a persone esterne - conclude Barbujani -, ma sulla vicenda vogliamo fare chiarezza”. Gaia Ferrarese

IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …

DEPURAZIONE ACQUE REFLUE CIVILI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA RECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE Le acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze inquinanti ivi presenti e una volta raggiunto il terreno le gocce acquisiscono ulteriori contaminazioni a contatto con strade, rifiuti, vegetazione e superfici pavimentate. Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifiche atte ad accumulare o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da IDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, medie e grandi superfici.

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Viabilità Lavori pubblici

Ponte Chieppara: si riapre a settembre Procedono secondo le tempistiche previste i lavori al ponte mobile di Chieppara.

procederemo con l’allestimento dei cantieri”. Il ponte è indispensabile per il passaggio degli autobus che accompagnano gli studenti a scuola, per questo si è fatto coincidere i lavori con le vacanze estive. Ver-

ranno apportate modifiche alla viabilità, ma per ridurre al minimo i disagi sarà divisa in 3 fasi: fino a metà luglio si potrà transitare sul ponte a senso unico alternato, dopodiché, quando verrà chiuso al traffico, al 90% sarà garantito il

passaggio ciclopedanale, sicurezza permettendo, fino a che la circolazione non sarà interdetta definitivamente ma preceduta da un incremento della segnaletica verticale che illustrerà le deviazioni ai Laura Scapin cittadini.

La struttura consente l’attraversamento del Canal Bianco e di collegare la zona commerciale e la zona urbana sud di Adria. Tutti gli interventi in programma sono stati segnalati e resi necessari in seguito a delle indagini tecniche realizzate sulle strutture fisse e mobili dell’opera, effettuate da Sistemi Territoriali in qualità di ente gestore del ponte, per conto della Regione Veneto, proprietaria dell’infrastruttura collaudata nel 1980. I lavori sono stati consegnati alle ditte vincitrici degli appalti il 13 maggio, con una collaborazione delle imprese per operazioni

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Giostre inclusive: inaugurato il parco Baden Powell Adria, città sempre più inclusiva. Nelle scorse settimane il sindaco Omar Barbierato e gli assessori Sandra Moda e Marco Terrentin, hanno inaugurato a Ca’ Cima, le nuove attrezzature ricreative per bambini e ragazzi con disabilità. “Il parco R. Baden Powell, uno degli spazi e aeree verdi più frequentate da persone di ogni età, è stato ammodernato e riqualificato con una casetta gioco, adatta a bambini delle scuole elementari, piazzato un gioco a molla per i piccini della scuola materna e sistemato un gioco nave, realizzato con caratteristiche atte a favorire l’utilizzo anche a bambini disabili - spiega l’assessore Marco Terrentin -. Una struttura composta da due torri di diversa altezza collegate da un ponte completo di scala per accedervi, due scivoli e una rete per arrampicata. Il tutto appoggiato su una piattaforma a colori, di 15 per 7,50 metri, opportunamente pavimentata in gomma elastica colata ad assorbimento d’urto per esterno”. La risposta delle famiglie che hanno partecipato all’evento inaugurale è stata calorosa. “Si tratta di uno spazio attrezzato immerso nel verde, strutturato e accogliente per i cittadini e accessibile ai bambini con disabilità - ha commentato il primo cittadino Omar Barbierato - Un luogo pubblico di aggregazione per la nostra comunità dove viene favorita la socializzazione delle famiglie e dove sono presenti altri impianti per il gioco”. Ga.Fe.)


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Adria

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“Un solo oncologo, reparto a rischio” La denuncia dei 5 stelle adriesi a seguito della segnalazione di alcuni pazienti. “Il reparto rischia la chiusura perché depauperato del personale assolutamente necessario alla sua sopravvivenza”

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a sanità di Adria ancora al centro di perplessità e polemiche: a riaccendere i riflettori sull’ospedale della città etrusca questa volta è il Movimento 5 Stelle che, a seguito di alcune segnalazioni ricevute, si esprime sul reparto di Oncologia del nosocomio, in particolare sulla presenza in loco di un solo medico oncologo. “Stiamo ricevendo una serie di segnalazioni che ci lasciano basiti: si tratta dei pazienti che usufruiscono del servizio di Oncologia, Unità Operativa situata presso il Dipartimento di Medicina. Anche questo servizio, nato per essere il fiore all’occhiello del nostro Ospedale, voluto dall’allora Dirigente Dott. Giuseppe Dal Ben, rischia la chiusura perché depauperato del personale assolutamente necessario alla sua sopravvivenza” dichiarano i grillini. L’Unità presente all’interno dell’Ospedale è dotata di cinque poltrone per le terapie infusio-

nali, di una stanza per le degenze diurne, di ambulatori, segreteria, sale d’aspetto e di tutti gli ambienti necessari alla gestione dell’attività. “Tale servizio è stato riconosciuto da più parti come estremamente importante nell’offrire ai pazienti oncologici le cure indispensabili per le loro patologie, tanto che vi ricorreva un numero sempre maggiore di pazienti da tutta la Provincia – commenta il Movimento -. Ora, la presenza in servizio di un solo oncologo rischia di vanificare il lavoro minuziosamente costruito in questi anni. Mentre i casi di tumori nella popolazione aumentano, si ridimensiona di fatto l’aiuto da dare”. “Di fatto, perché non incrementando il personale e i mezzi del Reparto, le sue potenzialità non possono che ridursi, a tutto discapito delle speranze di una diagnosi veloce e delle speranze di guarigione che i pazienti on-

Presto in arrivo il nuovo collegamento stradale

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arà l’impresa Lazzarin Fabrizio srl di Rosolina ad effettuare i lavori per il collegamento stradale tra la località Campelli e la SR 516. L’opera pubblica, che avrà un costo di circa 70 mila euro, inizierà nelle prossime settimane e sarà a servizio del nucleo abitato di località Campello che sarà collegata alla strada regionale 516 “Piovese”. “Si tratta di un intervento studiato, al fine di garantire agli abitanti che risiedono lungo il tratto stradale a fondo chiuso, l’immissione in sicurezza sulla SR 516, la strada che collega Adria con Cavarzere” spiega l’assessore Terrentin. Attualmente, le sette famiglie che abitano a ridosso del nuovo Adigetto, a nord di Adria, si trovano in difficoltà a causa di un antico ponte romano che impedisce loro il passaggio in sicurezza, se non a senso unico alternato e per i soli residenti, a causa di gravi danni strutturali. “Secondo la previsione lavori, alla fine di Giugno sarà prevista l’apertura al traffico veicolare della nuova rampa che verrà poi asfaltata a Settembre- continua Terrentin - per permettere al sottofondo di costiparsi e stabilizzarsi”. Anche il sindaco di Adria, Omar Barbierato, esprime la sua soddisfazione per il via ai lavori: “Un’opera pubblica importante a salvaguardia dell’incolumità delle persone e dei mezzi da inanellare alla collana dei servizi a beneficio dei nostri cittadini.”

cologici riponevano nell’Unità Operativa”. Ad evidenziare la criticità della situazione era stato, qualche mese fa, anche il segretario ge-

nerale FP Cgil Rovigo, Davide Benazzo, ma nulla è stato ancora risolto per arginare la riduzione di questo servizio sanitario e il conseguente isolamento profes-

sionale, nonostante l’aumento dei casi e delle richieste da gran parte del Basso Polesine. Gaia Ferrarese

Borse di studio Marino Marin, studenti premiati Si è conclusa la 17° edizione dell premio intitolata al poeta adriese. Sabato 8 giugno si è svolta la cerimonia di premiazione degli studenti vincitori nella Sala Consiliare del Municipio di Adria. Il concorso era diviso in 3 sezioni di cui la prima riservata alle scuole primarie che dovevano creare un disegno riferito ad una poesia dell’autore, la seconda alle scuole secondarie di I grado e la terza alle scuole secondarie di II grado, entrambe con la consegna di sviluppare un commento ad un’opera di Marin. I primi 3 classificati di ogni sezione hanno ricevuto un premio in denaro che, per le prime due sezioni è stato rispettivamente di 250, 200 e 150 euro; mentre per i finalisti della terza sezione le borse erogate sono pari a 350, 250 e 200 euro. Ad annunciare i vincitori è stato il sindaco di Adria Omar Barbierato, assieme ai consiglieri delegati per la cultura Oriana Trombini e per la Pubblica Istruzione Graziella Bovolenta. Il verdetto è stato emesso dalla commissione giudicatrice composta da un presidente, Laura Cassetta, e da un comitato, Donatella e Luigi Nardi, nominati direttamente dal sindaco. Nella I sezione si sono classificati primo e secondo posto Pietro Simoncini e Alice Cominato della primaria G. Pascoli, mentre Ester Bolzon della primaria di Bottrighe San G. Bosco, conquista il terzo posto. Sul podio della seconda sezione invece, troviamo in ordine Matilde Mesini,

Lisa Zanin e Davide Dissette, tutti studenti della scuola secondaria di I grado M. Marin. In questa categoria ma fuori classifica, è stata segnalata l’opera di Martina Bedendi. Infine, per l’ultima sezione, i vincitori provengono dal Liceo Bocchi Galilei: Chiara Maria Vienna Ciciliato (scientifico), Ilaria Bettini (scientifico) e Daniele Falconi (linguistico). Laura Scapin


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Adria

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Botta e risposta Simoni vs Tosato

Polemica tra Comune e Consulta delle associazioni “La giunta di cui faccio parte esordisce l’assessore Marco Tosato si è impegnata a far rinascere quelle consulte che per anni erano state tenute volutamente nel sonno”. “Pertanto si respinge al mittente l’accusa di non voler coinvolgere le associazioni. Chi in precedenza ricopriva il referato dello sport e associazionismo non ha certo brillato per capacità di ascolto e condivisione. Ora sindaco e assessori hanno

avvenuta con il Presidente della consulta delle associazioni, Federico Simoni. In particolare, le stesse associazioni sportive delle frazioni sarebbero sul punto di gettare la spugna a causa dei mancati finanziamenti derivanti dallo falcio dell’erba nelle

aree pubbliche dei quartieri e delle frazioni. Un servizio che serviva a garantire il decoro del territorio e, al contempo, assicurava le risorse finanziarie per i gruppi di volontariato nel portare avanti le attività educative e sportive

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Il presidente della Consulta delle Associazioni, Federico SImoni

finalmente riaperto le porte del comune alla consulta dell’ambiente e alla consulta della cultura, oltre che a quella del volontariato e deell’assessore Tosato a seguito della diatriba

per tanti giovani comprese asd sportive molto blasonate come Baricetta, Bellombra e Ca’ Emo. “Il tempo sta per scadere, non si possono abbandonare a se stesse queste associazioni, perché significa voltare le spalle a tanti bambini e ragazzi

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che trovano nello sport l’unico luogo di aggregazione in paese” dichiara lo stesso Simoni. “Significa umiliare l’impegno di volontariato che molte persone svolgono da anni con tanti sacrifici. Significa anche dare una picconata sull’identità della frazione che ritrova nella passione sportiva un momento di partecipazione e condivisione che coinvolge tutte le età”. La risposta dell’assessore è arrivata puntuale. Tosato ha evidenziato infatti che “in qualità di presidente della Consulta ed ex amministratore, ciò che Simoni dovrebbe conoscere e attuare è proprio il compito attribuitogli dal regolamento: coadiuvare e coordinare i lavori della Consulta e tenere i rapporti con l’Amministrazione riferendo sui lavori della Consulta stessa”. “Questo è quanto è attribuito ai Presidenti dall’art. 10 del regolamento in vigore dal 2001. Questa consulta è un organo di partecipazione consultivo che ingloba le associazioni di settore e collabora con l’Amministrazione comunale per il bene della collettività, sui temi comuni del settore di riferimento. “Reclamare ruoli non attribuiti dai regolamenti e dirsi rammaricato perché non gli vengono riconosciuti, non gli fa onore data la sua esperienza di ex Assessore allo Sport e, quindi, pienamente consapevole di strumentalizzare la Consulta invece di mettersi al servizio di essa e di tutte le associazioni che vorrebbero lavorare e portare avanti le proprie proposte”. “Tutto questo per dire che non c’è nessun volere nell’escludere la Consulta dai tavoli, in cui essa possa dare il proprio contributo, tuttavia lo sfalcio dell’erba non verrà assegnato ai volontari delle associazioni sportive perché non consentito dalla normativa” ha concluso Tosato. Gaia Ferrarese


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Bottrighe

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Attivismo Ricreatività ed eventi

Bottrighe, la “The Malf band” durante una manifestazione della scorsa estate

Un marchio per le attività culturali A

Bottrighe è sempre effervescente l’attivismo volontaristico nei diversi campi culturali, ricreativi, sportivi e musicali. Ciò produce una vasta quantità di iniziative che promuovono e qualificano il paese stesso in tutti i dodici mesi dell’anno. Altresì, Bottrighe è un centro ricco di storia, che ha sempre avuto nel suo dna quel senso di appartenenza, proprio per questo e per dare maggiore risalto a ciò che produce sotto l’aspetto sociale, un’idea potrebbe essere quella di creare un marchio, magari sotto il titolo di “Vivi Bottrighe tutto l’anno”, slogan già utilizzato nel gruppo social di facebook “I Butrigan iè in ogni canton” da adottare in

ogni iniziativa dalle singole realtà associative a fianco del loro logo. Ogni mese infatti ci sono manifestazioni che offrono la possibilità di incontrarsi, socializzare e trascorrere momenti di svago. Dalle iniziative natalizie allo storico Carnevale del Gruppo Sportivo, quest’anno con una battuta di arresto che speriamo riprenda il prossimo, dalle sagre estive dell’Associazione Ricreativa Bottrighese a quelle della Pro Loco Bottrighe. Ed ancora le feste al parco 1° Maggio, le castagnate di San Martino ed i raduni dei “Butrigan nel mondo” del Gruppo Sportivo. Dinamica è l’attività della biblioteca con numerose iniziative culturali. Nel campo mu-

La presenza di un tessuto associativo effervescente in paese pone la necessità di uno slogan che caratterizzi quell’identità che già gli appartiene

sicale, oltre al coro polifonico parrocchiale, altamente riconosciuta è l’attività di due formazioni corali femminili, “Eco del Fiume” e “Plinius”, che fanno altresì gustare le sonorità di complessi di elevato spessore artistico che qui giungono da varie parti d’Italia in occasione delle annuali rassegne. E vai con la musica. Dal 1965 ci sono infatti i “Bontemponi”, primo gruppo folkloristico nato

in provincia che, oltre alla pregevole “Serata d’Onore”, giunta alla sua 28^ edizione, da un biennio ha ideato anche il premio “La Colonna”, prestigioso riconoscimento dedicato ad una persona che si è particolarmente distinta nei diversi ambiti, valorizzando Bottrighe. Esistono poi tre giovani complessi rock stimati in varie manifestazioni. Ed ancora i gruppi dei donatori di sangue di Avis e Fidas Polesana e l’associazione “Un sorriso per la vita”. Ultima nata è l’associazione memoriale “Umberto Maddalena” che si occcupa di realizzare un museo all’illustre aviatore. Poi lo sport con le affermazioni nelle svariate competizioni nazionali del club Kanku Karate. Segnali di una comunità che non smette mai di stare ferma e che per questo ha la necessità di sentirsi giustamente valorizzata. Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<

Via Curicchi colabrodo, le case tremano Le condizioni del manto stradale peggiorano sempre più anche per il transito di mezzi pesanti

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isultano sempre più preoccupanti le condizioni di via Curicchi a Bottrighe. L’arteria è molto trafficata, in quanto collega la provinciale Eridania, verso Ferrara e riceve il flusso che collega Adria ed il Delta del Po attraverso la provinciale diretta al ponte sul Po. Il traffico non è solo automobilistico, moltissimi i mezzi pesanti che vi transitano, specie quelli diretti alla zona industriale del paese, in particolare diretti a Mater-Biotech Novamont con un movimento di circa un migliaio di mezzi l’anno. Le sue condizioni sono disastrate. Molti cittadini residenti lungo l’arteria ci segnalano infatti la precarietà in cui versano diverse vie del paese. “Ci tremano le case e temiamo il peggio” afferma Giuliano Girotto che risiede lungo la via. Ma chi più, chi meno, tutti gli abitanti del quartiere di Bottrighe hanno le loro ragioni a lamentarsi delle condizioni della strada. Il manto stradale è infatti pessimo, tra pezzi di strada mal rattoppati, asfalto crepato e vere e proprie buche. Ro.Ma.


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Bottrighe

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Cinema e corti Tante scene nel territorio

Una città da set per i suoi scorci e luoghi da film N

el recentissimo film “Disime la vostra, che mi ò dito la mia” è stato scelto un set di Bottrighe per girare una scena. Tra il 2017 ed il 2018, quando fu terminato, stessa locazione fu scelta per il docu-film “El canfin de vero”. Entrambe sono pellicole della regista adriese Anita Gallimberti. La Delta Production, dell’associazione culturale “Batticuore”, di cui la Gallimberti è anche presidente, ha utilizzato

L’ultima opera cinematografica è “Disime la vostra”, ma a Bottrighe sono arrivati registi come De Laurentis, Gigante, Bevilacqua e Comencini per alcune riprese, la suggestiva area turistica di località Squero, dove si trova pure un alaggio per imbarcazioni. Nel 2008 il regista Ferdinando De Laurentis scelse l’aia di un’azienda agricola di via Carlina per il set di una delle scene del suo film “Avanti sempre, sempre avanti” che ripercorre l’intera esistenza di suor Maria Chiara Nanetti, la prima santa polesana, nativa di Santa Maria Maddalena, che morì martire in Cina il 12 marzo 1899 poi santificata da Giovanni Paolo II nel 2000. Prima ancora, nel 1998, il regista ferrarese Alberto Gigante, girò alcune scene del suo mediometraggio “Il santo ribelle” tra piazza della Libertà e via Marchiori. Altre volte Bottrighe è stato scelto quale set per riprese cinematografiche. Negli anni sessanta si ricorda “Addio alle armi” con una scena girata sul troncone del vecchio ponte ferroviario sul Po. Un’altra venne girata nei pressi dello stesso ponte distrutto dai bombardamenti del ’44 con la troupe di “Tutti

a casa” con Alberto Sordi, per la regia di Luigi Comencini. In quell’occasione piazza Libertà venne tappezzata di manifesti con le ordinanze riguardanti il razionamento dei viveri, tanto che sembrava di essere ritornati all’ultimo periodo della guerra. Un’altra scena venne girata in paese riguardante l’8 settembre 1943. Nel ‘72, lungo l’argine tra Bottrighe e Mazzorno, una troupe diretta da Tinto Brass girò una

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L’attore Giulio Luise

scena del film “La Vacanza” con Vanessa Redgrave e Franco Nero. Nel 1986 fu la volta de “La donna delle meraviglie” di Alberto Bevilacqua con Claudia Cardinale, Lina Sastri, Flavio Bucci e Ben Gazzara. 1

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Roberto Marangoni

Il Rotary premia i 100 anni del forno Giovannini

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ninterrottamente la famiglia Giovannini di Panarella sforna pane da ben quattro generazioni. La storia di questa famiglia, dalle antiche origini toscane, parte da molto lontano, esattamente nel 1918, quando Licinio Giovannini, all’età di vent’anni, iniziò la lavorazione dell’arte bianca, aprendo un panificio nel paese rivierasco, mentre il fratello Luigi aveva un proprio mulino ad acqua sul fiume Po. L’attività viene poi rilevata e proseguita dal figlio Romualdo, nel 1945, aprendo un secondo forno ed un mulino nella vicina Bellombra. Nel 1990 l’attività viene passata nelle mani di Fausto, figlio di Romualdo, che assieme alla moglie Adriana Masala e ai figli Stefano e Paola aprono nel 1999 una rivendita in via Spolverin di Bottrighe. Poi l’apertura della nuova rivendita nella città etrusca, nella zona che un tempo ospitava lo stabilimento della Curtiriso e, successivamente, nel centro storico di Corbola. Oggi, il forno Giovannini, produce giornalmente un quintale e mezzo di pane distribuito ad oltre trecento fami-

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glie. Non solo pane ma anche dolci, fatti come un tempo, rispettosi della tradizione di famiglia, con il classico Esse adriese, le focaccie, i panettoni e le colombe. E proprio in occasione dei cento anni dell’attività artigianale, il Rotary Club Adria, ha premiato recentemente la famiglia Giovannini con una pregevole targa di riconoscimento quale “Artigiano Ro.Ma. dell’anno”.

Le tre S-cioptà a cura di Roberto Marangoni

> Ben fare, paura non avere > A cùntar busie, ag’vole nà bona memoria >Chi più sa, manc’ sà


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Territorio .

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Marinerie Un’eccellenza veneta

Flotte da pesca, il Polesine primeggia Le 170 imbarcazioni artigianali di PilaPorto Tolle, Porto Viro e Scardovari sono simbolo dell’area produttiva del Delta

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’ultimo report sulle marinerie dell’Alto Adriatico dell’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Veneto agricoltura vede le marinerie polesane di Pila-Porto Tolle, Porto Viro e Scardovari ricoprire 1/4 della flotta veneta, con 170 pescherecci.La cifra rappresenta un aumento riferita all’anno precedente (+0,6%), anche se tuttavia lontana dal picco registrato nel 2009 (-8,1%). La flotta polesana, da sempre, si distingue per la sua artigianalità, con imbarcazioni

di dimensioni relativamente ridotte, che insieme alle piccole imbarcazioni utilizzate negli impianti di molluschicoltura, sono divenute simbolo dell’area produttiva del Delta del Po. Nel rodigino sono presenti oltre 2000 attività impegnate nella produzione primaria, che rappresentano il 68% delle aziende nel settore ittico regionale. In grande crescita, nello specifico, le imprese operanti nell’acquacoltura che registrano un +11%. Le tre aree principali di mercato ittico del Delta del Po, che

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Cultura .

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Tecnica figurativa Corso Vittorio Emanuele

L’arte madonnaria in centro

Per la prima volta ad Adria si è assistito alla realizzazione di queste opere d’arte da parte di maestri e di appassionati

È

arrivato anche ad Adria, lo scorso 19 maggio, il primo concorso di arte madonnara. Grazie a Franco Bisco, presidente del consiglio comunale adriese (concorso a ricordo di Francesca e Carlotta) che ha avuto questa bellissima intuizione e che si è attivato direttamente per l’organizzazione dell’evento, ad Adria si è compiuta la giusta coniugazione tra la propria storia di devozione da oltre 300 anni e l’arte di rappresentare la figura della Madonna sulle nostre storiche vie. Questi artisti di strada detti madonnari hanno avuto a di-

sposizione Corso Vittorio Emanuele per dare sfoggio della loro sapiente arte. Tecnica figurativa, presente in Europa fin dal XVI secolo, per opere veramente magnifiche anche per il tipo di materiale usato. Le realizzazioni hanno la caratteristica infatti di sbiadire con le prime piogge. Per questo è definita un’arte effimera ed è per tale motivo che ogni opera rimane per sempre unica. Dieci i maestri madonnari (artisti già affermati a livello nazionale ed internazionale) fuori concorso, mentre la gara si è ad artisti adulti e, soprattutto, a giovani

studenti cimentatisi con questa forma d’arte di origini tipicamente italiane. Cinquanta le piazzole in tutto (200 x 300 cm ciascuna) e ogni artista ne ha avuta una a disposizione all’interno della quale ha creato la propria opera. Le categorie dei partecipanti al 1° concorso Città di Adria sono state le seguenti: IV e V elementare (singoli e in gruppi di 3/5 alunni); I, II e III media (singoli e in gruppi di 3/5 alunni); studenti delle scuole superiori; arti-

sti adulti. Dal primo classificato di ogni categoria fino all’ultimo, ha ottenuto buoni acquisto dai 200 ai 50 euro di buoni acquisto. Gli sponsor della manifestazioni hanno offerto premi per gli artisti più votati dal pubblico, che aveva un gazebo predisposto appositamente per esprimere la preferenza popolare e infine un premio di 500 euro in materiale didattico per la scuola che ha partecipato con il maggior numero di classi. Stefano Spano

Lunedì culturali: ospite l’ex rugbista Rinaldo Oggi è professore al Politecnico di Losanna e membro del comitato European Professional Club Rugby

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ono tornati i lunedì dedicati alla cultura di Adria alla presenza del Sindaco Omar Barbierato dell’Assessore allo Sport Marco Tosato. Lo scorso 3 giugno, infatti, grazie alla collaborazione con l’Archivio - Biblioteca Capitolare della Cattedrale e l’Assessorato Comunale allo Sport, la biblioteca comunale ha promosso, presso il Teatro Ferrini, il terzo incontro che ha visto la speciale partecipazione del professor Andrea Rinaldo. L’ospite ha parlato in qualità di sportivo e dirigente nel settore rugby e ha anticipato la presentazione del suo libro “Del rugby – verso un’ecologia della palla ovale”, un’opera che lo ha visto cimentarsi nel campo della scrittura, cercando di creare spunti di riflessione sulle dinamiche del gioco e sulle interazioni tra i giocatori e non. I temi trattati non si limitano al rugby, ma il professore ha cercato di porre interrogativi anche su tematiche di interesse universale come quella della selezione naturale. All’incontro hanno partecipato cittadini, sportivi e non, e gruppi di associazioni locali e provinciali. Gaia Ferrarese

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Sport

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Tiozzo, nuovo allenatore dell’Adriese Il Mister, arrivato dalle Marche, è stato scelto tra tre figure importanti dal presidente Luciano Scantamburlo, perchè rispecchia le idee e il modo di vivere il calcio adriese, che punta alla promozione

È

Luca Tiozzo il nuovo allenatore dell’Adriese, nel prossimo campionato di serie D. Trentanove anni di Chioggia, torna in Veneto dopo due ottime stagioni nelle Marche, al Matelica, dove quest’anno ha vinto Coppa Italia di serie D e i play off. Il giovane tecnico, ha legato il suo nome al Delta, dove ha lavorato per quattro stagioni, due anni in serie D a Porto Tolle, poi in Seconda Divisione, sempre con il ruolo di allenatore in seconda e preparatore atletico e con i gradi di primo allenatore nella stagione 2014-15 a Rovigo. Dopo il Delta, altra grande stagione a Mestre, poi l’exploit con il Matelica, nelle ultime due stagioni. Accogliamo a braccia aperte un mister molto professionale dice il presidente Luciano Scantamburlo -. Dopo un’ attenta analisi di tre figure importanti abbiamo scelto Tiozzo perché in questo momento rispecchia

esattamente le nostre idee e il modo di vedere il calcio”. Un’adriese che quest’anno ha perso la finale play off del girone, e che farà di tutto per centrare l’obiettivo promozione la prossima stagione. E Tiozzo arriva ad Adria proprio con lo stesso obiettivo: vincere il campionato. “Fare l’allenatore significa mettere passione e avere una motivazione incredibile - ammette -: in questi due anni a Matelica ho messo tutto me stesso, ho lasciato indietro il resto per concentrarmi esclusivamente nel mio lavoro. L’anno scorso dopo il rigore sbagliato ad Avezzano, tra la tristezza e il dispiacere, siamo riusciti a convincere il presidente a ripartire. Ero convintissimo di poter far bene anche se non sarebbe stato facile fare meglio della stagione che si era appena conclusa”. “Vado via da Matelica con un grande risultato nazionale che è

Luca Tiozzo

la Coppa Italia di Serie D,; non ho vinto il campionato ma sono sicuro di averci messo tutto me stesso. Quella Coppa ha il marchio Canil, come il marchio Matelica, e anche un po’ il mio oltre a quello del direttore spor-

tivo e dei miei ragazzi”. “Voglio lasciare a Matelica a partire dal presidente fino a tutti gli abitanti di questa piccola e gentile città un bel ricordo mio, per il mio lavoro, per il ragazzo che penso di essere, per la mia

umiltà e lealtà nei rapporti che ho costruito con tutti. Ora metterò tutto me stesso per prendermi delle belle soddisfazioni con l’Adriese”. Cristiano Aggio

Altoè: podio al 2° round del Gt Open International

I

l circuito tedesco di Hockenheim porta bene al team svizzero Emil Frey Racing, nel quale gareggia il giovane pilota adriese Giacomo Altoè, salito sul podio nel secondo round del campionato Gt Open International. Il team svizzero, ha firmato la sua prima doppietta in questa stagione con la coppia Norbert Siedler - Mikaël Grenier, che hanno vinto Gara 2 davanti ai compagni di squadra Albert Costa e l’adriese Giacomo Altoè, in una grande prestazione delle Lamborghini del team. Le due coppie sono ora ai primi posti della classifica generale, con Costa-Altoè in testa con 7 punti di vantaggio. Norbert Siedler, che ha firmato la pole per appena 5 millesimi, ha preso il comando sin dall’inizio, davanti al compagno di squadra Altoè. Le posizioni si stabilizzavano, mentre Siedler si allontanava a passo veloce, costruendo un vantaggio di 3 secondi al quinto giro. La gara è rimasta intensa ma senza grandi cambiamenti di posizione sino all’apertura della finestra per i pit stop. La battaglia per il secondo si faceva feroce attorno al 25° giro con Costa che passava Wilkinson, riducendo poi il distacco da Grenier a meno di un secondo. Al 29° giro, Kodri tentava di superare Wilkinson, ma finiva largo e veniva superato anche da Ramos. Costa chiudeva il gap su Grenier, ma a seguito di ordini di scuderia il canadese chiudeva primo al traguardo. Cr.Ag.


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#Politica

Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione

Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N

on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare

Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-

Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.

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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi

Anche nei Comuni Lega pigliatutto

T

empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?

I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-

sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però

centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.


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Politica

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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.

Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I

l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana veneta, il nastro d’asfalto lungo 94 chilometri destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie della regione. Il primo passo, col taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare

una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il

L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-

Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da

blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,

da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è

Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita

Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari

modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-

costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.

za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.

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Politica

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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte

Mercatone Uno, anche il Veneto trema U

na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la

Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci

Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da

cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le

cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.

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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità

Sanità veneta promossa a pieni voti

immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.

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romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile.

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A

Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il

I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

Sanità veneta promossa a pieni voti

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Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla

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nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.

“È

una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.

In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

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Consulenza scientifica Crema solare per la pelle: prevenzione Un laser “micropulsato” per Sanità veneta promossa a pieni voti indispensabile contro il melanoma trattare la retina infiammata I dati del Network coordinato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

La L tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute

a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. raggi solari piacciono a chi ama Ovviamente questa molto semplificazione l’abbronzatura intensadella ma complessità fanno male. non rende ragione Ogni fenomeno anno si fadasempre più intensa la del un punto di vista comunicazionedobbiamo su quest’argomento perché biochimico; infatti pensare è sempre più importante prevenire i tumori che l’energia luminosa, colpendo le della pelle. Quando si esponeconsumino al sole per cellule, fa si checi queste abbronzarsi c’è sempre un rischiopresenti che la alcune sostanze chimiche pelleloro si scotti e subisca dannideterminino da cui può al interno e quindi ncoraanche quindici anni, che avere origine, dopo, sperando un tumore. l’eccitazione di anni determinate fibre fili per il queste verso giusto. È questa Ridurretutto al minimo probabilità è nervose. prospettiva per il semplici nuovo ospedale possibile, rispettando alcune regole,è Lalagrande complessità dell’occhio diancora Padova, cuiFondazione progetto haUmberto già alle la prima, ricorda la resa piùil evidente se pensiamo spalle un buon decennio di discussioni Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. che è collegato a circa il 40% del dueAd campagne elettorali vintedibreve anche Chi lae applica aogni partire dai primi anni vita, cervello! modo, questa sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo riduce in maniera signifiicativa rischio introduzione è riportata solo ilper far al posto diinquello vecchio”. Invece alla di avere un se melanoma, che è il più diffuso capire che questa catena di eventi finedella ildelle cuore della sanità lapadovana tumore pelle.interruzioni, vi sono visione è a giunge lasciare Ladestinato studio non èconferma più buona. Unodavia deiunoGiustiniani, processi producendo effetto anche australiano pubblicato sulla a rivista morbosi con cuiunabbiamo acatena che Jama fare sul Sant’Antonio e su tutta l’area Dermatology, in ècuil’edema i ricercatori hanno frequentemente retinico. contigua alle mura, per trovare casa voluto tra l’uso di a La misurare parola l’associazione edema rappresenta Padova scelta dopodiun creme solari est, e la soluzione probabilità di ammalarsi semplicemente un infarcimento infinito tiranei e molla concon le altre di melanoma giovani meno di liquido negli spazi retinici. Se ipotesi noi di Padova ovest vicinoun stadio l’area quarant’anni. studio halocolpo analizzato i prendiamo adLo esempio ine una dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo l passaggio del Giro d’Italia per ledi programma, ovvero ilgremite testo checome metteogni nero strade del Veneto, su bianco localizzazione della struttura, anno di appassionati, è stato anche interventi, fonti di finanziamento. Gli altri una preziosa occasione per rilanciare quattordici sulla saranno impegnati dal mega l’attenzione donazione di organi e cheProtagonisti ridisegnerà dell’iniziativa, un quadrante ilcantiere trapianto. strategico della città, a ridosso con un corner promozionale allestito del a caselloeautostradale di Padova est. Treviso a Valdobbiadene in occasione che una prima partita dellaOrapartenza delle tappe delladecisiva corsa è stata dei rosa e delconclusa, giro “E” con per la bicicessione elettriche, terreni a San Lazzaro dal Comune è stata una squadra già abituata a alla Regione, più lavorare in strettarimane sinergialo e scoglio composta impegnativo: dove Centro e comenazionale trovare egli da Polizia Stradale, 800 milioni che trapianti si stimano Centro regionale delnecessari? Veneto, La Regione da quattro a questa volontari dell’Aido. Nelloanni stand era parte neregistrare ha stanziati a bilancio 50 alla possibile la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata

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dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solaricorpo, fino aiquesta 17 annisidigonfia, età: dunque parte del basti nel corso diadtutta e l’adolescenza, pensare unal’infanzia distorsione articolare ao dimostrazione di A come il rispetto delle regole ad un trauma. livello oculare esistono della prevenzione sia importante a partire equilibri molto delicati che permettono dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di

“È

una vera e propria proanche unamozione cataratta– ocommenta disturbi generali una vera innovazione ed un’arma Regioqualiil ilPresidente diabete o della ad altre patologie straordinaria per gli edemi cronici ne Luca Zaia – che dedico oculari o generali, ci possono essere spontanei (retinite sierosa centrale), quotidiano di degli post diabete o post trombosi. Una delleall’impegno raccolte di liquido all’interno tutta la squadra della sanità strati retinici. seduta laser dura pochi secondi, si veneta, senzainla cui dedizioOvviamente questi casi la effettua dopo aver dilatato la pupilla ne non raggiungerebbero retina non sifunziona più bene! Per e non comporta alcuna sensazione di certi risultati di qualità.diÈ questo dolore per il paziente. E’ inoltre possibile agevolare il riassorbimento anche, peraltro, ilesistono risultatoterapie ripetere questi trattamenti in caso di liquido patologico di scelte difficili,farmaci a volte dif-iniettati recidiva della raccolta di liquido. Questo farmacologiche, ficilissime, che eperò vanno all’interno del bulbo, più recentemente laser ha un’efficacia straordinaria nella direzione di una un particolare tipo di laser.sanità anche nei comuni trattamenti laser più efficiente. voti comed’onda per la saldatura delle lesioni retiniche Una particolareI bei lunghezza questiè lioindobbiamo creme protettive, è risultata più alta per le di schermare bloccare del sole viene fattore di protezione a 50 - è in (Giallo) grado i raggi diconsidestimolare le (distacco di retina)superiori o nei trattamenti rare fattore la basedi diprotezione partenza per è il panretinici persone di pelle più chiara, con un fototipo definita solare: grado di bloccare i raggi UVB. cellule retiniche senza danneggiarle nei tutti pazienti diabetici. Il fare ancora edicompresi dare basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori genere tra grosso La scelta della crema non è permettendo così meglio ainqueste riassorbire vantaggio per ilsolare paziente allachenostra gente la prodotti sanità piùliquidi nevi cutanei, poiché questi nascono e 50 si può trovare sui solari. l’assenza semplice. Ildiprimo da alla tenere conto patologico. Questo trattamento dolorefattore dovuta estrema ai fisiologicamente presenti nei 6il liquido che si merita”. dall’accumulo di melanociti. Questogiallo indicatore riferisce brevità è il tipo dellìimpulso di pelle: più sono chiare, più alto “Laser microsipulsato” (20 msec). Ancora tessuti, di rimanere al loro posto. Se è chiamato I raggi Tra i risultati positivi con-capacità E dal momento che il infiammatori nello specifico alla devevolta essere il fattore di protezione. Per e si effettua in pochi secondi senza una la tecnologia ci offre soluzioni, però abbiamo dei processi ultravioletti seguiti, in particolare melanoma altro non è che di bloccare i raggiCostituisce ultravioletti sta fototipi scuricon è indicato un fattore di dolorespicca per il paziente. a noipiù usarla intelligenza! successivi ad interventi chirurgici quali alcun la riduzione dei ricoveri ad un tumore che ha origine da di tipo B: considerati un protezione intorno a 15, per quelli intermedi di tipo B sono alto rischio di inappropriaqueste cellule, deputate alla cancerogeno certo per (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e consideratitezza: un il Veneto in assoluto produzione della melanina, l’uomo,è al pari di quelli A 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi Dott. Massimo Camellin cancerogeno la migliore (“best pigmento responsabile e diregione quelli C (raramente e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È Oftalmologo practice”) del Network, con Creme del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). importante che resta al sudore e all’acqua Viatasso Dunant, 10 - Rovigo un cheun cala ulteriordell’abbronzatura, “una con «Spf» pari a 15 sono e va applicata in maniera abbondante: 2-3 tel. 0425 411357 mente 111 ricoveri parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di dai bloccare il 93 per(per cento dei cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 mail: residenti) del 2017 ai un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi10.000 UVB, segreteria@sekal.it mentre solari con «Spf» pari grammi) per proteggere tutto il corpo. È web: delwww.lasek.it 2018. Eccezionale è cento. Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 104 arrivano a bloccarne il 97 per quindi bene ripetere l’applicazione almeno il risultato di attedelle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodottosui- tempi nemmeno quello con ogni due ore e dopo ogni bagno. sa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriornuovo ospedale All’angelo di Mestre: mente il dato già buono del potrebbe consentire secondo gli esperti 2017: da 23,99 a 20,24 giordi chiudere il cantiere con un paio d’anni ni di attesa media per ricodi anticipo, ma il costo per le casse vero per tumore, mammella pubbliche non sarebbe irrilevante. 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Quale che sia la strada che verrà Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patolointrapresa, è chiaro che i prossimi mesi gie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico saranno decisivi per le sorti della sanità per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico padovana, un settore fondamentale • Test gratuito dellʼudito e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra anche per la vita economica della città 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positiva• Apparecchi acustici che oggi sconta strutture inadeguate: mente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. “Una punta di diamante – ha sottolineato Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire rispodelle migliori marche Mantoan – che dal punto di vista edilizio ste di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche Pile per protesi acustichedi sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare è una •catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti l’adesione a stili di vita sani. • Ausili deboli a Verona, Mestre, per Treviso, Santorso,di udito “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione • Assistenza e riparazioni di una città che non ha saputo elaborare dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Saanche a indomicilio un progetto condiviso tempi rapidi, bina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – e che oggi deve fare i conti con due La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle • Tappi antirumore su misura problemi paralleli: i tempi di attesa Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con per il •nuovo ospedale, e il futuro da trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in In-ear monitor personalizzati ridisegnare dell’attuale struttura in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”. pieno centro storico.

Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova

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Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato

la Annunciato pupilla e non comporta alcuna il cronoprogramma, si spera

nel finanziamento dell’Inail per garantire sensazione di dolore per il paziente la piena copertura economica all’opera

volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. ufficialmente con la sottoscrizione del La soluzione del L’attività project financing protocollo d’intesa. operativa è stataPolizia ampiamente utilizzatala indistanza passato, della scatta quando anchestrutture per strutture importanti comee il delle sanitarie interessate la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.

Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile

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In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico

Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri

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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.

PUNTI DI ASSISTENZA:

Terza in Italia dopo Torino e Milano per queste settimane è infatti l’approvazione del numero di neonati prematuri CESTER curati, con- Porto progetto di fattibilità FARMACIA Viro (Ro) per la nuova pediatria, una sopravvivenza superiore DOTT. alla media una -delle strutture(Ro) più attese dalla sanità FARMACIA COLLA Corbola IKONOMU Volto di Rosolina (Ro) certificata dagliFARMACIA standard internazionali, la -padovana. Grazie a un investimento di 61 FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano patologia neonatale può contare su una milioni di euro, ulteriormente lievitato di nel Polesine dotazione tecnologica di livello(Ro) assoluto, 7 milioni per rispondere alle modifiche MEDICO DELTA - Porto (Ro) la Casa della che comprendeCENTRO anche l’Ecmo neonatale approvate in Tolle corso d’opera, FARMACIA NADALINI Adria (Ro) tra gli strumenti di assistenza ventilatoria Mamma e del Bambino si estenderà per FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier di Porto e di monitoraggio Tolle delle (Ro) funzioni vitali. quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto Ospita inoltre ilFARMACIA coordinamento SAN del Servizio più gli ambienti PAOLOpiani - Loreo (Ro) seminterrati. Per questo regionale di trasporto neonataleSAN critico,GIUSEPPE che polo il- nuovo ospedale(Ve) non rappresenta il FARMACIA Cavarzere ogni anno gestisce oltre 200 trasporti traNATURFARMA i 20 futuro: pediatria e l’intera area(Ro) materno PARAFARMACIA - Taglio di Po ospedali della Regione in rete, lavorando h24 infantile, compresa ostetricia, resterà infatti tutti i giorni dell’anno. al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi Ma il rilancio della terapia neonatale spazi che si apriranno col trasferimento della non è l’ultimo intervento in programma. Di gran parte dei reparti a Padova est.


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Trapianto di polmone, un record a Padova: 30 casi in un anno I

l polmone è uno degli organi più complessi da trapiantare; oltre alla sue intrinseche caratteristiche di delicatezza, la difficoltà di conservazione dell’organo espiantato prima del trapianto richiede contenuti tempi di ischemia. Inoltre, essendo il polmone un organo a diretto contatto con l’ambiente esterno (le vie respiratorie), ciò lo espone molto più rispetto ad altri organi al rischio di infezioni nel post trapianto. E’ un vero record, dunque, per la chirurgia toracica di Padova il risultato raggiunto lo scorso anno. L’attività trapiantologica di polmone a Padova è nata nel 1995. Da allora sono stati eseguiti nel Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova diretto dal Prof. Federico Rea, 444 trapianti. Il volume operatorio è cresciuto ogni anno, fino a raggiungere nel 2018 la vetta di 30 trapianti effettuati. A Padova dal 1995 ad oggi sono stati trapiantati di polmone il 34% dei casi di fibrosi cistica, il 13% di BPCO (principalmente casi di enfisema polmonare), il 41% di pneumopatie fibrosanti e il 12% di altre indicazioni. Se guardiamo invece alla più recente casistica dei 30 pazienti trapiantati nel 2018, vediamo che la fibrosi cistica è scesa al 23%, mentre le pneumopatie fibrosanti sono salite al 54%. Sta quindi aumentando nel tempo il numero dei pazienti trapiantati per fibrosi polmonare, che sono quelli più complessi da gestire. Nel nostro Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova è possibile affrontare tale complessità grazie alla grande esperienza di cui dispongono le varie figure di spe-

cialisti che collaborano all’attività trapiantologica. La Chirurgia Toracica di Padova annovera oltre 40 figure professionali di altissimo livello. In sala operatoria per ogni espianto e trapianto si alternano diversi professionisti: Chirurghi di Chirurgia Toracica, Anestesisti, Pneumologi, Anatomo-Patologi, Immunologi, Personale Medico strutturato e Medici in formazione specialistica, oltre a personale Infermieristico e tecnico di comparto. Sebbene la formazione adeguata di vari professionisti in questo campo sia un processo complesso e potenzialmente richieda tempi molto lunghi (almeno un anno), un punto di forza del Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova il cui Direttore è il Prof. Federico Rea consta nell’elevato volume di attività che permette di realizzare tale formazione in maniera intensiva, in modo da avere un’organizzazione nell’ambito del reparto di Chirurgia Toracica di ben 2 equipe di trapiantatori e prelevatori che, alternandosi, assicurano al programma di trapianto polmonare una continuità per 24 ore al giorno nei 365 giorni dell’anno. Recentemente è stato portato a termine anche il trapianto di polmoni con degli organi prelevati da un donatore a cuore non battente con l’utilizzo dei cosiddetti DCD (deceased of cardiac death) strategia già utilizzata da alcuni anni sia a livello europeo che mondiale per ottimizzare il procurement degli organi. Il donatore classicamente utilizzato per i polmoni è il cosiddetto DBD (deceased of brain death), ovvero un donatore cerebralmente morto ma con cuore bat-

tente, nel caso del DCD l’assenza di un sistema cardiocircolatorio efficace rende la donazione d’organo particolarmente complessa per via della necessità di completare il prelievo degli organi in tempi molto rapidi e soprattutto per la problematica valutazione circa l’idoneità dell’organo da prelevare. In questo caso l’OCS – Organ Care System ci ha permesso di ottenere una valutazione esaustiva dell’organo prelevato, potendo così procedere al trapianto con la certezza che i polmoni donati fossero idonei. I molteplici successi sono resi possibili da anni grazie alla presenza di professionisti con consolidata esperienza che, con la disponibilità di risorse tecniche e strumentali all’avanguardia fornite dall’Azienda Ospedaliera di Padova, Hub regionale, permettono l’avanzamento continuo di nuove metodiche chirurgiche.

La Regione finanzia 90 specializzandi

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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.

Bianalisi Veneto - Centro Attività Motorie. Dall’ernia discale al trattamento degli inestetismi della cellulite: l’ossigeno ozono terapia è la soluzione B

ianalisi Veneto, da sempre attenta ai bisogni e alle necessità dei propri pazienti, ha ampliato la propria offerta di servizi medici inserendo l’ossigeno ozono terapia. “Si tratta, infatti, di una tecnica all’avanguardia nella cura di svariate patologie di tipo reumatico, traumatologico e vascolare. Siamo lieti di annoverare l’ozono terapia tra le varie prestazioni che eroghiamo in favore della popolazione di Rovigo e dei paesi limitrofi”. Sono queste le parole che ha speso a beneficio del trattamento il Direttore sanitario della struttura, il Dott. Vincenzo De Simone. Allo scopo di comprendere in modo più approfondito le potenzialità della terapia, ne parliamo con le due figure di riferimento della struttura: il Dott. Romano Baccaglini, Medico Chirurgo specialista in Terapia Antalgica, e il Dott. Davide Cavallini, Medico Chirurgo ozono terapeuta. Dottor Cavallini può spiegarci in cosa consiste l’ossigeno ozono terapia? “L’ozono terapia utilizza una miscela di ossigeno ed ozono per scopi terapeutici. L’obiettivo del trattamento consiste essenzialmente nell’aumentare la quantità disponibile di ossigeno o dei suoi radicali, attraverso l’introduzione di ozono nel corpo. Essa agisce migliorando l’afflusso di sangue al tessuto

muscolare e sfruttando le caratteristiche antinfiammatorie della miscela. Si ottengono ottimi risultati sia riducendo i fenomeni di rigidità muscolare e di conseguenza i dolori, sia migliorando l’espulsione delle tossine, agendo quindi da antinfiammatorio. È molto importante sottolineare il ruolo dell’ozono come potente antisettico (ha capacità antibatteriche), antivirali e antifungino.” Può illustrarci il modo in cui viene somministrato l’ozono? “L’ossigeno ozono terapia si somministra in due modi: in via locale con una iniezione intramuscolare, sottocutanea o periarticolare, oppure, in via sistemica per mezzo di un’insufflazione rettale con effetto rivitalizzante ossigenando il sangue e di conseguenza tutti gli organi vitali. Si tratta di un trattamento di norma indolore, al massimo si ha lo stesso leggero disagio di una qualsiasi iniezione” Centro Attività Motorie ha deciso di erogare, fra le altre, anche l’ozono terapia, può spiegarci le motivazioni alla base di questa scelta? “Il Centro Attività Motorie fornisce già un servizio di terapia antalgica attraverso l’agopuntura, le manipolazioni vertebrali, laser e tens. Quindi ha pensato di fornire anche il

servizio dell’ozono terapia dato che si tratta di una moderna tecnica antalgica ormai sicura e consolidata nei risultati.” Dottor Baccaglini può dirci quali sono le patologie che possono essere trattate con l’ozono terapia? “Fra le varie patologie che beneficiano dell’ozono va sicuramente menzionata fra tutte l’ernia discale (lombare e cervicale). Il paziente che soffre di ernia discale può fruire dei benefici apportati dall’ozono terapia quando non è indicato sottoporsi ad intervento chirurgico. L’ozono, iniettato nei muscoli paravertebrali, è in grado di raggiungere e quindi disidratare ed essiccare l’ernia debellando la patologia che fa tanto soffrire il paziente. Anche un’ulcera nel piede diabetico può sfruttare i benefici dell’ozono e quindi regredire se utilizzato nel modo opportuno.” Oltre al campo della terapia antalgica, può avere un utilizzo anche in ambito estetico come antiage? “Si certamente, perché l’ozono è in grado di ringiovanire i tessuti e, per questo motivo, trova grande applicazione nei trattamenti antiaging del viso, collo e decolté. Le micro iniezioni, con cui viene somministrato, sono in grado di produrre un effetto elasticizzante e

tonificante della cute per mezzo dello stimolo a produrre collagene endogeno. Inoltre, nel trattamento della lipodistrofia (o cellulite), l’ozono è in grado di scindere le catene di acidi grassi e favorirne l’eliminazione. Considerando che un tessuto ricco di cellulite è anche ricco di liquidi intrappolati fra le cellule, la terapia è in grado di favorire l’elimi-

Dott. Romano Baccaglini Medico Chirurgo Specialista in Terapia Antalgica

nazione di questi facendo aumentare in modo considerevole la diuresi del soggetto trattato. Naturalmente l’utilizzo dell’ozono terapia non si limita soltanto alle patologie esposte ma è molto più ampio di quanto si pensi. Per questo motivo consigliamo di recarsi presso la segreteria per reperire tutte le informazioni necessarie.”

Dott. Davide Cavallini Medico Chirurgo ozono terapeuta

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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F

iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.

di Renato Malaman

Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente


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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune

Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.

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NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.

Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche

Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il

loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.

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Food & Drink VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO

FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione.

Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Essa, è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Docg e della gastronomia locale. Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le “caneve” in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraver-

so le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 30 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari. Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale “pignatel” (pentolino). Verranno formati gruppi di 30 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei percorsi con visita a circa 6 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un’occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori. Centro Sportivo Culturale “5 MARTIRI” S. PIETRO DI CAVARZERE

Venerdì giugno Sabato giugno

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HAPPY HOUR con

“RUSTY VEGA” al chioschetto bar

22

Serata con

“ROGER, la voce del sole”

Domenica 23 “STEFANO e i NEVADA” giugno Venerdì 28 giugno Sabato giugno

Serata con

“ORCHESTRA DEGO”

29

Domenica giugno

30

Serata con

“ENRICO MARCHIANTE e ...”

Serata con

“Orchestra VOICE by DENNIS & Co.”

Tutte le sere LUNA PARK PESCA DI BENEFICENZA con ricchi premi

e Stand Ristorante

con le tradizionali specialità della cucina nostrana.

CSC 5 Martiri

Lo Stand Gastronomico resterà chiuso il 24 - 25 - 26 e 27 Giugno TIP. TIENGO - CAVARZERE (VE)

TEMPO DI MELONE PRECOCE VERONESE

Il melone (Cucumis melo), è detto anche “popone” ed è il Melone Precoce di Verona con forma ovoidale e circonferenza compresa fra 36-47 cm. La superficie esterna presenta una reticolatura marcata e uniforme, che identifica bene le singole fette; il colore è giallo uniforme, con linee verdi di demarcazione delle fette. La polpa è arancio salmone, succulenta, di buona consistenza, con aroma delicato (più intenso al taglio) e sapore dolce, con retrogusto pepato. Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di A. Valerini, Le bellezze di Verona del 1584. Le caratteristiche peculiari del Melone Precoce di Verona sono determinate dalla coltivazione su terreni altamente permeabili e dalla tecnica di produzione in tunnel che produce particolari condizioni di temperatura e umidità. Ricchissimo in acqua e povero in zuccheri, il melone è particolarmente ricco di vitamine A, C e B e di potassio. Trova indicazione nelle anemie, nella stipsi, nella gotta e nel diabete. Possiede proprietà lassative e diuretiche.


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Appuntamenti

Biennale di Venezia “May you live in interesting times”

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partecipazioni nazionali e 21 eventi espositivi collaterali ufficiali. Questi i numeri della Biennale 2019. Gli artisti provenienti da tutto il mondo e invitati da Ralph Rugoff sono 79, il tema : “May you live in interesting times”. Interessante l’opera dell’artista svizzero Christoph Büchel propone all’Arsenale Barca Nostra ovvero il relitto, ripescato dal fondale marino, del peschereccio nel quale trovarono la morte più di 700 migranti nel canale di Sicilia il 18 aprile del 2015. Il Leone d’Oro, assegnato da una giuria presieduta da Stephanie Rosenthal, è andato alla Lituania per l’opera Sun & Sea dove è stata ricreata una spiaggia con tanto di bagnanti, apparentemente gente comune, in un momento di relax. Una menzione speciale è stata assegnata al duo Mondocane del Belgio dove automi si muovono improvvisamente simulando azioni umane e letteralmente spaventando i visitatori. Meritatissimo il premio alla Carriera a Jimmi Durham (1940) e Miglior artista Arthur Jaca con il video The white album anch’egli attento alle tematiche dei nostri tempi mai disposti ad accettare l’ignoranza del razzismo. Il Padiglione Italia, all’Arsenale e curato da Milovan Farronato, è un’unica opera d’arte, una vera e propria mostra del curatore che si fa artista scegliendo tre grandi interpreti della sua visione Neither Nor/ Né altra né questa: Liliana Moro (1961), Enrico David (1966) e Chiara Fumai (1978-2017). Un labirinto in cui il visitatore, camminando senza indicazioni, fa la sua mostra. Le opere si alternano, compaiono, vanno cercate sotto una tenda, esplodono in suoni e in visioni sopra la testa.

Un momento della manfestazione

PRONTI PER UNA

E S TAT E

T U T TA DA T R A S CO R R E R E

INSIEME !

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Venezia Extra Biennale

Alla Galleria Franchetti alla Ca’ D’Oro la mostra Dysfunctional raccoglie 18 opere di altrettanti artisti e con interessanti linguaggi. Fragile Future di Studio Drift, stupisce con l’istallazione di centinaia di veri fiori di tarassaco trasformati in piccole ed eleganti luci. Alle Gallerie dell’Accademia Baselitz Academy una mostra capolavoro, una retrospettiva che ripercorre tutte le tappe dell’evoluzione creativa del grande Georg Baselitz, la prima, in questa sede, dedicata ad un artista vivente. Nel ricchissimo programma di Muve Contemporaner Al Muve Contemporanero dei Musei Civici veneziani si contano ben 12 mostre di rilievo. Da non perdere Yun Hyong-keun. A Palazzo Fortuni c’è una retrospettiva I Fortuny. Una storia di famiglia, mentre Cà Rezzonico propone Flavio Favelli. Il bello inverso. l’artista ha posizionato 15 opere poi allestite in tutti e tre i piani del grande palazzo sul Canal Grande. A Palazzo Mocenigo Brigitte Niedermair. Me and fashion 1996-2018 e un percorso di rime e rimandi: la fotografa di Dior crea una percepibile e strettissima sintonia con le cromie dei tessuti nelle sale e i suoi scatti. Più di trenta opere che, pur provenendo dalla moda, diventano piccole nature morte e racconti di momenti vissuti. A Ca’ Corner della regina, Fondazione Prada propone una mostra che unica: Jannis Kounellis a cura di Germano Celant, con 60 lavori dell’artista scomparso nel 2017 che occupano tutte le sale. Dall’altra parte del canale della Giudecca la Fondazione Giorgio Cini ospita la mostra Burri, la pittura, irriducibile presenza davvero imperdibile. Grandi opere tutte da contemplare nel silenzio.


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Appuntamenti

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Verona, estate a teatro

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Lio Piccolo, Cavallino Treporti, tutto da scoprire

I

l 15 e il 29 giugno è possibile immergersi in uno degli angoli più affascinanti della Laguna di Venezia. Un’escursione guidata vi permetterà di immergervi in una vera e propria oasi di pace, un mondo fatto di specchi d’acqua, canali, barene, campi coltivati. Lio Piccolo, splendido borgo rurale situato a pochi passi dalle spiagge di Cavallino Traporti e Jesolo, rappresenta un vero e proprio spaccato di vita della laguna. Saranno ripercorse le antiche origini del borgo: una realtà fatta di agricoltura e valli da pesca, in cui la quotidianità è scandita dai soli ritmi della natura. Si scopriranno i sistemi adottati da secoli dalla popolazione locale per adoperare al meglio le risorse a disposizione e riuscire a vivere in ambienti ritenuti ostili. Si vedrà come queste condizioni abbiano portato alla produzione di specialità molto apprezzate e ricercate dal punto di vista gastronomico. La prenotazione è obbligatoria. https://www.beescover. com/dove/la-vita-a-lio-piccolo-e-nelle-valli-da-pesca/;

a 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese prevede, dal 15 giugno al 28 settembre, cinquantasei serate, trentasette al Teatro Romano e diciannove, nel mese di settembre, nello spazio alternativo del Teatro Camploy. Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2019 ha come sponsor BANCO BPM, Cattolica Assicurazioni, la casa vinicola Santi e Agsm. TEATRO ROMANO Le sezioni in cui si articola l’edizione 2019 sono come di consueto tre: prosa, danza e musica. Per la prosa (pietra angolare della manifestazione fin dalla sua nascita nel 1948) gli spettacoli in cartellone sono cinque, tre dei quali inseriti nel 71° Festival Shakespeariano: La Tempesta, con adattamento e regia di Luca De Fusco con Eros Pagni e Gaia Aprea, Romeo & Giulietta, nati sotto contraria stella con drammaturgia e regia a firma di Leo Muscato e sul palco Ale e Franz, Eugenio Allegri, Marco Zannoni e Teodosio Barresi, ed Il mercante di Venezia con adattamento e regia di Giancarlo Marinelli con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor e Francesco Maccarinelli. Gli altri due spettacoli sono l’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con lo stesso Branciaroli protagonista assieme a Luca Lazzareschi (anche regista dell’opera) e Gianluca Gobbi, oltre a Elena di Euripide, con Laura Marinoni diretta da

Davide Livermore, il regista che ha inaugurato la stagione operistica del teatro Alla Scala di Milano con ‘Attila’ di Verdi. L’atteso cartellone della danza porterà al Teatro Romano i Momix con ‘Alice’, nuovo lavoro del direttore artistico Moses Pendleton ispirato all’universo fantastico che Lewis Carrol ha racchiuso in Alice nel Paese delle Meraviglie, e la prestigiosa compagnia di modern dance internazionale Nederlands Dans Theater 2, al suo ritorno al Romano dopo quattordici anni. Per la musica sono cinque le serate di Rumors, festival nato nel 2013 che prosegue il suo viaggio attraverso la “voce cantata, la voce come significato, la voce come strumento musicale”. Quattro le serate per Verona Jazz, manifestazione che da sempre unisce sonorità ricercate e “mostri sacri” del jazz. TEATRO CAMPLOY Completano il cartellone gli undici spettacoli (sei di prosa e cinque di danza) nello spazio alternativo del Camploy dal 2 al 28 settembre.

Rovigo, ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’

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ompletamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, la mostra ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’ a Palazzo Roverella, fino al 30 giugno 2019. L’esposizione sfaccettata e divertente, è anche pensosa, e vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino. L’ampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra

Noale, infiorata il 23 giugno

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alle prime ore della mattina, sulla strada che sta tra le due torri medioevali di Noale, migliaia di fiori ed essenze arboree raccolte nei giorni precedenti daranno corpo ad un grandissimo quadro floreale composto da sette tappeti raffiguranti scene a soggetto religioso. All’imbrunire, il corteo religioso che porterà in trionfo l’Eucarestia e percorrerà il tappeto per tutta la sua lunghezza. Inoltre, nei due giorni precedenti saranno organizzate cene, presentazione di libri e molti altri eventi collaterali.

questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta-Sessanta di Henri Cartier Bresson e molti altri grandi. La mostra è arricchita da una selezione di importanti opere pittoriche e da manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Importante l’installazione dell’artista contemporanea Stephen Wilks “Donkey Roundabout” e il film di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, vincitore del David di Donatello 2011.

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Portobuffolè, rassegna Gaiajazz

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gni sabato di giugno, la rassegna Gaiajazz, presenta un programma di altissimo valore musicale, quest’anno firmato dalla direzione artistica del prestigioso pianista Antonio Faraò. Dalle ore 19 alle ore 21:30, un ristoratore diverso per ogni sera, prepara un menù con piatti tipici del territorio, partner Consorzio Vini Venezia. L’Associazione Culturale Dotmob in collaborazione con il Comune, la Proloco di Portobuffolè ed importanti aziende del territorio, allestisce un palcoscenico unico, unendo musica di alta qualità, degustazione e conoscenza delle imprese del territorio. Il 22 giugno sul palcoscenico Carlo Atti Quartet con Carlo Atti, Danilo Memoli, Stefano Senni, Enzo Carpentieri presentano un repertorio dell’America Song Book e brani rappresentativi dell’evoluzione del linguaggio jazzistico. Il 29 giugno, ultimo appuntamento con Luca Jurman - Essential soul trio. Serata guidata dall’artista eclettico e fondatore di un metodo professionale di canto Luca Jurman, accompagnato da musicisti di grande rilievo come Federico Malaman e Gabriele “Lele” Melotti. Inoltre, in occasione degli eventi è possibile visitare i vari siti storici del Borgo dalle ore 17 alle ore 20.

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Crucilibro

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Tutte le novità dal premio Campiello La memoria è sempre labile mentre il coraggio infiamma e conquista i cuori. Bandita la nostalgia per il Novecento all’uomo non resta che combattere Laura Pariani

Paolo Colagrande

Francesco Pecoraro

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Pùlvara, una cantastorie

Buttarelli, un ragazzino speciale

Un uomo “Novecentesco”

Un libraio

Alter Ego

Bonaventura Mangiaterra

Gualtieri, l’amico

Personaggi che incarnano il ristagno sociale

Uomini e donne che si rifugiano in libreria

Location

Autunno 1652

Barbagia

La “Città di Dio”

L’oggi e Amburgo 1943

Contadini

Gli abitanti del paese

Il popolo comunista perduto

I personaggio di un romanzo

Intrigo

Un pugno di uomini, stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati che razziano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l’altra, si raccoglie intorno a Bonaventura Mangiaterra, un capopopolo che affascina i suoi compagni con le storie

Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato

Un uomo senza nome, osserva la vita che si svolge sulla strada. Racconta la propria esistenza di «Novecentesco», aspirante storico dell’arte, funzionario di Ministero, uomo che ha creduto nel comunismo e poi si è fatto socialista e corrotto

Uomini e donne che si riparano in una libreria. Entrano e cercano qualcosa o nulla. Poco lontano, ogni lunedì, alla stessa ora, un gruppo di sconosciuti si incontra per leggere frammenti di libri che stanno scrivendo

Finale

Bonaventura diventa presto una leggenda: ha carisma, saggezza e forza tanto da minacciare il potere costituito. Per fermare la rivolta, l’Inquisizione e i nobili gli danno la caccia ma una sorpresa metterà in discussione tutte le loro certezze.

Quando Buttarelli scompare, e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero, non resta che raccogliere la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Questi racconterà la rocambolesca vita interiore ed esteriore di un’anima unica

Oggi osserva le vicende dello «Stradone»; i personaggi che lo percorrono incarnano il ristagno sociale. Invecchiamento e conformismo, razzismo e sessismo, etnie in conflitto, il fantasma dell’integralismo islamico, la liquefazione di sinistre e destre e della classe media

Un giorno uno degli uomini porta con sé alcuni romanzi di uno scrittore di cui si sono perse le tracce. Li ha scovati in una libreria e chiedono di essere ascoltati. L’autore inghiotte i lettori nell’universo delle macerie di Amburgo 1943

Cosa dire del libro

Un romanzo di ribellione e libertà, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un essere umano che vede solo una metà del mondo. Poetico e divertente

Un libro che racconta la storia di un quartiere e ritrae il destino collettivo nelle vicende di un solo uomo che vede deteriorarsi ciò che ama

Una storia in cui la memoria non è mai una cronaca fedele, ma il frutto polposo e amaro dell’immaginazione. Ha vinto il Campiello opera prima

Co-protagonisti

Leggere

Laura Pariani Il gioco di Santa Oca La nave di Teseo, pp. 272 € 18.00

Paolo Colagrande La vita dispari Einaudi, pp. 288 € 19.50

Francesco Pecoraro Lo stradone Ponte delle Grazie, pp. 443 € 18.00

Marco Lupo Hamburg. La sabbia del tempo Il saggiatore, pp. 239 € 21.00 A cura di Germana Urbani

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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Mousse di sedano

Farfalle alle olive

Gelato ai frutti di bosco

Ingredienti: 1-2 sedani di Verona - 4 c di maionese casalinga - 7-8 c di yogurt naturale - ½ limone sale q. b.

Ingredienti: 320 g di farfalle - 10 olive nere - 5 olive verdi - ½ limone - 10 pomodorini piccoli - 1 pizzico di prezzemolo e di erba limoncina 30 g di olio - sale - peperoncino.

Ingredienti: 250 g di yogurt naturale - 250 g di frutti di bosco maturi - 4 C di zucchero di canna - ½ limone.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: mondare e lavare il sedano, strofinarlo con il mezzo limone per evitare che annerisca. Tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore per un quarto d’ora circa. Lasciare raffreddare. Frullare il sedano assieme agli altri ingredienti fino a ottenere una consistenza soffice e omogenea. Servire la mousse fredda o a temperatura ambiente.

Preparazione: lessare in abbondante acqua salata le farfalle. Scolare la pasta, condire con un filo d’olio, le olive tagliate a rondelle, l’erba limoncina, il prezzemolo tritati e i pomodorini tagliati a metà. Aggiustare di sale e peperoncino e servire con qualche spicchio di limone.

Preparazione: lavare rapidamente i frutti di bosco (tenerne da parte qualcuno per guarnire) e asciugarli delicatamente. Frullarli assieme allo zucchero e al succo di mezzo limone. Porli nella gelatiera, aggiungere lo yogurt e metterla in funzione. Dopo 30 minuti il gelato sarà pronto.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

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Ariete Qualche piccola o grande bufera in arrivo. Situazioni conflittuali da gestire con intelligenza e calma

Toro Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!

Giugno Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza

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Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma

Scorpione La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto

Gemelli

Sagittario

Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano

Nessun cambiamento questo mese, tutto trascorre identico a se stesso. Verso la fine si muove qualcosa

Cancro La vostra grinta metterà in luce difetti altrui. Probabili discussioni e contrasti sulla strada in diversi ambiti

Uniti si può !

Capricorno Vivrete con una tensione interiore quasi continua, spesso trattenuta ma a volte potreste sbottare, attenzione!

Leone

Acquario

Le insoddisfazioni sono dietro l’angolo. Ma di sicuro non vi darete per vinti contro i motivi del vostro scontento

Un mese insolito e contraddittorio potrebbe portarvi a prendere decisioni inaspettate, capaci di sorprendere tutti

Vergine

Pesci

Determinazione, questa la dote di spicco che vi permetterà di esprimervi al meglio specie nei rapporti più incerti

BAR Venezia

Frizzanti e pieni di risorse, gestirete bene il dialogo, ma nei rapporti affettivi ci sarà qualche contraddizione emotiva


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