Sport p.17
p.33
Salute p.27
GENNAIO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI - Anno n.9
Cultura p.16
di Adria
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on-line: servizio a domicilio: pizze, Ga s tr o n o mia Legge di bilancio primi piatti, secondi e Piz z e r ia con contorni in chiaro scuro c o n fo r n o e dolci Germana Urbani >direttore@givemotions.it< a le g n a PER OGNI PIZZA
E questo non perché l’Europa ci tieneCON a L’AGGIUNTA guinzaDI € 0,20 SUBITO glio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma UNA BIBITA IN LATTINA !!! perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno telefono 0425 30059 · a posto. via porta adige, 59 · rovigo Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli servizio a pag 4 di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.
Il 2019 parte nel segno delle opere pubbliche
A partire dal piano nobile e la scala di Palazzo Cordella, passando per il verde pubblico, le scuole, lo stadio e le asfaltature
IL SINDACO
“Il Punto nascite funziona e non deve chiudere” SANITÀ
Bartelle vs 5 stelle, lite tra ex amici SERVIZIO IDRICO
“Bolletta più leggera e nuovi investimenti” DURANTE LE FESTE
Cena di solidarietà... con polemica POLITICA
“Basta attacchi personali, sì al dialogo”
Ad Aprile il nostro giornale compie 25 anni. Nei prossimi BOTTRIGHE mesi vi racconteremo da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare. Con voi e per Voi, com’è sempre stato!
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ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un risultato che non era scontato viste le diverse esigenze delle due principale forze politiche in campo. Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da segue a pag 3 Bruxelles.
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Facciamo. il punto
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Linea MestreAdria: taglio delle corse in arrivo A
Il tabellone subirà profonde e radicali modifiche
mare sorprese questo mese per gli utenti della linea ferroviaria Mestre-Adria dopo la chiusura forzata per collaudo durante le festività natalizie dell’intera tratta. Alla riapertura si sono registrate fin da subito anomalie e ritardi che hanno sfiorato l’ora per ogni corsa. La società che gestisce il servizio per conto della Regione, Sistemi Territoriali è pronta a rimborsare gli utenti per i disagi patiti. Disagi che purtroppo si prevede, continueranno anche se in maniera più attenuata, fino a fine mese. Furiosi gli utenti, i comitati e i sindaci dell’area, che chiedono chiarimenti. E intanto è prevista una vera e propria rivoluzione degli orari con possibili tagli delle corse a causa dell’introduzione del nuovo impianto di gestione ferroviaria (Scmt). Un impianto installato per evitare terribili incidenti ai treni su linee a binario unico. Nei primi giorni dei disagi, Sistemi Territoriali si è impegnata a risolvere le due più grosse anomalie che provocano grossi ritardi. Le anomalie riguardano un problema collegato allo scambio di dati informatici fra le due linee, problema che ha costretto i treni ad andare a velocità ridotta nel tratto fra Cona - Cavarzere ed Adria. Una seconda anomalia si è avuta su una curva a ridosso della stazione di Mira Buse. Quello che però deve essere chiaro, fa sapere la società con il suo direttore Gian Michele Gambato, è che, con questo nuovo sistema di sicurezza automatico della linea che di fatto può essere testato con i convogli in funzione, le corse dureranno media-Germana Urbani >direttore@givemotions.it< mente 15 minuti in più. A questo punto alcune corse nel necessario ominciamo l’anno nuovo con la legge di Bilancio riordino degli orari, rischiano di saltare. La velocità dei treni con controfirmata dal Presidente della Repubblica. questo nuovo sistema, rallenta fortemente in automatico a ridosso Un risultato che non era scontato viste le diverse esidelle stazioni. Gli utenti hanno anche fatto scattare una petizione on genze delle due principale forze politiche in campo. line per avere una linea più efficiente e puntale. Sistemi Territoriali Eppure, seppur all’ultimo momento e con un voto di in tema di rimborsi fa sapere che probabilmente saranno dati sotto fiducia, oggi l’Italia ha la sua finanziaria. Certo è stato Alessandro Abbadir forma di bonus a partire dal prossimo mese. possibile solo dopo che Lega e Movimento 5 Stelle hanno apportato le sostanziali modifiche richieste da È un periodico formato da 16 edizioni localiBruxelles. mensilmente recapitato Direzione, Amministrazione e a pag 3Redazione: segue
E questo non perché l’Europa ci tiene a guinzaglio, come vorrebbe farci credere qualcuno, ma perché noi abbiamo tutta la convenienza a rimanere nell’Unione e a rimanerci con i conti più o meno a posto. Nel Maxiemendamento presentato a Bruxelles, il governo ha garantito sulla tenuta dei conti e ha proposto un aumento delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020. In pratica ha promesso all’Europa che se con questi nuovi provvedimenti il bilancio dello Stato andrà pericolosamente in rosso scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Il che significa che adesso alcuni avranno il reddito di cittadinanza, altri potranno andare in pensione con quota cento, altri godranno della Flat Tax e casomai, l’anno prossimo, pagheremo tutti nuove tasse. Il governo del cambiamento, però, non poteva far a meno di trovare un accocchino per i propri cavalli di battaglia, cioè Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Una cosa sembra comunque certa: faranno fatica a partire. Infatti nella manovra sono stati stanziati i soldi per i due provvedimenti, 13,2 miliardi in totale, che però verrano trattati con due appositi ddl distinti e, forse, partiranno a primavera. Che dire della Pace Finale? Non è forse un provvedimento che ricorda molto i governi Berlusconi? Tanto dileggiati dai grillini? Dove sta il cambiamento in questo caso? Su Quota 100 che dire? Alcuni lavoratori potranno usufruirne altri no. Dipende. Si tratta di una norma che non è uguale per tutti. Con il reddito di cittadinanza poi, ne vedremo delle belle: i centri per l’impiego che non funzionano, la gente che preferisce rimanere disoccupata e lavorare in nero…C’è di tutto in Italia. Chi sceglierà a chi spetta e a chi non spetta? Chi controllerà? I sogni, le utopie sono giuste e geniali finché restano tali. Ma quando a tutti i costi si ritiene di forzare la mano e mettere in campo delle leggi per cui questo Paese non solo non è pronto ma, a ben vedere, non ha la capacità economica per supportarle, forse bisognerebbe saper aspettare. Rimandare.
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a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Chiuso in redazione l’11 gennaio 2019
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Opere pubbliche, inizio anno col botto L’assessore Marco Terrentin fa il punto sui lavori previsti a inizio 2019: a partire dal piano nobile e la scala di Palazzo Cordella, passando per il verde pubblico, le scuole, lo stadio e le asfaltature
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uasi 1,5milioni di euro di opere pubbliche già programmate nei primi mesi del 2019”. A dare l’annuncio è l’assessore ai Lavori pubblici Marco Terrentin. A partire dalla riqualificazione del piano nobile e la scala di Palazzo Cordella, per 220mila euro: “È di certo uno degli interventi che caratterizzerà il piano delle opere pubbliche - fa sapere l’assessore -. L’edificio, sede di una parte degli uffici comunali, è di fatto comunicante con Palazzo Tassoni. Nella sede municipale ufficiale sono in corso lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche che proseguiranno con l’anno nuovo per un importo di 35mila euro”. Tra le altre opere in programma figura il risanamento conservativo del Circolo dei Signori, situato sopra il teatro, per 120mila euro. “Per altri 100mila euro di fondi comunali partiranno le asfaltature in via Monsignor Pozzato e via Leonardo Da Vinci. Strada quest’ultima, dove spunterà la ciclabile del
quartiere Amolaretta - aggiunge -. Un’opera iniziata 18 anni fa e che finalmente sarà ultimata in tempi brevi”. Sul fronte del verde pubblico, il parco Robert Baden-Powell e i giardini Zen saranno dotati di nuovi giochi per bambini disabili per una spesa di circa 50mila euro. “In tempi brevi sistemeremo la copertura della stazione delle corriere - garantisce l’assessore -, facendo un ripasso del tetto. Per gennaio prevediamo di realizzare il parapetto in legno, lungo tutto il percorso ciclopedonale Adria-Valliera e verranno installate le protezioni metalliche al guardrail “Salva gambe” la cui spesa ammonta a circa 26mila euro, che registra la compartecipazione del Consvipo”. A giorni, inoltre, saranno rimosse le coperture in amianto dalla tribuna dello stadio Bettinazzi. Stesso intervento sarà eseguito al tetto dell’edificio adiacente al centro civico di Baricetta. Lavori per i quali sono previsti circa 30mila euro di fondi comunali.
Lavori anche alle scuole: “Andremo a sostituire i serramenti all’istituto Manzoni per 60mila euro di fondi comunali e realizzeremo la manutenzione a una parte della pavimentazione esterna e sottofondo alla scuola Anna Frank. Prevediamo di completare la messa in sicurezza dell’elementare “Vittorino da Feltre” per un costo di 130mila euro”.
aperTi dal 14 gennaio
Per quanto riguarda i ponti, osservati speciali dopo la tragedia di Genova, Terrentin fa sapere che sono stati impegnati 20mila euro per le verifiche delle criticità: “Nel frattempo partiremo con la sistemazione del ponte Passetto per 70mila euro e con la messa in sicurezza del cavalcaferrovia per altri 20mila euro per la ripresa del calcestruzzo ammalorato e dei
Al via interventi anche nelle frazioni In arrivo un semaforo a Baricetta per moderare la velocità e impedire incidenti
“P
Buon 2019 insieme !!! VIA NOVA, 3 - Adria (ex ristorante zoccoletto)
ferri di armatura”. Sono previste opere in compensazione. “Sono in programma in zona Aia lavori in asfaltatura per 250mila euro, che saranno concordati, attraverso una convenzione, per le opere di compensazione. A questi si aggiunge il piano di recupero di iniziativa privata dell’ex istituto canossiano in corso Garibaldi, per il quale verrà demolito l’edificio dell’ex pescheria situata in corso Garibaldi. Lavori per i quali sono previste opere compensative per 90mila euro”. Infine, sono annunciati lavori ai cimiteri per un totale di 80mila euro tra manutenzione ed estemulazioGiorgia Gay ni.
er i primi mesi del 2019 inizieranno i lavori all’illuminazione pubblica nelle zone di Piantamelon, Baricetta e Ca Emo, per un importo di 60mila euro di fondi comunali - annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Marco Terrentin -. Altri 25mila euro serviranno per i lavori di ripristino del ponte di via Traversagno, dopo che il guardrail era stato demolito in seguito all’incidente stradale avvenuto lo scorso 26 ottobre da un ignoto camionista. Ottomila euro serviranno per la segnaletica orizzontale lungo gli asfalti eseguiti nelle frazioni e nei percorsi più critici. 20mila euro saranno impiegati per la sistemazione delle frane, conseguenti al maltempo del 15 ottobre. Sempre con l’inizio del nuovo anno, verrà collocato un impianto semaforico nell’incrocio del centro abitato di Baricetta, all’intersezione tra le strade provinciali 4 e 61, all’altezza delle strade Canalbianco/via Corte Baroni con via Einaudi/ località Pignatta. Una soluzione suggerita dal comando di polizia locale e dalla provincia di Rovigo, per moderare la velocità dei veicoli e diminuire il numero di incidenti registrati negli ultimi dieci anni. L’impianto semaforico costerà circa 30mila euro. Andremo avanti anche con la variante dell’operazione marciapiedi di Valliera, per un impegno di spesa di 70mila euro. (G.G.)
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Sanità Un servizio per tutto il Delta
Il Punto nascite funziona e cresce. Il sindaco: “Non deve chiudere” “I
l Punto Nascite di Adria funziona perfettamente e sta crescendo nelle richieste, dopo il calo dovuto alla notizia della mancata deroga per il nostro punto nascite di luglio con una media superiore ai 30 parti al mese” così il sindaco di Adria Omar Barbierato, annuncia l’esito di un incontro a fine anno con il direttore dell’Ulss 5 Antonio Compostella, che ha confermato la volontà di tenere aperta la struttura, “vista l’organizzazione ottima che la rende un’eccellenza per professionalità e tecnologia, rispettando tutti i criteri di sicurezza previsti per le madri e i nascituri, a differenza dei punti nascite montani dove mancano alcuni dei criteri previsti”. Sempre nei giorni scorsi il sindaco ha avuto contatti con il neosottosegretario veneto Luca Coletto, “che mi ha confermato in primis il suo impegno per il punto nascite e mi ha confermato che da Roma ad oggi non ci sono novità rispetto alla nuova richiesta di deroga della Regione Veneto”. Barbierato ricorda che “a luglio appena insediati siamo andati a Roma (invitando tutte le forze politiche ed il Comitato per la Sanità di Adria) e poi a Venezia insieme al nostro Presidente della Conferenza dei Sindaci e ai sin“L’Ulss 5 ha daci di Piove di Sacco e Valdagno dove abbiamo portato tutti confermato i dati riguardanti il nostro punla volontà to nascite contestando le scelte del Comitato percorso nascita di tenerlo nazionale. I tempi di percorrenaperto” za per il Delta sono esattamente sovrapponibili a quelli della montagna, solo che mentre in montagna esiste lo spazzaneve in inverno qui da noi non esiste lo spazzanebbia: ci mancano infrastrutture per spostarci, e abbiamo difficoltà dovute alla presenza di fiumi canali e lagune che rendono più difficili gli spostamenti. Il Delta è specificità Regionale riconosciuta nello Statuto della Regione Veneto all’art 15”. “I cittadini del Delta non andranno mai a Rovigo a partorire, andranno piuttosto a Chioggia, avventurandosi sulla strada più pericolosa d’Italia: la Romea, una delle strade più congestionate oggi, con la percentuale più alta d’incidenti, che d’estate si satura ulteriormente per la presenza dei turisti - incalza il primo cittadino -. Siamo pronti a qualunque azione, anche legale, per salvare un servizio imprescindibile per tutto il Delta”. Il sindaco fa presente anche che “molti Comuni del Delta e del medio e alto Polesine hanno deliberato per sottolineare la necessità del punto nascite di Adria per la Provincia di Rovigo. A Venezia torneremo con una proposta precisa per i nostri servizi socio sanitari invitando tutta la politica, cittadini e comitati. Il nostro Impegno per la sanità del Delta continua”.
Un albero per tutti i bambini appena nati, e anche per i bimbi adottati
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l comune di Adria dal prossimo anno inizierà a dar seguito alla normativa che prevede di mettere a dimora un albero per ogni bambino nato, estendendolo anche ai bambini adottati. “Si tratta di un evento in linea con i principi politico-programmatici dell’amministrazione comunale -commenta l’assessore Sandra Moda- in quanto coniuga lo scopo di valorizzare la tutela del patrimonio arboreo collegandolo a un rapporto diretto tra il bambino, quale nuovo cittadino e la sua famiglia. Un modo per rinsaldare l’antico e forte legame che
collega in modo simbolico la nascita e la vita umana con la vitalità e la rigenerazione degli alberi .” “Avremo tutto il tempo per contattare le famiglie in vista dell’evento previsto il 21 novembre di ogni anno -prosegue Moda- e per questo organizzeremo degli incontri con i bambini più grandi allo scopo di trasmettere loro l’importanza della natura e il rispetto di questa. Mentre con i genitori dei neonati sarà prevista una cerimonia simbolica, nel corso della quale consegneremo alle famiglie un presente che attesti che verrà messo a dimora un albero con il nome del proprio figlio”.
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Adria
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Politica Piano socio sanitario regionale
“Ad Adria asse Lega-5stelle come a Roma?”, lite tra ex amici “Non conosce la materia e ha sfruttato il M5S”
“C’e una strana sintonia nelle dichiarazioni successive all’approvazione del nuovo Piano Sociosanitario tra il leghista Boron, presidente della 5° Commissione ed il gruppo M5S di Adria”.
ospedali. O forse è semplicemente un disappunto per il ruolo efficace svolto dalle opposizioni in consiglio regionale. Staremo a vedere”. “Ciò che conta è che nel testo iniziale del Pssr la tutela degli ospedali Polesani non c’era, mentre compare a chiare lettere nel testo finale. Questo per dire che se la Lega voleva farlo, poteva scriverlo fin dall’inizio e se i 5stelle ci tenevano potevano depositare un emendamento. Nulla di tutto questo è stato fatto. Carta canta, mentre gli alleati di governo romano dormivano. E i Polesani avrebbero pagato in termini di servizi sanitari tagliati”. “In sede di trattazione delle schede, è certo che la battaglia per il consigliere Ruzzante e per Giorgia Gay me continua”.
“Per entrambi dobbiamo aspettare a gioire per la salvezza degli ospedali Polesani, ed attendere la futura approvazione delle schede ospedaliere”. Con queste parole la consigliera regionale Patrizia Bartelle, ora in forza al partito “Italia in Comune” di Pizzarotti, va all’attacco della sezione locale del suo ex gruppo, i 5 stelle: “Sembra un trasferimento in quel di Adria, dell’asse Salvini-Di Maio che porta a pensare a provvedimenti che il binomio partitico attuerà in sede di schede ospedaliere ai danni dei polesani che hanno osato protestare nei confronti di Zaia per difendere i loro
“Dopo quasi 4 anni in commissione Sanità, non ha acquisito alcuna preparazione in materia: un disimpegno totale, se non quello di cercare visibilità mediatica, che non le ha permesso nemmeno di leggere quanto era previsto nel Pssr precedente e ancor meno ciò che è previsto in quello appena approvato”. Dura la replica alla consigliera regionale da parte dei 5stelle locali. “A dimostrarlo sono i fatti: nel precedente Pssr 2012/2016, prorogato fino al 2018, la specificità territoriale era prevista ma, con l’attuazione delle successive schede ospedaliere è stato inserito il ridimensionamento dei dipartimenti ospedalieri”. E aggiungono: “Un successivo depotenziamento l’abbiamo subito con la legge regionale n. 19 / 2016 che ha comportato la riorganizzazione totale del numero delle Ulss, delle funzioni e dei servizi delle stesse nonostante fosse
prevista nel Pssr la specificità territoriale”. Quindi, l’attacco politico: i pentastellati adriesi denunciano “il suo plateale desiderio di non lasciare lo scranno che occupa in consiglio regionale? Ha sfruttato al massimo l’immagine del M5S (che l’ha fatta eleggere), fino al momento in cui, conscia di non godere più del consenso all’interno del Movimento, lo ha abbandonato per entrare a fare parte del partito di Pizzarotti, in previsione delle prossime elezioni regionali”.Secondo i cinquestelle avrebbe dovuto dimettersi, ed eventualmente ricandidarsi sotto la sua nuova bandiera politica. “Invece ha preferito, per mera opportunità, affermare di essere stata tradita nei valori in cui crede, banalissima come scusa, ma efficace, per entrare nel gruppo misto in Regione, assicurandosi così anche la possibilità di non dovere raccogliere le previste firme sul territorio per presentare la sua futura lista alle Regionali”. Quindi la stoccata finale: la sua coerenza decantata le imporrà di destinare in futuro una considerevole quota parte delle sue indennità, a sostegno per esempio delle PMI, come faceva quando era tra le fila del M5S (G.G.)
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Si cambia gestore Arriva Acquevenete
Acqua, “bolletta più leggera e nuovi investimenti” Dal 1° gennaio l’acqua che esce dai rubinetti è distribuita da Acquevenete. È stato infatti siglato l’accordo tra Acquevenete e Acque Potabili per l’acquisto del ramo di azienda relativo alla fornitura idrica ad Adria.
o straordinaria, con progetti che partiranno dai punti di maggiore criticità, dopo aver effettuato un’analisi dello stato della rete idrica. “Verso i cittadini c’è inoltre
Cosa cambierà per gli utenti? “La prima novità sarà una sostanziosa riduzione della bolletta - si spiega in una nota ufficiale - : meno 35% il risparmio stimato, con oltre 100 euro all’anno che resteranno nelle tasche delle famiglie. Per una utenza do-
Piergiorgio Cortelazzo, presidente di Acquevenete
mestica con un consumo medio annuo di 150 metri cubi (quello di una famiglia media di tre componenti), infatti, la bolletta annua 2019 con Acque Potabili sarebbe venuta a costare 392,14 euro, contro il totale di 290,39 euro della bolletta 2019”. Il nuovo gestore annuncia anche investimenti per adeguare reti e impianti: sono già previsti interventi di manutenzione ordinaria
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l’impegno a offrire un servizio migliore - fa sapere la società -: uno sportello più centrale, situato in via Arzeron 22, con 21 ore e mezzo di apertura settimanale (contro le 7 ore e mezza del precedente gestore)”. Sarà aperto le mattine dal lunedì al giovedì dalle 8.30alle 12.30 e il venerdì dalle 8.30 alle 12, oltre ai pomeriggi del martedì e giovedì dalle 14.30alle 16.30. Per un primo periodo resterà aperto il vecchio sportello in località Amolaretta n.20, il lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 11.30. Un altro beneficio, secondo il nuovo gestore è “una bolletta più semplice, chiara e ricca di informazioni, e maggiore facilità di contatto con la società”, attraverso i numeri verdi 800 991 544 (Servizio clienti, attivo dal lunedì al venerdì ore 8 -20 e sabato: ore 8-13) e 800 632 432 (segnalazione guasti, attivo h24, 7 giorni su 7). “Un risultato storico, reso possibile grazie al lavoro di sinergia dell’assemblea dei 108 sindaci di Acquevenete, che unanimemente ha sostenuto passo dopo passo questa operazione, durante questa lunga trattativa durata un anno, assieme al nostro Consiglio di Bacino Polesine e all’amministrazione comunale di Adria” sottolinea Piergiorgio Cortelazzo, presidente di Acquevenete. “Molto ci sarà da fare ora sul fronte degli investimenti, per un territorio che sicuramente negli anni è stato trascurato. Chiediamo la disponibilità e la collaborazione della cittadinanza per questo periodo di avvio del servizio - conclude Cortelazzo - perché non sappiamo che situazione troveremo, sia a livello tecnico che commerciale. “Finalmente tutta la provincia di Rovigo ha un unico gestore idrico, che coincide perfettamente con il territorio dell’Ato - evidenzia Leonardo Raito, presidente del Consiglio di Bacino Polesine -. Questo ci consentirà una gestione unificata del territorio,con l’obiettivo primario di offrire un servizio migliore agli utenti del Polesine, realizzando al tempo stesso nuovi efficientamenti”. “Sono molto soddisfatto di questo passaggio - è il commento di Omar Barbierato, sindaco di Adria - perché i cittadini potranno avere un servizio più adeguato e al tempo stesso una riduzione molto consistente dei costi. Ma ancora di più perché il nuovo gestore Acquevenete porterà quegli investimenti necessari per gli interventi sulla rete, che il nostro territorio attende da tempo”.
I COMMERCIANTI di ADRIA e del DELTA augurano a tutti un
FELICE 2019
G en n a i o lunedì martedì mercoledì
7 14 21 28 28 4 11 18 25 1 8 15 22 29 29 5 12 19 26 2 9 16 23 30 30 6 13 20 27
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giovedì venerdì
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sabato
4 11 18 25 1 5 12 19 26 2 6 13 20 27 3
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Adria
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Cena di solidarietà... con polemica Le liste Ibc, Siamo Adria e Adriacivica accusano Adria.com di non aver devoluto tutto il ricavato alle popolazioni colpite dal maltempo, ma solo una parte. Dura replica del vicepresidente Barbujani
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oveva essere una “semplice” cena di solidarietà a favore delle comunità colpite dal maltempo di fine ottobre, invece è diventata un casus belli. Il tutto è accaduto dopo l’evento benefico del 13 dicembre, con la maggioranza in consiglio comunale che contesta la scelta di devolvere solo parte del ricavato alle popolazioni montane. “Non possiamo nascondere la nostra amarezza nell’apprendere che quasi la metà del ricavato della cena della solidarietà organizzata da Adria.com sarà utilizzata per iniziative di quell’associazione che nulla hanno a che fare con gli aiuti ai paesi e ai cittadini del bellunese duramente colpiti dal maltempo. A loro, così come era stato promesso, doveva essere invece devoluta l’intera somma raccolta come segno tangibile di vicinanza”. Così, in una nota ufficiale, prendono posizione le liste di maggioranza Impegno per il Bene Comune, SiamoAdria e Adriacivica. “A quella cena, per sgombrare il campo da ogni fraintendimento e spegnere
sul nascere polemiche che sapevano tanto di strumentalizzazione politica, avevano partecipato anche alcuni assessori e consiglieri di maggioranza in nome del raggiungimento completo di un unico obiettivo condiviso: l’aiuto e la solidarietà - si precisa il comunicato -. Se fossimo nell’ambito della pubblica amministrazione potremmo parlare di distrazione di fondi, cosa grave, con implicazioni giudiziarie. Trattandosi di associazionismo e di solidarietà, la cosa, pur non avendo implicazioni penali, è ancor più grave, perché sottrarre anche un solo euro a una finalità meritoria, in nome della quale si sono sensibilizzate le persone, forse non è un reato, ma è sicuramente un peccato mortale”. Le liste chiedono dunque “che sia rivista quella scelta sbagliata: tutto il ricavato vada alle vittime degli eventi calamitosi. Lo chiediamo come cittadini, ma anche come movimento civico che in questo momento esprime persone che hanno responsabilità politica e
Le zone colpite dal maltempo e, a lato, il sindaco Omar Barbierato e il vicepresidente di Adria.com Massimo Barbujani
che per questo non possono e non devono girarsi dall’altra parte”. “Ci aspettiamo una presa di distanza del consigliere Barbujani, vicepresidente di Adria.com - continuano Ibc, SiamoAdria e Adriacivica -. Faccia sì che la parola data sia mantenuta e, già che c’è, si adoperi perché la rendicontazione sia completa, considerando anche la somma raccolta in occasione della lotteria organizzata all’interno della cena”. Durissima la replica di Adria. com e del vicepresidente Barbuja-
ni, che parla di “un attacco politico senza precedenti con una vera e propria invasione di campo nel mondo del volontariato adriese, mai verificatosi prima”. “L’obiettivo non è il rispetto delle regole - rispettate anche per ammissione dell’amministrazione - ma una speculazione politica: su questo vorremmo conoscere il pensiero della assessore all’associazionismo e del presidente della consulta del volontariato sociale, da cui ci attendiamo una difesa del nostro mondo”.
“Con il cuore e con le mani” per Rocca Pietore
La casa di riposo di Adria
Uno spettacolo di riflessione sul valore delle mani, con uno scopo benefico come il sostegno al comune di Rocca Pietore, duramente colpito dal maltempo di fine ottobre nel bellunese. È quanto andato in scena lo scorso 29 dicembre al Teatro Ferrini. Sul palco, la scuola di danza Classica e Moderna di Adria: artisti adriesi e giovani modelle hanno dato vita a “Con il cuore e con le mani”, performance solidale sotto la direzione artistica dell’adriese Silvia Trevisan, promossa dalla Pro Loco di Adria. Per l’occasione sono state presentate numerose creazioni in feltro di Silvia Trevisan. Le offerte raccolte - un totale di 384,60 euro, sono totalmente devolute al progetto “Adria e il Delta per la Marmolada” che si pone l’obiettivo di aiutare concretamente il Comune di Rocca Pietore. (G.G.)
Scontro sui posti in casa di riposo Che fine ha fatto l’ordine del giorno approvato all’unanimità in consiglio regionale? Che fine ha fatto l’ordine del giorno approvato all’unanimità in consiglio regionale? Così, in buona sintesi, Sandro Gino Spinello, con-
sigliere Pd, chiede conto al sindaco Omar Barbierato della delibera approvata lo scorso 27 ottobre per chiedere alla Regione di aumentare i posti letto “convenzionati” della casa di riposo. “Rispetto ai fabbisogni, nelle strutture pubbliche c’è sempre carenza di posti letto per persone non autosufficienti accreditati dalla Regione, visto anche l’aumento dell’età della popolazione - riferisce Spinello -. Sempre più spesso quindi gli utenti preferi-
“Dispiace – si legge nel comunicato di Adria.com - che la maggioranza cosi attenta alla vita politica e sociale della città abbia appreso dal comunicato che non tutto il ricavato sarebbe stato devoluto al Bellunese: bastava aver letto il volantino per sapere che veniva devoluto in parte. Difficile pensare che non lo sapessero, difficile pensare che la cosa non sia stata strumentalizzata ad arte senza considerare che tali attacchi finiscono per indebolire tutto il mondo del volontariato. Stia tranquilla la maggioranza, eviti di sbandierare a caso reati, senza sapere di cosa parla: Adria.com ha uno statuto da Associazione di Promozione Sociale e le proprie risorse andranno comunque impiegate nel sociale per i fini statutari”. Non si è fatta attendere la controreplica della maggioranza, che nega alcun attacco all’associazionismo. Giorgia Gay
scono rivolgersi a strutture private per abbattere i tempi di attesa. È evidente dunque che se ci fossero più posti letto accreditati le cose andrebbero meglio”. Spinello, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno con tutti i voti favorevoli, si aspettava che il testo arrivasse presto al destinatario a Venezia. “Quando ho fatto una verifica con gli uffici regionali, mi è stato detto che non c’era nessun testo. Doveva essere un’azione prioritaria, così non è stato”. A stretto giro gli risponde il sindaco Omar Barbierato: “La linea politica di questa amministrazione sarà quella di condividere questa proposta anche con i colleghi della Provincia all’interno della conferenza dei sindaci e le amministrazioni comunali del Veneto affinchè la discussione sia la più ampia possibile” fa sapere. “Con il tempo necessario ma in modo inesorabile portiamo avanti le nostre proposte. La nostra amministrazione è la prima a porre questo problema all’interno dell’agenda politica. La responsabilità dei tempi di invio della delibera sono miei. Nel seguire con costanza ed impegno le mie deleghe ho dovuto spostare questo invio, ma in modo continuo stiamo portando avanti tutte le nostre proposte”. Giorgia Gay
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Adria
Le opposizioni Il bilancio del Pd
“Basta attacchi personali, sì a un dialogo politico vero” A sei mesi dall’avvio dell’amministrazione Barbierato, il Pd adriese fa un personale bilancio delle scelte fin qui fatte dalla nuova giunta e sullo stato dei rapporti con la minoranza
mettesse. La vera rivoluzione, invece, sarebbe riuscire ora a superare il clima di contrapposizione e recuperare un dialogo politico vero, fondato sul rispetto reciproco e la disponibilità all’ascolto, più che sulla ricerca di vi-
sibilità. Questa è la vera battaglia da vincere, per dimostrare a un’Italia imbruttita da un “cattivismo diffuso” che il vero cambiamento comincia dal rispetto. Vinta questa battaglia, sarà più semplice affrontare le altre”.
P
artiamo proprio da qua: “Il clima che si respira in città e tra le forze di maggioranza e opposizione non è molto diverso da quello della precedente amministrazione - riflette il segretario dem adriese Federico Cuberli -. I rapporti rimangono tesi e le contrapposizioni spesso si riducono a essere personali, più che politiche”. Quanto all’attività amministrativa, il Pd lamenta la mancanza di “un vero e proprio programma per rilanciare il centro e le frazioni, per dare ossigeno alle attività commerciali o anche solo evitare l’emorragia demografica che da anni coinvolge il Comune di Adria. Invece rimangono da sciogliere i nodi di interesse centrale per la città, quelli sui quali, in parole povere,
Occhiali da Sole
Il segretario del Pd di Adria Federico Cuberli
si è “giocata” la campagna elettorale: il futuro dell’ospedale e del punto nascite rimane incerto, di Coimpo si parla poco o nulla, così come di Csa o di “Romea Commerciale”; allo stesso modo, rimane pressoché inutilizzato il teatro comunale e non c’è alcuna prospettiva sulla riapertura del cinema Politeama”. In sostanza, riferisce Cuberli, “la rivoluzione civica, al momento, è stata meno dirompente di quanto non pro-
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_* 49 A PARTIRE DA
La musica “proposta” ai bimbi Il 9 gennaio scorso ha preso il via il nuovo corso di Propedeutica Musicale organizzata nella Libreria Ricarello di Adria. Il corso si svolgerà ogni mercoledì, fino a febbraio, e sarà tenuto da Virginia Longhini, maestra di musica in Percussioni, diplomata presso il Conservatorio di Adria A.Buzzolla. Sarà affiancata dal professore Alberto Macchini, noto accademico. Questo progetto, a cui i bimbi possono entrare a farne parte anche nel corso dei successivi incontri, si rivolge ai bambini tra i 3 e 6 anni per aiutarli ad approcciarsi al mon-
do della musica e del ritmo attraverso il metodo Orff-Schulwerk che vede il bambino mettersi in gioco alla scoperta della sonorità a 360 gradi, toccando la sfera motoria, emozionale e sensoriale. Il corso ha un costo di 10 euro ad incontro, si svolge dalle 17.00 alle 18.00 in Via Vittorio Emanuele 15 presso la libreria-ludoteca Ricarello ad Adria. Info al numero 371 380 5060 oppure a info@ ricarello.it
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Bottrighe
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Il caso Sarà rimesso altrove
Cartello “fuori legge”, rimosso I
l paese natale del più grande aviatore di tutti i tempi perde l’indicazione nella toponomastica d’ingresso negli accessi a Bottrighe. Molto amareggiata, per il gesto, la popolazione del luogo, che dopo tanti anni di attese, aveva visto esaudire la richiesta, grazie all’interessamento di David Busson, assessore in una precedente legislatura dell’allora sindaco Massimo Barbujani. Dispiacere per l’associazione memoriale “Tenente Colonello Umberto Maddalena” che da tempo, oltre a eventi atti a esaltare le imprese dell’aviatore, è impegnata a creare un museo in paese dedicato al valoroso concittadino. Il cartello con la dicitura “Paese natale del comandante tenente
colonello Umberto Maddalena” posto sotto la toponomastica di Bottrighe, è stato quindi rimosso a seguito di una denuncia inviata alle autorità competenti, in quanto sarebbe fuori legge. Prontamente, Andrea Michelettti, assessore al Decoro urbano e Turismo, garantisce però che la cartellonistica sarà presto ripristinata. “La rimozione della segnaletica verticale- spiega Micheletti- posizionata all’inizio del centro abitato di Bottrighe, si è resa necessaria in seguito a una ben motivata segnalazione, giunta nel mese di novembre 2018 agli enti di competenza tra cui il comune”. “I pannelli- prosegue l’assessore- erano stati installati dalla precedente amministrazione, sugli
Rimossa la dicitura di “paese natale di Maddalena”. Il dubbio: fuori legge, a questo punto, risulterebbero tutti i sotto cartelli d’Italia
stessi impianti indicanti il nome del paese, a differenza di quanto previsto dalla normativa vigente (articolo 131 c.c. 4° ed 8° del Dpr 16.12.1992 n. 495 regolamento di esecuzione al nuovo codice della strada). I cartelli con scritto il nome illustre di un concittadino che ha contribuito a scrivere alcune pagine della storia del nostro bel Paese, saranno quindi riposizionati- conclude l’assessore- su sostegni posti nelle vicinanze della segnaletica situata agli ingressi del centro abitato di Bottrighe”. Ciò non sarebbe però la stessa cosa, a meno che non si provveda a rifare nuovamente i cartelli
molto più grandi. Resta il fatto che sorge comunque spontanea una riflessione e soprattutto un dubbio: tutti i cartelli d’Italia, ove esistono i cosidetti “sotto cartelli” alla toponomastica, compresi quelli di Adria che indicano le tipicità di “città della ciabatta” e altro, o i luoghi di nascita di santi, musicisti e poeti vari, sarebbero, a questo punto, tutti fuori legge e tutti da riposizionare. Questa “ben motivata segnalazione” esisterebbe quindi solo per Bottrighe, singolarità che vedrebbe, il centro rivierasco, quale unico caso del genere in Italia. Roberto Marangoni
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Terza rimpatriata dei coscritti 1967
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erza rimpatriata per i coscritti classe 1967 di Bottrighe. Dopo il primo raduno per i quarant’anni anni del 2007 e il secondo per i cinquanta del 2017, i coscritti si sono recentemente ritrovati per festeggiare anche il loro cinquantunesimo anno, con una nuova conviviale presso un ristorante della zona. Non sono mancate le sorprese e neppure le emozioni nel ricordare i tanti momenti di gioventù trascorsi insieme tra vecchi ricordi di scuola. Da questo momento il gruppo è collegato tecnologicamente con whatsapp e ogni giorno non mancano saluti e battute per tenersi sempre in contatto. Hanno partecipato Egidio Baruto, Marisa Doni, Damiano Gazzola, Fiorella Braga, Roberto Stocco, Cristina Bertaglia, Massimo Bondesan, Moreno Laurenti, Enrica Longato, Giuseppe Furlan, Diego Pattaro, Orietta Polidori, Stefano Bertella, Sofia Borella, Sabrina Destro, Daniele Cisotto, Michele Schettino, Isabella Mantovani, Laura Mottaran, Gianluca Bertin, Tamiso Emanuela. Ferruccio Pilotto e Andrea Gennari. (Ro.Ma.)
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Bottrighe
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Iniziative El canfin de vero e Bontemponi
anguinetto, cittadina del veronese, ha accolto con grande entusiasmo il pomeriggio sulle tradizioni venete nel teatro comunale “Zinetti” all’interno del castello, maniero risalente al 1200. Prima la proiezione del film “El canfin de vero” sulla vita in Polesine negli anni 40’ e 50’ della regista adriese Anita Gallimberti che ha ricevuto un omaggio floreale e le congratulazioni del sindaco Alessandro Braga e di Katy Ferrigato, assessore alla Cultura, così pure per il gruppo folkloristico “Bontemponi
Le autorità hanno espresso parole di compiacimento per lo spettacolo, invitando i Bontemponi a tornare e ricevendo dal gruppo il quarto cd “Cantando su l’ara” e il calendario
Le autorità hanno espresso parole di compiacimento per lo spettacolo, invitando i Bontemponi a tornare e ricevendo dal gruppo il quarto cd “Cantando su l’ara” con il nuovo calendario 2019 dell’associazione. Recentemente, “El canfin de vero” è andato in onda nel nord d’Italia, sull’emittente televisiva Prima Free, successo poi per le varie proiezioni della pellicola nei comuni del Polesine. In fase di realizzazione un nuovo film che la regista Gallimberti dovrebbe presentare in primavera. (Ro.Ma.)
uper castagnata a Bottrighe e 2250 euro devoluti alla scuola materna “Umberto Maddalena” del paese. Un record che ha superato tutte le precedenti edizioni: ben nove quintali di caldarrroste e 166 “mistoche”, il tipico dolce povero con farina di castagne e uvetta preparato dalle sapienti mani di Nerino Albieri e Natalino Crepaldi, sono stati distribuiti dall’apposito stand allestito in piazza Cinzio Cassetta. L’iniziativa è stata organizzata dal Gruppo Sportivo presieduto da Antonio Boni che ringrazia sentitamente, a nome di tutti i volontari, tutti coloro che hanno fatto visita allo stand che ha superato i già ottimi risultati degli anni precedenti. Molte persone sono giunte non solo dai paesi limitrofi, ma addirittura dall’alto Polesine. I volontari dell’associazione per lunghe ore sono stati così impegnati nel tagliare e cuocere il prelibato frutto stagionale, aiutati anche da uno speciale girarrosto elettrico e un taglia castagne elettrico realizzati da Giuliano Girotto, valente artigiano del posto.
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& Simpatica Compagnia” di Bottrighe, presente per la prima volta nel comune scaligero e protagonista in molte scene della pellicola. Il calorosissimo pubblico è rimasto incollato per tutte le due ore del pomeriggio. Scroscianti applausi hanno sottolineato sia il docu-film, che tra stalle, risaie e campi di grano, rievoca le tradizioni del Delta negli anni ‘40 e ’50, ma anche tragedie che hanno sconvolto la vita del territorio polesano, la guerra e l’alluvione, sia l’esibizione dei Bontemponi che hanno proposto un aggiornato “Varietà d’altri tempi” con canti, ballate, scene di vita contadina e sketch in vernacolo polesano. Tutti i componenti sono stati accompagnati dalla fisarmonica di Giovanni Pezzolato, dalle chitarre di Sergio Salmi, dai fiati di Renato Casellato e da altri inusitati strumenti artigianali, in particolare per l’esecuzione de “La Filomena” brano vincitore nel 2014 della classifica di radio SorRriso di Castelfranco Veneto, il più richiesto dagli ascoltatori del triveneto.
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Territorio
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Viabilità Accordo tra Regione e Rfi
Passaggi a livello addio Cinquanta sbarre scompariranno in tutto il Veneto: 18 lungo la tratta VeronaRovigo e 5 lungo la Rovigo-Chioggia
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a Regione del Veneto e Rete ferroviaria italiana hanno sottoscritto un protocollo di intesa per l’eliminazione nei prossimi mesi di 50 passaggi a livello, tra cui 18 nella tratta Verona – Rovigo e 5 in quella Rovigo – Chioggia. La progettazione e la realizzazione di questi interventi spetteranno alla Regione mentre la predisposizione dei progetti e la successiva attuazione dei lavori saranno a carico di Rfi, per un totale di 30 milioni di euro. “Al fine di accelerare il più possibile l’azione complessiva, si è deciso di concentrare l’attenzio-
ne verso quei punti di intersezione ‘a raso’ tra binari e strada la cui eliminazione risulta progettualmente più semplice ed economicamente meno impegnativa” spiega Elisa De Berti, assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti. “In questo modo verrà massimizzato il numero degli interventi attraverso la limitazione, per quanto possibile, delle più costose opere sostitutive, come i sottopassi o i cavalcavia.” Queste operazioni, che nello scorso biennio hanno già permesso la soppressione di 40 passaggi a livello, porteranno impor-
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L’assessore regionale Elisa De Berti
tanti benefici sia per il sistema ferroviario che per la circolazione stradale: i passeggeri dei treni si sono infatti lamentati più volte del malfunzionamento di alcune sbarre ai passaggi a livello che spesso non si abbassano, costringendo così i macchinisti ad attendere l’intervento dei vigili urbani o di altre forze dell’ordine per poter procedere. Dall’altro lato non è raro che anche gli automobilisti debbano fermarsi per svariati minuti a causa dei nume-
rosi ritardi dei treni, provocando così lunghe code poi difficili da smaltire. Nel dettaglio, in Polesine saranno rimosse lungo la VeronaRovigo le sbarre a Isola della Scala, Cerea,Villabartolomea, Castagnaro, Badia Polesine, Lendinara, Costa di Rovigo, Rovigo. Lungo la Rovigo Chioggia addio passaggi a livello a Rovigo, Adria e Chioggia. Chiara Tomao
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Cultura .
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Primavera a teatro con due spettacoli A calcare il palcoscenico saranno due brillanti artisti del calibro di Anna Maria Barbera e Massimo Ranieri. La “Sconsy”, si esibirà il 30 marzo. “Sogno e son desto” invece arriverà il 22 maggio
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anno aperto a fine dicembre scorso le prevendite per acquistare i biglietti di due spettacoli che si terranno la prossima primavera. Prendersi in anticipo è d’obbligo se a calcare il palco del teatro comunale di Adria ci saranno due brillanti artisti del calibro di Anna Maria Barbera e Massimo Ranieri. La “Sconsy”, pseudonimo nato durante i comici schetch a Zelig, si esibirà sul palcoscenico adriese sabato 30 marzo. Lo show di cabaret dal titolo “Ma voi…come stai?” registra fin dalle prime date un tutto esaurito, con un format ideato nel 2016. La classica interpretazione della donna del sud emigrata al nord, che si esprime nel suo personalissimo dialetto meridionale, lascerà spazio anche alla riflessione sui tempi attuali, sempre più caratterizzati dalla tecnologia, dove una voce o un volto “sull’internette”, come direbbe
Sconsolata, non restituisce a pieno quel dialogo vero e intimo che invece vorremmo. Una serata insomma all’insegna di risate, stereotipi ma anche di domande profonde accompagnate dalle suggestioni musicali di Leoraverajazz Trio, che accompagna l’artista sul palco.
Ad intrattenere invece la serata di mercoledì 22 maggio dalle 21:00, sempre al teatro comunale di Adria, arriverà Massimo Ranieri con “Sogno e son desto”. Uno spettacolo di musica italiana di un artista poliedrico da oltre 20 album e 15 milioni di dischi venduti durante la sua carriera. “Sogno e son desto” ha
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Febbraio si colora di ROSSO … colore della Passione !!! 14 Febbraio, San Valentino conferma l’Amore !!!
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già superato le 400 repliche in tutti i più famosi teatri italiani, con Ranieri interprete dei suoi grandi successi musicali, ma nelle vesti anche di interprete e narratore. Tra canzoni celebri, aneddoti della tradizione umoristica napoletana e colpi di teatro, l’artista porterà quindi in scena
questo varietà da lui stesso ideato e scritto, insieme a Gualtiero Peirce. Per tutti coloro che non fossero riusciti ad acquistare le prevendite a dicembre, possono comprare direttamente i biglietti presso gli sportelli di Bancadria del territorio oppure sul circuito online www.vivaticket.it.
Il 1° febbraio torna l’University day
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enerdì 1° febbraio un’intera giornata per conoscere la sede universitaria rodigina, le sue proposte formative, i corsi di laurea attivati grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e di Ferrara. Torna l’annuale appuntamento con l’University Day del Cur, che per un giorno sarà un effervescente contenitore di spazi dedicati alla conoscenza e al sapere, con lezioni dimostrative, mini convegni, incontri, tour guidati e momenti di confronto e dibattito. I ragazzi degli istituti superiori, a partire dalle classi terze, potranno così sentirsi coinvolti in un ambiente diverso rispetto a quello scolastico e respirare l’aria carica di stimoli che è propria dell’Università. Un’occasione unica per immergersi nella realtà universitaria e per conoscere a fondo l’offerta formativa del Consorzio Università Rovigo, grazie al dialogo e al confronto con docenti, studenti universitari e tutor. Da non perdere l’incontro in Aula Magna al quale partecipano relatori che portano la loro esperienza sul campo, per parlare ai giovani e al territorio di opportunità, di scelte, di competenze da acquisire e valorizzare. Marco Gisotti, giornalista professionista e divulgatore, e giovani ricercatori polesani che hanno conseguito successi importanti in diversi ambiti e che presentano le loro esperienze esemplari: Lisa Milani ricercatrice polesana che oggi lavora nella sede della Nasa al Goddard space Flight Center a Greenbelt, Washington (sarà presente all’University Day in videoconferenza), Michele Astolfi, Phd Student in Physics presso l’Università degli Studi di Ferrara, Rossella Melloncelli laureata in Diritto dell’economia presso il Cur. (Me.Ru.)
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Sport .
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Mondin torna sui banchi di scuola
Bottrighe: grandi e continui risultati dai ragazzi del Kanku Karate
Il pilota adriese è stato testimonial durante la riconsegna della rinnovata scuola Enaip di Porto Viro
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l pilota adriese Michele Mondin, è stato protagonista, nell’inedita veste di testimonial, in occasione dell’evento organizzato da Enaip Veneto, per la riconsegna della rinnovata scuola professionale Enaip di Porto Viro. Il due volte tricolore nel Campionato Italiano Wrc, tra le vetture delle classi A6, Prod. E6 e K10, è quindi tornato sugli stessi banchi sui quali sedeva qualche anno fa, chiamato a raccontare i propri successi, ottenuti sia in ambito sportivo sia in quello professionale. Un’importante gratificazione, quella ottenuta dal pilota di Adria, che ha potuto condividere le proprie emozioni davanti a una nutrita platea. “È stata una mattinata ricca di emozioni - racconta Mondin -, perché essere contattato dai miei vecchi professori, per parte-
cipare a questo importante evento come testimonial, è stata una sorpresa davvero inaspettata. Mi ha reso profondamente orgoglioso il poter raccontare, davanti a tanta gente, la passione che metto, tutti i giorni, sia nel lavoro quotidiano sia nello sport. È stata un’esperienza davvero fantastica e mi auguro che, per quanto sono riuscito a raccontare, di aver trasmesso ai giovani alunni presenti gli ideali che porto, dentro di me, nella vita di tutti i giorni”. Gli fa eco Sandro Dal Piano, di Enaip Veneto. “Investire sui giovani è doppiamente importante , dice Dal Piano, un investimento per il futuro che da continuità ad una lunga e nobile storia, che risale ai primi anni cinquanta. Il percorso di potenziamento della sede di Porto Viro è strategico anche dal
punto di vista territoriale, vista la posizione nel Polesine, a cavallo fra le province di Venezia e Ferrara. Una carta vincente in più per i giovani, le loro famiglie e le imprese con i tre indirizzi offerti, ovvero meccanico e meccatronico, benessere e ristorazione. Ricordiamo i dati incoraggianti relativi all’occupazione degli ex studenti: ad un anno dal termine degli studi il 75% risulta occupato. Il nostro ex studente Michele Mondin, giovane imprenditore e pilota sportivo di successo, rappresenta per noi l’eccellenza dell’impegno nella formazione per i giovani talenti”.
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randi e continui successi per i ragazzi del club Kanku Karate di Bottrighe del maestro Gerry Franchin che hanno recentemente conquistato svariati premi in diverse competizioni. Ad Albignasego nel memorial “Gatti” tra i circa trecento partecipanti e numerosi club arrivati da ogni parte d’Italia, i bottrighesi, una ventina iscritti in ogni categoria, hanno conseguito quattro primi, sette secondi e nove terzi. Bottrighe ha sorpreso portando la società polesana al quarto posto nella classifica assoluta. Il risultato è stato raggiunto grazie anche ai nuovi iscritti a Fornaci di porto Viro. A Villanova del Ghebbo, invece, il classico trofeo di karate per gli atleti più piccoli. Qui, con i suoi ragazzi, il maestro Franchin ha portato in gara una quindicina di atleti che oltre a competere nelle categorie kumite e kata si sono cimentati in giochi propedeutici con palloncini e percorsi molto divertenti.
Cristiano Aggio
Un successo la maratona acquatica di solidarietà Quasi 100 persone hanno dato il loro contributo alla riuscita della manifestazione
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uotate di solidarietà nella piscina di Adria, dove si è svolta la maratona acquatica pro Telethon organizzata dalla società sportiva Inn.nova con la collaborazione dell’istituto di credito Bnl sede di Adria. È stata ottima la risposta della cittadinanza adriese, e non solo, all’iniziativa denominata “Vivi… Ama… Nuota…”. Quasi 100 persone hanno dato il loro contributo alla riuscita della manifestazione: sono stati percorsi otre 160 km di nuoto e si sono succeduti ben 2 turni completi di acqua fitness. Sono state ‘nuotate’ distanze notevoli e in classifica finale, oltre a tesserati come Giacomo Stoppa che si è imposto con oltre 13 mila metri nelle 4 ore, troviamo anche corsisti appassionati che si mettono in discussione in gare “long distance” come questa. Molte le famiglie e i gruppi di amici come i “Selvaggi dell’ultimo turno” che hanno dato il loro importante contributo. Il podio maschile ha visto al primo posto Giacomo Stoppa 13300 metri, seguito da Carlo Zanardi che ha percorso 9800 metri e Sandro Boaretto al terzo posto con 9300 metri. Il podio femminile ha visto sulla vetta Sabrina Boaretto con 8800 metri, Arianna Nezzo con 3650 metri e Beatrice Casellato con 2600 metri.
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#Politica
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Giustizia in ginocchio: in Veneto mancano magistrati e i giudizi pendenti si accumulano Un dossier realizzato dalla Cgia di Mestre e commissionato dal Governatore Zaia che si dice molto preoccupato dalla situazione contingente
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’ emergenza organici nella giustizia in Veneto, dove la Corte d’Appello di Venezia e la sua Procura Generale sono ultimi in classifica, o quasi, in Italia per dotazione di magistrati rispetto agli indicatori più rilevanti che determinano il bisogno di giustizia di un territorio. Basti pensare che i giudizi pendenti a fine 2017 erano 26.964 (529 per ogni magistrato in attività contro una media nazionale di 439) e che, se anche non ne arrivasse nemmeno uno di nuovo, per smaltire il volume di pendenze occorrerebbero più di due anni e mezzo di lavoro dei 51 magistrati oggi in servizio. L’inedito spaccato di una crisi evidente, spesso evocata ma mai con il supporto di uno studio scientifico statistico lo ha fornito un dossier informativo realizzato dalla Cgia di Mestre, presentato a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, presenti il Presidente della Regione, Luca Zaia, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Venezia, Antonio Mura, il Presidente della Corte d’Appello di Venezia, Ines Marini, il Segretario della Cgia di Mestre, Renato Mason. Lo studio, e qui sta la sua unicità, non si è limitato a mettere in fila i dati di organici e giudizi pendenti e sopravvenuti, ma li ha messi a confronto con le necessi-
tà di giustizia espressa dalla realtà sociale ed economica del Veneto. Ne emerge una situazione preoccupante: in termini di magistrati di Corte d’Appello, il Veneto può contare solo sul 4% del totale in Italia, che diventa il 4,2% per quanto riguarda la Procura Generale, ma questi devono occuparsi del 7,9% della popolazione italiana, dell’8,3% delle imprese, del 9,2% degli occupati, del 9,3% del valore aggiunto, del 13,7% dell’export, del 16,4% di presenze turistiche. “Da anni, anche in segno di rispetto e considerazione verso la Magistratura– ha detto Zaia – partecipo all’inaugurazione dell’anno giudiziario di fine gennaio. Ascoltando gli allarmi che si sono susseguiti, ho pensato fosse necessario affrontare la questione con la sistematicità e la scientificità di uno studio organico. In estate ne ho parlato con la Cgia, e oggi abbiamo un dossier praticamente unico in Italia, che invierò al Premier, al Ministro di Grazia e Giustizia, al Governo, al Parlamento e a tutti gli stakeholders perché, da basi solide come questa, si possa avviare un cammino di riequilibrio della situazione, che non è più sostenibile. Non stiamo facendo ‘lamentopoli’ – ha aggiunto il Governatore – ma siamo molto preoccupati, perché la richiesta di giustizia che
viene dalla società civile è alta, e non può prescindere dai mezzi messi a disposizione per dare risposte. Ne va della giustizia in senso lato – ha detto – ma anche della competitività del sistema economico e delle imprese, che hanno bisogno di risposte celeri ai loro contenziosi, al punto che uno dei freni all’arrivo di investitori esteri è proprio la lentezza in questo ambito”. Da parte loro, la Presidente Marini e il Procuratore Mura hanno sottolineato di “apprezzare molto la collaborazione proposta dalla Regione e il lavoro realizzato dalla Cgia, e il fatto che Istituzioni e società civile si facciano interpreti del problema giustizia, che interessa l’intera collettività”. “E’ un modo – ha detto anche la Marini – per chiedere più considerazione dallo Stato su basi scientifiche e inoppugnabili e per poter ottenere il minimo indispensabile per poter competere in produttività giuridica con le sedi italiane più performanti”. “Erogare giustizia – ha aggiunto Mura – significa fare gli interessi della collettività, anche rispetto a obbiettivi di sicurezza e di competitività. Mi auguro che questo studio possa essere di aiuto al decisore nazionale che deve concepire e organizzare le corrette dotazioni organiche”.
• La scheda Tra i molti dati interessanti contenuti dallo studio della Cgia emerge, ad esempio, che l’aumento dei giudizi sopravvenuti in Veneto tra il 2015 e il 2017 è stato del 28,3% rispetto alla media nazionale del 15,2%; che la Corte d’Appello di Venezia è ultima in Italia nel rapporto tra numero di Magistrati e abitanti (1,1 magistrato ogni 100 mila abitanti contro una media nazionale del 2,1); penultima nel rapporto tra dipendenti amministrativi e cittadini (i 113 addetti sono 2,4 ogni 100 mila contro il 4,9 nazionale); ultima per quanto riguarda i magistrati della Procura Generale (che sono 11 pari allo 0,2 per centomila abitanti, metà della media nazionale); penultima per i casi sopravvenuti (214 per ognuno dei 51 magistrati contro una media nazionale di 190).
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Politica
Economia
Accesso al credito per la piccola e media impresa, garanzie fino P a 280 milioni di euro
Appalti pubblici, lavori senza gara fino a 150mila euro
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Il vicepresidente del Consiglio Regionale Massimo Giorgetti
è distribuita e certificata da
mpegno straordinario da parte della Regione per sostenere le imprese venete per le quali l’accesso a pag. 6 un percorso a al credito risulta essere ostacoli”. A dirlo è l’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato annunciando che, a seguito di una riallocazione delle risorse interne del più generale sistema degli strumenti di garanzia regionali, con apposita delibera la giunta veneta ha ampliato le possibilità operative del Fondo di riassicurazione gestito da Veneto Sviluppo, portandolo a circa 28,5 milioni di euro di euro, rispetto ai 24 milioni precedentemente disponibili. “La decisione – spiega Marcato - è stata presa constatando come fra la gamma degli strumenti di garanzia questo risulti particolarmente apprezzato dagli operatori del mercato del credito”. Lo strumento in questione è sofisticato e basato su di un meccanismo di funzionamento piuttosto complicato. Semplificando al massimo, tale meccanismo può essere così descritto: la banca concede alla PMI un finanziamento (che potrà essere sia a breve che a medio termine). Al fine di ridurre il rischio sostenuto nei riguardi dell’impresa, la banca ottiene da un Confidi una garanzia, a parziale copertura del finanziamento concesso. A sua volta, il Confidi che ha rilasciato la propria garanzia, può coprire il rischio impresa, assunto in correlazione al rilascio della garanzia, riassicurando la sua garanzia presso Veneto Sviluppo, a valere sui fondi regionali stanziati per queste finalità. Facendosi carico di una parte del
rischio, i fondi pubblici utilizzati in tal strumento in argomento riesce a memodo, consentono ai Confidi di rilaglio interagire. Analizzando i dati sul sciare un volume di garanzie superiore volume complessivo degli interventi, a quello che potrebbero dare normal- risulta che nel 2018, con un utilizzo mente, sempre mantenendosi rispet- di risorse del fondo accantonate a gatosi delle regole di vigilanza imposte ranzia pari a circa 20,5 milioni, Veneto dagli Istituti Centrali. Sviluppo ha potuto sostenere riassi“In tal modo – aggiunge Marcato - curazioni per circa 226 milioni che, a aumentando l’ampiezza dell’ombrello loro volta, hanno garantito un portadi protezione dei foglio di finanziaRoberto Marcato: Confidi, la Regione menti complessivo facilita l’accesso al per circa 570 milio“Straordinaria credito alle PMI in ni, con un effetto operazione che un momento in cui, moltiplicatore, tra come testimoniano sviluppa finanziamenti risorse impiegate e i dati Bankitalia, è finanziamenti soper 700 milioni per proprio la fascia di stenuti, pari a circa imprese più picco- l’economia del Veneto” 1:27. Il tutto riparle quella che magtito su 9.131 operagiormente soffre per la stretta crediti- zioni di finanziamento, per un importo zia”. medio singolo appunto di 62.000 euro. L’importo medio del singolo finanAlla luce dei dati sopra riportati, ziamento concesso, nel 2018, è sceso l’operazione approvata ieri in Giunta infatti a circa 62.000 euro, dai circa consentirà di ampliare il volume di fi71.000 euro registrati nel 2013: segno nanziamenti alle PMI fino a circa 700 che è proprio sul micro-credito che lo milioni.
itengo assolutamente positiva la disposizione che consente alla pubblica amministrazione di affidare lavori senza gara d’appalto fino alla soglia di 150mila euro”. A dirlo, il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti (Forza Italia - Alleanza per il Veneto) che in una nota commenta la norma introdotta dal governo tramite un emendamento alla legge di bilancio 2019 in Senato. “Si tratta innanzitutto precisa Giorgetti - di assecondare un principio di fondo: maggiore libertà significa maggiore responsabilità. In seconda battuta, ritengo sbagliato invocare in questo caso il tema della trasparenza: anche la trattativa privata è sottoposta alle regole dell’evidenza pubblica e quindi si continuerà a far pervenire alle pubbliche amministrazioni una serie di preventivi; inoltre, ci saranno controlli politici ai quali si aggiungono i controlli contabili dei revisori dei conti”. “L’appesantimento dei controlli e delle procedure burocratiche - puntualizza il Vicepresidente - non sono sinonimo di maggiori garanzie di qualità: pensiamo al “caso Consip”, un organismo che costa e che non è certo rimasto esente dagli scandali, oppure alle gare impostate sul massimo ribasso, sinonimo spesso di lavori svolti male. I numeri per descrivere ciò di cui stiamo parlando, peraltro, sono chiari: su oltre 43mila gare d’appalto nel periodo tra gennaio e aprile 2018, quelle fino a 150mila euro formano la metà del totale, ma rappresentano a malapena un 1/10 del valore generale degli appalti, stimato in oltre 40 miliardi di euro, numeri poco significativi rispetto al tema della concorrenza. Il vero problema sta in questo caso nei grandi appalti, dove lavorano più avvocati che operai e dai quali sorgono i veri problemi”.
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Sono Maristella, forse più conosciuta per Stella. La mia famiglia ha vissuto in queste zone per generazioni ed abito a Cavarzere da una vita. È proprio qui, vicino alle sponde dell’Adige, che circa trent’anni fa ho aperto la prima di una lunga serie di attività commerciali diverse, che mi hanno permesso di crescere e imparare tanto. Quando circa sei anni fa ho lavorato per la prima volta in uno dei cosiddetti “Compro Oro” non sapevo ancora se l’opportunità che mi si era presentata sarebbe stata interessante per il mio fututo professionale, ma ero in una fase di cambiamento e decisi di dargli una possibilità. Fortunatamente capii presto di aver fatto un’ottima scelta: diversi aspetti dell’attività, che non conoscevo prima, si rivelarono molto interessanti, a tal punto da convincermi ad aprire in proprio. La scelta di aprire a Porto Viro fu puramente di tipo commerciale e, anche se inizialmente ero dispiaciuta di dovermi allontanare da Cavarzere, fui accolta talmente bene in questo paese che ancora oggi il mio negozio si trova lì. B.G. COMPRO ORO - Piazza Repubblica, 9. Proprio nella piazza dove c’è il Municipio. Devo correre parecchio per gestire anche il Bed&Breakfast che invece si trova a Cavarzere … Ah, non ve l’avevo detto che nel frattempo ho aperto un B&B??? Eh, si. Bed & Breakfast La Fonte a Cavarzere.dove gestisco questa mia seconda attività: un’altra bella avventura che porto avanti grazie alla collaborazione dei miei figli, che mi sostituiscono quando non sono presente. Entrambe le attività mi danno grande soddisfazione, anche se, ovviamente, richiedono grande impegno e costanza. Tra check-in, check-out e orari di apertura del negozio, mi ritrovo spesso a correre da un posto all’altro, senza avere molto tempo da dedicare a me stessa o per viaggiare, una delle mie piú grandi passioni. A volte peró mi fermo a pensare “Quanto sono fortunata: ho il mondo che viene da me!”. Ospiti diversi che arrivano da tutto il mondo, ognuno con il proprio bagaglio culturale, che mi permettono di arricchire il mio bagaglio, la mia persona. Cerco di farli stare come a casa, in un ambiente familiare e riservato. Preparo loro qualcosa di buono per colazione, le torte sono il mio forte, (anche se sono solo
due quelle che mi fanno fare bella figura!) e gli racconto un po’ delle bellezze di questa terra dove ho la fortuna di vivere. Faccio del mio meglio e se li vedo contenti o lasciano recensioni positive capisco di aver fatto bene il mio lavoro. Spero di essere riuscita a trasmettervi un po’ del mio mondo e vi ringrazio per avermi dedicato un pó della vostra attenzione. Spero di vedervi presto al Compro Oro in Piazza Repubblica, 9 a Porto Viro o al B&B La Fonte a Cavarzere. Per informazioni o prenotazioni presso il B&B La Fonte potete visitare il sito www. bnb-lafonte.it, la nostra pagina Facebook o scriverci a info@bnb-lafonte.it. Grazie a tutti voi e a presto.
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Riforme
Autonomia: il 15 febbraio il Premier Conte firmerà l’intesa con Zaia L
’anno nuovo per i veneti è cominciato con le migliori prospettive dato che il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato quanto aveva già detto anche lo scorso dicembre e cioè che “l’autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”. “Non ci sono dubbi - ha ribadito - da nessuna delle due forze politiche che sostengono questo governo, stiamo lavorando con i ministri competenti per dare l’autonomia sulle materie richieste prima possibile”. Se ne è subito rallegrato il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia che ha commentato le parole del Vicepremier Di Maio sottolineando che oramai si tratta di “una questione di coerenza, e Di Maio dimostra di essere coerente confermando l’impegno per l’autonomia e smentendo certi soloni che tentano di con-
Luca Zaia
Giuseppe Conte
trastarla”. “Il contratto di Governo – ricorda Zaia – l’abbiamo firmato con Di Maio, e per noi è lui l’unica voce ufficiale che oggi ha posto una pietra tombale su tutti coloro che coltivano aspettative di bloccare questo processo”. Prima delle dichiarazione di Di Maio, però, non erano mancate affermazioni di illustri pentastellati che andavano in direzione completamente opposta. Tanto che la presidente del Gruppo Zaia Presidente Silvia Rizzotto era più volte intervenuta sull’argomento
ricordando, in particolare come il Movimento 5 Stelle avesse fatto del cambiamento la sua bandiera, in campagna elettorale, salvo poi tirarsi indietro proprio sull’autonomia. “I Veneti - è intervenuta la Rizzotto - sono stanchi di leggere ogni giorno dichiarazioni dei rappresentanti pentastellati diverse e contraddittorie. Il 15 febbraio ci aspettiamo tutti che Di Maio e colleghi firmino quello che l’Italia aspetta da decenni: una vera riforma autonomista”. “Se, quindi, qualche rappresentante pen-
tastellato - aveva concluso - non afferma: “Come Centro Destra Veè d’accordo con il contratto di neto/Autonomia e Libertà siamo Governo sottoscritto, nel quale si fiduciosi che si possa siglare con parlava chiarissimamente di Au- il Governo nazionale un accordo tonomia, si chiarisca con i suoi vero sull’autonomia. Se così non superiori. Per quanto ci riguarda, fosse, saremmo di fronte a un atl’Autonomia è un impegno che va teggiamento eversivo da parte del approvato: i Veneti non hanno più Governo, che non rispetterebbe tempo da perdeun voto demore con le beghe cratico ed una Restano i dubbi: dei 5 Stelle e il 15 col’accordo riguarderà procedura febbraio è semstituzionale”. tutte le 23 materie “Il Governatore pre più vicino” ! Ma la conferma Zaia fa bene a chieste? Saranno di Di Maio e la specificare che garantite risorse posizione storinon prenderà in ca dell’altro Vigiro i cittadini adeguate? cepremier Salviveneti sottoscrini sembra aver quietato gli animi vendo un accordo sull’autonomia l’autonomia appare più vicina. vuoto di contenuti – conclude SteOccorrerà vedere, però, a cosa sarà fano Casali - L’autonomia deve necessario rinunciare. Qualche riguardare tutte le 23 materie, al dubbio sulla natura dell’accordo Veneto devono essere garantite c’è. Infatti il Centro Destra Vene- risorse adeguate e i soldi prodotti to lo ribadisce attraverso le parole dai suoi cittadini con il lavoro e il del consigliere Stefano Casali che sacrificio”.
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Intervento di Luca Zaia*
“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”
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Anche chi si prende cura delle persone che ama ha bisogno di aiuto
on il nuovo piano sociosanitario regionale il Veneto farà da apripista nell’affrontare l’emergenza nazionale della carenza di medici. Abbiamo deciso di sperimentare nuove soluzioni, pronti a metterle a disposizione del paese. Non possiamo permettere che un sistema di assistenza e di cura che è ai vertici delle classifiche internazionali dell’Oms per qualità dei professionisti e delle prestazioni e per buona organizzazione venga meno per gli errori della programmazione nazionale”. Il presidente della Regione Luca Zaia commenta così una delle principali novità dell’atto di programmazione della sanità e del sistema sociosanitario veneto del prossimo quadriennio, approvato a fine dicembre dal Consiglio regionale del veneto. “La prima risorsa del sistema sanitario sono i medici e il personale della sanità – prosegue Zaia – Non permetteremo che gli ospedali e i centri di cura del Veneto siano sottorganico o debbano chiudere reparti per carenza di medici. Ci sono priorità, e la salute dei cittadini è una di queste, sulle quali una amministrazione non può arretrare. Per questo il Veneto prenderà a prestito modelli organizzativi già consolidati all’estero e sperimenterà nuovi canali di formazione e reclutamento per il personale sanitario. Anche al prezzo di dover fare qualche braccio di ferro con il ministero o le autorità contabili”. *Governatore del Veneto
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Clinica odontoiatrica Targa e Donà Via Mazzini, 48/a · 45014 Porto Viro (Ro) +39 0426.324194 | 0426.634136 info@venetamed.it www.venetamed.it
Il Commento di Stefano Fracassoe Claudio Sinigaglia, Consiglieri regionali Pd
Il Piano Socio Sanitario per il Pd è un provvedimento opaco
“È
un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena
Stefano Fracasso
Claudio Sinigalia
copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli
ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.
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L’intervento di Luca Zaia
“Veneto apripista nell’affrontare emergenza medici”
“È
un Piano sociosanitario che non dà risposte ai temi fondamentali che avevamo posto in Quinta commissione e per questo il nostro voto è contrario”. Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico e il consigliere Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza del provvedimento, commentano il no al Pssr 2019-2023 approvato di Palazzo Ferro Fini. “Sono stati accolti alcuni emendamenti per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che vanno a sommarsi alle proposte recepite in Commissione, tuttavia sulle questioni più importanti non ci siamo. A partire dalla non autosufficienza: la garanzia del contributo sanitario per tutti ancora non c’è, si rimanda alla legge di riforma delle Ipab, che stiamo aspettando dal 2000. Ma la situazione è già grave adesso, con seimila persone prive di impegnativa e costrette a pagare per intero la retta della casa di riposo. Anche sul futuro delle Medicine di gruppo, che dovrebbero essere un punto di riferimento sul territorio, permane la confusione progettuale, così come è nebulosa e priva di qualsiasi certezza la riorganizzazione dei plessi ospedalieri. Inoltre - continuano Fracasso e Sinigaglia - è doveroso rivedere l’applicazione del superticket fonte di disuguaglianze e di scivolamento dei ricavi a favore del privato, laddove è più conveniente fare esami lì, anziché nel pubblico. Resta poi tutta da verificare la possibilità di assicurare la piena copertura del personale medico: gli emendamenti della maggioranza, che abbiamo votato, possono essere utili per la fase emergenziale, ma ci sono problemi strutturali ormai ineludibili a livello nazionale e non solo: turnover, rinnovo del contratto fermo da 10 anni, tetto alla spesa. Siamo convinti che serva un piano straordinario di assunzioni e anche il Governo potrebbe fare la propria parte: 9 miliardi spesi per un indefinito reddito di cittadinanza, quando ne basterebbe 1,2 per rimpiazzare in termini numerici i medici in uscita dal sistema sanitario pubblico. È un tema prioritario da affrontare con la massima urgenza per evitare un’ulteriore fuga di professionisti verso il privato, fuga che va a scapito soprattutto dei più deboli che non possono permettersi una sanità a pagamento”. Ma la partita non è chiusa, sottolinea Sinigaglia. “Si è chiuso il primo tempo. Ora la partita si gioca sulle schede ospedaliere che riorganizzeranno gli ospedali veneti e sulle schede territoriali che programmeranno i servizi di presa in carico delle persone nel territorio”. Il Piano, secondo il consigliere Pd, avrà pesanti ricadute sulla rete ospedaliera e non a caso si stanno mobilitando decine di comitati a difesa del proprio nosocomio. Indispensabile, dunque, dar modo ai sindaci, ai comitati locali, al privato sociale e alle organizzazioni sindacali di comprendere nel dettaglio le scelte compite con il nuovo Piano. “Si tratta di un passaggio cruciale - afferma Sinigaglia - nel tentativo di dare risposte efficaci alle aspettative e ai fabbisogni dei territori. Il PD propone di fermarsi almeno per tre mesi: in questo lasso di tempo maggioranza e opposizione in Consiglio si prendano la briga di visitare assieme le diverse realtà del Veneto, promuovendo incontri in ogni Distretto e coinvolgendo le amministrazioni locali. Questo per informare, ascoltare e capire e infine assumere le decisioni più lungimiranti”.
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La sofferenza di un famigliare assistito a casa ricade su tutta la famiglia I centri sollievo sono 141 in Veneto e assistono 1500 persone, ma non bastano mai
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l numero dei Centri Sollievo in Veneto continua ad espandersi e aumentano le risorse finanziarie che la Regione Veneto dedica a queste esperienze di sostegno alle persone affette da decadimento cognitivo o patologie come Parkinson e Alzheimer e di affiancamento alle famiglie, attive in quasi la metà dei comuni del Veneto. La delibera di fine anno, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al sociale Manuela Lanzarin, assegna un milione e mezzo di euro dei fondi della sanità regionale ai 141 Centri Sollievo attualmente attivi in Veneto. “Il progetto iniziale, avviato a Vedelago nei primi anni del Duemila su iniziativa degli amministratori e del volontariato locale, si è rapidamente diffuso ed esteso al territorio regionale – sottolinea l’assessore - Nell’ultimo biennio i Centri sono aumentati dai 106 del 2016 agli oltre 140 del 2018. Assistono oltre 1500 persone e impegnano circa 1400
volontari, con l’apporto di medici di medicina generale, specialisti e sanitari dei centri per il decadimento cognitivo, dei servizi distrettuali e comunali e del volontariato organizzato. I Centri Sollievo, espressamente previsti dal piano sociosanitario del Veneto, sono uno dei perni di supporto delle politiche di domiciliarità. Di pari passo è andato aumentando anche il sostegno finanziario della Regione, passato dal milione e 115 mila euro del 2016 al milione e 500 mila euro messo a bilancio per il 2018”. La risorse, confermate con la delibera di fine anno, saranno assegnate alle Ulss in proporzione al numero di abitanti ultrasessantacinquenni e al numero delle persone in carico ai Centri. I territori più finanziati risultano essere la Marca trevigiana (293.900 per l’Ulss 2), il Veronese (280.900 euro per l’Ulss 9) e il Padovano (232.900 euro per l’Ulss 6 Euganea). Seguono l’Ulss 3 Serenissima
(216.900 euro), l’Ulss Pedemontana (116.600 euro), l’Ulss Berica (113.600 euro), l’Ulss Dolomiti (93.600 euro), l’Ulss Polesana (90.600 euro) e l’Ulss del Veneto Orientale (61.000 euro). “L’evidenza scientifica di questi anni di sperimentazione – commenta l’assessore – conferma che i Centri Sollievo aiutano la permanenza della persona anziana il più a lungo possibile
a casa propria, ritardano il processo involutivo sostenendo e rinforzano le abilità residue. Sono un punto di incontro e di socializzazione per le persone anziane, ma costituiscono anche un servizio significativo per i famigliari che, nelle figure specializzate e nei volontari dei centri, trovano appoggio, consulenza e supporto. Si tratta appunto di un servizio di
‘sollievo’, che alleggerisce i carichi di assistenza e cura e rompe il cerchio di isolamento che circonda questi nuclei familiari”. Il finanziamento regionale è destinato al coordinamento dei servizi distrettuali, alla formazione dei volontari e al pagamento delle attività offerte, con priorità per i servizi alle persone e per gli interventi di ottimizzazione dell’esistente.
Un intervento chirurgico Sekal Microchirurgia senza precedenti a Padova I consultori sono un valore per tutta la comunità
Rovigo compie 20 anni
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEI PAZIENTI SEKAL IN ITALIA
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l dott. Massimo Camellin, Medico Chirurgo Specialista in Oftalmologia, dirige ormai da 20 anni questa struttura oculistica a prima con lo scopo di forniremondiale un servizioportata completoa compimento con medico-chirursuccesso da per la diagnosi e la terapia task force di chirurghi(dalla dell’Azienda gicauna delle malattie dell’occhio cornea di Padova nel allaOspedaliera retina). La passione per la chiude diagnostica un annonegli di successi e lamigliore chirurgiadei chemodi ha coltivato anni il della sanitàhanno veneta e sì costituisce un Dott. Camellin fatto che la struviatico di progresso scientifico non solo mentazione presente sia un raro esempio per ildi2019, ma per gliedanni a venire”. in Italia completezza aggiornamento Construmenti queste diagnostici). parole, il Tali Presidente (oltre 24 attrezdellapermettono Regione diagnosi Veneto, e Luca Zaia, zature trattamenti saluta l’eccezionale di all’avanguardia, il tutto intervento cementato che, da atfatto, ha chiuso il 2018, con il quale tente analisi statistiche dei risultati che 28 professionisti, cardiochirurghi, consentono continue partecipazioni ai più chirurghiconvegni epatobiliari, cardioanestesisti, importanti Nazionali ed Internaperfusionisti infermieri oltre hanno120 rimosso zionali (oltre 500econgressi, pubun tumore renale esteso al cuore in blicazioni su riviste scientifiche nazionali un paziente di 77 anni, utilizzando ed internazionali). tecnica senza Iluna dott.nuova Camellin mettemininvasiva, dunque a disposidover aprire il torace, dopoe qualifi12 ore zione dei suoi pazienti una lunga catad’intervento. esperienza pluritrentennale nel settonuovo anno – aggiunge Zaia che – si re della“Ilchirurgia e diagnostica oculare aprire permesso con una nuova frontiera varcata gli hanno di ricercare e perfezioaltre, nedisono certo, saranno in naree tecniche chirurgia conloLaser ad Ecfuturo, perché la caratteristica di questi cimeri (chirurgia per eliminare gli occhiali) straordinari professionisti, oltre(1998) alle ben mettendo a punto prima la LASEK e note capacità l’Epi-LASEK cliniche e chirurgiche, successivamente (2008). Que-è ste metodiche, che si sono diffuse a livello
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quella di non arrendersi mai, cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per aiutare i malati, più o meno gravi essi siano. Sono il simbolo della parola d’ordine di tutta la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire le Da sinistra il dott. Massimo Camellin (foto di repertorio del 1998), e parte dello staff medico e paramedico di Sekal Microchirurgia Rovigo difficoltà gettando in campo il 101%, non esiste la parola almeno a che mondiale, sonoresa, utilizzate perfino la correzione corrette con questa sofisticata metodica. vità diagnostica e chirurgica. Al presente, madre natura non decide di prendere il dei difetti di vista come miopia, ipermetroNel 2010, grazie alla fattiva collaborazione Sekal Microchirurgia Rovigo è abilitata alla sopravvento sulle capacità pia ed astigmatismo tramitedell’uomo”. laser ad ecci- con la ditta Schwind (Germania) produttrice formazione degli studenti di Ortottica ed fonata o richiesta viene gestita con la masEcco che hanegli del Laser Amaris, è stato messo a punto un Assistenza Oftalmologica in convenzione sima urgenza ed il paziente ha la certezza meri. l’equipe Al fine diinterdisciplinare perfezionare i risultati realizzato interventil’intervento: di cataratta ha messo a punto il profilo di foto ablazione impiegato in tutti con l’Università degli studi di Ferrara dove di non essere minimamente trascurato. Il Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa(IOL i lasera prima il dott. Massimo Camellin professore a c. e centro oculistico SEKAL credearrendersi nell’impegno mondiale portata a compimento successo da una primo programma adatto allo scopo noteè capacità cliniche chirurgiche, è quella di non mai, Schwind a livello mondiale. Oggi, con -Calculator Direttore1 Camellin-Calossi, Cardiochirurgia,1999). Dott.Que- dopo task di Ottica diFisiopatologica. Sono passati 20 giorno e costante aggiornamento del personale force di nascita, chirurghiil dell’Azienda Padova cercando giorno dopo qualcosa in più del giorno prima per 20 anni dalla centro Sekal Ospedaliera Vincenzo Tarzia,formula Dr.ssa interamente Olimpia Bifulco. ancora oggi laaiutare missione del cenmedico e paramedico, con ilil solo scopo di chiude nel migliore un anno di successi dellama sanità veneta sta è la prima italiana si i malati, più o meno gravi essi siano. Sono simbolo della propone, assiemedeia modi specialisti nelle va- anni, Urologi: Prof. Giovanni Zattoni tuttora tro solo SEKAL di garantire la qualità del risultato e la e costituisce un viatico di progresso scientifico perrimane il 2019, quella per il calcolo della lente intraoculare parola d’ordine diuntuttaincrementare la sanità veneta: mai fermarsi, aggredire rie sotto specialità dell’occhio, offrendo un non Direttore Tommaso Prayer paziente, ognigettando tele- soddisfazione di tutti inon suoiesiste pazienti. ma per gli anni aaggiornato venire”. ed all’avanguar- rapporto diretto con il le utilizzata Urologia, in tutto il Dr. mondo essendo stata in- servizio difficoltà in campo il 101%, la parola sempre Galetti, Mariangela Mancini, queste Presidente Veneto, Luca Zaia, resa, almeno fino a che madre natura non decide di prendere il serita in Dr.ssa 4 strumenti diagnostici di diverse dia.Con In oltre 20parole, anni diilattività sonodella stati Regione efDr.ssa Marta NelBianco. Chirurghi saluta l’eccezionale intervento che, di ditte produttrici. 2002 è stato effettuato fettuati migliaia di interventi e visite adfatto, una ha chiuso il 2018, con sopravvento sulle capacità dell’uomo”. Epatobiliari: il quale 28 cardiochirurghi, presso il Centro SEKAL di Rovigo il primo clientela Ecco l’equipe interdisciplinare che ha realizzato l’intervento: che professionisti, proviene da tutta Italia e dai chirurghi epatobiliari, Dott. Massimo Camellin Prof. Umberto Cilloa livello - Direttore cardioanestesisti, perfusionisti e infermieri hanno rimosso un link topo-aberrometrico Mondiale. paesi Cardiochirurghi: Prof. Gino Gerosa - Direttore Cardiochirurgia, esteri confinanti. Oftalmologo Chirurgia Epatobiliare, Dr. quasi Francesco renale esteso cuore in un paziente utilizzando Dott. Vincenzo Tarzia, Dr.ssa Olimpia Bifulco. Urologi: Prof. Giovanni Da allora sono stati trattati 1000 oc- tumore Attualmente Sekal alMicrochirurgia Rovi- di 77 anni, Dunant, - Rovigo D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa una che nuova tecnica mininvasiva, dover aprire il Via torace, dopo 12 10 Zattoni chi con patologie di curvatura estremamen- Direttore Urologia, Dr. Tommaso Prayer Galetti, Dr.ssa go, possiede certificazionesenza di qualità tel. 0425 411357 Cristiana Carollo, Dr. Eugenio Serra, ore d’intervento. te complesse, trapianti di cornea, cicatrici CERSOI, Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi Epatobiliari: ha un organico di 14 persone, di mail: Dr. Antonio esiti Marcassa, Dr. Guido Di nuovo (quattro anno – oculisti, aggiunge – si aprire con unasegreteria@sekal.it nuova da traumi, di cheratiti o precedenti Prof. Umberto Cillo - Direttore Chirurgia Epatobiliare, Dr. cui“Il7 medici dueZaia anestesiweb: Gregorio. frontiera varcata e altre, inoltre, ne sonolacerto, lo saranno in futuro,www.lasek.it perché Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristiana Carollo, Dr. interventi di chirurgia refrattiva; dunque, sti, un medico chirurgo); struttura caratteristica di questi oltre alle ben Eugenio Serra, Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio. le anomalie più complesse possono essere èla utilizzata da altri medici straordinari oculisti per professionisti, atti-
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Dermatologia: la miglior difesa è la prevenzione L
a pelle costituisce l’organo più esteso del corpo umano ed è al tempo stesso l’organo che presenta il maggior numero di malattie. Si stima infatti che ciascun individuo sia soggetto almeno una volta nella vita ad una problematica cutanea, e che la probabilità complessiva aumenti con l’aumentare dell’età. La branca della medicina che si occupa della diagnosi e della cura delle patologie a carico della pelle e degli annessi cutanei (peli, capelli, unghie, ghiandole sebacee e sudoripare), promuovendo comportamenti di vita atti a prevenire le patologie più comuni, è la dermatologia. A questo proposito Centro Medico Rovigo-Bianalisi Veneto, particolarmente attento alle necessità dei pazienti e coinvolto fin dall’inizio dello scorso anno in un processo di riorganizzazione ed aumento dei servizi forniti, si è recentemente dotato di un ambulatorio dermatologico. Allo scopo di avere maggiori informazioni in merito alla prevenzione e alla cura delle patologie più diffuse e di conoscere in modo più approfondito i servizi a disposizione dell’utenza, ne parliamo con la figura di riferimento della struttura per questo preciso ambito diagnostico: la Dott.ssa Stefania Peruzzo, medico specialista in Dermatologia e Venereologia. Dottoressa Peruzzo, quali sono le fun-
zioni della pelle e perché è corretto affermare che la pelle è lo specchio della nostra salute? “La pelle ha numerose funzioni: protettiva, sensoriale, secretoria, termoregolatrice, di assorbimento, di permeabilità ed estetica. L’igiene della pelle e la sua cura nei confronti di cause potenzialmente lesive, quali ad esempio raggi solari, agenti contaminanti e detergenti, rappresentano elementi essenziali di prevenzione. Tuttavia la pelle risente anche delle abitudini alimentari, lavorative e dell’assunzione di farmaci, ed è accertata la correlazione tra patologie della pelle ed aspetti emotivi e/o condizioni di stress. Inoltre molte malattie di tipo internistico presentano manifestazioni cutanee”. Quali sono le affezioni della pelle maggiormente diffuse e qual è il modo migliore per procedere alla loro identificazione? “Tra le patologie più comuni possiamo elencare acne, dermatiti atopiche, da contatto e seborroiche, psoriasi, verruche, ed i tumori della pelle. Sia la diagnosi che la terapia necessitano di un’anamnesi dettagliata del paziente in cui, oltre alla valutazione di sintomi e segni, è fondamentale considerare elementi quali la familiarità ed i fattori di rischio. Vanno inoltre analizzati altri dati, che in alcuni casi possono
essere decisivi: le caratteristiche iniziali e l’evoluzione della lesione, la velocità di accrescimento, l’esposizione a fattori lesivi, le abitudini del soggetto, la presenza di allergie, l’esistenza di altre malattie coesistenti e notizie su possibili fonti di contagio”. Quale tipo di supporto è fornito dall’ambulatorio dermatologico di Centro Medico Rovigo-Bianalisi Veneto? “All’interno della struttura è possibile sottoporsi alla visita dermatologica, fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere dermatologico. E’ inoltre possibile trattare affezioni cutanee di vario tipo mediante crioterapia dermatologica, ed asportare piccole neoformazioni mediante diatermocoagulazione. Nel primo caso, l’applicazione di anidride carbonica allo stato solido (ghiaccio secco) oppure di azoto liquido sulla lesione, provoca una vera e propria cauterizzazione da freddo, causando la morte delle cellule patologiche mentre, nel secondo caso, viene utilizzato un bisturi elettrico (diatermocoagulatore) che consente di asportare le neoformazioni cutanee e contemporaneamente cauterizzare l’epidermide”. Sappiamo che la sua formazione e le sue esperienze lavorative le hanno permesso di maturare una significativa esperienza nella diagnosi del melanoma. Può
spiegarci di cosa si tratta? “Il melanoma è il tumore che coinvolge le cellule cutanee che producono la melanina, i melanociti, e può svilupparsi in qualsiasi area della pelle, in particolare in corrispondenza di nevi e con una maggiore probabilità nelle zone cutanee che sono più frequentemente esposte ai raggi ultravioletti della luce del sole. La probabilità di conseguire il melanoma dipende anche da familiarità. Sebbene non sia il tumore della pelle più comune, il rischio di sviluppare il melanoma della cute è in continuo aumento ed è sempre più frequente anche in età giovanile. Tuttavia, lo sviluppo di strumenti di diagnostica e di trattamenti sempre più efficaci consente di effettuare diagnosi piuttosto precise e quindi di poter intervenire asportando i nevi melanocitici prima che
possano dare origine a metastasi”. Appare quindi fondamentale il ruolo della prevenzione. Quali sono i suoi consigli? “La prevenzione avviene a due livelli: eliminazione o riduzione dei fattori di rischio e diagnosi precoce. E’ quindi consigliabile controllare l’esposizione ai raggi UV, siano essi provenienti dal sole o dalle lampade. E’ inoltre opportuno eseguire regolarmente un’accurata auto ispezione dei nevi della pelle, rivolgendosi al dermatologo nel caso si riscontrassero nevi o macchie pigmentate riportanti uno o più dei seguenti segni: forma asimmetrica, bordi irregolari, colore disomogeneo, diametro superiore a 4-6 mm e rapida crescita. E’ poi possibile essere indirizzati verso esami strumentali mirati e controlli più frequenti”.
Dott.ssa Stefania Peruzzo Specialista in Dermatologia e Veneorologia Riceve presso Centro Medico Rovigo – Bianalisi Veneto ROVIGO – Tel. 0425 31681 www.centromedicorovigo.it
Basta con le solite e fastidiose paste da impronta A
nche nell’ambito dell’odontoiatria, grazie all’evoluzione delle tecnologie, vi è la possibilità di andare incontro ad ogni esigenza dei nostri pazienti; difatti grazie al nuovo scanner digitale – intraorale, il tempo delle impronte dentali sgradevoli è finito. La tecnica tradizionale per prendere un’impronta dentale, utilizza paste modellanti a volte fastidiose, che possono provocare una sensazione di nausea dato il particolare gusto e odore, è stata rimpiazzata dall’odierna impronta digitale. La differenza tra queste tecniche sta nel fatto che nella prima viene inserita una pasta modellabile all’interno della bocca, nel quale si attendono alcuni minuti per l’indurimento. Per molti pazienti solo l’idea di questa operazione crea ansia, agitazione e senso di nausea, in particolar modo nei nostri piccoli pazienti. Mentre grazie alla nuova tecnica, il dentista ti chiederà di aprire la bocca ed invece di imprimere la tua impronta su una pasta modellabile, inserirà una piccola sonda che fotograferà i tuoi denti. Tutta l’operazione richiede solo pochi minuti e i dati scansionati ver-
ranno proiettati sul monitor, per condividere il risultato direttamente con il laboratorio. In tal modo oltre a vedere sullo schermo la tua situazione attuale, potrai anche ammirare una simulazione del tuo sorriso di domani. Questo si traduce per il paziente in maggior comfort, avendo eliminato le fastidiose paste e gli sgradevoli fattori elencati precedentemente, avuti con la presa delle impronte tradizionale. Inoltre attraverso tale tecnica possiamo avvalerci di: - Una maggior precisione, in quanto i materiali tradizionali possono subire modificazioni. - Una maggiore velocità nella confezionamento del manufatto, risparmiando così tempo e sedute dal dentista. - La possibilità di vedere istantaneamente l’immagine della bocca e di progettare velocemente il futuro lavoro. Inoltre vi è la possibilità tramite un fresatore con tecnologia Cad cam, di costruire immediatamente dopo l’impronta uno o più denti in studio, in poche ore. Tutto questo comporta un minor nu-
Dott. Mauro E. Donà Medico odontoiatra
mero di sedute dal dentista, che si traduce anche in un minor costo. Concludendo possiamo affermare che grazie a questa nuova tecnologia al paziente sarà garantito il maggior comfort, precisione e velocità sull’intero lavoro.
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La Maremma nella poesia del Morellino di Renato Malaman
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erra di Maremma, terra ruvida e selvatica, appartata e talvolta persino scorbutica. Eppure terra che sa diventare dolce come poche se ci si avvicina con il desiderio di coglierne l’anima più intima. La Maremma è un orizzonte diverso, è la parte più profonda della Toscana, scrigno di valori ancestrali e di riti che si perpetuano nel tempo. Non solo butteri e bovini bianchi dalle lunghe corna come vorrebbe l’iconografia turistica tradizionale: questa parte della Toscana è anche paesaggio arcaico, borghi dove il vivere quotidiano scorre secondo i ritmi di una volta, osterie e
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botteghe sempre vocianti, prodotti che sanno di buono e di genuino capaci di “raccontare” i valori di questa terra. Il vino è uno di questi. La Maremma è la terra del Morellino, rosso toscano schietto e sincero che - pur non avendo la diffusione del Chianti o il blasone del Brunello o del Nobile - ha un grande pregio: riflette il carattere schivo ma autentico di questa terra e quello della sua gente. In Maremma c’è un turismo del vino che ancora si focalizza su questi valori nascosti e invita a scoprire i territori proprio a partire dal vino e da chi lo produce. continua alla pag. seguente
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La Maremma nella poesia del Morellino
Che affinità di carattere fra il grande vino rosso profumato di mare e il territorio che ne fa da scrigno, ricco di borghi antichi e di sapori autentici. Da Scansano a Montemerano, poi giù fino a Capalbio, lungo un itinerario dedicato al buon vivere di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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Il Morellino porta innanzitutto a Scansano, la patria di questo nuovo gioiello dell’enologia toscana (Docg dal 2007) che pur attingendo al grande patrimonio del Sangiovese presenta delle caratteristiche particolari: dei sentori di mare, di resina e di erbe aromatiche che raccontano anche del vicino litorale, delle sue lagune e delle terre bonificate. Racconta di colline accarezzate dalla brezza di mare proveniente dall’Argentario. Il Morellino con i suoi tannini levigati, la sua struttura equilibrata e i suoi sentori di frutti di bosco è davvero lo specchio di un territorio atipico. A Scansano, accanto ai monumenti più famosi – le tantissime chiese, la sontuosa porta di Grosseto e il solitario castello di Montepò – non può mancare una visita al Museo della vite e del vino allestito dal Consorzio di Tutela del Morellino che racconta – in fondo – la civiltà legata a questo vino. Nella vicina Montemerano, frazione di Saturnia (paese famoso per le sue terme a cascate bianche), si ritrova lo spirito dei borghi medievali, con scorci da cartolina e negozietti di cose genuine: dai pici alle salsicce di cinghiale, ai formaggi pecorini. Dentro le mura degli Aldobrandeschi, avviluppate come in un abbraccio, stanno le case, molte delle quali hanno conservato il fascino semplice delle origini. Poco fuori l’abitato c’è Villa Acquaviva, un luogo che rispecchia tanti valori di questa zona, dall’accoglienza all’amore per il vino e il cibo d’autore. Serafino D’Ascenzi e la sua famiglia (la moglie Valentina e il figlio Fabrizio) hanno saputo dare un’anima a questo luogo, trasformando un’ex residenza nobiliare in un raffinato e “caldo” agriturismo con i mobili tradizionali e i letti in ferro battuto, portando nel contempo la tenuta vitata a 15 ettari. Il relais di campagna è
Serafino D’Ascenzi, Elisabetta Tommasoni e Lorenzo d’Amico: tre storie di “conversioni” all’agricoltura di qualità, testimonianza di scelte audaci fatte nel nome dell’amore per la natura e i suoi frutti
NELLA FOTO DI COPERTINA IL MORELLINO ABBINATO AL PECORINO E AI SALUMI TRADIZIONALI DI MAREMMA: VIENE PROPOSTO ALLA FINE DELLA VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL VINO E DELLA VITE DI SCANSANO. SOTTO PAESAGGIO MAREMMANO DALLA TENUTA IL PONTE DI CARIGE, LA CANTINA DELL’AZIENDA ACQUAVIVA DI MONTEMERANO, ALLEVAMENTO DI BOVINI MAREMMANI E I TIPICI PICI AL CACIO E PEPE. IN QUESTA PAGINA: LA PORTA DI GROSSETTO A SCANSANO, UNO DEI TANTI GATTI DI MONTEMERANO, SCORCIO DELL’AGRITURISMO VILLA ACQUAVIVA, LA TENUTA POGGIO ALLA LUNA E UN TAGÙ DI CINGHIALI. SOTTO (ACCANTO AL TITOLO): UNA VEDUTA SU CAPALBIO, PIÙ SOTTO SERAFINO D’ASCENZI TRA LE SUE VITI, DUE CARATTERISTICI SCORCI DI MONTEMERANO, UNA TAVOLATA DA ELISABETTA TOMMASONI, L’ARMATORE LORENZO D’AMICO NELLA SUA AZIENDA “IL PONTE” E UNA VEDUTA DI SCANSANO
oggi un tempio dedicato al buon vivere e al buon vino, con tanto di enoteca e ristorante - La Limonaia - per celebrare nel piatto i sapori più schietti di questa terra. Serafino nella grande cantina conserva pure le sue vecchie (e nuove) moto. Altra bellissima storia di Maremma è quella di Elisabetta Tommasoni, immobiliarista romana che ha lasciato la città per “sposare” la filosofia del biologico e mettersi a produrre vino. La sua azienda Poggio alla Luna si confonde fra i vigneti e le distese d’argilla di questa terra senza tempo. I figli la aiutano, ma è lei a condurre l’azienda con piglio autorevole. Spesso è da sola con i suoi amati asini e gli altri animali della fattoria. Violante Gardini, figlia d’arte e attuale presidente del Movimento Turismo del Vino, svela che sono molte in Toscana le donne “convertitesi” con successo al mondo del vino. “Un grande valore – ha detto – per questo territorio unico”. Altro angolo di Maremma vera è Capalbio, conosciuto dai più per la sua spiaggia “radical-chic” ma che la sua bellezza più autentica la svela nel borgo antico. Che sta
in alto e domina un paesaggio da favola. Lorenzo d’Amico, armatore, manager della compagnia marittima mercantile d’Amico fondata a Roma dal padre Cesare, è stato “folgorato” dalle suggestioni che regala il mestiere di winemaker. La sua società agricola “Il Ponte”, che dà lavoro a numerosi giovani, è una realtà nuova nel settore del vino di Maremma. Sorge nella frazione di Carige confondendosi armoniosamente nell’ambiente naturale. Papà Cesare volle preservare persino la macchia mediterranea nelle terre coltivate. 13 gli ettari dedicati alla vite, da cui si ricavano i vini T-Lex, fra cui il Rosso che rientra nella Doc Capalbio, di cui l’azienda è portabandiera. Altri 13 ettari sono stati dedicati all’olivo, per una produzione olearia di qualità. Queste tre belle realtà - alle cui spalle ci sono storie di vita che testimoniano passione, coraggio e tenacia - sono la conferma che la Maremma più nascosta e riservata è terra da grandi sfide. Terra che dà e riceve cuore. Terra dove il vivere quotidiano sembra sospeso in un’altra dimensione. Serena e senza tempo.
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Food & Drink L’INVERNO PORTA IL “RANPUSSOLO” SUL PIATTO Il raperonzolo è un protagonista eccellente nei piatti dei ristoranti vicentini per i mesi di gennaio e febbraio Gennaio e febbraio 2019 all’insegna del “Ranpussolo” di Villaga (VI), ovvero il raperonzolo, che in questo territorio circondato dai Colli Berici ha unito sotto la propria “bandiera” produttori e ristoratori impegnati nella valorizzazione del prodotto autoctono. Qui, infatti, il “Ranpussolo”, uno straordinario ortaggio caratterizzato da tenere e gustose foglie ma soprattutto da una apprezzatissima radice aromatica, cresce spontaneo grazie ad un microclima ideale, ma è anche coltivato in serra, grazie al lavoro di appassionati agricoltori. E poi portato in tavola da una squadra affiatata di ristoratori che lo propongono ogni anno nei suoi classici e in apprezzate varianti, in una rassegna organizzata dal Comune e dai Ristoratori Confcommercio. Per il 2019 sono previsti 6 appuntamenti enogastronomici in altrettanti locali della zona, oltre che speciali menu degustazione in tutti i locali aderenti, tutti accomunati dal titolo della rassegna “Ranpussolo e dintorni”. Si inizia sabato il 12 gennaio 2019 all’Agriturismo Belvedere di Villaga che propone, tra gli altri, piatti come il “Risotto con Ranpussolo” e i “Ravioli ricotta e Ranpussolo”. Si prosegue venerdì 18 gennaio al ristorante Ai Canonici di Barbarano Vicentino, dove in
menu troviamo, solo per citare alcune specialità, la “Guancetta di vitello su crema di Ranpussoli con i suoi contorni” e un dolce particolare: le “Frittelle ai Ranpussoli con crema zabaione”. Sabato 26 gennaio la Trattoria Berica di Pozzolo di Villaga delizierà il palato dei buongustai, ad esempio, con un antipasto come la “Lonza di maiale marinata con Ranpussoli in agrodolce ed insalata invernale”, oppure con un primo come i “Trucioli di semola con pesto di Ranpunssoli e mandorle”. Venerdì 1 febbraio il “testimone” passa alla Trattoria Sabrina di Villaga dove, tra le specialità, troviamo il “Risotto al Ranpussolo e fiori di calicanto” o, tra i dessert, il “Cheescake di patate dolci e velata di Ranpussoli”. Al Barbagianni Osteria con cucina di Toara di Villaga, in menu nella serata di venerdì 8 febbraio si potrà trovare, tra l’altro, un “Tortino di Ranpussolo con tartufo dei Berici e crema al gorgonzola dolce” e un “Petto d’anitra con Ranpussoli e polenta di Maranello”. Quindi, alla Pizzeria Cà Martina di Zovencedo, mercoledì 13 febbraio, si potranno gustare una serie di pizze a tema, tra le quali vanno citate la “Pizza crunch con burrata, prosciutto crudo di Parma DOP e pesto di Ranpussoli” e la Pizza mozzarella, tastasale, Ranpussoli e
lardo di Colonnata”. Per chi vuole assaporare però il “classico dei classici” in tema di Ranpussolo, la richiesta giusta da fare al ristorante è il “Salame ai Ferri accompagnato da Ranpussoli conditi con lardo e aceto”, un piatto che viene proposto in alcune serate, ma che si può sempre trovare nei menu a tema proposti dai ristoranti aderenti alla rassegna. E a proposito di menu a tema, piatti a base di Ranpussolo si potranno trovare, tra gennaio e febbraio, anche alla Trattoria Gemma Dei Berici di Pozzolo di Villaga, alla Trattoria Tipica Valle Verde di Pozzolo di
Villaga e alla Pizzeria all’Alpino di Pozzolo di Villaga. Nei ristoranti, oltre che assaporare il pregiato ortaggio, sarà anche possibile conoscere altre produzioni della zona, come i vini dell’Azienda Vitivinicola Piovene Porto Godi, la squisita grappa della premiata distilleria Li.di.a, i formaggi del locale caseificio artigianale “Sapori di Montegnago” ed il miele dell’Apicoltura Gardin. Per saperne di più sulla rassegna e sui menu completi proposti in ogni serata l’invito è di consultare il sito www.ristoratoridivicenza.it.
VINO. LA PRIMA DOC BIO D’EUROPA STA NASCENDO NEL VICENTINO
AGLIO BIANCO POLESANO DOP: NELL’ULTIMO ANNO AUMENTATE DEL +25% LE SUPERFICI SEMINATE
Il primo vino Doc Bio d’Europa sta per vedere la luce in un’azienda Veneta. Si tratta dell’Azienda Vinicola Masari di Maglio di Sopra, in provincia di Vicenza, che ha ricevuto anche i complimenti del presidente della Regione Luca Zaia. “I protagonisti, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari – ha sottolineato Zaia – hanno compiuto una scelta strategica, molto difficile, ma che costituisce il futuro del settore”. “Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione – dice Zaia – ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”. Masari nasce nel 1998 quando Massimo Dal Lago e Arianna Tessari, unendo la loro
L’Aglio Bianco Polesano DOP sta cercando di promuoversi e differenziarsi dall’offerta estera non solo a livello comunicativo, ma anche sotto il profilo qualitativo, approfondendo le peculiarità nutrizionali, salutistiche e organolettiche del prodotto. Servono più cultura e più informazione, per capire che dietro al marchio ci sono valori forti: il rispetto dell’ambiente e della biodiversità attraverso le rigide regole imposte per la produzione, ma anche il valore storico e sociale, che si tramuta anche in valore turistico, dato che tale coltura è intrinsecamente connessa con il territorio, le sue tradizioni e la sua storia. Le superfici investite alla coltivazione di Aglio Bianco DOP stanno aumentando in modo sensibile e si stanno moltiplicando gli investimenti tecnologici da parte dei produttori e dei confezionatori: segnali di un processo di sviluppo che deve essere promosso e sostenuto. Nell’ultimo anno sono aumentate le superfici seminate DOP in questo ultimo anno con un +30%; mentre
passione e le loro esperienze, riprendono la viticoltura nella Valle d’Agno ricercando i vecchi vigneti e le varietà locali per coltivarli con grande attenzione e rispetto. L’obiettivo fu, fin dall’inizio, creare vini d’eccellenza che fossero l’espressione più autentica del loro territorio di origine. I vigneti sono perfettamente inseriti in un ecosistema integro tra i boschi. Le viti assieme agli ulivi sono coltivate su terrazzamenti sostenuti da fitti muri a secco testimoni di un’antica tradizione agricola di grande determinazione e pazienza. I muretti a secco, di basalto nero nella zona vulcanica e di pietra bianca nella zona calcarea, arricchiscono il paesaggio verde intenso in cui ci si trova immersi. E adesso la scelta del Doc biologico disegna una nuova strada nella produzione di questi vini. Non resta che assaggiare!
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anche a livello commerciale il 2016 ha avuto un importante incremento del +20%. Dati assolutamente incoraggianti di sviluppo per tutto il comparto. L’aglio Bianco Polesano DOP è sinonimo di alta qualità, ricerca e innovazione dei processi produttivi, sicurezza alimentare grazie ai rigorosi controlli interni ed esterni. Un valore che va promosso e sostenuto anche attraverso provvedimenti mirati. Come posizionare in modo corretto ed efficace sul mercato interno i prodotti a marchio, ad esempio facendo in modo che la Gdo regionale inserisca obbligatoriamente nei propri punti vendita i Dop/Igp/bio del territorio. Si distingue per la sua forma regolare e compatta, il colore bianco lucente, il profumo delicato e l’aroma intenso, non pungente, ma molto persistente e grandi doti di serbevolezza. A renderlo speciale è il terreno alluvionale ricco di calcio, magnesio, fosforo e potassio, sono le condizioni pedoclimatiche, ma anche il fattore umano, fatto di esperienza tramandata di padre in figlio.
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata di cappuccio al cumino Ingredienti: 600 g di cavolo cappuccio - 80 g di olive nere snocciolate - 2 C di semi di cumino - 4 C di limone 2 C di olio - sale q. b.
Preparazione: lavare il cavolo, eliminare il torsolo e affettarlo a striscioline sottili. Tritare le olive e unirle al cavolo, aggiungere il succo di limone, l’olio, il sale e i semi di cumino. Lasciarlo macerare 10 minuti prima di servire.
Polpette di verdure
Torta di carote
Ingredienti: 1 gambo di sedano 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.
Ingredienti: 250 g di carote 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale 1 C di miele - 2 C di uvetta 1 C di pinoli - 1 uovo.
Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 cucchiai di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia oliata, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Ariete Un inizio anno in cui potreste sentirvi in stand by. Attendete qualcosa che faticherà ad arrivare. Pazienza
Toro Gennaio sarà davvero un bellissimo periodo. Vi sentirete come rinati e capirete molte cose, degli altri e di voi stessi
Gennaio
Bilancia Intoppi ed equivoci a giorni vi faranno ammattire. State certi che sui tempi lunghi tutto andrà meglio e potrete respirare
Il sole torna a splendere quasi per tutti i segni. Un inizio d’anno degno dell’inverno ma ricco di buoni auspici per il 2019
Scorpione Gli astri sono con voi. Divertimento, nuove amicizie, gite, partenze, renderanno soddisfacente le vostre giornate
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Un mese denso di emozioni, di apertura e disponibilità concreta verso chi vi circonda. Voglia di coccole ma attenzione agli equivoci
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