Sport p.18
p.33
Salute p.27
on-line: “La Piazza, il mio sogno”
FEBBRAIO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.25
Cultura p.17
di Adria
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Giuseppe Bergantin*
Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi RESPONSABILITÀ & RISARCIMENTO le 16 edizioni de La Piazza, via Manzoni, 17 · ADRIA (Ro) · tel. 0426 902385 intravedendo fin da subito Monica Gusella corso Risorgimento, 49 · PORTO VIRO (Ro) tel. 0426 631947 utili ai la possibilità di essere la risposta giusta la tutela dei tuoi diritti cittadini più ed anche alleper attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. servizioanche a pag 6 Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza
La dura vita dei pendolari adriesi tra ritardi e disservizi Il Comune al fianco degli utenti della linea Mestre-Adria e Rovigo-Chioggia. “Risolvere al più presto i problemi”
GRANDI EVENTI
A marzo arriva “Random, una festa a caso” AMMINISTRAZIONE
Comune in ascolto delle frazioni POLITICA
Sicurezza stradale, finanziamenti e polemica SANITÀ
“L’ospedale una priorità del 2019”
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“La Piazza, il mio sogno” Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it<
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anni fa il mio sogno era quello di creare uno strumento che desse voce alla mia città, Cavarzere, che sui mezzi di comunicazione di allora, ma anche adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi anni capii subito che questa esigenza non era solo della mia città, ma anche della maggior parte dei comuni e delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben presto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi di budget e di territorialità, non trovavano spazio nei segue a pag 3 media tradizionali.
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“La Piazza, il mio sogno”
Inizia la stagione dei grandi eventi
Giuseppe Bergantin*
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Give Emotions e Autodromo insieme: si inizia con “Random”
l primo connubio tra Give Emotions e Adria International Raceway era stato sperimentato con grande successo lo scorso Halloween, con l’evento sold out di Hashtag Music Festival che ha fatto ballare per tutta la notte migliaia di giovani provenienti da tutto il Veneto. Squadra che vince non si cambia, ed ecco che i due organizzatori si sono riuniti per lanciare una tra le feste più rinomate e amate d’Italia: si terrà infatti sabato 16 marzo il primo “Random - Una Festa a Caso”, format nazionale che sceglie le migliori location d’Italia per il suo tour e che, per l’occasione, ha scelto proprio l’Autodromo e l’organizzazione professionale di Give Emotions. Si tratta del primo di molti eventi pensati dai due promotori che, per questo 2019, stanno pianificando una stagione ricca di musica e divertimento: artisti importanti che si esibiranno in anteprima, format nazionali, festival, feste studentesche e musical. Il grande paddock ospiterà anche importanti manifestazioni fieristiche e oltre a quelle del settore motoristico, che sono collaudate, aperte al grande pubblico locale, regionale e nazionale. Si comincia così con “Random”: il format prevede che ragazzi vestiti a caso ascolteranno musica di tutti i generi e di tutti i periodi, Giuseppe Bergantin >redazione@givemotions.it< selezionata ancora una volta “a caso”. Il pubblico è invitato a dare libero sfogo alla propria creatività con abbigliamento improbabile e anni fa il mio sogno era quello di creare uno abbinamenti assurdi! Il tutto sarà accompagnato da un’animazione strumento che desse voce alla mia città, Cavaroriginale, mascotte e un’interazione con il pubblico data dai zere, tantische sui mezzi di comunicazione di allora, ma ansimi gadget gonfiabili con i quali giocare, ballare e divertirsi. Ache breve adesso con il digitale, non trovava spazio. Nei primi sarà disponibile l’acquisto dei biglietti, in vendita nei principali store anni capii subito che questa esigenza non era solo della Offi cina specializzata online, dai pr che promuoveranno l’evento e in apposite location mia città, ma anche e della maggior parte dei comuni e MULTIMARCHE Gaia Ferrarese comunicate a breve. delle comunità del Veneto. La Piazza divenne ben pre-
Questo mi permise di pensare a quelle che sono oggi le 16 edizioni de La Piazza, intravedendo fin da subito la possibilità di essere utili ai cittadini ed anche alle attività dei vari territori. I primi anni furono davvero eroici, come del resto lo sono gli esordi di ogni impresa innovativa. Per fare un esempio, 25 anni fa il contatto con i lettori avveniva attraverso le lettere spedite in redazione; i computer non erano accessibili ai più, quindi tutti gli articoli erano scritti a mano e ribattuti a macchina; le foto dovevano essere sviluppate e poi, come in un collage tra testo e foto, si costruivano le pagine. Tutto il processo produttivo e distributivo non era pronto per questo tipo di impresa. Sì perché il mio sogno 25 anni fa prevedeva anche la possibilità che il più alto numero di persone di quella comunità potesse accedere all’informazione in modo gratuito. 25 anni fa il fenomeno free press non esisteva, tanto meno il gratuito consegnato a casa… questa era davvero un’utopia! In questi 25 anni La Piazza è passata da essere il mio sogno - un esperimento editoriale in una piccola città del Veneto - ad essere oggi in Italia il più diffuso periodico d’informazione distribuito gratuitamente alle famiglie. Questo sistema di comunicazione si chiama oggi in modo altisonante “free to home”, rappresentato in Italia da La Piazza, mentre in Europa è realizzato dai grandi editori nazionali, con numeri straordinari di diffusione e redditività. Ci apprestiamo a vivere questo grande traguardo dei 25 anni con lo stesso entusiasmo e la stessa consapevolezza di quell’aprile del 1994. Oggi voglio ringraziare tutte le persone che, a vario titolo, hanno collaborato e collaborano alla realizzazione di questo mio sogno, tutti assieme e accomunati dalla certezza che “una comunità informata è una comunità migliore”. *fondatore de La Piazza
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sto anche uno strumento utilissimo per promuovere le attività commerciali di prossimità che, per motivi budget erecapitato di territorialità, non trovavano espazio neiRedazione: È un periodico formato da 16 edizioni localidimensilmente Direzione, Amministrazione segue a pag 3 Direttore responsabile (ad interim) media tradizionali. a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
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Chiuso in redazione l’8 febbraio 2019
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Adria
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Tour Partecipazione
Comune in ascolto delle frazioni Soddisfazione per gli incontri decentrati degli amministratori che dimostrano la voglia di ascoltare ed essere ascoltati
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elle ultime settimane l’amministrazione comunale adriese è stata impegnata in un’attività di incontro e ascolto del territorio che ha riguardato le frazioni. “L’Amministrazione incontra la Cittadinanza” è il titolo del tour, che ha visto una grande partecipazione agli incontri promossi dal Comune. “L’intento è di dare un’attenzione continua ai cittadini delle frazioni - spiega il primo cittadino Omar Barbierato -, perché una delle critiche che vengono mosse alla politica è di farsi sentire solo quando ci sono le ele-
zioni. E questa critica purtroppo tante volte è legittima. Noi invece vogliamo confermare il nostro impegno a stare con i cittadini. Questo è già il secondo giro che stiamo facendo nelle frazioni e prossimamente organizzeremo serate analoghe anche nei quartieri del capoluogo”. “I cittadini non chiedono la luna, ma ci fanno richieste legittime - fa sapere Barbierato -, chiedono attenzione per le piccole grandi cose, dalla potatura degli alberi ai punti luce a una piccola bacheca... richieste ragionevoli, di buon senso”.
Il sindaco Omar Barbierato
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to dopo la data di Ca’ Emo, per lasciare spazio alla convocazione delle consulte Cultura e Ambiente e al tavolo tecnico sulla sanità: “Sono altri strumenti che appartengono al nostro programma elettorale e sono previsti dal nostro statuto e ci teniamo a realizzarli perchè sono un’altra opportunità di partecipazione importante. Poi a fine febbraio ripartiremo da Bellombra”. Giorgia Gay
Mancano ancora iscritti alla primaria di Baricetta
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Il primo cittadino si dice molto soddisfatto per il riscontro che questi incontri stanno avendo. “Sono molto partecipati, la popolazione ci ha stupito positivamente proprio perché in questo momento la politica non ha una grande nomee vedere tante persone che vengono ad ascoltare in maniera attenta, a partecipare e a dire la propria è molto bello. Un esperimento riuscito che continuerà sicuramente”. A febbraio il tour si è interrot-
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È
ormai da molto tempo che i riflettori sono puntati sulla scuola elementare Madre teresa di Calcutta di Baricetta, a causa dei numeri sempre più esigui di iscrizioni, con rischi concreti di dover chiudere il plesso proprio per la mancanza di un numero idoneo di bimbi tale da formare una classe. L’istituto infatti, da ben 8 anni manteneva due sezioni per ogni anno, garantendo servizi e istruzione ottimale. Poi nel tempo, diverse concause hanno portato ad abbassare il numero degli iscritti accorpando così i due gruppi classi fino allo scorso anno scolastico 2017/2018, il più critico in assoluto dove non è proprio partita la prima classe elementare. E oggi la notizia della mancanza di iscrizioni al 31 gennaio, desta sempre la stessa preoccupazione e dispiacere, così come ha espresso il primo cittadino di Adria, Omar Barbierato: “Un brutto colpo per tutta la comunità adriese, visto l’impegno profuso dal comitato “La matita di Teresa” e le associazioni di Baricetta, per la scuola, che propone un progetto musicale pressochè unico in tutta la provincia, e per l’amministrazione, col potenziamento del servizio scuola bus per la scuola di Baricetta. In questi giorni contatterò personalmente sia il dirigente direttamente interessato, Fabiano Paio, che Osvaldo Pasello, che ha contribuito ad aiutare in base alle sue competenze, per avere un confronto e studiare una strategia da attuare insieme nei prossimi giorni”. Non si arrende così né l’Amministrazione comunale, né la piccola frazione insieme alle associazioni locali che fin dai primi momenti critici hanno istituito un servizio mensa e un ampliamento dell’offerta formativa, con laboratori pomeridiani e servizio di assistenza allo studio. Un modo concreto per rispondere con qualità educativa rispetto alla mancanza di quantità numerica. “Siamo convinti che il servizio offerto a Baricetta sia eccellente e meriti impegno da parte di tutti, per creare le condizioni affinché la scuola possa riprendere Ga.Fe. il numero di iscritti adeguato” ha concluso il sindaco.
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La situazione Disagio trasporto ferroviario
“Risolvere al più presto i ritardi sulla tratta Adria-Venezia” C
ontinuano i problemi per i pendolari delle linee Adria-Mestre e Rovigo-Chioggia, che sono stati al centro di recenti incontri in Comune che hanno visto la partecipazione dal consigliere Enrico Bonato e del sindaco Omar Barbierato. I disagi maggiori sono dovuti ai tempi di percorrenza, che in base anche all’adeguamento necessario al sistema di sicurezza e a problemi sul binario unico, hanno causato ritardi di almeno 30 minuti rispetto al tempo di percorrenza previsto, impiegando quindi 2 ore per un viaggio di appena 57 chilometri. “I ritardi continui creano disagi gravissimi – commenta Barbierato - sia per i lavoratori sia per gli studenti che spesso all’arrivo devono utilizzare autobus, vaporetti, o tragitti a piedi per raggiungere il lavoro. Sistemi territoriali, in una riunione a metà gennaio, ha risposto che con la sistemazione di alcuni problemi il tragitto sarà assicurato con una maggiore durata per 15 minuti mantenendo gli orari di arrivo e sopprimendo un paio di corse dove ci sono pochi utenti, e non quindi negli orari di punta. Il nuovo calendario dovrebbe essere ufficialmente pubblicato il 25 febbraio”. Il problema del nuovo sistema di sicurezza, sarebbe da imputare, da quanto emerso in riunione, al rallentamento se non fermata del treno in prossimità delle stazioni e dei passaggi a livello, ben 67. “A fronte delle richieste di noi amministratori nel corso del tavolo tecnico ad Arzergrande, Sistemi Territoriali cercherà di chiudere il maggior numero di passaggio livello realizzando, ove possibile, piccole opere di viabilità alternativa”. Nello specifico, ad Adria non ci sono passaggi a livello di competenza di Il percorso Sistemi Territoriali: ve ne sono due, nei pressi della stazione, che interessano causa un la linea, ma che sono di competenza di ritardo Rfi. “L’unico sul quale si potrebbe ipoteticamente intervenire, discutendone di circa 2 ore anche con Rfi, è quello di via Ragazzi anche a causa ’99. Abbiamo, però, espressamente richiesto, in caso di chiusura di tale pasdei passaggi saggio, la realizzazione di un sottopasso a livello in prossimità della stazione utilizzabile da bici e pedoni per mantenere un collegamento diretto tra il centro città e il quartiere di Bortolina”. “La seconda comunicazione importante che abbiamo ricevuto è relativa all’eliminazione della corsa delle 12.19 da Venezia, a fronte, però, di una bus-sostituzione da Mestre con due mezzi (uno fermerà a Piove di Sacco, il secondo fermerà a Piove di Sacco e a tutte le fermate successive sino ad Adria). Questa situazione rimarrà tale fino ai primi di giugno”. Problemi anche sulla linea Rovigo-Chioggia, come riferisce Bonato: “Gli utenti denunciano problemi legati soprattutto all’organizzazione delle coincidenze, poichè a Rovigo esiste quasi una contemporaneità tra l’orario di arrivo di alcuni treni e quello della partenza del treno o della corriera in direzione Adria o Chioggia. Questo porta le persone ad aspettare anche più di un’ora in stazione”. Per questo l’amministrazione ha chiesto un tavolo tecnico. Ga.Fe.
La minoranza comunale chiede risposte concrete da dare ai pendolari che ogni giorno devono utilizzare il treno
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pendolari della tratta Adria-Mestre continuano a soffrire quotidianamente disagi dovuti a ritardi e soppressione corse. È urgente avere risposte precise e dettagliate da parte dell’assessore De Berti, visto che la responsabilità politica e di indirizzo è della Regione, nelle sedi preposte anziché leggerle sui giornali”. Questa la richiesta da parte di alcuni consiglieri d’opposizione di Adria: da Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito Democratico con i colleghi Graziano Azzalin e Bruno Pigozzo, fino a tutti i consiglieri di opposizione presenti in Seconda commissione, Stefano Fracasso, Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (AMP), Manuel Brusco (M5S) e Piero Ruzzante (LeU). “L’inizio anno su questa trat-
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ta è stato semplicemente disastroso, l’introduzione dei nuovi impianti di gestione ha peggiorato una situazione già precaria, tra corse in ritardo di almeno quindici minuti al mattino e mezz’ora nel tardo pomeriggio. La proposta dei bus sostitutivi, si è rivelata finora insufficiente e non possiamo accettare che la soluzione sia quella di rimodulare gli orari per far fronte ai tempi di percorrenza più lunghi, cancellando le corse meno affollate. Non si può andare avanti così, è bene che Regione e Sistemi Territoriali lo capiscano e diano a centinaia di pendolari che pagano biglietti e abbonamenti, per altro rincarati, un servizio degno di tale nome” hanno concluso. Insomma, la vicenda è tutt’altro che risolta. (Ga.Fe.)
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Adria
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Carnevale by night: Adria in fiore: una la festa in centro città domenica dal sapore di primavera T utto pronto per il Carnevale adriese 2019 fissato per domenica 30 marzo sera. Una tra le feste più attese da grandi e piccini, dove la città si maschera per festeggiare con stelle filanti, carri allegorici e lanci di coriandoli. L’evento si svolgerà anche quest’anno “in notturna” ed è organizzato, come nel 2018, dall’associazione PromuoviAmo Adria con la regia dell’amministrazione comunale. Una sinergia vincente dopo anni in cui non si riportavano i carri nel centro cittadino, collaudata per la prima volta lo scorso anno dalla giovane associazione femminile e che verrà riproposta proprio per il grande successo ottenuto. Il “Carnevale by Night” infatti ha visto, nel 2018, la presenza di almeno cinque mila persone che hanno letteralmente invaso la città etrusca. Il programma prevede il ritrovo dei gruppi mascherati e degli alunni delle scuole in Piazza Garibaldi dove, alle 19, partirà il corteo lungo Corso Vittorio Emanuele II, fino a giungere in corso Mazzini. Proprio lì, verso le 20:30, la giuria premierà i partecipanti al concorso “maschere a tema”, rivolto alle scuole dell’infanzia, primaria e secondarie di primo grado. I
Ci sarà anche la premiazione del miglior travestimento
premi in palio saranno dei buoni da spendere in materiale didattico per gli istituti scolastici oltre alla consegna di targhe per i gruppi mascherati. Subito dopo la premiazione, si entrerà nel vivo del Carnevale con la sfilata dei carri allegorici per le vie di Corso Mazzini. Durante la manifestazione è prevista inoltre anche una lotteria che avrà in palio buoni spesa da poter utilizzare nei negozi di Adria, favorendo così il commercio locale. Per partecipare al concorso, i gruppi mascherati e le scuole potranno iscriversi al seguente indirizzo: promuoviamoadria@gmail.com. Ga.Fe.
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Il 28 aprile torna la manifestazione “Adria in Fiore - aromi, profumi e colori di primavera” organizzata dalla Pro Loco di Adria con il patrocinio del Comune. Un evento realizzato grazie alla presenza di numerosi fiorai e vivaisti che, per una domenica, trasformano la città in un giardino fiorito dove sarà possibile svolgere numerose attività di svago, pensate anche per i più piccoli e legate al mondo della natura. Oltre al settore florovivaistico, si potrà trovare oggettistica realizzata in vari materiali a tema. Come da tradizione poi, si terrà in Sala Cordella la mostra “La natura in cornice: l’incanto dei fiori pressati” con le com-
posizioni di Gloria Nives Frigato a partire da sabato 27 aprile e visitabile fino al 3 maggio. “Organizzare eventi è diventato di anno in anno sempre più difficoltoso e impegnativo anche da un punto di vista economico – ha commentato Letizia Guerra, presidente della Pro Loco di Adria -. Ecco che per finanziare l’iniziativa si sta mettendo a punto anche per il 2019 la lotteria la cui estrazione avverrà domenica 28 aprile alle ore 19.30 in Sala Cordella. Si spera che la maggioranza dei cittadini che amano questa manifestazione accorrano ad acquistare almeno un biglietto non appena inizierà la distribuzione”. In questi giorni infatti la Pro Loco è all’opera “per predisporre al meglio un programma ricco di iniziative e di percorsi culturali. Si auspica che ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie propongano anche quest’anno i loro “sapori fioriti” cosicché tutta la città respiri un’aria di festa e che si predisponga al meglio per accogliere i numerosi visitatori che giungono anche da fuori provincia” ha concluso la presidente.
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Sicurezza stradale, arrivano i finanziamenti e scoppia la polemica L’ex vicesindaco Simoni accusa l’attuale amministrazione di prendersi meriti non suoi, intestandosi “successi derivanti dal lavoro altrui”
A
l via ad Adria il progetto di interventi di messa in sicurezza stradale denominato “Safer” (Sistema di interventi, Analisi, Formazione, Educazione per la Riduzione dei fattori di rischio) dopo l’erogazione regionale di 300mila euro che, più che unire, sembra far discutere e dividere la città etrusca. Ad inizio anno infatti, la Regione Veneto ha finalmente assegnato i fondi che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti trasferì, nel 2014, alla stessa regione, per finanziare il “4° e 5° programma del Piano Nazionale Sicurezza Stradale”. E se la distribuzione dei soldi risulta un’ottima notizia per il territorio, rimane la polemica su chi debba intestarsi il merito di poter beneficiare della cifra. A seguito degli annunci di soddisfazione da parte del primo cittadino Omar Barbierato, è arrivata l’immediata risposta dall’ex vicesindaco della precedente giunta Barbujani, Federico Simoni: “Si tratta dei 300.000 euro che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti trasferì alla Regione Veneto e al quale l’amministrazione Barbujani, in cui ero vicesindaco con delega ai lavori pubblici, era stata ammessa a contributo e che oggi finalmente è stato trasferito nel bilancio comunale – commenta Simoni -. Fu finanziato il progetto di interventi di messa in sicurezza stradale denominato “Safer”, che comprendeva la realizzazione della rotatoria sul Ponte Beniamino Gigli, l’allargamento della rotatoria di Via Chieppara e la rampa di collegamento tra Via Aldo Moro e Riviera Carbonara nel parcheggio del supermercato. Tutti interventi ad oggi conclusi per un costo totale di 430mila euro, di cui 170mila euro a carico del Comune di Adria e 300mila finanziati, per l’appunto, dal Ministero. Spiace rilevare che l’attuale sindaco Barbierato non perde tempo ad intestarsi successi derivanti dal lavoro altrui, nascondendo quasi un anno di nulla nei lavori pubblici, se non normali
e dovute manutenzioni ordinarie anche queste, tra l’altro, finanziate con fondi e contributi ereditati da precedenti avanzi di bilancio”. Oltre le beghe politiche però, ora Adria potrà beneficiare dell’importante erogazione che si prevede possa migliorare la sicurezza e la viabilità stradale. Gaia Ferrarese
L’ex vicesindaco Federico Simoni
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Tagli al Csa? “Due anni di lotta e tutto quello che avevamo annunciato si sta avverando presso il Csa di Adria”: questo il commento congiunto della Cgil, Cisl e Uil di Adria che lamentano promesse vane da parte della presidente a seguito della riunione tecnica, tenutasi con il direttore Badiale, con i sidnacati e le Rsu, che conferma la riduzione del personale presente in servizio, tagliando così oltre 130.000 euro dagli stipendi di chi lavora. “Una riunione senza nulla di scritto per rifiuto esplicito del direttore che ha negato qualsiasi verbale venendo meno anche alle regole che normalmente si adottano nelle trattative con qualsiasi altro ente pubblico, in mancanza di rispetto dei lavoratori e di chi li rappresenta – continuano i sindacati -. Anche se non verbalizzato, ci è stato confermato che il fondo accessorio passa dai 515mila euro circa spesi nel 2018 a 388mila, cui vanno sommati circa 15mila del nuovo Ccnl sottoscritto l’anno scorso, per un totale di 403mila del 2019”. Negli ultimi due anni era avvenuta una riduzione del personale a causa delle mancate sostituzioni delle assenze, che oggi si ridurrebbe ancora di più. Nei fatti attuali la realtà è davvero drammatica: circa 20 lavoratori a casa secondo le stime del sindacato. “Un vulnus sociale inaccettabile che come sempre si abbatte sui più deboli”.
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Adria
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“Ospedale, priorità del 2019” Il primo cittadino Omar Barbierato fa il punto sul presente e le iniziative future per il nosocomio del territorio: un’Ortopedia d’eccellenza, programma lavori del Pronto Soccorso, primario a Ginecologia
L
’ Ospedale di Adria in testa alle priorità dell’agenda 2019 del primo cittadino, Omar Barbierato. Il sindaco è in prima linea nella difesa e valorizzazione del presidio, ma anche nel cercare una soluzione a una serie di criticità e disagi segnalati dagli stessi cittadini. Tra le richieste: un’Ortopedia di eccellenza; più medici specialisti; il mantenimento del Punto nascite; la reale operatività del Cup. “In questi giorni – spiega – ho chiesto degli aggiornamenti in merito ad alcune questioni, peraltro già affrontate lo scorso ottobre, in un“faccia a faccia” con la dirigenza dell’Ulss 5, al quale erano presenti l’assessore Marco Tosato e il consigliere comunale Michele Casellato”. Queste le richieste sul tavolo per i prossimi mesi. “Prima di tutto – illustra Barbierato – un cronoprogramma dettagliato e preciso dei lavori del nuovo
Il sindaco Omar Barbierato, sotto l’ospedale
Pronto soccorso. E ancora: l’adeguamento del numero di posti letto per l’ospedale di comunità, vale a dire una struttura integrativa di rete, intermedia tra l’assistenza domiciliare e l’ospedale”. “Ho chiesto, poi, la realizzazione di un’ eccellenza provinciale (Centro di riferimento aziendale) per Ortopedia; quindi, se sia stata messa a punto una strategia per affrontare le difficoltà del personale di Psichiatria e quale soluzione sia stata adottata per il 118 - continua -. Abbiamo bisogno, quanto prima, di primari per Ginecologia, Radiologia e Pediatria così da rimettere in piedi i reparti e rendere la nostra struttura appetibile per nuovi medici specialisti”. Per quanto riguarda Ginecologia, è fondamentale che, nelle schede ospedaliere, “mantenga la propria autonomia organizzativa salvaguardando
il Punto nascite”. Il primo cittadino conclude toccando due questioni che gli stanno molto a cuore soprattutto dopo le continue segnalazioni dei cittadini: Cup e poliambulatori. “Ho chiesto i dati del Cup così
“Un tavolo permanente sulla sanità”
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n tavolo permanente che riunisca, con urgenza, le forze di maggioranza e di opposizione, i comitati e i sindacati e si faccia portavoce delle istanze dei cittadini. A chiederlo è il Partito democratico adriese che condivide le preoccupazioni del sindaco sul futuro dell’oFederico Cuberli spedale cittadino. “L’ ospedale – afferma il Pd di Adria - è una struttura fondamentale e imprescindibile per garantire ai cittadini del Basso Polesine (“specificità territoriale”) l’assistenza socio-sanitaria alla quale hanno diritto. Siamo preoccupati non solo dell’operatività del Cup, del Pronto Soccorso e dei primari mancanti, ma anche del Punto nascite e per il contenuto delle schede ospedaliere di prossima emanazione che determineranno, definitivamente, l’assetto dell’ospedale di Adria”. Per il Pd il rischio è quello di “risultare isolati e meno incisivi rispetto a territori più densamente popolati, nel momento in cui la Regione quante e quali risorse destinare alla nostra struttura. Siamo, però, convinti che solo l’azione unitaria e condivisa di tutte le forze politiche e dei portatori di interessi dei cittadini e dei lavoratori possa preservare l’ospedale ed evitare ulteriori depotenziamenti vantaggio di realtà private”. Un’idea, quella del tavolo unitario, già lanciata in passato proprio per dar voce al territorio e coinvolgere rappresentanti regionali e sindaci di realtà locali limitrofe che traggono beneficio Ni.Ma. dall’ospedale cittadino.
Necessità di fare squadra con tutti “Siamo ancora in tempo per salvare il nostro ospedale?” A chiederselo è il Comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Adria che scende nuovamente in campo sul tema generale della sanità adriese e sulle future schede
ospedaliere. “Che qualcuno avesse cantato vittoria troppo presto, lo avevamo già detto – esordisce Enrico Naccari, presidente del Comitato –. Per onestà intellettuale, bisogna ammettere che la base da cui si partirà per definire le prossime schede, anche in maniera quasi impercettibile, è migliorata. In verità, il doversi accontentare di un così modesto risultato ha un po’
da capire in quale ospedale della provincia i nostri cittadini vengano indirizzati in base al tipo di visita e di impegnativa e sui poliambulatori ho sollecitato delle verifiche”. Nicoletta Kasetto
il sapore del vecchio detto “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”. Naccari non si tira indietro rispetto alla proposta di un tavolo unitario. “Abbiamo accolto con favore la proposta del Pd di lavorare assieme e di fare, finalmente, squadra, sperando di portare a casa un risultato tangibile per i nostri concittadini. Auspicando di non essere gli unici, siamo disponibili a collaborare, mettendo a disposizione la nostra rete di volontari, il coordinamento dei comitati polesani e veneti che difendono salute, ambiente e territorio, e l’esperienza, seppur modesta, maturata in questi mesi. Ci chiediamo, altresì: siamo ancora in tempo per tentare di salvare capra e cavoli? L’impressione netta è che nessuna forza politica della maggioranza in Regione premerà per discutere delle schede prima delle elezioni europee”. Naccari conclude sgombrando il campo soprattutto rispetto a chi, ad Adria, cerca a tutti i costi divisioni e fratture che, di sicuro, non aiutano a far valere il diritto alla salute. “È deprimente leggere giudizi tranchant su iniziative politiche pubbliche della maggioranza da parte di chi non saprebbe riconoscere e formulare, neppure se vi inciampasse per sbaglio, una proposta alternativa per la nostra sanità e i nostri servizi Ni.Ma. socio-sanitari”.
Adria
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Approvato il piano speciale per i piccoli cantieri di Ance Rovigo Stanziati dal Ministero dell’Interno 400 milioni di euro da spartire tra i piccoli comuni per finanziare interventi locali dalle procedure veloci
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l piano speciale per i piccoli cantieri, fortemente richiesto dall’Ance Rovigo e al via prossimamente, ricalca il modello spagnolo per le piccole opere, consentendo a 49 Comuni rodigini di usufruire di un contributo statale di 2,59 milioni di euro da destinare a interventi non già integralmente finanziati e aggiuntivi rispetto alla programmazione triennale. Una notizia importantissima per tutti i beneficiari, che potranno così accedere a risorse extra per mettere in sicurezza strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio culturale. Così commentano congiuntamente Ance Rovigo e Confindustria area metropolitana di Venezia Rovigo: “Ai nastri di partenza il piano previsto dalla Legge di bilancio per il 2019 che assegna a favore dei Comuni 400 milioni di euro per la realizzazione di piccoli interventi appaltabili con procedure veloci. Il 10 gennaio u.s. il Ministero dell’Interno ha provveduto, nei termini previsti dalla legge, a ripartire le risorse previste in base alla dimensione di comuni, destinando 40.000 euro per ciascuno dei comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti; 50 mila per territori che presentano un range tra i 2 mila e 5 mila abitanti, 70 mila tra i 5.001 e 10.000 abitanti; e infine 100 mila con comuni con popolazione fino a 20 mila cittadini”. Paolo Ghiotti, presidente di Ance Rovigo – Sezione Edili di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo – Territoriale di Rovigo, invita i Comuni interessati a mettere subito in atto il piano che prevede tempi stringenti: “È indispensabile aprire velocemente i cantieri e non sprecare un’occasione preziosa per il territorio e per il settore. Il piano del Governo costituisce un modello per accelerare l’utilizzo delle risorse e intervenire rapidamente per realizzare opere utili al territorio e alla comunità. Uno strumento che ci
auguriamo che in futuro venga incrementato e potenziato così da poter essere utilizzato anche su più ampia scala”. Il termine per beneficiare del contributo è fissato al 15 maggio 2019, data entro la quale i lavori dovranno necessariamente partire. Gaia Ferrarese
“Sicurezza in primo piano, la Lega ha svuotato il comando di polizia locale” E’ polemica sulla sicurezza in città, dopo i recenti casi di scippi e furti denunciati dalla sezione locale della Lega. “La sicurezza è in primo piano” replica il sindaco di Adria Omar Barbierato. “Prima di Natale ho chiesto al Commissario di polizia un incontro con tutte le forze di pubblica sicurezza, per fare insieme il punto della situazione. Esiste da anni un coordinamento per assicurare il massimo della sicurezza ottimizzando le esigue forze in campo” esordisce il primo cittadino, che punta il dito contro la Lega adriese, poiché a suo dire “in 9 nove anni ha svuotato letteralmente il comando di polizia locale, permettendo a numerosi agenti di togliere la divisa per entrare negli uffici del comune”. Con le nuove linee volute dal Ministro dell’Interno la polizia locale oggi è impegnata anche in azioni coordinate con altre forze di sicurezza per il controllo di un territorio vasto che di fatto però, toglie quelle forze dal controllo ordinario. “I nostri vigili applicano già il Decreto sicurezza in quanto legge vigente. Siamo sbalorditi dalla strumentalizzazione creata dalla Lega locale. Rinnoviamo la nostra totale fiducia in primis a tutte le forze dell’ordine che ogni giorno vegliano su di noi, per uno stipendio che non è all’altezza del loro impegno – ha continuato Barbierato -. Dopo aver creato il problema della mancanza di sicurezza, togliendo agenti di polizia locale ai cittadini di Adria per creare le feste dei Borghi, ora lamentano la mancanza (creata da loro), sventolando il fantasma di una mozione che dimostrano di non aver letto”.
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Bottrighe
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Storia del territorio Toponomastica
Bottrighe, i cartelli reinstallati in posizioni che creano confusione
Reinstallati i cartelli “fuori legge” I
l comune reinstalla i cartelli indicanti il paese natale di Umberto Maddalena, ma non sembrano piacere a nessuno. Nello scorso mese di dicembre, come si ricorderà, Bottrighe aveva perso questa indicazione dalla toponomastica d’ingresso negli accessi del paese, installati da tempo, rimossi a seguito di una denuncia inviata alle autorità competenti, in quanto sarebbe stato fuori legge. L’amministrazione ha posto ora gli stessi cartelli insieme ad altri indicanti varie località, creando probabilmente confusione. Molto amareggiata l’associazione memoriale “Tenente Colonello Umberto Maddalena”, sodalizio apolitico, senza scopo di lucro, che da tempo,
oltre ad eventi atti a esaltare le imprese dell’eroe, è impegnata a creare un museo in paese dedicato al valoroso concittadino. Il posizionamento nuovo andava forse ragionato coinvolgendo l’associazione e visto che gli attuali cartelli sono troppo piccoli, si poteva pensare di rifarne di più grandi, magari posizionati nelle vicinanze della toponomastica degli ingressi al paese. L’articolo previsto dalla normativa vigente, nel quale si è riferito colui che ha segnalato ciò, il 131 c.c. 4° ed 8° del Dpr 16.12.1992 n. 495 regolamento di esecuzione al nuovo codice della strada, a questo punto esisterebbe solo per il caso di Bottrighe? E’ una domanda che
Tolto lo scorso dicembre, a causa di una denuncia, il cartello è stato reinstallato in segno di rispetto a Umberto Maddalena e ai cittadini
molti si pongono. Ovunque, anche ad Adria come nel resto d’Italia, esistono indicazioni simili atte ad esaltare un luogo. A tale proposito anche la politica ha detto la sua. In un comunicato, la lista Cavallari 2.0 chiede “Maggiore rispetto per Umberto Maddalena e per gli abitanti di Bottrighe. Il recente posizionamento dei cartelli che ricordano, o meglio, che vorrebbero ricordare la città
natale dell’eroe dell’aviazione Umberto Maddalena. Si, diciamo vorrebbero ricordare e non che ricordano- affermano nel comunicato- perché installare il cartello che ricorda la città natale di Umberto Maddalena a due diversi cartelli i quali indicano più comuni o località sembra più un rompicapo per turisti che l’omaggio della sua città, Bottrighe, ad un autentico eroe dell’aviazione. Probabilmente– proseguono- non era possibile mantenerli sotto il cartello Bottrighe, ma forse si poteva fare come i cartelli posti in modo autonomo, all’ingresso di Adria, che dopo il cartello dell’abitato indicano Adria come città che ha dato il nome al mare Adriatico. Sarebbe stato- conclude il comunicatoun piccolo gesto, ma avrebbe denotato il rispetto ad un eroe come Maddalena e alla sua comunità”. Roberto Marangon
Scomparso Pino Tamiso, bottrighese Doc È venuto a mancare Giuseppe Bertaglia, la
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comunità si è stretta attorno alla famiglia
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rofondo cordoglio ha suscitato in Bottrighe la scomparsa di Giuseppe Bertaglia, per tutti “Pino Tamiso”, figura storica del centro rivierasco. Aveva 89 anni, vedovo di Giovanna Berton, risiedeva in quartiere Cannaregio con i tre figli Mario, Mara e Renzo. Aveva lavorato in diverse imprese del luogo, soprattutto all’interno dello zuccherificio. Ottima voce di basso, aveva fatto parte per cinquant’anni anni del coro polifonico “San Francesco” e sino a vent’anni fa, del gruppo folkloristico “Bontemponi” di cui era stato tra i fondatori nel 1965. Pino era stato spesso la “spalla” del presentatore in gags durante vari spettacoli, tanto da essere diventato un personaggio conosciuto anche fuori. Collaboratore altresì in varie mansioni, tra cui massaggiatore, dell’associazione calcio “Umberto Maddalena”. I funerali si sono svolti nella locale chiesa di San Francesco. La funzione religiosa è stata sottolineata dai canti del polifonico, che attraverso Sandra Veronese, ha ricordato la sua Roberto Marangon figura.
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Bottrighe
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Premiazione Cittadino modello
Il premio “La colonna 2019“ va a Nerino Albieri S
arà Nerino Albieri a ricevere “La Colonna”, seconda edizione, del premio ideato dal gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe, rivolto ad un cittadino residente o emigrato che si è particolarmente contraddistinto in vari ambiti. Una dimostrazione di riconoscenza per ciò che Albieri continua a rappresentare per il paese. Dalla cultura, alle attività ricreative, dall’impegno di
Volontario attivo, donatore del sangue, organizzatore di eventi, socio del Gruppo Sportivo, dipendente stimato, partecipe nelle attività parrocchiali e non solo ricerca storica locale, alle iniziative di solidarietà. Nerino Albieri è nato a Bottrighe nel luglio 1948. Dopo il diploma di ragioniere, è stato apprezzato dipendente della Cassa di Risparmio del Veneto, per molti anni e sino alla quiescenza, nella filiale di Bottrighe. Molteplici i suoi interessi culturali di studio e di ricerca sulla storia locale. Svariate le pubblicazioni curate per la parrocchia “Memoria di una vita che continua” (1999), “Il valore di una presenza” (2009), “Abbiamo camminato insieme” (2016) e nel settembre 2017 ha dato alle stampe il prezioso volume “Nella scia delle rondini” sulla storia del paese dalla fine del 1700 alla fine del ventesimo secolo. Dal 1970 è inserito nel mondo del volontariato. Donatore di sangue, pluripremiato della Fidas Polesana, nella stessa ha avuto incarichi direttivi per molti anni e collabora da sempre alle iniziative pro Ail. Corista nella sezione bassi del coro polifonico “San Francesco”, è da sempre partecipe alle attività parrocchia-
li. Fa parte del Gruppo Sportivo Bottrighe ed è curatore, nell’annuale castagnata, della preparazione della “Mistoca”, il dolce povero fatto con farina di castagna ed altri ingredienti segreti, su tramandata ricetta, che mantengono la storicità del prodotto. Tra gli organizzatori del raduno biennale dei “Butrigan nel mondo”, è consigliere dell’associazione memoriale “Umberto Maddalena”. Il premio “La Colonna” sarà
Nerino Albieri, riceverà il premio “La Colonna” 2019
consegnato ad Albieri sabato 13 aprile, all’interno della cerimonia della 28^ edizione di “Serata d’Onore”, che si svolgerà nel teatro della sala polivalente “Loris Cominato”. Roberto Marangoni
Successo per il coro “Plinius“
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on un concerto di grande effetto svoltosi nella gremitissima chiesa di Velo Veronese, il nuovo anno è iniziato con il botto per il coro femminile “Plinius” di Bottrighe, diretto da Antonella Pavan. Il repertorio era tutto De-marziano, con lo stesso compositore Bepi De Marzi in veste poetica di presentatore. Il pubblico ha potuto assaporare alcuni dei temi più cari al maestro vicentino. A conclusione, De Marzi, ricordando le parole del Pontefice sulla situazione dei migranti, ha chiesto al pubblico di alzarsi mentre i cori intonavano ad una voce sola il suo canto “I Bambini del mare”. Ma il Plinius ha lasciato anche un 2018 ricco di soddisfazioni, anno in cui ha iniziato la sua attività anche il coretto “Arcobaleno di Voci”, diretto sempre da Pavan, con la collaborazione musicale di Carla Bizzaro. Lo scorso anno è stato anche l’anno in cui le tre storiche amiche, Antonella Pavan, Antonella Cassetta, direttrice del coro polifonico della Cattedrale di Adria e Carla Bizzaro direttrice
del coro polifonico San Francesco di Bottrighe, hanno avuto modo di incontrarsi in diverse occasioni musicali. Successo poi del Plinius anche a Volto, Ponte di Brenta, Montegalda e a Cà Briani. Ora i nuovi impegni vedranno il coro protagonista in Lombardia, Emilia Romagna e Friuli, oltre alle rassegne annuali organizzate dallo stesso e che porteranno a Bottrighe altri cori amici nella terra polesana. Ro.Ma.
Le tre S-cioptà a cura di Roberto Marangoni
> Co more el vècio, la cà las’desfa > Roba robà, com clà vien là và > I nostri vèci i nà lassà i capun e i nà lassà i proverbi
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Territorio .
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Liste civiche Preoccupazione sul futuro
Trivelle, “terribile notizia” U
n NO ancora valido, a distanza di tre anni dalla mobilitazione sulla vicenda delle trivelle e che, ora, si continua a discutere proprio a seguito del via libera a quindici concessioni autorizzate, grazie a un emendamento di Lega e Cinque Stelle, che interesseranno i territori adriesi e deltini, come la piattaforma Teodorico. A scendere subito in campo le liste civiche Ibc SiamoAdria e Adria Civica contrarie all’estrazione di idrocarburi in alto Adriatico che chiedono alla Regione Veneto di verificare “la veridicità di questa terribile notizia che prevede la ricerca e l’estrazione di idrocarburi davanti alle nostre coste”. Le tre civiche che governano la città Etrusca si schierano
a fianco del Direttore dei Consorzi di Bonifica Delta del Po e Adige Po, e dei Sindaci di Porto Tolle, Porto Viro e Rosolina che in questi giorni hanno già preso posizione sull’argomento. “La storia recente ha dimostrato come le estrazioni abbiano portato effetti devastanti di subsidenza, con l’abbassamento del suolo anche di tre metri. Il possibile rischio di abbassamento della costa produrrebbe gravi effetti anche sugli argini necessari alla sicurezza idraulica - concludono congiuntamente -. Siamo pronti a fare la nostra parte affinchè si eviti questa possibilità, chiedendo alla Regione e allo Stato di opporsi a queste scelte dannose per l’ambiente e i cittadini”. La vicenda poi è stata com-
L’estrazione di idrocarburi ha un impatto ambientale molto grave: l’abbassamento del suolo di 3 metri, che provocherebbe danni agli argini di sicurezza adriesi
mentata anche da Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico, che lamenta il grave silenzio di Zaia. “A parte le rassicurazioni del ministro Costa, che dice di non voler firmare le richieste di permessi di trivellazione, c’è poco da stare tranquilli. Si scaverà all’interno delle 12 miglia marine e non si sa il bacino di gas a che distanza arriverà dalla costa. Alcuni studi hanno eviden-
ziato l’abbassamento del suolo attorno alla piattaforma, come è successo a Ravenna, di fronte al lido di Dante. Un abbassamento eccessivo comporta un buco dove vanno a finire i sedimenti dei fiumi, anziché mantenere l’equilibrio lungo la costa, con conseguenti problemi di erosione”. Azzalin teme infatti che si ripetano i drammi del passato, per questa la doverosa e continua mobilitazione in difesa del territorio indipendentemente dallo schieramento politico. “Nella consultazione del 2016 sono andato contro le indicazioni del Partito Democratico e lo rifarei – conclude il Consigliere -. Invece Zaia e l’assessore Corazzari stanno zitti come se la questione non li riguardasse. Se hanno cambiato idea, trovino il coraggio di dirlo pubblicamente. Siamo legittimamente preoccupati per i nostri territori”. Gaia Ferrarese
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Cultura .
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Piccolo teatro, grandi emozioni Il Ferrini, sotto la direzione di Dino Macioce, attore e regista di provata esperienza, promuoverà una rassegna 2019 molto ricca e degna di un qualsiasi teatro comunale, nonostante le sue ridotte dimensioni
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l Teatro Beato Contardo Ferrini si sta trasformando in una realtà culturale. Da potenzialità a servizio per la cittadinanza, il passo è breve. La struttura, dalle dimensioni contenute – ha una capienza di 140 posti -, presenta delle linee architettoniche armoniche ed eleganti in stile liberty e con un cuore grandissimo, da sempre al servizio della comunità del capoluogo etrusco. In questo privilegiato luogo d’incontro, costruito nel 1913 e inaugurato nel 1921, che nel tempo è stato palestra di vita religiosa, ma anche artistica, nel corso del recente anno passato sono stati organizzati numerosi eventi teatrali e musicali, che hanno ricevuto un’accoglienza incoraggiante da parte della cittadinanza. Per il 2019, sotto la direzione artistica di Dino Macioce, attore e regista di provata esperienza, è in programma una rassegna di teatro comico dialettale, che sarà inaugurata il prossimo 16 feb-
Non solo esibizioni, ma anche rassegne musicali e conferenze per dare uno spazio di 360° alla Cultura
Adria e Delta: quando il teatro riscatta il territorio
braio, con la commedia “Na casa sensa na donna”, della Compagnia teatrale “Brutti ma Buoni”. Seguiranno, il 9 marzo “In città è un’altra cosa”, della Compagnia “Amici del Teatro Veneto”, il 23 marzo “El mistero dea Siora Francesca”, della Compagnia “Teste Toste”, il 13 aprile “Nobile si nasce…..siore se deventa”, della Compagnia “Piccolo Teatro di Bassano”. La rassegna si chiude-
rà il 4 maggio, con la Compagnia “El Porteo”, che ci allieterà con la commedia brillante “American Vin”. Ma il Teatro Ferrini ha in serbo altre sorprese, con un ciclo di numerose conferenze pensate e curate dalla Biblioteca comunale di Adria e con i concerti di musica classica organizzati, per il 10 marzo, il 14 aprile e il 26 maggio prossimi, dall’Associazione Amici della musica di Padova,
’ associazione culturale “Tempi e Ritmi” di Padova porterà ad Adria una stagione teatrale molto ricca, composta da 11 serate, tra prosa danza e musica, con importanti artisti a livello nazionale tra cui Alessandro Bergonzoni e Paolo Cevoli. “Da marzo a maggio - dichiara il Sindaco Omar Barbierato il Teatro comunale di Adria, cuore della nostra città, tornerà a pulsare, portando benefici a tutta la comunità adriese e al Delta. Il teatro, per noi, è un vero e proprio motore culturale ed economico, pressoché unico nel nostro territorio. Il nostro impegno è quello di cercare di farlo lavorare sempre di più, coniugando questi due aspetti, la cultura e l’economia, che sono strettamente collegate. Continueremo dunque a lavorare affinché questo strumento diventi sempre più uno strumento del territorio, ma non soltanto” conclude il sindaco. L’obiettivo dell’Amministrazione a favore della comunità e della cultura è dunque quello di incentivare la sinergia di richieste tra Adria e Delta, per costruire progetti di vasta area, che sono il presente ed il futuro per provare a riscattare e promuovere i tesori culturali locali. Ga. Fe.
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L’obiettivo è di incentivare la cultura teatrale come nuovo motore economico per Adria e Delta
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in collaborazione con la Società concerti Buzzolla di Adria. Sono infine allo studio anche ulteriori rassegne musicali, che potrebbero avere il loro clou durante il settembre adriese oltre che un’altra rassegna teatrale, per coinvolgere le compagnie che operano nel territorio adriese e deltino. È proprio il caso di dire: piccolo teatro, grandi emozioni.
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Innova: piovono medaglie nel nuoto Si è svolta a Monselice la terza giornata di qualificazioni alle regionali dove i giovani adriesi hanno dimostrato tecnica e velocità conquistando, al maschile e al femminile, molte medaglie in diverse categorie
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ncora soddisfazioni per i giovani nuotatori adriesi che nella terza giornata valida per le qualificazioni alle attività regionali, che si è svolta nella piscina di Monselice, hanno conquistato ben nove medaglie. E, anche chi non è arrivato sul podio, ha saputo migliorare i propri record personali, a dimostrazione del fatto che l’impegno e la costanza nel lavoro portano sempre a ottenere buoni risultati. Nei 50 metri rana esordienti B, Giacomo Marchesani ha vinto uno splendido oro e insieme a lui è salito sul terzo gradino del podio Lorenzo Melarato che, per la prima volta, si è cimentato nella categoria rana ottenendo un prezioso bronzo. Nei 100 misti Lorenzo Melarato ha poi portato a casa la sua
Oro, argento e bronzo per i 100 misti, 50 rana, 100 farfalla, 200 dorso e 200 stile libero
seconda medaglia questa volta d’argento mentre il fratello Giulio Melarato si è dovuto accontentare della quarta posizione ai piedi del podio per un errore in una virata. Nella stessa gara, ma questa volta al femminile, Elisa Tobaldo continua a stupire conquistando un bellissimo argento.
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Nei 100 farfalla altri due atleti Innova sul podio: Giulio Melarato secondo, con una grande gara d’attacco e per la sua seconda medaglia di giornata Giacomo Marchesani arriva al terzo gradino. Altro splendido oro è arrivato nei 200 dorso grazie ad una sempre più convincente Elisa
Tobaldo. Al maschile Diego Gnan alla sua terza gara in carriera e al primo anno di categoria è stato splendido terzo con un’insperata medaglia di bronzo. Fra gli esordienti A invece, Arianna Nezzo si è cimentata in due discipline mai provate e nei 50 metri rana ha colto una bellissima medaglia d’argento sfiorando la vittoria per un decimo di secondo e poi nei 200 stile libero ha ottenuto un ottimo crono che lascia ben sperare per il futuro. Hanno partecipato anche Alessandro Trevisan, Anita Capogreco, Rachele Conforto, Lorenzo Crepaldi, Jacopo Moretto, Gabriele Fontolan, Anna Colucci , Sonia Ferrari e Maria Bassani. Cristiano Aggio
Pallanuoto Adria: i ragazzi portano a casa la vittoria
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el secondo concentramento disputatosi presso la piscina olimpionica di Lignano Sabbiadoro, è tornata in acqua la squadra di pallanuoto della Inn.nova di Adria. La squadra è riuscita a imporsi in tutti e tre i match disputati e validi per il campionato “Regional Waterpolo League North East”. Il gruppo, guidato dalla coppia Giacomo Stoppa e Marco Tolomei, nella prima gara si imposto abbastanza agevolmente sui giuliani del WP Trieste B, per 12-3, che per l’occasione presentava in acqua anche Matteo Bonetta, veterano della waterpolo triestina. Tutto facile nelle gare con Natatorium Treviso (vittoria per 19-1) e Lignano Pallanuoto (20-2); in entrambi gli incontri i tecnici hanno concesso molto spazio agli under 17 in rosa, alternando i giocatori senior. Da sottolineare la buona prova di tutti i giovani che sono scesi in acqua, segnalando in modo particolare la prestazione di Filippo Gamberini che torna alla pallanuoto giocata dopo qualche anno di stop, riuscendo anche a realizzare tre reti. “Già dalla prossima giornata le partite saranno sicuramente più equilibrate e non vogliamo farci trovare impreparati, per questo continueremo ad allenarci cercando di divertirci il più possibile con la giusta concentrazione”, ha detto il tecnico Stoppa al termine del secondo concentramento. Questi la squadra di pallanuoto adriese: Ivan Saggia (portiere), Diego Babetto, Simone Drago (capitano), Gabriele e Federico Giolo , Nico Duò, Filippo Gamberini , Giacomo Stoppa, Simone Bonazza, Elia Mozzato, Fabio Siviero, Daniele Trovò, Matteo Tolomei, Giacomo Fumana e Giacomo Bettinelli. Cr.Ag.
I Professionisti al tuo Servizio! B.G. COMPRO ORO di Bertaggia Maristella
Sono Maristella, forse più conosciuta per Stella. La mia famiglia ha vissuto in queste zone per generazioni ed abito a Cavarzere da una vita. È proprio qui, vicino alle sponde dell’Adige, che circa trent’anni fa ho aperto la prima di una lunga serie di attività commerciali diverse, che mi hanno permesso di crescere e imparare tanto. Quando circa sei anni fa ho lavorato per la prima volta in uno dei cosiddetti “Compro Oro” non sapevo ancora se l’opportunità che mi si era presentata sarebbe stata interessante per il mio fututo professionale, ma ero in una fase di cambiamento e decisi di dargli una possibilità. Fortunatamente capii presto di aver fatto un’ottima scelta: diversi aspetti dell’attività, che non conoscevo prima, si rivelarono molto interessanti, a tal punto da convincermi ad aprire in proprio. La scelta di aprire a Porto Viro fu puramente di tipo commerciale e, anche se inizialmente ero dispiaciuta di dovermi allontanare da Cavarzere, fui accolta talmente bene in questo paese che ancora oggi il mio negozio si trova lì. B.G. COMPRO ORO - Piazza Repubblica, 9. Proprio nella piazza dove c’è il Municipio. Devo correre parecchio per gestire anche il Bed&Breakfast che invece si trova a Cavarzere … Ah, non ve l’avevo detto che nel frattempo ho aperto un B&B??? Eh, si. Bed & Breakfast La Fonte a Cavarzere.dove gestisco questa mia seconda attività: un’altra bella avventura che porto avanti grazie alla collaborazione dei miei figli, che mi sostituiscono quando non sono presente. Entrambe le attività mi danno grande soddisfazione, anche se, ovviamente, richiedono grande impegno e costanza. Tra check-in, check-out e orari di apertura del negozio, mi ritrovo spesso a correre da un posto all’altro, senza avere molto tempo da dedicare a me stessa o per viaggiare, una delle mie piú grandi passioni. A volte peró mi fermo a pensare “Quanto sono fortunata: ho il mondo che viene da me!”. Ospiti diversi che arrivano da tutto il mondo, ognuno con il proprio bagaglio culturale, che mi permettono di arricchire il mio bagaglio, la mia persona. Cerco di farli stare come a casa, in un ambiente familiare e riservato. Preparo loro qualcosa di buono per colazione, le torte sono il mio forte, (anche se sono solo
due quelle che mi fanno fare bella figura!) e gli racconto un po’ delle bellezze di questa terra dove ho la fortuna di vivere. Faccio del mio meglio e se li vedo contenti o lasciano recensioni positive capisco di aver fatto bene il mio lavoro. Spero di essere riuscita a trasmettervi un po’ del mio mondo e vi ringrazio per avermi dedicato un pó della vostra attenzione. Spero di vedervi presto al Compro Oro in Piazza Repubblica, 9 a Porto Viro o al B&B La Fonte a Cavarzere. Per informazioni o prenotazioni presso il B&B La Fonte potete visitare il sito www. bnb-lafonte.it, la nostra pagina Facebook o scriverci a info@bnb-lafonte.it. Grazie a tutti voi e a presto.
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#Politica
Quota 100 potrebbe mettere in ginocchio comuni e sanità
Sicurezza Polizia locale più efficiente e vicina ai cittadini
Negli ospedali mancano medici, 118 solo nel trevigiano ma la cifra è destinata ad aumentare
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Il Primo a lanciare l’allarme, in occasione di un’audizione in commissione Lavoro del Senato, è stata Anci, l’associazione dei comuni Italiani che ha sottolineato come con quota 100 “si rischia un esodo anticipato e massiccio di personale, soprattutto dirigenziale, che si è nell’impossibilità di sostituire”. Dal canto suo, la presidente veneta di Anci, Mariarosa Pavanello, ha rincarato la dose spiegando che in moltissimi comuni veneti ci sono dirigenti alla soglia dei 60 anni che potrebbero far richiesta di pensionamento ma che non ci sarebbero i tempi tecnici sufficienti ad indire concorsi per sostituirli. L’associazione dei comuni ha stimato in circa 50.000 dipendenti la platea dei probabili aventi diritto alla pensione quota cento. “La nostra stima ovviamente - hanno detto i rappresentanti dei Comuni - è fatta sui dati delle classi di età, ma non sull’anzianità contributiva”, certo è che il rischio è reale e senza procedure d’emergenza l’apparato pubblico comunale potrebbe fermarsi. La stessa situazione potrebbe verificarsi anche in campo medico, come ha sottolineato di recente anche in Consiglio regionale il consigliere del Partito Democratico, Andrea Zanoni. “I medici non si trovano - ha denunciato - e la situazione si aggraverà nei prossimi mesi. Ma quella che stiamo vivendo non è certo un’emergenza
improvvisa e le responsabilità sono sia del Governo che della Regione. Zaia non si può autoassolvere. Nel Piano Socio Sanitario (PSSR) mancano adeguate risposte, anche se non avrebbero risolto del tutto il problema”. A denunciare “la carenza di ‘camici bianchi’ sono stati i Direttori Generali delle Ulss. In particolare, negli ospedali trevigiani ne mancano oggi 118, ma la cifra è destinata ad aumentare”. “Quota 100 rischia di provocare un vero e proprio terremoto – denuncia l’esponente Dem - sarebbero 142 i medici con i requisiti per andare in pensione anticipatamente. È inquietante questo sdoppiamento di Zaia, versione Doctor Jekyll e mister Hyde, che da un lato propone di allungare l’età pensionabile per i professionisti, dall’altro però accetta sull’attenti tutte le decisioni del Governo”. “Non solo Quota 100, ma anche il taglio dei Fondi sanitari per il 2019 e il mancato sblocco del tetto di spesa per il personale – aggiunge il consi-
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gliere Dem - Per non parlare del Reddito di Cittadinanza: con una parte minima di quelle risorse si poteva fare un piano di assunzioni e rinnovare il contratto, fermo da dieci anni. Pensare che i problemi si possano risolvere con l’autonomia, è l’ennesima favola. Anche perché la Regione ha responsabilità precise”. “Sempre più medici ‘scappano’ dal Pubblico per passare al Privato per i turni massacranti e non solo – sottolinea Zanoni - aumentano i professionisti che non vogliono lavorare nelle strutture periferiche. Tutta colpa della mancata autonomia? Nel PSSR potevamo dare alcune risposte, come Partito Democratico avevamo chiesto un Piano straordinario di assunzioni che è stato bocciato senza motivazioni convincenti”. “E così, come già successo per altre leggi, sarà l’ennesimo provvedimento ‘delle buone intenzioni’ – conclude Andrea Zanoni - con tanti obiettivi che rimarranno solo sulla carta”.
Riorganizzare i corpi di polizia locale per rafforzare il controllo del territorio e garantire maggior sicurezza ai cittadini. Questi gli obiettivi con cui la Giunta veneta ha stilato il disegno di legge in materia di polizia locale e politiche di sicurezza. “Il Veneto intende diventare una regione pilota nella riorganizzazione dei corpi di polizia locale – ha premesso l’assessore Corazzari, dettagliando i contenuti del nuovo ‘testo-quadro – e persegue l’obiettivo ambizioso di arrivare ad un sistema integrato tra le diverse forze dell’ordine, che assicuri in modo più efficiente la sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità diffusa”. Il ‘perno’ del nuovo testo, che ora dovrà affrontare l’esame della commissione e del Consiglio regionale – sono i 3850 agenti di polizia urbana attualmente in servizio negli enti locali del Veneto . “Un contingente importante, ma sottodimensionato – ha avvertito Corazzari – perché il Veneto è storicamente sotto il parametro convenzionale di un agente ogni mille abitanti. Uno degli obiettivi sarà proprio quello di implementare le unità di polizia locale e i suoi corpi speciali, non appena sarà operativo lo sblocco del turn-over per i personale degli enti locali”. Il disegno di legge intende riorganizzare su scala territoriale e funzionale la polizia locale, attraverso gestioni associate su base distrettuale, e mira a mettere in dialogo operativo i diversi apparati di polizia, investendo su formazione degli agenti, messa in rete dei servizi informativi e condivisione dei presidi tecnico-operativi. “Ci interessa avere una polizia locale efficiente e moderna nel territorio, a servizio dei bisogni di sicurezza e protezione dei cittadini, qualificata per affrontare e contrastare i nuovi volti della criminalità, dalle contraffazioni allo spaccio agli assalti predatori delle bande organizzate – spiega Corazzari – Per migliorare la presenza e l’operatività dei corpi municipali è necessario aggiornare le normative regionali e adeguarle alla riforma degli enti locali in corso e al trasferimento di maggiori competenze che derivano dal decreto nazionale sulla sicurezza che porta il nome del ministro Salvini”.
Maria Pavan
Valdegamberi contro la campagna WWF, “A San Valentino adotta un lupo” “Chi non si è imbattuto su Facebook nella campagna raccolta fondi del WWF ‘A San Valentino fai un gesto d’amore: adotta un lupo per chi ami’. La pubblicità è senz’altro ingannevole, in quanto il lupo non è una specie in via d’estinzione, come viene descritto nel sito, e non ha certo bisogno delle adozioni del WWF per proliferare fino ad alterare l’ecosistema di alcuni territori”. In una sua nota il consigliere regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi del Gruppo Misto stigmatizza l’iniziativa del WWf. “Strumentalizzare gli animali e il sentimentalismo attorno alla festa di San Valentino per far cassa appare
alquanto deplorevole - continua Valdegamberi - Di certo questi soldi serviranno a mantenere qualcuno dell’apparato del WWF che ha trasformato la natura in un business personale, disinteressandosi del tutto di coloro, anche degli stessi animali che per causa di una diffusione incontrollata del lupo stanno subendo danni quotidiani, coem vediamo in particolare per la pastorizia. La natura è fatta di equilibro che le posizioni dell’ambientalismo ideologico, e non di certo disinteressato del WWF, stanno alterando. Il loro interesse a senso unico sta portando al progressivo abbandono della montagna che
vede, anche a causa della presenza fuori controllo del lupo che fa da padrone indisturbato, sempre meno animali per l’alpeggio. I danni che questo abbandono comporterà all’ecosistema ambientale saranno notevoli per l’intera collettività. Ma di questo il WWF non pare per nulla preoccupato: l’importante che entrino soldi nelle casse dell’associazione. Per il prossimo San Valentino, un’associazione ambientalista seria, che ci tenga veramente all’ambiente, dovrebbe fare un’altra campagna: ‘A San Valentino fai un gesto d’Amore: adotta un pastorello’. Oggi sono proprio questi in via d’estinzione, non certo i lupi.”
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Politica
Economia
La frutta veneta a Berlino Fruit Logistica “L
La Regione Veneto è stata la prima ad investire nella qualificazione settore Questa del copia ortofrutta e a creare, d’intesa con le associazione dei produttori, liè distribuita nee guida per lo sviluppo di un e certificata da che comparto iperspecializzato rappresenta uno dei fiori all’occhiello del primario veneto”. E’ quanto ricordano gli assessori DI PIÙ GiusepregionaliSCOPRI all’agricoltura, a pag. 6 pe Pan e alla promozione e commercio estero, Federico Caner, nel salutare l’avvio a Berlino di Fruit Logistica, la manifestazione fieristica più importante per gli operatori del settore nel panorama europeo. Nel quartiere fieristico della capitale tedesca l’Italia è stata presente fino a venerdì 8 febbraio con oltre 500 produttori, la rappresentanza più folta tra i paesi europei. Lo stand del veneto ha dato ospitalità a nove associazioni di produttori, tra consorzi di tutela di prodotti a denominazione di origine (radicchio di Treviso, di Chioggia, di Castelfranco e di Verona, funghi di Treviso, aglio polesano,) e organizzazioni di produttori, come il Consorzio orticolo padano e Treviso Mercati. “Con circa 12.000 produttori e 46.016 ettari l’ortofrutticoltura veneta rappresenta il 16% del valore della produzione agricola regionale – sottolinea Pan – e vanta autentiche eccellenze come le colture Igp (dal radicchio all’asparago, dalla ciliegia ai frutti di bosco) che hanno legato in maniera indissolubile territorio, identità di prodotto e qualità intrinseca. I produttori veneti e la Regione hanno investito nella specialità e della denominazione di origine di frutta e verdura, conquistando la fiducia dei consumatori e l’attenzione dei mercati
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nazionali e internazionali, come duzioni e a renderle ancor più conferma la crescita del fattura- competitive nei mercati internato complessivo del settore, salito zionali – proseguono i due assesdagli 860 milioni del 2017 ai 970 sori – Tre le linee guida adottate del 2018”. dalle associazioni dei produttori Pan ricorda che la Regione di frutta e verdura del Veneto: riVeneto ha fatto da apripista nel cerca e produzione sperimentale 2014 investendo importanti riper l’innovazione; salvaguardia sorse (1.300.000 euro) in un pro- dell’ambiente per tutelare e valogetto di ricerca che ha caratteriz- rizzare la biodiversità; promoziozato le produzioni ortofrutticole ne e comunicazione per valorize i loro ambienti zare il ‘made in di coltivazione Veneto’”. Una vetrina di e si è tradotto “Queste tre in una infor- presitgio per 12mila direttrici di lamazione diret- produttori veneti che voro e di svita e capillare al luppo, unite sanno investire consumatore su alla compattezqualità e saluza associativa in qualità e brità della frutta tra produttori innovazione e della verdura. – concludono “Dal 1° genna– aiuteranno il io di quest’anno i produttori ve- comparto ortofrutticolo veneto neti di ortofrutta hanno fatto un a guadagnare ulteriori posizioni ulteriore salto di qualità, adotnel mercato nazionale e nell’extando una strategia unica, che si port e a superare anche le critideclina in programmi operativi cità determinate da incertezze poliennali dedicati a incremen- internazionali, prima tra tutte tare il valore aggiunto delle pro- l’incognita Brexit”.
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Imprese Multiutilities in rete: competitività e sviluppo
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lVeneto brilla da tempo per la sua produttività, le sue aziende e i suoi prodotti. Deve continuare a farlo rispondendo in maniera competitiva alla sfida su energia e ambiente. E’ necessario fare sistema come territorio veneto, con le nostre intelligenze e le nostre indiscusse capacità imprenditoriali, sfidando con lungimiranza il mercato”. Queste le parole con cui il Presidente Luca Zaia ha aperto la tavola rotonda da titolo What role is pleyed by public utilities in the european energy transition? Italy’s Nort East – A case history’ svoltasi a Bruxelles. Un’occasione di confronto tra aziende e istituzioni, in cui è stata presentata TUNE. TUNE, acronimo di Territory Utilities Network – Veneto, è una rete di imprese tra Utilities delle provincie di Treviso e Belluno nata nel febbraio 2018 che si pone lo scopo di rispondere al quesito riguardo a quale sia il ruolo rivestito dalle Public Utilities nella transizione energetica in Europa. Domanda certamente non di facile risposta, viste le particolari e per ogni luogo differenti caratteristiche del territorio italiano, sia dal punto di vista meramente territoriale, sia per quanto riguarda l’innovazione urbana. TUNE è stata recentemente riconosciuta come membro partecipante alla rete innovativa regionale ICT4SSL (ICT for smart and sustainable living) nell’ambito delle reti innovative locali. I partner di ICT4SSL sono coinvolti in progetti europei e nella definizione della partecipazione della rete a cluster internazionali come previsto negli indirizzi della commissione sulle Smart Specialisation regionali. Durante la tavola rotonda è stato presentato l’approccio del Nord-Est italiano e discusso il valore di queste aree per l’Europa. Tra i relatori, oltre al presidente Zaia, Yolanda Garcia Mezquita, Dg Energy B4 International Market/ Security of Supply, Gergana Milandinove Team Leader ‘Sustainable Growth’, European Commission, Dg Regional and Urban Policy Unit, Bianca Maria Scalet, consigliere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha moderato la tavola rotonda Enrico Tibuzzi, responsabile Ansa per la Sede di Bruxelles. TUNE (Territory Utilities Network – Veneto), costituita il 28 febbraio 2018, rappresenta un modello italiano pressoché unico, mettendo in rapporto diverse utilities dello stesso territorio unite dalla volontà di “fare sistema” in modo concreto ed efficiente, recependo e sviluppando i temi oggetto di investimenti e promozione da parte dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Firmatarie del contratto di rete, otto realtà del territorio che, per la prima volta, mettono insieme le proprie esperienze affiancate dalle municipalità (IPA – PAES). TUNE Veneto opera, in particolare, su tre filoni di azioni comuni per la costruzione di un progetto sinergico a livello locale, nazionale ed europeo: Digital Platform – Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. Vengono dunque affrontati temi come l’economia circolare, il “waste to energy”, la digitalizzazione dei servizi, l’efficientamento energetico degli edifici (retrofitting) e, infine, l’e-mobility, con particolare riferimento alla creazione di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Argomenti su cui ognuna delle aziende coinvolte porta la propria esperienza e progettualità, allo scopo di dare risposte adeguate alle esigenze del territorio e guardando con lungimiranza allo sviluppo di programmi comuni.
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Politica
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Opere pubbliche
Centrale unica di progettazione: torna lo statalismo “Un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnicoamministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche”
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rchitetti, ingegneri edili e geometri si occupino d’altro! Ora alle opere pubbliche ci penserà la Centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche: 300 persone ancora da assumere per risolvere i problemi di tutta Italia! Dopo il voto di fiducia alla Camera, il disegno di legge di Bilancio per il 2019 è passato all’esame di Palazzo Madama che ha già presentato una serie di emendamenti ma la centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche si farà e definirà denominazione, allocazione, modalità di organizzazione e funzioni. “La Centrale di Progettazione Unica produrrà sicuramente il blocco di quasi tutti i lavori pubblici - commenta allarmato Pasqualino Boschetto, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto per bocca gettando nel caos le pubbliche amministrazioni.
“Nel migliore dei casi - continua - sarà un carrozzone destinato a creare un imbuto tecnico-amministrativo che ostacolerà sia la programmazione che l’esecuzione delle opere pubbliche e drenerà risorse importanti che chiaramente potrebbero essere impiegate meglio. Una struttura che va contro gli stessi principi ispiratori del Codice dei contratti. Cerchiamo di esser seri e razionali: questa Centrale non s’ha da fare.” La nuova struttura è prevista dalla Legge di bilancio 2019 e per diventare realtà richiede un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, atteso entro 30 giorni dall’approvazione della legge. “Questa Centrale rappresenterebbe, se attuata, un balzo indietro di molti anni. - avverte Boschetto- Innanzitutto, verrebbe totalmente a mancare il contatto con il territorio, che nella attività di
progettazione in oggetto è imprescindibile. Ogni progetto richiede un contatto diretto e continuativo con il committente, un’interlocuzione attenta, un lavoro di mediazione e frequenti incontri. Come sarebbe conciliabile tutto questo con una gestione unica Romacentrica?”. Boschetto lo spiega con un esempio: “La provincia di Vicenza ha 120 comuni con storie, piani urbanistici, regolamenti edilizi diversi: come si può pensare che una unica centrale nazionale possa seguire in maniera adeguata i lavori pubblici dei quasi 8000 comuni italiani?”. Inoltre, preoccupa l’incertezza sui numeri e le professionalità che convergerebbero in questa Centrale. “Si parla di 500 persone, forse anche meno, che dovrebbero avere in mano tutti gli appalti di tutta Italia. Non è pensabile. Mate-
rialmente impossibile. E di queste 500 persone quanti avranno le competenze, l’esperienza e le indiscutibili e ampie capacità professionali per governare il tutto? E’ difficile pensare che queste 500 persone siano arruolate fra le nostre eccellenze professionali nazionali. Probabilmente molte di queste 500 persone saranno giovani ingegneri e architetti, con esperienze professionali giocoforza limitate. Certamente non è questo il modo migliore di creare lavoro per i nostri giovani colleghi professionisti. Ancora una volta solo propaganda, purtroppo in questo caso anche molto pericolosa: non oso immaginare le risorse e il tempo necessari per recuperare i sicuri danni che la Centrale di Progettazione Unica produrrebbe. Maria Pavan
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Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”
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n merito a quanto recentemente affermato dai rappresentati di ISDE, in particolare dal Dott. Vincenzo Cordiano, Presidente di ISDE Veneto, sul quotidiano L’Arena di Verona, nell’edizione di mercoledì 6 febbraio 2019, l’Area sanità e sociale della Regione Veneto puntualizza che a tutela del benessere fisico e psicologico delle popolazioni esposte, occorre innanzitutto ribadire l’assoluta priorità della trasparente divulgazione dei dati disponibili. Non è ammissibile, infatti, come fa l’ISDE, attribuire a “caso” l’aumento di patologie quali l’incrementato rischio di tumori ematologici (leucemie) che, allo stato attuale, non risultano correlate a tale sostanze. In ottemperanza a tale principio, la Regione del Veneto assicura la più ampia diffusione dei dati disponibili in occasioni pubbliche o dedicate al tema dell’inquinamento. È scientificamente corretto attenersi a quanto fornito dai flussi corretti di dati provenienti dalle strutture istituzionali preposte sui temi che, come in questo caso, sconfessano le affermazioni recenti e passate di rappresentanti dell’ISDE sulle malattie di cui le sostanze perfuoroalchiliche sarebbero causa di qualsiasi tipologia di patologia quali le leucemie, linfomi non Hodgkin, ecc.
Tornare a correre la propria vita Run your life again: l’esperienza diventa un film tv a pag 28
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Run your life again: l’esperienza diventa un film tv
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pochi giorni dalla Giornata mondiale per la lotta contro il Cancro (4 febbraio) le donne-maratonete di Run For Iov sono state protagoniste di una Conferenza stampa presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS in cui hanno consegnato il maxi assegno di 42.698 euro raccolti dalla Onlus RYLA (Run Your Life Again) con l’edizione 2017-2018 del progetto e durante la quale è stato presentato il film che ne racconta l’esperienza. “E’ stato molto più che correre una maratona: è stato accaparrarsi un altro pezzetto di vita, condividerlo e cominciare a pensare che ce ne può essere anche un altro subito dopo”: le parole pronunciate nel film da Marina – una delle donne del team di runners – condensa perfettamente il senso di questa esperienza unica in Italia e nel mondo. Nata nel 2015 a Padova grazie alla spinta coraggiosa di una paziente IOV, Sandra Callegarin, RYLA nel giro di tre anni ha coinvolto circa venti pazienti che hanno affrontato una diagnosi di carcinoma mammario, insieme a medici e operatori dell’Istituto, che affiancati da medici dello sport e allenatori hanno trasformato l’esperienza del tumore al seno in un’esperienza di rivincita e rinascita attraverso la partecipazione, come squadra, ad alcune celebri maratone internazionali. La storia di coraggio e di solidarietà delle donne di Run For Iov è diventata a fine 2018 un film, RUN YOUR LIFE AGAIN, lungometraggio firmato da Nicola Berti che è andato in onda su TV2000 il 4 febbraio, la giornata dedicata alla lotta Contro il cancro. “Questa storia di runners l’ho incrociata attraverso l’esperienza di mia moglie, a cui è stato diagnosticato un
Consegnato un maxi assegno di 42mila euro destinato alla ricerca senologica carcinoma mammario poi curato presso l’Istituto Oncologico Veneto”, ha raccontato il regista Nicola Berti. “Il documentario è quindi il risultato dell’incontro tra questa mia voglia di dare un senso diverso a quello che era successo e la voglia di ritornare a correre la propria vita di un gruppo straordinario di donne. Io ho condiviso con loro alcuni mesi della loro preparazione, fino alla maratona di Londra 2018. Il risultato lo vedremo sugli schermi: un documentario fatto con pochi mezzi, ma con tanto cuore”.
Durante la conferenza stampa di presentazione del film il Direttore Generale dell’Istituto, Giorgio Roberti, ha affermato che “L’esperienza sviluppata in questi anni da RYLA Onlus è simbolo dei risultato che può raggiungere una virtuosa e vissuta collaborazione tra mondo medico e mondo dei pazienti. Il team di Run for Iov è riuscito a far si che medici ed operatori facessero fronte comune con le pazienti, affrontando insieme un periodo di ‘ritorno alla vita’ dove oltre al coraggio personale ed alla qualità ed efficienza delle strutture sanitarie, è importante sapere di essere accompagnati, ritrovando nella condivisione e vicinanza degli altri un autentico supporto per vivere di nuovo pienamente la propria esistenza”. Al termine della conferenza stampa le runners della squadra Run For Iov hanno consegnato allo IOV-IRCCS un maxiassegno per la ricerca di 42.698 euro, frutto della raccolta legata alle attività dell’edizione 2017-2018 del progetto e comprendenti le Maratone di Valencia e di Londra.
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L’intervento
Pfas: per la Regione “non c’è aumento del rischio tumore”
L
a Regione del Veneto è attivamente impegnata nella sorveglianza clinicoepidemiologica della popolazione esposta a PFAS avvalendosi delle strutture competenti, quali il Servizio Epidemiologico Regionale e il Registro Tumori del Veneto. Da quando si è venuti a conoscenza del problema, la sanità regionale ha condotto studi epidemiologici sulla popolazione dell’Area Rossa, recentemente aggiornati. Tali studi hanno rilevato quanto già affermato in precedenti report per patologie correlate all’esposizione a tali sostanze, secondo quanto riportato in letteratura, ed evidenziano che la popolazione dell’Area Rossa presenta un modesto ma statisticamente significativo eccesso di prevalenza per alcune condizioni e malattie di tipo cardiovascolare e presenta per entrambi i sessi un aumento moderato ma significativo della prevalenza standardizzata di dislipidemie (ipercolesterolemie e/o ipertrigliceridemie). Per quanto riguarda la mortalità si rileva un modesto ma significativo eccesso di mortalità per cardiopatie ischemiche, per malattie cerebrovascolari e, limitatamente al sesso femminile, per diabete. L’incidenza di patologia neoplastica (recentemente aggiornata al 31 12 2015 e comparata con la restante popolazione regionale) per gli organi “target” (rene, testicolo) non documenta incidenze significativamente diverse da quelle della popolazione generale. Per tumori non segnalati come connessi all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche, si osservano alcuni scostamenti dei tassi incidenza in difetto o in eccesso (tumori con eziologia prevalentemente associata a fattori comportamentali o alla pressione diagnostica locale). Come noto, è in corso il Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta che prevede la chiamata attiva dei soggetti eleggibili e la determinazione di vari parametri antropometrici e bioumorali. I soggetti con PFAS elevati e parametri anomali vengono presi in carico da un ambulatorio specialistico di secondo livello (DGRV n. 2133/2016 e 851/2017). La Regione inoltre, nel corso della gestione dell’emergenza, ha affrontato approfondimenti specifici su sottogruppi di popolazione considerati dal punto di vista sanitario più fragili rispetto alla popolazione generale dell’area di interesse. In particolare, sui lavoratori ed ex-lavoratori della ditta Miteni è stato incentrato un progetto di ricerca “Valutazione della biopersistenza e dell’associazione con indicatori dello stato di salute di sostanze fluorurate (benzotrifloruri, perfluorurati, fluoroammine) in addetti alla loro produzione” (DGR Veneto n. 1191 del 01.08.2017). Da tale relazione emerge che i lavoratori della Ditta Miteni risultano avere concentrazioni sieriche di PFOA molto elevate, anche in confronto con altri contesti di esposizione occupazionale documentati nella letteratura scientifica (concentrazione di molti ordini di grandezza rispetto alla popolazione generale). Si osserva che le concentrazioni sieriche di PFOA e PFOS raggiungono i valori più elevati tra gli addetti alla produzione di fluoropolimeri. Si evince dalla relazione che la popolazione dei lavoratori indagata ha subito un bioaccumulo molto significativo di composti PFAS nell’arco degli anni. E’ stata documentata una aumentata mortalità connessa a neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per quanto attiene agli alimenti, alla luce della recente scientific opinion (EFSA Journal 2018;16(12):5194), la Regione del Veneto ha richiesto all’Istituto Superiore di Sanità di rivalutare criticamente i dati emersi dal monitoraggio degli alimenti in argomento, al fine ottenere una second opinion ritenuta cautelativa della salute e della informazione dei cittadini. Tutta la documentazione citata è pubblicata sul sito della Regione del Veneto ed è stata oggetto di presentazione in occasioni pubbliche o appositamente organizzate. Di Area sanità e sociale della Regione Veneto
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Salute
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Chirurgia laser per eliminare gli occhiali: cosa deve sapere il paziente O
ggigiorno, le tecniche chirurgiche ed i laser impiegati in chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti di vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo) hanno raggiunto una grande maturità. Tuttavia, è bene ricordare che non tutte le tecniche chirurgiche sono adatte a tutti i tipi di occhi o a tutti i difetti di vista. Sempre più spesso, al giorno d’oggi, i pazienti si presentano dall’oculista dopo essersi documentati via internet o tramite altri mezzi di comunicazione; ciò che abbiamo riscontrato è che spesso il paziente è forviato da informazioni incorrette o illusorie. Inoltre, il paziente non è a conoscenza dell’attrezzatura all’avanguardia e dell’esperienza dell’oculista necessaria per questo tipo di chirurgia. È quindi il momento di fare un po’ di chiarezza. La chirurgia atta alla rimozione degli occhiali per la correzione dei difetti di vista si chiama chirurgia refrattiva. In chirurgia refrattiva esistono due tipologie di laser: laser ad eccimeri e laser a femtosecondi. A seconda della tecnica che il chirurgo utilizza è possibile adottare uno dei due laser o entrambi. Le tecniche di superficie (PRK, LASEK) utilizzano il laser ad eccimeri, che, modellando la cornea in superficie, permette di correggere miopia ipermetro-
Laser a Femtosecondi presso SEKAL Microchirurgia Rovigo
Strumento diagnostico in grado di misurare anche lo spessore dell’epitelio corneale
pia ed astigmatismo. Queste tecniche hanno un grande profilo di sicurezza a discapito di un recupero postoperatorio un po’ più lungo. Le tecniche più profonde, dette intrastromali (poiché lavorano all’interno dello stroma corneale), sono la tecnica LASIK e la tecnica SMILE. Nella prima vengono utilizzati entrambi i laser: prima il laser a femtosecondi crea un taglio sulla cornea, il chirurgo solleva il tessuto tagliato, poi il laser ad eccimeri modella la cornea, infine il chirurgo riposiziona il lembo tagliato. La SMILE, tecnica più recente che utilizza un particolare laser a femtosecondi della Zeiss (unico al mondo), permette di correggere i difetti di vista mantenendo, quasi completamente, l’integrità dei tessuti. Come lavora
dunque questo laser? Prendiamo ad esempio un occhio miope, per correggere questo difetto è necessario rimuovere una porzione di tessuto corneale. Quindi, il laser per la tecnica SMILE è in grado di tagliare una piccolissima porzione di tessuto all’interno dello spessore della cornea. Fatto ciò il chirurgo è in grado di asportare, tramite un taglio di soli 3 millimetri, il tessuto pre-tagliato in precedenza dal laser. Ma quali sono i veri vantaggi? In particolare, questa tecnica è ideata per la correzione della miopia ed astigmatismo riducendo drasticamente complicanze come riduzione della lacrimazione ed il dolore postoperatorio, il paziente non avverte dunque alcun fastidio. La necessità da parte dell’oculista di lavorare su tessuti molto piccoli (micron) fa
si che lo studio della morfologia dell’occhio e del difetto di vista deve essere il più accurato possibile. Ecco che in questo campo la strumentazione diagnostica deve essere di altissima qualità al fine di ottenere il miglior risultato. Da 30 anni noi investiamo nella strumentazione diagnostica e chirurgica al fine di ottenere i migliori risultati per i nostri pazienti, il nostro centro SEKAL Microchirurgia Rovigo si avvale di circa 24 strumenti diagnostici. Ad esempio, recentemente abbiamo investito su di uno strumento che è in grado di misurare lo spessore dell’epitelio corneale (uno strato di 10 cellule circa che sta sopra alla cornea). Tale strato è tanto piccolo quanto importante in questo tipo di chirurgia. A tutto ciò va aggiunto che questi laser necessitano di una manutenzione particolare per lavorare al meglio
Grazie all’implantologia la protesi mobile diventa fissa
e garantire i risultati migliori. Ad esempio, il nostro laser a femtosecondi (uno dei soli 16 laser presenti in Italia) è situato in una stanza che rimane a temperatura e umidità costanti per 365 all’anno 24 ore su 24. Concludendo, è sì vero che oggi la chirurgia refrattiva è una realtà consolidata e matura ma non deve essere presa con leggerezza o sottovalutata. I difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una mioperficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!
Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it
TECNICA ALL-ON-FOUR
Posizionando quattro impianti in siti ossei strategici si puo’ ripristinare l’intera arcata dentaria e garantire un’ottima risposta alle sollecitazioni masticatorie
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l paziente edentulo (privo di elementi dentari) o che e’ costretto a passare da una situazione di grossa compromissione e mobilita’ dentaria a una protesi si trova spesso di fronte a un grosso dilemma, riusciro’ ad abituarmi a una protesi mobile? Fortunatamente l’implantologia ci viene incontro con delle soluzioni alternative alla classica dentiera, esiste la possibilita’ di fissare la dentiera su 2 o 4 impianti e di renderla stabile e decisamente piu’ efficiente. Se invece abbiamo la possibilita’ di posizionare 6-8 impianti, allora potremo addirittura avere una protesi fissa, un’intero circolare fissato permanentemente agli impianti. Quali sono le domande piu’ comuni che i pazienti ci pongono in fase di progettazione dell’intervento? SENTIRO’ DOLORE? Decisamente no, gli interventi di implantologia sono privi di qualsiasi rischio di dolore, innanzitutto viene eseguita un’anestesia locale per la mucosa orale e in secondo luogo la cresta ossea ha scarse terminazioni nervose per cui il rischio di dolore e’ praticamente nullo. SARA’ UN INTERVENTO LUNGO? I tempi operativi sono molto brevi, in circa mezz’ora si possono posizionare agevolmente
da 2 a 4 impianti. CHE VANTAGGI CI SONO A SCEGLIERE LA PROTESI SU IMPIANTI? Il vantaggio principale e’ la stabilita’, la protesi rimane ferma durante la masticazione, non servira’ mai utilizzar paste adesive e non accadra’ mai che cada facendo qualche movimento improvviso, si potra’ gustare meglio il cibo e non ultimo vantaggio non si andra’ incontro a recessione ossea come invece accade a chi e’ senza denti.
Studio dentistico - Dott.ssa Cinzia Rinaldo Piazzza G.Garibaldi 23 - Adria (Ro) tel. 0426.949056
ESISTONO DELLE CONTROINDICAZIONI ALL’INTERVENTO? L’unica controindicazione purtroppo e’ la presenza o meno di adeguata cresta ossea nei siti strategici per il posizionamento degli impianti, questo determina la possibilita’ di mettere 2,4 o piu’ impianti. In linea di massima comunque la maggior parte dei pazienti puo’ ambire almeno a 2 o 4 posizioni idonee. Non bisogna aspettare troppo dopo la perdita dei denti per evitare di avere questo problema. Dott.ssa Cinzia Rinaldo
TECNICA ALL-ON-SIX
Avviene posizionando una protesi fissa ancorata su 6 impianti dentali in siti ossei strategici. I 6 impianti permettono una ancor maggiore risposta alle sollecitazioni masticatorie e ...
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Salute
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Immagini ad alta risoluzione e diagnosi più precise con il nuovo ecografo 3D P
er i medici è fondamentale fare diagnosi precise. A questo scopo è spesso necessario che lo specialista sia supportato da apparecchiature diagnostiche di ultima generazione. Guidata da questa basilare ma sostanziale considerazione, la direzione di Bianalisi Veneto-Centro Medico di Rovigo nel corso dell’ultimo anno ha provveduto a diversi investimenti. Oltre alla TC dentale Cone Beam e al rinnovo della dotazione dell’ambulatorio oculistico, sono stati acquistati diversi ecografi Samsung. L’arrivo più recente è rappresentato dalla piattaforma WS80A Elite, top di gamma. Allo scopo di comprendere in modo più approfondito le potenzialità della nuova apparecchiatura, ne parliamo con il dottor Antonio Navarro, specializzato in radiologia diagnostica e recentemente entrato a far parte dell’equipe di medici radiologi che eseguono ecografie all’interno della struttura. Dottor Navarro, per quale motivo è così importante l’utilizzo di apparecchiature ecografiche di ultima generazione? “L’ecografia è una tecnica diagnostica sicura e non invasiva che si serve degli ultrasuoni per ottenere utili informazioni sulle condizioni di salute degli organi interni e pertanto viene spesso utilizzata per
la valutazione primaria o il monitoraggio di possibili disfunzioni e patologie, oltre che durante le gravidanze. Disporre di una piattaforma completamente digitale, dotata di componentistica e software di ultima generazione è un grande vantaggio, sia per il medico che per il paziente”. A cosa si riferisce in particolare? “La possibilità di ottenere immagini più nitide, dettagliate e prive di artefatti consente di migliorare la precisione diagnostica. La maggiore sensibilità dei trasduttori (sonde) permette una visione in alta risoluzione anche dei più piccoli dettagli anatomici e delle regioni più difficili da esaminare, garantendo una migliore percezione della profondità ed una migliore definizione delle strutture anatomiche”. Qual è il campo di applicazione di questa piattaforma? “Le caratteristiche dell’ecografo ne garantiscono la multidisciplinarità. Sono ad esempio possibili diagnosi più efficienti ed accurate per le patologie mammarie, valutazioni più obiettive delle lesioni della tiroide, indagini in ambito vascolare e angiologico facilitate dall’elevato livello di sensibilità dell’innovativa tecnologia Color Doppler. Senza dimenticare la possibilità di eseguire lo studio della zona addominale e di utilizzare l’ecografia a scopo inter-
ventistico. Tuttavia, il settore nel quale questa apparecchiatura dimostra tutte le sue potenzialità è quello ginecologico-ostetrico”. Quali sono i vantaggi nell’utilizzo in ambito ginecologico ed ostetrico? “L’ecografo è utile sia nella diagnosi dei disturbi ginecologici che nella valutazione delle condizioni fetali. Le sonde restituiscono immagini ad alta definizione, anche in 3D, permettendo di eseguire ecografie più accurate e diagnosi più precise, anche in pazienti obese e con ridotta ecogenicità tissutale. L’apparecchiatura consente una migliore valutazione delle problematiche della salute femminile (malformazioni uterine ed infertilità di coppia) ed il monitoraggio delle gravidanze in qualsiasi epoca gestazionale, controllando il benessere fetale, valutando l’accrescimento ed il rischio di patologie cromosomiche. La piattaforma WS80A migliora infatti la precisione delle misurazioni e semplifica le diagnosi differenziali fetali per le malformazioni. Consente di vedere con precisione l’encefalo, valutare le estremità ed il volto, identificare eventuali patologie scheletriche e provvedere ad una migliore identificazione del fenotipo sessuale. Inoltre gli esami in 4D, che consentono di visualizzare l’immagine tridimensionale in
movimento, permettono la valutazione del comportamento del feto e lo studio di un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale”. Dottor Navarro, è quindi corretto affermare che presso la struttura è disponibile un servizio completo di monitoraggio delle gravidanze? “Non solo. Bianalisi Veneto – Centro Medico offre alle pazienti, dalla tarda adolescenza alla menopausa, una gamma completa di servizi e prestazioni di screening, diagnosi precoce e cura. Il dottor Salvatore Gizzo, specializzato in Ginecologia ed Ostetricia, è lo specialista di riferimento per pazienti affette da disturbi della riproduzione e della sfera endocrinologica, ed offre inquadramento clinico-strumentale e supporto diagnostico-terapeutico con continuum assistenziale fino al parto, oltre ad offrire alla paziente ostetrica un inquadramento ad hoc per qualsiasi epoca gestazionale”.
Dott. Antonio Navarro Specialista in Radiologia Diagnostica Esegue esami ecografici presso Centro Medico Rovigo – Bianalisi Veneto ROVIGO – Tel. 0425 31681 - www.centromedicorovigo.it
Raccolta farmaci a favore dei più bisognosi • • • • • • •
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erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti in tutta Italia con una raccolta di 32.230 (8,6% del totale nazionale) confezioni di farmaci (8,6% del totale nazionale). Dati che gli organizzatori traducono in circa 50.000 persone e migliaia di famiglie venete aiutate. “In Veneto - ha sottolineato l’assessore Lanzarin - il livello di povertà, con il suo 6% circa, ci segnala una situazione meno grave rispetto al 10% della media
nazionale. Con questa giornata si testimonia un’attenzione alle fasce in difficoltà rispetto all’accesso ai farmaci e quindi alla salute.”. “L’anno scorso uno su due dei veneti entrati in farmacia ha donato almeno un farmaco” - ha dichiarato Matteo Vanzan, responsabile di Banco Farmaceutico per il Veneto -. Il dono di un medicinale da banco è il primo anello di una grande catena di solidarietà fatta da farmacisti, volontari, donatori ed enti assistenziali, che permette di far giungere quel medicinale ad una persona ammalata che non è in grado di poterlo acquistare. Ogni anno, confidiamo nella generosità della gente e non ne siamo mai delusi”. Una solidarietà che vede coinvolti in prima persona gli stessi titolari di farmacia. “I farmacisti – ha sottolineato Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto – non sono solo promotori ma i primi coinvolti in questa operazione benefica. In questo sabato mettono a disposizione gratuitamente loro stessi ed il personale delle farmacie e non guadagnano nulla. Per aderire all’iniziativa, solo nella nostra regione versano complessivamente circa 70.000 euro”.
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Salute
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Il diabete e i miei denti Droga a scuola,
“Test in classe per tutti”
Che cos’è il diabete? Il diabete è una malattia cronica che si verifica quando il pancreas non produce insulina o non ne produce abbastanza, oppure quando l’insulina prodotta non funziona correttamente. L’insulina è l’ormone che regola la concentrazione di glucosio nel sangue, consentendo l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule del corpo. Nelle persone con diabete il corpo non può utilizzare il glucosio in maniera corretta e di conseguenza si verificano una serie di disturbi nella assimilazione, utilizzo ed immagazzinamento del glucosio proveniente dai carboidrati digeriti. I PRINCIPALI TIPI DI DIABETE: e uno studente su 5di ammette in Diabete di tipo I, Diabete tipo II , Diaconsumare esostanze stupefacenti e bete gestazionale Pre-Diabete. se Iluno su 2 ammette veder Diabete mellito candidamente di tipo 1 (T1),dianche girare droga a scuola, significa ochediabete siamo chiamato insulino-dipendente in piena emergenza educativa. dati diffusi giovanile (spesso insorge in etàIpediatrica), Punto dell’Ufficio scolastico èdaluna formad’ascolto di diabete caratterizzata dalla provinciale didelle Verona, in collaborazione con distruzione betacellule pancreatiche il Servizio dell’Ulss 9 Scaligera, che quindiDipendenze non producono più insulina. ci Ilimpongono non di solo riflessione diabete mellito tipouna 2 (T2), anche sull’impatto la droga sta avendo chiamato nonche insulino-dipendente, o diasui giovani, ma richiedono un’azione di bete dell’adulto/anziano, è una malattia contrasto la caratterizzata più efficace possibile”. metabolica da glicemia alta all’istruzione, in L’assessore un contesto diregionale insulino-resistenza e inElena Donazzan, prende sulino-deficienza relative.posizione in merito all’indagine svolta,gestazionale è tramite questionario Il diabete mellito una conanonimo,caratterizzata tra 1647 adolescenti veronesi dizione da una ridotta tolletra i 13 e i 19 anni. alledurante risposte ranza al glucosio che siStando instaura la raccolte dagliLapsicologi Punto di ascolto gravidanza. maggiordel parte delle donne
dopo la gravidanza ritorna alla normalità, Se il diabete è ben compensato, inoltre, si ma rimane il rischio che sviluppino diabete possono inserire con buoni risultati anche T2 nei successivi 10-20 anni. gli impianti dentali. Essere in fase di pre-diabete significa I CONTROLLI DAL DENTISTA avere livelli di zucchero nel sangue che Prendete appuntamento per controlli sono più alti del normale ma non significa regolari ogni sei mesi dal vostro dentista. avere già la patologia conclamata. Una diagnosi precoce é fondamentale per E’ una condizione che si può facilmente mantenere gengive e denti sani ed evitare arginare, modificando il proprio stile di vita dei danni irreversibili. Un diabete ben comper ridurre il rischio di sviluppare la malatpensato contribuisce a una bocca sana ma tia e le sue complicanze. è altrettanto vero che una buona salute Ma cosa può causare il diabete nel orale favorisce un migliore controllo della cavo orale? malattia Le persone con diabete, presentano Per aiutare le persone con diabete a una scarsa resistenza ai batteri e una riprendersi cura della propria salute orale e dotta salivazione, in particolare quando migliorarne la relazione con il dentista di sulcontrollo disagio giovanile, il 18 non per cento degli “Le risposte dei ragazzi intervistati sono il della glicemia è ottimale. fiducia è stato stilato uno specifico decalostudenti ammette di consumare inquietanti – prosegue l’assessore – e Ciò le rende più vulnerabili allo sostanze, sviluppo go di riferimento. il 37 per cento dichiara di avere amici che indirettamente in causa tutti noi. di secchezza delle fauci, infezioni orali, mi 10 REGOLE chiamano IMPORTANTI DA RISPETutilizzano droghe. La motivazione principale Credo PER che ciò accade a scuola, cosi, infiammazioni delle gengive e alla TARE LAche SALUTE DEL CAVO agenzia ORALE risulterebbe essere la noia, il 21 per cento alla1.quale tutti noi affidiamo la costruzione parodontite un disturbo che interessa le Il paziente con diabete ha fattori di rilo fa pered scelta, meno 12 perdei cento in della capacità critica e di giudiziodidei ragazzi gengive i tessuti di del supporto denti. schio più alti per l’insorgenza patologie seguito ad una ha crisiinizio da un accumulo nonché il loro futuro La parodontite orali e parodontali, ma può curarle efficaceo per placare l’ansia.dall’interazione tra zucr o ftempo. essionale, di placca, derivato mente se diagnosticatepper euro a persona L’età residui della diprima di cheri, cibo e batteri2normalmente 2. È per fondamentalerispetto che laall’uso persona assunzione imponga presenti nellascende bocca, al qualeindividuare segue lo svicon diabete in modoci adeguato l’uso dicontrolli droghe, a 13 dianni, negli di irrimediabilmente affrontare luppo infezione ed infiammazione. Queinfezioni orali: i denti anfetamine,le cocaina, annicondizioni, delle medie. in maniera più ste a loro volta, possono innalcompromessi da carie o parodontite devooppiacei, morfina, L’83 la glicemia. per cento rigorosaessere il sostitema zare È beneecstasy, tuttavia spiegare al no essere estratti e possono degli intervistati dipendenze. paziente che i suoi denti si possono curare tuiti da impianti dentali,delle in un piano di tratcannabinoidi ritengono sui Non buona è tollerabile con le stesseche probabilità di successo che ha tamento che assicuri una funzione banchi di scuola si che nella ‘palestra’ la popolazione generale, purché ci si rechi masticatoria. dovrebbe affrontare di più e meglio il temae dei3. cervelli utilizzinoodontoiatriche, sostanze cheil regolarmente dal dentista, per prevenire In caso si di terapie della droga e delleledipendenze. alterano deve le funzioni cerebrali, e purtroppo gestire per tempo eventuali complicanze. dentista spiegare al paziente nei det-
L’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, propone una misura che fa discutere
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Autismo: in rete con altre regioni per la ricerca
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l Centro di riferimento regionale per l’autismo, diretto da Leonardo Zoccante, entra nel progetto interregionale, promosso dal Ministero della Salute, dedicato ad approfondire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e la messa a punto di buone pratiche terapeutiche ed educative, con particolare riguardo al passaggio dall’età evolutiva all’età adulta e all’inserimento occupazionale. “Il centro di Verona è una eccellenza nel panorama regionale e nazionale – conferma l’assessore regionale Lanzarin – Il coinvolgimento nel progetto varato dal Ministero, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità e nell’ambito dell’Osservatorio nazionale per il
monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico lo conferma”. Per la realizzazione del progetto di ricerca il ministero ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le cinque regioni partner: Liguria (capofila), Veneto, Marche, Umbria e Campania. Al Veneto, e in particolare al centro di riferimento veronese, sono stati assegnati 240 mila euro. Il progetto, che dovrà concludersi nell’ottobre del 2020, punta a identificare e sperimentare interventi di continuità per accompagnare i percorsi di crescita dei ragazzi affetti da sindromi dello spettro autistico, dall’istruzione al lavoro, valutando anche le migliori soluzioni residenziali e semiresidenziali.
Cinque illustri clinici veneti consulenti al ministero
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inque illustri clinici della sanità veneta sono entrati a far parte del nuovo Consiglio Superiore di Sanità. “Sono orgoglioso di loro - ha affermato il governatore Zaia - che portano il lavoro eccellente svolto in Veneto, il loro patrimonio scientifico, al servizio dell’Italia intera. Con orgoglio auguro dunque loro buon lavoro. Sono il simbolo di un sistema sanitario veneto che esprime qualità
nelle cure e negli ospedali, ma anche a livello universitario, con gli Atenei di Padova e Verona”. “I professori Claudio Cobelli, Domenico De Leo, Carlo Foresta, Paolo Pederzoli e Massimo Rugge - aggiunge Zaia - sono ai vertici nazionali e internazionali in discipline estremamente qualificate nel panorama sanitario e il loro sapere sarà prezioso in un contesto scientifico elevato come il Css”.
tagli il piano di trattamento, il numero di interventi necessari, il risultato atteso e deve sapere qual è il suo grado di controllo della Dott. Mauro E. Donà Medico odontoiatra glicemia e dei fattori di rischio. 4. La persona con diabete, portatrice di protesi fissa può avere un rischio di infezioni ancora più elevato, se le sue protesi non sono eseguite correttamente e, quindi, favoriscono l’accumulo di placca batterica. 5. I materiali delle protesi non sono tutti uguali: chiedete al vostro dentista quale Dott. Gianluca Targa utilizzerà e fatevi consegnare il certificato Medico chirurgo odontoiatra di conformità protesico e il certificato implantare. 8. La persona con diabete è più suscetti6. La persona con diabete va frequen- bile alle infezioni da funghi. L’igiene orale e in manieraincontro irreversibile, giovane età l’igiene delle protesi devono essere curate temente anchedata ad laaltri disturbi, dei consumatori”. come la ridotta produzione di saliva. Chie- con la massima attenzione. Da al qui proposta dell’assessore dete vostroladentista consigli alimentari 9. Per tutti i pazienti, ma in particolare Donazzan: rendere obbligatoriol’aumento il test per le persone con diabete, è necessario o farmacologici, per contenere antidroga tutte le secondarie. “Ho che il dentista controlli in modo regolare e dell’aciditàin orale e scuole mantenere le mucose fatto fare una stima di quanto costerebbe sistematico tutto il cavo orale, registrando ben idratate. un7.test rapido econ facile da eseguire, non eventuali variazioni dello stato di salute. Il paziente diabete può sviluppainvasivo, da fare nelleorali: scuole, a sorpresa re lesioni delle mucose è fondamenta10. Il paziente con diabete può fare ane–ragiona l’assessore - che Il costo è dinon2 stesia normalmente e inserire impianti, se le che le protesi sia fisse rimovibili euro a persona per irritino un testle mucose. completo che la glicemia è ben controllata. presentino zone che consenta di individuare il possibile uso di Elena Donazzan anfetamine, cocaina, ecstasy, oppiacei, morfina, cannabinoidi ( marijuana, “I costi sono più che sostenibili – Clinica odontoiatrica Targa hashish, e Donà cannabis). Quindi –48/a tira le· 45014 sommePorto Donazzan conclude l’assessore - si tratta solo di Via Mazzini, Viro (Ro) - con+39 4000426.324194 mila euro di |spesa è possibile volontà: introdurre controlli sistematici e a 0426.634136 coprire tutti gli studenti della scuola tappeto significa dare un preciso segnale, info@venetamed.it secondaria di secondo grado, ovvero circa in termini di valori sociali e di responsabilità www.venetamed.it 200 mila adolescenti in Veneto”. personale”.
Un intervento chirurgico Raccolta farmaci a favore senza precedenti dei più bisognosia Padova “P
erché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si è svolta sabato 9 febbraio in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che hanno esposto la locandina, sono stati acquistate una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari. Anche quest’anno si è confermata la tradizionalmente importante risposta veneta all’iniziativa con un’adesione di oltre 450 farmacie e di 135 organizzazioni assistenziali che si faranno carico della distribuzione. Nell’edizione dell’anno scorso, in tutta la regione si è contato il 10% delle farmacie aderenti Italia con successo da una note capacità cliniche e chirurgiche, è quella di non arrendersi mai, a prima mondiale portatainatutta compimento con una di 32.230dell’Azienda (8,6% del Ospedaliera di Padova cercando giorno dopo giorno qualcosa in più del giorno prima per task raccolta force di chirurghi totale nazionale) confezioni di farmaci “L’anno su duei dei veneti Una coinvolti chiude nel migliore dei modi un anno di successi della sanitàscorso venetaunoaiutare malati, più o meno gravisolidarietà essi siano. che Sono vede il simbolo della (8,6% del totale nazionale). Dati gli non entrati farmacia donatod’ordine almeno diuntuttainla prima personamai gli fermarsi, stessi titolari di e costituisce un viatico di progresso che scientifico soloinper il 2019, ha parola sanità veneta: aggredire organizzatori farmacia. ha sottolineato ma per gli annitraducono a venire”. in circa 50.000 farmaco” - ha dichiarato le Matteo difficoltàVanzan, gettando in campo “I il farmacisti 101%, non– esiste la parola persone e migliaia famigliedella venete Bancoresa, Farmaceutico pera cheAlberto Fontanesi, presidente Con queste parole, ildiPresidente Regioneresponsabile Veneto, LucadiZaia, almeno fino madre natura non decide di prendere diil aiutate. Veneto -. Il dono un medicinale Federfarma saluta l’eccezionale intervento che, di fatto, ha ilchiuso il 2018, con disopravvento sulleda capacità dell’uomo”.Veneto – non sono solo banco èepatobiliari, il primo anelloEcco di una grande promotorichemahai realizzato primi coinvolti in questa “In Veneto - ha sottolineato l’assessore chirurghi il quale 28 professionisti, cardiochirurghi, l’equipe interdisciplinare l’intervento: catena rimosso di solidarietà da farmacisti,Prof.operazione In Cardiochirurgia, questo sabato Lanzarin - il livelloperfusionisti di povertà, con il suo hanno cardioanestesisti, e infermieri un fatta Cardiochirurghi: Gino Gerosabenefica. - Direttore donatori edDott. enti Vincenzo assistenziali, mettono a Bifulco. disposizione 6% circa, segnala unain situazione tumore renaleciesteso al cuore un paziente di volontari, 77 anni, utilizzando Tarzia, Dr.ssa Olimpia Urologi:gratuitamente Prof. Giovanni cheil torace, permette di far giungere quel Urologia, loro stessi ed il personale farmacie meno grave rispetto al 10% della una nuova tecnica mininvasiva, senzamedia dover aprire dopo 12 Zattoni - Direttore Dr. Tommaso Prayer delle Galetti, Dr.ssa ammalata e non guadagnano nulla.Epatobiliari: Per aderire nazionale. Con questa giornata si medicinale ad una persona ore d’intervento. Mariangela Mancini, Dr.ssa Marta Bianco. Chirurghi checon non una è in nuova grado di poterlo nella Epatobiliare, nostra regione testimonia alle Zaia fasce– si in aprire “Il nuovo un’attenzione anno – aggiunge Prof. acquistare. Umberto Cillo all’iniziativa, - Direttore solo Chirurgia Dr. anno, confidiamo nella generosità versano complessivamente 70.000 difficoltà rispettoe all’accesso ai certo, farmaci e Ogni frontiera varcata altre, ne sono lo saranno in futuro, perché Francesco D’Amico. Cardioanestesisti: Dr.ssa Cristianacirca Carollo, Dr. della gente e non maiSerra, delusi”. euro”. quindi alla salute.”. la caratteristica di questi straordinari professionisti, oltre alle benne siamo Eugenio Dr. Antonio Marcassa, Dr. Guido Di Gregorio.
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Sri Lanka, bello e possibile
L’antica Ceylon si riaffaccia al turismo dopo le devastazioni dello Tsunami proponendo il suo vasto patrimonio Unesco di templi religiosi e fortezze, chiese coloniali e parchi naturalistici, dove l’elefante convive con il giaguaro di Renato Malaman
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gni tanto cambia capitale, quella attuale si chiama Sri Jayawardenapura Kotte, un nome impronunciabile. Si trova vicino a Colombo, che per i più rimane la vera capitale, il cui nome non c’entra nulla con Cristoforo Colombo. Il paese cambia spesso anche nome: prima del 1972 era Ceylon, il nome che gli avevano dato gli inglesi, oggi si chiama Sri Lanka: ovvero “l’isola risplendente”. In passato è stato anche Tabropana, poi Serendib e – sotto i portoghesi – dal 1605 Ceilão. La definizione più bella di quest’isola del sub continente indiano rimane “la lacrima dell’India” perché è questa l’immagine suggestiva che richiama nel planisfero. E di lacrime ne ha strappate tante a tutto il mondo lo Sri Lanka quando il giorno di Santo Stefano di cinque anni fa venne colpito a morte dallo Tsunami. Quell’onda assassina si portò via oltre 40.000 vite umane e intere città. Non fossero bastati i lutti generati dalla guerra civile, quella che dal 1983 oppose i ribelli Tamil del nord alla maggioranza singalese. Questioni etniche, religiose (indu i primi, buddhisti i secondi), forse anche economiche…Lo Sri Lanka è partito da quel doppio reset con la propria storia per un balzo in avanti senza precedenti. Oggi l’isola (che in realtà è un arcipelago) mostra al mondo un volto nuovo, evoluto, accattivante. Il primo dato sorprendente è un’alfabetizzazione che supera il 90 per cento, condizioni economiche nettamente migliorate rispetto al passato - rispetto soprattutto alla vicina India – e un decoro all’inglese evidente nelle città e nell’ambiente. Si vede quanto i singalesi amino la propria terra e quanto ne abbiano cura. Il timido risveglio del turismo - anche di quello italiano (come confermano i dati forniti dal tour operator Explore Vacations, uno dei più accreditati), che prima della catastrofe assicurava numeri da capogiro – è un segnale di speranza per questo paese col sorriso stampato addosso, stampato negli sguardi della gente e nella bellezza del paesaggio, così cangiante fra la costa in larga parte ancora aspra e selvaggia e la montagna terrazzata all’infinito per coltivare il tè. Già, il tè, prodotto nazionale di cui gli inglesi introdussero il culto e l’economia, al punto da far coincidere il nome Ceylon con i germogli della piantina da cui si ricava l’infuso più famoso al mondo. Per assicurare queste coltivazioni nell’isola sono state realizzate opere idriche imponenti, quasi da far invidia agli olandesi, che qui – dopo i portoghesi – lasciarono la propria traccia coloniale prima degli inglesi. Un viaggio in Sri Lanka si giustifica per tanti motivi. Il mare, certo, anche se non siamo ai Caraibi. Mare che regala scorci straordinari, come in quell’immagine icona - celebrata anche dalla copertina di un disco dei Duran Duran e dalla guida della Lonely Planet – dei pescatori sul trespolo di Waligama. Oggi sono più elementi di folclore più che eredi veri della secolare tradizione dello stilt fishing così abilmente tramandatoci dalla foto di Steve McCurry Nonostante tutto Waligama resta una sosta obbligata e lungo quel tratto di costa è bello vedere anche il pesce messo ad essiccare, come fossimo in Scandinavia o sul lago Titicaca. I templi invece sono un patrimonio ancora autentico, perché autentica è a livello popolare l’adesione al pensiero filosofico di Buddha di scuola Theravada e – per gli induisti – il culto delle proprie divinità, spesso rappresentate in modo näif eppure così piene di significato. Ad Anuradhapura, prima capitale singalese, imperdibili i templi di Dambulla scavati nella roccia e affrescati sul soffitto. Ogni grotta
L’isola del sub continente indiano è il simbolo stesso della coltivazione del tè, che connota dolcemente il paesaggio. La curiosità dei pescatori sul trespolo immortalati da Steve McCurry e “cantati” dai Duran Duran
NELLA FOTO COPERTINA IN ALTO: I CELEBRI PES CA TO R I DI WELIGAMA. SOTTO, DA SINISTRA: IL BUDDHA DI POLONNARUWA, UNO DEI TANTI TEMPLI BUDDH I S T I , LA FORTEZZA DI SIGIRIYA, UNO SCORCIO DI GALLE , ELEFANTI IN LIBERTÀ E UNA DELLE SPIAGGE DEL S U D DEL PAESE. A FONDO PAGINA: UNO DEI TRENI TU R I S T I CI , LA RACCOLTA DEL TÈ , UNA GRANDE STATUA DI B U D D H A E LE GROTTE AFFRESCATE DI DAMBULLA
lascia a bocca aperta per le bellezze che svela, è come si entrasse in tante Cappelle Sistina dalle pareti di pietra. A Sigirya, altro bene tutelato dall’Unesco, c’è la famosa fortezza dei “mille gradini”, all’apice di un percorso da vertigine. Polonnaruwa, poco lontano, è uno dei siti archeologici meglio conservati dello Sri Lanka. A Kandy, terza capitale del regno singalese, sorge il Tempio del Dente che ospita rituali e funzioni religiose sulla reliquia del canino di Buddha. Poco fuori la città si respira un’atmosfera da romanticismo inglese nei giardini botanici di Peradeniya prima di intraprendere il suggestivo percorso montano, che si snoda fra ardite coltivazioni da tè, con destinazione Nuwara Eliya, stazione di montagna dal fascino coloniale Old British. Infine il parco di Yala dove, poco lontano dal mare, si estende una zona umida dove vivono in libertà gazzelle, elefanti e ghepardi. Avvicinabili grazie ad auto attrezzate per il safari. Colombo, infine, città piena di contraddizioni, ma pulita, ordinata e – nella parte nuova – avveniristica. E’ il simbolo di un paese che guarda avanti, forte di grandi civiltà alle spalle e di una grande fame di futuro. Che è già iniziato…
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Delta è Gusto. Una rete di sapori Delta del Po - Riserva di Biosfera MaB UNESCO “Delta è Gusto. Una rete di sapori” è un progetto dell’Ente parco Regionale Veneto del Delta del Po nell’ambito del progetto PO FEAMP 2014/2020 (progetto 07/ MCO/2017 misura 5.68 con priorità n. 5) sulla valorizzazione e promozione di prodotti di qualità del settore ittico che si prefigge di mettere in rete le eccellenze ed i produttori del territorio. Il FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) è uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa. Il fondo, tra i suoi obiettivi, aiuta le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanzia i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee. L’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, nell’ambito delle finalità espresse dalla Misura 5.68 del Reg. (UE) n. 508/2014, art.68, “Misure connesse alla commercializzazione e alla trasformazione” e con il raggiungimento dell’Obiettivo Tematico 3 “Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura”, intende realizzare azioni che accrescano la competitività del settore pesca.
Il progetto Delta è Gusto vede coinvolti, oltre il Parco Regionale, i nove Comuni del Delta del Po Veneto: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po. Le azioni previste sono finalizzate ad accrescere la competitività delle imprese che operano nel comparto della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici. Il progetto prevede la partecipazione a fiere (Fiera Cavalli, Verona; Itinerando Show, Padova; Cosmobike, Verona); l’organizzazione di incontri tra gli operatori economici del territorio e gli studenti dell’istituto Alberghiero IPSEOA G. Cipriani di Adria al fine di favorire un dialogo intergenerazionale, promuovere le produzioni ittiche tra i giovani, offrire loro un panorama della realtà economica del Delta del Po e rafforzare il valore dell’appartenenza alla Riserva di Biosfera UNESCO; l’organizzazione di un eductour dedicato a giornalisti nazionali (blogger, giornalisti, influencer,…); una serie di show cooking e degustazioni da tenersi nell’ambito degli eventi e delle fiere; la realizzazione di videotutorial di alcune ricette locali con il coinvolgimento degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Adria; stampa e realizzazione di materiale informativo e promozionale vario.
Delta è Gusto è su Facebook e Instagram #deltaegusto
La ricetta INGREDIENTI PER 4 PERSONE: Filetti di sarde 600 g, Olio d’oliva per friggere 1 dl Scalogni 100 g, Erba cipollina 10 g, Olio oliva extra vergine 5 cl, Vino bianco 1 dl, Patate 300 g, Sale e pepe di mulinello, pecorino grattugiato, pane grattugiato, uvetta, pinoli, alloro
Le Sarde innamorate PREPARAZIONE: Decapitare e diliscare le sarde aprendole a libretto. Lavarle bene e porle a marinare per almeno 3 ore nel vino bianco. Tritare abbondantemente prezzemolo mescolarvi una parte di pecorino grattugiato e due di pangrattato l’uvetta ammollata in precedenza nell’acqua ed i pinoli. Togliere le sarde dal vino. Arrotolare trasversalmente in modo che la coda rimanga all’esterno, fissarle con uno stecchino dividendole con una foglia d’alloro e una fetta di scalogno. Cuocere in una pirofila leggermente oliata a 200°. Servirle calde accompagnate da un letto di patate cotte al vapore o saltate in padella.
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ANGUILLA L’anguilla è un pesce che cresce bene in acqua dolce e in acqua di mare, l’unico pesce allevato di cui non è ancora possibile la riproduzione controllata, per questo il ciclo parte da anguille selvatiche di 5-50 g pescate in ambiente naturale. L’Italia è il primo produttore di anguille allevate in Europa e molti siti di produzione si trovano nelle valli del Delta del Po Veneto. La stagionalità di questo pesce è da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre. Dal punto di vista nutrizionale l'anguilla ha un buon contenuto di vitamine E, retinolo (vitamina A), proteine e calcio. La sua carne è molto saporita.
Det com l’ac le l èq Il p tali com ser bra fres bril nire min car
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Vellutata di legumi
Torta salata e finocchi
Fagottini di mele
Ingredienti: 200 g di cannellini 100 g di lenticchie rosse decorticate - 3 cm. di alga kombu - un pizzico di peperoncino - 2 foglie d’alloro - acqua - sale - 2 spicchi d’aglio - 1 bustina di zafferano - prezzemolo tritato - una spruzzata di limone.
Ingredienti: 200 g di spinaci - 400 g di cavolfiore - 400 g di zucca - 1 cipolla - 3 spicchi d’aglio - un pizzico di zenzero e paprika - 1 c di origano - olio e sale q. b.
Ingredienti per la pasta: 250 g di farina di frumento - 1 uovo - 2 C di olio - ½ bichiere d’acqua -1 pizzico di sale. Ingredienti per il ripieno: uvetta - mele - noci - miele - cannella - pinoli - buccia di limone.
Preparazione: cuocere i cannellini nell’acqua con l’alga kombu e le foglie di alloro. Aggiungere le lenticchie rosse decorticate e far bollire altri 15 minuti. Spegnere, togliere le foglie di alloro, aggiungere il sale, un pizzico di peperoncino e frullare il tutto, deve risultare una crema fluida. Insaporire con il prezzemolo tritato, lo zafferano e il succo di limone.
Preparazione: pulire, lavare e cuocere gli spinaci a vapore. Quindi tagliarli grossolanamente e farli insaporire in una padella oliata con l’aglio schiacciato. Cuocere a vapore pure il cavolfiore, farlo insaporire in una teglia con l’aglio schiacciato, regolare di sale e origano. Pulire e tagliare la zucca a dadini, questa invece, farla rosolare con la cipolla e l’aglio tritati. Tenere i tre ingredienti separati. Oliare una tortiera, cospargere con il pane grattugiato, formare il primo strato con il cavolfiore, il secondo con gli spinaci e il terzo con la zucca. Livellare bene, cospargere con un pizzico di parmigiano e pangrattato mescolati assieme. Infornare fino a formare una crosticina dorata.
Preparazione: setacciare la farina, mescolarla con il sale e disporla a fontana. Mettere nell’incavo l’uovo e l’olio e incominciare ad impastare aggiungendo poco a poco acqua quanto basta per dare alla pasta la giusta consistenza. Lavorarla vigorosamente finchè sarà liscia ed elastica e formare una palla che si ungerà con un po’ d’olio e si lascerà riposare mezz’ora. Nel frattempo mettere in ammollo l’uvetta, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e tritare le noci. Versare tutti questi ingredienti in una terrina, aggiungervi il miele, la cannella, i pinoli e la buccia di limone grattugiata, mescolare bene e lasciare macerare. Trascorso il tempo necessario, spianare la sfoglia con il mattarello abbastanza sottile. Tagliarla quindi in quadrati di 10 cm. circa. Aiutandosi con un cucchiaio, disporre su questi quadrati dei mucchietti di ripieno, sbriciolando sopra a ciascuno un po’ di biscotti. Inumidire con acqua i bordi della pasta, quindi chiudere i fagottini congiungendo i quattro angoli. Circa 10 minuti prima della fine della cottura spennellarli con del malto diluito in un po’ d’acqua.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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Ariete Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.
Toro Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.
Febbraio Sognanti e rapiti quasi sempre in altre dimensioni affrontate il carnevale con brio
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Bilancia Finalmente trovate la via per staccarvi da amori folli e imprese disperate. Avete conquistato la saggezza del domani e dunque è tempo di costruire.
Scorpione Cogliete facilmente l’essenza degli animi di chi avete davanti. Solo chi saprà guardarvi negli occhi con sfrontatezza potrà essere preso dal vostro incanto
Gemelli
Sagittario
Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.
Le opposizioni che incontrerete saranno marginali rispetto al resto delle opportunità. anche in amore dovrete affrontare qualche tensione difficile da superare. Ma sappiate che tutto passa
Cancro
Capricorno
Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.
La gelosia è un malanno che non si placa anche se l’eros in questo periodo potrebbe essere davvero effervescente. Non rovinate tutto, tenete gli impulsi stretti a guinzaglio.
Leone
Acquario
Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.
Apparite più giovani di quel che siete come in un incantesimo d’amore e restano finalmente sul campo tutta una serie di rimpianti che vi facevano da zavorra. Spiccate il volo finché potete
Vergine
Pesci
Ravvivate gli incontri galanti con la vostra capacità di imporre il dolce e il salato. Per alcuni, però, è anche tempo di attese. Siate pazienti e mai nervosi
Vi piacciono le originalità di chi incontrate, perciò siete sempre innovative e fuori dal comune. In una parola affascinanti e capaci di ammaliare chiunque
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