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FEBBRAIO 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 23 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
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on-line:
di Adria AGENZIA DI ADRIA Tel. 0426 901385
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POLITICA
Il Pd contro Simoni per i lavori su SP39 COMMERCIO
Si crede nella ripresa possibile nel 2016
“Abbiamo restaurato Adria, ad aprile riapre il teatro” Il bilancio del sindaco Massimo Barbujani, che in primavera concorrerà servizio a pag. 4 per il suo secondo mandato. “Puntare su turismo e lavoro”
IL PERSONAGGIO
Arnaldo Cavallari e il Pane Pulito Italiano I SOLITI DISAGI
La littorina senza gas riaccende le polemiche BOTTRIGHE
L’occasione persa della centrale mai aperta IL VENETO
Due anni e 8 mesi di carcere per il tabaccaio di Civè MARIACRISTINA GRIBAUDI
Storie di donne al vertice CULTURA
L’esposizione a Palazzo Roverella e a Palazzo Roncade
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a Febbraio Nuova Edizione:
L’economia è in ripresa e La Piazza rilancia, si rinnova Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it<
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inalmente, dopo anni di crisi nera per tutto il Nord Est, si riparte, magari lentamente, magari non tutti, ma la ripresa c’è. A dirlo sono i dati Istat di inizio anno che registravano più di qualche segnale positivo sul mercato interno. Nel terzo trimestre del 2015, il reddito disponibile dei nuclei famigliari con potere d’acquisto è aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nel confronto con il corrispondente periodo del 2014. segue a pag 3
di Padova Est
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Editoriale Germana Urbani > direttore@lapiazzaweb.it <
Adria si prepara al voto È
ormai entrata nel vivo la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni di primavera. Una campagna agguerrita, con schieramenti che già non risparmiano stoccate l’uno contro l’altro. Per il sindaco Massimo Barbujani e la sua lista “Bobo sindaco” è tempo di bilanci, di tirare le fila di questi anni da primo cittadino. Il bilancio da rimettere in sesto nonostante i tagli statali, opere pubbliche avviate e da portare a compimento, progetti come la riapertura del teatro o il recupero dell’ultimo piano del municipio. Il Pd adriese si prepara invece a scendere in campo. Per ora l’attenzione è tutta sulle primarie del 6 marzo. Da quel momento si saprà chi sarà lo sfidante piddino e quali i punti forti del programma. “Adria deve essere ricostruita - fa sapere il Pd -, deve ritrovare fiducia in se stessa; deve essere ripristinato quel comune senso di appartenenza alla comunità e alla nostra identità. Il futuro va ridisegnato guardando avanti con scelte coraggiose che sappiano aprirsi effettivamente agli altri Comuni del Delta e del versante veneziano e ferrarese”. La campagna elettorale è già in pieno svolgimento per il Comitato “Impegno per il bene comune”, che concentra la propria attenzione su diversi fronti, a partire dalla sanità, con la partita della trasformazione del Csa e lo smantellamento dei punti nascita. Resta da capire come si muoveranno i Cinque Stelle adriesi, per i quali non si conosce (nel momento in cui andiamo in stampa) il nome del candidato sindaco.
Schieramenti pronti (o quasi) per la chiamata alle urne in primavera
L’aria di ripresa spinge imprenditori e lavoratori a crederci un pò di più e a investire sull’innovazione di prodotto, offerta e pubblicità: l’unica ricetta, dicono gli esperti, per riprendere davvero quota. Anche noi del mensile La Piazza rilanciamo convinti e, già da questo numero, vi proponiamo il restilyng del giornale cartaceo con l’obiettivo di essere sempre più giornale di informazione locale, spazio dove l’approfondimento delle notizie principali del mese e le storie della nostra gente o delle nostre associazioni trovino un luogo privilegiato di visibilità. Mission che è nel Dna del nostro mensile fin dal suo esordio, 22 anni fa. Nato quasi per gioco con una sola edizione di poche migliaia di copie, oggi conta (222.590 copie stampate) per 14 edizioni locali e diversi inserti periodici. Nella sua storia diversi restyling: nel 1996 il primo e poi nel 1999, quando venne modificata in modo sostanziale la grafica del giornale; e ancora nel 2005, nel 2007 e nel 2009. E non dimentichiamo che da tanti anni siamo su web e che, già lo scorso anno, abbiamo investito nel nuovo sito www.lapiazzaweb.it. Uno stumento fresco che, insieme ai social, ci permette di offrirvi anche notizie di cronaca quotidiana. Tutte queste operazioni sono state possibili grazie a chi, negli anni, ci ha creduto: editori, direttori, agenti, giornalisti e tutto lo staff La Piazza. Soprattutto grazie ai clienti che hanno creduto in questo strumento. D’altra parte, anche dal punto di vista pubblicitario, abbiamo sempre cercato di rimanere al passo con i tempi, senza esasperazioni, attenti alle esigenze e ai riscontri. La storia dimostra come l’azienda abbia sempre cercato di portare su Piazza novità editoriali e grafiche, grazie anche alla collaborazione di esperti, ma soprattutto grazie al supporto e alla valorizzazione delle ottime risorse interne: la redazione e la struttura grafica. Questa uscita di febbraio per noi rappresenta davvero una nuova scommessa. Oltre al restyling del giornale, ampliamo l’informazione: inauguriamo una nuovissima edizione su Padova Est che comprendera’ Ponte San Nicolò e Saonara, oltre a Noventa Padovana e Vigonza; mentre l’edizione di Padova Nord includera’ anche il comune di Curtarolo. Buona lettura, dunque, e diteci cosa ne pensate.
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Giorgia Gay
di Adria
è un marchio registrato di proprietà di Srl
È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.180 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@lapiazzaweb.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 16 Febbraio 2016
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Adria
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Bilanci Il sindaco Massimo Barbujani
“Abbiamo restaurato la città” “Siamo arrivati con 22 milioni di debito, ora ne abbiamo 17. Opere per circa 10 milioni e ad aprile riapriremo il teatro”
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nizia a farsi sentire l’atmosfera pre-elettorale ad Adria, con i partiti e le formazioni che iniziano a scaldare i motori. Il sindaco Massimo Barbujani è già ai nastri di partenza per la competizione di primavera e fa un bilancio di questi cinque anni di attività. “Innanzitutto, abbiamo diminuito di cinque milioni il debito - sottolinea -. Ogni adriese deve sapere che siamo arrivati con 22 milioni di debiti e adesso ne abbiamo 17. Abbiamo fatto opere per circa 10 milioni di euro e abbiamo avuto cinque milioni in meno di trasferimenti. Abbiamo razionalizzato al massimo tutti i
consumi, monitorato dove fosse possibile, raschiato dove c’era da raschiare”. Una progettualità che, dice il primo cittadino, si traduce anche nei numeri: “Da 148 dipendenti siamo arrivati a 113, non potendo più assumere. Abbiamo cercato di tirarci su le maniche, abbiamo condiviso insieme al personale la consapevolezza che i tempi sono cambiati, ahimè, in questi ultimi 5 anni, perciò occorre salire a bordo e remare tutti nella stessa direzione”. “Alcune cose ci sono sfuggite sicuramente - mette le mani avanti -, ma questi 5 anni sono
Il teatro di Adria e, sotto, il sindaco Massimo Barbujani
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serviti per restaurare questa città, che aveva bisogno di interventi importanti. Abbiamo lavorato anche nelle frazioni: qualcuna avrà avuto più benefici, come Bottrighe, dove abbiamo speso due milioni in interventi, o a Cavanella, dove avremmo potuto fare di più. Mancano ancora 4 mesi, stiamo cercando di ascoltare le esigenze. Adria è una città importante, con una tradizione e una storia importanti, che va sistemata”. A questo proposi-
to elenca una serie di opere che considera il fiore all’occhiello della sua amministrazione, alcune già concluse, altre in dirittura d’arrivo: oltre al restauro dell’ultimo piano del municipio, la riapertura della casa Marino Marin “che è la casa della cultura e che sarà aperta per fine febbraio”, e la riapertura del teatro di Adria messa in calendario per metà aprile. Giorgia Gay
Sfide future: turismo, economia, sanità
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ilancio del turismo sarà la parola chiave del sindaco uscente Massimo Barbujani, se verrà rieletto per il suo secondo mandato. “Dobbiamo uscire dai nostri confini, che sono molto limitati, cercare di sfruttare la vicinanza con città importanti quali Venezia, Padova, Verona e Ferrara - spiega -. Siamo la porta del Delta, questo meraviglioso territorio che si sviluppa tra due dei più grandi fiumi italiani, l’Adige e il Po. Noi dobbiamo fare di tutto per riuscire a lavorare in sinergia con gli altri Comuni del Parco affinchè ognuno possa promuovere la propria peculiarità. Adria ha la sua storia, la sua cultura, i suoi servizi, dobbiamo difendere il suo patrimonio, i suoi musei”. Per il sindaco uscente la priorità ora è di riempire i negozi e dare risposte ai giovani. “A luglio parte una fabbrica a Bottrighe che porterà sicuramente un indotto importante. Non è tanto il numero delle persone, ma è quello che sta creando attorno a sé. Le piccole imprese che ci hanno lavorato hanno un investimento di 70milioni di euro”. E conclude: “Dobbiamo lottare per salvare e difendere il nostro ospedale, ma questo al di là del fatto che ci sia uno o due direttori sanitari, l’importante è che il cittadino quando ha bisogno sappia a chi rivolgersi e soprattutto trovi delle persone competenti all’interno delle strutture sanitarie”. G.G.
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Adria
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Lavori pubblici Il Comune è stato chiamato in causa dalla ditta
Pd contro Simoni: “Dia spiegazioni su via Traversagno” È
di nuovo l’assessore Fede- Partito Democratico: “Controrico Simoni al centro degli proposte sempre bollate come attacchi da parte del Pd adriese, lamenti e non considerate degne attraverso la voce del consigliere di essere prese in consideraziocomunale Giorgio Zanellato, che ne”. chiede chiarimenti ai cittadini e Ma quello di via Traversagno al consiglio comunale in merito non è l’unico caso su cui Zanelalle diatribe anche legali che ri- lato chiede chiarimenti. L’attuaguardano il Comune di Adria. le giunta, secondo il Pd adriese, A scatenare le polemiche è non avrebbe agito nell’interesse stata l’asfaltatura di via Traver- dei cittadini e della città portansagno, che era già stata oggetto do a termine lavori costosi e non nelle prime settimane del 2016 di troppo necessari alla comunità e un’interrogazione consiliare pre- facendo credere in risoluzioni in sentata proprio da Zanellato. realtà poco attuabili. Il consigliere chiedeva deluE cita ad esempio il problema cidazioni sulla causa civile fra della sopravvivenza dell’Ulss che il Comune di Adria e la società “ad oggi è tutt’altro che garantiLisi Costruzioni srl. Quest’ulti- ta, con servizi come Ostetricia e ma chiedeva un risarcimento di Ginecologia che devono essere 592mila euro per salvati a tutti i cola realizzazione dei Clima sti e integrati con lavori di messa in strategici agguerrito in reparti sicurezza di via Tracome la Neonatovista delle logia e aumentando versagno il cui costo iniziale ammontava prossime il numero di nascite complessivamenminimo”. elezioni. Il Pd te a 200mila euro. Si riaccende Una somma ingenquindi la diatriba alle primarie il te che Zanellato ha tra amministrazio6 marzo ne attuale e forze chiesto alla giunta di giustificare e politiche in gioco chiarire. per le prossime elezioni che siZanellato lamenta che, in se- curamente si manterrà attiva anguito all’interrogazione, non è che nelle prossime settimane e stata data nessuna risposta. E tor- mesi accompagnandoci fino alle na a chiedere “come e perché sia elezioni primaverili che si prepotuto succedere che il Comune annunciano già dai toni accesi e venga citato in giudizio per delle vivaci. Intanto, il Pd adriese è alle somme così elevate che avrebbe- prese con le imminenti primarie, ro dovuto rientrare invece all’in- del 6 marzo e che secondo la letterno del finanziamento di Ve- tera di intenti siglata dai compeneto Strade per il miglioramento titor si svolgeranno “in un clima della viabilità interna e delle stra- di positiva dialettica politica e de di grande percorrenza”. riteniamo necessario affermare Inoltre, il rappresentante del che chi risulterà vincitore tra di Partito democratico sottolinea noi ammessi alle Primarie potrà come, per ogni proposta arriva- contare sul pieno e leale sosteta dalla giunta e dall’assessorato gno di tutti i concorrenti e di chi ai Lavori pubblici, sia stata fatta ci ha sostenuto”. Martina Celegato una controproposta da parte del
Elezioni. Un accordo con Mainardi? La smentita del Pd: “Storie e posizioni non sovrapponibili”
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on ci sono e non ci saranno accordi con Mainardi. Quelli della Bobo sindaco mi devono dare atto che non è da oggi che vado sottolineando l’inadeguatezza di questa giunta rispetto ai problemi della città, che sostengo che l’amministrazione Barbujani in questi sei anni ha desertificato Adria, isolandola dal territorio circostante facendo perdere tutto quello che poteva perdere, gestendo la cosa pubblica con protervia e arroganza, promettendo senza mai mantenere”. Non le manda a dire Sandro Gino Spinello, coordinatore del Pd adriese, in risposta alle voci di un possibile accordo con Mauro Mainardi, che ha sollevato una ventata di po-
lemiche. “Ora anche Mainardi di fronte all’evidenza dei fatti è arrivato a un giudizio simile al mio - aggiunge Spinello - e suppongo che arrivare a esprimere giudizi così lapidari e stroncanti gli debba essere costato non poco sia sul piano politico che umano. Lui è sicuramente a conoscenza di tanti fatti e misfatti di questa giunta che ai più non è nota. Le storie, le posizioni e i percorsi miei e del Pd sono sempre stati chiari e alla luce del sole e non sono sovrapponibili a quelli dell’ex leader di Forza Italia e i giudizi sulle sue responsabilità politiche rimangono inalterati. Lui è uno di quei tanti che in passato hanno sostenuto Barbujani e ora se ne sono pentiti”.
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Adria
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Adriashopping: “Speriamo nel 2016 per la ripresa”
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Alcuni segnali di ripresa sono all’orizzonte, come le nuove aperture di attività
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n 2015 difficile, ma un 2016 in cui riversare le speranze di tornare a crescere. I commercianti di Adria si lasciano alle spalle le difficoltà e la delusione per un Natale un po’ “povero” e guardano con fiducia al futuro. Il bilancio è di Adriashopping, per bocca del suo presidente Mirko Romani: “Le ultime feste non sono andate bene - spiega -. A Natale si sperava in qualcosa di meglio, invece non abbiamo visto nessuna crescita rispetto a centri come Padova e provincia o Vicenza. Abbiamo sentito la crisi dopo, rispetto agli altri, quindi immagino che anche la ripresa la vedremo un po’ dopo”. Segnali per cui sentirsi ottimisti però già si possono intravvedere: “Abbiamo visto che qual-
che negozio sta riaprendo qua ad Adria, c’è gente che ha voglia di investire e di provare, nonostante le chiusure dei negozi siano ancora molte. Vuol dire che si spera ancora nella ricrescita del polo commerciale di Adria”. Per dare nuovo impulso alle attività commerciali anche l’associazione dei commercianti è in prima linea: “Noi cerchiamo di dare aiuto ai commercianti, ma non possiamo erogare contributi economici. Quest’anno abbiamo promosso dei corsi di formazione a costo zero di inglese, packaging e vetrinista. Inoltre ci impegniamo per un coinvolgimento attivo dei commercianti nella vita del paese, anche nell’organizzazione e nella promozione degli eventi e spettacoli, resi possibili dai contributi della Regione e dalla
Pettorazza, il sindaco si è dimesso
I commercianti sono molto attivi in città, con l’organizzazione di eventi e spettacoli apprezzati ben oltre i confini cittadini
preziosa collaborazione del Comune. Da questo punto di vista apportiamo un grande contributo alla città”. La Befana di Adria, ad esempio, ormai è conosciuta anche fuori: quest’anno sono venuti anche da Bassano del Grappa per vederla. Giorgia Gay
iuliano Bernardinello, sindaco di Pettorazza Grimani, ha presentato le sue dimissioni. «Da qualche mese qualcosa si è rotto all’interno della maggioranza quando mi sono rifiutato di prendere, per personalismi di qualcuno, una decisione drastica per la nostra comunità - spiega -. Da quel momento mi sono ritrovato solo. Ho avuto la conferma che per parte della maggioranza sono solo un fantoccio da tenere per altri 3 anni e fargli fare, nel limite del possibile, quello che a qualcuno faceva più comodo”. Una presa di posizione durissima dell’ormai ex sindaco, che però solo pochi giorni dopo sembrava quasi averci ripensato: “Forse lo stress mi ha fatto prendere fischi per fiaschi- ha scritto su Facebook -. Forse ho fatto un grande sbaglio, e me ne sto rendendo conto, non era la maniera corretta di risolvere il problema. Sto seriamente pensando di ritirare le dimissioni”. Poi il silenzio.
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Innovazione Ora è un marchio registrato
“Con il mio Pane pulito ripulisco il pane da tutti i prodotti chimici” Arnaldo Cavallari, inventore della Ciabatta Italia, dello Zoccoletto e della Pagnocca Polesana, all’età di 83 anni rimane il fiume in piena di sempre. Ora si è aggiudicato un nuovo trofeo: dopo “aver fatto il pane in 56 paesi del mondo, dall’Asia all’Africa al Sud America negli ultimi vent’anni”, lo scorso settembre l’ufficio brevetti della Camera di Commercio di Rovigo gli ha consegnato l’attestato di registrazione per marchio d’impresa per il Pane Pulito Italiano. Il panificatore adriese lo ha “inventato” alla fine del 2014 e la forza del prodotto consiste “nel garantire la filiera - spiega, sod-
disfatto, nel laboratorio di via Ca’ Cima 15, dove ogni giorno assieme ai collaboratori sforna pane che regala ai presenti - a partire da rigorosi controlli sul frumento”. La mission di Cavallari è chiara: “Il pane che si trova in giro è talmente additivato da far male all’organismo. Invece il Pane Pulito Italiano contiene solo farine, va impastato rigorosamente il giorno precedente alla vendita e posso garantire che è così na-
turale da contenere solo l’1% di glutine, tanto da poter essere mangiato dai celiaci che ora sono costretti a comprare prodotti speciali in farmacia”. Un pane che fa bene anche al portafogli: “Il Pane Pulito Italia-
no non si butta mai via, in freezer dura in eterno, mentre da fresco se conservato all’interno di un sacchetto di nylon si può consumare per una decina di giorni”. Il successo di questo nuovo prodotto è stato tale che “il nu-
mero di fornai che lo propongono, nella Penisola, è addirittura superiore a quello della Ciabatta”. Unico rammarico, “ad Adria finora nessuno dei quattro forni si è fatto avanti” Elisa Dall’Aglio
La sostenibilità e il risparmio si imparano sui banchi di scuola
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pprendere la logica del risparmio e della sostenibilità: è questo il fine del progetto “Il Risparmio che fa scuola” cui hanno preso parte 30 alunni delle classi quarte della scuola primaria “De Amicis” di Adria. Il progetto - promosso da Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti in collaborazione con il Miur -, adotta come formula didattica gli strumenti del gioco educativo. “Il progetto - si legge nella nota - nasce per promuovere la diffusione dell’importanza e del senso etico del risparmio, estendendone il significato e
il valore al fine di educare i ragazzi ai principi di un’economia sostenibile, al rispetto dell’equilibrio ambientale e al rifiuto dei comportamenti che portano allo spreco di risorse naturali”. Il progetto prevedeva la proiezione del cartone animato “Le avventure della famiglia Panda” e, in seconda battuta, una parte ludica con un Gioco dell’Oca a squadre con domande relative alle tematiche trattate in precedenza. Martina Celegato
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Littorina a secco, tratta bocciata La disavventura di due pendolari costretti a raggiungere a piedi la stazione perché il treno è rimasto senza carburante ha riacceso le polemiche. Anche Legambiente denuncia il disservizio
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’ episodio è ormai notissimo, rimbalzato com’è tra numerosi utenti dei social network che, in poche ore, hanno condiviso svariate volte la notizia riportata dai quotidiani locali: lo scorso fine gennaio a quattro chilometri dalla stazione di Adria la littorina che collega Chioggia a Rovigo ha arrestato la sua corsa perché era finito il gasolio. Ai passeggeri non è rimasto altro da fare che scendere dalla carrozza e incamminarsi, al buio, lungo i binari fino alla stazione. E non è tutto: ai malcapitati è stato fatto sapere che non è previsto alcun tipo di rimborso del costo del biglietto. La brutta avventura capitata ai due pendolari, tuttavia, non rappresenta che la punta dell’iceberg di una situazione da tempo denunciata dagli utenti. Secondo il rapporto Pendolaria 2015 di Legambiente, infatti, la tratta Verona - Rovigo (di cui la tratta Rovigo - Chioggia è l’obbligata continuazione per chi deve
La stazione di Adria e la littorina
spostarsi dal capoluogo scaligero ad Adria), è la quarta peggiore linea ferroviaria dell’intera Penisola per numero di corse, obsolescenza dei mezzi, ritardi, soppressioni improvvise delle corse e situazione di abbandono in cui versano le piccole stazioni, senza contare i problemi di circolazione legati al binario unico che causano ulteriori ritardi sulla tabella di marcia. “Lungo i 96,6 km che collegano Verona a Rovigo – si legge nel rapporto – insiste un pendolarismo importante di studenti e lavoratori, ma anche di turisti. Eppure i problemi sono sotto gli occhi di tutti: mezzi con vecchia tecnologia, tempi di percorrenza lunghi, manca ancora il completamento dell’infrastruttura elettrica tra Legnago e Rovigo e non c’è la possibilità di un biglietto unico per proseguire fino a Chioggia”. E proprio la littorina viene “bocciata” anche dall’associazione ambientalista. Il report, infat-
ti, continua dicendo che il treno per Adria è costituito da “un’unica carrozza di settanta posti affollata, nei momenti critici come il venerdì sera, da oltre un centinaio di persone”. L’impiego di una sola carrozza non solo non riesce a garantire
un adeguato servizio, ma addirittura “si sono verificati parecchi casi di malore e svenimento tra i passeggeri” in piedi, stipati come sardine.
Elisa Dall’Aglio
Il deputato Pd Diego Crivellari
“La distrazione sarà punita” All’indomani della notizia, Sistemi Territoriali spa, il gestore unico della tratta Rovigo - Chioggia, per bocca del presidente Gambato ha fatto sapere che la distrazione sarà punita poichè su ogni treno, prima della partenza, viene fatto, di prassi, il pieno di carburante.
Boom di commenti su sito e social de La Piazza La notizia della littorina senza carburante ha letteralmente spopolato tra i lettori de La Piazza. Sul nostro profilo Facebook sono stati superati i mille Like e quasi diecimila le persone raggiunte. Nessun’altra notizia, da quando il profilo è aperto, ha raggiunto numeri simili. Anche per il sito è stato un boom di contatti, con oltre duemila visualizzazioni dell’articolo. Segno che davvero il problema è estremamente sentito da chi ogni giorno frequenta la linea. Ed è evidente che serve una soluzione.
Il sindaco: “Una vergogna” “Una vergogna assoluta, abbiamo inviato una lettera al presidente Gambato per chiedere chiarimenti”. Così il sindaco Massimo Barbujani reagisce alla vicenda. “So benissimo che le condizioni di queste littorine sono pessime - aggiunge -. Mi sembra di tornare agli anni ’60. Il Comune non può far niente, ma si sta lavorando con Sistemi Territoriali perché facciano degli investimenti e ci aiutino a migliorare la situazione”.
Il caso finisce in Parlamento Non sono mancate le reazioni politiche sulla vicenda della littorina rimasta a secco Diego Crivellari, il parlamentare polesano del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti
Graziano Delrio chiedendo giustificazioni dopo le numerose inefficienze: “Ho raccolto dai passeggeri un malessere ormai divenuto insopportabile” scrive. “Si tratta - ha proseguito Crivellari - dell’ennesimo episodio di disservizio verificatosi lungo un tratto dell’unica e più importante linea ferroviaria locale del Polesine. Ho chiesto al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture - ha concluso il deputato - di ve-
rificare lo stato dell’efficienza del servizio di trasporto e quali provvedimenti intenda prendere con il gestore del servizio al fine di garantire la qualità, la puntualità e la sicurezza del trasporto locale”. Ma se il Polesine piange, il resto del Veneto non ride. Sebbene la situazione del trasporto ferroviario nella nostra regione sia senz’altro più rosea che al Centro e al Sud della Penisola, il Veneto registra un’età media del materiale rotabile di 14 anni, con un treno su tre che ha più di vent’anni. Il prezzo dei biglietti ha subito un’impennata del 15% in cinque anni (dal 2010 al 2015) contro una diminuzione del numero di corse di quasi 1%. E.D.A.
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Adria
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Artista adriese Candidata per un prestigioso premio internazionale
Emy Bernecoli: “La mia musica è la mia seconda voce” “Suonando dono emozioni. Amo ricercare manoscritti inediti di compositori del ‘900, è la mia passione insieme alla scrittura”
un Giovanni Pallaver del 1966, definito splendido da The Strad, (un mensile dedicato al mondo della musica) con il quale inizierà uno splendido tour con concerti già fissati negli Stati Uniti e Giappone. Ma non è finita qui: altre collaborazioni partiranno con artisti quali Mauro Maur (il trombettista di Morricone), Tommaso Lonquich, Lorna Windsor, Maria Tretyakova e Floraleda Sacchi.
E
my Bernecoli, affermata violinista di Adria, è tra i candidati per l’International Classical Music Awards, il prestigioso premio discografico internazionale che assegna riconoscimenti alle migliori produzioni discografiche dell’anno e a interpreti e istituzioni particolarmente meritevoli suddivisi in 14 categorie, fra audio e video, dal fior fiore della critica musicale europea, che giudica le opere per la loro qualità indipendentemente dai risultati di vendita. Una nomination che fa seguito al suo successo concertistico al grattacielo Pirelli di Milano, dove si è esibita in brani di Beethoven, Brahms, Snitke e con l’esordio della prima esecuzione della sonata per violino e pianoforte “Quasi una fantasia”, l’ultimo pezzo scritto in vita dal grande compositore Giorgio Gaslini. Una performance strumentale realizzata con Monica Cattarossi, la cui interpretazione ha riportato il pubblico nell’atmosfera tipica dei concerti del grande jazzista milanese. Ma la nomination al premio è stata resa possibile grazie al suo ultimo cd “Naxos” con musiche di Ottorino Respighi e Riccardo Pick-Mangiagalli. Due musicisti che, insieme a Giorgio Federico Ghedini, rappresentano tre autori italiani del Novecento, di cui la violinista polesana ha ricercato i manoscritti nelle varie biblioteche del territorio nazionale. “Ricercare manoscritti inediti dei compositori italiani del ‘900 è la mia passione -afferma l’artista polesana- insieme allo scrivere, scattare foto paesaggistiche e fare la passeggiata mattutina seguita dal caffè delle 11 di mattina”. Quanto alla sua passione per la musica e il violino, la spiega così: “Nel mio percorso di studi ho capito che per stare bene ho bisogno di far stare bene le persone donando emozioni attraverso la musica, la mia seconda voce, espressa dal mio violino”. Un violino di liuteria italiana,
L’artista adriese Emy Bernecoli mentre suona con il suo violino, un Giovanni Pallaver del 1966
Guendalina Ferro
i g g o a d l i E N I L è ON OVO
Polesine sicuro
È
stato presentato ufficialmente in Provincia “Polesine sicuro”, il progetto di As 2 da quasi un milione di euro che prevede la collocazione di 200 telecamere intelligenti agli ingressi stradali del territorio provinciale. Saranno una trentina i varchi d’accesso da cui saranno registrati i veicoli con trasmissione dati alle forze dell’ordine.
NU SITO
Controllo nutrie
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I
l sindaco non può più intervenire sulla questione nutrie. Lo ha deciso la legge “ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, entrata in vigore il 2 febbraio, che toglie ai Comuni la competenza a stabilire le modalità con cui procedere agli interventi di controllo della popolazione di nutrie. Competenza che passa alla Regione.
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Bottrighe
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La centrale mai partita La società Adria Power l’aveva realizzata dieci anni fa nell’area ex zuccherificio per produrre energia elettrica e a vapore. Oggi rimane una piccola cattedrale nel deserto
N
ell’area dell’ex zuccherificio di Bottrighe è stata costruita dieci anni fa, conclusa verso la metà del 2006, una centrale di co-generazione per la produzione di energia elettrica e vapore, attraverso la combustione del gas metano. L’inizativa, di cui si parlava da tempo, era stata di “Adria Power” spa, società con sede legale e amministrativa a Faenza. Tale società aveva in quei tempi ottenuto le regolari autorizzazioni regionali e comunali, ed era consapevole di fare da “apri pista” a successive iniziative di investimento industriale. Avrebbe dovuto, nei progetti di allora, alimentare principalmente l’ex stabilimento di Bioitalia del colosso giapponese Ajinomoto e la restante energia prodotta, se non utilizzata da terzi in altre realtà industriali o artigianali, sarebbe stata ceduta e immessa in rete. L’ex Bioitalia venne però chiusa proprio in quei periodi, bloccando di conseguenza l’avvio della nuova
Bottrighe, la centrale elettrica mai partita nell’area ex zuccherificio.
Potrebbe avere importante risvolti sul piano ambientale ed economico, ma sembra che nessuno se ne interessi
centrale. Negli anni successivi l’ex impianto che produceva amminoacidi, prima glutammato, poi lisina, oggi con la denominazione societaria Mater-Biotech, è stato acquisto dalla società Novamont di Novara che sta terminando proprio in questi mesi la riconversione completa della fabbrica che diverrà il primo stabilimento al mondo produttore
Verso le Amministrative 2016
di biobutandiolo, ricavato attraverso procedimenti di fermentazione, uno degli elementi base per la produzione delle plastiche completamente biodegradabili. Tale nuova realtà non è stata però interessata alla vicina centrale elettrica che mai aveva iniziato a produrre energia e se ne è costruita una all’interno del proprio perimetro industriale.
Oggi, la centrale realizzata da “Adria Power”, rimane una piccola cattedrale nel deserto nell’area dell’ex stabilimento saccarifero. Sembra strano che non interessi a nessuno. Ciò potrebbe invece essere in grado di contribuire a positivi e allargati risvolti sul piano ambientale ed economico del territorio. Un presupposto di crescita e di valorizzazione della zona, poiché altre iniziative potrebbero essere favorite anche grazie alla disponibilità in loco di energia a prezzi competitivi. Voci ufficiose in merito parlano di un possibile interesse industriale di questa vecchia area. E chissà che, per la centrale mai partita, si trovi un diverso e migliore destino. Roberto Marangoni
Musiche e canti sacri, un concerto d’eccezione L’evento è stato organizzato da una coppia di concittadini, artisti di fama internazionale
elezioni
L ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000). PER INFORMAZIONI: tel. 049
8704884 · info@givemotions.it
a chiesa di San Francesco in Bottrighe ha ospitato un pregevole concerto tratto da un repertorio di musiche e canti sacri dall’Europa al Sud America. Ciò è stato reso possibile grazie a una coppia di concittadini, il contralto Marielena Fincato e il basso Francesco De Poli, due artisti ben conosciuti e apprezzati in tanti teatri italiani ed esteri. Si sono esibiti diversi loro colleghi, altrettanto di fama internazionale. I brani a cappella tratti da noti autori, Britten, Sabio e Ramirez sono stati molto apprezzati. Accompagnati dall’Ensamble Coranto, alla chitarra Luigi Previati e alle percussioni Sebastiano Zerbin, sotto la direzione di Luca Benatti, si sono esibiti i soprani Emma De Poli, Vittoria Giacobazzi, Yuko Matsua e Sandra Pozzati, i contralti Mariaelena Fincato e Mario Tardini, i tenori Enrico Imbalzano e Flavio Carlotti ed i bassi Angelo De Poli, Francesco De Poli e Luca Pasello. Lo spettacolo è stato di grande qualità artistica e avrebbe meritato il tutto esaurito. Purtroppo era poco il pubblico presente, comunque molto caloroso all’indirizzo degli esecutori, tanto che al termine del concerto, su richiesta dei presenti, gli artisti hanno bissato due loro esecuzioni. Ro.Ma.
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Bottrighe
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Tradizioni Il 2015 si è chiuso con grandi successi
Bontemponi, folklore sprint nel 2016 I
l 2015 è stato un anno molto impegnativo per il gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe. Il raggiungimento dei cinquant’anni e l’incisione del quarto disco rappresentano senza dubbio un motivo di grande soddisfazione per il sodalizio. Ben quarantatrè sono state le uscite dell’anno, sia in Veneto sia fuori regione, e tre gli ingressi di nuovi componenti, oggi in ventitrè, tra cui il musicista Renato Casellato ai fiati.
insieme ai gemelli del gruppo d’oltrePo pavese che torneranno anche quest’anno a Bottrighe, a grande richiesta del pubblico. Ma non è finita qui. Ai Bontemponi è stato recentemente affidato anche l’incarico organizzativo sul posto dell’importante 12° Raduno Regione del Folklore, promosso da Venetnia, l’associazione veneta gruppi di tradizione popolare alla quale aderisce, che torna in Polesine, domenica 22 maggio a Rosolina, dopo il grande successo nel 2011 della
Ad aprile tornerà la Serata d’onore, che quest’anno sarà in grande stile poichè si celebra la 25esima edizione dell’evento. E il giorno dopo festa con i gemelli del gruppo dell’oltrePo pavese. Tra le principali partecipazioni, l’11° edizione del festival regionale del folklore a Treviso, l’esibizione itinerante alla prestigiosa manifestazione “Montagnanese in fiera”, la presentazione ufficiale del nuovo disco al pala eventi di Dosson (Treviso), la 24° “Serata d’Onore” e la partecipazione ad Adria alle riprese di “Ricette all’Italiana” trasmessa da Rete 4 condotta da Davide Mengacci. Non sono mancate le tante iniziative di solidarietà per i giovani diversamente abili, per gli anziani, per la scuola materna “Umberto Maddalena” e altre iniziative per le associazioni che si occupano di malattie genetiche, tumorali e di solidarietà sociale, terminate a fine anno con le sfilate canore di Babbo Natale a Bottrighe e nel vicino comune di Villanova Marchesana. Oltre a diversi appuntamenti già in calendario per il 2016, i Bontemponi stanno programmando per sabato 9 aprile la 25° “Serata d’Onore” che si svolgerà, come di consueto, nel teatro della sala polivalente “Loris Cominato” di Bottrighe. La festa proseguirà anche il giorno dopo
7^ edizione svoltasi ad Adria. La manifestazione, che avrà la collaborazione di Comune e pro loco Rosolina, vedrà la presenza dei venticinque gruppi aderenti, oltre cinquecento
persone nel loro tipico costume che giungeranno nella città balneare da tutto il Veneto.
Roberto Marangoni
Arriva l’antico Carnevale del Delta
A
rriva l’antico carnevale di Bottrighe. La storica kermesse ha lunghe radici, risalenti addirittura al 1860. Oggi questo carnevale, l’unico rimasto nel Delta, è una grande festa con tante iniziative che coinvolgono ogni età. L’appuntamento è per domenica 28 febbraio, nel centro storico. A partire dalle ore 15, si darà il via alla festosa manifestazione organizzata dal Gruppo Sportivo con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati. Sul liston di palazzo civico, musica e spettacolo per tutta la durata della festa. L’apertura sarà affidata a Re Carnevale, il tradizionale carro del Gruppo Sportivo, quindi la sfilata della banda musicale “Città di Cavarzere”. Oltre ai carri di Bottrighe, altri giungeranno da altri centri della provincia. Altra imponente animazione sarà proposta dal Gruppo Anonimo Bottrighe, sodalizio esistente in paese da quarantaquattro anni. Oltre al carro allegorico, da quest’anno con il coinvolgimento delle scuole elementari del luogo, una cinquantina di figuranti proporranno balli e coreografie guidati da Ilaria Crepaldi e Stefania Romanin. Al termine della sfilata, An-
La LUCE
che prende forma nel
design
tonio Boni, presidente del Gruppo Sportivo, premierà i partecipanti con un pregevole ricordo. Quindi l’estrazione di una ricca lotteria. Non mancheranno luna park, gonfiabili, trenino Dotto e bancarelle. Alle 18.30 lo spettacolo pirotecnico della premiata ditta Maltarello al parco I Maggio di via Maddalena, seguito dal processo e dal rogo di Re Carnevale. In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a domenica 13 marzo. Ro.Ma.
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Le tre S-cioptà a cura di Roberto Marangoni
> Fiòi massa contentà, iè mai ben alvà > Bisogna alvarse da tòla co la fame > La morte no gà lunario
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Sanità
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Csa, la proposta: non più solo casa di riposo
Cinque stelle all’attacco contro Zaia
È
Il progetto di legge regionale prevede la trasformazione delle Ipab in aziende pubbliche di servizi o in soggetti privati
L
a casa di riposo come un nuovo centro di riferimento per la gestione integrata di tutti i servizi socio-sanitari ed assistenziali di Adria e territori vicini. È questa la posizione del Comitato Impegno per il Bene Comune, presentata nel corso di un recente incontro. Il progetto di legge regionale 25 imporrà alle Ipab come il Centro Servizi Anziani di Adria e altre strutture del Polesine di trasformarsi in aziende pubbliche di servizi (Apsp) o in soggetti privati. Omar Barbierato, presidente del Comitato e candidato sindaco, ed Elisa Corniani, valutatore per l’accreditamento istituzionale in ambito sociale veneto, hanno illustrato come la casa di riposo, solo scegliendo di diventare azienda pubblica di servizi
alla persona possa sfruttare tutte le opportunità offerte dal progetto di legge per diventare prima di tutto il centro di realizzazione un centro di servizi allargato al territorio e ai servizi socio assistenziali integrati (Ulss, Conferenza dei Servizi, Comuni). “In questo modo - precisa il Comitato - si riuscirebbero a dare le risposte sul territorio e a trattenere le risorse e le decisioni che riguardano i cittadini. Si creerebbe ad Adria, con riferimento al territorio del Delta, una Apsp derivante dalla trasformazione della Casa di RiposoCSA, che, magari anche con fusione o raggruppamento di altre Case di Riposo vicine, raccolga le deleghe sulle funzioni e gestisca i servizi affidati direttamente da Comuni e Ulss quali: asilo nido, centro diurno per anziani
Le potenzialità del nuovo assetto sono state discusse in un recente incontro dal Comitato Impegno per il Bene comune, in lizza alle elezioni.
o persone con disabilità, casa di riposo, servizi sociali comunali e socio assistenziali dell’Ulss, ospedale di comunità, centro ambulatoriale, assistenza domiciliare, trasporto disabili, mense scolastiche e tutto ciò che è riferibile al sociale e al socio sanitario”. Martina Celegato
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un attacco a tutto campo quello della consigliera regionale del Movimento 5 stelle Patrizia Bartelle al presidente veneto Luca Zaia . Colpevole, secondo Bartelle, di aver “guidato la precedente maggioranza alla formazione di schede ospedaliere che potrebbero risultare fatali a tanti ospedali pubblici”. “In Polesine ciò si è tradotto in meno 39 posti letto per acuti nell’ospedale di Adria, meno 80 a Rovigo e meno 65 a Trecenta: uno scempio che non può trovare alcuna giustificazione anche perché noi abbiamo il dovere di difendere la sanità pubblica, non di perorare la causa e gli interessi di quella privata”. ”Ribadiamo la nostra contrarietà alla cosiddetta Azienda 0 che dovrebbe accentrare le risorse della sanità veneta pubblica pur a fronte di una riduzione del numero di aziende sul territorio”.
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Cultura locale
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Presi a caso 25 aprile a Villadose
Alla Camera il docufilm sull’eccidio Presentata a Roma la produzione degli autori rodigini Alberto Gambato e Laura Fasolin, curata da Voci per la libertà.
D
opo l’anteprima dello scorso anno a Villadose e Ceregnano, il documentario “Presi a Caso” sull’eccidio di Villadose, realizzato dagli autori rodigini Alberto Gambato e Laura Fasolin e curato dall’associazione Voci per la Libertà, è approdato nientemeno che a Montecitorio. A inizio febbraio è stato presentato nella prestigiosa cornice dell’Auletta dei gruppi parlamentari della Camera. Presenti, oltre agli autori, Domenico Gallo, magistrato e consigliere della corte di Cassazione, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international Italia, Michele Lionello e Gio-
vanni Stefani dell’associazione “Voci per la libertà”, il sindaco di Villadose Gino Alessio e l’onorevole polesano Diego Crivellari. Prima del fatidico evento, altre due importanti proiezioni a gennaio: la prima nel Giorno della Memoria, 27 gennaio, per le classi quinte dell’Istituto Primo Levi di Badia Polesine, e la seconda, il 29 gennaio, aperta alla cittadinanza di Villadose. Il docufilm narra la storia di un eccidio poco noto: una storia che ha lasciato in dote a due comuni, Ceregnano e Villadose, un 25 aprile 1945 molto amaro. Ventuno le vittime, tra i 14 e i 70
Borse di studio in ricordo di Marino Marin
L
’amministrazione comunale di Adria ha indetto la 14° edizione del concorso di borse di studio intitolato a Marino Marin, uno dei maggiori poeti cittadini. Il concorso si rivolge agli studenti delle scuole primarie e in particolare alle classi III, IV, V, alle scuole secondarie di primo grado e del biennio delle scuole secondarie di secondo grado e prevede tre borse di studio per ciascuno dei tre ordini di scuola. La dotazione complessiva delle nove borse di studio è di duemila euro. Il termine per la presentazione dei lavori è il 1° aprile. Tre le sezioni: la prima per le classi III, IV, V della scuola primaria; la seconda per la scuola secondaria di primo grado; la terza per gli studenti del I e II anno delle scuole secondarie di secondo grado. La prima sezione del concorso richiede un elaborato grafico delle dimensioni massime di cm 35x25 a commento di una poesia a scelta di Marin, il cui testo andrà allegato. Alla seconda sezione possono partecipare gli studenti che presentino un elaborato massimo di due cartelle dattiloscritte contenenti il commento di una poesia a scelta. Per la terza sezione si dovrà presentare un elaborato massimo di 4 cartelle a commento di una poesia a scelta del poeta. Il bando del concorso, che stabilisce modalità e contenuti previsti per ogni ordine di scuola, è disponibile presso le scuole nonché sul sito del comune www.comune.adria.ro.it. Me.Ru.
Sopra una scena del film. Sotto, la presentazione nelle scuole
anni, cadute sotto il fuoco tedesco durante il rastrellamento e l’eccidio. Una ricostruzione non facile, per l’esiguità della bibliografia esistente e la mancanza di un riconoscimento istituzionale alle vittime. Per comprendere il suo odierno significato, quel tragico evento è stato attualizzato attraverso il dialogo con giovani che, anni fa, quella storia l’hanno conosciuta a scuola tramite una drammatizzazione teatrale e una raccolta
di testimonianze dei loro nonni, frutto dell’impegno di insegnanti e del comune di Villadose. Restano oggi pochi punti fermi: quel 25 aprile pioveva, 21 persone venivano uccise, 23 famiglie dovevano sopportare il dolore più grande, l’umanità si copriva di vergogna. Un eccidio senza motivo e senza diritto, per la presunta morte di un tedesco. Melania Ruggini
> melaniaruggini@gmail.com <
DIAMO VOCE A CHI NON CE L’HA. ACTIONAID È INSIEME A CHI OGNI GIORNO RIVENDICA I PROPRI DIRITTI. È INSIEME A CHI NON RIMANE IN SILENZIO DI FRONTE A INGIUSTIZIE SOCIALI, FAME E POVERTÀ. È INSIEME A CHI VUOLE FARSI SENTIRE PER CAMBIARE LE COSE. UNISCI ANCHE TU LA TUA VOCE SU ACTIONAID.IT
IL DIRITTO DI CAMBIARE
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Sport locale
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Adriese calcio Sogni intatti
Il mister Oscar Cavallari
Obiettivo serie D, torna la fiducia T
re punti d’oro contro l’Oppeano hanno rimesso in carreggiata l’Adriese nel girone A di Eccellenza. I granata sono sempre a -3 dalla vetta occupata dal Vigasio dopo tre giornate del girone di ritorno. Sono 40 i punti accumulati dalla formazione allenata da Oscar Cavallari che punta dritta alla serie D. La quarta serie è un traguardo che il presidente Luciano Scantamburlo si è prefissato e vuole raggiungere il prima possibile dopo averlo solamente sfiorato nella scorsa stagione. L’Adriese infatti si era arresa solo ai play off ai rigori contro la Fezzanese nei turni nazionali. Anche la tifoseria vuole la serie D, una piazza importante da raggiungere il prima possibile per una città come Adria. La tripletta
di Giovanni Guccione nell’ultimo turno di campionato ha ridato fiducia all’intero ambiente dopo lo 0-0 contro il Loreo, nel derby, nel turno precedente. Sembrava che quel pareggio a occhi di panda avesse stoppato i sogni di rimonta dell’Adriese ma le ambizioni, i sogni e la rincorsa alla serie D sono ancora intatti. Il Loreo si era chiuso bene, la squadra di Oscar Cavallari non era riuscita a sfondare il muro dei cugini ottenendo solamente un punto per la classifica. Era stato anche bravo il portiere avversario a neutralizzare tutte le occasioni avute dall’Adriese. Poi però è arrivato subito il riscatto sette giorni dopo in casa dell’Oppeano grazie alla tripletta del principe bomber che ha superato quota doppia cifra in campionato.
Ora bisogna far vedere di che pasta si è fatti: arrivano le sfide più toste con il Pozzonovo che lotta per i play off e con il Cerea e il Thermal Teolo che viaggiano a metà classifica
Per Guccione sono 11 le reti fin qui realizzate. Il traguardo è sicuramente quello dei venti centri realizzati due stagioni fa, sempre in Eccellenza, con la maglia del Rovigo Lpc. Di questo passo il bomber originario di Bergantino può facilmente raggiungere il traguardo. Dopo il 5-0 al Team Santa Lucia Golosine dopo le festività natalizie, dopo lo 0-0 con il Loreo e dopo il 3-0 per l’appunto all’Op-
peano, per l’Adriese si prospetta un mese intenso con tanto fieno da mettere in cascina per far sentire sempre il fiato sul collo alla capolista. I prossimi cinque turni diranno di che pasta è fatta l’Adriese. Contro il Bonollo Mestrino, ultimo in classifica, il risultato deve essere uno solo: la vittoria. Così come contro l’Euromarosticense, quintultima in graduatoria con l’Azzurra Sandrigo. Poi verranno le sfide più toste con il Pozzonovo, quinto e che lotta per i play off. Stesso discorso dicasi per le partite di fine febbraio contro il Cerea e il Thermal Teolo che viaggiano a metà classifica. Più punti riuscirà a fare l’Adriese e meglio sarà. Nessuna squadra può spaventare i granata che puntano dritti alla vittoria del campionato. Se il Vigasio farà anche qualche mezzo passo falso, l’Adriese dovrà essere pronta a sfruttarlo nel migliore dei modi per evitare la coda dei play off che ha dato solo dispiaceri nella scorsa stagione. Riccardo Pavanello
>pavanello.riccardo3@gmail.com<
Pettorazza rilanciata in classifica punta al top
Z
Positivo avvio di campionato per l’Under 13 Adria nuoto
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arte bene il campionato triveneto under13 per Adria Nuoto. La nuova formula a concentramenti prevede 5 giornate con partite andata e ritorno contro la stessa squadra. Domenica 31 gennaio si è svolto il primo concentramento nella piscina del Plebiscito Padova. Da calendario il doppio incontro con Aquaria 2001 di Piove di Sacco. Due incontri a senso unico per i giovani biancorossi. Due prime vittorie importanti che hanno permesso al tecnico Tolomei di schierare gli atleti più giovani e
di provare soluzioni diverse in vista dei prossimi incontri sicuramente più impegnativi. “Un buon test - commenta il tecnico - la nuova formula ha spostato a fine gennaio l’inizio del campionato e solo alcune amichevoli ci hanno permesso di mantenere i ritmi partita. Ho potuto inserire i più piccoli grazie al supporto e sacrificio tattico dei più esperti, sfruttando l’occasione per provare soluzioni diverse in campo.” Il prossimo appuntamento (28 febbraio a Trieste) doppio incontro con la Mestrina.
A sinistra la squadra Under 13 di Adria Nuoto, a fianco i giovani in azione
Risultati: Aquaria – Adria Nuoto 1 a 21 Adria Nuoto – Aquaria 2001 18 a 2 Sono scesi in campo: Dario Bellato (3), Thomas Lionello (2), Matteo Tolomei (7), Lorenzo Naluzzi (3), Riccardo Gamberini (2), Giacomo Fumana (4), Giovanni Zoletto, Andrea Romagnollo (4), Matteo Girotti, Simone Bonazza (3), Federico Giolo (7), Elia Mozzato (2), Mattia Bondesan (2). All. Marco Tolomei.
itti tutti arriva il Pettorazza. In Seconda categoria la squadra biancorossa si è messa nelle posizioni di vertice del campionato e nella terza di ritorno ha insidiato la capolista Porto Tolle. Alla fine è arrivato uno 0-0. Il punticino preso dalla squadra di Simone Braggion conferma quanto di buono fatto dalla società dall’inizio della stagione. Non è un caso che il Pettorazza risulti stabile nei primi cinque posti. La curva a crescere ha portato Luca Bellan e compagni in terza posizione alla 12esima giornata grazie alle quattro vittorie di fila maturate con Villanovese (3-1), Villadose (1-0), Zona Marina (2-1) e Turchese (2-1). Sul finale del 2015 quattro punti nelle ultime tre giornate causa la sconfitta interna con il Salara per 4-1, il pareggio con il Grignano per 2-2 e la vittoria all’ultimo turno con il Rosolina per 2-1. Nel 2016 le due vittorie nei derby hanno rilanciato la squadra in classifica. Prima si è piegato il Ca’Emo per 3-1 e poi il San Vigilio per 4-0. Il pareggio con la capolista non ha smorzato gli entusiasmi anzi, ha rafforzato l’idea dei play off a fine stagione. Coi prossimi impegni si capirà di che pasta è fatta questa squadra in quanto a febbraio ci saranno gli impegni con la Lendinarese, la Fiessese, la Stientese e il Boara Polesine. Quattro sfide tutte importanti, soprattutto quella con la Fiessese, vista l’importanza della squadra avversaria che occupa una delle posizioni più alte della graduatoria. Ri.Pa.
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ilVeneto
Il caso La sentenza di primo grado
Birolo condannato a due anni e otto mesi di carcere D
ue anni e otto mesi di carcere, oltre il risarcimento di 325 mila euro. E’ questa la pena inflitta dal giudice Beatrice Bergamasco del tribunale di Padova, con la sentenza di primo grado dello scorso 28 gennaio, a Franco Birolo. Il tabaccaio, che vive e lavora nel centro della frazione di Civè, alla fine dell’aprile del 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che nottetempo, dopo avere sfondato con un’auto la vetrata del suo negozio, stavano rubando al suo interno. Birolo, con la moglie e la figlia, stava dormendo al piano superiore. Le motivazioni della sentenza si basano fondamentalmente sul fatto che secondo il giudice non ci fu un’aggressione da parte del ladro. Dire che il caso abbia sollevato un polverone è dire poco, tanto da assumere una risonanza nazionale. Anche alla luce del fatto che solo qualche mese prima il Pubblico Ministero aveva chiesto l’assoluzione per Birolo. La reazione più istintiva è stata quella popolare. L’indignazione è stata generale, con i concittadini di Birolo che si sono tutti schierati subito dalla sua parte dimostrandogli la massima solidarietà. La decisione del giudice ha scatenato tuttavia una bufera sui social network tanto che, alla luce della miriade di insulti e minacce, la Digos fin da subito ha deciso di mettere sotto protezione l’abitazione della Bergamasco. Franco Birolo, da parte sua, non
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Attualità
Il tabaccaio di Civè dovrà inoltre risarcire alla famiglia del ladro 325mila euro. Secondo il giudice non ci fu aggressione da parte del ladro
Il tabaccaio che vive e lavora nella frazione di Correzzola alla fine dell’aprile 2012 uccise con un colpo di pistola uno dei ladri che di notte, dopo aver sfodato la vetrata del negozio, stavano rubando
ha mai voluto rilasciare un commento, rifugiandosi nella quotidianità del suo lavoro. Le manifestazioni di solidarietà, come si diceva, non sono mancate. Il movimento Indipendenza Veneta, all’indomani della sentenza, ha organizzato un sit in davanti all’ edicola, raccogliendo anche dei fondi. Nei giorni successivi, a Correzzola, si è poi fatto promotore di una fiaccolata di solidarietà a cui hanno partecipato cinquecento persone, tra le quali alcuni anche compaesani di Birolo. Sul piano istituzionale le reazioni sono state più ponderate. Il sindaco Mauro Fecchio e la sua amministrazione hanno riproposto il conto corrente postale istituito già nel 2012 e messo a disposizione di chi volesse concretamente aiutare il tabaccaio. La Lega Nord, che si è riunita con il suo stato maggiore provinciale a Correzzola, ha preferito spostare il tiro, più che sulla sentenza in se, sulla necessità di modificare la legge sulla legittima difesa istituendo un “Patto”, un tavolo di lavoro aperto al contributo di esponenti del mondo della magistratura e accademico.
Baldin (M5S): “Siamo dalla parte di Birolo”
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a consigliera del M5S in Regione Veneto Erika Baldin si è recata a Correzzola per ascoltare dalla bocca di Franco Birolo la dinamica dell’episodio che l’ha coinvolto. “Birolo è sceso dal letto per vedere cosa stava avvenendo nel suo negozio al pianterreno, diviso dagli alloggi della famiglia solo da una porta interna. Al piano sopra c’erano sua figlia e la moglie”.“Non possiamo parlare di far west in questo caso. Lui ha solo difeso la propria famiglia e credo che ogni padre e marito avrebbe fatto lo stesso. Per questo noi siamo con Birolo e ci facciamo portavoce della sua richiesta – continua la consigliera – Birolo chiede che in questo Paese si riconosca il diritto di ogni cittadino a difendersi e che tutti diano il proprio contributo politico alla revisione della legge sulla legittima difesa”.
L’intervento del vescovo fa scandalo
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candalo ha fatto l’intervento del vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, che ha pubblicamente assolto Birolo, considerando sproporzionata la pena. Una presa di posizione che ha portato l’Associazione nazionale magistrati a valutare l’opportunità di una querela per l’ingerenza del prelato. Anche l’avvocato di Franco Birolo non ha voluto puntare il dito sul giudice, ricordando come le sentenze vadano rispettate e che se non le si condivide c’è la possibilità di ricorrere in Appello. A sostegno del Giudice Bergamasco, l’onorevole del Pd Alessandro Naccarato, che accusa il presule di aver abusato del proprio ruolo. “Il suo intervento - commenta - è particolarmente grave alla luce delle motivazioni della sentenza, che hanno chiarito che l’imputato ha sparato contro un uomo disarmato.
Alessandro Cesarato
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“Non passi l’idea che rubare si può” Intervista al vescovo di Chioggia che difende il tabaccaio che ha ucciso: “Se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo”
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e dalla tensione”. Si può perdonare un omicidio se fatto in questo modo? “Io non penso che sia calcolato perciò dico: la difesa non è stata bella, ma nello stabilire le cause il giudice dovrebbe tenere conto del danno fatto e che lui è stato provocato. Perchè se il ladro fosse stato a casa sua non sarebbe successo niente. È come chi fa sport estremi: deve calcolare che si può anche rompere l’osso del collo...Altrimenti la gente si fa l’idea che può andare a rubare tanto non gli si può fare niente”. Quindi sono “rischi del mestiere”? “Anche il giudice ha tenuto conto che non è un omicidio volontario. Però poi, l’altro vitalizio mi sembra esagerato, perchè destabilizza la vita di una famiglia”. Parla del risarcimento alla famiglia del ladro? “Ma a Birolo i danni chi è che glieli risarcisce? Insomma, 325mila euro rovinano una famiglia”.
o non dico se ha fatto bene o no. Dico solo: cerchiamo di non far passare l’idea che rubare si può tanto dovremmo esser protetti per legge. Allora faccio una battuta: si faranno anche un’assicurazione sul lavoro?”. Il vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo non usa mezzi termini per difendere la sua scelta di schierarsi a favore di Franco Birolo, il tabaccaio di Correzzola condannato per avere ucciso un ladro. Una posizione netta e inattesa la sua. “Ho solo fatto una riflessione. Certo, la legge deve far capire che la difesa deve essere moderata, ma mi sono messo anche nei panni di chi si trova in quella situazione e non ha tutta la freddezza richiesta dalla legge”. Ma comunque Birolo ha tolto la vita a una persona... “Non dico che la reazione non sia stata sopra le righe o che ha fatto bene - e ne è convinto anche lui -, ma ha agito d’istinto, spinto dalla rabbia del momento
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E se quel ladro un giorno si fosse potuto redimere? “Certo, la morte non dà altre chance. Ma probabilmente anche chi ha sparato in situazioni diverse non lo avrebbe fatto. Con i ‘se’ non so cosa fare. Ma c’è l’idea che si senta più protetto per
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legge chi aggredisce che non chi è aggredito”. Quindi lei sarebbe d’accordo con la revisione della legge sulla legittima difesa? “Certo quello sarebbe ora”. Giorgia Gay
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Società
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Donne al vertice Mariacristina Gribaudi
Mariacristina Gribaudi è la presidente della Fondazione Musei civici veneziani.
“Arrendersi mai, il talento emerge” A
mministratore unico di un’azienda leader del settore della produzione di chiavi come la Keyline spa di Treviso, mamma di sei figli e ora anche presidente della Fondazione musei civici di Venezia. Mariacristina Gribaudi non ha certo paura delle sfide. Capo di un’azienda e ora anche al vertice della più importante istituzione culturale veneziana... “Quando sono arrivata ho trovato delle vere eccellenze e il mio compito sarà di valorizzare i talenti esistenti, ma anche di portare al suo interno uomini, donne e giovani di talento che facciano la differenza. Inoltre, gli undici musei della Fondazione rappresentano un patrimonio inestimabile, meritano molta più
visibilità, meritano ognuno di vivere di luce propria e diventare degli spazi in cui i giovani possano trovare un’ambientazione che li faccia ritornare”. Qual è stato il suo percorso per arrivare a un ruolo così importante? “Io sono piemontese, nasco da una famiglia di imprenditori che ha cominciato a fare business nel 1920 a Torino. Mia nonna lavorava, mia mamma era una donna manager. Insieme a queste figure femminili di riferimento ho metabolizzato il modello di fare business del Nord-ovest, caratterizzato dall’esperienza di Adriano Olivetti. Quello che io ho portato all’interno dell’azienda è un modello di business mixato dalle mie origini”. La sua è una bella esperien-
“Come riesco a gestire figli e carriera? Sono una maratoneta, sopravvissuta a tutto correndo. Al mio arrivo in azienda ho dovuto superare pregiudizi”
za di donna al vertice. È davvero così difficile per una donna ricoprire ruoli di rilievo? “È tutto difficile, a me nessuno ha regalato niente, la strada è stata tutta in salita. Per esempio, quando nel 2002 sono entrata nel business di famiglia di mio marito, Massimo Bianchi, gestito da soli uomini per sette generazioni, è stata una grandissima sfida, dovevo superare tutti i pregiudizi legati al mio ruolo. Credo che
non sia facile arrivare ai vertici seguendo i valori della meritocrazia, ma certamente si stanno aprendo delle opportunità per le donne di talento”. Come riesce a coniugare la famiglia e la vita privata con la carriera? “Dico sempre di essere una maratoneta: sono sopravvissuta a tutto correndo. Sei figli sono tantissimi, ma sono cresciuti con una capacità di autonomia quasi immediata. Per molte estati li ho portati in fabbrica per conoscere il mio mondo, lì hanno fatto dei piccoli lavoretti e poi, autonomamente, hanno sviluppato le loro capacità, anche all’estero. Inoltre, sin da quando erano piccoli ho sempre avuto la casa piena dei loro amici: sono sempre stata circondata dai giovani e questo costante contatto è servito moltissimo, anche nel mio lavoro”. Consigli da dare a una donna che vuole fare carriera? “Non arrendersi mai, essere resiliente, sorridere sempre, vedere il bicchiere mezzo pieno. Prima o poi le persone di talento emergono”. Giorgia Gay
Fa dialogare industria, cultura, giovani
“D
ietro ogni organizzazione c’è un aspetto fondamentale da tenere in conto: le emozioni delle persone”. Mariacristina Gribaudi, imprenditrice e donna di successo, si basa su poche, semplici regole nel suo lavoro in azienda come anche alla guida dell Fondazione Musei civici veneziani: lavoro di squadra, valorizzazione dei talenti, contaminazione tra le varie realtà produttive, spazio alle donne e ai giovani. “Le aziende dovrebbero cominciare a valorizzare il merito e soprattutto il capitale umano - spiega -: fare arrivare un lavoratore contento o scontento incide sulla qualità del lavoro. Più sereni arrivano, meno problemi abbiamo, più la qualità del lavoro eccelle”. All’esperienza nell’industria delle chiavi e nella Fondazione Musei Civici, si è aggiunta di recente anche la nomina a consigliere indipendente nel consiglio di amministrazione dell’incubatore veneto di start up H-Farm. Industria, cultura, nuova imprenditoria: tre ambiti che, per Gribaudi, si incontrano, si specchiano imparando l’uno dall’altro. “Possiamo pensare a fare fabbrica senza relazionarci con la cultura che abbiamo in Italia e con i giovani? Dobbiamo imparare a pensare a certi spazi come a dei luoghi aperti, in cui i giovani possono venire a studiare e a relazionarsi. Il patrimonio che ha Venezia è un contenitore dalle enormi potenzialità, non resta che investire”.
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Economia
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“Flessibilità del lavoro, opportunità di crescita” Il presidente di Eurointerim spa Luigi Sposato snocciola le cifre di un successo: fatturato di 68 milioni di euro, più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, e un totale di 10.140 lavoratori
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na realtà all’avanguardia a livello italiano nel campo delle agenzie del lavoro. E’ Eurointerim Spa, agenzia per il lavoro, nata nel 1998. Una delle prime agenzie per il lavoro a capitale interamente italiano. Il successo di questa realtà lo illustrano chiaramente i numeri. Il 2015 si è chiuso per Eurointerim con un fatturato di 68 milioni di euro, con un totale di più di 3 milioni e 600mila ore lavorate, cioè 472mila giorni lavorati e un totale di 10.140 lavoratori. Sono stati erogati 139 progetti formativi:18 corsi base, 34 corsi professionali e 87 corsi on the job, per un totale di 8400 ore formative e 929 lavoratori formati, un aumento del 24% rispetto al 2014. Ha la sua sede principale a Padova in viale delle Industrie. A raccontarcelo è direttamente il suo presidente Luigi Sposato. “L’oppor-
tunità di lavorare in questo campo - spiega Sposato- è arrivata con il 1996 cioè con la nuova normativa sul lavoro somministrato. L’Italia e la Grecia erano le ultime in Europa che non l’avevano introdotto. Due anni dopo, nel 1998 sono partito. Eurointerim, è l’unica agenzia che sintetizza una profonda conoscenza della complessa normativa giuslavoristica italiana con la possibilità di dare flessibilità a un mercato sostanzialmente rigido. L’attività si sviluppata in un crescendo, fino al 2009, quando cioè la crisi ha picchiato durissimo anche sulla nostra attività. La crisi fatto comunque utile pulizia di rami secchi. Quello che abbiamo imparato è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto di periodi economici così negativi. Nonostante ciò, fra i nostri dipendenti
Sposato: “Quello che abbiamo imparato in questi anni di crisi è che bisogna diversificare le attività per reggere l’urto dei periodi economici negativi”
Luigi Sposato
diretti, non abbiamo lasciato a casa nessuno”. Eurointerim ha 48 filiali in tutto il territorio nazionale prevalentemente al centronord e cioè oltre che in Veneto anche in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Friuli-Venezia Giulia. Ha 200 dipendenti propri e 200 “corner” all’interno di studi di consulenza del lavoro. A rivolgersi per trovare lavoro a Eurointerim, sono persone di tutte le età sia italiani che immigrati. Gli immigrati sono il 30 % del totale. Opera a fianco delle Istituzioni pubbliche per promuovere occupazione e reimpiego. Il mondo della consulenza del lavoro si completa con quello dei servizi per le risorse umane e di intervento organizzativo, modalità di assunzione, ricerca e valutazione del candidato e integrazione
con l’azienda. “Il nostro scopo- conclude Sposato - è unire candidati con aziende. I servizi per le aziende sono: somministrazione, ricerca e selezione, formazione, outplacement, outsourcing. Eurointerim è l’unica agenzia per il lavoro inserita nell’elenco delle imprese con rating di legalità”. Saranno organizzati incontri di formazione e orientamento gestiti dal Presidente di Eurointerim. Gli argomenti?: trovare o cambiare lavoro, motivarsi e motivare, gestire i collaboratori, comunicare con efficacia, come raggiungere i propri risultati personali e professionali. Fra le attività innovative di Eurointerim c’è l’avvio di una agenzia di rating in supporto alle imprese e all’azione delle banche. Mattia Rossin
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Politica
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Baretta: “La legge di stabilità darà nuovo impulso alla ripresa”
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Il sottosegretario veneto all’Economia spiega le principali novità contenute nella legge approvata dal Parlamento
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l Parlamento ha approvato la Legge di stabilità, un documento che ha importanti ricadute non solo a livello nazionale ma anche sul territorio. Ne abbiamo parlato con il sottosegretario all’Economia e Finanze on. Pier Paolo Baretta. Cosa cambia con la nuova Legge di Stabilità? “Questa legge contiene provvedimenti per irrobustire i segnali di ripresa che si intravvedevano, deboli ma concreti”. Le novità più importanti? “La riduzione del peso fiscale, impedendo l’aumento di due punti dell’Iva. L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa. Il rinnovo del bonus energetico. Sono stati confermati i vantaggi fiscali per le aziende che assumono ed è stata prevista la riduzione
“Tre assi di sviluppo per il Veneto”
dell’Ires per il prossimo anno. Altra novità è l’abolizione del Patto di stabilità: adesso i comuni potranno investire le energie bloccate al loro interno in interventi sul territorio”. Quali vantaggi per il Veneto? “Il Veneto ha dei vantaggi diretti da molte di queste scelte. È una delle più importanti realtà produttive del Paese, la sua industria è molto esposta all’export internazionale, per cui tutto ciò che sostiene l’industria va direttamente a beneficio anche del Veneto. Altri interventi di riforma, come quelli su autorità portuali e infrastrutture, per esempio hanno avuto una buona ricaduta sul Veneto”. Ci sono altri provvedimenti al vaglio del Governo? “Molti provvedimenti sono
“Tra le novità la riduzione del peso fiscale, incentivi alle aziende che assumono, eliminazione dell’Imu prima casa”
già in corso, tra questi cito il finanziamento dell’alta velocità sulla tratta Verona-Padova e verso Trieste. Il finanziamento della Pedemontana, che è già stato fatto, ma c’è anche l’accordo di programma per Porto Marghera, con un finanziamento di 150 milioni. Infine, il riconoscimento da parte dell’Unesco delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità”. Gaia Ferrarese
er il sottosegretario al’Economia Pier Paolo Baretta sono tre le linee da seguire per sostenere la ripresa in Veneto. “Il primo è certamente lo sviluppo dell’industria manifatturiera - spiega -, che da sempre è il perno della nostra economia”. Il secondo è il binomio turismo e cultura: intesi come tutt’uno: “Il Veneto ha un patrimonio clamorosamente elevato, elemento centrale di sviluppo del territorio - evidenzia -. Un patrimonio fatto sia di grandi città d’arte sia di piccoli centri urbani. Dobbiamo gestirlo in modo organico, con una chiara visione. Non può essere lasciato ai singoli comuni”. “Il terzo asse è la logistica. La posizione geografica del Veneto è privilegiata: dai porti del Nordest si accede al centro e all’Est Europa, mercati straordinariamente importanti. Per questo ci serve cinserve una logistica capace di ricevere e smistare”.
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Politica
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Accordo in Regione L’area da mezzo milione di mq è già nella disponibilità del Comune
Via libera al nuovo ospedale di Padova Sarà costruito a Padova Est - San Lazzaro D
opo anni di polemiche e colpi di scena la politica trova l’accordo sul futuro del nuovo ospedale di Padova. Si farà a Padova Est - San Lazzaro, in un’area di 521 mila metri quadrati a disposizione del Comune di Padova. Tramontata dunque l’idea di Padova Ovest, dopo un ridda di reazioni, messa da parte anche l’ipotesi dell’aeroporto insieme all’eventualità di una ricostruzione del vecchio ospedale, la collocazione del nuovo policlinico passa il vaglio del tavolo regionale. Il comitato di coordinamento presieduto dal governatore Zaia e composto da tutti i soggetti interessati (Uls, Azienda Ospedaliera, Università, Comune, Provincia) ha dato il via libera alla soluzione di San Lazzaro dopo l’ultimo confronto tra le diverse opzioni proposto dal nel direttore dell’azienda ospedaliera Luciano Flor. Ora viene il bello perché, a parte la disponibilità
Ora viene il bello con la progettazione di un’opera attesa da almeno vent’anni. Servirà una forte collaborazione tra pubblico e privato dell’area, che il Comune di Padova mette a disposizione in “diritto di superficie” per almeno 99 anni, il progetto del nuovo ospedale è tutto da costruire e ha l’ambizione di consegnare finalmente alla città una moderna “cittadella della salute” all’altezza della fama e dell’alta specializzazione della sanità padovana. Serviranno tanti soldi, oltre 600 milioni di euro, e una sinergia tra pubblico e privato visto che anche in questo caso si ricorrerà alla formula del “project
Le reazioni: il centrodestra esulta, perplessità dal centrosinistra mentre il Movimento 5 Stelle teme un nuovo “mostro mangia soldi”
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ra l’attenzione si sposta sui tempi e sui dettagli della progettazione del nuovo ospedale di Padova. Intanto dal centrodestra arriva il plauso alla scelta di Padova Est. “L’eccellenza sanitaria patavina - afferma Roberto Marcato, assessore regionale all’economia - meritava di potersi esprimere al meglio in una struttura adeguata, che ora nascerà secondo tutti i crismi e con le preziose indicazioni tecniche dell’Università e dello Iov, elementi importanti per dare contenuto scientifico ai massimi livelli”. Il centrosinistra conferma invece i dubbi di quello che giudica un percorso ad ostacoli. “La prima delle perplessità - affermano i consiglieri Claudio Sinigaglia e
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Piero Ruzzante - è quella sulla destinazione urbanistica e la conformità della stessa per attivare la struttura sanitaria. Meritano un approfondimento le questioni dell’accessibilità, anche viabilistica, e delle possibilità di implementazione dell’area”. Teme un nuovo “mostro magia soldi” il capogruppo del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti: “Ancora una volta stanno parlando del contenitore, ma sui contenuti non ho ancora sentito una parola dalla politica regionale per non parlare del fatto che diventa indispensabile ribadire un secco no all’ipotesi del project financing, come andiamo dicendo da sempre, per questo progetto”.
financing”. Intanto la Regione ha confermato lo stanziamento di 50 milioni l’anno per il prossimo triennio ma questo è solo il primo passo. Per quanto riguarda l’ormai accantonato progetto di Padova Ovest è lo stesso Zaia ad indicare la strada da seguire: “ Il fatto sarà formalizzato con una nuova delibera regionale che ribadirà la non pubblica utilità dell’area di Padova Ovest già dichiarata il 14 ottobre 2014. Abbiamo inoltre costituito un tavolo tecnico composto dai legali dei diversi protagonisti del Tavolo che dovrà darci la corretta linea giuridica rispetto ai rapporti con i privati che furono interessati a Padova Ovest. Nel frattempo si può cominciare a scrivere anche il nuovo Accordo di Programma – conclude Zaia – che darà al Veneto un Policlinico Universitario di livello internazionale”. Anche il sindaco di Padova Massimo Bitonci parla di una decisione storica e sottolinea il ruolo del Comune nel mettere a disposizione il terreno: “Le valutazioni dei tecnici sono state assunte e condivise da tutte le parti: l’area di Padova Est non evidenzia criticità ed è immediatamente disponibile. Ora andiamo avanti, insieme. I veneti e, soprattutto, i padovani, hanno atteso per troppi anni un’opera che ora possiamo finalmente realizzare”. Più critico invece il presidente della Provincia Enoch Soranzo, che si è astenuto: “Invierò a Zaia le controdeduzioni su alcuni errori e discrepanze ma a questo punto auspico che, definita una volta per tutte l’area, s’inizino quanto prima i lavori di costruzione, e che davvero Padova possa avere in tempi rapidissimi una struttura attesa da vent’anni”. Nicola Stievano
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Lombardia Un tempo l’attuale “4 stelle” gestito dai Giovannini era anche una frequentata stazione di cambio cavalli
L0 storic0 “Posta” racconta Sondrio L’elegante Grand Hotel costruito nel lontano 1862 è legato a doppio filo con la città della Valtellina costituendone un luogo d’accoglienza di classe e un sing0lare, ricco e variegato spazio museale Pagina a cura di
>Renato Malaman<
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na città, un albergo. Nel caso di Sondrio bisognerebbe dire: una città e il “suo” albergo. Perché il Grand Hotel della Posta è legato a doppio filo con la città capoluogo della Valtellina, sin da quando era ancora parte del cosiddetto Stato di Milano governato dagli austriaci. Dai successori di Radetzky per intenderci. Era il 1855 quando per volontà di Francesco Foianini fu gettata la prima pietra dello storico hotel, la cui costruzione venne completata nel 1862, quando Sondrio e la Lombardia tutta erano già parte del neonato Regno d’Italia retto dai Savoia. Della sua città il Grand Hotel della Posta è stato, come testimonia il nome, stazione di posta e quindi crocevia di comunicazioni, trasporti e traffici commerciali. Uno snodo vitale. Affacciato sulla centralissima piazza Garibaldi, di cui costituisce uno dei focus per l’eleganza del suo stile architettonico, da oltre un secolo e mezzo il Grand Hotel della Posta rappresenta il luogo dell’ospitalità per eccellenza di Sondrio. Le camere, grazie anche ad un recente restauro, mantengono intatto il fascino di un tempo con arredi e decori d’epoca, compresi in qualche caso gli affreschi dei soffitti. Entrarvi è come aprire la porta sulla storia e poter respirare certe atmosfere della seconda metà dell’Ottocento, quando il gusto per il dettaglio era arte. E parlando di arte va sottolineato un altro aspetto che lega fortemente il Grand Hotel della Posta a Sondrio: l’esposizione di opere d’arte di valore assoluto. Si tratta di intere collezioni che la proprietà dell’immobile, il Credito Valtellinese (erede di quella banca, il Piccolo Credito Valtellinese, a cui il proprietario di allora, Enrico Vitali, la cedette nel 1947), ha voluto collocare nei vari spazi dell’albergo per trasformarlo in una sorta di museo. Si tratta di un notevole complesso di opere d’arte attinte dalla collezione di quadri antichi della banca. Ma brillano anche sculture di valore, come i bronzi realizzati dal grande Arturo Martini. Un galleria di capolavori d’autore che spaziano dal Settecento all’arte contemporanea.
Sembrerebbe di passare dal sacro al profano citando anche l’enogastronomia fra gli aspetti che rendono lo storico albergo una vetrina di Sondrio e del suo territorio. Ma non è affatto un’eresia perché oggi la produzione agroalimentare di un territorio, specie quella artigianale, è considerata parte integrante della cultura materiale di una zona. E la Valtellina ne ha molte di eccellenze da mettere in vetrina, a cominciare dalla bresaola, salume crudo a pezzo intero ottenuto da sapiente stagionatura naturale che è nato proprio da queste parti. E poi i tanti formaggi di alpeggio, a cominciare da Bitto, Casera Valtellina e Scimudin. I pizzoccheri, pasta tipica a base di grano saraceno, la polenta “taragna” e gli “sciatt”, ovvero frittelle di grano saraceno e formaggio. Quindi i vini: ieri solo lo Sforzato, o Sfurzat (ottenuto da uve passite tre o quattro mesi), oggi anche molti altri. In primis il Valtellina Superiore, un rosso che ha ottenuto la Docg come lo Sforzato. La base prevalente è il Nebbiolo che nella Valtellina assume le declinazioni più originali e apprezzate. Il Grand Hotel della Posta ospita la maggior parte degli eventi di rappresentanza di Sondrio. In aprile è
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Turismo La suggestiva piazza Garibaldi, cuore di Sondrio dove sorge il Grand Hotel della Posta. A destra la Spa e la facciata dello storico albergo, scorcio sul fiume; sotto: una camera dell’hotel, prodotti tipici della Valtellina e un piatto di pizzoccheri. Nella striscia verticale: il ristorante e la taverna dell’hotel, la Torre Ligariana e l’albergo illuminato.
Hotel della Posta. L’itinerario del passeggio comprende la vicina piazza Campello, dove prospettano il Palazzo Pretorio (oggi sede municipale) e la Collegiata dei Santi Gervaso e Protasio, chiesa simbolo della città. Il suo campanile, la Torre Ligariana, è nel contempo anche torre civica. Una visita della città deve comprendere anche il Museo Valtellinese di Storia e Arte che sorge in via Quadrio nel Palazzo Sasso de’ Lavizzari. Una strada in salita conduce al Santuario della Sassella che presenta pregevoli affreschi del ‘500. La città, che ha poco più di ventimila abitanti, sorge alla confluenza fra il Mallero e l’Adda e mentre si passeggia il sottofondo del rumore dell’acqua che scende rabbiosa da tutta la valle e dal complesso del Mara Corna è costante. Fa capire che tutt’intorno c’è il grande regno della montagna, lo scrosciare dell’acqua ne annuncia il respiro. Sondrio, in fondo, di questa regione di paesaggi austeri che è la Valtellina, terrazzata fin dai tempi dei romani per coltivare la vite, ne è la regina indiscussa. Da sempre. prevista la prima edizione di un evento – contenitore chiamato “Art de Vivre” e dedicato ad arte, moda, gastronomia e intrattenimento. Oggi la gestione dell’hotel è affidata alla società Lungolivigno della famiglia Giovannini di Livigno, gruppo che ha costruito la sua notorietà nel campo della moda (i suoi negozi di Livigno propongono le griffe più quotate e sono molto frequentati dai turisti, anche stranieri) e che ha esteso i suoi interessi nella hotellerie di qualità. Il “4 stelle” storico di Sondrio è oggi uno dei fiori all’occhiello dei Giovannini, compreso il ristorante che si è ritagliato uno spazio anche fra le segnalazioni delle guide specializzate. Il restauro ha permesso di recuperare anche gli spazi sotterranei dell’albergo dove è stata ampliata la Spa e ricavate la sala colazione, una rustica taverna e una fornita enoteca, che presenta un panorama completo delle etichette del territorio. Sondrio è città appartata, che non ama i riflettori, ma è ugualmente piacevole da visitare. In tutte le stagioni. Il suo salotto è piazza Garibaldi su cui si affacciano i palazzi più importanti, fra cui il Grand
Dal 23 al 25 aprile ospiterà “Art de Vivre”un evento d’arte, moda e alta gastronomia L’albergo è uno dei focus di piazza Garibaldi il cuore pulsante di un centro storico tutto da scoprire
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Utero in affitto: la storia della donna che sta facendo riflettere anche l’America
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L’Editoriale
Lo psicologo di base: perchè è importante dott. Alessandro De Carlo*
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a figura dello psicologo di base sta ottenendo sempre maggiore visibilità e attenzione sui media, nella discussione tra professionisti e nell’agenda politica, che ha anche recentemente visto la presentazione di un progetto di legge regionale su questo argomento. Si tratta di una figura professionale che ha lo scopo di favorire la salute e il benessere psicologico delle persone lavorando negli stessi ambienti dei medici di medicina generale, o medici di base. Tali ambienti sono frequentati normalmente dalle persone, non sono distanti dai luoghi della vita quotidiana e non sono generalmente percepiti come luoghi “pericolosi” o “da evitare” come possono essere visti, ad esempio, gli ospedali. Tale caratteristica degli ambulatori di medicina generale è fondamentale nella prospettiva di avvicinare la psicologia e gli psicologi alle persone, che ad oggi usufruiscono solo limitatamente delle loro prestazioni professionali. Se infatti il bisogno di psicologia è in costante aumento – le rilevazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano tale tendenza – l’accesso alla professionalità degli psicologi è ancora limitato. La vicinanza e la possibilità di contatto, concetti già cari alla psicologia sociale, in questa prospettiva possono facilitare l’accesso a prestazioni che altrimenti che richiederebbero una ricerca attiva di un professionista privato o il rischio di dover attendere presso strutture pubbliche. A ciò si aggiunge un’ancora scarsa familiarità delle persone con la psicologia, scienza “giovane” nella sua configurazione contemporanea e quindi ancora non pienamente conosciuta da tutti, tanto nelle sue aree d’intervento quanto nelle sue possibilità di migliorare la salute e il benessere. Per questo l’istituzione della figura dello psicologo di base, che non può prescindere da una volontà condivisa con i medici e con le amministrazioni regionale e locale, deve proseguire al fine di realizzare un ulteriore presidio di salute nel Veneto, regione già d’eccellenza in sanità. *Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto
I rimedi naturali contro lo stress psico-fisico
Come curare la Lombalgia
a pag 33
L’Ortodonzia intercettiva per i bambini a pag 33
a pag 34
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pag 1 e 2 editoriale per provincia rovigo (o anche padova) DR . SSE
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L’intervento
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L’opinione
Pubblicità informativa, la sentenza che dà ragione al codice deontologico dott. Bruno Noce*
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l 19 gennaio, laVI sezione del Consiglio di Stato ha dato ragione ai ricorsi presentati da Fnomceo, affiancata dall’Ordine dei Medici e degli odontoiatri di Milano, contro l’ammenda di 800.00 euro inflitta alla fine del 2014 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato(AGCOM). L’ammenda era stata inflitta alla fine del 2014 dall’AGCOM alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici(FNOMCEO), successivamente più che dimezzata dal TAR di Roma, per un articolo contenuto nel nostro Codice Deontologico riguardante il divieto all’utilizzo della pubblicità commerciale da parte degli iscritti a sostegno della propria attività professionale. Gli Ordini devono continuare la attività di verifica della veridicità e correttezza dei messaggi pubblicitari degli studi odontoiatrici e medici nel rispetto della legge Bersani e a tutela dei consumatori, eventualmente sanzionando l’iscritto che, divulgando informazioni inveritiere ed ingannevoli, viola il Codice Deontologico. La soddisfazione è legittima in quanto si tratta di una sentenza che, pur non entrando nel merito, costituisce un punto fermo riguardo le competenze ascritte all’Istituzione Ordinistica ed inoltre e non certo di poco conto, perché a fronte di una nostra sempre chiara e netta posizione, nel tempo ed in corso d’opera in tanti si sono esercitati nelle più fantasiose soluzioni. La sentenza del Consiglio di Stato costituisce una grande vittoria per la professione che in questi anni ha assistito a promozioni in campo odontoiatrico inverosimili in termini di prezzi e di prestazioni, che sicuramente hanno disorientato il cittadino. Un conto è infatti la pubblicità informativa che permette al paziente di essere edotto appieno sulle terapie offerte, compresi i prezzi, diversa è la pubblicità commerciale che ha lo scopo di attrarre mediante spot promozionali il potenziale “ cliente” non mettendolo nelle condizioni migliori per operare una libera scelta su ciò di cui ha effettivamente bisogno. Noi ci adopereremo sempre affinché le regole del Codice Deontologico vengano rispettate per continuare ad operare affinché il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della costituzione sia sempre tutelato e prevalga su qualsiasi logica di profitto e di mercato senza regole e per poter riaffermare ancora una volta la libertà e l’indipendenza della Deontologia Professionale, e dei suoi principi etici e civili, con l’obiettivo della tutela dei diritti dei cittadini. Siamo consapevoli che a fronte dei cambiamenti culturali e dei mezzi di informazione di massa, il medico è sollecitato a modificare le tradizionali forme di comunicazione, ma proprio per questo, come Ordine, sosteniamo con forza il nostro diritto a vigilare nell’interesse della salute dei singoli e della collettività.
*Presidente della Commissione Albo Odontoiatri Rovigo
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dott. Francesco Noce*
L
a scienza medica ha da tempo oltrepassato i confini delimitati dalle colonne di Ercole e non occorre disturbare Kant per ricordare che non tutto ciò che è lecito è moralmente accettabile. Il progredire scientifico ha favorito la nascita nel secolo scorso della nuova disciplina della bioetica. Sono stati istituiti da allora Comitati di bioetica a vari livelli, da quello nazionale a quelli regionali e locali, per cercare di dare risposte alle nuove situazioni in cui si sono venuti a trovare i medici, e non solo, di fronte a casi come ad esempio la procreazione medicalmente assistita, gli espianti e i trapianti di organo, l’eutanasia, l’accanimento terapeutico,l’utero in affitto, lo “staccare la spina” al paziente ormai ridotto in stato vegetativo ma vivo solo grazie alle moderne tecnologie, ma anche l’allocazione delle risorse economiche e la priorità delle cure. In questi giorni in cui è in votazione nel Parlamento italiano la legge Cirinnà sulle unioni delle coppie omosessuali, sull’adozione di figli da parte delle stesse (argomento su cui i pediatri hanno lanciato un grido d’allarme per le possibili conseguenze psicologiche), sulla maternità surrogata, in America si sta discutendo su un caso che ha creato un forte impatto mediatico: può una donna che ha dato il suo utero “in affitto” rifiutarsi di abortire quando questo le sia richiesto dai genitori intenzionali? Negli USA, in molti Stati è permesso che vengano stipulati regolari contratti in cui una donna si impegna a portare in grembo figli non suoi in cambio di denaro. Melissa Cook,una 47enne californiana in attesa di 3 gemelli i cui gameti derivavano da un 50enne della Georgia mentre gli ovuli da una donatrice, ha respinto la richiesta di aborto da parte del padre intenzionale ed ha intentato causa contro l’uomo. Dal momento che tutti e 3 gli embrioni impiantati nell’utero della sig.ra Cook avevano attecchito, il padre, che aveva preso in considerazione l’adozione di un solo bambino, con la preoccupazione di rischi associati ad un parto multiplo e la motivazione di ritenere crudele il separarli, aveva chiesto alla donna di abortire. Melissa,incinta alla 23.ma settimana,ritenendo le motivazioni della richiesta legate più a preoccupazioni economiche che non a motivi di salute, ha rifiutato di abortire: “Stanno andando bene tutti e tre - ha dichiarato al Washington Post - ho profonda empatia per gli uomini che vogliono figli, tuttavia ora penso che il concetto di base di questo tipo di accordi vada riesaminato e non considero più gli accordi di maternità surrogata favorevolmente come in passato.” Si è quindi rivolta alla Suprema Corte di Los Angeles per violazione dei diritti di uguale protezione garantiti dalla Costituzione da parte della legge californiana su questa forma di fecondazione assistita. Per Jennifer Lahl, Presidente del Center for Bioethics and Culture Network, si tratta di un caso epocale: “Le donne in tutti gli USA sono state intimidite e sfruttate dall’industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto. E ora quest’industria si è spinta troppo in là cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per un mero beneficio economico”. “Attraverso casi come questo gli americani inizieranno a capire perché il Canada e tantissimi Paesi Europei, Asiatici e Africani hanno vietato la maternità a pagamento. Trasforma le donne in allevatrici anonime e i bambini in prodotti da ordinare (ed eventualmente da eliminare se non corrispondenti alle aspettative (n.d.r.). Questo- conclude Lahl - deve finire!” La Cook nella causa in corso rifiuta di abortire e sostiene di essere la madre legale dei 3 gemelli e cerca di ottenere i diritti parentali sul terzo bambino e la custodia per i primi due. Un caso di riflessione anche per i nostri Parlamentari. *Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo
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Come curare la Lombalgia, diagnosi e procedura
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iene definito lombalgia il dolore che colpisce la regione lombare e sacrale; qualora si irradi all’arto inferiore viene indicato come lombo-sciatalgia (irritazione anche del nervo sciatico) o lombocruralgia (irritazione anche del nervo crurale). I due termini indicano solamente i distretti corporei in cui si manifesta il dolore senza indicarne le cause. L’origine del disturbo può ritrovarsi in problematiche meccanico-strutturali, dei tessuti molli vertebrali e paravertebrali, della struttura ossea, degli organi interni che “proiettano” dolore nella zona lombare, la gravidanza, lo stress (psicosomatico). Uno dei fattori di rischio è l’obesità in quanto aumenta la lordosi fisiologica lombare, altera la meccanica vertebrale con conseguente ripercussione sulle zone vicine ed a distanza, irritazione dei nervi, dolore; un altro fattore di rischio è la sedentarietà: “il movimento, questa è la vita”. Per questi motivi, non è sufficiente calmare il dolore e l’infiammazione, è necessario, anche e soprattutto, restaurare una migliore meccanica vertebrale, affinché le crisi non si scatenino più su dei semplici piccoli “movimenti sbagliati”. Una buona meccanica vertebrale deve permettere un utilizzo normale della colonna vertebrale, senza che si sia obbligati a fare sempre attenzione a tutti i gesti. Se questo non c’è avremo un terreno fertile per il “colpo della strega” su cui un movimento anche minimamente “scorretto e brusco” va a creare un’alterazione strutturale, una distorsione vertebrale e quasi sempre al dolore si accompagna una marcata rigidità muscolare in tutto il corpo. Il dolore può insorgere in maniera acuta (comunemente detto colpo della strega) o in maniera
sorda e costante (lombalgia cronica) comunque essere prodotto da diverse cause: uno sforzo eccessivo, una caduta che produca un trauma distorsivo – contusivo, patologie cronico degenerative quali artrosi, stenosi lombare, sindrome della cauda equina, problematiche capsulo-legamentose, stiramento della muscolatura, ecc. La risposta dell’organismo al dolore è una contrattura antalgica della muscolatura lombare che aumenta la sensazione dolorosa accompagnandola ad una marcata difficoltà nel movimento del tronco. Il trattamento della lombalgia non è semplice, dipende dalla severità dei sintomi piuttosto che dalla severità delle lesioni, ed il giudice finale del risultato è il paziente stesso, tenendo presente che ognuno ha la propria percezione del dolore. Lo scopo del trattamento è quindi quello di riequilibrare il corpo in modo da rivitalizzare l’organismo che in genere si trova atteggiato in stato di difesa sia a livello muscolo-scheletrico che a livello organico, emotivo: fattori che modificano la postura e che poi possono scatenare vari sintomi fra i quali uno dei più frequenti è la lombalgia. Si interviene riequilibrando il piede, il ginocchio, il bacino, la colonna vertebrale, ecc., in poche parole è importante ristabilire la mobilità lì dove è perduta nonché riequilibrare le pressioni sopra e sotto diaframmatiche. Dott. Andrea Bellato - Fisioterapista e Osteopata Via Marcanta 15, Adria (Ro) tel 388 0441845 mail: a.bellato87@gmail.com
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Piccolo glossario omeopatico a cura del vostro Farmacista
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uando vi recate in Farmacia con una ricetta medica omeopatica, avrete sicuramente notato alcune sigle e numeri che identificano il prodotto che vi è stato prescritto. Sono le “parole“ dell’Omeopatia…questo breve testo vi aiuta a capire di che cosa si tratta, vediamole insieme. Facciamo un esempio, vi è stata prescritta: ARNICA MONTANA 5 ch Arnica Montana è il nome del rimedio. Viene scelto a discrezione del vostro medico o su consiglio del Farmacista. L’omeopatia è un sistema terapeutico molto personalizzato, perciò il rimedio, così come la diluizione e la potenza, viene scelto secondo criteri che si stabiliscono direttamente sul paziente considerando molteplici aspetti. 5 ch: rappresenta il tipo di diluizione (ch) ed il grado di diluizione. Diluizione: ogni rimedio omeopatico viene preparato secondo un metodo ben preciso che prevede due processi, la diluizione e la dinamizzazione. Per diluizione si intende che da una determinata sostanza si prende una certa e ben definita quantità ,che viene diluita in una altrettanto precisa quantità di sostanza inerte, e quindi sottoposto ad una serie di succussioni. Se si tratta di una diluizione su cento parti (1:100) , la diluizione viene definita centesimale e viene indicata come “ch”, centesimale Hahnemaniana (Samuel Hahnemann fu il medico che scoprì l’omeopatia). Se è una diluizione su dieci parti (1:10), allora viene definita decimale e indicata con “dh”. Se il processo di diluizione segue una metodica particolare detta “korsakoviana” (da Korsakov,il nome dell’ideatore),si indica con “K”. Il numero che trovate accanto alla sigla che identifica il tipo di diluizione indica
il grado di diluizione, cioè quante volte la sostanza è stata diluita e dinamizzata. Dinamizzazione: la dinamizzazione rappresenta il processo di succussione con il quale viene fornita energia al rimedio. Quanto maggiore è il grado di diluizione, tanto maggiore è anche il numero di dinamizzazioni cui la sostanza è stata sottoposta, e tanto più potente è il rimedio…quindi, attenzione al “fai da te” ! E’ importante e consigliabile rivolgersi sempre al medico omeopata o al farmacista specializzato se avete dei dubbi sulla potenza del rimedio. Tintura Madre: rappresenta la sostanza base da cui molto spesso si parte per la preparazione dei rimedi omeopatici, soprattutto se di origine vegetale. Viene ottenuta per macerazione in alcool etilico della sostanza cui si riferisce, a differenza del Macerato Glicerico, che è invece un macerato in glicerolo. Le tinture madri possono essere omeopatiche oppure no, ma in entrambi i casi si tratta di sostanze fitoterapiche, cioè che contengono ancora parti in peso del principio attivo, e sono quindi ben diverse da un rimedio omeopatico vero e proprio. Attenzione quindi, le tinture madri possono dare allergie e possono interagire con l’eventuale concomitante uso di farmaci allopatici. Rivolgetevi agli esperti per ogni dubbio o incertezza che riguardi il loro impiego. Farmacia Nadalini Dott.ssa Carla e Silvia Nadalini, via Riviera Matteotti 5 - Adria (Ro) Tel.: 0426 21459 - mail: info@nadalini. it - web: www.nadalini.it
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L’Ortodonzia intercettiva per i bambini
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La sindrome metabolica
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La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti
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’ortodonzia e’la disciplina odontoiatrica che si occupa della correzione delle malocclusioni per ottenere quell’allineamento dei denti che consente una funzione masticatoria fisiologica e un’estetica facciale armonica. L’ortodonzia intercettiva per bambini serve ad individuare e correggere, se presenti, anomalie dentarie e scheletriche, quali morso crociato, arcate strette, mancanza di spazio, mandibola arretrata o avanzata rispetto all’arcata superiore, prima che possano generare gravi conseguenza funzionali o estetiche. La prima visita dovrebbe essere effettuata tra 3 e i 6 anni, quando sono presenti in bocca tutti i denti da latte, che devono essere mantenuti sani perche’ fanno da guida all’eruzione dei denti permanenti. Fondamentale è la sigillatura dei solchi occlusali dei primi molari permanenti per proteggerli dalla carie. Un altro aspetto molto importante della prevenzione e’ l’individuazione di abitudini viziate come l’uso prolungato del succhiotto, il succhiamento di uno o piu’ dita, la respirazione orale e la deglutizione atipica, che compromettono lo sviluppo armonico del volto . Un intervento precoce, mediante i moderni dispositivi ortodontici-ortopedici, guida la crescita e lo sviluppo dento facciale, creando spazio per denti affollati in eruzione, ottenendo la simmetria facciale, riducendo il rischio di traumi su incisivi superiori protrusi, preservando lo spazio per denti non ancora erotti, diminuendo la necessita’ di estrazioni di denti permanenti, riducendo la durata del trattamento in
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dentatura permanente. Se il trattamento precoce non è necessario l’ortodontista può monitorare attentamente la crescita e lo sviluppo per iniziare l’eventuale terapia ortodontica al momento ideale. Nel giovane e nell’adulto, in cui le arcate dentarie e le basi ossee sono gia’ formate i denti possono essere allineati con tecniche ortodontiche tradizionali, come apparecchi fissi vestibolari o linguali. Esiste infine la moderna tecnica ortodontica biodinamica, una sequenza di apparecchi trasparenti, precisissimi e invisibili che allineano i denti e riconfigurano la funzionalità muscolare eliminando le interferenze occlusali anomale e conferendo equilibrio al viso e alla bocca.
Vitaldent - centro odontoiatrico Dott.ssa Angela Zadro, specialista in Ortognatodonzia Corso del Popolo 94/96 45100 Rovigo Tel.: 0425/073575 - www.vitaldent.com
er sindrome metabolica si intende, la presenza contemporanea di una serie di fattori di rischio nello stesso soggetto. La causa preponderante di questo problema è il diffondersi dello stile di vita occidentale anche in quelle nazioni che fino a un decennio fa venivano considerate povere. Questo ha implicato lo sviluppo di alcune patologie che fino a qualche anno fa erano praticamente inesistenti in quelle regioni, come il diabete di tipo 2 e l’obesita’ determinando un aumento vertiginoso della spesa sanitaria. Nel 2001 il national il 25% degli uomini e addirittura istitute of health ha stabilito i L’inattivita’ fisica e una il 27% delle donne. Gli studiosi criteri diagnostici per identificare non sono riusciti ancora a trovare dieta poco sana sono la patologia che consistono una terapia farmacologica in nell’identificare, nello stesso alla bese di questo grado di contrastare la sindrome paziente tre o piu’ dei seguenti fenomeno metabolica e ritengono che l’unica disordini: ipertrigliceridemia, ridotto strada attualmente percorribile colesterolo ldl, ipertensione arteriosa, iperglicemia, sia quella dell’adozione di uno stile di vita che circonferenza vita oltre i 102 cm.nei maschi e 88 nelle preveda una maggiore quantita’ di attivita’ fisica femmine. L’inattivita’ fisica e una dieta poco sana e, contemporaneamente, una riduzione del peso sono alla bese di questo fenomeno, ma questi fattori corporeo. di rischio sono al tempo stesso manifestazioni dei cambiamenti socio-economici della societa’ moderna. Sono stati individuati alcuni punti che hanno spostato Farmacia l’equilibrio tra calorie introdotte e spesa energetica: Dott. Marco Ferrari aumento di lavoro sedentario, crescita della quantita’ - Piazza Marconi, calorica giornaliera in concomitanza con il declino dei 34 loc. Donada prezzi del cibo, aumento del consumo di cibo lontano di Porto Viro (RO) da casa, diminuzione dell’attivita’ fisica richiesta telefono 0426/631384 nella vita lavorativa e quotidiana... Si tratta di una Mail: farmaciaf@libero.it condizione molto diffusa tanto da interessare in Italia
L’importanza della riabilitazione nella terza età T
ra i problemi più comuni della terza età si annovera il generale peggioramento delle funzionalità motorie, causato dal naturale deterioramento – invecchiamento di strutture osteoarticolari e miotendinee. A questo si aggiungono anche traumi e patologie a cui gli anziani sono maggiormente soggetti ed in alcuni casi anche un graduale deterioramento cognitivo: per tutte queste eventualità è fondamentale operare tempestivamente con un’attività riabilitativa mirata, che consenta un pieno (o parziale) recupero funzionale motorio. Gli obiettivi della terapia riabilitativa e strumentale sono molteplici: risoluzione dello stato infiammatorio, riduzione/ scomparsa del dolore, miglioramento della funzione muscolo-scheletrica e della qualità di vita (comprese le condizioni psicologiche e la fiducia del paziente), incremento nella compliance riabilitativa (= disponibilità da parte del paziente al trattamento riabilitativo),prevenzione della sindrome da ipomobilità/immobilizzazione nell’anziano, ripresa delle attività funzionali che ci si è prospettati, ridurre, parzialmente o totalmente, il “deficit” che rende disabile una persona, attraverso l’utilizzo di funzioni rimaste integre, in modo da permetterle di “vivere” al massimo delle sue capacità. Il 30% degli anziani ha limitazioni motorie, dovute principalmente a patologie muscolo scheletriche (traumatologiche, ortopediche, reumatologico-degenerative), ma non solo, basti pensare alle patologie neurologiche invalidanti. Queste limitazioni possono comportare difficoltà nello svolgimento delle attività della vita quotidiana, alterando l’autonomia e il movimento nel proprio ambiente. La Riabilitazione nella Terza Età deve mirare alla riorganizzazione della vita del paziente anziano colpito da disabilità, in modo
che possa compiere il maggior numero di esperienze positive, cioè gratificanti, pur avendo subìto delle limitazioni motorie e cognitive. E per raggiungere questo obiettivo si deve intervenire sui bisogni della persona, sul contesto sociale, sull’ambiente fisico e sulla (o sulle) disabilità. Occorre quindi individuare i bisogni primari dell’anziano e il modo di soddisfarli; motivarlo e farlo così partecipare attivamente alle attività che gli vengono proposte per ottenere il recupero; fare accettare dalle persone che vivono a contatto con lui la sua debolezza e problematica, in modo che soddisfino i suoi bisogni secondari legati al rapporto con gli altri (bisogno di accettazione, di affetto, ecc.); intervenire sull’ambiente in cui l’anziano vive abitualmente (la casa, soprattutto) per eliminare quelle barriere che possono rendere difficili i suoi spostamenti o i movimenti in genere. Presso il Poliambulatorio Vespucci si effettua riabilitazione per anziani: il centro è infatti specializzato nell’elaborare percorsi riabilitativi personalizzati, dove ogni paziente potrà godere in tutta sicurezza dell’assistenza di un fisioterapista qualificato che seguirà ogni singola fase del processo di recupero. Il trattamento può essere singolo e quotidiano, in particolare in fase di acuzie flogistiche, con l’ausilio combinato di Terapie fisiche (laser, Tecarterapia, correnti antalgiche) e di Terapie Manuali (Kinesiterapia, rieducazione posturale e motoria, Massoterapia). Superata la fase acuta si consiglia di continuare anche a domicilio con gli esercizi insegnati ed appresi, e di seguire i consigli dati per mantenere una buona qualità di vita e prevenire eventuali riacutizzazioni o complicazioni. Spesso, proprio per i pazienti della terza età, si consiglia
FISIOTERAPIA – RIABILITAZIONE AMBULATORIO POLISPECIALISTICO DIAGNOSTICA STRUMENTALE
Struttura convenzionata con:
Sistema Sanitario Nazionale (S.S.N.)
inoltre di continuare periodicamente con cicli di ginnastica motoria specifica in gruppo da eseguirsi 2 volte/settimana come terapia di “mantenimento”. Importante è informare le persone che la mancanza di un’adeguata e costante attività motoria contribuisce alla progressiva perdita del tonotrofismo muscolare e del contenuto minerale del tessuto osseo (osteoporosi), tipiche dell’età avanzata, con conseguente aumento del rischio di cadute, fratture e immobilizzazione. Quindi le persone della terza età devono sapere che esistono Centri Specializzati dove possono ottenere risposte alle proprie problematiche intraprendendo percorsi riabilitativi specifici e personalizzati per continuare a condurre una vita serena, indipendente ed autonoma e con buona qualità.
Inail Mutua Marittima Unisalute, Previmedical, Maggiori network sanitari
Direttore sanitario: Dott. Mario Bortolato Aut. san. Nr 53 de 15/7/13
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Cultura Cultura veneta
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Rovigo L’esposizione a palazzo Roverella e a palazzo Roncade
Al primo sguardo, mostra appassionante L
e collezioni d’arte della Fon- stra è curata da Giandomenico Rodazione Cassa di Risparmio manelli e Alessia Vedova ed è aperdi Padova e Rovigo vengono svela- ta tutti i giorni tranne il lunedì, con te per la prima volta al pubblico a ingresso gratuito. “Quella che preRovigo grazie alla mostra ”Al pri- sentiamo in mostra è solo una parte mo sguardo - opere inedite della della nostra collezione- chiarisce il collezione della Fondazione, in presidente della Fondazione, Antocalendario dal nio Finotti- Com27 febbraio al Dal 27 febbraio plessivamente la 5 giugno. Oltre al 5 giugno 200 opere Fondazione vanta 200 opere che un patrimonio di rappresentano tra ‘800 e ‘900 oltre 1000 opere di il fiore all’ocpittura insieme diche rappresentano chiello della versi nuclei di sculraccolta di pit- un tesoro per la ture, incisioni, ditura e scultura segni, manoscritti. e che saranno Fondazione Cassa Insomma un vero esposte in un e proprio museo di Risparmio doppio allestiche incrementiamento, sia a pa- di Padova e Rovigo mo regolarmente e lazzo Roverella con oculate acquiche a palazzo Roncale. La scelta sizioni”. della Fondazione è stata di priviA Palazzo Roncale ci attende legiare l’ampio corpus di opere ri- una raccolta di grande valore, con guardanti i due recenti secoli, l’Ot- artisti del calibro di Pietro da Cortocento e il Novecento, provenienti tona, De Nittis, Milesi, Lega, Sidalla Collezione Centanini. La mo- gnorini, Carrà, Guidi, De Chirico e
Chagall. A Palazzo Roverella vanno in scena la modernità e le avanguardie, con il futurismo rivisitato di Tullio Crali, le ricerche cinetiche del Gruppo N e le tematiche pop di Pozzati, tra gli altri, fino alle più attuali sperimentazioni di Gioli. Si tratta di dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini che l’ha voluta donare alla fondazione perché possa rimanere integra e goduta dalla collettività; una raccolta unica nella sua specificità nata da un appassionato d’arte come pochi. Dopo la pausa estiva, e la conseguente chiusura per lavori,
dal 17 febbraio arriverà a Rovigo la grande e tanto attesa mostra dell’anno “Da Gauguin ai Nabis, da Thaiiti alle biennali”, che chiuderà il 14 gennaio 2017. Un percorso di colore e di emozioni, fitto di storie che sono diventate leggende. Un centinaio di opere divise in cinque sezioni. “Una mostra di emozioniassicura il curatore Giandomenico Romanelli- con le storie di artisti in fuga da città, da legami da loro stessi, che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica, o quello dolce casalingo della laguna veneziana”. Nella nuova mostra
l’attenzione sarà focalizzata in particolare sul mondo di Gauguin che alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento si trasferì nella costa bretone dando vita ad una sorta di eden primitivo e quasi incontaminato. Questo contesto attrasse molti artisti che si riunirono in vere e proprie piccole consorterie d’arte, vivendo in forma semi-comunitaria, condividendo i soggetti del proprio lavoro, focalizzato sulla ricerca di un linguaggio semplice e immediato. Fu così che nacque la scuola dei Nabis che influenzarono e contaminarono l’Europa, Italia inclusa, come questa mostra ben sottolinea. Tra gli artisti esposti, Oscar Ghiglia, Felice Casorati, Gino Rossi, Mario Cavaglieri, autore internazionale di grande fascino. Tuttavia non mancheranno le sorprese, dato che il curatore Romanelli è attualmente in trattativa con il Museo d’Orsay per altri importanti prestiti. Melania Ruggini
L’opera prima di Guido Barbato
Autori veneti, Lucia Zaramella Brigantessa della Brenta Lucia è la Brenta. Conoscerla significa conoscere, insieme con lei e grazie a lei, un fiume e, ancora, le battaglie di una donna a difesa dell’acqua, dell’ambiente, di una terra, la sua come quella dei Balcani martoriati dalla parte, sempre e prima di tutto, dei diritti. E, dopo che la si è conosciuta, risulta impossibile chiudere gli occhi e far finta di nulla. Il libro è un viaggio attraverso le battaglie civili e sociali di Lucia Zanarella, la “Brigantessa della Brenta”. Battaglie che rappresentano con intelligenza, forza e coraggio, alcune delle grandi utopie novecentesche: il desiderio di costruire una società di individui responsabili, liberi da restrizioni di ogni potere politico, ideologico e culturale. Valori che contengono un’ispirazione più che mai attuale: il rispetto per la vita, che si concretizza nell’utilizzo consapevole della terra, nell’organizzazione partecipata delle comunità, nella democrazia, nel dialogo con la politica e nell’importanza di educare i giovani. Scrive Paolo Rumiz nella prefazione: Brigantessa della Brenta “non è una banale autobiografia, la cronaca delle lotte vinte e perdute da un singolo individuo, ma un brandello di storia patria, il ritratto di un popolo, la testimonianza di quanto è difficile far crescere gli italiani, trasformarli da sudditi opportunisti in cittadini consci di doveri e diritti”. Il libro raccoglie lettere, articoli di giornale, relazioni dai social forum e dai frequenti viaggi compiuti da Lucia nei Balcani feriti da conflitti etnici, sinossi di seminari, riflessioni di intellettuali di prestigio. Non mancano i pensieri personali sui tanti progetti realizzati in nome della pace. Il volume rappresenta, inoltre, un omaggio al pacifista altoatesino Alexander Langer (la cui lezione costituisce un punto di riferimento fondamentale nel pensiero di Lucia) e ai suoi maestri, Silvio Lanaro e Giovanni Parolin. Lucia spinge, attraverso queste pagine, a pensare con la propria testa e con il proprio cuore, a essere capace di “dire di no”, di non cedere, di non omologarsi, di dimostrarsi veramente responsabile della propria e dell’altrui esistenza e creare, così, una nuova frontiera di solidarietà e di impegno civile e politico. Nicoletta Masetto
Vinca il migliore? Speriamo di no! Una squadra di giovanissimi calciatori si sta allenando in un campo sportivo del padovano. Domenica giocheranno contro i primi in classifica. L’allenatore Silvano li incita a impegnarsi: Ciò, mona, tira in porta! Và vanti, torna indrìo Cos’era ‘sto tiro storto? Dai, mona! zogare ben, concentràti!”. Da dietro la recinzione due papà seguono l’allenamento e all’ennesimo “mona” decidono di affrontare Silvano alla fine della seduta. Con molta naturalezza il mister spiega che quella parola non è un offesa, ma un nomignolo che usava normalmente un grande allenatore del passato: Nereo Rocco. Inizia da qui il racconto in flash back di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” di Guido Barbato, Cleup (disegno in copertina di Francesco Frosi). Un’avventura calcistica padovana unica, quella di paròn Rocco, durata oltre sette anni. Una storia senza precedenti e mai più ripetutasi a quei livelli: la provinciale, il Padova di paròn Rocco che batteva gli squadroni. Nereo Rocco è un personaggio dello sport carismatico, simpatico, astuto. Gli anni padovani di Nereo Rocco vengono raccontati ispirandosi a testimonianze, dati statistici e fatti narrati da esperti. Tutto in forma di romanzo in cui spicca la figura di un uomo dal carattere originale, dalle formidabili battute di spirito (come quella che dà il titolo al libro), dalla grande capacità di motivare i suoi calciatori. Autore di “Vinca il migliore? Speriamo di no!” Guido Barbato, padovano, al suo debutto come scrittore. Giornalista per Antenna 3 Nordest, ha una lunga esperienza come cameraman, mansione che spesso svolge ancora oggi. Coltiva la passione per il canto nel coro gospel-pop “BluBordò” di Padova. Nicoletta Masetto
A fianco Guido Barbato e la copertina del libro
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Cultura
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L’antidoto a bufale e pseudoscienza Premio Galileo, selezionata la cinquina dei finalisti che si contenderà il prestigioso riconoscimento assegnato a maggio a Padova: cinque libri per comunicare la scienza con chiarezza e coinvolgimento
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esa nota la cinquina finalista del Premio letterario Galileo: i cinque libri scelti dalla Giuria Scientifica, presieduta quest’anno dal professor Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e scrittore, passano ora al vaglio della Giuria popolare, composta da una classe per ogni provincia italiana individuata fra le quarte classi di Scuole Superiori di secondo grado. Sarà questa giuria a scegliere il libro che il prossimo 6 maggio riceverà il Premio Galileo 2016 in una cerimonia presso il Palazzo della Ragione di Padova. In un’epoca in cui le informazioni sono, grazie a internet, alla portata di tutti, sempre più importanza acquistano iniziative come questa, che premiano lavori di divulgazione seri, documentati e di valore: “Da un lato la comunità scientifica è sempre più efficace nell’adottare tecniche per divulgare a un pubblico sempre più vasto le proprie scoperte – ha detto l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova
Matteo Cavatton - dall’altro è importante praticare un’etica della comunicazione che ci metta al riparo dal rischio che si diffondano pseudoscienza e bufale attraverso i media” . Le cinque opere selezionate affrontano tematiche di grande fascino, rendendo comprensibili al grande pubblico anche le materie più complesse. È il caso ad esempio del volume di Umberto Bottazzini, Numeri. Raccontare la matematica, Il Mulino, 2015, un’avventura affascinante per far comprendere il valore culturale della matematica e la sua influenza sulle civiltà. Di Dario Bressanini e Beatrice Mautino è invece Contro Natura. Dagli OGM al “bio”, falsi allarmi e verità nascoste del cibo che portiamo in tavola, Rizzoli Editore, 2015 un avvincente viaggio nel tempo – attraverso la storia dell’uomo e le storie dei cibi come li conosciamo – e nello spazio – per essere finalmente in grado di farci un’idea più chiara
Una precedente cerimonia del prestigioso Premio Galileo al Palazzo della Ragione
di ciò che mangiamo davvero. Altro tema di grande attualità quello trattato da Paolo Gallina in L’anima delle macchine. Tecnodestino, dipendenza tecnologica e uomo virtuale, Edizioni Dedalo, 2015. Forte di un’attiva ricerca sul campo, l’autore mescola con irriverenza ed equilibrio casi scientifici a esperienze quotidiane di vita domestica, fornendo un
quadro insospettato e convincente della nostra dipendenza tecnologica. Con Che ora fai? Vita quotidiana, cronotipi e jet lag sociale, Edizioni Dedalo, 2015, il cronobiologo tedesco Till Roenneberg, coniugando aneddoti illustrativi a spiegazioni scientifiche facilmente accessibili, dimostra che essere più o meno mattinieri non dipende dalle abitudini, bensì
dal funzionamento del nostro “orologio biologico”. Il suo ritmo condiziona non solo la quantità e la qualità del nostro sonno, la digestione e la regolazione dei livelli ormonali, ma anche la probabilità di cominciare o meno a fumare, il rischio di obesità e la tendenza ad ammalarsi più facilmente. Infine, gli appassionati dei misteri cosmici apprezzeranno particolarmente il lavoro di Lucia Votano, Il fantasma dell’Universo. Che cos’è il neutrino, Carrocci Editore-Città della scienza, 2015, un libro dedicato alle particelle più sfuggenti e bizzarre dell’universo e alla loro storia affascinante raccontato con un linguaggio chiaro, in modo avvincente. Laura Organte
>laura.organte@gmail.com<
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Cultura
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La Terra dei Tiepolo viaggia on line Uno spazio è stato dedicato alle ville venete, a decine dislocate tra la Moglianese, la Castellana, la Miranese, in centro a Salzano e Santa Maria di Sala, e nel territorio di Mirano e delle sue frazioni
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i chiama www.terradeitiepolo. com ed è il nuovo sito internet tutto dedicato al Miranese con l’obiettivo di sviluppare il turismo nel territorio tra Mirano, Spinea, Martellago, Scorzè, Santa Maria di Sala, Noale e Salzano, un’area che ha molte potenzialità. L’iniziativa, promossa dalla Confesercenti della provincia di Venezia con il contributo delle Pro loco, è stata presentata a Martellago nelle scorse settimane. L’obiettivo è far conoscere questo territorio, dalle ville ai percorsi tra la natura, dai centri
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storici all’enogastronomia, passando per il graticolato romano.La pagina iniziale è composta di sette sezioni. Non manca il riferimento al 19 maggio prossimo, quando il Giro d’Italia di ciclismo partirà proprio da Noale, con destinazione Bibione. Ci sono dei riferimenti alla vita di Giandomenico Tiepolo, nato a Venezia nel 1727 e nel 1791 intraprese l’ultima parte dei lavori dell’affresco della sua villa a Zianigo. L’artista morì nel 1804. “Un settore di sicura crescita sarà il turismo – fa sapere il presidente di Confesercenti di Venezia Maurizio Franceschi. Il sito è un concreto passo per sostenere e promuovere l’identità del Miranese”. A breve
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nascerà un’applicazione per i cellulari. Il contenitore internet va ad aggiungersi alla guida “I colori del gusto nella Terra dei Tiepolo”. All’interno si potranno trovare le sezioni dedicate ai posti dove dormire, mangiare o fare una passeggiata lungo gli itinerari. Uno spazio è stato dedicato solo alle ville venete, infatti ce ne sono decine dislocate tra via Moglianese, la Castellana, la Miranese, in centro a Salzano e Santa Maria di Sala, ma anche nelle frazioni di alcuni importanti centri, come Campocroce di Mirano (con Villa Pamio Muneratti e Villa Salomon Bembo) oppure Cappelletta di Noale (con Villa Lazzari Agazzi Sailer). E poi lo spazio ai prodotti come i bisi di Peseggia, l’asparago, il radicchio rosso, ma anche delle ricette tipiche che si sono possono provare. C’è anche uno spazio dedicato agli appuntamenti. In futuro, poi, si cercherà di avere una maggiore collaborazione con la Riviera del Brenta, altra zona ricca di storia e di eccellenze, come hanno precisato il sindaco di Martellago Monica Barbiero e Dario Bertocchi, che si occupa di tecnologie e turismo all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Info terradeitiepolo@ gmail.com. Alessandro Ragazzo
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Cultura
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“Limenamente”, il grande teatro “Ormai la rassegna ha creato una consuetudine fra i nostri concittadini grazie alla sua eterogeneità” ricco infatti il cartellone fra commedie, cabaret, musica e perfino numeri di giocoleria
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teatro con “Limenamente”, la rassegna diretta da Simone Toffanin e ospitata nella sala teatro Falcone e Borsellino nella Barchessa di Limena. “Andare a teatro a Limena è diventata una consuetudine. Anche il 2016 si apre con una stagione teatrale che può essere apprezzata da tutti, vista la sua eterogeneità: commedie in dialetto veneto, cabaret, musica cantautorale e perfino numeri di giocoleria”, spiega Giuseppe Costa, sindaco di Limena, che aggiunge che l’amministrazione ha deciso di mantenere invariato il prezzo del biglietto per permettere a più persone possibili di regalarsi una o più serate all’insegna della cultura e dell’intrattenimento. Ed ecco che prende forma il programma per la stagione appena iniziata. Ha aperto le danze la commedia “Nessuno xè perfetto” del Teatro dei Curiosi di Vigonza. I prossimi appuntamenti (tutti alle ore 21) sono: venerdì 19 febbraio lo spettacolo per famiglie
Nella foto grande Simone Cristicchi, a fianco Bepi e Maria e sotto la compagna teatro la Loggia.
Il 22 febbraio è la volta di Simone Cristicchi con il suo “Magazzino 18” che racconta il drammatico esodo degli italiani d’Istria
“Tramaci par l’eredità” di Schio Teatro Ottanta, lunedì 22 febbraio lo spettacolo di e con Simone Cristicchi, in scena con Promo Music e Tetaro Stabile del FVG, “Magazzino 18”, opera che mette in scena“Il racconto dell’esodo biblico degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, parte da un luogo “simbolo”: il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste.
Furono quasi 350 mila le persone che all’indomani del trattato di pace del 1947, abbandonati i propri beni e imballata la loro vita, preferirono avventurarsi verso un’Italia disastrata, affamata e diffidente, piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più”.
Si prosegue con “Vualà” di Circo Teatro (4 marzo), spettacolo che intreccia comicità, cabaret e circo, per poi approdare al cabaret di Bepi e Maria “Più giorni che luganeghe!”, venerdì 18 marzo. Ad aprile è la volta della compagnia di Teatro Insieme con “Festa in famiglia”, spettacolo che inscena un anniversario di matrimonio e che diventa l’occasione perfetta per una serie di divertenti sospetti ed esilaranti litigi (1 aprile), mentre il 15 aprile andrà in scena un classico della commedia veneta, “La locandiera” di Goldoni, portata sulla scena dal Teatro La Loggia. Conclude la rassegna “C’è un uomo nel mio letto” del Cast di Pernumia, con un’esilarante commedia su uno strampalato triangolo amoroso. Nicol Stefani
Brignano “Evolushow 2.0” Domenica 10 aprile sul palco del Teatro Geox Enrico Brignano si esibirà in “Evolushow 2.0”, un viaggio attraverso l’evoluzione, giocando con le sue contraddizioni e sorridendo di qualche errore. Intorno a Brignano, immagini suggestive e futuristiche, musica emozionante, presenze magiche e ironiche confezionano due ore di gustoso intrattenimento.
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Sergio Rodella, quarant’anni di sculture e capolavori Prodotti curativi e per lo styling dei vostri capelli in vendita per voi
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È gradito l’appuntamento
Quarant’anni di lavoro dello scultore padovano Sergio Rodella saranno concentrati al Centro culturale Altinate San Gaetano fino al 21 febbraio 2016: dall’Apocalisse, già esposta nel 1983 a Montagnana, del 1976, al gruppo de “I due ladroni” che l’artista esporrà per la prima volta, e che riproduce nei minimi dettagli anatomici gli spasmi di una crocifissione senza croci ed è il risultato di anni di sperimentazione su una tecnica basata sull’incastro del marmo nel bronzo. Al centro dell’Agorà sarà esposto il “Cristo in marmo nero del Belgio”..
De Gregori canta Bob Dylan Giovedì 14 aprile Francesco De Gregori regalerà al pubblico le canzoni di “De Gregori canta Bob Dylan - amore e furto”, l’album in cui traduce e interpreta, con amore e rispetto, 11 canzoni di Bob Dylan. “Tradurre Dylan è stata una grande avventura,– racconta De Gregori – non avrei mai potuto pensare ad un progetto del genere se non avessi amato da sempre il suo straordinario repertorio”. (l.o.)
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Personaggio Protagonisti
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Il personaggio Edoardo Degli Innocenti
Da Piove di Sacco verso la Cina per studiare nuove tecnologie sulla comunicazione E’ uno dei dieci studenti universitari italiani che ha partecipato al programma di formazione universitari italiani selezionati per partecipare al programma annuale di formazione “Talent Lab-Seeds for the Future” promosso da Huawei, Miur e Mise
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Edoardo Degli innocenti è uno tra i 10 studenti universitari italiani selezionati per partecipare al programma annuale di formazione “Talent Lab-Seeds for the Future” promosso da Huawei, MIUR e MISE. Iscritto alla facoltà di ingegneria dell’Università di Padova, Edoardo, classe 1991, già musicista diplomato in chitarra classica, nonché insegnante negli istituti Einstein ed E.C. Davila di Piove di Sacco, ha presentato la propria candidatura per entrare a far parte del progetto che prevede un viaggio a Shangai, Shenzen e Pachino e si conclude con un periodo di stage in una delle aziende selezionate in collaborazione con il Mise. Il giovane musicista piovese è partito lo scorso 16 gennaio ed è rientrato il 31, portando con sé il bagaglio di un’esperienza formativa che lascerà certamente un traccia positiva nel suo già brillante curriculum. “Sono stato selezionato come uno dei 10 ragazzi scelti per TalentLab, programma studio organizzato da Huawei in Cina, in collaborazione con il MISE e il MIUR – ha spiegato Edoardo – E’ stata un’esperienza incredibile, che mi ha permesso di studiare da vicino il funzionamento delle reti 3G e 4G, per permettere ai telefoni di comunicare e navigare in internet. Huawei è leader mondiale nel settore delle telecomunicazioni e investe moltissimo nella
Ricerca e Sviluppo – continua - Da Shenzhen a Pechino, passando per Hong Kong, ho avuto modo di seguire training intensivi sulle tecnologie più avanzate di comunicazione. Il gruppo con cui ho condiviso questa meravigliosa esperienza era formato da ragazzi e ragazze davvero talentuosi. Mi sono trovato molto bene con loro e abbiamo legato come fossimo una famiglia italiana in Cina. Immerso in questo grande Paese ho scoperto una cultura molto ricca e profonda”. Come spiegato nel sito del progetto, www.talentlab.it, il viaggio ed il programma di tirocinio sono interamente finanziati da Huawei, in base all’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero dello Sviluppo Economico nel giugno del 2015. Nel corso delle due settimane di soggiorno degli studenti in Cina, Huawei ha organizzato una serie di momenti formativi, che prevedevano una prima tappa presso il quartier generale a Shenzhen, dove gli studenti hanno partecipato a training tecnici e visitato gli impianti di produzione. Il programma è seguito, poi, con una visita a Shanghai, al centro Globale di Ricerca e Sviluppo della società, attivo su progetti innovativi che riguardano, fra gli altri, cloud computing, Internet of Things e soluzioni a banda ultralarga. Il viaggio è ter-
minato con un soggiorno a Pechino, dove era in programma una visita all’università, per uno scambio di esperienze con gli studenti cinesi ed una cerimonia presso l’Ambasciata Italiana, il 30
gennaio, in occasione della quale sono stati consegnati i certificati di partecipazione, alla presenza dell’Ambasciatore Ettore Sequi. Linda Talato
I commenti: “Una grande opportunità per mettere a confronto e fare incontrare culture diverse
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uesta iniziativa rappresenta un’incredibile opportunità per favorire l’incontro di due grandissime culture: quella italiana e cinese – ha detto Edoardo, nel corso della cerimonia per la consegna dei certificati, dove si è fatto portavoce in rappresentanza del gruppo - Durante il nostro intenso percorso di formazione, abbiamo appreso le più avanzate tecniche di comunicazione che hanno permesso a Huawei di diventare leader nel suo settore. Abbiamo svolto lezioni teoriche nell’headquarter a Shenzhen sulle reti 2G, 3G e 4G, ma il vero valore aggiunto è rappresentato dalle esperienze di laboratorio pratico che abbiamo affrontato con entusiasmo e voglia di apprendere. Specialmente il laboratorio sulle GPON (Gigabit-capable optical passive networks). Avere la possibilità di partecipare al training e ai laboratori Huawei ci ha regalato
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un’esperienza unica e complementare ai nostri studi universitari. Il beneficio che abbiamo potuto trarre da questo programma di studio è enorme e senza alcun dubbio ha avuto un effetto positivo sul nostro percorso di studi. Non ci siamo però accontentati – ha concluso - Ci siamo avvicinati alla lingua cinese, osservando da vicino le meraviglie della Cina, dalla Grande Muraglia alla Cittá Proibita. Abbiamo aperto le nostre menti e accolto gli stimoli che questa Nazione ha voluto consegnarci, attraverso le sue usanze e costumi”. Ora non resta da augurarsi che l’esperienza vissuta da Edoardo possa fungere da esempio per i suoi coetanei, affinchè altri giovani italiani, e magari piovesi, aspirino a mettersi in gioco, candidandosi e partecipando ad esperienze formative di questo tipo. L.T.
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Personaggio Protagonisti
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Morrison e Sonia Paccagnella al rifugio Città degli Angeli
Sonia, una vocazione per gli animali Sonia Paccagnella dirige con grande dedizione, dal 1998, la Città degli Angeli, rifugio per animali a Grignella. Com’è nata questa vocazione per gli animali? “Originaria di Padova, sin da piccola amavo gli animali e il contatto con la natura, perciò finiti gli studi ho cercato di spostarmi dalla caotica città per trovare uno spazio tranquillo dove
costruire il mio sogno. La prima casa che visitai è stata proprio quella dove oggi esiste Città degli Angeli. Me ne innamorai subito e vedevo con il cuore e la mente come sarebbe diventata”. Da dove hai iniziato? “Ho iniziato a ospitare e raccogliere cani e gatti abbandonati o randagi, ma col passare del tempo mi sono resa conto che a livello sociale mancava un riferimento per le famiglie del territorio in caso di necessità con il proprio amico a quattro zampe”. Come può essere definita la vostra missione?
“Fortunatamente grazie a molti volontari che in questo ultimo periodo mi aiutano riusciamo a fare tanto all’interno del parco. Un altro aiuto indispensabile per le adozioni sono i social networks, infatti attraverso la nostra pagina possiamo proporre le creature che cercano casa e pubblicare, fortunatamente, le moltissime storie a lieto fine.Stimiamo infatti che ultimamente sono circa 100 le adozioni all’anno”. Qual è il vostro obiettivo? “Siamo una organizzazione no-profit, tra poco Onlus, che cerca di creare un mondo più giusto dove anche gli animali meno fortunati trovino dignità e amore. Lo facciamo tracciando un ponte tra l’abbandono che l’animale ha subito e una nuova opportunità”. Cosa fate nel concreto? “Promuoviamo attraverso eventi e campagne come “adotta un angelo a distanza” e “campagna filariosi 2016” la nostra attività, cercando volontari e materiale utile.Viviamo grazie al supporto di volontari e dell’immenso amore che abbiamo per queste creature”. Anna Bergantin
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Libri
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La “libraria” settecentesca di S. Francesco: l’ultimo libro di P. Luigi Giacometti È
stata recentemente presentata a Perugia l’ultima opera letteraria promossa da Padre Luigi Giacometti, direttore della Biblioteca storica del Convento di San Francesco del Monte, frate francescano originario di Cavarzere che tutti ricordano in paese con grande affetto e stima. L’opera si intitola La “libraria”settecentesca di San Francesco del Monte a Perugia ed è composta da due volumi che restituiscono il volto dell’antica biblioteca del Monte e rendono ancora più evidente la sua importanza per la storia culturale dell’Ordine francescano, in stretto rapporto con la città di Perugia. “L’opera offre la ricomposizione scientifica dei fondi librari – scrive Padre Giacometti nella prefazione al testo – così
come erano disposti nella storica Biblioteca, prima dell’avvento della Repubblica giacobina. La ricerca, l’esame e la registrazione dei materiali librari, messi a confronto con titoli e signature degli antichi cataloghi settecenteschi, hanno permesso di identificare gli esemplari originari posseduti dalla Biblioteca del Monte, oggi custodite in altre biblioteche, italiane ed estere”. Il progetto di realizzazione dell’opera ha coinvolto numerose personalità della Regione Umbria, della Biblioteca Comunale Augusta, della Biblioteca del Rettorato dell’Università di Perugia e del liceo classico “Annibale Mariotti”, riunite sotto la responsabilità scientifica di Alfredo Serrai, il quale si è avvalso della collaborazione di Maria Paola Barlozzini e di Fiammet-
ta Sabba, quest’ultima curatrice dei volumi. Il catalogo aumenta le conoscenze disponibili sulla preparazione teologica, morale e culturale dei frati francescani lungo i secoli, ma anche sugli ambiti in cui essi la applicavano, attraverso l’insegnamento e la predicazione in Italia e all’estero, dunque rappresenta un prezioso strumento per approfondire in maniera rigorosa il valore storico e culturale della Biblioteca del Monte. “In accordo con il motto presente nel finestrone del salone librario non oculis [sed] mentibus esca – conclude Padre Luigi - la bellezza della biblioteca sorprende e incanta, ma il visitatore è avvisato di favorire un personale processo di interiorizzazione e di lasciare ogni «distrazione» davanti ad un «oggetto»
Sotto padre Luigi Giacometti
tanto ammirevole: esso è solo un tramite, grazie al quale la mente deve lasciarsi condurre al Principio di ogni bellezza. Il messaggio della Biblioteca del Monte, infatti, richiama un concetto espresso dal grande dottore francescano Bonaventura da Bagnoregio nel suo Itinerario della mente in Dio: ogni bellezza, poiché è mediata dalla nostra superficiale emozione, potrebbe essere ingannevole;
“Solo andata - Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” La storia di due gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre 1943 Un biglietto sgualcito e un disegno del destino che riesce a ricomporre, almeno nel ricordo, una famiglia divisa dai drammi della guerra. E’ questo il tema del libro “Solo andata – Arnaldo e Osvaldo: il viaggio, il biglietto, l’inutile attesa” presentato a metà gennaio in Corte Benedettina a Correzzola nel Padovano. L’opera, scritta dalla giornalista del Mattino di Padova Patrizia Rossetti, la storia di Arnaldo e Osvaldo Agostini, due
gemelli di Correzzola deportati in Germania l’8 settembre del 1943. Due fratelli, due giovani come tanti altri, due soldati. Chiamati alle armi e inghiottiti dalla guerra dopo l’Armistizio del 1943. La famiglia conoscerà la loro sorte soltanto grazie a un biglietto lanciato a caso lungo la strada ferrata, e arrivato a destinazione per un singolare
gioco del destino. Con l’autrice era presente Antonio Agostini, fratello minore di Osvaldo e Arnaldo, dai cui ricordi ha preso vita la storia narrata nel libro. Secondogeniti dei cinque figli di Ettore Agostini e Natalina Ortolan, Arnaldo e Osvaldo conducono la dura vita riservata ai poveri delle campagne venete, quando nell’agosto del 1943
ricevono la cartolina-precetto che li trascina in guerra. Deportati pochi giorni dopo l’Armistizio, in un ultimo gesto di disperazione gettano dalle feritoie del vagone piombato un biglietto, supplicando chiunque lo trovi di avvertire la loro famiglia. Il misero pezzo di carta sgualcita potrebbe andare distrutto, invece è notato da una donna, letto e in-
ma se invece è attirata dalla luce divina, essa vede attraverso quella stessa Luce”. Per informazioni e prenotazioni dell’opera è possibile rivolgersi alle Edizioni Fabrizio Fabbri srl (tel. 075 5271076, email fabrizio.fabbri@fabriziofabbri.net) oppure a Padre Luigi Giacometti (email luigiacometti@libero.it) Nicola Ruzza
ll biglietto, Antonio, fratello minore dei protagonisti e l’’autrice Patrizia Rossetti
viato al padre e alla madre dei due giovani, che ben presto i Tedeschi divideranno per sempre, destinandoli a due diversi campi di prigionia. Soltanto uno di loro tornerà a casa, ma minato nel corpo e nello spirito, tanto da non farcela neppure a raccontare per intero quegli anni di sofferenze. Un compito che Antonio, bambino all’epoca dei fatti, ha invece fatto proprio, per consegnarlo alle giovani generazioni. Il libro, edito dall’associazione di volontariato Co-Meta, è corredato dalle foto del fotografo Franco Storti e da una serie di emozionanti immagini d’epoca che ritraggono la famiglia Agostini. Il ricavato delle vendite andrà ai progetti di solidarietà che l’associazione Co-Meta sta portando avanti a favore dei bimbi africani. Alessandro Cesarato
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La cucina di Carmen
Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura TARTINE ALLA CREMA DI CARCIOFI
CROCCHETTE DI VERDURE
TORTA DI CAROTE
Ingredienti: 4 fette di pane integrale - 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 carciofi - 1 pizzico di zenzero e 1 di curry - 1 ciuffo di prezzemolo - 1 spicchio di limone - olio e sale q. b.
Ingredienti: 1 gambo di sedano - 1 cipolla - 2 carote - 1 finocchio - ½ porro (o altre verdure a scelta) - sale peperoncino - rosmarino - olio - tamari - 1 spicchio d’ aglio - 3 o 4 C di fiocchi di riso o fiocchi di avena piccoli.
Ingredienti: 250 g di carote - 250 g di nocciole o mandorle - 3 C di farina integrale - 1 C di miele - 2 C di uvetta - 1 C di pinoli - 1 uovo.
Preparazione: preparare o acquistare già pronti i fondi di carciofo. Lasciarli a bagno in acqua acidulata per qualche minuto. Intanto tritare bene la cipolla e l’aglio e farli saltare in una teglia oliata, unire i carciofi, regolare di sale e spezie e lasciar cuocere. A fine cottura aggiungere un po’ d’olio e il prezzemolo tritato. Quindi frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema morbida. Spalmare su fette di pane, tagliate in varie forme.
Preparazione: tagliare tutte le verdure abbastanza sottili, metterle in una teglia con un filo d’olio e il rosmarino, mescolarle bene e farle saltare a fiamma abbastanza alta per 10-15 minuti rigirandole spesso. Coprire, aggiungere il tamari e lasciare cuocere ancora qualche minuto. Nel frattempo mettere in ammollo 3-4 C. di fiocchi di riso o di avena piccoli nell’acqua o meglio nel brodo vegetale. In una terrina unire tutti gli ingredienti, amalgamarli bene e formare delle palline, passarle nel pane grattugiato e farle dorare in forno in una teglia unta d’olio, girandole da ambo le parti in modo da farle diventare croccanti.
Preparazione: in una terrina mescolare la farina con le carote grattugiate, le nocciole tritate, il miele, l’uvetta e i pinoli. Aggiungere il tuorlo d’uovo e impastare. Ungere uno stampo, versarci il composto (se risulta troppo asciutto aggiungervi un po’ di succo di frutta) e infornare a 200 gradi per 30 minuti. Nel frattempo montare a neve l’albume dell’uovo e versarlo sulla torta. Rimettere in forno e lasciare cuocere ancora per 10 minuti circa.
BIOLCA: WEB: WWW.LABIOLCA.IT – MAIL: INFO@LABIOLCA.IT – TEL. 049 9101155
la nostra Pasqua
Carmen Bellin
C
armen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio, c = cucchiaino, g = grammo, kg = chilogrammo, L = litro, dl = decilitro, olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva, q.b.= quanto basta.
Colomba Fior d’Arancio all’Arancio Candito di Sicilia Colomba Veneziana nessuna farcitura come nella Tradizione di Venezia
Colomba Farcita ai frutti di bosco
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Colomba Farcita al cioccolato Colomba Farcita noci, arancio candito e gocce di cioccolato Veneziana di Pasqua tipica dell’Antica Tradizione di Pasqua
Esse di Pasqua tipico della Pasqua Cavarzerana e delle Nostre Campagne
46
Ariete
L’amore prima di tutto nel mese di San Valentino. Abbracciatevi, tutto andrà per il verso giusto
Toro Datevi da fare e dedicatevi ai cambiamenti, possibilmente nella prima metà del mese, poi diventerete più nervosi.
Cancro Riflettete prima di agire, sarete molto impulsivi e carichi di energia.
Leone Il vostro umore è dei migliori ma sarà un mese impegnativo, con qualche delusione.
Dentro al territorio nel cuore della gente
a Febbraio Nuova Edizione: FEBBRAIO 2016
Recupererete fiducia in voi stessi grazie a nuovi incontri, positivi anche per risolvere tensioni familiari.
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Febbraio
Sarete più riflessivi e astuti. Riuscirete finalmente a far decollare i vostri progetti. Comunicate di più.
Gemelli
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Oroscopo
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Scorpione Avrete dei momenti piacevoli con la persona che amate. Riscoprirete il valore delle amicizie. Tenete sotto controllo la gelosia, però, e siate poco possessivi.
Sagittario Gratificatevi con un po’ di svago, dopo un periodo pieno di impegni. E’ il momento perfetto per conoscere l’anima gemella.
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Vergine Sistemate le questioni in sospeso e godetevi un po’ di relax, con un viaggio e magari nuove amicizie. Dedicatevi allo sport.
Bilancia Non spendete troppo e non fatevi prendere dall’ansia. Alcuni problemi si sistemeranno entro la metà del mese.
l’informazione locale si espande!
Capricorno Date spazio all’immaginazione. Questo mese sarà molto vivace. Farete nuove conoscenze e migliorerete la vostra vita sociale.
Acquario Siete un po’ stanchi. Tenete duro fino a marzo. Fate qualcosa che vi piace per gratificarvi. Dedicatevi solo a voi stessi.
Pesci Nuove amicizie e qualche buona notizia in arrivo. E’ un momento buono per voi, per affrontare nuove sfide.
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