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La rivista della Provincia autonoma di Bolzano

La revista dla Provinzia autonoma de Balsan

I boschi sono la nostra “isola del tesoro”: una campagna per ricordarne l’importanza Il bosco che ci serve

Natura e territorio

Radon: una nuova carta rende visibile ciò che fino ad oggi non lo era

Vita e comunità

Ogni passo conta: ecco perché il movimento è salute

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“I boschi si svelano per gradi, si dischiudono piano alla comprensione del viandante, finché si mutano per lui in bellezza e gioia”, scriveva Adalbert Stifter nel racconto Il sentiero del bosco. Non serve essere malati (dentro o fuori), come il Tiburius dello scrittore, pittore e pedagogo austriaco, per apprezzare le doti – fisiche e metafisiche - del bosco. La sua dimensione “romantica” è stata esaltata da tanti altri letterati – da Jünger a Buzzati, da Wiechert a Rigoni Stern – quella più prosaica è oggetto della campagna della Provincia “Waldatem – respiro del bosco – fla dl bosch”, alla quale è dedicata la storia di copertina di questo numero di nëus. Dimensione prosaica, ma importantissima: perché il bosco protegge insediamenti e infrastrutture dai pericoli naturali, ci garantisce aria pura ed acqua pulita, è garanzia di biodiversità ed anche una gustosissima “dispensa”, alimenta con il legno la nostra economia e – pensando ai problemi di linea e di stress di tanti moderni Tiburius – è anche il posto migliore dove ricaricare le batterie.

E allora, alla vigilia della stagione estiva, buon bosco a tutte e a tutti. E anche buona lettura: oltre alla storia di copertina, su questo numero di nëus troverete tanti approfondimenti sulle attività dell’Amministrazione provinciale che più direttamente riguardano cittadine e cittadini, dalla Riforma Abitare alla campagna “fit – Il movimento è salute”, dall’Osservatorio del mercato del lavoro al potenziamento della rete mobile anche nelle gallerie, altrettante brevi notizie di servizio e una funzionale doppia pagina bilingue sulle offerte del Centro Multilingue di Bolzano e della Mediateca Multilingue di Merano.

Maurizio Di Giangiacomo coordinatore dell’edizione italiana

Storia di copertina

Bosco multifunzione

Natura e territorio

Radon: invisibile ma misurabile

Vita e comunità Il movimento è salute

Lavoro ed economia

L’Osservatorio del mercato del lavoro

Autonomia e reti Al via la Borsa lavoro Euregio

Innovazione e sostenibilità

funziona il Guest Pass

Foto: Gernot Reich

L’incontro con la natura

Quando nel 1976 il Parco naturale Gruppo di Tessa fu ufficialmente approvato, tuttavia, non ci furono solo festeggiamenti. Soprattutto nel settore agricolo e forestale si temeva che i diritti di utilizzo sarebbero stati limitati. L’allora presidente della Provincia Silvius Magnago rassicurò gli scettici durante la cerimonia di inaugurazione a Plan. L’agricoltura, la silvicoltura e la caccia continuarono ad essere consentite – un aspetto fondamentale per l’accettazione dell’area protetta. In occasione del 50° anniversario, il più grande Parco naturale dell’Alto Adige invita a vivere la sua biodiversità e a scoprire paesaggi variegati. mpi/mdg

50 anni del Parco naturale Gruppo di Tessa

Proteggere gli habitat sensibili –nell’immagine una volpe nella valle di Plan – e allo stesso tempo offrire spazi per esperienze e attività ricreative rispettose della natura sono compiti fondamentali del Parco naturale Gruppo di Tessa.

IMPRESSUM

Editrice:

Provincia Autonoma di Bolzano, luogo: Bolzano. Registrazione presso il Tribunale di Bolzano n. 32/1991

Direttrice responsabile:

Margit Piok (pio)

Coordinamento:

Maurizio Di Giangiacomo (mdg)

Monika Pichler (mpi)

Redazione:

Maja Clara (mac)

Elisa Egidio (ee)

Carmen Kollmann (ck)

Thomas Laconi (tl)

Gabriel Marciano (gm)

Ursula Pirchstaller (pir)

Angelika Schrott (san)

Guido Steinegger (gst)

Katharina Trocker (kat)

Ulteriori collaboratori e traduttori di questa edizione:

Katharina Fleischmann (kf)

Timea Kasslatter (tk)

Silvia Maria Cristina Senette (ses)

Carlo Suani (cs)

Foto di copertina: Benjamin Pfitscher

Progettazione grafica: succus.

Stampa:

Esperia Srl

Tiratura: 30.500 copie

Contatti e abbonamenti:

Agenzia di stampa e comunicazione della Provincia, piazza Silvius Magnago 1, 39100 Bolzano (BZ), tel. 0471 412213, asp@provincia.bz.it www.rivista.provincia.bz.it

L’utilizzo di testi e immagini di nëus non a scopo di lucro è possibile d’intesa con la redazione. ISSN 2974-8143 facebook.com/ProvinciaBolzano/ instagram.com/provincia.bolzano/

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le domande per la copertura previdenziale dei periodi di cura dei figli approvate nel corso del 2025 dall’Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico (ASSE). Complessivamente sono stati erogati 9,1 milioni di euro. Grazie a questo contributo vengono sostenuti i padri e le madri che scelgono di dedicarsi a tempo pieno alla cura dei propri figli e figlie nei primi anni di vita, versando contributi volontari alla propria cassa pensionistica. Tale agevolazione si applica ai genitori e alle genitrici che non hanno un contratto

I genitori e le genitrici che lavorano part-time e versano contributi pensionistici volontari possono richiedere il contributo per la “copertura previdenziale dei periodi di cura dei figli” presso i patronati.

di lavoro, ma anche a coloro che hanno un impiego a tempo parziale (fino al 70%). Possono inoltre presentare domanda i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e tutti coloro che hanno effettuato versamenti obbligatori alla gestione separata dell’INPS. ck/ses

Pubblicato l’Annuario dello sport 2025

Tutta la varietà dello sport altoatesino. Sono oltre 400 gli atleti e le atlete che trovano spazio nelle 176 pagine dell’Annuario dello sport 2025. Questa pubblicazione trilingue offre una panoramica completa e dettagliata del mondo sportivo dell’Alto Adige, ripercorrendo i momenti salienti dell’ultima annata agonistica. Tra i grandi protagonisti spiccano la storica vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon, la conquista del campionato di calcio italiano da parte della giocatrice della Juventus Eva Schatzer, la vittoria della Coppa del Mondo generale del para-snowboarder Emanuel Perathoner e i numerosi successi ottenuti agli Special Olympics. Durante la presentazione ufficiale, la campionessa di slittino su pista naturale Evelin Lanthaler e la biker Eva Lechner hanno raccontato il loro addio alle competi-

Sfoglia l’Annuario dello sport online

zioni, mentre il pistard Matteo Bianchi ha illustrato i propri ambiziosi piani per il futuro sportivo. L’Annuario dello sport è consultabile online sul sito web della Provincia, mentre è possibile richiedere la versione cartacea presso l’Ufficio Sport di via Brennero 3. ck/ses

L’Annuario dello sport 2025 può essere sfogliato online sul sito web della Provincia; la versione cartacea è invece disponibile presso l’Ufficio Sport.

Foto:
Fabio Brucculeri

Primo ponte verde altoatesino al Kniepass

Unendo infrastrutture, sicurezza e tutela ambientale, la Provincia ha avviato un intervento strategico lungo la strada statale della Pusteria (SS 49), nel comune di San Lorenzo di Sebato. Il progetto, per il quale è stata indetta la gara d’appalto, prevede l’adeguamento del tracciato stradale e la realizzazione del primo ponte verde dell’Alto Adige al Kniepass, pensato per ristabilire un corridoio faunistico di rilevanza regio -

Salute senza confini

Usufruire dell’offerta sanitaria a livello transfrontaliero. Ormai da anni nell’Euregio, Tirolo - Alto AdigeTrentino, le questioni legate alla salute vengono affrontate congiuntamente. L’opuscolo “Salute senza confini” fornisce informazioni dettagliate sui diritti dei pazienti nell’Unione Europea, sull’assistenza sanitaria transfrontaliera, sulla mobilità degli utenti all’interno del territorio dell’Euregio e sull’utilizzo della Tessera Europea di Assicurazione Malattia. La pubblicazione contiene inoltre contatti utili e indicazioni sui centri di assistenza. “In questo modo creiamo maggiore trasparenza e aiutiamo le persone a esercitare i propri diritti in ambito sanitario”, spiega l’assessore provincia-

nale e ridurre il rischio di collisioni tra veicoli e animali selvatici. L’opera introduce soluzioni innovative anche dal punto di vista ambientale: il fiume Rienza sarà spostato per consentire la realizzazione di argini più sicuri e resilienti, accompagnati da interventi di ingegneria naturalistica. Verrà così trasformato un punto critico in un’infrastruttura moderna, sostenibile e integrata nel paesaggio. gm

Nuove fototrappole nei boschi dell’Alto Adige

le alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner. La pubblicazione è parte integrante del progetto “Fit for Cooperation” (Fit4Co), finanziato dall’Ue nell’ambito del programma Interreg Italia-Austria. L’opuscolo viene distribuito attraverso gli uffici della difesa civica, le rappresentanze dei pazienti, le aziende sanitarie, gli ambulatori medici, i gruppi di auto-aiuto e le strutture sociali. san/ses

L’opuscolo “Salute senza confini” supporta i pazienti affinché possano usufruire al meglio dei propri diritti sanitari all’interno dell’Unione Europea.

Monitoraggio della fauna selvatica. Circa 200 nuove fototrappole sono state installate nel corso delle ultime settimane nei boschi altoatesini. Grazie a questa iniziativa la Ripartizione provinciale Servizio forestale potenzia ulteriormente l’attività di monitoraggio scientifico delle popolazioni selvatiche locali, con un’attenzione particolare rivolta ai grandi carnivori. Gli apparecchi fotografici sono stati posizionati in punti strategici selezionati con cura, come i passaggi abituali della fauna, i sentieri escursionistici e le strade forestali, attivandosi automaticamente non appena un animale si muove nel raggio d’azione dei sensori. Questi dispositivi operano in modo silenzioso e discreto e hanno come finalità esclusiva l’osservazione degli animali selvatici: eventuali immagini in cui dovessero risultare riconoscibili delle persone vengono immediatamente eliminate. Nelle aree interessate dall’installazione appositi cartelli informativi illustrano lo scopo del monitoraggio, l’organizzazione che ne è responsabile e le basi giuridiche relative al trattamento dei dati. Si richiede alla popolazione di non toccare né rimuovere le apparecchiature. mac/ses

Le fototrappole hanno il compito di fornire dati preziosi sulla distribuzione delle diverse specie animali, per creare una base solida di informazioni utili alla gestione della fauna selvatica a lungo termine.

Rendering: USP/Dipartimento Infrastrutture e Mobilità
A febbraio sono state avviate le procedure per l’intervento: nell’immagine il rendering del previsto ponte verde.
Foto: Ufficio provinciale
Foto: Fabio Brucculeri

Pensare all’agricoltura, ai boschi e al turismo come a un tutt’uno

Cresciuto in un’azienda agricola dedita alla frutticoltura e alla viticoltura a Gries, l’assessore provinciale Luis Walcher ha imparato presto cosa significhi lavorare in agricoltura. Ancora oggi vi trascorre ogni minuto libero.

Luis Walcher, classe 1974, è assessore provinciale all’Agricoltura, alle Foreste e al Turismo dal 2024. Dopo aver conseguito la maturità presso l’Istituto Tecnico Economico Heinrich Kunter di Bolzano, ha maturato una pluriennale esperienza nel settore privato e gestisce inoltre una propria azienda agricola a Gries. Dal 2005 è stato consigliere comunale a Bolzano e dal 2019 al 2023 vicesindaco con competenze, tra l’altro, in materia di assetto territoriale, lavori pubblici e protezione civile. Dal 1991 è membro dei vigili del fuoco volontari di Gries.

Assessore Walcher, lei è cresciuto in un’azienda agricola dedita alla coltivazione di frutta e alla produzione di vino a Gries: quali valori le sono stati trasmessi durante l’infanzia e l’adolescenza? In un maso ci si abitua automaticamente a svolgere determinati compiti. Si impara presto a rimboccarsi le maniche, ma anche ad affrontare le difficoltà. In agricoltura, a volte bastano cinque minuti di grandine per rovinare il lavoro di mesi. Per me, quindi, la diligenza, l’affidabilità e un uso parsimonioso di ciò che si ha sono sempre stati valori importanti. E così è rimasto fino ad oggi. E anche se nel frattempo si sono aggiunti molti altri compiti, trascorro ancora ogni minuto libero nel mio maso.. Lì mi sento a casa, lì è il centro della mia vita.

In che modo la sua attività nel settore privato l’ha plasmata? In quel periodo ho imparato molto. Ho viaggiato molto e ho imparato a esprimermi con disinvoltura in entrambe le lingue provinciali. Inoltre, ho imparato a portare a termine anche procedure complesse e a pensare in termini economici. Le mie esperienze negli acquisti e nel commercio mi tornano oggi molto utili in politica, perché si impara a non vedere le decisioni solo in modo teorico, ma anche a metterle in pratica.

Cosa è cambiato da allora? In fondo sono rimasto la stessa persona. I miei valori non sono cambiati. Rimanere con i piedi per terra, trattare le persone con rispetto, dire “per favore” e “grazie”: sono cose semplici, ma importanti. Ciò che si è aggiunto nel corso degli anni sono nuove esperienze e incarichi. Oltre alla politica e al lavoro nel settore privato, il mondo delle associazioni è sempre stato una parte importante della mia vita, in particolare i vigili del fuoco volontari. Questa è ancora oggi una mia grande passione. Lì si vede quanto sia importante la coesione.

Quali valori ritiene particolarmente importanti da trasmettere alla prossima generazione, in particolare ai bambini e alle bambine? Credo che si debba trasmettere ai giovani che molte cose che oggi sembrano scontate non lo sono. Un paesaggio curato, i prodotti alimentari regionali o un habitat funzionante non nascono da soli. Dietro c’è gente che lavora ogni giorno e si assume delle responsabilità.

Come si può rafforzare l’apprezzamento per la natura, l’agricoltura e i prodotti regionali tra i giovani? Sono convinto che dobbiamo spiegare meglio cosa significano realmente l’agricoltura, la silvicoltura e i cicli regionali per l’Alto Adige.

Foto: Luis Walcher

Molte persone lo sanno, ma non tutte. Dobbiamo far capire che il nostro paesaggio non ha questo aspetto per caso, ma che è curato dalle mani dei contadini e delle contadine.

Ha lanciato una nuova campagna per sottolineare l’importanza del bosco: c’è davvero bisogno di una campagna? Sì, credo di sì. Per molte persone il bosco è semplicemente lì. Ci si va a passeggiare, lo si usa per rilassarsi, ma spesso non si vede cosa c’è dietro. Il bosco svolge molte funzioni contemporaneamente: protegge dai pericoli naturali, fornisce legname ed è allo stesso tempo spazio vitale e ricreativo. È proprio necessario riportare queste funzioni maggiormente alla ribalta. Per me è importante anche rafforzare il rispetto per la proprietà forestale e per il lavoro nel bosco. Proprio dopo i danni causati da Vaia o dal bostrico si è visto quanto lavoro sia necessario affinché un bosco rimanga stabile. Un tempo il bosco era spesso la “cassaforte” di un maso, oggi non è più così. Per questo dobbiamo ricorrere nuovamente in misura maggiore al legno locale e utilizzarlo meglio.

Come possono agricoltura, silvicoltura e turismo collaborare ancora meglio in futuro per garantire uno sviluppo sostenibile? Il futuro di questi settori sta nel lavorare meno l’uno accanto all’altro e più l’uno con l’altro. L’Alto Adige vive proprio di questa combinazione di paesaggio, agricoltura e turismo. È fondamentale non ragionare in termini di concorrenza, ma di obiettivi comuni. L’agricoltura deve poter vendere più prodotti alle aziende turistiche e il turismo dovrebbe puntare consapevolmente sui prodotti regionali. In questo modo si rafforzano i cicli economici del territorio e allo stesso tempo si garantiscono i mezzi di sussistenza di molte famiglie contadine. Lo stesso vale per il nostro legno locale. Se utilizziamo maggiormente le nostre risorse, alla fine ne trarranno beneficio tutti i settori.

Come vede il ruolo dei bambini e dei ragazzi? Bambini, bambine, ragazzi e ragazze sono il nostro futuro. Trovo che molti giovani siano interessati e anche molto attenti. È importante trasmettere loro conoscenze, valori e anche entusiasmo, affinché possano viverli e metterli in pratica.

“Oltre alla politica e al lavoro nel settore privato, le attività associative hanno sempre rappresentato una parte importante della mia vita, in particolare i vigili del fuoco volontari”.

Luis Walcher

assessore provinciale all’Agricoltura,

alle Foreste e al Turismo

Cosa consiglierebbe – se fosse un bambino – a un assessore provinciale all’Agicoltura, Foreste e Turismo? Probabilmente direi: si assicuri che le nostre aziende agricole continuino a esistere anche in futuro, che i nostri boschi rimangano sani e che le persone in Alto Adige continuino a dedicarsi al lavoro agricolo con passione ed entusiasmo. E il turismo non dovrebbe essere considerato separatamente: vive del paesaggio culturale curato – e l’agricoltura, a sua volta, beneficia anche del turismo. È fondamentale che entrambi siano pensati insieme e si rafforzino a vicenda.

Foto: Luis Walcher
Fin da bambino, Luis Walcher, cresciuto in un’azienda agricola dedita alla frutticoltura e alla viticoltura a Bolzano-Gries, era affascinato dai vigili del fuoco. Dal 1991 fa parte dei vigili del fuoco volontari di Gries.

Il bosco e noi

Respira e lavora, protegge e stabilizza, si evolve e si trasforma: il bosco assolve molteplici funzioni. Una nuova campagna mira ora a rafforzare la consapevolezza sulla sua straordinaria importanza.

Più della metà del territorio dell’Alto Adige è ricoperta da boschi: noi abbiamo bisogno dei boschi e i boschi hanno bisogno di noi.

Testo Maja Clara Traduzione Silvia Senette Foto Benjamin Pfitscher

Il bosco è un rifugio, un fattore economico e uno scudo protettivo: solo una gestione sostenibile ne garantisce la sopravvivenza.

P„Il nostro bosco svolge funzioni centrali per gli uomini, gli animali e l’ambiente. Si tratta di portare la sua importanza ancor più al centro della consapevolezza comune“.
Luis Walcher assessore

provinciale alle Foreste

rotegge dai pericoli naturali, immagazzina l’anidride carbonica, filtra l’acqua, rappresenta l’habitat vitale per animali e piante, offre ristoro a donne e uomini, fornisce legname come materia prima sostenibile e crea, di conseguenza, numerosi posti di lavoro: il bosco è tutto questo. Una risorsa fondamentale per la vita e, al tempo stesso, a sua volta un organismo vivente.

Teresa Staffler lavora dal 2017 presso la Stazione forestale di Sarentino: per lei è di fondamentale importanza tenere in considerazione tutti i diversi punti di vista che gravitano attorno al bosco. Giorgio Sivieri è forestale dal 2003 e da 15 anni dirige la Stazione forestale di Tesimo: il suo obiettivo principale è quello di far comprendere e comunicare tutti i servizi ecosistemici offerti dal bosco. Della gestione concreta di una porzione di bosco si occupa invece il proprietario forestale Oswald Karbon, a Castelrotto. Il lavoro nel bosco, racconta, è duro e pericoloso e per questo è necessario ragionare su un arco temporale che abbracci più generazioni. E aggiunge: affinché il bosco possa essere un bene a disposizione di tutti è necessario approcciarvisi con estremo rispetto.

Metà della superficie provinciale coperta da boschi. Il bosco caratterizza profondamente il paesaggio dell’Alto Adige: più della metà della superficie provinciale è infatti coperta

da foreste e circa il 58% di queste è costituito da bosco di montagna con funzione protettiva diretta. Dal bosco misto del fondovalle fino alle peccete delle quote più elevate, in Alto Adige esistono oltre 100 tipologie boschive che si differenziano per la composizione delle specie arboree e vegetali a seconda della posizione. L’abete rosso, con una quota del 60%, rappresenta la specie arborea più diffusa sul territorio, seguita dal larice, dal pino e dal cirmolo. Il bosco ospita inoltre la più grande biodiversità dell’Alto Adige. Migliaia di specie tra piante, animali, funghi e microrganismi convivono nell’ecosistema forestale, dalle cime degli alberi fino alle profondità del terreno.

“Il nostro bosco svolge funzioni centrali per l’uomo, gli animali e l’ambiente”, sottolinea l’assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher. “Proprio dopo i danni subiti negli ultimi anni, è ora fondamentale rafforzare i boschi misti stabili e i boschi di protezione fornendo al contempo informazioni chiare e facilmente accessibili. Per questo mi sta a cuore portare la rilevanza del bosco ancora più al centro della consapevolezza collettiva e offrire orientamento e sostegno ai circa 24.000 proprietari boschivi presenti in Alto Adige”.

Nuova campagna “Respiro del bosco”. A questo scopo servirà la nuova campagna “Waldatem - Respiro del bosco - Fla dl bosch” della Ripartizione

Servizio forestale della Provincia di Bolzano. Il via ufficiale è stato dato il 21 marzo in occasione della Giornata internazionale delle foreste. Come strategia di comunicazione a lungo termine, la campagna è stata concepita su più anni e mira a coinvolgere l’intera popolazione, come riassume il direttore della Ripartizione Foreste Günther Unterthiner.

Progetti di successo già esistenticome le feste degli alberi o le giornate informative forestali - verranno portati avanti, mentre saranno diffuse ulteriori misure di sensibilizzazione, tra cui la trasmissione di conoscenze forestali attraverso spot sui media e tramite “citylight” alle fermate dei mezzi pubblici. Sono inoltre previste brevi sequenze video sotto forma di “reel” riguardanti le funzioni del bosco. Alla nota iniziativa “Conosci la tua provincia?” sarà dedicata un’edizione speciale interamente incentrata sul bosco. L’obiettivo finale è promuovere un approccio rispettoso nei confronti della proprietà boschiva e delle necessarie attività forestali. Affinché il bosco possa continuare a respirare… e noi assieme a lui.

Premio Bosco di protezione al progetto “Jung & MischwAlt”

Crescere insieme: giovani, anziane e anziani impegnati nella piantumazione di un alberello a Braies di Fuori nel corso del progetto pluripremiato “Jung & MischwAlt”.

Il bosco come simbolo dell’eterno ciclo della vita è stato l’ispirazione per una festa degli alberi intergenerazionale: nell’ambito del progetto “Jung & MischwAlt”, circa un anno fa i bambini e le bambine della scuola primaria di Valle San Silvestro, gli ospiti e le ospiti delle residenze per anziani di San Candido, Villabassa e Valdaora e alcune persone con disabilità hanno piantato assieme dei giovani alberelli in un’area boschiva di Braies di Fuori distrutta dal bostrico, creando così un nuovo spazio vitale. I bambini hanno aiutato gli anziani, mentre questi ultimi hanno fornito preziosi consigli sulle tecniche di piantumazione. Affinché le giovani piante possano crescere rigogliose, sono stati installati dei dispositivi di protezione contro il morso della selvaggina realizzati dalle persone con disabilità nei laboratori del centro sociale di Dobbiaco. Le betulle, i faggi, gli aceri di

monte e i sorbi degli uccellatori messi a dimora trasformeranno l’attuale foresta di conifere in un bosco misto. A conclusione del progetto, in autunno, i forestali di tutte le quattro Stazioni forestali si sono recati nelle tre residenze per anziani per piantarvi un albero. Diverse generazioni si sono così impegnate attivamente in questo progetto per la conservazione del bosco di protezione. In questo modo l’iniziativa “Jung & MischwAlt” unisce la responsabilità ecologica all’impegno sociale.

Questo sforzo collettivo è stato premiato a marzo a Mellau, nel Land austriaco del Vorarlberg, con il Premio Helvetia per il Bosco di protezione nella categoria Relazioni pubbliche. Il riconoscimento, giunto alla sua 19ª edizione, viene conferito dal Gruppo di lavoro delle Associazioni Forestali Alpine (ARGE). mac/ses

Ulteriori informazioni sulla campagna sul bosco

Foto: Ispettorato forestale di Monguelfo

Invisibile … ma misurabile

Il radon proviene dal sottosuolo, è invisibile e inodore. Una nuova mappatura indica dove, in Alto Adige, sia necessario prestare maggiore attenzione e spiega perché effettuare una misurazione possa rivelarsi, in certi casi, una scelta estremamente sensata.

Foto: pexels

◀ Gran parte dell’aria che respiriamo si trova all’interno delle nostre quattro mura. Oltre alla polvere e all’umidita, esiste un elemento che non si puo né vedere né annusare: il radon.

“La classificazione come area prioritaria non significa automaticamente un problema. Indica piuttosto dove sia opportuno effettuare misurazioni più mirate”.
Peter Brunner assessore alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima

Quando si parla di qualità dell’aria la maggior parte delle persone pensa immediatamente all’ambiente esterno: al traffico, ai gas di scarico o alle polveri sottili. Gran parte dell’aria che respiriamo ogni giorno, tuttavia, si trova proprio all’interno delle nostre quattro mura. Oltre alla polvere e all’umidità, esiste un elemento che non si può né vedere né annusare: il radon.

Questo gas naturale si sprigiona dal terreno e, in determinate circostanze, può penetrare all’interno degli edifici. Proprio per questo motivo gli esperti studiano dove il radon possa manifestarsi e quali siano le sue concentrazioni. In Alto Adige questo compito è supportato dalle misurazioni e da una nuova “mappa del radon” che offre una panoramica dettagliata della situazione sull’intero territorio provinciale.

L’accumulo di radon negli ambienti chiusi, con il raggiungimento di concentrazioni elevate, può avere serie ripercussioni sulla salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica infatti il radon come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

La normativa italiana (D.Lgs. n. 101/2020) prevede per le abitazioni esistenti un valore di riferimento massimo pari a 300 Becquerel per metro cubo (Bq/m³): ciò significa che in un metro cubo di aria ambiente non dovrebbero decadere più di 300 atomi di

radon al secondo. Per le nuove costruzioni, edificate a partire dal dicembre 2024, il valore di riferimento è invece fissato a 200 Bq/m³, mentre l’OMS raccomanda addirittura una soglia limite di 100 Becquerel per metro cubo d’aria.

Nuova mappa con 58 aree prioritarie. Proprio per gli effetti che il radon può causare, gli esperti raccomandano di conoscere i possibili livelli di esposizione specialmente in determinate zone. Nel febbraio 2026 la Giunta provinciale ha definito la nuova mappa del radon, che fornisce un quadro esaustivo della situazione in tutto il territorio.

Il radon è il risultato di un naturale processo fisico. Si tratta di un gas nobile radioattivo che si sprigiona dal decadimento dell’uranio ed è presente ovunque in natura: nel suolo, nelle rocce e nel sottosuolo. Da lì può infiltrarsi negli edifici attraverso piccole fessure o aperture. La penetrazione avviene molto spesso dai locali che sono direttamente a contatto con il terreno, come cantine o piani terra, senza che le persone si accorgano di nulla. La particolarità del radon è proprio quella di essere incolore, inodore e insapore. “Il radon non può essere percepito attraverso i nostri organi di senso. Per questo motivo, le misurazioni sono indispensabili per determinarne la concentrazione”, spiega Luca Verdi, fisico e direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione.

Per la prima volta, in Alto Adige sono state ora individuate ufficialmente le aree prioritarie per la protezione dal radon. La classificazione si basa sui dati raccolti e analizzati in circa vent’anni dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. Questi dati sono confluiti in una mappa del radon valida per l’intera provincia. “La mappa del radon ha lo scopo di informare e sensibilizzare la popolazione: mostra chiaramente dove sia necessario guardare con più attenzione. Per i cittadini, questo significa innanzitutto conoscere la propria situazione specifica, fare prevenzione in modo consapevole e adottare semplici accorgimenti per la propria salute”, afferma l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima e allo Sviluppo del territorio Peter Brunner. La classificazione non implica automaticamente la presenza di un problema, ma indica piuttosto dove sia particolarmente opportuno effettuare misurazioni più approfondite, chiarisce Brunner.

Più misurazioni del radon. Complessivamente, sono 58 i comuni individuati come aree prioritarie. In queste zone, nei prossimi anni, il numero delle misurazioni aumenterà in modo significativo. Lo conferma lo stesso Verdi: “Per quanto riguarda i luoghi di lavoro nelle aree prioritarie, la novità è che, oltre ai locali interrati, ora le misura-

Gli interessati possono rivolgersi al Laboratorio Analisi aria e radioprotezione, dove riceveranno indicazioni sui laboratori e i servizi che distribuiscono i dosimetri ed eseguono le analisi.

zioni devono essere effettuate anche nei piani seminterrati e al piano terra”. I locali utilizzati per meno di 100 ore all’anno sono esentati dall’obbligo di misurazione, la cui responsabilità ricade sul datore di lavoro.

Poiché il radon penetra negli edifici dal suolo, le cantine, i piani terra, le costruzioni in pendenza e i locali a diretto contatto con il terreno possono risultare particolarmente interessati dal fenomeno. Il gas può tuttavia raggiungere anche i piani superiori, qualora questi siano collegati alla cantina tramite scale aperte. “Di norma le misurazioni vengono effettuate nei locali in cui le persone soggiornano più a lungo, come la camera da letto o il soggiorno”, spiega Verdi.

Per determinare la concentrazione di radon si utilizza un piccolo strumento di misura chiamato dosimetro. La misurazione dura solitamente un anno intero o, in alternativa, due periodi di sei mesi ciascuno. Al termine, il valore medio annuale viene confrontato con i limiti di legge. Gli interessati e le interessate possono rivolgersi al Laboratorio Analisi aria e radioprotezione, dove riceveranno indicazioni sui laboratori e i servizi che distribuiscono i dosimetri ed eseguono le analisi.

Piccole misure, grandi risultati. Anche nel caso in cui venissero riscon-

trati valori elevati, è spesso possibile ridurli in modo relativamente semplice. Il direttore Verdi anticipa: “Alcuni accorgimenti elementari possono già fare molto. Un’aerazione regolare, piccoli adattamenti strutturali o l’impermeabilizzazione dei locali interrati possono abbattere sensibilmente la concentrazione di radon”. Gli approcci fondamentali sono due: indebolire la sorgente di radon, ad esempio tramite pozzetti di aspirazione o tubi di drenaggio, oppure diluire l’aria contenente radon, magari ventilando più spesso i locali o migliorando il ricambio d’aria. Secondo Verdi l’approccio più efficace consiste nel considerare la protezione dal radon già in fase di costruzione di un edificio, impedendo preventivamente al gas di entrare nell’edificio attraverso adeguate soluzioni tecniche.

Il radon è parte della natura, ma la conoscenza aiuta a prevenirne i rischi. La nuova mappa rende evidente ciò che finora era rimasto invisibile e punta a favorire un approccio consapevole al tema. Perché, a volte, la tutela della salute inizia con una domanda molto semplice: com’è la situazione all’interno della mia casa? Ulteriori informazioni e la mappa del radon

Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima

Il rispetto è il miglior compagno di viaggio

Renate Brugger è autista di autobus a Merano. Giorno dopo giorno trasporta le persone in tutta sicurezza sperimenta quanto siano importanti l’attenzione, la pazienza e il rispetto reciproco nella vita quotidiana.

Renate Brugger, come vive la sua giornata lavorativa come autista di autobus?

Renate Brugger: La mia giornata lavorativa è molto varia e richiede grande concentrazione. Si ha la responsabilità dei passeggeri, del traffico stradale e del rispetto degli orari. Soprattutto nel traffico di Merano bisogna tenere d’occhio molte cose contemporaneamente. Guidare un autobus non significa solo sterzare, ma anche pensare, agire con lungimiranza e mantenere la calma, anche quando la situazione diventa stressante. Allo stesso tempo è un lavoro molto bello. Lavoriamo in Alto Adige, in un paesaggio che molti conoscono solo in vacanza. Prima ero spesso in giro per cantieri, il che era tutt’altro che piacevole. Oggi guido soprattutto nel traffico urbano ed extraurbano, ma anche lì ci sono momenti belli ogni giorno.

Il rapporto con le persone gioca un ruolo importante. Cosa significa questo per lei?

Una parte molto importante del mio lavoro è il contatto con i passeggeri e le passeggere. Conosco molti di loro da anni: ci salutiamo, scambiamo qualche parola. Per me questo fa parte del lavoro e lo rende umano. La cordialità viene ricambiata quasi sempre con cordialità. Naturalmente ci sono anche situazioni difficili, ad esempio quando le persone sono stressate o impazienti.

In questi momenti cerco di mantenere la calma e di reagire in modo professionale. Il tono è molto importante: con rispetto e un approccio ponderato è possibile sdrammatizzare molte situazioni.

Lei lavora in un settore che per molto tempo è stato prevalentemente maschile. Come vede il suo ruolo in questo contesto?

In passato, gli autisti di autobus erano prevalentemente uomini. Oggi, fortunatamente, le cose sono cambiate. Non mi sono mai lasciata scoraggiare da questo. Noi siamo al volante da soli e questo comporta molte responsabilità, cosa che mi è sempre piaciuta. Allo stesso tempo, comporta sfide fisiche e mentali, come turni lunghi o situazioni di traffico stressanti. Con l’esperienza si impara a gestirle bene.

Cosa significa per lei il rispetto, nella sua vita professionale e non solo?

Per me il rispetto si manifesta nella vita quotidiana, soprattutto nelle piccole cose: come ci si rivolge agli altri, se si mantiene la calma e se si presta davvero attenzione al proprio interlocutore o interlocutrice. Ogni passeggero ha la sua storia. Quando se ne è consapevoli, molte cose diventano più facili. Il rispetto non è una frase fatta, ma un atteggiamento che metto in pratica ogni giorno. kat/mdg

L’autista di autobus Renate Brugger constata ogni giorno quanta attenzione, pazienza e rispetto reciproco siano necessari nel settore della mobilità.

link al video Informazioni sulla campagna Respect

Foto: Fabio Brucculeri

In Val Venosta il primo ETCS su una ferrovia regionale in Italia

Sono in corso l’elettrificazione e l’ammodernamento della ferrovia della Val Venosta e per la prima volta a fine marzo è entrato in funzione il sistema ETCS.

Parola chiave: innovazione, quella della ferrovia della Val Venosta, in corso di ammodernamento ed elettrificazione mentre nello specifico sono stati installati il sistema europeo di controllo dei treni ETCS e le nuove linee aeree. Si tratta della prima linea regionale in Italia ad avere questo sistema. Motivo per cui, domenica 29 marzo, all’avvio della linea hanno presenziato anche noti esperti di RFI, definendo la linea della Val Venosta “una pietra miliare di innovazione ferroviaria” e un esempio a livello tecnico per il resto d’Italia.

Domenica 29 marzo, alle 5:16 del

mattino, infatti, il primo treno Stadler ATR 100 è entrato in servizio sulla linea ferroviaria della Val Venosta, recentemente dotata di ETCS tra Merano e Malles. Negli ultimi mesi, l’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie (ERA), l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA) e la Provincia autonoma di Bolzano hanno verificato che i sistemi sono sicuri e hanno rilasciato le autorizzazioni per il servizio commerciale. Parimenti, l’elettrificazione della ferrovia della Val Venosta è giunta alla fase finale. Nell’ultimo periodo sono stati effettuati test su

base quotidiana e la linea è stata aperta al pubblico con cadenza crescente.

Due milioni di passeggere e passeggeri all’anno. Dalla sua riapertura nel 2005, la Ferrovia della Val Venosta registra circa 2 milioni di passeggeri all’anno. Con l’elettrificazione della linea e l’introduzione del sistema europeo di controllo dei treni ETCS e del sistema di comunicazione GSM-R, la Ferrovia della Val Venosta non solo è ora completamente integrata nella rete ferroviaria europea, ma raggiunge anche un livello di sicurezza nettamente superiore. La prudenza non è mancata e non manca: si procede per gradi, con l’obiettivo, di pari passo mantenuto e perseguito, di non far mai mancare la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico alla cittadinanza, conservando il servizio autobus sostitutivo.

Investimento di 8,5 milioni di euro. L’investimento complessivo per gli interventi ammonta a circa 85 milioni di euro. In futuro la linea sarà completamente elettrificata, sarà resa ancora più efficiente e sarà ulteriormente integrata nella rete ferroviaria europea. Ulteriore obiettivo dell’elettrificazione della linea, oltre alla già citata sicurezza, è l’aumento della capacità del trasporto ferroviario, dei posti a sedere e del confort di viaggio, per realizzare un cadenzamento di viaggio ogni trenta minuti anche in Val Venosta. gm

Sala operativa per il monitoraggio della linea ferroviaria della Val Venosta.
Foto: Ivan Brentegani

Attuato il nucleo della Riforma Abitare

Passo dopo passo, tra ottobre 2025 e febbraio 2026, la Provincia di Bolzano ha attivato le principali misure della riforma dell’edilizia abitativa: cittadine e cittadini altoatesini hanno ora a disposizione tre pilastri stabili per il sostegno economico.

Il 1° febbraio ha segnato non solo il via libera alla presentazione digitale delle domande di agevolazione per la costruzione, l’acquisto e il recupero della prima casa, ma anche la conclusione di gran parte del progetto di riforma avviato nell’estate del 2025 dall’assessora all’Edilizia abitativa Ulli Mair per quanto riguarda le misure finanziarie di agevolazione. Da allora sono state implementate le misure fondamentali volte a garantire alloggi accessibili e disponibili.

Tre pilastri. La riforma si basa essenzialmente su tre pilastri: i noti contributi a fondo perduto rivisti e semplificati, il mutuo Risparmio casa e il mutuo agevolato, introdotto come nuova misura.

Agevolazioni per l’edilizia abitativa. La nuova regolamentazione dei contributi per la costruzione, l’acquisto e il recupero di abitazioni riguarda la maggior parte dei cittadini e delle cittadine che desiderano realizzare il sogno di avere una casa propria. “Tutti coloro che risiedono o lavorano in Alto Adige da almeno cinque anni,

Nel percorso verso la casa di proprietà, con la Riforma Abitare 2025 la Provincia di Bolzano garantisce numerose forme di sostegno.

il cui reddito rientra nei parametri stabiliti e che soddisfano i requisiti relativi alla proprietà, possono presentare domanda”, spiega Luca Critelli, direttore del Dipartimento Edilizia abitativa, Sicurezza e prevenzione della violenza. Da febbraio, criteri come la superficie dell’alloggio o il patrimonio dei genitori non sono più rilevanti. Sia le fasce di reddito sia le franchigie sui risparmi sono state innalzate, permettendo così a un numero maggiore di persone di beneficiare dei sostegni. La presentazione delle domande avviene esclusivamente in modalità digitale tramite il portale civico myCIVIS.

Mutuo Risparmio casa. Per quanto riguarda il secondo pilastro, il Risparmio casa, il 1° settembre 2025 sono entrate in vigore nuove regole. Questo modello di successo, attivo da dieci anni, è stato aggiornato e beneficia ora di un tasso di interesse ancora più vantaggioso, ridotto dall’1% allo 0,7%.

“Sono stati ridotti anche gli anni minimi di contribuzione al fondo pensione complementare e sono stati introdotti miglioramenti per le coppie, i giovani fino a 35 anni e chi rientra a vivere in

provincia”, afferma Critelli.

Mutuo agevolato. Con il mutuo agevolato, infine, è entrata in vigore dal 1° gennaio 2026 una novità assoluta: alle condizioni bancarie vantaggiose (spread massimo dello 0,70% per il tasso fisso e dello 0,50% per quello variabile) si aggiunge un contributo provinciale a favore dei mutuatari e delle mutuatarie. Questo sostegno viene concesso per un massimo di dieci anni e oscilla tra i 700 e i 3.200 euro annui.

In linea generale, tutti e tre i pilastri di finanziamento sono cumulabili tra loro - laddove sussistano i requisiti - consentendo di raggiungere una somma di contributo considerevole. Per garantire la disponibilità di alloggi per la popolazione residente, tutte le agevolazioni prevedono vincoli come il “convenzionamento” o il vincolo sociale. pir/ses

Informazioni sulle agevolazioni edilizie

Foto: pexels

Ogni passo conta

Più movimento, senza bisogno della palestra né ansia da prestazione sportiva. La campagna “fit – Il movimento è salute” mostra come alcuni semplici esercizi fisici inseriti nella routine quotidiana possano rafforzare la salute, il benessere e la qualità complessiva della vita.

L’iniziativa “fit – Il movimento è salute” vuole incoraggiare le persone a integrare maggiormente il movimento nella loro vita quotidiana.

Salire qualche rampa di scale invece di prendere l’ascensore, fare alcuni esercizi di equilibrio mentre ci si lava i denti oppure, semplicemente, alzarsi in piedi e fare due passi mentre si è al telefono. Spesso sono proprio le piccole cose a fare la differenza. È esattamente su questo principio che si fonda la nuova campagna “fit – Il movimento è salute” della Provincia autonoma di Bolzano.

L’iniziativa vuole incoraggiare le persone a incrementare maggiormente il movimento nella vita di tutti i giorni, non importa se in città o in paese, al lavoro, a casa o mentre si è in giro. Il movimento, infatti, non deve essere necessariamente complicato: non servono attrezzature particolari né grandi quantità di tempo

libero. L’unica cosa che conta davvero è, molto semplicemente, iniziare.

“Il movimento è parte integrante dell’essere umano. Già attraverso brevi e semplici sessioni di attività fisica quotidiana è possibile ottenere effetti estremamente positivi per la propria salute”, spiega l’assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner. “Muoversi non porta solo vantaggi a livello fisico e non serve solo a prevenire le malattie. Il movimento sostiene anche la salute psichica e mantiene la mente reattiva durante la vecchiaia, permettendoci così di rimanere autonomi più a lungo. Per questo investiamo in modo mirato nella promozione della salute e in programmi che motivino le persone di ogni fascia d’età a muoversi di più”,

aggiunge Messner.

La campagna comunica un messaggio immediato: muoviti ovunque ti trovi e nel modo che più ti si addice. Attraverso brevi video e contributi informativi vengono mostrati movimenti facili da replicare che possono essere integrati senza alcun problema nella routine giornaliera. L’obiettivo è ispirare le persone e trasformare un maggior dinamismo, passo dopo passo, in una nuova e sana abitudine.

Che il movimento sia fondamentale è confermato anche dai dati: in Alto Adige il 42% degli adulti e delle adulte pratica sport regolarmente, mentre un altro 16% lo fa occasionalmente. Al contempo, però, esiste anche un 15%

Testo Angelika Schrott Traduzione Silvia Senette Foto Fabio Brucculeri

circa della popolazione che non svolge alcuna attività né sportiva né fisica. La mancanza di movimento è riscontrabile con maggiore frequenza soprattutto tra le persone più anziane.

Proprio qui interviene la campagna, che si rivolge in modo particolare a chi fino ad ora si è mosso poco. Al posto della pressione legata alla performance fisica, viene messa al centro la gioia generata dal movimento. Perché anche piccoli cambiamenti possono sortire grandi effetti: basta spostarsi a piedi più spesso, percorrere brevi distanze in bicicletta o fare di tanto in tanto qualche semplice esercizio di ginnastica.

Il movimento come chiave di volta per una vita sana. La campagna è sostenuta dagli esperti dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. In brevi video-dichiarazioni, gli specialisti spiegano perché muoversi sia così importante e come questa sana abitudine si possa inserire con estrema facilità nella propria giornata.

Per Sieglinde Kofler, primaria del reparto di Medicina Interna all’ospedale di Merano, l’attività fisica è una colonna portante per una vita in salute: “Un movimento regolare influisce positivamente su molti ambiti del benessere fisico e rappresenta un fattore centrale per un invecchiamento attivo”. Lukas Waldner, del servizio di Medicina dello Sport di Merano, mostra nei video alcuni semplici esercizi da imitare. Il suo consiglio è di non rifletterci troppo a lungo, ma di iniziare e basta. “Anche piccoli cambiamenti nella routine quotidiana possono avere un effetto percepibile sulla salute”. Per dirla in altre parole: basta poco per aiutare molto.

Informazioni e video sulla campagna “fit – Il movimento è saute”

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Lukas Waldner servizio di Medicina dello Sport di Merano

Dobbiamo andare tutti e tutte in palestra o fare allenamenti sportivi intensivi? No, l’attività fisica può essere integrata con estrema semplicità nella vita quotidiana attraverso brevi sessioni. In questo senso possiamo sfruttare i movimenti naturali, il peso del corpo e l’ambiente circostante a nostra disposizione.

Quali sono i modi semplici per muoversi di più?

Preferire le scale all’ascensore è la strategia più efficace. Anche i tempi di attesa al semaforo o alla cassa del supermercato possono essere sfruttati per eseguire esercizi di equilibrio su una gamba sola. Una camminata a passo svelto risulta meno gravosa per le articolazioni rispetto al jogging. È inoltre fondamentale eseguire delle rotazioni per sciogliere polsi, spalle, bacino e caviglie e dedicare dai 5 ai 10 minuti al giorno allo stretching.

Cosa aiuta a trovare la motivazione per non mollare?

L’obiettivo: prevenire le malattie, rafforzare il sistema immunitario o, più semplicemente, sviluppare una migliore consapevolezza del proprio corpo. Il piacere stesso di muoversi garantisce una costanza nel lungo periodo. Muoversi può rappresentare un momento di compensazione rispetto alla routine quotidiana, riducendo gli ormoni dello stress e favorendo il rilascio di endorfine e ormoni della felicità. san/ses

Sieglinde Kofler primaria del reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Merano

Perché l’attività fisica è così fondamentale per la nostra salute? Il movimento influisce positivamente su tutte le funzioni del nostro organismo. Il sistema cardiovascolare ne esce rafforzato, la circolazione sanguigna migliora e la pressione arteriosa si regolarizza. L’esercizio fisico favorisce inoltre la forza muscolare, l’equilibrio e la flessibilità articolare. Anche il sistema immunitario e il benessere psicologico ne traggono grandi benefici, permettendo al contempo di gestire e smaltire meglio lo stress quotidiano.

Quale ruolo riveste il movimento nel processo di invecchiamento? L’attività fisica promuove un invecchiamento sano, riduce sensibilmente il rischio di cadute e aiuta a prevenire l’osteoporosi. Grazie al movimento vengono favoriti il mantenimento dell’autonomia e il benessere generale anche in età avanzata.

Cosa consiglia a coloro che conducono una vita troppo sedentaria? Il mio invito è quello di seguire la campagna per il movimento “fit – Il movimento è salute”. Cercate di spostarvi a piedi: ogni singolo passo rappresenta un aiuto concreto per la vostra salute. Iniziate a modificare le vostre abitudini procedendo per gradi: chi sceglie di muoversi di più percepirà molto rapidamente gli effetti positivi sul proprio corpo. La cosa più importante è trovare il coraggio di iniziare e avere costanza. san/ses

Un’emozione per sempre

Il gardenese Julian Kasslatter ha vissuto un’esperienza unica alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 vestendo la maglia della Nazionale italiana di para ice hockey.

Lo sport rappresenta un grande strumento di inclusione sociale anche per le persone costrette a convivere con disabilità, capaci di trasformare la loro condizione da limite a possibilità concreta. Lo sa bene il gardenese Julian Kasslatter, dipendente della Provincia autonoma di Bolzano (lavora presso l’Intendenza scolastica in lingua ladina) che alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 ha realizzato il sogno di disputare i Giochi “in casa”. “Non è stato semplice, perché negli ultimi due anni ho potuto staccare la spina solamente un mese”, dice Kasslatter. A Milano, Julian ha vestito la maglia della Nazionale italiana di para ice hockey, confrontandosi con i migliori interpreti al mondo di questa

disciplina. “Per me era la seconda edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, dopo Pechino 2022, ma giocare davanti al proprio pubblico è stato incredibile. Dall’inaugurazione all’Arena di Verona, ai 9.000 spettatori in tribuna per il nostro esordio contro i fortissimi Stati Uniti, fino al riconoscimento che abbiamo ottenuto per avere onorato la maglia azzurra: è stata un’esperienza che porterò sempre nel cuore”.

Sport e passione. Julian è nato con una disabilità a un piede, ma questa non gli ha impedito di praticare sport, la sua passione. “Grazie ad un amico ho cominciato a giocare a para ice hockey, da dieci anni ho iniziato il mio percorso

in Nazionale come portiere. La cosa più bella è condividere questa passione con tanti amici, prima che compagni di squadra, viaggiando e scoprendo posti e culture nuove”, dice. Anche per le atlete e gli atleti paralimpici gli impegni internazionali comportano grandi sacrifici. “Mi alleno quattro volte alla settimana, sul ghiaccio ma anche in palestra, e per giocare a questi livelli dobbiamo seguire un certo tipo di percorso”.

L’emozione più grande Julian Kasslatter l’ha vissuta nella sfida contro gli Stati Uniti. “I campioni olimpici, semplicemente una squadra di un altro livello composta da soli atleti professionisti. Diciamo che non è andata benissimo, visto il risultato (14-2 ndr), ma in quella partita ho cercato soprattutto di godermi il tifo ed il calore del pubblico”. Julian Kasslatter, adesso, si concentrerà solo nel presente. “Ho un figlio (Jannik, ndr), quest’anno mi sposerò e mi trasferirò a Bolzano. Ai ragazzi con disabilità dico di non mollare e di crederci sempre: lo sport può dare tantissimo, ma comporta sacrifici. Adesso finalmente mi godo questo anno speciale, con gioia e senza, magari, il pensiero di combattere ogni mese con la bilancia, come negli ultimi due anni”, conclude sorridendo. tl

Julian Kasslatter con la Nazionale italiana di para ice hockey a Milano. Per lui era la seconda edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, dopo Pechino 2022.
Foto: Julian Kasslatter

Riconoscere le disabilità invisibili

Non tutto è visibile. Ma tutto è percepibile. La Provincia autonoma di Bolzano promuove iniziative volte a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità invisibili.

La Provincia autonoma di Bolzano sensibilizza per una maggiore consapevolezza e inclusione delle persone con disabilità invisibili.

Alcune difficoltà non si vedono. Eppure, sono presenti ogni giorno. Le persone con disabilità invisibili devono affrontare queste sfide quotidianamente e, poiché non sono evidenti, possono rapidamente sentirsi sopraffatte. Spesso queste persone ricevono meno comprensione rispetto, ad esempio, a chi si sposta in sedia a rotelle. Questo perché le loro limitazioni non sono tangibili per molti.

Un autobus affollato, un supermercato frenetico, una stazione ferroviaria animata, una lunga coda: situazioni come queste spesso richiedono loro più energia. Reazioni che ad altri sembrano insolite sono spesso espressione di stress o sovraccarico, non di maleducazione o disinteresse. Ciò che serve: un momento in più di pazienza, un po’ più di comprensione, uno sguardo rispettoso invece di un giudizio affrettato. Questo può fare la differenza.

Percepire diversamente, reagire diversamente. L’autismo è una di queste disabilità spesso invisibili. Molte persone affette reagiscono in modo più sensibile agli stimoli, hanno bisogno di strutture chiare o di più tempo per elaborare le situazioni. Anche altre

disabilità invisibili, come le malattie croniche o psichiche o la sindrome da affaticamento, comportano sfide simili.

Nella vita quotidiana questo porta spesso a malintesi nei confronti delle persone con disabilità invisibili. I comportamenti vengono giudicati affrettatamente, le situazioni interpretate in modo errato. Raramente si tratta di persone che vogliono comportarsi in quel modo, ma piuttosto di possibilità e limiti individuali.

Guardare, ascoltare, mostrare rispetto. La Provincia autonoma di Bolzano dà un segnale per una maggiore consapevolezza e rispetto reciproco. Perché solo chi capisce può anche sostenere. Le disabilità invisibili non hanno bisogno di giustificazioni, ma di accettazione. Per poter inquadrare meglio le situazioni, esistono diversi approcci e strumenti.

Tra questi c’è anche il cosiddetto nastro girasole, un simbolo volontario utilizzato a livello internazionale per segnalare una disabilità invisibile. Può aiutare a rendere visibili le esigenze senza che le persone interessate debbano spiegarsi. Ma soprattutto, attira l’attenzione su un

tema centrale: non tutte le limitazioni sono riconoscibili a prima vista.

“Le disabilità invisibili vengono spesso trascurate nella vita quotidiana. È quindi tanto più importante che noi, come società, impariamo a guardare più da vicino e a reagire con maggiore comprensione. Il rispetto e l’attenzione sono la chiave per una partecipazione autentica”, sottolinea Rosmarie Pamer, assessora provinciale per le persone con disabilità.

Sono previste misure mirate per sensibilizzare la popolazione sul tema delle disabilità invisibili. Oltre alla messa a disposizione di informazioni, queste includono offerte di formazione continua per il personale specializzato e i servizi pubblici, nonché il sostegno alle organizzazioni nella creazione e nella diffusione di materiale informativo sul tema delle disabilità invisibili. L’obiettivo è rafforzare le conoscenze, promuovere la comprensione e abbattere le barriere nella vita quotidiana. kf/mdg

Tutte le informazioni sul tema autismo

Foto: Claudia Corrent

I collezionisti di dati

Riescono a scorgere le tendenze quando sono ancora in fase embrionale, lanciano l’allarme non appena i valori subiscono oscillazioni e verificano se le misure adottate hanno successo. Stiamo parlando degli esperti di dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia.

Testo Ursula Pirchstaller Traduzione Silvia Senette Foto Fabio Brucculeri

In media ogni anno presso la Ripartizione Servizio mercato del lavoro, nel Palazzo provinciale 12 a Bolzano, arrivano circa mezzo milione di comunicazioni relative ai contratti di lavoro. Risulterebbe inimmaginabile se questa mole di dati dovesse essere inserita ancora oggi manualmente. L’Osservatorio del mercato del lavoro (OML), come molti altri uffici, ha tratto enorme beneficio dalla digitalizzazione. “La serie storica dei nostri dati risale a oltre 25 anni fa. Dal 2009 registriamo esclusivamente per via telematica la stipula di nuovi contratti di lavoro, le loro variazioni e la cessazione dei rapporti d’impiego”, riferisce Walter Niedermair. Assieme ad Antonio Gulino, Friedl Brancalion, Thomas Benelli e Werner Pramstrahler, Niedermair monitora con estrema precisione l’evoluzione del mercato del lavoro altoatesino, giorno dopo giorno e mese dopo mese.

Accanto al monitoraggio dell’occupazione, anche i dati sulla disoccupazione e i posti vacanti rappresentano indicatori fondamentali per valutare lo stato di salute del mercato del lavoro. “Oltre a queste fonti, basiamo le nostre analisi anche sui dati del sistema informativo scolastico. Ad esempio, quando analizziamo quale percorso professionale scelgano i diplomati e le diplomate dei licei o delle scuole professionali”, spiega Walter Niedermair. Solo disponendo di queste informazioni è possibile trarre conclusioni significative: emerge infatti che le persone con la sola licenza media rappresentano solo il 6% circa degli occupati, ma costituiscono circa il 40% tra i disoccupati.

“Possiamo individuare rapidamente tutto ciò che è misurabile, ad esempio i cambiamenti nel mercato del lavoro determinati dal WaltherPark di Bolzano”.

Walter Niedermair

Osservatorio del mercato del lavoro presso la Ripartizione provinciale

Servizio mercato del lavoro

◀ Raccolgono, analizzano e gestiscono tutti i dati relativi al mercato del lavoro altoatesino: il direttore della Ripartizione Stefan Luther (nella foto da sinistra), Friedl Brancalion, Walter Niedermair, Thomas Benelli, Werner Pramstrahler (manca Antonio Gulino).

Politiche attive del lavoro. Risultati come questi possono fungere da base per l’implementazione di misure di politica attiva del lavoro, come programmi di formazione per i disoccupati o l’intensificazione dei servizi di intermediazione. In questo contesto l’Osservatorio del mercato del lavoro rappresenta l’organismo capace di individuare precocemente sviluppi problematici e di fungere da bussola per la politica. “In generale, le decisioni di politica del lavoro dovrebbero basarsi fortemente sui dati”, affermano i collaboratori. Incrociando le banche dati amministrative esistenti si giunge a risultati estremamente interessanti. Questo tipo di analisi può rivelarsi straordinariamente appassionante, riferiscono gli esperti. Ad esempio, vengono messi in relazione l’andamento dei redditi e le professioni, oppure i flussi dei pendolari sul mercato occupazionale.

Appassionante analisi dei dati. Anche temi di stretta attualità, come le motivazioni che spingono all’emigrazione dall’Alto Adige, sono al centro dell’attenzione. A tal proposito è attualmente in corso un’indagine che mira a fornire non solo dati numerici ma anche qualitativi per andare

a fondo delle ragioni alla base della tendenza all’espatrio.

“Abbiamo intervistato tutti quegli altoatesini e quelle altoatesine che hanno deciso di lasciare la nostra provincia per chiedere loro quali fossero i motivi”, spiega Niedermair. L’emigrazione, in particolare quella della forza lavoro, sta diventando infatti un problema sempre più pressante per la provincia di Bolzano. Gli esperti del mercato del lavoro si attendono riscontri interessanti che costituiranno la base affinché la politica possa adottare contromisure adeguate.

“Siamo in grado di rilevare rapidamente tutto ciò che è misurabile, come ad esempio i cambiamenti nel mercato del lavoro portati dal centro commerciale WaltherPark a Bolzano”, afferma Walter Niedermair citando una delle analisi più recenti. L’occupazione nel commercio al dettaglio bolzanino è sensibilmente aumentata grazie a ciò e numerosi disoccupati hanno trovato un impiego all’interno dei negozi.

Numerose pubblicazioni. L’Osservatorio del mercato del lavoro elabora poi temi di questo genere nelle proprie pubblicazioni, ossia il rapporto seme -

L’Osservatorio del mercato del lavoro pubblica mensilmente dei bollettini che riportano gli ultimi sviluppi e le tendenze del mercato del lavoro.

strale sul mercato del lavoro, il mensile “Mercato del lavoro news” e la pubblicazione “Mercato del lavoro flash”, che il quarto giorno di ogni mese offre una panoramica sulla situazione occupazionale corrente. È inoltre disponibile un monitoraggio dell’occupazione aggiornato quotidianamente.

Agli esperti sta particolarmente a cuore che i dati sulla disoccupazione vengano contestualizzati correttamente. A seconda della fonte dei dati si ottengono, infatti, valori differenti. “Il nostro indicatore, la cosiddetta disoccupazione amministrativa, comprende tutte le persone ufficialmente iscritte come disoccupate presso i Centri di mediazione lavoro dell’Alto Adige”, spiega il team. Il tasso di disoccupazione dell’ASTAT si basa invece su indagini campionarie e fornisce dati comparabili a livello internazionale: un valore di riferimento fondamentale. Mentre questo tasso si attesta attualmente a poco meno del 2%, la disoccupazione in ambito amministrativo supera il 6%; un valore che richiede

attenzione e segnala la necessità di intervenire.

Grazie a un collaudato confronto con il Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano, i dati dell’Osservatorio sono anche georeferenziati: in altre parole, è possibile individuare chiaramente dove risiedono e dove lavorano gli occupati. “Questo è importante anche per la Protezione civile, perché in caso di catastrofe l’Agenzia sa immediatamente quante persone si trovano in un determinato luogo”, aggiunge Niedermair. Infine, questo consente anche di effettuare analisi dettagliate sui pendolari transfrontalieri, come già avvenuto per l’Alta Val Venosta.

Monitoraggio delle misure. Non da ultimo, l’OML dispone di uno strumento utile ai fini delle politiche del lavoro: il monitoraggio delle misure adottate, che permette di valutare con estrema precisione se i corsi di formazione e le iniziative di intermediazione per i disoccupati e le disoccupate si siano rivelati realmente efficaci.

Gli esperti descrivono l’attuale situazione “meteorologica” sul mercato del lavoro altoatesino come soleggiata o leggermente nuvolosa: l’occupazione cresce, ma non in tutti i settori; il tasso di disoccupazione aumenta, specialmente tra i non residenti in Alto Adige; più di tre nuovi assunti su quattro provengono dall’estero. Il lavoratore trova nella nostra provincia condizioni favorevoli come non accadeva da tempo, poiché la carenza di manodopera è percepibile in modo trasversale in ogni ambito. Tutte queste sono evidenze che diventano chiare solo grazie a un’osservazione efficiente e attenta del mercato del lavoro, e che risultano utili tanto ai lavoratori e alle lavoratrici quanto ai datori di lavoro e alla politica.

Il mercato del lavoro dell’Alto Adige in cifre

Ricerca di lavoro senza confini in Euregio

Offrire e trovare impiego in tutto il Tirolo, l’Alto Adige e il Trentino senza dover consultare tre portali diversi: grazie alla Borsa lavoro dell’Euregio, tutto questo è diventato da poco una realtà concreta.

Cercare e offrire lavoro in Tirolo, Alto Adige e Trentino: grazie alla borsa lavoro dell'Euregio ora è possibile senza confini.

Per chi risiede in Alto Adige e cerca un’occupazione in Tirolo o in Trentino, l’operazione è oggi molto più semplice rispetto al passato. Lo stesso principio vale per i datori di lavoro altoatesini che intendono proporre le proprie posizioni aperte nei territori confinanti.

Questo nuovo scenario è reso possibile dal progetto congiunto “Borsa lavoro Euregio”. L’iniziativa prevede che i tre servizi per il mercato del lavoro competenti di Tirolo, Alto Adige e Trentino scambino tra loro le offerte d’impiego attraverso i portali già esistenti. In questo modo, è possibile cercare lavoro o pubblicare annunci in modo fluido e senza barriere geografiche nell’intero territorio dell’Euregio.

Ecco come funziona: attraverso la sezione “alle jobs” del Servizio mercato del lavoro del Tirolo (AMS), “eJobLavoro”, la borsa lavoro del Servizio mercato del lavoro della Provincia autonoma di Bolzano, e il portale “Trentino Lavoro”, sia le persone in cerca di occupazione sia i datori di lavoro possono accedere alla piattaforma del rispettivo territorio.

La ricerca di un impiego transfron-

taliero è strutturata in modo particolarmente intuitivo. Gli utenti possono inserire il luogo di lavoro desiderato oppure il comprensorio di riferimento, come ad esempio una Comunità comprensoriale o una vallata. Attraverso una funzione di ricerca unificata vengono visualizzate automaticamente anche le offerte di lavoro presenti nelle altre parti del territorio transfrontaliero.

L’AMS Tirolo, ad esempio, offre già una funzione di ricerca utilizzando il criterio della distanza: cercando un impiego entro un raggio di 20 chilometri da Sillian, il sistema includerà automaticamente anche i posti di lavoro disponibili a San Candido. Entro la fine dell’anno verrà inoltre implementata all’interno del “eJobLavoro” dell’Alto Adige una funzione di ricerca per distanza che terrà conto dei diversi mezzi di trasporto.

Per le imprese non è previsto alcun carico di lavoro supplementare: chi pubblica un’offerta d’impiego viene abilitato in modo automatico alla ricerca transfrontaliera. Su tutti e tre i portali coinvolti la consultazione segue le logiche già consolidate, garantendo

così che le interfacce utente a cui si è abituati rimangano invariate.

La funzione online è stata attivata ufficialmente lo scorso 27 aprile dal presidente dell’Euregio e capitano del Tirolo Anton Mattle assieme al presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher e al vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli. In vista del primo maggio, Festa del Lavoro, i rappresentanti istituzionali si sono detti convinti che la Borsa lavoro dell’Euregio renderà il mercato occupazionale dei territori confinanti molto più visibile e accessibile. Ci si attende, inoltre, un maggiore richiamo per i bandi di concorso e gli annunci, un incremento della mobilità della forza lavoro e un rafforzamento complessivo della competitività. gst/ses

Cerchi o offri lavoro? Inizia subito su eJobLavoro

Informazioni sulla Borsa lavoro dell’Euregio sul sito web dell’Euregio

Grafik: Euregio

Guest Pass premiato ma come funziona?

Sostenibilità economica e ambientale con l’Alto Adige Guest Pass, premiato dalla Commissione europea come migliore progetto europeo di mobilità tra 960 candidature.

Foto: Ivan Brentegani

L’Alto Adige Guest Pass è stato premiato come migliore progetto europeo di mobilità nell’ambito dei Mobility Action Awards 2025 della Commissione europea, organizzati nel contesto della European Mobility Week. Era stato selezionato tra le migliori tre su 960 candidature ed è stato premiato a Bruxelles come migliore d’Europa il 17 marzo. Un’occasione in più, questa, per l’Amministrazione provinciale, per spiegarne il funzionamento. L’iniziativa della Provincia semplifica la vita ai turisti e riduce il traffico privato che impatterebbe sulla viabilità e sull’ambiente dell’Alto Adige. È stata premiata per il suo modello innovativo che integra direttamente la mobilità pubblica nell’esperienza turistica: gli ospiti che soggiornano in una struttura ricettiva dell’Alto Adige ricevono infatti automaticamente un pass digitale che consente di utilizzare autobus, treni provinciali e diversi impianti di trasporto pubblico locale durante l’intero soggiorno.

I numeri sono positivi: nel 2025 i Guest Pass attivati sui dispositivi dei turisti in Alto Adige sono 5,5 milioni e le strutture ricettive associate sono il 95 per cento di tutta la provincia, pur essendo l’associazione su base volontaria e non obbligatoria.

Chi lo paga? Ricevere il pass per i turisti è incluso nel prezzo di pernottamento ed è economicamente sostenibile per il bilancio provinciale. Anzi, l’Alto Adige Guest Pass genera circa un terzo dei ricavi da biglietti del trasporto pubblico altoatesino.

“Questo e il futuro che vogliamo per i trasporti in Europa: più sostenibile e accessibile a tutti”.

Apostolos Tzitzikostas commissario europeo ai Trasporti

Il sistema è finanziato attraverso un contributo di mobilità per ospite e pernottamento, grazie alla collaborazione tra i partner di progetto MOKO, che gestisce la soluzione a livello tecnico, LTS, interfaccia tecnica tra le strutture ricettive e il sistema Guest Pass, IDM Alto Adige, che promuove l’utilizzo del pass in quanto organizzazione turistica altoatesina, HGV, Unione Albergatori e Pubblici Esercenti dell’Alto Adige, partner strategico coinvolgendo nell’iniziativa quasi tutte le strutture ricettive, e STA-Strutture Trasporto Alto Adige SpA, in quanto supervisore dell’iniziativa e gestore del trasporto pubblico locale. Le entrate generate dal Guest Pass sono cresciute fino a circa 20 milioni di euro all’anno, pari a circa un terzo di tutti i ricavi da biglietti del trasporto pubblico in Alto Adige. Le risorse vengono reinvestite nel sistema di mobilità provinciale per migliorare e ampliare l’offerta di autobus e treni. Di pari passo, diminuiscono traffico privato e code, con meno mezzi privati dei turisti sulle strade altoatesine.

Il premio della Commissione europea. Al momento della premiazio -

ne, il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha dichiarato: “I vincitori dimostrano che la mobilità può essere equa, inclusiva e davvero incentrata sulle persone. Quando le città e le regioni mettono i cittadini al primo posto, i trasporti diventano qualcosa di più di un semplice mezzo per spostarsi. Essi collegano le comunità e migliorano la vita quotidiana. Questo è il futuro che vogliamo per i trasporti in Europa: più sostenibile e accessibile a tutti”. Il premio assegnato riconosce le iniziative in tutta Europa che, attraverso misure innovative, trasferibili ed efficaci, danno un contributo misurabile alla mobilità sostenibile, alla riduzione della congestione del traffico e al miglioramento della qualità della vita. La direttrice generale della DG Move (Direzione generale Mobilità e Trasporti della Commissione europea), Magda Kopczyńska, ha rimarcato a sua volta che “la cerimonia di premiazione dell’European Mobility Award celebra luoghi come l’Alto Adige che combinano idee valide, nuove e innovative con l’impegno e l’entusiasmo necessari per rendere la mobilità sostenibile, più facile e accessibile a tutti”.

◀ Il Südtirol Guest Pass è stato premiato nell’ambito dei Mobility Action Awards 2025 della Commissione europea come miglior progetto europeo di mobilità.

L’Alto Adige Guest Pass è un’iniziativa congiunta di partner privati e enti pubblici: a tal fine collaborano i partner di progetto MOKO, che gestisce la soluzione a livello tecnico, LTS, interfaccia tecnica tra le strutture ricettive e il sistema Guest Pass, IDM Alto Adige, che promuove l’utilizzo del pass in quanto organizzazione turistica

altoatesina, HGV, Unione Albergatori e Pubblici Esercenti dell’Alto Adige, partner strategico coinvolgendo nell’iniziativa quasi tutte le strutture ricettive, e STA-Strutture Trasporto Alto Adige SpA, in quanto supervisore dell’iniziativa e gestore del trasporto pubblico locale.

Connessi e sicuri anche in galleria

Il progetto garantirà la copertura del segnale di telefonia mobile lungo le principali direttrici del traffico e nelle valli. La conclusione dei lavori è prevista per la fine dell’anno.

La Provincia ha avviato due progetti per l’installazione dei sistemi di antenna distribuita (DAS). La nuova tecnologia consentirà agli utenti della strada di contattare il numero unico d’emergenza anche in galleria.

Telefono e volante non sono mai alleati, in fatto di sicurezza alla guida. Eppure, in caso di pericolo lungo la carreggiata, il telefono cellulare rappresenta per le e gli utenti della strada l’unico canale di comunicazione con il numero di emergenza. In tale direzione la Provincia autonoma di Bolzano sta avviando nuovi interventi per l’installazione e l’ammodernamento dei sistemi di antenna distribuita (DAS), per la ricezione del segnale di telefonia mobile nei tunnel della rete viaria provinciale.

Il progetto innoverà radicalmente la modalità di trasmissione. La nuova tecnologia consentirà infatti di ripetere il segnale – voce e dati – anche all’interno dei tunnel. I nuovi sistemi, di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano, verranno concessi agli operatori di telefonia mobile, in cambio della corrispondenza di un canone annuale. I collegamenti punto-punto tra il DAS installato nelle gallerie e le BTS (stazioni radio base) degli operatori garantiranno la stabilità e l’indipendenza del segnale dalla copertura presente nelle immediate vicinanze del tunnel.

Nei sistemi precedenti, la qualità del segnale all’interno della galleria dipendeva dalla qualità del segnale disponibile all’esterno. Ciò comportava che, nelle zone con scarsa copertura, spesso non fosse presente un segnale sufficiente nemmeno all’interno della galleria. Con la nuova tecnologia è possibile garantire una connessione decisamente più affidabile.

La gara d’appalto per il primo progetto è stata aggiudicata nel marzo 2026, mentre la conclusione dei lavori è prevista entro la fine del 2026. Gli interventi riguarderanno le principali direttrici di traffico della Provincia, con l’ammodernamento di impianti già esistenti e la realizzazione di nuovi sistemi in numerose gallerie. I lavori si concentreranno in Val Pusteria, Val Sarentino, Val Senales, lungo l’asse della Mebo e il corridoio del Brennero tra Bolzano e Bressanone.

“Garantire la copertura del segnale mobile nelle gallerie significa aumentare concretamente il livello di sicurezza per cittadini e turisti che percorrono ogni giorno la nostra rete stradalesottolinea l’assessore provinciale Christian Bianchi - Abbiamo dato priorità alle tratte con il traffico più intenso e dove i problemi di ricezione del segnale sono più evidenti”.

Il secondo lotto interesserà la rete viaria secondaria provinciale. Con un importo stimato pari a 1,95 milioni di euro, saranno realizzati nuovi impianti di antenna in numerose gallerie distribuite nei comuni di Avelengo, Badia, Cornedo, Nova Ponente e San Pancrazio.

La progettazione dovrebbe concludersi entro l’estate 2026, la pubblicazione della gara d’appalto entro ottobre 2026 e l’avvio dei lavori all’inizio del 2027. ee

Foto: USP

Franz Vittur pëia do le pest „Merit Ladin 2026“

Le premié é sté le pröm intendënt scolastich ladin. Na

vita al sorvisc dla scora y dla cultura ladina.

Le davagnadú dl pest “Merit ladin 2026” Franz Vittur. Le retrat vá zoruch al scomenciamënt dl 2025.

Le secundo portadú dl Merit Ladin é tler: la iuria de esperc s’á pronunzié al’unanimité por l’ex intendënt ales scores ladines, Franz Vittur. A ti surandé le pest sará l‘assessur por la Formaziun y Cultura ladina, Daniel Alfreider. La iuria de esperc ê metüda adöm da André Comploi, diretur dl Departimënt Scora y Cultura ladina, Irene Prinoth, direturia dl Istitut Cultural Ladin Micurá de Rü, Katharina Moling, direturia dl Museum Ladin Ciastel de Tor, Denni Dorigo, diretur dl Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan, y Paul Videsott, diretur dla Seziun ladina dla Facolté de Sciënzes dla Formaziun dla Université Lëdia de Balsan.

Te süa motivaziun alza fora la iuria de esperc: “Sciöche pröm intendënt ladin, te n momënt storich dezisif, á Franz Vittur cherié y svilupé inant les fondamëntes dl’istruziun ladina d’aldedaincö. Cun vijiun y costanza ti ál dé la dërta direziun ales strotöres dirigenziales y aministratives dla scora ladina, y á defenü cun gran convinziun le model scolastich paritetich, che vëgn odü ite aldedaincö sciöche ejëmpl por l’istruziun plurilinguala a livel internazional. Implü s’ál dé da fá te deplü manires por renforzé le lingaz y la cultura ladina y á dé n contribut concret por la sconanza di dërc dla mendranza ladina.”

L’assessur provinzial ala Formaziun y Cultura ladina, Daniel Alfreider, sotrissëia: “Franz Vittur, cun sü prësc 50 agn de presënza ativa tles istituziuns scolastiches ladines, á rapresenté n punt de referimënt sigü, frëm y competënt por döt le monn dl’istruziun y dla formaziun. Porsona ispirada, lezitënta y daverta, á Vittur dagnora chirí la strada dl dialogh y dla colaboraziun, zënza mai lascé do söi valurs dl’onesté, dla profescionalité y dl’inclujiun. Sce la scora ladina é aldedaincö l’anima y la garanzia dl’identité y dla cultura de nosta comunité, ti vá le plü gran mirit dessigü a Vittur, a chël che i ti sporji mi rengraziamënt y mia amiraziun.”

“Franz Vittur ne á nia ma daurí strades nöies te sües funziuns profescionales y istituzionales, mo al á ince porté pro ala visibilité y al aprijamënt dl lingaz ladin ince sciöche autur y protago -

nist cultural”, injunta le diretur dl Departimënt Scora y Cultura ladina André Comploi: “Le pest reconësc la grandëza de süa opera de vita y oress ester tl medemo momënt n ejëmpl y na sbürla por l’impëgn al sorvisc dla formaziun, dl lingaz y dla cultura ladina.”

Concurs artistich Ert X Merit Ladin. Le pest Merit Ladin ti vëgn surandé ofizialmënter a Franz Vittur tla forma de n documënt rapresentatif da pert dla Provinzia da Balsan. Paralelamënter á la Lia di Artisć y dles artistes dl Südtirol metü da jí le concurs artistich Ert X Merit Ladin, en colaboraziun cun la Direziun Scora y Cultura ladina. L’opera d’ert chirida fora da na iuria de esperc gnará presentada tl cheder dl Di dla cultura ladina ai 19 de setëmber, a Urtijëi, y surandada al premié Franz Vittur. mac/cs

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Foto: Carlo Suani

È disponibile il Risk Report 2025

Il Risk Report 2025 è stato elaborato grazie alla stretta collaborazione tra il Centro funzionale provinciale dell’Agenzia per la Protezione civile e l’Ufficio Geologia e prove materiali della Provincia.

La base per la gestione dei rischi. L’Alto Adige è un territorio che, per sua natura, è storicamente esposto e minacciato da eventi naturali quali frane, inondazioni, colate detritiche e valanghe. “L’analisi del rischio idrogeologico punta a stimare l’entità e la distribuzione territoriale degli eventuali danni che potrebbero derivare dai pericoli naturali. I dati indicano che circa 145.500 persone – ossia il 29% della popolazione altoatesina – risiedono in zone soggette a rischi idrogeologici”, spiega il direttore dell’Agenzia per la Protezione civile Klaus Unterweger. Di questo 29%, una quota pari al 2% vive in zone a pericolosità molto elevata (le cosiddette zone rosse), mentre il restante 27% è distribuito tra zone a perico -

losità elevata (zone blu) e a pericolosità media (zone gialle). La maggior parte della popolazione interessata è esposta a rischi di tipo idraulico: 126.200 persone vivono in aree a rischio inondazione, 14.097 in zone di pericolo frane e 4.160 in aree a rischio valanghe. Il Risk Report 2025, ora disponibile, offre inoltre una panoramica dettagliata sui Piani delle zone di pericolo che costituiscono la base fondamentale per definire le strategie e le misure volte alla riduzione e alla gestione dei rischi idrogeologici sul territorio. mac/ses

Risk Report 2025

Il Laboratorio biologico festeggia il suo compleanno

50 anni. Il Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Laives celebra il 21 maggio 2026 il cinquantesimo anniversario della sua fondazione organizzando una giornata delle porte aperte presso la propria sede in via Sottomonte 2, con sette stazioni interattive nel giardino del Laboratorio. La direttrice Alberta Stenico e il suo team invitano il pubblico a scoprire da vicino l’articolata e affascinante attività svolta dal Laboratorio: i collaboratori e le collaboratrici si occupano, tra le altre cose, di analizzare la qualità delle acque di balneazione in Alto Adige, monitorare la diffusione della zanzara tigre sul territorio, gestire il servizio di informazione pollinica provinciale, eseguire analisi microbiologiche sulle acque potabili e test biotecnologici sulle acque reflue. mpi/ses

Appuntamento:

giovedì 21 maggio 2026 dalle ore 14 alle ore 18 Laboratorio biologico di via Sottomonte 2, 39055 Laives

Sono circa 25 i collaboratori e le collaboratrici che, presso il Laboratorio biologico di Laives, effettuano le più diverse tipologie di analisi.
Foto: Greta Stuefer
Foto: Centro funzionale provinciale

Prenotare le prestazioni mediche in tempo utile

180 giorni di tempo per la prenotazione. Chi riceve la prescrizione per un esame, una terapia o un’altra prestazione sanitaria deve provvedere a fissare un appuntamento entro il termine di 180 giorni. Se la prenotazione non avviene entro questo arco di tempo, l’impegnativa scade e perde la sua validità. In tal caso la prestazione deve essere prescritta nuovamente, comportando spesso l’inizio di un nuovo periodo di attesa. L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ricorda di prestare attenzione perché

questa scadenza si riferisce esclusivamente all’atto della prenotazione e non all’effettiva esecuzione della prestazione medica: l’appuntamento in sé, infatti, può anche essere fissato per una data successiva. L’aspetto determinante è che la riserva del posto avvenga tempestivamente. Chi riceve una prescrizione dovrebbe quindi attivarsi quanto prima per prenotare una data utile; in questo modo l’impegnativa rimane valida e si possono evitare inutili e spiacevoli ritardi nel percorso di cura. san/ses

Riaprono al pubblico i Centri visite dei parchi naturali

L’obiettivo dei Centri visite è illustrare le peculiarità dei parchi naturali dell’Alto Adige e di far conoscere ad adulti e bambini la bellezza e la biodiversità della natura. Nell’immagine il Centro visite del Parco naturale Gruppo di Tessa a Naturno.

Sperimentare la varietà della natura. I sette Centri visite dei parchi naturali altoatesini danno il via alla stagione estiva con un programma ricco e variegato. Dal 5 maggio, oltre ai Centri visite Gruppo di Tessa, Monte Corno e Sciliar-Catinaccio, sono aperti ai visitatori anche i Centri visite Vedrette di Ries-Aurina, Tre Cime, Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle. Ognuna delle sette strutture accoglie il pubblico con una nuova mostra temporanea dedicata a temi specifici. Accanto a queste,

L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ricorda l’importanza di prenotare la propria prestazione entro 180 giorni dalla data della prescrizione medica. L’appuntamento effettivo, invece, può anche aver luogo in una data successiva.

tornano anche le diverse proposte informative e i numerosi appuntamenti in calendario, come le popolari officine didattiche per bambini. L’ingresso alle strutture è gratuito e tutte le manifestazioni organizzate sono accessibili senza alcun costo. mpi/ses

Informazioni sulle mostre temporanee

Il calendario dell’Euregio è in cerca di nuovi scatti

Il calendario Euregio (nell’immagine l’edizione 2026) è disponibile ogni anno sia nel formato da parete sia in quello da tavolo.

L’appuntamento annuale con il calendario dell’Euregio si rinnova: fino al 14 giugno 2026 i cittadini e le cittadine di Tirolo, Alto Adige e Trentino hanno la possibilità di inviare le proprie fotografie per partecipare all’edizione 2027. Successivamente una giuria di esperti selezionerà gli scatti migliori dedicati alla natura e al paesaggio, alla tradizione e alla modernità, nonché alle persone e ai luoghi del territorio transfrontaliero, per illustrare la copertina e le pagine dei dodici mesi. Il risultato finale è sempre una pubblicazione che,

nella sua varietà, si conferma ogni anno unica e molto ambita. Nell’autunno del 2026 i vincitori e le vincitrici saranno ufficialmente invitati alla cerimonia di presentazione del calendario. Chi fosse in cerca di ispirazione può inoltre visitare la mostra itinerante “10 anni di calendario Euregio” che, fino a metà luglio, farà tappa nelle sue ultime stazioni a Revò, Bolzano e Bressanone. gst/ses

Per informazioni

Foto: Aldo Amoretti
Foto: Claudia Corrent

Le lingue ti portano lontano… parti da qui

Il Centro Multilingue di Bolzano e la Mediateca

Multilingue di Merano sono due luoghi dove le lingue non si studiano soltanto… si vivono!

Il Centro Multilingue sorge in via dei Cappuccini 28 a Bolzano

Il Centro Multilingue di Bolzano e la Mediateca Multilingue di Merano sono due biblioteche pubbliche, dedicate a chi desidera imparare le lingue in modo autonomo, creativo e flessibile. Sono disponibili al prestito oltre 30.000 titoli in più di 20 lingue, organizzati in isole linguistiche e suddivisi per livelli e competenze.

Le proposte sono adatte a tutte le età,

esigenze e stili di apprendimento: si va dalle grammatiche ai corsi di lingua, dai fumetti alle serie TV fino ai videogiochi, perché imparare divertendosi è fondamentale. Anche i bambini e le bambine hanno uno spazio dedicato, il Kids Corner, dove possono avvicinarsi alle lingue con libri, giochi, canzoni e cartoni animati.

Che si tratti di prepararsi all’esame di

Apprendimento inclusivo

Ci sono tanti modi per imparare una lingua e per chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento o un altro tipo di difficoltà, sono necessari accorgimenti e strategie che rendano i processi di apprendimento e i materiali didattici più inclusivi e accessibili. Il Centro Multilingue offre una collezione di risorse e materiali, cartacei e digitali, utili per l’apprendimento linguistico per persone con bisogni educativi speciali.

bilinguismo, ottenere una certificazione linguistica, arricchire il proprio vocabolario, guardare un film in lingua originale o semplicemente praticare la conversazione, nei due Centri non mancano le opportunità per intraprendere un affascinante viaggio tra le lingue.

Bibliothek mit Zeitungen und Zeitschriften in 50 Sprachen konsultieren.

Zugang zu einer Online -Plattform mit Kursen in fünf Sprachen auf verschiedenen Niveaus, die flexibel und ortsunabhängig absolviert werden können. Außerdem können sie eine Online-

Benutzer/innen der Zentren erhalten zusätzlich

Die Mitarbeiter/innen des Multisprachzentrums und der Sprachenmediathek recherchieren laufend und sammeln Links von Webseiten, Podcasts und kostenlosen Videos für das Erlernen von Sprachen. Diese -Onlineressour cen sind nach Sprache und Inhalt aufgelistet und können jederzeit aufgerufen werden.

Onlineressourcen und Katalog

ITA DEU
ITA DEU
Foto:
Elisa
Cappellari

Sprachen bringen uns weiter… beginnen wir jetzt!

Im Multisprachzentrum Bozen und in der Sprachenmediathek Meran lernt man nicht nur Sprachen… sondern man lebt sie auch!

Das Multisprachzentrum Bozen und die Sprachenmediathek Meran sind zwei öffentliche Bibliotheken, die sich dem autonomen Sprachenlernen verschrieben haben und das auf eine flexible und kreative Weise. Mehr als 30.000 Titel in über 20 Sprachen stehen in den Regalen und decken eine große Bandbreite an Niveaus und Kompetenzen ab. Es gibt Materialien für alle Altersgruppen, Anforderungen und Lernstile: von Grammatikübungen, über Sprachkurse bis hin zu Comics, TV-Serien und Videospielen,

denn Lernen soll auch Vergnügen bereiten. In der Kinderecke befinden sich Bücher, Spiele, Lieder-CDs und Zeichentrickfilme. Ob man sich auf die Zweisprachigkeitsprüfung oder ein anderes Sprachzertifikat vorbereitet, seinen Wortschatz erweitern will, einen Film in Originalsprache ansehen oder einfach in einer anderen Sprache sprechen möchte – in beiden Zentren findet man all diese Möglichkeiten und viele weitere Wege, die eigenen Sprachkenntnisse auszubauen.

Sprachlernberatung

Das Angebot umfasst Beratungsgespräche zum autonomen Sprachenlernen und zur Vorbereitung auf Sprachprüfungen. Die halbstündigen Sitzungen sind individuell zugeschnitten und kostenlos. Eine Anmeldung im Voraus ist notwendig. Pro Jahr können die Eingeschriebenen des Multisprachzentrums und der Sprachenmediathek vier Gesprächstermine für jede angebotene Sprache in Anspruch nehmen.

Conversation

Club

Das Multisprachzentrum Bozen und die Sprachenmediathek Meran bieten moderierte Konversationsgruppen in mehreren Sprachen an. Zudem gibt es einen englischsprachigen „Book Club“, der zweimal im Monat stattfindet und wo gemeinsam literarische Texte gelesen und diskutiert werden. Die Teilnahme ist kostenlos. Eine Anmeldung ist erforderlich. Voraussetzung ist das Sprachniveau B1.

informativi sui soggiorni studio all’estero.

linguistiche. L’offerta si completa con incontri

mi di bilinguismo e alle diverse certificazioni

mento autonomo, per la preparazione agli -esa

conversazione e consulenze per -l’apprendi

per l’ascolto e pc con accesso a siti internet selezionati. Vengono inoltre offerti incontri di

te in sale studio attrezzate con postazioni

Le risorse possono essere anche -consulta

Il prestito dei materiali e i servizi sono gratuiti.

Lingue e servizi

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