Skip to main content

nëus n. 1 - 2026

Page 1


La rivista della Provincia autonoma di Bolzano

La revista dla Provinzia autonoma de Balsan

Sotto i riflettori

Care lettrici, cari lettori,

la Provincia autonoma di Bolzano compie un passo importante, cercando di semplificare la vita quotidiana della cittadinanza: il nuovo portale myCivis sarà online a partire dal 24 febbraio e vi auguriamo di approcciarlo con la curiosità che si prova quando si maneggia un nuovo strumento. I servizi digitali saranno integrati con l’intelligenza artificiale, nell’ottica di essere utili e comprensibili, disponibili 24 ore su 24, riducendo burocrazia e liste d’attesa. In questo modo avremo più tempo per ciò che conta davvero: la famiglia, le amicizie, il proprio lavoro, il volontariato, lo svago...

Il servizio andrà adattato alle nuove esigenze che emergeranno dopo il lancio. Ogni novità richiede un assestamento. Ma ciò che conta è la direzione: la Provincia sta plasmando la transizione digitale per garantire trasparenza e sicurezza. Passo dopo passo, senza lasciare indietro nessuno. Per chi ha bisogno di assistenza, ci sono i Digi Point diffusi sul territorio provinciale. Il contatto umano non deve mancare. La possibilità di confronto, di chiedere aiuto e spiegazioni, non mancherà. Con l’implementazione dell’IA, la Provincia indica la linea: non conservare per il gusto di conservare, ma modernizzare con coraggio, per il bene comune. Perché lo sviluppo digitale non si ferma comunque. Anziché rincorrerlo, lo si può accompagnare responsabilmente.

Mentre si accende il nuovo portale myCIVIS, la nostra provincia è ancora illuminata dalla torcia olimpica, di cui mostriamo l’arrivo nella rubrica “Sotto i riflettori”: non solo un momento simbolico, ma una promessa di realizzare grandi cose insieme. L’Alto Adige ha dimostrato cosa è possibile fare quando uniamo tradizione, apertura mentale e visione del futuro. Visione che ha guidato la Provincia anche nell’attrarre, sempre grazie alle Olimpiadi, importanti investimenti infrastrutturali: ve ne parliamo, tra le altre cose, nella rubrica Natura e territorio. Buona lettura!

eravamo

Storia di copertina

Nuovo portale del cittadino ai nastri di partenza

Natura e territorio

Centrali idroelettriche e tutela del clima 18

Vita e comunità

Studiare Medicina a Bolzano

Lavoro ed economia

L’assunzione del personale in Provincia

Autonomia e reti

Il successo di Arge Alp Sport

Innovazione e sostenibilità Intelligenza artificiale nella scuola

Il potere dello sport e della pace

La fiamma olimpica, simbolo di unione, speranza e pace. Anche migliaia di altoatesini, da Dobbiaco a Bolzano, dalle vette di Plan de Corones o del Sassolungo, passando per Anterselva, sede delle gare di biathlon, la Val Gardena, Merano o la celebre Strada del Vino, hanno voluto raccogliere questo messaggio forte, che tocca ogni latitudine del mondo. A lanciarlo idealmente la passione e la gioia autentica dei tedofori che hanno accompagnato tre tappe del lungo viaggio della fiaccola, conclusosi a Milano il 6 febbraio con l’inaugurazione ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali. Un evento unico, che riscrive la storia dello sport in Alto Adige. tl

Anche i ragazzi delle scuole di sci di fondo di Dobbiaco hanno portato la fiaccola olimpica nella sua prima tappa in Alto Adige

Foto: Fabio Brucculeri

IMPRESSUM

Editrice:

Provincia Autonoma di Bolzano, luogo: Bolzano. Registrazione presso il Tribunale di Bolzano n. 32/1991

Direttrice responsabile:

Margit Piok (pio)

Coordinamento:

Maurizio Di Giangiacomo (mdg)

Monika Pichler (mpi)

Redazione:

Maja Clara (mac)

Elisa Egidio (ee)

Carmen Kollmann (ck)

Thomas Laconi (tl)

Gabriel Marciano (gm)

Ursula Pirchstaller (pir)

Angelika Schrott (san)

Guido Steinegger (gst)

Katharina Trocker (kat)

Ulteriori collaboratori e traduttori di questa edizione:

Timea Kasslatter (tk)

Camilla Preziati (cp)

Silvia Maria Cristina Senette (ses)

Carlo Suani (cs)

Foto di copertina:

Greta Stuefer

Progettazione grafica: succus.

Stampa:

Esperia Srl

Tiratura: 30.700 copie

Contatti e abbonamenti:

Agenzia di stampa e comunicazione della Provincia, piazza Silvius Magnago 1, 39100 Bolzano (BZ), tel. 0471 412213, asp@provincia.bz.it www.rivista.provincia.bz.it

L’utilizzo di testi e immagini di nëus non a scopo di lucro è possibile d’intesa con la redazione. ISSN 2974-8143

facebook.com/ProvinciaBolzano/ instagram.com/provincia.bolzano/

346

le Commissioni valanghe attive nei territori del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino con oltre 2.000 membri che operano per la gran parte su base volontaria. Per rendere il loro lavoro più sicuro, efficiente e semplice, l’Euregio ha collaborato per due anni con esperti dei tre territori nell’ambito del Progetto Cairos: sono stati così elaborati standard transfrontalieri uniformi, programmi di formazione congiunti,

mappe valanghe innovative create su misura per le esigenze specifiche delle commissioni e una nuova piattaforma software dotata di un’app. Ora che si è concluso il lavoro di sviluppo, finanziato attraverso il programma Interreg dell’Unione Europea, le istituzioni competenti dei tre territori membri lo adotteranno nel loro servizio ordinario. gst/ses

Ruolo più importante per la Polizia locale

La Polizia locale non dovrà limitarsi ai soli controlli, ma rappresentare un partner affidabile e solido nel sistema di prevenzione e sicurezza all’interno dei Comuni.

Più agenti e una formazione di livello superiore per la Polizia locale. Nel corso dello scorso mese di dicembre la Giunta provinciale ha approvato il disegno di legge relativo al “Regolamento della Polizia locale”. Questo provvedimento mira a valorizzare in modo significativo il ruolo del corpo di Polizia, potenziandone l’organico e garantendo al personale una formazione professionale più approfondita. In futuro ogni singolo Comune dovrà poter contare sulla dotazione di un proprio corpo di Polizia locale che sia composto da un numero minimo di sette agenti. L’obiettivo auspicato per tutte le Amministrazioni

comunali è quello di raggiungere un rapporto di un agente ogni 1.000 abitanti: traguardo che verrà incentivato attraverso specifiche forme di finanziamento. Viene inoltre promossa con vigore la collaborazione tra i diversi Comuni; l’assessora provinciale alla Sicurezza e Prevenzione della violenza, Ulli Mair, pone un accento particolare sul fatto che la Polizia locale non debba limitarsi a svolgere attività di controllo, ma agire anche come un partner affidabile all’interno del sistema di prevenzione e sicurezza pubblica. Tanto la formazione di base quanto l’aggiornamento professionale continuo diventeranno obbligatori. pir/ses

Foto: USP

Arte riunita sotto lo stesso tetto

Il nuovo deposito provinciale per i beni culturali di Egna è concepito per essere un luogo di conservazione, restauro, raccolta, ricerca ed esposizione.

Nuovo deposito per i beni culturali. A Egna sta sorgendo un moderno centro di conservazione destinato a ospitare oltre un milione di reperti e beni artistici provenienti dai magazzini di tutti i musei e dagli archivi di tutte le collezioni presenti in Alto Adige. Il nuovo deposito per i beni culturali sarà una struttura dotata dei più elevati standard tecnici, progettata appositamente per garantire la massima tutela possibile delle opere custodite. Non si tratterà soltanto di un luogo di stoccaggio, bensì di un centro specializzato per il restauro, l’archiviazione e la ricerca, provvisto di spazi espositivi

che saranno aperti alla popolazione, di una sala conferenze e di locali messi a disposizione di tutte le istituzioni culturali del territorio. Il progetto nel suo complesso ha un valore di 85,56 milioni di euro. Grazie a un partenariato pubblico-privato (PPP), la moderna struttura potrà essere realizzata con un contributo pubblico limitato a 41,9 milioni di euro. Quindi la Provincia verserà per 17 anni successivi un canone di utilizzo dell’importo di 6,7 milioni di euro all’anno; al termine di questo periodo, la proprietà dell’intero edificio passerà direttamente alla Provincia di Bolzano. mac/ses

Consumare alcolici in modo consapevole

Festeggiare con moderazione. Che si tratti del Carnevale, di un compleanno o di un momento conviviale, per molte persone l’assunzione di alcol rappresenta una parte integrante della socialità. Un numero sempre crescente di studi scientifici dimostra, però, che per quanto riguarda la salute non esiste una quantità di alcol che possa essere definita del tutto priva di rischi. Oggi le principali organizzazioni sanitarie non parlano più di “valori soglia sicuri” ma chiariscono, al contrario, che la scelta migliore per la propria salute consiste nel non consumare affatto alcolici.

“Circa il 50% della nostra salute dipende direttamente dallo stile di vita, ossia da quanto ci muoviamo, da cosa mangiamo e anche dal modo in cui gestiamo il consumo di alcol”, afferma l’assessore

provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner, che consiglia di rinunciare consapevolmente agli alcolici per preservare la propria qualità della vita. Gli esperti suggeriscono di limitare il più possibile l’apporto di alcol, prevedendo idealmente diversi giorni alla settimana completamente da astemi. È inoltre fondamentale evitare del tutto il consumo eccessivo episodico, il cosiddetto “binge drinking”.

Per quanto riguarda bambini, adolescenti e donne in gravidanza, la regola è: assolutamente niente alcol. Chi sceglie di bere in modo più consapevole o inserisce dei periodi di pausa fa qualcosa di positivo per sé stesso e per il proprio corpo. In occasione dei festeggiamenti, poi, vale la pena cercare alternative e focalizzarsi sul proprio benessere. san/ses

1,46 miliardi per il futuro dell’Alto Adige

L’attuazione del PNRR prosegue. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sta dando un forte impulso alla modernizzazione del territorio: per i 4.169 progetti già approvati, in Alto Adige verranno investiti complessivamente 1,46 miliardi di euro. Gli ambiti d’intervento prioritari riguardano la digitalizzazione, l’istruzione, la sanità, la mobilità sostenibile, l’inclusione sociale e la trasformazione ecologica. Secondo quanto riferito dalla Task Force PNRR dell’Amministrazione provinciale, l’attuazione dei vari interventi sta procedendo senza registrare particolari criticità. Tra le iniziative di maggior rilievo spicca la “Hydrogen Adige Valley” a Bolzano Sud, il cui obiettivo è produrre 1.700 chilogrammi di idrogeno al giorno per alimentare la flotta di 180 autobus della SASA. Contributi per diversi milioni di euro sono destinati anche al progetto denominato “Simply Digital”, che prevede lo sviluppo del nuovo portale MyCIVIS, un centro servizi basato sull’intelligenza artificiale e il potenziamento dei DigiPoint in tutto il territorio altoatesino. pir/ses

Entro il 2030 saranno 180 gli autobus della SASA alimentati con l’idrogeno che verrà prodotto presso la “Hydrogen Adige Valley” di Bolzano Sud, struttura finanziata attraverso i fondi del PNRR.

Foto: SASA
Rendering:
Provincia autonoma di Bolzano

“Decisi di entrare in politica dopo l’attentato alle torri gemelle”

Le “sliding doors” di Marco Galateo: il colloquio di lavoro con l’editore televisivo Rolando Boesso, gli incontri con Urzì e Biancofiore e la telefonata di Giorgia Meloni.

Marco Galateo è nato il 29 ottobre 1979 a Merano, ma vive praticamente da sempre a Bolzano. Diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale “Cesare Battisti” (indirizzo programmatore) nel 1999, ha studiato Giurisprudenza all’Università di Trento (studi poi non terminati) e nel 2010 ha superato l’esame di Stato quale promotore finanziario. Vanta esperienze professionali nel mondo dell’informazione (tv, radio e carta stampata), quale agente di commercio, promotore finanziario e responsabile commerciale di una grossa azienda. Eletto per la prima volta in Consiglio comunale a Bolzano nel 2015, nel 2022 è subentrato ad Alessandro Urzì in Consiglio provinciale, dove è stato confermato nel 2023. Dal 1° febbraio 2024 è vicepresidente italiano della Provincia e assessore provinciale all’Istruzione e alla Cultura italiana e allo Sviluppo economico. È sposato con Brigita, hanno tre figlie, una di 11 e due gemelle di 8 anni.

Vicepresidente Galateo, quali sono le origini della sua famiglia?

Ne parlo con orgoglio. I miei genitori sono pugliesi, di Trani. Mio padre è un militare, ora in pensione, dagli anni Settanta in servizio al Savoia Cavalleria di Merano, mia madre casalinga. Papà venne trasferito nel 1985 a Bolzano, dove prendemmo casa in centro. Da 13 anni vivo in via Milano, nel cuore della Bolzano italiana.

Finite le Superiori, cosa sognava di diventare, Marco Galateo?

Mi sono iscritto a Giurisprudenza grazie ai miei docenti di diritto, economia aziendale e ragioneria che mi hanno ispirato. Quella materia mi affascinava: seguivo le udienze in tribunale del delitto Waldner. Poi ho capito che studiare le leggi era interessante, ma scriverle sarebbe stato più utile ai cittadini.

… e si è ritrovato a leggere il telegiornale.

Un sabato, dopo essermi diplomato, mi sono presentato a Video 33. Mi ha aperto uno storico giornalista, gli ho raccontato che avevo sognato di lavorare con loro. Lui è andato subito a parlarne al titolare, il presidente e commendatore Rolando Boesso, che mi ha ricevuto subito per un colloquio. Lui mi ha accolto con “è arrivato, era

tanto tempo che la aspettavo” e mi ha spiegato che secondo lui i giovani andavano messi in condizione di fare e non solo di ascoltare e mi ha invitato a presentarmi il lunedì successivo, per leggere il telegiornale. E così ho sempre fatto anch’io dopo, cercando di dare ai giovani delle opportunità.

Poi Rttr, Rtt la Radio, Radio Dolomiti e qualche esperienza sulla carta stampata e online.

Il giorno del mio colloquio con il direttore di Rttr, l’11 settembre 2001, c’è stata la svolta della mia vita: quando vennero abbattute le torri gemelle ero alla stazione di servizio di Laimburg. L’aereo del volo New York-Salt Lake City che si è schiantato sul Pentagono lo avevo preso qualche mese prima, nel corso di un viaggio di studio negli Stati Uniti. Ho capito che certe storie non avrei solo voluto raccontarle, ma avrei dovuto impegnarmi in prima persona perché accadessero o non accadessero. Dovevo tirare fuori il sogno del cassetto di quando ero bambino. Fin da piccolo, infatti, sognavo di fare il Presidente della Repubblica. E mi sono iscritto ad Allenza Nazionale, perché mi riconoscevo nei loro valori. Poi, come si dice in gergo manageriale, “ho riadattato il target”.

La comunicazione è comunque l’esperienza professionale che l’ha segnata di più, o sbaglio?

Foto: Fabio Brucculeri
Testo Maurizio Di Giangiacomo
“Quando vennero abbattute le torri gemelle ho capito che avrei dovuto impegnarmi in prima persona perché certe cose accadessero o non accadessero”.

Marco Galateo vicepresidente e assessore provinciale all’Istruzione e Cultura italiana e Sviluppo economico

Comunicare per me non è un esercizio autoreferenziale, è una propensione costante alla trasparenza: rendo noto al pubblico quello che faccio aprendomi anche alle critiche. Per fortuna, però, sono meno dei riconoscimenti. Nel mondo dell’informazione ho imparato tanto.

E in politica quali sono state le sliding doors di Marco Galateo?

Lavorando nei media intervistavo tutti i giorni i politici locali. Ma l’incontro con Alessandro Urzì prima e con Michaela Biancofiore poi hanno segnato la mia vita politica. Mi hanno insegnato molto. La seconda svolta, ovviamente, è stata la telefonata di Giorgia Meloni, che conoscevo già dal 2001. Nel 2016 mi chiese di entrare in Fratelli d’Italia con un ruolo importante nella dirigenza nazionale. Mi disse: non ho poltrone da promettere, siamo un gruppo di amici che si diverte e che già conosci, diventeremo il primo partito d’Italia. Mi ha cambiato la vita e le sono molto legato. La terza tappa fondamentale della mia vita politica fu l’incontro con Anna Scarafoni, che avevo conosciuto in farmacia per via del mio lavoro venti anni fa e per me è un punto di riferimento.

Lei dice sempre che con tre figli non ha tempo per gli hobby. Ma quali sarebbero?

Mi piace leggere, ho avuto delle esperienze teatrali e da qualche tempo mi pongo una sfida nuova ogni anno: ho imparato a sciare, ho cominciato a camminare in montagna e nel 2026 voglio fare la patente nautica, per essere il comandante della nave e affinare le mie doti di leadership. Poi non so se effettivamente la utilizzerò.

La sua fortunatissima dieta, l’anno scorso, è diventata una notizia. Era già stato così in forma?

Quell’intervista sulla mia dieta è stata quasi un problema, la gente mi parlava solo di quella. Io l’ho accettata dopo mesi di richieste solo per concentrare l’attenzione sulla salute. Secondo me non sarebbe interessato a nessuno, ma l’obesità è in effetti un problema serio della società occidentale, dimagrire vuol dire stare meglio con sé stessi e volevo essere utile agli altri. Quindi, anche dalle mie nuove abitudini alimentari, è nata una convenzione con la Croce Rossa Italiana e la scuola italiana per lezioni di primo soccorso e su uno stile di vita sano anche in classe,

Un giovanissimo Marco Galateo conduttore del telegiornale di Video33: il giornalismo è stata la prima occupazione dell’attuale vicepresidente e assessore provinciale.

alla quale farà seguito un progetto sull’educazione alimentare.

Ma la politica fa ingrassare o dimagrire?

La gente mi dice che mi trova ringiovanito, io penso che in due anni sono invecchiato di venti. Ma se questo sacrificio può fare bene agli altri, ben venga. In fondo, chi fa politica lo fa per essere utile alla collettività.

Foto: Marco Galateo

Il portale che pensa con te

La storia della Rete civica dell’Alto Adige ha avuto inizio nel 1999 come “vetrina della pubblica amministrazione”. Nel corso degli anni l’interazione con i cittadini è diventata sempre più rilevante. Con il nuovo portale myCIVIS, attivo dal 24 febbraio, compie ora un ulteriore salto di qualità.

Nel nuovo myCIVIS sono disponibili informazioni su tutti i servizi dell’Amministrazione provinciale dell’Alto Adige

Testo Ursula Pirchstaller Traduzione Silvia Senette Foto Greta Stuefer
“Siamo sulla giusta strada verso un’amministrazione proattiva che conosce il cittadino, lo mette al centro e risponde in modo mirato alle sue esigenze”.
Josef T. Hofer

In che modo posso entrare in contatto con i miei clienti? È una domanda fondamentale che oggi ogni azienda moderna si pone e che definisce un sistema di gestione ottimale delle relazioni con i clienti (Customer Relationship Management) che sia il più funzionale e ottimale possibile. “Naturalmente per noi, in quanto pubblica amministrazione, al centro dell’attenzione non ci sono i clienti bensì i cittadini”, spiega Josef Thomas Hofer, direttore della Ripartizione Informatica della Provincia autonoma di Bolzano. Un Citizen Relationship Management ideale mira, dunque, a rendere l’Amministrazione provinciale il più accessibile e vicina possibile alla cittadinanza. Il fulcro di questo scambio costante con la popolazione è, sin dal 1999, la Rete civica dell’Alto Adige che nel corso degli anni è stata perfezionata e adeguata al costante progresso tecnologico. “L’ultimo importante aggiornamento ha avuto luogo nel 2019, quando il portale puramente informativo è stato integrato con l’aggiunta di myCIVIS, ossia l’account personale dedicato al cittadino”, ricorda Hofer. Da semplice “vetrina” di tutto ciò che l’amministrazione pubblica mette a disposizione della cittadinanza, la piattaforma si è così evoluta in un portale dinamico che non offre solo servizi online, ma fornisce anche informazioni dettagliate sulle scadenze e sullo stato di avanzamento delle proprie pratiche amministrative.

Il progresso tecnologico, però, non si ferma. Già due anni fa era apparso chiaro come una revisione e una modernizzazione del portale per i cittadini fossero indispensabili per renderlo più fruibile e semplice per l’utente. Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), alla Provincia autonoma di Bolzano si è presentata l’opportunità di richiedere i fondi per il progetto pilota “Simply Digital”. “Con successo”, sottolinea Hofer. “Grazie al PNRR è stato possibile ottenere per l’Alto Adige 20 milioni di euro da destinare alla modernizzazione del portale del cittadino e al progetto “Fraud Management” per il contrasto delle frodi”.

La proattività, invece della semplice reattività, è da allora al centro della modernizzazione della piattaforma, dato che con l’avvento dell’intelligenza artificiale è diventato possibile offrire agli utenti non solo le risposte alle loro domande. L’intelligenza artificiale (IA) fornisce, se lo si desidera, raccomandazioni personalizzate per accedere a ulteriori servizi, ricorda le scadenze imminenti e segnala i cambiamenti di stato quando le richieste vengono elaborate. “Siamo quindi sulla giusta strada verso un’amministrazione proattiva che conosce il cittadino, lo pone al centro e risponde in modo mirato alle sue esigenze”, afferma Hofer.

Le risposte fornite dall’intelligenza artificiale, tuttavia, possono essere af-

fidabili solo quanto i dati con cui questa tecnologia viene alimentata. “Per questo motivo, inizialmente è stato fondamentale ridefinire ex novo e in modo uniforme tutti i servizi della Provincia autonoma di Bolzano”, sottolinea Lorenz Corradini, program manager di Informatica Alto Adige (IAA). Visti i quasi 1.000 servizi offerti dalla Provincia, si è trattato di un’impresa titanica che è stata però portata a termine con successo: “L’aspetto cruciale è stato l’utilizzo di un linguaggio il più possibile naturale e semplice. Proprio quello stesso linguaggio che i cittadini utilizzano nella maschera di ricerca”. Non è quindi più necessario conoscere la denominazione esatta del servizio o una specifica parola chiave. È sufficiente porre al chatbot una domanda concreta e si spalanca la strada verso l’iscrizione a un concorso, la prenotazione di un appuntamento o il modulo per un contributo. “Attraverso la piattaforma è possibile accedere a circa 300 altri servizi informatici che allo stato attuale si sta procedendo ad adeguare tecnicamente in modo graduale”, spiega Lorenzo Dell’Amico di IAA. Grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale sarà possibile fornire una risposta a un numero ancora maggiore di richieste dei cittadini 24 ore su 24, 7 giorni su 7, prima ancora che questi debbano contattare gli uffici.

Dal 24 febbraio c’è il Service Desk. Cosa succede, invece, se il chatbot non fornisce un risultato soddisfacente? Se

la richiesta è così specifica che l’IA o il canale di ricerca tradizionale sulla piattaforma non riescono a essere di aiuto, a partire dal 24 febbraio con il Service Desk sarà disponibile una serie di ulteriori e nuove possibilità di contatto. Tra queste figurano i contatti telefonici (anche con funzione di richiamata), così come richieste via SMS o WhatsApp, moduli online, videochiamate (sportelli digitali) o il classico appuntamento allo sportello che può essere fissato tramite il portale. Chi si muove ancora con incertezza nel mondo digitale ha, inoltre, la possibilità di rivolgersi a un tutor digitale in loco. Si tratta di centri di assistenza, i cosiddetti Digi Point, presenti in numerosi comuni della provincia, che offrono consulenza e assistenza sulle questioni di natura digitale. Questo perché, lungo il cammino della transizione digitale, la Provincia di Bolzano non vuole lasciare indietro nessuno.

I vantaggi del login. Il consenso dei cittadini e delle cittadine è fondamentale per l’utilizzo del nuovo myCIVIS, ma non indispensabile. Chi accede per la prima volta alla homepage viene quindi invitato a effettuare il login e a rendere disponibili i propri dati. Chi non desidera farlo può comunque utilizzare la pagina, ma con delle differenze in termini qualitativi. “È evidente che la ricerca supportata dall’IA funziona meglio se conosce l’utente. In questo senso, la “magia” avviene con il login”, osserva Stefan Gasslitter, direttore generale di IAA. Solo con l’accesso, infatti, si attivano i veri vantaggi della

nuova piattaforma. Tra questi rientrerà a breve anche la compilazione automatica dei moduli delle varie richieste e molto altro ancora. Naturalmente sarà possibile prestare il proprio consenso anche in un secondo momento o revocarlo a posteriori in qualsiasi istante.

Oltre ad accelerare la ricerca di informazioni, il modernizzato myCIVIS mira a consentire un controllo di qualità. “Nessuna richiesta dei cittadini andrà persa”, chiarisce Gasslitter. Per ogni domanda viene infatti aperto un ticket che viene elaborato in base alla sua importanza; tutto è sempre tracciabile e verificabile in qualsiasi momento. Anche questo rappresenta un vantaggio rispetto alle telefonate in ufficio, che non vengono registrate e salvate da nessuna parte.

La progettazione grafica dell’interfaccia utente è stata perfezionata con cura fino all’ultimo: “Chi accede al nuovo portale dei servizi deve potersi orientare facilmente e sentirsi a proprio agio”, spiega Claudia Messner, direttrice dell’Agenzia di stampa e comunicazione della Provincia. “Il design lineare, chiaro e attuale è l’espressione di un’amministrazione moderna e vicina ai cittadini”. Grande valore è stato attribuito alla qualità linguistica e alla semplificazione dei testi perché i contenuti siano accessibili e ben comprensibili per tutti gli utenti, in linea con lo spirito del servizio che motiva e orienta il nuovo portale per i cittadini.

Rete civica: da semplice “finestra”

a interlocutore proattivo

L’energia che scorre

Circa il 90 per cento della produzione di energia elettrica in Alto Adige proviene dal settore idroelettrico. Il contributo di questa fonte alla tutela del clima è estremamente elevato a livello locale e l’obiettivo è di incrementarlo ulteriormente attraverso la messa a gara di alcune grandi centrali elettriche.

Testo Monika Pichler Foto Alperia
Traduzione Silvia Senette

L’auto elettrica è in carica, la pompa di calore è in funzione: il fabbisogno di energia elettrica nelle famiglie altoatesine è in costante aumento. Secondo gli esperti si può presumere che questa tendenza proseguirà anche in futuro. Grazie all’energia idroelettrica, intesa come fondamentale fonte di energia rinnovabile, il territorio alpino dell’Alto Adige è ben dotato per far fronte a questa sfida. Già a partire dal XIX secolo l’idroelettrico ha giocato un ruolo centrale in provincia. La prima grande centrale entrò in funzione nel 1898 a Tel, al confine tra la Val Venosta e il Burgraviato, e sfrutta ancora oggi il dislivello naturale del fiume Adige. Grazie all’impiego di turbine e generatori, l’energia cinetica dell’acqua viene trasformata in elettricità senza l’utilizzo di alcun combustibile fossile. Finché l’acqua scorre è possibile produrre energia nel pieno rispetto dell’ambiente.

5,5 miliardi di chilowattora: a tanto ammonta la produzione annua di energia elettrica da fonte idroelettrica in Alto Adige. “Il 90 per cento della produzione elettrica altoatesina proviene dal comparto idroelettrico. In estate questo ci permette di essere

◀ 5,5 miliardi di chilowattora di energia elettrica da fonte idroelettrica vengono prodotti ogni anno in Alto Adige in circa 1000 centrali di varia grandezza: qui quella di Cardano.

“L’obiettivo delle gare d’appalto per le grandi centrali è quello di garantire il massimo valore aggiunto pubblico possibile”.

provinciale all’Energia

autosufficienti per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico”, riferisce Luca Corona, primo collaboratore dell’Ufficio Gestione sostenibile delle risorse idriche presso l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della Provincia di Bolzano. Il fatto che le centrali idroelettriche possano assolvere a una duplice funzione è la caratteristica distintiva di questa forma di produzione energetica: le centrali ad acqua corrente lungo i fiumi producono energia elettrica a ciclo continuo, fornendo un carico di base costante. Al contrario, le centrali ad accumulo alimentate da bacini idrici artificiali sono in grado di adattarsi in modo flessibile al fabbisogno variabile di energia elettrica, producendo elettricità nei momenti di picco della domanda. L’attuale capacità di stoccaggio in Alto Adige riveste un ruolo fondamentale nella copertura dei picchi di consumo. “In questo modo l’energia idroelettrica garantisce, a differenza ad esempio del fotovoltaico e dell’eolico, un equilibrio bilanciato della rete e, al contempo, rappresenta uno strumento determinante per ridurre le emissioni di anidride carbonica”, sottolinea Corona.

Attualmente in Alto Adige si contano circa 1.000 centrali idroelettriche di diverse dimensioni. La maggior parte di esse, circa 800, sono piccole centrali (con una potenza nominale media annua fino a 220 chilowatt) che producono energia elettrica a livello locale. Queste rap -

presentano solo il tre per cento della produzione totale di energia idroelettrica. Le centrali idroelettriche di medie dimensioni in Alto Adige (con una potenza nominale media annua tra 220 chilowatt e 3 megawatt) sono invece 165 e generano il 16 per cento della produzione complessiva. Infine, la maggior parte della produzione di energia idroelettrica provinciale – ossia l’81 per cento – è fornita da circa 30 grandi centrali idroelettriche (con una potenza nominale media annua superiore ai tre megawatt).

Gara d’appalto per le grandi centrali idroelettriche. Tra queste figurano sette grandi centrali le cui concessioni sono scadute alla fine di agosto 2025. “Queste licenze non possono più essere prorogate, ma devono essere messe nuovamente a gara rispettando le direttive dell’Unione Europea“, sottolinea l’assessore provinciale all’Energia Peter Brunner. Le centrali interessate sono quelle di Premesa, Brunico, Ponte Gardena-Barbiano, Naturno, Prati-Val di Vizze, Marlengo e Curon. Mentre molti Paesi dell’UE esitano a bandire le gare d’appalto per le grandi centrali, l’Italia è uno dei pochissimi Stati ad aver avviato i lavori propedeutici in questa direzione, con l’Alto Adige e la Lombardia in prima fila. “Siamo pionieri a livello europeo per quanto riguarda la messa a gara delle concessioni idriche delle grandi centrali idroelettriche”, evidenzia l’assessore Peter Brunner. Si tratta di un terreno ancora inesplorato: “Le esperienze

pregresse sono scarse, tanto all’interno quanto all’esterno della provincia. Prevediamo quindi di mettere a gara le sette grandi centrali una dopo l’altra, iniziando con l’impianto di Curon”. La base giuridica per l’assegnazione dell’appalto è costituita dalla legge provinciale 20/2023. Già alla fine del 2023 la Giunta provinciale aveva deciso di indire la procedura per un bando di gara pubblico per la riassegnazione delle sette concessioni e aveva dato avvio alle attività propedeutiche per l’espletamento del procedimento.

Garantire un valore aggiunto alla collettività. Presso l’Ufficio provinciale Gestione sostenibile delle risorse idriche si sta lavorando intensamente per dare seguito alle direttive europee e predisporre la complessa documentazione relativa alle centrali elettriche. “L’obiettivo è promuovere una concorrenza leale e garantire la parità di informazione a tutti i potenziali candidati”, sottolinea Luca Corona.

Per la definizione dei criteri di gara, inoltre, la Giunta provinciale si avvale di un comitato tecnico di esperti. “Si tratta di un passaggio molto importante, poiché nei criteri di selezione possono essere fissati gli interessi della Provincia, dell’ambiente e del territo -

rio”, spiega l’assessore Brunner. “Lo scopo è garantire il massimo valore aggiunto possibile per la collettività: questo può essere raggiunto attraverso innovazioni tecnologiche per massimizzare la produzione, prestazioni per minimizzare l’impatto ambientale o proposte per misure di compensazione ambientale”. In questo modo, indipendentemente dal gestore che si aggiudicherà la concessione, sarà possibile mantenere i vantaggi per l’ambiente e per la popolazione presente sul territorio provinciale.

L’Ufficio provinciale Gestione sostenibile delle risorse idriche considera questo processo soprattutto una grossa opportunità. Le grandi centrali idroelettriche in questione sono in funzione da decenni, pertanto il potenziale di miglioramento dell’efficienza è proporzionalmente elevato. “Oltre al regolare funzionamento e al rispetto delle norme di sicurezza, il nuovo bando di gara d’appalto permetterà di ammodernare gli impianti in modo sostenibile e di adeguarli al crescente fabbisogno della rete”, spiega Klaus Holzner dell’Ufficio provinciale Gestione sostenibile delle risorse idriche. Un ulteriore vantaggio per la Provincia è atteso anche dal fatto che i finanziamenti ambientali diventeranno un criterio economico

L’Alto Adige entra in un territorio inesplorato con il bando di gara per grandi centrali elettriche: sette concessioni, tra cui quella della centrale elettrica di Ponte Gardena-Barbiano (nella foto), devono essere riassegnate.

di aggiudicazione dei bandi. I fondi vengono versati ai Comuni situati lungo le rive dei fiumi e devono essere investiti in misure di compensazione ambientale. “I grandi vincitori, in ultima analisi, saranno i Comuni e quindi soprattutto i cittadini che beneficeranno direttamente e indirettamente degli interventi ambientali e delle ulteriori entrate supplementari”, conclude con convinzione Holzner.

L’eredità infrastrutturale dei Giochi Olimpici Invernali

Una sferzata importante per concretizzare il Piano provinciale della mobilità sostenibile 2035: attratti oltre 400 milioni di euro di investimenti.

Nei giorni in cui viene pubblicato questo numero della rivista nëus sono in corso i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e l’attenzione è puntata sul talento delle atlete e degli atleti che gareggiano difendendo i colori della propria bandiera. Quando si spegneranno i riflettori, però, oltre all’amore per lo sport e all’orgoglio di chi ha portato a casa risultati indossando la maglia del proprio Paese, rimarranno le opere infrastrutturali costruite grazie alla presenza delle Olimpiadi sul territorio.

I Giochi, infatti, hanno attratto corposi investimenti provenienti da fuori dall’Alto Adige, destinati non solo agli impianti, ma anche e soprattutto alle opere infrastrutturali del territorio: un impulso fondamentale per concretizzare il Piano provinciale della mobilità sostenibile 2035.

Prima su tutte, la ferrovia della Val Pusteria (con un investimento di 10 milioni di euro per interventi sulla linea da parte di RFI), riaperta lo scorso 27 gennaio, a cui si affianca la realizzazione in corso della variante della Val di Riga (251 milioni di euro, di cui 50 milioni dall’FSC, 14 dal PNRR e il resto da fondi statali) che ridurrà di 15 minuti i tempi di percorrenza dalla Val Pusteria a Bressanone e Bolzano. Ma non solo: sono molteplici le opere finanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da RFI-Rete Ferroviaria Italiana, da SIMICO-Società Infrastrutture Milano Cortina, di cui la cittadinanza potrà usufruire nella vita quotidiana.

frattempo, hanno ripreso a transitare i treni lungo la ferrovia della Val Pusteria.

In totale ammontano a oltre 400 milioni di euro gli investimenti che la Provincia ha attratto sul territorio per queste misure, entrate utili sia direttamente nell’ottica di realizzare le infrastrutture necessarie a migliorare viabilità e vivibilità, sia per l’indotto del sistema economico altoatesino. Ciò a fronte di investimenti della Provincia per 91 milioni di euro.

Partendo dalla sede delle gare di biathlon: ad Anterselva è stato demolito e ricostruito un importante ponte per la viabilità sull’asse della SP44 (spesi 3,8 milioni di euro) e vengono attualmente ristrutturati i due incroci tra la strada statale della Pusteria SS49 e la SP 44 per Anterselva e la SP 43 per Valdaora per migliorare la sicurezza stradale (36 milioni). Sono in fase di appalto le opere

di ampliamento della SS49 della Pusteria tra Chienes e l’accesso alla Val Badia per migliorare viabilità e sicurezza stradale mediante – tra l’altro – lo spostamento e la riqualificazione della Rienza, la realizzazione di un ponte verde e una corsia stradale di arrampicamento sul “Kniepass” (10,6 milioni). Verrà inoltre realizzato il nuovo collegamento alla stazione dei treni di Dobbiaco, a sua volta sistemata (21 milioni di euro) ed eliminato il passaggio a livello ferroviario all’incrocio tra la SS49 e la SS52 per Sesto (20 milioni di euro). La circonvallazione di Perca è in fase di esecuzione (171 milioni), mentre per i lavori di risanamento sul collegamento tra San Cassiano e Cortina-Valparola la fine lavori è prevista in primavera 2025 (4,3 milioni il primo lotto e 6,3 milioni il secondo lotto). gm

Nella foto, i lavori a Sciaves, nei pressi della stazione che sorgerà e del collegamento in costruzione della variante della Val di Riga. Nel
Foto: Greta Stuefer
Natura e territorio

Personale e internazionale

Piccoli gruppi, grandi obiettivi: due studenti raccontano il nuovo corso di laurea in Medicina a Bolzano. Attualmente sono circa 60 i giovani che frequentano il percorso formativo “Medicine and Surgery” presso la Claudiana.

Testo Katharina Trocker Traduzione Silvia Senette
Foto: Fabio Brucculeri
“Per me, al centro deve esserci la persona e non la tecnica. Per questo ho scelto Medicina”.

Lucrezia Jopp, 20 anni, è arrivata a Bolzano da Zurigo per studiare Medicina: “Determinanti per me sono stati il plurilinguismo, la borsa di studio e, non da ultimo, la qualità della vita”.

Per Andrea De Paola la giornata inizia presto la mattina per raggiungere Bolzano: viaggio in treno, lezioni, lavoro in laboratorio e studio. La quotidianità da studente universitario è intensa. “È quasi come un lavoro”, precisa Andrea. Il venticinquenne, originario di Sant’Andrea nel Brissinese, frequenta il terzo semestre di “Medicine and Surgery” al Polo Universitario delle Professioni Sanitarie Claudiana. Assieme a quasi 60 colleghi e colleghe fa parte della prima leva di questo corso di laurea.

L’inizio è stato impegnativo, ricorda De Paola. Molte cose dovevano ancora andare a regime. “In un certo senso siamo stati delle “cavie”. Ogni nostro corso veniva tenuto per la prima volta in quel modo”. Allo stesso tempo, però, il percorso di studi si è evoluto rapidamente. Oggi l’insegnamento è strutturato in modo più chiaro, l’organizzazione è collaudata e lo scambio con i docenti è decisamente diretto. Lo studente ap -

◀ Presso il Polo Universitario delle Professioni Sanitarie Claudiana, a Bolzano, è attivo dall’autunno 2024 il corso di laurea in “Medicine and Surgery”. Il contatto stretto con i docenti e la coesione tra gli studenti caratterizzano la quotidianità.

prezza in modo particolare il fatto che il confronto venga preso seriamente: “Il feedback è espressamente richiesto. Nelle grandi università, questo non è comune. Qui si può invece contribuire a plasmare il corso di studi in prima persona”, riferisce con soddisfazione Andrea De Paola.

Rapporto stretto tra docenti e studenti. Anche le dimensioni contenute del corso di laurea rappresentano un vantaggio, secondo lui. “Non ci si sente un numero”, spiega lo studente. Il contatto diretto con il corpo docente e la coesione tra gli studenti caratterizzano la vita quotidiana. A ciò contribuisce anche la sede della “Claudiana”, dove gli studenti di Medicina imparano assieme ai futuri infermieri, fisioterapisti e tecnici di laboratorio. Gli incontri qui fanno parte della normalità. “Ci si trova per un caffè, si parla dei tirocini e delle esperienze fatte e questo crea comunità”, spiega De Paola.

Lucrezia Jopp vive questa vicinanza come un grande punto di forza. La ventenne, originaria di Zurigo, studia a Bolzano dallo scorso anno. In precedenza era iscritta al corso di Scienze della salute presso l’ETH di Zurigo: lì aveva approfondito il suo interesse per i processi del corpo umano, da quelli

cellulari a quelli biomeccanici. Per il passaggio a Medicina è stato però determinante un altro punto, spiega Jopp: “Il tema della salute mi affascinava, ma ho capito che per me al centro deve esserci la persona e non la tecnica. Per questo ho scelto Medicina”.

Plurilinguismo e qualità della vita. Il passo verso Bolzano è stato coraggioso, ammette guardandosi indietro. Determinanti per lei sono stati il corso di laurea in lingua inglese, il plurilinguismo, la borsa di studio e, non da ultimo, la qualità della vita. “Poter andare a sciare al pomeriggio è qualcosa di speciale”, confessa la studentessa. Allo stesso tempo, lo studio è impegnativo. Soprattutto il primo anno l’ha messa a dura prova, con lunghe giornate di lezione e poco spazio per il tempo libero. “Ora, al secondo anno, ho più metodo e mi prendo consapevolmente del tempo per i miei altri interessi”, riferisce Jopp.

L’internazionalità fa parte integrante della quotidianità universitaria per Andrea De Paola e Lucrezia Jopp. La lingua d’insegnamento è l’inglese, mentre nello scambio con gli altri studenti il tedesco, l’italiano e l’inglese si alternano spesso in modo fluido. “Si usa semplicemente la lingua che in quel momento si adatta meglio”, così De Paola descrive questa

Foto: Katharina Trocker

Anche le dimensioni contenute del corso di laurea rappresentano un vantaggio “Non ci si sente un numero”, spiega Andrea De Paola.

Medicine and Surgery: iscrizioni entro il 28 aprile

L’iscrizione al corso di laurea in lingua inglese “Medicine and Surgery”, presso il Polo Universitario delle Professioni Sanitarie Claudiana di Bolzano, è possibile fino al 28 aprile 2026. Il percorso formativo della durata di sei anni inizia a settembre ed è offerto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con la Provincia di Bolzano e l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige.

spontaneità. Anche Jopp ne trae vantaggio: “Il mio italiano è migliorato molto”, constata con piacere.

Borsa di studio con obbligo di servizio. L’obbligo di prestare servizio in Alto Adige per quattro anni, legato alla borsa di studio, non viene percepito da nessuno dei due come un peso. “Offre sicurezza”, dichiara De Paola. Anche Jopp non vi vede alcuno svantaggio: “Posso comunque crescere liberamente dal punto di vista professionale”. Ciò che li spinge va oltre la pura trasmissione del sapere. Jopp la vede così: “Un buon medico non è solo qualcuno capace di fare diagnosi, ma qualcuno che capisce le persone. È importante, soprattutto a livello emotivo e sociale”. Per De Paola “

l’obiettivo principale è “comprendere le correlazioni tra il più piccolo dettaglio e l’insieme generale”.

Il monito dei due studenti a chi è interessato a iscriversi a “Medicine and Surgery” a Bolzano è simile: la medicina richiede impegno e costanza. Chi cerca un ambiente di studio personale, ha interessi internazionali e non desidera la classica università di una grande metropoli, trova nel capoluogo altoatesino un’alternativa interessante.

Il feedback è espressamente desiderato. Qui si può contribuire a plasmare il corso di studi in prima persona”.
Andrea De Paola studente di Sant‘Andrea, Bressanone

Per l’anno accademico 2026/2027 sono disponibili complessivamente 60 posti di studio, di cui 50 destinati a cittadini dell’Unione Europea e 10 a cittadini non UE residenti all’estero. L’assegnazione dei posti avviene tramite un esame di ammissione che si terrà il prossimo 20 maggio online in lingua inglese. Il test consiste in 65 domande a scelta multipla. Oltre al superamento della prova, per l’immatricolazione definitiva è richiesto il certificato di conoscenza della lingua inglese di livello B2.

La retta universitaria annuale ammonta a 18.000 euro. Per il sostegno finanziario, la Provincia mette a disposizione borse di studio. Gli studenti in possesso dell’attestato di bilinguismo tedesco-italiano (B2) possono richiedere un finanziamento che prevede la copertura totale della retta. Tale agevolazione è legata all’impegno di lavorare per quattro anni presso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige entro i dieci anni dal termine della specializzazione. kat/ses

Foto: Fabio Brucculeri

Il rispetto comincia già dietro il bancone

Tra gelati, caffè e dolci c’è sempre spazio per piccoli gesti di gentilezza:

Walter Job della Gelateria Brivido parla del rispetto nella sua quotidianità.

È primo pomeriggio alla Gelateria Brivido. Dietro al bancone c’è Walter Job (anche se oggi sarebbe il suo giorno libero) che ci prepara il caffè. Da oltre 35 anni gestisce la gelateria insieme al suo socio Graziano Domenis. Conosce i suoi clienti abituali, le loro preferenze, li saluta con un piccolo sorriso e rimane sempre calmo e attento.

Signor Job, dice che per lei il rispetto è un gesto piccolo e quotidiano. Cosa intende dire?

“Le persone vengono da noi per trascorrere un momento piacevole, vengono per un gelato, per una fetta di torta o per una bella chiacchierata. Sembra banale, ma è una cosa bella oltre che darti delle responsabilità. Per me rispetto significa prestare attenzione e non reagire con fastidio, soprattutto quando la situazione diventa stressante”.

Ci sono situazioni in cui si rende conto di quanto siano importanti questi piccoli gesti?

“Oh sì”, dice ridendo. “Ad esempio, quando qualcuno telefona mentre ordina e non sappiamo se sta parlando con noi o con qualcuno al telefono. È una situazione spiacevole per tutti. Oppure quando i bambini giocano sui tavoli e i genitori non sanno come reagire. Molti non osano dire nulla per paura che ci arrabbiamo. Ma non si tratta di rimproverare, bensì di mostrare considerazione. Questo per me è rispetto”.

Come promuovete una buona collaborazione all’interno del team?

“Oltre a me e al mio socio Graziano, il team comprende anche due collaboratrici di lunga data. Prendiamo molte decisioni insieme. E parliamo apertamente quando qualcosa non va bene. Per me, rispetto significa anche non giudicare immediatamente gli errori. Gli errori capitano: l’importante è parlarne e trovare insieme delle soluzioni”.

E se qualcuno diventa impaziente o scortese?

“Circa l’80% degli ospiti sono famiglie con bambini. “Oggi i bambini sono molto più sicuri di sé”, dice Walter. “Sanno esattamente cosa vogliono. Ed è un bene”. Se qualcuno diventa scortese, di solito sono Graziano o lui stesso a intervenire. “Spesso basta un tono calmo, un sorriso o un po’ di comprensione per cambiare la situazione. È il modo in cui si dice qualcosa a fare (quasi) tutto.”

Cade un gelato? Se ne riceve gratis uno nuovo.

“Non è un dramma. Le persone devono lasciare la gelateria con un’impressione positiva”. kat/cp

Per Walter Job tra gelati, caffè e dolci c’è sempre spazio per piccoli gesti di gentilezza.

Link al video Tutte le informazioni sulla campagna RESPECT

Foto: Martina Leitner

Nuovi orizzonti per l’accesso all’Amministrazione provinciale

Un impiego in Provincia rappresenta una responsabilità concreta nei confronti dell’Alto Adige. Grazie all’introduzione di procedure più semplici e veloci, l’Amministrazione provinciale rende oggi l’ingresso nel mondo del pubblico impiego più agevole che mai

La Provincia punta sull’evoluzione del sistema di assunzione del personale: nuovi format d’esame e procedure più snelle hanno l’obiettivo di facilitare l’ingresso nell’Amministrazione provinciale.

Chi oggi è alla ricerca di un posto di lavoro esige chiarezza e tempi rapidi. Proprio per rispondere a queste esigenze l’Amministrazione provinciale ha profondamente rinnovato e sviluppato il sistema di assunzione del personale. “L’accesso deve diventare più semplice, senza però dover rinunciare ai criteri di qualità, equità o certezza giuridica”, spiega l’assessora provinciale al Personale Magdalena Amhof. I concorsi pubblici rimangono, come in passato e come previsto dalle normative vigenti per le pubbliche amministrazioni, la base fondamentale dell’iter. Anche il requisito del bilinguismo e le regole chiare continuano a essere pilastri per il reclutamento dei dipendenti; la novità risiede, però, nel percorso per raggiun-

gere l’obiettivo. “L’Amministrazione provinciale ha revisionato i propri processi passo dopo passo. L’obiettivo è quello di diventare più veloci, semplici e facilmente accessibili per chi intende candidarsi”, afferma Amhof. Per poter garantire un’amministrazione efficiente, infatti, la Provincia necessita di collaboratori e collaboratrici motivati: “Vogliamo offrire servizi di alta qualità ai cittadini e alle cittadine. Per farlo, servono dipendenti qualificati”, sottolinea il presidente della Provincia Arno Kompatscher. Chi presenta la propria candidatura deve poter percepire che l’impegno è richiesto e che la crescita professionale è possibile. Per questo motivo le moderne procedure di selezione non sono soltanto una questione di tecnologia aggiuntiva, quanto piuttosto un segno tangibile di stima e valorizzazione fin dal primo momento.

La necessità di intervenire è evidente: circa il 5,5% dei posti di lavoro nell’Amministrazione provinciale risulta attualmente vacante. Inoltre, nei prossimi anni, altri dipendenti esperti raggiungeranno l’età della pensione. Solo nel corso del 2024 sono stati banditi 434 posti di lavoro per i quali sono pervenute oltre 1.600 domande. Di questi candidati, 625 sono riusciti a inserirsi nelle graduatorie di merito. “Queste cifre dimostrano quanto sia elevato l’interesse, ma evidenziano anche quanto le procedure siano impegnative dal punto di vista organizzativo per i diversi profili professionali”, spiega il direttore di Dipartimento Günther

Testo Angelika Schrott Traduzione Silvia Senette
Foto: Tiberio Sorvillo
“L’ingresso per i candidati deve diventare più semplice, senza alcun compromesso in termini di qualità, equità o certezza del diritto”.

Burger. Nel 2025 la Provincia ha gestito 38 concorsi e una singola selezione può comportare fino a 60 passaggi, dalla verifica preliminare fino all’assunzione effettiva, chiarisce Burger.

Procedure snelle e nuovi formati d’esame. Per far fronte a questa situazione, l’Amministrazione provinciale punta su procedure moderne. I flussi di lavoro vengono snelliti, le competenze regolate in modo più chiaro e vengono introdotti strumenti digitali. Le candidature avvengono già tramite un portale online centralizzato. In alcuni casi, la verifica dei requisiti viene effettuata solo in una fase successiva; ciò consente di risparmiare tempo prezioso, sia per i candidati sia per l’Amministrazione stessa.

Dalla fine del 2024 vengono inoltre testati nuovi format d’esame: le prove scritte si svolgono in parte in modalità digitale e sotto forma di test a scelta multipla. Per determinati profili professionali caratterizzati da un elevato fabbisogno di personale, è ora sufficiente sostenere solo una prova orale. Per quanto riguarda le assunzioni a tempo determinato, la scelta si basa esclusivamente sulla qualifica senza necessità di esami: sono i titoli di studio, le competenze informatiche e gli attestati di bilinguismo a determinare la posizione in graduatoria.

Al lavoro con lo “speed dating”. Un ulteriore strumento innovativo è

rappresentato dai cosiddetti “speed dating”, attraverso i quali i candidati possono conoscere direttamente i vari settori specialistici. In tali occasioni, ambizioni e punti di forza vengono discussi in modo diretto e la decisione viene presa rapidamente, talvolta nell’arco di una singola giornata. “L’assegnazione dei posti avviene quindi in modo accorpato e sensibilmente più veloce rispetto al passato”, afferma il direttore dell’Ufficio provinciale Assunzioni personale, Maurizio Pacchiani.

Parallelamente la Provincia rafforza anche le strutture interne: ogni Ripartizione dispone ormai di referenti fissi per il personale. Le commissioni d’esame vengono inoltre formate in modo mirato, con personale tecnico aggiuntivo che supporta lo svolgimento dei concorsi. L’adozione di modelli uniformi per i medesimi profili professionali punta a ridurre ulteriormente i costi per l’Amministrazione provinciale e a semplificare le procedure. Come in passato, il servizio provinciale continua a offrire posti di lavoro sicuri, gratificazione e prospettive future, afferma il direttore della Ripartizione provinciale Personale Albrecht Matzneller, richiamando l’attenzione sulle opportunità e sui benefici offerti dall’ente pubblico; tra questi, i fondi sanitari, i buoni pasto, la formazione continua, gli orari di lavoro flessibili, lo smart working e molto altro ancora.

Günther Burger direttore del Dipartimento Personale, Lavoro ed Europa

La Provincia sta accelerando le procedure di assunzione?

Finora, per chi ambiva a un lavoro in Provincia, intercorrevano circa sei mesi tra la compilazione della domanda e il primo giorno di servizio. Ora la fase di candidatura e di esame diventerà più semplice e richiederà la metà del tempo.

In che modo la Provincia garantisce il mantenimento della qualità e dell’equità?

Naturalmente continuiamo a rispettare rigorosamente le disposizioni di legge. Pertanto i concorsi pubblici rimangono la norma. Qualifiche, bilinguismo e pari opportunità restano i pilastri fondamentali per l’assunzione del personale.

Qual è il suo consiglio per chi desidera lavorare nell’Amministrazione provinciale?

Chi si presenta ben preparato agli esami, mantiene la calma e illustra chiaramente le proprie esperienze e capacità ha già ottenuto un grande vantaggio! san/ses

Provincia, donne protagoniste

Presenza femminile sopra il 70%, elevata quota di contratti part-time, ma serve un passo avanti per le posizioni apicali: i dati dell’Analisi di genere 2024.

Il quadro che emerge è estremamente chiaro: le donne rappresentano il 70,7% del personale in servizio presso l’Amministrazione provinciale altoatesina, caratterizzando così in modo visibile l’intera organizzazione. L’attuale Analisi di genere 2024, presentata dalla consigliera di parità Brigitte Hofer assieme ai vertici dell’Amministrazione provinciale, analizza nel dettaglio dati centrali come la distribuzione del personale in base al genere. Osservando le cifre strutturali, il lavoro a tempo parziale rimane una prerogativa fortemente femminile: il 57,9% delle donne lavora in part-time, a fronte di appena il 17,5% degli uomini. Nelle posizioni dirigenziali la quota femminile si attesta al 38,1%, mentre nelle funzioni di vertice (primo livello) tale valore scende al 27,7%. Un dato particolarmente evidente riguarda la distribuzione degli straordinari: il 78,3% delle ore di lavoro straordinario retribuite viene effettuato da uomini, nonostante le donne forniscano complessivamente il 55,4% della prestazione lavorativa totale. Livelli di reddito e sui percorsi di carriera. Questa discrepanza ha riflessi diretti sui livelli di reddito e sui percorsi di carriera. Secondo il presidente della Provincia Arno Kompatscher, orari flessibili, eque opportunità di carriera e condivisione dei compiti

Per offrire pari opportunità a uomini e donne nell’Amministrazione provinciale c’è ancora molto da fare, come emerge dall’Analisi di genere 2024.

di cura sono elementi decisivi per far evolvere l’Amministrazione provinciale nella direzione di un datore di lavoro moderno. Come riferito dall’assessora al Personale Magdalena Amhof, sono già stati compiuti diversi passi importanti come la nuova regolamentazione del congedo parentale, l’ampliamento degli spazi di co-working e l’abolizione degli orari di presenza obbligatoria al pomeriggio. Ulteriori interventi sono già in programma, tra cui un sostegno più forte ai percorsi di leadership femminile e misure aggiuntive per migliorare la conciliazione tra lavoro, educazione dei figli e assistenza ai familiari. Ulrike Oberhammer, presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, sottolinea la responsabilità comune e richiama l’attenzione sul “ruolo centrale del Piano d’azione per le pari opportunità che indica la direzione da seguire e deve essere ulteriormente sviluppato anche sulla base dei dati analizzati”. Il processo verso l’uguaglianza. Il direttore generale Alexander Steiner, ha annunciato che i risultati confluiranno nel Piano d’azione per la parità di genere. Il processo verso l’uguaglianza in Alto Adige prosegue dunque il suo cammino, restando un fattore determinante per l’attrattività, l’efficienza e la sostenibilità futura dell’Amministrazione provinciale. pir/ses

La consigliera di parità Brigitte Hofer ha analizzato l’Analisi di genere 2024. Ecco le sue proposte per l’evoluzione delle politiche del personale:

• Flessibilità temporale e spaziale: utilizzo dello smart working e dell’orario flessibile, ampliamento del co-working, misure contro la “trappola del part-time”

• Passaggio generazionale: pianificazione delle sostituzioni, passaggi di consegne sistematici e gestione delle competenze

• Sostegno a chi ha responsabilità di cura: modelli flessibili per la cosiddetta “generazione sandwich” (45–60 anni) impegnata contemporaneamente nell’assistenza ai figli e ai familiari anziani

• Donne in posizioni di comando: mentoring, coaching, processi di selezione trasparenti e top-sharing per aumentare la quota femminile nelle funzioni dirigenziali

• Paternità attiva: campagne informative e workshop per incoraggiare i padri a usufruire più frequentemente del congedo parentale

• Regolamentazioni eque: verifica di eventuali svantaggi indiretti che possono accentuare le disparità di reddito. pir/ses

Foto: Fabio Brucculeri
Foto: Pixabay

Arge Alp Sport, la competizione che unisce

I “Giochi” della Comunità di lavoro delle Regioni alpine. Come vengono organizzati? Chi vi prende parte?

Parola all’Ufficio Sport della Provincia.

È una delle iniziative più note ed apprezzate della Comunità di lavoro delle Regioni alpine (Arge Alp). Parliamo di Arge Alp Sport, che prevede la disputa di gare delle più disparate discipline sportive (pattinaggio artistico, sci alpino, hockey su ghiaccio, calcio e torneo di calcio per persone disabili e non disabili, tennistavolo per persone disabili e non disabili, tiro a segno, atletica leggera, corsa d’orientamento e arrampicata sportiva) in ognuna delle Regioni, con la partecipazione di rappresentative delle stesse. Un’iniziativa di successo, al quale le selezioni altoatesine partecipano regolarmente, tanto da chiudere al secondo posto, dietro alla sola Baviera, la classifica delle Regioni dopo gli otto eventi del 2025 (al terzo posto il Tirolo, al quarto il Trentino).

Il calendario degli eventi. Ma come viene stilato il calendario di Arge Alp Sport? Chi organizza gli eventi a livello locale? Come viene stabilita la composizione delle selezioni partecipanti? Lo abbiamo chiesto a Gabriella Filippi, prima collaboratrice della direttrice dell’Ufficio Sport della Provincia autonoma di Bolzano, Laura Savoia.

“La direzione del progetto è affidata al Cantone dei Grigioni ed è coadiuvata da un gruppo di progetto composto da un responsabile per lo sport di ciascuna regione, provincia o cantone membro dell’Arge Alp (Salisburgo, Tirolo, Vorarlberg, Baviera, Lombardia, Trentino, Alto Adige, San Gallo, Ticino e Grigioni)”, spiega Filippi. “Il gruppo di progetto si riunisce una volta all’anno nella seduta di coordinamento per decidere e coordinare il programma sportivo annuale e fissare i calendari ed i regolamenti. Il calendario è per sua natura itinerante e le manifestazioni, compresa la seduta di coordinamento, si svolgono a rotazione tra ciascuna regione, provincia o cantone”.

L’organizzazione degli eventi sul territorio e la composizione delle selezioni. I rappresentanti sportivi di ogni regione, provincia o cantone curano i contatti con i propri comitati provinciali delle federazioni sportive coinvolti nel progetto Arge Alp Sport e fanno da tramite tra i comitati provinciali delle federazioni sportive e la direzione del progetto. “L’organizzazione degli eventi sul territorio avviene

Atlete, atleti, tecnici e dirigenti della delegazione altoatesina festeggiano il successo alla competizione Arge Alp di atletica leggera di Neudorf, nel Cantone San Gallo, in Svizzera.

tramite i comitati provinciali delle federazioni sportive, che possono incaricare anche una propria associazione dell’esecuzione della manifestazione. La composizione delle selezioni altoatesine avviene attraverso il comitato provinciale della federazione sportiva di competenza. Le selezioni gareggiano infatti come rappresentativa provinciale”, spiega ancora Filippi.

Un’organizzazione che funziona benissimo. Il calendario 2026 è ovviamente già stato stilato, la prossima manifestazione (pattinaggio artistico) è in programma dal 20 al 22 marzo a Dornbirn, in Vorarlberg. mdg

Il calendario delle manifestazioni invernali

Il calendario delle manifestazioni estive

Foto: Comitato Alto Adige FIDAL

IA nelle scuole: uno sguardo sul futuro

L’Istituto Comprensivo Laives ha avviato alcuni progetti legati all’intelligenza artificiale. Una sfida ambiziosa per sviluppare consapevolezza, competenza e visione.

Alunne e alunni della Scuola Gandhi durante un laboratorio di robotica educativa con uso di IA per attività di coding e progettazione in gruppo.

Il futuro? Comincia ora. Dalla scuola naturalmente, dove l’IA, da semplice strumento in grado di alimentare curiosità, si sta rivelando risorsa pedagogica fondamentale. All’Istituto Comprensivo Laives, diretto dalla dirigente Emanuela Scicchitano, l’intelligenza artificiale è diventata, gradualmente, normalità. Nel 2022 il primo approccio ambizioso nel promuovere su più livelli l’innovazione didattica. “Siamo partiti con la volontà di avviare una profonda revisione dei curricoli per adeguarli alla sfida educativa che la complessa società di oggi ci richiede”, esordisce Scicchitano, che proprio nel 2022 è stata nominata dirigente dell’Istituto Comprensivo, che forma circa 1000 ragazze e ragazzi di quattro Scuole primarie (Vadena, San Giacomo, Pineta e Laives), oltre a quelli della Scuola secondaria di I grado “Fabio Filzi” che si trova a Laives.

Dottoressa Scicchitano, quali sono i concetti chiave che avete intrapreso?

“Innovazione tecnologica e relazione educativa” sono due concetti che per me sono in dialogo fra loro e ci aiutano a mettere in piedi un modello didattico che sia davvero vicino ai bisogni formativi degli alunni. E l’intelligenza artificiale noi la vediamo fortemente legata a questi due concetti: un supporto tecnologico che ci può aiutare a rendere l’apprendimento un percorso

motivante per tutti gli studenti, senza perdere di vista il valore insostituibile delle relazioni, dell’empatia, dell’ascolto e della responsabilità educativa”.

Come avete avviato questo progetto ambizioso?

“Abbiamo deciso di scrivere un curricolo verticale di intelligenza artificiale in cui fare rientrare le nostre attività e collegarle a degli obiettivi specifici di apprendimento, secondo le linee guida ministeriali e secondo quelle provinciali che usciranno nel corso dell’anno e sono redatte dal gruppo di lavoro Athena, coordinato dall’ispettore Fabio Furciniti”.

Quali sono le attività principali che avete intrapreso?

“Abbiamo deciso di aderire alla rete nazionale di scuole “Book in progress AI”, promossa dall’Istituto secondario di secondo grado “Ettore Majorana” di Brindisi. Si tratta di una piattaforma didattica che permette ai docenti di diventare editor dei contenuti e delle attività didattiche previste dai curricoli scolastici e agli alunni di potervi accedere dai propri tablet e di personalizzarli in base ai propri stili di apprendimento e bisogni educativi. Noi la sperimenteremo a partire dal prossimo anno scolastico nella Scuola secondaria di primo grado. Oltre ad esso stiamo lavorando sul

Testo Thomas Laconi
Foto: Istituto Comprensivo Laives
“l’IA può aiutare a rendere l’apprendimento un percorso motivante per gli studenti, senza perdere di vista il valore insostituibile delle relazioni”

Emanuela Scicchitano dirigente dell’Istituto Comprensivo Laives

progetto “Scienze in Depth”, sviluppato con ARCI e basato sul modello dell’apprendimento in profondità, con il supporto dell’intelligenza artificiale per la ricerca e l’elaborazione delle informazioni. Poi ancora il progetto di robotica educativa inclusiva, che prevede l’uso dell’IA applicato ai giochi della Lego spyke per il supporto degli alunni con BES”.

Che impatto ha avuto l’IA?

“La sfida, condivisa tra docenti e alunni, nasce dallo sviluppare consapevolezza, competenza e visione, affinché l’innovazione tecnologica rafforzi la dimensione umana dell’educazione. Il progetto innesca un meccanismo virtuoso, in cui si attivano altre due dinamiche positive: la creatività dei docenti, che diventano editor di contenuti e progetti adatti ai loro contesti classe, e la metacognizione degli alunni, nel momento in cui ragionano sui propri stili di apprendimento, sui punti di forza e di criticità che possono emergere nelle valutazioni formative”.

Le famiglie come hanno accolto questo progetto?

“Le famiglie sono sempre favorevoli a ciò che migliora le competenze degli alunni e hanno sostenuto finora tutte le azioni che abbiamo intrapreso. Un bel segnale per tutti noi”.

Come si sviluppa il modello basato sulla personalizzazione degli apprendimenti e come si riesce ad ottenere un vero feedback formativo?

“La personalizzazione degli apprendimenti si basa prima di tutto sul riconoscimento degli stili di apprendimento degli alunni sia da parte degli insegnanti sia da parte degli alunni stessi, che devono essere guidati a capire chi sono e chi possono essere. Nei nostri progetti di IA questo passaggio è fondamentale, perché permette di adattare lo strumento tecnologico alla persona e di metterla nelle condizioni di chiedere correttamente all’IA di cosa ha bisogno. Nel caso di Book in progress AI, lo studente può personalizzare i contenuti elaborati dai suoi insegnanti in base allo stile cognitivo, ai bisogni educativi e alle aspettative di apprendimento”.

Emanuela Scicchitano dirige dal 2022 l’Istituto Comprensivo Laives, che promuove l’uso dell’intelligenza artificiale.

La scuola come può insegnare a comprendere ancora di più l’intelligenza artificiale?

“L’intelligenza artificiale è una rivoluzione strutturale al pari di altre che abbiamo vissuto: dalla produzione dei libri a stampa di Gutenberg all’introduzione dell’elettricità, fino all’invenzione della radio, dello smartphone o di Internet. La scuola deve guidare il cambiamento affinché sia assimilato dagli alunni in modo consapevole e possa essere un elemento di vantaggio cognitivo. Altrimenti si rischia che le fasce socialmente più deboli ne siano travolte: non ci possiamo permettere altri divari”.

Foto: Emanuela Scicchitano

Rifugio Locatelli: una struttura a impatto zero sulle Dolomiti

Le nuove reti elettrica e dati agevoleranno le comunicazioni con i soccorsi.

Realizzazione coordinata per ridurre impatto ambientale e disagi agli utenti.

L’intervento di adeguamento infrastrutturale del Rifugio Locatelli prevede la posa di una nuova rete fognaria, delle infrastrutture per la rete elettrica e per la connessione in fibra ottica.

Preservare l’unicità del paesaggio dolomitico compatibilmente con un turismo d’alta quota sempre più a prova di reel. Una sfida che il Rifugio Locatelli-Innerkofler si prepara ad affrontare con una nuova struttura più efficiente, funzionale e in piena armonia con il contesto dolomitico. Il progetto, proposto dall’assessore alle Opere pubbliche Christian Bianchi, prevede la realizzazione coordinata di più infrastrutture strategiche, finalizzate al miglioramento e all’ammodernamento dei servizi essenziali, nel pieno rispetto delle normative vigenti e della tutela ambientale delle Dolomiti. Un’iniziativa necessaria, in un sito UNESCO che registra oltre 160 mila visitatori all’anno con punte di 2000 presenze giornaliere.

I lavori saranno eseguiti congiuntamente attraverso la sottoscrizione di un’apposita convenzione tra la Provincia, Edyna Srl, il Comune di Sesto Pusteria e il Club Alpino Italiano – sezione di Padova. La progettazione si

tradurrà in una realizzazione unitaria delle opere lungo un unico tracciato. “La realizzazione coordinata delle opere lungo un unico tracciato permette di ridurre l’impatto ambientale, ottimizzare le risorse e migliorare in modo significativo la funzionalità del rifugio e del nuovo sito trasmissivo della Protezione civile, a beneficio sia dei gestori sia dei moltissimi visitatori che ogni anno frequentano l’area”, commenta l’assessore Bianchi. L’intervento prevede la posa della nuova rete fognaria e, contestualmente, delle infrastrutture per la rete elettrica e per la connessione in fibra ottica. La lunghezza complessiva delle infrastrutture sarà di circa 4.800 metri, per un investimento totale pari a circa 3.9 milioni euro.

L’intervento prevede due nuovi impianti per la rete elettrica e fognaria. “Si tratta di una zona completamente scoperta dal punto di vista della copertura radio, – spiega Marco Springhetti, direttore della Ripartizione Edilizia e servizio tecnico della Provincia auto -

noma di Bolzano - la Protezione Civile intende dunque realizzare nei pressi del rifugio un sito trasmissivo in modo tale da gestire le comunicazioni con i soccorsi. Naturalmente il ripetitore ha bisogno di energia elettrica e di un collegamento in fibra per il back up”. L’infrastruttura sarà realizzata con il coinvolgimento della sezione CAI di Padova, che ha in proprietà il rifugio. “Attualmente non c’è un allacciamento all’energia elettrica, ma due generatori diesel che bruciano 150 litri di gasolio al giorno, con un notevole inquinamento”, ha riferito Springhetti.

L’attuale impianto di smaltimento delle acque reflue verrà poi sostituito da una nuova rete fognaria, che consentirà di convogliarle verso valle fino a collegarsi con la fognatura del comune di Sesto Pusteria, proseguendo poi verso il depuratore.

Il tracciato delle infrastrutture si snoda a partire dal rifugio Fondovalle lungo la Val Sassovecchio (Altsteintal) seguendo più o meno il sentiero escursionistico, con tratti in roccia e talvolta in forte pendenza. L’esecuzione dei lavori sarà, pertanto, particolarmente complessa e dovrà avvenire utilizzando mezzi meccanici adatti, come gli escavatori ragno.

Nel corso dei lavori andrà comunque garantita la possibilità agli escursionisti di utilizzare il sentiero e quindi si dovranno adottare particolari attenzioni soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Va tenuto conto inoltre della quota altimetrica alla quale verranno eseguiti i lavori e quindi della ristretta finestra temporale che permetterà di lavorare, che va da maggio a ottobre. ee

“A visionary at altitude / N vijionar sö alalt”

Do

Cortina y Plan de Corones, deura a Milan la mostra fotografica de Stefano Zardini

ai pioniers dl sport da d’invern y

ai
dedicada

Jüc Olimpics de Cortina 1956.

Partí sö te trëi sëntes espositives desvalies, liëia la mostra adöm - cun les medemes imajes spetacolares - trëi posć iconics y i trëi raiuns olache al vëgn tigní les gares olimpiches: Cortina d’Ampëz, Rasun y Milan.

Les operes dl fotograf ampezan Stefano Zardini é metüdes fora tla galaria Ikonos ia en Ampëz, tl Museum LUMEN de Plan de Corones y ti locai storics de Fabbrica del vapore da Milan. Le proiet “A visionary at altitude / N vijionar sö alalt” é gnü tut ite ofizialmënter tl program cultural dles Olimpiades Milan-Cortina 2026, cun le patrozine dla Provinzia Autonoma de Balsan, dla Regiun Trentin Südtirol, dl Comun de Milan y dl Comun de Cortina d’Ampëz.

Trëi tematiches. Les fotografies metüdes fora roda incër trëi tema -

tiches: The Pioneers’ Passion (La pasciun di pioniers), nasciüda dal gran archif de fotografies de familia, olache l’autur trasformëia les vedles fotografies te n cheder contemporan tres intervënc cromatics y grafics te na versciun pop; Snowland (Raiun dla nëi) che zelebrëia te na manira nia usuala les pizes dolomitiches, odüdes sciöche n parch dai jüc enorm; y Tracce (Fostüs), olache la cutra de nëi vëgn odüda ite sciöche na te’ gran tëra d’artist, sön chëra che i schiadus, magari ince zënza savëi, lascia sü fostüs, tan co la testemonianza de so passé.

I laurs de Zardini liëia adöm la memoria storica y la vijiun artistica. Les imajes d’archif di pröms agn dl Nücënt, reinterpretades te na manira pop, dá derevers energia y atualité: i pröms schiadus, i raic cun le bob, l’eleganza dl jadiné artistich,

y les aventöres da snait sön les pizes blances devënta de dërtes icones contemporanes, plënes de faszinaziun y de vijiun söle dagní. Porchël él fotografies storiches y operes pop originales che mët a jí en dialogh danter passé y presënt, tan deplü sce an conscidrëia che na seziun dla mostra é dedicada ales Olimpiades da d’invern de Cortina tl 1956. N omaje al spirit pionieristich dla jënt da munt de dan da 100 agn, y n recort mirité dl epos olimpich de 70 agn ca, imajes che rapresentëia simbolicamënter le passaje dl testemone ai Jüc Olimpics dl 2026. N bel catalogh scrit por ladin y inglesc tignará sö le recort dles trëi esposiziuns de A visionary at altitude / N vijionar sö alalt , che restará davertes al publich cina a mez aurí. cs

Leggi l’articolo in italiano fabbricadelvapore.org lumenmuseum.it ikonosartgallery.com

Foto: Fotoausstellung
Zardini
The Pioneers n.35_Spazzaneve
The Pioneers n.26_La pattinatrice
Foto: Fotoausstellung Zardini

Novità sull’assegno provinciale per i figli

Per le famiglie. Dall’inizio del 2026 sono entrate in vigore le modifiche relative all’assegno provinciale per i figli. Sono stati aumentati sia gli importi sia i valori soglia ISEE. Inoltre è stata introdotta una nuova classe ISEE. Chi è in possesso del requisito di una residenza storica di 15 anni può ora richiedere l’assegno provinciale anche senza dover dimostrare di risiedere in Alto Adige da almeno un anno. Sono previste anche facilitazioni per i genitori di bambini adottati all’e -

stero: tutte le prestazioni provinciali per le famiglie, compreso l’assegno per i figli, vengono ora erogate già a partire dall’autorizzazione all’ingresso sul territorio, mentre in precedenza venivano concesse solo dopo la sentenza del Tribunale. Le domande per l’assegno provinciale per i figli possono essere presentate online già dallo scorso 1° gennaio attraverso il portale del cittadino myCIVIS oppure tramite un patronato. ck/ses

Assegno provinciale per i figli

Sostegno finanziario per le famiglie in Alto Adige

Digitalizzazione del Libro fondiario: online le annualità dal 1999 al 2001

Sul portale OpenKat, servizio telematico di accesso al Sistema informativo di Libro fondiario e Catasto, sono disponibili i fascicoli tavolari dal 1990 ad oggi.

La digitalizzazione procede. Prosegue il progetto di digitalizzazione del Libro fondiario della Provincia. A partire dal 22 dicembre, sono disponibili online le annualità dei fascicoli tavolari relative al periodo 1990-2001, con tutti i titoli, i provvedimenti e gli allegati depositati presso ciascun Ufficio del Libro fondiario. Una novità che ha consentito di raccogliere nel Libro fondiario digitale oltre tre decenni di dati ufficiali. “Questa nuova pubblicazione rappresenta una tappa significativa nel percorso di digitalizzazione del Libro fondiario, un processo che mira a rendere più accessibili e trasparenti le informazioni catastali e

fondiarie per tutti gli operatori del settore”, spiega l’assessore provinciale competente Christian Bianchi. “L’obiettivo è quello di estendere progressivamente la digitalizzazione anche ai documenti antecedenti al 1990”. ee

Accesso al Libro fondiario digitale

Foto: Agenzia per la famiglia/Ingrid Heiss
Foto: Greta
Stuefer
Dal 1° gennaio sono operative le linee guida aggiornate per le prestazioni provinciali a favore delle famiglie.

Il nuovo portale meteo provinciale è online

Interattivo e dinamico: si presenta così, dallo scorso 21 gennaio, il nuovo portale meteo della Provincia autonoma di Bolzano. Informatica Alto Adige SpA (IAA), in collaborazione con l’Ufficio Meteorologia e prevenzione valanghe dell’Agenzia per la Protezione civile, ha radicalmente rinnovato il sito dedicato alle previsioni del tempo. Il numero di accessi al portale web della Provincia relativo alla sezione meteo è di gran lunga il più elevato: lo scorso anno la pagina è stata visitata oltre 70 milioni di volte, con quasi 30 milioni di accessi conteggiati. Ora il nuovo sito web comprende widget innovativi, mentre le nuove mappe di

analisi e previsione forniscono informazioni ancora più complete che includono dati sulla probabilità di grandinate, l’evoluzione della nuvolosità e dati sulle raffiche di vento. Il nuovo bollettino meteorologico viene aggiornato più volte al giorno per fornire costantemente i dettagli più recenti. Il sito meteo provinciale rappresenta l’ultimo progetto realizzato nell’ambito della transizione triennale di tutti i siti web della Provincia verso un nuovo e moderno sistema di gestione dei contenuti. mac/ses

Il portale meteo provinciale ha una nuova veste

Informazioni direttamente sul cellulare

Notizie a portata di mano

Comunicazioni di servizio riguardanti iniziative rilevanti: questo è ciò che offre il canale WhatsApp della Provincia di Bolzano.

Foto: USP Dall’autunno del 2024, il canale WhatsApp della Provincia di Bolzano informa i propri iscritti in merito alle scadenze fissate per la presentazione delle domande di contributo, agli eventi in programma o alle allerte della Protezione civile. Da allora, il canale WhatsApp ufficiale della Provincia gode di una popolarità sempre crescente. “Anche le istituzioni pubbliche sono sempre più attive sull’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp. I canali social offrono un’ottima opportunità per fornire agli utenti notizie aggiornate su temi che

Roditori dagli effetti negativi

Si invita a segnalare gli avvistamenti all’Ufficio Gestione fauna selvatica: le nutrie non sono originarie dell’Alto Adige e possono causare danni.

Ospite indesiderato. La nutria è stata avvistata per la prima volta in Alto Adige nel 2006. Questi animali conducono una vita semi-acquatica e si muovono principalmente lungo i canali d’irrigazione della Bassa Atesina. La specie è invasiva, non è originaria del territorio altoatesino e la sua diffusione comporta conseguenze negative: quando questi erbivori agiscono in gruppo possono ridurre la vegetazione ripariale in modo così drastico da far scomparire aree

sono di loro interesse”, spiega convinta la direttrice dell’Ufficio stampa della Provincia Margit Piok. Per iscriversi è sufficiente registrarsi scannerizzando il QR code qui sotto. Gli utenti del canale possono reagire ai messaggi tramite emoji; è inoltre possibile gestire in modo autonomo le notifiche relative ai nuovi aggiornamenti. mpi/ses

Iscrizioni qui

vitali di riproduzione e rifugio per uccelli acquatici, pesci, anfibi e insetti. L’attività di scavo delle nutrie mette a rischio la stabilità degli argini con ripercussioni sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla protezione dalle piene e sugli habitat circostanti. Chiunque avvisti delle nutrie o trovi tracce della loro presenza è invitato a segnalarlo all’Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica (0471 41 51 70 o gestione.fauna. selvatica@provincia.bz.it).mac/ses

La RAS ha lanciato la sua nuova app streaming

I programmi televisivi dell'emittente altoatesina RAS possono ora essere ricevuti in Alto Adige in streaming tramite cellulare o tablet.

Con l'app RAS streaming, i programmi televisivi delle emittenti ORF, ARD, ZDF e della SRG nonché il programma RAI-Südtirol possono ora essere ricevuti in tutto l'Alto Adige tramite telefono cellulare o tablet. I programmi in diretta, i notiziari quotidiani e le trasmissioni sportive importanti sono accessibili in tempo reale, 24 ore su 24 su tutti i vostri device. L'app RAS è facile da usare e fornisce un accesso diretto e sem-

plice ai programmi televisivi più importanti della RAS. L'app RAS può essere scaricata gratuitamente da App Store e da Google Play Store. Una volta installata è possibile iniziare immediatamente a guardare i programmi televisivi in Alto Adige. Al di fuori dell'Alto Adige, invece, sono disponibili solo la guida elettronica ai programmi EPG e le webcam.

WEBCAM:

3

Tutte le immagini delle 101 webcam meteo RAS possono essere richiamate tramite l'app RAS.

Anche i filmati time-lapse dei giorni precedenti possono essere visualizzati tramite un calendario.

4

VELOCITÀ:

La qualità di riproduzione del programma TV è adattata alla velocità di trasmissione dati disponibile sulle reti mobili e WLAN. Nelle reti mobili veloci LTE e 5G, il programma viene riprodotto in alta qualità. La quantità di dati trasmessi è considerevole; la riproduzione prolungata attraverso le reti mobili dovrebbe quindi avvenire solo con contratti a tariffa fissa, altrimenti si consiglia l'utilizzo tramite WLAN.

Live-Fernsehen mit der Streaming-APP der RAS

Von der Rundfunkanstalt Südtirol RAS verbreitete Fernsehprogramme können über Handy oder Tablet in Südtirol gestreamt werden.

Mit der Streaming App der RAS können die Fernsehprogramme des ORF, der ARD, des ZDF und der SRG sowie das Programm RAI-Südtirol nun in ganz Südtirol über Handy oder Tablet empfangen werden. Live-Sendungen, aktuelle Tagesnachrichten und wichtige Sportübertragungen sind in Echtzeit unterwegs rund um die Uhr abrufbar. Die RASApp ist einfach zu bedienen und ermöglicht einen direkten und

unkomplizierten Zugang zu den wichtigsten Fernsehprogrammen der RAS. Sie steht im App Store und Google Play Store kostenlos zum Download bereit. Nach der Installation kann die Wiedergabe der Fernsehprogramme innerhalb Südtirols gestartet werden. Außerhalb Südtirols stehen hingegen nur der elektronische Programmführer EPG und die Webcams zur Verfügung.

STREAMING:

In ganz Südtirol können die Fernsehprogramme ORF1, ORF2, ORF III, ORF Sport+, ARD, ZDF, SF1, SF zwei, ZDFneo, Arte, BR, 3sat, La1, KIKA und RAI-Südtirol auch unterwegs empfangen werden.

ELEKTRONISCHER PROGRAMMFÜHRER EPG:

Über den elektronischen Programmführer werden Zusatzinformationen zu den laufenden oder nachfolgenden Sendungen angezeigt. Sämtliche Sendungen können gesucht und im eigenen Terminkalender als Erinnerung eingetragen werden.

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
nëus n. 1 - 2026 by Land Südtirol - Provincia Bolzano - Issuu