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La Ceramica Moderna e Antica - numero 326

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ORGANO UFFICIALE AICC ASSOCIAZIONE ITALIANA CITTA’ DELLA CERAMICA

LA CERAMICA

MODERNA & ANTICA

ISSN 1123-816X TRIMESTRALE ANNO XLV N.326 OTT/DIC 2024 EURO 10,00

MODERN & ANCIENT CERAMICS

ARGILLÀ 24: FAENZA IN FESTA POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE- AUT. N°CN-NE/02016/06.2024 PERIODICO ROC


Martina Liverani

GUARDA DOVE MANGI CERAMICA IN TAVOLA Quanti tipi di zuppiera esistono in Italia? Qual è la città delle caraffe? Come si sceglie e come si usa un servizio da tè in ceramica? Quali sono i decori tradizionali delle grandi manifatture storiche e quali invece le tendenze degli artisti contemporanei? Soprattutto, dove si compra la migliore ceramica italiana per la tavola? La ceramica è un’opera di artigianato e quindi migliaia di ore di abilità manuali, progettazioni, ricerca, intuito, esecuzione perfetta. È destinata a chi è capace di riconoscerne l’unicità, carpirne la bellezza assoluta e farne parte. Questo volume, che aiuta a conoscere, scoprire ed essere in grado di acquistare o ammirare la ceramica artigianale italiana al meglio, è un viaggio tra la storia delle forme e dei colori della ceramica artigianale nello spazio geografico delle città della ceramica italiane, dentro i musei e nelle botteghe. Un viaggio nella storia e nel futuro, per vedere come sono nati alcuni oggetti e come si sono evoluti nel tempo in un rapporto inscindibile con la cucina, la tavola e le abitudini. Il libro può essere acquistato sul sito www.polariseditore.it o nelle migliori librerie e online sui siti di e-commerce librario più diffusi.


LA MODERNA CERAMICA & ANTICA LA COPERTINA ARGILLÀ 2024 Festival Internazionale della Ceramica e Mostra Mercato - Faenza (RA) 30 agosto – 1 settembre 2024

Tre giorni di pace, amore e ceramica. Moltissimi visitatori, duecentoventi espositori e oltre cinquanta eventi collaterali ORGANO UFFICIALE AICC ASSOCIAZIONE ITALIANA CITTA’ DELLA CERAMICA

LA CERAMICA

MODERNA & ANTICA

ISSN 1123-816X TRIMESTRALE ANNO XLV N.326 OTT/DIC 2024 EURO 10,00

MODERN & ANCIENT CERAMICS

ARGILLÀ 24: FAENZA IN FESTA POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE- AUT. N°CN-NE/02016/06.2024 PERIODICO ROC

ARGILLÀ Mostre Ufficiali Mostra dei ceramisti del Paesi baltici: RAMUTE JURSIENE Foto: cortesia Fondazione MIC Faenza


EDITORIALE

Come preannunciato nello scorso numero, dal 30

agosto al 1° settembre si è svolta a Faenza Argillà 2024, giunta alla sua ottava edizione. Nell’articolo dedicato, riportiamo anche una breve scheda che riassume alcuni dati da cui si può trarre un parziale bilancio conclusivo e comprendere la soddisfazione di organizzatori e di espositori per il risultato ottenuto. Anche dalle parole di Andrea Maria Antonini, assessore allo Sviluppo Economico e all’Artigianato della regione Marche, nell’intervista a pagina 6, si rafforza l’immagine di un settore in salute, traino dell’economia per molti piccoli centri della provincia italiana e allo stesso tempo erede di un patrimonio culturale dal valore unico. Sempre in questo solco si muove l’attività della Baia della Ceramica, il comprensorio formato da Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore e Celle Ligure che hanno fatto squadra per promuovere e gestire al meglio le attività dell’artigianato ceramico in vista anche della candidatura di Savona a Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2027. In questo numero presentiamo inoltre il MUCEB, Museo della Ceramica di Burgio, la cittadina in provincia di Agrigento che, ben lungi dal sentirsi relegata nell’estremo sud del Paese, dimostra capacità di comunicazione e di innovazione da cui prendere esempio. Si prosegue con una carrellata su mostre, eventi, concorsi internazionali e non manca uno sguardo al sempre vivace panorama giapponese con gli esiti dell’International Ceramic Competition Mino che aveva come tema “Quale futuro per la ceramica”. Le parole di Tomio Sugaya, presidente della giuria “La nostra missione non si limita ad assegnare premi, ma vuole indicare una direzione nuova”, introducono senza dubbio un elemento di grande rilievo nel panorama dei concorsi riservati agli artisti della ceramica. Daniele Bosi Direttore Editoriale

IELIZAVETA PORTNOVA, VINCITRICE DEL GRAND PRIX AL INTERNATIONAL CERAMIC COMPETITION MINO IN GIAPPONE FOTO: DI IRENE CARLINO


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COLOPHON Rivista internazionale per la ceramica ISSN 1123 – 816X Anno XLV n. 326 - Dicembre 2024

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Organo ufficiale AiCC Associazione italiana Città della Ceramica

ARTIGIANATO CERAMICO INTERVISTA ALL'ASSESSORE ANTONINI

Direttore responsabile Massimo Isola Direttore Editoriale Daniele Bosi Comitato Scientifico Claudia Casali, Gilda Cefariello Grosso, Maria Concetta Cossa, Angelo Minisci, Vittorio Amedeo Sacco.

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MARCA CORONA

Progetto grafico ISIA di Faenza, coordinato dal prof. Mauro Bubbico, docente di “Grafica Editoriale”. Studenti del 1° Anno del Corso di Diploma Accademico di Secondo Livello in “Design della Comunicazione”: Filippo Bernabè, Paul Böse, Giuditta Cucchi, Etienne Dal Ben, Sofia Danieli, Giulia di Pinto, Stefano Fusaro, Chiara Guardenghi, Anna Lolli, Camilla Nonni, Margherita Sandelli.

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ARGILLÀ

Messa in pagina Giuditta Cucchi, Margherita Sandelli. Hanno collaborato a questo numero: Sandra Baruzzi, Sandro Bassi, Carla Benedetti, Giuseppe Bertolino, Irene Carlino, Claudia Casali, Elisabetta D’Arienzo, Mara De Fanti, Silvia Imperiale, Mariano Merlino, Giulia Musso, Nicoletta Negro, Marco Maria Polloniato, Antonella Ravagli, Raffaele Tassinari.

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PANCINO

Editore, direzione, redazione, amministrazione POLARIS EDITORE s.r.l.s Corso Mazzini 67/A – 48018 Faenza (RA) Tel. +39 0546.061061 Email: laceramicadirezione@gmail.com

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BAIA DELLA CERAMICA

Traduzioni in inglese: Henry Neuteboom Pubblicità: Studio Tavalazzi Comunicazione Bagnacavallo (RA) info@studiotavalazzi.com Tel. 338.6071909

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Ufficio stampa e comunicazione: Sabina Orlandi comunicazionelaceramica@gmail.com Stampa: Tipografia ABC Via di Capalle, 11 - 50041 Calenzano (FI)

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È vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi sistema e su qualsiasi supporto, di testi, grafica e immagini senza l’autorizzazione scritta della direzione. Testi e immagini anche se non pubblicati, non si restituiscono.

SONO TAZZA DI TE

MUSEO DI BURGIO

Le opinioni espresse negli articoli firmati esprimono il parere degli autori, che se ne assumono la piena responsabilità. © 2024 Polaris Editore s.r.l.s. Faenza (RA) Iscrizione al R.O.C.: n. 41927 Per cambio indirizzo informare almeno 30 giorni prima, tramite email. Registrato presso il Tribunale di Ravenna il 19-07-1979 al n. 670 del registro stampa. Poste Italiane spa – Spedizione in Abbonamento Postale - Aut. N° CN-NE/02016/06.2024 Periodico ROC

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CASTELLAMONTE

LA CERAMICA MODERNA & ANTICA

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MUSTACHE CUP


SOMMARIO

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RACCONTI VOTIVI

FONDAZIONE COLOGNI

62 PICTA 25

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ART NOUVEAU AL MIC

RECENSIONI

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STAIRING AL MIC

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QUALE FUTURO PER LA CERAMICA?

NOTIZIARIO

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TOMO HIRAI LA CERAMICA MODERNA & ANTICA

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ARTIGIANATO CERAMICO: IL PRESENTE, IL RUOLO DELL’AiCC E GLI SVILUPPI FUTURI A colloquio con l’assessore Antonini della regione Marche Intervista di Daniele Bosi

In Piazza del Popolo a Faenza, gente che va e gente che viene. Soprattutto che viene. Siamo alla prima giornata di Argillà 2024 e pur essendo all’inizio della manifestazione che, tra l’altro, sarà inaugurata solo tra qualche ora, pur essendo ora di pranzo con caffè e ristoranti presi d’assalto, pur essendo un deciso caldo estivo, raro per l’ultima giornata del mese di agosto, gli stand degli espositori sono pieni di visitatori. Chi guarda un piatto, chi soppesa un vaso, chi controlla una marca sul fondo di una ciotola, chi acquista un Andrea Maria Antonini, assessore regionale delle Marche oggetto che certo starà bene su una qualche credenza. Sono seduto in un bar su un lato della piazza in compagnia di Andrea Maria Antonini, assessore regionale delle Marche con delega allo Sviluppo Economico, all’Industria, Artigianato e Commercio. Le Marche sono una delle regioni italiane con il maggior numero di città in cui la tradizione ceramica artigianale rappresenta un valore aggiunto per l’economia e la tutela del patrimonio culturale. Assessore, dando un’occhiata all’ambiente che ci circonda, verrebbe da pensare che il mondo della ceramica artigianale non sia in crisi, un settore che resiste, soprattutto considerando la situazione diffusa dell’economia del nostro Paese. No, per fortuna è un settore artigianale che tiene bene. Bisogna comunque tenere sempre alta l’attenzione da parte delle istituzioni che hanno, da questo punto di vista, un ruolo importante nel cercare di LA CERAMICA MODERNA & ANTICA

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7 mantenere sempre viva una tradizione locale. Una tradizione che però deve avere la forza di sapersi innovare, cosa fondamentale, perché qualsiasi impresa che non abbia questa capacità e non riesca a utilizzare gli strumenti che adesso sono a disposizione per la gestione dell’impresa stessa, e non parlo solo del prodotto, rischia di rimanere indietro. Quindi dal marketing alla comunicazione, a tutte le fasi della produzione, bisogna cercare di rimanere aggiornati. In tutto il mondo si procede con passi sempre più veloci e da questo punto di vista l’Italia non deve essere da meno. Sicuramente innovazione nella produzione, cioè design, immagine; da questo punto di vista noi non abbiamo problemi, anzi siamo dei punti di riferimento. Ma nella gestione dell’impresa c’è bisogno di aiuto, soprattutto per le piccole che sono quelle che hanno la dimensione classica delle imprese artigianali del settore della ceramica. Piccole e mediopiccole aziende che non sono legate alla produzione di oggetti industriali e hanno quindi una dimensione più contenuta. Lì dove c’è una presenza più ridotta di personale c’è anche un maggior bisogno di sostegno perché possono mancare delle figure particolari che riescono a capire come intercettare determinati mercati. Chiaramente, a livello italiano, abbiamo la forza della nostra storia, del made in Italy, del design che in ogni caso nessuno ci può togliere e, anzi, è una garanzia e un valore aggiunto in qualsiasi tipo di mercato. Però anche pensando alle nuove generazioni, con nuove sensibilità, bisogna non sottovalutare quello che si sta generando, cioè la necessità di utilizzare gli strumenti della digitalizzazione e dell’innovazione in generale. Il problema non potrebbe essere anche quello della carenza di nuovi addetti, cioè riuscire a convincere un giovane a intraprendere una strada che potrebbe essere definita “vecchia” può essere difficile. Adesso “andare a bottega” non è più una prospettiva attraente. Manca il ricambio generazionale. Per esempio sono venuti a mancare gran parte degli Istituti d’Arte, che preparavano i giovani alla professione, con una legge che molti definiscono sbagliata. Questo è vero, l’aspetto più legato alla professione vera e propria, al fattore tecnico, cioè, in poche parole,

alla formazione, è un elemento fondamentale. Questo vale per qualsiasi mestiere. Lavorare sulla formazione nei confronti dei giovani è necessario perché altrimenti prima o poi le attività muoiono. Però mi rifaccio a quello che dicevo prima: uno degli strumenti potrebbe essere proprio questo: i giovani d’oggi fanno fatica a vedersi in una bottega, in una fabbrica, in un luogo di lavoro. È una tendenza recente ma è chiara: mentre prima i padri, i nonni di questi ragazzi erano molto più adattabili a certe situazioni, adesso se tu vuoi andare in un luogo di lavoro pretendi certe condizioni che non dipendono solamente dalla remunerazione, ma che prevedono posti di lavoro in luoghi salubri, in luoghi accoglienti dove tu puoi utilizzare degli strumenti che conosci ossia proprio quelli della tecnologia e dell’innovazione, tipici della nuova era nata con il digitale. Quindi i giovani, per realizzarsi, devono trovarsi a proprio agio, non solo dal punto di vista ambientale ma anche degli strumenti di lavoro. Il “vecchio” ceramista, ma questo vale non solo per la ceramica ma per tutte le attività artigianali, ha sicuramente il ruolo e la forza fondamentale della trasmissione del sapere, dell’arte, cioè il concetto di bottega. Si tramanda la conoscenza dal maestro all’allievo. Noi abbiamo una tradizione che viene dal Medioevo; da questo punto di vista artista e artigiano si confondevano. Una tradizione bellissima. Però adesso non basta più e deve essere sostenuta da una rivisitazione generale del tipo di lavoro che non può essere appunto quello del luogo di fatica e di sudore, ma deve essere accogliente. Accogliente come strumenti, come luoghi, come prospettive che non è, ripeto, legato solamente alla parte remunerativa, ma alla qualità della vita. Cioè il ragazzo di oggi non sacrifica più ore della propria giornata in qualcosa che gli sembra eccessivamente pesante, ma lo vuole vivere secondo i parametri di oggi, di quello che pensa sia giusto e che conosce meglio. Il fattore dell’innovazione è fondamentale. Un giovane lo avvicini a questi luoghi se, per esempio, gli parli di sostenibilità ambientale. Per noi, forse, sono situazioni ancora difficili da comprendere, ma ultimamente c’è stato un salto generazionale importante in cui certe sensibilità esistono. Quindi si va a lavorare ma, soprattutto, ci si deve trovare bene. In questo caso si è anche disposti a sacrificare

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8 qualcosa in termini di guadagno, per assurdo, perché non c’è la disponibilità a lavorare dodici ore al giorno. Si lavora meno, si vuole stare in un ambiente sano, dove, magari anche da un punto di vista etico, si produce qualcosa d’importante con gli strumenti che si conoscono, dell’era a cui si appartiene.

Città italiane della Ceramica (2024)

Come valuta la messa in rete, tramite l’AiCC, delle varie realtà italiane o, anche, allargandosi a realtà europee. In particolare cosa significa l’apertura alla presenza delle regioni nell’associazione? Conosco l’AiCC da tanti anni, ha un ruolo fondamentale perché è un livello intermedio tra le istituzioni e le attività produttive, i ceramisti. È un punto di riferimento, è un punto di contatto indispensabile. Mi fa piacere che da molti anni l’AiCC sia così attiva e si sia giunti a questa volontà di aprirsi, di allargarsi con maglie un po’ più larghe. Ricordo che in passato, per aderire, c’erano più difficoltà, le maglie erano più strette. Quindi la volontà è importante. Personalmente ho la fortuna di nascere come assessore comunale, poi consigliere nazionale della ceramica e ambasciatore della ceramica e ora assessore regionale, quindi con una propria sensibilità sull’argomento. Ovviamente tutte le cose sono sostenute dagli uomini: per qualsiasi associazione, per qualsiasi impresa alla fine c’è un fattore umano che è fondamentale. Quindi per questa mia attenzione e sensibilità verso questo mondo sono del tutto d’accordo con il dr. Olmeti, direttore dell’AiCC, nell’introdurre l’argomento dell’ingresso delle regioni nell’associazione. Tutte le regioni italiane vantano la presenza di comuni dove ci sono città della ceramica – io sono nelle Marche e qui ce ne sono cinque – e le regioni hanno degli strumenti di sostegno, come dicevo prima, che possono essere messi a disposizione, oltre naturalmente a un coordinamento locale. La regione Marche, per esempio, farà un bando specifico per l’artigianato artistico di qualità dove, ovviamente, non rientrano solo i ceramisti, ma anche i ceramisti e per le Marche è la prima volta. Servirà proprio per sostenere le realtà produttive artigianali, adesso dobbiamo decidere gli aspetti specifici. Potrebbe essere per il rinnovo degli atelier, o per l’acquisto di forni o nuove

attrezzature, per l’innovazione, per la sostenibilità, per la partecipazione a fiere o mercati, o per l’internazionalizzazione. Ci sono varie possibilità. Le regioni hanno questi strumenti. Quando si individua un bando, anche se non è un bando milionario, oltre all’aspetto pratico è anche politicamente importante perché tu sottolinei un’attenzione verso il settore. Quindi è importante proprio per riconoscere questa importante attività dell’AiCC come modello che mette in rete e tiene unite le varie realtà perché altrimenti c’è il rischio di disgregazione. Noi come regione Marche saremo le prime a entrare nell’AiCC, già abbiamo terminato tutto quello che era necessario e stiamo aspettando che venga adeguato lo statuto per aprire alle regioni, perché prima non era previsto. Il nostro ruolo sarà anche quello di fare da tramite con il ministero e lavorare quindi a vari livelli. Come dicevamo prima la ceramica non è in crisi ed è veramente un modello. Si parla tanto di made in Italy ultimamente e questo settore è, secondo me, una delle espressioni più alte di questo made in Italy. Quindi è assolutamente necessaria ogni attenzione. È un settore particolare, ma affascinante, che può darci veramente tante soddisfazioni.

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SPECIALE ARGILLÀ 2024


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Se Argillà fa rima con serenità ________

di SANDRO BASSI Fotografie in b/n di Raffaele Tassinari Fotografie a colori della pagina precedente e delle pagine seguenti, cortesia Fondazione MIC Faenza _______


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TRE GIORNI DI PACE, AMORE E CERAMICA.

220 ESPOSITORI E UNA MAREA DI “EVENTI COLLATERALI”


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