Emergenza culturale
Giampiero Raspetti
N° 7 - Settembre 2009 (67°)
Problema morale, si diceva... Ben peggio, adesso: è emergenza culturale. I sintomi ci sono tutti. Nella scuola media-superiore figuriamo, sì, a metà graduatoria, ma in quella dei paesi sottosviluppati (indagini internazionali OCSE e PISA); nei templi dell’arte e della cultura siamo al verde; nei laboratori della ricerca siamo invece al lumicino, ragion per cui i nostri più validi ricercatori si autodirottano all’estero, ove sono accolti a braccia aperte. In edicola, però, fanno bella mostra di sé più di venti riviste gossip, di insulsità e sconcezze cioè. Per non parlar del cane... di quella tv al guinzaglio dove falsità, ipocrisia, superstizione - adesso i processi li celebrano i cartomanti, in tv!- e astrologia la fanno da padroni. Invece di struggersi per il prostituto o per la vacca del momento, sarebbe bene riflettere sulle dolenti, inevitabili conseguenze per le generazioni future che, per effetto della diffusione mirata di tali modelli educativi, con una scuola che fa a meno della scienza, o la riduce a parodia, ereditano un futuro pesantemente negativo, dispensatore solo di mortificazioni per chi volesse ostinarsi a perseguir virtute e conoscenza. Anche la nostra città è disseminata di inciampi, per cui non c’è certo da mantenere l’esistente, come si fa nei luoghi dell’opulenza: da noi occorre inventare, innovare, educare soprattutto. Capire che con i soliti standard legati alla birrocchia idea di Conca siamo già defunti. Ci vuole cultura, soprattutto scientifica. Il Dott. Di Girolamo, stimabilissima persona, ha già fatto molto. Ha effettuato, nei limiti del partiticamente korretto, una svolta. Complimenti, ma c’è ancora molto da svoltare. Una città europea, nel senso più giusto, è serena, civile e rispetta scupolosamente le regole comuni. Non riduce, ad esempio, il suo Corso ad una Corte dei miracoli, dove in molti, ogni dieci metri, calpestano la privacy, mentre altri, sguaiatamente, fanno scempio, con comportamenti inverecondi che nessuno ostacola, della civile convivenza. E’ infame l’oltraggio recato ai disabili da parcheggiatori selvaggi, ed è norma, ormai. Siano banditi costoro, insieme a chi utilizza per comodo personale i permessi di circolazione del parente infermo, e insieme, sarebbe questo un gran segno, all’amministratore preposto, inadempiente o incapace. C’è anche da aver cura, istituendo corsi di matematica e di educazione scientifica, dei tanti giovani amanti della cultura, non del gossip, che troveranno, da parte della riesumata maestrina prevalente da libro Cuore, solo addestramenti scientifici utili oggi al più per competere con i beduini. E’ errato, da parte della politica, nominare propri uomini alla guida delle municipalizzate, aziende che vanno privatizzate. Gran parte dei politicanti concaroli ha sempre accuratamente evitato il lavoro ed è in grado di gestire, al più, una bancarella di mosciarelle. Tali nomine sono un inquinamento, al pari delle strade sporche e mal trafficate, al pari del gossip, al pari dell’ignoranza. Auguri, caro Sindaco, ti aspetta un compito non facile. I cittadini che vivono dignitosamente del loro lavoro, senza giovarsi di corsie preferenziali, scorciatoie, eredità, appartenenze; tutti coloro che confidano nella cultura, nella giustizia e nell’amore tra le genti hanno diritto a civiltà e progresso. Corona we need.
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La calda estate della perdonanza, F P a t ri zi Karibu Tanzania, hakuna matata!, A Mel a secch e Fantareale, B R a t i n i Cari genitori..., S R a sp et t i La capra e il superenalotto, P F a b b ri Maschile e Femminile, Q u i sq u e D e P o p u l o Stress post-ferie, J D a n i el i DANESI Obama, A L i b era t i Rientro. Ritorno. Rottura?, C C o l a sa n t i PAZZAGLIA Liceo Classico Tacito, I Caramilionis, V Rapaccini PROGETTO MANDELA, I L o esch OSPEDALE SANTA MARIA, E Ruffinelli - D Ghione Studenti protagonisti..., G Ta l a m o n t i I N T E R PA N INTERCRAL, F D e N a rd i s, S P a sca rel l i GALENO Astronomia, T S ca cci a f ra t t e, G C o zza ri Astronomia, P Casali, F Isoardi Valentini, F Guerri SUPERCONTI
Conca? No, grazie! Voglio ammirarla dall’alto, la mia terra. M’arrampico in cielo e contemplo, lasciando il lituo a chi vuole arraffare. La Culla, contornata da monti, appare, da qui, ridente Corona.