Chi serve a che?
Malissima tempora
Raffaela Trequattrini
Giampiero Raspetti
Avete idea di cosa sta succedendo in giro? Il commercio è crollato, l’industria comincia ad accusare i duri colpi inferti dalla globalizzazione, i politici continuano ad esibirsi in personalismi sempre più sfacciati e fantasiosi. E noi? Noi, ormai stanchi anche di status symbol e sagre della ciriola, sembriamo rassegnati ad una paziente attesa. In linea di massima le persone si dividono in due categorie: i falsi ottimisti e i veri pessimisti. Falsi ottimisti: non vivono situazioni disagiate; hanno il loro lavoretto, il loro stipendiuccio, la loro casina, un onesto e rispettato maritino o una tenera mogliettina, figliuoli sani e con la testa a posto. La mancanza di grossi problemi quotidiani da affrontare, li spinge a dichiarare che la vita è bella!
SISSA, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, in Trieste. E’ un istituto di ricerca di grado post-universitario, istituito nel 1978 dai Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si porta a compimento una preparazione orientata alla ricerca avanzata, pura e applicata, e all’insegnamento universitario. Gli allievi, selezionati attraverso un concorso annuale, al termine di tre o quattro anni di studi e di ricerca, possono conseguire il titolo di Doctor Philosophiae, equipollente al titolo di dottore di ricerca. Alcuni giorni or sono, un ottimo reportage sulla TV pubblica ha presentato il SISSA ed ha intervistato molti suoi ricercatori. Quanta intelligenza dai loro visi, ma, su tutti, un velo di
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La Chiesa e l’irrazionale
N° 5 - Maggio 2005 (25)
Vincenzo Policreti
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Argentina ed Italia, perché litigare? Giorgio De Lorenzi
Molte voci s’erano già levate, prima del referendum, contro il pronunciarsi della Chiesa cattolica. Ma adesso, a papocchio combinato, il problema si manifesta in tutta la sua gravità: fino a che punto l’espressione dei propri princìpi da parte di una struttura religiosa diviene ingerenza negli affari interni di uno Stato laico e sovrano? Da psicologo, io difendo il diritto della religione di confrontarsi dialetticamente con lo Stato in condizioni di parità; se poi ciò divenga interferenza stabilirà soltanto la stabilità e la forza con cui lo Stato risponderà: chi pecora si fa, il lupo se lo mangia. Lo Stato è una delle grandi costruzioni razionali della civiltà moderna: nel suo principio, anche se non nella sua conduzione, non c’è posto per le
Che brutta lite tra parenti e quante occasioni che si possono perdere! Il Ministro degli Esteri ed il Ministro dell’Economia argentini hanno convocato la scorsa settimana, nel prestigioso Palazzo San Martin di Buenos Aires, i rappresentanti delle numerose comunità italiane per spiegare loro perché i rapporti con l’Italia sono cattivi e chieder loro di intervenire per migliorarli. La prima impressione è di un litigante che chiama i figli del suo avversario per sfogarsi con loro affermando che pessimo soggetto sia loro padre... La seconda invece è più costruttiva e ci fa pensare che l’Argentina non voglia lasciare nulla d’intentato per
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A PAGINA 4 Progetto GE.TO.TER. 5
Donna Un destino annunciato
8-9 Narni - AGENDA 21 10 T h e L i g h t S p i r i ts 11 LABRO e il suo castello 12 Ottavio Gigliotti 13 U c ce l l i e ra 14 L’angolo del grandangolo 15
Vecchia Osteria
Il grande cinema nella città invisibile Francesco Borzini
Una buona notizia Francesco Patrizi
E’ possibile realizzare eventi culturali nelle zone periferiche della città? Il dilemma è antico, ma acquista scottante attualità con l’incedere di una visione policentrica della città, che punta ad accorciare il divario tra centro e periferia. Non si può dire certo che i cittadini della nostra Terni siano lasciati all’inedia durante la bella stagione: musica, cinema, teatro all’aperto, tentano di scuotere i ternani rimasti a bollire sull’asfalto della conca, dal torpore tipico dell’alta pressione e dell’umidità che asfissia senza tregua. Dall’appuntamento jazzistico ormai di caratura sopranazionale, a numerosi e stimolanti
Dire fare comunicare la pace. Ebbene sì, non c’è neanche una parola negativa in questo slogan, neanche un’ombra di polemica. Scommettiamo che parecchi lettori, già alla terza riga, smetteranno di leggere. Perché le parole chiave per attirare l’attenzione di un lettore medio sono esattamente l’opposto: parlare male, disfare, polemizzare, guerra. Potrebbe essere questo lo slogan dei quotidiani italiani, e ternani in testa, che da anni ci hanno abituato all’idea che fare informazione coincida con dare il resoconto di incidenti di qualsiasi genere (da ricordare e tramandare ai posteri il trafiletto di un quotidiano cittadino di pochi mesi fa: casalinga brucia il sugo, vicina di casa chiama i pompieri!).
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