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Periodico n 61

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LUMSA

NEWS

IL PERIODICO

Libera Università Maria Ss. Assunta - Ordine dei giornalisti del Lazio Periodico del MASter in giOrnALiSMO n. 61 - 31 ottobre 2015

Stupefacente Pigneto

Di giorno tranquillo borgo residenziale, di notte pericoloso centro dello spaccio. Ma c’è chi non si arrende al declino di Anna Bigano

Al Pigneto, raccontano gli abitanti “alle sei di sera scatta il coprifuoco”, perché le sue stradine si trasformano in una delle principali piazze dello spaccio di droga nella Capitale. Mentre tanti dei residenti storici si trasferiscono altrove, resta un nucleo unito e combattivo, il comitato di quartiere, che fra iniziative pubbliche e campagne social da anni si batte per fermare il fenomeno. Marco De Gennaro è il presidente. De Gennaro, come vi siete organizzati? «Ci teniamo in contatto tramite un gruppo Facebook, “Il Pigneto non è spacciato”, che raccoglie gli abitanti della zona intorno all’isola pedonale. E la prossima settimana andremo dal notaio per formare una nuova associazione, si chiamerà “Pigneto Social Club”. Vogliamo porci come interlocutori anche nel dibattito intorno alla legge

sulla liberalizzazione delle droghe leggere, se la faranno. Noi ci speriamo, perché significherebbe togliere spazio al narcotraffico». E che altro farà la nuova associazione? «Organizzeremo assemblee pubbliche e punteremo sulla sensibilizzazione. Qui al Pigneto, come nel resto in Italia, si pensa solo alla fase repressiva, non a quella assistenziale, a differenza di quello che succede in Gran Bretagna, per dire. Ma la repressione da sola non basta: il mercato dello spaccio è vastissimo, per un pusher che fermi ne spuntano altri due» Qualche cifra? «Negli ultimi anni gli spacciatori si sono ridotti a una cinquantina, rispetto ai 150 che erano. Rimane una cifra altissima se pensa che gli abitanti dell’isola pedonale sono 1500 circa. Con il comitato abbiamo stimato che il giro d’affari si aggiri fra i quattro e gli ottocentomila

euro. Ma evidentemente a qualcuno va bene così». In che senso? «Tre anni fa abbiamo fatto una grande raccolta firme — 500, in pratica un abitante su tre — e abbiamo mandato un esposto in Procura per denunciare il narcotraffico, ma è stato archiviato. Abbiamo fatto ricorso in Cassazione, e la faccenda è stata archiviata di nuovo. In pratica per la giudice, Antonella Nespola, al Pigneto lo spaccio non esiste. Eppure gli arresti sono quotidiani» E le opere di riqualificazione? Nessun miglioramento in termini di vivibilità? «Purtroppo le opere non bastano. Per dire, già la giunta Alemanno aveva installato fotocamere lungo l’isola pedonale. Lo ha fatto anche Marino, ora ce ne sono sedici, costosissime. Ma se nessuno si vede i filmati, mi dice a che servono?». (Servizio a pag 2)

Il nostro arrivederci

di Samantha De Martin

"Per aspera ad astra" dicevano. E chissá che queste difficoltá incontrate all inizio di questi due anni - dal montaggio dei video alla conquista di uno stile asciutto e più propriamente giornalisatico - non portino davvero all'olimpo del successo, un giorno. Di sogni e traguardi se ne sono succeduti tanti in questo biennio di master arrivato velocemente al termine. Amicizie e conoscenze, litigi e incomprensioni si sono avvicendati in questo carosello d'inchiostro sul quale abbiamo condiviso, con passione, le emozioni e la fatica del mestiere più bello del mondo dove si cammina (e si corre) quasi sempre a piedi, con l opinione in tasca, l'etica possibilmente al centro, e l' obiettivitá in poppa. Nel valzer degli arrivederci e degli i"in bocca al lupo" a chi, dopo di noi, ricomincerá il cammino, girano i ricordi. Il sorriso del Papa incrociato a San Pietro durante l' udienza del mercoledi si intreccia ai consigli di quelli che sciorinavano scoraggianti "chi ve l ha fatto fare", ma anche di coloro che ci hanno trasmesso la forza di affrontare il mestiere senza timori, alla faccia della crisi. Le "corse" per registrare i gr in tempo con gli ultimi aggiornamenti, la fatica per rientrare nelle battute stabilite dal timone di Lumsanews, le gaffe durante la conduzionee del tg, l' adrenalina della prima diretta, le agenzie da leggere per scrivere in tempo i pezzi, i servizi da inviare da l’Aquila, Napoli o dal festival del giornalismo di Perugia, adesso che ci congediamo dal nostro ristrettissimo pubblico con un saluto non poco nostalgico, conpongono un puzzle vivace, dinamico, tenuto insieme dall' esercizio costante, dai nostri errori, dai tentativi, dagli insuccessi e, nuovamente, dai tentativi. Mentre ci prepariamo agli stage, tra Repubblica.it, Mediaset, Rai, Sky,Adnkronos, mettiamo in bisaccia i consigli dei tutor che, con pazienza, ci hanno trasmesso un po'di sé, con esercizi di mestiere e di vita che ci verranno in mente quando, penseremo che forse quelle mattine alla lumsa a "giocare" ai giornalisti nella nostra redazione e alle conferenze stampa in giro per roma non erano poi cosi male.. E forse con un po'di tristezza ripenseremo alla nostra postazione occupata da altri prsticanti e alla sigla del tg. E intanto, pensando al futuro e all esame di stato, andremo alla ricerca e alla scoperta di una nuova pagina sulla quale scrivere, si spera, il nostro editoriale più bello.


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