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IL PERIODICO
Libera Università Maria Ss. Assunta - Ordine dei giornalisti del Lazio Periodico del MASter in giOrnALiSMO n. 51 - 15 aprile 2015
“Sarà solo un evento spirituale” dice il Vaticano Ma Roma dovrà accogliere 25 milioni di persone
Il Giubileo delle grandi occasiomi di Samantha De Martin
Sarà un evento unicamente spirituale incentrato sui pellegrini e sul ruolo simbolico di Roma, faro della cristianità del mondo, il Giubileo indetto dal Papa per l’Anno Santo. Il percorso spirituale che durerà dall'8 dicembre 2015 al 26 novembre 2016, studiato per avvicinare le periferie esistenziali del mondo al fulcro della fede, porterà nella Capitale 25 milioni di persone e «non richiederà – precisano dal Vaticano – grandi opere, ma solo qualche elemento di riqualificazione in vista di un'adeguata accoglienza». E mentre Marino assicura che Roma è già pronta al grande evento, c'è chi si interroga circa i disagi, i costi, ma anche i rischi che questo appuntamento comporterà per cittadini romani e residenti. Il Vaticano ha già provveduto a smorzare le polemiche a proposito degli esosi piani finanziari in vista del Giubileo: sarà solo un evento spirituale e si potranno lucrare le indulgenze anche attraversando le Porte Sante delle basiliche e nelle proprie diocesi. «Dar da bere agli assetati, alloggiare i pellegrini»: questi i punti chiave che segneranno, secondo il Papa, lo spirito del Giubileo, alla riscoperta delle opere di misericordia. Chissà se i commercianti di Borgo Pio e tutti gli attori della solerte giostra del business che scalda i motori in vista dell’evento, sposeranno davvero lo spirito di Francesco.
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ECCO COME ADOTTARE UN PELLEGRINO
In occasione del Giubileo voluto da Francesco, circa 250 famiglie romane potranno aderire al progetto “Adotta un pellegrino”, ospitando i turisti che non riusciranno a sobbarcarsi i costi del soggiorno a Roma per partecipare all’Anno Santo. L’assessorato alle Politiche sociali del Comune ha proposto anche di utilizzare i richiedenti asilo come hostess della città dal momento che parlano molte lingue. Nella Capitale vivono oltre 360mila immigrati registrati e il Lazio è la seconda regione per accoglienza, tuttavia priva di efficaci politiche di integrazione.
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