così scoppiare i due signori in una risata. Affermò che in dispensa era rimasta ancora un po’ di pancetta, ma non sapevamo per quanto tempo avremmo giocato ancora a fare i naufraghi e che la pancetta poteva tornarci utile per preparare qualche pranzo. Dopo di che accese i fuochi e ciascuno dei due signori prese a occuparsi di uno di essi. Un attimo dopo la zia tornò per annunciare che Saturnin era sparito. Il nonno le disse di non usare espressioni tanto romanzesche. Il dottor Vlach osservò che tali sparizioni sono molto popolari tra gli autori di letteratura poliziesca, giacché esse rendono più avvincente la storia. Di solito, dopo alcuni giorni, il disperso viene ritrovato in un luogo sperduto con sul corpo i segni dell’omicidio plurimo. Se qualcuno sparisce nella vita quotidiana, in genere torna di lì a poco, dicendo di aver fatto due passi all’aria fresca, oppure di aver portato una lettera alla posta. Essendo escluso, nella nostra situazione, che Saturnin fosse andato alla posta per una lettera, era naturale che fosse andato a spasso. Sarebbe tornato nel giro di tre minuti. Il dottor Vlach affermò di dedurlo dalla posizione del sole, dalla direzione del vento e dal fatto che stava appunto arrivando. Saturnin veniva dal bosco e portava in mano un cestino. Augurò a noi tutti un buon mattino e ci sorprese con una decina di bei porcini. La signorina Barbora invocò la benedizione su di lui e propose di avventurarci nel pomeriggio in gran numero nel bosco per tentare di emularlo. E a cena ci sarebbero stati funghi fritti. Tutti, tranne zia Kateřina, erano disposti a prendere parte alla spedizione. Ci stendemmo quindi sull’erba in attesa che le patate fossero cotte. Il sole picchiava e io notai che la signorina Barbora aveva il nasino scottato. Dopo colazione ebbi modo di parlare con Saturnin a quattr’occhi. Gli dissi che qualcuno aveva chiuso Milouš in camera e Saturnin affermò di esserne al corrente. Chiesi come faceva a esserne al corrente e Saturnin replicò di ricordarsi piuttosto bene di avercelo ( 98 )