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Il filo invisibile, volume 2

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Il filo

invisibile


Antoine Watteau (Valenciennes 1684- Nogent- sur Marne 1721) J

ean Antoine Watteau nacque a Valenciennes da una famiglia di Mastri Operai. All’età di dieci anni divenne apprendista nell’atelier di Jaques Albert Gerin, uno dei pittori più anziani di Valenciennes. A quell’epoca la Francia viveva il suo “Secolo d’oro” grazie a Luigi XIV, il Re Sole, che alla corte di Versailles riceveva regine, nobili e tutti i più illustri rappresentanti di una società che desiderava espandersi e creare, ma che aveva anche grande voglia di divertirsi. Grazie al suo talento il giovane Watteau ebbe così l’occasione di essere accolto come allievo dell'Accademia reale di pittura, istituzione creata dal Re Sole. Non gli fu necessario che qualche anno per distinguersi per la sua grande capacità di cogliere l’essenza stessa della vita attraverso i suoi dipinti di feste e altre scene di vita mondane, duetti, giochi sull’altalena, scene di caccia, concerti, danze celebrative sotto il segno dell’amore e della galanteria, e soprattutto per il suo quadro “Pellegrinaggio a Citera”. Questo quadro rappresenta una coppia di amanti che si imbarca per l’isola mitologica, di fronte della quale nacque Venere. In realtà, il viaggio che si apprestano a fare non è che una metafora la cui interpretazione resta ancora mal definita. Potremmo vederci un significato felice: la coppia si prepara a involarsi verso un luogo ideale che solo l’amore permette di conoscere e apprezzare, perchè lui solo ha il potere di trasfigurare tutto. Oppure la lettura può essere più melanconica: in realtà questo pellegrinaggio raffigura soprattutto un’uscita di scena. L’attrazione che questo quadro esercita si esplica in questa ambiguità, che sembra unire gli opposti in una straziante sintesi: il momento in cui ci si innamora e la fase del suo ricordo, la gioia e il suo abbandono nostalgico. Antoine Watteau è dunque stato un cronista dei suoi tempi, oltre che un genio della pittura, che è passato dal riconoscimento di un cerchio ristretto di amici, nobili e cortigiani, ad un riconoscimento universale.


CHI SIETE VOI?!

MI CHIAMO LUNA E LUI È IL MIO GATTO VINCENT! SIAMO IN VIAGGIO DA TANTO TEMPO E FORSE VOSTRA MAESTÀ NON CI CREDERÀ MA ABBIAMO INCONTRATO I PIÙ CELEBRI MAESTRI DELLA STORIA DELL’ARTE… LEONARDO, VELAZQUEZ, REMBRANDT, RUBENS… E PERFINOVOSTRA NONNA MARIA DE MEDICI, REGINA DELLA FRANCIA!

COME VI PERMETTETE DI DIRE SIMILI BUGIE DAVANTI AL RE SOLE? ADESSO VI PUNIRÒ IO STESSO…

HO CAPITO BENE? AFFERMATE DI AVER INCONTRATO MIA NONNA CHE È MORTA MOLTISSIMI ANNI FA? ?

VI BUTTERÒ FUORI DAL MIO PALAZZO!

MAESTÀ VI PREGO CI LASCI STARE‼!

ED È COSÌ CHE MI RINGRAZIATE…

….ADESSO MI SPIEGO TUTTO! …QUANDO ERO PICCOLO MIO NONNA MI AVEVA RACCONTATO DI UNA RAGAZZA DAI CAPELLI ROSSI, INOLTRE SAPETE TROPPI DETTAGLI, QUINDI NON POTETE CHE ESSERE VOI!

…PER AVER SALVATO VOSTRA NONNA DALL’INQUISIZIONE AD ANVERSA!

MI DISPIACE PER QUEST’ACCOGLIENZA TURBOLENTA, COSA POSSO FARE PER FARMI PERDONARE? AH MA SIETE VOI LA PICCOLA STREGHETTA CHE… VORREI INCONTRARE ANTOINE WATTEAU!


GUARDIE, GUARDIE! PORTATEMI QUI WAT-TEAU!

NON POSSO CREDERCI, SONO DAVANTI ALL’INCANTEVOLE “PELLEGRINAGGIO A CITERA!”

SI, DIREI OTTIMO PERIL MIO PICCOLO LOUIS 15° CHE SI ALLENA FACENDOCI I BUCHI!

GUARDATE MIA CARA, HA PERFINO PAURA AL COSPETTO DELLE MIE VESTI…

VOSTRA MAESTÀ! AVETE CHIESTO DI ME?

IN PIEDI ANTOINE, SUA MAESTÀ TI VUOLE VEDERE!

NON CAPISCO COME POSSIATE AVER PERFINO BUCATO L’OCCHIO ALLA GIOCONDA PUR DI SPIARE LA VOSTRA SERVITÙ…

IO NON MI FIDO DI NESSUNO… SOPRATTUTTO DI WATTEAU…

A PARTE IL FATTO CHE HA SEMPRE MOSTRATO UN CERTO DISPREZZO NEI MIEI CONFRONTI… VI RACCONTERÒ COSA MI HA FATTO…


…NON GLI PERDONERÒ MAI QUELLA VOLTA IN CUI, IN OCCASIONE DEL BALLO IN MASCHERA DEI MIEI 70 ANNI DI REGNO, MI FECE UNO SGRADEVOLE SCHERZO…

IN QUELL’OCCASIONE IO MI VESTII DA DIAVOLO IN MANIERA TALE CHE NESSUNO MI RICONOSCESSE… CON MIO RAMMARICO VIDI SOLO GENTE CHE SI PRENDEVA GIOCO DI ME NELLO STILE DI WATTEAU…

- E LA GOCCIA CHE FECE TRABOCCARE IL VASO FU QUANDO LO VIDI IN ATTEGGIAMENTI AMOROSI CON LA MIA CONCUBINA…

ECCOCI QUI, CARA LUNA, VEDE COME È DURA LA VITA DI CORTE,.

SEMPRE CIRCONDATO DA QUESTI PAPARAZZI, FRAGONARD, BOUCHER E WATTEAU…

NON MI RIMASE CHE PUNIRLO DURAMENTE!


MAESTRO VOI SIETE UN GENIO DELLA PITTURA! MA NO, NON SONO CHE IL SEMPLICE ILLUSTRATORE DI UN’EPOCA SPENSIERATA! IL MIO QUADRO “PELLEGRINAGGIO A CITERA” È IL MIO TESTAMENTO SPIRITUALE!

SECONDO LA LEGGENDA, LA DEA AFRODITE È NATA DALLA SCHIUMA DEL MARE VICINO AD UN’ISOLA CHE DA ALLORA È STATA BATTEZZATA L’ “ISOLA DELL’AMORE E DELL’ETERNA FELICITÀ”.

BUONA NOT-TE, VOSTRA MAESTÀ!

CHI VA LÀ?! GUARDIE! AL LADRO! AL LADRO!

BUONANOTTE MIA CARA GIOCONDA!

WATTEAU ANCORA TU! SEI ANCHE UN LADRO!

STANNO RUBANDO LA GIOCONDA!

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MA CHE LADRO, SUA MAESTÀ, VORREI SOLO RESTAURARE IL QUADRO, C’ERA UN BUCO!


- SE NE VA PROPRIO COME È ARRIVATA...BUON VIAGGIO MIA CARA STREGHETTA!

SVEGLIA SENORITA! SIAMO ARRIVATI A MADRID!

VISTO CHE SIAMO QUI, FORSE SO CHI POTREMMO ANDARE A TROVARE!

…CHE MAL DI TESTA…

… MA DOV’È CHE SIAMO FINITI?

NIENTE FOLLIE STAVOLTA, PER PIACERE!


Francisco Goya (Fuendetodos 1746 – Bordeaux 1828)

G

oya fu un pittore e incisore spagnolo, nato in una piccola famiglia borghese nei pressi di Aragona, che già da giovanissimo iniziò il suo apprendistato presso la bottega del pittore José Luzán Martinez. Durante i primi anni della sua carriera compì anche un viaggio in Italia per studiare i grandi maestri dell’antichità classica. Una volta rientrato in patria, vinse la sua prima commissione ufficiale, ovvero, quella di eseguire i cartoni per l’arazzeria reale, che lo tennero occupato per una buona parte della sua vita. In seguito, divenne il “Pintor de camera”, lavorando al servizio di Carlo IV e dei reali aristocratici come ritrattista di corte. Molto presto, colpito da una grave malattia, divenne quasi completamente sordo e questa disgrazia, unita alla sua crescente avversione nei confronti di committenti aristocratici, portò all’incupimento del suo stile pittorico, colmandolo di un forte pessimismo. Quest’ultimo l’accompagnò sino alla morte, e caduto in disgrazia e ostile alla politica spagnola del tempo, si ritirò in Francia dove morì a Bordeaux nel 1828. Tra le sue opere più importanti abbiamo “il Parasole” (1777), dove furono rifiutati i canoni


standard di bellezza e fu data priorità al colore forte e all’ombra incombente, quasi abbozzando i volti degli amanti ritratti in una scena campestre. In seguito, eseguì “La famiglia di Carlo IV” (1800-18001) che è un’opera anti celebrativa con i ritratti dei reali che altro non furono che impietose analisi dei personaggi, dai volti brutti e dalla costituzione goffa. Goya inoltre si ritrasse sullo sfondo mentre dipingeva una tela, distaccato dalla famiglia reale, quasi nascosto nell’ombra. Il suo pessimismo s’intensificò con la malattia facendolo esplorare un mondo interiore fatto di allucinazioni e visioni grottesche che furono una sua personale espressione di disprezzo nei confronti della società in cui viveva. Tra il 1821 e il 1823 dipinse “Saturno che divora i suoi figli” che faceva parte della “Quinta del sordo”, un dipinto che alludeva al tiranno Ferdinando VII, artefice dell’abolizione della Costituzione e del ripristino dell’inquisizione e della paura in Spagna. Goya aveva dato volto a quei mostri contemporanei attraverso pennellate approssimative e un forte uso della luce, contro l’ombra che simboleggiava invece la libertà contro la guerra e l’ignoranza. Goya morì a ottantadue anni, e nonostante la sua salute cagionevole e le innumerevoli malattie, egli ancora si esprimeva con questa sua grande libertà di tecnica e contenuti che mostravano come il suo genio fosse ancora in via di evoluzione.


MAUDITS, VOUS FINIREZ TOUS EN ENFER !

LADRI! ASSASSINI! ANDATE VIA!

GUARDA VINCENT, QUESTA È LA FAMOSA QUINTA DEL SORDO, SIAMO A MADRID!

IL NOSTRO DON FRANCISCO NON SOLO È SORDO MA È ANCHE DIVENTATO MATTO…

- CHI SIETE VOI? VOLETE DEI SOLDI? IO NON HO NULLA DA DARVI… SPARITE!

SIGNOR GOYA, IO SONO LUNA E QUESTO E IL MIO GATTO VINCENT…

LUNA È INUTILE CONTINUARE A BUSSARE, TANTO NON CI APRIRÀ MAI… DOBBIAMO INSISTERE, IL MAESTRO È SORDO!

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VOSTRA SANTITÀ, È DA UN PO’ CHE NON VIENE ALLA SACRA MESSA…


AH, MA SIETE LA FIGLIA DELLA BARONESSA RODRIGUEZ! MA COME HO FATTO A NON RICONOSCERVI…PREGO ENTRATE MIA PICCOLA ECCELLENZA!

COME STA VOSTRA MADRE? SAPETE MICA DIRMI QUANDO VERRÒ RETRIBUITO PER IL RITRATTO CHE LE HO FATTO UNA DECINA DI ANNI FA?

MA CHE CAVOLO STA DICENDO? SARÒ SINCERO, MA A ME NON PIACCIONO I GATTI, PORTANO SOLO PULCI E SFIGA.

E ADESSO FUORI DA QUA!

IO NON ENTREREI, NON TI RICORDI PIÙ COSA È SUCCESSO CON DÜRER? NON CONOSCO IL LINGUAGGIO DEI GATTI, MA SONO QUASI CERTO CHE STAI BLATERANDO CONTRO DI ME!

ANCORA! MA QUANTA GENTILEZZA!

E A LEI CHI LE HA INSEGNATO IL SENSO DELL’OSPITALITÀ?

LO SAPEVO…SEMPRE LA STESSA STORIA, NESSUNO HA SOLDI QUANDO C’È DA PAGARE… TUTTI SI COMPORTANO MALE CON ME, PROPRIO COME HANNO FATTO QUESTI DUE QUA… MA PERCHÉ AVETE SBATTUTO FUORI VINCENT?

COSA? VOSTRA MADRE HA DEI PROBLEMI FINANZIARI?

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CHE ONORE POSARE PER DON FRANCISCO…

MI ASPETTO UNA MERAVIGLIA DI QUADRO…

MA COSA HANNO DA GUARDARMI COSÌ? QUASI SICURAMENTE MI STARANNO PRENDENDO IN GIRO PER IL MIO ASPETTO TOZZO!

MAESTRO, LA VOSTRA SENSIBILITÀ NELLA STESURA DEI COLORI NON HA PARI…

MENTRE LI RITRAEVO, STAVANO TUTTO IL TEMPO LÌ A DERIDERMI CON GESTI E COMMENTI A BASSA VOCE.

…NON POSSO PIÙ TOLLERARE QUESTI INSULTI…

DON FRANCISCO! DOVE SIETE??!

NON VEDO L’ORA DI VEDERE IL CAPOLAVORO… AH AH AH!

SONO QUI.

…AHH…INIZIO AD ACCUSARE… …E COSA SUCCESSE DOPO, NON LO RICORDO…È COME SE IL BUIO MI AVESSE OCCULTATO GLI OCCHI.

CHE SUCCEDE?!...CHI VA LÀ!?!

MMM… POSSO IMMAGINARMELO…

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SO SOLO CHE, QUALCHE NOTTE DOPO… HO SENTITO COME DEI LADRI IRROMPERE NELLA MIA DIMORA…


…E IL DIPINTO, CON IL MIO GRANDE STUPORE, NON ERA ALTRO CHE MIGLIORATO…

DA ALLORA CAPI CHE QUEL MOSTRO ERA UN GENIO!

MA NON ERANO AFFATTO DEI LADRI! NEL BUIO VIDI UNA CREATURA MOSTRUOSA RITOCCARE UN MIO DIPINTO…

NELL’ARCO DI POCO TEMPO DIVENTAI UN PRESTIGIOSO PITTORE ED ECCO CHE SI PRESENTÒ DA ME LEI, DONNA MAYA. VOLEVA UN RITRATTO.

FECI SUBITO UN PATTO CON IL DIAVOLO, E DECISI CHE TUTTO “LOS CAPRICHO” LO AVREI FIRMATO CON LA SUA INCREDIBILE MANO.

INVECE LUI…

IN QUEL PERIODO AVEVO TUTTO, TRANNE UN’ESPERIENZA CON LE DONNE...

...PER OTTENERE CIÒ CHE VOLEVA.

…SAPEVA SEMPRE COSA FARE…

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IO RITRAEVO DONNA MAYA DI GIORNO…

…MENTRE LUI, LA IMMORTALAVA DI NOTTE NEL MASSIMO DEL SUO SPLENDORE.

PER ME DONNA MAYA NON PROVAVA ALTRO CHE UNA VOMITEVOLE COMPASSIONE

…MA LEI ERA GIÀ PERSA PER QUELL’ORRIBILE MOSTRO E IO MORIVO DI GELOSIA.

CERCAI DI DIMOSTRARLE TUTTO IL MIO AMORE…

BUONGIORNO MAESTRO, COME PROCEDE IL RITRATTO DELLA MIA CARA?

MA UNA MATTINA PRESTO...

DON FRANCISCO! ATTENTO, ARRIVA MIO MARITO…!

ERO TUTTO TRANNE CHE STUPIDO E CON UN COLPO DI PIEDE CAPOVOLSI IL QUADRO.

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EH EH… VENITE A VEDERE!


MI ACCORSI DI ESSERE PEDINATO DA UNA MANDRIA DI TORI. ERANO TANTI…

…POI FUGGIRONO, COME DEI CODARDI.

…E MI ATTACCARONO PERFIDAMENTE ALLE SPALLE…

E COME SE NON BASTASSE, UNA NOTTE MENTRE CONSEGNAVO DEI DIPINTI INDOSSANDO IL MIO ABITO NUOVO…

QUELLA STESSA NOTTE SATURNO FECE STRAGE DI TUTTI I TORI MADRILENI, VENDICANDO LA MIA PERSONA…

PERCIÒ VI CONSIGLIO DI ANDARVENE PRIMA CHE LUI RITORNI…

GLIENE FUI GRATO…. MA ALLO STESSO TEMPO, NEL NOSTRO ATELIER ERA DIVENTATO IMPOSSIBILE LAVORARE CIRCONDATI DA TUTTI QUEI TROFEI.

E VOI SIETE LA PRIMA A CUI RACCONTO QUESTA STORIA…

NON HO PAURA… CONTINUI PURE CON LA SUA STORIA!

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AH AH GUARDATE, IL NOSTRO GOYA È SEMPRE PIÙ UN ROSPO.

AH! AH! AH !

SUA MAESTÀ HA SEMPRE AVUTO UN OCCHIO DI RIGUARDO NEI MIEI CONFRON-TI, PER QUESTO REALIZZERÒ UN CAPOLAVORO!

PIÙ CHE ROSPO A ME SEMBRA UNA PALLA DI LARDO!

ALLORA CONTINUO… UN’ALTRA VOLTA ANCORA VENNI CHIAMATO ALLA CORTE PER RITRARRE L’INTERA FAMIGLIA REALE CON L’ULTIMO DEI PRINCIPINI ANCORA IN FORMALINA… QUESTO QUADRO NON È ALTRO CHE UNA CARICATURA RISPETTO A "LAS MENINAS"! CI STA PRENDENDO IN GIRO?!

ANDÒ TUTTO BENE FINO ALLA PRESENTAZIONE DEL QUADRO, QUANDO…

VOSTRA MAESTÀ, PERMETTETEMI DI PRENDERE UNA BOCCATA D’ARIA.

SIGNOR GOYA! PER FAVORE TOLGA IMMEDIATAMENTE LA MANO DAL “DI DIETRO” DI MIA NUORA!

CI VEDETE COSÌ BRUTTI?

CI COSTRINGETE A DECAPITARVI!

MA NON APPENA USCII DALLA STANZA, APPARVE LUI, COSÌ AFFAMATO DA METTERE TUTTA LA FAMIGLIA REALE SUL SUO MENÙ…

…E COME SEMPRE IO ARRIVAI CHE ERA GIÀ TROPPO TARDI.

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