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PIO VII. FELICEMENTE REGNANTE.
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A C H I LEGGE.
"uantaiique d e ll’ argomento, ch ’ imprendo a trattare , ne abbia di già favellato n e ll’ opera intitolata Esame del Newtoniano siste* ma intorno al moto della terra ; ciò nondimanco per non istarmene tuttodì , come suol d ir s i, colle mani in m a n o, mi piace d i' scorrerne di bel nuovo . Poich era essa divisò, in tre tomi in 8 ° , ed il Newtoniano siste ma quello è che oggigiorno trionfa , anzi da parecchi buonamente credasi dimostrato, perchi si sono invogliati di leggerla, anzi mol ti , senza leggerla , e nelle pubbliche , e nel le private adunanze V han riprovata, ed. anzi derisa che no . S i potrebbono cotestoro chiamare giudici da c a ffè , e da conversazio n e , che senza nè esaminare scritture , nè scan dagliare ragioni, nè ascoltar parti , voglio no definire , e sputar sentenze . ToUe lege ; leggano e poi decidano, non decidano sen-
za leggere . Io so che chi con \ìndiffertìnza V ha letta riconobbe essere stato in ogni sua parte confutato i l sistema signàreggiante ; c chi prima che la dessi alla luce era disapprovatore del mio impegno^ e voleva disto gliermene, dappoiché Vebbe scorsa già impres sa , ne divenne approvator passionato. Eziandio i giornalisti vollero contro di es sa scagliare la lor saettuzza . Ma il peso del la loro autorità non è poi insuperabile. Poi ché debbono in fretta discorrere di presso che ogni scibile ( e non è lieve impegno ), per lo p iù seguono la corrente: corrente, che non è sempre poi come di fiume reale, che col maestoso corso delle lim pide sue acque portandosi inver del maro, assai vantaggi arreca a quelle regioni , per cui trascorre ; ma talvolta egli è come quello di un disar ginato torrente, che col precipizio de‘ torbidi romorosi suoi fiotti non apporta che guasti, e rovine . Parecchi si avvìi sano doversi la teorìa del gran Filosofo d'Inghilterra fidatamente segnire , perchè dagli astronomi Europei vien comunemente abbracciata, e promossa. Ma eziandio quella del Cartesio per assai anni lo f u egualmente. E di essa che n è dappoi addivenuto ? 1 vortici di questo sì ripittato
Francese txtntier col tempo chiamati presso che ridicoli : ,, S i on ju g e sans partialité , ,, ces Tourbillons devenus aujour d’hui pres5, qiie ridicules (*). “ Chi sa che col tem po pure non 'venga appellata ridevole anco l ’attrazion d ell’ Inglese ? F in d ’ora a p iù di un ragionatore rassernhra tale . I l p iù brievemente che per me si potrà verrò a mano a mano esponendo le ragioni eh ’ incredibili affatto dimostrano i precipi^ tosìssimi movimenti che alla teira dar si vor^ rebhero, onde p iù agevolmente sia letto, e si riconosca potersi bensì sostenere il domi' nante sistema come una semplice ipotesi, e non già coni una te s i, quasi fosse una veri' tà m anifesta. Che se a taliin rassembrasse strano eh ’ io voglia andare a ritroso d 'u n parere oggidì sì comune , si risovvenga di quel detto del Dante ( Farad. Gant. X II. ) . Più volte piega L ’opiaion corrente in falsa parte .
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celeste
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i I I celeberrimo N ew ton, che con leggi fisiche lusingossi di tutto spiegare il mondiale sistema , s’ immaginò eh’ i corpi celesti , e terreni gra vitino gli uni negli a ltri, o vogliam dire si attraggano nella diretta ragione delle lor mas se j la qual gravitazione, o attrazion generale della materia venne da una gran parte de’ filo sofanti con plauso grandissimo ricevuta . Ma su qual fondamento , con quale sperienza si stabilisce un principio sì universale, e solen ne ? Se si pongano anche assai vicini due cor pi o della medesima specie e grandezza, o di diversa e si sospendano eziandio ad un filo due palle o di sasso , o di legno , onde quasi si tocchino, in ninna parte dell’universo si at traggono , e unisconsi . Dov’ è pertanto questa generale attrazione ? Rispondono tostamente col loro precettore i Newtoniani discepoli, che non attraggonsi i mentovati globi, perchè la terra colla sua massa infinitamente maggiore con più forza li trae (*). Oh risposta trion fante veracemente ! Come si prova egli eh’ il globo nostro abbia questa sì decantata attrazio(’t) Itaque cum quantità^: matericÈ in terrai immense superet quanfitatem materice in diet,is glohis , patet attractionem globorum versus terram esse infinite m agnam , si oo?iferatur cum mutua globorum attractionc, qum perìnde tan-^ tilla e s t, ut, sentiri nequáquam p o s s it, Jacquier tom. l'V ' Instit. phil. par. I. cap. II.
«e? Kon potrebb’ essere che due coi])i \iciiii non attrag'gansi \icendevolmente, pevcJiè in essi non acci attraimeuto veruno? Due caiam ite, perchè dagli omologi loio poli dotati sono di attrattiva virtù { qual che ne sia la cagione ) , posti in vicinanza si accostano . Qual prova adunque ci si dà che due sospese approssimate palle non si attraggano , perchè con più forza dalla terra vengono attratte ? Aviassi egli a credere contro l ’esperienza un sì gran fenome no sulla sola parola deH’Inglese Filosofo ? 2 In secondo Iuoì^o se vero fosse questo jXewtoniauo pensiero , non dovrehhero attrarsi iiè tanti corpicciuoli galleggianti suH’accjua , «è due-"lamine di vetro , nè altri corpi di qual sivoglia specie, perchè di essi sared^he senza paraggio alcuno maggiore la massa di tutta la terra, che con più vigorìa avrebbe a tirarli . Quando sostenere non si volesse che le attra zioni degli altri corpi fossero d’un’altra specie, e provenisser da cause diverse . Ma ciascun di per se comprende, ch’eziandio quest’ asserzione sarehh’arhitraria , e senza prova veruna ; anzi in certo modo distruggerebbe il principio stes so dell’attrazione, ossia gravitazion generale della materia ; mercecchè parecchie attrazioni dipeuderebhono da altre particolari diiFerenti cagioni . 3 Quello però che più dimostra 1’ insussi stenza di questa attrazion IVewtoniana si è , che se i corpi sulla terra cadessero , perchè vengono da essa a ttra tti, ne secuirehhe che niun corpo dovrebb’avere in se stesso un’ int r ’nseca gravitai, come tutti gli uomini sag^i !*-iian sempie mai riconosciuta ; onde ad una
grossa palla di piombo , o di ferro non avrebbcsi a dare neppure mia dramma d'intrinseco peso ; perchè se i corpi cadessero sulla terra in virtù della sua attrazione, e dir si volesse, che vi cadano eziandio per una propria lor gravità natia , converrebbe asserire che vi fos sero spinti per due forze diverse , una delle quali al certo sarebbe superflua : assurdo che da niun filosofo fu sostenuto , quantunque ne abbiano sostenuti tanti altri ; e il Newtone stesso vergognerebbesi , cred’ io , d ’esserne so stenitore ; stabilito avendo per prima regola del ben filosofare, di avvertir bene che la na tura è semplice , e nulla fa indarno , e non fa per molte cose ciò che si può fare con poche. Certamente che questa generale attrazione della materia nella diretta ragion delle masse è trop po fantastica ; la quale se ammettere si doves se 5 qualora da certe discoscese montagne si stacca e precipita nn sasso assai macchinoso , che urta ed abbatte quanto incontra, avrehbesi a dire che non ha in se stesso neppure un’ oncia di peso , e che piomba giù con tan to precipizio, perchè la terra lo attrae , anzi quando colle bilance dell’orafo si pesa scrupo losamente o una moneta d’oro, od un diaman t e , avrehhesi a dire che non si scandaglia il peso di quelle preziose materie , ma bensì l'a t trazione che di esse ne fa la terra . Ecco per tanto come questo principio della gravitazion generale de’ corpi che si commenda Cotanto nel Newton , non può essere ammesso se non da chi ne sia un cieco suo ammiratore , e se guace . 4 Per altro questo medssimci. gran Filoiofe,
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quasi pentito si fosse deD’atttazione che dà al nostro globo ^ dalla qual fa dipender de’ corpi la gravità, in varj luoghi delle sue opere la at tribuisce a qualche impulsione ; come lo dice un celebre suo commentatore , cioè il sopranno minato Pad. Jacquier (*) . Anzi nelle sue let tere al Boyie r ha con un cambio poco felice attribuita alla pressione dell’etere con una nuo va ipotesi , la quale non piacque neppure allo stesso Jacquier, che chiamolla non troppo de gna d’un tanto uomo , che fu nel suo metodo di filosofare così severo e preciso (**). Accenno di buon grado queste incertezze , e cambiamen ti del Newton ^ acciocché comprenda il leggitor saggio che quantunque sia egli stato un gran genio in filosofia , pur tutte le asserzioni sue non debbono poi essere ricevute quasi al trettanti oracoli usciti dal sacro treppiede. 5 Ma poiché potrebbe taluno prescinde dalla generale attrazione de’ corpi terrestri, e sostener che si dà nei celesti , onde felicemen te i loro giri spiegare , faccianne tostamente l ’esame. Il Newton , che sulle tracce del Co pernicano sistema pone il sole nel mezzo del mondo , intorno a cui non solamente si avvol* (*) Itaqne a definlenda gravitafis origine jprudenter ahitinuit 5 et qaamvis illnm ah attractìone oriri d ixerit, in variis tamen locis, si physice res expíoretur ,a b impultiona originem liahere posse . Jacq. torti. 4- lustit. pliys. de cau ta gravitatis part. 1. cap. III . (**) Descripta hypothesis noth satis digna videtur cele^ herrimo auctore su o, qui tantam in philosophanda severità« tan at que dilìgentium udhibuit. Ibid.
Il
gan gli altri pianeti , ma eziandio la terra, ri guardata essa pure come un pianeta girevole , sostiene secondo il suo generale principio , che questi corpi celesti si attraggano a vicenda nella diretta ragion della massa , ed inversa del quadrato delle distanze ; e che TOnnipotente impresso abbia ai pianeti, qualor li creò , il mo to detto di proiezione per la tangente dell’ orbite ; onde con queste due miste forze si av vicendino dattorno al sole medesimo i loro mi rabili avvolgimenti. Favelliam d ’ambedue , e riconosciamo quanto sien fuori d’ogni credenza. 6 E per cominciare dall’attrazione , come provano i seguaci del New'ton che la terra , la qu al’ è si macchinosa che conta da ventiquat tro mila miglia di circu ito , debba essere at tratta con tanta forza dal sole , onde col moto proiettile datole una sola volta nella sua creazio ne debba in ciascun giorno ( oltre il moto di ro tazione ) fare giusta i calcoli del celeb. De la Lande circa itn milione, e trecento quarantacinque mila , ottocento trentasei miglia ^ senza che di questi così precipitosissimi movimenti «e n’abbia da esso noi ad avere sentore alcuno ? Non potrebb’essere stata dal Creatore formata immobil la terra , come abitata dalla più nobi le tra le visibili sue fatture , e intorno ad es sa aggirarsi con maniere quanto ad esso lui fa cili , altrettanto a noi ignote, le stelle e i pianeti ? 7 Ma riconosciamo meglio l ’ incredibilità ¡, quando dir non si voglia l ’assurdità di questi celesti attraimenti . Se si facesse attrarre sol tanto a cagion d’esempio colla luna la terra , saturno con giove a i satelliti col lor principa:
le e c ., quantunque di quest’attrazione non se ne potesse arrecare una prova verace, pure sa rebbe più. tollerabile la supposizione j mentre vergiamo che due calamite si attraggono tra di loro, ed anche col ferro , quantunque inco gnita siacene la maniera . Ma che si pretenda eh’ il sole , eh’ è un globo di fuoco d’ una na tura cotanto diversa degli altri pianeti , e che con un immenso calore slancia d ’ogn’intorno i suoi raggi , che si voglion dal Kew^ton dotati di varie figurate solide particelle , debba con una forza immensa tirare a se la gran mole della terra , anzi altri pianeti di essa molto più grandi , e tirarli in distanza fin di mille e cinquecento cinquautasei milioni di miglia , come si vuole che sialo il pianeta urano ( dal suo immortale scopritore detto anche Herscbel ), qual filosofo indifferente creder vorrà cosa sì strana ? Più che l ’attrazione, non pare che converrebbesegli la ripulsione ? A l Campailla singolarmente sembrò assai stravagante che l ’astro solare aver debba ' due virtù contrarie nello stesso tempo , l’una attrattiva de’ corpi grandi in distanze immense, come sono i p ia n e ti;l’al tra espulsiva de’ corpi minimi in lontananze pure immense, e in linea retta , come sono , secondo il Newton , i frizzanti suoi raggi (*). 8 Quello però che assai più mi ributta è , che dai Newtoniani si vuole che' tanto il sole quanto gli altri pianeti si attraggano ugual mente nella diretta ragion delle loro masse . (*) Considerazioni sopra la fisica del Sig. Isacco i^iewton, B ìa l. I , «,
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Come ? Il sole eh’ è un corpo immenso di fuo co avente una natura cotanto diversa dalla terra , e dagli altri pianeti , dovrà avere un’ attrazione ad essi eguale ? Che si direbb’ egli se si volesse ad un uomo di senno far credere ch’una palla esempigrazia di cannone arroventita a lungo tempo nel fuoco ^che slancia d’ogn' intorno luce e calore , aver dovesse la stessis sima attrazion d’una calamita , od altro corpo nou igneo ? Se attribuire si vogliano ai corpi delle proprietà non analoghe a quelle che si veggono in altri di una consimile natura, che stranezze non potrebbonsi immaginare ? Si fac ciali pur belli della lor celeste attrazione i mo derni filosofi , che altri vi riconosceran 1’ in credibile, altri direbbe il ridicolo, per rap porto singolarmente al pianeta del giorno . 9 Agfljiungasi a ciò , che facendosi entrare nel piano deirattrazione eziandio le comete , siccome queste si fanno andar lontane dal sole verso le stelle fin per la serie di molti anni , così indovini chi può per quante migliaia di milioni di miglia dovrebbonsegli discostare. Ora in queste impercettibili lontananze il sole avreb be a tirarle a se , e farle poco a poco rivolta re indietro , onde col moto proiettile vengano a perpetuarsi le lunghissime sterminate loro ellissi . Ma chi vorrà egli mai credere che il sole di là di saturno ed urano a se tiri per micliaia di milioni di miglia le comete, quando piuttosto colla vibrazion del suo calore, e de’ raggi suoi , come si è accennato, anzi che at trarre dovrebbe da se allontanare qualsivoglia celeste globo ? Questa attrazione degli astri che si commenda e promove cotanto, certa
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mente che Hon garheggiò neppure a tarj saggi moderni filosofanti ; tra quali Vebbe un pro fessore di Francia , ch’espose in un pubblico arringo esser la Newtoniana attrazione una fan tasia da sognatore colla proposizione seguente : N ew tonianam attractionem in som niorum ph an tasiam deportamus , fictionibus cu m tantum suis confisa fu e r it p r o fu n d a Newtonis sagacitas.
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30 i er quanto strana riuscir possa ad un filosofo che ragioni l ’attrazion de’ pianeti, e segnatamente col sole, assai più incredibile sembrare gli debbe il moto che dal Creatore dicesi loro impresso una sola volta nel trarli dal nulla , il qual debba continuare anche per sempre , perchè si aggiran nel vacuo , o in un fluido così fino e sottile che non faccia loro resistenza veruna . Io non voglio qui muover quistione alcuna nè su questo voto immenso de’ celesti spazj , e chiedere ai Newtoniani chi lo abbia lor rivelato ; nè su questa materia così gentile , che far non debba ai pian eti il me nomo ostacolo , onde colla successione del tem po non abbiano ad essere ritardati nè punto , nè poco i lor movimenti . Ciò ch ’ oltremodp mi pare assurdo si è , ch’un moto determinato e finito ch’esternaraente s’ imprima ad urr cor po , come sarebbe il proiettile de’ pianeti , ch’avrebb’ad essere proporzionato alle varie lo ro ellissi, abbia a continuar per un tempo in
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determinato , e quant’ è da se anche infinito . 11 So che -varj de’ moderni filosofanti so stengono ch’ il moto impresso ad un corpo, qualor non abbia l ’impedimento dell’aria per cui trascorra, continuar dee anche in perpe tuo . Stranissima opinion certamente . £ chi verrà egli mai a credere che s’ io lanciassi, per atto d’ esempio, con orizzontai moto alcun sasso, se non vi fosse l’aria che gli facesse contrasto , avess’egli a trapassare non solamen te tutta la terra , ma portai’si diritto verso le stelle ch’orizzontalmente si veggono , e cammi nare per continaia , e migliaia di secoli, anzi in eterno , se non trovasse intoppo veruno ? E non acci l ’ intrinseca gravità del corpo che si oppone al suo motp , e poco a poco debbelo ritardare, e ridurlo finalmente a zero? Che stravaganza di pensiero è mai questa ! G li stes si moderni filosofanti convengono che ad ogni causa debb’essere rispondente Telfetto. ; e poi pretenderanno che ad un colpo determinato seguir debba un moto , che quant’ è dase non abbia ternaine ? Eipiglieran tostamente i sostenitori del dominante sistema, che ciò che fa proseguire i proietti nel movimento ad essi impresso , è la forza d’ inerzia. Ma cosa è poi questa for za d’ inerzia che si millanta cotanto e dal maestro e dagli scolari ? E ’ ella la stessa che ha sca gliata la pietra, od è diversa ? Se la stessa , poiché questa è limitata, perchè ha ella a produrre un effetto illim itato, eziandio a ritrosoi della natia gravità della materia, ritardatrice del moto ? Se diversa, d ’onde deriva ? Chi ve lo imprime e naantiene questo moto ,
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oucle non aLbia per se a terminare giammai ? Confesso ingemuiraeiite non potermi figurare cosa più fantastica di questa forza d ’ inerzia ed anche impropria a significar ciò che con essa -vorrebbesi . Avrassi egli a chiamare iner te una forza che si pretende di poter far cam minare un corpo anche in eterno ? E pure eziandio al Newton questo nome di forza (d’ inerzia è sembrato significantissimo: Nomi ne significantissimo vis inertioi dici j>otest{*). i3 Soglion tal imi a favor di essa obbiettare dovere il moto de’ p roietti, tolto ogni esterno impedimento , proseguire per sempre , perchè in essi non avvi forza alcuna che il possa fer mare . Ma quest’ohhietto si scioglie agevolmen te , come nebbia al sole. Siccom’ il moversi di un corpo , come di un sasso orizzontalmente slanciato, non dipende da esso, ma da un estraneo agente , che dalla quiete lo faccia al moto passare, così niente da esso dipende il fermarsi, o proseguire il cammino . Dicono al tri che noi osserviamo soprala terra, che quan to minori sono gli ostacoli, un corpo a più lungo tempo cammina, se non ne avesse alcuno, camminerebbe per sempre . Ma un cotal ragio nare non è diritto • Siccome il moto impiresso ad un corpo è limitato e finito , e la gravità sua lo ritarda, così se non avesse alcun osta colo esteriore, camminerebbe piìi a lungo a proporzione e dell’ impeto che ricevette, e della intrinseca gravezza che ritarda il moto ; il perchè se in un tal determinato tempo cam-
{*) P] il. nat. prineip. mathem. tom. i. defin. I I I .
J? minerebbe neil’aria a cagioii d’ esempio cin quanta passi, nel vacuo ne correrebbe assai più , ma non mai in perpetuo. Se l ’urto che dassi ad un corpo è finito, perchè ha egli a creare un movimento per rispetto alla durazione del tempo anco infinito ? 14 JNiuno degli antichi filosofanti f e si che v’ebber dei buoni ragionatori ) ha mai ammes so questo moto perpetuo, se il corpo non ab bia ostacolo alcuno , e infra i moderni stessi v’ ha chi lo riprova altamente ; tra quali il celeb. Abate Genovesi dice che non lo am metterà giammai , quantunque sostenuto lo vegga da assai illustri filosofi (a) ; e il d ’Alem bert, che pure è scstenitor della forza d’ iner zia, confessa che a varj filosofanti non è pia ciuta , e non piace , e che le prove che di es sa si arrecano, non hanno il grado di evidenza necessario a convincer lo spirito (h), anzi il rinomatissimo Pad. Boscovich dice che in nin na maniera si può dimostrare : At vis ipsa inertice unde constai? Earn nec a priori , ut ajunt ,^nec ,a posteriori evinci posse demon’ stravimus (c). . 15 Certamente che il pretendere ch’ il mo vimento impresso ad im corpo nel vacuo abB *• (a) Institiizloni di metailsifa. Propos. C X L V I .
• (b) „ Il faut convenir au reste, que les preuves „ qu’on donnent ordinairement de la force di’inertie , en „ tant q u ’elle est le principe de la conservation du „ mouvement, n'ont point le degré d ’evidence necessaire ,, pour convaincre l ’e s p r it. jE/jcycZop. art. Force d’inertie^ {c) Dissert, de Icraiae , Par. i. num, us,.
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bia a continuare anche per sempre, ributterà un filosofo indifferente , il quale non potrà persuadersi giammai per quanto sforzo egli faccia a se stesso , che la terra, eh’ è un cor po sì macchinoso, quasi da sei mila anni fatto abbia ogni giorno, e prosegua a fare assai più d’un milione e trecento mila miglia dattorno al sole in -virtù di quel solo primo colpo, eh’ il Creatore, le ha dato nel trarla dal nulla ^ e si riderà di questa forza d’ inerzia ( che si dice da tanti , e da ninn si dimostra ) , per la qua le proseguir dovesse a girare anche per più milioni di secoli, se per sì lungo tempo voles se l ’Altissimo che continuasse del mondo la sus sistenza . Così pure un uorn ben pensante non potrà persuadersi giammai, che siccome la ter ra stessa si vuole ch ’ogni giorno col moto di rotazione si aggiri intorno a se stessa, così abbia esso continuato a ritroso della stermina ta sua mole per quasi sei mila anni, e abbia a continuare finché sussista il mondo per quel solo colpo primiero che le abbia dato a prin cipio l ’Altissimo : e lo stesso si dica dèi moto di rotazione che si attribuisce agli altri piane t i, ed al sole medesimo secondo i varj loro periodi. Questi moti perpetui non possono si curamente andare a sangue a tutti i filosofi , che non sieno di alcun sistema impegnati se gnaci . Ma siccome i Newtoniani per ispiegare con fisiche leggi il mondiale sistema, e fare andar continuatamente in giro i pianeti, non hanno altro ripiego chela loro forza d'inerzia, così la fan trionfare , presso però chi è dispo sto ad ammetterla senza che provisi. i6 Potrebbe dir qualche Ne-wtoniano che
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come il snprem Facitore diede il moto di proie zione , e di vertigine alla terra, e ai pianeti , così tuttodì lo conserva . Ma avrebbe perduta la causa 5 mentre pretendendo i recenti filosofi chMl mondiale sistema si spieghi fisicamente, tosto che facessero entrar Dio conservatore attuale del moto proiettile e di rotazion . de’ ce lesti corpi , altri potrebbe asserire avere lo stesso Fattore supremo fondata immobilla ter ra , e elle come ha cominciato ad avvolgere in torno ad essa le stelle e i pianeti, così conser vando il lor moto , prosegue a girarli. Questa forza d’ inerzia aggiratrice perpetua , per dir così, de’ pianeti, mi è sempre parata stranissima ; come pur Tattrazione de’ corpi celesti, e segnatamente del sole . E pur c[uesti sono i due gran cardini, intorno a cui tutta ag girasi la teorìa Newtoniana . Povera filosofia , come in certi punti non è oggidì malmenata ! III. D elle
s t e l l e f is s e .
17 \_yitre il moto diurno dattorno a se stessa si attribuisce dai Copernicani alla terra il mo to annuo in un’orbita intorno al sole, detta l ’eclittica . Quest’orbita si vuole sì immensa , cb’ il suo diametro sia di circa sessaritasei mi lioni di leghe , ossia cento cinquantasei milioni, dugeuto otiantatre mila , novecentó sessantaciuque miglia. Or se, ciò fosse ne seguirebbe , che qualora il nostro globo nello spazio di sei mesi si trovasse ue’ due più lontani o]pposti punti di quest’ orbita , le stelle che si trovas-
so sero neJla maggior sua distanza dovrefcbe.ro ad esso noi comparire più piccole, e d’una luce più tenue e smunta, essendo ben naturale che l ’antidetta distanza di più di cento cinquantasei milioni , dugento ottantatre mila e più miglia debba un tal eiFetto produrre. La dif ficoltà è grande j ma non isgomenta nè punto, nè poco i Newtoniani , per sostenere il loro sistema sempre pronti ai ripieghi . Dicono col Copernico esser le stelle poste in una lontanan* za sì. immensa e incomprensibile dalla terra , che tutta l ’orbita deireclittica , che pur ve demmo esser sì vasta , considerijr si debbe co me un sol punto ; J d instar puncti se hahet (a) , e la terra stessa avente un giro sì sterminato e veloce, doversi riguardare come se ùeppur si movesse ; E t rem perinde se habere , ac si terra locum non mutaret (b) . Ne seguirebbe quindi che le stelle di prima gran dezza esser dovrebbero d ’una vastità ^ chi sa quanti milioni di volte maggiore di tutta la terra ; mentre avrebbero ad essere , giusta i calcoli più discreti, almeno dell’estensione dell’ orbita dell’eclittica , che si vuole essere da cir ca quattrocento novanta milioni di m iglia, quando la terra stessa non ha che ventiquat tro mila miglia di circuito . Che l ’Onnipoten te possa averle create di una tale grandezza , non v’ ha chi ne d u biti. Ma come provare che l ’abbia fatto? Avrassi egli a dire ohe se ha posti i pianeti con una certa proporzione (a) Jaqtiier Instit. P h il. par. IL art. 3, (h) Ibid.
ai ira loro (listanti, abbia poi a porre le stelle in una distanza sì sterminata che non si possa neppur concepire j ond’esser debbano d"una spropositata grandezza ? Chi a’ Newtoniani ha rivelato questo sì enorme intervallo ? Non può il divino Facitor delle cose aver creata ferma nel centro la terra, e poste le stelle in una lontananza più proporzionata , onde giornal mente si avvolgano intorno ad essa (*) ? i8 Obbiettasi tosto qui dai sostenitori del sistema sigiioreggiante , che se immobil fosse la te rra , e le stelle intorno ad essa in ciascun dì si aggirassero , quelle specialmente poste iieirequatore correr dovrebbero in un’ora sola a milioni le miglia con una velocità sorpren dentissima veracemente, e incredibile . Ma a. questa obbiezione potrebbesi primieramente, ri spondere 5 che il moto che dar si vorrebb alla (*) U n altro motivo , per cui il Copernico immagi nare dovette , o a meglio dir fingere questa indicibile lontananza del firmamento, si è , perchè scorgendo egli, che d a !f orizzonte della terra vedendosi costantemente in ogni notte serena la metà del cielo stellato per mo do che delle dodici costellazioni se ne veggono sempre sei, ond’ essa debb’ esservi collocata come nel centro 5 ■siccome lo avverti eziandio SanFomnaaso nella Lez. X .V I. dei commenti del lib. a. d ’Aristotile De cesio , &■ mundo ^ e scorgendo pure eh’ ammesso il giro sterminatissimo d e ll eclittica , non se ne dovrebbe da noi vedere che Un ter zo , od un q u a rto , ha pensato perciè di collocare le stelle in una si enorme distanza, onde tutta f immensa orbita dell’ eclittica stessa non si avesse a considerare d ie come un sol punto . Cosa però che si può bensì as serire j non già provare .
2.2,
terra, onde divorar dovrelrlte in un giorno so» }o circa un milione e trecento quarantacinque mila ottocento trentasei miglia^ non è poi tan to indifferente , e die dee certo sembrare assai più strano che si dia un moto così veloce ad un globo abitato dagli uomini senza che ne abbiano alcun sentore, che non un corso an che assai più precipitoso a degli astri ^ in cui non acci abitatore veruno . In secondo luogo si dice, che poiché non v’ ha alcun argomento verace a mostrare i mo vimenti precipitosi che dannosi al nostro glo» ho, anzi ( come nettamente il vedremo ) con bsiche dimostrazioni si prova che non li ha realmente , siccome posta la terra in quiete , debbono intorno ad essa girarsi necessariamen te le stelle con un corso sorprendentissimo, così bassi a dire aver voluto reterna Autor delle cose che in Cjuesti movimenti stupendi si ammirasse dairuoino la sua sapienza e potere infinito ; quando avrebbe potuto , senza , alte rare il presente sistema dclTuniverso, come ha fatta immobil la terra, fare immobili eziandio le stelle , o dar loro qualcli’altro ordine anche più uniforme . 19 Per altro ai Newtoniani «embrar no dovrebbe cotanto strano il moto precipitosissi mo delle stelle -, mentr’essi che s’avvisano col Newton esser la luce un vero corpo composto di varie figurate solide particelle, e debbon concedere che se si eclissasse esempigrazia un satellite di giove , che vuoisi giusta i calcoli del De la Lande dalla terra distante quattrocento trenta milioni , ottocento cinquanta mi la, dugento diciassette miglia , mandando a noi
nella sua emersione ì raggi solari, dovrelrbero, secondo la moderna teorìa della successiva propagazion della luce , in pochi minuti correre uno spazio sì enorme. Che se poi la diiEusion della luce si facesse in un istante , come 10 voller gli antichi filosofanti , e vi potrehhou essere delle ragioni per sostenerla , da me ac cennate in una postilla del tomo II. del mio Esame ec. posta al num. Sua. , ogni uom sag gio comprende che immensa incomprensihile celerità dovrehh’esser questa . Ma lasciando dairun de’ lati Una colai quistione, qual velo cità sorprendente nei luminosi raggi non am mirasi mai ? Non è egli vero che se nella state accendasi nelle nubi alcun fulmine , la luce iii un battere di palpebra diffondesi d’ogn’ intor no alla distanza di venti o trenta m iglia, e tostamente sparisce ? Se non si vedesse co’ proprj occhi nostri una celerità sì stupenda, chi verrehh’egli a crederla? Il moto degli astri del firmamento è senza dubbio mirabile e sor prendente . Ma assai più mirabile e sorpren dente è la possanza infinita di quell’Essere perfettissimo, al quale il darcelo anche mille e cento volte maggiore non costerebbe piu eh 11 volerlo . Tornami in acconcio il dir ciò ch’ il celeb, Montucla lasciò scritto , favellando ap punto della àramirànda velocità della luce, non dovere, cioè, qualsivoglia maravigliosa cosa riu scire incredibile ad un filosofante, il qual non può non conoscere essere l ’universo un com plesso di maraviglie atte a confondere, ed umi liar rumano intelletto (*) ; il perchè potreb{ * ) Histoir, dei matbéinatifjues tom. IL edit. secoud.
pag’.
Lesi tlir col D ante:
( liifer. Cani. X I X . J ;
O somma sajnenzìa quant'è Varie Che ìnostri in cielo, in terra, e nel mal mondof Ju quanto giusto tua virtù compartc ! 2C Del l’iiiianente a favellare con quella schiettezza che a filosofo si conviene , da] eielo stellato ninn efficace ai'gomento trarre si può nè contro il sistema Copernicano , nè con tro il Ticouico . Se si pone il sole fisso nel centro deiruniverso , convien porre le stelle in una distanza immensa , e farle di una giauidezza chi sa quanti milioni di volte maggiore di tutta la terra . Se si pone, questa qual immo bile punto centrale de’ c ie li, convien dare agli astri del firmamento una velocità sì stermina ta , onde correr debbano in brieve tempo a mi lioni le miglia. Ma poiché TOnnipotenza divi na eh’ è infinita o potrebbe formare le stel le di una mole assai maggiore di quella die lo ro attribuiscono i Copernicani, o dar loro una velocità senza paraggio più grande di quella , onde i segnitatori di Ticone le debbono far vo lare , però è eh’ in qualsivoglia sistema convien sentire ed ammirar l’esistenza di un primo Es sere in ogni suo attributo infinitamente per fetto. Questa difficoltà nei due opposti siste mi in rignarcìo allo stellato cielo la riconobbe eziandio l ’autore dell’artic, Ticone nel nuovo Dizioiiario storico, dicendo così; „ Bisogna an„ die convenire che la grande obbiezione che ,, formava Ticone conti’o il movimento della „ terra , cioè Tesotica spropositata grandezza „ delle stelle fisse, divenute ugnali, o anche
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superiori áirorl»e annuo tìella terra , sussi» ste sempre di maniera che l’estrema velocità 5, de’ globi celesti , considerata come la tomba „ del sistema di Ticone, è in qualche manie» ra compensata dairassurdità della lor massa i, in quello di Copernico “ . 21 prima di por termine al favellar delle stelle, mi piace addurre una riflessione, eh’ a mio avviso conferma mirahilmente la giornalie ra loro rivoluzione intorno alla terra . Se que sta girasse , quelle generalmente pare che do vrebbero essere ferm e. Il Newton , che pieno era la mente del suo sistema , asserì ( non si sa poi con qual prova ) che le stelle son fisse, perchè con attrazioni contrarie le mutue lor forze distruggono ; Qnin imo fixes in oinncs cceli partes ceqmililer disperses, contrariis attractionibus inres mutuas destruunt (*). Ora giusta le astronomiche osservazioni varie stelle , ed anche di prima grandezza, come sono sirio ^ arturo , aldeharan, rigel ec. hanno dei moti lor prpprj. Questi apparentemente son piccio li , onde in più secoli non iscorrono che una pochissima tratta di cielo . Ora per qual ma niera a questi gran corpacci , che si vogliono assaissimi milioni di volte più macchinosi di tutto il terráqueo globo, farassi fare questo picciolissirao moto di traslazione ? Se dicasi che l ’Onnipotente come lo ha loro impresso a principio, così lo conserva, torna in piedi l ’argoraento addotto al num. i6 ., cioè che al tri filosofi asserire potranno , che come lo stes-
(tj Pi'incìp. torri. I l i . par.
prop. X I V .
a6 so Facitor delie cose lia a principio cominciato a fare avvolgere intorno alla terra fissa i pia neti e le stelle, così prosegue ad avvolgerle: ciò che contrario sareldie alla raassiina, onde i rftoderni pretendono eh’ il sistema mondiale con fisiche leggi si spieghi. Che se mai si di cesse che l’Altissimo dato ha una sola volta agli astri del firmamento il moto di translazione , il qual continuare dehha anche in per petuo per la forza d ’ inerzia, già vedemmo al nuin, 12. quant’essa sia fantastica , nè fian cheggiata da prova veruna , e quanto incre dibile cosa sia che l’urto determinato con un sol colpo dato ad un corpo , e singolarmente sì macchinoso ^ come da’ Newtoniani si dicon. le stelle della maggior grandezza , debba a ri troso della sua gravità proseguire in tempo indeterminato, ed anco infinito. Chi fa giu sta il sistema Ticonico intorno alla terra girar le stelle dirà ( e dirà benissimo ) , che questi varj loro moti provengono da quelle a noi in cognite maniere , onde il Creatore tutte in cia scun giorno le avvolge. §. I V . D ella
t e r p .estr e a t m o s e e r a .
22"\^enghiam ora a favellare più da vicino dell’ immobilità della terra, e dimostriamo a chi non voglia tener chiusi gli occhi in faccia alla luce più brillante , quanto incredibili sieno i movimenti, ohe voglionsele attribuire. Essa tutt all’ intorno è cinta dalfatmosfera dell’aria, la quale da’ N ewtoniani, che sopra di essa
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nmmettono il vacuo , od altra materia finissi ma , si fa ascendere all’altezza di 40. 0 5o, mio^lia , o più o meno , come piacesse. Oltre il moto di rotazione , onde in ciascun giornó far dee nel suo equatore ventiquattro mila mi glia , se le dà , come raccennammo , il moto annuo intorno al sole , il qual si dice essere in un dì solo più d’un milione e trecento qua rantacinque mila miglia . Or come potrassi egli intendere che l ’aria secondi uniformemente due movimenti così diversi e impetuosi? Dir non si può che ciò addivenga se non perche o la terra se la strascini coir se ^ o che il Creatore a principio ve gli ahhia im pressi, od anche prosegua tuttavia a m antenerli. Se dicasi che la terra se la tragga dietro , chi vorrà credere che un fluido così sottile, e sì m obile, com’ è il nostro aere, debba secondare il moto di ro tazione -, mentre le parti da essa più lontane , per la ragione de’ circoli concentrici, dovreb bero moversi con una velocità maggiore a pro porzione ebe più da essa si allontanassero; on de se vicino alla terra far dovrebbe circa mille miglia in nn’ora , nelle parti più lontane avreb be a farne assai più ? Se l ’aria fosse un cor po solido , come i raggi di una ruota da mu lino che aggirasi , s’ intenderelibe agevolmente la cosa : ma essendo un fluido sì pieghevole, e sì ced en te, chi verrà acconciamente a spie garla ? E poi se oltre il moto di vertigine dassi alla terra qu (4 dell’ eclittica, onde in un dì correr dee pni d ’mi milione e trecento mila miglia , come si potrà provare che de^sa trag ga seco con un tal prerijiizio l’atmosfera , in mezzo alla quale potrebbe trascorrere qual uc*
S.8
Cello cLe fende l ’aria , e passa ? Come inteii* dere che un fluido oltremodo sottile secondai dehha due moti sì veementi e diversi? Ma è soperchio il dir di più ; mentre porto parere che niun filosofante voglia oggidì seguire un' opinione sì assurda . ü3 Passiamo a veder ciò che dire si dehha di chi sostenesse che l ’atmosfera segue i moti ve locissimi della terra in virtù dell’ impeto, che il Facitore supremo ahhia in essa impresso , il qual dehha sempi'e continuare colla stessa vee menza 0 per la supposta forza d’ inerzia , o perchè lo stesso Creator lo conservi perennemente . E lasciamo stare ognaltra qnistione che far potrebhesi, e cercar come Paria eh’ è sì fluida e mobile possa uniformemente secondare i due moC della terra così differenti e impetuo si , di vertigine intorno a se stessa, e di dissi dattorno al sole, e favelliamo d’ altri assurdi dimostratori della falsità del sistema che impu gnasi . E per esser più hrieve ragionerò soltan to di quel dell’ eclittica - Se 1’ aria da una for za esterior fosse spinta a seguire la terra , far dovrebbe con essa in un giorno solo il detto milione e trecento mila e più miglia con una velocità eh’ esser dovrebbe più rii dugento vol te maggiore di quella d’ una palla impetuosissitna di cannone. Ora con qual veemenza non dovrebbero essere rapiti i corpi galleggianti per l’ aere, comf^ le nuvole, e i palloni aero statici ; e per 1’ opposito qiial contrasto non dovrebher provare i lievi c o rp i, che coiitr’ esso si scadiassero , come un globo di cartone , od una palla di segherò? Già si sa, come colle più sottili sperienze lo ha rilevato il Derliam
ay accennato dal eh. Professor Poli (a) , che un ■ vento de’ più, gagliardi cammina s un di presso in un’ ora ciiupanta miglia . Se dunque in quest’ ora medesima l ’ atmosfera ne divorasse da cinquanta sei mila e settantasei, la sua velocità esser dovrebbe da mille e cento ventuna volte maggiore. Come pertanto non dovrebbero es sere ributtati i corpi leggieri che si lanciassero contro di essa, come son ributtati dai venti impetuosi ? E così pure qual forza immensa non vi vorrebbe per cacciar le nubi da oriente in occidente ; quando 2>er lo contrario si vede che con ugual facilità e senza scompiglio si recano da ogni jiarte, per nulla dir de’ palloni aerosta tici , i quali ad onta del corso impetuosissimo che vorrebbe darsi alla terra , si son sempre veduti secondare il moto dell’aria dominante (b) ? a4 Si avvisano i Newtoniani di trarsi da ogni imbarazzo con recare l ’ esempio dei pe sciolini dimoranti in un secchione di acqua po sto in una nave , che velocemente cammini, i quali si veggono egualmente, e senza contrasto guizzare per ogni parte , o a ritroso, o a se conda del suo corso j o pure de’ moscherini, o delle farfalle , le quali nel naviglio medesimo con pari facilità svolazzano per ogni lato . Ma non riflettono, o non voglion riflettere alla dif ferenza grandissima che passa tra 1’ aria in un naviglio in corso racchiusa ( lo stesso si dica dell’ acqua del nominato secchione ), e l ’atmp(a) Elementi di fisica sperimentale tona. 3. Lez. X I X . (fi) Si può vedere il cel. Faujas de saint-Fonde . Description de la machine aerostatiqiie do M . M - de Mont^ golfier .
oo sfera circondatrice del nostro globo . L ’ aria nella nave è chiusa tra le sue pareti , e non ha alcun suo moto proprio , ed è come se fosse in quiete, onde non fa alcun contrasto ai cor pi , o si portino a seconda, o contro il corso del naviglio medesimo ; e se si aprissero le sue porte e finestre, vi ci si vedrebbe tantosto la differenza. Ma l ’atmosfera è esteriore alla ter ra , e se la dovesse nel supposto precipitoso suo moto seguire , sarebbe mestieri che da una qual che esterna forza spinta venisse con una velo cità immensa o dal Creatore, o dalla immagi nata forza d’ inerzia ; il perchè non potrebbe non opporsi , e ributtare i lievi corpi che si scagliassero contro di essa , e produrre gli altri già detti effetti ne’ corpi che stanno pensili in aria. Quest’ argomento, com’ ognun vede, è for tissimo a dimostrare la falsità del moto che al la terra dar vorrebbesi nell’ eclittica, nè veggo cosa vi ci si possa l'ispondere sodamente . §. V .
,
D e l volo d e g l i u c c e l l i
.
35 X J n altro non men forte argomento suol trarsi dal volar degli augelli , il qual sullo spirito de’ medesimi Newtoniani non potè non portare impressione; tra quali il celeb. Lalande asserì (a) che infra le 77. ragioni, che ar recò il P. Riccioli a favor della quiete del glo bo terráqueo, il solo che meriti qualche con(a) Compendiò d ’ astronomia n. 386.
3i
s id e r a z io n e f£uello è d ir e i l B u c h a n a n :
d e ’ v o la tili ,
o n d ’ ebbe
a
Ipsce etiam volucres trananìes aera leni Jleìnigio alarum , celeri vertigine terree Abreptas gemerent sylvas (a) . D ia m o a q u e s ti p e n n u ti a n im a li u n ’ o c c h ia ta , e rioon osciara co m e in p ie n o m e rig g io la v e r ità c h e si ce rc a . I n f r a d i essi a vve n e d i q u e lli ^ c h e p e r assai te m p o stan n o p e n s ili in a ria so p ra i p u n t i m ed esim i d e lla t e r r a , co m e il g ir i f a lc o c h ia m a to in q u a lc h e p a r t e d ’ I t a lia v o lg a rm e n te falchetto , il q u a le co n v a g o p ia c e r e dtd v ig u a rd a to r e , q u a s i fosse u n e s p e r to g e o m e tra , v à r j c ir c o li b e lla m e n te d e scriv e a n c h e se n za il c o m p asso . O r s u p p o n g h ia m o c h e stia p e r u n sol q u a r t o d* oi’a sospeso g ir a n d o . I n q u e s to sp a z io d i te m p o la te r r a p e l m o to a n n u o f a r d o v r e b b e d a q u a t t o r d ic i m ila e d ic ia n n o v e m ig lia . O r co m e n o n a v r e b b ’ essa a f u g g ir g li r a tt a d i s o tto ai p iè ? C o si p u r e e v v i i l n ib b io , g ran v o la to re c h e d i g io r n o tr a e q u a s i t u t t a la sua v ita v o la n d o , i l cpiale p e r o re in te r e sta so sp e so s u ll’ a li q u a s i o n d e g g ia n d o a l sito m e d e sim o . S e si s u p p o n g a p e r ta n to , c h e v i stia p e r u n a sola o r a , la te r r a d o v r e b b e c o m e fu g g e n d o d a esso f a r e c in q u a n ta sei m ila e s e tta n ta s e i m ig lia . C h e si v e r r à e g li a d ir e a q u e s ti si p a lp a b ili s p e rim e n ti ? C h e l ’ a r ia la q u a le p e r se g u ir e e stern a m en te la te r r a a v e r d e e u n m o to suo p r o p r io , stra sc in i seco c o n u n ’ im m ensa ve lo ci-
(a) De splicertL Uh. i .
Sa
t à i l g i r i f a l c o , e d i l n ib b io ? M a q u a le s fo r z o in u n ta n to s tr a s c in io n o n si d o v r e b b ’ in essi v e d e r e , q u a n d o p e r lo c o n tr a r io c o n u g u a l p la c id e z z a i l g ir if a lc o n e lle su e r u o te si p o r t a d a o c c id e n te in o r i e n t e , c h e da o r ie n te in o c c id e n te , o c o n t r o , o a seco n d a d e l s u p p o s t o m o to r a p id issim o d e ll’ a tm o s fe ra ; ed il n ib b o sta co sì p la c id a m e n te lib r a to s u ll’ a li d i e se m b ra c h e n e p p u r e si m u o va ? O lt r e d i c h e se v e r o fo s s e c h e 1’ a tm o s fe r a ra p isse c o n im p e t o im m en so g l i u c c e lli d a p o n e n te a le v a n t e , C{uando c o n m o to c o n t r a r io si recassero d a q u e s to a q u e l l o , d o v r e b b e r o essere r i b u t t a li e r e s p in t i , c o m e i p e sc i , c h e c o n t r o il c o rso d e l l ’ a c q u a g u iz z a n d o , b e a d a n n o a v e d e r e lo s fo r z o c h e fa n n o ; q u a n d o p e r lo c o n tr a r io i v o la tili c o n p a r i p la c id e z z a sv o la z z a r e si veg g o u p e r o g n i la to . z6 F a c c ia m o u n ’ a ltr a s u p p o s iz io n e so p ra e li a u g e lli c b ’ in tr a p r e n d e s s e r o i l vo lo c o n tr o ì ’ im m a g in a rio a n n u o c o rso d e l n o s t r o g l o b o . S u p p o n g a s i c h e u n ’ a q u ila d i g r a n d i a i e , d o p o a v e r f a t t i a lc u n i v a g h i g ir i p e r l ’ a e r e , s p ir c h i d i r it t o i l v o lo d a o r ie n te in o c c id e n te , c lo c o n t in u i p e r u n a m e z z ’ o ra . I n q u e s ta t r a t t a d i te m p o la t e r r a a v r e b b e a la r e da o c c id e n te in o r ie n te c o n m o v im e n to c o n tr a r io p iù d i ven t o t t o m ila m ig lia . E s s e n d o a d u n q u e t u t t o il suo d i a m e t r o , da sei m ila o tto c e n to s e tta u ta c in q u e m ig lia e m e z z o , n o n v i si v e d e a lc u n a ra g io n e , o n d e 1’ a q u ila in sì b r e v e te m p o n o n si d o vesse tr o v a r f u o r i d e lla te r r a m ed esim a , I n f a t t i c h e v o rra ssi e g li d i r e ? C h e l ’ a tm o s fe ra la r a p is c a d a o c c id e n te in o r ie n te ? M a q u a l p r o v a in p r im o lu o g o c i si d à d i q u e s to sì in i“
33 petuoso moto clejraria ? Kiuua certissimament e . Si suppone col moto della terra, ma non si prova con esperienza veruna. In secondo luogo quale sforzo e agitazione non si dovreLhe vedere nell’ aquila , se dovesse venir rapitacon una veementissima forza al suo volo oppo sta direttamente? Se un vento impetuoso { com’ io stesso r ilo più d’ una fiata osservato ) scom piglia il volo degli uccelli , e li ributta ezian dio, come scompigliare non lo dovrebbe il corso rapidissimo dell’ atmosfera, d ie , come col Derliam il vedemmo ( num. ) , dovrcbb’ essere da mille e cento ventuna volte pili impetuoso de’ più gagliardi venti j quando aU’ opposito si scorge l ’ aquila con pari facilità, e pacatezza portarsi dall’ orto all’ occaso , come da questo a quello ? 27 O ltr e c h é se v e ro fo sse i l m o to v e lo c is s i m o d e lla te r r a d a p o n e n te a le v a n te , q u a lo r a u n v o la tile da q u e llo si p o rta sse a q u e s t o , non, p o tr e b b e a d u n ta l d a to te r m in e p e r v e n ir e , e q n a lo r da q u e s to si recasse a q u e llo g iu g n e re v i d o v r e b b e p re stissim a m e n te ; p e r c h è n e l p r i m o caso , m e n tre s p ic c a to il v o lo stesse p e r a r i a , la te r r a c o l sito c o rso p re c ip ito s is s im o g lie lo a llo n ta n e re b b e , e n e l se co n d o g lie lo a v v ic in e r e b b e assai , o n d e p o tr e b b e p e r v e n ir v i in u n a ttim o . S u p p o n ia m o a m a g g io re in t e llig e n z a d i c iò c h e v i sien o d u e p ia n te p o s te a li n ea r e tta d a o c c id e n te a ll’ o r i e n t e , d isc o ste tr a lo r o u n m e z zo m ig lio . L a t e r r a , se v e r o fosse r a n n u o suo m o to , f a r d o v r e b b e p iù d i q u in d ic i m ig lia e m ezzo in u n m in u to se co n d o . O r si su p p o n g a c h e a lc u n a u g e llo r itr o v is i so p ra la p ia n ta p o sta a p o n e n te p e r r e c a r s i in v e r
54 q u e lla p o sta a le v a n te , e d i e c o l suo vo lò n e l lo stesso se co n d o fa c e s s e lo sp a zio a n c h e d i c in q u a n ta p assi g e o m e t r i c i , c h e soii la v ig e s im a p a r t e d i u n m ig lio . C e r ta m e n te c h e n on v i g iu g n e r e b h e gia m m a i ; p e r c h è se la t e r r a in ìin ra in u to se co n d o tr a s p o r ta n d o co n seco la p ia n t a c a m m in e re h h e p i ù d i q u in d ic i m ig lia , e T a u g e llo n e l te m p o m ed esim o n o n ne fa cesse p e r a r ia c h e la vig e sim a p a r t e , c o m e p o tr e b h e v i p e r v e n ir e ? A l l ’ o p p o s ito se 1’ a u g e llo m ed esi m o il suo vo lo sp icca sse d a ll’ a lb e r o lo c a to iuv e r r o r ie n te p e r r e c a r s i v e rso d i q u e llo p o sto a l l ’ o c c id e n te , p o ic h é la p ia n ta d a lla te r r a p o r t a t a v e r r e b h e g li in c o n tr o c o n u n a v e lo c ita sen z a p a ia g g io a lc u n o m a g g io re d i q u e lla d ’ u n a p a lla im p e tu o sis sim a d i c a n n o n e , in u n a ttim o v i a r r iv e r e b b e j q u a n d o p e r lo c o n tr a r io si sc o r g e c h e lo stesso te m p o s’ im p ie g a d a i p ejvn u ti a n im a li a p o r ta r s i d a p o n e n te a le v a n te , c h e d a le v a n te a p o n e n te . C h e si v e r r à e g li a re p lic a r e ad u n a rg o m e n to si c h ia r o ? a8 "V orrassi d ir e p e r a v v e n tu r a c h e 1’ a u g e l lo a llo a lz a r e i l v o lo d a lla p ia n ta p o sta a d ’ o r ie n t e p e r tr a s fe r ir s i a q u e lla p o sta all o c c id e n t e , r ic e v e p e r m e z zo d e fla t e r r a u n u r t o n ei p i e d i , c h e c o n im p e to im m en so lo c a c c ia in d ie tr o ; e d a ll’ o p p o s to c h e d a llo sp icca rsi da q u e lla p o sta a l l ’ o c c id e n te r ic e v e n e ’ p ie d i stes si u n u r to c h e c o n u g u a l im p e to in n a n z i lo c a c c ia ? M a p e r n u lla d ir e c h e d i q u e s t’ im p e to s te rm in a to n o n se n e p u ò a p p o r ta r e u n a b u o n a p r o v a , e c h e d o v r e b b e p ro v a r s i a n c h e in u n u o m o , c h e d a l ram o d i u n a lb e ro spiccasse, u n salto so p ra i] t e r r e n o , p e r to g lie r e q u a ls i v o g lia o p p o s iz io n e s u p p o n g a s i c h e l ’ a u g e llo del-
85 la p ia n ta p o sta a le v a n te in v e c e d i s p ic c a re il v o lo verso 1’ o c c id e n te , lo s p ic c h i p rim a ve rso r o r ie n te , e p o scia p e r a ria lo riv o lg a a li’ o c c i d e n te j e lo stesso v ic e v e rsa si d ic a d e l v o la tile d e i r a lb ero a l l ’ o c c id e n te lo c a to ; c e r ta m e n te c h e d is tr u tt o v e r r e b b e il s u p p o s to im p e t o r ic e v u to n ei p ie d i , m e n tre d u e m o ti d ia m e tr a l m e n te c o n tr a r i n o n p osso n o n e llo stesso c o r p o , e n e llo stesso tem p o t r o v a r s i: e c iò n u lla o s ta n te si v e d r e b b ’ im p ie g a rs i d a llo a u g e llo il te m p o m ed esim o a p o r ta r s i d a lle d u e p a r t i c o n t r a r ie ; o n d e il p ro p o s to a rg o m e n to rim a n e in t u t t o i l p ie n o su o v i g o r e . 29 A g g iu n g o una rifle s s io n e s o p ra g li u c c e l l i c h e fa n n o il p assaggio d e l m are , co m e la r o n d in e p e r la m ir a b ile a g ilit à d e l suo v o la r e c h ia m a ta d a q u a lc h e n a tu r a lis ta fig liu o la d e ll’ a ria , la q u a le n e ll’ e q u in o z io d i p r im a v e r a d a ll’ A if r ic a si reca in E u r o p a , e in q u e llo d i a u tu n n o d a ll’ E u r o p a rip assa neH ’ A i F r i c a . N o n so q u a n to tem p o da essa s’ im p ie g h i a v a lic a r e v o la n d o il M e d ite r r a n e o . V o g lio s u p p o r r e c h e stia p e r a r ia d o d ic i o re s o l e . N e llo s p a z io d i esse la te r r a f a r d o v r e b b e p d m o to d e ll’ e c l i t t i c a p iù d i se s s a n ta c in q u e m ila m ig lia c o lla v e lo c it à p iù v o lte a c c e n n a t a . O r c o m e la r o n d i n e lla n o n d o v r e b b e tra non g u a r i te m p o t r o v a rs i f u o r d e lla te r r a , c h e s fu g g i r e b b e le s o tto i p i è ? S i v o rrà e g li d ir e c h e l ’ a tm o s fe ra se la s tr a s c in i co n seco , o passi d a ll’A f f r i c a in E u r o p a , o c o n m o to c o n tr a r io r ip a s s i d a ll’ E u r o p a in A ffli» a ,• o v ve ro c.he v i sia s p in ta d a li’ nrto c h e r ic e v e n e i p ie d i n e llo s p ic c a r e il suo vo lo p e r in tr a p r e n d e r e i l g r a n p a ssa g g io ? N o n v e rre b b e ro q u e s te a sse rzio n i da t u t t a g e n te de-
'
36
li s e g iu stissim a m e n te (*) ? È l i c h e i l v o la r d e g li u c c e lli è u u a rg o m e n to in v in c ib ile d ella f a l s ità d e l m o to c h e d a r si v o r r e b b e al t e r r e s tr e g lo b o . P e r lo c h e i l c e l. G a lile o c h e n e f u a c e r r im o s o s te n ito re , e b b e a d ir e c h e i l C o p e r n ic o stesso p o n e n d o m e n te c h e l ’ o b b ie z io n e t r a t t a d a l v o lo v a r io d e g li u c c e lli e ra a l suo si stem a u n fo r tis s im o o sta co lo , sicco m e u o m o c h e p en sava a lle co se in g ra n d e , la t a c q u e : q u a s i c h e a s c io rre q u a ls iv o g lia d if fic o lt à b a s ti a d u n g e n io su b lim e i l ta c e r la (**) .
§• ‘V I. D ella
d iscesa d e ’ gelavi .
io e r q u a n tu n q u e f o r t i sien o g li e sp o sti a r g o m e n ti a fa v o r d e lla q u ie t e d e l g lo b o n o stro , a lt r i ve n ’ h a n n o n o n m en r o b u s t i . U n o d i es si è t r a t t o d alla d iscesa d e ’ g r a v i , in to r n o a lla q u a le io stesso n e v o lli fa r e a ll’ in grosso u n e s p e r im e n to . D a lla so m m ità d ella cu p o la d e lla c h ie s a d i S . M a r ia d e lle G r a z ie d i M ila n o a ll’ a lte z z a d i sessanta b r a c c ia m ila n esi c a d e r f e c i , c o l ta g lia r e d e l filo a c u i era a p p e s a , u n a p ic ( * ) E ’ n o t o in I t a l i a a n c h e i l t r a v a lic a m e n t o d e l M e d it e r r a n e o c h e fa n l e q u a g li e a l l ’ ing^resso d e l g o l f o d i
a l l ’ is o la d i
N a p o li,
n e lla
C a p r i s it u a t a
q u a le
se n e p i
g lia n o in t a n t a q u a n t i t à , c h ’ i l p r o d o t t o d e ll a lo r c a c c ia fo r m a u n a
p a rte
d i q u e l l ’ is o la ,
p r in c ip a le
onde
d e lle
a p p e lla to
en tra te
v ie n e
il
del
vescovo
vescovo
d e lle
q u a g lie . D ia lo g . I I , p a g . raq. e d iz . d i P a d o v a 1 7 4 4 ’
3?
poià p a lla d ì f e r r o ^ e im p ie g ò n e l suo C adere da t r e m in u ti se co n d i . In q u e s to b r ie v e te m p o , se la te r r a aresse i l co rso a n n u o in t o r n o td solci, n o n d o vea c a d e re a p e r p e n d ic o lo , co m e a p p a riv a , m a f a r d o veva p e r lin e a p a r a b o lic a , o vo g liam d ir tra v e rsa le , p i ù d i q u a r a n ta c in q u e m ig lia . O r c h i p o tr à e g li m ai p e r s u a d e r s i e h ’ u n a p alla ap p esa a d u n filo { o lu n g o o c o r t o c h e v o g lia fin g e r s i ) , n e l ta g lia r s i d i esso r ic e v e r possa dalia t e r r a u n u r t o si f o r t e d a f a r e in p o c o p iù d i t r e b a t tu te d i p o lso q u a r a n ta c in q u e e p iù m ig lia co n u n a v e l o c i t à , c o m e si è d e t t o , p iù d i d u g e n to v o lte m a g g io re d i q u e lla d i u n a p a lla d a u n c a n n o n e c a c c ia t a , e se si volesse s u p p o r r e c h e d a u n ’ a lte z z a m ag g io r e p io m b a n d o , dovesse sta r e p e r 1’ a ria sei s e c o n d i , avesse a f a r n e p iù d i n o v a n ta ? Io c e r t o m ’ a vviso c h e n i n n o , o d o tto o i d i o t a , Q g e n tile o v v e r b a r b a r o v o r r à b e r e si g r o s s o , e c r e d e r e cosa sì stra n a . 3 i C h e se m ai a lc u n N e w to n ia n o , s e n z ’ a l t r a p r o v a c h e d ella sua a sse rzio n e , vo lesse so s te n e r c h e c iò avven ga , co m e n o n si p o tr e b b e a g e v o lm e u te c o n v in c e r e dt>l suo in g a n n o ? S e u n g ra v e c a d e n te facesse in p o c a a lte z z a u n a tra v e rs a le lin e a d i assai m ig lia , d o v r e b b e in u n m o lle s tr a to d i fa n g o , o d a ltr a s o ffic e m a te ria im p rim e re Un fo r o n o n p e r p e n d ic o la r e , m a a s sai o b b liq u o : m a co sì è c h e v e 1’ a p r e in v e c e p e r p e n d ic o la r e j d u n q u e non fa q u e s ta lin e a tra v e rs a le . C h e p o i u n c o r p o m osso o r iz z o n ta l m e n te d a u n a l t r o , d e sc riv e n d o u n a lin e a p a ra b o lic a , im p rim a in u n m o lle s tr a to u n p e r tu g io o b b liq u o , lo h a p iù v o lte r ile v a to q u e ll a c c u ra tis sim o sp e rim e n ta to re i l P a d . L a n a , il
q u a l e claU’ allìp ro tli u n a u a v ? in ca m m in o las c ia n d o c a d e r e a lc u n c o r p o , q u e s to im p rim e v a n e l s o tto p o s to f a n j o u n L u c o p iù o m en o oLb i i q u o se co n d o c h e i l n a v ig lio c o n m o v im e n to •più o m en o v e lo c e c o r r e v a . C o s ì e g li d ic e :
Observabam aiitern tune magis notabi.lìter apparerc foram inis obliquitutem, quando na~ 'vicula velocius movebatur (*) .. O r q u e s to n o ii è e g li u n a rg o m e n to fis ic a m e n te d im o s tr a tiv o d e lla f a ls ità d e l t e r r e s t r e m o to ? L o è p er sì f a t t a g u is a c h e n iim N e w t o n ia n o n o n so la m en t e n o n lo h a d is c io lto , rna n o n 1’ h a n e p p u r e p r o p o s to . S i è p e r p r u d e n z a t a c iu to ; e se i G io r n a li s t i d i P a d o v a , c h e d a n d o n o tiz ia d ’u u m io a v v iso le tte r a r io m i c h ia m a n o q u a s i p e r c o m p a ss io n e u n buon ex-D om cnicano , a sse ri s c o n o c h e a g li a r g o m e n ti d a m e c o n tr o i l N e w t o n ia n o sistem a a r r e c a ti si è m ille xolte ri sposto , q u e s to p e r q u a n to è a m ia n o tiz ia , n o n f u m ai t r a t t o f u o r i , e d fs c io lto , n è io r h o r in v e n u t o n e l l ’ o p e r e n è d e l G a lile o , n è d e l L a n s h e ig io , n è de] N e w t o n , n è d e l P a d . J a c q u ie r , n è d e l L a la n d e , n è d e l B a i l l y , n è d e l M o n tu c la , n è del L a p la c e , nè d ’ a lt r i c h e m i sien v e n u ti a lle m a n i: e d io s e n tir e i v o le n t i e r i p e r q u a l fisica le g g e p ossa p ro v a r s i c h e u n c o r p o , il cfuale c o n im p e to im m enso d e s c r i v e in p o c a a lte z z a d e lla t e r r a u n a lu n g a lin e a tra v e r s a le d i 3 o. , o 40. m i g li a , q u a n d o p o i sta p e r to c c a r e il su o lo in te r r o m p e r d e b b a il f u rio so in tra p re s o suo c o r s o , e q u a s i r ip ie g a n d o
l i ) M a g iit. rafur, 6. ari. tum, 1 . corporum . Cap. i . § a x .
lih.
V I . dà / tjo.'ìì
^9
sì im p rim e re so p ra d i tiii so ffic e s tra to tin f o ro p e r p e n d ic o la r e . Q u e sto solo a rgo m e n to sare fih e b astevo le da se solo a d a tte r r a r e il si stem a d i d i i d a r v u o le d e i p r e c ip it e v o li m o vi m e n ti alla t e r r a , c o n tro d e l iju a le sarà m ai sem■ ¡'re van o o g n i s fo r z o j o n d e p o tre b b e s i d ir c o l D a n te ( F u ig . Cani. 3 . )
Sta come torre ferm a » che non crolla Giammai la cim a p er so ffia r d e ’ ^enti .
§. V IL f>ÈL
MOTO P è ' PROIETTI *
Sa k J e co lla p iù v o lte a c c e n n a ta ■ velocità c a m m inasse la te r r a d a o c c id e n te in o r ie n te j, u n sasso verso d el c ie lo d ir itta m e n te la n c ia to c a d e r n o n d o v re b b e a p e r p e n d ic o lo v ic in o a c h i lo sca g liò ; m a assai d ie tr o in v e r 1’ o c c id e n te : e co sì se co n q u a s i o r iz z o n ta i m o to si scagliasse d a p o n e n te a le v a n t e , d o v re b b e c a d e r m o lto lu n g i d allo s ca g lia to re Verso p o n e n te ; m e rc e c c h è nel tem p o in c u i sta p e r a ria la p i e t r a , c o r re n d o co n m o to V elocissim o i l n o stro g lo b o , a ltr o v e lo tra s p o r te re b b e s u b ita m e n te ; c iò c h e n o n si v e d e su c ce d e re . I segu aci del N e w t o n n ie n te si sc u o to n o a q u e s te o b b ie z io n i , e si a vvisan o d a r c i a c c o n c ia risp o sta co lla fam osa p ro p o s iz io n e del G a li le o , cio è che. se q u e l c o r p o su di c u i n o i c i t r o v ia m o , m osso sia e tr a s p o r ta to , i m o v im e n ti n o s t r i , e d i q u e lle co se , c h e da n o i si m u ovo n o , a p p a io n o co m e se fo s se in q u ie te . D i q u i è ch e i l O assen d o fe c e già lo s p e rim e n to ch e u u u o m o so p ra u n cavai-
io lo e lle v e lo c e Cium niui ^ g itla n c lo p e r a ria cu r itta m e n te una p alla , to r n a g li co m e in p u g n o , e c o s ì g itta c c lo la o in n a n z i a s e , o d ie tr o a se lo stesso a v v ie n e c o m e se fosse fe rm o . E co si p u r e u n C o rp o c h e c a li d a ll’ a lb e ro di u n a n a ve c h e sia in co rso , g li ca d e ai p ie d i com e s ’ essa n o n si m o v e s s e . Q u e sti e s i m i li s p erim e n ti p e rò c.o m p ro v a to ri sono d e lla p ro p o s iz io n e G a lile a n a , q u a lo r a t r a ’ 1 c o lp o c h e si m u o v e , e q u e llo , c h e so p ra d i esso v ie n m osso v i è u n a c e r ta p r o p o r z io n e d i m o v im e n to , m a non g ià q u a n d o im o lo a b b ia assai m a g g io re d e ll’ a lt r o ; c iò c h e d im o s tr a s i co n u n ’ e s p e r ie n z a in I t a lia n o tis s i m a . S u l fiu m e T i c i n o e v v i u n sito a p p e lla to Pane-perduto , n e l eguale c o r io n le a c q u e c o n n n t a l p r e c ip iz io , c h e se al p assar d i u n a b a r c a si g it t i co m e o r r iz z o iita lin e n te co n q u a lc h e e le v a z io n e u n a p ie tr a a seconda d e lla c o r r e n t e , essa r ic a d e n e lla b a rc a m e d e s im a , e se si la n c i d ir itta m e n te v e rso d è i c ie lo , cad e assai d ie t r o d i essa . L o sp e rim e n to è ce rtissim o , e p ig lia r e si p u ò da c b ic c lie s s ia q u a n d o c b ’ il v o g lia . E c c o p e r ta n to c h e q u a lo ra la v e lo c ità d i u n c o r p o ch e m u o vesi è assai m a g g io re d i q u e lla d e l c o r p o c h e so p ra d i esso v ie n m osso, n o n su cced e q u e s to te m p e ra m e n to d i m o to j n a t u r a i co sa essendo c h e di d u e m o ti m isti in m i o , q u e llo e h ’ è assai p iù v e lo c e p r e v a le r d e b b a e c o n o s c e r s i. E sse n d o a d u n q u e senza paraargio a lc u n o assai m a g g io re il s u p p o sto m o to d e lia te r r a o n d e f a r d o v r e b b e n e i r e c li t t i c a più. d i q u in d ic i m iglia in u n s e c o n d o , di q u e l c h e lo sia il co rso d e lla n a v e a c c e n n a t a , se in q u e sta si ved e ch e un sasso sca g lia to d ir e tta m e n te verso d e l c ie lo n o n r ic a d e n e lla b a rc a a p p iè
4i ¿elio scagliatore, ma assai aietro di essa, do' •vre-bbe tal cosa tanto più accadere sulla terra Telante : ciò che non succede ; mentre la pie tra ricade a quel sito da cui fu vibrata . Può egli darsi prova più chiara ? Che poi di due liìoti uniti in uno prevaler debba quello eh’ è più impetuoso , riconoscer si può , se mal non ni’ appongo , da una palla da un fucile , o da un canncrie cacciala , la eguale poiché sul prin cipio ha una velocità assai grande, dirittamen te cammina , e la parabola comincia a rendersi sensibile , quando diminuendosi poco a poco il ( onceputo impeto primiero , il moto di proie zione può contempcrarsi con ciucilo della gravità dei globo lanciato . 33 M a p e r r e n d e r e p i ù se n sib ile l ’ a ssu rd ità del d ella t e r r a , m i p ia c e a r re c a r e q u e s ta tr iv ia le sp e rie n z a . G i t t a r f e c i da ro b u s to b r a c c io d ir itta m e n te in v e r d e l c ie lo u n a p a lla d i le g n o 5 la q u a le tra la sa lita , e la d iscesa im p ie g ò c ir c a t r e se co n d i , e m e zzo . In q u e s to b re v issim o te m p o f a r d o v e a la t e r r a p e r lo m o to d e ll’ e c littic a p iù d i c in q u a n ta m ig lia , e p e r co n se g u e n za p e r lin e a tra v e r s a le a n c o la p a lla , m e n tre ca d d e a i p ie d i d e llo s c a g lia to re m ed esim o . O r c h i v o r rà e g li c r e d e r e , o c h i p o t r à p ro v a r e h ’ tuia p a lla g itta ta verso lo z e n i t d eb b a in q u a t t r o b a t tu te d i p o lso in c ir c a f a r e p e r lin e a p a r a b o lic a p iù d i c in q u a n ta m i g lia c o n im a v e lo c ità , a p p e tt o d i c u i p ig r a p o tre b b e s i d ir e m ia p a lla c a c c ia ta da u n p e z z o d i grossa a r t ig lie r ia ? N o n è r ib u t ta n t e i l p e n s i e r o , p e r no n d ir lo r id ic o lo ? C h e se p u r c i avesse e lii vo lesselo s o s te n e r e , e cco il co m e p o tre b b e s i c o n v in c e r e sen za r e p lic a c o llo a rg o -
Aa m e n to a r re c a to p e r la tliscesa d e ’ g ra v i ( n . 3 i , ) . S e la p a lla iiiv e r d e l c ie lo g itta ta d e s c ri vesse p e l m o to e c lit tic o d ella te r r a c o n im p eto im m en so u n a lin e a tra v e rsa le d i p iù d i cin q u aia ta m ig lia , im p r im e r d o v r e b b e ca d e n d o in u n m o lle s o tto p o s to s tra to d i n eve o d i fa n g o u n fo r o assai o b b liq iio : m a co sì è c h e v e T im p r im e a ffa tto p e r p e n d ic o la r e ; d u n q u e la te r r a n o n h a il m o to c h e le si d à n e ll’ e c littic a . 34 I n f a t t i se avesse a d a m m e tte rsi c o n v e r e b b ’ a n co d ir e , c h e q u a n d o è in ta v o la ta u n a p a r t i l a d i g iu o c o d e l p a llo n e , se c h i sta alla b a t tu ta lo m andasse d a o c c id e n te in o r ie n te e stesse p e r a ria o tto m in u ti s e c o n d i , la te r r a f a r d o v r e b b e in q u e s to b r ie v e sp a zio d i tem p o p iù di c e n to v e n t iq u a t tr o m ig lia , e tr a s p o r ta r e i l g io c a to r e c h e sta alla rim essa , o n d ’ a n c h e il p a llo n e f a r d o v re b b e n e l te m p o m ed esim o ,( r i d asi u n p o c o lin o ) le d e tte 124. m i g l i a , se lo avesse il rim a n d a to re a c o g lie re c o l b ra c c ia le . C o s ì p u r e rim a n d a n d o s i il p a llo n e m edesim o da o r ie n te in o c c id e n te , e stesse p e r a r ia g li stes si o tto s e c o n d i, sa re b b e m e s tie ri c h e da u n ’ o p p o s ta fo r z a fosse c a c c ia to da o c c id e n te in o r ie n te , e fa cesse le m edesim e c e n to v e n ti q u a t tro- m ig lia co lla p iù v o lte a cce n n a ta v e lo c ità ; a ltr im e n ti la te r r a in q u e s to te m p o tra s p o r ta n do da p o n e n te a le v a n te il g io c a to r e c h e sta a lla b a t t u t a , il p a llo n e a n d r e b b e g li to sta m e n te p e r a ria assai b iiig i d ie tr o le s p a lle . O r c h i n o n is c o r g e a q u esta sì tr iv ia le s p e rie n za l ’ in c r e d i b ilit à somma del m o to a n n u o d e lla t e r r a ? 3 5 C o s ì p u r e se da p o n e n te a le v a n te si c a c ciasse una p a lla d a u n ca n n o n e co lla e le v a zio n d i 45. g ra d i , e stesse p e r a r i a , g iu sta l ’ espe-
4 '^
T im en to d e l ce le l). B e z o u t (*) , tr e n ta q u a t t r o seco n d i c o r r e n d o lo sp a z io d i d u e m ig lia e u n t e r z o , in q u e s to te m p o la te r r a f a r d o v r e b b e d a c in q u e c e n to v e n tis e tte m ig lia , e d o v re b b e le f a r e e z ia n d io la yw lla v o la n t e , a lt r im e n ti v e d e r si d o v r e b b e il g ra z io so ie n o m e n o , c h e in vece d i c a d e r e i n n a n z i, si v e d r e b b e c a d e r e assai d ie tr o i l c a n n o n e ; i l p e r c h é n o n si p o t r e b b e d ir a ltr o se n o n c h e la p a lla o ltr e il m o to c h e r ic e v e d a lla p o lv e r e to n a n te o n d e fa r e in 34. se c o n d i d u e n iig b a e n n te r z o , n e rice v e sse u n a ltr o d a lla te r r a senza p a ra g o n e p iù im p e tu o s o , on d e c o r r e r n e n ello stesso te m p o p iù d i c in q u e c e n to v e n t is e i. Q u a lc h e N e w t o n i a n o , im p e g n a t o so ste n ito r d ei suo s is te m a , n o n a v r à d i f f i c o ltà d i a sse rir c h e c iò avven ga . M a a lt r i p iù s in c e ri filo so fi n o n v e g g e n d o d i q u e s ta a sse rzio n e la m enom a p r o v a , co n nn B u rle v o le te n te n n a re di c a p o d ir a n n o c h ’ e g li c r e d a da se ta le fa t t o , m a non si lu s in g h i d i fa r lo in g o z z a r e ad a l t r u i . Il m o to d e ’ p r o ie t t i n o n p u ò al c e r to non im b a ra z z a re assai c h iu n q u e v o g lia f a r e co n ta n to p r e c ip 'z io vo la r la te r r a .
s- v i l i . D e l l j c c e l e r a z io n e d e l moto NELLA DISCESA DE’ CORPI.
H' noto ai fisici il fenomeno osservato la S6 J-lJ jìiima fiata dal Galileo intorno all’ accelerazio (*) Si vegga la tavola d«ll’ opera intotolata Cours det 7n«tematiq’ies à Vmage du Corpi JXoval de VArtìllerit.
44 n e d e l m oto n e lla d iscesa de* g ra v i secondo il p ro g re sso d e ’ n u m e r i d is p a r i i . 3 . 5 . 7. o n d e se n e l p rim o te m p o ( co m e sa re b b e u n a battu-* ta d i p olso ) u n a p a lla c h e c a d e da a lto corresse u n a d e cin a d i p ie d i , n e l seco n d o n e ca m m in e r à t r e d i esse , nel te r z o c in q u e e c. ; i l q u a le a c c e le r a m e n to d a lla g r a v ità d e l c o r p o è p r o d o tto . M a co m e p o t r e b b ’ esso a v v e n ir e , se la t e r r a avesse i l m o to c h e v o rre b b e se le d a r n e ll’ e c lit t ic a ? U n sasso c h e si la scia sse da u n a d e te r m in a ta a lte zza c a d e r e , r ic e v e r d o v r e b b e d a lla t e r r a 1’ a c c e n n a to im p e to p iù d i d u g e n to v o lte m a g g io re d i q u e l d ’ u n a p a lla da u n ca n n o n e la n c ia t a , e fa r e d a p o c a a lte z z a u n a lin e a t r a v e rsa le d i q u a r a n t a , o c in q u a n ta m ig lia in t r e o q u a ttr o m in u ti s e c o n d i. C o m e sp ieg a r si p o t r e b b e p e r ta n to c h e la p ie t r a aceelerasse i l su o m o to seco n d o l ’ a n z id e tta p r o g r e s io n e , s’ essa sa re b b e co m e u n p r o ie tto la n c ia to co n u n a f o r z a im m e n s a ; e n e ’ p r o ie t t i è se m p re m a g g io re r im p eto e la v e lo c ità su l p r in c ip io c h e n e l p r o s e g u im e n to ? S ’ io la u ria ssi a b r a c c io sp ie g a to d i t u t t a f o r z a o r iz z o n ta lm e n te u n a p a lla , c h i v o r r e b b ’ e g li m ai d ir e c h e d a r si p o tesse 1’ a c c e le r a z io n e d e l m o to seeon d o i l G a lile a n o p ro eresso ? N e ssu n c e r t a m e n te . O r co m e p o tr à e g li d a rsi in u n c o r p o c h e ca d e da se , q u a lo r a la t e r r a avesse il m o to a n n u o in to r n o al s o le , se d o v r e b b e da essa r ic e v e r e u n im p e to , e d u n a c e le r ità sen za pai-aargio m a g g io re di q u e lla c h e r ic e v e r p o tesse da- q u a lsiv o rd ia b r a c c io , p e r q u a n tu n q u e ro b u s to e g li fo sse . TI savio le tto r e Tede da se eotne la d ir it tu r a , co sì la fo rza d el d iv is a to a rg o m e n to , al q u a l c e rta m e n te n on veggo q u a l a c c o n c ia r isp o sta si possa d a r e .
45
SPER
IX .
R A Q IO m DI CONVENIENZA l ’ i m m o b i l i t a ' DELLA TERRA »
37 Y i s a r e b b e r o v a r j a lt r i fis ic i a r g o m e n ti d im o s tr a to r i d e ll’ in c r e d ib ilit à d e l g ir a r e d e l g lo b o n o s tr o : m a o m m e tte n d o li p a r b r e v i t à , n e a c c e n n o s o lta n to u n o m e ta fis ic o , e h ’ a p p o u n d i r it t o r a g io n a to r e n o n p u ò n o n a v e r e g r a n f o r z a . N o n v ’ h a c h i n o n s a p p ia esser l ’ u o m o in fr a l e v is ib ili c r e a t u r e la p iù p e r f e t t a , m e n t r ’ es sen d o d i r a g io n e d o t a t o , c o n o s c e r p u ò e d a m a r e i l suo d iv in F a c i t o r e , e r i p o r t a r e e z ia n d io d e l su o b e n e a d o p e r a r p re m io e te r n o . O r c h i v o r r à e g li a sse rire c h e q u e s to E s s e re o n n ip o t e n te , c h e t u t t e co se h a fo r m a to in s a p ie n za C^) , a b b ia o g n i g io r n o c o l m o to d iu r n o a fa r e r o to la r co lla t e r r a d a m ille e n o v a n ta m ilio n i d ’ u o m in i ( co m e si c a lc o la n o in t u t t o i l m o n d o ) p e r essere illu m in a ti d a l so le ; a n z i che, d e b b a n o p e l m o to a n n u o a n d a r c o m e t a p in i p e ’ v a s ti c a m p i d e l c i e l o , e q n a i v ia g g ia to r i , o a m e g lio d i r e , q u a i c o r r ie r i p e r p e t u i f a r n e l d ì m ed esim o p iù d ’ u n m ilio n e e t r e c e n t o q u a r a n ta c in q u e m ila m ig lia ? N o n è assai p iù d i c e v o le e h ’ il so le in to r n o a d essi si a g iiir i , e n o n e h ’ essi si a g g ir in o d a tto r n o al sole ? C a m m in i il se rvo a f a r lu m e a l p a d r o n e , e n o n c o r r a i l p a d r o n e p e r essere illu m in a to dal se r v o . N è si d ic a c h e q u a n tu n q u e i l n o s tr o g io g o fo sse u n c a m m in a to r e sì g r a n d e , co m e si(*)
(*) Omnia in sapientia fec ìs tì. Psalra. leS. ver. 2 4 .
46
s p a c c i a , r u o m o d a l su o Veloce m oversi n o n ne so iF rireb b e in co m o d o a lc u n o . N o n v o g lio r ic e r c a r e se la co sa sa re b b e c o s i . M a b e u c liè cosi fo sse , la r a g io n e d i c o n v e n ie n z a n o n si desu m e eg li g ià dal d isa g io c h e n e p o tesse a l l ’ uom p r o v e n ir e , m a d a l n o n esser d ic e v o le c h e n o i , i q u a li siam sen za p a ra g o n e a lc u n o p iù n o b ili d e l p ia n e ta a llu n iin a to r e d e l g io r n o , d o b b ia m t u t t o d ì a g g ir a r c i in t o r n o a d e s s o , q u a n d o p e r r O n n ip o te n te è a ffa tto i l m ed esim o il f a r g ir a re esso d a tto r n o a n o i . A l c e le b . M e r c ie r n o n so la m e n te stra n a , m a fin o r id ic o la co sa è p a r a t a c h e i l g lo b o te r r á q u e o a b ita to d a g li u o m in i a b b ia a r iv o lg e r s i , q u a l g a llin a c c io so p ra lo sp ie d o , in fa c c ia al fo c o la r e d e l sole ; co m e d ic e si n e l g io r n a le d i F r a n c f o r t s o tto il g io rn o 2.8. M a r z o 1800. , , R ie n n ’ est au ssi r i d i c u l e , 3, selo n l u i , q u e d ’ im a g in e r n ô tr e m a ch in e ,, ro n d e t o u r n a n t c o m m e u n d in d o n à la b ro „ c h e v is à v is le f o y e r so la ire “ . A l t r i in c o u v e n ie n ti s e g u ir e b b o n o pm*e d a l N e w to n ia n o sistem a , c io è c h e le co se s a re b b e r o co m e in u n a c o n tin u a v io le n z a ; m e rc e c c h è se la t e r r a avesse lo s te rm in a to m o to d a tto r n o a l s o l e , o n d e c o r r e r e in u n ’ o ra p iù di c in q u a n ta s e i m ila m ig lia , le n u v o le d o v r e b b e r o essere c o n u n im p e to im m en so c o n tin u a m e n te stra sc in a te da o c c id e n te in o r ie n t e , e q u a n d o p io v e le g o c c io le d e ll’ a c q u a n o n d o v r e b b e r c a d e r e a p e r p e n d ic o lo , co m e a p p a ris c e , m a a v r e b b e r o a f a r e u n a lin e a tra v e rs a le d i p iù d i d n g e n to m ig lia , se si su p p o n esse c h e stesser p e r a ria da q u in d ic i o se d ic i m in u ti s e c o n d i, e i fio c c h i d ella n e v e , c b ^ c a d e assai p iù le n t a f a r la d o v r e b b e d e lla lu n g h e z z a d i o tto c e n to , o n o v e c e n to . C o s ì p u -
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r e s tr a s c in a ti c o n im p e to im m en so esser d o v r e b Jier g li u c c e lli , str a s c in a ti g li in s e t t i v o a n t i , s tr a s c in a ta q u a ls iv o g lia co sa c h e stesse p e n s ile in a r ia j n è a v r e b h e v i c o r p o a lc u n o , c h e o in a ito si sca g lia sse , o cadesse, so p ra la te rra , i l q u a le d e s c r iv e r e n o n d o vesse u n a lu n g h is s im a lin e a ti'a v e rsa le se n z a ve d e rse n e se g n a le a lc u n o . N e s e g u ir e b b e q u in d i c h e 1 ’ u o m o ai t r o v e r e b b e in c o n tin u o in g a n n o , m e n tr e t u t t e le a p p a r e n z e essen d o c h e la t e r r a sia fe r m a , e le c o se p e r se stesse in q u ie t e , s a r e b b e r o in n n c o n t in u o m o to im p e tu o sis sim o , e co m e in u n a s p e c ie d i c o n t r a d d iz io n e : c iò c h e n o n è a s u p p o r r e e h ’ a b b ia v o lu to q u e l l ’ E n t e p e r f e t t i s s i m o , e h ’ è v e r it à , e s a p ie n z a in fin it a . '
S- X .
D e l l a d e v ia z io n e d a l peb .p e n d ic o l o Ne l l a d is c e s a d e ’ gravc . 'u a n t u n q u e d a i s o p r a r r e c a ti a r g o m e n ti t r a t t i d a lla fis ic a c o n p ie n a e v id e n z a r is u lt i la f a ls ità d e ll’ o p in io n d o m in a n te , c h e a tt r ib u is c e m o ti sì p r e c ip it o s i a l te r r á q u e o g lo b o , c iò n o n d im a n c o i se g u a ci su o i si lu s in g a n o d i a v e r n e a l t r i assai p iù f o r t i , o n d e la v e r it à d im o s tr a r n e . U n o è d id o t to d a a lc u n e r e c e n t i s p e r ie n z e f a t t e su lla d isce sa d e ’ g r a v i , d a lle q u a li ris u lta ( co m e lo h a s p e r im e n ta to i l c e le b . B e u z e iib e r g ) c h e in u n c o r p o la s c ia to c a d e r d a ll’ a lte z z a d i a6o . p i e d i , v i si è c o s ta n te m e n te v e d u ta la d e v ia z io n e d a l p e r p e n d ic o lo d a c i n q u e a sei lin e e ; co n d i e si p r e t e n d e p r o v a r e il m o to d e lla r o ta z io n e t e r r e s t r e . N o n
48 ■ voglio q u i c o n t r a p p o r r e e li’ i l M a s c lie r o n l , e d i l G u g lie lr a in i s e g n a ta m e n te , i l q u a le u sa to Im t u t t e le p o s s ib ili d ilig e n z e , e d ha su. d i c iò d a t o a lla lu c e u n o p u s c o lo , c o n fe s s a c h e c o n t u t t i i su o i s p e r im e n ti n o n ha p o t u t o c o n c h iu d e r n u lla d i d e c is o ; o n d e la d e v ia z io n e da c i n q u e a sei lin e e ( c h e è co sa t i n t o d a p o c o ) o s s e i•vata d a l B e n z e n h e r g p u ò essere p r o c e d u t a d a q u a lc h e c ir c o s ta n z a n o n a v v e r t i t a , o n e l c o r p o c a d e n te , o n e ll’ o r d ig n o , a c u i il filo era. a p p e s o , o n e l p a ssa g g io d a ll’ a r ia in a lto p iù so t t i l e , a l basso p iù tlensa , o d a n c o r a da a lc u n m o to d e ll’ a tm o s fe r a d e r iv a n te da q u a lc h e q u a l i t à o d i f r e d d o , o d i c a ld o e c . In f a t t i i l r in o m a to L a p la c e c o n fe s s a c h e le s p e r ie r iz e , c h e fin o r a sonosi f a t t e , r ic h ie d e n d o d elle g r a n d i c a u t e l e , è m e s tie ri c h e c o n e s a tte z z a m a g g io re s ie n r i p e t u t e ; co m e lo d ic e i l c e l. G a la n d relH n e lle su e o s s e rv a z io n i p u b b lic a t e a R o m a in q u e s to stesso a n n o 1806. so p ra la parmlasse a n n u a d i im a stella a c c o m p a g n a tr ic e d ella L ir a , c o s ì d ic e n d o a lla p a g . x i . „ R e c e n te m e n te i l , , ffran G e o m e tr a L a p la c e h a v o lu t o e s te n d e re „ le su? p iù s u b lim i r ic e r c h e su q u e s ta q u e „ s tio n e . C o n v ie n e in d ir e , c h e m o lte espe„ r ie n z e te n ta te in I t a lia , e d À .llem agna co m , , b in a n o c o n i su o i r i s u l t a t i . G o n c h iu d e p e r ò , ,, c h e e sig e n d o q u e s te e s p e r ie n z e d e lle g r a n d i -.. c a u t e le , h a n n o b is o g n o d i essere r i p e t u t e „ c o n m a g g io re e s a tte z z a „ (*) . C h e c h e n e sia ( * ) I G i o r n a l i s t i d i P a d o v a , c h e n e l d a r la r e la z i o n e d e l m io Esame m ’ iia n c i t a t o , q u a s i p e r c o n f u t a r m i , a l l ’ e s p e r im e n t o d e l l a d e v ia z io n e d a l p e r p e n d i c o l o , v e g g a n o c i ò e h » d i esso n e s e n ta q u e l g e n io c e s i g r a n d e c o m ’è i l L a p la c e k
49
p e r ò d i q u e s te r ifle s s io n i, c iò c h e m i f a stra b ilia r e assaissim o c o m e d a lla d isce sa d e ’ g r a v i v o g lia s i p r o v a r e i l N e w to n ia n o s is t e m a , q u a n d o p e r lo c o n tr a r io v ie n da essa c o n f u t a t o t r i o n fa lm e n te , si è c h e a lla t e r r a n o n so la m e n te si d à i l m o to d i r o ta z io n e , m a e z ia n d io q u e l d e ll’ e c li t t i c a , e h ’ è se n za c o m p a r a z io n e assai p iù im p e tu o s o p e r m o d o , c h e se u n c o r p o d a u n a n o n g r a n d e a lt e z z a c a d e n d o , stesse p e r a r ia s» li q u a t t r o s e c o n d i , f a r d o v r e b b ’ u n a linea, tr a v e r s a le d i p iù d i sessan ta m i g li a , e c o n s e g u e n te m e n te a p r i r e in u n m o lle s tr a to ( co m e si è g ià a c c e n n a to , p iù d ’ u n a fia ta ) u n fo r o o b b liq u o -, q u a n d o p e r lo c o n t r a r io v e l ’a p r e p e r p e n d ic o la r e . V e g g a il N e w to n ia n o in g e n u o se si a b b ia a f a r caso d i q u e lla p o c a d e v ia z io n e d a l p e r p e n d ic o lo a p e t t o d ’ u n a rg o m e n to sì f o r t e j a r g o m e n to c o n tr o d i c u i v a n o r ie s c e ogni sfe rz o . s*
X I.
D e l l a D ì VERSITA' JJELLOSCTLLAZrONBd e ’ PE jVDOLT s o t t o c l i m i D ir e r s i .
sdJ
11 a lt r o a rg o m e n to , r i p u t a t o d ir e i c£uasi r A c h i l l e , tr a e s i in c a m p o a p r o v a r e la v e r t i g in e d e lla te r r a , c io è c h e i p e n d o li c o n o s c il la z io n i d iv e r s e si m u o v o n o s o tto l ’e q u a t o r e , e in v e r d e ’ p o l i , c o m e d a v a le n ti filo s o fi p ig lia te se n e son o le p iù e s a tte s p e r ie n z e ; e c iò a p p u n t o p e r c h è in u n g lo b o c h e v e lo c e m e n te g ir i s o p r a se stesso , è assai m a g g io r l ’ im p e to c h e r ic e v e n e ll’e q u a t o r e d i q u e llo e h ’ im p rira e s e g H v e rso i p o l i , i l cp ial va g r a d a ta m e n te sce m a n d o .
So r id u c e n c lo si co m e a z e r o . S e q u e s to argonm nt o , c h e c o n ta n to a p p a r a to si e s a lt a , p ro p o s to si fo sse a q u e l r in o m a to s p e r im e n ta to r e i l P a d . L a n a , sarcl3besi f o r t e m a r a v ig lia to c h e r e c a r si v o g lia a p ro v a d e lla r o ta z io n e d e l n o s tro g lo b o , m e n tr e p e r lo c o n t r a r io si p u ò d a esso p r o v a r e a d e v id e n z a la sua q u ie t e . I m p e r c io c c li’ e ’ d i r e b b e co sì : S e assai m a g g io re e g li fosse p e r la s u p p o s ta sua ro ta z io n e i l m o to d e lla t e r r a n e ll’ e q u a t o r e , d o v r e b b e im p r im e r s i in u n c o r p o c h e c a d e d a se u n im p e to assai m a g g io re , e p e r c o n s e g u e n z a d e s c r iv e r e in u n m o lle s o tto p o s to strato'^ u n fo r o assai p i ù o b b liq u o : m a co sì è c h e u n c o r p o d e lla m ed esim a m ole c h e si la sci c a d e r e d a u n a m e d e sim a a lte z z a o s o tto T eq u a» t o r e , o verso i p o li a p r e u n fo r o u g u a lm e n te p e r p e n d ic o la r e , co m e d a lle s p e r ie n z e rile v a si ; d u n q u e la t e r r a n o n h a i l m o to d i r o ta z io n e ; d u n q u e la d iv e r s ità d e ll’ o s c illa zio n e d e ’ p e n d o li n o n p u ò da essa d e r iv a r e . E n o n p o tr e b b o n s i q u i a r r e c a r e i v e r s i d i q u e l v a le n te I ta lia n o p o e ta (*) ?
Rifletta il colpo , e rihellaato indietro S u l petto a chi ’/ vibrò torni lo strale , Vadane in schegge infranto il ferro f r a le , E diventin lor ardii , archi di vetro . L a d iv e r s ità p o i d e l m o to d e ’ p e n d o li so tt« ^pue d iv e rse p u ò da v a r ie ca p se d e r iv a r e j p
L o r e ^ o M f i t l e i n e lla
p a r a fr a s i
del
v erso i5 , d e j
S a lm o 3 6 . : G la d iu s corum ìntret in cordcb ip so ru m ,
0US eorum e o n fr in ^ a tu r .
p. ar-^
tla ir a tm o s fe r a d i e so tto T e q u a to r e p u ò p e r l ’a zio n e d e l s o le , d i e so lle v a i v a p o r i , esser p iù densa d ’assai c h e verso i p o li ; e d a l c a l d o d e l clim a c h e m o lto d ila ta e l ’ o s c illa to r ia v e r g a , e d i l p e rn o su c u i p o s a , o n d e r id u c e n d o si a m a g g io r s u p e r fic ie , è m a g g io re l o s fr e g a m e n to ; o p u r e da a ltr e in c o g n ite c a u s e , o n d ’ eh h e saggiam en te a d ir e il r in o m a to D a v id e G r e g o r i , c h e d e i fe n o m e n i c h e a c c a d o n o so-^ p ra la te r r a , n o n se n c p ossono a g e v o lm e n te assegn ar le c a g io n i 5 m e n tre p osso n o d a vaine f o r z e in c o g n ite provenire^ (*) . §.
D ella
X II.
fig u r a
s f e r o id a l e
DELLA TEREA.
\J[ 40 V h a p u r c h i b u o n a m e n te s avvisa d i p r o v a r la v e r tig in e d e lla t e r r a , p e r c h ’ è d ep ressa a i p o l i , e le va ta n e ll’e q u a to r e ; com e i fis ic i d i m o stran o d o ve re a v v e n ire in u n c o r p o c h e in to r n o al suo asse s ’ a g g ir i v e lo cissim a m e n te . M a q u a l p ro v a è m ai q u e s ta ? S ’ io scorgessi u n c o r p o 0 d i leg n o , 0 d i sasso fa tto a g u isa d ’ u n a sfe ro id e ; e sostenessi c h e h a q u e s ta fig u ra p e r c h è f u v a lid a m e n te r o ta to , n o n m i r e n d e re i p n n in a rae n te r id ic o lo ? N o n p u ò u n a r te fic e a v e r g li d a to c o llo s c a rp e llo u n a ta le
(+) At ili illis, qucecumqiie apiid terrain occurrimp ¡ìliosnumenis f exerunt tese innumerce virtntes, qiias taineii nisi probe rlistinguimus, frustra aliquod naturi): exame/i inftituirnus . l a P r é g f a t .
52i
fìg v ira ? P e r sím il guisa q u a n tu n q u e la te r r a ( e d a n ch e g io v e ) fosse d i u n a fo rm a s fe ro i d ale , n o n si p ro v e r e b b e la r o ta z io n s u a , p o te n d o il su p re m o F a c ito r d e lle cose a v e rc e la d a ta n ella sua c r e a z io n e , e p o sta la im m o b il n e l c e n tr o d e ll’ u n iv e rso . E p o i se t u t t a q u es ta g r a n m o le d e l te r r e s tr e g lo b o d ovea r o t o la r s i, e p re n d e r e la c o n fig u r a z io n e d u n a s f e r o i d e , e ra m e stie ri c h e co m p o sta fosse d una m a teria m o lle e d a rre n d e v o le , c h e p otesse c ed ere a l m o t o , e c a n g ia r e fig u ra ; m e rc e c c h è s’ era so li d a c o m ’ è d i p r e s e n t e , n o n veggo com e p o tesse in t u t t a la sua m assa soiFrir m u ta zio n e ; e ta n to p iù se si r ifle tta ch e i N e w to n ia n i p re te n d e n d o c h e a n ch e d i p re se n te la te r r a co n r o ta z io n e p re c ip ito sa ' si a g g iri , n o n iscorgesi d i q u e s to v e r tig in o s o suo m o v im e n to sen tore a lc u n o . M a siccom e in f r a i m o d e rn i g eo lo g i v ’ h a in s in c h i s ’a vvisa p o te r e d a l C r e a to r e es se rsi fo rm a ta la t e r r a in u n o stato flu id o , e c o l lu n g o v e lo ce r o to la r s i sopra se stessa^ com p o sta c o n q u e lla d isp o sizio n e d i m a ri e d i m on ti , co m e a u n d i p resso ved esi d i p resen te , co sì la scia m lo r o il b e l p ia c e r e d i ra g io n a re d ’ ip o te s i co sì p e lle g r in e .
C XI I E D el
e b.iflusso MARE .
flusso
DEL
41 J ^ o n m i esten d o d i m o lto a f a r p a ro le d i c h i p re te n d e sse p r o v a r e i l sistem a celeste d e l N e w t o n p e r l ’a ttr a z io n d e lla l u n a , e d a n ch e d e l s o l e , co n c u i sp ie g a r si volesse il flusso e
riflusso del m are. Potrei tosto oppórre che questi due pianeti passano una sola volta al giorno sopra dei m ari, e il flusso e riflusso succede due volte nel dì medesimo ; il perchè non è sì agevole lo spiegare come possa avve nire per Fattrazlone. Ma lasciando star que sta, ed assaissime altre difficoltà che potrehhonsi esporre , quantunque si voglia di Luon grado concedere che la luna ed eziandio il sole abbiano influenza su questo fenomeno , non la possono avere anche supposta ferma la terra ? Non passano eglino ogni giorno sopra Tacque marine , onde o col loro moto , o per altre maniere portar sopra di esse qualche impres sione ? Chi può egli mai indovinare qual in fluenza abbiano i corpi celesti sul nostro glo bo ? Ed in questo non potrebbonvi essere delle cause a noi ignote che concorressero a produr quest’effetto così maraviglioso ? Il flusso e r i flusso marino egli è un mistero filosofico, che dir fece al Pad. Fortunato da Brescia sulle tracce del Padre Riccioli , che se lo Scaligero ebbe ad asserire che noi delle fatte cose non ne sappiam nulla (*) , ciò segnatamente si av vera del movimento giornaliero del mare ; per lo che da esso non si potrà mai trarre un ar gomento sicuro a verace prova di qualsivoglia sistema . ( * ) Q uod ubique cnm J u lio
C a sa re Sbaligero clam are
s o le e , ]S O S N I T l J L S C I R É , m axim e convenitliuia disqui^ sitioni , q u a m a ris
tra cta t m o tu m .
F o rtu n a t,
P liy s . p a r t ie , p a r . 11. s e c t . H . a r t. ] J I .
a
B ria tià
54 §.
D ella
X IV .
teoria
Ì^e ì v t o n i a n a .
43 T J a riflessim i d i e p o t r e L b e fa v o r ir e assai i s e g u ita to r i d e l N e w t o n , e fa r n e lo r o so steìiei' co m e v e r o il suo siste m a , si è c h e co n esso m e r c è d e ’ p iù la b o r io s i c a lc o li t u t t e q u a n te si s p ie g a n o le c e le s ti a p p a r e n z e , c io è g li e li t t i c i m o v im e n ti d e ’ p ia n e ti , e i lo r o in c o n tr i , o n d e se n e p r e d ic o n o assai te m p o p r im a g li e c lis si e c . N o n v o g lio d i r n u lla so p ra i c a lc o li N e w to n ia n i , i c[uali fo n d a n d o s i su lle m asse e d i sta n z e d e ’ p ia n e t i, q u e s te n o n son c o s ì c e r te co m e s a re b b e m e stieri p e r a v e r n e m ia d im o s tr a z io n e ; sa p e n d o si c h e u n g r a n d e a s tr o n o m o , c o n i’ è il L a la iid e asserì d i e i m o ti d i m e r c u r io n o n p o te v a n o daH’ a ttr a z io n p r o v e n ir e , ed i l L a p liic e al c o n tr a r io so ste n n e d i e da essa d e r iv a n o s ic u r a m e n te : a n z i q u e s ti co n fe ssa d i e i l fa m o so p r o b le m a d e l l ’ a z io ii m u tu a d e ’ t r e c o r p i sole , lu n a , t e r r a n o n si p u ò d e fin ir e d i e p e r a p p r o s s im a z io n e ( * ) . N u lla p u r v o g lio
( * ) E ' n o t a a i filo s o fi l ’ in c e r t e z z a d e l l e v e r e d is t a n z e , m a s s e , ed. a lt r e p a r t i c o l a r i t à d e 'p i a n e t i , e
d ei lo r »
s a t e ll it i . E p e r n u l l a d i r d e ll a l u n a , c h * è E a s t r o a n o i p i ù v i c i n o , e c o m e p i ù f a m i g l i a r e , d i c u i g ià s cris s e
il
B 'i o n t u c l a , c lie la su a t e o r ia d e t e r m i n a r n o n si p u ò c h e c o m e p e r u n a s p s c ie d i t a s t o , a g u is a d i c h i v a h r a n c o l a n d o : , , O n n ’a v o it p u t e n c o r e d e t e r m i n e r q u e p a r u u j ; s o r t d e ta t t o n n e r n e n t “
( H ist, des niathem. toni.
IT I,
p a q . 5 f 5 . nouvel edit. ) , o n d e f u p e r a l c u n o c h ia m a t a u n p i a n e l a b i z z a r r o 3 i n t o r n o a l l e n iasse d e g li a l t r i jj i a n e l i ^
ss d i j e , e lle íoiiclauctosi i m o d ern i c a lc o li p r in c i p a lm e n te su ira ttra 2 Ìo n e d e l sole , c h e fanta-^ stic a n ie u te si r u ó le u g n a le n e lla d ir e tta ra g io n d e lla massa aH ’a ttr a z io n d e g li a lt r i p i a n e t i , a n zi c h e a ttr a r li , co lla v ih ra z io n d o g n ’ in to r n o d e ’ suoi r a g g i, e d è i suo c a lo r e d o v íe h h e li a llo lita/jare , co m e si è d e tto ( nUin. 7. ) ; o n d e 1in h io so fó ra g io n a to re avirehhe t u tt a la ra g io n d i n e g a rli . 43 C iò ch e p iù fid a ta m e n te asserisco si è , c h ’e zia n d io n e l sistem a del g ra n d issim o astrono'*
i l L a p la c é 3 e li’ u n o è d e ’ p i ù v a le n t i a s tr ò n o m i d ’ o g -g id i, d ic e d i e n o n son o a n c o r a L e n e d e t e r m i n a t e , e d i e q u e àta d e t e r m in a z io n e c o s ì d é s id e r a L ile p e r l a p e r f e z io ii d e l l e t e o r ìe a s t r o n o m ic h e m a n c a c i t u t t a v ia : Exposé dit sy
stem. dii monde Uo. I V , chap. V. p a g . a i 8 . I n f a t t i d e l l a t e r r a c h e n o i c a lc h ia m o , c h i p o t r a d é te rr tiin a rn é la m a s" Sa , se n o n si sa q i ia l i
s e n i o c a v e r n e possa in se a v e r e ?
I c a t t o l i c i c h e te n g o n p é r f e r m o essere
il
g ra n
carcere
d e s t iu à t ò a lla é t e r iia p t in iz io n de^ m a lv a g i d o p ò i l g e n é r a le r is o r g im e n t o d e h c o r p i , c o llo c a t o n e l l e
v is c e r e d e lla
f e r r a ^ e n o n g ià n e l s o l e , c o m e V a n e g g iò lo S w e n d e n io , c o n fu ta to dal P ad . V in c e n z o P a tu z z i (
iMsSert. de seda
inferni in lerfis qucérenda ) , iio n fa ra ri c o n t o C a lc o li, c h e dai
J V e w to n ia n i
fo r m a r e
si
a lcu n o d e i
p os sa n o
s u lla
q u a n t i t à , e d a t t r a z io n d e ll a m assa d e l n o s t r o g l o b o . I n r ig u a r d o a l l ’ a t t r a z io n e stesso d e l s o le , i l m e d e s im o L a p la c e e b b e a d i r e , c h e r e la t iv o r n e n t e a c e r t e p ic c io la a l t e r a z io n i d e i m o v im e n t i d i t t i c i d e ’ p ia n e t i
si p u ò d u -
h it à r e s’ essa d im in u is c a in r a g io n e in v e r s a d e l q u a d r a t o d e l l e d is t a n z e :
Liv. I V . chap. V. p ag . 2 1 8 . O ra c o n q u é co®
s te , e d a l t r e in c e r t e z z e c o m e s i v e r r à e g li a s t a b ilir in e C e r to u n sistem a ?
56 nio T ic o n é B n te o » d i e sta b ilisce la te r r a in i' m o b i le , si sp iegan o p e r fe tta m e n te t u t t i q u a n ti i m o v im e n ti c e le sti ; co m e c o s tr e tto f u c o n fe s sarlo i l M o n tu c la s te s s o , t u tto c c h è N e w to n ia n o : „ O n n e p e u t d is c o n v e n ir q u e le systém e „ d e T ic h o B r a lié ne satisfasse p a r fa ite n ie n t à 5, to u s le s p h é n o m é n e s celestes (a) “ : a n zi a d i lu i lo d e lo co n fe ssò i l fam osissim o K e p le r o r itr o v a t o r e dcU ’ o r b ite e litt ic h e d e ’ p ia n e ti (b) 5 e lo stesso N e w t o n i n d u e lu o g h i d e lie sue o p e re lo a tte s ta ch ia rissim a m e n te (c) . I n f a t t i F e d is s i m edesim e d e ’ p ia n e ti si sono p r e d e tte assai se co li p rim a c h e sp u n tasse sui c ie lo I n g le se il g r a n d ’ astro d e l N e w to n ; e si sa c h e l ’ a n tid e tto T ic o n e si è in n a m o ra to c o ta n to d e ll’ a stro n o m ia , p e r c h è in e tà d i d o d ic i a n n i v id e v e r ific a r s i u n e c lissi d el sole in q u e l p u n to m e desim o , in c u i era sta to p r e d e t to d a g li a s tro n o m i d i q u e i te m p i , n e ’ q u a li n o n p a iia v a s i d i a ttr a z io n i c e l e s t i . S e d u n q u e a n co senza d i esse sp ie g a r si p u ò i l m o n d ia le sistem a , c h e g io v a il f a r g ir a r e c o n ]p^’6 C Ìpitesissim i m o v i
la ) H is t o ir . d es n ia tlie m . Io n i.
I . p a r.
I I I . iiv . I V .
p a ^ . 3 6 7 . e d it . 1 7 5 8 . (b ) Vide Fortunal. a B r ìx . p liy ù c . p ar. I . de cedo & cutris num. 3 4 5 o .
(c) Distantice planeiariMm a sole ecvdem prodnunt , sive terram cum Thycone , sire solem curri Copernico in centro systematis colloccrnus Opusc. d e syst. m u n d i . Ucce a K eplero inventa ratio in confesso est api^d omnes. Eadem utiqiie sunt tem pora, eeedemqiie orbium dimensiones, sive sol circa terram , sire terra d i c a solem revolratur . P h i l . n a t. priiiG , iriatem , io m , I I I . p a r . I . p liE n c m . I V .
57
m e n ti la t e r r a , se n o n si p o sso n o p o i s p ie g a re i fe n o m e n i c h e su d i essa si v e g g o n o , i q u a l i r e n d o n o a ffa tto in c r e d ib ile la te o r ìa N e w to n ia Jia ? U n sistem a p e r c h è sia p la u s ib ile v e r a c e m e n t e , dee r e n d e r e r a g io n d e ’ fe n o m e n i p r i n c ip a li o h e n e d o v r e b b e r o d e r iv a r e , i q u a li c e r ta m e n te q u a n to a i g i r i , c h e a l g lo b o n o s tr o si d a n n o , s p ie g a r n o n si p o sso n o ; co m e n e ’ su p e r io r i p a r a g ra fi a b b o n d e v o lm e n te il ve d e m m o . I l se g u e n te a rg o m e n to d ee p e r ò a c h ic c h e s s ia s a lta r to sto a g li o c c h i . S e v e r o fo sse i l ]\ e w to n ia n o sistem a sa ria d ’ uQ po c h ’avesse u n v e lo c e m o to la te r r a : q u e s to c o lle p iù a c c e r t a t e f p e r ie n z e d im o s tr a s i c h e n o n lo h a r e a lm e n te ; d u n q u ’ e g li è f a ls o . T u t t i g li a s tr o n o m i p i ù in s ig n i , d a l J N ie u w e n ty t n o m in a ti s e g n a ta m e n t e (a) 5 c o n v e n g o n o c h e le a p p a r e n z e d e ’ m o v i m e n ti c e le s ti s p ie g a r si p o sso n o n o n so la m e n te n e l C o p e r n ic a n o s is te m a , e n e l T ic o n i c o , m a e z ia n d io n el S e m i- tic o n ic o , e d a n c h e in a lt r i c h e im m a g in a r si v o le sse ro , c o m e lo d ic e il M o n tu c la (b) . M a to sto c h e in q u e s te s p ie g a z io n i d a r si v o g lia i l m o to a q u a lc h e g lo b o , i l q u a l c o n fis ica e v id e n z a si d im o s tr i esser f a l s o , q u a ls iv o g lia o p in io n e s o ste n e r r a g io n e v o lm e n te n o n p u o s s i c h e p e r u n a s e m p lic e ip o te s i . 44 E p o i n o n si sa c h e a l N e w t o n e stesso n o n p i ù p ia c q u e la sua te o r ìa d e ll’a ttr a z io n e
(a )
L ’ e x i s t e n c . d e d i e i i e c . l i v . I I I . c lia p .
VII. p a g .
S7 6 . e d i t . 1 7 6 0 . (b f H is to ir .
de.s
p a g . 1 6 7 . e d it . 1 7 5 3 .
m a te m ,
tom .
I.
p a r.
II-
liv ,
-
58 c e le s te , o n d ’ esse n d o se n e c o m e p e n tito , n e fof-’ m ò u n a se co n d a , n o n p i ù f e lic e p e r ò d e lla p i i iiia ; la q u a l p e r a lt r o UOu p ia c q u e n e p p u r e a ’ spo;Uàci su o i p iù p a r z ia li , co m e al d ’ A le m b e r t * il q u a l d isse esser p o c o c o n fo r m e a lla m a n ie r a d i p e n s a r e d i q u e s to a u t o r e sì illu s t r e ? ,, E n u n m o t t o n te c e t t e e x p lic a t io n è s t b ie n f o i 5, b l e , p o u r n e d ir e r ie n d e p lu s j b ie n -vàgne ^ i,, e t b ie n p e ti c o n fo r m e à la m a n ie r e o r d in a ir e ,, d e p b ilo s o p h e r d e so n illu s tr e a u t e u r “ ^ i m o v im e n ti e lle a l g lo b o n o s tr o si d a n n o , son t r o p p o a lla s p e r ie n z a c e n t r a r j ; a n z i a lla sacra S c r i t t u r a , e b e c o s ta n te m e n te lo d ic e so p ra se stesso lib r a t o , e d im m o b ile ; d ella q u a le b r ie v e m e n te n è d ir ò q u a lc h e cosa , p e i’ d im o s t r a r la ra g io n e in p e r f e t t o a c c o r d o c o lla r iv e la z ió n e C h e se t a lu n o sdeffnasse r ic o r r e r e n e lle fiio s o fic h e co se a i f o n t i s a c ri , ó m m e tta d i le g g e re i l s e g u e n t e p a r a g r a f o , e si tr a g g a a i r i i l t i m o , in e n i e s p o n g o d i q u e s to m io p ic.co l la v o r o la c o n c lu s io n e , §.
X V ,
D e l l a S. S crittu ra , 4 5 O a r e b b ’ e g li s u p e r ilu o l ’ a v e re a l l ’ a u t o r it à d e ’ s a c ri l i b r i r i c o r s o , p e r d im o s tr a r e d a essi i ’ im m o b ilità d e lla t è r r a , d a c c h é co lla sola r a g io n iia t ù ia le si è c ià d im o s tr a ta a b b o n d e v o le m e n t e . M a p o ic h é d i essi n e h o d iifu s a m e n te p a r la t o in t u t t o i l t e r z o torno Esdm e d e l
(*) Encyc'lop. art. Gravìtét
5c)
Kéwtoniano sistema ,
r is ti'ig n e r ò o m m e tte r e
c|uì le p re u n c a p o sì
r ip u e p r o v e , p er non in t e r e s s a n t e . T u t t i i s a n ti P a d r i , e s a c r i i n t e r p r e t i d e ll’ a n t ic h i t à C r is t ia n a s u lle m iiltip U c i c h ia r is s ia iè e s p re s s io n i d e lla S c r it t u r a h a n n o d e t t a la t e r r a in u n o h ile , i l sole g ir e v o le . M a d a p p o ic h é si è p ro m o sso c o ta n to , n o n so l co m e in g e g n o so 5 m a c o m e v e ro i l sistem a d e l N e w t o n c h e le. è d ia m e tr a lm e n te o p p o s to , si so n o ijn p e g n a t i i filo s o fì a d a r d e lle a r b it r a r ie i n t e r p r e t a z io n i ai te s ti p iù lim p id i e d e s p re s s iv i ; le qua-" l i a l p iù c h ia r o m e r ig g io n o n so n o c h e a p e r tis s im e s t ir a c c h ia t u r e . In f a t t i c o n i s t e r i c a s e m p lic ità si n a r r a n e l C a p . X . d e l li b r o d i G i o s o è , c h e q u e s to g r a n c a p it a n o n e lla m e m o ra n d a b a tta g lia c o n t r o i G a b a o n i t i , p e r a v e r te m p o d i s te r m in a r li , si v o g le a l sole j e g li f a T im p e r io s o c o m a n d o c h e n o n si m u o v a d i r in c o n t r o a G a b a o n , e co sì a lla lu n a c h e n o n m u o v a s i d i r in c o n tr o a lla v a lle d i A j a l o n , e c h e t o s ta m e n te q u e s ti d u e p ia n e t i si so n o a r r e s t a t i :
Stetit sol contra Gabaon-, lu n a contra vaG lem A ja lon . O r a se i l sole fo sse fe r m o , e la t e r r a g ira sse , p e r c h è G io s o è , c h e p e r im p r o v viso d iv in o is t in t o e r a mosso , d o v e a d ir e c h e si fe rm a sse il s o le , s’ e ra g ià f e r m o ? N o n d o vea a n z i d ir e c h e si fe rm a sse la t e r r a ? E p o i «e la lu n a co n p ro g re s s iv o c o rs o m o ve va si , e n o n i l s o l e , p e r c h è d o v e v a s i d ir e c o lla stessa e s p r e s s io n e c h e l ’ u n o e l ’ a ltr a si a r re s ta s s e r o d ir im p e t t o a q u e l sito in c u i si tro v a v a n o : 5 oZ
ne movearis contra Gabaon, ¿b lun a contra nalem A ja lo n ? N o n so n o q u e s te in t e r p r e t a z io n i a ffa tto lo n ta n e d a o g n i v e r is im ig lia u z a ?
6o
46 C o sì p u r e is to iic a m e iite si n a r r a ch e T A ltissitno co m an d ò a l p r o fe ta E lia c h e al re E z e c h ia d icesse , p e r a s s ic u ra rlo c h ’ a v re h b e r ic u p e r a ta la sua s a lu t e , e v issu ti a ltr i q u in d ic i a n n i , se b ra m a va c h e i l sole n e ll’ o r o lo g io d i A c h a z andasse i n n a z i, o torn asse in d ie tr o c o ll’ o m b ra j, e c h e d e sid e rò il M o n a rc a c h e r itr o cedesse ; o n d e il g ran p ia n e ta p ro d ig io sa m en te to rn ò a d d ie tr o p e r d ie c i linee : Retjersus est sol decem. lin eis per gradus , per quos descenderat ( a ) . Se il sole p e r ta n to era fe rm o , d ir n o n d o v e a il sacro a u to r e c h ’ era to rn a ta in d ie tr o la te r r a ? 4 y E ’ n o to a n ch e il te s to d e l S alm o 18, , in c u i si d ic e c h e il p ia n e ta d e l g io r n o esu lta q u a l g ig a n te n e l c o r re r e la sua via ^ e c h e to r na colà d ’ o n d ’ è p a r t it o : E x u lta v it ut s;igas ad currendam viam . A summo cesio egressio
eju s 3 &• occursus ejus usque ad summuru ejus . C o m e si p o tr e b b ’ e g li p e rò p a re g g ia re a c h i co n g ig a n te sch i p assi c a m m in i, se stesse m a i se m p re fisso al sito m e d e sim o ? C h e se in. q u e s to lu o g o asserisce il re a le P r o fe ta e h ’ i l sole g ir a p e l c ie lo , in u n a ltr o d ic e aver D io fo n d a ta la te r r a so p ra la sua f e r m e z z a , e c h e n o n in c lin e ra ssi p e r t u t t i i secoli : F iin da sti terram super stahilìtatrm sunm, , nou in clin ahitur in sceculnm sesculi (b) . E n e l c a n t i c o ,
Confitemini D om in o, & invocate nomen eju s, d a esso lu i co m p o sto , a c c io c c h é a cco m p ag n a to da m u sicali stru m en ti si cantasse s o v e n te m e n te .
(a) is a i. cap . 33. ver. 6. (h ) P sa lm . ro3. ver. 5.
6.1 p e r c h è rim a n e sse im p re sso n e l p o p o l o , d ic e a v e r e T O n n ip o t e n te fo n d a to im m o b ile l ’ o r b e d e lla te r r a : J/?se enìm fu n d a v it orbem im m o hilem (a) ; la q u a l p a r o la orhis , c h e n el E b r a i c o id io m a v ie n e esp o sta c o l t e r m in e 'Febei , i l q u a le ( co m e lo a sse risce p u r e i l r in o m a to P a d . C a lm e t (b) v u o l d ir e m iscuglio, aggregato deh le Creature terrestri ) , sigai^cxx a p p u n t o la n o stra t e r r a ; s ic c o m e in p i ù a lt r i lu o g h i si d ic e : In universo orbe fam es prcevaluit (c) ; Omnes inhabitantes orbem (d) ; fustitiam discent habitatores orhis (e) e c . C h e b a ssi e g li a b r a m a r d i p iù p e r d o v e r c r e d e r e c h e P A ltis s im o a b b ia v o lu t o n e lle sa cre c a r te s ig n ific a r c i a v e r lu i c r e a ta la t e r r a f is s a , c h e i l d ir e d i a v e r la f o n d a ta im m o b ile ? Ipse enim fu n d a v it orbem
inimohilern . 48 A c c i p u r S a lo m o n e , c h ’ e z ia n d io i n t o r n o a lle n a t u r a li c o s e e b b e in fu s a d a l l ’ O n n i p o t e n t e la s c ie n za ( f ) , i l q u a l n e ’ m o ra li s u o i l i b r i s c r i t t i a d is tr u z io n e d e l p o p o lo , d ic e a p e r t o e c h ia r o c h e la t e r r a in e te r n o sta , Terra autem in ceternum stai ; ( c io è s e c o n d o la f o r z a d e l v e r b o E b r a i c o H am ad, sta fissa in u n si-
(a) I . P a ra lip . oer. 3 o. (b) N ella Dissertazione sopra il sistema del mondo dagli Ebrei adottato. (c) Genesi cap. ver. 16. (d) Psalm. 3 ss. ver. 8. (e ) l i a i . a 6 . ver. g . ( f ) Ip se enim dedit m ihi horiim quae siint scientiam ve-
ram , u t sciam dispositionem orhis terrariim . Sap ient, cap. 7. ver. 17.
6*
t o ) ; e d i e i l so le n a sce e t r a m o n t a , e r ito r n a a l su o luo£ 0 , e d iv i r in a s c e n d o g ir a p e l m e zzo d ì , e p ie g a s i a ir a q u il o n e : Terra autein in (JEtcrnurn stai . Oritur s o l , occidit , ad
locu m suum revertitur, ibique renascens GYJ IA T per m eridiem , flectitu r ad aquilonem (*) ; C h e l’e p lic a r si v o r r à d i so d o a q u e ste p a r o le , terra stat , sol By rat ? V o n '^ s s i
d i r c h e la t e r r a g ir a , i l so le sta f e r m o ? I o m ’ a v v iso c h e se q u a lc h e B r a m a n o d e ll’ I n d ie , o M a n d a r in d e lla C in a si re ca sse a ’ n o s tr i p a e s i , e:d o sservasse i l c o m e s ’ in t e r p r e t a n o le p a r o le d e ’ n o s t r i p iù a u t o r e v o li c o d i c i , c h ie d e r e h h e s t u p e f a t t o se g li E u r o p e i in te n d o n o i v o c a h o li n e l senso o n n in a rp e n te c o n t r a r io a c[u el cìie. s u o n a n o p e r se s te s s i, e se p e r e s p r im e r e a r a g io n d ’ e se m p io c h ’ u n u o m o sta fe r m o , d e h h a si d ir c h e c a m m in i , e c h e c a m m in i s’ e g li sta fe r m o , E h c h e i t e s t i d e lla S c r it t u r a e h ’ a c c e n n a n o la t e r r a fis s a , i l sole in ca m m in o son t r o p p o c h ia r i , e d a n c h e m u l t i p l i c i , d a c c h é a ta lu n o p a r v e c h e se n e p o ssa n o a n n o v e r a r e in s in o a , co m e (ì -----se-----------------b e n ---------m e ------n e r----------------i c o r d o- ^f' -.V -5 o -- 7 -----------------il d ic e lo stesso L a la n d e n e l su o C o m p e n d io d ’ a s tr o n o m ia . 49 D i r so g lio n o i N e w t o n i a n i c h e la S c r t u r a h a p a r la to o se co n d o T in te llig e n z a del p o p o lo , ad capLurn pop uU , o se co n d o la so la a p p a r e n z a , e c h e i s a n ti P a d r i n o n son o a s tr o n o m i . M a q u e s te r is p o s te n o n p o sso n o esser p i ù fie v o li . S e fe rm o e ’ fo s s e i l sole , la t e r r a in g i r o , n o n d o v e v a e g li c a p ir to s to i l p o p o lo ,
{*) Eccie. cap. i. ver. 4- 5. 6.
die questo sarebbe il volere del Creatore, il quale coir onnipotenza sua far poteva che o questa girasse intorno a quello, o quello da ttorjio a questa? Il dir poi che i sacri autori lian sempre parlato secondo 1’ apparenza , qual priiova plausibile ci si dà, c lf in tante volte che se n’ è favellato, siasene sempre mai faveb lato secondo Tappariscenza, e non secondo quel ch ’ esprimevano le parole? Dovea forse vergo gnarsi rAltissirqo a dir chiaramente le cose co me le avea formate ? Quanto ai Padri di Chie sa santa s’ eglino non sono astronomi , assai più di tutti gli astronomi antichi e moderni ne sa quel Dio che fu il facitore deirnniyerso. Egli accenna spessissime fiate 1’ immobilità del la terra , il corso del sole , ed i Padri che ben sanno non potere lui essere mentitore, senz’altre astronomiche indagini lo credono tostamen te , Vorrà forse asserire taluno che 1’ Onnipo tente noia possa intorno alla terra far girare a suo piacimento le stelle , e i pianeti ? Che poi .ahhia egli voluto clie da esso lui si sapesse si curamente esser la terra immobile , recar se ne può una buona ragion morale , cioè che do vendosi continuamente intorno ad essa girare con moti sì stupendi e sì varj non solamente i pianeti, ma eziandio tanti milioni di stelle, gli uomini ammirassero , ed amassero tu tt’ insieme la somma sua houtà di tenere per essi in azio-i ne tutti quanti i celesti corpi , 5o U n ’ altra obbiezione dagli avversar] suol fa rsi, cioè che se nel Ietterai senso avessero ad intendersi la sacre lettere , ne seguirebbe eh’ Iddio avrehbesi a riputar come un uomo che ha cd occhi , e bocca , e braccia, dicendosi
64 esempigrazia ; O culi D om ini super justos (a) : Bonuni mihi lex oris fui (b) : Tuuin hrachium citin potentia (c) . Ma con questa istanza par che si mostri di non sapere eh’ il parlar meta forico e proprio d’ ogni nazione, e si usa nella Scrittura per esprimere il più sensibilmente che si può gli spirituali attributi divini : il perchè quando si nomina il braccio di Dio , intender si dee la sua potenza ; e quando si dice che i suoi occhi son più scintillanti del sole: O culi ejus lucidiores sunt super solem (d) , bassi ad intendere ch’ egli il tutto vede , ec. E non sogliamo noi dir tutto dì , 1’ occhio della mente , l ’ orecchio del cuore, la spada della giustizia ? E pur ninno sarà sì tondo di asserire che l’ anima abbia pupille, orecchi il cuore , e che la giustizia sia come una donna che rechi una spada tra mano . Oltre di che come lo fa avvertir San Tommaso (e) , ciò eh’ in un luogo della Scrittura metaforicamente si esprime , in un altro nel naturai suo senso si accenna : siccome in Giobbe si dice che gli oc* chi di Dio non sono di carne come i n ostri, nè ch’ egli vede le cose alla fogma che le veggiam noi : Nnmgidd oculi carnei Ubi s u n t, aut sicut videi homo , &■ tu videbls (f) 1 E (a) Psal. 3 3 . ver. i6. (3i) Psalm. ii8 . ver. (c) P.sal. 88. veF.
14.
(d) EccTi. l'j. ver. 3o. (e) Ea qnai in uno loco Scriptur.-e traduntur sub me ta plioris , in aliis expressuis expom intur, P. P. qii. art. ro. (f) Job. to. ver. 4-
65 per togliere ogni equivoco, onde non si creda eh’ egli abbia corpo siccome n o i, dice manife stamente in Geremia (a) ^ eh’ egli riempie il cielo e la terra : Niimquid non ccelum ¿b terram ego impleo F E più nettamente in S. Giovanni asserisce eh’ egli è un puro spirito: Spiritas est Deus (b) . Ma in qual passo del le sacre lettere si accenna essere fisso il sole, la terra in cammino ? 5 i E poi gl’ interpretatori della Scrittura non sono i filosofi, o qualsivoglia altr’ uomo col suo senso p rivato, ma la sacra autorità, e la generalità de’ P a d ri, che letteralmente nella presente quistiou 1’ hanno intesa : sapendosi pu re che la saci’a Congregazione del S.Offizio di Ro ma col consentimento del Sommo Pontefice Pao lo Vb ha condannato come contrario alla santa Scrittura il sistema Copernicano , e che si è proceduto contro il Galileo, che dopo la condanna sostenere lo volle : ciò che fece poi aguzzar tante lingue e tante penne contro di Roma j lienchè a gran torto . Il Galileo , tuttocchè in filosofia uomo sì grande, fu un grandissimo raancator di parola , che cercò d ’ ingannare la Corte B.omana . Nel i 6 i 5. citato a Roma dopo la proscrizione accennata, gli s’ intimò giuridica mente per mezzo del rinomato Cardinal Bellar mino, con minaccia fin della carcere, ch’ egli non più difendesse o insegnasse in qualsivoglia manierala proscritta dottrina,, ed ei lo promise solennemente . Ma ritornato a Firenze compoE (a) Gap. X X I I I . ver. 3 4 . ih) Joan, Gap. IV . ver. 34,
66 se in silenzio i suoi quattro famosi cIialofi;Iii, e col pretesto colorato di far vedere alle nazioni straniere che le ragioni sostenitrici del Copernicano sistema si sapevano anche in Roma, e senza dire che ne avesse per ordine del Vica rio di Cristo avuta la proihizion di trattarne in qualunque modo, ottenne la permissione di dar gli alla luce. Costretto egli perciò nel i 633. di costituirsi novellamente in Roma sotto il pon tificato di Urbano V i l i . , e non già posto in carcere , cerne alcuni pretendono , ma assegna togli per luogo d’ arresto il deliziozo palazzo dello amhasciador di Firenze alla Trinità de’ m onti, dovette ritrattarsi solennemente ; riman dato poscia a Firenze , non senza aver provati gli effetti della benignità del Sommo Pontefice, giusto estimator del di lui sapere: siccom’ io nel III. tomo del mio Esame ec. data ne ho diffusamente la storia genuina, nel chi volesse potrehhela riscontrare al Gap. V I. Sa I Protestanti lusingandosi essere dimo strato il Newtoniano sistema, si avvisano dal ia sopraddetta condanna escita da Roma di avere un forte argomento contro P infallibilità della Chiesa ; come lo dice il chiarissimo Pad. Tirahoschi f*") . Ma son pur eglino in un in ganno supino . Che che intender vogliano per infallibilità della Chiesa , acciocché questo lor pensamento avesse vigore, converrebbe che fos se dimostrato il girar della terra : ma cosi è che con fisica evidenza si dimostra anzi il con_
^
S t o r ia d e l l a l e t t e r a t u r a ja 7 . e d it . 1780.
I t a lia n a t o m . V i l i , p a g .
67 trario ( come in tutto il decorso di questo lii»ro il vedemmo ) j dunqu’ è falsa la loro asser zione . Non lusinghisi chicchessia di potere per la condanna del Copernicano sistema giusta mente inveir contro Roma ; dacch’ essa anzi è un aionumeuto gloriosissimo dello zelo de’ Soni mi Pontefici a sostenere il decoro della parola scritta di D io , eh’ apertamente dice ferma la terra , il sole in corso . Se la cosa fosse al con trario, perchè l ’AItissioso non dovea in qual che guisa accennarlo? O non dovea,,egli parlar ne’ sacri libri del mondiale sistema, se voleva che da esso lui non si sapesse , o se ne volle parlare ( e ne parlò cosi di sovente ) , avea ad esporre la cosa com’ era , e non con termini totalmente opposti , e far per tal guisa che »’ ingannassero tutti i Padri, e fantichità Cri stiana , i tribunali ecclesiastici i più autorevo li , anzi i Sommi Pontefici ; dacché poi se quest’ inganno foss’ egii vero, dir potrebhono i nemici della cattolica Religione, che sulle più. chiare espressioni della Santa Scrittura ingan nar si potrehbono anche in altre materie ; ed atterrar per tal guisa le prove che traggonsi dall’ autorità e tradizion sacra, che pure appo i cattolici tanto vale . 53 Certamente d i’ è da maravigliai’si assais simo che r uomo , il qual, come dicesi nell’Eeclesiaste , dell’ essere delle fatte cose non ne sa proprio nulla, e che quanto più s’ affatica in cercarlo , tanto meno lo può rinvenire (*) ; se
E t intellexi , quod omniiirn operum D ei nullam j>os~ sU homo invenirs rationem eurum q 'icb fmnt sub s o le
, &•
quan-
68
il grande Iddio si degna manifestargli l ’ immo bilità della terra , il giro del sole ^ voglia sta bilir come vero un sistema diametralmente con trario ; e sistema affatto incredibile e ne’ prin cipi su cui si fonda , e nelle conseguenze che ne dovrebbero derivare ; siccome lo abbiam di mostrato chiarissimamente. Ma eziandio l’ igno ranza talvolta è superba . §.
X V I.
C onclusio ne .
54 f^dconoscluto cld abbiamo quanto per ogni riguardo sia fuori d’ ogni credenza il moto del globo terráqueo, ogni diritto estimator delle cose ben vede potersi sostenere il Newtoniano sistema come un’ ipotesi , non già come una tesi , quasi die si potesse dir dimostrato ; sic come lo confessano i più insigni ingenui filoso fanti ( ti’a quali anco il Newton ) dal cel. Nieuwentyt nominati partitamente (*) . E co me una mera ipotesi io porto parere che lo sostengano tanti insigni astronomi di tutte le università dell’ Europa, i quali, siccome di fi no criterio dotati , e forniti delle fisiche co gnizioni più pellegrine , non verran mai a cre dere che dimostrare si possa che l ’ attrazione quanto p lu s la lo rà z e r it a d quærendum
, tanfo minus invc“
n ia t , etiam si dix^ rit sapiens se nasse ^ non poterit rep erire.
Eccle. V II.
1 7
.
(a ) L ’ e x is t e n c e d e D i e u e c . l i v . U I - e lia p . V I I . p a g . 5 7 9 . e d it . 1760.
¿9 ilei soie sia uguale in proporzion della massa a quella d ’ altri pianeti, e che in distanza fino di più di mille cinquecento cinquanta milioui di miglia ( ed anche assai più in riguardo alle comete ), tirar possa con forza immensa dei pianeti assai \olte più macchinosi ancor della terra ; nè che i l . moto proiettile o di rotazione dat'o ai pianeti con un sol colpo dal Creatore a principio, continuar dehha anche in perpetuo a ritroso della intrinseca lor gravità ; ovvero che se la terra avesse què’ moti impetuosissimi che se le attribuiscono , potessero spiegarsi i fenomeni riguardanti Tatmosfera dell’ aria, il volo degli uccelli, la discesa de’ gravi ec.-, de’ quali ne parlammo diifusamente ne’ superiori paragrafi. Infatti quantunque l ’ opinione del Newton sia tanto in voga, pur ebbe a contra ri dei valenti filosofi, che lunga cosa sarebbe nominare partitamente , ed esporre le loro ra gioni ; essendovi stato anche un Francese (*) che chiamò il sistema dalla gravitazione ed at trazione un arzigogolo metafisico, in cui nien te si vede di ch iaro. 55 Non potendosi adunque dimostrar della terra il m oto, anzi colle più sensibili sperienze dimostrandosi che non si dà, opportuna co sa sarebbe che gli astronomi dicessero chiara mente nei loro libri che si sostiene la Newto niana teorìa , soltanto com’ una ipotesi atta a spiegare con più agevolezza le apparenze cele-
(^ ) Q u e s t i è
l ’ A b a t e d es
lib r o c h e h a p e r t it o lo :
F o n ta iu e s ,
r ip o r t a t o
nel
Riflessioni sritico-filosofiche espo
ste in dialoghi-, D ia l. T H L
7®
.
.
1
•.
sti , e. non già coinè mia te s i, quasi die tosse •vera j e far credere a d ii non è in istato d’esa minare fondatamente le cose, una falsità in torno ad un aggetto sì grande , com’ è la di sposizione di tutta r immensa maccliina mon diale . Ma io che dissi io mai ? Eh che non do-vrehhesi sostenere neppure come mi’ ipotesi, quando si sa eh’ è fondata sul falso . Un ama tore del vero, com’ esser dehbe ogni iilosofante , cercar non dee che la verità , e non per dere il tempo nel mascherare la falsità. Quell est , est -, non. , non, , egli è pur hello conie in ogni aft’are , così in ogni scienza. E qual piace re può egli mai ritrarre un uomo ingenuo cer catore della realtà , non deirappareiiza , nel sentirsi tutto dì dai filosofi rintronare all’orecdiio fino alla nausea , che il sole è fisso , la terra in giro , se poi altronde sa esser questa ima mera finzion fiiosofica ■, e che la cosa in sostanza carniniiia totalmente al rovescio? Sarehh egli ben meglio che gli astronomi si occuiiassero a formare una teorìa , che ponesse fissa la terra , e con essa spiegare quanto alle apparenze i giri degli astri . Già si sa che il celeberrimo astronomo italiano Domenico Cas sini diede alia luce in quattro distinte tavole i giri di mercurio, venere, m alte, gxove, sa turno , colla posizione del sole , su]'ponendo anebe la terra nel centro come vedere si può jiAVIlistoire de VAccademie royale des scien ces 1709. (*) : e se gii astronomi , i quali con ( * ) (fin est’ o p u s c o lo h a p o r t i t o l o : D a moui'enient ap
parent des phuititns à- Vi'aard de la Terrs . F a r, M- Cnssiiù.
li tanta immensa fatica in questi ultimi tempi han travagliato ad illustrare il sistema del Nev/ton , si fossero con altrettanta occupati a for mare il più esattamente che si fosse potuto le tavole de’ giri del sole, e degli altri pianeti ■ ponendo la terra immobile , le avrebbero forse a quest’ora congegnate con satisfazione univex'isale. Ma i filosofanti moderni non vi ci s’ in durranno per ventura giammai. Sicconi’ essi pretendono di voler che il celeste sistema fisi camente si spieghi , così se pongasi fìssa la ter ra ^ non verranno giammai a darne una spie gazione soddisfacente . E con quali a noi note fisiche leggi potrebbesi mai spiegare che i pia neti col sole , eh’ è sì macchinoso, e tanti mi lioni di stelle debbano tutto giorno avvolgersi con regolati giri stupendi intorno al nostro globo , senza una superiore esterna forza che incessantemente li tenga in azione ? 56 Souosi lusingati gli astronomi di dare un’acconcia spiegazion della causa de movimen ti celesti col sì celebrato sistema dell’attrazio ne ; il quale però vedemmo quanto sia per va ri riguardi incredibile : essendo stato più del ]Siew“ton oculato il Copernico , il quale dei gi ri , che giusta la sua ipotesi attribuisce alla terra , ed ai pianeti , non assegnò alcuna cagion fisica . Ebbe già a dire il famoso Bacone di Verulamio , che fino a suoi tempi gli astro nomi non erano ancor pervenuti a discoprir le cause dei moti dei cieli , e che si erano oc cupati principalmente intorno alle loro appa ren ze, onde con grazioso paragone assomiglia l ’astronomia alla pelle di quel toro ripieno di paglia e di frasche il quale a Giove offrì già
7^
Prometeo . Piiporterò le sue parole ^ come si trovano nel discorso del Pringle sopra Pattrazione de’ monti, riportato nella Scelta d ’ opH‘ scoli interessanti (*) . ,, Comechè l’astronomia „ sia stata giustamente fondata sull’osservazio5, ne de’ fenomeni, pur l ’edifizio ne è stato „ sinora troppo basso, e fragile. Questa scieu„ za infatti non cifre allo spinto umano se non che un oggetto simile a quello che presentò ,, altre volte Prometeo a Giooc, allorché volen„ do a questo Dio imporre, gli offrì sull’ara „ in luogo di viva vittima , la pelle di un gran ,, toro ripiena di paglia , di frondi, e di rami ,, di vim ini. Così l ’astronGraia non altro ci 3, presenta che l ’esterno de’ corpi celesti , e a „ così dire , l ’ involucro del cielo “ . Ciò che disse questo grand’ uomo prima che fosse con gegnata la teorìa' del Filosofo Inglese , dir si può , se mal non m’appongo, eziandio dopo che fu con tanto studio stabilita . Attrazioni incredibili in distanze antio enormi , moti per petui ad un sol colpo, calcoli laboriosissimi fondati sopra grandezze, masse, distanze in certe di globi immensi , soii come un toro ri pieno di paglia , che allò accostarsele di un piccolo lumicino va in cenere prestamente . Quanto alle cagioni producitrici de’ moti dei
(='■) T o m . I I . d e l l ’ e d i z i o n e f a t t a in S l i l a n o 178^. L 0 "'stesso P r i n g l e r i p o r t a n d o
ch e
il
B a con e
non
a p p ro T ®
m a i i l C o p e r n ic a n o s is te m a , v i a g g in g n e q u e s t a p o s t ill a . „
L o d i c e im m a g in a t o d a l l ’ a s s u r d i t à , e
5, i c i e c h i l o r ic o n c s c o n fa ls is s im a
scient. Uh. 3. cap.
4.
t a le o h e a n c h e
. D i dig/ìit, , &■ ceig
................................. ' , , . V® maravìgliósi giri dei cieli, se rAltissimo non le rivela, l ’uom non le può discoprire Que sti facitori di sistemi novelli non sono stati finora troppi) felici . Formati ne hanno di cosi strani, e taluni sino ridicoli e iti astronomìa, e in fisica, e in geologìa ^ che se di ciasche duno pennelleggiare se ne volesse il quadro , potrebbe formarsene una graziosissima gallerìa . (^) O lt r e i n e lle s t e lle
dei
g ir i
s t u p e n d is s im i
fe n o m e n i, d ie
d e ’ p ia n e t i
debbono
o g n i a s t r o n o m o d i p o t e r n e a sseg n a r
la
fa r
hannovi d is p e r a r e
c a g io n e ;
d a cch é
a l t r e si -v egg on o q u a s i a l l ’ im p r o v v is o a p p a r ir e a v e n t i u n gra n d e
s p le n d o r e ,
d i n ovem bre
com e
q u e ll a
o ss e rv a ta
t o b r e i 6 o 4 - 5 a v e n d o in s in o a lc u n e lo r o
al
i 5 5 3 . , e q u e ll a d e l s e r p e n t a r io
v ic e n d e : i l p e r c h è i l o e l.
i
p e r io d i
m e d ic o
p r in c ip io ai io .
o t
di
q u este
F o r tu n io
L ic e ti
. fiiT d a l i 6 5 5 . d i e d e a lla l u c e u n l i b r o JJe nevis a stris,St
comctU . M a i N e -w t o n ia n i m e d e s im i d i b u o n g r a d o c o n fe s s a n o c h e d e i f e n o m e n i , e s e g n a ta m e n te d i c e r t i l e n t i m o t i c l i ’ o ss e rv a n si n e g li a s t r i d e l fir m a m e n t o , n o n se net p u ò fin o ra a sse g n a r la c a g io n e , m a c h e
(
c o m e d ic e
il
L a p la c e ) si s v ilu p p e r a n n o n e i s e c o li s u s s e g u e n t i; ,, Q u i „
se d é v e l o p p e r c n t d a n s les s ié c le s su iv a n s
d ’ a v v is o , ch e n on D ir ò c iò c h e
is v ilu p p e r a n n o s i
la s c iò
s c r it t o
n e lla su a D is s e r t a z io n e
il
per
Io però s o » tu tti i
s e c o li.
P ad.
C a lm e t
d o t tis iix n o
s o p ra ’ 1 sistem a d e l m o n d o d e g l i
a n t i c h i E b i-e i t r a d o t t a , e p o s ta a l p r i n c i p i o d e i q u a t t r o fa m o s i d ia lo g h i d e l G a li le o n e l l ’ e d i z i o n e d i P a d o v a 1774- J esp on en do
e g li a p p u n t o la m a la g e-v b lezza
d e l p otersi d a
esso n o i t u t t a in t e n d e r e la t e o r ìa d e g li a s tr i . „
r a n n o s e m p r e m a i c ir c a
q u esta
m a te r ia
V i
sa -
o s c u r ità , e d
„
in s u p e r a b ili d if f ic o lt a d i . P a r e c h e D i o g e l o s o , p e r c o s ì
„
d i r e , d e lla b e l l e z z a
e
m a g n ific e n z a d e l l a
su a o p e r a 3 ,, siasi
?4 La novità delle ipotesi ha un particolare ascen dente sullo spirito de’ moderni filosofanti. Gli antichi, che sapevano essi pure ben ragionare, attribuirono gli stupendi movimenti degli astri alle intelligenze celesti. Ma questa sarebb’all’ orecchio di varj moderni come una filosofica eresia. C V ne diranno essi la verità, quando l ’avran rinvenuta ; ciò che co’ naturali lor lu mi non riescirà loro giammai. , , sia si r is e r b a t o
p e r se
s o lo
la
p e r fe tta
c o g n iz io n e
di
j , su a s t r u t t u r a , e ’ 1 s e g r e t o d e ’ s u o i m o v i m e n t i , e d e l l e su e r i v o l u z i o n i . E g l i c e n ’ b a la s c ia t o v e d e r e a b b a s t a n -
l , za p e r o b b lig a r c i a r ic o n o s c e r e la s a p i e n z a , e p e r f a r i ’ in f in it o
p otere ,
non
, , c o n t e n t a r e la n o s t r a c u r io s i t à “ . A
, c i a m m ir a r e d e l l ’ A r t e f ic e
recare
le
per
m o lt e
p a r o le in p o c h e , p i a c q u e a l l ’ O n n ip o t e n t e S ig n o r e m a n i f e s t a r c i c h ia r is s ir a a m e n t e n e l l e sa cre c a r t e d e l l a t e r r a { §. X V . i l c o m e f a c c ia
l ’ im m o b ilit à
) ; m a n o n g l i p ia c q u e m a n if e s t a r c i
in t o r n o a d
essa
tu tti
r iv o l g e r e
i
c ie li ;
Quis connliariiis ejas fu it? Roman. \ l . ver. ne
p otrà
g ia m m a i d a n o i a ssegn a re u n a c a g io n
I l e i g ir i d i t a n t i m i lio n i d i s t e lle n o n
fis ica ; c o m e
se
nep
p u r e cle ’ m o t i v a ti d e l l e c o m e t e ; i l d i
c u i r it o r n o ( p e r
q u a n t o si v a n t i q u e l l o d e l l a c o m e t a d e l 1 6 8 2 . , d i e d ic e s i r ic o m p a r s a
n e l 1759.) n o n
si
p otrà
d e t e r m in a r e c h e
d a i-n o s t r i p o s t e r i : s ic c o m e s c h ie t t a m e n t e lo d ic e i l d ’ A l e m bert
n e l l ’ E n c ic l o p e d ia
a r t.
Cometa: „ L a
q u e s t io n
, , r e t o u r d es c o m e te s e s t d u n o m b i e d e c e l l e s , , , t r e p o s t e r it é s e u le p o iir r à r e s o u d r e
du
qu e no-
d ic e n d o a n c h e
i l L a p la c e d o v e r n o i essere c i r c o s p e t t i a p r o n u n z ia r e s o p r a l ’ id e n t i t à d i d u e c o m e t e o s s e r v a t e : c o m e si p u ò d i f , fu s a m e n t e
ved ere
s. XXVITI.
nel
m io
p r im o
tom o
d e il’ Esame e c .
57 ï Newtoniani più impegnati mi riguartleranno come uii rancido Peripatetico, clip non assapora i cotanto begli siudj m oderni. Li gusto quando -vi trovo il dolce del vero , non quando vi provo l ’amaro del falso. Ma io punto non mi scuoto nè ai loro biasimi, nè ai loro encomj . Non sono poi i soli Newto niani que’ ch’abbiano senno in capo. Se piace ad assai persone il signoreggiante sistema senza averne forse in tutte le sue parti intrapreso un serio esame, dispiace ad assai altre che rhanno a fondo scandagliato, e riconosciutolo insussistente e in fisica, e in metafisica, e in teologia . E se r eloquente Baiily ebbe a dire quasi in aria di trionfo, ch’oggidì come la Francia , così l ’Europa è Newtoniana , altri replicare potrebbe che la Francia e l ’Europa è Newtoniana , perchè si è ingannata come quand’ era Cartesiana . Già ho accennato nello av vertimento al lettore eh’ il sistema del gran Cartesio fu negli scorsi tempi dai filosofi ab bracciato , come lo è di presente quello del grande Newton ed i suoi vortici che rapito iianno cotanto l’ammirazione de’ filosofanti E u ropei , sono oggi giorno appellati poco men che ridicoli . Può avvenire che ridevole col tempo venga chiamata eziandio l ’attrazione segnata mente del sole, ed il moto proiettile de’ pia neti durevole ad un sol colpo , quant’ è da se in tempo anche infinito . La moltitudine dei filosofi sostenitori d’alenna opinione, non è sempre mia marca infallibile di sua verità . La filosofia , come tutte l ’altre sullunari cose ha le sue vicende , ed una setta discaccia a) fin l ’altra jcome Io avvertì puip il rinomato Pad.
76 . Bonafede hel ritratto che fa del Cartesio, così dicendo : ,, Siccome la filosofia d ’Aristotile area ceduto il regno al Cartesianismo , così que-* 99 sto Io cedette al Newtonianisino , e questo , inrecchiato lo dorrà cedere egli ancora un ,, giorno a qualeli’altro filosofo più giorane^ e più fortunato . Questo è il giro delle cose „ umane “ . 58 Io ho esposto con ischiettezza il mio parere , e hramosamente desidero che alcuno di que’ minuti filosofi ^ che forse senza leggerla dispregiata hanno e derisa la mia opera dell' Esame del Newtoniano sistema j mi faccia con pari schiettezza riconoscere il mio inganno . Io però m’arriso che ninno di loro rorrà en trare in lizza, e dirà che le da me ax’recate ragioni 0 non son meriteroli di risposta ^ o che ri si è già mille rolte risposto, o che non meritano altra risposta che di spregio e risate j che son poi le consuete risposte di chi a ra gionati argomenti non sa che rispondere. H loro silenzio però sarà come il mio trionfo .
r I N E.
IN D ICE D E ’ P A R A G R A F I .
D.
77
J. elVattrazione celeste . 7 IL D e l moto de’ pianeti . . . 55 i 4 III. D e lle stelle f i s s e ................... ......... 19 IF . D ella terrestre atmosfera . . 55 ^6 „ 3o V. D e l volo degli u cce lli . . . VI. D e lla discesa de’ gravi . . 36 VII. D el moto dei proietti . . . 55 3g D e ll’accelerazione del moto n ella discesa de’ corpi . . . . 5) 4^ IX . Ragioni di convenienza per V im mobilità della terra . . . ,, 4^ X. D ella deviazione dal perpendicolo nella discesa de’ gravi . . 4? X I. D ella diversità d ell’oscillazione de’ pendoli sotto clim i diversi . ,, 49 X II. D ella figura sferoidale della terra,, 5 r X III. D el flusso e riflusso del mare. „ 5a X IV . D ella Teorìa N ew toniana. . sj 54 X V . D ella S. Scrittura . . . . 5558 X V I. Conclusione . . . . . . . »>68
vili.
I N D I G H DELLE
COSE P IU ’ N O T A B I L I .
A,
L CceleraE Ìone n e lla d is ce s a d e ’ g r a v i : d im o s t r a l a
fa ls it à d e l m o to a n n u o d e lla te r r a . A t m o s f e r a d e l l ’ a r i a ; se a v esse
un
.
.
pag.
45
d o p p i o m o t o la
t e r r a , n o n s’ in t e n d e c o m ’essa lo p o t e s s e s e g u i r e , , A t t r a z i o n e d e l s o le a ffa t t o i n c r e d i b i l e
.
.
II
,
B B a co n e d i V e r u la m io ; su o p a ra gon e
in
r ig u a r d o
a lla c a u s a d e i r u o ti c e l e s t i
G i e l i : L a c a g io n e d e i l o r m i r a b i l i m o v im e n t i n o n si p u ò s a p e r e d i c e r t o c h e p e r r i v e l a z i o n e C o m e t e : L a lo r o a t t r a z io n e
col
s o le
in
.
,,
73
d is t a n z e
im m e n s e d e l t u t t o i n c r e d i b i l e ..........................., , I l l o r o r i t o r n o , n o n s i p u ò p r o v a r e ..........................., ,
74
D D e v ia z io n e d a l p e r p e n d i c o l o n e lla d is c e s a d e ’ c o r p i : n o n p r o v a la r o t a z io n e d e l n o s t r o g l o b o
.
.
„
4?
D is c e s a d e ’ g r a v i ; c o n fis ica d im o s t r a z io n e p r o v a la
36
f a l s it à d e l N e w t o n i a n o s i s t e m a ...........................„
F F o r z a d ’ i n e r z i a : c h e f a c c ia p e r s e m p r e c o n t i n u a r e i l n a g t o , è fa n t a s t ic a e s e n z a p r o v a
.
,
„
79 G 65
G a l i l e o : s u e v i c e n d e .....................................................?j
G r a v i t à d e ’ ,c o r p i n o n p r o v i e n e d a l l ’ a t t r a z io n d e ll a t e r r a .................................................... ...................................... ......
S
L L u c e : la su a v e l o c i t à p u ò essere u n e s e m p io d e l l a v e lo c ità
d e’ corp i
c e le s t i
.
•
.
.
.
.
.
„
aa
M M a r e : i l s u o flu ss o e r iflu s s o n o n è u n a p r o v a d e l s is te m a s i g n o r e g g i a a t e ...........................................................
N N e w t o n : n o n f u c o s t a n t e i n t o r n o a lla c a g io n e d e l l a d is c e s a d e ’ g r a v i ...........................*
................................10
S i c a n g iò d i p a r e r e s u l sistem a d e l l ’ a t t r a z i o n e
„
Sj
P P e n d o l i : la v a r ie t à d e l l a l o r o o s c i l l a z i o n e i n c l i m i d iv e r s i n o n d im o s t r a i l
r o ta r d e lla te r r a
.
49
„
P r o ie t t i : il lo r m o to è u n a p ro v a d e l l ’ im m o b ilità d el g lo b o te rrá q u e o
S c r itt u r a sa cr a :
.
.
,
S
•
c h ia r a m e n t e
d e lla t e r r a , e ’ 1 g ir o d e l
.
.......................... 35
s t a b ilis c e
39
la q u ie te
s o l e ........................... 53
68
S is te m a N e w t o n i a n o : n o n p u ò s o s te n e r s i c h e c o m e u n a s e m p lic e i p o t e s i ........................................................... S t e lle : L a l o r o
en orm e
69
lo n t a n a n z a e g r a n d e z z a è
fu o ri d ’ o g n i c r e d ib ilità
................................................................... 33
19
So T e r r a ; la su a fig u r a s f e r o id a le n i e n t e p r o v a la su a v e r t i g i n e ...............................................................................„ T i c o n e : G o l su o s is te m a s i s p ie g a n o l e c e l e s t i a p p a ren ae c o m e c o n q u e l d i C o p e r n ic o
.
.
55
.
U U c c e l l i : i l l o r v a r io
v o lo
d im o s t r a
T im m o L il it à
d e l l a t e r r a ............................................................................... U o m o : a lla su a e c c e l l e n z a n o n
c o n v ie n e
il
3»
roto
la r s i t u t t o d i c o l l a t e r r a , e a n d a r q u a l c o r r ie r e p e r p e t u o c o m e t a p in o p e l c i e l o
.
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