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CHRISTMAS TIME

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Il tempo di

natale Testi di Inos Biffi Illustrati da Franco Vignazia

Nuova edizione settembre 2021 © 1997 Editoriale Jaca Book Srl, Milano Tutti i diritti riservati Prima edizione italiana 1997 Imprimatur in Curia Archiep. Mediolanensi 21 marzo 1997 S. E. Mons. Angelo Mascheroni Grafica e copertina Jaca Book Stampa e legatura Galli Edizioni Srl Gavirate (VA) settembre 2021 ISBN 9788816575295 Editoriale Jaca Book via Giuseppe Frua 11, 20146 Milano Tel. 02 48561520 - 342 5084046 libreria@jacabook.it www.jacabook.it – ebook: www.jacabook.org Seguici anche su


Indice Guidare i bambini al Natale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 “Gioisci, o piena di grazia” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 “Non temere, Giuseppe” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 La visita di Maria a Elisabetta . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Gli antenati di Gesù. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Giovanni Battista, il precursore di Gesù . . . . . . 14 Maria e Giuseppe verso Betlemme . . . . . . . . . . . . 16 “Diede alla luce il suo figlio primogenito”. . . . . 18 “Vi annuncio una grande gioia” . . . . . . . . . . . . . . 20 L’imposizione del nome a Gesù e la sua presentazione al tempio . . . . . . . . . . . . . . 22 I Magi da Oriente a Gerusalemme . . . . . . . . . . . . . 24 Prostràti, lo adorano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 I bambini di Betlemme uccisi da Erode . . . . . . . 28 “Fuggi in Egitto” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30 Il ritorno dall’Egitto e la dimora a Nazareth . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 Santi di Natale Maria e Giuseppe. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 Zaccaria, Elisabetta, Giovanni Battista. . . . . . . . 36 Gli angeli e i pastori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 I Magi, gli Innocenti, Simeone e Anna . . . . . . . . 40 San Nicola e santa Lucia e i loro doni . . . . . . . . . 42 I santi Stefano, Giovanni e Tommaso Becket. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44


Guidare i bambini al Natale

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l Natale affascina particolarmente

i bambini, ma spesso non viene spiegata loro la ragione profonda di quel fascino, rappresentato dal primo Natale da cui la festa è iniziata: quello di Gesù, il Figlio di Dio, nato dalla Vergine Maria. Non sorprende perciò che il Natale si riduca a un’attesa di regali da ricevere o a un’occasione qualsiasi di scambio di doni. Questo piccolo libro – dove ancora una volta le immagini si associano alle parole – mira a guidare i bambini al vero Natale, quello che la Chiesa non ha mai smesso di celebrare. Nato dagli stessi Vangeli, questo volumetto non fa che riproporre il racconto dell’attesa e dell’apparizione di Gesù, soprattutto rievocando i santi che più da vicino hanno vissuto quel primo Natale, Maria e Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta e Giovanni Battista, gli Angeli e i Pastori, i Magi e gli Innocenti, o i santi che portano i doni – Nicola e Lucia – e quelli commemorati nel tempo natalizio: Stefano, l’evangelista Giovanni e l’arcivescovo Tommaso Becket. I bambini si troveranno in loro compagnia: li seguiranno e li ascolteranno, e passeranno da Nazareth a Betlemme, dalla casa di Maria a quella di Elisabetta, dalla grotta al tempio di Gerusalemme, dall’Egitto a Nazareth nuovamente. Comprenderanno così perché si fa festa a Natale, perché quello è un giorno di doni e di una bontà che dura nel tempo, perché la gioia che si prova a Natale non sarà passeggera. Ma occorrerà che qualcuno cammini con loro, leggendo queste pagine insieme e commentando il messaggio evocato dalle figure. I primi chiamati a farlo sono i genitori – e sarà il segno che il Natale cristiano è tornato in famiglia –, e poi gli educatori, i catechisti, e tutti quelli che amano ogni anno ravvivare e gustare l’annuncio che ‘‘è nato il Signore’’. 5


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“Gioisci, o piena di grazia”

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ioisci, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1, 28): così l’angelo Gabriele saluta Maria, una ragazza di Nazareth, promessa sposa di Giuseppe, che a quelle parole rimane sorpresa e timorosa. Però Maria non deve avere paura: nel suo amore Dio l’ha scelta per essere la madre del “Figlio dell’Altissimo”, che da lei nascerà miracolosamente, per opera dello Spirito e della potenza di Dio, al quale “nessuna cosa è impossibile” (Lc 1,37). A quella chiamata divina Maria risponde prontamente con il suo sì obbediente e disponibile: “Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38). Tutta la vita di Maria sarà dedicata a Gesù, che inizia a vivere nel suo grembo.

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“Non temere, Giuseppe” Q

uando Giuseppe, uomo “giusto”, viene a sapere che Maria sta per diventare mamma per opera dello Spirito Santo, in un primo momento decide nel suo cuore di lasciarla. Ed ecco anche a lui, in un sogno, l’annunciazione di un angelo. Quello che è generato in Maria – lo avverte l’angelo – certamente proviene dallo Spirito

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Santo, ma non per questo deve rinunciare a prenderla come sposa, poiché toccherà a lui dare al Bambino il nome di Gesù, che significa Salvatore, e svolgere verso di lui la missione del padre. E come Maria, Giuseppe, con fede decisa, dice il suo sì generoso: “Svegliatosi dal sonno, prese con sé la sua sposa” (Mt 1, 24]. Anche la vita di Giuseppe sarà tutta dedicata alla crescita, alla protezione e all’educazione di Gesù.

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La visita di Maria a Elisabetta

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opo l’annuncio dell’Angelo, Maria lascia Nazareth, per salire in fretta verso la montagna, alla casa di Zaccaria e di Elisabetta, sua anziana parente: anche lei attende la nascita di un figlio, Giovanni Battista, che avrebbe battezzato Gesù e l’avrebbe indicato come l’Agnello di Dio. Al saluto di Maria, Elisabetta, sorpresa che la “madre del Signore” sia venuta da lei, esclama a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo!... Beata colei che ha creduto” (Lc 1, 42-45), e rivela che il Bambino che è in lei ha sussultato di gioia. Ma in quell’incontro tutti sono pervasi di gioia. La promessa divina di un Salvatore si sta ormai avverando e Maria, sempre umile e riconoscente, rivolge con forza a Dio un canto di lode e di ringraziamento, il Magnificat: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore” (Lc 1, 46-47).

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Gli antenati di Gesù Giuseppe sposo di Maria

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a famiglia di Gesù è formata da Maria, la sua mamma, e da Giuseppe che, secondo la missione ricevuta dall’angelo, ha dato il nome al Bambino e svolge con cura e attenzione il ruolo di padre. Ma Gesù è anche chiamato “figlio di Davide” e “figlio di Abramo”: Salomone, Davide, Giuseppe, Giacobbe, Isacco e Abramo sono i suoi antenati, la sua genealogia risale fino a loro. Anzi fino a Noè, il costruttore dell’Arca, e, fino ad Adamo, il primo uomo creato da Dio. Come ognuno di noi, Gesù appartiene a un popolo, a una stirpe. Fa parte dell’umanità, in quanto vero uomo.

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Giacobbe lotta con l’angelo

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Isacco benedice Giacobbe

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Abramo

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Giovanni Battista, il precursore di Gesù

del Signore a offrire l’incenso e a pregare. In realtà, Zaccaria si era mostrato incredulo alle parole dell’angelo, dal momento che sua moglie non poteva avere bambini e perché erano entrambi piuttosto anziani.  Per questa sua mancanza di fede Zaccaria era diventato muto, ma otto giorni dopo la nascita del figlio, durante il rito della circoncisione, che segnava l’alleanza tra Dio e il suo popolo, riacquistò la parola. Poté così dare al bambino il nome di Giovanni e innalzare, come Maria, un canto alla fedeltà e alla misericordia di Dio, che aveva visitato e redento il suo popolo e stava per far sorgere dall’alto un Sole splendente, un Salvatore. E Giovanni, una volta cresciuto e rafforzato nello spirito, avrebbe preparato al Salvatore la strada.

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ervizievole e premurosa, la madre di Gesù rimane tre mesi a casa di Elisabetta, fino alla nascita di Giovanni. Quella nascita era stata annunciata e promessa dall’angelo Gabriele al padre Zaccaria che si trovava nel santuario

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Maria e Giuseppe verso Betlemme S

i avvicinavano per Maria i giorni in cui doveva dare alla luce Gesù, che portava nel grembo dal tempo dell’annunciazione dell’angelo Gabriele. E proprio allora uscì un editto dell’imperatore romano Cesare Augusto che imponeva a tutti i sudditi dell’impero un censimento: ciascuno si sarebbe recato per questo nella propria città di origine.

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Per farsi censire, Giuseppe, essendo della casa e della famiglia di Davide, salì con Maria, la sua sposa, da Nazareth in Galilea, a Betlemme in Giudea: Betlemme era infatti la città – in realtà un villaggio – da cui proveniva il re Davide. Riferendosi a essa il profeta Michea aveva detto: “Betlemme, da te uscirà colui che deve essere il dominatore di Israele” (Mic 5, 1). Qui vediamo più che mai Giuseppe nella sua veste di capofamiglia, di uomo responsabile e sicuro, al quale Dio ha affidato suo Figlio e sua madre Maria.

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“Diede alla luce il suo figlio primogenito” D

urante il soggiorno a Betlemme, scrive l’evangelista Luca, “si compirono per Maria i giorni in cui doveva partorire, e diede alla luce il suo figlio primogenito” (Lc 2, 6-7), che fu anche il suo unico figlio. A Betlemme la famiglia di Nazareth doveva aver trovato ospitalità presso dei parenti, che con ogni probabilità abitavano in un modesto alloggio, che aveva accanto una grotta, luogo destinato al deposito di attrezzi e a ospitare animali: ne esistono ancora oggi nei dintorni di Betlemme. Gesù non nacque nell’ambiente principale dell’alloggio, ma in un’umile grotta: la descrizione fa pensare a una mangiatoia, dove – sempre secondo le parole di Luca – Maria depose il Bambino, dopo averlo avvolto in fasce. Quello di Maria è un gesto semplice e premuroso, comune a ogni mamma, con il quale l’evangelista accenna alla delicata tenerezza della donna.

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esù nasceva a Betlemme e nei campi attorno passavano la notte dei poveri pastori che sorvegliavano le loro greggi. Ma proprio a loro, per primi, un angelo – seguito poi da tutta una schiera angelica festante –annuncia “la grande gioia”: “Oggi è nato per voi un Salvatore nella città di Davide” (Lc 2, 11). I pastori lo potranno riconoscere: è un “bambino, avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Lc 2, 12). E infatti si recano in fretta a Betlemme e lo trovano insieme con Maria e Giuseppe. Mentre ritornano alle loro greggi, lodano Dio per quello che hanno ascoltato e visto. Dio per rivelarsi sceglie sempre chi è semplice e umile di cuore.

“Vi annuncio una grande gioia”

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otto giorni dalla nascita il Bambino viene circonciso: anche lui entra a far parte del Popolo di Dio, che in lui troverà la salvezza, e infatti riceve il nome di Gesù, che significa Salvatore. E a quaranta giorni è viene presentato al tempio per essere offerto a Dio: lo incontra Simeone, uomo giusto e pio, che per tutta la vita lo ha desiderato e atteso. Adesso che lo ha visto, potrà morire in pace. Anche un’anziana profetessa gli si avvicina: Anna. Anche lei vive sempre nel tempio e ora loda Dio e parla del Bambino a quanti aspettano in Israele la liberazione.

L’imposizione del nome a gesù e la sua presentazione al tempio

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I magi da oriente a Gerusalemme Q

uando Gesù nasce, sorge nel cielo d’Oriente una stella a indicarlo: la vedono alcuni misteriosi personaggi, dei Magi, e dietro la sua guida silenziosa vengono a Gerusalemme per adorarlo come re dei Giudei.

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Ma Gerusalemme, dove la stella scompare, non sa nulla di quella natività. Quanto al sospettoso re Erode, a quella notizia rimane turbato e, leggendo nei libri sacri che Betlemme è la città del Messia, invia lì i Magi perché si informino accuratamente del Bambino: anche lui dichiara che sarebbe andato ad adorarlo. In realtà ha concepito il progetto crudele di ucciderlo. I Magi si rimettono allora in cammino e, pieni di gioia quando vedono riapparire la stella, alla sua luce giungono a Betlemme.

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Prostràti, lo adorano N

el luogo su cui si posa la stella i Magi trovano il Bambino con Maria, sua madre, e prostràti lo adorano. Poi aprono i loro scrigni e gli offrono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2, 11).  I Magi raffigurano le genti lontane, ne sono le primizie. Gesù si rivela a tutti quelli che lo cercano con cuore sincero, perché è il Re e il Salvatore di tutti.

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I bambini di Betlemme uccisi da Erode

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Magi non ripassano da Erode: in sogno ricevono l’avvertimento di seguire un’altra strada per fare ritorno nel loro Paese. E il re sanguinario, che si è accorto di essere stato ingannato, ordina di uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio, dai due anni in giù. Erode è infatti convinto che tra questi ci sia anche Gesù. L’evangelista Matteo, raccontando quella barbara strage di bambini, ricorda il lamento, di cui parla il profeta Geremia, per la deportazione dei figli d’Israele in esilio a Babilonia. Il dolore di quegli innocenti rappresenta la sofferenza di Gesù, ingiustamente perseguitato, che con la sua morte salverà il mondo e glorificherà specialmente i martiri, che donano la loro vita per lui.

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“Fuggi in Egitto” U

na volta partiti i Magi, un angelo appare ancora in sogno a Giuseppe e gli ordina: “Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo” (Mt 2, 13). Con pronta obbedienza, Giuseppe, al quale nulla sta più a cuore di Gesù, si alza nella notte, lascia Betlemme e con il Bambino e sua madre si ritira in Egitto, dove resteranno fino alla morte di Erode. Gesù in Egitto fa ripensare al popolo ebraico tenuto schiavo in quel Paese dal faraone. Ma Dio, come ha liberato quel suo popolo e lo ha fatto

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entrare nella terra promessa, così richiamerà Gesù, il suo Figlio, dopo averlo salvato dalle insidie del nuovo faraone, di nome Erode.

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Il ritorno dall’Egitto e la dimora a Nazareth M

I suoi genitori lo vedranno crescere in età, irrobustirsi nel corpo e maturare nello spirito. Il suo comportamento era gradito a Dio e piacevole per quelli che stavano intorno a lui.

orto Erode, ecco nuovamente un angelo apparire a Giuseppe, che ha ormai un rapporto stretto con gli angeli, che trovano infatti in lui un esecutore fedele. Adesso l’ordine è questo: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele, perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino’’ (Mt 2, 20). E Giuseppe, sempre su indicazione dell’angelo, torna a Nazareth, e non più a Betlemme, nel timore che il re Archelao, succeduto a Erode, possa fare ancora del male al Bambino. In questo villaggio quasi sconosciuto Gesù trascorrerà la sua vita per oltre trent’anni. 32

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Santi di Natale

MARIA E GIUSEPPE I

l tempo che porta al Natale di Gesù è popolato di santi, che lo hanno atteso o che stanno intorno al Bambino, per festeggiarlo.

I primi che hanno aspettato e preparato il Natale sono Maria e Giuseppe. Innanzitutto Maria, la madre di Gesù: è lei che lo ha portato nel grembo, lo ha dato alla luce a Betlemme e con infinita tenerezza lo ha avvolto in fasce e sistemato con delicatezza nella mangiatoia. I pastori e i Magi trovano Gesù vicino a Maria, che silenziosamente e intensamente raccoglie e medita nel suo cuore ogni parola e ogni avvenimento

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che riguarda il Bambino. Gesù diventerà grande sotto lo sguardo e grazie all’opera di Maria.  Insieme a Maria il santo più vicino a Gesù è stato Giuseppe, lo sposo laborioso e silenzioso della Madonna. Pur non avendo trasmesso la vita a Gesù, concepito per intervento dello Spirito Santo, san Giuseppe lo ha amato con l’affetto e la responsabilità di un vero padre, circondandolo di ogni cura per proteggerlo e farlo crescere. Ora, Maria e Giuseppe vegliano su di noi e ci proteggono.

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Santi di Natale

Zaccaria, Elisabetta, Giovanni Battista S

anti vicini al Bambino Gesù, prima ancora che nascesse, sono anche Zaccaria, la sua sposa Elisabetta e il loro figlio, Giovanni Battista. Di Zaccaria ricordiamo il gioioso canto di lode rivolto a Dio nell’ottavo giorno dalla nascita del suo bambino, quando gli si riapre la bocca ed egli riacquista la parola che aveva perduto per la sua diffidenza nell’angelo che gli annunciava la venuta del figlio tanto desiderato: “Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente” (Lc 2, 68-69).

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Elisabetta è la mamma felice di Giovanni, che riceve con ammirata venerazione Maria che viene a farle visita e che sente il suo bambino sussultare di gioia nel grembo. Per circa tre mesi Elisabetta ebbe la compagnia attenta e servizievole di Maria. Giovanni sarà il precursore di Gesù e lo battezzerà nel fiume Giordano. Dopo aver vissuto con austerità nel deserto, con la sua predicazione e il battesimo di penitenza, Giovanni preparerà i cuori ad accogliere Gesù. Costui dirà riferendosi a lui: “È più di un profeta”. Tra gli uomini “non è sorto uno più grande” (Mt 11, 9-11). Tutta la vita di Giovanni è spesa per Gesù. Verrà fatto uccidere da Erode Antipa, che lo rimprovera per la sua cattiva condotta.

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Santi di Natale

Gli angeli E i pastori A

cominciare dall’annunciazione della nascita di Giovanni Battista fino al ritorno di Gesù dall’Egitto è tutto un apparire di angeli, messaggeri divini indaffarati e quasi ansiosi perché tutto si compia secondo il disegno di Dio. Vediamo l’angelo Gabriele nel tempio con Zaccaria e a Nazareth con Maria. Incontriamo gli angeli nei campi di Betlemme, quando uno di loro annuncia ai pastori che nella città di Davide è nato un Salvatore e li invita a recarsi alla grotta e così tutto un coro canta esultante: 38

‘‘Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini che egli ama’’ (Lc 2, 14). Ed è sempre un angelo a tenere all’erta Giuseppe, perché la vita di Gesù non corra rischi. Anche la nostra vita è oggi vegliata dagli angeli, ancora occupati a condurci verso Gesù. Quanto ai pastori — uomini poveri, ma dall’animo buono — ci insegnano ad affrettarci al presepio e a fermarci a osservarlo con stupore e pieni di gioia insieme a Maria e Giuseppe.

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Santi di Natale

I Magi, gli innocenti, Simeone e Anna A

ltri santi stanno intorno al Bambino. I Magi: non sappiamo se fossero tre o di più e se fossero dei re, ma certo ci insegnano che Gesù si fa conoscere da tutti quelli che hanno un cuore sincero e che si mettono sulla sua strada.

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Gli Innocenti sono i bambini che Erode ha fatto uccidere con l’intenzione di eliminare con loro anche Gesù: sicuramente sono i piccoli quelli che Gesù ama con più tenerezza. Simeone e Anna incontrano Gesù al tempio: Simeone per tutta la vita ha desiderato incontrare il Salvatore ed è contento di morire perché finalmente Dio gli ha concesso di vederlo. Anche Anna, una devota profetessa, è presente al tempio e si unisce nella lode di Dio, che è fedele e non delude mai.


Santi di Natale

San Nicola e Santa Lucia e i loro doni I

l Natale è il tempo dei doni. Il primo e più prezioso dono è Gesù stesso, che ci è stato regalato dall’amore del Padre. Ma le nostre feste natalizie sono spesso rallegrate anche da altri generi di doni. In alcuni luoghi questi regali vengono fatti il giorno stesso di Natale, in altri luoghi la festa dei doni accade prima. Per esempio il 6 dicembre, nel giorno di san Nicola (o Santa Claus), uno dei santi antichi più popolari nella Chiesa d’Oriente e d’Occidente, vescovo di Mira, in Turchia, le cui reliquie sono ora venerate nella città di 42

Bari. San Nicola viene ricordato soprattutto per la sua generosità, per esempio quando donò tre borse piene d’oro a tre povere fanciulle. Per questo ancora oggi si aspettano i suoi regali. In altri luoghi si attendono i regali di Natale il 13 dicembre, giorno di santa Lucia, la martire di Siracusa. Anche i santi a Natale si uniscono ai nostri genitori, ai familiari e agli amici che con i doni natalizi ci esprimono il loro amore.

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Santi di Natale

I santi Stefano, Giovanni e Tommaso Becket

Il 28 sono festeggiati i santi Innocenti e il 29 un altro martire, Tommaso Becket. Prima era stato un potente e ambizioso cancelliere del re d’Inghilterra. Divenuto arcivescovo di Canterbury, venne ucciso nella sua cattedrale per la sua fedeltà alla Chiesa.

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uesti i santi si celebrano subito dopo il Natale. Il 26 dicembre è commemorato santo Stefano, il primo martire. Morì lapidato e mentre veniva colpito contemplava i cieli aperti e vedeva il Figlio alla destra del Padre. Pregandolo diceva: ‘‘Signore Gesù, accogli il mio Spirito’’ e gridava: ‘‘Signore, non imputar loro questo peccato’’ (At 7, 59-60). Segue, il 27 dicembre, la festa di san Giovanni l’evangelista, il discepolo che Gesù amava con particolare affetto. Nell’ultima cena posò il capo sul petto di Gesù, e lo seguì fino ai piedi della croce. 44

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