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Testimoni di Luce: Novella Scardovi

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FABIANA GUERRA

TESTIMONI DI LUCE


Fabiana Guerra

TESTIMONI DI LUCE


TESTIMONI DI LUCE Mostra promossa da Centro Regionale Vocazioni Testi Fabiana Guerra Grafica Studio il Granello Cooperativa sociale Correggio (RE)

Fabiana Guerra Testimoni di Luce www.itacaedizioni.it/testimoni-di-luce Prima edizione: maggio 2019 © 2019 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0613-7 Grafica di copertina: Isabel Tozzi Stampato nel mese di maggio 2019 da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC) Seguici su www.itacalibri.it

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«La luce non illumina se stessa» A mia madre Vera che è in Cielo con loro

Presentare questi brevi profili di dieci persone che hanno testimoniato nella loro vita, breve o lunga che sia stata, una appartenenza a Cristo così forte e radicata, mi ha fatto pensare alla frase di papa Francesco: «La luce non illumina se stessa». È vero, sono come delle piccole e meravigliose luci sul nostro cammino terreno e, pur guardandoli, sappiamo che indicano un Altro. Nessuno di loro ha pensato a sé diversamente, né nella gioia né nel dolore a tratti lacerante fisicamente e/o spiritualmente: ciascuno di loro sapeva che il compito di un cristiano è additare Lui, illuminare Lui come unica guida sicura sulla strada del compimento della propria umanità e del desiderio di pienezza che portiamo in cuore. Sono solo dieci questi nostri amici, ma saranno migliaia quelli non riportati qui, e che dobbiamo scoprire, guardandoci attorno; non sono supereroi, ma uomini e donne veri, «i santi della porta accanto», ci suggeriva sempre Francesco in una sua felice espressione. Sono come noi, come le persone che abbiamo proprio vicine e delle quali magari non ci accorgiamo nemmeno, delle quali non sappiamo la storia, o che non ascoltiamo mai: abbiamo sempre fretta! Che cos’hanno allora queste dieci figure che le rende così “speciali”? L’abbandono fiducioso a Dio. In un’epoca come la nostra questo sembra dimenticato, come lo sembra la “parola” Provvidenza: vogliamo essere noi i protagonisti di ogni decisione piccola o grande, ma scopriamo o scopriremo, piano piano, che non è e non sarà così.


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Abbracciare la volontà buona di un Altro che ci compie, compie noi, me, nel presente, nel futuro e in eterno è il nostro destino di esseri umani amati da Dio in modo unico e irripetibile. Allora vediamo Carla che lotta come facciamo noi, prima di abbandonarsi serena a Lui; Maria che consapevolmente sceglie la vita come primato, perché Lui è la vita; Andrea che mai rinuncia al suo servizio perché Lui ha detto di imitarLo in questo; Margherita che, libera, lascia i suoi sogni perché li concretizzino gli altri, in quanto Lui è fedele; Daniele che perde la vita per i suoi amici, come Lui ha fatto; Luigi che trasforma in pace il suo dolore in offerta, assieme a Lui; Marcello che afferma l’Eucarestia come irrinunciabile, perché Lui è lì; Giuliana che è sorpresa da un Signore che la viene a visitare in quel modo, e poi Lo segue come coloro che seguono l’Agnello ovunque vada; Novella che fa dell’accoglienza la sua gioia, perché lo ha detto Lui di farlo, e Pierina che vive la carità in modo creativo alla sequela fantasiosa dello Spirito Santo. Lui, il Signore, è al centro di queste vite, perciò l’ho ripetuto per ciascuno. Non c’è rassegnazione in nessuno di loro: si lasciano abbracciare e abbracciano ciò che accade con la semplicità di chi ha compreso, per grazia, che è amato, e che tutto, ma proprio tutto Lui trasformerà in bene. Non c’è gara e non c’è numero uno: sono presentati seguendo l’ordine, quasi preciso, delle diocesi da cui provengono così come sono posizionate sulla via Emilia: tracciano così una “via di santità” che mi è piaciuta molto come idea e come suggerimento per la mia regione. Nel registro delle firme e commenti, presente in ogni mostra, una bambina di nove anni ha lasciato scritto: «Mi sono commossa un po’, perché nonostante le sofferenze che hanno vissuto nessuno ha perso la fiducia in Dio». Davvero impariamo dai piccoli che cosa significhi avere fede e lasciamoci commuovere fino in fondo da chi ci testimonia per Chi vale la pena vivere e morire.


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Ringrazio con tanto affetto ogni persona, parente o amico, che mi abbia aiutato nel lavoro di ricerca e studio per far conoscere questi Testimoni di Luce. Fabiana Guerra

La mostra I testi presentati in questo libro sono stati scritti per la mostra Testimoni di Luce, esposta a Reggio Emilia in cattedrale in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. La mostra è itinerante. Per informazioni e prenotazioni: Fabiana Guerra fabianaguerra3@gmail.com cell. 328 2682138 Centro Regionale Vocazioni vocazioni.er@gmail.com


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Novella Scardovi L’amore a Cristo nel quotidiano

Casalinga, sposa, madre di famiglia, fondatrice della casa d’accoglienza “S. Giuseppe e S. Rita”. Maria Novella Ravaglia nasce a San Potito, frazione di Lugo di Romagna, l’8 febbraio 1949, da Giovanni ed Elia Ancarani, amica della venerabile Nilde Guerra. La sua è una famiglia povera; a dieci anni Novella è costretta ad abbandonare la scuola per andare a lavorare. La fede respirata in famiglia e in parrocchia si smarrisce quando a quattordici anni va a lavorare a Castel Bolognese nel bar degli zii. Qui conosce Giuliano che sposa a diciotto anni, convinta di potere finalmente soddisfare i suoi sogni: da questo «mi aspettavo la felicità». Avranno tre figli: Paolo (1972), Chiara (1981) e Lucia (1991). La morte di una giovane zia che lasciava il marito e due figli piccoli aprì in lei una drammatica domanda sulla vita. «Divenni inquieta e scontenta. Mi venne meno la voglia di fare le cose, dal tenere in ordine la casa alla cura della mia persona. “La vita è tutta una fregatura” dicevo». Questa sua inquietudine mise in crisi anche il matrimonio.


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Un incontro che la fa rinascere «Il miracolo più grande è il momento che si incontra un qualcosa di grande che inizia a dare un senso e uno scopo alla nostra vita. Per me è avvenuto il 26 luglio 1977 a 27 anni» in un campeggio mediante l’accoglienza e la preghiera con due giovani sposi. «Quella mattina loro mi hanno accolta come se mi avessero conosciuta da sempre». Sgorgò in lei un profondo senso di gratitudine per il Signore e il desiderio di comunicare ad altri ciò che l’aveva liberata dall’angoscia: «Sapevo bene per esperienza personale come fosse drammatica la solitudine e quanto profondo fosse il bisogno dell’uomo». L’incontro con Cristo fece rifiorire il matrimonio e generò una nuova coscienza della propria casa, «non come dimora nostra semplicemente, ma piccola Chiesa anche per gli altri. Ecco la mia volontà nel tenerla pulita e per questo la voglia di farla più accogliente perché Lui vi rimanga e si trovi a proprio agio». La casa d’accoglienza: una luce per tutti «Il 22 maggio 1978 prese forma nella mia mente l’immagine di una casa grande, dove potere accogliere stabilmente dei bambini. Ebbi la viva percezione di un compito da svolgere». Un sogno apparentemente impossibile per una casalinga e un vigile urbano. «Mi recai nella chiesetta delle suore di clausura a dire il mio “sì” al Signore a cui l’affidai tramite l’intercessione di santa Rita». Novella e Giuliano avevano già iniziato forme di accoglienza nella loro casa e a prendersi cura delle persone bisognose che incontravano, specie giovani e famiglie alle prese con la droga tanto che Novella divenne operatrice del Ce.I.S. A metà degli anni Ottanta, l’associazione Famiglie per l’Accoglienza fu l’ambito dove condividere il desiderio, sempre custodito, di costruire una casa d’accoglienza.


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Per sostenere la realizzazione del progetto nel 1990 fu costituita l’associazione S. Giuseppe e S. Rita. Il 19 marzo 1994 avvenne la posa della prima pietra e il 17 marzo di due anni dopo la Casa fu inaugurata. Essa doveva essere per tutti un segno, una luce, una fonte di speranza perché «La gente è orfana, non sa di chi è», ma «Si può guardare al futuro con certezza solo per un luogo» dove la vita, per quanto ferita, possa fare esperienza di un abbraccio misericordioso. L’8 maggio Novella moriva in un incidente stradale. La sera precedente aveva detto ad alcuni amici: «Se Gesù mi chiamasse a lasciare tutto e a consegnare tutto, sarei pronta a farlo ora». Quegli stessi amici poche ore dopo la sua morte decisero di proseguirne l’opera che nel tempo è fiorita. Al suo funerale parteciparono oltre 2.500 persone. Il vescovo di Imola, monsignor Giuseppe Fabiani, ne ricordò la fede «pienamente adamantina e incrollabile» e la «speranza che era una certezza incredibile» e ringraziò Dio «di aver donato Novella [che definì Sua serva] a questa Chiesa, a questa società,


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perché ci ha mostrato con la sua confidenza nel Signore che anche una persona semplice e umile può fare grandi cose». In una preghiera che Novella ha lasciato è riassunto il cuore con cui ha vissuto: «Signore, donaci di crescere nella fede per essere di luce agli uomini. Rendici grati per averci presi con Te, umili per poterTi testimoniare, vigorosi nel costruire luoghi di umanità vera. Rendi la nostra amicizia una Chiesa visibile e vivibile». Info Associazione Amici di Novella www.itacaedizioni.it


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Indice  57

Indice «La luce non illumina se stessa» Fabiana Guerra

p.

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PIERINA BELLI Una vita… in anticipo

»

9

ANDREA SAVI Il bene è concreto, facile, possibile

»

13

MARGHERITA FILIPPINI «Non voglio piagnistei»

»

17

MARCELLO VEZZANI «Buongiorno Dio, buongiorno mondo!»

»

21

MARIA MARCHESI FOCHERINI Moglie di un beato!

»

25

LUIGI BERSELLI «Il cristianesimo è bello!»

»

29

GIULIANA GUERRA Un’anima salva per ogni capello perduto

»

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NOVELLA SCARDOVI L’amore a Cristo nel quotidiano

»

39

PADRE DANIELE BADIALI Canto di Dio

»

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CARLA RONCI Una santità che non fa paura

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Postfazione Eugenio Dal Pane

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Camminare verso la santità è camminare verso quella Luce che ci viene incontro. Papa Francesco

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«Le vite dei santi appartengono alla storia, perché sono loro stessi a fare la storia e, meglio ancora, la fanno come piace a Dio. La storia senza i santi si riduce a guerre, battaglie, nazioni soggiogate o liberate, leggi e decreti, paesi che si avvicendano nella supremazia reciproca. Di tanto in tanto, però, Dio mostra la strada, e ogni volta per indicarla si avvale di un santo». Louis de Wohl

TESTIMONI DI LUCE Pierina Belli · Fidenza Andrea Savi · Parma Margherita Filippini · Reggio Emilia Marcello Vezzani · Reggio Emilia Maria Marchesi Focherini · Carpi Luigi Berselli · Modena Giuliana Guerra · Bologna Novella Scardovi · Imola Padre Daniele Badiali · Faenza Carla Ronci · Rimini

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