
Elena Mazzola

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Elena Mazzola

Questo libro appartiene a ____________________________________
Elena Mazzola
Come e perché insegnare letteratura oggi Un metodo
Pubblicare è dare alla luce.
Desideriamo mettere in luce parole che accompagnino le persone nella vita.
Questa è la responsabilità che abbiamo come editori.
Libri compagni di viaggio.
Nella collana Il villaggio dell’educazione
Domenico Fabio Tallarico
Guardati o perduti. Ragazzi in cerca di uno sguardo
Diario e riflessioni di un prof
Silvio Cattarina
Silenzio, ragazzi, passa il treno. Gioia, compagna di viaggio della vita
Maurizio Botta, Andrea Lonardo
Adolescenti inafferrabili. Un itinerario per proporre la fede
Sentieri del Cinema
Cinema e scuola. 130 film dalle elementari alla maturità
Educazione e nuove tecnologie. La questione dell’umano
A cura di Elisa Buzzi, Paola Priori
Elena Mazzola
Soggetti che si incontrano. Come e perché insegnare letteratura oggi. Un metodo www.itacaedizioni.it/soggetti-che-si-incontrano
Prima edizione: aprile 2026
© 2026 Itaca srl, Castel Bolognese
Tutti i diritti riservati
ISBN 978-88-526-0839-1
Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Utilizziamo inchiostri vegetali senza componenti derivati dal petrolio e stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.
Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)
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Se questo saggio esiste è innanzitutto grazie a due incontri apparentemente casuali e certamente eccezionali perché si sono quasi immediatamente trasformati in un’amicizia operosa, responsabile, paziente e resiliente.
Tutto quello che abbiamo scoperto sul metodo di lettura da soggetto a soggetto che è al centro del nostro lavoro lo dobbiamo a Tat’jana Kasatkina, la grande studiosa russa, esperta di Dostoevskij e di teoria della letteratura, che ci ha letteralmente aperto gli occhi mostrandoci quello che non riuscivamo più a vedere.
Ma il pubblico italiano, e in particolare gli insegnanti, non avrebbero avuto modo di conoscere davvero e tanto meno essere coinvolti direttamente in questo lavoro se non fosse stato per la caparbietà della professoressa Cristina Rossi, docente di lettere dell’IPSIA “Fermo Corni” di Modena, che, non so ancora bene come, è riuscita a convincere sia Tat’jana che la sottoscritta (ai tempi dei fatti residente a Mosca) a votarsi totalmente alla causa della formazione dei docenti italiani.
Questa, però, non è una dedica, è una premessa per i lettori che ritengo doveroso sappiano fin da subito che io non sono né colei che ha inventato e formalizzato questo metodo, né il punto generativo di tutta l’attività, intellettuale e pedagogica, che ha originato. Il mio ruolo è forse più somigliante a quello del narratore manzoniano a cui viene l’idea di «prendere la serie de’ fatti» del noto manoscritto dell’anonimo e di «rifarne
la dicitura». E lo fa perché si è trovato tra le mani una storia troppo bella che «gli sapeva male» non far conoscere ad altri.
Anch’io di fatto mi sono trovata tra le mani parole bellissime e non mie: tutto quello che troverete in queste pagine è la riscrittura di qualcosa che ho sentito ripetere mille volte e provare a spiegare in mille modi da Tat’jana e che poi ho visto rivivere nelle parole di Cristina, Valentina, Daniela, Gabriela, Anita, Fabrizio, Lucia, Pietro, Anna, Franca, Gaudia e di moltissimi altri insegnanti (e amici) che le hanno messe alla prova, illuminate e rafforzate, facendole loro.
Segnalo anche subito che tra le note di questo volume si troveranno le indicazioni per accedere ai materiali, alcuni scritti, ma soprattutto moltissimi audio, in cui chi fosse interessato potrà ascoltare direttamente la voce di tanti dei protagonisti di questa storia e, in primis, della professoressa Kasatkina, tradotta sempre da me che ho decisamente fatto mio quello che ho avuto la fortuna di ascoltare e che volentieri mi sono presa la responsabilità di scrivere e sottoscrivere come autrice forse «con un’ingenuità pari all’importanza del libro medesimo».
E.M.
Letteratura e scuola
«La verità…» sospirò Silente. «È una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con grande cautela. In ogni caso, risponderò alle tue domande, a meno che non abbia ottime ragioni per non farlo, nel qual caso ti prego di perdonarmi. Ma non mentirò».
J.K. Rowling1
Che posto occupa l’insegnamento della lettura nella scuola?
Che valore ha la letteratura e che valore le viene assegnato nel sistema delle discipline scolastiche che la propone come “narrativa” o “storia della letteratura”? Che cosa insegniamo, scegliendo di leggere alcuni testi, alcuni autori, e non altri? Operiamo una scelta di tipo culturale finalizzata alla conoscenza dello sviluppo del pensiero umano? Tramandiamo la nostra cultura? Insegniamo a leggere, cioè a svolgere l’operazione complessa di decodificare segni e interpretare i simboli?
Siamo coscienti di insegnare qualcosa che ha a che fare con la costruzione delle fondamenta dell’io umano? Sappiamo e ricordiamo che saper leggere e leggere certi testi può essere vitale per la crescita di adulti che sappiano reggersi sulle loro gambe e che siano in grado non solo di resistere alle tempeste della storia (personale e globale), ma anche di assumere il ruolo di protagonisti nella costruzione di un mondo più umano?
Scopo di questo volume è provare a fare il punto su un lavoro che un gruppo di insegnanti italiani di scuole di diverso ordine e grado svolge da più di dieci anni e in cui io sono
1 J.K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani 2022, pp. 291-292.
coinvolta come ricercatrice, traduttrice e formatrice da molto prima, cioè da quando, nel 2007, incontrai per la prima volta la professoressa Tat’jana Kasatkina e, di fatto, iniziai a rimparare a leggere.
Di questo primo incontro ho già parlato altrove2, ma, ritornando a quell’inizio, alla luce di tutto ciò che ha generato nel tempo si è reso manifesto come esso contenesse in potenza tutto quello che è poi nato, ma che solo nel tempo e nel lavoro comune è diventato un metodo, il metodo di lettura da soggetto a soggetto: qualcosa che ancor oggi cresce prendendo forme di sostanza e di lavoro sempre nuove3.
In Italia questo potenziale si è manifestato, da incontro a incontro, in un lavoro che ha generato un’energia culturale nuova che, a un certo punto, ha dato vita all’Associazione di Promozione Sociale Il mondo parla, nata appositamente per raccogliere, ordinare e rendere fruibile ad altri questa possibilità che ci è stata offerta di recuperare il valore profondo della lettura come incontro tra soggetti 4 .
Il metodo di lettura da soggetto a soggetto è qualcosa di ben di più di una teoria letteraria per specialisti o professionisti, è una strada su cui si praticano le virtù dell’ascolto e del dialogo, una strada che implica la libertà e che conduce alla presa
2 T. Kasatkina, Dal paradiso all’Inferno, a cura di E. Mazzola, Itaca, Castel Bolognese 2012, pp. 5-7.
3 Segnalo qui le pubblicazioni in lingua italiana di Tat’jana Kasatkina che in vario modo fanno riferimento, sia come contributi teorici, sia come apparati di commenti e analisi del testo, al metodo di lettura da soggetto a soggetto: Kasatkina, Dostoevskij. Il sacro nel profano, prefazione di Uberto Motta, traduzione e cura di E. Mazzola, Bur, Milano 2012; Kasatkina, La profondità dell’immagine artistica, in Fatti per l’infinito, a cura di E. Belloni e A. Savorana, Bur, Milano 2012, pp. 174201; F.M. Dostoevskij, Scritti dal sottosuolo, a cura di T. Kasatkina ed E. Mazzola, Editrice La Scuola, Brescia 2016; Dostoevskij, Il sogno di un uomo ridicolo e altri racconti dal Diario di uno scrittore, Scholé, Brescia 2019.
4 L’Associazione ha un sito in cui, tra l’altro, è disponibile una ricca sezione “materiali” che raccoglie le registrazioni di molte lezioni, conferenze e seminari che abbiamo svolto in tutti questi anni (www.ilmondoparla.com).
di coscienza della responsabilità del singolo, di ogni singolo, nel mondo.
Collaborando, negli ultimi anni, con tanti insegnanti di scuole diverse, ho percepito un diffuso senso di scoraggiamento: il desiderio di lavorare davvero con la letteratura, cioè direttamente con i testi letterari, è non di rado schiacciato sotto una fila serrata di giudizi e/o pregiudizi che in sintesi portano a un’identica conclusione: «purtroppo non si può».
Le ragioni hanno a che fare con il rapporto tra il tempo a disposizione e i programmi, le indicazioni ministeriali, il rapporto tra docenti nei dipartimenti, la responsabilità di preparare gli studenti ad affrontare esami in cui verranno interrogati da esterni. Nella maggior parte dei casi, quando si trattano questi temi, il dialogo non trova sbocchi: è come se fosse già tutto deciso, perché il sistema è rigido e certe abitudini in noi si sono ormai cristallizzate; così ci diciamo (anche se magari non del tutto consapevolmente) che in fondo non vale la pena perdere troppo tempo per pensarci.
Nei nostri corsi di formazione lo si vede bene: finché si tratta di coinvolgersi a livello personale lavorando insieme per riscoprire il valore della letteratura come di un incontro vitale, tutto sembra funzionare e aprire spazi e prospettive, ma quando si entra in merito alla necessità di cambiare radicalmente il modo di insegnare, la fatica di dover rischiare di uscire dai confini tracciati da una tradizione consolidata nell’alveo della scuola ha quasi sempre la meglio.
Eppure da anni ci sono esperienze didattiche in atto che mostrano che queste obiezioni non sono del tutto fondate, che lo spazio per cambiare c’è e che i risultati (che comunque consideriamo indicativi, perché si tratta di fenomeni localizzati e ancora in corso di definizione) sono assolutamente positivi e promettenti. Per questo abbiamo deciso di fissare qualche riflessione sul contenuto e sulla portata della proposta culturale di cui ci siamo fatti carico e che Il mondo parla cerca di diffondere nelle scuole italiane.
III. Insegnare esperienza
Un’esemplificazione: l’attualità del perdono di padre Cristoforo
IV. Far rivivere la tradizione
Un’esemplificazione:
V.
VI.
VII. Un altro modo di fare lezione
Una volta essi sapevano che alcuni mutamenti erano per il meglio, altri per il peggio, altri indifferenti. Noi abbiamo in gran parte rimosso una tale conoscenza. […] Li abbiamo educati a pensare al Futuro come a una terra promessa che eroi favoriti riescono a raggiungere –non come qualcosa che ciascuno raggiunge alla velocità di sessanta minuti all’ora, qualunque cosa faccia, chiunque egli sia.
C.S. Lewis
Le lettere di Berlicche
Perché esiste la letteratura?
A cosa serve ai nostri ragazzi, oggi, leggere i capolavori letterari del passato?
Che cosa accade quando un lettore incontra davvero un testo?
Questo volume documenta un metodo per restituire alla letteratura la sua originaria forza di cambiare la vita: cambiare sé stessi per cambiare il mondo.

«Leggere determinati testi sapendo leggere apre infinite, spesso insperate, possibilità.
Tanti dei ragazzi con cui abbiamo lavorato si sono resi conto di aver trovato nei testi degli amici veri, cioè dei compagni, ma più grandi di loro, disposti a stare con loro per tutta la vita. Non è forse di questo che hanno bisogno i giovani?».
Elena Mazzola
€ 15,00