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Poveri a palazzo. Carlo Tancredi e Giulia, marchesi di Barolo: una santa storia d’amore (Primo Soldi

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Primo Soldi

POVERI A PALAZZO Carlo Tancredi e Giulia, marchesi di Barolo: una santa storia d’amore

ITACA


Questo libro appartiene a ____________________________________ ________________________________________________________ ________________________________________________________


Primo Soldi

POVERI A PALAZZO Carlo Tancredi e Giulia, marchesi di Barolo: una santa storia d’amore Prefazione di

Giuseppe Card. Versaldi Postfazione di

Monica Mondo

ITACA


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poveri a palazzo

Pubblicare è dare alla luce. Desideriamo mettere in luce parole che accompagnino le persone nella vita. Questa è la responsabilità che abbiamo come editori. Libri compagni di viaggio. Nella collana Telemaco

Marco Gallo. Anche i sassi si sarebbero messi a saltellare A cura di Paola Cevasco, Antonio, Francesca e Veronica Gallo Eugenio Dal Pane Siamo fatti per il Paradiso. La vita e l’opera di padre Igino Silvestrelli Marcos Pou La mia storia Gianni Mereghetti, Gian Corrado Peluso Andrea Aziani febbre di vita

Primo Soldi Poveri a palazzo. Carlo Tancredi e Giulia, marchesi di Barolo: una santa storia d’amore www.itacaedizioni.it/poveri-a-palazzo Prima edizione: aprile 2021 Prima ristampa: settembre 2026 © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0682-3 In copertina Bozzetto di Caffaro Rore, per g.c. Congregazione Suore di Sant’Anna Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Utilizziamo inchiostri vegetali senza componenti derivati dal petrolio e stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.

Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)

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Prefazione

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Prefazione

Devo confessare che, nonostante le mie origini piemontesi, non conoscevo se non il nome dei Marchesi di Barolo (a cui è dedicata una via del mio paese di origine, Villarboit, in provincia di Vercelli). Finché, nominato membro della Congregazione delle Cause dei Santi, ebbi l’occasione di dibattere proprio le cause avviate di Giulia e di Carlo Tancredi. Fui ammirato ed edificato nel trovarmi di fronte a due coniugi così esemplari nel loro amore al Signore e al prossimo che riassume tutta la Legge e i Profeti. E mi ha fatto altrettanto piacere incontrare l’Autore di questo libro che ne illustra le virtù, don Primo Soldi, il quale mi ha chiesto queste poche righe di prefazione: cosa che faccio volentieri. Innanzitutto per sottolineare l’originalità del suo approccio con cui sa coniugare la necessaria analisi storica di un’epoca passata con l’attualità della testimonianza dei due Venerabili in un mondo che, come sovente ripete papa Francesco, sembra avviato ad aumentare il numero delle persone scartate da una società prevalentemente basata sul profitto e sul benessere materiale. Giustamente l’Autore sottolinea la singolarità e l’attualità del fatto che si tratta di una sintonia tra due coniugi, entrambi appartenenti a una classe ricca e privilegiata, che si sono lasciati conquistare dalla chiamata di Dio a testimoniare il suo amore per il prossimo, anzi a farsi prossimi di


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coloro che erano da loro distanti. Una coppia di sposi esemplari che si sono sostenuti in un amore coniugale fedele, ma nello stesso tempo il loro amore non si è chiuso alla propria famiglia, ma è diventato fecondo nella carità verso i più poveri della loro città, fino a dare vita a due opere (Figlie di Gesù Buon Pastore e Suore di Sant’Anna) che permetteranno di continuare nel tempo la loro carità. In un’epoca come la nostra in cui la famiglia subisce una profonda crisi, l’esempio di questi due coniugi sta a dimostrare come il vero amore coniugale non solo sia possibile, ma così fecondo da oltrepassare i confini di una sola famiglia. E poi, ancor più attuale, è la testimonianza della povertà evangelica che traspare in entrambi i Venerabili, i quali hanno ben inteso la beatitudine evangelica: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli» (Mt 5,3). Come giustamente sottolinea l’Autore, i due coniugi hanno capito che le ricchezze di cui godevano erano occasione non per mantenere il privilegio di una vita agiata e chiusa nella cerchia dei loro pari, ma un dono di Dio per essere condiviso con tutti, specialmente i più poveri. Essi, ancor più che i loro beni materiali, diedero la loro vita per i poveri, impegnandosi quotidianamente alla ricerca e soluzione dei gravi problemi del popolo della loro città. Abbiamo molti esempi, a cominciare da san Francesco, di persone ricche che si sentirono chiamate a lasciare tutto quanto possedevano per dedicarsi all’amore di Dio e del prossimo. Ma qui abbiamo la testimonianza di un’altra via, anch’essa santa, per testimoniare lo stesso amore. E ancora più è da sottolineare come, rimanendo nel loro rango, non solo in privato esercitarono questa eroica carità (rendendo il loro palazzo rifugio per i diseredati), ma lo fecero anche accettando ruoli pubblici: Giulia divenne sovrintendente delle carceri e Carlo addirittura sindaco di Torino. A di-


Prefazione

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mostrazione che, come scrive papa Francesco, se è necessario provvedere ai bisogni immediati dei poveri, è ancor più doveroso combattere «le cause strutturali delle inequità» attraverso il cambiamento della società (cfr. Evangelii gaudium, n. 202). Anche questa testimonianza “politica” dei due Venerabili è assai attuale se pensiamo a quanto vuoto esista ancora di laici cristiani capaci di testimoniare, senza derive ideologiche, che la fede cristiana non si interessa solo della vita eterna, ma anche di promuovere la giustizia e la pace nella vita terrena. Queste poche sottolineature vogliono incoraggiare a leggere questo prezioso libro costruito con un linguaggio forbito ed accattivante, a dimostrazione non solo della rigorosa ricerca storica che l’Autore ha compiuto, ma anche della sua intuizione di trovarsi di fronte a un tesoro che non può rimanere nascosto a quanti vogliono vivere coerentemente la loro fede cristiana. Ne è convinto l’Autore stesso che giustamente cita l’Esortazione apostolica Gaudete et exsultate di papa Francesco in cui invita ad unire allo sguardo devoto ai santi, modello di virtù eroiche, anche la santità “della porta accanto”, cioè a comprendere che la santità è alla portata di tutti purché ci lasciamo conquistare, come hanno fatto i coniugi Barolo, dall’amore di Dio. Il mio augurio è che, anche attraverso questo libro, molti possano sentirsi attratti dall’amore di Dio e, sull’esempio dei due Venerabili, trovino nell’amore del prossimo la ragione della loro vita per gustare la beatitudine promessa da Gesù. Giuseppe Card. Versaldi

Prefetto della Congregazione per l’Educazione cattolica


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Incipit

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Incipit

Profumi e colori di pini, di acacie, di fiori; vento leggero che ti fa amico del mattino, cielo azzurro che invita ad essere guardato e contemplato, tre border collie che abbaiano alle campane che svegliano il paese; la chiesa è già aperta e la piccola lampada rossa ti annuncia che Lui è presente e ti aspetta. Dopo il riposo notturno ritornano le energie e rinasce la voglia di scrivere una storia. Storia di chi? Di chi per caso, o per grazia, ti è stato suggerito, indicato, dalle situazioni del vivere, che sono sempre dono. Un dono per me vivere tanti anni da parroco in una chiesa storica della mia città, Torino, voluta e fatta erigere da una donna straordinaria, tra i protagonisti di una fioritura eccezionale di santità, in quella Torino dei santi “sociali” che hanno vivificato tempi duri di miserie, guerre e lotte politiche. Una donna nobile, ricca, una sposa. E infatti la sua santità è condivisa, sostenuta, dall’uomo che le è stato accanto in vita, e certamente le è accanto in cielo. Vivere e lavorare a Santa Giulia ha significato ripercorrere la presenza e l’opera di una coppia di sposi che ha segnato e trasformato, con altri santi, la storia dell’allora capitale del Regno di Sardegna e poi d’Italia, illuminata dalla imprevedibile fantasia del buon Dio, che invia i suoi testimoni a fare cose straordinarie nell’ordinario. Desidero raccontarvi la vita di Carlo Tancredi Falletti


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di Barolo, piemontese doc, e di Juliette Colbert, francese, nata in Vandea, una terra devastata dalla violenza giacobina e marchiata dal sangue di tanti martiri. Da piccina vide gli orrori della persecuzione contro i cattolici e quei ricordi rimasero indelebili. Entrambi provengono da famiglie aristocratiche, celebri e stimate. Sono giovani ricchi, coltissimi, ma vivono per un’unica ragione: l’amore per Cristo e per il prossimo. Il grande amore che vive tra loro li porta a radicalizzare un comportamento che hanno già visto in atto nelle loro famiglie, la ricchezza come un bene da condividere con le persone a servizio nei loro palazzi, con i loro contadini, con le persone bisognose. Si calano in mezzo ai più poveri tra i poveri, rispondendo così ad una speciale vocazione. Non da soli, ma assieme a una grande compagnia di amici santi, assecondano il grido di un’umanità ferita dall’ingiustizia e dalla miseria in una società ancora rigidamente divisa in classi: a chi tantissimo, a chi poco, a chi neanche il necessario per vivere. Il Cottolengo diceva: «I poveri sono i nostri padroni». Non diversamente credono questi sposi, nobili e ricchissimi, che si sono fatti poveri con i poveri, e hanno fatto del loro palazzo la casa dei poveri di Torino. Se la ricchezza spesso è il primo ostacolo nella via che conduce a Dio, la povertà è la prima condizione per servire il Signore. La consapevolezza di non essere i padroni assoluti dei loro patrimoni li accompagna nel vivere gli incarichi istituzionali – sindaco di Torino lui, sovrintendente delle carceri lei –, avendo come stella polare il bene comune, sapendo che tutti, poveri e ricchi, siamo figli del Padre. Vivendo il Sermone della montagna servono in tutte le circostanze il regno di Dio: «Cercate prima di tutto il regno di Dio e la Sua giustizia, il resto vi sarà dato in sovrappiù» (Mt 6,33).


Incipit

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Così vivono i veri cristiani: abbandonati al Padre conservano una perfetta libertà e una perfetta pace. Noi siamo portati a minimizzare le esigenze del Vangelo per adattarle a noi. Tuttavia i santi vivono come ha vissuto Gesù: pura libertà da tutto per vivere d’amore. Dalla loro risposta alla chiamata di Cristo nascono due Congregazioni religiose: le Figlie di Gesù Buon Pastore e le Suore di Sant’Anna. Questo è un avvenimento unico nella storia della Chiesa. All’origine di questo slancio c’è un mistero su cui la Chiesa indaga ancora nell’attesa che i miracoli ottenuti per la loro intercessione attestino la santità della loro vita. «Cercate ogni giorno il volto dei santi e trovate riposo nei loro discorsi», esorta l’autore della Didaché. Spero che questo libro sia utile a farci desiderare la santità, desti interesse in chi ama la misura alta della vita e che, almeno un po’, ci commuovano queste due vite “esagerate”. Primo Soldi


Postfazione

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Postfazione

«Cercate ogni giorno il volto dei santi e trovate riposo nei loro discorsi». Giustamente comincia con la citazione dalla Didaché, don Primo Soldi, a lui cara perché evocata sempre da don Luigi Giussani, educatore e maestro che ha segnato la sua vocazione e la sua vita. Cercate il volto dei santi, quelli sugli altari e quelli non ancora riconosciuti dalla Chiesa, ma dal popolo di Dio, come è avvenuto per secoli, e dunque degni di venerazione, come testimoni esemplari di vita cristiana. Ne abbiamo bisogno, per rinsaldare la nostra fede, per sostenerci nei dubbi, nella confusione, che alberga anche tra i battezzati e i cercatori di Dio, nelle sfide con cui la modernità sembra metterla ai margini. Ne abbiamo bisogno per riconoscere in loro la vita piena, coraggiosa, appassionata, pura che vorremmo. Don Primo è stato per anni parroco a Santa Giulia, la chiesa neogotica di un quartiere popoloso e popolare della vecchia Torino, voluta proprio dalla venerabile Giulia Colbert di Barolo. Impossibile non voler conoscere e far conoscere questa donna di rara intelligenza e spiritualità, che segna tanti luoghi e opere della città subalpina, la più europea, la più aperta al progresso e alle sue contraddizioni. La fede indomita, radicata, di una nobildonna forgiata dalle persecuzioni vandeane, poteva reggere di fronte alla presunzione del potere sabaudo, alla ricerca di parvenu ar-


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rivisti, all’abbandono delle pratiche religiose dei padri dopo l’infatuazione illuminista, allo spettacolo straziante di nuove povertà ed emarginazione? Non si è trattato solo di resistenza, di un arroccamento sussiegoso sul passato, ma del diffondersi di un contagio buono, in una rete di fraternità cristiana che fa brillare Torino in tutta la Chiesa dell’Ottocento. L’epoca dei ben noti santi sociali, dove l’aggettivo riduce il sostantivo, che delinea l’umanità più vera, eroica, che è faro al nostro vivere abitudinario, scoraggiato e meschino. Giulia come don Bosco (per i torinesi resta sempre “don”), il Cafasso, il Murialdo, Faà di Bruno, e tanti sacerdoti e religiose le cui opere vivono tuttora o portano i loro nomi in paesi lontani. Torino ha questo garbo ritroso, non mette in mostra neppure i suoi santi. Li ha assunti nell’anima della città, lascia che si mostrino da sé, pionieri di una Chiesa proiettata sul nuovo millennio. Giulia ha saputo essere santa in quanto donna (tenerezza e determinazione), in quanto moglie (dedizione e umiltà), in quanto studiosa e letterata, senza mai rinunciare a talenti e doni, mettendoli tutti al servizio del bene comune. Con suo marito, Tancredi Falletti di Barolo, e in suo nome quando si troverà vedova, ancora giovane, perché il matrimonio cristiano riconosciuto come sacramento crea il paradiso in terra e porta in paradiso insieme. Giulia e Tancredi: ma io mi infiammo per Giulia, perché bisogna essere donne speciali per dare il giusto tormento ai re, ai vescovi, in nome di una fede limpida e dedita ai poveri, senza sconti di comodo, per essere stimata negli ambienti più altolocati, nonostante le sue scelte radicali; per saper scrivere con leggiadria e ragionare con tanta sapienza filosofica, per l’originalità di idee anticipatrici con cui la Chiesa solo dopo il Concilio Vaticano II cambierà il suo volto. Giulia e Tancredi, non in un’agiografia per pochi, ma in


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un libro che ne restituisce la freschezza, la forza, la dirompente e scandalosa forza della santità. Per l’oggi, per tutti, per ciascuno. Anche per Torino, che ricordi chi è e impari a vantarsi della grazia di cui sovrabbonda. Giulia e Tancredi testimoni, per noi, di un amore “scandaloso”: una pietra d’inciampo, in un tempo in cui si riduce sempre più l’amore a sentimento, labile e volubile, come spesso i sentimenti. Mentre l’amore cristiano si rinsalda col tempo, e dona non l’esaltazione breve, ma la letizia di cui parla papa Francesco nell’Esortazione Apostolica postsinodale Amoris laetitia. Il trionfo dell’amore tra sposi, promessi davanti a Dio, opera, attraverso il sacramento, la grazia dell’eternità, se la nostra libertà riconosce il vero bene, ed è pronta ad accoglierlo. In quest’anno della famiglia, caparbiamente e con passione voluto dal Papa proprio mentre i legami sembrano dissolversi, e lasciarci più soli; eppure mentre riscopriamo la bellezza, il dono incomparabile per noi stessi e per la società tutta dei legami più stretti, che ci sostengono nelle difficoltà, nella paura, quando la realtà è cupa e triste, e ci sentiamo fiaccati da un male che sembra invincibile. Nella famiglia si vince. E Giulia e Tancredi riemergono, da un passato lontano, per ricordarci che si può, è dato vivere un amore più grande, generoso e rispettoso, sereno e forte. Più forte di ogni moda e ogni ideologia. I santi sono per noi, qui e ora, prima che sugli altari. Sentinelle dello sguardo e del volere di Dio. Prova che con la Sua mano tutto è possibile, anche amarsi e amare comunicandosi l’anima, per sempre. Monica Mondo


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poveri a palazzo


«Amore, amore, omne cosa conclama»

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Indice

Prefazione Giuseppe Card. Versaldi 5 Incipit 9 Parte prima

Due vite per l’amore I. Di nobili origini

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La difficile infanzia di Juliette Colbert 15 Dama di compagnia dell’Imperatrice 18 L’erede 20 Carlo Tancredi a servizio di Napoleone 24 Il matrimonio tra Carlo Tancredi e Juliette 26 Il ritorno a Torino 27 Una coppia felice, con un dolore 28 Correre incontro alla felicità 30

II. Un tempo di grandi cambiamenti: il contesto politico, economico e sociale

32

III. La compagnia dei santi di Torino

39

Una mirabile rete di fraternità cristiana

IV. Figlie dello stesso Padre L’eredità di san Filippo Neri e san Francesco di Sales: il beato Sebastiano Valfrè Un grido che diventa vocazione

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poveri a palazzo

V. Riforma del cuore e riforma delle carceri

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Per la dignità delle donne in carcere Il Rifugio

74 76

VI. Per amore della gente e della città

78

Partecipe dell’ansia di cambiamento del suo tempo Tra letteratura e vigneti Sindaco di Torino A fianco di Carlo Alberto

VII. Il salotto buono di Torino

79 81 83 92

94

Un luogo di incontro L’amicizia di Giulia con Cavour Una vasta rete di amicizie

94 97 99

VIII. I viaggi: conoscere e incontrare

101

Viaggiare con occhi nuovi Luoghi dell’anima

106 110

IX. «Dio ha creato l’uomo perché fosse felice»

115

Tancredi e la questione educativa La cura dei minori con un metodo preventivo

115 122

X. La fondazione della Congregazione delle Suore di Sant’Anna

124

La prima sala d’asilo La fede, fondamento dell’opera educativa Avviare i giovani al lavoro: la formazione professionale»

124 125 127

XI. La fondazione dell’Istituto di Santa Maria Maddalena

131

XII. In prima linea

134

Lo scoppio dell’epidemia di colera Al capezzale dei malati

134 136

XIII. Un uomo immedesimato con Cristo

139

Il pellegrinaggio spirituale in Terra Santa Chiamati al desiderio di Dio

139 144


«Amore, amore, omne cosa conclama»

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XIV. «Il migliore degli uomini»

146

XV. Giulia e le sue figlie: in tutto simili a Gesù

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«Mi fu maestro il cuore» La Madre pregava e faceva pregare «Andate e dite quanto è buono il Dio della misericordia» La Marchesa e don Bosco La donna di Dio e la donna del popolo verso la vera patria

XVI. «Amore, amore, omne cosa conclama» Dalle radici i frutti: conclusioni

150 155 161 162 163

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Parte seconda

Testimonianze di un carisma vivo e poliedrico I santi: uomini permeati da Dio

175

Un carisma educativo Suor Franceschina Milanesio, Torino 178 Alleati con il cuore dei ragazzi Michela Romagnoli, Roma 188 Per la felicità dei giovani Francesco Barberis, Torino 191 Alle periferie del mondo con Giulia Suor Florita Suarez, Torino 196 I frutti di una eredità: l’Opera Barolo Tiziana Ciampolini, Torino 203 Postfazione Monica Mondo 211 Bibliografia consultata

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Ringraziamenti 219


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poveri a palazzo

I santi nel senso ristretto della parola, sono le figure che Dio ha stabilite a svolgere un particolare ruolo di testimonianza nel popolo di Dio e a diventare paradigmi pedagogici alla maturità di un rapporto col Mistero che è di tutti i chiamati. Luigi Giussani


Juliette e Tancredi avevano avuto dalla vita tutto quello che normalmente si pensa possa fare la felicità degli uomini: denaro, fama, bellezza, cultura e amicizie importanti. Ma scelsero di comune accordo la via stretta del Vangelo. Sentirono risuonare ogni giorno nel loro cuore le parole di Gesù: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde sé stesso?» Primo Soldi

Il mio giorno di vita non lo passerò ozioso, andrò e cercherò gli afflitti, sebbene non è bisogno di ricerca: il dolore è sparso e seminato dappertutto… Buon Dio, in vostro nome io andrò a cambiare le lacrime della disperazione nel sorriso dolce della speranza. Giulia

Primo Soldi è stato per molti anni parroco della chiesa di Santa Giulia a Torino. Collabora con Radio Maria ed è autore di numerosi libri, tra i quali: Cilla. La libertà di sentirsi amati; La bellezza e il coraggio del matrimonio; San Pier Giorgio Frassati. L’uomo delle otto beatitudini. Un ragazzo controcorrente.

€ 18,00


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