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"Mi sei scoppiato dentro al cuore" di Nicolino Pompei

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Nicolino Pompei

MI SEI SCOPPIATO DENTRO AL CUORE Prefazione di S.E. Mons. Giovanni D’Ercole


la C ol n a

De

-Sidera


Nicolino Pompei

Mi sei scoppiato dentro al cuore Prefazione di S.E. Mons. Giovanni D’Ercole


e impresso, robabilmente resterà passionati. Nicolò, socio in questo progetto, grado di realizzare questo mio sogno. a a lui per aver “sposato” sso

tutti gli intervistati messo di incontrare colare Pietro Manganoni, gi Soldano, ha fornito la maggior parte delle cazione. pre sostenuto soprattutto di sempre che ancora prima di aver servargli Nicolino Pompei ralmente.

Mi sei scoppiato dentro al cuore

www.itacaedizioni.it/mi-sei-scoppiato-dentro-al-cuore Prima edizione: ottobre 2020 © 2020 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0651-9 Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC) nel mese di ottobre 2020 In copertina Rembrandt van Rijn, Testa di Cristo, 1650 ca. Berlino, Gemäldegalerie © Foto Scala, Firenze/bpk, Bildagentur fuer Kunst, Kultur und Geschichte, Berlin

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Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Questo libro è stato stampato su carta certificata FSC ‰ per una gestione responsabile delle foreste. Utilizziamo inchiostri vegetali senza componenti derivati dal petrolio e stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia e riducendo così le distanze di trasporto.

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A mio fratello Nazzareno


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Prefazione  7

Prefazione

Ho accettato volentieri di redigere una breve introduzione a questo libro perché mi offre l’opportunità di porre in luce come il Signore lavori nel cuore degli uomini, i quali, quando pur consapevoli delle proprie fragilità accettano di lasciarsi amare da Dio, scoprono la meravigliosa fatica e bellezza dell’avventura evangelica. Qui incontriamo la storia di un uomo che, senza alcun merito e sicuramente al di là delle proprie attese e immaginazioni, ha avuto la grazia di essere incontrato da Cristo. Esperienza di un rapporto reso possibile solo dalla gratuita iniziativa del Signore, che non cessa di intavolare dialoghi intensi di fiducia e di amicizia con chiunque accetti il suo sguardo d’infinita benevolenza. «Sono io, non abbiate paura!»: queste parole di Gesù agli apostoli sono per ciascuno di noi, specialmente nei momenti cruciali del nostro vissuto quotidiano. Leggendo il testo a tratti appassionato e carico di soffio missionario, la prima cosa che mi ha colpito è l’assoluta precedenza della Grazia. Afferma in proposito papa Benedetto XVI: «Se Egli non si mostra, noi comunque non giungiamo fino a Lui. La cosa nuova dell’annuncio


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cristiano è la possibilità di dire ora a tutti popoli: Egli si è mostrato. Egli personalmente. E adesso è aperta la via verso di Lui. La novità dell’annuncio cristiano non consiste in un pensiero ma in un fatto: Egli si è mostrato» (Incontro con il mondo della cultura al Collège des Bernardins, Parigi 2008). Egli si è mostrato. Egli continua a mostrarsi alla nostra libertà. La Grazia accolta dalla nostra libertà genera una vita nuova: una vita piena, una vita massimamente corrisposta nel suo costitutivo desiderio, nel suo fondamentale bisogno, nella sua assoluta esigenza di verità, bellezza, intelligenza, capacità, affezione, gioia e amore. Questo è l’incontro con Cristo: la massima qualificazione della vita in tutta la sua originale attesa e in ogni sua dimensione, sempre e dappertutto. Questo libro nasce dunque dalla sorprendente e unica bellezza dell’incontro con Cristo; ha origine dall’impatto che lascia traccia indelebile in noi ogni misterioso incontro con Lui, come emerge nella vita di Nicolino, un uomo che si racconta mostrando infinita gratitudine verso questo immeritato dono di amore. In tal senso, mi sembra corrispondente e pertinente il titolo della raccolta di ripetuti incontri: Mi sei scoppiato dentro al cuore. Se nella Via Crucis incontriamo la Veronica e di lei possiamo dire «nacque il tuo nome da ciò che fissavi», in realtà questo sarebbe bello se si potesse sussurrare anche per me, per te, per chiunque che fissando il Cristo ha compreso di più sé stesso. Nicolino, che ho avuto modo di conoscere da non molto tempo, mi colpisce perché ama spesso riferire a sé le parole che papa Francesco rilasciò alla «Civiltà Cattolica»: «Io sono un peccatore. Questa è la definizione più giusta. E non è un modo di dire, un genere letterario.


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Sono un peccatore… Io sono un peccatore al quale il Signore ha guardato» – proprio come espressione sovrabbondante dell’incontro con Gesù, ha visto nascere attorno a sé, attraverso di sé, nel grembo della Santa Chiesa, la compagnia Fides Vita. Il lettore troverà nelle pagine che seguono alcuni degli interventi che, in questi anni, egli ha tenuto lungo il cammino della compagnia Fides Vita. Per questo – come dicevo – questo libro nasce dall’esperienza: dall’esperienza di una vita segnata dalla fede; una vita così segnata dalla fede da attrarre e coinvolgere altri nella medesima esperienza di grazia, di libertà e di bellezza. Scorrendo le pagine non si può restare indifferenti leggendo il racconto dell’impatto che donne e uomini, di cui parla il Vangelo, hanno avuto con Gesù, nella sua vita pubblica, e soprattutto durante la sua Passione e dopo la sua Risurrezione. Ed è interessante ritrovare l’emozione di quelle donne e di quegli uomini nel volto di ciascuno di noi: è accaduto e può continuare ad accadere anche in noi quello stesso incontro, poiché è vero sempre e per tutti che «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Benedetto XVI, Deus caritas est, 1). Il libro intende riproporre una provata esperienza cristiana, attingendo abbondantemente, come a una fonte buona e salutare, al Magistero della Chiesa e agli scritti di Padri e di Maestri, così che chiunque voglia, possa sentirsi aiutato a ritrovare, anzi a rivivere l’attualità e la contemporaneità di un incontro personale con Cristo. Vedendo quanta sete ci sia oggi di autenticità, di speranza, quanto


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bisogno ci sia di guide illuminate e capaci di attrarre non a sé ma a Gesù Cristo e al suo vangelo, auspico che questo lodevole impegno aiuti a gustare e rigustare la dolce amicizia di Cristo, l’impareggiabile bellezza del “Primo Amore”, nella dinamica di un cammino che coinvolge la vita nella sua interezza con le proprie e gioie e fatiche. «Una compassione commossa»: possa essere questa la sintesi d’ogni avventura umana quando ci si incontra con il volto di Gesù. Dopo l’inattesa e dura prova della pandemia che lascia tracce indelebili nella pelle delle persone e nel tessuto della società s’avverte sete di autenticità, di rinnovamento sociale e spirituale, di coraggio condiviso all’interno d’una Chiesa che, come ripete papa Francesco, non sia il consesso di soli “giusti”, ma la casa di tutti, ospedale da campo per i feriti dalla vita, per gli “scarti” umani vittime della cultura di morte e per i tentati dalla paura del futuro. Occorre oggi un sussulto di perdono e di tenerezza! Viene quasi naturale alla fine ripetere: «Mi sei scoppiato dentro al cuore… perché mi hai guardato come nessuno mi ha guardato mai». Papa Francesco, durante la meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae, il 31 gennaio 2017, ha detto: «Accade infatti che io vado, guardo Gesù, cammino davanti, fisso lo sguardo su Gesù e cosa trovo? Che lui ha fisso il suo sguardo su di me. E questo mi fa sentire grande stupore. È lo stupore dell’incontro con Gesù». Guardare Gesù che ci guarda sempre: questa è la vita, e questa vita – mi sembra – vuole raccontare e stimolare a sperimentare questo libro. Leggiamo nel paragrafo dedicato alla Veronica: «Tutto quello che siamo chiamati a vivere è tenere fisso lo sguardo a Gesù,


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dov’è la vera vita e la vera gioia del cuore. Si può immaginare qualcosa di più semplice e più facile che guardare in faccia uno; che guardare in faccia uno presente? Nessuno sforzo titanico, nessun progetto di coerenza o di perfezione normativa, nessuna capacità eroica ed eccezionale. Semplicemente il tendere di tutto noi stessi a guardare la presenza di Gesù, che sempre ci viene incontro mendicando il nostro sguardo, rendendo ancora più semplice il guardarlo». «Cor ad cor loquitur» è il motto cardinalizio di san John Henry Newman, che riprese da san Francesco di Sales. Guardare, parlare al cuore di Gesù che ci guarda e ci parla, sempre: ecco il dinamismo che dà concretezza alla testimonianza di Lui nel mondo, nella rinnovata consapevolezza – che il testo cerca di documentare abbondantemente – che sempre deve continuare a risuonare il primo annuncio: «“Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti”». È certo indispensabile che il primo annuncio prosegua ininterrottamente a risuonare perché «quando diciamo che questo annuncio è “il primo”, ciò non significa che sta all’inizio e dopo si dimentica o si sostituisce con altri contenuti che lo superano. È il primo in senso qualitativo, perché è l’annuncio principale, quello che si deve sempre tornare ad ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare durante la catechesi in una forma o nell’altra, in tutte le sue tappe e i suoi momenti» (Francesco, Evangelii gaudium, 164). Sono grato a chi mi ha offerto l’opportunità di ripensare attraverso questo libro e anche attraverso la storia personale di Nicolino, alla mia complessa avventura nel


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rapporto con Gesù, con la sua Chiesa e con il mondo nelle varie fasi della mia ormai lunga esistenza. Scorrendo le pagine ho condiviso i vari momenti e fasi dell’esperienza non solo di Nicolino ma anche di tanti che hanno vissuto e continuano a vivere insieme con lui lo stesso cammino di fede, la stessa avventura umana ed evangelica. Nella gratitudine al Signore per questa ulteriore iniziativa della sua Grazia, e nella gratitudine a Nicolino per averla accolta e partecipata, ritengo che questo libro – in definitiva si tratta di una raccolta di incontri – possa essere per ciascuno di noi una possibilità, malgrado i limiti, i difetti e persino i peccati, di porci di fronte alla promessa cristiana; di lasciarci avvicinare, di lasciarci raggiungere, di lasciarci attrarre da Gesù: quella presenza, quel volto, quello sguardo che continua a contemplarci in profondità come nessuno è stato e può essere guardato e contemplato mai. Mai venga meno nel nostro cuore questa consapevolezza: Dio è Amore! Da questa certezza si può sempre ripartire ed è sempre vita nuova. ✠ Giovanni D’Ercole Vescovo di Ascoli Piceno


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Prefazione Giovanni D’Ercole

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Un gioco di sguardi

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1. Ecco l’Agnello di Dio! 2. Venite e vedrete 3. Oggi vengo a casa tua 4. Si è seduto stanco e assetato… per me 5. Relicti sunt duo: misera et misericordia 6. …e perde il meglio, cioè Tutto 7. Vuoi guarire? 8. Ma di’ soltanto una parola ed io sarò salvato 9. Signore, ti prego, aiutami! 10. Un fuggevole tocco 11. Una compassione commossa 12. Coraggio, figliolo mio, abbi fiducia… 13. Questa sola cosa io so: prima ero cieco e ora ci vedo 14. Solo per incontrare e riconoscere Gesù 15. Sono io, non abbiate paura! 16. Nacque il tuo nome da ciò che fissavi

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17. Per la fede di un istante 18. Maestro, sei proprio tu! 19. Non ci ardeva forse il cuore nel petto? 20. Pietro, mi ami tu?

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Per stare sempre con Lui

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All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Benedetto XVI


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Lo sguardo di Gesù investe così potentemente il cuore di quell’uomo da superare di colpo tutta la sua meschinità, la sua arroganza e la sua empietà. Quell’uomo si ritrova sorprendentemente libero e per la prima volta considerato e amato come nessuno era stato mai capace di considerarlo e amarlo. Quell’uomo fu guardato, e allora vide...

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