Skip to main content

L’innominato. La notte l’alba l’abbraccio (Alessandro Manzoni)

Page 1


L’INNOMINATO

La notte l ’alba l ’abbraccio
Alessandro Manzoni
CollanaicArO CollanaicAr O analloCiOrAc analloC

E lì Sam sbirciando fra i lembi di nuvole che sovrastavano un’alta vetta, vide una stella bianca scintillare all’improvviso.

Lo splendore gli penetrò nell’anima, e la speranza nacque di nuovo in lui. Come un limpido e freddo baleno passò nella sua mente il pensiero che l’Ombra non era in fin dei conti che una piccola cosa passeggera: al di là di essa vi erano eterna luce e splendida bellezza.

Tolkien

Fin dall’antichità la vita degli uomini e dei popoli è stata accompagnata da racconti attraverso i quali una generazione consegnava all’altra la consapevolezza maturata rispetto alle grandi domande che sono costitutive del cuore dell’uomo e alle esperienze che ne caratterizzano l’esistenza.

Lungo i secoli si è venuto formando un patrimonio di opere nelle quali emerge la statura dell’uomo in tutta la sua complessità, grandezza e nobiltà.

Tale consapevolezza è all’origine della collana Icaro Le perle che intende mettere in luce perle della letteratura, capaci di dirci chi siamo, di lasciare un segno indelebile, di fissarsi nella memoria come gli incontri significativi della vita, che ci accompagnano e ci sostengono.

Proporne la lettura è gesto di amicizia, che vuole contribuire alla crescita dell’umano e, insieme, alla edificazione di un tessuto sociale consapevole della propria tradizione culturale.

La postfazione offre suggerimenti per una rilettura, una ripresa del libro, da soli o nel dialogo con altri nei diversi ambiti della vita sociale. Come si fa con i buoni amici: non ci si accontenta di averli incontrati, ma si cerca sempre il conforto della loro presenza e delle loro parole.

Questo libro appartiene a __________________________________

Alessandro Manzoni L’INNOMINATO

La

notte l’alba l’abbraccio

Invito alla lettura di Eugenio Dal Pane

Postfazione di Adele Mirabelli

Pubblicare è dare alla luce.

Desideriamo mettere in luce parole che accompagnino le persone nella vita.

Questa è la responsabilità che abbiamo come editori.

Libri compagni di viaggio.

Nella collana Icaro

Pietro Giuseppe Bazzoni

Il Governo del Tempo

Lloyd C. Douglas

Il Grande Pescatore. Il romanzo di Pietro

Sara Allegrini

Asylum Abisso

Mina sul davanzale

Luca Botturi

Pomander. Due racconti e otto approfondimenti per porre domande scomode sull’intelligenza artificiale

Alessandro Manzoni

L’innominato. La notte l’alba l’abbraccio www.itacaedizioni.it/innominato

Prima edizione: agosto 2021

Prima ristampa: agosto 2026

© 2021 Itaca srl, Castel Bolognese

Tutti i diritti riservati

ISBN 978-88-526-0654-0

Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Utilizziamo inchiostri vegetali senza componenti derivati dal petrolio e stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.

Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)

Seguici su

Invito alla lettura

I Promessi Sposi sono entrati nella mia vita al tempo delle medie e da allora personaggi, episodi, espressioni hanno preso posto in me come un buon compagno di cammino. Essi mi hanno messo davanti una questione che considero sostanziale: qual è la forza che domina la storia?

Rendendoci partecipi delle vicende di Renzo e Lucia, il Manzoni ci inoltra via via in un mondo nel quale sembrano prevalere il potere e la violenza, di cui gli umili sono inevitabilmente vittime.

Al cuore del romanzo, costituito di trentotto capitoli, egli colloca la figura dell’innominato, di cui ci dà un primo ritratto nel capitolo diciannovesimo: «Fare ciò ch’era vietato dalle leggi, o impedito da una forza qualunque; esser arbitro, padrone negli affari altrui, senz’altro interesse che il gusto di comandare; esser temuto da tutti, aver la mano da coloro ch’eran soliti averla dagli altri; tali erano state in ogni tempo le passioni principali di costui» che aveva fatto della sua casa «come un’officina di mandati sanguinosi».

Proprio a lui si rivolge don Rodrigo per realizzare il suo «scellerato imbroglio»: impossessarsi di Lucia.

L’epilogo della storia sembra scontato: il trionfo, ancora una volta, dell’ingiustizia, della violenza e del potere.

Ma proprio al centro della storia narrata, accade un imprevisto: la presenza umile e disarmata di Lucia nel castello dell’innominato.

Ancora prima di vederla, egli si chiede chi sia questa donna che ha fatto «compassione al Nibbio!», il più fidato dei suo sgherri, che ne aveva organizzato il rapimento.

L’incontro e il dialogo con lei fanno crescere un «nuovo lui» che lo rende consapevole di tutto il male commesso: quelle scelleratezze «eran tutte sue, eran lui».

Drammatica la notte in cui l’innominato, identificatosi col proprio male, è tentato «di finire una vita divenuta insopportabile». Nell’oscurità affiorano angosciosamente domande e inquietudini che aprono una crepa nel suo cuore indurito dalla quale può filtrare l’alba di un nuovo giorno che attendeva e «sospirava, come se dovesse portar la luce anche ne’ suoi pensieri».

Quell’uomo che per tutta la vita era stato sopra tutto e tutti – e solo – inizia a guardare, a lasciarsi incuriosire, a desiderare che ci siano anche per lui «le parole che possono consolare» fino a scendere dal suo castello e a consegnare all’abbraccio del cardinale la sua disperazione di uomo che vede la propria vita fallita e divenuta inutile: cosa può farsene Dio di uno come lui?

Quell’abbraccio, «prodigio della misericordia», diventa grembo nel quale l’“uomo vecchio” rinasce a vita nuova, liberato dalle catene che lo legavano al proprio male.

Una gioia sconosciuta inonda il suo cuore e lo mette all’opera: non solo libera Lucia, ma dà inizio a una nuova costruzione.

Così la sera può andare a dormire in pace. Certo, «S’era messa la confusione e l’incertezza in casa» ma «andò a letto, e s’addormentò immediatamente», pieno di «riconoscenza» e di «fiducia in quella misericordia» che è la vera “forza disarmata” della storia, sorgente inesauribile del cambiamento del cuore della persona e del mondo.

Eugenio Dal Pane

Avvertenza per il lettore

Sono qui riportati i capitoli XX-XXIV de I Promessi Sposi, suddivisi in ventitré sequenze. Del capitolo XXII si è scelto di omettere la parte relativa alla storia del cardinale Federigo, per proseguire nella narrazione principale. Lo stesso autore suggeriva questa possibilità: «Intorno a questo personaggio bisogna assolutamente che noi spendiamo quattro parole: chi non si curasse di sentirle, e avesse però voglia d’andare avanti nella storia, salti addirittura al capitolo seguente».

«S’io tornerò?» rispose l’innominato: «quando voi mi rifiutaste, rimarrei ostinato alla vostra porta, come il povero. Ho bisogno di parlarvi! ho bisogno di sentirvi, di vedervi! ho bisogno di voi!»

Quel Dio

di cui aveva sentito parlare, ma che, da gran tempo, non si curava di negare né di riconoscere, occupato soltanto a vivere come se non ci fosse, ora, in certi momenti d’abbattimento senza motivo, di terrore senza pericolo, gli pareva sentirlo gridar dentro di sé:

Io sono però.

€ 10,00

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
L’innominato. La notte l’alba l’abbraccio (Alessandro Manzoni) by Itaca Edizioni - Issuu