MARIO DUPUIS
Anna
IL MISTERO DI
CA’ EDIMAR: L’AVVENTURA DELLA CARITÀ
1
2
il mistero di anna
Mario Dupuis
Il mistero di Anna Ca’ Edimar: l’avventura della carità
Prefazione di
Angelo Scola Giancarlo Cesana Postfazione postuma di
Mikel Azurmendi
e impresso, robabilmente resterà passionati. Nicolò, socio in questo progetto, grado di realizzare questo mio sogno. edizioni Itaca a a lui per aver Nelle “sposato” Emilia Vergani. Saggia e ardente sso a cura di Emiliano Ronzoni
tutti gli intervistati Novella Scardovi Dalla tenda alla casa messo di incontrare La mia vita rinata in un incontro colare Pietro Manganoni, Chiedimi se sono felice gi Soldano, Famiglie parte e disabilità, ha fornito la maggior delle un’amicizia che accompagna per sempre a cura di Caterina Giojelli cazione. pre sostenuto soprattutto di sempre che ancora prima di aver servargli ralmente.
Mario Dupuis
Il mistero di Anna Ca’ Edimar: l’avventura della carità www.itacaedizioni.it/il-mistero-di-anna Prima edizione: dicembre 2021 © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0715-8 Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)
VEGETABLE INK
Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Questo libro è stato stampato su carta certificata FSC ‰ per una gestione responsabile delle foreste. Utilizziamo inchiostri vegetali senza componenti derivati dal petrolio e stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.
Seguici su www.itacalibri.it
Itacalibri
Itacalibri
Alla mia cara moglie Daniela, ai miei figli Daniele e Andrea, a Riccardo e Michela senza i quali non avrei cominciato quest’avventura, e a tutti coloro che in questi venti anni mi hanno fatto compagnia, ognuno come ha potuto, in questo splendido e vertiginoso cammino.
6
il mistero di anna
Prefazione
7
Prefazione
Sono ritornato con la memoria alla Santa Messa e all’incontro del decennale nel giugno 2011 a Ca’ Edimar e vi sono ritornato perché quel gesto, assieme agli incontri pur brevi che l’hanno preparato, mi è rimasto nel cuore come una provocazione al bene. Avevamo parlato di giustizia e del suo grande antefatto che si trova nel rapporto tra l’amore e la verità1. Prendere coscienza di ciò che è diventata Ca’ Edimar dopo questi altri dieci anni rinnova in modo imponente questa provocazione. E tutto questo è partito da Anna la cui grave malattia e morte prematura ci ha riproposto quanto ci dice il Vangelo a proposito del «chicco di grano». Stiamo attraversando un’epoca di grande travaglio a tutti i livelli: la pandemia deve essere l’occasione di riflettere sulla strada per rigenerare un’autentica società di pace in cui la giustizia non sia invocata a parole ma nei fatti. Ca’ Edimar ha scelto questa strada fin dall’inizio e la mantiene nelle varie forme particolarmente significative e numerose in cui oggi la sua azione originaria si esprime. Perché la mantiene? Perché l’amore per l’altro, che ci può insegnare l’amore per noi stessi e l’amore per Dio, continua ad essere l’anima di questa vostra famiglia.
L’omelia del card. Angelo Scola per il Decennale di Ca’ Edimar (14 giugno 2011) è riportata nel capitolo di questo libro «Alcuni amici che ci hanno “guardato”». 1
8
il mistero di anna
Mentre ringrazio Mario e tutti quelli che fin dall’inizio si sono uniti in quest’opera e tutti coloro che a vario titolo collaborano, sono certo che questa realtà continuerà ad offrire, non solo al Nord-Est, questa possibilità di ripresa che tutti nel profondo di noi stessi desideriamo. ✠ Angelo Card. Scola
Prefazione
9
Ca’ Edimar, il centro di accoglienza per ragazzi “difficili” e madri single a Padova, compie vent’anni. L’associazione di persone Edimar, che ha cominciato ad accogliere prima di avere una casa comune, ne compie venticinque. Promotori e protagonisti dell’iniziativa sono Mario e Daniela Dupuis; lui ingegnere “scolastico”, nel senso che si è sempre occupato di educazione, insegnando e ricoprendo ruoli di responsabilità verso gli insegnanti nel movimento di Comunione e Liberazione; lei maestra elementare. Mario, che conosco dagli inizi degli anni Settanta è stato anche il fondatore del movimento di Comunione e Liberazione a Padova e il riferimento del Movimento nel Veneto. Tuttavia non sono innanzitutto la competenza e il ruolo sociale che hanno mosso Mario e Daniela verso Edimar; come da loro testimoniato in varie occasioni, è stata la loro figlia Anna, nata gravemente disabile e morta a quindici anni, nel 1995. Anna è stata la porta di ingresso al Mistero che Mario, Daniela e i loro amici avevano avvertito nell’incontro con don Giussani. Il Mistero non è l’ignoto, qualcosa che né si vede, né si conosce; è qualcosa, o meglio qualcuno, che si incontra, si frequenta, ma non si possiede perché più grande, infinitamente più grande di noi. Anna, per l’appunto, con la sua fragilità, la sua sofferenza e la sua gioia ha comunicato ai genitori la profondità e l’ineffabilità della vita e quindi del suo protagonista,
10
il mistero di anna
la persona. La vita introduce al destino, al porto e al compimento per cui è fatta, che la resurrezione di Cristo promette come vita ancora più grande, addirittura eterna. A questo noi tendiamo con tutto l’essere e per questo ci accogliamo a vicenda senza avere paura della difficoltà. Anzi, in presenza della difficoltà sociale e fisica, chi accoglie si propone come punto di appoggio e di sostegno per riprendere, combattere e magari rinascere. Edimar era un ragazzo brasiliano, banditello di strada che, per l’incontro con una insegnante che gli ha parlato di Cristo e glielo ha mostrato presente, ha cambiato vita, fino a essere ucciso dal capobanda. Non ha avuto paura e ha dato la vita per la testimonianza della verità. Anche mia moglie Emilia, morta ormai ventuno anni fa, ha realizzato un centro di accoglienza per ragazzi difficili o disagiati, che oggi sono più di quattrocentocinquanta. Era molto attaccata all’Associazione Edimar ed era andata da Mario per chiedere suggerimenti e consigli. Anche lei era solita dire ai ragazzi: «Vienimi dietro, appoggiati a me che sono su un terreno più sicuro del tuo». Era la sicurezza non delle proprie forze, ma di un destino buono che incoraggia a non avere timore e ad amare, a fare quello che tutti in fondo desideriamo. Mario, la sua famiglia, i suoi amici, Ca’ Edimar e le altre iniziative simili, aiutano non solo quelli che accolgono, ma anche noi ad accorgerci che la vita ha uno scopo e un compito e pertanto a guardare il futuro con speranza. Giancarlo Cesana
Introduzione
11
Introduzione
Quando si parla di un’opera di carità, il pensiero va normalmente a quello che un’opera fa per le persone che aiuta e più riesce ad aiutarne, più aumenta la gratitudine per la sua esistenza e, quindi, anche per chi l’ha promossa. Don Giussani, nel libretto sulla caritativa, afferma che nella condivisione di un bisogno delle persone si scopre che proprio perché le amiamo, «non siamo noi a farli contenti […]. È un Altro che li può fare contenti. Chi è la ragione di tutto? Chi ha fatto tutto? Dio. Allora […] io scopro che Cristo è il senso della mia vita […] proprio attraverso l’impotenza finale del mio amore: ed è l’esperienza in cui l’intelligenza affonda nella saggezza, nella cultura vera»2. Se questo vale per una persona che compie un gesto di caritativa, pensate quanto nell’essere coinvolti in un’opera di carità cristiana 24 ore su 24, come è stato per me e mia moglie per vent’anni, questa sfida si faccia ancora più viva e per certi versi drammatica. Io spero, perciò, che questo mio “diario” di un cammino di vent’anni possa mettere in evidenza che il frutto primo di un’opera è il cammino di conoscenza di Cristo, l’affezione a Cristo come esperienza umana vertiginosa. In questi vent’anni a Ca’ Edimar ho vissuto gioie, dolori,
L. Giussani, Il senso della caritativa, Cooperativa Editoriale Nuovo Mondo, Milano 2016, pp. 10-11. La prima edizione risale al 1961. 2
12
il mistero di anna
delusioni, scoperte, tradimenti, riduzioni… insomma tutto ciò che fa parte dell’umano. Ho imparato, lentamente ma inesorabilmente, che la perfezione sta nell’appartenere a Cristo e dedicarsi alla costruzione della «gloria umana di Gesù»3 esattamente come si è4, desiderare di conoscere Cristo e perciò il Mistero Buono che governa la vita di ogni essere; un desiderio che non cede di fronte ai propri limiti ed errori. Per questo la carità, secondo la mia esperienza, è un cammino di conoscenza. Dopo vent’anni è fin troppo facile e forse scontato (anche se, ripeto, meritevole di attenzione) fare l’elenco di tutte le persone aiutate e di tutte le situazioni di bisogno condivise, ma quello che rimane veramente all’io è se Cristo è diventato più familiare, più desiderato, meno sconosciuto, meno spunto solo per fare del bene. È una Grazia che Cristo decida di farsi conoscere e riconoscere da poveri uomini suggerendo loro, tramite le circostanze della vita, un cammino di carità, fino a diventare un’opera. E da questo punto di vista mi sono sentito un “preferito”. Ripercorrere la mia storia dentro Ca’ Edimar non è perciò ripercorrere innanzitutto la storia di un’opera, ma il cammino di un “io” e testimoniare che questo cammino è possibile. Non occorrono stature religiose eccezionali (almeno non è il mio caso): basta dire sì al proprio desiderio di felicità e di gusto per la vita e dire sì a Cristo che brama di svelarsi a te come risposta a questo desiderio. Ero titubante sullo scrivere qualcosa di me, perché quello che mi è capitato ha dentro un disegno misterioso e tutte le volte che cerco di spiegarlo mi rendo conto che lo riduco. Avrei L. Giussani, “Mandati” dal Padre, per la gloria umana di Gesù, «L’Osservatore Romano», 19 maggio 2020. 4 «Cristo è amabile da noi esattamente così come siamo», in L. Giussani, La virtù dell’amicizia o: dell’amicizia di Cristo, Parola tra noi, «Litterae CommunionisTracce», n. 4, aprile 1996. 3
Introduzione
13
voluto fare un libretto sulla vita di Edimar come l’ho approfondita io in questi venti anni, ma per una serie di ragioni non è stato possibile. Allora mi sono deciso a scrivere questo libro, anche su insistenza di amici e dell’editore stesso Eugenio Dal Pane, che mi ha convinto con queste ragioni: Caro Mario, mi sembra evidente che devi scrivere obbedendo a un desiderio che hai nel cuore. La nostra è una generazione che dall’incontro fatto e attraverso circostanze accadute ha messo la fede all’opera, ciascuno secondo il compito a cui è stato chiamato. Io penso che dobbiamo raccontare ciò che ci è accaduto, ciò che ci ha mosso, attraverso quali circostanze il Signore ci ha presi al Suo servizio, come l’opera ha preso forma, quali prove/tentazioni ha dovuto affrontare. Specie per un’opera di carità – ma è vero anche per Itaca – è cruciale custodire la memoria dell’inizio non per “custodire le ceneri”, ma per la memoria viva di ciò cui un Altro ha dato vita e a cui la tua libertà ha aderito. Riguardare la storia di Ca’ Edimar non è sfogliare l’album di un glorioso passato, ma guardare le strade misteriose e concretissime – con date, fatti, volti… – attraverso le quali il Mistero è entrato nella mia vita e in quella di mia moglie. Negli anni sono stato più volte chiamato a testimoniare la nostra storia; ho conservato i testi di quegli incontri, che documentano le tappe di una storia e della coscienza via via acquisita, e talora li ho ripresi, mantenendo la forma colloquiale propria di una conversazione tra amici, come vuole essere anche questo libro. È la gratitudine per quello che ci è accaduto che ci porta a rendere «quest’opera visibile a tutta la città», come mi sentii raccomandare da don Giussani l’ultima volta che lo incontrai, perché ciò che è dato a uno è per il bene di tutti. Per la città. Per il mondo intero. Mario Dupuis
14
il mistero di anna
Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento. Preghiera della Messa del giovedì dopo le Ceneri
Introduzione
15
prima parte
I passi di una storia di carità
110
il mistero di anna
Indice
Prefazione Angelo Scola 7 Giancarlo Cesana 9 Introduzione 11
prima parte I passi di una storia di carità 1971 16 1980 19 1995 25 1996 28 1997 35 1998 38 2001 41 2003 46 2004 52 2012-2019 56 2020 61 2021 63
Indice
111
seconda parte Un cammino di conoscenza Continuamente ridestato dai fatti Appunti da una testimonianza Il frutto della carità
66 70 73
terza parte Alcuni amici che ci hanno “guardato” Cardinale Angelo Scola 82 Don Julián Carrón 89 Giorgio Vittadini 90 Don Giorgio Pontiggia 93 Don Carlo Zardin 96 Madre Lucia Tartara 97 Davide Rondoni 99 Iles Braghetto 100 Walter 101 Messaggi per il Ventennale di Ca’ Edimar
103
Postfazione postuma di Mikel Azurmendi 107
112
il mistero di anna
È dalla terra, dalla solidità, che deriva necessariamente un parto pieno di gioia e il sentimento paziente dell’opera che cresce, delle tappe che si susseguono, aspettate quasi con calma, con sicurezza. Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne. Emmanuel Mounier
La grave malattia di Anna e la sua morte prematura ci hanno riproposto quanto ci dice il Vangelo a proposito del “chicco di grano”.
Angelo Scola Anna con la sua fragilità, la sua sofferenza e la sua gioia ha comunicato ai genitori la profondità ineffabile della vita.
Giancarlo Cesana Quando don Giussani era venuto a casa vostra, ha visto vostra figlia. Cosa guardava? Vedere nell’altro il Mistero è uno sguardo che abbraccia l’altro. Questo abbraccio è arrivato fino a me. E così ho capito la carità.
Mikel Azurmendi Mario Dupuis è sposato con Daniela da 45 anni e ha tre figli, tra cui Anna, morta nel 1995 a quindici anni. Di lì a poco, con alcuni amici fonda un’opera di carità che porterà nel 2001 alla nascita di Ca’ Edimar. È stato membro dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza del Ministero del Welfare. Il ricavato della vendita di questo libro sarà devoluto all’Associazione Edimar www.operaedimar.com
€ 12,00 itacaedizioni.it