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Il divino nascosto. Storie di eroico quotidiano (Filippo Ciantia)

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Filippo Ciantia

IL DIVINO NASCOSTO Storie di eroico quotidiano

Presentazione di

Carlo Maria Zorzi Marina Salamon


Filippo Ciantia

Il divino nascosto Storie di eroico quotidiano

Presentazione di

Carlo Maria Zorzi Marina Salamon


rso la stampa di un libro. a, e rilegata, ha qualcosa di affascinante. ome impresso, ne probabilmente resterà i appassionati. n Nicolò, socio in questo progetto, in grado di realizzare questo mio sogno. e va a lui per aver “sposato” messo o. e a tutti gli intervistati permesso di incontrare rticolare Pietro Manganoni, Gigi Soldano, e ci ha fornito la maggior parte delle bblicazione. empre sostenuto soprattutto mici di sempre che ancora prima di aver i riservargli aturalmente. Filippo Ciantia Il divino nascosto. Storie di eroico quotidiano www.itacaedizioni.it/il-divino-nascosto Prima edizione: luglio 2021 © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0698-4 Foto di copertina: Di Gwoeii/Shutterstock.com Stampato in Italia da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)

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A Michele e a Emmanuele Camminate, con “piccoli passi possibili”, sulla vostra strada giusta, dritta e bella

A Carlo Amico fedele e sincero, narratore del Bene nel mondo

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«Caro Pippo, facci vedere le troppe cose che ci passano accanto e che non vediamo più, poiché il nulla che tiene il suo spazio dentro e fuori di noi ci avvolge e distrae.» Furono più o meno queste le parole con le quali quattro anni fa chiesi all’amico d’Africa (vent’anni io e trenta lui, passati laggiù) Filippo Ciantia, per tutti Pippo, di aiutarci a ritrovare – per gustarle – le piccole grandi cose della vita quotidiana, di farci vedere con i suoi occhi ciò che i nostri non vedevano più, di farci toccare con le sue mani ciò che le nostre ormai scartavano, di farci leggere ciò di cui più nessuno scriveva. Cose semplici, ma non semplicistiche, facili ma non superficiali, per tutti ma non scontate, leggere ma non vuote, pungenti e delicate allo stesso tempo. Raccontare il quotidiano che ci sfugge. Nacquero così le “pillole” di Ciantia; ovviamente perché Pippo accettò di buon grado, con l’energia e l’entusiasmo che sempre lo hanno contraddistinto. Nacque la rubrica settimanale che da quattro anni i lettori del «Risveglio Popolare» di Ivrea trovano nelle pagine del loro giornale cartaceo e anche su www.risvegliopopolare.it. Intitolai quella rubrica «Pillole di missionarietà», che il computer sottolinea in rosso perché lo legge come errore di una parola per lui inesistente. Invece nella mia richiesta a Pippo di scrivere, e a noi di

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pubblicare, quella missionarietà ci stava – e ci sta – tutta. Insieme avevamo – e continuiamo ad avere – un impegno riconosciuto, sebbene non sbandierato ai quattro venti; seminare nel solco tracciato da Cristo, irrorato dalla Chiesa e coltivato da ciascuno di noi, qui, dove adesso lavoriamo e viviamo con le nostre famiglie. Il passo verso il “divino nascosto” è stato breve. Le “pillole” dovevano arrivare al cuore di ciascuno, vicino o lontano, ricco o povero, uomo o donna, credente o ateo, giovane o anziano. Mi accorgo che, forse, quella richiesta di quattro anni fa fu, prima di tutto, una esigenza tutta mia: dopo vent’anni in Africa probabilmente faticavo a ritrovarmi di nuovo immerso in una cultura e civiltà delle quali avevo perso dei pezzi. Ma fui subito confortato nel constatare che la scelta della rubrica andava nella direzione giusta anche per chi, non essendosi mai mosso da casa, aveva bisogno di ritrovare fatti, persone, cose, situazioni, sentimenti, emozioni, rituali… scomparsi e assorbiti nel vortice del tempo che corre. Quando chiesi questo sforzo a Filippo Ciantia sapevo che poteva farlo, lui, così lontano dal giornalismo ma così curioso, come dovrebbe essere ogni vero giornalista. Pippo possedeva l’arma propria del giornalista che, se non è curioso, produce poco per sé e per gli altri. Le “pillole di missionarietà” hanno sfondato sulle pagine del giornale e sul web perché l’autore sa sfondare, sa metterci il naso e il becco, sa curiosa-

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re, guardarsi attorno, fare domande, elaborare per appropriarsi – prima lui e poi gli altri – di tutto ciò che esiste nella vita di ogni persona e delle realtà che incontra. Curiosare senza disturbare. Scrivere senza sensazionalismi inutili. Al cuore del quotidiano e di quanto esso racchiude. Le “pillole” pubblicate settimanalmente diventano una raccolta, una dopo l’altra, ma non tutte per esigenze di spazio. Che sofferenza dover sceglierle! Che meraviglia per voi leggerle! Un mondo che si apre dinnanzi e che nessuno avrebbe schiuso perché erroneamente considerato troppo dimesso – e dismesso – per fare ancora breccia. Ma è da qui che dobbiamo ripartire, per ritrovarci, sorridere, essere felici. «Il Risveglio Popolare» ti ringrazia, caro Pippo, per aver arricchito le sue pagine e i suoi lettori, e lo stesso farà anche il lettore di questa raccolta, per averlo innalzato e fatto diventare osservatore, ancor di più, partecipe, alla vita di persone e cose che aveva creduto di aver perso e che oggi ha ritrovato. Perché il divino non resta nascosto in eterno; aspetta solo che qualcuno lo aiuti a venire fuori. Eccolo, dunque, a voi e per voi! Carlo Maria Zorzi Direttore responsabile «Il Risveglio Popolare»

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Sono profondamente grata a Dio per avere incontrato Filippo Ciantia, oltre cinquant’anni fa: la nostra amicizia (che, presto, coinvolse anche Luciana) iniziò allora, ed è continuata sempre, anche quando vivevamo in continenti lontani e le nostre storie erano, apparentemente, così diverse. Da bambini, abitavamo nello stesso paese: Venegono Superiore, in provincia di Varese. Pippo (io l’ho sempre chiamato così) era, già allora, intelligente, generoso, più equilibrato di me e, soprattutto, testimone di una fede profonda. Durante il liceo, abbiamo condiviso alcuni anni in Gioventù Studentesca, a Varese. Filippo e Luciana avevano chiaro il desiderio di diventare medici, partire insieme per l’Africa e costruire una grande famiglia, mettendo le loro vite a servizio degli altri. Ho sempre pensato che la loro vita assomigli, davvero, alle parole del bellissimo canto di Claudio Chieffo, che Filippo ricorda: «Quando uno ha il cuore buono non ha più paura di niente: / è felice di ogni cosa, vuole amare solamente». Negli anni successivi, pensavo alla loro vita in un remoto ospedale missionario in Uganda, e avevo desiderio di rendermi utile anch’io, da lontano: l’acquisto di una ambulanza in grado di reggere le piste in terra battuta fu, per me, il primo obiettivo importante da raggiungere, all’inizio del mio lavoro, oltre che lo stimolo a riflettere seriamente su

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ciò che avrei potuto costruire attraverso i risultati delle aziende. Veramente, la scelta di vita di Filippo e Luciana mi ha sempre “commossa”: hanno saputo riconoscere il bene anche nelle difficoltà, seguendo il Vangelo nella concretezza della storia, e trasmettendo a tutti «il dono del coraggio della verità e della testimonianza semplice dei cristiani». La capacità di “riconoscere il bene” è ciò che testimonia Filippo in questo suo bellissimo libro, che ho letto tutto d’un fiato, con emozione: ogni storia, nella sua sobrietà, racconta la positività della vita, nelle relazioni tra gli esseri umani, e nel disegno d’Amore che ci precede e ci accompagna sempre. Non ci sono solo tante storie di vita, in questo libro: ogni capitolo è anche preghiera, «nel cammino umano verso l’infinito». Ho trovato straordinarie la sobrietà, l’essenzialità di questi racconti, che non mettono mai al centro l’autore, ma le persone incontrate, realmente nella vita o grazie alla lettura, talvolta «angeli vestiti da passanti», che anche noi possiamo imparare a riconoscere. Tanti, tra questi racconti, mi hanno colpito: tra essi, la scelta della figlia Monica, di portare avanti comunque la vita del loro bambino, anche se i medici insistevano per un aborto “terapeutico”: «Monica aveva il compito di testimoniare che la vita vale sempre e si può custodire e accompagnare anche per le poche ore che [suo figlio] Rubangakene [“Dio solo sa”] visse. Chi dà, riceve: in abbondanza. Dio solo sa».

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Anche un altro figlio, Matteo, insieme a sua moglie Giulia hanno compiuto una scelta simile: «quella creatura è il loro bambino. Decidono, non senza fatica, di accompagnarlo nel suo cammino». Testimoniare la nostra fiducia in Dio, creatore della vita, è un grande gesto di amore e libertà, rispetto ai valori dominanti. E ancora, più avanti: «Bisogna dare: la forza dello Spirito risponde al nostro “vigore”». «La risposta di Dio al mio bisogno non è stata una spiegazione, ma una presenza buona e imprevista». Ho citato queste parole non perché questo libro rappresenti un testo di istruzione morale, ma solo per testimoniare che ogni racconto narrato da Filippo coinvolge umanamente e contiene anche note di spiritualità, sempre! Che dolcezza la piccola storia della signora panettiera di Venegono che, mentre sforna il pane fresco, apre ogni mattina all’alba la chiesetta di Santa Caterina, ed è, insieme, un «esempio di fedeltà al lavoro e attaccamento alla fede». Ho amato anche l’episodio dei «grandi amici pensionati» che si mettono a disposizione per fare lavori in «piccole realtà vive di Chiesa». Bella l’ironia gentile di Filippo che scrive: «la vera quota cento delle pensioni è il centuplo quaggiù». Seguono altri bei racconti, che attraversano la storia di quest’ultimo anno, con uno sguardo fiducioso e responsabile rivolto al futuro. Solo continuando a dare tutto ciò che possiamo, e fidandoci di un destino buono, saremo felici e vivi, («forever

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young», direbbe Bob Dylan), anche se già nonni diciannove volte, come Filippo e Luciana. Non vorrei dimenticare le frasi guida, brevi citazioni illuminanti, al termine delle storie, che testimoniano l’apertura di Filippo ai testimoni del bene, laici o credenti: Giorgio Gaber parlò di quella «cosa strana / irrazionale e commovente / che può chiamarsi addirittura / amore per la gente». Concludo citando altre parole di Filippo, che continua da tanto tempo a insegnarmi ciò che conta davvero: «Vorrei anch’io tornare un bambino, in ogni incontro quotidiano, e accogliere tutto dalle Sue mani». «E il tempo confermò la bontà di Dio». Marina Salamon

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Indice Presentazione Carlo Maria Zorzi Marina Salamon

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Caravaggio a Milano 15 L’ultimo miglio dell’uomo di Paimol 17 Missione e medicine 19 Il sacrestano, il barista, la cameriera 21 Tiramisù 23 Il farmacista, il parroco e l’alpino 25 Donne oltre ogni coraggio 27 Occhi e mani per il bene 29 Anniversari 31 Momenti di gloria 33 L’ospedale 35 Uno sguardo 37 La cassetta delle lettere 39 Giugno 41 Che cercate? 43 Meraviglioso 45 «Dio solo sa» 47 Rallentare 49 Ewa 51 Alpha 53 Vigore 55

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«Papà, ti adoro» 57 Incontri imprevedibili 59 Fedeltà 61 È bella la strada 63 Quarant’anni 65 Figlio del tuo figlio 67 Il quarto voto 69 Dies natalis 71 Quota cento 73 La signora degli anelli 75 I veri talenti 77 Storie d’amore 79 Campioni ciecoslovacchi 81 Il mio giogo è dolce 83 Sogno di gioventù 85 Grand Hotel 87 Il tempo che passa 89 La vera giovinezza 91 Rivoluzione 93 L’ultimo messaggio di Dio 95 Il messaggero 97 Un sassolino 99 La sacra rappresentazione 101 Cristiana 103 Redenzione 105 La Castellana 107 Uomini in ginocchio 109 Uomini illustri 111

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La casa 113 Gratitudine e gratuità 115 Fratello dolore 117 Amore per la gente 119 Happy Today 121 Come bambini, sempre 123 Capitano, mio capitano 125 Solidarność 127 In ginocchio 129 Stagione santa 131 Raccomandazioni 133 Città di artigiani e artisti 135 Quelle diciannove ore 137 Lo sguardo di Francesco 139 Il viaggio 141 La cascina del gelso 143 Un grande italiano 145 I cedri del Libano 147 Il reclutatore 149 Le cinque donne samaritane 151 Thank you, Dr. Berra! 153 Quel cappuccino in silenzio 155 Te Deum laudamus 157 Il cancro dei poveri 159 A Dio, grande amico 161 Il mondo reale 163 Epidemie 165 Incontri 167

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Mr. Parkinson 169 Perdono 171 Veleno 173 La divina solitudine 175 Edicole aperte 177 La tigre, il poeta e il leone 179 Miracoli 181 Il valore di ogni esistenza 183 Fase 2 185 La profezia e la lotta 187 Liberazione 189 «L’Italia chiamò» 191 Festa della Mamma 193 L’usignolo e la lampada 195 Laudato sii 197 Baracca otto 199 Piera, la pasionaria 201 Il genio 203 L’inizio di un miracolo 205 Tonsoriam artem 207 La prima cena 209 Eterna giovinezza, continua novità! 211 La divina Provvidenza 213 Nozze d’oro 215 Una grazia 217 Passione e talento 219 Le tre conversioni 221 «Videre Petrum» e globalizzare la cura 223

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Investire sulle donne L’amico lontano La montagna del “bell’amore” L’81a generazione Eccomi! Manda me! Il servo dei poveri I poveri di Cristo La bella rivoluzione, l’ortolano e la seconda ondata Il Baronetto e il Cavaliere Boccaccio, la prof e Manzoni Francesco Saverio e la moda femminile I suoni della pandemia

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Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco, e non ce la fai più. E d’un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno – uno sguardo umano –, ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice. Andrej Tarkovskij Era necessario che l’eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano diventasse eroico. San Giovanni Paolo II

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«Caro Pippo, facci vedere le troppe cose che ci passano accanto e che non vediamo più, poiché il nulla che tiene il suo spazio dentro e fuori di noi ci avvolge e ci distrae.» La richiesta dell’amico Carlo Maria Zorzi è all’origine di questo libro in cui sono state raccolte storie di ordinaria quotidianità che, guardate fino in fondo, raccontano la positività della vita. In esse traspare quel “divino nascosto” che misteriosamente e quotidianamente si fa incontro, alimentando e rinnovando la speranza. La capacità di “riconoscere il bene” è ciò che testimonia Filippo in questo suo bellissimo libro, che ho letto tutto d’un fiato. Ho trovato straordinarie la sobrietà, l’essenzialità di questi racconti, che non mettono mai al centro l’autore, ma le persone incontrate, talvolta «angeli vestiti da passanti», che anche noi possiamo imparare a riconoscere.

Marina Salamon

Raccontare e condividere quello che succedeva suscitava in me una grande speranza, perché, misteriosamente, c’era sempre un incontro prezioso, un fatto inatteso, uno spettacolo naturale meraviglioso. Così si illuminava la giornata e si affrontavano le fatiche e le difficoltà con una baldanza che non era solo mia.

Filippo Ciantia

€ 14,00 itacaedizioni.it


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Il divino nascosto. Storie di eroico quotidiano (Filippo Ciantia) by Itaca Edizioni - Issuu