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Gesti e parole

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GESTI E PAROLE Jorge Mario Bergoglio, una presenza originale

A cura di Alejandro Bonet Horacio Morel DĂŠbora Ramos


Volume realizzato in occasione della mostra

Gesti e parole. Jorge Mario Bergoglio, una presenza originale pensata e organizzata per la XXXIX edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli

A cura di Alejandro Bonet, Horacio Morel (Argentina) Débora Ramos (Brasile) Comitato scientifico Massimo Borghesi (Italia) Guzmán Carriquiry Lecour (Città del Vaticano) Austen Ivereigh (Gran Bretagna) Julián de la Morena (Brasile) Aníbal Fornari (Argentina)

Mostra realizzata grazie al contributo di

NERO: K 100% VERDE: Pantone 348 - CMYK: Cyan 95% - Magenta 5% - Yellow 100% - Black 0%

Gruppo di ricerca Argentina: Ana Ferrero, María del Rosario Solhaune, Andrés Donati, Carlos Cantero, Aníbal Fornari, Carolina Martín, Cecilia Pairola, María Laura García, Mirta Furlani, Patricia Modarelli, Sonia Sosa, Giorgio Assenza, Sonia Romero, María Inés Ferrero, Gracia Clerico, Alicia Saliva, Jorge Duarte, Carolina Macedo, María de los Angeles Burtovoy, María Eugenia Vuizot, Luis Disalvo, Walter Albornoz, Alejandro Bonet, Horacio Morel Brasile: Alexandre Ferraro, Débora Ramos, Hilda Souto, Marcela Bertelli, Julián de la Morena, Silvia Brandão Progetto e grafica Argentina: Ana Hillar, María Fernanda Acosta, Luciana Bizzozero, María Cirnigliaro, Luis Disalvo Brasile: Hilda Souto, Débora Cavaleri Italia: Martina Valcamonica, Giacomo Bragadini Coordinamento generale Alessandra Vitez (Italia) Viviana Sito Henderson (Argentina) Traduzione Lucia Balestri (Italia)

Partner

Noleggio della mostra Meeting Mostre info@meetingmostre.com www.meetingmostre.com Gesti e parole. Jorge Mario Bergoglio, una presenza originale www.itacaedizioni.it/gesti-e-parole-Bergoglio Prima edizione: agosto 2018 © 2018 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0570-3

Fotografie Argentina: Enrique Cangas, Rodolfo Pezzoni, Juan Pablo Contreras, Maximiliano Olivero, Cecilia Quintana, Vanesa Anemogeanis, Maximiliano Vernazza, Enrique García Medina, María Fernanda Acosta, Andrés Colman, Carlos Brigo, Sebastián Klein, León Muicey Brasile: Carlos Rodrigues, Jakeline Cordeiro, Kika Antunes, Luiz SadakiHossaka, Thiago Leon, Vera de Souza

Itaca srl via dell’Industria, 249 48014 Castel Bolognese (RA) - Italy tel. +39 0546 656188 fax +39 0546 652098 e-mail: itaca@itacalibri.it in libreria: www.itacaedizioni.it/librerie on line: www.itacalibri.it

Musica Chico Lobo (Brasile)

Finito di stampare nel mese di agosto 2018 da Modulgrafica Forlivese, Forlì (FC)

Impaginazione grafico: Andrea Cimatti


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GESTI E PAROLE

SOMMARIO CHI È JORGE MARIO BERGOGLIO? «Sono un peccatore al quale il Signore ha guardato» Il poliedro di Bergoglio

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BERGOGLIO COME GESUITA Un imprevisto: la vocazione 10 San Matteo 11 Miserando atque eligendo 12 L’ideale gesuita 13 Il Noviziato 15 L’ordinazione 17 Le circostanze innate alla vocazione: desolazione e consolazione 18 A chi affidare le difficoltà 20 Testimoni dei suoi gesti 21 LA FORMAZIONE DI UN PENSIERO: FIORITO, GUARDINI, METHOL FERRÉ Da padre Miguel Ángel Fiorito, la genesi di un pensiero L’opposizione polare: incontro con Romano Guardini Elogio della semplicità Alberto Methol Ferré, l’avvenimento di un’amicizia Senso e missione dell’America Latina CULTURA ED EDUCAZIONE A quale uomo è diretta un’educazione che sfidi il pensiero dominante? L’educazione come passione per la realtà ha bisogno di “testimoni” Passione letteraria La letteratura come ponte teso tra due mondi Che parole scelse, quali autori lesse? Un orecchio sintonizzato con il battito del cuore del mondo… UNITÀ E CONFLITTO Uno stato in piena formazione L’irruzione di una nuova tensione polare: il peronismo Dall’utopia alla presenza Davanti alla violenza del potere, un pastore che si prende cura delle sue pecore

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Una democrazia di bassa intensità La politica come mediazione, il potere come servizio: il dialogo argentino La sfida del bicentenario Il bene comune secondo Bergoglio

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PERIFERIA, POVERI E PUEBLO FIEL «Come mi piacerebbe una Chiesa povera per i poveri!» Il discernimento e i poveri Pastore con l’odore delle pecore La preferenza per i poveri è il Vangelo stesso Trazione animale La schiavitù del ventunesimo secolo Significati della povertà Non rassegnarsi di fronte allo scandalo della povertà Il grido di richiamo La teologia del popolo Santo popolo fedele di Dio

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IL FORMARSI DI UNA IDENTITÀ: «APARECIDA» Aparecida: il popolo santo e fedele di Dio e l’incontro con il cristianesimo oggi 86 Passi di pellegrini 94 Il Documento di Aparecida 97 La bellezza che nasce da una fragile immagine spezzata 99 L'ATTRATTIVA CRISTIANA OGGI COME DUEMILA ANNI FA Pulchrum splendor veri 102 «La bellezza salverà il mondo» 102 Hic Verbum caro factum est 106 Uno stupore che apre all’incontro 107 Un’attrattiva vincente 109 Gnosticismo e pelagianesimo: Dio senza Chiesa, Chiesa senza Cristo, Cristo senza popolo 110 Gaudete et exultate 113 Oggi come duemila anni fa 115 Note 120


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«Eventi e parole intimamente connessi»: la formula della Rivelazione Piacque a Dio nella sua sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini, per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della divina natura. Con questa Rivelazione infatti Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé. Questa economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto. Concilio Vaticano II Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla divina Rivelazione, 2


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GESTI E PAROLE

CHI È JORGE MARIO BERGOGLIO? «Sono un peccatore al quale il Signore ha guardato» Io sono un peccatore, sono un peccatore, di questo sono sicuro. Sono un peccatore al quale il Signore ha guardato con misericordia. Sono, come ho detto ai carcerati in Bolivia, un uomo perdonato. Sono un uomo perdonato, Dio mi ha guardato con misericordia e mi ha perdonato. Ancora adesso commetto errori e peccati e mi confesso ogni quindici o venti giorni. E se mi confesso è perché ho bisogno di sentire che la misericordia di Dio è ancora su di me1. «Chi è Jorge Mario Bergoglio?». Il Papa mi fissa in silenzio. Gli chiedo se è una domanda che è lecito porgli… Lui fa cenno di accettare la domanda e mi dice: «Non so quale possa essere la definizione più giusta… Io sono un peccatore. Questa è la definizione più giusta. E non è un modo di dire, un genere letterario. Sono un peccatore». Il Papa continua a riflettere, compreso, come se non si aspettasse quella domanda, come se fosse costretto a una riflessione ulteriore. «Sì, posso forse dire che sono un po’ furbo, so muovermi, ma è vero che sono anche un po’ ingenuo. Sì, ma la sintesi migliore, quella che mi viene più da dentro e che sento più vera, è proprio questa: “Sono un peccatore al quale il Signore ha guardato”». E ripete: «Io sono uno che è guardato dal Signore»2. Antonio Spadaro


Chi è jorge mario bergoglio? 9

Il poliedro di Bergoglio Il significato delle periferie di cui ha parlato e a cui ha richiamato dall’inizio del suo pontificato è interpretato spesso in modo sbagliato. Infatti, il Papa non si sofferma sulle periferie in quanto luogo marginale, ma vi indica un livello ancora più profondo della realtà stessa. Papa Bergoglio è il primo pontefice che proviene da una megalopoli che ha dovuto affrontare le sfide delle città moderne, e quando era a Buenos Aires, pur vivendo in centro, ha prestato molta attenzione alla periferia, come il luogo dove si possono cogliere i contrasti che tutta la città sta vivendo. Per questo il Papa oppone alla figura della sfera, dove ogni punto della superficie è equidistante dal centro, quella del poliedro, perché ciascuna faccia è diversa ma senza ognuna di esse non esisterebbe la figura. Ecco, le periferie sono proprio le facce di questo poliedro, e la sfida è comprendere le particolarità di ciascuna3. Antonio Spadaro


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GESTI E PAROLE

BERGOGLIO COME GESUITA Un imprevisto: la vocazione La sua vocazione nacque un giorno di primavera in Argentina, il 21 settembre del 1953, festa di San Matteo. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo, e ho sentito la necessità di confessarmi. Questa è stata per me un’esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote4.

Ho sentito la voce di Gesù nel mio cuore5. Gesù Cristo sempre è il primo, ci primerea, ci aspetta. Gesù Cristo ci precede sempre; e quando noi arriviamo, Lui stava già aspettando. Lui è come il fiore del mandorlo: è quello che fiorisce per primo, e annuncia la primavera6.


Bergoglio come gesuita 11

San Matteo

È proprio La vocazione di san Matteo l’espressione che lui stesso riconosce come la più rappresentativa di ciò che Dio fece con lui. Visitavo spesso la chiesa di San Luigi dei Francesi, e lì andavo a contemplare il quadro della Vocazione di san Matteo di Caravaggio […] Quel dito di Gesù così… verso Matteo. Così sono io. Così mi sento. Come Matteo7. Fu l’incontro che ha segnato la sua vita, ci introduce in un “gioco di sguardi” che è in grado di trasformare la storia. Un giorno come qualunque altro, mentre era seduto al banco della riscossione delle imposte, Gesù passò e lo vide, si avvicinò e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò, lo seguì. Gesù lo guardò. Che forza di amore ha avuto lo sguardo di Gesù per smuovere Matteo come ha fatto! Che forza devono avere avuto quegli occhi per farlo alzare! […] E Gesù si fermò, non passò oltre frettolosamente, lo guardò senza fretta, lo guardò in pace. Lo guardò con occhi di misericordia; lo guardò come nessuno lo aveva guardato prima. E quello sguardo aprì il suo cuore, lo rese libero, lo guarì, gli diede una speranza, una nuova vita, come a Zaccheo, a Bartimeo, a Maria Maddalena, a Pietro e anche a ciascuno di noi8.


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GESTI E PAROLE

Nessuno di quelli che stavano lì, compreso Matteo avido di denaro, poteva credere al messaggio di quel dito che lo indicava, al messaggio di quegli occhi che lo guardavano con misericordia e lo sceglievano per la sequela. Sentiva quello stupore dell’incontro. È così l’incontro con Cristo che viene e ci invita9.

Miserando atque eligendo «“Misericordiando” e scegliendo» fu il tema della mia consacrazione come vescovo ed è uno dei perni della mia esperienza religiosa. Sempre mi impressiona una lettura del breviario che dice che Gesù guardò Matteo con un atteggiamento che tradurrei così: «“misericordiando” e scegliendo». Quello fu, precisamente, il modo in cui sentii che Dio mi aveva guardato durante quella confessione. E questo è il modo con cui Lui mi chiede che guardi sempre gli altri: con grande misericordia e come se li stessi scegliendo per Lui; non escludendo nessuno, perché tutti sono scelti per l’amore di Dio10.


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