Fabio Ciollaro
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AMORE e con DISIO In viaggio con Dante, compagno di cammino
Prefazione di Marcello Semeraro
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Fabio Ciollaro
«Con amore e con disio» In viaggio con Dante, compagno di cammino Prefazione di Marcello Semeraro
Nelle edizioni Itaca Francesco Candor Lucis aeternae Lettera Apostolica in occasione del VII Centenario della morte di Dante Alighieri Franco Nembrini Dante, poeta del desiderio Conversazioni sulla Divina Commedia Volume I · Inferno Volume II · Purgatorio Volume III · Paradiso
Fabio Ciollaro «Con amore e con disio». In viaggio con Dante, compagno di cammino www. itacaedizioni. it/con-amore-e-con-disio Prima edizione: agosto 2021 © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0695-3 Stampato in Italia da Mediagraf, Noventa Padovana (PD)
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Prefazione
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Prefazione
«Dante, riflettendo profondamente sulla sua personale situazione di esilio, di incertezza radicale, di fragilità, di mobilità continua, la trasforma, sublimandola, in un paradigma della condizione umana, la quale si presenta come un cammino, interiore prima che esteriore, che mai si arresta finché non giunge alla meta.» Così si esprime il Papa in occasione del VII centenario della morte del poeta1, rilevando che il viaggio narrato con insuperabile potenza creativa nelle tre Cantiche è icona del viaggio di ogni uomo e di ogni donna. Nel buio e tra le «disperate strida» (Inf. I, 15) che risuonano nella voragine dell’Inferno ci viene mostrato l’esito finale di chi fino all’ultimo rifiuta l’amore di Dio e si lascia soffocare tra le spire del peccato; al tempo stesso comprendiamo che non siamo fatti «… a viver come bruti / ma per seguire virtude e canoscenza» (Inf. XXVI, 119-120). Nelle tappe ascensionali del Purgatorio vediamo quanto sia faticoso liberarsi dai sedimenti di quelle schiavitù, chiamate vizi capitali, a cui spesso ci si consegna nell’illusione di una vita più appagata; tuttavia, questa purificazione non è subita come qualcosa di cupo e di angoscioso, ma si compie in un
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Francesco, Lettera apostolica Candor Lucis aeternae, 25 marzo 2021, 2.
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clima di speranza: l’uomo viene recuperato al vero amore «e di salire al ciel diventa degno» (Purg. I, 6). Infine nei nove cieli del Paradiso, attraversati con trasognato stupore dal poeta, possiamo contemplare a quale meravigliosa beatitudine conduca l’itinerario della santità cristiana: «… al ciel ch’è pura luce / luce intellettual piena d’amore, / amor di vero ben pien di letizia, / letizia che trascende ogni dolzore» (Par. XXX, 39-42). A questa meta radiosa non si giunge certamente con impegno debole e con propositi velleitari. Nel proemio di tutto il poema, Dante viene avvertito. Se vuole salvarsi dalla selva in cui si è smarrito e se vuole trovare scampo dalle tre fiere – il leone, la lonza e la lupa – che gli sbarrano il passo, non pensi a un itinerario breve e facile. Gli viene detto in maniera netta: «a te convien tenere altro viaggio» (Inf. I, 91), cioè è necessario accettare un percorso più esigente, un itinerario molto diverso da quello che propongono i depliant patinati della logica mondana: un altro viaggio. Anche il cammino dell’Esodo non seguì la via più corta, ma fu una lunga e ardua traversata del deserto (cfr. Es 13,1718). La conquista della libertà è molto impegnativa. È meglio saperlo in anticipo. Sappiamo tuttavia che in questo viaggio Dante non è solo, ma si lascia guidare, prima da Virgilio, simbolo della ragione umana, poi da Beatrice e infine da san Bernardo, simbolo di quella luce che ci viene dall’Alto. Beatrice e san Bernardo sono anche figure evocatrici di tutti coloro che ci sono stati o ci saranno di aiuto, di sprone e di esempio nel cammino del discepolato cristiano. Perciò papa Francesco scrive: «Non ci si salva da soli, sembra ripeterci il poeta, consapevole della propria insufficienza… è necessario che il cammino si faccia in compagnia di chi può sostenerci e guidarci con saggezza e prudenza»2. 2
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In quest’ottica di “compagnia” è bello pensare che anche lui, l’uomo Dante, il cristiano Dante, con l’esperienza fatta nel suo personale viaggio, vuole rendersi vicino a noi e farsi nostro compagno. Un compagno che ha molto camminato prima di noi, ha molto sofferto, è caduto e si è rialzato tante volte, e proprio per questo ha tanto da raccontarci lungo la strada. Questo è sicuramente l’auspicio con cui la Chiesa offre la sua piena adesione e il suo significativo apporto al centenario dantesco del 2021, come del resto fece Paolo VI nel 1965, nella ricorrenza del centenario della nascita, e prima ancora Benedetto XV, esattamente un secolo fa, nel centenario del 1921. Guardando allo scenario del mondo contemporaneo vediamo immensi mutamenti rispetto all’epoca in cui l’Alighieri è vissuto, eppure egli, «profeta di speranza e testimone del desiderio umano di felicità, può ancora donarci parole ed esempi che danno slancio al nostro cammino. Può aiutarci ad avanzare con serenità e coraggio nel pellegrinaggio della vita e della fede»3. È indispensabile, però, che il messaggio di Dante, così elevato e pur così vicino a noi, non resti imprigionato nelle aule scolastiche o universitarie, ma, secondo l’invito di papa Francesco, sia reso «accessibile e attraente»4 per tutti coloro che si pongono delle domande esistenziali, per quanti desiderano camminare e non sedersi, per coloro che alzano lo sguardo «a riveder le stelle» (Inf. XXXIII, 139), per quanti aspirano a una vita umanamente e cristianamente riuscita, in quell’orizzonte «che solo amore e luce ha per confine» (Par. XXVIII, 54). Questo libro di mons. Fabio Ciollaro risponde al desiderio del Papa, ne attua le indicazioni e ha davvero il pregio di rendere il messaggio di Dante «accessibile e attraente». Da parte mia sono lieto di presentarlo, perché l’autore non solo è stato mio alunno nel Seminario Regionale di Molfetta, 3 4
Ivi, 9. Ibid.
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negli anni per me indimenticabili in cui insegnavo teologia dogmatica, ma soprattutto perché, proprio confrontandosi con me in occasione del baccellierato, iniziò a percorrere fecondi itinerari danteschi che ha poi coronato con il dottorato in teologia con una tesi sulla via della bellezza nella Divina Commedia. Dalle pagine di questo libro traspare lo spessore dei suoi studi umanistici e teologici, ma traspare anche la sua sensibilità ed esperienza pastorale, la ricchezza della sua spiritualità e la sua apertura al dialogo culturale. L’autore infatti è anzitutto un pastore, immerso quotidianamente nel servizio ecclesiale, sia in diocesi che in parrocchia, a contatto continuo con le gioie, i dolori e le speranze delle persone. Inoltre, molte volte gli è stato chiesto di guidare esperienze di Esercizi o di ritiri spirituali. Tutto questo spiega perché le pagine di questo volume non hanno aria di erudizione riservata a pochi intenditori, ma piuttosto il tono colloquiale di una proposta rivolta a tutti, per renderli partecipi di tanta bellezza, a gioia e consolazione di chi vive un cammino di fede e in fraterna condivisione con chi cerca anche nella poesia tracce di infinito. Auguro di cuore che questo intento sia raggiunto. Marcello Card. Semeraro Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi
Introduzione
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Introduzione
La splendida Lettera apostolica Candor Lucis aeternae ci presenta Dante come uno straordinario compagno di viaggio, ed è proprio così. Sono trascorsi ben sette secoli dalla sua morte, eppure è più vivo che mai nel palpitante splendore del poema che ci ha lasciato in dono. Il suo viaggio può essere il nostro viaggio: egli ci chiede «di essere ascoltato, di essere in certo qual modo imitato, di farci suoi compagni di viaggio»1. Camminando con lui vedremo dischiudersi mondi, sentiremo interpellata ad ogni passo la nostra intelligenza, saremo toccati da continue emozioni. Durante il viaggio potremo fare tanti incontri, troveremo storie su cui meditare, saremo stimolati a uno sguardo contemplativo capace di cogliere, sotto il velo dei versi poetici, autentici bagliori di luce. Così è stato per me. Così è per tanti che, rileggendo fuori dal contesto scolastico la Divina Commedia, si stupiscono di trovarvi tanta bellezza e tanta vita. Essi ne provano gioia e qualche scintilla di gloria divina li raggiunge. Vorrei che anche altri potessero fare questa esperienza. Per tale motivo, cogliendo l’occasione del centenario e seguendo l’invito del Papa a rendere maggiormente accessibi-
Francesco, Lettera apostolica Candor Lucis aeternae nel VII centenario della morte di Dante Alighieri, 25 marzo 2021, 9. 1
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li i tesori spirituali del poema2, ho preparato questo piccolo volume, facendo sintesi dei miei precedenti studi e delle mie meditazioni sul poema3. Ho dato spazio soprattutto alla poesia della terza Cantica, la più difficile, la più vertiginosa, ma anche la più incantevole, se troviamo la chiave per comprenderla e gustarla. Da lì è tratto il titolo di questa pubblicazione: «con amore e con disio»4. È l’amore che muove il Creatore a dare origine all’universo ed è il desiderio, consapevole o inconsapevole, che muove l’universo a tornare a lui. Di amore e di desiderio in realtà è intessuto tutto il poema: nel rimpianto senza fine dei dannati, nello struggimento di chi attraversa la misteriosa fase della purificazione e soprattutto nell’appagamento e nella felicità dei beati. Di amore e di desiderio vibra sempre più intensamente l’animo del poeta, di incontro in incontro, fino al punto terminale del suo viaggio. E, giunto a quell’apice, egli pensa anche a noi. Nell’ultimo canto del Paradiso, proprio dove avverte in modo più acuto l’insufficienza del lessico e degli stessi concetti teologici, formula una preghiera che ci riguarda da vicino: O somma luce che tanto ti levi da’ concetti mortali, a la mia mente ripresta un poco di quel che parevi, e fa la lingua mia tanto possente ch’una favilla sol de la tua gloria possa lasciare a la futura gente;5 Ibid. La mia tesi dottorale, pubblicata nel 2014 dalla Libreria Editrice Vaticana con il titolo La via della bellezza nel poema di Dante, raccoglie a livello scientifico il frutto delle mie frequentazioni dantesche. Questa sintesi, alleggerita di tutto l’apparato critico e con un taglio diverso, mette a disposizione di altri lettori i contenuti del lavoro scientifico e la possibilità di nutrire a un tempo mente e cuore. 4 Par. XXIV, 132. 5 Par. XXXIII, 67-72. 2 3
Introduzione
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Ciò che Dante chiede in questi versi gli è stato concesso in abbondanza. Gli è stata data, infatti, una tale potenza poetica da lasciare «a la futura gente» ben più di una favilla della gloria divina. E forse anche queste pagine potranno mostrarlo. Fabio Ciollaro
Il testo del poema qui riprodotto è quello de La Commedia secondo l’antica vulgata, a cura di Giorgio Petrocchi.
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«con amore e con disio»
Indice
Prefazione Marcello Semeraro 5 Introduzione 9 Parte prima LA BELLEZZA CH’IO VIDI Un laico impegnato, un peccatore graziato
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Il Poema «al quale ha posto mano e cielo e terra» 20 Perché rileggere Dante
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Avvertenze per non smarrirsi
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Lettura partecipativa di Dante
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Parte seconda INCONTRI «Biondo era e bello» 38 Salvataggio all’ultimo istante
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Ambiziosissimo e deluso
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Le mani addosso al Papa
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Il carro e il Grifone
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Indice
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La prostituta discinta
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Un santo senza peli sulla lingua
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Sorridente, dopo tanti travagli
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Follia evangelica
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Una difficile opera di misericordia
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Un vero uomo di Stato
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Sopportò una nera ingratitudine
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Scintillano di gioia ad ogni incontro
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I due emicicli
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Splendide creature
113
L’angelo innamorato
118
Aveva molto fascino
123
Gli occhi trasparenti di Maria
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Parte terza TRINA LUCE Attraverso il Figlio
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«Ne la profonda e chiara sussistenza» 145 Contemplazione e lode trinitaria
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«con amore e con disio»
Dante, profeta di speranza e testimone del desiderio umano di felicità, può aiutarci ad avanzare con serenità e coraggio nel pellegrinaggio della vita e della fede. Francesco
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Il suo viaggio può essere il nostro viaggio. Durante il viaggio potremo fare tanti incontri, troveremo storie su cui meditare, saremo stimolati ad uno sguardo contemplativo capace di cogliere, sotto il velo dei versi poetici, autentici bagliori di luce. Così è stato per me. Vorrei che anche altri potessero fare questa esperienza.
Fabio Ciollaro
È indispensabile che il messaggio di Dante, così elevato e pur così vicino a noi, sia reso «accessibile e attraente». Le pagine di questo volume hanno il tono colloquiale di una proposta rivolta a tutti, per renderli partecipi di tanta bellezza, a gioia e consolazione di chi vive un cammino di fede e in fraterna condivisione con chi cerca anche nella poesia tracce di infinito.
Marcello Card. Semeraro
Fabio Ciollaro è vicario generale della diocesi di Brindisi-Ostuni.
€ 14,00