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"Candor Lucis aeternae" di Papa Francesco

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-Sidera

Bisogna dire brevemente che il fine del tutto e della parte è rimuovere i viventi in questa vita da uno stato di miseria e condurli a uno stato di felicità.

De

la C ol n a

Francesco

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De Ravenna è la capitale -Sidera delle celebrazioni per il VII Centenario della morte di Dante, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

-Sidera

Dante ci chiede di essere ascoltato, di essere in certo qual modo imitato, di farci suoi compagni di viaggio, perché anche oggi egli vuole mostrarci quale sia l’itinerario verso la felicità, la via retta per vivere pienamente la nostra umanità, superando le selve oscure. [Dante] ha un messaggio importante da trasmetterci, una parola che vuole toccare il nostro cuore e la nostra mente, destinata a trasformarci e cambiarci già ora, in questa vita.

Il legame tra Dante e Ravenna è profondo: qui non solo visse gli ultimi anni della sua vita, trovando la quiete necessaria per comporre il Paradiso, ma poté ammirare lo splendore di luce eterna che promana dai mosaici delle Basiliche ravennati.

CANDOR LUCIS ÆTERNÆ

la C ol n a

FRANCESCO Candor Lucis æternæ

Francesco

Dante

Lettera Apostolica in occasione del VII Centenario della morte di Dante Alighieri

€ 5,00 itacaedizioni.it

Prefazione · Postfazione S.E. Mons. Lorenzo Ghizzoni · Cristina Mazzavillani Muti

Archidiocesi di Ravenna-Cervia

Quel «mondo riconciliato, trasfigurato dalla luce» (André Frossard) certamente colpì e ispirò Dante, offrendogli un universo di simboli, un ricco repertorio di immagini fortemente evocative: «La bellezza ch’io vidi...» (Par. XXX, 19). Questa edizione “ravennate” della Lettera Apostolica Candor Lucis æternæ dà risalto a quel legame e raccoglie l’invito dei mosaici e della Commedia ad alzare lo sguardo alle stelle, quelle del Mausoleo di Galla Placidia e quelle che Dante pone come sigillo delle tre cantiche. Segno del destino eterno dell’uomo e della sua vocazione alla felicità.


Francesco

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FRANCESCO Candor Lucis æternæ Lettera Apostolica in occasione del VII Centenario della morte di Dante Alighieri

Archidiocesi di Ravenna-Cervia

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Nelle edizioni Itaca André Frossard Il Vangelo secondo Ravenna Manuela Mambelli (a cura di) «La bellezza ch’io vidi…» (Paradiso XXX, 19) La Divina Commedia e i mosaici di Ravenna

Francesco Candor Lucis æternæ www.itacaedizioni.it/candor-lucis-aeternae Prima edizione: marzo 2021 © Libreria Editrice Vaticana © 2021 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0681-6 In copertina Mausoleo di Galla Placidia, particolare della volta Le immagini provengono dalla campagna fotografica effettuata da Alfredo Dagli Orti, su concessione dell’Opera di Religione dell’Archidiocesi di Ravenna. Stampato in Italia da D’Auria Printing, S. Egidio alla Vibrata (TE) Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Questo prodotto è composto da materiale che proviene da foreste ben gestite certificate FSC‰, da materiali riciclati e da altre fonti controllate. Utilizziamo materiale plastic free, inchiostri vegetali senza componenti derivati dal petrolio e stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.

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Sommario Prefazione S.E. Mons. Lorenzo Ghizzoni 9

Candor Lucis æternæ 16 1. Le parole dei Pontefici Romani dell’ultimo secolo su Dante Alighieri 20 2. La vita di Dante Alighieri, paradigma della condizione umana 35 3. La missione del Poeta, profeta di speranza 44 4. Dante cantore del desiderio umano 49 5. Poeta della misericordia di Dio e della libertà umana 56 6. L’immagine dell’uomo nella visione di Dio 62 7. Le tre donne della Commedia: Maria, Beatrice, Lucia 68 8. Francesco, sposo di Madonna Povertà 76 9. Accogliere la testimonianza di Dante Alighieri 82 «La bellezza ch’io vidi…» 90 Postfazione Cristina Mazzavillani Muti 93


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Prefazione

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Prefazione

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ratitudine e gioia dobbiamo esprimere a Papa Francesco per aver mantenuto la promessa di arricchire con una nuova riflessione le celebrazioni del 700° anniversario della morte del grande Poeta. Promessa che ci fece nello scorso ottobre quando ricevette in Udienza privata una delegazione dell’Archidiocesi di Ravenna-Cervia con il Centro dantesco dei Frati minori conventuali insieme a una delegazione del Comune e della società civile di Ravenna. All’inaugurazione del 700° anniversario, il 5 settembre 2020, abbiamo avuto l’onore della presenza in città del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel giorno dell’“Annuale” abbiamo potuto ascoltare l’intervento del professor Carlo Ossola e nel giorno del Transitus quello del cardinale José Tolentino de Mendoça: riflessioni che ci hanno coinvolto per la loro profondità e bellezza. 9


Candor Lucis æternæ

Con la Lettera Apostolica Candor Lucis aeternae, del 25 marzo 2021, nella data che è stata scelta anche come Dantedì a livello nazionale, Papa Francesco ci rivela una attenzione speciale per la città, essendo noi “i custodi” della tomba di Dante, esule dalla sua Firenze e pellegrino accolto a Ravenna fino alla morte. E soprattutto ci mette a disposizione una ulteriore riflessione, ricca, densa, coinvolgente, che si colloca nella scia dei documenti dei Pontefici del secolo scorso, dedicati a Dante Alighieri e alla sua Divina Commedia. È bello ricordare che Dante nella Commedia propone a tutti, con il suo viaggio dentro l’anima umana, una discesa agli inferi per mettere a nudo le debolezze, le fragilità e i peccati di ciascuno di noi, mentre descrive e biasima quelli degli uomini e delle donne del suo tempo. Il suo e nostro cammino però non si ferma qui. Egli immagina anche una risalita «a riveder le stelle», grazie al Dio della misericordia che illumina l’ascesa di ciascuno e ci stimola a sperare contro ogni speranza, ad aspirare alla libertà, alla verità, al bene, fino a desiderare quel sommo 10


Prefazione

Bene, quella Bellezza pura e splendente che è Lui stesso: il Dio dell’amore, «l’amor che move il sole e l’altre stelle». Contemplando il mistero dell’Incarnazione, che si ricorda nella festa dell’Annunciazione il 25 marzo, Dante mette in luce quanto Dio ami la natura umana, tanto da condividerla e assumerla dentro la sua stessa vita divina. Il Cristo uomo e Dio, che porta la sua umanità trasfigurata, ma 11


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vera, nella Trinità, è il punto di arrivo della sua comprensione di Dio. Il Poeta, che è teologo, è anche mistico, da come ci presenta la sua esperienza personale dell’incontro estatico con Lui, nel canto XXXIII del Paradiso. E ci commuove con la sua testimonianza. La sua profonda venerazione per la Vergine Madre «figlia del suo Figlio, umile e alta più che creatura» gli ha fatto ricordare un’icona della Madonna greca, un monastero e una basilica di Ravenna, Santa Maria in Porto, «la casa di Nostra Donna in sul lito adriano» (Paradiso XXI), che ha certamente visitato e nella quale ha pregato. Ma numerose sono le allusioni ai mosaici delle Basiliche ravennati che lo hanno ispirato, con le loro pietre preziose piene di luci e di colori, con le figure di Santi e Sante, di personaggi storici e biblici, e che oggi sono patrimonio dell’umanità. Dante Alighieri, poeta ispirato, profeta e teologo, letterato e laico impegnato nella cosa pubblica, merita tutta l’attenzione che gli dedichiamo, non solo come Chiesa, ma anche come Italia, nazione che a lui deve la lingua e la testimonianza 12


Prefazione

di quei valori civili e politici, non solo proclamati ma vissuti a caro prezzo. Siamo grati a Papa Francesco anche perché ci chiede di rilanciare l’opera dantesca nella scuola, nell’università, dovunque si fa cultura e dove si educa, dove si studia la lingua e la letteratura italiana, nelle facoltà teologiche dove si formano i futuri sacerdoti e docenti, nel mondo dell’informazione, in quello delle arti. Ma soprattutto andrà proposto tra i giovani e gli adolescenti, terreno così bisognoso e pronto a ricevere il buon seme dei valori umani, civili e religiosi che rendono la vita degna e nobile. + Lorenzo Ghizzoni Arcivescovo di Ravenna-Cervia Ravenna, 4 aprile 2021 Pasqua di Risurrezione

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Bisogna dire brevemente che il fine del tutto e della parte è rimuovere i viventi in questa vita da uno stato di miseria e condurli a uno stato di felicità.

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De Ravenna è la capitale -Sidera delle celebrazioni per il VII Centenario della morte di Dante, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

-Sidera

Dante ci chiede di essere ascoltato, di essere in certo qual modo imitato, di farci suoi compagni di viaggio, perché anche oggi egli vuole mostrarci quale sia l’itinerario verso la felicità, la via retta per vivere pienamente la nostra umanità, superando le selve oscure. [Dante] ha un messaggio importante da trasmetterci, una parola che vuole toccare il nostro cuore e la nostra mente, destinata a trasformarci e cambiarci già ora, in questa vita.

Il legame tra Dante e Ravenna è profondo: qui non solo visse gli ultimi anni della sua vita, trovando la quiete necessaria per comporre il Paradiso, ma poté ammirare lo splendore di luce eterna che promana dai mosaici delle Basiliche ravennati.

CANDOR LUCIS ÆTERNÆ

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FRANCESCO Candor Lucis æternæ

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Lettera Apostolica in occasione del VII Centenario della morte di Dante Alighieri

€ 5,00 itacaedizioni.it

Prefazione · Postfazione S.E. Mons. Lorenzo Ghizzoni · Cristina Mazzavillani Muti

Archidiocesi di Ravenna-Cervia

Quel «mondo riconciliato, trasfigurato dalla luce» (André Frossard) certamente colpì e ispirò Dante, offrendogli un universo di simboli, un ricco repertorio di immagini fortemente evocative: «La bellezza ch’io vidi...» (Par. XXX, 19). Questa edizione “ravennate” della Lettera Apostolica Candor Lucis æternæ dà risalto a quel legame e raccoglie l’invito dei mosaici e della Commedia ad alzare lo sguardo alle stelle, quelle del Mausoleo di Galla Placidia e quelle che Dante pone come sigillo delle tre cantiche. Segno del destino eterno dell’uomo e della sua vocazione alla felicità.


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